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SOMMARIO

La S. Visita Pastorale
Incontri: Ciclismo anni 30 colloquio con Isidoro Piubellini
Quattro passi indietro: notizie e curiosit di storia ronaghese:
Queste castagne a Lei, signora badessa!
Loppiano
Notiziario

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COMUNIT 68 ANNO 2 n. 3
Aprile - Luglio 1969
Direzione e Redazione: Via Milano, 29 - Ronago -
- Ciclostilato da manoscritto -







































nato a Mocasina il 18 marzo 1895;
ordinato sacerdote a Brescia il 17 dicembre 1921;
Dottore in Sacra teologia;.Professore del Seminario; Prevosto di Rovato e dellinsigne
Collegiata urbana dei SS. Nazario e Celso (Brescia);
Eletto Vescovo di Terni e Narni il 28 agosto 1940;
Trasferito a Como il 20 novembre 1947;
Entrato solennemente in Diocesi il 5 gennaio 1948.
PROGRAMMI ED ORARI DELLE FUNZIONI
DELLA S. VISITA PASTORALE

In preparazione all'incontro della parrocchia con il Vescovo, si terr un triduo di predicazione
nelle sere del 9-10-11 luglio.
La funzione avr inizio alle ore 20,30
Parler mons. Luigi Corti.

Raccomando vivamente a tutti di partecipare. La S. Visita pastorale non deve interessare solo
i cresimandi e le loro famiglie, ma tutti i parrocchiani, perch l'incontro ufficiale del pastore
della diocesi con la comunit parrocchiale di Ronago.

Sabato 12 luglio: ore 17,30 arrivo di Mons. Vescovo
- saluto alla popolazione
- assoluzione per i defunti
- S. Messa dello Spirito Santo con amministrazione delle S. Cresime.

Dopo le cerimonie in Chiesa, si svolger nella sala delle adunanze l'assemblea parrocchiale,
presieduta da Mons. Vescovo.

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- CHI IL VESCOVO - (dal Concilio Vaticano II)

"Ges Cristo, Pastore Eterno, ha edificato la santa Chiesa e ha mandato gli Apostoli come
Egli stesso era stato mandato dal Padre, e volle che i loro successori cio i Vescovi fossero
nella sua Chiesa Pastori fino alla fine dei secoli, affinch partecipi della sua potest,
rendessero tutti i popoli discepoli di lui, li santificassero e li governassero.
Perci nella persona dei Vescovi presente in mezzo ai credenti il Signore Ges Cristo.
Per compiere un cos grande ufficio gli Apostoli sono stati riempiti da Cristo con una speciale
effusione dello Spirito Santo su loro; dono che stato trasmesso fino a noi nella
consacrazione episcopale.
I singoli Vescovi sono il visibile principio e fondamento di unit nelle loro Chiese particolari.
Perci i singoli Vescovi rappresentano la propria Chiesa in un vincolo di pace, di unit e di
amore.
Tutti i Vescovi devono promuovere e difendere l'unit della fede, istruire i fedeli all'amore d
tutto il Corpo Mistico di Cristo, specialmente delle membra povere e sofferenti perseguite a
causa della Giustizia.
I Vescovi quali successori degli Apostoli ricevono dal Signore la missione di insegnare a tutte
le genti e di predicare il Vangelo.
L'ufficio che il Signore affid ai pastori un vero servizio che nella Sacra Scrittura chiamato
significativamente "Diaconia" cio ministri.
I Vescovi, araldi della fede, sono dottori autentici, cio rivestiti dall'autorit di Cristo, che
predicano al popolo loro affidato la fede da credere e da applicare nella pratica della vita.
I fedeli devono accettare il giudizio del loro Vescovo dato a nome di Cristo in cose di fede e
morale e aderirvi con religioso rispetto.
II Vescovo insignito della pienezza del sacramento dell'Ordine, l'economo della Grazia,
specialmente nella Eucaristia che offre egli stesso e fa offrire, e della quale la Chiesa
continuamente vive e cresce; e con i sacramenti dei quali con la sua autorit determina la
regolare e fruttuosa distribuzione.
I vescovi devono infine, con l'esempio della loro vita, aiutare quelli a cui presiedono serbando
i loro costumi immuni da ogni male, e per quanto possono con l'aiuto di Dio mutandoli in
bene, onde possano insieme con il gregge loro affidato giungere alla vita eterna.
I fedeli devono aderire al Vescovo come la Chiesa a Ges Cristo, e come Ges al Padre,
affinch tutte le cose siano d'accordo nella verit e crescano nella gloria di Dio".

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LE OPERE PARROCCHIALI
Iniziano i lavori

Dopo mesi di studio e di progetti, dopo aver pensato tutte le possibili soluzioni, finalmente si
deciso e si incominciato. Per ora sono i primi passi, ma presto le nuove opere parrocchiali si
innalzeranno velocemente.
L'Assemblea parrocchiale che si svolta l'ultima domenica di aprile, ha preso in
considerazione i risultati dell'inchiesta promossa su "Comunit" e ha deciso di realizzare
come primo lotto di lavori la ricostruzione del coretto a fianco dell'altare e del ricreatorio e
delle aule per catechismo.
Ottenuti i permessi ecclesiastici e civili i lavori sono entrati nella fase i esecutiva.
Insieme alle nuove costruzioni verr rifatto completamente limpianto di riscaldamento della
Chiesa che attualmente del tutto insufficiente.

Ora devo spendere qualche riga sul problema del finanziamento di questi lavori.
Gi avete visto sull'ultimo numero del giornalino il preventivo dettagliato di spesa. Per far
fronte a questi lavori si devono reperire circa 20.000.000.= di lire. La somma a prima vista
pu preoccupare ma anche la soluzione di questo problema non poi tanto difficile. Anche se
pochi hanno risposto allinchiesta sulle nuove opere parrocchiali, una quarantina di persone
hanno dichiarato di essere favorevoli a sottoscrivere un prestito alla parrocchia per il
finanziamento dei lavori.
Se ci fossero altre 40 persone disposte a collaborare con una cifra di L. 250.000.= circa si
raggiungerebbe la somma sufficiente a realizzare i lavori. Ricordo che si tratta di un vero
prestito garantito non solo dalla parrocchia, ma anche dal permesso della Curia Vescovile. Il
prestito verr ammortizzato in nove anni. Assicuro inoltre che chiunque dovesse chiedere il
rimborso della quota sottoscritta verr soddisfatto nel limite massimo di dieci giorni.
Penso che questa sia la strada pi sicura per realizzare il finanziamento delle opere in
programma senza essere costretto a tirarvi la giacca ogni domenica.

Gi alcuni hanno prevenuto questo invito e hanno sottoscritto: adesso attendo il grosso del
gruppo"......




CICLISMO ANNI 30

colloquio con ISIDORO PIUBELLINI

Forse non tutti sanno, specie i pi giovani, che a Ronago vive un ex corridore ciclista,
compagno e amico di Binda, Guerra, Bartali e di tanti altri: Isidoro Piubellini. Siamo andati da
lui per riaprire una pagina forse dimenticata di vita sportiva e forse per allettare qualche
giovane a rinverdire il ciclismo ronaghese.

- Sig. Piubellini, quando ha iniziato a correre?

Nel '26, a 16 anni. Facevo il panettiere prima (N.d.R. sembra strano, ma tantissimi ciclisti
"prima" erano prestinai), mi piaceva andare in bicicletta, mi sembrava d'andar forte e cos
provai. La prima corsa cui partecipai fu a Vighizzolo, vicino a Cant: mi ricordo che in salita
staccai tutti gli altri, ma poi in discesa, gi dalla Madruzza che allora non era asfaltata, feci
una caduta paurosa e dovetti ritirarmi.

- Quante vittorie ha ottenuto da dilettante?

Mah, non ricordo bene, 7 o 8 credo in tre anni. Poi sono passato alla categoria superiore, che
allora erano gli indipendenti. Come indipendente feci il giro d'Italia nel 1934 e fui maglia
bianca degli isolati, cio riuscii a finire quel giro primo fra quelli che non erano accasati. Cos
mi notarono e l'anno dopo anch'io entrai a fare parte di una squadra.

- Quale squadra?

Prima la Dei, poi la Legnanese e la Legnano. Specialmente alla Legnanese sono affezionato:
l mi ricordano anche adesso; !'anno scorso hanno festeggiato il 50di vita sociale e sono
stato tra i primi ad essere invitato.

- Chi sono stati i suoi compagni di squadra pi famosi?

Binda, Guerra, Di Paco, Bartali i pi famosi. Io facevo il gregario....

- Si d'accordo per di gare ne ha vinte parecchie.

Vinte forse una decina, il Criterium d'apertura a Milano, la San Geo, la Coppa Bergamasca, la
Targa Legnano, la Milano - Genova. Ma non ricordo nessuna con particolare intensit, perch
l'emozione di vincere la stessa sia in una corsa piccola che in una importante.

- A quanti giri d'Italia ha partecipato, Sig. Piubellini?

Ho fatto il giro nel '34, '35, '36, 38. Nel '37 invece ho partecipato al giro di Germania, dove mi
sono classificato primo degli italiani.
Al giro d'Italia non ho mai vinto delle tappe, solo una volta a Trieste ero in fuga da solo e ce
l'avrai fatta ad arrivare al traguardo ma il mio direttore sportivo, il grande Eberardo Pavesi, mi
ordin di fermarmi ad aspettare Guerra e Bartali ed io non potei fare altro

- Qual'era il terreno di gara a Lei pi congeniale?

Ho vinto quasi sempre in volata, ma quando ero in forma andavo forte dappertutto, anche in
salita ed in discesa. Ricordo una volta in cui ero ad un minuto dai migliori a Magreglio. In
discesa, scendendo dal Ghisallo, li presi perch stavo bene, avevo i riflessi pi pronti degli
altri.

- C molta differenza nel modo di correre ai suoi tempi ed oggi?

Credo di no, solo oggi c pi organizzazione, magari gli aiuti farmacologici che allora non
esistevano. Poi cera meno gente al seguito le macchine erano pi poche, perch qualcuno
non accorciasse la strada di nascosto lungo il percorso cerano dei controlli, dove bisognava
fermarsi e firmare un foglio a testimoniare che si era passati di l.

- L'ultima domanda: se Lei dovesse tornare indietro farebbe ancora il ciclista?

difficile rispondere, tante cose adesso le farei diversamente. Se dovessi rifare il ciclista per
non sarebbe per lo stipendio, che anche allora era buono, n tanto meno per essere
conosciuto dappertutto. Si forse anche per questo, ma; soprattutto per la gioia delle vittorie,
per quando si vede il traguardo e lo si taglia per primi. qualche cosa di indescrivibile,
bisogna provare per saperlo.
Gianni



Dal secolo XI (cio degli anni fra li 1000 e il 1100) sono riuscito finora a trovare un solo
documento che parla di Ronago, ma lo giudico talmente tanto interessante da valere dieci
degli altri. Esso infatti ci d, per cos dire, un ritratto di gran parte del paese in quel tempo,
anche se per immaginarlo bisogna ragionarci su un pochino.
Si tratta di un atto di permuta fra due signori di nome Vuinifredo e Giovanni Germani del fu
Adelberto (nomi longobardi, come vedete, pi un nome cristiano), i quali in cambio di un
castagneto situato nel vico Arellato" (che doveva essere in Brianza) cedono vari beni, che si
trovano a Ronago, ad Alda, preposta al monastero di S. Maria Vetere a Como. Il documento
datato 4 marzo 1030.
Una prima osservazione sul contenuto questa. Si dice che i beni interessati dalla permuta si
trovano "in loco et fundo Ronaco tam infra castro quamque et foris castro in eius territorio",
vale a dire "tanto dentro il paese fortificato come anche fuori del paese nel suo territorio". La
parola "castrum" infatti in latino significa castello, nel nostro caso "paese fortificato". Ronago
perci doveva avere non dir delle mura, ma almeno degli steccati protettivi, con qualche
torre, con porte, con distinzione fra il "dentro" e il "fuori" del paese. Perci il sistema difensivo
medievale, probabilmente introdotto per difendersi dai barbari, aveva interessato anche le
nostre popolazioni di campagna, se addirittura non si debba risalire a stabilirne le origini
allepoca della conquista romana, quando gli eserciti di Roma, qualche secolo avanti Cristo,
venendo da noi, trovarono terre fertili e ricchi castelli, secondo quando raccontano gli storici
latini. In ogni caso, in un'altra puntata, vedremo che dette fortificazioni non erano inutili. Ma il
documento ci interessa anche perch ci presenta, nella descrizione degli appezzamenti di
terreno, vari tipi di coltivazioni praticati allora a Ronago.
Si parla di "curte et orto, di castagneti, di prati, di campi di canapa, di "pommario" cio
frutteto, di ronchetti vari, di gerbi, di vigne varie, di boschi, descritti col loro nome e le loro
"coerenze" proprio conte in un istrumento odierno.
Una coltivazione quindi intensiva si pu dire venisse praticata allora a Ronago, con
sfruttamento a fondi di terreni, visto che l'economia si fondava allora si pu dire quasi
esclusivamente sullagricoltura. Qualcosa possiamo dire anche del tenore di vita. Nel nostro
documento si parla infatti di "casa solariata" cio "plafonata" con annessa corte e orto.
Naturalmente la "corte" e laia avevano una grande importanza per gente contadina.
Ma il nostro documento ci permette di fare altre osservazioni interessanti. Certi nomi del
catasto ivi citati ricorrono ancora oggi. Cosi si dica di Ronco (l chiamata Runco) e Sasello.
Altri nomi ivi citati non ricorrono pi oggi, ma con uno studio sui catasti settecenteschi si
potrebbe arrivare ad identificarli. Cosi si parla di Diruinada, Tribia, Mundadicio, Ceregallo,
Cerexola, Ceredello, Rosola, Valluga, Vallena, Morensente, Pradelli Rodondi, Petra Lada,
Pedemunte, Rodentino, Sabione, Natali, Replesta e altri che non sto a citare. Tutti nomi che il
documento distingue ordinatamente fra quelli dei prati, delle selve, dei campi.
Interessantissimo il nome di una selva chiamata "Mercorio", cio Mercurio, il nome del dio
pagano, la cui venerazione doveva essere viva a Ronago in epoche remote. I nomi dei vari
proprietari confinanti sono: Adammi, Rikeri, Bezoni,Vuilielmi, Arderici e altri. Fra gli altri S.
Pietro e S. Abbondio, cio probabilmente la chiesa di Uggiate (S,Pietro) e il monastero di S.
Abbondio di Como.
Curioso no? Anche se qui mi sono limitato a fare un breve riassunto del documento, perch a
tradurlo tutto era un po lunghetto: qualcosa come 235 righe stampate; vale a dire che
avrebbe richiesto un numero speciale di "Comunit 68". Chi volesse leggerlo tutto (avverto
che scritto in Latino) pu vederlo a casa mia, oppure lo pu trovare in biblioteca a Como o a
Milano edito in una raccolta a tre volumi intitolato: Gli atti privati milanesi e comaschi del
secolo XI.
A risentirci
Mario Mascetti












Se durante le prossime ferie prenderete lAutostrada del Sole e scenderete oltre Firenze, Vi
consiglio di uscire ad Incisa Valdarno e di salire a Loppiano che si trova soli 4 - 5 chilometri
dal casello dellAutostrada.
Penso che chi seguir questo consiglio non perder il suo tempo, perlomeno vedr un bel
paesaggio. Che cosa c a Loppiano? Vi sorge IIstituto internazionale Mjstici Corporis la cui
scuola di scienze sociali stata dedicata a Vincenzo Folonari. Quello del vino? Proprio lui. Mi
sembra di vedere qualcuno chiedersi cosa centrano le scienze e per lo pi sociali con le
bottiglie del vino; ve lo spiego subito. Vincenzo Folonari, quando divenne focolarino si era
spogliato di tutte le sue ricchezze per seguire linvito evangelico di Ges ed aveva messo al
servizio del Movimento dei focolarini tutti i suoi beni. Tra questi vi era pure una fattoria con
circa cento ettari di terreno coltivati a viti ed ulivi: appunto la tenuta di Loppiano che fu poi
scelta per la costruzione di questa scuola internazionale perch tanto comoda da raggiungere
sia da Roma che da Firenze.
Gli studenti di questa scuola sono studenti un po particolari: vengono da ogni parte del
mondo ed oltre a studiare, per avere di che vivere vanno a lavorare. una scuola completa -
ha scritto don Foresi - che prende luomo tutto, educandolo ad un personale rapporto con Dio,
a un rapporto comunitario con il prossimo, ad essere un lavoratore sentendo la fatica di
doversi guadagnare il pane con le proprie forze". La scuola a Loppiano non consiste dunque
solo nello studiare quelle quattro ore al giorno, ma ne parte integrante anche il lavoro e per
questi studenti giorno di scuola anche la domenica perch alla domenica vanno a fare
apostolato, sperimentano praticamente come ci si fa "uno" col prossimo, come si
costituiscono dei nuclei di vita cristiana.
Se andate a Loppiano non pensate di trovarvi sperduti; sarete subito a vostro agio con la
prima persona che incontrerete e non certo perch vi si studia scienze sociali!

Paolo




















































































































































































P A R R O C C H I A D I R O N A G O
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Orario estivo delle Funzioni

Giorni Festivi:

S. M E S S A ore 7
ore 10
ore 20



Giorni Feriali:

Luned, Marted, Mercoled, Venerd,
S. M E S S A ore 7
Gioved S. M E S S A ore 9
Sabato S. M E S S A ore 20


CONFESSIONI

Ogni Sabato dalle ore 17 alle ore 19