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ENTE NAZIONALE

ITALIANO
DI UNIFICAZIONE
NORMA
I TALI ANA
Pagina I
UNI CEI 11222:2013
COMITATO
ELETTROTECNICO
ITALIANO
UNI - CEI Milano
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pu essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
il consenso scritto dellUNI e del CEI.

UNI CEI 11222
FEBBRAIO 2013
Luce e illuminazione
Impianti di illuminazione di sicurezza degli edifici
Procedure per la verifica e la manutenzione periodica
Light and lighting
Safety lighting installations in buildings
Procedures for periodic inspection and maintenance
La norma specifica le procedure per effettuare le verifiche e la
manutenzione periodica degli impianti di illuminazione di sicurezza
degli edifici, costituiti da apparecchi per illuminazione di
emergenza, sia di tipo autonomo sia ad alimentazione
centralizzata e di altri eventuali componenti utilizzati nei sistemi, al
fine di garantirne lefficienza operativa.
TESTO ITALIANO
La presente norma sostituisce la UNI CEI 11222:2010.
ICS 91.160.10
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UNI Pagina II
UNI CEI 11222:2013
Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dellarte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dellapplicazione di questa norma, di poter fornire sug-
gerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dellarte
in evoluzione pregato di inviare i propri contributi allUNI, Ente Nazionale Italiano di
Unificazione, che li terr in considerazione per leventuale revisione della norma stessa.
Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o
di aggiornamenti.
importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso
dellultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare lesistenza di norme UNI corrispondenti alle
norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.
PREMESSA
La presente norma stata elaborata sotto la competenza della
Commissione Tecnica UNI
Luce e illuminazione
e del
CEI - Comitato Elettrotecnico Italiano
La Commissione Centrale Tecnica dellUNI ha dato la sua
approvazione il 16 ottobre 2012.
La presente norma stata ratificata dal Presidente del CEI, con
delibera dell11 gennaio 2013.
La presente norma stata ratificata dal Presidente dellUNI ed
entrata a far parte del corpo normativo nazionale il 7 febbraio 2013.
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INDICE
UNI Pagina III
UNI CEI 11222:2013
1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 1
2 RIFERIMENTI NORMATIVI 1
3 TERMINI E DEFINIZIONI 1
4 VERIFICHE DELLIMPIANTO 2
4.1 Generalit...................................................................................................................................................... 2
4.2 Verifica generale ....................................................................................................................................... 3
4.3 Verifica di funzionamento..................................................................................................................... 3
4.4 Verifica dellautonomia........................................................................................................................... 4
5 AZIONI CORRETTIVE E MANUTENZIONE PERIODICA 4
5.1 Azioni correttive conseguenti a risultati negativi della verifica generale..................... 4
5.2 Azioni correttive conseguenti a risultati negativi della verifica di funzionamento... 5
5.3 Azioni correttive conseguenti a risultati negativi della verifica di autonomia............ 5
5.4 Manutenzione periodica........................................................................................................................ 5
prospetto 1 Verifiche periodiche ..................................................................................................................................... 6
6 REGISTRO 7
APPENDICE A SCHEDE ESEMPLIFICATIVE DEL REGISTRO DEI RAPPORTI DI VERIFICHE
(informativa) PERIODICHE 8
APPENDICE B RIFERIMENTI LEGISLATIVI E NORMATIVI 10
(informativa)
prospetto B.1 Riepilogo delle attuali norme e leggi che regolamentano lilluminazione di sicurezza....... 11
APPENDICE C MANUTENZIONE E VERIFICHE 13
(informativa)
C.1 Attivit di manutenzione ..................................................................................................................... 13
C.2 Attivit di verifica .................................................................................................................................... 13
APPENDICE D ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA: RUOLI E RESPONSABILIT 14
(informativa)
D.1 Competenze ............................................................................................................................................. 15
BIBLIOGRAFIA 17
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UNI CEI 11222:2013
1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
La presente norma specifica le procedure per effettuare le verifiche e la manutenzione
periodica degli impianti per l'illuminazione di sicurezza degli edifici, costituiti da
apparecchi per illuminazione di emergenza, sia di tipo autonomo sia ad alimentazione
centralizzata e di altri eventuali componenti utilizzati nei sistemi, al fine di garantirne
l'efficienza operativa.
2 RIFERIMENTI NORMATIVI
La presente norma rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute in
altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appropriati del testo e
sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o
revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nella presente
norma come aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l'ultima edizione
della pubblicazione alla quale si fa riferimento (compresi gli aggiornamenti).
CEI EN 50171:2002 Sistemi di alimentazione centralizzata
CEI EN 60598-2-22:1999 Apparecchi di illuminazione - Parte 2-22: Prescrizioni
particolari - Apparecchi di emergenza
3 TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini della presente norma si applicano i termini e le definizioni seguenti.
3.1 apparecchio per illuminazione di emergenza ad alimentazione centralizzata:
Apparecchio permanente o non permanente alimentato da un sistema di emergenza
centralizzato, cio non incorporato nell'apparecchio.
[CEI EN 60598-2-22:1999, punto 22.3.9]
3.2 apparecchio per illuminazione di emergenza di tipo autonomo: Apparecchio del tipo
permanente o non permanente nel quale tutti gli elementi, come la batteria, la lampada,
l'unit di controllo e i dispositivi di prova e di segnalazione, se previsti, sono incorporati
nell'apparecchio o adiacenti ad esso (ovvero, entro 1 m di lunghezza del cavo).
[CEI EN 60598-2-22:1999, punto 22.3.8]
3.3 autonomia: Tempo totale per il quale limpianto di illuminazione di sicurezza o parte di
esso resta in funzione fornendo le prestazioni illuminotecniche richieste.
3.4 illuminazione di sicurezza: Parte dellilluminazione di emergenza, destinata a provvedere
allilluminazione per la sicurezza delle persone durante levacuazione di una zona o di
coloro che tentano di completare unoperazione potenzialmente pericolosa prima di
lasciare la zona stessa.
3.5 manutentore: Persona fisica e/o giuridica preposta allespletamento del servizio di
manutenzione dellimpianto, delle apparecchiature di sicurezza e dei suoi componenti,
avvalendosi, ove del caso, di personale specificatamente addestrato.
3.6 manutenzione: Combinazione di azioni eseguite per mantenere o riportare un
componente dellimpianto nelle condizioni in cui esso possa soddisfare le prescrizioni
relative specifiche ed effettuare le funzioni richieste (vedere appendice C).
3.7 produttore: Persona fisica e/o giuridica responsabile dellimmissione sul mercato del
prodotto; essa pu essere:
a) il fabbricante del prodotto stabilito nella Comunit, e qualsiasi altra persona che si
presenti come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome, il proprio marchio
o un altro segno distintivo, o colui che rimette a nuovo il prodotto;
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b) il rappresentante del fabbricante, se questultimo non stabilito nella Comunit o,
qualora non vi sia un rappresentante stabilito nella Comunit, limportatore del prodotto;
c) gli altri operatori professionali della catena di commercializzazione nella misura in
cui la loro attivit possa incidere sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti.
3.8 registro: Documento riassuntivo in cui sono registrati i rapporti di verifica relativi agli
interventi di verifica periodica, manutenzione periodica eseguiti sulle apparecchiature che
realizzano il sistema di illuminazione di sicurezza (vedere appendice A).
3.9 sistema di alimentazione centralizzata (sistema CPS Central Power Supply): Sistema di
alimentazione che fornisce tutta la potenza di emergenza richiesta dalle apparecchiature
senza alcuna limitazione della potenza in uscita.
[CEI EN 50171:2002, punto 3.19]
3.10 sistema di alimentazione centralizzata a bassa potenza (sistema LPS Low Power
Supply): Sistema di alimentazione con limitazione della potenza in uscita del sistema a
500 W per 3 h o di 1 500 W per 1 h.
[CEI EN 50171:2002, punto 3.20]
3.11 sistema di verifica automatica (ATS): Sistema di verifica automatica che pu essere
avviato manualmente, costituito da parti (come temporizzatori, rivelatori di corrente,
sensori di luce, commutatori), che una volta collegate insieme, formano un sistema in
grado di effettuare in modo sistematico le verifiche per gli apparecchi di illuminazione di
emergenza e indicarne i risultati.
3.12 verifica dellimpianto: Insieme delle operazioni mediante le quali si accerta la
rispondenza dellimpianto di illuminazione di sicurezza ai dati di progetto.
4 VERIFICHE DELLIMPIANTO
4.1 Generalit
Per lesecuzione della verifica si devono tenere in considerazione la normativa tecnica, la
legislazione vigente applicabile ed eventuali specifiche indicazioni fornite dal costruttore,
dal progettista e/o dallinstallatore.
4.1.1 Limpianto di illuminazione di sicurezza riconducibile alla classe di impianti destinati alla
prevenzione o alleliminazione dei pericoli, che devono essere sottoposti a regolare
manutenzione e al controllo del loro funzionamento.
Il soggetto avente responsabilit giuridica sullimpianto:
- assicura che le figure a cui affidata lesecuzione delle verifiche degli impianti di
illuminazione di sicurezza abbiano le conoscenze adeguate per lindividuazione e
lapplicazione delle necessarie misure tecniche, organizzative e procedurali;
- mette a disposizione per la corretta esecuzione delle verifiche periodiche e degli
eventuali interventi di cui alla presente norma, le informazioni necessarie, tenendo
conto delle specifiche fornite dal costruttore degli apparecchi e dei componenti
dellimpianto, dallinstallatore e/o dal progettista, nonch la documentazione di
progetto ed i risultati delle verifiche precedenti.
Il ruolo del soggetto avente responsabilit giuridica sullimpianto definito dalle leggi
applicabili (vedere appendice D).
4.1.2 Le verifiche periodiche consistono in operazioni in grado di evidenziare lo stato di
efficienza dellimpianto di illuminazione di sicurezza; lo stato di funzionamento di specifici
componenti quali le sorgenti di energia, gli apparecchi di illuminazione e segnalazione di
sicurezza (comprensivi delle loro parti attive, quali, per esempio, le lampade), devono
essere verificati nella condizione in cui sono installati, individuandone le eventuali
anomalie di funzionamento e/o guasti, con le modalit di cui alla presente norma.
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UNI CEI 11222:2013
Le verifiche periodiche descritte nel prospetto 1, si suddividono nelle tipologie seguenti:
- verifica generale, punto 4.2;
- verifica di funzionamento, punto 4.3;
- verifica dellautonomia, punto 4.4.
Gli interventi di verifica devono essere annotati sullapposita scheda del registro dei
controlli cos come le eventuali anomalie riscontrate, se richiesto o necessario, ed
eliminate, ove possibile, con unazione correttiva immediata. Ove ci non sia possibile, le
anomalie devono essere tempestivamente segnalate al soggetto responsabile.
4.2 Verifica generale
Le verifiche generali consistono in operazioni che consentono la valutazione dellefficienza
complessiva degli apparecchi di sicurezza, dellalimentazione di sicurezza (sia per gli
apparecchi autonomi sia per quelli ad alimentazione centralizzata) e del rispetto dei requisiti
illuminotecnici di progetto mediante esecuzione delle operazioni seguenti:
a) verifica della presenza degli apparecchi nella ubicazione prevista, ovvero numero e
tipologia in conformit con il progetto;
b) verifica dellassenza di ostacoli di qualsiasi natura che possano compromettere
lefficacia e la visibilit dei dispositivi di illuminazione di sicurezza (per esempio
arredi che impediscono la corretta illuminazione di attrezzature antincendio);
c) verifica dellintegrit e leggibilit dei segnali di sicurezza internamente illuminati e
dellassenza di ostacoli fra segnali di sicurezza esternamente illuminati ed
apparecchi di illuminazione di sicurezza posti in loro corrispondenza;
d) verifica del degrado delle lampade (per esempio assenza di annerimento dei tubi
fluorescenti);
e) verifica delle condizioni necessarie al fine di ottenere le prestazioni illuminotecniche
previste per limpianto.
Le verifiche generali devono essere effettuate con frequenza annuale, ove non
diversamente previsto da specifiche disposizioni legislative (vedere appendice B).
4.3 Verifica di funzionamento
Le verifiche di funzionamento consistono in operazioni che consentono la valutazione
della corretta attivazione dellimpianto di illuminazione, in caso di mancanza di energia
ordinaria, mediante esecuzione delle operazioni seguenti:
a) verifica delleffettiva condizione di ricarica degli apparecchi di tipo autonomo o della
sorgente di alimentazione centralizzata (per quelli ad alimentazione centralizzata).
La verifica pu essere effettuata a vista mediante osservazione dello stato
dellindicatore di funzionamento (LED) degli apparecchi o della strumentazione
presente sul sistema di alimentazione centralizzata;
b) verifica delloperativit del sistema di inibizione, dove presente;
c) verifica della corretta commutazione e delleffettivo intervento in emergenza di tutti
gli apparecchi (accensione della sorgente luminosa);
d) verifica delle indicazioni/segnalazioni fornite dal pannello di controllo del gruppo
soccorritore e verifica delle corrette operazioni del sistema di alimentazione
centralizzata nel funzionamento di emergenza (tensione di uscita e valore di carico)
mediante le indicazioni/segnalazioni fornite dallo stesso;
e) verifica del funzionamento del comando di spegnimento del sistema di
alimentazione centralizzato, ove presente;
f) verifica delle condizioni costruttive degli apparecchi; si dovr prestare particolare
attenzione a rotture della struttura delle apparecchiature o al degrado delle stesse,
laddove ci fosse tale da comprometterne la sicurezza della funzione ed il rispetto
delle prescrizioni di impianto.
Nel caso di impianto con sistemi di verifica automatica ATS, le verifiche di cui ai punti a),
c) e d) consistono nella verifica dello stato degli appositi indicatori.
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UNI CEI 11222:2013
Le verifiche elencate devono essere eseguite con frequenza semestrale, ove non
diversamente previsto da specifiche disposizioni legislative (vedere appendice B) e
devono considerarsi aggiuntive rispetto alle indicazioni fornite dal progettista e/o
dallinstallatore e/o dal costruttore dei componenti dellimpianto (per esempio, mediante il
foglio di istruzioni).
4.4 Verifica dellautonomia
La verifica dellautonomia consiste nella misurazione del tempo di accensione delle
sorgenti luminose dell'impianto di illuminazione di sicurezza, a partire dallistante in cui si
ha mancanza dellalimentazione ordinaria e a seguito del tempo di ricarica previsto delle
batterie che forniscono lalimentazione di sicurezza.
Ove il progetto dellimpianto preveda lintervento dellilluminazione di sicurezza in modo
differenziato fra varie aree e/o sezioni di uno stesso edificio (per esempio: impianto che
preveda lintervento selettivo di ogni piano di un edificio a pi piani), la verifica
dellautonomia deve essere effettuata per ogni specifica sezione o area.
Tutti gli apparecchi di illuminazione di sicurezza e le indicazioni segnaletiche della
specifica sezione di impianto o area devono essere continuativamente illuminate per il
tempo della autonomia prevista.
La verifica dellautonomia effettuata mediante:
a) simulazione della condizione di intervento degli apparecchi per il tempo di autonomia
previsto mediante interruzione dellalimentazione ordinaria o metodo equivalente;
b) verifica che tutti gli apparecchi della sezione o area si accendano al momento della
interruzione dellalimentazione ordinaria (esame a vista);
c) verifica che tutti gli apparecchi della sezione o area siano accesi al termine
dellautonomia di impianto (esame a vista).
Nel caso di impianto con sistemi di verifica automatica ATS, le verifiche di cui ai punti b) e
c) consistono nella verifica dello stato degli appositi indicatori.
La verifica dellautonomia deve essere effettuata con frequenza annuale, ove non
diversamente previsto da specifiche disposizioni legislative (vedere appendice B).
I tempi di ricarica sono generalmente di 24 h per gli apparecchi autonomi (punto 22.16
della CEI EN 60598-2-22:1999) e 12 h per le unit di alimentazione centralizzata (punto
6.2.5 della CEI EN 50171:2002), ad eccezione di quanto previsto da specifiche
disposizioni legislative (vedere appendice B).
5 AZIONI CORRETTIVE E MANUTENZIONE PERIODICA
Le azioni correttive e gli interventi di manutenzione periodica consistono in operazioni
intese ad eliminare guasti e/o malfunzionamenti evidenziati a seguito delle verifiche o
semplicemente a mantenere gli apparecchi e limpianto in condizioni di efficienza, al fine
di assicurarne le funzioni di sicurezza nel tempo.
Le azioni correttive consistono nella esecuzione, ove del caso, delle attivit nel seguito
descritte e rappresentate nel prospetto 1.
5.1 Azioni correttive conseguenti a risultati negativi della verifica generale:
- ripristinare e riposizionare lapparecchio nel caso in cui non sia presente nella
posizione intesa, secondo quanto previsto nel progetto del sistema;
- rimuovere gli oggetti o altro che possano in qualche modo compromettere lefficacia
del dispositivo (per esempio arredi che impediscono la corretta illuminazione di
attrezzature antincendio, quali estintori);
- pulire i segnali di sicurezza, il diffusore e il riflettore degli apparecchi di illuminazione di
sicurezza, o sostituire quelli che presentino evidente livello di degrado e/o oscuramento;
- sostituire le lampade o i tubi fluorescenti in caso di mancata funzionalit;
- effettuare misure illuminotecniche o sostituire gli apparecchi in caso di verifica della
loro non corretta condizione di utilizzo rispetto alla data di messa in servizio.
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5.2 Azioni correttive conseguenti a risultati negativi della verifica di funzionamento:
- ripristinare le apparecchiature che manifestino un guasto, ovvero la non corretta
funzionalit, con eventuale sostituzione delle lampade o di altre parti danneggiate;
- ripristinare gli apparecchi che evidenzino rotture della struttura o degrado della
stessa tale da comprometterne la sicurezza della funzione e il rispetto delle
prescrizioni di impianto.
5.3 Azioni correttive conseguenti a risultati negativi della verifica di autonomia:
- in caso di mancata autonomia sostituire la batteria degli apparecchi o del sistema di
alimentazione centralizzata;
- in caso di impossibilit di effettuazione della verifica dellautonomia con le modalit
di cui al precedente punto 4.4, adeguare la tipologia di apparecchi mediante utilizzo
di sistemi di verifica automatica ATS, o, modificare limpianto sulla base di apposito
progetto, che tenga conto delle condizioni duso e degli eventuali vincoli strutturali.
5.4 Manutenzione periodica
Le attivit di manutenzione periodica consistono nella esecuzione di attivit finalizzate
alla riduzione della probabilit di insorgenza di condizioni di guasto e/o pericolo e alla
conservazione della conformit dellimpianto alle prescrizioni progettuali. Ove non
diversamente indicato, esse consistono in:
a) interventi sugli apparecchi di illuminazione e segnalazione di sicurezza (sia di tipo
autonomo che ad alimentazione centralizzata):
- sostituzione delle batterie (solo per apparecchi autonomi),
- serraggio delle morsettiere e dei sistemi di aggancio,
- sostituzione di lampade, diffusori e riflettori se risultano eccessivamente degradati;
b) interventi sulla sorgente di alimentazione centralizzata:
- sostituzione del comando destinato ai Vigili del Fuoco per lo spegnimento di
emergenza del sistema di alimentazione centralizzato,
- sostituzione di parti soggette ad usura (filtro ventilazione, ecc.),
- pulizia o sostituzione delle batterie ed ingrassaggio morsetti,
- pulizia delle griglie e delle ventole per il raffreddamento.
Le attivit di manutenzione, ove ritenute necessarie dal soggetto avente responsabilit
dellimpianto, devono essere effettuate con frequenza stabilita dallo stesso in conformit
con le eventuali indicazioni fornite dal costruttore dei prodotti, dal progettista e/o
dallinstallatore dellimpianto di illuminazione di sicurezza.
A seguito delle operazioni di manutenzione deve essere verificata lefficacia
dellintervento. La parte di impianto soggetta a manutenzione deve essere sottoposta ad
un ciclo di ricarica di 48 h, salvo diverse prescrizioni specifiche, e quindi ad una fase di
scarica controllata per verificare il rispetto dei dati nominali di prodotto (autonomia).
Questa fase deve essere effettuata riducendo al minimo il disagio derivante e quindi,
possibilmente, quando i locali non sono occupati.
Gli interventi, le azioni correttive e lesito delle relative verifiche devono essere annotate
sul registro dei controlli periodici.
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prospetto 1 Verifiche periodiche
Attivit Verifica generale
(punto 4.2)
Cadenza: annuale
Verifica di funzionamento
(punto 4.3)
Cadenza: semestrale
Verifica dellautonomia
(punto 4.4)
Cadenza: annuale
Azioni correttive e manutenzione
periodica
Verifica della presenza degli apparecchi
nellubicazione prevista ovvero numero e
tipologia in conformit con il progetto.
Ripristino e riposizionamento
dellapparecchio nel caso in cui
non sia presente nella posizione
intesa secondo quanto previsto
nel progetto del sistema.
Verifica dellassenza di ostacoli di qualsiasi
natura che possano compromettere lefficacia
e la visibilit dei dispositivi di illuminazione di
sicurezza (per esempio arredi che impediscono
la corretta illuminazione di attrezzature
antincendio).
Rimozione degli oggetti o altro
che possano in qualche modo
compromettere lefficacia del
dispositivo (per esempio arredi
che impediscono la corretta
illuminazione di attrezzature
antincendio quali estintori).
Verifica dellintegrit e leggibilit dei segnali di
sicurezza internamente illuminati e
dellassenza di ostacoli fra segnali di sicurezza
esternamente illuminati ed apparecchi di
illuminazione di sicurezza posti in loro
corrispondenza.
Pulizia dei segnali di sicurezza,
del diffusore e del riflettore degli
apparecchi di illuminazione di
sicurezza, o sostituzione di quelli
che presentino evidente livello di
degrado e/o oscuramento.
Verifica del degrado delle lampade (per
esempio assenza di annerimento dei tubi
fluorescenti).
Sostituzione delle lampade o dei
tubi fluorescenti in caso di
mancata funzionalit.
Verifica delle condizioni necessarie al fine di
ottenere le prestazioni illuminotecniche
previste per limpianto.
Effettuazione di misure
illuminotecniche o sostituzione
di apparecchi in caso di verifica
della loro non corretta
condizione di utilizzo rispetto
alla data di messa in servizio.
Verifica delleffettiva condizione di ricarica degli
apparecchi di tipo autonomo o della sorgente di
alimentazione centralizzata (per quelli ad
alimentazione centralizzata). La verifica pu
essere effettuata a vista mediante osservazione
dello stato dellindicatore di funzionamento (LED)
degli apparecchi o della strumentazione presente
sul sistema di alimentazione centralizzata.

Ripristino delle apparecchiature


che manifestino un guasto
ovvero la non corretta
funzionalit, con eventuale
sostituzione delle lampade o di
altre parti danneggiate.
Ripristino degli apparecchi che
evidenzino rotture della struttura
o degrado della stessa tale da
comprometterne la sicurezza
della funzione e il rispetto delle
prescrizioni di impianto.
Verifica delloperativit del sistema di
inibizione, dove presente.

Verifica della corretta commutazione e


delleffettivo intervento in emergenza di tutti gli
apparecchi (accensione della sorgente luminosa).

Verifica delle indicazioni/segnalazioni fornite


dal pannello di controllo del gruppo
soccorritore e verifica delle corrette operazioni
del sistema di alimentazione centralizzata nel
funzionamento di emergenza (tensione di
uscita e valore di carico) mediante le
indicazioni/segnalazioni fornite dallo stesso.

Verifica del funzionamento del comando di


spegnimento del sistema di alimentazione
centralizzato, ove presente.

Verifica delle condizioni costruttive degli


apparecchi; si prester particolare attenzione
a rotture della struttura delle apparecchiature o
al degrado delle stesse, laddove ci fosse tale
da comprometterne la sicurezza della funzione
ed il rispetto delle prescrizioni di impianto.

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prospetto 1 Verifiche periodiche (Continua)
6 REGISTRO
Quando previsto, il registro deve essere conforme alla legislazione vigente e alle
prescrizioni delle norme tecniche applicabili con una struttura tale da poterlo utilizzare per
pi interventi e per pi anni.
Sul registro devono essere riportate almeno le informazioni seguenti:
a) data di messa in funzione dellimpianto di illuminazione di sicurezza;
b) documentazione tecnica relativa ad eventuali modifiche dello stesso impianto;
c) numero di matricola o altri estremi di identificazione dei dispositivi di sicurezza;
d) estremi di identificazione delloperatore incaricato delle verifiche;
e) firma leggibile delloperatore incaricato delle verifiche.
Con limpiego di apparecchi e sistemi dotati della possibilit di effettuazione di verifiche
automatiche secondo le modalit e le sequenze indicate ai punti precedenti, sufficiente
effettuare lanalisi dei rapporti di prova e/o degli indicatori luminosi di cui essi sono dotati.
Tali rapporti di prova ed i risultati delle verifiche, nonch equivalenti registrazioni su archivi
informatici, integrano o sostituiscono (laddove possibile) il registro dei controlli.
Nota Nellappendice A sono riportate le schede esemplificative del registro, suddivise per verifiche, manutenzione
e revisione.
Attivit Verifica generale
(punto 4.2)
Cadenza: annuale
Verifica di funzionamento
(punto 4.3)
Cadenza: semestrale
Verifica dellautonomia
(punto 4.4)
Cadenza: annuale
Azioni correttive e manutenzione
periodica
La verifica dellautonomia effettuata mediante:
a) simulazione della condizione di intervento degli
apparecchi per il tempo di autonomia previsto
mediante interruzione dellalimentazione
ordinaria o metodo equivalente;
b) verifica che tutti gli apparecchi della sezione
o area si accendano al momento della
interruzione dellalimentazione ordinaria
(esame a vista);
c) verifica che tutti gli apparecchi della sezione
o area siano accesi al termine
dellautonomia di impianto (esame a vista).
Sostituzione della batteria degli
apparecchi o del sistema di
alimentazione centralizzata.
Adeguamento della tipologia di
apparecchi mediante utilizzo di
sistemi di verifica automatica
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APPENDICE A SCHEDE ESEMPLIFICATIVE DEL REGISTRO DEI RAPPORTI DI VERIFICHE
(informativa) PERIODICHE
Linsieme delle schede esemplificative riportate nel seguito pu costituire il registro, il
quale parte integrante del documento di cui alla CEI 64-8.
APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE E SEGNALAZIONE DI SICUREZZA
Apparecchi di illuminazione:
- Autoalimentati: N
- Centralizzati: N
- Di altro tipo (specificare quale): N
Apparecchi di segnalazione:
- Autoalimentati: N
- Centralizzati: N
- Di altro tipo (specificare quale): N
IDENTIFICAZIONE DEGLI APPARECCHI
1)
VERIFICA DI FUNZIONAMENTO DEGLI APPARECCHI
Periodicit: semestrale
VERIFICA DELLAUTONOMIA DEGLI APPARECCHI
Periodicit: annuale
1) La numerazione degli apparecchi indicata nel presente schema corrisponde con quella riportata nelle planimetrie
dellattivit e nella segnaletica di sicurezza.
Apparecchio N Identificazione N Funzione Tipo di apparecchio Modalit di diagnosi Ubicazione Data di messa in
servizio
Data Sorveglianza effettuata da
(cognome, nome, ditta)
Apparecchio N Anomalie riscontrate Provvedimenti adottati Data prossima
verifica
Firma
Data
intervento
Controllo effettuato da
(cognome, nome, ditta)
Apparecchio N Anomalie
riscontrate
Provvedimenti adottati Data prossima
verifica
Firma
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VERIFICA GENERALE DEGLI APPARECCHI
Periodicit: annuale
MANUTENZIONE DELIMPIANTO E DEGLI APPARECCHI
Data
intervento
Intervento effettuato
da (cognome,
nome, ditta)
Apparecchio N Anomalie
riscontrate
Provvedimenti
adottati
Elenco delle
parti sostituite
Data prossima
verifica
Firma
Data
intervento
Intervento effettuato
da (cognome,
nome, ditta)
Apparecchio N Anomalie
riscontrate
Provvedimenti
adottati
Elenco delle
parti sostituite
Data prossima
verifica
Firma
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APPENDICE B RIFERIMENTI LEGISLATIVI E NORMATIVI
(informativa)
Si riportano nel seguito i documenti legislativi e normativi rilevanti ai fini
dellindividuazione della necessit di realizzazione, utilizzo e gestione degli impianti di
illuminazione di sicurezza, in specifiche realt applicative:
- Decreto Ministeriale 20 maggio 1992, n 569 "Regolamento contenente norme di
sicurezza antincendio per gli edifici storici e artistici destinati a musei, gallerie,
esposizioni e mostre"
Art. 10 Gestione della sicurezza
Art. 11 Piani di emergenza e istruzioni di sicurezza
- Decreto Ministeriale 26 agosto 1992 "Norme di prevenzione incendi per ledilizia
scolastica"
Art. 12 Norme di esercizio
- Decreto Ministeriale 9 aprile 1994 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione
incendi per la costruzione e lesercizio delle attivit turistico alberghiere"
Art. 16 Registro dei controlli
- Decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1995, n 418 "Regolamento
concernente norme di sicurezza antincendio per gli edifici di interesse
storico-artistico destinati a biblioteche ed archivi"
Art. 10 Piani di intervento e istruzioni di sicurezza
- Decreto Ministeriale 18 marzo 1996 "Norme di sicurezza per la costruzione e
lesercizio degli impianti sportivi"
Art. 19 Gestione della sicurezza
- Decreto Ministeriale 19 agosto 1996 "Approvazione della regola tecnica di
prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di
intrattenimento e pubblico spettacolo"
Art. 18.6 Registro della sicurezza antincendio
- Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n 81 "Attuazione dellarticolo 1 della legge 3
agosto 2007, n 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di
lavoro"
Art. 15 z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare
riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformit alla indicazione dei fabbricanti
- Decreto Ministeriale 10 marzo 1998 "Criteri generali di sicurezza antincendio e per la
gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro" Allegato VI Controlli e manutenzione
sulle misure di protezione antincendio
- Decreto Ministeriale 22 Gennaio 2008, n 37 Regolamento concernente l'attuazione
dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n 248 del 2 dicembre
2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attivit di installazione degli
impianti all'interno degli edifici.
Art. 1 comma 1 e 2 Ambito di applicazione
Art. 2 lettera d Ordinaria manutenzione
Art. 3 comma 1 Imprese abilitate
Art. 4 Requisiti tecnico-professionali
Art. 10 Manutenzione degli impianti
A titolo indicativo si riportano, nel prospetto B.1 seguente, i valori di autonomia
dellimpianto di illuminazione di sicurezza richiesti dai sopra citati documenti legislativi e
normativi (aggiornati a febbraio 2012).
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prospetto B.1 Riepilogo delle attuali norme e leggi che regolamentano lilluminazione di sicurezza
Luoghi Norme e Leggi Prestazioni richieste
Alberghi Alberghi, motel, villaggi, affittacamere,
case per vacanze, agriturismo, ostelli,
rifugi alpini, residence.
DM 9/4/1994 Alimentazione di sicurezza ad interruzione breve (0,5 s);
tempo di ricarica 12 h; autonomia 1 h; illuminamento non
inferiore a 5 lux lungo le vie di uscita.
Centri commerciali Grandi magazzini, centri
commerciali, ipermercati (superiori
a 400 m
2
).
DM 27/7/2010 Alimentazione di sicurezza ad interruzione breve (0,5 s);
tempo di ricarica 12 h; autonomia 1 h 30'; illuminamento:
non inferiore a 5 lux negli ambienti accessibili al pubblico e
non inferiore a 10 lux lungo le vie di uscita.
Edifici Di civile abitazione con altezza
superiore a 32 m.
DM 16/5/1987, n246
Guida CEI 64-50
Illuminazione di sicurezza affidabile e segnalazione
delle vie di esodo.
Illuminamento non inferiore a 5 lux in corrispondenza di
scale e porte; non inferiore a 2 lux in ogni altro ambiente.
Parcheggi sotterranei o in locali
chiusi con pi di 300 autoveicoli.
DM 1/2/1986 Illuminazione di sicurezza ad intervento automatico ed
immediato, con illuminamento non inferiore a 5 lux.
Impianti sportivi DM 18/03/96 Alimentazione di sicurezza ad interruzione breve (0,5 s);
tempo di ricarica 12 h; autonomia 1 h; illuminamento non
inferiore a 5 lux lungo le vie di uscita.
Locali per uso medico Strutture sanitarie pubbliche e
private.
DM 18/09/2002
CEI 64-8 Sez. 710
Alimentazione di sicurezza ad interruzione breve
(0,5 s); tempo di ricarica 12 h; autonomia 2 h;
illuminamento non inferiore a 5 lux lungo le vie di
uscita e nelle aree di tipo C e D.
Settore navale SOLAS 74 (83)
DPR 29/03/93 n188
Grado di protezione IP65; autonomia 3 h; costruzione
resistente alle vibrazioni.
Luoghi di lavoro In luoghi di lavoro con la presenza di
oltre 100 lavoratori e la loro uscita
all'aperto in condizioni di oscurit
non sia sicura ed agevole; quando
l'abbandono imprevedibile ed
immediato del governo delle
macchine o degli apparecchi sia di
pregiudizio per la sicurezza delle
persone o degli impianti; quando si
lavorano sostanze pericolose.
DL 9/4/2008, n81 Le vie e le uscite di emergenza che richiedono
un'illuminazione devono essere dotate di
un'illuminazione di sicurezza di intensit sufficiente,
che entri in funzione in caso di guasto dell'impianto
elettrico.
Edifici e/o locali destinati ad Uffici DM 22/2/2006 Alimentazione di sicurezza ad interruzione breve;
(0,5 s); tempo di ricarica 12 h; autonomia 2 h; sono
ammesse singole lampade autonome, purch
assicurino unautonomia di 1 h; illuminamento non
inferiore a 5 lux ad 1 m di altezza lungo le vie di uscita.
Sicurezza antincendio e per la
gestione dellemergenza nei luoghi
di lavoro.
DM 10/3/1998 Tutte le vie di uscita, inclusi anche i percorsi esterni,
devono essere adeguatamente illuminati per consentire
la loro percorribilit in sicurezza fino alluscita su luogo
sicuro. La periodicit dei controlli per verificare la
completa e corretta funzionalit delle attrezzature e
degli impianti deve essere almeno semestrale.
Attivit svolte in sotterraneo DPR 20/3/1956, n320 Illuminazione di sicurezza di intensit sufficiente nelle
uscite di emergenza che richiedono illuminazione
artificiale e dove i lavoratori sono particolarmente
esposti a rischio.
Metropolitane DM 11/1/1988 Illuminazione di sicurezza ad intervento automatico
entro 3 s; illuminamento medio di 5 lux.
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prospetto B.1 Riepilogo delle attuali norme e leggi che regolamentano lilluminazione di sicurezza (Continua)
Luoghi Norme e Leggi Prestazioni richieste
Edifici pregevoli per arte e
storia
Musei, esposizione o mostre. DPR 20/05/92 n569 Negli ambienti dove consentito laccesso del pubblico,
devono essere dotati di un sistema dilluminazione di
sicurezza, che deve indicare i percorsi di deflusso delle
persone e le uscite di sicurezza.
Biblioteche, archivi. DPR 30/06/95 n418 Negli ambienti nei quali prevista la presenza di pubblico,
deve essere installato un sistema di illuminazione di
sicurezza per garantire lilluminazione delle vie di esodo e
la segnalazione delle uscite di sicurezza per il tempo
necessario a consentire levacuazione di tutte le persone
che si trovano nel complesso.
Locali soggetti a
prevenzione incendi
Locali per esposizione e/o vendita
allingrosso o al dettaglio con
superficie lorda superiore 400 mq.
Aziende e uffici nei quali siano
occupati oltre 500 addetti.
Teatri di posa per le riprese
cinematografiche e televisive.
Stabilimenti per sviluppo e stampa
di pellicole cinematografiche.
DM 8/3/1985 Lilluminazione di sicurezza deve garantire unaffidabile
segnalazione delle vie di esodo, che per durata e
livello di illuminamento consenta un ordinato
sfollamento.
Scuole Edifici e locali adibiti a scuole di ogni
ordine grado e tipo, collegi,
accademie e simili per oltre 100
persone presenti.
DM 26/8/1992 Illuminazione di sicurezza, compresa quella indicante i
passaggi, le uscite ed i percorsi delle vie di esodo che
garantisca un livello di illuminazione non inferiore a
5 lux, con autonomia 30, con tempo di ricarica 12 h.
Locali pubblico spettacolo Teatri, cinematografi, sale per
concerti o da ballo, per esposizioni,
conferenze o riunioni di pubblico
spettacolo in genere.
DM 19/08/96
CEI 64-8
Guida CEI 64-50
Illuminazione di sicurezza, entro un tempo breve
(0,5 s), deve assicurare un livello di illuminazione
non inferiore a 5 lux ad un metro di altezza dal piano di
calpestio lungo le vie di esodo, e non inferiore a 2 lux
negli ambienti accessibili al pubblico; ricarica completa
in 12 h, autonomia di almeno 1 h.
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APPENDICE C MANUTENZIONE E VERIFICHE
(informativa)
C.1 Attivit di manutenzione
Le attivit di manutenzione possono essere distinte in:
C.1.1 manutenzione ordinaria: Interventi finalizzati a contenere il degrado normale d'uso,
nonch a far fronte ad eventi accidentali che comportano la necessit di primi interventi,
che comunque non modificano la struttura dell'impianto su cui si interviene o la sua
destinazione d'uso secondo le prescrizioni previste dalla normativa tecnica vigente e dal
libretto duso e manutenzione del costruttore.
C.1.2 manutenzione straordinaria: Interventi, con rinnovo e/o sostituzione di parti dellimpianto,
che non modifichino in modo sostanziale le sue prestazioni, siano essi destinati a riportare
limpianto stesso in condizioni ordinarie di esercizio, richiedano in genere limpiego di
strumenti o attrezzi particolari, di uso non corrente, e comunque non rientrino negli
interventi relativi alle definizioni di nuovo impianto, di trasformazione e di ampliamento di
un impianto e non ricadano negli interventi di manutenzione ordinaria.
C.2 Attivit di verifica
C.2.1 Verifica dellimpianto
La verifica dell'impianto consiste in un controllo di rispondenza alla regola dell'arte e ai
dati di progetto dell'opera realizzata e deve essere condotta in maniera da consentire
l'emanazione di un parere affidabile.
Le verifiche possono essere: iniziale, periodica e straordinaria.
Non esiste sostanziale differenza nelle operazioni tra i vari tipi di verifica in quanto esse
devono essere condotte in maniera da accertare la sicurezza dellimpianto. Tuttavia in
fase di verifica periodica pu non essere necessario ripetere alcune prove effettuate
allatto della verifica iniziale se viene accertato che le condizioni dellimpianto non sono
mutate. Non inoltre necessario ripetere alcune prove nel caso in cui, pur essendo stati
modificati alcuni parametri, le variazioni siano tali da ritenere soddisfatte,
complessivamente, le condizioni imposte dalla normativa.
C.2.2 Verifica iniziale
linsieme delle procedure con le quali si accerta la rispondenza dellimpianto alle norme
applicabili e alla documentazione di progetto prima della messa in servizio dellimpianto.
C.2.3 Verifica periodica
linsieme delle procedure con le quali si accerta il permanere dei requisiti riscontrati
allatto della verifica iniziale.
C.2.4 Verifica straordinaria
linsieme delle procedure con le quali si accerta la rispondenza dellimpianto alle norme
applicabili e alla documentazione di progetto.
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APPENDICE D ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA: RUOLI E RESPONSABILIT
(informativa)
Oltre a quanto elencato nellappendice B della presente norma, si riportano nel seguito
estratti della legislazione vigente
2)
, utili al fine di una corretta individuazione di ruoli e
responsabilit. Lindividuazione delle figure professionali idonee allo svolgimento di ogni
singola attivit di cui alla presente norma responsabilit del soggetto avente
responsabilit giuridica sullimpianto.
Tale Soggetto pu coincidere con il Datore di Lavoro, ove si intenda con questo:
il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che,
secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria
attivit, ha la responsabilit dell'organizzazione stessa o dell'unit produttiva in quanto
esercita i poteri decisionali e di spesa.
[D.Lgs 81/08 Art. 2, comma 1, lettera b)]
in capo al Datore di Lavoro la responsabilit connessa allutilizzo delle uscite e delle vie di
emergenza, nonch alla manutenzione e al controllo dei dispositivi di sicurezza, in quanto:
1. Il datore di lavoro provvede affinch:
..omissis..
b) le vie di circolazione interne o all'aperto che conducono a uscite o ad uscite di
emergenza e le uscite di emergenza siano sgombre allo scopo di consentirne
l'utilizzazione in ogni evenienza;
omissis.
e) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione o
all'eliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e al
controllo del loro funzionamento.
[D.Lgs. 81/08 art. 64]
La scelta di figure idonee alla effettuazione delle attivit di verifica e manutenzione
dellimpianto di illuminazione di sicurezza, effettuata nel rispetto della normativa in
materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ove e per quanto
applicabile, e in materia si sicurezza degli ambienti o di prevenzione incendi.
Ove ci si avvalga di lavoratori attivi nellambito (appartenenti) allorganizzazione che ha la
responsabilit dellimpianto, questi devono essere individuati, informati e addestrati con le
modalit previste dalla normativa applicabili.
[D.lgs. 81/08 artt. 36 e 37].
Ove invece ci si avvalga di personale esterno:
1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all'impresa appaltatrice o a
lavoratori autonomi all'interno della propria azienda, o di una singola unit produttiva
della stessa, nonch nell'ambito dell'intero ciclo produttivo dell'azienda medesima:
a) verifica, con le modalit previste dal decreto di cui all'articolo 6, comma 8, lettera
g), l'idoneit tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori
autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o mediante contratto d'opera
o di somministrazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al
periodo che precede, la verifica eseguita attraverso le seguenti modalit:
1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e
artigianato;
2) acquisizione dell'autocertificazione dell'impresa appaltatrice o dei lavoratori
autonomi del possesso dei requisiti di idoneit tecnico professionale, ai sensi
dell'articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;
b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti
nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di
emergenza adottate in relazione alla propria attivit.
..omissis..
[D.lgs. 81/08 art. 26].
2) Al momento della pubblicazione della presente norma in vigore il Decreto Legge 81/08.
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Pi in generale, lattivit di verifica degli impianti elettrici, di cui limpianto di sicurezza
parte, prevista dallArt.86 del gi citato D.Lgs. 81/08:
Art. 86. Verifiche
1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre
2001, n. 462, il datore di lavoro provvede affinch gli impianti elettrici e gli impianti di
protezione dai fulmini, siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni
delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di
conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.
2. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministro della salute
vengono stabilite, sulla base delle disposizioni vigenti, le modalit ed i criteri per
l'effettuazione delle verifiche di cui al comma 1.
3. L'esito dei controlli di cui al comma 1 deve essere verbalizzato e tenuto a disposizione
dell'autorit di vigilanza.
D.1 Competenze
Per una corretta ed efficace attivit di verifica dellimpianto di illuminazione di sicurezza, ai
fini della presente norma, sono necessarie competenze di tipo illuminotecnico ed
elettrotecnico.
Per quanto riguarda le competenze di tipo elettrotecnico, ove specificatamente
necessarie, si applicano le definizioni seguenti:
D.1.1 Persona addestrata
Persona avente conoscenze tecniche o esperienza (persona esperta), o che ha ricevuto
istruzioni specifiche sufficienti per permetterle di prevenire i pericoli dellelettricit, in
relazione a determinate operazioni condotte in condizioni specificate (persona avvertita).
Il termine addestrato pertanto un attributo relativo:
- al tipo di operazione;
- al tipo di impianto sul quale, o in vicinanza del quale, si deve operare;
- alle condizioni ambientali, contingenti e di supervisione da parte di personale pi
preparato.
[CEI 64-8:2012, punto 29.1]
D.1.2 Persona esperta (PES)
Persona formata in possesso di specifica istruzione ed esperienza tali da consentirle di
evitare i pericoli che lelettricit pu creare.
In particolare, persona che, con adeguata attivit e/o percorso formativo e maturata
esperienza, ha acquisito quanto segue:
- conoscenze generali dellantinfortunistica elettrica;
- completa conoscenza della problematica infortunistica per almeno una precisa
tipologia di lavori;
- capacit di affrontare in autonomia lorganizzazione e lesecuzione in sicurezza di
qualsiasi lavoro di precisa tipologia;
- capacit di valutare i rischi elettrici connessi con il lavoro e sa mettere in atto le
misure idonee a ridurli o a eliminarli;
- capacit di affrontare gli imprevisti che possono accadere in occasione di lavori elettrici;
- capacit di informare e istruire correttamente una PAV affinch esegua un lavoro in
sicurezza.
[CEI 11-27:2005, punto 4.2]
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D.1.3 Persona avvertita (PAV)
Persona formata, adeguatamente istruita in relazione alle circostanze contingenti, da
persone esperte per metterla in grado di evitare i pericoli che lelettricit pu creare.
In particolare, persona che, con adeguata formazione, ha acquisito quanto segue:
- conoscenza dellantinfortunistica elettrica relativa a precise tipologie di lavoro;
- capacit di comprendere le istruzioni fornite da una PES per una precisa tipologia di
lavori;
- capacit di organizzare ed eseguire in sicurezza un lavoro di una precisa tipologia,
dopo aver ricevuto istruzioni da una PES;
- capacit di affrontare le difficolt previste;
- capacit di riconoscere ed affrontare i pericoli connessi propriamente allattivit
elettrica che chiamata ad eseguire.
[CEI 11-27:2005, punto 4.3]
D.1.4 Persona comune (PEC)
Persona non esperta e non avvertita nel campo delle attivit elettriche.
In particolare, persona che pu operare autonomamente solo in assenza completa di
rischio elettrico, oppure sotto sorveglianza di PES o PAV quando vi sia presenza di rischi
elettrici residui.
[CEI 11-27:2005, punto 4.4]

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BIBLIOGRAFIA
UNI EN 1838 Applicazione dell'illuminotecnica - Illuminazione di emergenza
CEI 64-8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a
1 000 V in corrente alternata e a 1 500 V in corrente continua
CEI 11-27 Lavori su impianti elettrici
CEI EN 50172:2006 Sistemi di illuminazione di emergenza
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Riproduzione vietata - Legge 22 aprile 1941 N 633 e successivi aggiornamenti.
UNI
Ente Nazionale Italiano
di Unificazione
Via Sannio, 2
20137 Milano, Italia
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