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invito del vescovo

L'attivit della Chiesa di fatto non cessa mai: Lo Spirito


del Signore opera in essa e il seme cresce: anche
se talvolta il terreno dentro il quale il seme depo-
sto sembra essere inaridito e i lavoratori del campo
posti in un certo nodo a riposare.
Tuttavia i mesi e settembre e di ottobre sono mesi
dedicati alla ripresa, con ima serie di iniziative tese
a programmare la continuit operativa.
Occorre operare insieme, organicamente, sacerdo-
ti e laici e religiosi, perch ci che deve essere co-
struito la Comunit ecclesiale e tale costruzione
esige una profonda convinzione di comunione.
Le nostre comunit sono articolate e ricche di ten-
sioni, di esigenze: non si pu acconsentire che si
addormentino in una mediocrit penosa; dovranno
essere risvegliate.
l tempo breve: breve il tempo assegnato alla
nostra responsabilit personale e ad ognuno tocca
il compimento di quella, parte di dovere consegna-
ta alle sue responsabilit.
2
tempo di ripresa
Le parole, del Vescovo sono chiare, non hanno bisogno di tante spiegazio-
ni, perch ci dicono in modo evidente che il nostro impegno di cristiani
quello di far crescere la comunione nella nostra comunit e mediante la. co-
munit.
In queste settimane ho riflettuto molto su questo impegno che il Vescovo ci
affida, soprattutto per quello che mi riguarda come sacerdote della comuni-
t parrocchiale di Ronago. Mi sono venute in mente tante cose che in que-
sti tre anni di permanenza avrei potuto fare e non ho fatto. Ho rivisto mete e
propositi che avevo fatto con voi e per la nostra comunit. Con molta sinceri-
t devo riconoscere che ho ancora molta strada da fare con voi per raggiun-
gere quei traguardi che ora il Vescovo ci ripropone.
Ma non mi sento scoraggiato, perch sono convinto di vivere in una comu-
nit desiderosa di crescere, di camminare sulla via della comunione, anche
se talvolta segna il passo o accusa momenti di sfiducia. Come riprendere il
mio, il nostro cammino?
Dobbiamo tendere a realizzare in mezzo a noi non solamente la comunione
del cenacolo", ma anche "la comunione che parte dal cenacolo". Non si
tratta di serrare le fila per far fronte a una societ che sta pendendo il senso
di Dio. Si tratta di vivere oggi la parola di Ges con coraggio, con coerenza
e con sacrificio perch "il mondo creda". La preghiera quotidiana, la cele-
brazione dei sacramenti, eucarestia e penitenza, l'ascolto e la meditazione
della Parola di Dio, la carit fraterna, la collaborazione vicendevole sono
momenti di vita che dobbiamo fare nostri e delle nostre famiglie.
A volte pensiamo di essere gi a posto, di fare gi a sufficienza o di non po-
ter fare diversamente per motivi personali e familiari e di lavoro.
Non so se le cose stanno veramente cos o se invece delusi, stanchi o pigri,
tendiamo a rinchiuderci in noi stessi, non vogliamo crearci troppi problemi.
Su questa strada ci riduciamo a non capire pi il perch di tanti gesti, di una
comunione, di un impegno cristiano: scivoliamo lentamente verso un cristia-
nesimo superficiale, di vernice.
Si corre il rischio di sentirci buoni cristiani solo perch non ci si mette contro
qualche verit o contro la vita della chiesa, perch andiamo alla domenica o
qualche volta a messa.
Sar perci nella ricerca e nella realizzazione di una vera comunione con
Dio e tra di noi che potremo misurare un cammino di ripresa e di rinnova-
mento. Saremo pronti a fare almeno un passo in avanti accogliendo l'invito
del nostro Vescovo?
Avremo sufficiente fiducia nello Spirito Santo che ci spinge, senza lasciarci
paralizzare da pigrizia, risentimenti e paure?
Dipende da tutti noi, ognuno per la sua parte.
Spetta a tutti avere coraggio, creativit e senso di responsabilit.
3
la nostra
Madonna:
festa della
comunit
FeIice G.
Anche quest'anno passata la festa della no-
stra Madonna, una bella giornata, una bella fe-
sta.
Una serie di ingredienti hanno richiamato
l'attenzione attorno a questo momento speciale
per il paese.
Gi prima della festa le specialit gastronomi-
che dei Foc e Fiam, il fantasmagorico spettaco-
lo pirotecnico e poi la pesca, i canestri, la. Pro-
cessione... il triduo di preparazione, le celebra-
zioni.
E la gente, tanta gente, tanti anche "da fuori",
tanti che, regolarmente, ogni anno ritornano al
paese da cui magari sono stati costretti ad usci-
re, e tanti altri che, pur non originari di Ronago,
tra le "tradizionali" tappe annuali, inseriscono
anche la Madonna di fine agosto.
E la corale che solennizza la celebrazione Eu-
caristica, la banda che d un tono solenne alla
processione.
E i coscritti, li avete visti, c'erano tutti a darsi il
cambio sotto il pesante baldacchino che porta
la Madonna, dopo 12 mesi passati nella sua
nicchia laterale, a prendere una boccata d'aria
buona?.... scherzo! Ma ci serve a porci la do-
manda, secondo me fondamentale: la nostra fe-
sta solo la consumazione di un rito tradiziona-
le o reale ed autentico momento di comunio-
ne che si fa trasparente al mondo, vera festa
della nostra comunit cristiana?
Non penso di essere in grado di dare risposte,
perch ognuno dovrebbe avere dentro la pro-
pria, dato che tanto dipende il riuscire a essere
comunit da un atteggiamento personale, da
una disponibilit che unita a quella dei fratelli
porta alla comunione.
E comunque, eventuali "risultati di riflessioni
fatte in quell'occasione di festa, eventuali impe-
gni, comunitariamente e personalmente assun-
ti, dovrebbero venire a galla con la ripresa del
lavoro pastorale. Essendo "festa della comuni-
t" infatti, dovrebbe essere anche momento e
motivo di riflessione sulla vita della nostra par-
rocchia, in ordine anche al posto che ognuno di
noi pu e deve occupare al. mio interno per la
crescita propria e dei fratelli. anche una fortu-
na che cada proprio all'inizio di quel periodo
particolare che anche il nostro Vescovo ha defi-
nito "della ripresa del lavoro". E quante cose ri-
prendono: i vari incontri, il catechismo, la cora-
le, i consigli pastorali, le varie scadenze liturgi-
che....
E in tutto ci quanti posti spesso vacanti che
non permettono di portare avanti gli impegni al
meglio.
Forse val la pena di pensarci mettendoci in gio-
co personalmente e fino in fondo: anche a que-
sto serve, secondo me, a far s che la festa del-
la Madonna non sia, come pu sembrare, una
di quelle tante tradizioni su cui poggia spesso la
vita delle nostre comunit parrocchiali.
Non voglio con questo dire che siano cose ne-
gative ma che lo possono diventare se riman-
gono dei lussuosissimi pacchi infiocchettati, che
attirano l'attenzione ma che contengono chinca-
glieria di poco valore.
E come direbbe qualcuno: "meditate gente, me-
ditate; il tempo propizio.
4
verso il Convegno
Diocesano Giovanile
Scopo
- Presentare ai giovani, con una occasione
straordinaria e in modo da incontrare la loro
"lunghezza d'onda", un chiaro annuncio di
Cristo e la proposta di una robusta identit
cristiana.
- Aprire loro maggiori spazi di partecipazione
ecclesiale.
- Tracciare alcune linee essenziali di pastorale
giovanile per un progetto formativo dall'et
post-cresima fino all'et delle scelte di vita.
Per la preparazione
- A livello locale (zona e parrocchie) si preve-
dono essenzialmente tre impegni.
a) Una indagine sui giovani e sui gruppi giova-
nili (ecclesiali e non) per conoscere gli attuali
contesti di aggregazione e le loro linee, di
tendenza.
Si voluto limitare il campo di indagine ai
"gruppi", facendone un censimento e rilevan-
do la loro consistenza.
(Ottobre-Novembre).
gi pronto un sussidio perch i rilievi pos-
sano dare una visione di insieme su tutta la
Diocesi.
b) Tre tappe di riflessione e di esperienza - a li-
vello di ciascun gruppo - sui tre punti centrali
proposti dal Vescovo nel messaggio per il
Giubileo. Sono tre punti di riferimento per la
elaborazione di un progetto formativo:
- giovani, testimoni di solidariet e di servizio
- presenza e ruolo di un giovane, oggi, nella
Chiesa
- identit di un giovane cristiano in rapporto a
Xsto.
Ciascuna di queste tappe verr vissuta in tre
momenti che corrispondono al metodo di re-
visione di vita. Vedere la propria situazione;
giudicarla alla luce della parola di Dio; agire
in una esperienza di vita che ne sia conse-
guenza e segno di conversione.
c) Un convegno zonale. Per sintetizzare i con-
tributi per il convegno Diocesano. (nizio
Quaresima).
il consiglio
pastorale
parrocchiale
Consiglio Pastorale Parrocchiale luogo
di ascolto da patte di quella chiesa, i laici,
che di fatto sono impegnati ad annunciare il
Vangelo con la loro attivit nel mondo;
luogo di progettazione di una pastorale di
insieme;
luogo di dialogo dove il prete e la comuni-
t, pur nei ruoli diversi, si aiutano in un
cammino di conversione.
Seguendo queste direttive, stiamo cercan-
do di promuovere e di qualificare il Consi-
glio Pastorale della nostra parrocchia.
Negli incontri che faremo in questi mesi cer-
cheremo il modo di rendere pi viva e pi
concreta la presenza al consiglio pastorale.
Per ora un invito a tutti a sentirsi coinvolti in
questo impegno.
5
ottobre missionario
Come ogni anno, ottobre il mese dedicato alle
Missioni.
Tutti noi sappiamo che la Chiesa missionaria
ed ogni cristiano, consacrato o semplice fedele,
chiamato a vivere la propria vocazione.
Una volta si guardava al Missionario in procinto
di valicare monti e solcare mari, come ad un
pioniere, Pioniere di Dio, cui andava la nostra
ammirazione ed un pizzico d'invidia. Lo si im-
maginava laggi, nelle immense foreste
dell'Africa, ad affrontare i pericoli che la natura
stessa e l'evangelizzazione di quei popoli, da
noi ritenuti selvaggi, comportavano.
Le rare notizie che giungevano dalle Missioni
contribuivano ad orientare la nostra fantasia.
l nostro dovere di cristiani era limitato esclusi-
vamente alle preghiere ed a qualche offerta.
Ora tanta acqua passata sotto i ponti, gli oriz-
zonti si sono ravvicina ti, quei popoli non sono
pi "selvaggi" e soprattutto i Missionari non
sono pi soli ad affrontare i rischi della propria
vocazione.
l Concilio Vaticano ha richiamato anche noi
laici alle responsabilit di evangelizzazione. Ac-
canto ai Sacerdoti, Religiosi e Religiose, noi
pure dobbiamo contribuire alla realizzazione del
Regno di Dio.
l mese missionario che celebreremo dar a tut-
ti l'occasione di vivere questa dimensione del
nostro essere cristiani affinch, uniti a Sacerdoti
e Missionari, possiamo essere compartecipi
dell'evangelizzazione di tutti i popoli.
padre Giuseppe
Kalongo, 8.9.84
Carissimo Don Antonio,
ho riletto ora la tua lunga lettera
del 2.4.84 e penso che sono io a dovermi sen-
tire in colpa, per il mio silenzio epistolare.
Grazie di cuore per tutto quanto mi scrivi.
Contento di saperti sempre attivo nel lavoro Pa-
storale e nel creare sempre nuove vie per il pro-
gresso spirituale della parrocchia.
mmagino che avrai avuto molto lavoro per le
cresime e la festa relativa con la presenza di
Mons. Festorazzi.
Qui abbiamo avuto dal 29.6 al 1.7 una grande
festa per il 50mo della Missione. l 29.6 grande
messa all'aperto con 565 cresime; il 30 idem
con 65 matrimoni ed il 1.7 grande concelebra-
zione di oltre due ore con tre vescovi ed una
ventina di sacerdoti, sul piazzale della chiesa,
ed al pomeriggio festa ricreativa con danze co-
reografiche popolari, canti, ecc.
E' andato tutto bene, principalmente dal lato reli-
gioso. Si cercato di fare sentire ai cristiani la
riconoscenza a Dio per il dono della Fede.
certo bello e consolante constatare i cambia-
menti avvenuti nella popolazione in questi 50
anni dal primo annuncio del messaggio cristia-
no.
Era veramente commovente vedere tutta que-
sta massa di gente, non ricca, m festante, in
preghiera entusiastica; gente che 50 anni fa era
tutta pagana. C' da ringraziare il Padrone della
messe commossi.
Sono passati 14 mesi dal mio rientro. n com-
plesso, posso dire di stare bene, anche se capi-
sco di non essere, fisicamente, pi quello di pri-
ma. Ogni tanto qualche male mi salta addosso,
e poi passa. Posso solo ringraziare il Signore di
essere ancora in Missione, e di potermi rendere
ancora, se pur limitatamente, utile. La cosa pi
bella di pensare che, comunque vada, sar
sempre la volont di Dio e quindi tutto bene, sia
per la vita che per la morte.
A te e a tutta Ronago sono vicino colla mia
povera preghiera.
Chiedo pure una preghiera per questa missione
e per me.
Un abbraccio fraterno
aff.mo P. Giuseppe
6
suor Amelia
....Di qua. posso dirvi che da una parte va un
po' meglio; cio molti soldati sono andati via
perci c' p calma e la gente ha cominciato a
ritornare. C' invece il problema della FAME.
nfatti questo il tempo durante il quale solita-
mente i Pokot si nutrivano di sangue e latte, ma
essendo il bestiame dimezzato, il nutrimento
non basta pi per tutti.
Come Missione abbiamo gi fatto varie
richieste e nell'attesa di buone risposte, stiamo
usando i soldi che ci avete appena mandato.
A proposito: grazie! e ringrazio tutti i Gamiti
partecipando loro il gran bene che fanno a
questa povera e provata popolazione. Bene che
diventa ogni giorno pi grande appunto perch
ogni giorno vissuto con rinnovata preghiera.
questo il mio augurio che mando oggi ad
ognuno di voi, accompagnandolo con la
preghiera di adorazione che ho fatto
appositamente per voi davanti al Corpo e
Sangue di Nostro Signore.
Vostra affez.ma Suor Amelia
banco vendita
Per alleviare un po' le sofferenze dei nostri fra-
telli Pokot e per venire incontro ai bisogni di Pa-
dre Giuseppe, allestiremo il consueto "Banco
vendita" ai primi di Dicembre.
Tutti sono invitati a contribuire con lavoretti arti-
gianali...
Grazie e
Buon lavoro !!!
l'amore ...
L'AMORE QUESTO:
CAPRE L DRAMMA D UN ALTRO,
NTERPRETARE LE ATTESE,
ANNULLARE LE DSTANZE,
ROMPERE L'ACCERCHAMENTO DELLA
SOLTUDNE,
DRE "ME NE MPORTA,
SPEGARS CON UN "SEGNO
ANCHE POVERO MA CHE TRADUCE LA
GRANDEZZA D UN CUORE DOVE
C' SPAZO PER SSTEMARE L
FARDELLO DEL FRATELLO.
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L'oratorio estivo: un'esperienza nuova che ci ha dato
la possibilit di conoscerci meglio.
Un'esperienza durante la quale noi giovani abbiamo
cercato di metterci al servizio dal pi piccoli, i quali
hanno ricambiato le nostre "attenzioni" sopportando-
ci ed ascoltandoci per tre settimane
" L'unione fa la forza"...
Abbiano iniziato in pochi, ma poi, via via, ci siamo ri-
trovati in molti e quello che ci riuniva era la voglia di
stare insieme, di giocare e di lavorare in amicizia.
l filo conduttore di questa esperienza era la favola di
Pinocchio, da cui abbiamo tratto spunti di vita.
"Fuori dal legno" era il nostro motto che ci invitava a
sbarazzarci della vecchia pelle per ritrovare noi stes-
si.
Ci siamo divisi in quattro gruppi di lavoro per prepa-
rare ed organizzare la festa finale, dove abbiamo
espresso tutta la nostra gioia di vivere. n gruppo si
provavano teatri, scenette, canti e dopo un'ora di
"duro lavoro" ci ritrovavamo a giocare suddivisi per
et, terminando tutti insieme in un grande gioco fina-
le.
"Chi dorme non piglia pesci"...
Non potevano mancare le trasferte, compiute con
grande sforzo fisico da parte di tutti noi.
N.B. alzata prestiva - camminate sfiancanti per se-
guire Don Antonio -
Dalle elevate altitudini... l faro di Brunate... Al livello
del lago... sola Comacina... Per non tralasciare
l'incontro ravvicinato con gli amici di Uggiatesi e Ol-
giatesi all'oratorio di Uggiate. Tutto questo coordina-
to da vari giovani e ragazze, ma anche da validi ge-
nitori che ci hanno offerto il loro aiuto.
"Non tutti i mali vengono per
nuocere"....
Non potevano mancare n questo quadro piacevole
alcuni elementi negativi, costituiti da litigi, parolacce,
scontri al vertice tra i giovani, il tutto per rendere
l'esperienza un po' 'vivace e reale.
Tutto questo superato dalla voglia di stare insieme e
di fare amicizia.
Un ringraziamento doveroso vogliamo farlo a tutti gli
spettatori che hanno affollato la sala durante lo spet-
tacolo, applaudendoci con gran calore.
C TENEVAMO MOLTO: GRAZE!!!
"Per concludere"...
...Vogliamo ripetere che tutto ci stato molto utile
soprattutto per noi giovani che siamo stati capaci di
intrecciare e mantenere (cosa ancora pi bella) i
rapporti di amicizia. Speriamo solo che tutto ci non
vada in fumo... perch, come dice il proverbio: "...
CH TROVA UN AMCO TROVA UN TESORO...
"By: Le tre G."
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proprio stato cos
C'era un gruppo assai numeroso domenica
16 settembre nel salone dell'oratorio. ra-
gazzi che avevano frequentato l'oratorio
estivo hanno preparato un simpaticissimo
spettacolo; un tantino lungo per la verit,
considerando che il mattino seguente non
era giorno di vacanza, ma giustamente se
pensiamo che tutti i ragazzi, grandi e picco-
li, vi dovevano avere una parte assegnata.
Meritano sicuramente un elogio tutti gli "at-
tori in erba" che hanno recitato vincendo la
timidezza davanti a cos tanti spettatori, ma
i meriti vanno soprattutto a chi li ha prepa-
rati e assistiti.
Meriti e ringraziamenti non solo per l'intrat-
tenimento della serata, ma per aver creato
e portato avanti questo gruppo estivo che
per tre settimane ha tenuto impegnato un
numeroso gruppo di bambini.
mpegnati in giochi di squadra, gite, canti,
mentre per molti di loro l'alternativa sarebbe
stata oziare per casa o bighellonare per le
strade.
Ho sentito diversi genitori parlare con entu-
siasmo di questa iniziativa, evidentemente
perch altrettanti figli l'hanno vissuta con lo
stesso entusiasmo.
Un fazzolettone con la scritta "GREST 84"
rimasto a tutti gli iscritti come ricordo di
un'esperienza che speriamo si ripeter an-
che in futuro.
A. F.
Quest'anno per la prima volta si svolto
l'oratorio estivo, che era un ritrovarsi ogni
giorno per passare il pomeriggio in allegria
con alcuni ragazzi di Ronago.
Questi incontri sono stati un successo an-
che se qualche volta ci sono stati dei litigi,
ma sono state cose passeggere perch
dopo un minuto si era amici come prima e
le acque si calmavano. Eravamo divisi in
gruppi e ogni gruppo preparava scenette,
barzellette per presentare nella domenica di
conclusione, nella quale ci siamo esibiti da-
vanti ai nostri genitori e a tutti quelli che
hanno partecipato alla festa.
nfine, questo oratorio mi piaciuto , perch
stato un momento di unione sia con ra-
gazzi di Ronago, sia con ragazzi della
zona, infatti ci siamo incontrati anche con i
gruppi di Uggiate e Olgiate C.
noltre ricordo con entusiasmo la gita a Bru-
nate e all'sola Comacina in cui la parteci-
pazione stata ancora pi numerosa e per
questo pi divertente.
Roberto
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la casa di Pellio
Sembra ormai fuori luogo tornare a parlare di
vacanze ( gi passato un secolo dall'ultimo
ferragosto!), per non sarebbe giusto dimenti-
carsi di dire due parole sulle "vacanze per fami-
glie" nella casa di Pellio.
Chi ci ha provato, quest'anno come negli anni
scorsi, ne ha senz'altro tratto beneficio, e non
solo fisicamente, ma soprattutto dal punto di vi-
sta della vita comunitaria.
La nostra casa di Pellio dovrebbe infatti essere
considerata, da tutti noi, come una "appendice
di Ronago, e non nel senso negativo, s'intende!
vero che almeno una all'anno ognuno di noi
desidererebbe vedersi attorno facce diverse,
per anche vero che trovandosi a Pellio insie-
me si riesce ad approfondire anzi, talvolta pro-
prio ad incominciare un rapporto di conoscenza
e amicizia con. altri nostri -compaesani.
Succede spesso infatti che durante l'anno tutti
presi dai nostri problemi quotidiani, a mala pena
ci accorgiamo degli altri che vivono accanto a
noi e neanche ci preoccupiamo di fare un picco-
lo passo per conoscerci meglio.
Un senso di maggiore unit credo sia l'impres-
sione e la convinzione di quelli che la scorsa
estate hanno condiviso le ferie a Pellio: quanti
scambi di vedute, quante idee e quanta armo-
nia possono scaturire da un dialogo fra com-
paesani in vacanza!
Le circostanze forse non consentiranno di ave-
re anche in futuro questa "valvola" a Pellio (che,
con un po' di. buona volont potrebbe essere
utilizzata non solo d'estate, ma anche come
base-appoggio per settimane bianche o per
qualche week~end di quando in quando), per
sarebbe bello che anche a Ronago ognuno
avesse la stessa disponibilit di dialogo e di
apertura verso gli altri, come quando in va-
canza.
S vero, siamo occupati, non abbiamo tempo
da perdere, ci sono gli orari da rispettare: per
a volte bastano cinque minuti per dare e riceve-
re qualcosa di positivo.
10
gruppo carit:
per amare di pi
Un corso veramente riuscito.
Con lodevole impegno e volont, un gruppo di
lavoro formatosi nel gruppo Pastorale Zonale
ha fortemente voluto e sviluppato un "corso di
impegno e testimonianza cristiana di carit".
Questo corso si articolato in quattro serate,
ad Uggiate Trevano. Anche un gruppo di Rona-
go ha partecipato a questo corso, penso molto
volentieri.
La prima serata servita, per conoscerci, per
approfondire le diverse situazioni parrocchiali.
Ci siamo divisi in gruppi per avere il modo di la-
vorare veramente bene. Nell'introduzione uno
dei responsabili aveva detto che la carit si vive
subito e ognuno di noi doveva impegnar si a co-
struirla. Quella serata ha aperto i nostri cuori.
La seconda serata si basata nel cercare di
trovare la vera collocazione della parola carit
nelle parole e nella volont di Dio. A parlare di
questo venuto Don Maggioni. Con parole mol-
to chiare e semplici ci ha indicato cosa Dio vo-
glia attraverso la parola "Carit". Dio chiede a
noi d condividere, di donare la nostra vita ai
fratelli. Non ci chiede di morire per loro, ma di
donare la nostra gioia, le nostre ricchezze, il no-
stro tempo libero, la nostra nullit.
La terza serata era impostata su testimonianze
di carit vissuta. La prima stata d tuia fami-
glia d Ronago: portando l'esperienza di fami-
glia pronta e aperta a condividere e ad accetta-
re le sofferenze di fratelli in difficolt, ragazzi
drogati, persone esaurite. Rivivendo questi mo-
menti della loro vita, servito loro come stimolo
per aumentare la loro fede.
La seconda esperienza veniva da ragazze di
Uggiate, che vivono la loro carit attraverso
l'impegno cristiano veramente concreto nel por-
tare avanti un discorso cristiano nell'oratorio.
Sento e penso che questo impegno sia molto
bello e debba farci riflettere.
Ha parlato poi Don Sandro di Novazzano. Ci ha
portato un'esperienza di comunione che sta
tentando coinvolgendo tutta la comunit cristia-
na del paese verso il problema degli anziani.
Costruendo un centro dove queste persone
possano vivere e non depositare le loro giorna-
te, sentendosi vive ed amate per poi tornare a
sera nella propria abitazione.
ter ultimo una coppia di Olgiate, ha portato la
sua esperienza verso l'adozione di due bambi-
ni. stata un'esperienza molto forte e vissuta
con tanta e tanta fede.
All'ultima serata con tanto dolore non ho potuto
partecipare, ma dalle labbra dei partecipanti ho
capito e sentito che molto di buono si ricevu-
to.
Si sentiva la necessit di ritrovarci d nuovo, for-
se perch l'amore che . uno d all'altro con cari-
t cos bello ed importante che se ne sente la
necessita di ridonarcelo.
Vorrei ringraziare tutti i promotori di questo cor-
so ed in particolare il nostro Felice, che ci han-
no dato questa possibilit di cogliere con estre-
ma chiarezza ed importanza le parole di Ges:
"Amatevi l'un l'altro come o vi ho amato".
21 ottobre
58ma
Giornata Missionaria
Mondiale
11
XX di fondazione del gruppo Alpini
l gruppo degli alpini di Ronago ha festeggiato, nel
luglio scorso, il ventesimo anniversario d fonda-
zione, con una cerimonia tanto semplice, quanto
suggestiva. nfatti, tutta la popolazione si sentita
coinvolta e partecipe non solo del momento di fe-
sta, ma anche dei valori di cui le "penne nere"
sono da sempre portatrici, del loro entusiasmo,
del loro spirito di servizio e di solidariet.
n ogni famiglia Ronaghese c' un alpino, com'
tradizione da sempre: gli iscritti al gruppo, peral-
tro, sono 37 e si,confida costantemente di incre-
mentare tale numero, sensibilizzando soprattutto
le giovani generazioni alla partecipazione alla vita
associativa.
La cerimonia della domenica ha avuto un'anticipa-
zione il sabato, quando stato deposto un omag-
gio floreale sulle tombe di coloro che "sono andati
avanti" e che riposano nel cimitero del piccolo
paese, tutto imbandierato per l'occasione.
Ospiti d'onore Bianchi, Maspero, Pagani e Valsec-
chi della sezione di Como, il sindaca di Ronago,
Rodolfo Ghielmetti e il Dottor Francesco Ambro-
soli. Graditissima la presenza di ben 10 gruppi dei
paesi circostanti: Albiolo.. Appiano, Olgiate, Cam-
nago, Gaggino, Rovellasca, Fino Mornasco, Villa-
guardia, Gironico con i rispettivi gonfaloni e di una
rappresentanza della C.R.. di Uggiate.
l corteo, a cui tutta la popolazione ha fatto coro-
na, partito dal piazzale antistante la Ditta Ambro-
soli, mentre scoppiavano gli applausi al paesag-
gio della bandiera e suonavano le campane.
stata deposta una corona di fiori al monumento
dei caduti, quindi, sul piazzala della chiesa par-
rocchiale, addobbata per l'occasione, ai svolta
la S. Messa.
Particolarmente apprezzato stato l'accompagna-
mento della corale parrocchiale, diretta da un
maestro d'eccezione; Adelfio Tettamanti, alpino e
sindaco di Cavallasca. Molti occhi si sono inumidi-
ti per la splendida esecuzione, con note toccanti e
grande lirismo, della celebre "Signore dalle Cime",
che sembrava alzarsi nel silenzio a rendere
omaggio e a celebrare i sacrifici di coloro che in
pace e in guerra portano orgogliosi una penna
nere sul cappello e la fede in un mondo migliore
nel cuore.
Ma altrettanto brillante stata l'esibizione della
Fanfara di Olgiate Comasco, che ha interpretato
con grande valore, traducendoli in musica, i senti-
menti dei presenti, che hanno apprezzato , poi, il
saluto del Dottor Pagani. Anche il Parroco Don
Antonio, ha invitato, durante l'Omelia, ad ispirarsi
nell'azione quotidiana ai valori che gli alpini sanno
difendere coraggiosamente, da uomini combattivi
per grandi ideali, che non si spengono con la vita.
n primo piano, a tutte le parti della cerimonia, il
capogruppo, Gianfranco Bernasconi, a cui va il
merito di reggere il gruppo da tanti anni con tena-
cia ed abnegazione, assicurando una presenza
ed un'azione incisiva in ogni momento della vita
comunitaria.
E non sono mancati, da parte dei soci, cenni di
ringraziamento a Bernasconi, per quest'opera si-
lenziosa di aggregazione intorno ad ideali comuni
delle vecchie e delle nuove generazioni di alpini.
La piazza ha offerto un "colpo d'occhio" degno di
nota, durante la cerimonia, con le penne nere
svettanti e le bandiere sventolanti: Ronago difficil-
mente dimenticher la scenografia, ma soprattutto
i momenti di meditazione e di riscoperta di valori
che gli alpini, con semplicit, hanno saputo offrire,
con lo stile di sempre.
Poi, il rinfresca ed il pranzo, dove sono stati ritro-
vati i momenti di guerra e di "naja", momenti cari
al ricordo di tutti.
La giornata si chiusa con l'impegno di essere
"sempre presenti", sempre attenti, da alpini, come
ieri.
Come sempre.
CasteIIi M.
12
pensieri sparsi
din don dan
- Due, i peccati "originali.
Per ragioni sconosciute, si continua a tacere
l'esistenza del secondo peccato "originale.
Dopo quello contro Dio, infatti, ne stato com-
messo un altro contro il prossimo. Quando?
Quando furono inventati ed applicati gli aggetti-
vi possessivi al singolare.
- Perplessit.
Nella stessa settimana in cui il "nostro OR elar-
giva, non costretto, al nuovo Banco Ambrosia-
no, 250 milioni di dollari (oltre 445 miliardi di
lirette), una suora missionaria rivolgeva ai lettori
di una rivista laico-cattolica, un accorato appello
perch le venissero inviate con urgenza una
macchina da cucire, anche usata, ed una pom-
pa per acqua...
- Scandalo.
Al supermercato, un bimbo sceglie, dal banco,
un'automobilina, la mostra ai genitori consen-
zienti e la depone nel proprio cestello.
L accanto, due fratellini osservano... interessa-
ti, eppoi... fanno altrettanto ma la loro mamma,
intervenendo prontamente con dolcezza, li invi-
ta a riporle.. "Non abbiamo soldi per quelle
cose! sussurra.
"Ma... mamma, perch quel bambino li ha e noi
no?"...
- Costantineide.
A Chiasso sono gi ultimati costosi abbellimenti
al Municipio, alla chiesa ed alla banca. Elegan-
temente allineati, fianco a fianco, quasi a brac-
cetto, fanno bella mostra di s. quasi a signifi-
care, senza esitazioni "Ora possibile servire...
tre "padroni.
Cultura italiana all'estero.
Numerosissimi camionisti stranieri che transita-
no per le Dogane di Chiasso non parlano affatto
italiano eppure sanno pronunciare perfettamen-
te, nel nostro dolce idioma, le pi orribili be-
stemmie.
- La "Parola".
Se la "Parola" dono di Dio, il dono molto
raro.
Se dono di Fede, la Fede molto scarsa.
Se dono di studio, lo studio insufficiente.
Se dono d'esperienza, molti sono gli inesperti.
Se dono della meditazione, troppi sono i di-
stratti, per cui, spesso,
- la predica
per pochi "percorso di vita", per altri pe-
nitenza, per bimbi supplizio, per anziani ri-
poso.
La "Parola" si fatta "Carne, la nostra carne si
fa "parole"...
- Prevenire... necesse.
...E allora il Re dir: "Andate via da me, male-
detti, al fuoco eterno..."
Chiederanno, in lagrime: "Quando, Signore, ti
abbiamo cacciato, affamato, scandalizzato, per-
seguitato, allontanato, abbandonato, deriso?..."
....
"Leggere attentamente le avvertenze" consiglia
la TV, ogni giorno!
- V..P.
Scrivono recenti cronache che un attore inglese
tra i pi noti, applaudito e ricco, ma dalla vita
tumultuosa e disordinata, morendo improvvisa-
mente abbia lasciato molti vuoti...
Vuoti di bottiglie?
Dopo falsi rimpianti, il suo mondo si affretter a
riempirle.
Gli assetati di bollicine, di effimero, sono sem-
pre numerosi.
Giuseppe G.
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biblioteca comunale: una mostra fotografica
vita a Ronago
ieri e oggi
consuetudine della Biblioteca Comunale di
Ronago indire ogni anno una mostra e fotocon-
corso su temi che possano concernere un po'
tutti: fotografie di bambini, foto ricordo delle va-
canze e cos via.
Quest'anno si pensato di proporre un sogget-
to che riguardasse veramente da vicino la po-
polazione, senza limite di et: "VTA A RONA-
GO ER E OGG.
Questo tema vede coinvolto non solo chi coltiva
l'hobby della fotografia, ma anche chi possiede
vecchie fotografie magari dimenticate in fondo
al cassetto o ammucchiate in una scatola in-
giallita, che ritraggono nottanti della Ronago di
"allora".
La mostra offre loro una piacevole occasione
per rispolverare vecchi ricordi e ridare luce a
immagini ormai sbiadite; sar inoltre interessan-
te per tutti poter confrontare persone, luoghi,
tradizioni di un'epoca in cui la bicicletta era con-
siderato il privilegio di pochi, con la Ronago su-
pemotorizzata 1984, che pure conserva angoli
e momenti caratteristici che aspettano solo di
essere fotografati, o di cui qualcuno conserva
gi l'immagine ripresa quest'anno.
A tutti coloro che parteciperanno alla mostra,
verr consegnato un piccolo premio ricordo.
Un premio particolare verr inoltre dato alla foto
pi significativa della Ronago di ieri, e una alla
foto pi singolare alla Ronago di oggi.
Assicuriamo che le fotografie verranno tenute
con la massima cura e restituite al termine della
mostra.
La mostra e fotoconcorso si terr nei giorni 1 e
2 dicembre 1984.
Le fotografie dovranno essere consegnate di-
rettamente alla Biblioteca o ai seguenti recapiti:
- Maurizio Russo
- Anna Balatti.
- Luisa Somaini
entro il 25.11.1984.
Siamo sicuri che ci aiuterete a ricostruire imma-
gini della vita del nostro paese, che poi riscopri-
remo insieme nella sala della Biblioteca!
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