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nizio Note PARMENIDE

RACCOLTO DA ERNESTO BERTI


Corso 1966-1967:
nota 1-p. Nel ms. titolo autografo di Colli.
nota 2-p. Cfr. Ze, la lezione del 27 novembre 1964, pp. 26-29; e sopra, la lezione del 25
novembre 1965, pp. 21-24; FE 165-166 e 185-187; DN 45-47; NF 73 sgg.; RE [156.
201a. 205. 221. 288. 339. 344] .
nota 3-p. Cfr. FE 184: Parmenide il segno che rivela la sedimentazione
razionale come gi avvenuta, l'erede di generazioni d'individui senza nome che hanno
affinato logos e parole, per una curiosit anomala e distaccata... .
nota 4-p. Cfr. Plat. Soph. 242 d: la nostra scuola eleatica, che cominciata da
Senofane e anche prima ; Arist. Met. 986 b 22: Senofane invece, che fu il primo
sostenitore dell'unit (si dice, infatti, che Parmenide sia stato suo discepolo); Diog. X
21: E di Senofane fu discepolo Parmenide figlio di Pyres, da Elea: costui Teofrasto
dice, nell'Epitome, che fosse stato discepolo di Anassimandro ; Simpl. in Arist. Phys.
184 b 15 (Dox. 480, 4-8) : Senofane di Colofone, maestro di Parmenide... . Per la
discussione di questi passi, si veda PHK
2
39-40 e 54-59; SG l TH [PHD 4] e la nota
relativa.
nota 5-p. Diog. X 21, si veda la nota precedente.
nota 6-p. Per la cronologia di Anassimandro, si veda PHK
2
145-148, in cui si pone -
senza certezza -la sua vita tra il 570 e il 506 a.C. Per quella di Parmenide, si veda
PHK
2
157-159, e PParm 20-31, in cui si pone la sua vita tra il 530 e il 450 a.C.
Riassume il problema Pasquinelli 385. Una tesi diversa da quella della lezione
sostenuta in SG l 309, nota a 11 [B1].
nota -p. Cfr. SG l 15-35.
nota !-p. Cfr. in contrario le note a 11 [A 1 ] e a 11 [A 16] in SG l 298-299 e 308.
nota "-p. Arist. Met. 986 b 21 (21A30 DK): Senofane ... tenendo lo sguardo fisso
all'universo nella sua totalit disse che l'uno il dio (Pasquinelli 134).
nota 1#-p. Si veda, ad esempio, Arist. Met. 1003 a 20.
nota 11-p. Cfr. FE 206-207: L'astrattezza eleatica non attirava gli Ateniesi e neppure
Socrate ... L'individuazione, prevalendo, indossa i panni morali; si cerca di imporre la
nobilt della ragione ai comportamenti e alle azioni degli uomini. il compito che si
assume Socrate... .
nota 12-p. Cfr. RE [120. 198].
nota 13-p. Cfr. FE 223: Subordinata al punto di vista dell'individuo, la conoscenza
diventa cos uno strumento dell'azione: in questa crisi, tragica e decisiva per i secoli
seguenti, il filosofo in Descartes impallidisce, trascolora sino ad annullarsi nello
scienziato... ; RE [336] : lluminazione sulla filosofia moderna attraverso Cartesio,
che crede lo spazio sostanziale mentre tutta l'antichit l'ha visto come soggettivo -
cosicch occorrer il grande sforzo di Kant per recuperare una verit gi raggiunta ; si
veda anche RE [82. 418. 467. 474].
nota 14-p. Cfr. FE 194 e 223-225; RE [82. 160. 230. 256. 259. 311. 428. 447]; Ze, le
lezioni del 19 novembre 1964,. pp. 21 sg., e del 14 maggio 1965, pp. 149 sg., e le note 6
e 101.
nota 15-p. Cfr. SG l 10 [A 12] e la nota relativa.
nota 16-p. Arist. Phys. 203 a 16; cfr. PHK
2
95 sgg.
nota 1-p. Si veda, ad esempio, Eraclito in SG 14[A 82] (22B64 DK) : Ma tutte le
cose governa la folgore ; cfr. SG l 32-33.
nota 1!-p. Ora in SG l TH [PHD 2]=11 [B1] 1-18: Anassimandro ... dichiar l'infinito sia
principio sia elemento delle cose che sono, e fu il primo a introdurre questo nome di
"principi o" .
nota 1"-p. Cfr. SG l 32-33: Difatti per primo Anassimandro ha introdotto la parola
arch, ponendola al vertice. Sar soltanto molto pi tardi che tale parola significher
principio astratto, elemento: anticamente significava origine, inizio, e d'altro canto
dominio, sovranit, potere soverchiante, magistratura, autorit. Sono entrambi questi
significati antichi che dobbiamo presupporre assieme in Anassimandro. La sua parola
un comando, e la filigrana del mondo ch'egli comunica anch'essa un comando. l
mondo una polis: il rapporto tra esso e l'al di l del mondo regolato dalla necessit,
"secondo ci che dev'essere"; il rapporto nel mondo tra "le cose che sono" sottoposto
all'imperio del "decreto del Tempo".
nota 2#-p. Sull'antitesi uno-molti, si veda, sotto, la lezione del 27 gennaio 1967, pp. 151
sg. e la nota 50. Contro il monismo di Eraclito e Parmenide, si veda PHK
2
= 171-172 e
189-192.
nota 21-p. Cfr. SG 39-43: l mito orfico dello sbranamento di Dioniso per opera dei
Titani un'allusione essoterica alla separazione del nostro mondo da quello di Dioniso,
e al vincolo che tuttavia ci lega al dio (42).
nota 22-p.
Cfr. PHK
2
= 193 e SG, l 11 [A 1 ] e la nota relativa. La traduzione riportata segue quella
data da Colli nel corso della lezione.
Nota 23-p. Cfr. SG l 30: .., il pessimismo metafisico di Anassimandro, per cui tutto il
mondo che ci circonda conosciuto, provato, espresso come apparenza, diventa
pessimismo morale, per cui la nascita colpa e ingiustizia, la morte espiazione e
vendetta; e la nota 1: Chiara l'ascendenza orfica di questa dottrina>
,
: cfr., ad
esempio, SG 4[A5. 8. 23. 31. 34. 36. 55. 65, 6. 69, 4. B66. 79, 5] .
nota 24-p. Cfr. PHK
2
= 102 sgg., e SG l 23-24: Non si tratta cio di rifiutare questa o
quella testimonianza storica di Aristotele, ma di confutare l'etichetta materialistica, fisica,
da lui posta sull'epoca sapienziale, e gi chiarita dalla denominazione dei sapienti come
"fisici". Ma il momento ilozoistico faceva comodo all'ottocento hegeliano ... cos come
oggi alla storia della scienza sembra ancora interessante rovistare fra i primordi della
speculazione fisica , anche SG l 31.
nota 25-p. Cfr. Arist. Phys. 204 b 22; PHK
2
- 110 sgg.
nota 26-p. Cfr. PHK
2
156-161; e, sotto, la lezione del 3 marzo 1967, p. 178 e la nota 79.
nota 2-p. Cfr. PHK
2
165; SG 43; RE [505(29). 625]. Riporto qui, all'inizio della
trattazione di Parmenide, il contenuto di un foglietto autografo, manoscritto in biro nera e
rossa, trovato all'interno di DK (nella BC), in cui delineata la traccia della prima parte
del corso:
1, 27 commentare quanto segue 1, 31
Opposizione tra cosa in s e apparenza da un lato $1,29; 2, 4)
dall'altro [ (1, 31)]* . (8, 60) Cfr. 1, 32 8, 60
apparente identit
La ricerca sull'essere dev'essere guidata da questa prospettiva.
1) bisogna vedere se v = o diverso dall'
2) e qual [la sua designazione] * suo significato vero se v o siano o no la
stessa cosa
Sul primo punto ci sono ragioni di dubitare
a) 2, 1-4 si distingue dall'
b) 8, 38-40. l concetto di v, equivalente ai quindi [ diverso] si
oppone all'.
La difficolt si concilia con l'intendere v distinto da
Anche Platone e Aristotele distinguono v da
E%a&' () t*tt) ) pa%%) )n +*'%t)on'
v
(subordi nato a v)
4,2 2,3 3 2,7
6,1 8,2 [6,1]* 7,1
8,19 8,16 6,9 8,7
8,24-25 [8,4]* 8,40 8,12
8,32
8,34-35 8,10
8,37 6,2
8,47
invece la
= 8,51 8,51
2, 4 8, 60
1, 29 1, 30
Orph. 8,8 Anax. 1 Eracl .7 * parol e cancel l ate.
nota 2!-p. Cfr. PHK
2
167; FE 43,179; SG l 270; RE [200.240].
nota 2"-p. Cfr. PHK
2
168-169 e Pasquinelli 393-395.
nota 3#-p. Cfr. DK 231: Wilamowitz in Berl. Sitzsber. a. O. S. 1170. Si veda
anche, la lezione del 20 aprile 1967, p.205
nota 31-p. Alcuni.apparenza] segnato da Colli con una freccia a margine nel ms.
nota 32-p. Autografo di Colli a margine di DK 222 (nella BC):
1) fuoco () - [notte] 8, 56-9; 9, 3; 12, 1-2
2) [l'intero] 3 passi
3) Teofrasto [sensazione] fr. 7, 3-5
4) [nome] 8, 38; 19
fisico 1) v [uno]
2) ,-././01 [infinito]
3) [caldo] .
nota 33-p. e la intendo ... sugli altri] segnato da Colli con una linea a margine nel ms.
nota 34-p. Cfr. Diels Parm. 25-26; PHK
2
167, nota 4; 28A21 DK (Simpl. in Arist. Phys.
144, 25): ...vorrei aggiungere a questi miei appunti i non molti versi di Parmenide
sull'essere uno... (Pasquinelli 206).
nota. 35-p Cfr. PHK
2
181-182; SG I 43.
nota 36-p. Cfr. Calogero 2 sgg. e 21-22.
nota 3-p. Nel ms. nota di Berti: dagli appunti di Donatella.
nota 3!-p. Cfr. PHK
2
168 sgg.: L'espressione "Ma tuttavia anche questo imparerai"
(1, 31) introduce a nostro avviso un terzo insegnamento della dea, aggiunto a quelli
riguardanti il cuore della verit (che non si esprime in parole) e le "opinioni" dei mortali
(oggetto pi appariscente del Per! physeos, che sar ripreso in seguito).
Linguisticamente tale modo di intendere ineccepibile... .
nota 3"-p. Cfr. PHK
2
166, 185; motto in FE 55; NF 88-89; RE [235. 460.]
nota 4#-p. Cfr.Empedocle 31B8 e B9 DK
nota 41-p. Cfr. SG l 308, nota a 11 [A16] .
nota 42-p. Cfr. SC, l 298, nota a 11 [A1].
nota 43-p. (Cfr. DK 235: hom. Klause ( 26) d.h. ohne "iel in der "eit #. A
margine, autografo di Colli: $dissea %, 273 - non temporale, perch l'essere
, subito dopo .
nota 44-p. Riporto il contenuto del secondo foglietto autografo (trovato all'interno di
DK nella BC), per la parte manoscritta in biro verde, in cui sono analizzati gli attributi
dell'essere: della prima via "cuore della verit" parlerebbe i 8, 4
= Platone contesto mistico
come nel fr. 1 Cfr. lo stesso passo Phaedr. 250 c:
! visioni dei misteri
8, 4 uso omerico non limitato al tempo
"v 8, 48 inviolato santuario religioso
rassomigliante non identico, cfr. l'uso omerico
- quindi la sfericit solo un'immagine un (rappresentazione)
contraddizione
(ragione) - (Mistico) cfr. 8, 32, 42-3
parallelo al contrasto
(8, 6) - # $ (8, 25) (confermato 4, 2-4 )
altra contraddizione
8, 49 raggiunge - tende urta - senso di moto vedi l'uso omerico
stasi - 8, 14-5 - % 8, 26 &
cos 8, 29. 30. 31.
nota 45-p. Autografo di Colli a margine di DK I 235 (nella BG): il tempo comincia qui
. Cfr. SG l 301, nota a 11 [A3].
nota 46-p. Cfr. DK I 235: emendamento di Brandis.
nota 4-p. SG I 3 [A15] . Cfr. PHK
2
254 e soprattutto 321; FE 180: ... ci che la verit
esprime al di l della rappresentazione ... e da Parmenide, che designa pi
immediatamente l'immediato, stato chiamato "il fulcro che non trema nel cuore di
Aletheia ben rotonda". Questo fulcro della vita ci richiama all'esperienza di cui il nome
di Eleusi un ricordo, e che fu la matrice onde emersero questi sapienti.
nconsapevolmente testimonia tale origine e tale nesso irrecuperabile
Platone, quando descrive la visione misterica con linguaggio ispirato da Parmenide... .
nota 4!-p. Cfr. DK I 235: P. Friedlaender Platon 127.
nota 4"-p. Cfr. SG nota a 4[A14], 4[A50] e nota relativa; SG l nota a 8[B14] e a 11
[A1].
nota 5#-p. Autografo di Colli in DK I 287, a margine di 31A28 (Arist. Met. 984 a 8):
problema dell'uno-molti inventato da Platone e Aristotele . Cfr. sopra, la nota 20.
nota 51-p. Si veda, ad esempio, Arist. Met. 1001 a 20; 1003 b 22 1004 a 2. Cfr. RE [
174 (p. 226) ] ; FE 72.
nota 52-p. Cfr. FE 43, 182; DN 191;RE [40. 144. 200. 227. 252. 625 nota]
nota 53-p. Cfr PHK
2
= 171 e, sotto, la lezione del 6 aprile 1967, pp. 184 sg.
nota 54-p. Per una ricapitolazione di questa indagine terminologica, si veda la lezione
del 15 aprile 1967, pp. 201 sg.
nota 55-p. Nel ms. nota di Berti: dagli appunti di Donatella .
nota 56-p. Cfr. AO 1045, ndice terminologico: ci& che : 16 b 21/ l'essere un
(ualcosa: 1 a 5, 67 b 11/ l'essere di un (ualcosa: 146 b 3.
nota 5-p. Cfr. Calogero 2 sgg. e 21-22. passi di Eudemo e di Aristotele sono in
28A28 DK (Simpl. in Arist. Phys. 115, 11) e in Met. 1017 d 7-30.
nota 5!-p. Cfr. FE 71 sgg. e 77; RE [30. 126 (p.162). 174 (p. 226)].
nota 5"-p. Cfr. SG 33-34.
nota 6#-p. Cfr. SC 4 [A 501].
nota 61-p. Cfr. SG I 11 [A 1] e la nota relativa. Per la discussione del frammento di
Anassimandro, si veda la lezione del 9 dicembre 1966, pp. 122 sg.
nota 62-p. Si veda, ad esempio, Arist. Met. 987 a 29-988 a 8; 1090 a 2 sgg.
nota 63-p. Cfr. SG III 14 [A 48].
nota 64-p. Si veda sopra, la nota 27. Cfr. FE 70-74, 180-181, 200; RE [226d] e [235]:
7.4.66 ... distinzione v che allude al contenuto inesprimibile (in Parmenide
Platone Aristotele) e , che .
nota 65-p. Cfr. PHK
2
183.
nota 66-p. Cfr.,sotto, la lezione del 14 aprile 1967, pp. 199 sg.
nota 6-p. nizia il secondo quaderno del manoscritto. Autografo di Colli amargine:
continua Parmenide .
nota 6!-p. Per la discussione dei passi in cui compare , si veda,
sotto, la lezione del 15 aprile 1967, pp. 201 sg.
nota 6"-p. n Diels )ors. 152. Per la discussione del frammento, si veda anchela
lezione del 16 dicembre 1966, pp. 135 sgg., e la nota 35.
nota 70-p. non] aggiunta autografa di Colli nel ms.
nota 1-p. Cfr. la lezione del 23 febbraio 1967, p. 162. l frammento B4 sar poi preso
in esame solo nella lezione del 6 aprile 1967.
nota 2-p. Cfr. la lezione del 28 aprile 1967, pp. 213 sg., e la nota 118.
nota 3-p. Cfr. SG 145, nota a 14[A 37]; RE [235]: 7.4.66 ... Cfr. anche Parmenide
dove si dice che 1' ' () . Forse l'identificazione parmenidea *
significa appunto come Aristotele, che "essere" "verit" "toccare e dire", cio allo stadio
primitivo, proprio "pensare".
nota 4-p. *+r. FE 182-183: ,l logos una ricerca, e di questa si aprono due strade. La
necessit ordina una decisione, secondo la legge dell'alternativa. Se ci di fronte a cui
siamo posti non si coglie come immediatezza, la strada imboccata dovr essere quella
che dice "non ". Cos dicendo cederemmo alla violenza del logos: tale risposta tuttavia
proibita, di contro si erge -i.e ... la seconda strada non si deve seguire. Pure il logos,
imponendo una decisione, lasciava aperta la possibilit del "non ": ma il "non ", anche
se imposto, paradossalmente significa in greco altresi "non possibile", poich "ci che
non " "insondabile", non si pu neppure nominare. l necessario si arresta di fronte
all'impossibile. Quindi c' una sola risposta, che "" - la quale in greco significa altres
che " possibile". Cos si concilia la modalit con la qualit .
nota 5-p l'alternativa ... logica] nel ms. : L'alternativa riguarda la forma logica tra
l' e l' .
nota 6-p. Cfr. PHK
2
182, nota 12.
nota -p. Cfr. PHK
2
166.
nota !-p. Cfr. SC, 14 [A 46] e la nota relativa.
nota "-p. pi / tardi ] aggiunta autografa di Colli nel ms. Per la contemporaneit tra
Eraclito e Parmenide, si veda PHK
2
156-161, in cui si situa la vita di Parmenide nel 530-
450, e quella di Eraclito del 510-450 a.C.
nota !#-p. Cfr. SG 14[A 4] per la traduzione.
nota !1-p. Cfr. Diels )ors. I 153.
nota !2-p. Si vedano, sopra, le lezioni del 3 febbraio 1966 e dell' 11 marzo 1966, pp.
52 sgg. e 85 sgg.
nota !3-p. Nel ms. nota di Berti: dagli appunti di Donatella. Sono ripetute ancora una
volta tutte le varie argomentazioni critiche rispetto alla tradizionale interpretazione delle
due vie dei versi 3 e 5 del frammento 2.
nota !4-p. ] nel ms: + , correzione autografa di Colli.
nota !5-p. Nel ms. nota di Berti: appunti di Donatella .
nota !6-p. Parmeni de] nel ms.: Gorgia; correzione autografa di Colli.
nota !-p. Nel ms. nota di Berti: vedi pag. 72 e pag. 1a, che si riferiscono al ms. e
corrispondono alle pp.
-
165-66 del presente volume. Per l'identificazione * ,
cfr. RE [235].
nota !!-p. Si veda, sopra, la lezione del 23 febbraio 1967, p. 162. Per una discussione
del frammento, cfr. PHK
2
169-173.
nota !"-p. Cfr. PHK
2
174.
nota "#-p. Si veda, sopra, la lezione del 27 gennaio 1967, pp. 15
4
sg. Cfr. PHK
2
171.
nota "1-p. Cfr. PHK
2
174.
nota "2-p. Autografo di Colli in DK I 244 (nella BC), a margine di B16: Od. 18, 136.
Cfr. PHK
2
174-180.
nota "3-p. Cfr. 28A46 DK, per cui si veda, sotto, la lezione dell'8 aprile 1967, pp. 190
sg.
nota "4-p. Cfr. PHK
2
177: si noti che non va tradotto mescol anza, ma
piuttosto +usi one, il termine accentua l'elemento unificante rispetto al molteplice che
contiene .
nota "5-p. Cfr PHK
2
109, nota 8.
nota "6-p. Cfr. PHK
2
174-175 e la nota 8.
nota "-p. Nel ms. nota di Berti: ma Regenbogen fa del -e sensu un libro delle
, , ricordato da Untersteiner.
nota "!-p. Si veda, sopra, la nota 32.
nota ""-p. Si veda, sopra, la lezione del 23 febbraio 1967, pp. 165 sg.
nota 1##-p. Cfr. Calogero 14.
nota 1#1-p. Si veda, sopra, la lezione del 26 marzo 1966, p. 97.
nota 1#2-p. Si vedano, sopra, le lezioni dal 16 al 24 febbraio 1967, pp. 155-69.
nota 1#3-p. Cfr. PHK
2
166.

nota 1#4-p. Si veda, sopra, la lezione del 20 gennaio 1967, pp. 139 sg.
nota 1#5-p. Si vedano, sopra, le lezioni del 2 marzo e del 14 aprile
1967, pp. 173 e 200. Cfr. SG 145.
nota 1#6-p. - ./, tradotto si debba accertare , l'ultima scelta di
Colli in relazione alla questione testuale di B1, 32. Ci modifica la preferenza per la
lezione + espressa al termine della lezione del 15 dicembre (si veda p. 131) e
riaffermata da Colli nella lezione del 19 gennaio (si vede pp. 136 sg.). Sorge per un
dubbio in merito alla traduzione effettivamente proposta da Colli il 15 dicembre: il ms.
reca accettare , invece che accertare . Berti non esclude che possa trattarsi di
una svista involontaria degli appunti influenzata probabilmente dalla resa italiana di
0nnehmen nella seconda traduzione di Diels, se non semplicemente indotta dalla
vicinanza dell'espressione ... che Colli fondamentalmente accetta con cui aveva
introdotto la traduzione del testo greco. Gi nella stessa lezione del 15 dicembre, in
effetti, Colli dichiar esplicitamente di accettare la prima traduzione di Diels, la quale
recita: wie man alles durchforschend das Scheinsein auf seine Echtheit prfen muss
. Fu verosimilmente lo stato confuso di queste traduzioni negli appunti che indusse
Berti a richiedere a Colli il chiarimento registrato in questa lezione.
nota 1#-p. Cfr. FE 165-166 e 185-189; DN 47-49 e 136; NF73-81.
nota 1#!-p. Cfr. Diog. X 25 (29A1 DK) e Ze, nota 3, p. 153.
nota 1#"-p. Cfr. RE [147]
nota 11#-p. Per la cronologia, si veda Ze, 29-39, PHK
2
156-59 e
PParm 27-29. Cfr. RE [13].
nota 111-p. Si veda, sopra, la lezione del 15 aprile 1967, p. 201; e la lezione del 26
marzo 1966, p. 97.
nota 112-p. Si veda, sopra, la lezione del 23 febbraio 1967, pp. 162 sgg.
nota 113-p. Si veda, sopra, la lezione del 25 febbraio 1967, pp. 169 sgg.
nota 114-p. Si veda Ze, le lezioni del 15 gennaio, pp. 42-45, e del 13 maggio 1965, pp.
146-49, e sopra, la lezione del 27 gennaio 1966, pp. 47 sg.
nota 115-p. Si veda Ze, la lezione del 14 maggio 1965, pp. 149 sg., e sopra, le lezioni
del 27 e 28 gennaio 1966, pp. 45-50.
nota 116-p. Si veda Ze, la lezione del 29 gennaio 1965, pp. 60-64.
nota 11-p. Si veda Ze, la lezione del 13 maggio 1965, pp. 146-49. Cfr. FE 190-192:
Parmenide ha percorso le strade della negazione, ma vuole escluderne gli uomini, con
parola misurata e imperiosa. Eppure il giovane discepolo, Zenone di Elea, disobbedisce,
rompe il divieto. Quello che appare come trasgressione dev'essere tuttavia interpretato
come accordo in profondit; che il suo slancio tendesse soprattutto nella direzione e in
sostegno del maestro, si pu dire con certezza, anche se in senso pi sottile di quanto
non ci faccia apparire Platone, che per primo parl di un suo "aiuto" a Parmenide ...
Parmenide ha imposto la legge dell'alternativa " o non ", ed proprio nell'applicare
questo principio che Zenone congiunge o separa, per ogni anello deduttivo, i concetti
delle sue dimostrazioni. Con ci la negazione dovr sfuggire al bando parmenideo,
poich anche la risposta "non " va inserita nel tessuto dimostrativo. Ed ecco il risultato
sconvolgente: attraverso l'uso di quel dilemma, che porta con s l'esclusione ... della
congiunzione " e non ", paradossalmente appunto quest'ultima risposta, mediante lo
snodarsi di nessi deduttivi paralleli, che viene imposta dalla violenza del logos ... Poich
ci che la dialettica annienta non solo la fiducia della ragione di essere costruitiva e di
poter incidere in modo creativo nella compagine dell'espressione, ma altres,
retrospettivamente, la realt stessa delle espressioni primarie, cio dell'esperienza
sensibile, che viene svuotata di ogni valore indipendente e mostrata come pura
apparenza. Comunque, distrutta completamente la rappresentazione, rimane,
"inviolabile", l'immediato: questo l'aiuto di Zenone . Cfr. anche NF 89-93 e RE [200.
2011.
nota 11!-p. Si noti ... 1%, 2] segnato da Colli con una linea a margine del ms.
nota 11"-p. 3per il terzo escluso ... la stessa cosa# 4 ] segnato da Colli con una linea a
margine del ms.
nota 12#-p. Se si. a++ermasse ... ri+iutata] segnato da Colli con una linea a margine del
ms.
nota 121-p. Cfr. FE 122-123; RE [146. 226c. 479].
nota 122-p. di +atto] correzione autografa di Colli su generica del ms.
nota 123-p. Cfr. 28B1 11-14 DK: vi la porta che mette ai sentieri della Notte e del
Giorno, e ai due estremi la chiudono l'architrave e la soglia di pietra, e la riempiono, in
alto nell'etere, grandi battenti di cui Dike che molto punisce tiene le chiavi dall'alterno
uso (Pasquinelli 226-227).
nota 124-p. possi5ile, #] correzione autografa di Colli su necessario del ms.
nota 125-p. domina5ile] inizia il terzo quaderno del ms.
nota 126-p. Cfr. FE 98-99.
nota 12-p. da un lato l'essere .., modale] segnato da Colli con una linea a margine nel
ms.
nota 12!-p. nell'antitesi & ... una (ualit] segnato da Colli con una linea
a margine nel ms.
nota 12"-p. 6a meglio pensare ... di "enone] segnato da Colli con una linea a
margine nel ms. Riporto qui, per finire, l'appunto in biro rossa sul secondo foglietto
trovato in DK (nella BC): riceviamo solo la forma e non il contenuto della
conoscenza - non importa che il discepolo conosca il contenuto - deve solo
difenderlo .
2)n' 3'tt*4a not'