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Il Partito diceva che l'Oceania non era mai stata alleata dell'Eurasia.

Lui,
Winston Smith, sapeva che appena quattro anni prima l'Oceania era stata alleata
dell'Eurasia. Ma questa conoscenza, dove si trovava? Solo all'inter-no della sua
coscienza, che in ogni caso sarebbe stata presto annientata. E se tutti quanti
accettavano la menzogna imposta dal Partito, se tutti i do-cumenti raccontavano la
stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera. "Chi
controlla il passato" diceva lo slogan del Partito "controlla il futuro. Chi controlla il
presente controlla il passato." E per il passato, sebbene fosse per sua stessa natura
modificabile, non era mai stato modificato. Quel che era vero adesso, lo era da
sempre e per sempre. Era semplicissimo, bastava conseguire una serie infinita di
vittorie sulla propria memoria. Lo chiamavano "controllo della realt". La parola in
neolingua era: "bipensiero". (P.34)
Winston lasci ricadere le braccia lungo i fianchi e inspir piano. La mente gli scivol
nel mondo labirintico del bipensiero. Sapere e non sape-re; credere fermamente di
dire verit sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne pi artefatte; ritenere
contemporaneamente valide due opi-nioni che si annullavano a vicenda; sapendole
contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe, fare uso della logica
contro la logica; rinne-gare la morale proprio nell'atto di rivendicarla; credere che la
democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l'unico suo
garante; dimenticare tutto ci che era necessario dimenticare ma, all'occorrenza, es-
sere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di
nuovo. Soprattutto, saper applicare il medesimo procedimento al proce-dimento
stesso. Era questa, la sottigliezza estrema: essere pienamente con-sapevoli
nell'indurre l'inconsapevolezza e diventare poi inconsapevoli della pratica ipnotica
che avevate appena posto in atto. Anche la sola compren-sione della parola
"bipensiero" ne implicava l'utilizzazione (P.34)
Nello stesso tempo, per, confor-memente ai principi del bipensiero, il Partito
insegnava che i prolet erano esseri inferiori per natura e che, come gli animali,
dovevano essere tenuti in soggezione mediante l'applicazione di poche e semplici
regole. In effet-ti, dei prolet non si sapeva granch. Non era necessario. Finch
continua-vano a lavorare e generare, le altre cose che facevano non avevano grande
importanza. Lasciati a se stessi, come bestiame in libert nelle pianure ar-gentine,
avevano sviluppato uno stile di vita che pareva gli si confacesse alla perfezione, una
specie di modello ancestrale. Nascevano, vivevano in topaie, cominciavano a
lavorare a dodici anni, attraversavano un fiorente quanto breve periodo di bellezza e
di desiderio sessuale, a vent'anni si spo-savano, a trenta erano gi uomini e donne di
mezz'et, per poi morire, qua-si tutti, a sessant'anni. Il lavoro pesante, la cura della
casa e dei bambini, le futili beghe coi vicini, il cinema, il calcio, la birra e soprattutto
le scom-messe, limitavano il loro orizzonte. Tenerli sotto controllo non era diffici-
le.(P.63)
Da loro non si richiedeva altro che un po' di pa-triottismo primitivo al quale poter
fare appello tutte le volte in cui era ne-cessario fargli accettare un prolungamento
dell'orario di lavoro o diminuire le razioni di qualcosa. Perfino quando in mezzo a
loro serpeggiava il mal-contento (il che, talvolta, pure accadeva), questo scontento
non aveva sbocchi perch, privi com'erano di una visione generale dei fatti, finivano
per convogliarlo su rivendicazioni assolutamente secondarie. Non riusci-vano mai ad
avere consapevolezza dei problemi pi grandi. (P.64)
Come tante altre parole in neolingua, questa parola . abbraccia due significati che si
negano a vicenda. Applicata a un qual-siasi termine di confronto, sottolinea
l'abitudine di affermare, con la massima impudenza e a dispetto dell'evidenza, che il
nero bianco. Ap-plicata a un membro del Partito, indica la sincera volont di
affermare che il nero bianco quando a richiederlo sia la disciplina di partito. Indi-
ca, per, anche la capacit di credere veramente che il nero sia bianco e, pi ancora,
di sapere che il nero bianco, dimenticando di aver mai pen-sato il contrario. Tutto
ci impone una continua alterazione del passato, resa possibile da quel sistema di
pensiero che effettivamente abbraccia dentro di s tutto il resto e che noto in
neolingua come bipensiero. (P.177)
Il Partito in ogni circostanza il detentore dell'assoluto, e l'assolu-to non pu mai
essere diverso da ci che in quel dato momento. Si ve-dr che il controllo del
passato dipende soprattutto da una sorta di adde-stramento della memoria. Fare in
modo che tutti i documenti scritti siano conformi all'ortodossia del momento un
atto puramente meccanico. per anche necessario ricordare che gli avvenimenti
specifici hanno a-vuto luogo in quel modo desiderato. Se poi si deve dare un nuovo
ordine a ci che si ricorda o falsificare i documenti scritti, diviene necessario
dimenticare di aver agito in quel modo. Si tratta di uno stratagemma che pu essere
appreso come qualsiasi altra tecnica mentale. Certamente lo apprendono quasi tutti
i membri del Partito e tutte le persone intelligenti e perfettamente osservanti
dell'ortodossia. In archelingua un simile pro-cedimento viene definito, in maniera
affatto esplicita, "controllo della realt"; in neolingua viene detto bipensiero, anche
se questo termine ab-braccia molto altro.


Il bipensiero implica la capacit di accogliere simultaneamente nella propria mente
due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe. L'intellettuale di Partito
sa in che modo vanno trattati i suoi ricordi. Sa quindi di essere impegnato in una
manipolazione della realt, e tuttavia la pratica del bipensiero fa s che egli creda che
la realt non venga vio-lata. Un simile procedimento deve essere conscio, altrimenti
non po-trebbe essere applicato con sufficiente precisione, ma al tempo stesso ha
da essere inconscio, altrimenti produrrebbe una sensazione di falso e quindi un
senso di colpa. Il bipensiero l'anima del Socing, perch l'a-zione fondamentale del
Partito consiste nel fare uso di una forma consa-pevole di inganno, conservando al
tempo stesso quella fermezza di in-tenti che si accompagna alla pi totale sincerit.
Raccontare deliberata-mente menzogne e nello stesso tempo crederci davvero,
dimenticare o-gni atto che nel frattempo sia divenuto sconveniente e poi, una volta
che ci si renda di nuovo necessario, richiamarlo in vita dall'oblio per tutto il tempo
che serva, negare l'esistenza di una realt oggettiva e al tempo stesso prendere atto
di quella stessa realt che si nega, tutto ci assolu-tamente indispensabile. Perfino
quando si usa la parola bipensiero ne-cessario ricorrere al bipensiero. Nel farne
uso, infatti, si ammette di ma-nipolare la realt, ma con un novello colpo di
bipensiero si cancella que-sta consapevolezza, e cos via, all'infinito, con la
menzogna in costante posizione di vantaggio rispetto alla verit. In fin dei conti,
per mezzo del bipensiero che il Partito riuscito (e, per quanto ne sappiamo, una
simile impresa potrebbe andare avanti per migliaia d'anni) ad arrestare il corso della
Storia. (P.179)
merito del Partito essere riuscito a creare un sistema in cui entrambe le condizioni
possono coesistere. Nessun altro fondamento in-tellettuale avrebbe potuto rendere
sempiterno il dominio del Partito. Se si desidera governare e si vuole continuare a
farlo, si deve avere la capa-cit di condizionare il senso della realt. Il segreto del
comando, infatti, sta nel saper unire alla fede nella propria infallibilit la capacit di
impa-rare dagli errori passati. (P.179)







Non hai ancora capito che cos' la neolingua, Winston disse in tono
quasi triste. Anche quando ne fai uso in quello che scrivi, continui a pen-
sare in archelingua. Ho letto qualcuno degli articoli che ogni tanto pubbli-
chi sul "Times". Non c' male, ma sono traduzioni. Nel tuo cuore
preferire-sti ancora l'archelingua, con tutta la sua imprecisione e le sue
inutili sfuma-ture di senso. Non riesci a cogliere la bellezza insita nella
distruzione delle parole. Lo sapevi che la neolingua l'unico linguaggio al
mondo il cui vo-cabolario si riduce giorno per giorno? (p.47)
Non capisci che lo scopo principale a cui tende la neolingua quello di
restringere al massimo la sfera d'azione del pensiero? Alla fine renderemo
lo psicoreato letteralmente impossibile, perch non ci saranno parole con
cui poterlo esprimere. Ogni concetto di cui si possa aver bisogno sar e-
spresso da una sola parola, il cui significato sar stato rigidamente defini-
to, priva di tutti i suoi significati ausiliari, che saranno stati cancellati e
dimenticati. Nell'Undicesima Edizione saremo gi abbastanza vicini al
raggiungimento di questo obiettivo, ma il processo continuer per lunghi
anni, anche dopo la morte tua e mia. A ogni nuovo anno, una diminuzione
nel numero delle parole e una contrazione ulteriore della coscienza. Anche
ora, ovviamente, non esiste nulla che possa spiegare o scusare lo psicorea-
to. Tutto ci che si richiede l'autodisciplina, il controllo della realt, ma
alla fine del processo non ci sar bisogno neanche di questo. La Rivolu-
zione trionfer quando la lingua avr raggiunto la perfezione. La neolingua
il Socing, e il Socing la neolingua. (p.48)

Tutta la letteratura del passato sar stata distrutta: Chaucer, Shakespea-
re, Milton, Byron, esisteranno solo nella loro versione in neolingua, vale a
dire non semplicemente mutati in qualcosa di diverso, ma trasformati in
qualcosa di opposto a ci che erano prima. Anche la letteratura del
Partito cambier, anche gli slogan cambieranno. Si potr mai avere uno
slogan come "La libert schiavit", quando il concetto stesso di libert
sar stato abolito? Sar diverso anche tutto ci che si accompagna
all'attivit del pensiero. In effetti il pensiero non esister pi, almeno non
come lo intendiamo ora. Ortodossia vuol dire non pensare, non aver
bisogno di pensare. Ortodossia e inconsapevolezza sono la stessa cosa.
(p.48)