Sei sulla pagina 1di 16

natale,

il segno di Dio
n questi giorni delle feste di Natale, viene spontaneo voler
esprimere qualcosa di grande e di bello che ognuno di noi
porta dentro di s.
Ci sono pensieri, ricordi, amicizie, affetti che vorrebbero
sfondare oltre la porta dei cuore per comunicarsi con amore e
con semplicit.
Ritornano in noi i pensieri del passato, i volti delle persone
care che non ci sono pi, tutti i natali della nostra vita.
E poi, con le immagini e i ricordi del passato, ci sono le
immagini del presente, la vita del nostro tempo, tutto ci che
ci circonda e che in questo momento riempie la nostra esistenza.
Sullo sfondo della nostra vita passata e presente, a Natale
appare la figura della Madonna con il suo Bambino, Ges, il
Figlio di Dio.
il segno che Dio ci ama, che noi siamo amati da Dio, che
ciascuno di noi persona amata da un amore misterioso che
parte dall'eternit e si manifesta nel tempo.
il segno che una grande luce sorta per tutto il mondo,
che una grande speranza consegnata alla nostra fragilit,
che Dio ci vicino, che un Dio sceglie di farsi uomo per
partecipare alla nostra vita, alle nostre sofferenze, alla
nostra morte e per insegnarci a vivere con la sua fiducia,
con il suo amore e la sua speranza.
il segno che l'uomo, noi, siamo capaci di costruire un mondo
nuovo, siamo artefici del nostro destino e, se anche dobbiamo
soffrire o siamo presi dal dubbio, la tristezza di tante situazioni
drammatiche e penose non pu sommergere e distruggere la
nostra gioia, la nostra speranza.
Dobbiamo avere il coraggio di guardare a questo Bambino, di
seguirlo; dobbiamo avere il coraggio di seguire la stella che
apparsa e conduce lontano dalle nostre abitudini, dai nostri
pregiudizi, dai nostri egoismi, per prendere coscienza di noi
stessi, per trovare la nostra strada e riscoprire dentro di noi delle
forze e delle capacit mai pensate.
Questo il Natale, il vero Natale, quello che lascia un segno
nella nostra vita, nella nostra famiglia, nel nostro paese,
perch lascia il segno di Dio, della sua bont, della sua pace.
AUGUR A TUTT!
2
calendario delle feste di natale
VENERD
25 DCEMBRE S. NATALE
MEZZANOTTE S. MESSA D NATALE
ORE 8 S. MESSA
ORE 10.30 S. MESSA
ORE 15.00 LODE VESPERTNA
SABATO
26 DCEMBRE S. STEFANO
ORE 10 S. MESSA
ORE 20 S. MESSA
GOVED
31 DCEMBRE 1987
ORE 7.30 S. MESSA
ORE 20 S. MESSA CON L CANTO DEL TE DEUM
VENERD
1 GENNAO 1988 FESTA D MARA MADRE D GES
XX^ GORNATA DELLA PACE: "la libert religiosa,
condizione per la pacifica convivenza.
ORE 8 S. MESSA
ORE 10.30 S. MESSA
ORE 15.00 LODE VESPERTNA - BACO DEL BAMBNO
NCANTO DE DON DELL'ALBERO A FAVORE
DELLA SCUOLA MATERNA
SABATO
2 GENNAO S. DEFENDENTE, PATRONO D RONAGO
ORE 7.30 S. MESSA
ORE 20.00 S.MESSA
VENE RACCOLTA L
!
OFFERTA DEL FOCATCO
MERCOLED
6 GENNAO EPFANA DEL SGNORE
ORE 8 S. MESSA
ORE 10.30 S. MESSA
ORE 15.00 LODE VESPERTNA
Durante il periodo natalizio, le S. Messe della vigilia festiva sono celebrate
alle ORE 20; le S. Messe della festa e della domenica alle ORE 8 e alle
ORE 10,30.
3
davanti al presepio
Davanti al presepio, ti guardo, Bambino...
traspare da Te un senso divino,
dolce e sereno il tuo sorriso
e a tutti lo doni con canape indiviso.
Maria contempla, ancora stupita,
il Figlio a cui ha donato la vita;
lo depone nella mangiatoia
e sul .suo volto vedo la gioia.
Giuseppe, l'uomo giusto e buono, contempla il
Bimbo che si fatto dono
e che da Dio gli stato affidato
accettando il mistero in cui ha creduto.
Sopra la grotta, vicino alla stella,
un Angelo annuncia la lieta novella;
ha le ali d'argento, rivolte alla luce
e indica la via che a Cristo conduce.
Vicino alla grotta c' un pastorello,
ha tra le braccia un candido agnello
e lo depone accanto a Ges
per riscaldarlo ancora di pi.
Sotto una palma c' il dormiglione
che all'annuncio non presta attenzione
e ignora il mistero che gli si addita
che pu rinnovare il gusto della vita.
La massaia lesta s'avvia
all'incontro col nato Messia
con i frutti del suo lavoro
e sembra che porti un tesoro.
n un angolo c' l'arrotino
intento al lavoro, a capo chino;
assorto, medita nel suo cuore
il messaggio di bont e d'amore.
Un dolce suono di cornamusa
allieta la gente che s' diffusa
intorno alla grotta: un senso di pace
viene dal Bimbo che sulla paglia giace.
Ripenso al mistero del Santo Natale
e a tutto ci che veramente vale;
il Bimbo riempie di commozione,
ma anche segno di contraddizione!
Ci insegna a vivere con sobriet,
donando a chi il pane non ha
e ci ricorda che la pace e l'amore
sono al di sopra d'ogni altro valore!
preghiera a Ges Bambino
concedimi. Signore...
Concedimi, Signore, un cuore ospitale,
non solo per i giorni di festa,
i facili giorni della gioia e del riposo,
ma per tutti i giorni dell'anno,
specialmente quelli pi monotoni,
o sofferti o riarsi da dura fatica.
Concedimi un cuore ospitale
per tutte le stagioni della vita,
un cuore libero dall'ingranaggio del
fare e dello strafare,
dalle preoccupazioni del denaro e del
successo,
dal "malessere" d'un eccessivo "benessere",
dalle inquietudini egoistiche,
dalla paura della malattia e della morte.
Concedimi un cuore ospitale
in cui la persona amica possa entrare
ogni momento a deporre il suo fardello,
e il nemico trovi l'uscio socchiuso
che non lo mette affatto a disagio,
e un sorriso che lo inviti ad entrare.
Concedimi un cuore ospitale
col focolare acceso del "saper amare"
e un calore umano, un ascolto attento
e discreto per ciascuno che viene
Povero o ricco, giovane o anziano,
del mio paese o di lontana nazione
possa il cuore accoglierlo con viva simpatia
e accettarlo cos com',
e prenderlo per il verso,
collaborando con lui per "cieli e terra nuovi
4
la pagina della vita
chi ha detto che Erode e morto?
Bambini picchiati, ingiuriati, spesso
violentati, massacrati di botte e an-
che uccisi o abbandonati: nel meda-
gliere delle violenze ai minori, l'talia
quinta, dietro a Usa, Francia, nghil-
terra e Germania.
La cronaca di questi ultimi mesi
dell'anno ha riportato ogni giorno tanti
episodi di violenza, brutalit nei con-
fronti di bambini, anche molto piccoli.
Tanti si chiedono: ma siamo scesi
cos in basso?
Forse, per, non si pu dimenticare
una forma di violenza "perbene", che
non finir mai sulle pagine della cro-
naca nera: la violenza delle tante
sopraffazioni quotidiane; dell'adulto
che non dialoga mai, ma si impone;
dell'adulto che crede alla bont della
forza pi che alla forza della bont.
Ai bambini facciamo respirare il no-
stro nervosismo, le scenate, i lunghi
silenzi di incomprensione e gli im-
provvisi scatti; aggressioni verbali, ri-
catti affettivi, punizioni non motivate o
sproporzionate...
Non . violenza anche questa?
n questo periodo natalizio, i bambini
tornano ad essere protagonisti: rega-
li, spettacoli... e magari ci illuderemo
di saldare cosi il nostro debito con
loro. l tutto sar condito con la poe-
sia del "bambino Ges": il presepio
fatto in casa, la Messa di mezzanot-
te, i fioretti per i bambini poveri...
Ma non possiamo dimenticare che
anche quel Bambino, quando arriv "i
suoi non lo riconobbero" e appena
nato trov, assieme all'omaggio sem-
plice dei pastori e dei magi, la furia
omicida di Erode.
l Bambino sopravvisse ed ancora
vivo oggi, dopo duemila anni. Ma for-
se anche Erode non morto del tut-
to...
(da EVANGELZZARE, 12/87)
5
orario festivo
operazione natale '87
n queste domeniche, a partire dal mese di
ottobre, ci siamo ritrovati con i nostri ragaz-
zi per vivere insieme l'esperienza dell'orato-
rio festivo.
Abbiamo con loro pregato, giocato, lavora-
to, trasformando le ore del pomeriggio in
momenti di autentica festa.
Pur non trascurando il momento del gioco
nei nostri pomeriggi, abbiamo per lavorato
molto per prepararci insieme alla grande fe-
sta del Natale.
Le proposte di "lavoro" sono, state essen-
zialmente tre cos che ogni ragazzo avesse
l'opportunit di scegliere ci che pi lo inte-
ressava:
- un gruppo si impegnato ad allestire un
albero di Natale addobbato con bocce e
stelle realizzate attraverso l'arte dell'origa-
mi, ovvero la tecnica della piegatura con la
quale si pu trasformare un semplice foglio
di carta in forme stupende.
- un gruppo si invece occupato a realizza-
re l'ormai tradizionale recital di Natale per
offrire alla nostra comunit un momento di
riflessione sul vero senso del Natale,
espresso attraverso la recitazione e il can-
to,
- un terzo gruppo ha infine preparato un ca-
lendario da donare agli anziani della nostra
comunit, come segno di augurio per il
prossimo Natale.
Un piccolo dono, segno di tanto affetto per i
"nostri nonni".
Questo lavoro, vera novit per i ragazzi, ha
riscosso un buon apprezzamento da parte
loro, che hanno capito l'importanza di que-
sto piccolo dono. E cos, tra alti e bassi,
l'operazione Natale si conclusa, caratte-
rizzata quest'anno da una costante presen-
za dei ragazzi, soprattutto di un gruppetto di
ragazze delle scuole medie (e i ragazzi?)
che si sono rivelate veramente "in gamba"
e dall'impegno del gruppo delle educatrici
che hanno realizzato tutto questo, dedican-
do tempo e fantasia ai nostri ragazzi.
Speriamo perci di continuare in questo
modo, perch l'oratorio si trasformi sempre
pi da semplice luogo e struttura in una
proposta educativa in cui i ragazzi imparino
progressivamente a far parte della Chiesa,
per raggiungere la piena maturit cristiana.
Per fare tutto ci occorre ancora molto lavo-
ro e l'impegno di pi persone (soprattutto
giovani) che si dedichino con costanza a
questo servizio, perch l'oratorio diventi ve-
ramente un'esperienza di tutti.
L'oratorio sar infatti tanto pi vivo quanto
pi sar ricco di persone adulte che con
passione realizzino questa missione educa-
tiva fondamentale della parrocchia, in modo
da coinvolgere in essa non solo i bambini,
ma anche gli adolescenti che troppe volte
considerano l'oratorio solo come una propo-
sta per bambini piccoli che non sanno come
trascorrere la domenica pomeriggio.
erminia g.
6
racconto per le feste a. g.
bentornato Natale
Bentornato Natale!
Ti trovo molto bene; tutto sfavillante di luci e co-
lori, sostenuto massicciamente da un eccezio-
nale supporto pubblicitario! Veramente ti sei
adeguato ai tempi : complimenti!
L'aria si fa sempre pi gelida e la brina ormai ti
d il buongiorno ogni mattina. Con le foglie sec-
che che si muovono lungo la strada, rincorro un
grande desiderio di tranquillit.
Spero tanto in te, Natale, con i tuoi doni che hai
sempre portato: la pace tra gli uomini di buona
volont, la fede riscoperta, il ritrovarsi delle fa-
miglie intorno ad una calda mensa, i regali fatti
con il cuore, gli auguri che sanno di riconcilia-
zione, i momenti in cui, lasciati gli affanni, ci si
ritrova, si ricorda, si riaccendono le amicizie.
Ti guardo e non ti riconosco pi. Cos addobba-
to, cos sistemato, cos impegnato a sostenere il
panettone Melegatti e il pandoro Bauli, mi chie-
do se sei ancora capace di darci tutte quelle
cose che ho ricordato prima.
Ti fai scuro in volto e mi dici che la colpa tutta
nostra......
Sono giorni che rifletto su questo e devo conve-
nire che hai proprio ragione,
Quando avevo i figli piccoli che mi chiedevano
prima di dormire una storia, a Natale raccontavo
loro la nascita di Ges, cos com'era scritta nel
Vangelo.
Lo facevo a puntate, dicendo loro che una
storia vera, che l'essenza del Natale e... crede-
temi, erano delle sere bellissime.
Chiss se ci avviene ancora nelle case dove ci
sono i bambini...
Forse la "mia storia" non pi attuale? Ve la
racconto.
La sera era fredda; nel cielo molto limpido, ripu-
lito da ogni foschia dalla brezza gelida, risplen-
deva un'infinit di stelle. Tra di esse, molto lon-
tano, comparve una luce che si faceva sempre
pi grande e viva, fino a diventare un bagliore.
Un caldo amico l'accompagnava e, giunta ad un
centinaio di metri da terra, si pot scorgere in
essa una grande astronave. Senza alcun rumo-
re, quest'ultima inizi a spostarsi, quasi con
gentilezza; nella sua scia tutto tornava a germo-
gliare e a fiorire come se fosse primavera.
Arrivata sopra la citt,si diresse verso la grande
piazza dove un enorme abete risplendeva di
mille luci colorate; qui si pos dolcemente al
suolo.
Tutto si ferm e la gente fu presa da grande stu-
pore; da una grossa apertura ecco uscire tre
uomini, uguali a noi. Le lunghe barbe bianche,
gli occhi profondi, ma rassicuranti, il volto pieno
di luce davano loro un aspetto maestoso. Con
passo sicuro si diressero verso la folla ammuto-
lita e chiesero di parlare con il borgomastro del-
la citt.
La curiosit della gente era immensa: "chi
sono? da dove vengono? cosa vogliono?" erano
le domande che ognuno si poneva, ma che nes-
suno osava fare. l loro vestire era semplice, ma
fatto di tessuti raffinati, quasi fossero seta; non
avevano gradi o mostrine e non si notava trac-
cia alcuna di armi.
Affannato, rosso in viso, ecco giungere il borgo-
mastro accompagnato dai notabili e da una
7
schiera di giornalisti.
Saluta balbettando e chiede con timore che
cosa li ha spinti ad atterrare in citt. l pi anzia-
no inizia a parlare: "tra i libri intergalattici abbia-
mo letto una notizia grande, stupenda e meravi-
gliosa. n una citt della terra sarebbe dovuto
nascere un grande re, immensamente saggio,
che avrebbe portato pace e giustizia a tutte le
genti. Lui sarebbe stato il depositario della veri-
t e delle origini dell'universo. Noi, i saggi dei
pianeti Alfa, Beta e Gamma della costellazione
Xveda, desideriamo conoscerlo ed apprendere
da Lui queste verit per portarle tra le nostre
genti e cos ottenere finalmente la vera pace e
la vera giustizia. Sapete voi dirci dove possiamo
trovare questo re?"
l borgomastro, attonito, guarda smarrito i suoi
consiglieri; i giornalisti invece, dopo qualche
istante di esitazione, scoppiano in una grande
risata. "Questi sono in ritarda di ben 2000 anni!
Forse hanno letto di quel Ges che nato a Be-
tlemme, ma che non riuscito a portare pace e
giustizia. nfatti, tra noi la guerra cosa di tutti i
giorni ed i prepotenti sono i padroni del
mondo!"- la loro risposta quasi beffarda.
Sconsolati, avviliti ed indignati i tre extraterrestri
risalgono sulla loro astronave e ripartono: "forse
abbiamo sbagliato pianeta" si dicono e si accin-
gono a riprendere il loro viaggio nello spazio.
Una stella cometa davanti a loro; a quella vi-
sta una grande speranza li invade, perch ricor-
dano che "questa indicher il luogo dove trovare
il nuovo re". La seguono fiduciosi e giungono
davanti ad una piccola casa; scendono ed en-
trano. Semplicit e serenit regnano nella stan-
za in cui vengono a trovarsi. Una mamma sta
cullando un bambino di pochi giorni, roseo e
paffuto, ma... senza braccia; altri bambini, con il
pap, stanno armeggiando con delle statuine di
terracotta. Gli sguardi dei tre saggi sono stupiti,
non riescono a capire: "Da noi i bambini cos
non si lasciano nascere" il loro sommesso
commento.
L'amore con cui la donna guarda il piccolo li col-
pisce: "Da noi non ci sono cose cos belle il
loro pensiero.
La stella si sposta su un'altra casa.
Anche qui entrano e trovano una ragazza ac-
canto ad un letto in cui giace una persona molto
anziana e visibilmente sofferente. La giovane
si .muove in silenzio e con delicatezza per poter
dare all'ammalata ci di cui ha bisogno. Lo
sguardo sereno, ma stanco per gli innumere-
voli giorni e le tante notti passate accanto a quel
letto. tre saggi venuti da lontano, pensano su-
bito alla morte liberatoria da ogni sofferenza e
da ogni gravoso impegno somministrata tran-
quillamente sui loro pianeti e riflettono: "Da noi
non c' una cos grande disponibilit verso gli
altri".
La stella va lontano, sopra una citt immensa.
Anche qui la seguono e trovano tra quelle stra-
de donne vestite di bianco che raccolgono relitti
umani ricolmi solo di fame e di malattie. Li con-
fortano, li curano, li aiutano a morire.
La gioia con cui queste persone agiscono apre
la mente ed il cuore ai tre saggi: "Da noi non c'
tanto eroismo! l Re che cerchiamo nato pro-
prio su questo pianeta; ne abbiamo visto i segni
ed i frutti! Ora possiamo ritornare."
L'astronave riparte, questa volta definitivamen-
te. Le sue stive sono ricolme di doni da portare
agli abitanti di Alfa, Beta, Gamma. Sono la gio-
ia, la pazienza, la dedizione, l'eroismo che i tre
saggi hanno trovato seguendo la stella; sono il
dolore e la sofferenza, vinti per dall'amore di
chi ti sta vicino o da chi ti passa accanto, che
hanno trovato nelle case e nelle strade. Li por-
tano con gioia perch con essi hanno trovato
ci che erano venuti a cercare.
Ciao Natale. Visto cos sei sempre grande!
8
invito alla gioia
gi Natale.
L'abbiamo capito dalle immagini della pub-
blicit, somministrate con molto anticipo,
cos da garantire il ripetersi di una festa tut-
ta piena di doni.
Cos, senza che ce ne siamo resi conto,
incominciata anche quest'anno la nostra at-
tesa del Natale dei consumi, diverso dagli
altri solo perch diversa sar quest'anno
l'idea-regalo che saremo costretti faticosa-
mente ad inventare.
Ma un tale concetto del Natale non soddisfa
tutti.
Spesso, soprattutto i meno giovani, ricorda-
no nostalgicamente le Feste di altri tempi,
quando l'aspetto religioso era generalmente
pi sentito e creava un clima di poesia oggi
scomparso.
A sentir loro, il Natale la festa dei bambini,
mentre per gli adulti esso non porta che il
peso di un anno in pi di vita sulle spalle.
Se il Natale proposto dalla societ dei con-
sumi la festa di un giorno, che ti lascia poi
a mani vuote e il Natale dei nostalgici an-
cora pi triste perch ti fa rimpiangere una
festa del passato che non si ripeter mai
pi, forse perch abbiamo dimenticato Chi
il festeggiato.
Per noi cristiani il Natale la festa di Ges
che nasce dentro di noi e tra noi. Se cer-
cheremo di accoglierlo, superando le tenta-
zioni del consumismo e del rimpianto, per
metterci ad amare, Egli ci riempir di gioia
nuova e duratura, come dice la Parola di
vita del mese di dicembre che ci invita a go-
dere della gioia del Natale.
parola di vita "Siate sempre Iieti" (1 Tess 5, 16).
Eppure per san Paolo c' una ragione perch, nonostante tutte te
difficolt, noi dobbiamo essere sempre nella gioia. la vita cristiana
presa sul serio che porta a questo. Per essa Ges vive con pienezza
dentro di noi e con lui non possiamo non essere nella gloria.
lui la sorgente della vera gioia, perch d senso alla nostra vita,
ci guida con la sua luce, ci libera da ogni timore sia per quanto ri-
guarda il passato come per quanto ancora ci attende, ci d la forza
per superare tutte le difficolt, tentazioni e prove che possiamo in-
contrare.
"Siate sempre Iieti"
C', dunque, un segreto per essere sempre nella gioia. Esso con-
siste ne! puntare su Ges, facendo in modo che egli risplenda sem-
pre in noi.
E la strada ormai la conosciamo. Ges vive in noi se ci sforziamo
di mettere in pratica la sua Parola, in particolare se lo amiamo in ogni
fratello, pronti a dare la vita per ciascuno, come ha fatto lui.
Se poi anche il fratello ama Ges in noi, allora la nostra gioia sar
piena (cf. Gv 15, 11), perch Ges splender pure in mezzo a noi.
La Parola di questo mese ci aiuti a testimoniare questa gioia fa
gioia vera del Natale e a comunicarla al mondo che ci circonda.
CHARA LUBCH
f
9
' A.C.
per la famiglia
"Tra le libere associazioni apostoliche di lai-
ci, riaffermo ancora una volta l'importanza
dell'Azione Cattolica; in nessuna comunit
parrocchiale deve essere esclusa a priori: in
ciascuna deve essere proposta e assistita
dal sacerdote, a norma dei suoi statuti e
delle indicazioni diocesane", (Fede adulta
per una Comunit Missionaria - pag. 11)
"Si facciano perci conoscere ai giovani le
motivazioni e le finalit delle associazioni
ecclesiali e soprattutto dell'A.C." (n cammi-
no verso una Fede adulta pag. 5)
Sono queste le parole del nostro Vescovo,
tratte da due dei pi recenti documenti dio-
cesani. Sono un calde invito a considerare
come prioritario il metodo associativo in un
serio cammino di Fede. Ed facile intuirne
la validit: ampi e nuovi orizzonti aperti, se-
rio e continuativo programma di maturazio-
ne nella Fede, tanti strumenti per affrontare
la veloce evoluzione del mondo odierno da
protagonisti e dal suo interno e, non ultimo,
tanti amici, tanto entusiasmo, tanto senso di
Chiesa-Comunione in pi. Provare per cre-
dere, direbbe qualcuno!
Forse l'A.C. pu sembrare qualcosa di inuti-
le, un sovrappi che non ha, apparente-
mente, una missione specifica se non la
stessa della Chiesa. Ma nel nostro tempo,
dove spesso le cose durano un secondo
per lasciar posto alle nuove, dove le trasfor-
mazioni rapide spesso frastornano, penso
che al Cristiano occorra quel "qualcosa in
pi" in studio, formazione, strumenti di cre-
scita che permettano una presenza ed una
testimonianza attuali e tanto necessarie.
Forse spaventa la tessera: ma anch'essa
segno, pur semplice, di testimonianza e di
fedelt all'impegno assunto.
Dato che l'A.C. a servizio della comunit,
intende mettere a disposizione di tutti il
cammino zonale sul tema della famiglia ini-
ziato l'8.11,87 con una giornata di ritiro te-
nuta da don Dante Lanfranconi, a titolo "la
famiglia nella Chiesa e per la Chiesa".
Gli altri appuntamenti sono:
24.01.88 "la famiglia soggetto di pastorale"
(mezza giornata di studio)
21.02.88 "la famiglia nella societ e per la
societ" (giornata di ritiro); guider don
Dante Lanfranconi.
10.04.88 "la famiglia soggetto politico: una
politica per la famiglia" (mezza giornata di
studio).
l non pensarci senz'altro omissione.
Meditate, gente, meditate!
felice g.
10
1 gennaio 1988, XX giornata della pace
liberi di credere, ecco la pace
C' un legame strettissimo tra pace e libert
religiosa.
La libert religiosa " una pietra angolare
dell'edificio dei diritti umani e pertanto un
fattore insostituibile del bene della persona
e di tutta la societ".
Proprio la libert di poter professare e prati-
care la propria religione un "elemento es-
senziale della pacifica convivenza degli uo-
mini".
Giovanni Paolo l, nel suo messaggio per la
prossima Giornata Mondiale della Pace del
1 gennaio 1988, ha voluto richiamare con
forza tutta la Chiesa e tutti gli uomini di buo-
na volont a un impegno preciso ad accet-
tare e a vivere pienamente il dono della
pace.
l Papa, nel suo messaggio, parla di Paesi e
di popoli in cui la libert religiosa in vario
modo conculcata o proibita; quelli in cui
l'ateismo il fondamento ideologico dello
Stato.
Nello stesso tempo per fa riferimento a si-
tuazioni in cui la libert religiosa vittima di
una "sottile discriminazione". Viene da pen-
sare a una situazione che spesso si ripete
anche in mezzo alla nostra societ. Nessu-
no impedisce a nessuno di leggere i libri o i
giornali che vuole, di andare a messa, di
manifestare la propria idea religiosa; anzi
capita che chi lo fa venga ammirato: si, ma
appunto come una persona fuori dal norma-
le, che si espone con un certo coraggio in
una societ che ragiona in modo diverso e
ha perduto il senso religioso delle cose, fino
al punto di non riconoscere nemmeno i se-
gni e i simboli.
Dice il Papa: "Ci sono forme di intolleranza
spontanee pi o meno occasionali, frutto ta-
lora di ignoranza e di presunzione che of-
fendono persone e comunit provocando
polemiche, attriti e contrapposizioni, con
pregiudizio della pace e di un solidale impe-
gno per il bene comune".
Per questo, il Papa invita tutti a consentire
l'esercizio della libert religiosa come la
condizione essenziale perch una societ
possa consentire il libero e completo svilup-
po della personalit, a beneficio di tutti.
siamo vicini ad Ambrogio
Pensava di fare una breve visita a
Ronago per salutare il pap e la mam-
ma, per vedere la sua "nuova" casa,
per incontrare i "vecchi amici e dire
loro che bella la sua esperienza in
terra d'Africa; l'aggravarsi della malat-
tia del pap e la sua scomparsa lo
hanno per costretto a cambiare il
suo programma.
l Gruppo GAM insieme a tutta la no-
stra comunit vicino ad Ambrogio in
questo momento, con tanto affetto e
gli assicura il costante ricordo nella
preghiera.
11
ricordando il cardinal Ferrari
tu sei la mia forza
" Siamo lieti di annunciarvi, o fedeli e figli
carissimi, che, piacendo al Signore, nel
giorno 12 gennaio 1894, verso sera, verre-
mo a voi per compiere la sacra Visita Pasto-
rale nel seguente giorno 13.
Queste sono le parole con le quali veniva
annunciato l'arrivo a Ronago di Andrea Fer-
rari, allora Vescovo di Como.
Esse sono anche l'unica testimonianza da
noi posseduta del passaggio nella nostra
parrocchia di questo grande santo, le cui
spoglie abbiamo venerato lo scorso ottobre
in Cattedrale.
Non mi difficile immaginare l'entusiasmo
ed il fervore con il quale la nostra comunit
si accinse ad accoglierlo.
Sar sicuramente stato un giorno di grande
festa; l'arrivo di un vescovo, infatti, non era
allora un evento consueto.
Egli arrivava in uno dei momenti pi lieti,
quando, trascorse da poco le feste di fine
anno, le famiglie erano ancora riunite attor-
no ai tanti lavoratori emigranti che, sempre,
tornavano in questo periodo alle loro case e
sicuramente questa coincidenza avr contri-
buito ancor pi ad elevare il tenore della fe-
sta.
Sono passati molti anni da allora e purtrop-
po nessuno pi in grado di tornare col ri-
cordo a quel periodo; ad Uggiate, tuttavia,
dove la sua presenza fu pi frequente, fino
a pochi anni fa viveva ancora qualcuno che
ricordava alcuni episodi che testimoniavano
la bont del nostro Santo.
Penso che oramai tutti conoscano gli episo-
di pi importanti della vita di Andrea Ferrari;
non credo sia dunque necessario richiamarli
anche in questa occasione. Credo, invece,
che pochi siano a conoscenza del suo gran-
de amore per Maria. Non si contano, infatti,
le visite da lui compiute nei tanti santuari
dedicati alla Madonna in talia e all'estero e,
per ricordare un luogo tanto caro a molti di
noi, le sue frequenti visite al Sacromonte di
Varese.
l suo amore per Maria fu talmente grande
che Egli scrisse di Lei, nella frase che cia-
scun vescovo si sceglie all'inizio del proprio
ministero; "Tu sei la mia forza".
Possa, l'esempio di questo grande uomo,
aiutare anche ciascuno di noi a pregare
sempre pi intensamente Maria ed a guar-
dare a Lei come luce insostituibile nel no-
stro continuo cammino di conversione.
V. V.
12
ci ha scritto Suor Amelia
di nuovo nella mia missione
Amakuriat, 6/12/87
Carissimi Gamiti,
ciao a TUTT! come state? Finalmente oggi riesco a mettermi in comunicazione con
voi anche con lo scritto! Questo per dirvi quanto ho desiderato farmi viva prima e quanto
mi siete quotidianamente presenti nella preghiera.
Vi rivedo uno per uno; vi sento un grande sostegno spirituale e materiale nonch
morale; vi incoraggio ad andare avanti con gioia e serenit e nascondimento e vi ringrazio
tantissimo per tutto ci che siete stati e siete per me.
Signore ohe ci unisce ci dia la gioia di sentirci sempre pi uniti in Lui, Padre, e noi, suoi
figli. S, io sto pensando molto a questa nostra figliolanza!
S. Giovanni ci dice: "Dio ha tanto ornato il mondo (noi) che ha dato il Figlio Suo Unigenito".
Come quel Bambino Primogenito e Unigenito "Figlio di Dio" e "Figlio dell'Uomo anche
noi siamo chiamati ad essere veramente "figli dell'uomo e "Figli di Dio.
n questo amore del Padre, in questo suo Piano come dovremmo essere meravigliosi!!!
Non so, pensiamoci e ringraziamo il Signore per questa grande realt; preghiamo perch
ci doni di viverla e gustarla.
Ecco, questo il mio Augurio Natalizio per tutti voi e voi ricordatemi perch pure io sia
sempre in questo Piano.
Di qui che dirvi?
l viaggio di ritorno andato benissimo e cos pure il mio rinserimento tra i nostri Pokot.
Quasi non mi sembra vero di essere stata a Ronago 5 mesi.
Ho trovato le donne e le ragazze pi assetate di incontri, forse il digiuno ha fatto loro bene:
speriamo continuino cos.
Ho pensato di mandarvi una foto della nostra casa, ohe venuta a costare 60 milioni e
che per merito vostro e di quelli di Morbio gi tutta pagata.
Come vedete, molto semplice, ma molto funzionale.
C'era una camera libera, ma in questo mese sar occupata dalla quinta suora che i supe-
riori hanno pensato di mandare per aiutarci.
Termino rinnovando gli auguri di un Buonissimo Natale ed altrettanto 1988, mandandovi e
ripetendovi ancora la mia viva riconoscenza ed il grosso GRAZE e dicendovi del mio
grande ricordo quotidiano nella preghiera.
Auguri di ogni BENE a tutti e carissimi saluti
vostra aff.ma sr. Amelia
13
l'anno 1987, l'anno di P. Giuseppe
1987 sar ricordato, nella storia della nostra comu-
nit parrocchiale soprattutto come l'anno di P. Giu-
seppe.
La sua morte inaspettata, dopo la fuga da Kalongo;
la sua sofferenza, la sua testimonianza di medico e
di missionario sono momenti che continuamente
vengono alla mente. Ci aiutano a far rivivere un
uomo, un grande uomo, un Santo, che per noi era di-
ventato cos abituale e famigliare da non meravigliar-
ci pi.
Sentendo ora parlare di P. Giuseppe in convegni e
incontri specifici; leggendo articoli e riflessioni sulla
sua vita, ci rendiamo sempre pi conto del bene che
ha fatto a noi, alla nostra comunit, a tanta gente,
come sacerdote, come missionario e come medico.
Ci hanno detto che, in occasione del primo anniver-
sario della sua morte, uscir anche un libro che de-
scriver in modo ancora pi completo la figura, l'atti-
vit e il pensiero di P. Giuseppe.
Credo per che la cosa pi importante sia quella di
conservare dentro di noi e vivere ogni giorno quella
grossa testimonianza di Fede e di Amore che il Pa-
dre ci ha lasciato.
Riportiamo quanto stato detto al Convegno annua-
le del Movimento Africa-Mission (gli amici di don Vit-
torione) che si svolto a Pianazze (Piacenza) il 3 ot-
tobre e al quale era presente anche una piccola rap-
presentanza della nostra comunit.
Vogliamo anche segnalare il bellissimo servizio ap-
parso sul numero di dicembre della rivista "mondo e
missione", dal titolo: "Ambrosoli, una stella per
l'Uganda".
La straordinaria figura umana e
cristiana di P. Giuseppe AmbrosoIi
La commemorazione tenuta da P. Agostoni e P. Marchetti
Un momento particolarmente inten-
so nell'ambito del Convegno annuale
di Pianazze stata la commemorazio-
ne di P. Giuseppe Ambrosoli, il medico
missionario comboniano di Kalongo,
deceduto a Lira (Uganda) il 22 marzo
di quest'anno. A delineare i tratti umani,
spirituali e missionari della sua perso-
nalit sono stati due testimoni autore-
voli: P, Agostoni, gi superiore genera-
le dei comboniani e ora segretario del-
la Conferenza Episcopale Ugandese, e
P. Marchetti che ha seguito e assistito
P. Ambrosoli fino agli ultimi istanti della
sua vita terrena.
l ritratto che ne uscito contiene li-
nee e toni di singolare forza. Basta os-
servare, ha sottolineato P. Agostoni, al
lavoro svolto nei trentun anni passati in
Uganda, alle circostanze in cui ha ope-
rato, allo stile e al metodo seguito e so-
prattutto alle profonde motivazioni
umane e cristiane che io hanno sem-
pre sostenuto.
Sacerdote di Dio, guida agli altri per
la loro salvezza e medico specializzato
in ginecologia e chirurgia, salvatore e
ministro della vita delle anime e dei
corpi.
Con stile umano pieno di gentilez-
za, di amore per gli altri, ha curato mi-
gliaia e migliaia di persone. La sua
fama di medico si era diffusa infatti in
tutta l'Uganda e anche nei paesi limi-
trofi.
Lavoratore instancabile, ha creato
quasi dal nulla l'ospedale di Kalongo,
rendendolo uno dei migliori di tutto il
paese. Ha fondato, tra l'altro, una
scuola di infermiere.
Le circostanze nelle quali P. Ambro-
soli ha lavorato sono state molto diffici-
li. La lontananza di Kalongo rispetto a
Kampala, l'isolamento dovuto alla pes-
sima situazione delle strade, la situa-
zione politica di questi anni, le frequen-
ti razzie e ultimamente la forzata eva-
cuazione dell'ospedale.
l suo metodo stato quello del
coinvolgimento delle persone nel lavo-
ro. Ne sono testimoni i medici, le infer-
miere e tutto il personale che ha lavo-
rato con lui.
nfine le profonde motivazioni. Non
si fatto medico missionario per fare
soldi o condurre una vita comoda e
tranquilla. Di denaro ne aveva abba-
stanza in talia, ma lo ha usato per la
povera gente, conducendo una vita di-
sagiata e povera nella turbolenta
Uganda.
l dott. Ambrosoli venne in Uganda
per amore, lavor con amore e mor
per amore.
P. Agostoni, riportando la testimo-
nianza di un'alta personalit ugandese,
ha concluso spiegando le ragioni per
cui la memoria di P. Ambrosoli vive e vi-
vr .sempre nella coscienza delle per-
sone e della popolazione che lo hanno
incontrato e conosciuto.
Sono le ragioni del suo grande co-
raggio, della sua umilt, dell'autocon-
trollo, dell'alto senso del dovere, della
retta coscienza e della carit.
Gli ultimi giorni e le ultime ore della
sua vita, secondo la testimonianza di
P. Marchetti, sono stati lo specchio fe-
dele e luminoso di ci che P. Ambrosoli
sempre stato. La morte serena, co-
sciente e piena di fede e di speranza,
stata il coronamento luminoso della
sua vita.
La sua figura supera grandemente
le misure pur larghe di tutti gli altri mis-
sionari che in questi anni difficili hanno
lottato per il Vangelo.
P. Ambrosoli rimane un esempio
straordinario e ci guider per prosegui-
re l'opera della missione evangelica e
della promozione umana, da lui lumi-
nosamente vissuta.
14
notizie dal comune
SOGGORNO AL MARE PER ANZAN
ARMA D TAGGA dal 18/5 al 1/8
costo 475.000 compresa anche l'assistenza
infermieristica,
400.000 per i residenti a Ronago
per informazioni rivolgersi in comune
il nuovo distretto sanitario
1) Dal 1.12.87, a seguito della ristrutturazione
dei servizi socio-sanitari dell'USSL, entrato in
funzione il Distretto Sanitario di Uggiate Treva-
no.
Presso la sede, in via Roma, di fianco alla scuo-
la media, nei giorni di marted dalle ore 15 alle
ore 18 e di gioved e sabato dalle ore 9 alle ore
12, sar possibile trovare l'Ufficiale sanitario Dr.
Casartelli, per il disbrigo delle pratiche di sua
competenza.
Le vaccinazioni obbligatorie continueranno ad
essere effettuate presso l'ambulatorio di Rona-
go, logicamente solo nei giorni prestabiliti dal
calendario.
l personale del Distretto Sanitario a disposi-
zione anche per i servizi sottoelencati :
-la scelta e la revoca del medico di fiducia;
-la consegna dei certificati di malattia per il suc-
cessivo inoltro all'NPS;
-prenotazione di prestazioni specialistiche am-
bulatoriali;
-il rilascio dell'autorizzazione per l'accesso alle
strutture convenzionate esterne;
-l'autorizzazione alle cure termali;
-il rinnovo delle prescrizioni trimestrali per le for-
niture di presidi sanitari ai diabetici;
-il rilascio e il rinnovo dei libretti sanitari per gli
alimentaristi;
-le certificazioni sanitarie e successive per il rila-
scio dei libretti di lavoro (escluso gli
apprendisti);
-le certificazioni sanitarie e successive per l'otte-
nimento della patente di guida e del porto
d'armi;
-il rilascio dei modelli E/111 per l'assistenza sa-
nitaria nei paesi esteri;
-la convalida semestrale del diritto all'assistenza
per i frontalieri;
-le vaccinazioni non obbligatorie;
-sopralluoghi d'interesse igienistico;
-polizia mortuaria.
servizio infermieristico domiciliare
2) Continua ad essere funzionante il
Servizio nfermieristico Domiciliare prestato dal-
la C.R..-sottocomitato
di Uggiate Trevano-
servizio destinato in particolare:
-a tutti i pensionati d'et superiore ai 60 anni;
-alle persone disabili/handicappate;
-agli invalidi;
-ai malati cronici;
-ai malati gravi;
e inoltre
-ai malati occasionali impossibilitati ad uscire
(chi ha bisogno di cure infermieristiche a casa
propria, pur non appartenendo alle suddette ca-
tegorie).
servizio organizzato con il contributo delle
Amministrazioni Comunali aderenti al Sottoco-
mitato C.R.. di Uggiate Trevano:
Uggiate Trevano, Faloppio, Ronago, Valmorea,
Albiolo, Bizzarone, Rodero, Cagno, Gironico,
Drezzo, Cavallasca, Par.
l servizio garantisce lo svolgimento, direttamen-
te al domicilio del paziente, di tutte le prestazio-
ni effettuabili dagli infermieri professionali:
-iniezioni intramuscolari;
-rilevazione pressione arteriosa;
-prelievo sangue per analisi;
.prelievo tamponi per analisi;
-applicazione catetere alla donna;
-lavande vaginali e vescicali;
15
-clistere e rettoclisi;
-medicazioni e bendaggi;
-assistenza fleboclsi;
-igiene personale del malato grave;
+pratiche eseguibili sotto controllo medico:
-vaccinazioni;
-applicazione catetere all'uomo;
-sondaggio e lavanda gastrica;
-somministrazione alimenti con sondino
li servizio funziona:
da luned a venerd dalle 9 alle 13
dalle 16 alle 20
il sabato dalle ore 9 alle ore 13
Chi volesse ulteriori informazioni, pu rivolgersi
alla sede della C.R.. di Uggiate Trevano, via
Bernasconi, 5 tel. 94 87 11
pile usate
3) Presso le scuole ed i negozi di Ronago sempre possi-
bile consegnare le pile usate. A tutti, ma in particolare ai
ragazzi, torniamo a porgere l'invito affinch queste pile non
finiscano nel sacco della spazzatura, ma vengano conse-
gnate ai punti di raccolta suddetti. Grazie per averci aiutato
ad avere un ambiente migliore.
16