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SOMMARIO

Intervista con Padre Giuseppe Ambrosoli


Parola del Parroco
A proposito dellIsolotto
Madesimo
Inchiesta: risultati e considerazioni
Pesca subacquea in Val Mulini?
Forza di amare
Non per terra ma qui grazie
Notiziario
Nel fango di Biella

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COMUNIT 68 ANNO 2 n. 1
Gennaio 1969
Direzione e Redazione: Via Milano, 29 Ronago -
- Ciclostilato da manoscritto -


Intervista a PADRE GIUSEPPE AMBROSOLI






Nella foto:
P. Giuseppe
in sala operatoria








Ci avviamo da Padre Giuseppe con un po di timore, riverenza per la statura morale delluomo
che dovremo incontrare e discrezione perch sappiamo della natura schiva di questa anima a
parlare di s, per la sua innata modestia.
Ma laccoglienza paterna, forse meglio da fratello maggiore scioglie ogni nostra perplessit e
con tutto agio iniziamo la conversazione.

Quali sono i suoi ricordi di Ronago, allepoca in cui
lha lasciato?
Era un paese prevalentemente agricolo,anche allora
cerano i contrabbandieri, i quali per facevano molto
pi fatica di adesso per guadagnarsi da vivere; tanti
andavano a portare le bricolle proprio per poter tirare
avanti. Poi il paese era pi piccolo e la vita pi
tranquilla: non cerano tutte le preoccupazioni di
adesso insomma.
Padre dove ha compiuto gli studi?
Ho frequentato medicina. a Milano, un anno durante la
guerra e il resto a guerra finita: io stesso ne ho fatto
lultimo anno (di guerra), dopo otto mesi di
addestramento in Germania, come soldato semplice, sul
fronte della Garfagnana. Poi quando il fronte si rotto
siamo tutti scappati a casa, il comandante stesso ce
laveva suggerito. Mi sono laureato nel 1949.
Quando ha deciso di scegliere la strada che poi ha
seguito?
Nel 48, quando frequentavo lultimo anno di
medicina, ad un anno dalla laurea.

Perch si fatto proprio comboniano e non gesuita ad
esempio?
I comboniani sono solo missionari e questo era quello
che desideravo, di finire in missione. Inoltre desideravo
utilizzare assieme al sacerdozio anche gli studi di
medicina e solo in missione avrei potuto conciliare le
due cose, di essere sacerdote e medico. Se avessi
scelto di divenire gesuita cera anche la possibilit che
mi obbligassero a fermarmi in Europa e questo non lo
volevo. Infine, fermandomi in Europa non avrei avuto
nemmeno la possibilit di esercitare la mia professione
di medico.

Per le missioni, Padre, quando partito?
Nel febbraio del 56, dopo aver terminato gli studi di
teologia ed essere stato un anno a Londra a
frequentare la scuola di medicina tropicale.

Ci pu dire come ha trovato lo studio della teologia?
Beh, non ho mai pensato di approfondirlo moltissimo, in
quanto ho sempre studiato per passare gli esami e
poter andare presto in missione. Poi non avevo
nemmeno quei fondamenti filosofici necessari per uno
studio accurato.

Si considera pi medico o sacerdote?
difficile rispondere a questa domanda: le due cose
sintrecciano. Ho scelto di essere sacerdote quando
ormai ero medico; ho pensato di utilizzare la
medicina a scopo di carit, ma, daltra parte, il mio
pensiero era di giungere allanima dei negri proprio
attraverso il corpo, curandoli.

Dopo dodici anni di missione, contento di ritornare tra i
suoi negri?
Certo, cosa faccio qui? L c bisogno di me, mi
aspettano. Qui non occorre un medico in pi. E poi -
aggiunge sorridendo - fa troppo freddo, qui, ormai mi
sono abituato al clima di laggi.



Qual stata la sua pi grande gioia?
Non so, forse lessere riuscito a fare una operazione
difficile, lavere salvato qualche vita: ecco, forse il
primo taglio cesareo che ho eseguito da solo.

E il suo pi grande dolore?
Certamente quando si vede che non si capaci di fare
niente per un malato.
Magari si pensa: Se avessi studiato di pi, forse lavrei
salvato. Questa una grossissima amarezza. E poi
lingratitudine, che sempre dolorosa: come c in Italia,
c pure in Uganda.



Nella sua congregazione, i comboniani, ci sono molti
medici?
No, molto pochi. Per ora ci sono solo alcuni
sacerdoti, due o tre, che hanno cominciato a studiare
medicina, ma niente altro. Quello che soprattutto
interessa che ci siano molti medici laici, che,
magari sono pi bravi di noi, sotto tutti gli aspetti.
(Soffermiamoci, a questo proposito, sulla modestia di
Padre Giuseppe: a fare questa affermazione un
uomo che ha vinto il premio: Missione del Medico!)


Ci sono dei laici nelle vostre missioni africane?
Alcuni, sposati e con figli, magari, che danno dei
punti in spiritualit a noi stessi sacerdoti. di questi
che c bisogno, soprattutto, anche se non sono
medici, ma geometri o ingegneri o maestri. un
bene immenso quello che compie questa gente,
soprattutto perch insegna ai negri a rendersi
autosufficienti nei vari campi del lavoro e in quanto
crea del personale locale specializzato: questo , in
fondo, lo scopo missionario. Ad esempio c il dott.
Corti, laico, di Besana Brianza che, a Gulu, vicino a
Kalongo, sta cercando di fare sorgere la scuola
infermiere.

Come mai lospedale sorto proprio a Kalongo?
A Kalongo 35 anni fa non cera proprio niente; il
Vescovo aveva stabilito di far sorgere una missione nel
Nord dellUganda e fu scelto quel posto unicamente
perch solo l era stata trovata una picco la sorgente
naturale di acqua.

Parliamo un poco dei negri, adesso. Forse le cosa
pi interessante quella di sapere come accolgono il
cristianesimo e come lo vivono.
In Uganda ci sono due tipi di trib, con dimora fissa e
nomadi. Queste ultime hanno un patrimonio di
spiritualit esilissimo, neppure credono alla
immortalit dellanima; i loro morti li abbandonano in
pasto alle iene e agli sciacalli. Con queste trib
difficilissimo parlare di Cristo. Nelle trib fisse lhanno
accolto molto bene, nonostante che i primi missionari
abbiano dovuto convivere con esse molti anni prima
di ottenere qualcosa. Adesso, nella trib dove mi
trovo, pi di un terzo sono cattolici. In altre trib,
specie vicino alla capitale, si arrivati al 48% di
cattolici, quasi la met. Il resto sono quasi tutti
protestanti.
Gli episodi pi belli si sono avuti tre anni fa quando
avvenuta la canonizzazione dei martiri dellUganda.
Si avuto il miracolo di tanti, tanti pagani adulti che
venivano in missione a chiedere di essere istruiti per
poter ricevere il Battesimo.
Viverlo, direi in fondo che lo vivono meglio di noi. Alla
domenica, la distribuzione della Comunione porta via
tempo. Inoltre sono cristiani giovani e come tali lo
vivono con pi fervore, non quasi una abitudine

come spesso capita da noi. Per il cristianesimo non
ha ancora permeato gli animi, ancora molto alla
superficie. Ma questo logico, ci vuole del tempo,
molto tempo, prima di abbandonare tutte le pratiche
del paganesimo. In fondo,anche noi abbiamo delle
superstizioni che ci trascinano da quasi duemila anni:
il gatto nero, lo specchio rotto ecc.

Quali sono state, Padre, le maggiori difficolt che ha
incontrato recandosi in Uganda?
Il clima relativamente, perch non un clima infame
come in altre zone dellAfrica. La lingua, ma anche i
dialetti locali, col tempo, si imparano. Forse la cosa
peggiore lisolamento, perch non c vita sociale, non
si ha mai niente di diverso da fare, gente nuova da
conoscere. Questo, specialmente per uno che viene
dallEuropa, da una citt soprattutto. Ed una ultima
grossa difficolt il cozzo con la mentalit dei negri,
completamente diversa da quella europea. Queste due
mentalit sono su di un piano diverso, difficilissimo
capirsi, specie i primi tempi.

Unultima domanda Padre: quali sono i suoi
programmi per il futuro?
Beh, difficile dirlo; sono i superlori che decidono.
Ce il progetto di costruire un nuovo ospedale, in una
delle trib pi disperse dellAfrica; forse manderanno
me.

Un lampo illumina gli occhi di Padre Giuseppe a questultima dichiarazione; il desiderio di
poter servire ed aiutare gente sempre pi povera, sempre pi bisognosa, nel nome di Ges:
desiderio che pi forte di qualsiasi privazione, di qualsiasi sofferenza.


Cos, P. Giuseppe ritorna fra i suoi neri quasi di soppiatto comera venuto.
Il tempo che ha passato tra noi stato una pausa particolarmente densa di studi e di impegni:
aggiornamento sul piano delle nuove tecniche chirurgiche, giri di conferenze, raccolte di
medicinali. Tutto per servire sempre meglio e di pi Dio nel prossimo.
A lui il saluto commosso della Redazione di Comunit 68 e di tutta la Parrocchia, e laugurio
di riaverlo presto tra noi ricco di salute, di scienza, e di Grazia.

Gianni & Emilio





BUON ANNO

Abbiamo iniziato lanno nuovo, confortati da tanti auguri, quante furono le persone che
abbiamo incontrato il 1Gennaio.
Ogni persona che riceve gli auguri li interpreta secondo i propri desideri. Per un ammalato
auguri vuol dire salute, per un disoccupato lavoro, per uno studente promozione.
E per il parroco? Voglio confidarvi cosa desideravo che significassero i vostri auguri: Che
tutti gli abitanti di Ronago si sentano membra vive della famiglia parrocchiale.
un sogno troppo bello pensare che tutti i parrocchiani si conoscano, si amino, si sentano
veramente fratelli?
vero. Guardando la gente riunita in chiesa la domenica, si vede una folla riunita, ma non si
sente la comunit, e ancor meno la famiglia di Dio. Si ha limpressione che i pi si sentano
estranei luno allaltro; vengono in chiesa per un impegno personale e privato; il trovarsi con
gli altri solo una necessit che si subisce, per cui fuori della chiesa, ci si pu anche
ignorare, ognuno assorbito dal proprio interesse egoismo.
E coloro che nemmeno vengono alla Messa, come possono sentire lunione con i fratelli in
Cristo?
Come trovare il senso della comunit? Come fare a sentire il prossimo fratello? Come
camminare insieme verso il bene?
Penso che uno dei mezzi pi validi per realizzare ci, sia partecipare e vivere la S. Messa
quale azione comunitaria, cio di tutta la famiglia del popolo di Dio.

Se la S. Messa si subisce, per precetto e tradizione, come un fatto che interessa un prete che
sta allaltare, dal quale ci si aspetta solo che faccia in fretta a tornare in sacrestia, non sar
certamente mezzo per creare comunit.
Quando invece la S. Messa sar capita e seguita in unit di mente e di cuore, con lanimo
attento nellascolto della parola di Dio, e su ogni labbro la preghiera liturgica comune, si
creer una comunione fraterna che si propagher dalla Chiesa a tutte le nostre case.
Un altro mezzo occorre oggi usare per creare la fraternit parrocchiale: Il Consiglio
Pastorale.
Questo nuovo organismo, che il Concilio vuole in ogni parrocchia vuole essere il mezzo per
unire fraternamente tutti i parrocchiani tra loro e con il parroco.
Radunando, il Consiglio Pastorale, i rappresentanti di tutte le zone della parrocchia si
potranno conoscere e confrontare i consigli, le aspettative, le esigenze di tutti i componenti la
nostra comunit parrocchiale. Ci aiuter a conoscerci sempre meglio, a comprenderci, ad
aiutarci.
Per creare unefficiente comunit, perch ogni fedele possa essere membro responsabile e
attivo nella parrocchia, tutte le persone di buona volont saranno chiamate a partecipare alla
costituzione del Consiglio Pastorale Parrocchiale.
Il 1969 dovr farci riscoprire la parrocchia quale famiglia dei figli di Dio.

ISTRUZIONE RELIGIOSA

Forse mai come in questi ultimi tempi si parlato tanto di religione, di fede di Chiesa.
Ci si appella al Concilio, al Vangelo, agli olandesi o ai fiorentini, ma pochi dimostrano di
possedere una sufficiente istruzione religiosa.
Cos si accetta per verit ogni opinione, e per autentica vita cristiana ogni esperienza
innovatrice. Si vuole che la Chiesa cambi, ma non si sa che noi siamo Chiesa.
Se ci si accorge che la vita cristiana tanto poco secondo il Vangelo per poter riformare noi
stessi, occorre innanzi tutto conoscere Ges e il suo insegnamento.

Qual linteresse. dei fedeli di Ronago per listruzione religiosa?

Tentiamo di fare il punto sulla situazione attuale.
Cominciamo dai piccoli.
La scuola di catechismo per gli alunni delle elementari regolarmente funzionante dal mese
di ottobre, ogni domenica alle 13,30.
Al termine dei primo trimestre non si pu essere molto entusiasti per il numero delle
presenze. Mentre tutti gli alunni di seconda partecipano, perch devono prepararsi alla Prima
Comunione, quelli delle altre classi non raggiungano in presenze la met degli iscritti. Penso
che queste assenze siano dovute soprattutto al disinteresse dei genitori per listruzione
religiosa. certo che se i ragazzi non sono stimolati, preferiscono stare a giocare piuttosto
che frequentare il catechismo. Quindi, mentre lodo la buona volont e limpegno di quanti
hanno sempre frequentato, esorto gli altri a seguire lesempio dei compagni e venire puntuali
ogni domenica.
Gli Adolescenti. Si tentato di fare degli incontri anche per gli adolescenti cio i giovani nati
nel 1953-54, alla domenica dopo la S. Messa. Purtroppo, pochissimi sono intervenuti, cos
che, dopo qualche tentativo, non si potuto continuare. Pensando che forse lorario non
adatto, invitiamo questi giovani a venire pure loro la domenica alle 13,30. Per le 14,00 tutto
sar finito.
Gli incontri saranno curati dal Diacono missionario.
Listruzione religiosa per gli altri giovani si terr il secondo e quarto sabato del mese alla sera
alle ore 20,00.
Per gli uomini abbiamo ripreso gli incontri al luned sera. La prima sera, nonostante
labbondante nevicata, un buon numero era presente. Invito cordialmente tutti a partecipare.
E per le donne?
Perch non fare un corso di catechismo per loro alla domenica dopo i Vesperi? Dopo esserci
trovati tutti in Chiesa per il canto dei Vesperi e la Benedizione Eucaristica, si potrebbe
svolgere listruzione particolare per le donne nella sala parrocchiale? unidea che forse vale
la pena di tenere in considerazione.

un articolo Inutile




Occorre che la vita della Chiesa cambi in profondit e che
tale cambiamento faccia scaturire una Liturgia nuova,
fedele al Vangelo e alla Tradizione genuina..
La Liturgia torner ad essere comprensibile quando la Chiesa
torner ad essere una famiglia, una comunit di fratelli,
aperta, umile e disponibile, una comunit fondata sui poveri,
sugli oppressi e sui rifiutati, una comunit dalla quale
trasparisca il volto di Ges povero, oppresso, rifiutato e
ricolmo di amore fraterno. (da INCONTRO A GES - Isolotto)


Queste parole, tratte da quello che stato chiamato
con disprezzo il catechismo dellIsolotto, sono state
scritte da preti e da laici in collaborazione. Gente come noi:
operai, studenti, impiegati... di una delle borgate pi povere
di Firenze.
La loro vicenda ci interessa e ci tocca da vicino proprio
perch molti dei loro problemi sono, o possono divenire,
anche nostri. Non si tratta allora di una riflessione inutile,
sterile, quella che le mie parole vogliono stimolare.


Ma abbiamo gi letto su altri giornali Anchio, ho letto
su di un rotocalco che nella Chiesa si sarebbero
manifestati gravi episodi di aperta disobbedienza, che
si sarebbe sullorlo di uno scisma, e altre cose del genere.
Bisogna per riconoscere che i giornali che solitamente
leggiamo hanno, il pi delle volte, di questi episodi,
una cronaca e una spiegazione di comodo.
La stampa padronale (Corriere della Sera, La Provincia
e mille altri) ha tutto linteresse a far passare per eretiche o
comunque fuori della Chiesa quel le idee che, se si
facessero strada e fossero assunte ufficialmente,
provocherebbero un forte scossone agli interessi della
borghesia.


Insomma questa gente ha paura di frasi come quelle che aprono larticolo.
I giornali direttamente legati alla Gerarchia Ecclesiastica o, comunque, a congregazioni o
gruppi religiosi, tendono a darne interpretazioni parziali, pi spesso condannano
preventivamente. Affermano che il vero guaio che lunit della Parrocchia con il Vescovo sia
stata rotta, e ne addossano tutta la responsabilit al Parroco, don Mazzi. Il Vescovo, invece,
non si tocca! La responsabilit della comunione di tutta la Comunit diocesana soprattutto
sua; cosha fatto per salvarla?

Una Parrocchia in crisi, affidata ad un giovane sacerdote, appunto don Mazzi, vive e medita
con impegno la parola del Vangelo, anche quando pi dura, pi scottante.
Coerentemente con le conclusioni raggiunte, lIsolotto fa conoscere di essere daccordo con
una manifestazione avvenuta a Parma contro alcune decisioni di quella Curia. LArcivescovo
Florit interviene e richiama il Parroco, ignorando totalmente i fedeli, cio lAssemblea di coloro
che si radunano per ascoltare la parola di Cristo e si nutrono del suo Corpo, come dire,
lelemento fondamentale della Chiesa.
Don Mazzi invita lArcivescovo a recarsi allIsolotto per discutere i motivi del contrasto, ma
Florit rifiuta, ha paura di un contatto vivo con gente che non si accontenterebbe di generose
benedizioni elargite con un sorriso compiaciuto, ma vorrebbe conoscere spiegazioni,
vorrebbe che il Vescovo conoscesse i loro problemi e li aiutasse a risolverli.
Mancanza di rispetto verso il Vescovo? Pretese insolenti?

Don Mazzi e stato destituito dal Suo incarico.


C chi fa questo ragionamento: il Vescovo ha agito bene, perch il Parroco lo rappresenta e
deve seguire le sue direttive.
Premesso che, in quanto si diceva allIsolotto, non cera niente di eretico, c dunque da
chiedersi fin quando i preti (e i laici, soprattutto) faranno ossequiosi baciamani ai monsignori e
alle eminenze.
Come siamo lontani dal tempo in cui il popolo di Milano acclamava Vescovo Ambrogio su di
una piazza!

Niente senza il Vescovo; sono pi di mille anni che lo si ripete.


Nel frattempo forse ci si dimenticati di noi, Popolo di Dio.


Parmenide




Nel cuore della notte una sveglia risuona: a malincuore ventuno speranze ronaghesi dello sci
azzurro si levano dalle soffici coltri, attratte dai campi di neve di Madesimo. Poco dopo cupi
ululati si ripercorrono nella notte ronaghese, richiamo per la Messa delle 5,30. Solo don
Matteo spirito poco avventuriero, dorme ed lunico in ritardo.
Alle 6,10 si parte: subito si capisce che lautista non Ascari e lautobus a 35 km/h si avvia
verso il lago di Como. Splendida lalba sulle rive di questo lago ed
allietata dallo strombazzare di una colonna d auto sciatorie lunga
una decina di chilometri: spaventate per il ritmo frenetico
con cui il nostro autista affronta curve e contro curve di
un lungo rettilineo verso Chiavenna, dove poi ci si fermer
per la colazione, si raggiunge la massima velocit: 52 km/h !!!!!!!
Finalmente alle dieci, intonando canti ameni dopo che si
era partiti con la montanara, si giunge a Madesimo.
Tutti si buttano sulle piste innevate con la foga di Jean
Claude Killy.
La bianca coltre si fa bluastra, livida per i terribili colpi
inferti dai 21 scatenati sciatori; ampie voragini si aprono
nel manto nevoso, punto di caduta delle belve ronaghesi
(qualcuno pi che belve ci ha definiti cannibali). Domenico scende a spazzaneve ma pi
che spazzaneve una cala, una lunga traccia erbosa segna il luogo del suo passaggio: un
serviente dello sky-lift lo vuole assumere per tutto linverno in caso di gravi nevicate.
Elidio curva solo a sinistra, per andare a destra deve svoltare di circa 300con grande
pericolo per secolari pini. Giampaolo, salendo sullo sky-lift trova
un cartello sganciarsi a 20 metri. Colto dal terrore lascia subito
la presa e precipitando per dove era salito, travolge tutte le
centinaia di persone trasportate dallo sky-lift: una catastrofe!
Unico, il nostro grande Gino, sempre impeccabile ed
ammirato da nugoli di splendide ragazze scende
armoniosamente incurvato a uovo, in perfetto stile.
lui il mago della situazione; il re di Madesimo. Le
ragazze nel frattempo si stanno riempiendo di lividi
nel tentativo inutile di perforare lo spesso strato di
ghiaccio della pista di pattinaggio. Il ghiaccio tende ad incrinarsi ma non cede. Peccato!! Alle
15,30 siamo tutti in autobus dove un urlo accoglie la notizia che il Como ha battuto il Lecco
per 2 a 0. Alle 16 si riparte con il solito autista ed in solo 4 ore siamo di nuovo a casa. In
coma . per leccessiva velocit.

Uno dei ventuno



Ricorderete tutti, carissimi lettori, che lultimo numero di Comunit 68 includeva un
questionario diretto a voi, col quale il giornale vi invitava ad esprimere le vostre idee, le vostre
opinioni, le vostre eventuali critiche a suo riguardo. Parecchi di quei questionari sono stati
compilati e sono giunti alla redazione; certamente inutile dire con quale trepidazione fossero
attesi dato che in essi voi esprimevate il vostro giudizio e praticamente stabilivate lutilit di
continuare o no la pubblicazione del giornale.

Con grande attenzione perci, tutti i questionari sono stati esaminati; noi abbiamo annotato le
critiche e le approvazioni ci siamo soffermati sulle vostre proposte e sui vostri consigli e
soprattutto abbiamo ricevuto un consolante incoraggiamento: quasi nessuno di voi, infatti, ha
affermato di non gradire il giornale, tutti invece, pur proponendoci cambiamenti e cose nuove,
ci avete spinti a continuare con perseveranza.

Ed ora esaminiamo ci che risultato dall'inchiesta.
Innanzi tutto molti lettori desiderano che si parli maggiormente di Ronago e che il notiziario
registri con precisione i fatti che accadono nel nostro paese, i matrimoni, i battesimi, i funerali
ecc.; molti altri propongono nuovi argomenti e nuove rubriche, vogliono cio un
ampliamento del giornale.

Premesso che senzaltro queste proposte sono valide e dovranno essere attuate, occorre dire
che anche da parte dei lettori si richiede molta comprensione e collaborazione: infatti a un
eventuale ampliamento del giornale dovr corrispondere necessariamente una maggiore
disponibilit di mezzi e di personale.

Per quanto riguarda le rubriche e gli articoli sino ad ora pubblicati, quelli che maggiormente
hanno riscosso il favore dei lettori sono il notiziario storie di Ronago e incontri e quelli
maggiormente proposti sono vita religiosa e cronache paesane.

Veniamo ora alle critiche che sono state fatte: si parla troppo poco di Ronago si scrivono
articoli inutili. Mentre la prima in parte giustificata, senzaltro i redattori ne terranno conto, la
seconda praticamente dovuta alle diverse mentalit dei Ronaghesi; basti a dimostrarlo il
fatto che alcuni articoli, vedi senza titolo o Scarmiglia mentre sono accettati da alcuni
senza riserve, da altri sono giudicati completamente inutili.

A questo punto altro non resta da fare che affidarsi a una mutua e paziente comprensione.

Rosirene




Una volta la Val di Morne lera tuta un laach. Questa una affermazione che i nostri vecchi
fanno e che anche i giovani hanno imparato a memoria. Addirittura vi dicono che a Pedrinate
si sono trovati nella roccia gli anelli per attaccare i barconi!
vero tutto ci? Non vero?
Beh! Se mi consentite di dire la mia, vi dir che vero quasi tutto: cio vero che cera il
lago; ma la faccenda dei barconi e degli anelli, finch io non li vedo come S. Tommaso, per
me una storiella.
Come mai cera un lago? Perch non c pi? Non difficile dirlo: solo bisogna che abbiate
un po di pazienza per seguirmi nel discorso e che abbiate un poco di fede in quel che dico. E
vi garantisco che ci stato detto da studiosi famosi in tutto il mondo, come per esempio il
prof. Nangeroni (mio insegnante allUniversit Cattolica) autore magari dei libri di geografia su
cui studiano i vostri figli.
Bisogna premettere che circa seicentomila anni fa il clima sulla Terra era diverso da oggi. Le
nostre zone si presentavano allora, come oggi le zone polari (si vede che la Terra era girata
in altro modo). Immensi ghiacciai, dello spessore talora di vari chilometri coprivano la catena
alpina e si spingevano fino al mare Tutta la Pianura Padana era un golfo di mare coperto di
ghiacci come i mari del Polo Sud.
Dalla Valtellina scendeva un grande ghiacciaio, che ha scavato con la sua pressione la conca
del lago di Como.
Dalla tavola di ghiaccio emergevano, coperte di neve solo alcune cime pi alte, come il
Bisbino, il S. Primo, il Generoso, le Grigne. Una specie di appendice del ghiacciaio, dalla
zona dove oggi c Cernobbio, si spingeva nella vallata di Chiasso e giungeva dapprima fino
ad Olgiate. I detriti spinti dal ghiacciaio formano oggi le colline su cui poggia labitato di
Olgiate.
In varie riprese il ghiacciaio si ritirato ed avanzato di nuovo: ogni volta ha lasciato una
cerchia di detriti (che si chiamano morene) come quella della Cascina Bella e del Gerbo.
D ultimo il ghiacciaio riuscito a spingersi solo fino a Camnago. Tutto questo, naturalmente,
per quello che riguarda la nostra zona, perch la stessa cosa facevano le altre dita del
ghiacciaio (che bisognerebbe chiamare lingue) che si spingevano fino a Cant e fino a
Lecco, nella parte centrale e orientale della nostra provincia.



Se voi provate a spingere su un mucchio di sabbia o farina la mano, con le dita aperte, e
ripetete il gesto pi volte sullo stesso percorso, non farete altro che ripetere in miniatura il
lavoro fatto dal ghiacciaio lariano nella nostra provincia. Solo che aveva tre dita, di cui quello
pi a destra scavava la Valmulini.
Quando il clima cambi i ghiacci si sciolsero, le vallate scavate in precedenza rimasero
occupate dalle acque dei torrenti glaciali, i quali le colmarono, facendo un grande lago che
copriva anche la Valmulini, ma formava un
tuttuno col Lago di Como. Insomma, se
voi immaginate di costruire a Lecco
(dove esce lAdda dal lago) una diga
alta fino al livello di Camnago Faloppio,
voi vedreste il lago salire fino a
ritornare come era 600mila anni fa.
Ebbene a Lecco la diga cera: era
una diga naturale di detriti, che per
non ha resistito alla pressione delle acque
e si rotta. Evidentemente il livello del
lago si abbassato ed ha lasciato
scoperta la Valmulini. Non solo, ma anche
la conca di Como e tutte quelle vallate
laterali al lago che erano sommerse. Quindi
Como, Chiasso, i cascinali della Valmulini
giacciono sullex-fondo del lago di Corno,
rimpicciolito. Chiaro?
Naturalmente provate a seguire tutto questo
discorso tenendo davanti una cartina geografica della Provincia di Como.
Se qualcosa vi pare oscuro, vedrete che si chiarir.
Potete fare la prova, sempre con la sabbia. Versate un secchio dacqua nelle fossette scavate
con le dita, rompete la barriera di sabbia allestremit di un ramo del vostro laghettino
artificiale e il gioco fatto. Gli altri rami si prosciugheranno e lacqua rimarr solo nella parte
centrale pi profonda. Succedeva cos ai muratori quando facevano la molta a mano: se
non erano pronti con la zappa a tirar su la sabbia intorno allorlo, lacqua scappava fuori fino a
un certo livello dalla pozzetta scavata nel mezzo del mucchio. Cos fu appunto per il Lago di
Como, dove la barriera di sabbia si ruppe a Lecco, e ci fu nessuno a tirarla su.
Infatti a vedere tutto questo, probabilmente non cera nessuno. Tanto meno cerano quelli che
viaggiavano in barca su per Pedrinate! Se luomo trov lacqua, fu quella degli acquitrini che
ancora cerano nel fondovalle, come presso la Ressiga e Campersico, dove abbiamo visto gli
uomini si erano insediati pi tardi su palafitte. Poi le famose frane di Ronago, la sabbia
trascinata gi dai ruscelli e dalla Faloppia dai fianchi delle colline, ha prosciugato il fondo
valle, rendendolo fertile.
E per oggi credo di avervi stancati troppo. A risentirci unaltra volta.

Il vostro
Mario Mascetti




La figura di Martin Luter King, premio
Nobel per la pace e martire
dellintegrazione razziale, emerge in modo
veramente efficace da questo libro,
costituito di meditazioni profonde che
prendono spunto da massime evangeliche.
Il problema dell'integrazione razziale il
problema di fondo che ha spinto King alla
stesura di queste pagine. un problema
questo che implica la responsabilit di ogni
uomo e del cristiano in particolare. Infatti,
secondo King, perch la vita, di un uomo
possa dirsi completa deve contemplare tre
dimensioni fondamentali: la lunghezza,
ovvero la spinta interiore volta a realizzare i
fini personali, la larghezza cio l'apertura e
la disponibilit verso i problemi degli altri, e
l'altezza ovvero la tensione verso Dio. Il
Cristiano, in particolare, oltre a realizzare
nella propria vita questa triplice tensione
verso Dio, gli altri e se stesso dovrebbe,
secondo il consiglio evangelico, "non
conformarsi" a questa societ opulenta che
vorrebbe indurci a credere che la felicit,
consiste nel benessere economico.
Dobbiamo - dice King - riconquistare la
purezza dei cristiani primitivi che erano
"non conformisti" nel senso pi vero (e si
rifiutavano di adeguarsi agli schemi
pagani). La speranza di un mondo nuovo,
senza barriere, preconcetti e privilegi
riposta nella protesta non violenta di coloro
che sono impegnati nella causa della
giustizia, della pace, della fraternit.
Giustamente stato detto che il cristiano,
se vuole veramente essere tale, deve
essere il pi rivoluzionario e il meno
violento possibile; per "rivoluzione" si
intende la ferma opposizione a certe
strutture della societ odierna che hanno
come sottofondo l'ingiustizia, il razzismo,
l'interesse economico. Chi per paura,
timidezza o indifferenza accetta le opinioni
della maggioranza seguendo la via della
adattabilit e della approvazione sociale
spiritualmente e mentalmente uno
schiavo. Tuttavia perch questo
conformismo abbia potere di
trasformazione e redenzione deve essere
innestato nella rinascita in Cristo. Solo
questa trasformazione interiore pu dare al
cristiano la forza per combattere i mali del
mondo; pur sapendo che i mutamenti,
soprattutto sociali, non giungeranno
improvvisi, egli avr il coraggio di lavorare
per la loro realizzazione, come se fossero
una possibilit imminente.
Questo non conformismo trasformato libera
inoltre l'uomo dalla cecit morale ed
intellettuale.


La storia risuona di numerose
testimonianze di questa cecit che si
manifesta in molte forme anche ai
nostri giorni. La schiavit in America ad
esempio, fu perpetuata - dice King - non
solo dalla malvagit, ma dalla cecit di
coloro che si convinsero che un sistema
economico-sociale per loro conveniente dal
punto di vista economico, fosse
moralmente giustificabile. Sorsero cos le
teorie di superiorit razziale, frutto della
stessa cecit che si ritrova nella
segregazione razziale. Milioni di negri sono
stati crocifissi da questa "coscienziosa
cecit e altrettanti vivono oggi in condizioni
infami, che sono l'accusa pi lampante per
coloro che di questi pregiudizi razziali sono
sostenitori. Esse nella loro ottusit mentale,
credono ancora nella superiorit della
razza bianca sulla razza negra, nonostante
le indagini di antropologi che rivelano la
falsit di questa nozione. Essi sostengono
che questa segregazione dovrebbe essere
continuata perch i negri sono ad un livello
inferiore nella cultura, nella igiene e nel
livello morale e non si rendono conto che
questi livelli sono il risultato, il frutto amaro
di questa segregazione.
Non giusto servirsi di questi tragici effetti
per legalizzare la continuazione. Quale
dunque, secondo King, il mezzo per
risolvere questo enorme problema?
L'amore, unica forza che pu trasformare il
mondo. Non vi sar soluzione al problema
razziale finch gli oppressi e gli oppressori
non sviluppino questa capacit d'amare. Di
qui il suo invito costante a una forma di
resistenza non violenta, permeata sempre
dall' amore e dalla capacit
di perdono, lunica via che permetter
linstaurazione di un nuovo ordine che non
sia un duplicato dell'ordine antico. Infatti se
si spargeranno in questa lotta nuovi semi di
violenza, le generazioni future
raccoglieranno in eredit la tempesta della
disintegrazione sociale.
Solo la non violenza, intesa, oltre che come
metodo, come dedizione ad una forma di
vita, pu, per King, risolvere questo
problema.
Pagine dunque da meditare e che ci
presentano in King un vero non
conformista trasformato che ha
testimoniato con la vita il proprio
messaggio.




Con queste parole, pi simili ad un motto pubblicitario che a una frase sensata, Ronago
reclama lattenzione dei suoi cittadini su un servizio di recente istituzione: quello della
raccolta dei rifiuti.
Difatti, da qualche settimana, sul finire di un anno nel quale luomo ha compiuto uno sbalzo
quasi prodigioso nella meravigliosa avventura dello spazio, la cittadinanza sta sperimentando
i benefici di una innovazione notevole nel campo dei servizi pubblici del nostro paese di
confine.
Un motofurgoncino, dal motore scoppiettante e generoso , tutti i luned percorre le vie delle
contrade e ritira i sacelli colmi di tutte le immondizie domestiche che le nostre massaie una
volta dovevano far depositare nelle tante vallette di cui ricco il territorio del nostro comune,
contribuendo cos a sporcare i numerosi ruscelli e ad aumentare - nei periodi pi caldi
dellanno - i pestilenziali odori che ammorbavano l'aria del ridente nostro paesaggio.
Oggi la situazione leggermente migliorata, perch il luned pomeriggio divenuto il
momentaneo richiamo alla "liberazione" in modo igienico e razionale dei "rifiuti solida urbani"
(per usare il termine tecnico che pertinente!) accumulati nel corso d una settimana.
Un servizio celere, forse anche troppo, perch ...... qualche massaia distratta o qualche
famiglia alquanto distante dalla via corre il rischio di vedere solo la scia del fumo di scarico
del motofurgoncino e di dover riportarsi in casa il sacco con i rifiuti, fino alla settimana
successiva!
Forse, dopo il primo passo, il servizio far dei progressi e superato brillantemente il periodo di
rodaggio, diverr pi frequente e, chiss, a domicilio.
Se non altro, per il fatto che d'inverno conserva ...... anche i rifiuti dalla immediata
decomposizione, ma in estate sar certo difficile contenere la diffusione di odori poco graditi.
Vogliamo troppo? Non diremmo di si: apprezziamo nel suo giusto valore l'innovazione, che gli
amministratori nel nostro comune hanno realizzato con ammirevole senso civico; ma siamo
convinti che ad ogni passo ne segua un altro se vero che levoluzione connaturale al
genere umano.
C.C.




Oggetto misterioso nel cielo di Ronago:

Sabato 21 dicembre 1968, due giovani astrofili ronaghesi hanno notato nel cielo una strana
formazione, molto luminosa anche ad occhio nudo, in direzione Ovest-Sud-Ovest, 15 gradi
sull'orizzonte. Lo strano oggetto luminoso, di probabile natura gassosa, rimasto visibile fino
alle 19,47 ed stato osservato e fotografato anche all'Osservatorio astronomico di Merate e
all'Osservatorio di Campo dei Fiori. Secondo i calcoli dei nostri astrofili la "Cosa" era alta tra i
250 e i 300 chilometri, 273 per l'esattezza e si trovava a 840 chilometri circa di distanza da
Ronago.

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Mercoled 8 gennaio nevicato per la prima volta nel 1969. La neve caduta soffice ed
abbondante ha formato sulle strade uno spessore compatto che i mezzi spartineve non sono
riusciti ad eliminare, causando di conseguenza notevoli difficolt alla circolazione. La cosa
non si verificata oltre confine..... la neve non era uguale?

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Raccolta fra i pedoni che passano per via Ambrosoli:
quando piove un pluviale scarica acqua in mezzo alla strada causando, agli imprevidenti,
docce fuori stagione. Non si potrebbe provvedere?

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In via .Ambrosoli all'altezza dell'officina Bernasconi ed allaaltezza della cabina elettrica si
sono notate delle fuoriuscite d'acqua sulla sede stradale. Poich acqua sulle strade. spesso
in questa stagione, vuol dire ghiaccio, non potrebbero le Autorit competenti provvedere?

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Questo primo numero del 1969 di Comunit '68, che riprende cos la sua pubblicazione,
stato realizzato con un certo sforzo.....anche finanziario; basti considerare che il costo di ogni
copia di circa L. 50.





Con un certo ritardo vorrei riproporre il tema che ha commosso l'Italia nello scorso autunno: la
tragica alluvione che colp la zona del Biellese, e ci attraverso l'esperienza diretta di due
ragazzi di Ronago recatisi, con altri studenti,a prestare il loro aiuto nelle zone sinistrate.
Ecco quindi il diario di quei giorni, che non vuol essere un semplice resoconto impersonale,
bens un racconto fedele e veramente sentito.
Partiamo da Como di primo mattino ed in pulman ci dirigiamo verso le zone suddette
accompagnati, nel primo tratto, da un nebbione insistente.
Abbiamo da poco superato Biella e gi si intravvedono i tristi risultati della calamit: case
completamente sommerse, torrenti neri di fango, intere colline mutilate dalle frane. Attraverso
una strada ancora ingombra di detriti, raggiungiamo, verso le 11, il comune di
VALLEMOSSO, uno dei pi colpiti; per le strade un incredibile andirivieni di mezzi
dellEsercito e dei Vigili del fuoco, le case gi liberate che recano ancora le tracce della
notevole altezza raggiunta dal fango. Veniamo divisi in gruppi; a ciascuno assegnato il
luogo di lavoro.
Consumiamo, sulla piazza, il rancio ricevuto dai militari, mentre la luce vivida del sole rende
per contrasto pi crudo ed impressionante il paesaggio circostante.
Nel pomeriggio, dopo aver sistemato i pochi bagagli nella Casa Parrocchiale, ci rechiamo alla
fabbrica a noi assegnata, un cotonificio poco distante, presso il torrente Mosso, che, a causa
delle frane, ha il proprio letto di circa 7 metri superiore al normale e di conseguenza le acque
hanno invaso la parte inferiore dello stabilimento. Veniamo accolti dal titolare che ci guida
attraverso i reparti, tutti pi o meno danneggiati. Il nostro compito consiste nel liberare un
vasto locale adibito a magazzino completamente invaso da fango: macchine, balle di cotone
e lana, casse di spole, alberi, lavandini, le cose pi disparate, tutte accomunate, incatastate,
in un mare di sporco e puzzolente fango. Iniziamo subito il lavoro con pale, picconi, carriole,
ma, nonostante il proposito di procedere celermente, a sera ci accorgiamo di non aver
raggiunto lo scopo prefissoci per le notevoli difficolt. Il secondo giorno ci riserva una gradita
sorpresa: il proprietario offre al nostro gruppo vitto e alloggio nonch il bagno di casa, di cui
abbiamo tutti impellente bisogno. A pranzo il signor Albino (cos si chiama l'industriale) si
rivela coin uomo semplice e cordiale, che, pur avendo subito una grave perdita, non piange,
ma si rimbocca le maniche senza disperarsi, guardando con fiducia all'avvenire; sono questi i
sentimenti che animano tutti gli abitanti della zona, e, a questo proposito, ci racconta un
episodio avvenuto il giorno seguente all'alluvione, durante la riunione municipale: un suo
amico disse: "Ho perso la moglie, due figli, la fabbrica,.eppure ringrazio Dio di avermi lasciato
una figlia, mi rifar". giunta l'ora della partenza, che accogliamo con un certo rammarico in
quanto, nonostante i disagi inevitabili e il duro lavoro, quei tre giorni passati fra quella gente
sono stati per noi una fonte di insegnamenti e un continuo esempio di fortezza danimo. Non
retorica, ma qualcosa di vero, affermare che il dare, e dare con sacrificio, motivo di intima
gioia a e pace con se stessi.

Giampiero Capiaghi
















































P A R R O C C H I A D I R O N A G O
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Orario delle Funzioni

Giorni Festivi:

S. M E S S A ore 7
ore 10
ore 18

Funzione Vespertina ore 14,30


Giorni Feriali:

Luned, Marted, Mercoled, Venerd,
S. M E S S A ore 7
Gioved S. M E S S A ore 9
Sabato S. M E S S A ore 19,30


CONFESSIONI

Ogni Sabato dalle ore 16 alle ore 18