Sei sulla pagina 1di 17

in cammino

tempo della quaresima viene presentato dalla Chiesa come un cammi-


no, calmino di vera conversione, cammino spirituale verso la Pasqua,
cammino al seguito d Ges, nella fiducia che la strada da Lui percorsa
quella giusta.
Si pu camminare per in tanti modi e con passi diversi: dipende da
ognuno di noi, dalla nostra disponibilit, dal nostro coraggio, dal traguardo
che vogliamo raggiungere. o penso che in quaresima ciascuno chiama-
to a dare il meglio di se stesso per rinnovare la sua vita, la sua fede, le
proprie scelte, il suo essere Chiesa.
Pi volte, in questi giorni, ho sottolineato che la QUARESMA '85 non
deve vederci impegnati a fare cose nuove, originali, ma ci deve trovare
pi attenti e pi generosi nel fare quello che abbiamo sempre fatto e che
gi facciamo, a riscoprire e a vivere con pi gioia e coerenza la nostra
vita cristiana, a pensare e ad agire con pi amore verso gli altri, ad avere
un cuore pi semplice e pi aperto, nella nostra comunit, nella societ,
nel lavoro, nella scuola.
Mi sembra sia questa la direzione che il nostro Vescovo e tutti i Vescovi
d'talia hanno indicato a tutti noi anche in preparazione al Convegno ec-
clesiale a carattere nazionale, che ha come tema "Riconciliazione e co-
munit degli uomini e che si svolger il mese di aprile a Loreto. Abbiamo
veramente bisogno di una profonda e sincera riconciliazione a tutti i livelli.
Penso alla riconciliazione con Dio, perch troppe volte abbiamo dubitato
della sua bont e della sua misericordia soprattutto perch non riusciamo
a comprendere la grandezza della "vocazione cristiana".
Penso a una riconciliazione con. noi stessi che ci permetta di superare o
forse anche solo di accettare i nostri limiti e che ci faccia continuare a
sperare e a operare, secondo le nostre capacit per un domani migliore.
Penso a una riconciliazione con gli altri, che spesso ci creano problemi e
incomprensione, perch ci impegniamo ad amarli, a vivere in mezzo a
loro facendo del bene, coinvolgendoli, con pazienza e con perseveranza,
nelle cose belle e buone che facciamo.
Penso anche alla riconciliazione con il mondo in cui viviamo, perch
sempre grande la tentazione di chiuderci in noi stessi, di pensare solo ai
nostri affari; "ricordiamo sempre che condividere consegnare agli altri
ci che Dio destina a loro e che a noi solo affidato. Donare fraternamen-
te lasciandoci ispirare dall'amore che viene da Dio, contribuire a soddi -
sfare la fame del corpo, a nutrire gli animi e ad alleviare i cuori". Sono pa-
role molto forti che il Papa ci ha affidato come un compito e una missione.
2
in preparazione al convegno diocesano
convegno
giovanile
zonale
3 10 marzo d. A.
Dal mese di ottobre, nei nostri incontri settima-
nali, al luned e al mercoled, ci stiamo prepa-
rando a questo grande avvenimento che vede
coinvolti i gruppi giovanili della nostra diocesi.
nostro Vescovo si aspetta molto da questo
convegno e credo che anche le nostre comuni-
t parrocchiali sentano l'urgenza di una presen-
za sempre pi viva e generosa dei giovani.
"Penso che tutti ci si rende conto che le esigen-
ze di chiarezza, di coerenza, di impegno vanno
crescendo in molti giovani, ma proprio per que-
sto vanno individuate linee di riflessione, di
comportamento, dentro la Chiesa e nel mondo,
ben precise, se vogliono essere costruttive."
Non un impegno facile che il nostro Vescovo
ci affida, soprattutto perch, lo abbiamo pi vol-
te costatato, i giovani di oggi, pur avendo tante
belle energie e tante possibilit, non riescono a
fare delle scelte precise, si chiudono in se stes-
si o nel loro piccolo gruppo, con interessi pi a
meno significativi.
Abbiamo parlato di solidariet, di servizio, di vo-
lontariato, di disponibilit, ma corriamo il grosso
rischio di ridurli a belle parole.
Eppure basterebbe cos poco a creare un clima
diverso tra di noi, tra giovani e adulti. A volte
pensando ai pi dei 200 giovani della nostra
parrocchia, dai 14 ai 25 anni, mi trovo a sognar-
li tutti amici e uniti, impegnati nella ricerca di un
significato da dare alla loro vita, li sogno pieni di
fiducia e di speranza nell'affrontare le difficolt
della vita; li sogno animati da una fede profonda
che nasce dalla preghiera e dall'ascolto della
Parola di Dio; li sogno attenti ai bisogni della
nostra comunit nell'animazione della cateche-
si, della liturgie, delle attivit dei ragazzi; li so-
gno... Forse sogno troppa e non mi accorgo
che qualcosa si sta muovendo, anche se a pic-
coli passi, con fatica. Speriamo!
Perch non ci dai anche tu una mano? la tua
presenza, la tua amicizia, la tua collaborazione,
la tua solidariet possono farci camminare pi
in fretta.
DOMENCA 3 MARZO A OLGATE
ore 15.30 - preghiera presentazione della
settimana
ore 17 inizio dei lavori di gruppo
su conoscenza personale e vita
parrocchiale
ore 18 celebrazione delle lodi
vespertine
MARTED 5 MARZO A UGGATE
ore 20.30- relazione sull'importanza
della catechesi
ore 21 - lavoro di gruppo sulla catechesi
GOVED 7 MARZO A UGGATE
ore 20.30 - relazione sulla partecipazione
(diverse forme di volontariato)
ore 21 - lavoro di gruppo
DOMENCA 10 MARZO A OLGATE
ore 18 - veglia di preghiera
con la presentazione di alcune
significative testimonianze.
(obiezione di coscienza
handicappati, carit)
3
preghiera della casalinga Anna G.
Signore,
Tu conosci molto bene la mia
giornata,
con le sue faccende piccole e
grandi,
segnate a volte. di pesante
monotonia.
Eppure, da chi vive con me,
non sono prese in grande
considerazione
e scompaiono ogni sera senza
particolari onori.
l mattino seguente
tutto riprende come il giorno
prima.
Guardo per Tua Madre,
anch'essa ha fatto la casa-
linga tutta la vita.
Ci mi assicura che il mio la-
voro non vale meno di altre
attivit, cui fra noi data
grande considerazione.
Tuoi calcoli, Signore,
sono assai diversi.
Tuoi infiniti progetti di
salvezza,
li hai fondati su gesti assai
umili e sconosciuti.
Potessi, come Tua Madie,
entrare anch'io in questa,
prospettiva di fede,
soprattutto quando mi afflig-
ono sensi di noia e inutilit,
per convincermi che le mie
azioni, apparentemente senza
gloria,
hanno i loro aspetti di
grandezza e di valoe.
Se nelle giornate pi grigie
rischio di ripiegarmi su me
stessa,
vuota di slancio e di energie,
mi assale un senso
di invecchiamento alle cose,
donami, Signore, di avvertire
la tua mano nella mia, e convin-
cimi che questo rinnovarsi
della storia, intorno a me,
opera Tua.
Donami, infine,
discreta fantasia,
perch la mia casa sia sempre,
nonostante tutto, centro di se-
renit e di gioioso incontro.
Riaccendi in me, ogni mattina,
rinnovate motivazioni di vita,
come sai donare a ogni giorno
che spunta,
la sua luce e il suo sole.
5 febbraio,
festa di S. Agata
bello e doveroso ricordare, in questo giorno,
le nostre mamme, nonne, mogli, sorelle, che si
prodigano in tanti modi per il bene della fami-
glia, della societ, facendo della loro vita un
dono per gli altri.
La donna, oggi, ha una presenza rilevante in
tutti i campi: la sua emancipazione ha raggiunto
notevoli traguardi.
Noi, per, vogliano ricordare in particolare quel-
le donne che vivono la loro vita in semplicit, la-
vorando a tempo pieno senza riconoscimenti e
gratifiche: le casalinghe.
A loro dedichiamo questa preghiera insieme ad
un grosso grazie, sicuri di interpretare un senti-
mento comune.
4
3 febbraio: giornata della vita
lui... si sente ANNA. B.
La vita. Un dono di Dio che dobbiamo amare e
difendere e che invece viene quasi quotidiana-
mente calpestato.
l vagito di un bimbo che nasce, e il grido muto
di chi si visto negare questo diritto.
Un giovane che fa progetti per il futuro, e la dro-
ga che spezza ogni volont.
La gioiosa atmosfera fra amici in una serata in
compagnia, e il disperato appello di chi muore
di fame.
La fiducia nella societ, e la disillusione del
compromesso e della malafede.
Anche quest'anno celebriamo la Giornata per la
vita.
Soffermandoci allora, almeno per un momento,
ad ascoltare una di queste voci che lottano per
la propria esistenza, siano esse sommesse e
quasi timide, o si trasformino in un grido, in un
urlo universale di denuncia e di richiesta, che
non sempre ci tocca il cuore.
"
Con un fremito,
ecco, la mia vita comincia.
Nella calda oscurit.
Per ora nessuno lo sa,
neanche la mamma.
Per qualcosa successo:
io esisto.
Ma non voglio, e neanche posso,
mantenere l'incognito.
o sono un dono
piccolo piccolo, d'accordo
ma evidente a tutte le prove.
Chiss come saranno contenti di
sapere che ci sono anch'io.
Non voglio deluderli: cercher di
non restare indietro.
ntanto devo nutrirmi e,
per fortuna, i rifornimenti qui
arrivano gratis e a domicilio.
Va tutto fin troppo bene.
La mia casa calda e accogliente.
Mi ci trovo bene
suoni e le voci mi giungono
attenuate e dolci.
Ogni tanto ricevo anche delle carezze.
S, d'accordo, c' una parete che
si frappone
per il calore, l'amore
li sento ugualmente.
E poi, ho anche la linea diretta.
Non un vero e proprio telefono
anzi, meglio.
L'interlocutrice sempre la mamma
ed i suoi messaggi,
anche quelli muti,
arrivano tutti a destinazione.
E io posso anche non rispondere:
ho imparato a tirare calci!
Non mi hanno ancora chiesto un soldo
per l'affitto della casa.
Strano ........ speriamo che
non mi arrivi lo sfratto!
Eh, con i tempi che corrono
non si sa mai.
Ahia! Che scossone!
Ahia! Ancora!
Ma che succede? AUTO!!
Non voglio andare via di qui!
Devo ancora finire di prepararmi!
Oh! ... finalmente!
Adesso tutto tornato tranquillo.
Era solo la mamma che ..
ha preso il singhiozzo.
Ma che paura ho avuto!
"
5
Dalla Caritas una risposta a Pertini e a tutti noi
ecco i nostri aiuti
Presidente della Repubblica, nel messaggio
di Capodanno, ha posto una domanda che
esprime lo stato d'animo d molti cittadini: "mi
dicono che 40.000 bambini muoiono ogni gior-
no di fame, noi mangiamo tonnellate e tonnella-
te di viveri, ma sono sempre 40.000 i bambini
che muoiono.
Dove vanno gli aiuti? Vengono dati veramente
a quelli che muoiono di fame?"
Noi riteniamo doveroso dare una risposta per
quanto riguarda la responsabilit della Caritas
taliana, sia al presidente sia ancor pi ai citta-
dini italiani che ci fanno pervenire gli aiuti con
generosit e con fiducia e possono rimanere
turbati da una domanda cos giusta e cos auto-
revole.
Naturalmente, la nostra una piccola goccia,
un segno di fraternit e di condivisione, alle
volte vuole essere anche uno stimolo per che
gli organismi governativi intervengano con tem-
pestivit in misura adeguata ai bisogni.
Nel 1984 la Chiesa italiana ha dato per il Sa-
hel complessivamente la somma di
15.600.000.000. Con questo danaro abbiamo
fatto questi interventi: nel Mozambico? un ae-
reo di medicinali, con un costo di 150 milioni;
cereali al Malawi per 500 milioni, nel Ciad: 100
milioni per costruzione di 5 pozzi, 100 milioni
per acquisto di miglio sul mercato locale; nel
Burkina- Faso gi Alto Volta: 600 tonnellate di
riso-medicinali per il costo di 300 milioni; nel
Mali: 300 milioni per acquisto di miglio sul mer-
cato locale.
Sono in fase di attuazione altri interventi in
questi paesi, in Somalia, in Tanzania e in Sudan
per una spesa complessiva di lire
2.955.000.000.
n Etiopia, d'accordo con il segretario cattolica
etiopico e con le autorit locali, abbiamo con-
centrato gli aiuti nell'Eritrea: abbiamo assunto
l'impegno di fornire gli alimenti indispensabili
alla sopravvivenza per 3 mesi della popolazione
di 639 villaggi, l dove cio in grado di opera-
re la chiesa Eritrea. l costo del programma di
6 miliardi di lire, ma noi speriamo di poterlo pro-
lungare per altri 3 mesi.
6 aerei partiti per Asmara sono stati tutti ac-
compagnati da due presidenti di Caritas dioce-
sane; il contenuto stato preso subito e diretta-
mente in consegna dalla Caritas di Asmara che
ha gi provveduto alla distribuzione secondo un
piano preciso e concordato.
Altrettanto avvenuto e avverr per gli altri 8
aerei in partenza e per le 2 navi gi spedite e
arrivate a destinazione e per il rimanente mate-
riale che sar inviato.
Oltre a questi interventi fatti con i mezzi forniti
spontaneamente dalla comunit cristiana, la
Caritas italiana ha provveduto all'acquisto e alla
distribuzione di 3.000 tonnellate di viveri in Mo-
zambico, nella regione di Tete, di 400 tonnellate
di riso nel Ciad, di 2.000 tonnellate di riso nel
Burkina-Faso, di un notevole quantitativa di cibi
per i bambini nel Mali con mezzi forniti dal Di-
partimento della Cooperazione allo sviluppo.
La Caritas pu assicurare che tutti gli aiuti di
cui ha responsabilit vengono distribuiti alla
gente che ne ha pi bisogno, senza nessuna di-
scriminazione di nessun genere e senza nes-
sun costo aggiuntivo al di l del trasporto.
RESOCONTO RACCOLTA PER ETOPA
Offerte varie 2.257.000.=
GAM 500.000.=
Bambini scuole, elementari 100.000.=
Cassa Parrocchiale 1.000.000.=
Dalla raccolta della carta 643.000.=
TOTALE 4.500.000.=
6
tempo di bilanci: notiziario gam
_il banco vendita
Ringraziamo tutte le persone che in vari modi
hanno contribuito alla realizzazione del Banco
Vendita per i nostri missionari. Abbiamo raccol-
to Lit. 2.067.000. Siamo certi che il Signore non
mancher di ricompensare questa generosit
verso i nostri fratelli meno fortunati di noi; Lui
che ha detto: "....ogni volta che avete fatto que-
ste cose a uno solo dei miei fratelli pi piccoli
l'avete fatto a me".
_la raccolta della carta
tempo di bilancio anche nel campo della car-
ta.
Nell'arco del 1984, grazie al costante impegno
di un gruppo di persone della nostra comunit,
sono stati riempiti ben 51 containers, per un to-
tale di quintali 977,80 di carta.
Questo totale comprende sia la carta della con-
sueta raccolta in paese, sia quella detta "carta
bianca" che pi volte alla settimana viene ritira-
ta da uno stabilimento di Bizzarone. Solo di
quest'ultima sono stati raccolti Q.li 656.
l guadagno complessivo stato di Lit.
9.858.000.
Uniamo il nostro grazie a quello dei nostri mis-
sionari per il contributo datoci fino ad oggi e ci
auguriamo che questo impegno, che anche
un'opera di bene, possa continuare ancora a
lungo, nonostante i sacrifici che inevitabilmente
comporta.
_da Suor Amelia
Carissima Antonietta e Gamiti tutti,
la tua lettera mi ha dato tanta gioia, il sentirci
uniti in Lui con tutti i Gamiti e tutti i cristiani lon-
tani fa veramente bene.
Mi auguro che il Natale abbia portato per tutti
una pi grande apertura a Ges che continua-
mente viene per attirarci di pi a Lui.
A riguardo del vostro grande impegno missio-
nario S. Paolo dice che non un dovere, bens
un'esigenza e mi pare sia cos per me e per voi
tutti.
Coraggio quindi, aiutiamoci sempre a vicenda,
per poter donare, ognuno nel nostro ambiente,
il grande dono che abbiamo ricevuto. Ringrazio
tanto i giovani per il Recital, che per intervento
dello Spirito Santo ha suscitato spunti di rifles-
sione e di meditazione in molti.
una vera grazia e vorrei proprio che questi
molti si unissero con convinzione alla preghiera
mensile per i Missionari e le Missioni.
Siete convinti pure voi che la vera preghiera fa
miracoli, no?
Ora stiamo seguendo in particolare i bambini
che sono quelli che soffrono di pi per lo scarso
cibo e la mancanza di vitamine e proteine.
vostri due milioni sono arrivati a tempo giusto!!
Grazie di cuore e tanti cari saluti a tutti
Vostra aff.ma
Suor Amelia
7
Ambrogio in partenza per la Costa d'Avorio...
una risposta di EIisabetta S.
Mi piace pensare alla partenza di Ambrogio
come ad una risposta.
Risposta all'amore di Dio.
Si sa che Ambrogio in attesa del biglietto
di volo che lo porter nella Costa d'Avorio.
L continuer una vita "nuova" iniziata gi
da qualche anno, da quando cio ha lascia-
to Ronago.
Questa nuova vita Ambrogio l'ha iniziata
quando ha scoperto la realt che Dio
Amore e ha fatto di questo l'ideale della sua
vita. Non facile spiegare i motivi di questa
scelta.
Per questo ho pensato di rivolgere ad Am-
brogio alcune domande.
- Cos' stato per te entrare in una Comunit
"Focolare"?
- stata una risposta alla chiamata di Dio.
Certo gi da tempo avevo scoperto che il
Vangelo si poteva vivere e che le piccole
cose di ogni giorno erano un'occasione per
concretizzare il mio cristianesimo. Cos gi
da allora nasceva l'esigenza di una vita pie-
na vissuta 24 ore su 24.
- La tua nuova comunit, diversa per nazio-
nalit; ambiente, cultura, tradizione tra i vari
componenti, ti ha creato difficolt oppure ti
sei trovato in famiglia?
- l'esperienza che ognuno di noi aveva gi
fatto nel proprio ambiente, tra la sua gente,
e che l'aveva pian piano fatta maturare e
arrivare l, era cos simile che tutte le diffi-
colt erano materiale per far nascere la
realt della presenza di Ges che formava
di tutti una nuova famiglia.
- La tua decisione non stata un salto nel
vuoto, un rischiare senza sapere cosa tro-
vavi?
-Quando Dio ti chiede qualcosa non si
analizza troppo perch Lui ti d le grazie
per poter fare. Da ogni taglio nascono nuo-
ve forme come da un albero potato. Ho
scoperto che la vera realizzazione per
l'uomo seguire Ges.
nel dire il mio "SI"' rinnovato tutti i giorni,
la certezza che la scelta di Dio non un ri-
schiare senza sapere, ma la pienezza della
vita, ci che ti rende felice.
- Perch una comunit proprio a Man, in
Costa d'Avorio?
- Quando il Vescovo di Man ci ha conosciu-
to, anni fa, ha pensato subito che per la
sua Diocesi occorresse una comunit di
questo genere. Laggi da alcuni anni si
costituita una comunit di giovani e fami-
glie, che vivendo inseriti nella realt locale.
sono di aiuto alla popolazione.
Ecco, questa la vita di Ambrogio. Noi lo ac-
compagniamo con la nostra preghiera e gli
siamo vicini con tutto il nostro affetto, la no-
stra simpatia e amicizia.
8
pensieri sparsi
din don dan di Giuseppe G.
"Fra"
ormai d'uso secolare, per appartenenti ad
Ordini e Congregazioni religiose, far prece-
dere il proprio nome da titoli quali "Dom,
Don, Suora, Sorella, Priore, Abate, Frate,
Fra (Fra Cristoforo, Fra Galdino, Fra Gine-
pro ..) Da quando scribacchio per sollazzo
o cruccio di rari o svagati lettori, appendo,
in calce allo scritto, un nome ed un cogno-
me, ahim!, insignificanti (ma non per me).
Ora, accade, che il rimprovero inviatomi,
tramite l'ultimo numero di "Ronago '84" mi
dia addirittura la possibilit di agguantare,
carpire, ghermire al volo l'occasione, la cir-
costanza, l'opportunit di adottare anch'io
non solo un nome d'arte (!) bens un pre-
nome riverito e prestigioso: da questa pub-
blicazione in avanti potr infatti firmarmi
"Fra nteso"...
Le cime
Mi ritorna periodicamente alla mente, anzi
all'orecchio, quel soave e dolce canto magi-
stralmente offertoci dalla nostra valorosa
corale polifonica nella Festa dell'Alpino: "Si-
gnore della Cime.".
Certo, non a tutti dato di poter cantare
tanto bene, per a tutti senz'altro data la
possibilit di... tacere e quindi di evitare sto-
nature specie in casi di incapacit.
Stonature in mezzo a noi sono soprattutto
le insinuazioni, le derisioni, i pettegolezzi,
se non proprio il disprezzo nei confronti di
chi, nonostante manchevolezze ed appa-
renti contraddizioni, accetta comunque un
preciso impegno nella comunit od gi ,
con perseveranza, attivo.
Chi tenta di lasciare la palude dell'indiffe-
renza per innalzarsi verso il Signore delle
Cime, nonostante qualche scivolone, solo
degno di applausi.
Come la nostra corale....
Talenti o limiti?
Noi, mediocri, semplici o minimi cristiani del
gregge ci sentiamo spesso additati, se non
accusati di genericit, di noncuranza, di in-
capacit... nfatti quel poco di bene che fac-
ciamo senz'altro per merito di... Dio e per
contro, il tanto male solo colpa nostra.
Ora, sembra forse che chi vive in modo ve-
ramente "impegnato", quello che fa rientri
nei meriti dei propri limiti, ossia fa la sua
parte, mentre quanto non gli riesce... per-
ch va oltre quei limiti.
C.V.D. (Come volevasi dimostrare)
Mi accaduto di udire da qualche sacerdo-
te questo ragionamento: "o, quell'attivit,
quell'iniziativa, quel modo di comportarmi,
non riesco proprio a concretizzarlo... Non
ho talenti adatti".
Bizzarri: mai che ci si senta dire: "o non
posso proprio fare le prediche perch non
ho talenti adeguati..."
Falsa... partenza
"Dobbiamo essere uniti!... la frase ricor-
rente addirittura in politica, nel sindacato ol-
tre che tra i cristiani.
Ma come sar mai possibile realizzare una
qualunque unit quando ognuno d noi ri-
mane... trino? Quanto spesso udiamo: "Ma
chi crede di essere quello?" oppure: "Ma lei
non sa chi sono O!"... Ecco: ognuno di noi
diventa quello che ritiene d'essere, quello
che ritenuto dagli altri e quello che... ! ....
9
introvabile... l'amicizia
Amico d'infanzia, di giochi, di scuola, di studio, di lavoro...
Amico intelligente, colto, astuto, politicante, di cordata...
Amico affettuoso, riconoscente, generoso, onesto, religioso... Amico...
Ma quanti Amici!
L'amico tesoro qual'? Esiste davvero?
Pur se tanta risposta data pienamente solo dal Vangelo, devo ugualmente esporre qualche riflessione
per non deludere ulteriormente un "amico" (appunto) gi crucciato e forse anche..."offeso" per mie pre-
cedenti affermazioni o punti di vista.
- Nella Comunit Parrocchiale, pur con rapporti reciproci chiaramente amichevoli, l'amico, tesoro (l'Ami-
cizia, quindi) non pu manifestare la propria presenza concreta e continua perch tradizionalmente non
dote n virt del nostro quotidiano comportamento. La possibilit di vivere una simile grandiosa con-
dizione pu verificarsi solo individualmente, quindi eccezionalmente, perch il nostro essere amici, il
nostro donare, l'amare il prossimo sostanzialmente un ubbidire al Comandamento di Dio, per cui si
ama anche senza Amicizia. Allora; cos' l'Amicizia?
L'Amicizia (maiuscola) che ho conosciuto in diverse esperienze, totalitaria, abbraccia .tutti, non ha
simpatie, rinnega anche se stessa pur di non ammettere n subire n accettare antipatie... Non preten-
de, non obbliga, non .giudica... L'Amicizia attenta, discreta, timorosa, coerente, salda. Essendo dono
totale perch scelta di vita, chi, nella, comunit vuole realizzarla e viverla, inevitabilmente pu realizzar-
la e viverla solo altrove, separandosene ed allontanandosi (ma anche impoverendola).
La conferma dell'assenza di quest'Amicizia nella nostra Parrocchia, ha addirittura ricevuto conferma
"ufficiale" con l'avvicendamento del parroco. Noi, predicati e consacrati quali "fratelli in Cristo, popolo di
Dio, comunit dei figli di Dio, gregge dei fedeli, grande famiglia parrocchiale .ecc.", siamo stati sorpren-
dentemente ed amaramente ignorati, esclusi dell'esserne partecipi, dall'essere vicini, anzi, dall'essere
"uniti", come ci si chiede quotidianamente, a quell'avvenimento che riguardava proprio noi, specialmen-
te noi, direttamente noi...
Che dire? L'Amicizia quindi introvabile?
No, essa esiste ed , anzi, pi viva che mai!
Per trovarla per, dobbiamo far scorrere pensieri e fantasia dentro realt ben diverse dalla nostra, ossia
in quelle che da sempre sono, ad esempio, le Opere d Don Orione, Don Cottolengo, Don Guanella,
Don Zeno, ecc...
Dobbiamo far scorrere pensieri e fantasia dentro le Comunit nelle quali l'Amicizia forza determinante
a far risorgere, rinascere, vittime della droga, a ridare fiducia e vigore a diseredati, a vecchi, a orfani, a
rifugiati, a perseguitati....
Dobbiamo far scorrere pensieri e fantasia dentro tanti ospedali e dovunque si soffra perch l l'Amicizia
sollievo, speranza...
Dobbiamo far scorrere pensieri e fantasia dentro i conventi, specie in quelli di clausura dove un'intera
vita viene vissuta in assoluta Amicizia con Dio.
Dobbiamo far scorrere pensieri e fantasia verso quei missionari e quelle missionarie .che vivono a sof-
frono in totale e gratuita Amicizia. con sfortunati e sfruttati popoli e fratelli e per i quali quell'amicizia
letteralmente vita.
Dobbiamo far scorrere pensieri e fantasia anche dentro quegli Asili dove l'Amicizia con il bambino
concretizzata e perfezionata con quella verso i genitori impegnati. al lavoro anche dopo le ore 16...
Dobbiamo far scorrere pensieri e fantasia a tanti sacerdoti che quotidianamente, pur se ignorati, snob-
bati, respinti... donano ogni istante della loro vita alla comunit...
Ecco: tutti questi, e chiss quanti altri, Ges ha chiamato Amici suoi, questi ha detto "Non temere, pic-
colo gregge... Venite benedetti al Padre mio ...
E noi?
"Fra nteso
alias Giuseppe G.
10
l'oroscopo: vero o falso? di Maurizio R.
nostro tempo, si sa, tempo di incertezze
e d inquietudini, di fatuit e di ripensamen-
ti.
Ci troviamo quotidianamente ad affrontare,
ahim, problemi che non avevamo tenuto
conto di dover affrontare, sentiamo le no-
stre certezze di sempre scricchiolare, ci
confidiamo sommessamente l'un l'altro la
nostra impotenza, il nostro vagare incerto.
Droga, disoccupazione, sacche di miseria,
violenze, incomprensioni generazionali fan-
no venir meno la nostra fiducia, la nostra
speranza.
sociologi spiegano cos l'aumento del
montepremi totocalcio, delle scommesse al
lotto, la ricerca di un appagamento di tipo
puramente materialista, che ha come punto
d'arrivo il successo, il denaro, la ricerca
esasperata di uno status symbols.
La pubblicit ci propone modelli di vita dove
l'essenzialit sostituita dall'effimero, dal
non necessario, indispensabile per per en-
trare a far parte integrante di una certa so-
ciet.
Le conseguenze sono un pullulare di oro-
scopie di promesse che si realizzerebbero
"fuori di noi", indipendentemente dalla vo-
lont umana.
Statistiche attendibili rivelano l'irresistibile
ascesa di testate come "Astra" o la compar-
sa in ogni parte di maghi e cartomanti capa-
ci di risolvere qualsiasi problema.
Ci attendiamo chiss da dove le risposte
che noi non sappiamo (o non vogliamo?)
pi dare, ci "chiamiamo fuori" da un proces-
so di analisi che andrebbe compiuto.
Giorni fa un teologo che opera nella Santa
Sede ha richiamata, in un vibrante articolo,
l'impegno morale e cristiano di adoperarsi
per rifuggire da soluzioni di tipo magico, ha
riaffermato (richiamando S. Agostino) la va-
lidit del libero arbitrio, cio della libert di
determinarsi e di agire liberamente.
Non voleva certo essere un richiamo a chi,
magari sorridendo, legge l'oroscopo sui
quotidiani, ma un invito ad agire senza con-
dizionamenti che non siano quelli dettati
dalla nostra fede e dai nostri valori.
L'uomo, creatura di Dio, sempre progredi-
ta trovando .in s forza e intelligenza e ri-
correndo alla fede, non alla magia e agli
oroscopi.
E poi, credere all'oroscopo . un po' giocare
sulla fantasia.
E, anche se non c' niente di male, come
diceva il Vico: "La fantasia pi robusta
quando pi debole, la ragione".
11
un' interessante iniziativa
LEGA TALANA PER LA LOTTA CONTRO TUMOR
DELEGAZONE D UGGATE - VA ROMA, 34 - TELEFONO (031) 948.035
La Delegazione di UGGATE della LEGA TA-
LANA per LA LOTTA CONTRO TUMOR, con
spirito di solidariet umana e in sintonia con le
sue norme statutarie, ha istituito un servizio di
assistenza infermieristica domiciliare a favore
degli ammalati oncologici.
l servizio che vuole essere un aiuto all'amma-
lato e alla sua famiglia, e anche un supporto al
difficile e oneroso compito del medico di base,
potr assumere peculiarit diverse in rapporto
ai singoli casi e alle necessit contingenti.
Avr carattere occasionale e potr coprire
compiti di tipo professionale paramedico o pu-
ramente di assistenza generica, quale quella
notturna.
l personale impiegato di comprovata affida-
bilit e capacit professionale.
l servizio potr essere in funzione dal mese
di febbraio, inizialmente sar esteso ai seguenti
comuni: UGGATE, RONAGO, BZZARONE,
VALMOREA, e FALOPPO.
PER NFORMAZON E RCHESTE:
tel. N. 94.80.35 - ore 8-9 ore 20-22
tel. N. 94.87.69 - ore 13,30 - 14,30
dialogo con Ronago '85
tutto per un mondo migliore
Spett. RONAGO 85
Sono un giovane ronaghese che legge
quasi sempre il vostro mensile; sono stato posi-
tivamente stupito dall'articolo apparso nel nume-
ro di Dicembre dal titolo "eri, Oggi, Domani a
firma Anna B.
Tale articolo mi ha dato lo spunto per alcune
piccole considerazioni, mi sembra infatti che
l'autore abbia centrato l'obbiettivo quando dice-
va: "la Biblioteca non solo un locale pieno di
libri ma una realt viva e disponibile all'incontro
e al dialogo".
Una domanda che pu venire spontanea
quella di chiedersi quale peso pu avere l'atteg-
giamento generoso e coerente di una o pi per-
sone di fronte ai gravi problemi sociali? A que-
sta, domanda si pu rispondere che tutti siamo
degli strumenti al servizio di un mondo migliore;
quindi dovere, di ognuno contribuire alla co-
struzione di una societ pi giusta per tutti. Tut-
te belle parole, poich disoccupazione,
licenziamenti, cassa integrazione (spesso sen-
za nessuna certezza di rientro) comportano insi-
curezza per il proprio futuro e la certezza di ca-
dere in situazioni di emarginazione e perdita del-
la dignit.
Personalmente non mi sento di sottovalutare la
gravita di questo fenomeno, indicandolo sempli-
cemente come inevitabile prezzo da pagare allo
sviluppo industriale.
Peso infatti che, pur esistendo cause strutturali
della crisi, collegate alla necessit di introdurre
tecnologie nuove, vi siano anche cause ben pi
gravi strettamente collegate ad una esaspera-
zione del profitto.
Mi sto rendendo conto di essermi dilungato un
po' troppo e chiedo scusa, auguro alla
redazione di continuare anche in questo nuovo
anno sapendosi rinnovare e aprire anche agli
altri, come certamente sa, permettendoci di af-
frontare con fiducia il futuro.
Cordiali saluti
Un RONAGHESE.... Piccolo, Piccolo.
12
bilancio della comunit per l'anno 1984
Anche nel 1984 la calcolatrice della nostra co-
munit parrocchiale ha lavorato parecchio sia
per registrare le entrate e le uscite, sia per mi-
surare la nostra generosit, Non ancora riu-
scita a decifrare lo spirito con cui tutti noi le ab-
biamo affidato tante cifre e tanti soldi, ma credo
che, se potesse farlo, direbbe tante belle cose
che testimoniano la grandezza di piccoli gesti,
dovuti alla fede, al desiderio di condividere an-
che materialmente le preoccupazioni della vita
di una comunit parrocchiale.
Forse qualcuno non si porr nemmeno il pro-
blema, non legger queste cifre, ma per chi
vive e sente da vicino la vita comunitaria il bi-
lancio ha una grande importanza, perch per-
mette di vedere come possibile portare avanti
le diverse attivit, affrontare nuovi lavori, pro-
grammare interventi che rendano sempre pi
decorosi e funzionali i molti ambienti nei quali si
svolgono le celebrazioni e le varie iniziative.
Per il 1985 dobbiamo terminare di sistemare la
cantoria, la bussola principale, e cominciare an-
che a pensare come conservare o rifare le varie
pitture della chiesa. Sempre che non si prospet-
ti un altro inverno freddo e pieno di neve come
quello di questo anno, perch allora diventereb-
be un problema serio quello del riscaldamento,
del tetto da rinforzare,per non avere danni pi
grossi.
Ognuno si sente partecipe di tutte queste inizia-
tive, ognuno senta la parrocchia come un pez-
zette della sua famiglia e calla sua casa:
sappia in ogni circostanza ricordarsi che la
chiesa di tutti, e quindi anche sua.
La nostra calcolatrice in questo anno ha segna-
to anche un'uscita molto significativa: tra le va-
rie spese ha scritto l'offerta per le popolazioni
dell'Etiopia che muoiono di fame, un milione
che va ad aggiungersi ad altri contributi che
sono giunti un po' da tutti noi, un milione che
dovrebbe farci sentire pi solidali tra di noi e
con chi meno fortunato di noi.
per conto terzi
Giornata Missionaria Mondiale 1.400.000.=
Missioni Diocesane 1.200.000.=
Opera Santa nfanzia 450.000.=
Giornata Lebbrosi 240.000.=
Seminario 900.000.=
Carit del Papa 82.500.=
Universit Cattolica 300.000.=
Etiopia 4.500.000.=
Centro Vita 708.000.=
TOTALE 9.880.500.0=
13
rinati a vita nuova nel battesimo
D SEVO STEFANA ANNA di Aniello e Grisoni Giuseppina
nata l'1 novembre '83, battezzata il 15 gennaio
BANCH CRSTANO di Graziano e Papis Stefania
nato il 4 novembre '83, battezzato il 15 gennaio
GAVOL ADRANO di Alberto e Pavone Antonina
nato il 16 novembre '83, battezzato il 15 gennaio
LO PASSO CHARA di Pierino e Lurati Roberta
nata il 7 dicembre '83, battezzata il 12 febbraio
MASELLO MARA CRSTNA di felice e Nasta Mafalda
nata il 9 settembre '83, battezzata il 21 aprile
MORO STEFANO ADRANO di Adriano e Bassi Fernanda
nato l'1 gennaio '84, battezzato il 29 aprile
PET LUCA di Giuliano e Lucente Maria
nato il 5 novembre '83, battezzato il 27 maggio
RAFFAELE ALESSO di Carmine e Cortese Maria
nato il 2 aprile '84, battezzato il 27 maggio
BANCH ALBERTO di Silvaldo e Ghielmetti Renata
nato il 30 maggio '84, battezzato l'8 luglio
QUADRANT ALESSANDRA d Andrea e Melchiori M. Cristina
nata il 18 giugno '84, battezzata l'8 luglio
MOLETTA FRANCESCA ANTONETTA di Giovanni e Bernasconi Paola
nata il 6 luglio '84, battezzata il 2 settembre
BALZARETT ERCA di Franco e Speziali M. Teresa
nata il 25 maggio '84, battezzata l'8 settembre
ACAMPORA SARA di Raffaele e Maffei Milena
nata il 23 marzo '84, battezzata l'8 settembre
MEL VALENTNA di Adriano e Tavasci Stefania
nata il 16 luglio '84, battezzata il 30 settembre
NASS ROBERTO di Carlo e Cattaneo Daniela
nato il 24 luglio '84, battezzato il 30 settembre
14
confermati nella fede
con il dono dello Spirito, il 29 aprile
ARZUFF MASSMO BANCH ALESSA
DE DONAT DEGO GALL ELENA
FLACCHONE CORRADO GHELMETT RAFFAELLA
GRSON GANN ANA MARA
LAMBRUGH EMANUELE MANTOVA FLORANA
LAZZARN FABANO MORO SABELLA
MERLO TZANO ROBBAN SABELLA
PVA VAN SMON PATRZA
ZACCARA DOMENCO TAVASC TATANA
alla mensa del Signore, il 20 maggio
ALBN CHRSTAN FERRAZZO KATA
ALVERT LORENA FONTANA ALESSANDRO
AMBROSOL VERONCA FONTANA FRANCESCA
ANTONAZ LAURA LEDDA DALA
BERNASCON ORNELLA MANTOVA FABO
BANCH SERENA MELOTT DEBORAH
BANCH RAFFAELE MONGELL STEFANO
BLANDNA MASSMO ONGARO ELENA
BROGG GORGO PROVENZANO CONCETTA
CACCAN PAOLO TROPEANO GULA
uniti per sempre
davanti a Dio nella chiesa
MOLETTA GOVANN con BERNASCON PAOLA l'1 gennaio
DONADN PASQUALE con MARCHOR JOCELYN il 25 febbraio
ALBN RENATO con MAZZOCCH MARLENA il 17 marzo
BANF DANELE con VGANES VRGNA il 28 aprile
CEFAL NCOLA con ROBBAN PATRZA il 18 agosto
TSON BRUNO con MERLO MARA ELSA il 21 ottobre
15
vivono in Dio per la vita eterna
FONTANA ERALDO morto il 22 gennaio di anni 81
PFFARETT CARMEN GUARSCO morta l'11 febbraio di anni 34
POLL ANNA SANO morta il 12 marzo di anni 58
SOMAN CARLO morto il 24 marzo di anni 82
BERNASCON OLMPA TETTAMANT morta il 5 aprile di anni 81
MNOTT GOVANN morto il 7 aprile di anni 71
REGAZZON GUSEPPNA BERNASCON morta il 17 giugno di anni 83
LURAT GUSEPPE morto il 7 agosto di anni 65
FASOLA GOVANN morto il 22 settembre di anni 71
CHNELLATO OFELA PANZER morta il 30 ottobre di anni 77
POZZ LUG morto l'1 novembre di anni 38
PAPS MARA RNA STEFANETT morta il 4 novembre di anni 84
CEFAL FABANO nato e morto il 13 novembre
BANCH EDOARDO morto il 17 dicembre di anni 70
16
i nostri auguri sempre pi lontano
ogni venerd di quaresima alle ore 14.45 o alle ore 20
catechismo per gli adulti:
il mistero della chiesa
n ogni parrocchia dovr consolidarsi la
presenza d una scuola permanente di
fede per gli adulti: la spina dorsale di
una pastorale di rinnovamento.
l momento della catechesi parrocchiale
degli adulti sar un luogo privilegiato per
abituarci alla comunicazione fraterna
della fede e alla reciproca correzione ed
edificazione, per trovare insieme le stra-
de lungo le quali far penetrare la parola
di Dio nella storia di oggi.
L'impegno di catechesi mirer anche a
svilupparsi in esperienze di preghiera.
Troppo poco ancora i temi della fede e
gli impegni pastorali trovano un punto di
riferimento nei tempi dello Spirito, dove
si incontra il Dio della misericordia e del-
la pace che sa rigenerare con la sua
grazia le deboli forze dell'uomo.
(piano pastorale della diocesi per l'anno
1985).
17