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Per far giungere gli auguri di Pasqua nelle vostre case ho

scelto alcune fotografie dei nostri ragazzi che fanno i


chierichetti, perch celebrare la Pasqua da cristiani signi-
fica sentirsi responsabili e seri, pieni di gioia e di vita, ge-
nerosi e impegnati, come lo sono i nostri chierichetti
quando sono all'altare, anche se a volte sono un po' trop-
po rumorosi e chiacchieroni.
Pasqua ci porta a rinnovare la nostra fede in Dio, un ri-
chiamo a comprendere che anche ogni nostro piccolo ge-
sto ha un grande valore se fatto con amore e in spirito di
dono, riconoscere che noi davanti al male e nelle diffi-
colt non siamo soli, perch il Risorto con noi e in noi.
La Pasqua ci mette davanti a cose pi grandi di noi che
non sempre riusciamo a capire, perch toccano il mistero
della vita, nella morte e nel dolore ci riunisce attorno a un
uomo crocifisso, ad una tomba vuota, ad un Risorto, e ci
fa sentire parte di una comunit di credenti, di fratelli, ci
richiama a uno stile di vita che tanti, prima di noi, hanno
seguito e che anche noi ci siamo impegnati a realizzare,
coscienti dei nostri limiti.
Per sempre forte la tentazione di chiudersi in noi stes-
si e di non lasciarci coinvolgere da questi avvenimenti:
una certa sfiducia subentrata e pu subentrare in noi;
non sappiamo reagire all'idea che ci fa sentire "a posto,
gi bravi a sufficienza, non viviamo pi con gioia e con
"seriet
!t
, con fede, la .nostra vita.
L'augurio di Buona Pasqua allora un invito ad essere
pi convinti che la nostra vita un "servire Dio e i fratelli",
ad avere pi coraggio e pi generosit nell'amare e nel
perdonare, un impegno ad essere pronti a creare un
clima di solidariet e di collaborazione. Perch il Signore
risorto, vivo, presente in mezzo a noi; perch noi
vogliamo essere suoi discepoli e annunciarlo davanti al
mondo.
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per
una buona
Pasqua
Anno Santo
apertura
iniziato l'Anno Santo, il tempo nuovo, Venerd
25 marzo, verso le 17.40, dopo i tre colpi rituali
dati da Giovanni Paolo , si sono aperti i battenti
di bronzo della porta santa, con tanta solennit.
l papa ha pronunciato le tre frasi: "Apritemi lo
porta della giustizia; questa la porta del Signo-
re; entrer nella tua casa, Signore"; poi le porte si
sono aperte dall'interno. l papa ha dapprima can-
tato il salmo 99 e letto in latino la "speciale pre-
ghiera del giubileo; poi entrato nella basilica,
solo, lentamente, in silenzio.
Appena i fedeli che affollavano la basilica lo han-
no visto, hanno applaudito con commozione.
Poi sono passati, i cardinali, i chierici e infine mol-
ta gente.
All'altare della confessione, il Santo Padre ha poi
celebrato la S. Messa.
Nell'omelia ha sottolineato quale fonte di grazia
sia donata dall'Anno Santo al monte intero e qua-
le preziosa occasione sia questo momento per
diffondere la pace, la fratellanza, la gioia della
salvezza.
l papa ha quindi concluso l'omelia invocando il
Signore affinch l'Anno Santo diventi anche un
appello al mondo contemporaneo che vede la
giustizia e la paca sull'orizzonte dei suoi desideri.
Appello grave per la coscienza dell'uomo che,
concedendo sempre maggior spazio, al peccato,
vive giorno per giorno in mezzo a crescenti ten-
sioni e minacce. Ecco allora che la Chiesa, attra-
verso la parola del papa, chiede a Dio l'aiuto per
"cambiare direzione" e perch sopra ogni cosa "si
dimostri pi potente l'opera della sua Redenzio-
ne.
per l'Anno Santo
parrocchiale a Roma
Sono aperte da qualche settimana le
iscrizioni al pellegrinaggio parrocchiale
a Roma, in occasione dell'Anno Santo
straordinario della Redenzione.
La data fissata: dal marted 2 agosto
al sabato 6 agosto, con partenza e arri-
vo a Ronago.
La (quota di L. 265.000).
Qualcuno ha gi dato la sua adesione,
ma credo sia bene affrettarsi per poi po-
terci organizzare e poi ... per restare a
piedi, perch i posti sono limitati.
Potrebbe essere il pellegrinaggio a
Roma un bel regalo che possiamo fare
a una persona cara, ma potrebbe esse-
re anche il "frutto di qualche sacrificio
fatto per visitare la "Citt Santa" e per
ottenere l'indulgenza legata alla cele-
brazione dell'Anno Santo".
Le iscrizioni si ricevono in casa parroc-
chiale oppure in chiesa.
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la Pasqua
i bambini...
La Pasqua dei Cristiani Ges che muore in
croce per noi, Ges che risorge per noi ed
ogni giorno in mezzo a noi.
Ges ogni giorno dice a noi Cristiani: aiutatevi
l'un l'altro, qualcuno per crede che pi bello
ricevere il coniglio di Pasqua che credere in
Ges che muore e risorge per noi.
Pasqua festa della risurrezione di Ges,
festa della pace.
Ges fa che in quel giorno la gente sia
in pace e non faccia pi guerre.........
fa che da quel giorno non scoppino pi bombe
ma fa che scoppi cane un raggio di sole la
pace.
Ges aiutaci ad essere come Te; aiutando tutti
Ges aiutaci a donare tutto quello che possia-
mo donare. E a far morire tutti i nostri vizi ed i
nostri egoismi: perdoando tutti come tu hai per-
donato Giuda-
Ges, con la tua morte in croce ci hai fatto ca-
pire che dobbiamo volerci sempre bene. n
tempo di Quaresima aiutaci a fare morire i no-
stri vizi, cos a Pasqua risorgeremo con le virt
e aiutaci a continuare sempre con esse.
V elementare
gli altri
La Pasqua, per noi Cristiani, il trionfo di Cristo
risorto.
Dopo gli anni trascorsi sulla terra, i suoi insegna-
menti di pace e d'amore e le sofferenze per noi
patite nella Sua passione, Ges da la dimostra-
zione, con la Sua risurrezione, della Sua divinit.
Solo chi ha cuore puro ed umile pu capire la
grandezza di questo mistero!
la vittoria del bene sul male, dell'amore
sull'odio, del perdono sulla vendetta.
Durante la vita terrena, nella Sua potenza divina,
avrebbe potuto attirare tutti a s senza passare
per i patimenti della Croce. Ha voluto invece vive-
re l'esperienza umana, gioendo e soffrendo come
qualsiasi uomo, affrontando la morte pi ignomi-
niosa riservata all'essere pi spregevole. Con la
Sua risurrezione, per, ha dimostrato come
l'uomo pu risorgere dalle sofferenze e miserie
della vita; Lui stesso le ha condivise e Lui stesso
ci mostra la strada per superare tali difficolt.
Tutto quanto andava insegnando negli ultimi tre
anni di vita terrena diventa realt con la Sua risur-
rezione.
Certo che a volte, oggi come allora, il suo inse-
gnamento guardando la realt dei fatti, sembra
un'utopia.
Com' possibile perdonare l'offesa ricevuta, ama-
re colui che ci odia, non vendicare un torto subito,
mostrare l'altra guancia a chi ci percuote?
Seguire questi insegnamenti non significa diven-
tare cittadini di secondo ordine ed essere irrisi da-
gli altri? n una societ dove la forza, la violenza,
l'egoismo, l'odio sembrano dominare, come pu
essere attuale l'insegnamento che Cristo ha dato
2000 anni fa?
La risposta ci giunge da Ges risorto. Col trionfo
della Sua risurrezione ci dimostra che Egli Dio e
a Dio nulla impossibile.
Anche se per il mondo il Vangelo una cosa in-
concepibile, per noi Cristiani invece, se sorretti
dalla fede, una realt che ci d la forza di saper
camminare anche controcorrente.
Ges ha vinto il mondo e la morte, il trionfatore
dell'universo: che cosa dunque dobbiamo
temere?
Con Ges in mezzo a noi nella fede e nell'unit,
sapremo superare ogni difficolt e con l'esempio
di vita vissuta nella luce del Vangelo, sapremo at-
tirare pure i fratelli lontani.
E' questo l'insegnamento della Pasqua.
Da Cristo Risorto impariamo a risorgere dalle no-
stre miserie e debolezze, ma non dimentichiamo-
ci che il cammino di fede lo dobbiamo percorrere
assieme altrimenti anche per noi il Vangelo pu
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diventare utopia.
Tut i an
Gh g sci Pasqua 'n'oltra volta, al pa-
sa per ul temp; tut i an, un dr l'ol-
tru, ariva Pasqua: e alura via a crump
l'agnel, a tir f ul visti bel, a taca
s l'ulif in pul, a net ben la c par
quand vegn ul pret a bened, a n a cun-
fesas, fa la cumignun.
Ma la Pasqua l' propi .sempru stesa, tuti
i an la ga borla sol c cum na tegola o
l
l' un quei cos pus, un quei cos che val
la pena da regurd ogni an?
Pensii p quest'an l'anca l'an sant stra
urdinari, dedica a la redenziun. L' 1950
an che gh sucedu quel che regordum a
Pasqua: la pasiun, mort e risureziun dal
Signur.
L' propi impusibil fa pas stu mister
d'amur cum' vona di tanti fest o dum
cum' l'ucasiun da sta a c ul luned da
l'angiul. Cert che la riscia da pas par
na roba cunsmistica e basta, cum' tanti
oltri fest; ma datu che anca in di of gh
la sorpresa, p das che anca la Pasqua la
diventi na "bela sorpresa".
Parch la sia insci, tantu al dipend da
nugn. La festa da la risreziun l' in s
un quei cos da meraviglius, ul memurial da
l'amur insci grand del Signor pai oman,
che l'ha purt a fas inciud in crus.
Chi mai inc ga vor insci ben a 'n oltri?
Ben poc! E a guard atut stu amur dopu la
prima meraviglia, l'nica roba che po'
vign dr l' la voia da acet quel che
stu tizi che l's'ha f maz par me al dis,
a respunt al s amur cun quel poc che sun
bun da tir f.
Al sar mai cumpagn dal s, ma pensi che
se l' tut quel che podi f al gabia stes
un grand valur e 'l servisa a cambi un
zic ul mund che gu in gir: in c, sol
laur, in parochia, in feri, in gir pai
strad... E l' mai trop tardi par cu-
minci. ntant val la pena da f un zic
d'alenament par cuminci a vif, a cun-
vertis.
E na man la p daga!a l'Ecarestia, isti-
tida ul Giued Sant e che quest'an a sa
festegia in manera particular.
Che la sia quindi par tut mia na Pasqua nurmal ma
una
BONA PASQUA
Arriva gi Pasqua un'altra volta, passa
per il tempo, tutti gli anni uno dietro
l'altro, arriva Pasqua! E allora via a
comperare l'agnello, a tirar fuori il ve-
tito migliore, ad attaccare l'ulivo in
pollaio, a far pulizia per la benedizione
della casa, a confessarsi, comunicarsi.
Ma la Pasqua proprio sempre uguale, tut-
ti gli anni, ci cade in testa, come una te-
gola o qualcosa di pi, qualcosa che val-
la pena di ricordare ogni anno?
Pensate poi: quest'anno anche l'Anno San-
to Straordinario della redenzione. Sono
1950 anni che successo ci che ricordia-
mo a Pasqua: la Passione, Morte e Risurre-
zione del Signore.
proprio impossibile lasciar passare que-
sto mistero d'amore come una delle tante
feste o solo come l 'occasione di starsene
in ferie al Luned dell'Angelo. Certo che
rischia di passare per qualcosa di consumi-
stico e basta, come tante altre feste; ma
dato che anche nelle uova c' la sorpresa,
pu darsi che anche la Pasqua diventi una
"bella sorpresa". Perch sia cos, tanto
dipende da noi.
La festa della Risurrezione in s qual-
cosa di meraviglioso, il memoriale del-
l'amore del Signore per gli uomini, un a-
more cos grande che l'ha portato a farsi
inchiodare in croce. Chi mai oggi vuol co-
s bene ad un altro? Ben pochi! E guardan-
do a tutto questo amore, dopo la prima me-
raviglia l'unica cosa che pu seguire la
voglia di accettare quello che questo tizio
che si fatto ammazzare per me dice, e ri-
spondere al suo amore con quel poco che so
tirar fuori io.
Non sar come il suo, ma penso che se
tutto quello .che posso fare abbia lo stes-
so un grande valore e serva a cambiare un
po' il mondo che ho attorno: in casa, sul
lavoro, in parrocchia, in ferie, in giro
per le strade ..... E non mai troppo
tardi per incominciare. ntanto vale la
pena di fare un po' di allenamento per co-
minciare a vivere, convertirsi.
E una mano ce la pu dare l'Eucaristia, i-
stituita il Gioved Santo e che quest'anno
si festeggia, in modo particolare.
Che sia quindi per tutti non una Pasqua normale, ma
una
5
BUONA PASQUA
la benedizione delle case =
una visita
alle famiglie
La benedizione delle case uno dei mo-
menti pi belli nella vita del sacerdote, per-
ch il momento in cui ci si trova tutti riuniti
per pregare e per invocare la pace e la pro-
tezione di Dio.
Entrando in una casa, mi sembra di trasfe-
rire in quella casa quel clima di fede e di
comunione che provo quando celebro la
messa in chiesa, alla domenica, quando
tutta la comunit si ritrova per ringraziare il
Signore e per rinnovare il gesto di amore di
Ges morto e risorto.
Abbiamo durante l'anno tante occasioni per
incontrarci, a volte si parla di tante cose, ci
si scambiano idee e opinioni, ci si interessa
della salute, del lavoro, della scuola, dei fi-
gli, ci s incoraggia a vicenda. Ma credo
che quando il sacerdote viene a casa no-
stra per pregare con noi e per noi, la no-
stra fede che ci unisce e ci fa sentire anco-
ra pi fratelli e amici.
Per questo ho sempre pensato a questa
benedizione come a una visita che il sacer-
dote, in nome di Dio, compie con tanta
semplicit ma con tanto amore, alla fami-
glia.
Nella mia prima esperienza fatta a Ronago,
l'anno scorso, mi sono reso conto ancora di
pi della verit di questa mia convinzione.
Era perfino commovente entrare in alcune
case e vedere il modo con cui venivo accol-
to e lo spirito con cui si piegava *
Mi auguro che questa tradizione e questa
fede continui anche quest'anno.
Purtroppo non mi sar possibile arrivare
tempestivamente in tutte le case della par-
rocchia, per penso che saprete conserva-
re per il giorno in cui verrete avvisati della
visita del sacerdote quello spirito che ci fa
sentire amici e fratelli.
Sul biglietto augurale che lascer nelle
case, ho voluto mettere l'immagine del cro-
cifisso che c' nella nostra chiesa, per ricor-
dare l'anno santo della Redenzione che
appena iniziato e per invitare tutti ad acco-
gliere l'invito del Papa a rinnovare la nostra
vita di cristiani, vincendo tanta indifferenza
perch "si dimostri pi potente in noi l'opera
della Redenzione".
Voglio ricordare ancora che chi non fosse
in casa al passaggio del sacerdote e desi-
derasse ricevere la benedizione del Signo-
re, pu avvisare in casa parrocchiale o in
chiesa, telefonando o servendosi dell'appo-
sito biglietto che lascer nella casa.
Se poi
:
ci fosse qualche famiglia che non
pu essere riunita nel giorno stabilito, non
deve aver paura di avvisare e ci si potr ac-
cordare per un altro giorno o per un altro
orario.
don Antonio
6
Concilio Vaticano l vent'anni dopo
un insegnamento
attuale maurizio r.
Una fra la costituzioni pi interessanti e di pi
stretta attualit elaborata dal Concilio porta il
noma di "GAUDUM ET SPES" e reca la data
del 7 dicembre 1965. Essa si apre con una ap-
profondita e lucida analisi del mondo contem-
poraneo che anticiper con coraggio alcune
tesi oggi sbandierate da economisti e sociologi.
Essa ricorda gli insopportabili squilibri economi-
ci fra nazioni ricche e povere dovuta alla tumul-
tuosa espansione della societ industriale che
costringa all'emigrazione e alla perdita dai valo-
ri tipici della civilt contadina.
l Concilio intenda dare il proprio contributo alla
realizzazione di un mondo pi sereno e dignito-
so, dove ogni persona possa esplicare la pro-
pria personalit. La Costituzione ricorda la fon-
damentale eguaglianza fra tutti gli uomini e
sprona alla costante ricerca di una giustizia so-
ciale, che si attua attraverso il superamento
dell'etica individualistica che ci impedisce di col-
laborare e partecipare responsabilmente allo
vita comunitaria. La chiesa, dunque, intende in-
vitare il popolo cristiano a non ritirarsi nella pro-
pria fede, ma, proprio perch animato da un
dono cos grande, a non trascurare i doveri
terreni di partecipazione alla vita sociale e poli-
tica.
Quanta differenza tra questa impostazione e il
"non expedit" di storica memoria!
La Costituzione insiste particolarmente sulla di-
gnit del matrimonio e della famiglia a della sua
valorizzazione; sulla promozione della cultura
fra gli uomini come strumento di liberazione
dall'ignoranza, quindi dalla sopraffazione.
Essa ricorda poi come le ingenti disparit eco-
nomico-sociale debbano progressivamente ri-
dursi e come lo sviluppo economico debba es-
sere messo al servizio dell'uomo, alo scopo di
usare i beni della terra in modo saggio.
Ma il capitolo pi attuate (drammaticamente at-
tuale!) quello riguardante la promozione della
pace e la comunit dei popoli.
La vera pace si attua e si pu attuare solamen-
te in presenza di un'autentica giustizia sociale,
capace di rispettare la dignit di un popolo.
La Costituzione denuncia poi la forte corsa agli
armamenti e la distrazione di ingenti somme di
danaro, da investimenti sociali per la costruzio-
ne di armamenti sempre pi sofisticati.
La Chiesa condanna la guerra e incoraggia
ogni iniziativa internazionale, al fine di scongiu-
rarla, invitando le nazioni alla cooperazione sul
piano economico.
Certo un mondo tutto da costruire .. perch
non provarci?
7
un ricordo
don Matteo
Se ti guardi attorno in questo periodo scopri
ogni giorno una novit. eri le primule, i bucane-
ve, le pratoline, oggi le viole, le margherite, do-
mani i mughetti: tutti questi piccoli fiori e la na-
tura tutta, con tanta semplicit, ci hanno detto e
ci dicano che di nuovo primavera!
Una nuova primavera e, fra poco, una nuova S.
Pasqua; grandi cose, grandi cambiamenti che ti
fanno pensare e riflettere. Ti fanno anche ricor-
dare alle S. Pasque ed alle primavere passate,
con tutto ci che pu essere successo e con le
persone che le hanno animate.
Sempre in questi momenti di grandi cambia-
menti mi torna alla mente Don Matteo ed un
cruccio, quasi un rimorso, mi prende. " tanto
che partito per Lanzo d'ntelvi, sono passati
parecchi mesi e tanti giornalini sono usciti dal
ciclostile, messi assieme da noi, suoi ex-par-
rocchiani, ma in nessuno di essi ho letto di Lui!
Ho cercato di immaginare il perch di questo e
l'ho chiesto anche a me stesso. Forse il timore
di fare un torto a Don Antonio? No, non il tipo!
Forse che ci siamo dimenticati di Don Matteo?
No di certo, grande ancora il ricordo di Lui!
forse invece giusto ritenere che ciascuno dei
suoi ex-parrocchiani desideri ricordarlo e pen-
sarlo a modo suo, ognuno tenendo per se la
cosa che pi l'ha colpito, l'insegnamento che
maggiormente l'ha segnato. Certo anche diffi-
cile parlare di Lui, soprattutto perch oltre che
essere uomo anche prete! Si pu correre il ri-
schio di scrivere tanto senza dire nulla di con-
creto ... ma non importa, il mio vuol essere
soprattutto un ricordo.
Ci sono due momenti, il primo lungo, il secondo
assai breve, che hanno fissato nella mia mente
e nel mio cuore Don Matteo. Cosi lo ricordo e
cosi lo rivedo quando i pensieri mi riportano a
Lui.
l primo pieno delle forti emozioni avute a par-
tire dal giorno che ho saputo del suo trasferi-
mento, fino alla sua entrata in Lanzo: smarri-
mento per la notizia, fatiche per sistemare la
nuova casa parrocchiale e per preparare la
Santa Messa di saluto, gioia per come stato
accolto nella nuova parrocchia e dolore perch
Lui rimasto tra quei monti e noi siamo tornati
a Ronago.
Tutte queste cose, vissute intensamente, ci
hanno dato il sunto del suo essere stato Parro-
co tra di noi per tanti anni.... e mi spiego. La
spontaneit ed il cuore, messi da chi hanno
dato la loro partecipazione, sono stati cosi
grandi da rappresentare l'unica risposta logica
che noi potessimo dare al Prete rimasto tra noi
cosi a lungo, dicendoci continuamente di voler-
ci bene, di dare senza averne il tornaconto, di
non giudicarci a vicenda. Lui per tanti anni ha
seminato la Parola di Dio, che non era la "sua"
Parola di Dio, ma quella di tutti i preti della
Chiesa, e noi giorno dopo giorno, domenica
dopo domenica, l'abbiamo presa, magari mes-
sa in un cantuccio, ma in quei giorni venuta
fuori con tutta la sua potenza e ci ha fatto fare e
dire cose che non avremmo mai pensato di fare
e di dire... e cosi mentre Lui ci lasciava, noi gli
abbiamo dato, gli siamo stati vicini senza limiti
e senza pregiudizi.
Ecco dov' il sunto del suo essere stato Parro-
co!
Poi il secondo .. accaduto quando ci siamo ri-
visti per la prima volta dopo la sua entrata in
Lanzo.
Don Matteo si trovava in Chiesa; infatti manca-
vano 10 minuti all'inizio della Santa Messa. D
un po' di tristezza, entrando, la chiesa di Lanzo,
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avvolta nella penombra raramente rotta dalla
poca luce che riesce ad entrare dalle finestre.
Lui era sull'altare, molto assorto, forse intento a
far scorrere ancora una volta le parole della
predica imminente; e cos non si subito ac-
corto della nostra presenza. Poi, come ci ha
scorti, il suo volto si illuminato di gioia e ci
venuto incontro.
Come al solito non ci sono stati grandi discorsi
tra noi, ma, come al solito, le sue poche parole
mi hanno fatto capire che ti era vicino, molto vi-
cino ..... che ti comprendeva. Ci che mi ha
maggiormente colpito stato quell'illuminarsi in
volto: la sua gioia di vederci era vera e grande,
perch di certo lo desiderava, ma soprattutto
perch sentiva il bisogno di ringraziarci perso-
nalmente per quanto avevamo fatto ... E ci ha
ringraziato, ha ringraziato tutti, continuamente.
Al ritorno a casa. serenit e gioia erano in
me ... ed anche tanta soddisfazione perch
avevo capito d'aver trovato un Don Matteo nuo-
vo: non pi il Parroco, ma l'amico pronto ad
aiutarti sempre! Con questa novit e con tanta
tranquillit, quella tranquillit che sempre ti
prendeva dopo parlato con lui, sono giunto a
Ronago.
Fra giorni di nuovo Pasqua! Rivivremo la ri-
surrezione di Ges con grande gioia e grande
fede! Non vorrei che questo mio scritto avesse
tolto a qualcuno, rattristato un po' dai ricordi, la
pienezza di questa ricorrenza. Di certo non ac-
cadr, poich ora tra noi c' Don Antonio; ov-
viamente diverso, ma anche lui prete e Parro-
co. Anche Lui ci spiegher la Parola di Dio ma-
gari con frasi diverse, con tono diverso, ma
sar sempre la Parola di Dio, di tutti i preti della
Chiesa ... e anche quest'anno sar una vara
Pasqua ... dipende da noi!
preghiera del giorno
di Pasqua
La sera del Sabato Santo,
viene benedetta l'acqua
come simbolo della nuova vita
che inizia con Ges Risorto,
n Chiesa potrai trovare quest'acqua
benedetta:
portala a casa. Sar per te e per la tua
famiglia un continuo ricordo del Signore
Risorto e del tuo Battesimo.
l giorno di Pasqua
riunito con la tua famiglia
davanti alla tavola, prega cos:
GUDA: La pace di Ges Risorto sia con tutti
voi.
TUTT: E con il tuo spirito.
Con l'acqua benedetta, benedicendo i presenti:
GUDA: Quest'acqua benedetta sia un vivo ri-
cordo del nostro battesimo,
perch sappiamo ringraziare Ges
morto e risorto per la nostra
salvezza, con una vita pi santa
pi generosa.
Breve momento di silenzio.
GUDA: Padre del cielo, sii vicino a tutti
noi che abitiamo questa casa;
guidaci ogni giorno sulla via del
bene e della pace.
TUTT: Noi ti preghiamo, ascoltaci o Signore.
GUDA: Proteggici da ogni male, rendici
forti nel momento della prova,
sostenici quando siamo nel dubbio
e nella prova.
TUTT: Noi ti preghiamo, ascoltaci o Signore.
GUDA: Apri il nostro cuore e la nostra
mente alla preghiera, all'ascolto
della tua parola;
rendici disponibili alle necessit
degli altri:
donaci ci che necessario per
vivere e per crescere.
TUTT: Noi ti preghiamo, ascoltaci o Signore.
GUDA: Ed ora insieme preghiamo come Ges
ci ha insegnato:
TUTT: PADRE NOSTRO ...
9
gli auguri
di Suor Amelia
Carissimi Gamiti,
siamo gi in Quaresima e presto Pasqua! Che meraviglia e quale GRAZA!!!
Se poi uniamo a tutto questo l'Anno Sanato della Redenzione che il nostro Santo Padre ha indetto, che
cosa si deve dire? Grazia su Grazia, Dono su Dono! o mi sono augurata che tutto questo Ben di Dio
non diventi (per mancanza della mia corrispondenza), una Torre di Babele..... e questo oggi, se lo gra-
dite, lo auguro pure a voi, ed insieme auguro a tutti, e a ciascuno in particolare:
BUONA QUARESMA!
BUONA PASQUA!
BUON ANNO SANTO!
Da Don Antonio e da "Ronago 82" so quanto continuate a darvi da fare per noi, vostri fratelli del Terzo
Mondo tribolato e sfruttato, vi mando un grazie infinito sia per la preghiera che ormai sapete quanto e
quanto ne abbiamo bisogno, sia per il risultato dei vostri sacrifici materiali con i quali portiamo avanti
qualche pozzo. (Ho ricevuto da poco 1.900.000).
A proposito di pozzi vi devo dire che il lavoro rallentato molto. l motivo che volendo dare un po' di
lavoro e quindi cibo alla gente del posto capitato ci che spesso capita, cio si sono mangiati fuori i
soldi anticipati. Perci ora si sta vedendo il da farsi.
Riguardo alla gente che dire? Abbiamo gi avuto una pioggerella, segno di anno buono, quindi la gente
contenta ed gi impegnata a prepararsi i campi. Altri invece, specie i giovani, sono impegnati nelle
razzie. Armati fino ai denti fanno dei veri vandalismi ma il Governo pare stia prendendo delle misure. Al-
tri ancora hanno lasciato anche la scuola per la sete dell'oro e potete immaginare quanto sia difficile in-
serire il messaggio della salvezza fra questa gente! Chi prova deriso. Ad ogni modo sono certa che
prima o poi, quando cio il Signore lo vorr, LU triomfer pure fra i Pokot.
o, grazie a Dio sto bene e sono contenta d'essere qui, mi sento mandata da voi e cerco di non farvi
fare brutta figura nonostante sia molto limitata e peccatrice. Ma nella via della Santit siamo d'accordo
di aiutarci insieme, no?
E allora: coraggio, continuiamo, io vi ricordo sempre tanto!
Le donne e le ragazze che avvicino vero, sono poco perseveranti, per almeno in qualcuna comincio
a trovare un certo desiderio di imparare di pi ..... io sono contenta anche di questo e voi? Si dobbia-
mo avere tanta pazienza e tanto amore e continuare sebbene non vediamo i frutti .. c' infatti chi zap-
pa, chi semina, chi bagna, ma chi fa crescere il Signore, a noi dunque l'accontentarci di fare bene il
nostro piccolo compito, non vero? A LU la gloria.
Di avventure da raccontate ne avrei. tantissime, ma come posso fare io che faccio fatica a prendere in
mano la penna? Certa che vi accontentate del mio vivo ricordo e della mia grande riconoscenza saluto
tutti ad uno ad uno augurando .immenso BENE.
Vostra affezionatissima
Sr. Amelia
E Padre Giuseppe ancora con voi? Lo aiutate a stare meglio? Godetelo finch potete, ma non tratte-
netelo troppo perch sapete che qui: c' bisogno di lui.
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o e la fame
o e la fame non ci intendiamo. o non mangio
quasi mai, anche se lo stomaco reclama, o per-
ch c' una bella trasmissione alla televisione,
oppure perch mi chiamano per andare a gio-
care e non voglio perdere nemmeno un secon-
do di gioco.
Se mi portano la pastasciutta la mangio, ma se
mi portano la minestra la mangio solo se mi
hanno comperato qualche regalo o se c' il
cioccolato.
Domenico
n casa ho sempre dolci, cosi io che sono golo-
sa, ne mangio a saziet e quando sono finiti, si
vanno a comprare o la mamma fa la torta.
Elena
Sul mio viso, dopo un pasto, non si vede la
fame, ma capita spesso che ho mangiato trop-
po e dico: - Uffa! Sono piena!
Floriana
La mia fame cos: quando portano in tavola
un cibo che non mi piace, non lo mangio.
Quante volte lo do ai cani o lo butto via!
Emanuele
La mia fame non come quella del terzo mon-
do, ma per capricci; la mia fame "noia": in-
fatti io mangio quando non so cosa fare
sabella
Noi tante volte facciamo tante storie perch
non vogliamo quello che ci d la mamma e
brontoliamo; pero noi non pensiamo mai alle
persone che muoiono di fame e tra queste ci
sono milioni di bambini anche della nostra et.
Loro sono costretti a mangiare quello che han-
no senza fare storie perch c' solo quello e a
volte non mangiano del tutto. Con la maestra
abbiamo parlato di questo argomento disastro-
so. o, la sera, prego sempre Dio Padre perch
aiuti quei bambini che sono senza cibo e hanno
molte malattie come il colera e la lebbra. Spero
che Dio ascolti la mia preghiera.
Alcune cause del sottosviluppo in cui si trovano
molte popolazioni sono le seguenti: l'uomo
bianco andato in quella terra, ha scoperto le
loro ricchezze, se le prese; agli abitanti face-
va fare tutti i lavori pi pesanti e non ha inse-
gnato loro a coltivare la terra e a sfruttare quel-
le ricchezze. Adesso quei paesi non producono
a sufficienza per soddisfare i bisogni di tutti, la
gente ignorante e non sa fare quasi niente...
Elena
o penso che siamo stati troppo viziati gi da
piccoli e se arriva una carestia non so noi gio-
vani cane ce la caveremo.
Corrado
o direi che noi e altre persone ricche, che ab-
biamo tante cose, potremmo mandare dei soldi
a queste persone in modo che loro abbiano i
mezzi per costruire pozzi, strade, per acquista-
re macchine per lavorare la terra e cos anche
acqua e cibo.
Alessia
o credo che se le persone che appartengono
al primo mondo non usassero i soldi per fabbri-
care armi e per produrre cose superflue, po-
trebbero aiutare le persone del terzo mondo e
sfamarle.
Raffaella
il nostro dono
per le missioni diocesane
il giorno di Pasqua
11
"Vi piace venire all'asilo?" "Siii!!!", in
coro.
"Ma mi sapreste dire perch vi piace?"
"Perch ci sono tanti giochi...", "per-
ch qui ho tanti amici...", "perch all'asilo faccio
meno tomboloni!...".
Queste sono le risposte che ho ottenuto dai no-
stri bambini della scuola materna. Ma sar ve-
ramente quello che pensano, o saranno intimi-
diti dalla presenza delle educatrici? A mio avvi-
so sono sinceri, a giudicare dalla loro espres-
sione allegra e serena (nonch dal fatto che ho
promesso loro delle caramelle a patto che mi
dicessero la verit).
Se poi aggiungo il fatto che mia figlia a casa in
diverse occasioni, e con l'aria di chi ha indiscuti-
bilmente ragione, non fa altro che ripetermi: "la
mia signorina ha detto che si fa cos..." e perci
anche il resto della famiglia si deve adeguare,
traggo la conclusione che all'asilo i nostri figli
non stanno poi tanto male.
Ma vediamo con
1
e organizzata questa loro
giornata "lavorativa".
Ore 8,30 - La scuola apre ai primi arrivi.
Ore 9.00 - Tutti pronti per ricevere il gruppo del
pulmino.
E' iniziata la primavera, le educatrici hanno par-
lato del risveglio della natura, e lo si vede da chi
porta un mazzolino di fiori, chi una margherita,
chi un bocciolo strappato dal gambo... Tutti ge-
sti semplici che sembrano voler dire: ecco che ti
dimostriamo di aver capito il tuo messaggio.
Ore 10 - Ha inizio la parte impegnativa della
giornata del bambino. giochi devono essere ri-
posti, e non vi un solo bambino che si sottrag-
ga a questo compito, per di pi senza brontola-
re. Quando penso a quante volte devo ripetere
in casa di mettere in ordine la cameretta, per
poi inginocchiarmi scoraggiata a raccogliere
bambole e automobiline da orni parte!
Ed ora tutti raccolti per una breve espressione
di preghiera: ogni bambino, spontaneamente,
esprime una propria intenzione che nasce dal
problema che egli avverte dentro di s. Ecco
che emergono le piccole preoccupazioni nasco-
ste nei nostri bambini, cose di cui noi pensava-
mo non se ne rendessero neppure conto: "Ti
prego, o Signore, per il mio pap che non ha la-
voro..., per la mia sorellina che ha gli orecchio-
ni... per la mia mamma che grida sempre...".
Terminata la preghiera, inizia la conversazione.
C' un programma mensile, esposto all'ingres-
so della scuola materna, in base al quale l'edu-
catrice spiega, disegna, chiede; ma il vero pro-
gramma lo detta il bambino con le sue curiosit,
i suoi racconti disordinati, i suoi bisogni, le sue
bugie. n base a tutto questo l'educatrice ade-
gua il suo programma.
Ovviamente ai pi grandicelli, a quelli che si av-
viano alla scuola, viene richiesto di dimostrare
con disegni di aver capito il significato di ci di
cui si parlato, ma anche i pi piccini, per il loro
innato senso di imitazione, anche se a modo
loro, riescono a dimostrare di aver preso parte
attiva alla lezione. Per i primi, viene inoltre inse-
rito un programma specifico di pre-calcolo, pre-
scrittura, sempre sotto forma di gioco, che li av-
via alla scrittura vera e propria.
Gioved: variazione al suddetto programma e
giorno di festa! Tutti pronti per la ginnastica o,
pi esattamente, per l'ora di "psicomotricit".
Non dimentichiamo quindi la tutina e le scarpine
da ginnastica se non vogliamo i rimproveri dei
12
nostro figli e il loro musetto lungo per tutto il re-
sto del pomeriggio!
Ore 11 Si avvicina l'ora del pranzo, incomincia
il via-vai per i servizi, le manine da lavare, ca-
merieri di turno che apparecchiano i mini-tavoli.
Finalmente tutti a tavola. Mi domando sempre
cosa metter mai la cuoca in quei finocchi e
quelle carote per farli diventare cosi gustosi,
quando in casa mia la sola presenza di queste
o altre verdure, fa uscire dalla bocca di mia fi-
glia un disgustato "beah!", in qualsiasi modo
siano cucinate. Forse ci dobbiamo convincere
che quello che gliele fa apprezzare tanto, altro
non che "l'aroma della compagnia"!
Per una sana digestione, un'ora e pi di giochi
o passeggiata e, quindi, rientro nelle loro sezio-
ni per il sonnellino pomeridiano per chi ne ha bi-
sogno, e disegno o costruzioni per gli altri.
Alle 15,40 termina la loro giornata e tutti pronti,
lavati e pettinati, attendono cantando le loro
mamme o nonne, o il pulmino che li riporter a
casa. Questa la loro giornata, certamente
molto intensa, se la confrontiamo con la giorna-
ta che trascorrerebbero a casa.
Non meravigliamoci quindi se quando tornano a
casa sono stanchi, capricciosi; se al mattino
preferirebbero starsene accanto ai loro giochi
anzich oltrepassare quella soglia; non dobbia-
mo neppure dare molto peso ai loro litigi con i
compagni.
Credo che l'importante sia che noi genitori im-
pariamo a considerare la scuola materna non
tanto come un "parcheggio" dove si porta il
bambino cos da poter svolgere tranquillamente
le nostre attivit, ma convinti che sia il primo
luogo, al di fuori della famiglia, dove il bambino
riceve una prima educazione, e soprattutto im-
para a rendersi conto che esistono altri bambini
che, come lui, ritengono che tutto sia loro dovu-
to, ma che col tempo impareranno che tutto
pi bello se viene condiviso e vissuto assieme.
agnese
a cura di Maria Pia Aria di primavera
Nell'aria si sente profumo di Primavera, un profu-
mo di vita che si rinnova, i campi rinverdiscono,
qualche pianta ha messo le nuove gemme, i primi
crocus sono fioriti nei nostri giardini, insomma tut-
to profuma di nuova vita.
nostri bimbi si scatenano, vogliono usci re, gio-
care, correre, per poi tornare magari con le mani
ricolme di fiori da donare alla mamma "per te", po-
che parole, due soltanto, ma piene di gioia e di
amore, di vita.
La primavera ci porta anche la Pasqua, una festa
cara, che ci parla di sacrificio e di un grande amo-
re, Ges che morto per tutti noi.
La sua Pasqua la nostra Pasqua: una luce di li-
berazione si riflette sul. mondo, Oggi pi che mai
abbiamo bisogno di questa luce, per continuare
ad avere fede, per avere pi ottimismo, per co-
struire un mondo migliore.
Guardiamo anche noi a questa luce, perch ci in-
dichi sempre l'eterna verit.
Solo l'amore crea e solo la carit pu salvare il
mondo.
BUONA PASQUA
Quando ero bambina c'era l'usanza la sera di Pa-
squa di cucinare le uova fritte con la pancetta; era
un buon piatto, anche se risultava difficile da dige-
rire.
Oggi poi dicono che il fritto fa male e allora vanno
di. moda le uova ripiene.
La ricetta semplice
ngredienti: uova, prezzemolo, capperi, pasta di
acciughe.
PREPARAZONE: per sei persone.
Sei uova sode, togliere il guscio molto bene e di-
viderle a met, mettere il tuorlo in una terrina, tri-
tare finemente i capperi e il prezzemolo, magari
con l'aiuto di un frullatore e aggiungere questo
composto ai tuorli con l'aggiunta di poca pasta di
acciughe, amalgamare il tutto e riempire di nuovo
le uova.
Queste uova si possono servire con l'antipasto,
oppure con una buona maionese fatta in casa che
fanno di contorno al capretto alla sarda, di cui vi
do pure la ricetta.
Disponete sul piatto del forno mezzo capretto a
pezzi, cospargetelo di abbondante prezzemolo tri-
tato e aglio, sale e pepe. Quanto basta un filo di
olio di oliva e infornate a circa duecento gradi.
Servite caldo e ..... BUON APPETTO!!!
13
appunti di un diario
Spiritualit coniugale
Abbiamo partecipato all'incontro zonale per co-
niugi, a Uggiate il 13 marzo, per una riflessione
sulla spiritualit della coppia, in preparazione al
Congresso Eucaristico.
Il relatore era qualificato, con tanti anni di espe-
rienza pastorale nella famiglia: Mons. Virgilio
Bianchi. Le coppie presenti erano molto nume-
rose: desiderose di approfondire la ricerca, per
un cammino coniugale sempre pi in sintonia
con la luce e la volont di Dio.
Il tema era imperniato sulla Spiritualit della
coppia.
Spiritualit: la grazia che ci viene dal proprio
matrimonio - sacramento - mezzo di santifica-
zione per la coppia. Nell'unione degli sposi c'
la presenza di un Cristo che salva, che fa
dell'amore un dono e un mezzo di santificazio-
ne l'uno per l'altro: Dio presente per prendere
lo sforzo quotidiano di crescita, per costruire
sempre pi la coppia, a immagine dell'amore
che Cristo ha per la sua Chiesa.
Spiritualit di coppia: tutto deve essere messo
in comune: le gioie e le preoccupazioni, per
completarsi a vicenda, per una crescita armo-
niosa, per cogliere attraverso i segni esterni
quello che c' dentro.
Per fare questo occorre promuovere il dialogo,
un dialogo fatto di attenzioni per l'altro; fatto an-
che d si eri zio quando l'altro stanco; fatto di
piccoli gesti di tenerezza, che esprimano il desi-
derio di darsi all'altro, di accettarlo cos com'.
Tutto questo nella quotidianit, nelle piccole
cose di ogni giorno.
Non occorre fare grandi cose: la santit coniu-
gale viene nel fare straordinariamente bene le
piccole cose di ogni giorno, valorizzare ogni ge-
sto, anche il pi insignificante, comprenderlo
con amore.
Spiritualit laicale: la virt coniugale non di ri-
nuncia a ci che concerne il proprio stato di
vita, ma per un retto uso: siamo chiamati a vi-
vere nel mondo una sessualit cristiana che va-
lorizza il retto uso di questa.
Spiritualit Ecclesiale: non si pu costruire una
comunit cristiana senza coppie consapevoli
della loro missione: siamo chiamati a edificare
la chiesa con la grazia del nostro ministero co-
niugale; ministero che si pu esplicare in vari
modi: attenzione ai fidanzati, agli
adolescenti,.catechesi, anziani, ecc.
Un insieme di coppie cristiane che vivono cos,
pu cambiare il volto di una comunit e dare un
contributo per una societ pi cristiana.
Ma tutte queste belle cose non si mettono den-
tro, se alla base non c' la preghiera.
Pregare insieme, ogni giorno, una preghiera
che nasca dalla vita, unita al riconciliarsi e al ri-
scegliersi ogni giorno.
Alla fine seguito il dibattito, molto vivace e co-
struttivo, che ha chiarito e concretizzato la rela-
zione. La S. Messa a Somazzo, concludeva
l'incontro, quasi a suggellare impegno e pro-
messa di ogni coppia nel mistero del sacrificio
di Cristo: in Lui infatti la nostra speranza e la
nostra certezza.
Una coppia
14
parola di vita
"BSOGNA OBBEDRE A DO PUTTOSTO CHE
AGL UOMN
Gli apostoli, che avevano operato miracoli, e
prodigi, erano stati messi in carcere ma, liberati
da un angelo, continuavano a predicare nel tem-
pio.
l sommo sacerdote, convocato il Sinedrio, ave-
va mandato dei messi alla prigione per prendere
gli apostoli e condurglieli.
Essi trovarono la prigione vuota e riferirono il
fatto. Condotti poi nel Sinedrio, gli apostoli, il
sommo sacerdote li interrogava cos:
"Vi avevamo espressamente ordinato di non in-
segnare pi nel nome di costui..." Ma Pietro e gli
apostoli rispondevano:
"BSOGNA OBBEDRE A DO PUTTOSTO CHE
AGL UOMN
Queste parole ci insegnano che esiste un'obbe-
dienza a Dio, al Suo Spirito, che supera quella
dovuta all'autorit umana anche legittima,
una scelta che sempre necessario operare,
pure ai nostri giorni. Essa pu riguardare ad es.
situazioni speciali in cui qualche credente s pu
venire a trovare. Vi il caso tipico di quelli che, in
coscienza - con una coscienza purificata che si
pensa possa interpretare il pensiero di Dio e non
le proprie tendenze -credono di essere chiamati
da Dio a una vocazione particolare per il suo ser-
vizio come nel sacerdozio o in una della molteplici
forme della vita religiosa.
Anche se ci fosse in contrasto col pensiero dei
propri genitori essi .devono ripetere:
"BSOGNA OBBEDRE A DO PUTTOSTO CHE
AGL UOMN
Ma questa parola di Pietro vale per tutti i Cri-
stiani.
Essi sono chiamati nel mondo a vivere sino in
fondo, in maniera autentica, i loro principi. E lo
devono fare, anche se gli altri, e in particolare
quelli che hanno una qualche autorit, non lo vo-
lessero.
cristiani, in quanto tali, sono chiamati ad ama-
re tutti gli uomini, senza eccezione, senza frontie-
re, senza discriminazione alcuna. Ecco allora la
necessit, ad esempio, di resistere alle pretese di
una societ o di uno stato che volessero imporre
comportamenti opposti a quelli richiesti dalla co-
scienza cristiana.
Cos, a volte occorre avere il coraggio di andare
controcorrente, di reagire verso tutto ci che viola
i diritti umani
casi che possono presentarsi, in cui il cristiano
deve rispondere come gli apostoli, sono vari.
Nell'ipotesi ad es., di una legge che costringa a
provocare la morte di una creatura umana con
l'aborto o con l'eutanasia nelle sue varie forme, il
cristiano deve rifiutarsi, obbedendo a Dio piutto-
sto che agli uomini.
Cos, di fronte alla cosiddetta guerra totale, che
con le sue azioni causa distruzioni immense e in-
discriminate che oltrepassano i limiti della, legitti-
ma difesa, e che la chiesa condanna, se l'autorit
umana comandasse tali azioni, il cristiano non
pu compierle. E egualmente se egli si rendesse
conto di essere coinvolto in una guerra d'aggres-
sione, deve rifiutarsi. Perch:
"BSOGNA OBBEDRE A DO PUTTOSTO CHE
AGL UOMN
Come vivere noi, allora questa Parola?
Dobbiamo sforzarci intanto, nelle piccole vicen-
de quotidiane, di far vincere il bene di fronte a tut-
ti. Non dobbiamo lasciai penetrare nel nostro cuo-
re l'atmosfera malefica del compromesso. Dob-
biamo essere coerenti coi principi cristiani l dove
si tende a mettere in primo piano l'interesse eco-
nomico, l'affermazione di s, il proprio prestigio,
senza badare ai doveri verso Dio e verso il pros-
simo.
Ma sempre obbedire, prima noi a Dio, e poi agli
uomini, per insegnare anche agli altri a fare altret-
tanto.
15
OLGIATE COMASCO - DOMENICA 17 APRILE
CONGRESSO EUCARISTICO DI ZONA
In preparazione ai 20 CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE
MILANO 14-22 MAGGIO
Nei tempi di profonda crisi in cui viviamo, l'Eucaristia
diventa faro illuminante, via tracciata da percorrere,
quasi progetto per un rinnovamento della persona,
della societ.
Tra i vari aspetti del mistero eucaristico 6 determi-
nante l'aspetto del DONO: il dono che Cristo fa di
se stesso, il dono massimo di Cristo alla chiesa, al
mondo. La Chiesa e noi, d fronte all'eucaristia, dob-
biamo interrogarci per riscoprire la vita come dono: il
primato dello spirito, la profondit della vita interiore,
il dono della comunione con Dio in Cristo, principio
di comunione degli uomini tra loro.
Ci non significa evadere dai compiti imposti dalle
circostanze sociali.
L'Eucaristia infatti "dono impegnativo": "FATE
QUESTO..."
Quando andiamo a messa non andiamo a compiere
un atto di culto o un'ubbidienza qualsiasi.
Andiamo a consultare, meglio, a confrontarci con un
progetto di vita e non una frase "buttata l, tanto
per dire, ma tremendamente impegnativo e colle-
gato con la nostra vita sentirci dire da Ges stesso:
"fate questo in memoria di me!"
Rendete cio presente nella vostra vita il mio stile di
vita.
Celebrare il Congresso Eucaristico vuol dire ravviva-
re la nostra fedelt a Ges eucaristia insieme, so-
lennemente.
ncontro catechisti a Maccio
Domenica 27 febbraio, noi catechisti abbiamo parte-
cipato a un incontro in preparazione al congresso
Eucaristico, che si tenuto a Maccio.
La relazione, che aveva coma titolo
"La Chiesa locale verso il Congresso Eucaristico",
stata tenuta da Don Carlo Calori.
E' stata presentata una serie di proposte da attuare
in ogni parrocchia,
Sono state tracciata tre grandi linee:
1. La fede in Ges Eucaristia;
2. L'unita con Ges Eucaristia;
3. La carit vissuta come missione.
1. La fede in Ges Eucaristia.
La. fede deve essere testimoniata e resa visibile
concretamente davanti al mondo, anche se siamo in
pochi.
Tutto questo deve realizzarsi nella nostra comunit,
dove si vive e si realizza una vita di fede.
2. L'unita con Ges. Eucaristia.
L'unita mistero di Ges Eucaristia, un dono gra-
tuito, senza riserve.
Non esiste unit tra gli uomini senza questa presen-
za.
Ci sono diversi modi di fare unit:
attraverso la cultura, invenzioni, comportamenti, ma
questo non basta senza la presenza di Ges Eucari-
stia.
L'Eucaristia un asse attorno al quale ruota la Chie-
sa.
Come nel cerchio il perno permette la rotazione,
cos l'Eucaristia dev'essere il motore di tutta la vita
cristiana. Dove e cane vivere questa unit eucaristi-
ca?
Nella Chiesa locale, con i sacramenti, con il vesco-
vo, con il parroco e la popolazione, superando l'indi-
vidualismo e il far da s, rilanciando il volontariato a
servizio di tutti.
3. La carit vissuta come missione.
Vivere la carit vivere la missione. Noi oggi siamo
portati a vivere in modo individuale l'Eucaristia, non
come espressione di carit autentica.
Questo perch non siamo abituati a una maggiore
comunione tra noi.
Pensiamo di essere autosufficienti, mentre quotidia-
namente abbiamo bisogno della verifica e dell'aiuto
dei fratelli.
Ognuno di noi esprime creativit e fantasia, che
deve mettere a servizio della comunit, perch sia
una missione autentica. Occorre che la carit metta
le radici nel cuore e cambi il nostro modo di pensa-
re. L'Eucaristia ci permette di inventare e di impe-
gnarci su una strada nuova nell'esprimere la gioia,
la vivacit e la vita che solo la grazia del sacramen-
to ci pu dare.
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ncontro per
ANZIANI
Gioved di Pasqua 7 aprile
a SoIbiate
(presso stituto Fatebenefratelli)
Ritrovo ore 14 sul piazza della Chiesa
(trasporto con automezzi)
nizio ore 14,30
Guider l'incontro Mons. Carlo Castelli
Al termine S. Messa