Sei sulla pagina 1di 15

Signore aiutaci a far festa

una preghiera che tutta la nostra comunit cristiana deve riuscire a fare
celebrando la Pasqua, perch tutti abbiamo bisogno di riscoprire il grande
dono che il Signore Risorto fa a noi cristiani e al mondo intero, il dono del -
la sua pace e della sua gioia.
n molti di noi, forse in troppi, c' una sottile amarezza, che crea spesse
volte sfiducia e disimpegno.
un'amarezza fatta d piccoli insuccessi, di fatiche, di incomprensioni, di
preoccupazioni. Non ci sentiamo capiti, presi sul serio, accettati e amati
per quello che siamo o per quel tanto o quel poco che riusciamo a fare.
Per questo abbiamo bisogno di rinnovare la nostra fede, vogliamo credere
che in Ges la nostra vita non "un essere" per la morte, un continuo la-
mentarsi, ma una festa continua.
A Pasqua Ges viene a compiere in noi un passaggio, ci libera e ci redime
nel pi intimo di noi stessi, riscattando la nostra vita dal male, dalla paura,
dal dubbio, dall'ansia e dall'incertezza.
La gioia di vivere allora non ridotta al silenzio della sofferenza, perch
ciascuno di noi, per la Risurrezione di Ges, pu dire: "... soffro, ma cono-
sco sempre la gioia... ho poco, valgo poco, ma posso sempre dividere con
gli altri ... sono preoccupato, Ma sono nella pace del Signore... sono affati-
cato e stanco, ma persevero, perch il Signore mi ha assicurato che ce la
far".
Ges Risorto, apparendo ai suoi apostoli, dona a loro la pace, la gioia e il
perdono e affida loro la missione di annunciare e di portare questi doni a
tutti gli uomini.
Noi cristiani dobbiamo essere per natura allora messaggeri di questa pace,
di questa gioia, di questo perdono. E pi siamo capaci di fare posto nella
nostra vita a questi doni di Ges Risorto, pi sentiremo Dio presente a noi,
pi saremo in grado di riprendere i nostri impegni, la nostra "croce".
Aiutaci, Signore, a fare festa, perch vogliamo essere pronti a vederti e a
riconoscerti nella Tua Parola, nella Tua Chiesa, nei Fratelli che ci vivono
accanto, perch vogliamo scoprire nella nostra storia, nel nostro paese,
nel mondo, tanti segni della Tua Risurrezione che ci faranno cantare
l'ALLELUJA, perch la speranza viva, ancora una volta dentro di noi.
2
Calendario della settimana santa
4 aprile gioved santo
Dalle ORE 15 CONFESSON
ORE 20.00 s. Messa della Cena del Signore - Lavanda dei piedi -
riposizione dell'Eucarestia
ORE 21.00 adorazione comunitaria
5 aprile venerd santo
Dalle ORE 8 CONFESSON
ORE 15.00 celebrazione della morte del Signore:lettura, della Passione -
preghiera universale - adorazione della Croce -
comunione eucaristica
ORE 20.30 Via Crucis per le vie del paese.
Ci troviamo a Ronaghino e percorriamo via Ambrosoli,
6 aprile sabato santo
Dalle ORB 8 CONFESSON
Dalle ORE 15 CONFESSON
ORE 21.00 solenne veglia pasquale:benedizione del fuoco -
accensione del cero e delle candele -
proclamazione della Pasqua -
liturgia della Parola - Professione d fede - liturgia eucaristica
7 aprile domenica di Pasqua
ORE 7.30 s. Messa
ORE 10.30 s. Messa
ORE 15.00 lode vespertina
biblioteca comunale
Concerto di Pasqua
esecutori: Corale polifonica di Ronago
diretta dal maestro Angelo Clerici
Franca Briccola al pianoforte
Gianluca Bernasconi al flauto
Laura Terzi al pianoforte
domenica 14 aprile
ore 20.30 nella chiesa parrocchiale
3
gli auguri di Pasqua:
da Kalongo
Carissimo Don Antonio,
da tempo che volevo scriverti, da
quando mio fratello mi ha avvisato che il GAM
aveva passato due milioni per Kalongo.
Ti prego di ringraziare il gruppo per tanto aiuto.
o, li ricordo nella preghiera, perch non solo
pensino ad aiutare le missioni, ma che anche
mettano un pensiero missionario nella loro vita
di ogni giorno.
Spero che il terribile freddo di di gennaio
non abbia inciso sul tuo lavoro pastorale.
Avendo appena cominciato la Quaresi-
ma, sarebbe ancora presto. Ma siccome "cono-
sco la bestia", meglio che cominci a fare a te
ed a tutti i miei auguri Pasquali.
Che sia veramente, anche per Ronago, una
"vera Pasqua" nel senso liturgico e biblico della
parola.
lo ti (vi] accompagno con la mia povera pre-
ghiera.
Un po' di alti e bassi nella salute, ma
devo accettarla cos, coi suoi limiti, come mi
viene dalla mano di Dio.
Ti sono spiritualmente vicino.
Un fraterno abbraccio,
P. Giuseppe
da Suor Amelia
. nonostante le tante difficolt sono serena e
contenda poich sono sicura che tutto con-
dotto da Lui, il quale, ha gi salvato tutti e per-
mette tante cose proprio per farci capire che
Lui che salva e non noi ...
A tutti i gamiti, con il mio pi vivo ricordo, augu-
ro una Santa Pasqua nella letizia e nella pace
del Risorto.
vostra aff.ma Suor Amelia.
prime notizie da Ambrogio
Da Man (Costa d'Avorio) Ambrogio scrive:
Un primo saluto tutto nuovo dall'Africa!
Qui la prima cosa importante il rappor-
to umano, cio salutarsi calorosamente con
chiunque, poi viene tutto il resto.
l clima bello e caldo ma non eccessivamente,
come da noi in pieno ferragosto.
Tutto nuovo e da imparare, ma la gen-
te tanto aperta e accetta facilmente tutti, an-
che quelli "scoloriti.
La citt di Man molto estesa (60.000 abitanti
circa). n un grosso quartiere della periferia
chiamato Doiaguin c' la Mission Catholic,
cio dove noi abitiamo.
villaggi sono ogni 20-30 Kilometri. Le case in
fango e muratura semplice hanno il tetto in pa-
glia o in lamiera. Bambini in tutti gli angoli, don-
ne con sopra il dorso l'ultimo nato e sulla testa
un recipiente, un fagotto o una scatola, uomini
con un macete o una daba, strumenti normali di
lavoro.
o sto benissimo. Sono molto contento
di tutta la vita e delle perso-ne che sto
scoprendo giorno dopo giorno.
Vi mando il mio primo saluto africano:
tre volte accosto la mia guancia alla vostra da
una parte e dall'altra.
Vi auguro la salute, e
tante belle cose!
CAO Ambrogio
4
preghiere di Pasqua...
...dei discepoli nel cenacolo...
Vieni, Spirito del Padre e di Ges,
guidaci verso tutta la verit,
aiutaci a dimorare nell'amore di Ges,
a ricordare e a compiere
tutto quello che Ges ci ha insegnato.
Signore Ges, sotto la guida del tuo Spirito,
cerchiamo di ricordare le parole
che ci dicevi quando eri tra noi.
Avevamo lasciato tutto
e ti avevamo seguito.
Eravamo conquistati dalla tua parola
e dai gesti prodigiosi,
con cui sanavi le debolezze umane.
Aspettavamo con ansia il gesto definitivo,
che avrebbe inaugurato il tuo regno sulla terra.
Ma Tu guardavi sempre oltre,
verso un centro misterioso della tu vita,
che sfuggiva continuamente
alla nostra comprensione.
Parlavi di un cibo sconosciuto,
che la volont del Padre ti andava preparando.
Parlavi di un
'
"ora"
che avrebbe rivelato pienamente
la gloria del Padre.
Quando l'ora giunta
-e fu l'ora della croce e della morte-noi siamo
fuggiti.
Ti chiediamo perdono ancora una volta
della nostra vilt:
noi abbiamo paura
di un amore che si concede fino alla morte.
Ti chiediamo perdono della nostra poca fede:
volevamo che tu salvassi gli uomini,
misurandoti coi progetti degli uomini,
non credevamo all'energia prodigiosa
che sarebbe scaturita dalla tua obbedienza filia-
le;
non credevamo all'amore sconfinato,
con cui il Padre crea, protegge,
salva e rinnova la vita di ogni uomo.
Signore, accresci in noi la fede,
come radice di ogni vero amore per
l'uomo.
Come possiamo testimoniare il tuo amore?
Tu un giorno ci hai raccontato di un uomo,
che scendeva da Gerusalemme a Gerico
e fu assalito dai briganti.
Signore, quell'uomo ci chiama,
aiutaci a non restare tra le mura del cenacolo.
Gerusalemme la citt della Cena,
della Pasqua, della Pentecoste.
Per questo ci spinge fuori
per diventare il prossimo d ogni uomo
sulla strada di Gerico.
...nella famiglia
La sera del sabato santo viene benedetta
l'acqua segno della vita nuova che it Signore ri-
sorto offre a tutti noi: anche un ricordo del no-
stro battesimo e del nostro impegno di vita cri-
stiana.
In chiesa troverete l'acqua benedetta: portatela
a casa, sar un continuo richiamo della risurre-
zione di Ges e del battesimo.
Il giorno di pasqua, riuniti davanti alla tavola,
pregate insieme cos:
GUDA: La pace di Ges risorto sia con tutti voi.
TUTT: E con il tuo spirito.
Con l'acqua benedetta, benedicendo i presenti:
GUDA: Quest'acqua benedetta sia un vivo ri-
cordo del nostro battesimo, perch sappiamo
ringraziare Ges morto e risorto per la nostra
salvezza, con una vita pi santa e buona.
Breve momento di silenzio.
TUTT: O Dio ti ringraziamo, perch Ges risor-
to presente in mezzo a noi e in Lui ci doni la
tua pace e la tua benedizione.
Proteggici da ogni male; rendici forti nel mo-
mento della prova; rendici disponibili alle neces-
sit degli altri e donaci ci che necessario per
vivere.
Te lo chiediamo nel nome di Ges tuo Figlio e
nostro Fratello. AMEN.
5
verso il convegno ecclesiale di Loreto 9-13 aprile
riconciliazione, un dono e un impegno
A Loreto, dal 9 al 13 aprile, si terr il Conve-
gno sulla Riconciliazione cristiana e comu-
nit degli uomini. Perch questo
Convegno? Perch urgente riconciliarci
con Dio, con noi stessi e con i nostri fratelli.
Riconciliarci con Dio, vuol dire ritornare a
Lui, origine e bene supremo della nostra
vita, vuol dire ricercare con passione tutte
le strade possibili che ci uniscono a Lui,
quali l'ascolto attento e meditato della sua
parola, la preghiera personale e comunita-
ria, per riuscire a vivere nel mondo di oggi
una vita di fede, che sa vedere in ogni si-
tuazione o circostanza, l'espressione della
Sua Volont.
Nella societ di oggi c' un tremendo vuoto
di Dio, c' un "non senso" della vita; la ca-
duta di tradizioni che facevano da impalca-
tura ad un certo tipo di religiosit, ha fatto s
che intorno e dentro di noi, ci sia disagio,
disorientamento e, di conseguenza, chiusu-
ra e ripiegamento in noi stessi.
Proprio per superare questo atteggiamento
occorre riconciliarci con noi stessi, metten-
do a confronto la nostra vita con la Parola
di Dio, per riconoscere il bisogno di cambia-
re, poi, con umilt e disponibilit, accettare
l'azione della Sua grazia che ci permette di
superare i nostri limiti, di ricevere lo stimolo
a credere ancora a determinati valori e a vi-
vere una vita nuova. Riconciliarci con i fra-
telli diventa allora una conseguenza logica
di questo atteggiamento, di questo stile di
vita rinnovato. L'apertura e il dialogo con chi
mi sta accanto, il condividere le difficolt, le
tentazioni della vita quotidiana, il superare
antipatie, conflitti e divisioni, diventano pos-
sibili perch non siamo soli, ma in noi c' la
forza dello Spirito di Dio. La fatica che si
paga per realizzare questa comunione ge-
nera poi la serenit, la pace interiore, la
speranza in un futuro migliore.
difficile tutto questo, ma possibile, anzi,
urgente, per recuperare credibilit come
cristiani.
Non questo il modo migliore per celebrare
la Riconciliazione Pasquale?
6
verso il convegno giovanile diocesano
un altro passo in avanti EIena
Ci siamo ritrovati a Olgiate e a Uggiate per il
convegno giovanile zonale, dal 3 al 10 marzo.
Catechesi e volontariato sono stati i due temi al
centro della discussione servita a illustrare e a
confrontare la situazione giovanile della nostra
zona.
Una situazione nella catechesi che sembra co-
mune a diversi gruppi giovanili la difficolt di
parlare e di dialogare, determinata secondo al-
cuni dalla pigrizia e secondo altri dalla paura.
Siamo venuti a conoscenza dell'esperienza dei
giovani di Gaggino che, attraverso un'amicizia
sincera, sono riusciti a trasformare e a vivaciz-
zare il loro incontro "catechistico".
Abbiamo anche visto che alcuni giovani deside-
rano avere una catechesi. per loro, ma non
hanno una guida che animi i loro incontri.
E della figura di un animatore adulto che ac-
compagnasse i giovani nella loro ricerca, sta-
ta notata la mancanza anche durante il Conve-
gno, ma "forse" lo scopo del Convegno era
quello di ascoltare i giovani, di cogliere la loro
scelta e di verificare le loro esigenze piuttosto
che di "sentire" quello che fanno altri.
Sembra che tutto questo si sia realizzato, an-
che se l'incontro sarebbe stato pi efficace se ci
fosse stata una pi precisa presentazione del
tema e dei vari argomenti.
Difatti quando abbiamo affrontato l'argomento
del volontariato e dell'Oratorio, abbiamo incon-
trato delle grosse difficolt.
Fino a che si trattato di parlare di Oratorio, la
discussione stata quasi buona, ma quando si
passati al Volontariato, non si riusciti ad im-
bastire un discorso, probabilmente perch la
nostra conoscenza del Volontariato si ferma alla
Croce Rossa. Qualcuno sosteneva che i giova-
ni non sono capaci di un impegno veramente
serio, di uscire dal loro guscio, di dare gratuita-
mente e con continuit.
Utili indicazioni, approvate da tutti i presenti,
sono venute dalle testimonianze che abbiamo
ascoltato Domenica nella Chiesa di Somaino:
hanno parlato un giovane del gruppo di Olgiate
Comasco che si occupa di assistenza di Handi-
cappati, un giovane obiettore di coscienza che,
ha presentato la sua scelta di servizio cristiano
e una signora che ha sottolineato il significato
dell'impegno missionario come un servizio di
volontariato.
Convegno Giovanile Zonale ci sembra sia
stata un'utile esperienza che ha suscitato inte-
resse e partecipazione: ci ha fatto intravvedere
la possibilit di un maggior dialogo tra i vari
gruppi giovanili parrocchiali e l'utilit di succes-
sivi incontri; ci ha ricordato che il Vescovo si at-
tende da noi utili indicazioni per una pastorale
giovanile rinnovata.
Ci ha inoltre resi pi consapevoli della necessi-
t di una nostra presenza nella Chiesa e nel
mondo come impegno concreto che legato al
nostro essere giovani cristiani.
7
primavera in arrivo...
.;
esigenza di novit G.
Ci sono del momenti n cui non hai idee da
buttar gi. Ti chiedi: "Ma devo proprio scri-
vere qualcosa? Perch lo devo fare?". Pen-
si al Giornalino ed ancora ti domandi: "ma
proprio utile che metta insieme queste be-
nedette righe? E se poi sono solo uno sfo-
go a ci che ho dentro?". Ogni parola scritta
dovrebbe servire alla Comunit che la leg-
ge, per informare, incoraggiare, consolare,
spronare, divertire! Ogni articolo che non
raggiunge una di queste finalit un falli-
mento! speriamo di non fallirei
Sembra un sogno il poter dire: "anche que-
sto lungo inverno finito!", ma effettivamen-
te cos. giorni che cominciano ad allun-
garsi, il tiepido sole che senti volentieri at-
traverso i vetri delle finestre ancora chiuse,
gli uccelli che tornano a volare sicuri da
ramo a ramo, sono tutti segni che ti confer-
mano la realt della primavera alle porta!
nfiniti pensieri si rincorrono nella mia men-
te.
La primavera vita e noi viviamo in un
mondo di morte! Sempre meno sorrisi di
bambino incontreremo lungo la strada, per-
ch parte di quelli dell'anno passato sono
diventati grandi ed hanno smesso di sorri-
dere, e perch molti di quelli che dovevamo
nascere lo scorso anno non sono nati.
Sempre meno grida gioiose sentiremo lun-
go i pendii e nei prati, perch parte di questi
pendii e di questi prati sono morti come tali,
coperti dal cemento, invasi dai rifiuti a dai
rovi.
Mi sono chiesto il perch della celebrazione
della S. Pasqua in primavera. Al di l dei le-
gami con le usanza ebraiche, trovo ecce-
zionale la coincidenza tra la risurrezione di
Ges e la stagione in cui la natura rinasce.
n entrambi i casi siamo di fronte a nuove
vite, dalle quali possiamo avere tanto. Allo-
ra, quanti motivi abbiamo noi cristiani per
mutare il nostro pessimismo in gioia di vive-
re, la nostra aridit di spirito in amore!
Certo, "tutto" non va bene nel mondo in cui
viviamo. rincorrere la vita con tutte le sue
false esigenze, ci distrugge ed alla fine ci
lascia con le mani vuote...... e cos sui no-
stri volti stanchi raramente vediamo la
pace, la gioia, la serenit; mentre per il cri-
stiano dovrebbe essere senza dubbio
l'opposto.
La luce viva di questi giorni mi spinge a
guardarmi attorno. Vedo, ancora una volta,
che i prati stanno rinverdendo, che i primi
fiori di cameo fanno capolino tra le foglie
8
secche, che gli alberi iniziano a germoglia-
re, come lo scorso anno, come gli anni pas-
sati.
Non stupendo tutto ci? Non meravi-
glioso questo continuo ripetersi "alla vita",
nonostante tutti i nostri inquinamenti, le no-
stre trascuratezze?
Allora riempiamoci di fiducia di fronte alla
Primavera che ritorna e lasciamo germo-
gliare anche il nostro animo davanti alla Pa-
squa di Ges che ci viene riproposta!
Ma il cristiano, quello vero, deve amare tutti
e noi non riusciamo a sopportare il nostro
fratello di sangue; ma altrove si muore di
fame e noi ci apprestiamo a guarnire la no-
stra tavola con la colomba e l'uovo di cioc-
colato.
Quanti inquinamenti, quante trascuratezze
abbiamo dentro che ci impediscono di ac-
cettare la Risurrezione, che ci suggerisco-
no, di continuare a essere aridi e privi di
vita e fanno dire a noi stessi: "vale la pena
di risorgere veramente?.
O s che ne vale la pena! L, dove la natu-
ra, causa gli inquinamenti e le distruzioni,
non riesce a rivivere la primavera, deser-
to!
L dove l'uomo si abbandona all'aridit del
cuore ed al proprio egoismo, morte! Noi
invece dobbiamo "cambiare" il mondo e far-
lo rivivere!
Accettiamo quindi la Risurrezione a braccia
aperte, senza "se" o "ma" e facciamola vi-
vere in noi scacciando con determinazione
ogni pessimismo. Con entusiasmo, giorno
dopo giorno, ricostruiremo la serenit nei
nostri cuori che porter automaticamente il
sorriso sui nostri volti e riusciremo cos ad
amare veramente e a donare con slancio.
utopia? Forse se ascoltiamo i "vangeli"
delle varie televisioni, dove la vendetta e
l'odio sono di casa; se scorriamo le righe
dei periodici laici, vuoti di idee e senza con-
vinzioni.
Ma anche una grande occasione, credo
l'unica che ci rimane, per tentare di riempire
il mondo di vita, di giustizia, di vero
amore...... ....per avere la certezza di rive-
dere in questo periodo, le meraviglie della
primavera e riprovare la forza della Risurre-
zione.
un evento storico: la neve nel 1985
quella cosa che piace tanto ai bambini, oltre
al gelato, ma la dannazione dei grandicelli
(Adulti)!
Quella di questo inverno non si pu definire cer-
tamente "precipitazione", secondo me, ma N-
VASONE di tipo NEVOSO.
Gli inconvenienti sono stati tanti, ma se voglia-
mo i soliti che una nevicata di una certa portata
pu causare; black-out, spalatura di neve dal
viale a ritmo continuo, tetti che crollavano, an-
tenne spezzate....
Problemi insoliti, oltre che seri li hanno certa-
mente avuti i lavoratori, quelli che per andare al
lavoro dovevano usare la macchina. nfatti non
erano pochi che all'uscita dal lavoro non trova-
vano la macchina perch questa si trovava se-
polta sotto un cumulo di neve talmente grosso
che non riuscivano ad individuarla.
Ad ogni modo, scherzi a parte, quest'anno pas-
ser alla storia come l'anno pi pieno di neve,
di cui non ci dimenticheremo tanto in fretta e del
quale potremo un giorno dire: "Ti ricordi, che
nevicata nel 1985?"
9
impegno quaresimale
missioni diocesane: perch
nostro Vescovo, nella sua lettera per la
Quaresima ci parla delle MSSON DOCE-
SANE che a lui stanno molto a cuore, come
dovrebbe essere per ciascuno di noi. nve-
ce... mi sono chiesta: "Perch ci sono? Non
bastano i soliti istituti missionari che gi co-
nosciamo?
Noi della Diocesi di Como quali missioni ab-
biamo? "
Papa Pio X, 25 anni fa, emanava l'Enci-
clica "Fidei donum" con la quale rivolgeva
un invito pressante alle Diocesi perch si
aprissero di pi alle Missioni, impegnandosi
da protagonisti nella evangelizzazione me-
diante l'invio di clero locale.
n risposta all'appello del Pontefice, alcuni
sacerdoti decisero di partire per l'America
Latina e per l'Africa.
Vescovi italiani poi, in base alle esperien-
ze realizzate, approfondirono il problema e
in un loro documento dicono cos:
Le MSSON DOCESANE sono la concre-
tizzazione di un MPEGNO D COMUNO-
NE e COOPERAZONE tra le Diocesi italia-
ne e le chiese in paesi di altri continenti,
sotto la guida dei Vescovi locali in spirito di
solidariet e condivisione reciproca.
n pratica vengono inviati in missione, a se-
condo della necessit, sacerdoti, suore e
laici per un certo periodo di tempo. Essi si
mettono al sevizio del Vescovo locale.
Proprio per realizzare una vera e duratura
comunione tra le chiese di tutto il mondo, i
nostri Vescovi vogliono che il rapporto sia
instaurato tra le Diocesi, e non tra i singoli
privati; che ciascuna parte definisca chiara-
mente diritti e doveri reciproci; che le perso-
ne inviate vengano preparate adeguata-
mente, seguite alla partenza, durante il loro
servizio e al ritorno in modo da valorizzarne
l'esperienza tra il popolo cristiano perch
nei fedeli si formi una coscienza Missiona-
ria e la volont di sostenere la causa della
Evangelizzazione.
Anche la nostra Diocesi, per rispondere
all'appello del Papa d presente con due
Missioni, in Africa, a Bimengu e in Argenti-
na, a Fernandez con nostri Sacerdoti, suore
e laici.
10
Africa
n Cameroun c' la Missione Diocesana di Bi-
mengu, una zona in piena foresta affidata dal
Vescovo di Sangmelina a Don Giovanni Allievi e
ad alcuni laici comaschi.
Attualmente si trovano a Bimengu CARLA BA-
RALD di Carpi, infermiera che dirige il dispen-
sario della missione e svolge un importante ser-
vizio di animazione sanitaria nei villaggi.
FAUSTA ARRGON di Mandello, impegnata nel
campo educativo.
FRANCA GATT di Mandello
Don GANN ALLEV di Bregnano
Don FELCE CANTON di Trepalle
Don EUGENO VERGA di Vertemate
che si dedicano alla evangelizzazione e alla
promozione umana nella "Parrocchia" a Bimen-
gu e lungo le piste che si irradiano in piena fo-
resta.
Cercasi NFERMERA/E
per sostituire Carla Ba-
raldi che rientrer presto
definitivamente
Sud America
Nella provincia di Santiago Del Estero, c' la
Missione Diocesana di Fernandez, che fu co-
struita nel 1968, quattro anni dopo la partenza
dei primi sacerdoti comaschi per l'Argentina.
Nel 1971 la Diocesi di Como si impegnava uffi-
cialmente, con una convenzione, in spirito di
fraternit, a fornire personale in modo costante.
Ai sacerdoti si aggiunsero alcune suore: le suo-
re Giuseppine di Via Borgovico.
Attualmente lavorano nella Missione argentina:
Don SAVO CASTELL
Don UMBERTO GOSPARN
Don GORGO QUAGLA
Don PERLORENZO TRUSSON
Suor ANGELA RONCORON
Suor ERMNA BASS
Suor SUSANNA AGOSTN
Suor FLAVA POLETT
Suor MARA LUSA RONCORON
Suor MARGHERTA di Santiago
Anche noi vogliamo sentirci uniti al nostro Ve-
scovo offrendo la nostra solidariet spirituale e
materiale a questi nostri fratelli comaschi che
operano a nome di tutta la Chiesa della Diocesi
di Como.
la nostra
collaborazione
Anche la nostra comunit parrocchiale si sem-
pre impegnata a sostenere le missioni diocesa-
ne in quaresima, accogliendo l'invito del nostro
Vescovo.
ragazzi si sono impegnati a offrire il frutto dei
loro sacrifici quaresimali mettendo davanti alla
croce di Ges Crocifisso il loro salvadanaio.
giovani e gli adulti sono invitati a dare la loro
collaborazione "materiale" LA DOMENCA D
PASQUA, durante le sante messe oppure ser-
vendosi dell'apposita bussola in fondo alla chie-
sa.
11
un gesto di solidariet
AV..S.: perch no?
Mi piace il periodico rinnovarsi della chiamata a
questo appuntamento.
Mi ci avvio per tempo, di buon, mattino, per
ritrovarmi nella solita sala d'aspetto che odora
di ospedale.
C' qualche giornale sul tavolino al centro e la
gente in attesa tanta.
Non siamo nell'atmosfera ovattata dei lussuosi
studi medici privati, con quadri d'autore alle pa-
reti e musica di sottofondo.
Qui, alle pareti sono affissi avvisi e manifesti in-
formativi sulle malattie del sangue.
Dalla saletta attigua giunge il tintinnio delle pro-
vette e la voce alta e chiara di un'infermiera che
chiama a turno i donatori.
S, siamo proprio al Centro Trasfusionale
dell'Ospedale S. Anna di Como, dove i donatori
iscritti all'A.V..S. vengono convocati a scaden-
ze fisse per il prelievo del sangue.
Arrivano alla spicciolata, silenziosi con un sen-
so di rispetto.
Si mettono a sedere ed aspettano il loro turno.
C' l'operaio, l'impiegato, lo studente, la casa-
linga. Uomini e donne, giovani e meno giovani,
con occupazioni e problemi diversi fra loro, ma
accomunati in questo momento da una stessa
solidariet con il prossimo, che li porta qui a do-
nare un po' di s per il bene degli altri.
Un gesto che costa qualche sacrificio : partire
da casa completamente digiuni, perdere un po'
del proprio prezioso tempo, superare talvolta e
magari per l'ennesima volta la "paura" dell'ago
che entra nella vena. Ben altri aghi penetrano
per ogni giorno nel corpo di tanti nostri fratelli,
nella disperazione e nella solitudine.
Qui non si soli, anzi, c' chi ti incoraggia e ti
sorride.
Rialzandosi dal lettino, l'energia fisica che sem-
bra calare, subito rimpiazzata dalla gioia di
essere riusciti a donare qualcosa di s. Ci si
sentir un pochino pi stanchi e magari inson-
noliti (anche se prima di lasciarci andare quelli
del Centro ci hanno anche rifocillati), per ogni
donazione che. vediamo scritta sulla nostra tes-
sera rappresenta per noi molto di pi che non la
registrazione di un versamento sul libretto in
banca.
E poi, bisogna ancora dire che proprio vero
che nel dare si riceve. L'iscrizione all'A.V..S.
consente infatti di controllare periodicamente il
proprio stato di salute, mediante appositi esami
e controlli che vengono effettuati ai donatori.
Uscendo dall'Ospedale, viene, spontaneo rivol-
gere un pensiero a quanti sono l ricoverati, al-
cuni forse per chiss quanto tempo.
Noi possiamo tornare a casa con le nostre
gambe, possiamo rituffarci nel nostro lavoro, ri-
prendere la vita di sempre.
All'ospedale abbiamo lasciato solo un'oretta del
nostro tempo ed un flaconcino rosso, grazie al
quale qualcuno meno fortunato potr tornare a
gustare le gioie della vita, magari proprio al no-
stro fianco, in un rapporto meraviglioso proprio
perch inconsapevole di chi ha dato e di chi ha
avuto.
un'avisina
12
un successo crescente
carnevale 1985 Erminia
Anche quest'anno abbiamo fatto festa tutti
quanti in occasione del Carnevale e chi non
ha partecipato direttamente avr senz'altro
contribuito con una carica di simpatia e
tanta, tanta allegria.
C' stata, infatti, molta partecipazione
(come sempre, del resto) con un discreto
numero di carri, cos variegati e originali da
lasciare tutti i Ronaghesi di stucco.
Soprattutto ha sorpreso l'enorme lavoro di
chi, con tanta buona volont li ha progettati
e costruiti.
Tutti i "cantieri" di lavoro, oltre tutto erano
circondati da un alone di mistero che ha
reso il tutto pi simpatico e sorprendente,
anche se qualcosa trapelava qua e l.
La curiosit dettata dalla segretezza che
circondava in modo particolare il quartiere
di Lampona-Merlina, ha lasciato il posto allo
stupore di fronte ai carri, che andavano da
quello simpatico e originale del suddetto
quartiere, a quello colorato e semplice dei
bambini della scuola materna che sembra-
vano "volersi far mangiare", tanto i costumi
da fragola erano invitanti e belli.
Da non dimenticare l'allegria offertaci dal
complesso musicale allestito in tutta fretta e
l'immancabile Giubiana, l'unica triste quel
giorno, perch come consuetudine vuole,
finita bruciata. Non poteva mancare un ap-
plauso generale (dettato forse da una certa
parzialit) per il carro allestito dai ragazzi
dell'oratorio festivo, con tante caramelle,
lecca-lecca e miele, nulla avevano da invi-
diare agli altri.
Tutti entusiasti nei loro fragili vestiti, distri-
buivano golosit a chi passava loro vicino.
E dopo aver bruciato la Giubiana, di nuovo
tutti riuniti per far festa attorno alla merenda
preparata dall'ormai indispensabile compa-
gnia del Fooc e Fiam.
Fra tante righe di gioia e allegria, una sola
nota di rimpianto (la solita, comunque): ab-
biamo fatto tanto, perch non fare di pi?
n tanti abbiamo partecipato, ma molti di
pi. potevamo essere, per preparare e pro-
grammare insieme. Se far festa tutti in ma-
schera bello, lo per altrettanto prepara-
re insieme i carri e i costumi, perch aiutan-
doci a vicenda, ci si conosce e si stringono
rapporti di amicizia.
n questo i nostri amici di Lampona-Merlina
ci sono stati d'esempio, altri hanno poi se-
guito le loro orme e noi speriamo che molti
ancora, l'anno prossimo, facciano altrettan-
to.
13
la benedizione delle
un incontro di fratelli
Ogni anno, a Pasqua e nelle settimane succes-
sive, il sacerdote arriva nelle nostre case. Un
saluto, una preghiera, una benedizione, qual-
che chiacchierata.
l'occasione per ritrovarci, per conoscerci me-
glio, anche se non mancano altre occasioni.
l sacerdote viene nel nome di Ges e nel nome
della Chiesa.
La "benedizione della casa" diventa un'occasio-
ne per rendere pi vivi e cordiali i rapporti la
grande famiglia di cui ciascuno di noi fa parte,
la Chiesa.
Diventa per anche un'occasione per sentirci
pi vicini, pi fratelli, perch pregando insieme,
dialogando, riscopriamo tante cose che ci uni-
scono.
Come ogni anno, il giorno e l'ora dell'incontro
con il sacerdote verranno comunicati in prece-
denza con un apposito avviso.
Mi auguro di poter incontrare ogni famiglia: per
questo sceglier un orario che possa favorire
tutti.
Chi non potesse essere presente all'orario stabi-
lito non si faccia scrupoli a prendere accordi e
fissare un appuntamento.
Grazie e arrivederci.
19 maggio, ore 10
messa
di Prima Comunione
21 - aprile, ore. 10
confermati dallo Spirito
Don Carlo Calori, vicario del nostro Vescovo,
sar presente in mezzo alla nostra comunit
per celebrare la cresima.
L'augurio e che i nostri ragazzi sappiano cele-
brare questo sacramento con fede e con re-
sponsabilit.
Abbiamo raccolto dalle loro domande alcune
impressioni e alcune idee.
"o desidero ricevere la cresima perch ricevo
lo Spirito Santo che ci rende veri cristiani: un
sigillo che ci unisce alla Chiesa.... un aiuto
mandato da Dio per completare la nostra chia-
mata ... ci aiuta ad avvicinarci a Dio."
"o voglio celebrare la cresima perch voglio
continuare la mia vita di cristiana che ho inco-
minciato nel Battesimo.
Nel sacramento del battesimo sono stati i miei
genitori a decidere di farmi incominciare la mia
vita di cristiana invece ora sono io che decido di
continuarla"
" mio impegno: continuare la mia strada di cri-
stiano, andare a catechismo, anche dopo aver
ricevuto la cresima, non pensare che sia un
punto di arrivo, ma una partenza per arrivare a
Dio".
"o penso di essere preparata, perch ogni gior-
no mi rendo conto di quello che sto per riceve-
re. Questo mi riempie di gioia e mi accorgo che
mi sto impegnando molto".
Tutta la nostra comunit si deve sentire impe-
gnata a seguire questi ragazzi pregando per
loro e con loro, perch il dono dello Spirito San-
to li illumini, li renda sempre pi generosi e at-
tenti alla voce di Dio, nella Chiesa.
14
una sorpresa per tanti genitori Wanda
la celebrazione della prima confessione...
Ho sempre pensato che l'occasione di seguire
la crescita del mio bambino ed i suoi compagni
anche dal punto di vista catechistico dovesse
darmi uno spunto vivo per una mia revisione di
vita, dovesse far crescere anche me con lui,
con loro.
il terzo anno che siamo insieme e mai come
adesso mi sto accorgendo come tutto ci sia
vero: vedo che loro mi hanno dato tanto, so-
prattutto in questo periodo che abbiamo tra-
scorso per prepararci alla celebrazione della
Prima Confessione.
l vederli insieme, domenica scorsa, in occasio-
ne di questa loro prima confessione, mi ha
commosso: mi ha colpito la seriet con cui si
sono preparati, la loro nuova consapevolezza di
persone "grandi" che non dovevano pi neces-
sariamente dipendere dagli adulti per quanto ri-
guardava scoprire e giudicare le loro azioni nel
bene e nel male, ma soprattutto mi ha colpito la
felicit per quella loro festa a cui Don Antonio
ha saputo dare un'atmosfera di intensa parteci-
pazione.
Nel miei ricordi non trovo la prima confessione
se non in un qualcosa fatto molto in sordina
un "timbro" necessario per la prima comunione
- che per non mi ha dato gioia, ma solo un
senso d'angoscia per la paura dell'inferno: e
parlando con altri genitori ho constatato che i ri-
cordi sono pi o meno uguali...
Ora per i tempi sono cambiati e questi nostri fi-
gli hanno avuto, e noi attraverso loro, la certez-
za di un Padre che accoglie sempre e comun-
que.
Credo che ogni genitore possa imparare tanto
da questo cammino iniziato con i figli.
Con la mia piccola esperienza di mamma e ca-
techista trovo che il confrontarmi con loro, con
l'approfondire tanti argomenti dati per scontati,
con il rimettermi in discussione ogni volta che
sono con loro, ha allargato i miei orizzonti e fa-
vorisce anche la mia seppur lenta maturazione
personale.
n ogni modo anche questo nostro crescere con
loro esprime il bene che vogliamo ai nostri figli.
Ora non ci resta che riprendere il cammino e
prepararci tutti insieme, con la loro gioia e la
loro spontaneit, alla Messa di Prima Comunio-
ne..... e soprattutto non fermarci l, perch ab-
biamo ancora tanta strada da percorrere!
15