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POLITECNICO DI MILANO

Facolt di Ingegneria
Corso di Laurea specialistica in Ingegneria Civile
Dipartimento di Ingegneria Strutturale (DIS)




MATERIALI FIBRORINFORZATI
PER IL CONSOLIDAMENTO DI STRUTTURE IN
CALCESTRUZZO ARMATO E PER LA
REALIZZAZIONE DI GIUNTI IN STRUTTURE LIGNEE




Relatore: Prof. Ing. Carlo POGGI
Correlatore: Ing. Massimiliano BOCCIARELLI


Tesi di Laurea di: Andrea OSTINELLI
Matricola 725137

Anno Accademico 2010 2011







A tutti colore che mi hanno permesso
di essere quel che sono
























V

INDICE GENERALE

Indice delle figure XV
Indice delle tabelle XXXIII
Indice dei grafici XXXIX
Indice degli allegati XLVII

Introduzione 1

Capitolo 1 Impiego dei materiali compositi nellingegneria Strutturale 7

1.1 I materiali compositi 8
1.1.1 Descrizione generale di un composito 8
1.1.2 I compositi fibrosi 10
1.1.2.1 Le fibre di rinforzo 11
1.1.2.2 Tipologie di fibre disponibili in commercio 14
1.1.2.3 Tessuti e lamine 16
1.1.3 Le matrici 17
1.2 Caratterizzazione dei materiali compositi 19
1.2.1 Controllo di accettazione dei materiali compositi 20
1.2.2 Verifiche delle caratteristiche fisiche 24
1.2.2.1 Densit delle fibre 25
1.2.2.2 Massa del tessuto per unit di area 25
1.2.2.3 Densit della resina 27
1.2.2.4 Determinazione dellarea e dello spessore
equivalente 27
1.2.2.5 Determinazione della frazione ponderale e
volumetrica delle fibre 29
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

VI

1.2.2.6 Determinazione della percentuale di vuoti nel
composito 30
1.2.3 Verifiche delle caratteristiche meccaniche 31
1.2.4 Conclusioni 40
1.3 Ladesivo strutturale 40
1.3.1 Descrizione generale delladesivo 40
1.4 I compositi fibrorinforzati nelle strutture civili 41
1.4.1 Barre o griglie in FRP per calcestruzzo armato 42
1.4.2 Tiranti per calcestruzzo precompresso 43
1.4.3 Elementi di rinforzo per calcestruzzo prefabbricato 44
1.4.4 Rinforzi in FRP per strutture esistenti 45
1.4.5 Profili in FRP per nuove strutture 48
1.4.6 Inserti a scomparsa in strutture lignee 50
1.5 Quadro normativo 51

PARTE A : RINFORZI ESTERNI DI STRUTTURE IN C.A.

Capitolo 2 Differenti tipologie di rinforzo e modalit di applicazione 53

2.1 Le differenti tipologie di rinforzo 54
2.1.1 Rinforzo a flessione 54
2.1.2 Rinforzo a taglio 59
2.1.3 Confinamento 65
2.2 Modalit di applicazione del rinforzo 68

Capitolo 3 Sperimentazione Caratterizzazione dei materiali 71

3.1 Prove per la caratterizzazione meccanica del calcestruzzo 72
3.2 Prove per la caratterizzazione meccanica dellacciaio 74

Indice generale
VII

Capitolo 4 Sperimentazione Prove su elementi strutturali in C.A. 79

4.1 Rinforzo a taglio CARBOSTRU C-SYSTEM 80
4.1.1 Preparazione della prove 83
4.1.1.1 Assetto di prova 83
4.1.1.2 Strumentazione 84
4.1.1.3 Procedura di carico e acquisizione dei dati 91
4.1.2 Trave di riferimenti 92
4.1.3 Trave CW90/30 98
4.1.4 Trave CW90-8.6/60 103
4.1.5 Trave CW90-8.6/30 109
4.1.6 Trave CW90-8.6/30D 115
4.1.7 Trave CW90-8.6/30D (Luce ridotta) 120
4.1.8 Trave CW90-8.6/30* 125
4.1.9 Trave CW90-8.6/30D* 131
4.1.10 Trave CW90-8.6/30D* (Luce ridotta) 137
4.1.11 Trave M+CW90-8.6/30D 142
4.1.12 Trave M+CW90-12.8/30D 148
4.1.13 Trave M12/25 154
4.1.14 Confronto dei risultati 159
4.2 Rinforzo a flessione CARBOSTRU T-SYSTEM 164
4.2.1 Preparazione della prova 167
4.2.1.1 Assetto della prova 167
4.2.1.2 Strumentazione 168
4.2.1.3 Procedura di carico e acquisizione dei dati 176
4.2.2 Prova di riferimento 177
4.2.3 Prova I2L 183
4.2.4 Prova S2L 191
4.2.5 Prova S2L-UJ 199
4.2.6 Prova I2L-UJ 208
4.2.7 Prova S2L-CW 215
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

VIII

4.2.8 Prova I3L-UJ 222
4.2.9 Prova CW90/30M+ 230
4.2.10 Confronto dei risultati 238

Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle normative 243

5.1 Meccanismi di rottura 244
5.1.1 Distacco di estremit 247
5.1.2 Distacco intermedio 248
5.2 Richiami di principi e regole dal CNR-DT200/2004 e del
CNR-DT 200/2011 per il rinforzo a flessione 250
5.3 Momento resistente delle travi sperimentate 257
5.3.1 Analisi parametrica delle formule proposte in normativa 259

PARTE B : RIPRISTINO DELLA CONTINUIT NEGLI ELEMENTI STRUTTURALI LIGNEI

Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei 267

6.1 Un composito naturale, il legno 268
6.1.1 Caratteristiche biologiche 268
6.1.2 Caratteristiche fisiche 271
6.1.2.1 Relazione tra legno e umidit 272
6.1.2.2 Segagione e stagionatura 275
6.1.3 Caratteristiche formali 276
6.1.3.1 Difetti 276
6.1.4 Caratteristiche meccaniche 280
6.1.5 Legno massiccio 287
6.1.6 Legno lamellare incollato 289
6.2 Le diverse tipologie di connessione tra elementi lignei 296
6.2.1 Connessioni di tipo artigianale 296
6.2.2 Mezzi di connessione moderni 298
Indice generale
IX

6.3 Tecniche di connessione mediante incollaggio 301
6.3.1 Resistenza di connessioni con piastre metalliche incollate 303
6.3.2 Tipologie di giunto analizzate 304
6.4 Scelta del tipo di connessione 307

Capitolo 7 Sperimentazione Caratterizzazione dei materiali 313

7.1 Prova per la caratterizzazione del legno Lamellare GL32h 314
7.1.1 Prova n. 31 314
7.1.1.1 Report di prova 314
7.1.1.2 Analisi dei risultati 318
7.1.2 Prova di compressione punzonamento 320
7.2 Prove per la caratterizzazione della resina 322
7.2.1 Prove di trazione 322
7.2.2 Prove di flessione 329
7.2.3 Prove di punch tool 334
7.2.4 Prove di compressione 339

Capitolo 8 Sperimentazione Prove su elementi strutturali in legno 343

8.1 Giunti Legno FRP Travi rettilinee 344
8.1.1 Realizzazione degli inserti 346
8.1.1.1 Inserti laminati 346
8.1.1.2 Inserti sciolti 352
8.1.2 Preparazione della prova 356
8.1.2.1 Assetto di prova 356
8.1.2.2 Strumentazione del provino 357
8.1.2.3 Procedura di carico 361
8.1.3 Prova n. 25 363
8.1.3.1 Report di prova 363
8.1.3.2 Analisi dei risultati 366
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

X

8.1.4 Prova n. 26 369
8.1.4.1 Report di prova 369
8.1.4.2 Analisi dei risultati 371
8.1.5 Prova n. 27 374
8.1.5.1 Report di prova 374
8.1.5.2 Analisi dei risultati 376
8.1.6 Prova n. 28 379
8.1.6.1 Report di prova 379
8.1.6.2 Analisi dei risultati 381
8.1.7 Prova n. 29 384
8.1.7.1 Report di prova 384
8.1.7.2 Analisi dei risultati 386
8.1.8 Prova n. 30 389
8.1.8.1 Report di prova 389
8.1.8.2 Analisi dei risultati 391
8.1.9 Confronto dei risultati 394

Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti 395

9.1 Modellazione meccanica del legno 396
9.1.1 Meccanismi resistenti del legno netto per sforzi assiali 398
9.1.2 Meccanismi resistenti del legno netto per sforzi di taglio 400
9.1.3 Meccanismi resistenti del legno netto per sforzi di torsione 400
9.1.4 Meccanismi resistenti del legno netto per sforzi di flessione 400
9.1.5 Criteri di rottura 402
9.2 Comportamento elastico di lamine unidirezionali 404
9.2.1 Teoria del laminati CLT 407
9.2.2 Calcoli svolti per travi rettilinee 413
9.2.2.1 Spessore degli inserti 413
9.2.2.2 Caratteristiche meccaniche degli inserti 417
9.3 Trave n. 31 Trave rettilinea in legno lamellare GL32h 421
Indice generale
XI

9.4 Trave n. 7 Giunto legno acciaio lineare: trave in legno lamellare con
doppi inserti in lamiera 432
9.4.1 Prova n. 7 433
9.4.2 Modelli FEM Trave n. 7 436
9.4.2.1 Modello FEM: trave con inserto in acciaio, senza
resina 436
9.4.2.2 Modello FEM: trave con inserto in acciaio, con
resina 438
9.4.2.3 Modello FEM: trave con inserto in acciaio, con
resina, con cuscinetto di resina 439
9.4.2.4 Confronto dei risultati ottenuti 440
9.5 Travi rettilinee: giunto legno FRP lineare 442
9.5.1 Modelli FEM per trave n. 25 e trave n. 26: giunto legno FRP
lineare 445
9.5.2 Modelli FEM per trave n. 27 e trave n. 28: giunto legno FRP
lineare 448
9.5.3 Modelli FEM per trave n. 29 e trave n. 30: giunto legno FRP
lineare 451
9.6 Calcolo degli sforzi: travi con giunto legno FRP lineare 454
9.7 Conclusioni 459

Capitolo 10 Calcolo non lineare 463

10.1 Grandezze geometriche e schema statico 464
10.2 Legami costitutivi dei materiali 466
10.2.1 Legno 466
10.2.2 CFRP GFRP 467
10.2.3 Acciaio 468
10.2.4 Resina epossidica 468
10.3 Legame Momento Rotazione della molla rotazionale 469
10.4 Curva M 477
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XII

10.5 Curva Carico Spostamento 480
10.5.1 Calcolo delle rotazioni ai nodi 480
10.5.2 Calcolo degli spostamenti ai nodi 481
10.5.3 Confronto dei risultati sperimentali teorici 481
10.6 Studio analitico del legame Momento Rotazione 485
10.6.1 Momento al limite elastico 485
10.6.1.1 Provini 10 x 20 mm 489
10.6.1.2 Provini 50 x 90 mm 490
10.6.1.3 Effetto scala 491
10.6.2 Rigidezza iniziale 492
10.6.3 Rotazione plastica 494
10.6.4 Esponente plastico 495
10.6.5 Momento resistente ultimo 495
10.6.5.1 Considerazioni 498
10.7 Suggerimenti tecnologici e progettuali 499
10.7.1 Dati di progetto 499
10.7.2 Verifiche agli stati limite ultimi 501
10.7.2 Verifiche agli stati limite di servizio 504
10.7.3 Momento allo stato limite di servizio in combinazione di carico
caratteristica 506
10.7.5 Considerazioni progettuali 506

Conclusioni 509

Bibliografia 511

Allegati 515

Ringraziamenti 538
XIII

INDICE DELLE FIGURE

Introduzione

Figura 0.1 - Esempio di adeguamento strutturale di un viadotto stradale (Fonte:
www.vectorgroup.com) 2
Figura 0.2 - Palasport di Casalecchio di Reno (Fonte: [23]) 3

Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellIngegneria Strutturale

Figura 1.1 - Fotografia raffigurante la struttura di un materiale composito a livello
microscopico (Fonte [19]) 8
Figura 1.2 - Microstrutture a confronto: grafite (sinistra) e fibra di carbonio (destra)
(Fonte[19]) 13
Figura 1.3 - Tipologie di fibre (Fonte [10]) 15
Figura 1.4 - Tessuto unidirezionale in carbonio; Tessuto bidirezionale in carbonio; Tessuto
bidirezionale in vetro 16
Figura 1.5 - Schematizzazione di un tessuto (A) triassiale (B) quadri assiale (Fonte [19]) 17
Figura 1.6 - Talloni in fibra di vetro 23
Figura 1.7 - Area resistente in un tessuto uni assiale (Fonte:[10]) 27
Figura 1.8 - Confronto tra le prestazioni meccaniche di fibra e laminato composito 34
Figura 1.9 - Esecuzione di una prova di trazione su un laminato composito strumentato
con un estensometro biassiale 35
Figura1.10 - Impalcato da ponte realizzato con armature in GFRP CookshireEaton,
Quebec 43
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XIV

Figura 1.11 - Rappresentazione del problema dell'utilizzo di ancore d'acciaio per tiranti in
FRP in calcestruzzo precompresso 44
Figura 1.12 - Rappresentazione dellinstallazione di lamine in FRP pultruse (Fonte: [32]) 47
Figura 1.13 - Rappresentazione dellapplicazione di un rinforzo strutturale su colonne
mediante tessuto in FRP secco, successivamente impregnato (Fonte: [33]) 47
Figura 1.14 - Rappresentazione dellapplicazione di un rinforzo NSM mediante lutilizzo di
barre in FRP 48
Figura 1.15 Esempio di struttura realizzata mediante profili pultrusi in FRP 49
Figura 1.16 - Fase di inserimento degli inserti in materiale composito per la realizzazione
del giunto rettilineo di travi in legno lamellare 51

Capitolo 2 Differenti tipologie di rinforzo e modalit di applicazione

Figura 2.1 Esempio di rinforzo a flessione di travi in C.A. (Fonte: [31]) 54
Figura 2.2 Effetto dellutilizzo di FRP in funzione della quantit di rinforzo utilizzato 55
Figura 2.3 - Distacco del rinforzo a flessione di una soletta 57
Figura 2.4 - Esempio di rinforzi a flessione (Fonte: [31]) 59
Figura 2.5 - Applicazione di un rinforzo a taglio (Fonte: [31]) 60
Figura 2.6 - Tipologie di applicazione del rinforzo 61
Figura 2.7 Possibili disposizioni dei rinforzo a taglio 61
Figura 2.8 - Problematica relativa al rinforzo di travi concave 62
Figura 2.9 - Possibili modalit di rottura a taglio 63
Figura 2.10 - Immagine di un esempio di rottura per trazione delle fibre 63
Figura 2.11 - Immagine di rottura per distacco del rinforzo dal substrato 64
Figura 2.12 - Esempi di applicazioni di rinforzi a taglio (Fonte: [31]) 64
Figura 2.13 - Applicazioni di FRP per confinamento (Fonte: [31]) 66
Figura 2.14 - Effetti del confinamento in funzione della forma della sezione 67
Indice delle figure
XV

Figura 2.15 - Rappresentazione degli strati costituenti un rinforzo ottenuto con
laminazione manuale mediante utilizzo di un tessuto in composito successivamente
impregnato 69

Capitolo 3 Sperimentazione Caratterizzazione dei materiali

Figura 3.1 - A) Macchina di prova; B) Posizionamento del provino allinterno della
macchina 73
Figura 3.2 - A) Macchina AMSLER 200 kN; B) AMSLER 200 kN 75

Capitolo 4 Sperimentazione Prove su elementi strutturali in C.A.

Figura 4.1 - Schema di carico adottato (three point bending) su una generica trave
(CW90-8.6/30D*) 166
Figura 4.2 - A) B) Assetto generale della prova; C) Particolare del punto di applicazione del
carico (piastra dacciaio e strato di gomma); D) Particolare dellappoggio 83
Figura 4.3 - Taratura dei trasduttori 84
Figura 4.4 - Trasduttori orizzontali applicati in mezzeria 84
Figura 4.5 - Schema della posizione dei trasduttori LVDT A, B sulla trave (Prospetto
Fronte) 85
Figura 4.6 - Trasduttore orizzontale applicato all'estremit della trave 87
Figura 4.7 - Schema della posizione dei trasduttori LVDT C, D sulla trave (Prospetto
Fronte) 87
Figura 4.8 - Trasduttori verticali a nucleo libero 88
Figura 4.9 - Schema della posizione dei trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 nelle varie travi
(Prospetto Retro) 89
Figura 4.10 Strain gauges applicati sulle cerchiature 90
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XVI

Figura 4.11 - Assetto generale della prova di riferimento 92
Figura 4.12 - Prospetto trave di riferimento 92
Figura 4.13 - Sezione A-A trave di riferimento 93
Figura 4.14 - A) Formazione delle prime fessure; B) Fessura a taglio che ha portato a
rottura la trave; C) Barre inferiori dopo aver rimosso il copriferro; D) Punzonamento
dellappoggio 94
Figura 4.15 - Assetto generale della prova CW90/30 98
Figura 4.16 - Prospetto trave CW90/30 98
Figura 4.17 - Sezione A-A e sezione B-B trave CW90/30 99
Figura 4.18 - A) Formazione delle prime fessure; B) Rottura della trave per taglio avvenuta
nel lato sinistro (Fronte); C) Fessure a taglio dopo la rottura; D) Deformazione residua
delle barre darmatura; E) Particolare dellestradosso della trave dopo lasportazione del
calcestruzzo frantumato; F) Particolare dellintradosso della trave, notare il completo
distaccamento del copriferro 100
Figura 4.19 - Assetto generale della prova CW90-8.6/60 103
Figura 4.20 - Prospetto trave CW90-8.6/60 104
Figura 4.21 - Sezione A-A trave CW90-8.6/60 104
Figura 4.22 - A) Formazione delle prime fessure; B) Rottura della trave avvenuta nel lato
sinistro; C) D) Fessure a taglio dopo la rottura (Fronte e Retro) 105
Figura 4.23 - A) Fessure a taglio nel calcestruzzo dopo la rimozione della malta di rinforzo;
B) Particolare della rottura di una cerchiatura 106
Figura 4.24 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30 109
Figura 4.25 - Prospetto trave CW90-8.6/30 110
Figura 4.26 - Sezione A-A e sezione B-B trave CW90-8.6/30 110
Figura 4.27 - A) Rottura della trave avvenuta nel lato sinistro; B) C) Particolari del lato
sinistro della trave (Fronte e Retro); D) Particolare della rottura della fasciatura 111
Figura 4.28 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30D 115
Figura 4.29 - Prospetto trave CW90-8.6/30D 116
Indice delle figure
XVII

Figura 4.30 - Sezione A-A trave CW90-8.6/30D 116
Figura 4.31 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30D (Luce ridotta) 120
Figura 4.32 - Prospetto trave CW90-8.6/30D (Luce ridotta) 120
Figura 4.33 - Sezione A-A trave CW90-8.6/30D (Luce ridotta) 121
Figura 4.34 - A) Configurazione della trave a rottura; B) Rottura della trave avvenuta nel
lato destro (Fronte); C) Rottura della trave avvenuta nel lato destro (Retro), notare la
deformazione residua degli angolari; D) Rottura della trave avvenuta nel lato destro
(retro) dopo aver rimosso il rinforzo; E) Particolare dellestradosso della trave dopo
lasportazione della malta gi frantumata; F) Particolare della cerchiatura in mezzeria
della trave, notare la rottura delle fibre 122
Figura 4.35 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave (Prospetto Retro) 123
Figura 4.36 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30* 125
Figura 4.37 - Prospetto trave CW90-8.6/30* 126
Figura 4.38 - Sezione A-A e sezione B-B trave CW90-8.6/30* 126
Figura 4.39 - A) Formazione delle prime fessure; B) Formazione della cerniera plastica in
mezzeria con rotazione rigida delle due semitravi 127
Figura 4.40 - A) Fessure di taglio (osservare la deformazione residua degli angolari); B)
Particolare dellintradosso della trave 128
Figura 4.41 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30D* 131
Figura 4.42 - Prospetto trave CW90-8.6/30D* 132
Figura 4.43 - Sezione A-A trave CW90-8.6/30D* 132
Figura 4.44 - A) Formazione della cerniera plastica in mezzeria con rotazione rigida delle
due semitravi; B) Particolare del lato sinistro della trave; C) Formazione delle prime
fessure; D) Particolare della cerniera plastica in mezzeria della trave a termine prova 133
Figura 4.45 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30D*(Luce ridotta) 137
Figura 4.46 - Prospetto trave CW90-8.6/30D* (Luce ridotta) 137
Figura 4.47 - Sezione A-A trave CW90-8.6/30D* (Luce ridotta) 138
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XVIII

Figura 4.48 - A)B) Formazione della cerniera plastica in mezzeria con rotazione rigida delle
due semitravi; B) Particolare del lato sinistro della trave; C) Formazione delle delle prime
fessure; D) Particolare della cerniera plastica in mezzeria della trave a termine prova 139
Figura 4.49 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave (prospetto Fronte) 140
Figura 4.50 - Assetto generale della prova M+CW90-8.6/30D 142
Figura 4.51 - Prospetto trave M+CW90-8.6/30D 143
Figura 4.52 - Sezione A-A trave M+CW90-8.6/30D 143
Figura 4.53 - A) Formazione della cerniera plastica in mezzeria con rotazione rigida delle
due semitravi; B) Rottura della barra darmatura esterna in mezzeria; C) Particolare della
cerniera plastica in mezzeria; D) Particolare della cerniera plastica in mezzeria dopo la
rimozione del calcestruzzo 144
Figura 4.54 - A) Scorrimento della barra inferiore; B) Fessure sulla faccia inferiore della
trave in corrispondenza della fine delle barre dacciaio inferiori di rinforzo 145
Figura 4.55 - Assetto generale della prova M+CW90-12.8/30D 148
Figura 4.56 - Prospetto trave M+CW90-12.8/30D 149
Figura 4.57 - Sezione A-A trave M+CW90-12.8/30D 149
Figura 4.58 - A) Formazione della cerniera plastica in mezzeria con rotazione rigida delle
due semitravi; B) Particolare della cerniera plastica in mezzeria; C) Rottura della barra
darmatura esterna in mezzeria; D) Scorrimento delle barre non visibile allintradosso
della trave 150
Figura 4.59 - Assetto generale della prova M12/25 154
Figura 4.60 - Prospetto trave M12/25 154
Figura 4.61 - Sezione A-A M12/25 155
Figura 4.62 - A) Particolare dellancoraggio delle spine; B) Formazione delle prime fessure;
C) Fessurazione al carico massimo; D) Particolare del distaccamento del copriferro dovuto
allallungamento delle barre; E) Punzonamento dellappoggio di destra; F) Confinamento
prodotto dalle piastre delle spine 156
Indice delle figure
XIX

Figura 4.63 - Schema di carico adottato (four point bending) su una generica trave
(S2L) 166
Figura 4.64 - A) Assetto generale della prova; B) Particolare dellappoggio 167
Figura 4.65 - A) B) Particolare del punto di applicazione del carico; C) D) Particolari della
messa in sicurezza della trave in acciaio 168
Figura 4.66 - Trasduttori orizzontali applicati in mezzeria 169
Figura 4.67 Schema di posizionamento dei trasduttori LVDT A, B sulla trave (Prospetto
Fronte) 169
Figura 4.68 - Trasduttore orizzontale applicato all'estremit della trave 171
Figura 4.69 - Schema della posizione dei trasduttori LVDT C, D sulla trave (Prospetto
Fronte) 171
Figura 4.70 - Trasduttori verticali a nucleo libero 172
Figura 4.71 - Schema della posizione dei trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 nelle varie
travi (Prospetto Retro) 173
Figura 4.72 - A) B) Preparazione degli strain gaugse da applicare su di una trave; C) Pulizia
accurata della superficie alla quale applicheremo il singolo strain gauge; D)
Posizionamento mediante nastro adesivo dello strain gauge sul tow di cui desideriamo
conoscere la deformazione; E) Applicazione della colla per fissare opportunamente lo
strain gauge; F) Pressione effettuata, previa interposizione di un foglio di teflon, per
fissare lo strumento e assicurarci la perfetta adesione 175
Figura 4.73 - A) Rimozione del nastro adesivo; B) Applicazione, sopra lo strain gauge, di
una colla isolante e protettiva, ricoperta da una lamina di alluminio, avente la funzione di
isolare termicamente lo strain gauge dallesterno e di proteggerlo 176
Figura 4.74 - Assetto generale della prova di riferimento 177
Figura 4.75 - Prospetto trave di riferimento 178
Figura 4.76 - Sezione A-A trave di riferimento 178
Figura 4.77 - A) B) Formazione delle prime fessure per flessione 179
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XX

Figura 4.78 - A) Quadro fessurativo completo al carico massimo del meccanismo ad arco;
B) Punzonamento dellappoggio di sinistra 180
Figura 4.79 - Assetto generale della prova I2L 183
Figura 4.80 - Prospetto trave I2L 184
Figura 4.81 - Sezione A-A trave I2L 184
Figura 4.82 - A) Formazione delle prime fessure e inizio della perdita di aderenza; B)
Debonding del rinforzo inferiore 185
Figura 4.83 - A) Debonding del rinforzo inferiore; B) Distaccamento completo della
fasciatura; C) D) Particolari della fasciatura distaccata; E) Particolare dellintradosso della
trave, notare il completo distaccamento del copriferro; F) Particolare del punto in cui ha
avuto inizio il debonding 186
Figura 4.84 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I2L (Prospetto Fronte) 189
Figura 4.85 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I2L (Prospetto Destro) 189
Figura 4.86 - Assetto generale della prova S2L 191
Figura 4.87 - Prospetto trave S2L 192
Figura 4.88 - Sezione A-A trave S2L 192
Figura 4.89 - A) Formazione delle prime fessure; B) Rottura del rinforzo avvenuto sul lato
fronte 193
Figura 4.90 - A) Particolare della rottura, notare lo spessore del calcestruzzo che si
distaccato; B) C) Rottura del rinforzo avvenuto sul lato retro; D) Inizio di debonding di
estremit del rinforzo sul lato retro (la rottura del rinforzo avvenuta prima che potesse
evolvere); E) Distaccamento dellintero rinforzo sul lato retro per gravit dopo essersi
rotto; F) Vista dellintradosso della trave 194
Figura 4.91 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L (Prospetto Fronte) 197
Figura 4.92 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L (Prospetto Destro) 197
Figura 4.93 - Assetto generale della prova S2L-UJ 199
Figura 4.94 - Prospetto trave S2L-UJ 200
Figura 4.95 - Sezione A-A trave S2L-UJ 200
Indice delle figure
XXI

Figura 4.96 - A) Rottura di alcune fibre del rinforzo laterale; B) Situazione generale della
trave a fine prova 201
Figura 4.97 - A) Situazione generale della trave a fine prova; B) C) D) Particolari del
rinforzo che ha subito il debonding, notare lo spessore di calcestruzzo asportato; E) F)
Rottura del rinforzo in corrispondenza degli strain gauges II e III 202
Figura 4.98 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L-UJ (Prospetto Fronte) 205
Figura 4.99 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L-UJ (Prospetto Destro) 206
Figura 4.100 - Assetto generale della prova I2L-UJ 208
Figura 4.101 - Prospetto trave I2L-UJ 209
Figura 4.102 - Sezione A-A trave I2L-UJ 209
Figura 4.103 - A) Distaccamento della fasciatura per la rottura del secondo rinforzo
diagonale; B) Distaccamento del rinforzo inferiore con asportazione parziale del
copriferro; C) Particolare del debonding avvenuto centralmente; D) Intradosso di
mezzeria con copriferro distaccato 210
Figura 4.104 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I2L-UJ (Prospetto Fronte) 213
Figura 4.105 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I2L-UJ (Prospetto Destro) 213
Figura 4.106 - Assetto generale della prova S2L-CW 215
Figura 4.107 - Prospetto trave S2L-CW 215
Figura 4.108 - Sezione A-A e sezione B-B trave S2L-CW 216
Figura 4.109 - A) Formazione delle prime fessure; B) Situazione della trave a rottura;
C) D) Particolari del rinforzo che ha subito il debonding, notare lo spessore di calcestruzzo
asportato 217
Figura 4.110 - A) Inizio del debonding per fessure nella trave; B) Particolare del rinforzo a
rottura 218
Figura 4.111 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L-CW
(Prospetto Fronte) 220
Figura 4.112 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L-CW
(Prospetto Destro) 220
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XXII

Figura 4.113 - Assetto generale della prova I3L-UJ 222
Figura 4.114 - Prospetto trave I3L-UJ 223
Figura 4.115 - Sezione A-A trave I3L-UJ 223
Figura 4.116 - A) Formazione delle prime fessure durante la prova; B) Situazione della
trave a rottura; C) D) Particolare del debonding con distacco di un notevole spessore di
calcestruzzo 224
Figura 4.117 - A) Particolare del debonding con distacco di un notevole spessore di
calcestruzzo; B) Particolare della rottura di un rinforzo diagonale; C) D) Particolare
dellappoggio sinistro a rottura 225
Figura 4.118 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I3L-UJ (Prospetto Fronte) 228
Figura 4.119 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I3L-UJ (Prospetto Destro) 228
Figura 4.120 - Assetto generale della prova CW90/30 M+ 230
Figura 4.121 - Prospetto trave CW90/30 M+ 230
Figura 4.122 - Sezione A-A trave CW90/30 M+ 231
Figura 4.123 - A) Formazione delle fessure che hanno portato a rottura le cerchiature; B)
Rottura della prima cerchiatura di sinistra (lato fronte); C) Propagazione delle fessure con
rottura della seconda cerchiatura di sinistra; D) Distacco dellarmatura di rinforzo 232
Figura 4.124 - A) Vista retro al momento della rottura della seconda cerchiatura; B) Vista
complessiva della trave al carico massimo; C) D) Vista fronte e retro del danneggiamento
progressivo delle altre cerchiature e del progressivo distaccamento dellarmatura di
rinforzo 233
Figura 4.125 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave CW90/30 M+ (Prospetto
Fronte) 236
Figura 4.126 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave CW90/30 M+ (Prospetto
Destro) 236



Indice delle figure
XXIII

Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto dei risultati

Figura 5.1 Esempio di collasso per rottura del calcestruzzo compresso 244
Figura 5.2 Esempio di collasso per rottura dellFRP a trazione 244
Figura 5.3 Esempio di collasso per rottura a taglio 244
Figura 5.4 Possibili meccanismi di distacco 245
Figura 5.5 Distacco di estremit con asportazione del copriferro 247
Figura 5.6 Sforzi normali nella parte terminale del rinforzo 248
Figura 5.7 Meccanismo di rottura per distacco intermedio 248
Figura 5.8 Rappresentazione della flessione locale nel rinforzo 249
Figura 5.9 Possibili modalit di rottura di una sezione in C.A. rinforzata 255
Figura 5.10 Sezione trasversale 257

Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei

Figura 6.1 - Struttura cellulare di latifoglia e conifera a confronto (Fonte: [1]) 268
Figura 6.2 - Particolare del corpo legnoso: larice (sinistra);betulla (destra) (Fonte: [3]) 269
Figura 6.3 - Sezione di un tronco (Fonte:[8]) 269
Figura 6.4 - Sezione trasversale di un tronco in larice (sinistra) e di abete rosso (destra)
(Fonte:[3]) 270
Figura 6.5 - Fessurazioni da ritiro (cretti) e deformazioni delle sezioni trasversali di segati
ottenuti da parti diverse del tronco (Fonte:[2]) 273
Figura 6.6 - Effetti dovuti al ritiro: arcuatura, falcatura, svergolamento e imbarcamento
(Fonte:[1]) 274
Figura 6.7 - Segagione di un tronco (Fonte:[8]) 275
Figura 6.8 - Schema e immagine di tronco biforcato (Fonte:[1]) 277
Figura 6.9 - Schema e immagine della deviazione della fibratura (Fonte:[1]) 278
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XXIV

Figura 6.10 - Schema del legno di reazione (Fonte: [1]) 278
Figura 6.11 - Esempi di cipollatura (Fonte: [1]) 279
Figura 6.12 - Compressione parallela e ortogonale alla fibratura: approssimazione delle
fibre del legno con degli spaghetti (Fonte: [1]) 280
Figura 6.13 - Trazione parallela e ortogonale alla fibratura: approssimazione delle fibre del
legno con degli spaghetti (Fonte: [1]) 281
Figura 6.14 - Taglio: approssimazione delle fibre del legno con degli spaghetti
(Fonte: [1]) 281
Figura 1.15 - Giunto a pettine (Fonte: [3]) 289
Figura 6.16 - Posizione delle lamelle normale (sinistra) e per classe di servizio 3 (destra)
(Fonte: [3]) 291
Figura 6.17 - Schema dell'impianto di produzione per il legno lamellare (Fonte: [3]) 293
Figura 6.18 - Posizione lamelle per un lamellare Gl28h e Gl28c 294
Figura 6.19 - Esempi di unioni di carpenteria tradizionali (Fonte: [1]) 297
Figura 6.20 - Rappresentazioni schematiche del collegamento tradizionale puntone -
catena: dente semplice, dente arretrato e doppio dente (Fonte:[3]) 297
Figura 6.21 - Applicazioni con barre incollate per collegamenti rigidi (Fonte: [1]) 302
Figura 6.22 - Anno 1996, L'Aquilone di Chicco per Artsana Spa a Grandate - Como:
realizzato con giunzioni tipo CNP a mezzo legno; Fase di posizionamento di una piastra e
vista esterna (Fonte: www.edilportale.com) 305
Figura 6.23 - Anno 1996, Palestra di Mazorbo - Venezia: gli elementi lignei sono connessi
con piastre metalliche forate, incollate a scomparsa; Particolare di una giunzione
strutturale e vista esterna dei portali assemblati (Fonte: www.edilportale.com) 306
Figura 6.24 - Collegamenti flessibili tra trave principale e trave secondaria e tra pilastro e
trave (Fonte:[3]) 308
Figura 6.25 - Collegamenti flessibili tra pilastro e fondazione (Fonte:[3]) 309


Indice delle figure
XXV

Capitolo 7 Il legno e la connessione tra elementi lignei

Figura 7.1 - (A) Fotografia generale dell'assetto di prova; (B) Particolare del
punzonamento dell'appoggio C 315
Figura 7.2 - Trave n.31 durante la prova: (A) Lato Celoria; (B) Lato Cortile 317
Figura 7.3 - Macchina di prova (SCHENCK, capacit massima di 100 tonnellate) e
particolare del coltello di carico durante la prova 320
Figura 7.4 - (A) Modalit di rottura del provino 1; (B) Solco lasciato dal coltello di carico
nel provino 1; (C) Modalit di rottura del provino 2; (D) Rottura laterale avvenuta sul
provino 2 321
Figura 7.5 Provino per le prove di trazione 322
Figura 7.6 - (A) Macchina di prova; (B) Particolare del provino tra gli afferraggi e
estensometro monoassiale 323
Figura 7.7 - Modalit di rottura dei provini 323
Figura 7.8 - Provino prova di trazione: tipologia resina Xepox 14 326
Figura 7.9 - Campione per le prove di flessione: tipologia adesivo Xepox 14 329
Figura 7.10 - Macchina di prova MTS 15 kN e campione sottoposto a prova
di flessione 329
Figura 7.11 - Modalit di frattura dei provini 330
Figura 7.12 - Provini di punch tool: tipologia adesivo Xepox 14 334
Figura 7.13 - (A) Macchina di prova; (B) Particolare del dispositivo di prova 334
Figura 7.14 - Rappresentazione del sistema di prova di punch-tool 335
Figura 7.15 - Modalit di rottura dei provini di punch-tool: Xepox 14 e
Xepox 40 338
Figura 7.16 - Rappresentazione della macchina di prova e particolare di un provino nel
dispositivo di compressione 339
Figura 7.17 - Foto rappresentanti la modalit di frattura dei provini di compressione 342

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XXVI

Capitolo 8 Sperimentazione Prove su elementi strutturali in legno

Figura 8.1 - Fotografia generale del set up di prova 345
Figura 8.2 - (A) Rappresentazione schematica della sezione del laminato della trave n. 25:
(B) STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 4455% g/mq, corredate da
(C) NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 416 g/mq 346
Figura 8.3 - Fasi della realizzazione del piano di lavoro: (A) Applicazione del cellofan sul
pannello; (B) Applicazione della cornice attraverso nastro bi-adesivo sul piano; (C)
Sigillatura degli angoli della cornice attraverso colla a caldo; (D) Piano di lavoro su cui
assemblare il laminato 347
Figura 8.4 - Fasi di assemblaggio del laminato: (A) Stesura del primo strato di resina con
un pennello; (B) Applicazione del primo nastro unidirezionale in carbonio; (C)
Impregnazione del nastro in carbonio mediante rullo; (D) Stesura di uno strato di resina
per livellare la superficie del laminato; (E) Applicazione della prima stuoia bidirezionale in
carbonio; (F) Impregnazione della stuoia; (G) Applicazione del secondo nastro di carbonio;
(H) Impregnazione del nastro di carbonio; (I) Applicazione del terzo nastro di carbonio
con seguente impregnazione per livellare la superficie; (L) Applicazione della seconda
stuoia di carbonio; (M) Impregnazione della stuoia; (N) Applicazione della terza stuoia di
carbonio; (O) Impregnazione della stuoia; (P) Applicazione del quarto nastro di carbonio;
(Q) Impregnazione del nastro e della restante superficie per livellare il laminato; (R)
Laminato completato 349
Figura 8.5 - Laminato della trave n. 25: (A) Lato che era a contatto del cellofan; (B) Lato
che era a contatto del telo distaccante 350
Figura 8.6 - STUOIA POLYEVERY G800A in VETRO 'E', 2400 tex, 8905% g/mq 350
Figura 8.7 - (A) Rappresentazione schematica della sezione del laminato della trave n.27;
(B) Rappresentazione schematica della sezione del laminato della trave n.29 351
Figura 8.8 - (Sopra) Laminato della trave n. 27; (Sotto) Laminato delle trave n. 29 351
Figura 8.9 - Distanziatore applicato in un angolo dell'inserto 352
Figura 8.10 - Inserti sciolti per le travi: (A) n.26; (B) n.28; (C) n.30 352
Indice delle figure
XXVII

Figura 8.11 - (A) Travi pronte per essere lavorate; (B) Sezione di testa, in corrispondenza
del giunto, di una trave a cui sono stati praticati gli intagli e il "cuscinetto" 353
Figura 8.12 - Lavori di smussatura degli intagli con elettrosega (A) e pantografo (B); (C)
Sezione di testa 353
Figura 8.13 - (A) Assemblaggio della trave attraverso viti; (B) Sigillatura delle fughe con del
silicone 354
Figura 8.14 - (A) Inserimento degli inserti negli intagli; (B) Sigillatura delle tavolette di
legno con silicone 354
Figura 8.15 - (A) Foro per l'ingresso della resina; (B) Inserimento resina negli intagli 355
Figura 8.16 - Travi assemblate; avvenuta la catalizzazione della resina potranno essere
trasportate al laboratorio prove 355
Figura 8.17 - (A) Assetto generale della prova; (B) Particolare del coltello di carico 356
Figura 8.18 - (A) Dettaglio dell'appoggio senza piastra di acciaio con un visibile
punzonamento del legno; (B) Dettaglio dell'appoggio con piastra di acciaio 357
Figura 8.19 - Trasduttori orizzontali applicati in corrispondenza del giunto di mezzeria 357
Figura 8.20 - Trasduttore orizzontale applicato all'estremit della trave 358
Figura 8.21 - Trasduttori verticali a nucleo libero 358
Figura 8.22 - Schema posizione dei trasduttori A, B, C e D sulla trave (Lato Celoria) 359
Figura 8.23 Schema posizione dei trasduttori 1, 2 e 3 sulla trave (Lato Cortile) 359
Figura 8.24 - Particolari della rottura del giunto di mezzeria, Lato Celoria 363
Figura 8.25 - Particolari della rottura del giunto di mezzeria, Lato Cortile 364
Figura 8.26 - Taglio giunto della trave 364
Figura 8.27 - (A) e (B) Fotografia del lato del laminato pi "ruvido" dopo aver tagliato il
giunto; (C) e (D) Fotografia lato del laminato pi "liscio" dopo aver tagliato il giunto 365
Figura 8.28 - Particolare dell'inserto dopo aver sezionato il giunto: si nota
l'aggrappamento della resina alle fibre del legno e del carbonio (Ingrandimento della
Figura 3.27 (B)) 365
Figura 8.29 - Fessure, giunto dopo la rottura: (A) Lato Celoria e (B) Lato Cortile 369
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XXVIII

Figura 8.30 - (A) Fotografia del giunto della trave n. 26 tagliato; (B) Particolare
dell'aggrappamento della resina al legno e alle stuoie 370
Figura 8.31 - Fessure, giunto dopo la rottura: (A) Lato Celoria e (B) Lato Cortile 374
Figura 8.32 - (A) Giunto della trave n. 27 tagliato; (B) Particolare dell'inserto 375
Figura 8.33 - Fessure, giunto dopo la rottura: (A) (C) Lato Celoria, (B) (D) Lato Cortile 379
Figura 8.34 - Particolari del giunto di mezzeria della trave n. 28 380
Figura 8.35 - Fessure, giunto dopo la rottura: (A) Lato Celoria, (B) Lato Cortile 384
Figura 8.36 - (A) Particolare del giunto di mezzeria; (B) Particolare del laminato 385
Figura 8.37 - Giunto in mezzeria dopo la rottura: (A) Lato Celoria, (B) Lato Cortile; (C)
Particolare dell'inserto dopo aver tagliato il giunto 390

Capitolo 9 Modello ad elementi finiti

Figura 9.1 - Modello cinematico per la piastra 407
Figura 9.2 - Ingrandimento della Figura 9.1 408
Figura 9.3 - Distribuzione degli sforzi e delle deformazioni in un laminato a 3 strati 409
Figura 9.4 - Schematizzazione del laminato e coordinate z rispetto al piano medio 410
Figura 9.5 - Struttura della matrice di rigidezza 412
Figura 9.6 - Schema dell'inserto per le travi rettilinee (quote in centimetri) 417
Figura 9.7 - Schema trave rettilinea: quote in centimetri 421
Figura 9.8 - Schema di un quarto della trave rettilinea: quote in centimetri 423
Figura 9.9 - Modello a elementi finiti per la trave n. 31 (Abaqus CAE: Module Part) 424
Figura 9.10 - Vincoli per la simmetria: carrelli lungo la sezione trasversale della trave e
carrelli in testata 424
Figura 9.11 - Modello della trave n. 31 dopo l'analisi: trave deformata 425
Indice delle figure
XXIX

Figura 9.12 - (A) Applicazione del carico come spostamento verticale della piastra,
indicato con il nome "Controllo di spostamento"; (B) Applicazione del carico come
pressione sulla piastra, indicato con il nome "Controllo di carico" 425
Figura 9.13 - Set per le frecce in mezzeria (indicata anche come 'Freccia 2') e sotto
l'applicazione del carico (Freccia 3): (A) Caso reale e (B) modello FEM 426
Figura 9.14 - Set per il vincolo di appoggio 427
Figura 9.15 - Modelli costitutivi del legno: (sx) Modello elasto - plastico; (dx) Modello di
O'Halloran - CNR_DT201: 2005 432
Figura 9.16 - Posizione dei trasduttori "Lato Celoria"- Trave n.7 433
Figura 9.17 - Posizione dei set per misurare le frecce nel modello FEM, trave n.7 436
Figura 9.18 - Visualizzazione della trave rettilinea n.7 del "Modello FEM:Trave con inserto
in acciaio, senza resina": sezione di testa 437
Figura 9.19 - Visualizzazione della trave rettilinea n.7 del "Modello FEM: Trave con inserto
in acciaio, con resina": sezione di testa 438
Figura 9.20 - Visualizzazione della trave rettilinea n.7 del "Modello FEM: Trave con inserto
in acciaio, con resina, con cuscinetto di resina in testata": sezione di testa 439
Figura 9.21 - (A) Disegno dell'inserto della trave n. 25; (B) Schema dell'inserto: stuoia
unica e nastro unico, aventi come spessore la somma degli spessori calcolati; (C) Schema
dell'inserto utilizzato nel modello FEM (disegni non in scala) 442
Figura 9.22 - Modello dellinserto 445
Figura 9.23 - Posizione dei path nella sezione (disegno non in scala) 454
Figura 9.24 - Sezione generica del modello FEM: disegno ribaltato, non in scala 455
Figura 9.25 - Schematizzazione della trave dei modelli FEM per le travi rettilinee con
Giunto Legno - FRP lineare (quote in centimetri) 455




Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XXX

Capitolo 10 Calcolo non lineare

Figura 10.1 - Sezione trasversale del giunto 464
Figura 10.2 - Definizione delle grandezze geometriche della trave 465
Figura 10.3 - Schema statico di calcolo 465
Figura 10.4 - Modello costitutivo del legno 466
Figura 10.5 - Modello costitutivo dei rinforzi in fibre di carbonio (CFRP) 467
Figura 10.6 - Modello costitutivo dei rinforzi in fibre di vetro (GFRP) 467
Figura 10.7 - Modello costitutivo dei rinforzi in acciaio 468
Figura 10.8 - Modello costitutivo della resina epossidica 468
Figura 10.9 - Schema della posizione dei trasduttori A e B 469
Figura 10.10 - Grandezze per il calcolo della rotazione 469
Figura 10.11 - Legame momento-rotazione 472
Figura 10.12 - Sezione trasversale della trave e conservazione delle sezioni piane 477
Figura 10.13 - Sezione generica: disegno ribaltato, non in scala 485
Figura 10.14 Schema statico della prova four point bending (FPB) 489
Figura 10.15 - Fase di preparazione dei provini mediante adesivo: (A) Provini 10 x 20 mm;
(B) Provini 50 x 90mm 489
Figura 10.16 Prova FPB per provini 10 x 20 mm 490
Figura 10.17 Esecuzione della prova FPB su provini 50 x 90 mm: (A) Durante la prova; (B)
Al termine della prova 491
Figura 10.18 Campi di rottura allo stato limite ultimo 496
XXXI

INDICE DELLE TABELLE

Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellIngegneria Strutturale

Tabella 1.1 - Confronto tra le propriet delle fibre di rinforzo e delle matrici pi comuni e
dell'acciaio da costruzione (valori indicativi), CNR - DT 200 - 2004 10
Tabella 1.2 - Principali propriet meccaniche delle fibre di carbonio 14
Tabella 1.3 - Prove sperimentali per la caratterizzazione dei materiali compositi 21
Tabella 1.4 - Caratteristiche meccaniche di filato tessuto e laminato 31

Capitolo 3 Sperimentazione Caratterizzazione dei materiali

Tabella 3.1 - Tabella riassuntiva delle caratteristiche geometriche dei campioni 72
Tabella 3.2 - Tabella riassuntiva dei risultati sperimentali 73
Tabella 3.3 - Caratteristiche geometriche delle barre d'armatura 74
Tabella 3.4 - Tabella riassuntiva dei risultati sperimentali (20) 76
Tabella 3.5 - Tabella riassuntiva dei risultati sperimentali (8, 6) 76

Capitolo 4 Sperimentazione Prove su elementi strutturali in C.A.

Tabella 0.3 - Valori delle grandezze L
SUP
, L
INF
, d
s
e d
d
nelle varie travi 86
Tabella 0.4 - Valori delle grandezze h
C
, h
D
nelle varie travi 88
Tabella 0.5 - Valori delle grandezze L
1
, L
3
, h
1
, h
2
e h
3
nelle varie travi 90
Tabella 0.6 - Valori riassuntivi caratteristici di ogni prova 159
Tabella 0.5 - Valori delle grandezze L
SUP
, L
INF
, d
s
e d
d
nelle varie travi 170
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XXXII

Tabella 0.6 - Valori delle grandezze h
C
, h
D
nelle varie travi 172
Tabella 0.7 - Valori delle grandezze L
1
, L
3
, h
1
, h
2
e h
3
nelle varie travi 174
Tabella 0.8 Valori riassuntivi caratteristici di ogni prova 238

Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto dei risultati

Tabella 5.1 - Valore del fattore di conversione ambientale 251
Tabella 5.2 - Coefficienti parziali nel caso di collasso per rottura del materiale
f
252
Tabella 5.3 - Valore di resistenza allo stato limite ultimo del distacco intermedio
fdd,2

[N/mm
2
] 253
Tabella 5.4 - Coefficienti parziali nel caso di collasso per rottura del materiale
f,d
253
Tabella 5.5 - Valore di progetto dellenergia specifica di frattura 253
Tabella 5.6 - Valore del coefficiente geometrico k
b
254
Tabella 5.7 Parametri geometrici 257
Tabella 5.8 Caratteristiche meccaniche del calcestruzzo 257
Tabella 5.9 Caratteristiche meccaniche dellarmatura 257
Tabella 5.10 Caratteristiche meccaniche del rinforzo in carbonio 257
Tabella 5.11 Valore dei coefficienti riduttivi in cui con 2004 si fa riferimento al
documento CNR-DT 200/2001 e con 2011 al documento CNR-DT 200/2011 258
Tabella 5.12 - Confronto tra il momento resistente sperimentale e quello teorico nel
campo di rottura 1 258
Tabella 5.13 - Confronto tra il momento resistente sperimentale e quello teorico nel
campo di rottura 1 assumendo tutti i coefficienti riduttivi unitari 259

Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei

Tabella 6.1 - Classi di resistenza, legno massiccio, UNI EN 338 288
Indice delle tabelle
XXXIII

Tabella 6.2 - Esempi di composizioni di travi: classi di resistenza delle lamelle in
conformit alla UNI EN 338 294
Tabella 6.3 - Valori caratteristici per le propriet di resistenza e di rigidezza in N/mm
2
e di
massa volumica in kg/m
3
(legno lamellare incollato omogeneo), UNI EN 1194:2000 295
Tabella 6.4 - Valori caratteristici per le propriet di resistenza e di rigidezza in N/mm2 e di
massa volumica in kg/m3 (legno lamellare incollato combinato), UNI EN 1194:2000 295

Capitolo 7 Il legno e la connessione tra elementi lignei

Tabella 7.1 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova 314
Tabella 7.2 - Valori delle grandezze L
SUP
, L
INF
e d della trave 314
Tabella 7.3 - Risultati per la resina Xepox 14: moduli elastici e sforzo di rottura 327
Tabella 7.4 - Risultati per la resina Xepox 40: moduli elastici e sforzo di rottura 328
Tabella 7.5 Risultati delle prove sperimentali 332
Tabella 7.6 - Risultati delle prove sperimentali 338
Tabella 7.7 - Risultati delle prove sperimentali 342

Capitolo 8 Sperimentazione Prove su elementi strutturali in legno

Tabella 8.1 - Valori delle grandezze L
SUP
, L
INF
e d delle travi 360
Tabella 8.2 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova 363
Tabella 8.3 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova 369
Tabella 8.4 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova 374
Tabella 8.5 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova 379
Tabella 8.6 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova 384
Tabella 8.7 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova 389

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XXXIV

Capitolo 9 Modello ad elementi finiti

Tabella 9.1 - Spessori di un inserto; Travi n. 25 e n. 26 414
Tabella 9.2 - Spessori di un inserto; Travi n. 26 e n. 27 415
Tabella 9.3 - Spessori di un inserto; Travi n. 29 e n. 30 416
Tabella 9.4 - Schema di un inserto; Travi n. 25 e n. 26 (gli strati in grassetto indicano i
nastri di carbonio unidirezionali) 418
Tabella 9.5 - Schema di un inserto; Travi n. 27 e n. 28 (gli strati in grassetto indicano i
nastri di carbonio unidirezionali) 419
Tabella 9.6 - Schema di un inserto; Travi n. 29 e n. 30 420
Tabella 9.7 - Valori dei moduli elastici e del modulo tangenziale degli gli inserti 420
Tabella 9.8 - Costanti ingegneristiche applicate nel modello a elementi finiti per legno
GL32h 422
Tabella 9.9 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con il modello in controllo di
spostamento per la trave 31 428
Tabella 9.10 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con il modello in controllo
di carico per la trave 31 429
Tabella 9.11 - Costanti ingegneristiche applicate nel modello a elementi finiti per legno
GL24h 437
Tabella 9.12 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli FEM trave n. 7
- Controllo di spostamento 440
Tabella 9.13 - Spessori calcolati per gli inserti delle travi rettilinee 443
Tabella 9.14 - Costanti ingegneristiche applicate nel modello a elementi finiti 444
Tabella 9.15 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi
finiti travi n. 25 446
Tabella 9.16 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi
finiti travi n. 26 446
Indice delle tabelle
XXXV

Tabella 9.17 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi
finiti travi n. 27 449
Tabella 9.18 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi
finiti travi n. 28 449
Tabella 9.19 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi
finiti travi n. 29 451
Tabella 9.20 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi
finiti travi n. 30 452
Tabella 9.21 - Valori degli sforzi calcolati con i modelli di calcolo a elementi finiti 456

Capitolo 10 Calcolo non lineare

Tabella 10.1 - Valori parametri caratteristici del legame costitutivo del legno 466
Tabella 10.2 - Valori parametri caratteristici del legame costitutivo degli inserti 467
Tabella 10.3 - Valori dei parametri caratteristici del legame costitutivo della resina 468
Tabella 10.4 - Valori dei parametri caratteristici della legge M 473
Tabella 10.5 - Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 25 486
Tabella 10.6 - Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 26 486
Tabella 10.7 - Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 27 487
Tabella 10.8 - Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 28 487
Tabella 10.9 - Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 29 488
Tabella 10.10 - Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 30 488
Tabella 10.11 - Dimensioni geometriche dei provini 10 x 20 mm 489
Tabella 10.12 - Sforzi di rottura provini 10 x 20 mm 490
Tabella 10.13 - Dimensioni geometriche dei provini 50 x 90 mm 490
Tabella 10.14 - Sforzi di rottura provini 50 x 90 mm 491
Tabella 10.15 - Momento di inerzia equivalente 492
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XXXVI

Tabella 10.16 - Confronto tra la rigidezza analitica e di best fit 493
Tabella 10.17 - Confronto tra la rotazione plastica analitica e di sperimentale 495
Tabella 10.18 - Confronto tra il momento di rottura e quello resistente teorico 498
Tabella 10.19 - Valori di resistenza di progetto espressi in [N/mm
2
] 501













XXXVII

INDICE DEI GRAFICI

Capitolo 3 Sperimentazione Caratterizzazione dei materiali

Grafico 3.1 - Sforzo-deformazione relativo alla prova di trazione per barre 20
considerando un diametro effettivo 18 76
Grafico 3.2 Sforzo-deformazione relativo alla prova di trazione per barre 8 77
Grafico 3.3 Sforzo-deformazione relativo alla prova di trazione per barre 6 77

Capitolo 4 Sperimentazione Prove su elementi strutturali in C.A.

Grafico 4.1 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 94
Grafico 4.2 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 95
Grafico 4.3 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 96
Grafico 4.4 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 97
Grafico 4.5 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 99
Grafico 4.6 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 101
Grafico 4.7 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 101
Grafico 4.8 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 102
Grafico 4.9 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 105
Grafico 4.10 - Frecce-spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 106
Grafico 4.11 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 107
Grafico 4.12 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 108
Grafico 4.13 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 111
Grafico 4.14 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 112
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XXXVIII

Grafico 4.15 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 113
Grafico 4.16 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 114
Grafico 4.17 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 117
Grafico 4.18 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 117
Grafico 4.19 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 118
Grafico 4.20 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 119
Grafico 4.21 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 121
Grafico 4.22 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 123
Grafico 4.23 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV 124
Grafico 4.24 - Carico-spostamento registrato dallo MTS 127
Grafico 4.25 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1 e 3 129
Grafico 4.26 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 129
Grafico 4.27 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 130
Grafico 4.28 - Carico-spostamento registrato dallo MTS 133
Grafico 4.29 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1 e 3 134
Grafico 4.30 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 135
Grafico 4.31 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 136
Grafico 4.32 - Carico-spostamento registrato dallo MTS 138
Grafico 4.33 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 140
Grafico 4.34 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV 141
Grafico 4.35 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 144
Grafico 4.36 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 145
Grafico 4.37 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 146
Grafico 4.38 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 147
Grafico 4.39 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 150
Grafico 4.40 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 151
Grafico 4.41 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 152
Indice dei grafici
XXXIX

Grafico 4.42 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 153
Grafico 4.43 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 155
Grafico 4.44 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 157
Grafico 4.45 - Spostamenti registrati dal trasduttore B in mezzeria 157
Grafico 4.46 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 158
Grafico 4.47 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 160
Grafico 4.48 - Particolare del grafico carico-spostamento registrato dalla Spider-8, fino a
un livello di carico pari a 200 kN 160
Grafico 4.49 - Incremento di resistenza a taglio, in percentuale, riferito alla trave di
riferimento 161
Grafico 4.50 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 179
Grafico 4.51 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 180
Grafico 4.52 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 181
Grafico 4.53 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 182
Grafico 4.54 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 185
Grafico 4.55 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 187
Grafico 4.56 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 187
Grafico 4.57 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 188
Grafico 4.58 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV 190
Grafico 4.59 - Carico-spostamento registrato dallo MTS 193
Grafico 4.60 - Frecce-spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 195
Grafico 4.61 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 196
Grafico 4.62 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 197
Grafico 4.63 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV 198
Grafico 4.64 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 201
Grafico 4.65 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 203
Grafico 4.66 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 204
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XL

Grafico 4.67 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 205
Grafico 4.68 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV 207
Grafico 4.69 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 210
Grafico 4.70 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 211
Grafico 4.71 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 212
Grafico 4.72 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 213
Grafico 4.73 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV 214
Grafico 4.74 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 217
Grafico 4.75 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1 e 3 218
Grafico 4.76 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 219
Grafico 4.77 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 220
Grafico 4.78 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV 221
Grafico 4.79 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 224
Grafico 4.80 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 226
Grafico 4.81 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 227
Grafico 4.82 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 228
Grafico 4.83- Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV 229
Grafico 4.84 - Carico-spostamento registrato della Spider-8 232
Grafico 4.85 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 234
Grafico 4.86 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria 235
Grafico 4.87 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit 236
Grafico 4.88 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV 237
Grafico 4.89 - Incremento di resistenza a flessione, in percentuale, riferito alla trave di
riferimento 237
Grafico 4.90 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8 241


Indice dei grafici
XLI

Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto dei risultati

Grafico 5.1 - Confronto normative per calcestruzzo C12/15 260
Grafico 5.2 - Confronto normative per calcestruzzo C16/20 260
Grafico 5.3 - Confronto normative per calcestruzzo C18.68/22.50 261
Grafico 5.4 - Confronto normative per calcestruzzo C25/30 261
Grafico 5.5 - Confronto normative per calcestruzzo C35/45 262
Grafico 5.6 - Confronto normative per calcestruzzo C40/50 262
Grafico 5.7 - Confronto normative trave rinforzata con doppio nastro singolo strato 264
Grafico 5.8 - Confronto normative trave rinforzata con doppio nastro doppio strato 264
Grafico 5.9 - Confronto normative trave rinforzata con doppio nastro triplo strato 265

Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei

Grafico 6.1 - Curve tipiche Tensione - Deformazione per legno netto di conifera, per
tensioni di trazione (a) e compressione (b) parallele alla direzione delle fibre, e per
trazione (c) e compressione (d) ortogonali alla direzione delle fibre (Fonte:[2]) 283
Grafico 6.2 - Relazione tra umidit del legno, umidit relativa e temperatura
dellambiente (per legno a partire dallo stato fresco) (Fonte: [2]) 284
Grafico 6.3 - Influenza dellumidit su alcune propriet meccaniche: per la resistenza a
trazione parallela alla fibratura (a), resistenza a flessione MoR (b), resistenza a
compressione parallela alla fibratura (c), resistenza a compressione ortogonale alla
fibratura (d), resistenza a trazione ortogonale alla fibratura (e) (Fonte: [2]) 285




Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XLII

Capitolo 7 Il legno e la connessione tra elementi lignei

Grafico 7.1 - Storia di carico registrata dalla Spider 8 - Prima fase 315
Grafico 7.2 - Storia di carico registrata dalla Spider 8 - Seconda fase 316
Grafico 7.3 - Storia di carico registrata dalla Spider 8 - Terza fase 317
Grafico 7.4 - Carico - Spostamento dell'MTS 318
Grafico 7.5 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 318
Grafico 7.6 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B 319
Grafico 7.7 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D 319
Grafico 7.8 - Carico - Spostamento registrato per i provini 1 e 2 321
Grafico 7.9 - Grafici Sforzo - Spostamento relativi alle prove di trazione: Xepox 14 324
Grafico 7.10 - Grafici Sforzo - Spostamento relativi alle prove di trazione: Xepox 40 325
Grafico 7.11 - Grafici Carico - Spostamento relativi resine Xepox 14 e Xepox 40 331
Grafico 7.12 - Grafici Sforzo - Deformazione relativi resine Xepox 14 e Xepox 40 333
Grafico 7.13 - Grafici Carico - Spostamento relativi a prove di punch-tool: Xepox 14 336
Grafico 7.14 - Grafici Carico - Spostamento relativi a prove di punch-tool: Xepox 40 337
Grafico 7.15 - Grafici Carico - Spostamento relativi alle prove di compressione: adesivo
Xepox 14 340
Grafico 7.16 - Grafici Carico - Spostamento relativi alle prove di compressione: adesivo
Xepox 40 341

Capitolo 8 Sperimentazione Prove su elementi strutturali in legno

Grafico 8.1 - Procedura di carico, UNI EN 380 361
Grafico 8.2 - Storia di carico SPIDER 8 per la trave n. 25 362
Grafico 8.3 - Storia di carico MTS per la trave n. 25 362
Grafico 8.4 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS 366
Indice dei grafici
XLIII

Grafico 8.5 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 367
Grafico 8.6 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B 367
Grafico 8.7 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D 368
Grafico 8.8 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS 371
Grafico 8.9 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 372
Grafico 8.10 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B 372
Grafico 8.11 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D 373
Grafico 8.12 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS 376
Grafico 8.13 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 377
Grafico 8.14 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B 377
Grafico 8.15 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D 378
Grafico 8.16 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS 381
Grafico 8.17 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 382
Grafico 8.18 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B 382
Grafico 8.19 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D 383
Grafico 8.20 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS 386
Grafico 8.21 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 387
Grafico 8.22 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B 387
Grafico 8.23 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D 388
Grafico 8.24 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS 391
Grafico 8.25 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 392
Grafico 8.26 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B 392
Grafico 3.27 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D 393




Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XLIV

Capitolo 9 Modello ad elementi finiti

Grafico 9.1 - 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli FEM 429
Grafico 9.2 (1) - Zoom, 'Carico - Freccia 2' 430
Grafico 9.2 (2) - Zoom, 'Carico - Freccia 2' 431
Grafico 9.3 - Grafico Carico - Spostamento dei trasduttori orizzontali in mezzeria 435
Grafico 9.4 - Grafico Carico - Spostamento dei trasduttori a nucleo libero verticali 435
Grafico 9.5 - 'Carico - Freccia mezzeria': valori sperimentali e calcolati modelli FEM 441
Grafico 9.6 - 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli FEM 447
Grafico 9.7 - Zoom 'Carico - Freccia 2' 448
Grafico 9.8 - 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli FEM 450
Grafico 9.9 - Zoom 'Carico - Freccia 2' 450
Grafico 6.10 - 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli FEM 452
Grafico 9.11 - Zoom 'Carico - Freccia 2' 453
Grafico 9.12 - Sforzo - Ordinata: valori di sforzo Travi n. 25 e n. 26 457
Grafico 9.13 - Sforzo - Ordinata: valori di sforzo Travi n. 27 e n. 28 457
Grafico 9.14 - Sforzo - Ordinata: valori di sforzo Travi n. 29 e n. 30 458

Capitolo 10 Calcolo non lineare

Grafico 10.1 - Diagramma momento-rotazione delle travi 471
Grafico 10.2 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 25 474
Grafico 10.3 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 26 474
Grafico 10.4 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 27 475
Grafico 10.5 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 28 475
Grafico 10.6 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 29 476
Grafico 10.7 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 30 476
Indice dei grafici
XLV

Grafico 10.8 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 25 482
Grafico 10.9 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 26 482
Grafico 10.10 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 27 483
Grafico 10.11 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 28 483
Grafico 10.12 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 29 484
Grafico 10.13 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 30 484

Conclusioni

Grafico 1 - Incremento di resistenza a taglio, in percentuale, riferito alla trave di
riferimento 511
Grafico 2 - Incremento di resistenza a flessione, in percentuale, riferito alla trave di
riferimento 512














Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XLVI





XLVII

INDICE DEGLI ALLEGATI


Allegato 1 Schede tecniche proposte nel documento CNR-DT 200 517

Allegato 2 Disegni esecutivi CARBOSTRU CARBOSTRU T-SYSTEM 520

Allegato 3 Disegni esecutivi CARBOSTRU CARBOSTRU C-SYSTEM 524

Allegato 4 Schede tecniche
Carbonio (Tenax E HTS40) 527
Vetro (vetro E) 528
Nastri di carbonio HTS 12k 529
Stuoia Polyevery C400 530
Stuoia Polyevery G800 531

Allegato 5 Schede applicative
Xepox 14 532
Xepox 40 533

Allegato 6 Disegni esecutivi travi rettilinee in legno 534

Allegato 7 Disegni esecutivi trave rettilinea in legno n. 7 536



Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

XLVIII



XLIX

ABSTRACT




Il lavoro di tesi svolto riguarda lapplicazione dei materiali compositi (FRP) nellingegneria
civile sia come materiale per il ripristino della continuit di elementi lignei, sia per il
rinforzo di elementi strutturali, travi e colonne, in C.A..

La prima parte tratta di prove sperimentali su travi e colonne in C.A., svolte presso il
Laboratorio Prove Materiali del Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di
Milano. Per quanto riguarda la prima tipologia sono state effettuate prove a flessione su
quattro punti (four point bending) su campioni di travi rinforzate mediante CFRP con
diverse soluzioni tecnologiche. Per la seconda tipologia sono state svolte prove a flessione
su tre punti (three point bending) che simulassero il comportamento di due mezze-
colonne (superiore ed inferiore allimpalcato del solaio), anche in questo caso rinforzate
mediante diverse configurazioni di fasciatura in CFRP. Successivamente si passati
allinterpretazione analitica dei risultati ottenuti e mediante il loro confronto si cercato
di analizzare criticamente lefficacia degli accorgimenti tecnologici impiegati, al fine di
definire quali di questi possono essere adottati per il rinforzo e quali invece evitare al fine
addirittura di non indebolire la struttura e portarla a precoci collassi.

Per quanto riguarda la seconda parte, il lavoro si concentrato su prove sperimentali di
travi in legno lamellare con giunti lineari, anchesse svolte nel medesimo laboratorio del
Politecnico di Milano, e sull'interpretazione analitica e numerica dei risultati ottenuti. Le
tipologie di inserto in FRP considerate sono costituite da stuoie di carbonio o di vetro
rinforzate con nastri di carbonio; questi nuovi sistemi sono stati confrontati anche con
metodi di unione pi tradizionali, realizzati con inserti in lamiera di acciaio. La campagna
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
L

prove ha permesso quindi di osservare la resistenza meccanica delle varie tipologie di
giunto in FRP, apprezzandone le buone potenzialit. Successivamente si passati
all'interpretazione numerica attraverso modelli ad elementi finiti (FEM), sia in campo
lineare che in campo non lineare, che ha permesso di integrare l'attivit sperimentale e
analitica, ricavando opportune valutazioni progettuali e tecnologiche.
























LI

ABSTRACT




The use of fibre reinforced polymers (FRP) collaborating with other structural materials
like concrete and masonry has rapidly grown both in newly designed structural elements
and in the strengthening of existing ones. This thesis is in reference to the application of
these anisotropic materials in civil engineering to restore the continuity of wooden
connections, or as the reinforce of structural elements, beams and columns in C.A.

The first part of the thesis refers to experimental tests on beams and columns in C.A.
executed in the same laboratory of Politecnico di Milano. Regarding the first typology,
for 8 full-scale specimens four point bending tests were executed were on beams
reinforced through CFRP with different technical solutions. For the second experimental
typology the examination as done through the execution of 12 full-scale specimens three
points bending tests, to simulate two half-columns react (one superior and the other
inferior of the floor deck), in this case the columns were reinforced with different CFRP
binding configurations. Later on an analytical interpretation of the obtained results
occurred. Thanks to these results it was possible to do a critical analysis on the new
applied solutions effectiveness, in order to define whether solutions will be used to
reinforce and whether not, to avoid the possibility of weakening or driving to premature
collapses of the structure.

For timber structures, studies started almost two decades ago, with a lower impact
initially and a faster growth now. For timber, the use of FRP products seems particularly
promising for several reasons. An appropriate disposition of FRPs offers the possibility of
overcoming the directional limitations in the behavior of wood; timber is a light weight
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
LII

material and the addition of FRPs does not increase weight significantly; reinforcement
with FRP is less sensitive to environmental attack than more traditional metal
reinforcement; the material is easily workable also on site, which makes it particularly
appealing for interventions on existing structures.
Referring to this second issue the work is based on experimental tests of Glued laminated
timber with linear joints, also called Glulam, performed in the Laboratorio Prove
Materiali del Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano, and the
analytical and numerical interpretation of the obtained results. The inserts typology in
FRP considered, are composed by carbon mats or glasses reinforced by carbon tapes;
these new systems were compared with more old and traditional union method, realized
using steel plates. Over 30 full-scale specimens realized were to observe the mechanical
resistance of the different joints typology in FRP, predict the effectiveness of a structural
connection. Furthermore, the interpretation of the numerical results through the Finite
Element Method (FEM), in a linear field and not, allowed the integration of the
experimental and analytical activity, retrieving the appropriate project and technological
evaluation.













1

INTRODUZIONE





Nel campo dellingegneria strutturale il progressivo invecchiamento delle strutture, quindi
alla necessit di intervenire con opere di ripristino capaci di preservare lintegrit
strutturale, oltrech alla volont di realizzarle di nuove aventi dimensioni sempre
maggiori sono sfide che luomo deve affrontare nel nuovo mille.

Nellagosto del 1994 la Federal Highway Administration ha stimato che il 40% dei 575000
ponti degli Stati Uniti erano ormai obsoleti sia strutturalmente che funzionalmente a
causa del deterioramento di acciaio e calcestruzzo legato ad effetti corrosivi. Infatti,
soprattutto intorno agli anni 60, si riteneva che le strutture costruite in calcestruzzo
armato fossero eterne e che quindi nella fase di progettazione, messa in opera e
manutenzione non dovessero essere prese particolari accorgimenti. Col passare degli anni
ci si resi conto che tale materiale ha una propria vita di servizio limita e che quindi nel
corso della sua vita la struttura ha bisogno di interventi mirati al fine di farle rimanere
integre ed operative. Una soluzione di ormai riconosciuta efficacia luso di nuove
tecnologie di rinforzo basate sullutilizzo di materiali compositi a matrice polimerica (Fiber
Reinforced Polymers, FRP) in forma di nastri da applicare esternamente o barre per
interventi interni. In questo modo si ottiene, in breve tempo, un notevole incremento
delle prestazioni di una struttura, senza la necessit di interromperne lesercizio e
garantendo una protezione dal deterioramento a lungo termine essendo materiali che
non si degradano per corrosione.
Nel caso di interventi di recupero di strutture degradate lutilizzo di rinforzi di tipo
esterno, cio costituiti da tessuti uniassiali o lamine unidirezionali applicate mediante
lutilizzo di un adesivo direttamente alla superficie del calcestruzzo da rinforzare, la pi
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
2

conveniente rispetto alla tecniche tradizionali con placcaggi con piastre di acciaio. Infatti
nonostante entrambi i sistemi garantiscono un notevole incremento della rigidezza, della
resistenza flessionale e tagliante e di confinamento, gli FRP non sono sensibili alla
corrosione, sono pi leggeri e pi facili da applicare. Questo perch al fine di rendere la
strutture e lacciaio monolitici occorre utilizzare connessioni bullonate con conseguente
foratura ed ulteriore indebolimento della struttura su cui si sta agendo. Inoltre il profilo in
acciaio deve essere preventivamente modellato aumentando sensibilmente i costi
dellintervento. Lutilizzo di questi materiali come moderno sistema di rinforzo ha inizio
gi nei primi anni 90 in Giappone e negli Stati Uniti per poi diffondersi anche in Italia
ormai da una decina di anni fa.


Figura 0.1 - Esempio di adeguamento strutturale di un viadotto stradale (Fonte:
www.vectorgroup.com)

Laltra sfida da affrontare riguarda la realizzazione di strutture di grandi dimensioni: molto
spesso si utilizzano travi in legno lamellare le cui lunghezze presenti in commercio non
sono sufficienti per coprire tali luci. Per questo sia per ragioni di produzione sia per
ragioni di trasporto, le travi uniche lunghe un centinaio di metri sono improponibili da
realizzare, da trasportare su strada, da spostare in cantiere.
Il genio umano ha perfezionato, nei secoli, metodologie di assemblaggio e di unione per
poter realizzare strutture imponenti ed eleganti.
La creazione di coperture senza l'ausilio di pilastri e muri di appoggio centrali, capriate
senza catena sono solo alcuni esempi dell'applicazione di una nuova tipologia di
collegamento ligneo: le unioni incollate. Queste tipologie di unioni sono caratterizzate
Introduzione
3

dalla presenza di inserti a scomparsa in FRP, in corrispondenza del giunto, resi solidali al
legno con resina epossidica.
In passato, prima che si iniziasse a parlare di impiego dei materiali compositi per la
realizzazione dei giunti, numerose tecniche sono state sperimentate con varia efficacia.
Ciascuna tecnologia ha ottenuto risultati significativi; ci nonostante solo poche di esse
sono state divulgate e/o commercializzate e quasi nessuna ha raggiunto lo status di
tecnica universalmente riconosciuta e diffusamente adottata. Tale situazione la
conseguenza di molteplici concause, quali la difficolt di realizzazione, gli elevati costi, la
esigua versatilit delle tecniche studiate, la necessit di far ricorso a personale
specializzato. I materiali compositi presentano, anche nel caso di applicazione in strutture
lignee, alcuni evidenti vantaggi prestandosi ad applicazioni di semplice realizzazione e di
estrema versatilit.


Figura 0.2 - Palasport di Casalecchio di Reno (Fonte: [23])

In tale contesto si inserisce il lavoro di tesi: si analizzano sia le pi moderne tecniche per il
consolidamento e rinforzo strutturale a flessione, taglio e confinamento delle strutture in
C.A. mediante lutilizzo di CFRP sia i giunti incollati lineari per travi rettilinee in legno
lamellare realizzati con inserti in FRP laminati e sciolti costituiti da stuoie di carbonio o di
vetro e, a seconda dei casi, rinforzate o meno con nastri unidirezionali di carbonio.



Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
4

In particolare l'articolazione della tesi risulta essere:
Capitolo 1: capitolo del tutto generale valevole sia per lapplicazione dei
materiale compositi come rinforzo esterno di elementi in C.A. sia per il ripristino
della continuit di elementi lignei. Vengono descritti in maniere generale i
materiali compositi con particolare attenzione ai materiali compositi
fibrorinforzati concentrandosi sui tipi di fibre e matrici utilizzati nellingegneria
civile. Si presentano poi tutte le applicazioni di questi materiali nel campo delle
costruzioni dandone infine un riferimento di tipo normativo a livello nazionale.

PARTE A : RINFORZI ESTERNI IN STRUTTURE IN C.A.

Capitolo 2: si descrivono le tipologie di rinforzo esterno con riferimento a quelle
applicazioni oggetto di studio sperimentale e teorico quindi con lo scopo di
realizzare un rinforzo capace di incrementare la resistenza flessionale delle travi,
la resistenza a taglio di travi e pilastri e per il confinamento dei pilastri.
Capitolo 3: vengono riassunte le prove di caratterizzazione del calcestruzzo, degli
acciai da costruzione svolte presso il Laboratorio Prove Materiali del
Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano;
Capitolo 4: vengono analizzate le prove sperimentali su travi e due mezzi pilastri
in C.A. svolte presso il Laboratorio Prove Materiali, del Dipartimento di
Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano. A riguardo, vengono descritti i
rinforzi in FRP di ciascuna trave. Vengono poi discussi i risultati sperimentali
ottenuti e confrontate la varie tipologie di rinforzo sia per sollecitazioni
flessionali sia taglianti.
Capitolo 5: vengono descritte inizialmente le modalit di rottura di travi in C.A.
rinforzate con FRP. Dopo aver descritto quindi la procedura per la
determinazione del momento resistente secondo normativa (CNR-DT 200/2004
e CNR-DT 200/2011) si effettuer tale calcolo per le travi sperimentate per poi
confrontarlo con i valori sperimentali. Infine mediante un calcolo parametrico si
definisce linfluenza che i diversi parametri hanno sul valore del momento.
Introduzione
5

PARTE B : RIPRISTINO DELLA CONTINUIT NEGLI ELEMENTI STRUTTURALI LIGNEI

Capitolo 6: vengono inizialmente descritti i materiali utilizzati per queste
tipologie di connessione quali in legno e gli FRP. Il legno, sia massiccio che
lamellare incollato, viene descritto ampiamente in tutte le sue caratteristiche,
fondamentali per comprenderne il comportamento posto in opera. Vengono
anche ripercorse brevemente le tipologie di connessione utilizzate per collegare
elementi lignei, dalle unioni di carpenteria alle unioni di tipo moderno;
Capitolo 7: vengono riassunte le prove di caratterizzazione del legno lamellare
GL32h, delle resine epossidiche e dei rinforzi, svolte presso il Laboratorio Prove
Materiali e il Laboratorio Materiali e strutture biologiche, il LaBs, del
Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano;
Capitolo 8: vengono analizzate le prove sperimentali su travi in legno lamellare
svolte presso il Laboratorio Prove Materiali, del Dipartimento di Ingegneria
Strutturale del Politecnico di Milano. A riguardo, vengono descritti gli inserti in
FRP, e le modalit di realizzazione delle travi che sono state sottoposte a prova.
Vengono poi discussi i risultati sperimentali ottenuti e confrontate la varie
tipologie di inserto;
Capitolo 9: dopo aver spiegato come sono stati modellati meccanicamente i
materiali, vengono riportati alcuni dei modelli ad elementi finiti realizzati per le
travi rettilinee. Grazie alla caratterizzazione dei materiali, si sono modellate le
travi e si sono comparati i risultati ottenuti dai modelli con i risultati
sperimentali.
Capitolo 10: viene descritto inizialmente il modello di calcolo implementato ad
hoc per effettuare il calcolo non lineare delle travi che considera quindi gli
effettivi legami costitutivi di tutti i materiali utilizzati per la realizzazione delle
travi con giunti a scomparsa sia in materiale composito sia in acciaio (legno,
materiali composito, acciaio, resina). Verranno poi confrontati i risultati ottenuti
dalla simulazione con quelli ottenuti sperimentalmente.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
6













7

CAPITOLO 1
IMPIEGO DI MATERIALI COMPOSITI NELLINGEGNERIA STRUTTURALE



In questo capitolo si descrive in maniera del tutto generale i compositi, necessaria per
capire come considerare questa tipologia innovativa di rinforzo applicata sia come
rinforzo esterno delle strutture in C.A. che come inserto in travi con giunti lineari. Si
illustrer come possibile caratterizzare i materiali compositi definendo un metodo di
controllo per la loro accettazione e per la determinazione delle caratteristiche fisiche e
meccaniche.
Si riporta anche una descrizione generale delle resine epossidiche, focalizzando
l'attenzione sugli adesivi epossi-amminici di tipo termoindurente, tipologia cio degli
adesivi analizzati nei seguenti capitoli.
Segue poi una breve panoramica della loro applicazione nellIngegneria Civile per poi
riportare il quadro normativo che ne regola il loro utilizzo.








Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
8

1.1 I MATERIALI COMPOSITI
1.1.1 Descrizione generale di un composito
Alla base della creazione di un materiale composito risiede lo stesso il concetto di
combinare almeno due materiali con propriet e caratteristiche chimiche differenti,
separati da uninterfaccia, per realizzare un materiale avente caratteristiche meccaniche
migliori di quelle che sarebbero fornite dai componenti singolarmente. Ciascun
costituente mantiene la propria identit nel composto finale senza dissolversi o fondersi
completamente nellaltro dando origine ad un materiale non omogeneo. Oltre ad essere
costituito da due o pi materiali di natura diversa e macroscopicamente distinguibili, un
materiale per essere definito composito deve contenere almeno due materiali, o fasi, che
presentano propriet fisiche e meccaniche sufficientemente diverse tra loro. Si pu
pertanto dire che i componenti principali sono due:
la matrice, o fase continua, meccanicamente pi debole che ha principalmente il
compito di dare forma e geometria al materiale;
il rinforzo, o fase dispersa, caratterizzato da elevate prestazioni meccaniche, che
rappresenta la parte veramente soggetta agli sforzi.


Figura 1.1 - Fotografia raffigurante la struttura di un materiale composito a livello
microscopico (Fonte [19])

Le caratteristiche meccaniche del rinforzo devono superare di diverse volte quelle della
matrice ed in particolare si richiede che la fase dispersa possegga un modulo elastico
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
9

cinque volte superiore a quello della fase continua. Se questa condizione rispettata si
pu parlare di compositi rinforzati, in caso contrario di compositi modificati.

Il materiale costituente la matrice pu essere di diversa natura seppur mantenga le
caratteristiche di omogeneit e isotropia. In funzione del tipo di sostanza utilizzata si
ottengono propriet nettamente differenti per il composito finale. Scegliendo matrici
polimeriche, piuttosto che metalliche o ceramiche, possono variare le caratteristiche
relative alle temperature desercizio, alla resistenza agli agenti chimici e allaggressione
degli agenti atmosferici, alle propriet di conducibilit elettrica e alla resistenza al fuoco.
In particolare si parla di compositi MMC se costituiti da una matrice metallica, PMC a
matrice polimerica, e CMC a matrice ceramica.

Come le matrici anche il rinforzo pu essere di diverso tipo, sia per quanto riguarda la
natura del materiale che lo costituisce che per quanto riguarda la forma e le dimensioni.
Le caratteristiche che contribuiscono a definire il rinforzo sono:
La geometria per quanto riguarda forma, dimensioni e distribuzione delle
dimensioni: la fase dispersa pu essere costituita da particelle di forma sferoidale,
prismatica o lamellare con caratteristiche di omogeneit e isotropia del composto
finale; oppure cilindrica, chiamate fibre, che sono dotate di un elevato rapporto
lunghezza diametro. Queste ultime sono principalmente omogenee ma con
propriet anisotrope e quindi in grado di comportarsi in modo diverso a seconda
della direzione lungo la quale sono sollecitate. In funzione delle loro dimensioni le
fibre sono classificabili in continue, le pi diffuse nel campo ingegneristico, e
discontinue (corte) che hanno lunghezza compresa tra i 10 ed i 50 mm e sono
utilizzate in processi spray per la creazione di scafi di imbarcazioni, paraurti di
automobili, o in materiali cementizi rinforzati con fibre;
La disposizione intesa come orientazione rispetto agli assi di simmetria del
materiale (rilevante se il rinforzo costituito da fibre): se essa casuale nello
spazio il materiale risulta avere caratteristiche simili a quelle di un materiale
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
10

isotropo (si pu definire infatti quasi - isotropo); in tutti gli altri casi il
composito presenta propriet anisotrope sino al caso limite di orientazione
monodirezionale;
La concentrazione misurata in frazione di volume e dispersione.

Tipo di fibre
Modulo di
elasticit
normale E
[GPa]
Resistenza a
trazione
r

[MPa]
Deformazione a
rottura
r

[%]
Coefficiente
di dilatazione
termica
[10
-6
C
-1
]
Densit
[g/cm
3
]
Fibra di vetro E 70 80 2000 3500 3.50 4.50 5.00 5.40 2.50 2.60
Fibra di vetro S 85 90 3500 4800 4.50 5.50 1.60 2.90 2.46 2.49
Fibra di carbonio
(alto modulo)
390 760 2400 3400 0.50 0.80 - 1.45 1.85 1.90
Fibra di carbonio
(alta resistenza)
240 280 4100 5100 1.60 1.73 - 0.60 - 0.90 1.75
Fibre
arammidiche
62 180 3600 3800 1.90 5.50 - 2.00 1.44 1.47
Matrice
polimerica
2.70 3.60 40 82 1.40 5.20 30 54 1.10 1.25
Acciaio da
costruzione
206
250 400
(snervamento)
350 600
(rottura)
20 30 10.40 7.80
Tabella 1.1 - Confronto tra le propriet delle fibre di rinforzo e delle matrici pi comuni e
dell'acciaio da costruzione (valori indicativi), CNR - DT 200 - 2004

I materiali compositi costituiti da un rinforzo fibroso con caratteristiche meccaniche
molto superiori rispetto a quelle della matrice sono chiamati compositi fibrorinforzati: gli
FRP sono quindi materiali compositi fibrorinforzati costituiti da una fase continua di
natura polimerica ed una fase dispersa caratterizzata da fibre lunghe.


1.1.2 I compositi fibrosi
I compositi fibrosi sono costituiti da una fase discontinua a base di fibre, ovvero particelle
cilindriche con la dimensione longitudinale nettamente prevalente sulle altre. Dato che
possono contenere sia fibre continue (caratterizzate da maggiore lunghezza) che fibre
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
11

discontinue, orientate in tutte le possibili direzioni dello spazio si possono individuare
infinite tipologie tra le quali si distinguono i compositi fibrosi monostrato, detti anche
lamine, e i compositi fibrosi multistrato, chiamati laminati.
Questi ultimi sono costituiti da strati di qualche decimo di millimetro di spessore, le
lamine, sovrapposti tra loro. Nel caso pi semplice le fibre sono contenute
esclusivamente nel piano della lamina: questo significa che non ci sono fibre disposte
perpendicolarmente a tale piano. Esiste anche una particolare classe di compositi
multistrato, detti laminati ibridi, in cui le singole lamine sono composte da fibre di natura
differente o da materiali differenti. Per quanto riguarda il primo caso si possono portare
come esempio i compositi a matrice epossidica con fibre sia di carbonio che arammidiche,
alternate per avere al tempo stesso rigidezza e tenacit; per il secondo caso invece un
esempio significativo quello dei compositi a strati alternati di resina epossidica con fibre
arammidiche e alluminio. Il principale vantaggio dei laminati rappresentato dalla
massima libert nella disposizione delle fibre pur essendo ovviamente richiesto un
controllo sistematico sulle scelte operate e quindi sulle propriet del composto finale.

Le fibre pi usate per la produzione di materiali compositi sono quelle di vetro, di
carbonio e le fibre arammidiche. La particolare geometria filiforme, oltre a risultare molto
versatile per la realizzazione dei compositi, conferisce a tali materiali caratteristiche di
rigidezza e di resistenza molto pi elevate di quelle possedute dagli stessi materiali
quando siano utilizzati in configurazione tridimensionale: ci dovuto alla minore densit
di difetti che tipicamente compete alla configurazione monodimensionale rispetto a
quella spaziale. Durante il processo di filatura, infatti, si assiste ad una riorganizzazione
strutturale che porta alla quasi totale eliminazione dei difetti in modo tale che le molecole
possano essere orientate in direzione dello stiro.

1.1.2.1 Le fibre di rinforzo
La fase fibrosa di un materiale composito fibrorinforzato costituita da filamenti che
hanno diametro dellordine dei micrometri. Allinterno del composito le fibre continue
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
12

sono utilizzate con unalta percentuale in volume, compresa tra il 20% e il 70% rispetto
alla restante percentuale di resina polimerica.
Il presente lavoro di tesi tratter in particolare compositi fibrorinforzati costituiti da fibre
di vetro e di carbonio.

Fibre di vetro
Le fibre di vetro sono comunemente usate in campo navale ed industriale per la
fabbricazione di compositi con prestazioni medio - alte e si caratterizzano per la loro
elevata resistenza. Il vetro composto principalmente da silice in struttura tetraedrica.
Sono aggiunti in varie proporzioni ossidi di alluminio ed altri ioni metallici per facilitare le
operazioni di lavorazione o per modificare alcune propriet (ad esempio le fibre di vetro S
rispetto alle E esibiscono una resistenza a trazione pi elevata). Le fibre di vetro hanno un
modulo di elasticit normale inferiore a quello delle fibre di carbonio o a quello delle fibre
arammidiche (circa 70 GPa per le fibre di vetro E) ed offrono una resistenza allabrasione
relativamente modesta, che richiede una certa cautela nelle operazioni di manipolazione
prima dellimpregnazione. Inoltre, esse presentano una pronunciata attitudine allo
scorrimento viscoso ed una modesta resistenza a fatica.

Fibre di carbonio
Le fibre si carbonio sono usate per la fabbricazione di compositi ad elevate prestazioni e si
distinguono per il loro alto modulo di elasticit normale e per la loro elevata resistenza.
Esibiscono un comportamento a rottura intrinsecamente fragile caratterizzato da un
assorbimento di energia relativamente modesto, anche se le tensioni di rottura sono
elevate. A confronto con le fibre di vetro e con quelle arammidiche, le fibre di carbonio
risultano essere le meno sensibili ai fenomeni di scorrimento viscoso (creep) e di fatica e
sono contraddistinte da una modesta riduzione della resistenza a lungo termine.
Posseggono un coefficiente di espansione termica praticamente nullo in direzione
longitudinale dato dalla loro eccellente stabilit strutturale in quella direzione, per sono
conduttrici termiche ed elettriche. Bisogna dunque controllare che, quando si trovano in
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
13

contatto con elementi metallici, non si verifichi un accoppiamento galvanico dovuto alla
forte differenza di potenziale tra il carbonio e la maggior parte dei materiali metallici.
Molte delle propriet appena citate dipendono dalla struttura atomica del materiale. Dal
punto di vista microscopico la fibra di carbonio un materiale solido semicristallino ed
organico costituito da fogli piani bidimensionali formati da atomi di carbonio tenuti
assieme tra loro mediante legami covalenti. Questi fogli di atomi di carbonio prendono il
nome di fogli di grafite. A differenza della grafite per, che presenta una struttura
cristallina di tipo esagonale, con gli atomi di carbonio organizzati in strutture
essenzialmente planari di densit atomica molto elevata, legate da forze trasversali di
interazione debole tipo Van der Waals, nelle fibre di carbonio i piani di grafite non sono
tra loro completamente paralleli n distribuiti tutti lungo uno stesso asse, ma tendono ad
aggrovigliarsi diminuendo cos lanisotropia del sistema. Nella grafite, a causa dei legami
forti tra gli atomi di carbonio nel piano, il modulo elastico nelle direzioni planari
estremamente elevato, mentre molto inferiore nella direzione trasversale, particolarit
che conferisce al materiale un carattere fortemente anisotropo.


Figura 1.2 - Microstrutture a confronto: grafite (sinistra) e fibra di carbonio (destra)
(Fonte[19])

Il termine fibre di grafite viene tuttavia utilizzato nel linguaggio comune, anche se in
modo improprio, per indicare fibre con un contenuto di carbonio maggiore del 99%,
mentre il termine fibre di carbonio indica fibre con un contenuto di carbonio variabile tra
l'80 ed il 95%. Gli FRP a base di fibre di carbonio si denotano usualmente con lacronimo
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
14

CFRP. In funzione della quantit di carbonio presente le propriet meccaniche delle fibre
variano.

Tipo di fibre *g/cm
3
] E [GPa] *MPa+
Standard 1.7 250 3700
Alta resistenza 1.8 250 4800
Alto modulo 1.9 500 3000
Ultra alto modulo 2.1 800 2400
Tabella 1.2 - Principali propriet meccaniche delle fibre di carbonio

1.1.2.2 Tipologie di fibre disponibili in commercio
Le ottime prestazioni dei materiali compositi sono dovute al fatto che i materiali utilizzati
per il rinforzo si trovano sottoforma di fibre, ovvero filamenti continui molto sottili e
quindi molto difficili da manipolare singolarmente. Per tale motivo esse sono disponibili
commercialmente in varie forme, di cui le pi comuni sono le seguenti:
filamento (monofilament): elemento base con dimensioni di circa 10 m di
diametro;
cavo di filatura (tow): il prodotto della macchina di filatura ed costituito da un
fascio formato da un gran numero di filamenti dellordine delle migliaia,
praticamente senza torsione, destinato ad essere filato, ritorto o strappato per
lutilizzazione sotto forma di fibra discontinua;
filo o filato (spun yarn): filo formato da fibre tenute insieme da torsione;
filo assemblato (roving): fascio costituito da filati assemblati parallelamente e
senza torsione intenzionale.

Combinando insieme alcune centinaia di tows o yarns si ottiene il tape, in cui i tows o gli
yarns possono essere semplicemente affiancati oppure cuciti tra loro o fissati su un
supporto.
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
15

La classificazione delle fibre mutuata direttamente da quella tradizionalmente utilizzata
per le fibre tessili. I filamenti costituenti i filati sono caratterizzati essenzialmente dalla
composizione chimica e dalla massa per unit di lunghezza che si misura in Tex,
equivalente a 1 g per Km di fibra (secondo la norma ISO 2974:2000 (E)).


Figura 1.3 - Tipologie di fibre (Fonte [10])

La designazione tecnica delle fibre di vetro viene effettuata secondo le norme ISO
1139:1973(E) e ISO 2078:1993(E) e consta dei seguenti elementi:
una lettera che identifica il tipo di vetro utilizzato;
una seconda lettera che indica il tipo di fibra utilizzato:
C (iniziale di Continuo, per i filamenti);
D (iniziale di Discontinuo, per le fibre discontinue);
un numero che indica il diametro nominale (in m) del filamento;
un numero, separato da uno spazio, che indica la massa lineare della fibra in Tex;
il senso e il valore di torsione, espresso in giri/m (opzionale);
il numero di fili costituenti i ritorti (opzionale);
un codice del produttore contenente tutte quelle informazioni, non codificate,
ritenute indispensabili per caratterizzare il prodotto (opzionale).

Per le fibre di carbonio si soliti classificare i filati in termini di k dove il simbolo k sta
per migliaia: ad esempio un filato da 1k sar costituito da 1000 filamenti (66.6 Tex), uno
da 3k (200 Tex) ne conterr 3000, ecc. Valori tipici sono: 0.5k, 1k, 3k, 6k, 12k, 18k, 24k,
48k.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
16

1.1.2.3 Tessuti e lamine
Come detto in precedenza i materiali compositi che hanno maggiore applicazione nel
campo delle costruzioni sono quelli fibrorinforzati a fibra lunga. Questi materiali
principalmente vengono venduti sottoforma di tessuti o lamine.
I tessuti sono disponibili in nastri di varia larghezza oppure in teli di grandi dimensioni.
Una prima tipologia di tessuto quella costituita da fibre disposte in una sola direzione ed
allineate in un piano (i tessuti unidirezionali realizzati con fibre di carbonio contengono
sottili filamenti in fibra di vetro o materiale plastico disposti in direzione trasversale che
hanno la sola funzione di mantenere il parallelismo tra le varie fibre).


Figura 1.4 - Tessuto unidirezionale in carbonio; Tessuto bidirezionale in carbonio; Tessuto
bidirezionale in vetro

Nei casi in cui oltre alla fasciatura, occorra aumentare anche la resistenza a flessione,
vengono preferiti i tessuti bidirezionali, chiamati anche intrecciati, che generalmente
sono costituiti da intrecci convenzionali di trefoli di filamenti che mantengono la loro
posizione grazie appunto alla struttura intrecciata. I filamenti della trama e dellordito non
sono completamente distesi ma, nel sovrapporsi alternativamente, si incurvano
aumentando la deformabilit finale del tessuto. In questo caso si pu ottenere un
prodotto con caratteristiche tecniche di resistenza identiche in entrambe le direzioni,
oppure si pu privilegiare uno dei due orientamenti.
Esistono poi tessuti ad intreccio piano e mat, dove viene utilizzato un intreccio piano per
creare tessuti da impregnare e ricoprire con una matrice polimerica al fine di eliminare
lincurvamento dei filamenti fuori dal piano del laminato e di ottenere cos un materiale
con propriet elastiche pi uniformi. In questo tipo di tessuti i filamenti della trama sono
solo appoggiati su quelli dellordito, non intrecciati, e vengono successivamente cuciti fra
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
17

loro con un filamento molto leggero. Le fibre possono essere disposte in modo ordinato,
quindi tese ed allineate, o in modo disordinato, quindi con le fibre curve e non allineate.
Questultimo il caso del tessuto non tessuto, ed difficile prevedere quali possano
essere le caratteristiche meccaniche del composto finale.
Sono inoltre disponibili tessuti a struttura complessa con intreccio su pi assi. Un esempio
di tessuto intrecciato su pi assi quello triassiale nel quale i filamenti sono intrecciati
con angoli di circa 60 oppure quadriassiale che, oltre alla disposizione di trama e ordito,
possiedono due ulteriori sviluppi nelle direzioni oblique.


Figura 1.5 - Schematizzazione di un tessuto (A) triassiale e (B) quadri assiale (Fonte [19])

Laltra tipologia di prodotto disponibile in commercio costituita dalle lamine: elementi
rigidi gi impregnati con la resina, ottenuti per mezzo di un processo industriale di
estrusione sotto trazione che prende il nome di pultrusione. Queste lamine possono
avere resistenza a trazione e modulo elastico particolarmente elevati data la possibilit di
inserire al loro interno una percentuale di filamenti molto alta.


1.1.3 Le matrici
Le matrici costituiscono laltro componente fondamentale dei materiali compositi: la fase
continua. Questa fase allinterno del composito fibrorinforzato ha un ruolo essenziale
sebbene le sue caratteristiche meccaniche siano notevolmente inferiori rispetto a quelle
del rinforzo. La resina ha la funzione di proteggere le fibre dallambiente esterno, fissarne
lorientazione incapsulandole ed impregnandole, ma soprattutto di trasferire in modo
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
18

omogeneo a tutto il composito le sollecitazioni subite dal manufatto. Inoltre la matrice
pu anche servire a conferire tenacit al materiale, poich rispetto alle fibre che
generalmente sono molto fragili, questa fase, deformandosi, maggiormente capace di
assorbire energia. Infine, la fase continua deve fornire al rinforzo ladeguata resistenza a
compressione per contenere la deformazione trasversale, caratteristica della quale in
genere le fibre sono sprovviste.
In conclusione la matrice deve essere un materiale che in fase di esercizio sia consistente,
rigida e priva di difetti, ma che in fase di produzione del composito sia di facile
applicazione. Questo ultimo requisito si traduce nella necessit di avere una bassa
viscosit ed una bassa tensione superficiale, caratteristiche che permettono di ottenere
una buona bagnabilit delle fibre. La matrice deve fluire in interstizi molto piccoli al fine di
impregnare completamente tutte le fibre e non lasciare parti del composito con fibre
secche.
Le principali matrici polimeriche utilizzate nellindustria dei materiali compositi si
differenziano essenzialmente in due gruppi: resine termoplastiche e resine
termoindurenti. Le ultime sono quelle maggiormente utilizzate poich hanno basse
temperature di esercizio e quindi a temperatura ambiente posseggono una bassa
viscosit che ne facilit lutilizzo, la gestione e la possibilit di adoperarle senza particolari
accorgimenti sulla linea produttiva. Tuttavia queste resine una volta solidificate per
reazione chimica, non possono pi essere riutilizzate, poich il processo di
polimerizzazione che caratterizza questo tipo di resine irreversibile. Questo pone un
forte limite per quanto riguarda la possibilit di riciclo del composito stesso, ma ne
impedisce anche interventi di riparazione. Inoltre queste resine tendono ad avere una
scarsa tenacit e quindi ad essere soggette a fratture di tipo fragile e posseggono anche
una certa tendenza ad assorbire lumidit. Nonostante questi difetti, le resine
termoindurenti continuano ad essere preferite alle termoplastiche nella fabbricazione di
compositi fibrorinforzati perch grazie alla facilit di posa permettono un migliore
controllo sullorientazione delle fibre durante il processo produttivo.
Le resine termoindurenti pi diffuse nel settore civile sono le epossidiche che sono
caratterizzate da una buona resistenza allumidit e agli agenti chimici oltre a presentare
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
19

ottime capacit adesive. La temperatura massima di esercizio dipende dalla formulazione
e dalla temperatura di reticolazione, al contrario non esistono limitazioni per la
temperatura minima di esercizio.
Per quanto riguarda la composizione, il reagente principale costituito da liquidi organici
a basso peso molecolare che contengono un certo numero di gruppi epossidici, anelli
composti da un atomo di ossigeno e da due atomi di carbonio.



1.2 CARATTERIZZAZIONE DEI MATERIALI COMPOSITI
Le Norme Tecniche per le Costruzioni attualmente vigenti in Italia prescrivono che i
materiali utilizzati nella realizzazione di una costruzione siano identificabili, certificati
mediante la documentazione di attestazione con prove sperimentali eseguite da un ente
terzo indipendente o, quando previsto, autocertificati secondo procedure stabilite dalle
specifiche tecniche europee. I materiali devono infine essere accettati dal Direttore dei
Lavori mediante controllo delle certificazioni e prove sperimentali eseguite presso
laboratori ufficiali per valutare le caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche. Tali
norme sono dettagliate per i materiali tradizionali utilizzati nellambito delle costruzioni
ma non danno indicazioni, per il momento, relativamente ai materiali fibrorinforzati per i
quali la caratterizzazione meccanica risulta decisamente pi complessa a causa della
marcata anisotropia.
In questo ambito si inserisce un documento redatto dal Politecnico di Milano ed
Assocompositi che definisce un protocollo di prove per la determinazione delle principali
caratteristiche meccaniche degli adesivi e dei compositi prodotti in opera: Cokit: un
sistema per la caratterizzazione di materiali compositi per le costruzioni. Questo lavoro
stato svolto alla luce delle varie metodologie di prova esistenti per caratterizzare le
propriet fisiche e meccaniche dei compositi fibrorinforzati reperibili su numerosi testi
specifici o in norme internazionali.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
20

1.2.1 Controllo di accettazione di materiali compositi
I progettisti possono fare riferimento alle schede tecniche
1
dei materiali componenti il
composito fornite dai produttori considerando comunque, nella definizione dei valori di
progetto, tutti i fattori riduttivi tipici di tali materiali. In esse sono elencate tutte le
propriet fisico - chimiche e meccaniche che dovrebbero accompagnare ogni fornitura.
Lobiettivo quindi quello di verificare le caratteristiche fisiche del tessuto utilizzato e le
caratteristiche meccaniche del composito. Si richiede, infatti, che venga prelevato un
campione del tessuto non impregnato per poter verificare la densit delle fibre e la massa
del tessuto per unit di area. Nel caso di tessuti multiassiali, ovvero costituiti da pi strati
di tessuti uniassiali sovrapposti e cuciti tra loro, il produttore deve riportare lorientazione
di ciascun strato di fibre. In questo caso, si suggerisce di verificare lorientamento e la
successione degli strati e confrontarla con quella descritta nelle schede tecniche del
prodotto, scucendo e separando i vari strati in un campione di tessuto secco.

In Tabella 1.3 sono elencate le prove pi comuni e significative che possibile effettuare
sui materiali in oggetto. Per ogni prova indicata una norma di riferimento. Le prove 1 - 6
riguardano propriet fisiche del composito mentre le prove 7 sono riferite alle propriet
meccaniche del composito.











1
Vedi Allegato 1 e Allegato 4
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
21

Test Propriet Unit di misura Normativa di riferimento
1 Densit delle fibre
fib
[g/cm
3
] ASTM D792/ISO 1183 - 1
2 Massa del tessuto per unit di area p
x
[g/m
2
] ISO 3374
3 Densit della resina
m
[g/cm
3
] ISO 1675
4
Area equivalente A
rt
[mm
2
/m]
-
Spessore equivalente t
eq
[mm]
5
Frazione in peso delle fibre nel composito P
fib
-
ISO 11667/ISO 1172
Frazione in volume delle fibre nel composito V
fib
-
6 Percentuale di vuoti nel composito V
v
- ASTM D2734
7
Modulo elastico del laminato E
f
[MPa]
ISO 527 - 4,5
Resistenza del laminato f
f
[MPa]
Deformazione a rottura del laminato
f
[%]
Modulo elastico del laminato riferito alle
fibre
E
fib
[MPa]
Resistenza del laminato riferita alle fibre f
fib
[MPa]
Deformazione a rottura delle fibre
fib
[%]
Tabella 1.3 - Prove sperimentali per la caratterizzazione dei materiali compositi

Per lesecuzione delle prove devono essere confezionati dei campioni che riproducano
esattamente le caratteristiche dellapplicazione reale. Pertanto la loro preparazione deve
essere eseguita con molta attenzione. Generalmente si prepara un laminato allincirca di
dimensioni 20 x 30 cm dal quale poi verranno tagliati i campioni da sottoporre a prova in
laboratorio.

Si sottolinea che i risultati di prove effettuate su campioni di materiali fibrorinforzati
possono essere influenzati in modo significativo dagli stessi fattori che comportano una
diminuzione della resistenza che opportuno ricordare:
errato allineamento delle fibre durante la laminazione;
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
22

presenza nel campione di agenti contaminanti indesiderati (intrappolati durante il
processo di laminazione);
elevata frazione di vuoti residua;
errore di allineamento che in questo caso va evitato nella fase finale di taglio del
laminato (non perfetto parallelismo tra la linea di taglio e la direzione principale
del provino).

Pertanto, durante la fase di preparazione dei campioni in cantiere necessario tenere in
considerazione vari aspetti:
planarit e regolarit delle superfici: dunque opportuno che il tessuto da
impregnare venga steso su una superficie piana sufficientemente regolare e liscia;
orientazione degli strati (plies): i diversi strati vanno stesi seguendo la sequenza di
laminazione stabilita nel progetto. Bisogna porre particolare attenzione, nel
confezionamento dei provini come nella realizzazione in opera, allorientazione
delle fibre: non deve, infatti, formarsi un angolo tra le direzioni principali di due
strati successivi;
eliminazione dei vuoti allinterno del laminato: deve essere eseguita con le stesse
modalit previste dal progettista per i compositi di rinforzo ed a temperatura
ambiente;
protezione delle superfici: una volta laminati i tre strati di composito necessario
eliminare la resina in eccesso e proteggere la superficie del laminato stesso in
modo da evitare il contatto accidentale con altri oggetti;
contenuto di resina: importante che i provini siano realizzati con la stessa tecnica
utilizzata per la preparazione degli inserti e possibilmente con la stessa quantit di
resina proprio per riprodurre le caratteristiche del materiale composito;
polimerizzazione della resina (curing): deve avvenire con le stesse modalit seguite
per il giunto reale.

Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
23

Una volta preparato il laminato, si pu procedere alla preparazione dei provini da
sottoporre in laboratorio a prova di trazione. Una fase fondamentale di questo processo
il taglio del campione che pu essere eseguito utilizzando vari strumenti (taglierini, lame
diamantate, water jet, ecc.). La scelta va fatta sulla base delle propriet del materiale ed
in funzione delle dimensioni del campione. A volte pu rendersi necessaria unulteriore
operazione di finitura superficiale. Questa pu essere eseguita con carta abrasiva o
mediante strumenti opportuni. Il taglio deve avvenire parallelamente alla direzione
principale delle fibre in quanto un errato allineamento delle fibre, anche di pochi gradi,
pu condurre a valori delle caratteristiche meccaniche decisamente inferiori rispetto alle
previsioni.
Per quanto riguarda le dimensioni dei provini, queste devono essere tali da presentare
una parte centrale sufficientemente lontana dagli afferraggi e di dimensioni adeguate per
lapplicazione degli strumenti di misura previsti (estensometri mono o biassiali,
estensimetri).
Prima di essere sottoposti alla prova di trazione ai provini, cos confezionati, devono
essere incollati degli appositi talloni (tabs), ovvero elementi con la funzione di agevolare
lafferraggio del provino durante la prova senza provocare indesiderate lesioni locali.
opportuno che siano costituiti di materiali con una deformabilit superiore a quella del
provino da testare. La soluzione pi affidabile ma che comporta un tempo significativo
per la preparazione, quella di utilizzare talloni in composito rinforzato con fibra di vetro
(Figura 1.6). Una soluzione alternativa a costi pi limitati quella di adottare placchette in
alluminio.


Figura 1.6 - Talloni in fibra di vetro
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
24

La lunghezza dei talloni deve essere definita in base alle propriet di resistenza a taglio
delladesivo impiegato per incollare i talloni stessi. Talora, quando linteresse limitato
alla sola misura della rigidezza dei campioni, possibile utilizzare come talloni alcuni
elementi di elevata rugosit. Lesecuzione delle prove di trazione senza lutilizzo di talloni
pu per fornire risultati poco attendibili in quanto gli afferraggi non riescono a
trasmettere il carico al campione coinvolgendo tutte le fibre.
Le misure da effettuare sono le classiche di caratterizzazione meccanica ovvero
necessario misurare il carico applicato, lo spostamento e le deformazioni in una zona del
provino indisturbata (mediante estensometri od estensimetri). opportuno sottolineare
che la misura delle deformazioni in un provino in materiale composito particolarmente
importante al fine della determinazione delle propriet meccaniche e non pu essere
sostituita dalla sola lettura dello spostamento della macchina di prova che potrebbe
comprendere eventuali scivolamenti del provino o deformazioni delle componenti stesse
della macchina. utile controllare anche altri parametri tra cui la temperatura e lumidit
relativa dellambiente in cui vengono eseguite le prove.


1.2.2 Verifiche delle caratteristiche fisiche
Nel seguito vengono brevemente descritte le prove per la determinazione di alcune
caratteristiche fisiche dei compositi indicate con i numeri 1 - 6 in Tabella 1.10. Per ognuna
di esse vengono presentati alcuni semplici esempi. Si far riferimento agli elementi di
rinforzo adattando la seguente terminologia gi presentata nel Capitolo 1:
filamento (monofilament): elemento base con dimensioni di circa 10 m di
diametro;
cavo di filatura (tow): il prodotto della macchina di filatura ed costituito da un
fascio formato da un gran numero di filamenti (dellordine delle migliaia),
praticamente senza torsione, destinato ad essere filato, ritorto o strappato per
lutilizzazione sotto forma di fibra discontinua;
filo o filato (spun yarn): filo formato da fibre tenute insieme da torsione;
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
25

filo assemblato (roving): fascio costituito da filati assemblati parallelamente e
senza torsione intenzionale.

1.2.2.1 Densit delle fibre
Normalmente la densit delle fibre di carbonio registrata nei materiali compositi utilizzati
nelle applicazioni strutturali solitamente compresa tra 1.76 e 1.90 g/cm
3
.
I valori della densit delle fibre sono riportati sulle schede tecniche. Nel caso fosse
necessario determinarlo o verificarlo, possibile fare riferimento alle norme indicate in
Tabella 1.10; vengono suggeriti tre metodi alternativi:
metodo di immersione per materiali plastici allo stato finito;
metodo con picnometro per materiali plastici in polvere o ridotti in particelle;
metodo a titolazione per materiali plastici allo stato finito.

1.2.2.2 Massa del tessuto per unit di area
Per ogni tipo di tessuto possibile verificare la massa per unit di area mediante la
tecnica della pesata diretta di un campione. Questultimo deve avere dimensioni
sufficientemente regolari tali da poterne facilmente determinare larea. Per ottenere la
massa per unit di superficie sufficiente dividere la massa del campione di tessuto per la
rispettiva superficie misurata.
Nel caso di tessuti uniassiali, la massa del tessuto p
x
, generalmente espressa in g/m
2
,
potr essere determinata dalla relazione:



dove

il valore della massa del campione di tessuto misurata in grammi e

larea
del campione misurata in millimetri quadrati.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
26

Per rendere chiaro il procedimento si consideri, ad esempio, un provino di tessuto
uniassiale con massa nominale di 400 g/m
2
e dimensioni 184 mm 20 mm. La pesata del
concio di tessuto secco fornisce 1.466 g. Applicando lequazione si ottiene un valore pari a
398.36 g/m
2
, che da considerarsi accettabile rispetto al valore teorico (scostamento
inferiore all1%). Nel caso in cui siano forniti solo il titolo del filato e la geometria, la
determinazione della massa per unit di superficie delle fibre in una determinata
direzione pu essere eseguita attraverso la seguente relazione:



in cui

la massa del tessuto per unit di superficie, espressa in [g/m


2
],

il titolo del
filato riferito alla direzione in esame, espresso in Tex [g/km],

il numero di filati per


unit di larghezza riferiti alla direzione in esame [filati/cm].

Pertanto, applicando l'equazione nel caso in cui sia dato, per esempio un tessuto
uniassiale caratterizzato da 3.8 filati/cm e da un titolo del filato di 800 Tex, la massa per
unit di superficie risulta essere:



Nel caso di tessuti trama - ordito, la scheda tecnica fornita dal produttore dovrebbe
riportare il valore della massa dei filati per unit di superficie in ognuna delle due
direzioni; lespressione si applica distintamente per le due direzioni ortogonali. Il valore
ottenuto di

indica la massa per unit di superficie della componente del tessuto nella
direzione interessata ovvero della sola trama o del solo ordito.


Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
27

1.2.2.3 Densit della resina
La misura della densit della resina pu essere effettuata su campioni di sola resina che
siano privi di bolle e abbiano fatto presa in condizioni di temperatura, pressione e per un
tempo simile a quello per la preparazione del composito. altres possibile adottare i
valori di densit forniti dal produttore purch questi siano stati ottenuti su base statistica
da una serie di lotti di produzione e possano quindi essere rappresentativi del processo di
produzione.

1.2.2.4 Determinazione dellarea e dello spessore equivalente
Nei tessuti impregnati artigianalmente non possibile stimare a priori lo spessore finale
del laminato. Si conosce, infatti, il numero di strati di tessuto impiegati ed il loro
contenuto di fibre ma ovviamente non noto il volume della resina utilizzata.
Comunemente si fa riferimento alle propriet meccaniche ed allarea resistente del
tessuto secco utilizzando i dati riportati nelle schede tecniche.

Figura 1.7 - Area resistente in un tessuto uni assiale (Fonte:[10])

Larea resistente del tessuto,

, generalmente riferita alle direzioni dei filati, espressa


per unit di larghezza del tessuto [mm
2
/m]:


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
28

dove

il titolo del filato riferito alla direzione in esame, espresso in Tex [g/km],

il
numero di filati per unit di larghezza riferiti alla direzione in esame [filati/cm],

la
densit delle fibre [g/cm
3
].
Per tessuti uniassiali larea resistente data da:



Per tessuti biassiali costruiti con lo stesso tipo di fibre e che presentano lo stesso numero
di filati nelle direzioni di trama ed ordito, detta

[g/m
2
] la massa del tessuto per unit di
area, possibile ricavare larea resistente come:



In alternativa possibile riferire larea resistente del tessuto allo spessore di una lastra
equivalente costituita dalle sole fibre. Lo spessore equivalente,

[mm], calcolato
come:



importante evidenziare che tale semplificazione non applicabile a tessuti con diverso
numero di filati nelle due direzioni ortogonali. Questa opzione condurrebbe, infatti, in
questo caso ad una lastra con due diversi spessori.
A titolo di esempio si consideri un tessuto uniassiale avente numero di filati per unit di
larghezza pari a 6.6 fili/cm e titolo del filato uguale a 600 Tex, facendo lipotesi di densit
delle fibre di 1.8 g/cm
3
si ricava:



da cui lo spessore equivalente pari a 0.22 mm.
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
29

1.2.2.5 Determinazione della frazione ponderale e volumetrica delle fibre
Le propriet meccaniche del composito sono notevolmente influenzate dal valore della
frazione in peso o in volume delle fibre. Pertanto fondamentale determinare con
accuratezza tale caratteristica del laminato.
La frazione volumetrica delle fibre, V
fib
, pari al rapporto tra il volume delle fibre ed il
volume totale del composito; in maniera analoga la frazione ponderale delle fibre, P
fib
,
data dal rapporto tra il peso, o massa, delle fibre ed il peso totale, o massa totale, del
composito. Si noti che la frazione ponderale pu essere determinata indifferentemente
sulla base del peso o della massa, trattandosi di un rapporto.
Il contenuto di fibra in un composito determinabile sia dissolvendo il materiale in un
opportuno solvente (secondo la normativa ISO 11667) che tramite processi di
calcinazione (secondo la normativa ISO 1172). In entrambi i casi si richiede di considerare
almeno due campioni di materiale quanto pi simili per dimensioni e geometria.
Nel primo caso, la percentuale di materiale non solubile (fibre ed eventuali cariche) viene
ricavata misurando la differenza tra la massa del provino prima e dopo lestrazione della
parte solubile (resina) che eseguita tramite dissoluzione in un solvente. Sono
solitamente solventi appropriati il diclorometano, lacetone, il metiletilchetone o
letanolo denaturato. Qualora il campione contenga cariche, la separazione di fibre e
cariche avviene tramite reazione delle cariche con acido idrocloridrico oppure tramite
filtrazione senza luso di acidi. La massa dei campioni deve essere misurata prima della
dissoluzione, dopo lestrazione della resina ed infine dopo la separazione di fibre e
cariche.
Nel caso in cui si valuti il contenuto di fibre tramite processi di calcinazione il provino deve
essere pesato, calcinato in determinate condizioni (ad esempio 700C per 5 ore) e quindi
nuovamente pesato per determinare il contenuto di materiale incombusto (fibre ed
eventuali cariche). Qualora il campione contenga cariche, si possono seguire i
procedimenti precedentemente descritti per la separazione di fibre e cariche.


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
30

1.2.2.6 Determinazione della percentuale di vuoti nel composito
Il contenuto di vuoti (porosit e/o bolle daria) in un laminato composito influisce
fortemente sulle caratteristiche meccaniche del prodotto.
Valori elevati di vuoti possono causare bassa resistenza a fatica, penetrazione di acqua,
umidit e agenti atmosferici. Il contenuto di vuoti in un laminato rispecchia la qualit del
processo di fabbricazione ed funzione della tecnologia di produzione utilizzata.
La misura della percentuale di vuoti pu essere effettuata seguendo quanto specificato
dalla norma ASTM D 2734. Prima di effettuare la prova i provini devono essere mantenuti
per almeno 40 ore in un ambiente a 23C e a 50% di umidit relativa. Il test basato sulla
misura separata della densit delle fibre, della resina e del composito. Successivamente
viene misurato il contenuto di resina e calcolata la densit teorica del composito. Il
confronto con la densit reale misurata permette la valutazione del contenuto di vuoti. La
densit teorica del composito si determina dallespressione:



in cui

rappresentano la densit della fibra e della resina [g/cm


3
] mentre

sono la frazione in peso della fibra e della resina.



Il contenuto di vuoti viene calcolato come:



dove

la densit teorica del composito mentre

la densit misurata del


composito.

Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
31

Alternativamente il contenuto di vuoti pu essere determinato come:

)


1.2.3 Verifiche delle caratteristiche meccaniche
Le caratteristiche meccaniche dei materiali compositi utilizzati per il rinforzo non possono
essere dedotte semplicemente dalle caratteristiche dei singoli componenti (fibre e
matrici) ma devono essere determinate e verificate sperimentalmente. Come noto, sono
molteplici i fattori dovuti al processo di produzione che influiscono sulle caratteristiche
finali del composito. Tali fattori possono essere determinati e costantemente controllati
nel caso di produzione industriale di elementi pultrusi mentre nel caso di tessuti
impregnati in cantiere indispensabile verificare le caratteristiche del prodotto finale per
ogni applicazione.
Nei materiali fibrorinforzati possibile distinguere le caratteristiche meccaniche,
riportate nella tabella seguente, riferite al filato, al tessuto ed al laminato.

f
filato
, E
filato
valori riferiti al filato secco
f
tess
, E
tess
valori riferiti al tessuto secco
f
f
, E
f
valori ottenuti per un laminato riferiti allarea del composito
f
fib
, E
fib
valori ottenuti per un laminato riferiti allarea delle fibre
f
fib,nom
, E
fib,nom
valori nominali forniti dal produttore
f
fib,d
, E
fib,d
valori di progetto per un laminato riferiti alla sola area delle fibre
Tabella 1.4 - Caratteristiche meccaniche di filato tessuto e laminato

importante che gli operatori (progettisti, direttori dei lavori e collaudatori) siano consci
delle differenze tra tali valori al fine di evitare errori interpretativi e possibili contestazioni
sia nella fase di progettazione che in quella di accettazione o collaudo. Pertanto si ritiene
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32

opportuno fare una breve descrizione di filato, tessuto e laminato, evidenziandone le
differenze.

Filato
I filati sono quegli elementi che nel loro insieme costituiscono un fascio. I fasci organizzati
in modo parallelo, intrecciati ortogonalmente, o anche in diverse direzioni formano i
tessuti utilizzabili per il rinforzo strutturale. La conoscenza delle loro caratteristiche fisiche
e meccaniche preziosa per una corretta progettazione di un rinforzo strutturale.
La scheda tecnica dei filati dovrebbe riportare le caratteristiche fisiche e meccaniche simili
a quelle evidenziate nelle schede tipo riprodotte in Appendice 1. I valori meccanici
dichiarati dal produttore e riportati sulle schede (tra cui la resistenza f
filato
, ed il modulo
elastico E
filato
) sono riferiti al filato in bobine quindi non impregnato con resine ed
indisturbato, ovvero che non ha subito alcun trattamento.

Tessuto
Il tessuto, come detto in precedenza costituito da pi fasci, intrecciati secondo schemi
differenti, costituiti a loro volta da filati.
Il processo di tessitura a cui le fibre vengono sottoposte per la produzione di tessuti causa
un decadimento della resistenza dovuto a vari fattori quali il danneggiamento delle fibre o
la torsione impressa durante la lavorazione o un danneggiamento locale in
corrispondenza di piccoli raggi di curvatura (intersezione tra fibre di trama ed ordito). In
generale si pu notare che nei tessuti uniassiali i valori di resistenza e modulo elastico del
filato non decadono notevolmente in seguito ai processi di tessitura, mentre nel caso
della lavorazione di tessuti biassiali le propriet meccaniche del tessuto possono risultare
considerevolmente pi basse rispetto a quelle del filato.
I valori di resistenza ed il modulo elastico eventualmente disponibili sono riferiti al tessuto
secco (ovvero non impregnato) e non al composito. Uninformazione di primaria
importanza larea resistente delle fibre. Tale valore quello che il progettista pu
utilizzare nei calcoli senza ovviamente conoscere il quantitativo di resina che verr
impiegata per limpregnazione durante la messa in opera. Si sottolinea che tale area di
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
33

fibre non potr essere moltiplicata per la resistenza del filato o del tessuto ma, come
spiegato nel seguito, per un valore sicuramente inferiore riferito al composito.
Il modulo elastico del tessuto spesso molto simile a quello del filato mentre la resistenza
a trazione pu risultare significativamente inferiore al valore riferito al filato proprio per
le considerazioni appena fatte. Conseguentemente risulta ridotto anche il valore della
deformazione ultima corrispondente.

Laminato
Il laminato costituito sostanzialmente dal tessuto impregnato con resine. Il processo di
laminazione permette di ottenere un materiale costituito da due fasi intimamente
collaboranti. Pertanto, ci si devono aspettare delle caratteristiche meccaniche del
laminato diverse rispetto a quelle del tessuto secco a causa dellinterazione con la resina.
La conoscenza delle caratteristiche meccaniche del laminato, tuttavia, fondamentale
per una corretta progettazione del rinforzo. Mentre nel caso di prodotti preformati tali
valori sono comunemente forniti dalle ditte costruttrici, per i tessuti laminati in situ,
possibile avere indicazioni relative ad interventi con un definito valore di frazione
volumetrica ma tali valori non sono sempre disponibili.
I fornitori ed installatori di sistemi di rinforzo possono svolgere delle campagne di prove
per ricavare valori statisticamente significativi delle caratteristiche del laminato. In
particolare si determinano i valori medi e minimi delle quantit E
f
, f
f
(riferite allarea
totale del composito) e di E
fib
, f
fib
(riferite alla sola area netta delle fibre nel laminato).
Queste quantit non devono essere confuse con quelle delle fibre (o del filato) non
impregnate e saranno, infatti, sicuramente inferiori a queste ultime essendo influenzate
da tutti i fattori che riducono le caratteristiche meccaniche stesse che caratterizzano sia il
processo di tessitura che il processo di laminazione del composito.
Il processo di laminazione, infatti, implica lintroduzione di vari fattori riduttivi delle
propriet meccaniche del laminato dovuti al non perfetto allineamento delle fibre
rispetto alla direzione ideale, alla presenza di vuoti interlaminari o a fenomeni locali di
debonding tra fibre e matrice.
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34

I valori del modulo elastico E
fib
ottenuti dalle prove di laboratorio sono abitualmente
confrontabili con i valori di E
tess
ed E
filato
presentando differenze inferiori al 5% mentre i
valori della resistenza (f
fib
) risultano spesso considerevolmente inferiori ad f
tess
ed f
filato
. Lo
sforzo di rottura di un provino in materiale composito riferito allarea netta delle fibre
pu risultare, infatti, anche pari al 50-60% del valore di rottura delle fibre stesse. Il
rapporto tra i valori riferiti al composito e quelli riferiti al filato pu essere un indice della
qualit del processo produttivo dato che la differenza dipende, come detto, dalla
lavorazione.
Nel grafico seguente si possono apprezzare le differenze tra le prestazioni di fibre,
matrice e materiale composito.

Figura 1.8 - Confronto tra le prestazioni meccaniche di fibra e laminato composito

I valori caratteristici relativi a resistenza e modulo di elasticit del composito f
nom
, E
nom
,
possono essere definiti su base statistica considerando il frattile 5% della distribuzione
statistica approssimabile generalmente ad una gaussiana.
I produttori del filato, del tessuto e dei sistemi, con riferimento ai valori riportati nelle
schede tecniche, devono riportare le seguenti informazioni:
la base statistica da cui sono stati ottenuti;
le caratteristiche del campionamento o del prelievo dalla produzione;
la natura dei valori caratteristici ed in questo caso la probabilit di superamento;
eventuali coefficienti di sicurezza introdotti;
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
35

le tipologie di prove sperimentali adottate.
Tra le prove che possono essere fatte per la caratterizzazione meccanica dei laminati,
necessario che vengano sviluppate almeno le prove di trazione uniassiale al fine di
determinare il valore del modulo elastico e del carico di rottura del laminato.
La prova di trazione (vedi Figura 4.26) permette di verificare che i campioni presentino
delle caratteristiche meccaniche confrontabili con i valori nominali forniti dal produttore
e che siano, quindi, accettabili. Il laminato preparato deve essere costituito almeno da tre
strati sovrapposti di tessuto ed avere dimensioni tali da poter successivamente ricavare,
mediante taglio, 3 provini almeno di dimensioni 250 mm 20 mm. La lunghezza del
provino deve essere comunque tale da assicurare una rottura lontana dagli afferraggi. La
norma ASTM D3039 suggerisce di utilizzare provini di dimensioni pari a 250 mm 15 mm
per laminati uniassiali e a 250 mm 25 mm per altri tipi di laminati. Alle estremit dei
provini ottenuti necessario applicare talloni in fibra di vetro, alluminio o altri materiali
(tabs), per evitare che il laminato venga danneggiato dagli afferraggi della macchina
durate la prova. Quando richiesta la determinazione della tensione di rottura del
composito, necessaria lapplicazione di talloni in fibra di vetro mentre, nel caso di
determinazione del solo modulo elastico, sufficiente lutilizzo di talloni in alluminio. Il
laboratorio incaricato di effettuare le prove dovr valutare la qualit dei talloni da
applicare e la strumentazione di prova adeguati per assicurare risultati affidabili.


Figura 1.9 - Esecuzione di una prova di trazione su un laminato composito strumentato con un
estensometro biassiale
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Le prove sperimentali vengono effettuate in controllo di spostamento con velocit pari a
0.2 mm/min utilizzando una macchina di prova adeguata. Al fine di monitorare
landamento della deformazione durante la prova e di valutare con sufficiente
accuratezza il modulo elastico del materiale, i provini possono essere strumentati con un
estensometro (mono o biassiale) con base di misura di almeno 50 mm. Lestensometro
deve essere mantenuto sul provino almeno fino ad un valore di deformazione pari a 0.3%.
Da prove di questo tipo le quantit significative che possono essere ricavate sono le
seguenti:
Carico di rottura

;
Deformazione ultima del composito

;
Sforzo di rottura del composito riferito allarea del provino,

;
Sforzo di rottura del composito riferito allarea netta delle fibre,

;
Modulo elastico del composito riferito allarea del provino,

;
Modulo elastico del composito riferito allarea netta delle fibre,

.
Le quantit

rappresentano la sezione del composito e la sezione delle sole fibre


nel composito e vengono calcolate come prodotto della larghezza per, rispettivamente, lo
spessore del provino o lo spessore equivalente del tessuto indicato dal produttore
moltiplicato per il numero degli strati. Una volta noti i valori

ed

, determinati sul
provino in composito, possibile determinare le quantit riferite alla sola area di fibre
mediante le espressioni:



Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
37

Una volta eseguite le prove si procede allanalisi dei risultati. E stato gi chiarito che la
finalit delle prove descritte quella di verificare che i risultati ottenuti sui campioni siano
confrontabili con i valori nominali e quindi accettabili. A tale scopo si definiscono i
seguenti coefficienti,

ed

, che rappresentano il rapporto tra le quantit riferite


allarea del composito e quelle riferite allarea delle fibre.



Tali coefficienti vengono assunti unitari quando, con riferimento a propriet note del
composito, si desidera trasformare i risultati ottenuti sperimentalmente,

ed

, nelle
analoghe quantit riferite allarea netta delle fibre,

ed

. Gli stessi coefficienti


saranno qui utilizzati per confrontare i valori medi delle prove sperimentali di trazione
(

*,

*,

*) con i valori nominali del composito o con quelli del filato. Si distinguono
due casi:
siano noti i valori nominali del composito, forniti dal produttore e riferiti alla sola
area netta delle fibre,

ed

;
siano noti solo i valori nominali del filato forniti dal produttore,

ed

.

Nel primo caso i risultati sperimentali vengono utilizzati per verificare i valori indicati dal
produttore (

ed

). Un primo livello di verifica prevede che i valori di

*
ed

* ottenuti dalla media dei risultati delle prove di trazione risultino superiori ai
corrispondenti valori nominali forniti dal produttore.


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38

Nel caso tale verifica non sia soddisfatta, opportuno controllare anche che i fattori


ed

siano superiori allunit. I coefficienti

ed

vengono calcolati secondo le


relazioni seguenti e sono indicativi dei valori di rigidezza assiale e resistenza ultima del
composito:



in cui

* larea media della sezione del composito. Se le verifiche sono soddisfatte


risulta quindi accettabile la valutazione dei valori di progetto effettuata mediante i
coefficienti riduttivi

ed

.
Nel secondo caso, ovvero quando non sono noti i valori nominali delle caratteristiche
meccaniche riferite al composito, perch il produttore non ha svolto una serie di prove
preliminari per la loro determinazione, ma sono a disposizione solo i valori del tessuto o
del filato, necessario richiedere una verifica dei valori utilizzati per il progetto.
Nel caso in cui siano note le sole caratteristiche meccaniche del tessuto (e non quelle
nominali del composito) il progettista deve stimare i valori relativi al composito sulla base
delle sue conoscenze.
Una volta noti i valori delle prove

*

ed

*, avendo a disposizione

ed

,
possibile valutare i coefficienti

ed

mediante le espressioni seguenti:



Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
39

Tali coefficienti indicano la riduzione delle propriet meccaniche passando dalla pura
fibra, non tessuta e non impregnata, al composito e assumono pertanto, in questo caso, il
significato di coefficienti di penalizzazione conseguenti allintero processo produttivo.
Questi possono essere applicati ai valori nominali del filato permettendo quindi di
ricavare i valori di

ed

, riferiti ai compositi.




Questi ultimi valori ridotti applicando gli opportuni coefficienti di sicurezza e fattori di
conversione dovranno risultare superiori ai valori assunti dal progettista:



Per il modulo elastico non devono essere applicati i coefficienti di sicurezza perch esso
risulta dal rapporto tra la tensione ultima e la relativa deformazione per cui previsto lo
stesso livello di sicurezza.
La procedura appena descritta permette di valutare con buona approssimazione tutte le
caratteristiche fondamentali del materiale composito utilizzato per il rinforzo. In
particolare emerge limportanza dellesecuzione della prova di trazione per applicazioni
che prevedono lutilizzo di tessuti impregnati in situ. La laminazione manuale, infatti,
influenzata da molti fattori, ormai noti, che rendono estremamente difficile una
previsione delle caratteristiche meccaniche del prodotto finito.
Con la modalit di prova proposta si riescono ad ottenere risultati soddisfacenti. Le
caratteristiche ottenute dalle prove saranno tanto pi simili a quelle reali quanto minori
siano le differenze tra la preparazione dei provini e lapplicazione reale.
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40

1.2.4 Conclusioni
La procedura appena descritta permette di valutare con buona approssimazione tutte le
caratteristiche fondamentali del materiale composito utilizzato per il rinforzo. In
particolare emerge limportanza dellesecuzione della prova di trazione per applicazioni
che prevedono lutilizzo di tessuti impregnati in situ. La laminazione manuale, infatti,
influenzata da molti fattori, ormai noti, che rendono estremamente difficile una
previsione delle caratteristiche meccaniche del prodotto finito.
Con la modalit di prova proposta si riescono ad ottenere risultati soddisfacenti.
Ovviamente, per, le caratteristiche ottenute dalle prove saranno tanto pi simili a quelle
reali quanto minori siano le differenze tra la preparazione dei provini e lapplicazione
reale. Per questo, generalmente, richiesta la presenza della direzione lavori al momento
del prelievo dei campioni.



1.3 L'ADESIVO STRUTTURALE
1.3.1 Descrizione generale dell'adesivo
Gli adesivi epossidici si sono rivelati idonei all'utilizzo in campo strutturale poich, tra i
materiali polimerici, sono quelli che garantiscono alta resistenza adesiva sul substrato,
dovuta alla presenza di molecole con polarit e gruppi ossidrili distribuiti con regolarit.
Le resine epossidiche sono dei polimeri termoindurenti, cio in una certa fase della loro
produzione, danno una reazione di reticolazione che produce un unico reticolo
tridimensionale, infusibile e indeformabile plasticamente. Il processo di reticolazione
irreversibile, conferisce una struttura molecolare non pi modificabile e perci una
resistenza caratteristica immutabile nel tempo. La polimerizzazione delle resine
epossidiche termoindurenti per impiego strutturale avviene a seguito di una reazione
esotermica durante la quale non si sviluppano prodotti secondari di reazione e non si
verificano ritiri perch privi di solventi. La resistenza del materiale conferita dalla
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
41

presenza di legami covalenti carbonio - carbonio e carbonio - ossigeno - carbonio.
Presentano elevata resistenza ad agenti chimici, atmosferici, ed alle variazioni di
temperatura in quanto la loro densit di reticolazione li rende stabili nell'intervallo di
temperatura -70C e +100C.

Alcuni dei parametri funzionali dell'adesivo sono la temperatura di transizione vetrosa TG,
il ritiro, i valori di creep, il modulo di elasticit e le propriet di adesione.
La temperatura di transizione vetrosa indica il passaggio tra una fase cristallina ed una
vetrosa del polimero e varia in un intervallo tra 30C e 70C. Il ritiro del materiale nel
passaggio dallo stato liquido, a quello plastico, a quello cristallino ha valori compresi tra
2.510
-5
e 2.010
-1
. I valori di deformazione a carico costante, creep, sono invece compresi
tra 0.510
-5
e 1.010
-3
.
I formulati epossidici possono avere caratteristiche diverse in funzione delle finalit di
utilizzo: una miscela pu essere resa pi fluida per agevolarne la percolabilit.



1.4 I COMPOSITI FIBRORINFORZATI NELLE STRUTTURE CIVILI
Limpiego dei materiali compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP) nellIngegneria
Civile ormai una realt consolidata in molti Paesi. Infatti nel corso dellultimo decennio
sono possibile riscontrare numerose le pubblicazioni scientifiche e le applicazioni,
testimonianza dellinteresse per tali materiali e la loro conseguente ampia diffusione. I
compositi per il rinforzo strutturale sono disponibili sul mercato sotto diverse forme quali
lamine pultruse, utilizzate per il placcaggio di elementi dotati di superfici regolari, tessuti
mono-bi-quadridirezionali facilmente adattabili alla forma dellelemento da rinforzare, ed
infine a barre, griglie, e profili pultrusi.
Le caratteristiche di leggerezza, durabilit del rinforzo ed elevata resistenza consentono di
affermare che lapplicazione degli FRR rappresenta la soluzione tecnologica pi evoluta
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
42

nellambito degli interventi di consolidamento statico, di rinforzo e riabilitazione
strutturale e di miglioramento ed adeguamento sismico.

1.4.1 Barre o griglie in FRP per calcestruzzo armato
Luso di rinforzi in FRP per la creazione di barre o griglie per calcestruzzo un settore
nellindustria dellingegneria strutturale ancora oggi in crescita. Dal 1950 al 1970 un
piccolo numero di studi sono stati condotti per caratterizzare barre in FRP di fibra di vetro
di piccolo diametro da utilizzare al posto delle comuni barre in acciaio. Agli inizi del 1980
questi studi divennero sempre pi intensi poich si scopr che queste barre erano
trasparenti alle radiazioni elettromagnetiche, e quindi potevano essere utilizzate per la
creazione di edifici militari. Inoltre queste barre avevano costi competitivi se paragonate
alle barre in acciaio comunemente utilizzate, oltre a possedere ottime caratteristiche
meccaniche. Alla fine degli anni 80, oltre allimpiego per strutture di tipo militare, si
iniziarono a studiare questi materiali anche per applicazioni civili pi comuni, poich a
differenza dellacciaio essi non presentavano problemi di corrosione, e quindi potevano
essere efficacemente utilizzati allinterno di strutture come ad esempio ponti
autostradali, soggetti al degrado da corrosione delle loro armature da parte dei sali
antigelo, oppure per il rinforzo interno di strutture marine. Nei primi anni 90 oltre alle
fibre di vetro si iniziarono ad utilizzare le fibre di carbonio per creazione di barre
anchesse da inserire allinterno del calcestruzzo armato. Inoltre sempre in questi anni,
oltre alle semplici barre, si iniziarono a progettare intere griglie o gabbie in materiale
composito. I paesi che per primi seguirono questo tipo di ricerche furono Giappone e Stati
Uniti, ma ormai da un decennio questo tipo di applicazione di uso comune nella maggior
parte dei paesi industrialmente sviluppati, e quindi la produzione di questo tipo di barre,
sia in fibra di vetro che di carbonio ed il loro utilizzo non pi limitato a simulazioni di
laboratorio, ma a tutti gli effetti una forte realt industriale. Negli ultimissimi anni ci si
accorti che per preferibile utilizzare barre in carbonio o fibra arammidica piuttosto che
in fibra di vetro poich queste ultime tendono a subire un degrado se esposte in ambienti
alcalini.
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
43



Figura1.10 - Impalcato da ponte realizzato con armature in GFRP CookshireEaton, Quebec

Inoltre il carbonio presenta caratteristiche meccaniche superiori, ma lunico suo
inconveniente rimane il costo pi elevato. I settori di maggior utilizzo sono tutte quelle
strutture in cui forte il problema della corrosione, o in quelle strutture dove
necessario possedere contemporaneamente alte caratteristiche meccaniche, ma nello
stesso tempo garantire una certa leggerezza, come ad esempio nella costruzione di
gallerie o ponti.


1.4.2 Tiranti per calcestruzzo precompresso
La nascita di tiranti in FRP per calcestruzzo precompresso ebbe luogo
contemporaneamente in Olanda, Germania, e Giappone intorno al 1980. Anche in questo
caso la motivazione fu quella di ridurre la corrosione degli elementi in calcestruzzo
precompresso. In Olanda fu sviluppata una striscia rettangolare costituita da fibre
arammidiche chiamata Arapree, mentre in Germania si cre un tirante in fibra di vetro e
resina polimerica chiamata Polystal poi messi in commercio dalla Bayer. Questi due
prodotti furono molto utilizzati i diversi progetti dimostrativi per ponti in tutta Europa, ma
il loro utilizzo non ha mai convinto completamente. In Giappone invece un progetto
nazionale port allo sviluppo di tiranti in fibra arammidica e fibra di carbonio, che furono
testati con pi di 50 dimostrazioni, portando sempre a risultati molto soddisfacenti. La
compagnia Advanced Composite Cable Club decise allora di comprare il brevetto ed inizio
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
44

a commercializzare questo prodotto, che a differenza della concorrenza europea ebbe un
modesto successo soprattutto in Asia. Questo tipo di sistema per aveva un problema
non da poco conto che era la creazione delle ancore in grado di tenere in tensione il
tirante. Le comuni ancore in acciaio, infatti, non andavano pi bene poich tagliavano il
tirante in composito, che infatti possiede una bassa resistenza trasversale.


Figura 1.11 - Rappresentazione del problema dell'utilizzo di ancore d'acciaio per tiranti in FRP
in calcestruzzo precompresso

Questo port allo sviluppo di particolari ancore in diversi materiali e con diverse
geometrie, che tuttavia risultarono lo stesso poco efficienti e soprattutto molto costose.
Ancora oggi, negli Stati Uniti ed in Canada, esistono molti progetti per riuscire a
migliorare questo inconveniente, anche se per ora non sono ancora stati pubblicati
risultati soddisfacenti.


1.4.3 Elementi di rinforzo per calcestruzzo prefabbricato
Luso dei compositi in FRP per elementi in calcestruzzo prefabbricato uno studio che
risale agli ultimi dieci anni. Questa particolare applicazione utilizzata soprattutto per la
creazione di volte per ponti, e ne sono esempio i ponti autostradali di Daytona in Florida e
di Waupun nel Wisconsin. Il vantaggio di questi materiali rispetto al classico acciaio
risiede nella facilit con la quale si riescono a seguire anche profili di forma non
tradizionale garantendo comunque allinfrastruttura unottima resistenza. Oltre alle
tradizionali barre o griglie poste allinterno del calcestruzzo oggi si costruiscono anche
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
45

elementi tubolari prefabbricati con anime in composito per la realizzazione di elementi
trave o colonna. Ne sono un esempio le colonne della maggior parte dei ponti
autostradali californiani costruiti dopo il 2003.


1.4.4 Rinforzi in FRP per strutture esistenti
Da ormai una quindicina danni il ripristino o la riparazione, con materiali in FRP, di
strutture applicazione comune dellingegneria civile. Comunemente queste applicazioni
sono utilizzate su strutture gi esistenti e non per la costruzione di strutture ex novo, e la
loro introduzione ha riscosso molto successo per rinforzi di strutture in calcestruzzo,
calcestruzzo precompresso, strutture lignee, muratura o strutture metalliche. Gli
interventi con rinforzi in composito FRP oggi vengono usati praticamente in tutto il
mondo per contrastare carichi statici, semistatici o dinamici che possono subire ponti o
edifici. Il loro utilizzo ha un ottimo effetto anche come rinforzo flessione di travi e piastre
in calcestruzzo, come rinforzo a taglio di travi e come aumento della duttilit e della
resistenza assiale di colonne. Nello stesso tempo per, ancora oggi, esistono solo poche
normative che illustrano come applicare questo tipo di rinforzi, soprattutto su strutture in
calcestruzzo e calcestruzzo precompresso.

Le applicazioni di ripristino possono essere classificate, in prima approssimazione, in due
tipi. Infatti il rinforzo pu essere utilizzato per:
incremento di rigidezza o duttilit della struttura: infatti a causa dellaumento dei
carichi o degli spostamenti che attualmente la stessa struttura deve subire e che
originariamente non erano stati calcolati in fase di progetto. Questo pu accadere
quando si interviene modificando la struttura originaria, ad esempio ampliandola
o destinando la stessa ad un diverso impiego strutturale. Oppure, quando occorre
adeguarla secondo i nuovi codici di costruzione, che oggi, ad esempio, impongono
norme molto pi restrittive per edifici costruiti su terreni a rischio come terreni
soggetti a sismi, frane, o dove spesso sono presenti forti raffiche di vento;
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
46

riparare la struttura: in questo caso lFRP utilizzato per ripristinare una struttura
esistente e deteriorata, al fine di ripristinare la sua capacit portante e la sua
duttilit alle specifiche per la quale era stata progettata. Lintervento di
riparazione, infatti, necessario quando la struttura originaria ha subito un
deterioramento dovuto ad effetti ambientali, come la corrosione delle armature
costituenti il calcestruzzo armato, o quando la struttura originale stata
danneggiata in servizio o non stata costruita rispettando il disegno originale. Un
esempio di questultimo caso potrebbe essere lomissione di tondini in una trave
in fase di costruzione dovuto ad un errore di lettura del disegno.

Sebbene questi due tipi di applicazioni sembrino essere simili, esistono importanti
differenze legate soprattutto alla valutazione della capacit portante della struttura
esistente, e della natura delle riparazioni che devono essere effettuate prima di
intervenire con materiali in FRP.
Vi possono essere differenti metodi che hanno lo scopo di rendere la struttura in
calcestruzzo e i materiali compositi FRP monolitici. I primi due metodi utilizzati
storicamente furono: lamine rigide pultruse di circa 100 mm di larghezza e 1,6 mm di
spessore mediante lutilizzo di particolari adesivi (Figura 1.11), e la cosiddetta laminazione
manuale, che consiste nella creazione in situ del rinforzo composito.
Nel primo caso le lamine pultruse sono costituite da strati di fibre disposte
unidirezionalmente, e la loro applicazione molto simile a ci che si fa quando si rinforza
con compositi preimpregnati. La prima operazione da effettuare quella di stendere sulla
struttura in calcestruzzo uno strato di resina riempitiva, e successivamente un film di
adesivo per garantire laderenza tra rinforzo e substrato sottostante. Nel caso di
applicazione di materiali preimpregnati la resina costituente il composito non ha bisogno
di reticolare poich tale processo gi stato fatto avvenire fabbrica.

Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
47


Figura 1.12 - Rappresentazione dellinstallazione di lamine in FRP pultruse (Fonte: [32])

Il secondo tipo di intervento consiste nellapplicazione di un foglio di tessuto in materiale
composito a fibre secche di larghezza variabile tra i 150 e i 1500 mm che viene steso sulla
superficie da rinforzare e successivamente impregnato mediante una resina polimerica
liquida in grado di fungere da matrice per il composito e nello stesso tempo garantire
ladesione tra la superficie di calcestruzzo e il rinforzo stesso. In questo caso la
reticolazione della resina costituente il composito avviene direttamente in situ ed quindi
possibile modellare pi facilmente il rinforzo per poter meglio seguire il profilo da
rinforzare.


Figura 1.13 - Rappresentazione dellapplicazione di un rinforzo strutturale su colonne
mediante tessuto in FRP secco, successivamente impregnato (Fonte: [33])
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48

Negli corso degli ultimi anni ha preso sempre pi piede una nuova variante di rinforzo,
chiamata near surface mounting (NSM). Il rinforzo in questo metodo rappresentato da
strisce in FRP molto strette dai 3 ai 18 mm oppure barre circolari di piccolo diametro, al
massimo 6 mm, che vengono inserite e poi incollate allinterno di scanalature ricavate
sulla superficie della struttura in calcestruzzo da rinforzare.


Figura 1.14 - Rappresentazione dellapplicazione di un rinforzo NSM mediante lutilizzo di
barre in FRP


1.4.5 Profili in FRP per nuove strutture
I compositi in FRP possono essere utilizzati anche come sostituti dei materiali
comunemente adoperati per la creazione di travi e colonne per edifici o ponti. Tra la fine
del 1980 ad oggi, infatti, la produzione di compositi pultrusi con il profilo a I, C, doppia T,
o tubolare da utilizzare, durante la creazione di nuove strutture, come travi o colonne di
edifici che richiedono particolari caratteristiche, ha avuto un forte incremento. Questi
edifici ad esempio possono essere strutture militari oppure industrie adibite alla
creazione di componenti elettronici, che necessitano di essere trasparenti alle radiazioni
elettromagnetiche e che quindi non possono contenere al loro interno gabbie metalliche.
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
49

Un altro utilizzo di profili pultrusi in FRP per la creazione di edifici sicuramente quello
dedicato alla realizzazione di torri di raffreddamento. In questo caso, infatti, il vantaggio
di utilizzare un composito al posto di un classico materiale metallico da ricercarsi nella
maggiore efficienza di questi materiali sia in presenza di condizioni ambientali sfavorevoli,
come sismi o forti raffiche di vento, ma soprattutto per quanto riguarda il migliore
comportamento degli FRP in ambienti particolarmente corrosivi. Anche il basso
coefficiente di dilatazione termica che caratterizza tutti i compositi impiegati in
applicazioni strutturali un punto in pi a favore di questi ultimi rispetto ai tradizionali
materiali metallici, che viceversa tendono a modificare le proprie dimensioni anche in
presenza di variazioni di temperatura di poche decine di gradi.


Figura 1.15 Esempio di struttura realizzata mediante profili pultrusi in FRP

Per quanto riguarda limpiego di strutture in FRP pultruse per la creazione di ponti, il
vantaggio nellutilizzo di questi materiali da ricercarsi soprattutto nel basso peso e nella
resistenza alla corrosione posseduti dal composito. Strutture interamente in composito
vengono anche utilizzate in particolare applicazioni come lirrigidimento di antenne di
diverso genere oppure in sistemi di cavi per il sostegno di ponti.
Sebbene lutilizzo di questi materiali abbia sicuramente notevoli vantaggi, presenta
tuttoggi anche diversi inconvenienti, tra i primi la difficolt di ottenere efficienti
connessioni tra diverse strutture in composito. Per ovviare a questo problema si stanno
sviluppando adesivi sempre pi performanti al fine di sostituire giunture in materiale
metallico che fino a pochi anni fa sembravano essere lunica alternativa possibile. Per
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
50

quanto riguarda la presenza di linee guida che indirizzino nellutilizzo dei materiali
compositi in FRP per la creazione di intere strutture esistono da pochi anni diverse
normative. La normativa europea datata 2002 ed la EN 13706 Parts 1-3 Reinforced
plastics composites - Specifications for pultruded profiles.


1.4.6 Inserti a scomparsa in strutture lignee
Per realizzare strutture di grandi dimensioni, spesso e volentieri, le lunghezze delle travi
in legno o in legno lamellare presenti in commercio non sono sufficienti, sia per ragioni di
produzione che per ragioni di trasporto: travi uniche lunghe un centinaio di metri sono
improponibili da realizzare, da trasportare su strada, da spostare in cantiere.
Per questi motivi il genio umano ha perfezionato, nei secoli, metodologie di assemblaggio
e di unione per poter realizzare strutture imponenti ed eleganti. La creazione di coperture
senza l'ausilio di pilastri e muri di appoggio centrali, capriate senza catena sono solo
alcuni esempi dell'applicazione di una nuova tipologia di collegamento ligneo: le unioni
incollate. Queste tipologie di unioni sono caratterizzate dalla presenza di inserti a
scomparsa, in corrispondenza del giunto, collegati al legno con resina epossidica.
I prime giunti erano realizzati mediante inserti a scomparsa in lamiera, ma il loro utilizzo
era ostacolato da diversi fattori quali ad esempio l'elevato costo degli inserti, i tempi dei
fabbri, l'indisponibilit di spessori dimensioni e tipi di lamiere congruenti, la mancata
spianatura delle lamiere, l'impossibilit nell'esecuzione di un'appropriata sabbiatura delle
lamiere onde rimuovere la calamina, la disattenzione nell'adeguata protezione delle
lamiere sino alla messa in opera per evitare l'innesco del processo di ossidazione.
Quale alternativa allacciaio, sono state proposte quindi piastre composite in FRP, che
possono essere di solo vetro o di solo carbonio oppure miste. La loro realizzazione
semplice, non richiede particolare attrezzatura, veloce ed economica perch fatta con
materiali di basso costo e facilmente reperibili. Utilizzando fibre di vetro o di carbonio,
ospitate da una matrice polimerica specifica, si ottengono giunti pi dissipativi di quelli
con piastre in metallo. Le piastre composite ottenute possono essere quindi inserite in
fresate di ampiezza esigua e controllata, con molto meno adesivo per la saturazione dei
Capitolo 1 Impiego di materiali compositi nellingegneria strutturale
51

vuoti. Inoltre questi sistemi assorbono enorme energia ed assecondano il pieno ritorno
elastico, mantenendosi completamente efficienti anche per ulteriori improvvisi carichi.


Figura 1.16 - Fase di inserimento degli inserti in materiale composito per la realizzazione del
giunto rettilineo di travi in legno lamellare



1.5 QUADRO NORMATIVO
La possibilit di impiego di FRP per interventi di tipo selettivo stata consentita per la
prima volta in Italia con lemanazione dellOrdinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3274 del 20/03/2003 (e successive modificazioni).
In tal modo anche nel nostro paese stata riconosciuta a questi materiali una vocazione
specifica per il consolidamento strutturale. In particolare la versione modificata del 2005
dellOrdinanza rinviava al Documento CNR-DT 200/2004 quale possibile riferimento per la
progettazione di rinforzi con FRP in quanto rispettoso dei criteri di sicurezza che stanno
alla base degli Eurocodici.
Pi recentemente, il D.M. del 14/01/2008 ha confermato la possibilit di utilizzare per le
costruzioni esistenti materiali e prodotti non tradizionali, come gli FRP, purch nel
rispetto di documenti di comprovata validit tra i quali figurano anche le Istruzioni del
CNR.
Inoltre nel luglio 2009 LAssemblea Generale del Consiglio Superiore de Lavori Pubblici ha
approvato le Linee Guida per la Progettazione, lEsecuzione ed il Collaudo di Interventi di
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
52

Rinforzo di Strutture di cemento armato, cemento armato precompresso e murarie
mediante FRP, fortemente ispirate alle istruzioni CNR-DT 200/2004 sopracitate.

In particolare i Documenti Tecnici pubblicati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche per
disciplinare luso dei materiali compositi in ambito strutturale sono i seguenti:
DT 200/2004 Istruzioni per la Progettazione, lEsecuzione ed il Controllo di
Interventi di Consolidamento Statico mediante lutilizzo di Compositi
Fibrorinforzati. Materiali, strutture di c.a. e di c.a.p., strutture murarie;
DT 201/2005 Studi preliminari finalizzati alla redazione di Istruzioni relative a
Interventi di Consolidamento Statico di Strutture Lignee mediante lutilizzo di
Compositi Fibrorinforzati;
DT 202/2005 Studi preliminari finalizzati alla redazione di Istruzioni relative a
Interventi di Consolidamento Statico di Strutture Metalliche mediante lutilizzo
di Compositi Fibrorinforzati;
DT 203/2006 Istruzioni per la Progettazione, lEsecuzione ed il Controllo di
strutture di calcestruzzo armato con barre di materiale composito
fibrorinforzato;
DT 204/2006 Istruzioni per la Progettazione, lEsecuzione ed il Controllo di
strutture di calcestruzzo fibrorinforzato.
In generale le Istruzioni tecniche del CNR non sono norme cogenti, ma rappresentano
esclusivamente un aiuto per i tecnici a filtrare con discrezione la ponderosa bibliografia,
nazionale ed internazionale, che la letteratura specifica mette a disposizione, lasciando
comunque ad essi la responsabilit finale delle scelte operate. Lo scopo delle istruzioni
dunque quello di fornire un documento orientativo nellambito delle attuali normative
vigenti.
A seguito dellentrata in vigore del D.M. del 14/01/2008, tuttavia, questi documenti, e
soprattutto il DT 200/2004 nellambito trattato, hanno assunto unimportanza differente.


53

CAPITOLO 2
DIFFERENTI TIPOLOGIE DI RINFORZO E MODALIT DI APPLICAZIONE



In questo capitolo si analizzano in dettaglio le principali tipologie di rinforzo che possono
essere adottate per ladeguamento di elementi strutturali in calcestruzzo armato con
riferimento a quelle analizzate nella campagna sperimentale che verr successivamente
illustrata; quindi per rinforzo di tipo flessionale, tagliante e di confinamento del
calcestruzzo.
Successivamente verr esplicata la modalit con la quale il rinforzo viene applicato alla
struttura rendendoli monolitici sia nel caso si utilizzino tessuto secchi successivamente
impregnato da una resina direttamente sulla superficie da rinforzare sia nel caso di
utilizzo di tessuti compositi preimpregnati che non necessitano quindi dellapplicazione di
una resina con la funzione di bagnante.












Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
54

2.1 LE DIFFERENTI TIPOLOGIE DI RINFORZO
Numerose esperienze pratiche ci consentono di affermare che lapplicazione di materiali
compositi fibrorinforzati (FRP) rappresenta, infatti, la soluzione tecnologica pi evoluta
per gli interventi di consolidamento statico, di rinforzo e riabilitazione strutturale, di
miglioramento ed adeguamento sismico. Oggi i sistemi di rinforzo con FRP vengono
preferiti sempre pi a quelli tradizionali grazie alla loro capacit di apportare incrementi
di resistenza e/o duttilit senza modificare sensibilmente le rigidezze degli elementi
rinforzati, le dimensioni, e senza introdurre nuove masse sismiche.
La campagna sperimentale si incentrata su tipologie di rinforzo che si possono
comunemente effettuare e sono le seguenti:
rinforzo a flessione;
rinforzo a taglio;
confinamento.

2.1.1 Rinforzo a flessione
Il rinforzo a flessione di travi e solai rappresenta una delle applicazioni pi diffuse dei
materiali FRP nel campo del restauro strutturale. In questo tipo di interventi vengono
utilizzati rinforzi costituiti da tessuti unidirezionali o lamine pultruse i quali vengono
incollati alla zona tesa della trave in modo da costituire unarmatura esterna, aggiuntiva
rispetto a quelle ordinarie presenti allinterno. In particolare le fibre andranno orientate
localmente nella direzione principale di trazione.

Figura 2.1 Esempio di rinforzo a flessione di travi in C.A. (Fonte: [31])
Capitolo 2 Differenti tipologie di rinforzo e modalit di applicazione
55

I principali vantaggi nellapplicazione di materiali compositi nella per rinforzi in flessione:
riduzione della freccia;
incremento di resistenza fino al 40-50% della resistenza nominale della sezione
di partenza;
protezione dello stato fessurativo del conglomerato e conseguente incremento
di durabilit.


Figura 2.2 Effetto dellutilizzo di FRP in funzione della quantit di rinforzo utilizzato

Un aspetto molto importante sta nel fatto che, come nel caso di rinforzi di tipo
tradizionale, se la struttura non viene puntellata prima dellapplicazione del rinforzo, il
sistema risulta essere di tipo passivo in condizioni di esercizio attivandosi solo
allapplicazione di nuovi carichi e quindi pi genericamente per i sovraccarichi permanenti
ed accidentali; viceversa bisogna eseguire operazioni di pretensione del composito.
Tale aspetto va considerato gi nella fase di progettazione del rinforzo, infatti se nel caso
in cui esso intervenga solo per i soli carichi accidentali, ovvero quando non si considera
efficace il rinforzo sotto lazione dei carichi di esercizio, la deformazione presente
nellacciaio e linflessione dellelemento devono essere considerate nel calcolo. Solo nel
caso in cui il momento flettente dovuto alla sollecitazione preesistente inferiore a
quello critico, cio di prima fessurazione, le linee guida permettono di trascurare tale
deformazione.
Un altro aspetto importante sta nel fatto che gli adesivi utilizzati per lincollaggio sono
dotati di un modulo di elasticit non molto elevato (circa un quarto di quello di un medio
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
56

calcestruzzo), e quindi, a rigore, un modello di comportamento della trave rinforzata con
FRP incollati allesterno dovrebbe tenere in considerazione la deformazione tangenziale
che si produce nello strato di adesivo, al crescere delle deformazioni flessionali, per
effetto della trasmissione degli sforzi tra rinforzo e trave. Sotto questa ipotesi per uno
dei requisiti fondamentali della teoria delle travi, cio, il mantenimento della planarit
della generica sezione trasversale per qualsiasi livello di deformazione viene a mancare.
La trave quindi non pu essere trattata come un solido di De Saint Venant e si richiede,
quindi, di imporre condizioni di congruenza tra la trave e rinforzo basate su un modello di
comportamento = () dello strato di adesivo. Tale problema potrebbe essere risolto in
forma chiusa solo per geometrie di vincolo molto semplici come la trave semplicemente
appoggiata o la trave continua su tre appoggi simmetrici. Viceversa si richiede lutilizzo di
formulazioni di tipo numeriche del problema con evidenti complicazioni non percorribili
da progettisti.
Varie indagini di tipo sperimentali sia su modelli in scala ridotta sia in dimensioni reali,
hanno evidenziato che, nel caso in cui si faccia uso di strati di adesivo di spessore non
elevato, lerrore commesso dal trascurare nel calcolo la deformabilit delladesivo sono
molto modesti e che quindi ladozione dellipotesi di mantenimento delle sezioni piane
pu essere ancora valida e quindi la progettazione e la verifica di travi rinforzate con FRP,
pu essere effettuata con le usuali metodologie di calcolo per travi ordinarie in C.A.
opportunamente modificati.

Le ipotesi alla base del calcolo sono:
conservazione della planarit delle sezioni rette fino a rottura, in modo che il
diagramma delle deformazioni normali sia lineare;
perfetta aderenza tra i materiali componenti (acciaio - calcestruzzo, FRP -
calcestruzzo);
incapacit del calcestruzzo di resistere a sforzi di trazione;
legami costitutivi del calcestruzzo e dellacciaio conformi alla Normativa
vigente;
legame costitutivo del composito fibrorinforzato elastico lineare fino a rottura.
Capitolo 2 Differenti tipologie di rinforzo e modalit di applicazione
57

Lutilizzo di questi tipi di rinforzo risulta inoltre efficace per sezioni a debole armatura per
le quali si raggiunge quindi lo snervamento dellacciaio teso allo stato limite ultimo. Per
questo motivo le linee guida riportano delle disposizioni relative solo a questa situazione.
Sulla base di queste ipotesi, si pu valutare imponendo lequilibrio alla traslazione in
direzione dellasse dellelemento la posizione dellasse neutro e di equilibrio alla rotazione
intorno allasse passante per il baricentro delle armature tese e parallelo allasse neutro
per la determinazione del momento resistente ultimo.
La rottura per flessione si manifesta quando si verifica una di queste due condizioni:
raggiungimento della massima deformazione plastica nel calcestruzzo
compresso;
raggiungimento di una deformazione massima nel rinforzo di FRP.

Ai fini di un buon progetto bisogna assicurarsi la sezione rinforzata raggiunga lo stato
limite ultimo per schiacciamento del calcestruzzo compresso e non per rottura del
rinforzo poich questultimo considerato meccanismo considerato fragile rispetto a
quello dello schiacciamento del calcestruzzo. Per entrambi i meccanismi di rottura
bisogna comunque evitare un meccanismo di distacco prematuro mediante opportune
lunghezze di ancoraggio o sistemi per l'ancoraggio delle lamine come ad esempio
l'impiego di fasciature ad "U" alle estremit del rinforzo.


Figura 2.3 - Distacco del rinforzo a flessione di una soletta

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
58

Bisogna comunque, cos come prevede le linee guida, effettuare unanalisi anche in
condizioni di esercizio per le quali necessario verificare sotto i carichi in esercizio che:
i livelli tensionali nei materiali siano opportunamente limitati allo scopo di
evitare lo snervamento dellacciaio e mitigare i fenomeni di viscosit nel
calcestruzzo e nel rinforzo esterno;
le deformazioni e le frecce non attingano valori eccessivi, tali da inficiare il
normale uso della struttura o produrre danni ad elementi non portanti;
i fenomeni fessurativi risultino opportunamente contenuti, in quanto la
presenza di fessure troppo numerose o troppo aperte potrebbe ridurre la
durabilit delle strutture, la loro funzionalit, il loro aspetto e danneggiare
lintegrit del legame di aderenza allinterfaccia FRP-calcestruzzo.

Agli stati limite di esercizio la progettazione pu essere svolta in campo elastico lineare
tenendo conto sia del comportamento per sezione interamente reagente che per sezione
fessurata. Anche in questo caso le verifiche in condizioni di esercizio devono essere svolte
tenendo conto delleventuale deformazione preesistente al momento dellapplicazione
del rinforzo. Nel calcolo delle tensioni necessario considerare, oltre agli effetti dei
carichi, anche quelli delle variazioni termiche, della viscosit, del ritiro e di eventuali
distorsioni.
Infatti, le ipotesi che stanno alla base del calcolo sono:
comportamento elastico lineare omogeneo dellarmatura metallica e del
rinforzo;
comportamento elastico lineare a compressione del calcestruzzo e limitata
capacit di questultimo a resistere a sforzi di trazione, eventualmente
tenendo conto delleffetto di tension stiffening;
assenza di scorrimenti (perfetta aderenza) tra calcestruzzo ed armatura
metallica e tra calcestruzzo e rinforzo di FRP.

Capitolo 2 Differenti tipologie di rinforzo e modalit di applicazione
59



Figura 2.4 - Esempio di rinforzi a flessione (Fonte: [31])

2.1.2 Rinforzo a taglio
Numerose membrature di C.A. ancora in servizio non garantiscono ladeguata resistenza
al taglio. Linadeguatezza al taglio piuttosto frequente per le travi di C.A. costruite sino
alla met del XX secolo, in tutto il mondo; ma pu riguardare anche la ricostruzione post-
bellica, come pure le grandi espansioni edilizie degli anni 50 e 60.
Sebbene il primo modello di calcolo affidabile per il taglio del C.A. sia datato 1908
(Mrsch), la non conoscenza di una corretta teoria sul taglio da parte dei progettisti e dei
costruttori una delle due ragioni per le quali molte membrature di C.A. costruite nel
passato sono carenti a taglio. I carichi moderni, maggiori o differentemente applicati
rispetto ai carichi di progetto, laltra ragione per la quale molte membrature di C.A.
esistenti sono carenti a taglio.
Pertanto, gli strutturisti devono frequentemente verificare, a taglio, membrature di C.A.
costruite secondo tecniche obsolete e calcolate secondo metodi infondati, come pure
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
60

membrature soggette a condizioni di carico pi onerose o a una domanda di sicurezza pi
severa che in passato. Tali membrature richiedono spesso un intervento di rinforzo a
taglio. Senonch il rinforzo al taglio di membrature di C.A. pone seri problemi con le
tecniche tradizionali. Il rinforzo a taglio con materiali compositi si realizza applicando
strisce di tessuto, su uno o pi strati, in aderenza alla superficie esterna dellelemento da
rinforzare.


Figura 2.5 - Applicazione di un rinforzo a taglio (Fonte: [31])

Le strisce possono essere applicate in maniera discontinua, con spazi vuoti tra strisce
consecutive, oppure in maniera continua, con strisce verticali adiacenti luna allaltra,
caso in cui il rinforzo assume laspetto di un foglio.
Il rinforzo a taglio usualmente ottenuto incollando, alle pareti laterali (verticali) della
trave, strisce verticali spaziate, oppure fogli continui con fibre uni-direzionali verticali.
Per riprodurre la staffa, occorre una striscia o un foglio totalmente avvolgente la sezione
(rinforzo chiuso). Tuttavia, la forma a T della sezione, come pure lattacco del solaio nel
caso di sezione rettangolare, interdicono la forma chiusa del rinforzo esterno. Lusuale
configurazione a taglio perci a U: il rinforzo esterno inizia e finisce alla quota
intradossale dellala, ovvero del solaio.

Capitolo 2 Differenti tipologie di rinforzo e modalit di applicazione
61


Figura 2.6 - Tipologie di applicazione del rinforzo


Langolo dinclinazione delle fibre rispetto allasse della trave e la geometria delle strisce
di tessuto (spessore, larghezza, passo) sono caratteristiche distintive del rinforzo insieme
alla disposizione del rinforzo intorno alla sezione che pu avvenire nelle seguenti
modalit: rinforzo laterale, rinforzo ad U e rinforzo in avvolgimento, caratterizzate da
unefficacia crescente.

Figura 2.7 Possibili disposizioni dei rinforzo a taglio

E possibile quindi nel caso di rinforzi ad U su sezioni rettangolari o a T, migliorare le
condizioni di vincolo delle estremit libere dei tessuti, mediante lapplicazione, in tali
zone, di barre, lamine o strisce di materiale composito. Se per tale accorgimento
dimostrata lefficacia del vincolo offerto da questi dispositivi, il comportamento del
rinforzo ad U pu considerarsi equivalente a quello del rinforzo in avvolgimento. Tali
sistemi di ancoraggio possono essere utilizzati anche nel caso in cui la lunghezza di
ancoraggio del rinforzo non potesse essere garantita per motivi costruttivi. Non infatti
possibile pensare allutilizzo di ancoraggi meccanici per rinforzi mediante lutilizzo di
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
62

materiali compositi in quanto potrebbero compromettere lefficacia dello stesso a causa
di un danneggiamento delle fibre. E per questa ragione che molto spesso i rinforzi a
taglio vengono utilizzati anche per ancorare i rinforzi a flessione.
Il problema del distacco del rinforzo pu verificarsi anche in travi aventi una sezione
concava: infatti in queste condizioni esso pu staccarsi dal supporto a causa della
sollecitazione a cui sottoposto.


Figura 2.8 - Problematica relativa al rinforzo di travi concave

Infine, per quanto riguarda lapplicazione di questa tipologia di rinforzo, si devono seguire
delle indicazioni anche relativamente alla distanza di due strisce consecutive nel caso di
disposizione discontinua. Per tali limitazioni si rimanda alla normativa.

In fase di realizzazione bisogna inoltre adottare particolari accorgimenti al fine di evitare il
tranciamento del rinforzo e una conseguente sua inutilit. Infatti nel caso di rinforzo in
avvolgimento o con configurazione ad U necessario smussare gli spigoli della sezione
dellelemento da rinforzare che andranno a contatto col materiale composito con un
raggio minimo di curvatura di 20 mm.

La progettazione del rinforzo a taglio, a differenza di quanto prescritto per il rinforzo a
flessione, va progettato considerando il solo stato limite ultimo. La resistenza offerta dal
rinforzo pu essere valutata come un contributo aggiuntivo alla resistenza dellarmatura
predisposta al taglio e dipende dalla configurazione del rinforzo. Infatti nel caso di
Capitolo 2 Differenti tipologie di rinforzo e modalit di applicazione
63

disposizione ad U o in avvolgimento il contributo del materiale composito pu essere
valutato in base al meccanismo del traliccio di Moersch, mentre, per la disposizione
laterale il calcolo della resistenza del rinforzo si esegue in base al meccanismo di
ricucitura delle fessure.


Figura 2.9 - Possibili modalit di rottura a taglio

In funzione della resistenza aggiuntiva offerta dal rinforzo le modalit di collasso
dellelemento per sollecitazione di taglio sono tre:
rottura a compressione del puntone di calcestruzzo compresso;
rottura a trazione del rinforzo in FRP;


Figura 2.10 - Immagine di un esempio di rottura per trazione delle fibre

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
64

distacco del rinforzo dal substrato.


Figura 2.11 - Immagine di rottura per distacco del rinforzo dal substrato

Si riportano qui di seguito alcune immagini di rinforzi a taglio eseguiti mediante lutilizzo
di materiali compositi.



Figura 2.12 - Esempi di applicazioni di rinforzi a taglio (Fonte: [31])
Capitolo 2 Differenti tipologie di rinforzo e modalit di applicazione
65

2.1.3 Confinamento
Il confinamento delle colonne in calcestruzzo armato ne incrementa in modo significativo
le prestazioni per carichi assiali, flessione e taglio, mediante lincremento della resistenza
del calcestruzzo, lincremento della duttilit, la maggiore resistenza a taglio e
allinstabilit delle barre in compressione.
E ben noto che la resistenza e la duttilit del calcestruzzo possono essere migliorate
incrementando lazione di confinamento, prevenendo inoltre i fenomeni di debonding e
di buckling dellarmatura longitudinale.
Per quanto riguarda le costruzioni in zona sismica, la maggior parte delle colonne (o pile
da ponte) costruite nel passato sono inadeguate per soddisfare le indicazioni delle nuove
generazioni di codici, sia per quanto riguarda la resistenza che la duttilit. Questo
sempre pi evidente per gli elementi che sono stati costruiti in zona sismica secondo i
codici ormai superati. E ben noto che questi codici facevano riferimento soprattutto ai
requisiti di resistenza e solo implicitamente a quelli di duttilit, inoltre ancora pi
rilevante che non fornivano indicazioni per assicurare la risposta in campo post-elastico.
Di conseguenza, le colonne costruite secondo le vecchie normative, come stato
confermato sia dai disegni del progetto originale sia da ispezioni in situ dopo il verificarsi
di eventi sismici, hanno quasi sempre una quantit di armatura longitudinale insufficiente
(quindi insoddisfacente per la resistenza a flessione), mentre sistematicamente mostrano
un armatura trasversale insufficiente (quindi un confinamento insufficiente a garantire un
comportamento duttile).
Il confinamento delle colonne si ottiene mediante armatura interna (staffe circolari o
quadrate chiuse) oppure con rinforzo esterno (camicia di acciaio o di FRP).
Gli obiettivi principali del confinamento sono:
evitare lespulsione del copriferro di calcestruzzo;
vincolare lateralmente larmatura compressa per evitare linstabilit;
incrementare la resistenza e la duttilit del calcestruzzo.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
66

Nel problemi sismici, le tecniche di adeguamento esistenti sono in genere basate
sullincremento della tensione di confinamento sia nella regione di formazione di
eventuali cerniere plastiche, sia in tutto lelemento. Talvolta richiesto anche il
miglioramento della resistenza a flessione, soprattutto in presenza di lap-splices (zone di
sovrapposizione delle armature).


Figura 2.13 - Applicazioni di FRP per confinamento (Fonte: [31])

Nel caso di colonne circolari questi obiettivi possono essere raggiunti inserendo staffe
circolari internamente o analogamente con incamiciature esterne. In questo secondo
caso la cerchiatura esterna pu essere continua o discontinua, realizzata con strisce.
Per le colonne rettangolari il confinamento pu essere realizzato in modo simile; poich il
rivestimento esterno deve essere rettangolare si devono considerare alcuni accorgimenti,
come nel caso di rinforzi a taglio, smussando gli spigoli (il raggio deve essere 20 mm per i
rivestimenti di FRP) prima di applicare il rinforzo esterno. Inoltre leffetto di confinamento
meno efficace rispetto alle colonne circolari poich concentrato principalmente agli
spigoli, pertanto si devono utilizzare spessori significativi del rivestimento per contenere
la dilatazione trasversale della colonna e linstabilit delle barre nelle zone tra due spigoli.
In alternativa si pu modificare la forma della colonna rettangolare realizzando intorno un
getto che la renda circolare o ovale, prima di applicare il rinforzo esterno. In questo modo
Capitolo 2 Differenti tipologie di rinforzo e modalit di applicazione
67

il progetto del rinforzo fa riferimento alle indicazioni relative alle colonne di forma
circolare.

Figura 2.14 - Effetti del confinamento in funzione della forma della sezione

Il vantaggio di usare un materiale composito, caratterizzato dallavere un comportamento
elastico fino a rottura, piuttosto che lacciaio, elasto-plastico, consiste nel fatto di avere
una pressione laterale, sempre crescente, in senso stretto, allaumentare della dilatazione
trasversale.
Nel diagramma sforzi deformazione, di un pilastro in calcestruzzo confinato in funzione
della forma del medesimo (Figura 14), si possono notare come questo assuma una forma
bilineare in cui si possono riconoscere due tratti:
un primo tratto, caratterizzato da valori di deformazione del calcestruzzo
inferiori al 2, in cui la tensione del calcestruzzo confinato di poco superiore
a quella esibita dal calcestruzzo non confinato;
un secondo tratto, caratterizzato da valori di deformazione del calcestruzzo
superiori al 2, in cui il legame tensione-deformazione non lineare e la
pendenza della corrispondente curva - diminuisce progressivamente fino ad
assumere, nel tratto finale un valore pressoch costante. In questultimo tratto
il calcestruzzo confinato perde progressivamente la sua integrit per effetto di
una fessurazione sempre pi estesa.

La resistenza ultima del calcestruzzo confinato fortemente legata alla deformazione di
rottura della fasciatura in FRP lungo lelemento confinato. Tuttavia, a partire da un certo
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
68

valore della deformazione assiale, lelemento confinato con FRP assimilabile ad un
recipiente dalle pareti molto flessibili riempito di materiale incoerente. Da questo
momento in poi, esso perde, di fatto, la propria funzionalit potendo assorbire solo
modeste ed insignificanti sollecitazioni trasversali. In considerazione di ci, il collasso
dellelemento confinato convenzionalmente raggiunto quando si attinge una
deformazione limite delle fibre pari al 4.
Il progetto del confinamento del calcestruzzo che per quanto detto sino ad ora sar
ovviamente funzione della forma della sezione, della geometria del rinforzo e della
deformazione del composito fibrorinforzato.



2.2 MODALIT DI APPLICAZIONE DEL RINFORZO

La modalit di applicazione del rinforzo dipende dal tipo di sistemi di laminazione
manuale utilizzata. Come gi stato descritto, il primo prevede lutilizzo di un tessuto
secco impregnato successivamente dalla resina direttamente sulla superficie da
rinforzare mentre nel secondo si utilizzano tessuti preimpregnati, che non necessitano
quindi dellapplicazione di una resina con la funzione di bagnante poich gi costituiti da
una matrice in grado di polimerizzare a temperatura ambiente. La scelta sul tipo di
tessuto da utilizzare dipende essenzialmente da quanto il rinforzo maneggiabile.
Pi in dettaglio il primo tipo di applicazione divisibile principalmente in due fasi: la
prima consiste nellapplicazione sulla superficie da rinforzare di un adesivo riempitivo che
ha la funzione di livellare il substrato, la seconda consiste nellapplicazione di un secondo
strato di resina a media viscosit, chiamato saturante, sul quale poi verranno disposte le
strisce di composito a fibre secche preventivamente sagomate. Limpregnazione del
composito favorita anche grazie allutilizzo di rulli che ne consentono ununiforme
distribuzione e nello stesso tempo forniscono la pressione necessaria alla percolazione
della resina.
Capitolo 2 Differenti tipologie di rinforzo e modalit di applicazione
69



Figura 2.15 - Rappresentazione degli strati costituenti un rinforzo ottenuto con laminazione
manuale mediante utilizzo di un tessuto in composito successivamente impregnato

Se lo strato di resina saturante precedentemente applicato non dovesse essere
abbastanza a garantire la completa bagnabilit delle fibre se ne applica un secondo sopra
il composito appena disposto. Nel caso fosse necessaria lapplicazione di pi strati di
tessuto necessario applicare un ulteriore film di resina saturante tra uno strato e laltro.
La resina saturante ha quindi la doppia funzione sia di impregnante che di adesivo
strutturale.
Il processo appena descritto evidentemente poco controllabile poich risulta difficile
stabilire il quantitativo di resina necessario ad una completa impregnazione. Questo
inconveniente pu portare, infatti, alla creazione di rinforzi con eccesso o viceversa
scarsezza di resina. Lottenimento di un buon risultato quindi strettamente dipendente
dalla capacit e dallesperienza delloperatore addetto allinstallazione.
Se il rinforzo dovesse essere di grosse dimensioni, o costituito da una sequenza di
laminazione caratterizzata dalla presenza di molti strati, preferibile lutilizzo di tessuti
preimpregnati. A differenza del primo processo descritto, in questo caso, non
necessario applicare uno strato di resina saturante tra i diversi strati costituenti il rinforzo,
poich il composito gi stato preformato in fabbrica. In questo caso occorre quindi solo
depositare sulla superficie da rinforzare uno strato adesivo riempitivo, e successivamente
uno strato di resina con la sola funzione di adesivo tra il preimpregnato e substrato.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
70

Questo secondo metodo oltre a risultare pi veloce, permette anche un migliore controllo
per quanto riguarda limpregnazione delle fibre. Lunico inconveniente che i
preimpregnati sono venduti con sequenze di laminazione prefissate, il che significa che
non possibile utilizzare tali materiali se si ha bisogno di una specifica sequenza.

Per entrambi i metodi la bont dellinstallazione strettamente dipendente dalla pot life
della resina, definita come il tempo necessario affinch la resina passi da uno stato liquido
ad uno stato di gel prima di reticolare completamente. Una tipica resina epossidica usata
per la laminazione manuale ha una pot life che varia tra 1 e 4 ore ad una temperatura
compresa tra i 15 ed i 27C. Tale tempo fortemente dipendente dalla temperature:
allaumentare della temperatura il pot life diminuisce, viceversa al suo diminuire. A basse
temperature inoltre le resine non riescono a reticolare. Per questo motivo se prevista
unistallazione di pi strati di FRP, e si utilizza il primo metodo descritto, gli strati
successivi al primo devono essere disposti quando la resina ancora liquida anche negli
strati sottostanti al fine di garantire una corretta percolazione con conseguente
reticolazione della resina dei diversi strati nello stesso momento.

Inoltre sia per il rinforzo costituito da tessuto secco che preimpregnato, linstallazione
deve avvenire in modo da garantire aderenza con il substrato poich, come facile
intuire, le caratteristiche della superficie dellelemento da rinforzare giocano un ruolo
determinante. E per questo che prima dellapplicazione di tali prodotti deve essere
effettuata unadeguata pulizia del supporto mediante sabbiatura o spazzolatura. Se
lapplicazione avviene su elementi in C.A. degradato necessaria inoltre garantire una
perfetta ricostruzione del copriferro con malte di caratteristiche meccaniche superiori al
materiale esistente dopo aver opportunamente trattato le barre di armatura. Deve essere
inoltre garantita la planarit delle superfici mediante unaccurata rasatura. Solo dopo
avere compiuto tutte queste operazioni a regola darte possibile procedere con la
stesura della resina riempitiva.
71

Capitolo 5 CAPITOLO 3
SPERIMENTAZIONE PROVE DI CARATTERIZZAZIONE MATERIALI



Nel presente capitolo vengono descritte le prove svolte presso il Laboratorio Prove
Materiali del Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano. Tali prove
riguardano la caratterizzazione del calcestruzzo e dellacciaio di armatura utilizzati per la
realizzazione della travi rettilinee (vedi Capitolo 4), su cui verranno poi applicati i diversi
tipi di rinforzo.

Per la caratterizzazione del calcestruzzo, si svolta una prova a compressione su cubi in
calcestruzzo opportunamente preparati al momento del getto delle travi. Limpasto
stato preparato in modo tale da raggiungere una resistenza non troppo elevata una volta
avvenuta la presa: in questo modo si riesce a simulare una situazione reale di
adeguamento strutturale. Infatti generalmente gli interventi di rinforzo con FRP vengono
effettuati su edifici esistenti costruiti con calcestruzzi a basse prestazioni.

Per la caratterizzazione dellacciaio di armatura si sono svolte le classiche prove di
trazione, volte a valutare il carico e la deformazione corrispondente a snervamento e a
rottura.

I valori ricavati dalle prove di caratterizzazione dei materiali saranno necessari per lanalisi
analitica dei risultati ottenuti.




Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

72

3.1 PROVE PER LA CARATTERIZZAZIONE MECCANICA DEL CALCESTRUZZO
Lo scopo delle prove di compressione su calcestruzzo appunto quello di determinare la
classe di resistenza, contraddistinta dai valori caratteristici della resistenza cubica R
ck
a
compressione uniassiale. La resistenza caratteristica a compressione definita come la
resistenza per la quale si ha il 5 % di probabilit di trovare valori inferiori.
Si sono svolte prove di compressione su cinque provini in calcestruzzo, opportunamente
preparati al momento del getto delle travi.
Per questo tipo di prova le normative di riferimento, che descrivono le caratteristiche del
provino e le modalit di esecuzione della prova, sono:
UNI EN 12390-1: 2002; Prova sul calcestruzzo indurito: Forma, dimensioni ed altri
requisiti per provini e per casseforme;
UNI EN 12390-3: 2009; Prova sul calcestruzzo indurito: Resistenza alla
compressione dei provini;
UNI EN 12390-4: 2002; Prova sul calcestruzzo indurito; Resistenza alla
compressione: speciche per macchine di prova.
I provini normalizzati, secondo la normativa, devono avere il lato pari almeno a tre volte e
mezza la dimensione nominale dell'aggregato del calcestruzzo: nel nostro caso i campioni
dovrebbero avere dimensioni nominali pari a 150 mm di lato; tuttavia i fenomeni di ritiro
comportano una riduzione delle dimensioni che, pertanto, vengono misurate prima della
prova.

PROVINO
LARGHEZZA
[mm]
LUNGHEZZA
[mm]
ALTEZZA
[mm]
MASSA
[Kg]
1 152
150 148 7.636
2 153
150 149 7.723
3 153
150 148 7.615
4 153
150 149 7.695
5 152
150 148 7.630
6 151
150 149 7.580
Tabella 3.1 - Tabella riassuntiva delle caratteristiche geometriche dei campioni

Capitolo 3 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
73

La macchina di prova la CONTROLS AUTOMAX 5.


Figura 3.1 - A) Macchina di prova; B) Posizionamento del provino allinterno della macchina

Il provino viene posizionato al centro del piatto inferiore della macchina di prova,
successivamente si abbassa il piatto superiore fino a contatto. La prova consiste nel
caricare i provini fino alla rottura, si registra il carico massimo sopportato dal provino e si
calcola la resistenza alla compressione del calcestruzzo dividendo il carico massimo a
rottura rispetto allarea su cui agisce tale carico.
I risultati delle prove di compressione diretta ottenuti per i cinque provini sono riportati in
Tabella 3.2; come mostra il coefficiente di variazione, che risulta essere inferiore al 2%, i
risultati sono tutti in accordo tra loro: cio indice di omogeneit del calcestruzzo
utilizzato.

PROVINO
CARICO
MASSIMO [kN]
SEZIONE
[mm
2
]
RESISTENZA
[N/mm
2
]
1
520.00 22800 22.81
2
489.00 22950 21.31
3
530.00 22950 23.09
4
489.00 22950 21.31
5
533.00 22800 23.38
6
547.00 22650 24.15
Tabella 3.2 - Tabella riassuntiva dei risultati sperimentali
B A
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

74

3.2 PROVE PER LA CARATTERIZZAZIONE MECCANICA DELL ACCIAIO
Si sono svolte prove di trazione su:
due barre dacciaio filettate aventi diametro effettivo pari a 20 mm a cui
corrisponde un diametro nominale di 18 mm (ASTM A193/B7)
due barre ad aderenza migliorata di diametro 8 mm
due barre ad aderenza migliorata di diametro 6 mm

BARRE
PROVA
n.
LUNGHEZZA
[mm]
PESO
[g]
20
1 530.00 1027.70
2 530.00 1028.50
8
1 516.00 206.00
2 517.00 208.10
6
1 515.00 122.60
2 515.00 123.30
Tabella 3.3 - Caratteristiche geometriche delle barre d'armatura

Le normative di riferimento per questo tipo di prova, che descrivono le modalit di
esecuzione e le caratteristiche del provino, sono:
UNI EN ISO 15630-1: 2010; Acciaio per calcestruzzo armato e calcestruzzo
precompresso: barre, rotoli e fili per calcestruzzo armato.
Le macchine di prova utilizzate sono la AMSLER 300 kN per le barre filettate di diametro
20 mm e la AMSLER 200 kN per le barre di diametro 6 mm e 8 mm.

Capitolo 3 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
75


Figura 3.2 - A) Macchina di prova AMSLER 200 kN; B) Macchina di prova AMSLER 200 kN;

Una volta afferrato il provino tra le ganasce della macchina, facendo attenzione a non
esercitare una forza di serraggio troppo elevata per non danneggiarne le estremit, si
proceduto montando nella zona centrale del campione un estensometro monoassiale che
ci consente una maggior precisione nella valutazione delle deformazioni in fase elastica.
Per quanto riguarda le barre filettate 20 si registrato in entrambe le prove un
comportamento armonico dellacciaio. Lo sforzo e la deformazione a rottura sono
calcolati considerando lintera lunghezza della barra a differenza delle altre prove che
seguono i principi esposti dalla normativa in cui la deformazione valutata in un intorno
pari a 10 cm del punto di rottura. Inoltre essendo barre filettate al fine del calcolo del
valore dello sforzo a snervamento si considerato un diametro effettivo delle barre 18.


Figura 3.3 - Provini a rottura
B A
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

76

BARRE
PROVA
n.
ROTTURA
F
t
[Kn] f
t
[N/mm
2
]
DEFORMAZIONE
[%]
20
1 231.10 907.77 8.50
2 232.00 911.70 8.30
Tabella 3.4 - Tabella riassuntiva dei risultati sperimentali (20)


BARRE
PROVA
n.
SNERVAMENTO
F
y
[Kn] f
y
[N/mm
2
]
ROTTURA
F
t
[Kn] f
t
[N/mm
2
]
DEFORMAZIONE [%]
A
g
A
gt

8
1 27.30 543.00 33.00 657.00 14.00 14.30
2 27.20 541.00 33.10 659.00 12.50 12.80
6
1 17.00 600.00 19.00 672.00 9.00 9.30
2 16.30 577.00 18.80 665.00 12.00 12.30
Tabella 3.5 - Tabella riassuntiva dei risultati sperimentali (8, 6)


Riportiamo in seguito i grafici sforzo deformazione delle prove eseguite.


Grafico 3.1 - Sforzo-deformazione relativo alla prova di trazione per barre 20 considerando
un diametro effettivo 18
Capitolo 3 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
77


Grafico 3.2 Sforzo-deformazione relativo alla prova di trazione per barre 8


Grafico 3.3 Sforzo-deformazione relativo alla prova di trazione per barre 6





Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

78



79

Capitolo 4 CAPITOLO 4
SPERIMENTAZIONE - PROVE SU ELEMENTI STRUTTURALI IN C.A.



In questo capitolo vengono trattate approfonditamente le prove sperimentali svolte,
presso il Laboratorio Prove Materiali - Sezione GIMED (Dipartimento di Ingegneria
Strutturale del Politecnico di Milano), su travi in calcestruzzo armato diversamente
rinforzate con strisce di carbonio (CARBOSTRU, tessuto CFRP UDHM 400 in fibra di
carbonio unidirezionale ad alto modulo con grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di
riferito alla fibra secca di 0.225 mm), con laggiunta eventuale di angolari in VTR-Fe
(profilati sagomati a L in acciaio) oppure di ulteriori barre dacciaio poste inferiormente
aggiunte successivamente e rese solidali alla trave mediante resina epossidica poste in
mezzeria della trave (acciaio tipo ASTM A 193/B7).

La prima campagna prove riferita a dieci travi rettilinee rinforzate per sollecitazioni
taglianti, per poter valutare con senso critico quale sia la migliore soluzione tecnologica in
termini di resistenza e duttilit. Le travi vengono rinforzate eseguendo delle cerchiature
che avvolgono la trave, variando sia il numero delle cerchiature in campata sia il numero
di strati da cui costituita ogni cerchiatura; altra variante delle prove sar la presenza
degli angolari, la rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata e il rinforzo con barre
dacciaio inferiori poste in mezzeria della trave (acciaio tipo ASTM A193/B7).

La seconda campagna prove riferita a otto travi rettilinee rinforzate per sollecitazioni
flessionali, per poter valutare con senso critico quale sia la migliore soluzione tecnologica
in termini di resistenza e duttilit. In questo caso le travi vengono rinforzate applicando
strisce con diverse disposizioni: rinforzo inferiore, rinforzo laterale orizzontale e rinforzo
laterale diagonale; altra variante delle prove sar il numero di strati che costituiscono il
rinforzo.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

80

4.1 RINFORZO A TAGLIO CARBOSTRU C-SYSTEM
Per simulare il comportamento di due mezze-colonne (superiore ed inferiore
allimpalcato del solaio) sono state svolte prove a flessione su tre punti (three point
bending):


Figura 4.1 - Schema di carico adottato (three point bending) su una generica trave
(CW90-8.6/30D*)

La campagna prove costituita da dieci travi rettilinee
1
, tutte uguali alla trave di
riferimento, a cui vengono applicati diversi tipi di rinforzo a taglio.
Si precisa che tutte le travi (ad esclusione della trave di riferimento e della M12/25) sono
dotate di un irrigidimento a taglio realizzato con 3 strisce a doppio strato di carbonio in
prossimit degli appoggi e 6 strisce a doppio strato (interrotte nella zona centrale) nella
zona di carico.
Per le travi rinforzate a taglio sono state quindi previste diverse tipologie di rinforzo,
variamente combinate tra loro:
strisce di carbonio CARBOSTRU C-system, tessuto CFRP UDHM 400 in fibra di
carbonio unidirezionale ad alto modulo con grammatura da 400 gr/m2 e spessore
di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225 mm; verranno applicati a singolo o
doppio strato;
angolari in VTR-Fe di due diverse dimensioni (VTR-Fe 8.6 e VTR-Fe 12.8), ovvero
profilati sagomati in acciaio Fe 430; verranno applicati sia continui
longitudinalmente sia distanziati in mezzeria della trave di 5 cm;

1
Vedi Allegato 3
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
81

barre dacciaio inferiori poste in mezzeria della trave (acciaio ASTM A 193/B7);
rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata;
spine M12 disposte trasversalmente allasse longitudinale di mezzeria della trave
con passo 25 cm ed ancorate mediante piastre.

RIFERIMENTO Base=25cm Altezza=45cm Lunghezza=345cm
Arm. sup 3 barre 20 (nominale 18) filettate (passo 2.5 mm)
Arm. inf 5 barre 20 (nominale 18) filettate (passo 2.5 mm)
Armatura trasversale: Staffe 6 a due bracci con passo 5 cm
Distanza tra gli appoggi pari a 335 cm

CW90/30 Cerchiature in CFRP UDHM 400 a singolo strato, passo 30 cm

CW90-8.6/60 Cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato, passo 60 cm
Quattro angolari VTR-Fe 8.6 non continui in mezzeria
Rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata

CW90-8.6/30 Cerchiature in CFRP UDHM 400 a singolo strato, passo 30 cm
Quattro angolari VTR-Fe 8.6 non continui in mezzeria
Rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata

CW90-8.6/30D Cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato, passo 30 cm
Quattro angolari VTR-Fe 8.6 non continui in mezzeria
Rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata

CW90-8.6/30D (L ridotta) Cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato, passo 30 cm
Quattro angolari VTR-Fe 8.6 non continui in mezzeria
Rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata
Riduzione della distanza degli appoggi a 2350 mm

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

82

CW90-8.6/30* Cerchiature in CFRP UDHM 400 a singolo strato, passo 30 cm
Quattro angolari VTR-Fe 8.6 non continui in mezzeria

CW90-8.6/30D* Cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato, passo 30 cm
Quattro angolari VTR-Fe 8.6 non continui in mezzeria

CW90-8.6/30D*(L ridotta) Cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato, passo 30 cm
Quattro angolari VTR-Fe 8.6 non continui in mezzeria
Riduzione della distanza tra gli appoggi a 235 cm

M+CW90-8.6/30D Cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato, passo 30 cm
Quattro angolari VTR-Fe 8.6, di cui i due superiori continui in
mezzeria
Rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata
Due barre dacciaio inferiori M20 ASTM A193/B7, Lunghezza =
150 cm

M+CW90-12.8/30D Cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato, passo 30 cm
Quattro angolari VTR-Fe 12.8, di cui i due superiori continui in
mezzeria
Rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata
Due barre dacciaio inferiori M20 ASTM A193/B7, Lunghezza =
150 cm

M12/25 Spine M12 disposte trasversalmente allasse della trave con
passo 25 cm ed ancorate mediante piastre

In particolare saranno trattate e commentate tutte e dieci le prove svolte, riportando le
modalit di rottura ed i risultati registrati dagli strumenti applicati alle travi.
Seguir un'analisi ed un confronto dei risultati ottenuti, evidenziando le differenze tra le
tipologie di rinforzo e analizzandone pregi e difetti.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
83

4.1.1 Preparazione della prova
4.1.1.1 Assetto di prova
Le prove sono state svolte con il martinetto oleodinamico MTS 1000 kN che si compone di
una cella di carico con capacit pari a 1000 kN; al martinetto stata applicata una piastra
in acciaio per distribuire il carico nel punto di applicazione ed evitare cos il
punzonamento del calcestruzzo; inoltre, essendo la superficie non perfettamente piana,
stato interposto uno strato di gomma fra la piastra e la trave.
La trave poggia alle estremit su due cavalletti, distanziati tra loro di 335 cm, dotati di
appoggio cilindrico sopra cui stato posto un foglio di teflon per ridurre l'attrito, al fine di
simulare la configurazione di asta semplicemente appoggiata in assetto cerniera-carrello;
anche in corrispondenza di tali appoggi sono state interposte delle piastre di acciaio tra il
vincolo e la trave per creare un ripartitore di carico rigido che evitasse il punzonamento
del calcestruzzo allappoggio.



Figura 4.2 - A) B) Assetto generale della prova; C) Particolare del punto di applicazione del
carico (piastra dacciaio e strato di gomma); D) Particolare dellappoggio
B A
C D
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

84

4.1.1.2 Strumentazione
Prima di applicare i trasduttori alle travi si definita, mediante apposito trasduttore di
verifica e taratura, la relativa curva di taratura.


Figura 4.3 - Taratura dei trasduttori

Per registrare gli spostamenti significativi della trave durante la prova si sono applicati i
seguenti estensimetri:
Trasduttori orizzontali con molla di ritorno (LVDT A e B) in corrispondenza della
mezzeria della trave
Il supporto del traduttore ed il contrasto in alluminio usato per la lettura degli
allungamenti sono stati applicati alla trave mediante colla. Questi trasduttori
hanno come scopo la misurazione dellaccorciamento al lembo superiore e
dellallungamento al lembo inferiore in corrispondenza della mezzeria della trave.


Figura 4.4 - Trasduttori orizzontali applicati in mezzeria

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
85

Per le travi testate, con riferimento alla Figura 4.4, si sono misurate le seguenti lunghezze:
L
sup
= lunghezza del traduttore LVDT orizzontale superiore A
L
inf
= lunghezza del trasduttore LVDT orizzontale inferiore B
d
s
= distanza verticale tra i trasduttori orizzontali A e B lato sinistro
d
d
= distanza verticale tra i trasduttori orizzontali A e B lato destro

Si riporta in figura lo schema della posizione dei trasduttori LVDT orizzontali A e B.


Figura 4.5 - Schema della posizione dei trasduttori LVDT A, B sulla trave (Prospetto Fronte)

Tali quantit saranno utili nel seguito della trattazione per valutare la curvatura della
sezione di mezzeria durante la prova; riportiamo in tabella le lunghezze misurate.




Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

86

TRAVE L
SUP
[cm] L
INF
[cm] d
s
[cm] d
d
[cm]
RIFERIMENTO 61.5 61.4 35.9 35.8
CW90/30 71.8 71.7 32.7 32.3
CW90-8.6/60 65.5 59.5 36.1 37.4
CW90-8.6/30 69.6 70.4 37.7 37.3
CW90-8.6/30D 71.3 72.6 34.1 33.9
CW90-8.6/30D (L ridotta) - - - -
CW90-8.6/30* 68.7 69.3 37.4 37.1
CW90-8.6/30D* 68.5 68.6 35.2 35.4
CW90-8.6/30D*(L ridotta) - - - -
M+CW90-8.6/30D 71.8 73.1 35.7 35.9
M+CW90-12.8/30D 74.2 74.2 33.1 33.2
M12/25 65.6 68.3 30.3 31.1
Tabella 4.1 - Valori delle grandezze L
SUP
, L
INF
, d
s
e d
d
nelle varie travi

Trasduttori orizzontali con molla di ritorno (LVDT C e D) in corrispondenza degli
appoggi
I traduttori applicati agli estremi della trave sono stati adagiati su appositi supporti
ed il relativo contrasto costituito dalle piastre di ancoraggio delle barre
darmatura superiori gi presenti sulla trave. Questi trasduttori hanno come scopo
la misurazione, durante lapplicazione del carico, dello spostamento delle sezioni
di estremit della trave dovuto alla rotazione della sezione e alla possibile
traslazione della trave. Essi misurano un spostamento negativo se subiscono un
allungamento; nel caso la sezione della trave dovesse solo ruotare, la parte
superiore della sezione si sposterebbe verso linterno e provocherebbe un
allungamento del trasduttore, che registrerebbe quindi uno spostamento
negativo; nel caso invece in cui la sezione subisca anche una traslazione, questa
potrebbe andare a sommarsi o sottrarsi allo spostamento dovuto alla rotazione,
quindi il trasduttore potrebbe anche accorciarsi e registrare quindi un valore
positivo.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
87


Figura 4.6 - Trasduttore orizzontale applicato all'estremit della trave

Per le travi testate, con riferimento alla Figura 4.6, si sono misurate le seguenti lunghezze:
h
C
= altezza in cui viene misurato lo spostamento del punto C
h
D
= altezza in cui viene misurato lo spostamento del punto D

Si riporta in figura lo schema della posizione dei trasduttori LVDT orizzontali C e D.


Figura 4.7 - Schema della posizione dei trasduttori LVDT C, D sulla trave (Prospetto Fronte)







Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

88

Riportiamo in tabella le lunghezze misurate.

TRAVE h
C
[cm] h
D
[cm]
RIFERIMENTO 42.6 43.6
CW90/30 41.9 42.6
CW90-8.6/60 41.9 43.2
CW90-8.6/30 41.5 43.2
CW90-8.6/30D 44.4 41.6
CW90-8.6/30D (L ridotta) - -
CW90-8.6/30* 44.3 43.0
CW90-8.6/30D* 42.0 41.0
CW90-8.6/30D*(L ridotta) - -
M+CW90-8.6/30D 43.4 42.5
M+CW90-12.8/30D 33.6 44.0
M12/25 42.1 42.4
Tabella 4.2 - Valori delle grandezze h
C
, h
D
nelle varie travi

Trasduttori verticali a nucleo libero (1, 2 e 3)
I tre trasduttori a nucleo libero sono stati posizionati in corrispondenza della
mezzeria della trave e approssimativamente a 1/4 e 3/4 della luce. Sono stati
collegati alla trave tramite incollaggio di appositi supporti e sono resi stabili da una
basetta magnetica che garantisce il fissaggio al suolo. Lo scopo dei trasduttori a
nucleo libero quello di registrare lo spostamento verticale dei tre punti in modo
da osservare levoluzione delle frecce sotto lapplicazione del carico variabile nel
tempo.


Figura 4.8 - Trasduttori verticali a nucleo libero
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
89

Si riporta in figura lo schema della posizione dei trasduttori a nucleo libero orizzontali 1, 2
e 3.

Figura 4.9 - Schema della posizione dei trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 nelle varie travi
(Prospetto Retro)

Per le travi testate, con riferimento alla Figura 4.8, si sono misurate le seguenti lunghezze:
L
1
= posizione, rispetto allappoggio C, della sezione 1 in cui viene misurato
labbassamento della trave
L
2
= posizione della sezione 2 in cui viene misurato labbassamento della trave; il
trasduttore a nucleo libero 2 viene sempre posizionato in mezzeria della trave
quindi non riporteremo in tabella il valore di L
2

L
3
= posizione, rispetto allappoggio D, della sezione 3 in cui viene misurato
labbassamento della trave
h
1
= quota in cui viene misurato labbassamento della trave nella sezione 1
h
2
= quota in cui viene misurato labbassamento della trave nella sezione 2
h
3
= quota in cui viene misurato labbassamento della trave nella sezione 3
Riportiamo in tabella le lunghezze misurate.





Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

90

TRAVE L
1
[cm] L
3
[cm] h
1
[cm] h
2
[cm] h
3
[cm]
RIFERIMENTO 84.0 84.0 12.5 12.5 12.5
CW90/30 70.8 73.5 6.1 26.0 6.2
CW90-8.6/60 73.1 71.0 4.0 26.0 4.8
CW90-8.6/30 72.7 73.6 3.5 25.8 3.8
CW90-8.6/30D 73.3 73.2 6.0 26.0 5.9
CW90-8.6/30D (L ridotta) 73.3 73.0 5.7 24.3 6.0
CW90-8.6/30* 74.5 74.5 6.7 5.0 7.5
CW90-8.6/30D* 75.0 73.3 7.1 19.0 6.8
CW90-8.6/30D*(L ridotta) 48.5 50.5 4.1 33.5 3.8
M+CW90-8.6/30D 72.0 72.9 4.8 23.4 4.4
M+CW-12.8/30D 70.8 70.0 5.0 19.0 5.0
M12/25 82.0 80.8 7.0 23.5 6.5
Tabella 4.3 - Valori delle grandezze L
1
, L
3
, h
1
, h
2
e h
3
nelle varie travi

Strain gauges I, II, III e IV
Gli strain gauges sono posizionati in corrispondenza di alcune delle cerchiature di
rinforzo. Lo scopo degli strain gauges quello di valutare la deformazione locale
del sinolo tow a cui lo strain gage stesso stato applicato, al variare del carico
agente. In questo set di prove questi strumenti sono stati applicati solamente alle
prove CW90-8.6/30D (L ridotta) e CW90-8.6/30D*(L ridotta); la loro posizione
verr quindi definita nel dettaglio nei paragrafi riguardanti le prove stesse.
La procedura di applicazione di questi dispositivi descritta nel dettaglio nel
paragrafo 4.2.1.2 riguardante le prove a flessione.

Figura 4.10 Strain gauges applicati sulle cerchiature
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
91

4.1.1.3 Procedura di carico e acquisizione dei dati
La prova viene svolta in controllo di spostamento in modo da consentire la rilevazione del
ramo discendente del diagramma carico-spostamento; la velocit impressa, registrata dal
dispositivo di carico MTS in mezzeria della trave (dove appunto viene applicato il carico)
di 1 mm/min.
I dati dei vari strumenti vengono acquisiti con una frequenza di 5 Hz, ovvero 5
registrazioni al secondo.


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

92

4.1.2 TRAVE DI RIFERIMENTO


Figura 4.11 - Assetto generale della prova di riferimento

Caratteristiche geometriche (Figura 4.11, Figura 4.12):
- trave: Base=25cm Altezza=45cm Lunghezza=345cm;
- armatura longitudinale superiore: n. 3 barre 20 filettate (passo 2.5 mm),
diametro nominale 18;
- armatura longitudinale inferiore: n. 5 barre 20 filettate (passo 2.5 mm), diametro
nominale 18;
- armatura trasversale: Staffe 6 a due bracci con passo 5 cm.

Caratteristiche dei materiali:
- trave: calcestruzzo R
ck
=22.5 MPa;
- armatura longitudinale: acciaio ASTM A193/B7;
- armatura trasversale: acciaio B450C.

Figura 4.12 - Prospetto trave di riferimento
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
93


Figura 4.13 - Sezione A-A trave di riferimento

E importante sottolineare che le barre longitudinali pi esterne del lembo superiore e
inferiore sono ancorate alla testata mediante una piastra imbullonata, ed inoltre, che
larmatura trasversale presente solamente nelle zone critiche della trave: negli appoggi
e nella zona diffusiva del carico. La scelta di non armare a taglio la trave stata fatta al
fine di valutare il contributo di resistenza a taglio fornito dal rinforzo CARBOSTRU C-
system che lo scopo del set di prove.
Si evidenzia la presenza di smussature agli angoli in coincidenza delle zone in cui
applicato il rinforzo, al fine di evitare concentrazioni di sforzi e rotture premature.

ANALISI RISULTATI
La rottura della trave di riferimento avvenuta a 162.74 kN; la mancanza dellarmatura
trasversale porta, come noto, ad una rottura di tipo fragile. In corrispondenza al carico di
rottura si registrata una freccia in mezzeria pari a 7.16 mm.
Dal grafico carico-spostamento ottenuto dallelaborazione dei dati acquisiti dalla Spider-8
si pu osservare che il legame bilineare fino a rottura, con un cambio di pendenza, a cui
corrisponde un cambio di rigidezza, in prossimit di un carico di 50 kN; questo cambio di
rigidezza dovuto al passaggio dal I stadio al II stadio, cio al raggiungimento del
momento critico e quindi alla formazione delle prime fessure nel calcestruzzo teso.
La prova stata protratta oltre il carico di rottura; si osservato linstaurarsi di un nuovo
meccanismo resistente, un meccanismo ad arco con scorrimento delle 3 barre darmatura
longitudinale inferiori non ancorate, con riacquisizione del carico fino a un massimo di
133.16 kN. Il meccanismo ad arco un meccanismo duttile: ci dovrebbe quindi portare
ad una stabilizzazione del carico con un incremento di spostamento; si pu notare invece
un andamento del grafico decrescente dovuto al punzonamento dellappoggio.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

94


Grafico 4.1 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8



Figura 4.14 - A) Formazione delle prime fessure; B) Fessura a taglio che ha portato a rottura la
trave; C) Barre inferiori dopo aver rimosso il copriferro; D) Punzonamento dellappoggio

A B
C D
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
95

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico di rottura, evidenziano
come la deformata sia simmetrica; infatti essi assumono valori simili che sono pari a 4.94
mm per la freccia 1 e 4.70 mm per la freccia 3. La lieve differenza nelle due frecce data
da svariati motivi, alcuni dei quali potrebbero essere il non corretto posizionamento dei
trasduttori a nucleo libero oppure la non perfetta simmetria del carico.


Grafico 4.2 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico di
collasso, un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 0.45 mm e un
allungamento in corrispondenza del trasduttore B pari a 0.89 mm.
Possiamo notare, inoltre, come il modello costitutivo del calcestruzzo ne caratterizzi il
comportamento; infatti in zona tesa (LVDT B) abbiamo un comportamento bilineare
influenzato dal passaggio del calcestruzzo al II stadio, mentre in zona compressa (LVDT A)
un andamento pressoch lineare.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

96


Grafico 4.3 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C sia
maggiore dello spostamento del punto D; ipotizzando unuguale rotazione delle due
sezioni di estremit, ci pu essere giustificato dal fatto che la sezione D subisca anche
una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla rotazione, e si comporti
quindi come un carrello, mentre il comportamento della sezione C assimilabile a una
cerniera.
A collasso, il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore della
sezione di 1.17 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 0.13 mm.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
97


Grafico 4.4 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

98

4.1.3 TRAVE CW90/30


Figura 4.15 - Assetto generale della prova CW90/30

Caratteristiche geometriche (Figura 4.15, Figura 4.16):
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- cerchiature in CFRP UDHM 400 a singolo o doppio strato di larghezza 10 cm.
Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm.


Figura 4.16 - Prospetto trave CW90/30

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
99


Figura 4.17 - Sezione A-A e sezione B-B trave CW90/30

ANALISI RISULTATI
Il carico di rottura della trave CW90/30 nella prova pari a 400.59 kN e in corrispondenza
di tale carico si registrata una freccia in mezzeria pari a 35.14 mm.
La rottura avvenuta per taglio stata provocata dalla lacerazione di una delle fasce e di
conseguenza di tutte le altre fasciature del lato sinistro. La rottura avvenuta in modo
fragile poich il cedimento della cerchiatura ha trasmesso istantaneamente tutta la
sollecitazione alla trave che, non potendo sopportare un carico tagliante cos elevato,
ceduta di schianto con fessure che la attraversano completamente.


Grafico 4.5 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

100




Figura 4.18 - A) Formazione delle prime fessure; B) Rottura della trave per taglio avvenuta nel
lato sinistro (Fronte); C) Fessure a taglio dopo la rottura; D) Deformazione residua delle barre
darmatura; E) Particolare dellestradosso della trave dopo lasportazione del calcestruzzo
frantumato; F) Particolare dellintradosso della trave, notare il completo distaccamento del
copriferro

Il grafico degli spostamenti verticali della trave mostra come la deformata della trave sia
simmetrica, infatti le curve delle frecce 1 e 3 risultano quasi coincidenti; in
corrispondenza del carico di rottura gli spostamenti assumono valori simili che sono pari a
21.01 mm per la freccia 1 e 20.29 mm per la freccia 3.
A
B
C D
E F
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
101


Grafico 4.6 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico di
rottura, un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 1.90 mm e un
allungamento in corrispondenza del trasduttore B pari a 3.63 mm.


Grafico 4.7 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

102

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come gli andamenti degli spostamenti dei
punti C e D siano pressoch comparabili, anche se il punto C subisce uno spostamento
leggermente maggiore.
A rottura, il trasduttore ha evidenziato uno spostamento della parte superiore della
sezione C di 2.89 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 1.85 mm


Grafico 4.4.8 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
103

4.1.4 TRAVE CW90-8.6/60


Figura 4.19 - Assetto generale della prova CW90-8.6/60

Caratteristiche geometriche (Figura 4.19, Figura 4.20):
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato di larghezza 10 cm;
- quattro angolari, di larghezza 8 cm e spessore 6 mm, non continui
longitudinalmente in quanto distaccati in mezzeria di 5 cm;
- rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm;
- angolari: in VTR-Fe ovvero profilati sagomati in acciaio Fe 430.


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

104


Figura 4.20 - Prospetto trave CW90-8.6/60


Figura 4.21 - Sezione A-A trave CW90-8.6/60


ANALISI RISULTATI
Il carico di rottura della trave CW90-8.6/60 nella prova pari a 470.33 kN e in
corrispondenza di tale carico si registrata una freccia in mezzeria pari a 27.93 mm.
La rottura avvenuta per taglio, ben visibile in Figura 4.21C, stata provocata dalla
lacerazione di una delle fasce e di conseguenza di tutte le altre fasciature del lato sinistro.
La rottura avvenuta in modo fragile poich il cedimento della cerchiatura ha trasmesso
istantaneamente tutta la sollecitazione alla trave che, non potendo sopportare un carico
tagliante cos elevato, ceduta di schianto con fessure che la attraversano
completamente. Prima del collasso della trave si possono notare evidenti fessure
diagonali nel calcestruzzo, o meglio sullo strato di malta di ricoprimento.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
105


Grafico 4.9 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8



Figura 4.22 - A) Formazione delle prime fessure; B) Rottura della trave avvenuta nel lato
sinistro; C) D) Fessure a taglio dopo la rottura (Fronte e Retro)

A B
C D
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106


Figura 4.23 - A) Fessure a taglio nel calcestruzzo dopo la rimozione della malta di rinforzo; B)
Particolare della rottura di una cerchiatura

Il grafico degli spostamenti verticali della trave mostra come la deformata della trave sia
simmetrica, infatti le curve delle frecce 1 e 3 risultano quasi coincidenti; in
corrispondenza del carico di rottura gli spostamenti assumono valori simili che sono pari a
14.94 mm per la freccia 1 e 15.42 mm per la freccia 3.


Grafico 4.10 - Frecce-spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

A B
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
107

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico di
rottura, un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 1.59 mm e un
allungamento in corrispondenza del trasduttore B pari a 5.28 mm.


Grafico 4.11 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto D sia, fin
da subito, di verso opposto allo spostamento del punto C; ipotizzando unuguale
rotazione delle due sezioni di estremit, ci pu essere giustificato dal fatto che la sezione
D subisca anche una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla rotazione,
e si comporti quindi come un carrello, mentre il comportamento della sezione C
assimilabile a una cerniera; il comportamento a carrello della sezione D prevale su quello
a cerniera, dando uno spostamento del punto D di verso opposto a quello che si avrebbe
in caso di sola rotazione della sezione.
In corrispondenza del carico di rottura, il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento
della parte superiore della sezione di 3.47 mm, mentre la parte superiore della sezione D
si spostata 1.22 mm.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

108


Grafico 4.12 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit


Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
109

4.1.5 TRAVE CW90-8.6/30


Figura 4.24 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30

Caratteristiche geometriche (Figura 4.24, Figura 4.25):
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- cerchiature in CFRP UDHM 400 a singolo o doppio strato di larghezza 10 cm;
- quattro angolari, di larghezza 8 cm e spessore 6 mm, non continui
longitudinalmente in quanto distaccati in mezzeria di 5 cm;
- rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm;
- angolari: in VTR-Fe ovvero profilati sagomati in acciaio Fe430.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

110


Figura 4.25 - Prospetto trave CW90-8.6/30


Figura 4.26 - Sezione A-A e sezione B-B trave CW90-8.6/30


ANALISI RISULTATI
La rottura della trave CW90-8.6/30 avvenuta a 468.83 kN; la mancanza dellarmatura
trasversale porta, come noto, ad una rottura fragile. In corrispondenza al carico di rottura
si registrata una freccia in mezzeria pari a 23.41 mm.
Nel grafico carico-spostamento, ottenuto dallelaborazione dei dati della spider 8, si pu
osservare che a 460 kN si ha una perdita di carico dovuta alla rottura della quarta
fasciatura da sinistra. La trave, non rompendosi, ha iniziato a riacquisire carico
raggiungendo i 468.83 kN, quota a cui corrisponde il danneggiamento della terza
fasciatura da sinistra che quasi istantaneamente ha portato a rottura lintera trave.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
111


Grafico 4.13 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8



Figura 4.27 - A) Rottura della trave avvenuta nel lato sinistro; B) C) Particolari del lato sinistro
della trave (Fronte e Retro); D) Particolare della rottura della fasciatura

A B
D C
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

112

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico a rottura, evidenziano
come la deformata della trave sia simmetrica; infatti, essi assumono valori pari a 13.4 mm
per la freccia 1 e 12.82 mm per la freccia 3. La lieve differenza nelle due frecce data da
svariati motivi, alcuni dei quali potrebbero essere il non corretto posizionamento dei
trasduttori a nucleo libero oppure la non perfetta simmetria del carico.


Grafico 4.14 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico di
collasso, un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 1.59 mm e un
allungamento in corrispondenza del trasduttore B pari a 4.27 mm.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
113


Grafico 4.15 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C al
collasso sia opposto allo spostamento del punto D; ipotizzando unuguale rotazione delle
due sezioni di estremit, ci pu essere giustificato dal fatto che la sezione D subisca
anche una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla rotazione, e si
comporti quindi come un carrello, mentre lla sezione C assimilabile a una cerniera.
A collasso, il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore della
sezione C di 2.43 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 0.60 mm.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

114


Grafico 4.16 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit


Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
115

4.1.6 TRAVE CW90-8.6/30D


Figura 4.28 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30D

Caratteristiche geometriche (Figura 4.28, Figura 4.29):
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato di larghezza 10 cm;
- quattro angolari, di larghezza 8 cm e spessore 6 mm, non continui
longitudinalmente in quanto distaccati in mezzeria di 5 cm;
- rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm;
- angolari: in VTR-Fe ovvero profilati sagomati in acciaio Fe430.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

116


Figura 4.29 - Prospetto trave CW90-8.6/30D


Figura 4.30 - Sezione A-A trave CW90-8.6/30D

ANALISI RISULTATI
Il carico massimo raggiunto dalla trave CW90-8.6/30D nella prova pari a 455.33 kN e in
corrispondenza di tale carico si registrata una freccia in mezzeria pari a 26.37 mm.
E rilevante sottolineare che la trave non stata portata a rottura perch stava mostrando
un comportamento duttile, per cui la modalit di rottura che si prevedeva era a flessione
e non a taglio e quindi il prosieguo risultava inutile ai fini della prova.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
117


Grafico 4.17 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico massimo, evidenziano
come la deformata della trave sia simmetrica; infatti, essi assumono valori pari a 14.78
mm per la freccia 1 e 14.08 mm per la freccia 3.


Grafico 4.18 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

118

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico massimo,
un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 0.81 mm e un allungamento
in corrispondenza del trasduttore B pari a 6.43 mm.


Grafico 4.19 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C sia, fin
da subito, di verso opposto allo spostamento del punto D; ipotizzando unuguale
rotazione delle due sezioni di estremit, ci pu essere giustificato dal fatto che la sezione
C subisca inizialmente anche una traslazione, maggiore e di verso opposto rispetto allo
spostamento dovuto alla rotazione, e si comporti quindi come un carrello, mentre il
comportamento della sezione D assimilabile a una cerniera.
In corrispondenza del carico massimo, il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento
della parte superiore della sezione di 0.37 mm, mentre la parte superiore della sezione D
si spostata 2.94 mm.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
119


Grafico 4.20 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

120

4.1.7 TRAVE CW90-8.6/30D (Luce ridotta)


Figura 4.31 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30D (Luce ridotta)

Come abbiamo visto, la prova precedente stata interrotta perch il prosieguo risultava
essere inutile ai nostri scopi. Si deciso quindi di eseguire una seconda prova sulla stessa
trave dopo aver effettuato la sostituzione dei rinforzi nella mezzeria della trave in quanto
questi risultavano non perfettamente aderenti alla rasatura di malta; sono poi state
applicate in mezzeria quattro strisce in UDHM 400 a doppio strato di larghezza 15 cm
Per ottenere una rottura per taglio sono poi stati spostati gli appoggi riducendo cos la
luce della trave: in questo modo per un determinato carico il valore del taglio rimane
invariato rispetto alla trave con luce intera, mentre il valore del momento si riduce perch
funzione lineare della luce stessa.


Figura 4.32 - Prospetto trave CW90-8.6/30D (Luce ridotta)

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
121


Figura 4.33 - Sezione A-A trave CW90-8.6/30D (Luce ridotta)

ANALISI RISULTATI
Il carico di rottura della trave CW90-8.6/30D (Luce ridotta) con luce netta 2350 mm pari
a 815.22 kN e in corrispondenza di tale carico si registrata una freccia in mezzeria pari a
26.99 mm. Possiamo notare dal Grafico 4.21 che il comportamento di questa trave
ancora duttile.


Grafico 4.21 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8



Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

122




Figura 4.34 - A) Configurazione della trave a rottura; B) Rottura della trave avvenuta nel lato
destro (Fronte); C) Rottura della trave avvenuta nel lato destro (Retro), notare la
deformazione residua degli angolari; D) Rottura della trave avvenuta nel lato destro (retro)
dopo aver rimosso il rinforzo; E) Particolare dellestradosso della trave dopo lasportazione
della malta gi frantumata; F) Particolare della cerchiatura in mezzeria della trave, notare la
rottura delle fibre


A B
C D
E F
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
123

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico di rottura, evidenziano
come la deformata della trave sia simmetrica; infatti, essi assumono valori pari a 15.16
mm per la freccia 1 e 15.08 mm per la freccia 3.


Grafico 4.22 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per questa prova si scelto di utilizzare solamente i trasduttori a nucleo libero n. 1, 2 e 3
e quattro strain gages, la cui posizione definita in Figura 4.34:


Figura 4.35 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave (Prospetto Retro)
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

124

Al carico di rottura i quattro strain gauges hanno registrato delle deformazioni dello
0.023% per quanto riguarda il primo, 0.184% il secondo, 0.105% il terzo e 0.002% il
quarto.


Grafico 4.23 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
125

4.1.8 TRAVE CW90-8.6/30*


Figura 4.36 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30*

Caratteristiche geometriche (Figura 4.36, Figura 4.37):
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- cerchiature in CFRP UDHM 400 a singolo o doppio strato di larghezza 10 cm;
- quattro angolari, di larghezza 8 cm e spessore 6 mm, non continui
longitudinalmente in quanto distaccati in mezzeria di 5 cm.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm;
- angolari: in VTR-Fe ovvero profilati sagomati in acciaio Fe 430.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

126


Figura 4.37 - Prospetto trave CW90-8.6/30*


Figura 4.38 - Sezione A-A e sezione B-B trave CW90-8.6/30*

ANALISI RISULTATI
La rottura della trave CW90-8.6/30* avvenuta a 523.89 kN; in corrispondenza al carico
di rottura si registrata una freccia in mezzeria pari a 47.16 mm.
Nel grafico carico-spostamento, in questo caso ottenuto dallelaborazione dei dati dello
MTS per via del distaccamento durante la prova del trasduttore a nucleo libero n. 2, si
pu osservare che il legame bilineare, con un cambio di pendenza, a cui corrisponde un
cambio di rigidezza, in prossimit di un carico di 235 kN.
Ad una quota di carico pari a 320 kN si pu osservare una piccola perdita di carico che
pu essere dovuta allo scorrimento degli angolari oppure molto pi probabilmente alla
rottura di qualche tow o al leggero distaccamento della cerchiatura nel punto di
giunzione. La rottura avvenuta per taglio, ben visibile in Figura 4.39A, stata provocata
dalla rottura di una delle fasce e di conseguenza di tutte le altre fasciature del lato
sinistro. La rottura avvenuta in modo fragile poich il cedimento della cerchiatura ha
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
127

trasmesso istantaneamente tutta la sollecitazione alla trave che, non potendo sopportare
un carico tagliante cos elevato, ceduta di schianto con fessure che la attraversano
completamente.


Grafico 4.24 - Carico-spostamento registrato dallo MTS



Figura 4.39 - A) Formazione delle prime fessure; B) Formazione della cerniera plastica in
mezzeria con rotazione rigida delle due semitravi

A
B
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128


Figura 4.40 - A) Fessure di taglio (osservare la deformazione residua degli angolari); B)
Particolare dellintradosso della trave

Il grafico degli spostamenti verticali mostra come la deformata della trave sia simmetrica,
infatti le curve delle frecce 1 e 3 risultano quasi coincidenti; in corrispondenza del carico
di rottura gli spostamenti assumono valori molto simili che sono pari a 25.63 mm per la
freccia 1 e 25.68 mm per la freccia 3.
In accordo con quanto visto nel Grafico 4.24 possiamo notare che anche nel grafico delle
frecce 1 e 3, alla medesima quota di carico, presente una piccola perdita di carico;
poich il gradino molto pi evidente sulla curva della freccia 3, zona in cui poi
avvenuta la rottura per taglio, possibile affermare che la perdita di carico causata da
un indebolimento della fasciatura durante la prova.

A B
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
129


Grafico 4.25 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico di
collasso, un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 5.19 mm e un
allungamento in corrispondenza del trasduttore B pari a 9.56 mm.


Grafico 4.26 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

130

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C, fino ad
un carico prossimo ai 500 kN, sia maggiore dello spostamento del punto D; ipotizzando
unuguale rotazione delle due sezioni di estremit, ci pu essere giustificato dal fatto che
la sezione D subisca anche una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla
rotazione, e si comporti quindi come un carrello, mentre il comportamento della sezione
C assimilabile a una cerniera; superati i 500 kN il comportamento a carrello della
sezione D prevale su quello a cerniera, dando uno spostamento del punto D di verso
opposto a quello che si avrebbe in caso di sola rotazione della sezione.
A collasso, il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore della
sezione di 6.75 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 0.5 mm.


Grafico 4.27 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
131

4.1.9 TRAVE CW90-8.6/30D*


Figura 4.41 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30D*

Caratteristiche geometriche (Figura 4.41, Figura 4.42):
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato di larghezza 10 cm;
- quattro angolari, di larghezza 8 cm e spessore 6 mm, non continui
longitudinalmente in quanto distaccati in mezzeria di 5 cm.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm;
- angolari: in VTR-Fe ovvero profilati sagomati in acciaio Fe 430.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

132


Figura 4.42 - Prospetto trave CW90-8.6/30D*


Figura 4.43 - Sezione A-A trave CW90-8.6/30D*

ANALISI RISULTATI
Il carico massimo raggiunto dalla trave CW90-8.6/30D* nella prova pari a 540.35 kN e in
corrispondenza di tale carico si registrata una freccia in mezzeria pari a 60.65 mm.
Nel grafico carico-spostamento, in questo caso ottenuto dallelaborazione dei dati dello
MTS per il fatto che il trasduttore a nucleo libero n. 2 era fuori corsa, si pu osservare che
il legame bilineare, con un cambio di pendenza, a cui corrisponde un cambio di
rigidezza, in prossimit di un carico di 265 kN. E rilevante sottolineare che la trave non
stata portata a rottura poich, come nel caso della trave CW90-8.6/30D, stava mostrando
un comportamento duttile definito dal plateau ben visibile nel Grafico 4.28, per cui la
modalit di rottura che si prevedeva era a flessione e non a taglio e quindi il prosieguo
risultava inutile ai fini della prova.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
133


Grafico 4.28 - Carico-spostamento registrato dallo MTS



Figura 4.44 - A) Formazione della cerniera plastica in mezzeria con rotazione rigida delle due
semitravi; B) Particolare del lato sinistro della trave; C) Formazione delle prime fessure;
D) Particolare della cerniera plastica in mezzeria della trave a termine prova
B A
D C
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

134

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico massimo, evidenziano
come la deformata della trave sia simmetrica; infatti, essi assumono valori pari a 30.93
mm per la freccia 1 e 28.63 mm per la freccia 3.


Grafico 4.29 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico massimo,
un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 4.76 mm e un allungamento
in corrispondenza del trasduttore B pari a 13.90 mm.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
135


Grafico 4.30 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C, fino ad
un carico prossimo ai 300 kN, sia comparabile allo spostamento del punto D; possiamo
quindi pensare che entrambe le sezioni si comportino come delle cerniere, con unuguale
rotazione delle due sezioni di estremit. Superati i 300 kN possiamo ipotizzare che la
sezione D subisca anche una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla
rotazione, e si comporti quindi come un carrello, mentre il comportamento della sezione
C ancora assimilabile a una cerniera; il comportamento a carrello della sezione D
prevale su quello a cerniera, dando uno spostamento del punto D di verso opposto a
quello che si avrebbe in caso di sola rotazione della sezione.
In corrispondenza del carico di rottura, il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento
della parte superiore della sezione di 8.73 mm , mentre la parte superiore della sezione D
si spostata 1.90 mm.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

136


Grafico 4.31 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit




Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
137

4.1.10 TRAVE CW90-8.6/30D* (Luce ridotta)


Figura 4.45 - Assetto generale della prova CW90-8.6/30D*(Luce ridotta)

Come abbiamo visto, la prova precedente stata interrotta perch il prosieguo risultava
essere inutile ai nostri scopi. Si deciso quindi di eseguire una seconda prova sulla stessa
trave perch, anche se danneggiata, il valore di carico a rottura rimane invariato.
Per ottenere una rottura per taglio sono stati spostati gli appoggi riducendo cos la luce
della trave: in questo modo per un determinato carico il valore del taglio rimane invariato
rispetto alla trave con luce intera, mentre il valore del momento si riduce perch funzione
lineare della luce stessa.


Figura 4.46 - Prospetto trave CW90-8.6/30D* (Luce ridotta)

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

138


Figura 4.47 - Sezione A-A trave CW90-8.6/30D* (Luce ridotta)

ANALISI RISULTATI
Il carico massimo raggiunto dalla trave CW90-8.6/30D*(Luce ridotta) con luce netta 2350
mm pari a 835.98 kN e in corrispondenza di tale carico si registrata una freccia in
mezzeria pari a 24.23 mm. Possiamo notare dal grafico che il comportamento di questa
trave uguale alla precedente ovvero duttile.


Grafico 4.32 - Carico-spostamento registrato dallo MTS


Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
139



Figura 4.48 - A)B) Formazione della cerniera plastica in mezzeria con rotazione rigida delle due
semitravi; B) Particolare del lato sinistro della trave; C) Formazione delle delle prime fessure;
D) Particolare della cerniera plastica in mezzeria della trave a termine prova

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico massimo, evidenziano
come la deformata della trave sia simmetrica; infatti, essi assumono valori pari a 13.59
mm per la freccia 1 e 14.18 mm per la freccia 3.

B A
D C
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140


Grafico 4.33 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per questa prova si scelto di utilizzare solamente i trasduttori a nucleo libero n. 1, 2 e 3
e quattro strain gauges, la cui posizione definita in Figura 4.48:


Figura 4.49 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave (prospetto Fronte)

Al carico massimo i quattro strain gauges hanno registrato delle deformazioni pari al:
0.085% per quanto riguarda il primo, 0.18% il secondo, 0.182% il terzo e 0.15% il quarto.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
141


Grafico 4.34 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV

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142

4.1.11 TRAVE M+CW90-8.6/30D


Figura 4.50 - Assetto generale della prova M+CW90-8.6/30D

Caratteristiche geometriche (Figura 4.50, Figura 4.51):
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato di larghezza 10 cm;
- quattro angolari, di larghezza 8 cm e spessore 6 mm, di cui i due superiori continui
longitudinalmente in mezzeria;
- rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata;
- due barre dacciaio inferiori M20 ASTM A193/B7 di lunghezza 150 cm poste in
mezzeria della trave.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 g/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm;
- angolari: in VTR-Fe ovvero profilati sagomati in acciaio Fe 430.


Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
143


Figura 4.51 - Prospetto trave M+CW90-8.6/30D


Figura 4.52 - Sezione A-A trave M+CW90-8.6/30D

ANALISI RISULTATI
La rottura della trave M+CW90-8.6/30D avvenuta a 570.23 kN; in corrispondenza al
carico di rottura si registrata una freccia in mezzeria pari a 63.78 mm. Il carico massimo
raggiunto risulta 615.31 kN, in corrispondenza del quale la freccia in mezzeria pari a
54.69 mm.
Nel grafico carico-spostamento si pu osservare che ad una quota di carico pari a 580 kN
si ha si ha la rottura di una delle cerchiature poste in mezzeria della trave con una piccola
perdita di carico.
Con il raggiungimento del carico massimo si ha lassestamento del carico con la
formazione di un plateau con scorrimento delle 3 barre darmatura longitudinale inferiori
non ancorate e delle barre di rinforzo; ci porta a sollecitare maggiormente le due barre
esterne ancorate allestremit fino a portarle a rottura in corrispondenza di un carico pari
a 570.23 kN.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

144


Grafico 4.35 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8



Figura 4.53 - A) Formazione della cerniera plastica in mezzeria con rotazione rigida delle due
semitravi; B) Rottura della barra darmatura esterna in mezzeria; C) Particolare della cerniera
plastica in mezzeria; D) Particolare della cerniera plastica in mezzeria dopo la rimozione del
calcestruzzo
A B
C D
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
145



Figura 4.54 - A) Scorrimento della barra inferiore di rinforzo; B) Fessure sulla faccia inferiore
della trave in corrispondenza della fine delle barre dacciaio inferiori di rinforzo

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico a rottura, evidenziano
come la deformata della trave sia circa simmetrica; infatti, essi assumono valori pari a
32.78 mm per la freccia 1 e 29.10 mm per la freccia 3. La differenza nelle due frecce
data da svariati motivi, alcuni dei quali potrebbero essere il non corretto posizionamento
dei trasduttori a nucleo libero oppure la non perfetta simmetria del carico.

Grafico 4.36 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3
B A
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

146

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, in corrispondenza
del carico di rottura, un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 1.17
mm e un allungamento in corrispondenza del trasduttore B pari a 21,48 mm; possiamo
infatti notare dalla Figura 4.52C la formazione di una cerniera plastica in mezzeria, con
una apertura significativa allintradosso della trave con scorrimento delle barre non
ancorate e allungamento con strizione delle due barre ancorate allestremit.


Grafico 4.37 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C, fino ad
un carico prossimo ai 400 kN, sia comparabile allo spostamento del punto D; possiamo
quindi pensare che entrambe le sezioni si comportino come delle cerniere, con unuguale
rotazione delle due sezioni di estremit. Superati i 400 kN possiamo ipotizzare che la
sezione D subisca anche una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla
rotazione, e si comporti quindi come un carrello, mentre il comportamento della sezione
C ancora assimilabile a una cerniera; il comportamento a carrello della sezione D
prevale su quello a cerniera, dando uno spostamento del punto D di verso opposto a
quello che si avrebbe in caso di sola rotazione della sezione.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
147

In corrispondenza del carico di rottura, il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento
della parte superiore della sezione di 10.25 mm, mentre la parte superiore della sezione D
si spostata 4.38 mm.


Grafico 4.38 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

148

4.1.12 TRAVE M+CW90-12.8/30D


Figura 4.55 - Assetto generale della prova M+CW90-12.8/30D

Caratteristiche geometriche (Figura 4.55, Figura 4.56):
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato di larghezza 10 cm;
- quattro angolari, di larghezza 12 cm e spessore 8 mm, di cui i due superiori
continui longitudinalmente in mezzeria;
- rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata;
- due barre dacciaio inferiori M20 ASTM A193/B7 di lunghezza 150 cm poste in
mezzeria della trave.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm;
- angolari: in VTR-Fe ovvero profilati sagomati in acciaio Fe 430.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
149


Figura 4.56 - Prospetto trave M+CW90-12.8/30D


Figura 4.57 - Sezione A-A trave M+CW90-12.8/30D

ANALISI RISULTATI
La rottura della trave M+CW90-12.8/30D avvenuta a 680.78 kN; in corrispondenza del
carico di rottura si registrata una freccia in mezzeria pari a 58.69 mm. Il carico massimo
raggiunto risulta essere 750.80 kN, in corrispondenza del quale la freccia in mezzeria
pari a 28.36 mm.
Nel grafico carico-spostamento si pu osservare che una volta raggiunto il carico massimo
si ha una perdita progressiva di carico fino al raggiungimento di 730 kN, dove avviene la
formazione di un plateau dovuto allo scorrimento delle 3 barre darmatura longitudinale
inferiori non ancorate e delle barre di rinforzo; ci porta a sollecitare maggiormente le
due barre esterne ancorate allestremit fino a portarle a rottura in corrispondenza di un
carico pari a 680.78 kN.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

150


Grafico 4.39 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8



Figura 4.58 - A) Formazione della cerniera plastica in mezzeria con rotazione rigida delle due
semitravi; B) Particolare della cerniera plastica in mezzeria; C) Rottura della barra darmatura
esterna in mezzeria; D) Scorrimento delle barre non visibile allintradosso della trave
A B
C D
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
151

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico a rottura, evidenziano
come la deformata della trave sia circa simmetrica; infatti, essi assumono valori pari a
28.46 mm per la freccia 1 e 26.16 mm per la freccia 3. La lieve differenza nelle due
frecce data da svariati motivi, alcuni dei quali potrebbero essere il non corretto
posizionamento dei trasduttori a nucleo libero oppure la non perfetta simmetria del
carico.


Grafico 4.40 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, in corrispondenza
del carico di rottura, un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 0.32
mm e un allungamento in corrispondenza del trasduttore B pari a 20.31 mm; possiamo
infatti notare dalla Figura 4.57B la formazione di una cerniera plastica in mezzeria, con
una apertura significativa allintradosso della trave con scorrimento delle barre non
ancorate e allungamento con strizione delle due barre ancorate allestremit.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

152


Grafico 4.41 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C, fino ad
un carico prossimo ai 400 kN, sia comparabile allo spostamento del punto D; possiamo
quindi pensare che entrambe le sezioni si comportino come delle cerniere, con unuguale
rotazione delle due sezioni di estremit. Superati i 400 kN possiamo ipotizzare che la
sezione D subisca anche una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla
rotazione, e si comporti quindi come un carrello, mentre il comportamento della sezione
C ancora assimilabile a una cerniera; il comportamento a carrello della sezione D
prevale su quello a cerniera, dando uno spostamento del punto D di verso opposto a
quello che si avrebbe in caso di sola rotazione della sezione.
A collasso, il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore della
sezione C di 9.06 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 4.79 mm.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
153


Grafico 4.42 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

154

4.1.13 TRAVE M12/25


Figura 4.59 - Assetto generale della prova M12/25

Caratteristiche geometriche (Figura 4.59, Figura 4.60):
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- spine M12 disposte trasversalmente allasse longitudinale di mezzeria della trave,
inghisate nel calcestruzzo con passo 25 cm ed ancorate mediante piastre.

Caratteristiche dei materiali:
- spine: acciaio ASTM A193/B7.


Figura 4.60 - Prospetto trave M12/25

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
155


Figura 4.61 - Sezione A-A M12/25

ANALISI RISULTATI
Il carico massimo raggiunto dalla trave M12/25 nella prova pari a 419.25 kN e in
corrispondenza di tale carico si registrata una freccia in mezzeria pari a 31.31 mm.
La prova stata interrotta perch si instaurato un meccanismo resistente ad arco che
avrebbe portato alla rottura delle barre inferiori e al punzonamento totale dellappoggio.
Dalla Figura 4.61F si pu notare che la catena formata, oltre che dalle barre ancorate,
anche da due delle tre barre non ancorate; questo grazie alle piastre per il tiraggio delle
spine, che hanno agito da confinamento e ancoraggio.


Grafico 4.43 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

156




Figura 4.62 - A) Particolare dellancoraggio delle spine; B) Formazione delle prime fessure;
C) Fessurazione al carico massimo; D) Particolare del distaccamento del copriferro dovuto
allallungamento delle barre; E) Punzonamento dellappoggio di destra; F) Confinamento
prodotto dalle piastre delle spine

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico massimo, evidenziano
come la deformata della trave sia simmetrica; infatti, essi assumono valori pari a 19.92
mm per la freccia 1 e 20.88 mm per la freccia 3. La lieve differenza nelle due frecce
data da svariati motivi, alcuni dei quali potrebbero essere il non corretto posizionamento
dei trasduttori a nucleo libero oppure la non perfetta simmetria del carico.
A B
C D
E F
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
157


Grafico 4.44 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria dobbiamo far presente del
distacco avvenuto durante la prova del trasduttore LVDT A, per cui lunico dato al carico
massimo quello relativo allo LVDT B che registra un allungamento pari a 2.61 mm


Grafico 4.45 - Spostamenti registrati dal trasduttore B in mezzeria
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

158


I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C sia
maggiore dello spostamento del punto D; ipotizzando unuguale rotazione delle due
sezioni di estremit, ci pu essere giustificato dal fatto che la sezione D subisca anche
una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla rotazione, e si comporti
quindi come un carrello, mentre il comportamento della sezione C assimilabile a una
cerniera.
A carico massimo il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore
della sezione C di 3.90 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 1.13
mm.


Grafico 4.46 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
159

4.1.14 Confronto dei risultato ottenuti
Per confrontare i risultati ottenuti nelle varie prove ed eseguire delle prime valutazioni
sulle varie tipologie di rinforzo applicate, riportiamo sinteticamente i dati pi significativi
che caratterizzano ogni prova.

Tabella 4.4 - Valori riassuntivi caratteristici di ogni prova (Ricordiamo che le travi CW90-
8.6/30D e CW90-8.6/30D* non sono state portate a rottura)

Il Grafico 4.47 evidenzia landamento delle freccia in mezzeria in funzione del carico
agente; nel presente grafico non sono riportate le curve relative alle travi CW90-8.6/30D
(Luce ridotta) e CW90-8.6/30D* (Luce ridotta) in quanto, avendo ridotto le luci delle travi,
le frecce in mezzeria non sono direttamente confrontabili con quelle registrate nelle altre
prove; ricordiamo inoltre che le travi CW90-8.6/30D e CW90-8.6/30D* non sono state
portate a rottura in quanto questa sarebbe avvenuta per flessione, quindi le relative
curve non ci mostrano il carico ultimo di rottura che avremmo registrato continuando la
prova.

TRAVE
CARICO
MAX [kN]
TAGLIO MAX
[kN]
MOMENTO
MAX [kNm]
FRECCIA
MAX [mm]
MODALIT
ROTTURA
RIFERIMENTO 162.74 81.37 136.29 7.16 Taglio
CW90/30 400.59 200.30 335.49 35.14 Taglio
CW90-8.6/60 470.33 235.17 393.90 27.93 Taglio
CW90-8.6/30 468.83 234.42 392.65 23.41 Taglio
CW90-8.6/30D 455.33 227.67 381.34 26.37 (Flessione)
CW90-8.6/30D (L ridotta) 815.22 407.61 478.94 26.99 Taglio
CW90-8.6/30* 523.89 261.95 438.76 47.16 Taglio
CW90-8.6/30D* 540.35 270.18 452.54 60.65 (Flessione)
CW90-8.6/30D*(L ridotta) 835.98 417.99 491.14 24.23 Flessione
M+CW90-8.6/30D 615.31 307.66 515.32 63.78 Flessione
M+CW90-12.8/30D 750.80 375.40 628.80 58.69 Flessione
M12/15 419.25 209.63 351.12 31.31 Taglio
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160


Grafico 4.47 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8
Per una migliore valutazione del comportamento delle travi per bassi livelli di carico e per
confrontare la rigidezza delle varie travi, riportiamo anche un particolare del grafico
carico-spostamento fino a un livello di carico pari a 200 kN.

Grafico 4.48 Particolare del grafico carico-spostamento registrato dalla Spider-8, fino a un
livello di carico pari a 200 kN
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
161

Osservando i carichi di rottura registrati, possiamo da subito notare che tutte le tipologie
di rinforzo portano a un incremento considerevole del taglio resistente (vedi Grafico 4.49)
della trave, che nella trave di riferimento risulta pari a 81.37 kN.


Grafico 4.49 Incremento di resistenza a taglio, in percentuale, riferito alla trave di
riferimento

La trave che ha supportato il carico ultimo maggiore stata la M+CW90-12.8/30D, ovvero
quella con cerchiature a doppio strato passo 30 cm, angolari VTR-Fe 12.8 di cui i due
superiori continui in mezzeria, rasatura con malta tixotropica fibrorinforzata e due barre
dacciaio inferiori M20 ASTM A193/B7 di lunghezza 150 cm. La rottura di questa trave
avvenuta per flessione, quindi il valore del taglio registrato a rottura, 375.40 kN, non il
taglio resistente ultimo.
Considerando anche le due prove effettuate con travi a luce ridotta, possiamo notare che
la CW90-8.6/30D* (Luce ridotta), mostra un taglio resistente pari a 417.99 kN, che non
risulta per essere il taglio resistente ultimo in quanto la rottura avvenuta per flessione,

Una resistenza analoga a quella della trave M+CW90-12.8/30D manifestata dalla trave
M+CW90-8.6/30D, che si differenzia dalla precedente solo per gli angolari che risultano
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

162

pi piccoli (VTR-Fe 8.6), il che comporta un carico di rottura minore del precedente, pari a
615.31 kN; anche per questa trave la rottura avvenuta per flessione, quindi il taglio in
corrispondenza della rottura, 307.66 kN, non risulta il taglio resistente ultimo della trave.
Possiamo notare che la diminuzione della grandezza degli angolari porta a una rigidezza
minore della trave M+CW90-8.6/30D rispetto alla M+CW90-12.8/30D, che presenta
quindi, per analoghi livelli di carico, delle frecce maggiori.

Da un confronto tra la trave CW90-8.6/60 e la CW90-8.6/30, che si differenziano per il
fatto che la prima rinforzata con una sola cerchiatura doppio strato mentre la seconda
con tre cerchiature a singolo strato, possiamo notare che i tagli resistenti risultano essere
in pratica coincidenti, pari rispettivamente a 235.17 kN e 234.42 kN, quindi le due
modalit di rinforzo portano al medesimo risultato, anche se la rigidezza della CW90-
8.6/30 risulta lievemente maggiore.
Confrontando la trave CW90-8.6/30 con la CW90-8.6/30*, che presentano come unica
differenza il fatto che alla prima stata applicata la rasatura con malta tixotropica
fibrorinforzata, possiamo notare come questo accorgimento in realt riduca il valore del
taglio resistente, pur sempre maggiore rispetto alla trave di riferimento, da un valore di
261.95 kN per la CW90-8.6/30* a un valore di 234.42 kN per la CW90-8.6/30. Ci
dovuto al fatto che la malta, su cui aderiscono le cerchiature, trasmette a queste uno
stato di sforzo multiassiale, che non permette alle fasce di carbonio di lavorare in
condizioni ottimali poich, come sappiamo, hanno una resistenza prevalente lungo la
direzione longitudinale delle fibre: questo porta a una rottura anticipata delle cerchiature
a quindi a un minor valore del taglio resistente ultimo della trave.

La stessa considerazione pu essere fatta analizzando i risultati ottenuti con le travi
CW90-8.6/30D (Luce ridotta) e CW90-8.6/30D*(Luce ridotta): anche in questo caso le due
travi si differenziano solo rispettivamente per la presenza o meno della rasatura con
malta tixotropica fibrorinforzata. Possiamo notare che, mentre la prima trave ha un taglio
resistente pari a 407.61 kN, la seconda a rottura presenta un valore del taglio maggiore,
pari a 417.99 kN; bisogna per sottolineare che la rottura della seconda trave avvenuta
per flessione, quindi il valore del taglio registrato a rottura della trave non risulta il taglio
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
163

resistente ultimo delle trave stessa, che sar ovviamente maggiore. Come gi detto
prima, anche in questo caso nella trave CW90-8.6/30D (Luce ridotta) la malta trasmette
alle cerchiature uno stato di sforzo multiassiale che anticipa la rottura delle fasciature e
quindi porta a un taglio resistente ultimo minore.

Osservando il Grafico 4.48, possiamo notare la presenza di tre gruppi di travi caratterizzati
da differenti rigidezze; queste sono dovute alla presenza degli angolari, i quali ovviamente
aumentano la rigidezza della trave, la quale dipender anche dalle dimensioni degli
angolari stessi e dalla presenza delle due barre dacciaio inferiori, come evidenziato dalla
notevole rigidezza della trave M+CW90-12.8/30D.

Il contributo alla rigidezza dato dagli angolari ben messo in evidenza confrontando la
trave CW90/30 con la trave CW90-8.6/30*, analoga alla precedente ma con laggiunta
degli angolari: la loro presenza comporta, oltre a un incremento del taglio resistente
ultimo da 200.30 kN a 261.95 kN, un evidente aumento della rigidezza.
A questo proposito qualche anomalia presentata dalle travi CW90-8.6/30D e
CW90-8.6/30D* le quali, pur presentando gli angolari, sono caratterizzate da una
rigidezza paragonabile a quella delle tre travi senza angolari.

Un ulteriore confronto pu essere fatto considerando la trave CW90-8.6/30D con la
M+CW90-8.6/30D, che si differenzia dalla precedente per laggiunta delle barre dacciaio
inferiori di rinforzo e per il fatto che gli angolari sono continui in mezzeria: questi
accorgimenti portano sicuramente a un aumento della rigidezza della trave, mentre non
possiamo dire nulla sul loro contributo allaumento del taglio resistente ultimo in quanto
entrambe le prove si sono rotte a flessione.

Un discorso a parte merita la trave M12/25, rinforzata con spine M12 disposte
trasversalmente allasse della trave con passo 25 cm ed ancorate mediante piastre. Essa
presenta un comportamento analogo alla trave di riferimento, con un notevole aumento
del taglio resistente ultimo, che risulta pari a 209.63 kN rispetto a 81.37 kN della trave di
riferimento.
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164

4.2 RINFORZO A FLESSIONE CARBOSTRU T-SYSTEM
La campagna prove costituita da un totale di otto travi rettilinee
2
, tutte uguali alla trave
di riferimento, a cui vengono applicati diverse tipologie di rinforzo, variamente combinate
tra loro:
strisce di carbonio CARBOSTRU T-system, tessuto CFRP UDHM 400 in fibra di
carbonio unidirezionale ad alto modulo con grammatura da 400 gr/m
2
e spessore
di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225 mm; verranno applicati a singolo o
doppio strato e con diverse combinazioni: longitudinalmente sulle facce laterali
della trave, longitudinalmente allintradosso della trave oppure diagonalmente
sulle facce laterali;
barre dacciaio inferiori poste in mezzeria della trave (acciaio ASTM A 193/B7)
accoppiate con cerchiatura con fasce di CFRP UDHM 400 in fibra di carbonio
unidirezionale ad alto modulo con grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo
riferito alla fibra secca di 0.225 mm.

RIFERIMENTO Base = 25cm Altezza = 45cm Lunghezza = 345cm
Arm. sup 2 barre 20 (nominale 18) filettate (passo 2.5 mm)
Arm. inf 2 barre 20 (nominale 18) filettate (passo 2.5 mm)
Armatura trasversale: Staffe 6 a due bracci con passo 5 cm
nelle zone critiche e 15 cm nelle restanti parti della trave
Distanza tra gli appoggi pari a 335 cm

I2L Rinforzo inferiore in CFRP UDHM 400 a singolo strato
sullintradosso della trave, Lunghezza = 305 cm
Rinforzo inferiore in CFRP UDHM 400 a doppio strato
sullintradosso della trave, Lunghezza = 165 cm nel tratto
centrale


Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
165

S2L Rinforzo laterale in CFRP UDHM 400 a singolo strato su
entrambe i lati della trave, Lunghezza = 305 cm
Rinforzo laterale in CFRP UDHM 400 a doppio strato su
entrambe i lati della trave, Lunghezza = 165 cm nel tratto
centrale

S2L-UJ Rinforzo laterale in CFRP UDHM 400 a singolo strato su
entrambe i lati della trave, Lunghezza = 305 cm
Rinforzo laterale in CFRP UDHM 400 a doppio strato su
entrambe i lati della trave, Lunghezza = 165 cm nel tratto
centrale
Quattro rinforzi diagonali in CFRP UDHM 400 a singolo strato su
entrambe i lati della trave e continui allintradosso
I2L-UJ Rinforzo inferiore in CFRP UDHM 400 a singolo strato
sullintradosso della trave, Lunghezza = 305 cm
Rinforzo inferiore in CFRP UDHM 400 a doppio strato
sullintradosso della trave, Lunghezza = 165 cm nel tratto
centrale
Quattro rinforzi diagonali in CFRP UDHM 400 a singolo strato su
entrambe i lati della trave e continui allintradosso

S2L-CW Rinforzo laterale in CFRP UDHM 400 a doppio strato su
entrambe i lati della trave e continuo anche lungo le sezioni
destremit della trave

I3L-UJ Rinforzo inferiore in CFRP UDHM 400 a triplo strato
sullintradosso della trave, Lunghezza = 290 cm
Quattro rinforzi diagonali in CFRP UDHM 400 a singolo strato su
entrambe i lati della trave e continui allintradosso

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166

CW90/30 M+ Cerchiature in CFRP UDHM 400 a doppio strato
Due barre dacciaio inferiori M20 ASTM A 193/B7, Lunghezza =
270 cm

Lo schema di carico adottato per tutte le prove del tipo four point bending cos come
rappresentato in Figura 4.63:


Figura 4.63 - Schema di carico adottato (four point bending) su una generica trave (S2L)

Saranno trattate e commentate tutte e otto le prove svolte, riportando le modalit di
rottura ed i risultati registrati dagli strumenti applicati alle travi.
Seguir un'analisi ed un confronto dei risultati ottenuti, evidenziando le differenze tra le
tipologie di rinforzo e analizzandone pregi e difetti.















Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
167

4.2.1 Preparazione della prova
4.2.1.1 Assetto di prova
Le prove sono state svolte con il martinetto oleodinamico MTS 1000 kN che si compone di
una cella di carico con capacit pari a 1000 kN; al martinetto stata applicata una trave in
acciaio con due coltelli cilindrici in modo da ripartire il carico concentrato in
corrispondenza di 1/3 e 2/3 della luce della trave. Questa configurazione di carico (four
point bending) permette di avere un momento costante, pari a P*l/6, e taglio nullo nel
terzo centrale della trave.
Tra il martinetto e la trave in acciaio stata applicata una piastra in acciaio per distribuire
maggiormente il carico nel punto di applicazione.
Per ragioni di sicurezza in caso di cedimento della trave, si deciso di vincolare la trave in
acciaio, tramite cavi di acciaio, al telaio soprastante il martinetto.
La trave poggia alle estremit su due cavalletti, distanziati tra loro di 335 cm, dotati di
appoggio cilindrico sopra cui stato posto un foglio di teflon per ridurre l'attrito, al fine di
simulare la configurazione di asta semplicemente appoggiata in assetto cerniera-carrello;
anche in corrispondenza di tali appoggi sono state interposte delle piastre di acciaio tra il
vincolo e la trave per creare un ripartitore di carico rigido che evitasse il punzonamento
del calcestruzzo allappoggio.


Figura 4.6462 - A) Assetto generale della prova; B) Particolare dellappoggio

B A
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168



Figura 4.65 - A) B) Particolare del punto di applicazione del carico; C) D) Particolari della
messa in sicurezza della trave in acciaio

4.2.1.2 Strumentazione
Prima di applicare i trasduttori alle travi si definita, mediante apposito trasduttore di
verifica e taratura, la relativa curva di taratura.
Cos come gi visto per le prove sulle travi rinforzate a taglio, per registrare gli
spostamenti significativi della trave durante la prova si sono applicati i seguenti
estensimetri:
Trasduttori orizzontali con molla di ritorno (LVDT A e B) in corrispondenza della
mezzeria della trave
Il supporto del traduttore ed il contrasto in alluminio usato per la lettura degli
allungamenti sono stati applicati alla trave mediante colla. Questi trasduttori
hanno come scopo la misurazione dellaccorciamento al lembo superiore e
dellallungamento al lembo inferiore in corrispondenza della mezzeria della trave.
A B
C D
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
169


Figura 4.66 - Trasduttori orizzontali applicati in mezzeria

Per le travi testate si sono misurate le seguenti lunghezze (Figura 4.65):
L
sup
= lunghezza del traduttore LVDT orizzontale superiore A
L
inf
= lunghezza del trasduttore LVDT orizzontale inferiore B
d
s
= distanza verticale tra i trasduttori orizzontali A e B lato sinistro
d
d
= distanza verticale tra i trasduttori orizzontali A e B lato destro
Si riporta in figura lo schema della posizione dei trasduttori LVDT orizzontali A e B.


Figura 4.67 Schema di posizionamento dei trasduttori LVDT A, B sulla trave (Prospetto
Fronte)
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170

Tali quantit saranno utili nel seguito della trattazione per valutare la curvatura della
sezione di mezzeria durante la prova; riportiamo in tabella le lunghezze misurate.

TRAVE L
SUP
[cm] L
INF
[cm] d
s
[cm] d
d
[cm]
RIFERIMENTO 69.7 70.8 45.3 45.6
I2L 67.9 68.2 40.0 40.2
S2L 68.2 68.9 44.8 45.1
S2L-UJ 68.0 68.3 45.6 45.0
I2L-UJ 69.7 70.7 40.6 39.7
S2L-CW 68.2 67.7 45.1 45.3
I3L-UJ 63.8 67.5 42.8 43.1
CW90/30 M+ 39.4 43.5 42.3 42.0
Tabella 4.5 - Valori delle grandezze L
SUP
, L
INF
, d
s
e d
d
nelle varie travi


Trasduttori orizzontali con molla di ritorno (LVDT C e D) in corrispondenza degli
appoggi
I traduttori applicati agli estremi della trave sono stati adagiati su appositi supporti
ed il relativo contrasto costituito dalle piastre di ancoraggio delle barre
darmatura superiori gi presenti sulla trave. Questi trasduttori hanno come scopo
la misurazione, durante lapplicazione del carico, dello spostamento delle sezioni
di estremit della trave dovuto alla rotazione della sezione e alla possibile
traslazione della trave. Essi misurano uno spostamento negativo se subiscono un
allungamento; nel caso la sezione della trave dovesse solo ruotare, la parte
superiore della sezione si sposterebbe verso linterno e provocherebbe un
allungamento del trasduttore, che registrerebbe quindi uno spostamento
negativo; nel caso invece in cui la sezione subisca anche una traslazione, questa
potrebbe andare a sommarsi o sottrarsi allo spostamento dovuto alla rotazione,
quindi il trasduttore potrebbe anche accorciarsi e registrare quindi un valore
positivo.


Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
171


Figura 4.68 - Trasduttore orizzontale applicato all'estremit della trave

Per le travi testate, con riferimento alla Figura 4.67, si sono misurate le seguenti
lunghezze:
h
C
= altezza in cui viene misurato lo spostamento nel punto C
h
D
= altezza in cui viene misurato lo spostamento nel punto D
Si riporta in figura lo schema della posizione dei trasduttori LVDT orizzontali C e D.


Figura 4.69 - Schema della posizione dei trasduttori LVDT C, D sulla trave (Prospetto Fronte)







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172

Riportiamo in tabella le lunghezze misurate.

TRAVE h
C
[cm] h
D
[cm]
RIFERIMENTO 38.1 41.0
I2L 38.9 40.2
S2L 39.2 41.3
S2L-UJ 39.0 39.5
I2L-UJ 38.0 40.3
S2L-CW 38.4 40.0
I3L-UJ 39.4 38.5
CW90/30 M+ 37.8 38.7
Tabella 4.6 - Valori delle grandezze h
C
, h
D
nelle varie travi

Trasduttori verticali a nucleo libero (1, 2 e 3)
I tre trasduttori a nucleo libero sono stati posizionati in corrispondenza della
mezzeria della trave e approssimativamente a 1/3 e 2/3 della luce, ovvero in
corrispondenza dei punti di applicazione del carico. Sono stati collegati alla trave
tramite incollaggio di appositi supporti e sono resi stabili da una basetta
magnetica che garantisce il fissaggio al suolo. Lo scopo dei trasduttori a nucleo
libero quello di registrare lo spostamento verticale dei tre punti in modo da
osservare levoluzione delle frecce sotto lapplicazione del carico variabile nel
tempo.


Figura 4.70 - Trasduttori verticali a nucleo libero
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
173

Si riporta in figura lo schema della posizione dei trasduttori a nucleo libero verticali 1, 2 e
3.

Figura 4.71 - Schema della posizione dei trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3 nelle varie travi
(Prospetto Retro)

Per le travi testate, con riferimento alla Figura 4.69, si sono misurate le seguenti
lunghezze:
L
1
= posizione, rispetto allappoggio C, della sezione 1 in cui viene misurato
labbassamento della trave
L
2
= posizione della sezione 2 in cui viene misurato labbassamento della trave; il
trasduttore a nucleo libero 2 viene sempre posizionato in mezzeria della trave
quindi non riporteremo in tabella il valore di L
2

L
3
= posizione, rispetto allappoggio D, della sezione 3 in cui viene misurato
labbassamento della trave
h
1
= quota in cui viene misurato labbassamento della trave nella sezione 1
h
2
= quota in cui viene misurato labbassamento della trave nella sezione 2
h
3
= quota in cui viene misurato labbassamento della trave nella sezione 3





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174

Riportiamo in tabella le lunghezze misurate.

TRAVE L
1
[cm] L
3
[cm] h
1
[cm] h
2
[cm] h
3
[cm]
RIFERIMENTO 111.2 112.7 9.8 30.7 9.7
I2L 108.7 114.8 17.2 22.3 17.0
S2L 110.8 111.4 13.8 22.5 13.6
S2L-UJ 112.3 113.0 18.0 23.0 19.5
I2L-UJ 112.4 112.3 16.3 22.7 15.6
S2L-CW 112.3 111.6 21.2 22.8 21.2
I3L-UJ 114.0 113.0 17.6 23.2 19.5
CW90/30 M+ 89.2 88.7 22.8 24.5 18.0
Tabella 4.7 - Valori delle grandezze L
1
, L
3
, h
1
, h
2
e h
3
nelle varie travi

Strain gauges I, II, III e IV
Gli strain gauges sono posizionati in corrispondenza delle strisce di rinforzo pi
significative. Lo scopo degli strain gauges quello di valutare la deformazione
locale del singolo tow a cui lo strain gauge stesso stato applicato, al variare del
carico agente. Essendo stati collocati in posizioni variabili nelle diverse prove,
queste saranno definite nel dettaglio nei paragrafi concernenti le prove stesse.
Premettendo che tali strumenti di misura della deformazione sono estremamente
delicati, la loro applicazione deve essere effettuata con la massima cura; una volta
applicati, questi dispositivi verranno collegati alla Spider-8 per lacquisizione dei
dati durante la prova.









Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
175




Figura 4.72 - A) B) Preparazione degli strain gaugse da applicare su di una trave; C) Pulizia
accurata della superficie alla quale applicheremo il singolo strain gauge; D) Posizionamento
mediante nastro adesivo dello strain gauge sul tow di cui desideriamo conoscere la
deformazione; E) Applicazione della colla per fissare opportunamente lo strain gauge;
F) Pressione effettuata, previa interposizione di un foglio di teflon, per fissare lo strumento e
assicurarci la perfetta adesione

C
A
D
B
E F
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

176


Figura 4.73 - A) Rimozione del nastro adesivo; B) Applicazione, sopra lo strain gauge, di una
colla isolante e protettiva, ricoperta da una lamina di alluminio, avente la funzione di isolare
termicamente lo strain gauge dallesterno e di proteggerlo

4.2.1.3 Procedura di carico e acquisizione dei dati
La prova viene svolta in controllo di spostamento in modo da consentire la rilevazione del
ramo discendente del diagramma carico-spostamento; la velocit impressa, registrata dal
dispositivo di carico MTS in mezzeria della trave (dove appunto viene applicato il carico)
di 1 mm/min.
I dati dei vari strumenti vengono acquisiti con una frequenza di 5 Hz, ovvero 5
registrazioni al secondo.

A B
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
177

4.2.2 PROVA DI RIFERIMENTO


Figura 4.74 - Assetto generale della prova di riferimento

Caratteristiche geometriche (Figura 4.73, Figura 4.74):
- Trave: Base = 25cm Altezza = 45cm Lunghezza = 345cm;
- Armatura longitudinale superiore: n. 2 barre 20 filettate (passo 2.5 mm),
diametro nominale 18;
- Armatura longitudinale inferiore: n. 2 barre 20 filettate (passo 2.5 mm),
diametro nominale 18;
- Armatura trasversale: Staffe 8 a due bracci con passo 5 cm in corrispondenza dei
punti di applicazione del carico e agli appoggi, passo 15 cm nelle restanti parti
della trave.

Caratteristiche dei materiali:
- Trave: calcestruzzo Rck =22.5 MPa;
- Armatura longitudinale: acciaio ASTM A193/B7;
- Armatura trasversale: acciaio B450C.


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178


Figura 4.75 - Prospetto trave di riferimento

Figura 4.76 - Sezione A-A trave di riferimento

E importante sottolineare che tutte le barre longitudinali del lembo superiore e inferiore
sono ancorate alla testata mediante una piastra imbullonata. La scelta di sottoarmare la
trave a flessione stata fatta per valutare il contributo di resistenza a flessione fornito dal
rinforzo CARBOSTRU T-system, che lo scopo del set di prove.

ANALISI RISULTATI
Il carico massimo fino a cui si protratta la prova pari a 266.88 kN; la presenza di
armatura a taglio permette di evitare la rottura fragile e di osservare un comportamento
duttile. In corrispondenza al carico di rottura si registrata una freccia in mezzeria pari a
60.24 mm.
Dal grafico carico-spostamento ottenuto dallelaborazione dei dati acquisiti dalla Spider-8
si pu osservare un cambio di pendenza del tratto rettilineo iniziale, a cui corrisponde un
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
179

cambio di rigidezza, in prossimit di un carico di 45 kN; a questa quota di carico viene
raggiunto il valore di momento critico nella zona di trave tesa, e quindi linizio della
fessurazione nel calcestruzzo.
La prova proseguita fino al punzonamento dellappoggio di sinistra dovuto allinstaurarsi
di un meccanismo resistente ad arco, che evidenziato nel grafico sottostante dalla
formazione di un plateau, in cui si ha la formazione del puntone di calcestruzzo
compresso e lo snervamento delle barre darmatura inferiori.


Grafico 4.50 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8


Figura 4.77 - A) B) Formazione delle prime fessure per flessione
A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

180


Figura 4.78 - A) Quadro fessurativo completo al carico massimo del meccanismo ad arco; B)
Punzonamento dellappoggio di sinistra

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico massimo, evidenziano
come la deformata sia simmetrica; infatti essi assumono valori simili che sono pari a 49.69
mm per la freccia 1 e 52.37 mm per la freccia 3. Anche dagli andamenti delle frecce
possiamo notare il sensibile cambio di rigidezza in prossimit di un carico di 45 kN.


Grafico 4.51 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico massimo,
un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 4.84 mm e un allungamento
A B
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
181

in corrispondenza del trasduttore B pari a 13.43 mm.
Possiamo notare dal grafico, inoltre, come il modello costitutivo del calcestruzzo ne
caratterizzi il comportamento; infatti in zona tesa (LVDT B) abbiamo un comportamento
bilineare nel tratto iniziale del grafico influenzato dal passaggio del calcestruzzo al II
stadio, mentre in zona compressa (LVDT A) un andamento pressoch lineare fino a che
anche il calcestruzzo comincia ad avere un comportamento non lineare


Grafico 4.52 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

Il grafico sottostante evidenzia come lo spostamento del punto D registrato dal
trasduttore al carico massimo sia opposto allo spostamento registrato nel punto C.
Ipotizzando unuguale rotazione delle due sezioni di estremit potremmo affermare che
la sezione C, a partire da un carico prossimo a 180 kN, subisca anche una traslazione, di
verso opposto allo spostamento dovuto alla rotazione, e si comporti quindi come un
carrello, mentre il comportamento della sezione D assimilabile a una cerniera. Il
comportamento a carrello della sezione C prevale su quello a cerniera, dando uno
spostamento del punto C di verso opposto a quello che si avrebbe in caso di sola
rotazione della sezione.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

182

A carico massimo il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore
della sezione C di 0.87 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 6.57
mm.


Grafico 4.53 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit



Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
183

4.2.3 PROVA I2L


Figura 4.79 - Assetto generale della prova I2L

Caratteristiche geometriche (Figura 4.78, Figura 4.79)
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- rinforzo inferiore in CFRP UDHM 400 a singolo strato di larghezza 20 cm
sullintradosso della trave, per una lunghezza di 305 cm;
- rinforzo inferiore in CFRP UDHM 400 a doppio strato di larghezza 20 cm
sullintradosso della trave, per una lunghezza di 165 cm nel tratto centrale.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

184


Figura 4.80 - Prospetto trave I2L


Figura 4.81 - Sezione A-A trave I2L

ANALISI RISULTATI
Il carico di rottura della trave I2L nella prova pari a 245.82 kN, a cui corrisponde una
freccia in mezzeria pari a 18.99 mm.
Dal grafico carico spostamento possiamo notare un netto cambio di pendenza, cio di
rigidezza, registratosi in prossimit di un carico di 60 kN; a questa quota di carico viene
raggiunto il valore di momento critico nella zona di trave tesa, e quindi linizio della
fessurazione nel calcestruzzo.
In corrispondenza del carico di rottura si avuto il debonding, ovvero la perdita di
aderenza del rinforzo inferiore, avvenuta allinterno del calcestruzzo con asportazione di
uno strato di materiale il cui spessore varia da pochi millimetri fino ad interessare lintero
copriferro delle barre di armatura. Le modalit di debonding pi frequenti sono il
debonding di estremit e il debonding intermedio, causata da fessure per flessione nella
trave.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
185

In questo caso Il debonding ha inizio allestremo sinistro del rinforzo e si propaga
istantaneamente con asportazione quasi completa del copriferro nel tratto centrale della
trave.
Come sappiamo, il meccanismo di rottura per debonding di tipo fragile, con una
considerevole perdita di carico; bisogna quindi porre grande attenzione alladerenza tra
calcestruzzo e composito.


Grafico 4.54 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8


Figura 4.82 - A) Formazione delle prime fessure e inizio della perdita di aderenza; B)
Debonding del rinforzo inferiore
A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

186




Figura 4.83 - A) Debonding del rinforzo inferiore; B) Distaccamento completo della fasciatura;
C) D) Particolari della fasciatura distaccata; E) Particolare dellintradosso della trave, notare il
completo distaccamento del copriferro; F) Particolare del punto in cui ha avuto inizio il
debonding

Il grafico degli spostamenti verticali della trave mostra come la deformata sia simmetrica,
infatti le curve delle frecce 1 e 3 risultano quasi coincidenti; in corrispondenza del carico
di rottura gli spostamenti assumono valori simili che sono pari a 16.11 mm per la freccia
1 e 16.74 mm per la freccia 3. Anche dagli andamenti delle frecce possiamo notare un
evidente cambio di rigidezza in prossimit di un carico di 60 kN.
A B
C D
E F
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
187


Grafico 4.55 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico di
rottura, un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 1.05 mm e un
allungamento in corrispondenza del trasduttore B pari a 1.44 mm.


Grafico 4.56 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

188

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C al
collasso sia opposto allo spostamento del punto D; ipotizzando unuguale rotazione delle
due sezioni di estremit, ci pu essere giustificato dal fatto che la sezione C subisca
anche una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla rotazione, e si
comporti quindi come un carrello, mentre la sezione D si comporta inizialmente come un
carrello, per poi stabilizzarsi e comportarsi come una cerniera.
Il comportamento a carrello della sezione C a collasso compensa lo spostamento dovuto
alla rotazione, dando uno spostamento totale del punto C quasi nullo; la parte superiore
della sezione D si invece spostata 2.48 mm.


Grafico 4.57 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit


In Figura 4.82 e Figura 4.83 riportato lo schema di applicazione degli strain gauges.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
189



Figura 4.84 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I2L (Prospetto Fronte)



Figura 4.85 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I2L (Prospetto Destro)

Come possiamo notare dal grafico, landamento delle deformazioni dei tre strain gauges I,
II e III risulta essere analogo: infatti presentano un cambio di pendenza in prossimit di un
carico pari a 50 kN.
Nel rispetto della loro collocazione simmetrica, le deformazioni registrate dagli S.G. I e IV
mostrano un andamento simile, anche se le deformazioni registrate dallo S.G. IV risultano
leggermente maggiori. Lo S.G. III inizialmente registra deformazioni minori poi, con
laumentare del carico, evidenzia deformazioni maggiori e rigidezza inferiore cos come
suggerito dal suo collocamento sul primo strato del rinforzo inferiore in prossimit
dellinizio del secondo e terzo strato; landamento della sua deformazione presenta
inoltre qualche discontinuit: ci potrebbe essere dovuto al suo posizionamento in
corrispondenza del salto di rigidezza, che potrebbe quindi portare alla rottura di qualche
fibra, generando stati di sforzo e quindi di deformazione piuttosto complessi.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

190

I valori delle deformazioni registrate al carico di rottura risultano essere 0.145% per
quanto riguarda il primo, 0.133% il secondo, 0.163% il terzo e 0.165% il quarto.


Grafico 4.58 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
191

4.2.4 PROVA S2L


Figura 4.86 - Assetto generale della prova S2L

Caratteristiche geometriche (Figura 4.85, Figura 4.86)
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- rinforzo laterale in CFRP UDHM 400 a singolo strato di larghezza 10 cm su
entrambe i lati della trave, per una lunghezza di 305 cm;
- rinforzo laterale in CFRP UDHM 400 a doppio strato di larghezza 10 cm su
entrambe i lati della trave, per una lunghezza di 165 cm nel tratto centrale.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm.


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

192


Figura 4.87 - Prospetto trave S2L


Figura 4.88 - Sezione A-A trave S2L

ANALISI RISULTATI
Il grafico carico-spostamento stato ottenuto in questo caso dallelaborazione dei dati
acquisiti dallo MTS perch i trasduttori a nucleo libero sono stati tolti durante la prova per
prevenire un loro possibile danneggiamento provocato dal debonding del rinforzo in FRP.
Dal grafico in oggetto si pu osservare un cambio di pendenza del tratto rettilineo iniziale,
a cui corrisponde un cambio di rigidezza, in prossimit di un carico di 50 kN; a questa
quota di carico viene raggiunto il valore di momento critico nella zona di trave tesa, e
quindi linizio della fessurazione nel calcestruzzo.
Sul lato destro del prospetto di fronte della trave, a una quota di carico pari a 243.13 kN e
ad una freccia in mezzeria di 20.97 mm (dati Spider-8), si ha la rottura netta del primo
strato di rinforzo nel punto di sovrapposizione con il secondo strato; tale rottura
evidenziata nel grafico in questione dal primo gradino. La prova proseguita, la trave ha
riacquisito carico ma, ad una quota di carico pari a 236.56 kN a cui corrisponde una
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
193

freccia in mezzeria pari a 25.27 mm si ha, nello stesso punto ma sul lato opposto, una
rottura analoga alla precedente, visualizzabile nel grafico con il secondo gradino.
Per incrementi di carico successivi il comportamento identico alla prova di riferimento a
flessione per cui la prova stata fermata ad un carico pari a 268.33 kN, a cui corrisponde
una freccia in mezzeria di 61.75 mm (dati MTS).


Grafico 4.59 - Carico-spostamento registrato dallo MTS


Figura 4.89 - A) Formazione delle prime fessure; B) Rottura del rinforzo avvenuto sul lato
fronte
A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

194




Figura 4.90 - A) Particolare della rottura, notare lo spessore del calcestruzzo che si
distaccato; B) C) Rottura del rinforzo avvenuto sul lato retro; D) Inizio di debonding di
estremit del rinforzo sul lato retro (la rottura del rinforzo avvenuta prima che potesse
evolvere); E) Distaccamento dellintero rinforzo sul lato retro per gravit dopo essersi rotto; F)
Vista dellintradosso della trave




A B
C D
E F
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
195

Il grafico degli spostamenti verticali della trave mostra come la deformata della trave sia
simmetrica, infatti le curve delle frecce 1 e 3 risultano molto simili; in corrispondenza del
carico di rottura del secondo rinforzo assumono valori pari a 22.41 mm per la freccia 1
e 21.4 mm per la freccia 3.


Grafico 4.60 - Frecce-spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

I trasduttori posizionati in mezzeria sono stati tolti per precauzione dopo la rottura del
primo rinforzo; al carico di 243.13 kN si registrato un accorciamento in corrispondenza
del trasduttore A pari a 1.50 mm e un allungamento in corrispondenza del trasduttore B
pari a 2.70 mm.
Possiamo notare dal grafico come il modello costitutivo del calcestruzzo ne caratterizzi il
comportamento; infatti in zona tesa (LVDT B) abbiamo un comportamento bilineare nel
tratto iniziale del grafico influenzato dal passaggio del calcestruzzo al II stadio, mentre in
zona compressa (LVDT A) un andamento pressoch lineare.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

196


Grafico 4.61 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

Il grafico sottostante evidenzia come lo spostamento del punto C registrato dal
trasduttore al carico massimo sia opposto allo spostamento registrato nel punto D.
Ipotizzando unuguale rotazione delle due sezioni di estremit potremmo affermare che
la sezione C, a partire da un carico prossimo a 180 kN, subisca anche una traslazione, di
verso opposto allo spostamento dovuto alla rotazione, e si comporti quindi come un
carrello, mentre il comportamento della sezione D assimilabile a una cerniera. Il
comportamento a carrello della sezione C a collasso prevale su quello a cerniera, dando
uno spostamento del punto C di verso opposto a quello che si avrebbe in caso di sola
rotazione della sezione.
A carico massimo il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore
della sezione C di 3.69 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 9.71
mm.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
197


Grafico 4.62 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

In Figura 4.89 e Figura 4.90 riportato lo schema di applicazione degli strain gauges.


Figura 4.91 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L (Prospetto Fronte)

Figura 4.92 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L (Prospetto Destro)
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

198

Possiamo notare dal grafico come le deformazioni registrate dagli S.G. I e II abbiano un
comportamento ometetico considerando il loro posizionamento sul rinforzo a triplo
strato. Lo S.G. III invece inizia a deformarsi per valori pi elevati di carico per poi avere
deformazioni maggiori e rigidezza inferiore, cos come suggerito dal suo collocamento sul
primo strato del rinforzo in prossimit dellinizio del secondo e terzo strato; il suo rilascio
a 220 kN, con conseguente cambio di rigidezza, pu essere giustificato da un
danneggiamento di interfaccia o di qualche fibra in prossimit del suo punto di
applicazione, visto che proprio su quella fasciatura avviene la prima rottura. A 246.13 kN
avviene la rottura del primo rinforzo e i dati acquisiti dagli S.G. I-II-III perdono significato,
mentre il IV continua a registrare fino alla rottura del secondo rinforzo laterale, con un
andamento delle deformazioni analogo al diagramma carico-spostamento.
Al carico di rottura del primo rinforzo i tre strain gauges hanno registrato delle
deformazioni ultime pari allo 0.135% per quanto riguarda il primo, 0.135% il secondo,
0.253% il terzo. Il quarto S.G. ha registrato una deformazione al carico di rottura del
secondo rinforzo pari a 0.195%.



Grafico 4.63 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
199

4.2.5 PROVA S2L-UJ


Figura 4.93 - Assetto generale della prova S2L-UJ

Caratteristiche geometriche (Figura 4.92, Figura 4.93)
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- rinforzo laterale in CFRP UDHM 400 a singolo strato di larghezza 10 cm su
entrambe i lati della trave, per una lunghezza di 305 cm;
- rinforzo laterale in CFRP UDHM 400 a doppio strato di larghezza 10 cm su
entrambe i lati della trave, per una lunghezza di 165 cm nel tratto centrale;
- quattro rinforzi diagonali in CFRP UDHM 400 a singolo strato di larghezza 10 cm su
entrambe i lati della trave e continui allintradosso.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

200


Figura 4.94 - Prospetto trave S2L-UJ


Figura 4.95 - Sezione A-A trave S2L-UJ

ANALISI RISULTATI
Il carico massimo raggiunto dalla trave S2L-UJ nella prova pari a 304.17 kN, in
corrispondenza del quale la freccia in mezzeria risulta essere 24.69 mm.
Dal grafico carico-spostamento si pu osservare un cambio di pendenza nel tratto
rettilineo iniziale, a cui corrisponde un cambio di rigidezza, in prossimit di un carico di 60
kN; a questa quota di carico viene raggiunto il valore di momento critico nella zona di
trave tesa, e quindi linizio della fessurazione nel calcestruzzo.
Sul lato destro del prospetto retro della trave, a una quota di carico pari a 296.58 kN e ad
una freccia in mezzeria di 24.64 mm, si ha la rottura di alcune fibre del primo strato di
rinforzo nel punto di sovrapposizione con il secondo strato; tale rottura evidenziata nel
grafico in questione dalla prima perdita di carico. Anche sul prospetto fronte c stata la
rottura locale di alcune fibre del rinforzo, infatti a questa quota di carico gli strain gauge II
e III hanno smesso di fornire dati significativi.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
201

La prova proseguita ma, raggiunto il carico massimo, si ha il completo debonding del
secondo rinforzo diagonale sinistro del prospetto retro, con conseguente debonding del
rinforzo laterale longitudinale che si tranciato in corrispondenza del punto in cui ha
inizio il doppio strato di rinforzo.


Grafico 4.64 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8


Figura 4.96 - A) Rottura di alcune fibre del rinforzo laterale; B) Situazione generale della trave
a fine prova
A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

202




Figura 4.97 - A) Situazione generale della trave a fine prova; B) C) D) Particolari del rinforzo
che ha subito il debonding, notare lo spessore di calcestruzzo asportato; E) F) Rottura del
rinforzo in corrispondenza degli strain gauges II e III

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico a rottura, evidenziano
come la deformata della trave sia simmetrica; infatti, essi assumono valori pari a 24.64
mm per la freccia 1 e 23.54 mm per la freccia 3. La lieve differenza nelle due frecce
data da svariati motivi, alcuni dei quali potrebbero essere il non corretto posizionamento
dei trasduttori a nucleo libero oppure la non perfetta simmetria del carico.

B A
F
D C
E
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
203


Grafico 4.65 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico di
collasso, un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 2.10 mm e un
allungamento in corrispondenza del trasduttore B pari a 4.00 mm.
Possiamo notare dal grafico come in zona tesa (LVDT B) abbiamo un comportamento
bilineare nel tratto iniziale del grafico influenzato dal passaggio del calcestruzzo al II
stadio, mentre in zona compressa (LVDT A) un andamento pressoch lineare.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

204


Grafico 4.66 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C al
collasso sia minore dello spostamento del punto D; ipotizzando unuguale rotazione delle
due sezioni di estremit, ci pu essere giustificato dal fatto che la sezione C subisca
anche una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla rotazione, e si
comporti quindi come un carrello, mentre la sezione D si comporta inizialmente come un
carrello, per poi stabilizzarsi e comportarsi come una cerniera.
Il comportamento a carrello della sezione C a collasso compensa lo spostamento dovuto
alla rotazione, dando uno spostamento totale del punto C quasi nullo; la parte superiore
della sezione D si invece spostata 2.48 mm.
A carico massimo il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore
della sezione C di 0.92 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 2.56
mm.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
205


Grafico 4.67 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

In Figura 4.96 e Figura 4.97 riportato lo schema di applicazione degli strain gauges.



Figura 4.98 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L-UJ (Prospetto Fronte)

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

206


Figura 4.99 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L-UJ (Prospetto Destro)

Gli andamenti delle deformazioni degli strain gauges I e IV mostrano un cambio di
pendenza in prossimit di un carico pari a 60 kN; gli strain gauges II e III, che per bassi
livelli di carico registrano deformazioni minori rispetto agli altri due posizionati in
mezzeria, mostrano un cambio di pendenza in prossimit di un carico pari a 80 kN; ci in
accordo col fatto che il quadro fessurativo maggiore nel terzo medio della trave, dove
ho il momento massimo, rispetto ai punti in cui sono posizionati gli S.G II e III in cui il
momento non ha ancora raggiunto il massimo e quindi il quadro fessurativo risulta essere
minore.
Nel rispetto della loro collocazione simmetrica, le deformazioni degli strain gauges I e IV
seguono lo stesso andamento, anche se la deformazione dello S.G. IV risulta leggermente
maggiore. Landamento della deformazione dello S.G III risulta invece piuttosto elaborato;
questo comportamento pu essere giustificato dal fatto che lo S.G, applicato alla
fasciatura diagonale, misura la deformazione in una sola direzione e, poich siamo in una
zona in cui ho stati di sforzo e quindi di deformazione piuttosto complessi, non riesce a
coglierla correttamente.
I valori delle deformazioni registrate al carico di rottura risultano essere 0.192% per
quanto riguarda il primo e 0.162% il quarto. Gli ultimi valori significativi forniti dagli strain
gauges II e III, ovvero in corrispondenza a un carico di 296.58 kN, risultano essere 0.129%
per il secondo e 0.143% per il terzo.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
207


Grafico 4.68 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

208

4.2.6 PROVA I2L-UJ


Figura 4.100 - Assetto generale della prova I2L-UJ

Caratteristiche geometriche (Figura 4.99, Figura 4.100)
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- rinforzo inferiore in CFRP UDHM 400 a singolo strato di larghezza 20 cm
sullintradosso della trave, per una lunghezza di 305 cm;
- rinforzo inferiore in CFRP UDHM 400 a doppio strato di larghezza 20 cm
sullintradosso della trave, per una lunghezza di 165 cm nel tratto centrale;
- quattro rinforzi diagonali in CFRP UDHM 400 a singolo strato di larghezza 10 cm su
entrambe i lati della trave e continui allintradosso.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
209


Figura 4.101 - Prospetto trave I2L-UJ


Figura 4.102 - Sezione A-A trave I2L-UJ

ANALISI RISULTATI
Il carico di rottura della trave I2L -UJ nella prova pari a 295.52 kN, a cui corrisponde una
freccia in mezzeria pari a 21.76 mm. La rottura, fragile, stata provocata dallo strappo del
secondo rinforzo diagonale da destra.
Dal grafico carico spostamento si pu osservare un cambio di pendenza, a cui corrisponde
un cambio di rigidezza, in prossimit di un carico di 55 kN; a questa quota di carico viene
raggiunto il valore di momento critico nella zona di trave tesa, e quindi linizio della
fessurazione nel calcestruzzo.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

210


Grafico 4.69 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8



Figura 4.103 - A) Distaccamento della fasciatura per la rottura del secondo rinforzo diagonale; B)
Distaccamento del rinforzo inferiore con asportazione parziale del copriferro; C) Particolare del debonding
avvenuto centralmente; D) Intradosso di mezzeria con copriferro distaccato
A B
C D
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
211

Il grafico degli spostamenti verticali della trave mostra come la deformata della trave sia
simmetrica, infatti le curve delle frecce 1 e 3 risultano quasi coincidenti; in
corrispondenza del carico di rottura del secondo rinforzo assumono valori simili che sono
pari a 19.11 mm per la freccia 1 e 17.97 mm per la freccia 3. Anche dagli andamenti delle
frecce possiamo notare un evidente cambio di rigidezza in prossimit di un carico di 55
kN.


Grafico 4.70 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico massimo,
un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 1.35 mm e un allungamento
in corrispondenza del trasduttore B pari a 2.94 mm. Possiamo notare dal grafico come in
zona tesa (LVDT B) abbiamo un comportamento bilineare nel tratto iniziale del grafico
influenzato dal passaggio del calcestruzzo al II stadio, mentre in zona compressa (LVDT A)
un andamento pressoch lineare.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

212


Grafico 4.71 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

Il grafico sottostante evidenzia come lo spostamento registrato dal traduttore del punto C
al carico massimo raggiunto dalla trave sia opposto allo spostamento registrato nel punto
D. Ipotizzando unuguale rotazione delle due sezioni di estremit potremmo affermare
che la sezione D subisce anche una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto
alla rotazione, e si comporti quindi come un carrello, mentre il comportamento della
sezione C assimilabile a una cerniera. Il comportamento a carrello della sezione D
prevale su quello a cerniera, dando uno spostamento del punto D di verso opposto a
quello che si avrebbe in caso di sola rotazione della sezione.
A carico massimo il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore
della sezione C di 3.33 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 0.64
mm.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
213


Grafico 4.72 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

In Figura 4.102 e Figura 4.103 riportato lo schema di applicazione degli strain gauges.


Figura 4.104 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I2L-UJ (Prospetto Fronte)

Figura 4.105 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I2L-UJ (Prospetto Destro)
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

214

Possiamo notare dal grafico come le deformazioni registrate dagli S.G. I, II e IV abbiano un
comportamento omotetico considerando il loro posizionamento sul rinforzo a triplo
strato. Lo S.G. III invece inizia a deformarsi in ritardo, per poi avere deformazioni maggiori
e rigidezza inferiore in conformit con il suo collocamento sul primo strato del rinforzo
inferiore in prossimit dellinizio del secondo e terzo strato; la registrazione di questo S.G.
diventa instabile ad una quota di carico pari a 250 kN: questo comportamento pu
essere giustificato dal fatto che lo S.G, applicato alla fasciatura diagonale, misura la
deformazione in una sola direzione e, poich siamo in una zona in cui ho stati di sforzo e
quindi di deformazione piuttosto complessi, non riesce a coglierla correttamente.
Al carico di rottura i quattro strain gauges hanno registrato delle deformazioni ultime pari
allo 0.198% per quanto riguarda il primo, 0.232% il secondo, 0.149% il terzo, 0.162% il
quarto.


Grafico 4.73 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
215

4.2.7 PROVA S2L-CW


Figura 4.106 - Assetto generale della prova S2L-CW

Caratteristiche geometriche (Figura 4.105, Figura 4.106)
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- rinforzo laterale in CFRP UDHM 400 a doppio strato di larghezza 10 cm su
entrambe i lati della trave e continuo anche lungo le sezioni destremit della
trave.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm.


Figura 4.107 - Prospetto trave S2L-CW
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

216


Figura 4.108 - Sezione A-A e sezione B-B trave S2L-CW

ANALISI RISULTATI
Il carico massimo raggiunto dalla trave S2L-CW nella prova pari a 352.00 kN, in
corrispondenza del quale la freccia in mezzeria risulta essere 41.10 mm.
Dal grafico carico-spostamento si pu osservare un cambio di pendenza, a cui corrisponde
un cambio di rigidezza, in prossimit di un carico di 55 kN; questo cambio di rigidezza
dovuto al passaggio dal I stadio al II stadio, e quindi alla formazione delle prime fessure
nel calcestruzzo.
Raggiunto il carico massimo, la trave ha iniziato a perdere carico a causa della rottura di
qualche fibra e della perdita di aderenza del rinforzo.
Al carico di rottura, 350.26 kN, in corrispondenza di una freccia in mezzeria pari a 41,69
mm, si avuta la rottura del rinforzo laterale sul prospetto retro. Lancoraggio meccanico
dato dal risvolto, ha permesso al rinforzo di lavorare come se fosse una catena e quindi di
far coincidere il carico a rottura della trave con il carico a rottura del rinforzo.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
217


Grafico 4.74 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8



Figura 4.109 - A) Formazione delle prime fessure; B) Situazione della trave a rottura;
C) D) Particolari del rinforzo che ha subito il debonding, notare lo spessore di calcestruzzo
asportato
A B
C D
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

218


Figura 4.110 - A) Inizio del debonding per fessure nella trave; B) Particolare del rinforzo a rottura

Il grafico degli spostamenti verticali mostra come la deformata della trave sia simmetrica,
infatti le curve delle frecce 1 e 3 risultano quasi coincidenti; in corrispondenza del carico
di rottura gli spostamenti assumono valori molto simili che sono pari a 36.01 mm per la
freccia 1 e 35.74 mm per la freccia 3. Anche dagli andamenti delle frecce possiamo
notare il cambio di rigidezza in prossimit di un carico di 55 kN.


Grafico 4.75 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico di
collasso, un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 2.58 mm e un
A B
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
219

allungamento in corrispondenza del trasduttore B pari a 6.32 mm. Possiamo notare dal
grafico come in zona tesa (LVDT B) abbiamo un comportamento bilineare nel tratto
iniziale del grafico influenzato dal passaggio del calcestruzzo al II stadio, mentre in zona
compressa (LVDT A) un andamento pressoch lineare.


Grafico 4.76 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C, fino ad
un carico prossimo ai 150 kN, sia prossimo allo spostamento del punto D; possiamo quindi
pensare che entrambe i vincoli si comportino da cerniere, con uguale rotazione delle due
sezioni. Con laumentare del carico, invece, la sezione C subisce anche una traslazione, di
verso opposto allo spostamento dovuto alla rotazione, e si comporta quindi come un
carrello, mentre il comportamento della sezione D ancora assimilabile a una cerniera.
Allaumentare del carico il comportamento a carrello della sezione C prevale su quello a
cerniera, dando uno spostamento del punto C di verso opposto a quello che si avrebbe in
caso di sola rotazione della sezione.
A collasso, il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore della
sezione di 1.25 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 6.27 mm.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

220


Grafico 4.77 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

In Figura 4.109 e Figura 4.110 riportato lo schema di applicazione degli strain gauges.


Figura 4.111 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L-CW (Prospetto Fronte)

Figura 4.112 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave S2L-CW (Prospetto Destro)
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
221

Gli andamenti delle deformazioni degli strain gauges I e IV mostrano un cambio di
pendenza in prossimit di un carico pari a 50 kN.
Nel rispetto della loro collocazione simmetrica, le deformazioni misurate dagli S.G. I e IV
mostrano lo stesso andamento; questi due strain gauges sono quelli che misurano le
deformazioni maggiori, in accordo col fatto che il quadro fessurativo maggiore nel terzo
medio della trave, dove ho il momento massimo. La deformazione in prossimit dello S.G.
II mostra un andamento del tutto simile a quella dei due precedenti, ma con una
deformazione minore: ci dovuto al suo posizionamento in un punto in cui il momento
non ha ancora raggiunto il massimo e quindi il quadro fessurativo risulta essere minore.
Lo S.G. III le cui fibre sul quale posizionato, in corrispondenza dellappoggio destro, non
si deformano fino a un carico prossimo ai 230 kN, per poi iniziare a lavorare, mostrando
un andamento delle deformazioni analogo a quelle dello strain gauge II.
I valori delle deformazioni registrate al carico di rottura risultano essere 0.383% per
quanto riguarda il primo, 0.164% per il secondo, 0.138% per il terzo e 0.301% per il
quarto.


Grafico 4.78 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

222

4.2.8 ROVA I3L-UJ


Figura 4.113 - Assetto generale della prova I3L-UJ

Caratteristiche geometriche (Figura 4.112, Figura 4.113)
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- rinforzo inferiore in CFRP UDHM 400 a triplo strato di larghezza 20 cm
sullintradosso della trave, per una lunghezza di 290 cm;
- quattro rinforzi diagonali in CFRP UDHM 400 a singolo strato di larghezza 10 cm su
entrambe i lati della trave e continui allintradosso.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm.
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
223


Figura 4.114 - Prospetto trave I3L-UJ


Figura 4.115 - Sezione A-A trave I3L-UJ

ANALISI RISULTATI
Il carico di rottura della trave I3L -UJ nella prova pari a 391.26 kN, a cui corrisponde una
freccia in mezzeria pari a 28.94 mm. La rottura, fragile, stata provocata dallo strappo del
secondo rinforzo diagonale da sinistra.
Dal grafico carico spostamento si pu osservare un cambio di pendenza, a cui corrisponde
un cambio di rigidezza, in prossimit di un carico di 55 kN; a questa quota di carico viene
raggiunto il valore di momento critico nella zona di trave tesa, e quindi linizio della
fessurazione nel calcestruzzo.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

224


Grafico 4.79 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8



Figura 4.116 - A) Formazione delle prime fessure durante la prova; B) Situazione della trave a rottura; C) D)
Particolare del debonding con distacco di un notevole spessore di calcestruzzo
C D
A B
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
225



Figura 4.117 - A) Particolare del debonding con distacco di un notevole spessore di
calcestruzzo; B) Particolare della rottura di un rinforzo diagonale; C) D) Particolare
dellappoggio sinistro a rottura

Il grafico degli spostamenti verticali della trave mostra come la deformata della trave sia
simmetrica, infatti le curve delle frecce 1 e 3 risultano quasi coincidenti; in
corrispondenza del carico di rottura del secondo rinforzo assumono valori simili che sono
pari a 25.01 mm per la freccia 1 e 24.77 mm per la freccia 3. Anche dagli andamenti delle
frecce possiamo notare un evidente cambio di rigidezza in prossimit di un carico di 55
kN.

D C
B A
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

226


Grafico 4.80 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico massimo,
un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 1.99 mm e un allungamento
in corrispondenza del trasduttore B pari a 3.89 mm. Possiamo notare dal grafico come in
zona tesa (LVDT B) abbiamo un comportamento bilineare nel tratto iniziale del grafico
influenzato dal passaggio del calcestruzzo al II stadio, mentre in zona compressa (LVDT A)
un andamento pressoch lineare.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
227


Grafico 4.81 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

I trasduttori applicati agli appoggi evidenziano come lo spostamento del punto C sia
maggiore dello spostamento del punto D; ipotizzando unuguale rotazione delle due
sezioni di estremit, ci pu essere giustificato dal fatto che la sezione D subisca anche
una traslazione, di verso opposto allo spostamento dovuto alla rotazione, e si comporti
quindi come un carrello, mentre il comportamento della sezione C assimilabile a una
cerniera.
A carico massimo il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore
della sezione C di 2.81 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 1.63
mm.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

228


Grafico 4.82 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

In Figura 4.116 e Figura 4.117 riportato lo schema di applicazione degli strain gauges.


Figura 4.118 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I3L-UJ (Prospetto Fronte)

Figura 4.119 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave I3L-UJ (Prospetto Destro)
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
229

Gli andamenti delle deformazioni degli strain gauges I e IV mostrano un cambio di
pendenza in prossimit di un carico pari a 55 kN.
Nel rispetto della loro collocazione sul rinforzo inferiore, le deformazioni misurate dagli
S.G. I e II mostrano lo stesso andamento, ma la deformazione evidenziata dallo S.G. I,
posizionato in mezzeria, risulta maggiore; ci in accordo col fatto che il quadro
fessurativo maggiore nel terzo medio della trave, dove ho il momento massimo. Anche
il cambio di pendenza nellandamento delle due deformazioni conferma questa ipotesi: la
deformazione registrata dallo S.G. I, posizionato nel terzo medio della trave dove il
momento massimo, mostra il cambio di pendenza, dovuto al passaggio del calcestruzzo
al II stadio con fessurazione, in prossimit di un carico di 55 kN, mentre per lo S.G. II tale
passaggio si ha per un carico pari a 80 kN.
Qualche anomalia presenta invece lo S.G. III, le cui fibre del secondo rinforzo diagonale da
sinistra sul quale posizionato, sembrano non deformarsi fino a un carico prossimo ai 120
kN, per poi iniziare a lavorare, mostrando un andamento delle deformazioni analogo a
quelle dello S.G IV.
Al carico di rottura i quattro S.G. hanno registrato delle deformazioni ultime pari allo
0.229% per quanto riguarda il primo, 0.173% il secondo, 0.121% il terzo, 0.106% il quarto.


Grafico 4.83 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

230

4.2.9 PROVA CW90/30 M+


Figura 4.120 - Assetto generale della prova CW90/30 M+

Caratteristiche geometriche (Figura 4.119, Figura 4.120)
La trave di questa prova non altro che la trave di riferimento a cui stato applicato un
rinforzo composto da:
- cerchiature in CFRP UDHM 400 a singolo strato di larghezza 10 cm;
- due barre dacciaio inferiori M20 ASTM A193/B7 di lunghezza 270 cm poste in
mezzeria della trave.

Caratteristiche dei materiali:
- CFRP UDHM 400: tessuto in fibra di carbonio unidirezionale ad alto modulo con
grammatura da 400 gr/m
2
e spessore di calcolo riferito alla fibra secca di 0.225
mm.

Figura 4.121 - Prospetto trave CW90/30 M+
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
231


Figura 4.122 - Sezione A-A trave CW90/30 M+

ANALISI RISULTATI
Il carico massimo raggiunto dalla trave CW90/30 M+ pari a 305.29 kN e in
corrispondenza di tale carico si registrata una freccia in mezzeria di 22.35 mm.
Sul prospetto di fronte della trave, a una quota di carico pari a 299.01 kN e ad una freccia
in mezzeria di 18.95 mm, si ha la rottura netta della prima cerchiatura di sinistra; tale
rottura evidenziata nel grafico sottostante dal primo gradino. La prova proseguita, la
trave ha riacquisito carico e, raggiunto il carico massimo, si ha la rottura della seconda
cerchiatura di sinistra: una rottura analoga alla precedente con parziale distaccamento
dellarmatura inghisata di rinforzo (secondo gradino).
Per incrementi successivi di carico abbiamo il danneggiamento progressivo delle altre
cerchiature, il distaccamento dellarmatura di rinforzo e lincrudimento con grande
plasticizzazioni dellarmatura inferiore; questo comportamento in accordo con il grafico
sottostante ed rappresentato da un andamento decrescente irregolare che ci ha portato
ad interrompere la prova ad un carico pari a 281.36 kN a cui corrisponde una freccia in
mezzeria di 39.04 mm.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

232


Grafico 4.84 - Carico-spostamento registrato della Spider-8



Figura 4.123 - A) Formazione delle fessure che hanno portato a rottura le cerchiature; B)
Rottura della prima cerchiatura di sinistra (lato fronte); C) Propagazione delle fessure con
rottura della seconda cerchiatura di sinistra; D) Distaccamento dellarmatura di rinforzo
A B
C D
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
233



Figura 4.124 - A) Vista retro al momento della rottura della seconda cerchiatura; B) Vista
complessiva della trave al carico massimo; C) D) Vista fronte e retro del danneggiamento
progressivo delle altre cerchiature e del progressivo distaccamento dellarmatura di rinforzo

Il grafico degli spostamenti verticali della trave mostra come la deformata sia simmetrica
fino ad un carico di 299.01 kN, infatti le curve delle frecce 1 e 3 risultano coincidenti.
Successivamente possiamo notare come il trasduttore verticale a nucleo libero 3, dopo il
primo gradino, registri una freccia maggiore rispetto al trasduttore a nucleo libero 1;
questo dovuto alla rottura della prima cerchiatura con conseguente comportamento
antisimmetrico della trave dovuto allindebolimento del suo lato sinistro.
A carico massimo si sono registrati degli spostamenti pari a 16.52 mm per la freccia 1 e
18.31mm per la freccia 3

A
C D
B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

234


Grafico 4.85 - Frecce registrate dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda i trasduttori posizionati in mezzeria si registrato, al carico massimo,
un accorciamento in corrispondenza del trasduttore A pari a 1.43 mm e un allungamento
in corrispondenza del trasduttore B pari a 3.78 mm.
Possiamo notare dal grafico come in zona tesa (LVDT B) abbiamo un comportamento
bilineare nel tratto iniziale del grafico influenzato dal passaggio del calcestruzzo al II
stadio, mentre in zona compressa (LVDT A) un andamento pressoch lineare.

Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
235


Grafico 4.86 - Spostamenti registrati dai trasduttori A e B in mezzeria

Il grafico sottostante evidenzia come lo spostamento registrato dal traduttore del punto C
al termine della prova sia opposto allo spostamento registrato nel punto D. Ipotizzando
unuguale rotazione delle due sezioni di estremit potremmo affermare che la sezione C,
a partire da un carico pari a 150 kN, subisce anche una traslazione e si comporti quindi
come un carrello, mentre il comportamento della sezione D assimilabile a una cerniera.
A 281.36 kN il trasduttore C ha evidenziato uno spostamento della parte superiore della
sezione C di 5.72 mm, mentre la parte superiore della sezione D si spostata 9.18 mm.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

236


Grafico 4.87 - Spostamenti registrati dai trasduttori C e D nelle sezioni di estremit

In Figura 4.123 e Figura 4.124 riportato lo schema di applicazione degli strain gauges.


Figura 4.125 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave CW90/30 M+ (Prospetto Fronte)

Figura 4.126 - Posizionamento degli strain gauges sulla trave CW90/30 M+ (Prospetto Destro)
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
237

La registrazione dello strain gauge I valida fino alla quota di carico di 299.01 kN, ovvero
fino al momento della rottura della prima cerchiatura di sinistra sulla quale era
posizionato, a cui corrisponde una deformazione dello 0.058%. A 305.29 kN si ha la
rottura della seconda cerchiatura di sinistra e quindi linterruzione dellacquisizione dei
dati per lo strain gauge II che, a carico massimo, ha rilevato un valore di deformazione
dello 0.093%. Gli strain gauges III e IV, invece, hanno proseguito la registrazione sino al
termine della prova restituendo delle deformazioni dello 0.031% e 0.083%.


Grafico 4.88 - Carico-deformazione registrati dagli strain gauges I, II, III, IV

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

238

4.2.10 Confronto dei risultati ottenuti
Per confrontare i risultati ottenuti nelle varie prove ed eseguire delle prime valutazioni
sulle varie tipologie di rinforzo applicate, riportiamo sinteticamente i dati pi significativi
che caratterizzano ogni prova.

Tabella 4.8 Valori riassuntivi caratteristici di ogni prova

Sono state eseguite in totale otto prove a flessione, tra le quali possiamo individuare due
modalit principali di posizionamento del rinforzo:
ai lati della trave, di cui fanno parte le travi S2L, S2L- UJ e S2L- CW;
allintradosso della trave, di cui fanno parte le travi I2L, I2L- UJ e I3L- UJ;
le restanti due sono la trave di riferimento e la trave CW90/30 M+ che commenteremo
separatamente.

Si riporta nel Grafico 4.89 la variazione del momento ultimo, in termini percentuali,
rispetto alla trave di riferimento.

Come possibile osservare dal Grafico 4.88, in tutte le travi, in corrispondenza del carico
di 55 kN, si ha un cambio di rigidezza flessionale dovuto al passaggio dal I al II stadio: a
tale carico corrisponde il raggiungimento nella sezione del valore di momento critico, cio
quello a cui associato al raggiungimento della massima resistenza a trazione del
calcestruzzo al lembo inferiore.
PROVINO

CARICO
MAX [kN]
TAGLIO MAX
[kN]
MOMENTO
MAX [kNm]
FRECCIA
MAX [mm]
MODALIT
ROTTURA
RIFERIMENTO 266.88 133.44 149.01 60.24 Flessione
I2L 245.81 122.91 137.25 18.99 Flessione
S2L 266.57 133.29 148.84 61.75 Flessione
S2L-UJ 304.17 152.08 169.83 24.69 Flessione
I2L-UJ 295.52 147.76 165,00 21.76 Flessione
S2L-CW 352.00 176.00 196.54 41.10 Flessione
I3L-UJ 391.26 195.63 218.45 28.94 Flessione
CW90/30 M+ 305.29 152.64 170.45 22.35 Flessione
Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
239


Grafico 4.89 Incremento di resistenza a flessione, in percentuale, riferito alla trave di
riferimento

Il primo confronto che possibile fare sulla modalit di applicazione del rinforzo ai lati
della trave. Si potuto notare come lapplicazione di due ulteriori strati di rinforzo
posizionati nella zona centrale, per una lunghezza di 165 cm, comporti in realt un
indebolimento della trave; ci dovuto al fatto che la discontinuit nellapplicazione del
rinforzo sulla trave causa un notevole salto di rigidezza generando una forte
concentrazione di sforzi in tale zona, con conseguente rottura della fasciatura. Per la
prova S2L infatti la prima perdita di carico avvenuta ad un momento di 148 kNm,
inferiore al momento resistente ultimo della trave di riferimento pari a 149 kNm.
Situazione analoga si verifica anche nella prova S2L-UJ, dove il rinforzo laterale ancorato
mediante fasce disposte a 45. Il momento massimo raggiungibile pari a 170 kNm, con
un incremento del 14% rispetto alla trave di riferimento ma rottura localizzata nel punto
di sovrapposizione delle fasciature. Quindi possiamo affermare che, se devono essere
applicati ulteriori strati di rinforzo laterale, la loro lunghezza deve essere pari a quella del
primo strato e comunque pari alla luce della trave.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

240

Nel caso della trave S2L-CW, in cui il rinforzo continuo anche lungo le sezioni di
estremit, la rottura si verificata ad un momento pari a 197 kNm. Lelevato valore
giustificato dal fatto che la fasciatura risulta ancorata alle estremit e quindi, pur non
evitando il fenomeno del debonding, permette al rinforzo di lavorare come se fosse una
catena.

Il secondo confronto tra le prove con rinforzo allintradosso della trave. In questo
gruppo di prove, analogamente al precedente, si potuto notare come il posizionamento
di due strati di rinforzo, non disposti per lintera luce, influisca negativamente sulla
resistenza ultima. Infatti nella prova I2L si osservato un momento di rottura pari a 137
kNm, inferiore a quello della trave di riferimento; in questo caso per non si verificata la
rottura della fasciatura. Per quanto riguarda la trave I2L-UJ, con momento a rottura di
165 kNm, valgono le stesse considerazioni fatte per la trave S2L-UJ.
La prova I3L-UJ, con momento a rottura pari a 218 kNm, ci ha permesso di convalidare
laffermazione fatta in precedenza; infatti lincremento di resistenza dato dal rinforzo
applicato alla trave I3L-UJ rispetto alla trave di riferimento (circa il 46%) maggiore
dellincremento dato nella I2L-UJ (circa il 10%): questo notevole incremento del momento
resistente ultimo pu essere attribuito ,oltrech ad una maggiore larghezza della fascia
inclinata di ancoraggio, al corretto posizionamento per lintera luce degli strati
allintradosso della trave.

Dai dati appena riportati possibile notare come le prove I2L e S2L e le prove I2L-UJ e
S2L-UJ abbiano circa gli stessi valori di momento a rottura, per cui possiamo affermare
che la scelta di posizionare il rinforzo lateralmente o allintradosso dipende solo dalle
esigenze di cantiere e non da un miglior o peggior contributo di resistenza. Possiamo
asserire inoltre che la scelta progettuale di adottare delle fasce di ancoraggio diagonale
incrementa il momento resistente ultimo del 20% nel caso in cui il rinforzo applicato
inferiormente e del 14% se applicato lateralmente.


Capitolo 4 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in C.A.
241


In seguito riportiamo i confronti tra i grafici carico spostamento delle varie prove a
flessione.


Grafico 4.90 - Carico-spostamento registrato dalla Spider-8

Abbiamo detto inizialmente come la trave CW90/30 M+ necessiti di un discorso separato,
dovuto ad un errore concettuale di progettazione. A questa trave sono stati applicati due
tipologie di rinforzo: 3 barre inghisate allintradosso della trave e cerchiature in FRP. La
prova eseguita era una prova a flessione, ma lunico contributo per lirrigidimento
flessionale dato dalle barre inghisate, mentre risultano essere inutili non solo ai fini
della prova ma anche per la rigidezza della trave il rinforzo in FRP; quindi questa prova
non pu essere confrontata con le altre perch discosta dal tipo di ricerca che ci si
prefissati, ovvero lincremento di resistenza a flessione data dai rinforzi in FRP.





Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee

242

























243

CAPITOLO 5
MECCANISMI DI ROTTURA E CONFRONTO DELLE NORMATIVE



In questo capitolo si analizzano in dettaglio le meccanismi di rottura di travi rinforzate a
flessione mediante lamine o tessuti in FRP.
Successivamente si illustrer il metodo per il calcolo del momento resistente di travi in
C.A. rinforzate mediante FRP (CNR-DT 200/2004 e CNR-DT 200/2011). Verr poi calcolato,
utilizzando tali formulazioni, il valore del momento resistente delle travi oggetto della
sperimentazione definendo quindi i relativi errori.
Successivamente si effettuer unanalisi parametrica delle formulazione al fine di definire
linfluenza dei diversi parametri (quali resistenza caratteristica a compressione del
calcestruzzo, resistenza caratteristica a snervamento dellacciaio, numero di strati del
rinforzo) sul valore del momento resistente ultimo.












Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
244

5.1 MECCANISMI DI ROTTURA
Lo studio sperimentale effettuato in questi anni su travi semplicemente appoggiate
rinforzate a flessione mediante lamine o tessuti in FRP, ha permesso di cogliere gli aspetti
che caratterizzano il loro comportamento. Infatti sono stati osservati differenti
meccanismi di rottura raggruppabili in due gruppi: se mantengono la loro efficacia fino al
raggiungimento del carico ultimo o se, viceversa, si verifica un collasso prematuro della
trave causato dal distacco del rinforzo in FRP.
Nel primo caso possiamo individuare, in funzione della percentuale di rinforzo applicata e
della resistenza al taglio offerta dalla trave, tre possibili meccanismi di collasso:
rottura del calcestruzzo compresso prima o dopo lo snervamento delle
armature;

Figura 5.1 Esempio di collasso per rottura del calcestruzzo compresso

rottura del rinforzo per trazione

Figura 5.2 Esempio di collasso per rottura dellFRP a trazione

collasso per taglio della trave in calcestruzzo.

Figura 5.3 Esempio di collasso per rottura a taglio
Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
245

Invece nel secondo caso abbiamo:
distacco del copriferro (Figura 5.3A);
distacco di estremit con asportazione di uno strato di calcestruzzo di spessore
ridotto (Figura 5.3B);
distacco intermedio dovuto alla presenza di una fessura generatasi per
flessione (Figura 5.3C);
distacco intermedio dovuto alla presenza di una fessura generatasi per taglio
(Figura 5.3C).


















Figura 5.4 Possibili meccanismi di distacco

Si dimostrato inoltre che la resistenza ultima della trave limitata dai meccanismi di
rottura per distacco, essendo associati a carichi inferiori rispetto ai primi tre descritti. Al
fine quindi di non sovrastimare la capacit ultima della trave rinforzata necessario
tenere in conto questo aspetto nella fase di progettazione.



A B
D C
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
246

A loro volta possiamo raggruppare in due gruppi i meccanismi di distacco:
distacco di estremit: associati ad elevati valori di sforzo nelle zone in
prossimit della fine del rinforzo stesso (indicati in Figura 5.4 con le lettere (A)
ed (B));
distacco intermedio: generati dalla presenza di una fessura, dovuta ad azioni
flettenti o taglianti, lontana dallestremit del rinforzo (indicati in Figura 5.4
con le lettere (C) ed (D)).

Come possibile intuire nel caso di distacco di estremit della lamina o del tessuto in FRP
la perdita di aderenza inizia in corrispondenza della sezione terminale del rinforzo. Come
abbiamo visto tale distacco pu essere anche accompagnato dalla rottura del calcestruzzo
a livello delle armature e quindi con asportazione del copriferro. Viceversa nel caso di
distacco intermedio la perdita di aderenza acciaio-calcestruzzo inizia al centro della trave
e si propaga verso le sezioni terminali del rinforzo.

Bisogna inoltre osservare che vi sono, in letteratura, numerosi modelli analitici che
valutano la forza di distacco per distacco di estremit per travi in C.A. rinforzate con FRP o
con piatti in acciaio mentre, al contrario, nel caso di distacco intermedio sono presenti
pochi modelli e comunque non affidabili. Questo perch le formule derivano
direttamente dagli studi svolti su travi in C.A. rinforzate a flessione con piatti in acciaio ed
in questultimo caso il fenomeno del distacco intermedio difficile che accada. Al
contrario per travi in C.A. rinforzate con materiali aventi rapporto resistenza/rigidezza
molto pi elevato dellacciaio, il fenomeno del distacco intermedio preponderante
rispetto al distacco di estremit



Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
247

5.1.1 Distacco di estremit
Come gi stato detto il collasso per distacco di estremit inizia in corrispondenza della
sezione terminale del rinforzo e si propaga longitudinalmente verso linterno della trave.
Durante tale fenomeno si osserva la formazione di fessure inclinate orizzontali in
corrispondenza del copriferro, causandone il distacco dalla trave mentre rimane
saldamente attaccato al rinforzo.


Figura 5.5 Distacco di estremit con asportazione del copriferro

Tale distacco causato dagli sforzi che si generano sulla trave a causa della distanza tra il
punto a momento nullo e la sezione terminale del rinforzo. Infatti a causa di questo offset
la sezione terminale del rinforzo risulta non essere sollecitata a momento, mentre alla
stessa ascissa sulla trave agisce un momento flettente con valore non nullo. Il rinforzo
essendo aderente alla trave subisce una deformazione assiale passando da un valore
nullo iniziale ad un valore prossimo a quello del calcestruzzo alla medesima ascissa. Il
notevole gradiente di sforzo che si produce, nel tratto terminale del rinforzo, per
equilibrio, genera sforzi tangenziali nellinterfaccia trasferendosi fino al copriferro.
Inoltre alla condizione di momento nullo allestremit del rinforzo corrisponde curvatura
nulla, ma essendo non nulla la curvatura sulla sezione di calcestruzzo tende ad inflettersi
allontanandosi dalla superficie della trave

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248


Figura 5.6 Sforzi normali nella parte terminale del rinforzo

La flessione invertita del rinforzo obbliga ladesivo ad allungarsi verticalmente generando
sforzi di trazione nel calcestruzzo. La massima tensione si regista in corrispondenza della
fine della lamina/tessuto e decrementa avanzando verso linterno.
Si pu quindi affermare che in corrispondenza della sezione terminale del rinforzo si
genera una concentrazione di sforzi normali e di taglio nel copriferro che causano una
fessurazione progressiva e un conseguente distacco del copriferro e del rinforzo. Questi
effetti sono funzione della distanza tra lappoggio e la sezione terminale del rinforzo
dallappoggio e incrementano allaumentare della distanza.


5.1.2 Distacco intermedio
Laltro meccanismo di rottura per distacco, chiamato distacco intermedio, riguarda solo
una parte del copriferro e inizia in corrispondenza di una fessura nella zona centrale della
trave e si propaga verso le estremit. In Figura 5.7 viene mostrato il meccanismo per una
fessura provocata dalla flessione dellelemento.


Figura 5.7 Meccanismo di rottura per distacco intermedio
Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
249

Come mostrato in figura ladesivo ed il rinforzo rimangono uniti dopo la rottura mentre la
restante parte del copriferro rimane parte integrante della trave in calcestruzzo armato.
Come osservato da Sebastian (2001) in tale processo si possono individuare due fasi:
fase iniziale (initial phase);
fase di propagazione (propagation phase).
Nella fase iniziale si assiste alla formazione di fessure inclinate nel copriferro posizionate
in vicinanza di quella iniziale. Lapertura di queste fessure genera una flessione locale del
rinforzo (dowel action), inducendo delle trazioni sulladesivo e sul calcestruzzo adiacenti
al lato dellapertura.


Figura 5.8 Rappresentazione della flessione locale nel rinforzo

Questa azione col tempo separa uno strato di copriferro di spessore pressoch costante e
sottile costituito da cemento e aggregati con granulometria massima di circa 6 mm
mortacrete.

Nella seconda fase il processo di distacco si propaga lungo la trave. Inizialmente la
lunghezza del tratto in cui avviene il distacco del mortacrete aumenta in direzione
longitudinale in modo regolare ad ogni incremento successivo di carico. Ad un certo
livello di carico la frattura si propaga poi velocemente lungo il tratto rimanente con totale
separazione del rinforzo dal substrato.



Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
250

5.2 RICHIAMI DI PRINCIPI E REGOLE DAL CNR-DT 200/2004 E DEL CNR-DT
200/2011 PER IL RINFORZO A FLESSIONE
Nei casi in cui il progetto del rinforzo di FRP sia motivato dallesigenza di soddisfare la
verifica allo SLU, la sezione originaria di C.A. deve essere opportunamente integrata con
materiale composito fibrorinforzato in modo da soddisfare la seguente disuguaglianza:



nella quale i simboli M
Sd
e M
Rd
rappresentano rispettivamente il valore di progetto del
momento sollecitante e quello del momento resistente della sezione rinforzata.
La prima operazione da eseguire la determinazione del valore di progetto della
deformazione alla quale pu essere sottoposto il materiale composito, a partire da quello
caratteristico, dichiarato dal produttore nella competente scheda tecnica.
Il suddetto valore di progetto dipende sia dal comportamento a rottura del materiale
composito che dalla sua compatibilit con la resistenza dellinterfaccia tra rinforzo e
supporto nei riguardi delle interazioni ivi mobilitate.
Queste ultime assicurano leffettiva trasmissione al supporto dello sforzo di trazione
incrementale, rispetto allo sforzo affidato alle armature metalliche, e conseguente alla
discrepanza tra momento resistente e momento sollecitante. Tale differenza quella che
il progettista ipotizza di affidare al rinforzo in FRP, supponendolo solidale al supporto in
modo da realizzare una nuova sezione resistente, composita, costituita dalloriginario
nucleo di c.a. e dal materiale fibrorinforzato.
La trasmissione assicurata fino a quando la deformazione nel rinforzo non supera un
preciso valore, generalmente inferiore rispetto a quello caratteristico, superato il quale
linterfaccia collassa e il rinforzo si distacca dal supporto.
Il fenomeno, noto come debonding, provocato dalle concentrazioni tensionali che si
manifestano in corrispondenza delle fessure da flessione, presenti soprattutto nella zona
centrale della trave (distacco intermedio) (Vedi Paragrafo 5.1.2).
Unanaloga concentrazione tensionale si verifica anche in prossimit delle zone terminali
del rinforzo, per effetto delle discontinuit introdotte dalle sezioni di attacco di
Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
251

questultimo, con la conseguente probabilit di innesco del fenomeno di distacco che in
questo caso viene definito di estremit (Vedi Paragrafo 5.1.1).

Detto ci, la deformazione di progetto del rinforzo fornita dalla relazione:

}

In cui i simboli hanno i significati seguenti:

fk
deformazione caratteristica a rottura;

fdd
deformazione per de laminazione intermedia;

a
fattore di conversione ambientale il cui valore indicato nella tabella 2.1in
funzione delle diverse condizioni di esposizione, del tipo di fibra e del tipo di
resina utilizzati;

Normativa Condizione di esposizione Tipo di fibra / resina
a

CNR-DT 200/2004
Interna
Vetro / Epossidica 0,75
Arammidica / Epossidica 0,85
Carbonio / Epossidica 0,95
Esterna
Vetro / Epossidica 0,65
Arammidica / Epossidica 0,75
Carbonio / Epossidica 0,85
Ambiente aggressivo
Vetro / Epossidica 0,50
Arammidica / Epossidica 0,70
Carbonio / Epossidica 0,85
CNR-DT 200/2011
Vetro / Epossidica 0.60
Arammidica / Epossidica 0.75
Carbonio / Epossidica 0.85
Tabella 5.1 - Valore del fattore di conversione ambientale

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
252

f
coefficiente parziale del materiale composito a rottura, il cui valore dipende
dal tipo di applicazione
1
nel caso del documento CNR-DT 200/2004 mentre
assume un unico valore nel documento CNR-DT 200/2011

Normativa Sistema di tipo A Sistema di tipo B
CNR-DT 200/2004 1.10 1.25
CNR-DT 200/2011 1.10
Tabella 5.2 Coefficienti parziali nel caso di collasso per rottura del materiale
f


Per la determinazione della deformazione limite per la distacco intermedio si ricorre alla
formula seguente, anchessa presente nella normativa sopracitata:


In cui:
E
f
modulo di elasticit del composito fibrorinforzato nella direzione dellasse
della trave valutabile come


E
fk
modulo di elasticit caratteristico della fibra;
f
fdd,2
valore limite della tensione nel rinforzo di FRP in condizioni di incipiente
distacco intermedio, fornito dalla relazione:








1
Sono, infatti, previsti due tipi di applicazioni: il tipo A, per il quale il produttore e il fornitore certificano,
oltre che i singoli materiali, anche il sistema completo rinforzo-adesivo-substrato, sia pure limitatamente ad
alcuni tipi di substrato; il tipo B, per il quale sono certificati i soli materiali.
Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
253

N
O
R
M
A
T
I
V
A

CNR-DT 200/2004


CNR-DT 200/2011


Tabella 5.3 - Valore di resistenza allo stato limite ultimo del distacco intermedio
fdd,2
[N/mm
2
]

in cui:
k
cr
assume il valore di 3.00 in mancanza di stime pi accurate;

f,d
coefficiente parziale del materiale composito per incipiente
distacco;

NORMATIVA Sistema di tipo A Sistema di tipo B
CNR-DT 200/2004 1.20 1.50
CNR-DT 200/2011 1.20 1.50
Tabella 5.4 Coefficienti parziali nel caso di collasso per rottura del materiale
f,d

c
coefficiente parziale del calcestruzzo pari a 1.50;
t
f
spessore del rinforzo.

Tale formula dipender dallenergia specifica di frattura poich la rottura allinterfaccia
riguarda gli strati superficiali di calcestruzzo. Essa valutabile attraverso la relazione:

N
O
R
M
A
T
I
V
A

CNR-DT 200/2004


CNR-DT 200/2011


Tabella 5.5 Valore di progetto dellenergia specifica di frattura

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
254

In questa relazione le quantit:
f
ck
resistenza caratteristica a compressione cilindrica;
f
cm
resistenza media a compressione cilindrica;
f
ctm
resistenza media a trazione del calcestruzzo;
FC fattore di confidenza previsto dalla Normativa vigente per la verifica di
sicurezza di costruzioni esistenti;
k
G
coefficiente correttivo tarato sulla base di dati sperimentali da assumersi
0.087 mm per compositi preformati ed a 0.137 mm per compositi impregnati
in situ;
k
b
fattore geometrico che dipende sia dalla larghezza della trave rinforzata, b,
che di quella del rinforzo b
f


N
O
R
M
A
T
I
V
A

CNR-DT 200/2004


CNR-DT 200/2011


Tabella 5.6 Valore del coefficiente geometrico k
b


semprech risulti: nel documento DT 200/2004 b
f
/ b 0.33 (per b
f
/ b < 0.33
si adotta il valore corrispondente a b
f
/ b = 0.33); nel documento DT 200/2011
b
f
/ b 0.25 (per b
f
/ b < 0.33 si adotta il valore di k
b
= 1.18)

Avendo nota, nella fase di verifica sia la deformazione di progetto del rinforzo,
fd
, che lo
spessore t
f
di questultimo necessario nellindividuare la modalit di rottura della
sezione rinforzata.


Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
255

Le due modalit di collasso che possono avvenire:
raggiungimento della massima deformazione nel rinforzo con deformazione nel
calcestruzzo inferiore a quella ultima (campo 1);
raggiungimento della massima deformazione nel calcestruzzo allestremo del
lembo compresso (campo 2).
bf
h
b
tf
d2
d1
d
As1
As2
Af
cco
ccu
c
s2
c
s1
c
o
x = d
1
2
c
fd
oc
o
s2
o
s1
o
f
M
Rd
c
yd

Figura 5.9 Possibili modalit di rottura di una sezione in C.A. rinforzata

Al fine del calcolo del momento resistente della sezione bisogna, come primo passaggio,
individuare la posizione dellasse neutro e quindi la modalit di rottura imponendo
lequilibrio alla traslazione lungo lasse della trave:

(



In cui la profondit dellasse neutro dal lembo compresso indicata con il simbolo x, il
pedice s2 denota le quantit riferite allarmatura compressa, il pedice s1 denota le
quantit riferite allarmatura tesa e il pedice f a quelle relative al rinforzo.
Assumendo come ipotesi la planarit delle sezioni rette possibile, mediante analogia tra
triangoli, determinare le deformazioni nei vari materiali.



Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
256

Modalit di rottura 1
FRP
f fd
= c c
Calcestruzzo compresso
c fd o cu
( )
( )
x
h x
c c c c = + s


Acciaio compresso
2
s2 fd o
( )
( )
x d
h x
c c c

= +


Acciaio teso
s1 fd o
( )
( )
d x
h x
c c c

= +


Modalit di rottura 2
FRP
( )
cu
f 0 fd
h x
x
c
c c c = s
Calcestruzzo compresso
c cu
c c =
Acciaio compresso
2
s2 cu
x d
x
c c

=
Acciaio teso
s1 cu
d x
x
c c

=

Il valore del momento resistente, M
Rd
, pu essere determinato, per entrambi in casi,
attraverso lequazione di equilibrio alla rotazione intorno allasse passante per il
baricentro delle armature tese e parallelo allasse neutro:

[ (

) ( )

( )]

Il coefficiente di meccanismo,
Rd
, deve essere assunto pari ad 1.00 conformemente a
quanto indicato sia nel documento CNR-DT 200/2004 che nel documento CNR-DT
200/2011.


Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
257

5.3 CA MOMENTO RESISTENTE DELLE TRAVI SPERIMENTATE
Applicando le formule sopra esposte possibile calcolare il momento resistente delle
travi al fine di confrontarlo con il valore ottenuto sperimentalmente.
La geometria della sezione in calcestruzzo adottata presenta le seguenti caratteristiche
(vedi Tabella ):

H 450 mm
B 250 mm
d 50 mm
Ferri superiori 2
Ferri inferiori 2
18 mm
Tabella 5.7 Parametri geometrici

Figura 5.10 Sezione trasversale

Per i materiali si sono assunti le seguenti caratteristiche:


R
ck
22.50 N/mm
2

f
ck
18.68 N/mm
2

f
cm
27.00 N/mm
2

f
ctm
2.11 N/mm
2

E
c
29530 N/mm
2

c2
2.00

cu2
3.50
Tabella 5.8 Caratteristiche meccaniche
del calcestruzzo

f
yk
750.00 N/mm
2

E
s
210000 N/mm
2

uk
10.00
Tabella 5.9 Caratteristiche meccaniche
dellarmatura
E
fk
390000 N/mm
2

FRP
8.00
Tabella 5.10 Caratteristiche meccaniche
del rinforzo in carbonio





d
H
B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
258

I coefficienti riduttivi previsti da normativa adotatti:

FC (2011) 1.20

c
(2004/2011) 1.50

f
(2004) 1.10

f,d
(2004/2011) 1.20

s
(2004/2011) 1.15
(2004/2011) 0.85

fE
(2004/2011) 0.90

a
(2004/2011) 0.95
Tabella 5.11 Valore dei coefficienti riduttivi in cui con 2004 si fa riferimento al documento
CNR-DT 200/2001 e con 2011 al documento CNR-DT 200/2011

I risultati ottenuti applicando entrambe le norme e il relativo errore con il risultato
sperimentale riportato nella seguente tabella:

CNR-DT 200/2004 CNR-DT 200/2011
TRAVE P
rottura
[kN]
M
rottura

[kNm]
M
rottura
M
rottura

[kNm] errore [kNm] errore [%]
REFT 266.88 149.01 113.63 - 23.74 % 113.63 - 23.74 %
S2L 266.87 149.00 82.72 - 44.48 % 118.17 - 20.69 %
I2L 245.82 137.25 80.38 - 41.44 % 118.83 - 13.42 %
I2L-UJ 295.52 165.00 80.38 - 51.28 % 118.83 - 27.98 %
S2L-CW 352.00 196.53 89.69 - 54.36 % 127.75 - 35.00 %
S2L-UJ 304.17 169.83 82.72 - 51.29 % 118.17 - 30.42 %
I3L-UJ 391.26 218.45 80.38 - 63.20 % 118.83 - 45.60 %
Tabella 5.12 - Confronto tra il momento resistente sperimentale e quello teorico nel campo di
rottura 1




Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
259

Se invece assumiamo tutti i coefficienti elencati in Tabella 5.11 unitari al fine di fare
rendere il confronto tra i momenti pi significativo:

CNR-DT 200/2004 CNR-DT 200/2011
TRAVE P
rottura
[kN]
M
rottura

[kNm]
M
rottura
M
rottura

[kNm] errore [kNm] errore [%]
REFT 266.88 149.01 134.83 - 9.51 % 134.83 - 9.51 %
S2L 266.87 149.00 113.92 - 23.54 % 181.10 21.54 %
I2L 245.82 137.25 110.42 - 19.55 % 181.81 32.47 %
I2L-UJ 295.52 165.00 110.42 - 33.08 % 181.81 10.19 %
S2L-CW 352.00 196.53 123.55 - 37.14 % 183.99 - 6.38 %
S2L-UJ 304.17 169.83 113.92 - 32.92 % 181.10 6.64 %
I3L-UJ 391.26 218.45 110.42 - 49.45 % 181.81 - 16.77 %
Tabella 5.13 - Confronto tra il momento resistente sperimentale e quello teorico nel campo di
rottura 1 assumendo tutti i coefficienti riduttivi unitari

5.3.1 Analisi parametrica delle formule proposte in normativa
Si osserva che le due normative determinano valori di momento resistente notevolmente
discordi: il calcolo effettuato secondo la nuova formulazione (CNR-DT 200/2011) fornisce
un valore sensibilmente inferiori alla vecchia (CNR-DT200/2004).
A seguito di questa considerazione sono stati calcolati i momenti resistenti, di una sezione
in C.A. (Vedi Figura 5.9) rinforzata con due nastri in carbonio di larghezza 10 cm e due
strati aventi spessore totale di 0.450 mm, in ambo le formulazioni variandone sia la
resistenza caratteristiche del calcestruzzo che la tensione di snervamento dellacciaio al
fine di confrontarli con i valori della trave non rinforzata. Di seguito vengono riportati i
grafici pi significativi di queste rielaborazioni riferiti al valore di compressione cubico
caratteristico pari a (C12/15, C16/20, C18.68,22.50, C35/45, C40/50) analizzati per valori
di snervamento caratteristico dellacciaio pari a (215 MPa, 315 MPa, 390 MPa, 430 MPa,
450 MPa, 550 MPa, 750 MPa, 900 MPa)
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
260


Grafico 5.1 - Confronto normative per calcestruzzo C12/15

Grafico 5.2 - Confronto normative per calcestruzzo C16/20
0.00
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C12/15
TRAVE NON RINFORZATA 2 NASTRI INFERIORI DT200/2011
2 NASTRI INFERIORI DT200/2004
0.00
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100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000
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2
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C 16/20
TRAVE NON RINFORZATA 2 NASTRI INFERIORI DT200/2004
2 NASTRI INFERIORI DT200/2011
Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
261


Grafico 5.3 - Confronto normative per calcestruzzo C18.68/22.50

Grafico 5.4 - Confronto normative per calcestruzzo C25/30
0.00
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[N/mm
2
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C 18.68/22.50
TRAVE NON RINFORZATA 2 NASTRI INFERIORI DT200/2004
2 NASTRI INFERIORI DT200/2011
0.00
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[N/mm
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C 25/30
TRAVE NON RINFORZATA 2 NASTRI INFERIORI DT200/2011
2 NASTRI INFERIORI DT200/2011
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
262


Grafico 5.5 - Confronto normative per calcestruzzo C35/45

Grafico 5.6 - Confronto normative per calcestruzzo C40/50
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C 35/45
TRAVE NON RINFORZATA 2 NASTRI INFERIORI DT200/2011
2 NASTRI INFERIORI DT200/2004
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[N/mm
2
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C 40/50
TRAVE NON RINFORZATA 2 NASTRI INFERIORI DT200/2011
2 NASTRI INFERIORI DT200/2004
Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
263

Come si pu notare da tutti i grafici, le curva riferite alla nuova normativa (CNR
DT200/2011) si trovano sotto rispetto alla vecchia versione (CNR DT200/2004): ci vuol
dire che, se consideriamo la medesima in C.A. con il medesimo rinforzo, con la nuova
formulazione si ottiene un incremento di momento resistente allo S.L.U. inferiore rispetto
alla vecchia formulazione.
Si pu osservare inoltre che nel caso della nuova formulazione il contributo di incremento
del momento si ottiene per valori molto alti di resistenza caratteristica del calcestruzzo a
differenza della vecchia formulazione in cui, tali incrementi, si ottenevano gi per valori di
resistenza del calcestruzzo molto bassi. In particolar modo, si evidenzia come
linnalzamento della curva blu, al crescere della resistenza del calcestruzzo, sia molto pi
lento rispetto quella verde.

Ora si vuole valutare leffetto che produce lincremento degli strati di carbonio al variare
della tensione di snervamento dellacciaio sul valore del momento resistente sempre in
ambe due le formulazioni. Considerando la medesima sezione trasversale della trave
(Vedi Figura 5.9) realizzata con un calcestruzzo classe C 18.68/22.50, stato valutato il
valore del momento resistente facendo variare sia il numero di strati di carbonio del
rinforzo (da un singolo strato a tre strati), mantenendo sempre lapplicazione di due nastri
di larghezza 10 cm, che la tensione di snervamento caratteristica dellacciaio. Si riportano
in seguito i grafici ottenuti.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
264


Grafico 5.7 - Confronto normative per trave rinforzata con doppio nastro singolo strato

Grafico 5.8 - Confronto normative per trave rinforzata con doppio nastro doppio strato
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2 Nastri Inferiori - SINGOLO strato
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2 Nastri Inferiori - DOPPIO strato
TRAVE NON RINFORZATA SINGOLO STRATO DT200/2011 SINGOLO STRATO DT200/2004
Capitolo 5 Meccanismi di rottura e confronto delle Normative
265


Grafico 5.9 - Confronto normative per trave rinforzata con doppio nastro triplo strato

Come si osserva lincremento del numero di strati porta ad un rapido abbassamento
dellordinata a cui corrisponde lintersezione tra le curve riferite alla nuova versione della
normativa (CNR-DT 200/2011) e la retta della sezione non rinforzata. Come facile intuire
nel caso di intersezione delle curve il valore del momento resistente della sezione non
rinforzata equivale a quello della sezione rinforzata rendendo inutile lapplicazione del
rinforzo.
Questo rapido decremento non si riscontra, invece, con la vecchia normativa (CNR-DT
200/2004), in quanto, come dimostra la curva verde, lintersezione avviene per valori di
snervamento dellacciaio molto alti e solo nel caso si disponga un rinforzo a tre strati di
carbonio.




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2 Nastri Inferiori - TRIPLO strato
TRAVE NON RINFORZATA SINGOLO STRATO DT200/2011 SINGOLO STRATO DT200/2004
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
266


267

CAPITOLO 6
IL LEGNO E LA CONNESSIONE TRA ELEMENTI LIGNEI



Come accennato, oggetto della seconda parte del presente lavoro di tesi sono le
connessioni tra elementi lignei realizzati con inserti in acciaio o in FRP a scomparsa e
solidarizzati al legno con resina epossidica. Si riporta in questo capitolo un riassunto delle
caratteristiche sia il legno massiccio che il lamellare incollato, discutendo i vari aspetti che
influenzano le propriet meccaniche finali dell'elemento ligneo strutturale.

Fin dall'antichit, per assemblare gli elementi strutturali lignei, venivano utilizzate
rudimentali corde, oppure creati dei collegamenti artigianali intagliando il legno. Nella
seconda parte quindi del capitolo si ripercorre brevemente alcune delle tipologie di
connessione tra elementi lignei, dalle unioni di carpenteria alle unioni di tipo moderno:
tra queste ultime ritroviamo le connessioni realizzate con resine epossidiche.








Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
268

6.1 UN COMPOSITO NATURALE, IL LEGNO
6.1.1 Caratteristiche biologiche
Il legno un tessuto vegetale formante il fusto, i rami e le radici delle piante arboree. Le
specie legnose impiegate per la realizzazione di strutture si suddividono in conifere e
latifoglie. Il legno delle conifere (abete, pino, larice, tasso, ecc.) presenta una struttura
semplice, basata su un solo tipo di cellule allungate, dette tracheidi o fibrotracheidi.
Queste, disposte secondo la direzione dellasse del tronco, lo sostengono ed hanno la
funzione di trasportare i succhi linfatici. Le latifoglie (pioppo, tiglio, quercia, frassino,
faggio, betulla, ecc.) hanno invece una struttura pi complessa basata su due tipi di
cellule: le cellule allungate, disposte nella direzione del fusto, e le cellule tubolari, dette
anche vasi, che realizzano il trasporto della linfa.


Figura 6.1 - Struttura cellulare di latifoglia e conifera a confronto (Fonte: [1])

Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
269


Figura 6.2 - Particolare del corpo legnoso: larice (sinistra) e betulla (destra) (Fonte: [3])

La sezione del tronco mostra le modalit di crescita del legno: il fusto si genera per
formazione successiva di anelli di accrescimento ad ognuno dei quali corrisponde un anno
di vita. La differenza di colore che caratterizza gli anelli segna la distinzione tra la crescita
che avviene durante la primavera (legno primaticcio, pi chiaro e pi tenero, meno spesso
e con pori pi grandi) e quella che avviene in autunno (legno tardivo, pi scuro, spesso e
compatto).

La suddivisione della struttura del tronco, riportata in Figura 6.3:


Figura 6.3 - Sezione di un tronco (Fonte:[8])

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
270

Zona corticale: costituita da corteccia, libro e cambio
Corteccia esterna: fisiologicamente morta, serve come protezione alla pianta e
consente gli scambi gassosi necessari alla vita della pianta stessa;
Libro: contiene i vasi che conducono il nutrimento sintetizzato delle foglie ad ogni
parte della pianta;
Cambio: strato sottile di tessuto responsabile della formazione di nuovi tessuti
legnosi verso linterno (xilema) e verso lesterno (corteccia);

Zona interna: comprende alburno, durame e midollo
Alburno: la corteccia interna della pianta ed formata da cellule vive che
costituiscono lapparato circolatorio della pianta consentendo la conduzione dei
sali minerali dalle radici alle foglie;
Durame: la parte pi interna del tronco formata da cellule morte e a livello
commerciale quella pi pregiata perch, essendo la parte pi vecchia della
pianta, quella pi stabile e meno soggetta agli attacchi parassitari;
Midollo: parte centrale del tronco, generalmente poco differenziabile dal durame
che lo contiene.


Figura 6.4 - Sezione trasversale di un tronco in larice (sinistra) e di abete rosso
(destra) (Fonte:[3])
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
271

Come appena spiegato, nella pianta in piedi solo una piccola parte delle cellule viva: si
tratta di uno strato detto cambio, responsabile della formazione di nuovi tessuti legnosi
verso linterno (xilema), che hanno principalmente funzioni di sostegno e di trasporto
della linfa grezza dalle radici alla chioma, della formazione di tessuti legnosi verso
lesterno (corteccia), con funzioni di trasporto della linfa elaborata dalla chioma allalbero
(corteccia interna o libro o floema), o con funzioni di protezione (corteccia esterna o
ritidoma).
Dallinvecchiamento dei tessuti deriva che in alberi di una certa et la parte interna del
fusto, detta durame, si comporta diversamente dalla parte esterna periferica, detta
alburno. Nel durame si ha una maggior densit da cui conseguono anche resistenze
meccaniche superiori, inoltre la possibilit di attacco e lalterabilit da parte di funghi e
insetti sono minori grazie alle propriet antisettiche delle sostanze duramificanti. In
alcune specie le due zone, pur diverse nelle loro funzioni e caratteristiche, hanno lo stesso
colore: tali specie, come labete rosso, sono dette a durame indifferenziato; in altre,
come il larice o la quercia, durame e alburno differiscono per il colore con cui si
presentano nelle sezioni, particolarmente in quelle trasversali: sono le specie a durame
differenziato.


6.1.2 Caratteristiche fisiche
Le principali caratteristiche fisiche del legno sono la densit, la conduttivit termica, la
deformabilit e lumidit.
Densit: indica il rapporto tra la massa ed il volume e pu variare
considerevolmente in funzione dellincidenza delle cavit interne sulla quantit di
massa delle pareti cellulari;
Deformabilit: ad ogni variazione dell1% di umidit corrisponde un coefficiente
differenziale di deformabilit (ritiro o rigonfiamento) che determina una
variazione dimensionale del legno, minima nella direzione delle fibre ma notevole
in senso radiale e lungo gli anelli di accrescimento;
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
272

Conduttivit termica: piuttosto bassa rispetto ad altri materiali da costruzione (la
met che nei laterizi e un decimo del calcestruzzo), influenza la temperatura
superficiale e determina la possibilit di impiegare il legno, a seguito di opportune
lavorazioni, come materiale coibente;
Umidit: indica la quantit di acqua contenuta nei tessuti ed influenzata dalle
propriet igroscopiche specifiche e dallumidit relativa dellaria; il tenore di
umidit influenza la stabilit dimensionale del legno e la sua resistenza meccanica;
mediante il processo di stagionatura il materiale da costruzione viene portato a
valori di umidit tali da consentirne un uso ottimale minimizzando le variazioni di
volume dovute alle sue propriet igroscopiche (8 - 20%).

6.1.2.1 Relazione tra legno e umidit
Il legno un materiale igroscopico, poich la sua umidit, definita come il rapporto
percentuale tra l'acqua in esso contenuta ed il suo peso anidro, tende a raggiungere un
punto di equilibrio con l'umidit dell'ambiente in cui si trova. Trattasi di un equilibrio di
tipo dinamico perch al variare della temperatura e dell'umidit relativa dell'aria si
verifica sempre un aumento o una riduzione del contenuto di acqua nel legno, fino al
raggiungimento di un nuovo equilibrio con le sopraggiunte condizioni ambientali.
L'umidit uno dei parametri pi importanti del legno poich ne influenza tutte le
caratteristiche, sia fisiche che meccaniche. Per comprendere meglio l'influenza del
fenomeno, sono stati fissati dei valori di riferimento:
umidit normale del legno: pari al 12%, l'umidit di equilibrio a 20C ed umidit
relativa dell'aria del 65%; assunto quale valore di riferimento per l'esecuzione di
prove standardizzate sul materiale;
umidit allo stato fresco: il valore per il quale ancora presente acqua libera
all'interno delle cavit cellulari, ovvero umidit superiore al punto di saturazione
delle pareti cellulari; commercialmente si considera un valore superiore al 20%;
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
273

umidit al punto di saturazione: convenzionalmente fissata in valori attorno al
30%, rappresenta il valore limite per il quale ancora presente acqua libera
all'interno delle cavit cellulari;
umidit commerciale: pari circa al 15%, il valore che generalmente si raggiunge a
seguito di stagionatura naturale nel materiale, mediante accatastamenti in
ambiente aperto;
umidit d'impiego: l'umidit alla quale dovrebbe essere posto in opera
l'elemento strutturale ligneo, affinch risulti in equilibrio con l'ambiente; i valori di
riferimento sono:
- ambiente esterno: 15% (3%);
- ambiente chiuso, non riscaldato: 12% (3%);
- ambiente chiuso, riscaldato: 9% (3%).

Finch l'umidit non scende sotto al punto di saturazione, le dimensioni del campione
rimangono perfettamente invariate in tutte le direzioni. Al contrario, varcata questa
soglia, le variazioni di umidit sono accompagnate da variazioni dimensionali, meglio note
con il termine di ritiri e rigonfiamenti. Questi "movimenti" sono diversi nelle tre direzioni
anatomiche: infatti, il ritiro tangenziale circa il doppio di quello radiale, mentre quello
longitudinale praticamente trascurabile.


Figura 6.5 - Fessurazioni da ritiro (cretti) e deformazioni delle sezioni trasversali di segati
ottenuti da parti diverse del tronco (Fonte:[2])
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
274

Il fenomeno ha tre conseguenze macroscopiche: variazioni dimensionali, distorsioni e
sviluppo di tensioni interne.
arcuatura: dovuta alla presenza di legno di reazione (il quale presenta ritiro assiale
maggiore del legno normale) su una faccia del segato;
falcatura: dovuta alla presenza di legno di reazione sul bordo superiore della
tavola;
svergolamento: dovuto alla presenza di fibratura elicoidale o di legno di reazione
nella parte centrale della tavola;
imbarcamento: dovuto alla differenza tra ritiro radiale e tangenziale, nella
direzione trasversale.


Figura 6.6 - Effetti dovuti al ritiro: arcuatura, falcatura, svergolamento e
imbarcamento (Fonte:[1])

Alcune conseguenze sono inevitabili, poich legate all'anisotropia del materiale o alla
presenza di difetti, mentre altre possono essere evitate, o comunque notevolmente
ridotte, mediante opportuni accorgimenti (essiccazione controllata).


Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
275

6.1.2.2 Segagione e Stagionatura
Le indicazioni per la corretta raccolta del legno prescrivono che labbattimento degli
alberi avvenga nel periodo di sospensione dellattivit vegetativa (da novembre a
febbraio), periodo cio in cui allinterno del materiale presente la minor quantit
dacqua. In seguito a ci i tronchi grossolanamente squadrati (cio privati dei rami)
vengono trasportati nei luoghi di lavorazione. Lattivit della segheria opera la riduzione
dei tronchi alle forme e dimensioni richieste per la commercializzazione e limpiego nel
settore delledilizia.
La riduzione del tronco ai formati commerciali pu avvenire secondo diverse tecniche di
taglio. Il taglio tangenziale (o segagione a piani paralleli) il pi comune ed economico,
questo determina tavole di qualit e aspetto variabili. Il taglio di quarto, con piani ad
angolo retto, a spina o a ventaglio, pi complesso ma permette di ottenere tavole meno
deformabili. Il taglio radiale (o segagione per quarti piani radiali), pi complesso dei
precedenti, consente di ottenere il miglior prodotto.


Figura 6.7 - Segagione di un tronco (Fonte:[8])

La stagionatura quel periodo nel quale il legno viene lasciato esposto allaria o in un
ambiente ad umidit controllata o sottoposto a particolari trattamenti affinch possa
perdere parte dellacqua in esso contenuta. Tale processo di disidratazione inizia subito
dopo labbattimento dellalbero e pu durare diversi mesi, fino a tre anni per tagli di
grandi spessori. La stagionatura, o essiccazione, pu essere naturale (legname lasciato
allaperto) o artificiale (vaporizzazione in autoclave ed essiccazione ad aria calda) con
grande riduzione dei tempi, e il suo scopo portare il materiale ad un contenuto dacqua
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
276

che si stabilizzi intorno a valori di umidit compresi tra l8% e il 20%. Il legno conserver
comunque nel tempo la sua capacit di scambiare umidit con lambiente (igroscopicit)
influenzandone le caratteristiche microclimatiche e ambientali.


6.1.3 Caratteristiche formali
Le caratteristiche formali del legno si distinguono in disegno, venatura, tessitura, fibratura
e colore. Queste permettono di riconoscere le diverse essenze, determinano laspetto e la
forma del materiale e ne condizionano luso in funzione degli scopi che ci si propone. Il
disegno laspetto superficiale del legno determinato dalla sezione della venatura, che,
definita dalle zone di accrescimento primaverile e tardivo, pu essere pi o meno
evidente e di ampiezza variabile.
La tessitura indica la grandezza degli elementi cellulari che costituiscono i tessuti mentre
la fibratura il risultato del loro orientamento. Il colore del legno dipende da tre fattori: il
tipo di essenza, il grado di invecchiamento e il trattamento che esso subisce. Anche
allinterno della stessa essenza il colore pu variare considerevolmente; il trascorrere del
tempo modifica il colore del legno, allinizio pi chiaro, spostandolo verso tonalit pi
scure.

6.1.3.1 Difetti
I principali difetti del legno possono avere due diverse origini: imperfezioni di struttura o
danni provocati.
Per difetto si intende una alterazione della regolarit strutturale, della forma o delle
caratteristiche del materiale; tali imperfezioni possono influire sulle prestazioni del legno
determinando una riduzione delle capacit prestazionali previste.




Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
277

Imperfezioni di struttura:
Tronco cavernoso: imperfezione del fusto, causa di annidamento di insetti e
ristagno dacqua;
Tronco biforcato: causato dalla cimatura della pianta giovane, prevede lo scarto
della parte dove si verifica la divisione;


Figura 6.8 - Schema e immagine di tronco biforcato (Fonte:[1])

Fusto e tronco curvo: modificazione geometrica dellasse causata da vento o neve;
Eccentricit del midollo: determina aumento degli scarti di lavorazione;
Fusto a sezione non circolare: determina aumento degli scarti di lavorazione;
Marezzatura: fibratura sinuosa o pieghettata;
Lunatura: presenza di strati pi teneri nel durame;
Tasche di resina: separazioni tra due cerchi saturate di resina, determina
diminuzione della resistenza e la presenza di macchie deturpanti;
Fibratura deviata o inclinata: fibre non parallele allasse, determina riduzione della
resistenza;
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
278


Figura 6.9 - Schema e immagine della deviazione della fibratura (Fonte:[1])

Canastro (legno di compressione, tipico di conifera): alterazione dovuta a
sollecitazione costante sulla parte compressa della pianta determinata da vento o
peso eccentrico, modificazione della parte interessata che diviene rossastra,
subisce unalterazione delle propriet meccaniche risultando cos di difficile
lavorazione;
Legno di tensione (tipico di latifoglia): alterazione dovuta a venti dominanti sulla
parte tesa del tronco, caratterizzata da colore bianco - argenteo, determina
unalterazione delle propriet meccaniche e rende difficile la lavorazione;


Figura 6.10 - Schema del legno di reazione (Fonte: [1])

Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
279

Cipollatura: distacco parziale o totale tra due anelli annuali contigui, determinata
da diversa compattezza tra legno primaverile e legno tardivo, causa un
indebolimento del legno e la possibilit di saturarsi di resina formando tasche;


Figura 6.11 - Esempi di cipollatura (Fonte: [1])

Nodi: attacco dei rami sul tronco principale, presentano tessuti orientati in
maniera diversa e si configurano come discontinuit con possibilit di distacco e
diverse caratteristiche meccaniche e di ritiro.

Danni provocati da agenti esterni:
Cretti: spaccature radiali dovute al gelo, sono occasioni per linsediamento di
insetti xilofagi;
Lesioni: fessurazioni e crateri determinati da fulmini o gelo, sono anchesse
occasioni per linsediamento di insetti xilofagi;
Fratture ricoperte: spaccature dovute al carico asimmetrico della neve;
Imbarcamenti: eccessivo ritiro che provoca deformazioni in fase di stagionatura;
Marciume bianco e rosso: determinato da funghi in presenza di alta umidit, rende
il legno spugnoso;
Gallerie e tarlature: cunicoli medio - piccoli determinati da insetti xilofagi o larve,
possono compromettere la stabilit strutturale del materiale.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
280

6.1.4 Caratteristiche meccaniche
Il comportamento meccanico del legno caratterizzato da grande variabilit determinata
dalla direzione delle forze sollecitanti rispetto alle fibre. Il carattere anisotropo del legno
condiziona un diverso comportamento di reazione alle sollecitazioni in base al fatto che
queste vengano esercitate in modo parallelo o ortogonale alla fibratura.
Resistenza a compressione
Minore se perpendicolare alle fibre, maggiore per le sollecitazioni che agiscono in
direzione parallela alle fibre (sollecitazione assiale), cresce al crescere del
contenuto di umidit. Per chiarezza si pu pensare di approssimare il
comportamento delle fibre del legno con degli spaghetti;


Figura 6.12 - Compressione parallela e ortogonale alla fibratura: approssimazione
delle fibre del legno con degli spaghetti (Fonte: [1])
Resistenza a trazione
Quando riferita alla direzione parallela alla fibra generalmente maggiore della
resistenza a compressione, invece praticamente nulla se lazione esercitata
perpendicolarmente alla fibratura. La resistenza a trazione inoltre fortemente
influenzata dalla presenza di nodi o irregolarit;

Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
281


Figura 6.13 - Trazione parallela e ortogonale alla fibratura: approssimazione delle
fibre del legno con degli spaghetti (Fonte: [1])

Resistenza a flessione
Significativa se lelemento sottoposto a flessione ha le fibre disposte
longitudinalmente; nelle travi inflesse si produce nel tempo il fenomeno del
fluage, ovvero un lento scorrimento delle fibre sotto carico che determina un
aumento notevole della freccia di inflessione;
Resistenza a taglio
Notevole se la direzione della sollecitazione normale alle fibre, alquanto bassa se
orientata nella direzione delle fibre;


Figura 6.14 - Taglio: approssimazione delle fibre del legno con degli spaghetti (Fonte:
[1])




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282

Elasticit
Diminuisce al crescere dellumidit e varia da legno a legno, il modulo di elasticit
'E' si ottiene con prove di trazione o compressione esercitate con forze agenti
nella direzione delle fibre;
Durezza
Importante per determinare le modalit di lavorazione, si misura sottoponendo il
campione alla sollecitazione meccanica di un punzone con estremit semisferica
per poi rilevare la misura dellimpronta prodotta. La durezza direttamente
proporzionale allet e al peso specifico e inversamente proporzionale allumidit;
Resistenza a fatica
Il legno un materiale che, sottoposto ad un alternarsi estremo delle condizioni di
carico, presenta il fenomeno di rottura a fatica dopo un milione di cicli;
Resistenza allabrasione
Rilevante per i legnami ad elevato peso specifico, viene misurata in funzione della
diminuzione di spessore di un provino sottoposto allazione di un oggetto rotante
abrasivo;
Spaccabilit
Dipende dalla disposizione e dalla regolarit delle fibre ed lattitudine delle
essenze legnose ad essere rotte in tavolette di forma regolare con luso di un
cuneo o di unascia;
Flessibilit
Consiste nella possibilit di piegare o curvare il legno oltre il limite di elasticit e
nel fargli mantenere la forma acquisita attraverso luso della temperatura e del
vapore.

La risposta meccanica influenzata da una serie di altri fattori tra cui il tipo di essenza
legnosa impiegata, la massa volumica, il tenore di umidit e leventuale presenza di
difetti. La resistenza a trazione per le singole fibre di cellulosa pari a circa 8000 N/mm,
per il legno privo di difetti (detto anche legno netto) di circa 100 N/mm mentre per
il legno in dimensione strutturale di un ordine di grandezza pi piccolo. Pertanto, in
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
283

riferimento alle caratteristiche meccaniche delle fibre di cellulosa, solo una parte del
potenziale di questo materiale pu essere sfruttata. I valori nominali del legno privo di
difetti quindi non possono rappresentare, con sicurezza ed affidabilit, il comportamento
meccanico dei prodotti di legno per le costruzioni. Le cause delle differenze che si
presentano nei provini in dimensione strutturale, caratterizzati da forte dispersione delle
propriet, risiedono nei cosiddetti difetti della costituzione anatomica dei tronchi
(caratteristiche della crescita, ad esempio i nodi) nonch nella lavorazione (ad esempio la
segagione del legno tondo).


Grafico 6.1 - Curve tipiche Tensione - Deformazione per legno netto di conifera, per tensioni di
trazione (a) e compressione (b) parallele alla direzione delle fibre, e per trazione (c) e
compressione (d) ortogonali alla direzione delle fibre (Fonte:[2])

I difetti fisiologici possono far variare in modo considerevole le caratteristiche di
resistenza dellelemento ligneo soprattutto nel caso di sollecitazioni di trazione parallela
alla fibratura. Osservando le prestazioni del materiale strutturale si potrebbe affermare
che il legno resiste meglio a compressione che a trazione, con un comportamento quindi
opposto a quello descritto dal Grafico 6.1. Questo deriva dalla presenza dei difetti che
innescano prematuramente una rottura di tipo fragile, riducendo notevolmente la
capacit di resistenza del materiale.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
284

Per sollecitazioni parallele alla fibratura, il materiale legno presenta unottima efficienza
strutturale; un possibile criterio per definire tale efficienza, il rapporto tra un parametro
di resistenza f del materiale e la sua massa volumica : il valore di tale rapporto simile a
quello presentato dallacciaio ed circa cinque volte quello del calcestruzzo armato.

Le propriet meccaniche di resistenza e di deformabilit possono essere influenzate
anche dallumidit, e dalla durata di applicazione del carico. Il valore di umidit di
equilibrio dipende dalla specie legnosa e dalla storia della variazione di umidit. Assume
un particolare significato lumidit del 12%, valore che si stima corrispondere allequilibrio
con un ambiente a 20C e 65% di umidit relativa: questa condizione, in Italia,
convenzionalmente considerata come condizione normale per il legno.
Landamento della relazione tra umidit del legno e parametri climatici del tipo
mostrato nel Grafico 6.2.


Grafico 6.2 - Relazione tra umidit del legno, umidit relativa e temperatura dellambiente
(per legno a partire dallo stato fresco) (Fonte: [2])

Per un impiego corretto del legno strutturale fondamentale che il legno subisca un
processo di stagionatura atto a portarlo allumidit media di equilibrio con lambiente in
cui saranno utilizzati i manufatti. Linerzia igroscopica del sistema legno - ambiente fa si
che, in presenza di oscillazioni climatiche di ampiezza limitata, le variazioni di umidit
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
285

rispetto allumidit media siano trascurabili. Nel caso di variazioni di contenuto dacqua
del legno, al di sopra del punto di saturazione delle fibre, lacqua libera che riempie i pori
capillari e altri elementi del tessuto legnoso non ha effetti sulle propriet meccaniche.
Sotto il punto di saturazione, trovandosi lacqua in massima parte nel dominio
igroscopico, le caratteristiche meccaniche sono influenzate in modo marcato dallumidit
del materiale. Laumento delle propriet meccaniche pu essere spiegato con maggior
grado di cristallizzazione delle micro fibrille a seguito della diminuzione dellacqua legata
tra le molecole di cellulosa.


Grafico 6.3 - Influenza dellumidit su alcune propriet meccaniche: per la resistenza a
trazione parallela alla fibratura (a), resistenza a flessione MoR (b), resistenza a compressione
parallela alla fibratura (c), resistenza a compressione ortogonale alla fibratura (d), resistenza
a trazione ortogonale alla fibratura (e) (Fonte: [2])

Per quanto riguarda le possibili variazioni dei valori delle resistenze e dei moduli di
elasticit in funzione dellumidit, occorre precisare che esse dipendono innanzitutto
dalla specie legnosa e dal parametro meccanico analizzato. Comunque, per la maggior
parte delle conifere, si possono proporre i seguenti campi di variazione per i rapporti tra i
valori di tali parametri misurati in condizioni normali e oltre il punto di saturazione:
modulo di elasticit parallelo alla fibratura: 1.1 1.3 GPa;
resistenza a flessione (MoR): 1.4 2.0 MPa;
resistenza a compressione parallela: 1.7 2.3 MPa;
resistenza a taglio: 1.1 1.7 MPa.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
286

Inoltre possibile definire le varie classi di servizio per effetto dellumidit del legno:
classe 1: temperatura 20C, umidit 65 %;
classe 2: temperatura 20C, umidit 85 %;
classe 3: clima pi umido della classe 2.

La durata del carico ha un effetto rilevante sulla resistenza del legno, e questo in diretta
relazione con il comportamento reologico del materiale. Le attuali normative tengono
conto delleffetto combinato della durata dellazione e dellumidit attraverso alcuni
coefficienti riduttivi dei valori di resistenza. Per esempio, nel caso di azioni permanenti, le
normative prevedono valori di resistenza ridotti, pari allincirca, al 60 % dei valori
ricavabili da prove di breve durata. Il comportamento reologico del legno sotto carico non
influenza solo le caratteristiche di resistenza, ma anche il comportamento deformativo
della struttura lignea, che dipende in notevole misura dalla viscosit del materiale. Tale
aspetto dovuto al fatto che il legno caratterizzato da deformazioni differite (creep),
cio un elemento sollecitato da azioni esterne costanti assume valori di deformazioni che
progrediscono nel tempo.
Nel legno tale fenomeno correlato alla durata dellazione, allo stato tensionale ed alle
variazioni igrometriche. Le deformazioni cos accumulate sono solo in parte reversibili; le
deformazioni differite sono particolarmente evidenti in presenza di sollecitazioni di
flessione e taglio, che provocano nel tempo lo scorrimento visco - elastico delle fibre
legnose. Nella verifica della deformazione degli elementi, le deformazioni differite dovute
ai carichi permanenti, ed alla parte quasi permanente dei carichi variabili, possono essere
assunte proporzionali a quelle elastiche. Nelle normative pi recenti, il comportamento
reologico del materiale sempre tenuto in conto tramite opportuni coefficienti, che
dipendono sia dalla durata del carico sia dalle condizioni di umidit.





Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
287

6.1.5 Legno massiccio
Per quanto attiene alle esigenze della progettazione strutturale, interessa una
classificazione di resistenza non tanto del materiale netto ma dellelemento strutturale in
dimensione d'uso, e ci sia per lelemento di legno lamellare che per lelemento di legno
massiccio.
Le normative relative alla classificazione indicano le caratteristiche che lelemento
strutturale deve possedere per appartenere ad una determinata classe di resistenza e i
difetti ammissibili nelle diverse classi. I metodi di classificazione possono essere a vista
(EN 518) o a macchina (EN 519): lo scopo lattribuzione del singolo elemento ad una
delle classi di resistenza definite nella norma EN 338.
Metodo di classificazione a vista: mediante regole di classificazione ogni pezzo di
una data specie legnosa viene assegnato a una categoria/classe di resistenza, in
base alle sue caratteristiche visibili;
Metodo di classificazione a macchina: ogni elemento viene valutato da una
macchina che misura con metodi non distruttivi determinati parametri in base ai
quali viene assegnato ad una classe di resistenza.

Le principali caratteristiche prese in considerazione da una norma di classificazione a vista
sono lampiezza media degli anelli di accrescimento, la massa volumica, la tipologia,
posizione, frequenza e dimensione dei difetti.
La classificazione a macchina si basa su criteri oggettivi che prendono in considerazione le
reali prestazioni meccaniche dellelemento. La macchina classificatrice misura quindi,
attraverso prove non distruttive statiche o dinamiche, parametri prestazionali,
attribuendo automaticamente ad ogni pezzo una classe di resistenza normalizzata. Tale
attribuzione si basa sulla correlazione tra il parametro rilevato della macchina e le
caratteristiche del pezzo. Ovviamente laffidabilit statistica della correlazione deve
essere verificata preliminarmente tramite unampia serie di prove distruttive su un
campione rappresentativo della produzione in esame. Il controllo finale (a vista) del
segato si rende infine necessario per individuare quegli effetti di cui la macchina pu non
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
288

aver rilevato linfluenza sulla prestazione. Si evince che la classificazione a vista pu
comunque bastare da sola ai fini della classificazione strutturale, mentre la classificazione
a macchina, deve essere comunque integrata da quella visiva. La classificazione a
macchina quindi veloce ed efficiente, ma richiede apparecchiature costose e personale
qualificato.

La norma UNI EN 338 riporta una tabella che riassume tutte le specie legnose ad uso
strutturale in campo edilizio dividendole nelle categorie "Pioppi e Conifere" e "Latifoglie".
Le classi di resistenza della categoria delle conifere sono indicate con la lettera C seguita
da un numero corrispondente al valore di resistenza a flessione in N/mm
2
, mentre le
latifoglie vengono indicate con la lettera D seguita ancora dal valore di resistenza a
flessione. Ad esempio indicando con la sigla 'C16' si intende una conifera la cui resistenza
a flessione pari a 16 N/mm
2
.


Tabella 6.1 - Classi di resistenza, legno massiccio, UNI EN 338


Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
289

6.1.6 Legno lamellare incollato
Limpiego del legno lamellare per strutture di notevole rilevanza statica reso possibile
dalle sue caratteristiche, che consentono di soddisfare le esigenze di un moderno
approccio alla progettazione strutturale, rendendolo competitivo rispetto allacciaio ed al
calcestruzzo. La tecnologia del legno lamellare incollato ha trovato risposte positive alle
problematiche legate alle limitazioni dimensionali dei tronchi e ha introdotto ulteriori
vantaggi, come la realizzazione di elementi a sezione variabile e di elementi curvi come
archi e portali. Inoltre, in una trave in legno massiccio non possibile ovviare alla
presenza dei nodi, che influiscono negativamente sulle resistenze meccaniche dellintero
elemento; i nodi si possono facilmente eliminare o ridurre allatto della formazione delle
lamelle, scartando le tavole troppo nodose, eliminando alcuni nodi con la tecnica di
giunzione di testa (finger joint) e collocando le lamelle pi "difettose" nei punti meno
sollecitati della sezione dellelemento strutturale.


Figura 1.15 - Giunto a pettine (Fonte: [3])

Componendo lelemento strutturale con tavole di spessore ridotto anche possibile
controllare meglio lumidit di ogni singola lamella adeguandola a quelle che saranno le
condizioni ambientali di esercizio della struttura e limitando quindi la comparsa di
fessurazioni da ritiro ed il rischio di attacco biologico. Tra gli altri vantaggi che il legno
lamellare offre, vi il suo comportamento in caso dincendio; infatti, sotto lazione del
fuoco, il lamellare brucia lentamente ed in modo uniforme e prevedibile: lo strato di
carbonizzazione che si forma sullelemento un pessimo conduttore di calore, ritardando
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
290

il processo di combustione ed evitandone lo sviluppo in profondit. Ci significa
scongiurare cedimenti strutturali repentini e mettere le persone in condizione di
allontanarsi per tempo dalla struttura. Il legno lamellare un materiale indicato in caso di
costruzione in zone a rischio sismico. Le tecniche di incollaggio e lavorazione del legno
lamellare prediligono specie autoctone a rapido accrescimento quali le conifere: labete, il
larice ed il pino. Inoltre il processo di trasformazione del lamellare richiede un bassissimo
costo energetico.

La produzione del legno lamellare inizia con la segagione dei tronchi o lacquisto di segati
(generalmente di Abete rosso, a volte di altre specie come Douglasia, Pino, Larice). Prima
di passare alla lavorazione, le tavole seguono un processo di essiccazione e vengono
lasciate acclimatare per almeno una settimana allinterno dei locali dove verr effettuato
lincollaggio (condizionati alla temperatura di 182 C ed allumidit relativa del 5020%).
Il ciclo produttivo prosegue con loperazione di scelta delle tavole, per assegnarle ad una
classe di resistenza mediante classificazione a vista oppure a macchina. Nel controllo di
qualit le lamelle subiscono due tipologie di controlli: la prima per rilevare la presenza di
sacche di umidit e un controllo delle condizioni ambientali dei reparti di lavorazione e
stoccaggio del legname; la seconda prevede la ricerca visiva di difetti e lasportazione
eventuale di parti non rispondenti ai parametri di qualit prefissati. Le tavole vengono
separate, in modo da poterle diversamente posizionare nella sezione dellelemento
strutturale: le migliori possono essere disposte nelle zone maggiormente sollecitate, le
altre in zone meno sollecitate e comunque sempre nelle parti interne.
La resistenza a flessione di un elemento di legno lamellare dipende praticamente dalla
resistenza a trazione delle lamelle pi esterne e quindi anche dalla resistenza dei relativi
giunti a dita, eseguiti secondo UNI EN 385 (per giunti a dita sulle singole lamelle) oppure
UNI EN 387 (per giunti a dita a tutta sezione). Se una tavola viene sezionata al fine di
eliminare un nodo, il taglio deve essere fatto ad una distanza dal bordo del nodo non
inferiore al diametro del nodo stesso, per eliminare anche la zona di pi forte deviazione
della fibratura. Il giunto pu comunque essere un elemento di indebolimento della tavola,
con resistenze flessionali ridotte anche di circa il 20% e resistenze a trazione ridotte di
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
291

circa il 25% rispetto a quelle della tavola integra. Ci richiede, quindi, un opportuno
posizionamento reciproco dei giunti in direzione dellasse longitudinale dellelemento che
si sta formando: la distanza orizzontale tra i giunti di lamelle sovrapposte non deve essere
inferiore a 20 volte lo spessore delle lamelle stesse. Inoltre, nelle strutture da mettere in
opera allesterno, le lamelle superficiali devono presentare il minore numero possibile di
giunti e, nelle strutture curve, le zone di massima curvatura devono esserne
assolutamente prive.
Per quanto concerne la posizione delle lamelle allinterno del pacchetto finito, si deve
tener conto del fatto che la parte destra della tavola (quella pi vicina al midollo) deve
trovarsi sempre dallo stesso lato. Nel legno lamellare della classe di servizio 3, entrambe
le lamelle esterne devono avere la parte destra rivolta verso lesterno.


Figura 6.16 - Posizione delle lamelle normale (sinistra) e per classe di servizio 3 (destra)
(Fonte: [3])

Per le dimensioni della sezione delle lamelle, la EN 386 fissa i valori massimi di spessore e
di area delle sezioni trasversali del tavolame in funzione delle diverse classi di impiego.
Nel caso di tavolame con unarea della sezione trasversale maggiore di 60 cm
2
, per ridurre
leffetto di imbarcamento delle tavole tangenziali, viene inoltre raccomandato di praticare
piccole scanalature superficiali di forma rettangolare e decorrenti nel senso della
lunghezza del pezzo. Secondo tale norma ammesso realizzare scanalature di larghezza
fino a 4 mm e profondit massima pari ad un quarto dello spessore del segato, nella
porzione centrale di ciascuna lamella. La norma DIN 1052, attualmente seguita dai
principali produttori, autorizza uno spessore fino a 40 mm; lo spessore minimo 6 mm.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
292

La piallatura del tavolame giuntato (lamelle) si rende necessaria al fine di garantire una
superficie regolare per lincollaggio dellelemento lamellare.
La successiva fase di incollaggio e pressatura delle lamelle dovr poi essere realizzata
entro breve tempo dalla piallatura (la EN 386 fissa un tempo massimo di 24 ore) per
evitare fenomeni di ossidazione delle superfici lavorate e conseguenti problemi di
delaminazione. Nellincollaggio delle lamelle si utilizzano prevalentemente adesivi del tipo
MUF (a base di Melamina, Urea e Formaldeide), i quali sono in grado di garantire
caratteristiche meccaniche e durabilit presentando il vantaggio di essere incolori e di
non contenere fenolo libero. Le emissioni di formaldeide non costituiscono un problema
per il legno lamellare, data la natura degli adesivi e la loro bassissima quantit per unit di
volume di prodotto. Il serraggio del pacco di lamelle viene realizzato tramite modalit e
dispositivi diversi, a seconda dellazienda produttrice e della forma della struttura.
Loperazione di piallatura delle superfici del lamellare elimina i residui della miscela
collante e le irregolarit di forma della struttura, e viene svolta tramite pialle a spessore
che consentono ottimi livelli qualitativi. Nel caso di strutture lamellari curve, il manufatto
viene opportunamente guidato durante il passaggio nella macchina. Al termine di questa
operazione, in alcuni casi, vengono realizzate le necessarie sagomature, limpregnazione
ed effettuato linserimento di componenti di collegamento (connettori, scarpe ecc.), allo
scopo di agevolare le successive operazioni di montaggio in cantiere. I nuovi centri di
lavoro a controllo numerico sono in grado di eseguire con elevata precisione lavorazioni
su cinque facce del pezzo ovvero operazioni di intestatura, foratura, tagli, lavorazioni di
profilatura e di inserimento della ferramenta necessaria al montaggio.
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
293



Figura 6.17 - Schema dell'impianto di produzione per il legno lamellare (Fonte: [3])

Trattandosi di prodotti con una importante funzione strutturale, nel caso del legno
lamellare le modalit di certificazione del prodotto e di controllo di qualit presso lo
stabilimento produttivo sono molto severe.
Dal momento che le prestazioni del lamellare sono legate alla qualit dellincollaggio,
questultimo rappresenta la fase pi critica dellintero processo produttivo e quindi
richiede la maggiore attenzione nelle operazioni di controllo.
La classificazione del prodotto finito fa riferimento alla UNI EN 1194:2000 (Strutture di
legno - Legno lamellare incollato - Classi di resistenza e determinazione dei valori
caratteristici) con la quale si attribuisce una classe di resistenza al prodotto finito sulla
base di quella delle lamelle, di calcoli specifici o di prove di laboratorio eseguite su
elementi in dimensione duso. La norma prevede un insieme di relazioni per il calcolo
delle propriet meccaniche degli elementi in legno lamellare in funzione della resistenza
delle singole lamelle. evidente che in tal modo il produttore di legno lamellare incollato
in grado di conoscere, in partenza, quali dovranno essere i requisiti prestazionali delle
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
294

tavole componenti, ai fini della formazione di un elemento lamellare di una
predeterminata classe resistente, come richiesto dal progettista.
Esistono due tipologie di legno lamellare: il legno lamellare omogeneo e il legno lamellare
combinato. Le sigle per individuare le tipologie risultano:
GL 28 h indica un legno lamellare incollato, con resistenza a flessione di 28 MPa,
omogeneo;
GL 28 c indica un legno lamellare incollato, con resistenza a flessione di 28 MPa,
combinato.
La differenza tra le due tipologie risiede nella composizione e nella posizione delle lamelle
nella trave: un lamellare omogeneo costituito da lamelle con la stessa classe di
resistenza, mentre un lamellare combinato ha le lamelle pi esterne con classe di
resistenza maggiore rispetto a quelle interne.

Classe di resistenza del legno lamellare incollato Gl24 Gl28 Gl32
Legno lamellare incollato omogeneo C24 C30 C40
Legno lamellare incollato combinato: lamelle esterne/interne C24/C18 C30/C24 C40/C30

Tabella 6.2 - Esempi di composizioni di travi: classi di resistenza delle lamelle in conformit
alla UNI EN 338


Figura 6.18 - Posizione lamelle per un lamellare Gl28h e Gl28c
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
295

Se nel capitolato non viene indicata la specie legnosa, normalmente viene fornito
materiale di Abete; in alternativa pu essere prescritto il Larice in quanto maggiormente
durabile oppure il Pino ed il Pioppo (perch a differenza dellAbete sono facilmente
impregnabili e possono essere sottoposti a trattamento preservante profondo in
autoclave).
Le classi di resistenza del legno lamellare, secondo UNI EN 1194:2000, sono:


Tabella 6.3 - Valori caratteristici per le propriet di resistenza e di rigidezza in N/mm
2
e di
massa volumica in kg/m
3
(per legno lamellare incollato omogeneo), UNI EN 1194:2000


Tabella 6.4 - Valori caratteristici per le propriet di resistenza e di rigidezza in N/mm
2
e di
massa volumica in kg/m
3
(per legno lamellare incollato combinato), UNI EN 1194:2000
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
296

6.2 LE DIVERSE TIPOLOGIE DI CONNESSIONE TRA ELEMENTI LIGNEI
Oggi le tecnologie di connessione tra elementi lignei si distinguono in due diverse
tipologie:
Unioni tradizionali, realizzate attraverso la lavorazione delle superfici di contatto:
le sollecitazioni si trasmettono direttamente tramite sforzi di compressione;
Unioni meccaniche: la trasmissione degli sforzi avviene in maniera indiretta,
attraverso l'inserimento di elementi metallici eventualmente con la presenza di
colla.
Le unioni meccaniche vengono suddivise a loro volta in funzione della tipologia di
connettore adottato:
- connettori metallici a gambo cilindrico: chiodi, bulloni, perni, viti;
- connettori metallici di superficie: caviglie, anelli, piastre dentate.
Tra le unioni meccaniche di tipo moderno rientrano anche le unioni realizzate con
barre incollate.


6.2.1 Connessioni di tipo artigianale
Con l'avvento delle nuove tecnologie e dei macchinari per taglio a controllo numerico
possibile realizzare con precisione, e costi contenuti, dei collegamenti legno - legno. La
trasmissione delle forze avviene tramite giunti a contatto che esigono un'umidit del
legno ridotta per scongiurare la possibilit di movimenti e spaccature da ritiro dei
componenti del collegamento. Tali connessioni presentano lo svantaggio di avere un
elevato grado di indebolimento del legno a livello degli intagli, dovuto alle geometrie
conferite durante le lavorazioni.
In base all'azione trasmessa le unioni tradizionali si suddividono nelle categorie riportate
in Figura 6.19.

Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
297


Figura 6.19 - Esempi di unioni di carpenteria tradizionali (Fonte: [1])

La precisione della lavorazione la premessa fondamentale per consentire una
trasmissione perfetta delle forze e senza eccessive deformazioni. Uno dei metodi pi usati
l'incastro, che pu essere retto oppure obliquo. Gli incastri obliqui, si distinguono in
incastri a dente semplice, a dente arretrato e a doppio dente (Figura 6.20).


Figura 6.20 - Rappresentazioni schematiche del collegamento tradizionale puntone - catena:
dente semplice, dente arretrato e doppio dente (Fonte:[3])

Nelle connessioni a dente semplice, l'inclinazione della superficie intagliata anteriore
tale da rendere minimo, sia per il puntone che per il tirante, l'angolo tra l'inclinazione
della forza e la direzione delle fibre e, quindi, aumentare la resistenza complessiva
dell'unione allo schiacciamento.
Nelle connessioni a dente arretrato, la geometria dell'intaglio realizzata in modo tale da
aumentare la superficie resistente a taglio del tirante (lunghezza del tacco). In queste
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
298

unioni tuttavia, poich l'intaglio del dente arretrato spesso realizzato con
un'inclinazione perpendicolare alla direzione del puntone, la verifica a compressione
risulta pi gravosa rispetto al caso di dente semplice. La geometria del dente arretrato
richiede inoltre alcune particolari prescrizioni realizzative, come la presenza di 1 o 2 mm
di spazio vuoto in corrispondenza della superficie anteriore per evitare che l'eventuale
collaborazione di tale superficie inneschi stati tensionali ortogonali alla direzione delle
fibre che possono causare fessurazioni per fenditura nel puntone.
La combinazione tra dente semplice e dente arretrato, detta doppio dente, ha il vantaggio
di aumentare sia la lunghezza del tacco, sia il rapporto tra la superficie portante e la
profondit di intaglio, incrementando l'efficienza del giunto nei riguardi della resistenza a
taglio e della resistenza a compressione. La realizzazione di un giunto a dente doppio
richiede grande precisione per assicurare il contatto di tutte le superfici, precisione
ottenibile solo con macchine a controllo numerico.
In generale, nelle connessioni di carpenteria, poich le unioni sono realizzate intagliando
le superfici degli elementi, buona norma compiere verifiche ulteriori sugli elementi
indeboliti, e tenere in considerazione le eventuali eccentricit dei carichi che si
sviluppano.


6.2.2 Mezzi di connessione moderni
Chiodi
Negli ultimi decenni si sono sviluppate connessioni chiodate applicando nuove tipologie di
chiodi e collegandoli con elementi in lamiera per ottenere nodi di connessione affidabili
per gli elementi strutturali portanti. Esistono chiodi a gambo liscio con sezioni e testa
diverse, chiodi filettati e scanalati con elevata resistenza all'estrazione.
Lo sviluppo di pistole ad aria compressa e trapani per chiodature preforate rende
economicamente vantaggioso l'utilizzo dei chiodi anche per connessioni pi grandi con un
numero elevato di chiodi. Le connessioni chiodate preforate evitano fenditure del legno e
sono consigliabili in caso di legno ad alta densit: possibile sottoporle a maggiori
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
299

sollecitazioni rispettando gli interassi tra i chiodi dettati dalle normative. Recentemente
hanno trovato maggiore diffusione i chiodi ad aderenza migliorata con scanalatura
anulare oppure elicoidale. La presenza delle scanalature migliora il comportamento a
taglio della connessione e garantisce una maggiore efficacia rispetto alle sollecitazione di
estrazione. Questi chiodi richiedono minori lunghezze di ancoraggio rispetto ai chiodi lisci.

Spinotti e perni autoforanti
Gli spinotti sono elementi cilindrici di acciaio, a superficie completamente liscia o dotati di
leggere rastremazioni ad un estremo, che vanno inseriti in appositi fori realizzati nel legno
o nell'acciaio e lavorano prevalentemente a taglio. La foratura nel legno deve essere
effettuata con diametro pari al diametro degli spinotti che verranno inseriti a forza
all'interno delle parti lignee da unire. Nel caso in cui si voglia inserire lo spinotto anche
attraverso una piastra di acciaio necessario praticare il foro nella piastra con un
diametro pari al diametro dello spinotto aumentato di 1 millimetro. Questi tipi di unione
dovrebbero essere posti in opera subito dopo l'esecuzione dei fori per evitare che le
naturali variazioni dimensionali del legno, dovute all'umidit, causino una perdita di
allineamento tra i fori della piastra di acciaio e quelli del legno.
L'utilizzo principale degli spinotti nelle unioni soggette a sforzi di taglio di rilevante
entit. L'unione con spinotti non garantisce per l'adeguato contatto tra le superfici degli
elementi che si vogliono collegare; l'eventuale apertura del giunto pu essere risolta
rimpiazzando alcuni spinotti con dei bulloni.

I perni autoforanti sono impiegati nelle connessioni legno - acciaio con piastre interne agli
elementi di legno. Sono dotati di una lama d'acciaio sulla punta in grado di forare
contemporaneamente sia il legno che la piastra.

Bulloni
I bulloni da carpenteria sono elementi cilindrici di acciaio, filettati ad una estremit, dotati
di teste, rondelle e dadi.
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300

La foratura nel legno e nella eventuale piastra di acciaio deve avere diametro pari al
diametro del bullone aumentato di 1 millimetro. I bulloni devono essere serrarti subito
dopo la messa in opera, per garantire l'adeguato contatto tra gli elementi lignei,
attraverso dadi. Le rondelle vanno posizionate tra la testa del bullone ed il legno e tra il
dado ed il legno.
La resistenza ultima dei bulloni inferiore rispetto a quella degli spinotti; rispetto alle
unioni chiodate l'utilizzo di spinotti e bulloni pu determinare costi pi elevati e
determinare un indebolimento delle sezioni lignee nella zona di collegamento.

Viti da legno
Le viti da legno si comportano al taglio come le connessioni chiodate ma vengono
sollecitate maggiormente all'estrazione. Hanno caratteristiche geometriche delle teste
diverse in funzione del dispositivo di fissaggio utilizzato. Il gambo presenta una parte non
filettata, circa pari al 40% della lunghezza totale del gambo, ed una parte filettata.
Recentemente sono state immesse sul mercato delle viti autofilettanti che non
necessitano l'esecuzione del preforo per essere inserite.

Anelli e caviglie
Gli anelli e le caviglie sono elementi metallici circolari utilizzate nelle unioni a due piani di
taglio: gli anelli vengono usati nel caso di unioni legno - legno mentre le caviglie possono
essere utilizzate sia in unioni legno - legno che in unioni legno - acciaio. Vengono montate
in alloggiamenti circolari, realizzati con una macchina fresatrice particolare, e serrati con
un bullone. La presenza del bullone permette una migliore messa in opera della
connessione e previene l'apertura dell'unione causata dal momento indotto dalle
eccentricit delle forze di taglio.
Lo svantaggio di questa tipologia di connessione che richiede una superficie maggiore
nel legno rispetto ad altri mezzi di unione e produce un indebolimento considerevole
degli elementi da giuntare.


Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
301

Piastre dentate
Le piastre dentate sono elementi metallici aventi diverse forme geometriche (ovale,
circolare o quadrata) ed utilizzate nelle unioni a due piani di taglio sia legno - legno che
legno - acciaio. Presentano due tipologie di elementi sporgenti, i denti ed i cunei, che si
infiggono nel legno. Rispetto agli anelli non richiedono una fresatura preliminare perch
la piastra viene pressata in modo che i denti di cui fornita penetrino all'interno degli
elementi lignei da collegare. Poich la pressione da imprimere sulle superfici da unire
piuttosto elevata, l'operazione di inserimento del connettore dovrebbe essere effettuata
esclusivamente in officina per mezzo di una pressa idraulica. In alternativa possibile
utilizzare bulloni ad alta resistenza, che vengono serrati fino a raggiungere la pressione
necessaria a provocare la completa infissione dei denti del connettore nel legno, a
condizione che sulla testa dei bulloni vi siano delle rondelle sufficientemente grandi da
non consentire l'eventuale cedimento per compressione perpendicolare alla fibra.
Le piastre dentate non possono essere utilizzate con legno duro.



6.3 TECNICHE DI CONNESSIONE MEDIANTE INCOLLAGGIO
Con l'avvento degli adesivi strutturali ad alte prestazioni si avuto lo sviluppo di nuovi
sistemi di collegamento capaci di trasmettere le azioni mediante tensioni,
prevalentemente tangenziali, nel piano di incollaggio. Le unioni incollate devono essere
progettate in modo tale da ottimizzare il trasferimento dell'azione riducendo le
concentrazioni di sforzo e le tensioni normali, in quanto in direzione normale alla
superficie di incollaggio si hanno basse prestazioni del giunto. I collegamenti pi diffusi,
per gli elementi lignei, sono le unioni con barre incollate sollecitate a trazione o a taglio.
Le barre utilizzate sono prevalentemente costituite da un materiale pi rigido e
resistente, come l'acciaio o la fibra di carbonio, e vengono inserite a scomparsa nel legno
collegandole con l'incollaggio. Queste connessioni trovano impiego nelle realizzazioni di
nodi a ripristino di momento nei portali, in incastri di base in fondazione, in giunti di
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
302

continuit nelle coperture grigliate in legno lamellare, in rinforzi strutturali di zone
caratterizzate da valori di tensione ortogonale alla fibratura molto elevati, nel ripristino di
testate di travi ammalorate attraverso la sostituzione parziale con protesi lignee
solidarizzate all'elemento sano, in travi composte con connettori deformabili.

Figura 6.21 - Applicazioni con barre incollate per collegamenti rigidi (Fonte: [1])

In letteratura esistono perci molteplici esempi di applicazione delle unioni incollate,
sempre pi richieste nel campo dell'ingegneria civile per la duttilit e versatilit che le
contraddistingue. Nei confronti delle tipologie tradizionali di unione, infatti, le
connessioni incollate presentano svariati vantaggi, tra cui:
Elevati valori di rigidezza e assenza di gap iniziali legno - acciaio;
Protezione nei confronti del fuoco nonch di aggressioni di tipo chimico, in quanto
la resina e gli elementi metallici risultano inglobati, e perci protetti, all'interno
degli elementi in legno;
Dal punto di vista estetico la costruzione non presenta alcuna parte in acciaio a
vista.
Tra gli svantaggi invece vi sono:
Comportamento del giunto elasto - fragile;
Sensibilit intrinseca del giunto a variazioni di umidit nel legno che causano
variazioni volumetriche del materiale;
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
303

Sensibilit dell'incollaggio alla corretta esecuzione: pulizia e preparazione delle
superfici, preparazione della miscela collante, riempimento completo dei fori,
ricoprimento completo del metallo da parte dell'adesivo.
Gli accorgimenti per ovviare a tali svantaggi sono, principalmente, progettare il giunto in
modo che l'elemento metallico incollato si sviluppi in direzione parallela alla fibratura,
applicare unioni incollate solo in elementi di legno stagionati correttamente ed utilizzarli
in ambienti caratterizzati da piccole variazioni di umidit relativa.

6.3.1 Resistenza di connessioni con piastre metalliche incollate
Il documento CNR - DT 206/2007 definisce i collegamenti con elementi di acciaio incollati
come collegamenti realizzati utilizzando elementi metallici, quali barre o piastre, inseriti
in apposite sedi ricavate negli elementi di legno da unire, e solidarizzati ad essi mediante
adesivi appropriati. Queste tipologie di unioni devono essere limitate a strutture in classe
di servizio 1 e 2 (vedi Capitolo 1, Paragrafo 1.1.4) e riservate a legno gi in equilibrio
igrometrico con lambiente. Prima di utilizzare queste unioni necessario accertarsi che le
caratteristiche dell'adesivo e la sua adesione all'acciaio ed al legno diano le pi ampie
garanzie di durabilit, attraverso evidenze sperimentali o specifici test di laboratorio, e
che, nelle condizioni di temperatura e umidit previste, il permanere di tali condizioni sia
assicurato per tutta la vita in esercizio della struttura.

Per la realizzazione delle unioni, come viene specificato nel documento CNR - DT
206/2007, devono essere utilizzate piastre di acciaio che garantiscano una adeguata
aderenza con la resina. E' pertanto da escludere l'utilizzo di piastre lisce, o comunque
delle piastre che non abbiano subito un processo preliminare di sabbiatura.
La capacit portante ultima dell'unione deve essere determinata sulla base di prove
sperimentali specifiche su campioni al vero.
Le unioni con elementi metallici incollati devono essere realizzate con particolare
attenzione alle seguenti prescrizioni costruttive:
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
304

Le superfici degli elementi metallici devono essere accuratamente pulite e
sgrassate;
Le superfici dei fori devono risultare da lavorazioni eseguite con taglio netto;
Nel caso di barre il diametro del foro deve essere da 2 a 6 mm maggiore del
diametro esterno della barra, e comunque tale che lo spessore delladesivo risulti
inferiore al limite massimo indicato dal formulatore della resina;
Devono essere utilizzati opportuni dispositivi di centraggio dell'elemento metallico
nella sede, in modo da assicurare uno spessore di resina costante su tutta la
superficie laterale;
L'adesivo destinato per uso strutturale su legno deve essere specificatamente
formulato e testato, in modo da evidenziarne l'adesione (resistenza a taglio), la
compatibilit con diverse specie legnose e la durabilit nei confronti
dell'esposizione a cicli termo igrometrici coerenti con la classe di servizio prevista;
L'adesivo deve essere utilizzato seguendo le raccomandazioni del produttore
riguardo alla miscelazione dei componenti, alle condizioni ambientali di
applicazione, alle modalit di esecuzione dell'iniezione ed alle condizioni di
stagionatura;
Durante le operazioni di iniezione della resina necessario verificare che il foro si
riempia completamente con l'adesivo;
Al momento dell'iniezione, l'umidit del legno non deve essere maggiore del 3%
dell'umidit minima prevista in esercizio, mediata su tutta la sezione del pezzo;
Il giunto potr essere sollecitato solo dopo l'avvenuta stagionatura della resina,
nei tempi indicati dal produttore.

6.3.2 Tipologie di giunto analizzate
Giunto CNP (Cenci, Noseda, Piazza)
I sistemi CNP sono tra i pi avanzati nell'ambito della strutturistica in legno, legno
lamellare e combinazioni strutturali miste in legno - cemento e legno - acciaio. Sono
ottenute mediante fresatura delle parti in legno da giuntare, inserimento dei connettori e
percolazione dell'adesivo Xepox negli intagli. L'adesivo aderisce alle superfici dei fori e
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
305

degli intagli praticati nel legno e contestualmente inviluppa ed aderisce perfettamente
agli elementi metallici di connessione inseriti internamente: barre ad aderenza migliorata,
lamiere preforate, lamiere striate sabbiate e similari.
Questi sistemi hanno un comportamento di tipo rigido e, per ottenere la loro massima
efficienza, l'adesione della resina al legno deve essere assoluta. In fase di calcolo tutti gli
elementi di collegamento incollati e le superfici di incollaggio devono essere verificati. La
sicurezza del funzionamento garantita nel caso in cui la resina, fatta percolare dall'alto,
raggiunga tutte le superfici degli intagli o dei fori ed inviluppi completamente gli elementi
metallici inseriti per la ripresa delle forze.
Le realizzazioni dell'Aquilone di Chicco per Artsana (European Glulam Award 1999) e del
Palazzetto di Mazorbo (Venezia) ne hanno rappresentato le prime vere applicazioni.

Ristorante aziendale della societ Artsana, denominato Aquilone di Chicco
Il progetto strutturale dell'Aquilone di Chicco stato sviluppato dal geometra Giovanni
Cenci, in collaborazione con l'ingegnere Giovanni Noseda Pedraglio ed il professor
Maurizio Piazza del Dipartimento di Meccanica Strutturale dell'Universit di Trento. La
struttura, in legno lamellare, era collegata da elementi metallici (aventi discontinuit
superficiali) posizionati all'interno di cavit, praticate nelle posizioni di giunzione delle
aste lamellari, e inviluppati con adesivo epossidico inserito per percolazione o iniezione.
L'adesivo doveva riuscire ad aderire alle superfici porose del legno e trasferire le forze agli
inserti in acciaio, costituiti da barre filettate, con risalti e lamiera preforate.


Figura 6.22 - Anno 1996, L'Aquilone di Chicco per Artsana Spa a Grandate - Como: realizzato
con giunzioni tipo CNP a mezzo legno; Fase di posizionamento di una piastra e vista esterna
(Fonte: www.edilportale.com)
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
306


Il progetto della copertura dell'Aquilone di Chicco prevedeva la realizzazione di un
insieme ortotropo riconducibile a quattro piastre a graticcio, ciascuna avente superficie di
circa 500 mq. Ciascuna piastra del cassettonato era delimitata da un perimetro
triangolare con cateti di circa 32 metri e costituita da un intreccio di aste in legno
lamellare disposte ortogonalmente tra loro, predisposte con opportuni intagli a mezzo
legno in corrispondenza della loro intersezione. Per conseguire la piena continuit di
rigidezza in entrambe le direzioni e per superare la debolezza del legno nella direzione
trasversale delle fibre, si pens di usare barre filettate ad alta resistenza e un adesivo
epossidico, appositamente formulato dal dott. Ezio Businaro, che divent il primo della
serie di adesivi Xepox, specifici per le strutture in legno.


Palazzetto sportivo a Mazorbo (Venezia)
Nello stesso periodo in cui si costruiva l'Aquilone di Chicco, sull'isola di Mazorbo si
realizzava un palazzetto sportivo, progettato dall'architetto Giancarlo De Carlo, il quale
aveva richiesto che tutti gli elementi metallici presenti nella struttura non fossero visibili.
Furono pensati archi iperstatici di particolare disegno, ciascuno costituito da otto pezzi
per facilitarne il trasporto con chiatte dalla terraferma all'isola.



Figura 6.23 - Anno 1996, Palestra di Mazorbo - Venezia: gli elementi lignei sono connessi con
piastre metalliche forate, incollate a scomparsa; Particolare di una giunzione strutturale e
vista esterna dei portali assemblati (Fonte: www.edilportale.com)
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
307

6.4 SCELTA DEL TIPO DI CONNESSIONE
I criteri per la scelta della tipologia di collegamento da applicare sono molteplici: il
progettista pu far riferimento ad aspetti di tipo statico, economico, estetico o
costruttivo. Una connessione potrebbe risultare di pi veloce e semplice esecuzione,
oppure essere pi pratica per la messa in opera, oppure ancora essere pi efficiente dal
punto di vista meccanico.
Le modalit di trasmissione delle sollecitazioni e le modalit di rottura, come visto, si
differenziano notevolmente tra le diverse tipologie: a tali differenti comportamenti a
rottura si dovranno adeguare anche le modalit di calcolo.
Per quanto riguarda le connessioni con elementi metallici a gambo cilindrico, la resistenza
del collegamento legata al rifollamento delle pareti del foro nel legno, in conseguenza
dell'azione meccanica degli elementi metallici, ed allo snervamento del gambo di acciaio
del connettore. La resistenza al rifollamento dipende dalle propriet meccaniche del
legno e da altri fattori, quali la dimensione del foro, la presenza o meno di preforatura,
l'angolo tra la direzione della forza e la direzione della fibratura.

Quando il criterio per la scelta della connessione di tipo statico e cinematico, bisogna
porre attenzione a come schematizzare le diverse unioni. Per esempio, i collegamenti di
una trave secondaria con la trave principale, di una trave con il pilastro o ancora di un
collegamento di base con la fondazione, possono essere realizzati senza impedire (o
quasi) la rotazione relativa delle sezioni estreme delle aste afferenti al nodo. Si otterranno
cos unioni flessibili, o a cerniera, non idonee a trasmettere azioni di tipo flessionale.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
308


Figura 6.24 - Collegamenti flessibili tra trave principale e trave secondaria e tra pilastro e
trave (Fonte:[3])

Nel caso di unioni flessibili trave - pilastro, esistono diversi modi per realizzare un
collegamento schematizzabile con una cerniera:
Utilizzare piastre metalliche esterne a forcella ancorate alla trave e al pilastro per
mezzo di viti, chiodi o bulloni (per contrastare il meno possibile la rotazione
relativa della sezione estrema della trave, le piastre metalliche dovranno essere
fissate il pi vicino possibile al lato del pilastro rivolto alla campata). Tale tecnica di
realizzazione della connessione garantisce alla trave la capacit di trasmettere
sforzi in direzione orizzontale e verticale, ed una rigidezza nei confronti di
eventuali fenomeni di instabilit flesso - torsionale;
Connessione realizzata sagomando la testa del pilastro a "L" (o a forcella). La trave
viene fissata al pilastro con viti o bulloni;
Connessione tra trave e pilastro realizzata tramite una barra incollata posta in un
foro realizzato attraverso la sezione trasversale della trave e sulla testa del
pilastro;
Connessione realizzata per mezzo di piastre o squadrette metalliche.

Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
309

Nel caso invece di un collegamento di base schematizzabile come cerniera, possibile
utilizzare piastre metalliche esterne fissate alla base del pilastro ligneo tramite viti, chiodi,
perni o bulloni. Per permettere la rotazione relativa della sezione di base, le piastre
metalliche devono essere fissate sulle facce del pilastro situate nel piano complanare al
movimento di rotazione della cerniera, e poste il pi vicino possibile all'asse geometrico
del pilastro, per ridurre il braccio delle coppie di forze agenti sui connettori. Quando non
si vogliono avere troppi elementi metallici a vista, buona norma realizzare l'unione
utilizzando piastre metalliche alloggiate all'interno di apposite fresature nel legno (piastre
a scomparsa).


Figura 6.25 - Collegamenti flessibili tra pilastro e fondazione (Fonte:[3])

Infine, per ipotizzare un vincolo a cerniera, occorre che le rotazioni che pu subire
l'elemento secondario, valutate in funzione dell'inerzia flessionale e dei carichi agenti su
di esso, siano compatibili con le reali possibilit di rotazione del collegamento.

La realizzazione di unioni rigide, cio capaci di trasmettere azioni di tipo flessionale, risulta
pi difficile rispetto a quella delle unioni flessibili: un collegamento infinitamente rigido
impossibile da realizzare. Progettando in maniera opportuna i collegamenti con elementi
metallici e colle epossidiche o con connettori a gambo cilindrico disposti in posizione
sufficientemente distante dal centro di rotazione del nodo, ci si pu avvicinare alla
realizzazione di un'unione rigida (vedi Figura 6.21). Ad esempio, uno dei metodi pi
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
310

semplici per realizzare il collegamento di base schematizzabile con un incastro quello di
usare piastre metalliche esterne fissate alla base del pilastro ligneo con delle viti, dei
chiodi o dei bulloni. Nel caso di un nodo d'angolo di un portale si pu realizzare un giunto
in grado di trasferire momento flettente disponendo i perni lungo una o due
circonferenze concentriche nella zona di sovrapposizione degli elementi giuntati. Tale
giunto ha un comportamento semirigido e la sua rigidezza rotazionale viene valutata di
volta in volta in funzione del tipo di perni e della loro disposizione, nonch della classe del
legno strutturale utilizzato.

Talvolta la scelta del collegamento anche influenzata da altri fattori, tra cui la resistenza
al fuoco e la naturale igroscopicit del legno in opera. In una connessione con elementi
metallici, sono proprio gli inserti di acciaio la parte debole della struttura lignea esposta al
fuoco in quanto:
Sono elementi di trasmissione del calore anche all'interno della massa lignea;
Sono caratterizzati da una repentina caduta delle propriet meccaniche alle alte
temperature.
Le normative prescrivono precisi requisiti di protezione al fuoco tra cui:
Adeguato spessore dell'elemento ligneo da collegare e distanza dai bordi del
mezzo di collegamento;
Applicazione di idonei elementi di protezione (lastre di silicato, vernici
intumescenti).
Le variazioni di umidit determinano variazioni dimensionali negli elementi lignei: la
dilatazione ed il restringimento del legno possono per essere contrastati dalla presenza
di elementi di giunzione metallici e, di conseguenza, possono formarsi stati di coazione
all'interno della giunzione. Quando si usano grandi piastre d'acciaio conveniente
impiegare elementi meno rigidi e a distanza ravvicinata piuttosto che elementi pi grossi
disposti a un interasse maggiore. Inoltre, quando vengono realizzati sistemi di
collegamento sovrapponendo elementi lignei con differente direzione delle fibratura e/o
sovrapponendo al legno grandi piastre metalliche, il diverso comportamento igroscopico
del legno comporta l'instaurarsi di tensioni di trazione perpendicolarmente alle fibre che
Capitolo 6 Il legno e la connessione tra elementi lignei
311

possono causare l'insorgere di fessurazioni. In presenza di un elevato numero di elementi
di piccolo diametro, come i chiodi, a parit di area le fessurazioni che si verificano sono
maggiori, in virt del fatto che ogni elemento di connessione pu attivare una linea
preferenziale di distacco delle fibre.


























Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
312























313

CAPITOLO 7
SPERIMENTAZIONE - PROVE DI CARATTERIZZAZIONE MATERIALI



Nel presente capitolo vengono descritte le prove svolte presso il LaBs, (Laboratorio
Materiali e strutture biologiche) e il Laboratorio Prove Materiali del Dipartimento di
Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano. Tali prove riguardano la caratterizzazione
del legno lamellare GL32h, utilizzato per la realizzazione della sei travi rettilinee (vedi
Capitolo 8, Paragrafo 8.1), delle resine Xepox 14 e 40, utilizzate per la realizzazione
rispettivamente dei laminati e dei giunti, e dei materiali compositi utilizzati per realizzare
gli inserti delle travi.

Per la caratterizzazione del legno lamellare, si svolta una prova a flessione su di una
trave vergine in GL32h, seguendo le modalit ed il set up di prova delle travi rettilinee.
Durante la prova si osservato un punzonamento di un appoggio che ha reso
indispensabile valutare l'influenza che tale disturbo ha avuto sui valori di freccia registrati.
Si sono perci svolte due prove di punzonamento su provini in legno lamellare GL32h per
correggere i valori ricavati dalla prova sulla trave rettilinea.

I valori ricavati dalle prove di caratterizzazione dei materiali saranno necessari per la fase
di modellazione delle travi rettilinee, presentata nei successivi capitoli.






Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
314

1.1 PROVE PER LA CARATTERIZZAZIONE DEL LEGNO - LAMELLARE GL32H
1.1.1 PROVA N.31
TRAVE RETTILINEA IN LEGNO LAMELLARE Gl32h

Normativa di riferimento UNI EN 380
Data 03/12/2010
Temperatura ambiente 19.7C
Umidit relativa ambiente 23%
ROTTURA -
Tabella 7.1 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova

1.1.1.1 Report di prova
L'assetto di prova utilizzato per la trave n. 31 (trave rettilinea vergine in legno lamellare
Gl32h) il medesimo delle travi rettilinee, trattato nel Paragrafo 8.1.3. La strumentazione
del provino identica alle travi rettilinee e, con riferimento alla Figura 8.22, le lunghezze
L
SUP
, L
INF
e d risultano:

TRAVE L
SUP
[cm] L
INF
[cm] d [cm]
31 10.50 9.50 33.50
Tabella 7.2 - Valori delle grandezze L
SUP
, L
INF
e d della trave

La prova n.31 ha avuto inizio il giorno 02/12/2010. La procedura di carico differente
rispetto alle prove sulle travi rettilinee e non segue perfettamente la norma UNI EN 380.

- Prima fase della prova - L'inizio della prova si svolge in controllo di carico con una
velocit di discesa del martinetto pari a 0.06 kN/sec, mentre la fase successiva in controllo
di spostamento avviene ad una velocit di 0.02 mm/sec. Viene riportata, nel Grafico 7.1,
la storia di carico registrata dalla Spider 8.

Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
315


Grafico 7.1 - Storia di carico registrata dalla Spider 8 - Prima fase

Durante la prova si notato un punzonamento dell'appoggio C che, evidentemente, stava
lavorando come cerniera. Verso i 100 kN il martinetto ha sbandato e la prova stata
interrotta.


Figura 7.1 - (A) Fotografia generale dell'assetto di prova; (B) Particolare del punzonamento
dell'appoggio C

A B
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316

- Seconda fase della prova - Dopo aver raddrizzato il martinetto la prova ripartita,
seguendo la storia di carico rappresentata nel Grafico 8.2. Giunti a 100 kN, il martinetto
stava per instabilizzarsi nuovamente e, per ragioni di sicurezza, si interrotta la prova.


Grafico 7.2 - Storia di carico registrata dalla Spider 8 - Seconda fase

- Terza fase della prova - Il giorno 03/12/2010, dopo aver bloccato lo sferico del
martinetto e aver posizionato sotto agli appoggi delle piastre in ferro per evitare il
punzonamento (vedi Figura 8.18 (B)), la prova ripresa in controllo di spostamento ad
una velocit pari a 0.03 mm/sec senza alcun ciclo iniziale di carico.
Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
317


Grafico 7.3 - Storia di carico registrata dalla Spider 8 - Terza fase

Dato che la capacit massima della macchina di prova di 250 kN, arrivati a 243.65 kN si
deciso di interrompere la prova in quanto la trave non era ancora giunta a rottura.
Allo scarico, la trave tornata in posizione originale senza evidenti danni.


Figura 7.2 - Trave n.31 durante la prova: (A) Lato Celoria; (B) Lato Cortile





A B
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318

1.1.1.2 Analisi dei risultati
Analizzando i risultati sperimentali ottenuti nella terza fase della prova, si osserva che in
prossimit di 243 kN la trave ha mostrato una freccia in mezzeria pari a 89 mm. La freccia
1 risulta essere pari a 79 mm, mentre la freccia 3 a 76 mm.


Grafico 7.4 - Carico - Spostamento dell'MTS


Grafico 7.5 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3
Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
319

Per quanto riguarda il giunto di mezzeria, il trasduttore A si chiuso di 0.08 mm ed il
trasduttore B si aperto di 0.72 mm.


Grafico 7.6 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B

Per quanto riguarda gli appoggi, i trasduttori hanno registrato uno spostamento di 10.88
mm per l'LVDT C e di 9.86 mm per l'LVDT D.


Grafico 7.7 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
320

1.1.2 Prova di compressione - Punzonamento
Durante le prime due fasi della prova n. 31 (prova di flessione su quattro punti di una
trave vergine in legno lamellare Gl32h) si verificato un punzonamento in corrispondenza
all'appoggio cilindrico C. Tale punzonamento ha come conseguenza un aumento delle
frecce e modifica le letture degli spostamenti reali avuti dalla trave sotto carico. Per
quantificare tale aumento di freccia, si sono svolte due prove di compressione su provini
di legno lamellare Gl32h, ricavati dal taglio della trave n. 25 utilizzata per le prove
rettilinee. I valori ricavati sono stati poi utilizzati per correggere le frecce registrate nella
prima fase e nella seconda fase della prova n. 31, quando iniziato il punzonamento.


Figura 7.3 - Macchina di prova (SCHENCK, capacit massima di 100 tonnellate) e particolare
del coltello di carico durante la prova

Il provino posizionato sulla macchina di prova, subisce una pressione lineare in
corrispondenza della mezzeria attraverso un cilindro delle stesse dimensioni dell'appoggio
utilizzato per la prova su trave rettilinea. Il cilindro viene premuto sul provino ad una
velocit di 0.02 mm/sec, registrando la forza corrispondente della cella di carico
necessaria per creare un solco. La prova termina quando si verifica la prima spaccatura
nel legno; nei due provini sottoposti a prova la rottura avvenuta rispettivamente a 93.92
kN e a 96.85 kN, in corrispondenza della tavola superiore del lamellare. Nel grafico 7.8
sono riportate le curve Carico - Spostamento registrate per il provino 1 e il provino 2.
Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
321



Figura 7.4 - (A) Modalit di rottura del provino 1; (B) Solco lasciato dal coltello di carico nel
provino 1; (C) Modalit di rottura del provino 2; (D) Rottura laterale avvenuta sul provino 2


Grafico 7.8 - Carico - Spostamento registrato per i provini 1 e 2
A B
C D
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
322

1.2 PROVE PER LA CARATTERIZZAZIONE DELLA RESINA
Per la realizzazione degli inserti e dei laminati stato usato l'adesivo epossidico Xepox
14, mentre per riempire i giunti dei provini si scelto l'adesivo epossidico Xepox 40, pi
fluido e colabile. Nei paragrafi successivi vengono descritte le prove svolte per
caratterizzare i due tipi di resina.
Le prove meccaniche effettuate sono state svolte seguendo le normative dedicate alla
caratterizzazione meccanica di materiali plastici. Pi precisamente le prove realizzate e le
norme seguite sono le seguenti:
Prova di trazione - ISO 527: 1996
Prova di flessione - ASTM D790
Prova di punch tool - ASTM D732
Prova di compressione - ASTM D695


1.2.1 Prova di trazione
La prova di trazione condotta al fine di caratterizzare meccanicamente ladesivo
valutando il modulo elastico e la resistenza ultima a trazione. Si sono preparati provini ad
osso di cane per la resina Xepox 14 e per la resina Xepox 40. Si mostra in Figura 7.5 un
provino di resina realizzato per le prove.


Figura 7.5 Provino per le prove di trazione

La macchina di prova la INSTRON 5944 con carico massimo assiale di 2 kN (vedi Figura
4.6). Le prove sono state condotte con una velocit di spostamento pari a 2 mm/min.
Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
323


Figura 7.6 - (A) Macchina di prova; (B) Particolare del provino tra gli afferraggi e estensometro
monoassiale

Una volta afferrato il provino tra le ganasce della macchina, facendo attenzione a non
esercitare una forza di serraggio troppo elevata per non danneggiarne le estremit, si
proceduto montando nella zona centrale del campione un estensometro monoassiale.
I dati acquisiti durante la prova sono le deformazioni date dallestensometro, lo
spostamento letto dalla traversa e la forza registrata dalla cella di carico della macchina.
La modalit di rottura dei provini ad osso di cane viene rappresentata in Figura 7.7.


Figura 7.7 - Modalit di rottura dei provini

Nei grafici sono rappresentati gli andamenti Sforzo - Spostamento ottenuti dalle dodici
prove.
B A
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
324





Grafico 7.9 - Grafici Sforzo - Spostamento relativi alle prove di trazione: Xepox 14
Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
325




Grafico 7.10 - Grafici Sforzo - Spostamento relativi alle prove di trazione: Xepox 40
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
326

Dai risultati ottenuti stato possibile calcolare i rispettivi moduli elastici delle resine.
Si considerino le lunghezze L1 ed L2 (estensometro), rispettivamente pari a 108.57 mm e
50.00 mm, mostrate in Figura 7.10.


Figura 7.8 - Provino prova di trazione: tipologia resina Xepox 14

Durante la prova, sono stati registrati lo spostamento della traversa superiore [mm],
ed i valori dello sforzo in trazione [MPa]. Dividendo lo spostamento della traversa per le
due lunghezze sopra riportate, possibile ricavare gli allungamenti subiti dal provino,

. I moduli elastici, di ogni campione di resina, saranno pari al rapporto tra la differenza
dei valori di sforzo letti in corrispondenza degli allungamenti

di 0.0004 e 0.0001 e la
differenza tra gli allungamenti

pari a 0.0004 e a 0.0001.






I moduli elastici delle due tipologie di resina saranno pari alla media dei moduli elastici
calcolati per i loro campioni. Si ricavano poi le deviazioni standard ed il coefficiente di
variazione CoV, pari al rapporto tra il valore della deviazione standard e del modulo
elastico medio.
Per determinare il modulo elastico delle resine si considera l'E
2medio
: per la resina Xepox
14 si ricava un valore pari a 1426.10 MPa, mentre per la resina Xepox 40 si ottiene un
modulo di 1675.95 MPa.
Gli sforzi di rottura medi,
rottura,medio
, registrati durante le prove di trazione risultano
essere pari a 40.55 MPa per la resina Xepox 14 e 35.68 MPa per la resina Xepox 40.
Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
327


Resina [MPa]

[MPa]

[MPa]
Xepox 14- 1


0.0001 0.1746
1924.26 1255.84
0.0004 0.7512


0.0001 0.0911
0.0004 0.4695
Xepox 14- 2


0.0001 0.1980
1960.38 1260.35
0.0004 0.7837


0.0001 0.1168
0.0004 0.4916
Xepox 14- 3


0.0001 0.2238
2165.69 1485.94
0.0004 0.8540


0.0001 0.1296
0.0004 0.5365
Xepox 14- 4


0.0001 0.1968
2112.34 1464.75
0.0004 0.8189


0.0001 0.0945
0.0004 0.5037
Xepox 14- 5


0.0001 0.2038
2290.88 1587.92
0.0004 0.8822


0.0001 0.0948
0.0004 0.5625
Xepox 14- 6


0.0001 0.1987
2126.04 1501.84
0.0004 0.8230


0.0001 0.0907
0.0004 0.5246
E
MEDIO
2096.59 1426.10
Deviazione Standard 135.56 136.71
CoV (Coefficiente di variazione) 0.0647 0.0959



N Provino
rottura
[MPa]
14-1 29.26
14-2 36.50
14-3 40.14
14-4 42.33
14-5 46.25
14-6 48.80

rottura,medio
40.55
Dev.St 7.04
CoV 0.1736
Tabella 7.3 - Risultati per la resina Xepox 14: moduli elastici e sforzo di rottura
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
328


Resina [MPa]

[MPa]

[MPa]
Xepox 40- 1


0.0001 0.2356
2768.42 1785.12
0.0004 1.0725


0.0001 0.1310
0.0004 0.6568
Xepox 40- 2


0.0001 0.2578
2603.45 1693.74
0.0004 1.0400


0.0001 0.1411
0.0004 0.6515
Xepox 40- 3


0.0001 0.2394
2562.51 1649.95
0.0004 1.0118


0.0001 0.1403
0.0004 0.6263
Xepox 40- 4


0.0001 0.2376
2570.97 1696.08
0.0004 1.0079


0.0001 0.1199
0.0004 0.6242
Xepox 40- 5


0.0001 0.2296
2447.01 1578.34
0.0004 0.9671


0.0001 0.1321
0.0004 0.6075
Xepox 40- 6


0.0001 0.2241
2484.13 1652.52
0.0004 0.9707


0.0001 0.1078
0.0004 0.6057
E
MEDIO
2572.78 1675.95
Deviazione Standard 112.25 68.40
CoV (Coefficiente di variazione) 0.0436 0.0408



N Provino
rottura
[MPa]
40-1 33.83
40-2 38.57
40-3 34.26
40-4 37.93
40-5 36.45
40-6 33.03

rottura,medio
35.68
Dev.St 2.30
CoV 0.0645
Tabella 7.4 - Risultati per la resina Xepox 40: moduli elastici e sforzo di rottura
Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
329

1.2.2 Prova di flessione
Le prove hanno permesso di determinare la resistenza a flessione della resina
considerata. Per ogni tipologia di adesivo si sono realizzati provini prismatici a base
rettangolare e spessore nominale pari a 4 mm. La base rettangolare ha il lato maggiore di
lunghezza pari a 80 mm ed il lato minore di lunghezza nominale pari a 12.5 mm.


Figura 7.9 - Campione per le prove di flessione: tipologia adesivo Xepox 14

I provini sono stati sottoposti a prove di flessione al fine di determinare il valore del carico
unitario di rottura a flessione delladesivo. Le prove sperimentali sono state effettuate
con una macchina di prova elettromeccanica (MTS) da 15 kN in modalit di controllo di
spostamento (0.01 mm/sec).


Figura 7.10 - Macchina di prova MTS 15 kN e campione sottoposto a prova di flessione

Il provino viene sistemato su un apposito banco di prova caratterizzato da un rullo
superiore, che ha la funzione di applicare il carico al provino, e due rulli inferiori aventi la
funzione di supportarlo. La distanza tra i due rulli inferiori, definita lunghezza di span,
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
330

varia secondo normativa al variare delle dimensioni del provino. Il rullo superiore deve
sempre trovarsi lungo lasse di mezzeria della lunghezza di span. Per la prova si sono
utilizzati rulli con raggio di 5 mm. Viene esercitata una forza di compressione, la cui
direzione di applicazione deve essere perpendicolare allasse principale del campione,
fino a giungere alla rottura.

La macchina durante la prova registra, oltre alla forza di compressione, lo spostamento
della traversa "s" superiore rispetto ad uno zero, preso quando il rullo superiore si trova
perfettamente a contatto con la superficie superiore del provino e la macchina comincia a
leggere valori di carico crescenti in modulo.

La modalit di rottura dei provini, rappresentata in Figura 7.13, consiste in una frattura in
corrispondenza della mezzeria del provino, corrispondente al punto in cui il rullo
superiore ha applicato la forza.


Figura 7.11 - Modalit di frattura dei provini







Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
331

Si riportano i Grafici Carico - Spostamento dei provini di resina Xepox 14 e Xepox 40.






Grafico 7.11 - Grafici Carico - Spostamento relativi alle resine Xepox 14 e Xepox 40
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
332

Successivamente si sono elaborati i dati ottenuti al fine di costruire una curva Sforzo -
Deformazione; per il calcolo dei valori di sforzo si utilizzata, come da normativa, la
formula:





dove la forza espressa in [N] ed un valore fornito direttamente dalla macchina,
la lunghezza di span espressa in [mm] mentre ed rappresentano rispettivamente la
larghezza e lo spessore del campione anchessi espressi in [mm]; gli sforzi cos ottenuti
sono espressi in [MPa].
Per quanto riguarda il calcolo delle deformazioni ci si riferiti all'equazione:




dove con si indica la deflessione del provino, cio il valore per descrivere lo
spostamento della traversa.
In Tabella 4.4 si riportano i risultati delle prove sperimentali svolte per le resine Xepox
14 e Xepox 40, indicando i valori di forza massima Pu, di sforzo massimo di flessione e
di deformazione ultima .

Provini Deflessione [mm]
Pu
[N]

[MPa]

[mm]
14
14-1 6.83 192.19 75.46 0.05
14-2 5.56 206.99 99.41 0.04
14-3 6.87 166.80 83.71 0.04
40
40-1 3.16 128.15 57.42 0.02
40-2 4.02 126.60 69.50 0.02
40-3 3.47 174.71 66.48 0.03
Tabella 7.5 Risultati delle prove sperimentali




Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
333

Si riportano i Grafici Sforzo - Deformazione dei provini di resina Xepox 14 e Xepox 40.





Grafico 7.12 - Grafici Sforzo - Deformazione relativi alle resine Xepox 14 e Xepox 40
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
334

1.2.3 Prova di punch tool
I test di punch tool hanno permesso di ottenere sperimentalmente la resistenza a taglio
degli adesivi. Per ogni tipologia di adesivo sono stati realizzati provini prismatici a base
quadrata, di lunghezza pari a 50 mm, e spessore nominale pari a 4 mm.


Figura 7.12 - Provini di punch tool: tipologia adesivo Xepox 14

I provini sono stati sottoposti a prove di taglio al fine di determinare il valore del carico
unitario di rottura a taglio delladesivo. Le prove sperimentali sono state effettuate con
una macchina di prova elettromeccanica (MTS) da 15 kN in modalit di controllo di
spostamento (0.01 mm/sec).


Figura 7.13 - (A) Macchina di prova; (B) Particolare del dispositivo di prova
B A
Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
335

La prova consiste nel perforare, per mezzo di un punzone, il provino e misurare la forza
necessaria. Il provino viene sistemato su un apposito banco di prova (vedi Figura 7.17 (B))
costituito da un sistema di piatti in acciaio forati tra i quali viene fatto scorrere il punzone
durante la prova.
Il sistema di piatti ed il punzone sono resi solidali rispettivamente alla parte inferiore e
alla parte superiore della macchina di prova per mezzo di quattro bulloni, posti in
prossimit dei quattro vertici delle piastre, che garantiscono il perfetto afferraggio del
provino ed il perfetto allineamento dei fori attraverso i quali scorrer il punzone durante
la prova.

Il sistema descritto rappresentato in Figura 7.18.


Figura 7.14 - Rappresentazione del sistema di prova di punch-tool

Si presentano di seguito i risultati delle prove sperimentali indicando i valori di forza
massima e di sforzo massimo di taglio ottenuti e riportando i diagrammi sperimentali
Carico - Spostamento. I valori di sforzo massimo di taglio sono stati ricavati dividendo il
valore di forza misurato dalla macchina ed espresso in [N] per larea laterale interessata
dal fenomeno di taglio:



con raggio del punzone e spessore del provino misurato in [mm].
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
336

I grafici seguenti rappresentano gli andamenti Carico - Spostamento utili per avere un
riferimento sullandamento della prova.



Grafico 7.13 - Grafici Carico - Spostamento relativi alle prove di punch-tool: Xepox 14

Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
337




Grafico 7.14 - Grafici Carico - Spostamento relativi alle prove di punch-tool: Xepox 40
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
338

Di seguito si riportano i risultati di tutte le prove sperimentali indicando i valori di forza
massima Pu e di sforzo massimo di taglio .

Provini Spessore [mm]
Pu
[N]
Area
[mm
2
]

[N/mm
2
]
14
14-1 3.70 9117.96 581.19 15.69
14-2 3.91 6312.22 613.79 10.28
14-3 3.93 9548.29 616.54 15.49
14-4 3.88 9788.41 608.68 16.08
40
40-1 3.65 8473.33 572.95 14.79
40-2 4.03 9101.61 632.64 14.39
40-3 3.62 8442.35 568.63 14.85
40-4 3.69 8691.94 579.23 15.01
40-5 3.93 9590.46 617.72 15.53
Tabella 7.6 - Risultati delle prove sperimentali



Figura 7.15 - Modalit di rottura dei provini di punch-tool: Xepox 14 e Xepox 40



Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
339

1.2.4 Prova di compressione
Le prove di compressione effettuate hanno portato alla conoscenza della resistenza
ultima a compressione della resina considerata. Come riportato nella norma ASTM D695
si sono realizzati provini prismatici a base quadrata di altezza doppia rispetto al lato di
base. Le dimensioni nominali di questi provini rispecchiano quanto suggerito da
normativa, ed in particolare base quadrata con lato di 12.5 mm e altezza di 25.5 mm.

La prova stata effettuata su una macchina MTS con forza massima assiale di 25 kN. Tra
le ganasce della macchina si posto un dispositivo costituito da una piastra superiore
bloccata e da una piastra inferiore mobile, capace di imprimere la forza di compressione.


Figura 7.16 - Rappresentazione della macchina di prova e particolare di un provino nel
dispositivo di compressione

Le prove sono state condotte con una velocit di spostamento di 1 mm/min come
suggerito da normativa. La macchina durante la prova ha acquisito la forza di
compressione necessaria a portare a rottura il provino. In Figura 8.23 e in Figura 8.24
sono riportati i grafici Carico - Spostamento ottenuti direttamente della macchina per
provini di resina epossidica Xepox 14 e Xepox 40.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
340




Grafico 7.15 - Grafici Carico - Spostamento relativi alle prove di compressione: adesivo Xepox
14

Capitolo 7 Sperimentazione - Prove di caratterizzazione materiali
341






Grafico 7.16 - Grafici Carico - Spostamento relativi alle prove di compressione: adesivo Xepox
40

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
342

I carichi massimi registrati dalla macchina sono riassunti in Tabella 8.6.

Nome provino Carico massimo [kN]
14 - 1 -14.2186
14 - 2 -13.5054
14 - 3 -12.1898
14 - 4 -12.3671
14 - 5 -13.0449
40 - 1 -13.5894
40 - 2 -13.5546
40 - 3 -13.4086
40 - 4 -14.0410
40 - 5 -12.9246
Tabella 7.7 - Risultati delle prove sperimentali

La modalit di rottura dei provini degli adesivi Xepox 14 e Xeopox 40 riportata in
Figura 7.25.


Figura 7.17 - Foto rappresentanti la modalit di frattura dei provini di compressione

343

CAPITOLO 8
SPERIMENTAZIONE - PROVE SU ELEMENTI STRUTTURALI IN LEGNO



In questo capitolo vengono trattate approfonditamente le prove sperimentali svolte,
presso il Laboratorio Prove Materiali (Dipartimento di Ingegneria Strutturale del
Politecnico di Milano), su travi in legno realizzate con giunto Legno - FRP (Giunto ITALIA).

La campagna prove riferita a sei travi rettilinee realizzate con giunti Legno - FRP lineari, i
cui inserti sono costituiti da stuoie in carbonio rinforzate con nastri di carbonio, stuoie in
vetro rinforzate con nastri di carbonio, e stuoie di carbonio senza rinforzo. Ciascun inserto
realizzato sia come laminato che come inserto sciolto, per poter valutare quale
metodologia di esecuzione garantisce le migliori prestazioni.









Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
344

8.1 GIUNTO LEGNO - FRP LINEARE - TRAVI RETTILINEE
La campagna prove costituita da sei travi rettilinee
1
, con doppie fresate ciascuna, con
inserti cos organizzati:

PROVA 25 INSERTI LAMINATI, STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800
tex, 4455% g/mq, corredate da NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in
CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 416 g/mq;

PROVA 26 INSERTI SCIOLTI, STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800 tex,
4455% g/mq, corredate da NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO
HTS 12K 416 g/mq;

PROVA 27 INSERTI LAMINATI, STUOIE POLYEVERY G800A in VETRO 'E', 2400 tex,
8905% g/mq, corredate da NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO
HTS 12K 416 g/mq;

PROVA 28 INSERTI SCIOLTI, STUOIE POLYEVERY G800A in VETRO 'E', 2400 tex, 8905%
g/mq, corredate da NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO HTS 12K
416 g/mq;
PROVA 29 INSERTI LAMINATI, STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800
tex, 4455% g/mq;

PROVA 30 INSERTI SCIOLTI, STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800 tex,
4455% g/mq.





1
Vedi Allegato 6
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
345

Nei seguenti paragrafi verr spiegato come sono stati realizzati gli inserti ed assemblati i
provini in modo tale da poter comprendere e giustificare i comportamenti avuti dalle travi
durante le prove. Per le travi rettilinee sono stati pensati tre tipi di inserti:
Stuoie di carbonio rinforzate con nastri di carbonio;
Stuoie di vetro rinforzate con nastri di carbonio;
Stuoie di carbonio;
realizzati ciascuno in forma di laminato ed inserto sciolto. Verranno quindi evidenziate le
differenze tra le due tipologie di realizzazione, analizzandone pregi e difetti.
Saranno inoltre trattate e commentate tutte e sei le prove svolte, riportando le modalit
di rottura ed i risultati registrati dagli strumenti applicati alle travi. Seguir poi un'analisi
ed un confronto dei risultati ottenuti.


Figura 8.1 - Fotografia generale del set up di prova


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
346

8.1.1 Realizzazione degli inserti
8.1.1.1 Inserti laminati
La trave presenta due intagli: in ciascun intaglio viene inserito un laminato. Lo schema del
laminato realizzato artigianalmente per la trave n. 25, costituito da tre stuoie di carbonio
e quattro nastri unidirezionali di carbonio, rappresentato in Figura 8.2:


Figura 8.2 - (A) Rappresentazione schematica della sezione del laminato della trave n. 25: (B)
STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 4455% g/mq, corredate da (C)
NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 416 g/mq

Per la realizzazione del piano di lavoro, sopra cui si proceder ad assemblare il laminato,
si stende un cellofan trasparente su di un pannello, fissandolo con scotch biadesivo,
avendo l'accortezza di eliminare l'eventuale aria e le pieghe che si creano naturalmente.
Sopra al cellofan viene costruita una cornice, costituita da listelli di legno avvolti da scotch
per renderli impermeabili alla resina, delle dimensioni della stuoia di carbonio e fissata
attraverso nastro biadesivo. Gli angoli della cornice vengono sigillati con colla a caldo per
evitare la fuoriuscita di resina durante le fasi di incollaggio.
B
C A
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
347



Figura 8.3 - Fasi della realizzazione del piano di lavoro: (A) Applicazione del cellofan sul
pannello; (B) Applicazione della cornice attraverso nastro bi-adesivo sul piano; (C) Sigillatura
degli angoli della cornice attraverso colla a caldo; (D) Piano di lavoro su cui assemblare il
laminato

Dopo aver miscelato i due componenti della resina Xepox 14 si stende un primo strato
con un pennello all'interno della cornice in corrispondenza della posizione del nastro di
carbonio; successivamente si posiziona il nastro e lo si impregna nuovamente di resina
con un rullo. Si colma il restante spazio con la resina e si stende il successivo strato
costituito dalla stuoia di carbonio. Una volta impregnata la stuoia si procede secondo lo
schema riportato in Figura 8.2 (A) sempre con la stessa metodologia di posa.


A B
A B
C D
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
348





I
G H
E F
C D
L
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
349





Figura 8.4 - Fasi di assemblaggio del laminato: (A) Stesura del primo strato di resina con un
pennello; (B) Applicazione del primo nastro unidirezionale in carbonio; (C) Impregnazione del
nastro in carbonio mediante rullo; (D) Stesura di uno strato di resina per livellare la superficie
del laminato; (E) Applicazione della prima stuoia bidirezionale in carbonio; (F) Impregnazione
della stuoia; (G) Applicazione del secondo nastro di carbonio; (H) Impregnazione del nastro di
carbonio; (I) Applicazione del terzo nastro di carbonio con seguente impregnazione per
livellare la superficie; (L) Applicazione della seconda stuoia di carbonio; (M) Impregnazione
della stuoia; (N) Applicazione della terza stuoia di carbonio; (O) Impregnazione della stuoia;
(P) Applicazione del quarto nastro di carbonio; (Q) Impregnazione del nastro e della restante
superficie per livellare il laminato; (R) Laminato completato
N
O P
Q R
M
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
350

Una volta completato il laminato, per evitare l'accumulo di polvere, si stende un telo
distaccante sulla superficie. Dopo due giorni, a catalizzazione della resina completata, il
laminato si presenta come in Figura 8.5:


Figura 8.5 - Laminato della trave n. 25: (A) Lato che era a contatto del cellofan; (B) Lato che
era a contatto del telo distaccante

Le altre due tipologie di laminato sono state realizzate allo stesso modo, cambiando il tipo
di stuoie ed il numero di nastri a seconda della prova: l'inserto della trave n. 27
costituito da due stuoie in vetro (Figura 8.6) corredate da sei nastri unidirezionali in
carbonio (vedi Figura 8.2 (C)), mentre l'inserto della trave n. 29 costituito da nove stuoie
in carbonio (vedi Figura 8.2 (B)).


Figura 8.6 - STUOIA POLYEVERY G800A in VETRO 'E', 2400 tex, 8905% g/mq

A B
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
351


Figura 8.7 - (A) Rappresentazione schematica della sezione del laminato della trave n.27; (B)
Rappresentazione schematica della sezione del laminato della trave n.29

I laminati ottenuti sono rappresentati in Figura 8.8.



Figura 8.8 - (Sopra) Laminato della trave n. 27; (Sotto) Laminato delle trave n. 29
A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
352

8.1.1.2 Inserti sciolti
La realizzazione degli inserti sciolti analoga a quella dei laminati, con la sola differenza
che i nastri vengono incollati alle stuoie mentre le stuoie non vengono unite tra loro. Le
sequenze di impacchettamento degli inserti sciolti, le tipologie e le caratteristiche di
stuoie e nastri, sono le medesime utilizzate per gli inserti laminati. Per evitare che,
durante la fase di colatura della resina, gli inserti si attacchino alle pareti degli intagli o
che le stuoie sciolte siano a contatto tra loro vengono applicati dei distanziatori con la
colla a caldo, come mostrato in Figura 8.9. Questi distanziatori sono rondelle di acciaio
applicate negli angoli e lungo il bordo degli inserti. Occorre prestare attenzione durante la
fase di incollaggio in quanto la presenza o meno dei distanziatori influisce sul risultato
finale delle prove.


Figura 8.9 - Distanziatore applicato in un angolo dell'inserto

Gli inserti sciolti realizzati per le restanti travi sono riportati in Figura 8.10.


Figura 8.10 - Inserti sciolti per le travi: (A) n.26; (B) n.28; (C) n.30
A B C
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
353

8.1.2 Realizzazione delle travi
Presso lo stabilimento di Visano (BS) dell'azienda Cammi Group si sono assemblate le sei
travi rettilinee da sottoporre a flessione.
Sulle due sezioni componenti la trave si praticano due intagli, realizzati con l'ausilio di
macchine a controllo numerico, dello spessore di 1.2 cm e la tasca che conterr il
cosiddetto "cuscinetto di resina" in mezzeria .


Figura 8.11 - (A) Travi pronte per essere lavorate; (B) Sezione di testa, in corrispondenza del
giunto, di una trave a cui sono stati praticati gli intagli e il "cuscinetto"

Successivamente, gli intagli ed il bordo superiore della sezione di testa vengono smussati
per agevolare le successive fasi di lavorazione. Questa operazione produce segatura e
trucioli che devono essere rimossi completamente con aria compressa.


Figura 8.12 - Lavori di smussatura degli intagli con elettrosega (A) e pantografo (B); (C)
Sezione di testa
A B
A B C
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
354

Le travi sono poi accostate di testa ed allineate rendendole solidari per mezzo di viti. Per
evitare la fuoriuscita di resina dal giunto, le fughe ed i nodi in corrispondenza degli intagli
vengono sigillati con del silicone.


Figura 8.13 - (A) Assemblaggio della trave attraverso viti; (B) Sigillatura delle fughe con del
silicone

Si controllano nuovamente le fresate ed eventualmente si spolverano con aria compressa
per rimuovere trucioli e segatura. Si inseriscono poi gli inserti negli intagli e si chiudono le
fresate avvitando alle travi delle tavolette di legno corredate da telo distaccante per una
rimozione agevolata.


Figura 8.14 - (A) Inserimento degli inserti negli intagli; (B) Sigillatura delle tavolette di legno
con silicone

A B
A B
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
355

Uniti i due componenti della resina Xepox 40 e miscelateli insieme, attraverso un
miscelatore montato su un trapano elettrico, si procede a colare, attraverso l'apertura
lasciata dalle tavolette, il quantitativo necessario per colmare gli intagli.


Figura 8.15 - (A) Foro per l'ingresso della resina; (B) Inserimento della resina negli intagli

Si procede allo stesso modo per tutte e sei le travi; le travi n.29 e n.30 sono state poi
vibrate con un trapano a percussione.


Figura 8.16 - Travi assemblate; avvenuta la catalizzazione della resina potranno essere
trasportate al laboratorio prove



A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
356

8.1.3 Preparazione della prova
8.1.3.1 Assetto di prova
Le prove per le travi rettilinee sono state svolte sull'attuatore MTS 250 kN che si compone
di una cella di carico con capacit pari a 250 kN; al martinetto stata applicata una trave
in acciaio con due coltelli cilindrici in modo da ripartire il carico concentrato in
corrispondenza di 1/3 e 2/3 della luce della trave. Sotto ai coltelli sono state poste due
piastre di acciaio per creare un ripartitore di carico rigido che evitasse il punzonamento
del legno. Il martinetto stato poi vincolato al telaio della macchina di prova con dei cavi
di acciaio per ridurre il pericolo di sbandamento durante la prova.


Figura 8.17 - (A) Assetto generale della prova; (B) Particolare del coltello di carico

Per evitare dei movimenti laterali della trave durante l'applicazione del carico, sono state
applicate quattro squadrette, ancorate al suolo, sui fianchi: un foglio di teflon applicato
sui lati lascia scorrere in senso longitudinale la trave e non ne impedisce la traslazione.
La trave poggia su dei cavalletti dotati di appoggio cilindrico sopra cui stato posto un
foglio di teflon per ridurre l'attrito; tali appoggi fungono da vincolo a cerniera e carrello.
La prima trave testata (trave rettilinea in legno lamellare Gl32h vergine, vedi Capitolo 4),
ha evidenziato un punzonamento a livello dell'appoggio per cui si deciso di disporre una
piastra in acciaio, tra il vincolo e la trave, su entrambi i cavalletti per risolvere il problema.

A B
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
357


Figura 8.18 - (A) Dettaglio dell'appoggio senza piastra di acciaio con un visibile punzonamento
del legno; (B) Dettaglio dell'appoggio con piastra di acciaio


8.1.3.2 Strumentazione del provino
Per registrare gli spostamenti significativi della trave durante la prova si sono applicati i
seguenti estensimetri:
Trasduttori orizzontali (LVDT A e B) in corrispondenza del giunto
Il supporto del traduttore ed il contrasto in alluminio usato per la lettura degli
allungamenti sono stati applicati alla trave mediante colla. Questi trasduttori
hanno come scopo la misurazione dellapertura della fessura di mezzeria.


Figura 8.19 - Trasduttori orizzontali applicati in corrispondenza del giunto di mezzeria



A B
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358

Trasduttori orizzontali (LVDT C e D) in corrispondenza degli appoggi
I traduttori applicati agli estremi della trave sono stati appoggiati su appositi
supporti ed il relativo contrasto stato applicato alla trave mediante colla. Questi
trasduttori hanno come scopo la misurazione dello spostamento dell'estremo
della trave dovuta alla traslazione possibile durante lapplicazione del carico.


Figura 8.20 - Trasduttore orizzontale applicato all'estremit della trave

Trasduttori a nucleo libero (1, 2 e 3)
I trasduttori a nucleo libero sono stati applicati in corrispondenza della mezzeria e
dei punti di applicazione del carico. Sono stati collegati alla trave grazie a dei
chiodi e sono supportati da basetta magnetica che garantisce laderenza al suolo.
Lo scopo dei trasduttori a nucleo libero quello di registrare lo spostamento
verticale dei tre punti in modo da osservare levoluzione della freccia sotto
lapplicazione di un carico variabile nel tempo.


Figura 8.21 - Trasduttori verticali a nucleo libero
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
359

Prima di applicare i trasduttori alle travi, si proceduto a tararli controllando che le
letture registrate rispecchiassero lo spostamento impresso da un apposito strumento.
Si riporta nelle Figure 8.22 e 8.24 lo schema della posizione degli strumenti sopra descritti
(le misure sono espresse in centimetri).






Figura 8.22 - Schema della posizione dei trasduttori A, B, C e D sulla trave (Lato Celoria)


Figura 8.23 - Schema della posizione dei trasduttori 1, 2 e 3 sulla trave (Lato Cortile)

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
360

Con riferimento alla Figura 8.22 si considerano:
L
sup
= lunghezza del traduttore orizzontale superiore A
L
inf
= lunghezza del trasduttore orizzontale inferiore B
d = distanza verticale tra i trasduttori orizzontali A e B
Tali quantit saranno utili nel seguito della trattazione per valutare la curvatura durante la
prova.
Per le travi testate si sono misurate le lunghezze riportate in Tabella 8.1.

TRAVE L
SUP
[cm] L
INF
[cm] d [cm]
25 9.50 9.50 33.00
26 9.50 10.00 33.50
27 10.50 10.50 33.00
28 11.20 9.00 33.50
29 10.00 10.50 33.00
30 10.00 9.00 33.00
Tabella 8.1 - Valori delle grandezze L
SUP
, L
INF
e d delle travi













Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
361

8.1.3.3 Procedura di carico
La procedura di carico descritta dalla CURVA 8 della normativa UNI EN 380.


Grafico 8.1 - Procedura di carico, UNI EN 380

La prova viene svolta all'inizio in controllo di carico, con velocit di rampa di 4 kN/min
(0.06 kN/sec), arrivando ad un carico di 10.8 kN. Tale carico viene mantenuto per 120
secondi dopodich viene aumentato a 18.9 kN mantenendo la velocit ancora pari a 4
kN/min. Successivamente il carico viene riportato a 10.8 kN alla velocit di 4 kN/min e
aumentato nuovamente fino a 27 kN. Il carico a questo punto viene mantenuto per 20
minuti durante i quali si legge la freccia massima in mezzeria (trasduttore a nucleo libero
2) per determinare la velocit per la fase successiva in controllo di spostamento,
applicando la formula:



Trascorsi i 20 minuti, viene aumentato il carico fino a rottura con una velocit in controllo
di spostamento calcolata pari a 0.02 mm/sec.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
362

Si riportano i grafici della storia di carico registrata dalla Spider 8 e dall'MTS. L'andamento
irregolare e ondulatorio dei grafici, nella fase iniziale, dovuto all'assestamento degli
strumenti di lettura.


Grafico 8.2 - Storia di carico SPIDER 8 per la trave n. 25


Grafico 8.3 - Storia di carico MTS per la trave n. 25
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
363

8.1.4 PROVA N.25
INSERTI LAMINATI
Ciascun laminato costituito da: n.3 STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800
tex, 4455% g/mq, corredate da n.4 NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO HTS
12K, 800 tex, 416 g/mq

Normativa di riferimento UNI EN 380
Data 10/12/2010
Temperatura ambiente 20.6C
Umidit relativa ambiente 12%
ROTTURA 115 kN
Tabella 8.2 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova

8.1.4.1 Report di prova
Viene seguita la procedura di carico descritta al paragrafo 8.1.3.3. Verso i 35 kN il
cuscinetto di resina in mezzeria si micro - fessurato provocando l'inizio dell'apertura del
giunto visibile ad occhio nudo. La rottura avvenuta intorno a 115 kN.














Figura 8.24 - Particolari della rottura del giunto di mezzeria, Lato Celoria
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
364


Figura 8.25 - Particolari della rottura del giunto di mezzeria, Lato Cortile

A prova ultimata si sezionata la trave in corrispondenza del giunto in modo da ottenere
maggiori informazioni sul comportamento di quest'ultimo, nonch gli eventuali danni
interni del laminato e/o all'interfaccia laminato - resina.


Figura 8.26 - Taglio giunto della trave

Le sezioni di uno dei due intagli sono rappresentate in Figura 8.27. Come si pu notare,
quando il giunto correttamente realizzato, la resina ben si aggrappa al laminato ed al
legno: in Figura 8.27 (A), ad esempio, visibile il laminato di carbonio con residui di resina
a cui sono rimaste intrappolate, a loro volta, delle fibre di legno. L'aderenza cos
significativa che, come si nota in Figura 8.27 (B), le fibre del legno si sono strappate
restando incollate alla resina e, viceversa, sulla resina presente l'impronta del laminato.
Queste due fotografie sono riferite al lato "ruvido" del laminato (vedi Figura 8.5 (B)).
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
365

L'altro lato del laminato, pi "liscio" perch durante la realizzazione era a contatto con il
cellofan, presenta meno aderenza alla resina che invece ha aderito completamente alla
superficie scabra del legno.



Figura 8.27 - (A) e (B) Fotografia del lato del laminato pi "ruvido" dopo aver tagliato il
giunto; (C) e (D) Fotografia del lato del laminato pi "liscio" dopo aver tagliato il giunto


Figura 8.28 - Particolare dell'inserto dopo aver sezionato il giunto: si nota l'aggrappamento
della resina alle fibre del legno e del carbonio (Ingrandimento della Figura 3.27 (B))
A B
C D
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
366

8.1.4.2 Analisi dei risultati
La rottura della trave n. 25 avvenuta a 114.74 kN; in corrispondenza al carico di rottura
si registrata una freccia in mezzeria pari a 44.23 mm ed un'apertura di fessura del
giunto di 2.81 mm.


Grafico 8.4 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico di rottura, risultano
essere simmetrici: la freccia 1 e la freccia 3 infatti sono rispettivamente pari a 37.01 mm e
37.02 mm. Dal Grafico 8.5, riferito ai trasduttori a nucleo libero, si nota che intorno ai 35
kN, quando si ha la rottura del cuscinetto di resina, le frecce subiscono un leggero
abbassamento, conseguenza del comportamento plastico del giunto. In corrispondenza
dello stesso carico, 35 kN, si osserva anche sul Grafico 8.6, riferito ai trasduttori
orizzontali posizionati in mezzeria, uno spostamento significativo dell'LVDT B dovuto
all'apertura inferiore del giunto. Si nota inoltre, in tutti i grafici, una leggera caduta di
carico in corrispondenza a 57 kN, quando il giunto di mezzeria ha avuto un ulteriore
aumento rapido dell'apertura.
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
367


Grafico 8.5 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda il giunto di mezzeria, sotto il carico di rottura, si chiuso in
corrispondenza del traduttore A di 0.58 mm e aperto in corrispondenza del traduttore B
di 2.81 mm.


Grafico 8.6 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
368

I trasduttori applicati agli appoggi hanno mostrato una traslazione della trave durante la
prova: l'appoggio C traslato di 3.20 mm mentre l'appoggio D di 4.89 mm. Dopo un
assestamento iniziale possibile vedere che, anche nel Grafico 8.7 in corrispondenza a 35
kN, si registrato un leggero salto delle curve, conseguenza dell'apertura istantanea del
giunto.


Grafico 8.7 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D










Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
369

8.1.5 PROVA N.26
INSERTI SCIOLTI
Ciascun inserto costituito da: n.3 STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800 tex,
4455% g/mq, corredate da n.4 NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO HTS 12K 416
g/mq

Normativa di riferimento UNI EN 380
Data 10/12/2010
Temperatura ambiente 19.3C
Umidit relativa ambiente 12%
ROTTURA 119 kN
Tabella 8.3 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova

8.1.5.1 Report di prova
Viene seguita la procedura di carico descritta al paragrafo 8.1.3.3. Verso i 50 kN il
cuscinetto di resina in mezzeria si micro - fessurato provocando l'inizio dell'apertura del
giunto visibile ad occhio nudo. La rottura avvenuta intorno a 119 kN.


Figura 8.29 - Fessure, giunto dopo la rottura: (A) Lato Celoria e (B) Lato Cortile

A prova ultimata si sezionata la trave in corrispondenza del giunto in modo da ottenere
maggiori informazioni sul comportamento di quest'ultimo, nonch gli eventuali danni
interni dell'inserto sciolto e/o all'interfaccia inserto - resina.
A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
370


Figura 8.30 - (A) Fotografia del giunto della trave n. 26 tagliato; (B) Particolare
dell'aggrappamento della resina al legno e alle stuoie

Come si evince dalla Figura 8.30, stato molto difficile sezionare il giunto della trave in
quanto i tre componenti, inserto resina e legno, sono pressoch inscindibili. Ci
conseguenza del fatto che le stuoie sciolte non presentano (vedi Figura 8.10 (A)) uno
strato esterno di adesivo che le ricopre, permettendo alla resina di penetrare meglio tra
le fibre dell'inserto. Un ruolo fondamentale hanno avuto anche i distanziatori posti tra i
vari strati dell'inserto: hanno impedito che le stuoie si attaccassero tra loro ed alle pareti
dell'intaglio lasciando percolare l'adesivo in tutti gli interstizi.











A B
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
371

8.1.5.2 Analisi dei risultati
La rottura avvenuta a 118.86 kN; in corrispondenza al carico di rottura si registrata
una freccia in mezzeria pari a 55.09 mm ed un'apertura di fessura del giunto di 4.99 mm.


Grafico 8.8 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico di rottura, risultano
essere simili: la freccia 1 e la freccia 3 infatti sono rispettivamente pari a 42.85 mm e
40.40 mm. Dal Grafico 8.9, riferito ai trasduttori a nucleo libero, si nota che intorno ai 50
kN, quando si ha la rottura del cuscinetto di resina, le frecce subiscono un leggero
abbassamento, conseguenza del comportamento plastico del giunto. In corrispondenza
dello stesso carico, si osserva anche sul Grafico 8.10, riferito ai trasduttori orizzontali
posizionati in mezzeria, uno spostamento significativo dell'LVDT B dovuto all'apertura
inferiore del giunto. Si nota inoltre, in tutti i grafici, una leggera caduta di carico in
corrispondenza a 86 kN, quando il giunto di mezzeria ha avuto un ulteriore aumento
rapido dell'apertura.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
372


Grafico 8.9 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda il giunto di mezzeria, sotto il carico di rottura, si chiuso in
corrispondenza del traduttore A di 0.25 mm e aperto in corrispondenza del traduttore B
di 4.99 mm.


Grafico 8.10 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
373

I trasduttori applicati agli appoggi hanno mostrato una traslazione della trave durante la
prova: l'appoggio C traslato di 2.37 mm mentre l'appoggio D di 6.42 mm. Dopo un
assestamento iniziale possibile vedere che, anche nel Grafico 8.11 in corrispondenza a
50 kN, si registrato un leggero salto delle curve, conseguenza dell'apertura istantanea
del giunto.


Grafico 8.11 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
374

8.1.6 PROVA N.27
INSERTI LAMINATI
Ciascun laminato costituito da: n.2 STUOIE POLYEVERY G800A in VETRO 'E', 2400 tex,
8905% g/mq, corredate da n.6 NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO HTS 12K 416
g/mq

Normativa di riferimento UNI EN 380
Data 09/12/2010
Temperatura ambiente 20.1C
Umidit relativa ambiente 15%
ROTTURA 111 kN
Tabella 8.4 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova

8.1.6.1 Report di prova
Viene seguita la procedura di carico descritta al Paragrafo 8.1.3.3. Verso i 37 kN il
cuscinetto di resina in mezzeria si micro - fessurato provocando l'inizio dell'apertura del
giunto visibile ad occhio nudo. La rottura avvenuta intorno a 111 kN.


Figura 8.31 - Fessure, giunto dopo la rottura: (A) Lato Celoria e (B) Lato Cortile

A prova ultimata si sezionata la trave in corrispondenza del giunto in modo da ottenere
maggiori informazioni sul comportamento di quest'ultimo, nonch gli eventuali danni
interni del laminato e/o all'interfaccia laminato - resina.

A B
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
375


Figura 8.32 - (A) Fotografia del giunto della trave n. 27 tagliato; (B) Particolare dell'inserto

Durante il taglio della trave n. 27 si notato l'aggrappamento della resina al laminato ed
al legno. Per poter aprire il giunto si cercato di staccare l'inserto dalle pareti
dell'intaglio: ci che si ottenuto, invece, stata la rottura del laminato, staccando i
nastri di carbonio dalle stuoie di vetro. Sull'unica parte di inserto che si riusciti a ripulire,
si nota come il legno sia ancorato saldamente al laminato, evidenziando la riuscita
dell'unione. Con un'attenta osservazione, si nota anche la presenza di bollicine d'aria in
corrispondenza del cuscinetto di resina, sintomo si una non completa fuoriuscita del
calore durante la catalizzazione della resina.













A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
376

8.1.6.2 Analisi dei risultati
La rottura avvenuta a 111.37 kN; in corrispondenza al carico di rottura si registrata
una freccia in mezzeria pari a 39.86 mm ed un'apertura di fessura del giunto di 2.81 mm.


Grafico 8.12 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico di rottura, risultano
essere simili: la freccia 1 e la freccia 3 infatti sono rispettivamente pari a 34.46 mm e
32.86 mm. Dal Grafico 3.13, riferito ai trasduttori a nucleo libero, si nota che intorno ai 37
kN, quando si ha la rottura del cuscinetto di resina, le frecce subiscono un leggero
abbassamento, conseguenza del comportamento plastico del giunto. In corrispondenza
dello stesso carico, si osserva anche sul Grafico 3.14, riferito ai trasduttori orizzontali
posizionati in mezzeria, uno spostamento significativo dell'LVDT B dovuto all'apertura
inferiore del giunto. Si nota inoltre, in tutti i grafici, una leggera caduta di carico in
corrispondenza a 96 kN, quando il giunto di mezzeria ha avuto un ulteriore aumento
rapido dell'apertura.

Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
377


Grafico 8.13 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda il giunto di mezzeria, sotto il carico di rottura, si chiuso in
corrispondenza del traduttore A di 0.33 mm e aperto in corrispondenza del traduttore B
di 2.81 mm.


Grafico 8.14 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
378

I trasduttori applicati agli appoggi hanno mostrato una traslazione della trave durante la
prova: l'appoggio C traslato di 3.53 mm mentre l'appoggio D di 3.68 mm. Dopo un
assestamento iniziale possibile vedere che, anche nel Grafico 8.15 in corrispondenza a
37 kN, si registrato un leggero salto delle curve, conseguenza dell'apertura istantanea
del giunto.


Grafico 8.15 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D











Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
379

8.1.7 PROVA N.28
INSERTI SCIOLTI
Ciascun inserto costituito da: n.2 STUOIE POLYEVERY G800A in VETRO 'E', 2400 tex,
8905% g/mq, corredate da n.6 NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO HTS 12K 416
g/mq

Normativa di riferimento UNI EN 380
Data 10/12/2010
Temperatura ambiente 21.1C
Umidit relativa ambiente 12%
ROTTURA 141 kN
Tabella 8.5 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova

8.1.7.1 Report di prova
Viene seguita la procedura di carico descritta al paragrafo 8.1.3.3. Verso i 27 kN il
cuscinetto di resina in mezzeria si micro - fessurato provocando l'inizio dell'apertura del
giunto visibile ad occhio nudo. La rottura avvenuta intorno a 141 kN.



Figura 8.33 - Fessure, giunto dopo la rottura: (A) e (C) Lato Celoria, (B) e (D) Lato Cortile
A B
C D
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
380

A prova ultimata si sezionata la trave in corrispondenza del giunto in modo da ottenere
maggiori informazioni sul comportamento di quest'ultimo, nonch gli eventuali danni
interni dell'inserto e/o all'interfaccia inserto - resina.



Figura 8.34 - Particolari del giunto di mezzeria della trave n. 28

La trave n. 28 presenta buona aderenza tra gli inserti ed il legno, tanto che dalla Figura
8.34 (C) si nota l'impronta del nastro di carbonio sulla resina aggrappata al legno. Tale
aderenza dovuta alla non pre impregnazione delle stuoie di vetro (vedi Figura 8.10 (B)),
come invece accade per i laminati (vedi Figura 8.8), lasciando la possibilit all'adesivo di
percolare tra le fibre. La presenza inoltre dei distanziatori ha permesso alla resina di
bagnare tutte le facce delle stuoie e dell'intaglio, garantendo una buona riuscita della
connessione: la trave n. 28 stata quella che ha avuto il carico di rottura pi alto tra le
travi rettilinee sottoposte a prova.
A B
C D
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
381

8.1.7.2 Analisi dei risultati
La rottura avvenuta a 141.41 kN; in corrispondenza al carico di rottura si registrata
una freccia in mezzeria pari a 62.00 mm ed un'apertura di fessura del giunto di 4.64 mm.


Grafico 8.16 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico di rottura, risultano
essere simili: la freccia 1 e la freccia 3 infatti sono rispettivamente pari a 50.59 mm e
51.25 mm. Dal Grafico 3.17, riferito ai trasduttori a nucleo libero, si nota che intorno ai 27
kN, quando si ha la rottura del cuscinetto di resina, le frecce subiscono un leggero
abbassamento, conseguenza del comportamento plastico del giunto. In corrispondenza
dello stesso carico, si osserva anche sul Grafico 3.18, riferito ai trasduttori orizzontali
posizionati in mezzeria, uno spostamento significativo dell'LVDT B dovuto all'apertura
inferiore del giunto.



Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
382


Grafico 8.17 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda il giunto di mezzeria, sotto il carico di rottura, si chiuso in
corrispondenza del traduttore A di 2.12 mm e aperto in corrispondenza del traduttore B
di 4.64 mm.


Grafico 8.18 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
383

I trasduttori applicati agli appoggi hanno mostrato una traslazione della trave durante la
prova: l'appoggio C traslato di 7.77 mm mentre l'appoggio D di 4.20 mm. Dopo un
assestamento iniziale possibile vedere che, anche nel Grafico 3.19 in corrispondenza a
27 kN, si registrato un leggero salto delle curve, conseguenza dell'apertura istantanea
del giunto.


Grafico 8.19 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D










Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
384

8.1.8 PROVA N.29
INSERTI LAMINATI
Ciascun laminato costituito da: n.9 STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800
tex, 4455% g/mq

Normativa di riferimento UNI EN 380
Data 09/12/2010
Temperatura ambiente 18.6C
Umidit relativa ambiente 33%
ROTTURA 89 kN
Tabella 8.6 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova

8.1.8.1 Report di prova
Viene seguita la procedura di carico descritta al paragrafo 8.1.3.3. Verso i 40 kN il
cuscinetto di resina in mezzeria si micro - fessurato provocando l'inizio dell'apertura del
giunto visibile ad occhio nudo. La rottura avvenuta intorno a 89 kN.


Figura 8.35 - Fessure, giunto dopo la rottura: (A) Lato Celoria, (B) Lato Cortile

A prova ultimata si sezionata la trave in corrispondenza del giunto in modo da ottenere
maggiori informazioni sul comportamento di quest'ultimo, nonch gli eventuali danni
interni del laminato e/o all'interfaccia laminato - resina.
A B
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
385


Figura 8.36 - (A) Particolare del giunto di mezzeria; (B) Particolare del laminato

Dalla Figura 8.36 (A) possibile notare la rottura del cuscinetto di resina di testa; tra le
travi con inserti laminati la trave n. 29 ha dato segni di cedimento a carichi pi bassi. La
trave n. 25 e la trave n. 27, infatti, sono giunte a rottura rispettivamente a 115 kN e 111
kN contro gli 89 kN della trave n. 29: gli inserti delle due travi per avevano nastri di
carbonio di rinforzo alla base, nella zona pi sollecitata a trazione.















A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
386

8.1.8.2 Analisi dei risultati
La rottura avvenuta a 89.44 kN; in corrispondenza al carico di rottura si registrata una
freccia in mezzeria pari a 31.09 mm ed un'apertura di fessura del giunto di 2.34 mm.


Grafico 8.20 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico di rottura, risultano
essere simili: la freccia 1 e la freccia 3 infatti sono rispettivamente pari a 26.14 mm e
24.76 mm. Dal Grafico 8.21, riferito ai trasduttori a nucleo libero, si nota che intorno ai 40
kN, quando si ha la rottura del cuscinetto di resina, le frecce subiscono un leggero
abbassamento, conseguenza del comportamento plastico del giunto. In corrispondenza
dello stesso carico, si osserva anche sul Grafico 8.22, riferito ai trasduttori orizzontali
posizionati in mezzeria, uno spostamento significativo dell'LVDT B dovuto all'apertura
inferiore del giunto.

Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
387


Grafico 8.21 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda il giunto di mezzeria, sotto il carico di rottura, si chiuso in
corrispondenza del traduttore A di 0.28 mm e aperto in corrispondenza del traduttore B
di 2.34 mm. Si nota l'andamento della rottura plastica del laminato di carbonio.


Grafico 8.22 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
388

I trasduttori applicati agli appoggi hanno mostrato una traslazione della trave durante la
prova: l'appoggio C traslato di 2.97 mm mentre l'appoggio D di 2.13 mm. Dopo un
assestamento iniziale possibile vedere che, anche nel Grafico 8.23 in corrispondenza a
40 kN, si registrato un leggero salto delle curve, conseguenza dell'apertura istantanea
del giunto.


Grafico 8.23 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D




Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
389

8.1.9 PROVA N.30
INSERTI SCIOLTI
Ciascun inserto costituito da: n.9 STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800 tex,
4455% g/mq

Normativa di riferimento UNI EN 380
Data 03/12/2010
Temperatura ambiente 20.2C
Umidit relativa ambiente 23%
ROTTURA 75 kN
Tabella 8.7 - Data, valori di temperatura ed umidit della prova

8.1.9.1 Report di prova
Durante la fasi di preparazione della trave si danneggiata una delle due sezioni di testa
per correggere un intaglio. Con una motosega stata tagliata la fresata creando
un'apertura che, successivamente, stata chiusa applicando un listello di legno incollato
attraverso uno stucco ad indurimento immediato con catalizzatore. Quando lo stucco ha
fatto presa stato tagliato il listello e piallata la superficie della trave.

Per la prova viene seguita la procedura di carico descritta al paragrafo 8.1.3.3. Verso i 40
kN il cuscinetto di resina in mezzeria si micro - fessurato provocando l'inizio
dell'apertura del giunto visibile ad occhio nudo. La rottura avvenuta intorno a 75 kN.

A prova ultimata si sezionata la trave in corrispondenza del giunto in modo da ottenere
maggiori informazioni sul comportamento di quest'ultimo, nonch gli eventuali danni
interni dell'inserto e/o all'interfaccia inserto - resina.





Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
390



Figura 8.37 - Giunto in mezzeria dopo la rottura: (A) Lato Celoria, (B) Lato Cortile; (C)
Particolare dell'inserto dopo aver tagliato il giunto

La trave n. 30 ha registrato la rottura pi bassa della campagna prove svolta. In Figura
8.38 si pu notare la rottura dell'inserto, probabilmente causata dalla mancanza dei nastri
di carbonio o ad un eventuale errore durante l'esecuzione del giunto. Questa tipologia di
inserto richiede infatti un accurato posizionamento dei distanziatori, per evitare che le
stuoie si attacchino tra loro e alle pareti dell'intaglio, garantendo alla resina di aderire alle
superfici dell'inserto e del legno. inoltre necessario vibrare accuratamente la trave, in
corrispondenza del giunto, per costringere la resina ad occupare tutti gli spazi e gli
interstizi dell'intaglio.




A B
C C
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
391

8.1.9.2 Analisi dei risultati
La rottura avvenuta a 74.92 kN; in corrispondenza al carico di rottura si registrata una
freccia in mezzeria pari a 26.13 mm ed un'apertura di fessura del giunto di 1.26 mm.


Grafico 8.24 - Carico - Spostamento registrato dall'MTS

Gli spostamenti verticali della trave, in corrispondenza del carico di rottura, risultano
essere simili: la freccia 1 e la freccia 3 infatti sono rispettivamente pari a 23.01 mm e
21.81 mm. Dal Grafico 8.25, riferito ai trasduttori a nucleo libero, si nota che intorno ai 40
kN, quando si ha la rottura del cuscinetto di resina, le frecce subiscono un leggero
abbassamento, conseguenza del comportamento plastico del giunto. In corrispondenza
dello stesso carico, si osserva anche sul Grafico 8.26, riferito ai trasduttori orizzontali
posizionati in mezzeria, uno spostamento significativo dell'LVDT B dovuto all'apertura
inferiore del giunto.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
392


Grafico 8.25 - Frecce, spostamenti registrati dai trasduttori a nucleo libero 1, 2 e 3

Per quanto riguarda il giunto di mezzeria, sotto il carico di rottura, si chiuso in
corrispondenza del traduttore A di 0.23 mm e aperto in corrispondenza del traduttore B
di 1.26 mm.


Grafico 8.26 - Giunto, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali A e B
Capitolo 8 Sperimentazione - Prove su elementi strutturali in legno
393

I trasduttori applicati agli appoggi hanno mostrato una traslazione della trave durante la
prova: l'appoggio C traslato di 3.93 mm mentre l'appoggio D di 0.43 mm. Dopo un
assestamento iniziale possibile vedere che, anche nel Grafico 3.27 in corrispondenza a
40 kN, si registrato un leggero salto delle curve, conseguenza dell'apertura istantanea
del giunto.


Grafico 3.27 - Appoggi, spostamenti registrati dai trasduttori orizzontali C e D










Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
394

8.1.10 Confronto dei risultato ottenuti
Si ricordano alcuni accorgimenti tecnologici per ottimizzare la realizzazione degli inserti e
dei giunti sopra analizzati.

Per la
realizzazione
degli inserti
Utilizzare dei supporti adeguati su cui assemblare l'inserto, piani e dotati di telo distaccante
per ottenere delle superfici scabre
Lasciar catalizzare la resina prima di maneggiare l'inserto
Stendere i vari strati costituenti il laminato secondo la sequenza riportata sui disegni
esecutivi e applicare gli eventuali nastri di rinforzo in modo perfettamente lineare, per
evitare bolle d'aria o increspature
Stabilito il quantitativo di resina necessario per l'esecuzione del laminato, porre attenzione a
non lasciare parti senza adesivo
Posizionare distanziatori tra le varie stuoie sciolte per garantire alla resina una buona
percolazione tra le fibre
Per la
realizzazione
del giunto
Realizzati gli intagli, ripulirli perfettamente da trucioli o segatura
Posizionare dei distanziatori sulle superfici esterne degli inserti per evitare che si attacchino
alle pareti degli intagli
Sigillare tutte le possibili aperture o vie di uscita della resina in corrispondenza del giunto,
quali nodi o spigoli combacianti
Resinare nelle condizioni indicate dal produttore o seguire le indicazioni riportate sulle
schede tecniche delle resine per realizzare connessioni affidabili
Dopo aver colato la resina, accertarsi che le bolle d'aria, conseguenza della catalizzazione,
fuoriescano con l'ausilio di strumenti vibranti

Osservando i carichi di rottura registrati, si evince che la trave che ha sopportato un
carico ultimo maggiore stata quella con gli inserti laminati costituiti da stuoie di vetro e
nastri di carbonio: la trave n. 28, infatti, ha sostenuto un carico di 141.41 kN prima di
giungere a rottura.
395

CAPITOLO 9
MODELLI AD ELEMENTI FINITI



In questo capitolo vengono descritte le analisi numeriche condotte attraverso modelli a
elementi finiti (per brevit indicati con "Modelli FEM"), realizzati per la trave n. 31, trave
rettilinea in legno lamellare Gl32h descritta nel Capitolo 7, per la trave n. 7 con giunto
Legno - Acciaio lineare, e per le sei travi rettilinee con giunto Legno - FRP lineare descritte
nel Capitolo 8.
Vengono per prima illustrate alcune ipotesi alla base della modellazione impiegata per i
materiali, riproponendo anche riassunti teorici indispensabili per comprendere alcune
semplificazioni e approssimazioni che verranno successivamente adottati nella
modellazione.
I modelli realizzati possono essere ritenuti affidabili, sia perch rispecchiano i valori di
freccia ottenuti sperimentalmente, sia perch riescono a calcolare gli stessi valori di
sforzo che si ottengono analiticamente.
Per brevit, nel lavoro di tesi, si riportano solo alcuni dei modelli realizzati, tra cui:
Trave n. 31:
- Modello FEM in Controllo di spostamento;
- Modello FEM in Controllo di carico;
Trave n. 7:
- Modello FEM senza resina;
- Modello FEM con resina;
- Modello FEM con cuscinetto di resina;
Travi n. 25 e n. 26, Travi n. 27 e n. 28, Travi n. 29 e n. 30:
- Modello FEM senza cuscinetto di resina;
- Modello FEM con cuscinetto di resina.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
396

9.1 MODELLAZIONE MECCANICA DEL LEGNO
Il materiale legno deve essere riguardato come un materiale anisotropo, ovvero le
propriet meccaniche del materiale sono dipendenti dalla direzione considerata. Questa
affermazione vale sia per il legno massiccio, sia per il legno lamellare incollato. Per questa
ragione non possibile individuare un unico coefficiente di Poisson, come avviene con i
materiali isotropi. Tuttavia le propriet meccaniche, nel caso del legno, possono essere
messe in stretta relazione con le direzioni anatomiche del materiale. Il tronco, come
spiegato nel Capitolo 1, si pu ragionevolmente pensare composto da un certo numero di
pareti cilindriche concentriche: con questo modello si pu individuare una simmetria
cilindrica, con asse coincidente con lasse midollare. In questo modo si individuano tre
direzioni anatomiche principali: quella longitudinale, parallela alla direzione del tronco;
quella radiale, parallela alla direzione dei raggi dei cerchi concentrici rappresentati dagli
anelli di accrescimento; quella tangenziale, parallela alla tangente dei cerchi concentrici
rappresentati dagli anelli di accrescimento. Considerando invece un cubo di materiale
sufficientemente piccolo ad una certa distanza dallasse, e chiamate L, R, T le direzioni
anatomiche rispettivamente longitudinale, radiale e trasversale, una ulteriore
semplificazione pu essere quella di sostituire gli anelli di accrescimento con strati
piani. Evidentemente le semplificazioni cos introdotte risultano tanto meno influenti
quanto pi lelemento di legno ricavato lontano dallasse midollare. In questa ultima
ipotesi il materiale legno, o meglio un elemento di legno privo di difetti, localmente
schematizzabile come materiale ortotropo rispetto ai tre piani sopra indicati,
introducendo una semplificazione nella matrice di rigidezza che descrive il legame
costitutivo del materiale. Infatti un materiale ortotropo pu essere descritto da una
matrice in cui figurano 9 costanti indipendenti, in luogo dei 21 parametri indipendenti del
materiale anisotropo.


Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
397

[



I valori dei coefficienti di Poisson non variano sensibilmente con la massa volumica ed
altre caratteristiche anatomiche.



Questo non risulta vero per le costanti elastiche, che possono variare in funzione di molti
parametri (umidit del legno, temperatura, ecc.).
Nonostante le molte variazioni tra i moduli, si ritengono accettabili, per la gran parte delle
specie legnose, i rapporti:



I valori riportati per le caratteristiche meccaniche del legno possono consentire una
ulteriore interessante ipotesi semplificativa, quella che permette il riferimento ad una
unica direzione trasversale, confondendo le direzioni anatomiche trasversali R e T.
Con tale ulteriore semplificazione il materiale diviene quindi caratterizzato da due
orientazioni, quella longitudinale (parallela alla fibratura, indicata con pedice "0") e quella
ad essa ortogonale (indicata con pedice "90"). Si perviene quindi ad un materiale
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
398

caratterizzato, elasticamente, dai moduli di elasticit normali E
0
e E
90
e da quello
tangenziale G.
In mancanza di determinate specifiche si accettano, per il legno di conifera, le seguenti
assunzioni:



Sempre con lipotesi di un'unica direzione trasversale, il coefficiente di Poisson , inteso
come rapporto tra la deformazione trasversale e la deformazione longitudinale in un
elemento sollecitato lungo la direzione longitudinale, pu essere assunto pari ad un
valore compreso tra 0.37 e 0.42 nel caso delle conifere, tra 0.37 e 0.50 nel caso delle
latifoglie.


9.1.1 Meccanismi di resistenza del legno netto per sforzi assiali
Il comportamento a rottura del legno netto sottoposto a sforzi assiali di compressione
influenzato dallangolo tra la direzione della fibratura e la direzione degli sforzi applicati. I
valori di resistenza massima si ottengono nel caso di compressione parallela alla fibratura,
mentre nel caso di compressione ortogonale alla fibratura si ottengono valori di
resistenza inferiori. Nel caso di compressione parallela alla direzione della fibratura
legnosa, la forma di collasso osservabile a livello anatomico riconducibile al collasso
delle fibre con funzione strutturale le quali, si instabilizzano ripiegandosi su s stesse e
con corrugamenti locali delle pareti cellulari. Tali forme di collasso sono spesso in
condizioni di stabilit, nel senso che al crescere della deformazione imposta si producono
nuovi corrugamenti con valori pressoch costanti di forza sollecitante; questi difficilmente
si propagano fino a causare il collasso in compressione e in tali zone si ha una bassissima
resistenza a trazione. Per descrivere il campo post - elastico del materiale, sono stati
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
399

proposti in letteratura molti modelli, tra cui il pi semplice quello a triangolo -
rettangolo.
Quando il legno sollecitato ortogonalmente alla direzione della fibratura, la forma di
collasso che si osserva a livello anatomico associata allo schiacciamento laterale delle
cellule legnose. Un importante fenomeno che contribuisce al meccanismo resistente il
cosiddetto effetto di confinamento, legato alla presenza di superfici laterali non sollecitate
intorno alla zona di applicazione del carico. Sperimentalmente si osserva, infatti, che i
campioni confinati presentano valori di resistenza e di rigidezza crescenti allaumentare
della larghezza di confinamento e che, inoltre, sono caratterizzati da un comportamento
post - elastico con incrudimento. Gli effetti di confinamento si possono spiegare con
la collaborazione delle fibre adiacenti non caricate, le quali sono sollecitate a trazione
parallela al loro asse, assorbendo una quota parte del carico. Al contrario, in assenza di
confinamento, tutte le fibre vengono schiacciate come fascio di tubi.
Il comportamento del legno per sforzi assiali di trazione caratterizzato da una legge
tensione - deformazione di tipo elasto - fragile, con notevoli differenze per sullentit dei
carichi di rottura in funzione dellinclinazione tra la direzione dei carichi e la direzione
della fibratura. Per legno esente dai difetti, la resistenza a trazione parallela alla fibratura
raggiunge i valori di resistenza pi elevati. Questo materiale dimostra di possedere un alto
grado di resistenza alla frattura per trazione parallela alla fibratura: le catene di cellulosa
tendono a resistere allungandosi parallelamente allasse cellulare, mentre la lignina
assume comunque il compito di ostacolare il processo di trasmissione dellenergia di
frattura da una fibra allaltra. Le minori caratteristiche di resistenza offerte dal legno sono
quelle relative a sollecitazioni di trazione ortogonale alla direzione delle fibre; anche in
questo caso le rotture possono avvenire a livello intralaminare, oppure coinvolgere le
pareti cellulari: in entrambi i casi la rottura fragile. A livello macroscopico si osserva che
la modalit di rottura influenzata anche dallorientazione degli anelli.


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
400

9.1.2 Meccanismi resistenti del legno netto per sforzi di taglio
Le modalit di rottura per taglio che si possano osservare sono solitamente tre: taglio
ortogonale, taglio parallelo e taglio cosiddetto per rolling shear. Nel taglio ortogonale le
cellule tendono ad essere sollecitate perpendicolarmente al loro asse: normalmente nei
casi pratici rotture di questo tipo non si verificano. Pi frequenti sono le modalit di
rottura nel quale il taglio agisce parallelamente alla direzione delle fibre, determinando
uno slittamento fra le fibre parallelamente al loro asse longitudinale. La normativa
europea non fornisce valori di resistenza differenti nei due casi, sebbene
sperimentalmente si osservino valori di resistenza superiori nel caso di taglio ortogonale
alle fibre. Il cosiddetto rolling shear una situazione associata a sollecitazioni taglianti
agenti ortogonalmente alla direzione della fibratura, ma in un piano parallela ad essa.
Tale situazione determina una separazione delle fibre per rotazione di una sullaltra.


9.1.3 Meccanismi resistenti del legno netto per sforzi di torsione
Per le verifiche di torsione, le normative utilizzano gli stessi valori di resistenza applicati al
taglio, per con formulazioni capaci di considerare le distribuzioni di tensione tangenziale
nella sezione trasversale dell'elemento.


9.1.4 Meccanismi resistenti del legno netto per sforzi di flessione
Nel caso di sollecitazioni di flessione su un elemento prismatico di legno netto, pu
presentarsi ciascuno dei meccanismi di rottura descritti precedentemente; infatti la
sezione lignea pu esibire una crisi per sollecitazioni di compressione parallela alla
fibratura, oppure per sollecitazioni di trazione parallela alla fibratura: inoltre, in
prossimit dellasse neutro, possono verificarsi fessurazioni per taglio parallelo alla
fibratura. La resistenza di un campione ligneo sottoposto a flessione semplice
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
401

genericamente descritta attraverso lintroduzione di una grandezza denominata modulo
di rottura (MoR), cos definita:



dove

il valore del momento flettente agente al momento della rottura, il


modulo di resistenza dellelemento prismatico a sezione rettangolare di base e altezza
sottoposto a flessione.




Con tale parametro si intende fissare in maniera univoca un criterio di resistenza. Tale
relazione quella di Navier, ricavata nellipotesi di mantenimento delle sezioni piane fino
a rottura e comportamento del materiale secondo la legge di Hooke.
Invece, in prossimit della rottura, il comportamento del legno e dei materiali legnosi si
discosta sensibilmente dallandamento elastico lineare, soprattutto nel caso della
compressione parallela alla fibratura. Il comportamento a flessione del legno netto
governato dalle propriet meccaniche a trazione a compressione parallele alla fibratura
tanto che si pu cercare di giungere a una crisi per compressione prima che intervenga la
rottura (fragile) al lembo teso.






Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
402

9.1.5 Criteri di rottura
Il criterio di rottura adottato nella maggior parte dei casi pratici il criterio del massimo
sforzo, in cui le tensioni nelle direzioni principali e la tensione sono limitate ai
rispettivi valori di resistenza massima . Per tensioni di taglio, trazione e compressione,
tale criterio si esprime con le disuguaglianze:



Tali espressioni si trovano nelle principali verifiche di sezione riportate nelle normative
tecniche per il dimensionamento di strutture lignee. Questo approccio valido nel caso in
cui lo sforzo in una direzione predominante sulle componenti nelle altre direzioni; in
caso contrario, occorre utilizzare criteri di rottura pi generali che forniscono una
"superficie di rottura" valida per ogni stato di tensione pluriassiale.
Per i materiali anisotropi si utilizzano criteri di rottura derivati dal criterio della massima
energia distorcente di Huber - Hencky - Von Mises, come il criterio di Tsai - Wu riportato
nel seguito:



Essendo:

tensione parallela e perpendicolare alla direzione della fibratura;


: tensione tangenziale;

: parametri da determinare con indagini sperimentali;

.

Un criterio semi - empirico di verifica a collasso stato proposto da Norris:

[(


Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
403

Quando nel criterio di Tsai - Wu la pari a zero, i due criteri non si discostano tanto.
Un altro semplice criterio di rottura semi - empirico adottato per stati di sforzo
monoassiale la formula di Hankinson:

()

()



Dove il valore di da scegliersi tra 1.5 e 2 in accordo con i risultati sperimentali. Per
piccoli valori di angolo tra la direzione della sollecitazione applicata e quella della
fibratura si hanno sensibili variazioni del valore di resistenza, per angoli invece che si
approssimano alla perpendicolare alla direzione delle fibre i valori di resistenza si
attestano su valori costanti.



















Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
404

9.2 COMPORTAMENTO ELASTICO DI LAMINE UNIDIREZIONALI
La matrice C (di rigidezza) o la matrice S (di cedevolezza) che legano rispettivamente il
tensore degli sforzi al tensore delle deformazioni e viceversa, risultano essere tensori del
4 ordine e quindi caratterizzati da 81 costanti.
In un materiale anisotropo sforzi e deformazioni sono simmetrici e lenergia di
deformazione un differenziale esatto, quindi le costanti scendono a 21:

[



Se il materiale risulta anche ortotropo, cio le rotazioni di 180 rispetto ai piani principali
mantengono inalterata la microstruttura, le costanti scendono a 9:

[



Quando il materiale trasversalmente isoptropo, cio uno dei piani di simmetria anche
isotropo, le costanti diventano 5:

[



Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
405

Nel caso delle lamine unidirezionali a comportamento elastico possiamo considerare il
materiale come ortotropo in stato di sforzo piano, cio avente le grandezze
3
,
4
,
5
nulle:

[

] [

] [

]

Possiamo associare ai valori della matrice le costanti ingegneristiche attraverso le 3 prove
sperimentali di trazione longitudinale alle fibre, trazione trasversale alle fibre e angle -
ply, ottenendo:

[

]
[

]

Poich la direzione di carico non sempre corrispondente alla direzione delle fibre
dobbiamo riscrivere la matrice in funzione di un angolo e quindi trasformare i termini
della matrice di rigidezza riferita al sistema di assi principali 1 - 2 a quelli di una matrice
riferita ad assi generici x - y. La matrice di trasformazione vale:





[

]

e quindi sfruttando le due relazioni:

[

] [

] [



Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
406

[

] [

] [



avendo indicato:

() [

]

si ottiene:

[

] [

] [

]

dove:

)-

)-

) (








Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
407

9.2.1 Teoria dei laminati - "CLT"
Le lamine non vengono mai utilizzate singolarmente, ma si preferisce unirle in pacchetti, i
laminati. L'analisi dei laminati compositi basata sulla classica teoria delle piastre,
comunemente chiamata "CLT" (Classical Laminate Theory). Nella teoria delle piastre sono
significative solo le deformazioni nel piano,

, e si trascurano le deformazioni

. Nel
seguito viene riportato un breve riassunto della teoria strutturale delle lastre piane, o
piastre.


Figura 9.1 - Modello cinematico per la piastra

Le deformazioni significative nel piano medio della piastra sono le seguenti:



avendo indicato con

lo spostamento in direzione x nel piano medio della piastra e con

lo spostamento in direzione y nel piano medio della piastra.


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
408

Sono invece trascurate le quantit:



Il segmento ABCD (vedi Figura 9.1), segmento perpendicolare al piano medio della
piastra, durante la deformazione ruota restando piano e perpendicolare al piano medio
della piastra.


Figura 9.2 - Ingrandimento della Figura 9.1

Gli spostamenti totali e , per piccoli angoli , sono scrivibili come:



Da cui si ricavano i termini del vettore di deformazione:


Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
409

Possiamo quindi scrivere:

*( )+ *( )+ *( )+

Avendo definito {

*( )+ le deformazioni nel piano medio, e


{

*( )+ il vettore delle curvature.



Il vettore degli sforzi quindi sar:

[

] [

] [

] ([

] [

])

Applicando tale legge in un laminato a 3 strati, possibile rappresentare la distribuzione
degli sforzi e delle deformazioni:


Figura 9.3 - Distribuzione degli sforzi e delle deformazioni in un laminato a 3 strati

In un laminato si assume l'ipotesi di perfetta aderenza tra gli strati e di planarit delle
sezioni durante il processo deformativo; viceversa gli sforzi possono essere lineari ma non
necessariamente continui nei punti di interfaccia.





Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
410

possibile calcolare le risultanti di forze e momenti nel laminato, integrando sullo
spessore gli sforzi:

[

] [

] [



Considerando un laminato costituito da n lamine, necessario calcolare gli integrali per
ogni strato e sommare i risultati per ottenere forze e momenti totali.


Figura 9.4 - Schematizzazione del laminato e coordinate z rispetto al piano medio

Utilizzando le convenzioni riportate in Figura 9.4, le equazioni scritte precedentemente
diventano:

[

] [

] [


Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
411

Sostituendo i valori riportati sopra e riordinando i termini si arriva alla definizione di:



Da cui:

[



Che pi brevemente pu essere scritta come:

[

] [


] [

]

Le tre matrici (A, B, D) possiedono la propriet di essere simmetriche; la matrice A
indipendente dalla sequenza di impacchettamento al contrario delle matrici B e D.








Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
412

Lanalisi sui termini della matrice di rigidezza che relaziona gli sforzi generalizzati con le
deformazioni permette di fare delle considerazioni sul comportamento della piastra:



Figura 9.5 - Struttura della matrice di rigidezza

I valori dei moduli elastici

e del modulo tangenziale

del laminato da utilizzarsi


nella modellazione sono quindi rispettivamente i termini

, che per vanno


divisi per lo spessore del laminato in quanto la loro unit di misura, derivando dalla teoria
dei laminati risulta , -.


Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
413

9.2.2 Calcoli svolti per le travi rettilinee
9.2.2.1 Spessori degli inserti
Per poter modellare gli inserti delle travi rettilinee si reso necessario ricavare gli
spessori da assegnare ai laminati ed agli inserti sciolti, applicando le equazioni riportate
nel Paragrafo 1.2.2.4.
Nelle seguenti tabelle sono riportate le quantit:

massa del campione per unit di area;

densit delle fibre;

area resistente;

spessore equivalente;


spessore ricavato dalle schede tecniche
1
;

spessore medio misurato su un campione secco;



Gli spessori di ciascun inserto sono stati calcolati in tre modi:
SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - TEORICO: viene moltiplicato il valore

per il
numero di stuoie e di nastri costituenti l'inserto. Ad esempio, per la Trave n. 25, si
moltiplicato il valore di

delle stuoie per il numero delle stuoie, cio 3, e il


valore di

dei nastri per il numero dei nastri, cio 4.

;
SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - SCHEDA TECNICA: viene moltiplicato il valore


per il numero di stuoie e di nastri costituenti l'inserto;
SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - MISURATO: viene moltiplicato il valore


per il numero di stuoie e di nastri costituenti l'inserto.



1
Vedi Allegato 4
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
414



3 STUOIE IN CARBONIO ORIENTATE A 0/+90 (tessuto biassiale)
p
t
445.000 g/m
2

fib
1.800 g/cm
3

A
rt
123.611 mm
2
/m
t
eq
0.124 mm
t
scheda_tecnica
0.200 mm
t
misurato
0.223 mm

4 NASTRI IN CARBINIO UNIDIREZIONALI
p
t
416.000 g/m
2

fib
1.800 g/cm
3

A
rt
231.111 mm
2
/m
t
eq
0.231 mm
t
scheda_tecnica
0.400 mm
t
misurato
0.387 mm







SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - TEORICO
STUOIE IN CARBONIO BIDIREZIONALE 0.371 mm
NASTRO FIBRA DI CARBONIO 0.924 mm

SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - SCHEDA TECNICA
STUOIE IN CARBONIO BIDIREZIONALE 0.600 mm
NASTRO FIBRA DI CARBONIO 1.600 mm

SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - MISURATO
STUOIE IN CARBONIO BIDIREZIONALE 0.670 mm
NASTRO FIBRA DI CARBONIO 1.547 mm
Tabella 9.1 - Spessori di un inserto; Travi n. 25 e n. 26





Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
415



2 STUOIE IN VETRO ORIENTATE A 0/+90 (tessuto biassiale)
p
t
890.000 g/m
2

fib
2.560 g/cm
3

A
rt
173.828 mm
2
/m
t
eq
0.174 mm
t
scheda_tecnica
0.400 mm
t
misurato
0.285 mm

6 NASTRI IN CARBONIO UNIDIREZIONALI
p
t
416.000 g/m
2

fib
1.800 g/cm
3

A
rt
231.111 mm
2
/m
t
eq
0.231 mm
t
scheda_tecnica
0.400 mm
t
misurato
0.387 mm





SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - TEORICO
STUOIE IN VETRO BIDIREZIONALE 0.348 mm
NASTRO FIBRA DI CARBONIO 1.387 mm

SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - SCHEDA TECNICA
STUOIE IN VETRO BIDIREZIONALE 0.800 mm
NASTRO FIBRA DI CARBONIO 2.400 mm

SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - MISURATO
STUOIE IN VETRO BIDIREZIONALE 0.570 mm
NASTRO FIBRA DI CARBONIO 2.320 mm
Tabella 9.2 - Spessori di un inserto; Travi n. 26 e n. 27





Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
416



9 STUOIE IN CARBONIO ORIENTATE A 0/+90 (tessuto biassiale)
p
t
445.000 g/m
2

fib
1.800 g/cm
3

A
rt
123.611 mm
2
/m
t
eq
0.124 mm
t
scheda_tecnica
0.200 mm
t
misurato
0.223 mm





SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - TEORICO
STUOIE IN CARBONIO BIDIREZIONALE 1.113 mm

SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - SCHEDA TECNICA
STUOIE IN CARBONIO BIDIREZIONALE 1.800 mm

SPESSORE DI CIASCUN INSERTO - MISURATO
STUOIE IN CARBONIO BIDIREZIONALE 2.010 mm
Tabella 9.3 - Spessori di un inserto; Travi n. 29 e n. 30












Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
417

9.2.2.2 Caratteristiche meccaniche degli inserti
Gli inserti delle travi rettilinee, come spiegato, sono costituiti da laminati e stuoie sciolte.
Per semplicit si deciso di schematizzare entrambe le tipologie di inserto allo stesso
modo, riferendosi allo spessore della fibra secca e attribuendo agli inserti gli spessori
equivalenti teorici riportati nel Paragrafo 9.2.4.1.
Per il calcolo del modulo elastico e tangenziale, si deciso di suddividere l'inserto in
inserto superiore e inserto inferiore:


Figura 9.6 - Schema dell'inserto per le travi rettilinee (quote in centimetri)






Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
418

In base alla sequenza di laminazione e in base alla necessit di schematizzare il laminato
come laminato simmetrico, si sono suddivisi gli inserti delle travi come riportato nelle
successive tabelle: le stuoie sono costituite da tessuto biassiale, perci hanno uno strato
orientato in una direzione ("0") e l'altro orientato nella direzione perpendicolare ("90");
i nastri sono unidirezionali ("0").

Inserto Superiore: 3 stuoie C400A (tessuto biassiale)
Strato Orientamento Spessore [mm]
1 0
0.124
2 90
3 0
0.124
4 90
5 90
6 0
7 90
0.124
8 0

Inserto Inferiore: 3 stuoie C400A (tessuto biassiale) e 4 nastri unidirezionali
Strato Orientamento Spessore [mm]
1 0 0.231
2 0
0.124
3 90
4 0
0.124
5 90
6 0 0.231
7 0 0.231
8 0
0.124
9 90
10 0 0.231
Tabella 9.4 - Schema di un inserto; Travi n. 25 e n. 26 (gli strati in grassetto indicano i nastri di
carbonio unidirezionali)




Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
419


Inserto Superiore: 2 stuoie G800A
Strato Orientamento Spessore [mm]
1 0
0.174
2 90
3 90
0.174
4 0

Inserto Inferiore: 2 stuoie G800A e 6 nastri unidirezionali
Strato Orientamento Spessore [mm]
1 0 0.231
2 0 0.231
3 0 0.231
4 0
0.124
5 90
6 90
0.124
7 0
8 0 0.231
9 0 0.231
10 0 0.231
Tabella 9.5 - Schema di un inserto; Travi n. 27 e n. 28 (gli strati in grassetto indicano i nastri di
carbonio unidirezionali)












Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
420

Inserto Superiore = Inserto Inferiore: 9 stuoie C400A (tessuto biassiale)
Strato Orientamento Spessore [mm]
1 0
0.124
2 90
3 0
0.124
4 90
5 0
0.124
6 90
7 0
0.124
8 90
9 0
0.124
10 90
11 90
0.124
12 0
13 90
0.124
14 0
15 90
0.124
16 0
17 90
0.124
18 0
19 90
0.124
20 0
Tabella 9.6 - Schema di un inserto; Travi n. 29 e n. 30

Inserendo queste sequenze di laminazione nelle equazioni riportate al Paragrafo 9.2.3 si
ottengono i valori dei moduli elastici e tangenziale per i tre inserti:

E
1
[MPa] E
2
[MPa] G
12
[MPa]
Trave n. 25 e n. 26
Inserto superiore 239580 239580 95830
Inserto inferiore 232750 68770 95830
Trave n. 27 e n. 28
Inserto superiore 77760 77760 30330
Inserto inferiore 199450 15610 82690
Trave n. 29 e n. 30 Inserto 239580 239580 95830
Tabella 9.7 - Valori dei moduli elastici e del modulo tangenziale degli gli inserti
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
421

9.3 TRAVE N. 31 - TRAVE RETTILINEA IN LEGNO LAMELLARE GL32H
Il primo modello ad elementi finiti realizzato, con il programma ABAQUS CAE 6.9.1,
quello per la Trave n. 31, una trave rettilinea vergine in legno lamellare GL32h (vedi
Paragrafo 7.1). Si deciso di partire dal caso semplice di trave interamente in legno per
tarare il modello a elementi finiti, ricavando i parametri da assegnare al materiale.
Innanzi tutto si assegnata la reale geometria della trave rettilinea, con le misure
riportate in Figura 9.8.


Figura 9.7 - Schema trave rettilinea: quote in centimetri

La trave lunga 5.30 m e ha sezione rettangolare 20 cm x 36 cm: a 10 cm dai due bordi
esterni si sono applicati gli appoggi lineari, uno a cerniera e l'altro a carrello. Inizialmente
il modello realizzato aveva i vincoli applicati direttamente alla trave; svolgendo diverse
prove, si raffinato il modello posizionando due piastre in acciaio sotto agli appoggi ed
applicando i vincoli direttamente alle piastre. Questo dettaglio scongiura il possibile
effetto dovuto al punzonamento degli appoggi sui risultati delle frecce, in quanto, dai
risultati ricavati dal modello con le piastre, si nota un avvicinamento ai risultati della
freccia ottenuti nella Terza fase della prova n. 31.
Si sono poste, per il medesimo motivo, le piastre in acciaio anche sotto ai coltelli di carico.
Per simulare il carico si provato ad applicare sia uno spostamento verticale, lungo la
linea in mezzeria della piastra, che una pressione sulla superficie della piastra, in quanto il
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
422

software di analisi non garantisce risultati affidabili nel caso in cui si modellino dei carichi
concentrati puntuali.

Per considerare il contatto tra le piastre in acciaio e la trave in legno sono stati approntati
vari modelli, ipotizzando valori attendibili di attrito, assenza di attrito, perfetta aderenza.
Il modello che garantiva i risultati migliori stato quello con perfetta aderenza tra le
piastre ed il legno, pertanto si deciso di adottare tale ipotesi per tutti i modelli realizzati.

Per quanto riguarda i materiali, in questa trave sono stati usati il legno lamellare GL32h e
l'acciaio per le piastre.
Il legno stato modellato secondo le direttive dettate dalla normativa UNI EN 1194:2000
(vedi Capitolo 6 Tabella 6.3); i valori dei moduli elastici, dei coefficienti di Poisson e dei
moduli di taglio sono riportati in Tabella 9.8.

E1
[MPa]
E2
[MPa]
E3
[MPa]
12 13 23
G12
[MPa]
G13
[MPa]
G23
[MPa]
11100 460 460 0.37 0.4 0.42 850 850 850
Tabella 9.8 - Costanti ingegneristiche applicate nel modello a elementi finiti per legno GL32h


Dove si considera:
E1 Modulo di elasticit E
0,g,05
per legno lamellare incollato GL32h;
E2 Modulo di elasticit E
90,g,mean
per legno lamellare incollato GL32h;
E3 Modulo di elasticit E
90,g,mean
per legno lamellare incollato GL32h;
12, 13, 22 Coefficiente di Poisson;
G12, G13, G23 Modulo di taglio G
g,mean
per legno lamellare incollato GL32h.
I valori 1, 2 e 3 si riferiscono alle tre direzioni principali (1 longitudinale, 2 e 3 trasversali)
adottate anche nell'orientamento del legno nel modello.
Si deciso inoltre di utilizzare un modulo elastico caratteristico del legno 11100 MPa.
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
423

Per quanto riguarda l'acciaio, essendo materiale isotropo, si sono assegnati solo due
parametri, il modulo elastico, pari a 210000 MPa, ed il coefficiente di Poisson, pari a 0.30;
il modulo di taglio viene ricavato dal software grazie all'equazione:

( )


La mesh utilizzata composta da elementi "3D Stress - Linear" a maglia quadrata di lato 1
cm. Il limitato numero di processori a disposizione non ha permesso l'infittimento della
mesh; per velocizzare i tempi di calcolo, si deciso di sfruttare le simmetrie del modello,
dividendo in quattro parti la trave.


Figura 9.8 - Schema di un quarto della trave rettilinea: quote in centimetri

La trave analizzata perci lunga 2.65 m e ha sezione rettangolare 10 cm x 36 cm: a 10
cm dal bordo esterno si applicato un appoggio, costituito dalla piastra in acciaio sotto
cui, in corrispondenza della linea di mezzeria, si sono posti i carrelli. A 1.70 m dal vincolo
si posta ancora la piastra a cui viene assegnato il carico.
In Figura 9.9 rappresentato il modello indeformato pronto all'analisi.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
424


Figura 9.9 - Modello a elementi finiti per la trave n. 31 (Abaqus CAE: Module Part)

Per evitare svergolamenti laterali, si reso necessario vincolare in modo opportuno un
lato della trave con dei carrelli:


Figura 9.10 - Vincoli per la simmetria: carrelli lungo la sezione trasversale della trave e carrelli
in testata

In corrispondenza della mezzeria reale, corrispondente ad un estremo del modello, sono
stati applicati dei carrelli per bloccare lo spostamento in direzione orizzontale della trave,
lasciando invece la possibilit di traslare in direzione verticale, creando cos un vincolo a
pattino.

Un esempio della deformazione della trave (quindi di un quarto della trave reale n. 31),
sotto applicazione di uno spostamento verticale di 80 mm della piastra superiore in
acciaio, rappresentata in Figura 9.11.

Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
425


Figura 9.11 - Modello della trave n. 31 dopo l'analisi: trave deformata

Per l'interpretazione dei risultati, occorre distinguere due casi:
1) Applicazione del carico mediante spostamento verticale della piastra;
2) Applicazione del carico come pressione sulla superficie della piastra.


Figura 9.12 - (A) Applicazione del carico come spostamento verticale della piastra, indicato
con il nome "Controllo di spostamento"; (B) Applicazione del carico come pressione sulla
piastra, indicato con il nome "Controllo di carico"






A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
426

Caso 1) Controllo di spostamento
L'analisi svolta in controllo di spostamento prevede l'assegnazione alla linea di mezzeria
della piastra superiore, posta in corrispondenza del coltello di carico, di uno spostamento
verticale (Figura 9.12 (A)), provocando quindi l'abbassamento della trave.
Definiti dei "set" in corrispondenza della mezzeria, sotto l'applicazione del carico e sotto
l'appoggio, come mostrato in Figura 9.13 (B) e Figura 9.14, vengono restituiti i valori delle
frecce e della reazione all'appoggio necessari per confrontarli con i risultati sperimentali.



Figura 9.13 - Set per le frecce in mezzeria (indicata anche come 'Freccia 2') e sotto
l'applicazione del carico (Freccia 3): (A) Caso reale e (B) modello FEM
A
B
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
427

Durante la prova sperimentale, i trasduttori a nucleo libero 2 e 3 sono stati posizionati a
12 cm dal lembo inferiore della trave, cos, per coerenza, i set delle frecce sono stati posti
alla stessa distanza nel modello.


Figura 9.14 - Set per il vincolo di appoggio

Si sottolinea inoltre che, trattandosi di valori riferiti ad un quarto di trave, i risultati
ottenuti vanno rielaborati: la reazione vincolare all'appoggio deve essere moltiplicata per
quattro per ottenere il relativo carico al martinetto. Confrontando il valore delle frecce
sperimentali (vedi Capitolo 7, Paragrafo 7.1.1.2) in corrispondenza al carico calcolato, con
i valori delle frecce ottenuti con Abaqus, si osserva che il modello realizzato rispecchia i
reali valori registrati durante la prova.
In Tabella 9.9 vengono riportati i valori delle frecce ricavati dal software, corrispondenti
ad abbassamenti di 10 mm (pari all'applicazione di 38.95 kN) e di 27 mm (pari
all'applicazione di 105.17 kN), e dalla prova sperimentale. Poich il carico ottenuto
moltiplicando per quattro il valore della reazione vincolare non corrisponde a quelli nella
lista dei carichi registrati dalla prova, si sono interpolati i valori.







Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
428

NOME MODELLO
CARICO
[kN]
REAZIONE
APPOGGIO [kN]
FRECCIA MEZZERIA FRECCIA 3
mm Errore mm Errore
RISULTATO
SPERIMENTALE
38.94 9.74 12.20

10.84

38.99 9.75 12.22 10.86

105.17 26.29 31.34

27.51

105.23 26.31 31.36 27.53
INTERPOLAZIONE
RISULTATO
SPERIMENTALE
38.95 9.74 12.21 10.85


105.17 26.29 31.35 27.51

CON PIASTRE
38.95 9.74 11.33 7.17% 9.91 8.61%

105.17 26.29 30.59 2.41% 26.77 2.72%
Tabella 9.9 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con il modello in controllo di
spostamento per la trave 31

Caso 2) Controllo di carico
L'analisi svolta in controllo di carico prevede l'assegnazione alla superficie della piastra
superiore (piastra quadrata di lato pari a 10 cm), posta in corrispondenza del coltello di
carico, di una pressione (Figura 9.13 (B)), ottenuta come:



Pertanto, nel caso di un carico di 40 kN (carico del martinetto), occorre impostare in
Abaqus una pressione di 1 MPa.

Confrontando il valore delle frecce sperimentali con i valori di freccia ottenuti con
Abaqus, si osserva che, anche in questo caso, il modello realizzato rispecchia i reali valori
registrati durante la prova.
In Tabella 6.3 vengono riportati i valori delle frecce ricavati da Abaqus, corrispondenti
all'assegnazione di 40 kN (cio di 1 MPa) e di 100 kN (cio di 2.5 MPa), e dalla prova
sperimentale (ottenuti per interpolazione). Dai valori degli errori calcolati si pu notare la
corrispondenza che vi tra i risultati ricavati con il programma ad elementi finiti e la
prova reale.
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
429

NOME MODELLO
CARICO
[kN]
REAZIONE
APPOGGIO [kN]
FRECCIA MEZZERIA FRECCIA 3
mm Errore mm Errore
RISULTATO
SPERIMENTALE
39.98

12.51

11.10

40.03

12.53 11.11

99.99

29.82

26.19

100.04

29.84 26.20
INTERPOLAZIONE
RISULTATO
SPERIMENTALE
40.00

12.52

11.11


100.00

29.82

26.19

CON PIASTRE
40.00 10.00 11.64 7.00% 10.19 8.26%

100.00 25.00 29.10 2.41% 25.47 2.76%
Tabella 9.10 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con il modello in controllo di
carico per la trave 31

Si riporta poi, nel Grafico 9.1 e nel Grafico 9.2 , il confronto tra la freccia di mezzeria
sperimentale, curva blu, e i valori iniziali delle frecce calcolate in controllo di
spostamento, curva verde, ed in controllo di carico, curva rossa.


Grafico 9.1 - Grafico 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli FEM
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
430


Grafico 9.2 (1) - Zoom, Grafico 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli
FEM

Come visibile dai grafici, i valori calcolati con i due modelli FEM, in controllo di carico ed in
controllo di spostamento, si sovrappongono. Entrambi i modelli garantiscono risultati
affidabili e rispecchiano perfettamente i valori ottenuti dalla prova sperimentale.

Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
431


Grafico 9.2 (2) - Zoom, Grafico 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli
FEM

Per completezza si riporta nel Grafico 9.2 (2) la soluzione considerando il modello FEM in
controllo di carico con un modulo elastico per il legno GL32h di 11100 MPa (curva verde)
e di 13700 MPa (curva rossa): si pu osservare come la soluzione che meglio approssima i
risultati ricavati dalla prova quella che assume come modulo elastico del legno un
valore pari a 11100 MPa, valore caratteristico riportato sulla norma. Per questo motivo i
modelli sono stati realizzati con tale modulo elastico per il legno GL32h.
Il ramo elastico stato perci correttamente modellato. Per cogliere il ramo plastico della
curva sperimentale necessario implementare il modello assegnando al legno un legame
costitutivo almeno elastico lineare a trazione fino a rottura e elasto - plastico a
compressione:

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
432


Figura 9.15 - Modelli costitutivi del legno: (sx) Modello elasto - plastico; (dx) Modello di
O'Halloran - CNR_DT201: 2005

Il modello costitutivo elasto - plastico, nonostante sia pi semplice limitando il diagramma
ad un triangolo - rettangolo, il pi usato; il modello di O'Halloran fornisce, invece, la
miglior descrizione del comportamento reale del legno. Inserendo in Abaqus un modello
non simmetrico a trazione e compressione possibile modellare anche il ramo plastico: in
questo lavoro di tesi non verr trattata tale estensione dei modelli FEM.


9.4 TRAVE N. 7 - GIUNTO LEGNO - ACCIAIO LINEARE: TRAVE IN LAMELLARE GL24H CON
DOPPI INSERTI IN LAMIERA
Dopo aver modellato con elementi finiti una trave interamente in legno, si raffinato il
modello introducendo gli inserti costituiti da lamiere di acciaio. La trave modellata la
trave n. 7, non facente parte della campagna prove trattata in questo lavoro di tesi. Per
completezza si riportano a seguito i risultati sperimentali ottenuti.

Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
433

9.4.1 PROVA N. 7
La realizzazione della trave n. 7
2
analoga alla realizzazione delle altre travi rettilinee,
descritte nel Capitolo 8. La trave realizzata in legno lamellate GL24h, con sezione 20 cm
x 36 cm e lunghezza 6.3 m; sono state praticate due fresate, ciascuna di ampiezza 11 mm,
che ospitano due inserti in lamiera di spessore 5 mm, S275, sabbiata SA3. Subito dopo la
sabbiatura le lamiere sono state protette con resina epossidica Xepox 14 e inserite nelle
fresate; il giunto stato riempito con Xepox 40.


Figura 9.16 - Posizione dei trasduttori "Lato Celoria"- Trave n.7

In Figura 9.16 sono riportate le posizioni dei trasduttori applicati alla trave durante la
prova, tra cui:
M
1LONG SUP
e M
2LONG SUP

Trasduttori orizzontali applicati in mezzeria del giunto, rispettivamente in
corrispondenza del lembo superiore della trave "Lato Cortile" e "Lato Celoria";
M
1LONG INF
e M
2LONG INF

Trasduttori orizzontali applicati in mezzeria del giunto, rispettivamente in
corrispondenza del lembo inferiore della trave "Lato Cortile" e "Lato Celoria";

2
Vedi Allegato 7
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
434

M
1
e M
2

Trasduttori a nucleo libero applicati in mezzeria, in corrispondenza del lembo
inferiore della trave, rispettivamente "Lato Cortile" e "Lato Celoria";
A
1
e A
2

Trasduttori a nucleo libero in corrispondenza di un coltello di carico, applicati al
lembo inferiore della trave, rispettivamente "Lato Cortile" e "Lato Celoria";
B
1
e B
2

Trasduttori a nucleo libero in corrispondenza di un coltello di carico, applicati al
lembo inferiore della trave, rispettivamente "Lato Cortile" e "Lato Celoria".
Si riportano nel seguito i grafici degli spostamenti registrati durante la prova dai
trasduttori per poterli poi confrontare coi valori di freccia calcolati con i modelli FEM,
descritti nel successivo paragrafo.
Nel Grafico 9.3 sono riportati i valori degli spostamenti orizzontali registrati dai trasduttori
M
1LONG SUP
, M
2LONG SUP
, M
1LONG INF
e M
2LONG INF
durante la prova, necessari per capire
l'apertura del giunto e valutare la curvatura.
Nel Grafico 9.4 sono riportati gli spostamenti verticali dei trasduttori a nucleo libero A
1
,
A
2
, B
1
, B
2
, M
1
e M
2
. I valori che interesseranno per le trattazioni seguenti sono le frecce B
1
,
B
2
, M
1
e M
2
perch corrispondenti alle frecce sotto al punto di applicazione del carico ed
in mezzeria. Dato che disponiamo dei valori di freccia sia "Lato Cortile" che "Lato Celoria",
si deciso di calcolare una media dei valori per confrontarli con le frecce trovate dai
modelli FEM (

) ).

Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
435


Grafico 9.3 - Grafico Carico - Spostamento riferito ai trasduttori orizzontali in mezzeria

Grafico 9.4 - Grafico Carico - Spostamento riferito ai trasduttori a nucleo libero verticali
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
436

9.4.2 Modelli FEM - Trave n. 7
Per la trave n. 7 sono stati approntati tre modelli:
Trave con inserto in acciaio, senza resina;
Trave con inserto in acciaio, con resina;
Trave con inserto in acciaio, con resina, con cuscinetto di resina in testata.

9.4.2.1 Modello FEM: Trave con inserto in acciaio, senza resina
Anche in questo caso, per velocizzare il calcolo, si reso necessario modellare solo un
quarto di trave, garantendo la simmetria attraverso l'applicazione dei carrelli sulle
superfici dove si sezionata la trave. La trave modellata perci ha sezione 10 cm x 36 cm
e lunghezza 3.15 m; il coltello di carico, rappresentato con una piastra quadrata in acciaio
(lato 10 cm x 10 cm, altezza 1 cm) stato posizionato a una distanza di 2 m dal vincolo di
appoggio, anch'esso schematizzato con una piastra in acciaio.
I set per registrare le frecce e la reazione vincolare sono stati posizionati negli stessi punti
di applicazione dei trasduttori della prova reale, come mostra la Figura 9.17.


Figura 9.17 - Posizione dei set per misurare le frecce nel modello FEM, trave n.7

Per quanto riguarda i materiali, in questa trave sono stati usati il legno lamellare GL24h e
l'acciaio per le piastre e l'inserto.
Il legno stato modellato secondo le direttive dettate da normativa UNI EN 1194:2000; i
valori dei moduli elastici, dei coefficienti di Poisson e dei moduli di taglio sono riportati in
Tabella 9.11.


Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
437

E1
[MPa]
E2
[MPa]
E3
[MPa]
12 13 23
G12
[MPa]
G13
[MPa]
G23
[MPa]
9400 390 390 0.37 0.4 0.42 720 720 720
Tabella 9.11 - Costanti ingegneristiche applicate nel modello a elementi finiti per legno GL24h


Si poi reso necessario assegnare l'orientazione del materiale attraverso un sistema di
riferimento locale sulla trave.
Per quanto riguarda l'acciaio, essendo materiale isotropo, si sono assegnati solo due
valori, il modulo elastico, pari a 210000 MPa, ed il coefficiente di Poisson, pari a 0.3; il
modulo di taglio viene ricavato da Abaqus.

La sezione di testa rappresentata in Figura 9.18, dove visibile il solo inserto il lamiera,
trascurando la resina presente nel giunto della trave. Tra le superfici della fresata e
l'inserto in lamiera si ipotizzata una perfetta aderenza.


Figura 9.18 - Visualizzazione della trave rettilinea n.7 del "Modello FEM:Trave con inserto in
acciaio, senza resina": sezione di testa

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
438

Anche per questo modello si svolta l'analisi in controllo di spostamento ed in controllo
di carico. I risultati ricavati dalle due analisi sono simili: nel seguito verranno riportati
soltanto i valori calcolati con il modello in controllo di spostamento.
9.4.2.2 Modello FEM: Trave con inserto in acciaio, con resina
Il modello analogo al "Modello FEM: Trave con inserto in acciaio, senza resina", con la
differenza che in questo caso si sono modellati anche i due strati di resina presenti tra
l'inserto e le superfici della fresata.
Per modellare la resina si deciso di creare un materiale caratterizzato da un modulo
elastico pari a 1500 MPa e un coefficiente di Poisson pari a 0.3. Il modulo elastico stato
ricavato dalle prove di caratterizzazione della resina, mediando il modulo elastico della
Xepox 14 e della Xepox 40 (vedi Capitolo 7). Si modellata la resina come un materiale
isotropo, ipotizzando l'assenza di bolle, che nella realt invece sono presenti in piccola
percentuale a causa della catalizzazione.

La sezione di testa rappresentata in Figura 9.19, dove visibile l'inserto in lamiera e la
resina presente tra l'inserto ed il legno. Tra le superfici dell'acciaio, del legno e della
resina si ipotizzata una perfetta aderenza.


Figura 9.19 - Visualizzazione della trave rettilinea n.7 del "Modello FEM: Trave con inserto in
acciaio, con resina": sezione di testa
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
439

9.4.2.3 Modello FEM: Trave con inserto in acciaio, con resina, con cuscinetto di resina
Il modello analogo agli altri due modelli, con la differenza che in questo caso si
modellato anche il cuscino di resina presente in mezzeria (della trave reale).
Vi per una differenza tra il cuscinetto di resina reale e quello modellato: in realt il
cuscinetto ha una cornice in legno, di spessore di circa un centimetro (vedi Paragrafo 8
Figura 8.12 (C)) attorno al bordo inferiore e ai due bordi laterali, viceversa il cuscinetto
modellato presenta tutta la superficie di testa della trave con la resina, ad esclusione
dell'inserto.
In Figura 9.20 rappresentata la sezione di testa modellata, dove visibile l'inserto il
lamiera ed il cuscinetto di resina. Anche in questo caso tra le superfici dell'acciaio, del
legno e della resina si ipotizzata una perfetta aderenza.


Figura 9.20 - Visualizzazione della trave rettilinea n.7 del "Modello FEM: Trave con inserto in
acciaio, con resina, con cuscinetto di resina in testata": sezione di testa

Per registrare la freccia in mezzeria si posto un set in corrispondenza del punto al lembo
inferiore del cuscinetto di resina.



Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
440

9.4.2.4 Confronto dei risultati ottenuti con i Modelli a Elementi Finiti
Si riportano in Tabella 9.12 i valori delle frecce calcolate con i tre modelli FEM e le frecce
corrispondenti sperimentali. Per brevit si riportano solo i valori ottenuti con i modelli in
controllo di spostamento: la prima serie di valori corrisponde ad un abbassamento di 20
mm, mentre i valori evidenziati in rosa ad un abbassamento di 35 mm.

NOME MODELLO
CARICO
[kN]
REAZIONE
APPOGGIO
[kN]
FRECCIA MEZZERIA FRECCIA B
mm Errore mm Errore
RISULTATO SPERIMENTALE
42.80

22.40

19.91
43.39 22.71 20.20
43.99 23.03 20.47
75.12 40.44 35.40
75.73 40.80 35.66
INTERPOLAZIONE RISULTATO
SPERIMENTALE
43.54 22.79 20.27

43.15 22.58 20.08

42.98 22.49 20.00

75.21 40.50 35.44
SENZA RESINA 43.54 10.89 22.23 2.45% 19.86 2.00%

CON RESINA 43.15 10.79 22.27 1.38% 19.86 1.08%

CON CUSCINETTO
42.98 10.74 22.28 0.95% 19.86 0.68%

75.21 18.80 38.99 3.72% 34.76 1.93%
Tabella 9.12 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli FEM trave n. 7 -
Controllo di spostamento

Dai valori riportati in Tabella 9.12 si notano le percentuali di errore tra i modelli ad
elementi finiti e la realt: il modello che pi si avvicina ai valori trovati sperimentalmente
il "Modello FEM: Trave con inserto in acciaio, con resina, con cuscinetto di resina in
testata" (per brevit indicato con il nome "con cuscinetto"), con un errore di 0.95% per la
freccia in mezzeria e di 0.68% per la freccia B.
Ovviamente i modelli FEM garantiscono risultati affidabili fintanto che il cuscinetto di
resina della trave reale non si rompe: valutando le frecce con il modello "con cuscinetto"
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
441

in corrispondenza a carichi superiori al carico di rottura del cuscinetto, infatti, si ottiene
un errore del 3.72% per la freccia di mezzeria e dell'1.93% per la freccia B.
Nel Grafico 6.5 vengono riportati gli andamenti della freccia di mezzeria sperimentale e
delle frecce dei modelli a elementi finiti calcolate per carichi relativamente bassi: intorno
ai 46 kN si nota la rottura, nel tratto sperimentale, del cuscinetto di resina. Il ramo
elastico della freccia sperimentale, da 0 kN a 40 kN, viene colto pienamente da tutti i
modelli FEM realizzati.


Grafico 9.5 - Grafico 'Carico - Freccia di mezzeria': valori sperimentali e calcolati con modelli
FEM






Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
442

9.5 TRAVI RETTILINEE: GIUNTO LEGNO - FRP LINEARE
Dopo aver realizzato dei modelli affidabili per la trave rettilinea con inserti in lamiera,
modellati come materiale isotropo, e con la presenza di resina, anch'essa modellata come
materiale isotropo, si sono modellate le travi rettilinee oggetto della campagna prove
descritta nel Capitolo 8.
Anche in questo caso, si modellato solo un quarto di trave per rendere l'analisi pi
veloce, soprattutto visti i piccoli spessori degli inserti. La geometria della trave modellata
identica a quella riportata in Figura 9.8, i set, i vincoli e le modalit di applicazione del
carico sono uguali ai modelli descritti nei paragrafi di cui sopra. Le dimensioni degli inserti
sono state calcolate nel Paragrafo 9.2.4.1; gli inserti del modello sono poi stati suddivisi
in "inserto superiore" e "inserto inferiore", considerando:


Figura 9.21 - (A) Disegno dell'inserto della trave n. 25; (B) Schema dell'inserto: stuoia unica e
nastro unico, aventi come spessore la somma degli spessori calcolati; (C) Schema dell'inserto
utilizzato nel modello FEM (disegni non in scala)


Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
443

La Figura 9.21 mostra la sequenza per la schematizzazione dell'inserto della trave n. 25
(tale procedimento di schematizzazione analogo per gli inserti delle altre travi):
L'inserto reale indicato in Figura 9.21 (A) con la sequenza di impacchettamento
del laminato;
Applicando le formule viste (vedi Paragrafo 9.2) si sono calcolati gli spessori di una
singola stuoia in carbonio e di un singolo nastro in carbonio;
Moltiplicando lo spessore di una stuoia e di un nastro rispettivamente per il
numero di stuoie e il numero di nastri presenti nell'inserto, si sono calcolati gli
spessori totali delle stuoie e dei nastri, schematizzati in un'unica stuoia e in un
unico nastro (Figura 9.21 (B));
Nel modello di calcolo si reso necessario dividere l'inserto in inserto superiore,
con spessore pari a quello della stuoia unica (di spessore pari alla somma degli
spessori delle singole stuoie), e in inserto inferiore, con spessore pari alla somma
dello spessore della stuoia unica e del nastro unico. Tale schematizzazione
conseguenza della modalit con cui sono state calcolate le costanti ingegneristiche
degli inserti (vedi Paragrafo 9.2) con la CLT.
In Tabella 9.13 si riportano gli spessori calcolati:

INSERTO SUPERIORE INSERTO INFERIORE
TRAVE N. 25 E 26 0.371 mm 0.371 + 0.924 = 1.295 mm
TRAVE N. 27 E 28 0.348 mm 0.348 + 1.387 = 1.734 mm
TRAVE N. 29 E 30 1.113 mm 1.113 mm
Tabella 9.13 - Spessori calcolati per gli inserti delle travi rettilinee

Per queste prove, il legno modellato lamellare GL32h, le cui costanti ingegneristiche
sono riportate in Tabella 9.8; l'acciaio utilizzato per modellare le piastre e la resina hanno
le stesse caratteristiche viste nel precedente paragrafo.

Per quanto riguarda la caratterizzazione dell'inserto superiore e dell'inserto inferiore, si
riportano in Tabella 9.14 i valori ottenuti applicando la "CLT".

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
444

TRAVE N. 25 e 26
INSERTO SUPERIORE
E1
[MPa]
E2
[MPa]
E3
[MPa]
12 13 23
G12
[MPa]
G13
[MPa]
G23
[MPa]
239580 239580 20000 0.25 0.05 0.05 95830 5000 5000
INSERTO INFERIORE
E1
[MPa]
E2
[MPa]
E3
[MPa]
12 13 23
G12
[MPa]
G13
[MPa]
G23
[MPa]
232750 68770 20000 0.25 0.05 0.05 95830 5000 5000

TRAVE N. 27 e 28
INSERTO SUPERIORE
E1
[MPa]
E2
[MPa]
E3
[MPa]
12 13 23
G12
[MPa]
G13
[MPa]
G23
[MPa]
77760 77760 20000 0.25 0.05 0.05 30330 5000 5000
INSERTO INFERIORE
E1
[MPa]
E2
[MPa]
E3
[MPa]
12 13 23
G12
[MPa]
G13
[MPa]
G23
[MPa]
199450 15610 20000 0.25 0.05 0.05 82690 5000 5000

TRAVE N. 29 e 30
INSERTO
E1
[MPa]
E2
[MPa]
E3
[MPa]
12 13 23
G12
[MPa]
G13
[MPa]
G23
[MPa]
239580 239580 20000 0.25 0.05 0.05 95830 5000 5000
Tabella 9.14 - Costanti ingegneristiche applicate nel modello a elementi finiti

A causa degli spessori degli inserti, non stato possibile assegnare una mesh fitta alla
trave, dato che l'analisi diventa estremamente lenta a causa dell'elevato numero di
elementi: si deciso di creare una mesh con elementi quadrati di lato massimo 2 cm.
Per tutte le travi analizzate, si sono realizzati modelli sia con il cuscinetto che senza il
cuscinetto di testata; i valori ottenuti risultano simili, per cui nelle successive
considerazioni verranno analizzati solo i risultati dei modelli senza cuscinetto di resina.
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
445

9.5.1 Modelli FEM per TRAVE N.25 e TRAVE N.26: Giunto Legno - FRP lineare
Travi in lamellare GL32h, rispettivamente con INSERTI LAMINATI (trave n. 25) e INSERTI
SCIOLTI (trave n. 26):
n.3 STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 4455% g/mq, corredate da
n.4 NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 416 g/mq

Come visto in precedenza, si deciso di considerare uno spessore unico per le due
topologie di inserto, valutato sulla fibra secca del carbonio (vedi Tabella 9.22). Per questo
motivo non stato possibile realizzare due modelli distinti per le travi, bens un modello
unico per entrambe avente un inserto con dimensioni riportate in Figura 9.22.
Si sono realizzati quindi due modelli FEM, per entrambe le
travi, uno che non considera il cuscinetto di testata, l'altro che
invece lo considera.
Si riportano in Tabella 9.15 i valori delle frecce calcolate con i
due modelli FEM (Modello senza cuscinetto di resina e
Modello con cuscinetto di resina) e le frecce corrispondenti
sperimentali per le travi n. 25 e n. 26. Per brevit si riportano
solo i valori ottenuti con i modelli in controllo di spostamento,
in cui il carico ottenuto indirettamente dall'abbassamento
della piastra superiore di 10 mm. Ovviamente i modelli FEM
garantiscono risultati affidabili fintanto che il cuscinetto di
resina delle travi reali non si rompe: i modelli non colgono,
infatti, il salto delle curve sperimentali in corrispondenza della
rottura del cuscinetto di resina (verificatosi a 35 kN per la
trave n. 25 e a 50 kN per la trave n. 26). Risultati attendibili si
ottengono perci considerando solo il primo tratto elastico.

Figura 9.22


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
446


NOME MODELLO
CARICO
[kN]
REAZIONE
APPOGGIO
[kN]
FRECCIA MEZZERIA FRECCIA B
mm Errore mm Errore
RISULTATO SPERIMENTALE
38.84



14.08



12.24
38.88 14.09 12.25
39.19 14.19 12.34
39.23 14.21 12.35
INTERPOLAZIONE RISULTATO
SPERIMENTALE
39.20 14.20 12.34

38.86 14.09 12.24
SENZA CUSCINETTO 39.20 9.80 11.33 20.22% 9.92 19.61%

CON CUSCINETTO 38.86 9.71 11.36 19.34% 9.92 18.96%
Tabella 9.15 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi finiti
travi n. 25

NOME MODELLO
CARICO
[kN]
REAZIONE
APPOGGIO
[kN]
FRECCIA MEZZERIA FRECCIA B
mm Errore mm Errore
RISULTATO SPERIMENTALE
38.83



12.72



10.75
38.88 12.73 10.76
39.18 12.82 10.84
39.22 12.83 10.85
INTERPOLAZIONE RISULTATO
SPERIMENTALE
39.20 12.83 10.85

38.86 12.73 10.76
SENZA CUSCINETTO 39.20 9.80 11.33 11.68% 9.92 8.54%

CON CUSCINETTO 38.86 9.71 11.36 10.71% 9.92 7.77%
Tabella 9.16 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi finiti
travi n. 26

In questo caso, la bont dei modelli ridotta rispetto al caso precedente, come si nota
dalle percentuali di errore riscontrate. Ci imputabile al fatto che si sono semplificati
entrambi gli inserti ad un'unica tipologia di inserto, non rappresentando totalmente la
realt. Occorre inoltre precisare che i modelli sono stati realizzati seguendo le dimensioni
teoriche delle travi e approssimando certe grandezze, come ad esempio aver trascurato i
3 mm dello strato di resina sopra all'inserto. Ovviamente quando si realizzano
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
447

concretamente le travi, possibile non seguire alla lettera i disegni progettuali: talvolta le
tasche per posizionare gli inserti non risultano proprio larghe 1 cm, oppure la resina in
realt non priva di bolle. Questi fattori potrebbero aver influenzato i risultati delle prove
sperimentali, allontanando i valori teorici calcolati con i modelli da quelli reali.
Si riportano, nei Grafici 9.6 e 9.7, i valori delle frecce sperimentali delle travi n. 25 e n. 26
e quelli ricavati dai modelli con e senza il cuscinetto di resina. Come si pu notare, la
pendenza delle curve teoriche approssima comunque la pendenza delle curve
sperimentali, a meno di un tratto iniziale di assestamento.



Grafico 9.6 - Grafico 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli FEM

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
448


Grafico 9.7 - Zoom Grafico 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli FEM


9.5.2 Modelli FEM per TRAVE N.27 e TRAVE N.28: Giunto Legno - FRP lineare
Travi in lamellare GL32h, rispettivamente con INSERTI LAMINATI e INSERTI SCIOLTI:
n.2 STUOIE POLYEVERY G800A in VETRO 'E', 2400 tex, 8905% g/mq, corredate da
n.6 NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO HTS 12K 416 g/mq

Le considerazioni svolte per i modelli realizzati per le travi n. 25 e n. 26 valgono anche per
i modelli di queste travi: si sono realizzati due modelli, unici per entrambe le travi, che
considerano, uno l'assenza del cuscinetto di resina in testata (in mezzeria, nella trave
reale), e l'altro la presenza del cuscinetto.
La sezione della trave realizzata nei modelli analoga a quella riportata in Figura 9.22,
con dimensioni degli inserti riferite alle travi n. 27 e n. 28 (vedi Tabella 9.13).


Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
449

NOME MODELLO
CARICO
[kN]
REAZIONE
APPOGGIO
[kN]
FRECCIA MEZZERIA FRECCIA B
mm Errore mm Errore
RISULTATO SPERIMENTALE
38.57



12.71



10.84

38.61 12.72 10.86
38.94 12.84 10.96
38.97 12.86 10.96
INTERPOLAZIONE RISULTATO
SPERIMENTALE
38.97 12.85 10.96

38.61 12.72 10.86
SENZA CUSCINETTO 38.97 9.74 11.34 11.76% 9.92 9.49%

CON CUSCINETTO 38.61 9.65 11.38 10.51% 9.92 8.60%
Tabella 9.17 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi finiti
travi n. 27




NOME MODELLO
CARICO
[kN]
REAZIONE
APPOGGIO
[kN]
FRECCIA MEZZERIA FRECCIA B
mm Errore mm Errore
RISULTATO SPERIMENTALE
38.58



14.13



12.37
38.62 14.14 12.38
38.95 14.25 12.48
38.99 14.26 12.49
INTERPOLAZIONE RISULTATO
SPERIMENTALE
38.97 14.26 12.48

38.61 14.13 12.38
SENZA CUSCINETTO 38.97 9.74 11.34 20.43% 9.92 20.52%

CON CUSCINETTO 38.61 9.65 11.38 19.47% 9.92 19.84%
Tabella 9.18 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi finiti
travi n. 28

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
450


Grafico 9.8 - Grafico 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli FEM

Grafico 9.9 - Zoom Grafico 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli FEM
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
451


In questo caso i modelli FEM approssimano perfettamente la curva della trave n. 27. In
ogni caso, la pendenza delle curve teoriche si avvicina a quelle sperimentali.
9.5.3 Modelli FEM per TRAVE N.29 e TRAVE N.30: Giunto Legno - FRP lineare
Travi in lamellare GL32h, rispettivamente con INSERTI LAMINATI e INSERTI SCIOLTI:
n.9 STUOIE POLYEVERY C400 in CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 4455% g/mq

Le due tipologie di modello, che non considerano e considerano il cuscinetto di resina,
sono state realizzate anche per le travi n. 29 e n. 30.
La sezione della trave realizzata nei modelli analoga a quella riportata in Figura 9.22,
con la differenza che gli spessori dell'inserto superiore e dell'inserto inferiore sono gli
stessi, in quanto, in queste travi, non vi sono i nastri in carbonio di rinforzo per le stuoie.
Le dimensioni degli inserti riferite alle travi n. 29 e n. 30 sono riportati rispettivamente in
Tabella 9.19 e Tabella 9.20.


NOME MODELLO
CARICO
[kN]
REAZIONE
APPOGGIO
[kN]
FRECCIA MEZZERIA FRECCIA B
mm Errore mm Errore
RISULTATO SPERIMENTALE
39.51



13.11



10.25

39.55 13.12 10.26
39.79 13.19 10.32
39.83 13.21 10.33
INTERPOLAZIONE RISULTATO
SPERIMENTALE
39.82 13.20 10.33

39.52 13.11 10.25
SENZA CUSCINETTO 39.82 9.96 11.28 14.55% 9.92 3.97%

CON CUSCINETTO 39.52 9.88 11.31 13.69% 9.92 3.23%
Tabella 9.19 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi finiti
travi n. 29



Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
452

NOME MODELLO
CARICO
[kN]
REAZIONE
APPOGGIO
[kN]
FRECCIA MEZZERIA FRECCIA B
mm Errore mm Errore
RISULTATO SPERIMENTALE
39.51



12.61



10.32
39.56 12.63 10.33
39.81 12.70 10.39
39.85 12.71 10.41
INTERPOLAZIONE RISULTATO
SPERIMENTALE
39.82 12.70 10.40

39.52 12.61 10.32
SENZA CUSCINETTO 39.82 9.96 11.37 10.47% 9.92 4.57%

CON CUSCINETTO 39.52 9.88 11.31 10.31% 9.92 3.89%
Tabella 9.20 - Confronto frecce ottenute sperimentalmente e con i modelli a elementi finiti
travi n. 30


Grafico 9.10 - Grafico 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con modelli FEM

Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
453


Grafico 9.11 - Zoom Grafico 'Carico - Freccia 2': valori sperimentali e calcolati con i modelli


Dai grafici si nota come la pendenza delle curve teoriche approssimi la pendenza delle
curve sperimentali; depurando infatti il primo tratto delle curve sperimentali (da 0 a 10
kN), si noterebbe la sovrapposizione delle quattro curve.
In questo caso i modelli approssimano meglio la curva sperimentale della trave 29.









Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
454

9.6 CALCOLO DEGLI SFORZI: TRAVI CON GIUNTO LEGNO - FRP LINEARE
Si considerino i Modello FEM senza il cuscinetto di resina: per calcolare i vari sforzi nei
materiali si sono creati dei path, lungo i quali si sono letti gli sforzi ottenuti, posizionati
come riportato in Figura 9.23.


Figura 9.23 - Posizione dei path nella sezione (disegno non in scala)

Con un foglio di calcolo si sono poi calcolati i momenti statici dei vari elementi costituenti
la sezione e le rispettive aree omogeneizzate al legno.
A titolo di esempio, si considerino gli elementi della sezione indicati con le grandezze di
Figura 9.24. Per calcolare l'area omogeneizzata dell'elemento inserto superiore bisogner
calcolare l'area dell'elemento stesso (pari a



) e
moltiplicarla per

(pari a

); moltiplicando
l'area omogeneizzata per la distanza del baricentro dell'area dal lembo superiore della
trave (pari ad

) si ottiene il momento statico dell'elemento inserto
superiore.


(





)


Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
455


Figura 9.24 - Sezione generica del modello FEM: disegno ribaltato, non in scala

Sommando tutti i momenti statici calcolati in questo modo, si ottiene il momento statico
totale della sezione che, diviso per l'area omogeneizzata totale della sezione (pari alla
somma delle aree omogeneizzate a legno), d la posizione dell'asse neutro:



Si calcola il momento di inerzia della sezione della trave, , come somma delle singole
inerzie omogeneizzate.
Gli sforzi vengono determinati dall'equazione:



Nel caso in oggetto, il momento calcolato secondo lo schema di Figura 9.25, pari
quindi a :


Figura 9.25 - Schematizzazione della trave dei modelli FEM per le travi rettilinee con Giunto
Legno - FRP lineare (quote in centimetri)
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
456

In Tabella 9.21 sono riportati i valori degli sforzi calcolati con il foglio di calcolo per i
materiali costituenti la sezione: l'ordinata riferita al lembo superiore della trave.

Ordinata [mm]

Travi 25 e 26 Travi 27 e 28 Travi 29 e 30
LEGNO
0


-7.670 -7.948 -6.987
360


7.322 7.312 7.216
INSERTO SUPERIORE
0


-165.554 -55.679 -150.811
210


23.206 6.682 28.012
INSERTO INFERIORE
210


22.545 17.138 28.012
310


109.868 93.306 113.165
RESINA 1
0


-1.037 -1.074 -0.944
310


0.708 0.702 0.709
RESINA 2
0


-1.037 -1.074 -0.944
310


0.708 0.702 0.709
RESINA*
0


-1.037 -1.074 -0.944
210


0.145 0.129 0.709
Tabella 9.21 - Valori degli sforzi calcolati con i modelli di calcolo a elementi finiti

Confrontando gli sforzi calcolati con quelli ricavati dai path sulla sezione della trave, si
osserva che i valori coincidono. Nei Grafici 9.12, 9.13 e 9.14 si riportano con i nomi
"Legno", "Inserto superiore", "Inserto inferiore", "Resina 1", "Resina 2" e "Resina*", i
valori degli sforzi calcolati con il foglio di calcolo e con "Sforzi legno", "Sforzi inserto" e
"Sforzi resina" i valori di sforzo ricavati dai modelli FEM omogeneizzati al legno.
Per "Sforzi inserto" si intendono gli sforzi dell'inserto superiore e dell'inserto inferiore
uniti, cio da 0 mm a 210 mm si riportano gli sforzi dell'inserto superiore e da 210 mm a
310 mm quelli dell'inserto inferiore.
possibile notare che, nel Grafico 9.13, in corrispondenza all'ordinata 210 mm, quando si
passa dall'inserto superiore all'inserto inferiore, si ha un salto di sforzo, dovuto alla
diversit di modulo elastico: l'inserto superiore infatti costituito da fibra di vetro,
mentre l'inserto inferiore da fibra di vetro e di carbonio.
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
457


Grafico 9.12 - Sforzo - Ordinata: valori di sforzo ricavati Travi n. 25 e n. 26

Grafico 9.13 - Sforzo - Ordinata: valori di sforzo ricavati Travi n. 27 e n. 28
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
458


Grafico 9.14 - Sforzo - Ordinata: valori di sforzo ricavati Travi n. 29 e n. 30

Come visibile dai grafici le curve calcolate e ricavate dai modelli coincidono, dimostrando
la bont dei vari modelli a elementi finiti realizzati.

Il Grafico 6.12, riferito alle travi n. 25 e n. 26, stato ottenuto considerando un momento
pari a 16.66 kNm, ricavato del seguente calcolo: applicando uno spostamento verticale di
10 mm (vedi Tabella 6.8) alla piastra nel modello FEM, si ottiene una reazione vincolare
all'appoggio di 9.8 kN; imponendo l'equilibrio verticale (vedi Figura 6.19) si ottiene che il
carico Q pari alla reazione vincolare. Dato che il momento pari al carico per la distanza
del punto di applicazione del carico dal vincolo a carrello (1.7 m) si ricava:

,- ,- ,- ,- ,-

Analogamente, i momenti per le travi n. 27 e n. 28 e per le travi n. 29 e n. 30 sono
rispettivamente: 16.56 kNm e 16.93 kNm.
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
459

9.7 CONCLUSIONI
I modelli realizzati per tutte le travi considerate si avvicinano molto ai risultati di freccia
ottenuti sperimentalmente.

Il tratto elastico della trave rettilinea n. 31 (trave vergine in lamellare) stato
perfettamente modellato, ottenendo delle percentuali di errore basse. Con tale modello
si costruita la base su cui procedere a modellare le altre travi: si sono assettati infatti
tutti quei parametri necessari per definire il materiale legno, il tipo di aderenza da
attribuire tra le piastre di appoggio e la trave, le dimensioni della trave stessa e la mesh.
Il legno considerato materiale anisotropo e quindi modellato con le costanti
ingegneristiche discusse nel presente lavoro di tesi; molto importante si rivelato
l'acciaio utilizzato per creare le piastre dei vincoli di appoggio, necessarie per non
innescare possibili fenomeni di punzonamento locale. Le piastre sono state poste anche
in corrispondenza del coltello di carico, per evitare di assegnare un carico concentrato che
avrebbe disturbato l'analisi del modello. L'aderenza tra le piastre di acciaio e la trave in
legno perfetta. La simmetria realizzata applicando i carrelli sulle superfici sezionate del
quarto di trave ha permesso di ridurre i tempi di calcolo.

Nel modello FEM per la trave n. 7 si assegnato all'inserto, costituito da una piastra in
acciaio, solo il modulo elastico ed il coefficiente di Poisson e si sono fatte le ipotesi di
presenza o meno della resina nel giunto: la resina stata modellata come materiale
isotropo, con modulo elastico pari a quello calcolato con le prove di caratterizzazione
della resina.
Confrontando i tre modelli realizzati (senza resina, con resina e con cuscinetto di resina) si
notato che tutti riescono a approssimare correttamente la freccia sperimentale.

Il passo successivo stato quello di modellare le travi rettilinee con Giunto Legno - FRP
lineare. Queste travi hanno inserti FRP che sono stati caratterizzati secondo la teoria dei
laminati, la "CLT"; gli spessori da assegnare invece agli inserti sono stati calcolati secondo
le formule riportate nel Capitolo 5. Essendo le travi costituite sia da inserti laminati che
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
460

inserti sciolti, gli spessori e le caratteristiche meccaniche degli inserti sono state riferite
alla sola fibra secca (di carbono o di vetro), cosicch si sono realizzate solo due tipologie
di modello FEM per le tre categorie di travi:
TRAVI N. 25 E N. 26 : Travi in lamellare GL32h, rispettivamente con INSERTI
LAMINATI e INSERTI SCIOLTI, costituiti da n.3 STUOIE POLYEVERY C400 in
CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 4455% g/mq, corredate da n.4 NASTRI
UNIDIREZIONALI 10 cm in CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 416 g/mq;
TRAVI N. 27 E N. 28: Travi in lamellare GL32h, rispettivamente con INSERTI
LAMINATI e INSERTI SCIOLTI, costituiti da n.2 STUOIE POLYEVERY G800A in VETRO
'E', 2400 tex, 8905% g/mq, corredate da n.6 NASTRI UNIDIREZIONALI 10 cm in
CARBONIO HTS 12K 416 g/mq;
TRAVI N: 29 E N. 30: Travi in lamellare GL32h, rispettivamente con INSERTI
LAMINATI e INSERTI SCIOLTI, costituiti da n.9 STUOIE POLYEVERY C400 in
CARBONIO HTS 12K, 800 tex, 4455% g/mq.

I modelli realizzati considerano o meno il cuscinetto di testata. Il modello con cuscinetto
semplificato, in quanto viene considerata resina su tutta la superficie della sezione
(inserto escluso), trascurando la cornice in legno presente lungo tre lati del perimetro. Per
tutte le travi analizzate si nota che i modelli funzionano, in quanto riescono ad
approssimare la pendenza delle curve rappresentanti la freccia di mezzeria sperimentale.
Dai grafici riportati, spesso si nota che la curva teorica non intercetta perfettamente la
curva sperimentale: ci pu essere dovuto al fatto che i modelli, riferiti a dimensioni
teoriche ricavate dai disegni di progetto, non rispecchino le dimensioni realizzate nelle
travi reali. Imperfezioni di esecuzione o presenza di bolle di aria nella resina possono
disturbare i risultati della prova sperimentale, non riuscendo a ottenere i valori che ci si
aspetterebbe dai calcoli. Nonostante ci, trascurando il tratto iniziale, da 0 a 10 kN, delle
prove sperimentali e traslandole in zero, sarebbe possibile osservare che le pendenze
delle curve sperimentali e teoriche combaciano.
I modelli funzionano comunque per bassi carichi in quanto non riescono a cogliere la
rottura dei cuscinetti di resina delle travi reali. I valori registrati dai modelli con e senza
Capitolo 9 Modelli ad elementi finiti
461

cuscinetto sono simili, per cui possibile considerare anche solo i modelli senza il
cuscinetto di resina.

I modelli risultano attendibili anche dal punto di vista degli sforzi, in quanto i valori di
sforzo ricavati grazie a dei path posizionati sulla sezione della trave, rappresentano
pienamente gli sforzi calcolati nei materiali.

Con i modelli FEM realizzati possibile quindi prevedere il comportamento che avr la
trave sottoposta a carico crescente nel tempo: modellando infatti tutte le tipologie di
inserto che si desidera verificare possibile ricavare valori di freccia attendibili.

Introducendo nei modelli un legame costitutivo non simmetrico a trazione e
compressione per il legno e dei legami costitutivi per la resina e i rinforzi, sarebbe
possibile rappresentare anche il ramo plastico delle curve Carico - Spostamento nonch la
rottura del cuscinetto di resina delle sei travi rettilinee, argomento che verr trattato nel
prossimo capitolo.














Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
462


463

CAPITOLO 10
CALCOLO NON LINEARE



Dopo aver eseguito il calcolo in campo elastico lineare mediante il metodo ad elementi
finiti (FEM) ed aver confrontato tali risultati con quelli ottenuti sperimentalmente, si
passato al calcolo della trave in campo non lineare. A causa della mancanza nel software
ABAQUS di un opportuno modello costitutivo che descriva il materiale ligneo in campo
non lineare, tale calcolo stato appositamente sviluppato in ambiente MATLAB.
















Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
464

10.1 GRANDEZZE GEOMETRICHE E SCHEMA STATICO
La sezione trasversale della trave in corrispondenza del giunto risulta essere
caratterizzato dalle seguenti grandezze come mostrato in figura 10.1: B larghezza della
sezione; H altezza della sezione; x
Gi
e y
Gi
rispettivamente ascissa ed ordinata del
baricentro delli-esimo strato di rinforzo rispetto al punto 0 assunto convenzionalmente
come riferimento; h
i
ed s
i
rispettivamente altezza del rinforzo ed spessore dello stesso.





Figura 10.1 Sezione trasversale del giunto






Capitolo 10 Calcolo non lineare
465

Lo schema statico adottato sperimentalmente prima e numericamente poi risulta essere il
seguente:

Figura 10.2 Definizione delle grandezze geometriche della trave


Figura 10.3 Schema statico di calcolo

in cui si indicato con L
1
la distanza tra lappoggio e il punto di applicazione del carico,
con L
2
la distanza tra il punto di applicazione del carico e la mezzeria della trave e con L
3
la
semi-lunghezza del collegamento.
La scelta di schematizzare il giunto come una cerniera dotata di molla rotazionale deriva
dalle osservazioni sperimentali: infatti durante lapplicazione del carico lampiezza di
fessura del giunto di mezzeria aumentava in funzione del carico configurando una
rotazione rigida di tale sezione.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
466

10.2 LEGAMI COSTITUTIVI DEI MATERIALI
Nel calcolo si necessita di definire i legami costitutivi di tutti i materiali che costituiscono
la sezione trasversale: legno, rinforzi in fibre di carbonio (CFRP) o fibre di vetro (GFRP) o in
acciaio e le resine epossidiche utilizzate per il riempimento degli intagli.


10.2.1 Legno
In accordo con il documento CNR_DT201:2005 (Fonte: []) si implementato un modello
costitutivo del legno elastico lineare a trazione fino a rottura ed elasto-plastico a
compressione cos come mostrato in figura:

Figura 10.4 Modello costitutivo del legno

f
ck
[MPa] E
t
[MPa]
c1
[%]
c2
[%]
c3
[%]
32 11100 0.288 - 0.288 - 0.432
Tabella 10.1 - Valori dei parametri caratteristici adottati nel legame costitutivo del legno

Capitolo 10 Calcolo non lineare
467

10.2.2 CGFP - GFRP
Per entrambi i rinforzi, cio quelli realizzati con fibre di rinforzo in carbonio e in vetro, il
legame costitutivo adottato tipo elasto-fragile sia per sforzi di trazione che per sforzi di
compressione cos come mostrato in figura:

Figura 10.5 Modello costitutivo dei rinforzi in fibre di carbonio (CFRP)


Figura 10.6 Modello costitutivo dei rinforzi in fibre di vetro (GFRP)

E
c
[MPa] E
g
[MPa]
239583 77764
Tabella 10.2 - Valori dei parametri caratteristici adottati nel legame costitutivo degli inserti
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
468

10.2.3 Acciaio
Il legame costitutivo dei rinforzi in acciaio assunto elasto-perfettamente plastico sia a
trazione che a compressione cos come mostrato in figura:

Figura 10.7 Modello costitutivo dei rinforzi in acciaio
10.2.4 Resina epossidiche
Si adottato un legame costitutivo elastico-fragile sia a compressione che a trazione
come mostrato in figura:

Figura 10.8 Modello costitutivo della resina epossidica

f
t
[MPa] f
c
[MPa] E
a
[MPa]
t
[%]
c
[%]
35.68 - 86.42 3000 1.352 - 2.88
Tabella 10.3 - Valori dei parametri caratteristici adottati nel legame costitutivo della resina
Capitolo 10 Calcolo non lineare
469

10.3 LEGAME MOMENTO-ROTAZIONE DELLA MOLLA ROTAZIONALE
Lutilizzo dellelemento (molla rotazionale) posto nella sezione di mezzeria richiede di
definire il suo comportamento in termini di rotazione a seguito del momento sollecitante
M. La forma di tale legge stata definita a seguito delle osservazioni effettuate dai
trasduttori LVDT posti in mezzeria (LVDT A ed LVDT B).

Figura 10.9 - Schema della posizione dei trasduttori A e B

Infatti con lutilizzo di tali dati possibile ottenere il diagramma momento-rotazione della
zona centrale di trave. Si mostra in seguito in forma analitica i passaggi eseguiti al fine di
ottenere tale legge a partire dalle misure degli LVDT e in funzione delle grandezze
geometriche indicate in Figura 10.10:

Figura 10.10 Grandezze per il calcolo della rotazione
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
470

Da semplici considerazioni di similitudine tra triangoli e di congruenza possibile scrivere:

(1)

(2)

avendo indicato con s
sup
ed s
inf
rispettivamente il semi-accorciamento superiore e
semi-allungamento inferiore dellLVDT.
Ricaviamo dalla prima lespressione di y
inf
e sostituiamo y
sup
ottenuta dalla seconda:

) (3)

riorganizzando si ottiene:

(4)

e quindi:

(5)

moltiplichiamo e dividiamo per 2:

(6)




Capitolo 10 Calcolo non lineare
471

Inoltre possiamo scrivere che:

(7)

Sostituendo allinterno della stessa lespressione ricavata di y
inf
si ottiene:


(8)

in cui si indicato con

rispettivamente lallungamento dellLVDT inferiore


e laccorciamento di quello superiore.

Mediante tali relazioni si diagrammato il legame M per le varie travi analizzate
sperimentalmente. Essendo la trave simmetrica, la rotazione intesa come rotazione di
mezza-trave.


Grafico 10.1 - Diagramma momento-rotazione delle travi
0
20
40
60
80
100
120
140
0 0.002 0.004 0.006 0.008 0.01 0.012
M
o
m
e
n
t
o

[
k
N
m
]

Rotazione
tot
/2 = [rad]
TRAVE 25 TRAVE 26 TRAVE 27 TRAVE 28 TRAVE 29 TRAVE 30
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
472

Come possibile osservare, tutte le travi hanno un comportamento che risulta essere
omotetico: infatti tutte sono caratterizzate dallavere un primo tratto lineare, un secondo
tratto parallelo allasse delle ascisse (plateau) o comunque con una piccola pendenza ed
un ultimo tratto esponenziale crescente.
A seguito di questa osservazione si definita la forma del legame da utilizzarsi nel calcolo
cos come mostrato nella figura seguente:

Figura 10.11 Legame momento-rotazione

In cui si indicato con
Elastica
il valore limite di rotazione oltre la quale si perde il
comportamento lineare della molla raggiunto per un valore di momento M
Elasto-Plastico
e
con
Plastica
la rotazione limite del ramo di plateau.
La formulazione analitica risulta:
Per
Elastica
:



Per
Elastica
<
Plastica
:



Per >
Plastica
:


in cui


Capitolo 10 Calcolo non lineare
473

Quindi per ogni trave (per le loro caratteristiche Paragrafo 8.1) sono stati determinati i
parametri che definiscono la relazione M del giunto. Si riportano in seguito in tabella il
loro valore e nei successivi grafici il confronto tra curva sperimentale e curva teorica.
I parametri indipendenti:

TRAVE 25 TRAVE 26 TRAVE 27 TRAVE 28 TRAVE 29 TRAVE 30
K
giunto
[Nmm] 9.7715e10 1.7401e11 9.4834e10 7.1934e10 2.5574e11 1.0440e11
M
Elasto-Plastico
[Nmm] 3.20e7 4.40e7 3.20e7 2.40e7 3.20e7 3.50e7

Plastico
[rad] 0.0009 0.0012 0.0010 0.0007 0.0013 0.0008
m 0.65 0.60 0.83 0.70 0.85 0.60
Tabella 10.4 - Valori dei parametri caratteristici della legge M

Bisogna osservare che tali valori sono stati determinati mediante la semplice operazione
di best fit: la rigidezza K
giunto
in modo da cogliere al meglio la pendenza iniziale della
curva e quindi la rigidezza elastica del giunto; M
Elasto-Plastico
quale valore di momento medio
del tratto assimilabile a plateau che termina in corrispondenza della rotazione limite

Plastico
e lesponente m in modo da minimizzare la differenza tra curva sperimentale e
curva teorica nel tratto non lineare.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
474


Grafico 10.2 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 25




Grafico 10.3 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 26
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
0 0.001 0.002 0.003 0.004 0.005
M
o
m
e
n
t
o

[
k
N
m
]

Rotazione /2 [rad]
Trave 25
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
0 0.001 0.002 0.003 0.004 0.005
M
o
m
e
n
t
o

[
k
N
m
]

Rotazione /2 [rad]
Trave 26
Capitolo 10 Calcolo non lineare
475


Grafico 10.4 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 27




Grafico 10.5 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 28
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
0 0.001 0.002 0.003 0.004 0.005
M
o
m
e
n
t
o

[
k
N
m
]

Rotazione /2 [rad]
Trave 27
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
0 0.001 0.002 0.003 0.004 0.005
M
o
m
e
n
t
o

[
k
N
m
]

Rotazione /2 [rad]
Trave 28
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
476


Grafico 10.6 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 29




Grafico 10.7 - Confronto legame M - sperimentale e teorico trave 30
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
0 0.001 0.002 0.003 0.004 0.005
M
o
m
e
n
t
o

[
k
N
m
]

Rotazione /2 [rad]
Trave 29
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
0 0.001 0.002 0.003 0.004 0.005
M
o
m
e
n
t
o

[
k
N
m
]

Rotazione /2 [rad]
Trave 30
Capitolo 10 Calcolo non lineare
477

10.4 CURVA M -
Una volta definite tutte le grandezze geometriche della trave, i legami costitutivi dei
materiali, si vuole determinare per un assegnato valore di curvatura il momento
corrispondente in uno stato di sforzo di flessione retta.

Si consideri una generica sezione trasversale del tratto in cui sono presenti gli inserti su
cui agisce un momento flettente positivo cio che tende le fibre inferiori. Tale
sollecitazione, assumendo come ipotesi cinematica che le sezioni rette si mantengono
piane, produce uno stato deformativo che varia linearmente sulla sezione.


Figura 10.12 Sezione trasversale della trave e conservazione delle sezioni piane

La deformazione alla generica quota per un assegnato valore di curvatura e punto a
deformazione nulla (asse neutro x), vale:



Avendo in questo modo definito lo stato deformativo, mediante le leggi costitutive dei
materiali possibile determinare gli sforzi che agiscono sulla sezione trasversale. Ogni
fibra longitudinale, di area dA, si comporta come un elemento in regime uniassiale, teso o
compresso dalla forza infinitesima () dA.

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
478

Tali forze infinitesime devono dar luogo, come risultante, solo a un momento M rispetto
allasse neutro.



Quindi mediante la quadratura di Gauss
1
possibile scrivere:



Metodo di Newton Raphson: metodo per il calcolo approssimato della soluzione di
unequazione nella forma:


Assumendo come ipotesi che nellintervallo in cui la funzione definita, la derivata prima
esista e sia continua e che la derivata prima sia diversa da zero, possiamo scrivere:


da cui si ricava:

*|




1
Vedi Nota fine Capitolo
Capitolo 10 Calcolo non lineare
479

Se applichiamo il metodo al nostro caso abbiamo che:



dove per un assegnata curvatura lincognita rappresentata dalla posizione dellasse
neutro.
Se calcoliamo la derivata dellazione assiale si ottiene:



Sostituendo tale espressione, per la j-esima iterazione del metodo di Newton Raphson
abbiamo che:

[|

)

ma dal legame costitutivo vale la relazione:


quindi si ottiene:

)

A questo punto noto il valore della x (cio la posizione dellasse neutro) possibile
calcolare il momento M corrispondente allassegnate curvature :


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
480

10.5 CURVA CARICO SPOSTAMENTO
Essendo la trave isostatica ed assumendo nota la geometria, per un generico valore di
carico P possibile ricavare il valore del momento flettente M agente e quindi mediante
una doppia integrazione della curvatura la freccia di un qualsiasi punto della trave.
Facendo quindi variare il valore del carico possiamo ottenere la curva carico
spostamento, da confrontarsi con lanaloghe sperimentali.
Al fine di risolvere loperazione di integrazione si dovuto innanzitutto discretizzare la
semi-trave, avendo sfruttato la sua simmetria, in n+1 nodi e conseguentemente in n
elementi la trave di dimensione X


Nel caso specifico si suddivisa la semi-trave in 201 nodi e quindi 200 elementi. Le
coordinate del nodo i-esimo possono essere calcolate mediante la seguente relazione:




10.5.1 Calcolo delle rotazioni nei nodi
Per prima cosa si procede alla determinazione del momento flettente e alla
corrispondente curvatura agente in ogni nodo. Questultima viene assunta pari a:

se il nodo giace nel tratto di trave senza inserti


, essendo EJ0 la rigidezza flessionale della sola trave in


legno
viceversa viene determinata dalla curva (vedi paragrafo 10.4).

Dal legame momento rotazione del giunto, i cui parametri sono riportati in Tabella 10.4,
possiamo ricavarci la rotazione del giunto sapendo il momento flettente che agisce sullo
stesso causato dal carico P (

). Assumendo tale rotazione come


condizione al contorno iniziale, la rotazione dei nodi rimanenti pu essere determinata
Capitolo 10 Calcolo non lineare
481

integrando la curvatura procedendo dalla mezzeria verso lappoggio. Per ogni nodo
abbiamo quindi che:


( )




10.5.2 Calcolo degli spostamenti nei nodi
Essendo nota la rotazione dei nodi, possiamo procedere al calcolo dello spostamento
della trave. Infatti assumendo come condizione al contorno iniziale nullo lo spostamento
del nodo in corrispondenza dellappoggio:



possibile determinare gli spostamenti dei rimanenti nodi mediante lintegrazione delle
rotazioni procedendo dal nodi di appoggio al nodo di mezzeria :


( )




10.5.3 Confronto dei risultati sperimentali teorici
Avendo noto per ogni valore di carico lo spostamento del nodo di mezzeria, facendo
variare il carico P possiamo determinare la curva carico spostamento. Sovrapponendo
su tale grafico la curva ottenuta sperimentalmente possiamo effettuare un confronto
diretto al fine di valutare la bont dei risultati ottenuti e delle ipotesi assunte per il
calcolo.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
482


Grafico 10.8 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 25


Grafico 10.9 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 26
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50
0
10
20
30
40
50
60
freccia [mm]
c
a
r
i
c
o

[
K
N
]
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50
0
10
20
30
40
50
60
freccia [mm]
c
a
r
i
c
o

[
K
N
]
Capitolo 10 Calcolo non lineare
483


Grafico 10.10 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 27


Grafico 10.11 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 28
0 10 20 30 40 50 60 70
0
10
20
30
40
50
60
70
80
freccia [mm]
c
a
r
i
c
o

[
K
N
]
0 10 20 30 40 50 60 70
0
10
20
30
40
50
60
70
80
freccia [mm]
c
a
r
i
c
o

[
K
N
]
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
484


Grafico 10.12 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 29


Grafico 10.13 - Confronto curva P teorica e sperimentale trave 30
0 5 10 15 20 25 30 35
0
5
10
15
20
25
30
35
40
45
freccia [mm]
c
a
r
i
c
o

[
K
N
]
0 5 10 15 20 25 30 35
0
5
10
15
20
25
30
35
40
45
freccia [mm]
c
a
r
i
c
o

[
K
N
]
Capitolo 10 Calcolo non lineare
485

10.6 STUDIO ANALITICO DEL LEGAME MOMENTO ROTAZIONE
In questa fase si cercato di analizzare dal punto di vista analitico i parametri ottenuti
sperimentalmente che definiscono il comportamento del giunto, quindi la rigidezza
iniziale, il momento al limite elastico, la rotazione plastica e il valore dellesponente nella
legge momento rotazione della molla.


10.6.1 Momento al limite elastico
Al fine di determinare il valore di momento al limite elastico si innanzitutto fatta un
analisi degli sforzi agenti sulla sezione corrispondenti al momento sperimentale di
distacco del giunto (in cui si ha linnesco del plateu nel diagramma momento rotazione
del giunto) nel I stadio considerando quindi la resina reagente a trazione.



Figura 10.13 - Sezione generica: disegno ribaltato, non in scala






Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
486

I valori di sforzo ottenuti sulla sezione del giunto per ogni trave sono:

TRAVE 25 - SFORZI CON M = 32.00 kNm
y
SUPERIORE

INFERIORE

[mm] [N/mm
2
] [N/mm
2
]
LEGNO
-178.690 -18.819
181.310 19.095
INSERTO SUPERIORE
-178.690 -389.947
31.310

68.326
INSERTO INFERIORE
31.310 68.326
131.310 286.551
RESINA 1
-178.690 -5.086
131.310

3.738
RESINA 2
-178.690 -5.086
131.310 3.738
RESINA*
-178.690 -5.086
31.310 0.891
Tabella 10.5 Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 25


TRAVE 26 - SFORZI CON M = 44.00 kNm
y
SUPERIORE

INFERIORE

[mm] [N/mm
2
] [N/mm
2
]
LEGNO
-178.690 -25.876
181.310 26.256
INSERTO SUPERIORE
-178.690 -536.177
31.310

93.948
INSERTO INFERIORE
31.310 93.948
131.310 394.007
RESINA 1
-178.690 -6.994
131.310

5.139
RESINA 2
-178.690 -6.994
131.310 5.139
RESINA*
-178.690 -6.994
31.310 1.225
Tabella 10.6 Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 26

Capitolo 10 Calcolo non lineare
487


TRAVE 27 - SFORZI CON M = 32.00 kNm
y
SUPERIORE

INFERIORE

[mm] [N/mm
2
] [N/mm
2
]
LEGNO
-186.038 -20.690
173.962 19.347
INSERTO SUPERIORE
-186.038 -137.934
23.962

17.766
INSERTO INFERIORE
23.962 55.220
123.962 285.664
RESINA 1
-186.038 -5.592
123.962

3.726
RESINA 2
-186.038 -5.592
123.962 3.726
RESINA*
-186.038 -5.592
23.962 0.720
Tabella 10.7 Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 27


TRAVE 28 - SFORZI CON M = 24.00 kNm
y
SUPERIORE

INFERIORE

[mm] [N/mm
2
] [N/mm
2
]
LEGNO
-186.038 -15.518
173.962 14.510
INSERTO SUPERIORE
-186.038 -103.451
23.962

13.325
INSERTO INFERIORE
23.962 41.415
123.962 214.248
RESINA 1
-186.038 -4.194
123.962

2.795
RESINA 2
-186.038 -4.194
123.962 2.795
RESINA*
-186.038 -4.194
23.962 0.540
Tabella 10.8 Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 28


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
488


TRAVE 29 - SFORZI CON M = 32.00 kNm
y
SUPERIORE

INFERIORE

[mm] [N/mm
2
] [N/mm
2
]
LEGNO
-164.987 -15.127
195.013 17.880
INSERTO SUPERIORE
-164.987 -313.443
145.013

275.497
RESINA 1
-164.987 -4.088
145.013

3.593
RESINA 2
-164.987 -4.088
145.013 3.593
RESINA*
-164.987 -4.088
145.013 3.593
Tabella 10.9 Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 29


TRAVE 30 - SFORZI CON M = 35.00 kNm
y
SUPERIORE

INFERIORE

[mm] [N/mm
2
] [N/mm
2
]
LEGNO
-164.987 -16.545
195.013 19.556
INSERTO SUPERIORE
-164.987 -342.828
145.013

301.325
RESINA 1
-164.987 -4.472
145.013

3.930
RESINA 2
-164.987 -4.472
145.013 3.930
RESINA*
-164.987 -16.545
195.013 19.556
Tabella 10.10 Sforzi agenti sulla sezione di giunto trave 30

Al fine di valutare sperimentalmente lo sforzo di distacco resina legno si deciso quindi
di effettuare delle prove sperimentali a flessione (four point bending) su provini ottenuti
incollando tra loro due listelli di legno lamellare utilizzando ladesivo Xepox 40.

Capitolo 10 Calcolo non lineare
489


Figura 10.14 Schema statico della prova four point bending (FPB)


Figura 10.15 - Fase di preparazione dei provini mediante adesivo: (A) Provini 10 x 20 mm; (B)
Provini 50 x 90mm
Sono state effettuate differenti prove facendo variare sia la dimensione geometrica della
sezione trasversale (provini 10 x 20 mm e 50 x 90 mm) sia lo spessore della zona di
incollaggio.


10.6.1.1 Provini 10 x 20 mm
Sono state effettuati 3 prove sperimentali le cui dimensioni effettive e lo spessore della
resina sono indicati nella seguente tabella:

PROVINO B [mm] H [mm]
s
incollaggio

[mm]
I 0.1 9.90 19.94 1.00
I 0.4 1 9.58 19.77 4.00
I 0.4 2 9.83 19.94 4.00
Tabella 10.11 - Dimensioni geometriche dei provini 10 x 20 mm

A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
490


Figura 10.16 Prova FPB per provini 10 x 20 mm

Si riportano in seguito i valori di sforzo massimi ottenuti:

PROVINO
rottura
[N/mm
2
]
I 0.1 18.67
I 0.4 1 16.14
I 0.4 2 15.43
Tabella 10.12 - Sforzi di rottura provini 10 x 20 mm
10.6.1.2 Provini 50 x 90 mm
Sono state effettuati 4 prove su provini di sezione 50 x 90 mm. Le dimensioni geometriche
dei listelli che compongono il provino e lo spessore di adesivo che permette la loro unione
sono riportati in tabella:

PROVINO B [mm] H [mm]
s
incollaggio

[mm]
G 10 1 49.59 89.56 10.00
G 10 2 50.54 90.92 10.00
G10 3 51.50 90.61 10.00
G20 4 50.09 90.61 20.00
Tabella 10.13 - Dimensioni geometriche dei provini 50 x 90 mm

Capitolo 10 Calcolo non lineare
491


Figura 10.17 Esecuzione della prova FPB su provini 50 x 90 mm: (A) Durante la prova; (B) Al
termine della prova

I valori degli sforzi sulla superficie di contatto corrispondenti al carico di rottura del
provino sono riportati in tabella:

PROVINO
rottura
[N/mm
2
]
G 10 1 12.47
G 10 2 15.25
G 10 3 11.93
G 20 - 1 13.29
Tabella 10.14 - Sforzi di rottura provini 50 x 90 mm

10.6.1.3 Effetto scala
Come possibile osservare dai risultati sperimentali ottenuti, il valore dello sforzo
massimo a rottura agente sulla superficie di contatto aumenta al diminuire dellaltezza
del provino. Infatti su provini 10 x 20 mm si ottenuto un valore di sforzo a rottura media
pari a 16.75 N/mm
2
, viceversa sul provino 50 x 90 mm il valore ottenuto risulta di 13.24
N/mm
2
.
Nelle travi sperimentate in laboratorio ci si aspetta quindi un valore di sforzo a rottura
inferiore, essendo la sezione trasversale di dimensioni maggiori, confrontabile quindi con
quello ottenuto analiticamente: in questo modo viene giustificato il valori di momento al
limite elastico (M
Elastico-Plastico
).

A B
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
492

10.6.2 Rigidezza iniziale
Per determinare il valore della rigidezza iniziale si utilizzano i dati sperimentali ottenuti
dagli LVDT posti in mezzeria in corrispondenza del giunto.
Per piccoli valori di carico, quindi di momento, si pu assumere come ipotesi che la
sezione trasversale sia interamente reagente e quindi al I stadio.
Per un assegnato valore di carico P quindi possibile, nota la geometria, calcolarsi il
valore di momento flettente M agente che, nel caso di prova four point bending, risulter
costante nel tratto di trave compreso tra i due punti di applicazione del carico.
Nel tratto compreso tra gli LVDT abbiamo due sezioni differenti, una prima costituita da
materiale ligneo ed inserti in materiale composito e una seconda in cui il legno
sostituito dalla resina. Quindi possiamo calcolarci uninerzia equivalente pesata sulla
lunghezza:



in cui si indicato con l
legno
la lunghezza del tratto di trave in cui la sezione costituita da
legno, con l
resina
il viceversa e con l
tot
la semi-lunghezza tra i dui LVDT. Osserviamo che il
valore l
resina
risulta costante in tutte le prove e pari a 5 mm.
I valori ottenuti di inerzia:

TRAVE l
tot
[mm]
I
I stadio
[mm
4
]
I
I stadio
[mm
4
]
I
I equi
[mm
4
]
25 95.00 8.05e8 3.04e8 7.53e8
26 97.50 8.05e8 3.04e8 7.54e8
27 105.00 7.88e8 2.88e8 7.40e8
28 101.00 7.88e8 2.88e8 7.38e8
29 103.00 8.60e8 3.49e8 8.10e8
30 95.00 8.60e8 3.49e8 8.06e8
Tabella 10.15 - Momento di inerzia equivalente


Capitolo 10 Calcolo non lineare
493

Il corrispondente valore di curvatura, risulta:




Integrando tale curvatura sulla semi-lunghezza della distanza degli LVDT possibile
ottenere il valore della rotazione in funzione al momento applicato:

(



e quindi:
(

)

La quantit in parentesi la rigidezza della molla rotazionale posta in mezzeria della
trave:
(

)
Possiamo quindi calcolare la rigidezza k del giunto e confrontarlo con quello ottenuto con
loperazione di best fit:

TRAVE
k
teorica

[Nmm]
k
best fit

[Nmm]
Errore
[%]
25 1.7585e11 9.7715e10 + 79.97
26 1.7165e11 1.7401e11 - 1.35
27 1.5647e11 9.4834e10 + 64.99
28 1.6225e11 7.1934e10 + 125.55
29 1.7459e11 2.5574e11 - 31.73
30 1.8832e11 1.0440e11 + 80.38
Tabella 10.16 - Confronto tra la rigidezza analitica e di best fit

Come possibile osservare lerrore nelle diverse prove non si mantiene costante. Si pu
comunque affermare che il valore ottenuto sperimentalmente (k
best fit
) inferiore di
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
494

quello ottenuto a livello teorico (k
teorico
) ad eccezione della prova 26 in cui la differenza tra
i due minima e la prova 29: ci pu essere dovuto ad eventuali scorrimenti plastici che
avvengo nel giunto, tra resina ed inserti, che impossibile prevedere a livello teorico e
che rendono il giunto meno rigido.


10.6.3 Rotazione plastica
Quando nel giunto si raggiunge il valore di momento al limite elastico si osserva, come gi
ampiamente analizzato, un incremento di rotazione plastica.
In quellistante nella zona di giunto si ha una ridistribuzione di sforzi dovuto al passaggio
da I a II stadio nella sezione di mezzeria e la parte si sezione reagente rappresentata
dalla sola zona di legno compresso e dagli inserti in materiale composito (sezione al II
stadio). Si ha quindi in un tratto di trave di lunghezza incognita un passaggio graduale da
sezione al II stadio a sezione interamente reagente (I stadio). La rotazione plastica della
semi-trave pu essere analiticamente determinata integrando su tale lunghezza la
differenza di curvature nei due differenti stadi.
Possiamo quindi scrivere:



Assumendo come

la semi-distanza tra gli LVDT, posizionati in corrispondenza del


giunto, si ottengono i seguenti risultati:


Capitolo 10 Calcolo non lineare
495

TRAVE


[mm]

sperimentale

[rad]

analitica

[rad]
Errore [%]
25 47.50 0.0005983 0.0002622 - 56.18
26 48.75 0.0007564 0.0002684 - 64.52
27 52.50 0.0005427 0.0003045 - 43.90
28 50.50 0.0002418 0.0002937 21.47
29 51.50 0.0013217 0.0002578 - 80.50
30 47.50 0.0003906 0.0002395 - 38.69
Tabella 10.17 - Confronto tra la rotazione plastica analitica e di sperimentale


10.6.4 Esponente plastico
La definizione del coefficiente m che definisce il tratto esponenziale non pu essere fatta
analiticamente se non analizzando tutti quei fenomeni che rendono non lineare il
comportamento del giunto. Essendo tali fenomeni complessi e di difficile interpretazione
si richiede pertanto prove sperimentali che ne permettano una sua stima.


10.6.5 Momento resistente ultimo
Il modello utilizzato per il calcolo del momento flettente ultimo definito dalle:
la resina epossidica reagisce solo a compressione;
leggi costitutive dei due materiali sono lineari fino a rottura e cos definiti:
a. resina epossidica: diagramma - lineare fino a rottura (comportamento
elasto-fragile);
b. materiale composito: diagramma - lineare fino a rottura sia per tensioni di trazione
sia per quelle a compressione;
sezioni rette si mantengono piane, cio la variazione delle deformazioni (y)
sullaltezza della sezione lineare;
perfetta aderenza tra inserti in materiale composito e la resina adiacente;
rottura caratterizzata dal raggiungimento del valore limite di deformazione.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
496


Se si considera una generica sezione di mezzeria in corrispondenza della sezione di giunto,
cio caratterizzata dallavere gli inserti in materiale composito, una cornice esterna in
materiale ligneo di spessore s (assunto pari a 12 mm) e la parte rimanente in resina
epossidica, le possibili configurazioni deformate della sezione allo stato limite ultimo sono
riportate in Figura 10.16:


Figura 10.18 Campi di rottura allo stato limite ultimo

I punti significativi:
Punto A: la deformazione a rottura
cu
della resina epossidica vale:



Punto B: ha ascissa corrispondente alla deformazione limite del materiale
composito a trazione. Non avendo a disposizione prove sperimentali che
forniscano tale valore, si assume un valore medio di deformazione a rottura pari a



Capitolo 10 Calcolo non lineare
497

Assumendo tali valori possibile calcolare, mediante semplice analogia tra triangoli, il
valore di asse neutro corrispondente alla rottura contemporanea della resina al lembo
superiore e del carbonio per trazione:




Sostituendo si ottiene:






in cui si assunto come da altezza degli inserti d = 310.00 mm.
Possiamo quindi individuare 2 campi di rottura in funzione della posizione dellasse
neutro:

: rottura per raggiungimento della deformazione


elastica limite del composito;

: rottura bilanciata;

: rottura per schiacciamento della resina al lembo


superiore.
Data la sezione trasversale associando a una qualsiasi retta di deformazione allo stato
limite ultimo corrispondente ad un associato valore di asse neutro e quindi di campo di
rottura, i diagrammi tensioni deformazioni del legno, del materiale composito e
delladesivo permettono di dedurre gli sforzi che, integrati, danno luogo alla risultante e
al momento risultanti resistenti allo stato limite ultimo. E possibile quindi determinare
tutte la coppie M ed N che portano a rottura la sezione: il valore del momento resistente
della sezione sar quello tale per cui nullo il valore di azione assiale.
Si riporta il confronto tra i valori ottenuti sperimentalmente ed analiticamente con il
corrispondente errore:


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
498

TRAVE
P
rottura

[kN]
y
MRd

[mm]
M
Rd

[kNm]
P
MRd

[kN]
Errore
[%]
25 114.74 140.72 102.00 120.00 + 4.58
26 118.86 140.72 102.00 120.00 + 0.96
27 111.37 153.82 116.83 137.45 + 23.41
28 141.14 153.82 116.83 137.45 - 2.80
29 89.44 125.03 75.80 89.18 - 0.29
30 74.92 125.03 75.80 89.18 + 19.03
Tabella 10.18 - Confronto tra il momento di rottura e quello resistente teorico

in cui si indicato con P
rottura
il carico a rottura sperimentale, y
MRd
la posizione dellasse
neutro a cui corrisponde il momento resistente M
Rd
e il carico P
MRd
.

10.6.5.1 Considerazioni
Come possibile osservare i valori ottenuti sono prossimi ai valori ottenuti
sperimentalmente ad eccezione della trave 27 e della trave 30.
I carichi di rottura delle travi 27 e 28 sono molto differenti nonostante le due travi sino
giuntate dai medesimi inserti (stuoie di fibra di vetro G800 bidirezionali e nastro
unidirezionale in carbonio alti 10 cm) solo che nella prima linserto stato laminato al
contrario della seconda: ci si aspetterebbe quindi un valore di carico a rottura molto
prossimi ed inoltre superiore per la trave 27. Eventuali difetti di realizzazione del giunto,
che non possono in alcun modo essere presi in considerazione nel calcolo sezionale,
fanno s che i due valori di rottura siano cos differenti incrementando lerrore tra
momento resistente teorico e quello sperimentale.
Tale fatto avviene anche per le travi 25 e 26 solo che i valori di rottura sono molto
prossimi tra loro.
Per le travi 29 e 30 si osserva una valore di rottura per linserto laminato (trave 29)
superiore di circa 15 kN rispetto alla trave con inserto sciolto (trave 30): la mancanza di
ulteriori confronti tra travi con inserti sciolti ed inserti laminati non permettono un
giudizio su tale differenza.
Capitolo 10 Calcolo non lineare
499

10.7 SUGGERIMENTI TECNOLOGICI E PROGETTUALI
Si vogliono definire, a valle delle analisi svolte, suggerimenti tecnologici e progettuali che
permettano di migliorare la prestazione del giunto sia allo stato limite di servizio che allo
stato limite ultimo. A tale scopo si effettuer il progetto di una trave realizzata in legno
lamellare GL32h verificandola sia allo stato limite ultimo che allo stati limite di servizio.
Infatti per dare un giudizio sulla scelta progettuale di inserire il cuscinetto di testa che
collega le due travi necessario calcolare il valore del momento flettente sollecitante in
tale sezione in condizioni di esercizio e confrontarlo con quello al limite elastico calcolato
in precedenza.


10.7.1 Dati di progetto
Le normative nazionali di riferimento per il calcolo e la verifica degli elementi strutturali
lignei sono:
Norme tecniche Italiane per la progettazione, esecuzione e collaudo delle
Costruzioni in Legno (noto sotto lacronimo di Nicole) rivista ed approvata da
apposita Commissione C.N.R.;
Eurocodice 5 (EN 1995:2004).

Si vuole con riferimento a tali norme effettuare un semplice caso di calcolo strutturale di
una trave di legno lamellare, avente la medesima sezione trasversale della trave utilizzata
nella sperimentazione, in semplice appoggio soggetta ad un carico distribuito.

Caratteristiche geometriche
luce fra gli appoggi l = 7.00 m
interasse fra le travi i = 2.00 m
base della sezione b = 200 mm
altezza della sezione h = 360 mm
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
500

Carichi
Carichi permanenti G
k
= 2.00 kN/m
2

(il peso proprio delle travi si intende compreso nel valore assegnato a G
k
)
Carichi variabili di media durata Q
k
= 1.20 kN/m
2

Caratteristiche del materiale: Legno lamellare GL32h
massa volumica
k
= 430 kg/m
3

Classe di servizio: 1 k
def
= 0.60
(struttura caratterizzata da unumidit del materiale in equilibrio con
ambiente a una temperatura di 20 C e unumidit relativa dellaria
circostante che non superi il 65 % se non per poche settimane allanno.
Possono appartenere a tali classe gli elementi lignei protetti contro le
intemperie come quelli posti allinterno degli edifici in ambienti condizionati)
Classe di durata del carico: permanente k
mod
= 0.60
Classe di durata del carico: breve durata k
mod
= 0.90

Possiamo quindi calcolarci i valori di resistenza di progetto; il valore di calcolo X
d
di una
propriet del materiale viene calcolato mediante la relazione:



in cui il coefficiente di sicurezza parziale
m
viene assunto pari, cos come prevede la
normativa nel caso di legno lamellare incollato, a 1.25.






Capitolo 10 Calcolo non lineare
501

Valori caratteristici Valori di progetto k
mod,I
= 0.90 k
mod,II
= 0.60
f
m,y,k
32.00 f
m,y,d
23.04 15.36
f
m,z,k
32.00 f
m,z,d
23.04 15.36
f
t,0,k
22.50 f
t,0,d
16.20 10.80
f
t,90,k
0.50 f
t,90,d
0.36 0.24
f
c,0,k
29.00 f
c,0,d
20.88 13.92
f
c,90,k
3.30 f
c,90,d
2.38 1.58
f
v,k
3.80 f
v,d
2.74 1.82
Tabella 10.19 - Valori di resistenza di progetto espressi in [N/mm
2
]

Il valore del modulo elastico del materiale pari a:
E
0,mean
= 13700 N/mm
2

E
0.05
= 11100 N/mm
2

G
mean
= 720 N/mm
2

10.7.2 Verifiche agli stati limite ultimi
Le azioni sulla costruzione devono essere cumulate in modo da determinare condizioni di
carico tali da risultare pi sfavorevoli ai fini delle singole verifiche, tenendo conto della
probabilit ridotta di intervento simultaneo di tutte le azioni con i rispettivi valori pi
sfavorevoli. Per gli stati limite ultimi si adotta la combinazione del tipo:

)

]
in cui si assume:
G
k
valore caratteristico delle azioni permanenti;
Q
k
valore caratteristico dellazione di base (o dominante) di ogni combinazione;
Q
k,i
valori caratteristici delle azioni variabili tra loro indipendenti (i > 2);

g
= 1.30 (1.00 se il suo contributo aumenta la sicurezza);

q
= 1.50 (0 se il suo contributo aumenta la sicurezza);
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
502

0,i
coefficiente di combinazione di carico allo stato limite ultimo da determinarsi sulla
base di considerazioni statistiche, per tenere conto della probabilit ridotta di
effetto simultaneo di tutte le azioni con i rispettivi valori pi sfavorevoli. In assenza
di dati statistici sui carichi, si assume che tale valore non pu essere inferiore a 0.70.

Combinazione di carico I
Si considera leffetto simultaneo dei carichi variabili e permanenti.

)

Il momento massimo in mezzeria vale:




Il taglio agli appoggi vale:



Poich la combinazione di carico comprende azioni appartenenti a differenti classi di
durata, si dovr scegliere il valore di k
mod
che corrisponde alla azione di minor durata;
per questa combinazione si dovr quindi utilizzare il valore relativo alla breve durata e
alla classe di servizio 1:



Combinazione di carico II
Si considerano agenti solamente i carichi permanenti.

)
Capitolo 10 Calcolo non lineare
503

Il momento massimo in mezzeria vale:



Il taglio agli appoggi vale:



In questo caso, agendo solamente il carico permanente, il valore di k
mod
da utilizzare
per la classe di servizio 1:






Formule di verifica
La verifica a flessione si riconduce alla verifica della seguente equazione:



la relazione mostra che la condizione di carico pi severa per la verifica flessionale
corrisponde a quella per cui il rapporto M
d
/k
mod
risulta maggiore. In questo caso:



Analogamente per le sollecitazioni taglianti si avr:


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
504

e



La combinazione di carico I che considera leffetto simultaneo di pi azioni risulta
quindi pi severa della combinazione di carico II che considera solamente il carico
permanente, nonostante in questo ultimo caso la verifica penalizzata da un valore di
k
mod
minore, assunto in conseguenza della maggiore durata del carico.
Verifica a flessione


Verifica a taglio



Entrambe le verifiche risultano quindi soddisfatte.
10.7.3 Verifiche agli stati limite di servizio
Si devono effettuare verifiche di deformazione istantanea e differita, nellipotesi di
controfreccia nulla.



dove l la luce di libera della trave appoggiata.

La sezione di trave presenta le seguenti caratteristiche geometriche:
momento di inerzia


area




Capitolo 10 Calcolo non lineare
505

Il valore di freccia istantanea pari a:



per i carichi permanenti, e



per i carichi variabili.
Per la classe di servizio 1 risulta k
def
= 0.60; quindi il valore della freccia netta finale pari
a:

)

avendo assunto il valore 0.20 per il coefficiente
2
.
Le verifiche da effettuare sono le seguenti:



Entrambe le verifiche, anche in questo caso sono soddisfatte.


Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
506

10.7.4 Momento allo stato limite di servizio in combinazione di carico
caratteristica
Come combinazione di carico si utilizza quella caratteristica in quanto essa va considerata
normalmente per gli stati limite a breve termine legati al raggiungimento una sola volta di
un assegnato valore delleffetto studiato (per esempio lapertura del giunto). Essa
corrisponde a quegli effetti la cui probabilit di superamento vicina alla probabilit di
superamento del valore caratteristico dellazione variabile dominante Q
k,1
. In altre parale
si pu dire che la combinazione caratteristica va considerata per le verifiche nei confronti
degli stati limite di servizio irreversibile: per esempio, nel nostro caso, lapertura del
giunto di mezzeria in quanto la fessura non pu richiudersi completamente una volta
rimosse le azioni che lha prodotta.
Sotto tale assunzione lespressione della combinazione di carico assume il seguente
aspetto:



Quindi abbiamo:



Il momento massimo in mezzeria vale:







Capitolo 10 Calcolo non lineare
507

10.7.5 Considerazioni progettuali
Come possibile osservare, il valore del momento in combinazione di carico caratteristica
prossimo al valore di momento al limite elastico dei giunti (vedi Paragrafo 5.2) e quindi
allapertura del giunto. Tale fenomeno va evitato non per questioni di resistenza della
struttura ma per questioni funzionali, infatti si pu affermare che, qualora ci accada, si
raggiunge uno stato limite di esercizio e conseguentemente alcuni requisiti funzionali
della struttura o di alcune sue parti non sono pi soddisfatte. Nel caso specifico la
struttura non soddisfa pi le esigenze di aspetto e confort per gli utenti definite nel
progetto.
Si propone quindi di evitare che la resina aderisca alle due sezioni di testa delle travi da
unire: in questo modo si avr una minore rigidezza iniziale ma si eviter che, al
raggiungimento del momento al limite elastico, si inneschi il fenomeno di rotazione
istantanea plastica del giunto stesso.

















Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
508

Metodo di integrazione di Newton Cotes
1
: metodo per il calcolo numerico degli integrali
in cui punti di quadratura sono definiti e i corrispondenti pesi sono determinati in modo
tale da integrare esattamente un polinomio di ordine 2n 1 utilizzando n punti di
integrazione. Se consideriamo la seguente forma polinomiale di ordine 2n 1:



in cui il polinomio dipende da 2n termini. La quadratura diviene:



Assumendo n punti di integrazione lo schema generale di integrazione diviene:



Sostituendo lespressione di g() si ottiene:



Eguagliando le due si ottiene che:


Bisogna osservare come la posizione dei punti di Gauss ed i corrispondenti pesi risultano
essere tabulati in molti testi di analisi numerica.

515

BIBLIOGRAFIA




[1] Scuola Master F.lli Pesenti, "Slides del Master di Progettazione sismica delle
strutture prefabbricate per costruzioni sostenibili";

[2] M. Piazza, R. Tomasi, R. Modena, "Strutture in legno - materiale, calcolo e progetto
secondo le nuove normative europee", Editore Ulrico Hoepli Milano;

[3] Promo - Legno, "Dispense: Corso Base sull'utilizzo strutturale del legno";

[4] Gruppo di lavoro: Regione Toscana, Facolt di Ingegneria di Firenze, Dipartimento
di Ingegneria Civile e Ambientale, C.N.R. Istituto per la valorizzazione del legno
delle specie arboree (C.N.R. IVALSA), "Linee guida per l'edilizia in legno in
Toscana";

[5] Federlegno - Arredo, "Il legno massiccio in edilizia. Idee, materiali e tecniche per
costruire in armonia con l'ambiente";

[6] Promo - Legno, G. Schickhofer, A. Bernasconi, G. Traetta, K. Frhwald, "Slides del
Corso all'uso strutturale del legno";

[7] Holzbau Leimholzkonstruktionen, "Manuale tecnico, Scienza e tecnica del legno
lamellare";

Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e la realizzazione di giunti in strutture lignee
516

[8] Almerico Ribera, "Dispense del corso: La via italiana al risparmio energetico in
edilizia: il legno. Progettare a basso impatto ambientale";
[9] R. Frassine, "Dispense del corso: Tecnologie e propriet dei materiali compositi",
Editrice Promaplast;

[10] C. Poggi, G. Fava, Il controllo di accettazione di materiali fibrorinforzati per il
rinforzo strutturale - COKIT: un sistema per la caratterizzazione di materiali
composite per le costruzioni, I quaderni tecnici di Assocompositi, Milano, 2006;

[11] Natterer, Herzog, Volz, "Atlante del legno", Utet;

[12] L. Berta, M. Bovati, "Progettare con il legno", Maggioli Editore;

[13] Consiglio Nazionale delle Ricerche, "CNR - DT 206/2007: Istruzioni per la
progettazione, l'esecuzione ed il controllo delle strutture di legno ";

[14] Consiglio Nazionale delle Ricerche, "CNR - DT 200/2004: Istruzioni per la
progettazione, l'esecuzione ed il controllo di interventi di consolidamento statico
mediante l'utilizzo di compositi fibrorinforzati";

[15] Consiglio Nazionale delle Ricerche, "CNR - DT 201/2005: Istruzioni per interventi di
consolidamento statico di strutture lignee mediante l'utilizzo di compositi
fibrorinforzati";

[16] UNI EN 1995, "Eurocodice 5, Progettazione delle strutture di legno";

[17] UNI EN 338: 2009, "Legno strutturale, classi di resistenza";

[18] UNI EN 380, "Strutture di legno, Metodi di prova, Principi generali per le prova con
carico statico";
Bibliografia
517

[19] Tesi di Laurea di C. Nardone, "Materiali compositi fibrorinforzati per
l'adeguamento sismico ed il rinforzo di strutture in calcestruzzo armato";

[20] G. Cenci, S. Cenci, articolo: "Passo dopo passo, vivendo il proprio tempo. Giunti
piani, facili e tenaci come sempre desiderato";

[21] Tesi di Laurea di R. Pagani, "Studio sperimentale per la realizzazione di sistemi
innovati per connessione di elementi strutturali lignei";

[26] Tesi di Laurea di E. Sala, "Studio numerico e sperimentale di giunti con inserti
fibrorinforzati per elementi strutturali lignei";

[27] Lawrence G. Bank, "Composite for construction: structural design with FRP ";

[28] Niels Ottosen & Hans Petersson, "Introduction to the finite element method";

[29] Tesi di Laurea di M. Manfredi, "Studio sperimentale e numerico di materiali
compositi fibrorinforzati per ladeguamento statico di elementi strutturali in calcestruzzo";

[30] L. Ascione, A. Giordano, "Riabilitazione strutturale con materiali compositi
fibrorinforzati";

[34] C. di Feo, A. Ostinelli, C. Poggi, DT200/2004 e DT200/2011 a confronto: il calcolo
de rinforzo a flessione di travi in calcestruzzo armato

SITI CONSULTATI:

[22] http://www.edilportale.com;

[23] http://www.cenci.com;
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e la realizzazione di giunti in strutture lignee
518

[24] http://www.promolegno.com;

[25] http://www.salaguidolegnami.it.

[31] http://www.interbau-srl.it.

[32] http://www.alga.com

[33] http://www.sika.com




















519

ALLEGATI




Allegato 1 Schede tecniche proposte nel documento CNR-DT 200

Allegato 2 Disegni esecutivi CARBOSTRU T-SYSTEM

Allegato 3 Disegni esecutivi CARBOSTRU C-SYSTEM

Allegato 4 Schede tecniche
Carbonio (Tenax E HTS40)
Vetro (vetro E)
Nastri in carbonio HTS 12k
Stuoia Polyevery C400
Stuoia Polyevery G800

Allegato 5 Schede applicative
Xepox 14
Xepox 40

Allegato 6 Disegni esecutivi Travi Rettilinee

Allegato 7 Disegni esecutivi Trave Rettilinea n. 7



Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
520































Allegati
521

Allegato 1 - Scheda Tecniche proposte nel documento CNR-DT 200




Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
522






Allegati
523






Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
524

Allegato 2 Disegni esecutivi CARBOSTRU T-SYSTEM (fonte: Interbau S.r.l.)




Allegati
525






Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
526






Allegati
527






Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
528

Allegato 3 Disegni esecutivi CARBOSTRU C-SYSTEM (fonte: Interbau S.r.l.)




Allegati
529






Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
530






Allegati
531

Allegato 4 - Scheda Carbonio (Tenax E HTS40) (fonte: Cenci Legno s.a.s.)




Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
532

Allegato 4 - Scheda Vetro (vetro E) (fonte: Cenci Legno s.a.s.)




Allegati
533

Allegato 4 - Scheda Nastri in carbonio (HTS 12k) (fonte: Cenci Legno s.a.s.)




Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
534

Allegato 4 - Scheda Stuoia Polyevery in carbonio (C400) (fonte: Cenci Legno s.a.s.)




Allegati
535

Allegato 4 - Scheda Stuoia Polyevery in vetro (G800) (fonte: Cenci Legno s.a.s.)




Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
536

Allegato 5 - Scheda applicativa Xepox 14 (fonte: Cenci Legno s.a.s.)




Allegati
537

Allegato 5 - Scheda applicativa Xepox 40 (fonte: Cenci Legno s.a.s.)




Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
538

Allegato 6 Disegni esecutivi travi rettilinee in legno (fonte: Cenci Legno s.a.s.)




Allegati
539






Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e per la realizzazione di giunti in strutture lignee
540

Allegato 7 - Disegni esecutivi trave rettilinea in legno n. 7 (fonte: Cenci Legno s.a.s.)




509

CONCLUSIONI




Il presente lavoro di tesi ha analizzato due possibili utilizzi dei materiali compositi
nellingegneria civile: come materiale per ladeguamento statico di strutture civili che
sembra essere ad oggi una delle soluzioni pi promettenti per fronteggiare i problemi
legati al degrado del calcestruzzo armato, ad errori di progettazione e ad interventi di
riqualificazione; nonch per la realizzazione di un'innovativa tipologia di giunto strutturale
per elementi lignei, attraverso inserti a scomparsa, costituiti da inserti in FRP solidarizzati
alle pareti degli intagli con resina epossidica.

FASE SPERIMENTALE
Sono state svolte presso i laboratori del Dipartimento di Ingegneria Strutturale del
Politecnico di Milano prove strutturali e di caratterizzazione dei materiali.
Tali prove hanno riguardato sia rinforzi (a flessione e a taglio) per elementi in C.A. che
giunzioni per travi in legno lamellare su campioni in scala reale. Per quanto riguarda la
prima campagna sperimentale sono stati analizzati differenti configurazioni e tipologie di
rinforzo esterno in fibra di carbonio, capaci di incrementare la resistenza e la rigidezza
dellelemento strutturale: per le sollecitazioni a taglio si sono utilizzati fasciature (singole
o doppie) con leventuale impiego di angolari; nel caso della flessione, stuoie disposte
allintradosso della trave o nella zona laterale ancorate mediante fasciature disposte a
45. Nella seconda campagna sono stati analizzati diverse tipologie di collegamenti
ottenuti con inserti in FRP, costituiti da stuoie di vetro o di carbonio rinforzate,
eventualmente, con nastri in carbonio, realizzati come 'inserti laminati' e 'inserti sciolti',
nonch prove di confronto su travi con inserti in lamiera sabbiata.
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e la realizzazione di giunti in strutture lignee

510

Dai dati forniti dalla sperimentazione sono emersi importanti indicazioni tecniche e
tecnologiche sulluso di tali materiali in funzione dello scopo per cui vengono impiegati:
Rinforzo a Taglio in elementi in C.A.:
per tutte le tipologie di rinforzo si osserva un incremento considerevole del
taglio resistente della trave (Vedi Grafico 1) ;
la semplice applicazione di fasciature singole a passo 30 cm (trave
CW90/30) incrementa del 146 % il valore del taglio resistente ultimo
rispetto alla trave di riferimento;
il contributo degli angolari, oltrech incrementare la rigidezza, incrementa
il taglio resistente del 31 % (confronto tra la trave CW90/30 e la trave
CW90-8.6/30*);
la rasatura delle facce mediante malta tixotropica riduce, confronto tra la
trave CW90-8.6/30* e la trave CW90-8.6/30, dell11 % il valore massimo
del taglio;
la disposizione della fasciatura doppia rispetto alla fasciatura singola, a
parit di passo, incrementa il taglio ultimo del 74 % (confronto tra la trave
CW90-8.6/30 e la trave CW90-8.6/30D (L ridotta));
per la trave con angolari, la disposizione di 3 fasciature singole aventi passo
30 cm equivale, al fine di incrementare il taglio resistente ultimo, ad 1
singola fasciatura doppia avente passo di 60 cm (confronto tra la trave
CW90-8.6/30 e la trave CW90-8.6/60);
aumentando la sezione degli angolari si incrementa sia la rigidezza che la
resistenza a taglio della trave per, poich la rottura avvenuta per
flessione, non stato possibile definirlo in termini percentuali.

Rinforzo a Flessione in elementi in C.A.:
il rinforzo a flessione deve essere applicato lungo tutta la lunghezza della
trave, evitando bruschi salti di rigidezza che possono fa collassare la trave
Conclusioni
511

ad un livello di carico, e quindi di momento, inferiore al valore massimo
raggiunto dalla trave di riferimento (travi I2L e S2L);
la disposizione di ancoraggi laterali aventi inclinazione di 45 incrementa
notevolmente il valore di momento ultimo in quanto, pur non evitando il
fenomeno del debonding, permette al rinforzo flessionale, ancorato alle
estremit, di assorbire ulteriori incrementi di carico, con un meccanismo a
catena, del 20 % nel caso di rinforzo applicato inferiormente e del 13 % se
applicato lateralmente (travi I2L-UJ, S2L-UJ);
la disposizione di due fasciature che risvoltano anche lungo le due facce di
estremit (trave S2L-CW), possibile solo in elementi prefabbricati,
incrementa il valore del momento resistente ultimo rispetto alla trave di
riferimento del 32 %;
la disposizione di barre inghisate al lembo inferiore della trave pu essere
una buona soluzione tecnologica per incrementare sia la rigidezza
flessionale che la resistenza purch queste siano rese ben solidali alla trave
evitandone la scorrimento relativo.


Grafico 1 - Incremento di resistenza a taglio, in percentuale, riferita alla trave di riferimento
senza alcun rinforzo
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e la realizzazione di giunti in strutture lignee

512


Grafico 2 - Incremento di resistenza a flessione, in percentuale, riferita alla trave di riferimento
senza alcun rinforzo

Ripristino di continuit in elementi lignei:
per incrementare il momento resistente ultimo disporre un nastro
inferiore in carbonio;
disporre dei distanziatori sulle superfici esterne degli inserti al fine di
garantire la centratura del pezzo allinterno della tasca e quindi un uguale
spessore delladesivo in contatto con la superficie lignea;
per garantire maggiore qualit del giunto preferibile usare la tipologia di
inserto laminato.

SIMULAZIONI NUMERICHE
Per lapplicazione dei materiali compositi per la realizzazione di giunti a scomparsa in
elementi lignei sono stati realizzati modelli ad elementi finiti in grado di riprodurre i valori
di freccia e di sforzo ottenuti per le travi reali. La modellazione sviluppata ha
rappresentato pienamente il tratto elastico delle curve "Carico - Spostamento"
sperimentale.
Conclusioni
513

Il confronto tra le prove sperimentali e il calcolo non lineare eseguite, mediante
implementazione di una routine ad hoc, ha permesso di ricavare un importante
suggerimento progettuale che permette di migliorare il comportamento del giunto in
esercizio. Si propone infatti di evitare che la resina aderisca alle due sezioni di testa delle
travi da unire: in questo modo si avr una minore rigidezza iniziale ma si evita che, al
raggiungimento del momento al limite elastico, si inneschi il fenomeno di rotazione
istantanea plastica del giunto stesso.

CONFRONTO NORME - LINEE GUIDA
Per lapplicazione dei rinforzi a flessione in strutture in C.A. sono stati calcolati i momenti
resistenti secondo normativa (CNR-DT 200/2004 e CNR-DT 200/2011) e confrontati con i
valori ottenuti sperimentalmente. Ci ha permesso quindi di evidenziare come le
soluzioni tecnologiche adottate, che incrementano notevolmente il valore del momento
ultimo, in entrambe le normative non forniscono alcun contributo resistente poich
prevedono un semplice calcolo sezionale. Ulteriori analisi parametriche sulle formule
proposte in normativa hanno permesso poi di individuare linfluenza dei diversi parametri
sul valore del momento resistente. Tale lavoro partecipa allanalisi e alla stesura del
nuovo CNR-DT 200/2011
1
, validandone le formule proposte per il rinforzo a flessione,
nonch alla redazione di accorgimenti tecnologici al fine di evitare danni o collassi
prematuri nelle strutture rinforzate.

SVILUPPI FUTURI
La notevole mole di dati sperimentali acquisiti in questi mesi, soprattutto per rinforzi su
elementi in C.A., permettono numerosi sviluppi futuri; i pi significatici sono:
simulazioni numeriche su travi rinforzate a flessione e a taglio;
studio analitico del contributo resistente a taglio degli angolari e determinazione
di una formula di facile utilizzo per i progettisti, eventualmente validata da
simulazioni numeriche;

1
Fonte [34]
Materiali fibrorinforzati per il consolidamento di strutture in calcestruzzo armato e la realizzazione di giunti in strutture lignee

514

studio della deformazione delle fasciature a taglio attraverso il metodo DIC (Digital
Image Correlation), metodo ottico che permette di misurare le deformazioni, gli
spostamenti a partire da immagini registrate in maniera opportuna;

Da tutte le considerazioni fatte si evince come i materiali FRP, se progettati e messi in
opera correttamente, possono essere sicuramente considerati come una valida
alternativa ai sistemi tradizionali in acciaio per entrambe le applicazioni considerate.
Emerge, inoltre, come di fondamentale importanza portare avanti la ricerca sia da un
punto di vista teorico, validando o migliorando i modelli disponibili in letteratura, sia da
un punto di vista sperimentale, attraverso prove in laboratorio che possano fornire un
riferimento per la calibrazione delle formule progettuali. Questo con lo scopo di fornire al
progettista importanti indicazioni, tecnologiche e di calcolo, sullutilizzo di questi materiali
altamente tecnologici e che quindi richiedono particolare attenzione sia nella fase di
progetto che nella fase di messa in opera.















541

RINGRAZIAMENTI




I miei pi sinceri ringraziamenti vanno in primo luogo al Prof. Carlo Poggi per avermi
consentito di approfondire, sia a livello teorico che sperimentale permettendomi di
partecipare alle attivit di laboratorio presso il Dipartimento di Ingegneria Strutturale del
Politecnico di Milano, un argomento che ha suscitato in me particolare interesse e che ha
contribuito con la sua disponibilit e i suoi validi e preziosi suggerimenti, allo svolgimento
di questo mio lavoro di tesi. Un ringraziamento particolare anche al Prof. Massimiliano
Bocciarelli per le sue indispensabili delucidazioni in ambito di modellazione numerica, per
i preziosi spunti di riflessione e chiarimenti che mi ha sempre saputo fornire.

Grazie alla Cenci Legno s.a.s. e alla Interbau S.r.l. per la disponibilit e il materiale fornito.

Ringrazio l'Ing. Christian di Feo per la sua collaborazione, disponibilit, i suoi preziosi
consigli e per aver condiviso con me questi mesi di duro lavoro ma anche di grande
soddisfazione. Grazie all'Ing. Giulia Fava per il materiale fornitomi, l'assistenza, la grande
competenza e professionalit. Ringrazio anche lArch. Giulia Carozzi, lIng. Elisa Sala,
Filippo Percassi e Roberto Vigan per la collaborazione e il loro contributo.

Un ringraziamento ai tecnici di Laboratorio Prove Materiali, nelle persone di Andrea De
Steffani, Antonello Cuomo, Giovanni Lobina e Antonio Cocco, che, con il loro supporto, le
loro conoscenze tecniche e la loro compagnia, mi hanno aiutato nello svolgimento della
parte sperimentale. Un grazie anche a tutto il personale non docente con cui, in questi
mesi, ho avuto modo di rapportarmi.

Infine il ringraziamento pi profondo va ai miei genitori e a mio fratello, costanti punti di
riferimento, per avermi aiutato a raggiungere questo importante traguardo appoggiando
le mie scelte e supportandomi nei momenti difficili.