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Impianti Elettrici 6
1. TENSIONE ALTERNATA
Dopo aver visto nella lezione precedente come si rappresenta graficamente
una corrente alternata e quali grandezze occorre indicare per identificarla, consi-
deriamo ora gli stessi problemi per la tensione alternata.
Vediamo innanzitutto come si pu rappresentare graficamente la tensione
alternata che fa fluire in un circuito, comprendente un resistore da 5 1, la
corrente alternata indicata nella fig. 1a.
Osserviamo subito che allinizio del periodo (0 s), a met del periodo (0,1
s) ed alla fine del periodo (0,2 s) la corrente nulla: se in questi istanti nel circuito
non si ha corrente, vuol dire che anche la tensione fornita dal generatore nulla.
Quando, invece, la corrente raggiunge il valore massimo I
max
dopo 0,05 s e
-I
max
dopo 0,15 s, anche la tensione deve assumere negli stessi istanti il corrispon-
dente valore massimo V
max
e -V
max
.
Poich nellesempio fatto il valore massimo della corrente, cio lampiezza
massima della sinusoide, di 3 A, per far passare questa corrente in un resistore
da 5 1 occorre una tensione che, per la legge di Ohm, data dal prodotto della
resistenza per la corrente: il valore massimo della tensione risulta pertanto di 5
1 3 A = 15 V.
In modo analogo possiamo ottenere il valore della tensione in un altro istan-
te qualsiasi, moltiplicando la resistenza per il valore assunto dalla corrente in
questo istante.
I valori cos ottenuti sono riportati sul diagramma della fig. 1b. Sullasse
orizzontale di questo diagramma sono indicati i tempi, nello stesso modo gi
usato per la corrente, segnando cio ad ogni centimetro 0,025 s.
Andamento della tensione
alternata
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Fig. 1 - Rappresentazione grafica della tensione alternata
Sullasse verticale del diagramma sono indicate ora le tensioni (V) espresse
in volt (V), segnando ad ogni centimetro 5 V, come ricorda appunto la scritta 1
cm= 5 V riportata in alto a destra.
Siccome il valore I
max
della corrente si ha in corrispondenza a 0,05 s, anche
il valore V
max
della tensione stato riportato in corrispondenza allo stesso valore
del tempo. In modo analogo si proceduto anche per il valore -I
max
, ma poich
questo valore si trova al di sotto dellasse orizzontale, anche il corrispondente
valore -V
max
stato riportato al di sotto di questasse.
Riportando con lo stesso procedimento altri valori della tensione, ad esem-
pio quelli assunti in corrispondenza al tempo di 0,025 s, 0,075 s, 0,125 s e 0,175
s, si ottiene un certo numero di punti, unendo i quali si pu tracciare la linea della
fig. 1b, che indica landamento della tensione alternata: come ci si poteva
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aspettare, pure questa linea una sinusoide e, quindi, possiamo dire che anche
la tensione alternata ha andamento sinusoidale.
Analogamente a quanto si fatto per la corrente, possiamo perci conside-
rare la tensione alternata come una successione di cicli tutti uguali, in ciascuno
dei quali si ripetono sempre gli stessi valori.
Il tempo durante il quale la tensione compie un ciclo chiamato periodo
della tensione alternata e si suddivide anche in questo caso in due semiperiodi
uguali, uno positivo ed uno negativo: nel primo i valori della tensione sono indi-
cati da numeri positivi, mentre nel secondo gli stessi valori sono indicati da nu-
meri negativi.
Questo fatto serve a ricordarci che il generatore inverte le sue polarit ad
ogni semiperiodo. Nella fig. 1b sono indicati con numeri positivi i valori delle
tensioni fornite dal generatore, quando questo ha le polarit mostrate nella fig.
1c, mentre sono indicati con numeri negativi i valori delle tensioni fornite dal
generatore quando questo inverte le sue polarit, come si vede nella fig. 1d.
Notiamo che, dopo aver contrassegnato con A e B i poli del generatore, si
considerata positiva la corrente, quando esce dal polo A del generatore stesso,
come nella fig. 1c, e negativa quando invece essa entra nel generatore dal polo
A, come nella fig. 1d; corrispondentemente, si considerata positiva o negativa
la tensione a seconda se il polo del generatore contrassegnato con A positivo,
come nella fig. 1c, oppure negativo, come nella fig. 1d.
Conviene tenere presente questo modo di procedere perch sar usato
ancora in questa stessa lezione.
Osserviamo ora che la tensione alternata deve avere evidentemente lo stesso
periodo della corrente, come del resto si constata immediatamente confrontando
la fig. 1b con la fig. 1a: sia la corrente sia la tensione compiono pertanto lo stesso
numero di cicli in un secondo ed hanno di conseguenza la stessa frequenza.
Per caratterizzare una tensione alternata, dovremo per indicare ovviamen-
te, oltre che il periodo o la frequenza, anche il suo valore:
come per la corrente, si indica normalmente per la tensione alternata
il valore efficace, che si ottiene dividendo per 1,41 il valore massimo.
Quando diciamo, ad esempio, che la tensione di rete, disponibile nelle
nostre abitazioni, ha il valore di 220 V, ci riferiamo al valore efficace di questa
tensione. Anche la tensione segnata sugli apparecchi elettrici funzionanti in
corrente alternata indica il valore efficace della tensione con cui si possono
alimentare tali apparecchi.
Valore efficace della
tensione alternata
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Il valore efficace di una tensione alternata si deve considerare come
quel valore che dovrebbe avere una tensione continua per far circolare
una corrente pure continua, che produca la stessa quantit di calore
prodotta dalla corrente alternata nel medesimo tempo.
In tal modo, si stabilisce unequivalenza anche fra la tensione alternata e la
tensione continua per quanto riguarda il calore prodotto dalle correnti fatte
circolare da queste tensioni, come gi si fatto per la corrente.
In pratica ci significa, ad esempio, che un saldatore adatto per la tensione
di 220 V pu essere alimentato sia con una tensione alternata, che abbia il valore
efficace di 220 V, sia con una tensione continua di 220 V: in entrambi i casi il
saldatore produce la stessa quantit di calore, perch la tensione alternata fa
circolare nella sua resistenza una corrente il cui valore efficace uguale a quello
della corrente fatta circolare dalla tensione continua.
La corrente continua che circola nel saldatore si pu ottenere, per la legge
di Ohm, dividendo la tensione continua per la resistenza del saldatore; analoga-
mente, se si divide il valore efficace della tensione alternata applicata al saldatore
per la resistenza di questo, si pu ottenere il valore efficace della corrente che
alimenta il saldatore.
Vediamo dunque che, per mezzo dei valori efficaci, possiamo procede-
re nei calcoli relativi alla corrente alternata come se si trattasse di una
corrente continua e non solo per quanto riguarda il calore prodotto dalla
corrente, ma anche per limpiego della legge di Ohm.
Occorre per tenere ben presente che lequivalenza tra la corrente
alternata e la corrente continua valida soltanto per quanto riguarda
leffetto termico: ci significa che possiamo considerare la corrente alternata
come una corrente continua soltanto nei circuiti formati esclusivamente da ele-
menti che, come i resistori, dissipino lenergia elettrica trasformandola in calore.
Nelle lezioni precedenti abbiamo considerato anche altri elementi, quali i
condensatori e gli induttori, che non dissipano lenergia elettrica, bens la
immagazzinano creando un campo elettrico o magnetico.
Per i condensatori e gli induttori non quindi pi valida lequivalenza tra la
corrente alternata e la corrente continua, dal momento che questi elementi non
danno luogo alla produzione di calore, che appunto il fenomeno per mezzo
del quale si stabilita lequivalenza suddetta tra i due tipi di corrente, nel caso
dei resistori.
Ad esempio, mentre una tensione continua di 220 V ed una tensione alterna-
ta avente lo stesso valore efficace di 220 V si equivalgono, in quanto fanno
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circolare in un resistore correnti che producono il medesimo effetto termico, le
stesse tensioni non sono pi equivalenti nel caso di un induttore, perch fanno
circolare in esso correnti che producono un diverso effetto magnetico.
Pur tuttavia, anche nel caso di circuiti comprendenti condensatori o
induttori si indica il valore efficace della tensione e della corrente, per
sempre con riferimento alleffetto termico. Quando si dice, ad esempio, che
un induttore percorso da una corrente alternata del valore efficace di 2 A, si
intende indicare una corrente alternata che produrrebbe, se attraversasse un
resistore, la stessa quantit di calore prodotta da una corrente continua di 2 A.
Ricordiamo, dunque, che per la tensione e la corrente alternata si indi-
ca sempre il valore efficace, anche quando si tratta di circuiti nei quali non si
verifichi leffetto termico.
Notiamo ora che, come abbiamo visto in precedenza, la resistenza offerta
da un resistore alla corrente alternata si ottiene dividendo il valore efficace della
tensione per il valore efficace della corrente, cos come in corrente continua la
stessa resistenza si ottiene dividendo la tensione per la corrente.
Ci significa che i resistori hanno un medesimo comportamento sia in
corrente continua sia in corrente alternata, in quanto offrono al passaggio
di entrambe queste correnti una resistenza che data in ogni caso dalla tensione
divisa per la corrente. Al contrario, i condensatori e gli induttori si comportano
in corrente alternata in modo diverso da quello visto in corrente continua: dob-
biamo quindi esaminare le differenze che si presentano nel comportamento di
tali elementi con i due tipi di corrente.
Prima per necessario aprire una parentesi per vedere quale sistema si
possa adottare per rappresentare in modo adeguato le grandezze alternate
(tensione e corrente) su cui dobbiamo operare.