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BARTOLOMEO CAMPAGNOLI

(Cento, 1751 - Neusterlitz, 1827)


FUGHE E DIVERTIMENTI
DAVIDE AMODIO, violin
CDS 419/1-2 (DDD)
DIGITAL RECORDING
To Franco Gulli
7252
- INTRODUZIONE: Adagio 0109
- FUGA III: Maestoso 0437
- Allegro spiritoso 0603
- Poco adagio 0244
- Polonaise 0330
- Rond 0510
- Allegro maestoso 0432
- Larghetto 0116
- Marcia 0412
- Allegro 0202
- Allegro 0249
- Air du petit Medelot 0240
- Scherzo 0355
- Finale 0140
- PRELUDIO: Adagio 0054
- FUGA II: Moderato 0508
- Allegro Moderato 0445
- Andante sostenuto 0151
- Scherzo 0337
- Finale 0225
- INTRODUZIONE: Largo 0123
- FUGA I: Tempo giusto 0537
CD 2
DIVERTIMENTO II
DIVERTIMENTO V
DIVERTIMENTO VII
DIVERTIMENTO VI
6811
- INTRODUZIONE: Larghetto 0101
- FUGA V: Allegretto 0642
- Larghetto 0124
- Allegro 0401
- Romance 0432
- Allemande 0238
- Finale 0231
- INTRODUZIONE: Adagio 0120
- FUGA IV: Allegro non troppo 0501
- Allegro moderato 0520
- Siciliana 0305
- Menuetto 0252
- Capriccio (Largo) 0259
- INTRODUZIONE: Andante sostenuto 0046
- FUGA VI: Tempo alla breve 0633
- Allegro 0525
- Adagio 0235
- Bolero 0445
- Finale 0325
CD 1
DIVERTIMENTO III
DIVERTIMENTO I
DIVERTIMENTO IV
8
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BARTOLOMEO CAMPAGNOLI
(Cento, 1751 - Neusterlitz, 1827)
FUGHE E DIVERTIMENTI
DAVIDE AMODIO, violin
CDS 419/1-2 (DDD)
DIGITAL RECORDING
To Franco Gulli
7252
- INTRODUZIONE: Adagio 0109
- FUGA III: Maestoso 0437
- Allegro spiritoso 0603
- Poco adagio 0244
- Polonaise 0330
- Rond 0510
- Allegro maestoso 0432
- Larghetto 0116
- Marcia 0412
- Allegro 0202
- Allegro 0249
- Air du petit Medelot 0240
- Scherzo 0355
- Finale 0140
- PRELUDIO: Adagio 0054
- FUGA II: Moderato 0508
- Allegro Moderato 0445
- Andante sostenuto 0151
- Scherzo 0337
- Finale 0225
- INTRODUZIONE: Largo 0123
- FUGA I: Tempo giusto 0537
CD 2
DIVERTIMENTO II
DIVERTIMENTO V
DIVERTIMENTO VII
DIVERTIMENTO VI
6811
- INTRODUZIONE: Larghetto 0101
- FUGA V: Allegretto 0642
- Larghetto 0124
- Allegro 0401
- Romance 0432
- Allemande 0238
- Finale 0231
- INTRODUZIONE: Adagio 0120
- FUGA IV: Allegro non troppo 0501
- Allegro moderato 0520
- Siciliana 0305
- Menuetto 0252
- Capriccio (Largo) 0259
- INTRODUZIONE: Andante sostenuto 0046
- FUGA VI: Tempo alla breve 0633
- Allegro 0525
- Adagio 0235
- Bolero 0445
- Finale 0325
CD 1
DIVERTIMENTO III
DIVERTIMENTO I
DIVERTIMENTO IV
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E
debito di ricordare con lode il celebre
Bartolomeo Campagnoli da Cento, uno de
pi felici maneggiatori di questo istromento
da arco, cultore profondo di questo studio, e valente
compositore.
Cos il biografo di Campagnoli, Gaetano Atti (nel
1852); e, ancora, le Sei Fughe op. 10 e i Sette
Divertimenti composti per lesercizio delle 7 posizioni
principali op. 18 (lavori per violino solo) sono posti
dallAtti fra le opere onde egli rese in vita chiaro il
suo nome, procacci a se medesimo emolumento ed
onore, e di lustro alla patria, la quale pur oggi ne va
fastosa, restandone nobilitata anche dopo la sua
morte, che avvenne con comune corruccio.
Notiamo ancora come il valente compositore
Campagnoli sia uno dei pochi predecessori che
Paganini ricordi, segnatamente in due lettere del 1838
dove consiglia proprio lo studio dei Sette Divertimenti
op. 18. Le lettere (del 29/08 e 20/09) sono indirizzate
da Parigi allamico Luigi Guglielmo Germi:
Intorno ai 7 Divertimenti a 7 posizioni di Campagnoli,
vedr se sono qui a Parigi (ch ne dubito); li prender
e li spedir a Brun per farteli avere. []
Per tua regola i Divertimenti per violino in 7 tuoni di
Campagnoli non sono a Parigi, ma saranno a Firenze.
Ma gi nel 1834 Pierre Baillot, nella sua Art du
Violon, aveva elencato i 7 Divertimenti dellop. 18 tra
le opere adottate nelle classi di violino del
Conservatorio parigino, e riportava anche lintera
Aria del piccolo marinaio (in settima posizione).
LAUTOBIOGRAFIA
Ernst Ludwig Gerber (1746-1819) ha tradotto lette-
ralmente in tedesco una memoria italiana autografa
del Sig. Campagnoli nel suo Lexicon del 1812-14.
Riprendiamo dallAtti (le cui notizie corrispondono
esattamente a quelle riportate nellautobiografia):
Campagnoli nasce a Cento (Bologna) nel 1751; prima
dello studio con Nardini nel 1763 si acconci discepo-
lo di don Paolo Guastarobba a Modena, uno sperto
Institutore, di gi alunno del famoso Tartini; nel 68
Campagnoli passa a Venezia e a Padova dove respira-
va ancora aure di vita il venerando immortale Tartini
che era quasi allo stremo del viver suo. Lo vide, lo
conobbe, lo consult, e con lui per qualche tempo si
trattenne in quella citt.
Dopo alcuni viaggi nel 70 (Roma, Faenza), desidero-
so di intendere quel portento di Nardini, che come
diceva egli allora, volava sovra gli altri comaquila, si
rec a Firenze, e rimasto in guisa di attonito alla singo-
lar maestria del granduomo statu di ivi fermare sua
stanza, e sobbarcarsi al suo insegnamento.
Campagnoli torna poi a Roma nel 75 (Teatro
Argentina) e alla fine dellanno chiamato a Freising
(Baviera) come direttore dei Concerti di Corte.
Individuiamo le sedi stanziali di lavoro, dopo
Freising (1776-78), a Dresda (1779-97), Lipsia (1797-
1816) e Neusterlitz (Berlino; 1818-27). Da queste
quattro citt si dipartono, con lunghi permessi delle
Corti, numerosissimi viaggi concertistici in tutta
Europa (fra cui tre in Italia).
Non si pu tacere la figura di padre premurosissimo
verso le due figlie cantatrici; infatti dopo 20 anni della
propria prestigiosa permanenza a Lipsia, Campagnoli
segue le figlie a Francoforte, Hannover e Neusterlitz,
dove torna dopo il terzo viaggio in Italia (Ferrara,
Cento) nel 1825 e dove muore nel 1827 (6 Novembre)
dopo breve malattia. Dice la cronaca (nellAllgemeine
Musikalische Zeitung, 1835): Il personale al completo
della Cappella e del Teatro lo accompagna alla sepoltu-
ra nel bel cimitero del posto, dove poi le figlie gli fanno
porre un monumento in ferro battuto, abbellito da una
Lira. La tomba adornata di rose, mantenute di conti-
nuo in perfetto stato dagli amici del posto.
4
CAMPAGNOLI ESECUTORE
Riportiamo alcune testimonianze sul violinista fuo-
riclasse Bartolomeo Campagnoli (cos lo definisce il
curatore dei Diari di Ludwig Spohr nel 1968).
Scrive CarlAntonio Campioni, allievo di Tartini:
Campagnoli la vera immagine del suo maestro
Nardini nella maniera di suonare. E la maniera di
Nardini ampiamente documentata; diamo qui solo
qualche estratto dalle numerose esegesi nardiniane:
Per bellezza, purezza, eguaglianza di suono, e per il
gusto cantabile, non pu ascoltarsi nulla di pi bello
(Leopold Mozart); Il suono dolce e uniforme, non
molto forte ma chiaro e preciso, molto espressivo nei
movimenti lenti (Charles Burney); Un violinista
dellamore, coltivato nel seno delle Grazie []
Quando suon un Adagio si sono visti piangere
impassibili prncipi e dame di Corte. Spesso a lui
stesso, mentre suonava, colavano le lacrime sul violi-
no. La sua arcata era lenta e solenne, ma non cavava,
come Tartini, le note alla radice, ma ne baciava solo
le punte (Christian Schubart, 1784).
Laspetto cantabile delle esecuzioni di Campagnoli,
ereditato da Nardini, era ampiamente riconosciuto:
Per la sua maniera e dolcezza di suonare appresa
sotto la direzione di s rinomato Maestro, merit gli
applausi della Nobilt (Gazzetta Toscana, 1771).
E CarlAntonio Campioni consiglia in una lettera a
Padre Martini, di sentire le esecuzioni di
Campagnoli, specchio di quelle di Nardini. Anche il
tenore Anton Raaf scrive da Monaco a Padre
Martini (nel 1774): Ho avuto il piacere di ammirare
qui Campagnoli pi volte; e Willi Schmid, nel 1928,
ricorda la prerogativa del suo sono belcantistico
citando anche una recensione (1828) a un concerto
del violinista Praun: Praun ha il suono dolce della
vecchia scuola italiana, che si insinua profondo nel-
lanima, e il cui ultimo rappresentante Campagnoli,
il pi giovane allievo di Nardini.
Ludwig Spohr, pur preferendo forse una maniera pi
volta al futuro, scrive (nel 1804): Ho sentito suonare
dal Sig. Konzertmeister Campagnoli un concerto di
Kreutzer: molto bravo. La sua maniera di tipo anti-
co, ma ha suonato in modo intonato e ben rifinito.
Ecco quindi laspetto dellesecutore-virtuoso, con la
prerogativa del suo suono belcantistico che si
insinua profondo nellanima. Egli miete successi
nelle innumerevoli tournes in Italia e in Europa; ed
egli stesso scrive nel 1816 da Firenze: Molti profes-
sori mi hanno detto che nessuno pu suonare meglio
di me e pensano: qui c un artista del violino con la
scienza tedesca e lanima italiana.
CAMPAGNOLI DIDATTA
Limpegno didattico di Campagnoli si compendia
nella sua op. 21, il Nuovo metodo della meccanica
progressiva per suonare il Violino, vera summa della
tecnica violinistica pi avanzata (posizioni acutissi-
me, monocorda, ottave, temperamento, suoni sinoni-
mi, terzo suono tartiniano, suoni armonici naturali e
artificiali, scordatura). Gi il caposcuola fiorentino
Ferdinando Giorgetti scriveva nel 1840 sulla Rivista
Musicale di Firenze: Campagnoli scrisse il pi bello
ed il meglio inteso metodo per il Violino, che fino al
presente si conosca.
E Willi Schmid, Libero Docente alla famosa
Universit svizzera di Neuchtel, nel 1928:
Diciamo subito che il Metodo di Campagnoli pu
reggere molto bene il confronto con quello di
Leopold Mozart.
5

'
E
debito di ricordare con lode il celebre
Bartolomeo Campagnoli da Cento, uno de
pi felici maneggiatori di questo istromento
da arco, cultore profondo di questo studio, e valente
compositore.
Cos il biografo di Campagnoli, Gaetano Atti (nel
1852); e, ancora, le Sei Fughe op. 10 e i Sette
Divertimenti composti per lesercizio delle 7 posizioni
principali op. 18 (lavori per violino solo) sono posti
dallAtti fra le opere onde egli rese in vita chiaro il
suo nome, procacci a se medesimo emolumento ed
onore, e di lustro alla patria, la quale pur oggi ne va
fastosa, restandone nobilitata anche dopo la sua
morte, che avvenne con comune corruccio.
Notiamo ancora come il valente compositore
Campagnoli sia uno dei pochi predecessori che
Paganini ricordi, segnatamente in due lettere del 1838
dove consiglia proprio lo studio dei Sette Divertimenti
op. 18. Le lettere (del 29/08 e 20/09) sono indirizzate
da Parigi allamico Luigi Guglielmo Germi:
Intorno ai 7 Divertimenti a 7 posizioni di Campagnoli,
vedr se sono qui a Parigi (ch ne dubito); li prender
e li spedir a Brun per farteli avere. []
Per tua regola i Divertimenti per violino in 7 tuoni di
Campagnoli non sono a Parigi, ma saranno a Firenze.
Ma gi nel 1834 Pierre Baillot, nella sua Art du
Violon, aveva elencato i 7 Divertimenti dellop. 18 tra
le opere adottate nelle classi di violino del
Conservatorio parigino, e riportava anche lintera
Aria del piccolo marinaio (in settima posizione).
LAUTOBIOGRAFIA
Ernst Ludwig Gerber (1746-1819) ha tradotto lette-
ralmente in tedesco una memoria italiana autografa
del Sig. Campagnoli nel suo Lexicon del 1812-14.
Riprendiamo dallAtti (le cui notizie corrispondono
esattamente a quelle riportate nellautobiografia):
Campagnoli nasce a Cento (Bologna) nel 1751; prima
dello studio con Nardini nel 1763 si acconci discepo-
lo di don Paolo Guastarobba a Modena, uno sperto
Institutore, di gi alunno del famoso Tartini; nel 68
Campagnoli passa a Venezia e a Padova dove respira-
va ancora aure di vita il venerando immortale Tartini
che era quasi allo stremo del viver suo. Lo vide, lo
conobbe, lo consult, e con lui per qualche tempo si
trattenne in quella citt.
Dopo alcuni viaggi nel 70 (Roma, Faenza), desidero-
so di intendere quel portento di Nardini, che come
diceva egli allora, volava sovra gli altri comaquila, si
rec a Firenze, e rimasto in guisa di attonito alla singo-
lar maestria del granduomo statu di ivi fermare sua
stanza, e sobbarcarsi al suo insegnamento.
Campagnoli torna poi a Roma nel 75 (Teatro
Argentina) e alla fine dellanno chiamato a Freising
(Baviera) come direttore dei Concerti di Corte.
Individuiamo le sedi stanziali di lavoro, dopo
Freising (1776-78), a Dresda (1779-97), Lipsia (1797-
1816) e Neusterlitz (Berlino; 1818-27). Da queste
quattro citt si dipartono, con lunghi permessi delle
Corti, numerosissimi viaggi concertistici in tutta
Europa (fra cui tre in Italia).
Non si pu tacere la figura di padre premurosissimo
verso le due figlie cantatrici; infatti dopo 20 anni della
propria prestigiosa permanenza a Lipsia, Campagnoli
segue le figlie a Francoforte, Hannover e Neusterlitz,
dove torna dopo il terzo viaggio in Italia (Ferrara,
Cento) nel 1825 e dove muore nel 1827 (6 Novembre)
dopo breve malattia. Dice la cronaca (nellAllgemeine
Musikalische Zeitung, 1835): Il personale al completo
della Cappella e del Teatro lo accompagna alla sepoltu-
ra nel bel cimitero del posto, dove poi le figlie gli fanno
porre un monumento in ferro battuto, abbellito da una
Lira. La tomba adornata di rose, mantenute di conti-
nuo in perfetto stato dagli amici del posto.
4
CAMPAGNOLI ESECUTORE
Riportiamo alcune testimonianze sul violinista fuo-
riclasse Bartolomeo Campagnoli (cos lo definisce il
curatore dei Diari di Ludwig Spohr nel 1968).
Scrive CarlAntonio Campioni, allievo di Tartini:
Campagnoli la vera immagine del suo maestro
Nardini nella maniera di suonare. E la maniera di
Nardini ampiamente documentata; diamo qui solo
qualche estratto dalle numerose esegesi nardiniane:
Per bellezza, purezza, eguaglianza di suono, e per il
gusto cantabile, non pu ascoltarsi nulla di pi bello
(Leopold Mozart); Il suono dolce e uniforme, non
molto forte ma chiaro e preciso, molto espressivo nei
movimenti lenti (Charles Burney); Un violinista
dellamore, coltivato nel seno delle Grazie []
Quando suon un Adagio si sono visti piangere
impassibili prncipi e dame di Corte. Spesso a lui
stesso, mentre suonava, colavano le lacrime sul violi-
no. La sua arcata era lenta e solenne, ma non cavava,
come Tartini, le note alla radice, ma ne baciava solo
le punte (Christian Schubart, 1784).
Laspetto cantabile delle esecuzioni di Campagnoli,
ereditato da Nardini, era ampiamente riconosciuto:
Per la sua maniera e dolcezza di suonare appresa
sotto la direzione di s rinomato Maestro, merit gli
applausi della Nobilt (Gazzetta Toscana, 1771).
E CarlAntonio Campioni consiglia in una lettera a
Padre Martini, di sentire le esecuzioni di
Campagnoli, specchio di quelle di Nardini. Anche il
tenore Anton Raaf scrive da Monaco a Padre
Martini (nel 1774): Ho avuto il piacere di ammirare
qui Campagnoli pi volte; e Willi Schmid, nel 1928,
ricorda la prerogativa del suo sono belcantistico
citando anche una recensione (1828) a un concerto
del violinista Praun: Praun ha il suono dolce della
vecchia scuola italiana, che si insinua profondo nel-
lanima, e il cui ultimo rappresentante Campagnoli,
il pi giovane allievo di Nardini.
Ludwig Spohr, pur preferendo forse una maniera pi
volta al futuro, scrive (nel 1804): Ho sentito suonare
dal Sig. Konzertmeister Campagnoli un concerto di
Kreutzer: molto bravo. La sua maniera di tipo anti-
co, ma ha suonato in modo intonato e ben rifinito.
Ecco quindi laspetto dellesecutore-virtuoso, con la
prerogativa del suo suono belcantistico che si
insinua profondo nellanima. Egli miete successi
nelle innumerevoli tournes in Italia e in Europa; ed
egli stesso scrive nel 1816 da Firenze: Molti profes-
sori mi hanno detto che nessuno pu suonare meglio
di me e pensano: qui c un artista del violino con la
scienza tedesca e lanima italiana.
CAMPAGNOLI DIDATTA
Limpegno didattico di Campagnoli si compendia
nella sua op. 21, il Nuovo metodo della meccanica
progressiva per suonare il Violino, vera summa della
tecnica violinistica pi avanzata (posizioni acutissi-
me, monocorda, ottave, temperamento, suoni sinoni-
mi, terzo suono tartiniano, suoni armonici naturali e
artificiali, scordatura). Gi il caposcuola fiorentino
Ferdinando Giorgetti scriveva nel 1840 sulla Rivista
Musicale di Firenze: Campagnoli scrisse il pi bello
ed il meglio inteso metodo per il Violino, che fino al
presente si conosca.
E Willi Schmid, Libero Docente alla famosa
Universit svizzera di Neuchtel, nel 1928:
Diciamo subito che il Metodo di Campagnoli pu
reggere molto bene il confronto con quello di
Leopold Mozart.
5

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SUONARE CAMPAGNOLI
Nella musica di Campagnoli ci sono due elementi
costitutivi fondamentali: lo scopo tecnico-pedagogico
e quello artistico. Questi due elementi sono a tal
punto collegati tra loro che nessuno prevale sullaltro.
I 7 Divertimenti sono infatti unesplorazione a tutto
campo delle potenzialit espressive di tutta la tastie-
ra del violino.
Per questa prima esecuzione dei Divertimenti e delle
Fughe si preferita unedizione dellepoca dellauto-
re, che ha permesso di chiarire molte incongruenze e
soprattutto di eliminare i pesanti rimaneggiamenti
delle edizioni successive.
Per quanto riguarda laspetto filologico stato consi-
derato come riferimento principale il Metodo per
violino di Campagnoli stesso: una miniera di infor-
mazioni concernenti la postura del corpo, la tecnica,
consigli di studi e indicazioni di carattere artistico-
musicale. Naturalmente stato utilizzato un violino
dellepoca montato con corde di budello nudo, pon-
ticello e arco costruiti secondo i modelli originali.
Ultima cosa importante da segnalare: eliminazione
della mentoniera e della spalliera (supporti meccani-
ci di epoca successiva).
Lo studio e lesecuzione di queste composizioni di
Campagnoli secondo le indicazioni originali, sono
stati un lavoro di lunga e paziente assimilazione ricco
di affascinanti scoperte. Si cercato di far emergere
il pi possibile dalla solida tecnica la raffinata musi-
calit che va pi lontano dei contemporanei di
Campagnoli stesso e finanche di qualche suo illustre
successore.
Davide Amodio
7
LE SEI FUGHE PER VIOLINO SOLO, OP. 10
Vorrei spezzare una lancia a favore delle 6 Fughe
op. 10 di Campagnoli, specialmente per quelle due
che Alard ha annesso ai 4 Preludi della sua nota rac-
colta (6 Etudes ddies Paganini op. 2); si possono
indicare come i migliori studi preparatori alle opere
di Bach per violino solo (A. Moser, 1923).
Il tema della prima delle 6 Fughe di Campagnoli
mostra una evidente analogia col tema di una delle
Fughe di Pietro Nardini (dai 30 Capricci per violino
solo, a cura di A. Moser, 1925); si pu considerare
un iniziale omaggio al suo Maestro. Anche limpian-
to delle brevi ma compiute Fughe di Campagnoli
analogo a quello delle Fughe di Nardini, dove le
riproposte del tema sono separate da progressioni
modulanti o da passaggi arpeggiati o in bariolage.
Linvenzione di Campagnoli ormai lontana dalla
temperie galante, tanto nei brevi preludi (a figura-
zioni di carattere improvvisativo) che nelle Fughe, e
si mostra libera dalla convenzione discorsiva delle-
poca; le modulazioni sono sempre significative e a
tratti ardite, non previste, e le sezioni arpeggiate ren-
dono vivo lincedere ritmico.
Daltra parte si nota un effetto a volte ripetitivo nelle
lunghe progressioni degli incisi (fra le riproposte
del tema).
I SETTE DIVERTIMENTI
Ancora Andreas Moser, nella sua importante Storia
dellesecuzione violinistica (1923) cita lop. 18: Un
altro lavoro significativo di Campagnoli, che subito
ha posto il nome dellautore nel modo pi vivo nella
cerchia dei violinisti, quello dedicato ai
Divertimenti per lesercizio delle sette principali posizio-
ni op. 18, invero Sonate in quattro tempi, delle quali
ognuna da suonare completamente solo in una
delle sette posizioni; accanto ai 24 Studi armonici di
Hubert Lonard, la pi importante opera pedago-
gica su questo specifico argomento. Le due Opere si
differenziano riguardo al loro scopo didattico sola-
mente perch il Francese assegna un ruolo significa-
tivo oltre che a un dominio sicuro della tastiera
anche contemporaneamente al bariolage, mentre
lItaliano, oltre al dominio della tastiera, d pi
importanza allesecuzione a corde doppie.
Ma lop. 18 non solo un opera pedagogica; pos-
siamo notare, in generale, un tessuto discorsivo lon-
tano da qualsiasi accenno alla prevedibile convenzio-
ne classica, anche in tempi, come ad esempio un
Menuetto, di facile caricatura. N si notano, nellop.
18, le influenze endemiche legate allintonazione del-
laria patetico-operistica, neppure nella Romanza del
terzo Divertimento. Spesso invece si fanno sentire stile-
mi o incisi di autentica canzone popolare, quando non
interi temi come nella Siciliana del primo Divertimento,
nellAllegro spiritoso del secondo Divertimento (II
tema), o nellAria del piccolo marinaio del settimo.
Campagnoli il linea, in questo, col suo caposcuola
Tartini, che aveva posto le pi semplici e naturali
canzoni popolari alla base del gusto musicale.
Questo linguaggio non convenzionale si articola poi
nei rapporti fra i due temi, lelaborazione e la
ripresa in una forma-sonata che si andava assettan-
do in tutta Europa, cui Campagnoli nellop. 18 d il
suo contributo.
Daltra parte questinvenzione, pure non di maniera,
a volte condizionata da scoperti stilemi violinistici
(scale, arpeggiati) o dallincedere prevedibile, ascen-
dente o discendente, delle progressioni.
Luigi Rovighi
6
SUONARE CAMPAGNOLI
Nella musica di Campagnoli ci sono due elementi
costitutivi fondamentali: lo scopo tecnico-pedagogico
e quello artistico. Questi due elementi sono a tal
punto collegati tra loro che nessuno prevale sullaltro.
I 7 Divertimenti sono infatti unesplorazione a tutto
campo delle potenzialit espressive di tutta la tastie-
ra del violino.
Per questa prima esecuzione dei Divertimenti e delle
Fughe si preferita unedizione dellepoca dellauto-
re, che ha permesso di chiarire molte incongruenze e
soprattutto di eliminare i pesanti rimaneggiamenti
delle edizioni successive.
Per quanto riguarda laspetto filologico stato consi-
derato come riferimento principale il Metodo per
violino di Campagnoli stesso: una miniera di infor-
mazioni concernenti la postura del corpo, la tecnica,
consigli di studi e indicazioni di carattere artistico-
musicale. Naturalmente stato utilizzato un violino
dellepoca montato con corde di budello nudo, pon-
ticello e arco costruiti secondo i modelli originali.
Ultima cosa importante da segnalare: eliminazione
della mentoniera e della spalliera (supporti meccani-
ci di epoca successiva).
Lo studio e lesecuzione di queste composizioni di
Campagnoli secondo le indicazioni originali, sono
stati un lavoro di lunga e paziente assimilazione ricco
di affascinanti scoperte. Si cercato di far emergere
il pi possibile dalla solida tecnica la raffinata musi-
calit che va pi lontano dei contemporanei di
Campagnoli stesso e finanche di qualche suo illustre
successore.
Davide Amodio
7
LE SEI FUGHE PER VIOLINO SOLO, OP. 10
Vorrei spezzare una lancia a favore delle 6 Fughe
op. 10 di Campagnoli, specialmente per quelle due
che Alard ha annesso ai 4 Preludi della sua nota rac-
colta (6 Etudes ddies Paganini op. 2); si possono
indicare come i migliori studi preparatori alle opere
di Bach per violino solo (A. Moser, 1923).
Il tema della prima delle 6 Fughe di Campagnoli
mostra una evidente analogia col tema di una delle
Fughe di Pietro Nardini (dai 30 Capricci per violino
solo, a cura di A. Moser, 1925); si pu considerare
un iniziale omaggio al suo Maestro. Anche limpian-
to delle brevi ma compiute Fughe di Campagnoli
analogo a quello delle Fughe di Nardini, dove le
riproposte del tema sono separate da progressioni
modulanti o da passaggi arpeggiati o in bariolage.
Linvenzione di Campagnoli ormai lontana dalla
temperie galante, tanto nei brevi preludi (a figura-
zioni di carattere improvvisativo) che nelle Fughe, e
si mostra libera dalla convenzione discorsiva delle-
poca; le modulazioni sono sempre significative e a
tratti ardite, non previste, e le sezioni arpeggiate ren-
dono vivo lincedere ritmico.
Daltra parte si nota un effetto a volte ripetitivo nelle
lunghe progressioni degli incisi (fra le riproposte
del tema).
I SETTE DIVERTIMENTI
Ancora Andreas Moser, nella sua importante Storia
dellesecuzione violinistica (1923) cita lop. 18: Un
altro lavoro significativo di Campagnoli, che subito
ha posto il nome dellautore nel modo pi vivo nella
cerchia dei violinisti, quello dedicato ai
Divertimenti per lesercizio delle sette principali posizio-
ni op. 18, invero Sonate in quattro tempi, delle quali
ognuna da suonare completamente solo in una
delle sette posizioni; accanto ai 24 Studi armonici di
Hubert Lonard, la pi importante opera pedago-
gica su questo specifico argomento. Le due Opere si
differenziano riguardo al loro scopo didattico sola-
mente perch il Francese assegna un ruolo significa-
tivo oltre che a un dominio sicuro della tastiera
anche contemporaneamente al bariolage, mentre
lItaliano, oltre al dominio della tastiera, d pi
importanza allesecuzione a corde doppie.
Ma lop. 18 non solo un opera pedagogica; pos-
siamo notare, in generale, un tessuto discorsivo lon-
tano da qualsiasi accenno alla prevedibile convenzio-
ne classica, anche in tempi, come ad esempio un
Menuetto, di facile caricatura. N si notano, nellop.
18, le influenze endemiche legate allintonazione del-
laria patetico-operistica, neppure nella Romanza del
terzo Divertimento. Spesso invece si fanno sentire stile-
mi o incisi di autentica canzone popolare, quando non
interi temi come nella Siciliana del primo Divertimento,
nellAllegro spiritoso del secondo Divertimento (II
tema), o nellAria del piccolo marinaio del settimo.
Campagnoli il linea, in questo, col suo caposcuola
Tartini, che aveva posto le pi semplici e naturali
canzoni popolari alla base del gusto musicale.
Questo linguaggio non convenzionale si articola poi
nei rapporti fra i due temi, lelaborazione e la
ripresa in una forma-sonata che si andava assettan-
do in tutta Europa, cui Campagnoli nellop. 18 d il
suo contributo.
Daltra parte questinvenzione, pure non di maniera,
a volte condizionata da scoperti stilemi violinistici
(scale, arpeggiati) o dallincedere prevedibile, ascen-
dente o discendente, delle progressioni.
Luigi Rovighi
6
8 9
trip to Italy (Ferrara, Cento) and where he died in
1829, on November 6th, after a short illness. As
reported in the press (Allgemeine Musikalische
Zeitung, 1835) The entire staff of the Kapell and of
the Theatre accompanied the coffin to its burial site
in the nice, local cemetery, where his daughters later
had a wrought-iron monument placed, embellished
with a lyre. The tomb is graced by roses, which are
kept in perfect condition by local friends.
CAMPAGNOLI THE PERFORMER
Following are a few testimonies on the unequalled
violinist Bartolomeo Campagnoli (as he was defined
by the editor of Ludwig Spohrs Diaries in 1968).
CarlAntonio Campioni, a pupil of Tartini wrote:
Campagnoli is the true image of his teacher
Nardini, in the manner of playing. And Nardinis
manner is amply documented; we shall report but
a few excerpts from the numerous Nardinian exege-
ses: For beauty, purity and evenness of sound, as
well as for cantabile taste, nothing more beautiful
can be heard (Leopold Mozart); His sound is
sweet and uniform, not very loud but clear and pre-
cise, very expressive in the slow movements
(Charles Burney); A violinist of love, developed in
the womb of the Graces [] When he played an
Adagio we saw otherwise impassable gentlemen and
ladies of the court weep. Often his own tears, as he
played, trickled on the violin. His bowing was slow
and solemn, but he did not draw the notes at their
root, like Tartini, he just kissed their tips (Christian
Schubart, 1784).
The cantabile aspect of Campagnolis performances,
inherited from Nardini, was widely recognised: For
his manner and sweetness of playing, learned under
such a famous teacher, he deserved the applause of
the Nobility (Gazzetta Toscana, 1771).
And in a letter to Father Martini, CarlAntonio
Campioni advises him to listen to Campagnolis per-
formances, a mirror of Nardinis. Also the tenor
Anton Raaf wrote from Munich to Father Martini in
1774: Here I have had the pleasure to admire
Campagnoli on more than one occasion; and Willi
Schmid, in 1928, remembered the special quality of
his lyrical sound, quoting also a 1828 review to a
concert of the violinist Praun: Praun has the sweet
sound that sinks deep into ones soul of the old
Italian school, the last exponent of which is
Campagnoli, Nardinis youngest pupil.
Ludwig Spohr, though rather in favour of a more
future-oriented style, wrote in 1804: I heard Signor
Konzertmeister Campagnoli play a Kreutzer concer-
to: excellent. His style is old-fashioned but he played
cleanly and in a well-polished manner.
Here thus is a virtuoso-performer endowed with a
special quality of lyrical sound which sinks deep
into ones soul. Campagnoli reaped laurels in his
numerous tours throughout Italy and the rest of
Europe, and he himself wrote in 1816 from Florence:
Several professors have told me that no one plays
better than I and that they think: here is a violinist
with German learnedness and an Italian soul.
CAMPAGNOLI THE TEACHER
Campagnolis pedagogical commitment is sum-
merised in his Op. 21, the Nuovo metodo della mec-
canica progressiva per suonare il Violino, a veritable
compendium of the most advanced violin techniques
(extremely high positions, monocordo, octaves, tem-
perament, synonimous sounds, Tartinis terzo suono,
natural and artificial harmonics, scordatura).
Already in 1840, Ferdinando Giorgetti of Florence, a
leader in the field, wrote in the Rivista Musicale di
Firenze: Campagnoli has written the finest and best
I
t is a duty to remember and celebrate the
famous Bartolomeo Campagnoli from Cento,
one of the most talented players of this string
instrument [the violin T.s N], a profound lover of
this art and a skilful composer.
These were the words of Gaetano Atti, Campagnolis
biographer, in 1852; and the same Atti listed the Sei
Fughe Op. 10 and the Sette Divertimenti composti per
lesercizio delle 7 posizioni principali Op. 18 (works
for solo violin) among the compositions that made
his name famous in his lifetime, brought him income
and honour, and shed lustre on his homeland, which
still takes pride in him and remains ennobled even
after his death, a death mourned by everyone.
We must moreover point out that the skilful com-
poser Campagnoli was one of the few of his prede-
cessors mentioned by Paganini, namely in two letters
dated 1838 in which he recommends the study of the
Sette Divertimenti Op.18. The letters (of 29/08 and
20/09) were sent from Paris to his friend Luigi
Guglielmo Germi:
About the 7 Divertissements on 7 positions by
Campagnoli, I shall see if they are here in Paris
(which I doubt); I shall get them and send them to
Brun so that you can have them. []
For your information Campagnolis Divertissements
in 7 keys for violin are not in Paris, but they will be in
Florence.
Already in 1834, however, Pierre Baillot, in his Art
du Violon, had quoted the 7 Divertimenti Op. 18
among the compositions employed in the violin
classes at the Parisian Conservatory and had includ-
ed the entire Aria del piccolo marinaio (for the sev-
enth position).
THE AUTOBIOGRAPHY
In his 1812-14 Lexicon Ernst Ludwig Gerber (1746-
1819) made a literal translation into German of
an autograph memoir in Italian of Signor
Campagnoli. In Attis biography (which corre-
sponds exactly to the autobiography), we read that
Campagnoli was born in Cento (near Bologna) in
1751; before studying with Nardini in 1763 he
became a pupil, in Modena, of Paolo Guastarobba,
an expert teacher and former pupil of the famous
Tartini; in 1768 Campagnoli passed through Venice
and Padua, where still breathed the breath of life
the venerable, immortal Tartini, who was almost at
the end of his existence. He saw him, got to know
him, consulted him and remained in that city with
him for some time.
After a few travels (Rome, Faenza), in 1770 wishing
to hear that prodigy of Nardini, who, as he then used
to say, soared above all others like an eagle, he went
to Florence where, stunned by the outstanding mas-
tery of that great man, decided to remain and submit
to his teaching.
In 1775 Campagnoli then returned to Rome (Teatro
Argentina) and at the end of that year was called to
Freising (Bavaria) to direct of the Court concerts.
After Freising (1776-78) he worked in Dresden
(1779-97), Leipzig (1897-1816) and Neusterlitz
(Berlin; 1818-27). From these four cities he under-
took numerous concert tours throughout Europe
(three of them in Italy), thanks to long leaves of
absence granted by the Courts.
We must not forget to mention, moreover, what a
thoughtful father he was to his two daughters, both
of whom were singers; after twenty years of presti-
gious work in Leipzig, in fact, Campagnoli followed
his daughters to Frankfurt, Hannover and
Neusterlitz, where he returned in 1825 after his third

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trip to Italy (Ferrara, Cento) and where he died in
1829, on November 6th, after a short illness. As
reported in the press (Allgemeine Musikalische
Zeitung, 1835) The entire staff of the Kapell and of
the Theatre accompanied the coffin to its burial site
in the nice, local cemetery, where his daughters later
had a wrought-iron monument placed, embellished
with a lyre. The tomb is graced by roses, which are
kept in perfect condition by local friends.
CAMPAGNOLI THE PERFORMER
Following are a few testimonies on the unequalled
violinist Bartolomeo Campagnoli (as he was defined
by the editor of Ludwig Spohrs Diaries in 1968).
CarlAntonio Campioni, a pupil of Tartini wrote:
Campagnoli is the true image of his teacher
Nardini, in the manner of playing. And Nardinis
manner is amply documented; we shall report but
a few excerpts from the numerous Nardinian exege-
ses: For beauty, purity and evenness of sound, as
well as for cantabile taste, nothing more beautiful
can be heard (Leopold Mozart); His sound is
sweet and uniform, not very loud but clear and pre-
cise, very expressive in the slow movements
(Charles Burney); A violinist of love, developed in
the womb of the Graces [] When he played an
Adagio we saw otherwise impassable gentlemen and
ladies of the court weep. Often his own tears, as he
played, trickled on the violin. His bowing was slow
and solemn, but he did not draw the notes at their
root, like Tartini, he just kissed their tips (Christian
Schubart, 1784).
The cantabile aspect of Campagnolis performances,
inherited from Nardini, was widely recognised: For
his manner and sweetness of playing, learned under
such a famous teacher, he deserved the applause of
the Nobility (Gazzetta Toscana, 1771).
And in a letter to Father Martini, CarlAntonio
Campioni advises him to listen to Campagnolis per-
formances, a mirror of Nardinis. Also the tenor
Anton Raaf wrote from Munich to Father Martini in
1774: Here I have had the pleasure to admire
Campagnoli on more than one occasion; and Willi
Schmid, in 1928, remembered the special quality of
his lyrical sound, quoting also a 1828 review to a
concert of the violinist Praun: Praun has the sweet
sound that sinks deep into ones soul of the old
Italian school, the last exponent of which is
Campagnoli, Nardinis youngest pupil.
Ludwig Spohr, though rather in favour of a more
future-oriented style, wrote in 1804: I heard Signor
Konzertmeister Campagnoli play a Kreutzer concer-
to: excellent. His style is old-fashioned but he played
cleanly and in a well-polished manner.
Here thus is a virtuoso-performer endowed with a
special quality of lyrical sound which sinks deep
into ones soul. Campagnoli reaped laurels in his
numerous tours throughout Italy and the rest of
Europe, and he himself wrote in 1816 from Florence:
Several professors have told me that no one plays
better than I and that they think: here is a violinist
with German learnedness and an Italian soul.
CAMPAGNOLI THE TEACHER
Campagnolis pedagogical commitment is sum-
merised in his Op. 21, the Nuovo metodo della mec-
canica progressiva per suonare il Violino, a veritable
compendium of the most advanced violin techniques
(extremely high positions, monocordo, octaves, tem-
perament, synonimous sounds, Tartinis terzo suono,
natural and artificial harmonics, scordatura).
Already in 1840, Ferdinando Giorgetti of Florence, a
leader in the field, wrote in the Rivista Musicale di
Firenze: Campagnoli has written the finest and best
I
t is a duty to remember and celebrate the
famous Bartolomeo Campagnoli from Cento,
one of the most talented players of this string
instrument [the violin T.s N], a profound lover of
this art and a skilful composer.
These were the words of Gaetano Atti, Campagnolis
biographer, in 1852; and the same Atti listed the Sei
Fughe Op. 10 and the Sette Divertimenti composti per
lesercizio delle 7 posizioni principali Op. 18 (works
for solo violin) among the compositions that made
his name famous in his lifetime, brought him income
and honour, and shed lustre on his homeland, which
still takes pride in him and remains ennobled even
after his death, a death mourned by everyone.
We must moreover point out that the skilful com-
poser Campagnoli was one of the few of his prede-
cessors mentioned by Paganini, namely in two letters
dated 1838 in which he recommends the study of the
Sette Divertimenti Op.18. The letters (of 29/08 and
20/09) were sent from Paris to his friend Luigi
Guglielmo Germi:
About the 7 Divertissements on 7 positions by
Campagnoli, I shall see if they are here in Paris
(which I doubt); I shall get them and send them to
Brun so that you can have them. []
For your information Campagnolis Divertissements
in 7 keys for violin are not in Paris, but they will be in
Florence.
Already in 1834, however, Pierre Baillot, in his Art
du Violon, had quoted the 7 Divertimenti Op. 18
among the compositions employed in the violin
classes at the Parisian Conservatory and had includ-
ed the entire Aria del piccolo marinaio (for the sev-
enth position).
THE AUTOBIOGRAPHY
In his 1812-14 Lexicon Ernst Ludwig Gerber (1746-
1819) made a literal translation into German of
an autograph memoir in Italian of Signor
Campagnoli. In Attis biography (which corre-
sponds exactly to the autobiography), we read that
Campagnoli was born in Cento (near Bologna) in
1751; before studying with Nardini in 1763 he
became a pupil, in Modena, of Paolo Guastarobba,
an expert teacher and former pupil of the famous
Tartini; in 1768 Campagnoli passed through Venice
and Padua, where still breathed the breath of life
the venerable, immortal Tartini, who was almost at
the end of his existence. He saw him, got to know
him, consulted him and remained in that city with
him for some time.
After a few travels (Rome, Faenza), in 1770 wishing
to hear that prodigy of Nardini, who, as he then used
to say, soared above all others like an eagle, he went
to Florence where, stunned by the outstanding mas-
tery of that great man, decided to remain and submit
to his teaching.
In 1775 Campagnoli then returned to Rome (Teatro
Argentina) and at the end of that year was called to
Freising (Bavaria) to direct of the Court concerts.
After Freising (1776-78) he worked in Dresden
(1779-97), Leipzig (1897-1816) and Neusterlitz
(Berlin; 1818-27). From these four cities he under-
took numerous concert tours throughout Europe
(three of them in Italy), thanks to long leaves of
absence granted by the Courts.
We must not forget to mention, moreover, what a
thoughtful father he was to his two daughters, both
of whom were singers; after twenty years of presti-
gious work in Leipzig, in fact, Campagnoli followed
his daughters to Frankfurt, Hannover and
Neusterlitz, where he returned in 1825 after his third

10 11
and to which Campagnoli, with his Op. 18, gave his
contribution.
His style, on the other hand, though not mannered,
is at times openly subject to common stylistic fea-
tures of the violin technique (scales, arpeggiati) or to
the predictable development of ascending or
descending progressions.
Luigi Rovighi
(Translated by Daniela Pilarz)
PLAYNG CAMPAGNOLI
Two fundamental elements are found in
Campagnolis music: a technical-pedagogical one,
and an artistic one. Two elements that are connect-
ed to the point that no one can be said to prevail
upon the other.
The 7 Divertissements are in fact a sort of full-range
exploration of the expressive potentiality of the vio-
lins fingerboard.
For this first performance of the Divertissements and
of the Fugues I chose an edition dating from the
authors time, which allowed me to clear many doubts
and avoid the many rearrangements of later editions.
The philological aspect lead me to take as reference
the violin Method of Campagnoli himself: an inex-
haustible source of information on body posture,
technique, advice on etudes, and artistic indications.
My choice of violin fell, naturally, on a period instru-
ment mounted with gut strings, and with bridge and
bow built according to original models. Lastly I must
point out that no chin and shoulder rests were used,
as these supports were introduced at a later stage.
To study and perform Campagnolis works according
to the original indications required a long and
patient work of assimilation which brought to many,
fascinating discoveries. My goal was to bring out of
these solid technical works Campagnolis refined
musicality, a musicality that reaches beyond his own
contemporaries and perhaps even beyond a few of
his renowned successors.
Davide Amodio
(Translated by Daniela Pilarz)
conceived violin method ever.
And Willi Shmid, a qualified lecturer at the
renowned University of Neuchtel, Switzerland,
wrote in 1928: I will state right away that
Campagnolis method stands well up to comparison
with that of Leopold Mozart.
THE SIX FUGUES FOR SOLO VIOLIN OP. 10
I would like to plead the cause of the 6 Fugues Op.
10 by Campagnoli, especially of the two which Alard
annexed to the 4 Preludes in his renowned collection
(6 Etudes ddies Paganini Op. 2); they can be rec-
ommended as the best preparatory studies to Bachs
works for solo violin (A. Moser, 1923).
The theme of the first of Campagnolis 6 Fugues
shows clear analogies to that of one of Pietro
Nardinis Fugues (from the 30 Caprices for violin solo,
edited by A. Moser in 1925); it can indeed be consid-
ered a homage to his teacher. But also in their struc-
ture Campagnolis short but well-rounded works call
to mind those of Nardini, with the restatements of the
theme intercalated by modulating progressions, or by
passages in arpeggiato or bariolage.
Campagnolis writing is already far from the gallant
taste, as much in the brief preludes (of improvising
character) as in the fugues, and it appears detached
from the conversational style of the day; modulations
are always meaningful and at times daring, not pre-
dictable, and the arpeggiato sections enliven the
rhythmic gait.
On the other hand the long progressions in the pas-
sages that separate the restatements of the theme
sometimes create a repetitive effect.
THE SEVEN DIVERTISSEMENTS
It is again Andreas Moser, in his relevant History of
the violin performance (1923), who quotes Op. 18:
Another meaningful work of Campagnoli, which
immediately gave great prominence to the name of
its author among violinists, is that of the Divertimenti
per lesercizio delle sette principali posizioni Op. 18, or
Sonate in four movements, each of which is to be
played entirely in one of the seven positions; together
with Hubert Lonards 24 Harmonic Etudes it is the
most important pedagogic work on this specific subject.
In their didactical goal the two works differ only in
that the French author attaches a significant role, in
addition to a firm mastery of the fingerboard, also to
bariolage, while the Italian, besides the effective con-
trol of the fingerboard, deems double-stops more
important.
But Op. 18 is not only a didactical work; in general
terms, we notice a fluent writing which does not hint
in any way to the predictable classical convention,
even in movements - like for example the Minuet -
that would easily lend themselves to it. Nor do we
find, in Op. 18, the endemic influences exercised by
the pathetic-operatic aria, not even in the Romance
of the third Divertissement. Often, instead, we can
detect stylistic features or passages taken from popu-
lar songs, when not entire themes, like in the
Siciliana of the first Divertissement, in the Allegro
Spiritoso of the second (II theme), or in the Aria del
piccolo marinaio of the seventh. In this Campagnoli
is in line with his teacher Tartini, who had consid-
ered the simplest and most natural popular songs
at the base of musical taste.
Campagnolis unconventional language however
serves the relation between the two themes, the
development and the recapitulation, in a sonata-
form that was becoming stable throughout Europe
10 11
and to which Campagnoli, with his Op. 18, gave his
contribution.
His style, on the other hand, though not mannered,
is at times openly subject to common stylistic fea-
tures of the violin technique (scales, arpeggiati) or to
the predictable development of ascending or
descending progressions.
Luigi Rovighi
(Translated by Daniela Pilarz)
PLAYNG CAMPAGNOLI
Two fundamental elements are found in
Campagnolis music: a technical-pedagogical one,
and an artistic one. Two elements that are connect-
ed to the point that no one can be said to prevail
upon the other.
The 7 Divertissements are in fact a sort of full-range
exploration of the expressive potentiality of the vio-
lins fingerboard.
For this first performance of the Divertissements and
of the Fugues I chose an edition dating from the
authors time, which allowed me to clear many doubts
and avoid the many rearrangements of later editions.
The philological aspect lead me to take as reference
the violin Method of Campagnoli himself: an inex-
haustible source of information on body posture,
technique, advice on etudes, and artistic indications.
My choice of violin fell, naturally, on a period instru-
ment mounted with gut strings, and with bridge and
bow built according to original models. Lastly I must
point out that no chin and shoulder rests were used,
as these supports were introduced at a later stage.
To study and perform Campagnolis works according
to the original indications required a long and
patient work of assimilation which brought to many,
fascinating discoveries. My goal was to bring out of
these solid technical works Campagnolis refined
musicality, a musicality that reaches beyond his own
contemporaries and perhaps even beyond a few of
his renowned successors.
Davide Amodio
(Translated by Daniela Pilarz)
conceived violin method ever.
And Willi Shmid, a qualified lecturer at the
renowned University of Neuchtel, Switzerland,
wrote in 1928: I will state right away that
Campagnolis method stands well up to comparison
with that of Leopold Mozart.
THE SIX FUGUES FOR SOLO VIOLIN OP. 10
I would like to plead the cause of the 6 Fugues Op.
10 by Campagnoli, especially of the two which Alard
annexed to the 4 Preludes in his renowned collection
(6 Etudes ddies Paganini Op. 2); they can be rec-
ommended as the best preparatory studies to Bachs
works for solo violin (A. Moser, 1923).
The theme of the first of Campagnolis 6 Fugues
shows clear analogies to that of one of Pietro
Nardinis Fugues (from the 30 Caprices for violin solo,
edited by A. Moser in 1925); it can indeed be consid-
ered a homage to his teacher. But also in their struc-
ture Campagnolis short but well-rounded works call
to mind those of Nardini, with the restatements of the
theme intercalated by modulating progressions, or by
passages in arpeggiato or bariolage.
Campagnolis writing is already far from the gallant
taste, as much in the brief preludes (of improvising
character) as in the fugues, and it appears detached
from the conversational style of the day; modulations
are always meaningful and at times daring, not pre-
dictable, and the arpeggiato sections enliven the
rhythmic gait.
On the other hand the long progressions in the pas-
sages that separate the restatements of the theme
sometimes create a repetitive effect.
THE SEVEN DIVERTISSEMENTS
It is again Andreas Moser, in his relevant History of
the violin performance (1923), who quotes Op. 18:
Another meaningful work of Campagnoli, which
immediately gave great prominence to the name of
its author among violinists, is that of the Divertimenti
per lesercizio delle sette principali posizioni Op. 18, or
Sonate in four movements, each of which is to be
played entirely in one of the seven positions; together
with Hubert Lonards 24 Harmonic Etudes it is the
most important pedagogic work on this specific subject.
In their didactical goal the two works differ only in
that the French author attaches a significant role, in
addition to a firm mastery of the fingerboard, also to
bariolage, while the Italian, besides the effective con-
trol of the fingerboard, deems double-stops more
important.
But Op. 18 is not only a didactical work; in general
terms, we notice a fluent writing which does not hint
in any way to the predictable classical convention,
even in movements - like for example the Minuet -
that would easily lend themselves to it. Nor do we
find, in Op. 18, the endemic influences exercised by
the pathetic-operatic aria, not even in the Romance
of the third Divertissement. Often, instead, we can
detect stylistic features or passages taken from popu-
lar songs, when not entire themes, like in the
Siciliana of the first Divertissement, in the Allegro
Spiritoso of the second (II theme), or in the Aria del
piccolo marinaio of the seventh. In this Campagnoli
is in line with his teacher Tartini, who had consid-
ered the simplest and most natural popular songs
at the base of musical taste.
Campagnolis unconventional language however
serves the relation between the two themes, the
development and the recapitulation, in a sonata-
form that was becoming stable throughout Europe
12 13
E
s ist eine Pflicht, sich lobend des berhmten
Bartolomeo Campagnoli aus Cento zu erin-
nern, einem der besten Handhaber dieses
Streichinstruments, tiefgehendem Liebhaber dieses
Studiums und tchtigen Komponisten.
So schrieb Campagnolis Biograph Gaetano Atti
1852. Die Sechs Fugen op. 10 und die Sieben
Divertissements, geschrieben zur bung der 7 wichtig-
sten Stellungen op. 18 (Arbeiten fr Solovioline) wer-
den von Atti auerdem zu den Werken gezhlt,
durch die er seinen Namen zu seinen Lebzeiten
berhmt machte, sich selbst Einknfte und Ehre ver-
schaffte und dem Vaterlande Glanz; dieses prunkt
noch heute mit ihm und wird auch nach seinem mit
allgemeiner Trauer aufgenommenen Tod durch ihn
noch geadelt.
Weiters stellen wir fest, da der tchtige
Komponist Campagnoli einer der wenigen
Vorgnger ist, die Paganini erwhnt, und zwar in
zwei Briefen aus 1838, wo er das Studium der Sieben
Divertissements op. 18 empfiehlt. Die Briefe (vom
29.8. und 20.9.) sind von Paris aus an Paganinis
Freund Luigi Guglielmo Germi gerichtet:
Hinsichtlich der 7 Divertissements in 7 Stellungen
von Campagnoli werde ich sehen, ob sie hier in Paris
sind (woran ich zweifle); ich werde sie kaufen und an
Brun schicken, damit Du sie bekommst. [...] Zu
Deiner Information, die Divertissements fr Violine
in 7 Tnen von Campagnoli gibt es nicht in Paris,
werden sich aber in Florenz finden.
In seiner Art du Violon hatte Pierre Baillot aber
schon 1834 die 7 Divertissements aus op. 18 unter den
Werken aufgezhlt, die in den Geigenklassen des
Pariser Konservatoriums verwendet wurden, wobei
er auch die ganze Arie des kleinen Matrosen (in der
siebenter Stellung) wiedergab.
DIE AUTOBIOGRAPHIE
Ernst Ludwig Gerber (1746-1819) bersetzte wrt-
lich eine eigenhndige italienische Abhandlung
des Hn. Campagnoli in seinem Lexicon von 1812-14
ins Deutsche. Wir kehren zu Atti zurck (dessen
Mitteilungen genau mit den in der Autobiographie
wiedergegebenen bereinstimmen). Campagnoli
wurde 1751 in Cento (Bologna) geboren. Vor seinem
Studium bei Nardini wurde er 1763 Schler von
Don Paolo Guastarobba in Modena, eines erfahre-
nen Lehrers, der frher Schler des berhmten
Tartini gewesen war. 1768 ging Campagnoli nach
Venedig und Padua, wo der unsterbliche Tartini,
der fast am Ende seines Lebens angelangt war, noch
atmete. Er sah ihn, lernte ihn kennen, befragte ihn
und blieb einige Zeit in jener Stadt bei ihm.
Nach einigen Reisen im Jahre 1770 (Rom, Faenza)
begab er sich nach Florenz, da er dieses Genie von
Nardini hren wollte, der - wie er damals sagte - wie
ein Adler ber den anderen schwebte; als er von der
einzigartigen Meisterschaft des groen Mannes wie
bestrzt war, beschlo er, dort ein Zimmer und bei
ihm Unterricht zu nehmen.
Campagnoli kehrte dann 1775 nach Rom (Teatro
Argentina) zurck und wurde Ende des Jahres als
Leiter der Hofkonzerte ins bayrische Freising beru-
fen. Nach Freising (1776-78) waren seine festen
Arbeitssttten in Dresden (1779-97), Leipzig (1797-
1816) und Neusterlitz (1816-27). Von diesen vier
Stdten gingen mit Hilfe langer Urlaube von den
Hfen zahlreiche Konzertreisen durch ganz Europa
(darunter drei nach Italien) aus.
Campagnolis Gestalt als uerst zuvorkommender
Vater zweier singender Tchter darf nicht verschwie-
gen werden, denn er folgte nach 20 Jahren angese-
henen Verbleibs in Leipzig seinen Tchtern nach
Frankfurt, Hannover und Neusterlitz, wohin er 1825
nach der dritten italienischen Reise (Ferrara, Cento)
zurckkehrte, und wo er am 6. November 1827
nach kurzer Krankheit starb. Die Allgemeine
Musikalische Zeitung schrieb 1835: Das vollstndige
Personal von Kapelle und Theater folgt seiner
Beerdigung im schnen dortigen Friedhof, wo ihm
seine Tchter dann ein Monument aus
Schmiedeeisen errichten lassen, das mit einer Lira
verschnt ist. Das Grab ist rosengeschmckt und
wird von seinen dortigen Freunden stndig in per-
fektem Zustand erhalten.
CAMPAGNOLI ALS VORTRAGENDER
Wir bringen einige Berichte ber den Geiger der
Sonderklasse Bartolomeo Campagnoli (wie er 1968
vom Herausgeber der Tagebcher Louis Spohrs
bezeichnet wurde).
CarlAntonio Campioni, ein Schler Tartinis,
schreibt: Campagnoli ist in der Art seines Spiels das
Abbild seines Lehrers Nardini. Und Nardinis Art
ist umfangreich belegt. Nachstehend nur ein paar
Auszge aus den zahlreichen Kommentaren zu
Nardini. Hinsichtlich Schnheit, Reinheit,
Gleichmigkeit des Klangs und des kantablen
Geschmacks ist nichts Schneres zu hren
(Leopold Mozart). Der Ton ist s und gleich-
mig, nicht sehr stark, aber klar und deutlich, sehr
expressiv in den langsamen Stzen (Charles
Burney). Ein Geiger der Liebe, aufgezogen am
Busen der Grazien [...]. Wenn er ein Adagio spielte,
sah man unerschtterliche Prinzen und Hofdamen
weinen. Whrend er spielte, kullerten ihm selbst oft
Trnen auf die Geige. Sein Bogenstrich war langsam
und feierlich, doch holte er nicht, wie Tartini, die
Noten an ihrer Wurzel heraus, sondern kte nur
ihre Spitzen (Christian Schubert, 1784).
Der von Nardini bernommene kantable Aspekt
von Campagnolis Wiedergaben wurde reichlich
anerkannt: Wegen seiner Art und Se des Spiels,
die er unter der Leitung eines so angesehenen
Meisters erlernt hatte, verdiente er den Beifall des
Adels (Gazzetta Toscana, 1771). Und CarlAntonio
Campioni empfiehlt in einem Brief an Padre
Martini, Campagnolis Spiel zu hren, das der
Spiegel von Nardinis Wiedergaben sei. Auch der
Tenor Anton Raaf schreibt 1774 aus Mnchen an
Padre Martini: Ich hatte die Freude, hier
Campagnoli mehrmals zu bewundern. 1928 erinnert
Willi Schmid an die Gabe seines Belcantotons,
wobei er auch die Rezension von 1828 eines
Konzerts des Geigers Praun zitiert: Praun hat den
sen Ton der alten italienischen Schule, der tief in
die Seele dringt und dessen letzter Vertreter
Campagnoli, Nardinis jngster Schler, ist.
Obwohl Louis Spohr vielleicht eine strker zukunft-
sorientierte Art bevorzugte, schrieb er1804: Ich
hrte von Hn. Konzertmeister Campagnoli ein
Konzert Kreutzers spielen: sehr vortrefflich. Seine
Art ist alten Stils, aber er spielte richtig und mit fei-
nen Details.
Dies ist der Aspekt des virtuosen Ausfhrenden mit
der Gabe seines Belcantotons, der tief in die Seele
dringt. Bei seinen unzhligen Tourneen durch
Italien und Europa erntete er Erfolge und schrieb
1816 selbst aus Florenz: Viele Orchestermusiker
sagten mir, da niemand besser zu spielen verstnde
als ich und sie dchten: hier haben wir einen
Geigenknstler mit deutscher Technik und italieni-
scher Seele.

12 13
E
s ist eine Pflicht, sich lobend des berhmten
Bartolomeo Campagnoli aus Cento zu erin-
nern, einem der besten Handhaber dieses
Streichinstruments, tiefgehendem Liebhaber dieses
Studiums und tchtigen Komponisten.
So schrieb Campagnolis Biograph Gaetano Atti
1852. Die Sechs Fugen op. 10 und die Sieben
Divertissements, geschrieben zur bung der 7 wichtig-
sten Stellungen op. 18 (Arbeiten fr Solovioline) wer-
den von Atti auerdem zu den Werken gezhlt,
durch die er seinen Namen zu seinen Lebzeiten
berhmt machte, sich selbst Einknfte und Ehre ver-
schaffte und dem Vaterlande Glanz; dieses prunkt
noch heute mit ihm und wird auch nach seinem mit
allgemeiner Trauer aufgenommenen Tod durch ihn
noch geadelt.
Weiters stellen wir fest, da der tchtige
Komponist Campagnoli einer der wenigen
Vorgnger ist, die Paganini erwhnt, und zwar in
zwei Briefen aus 1838, wo er das Studium der Sieben
Divertissements op. 18 empfiehlt. Die Briefe (vom
29.8. und 20.9.) sind von Paris aus an Paganinis
Freund Luigi Guglielmo Germi gerichtet:
Hinsichtlich der 7 Divertissements in 7 Stellungen
von Campagnoli werde ich sehen, ob sie hier in Paris
sind (woran ich zweifle); ich werde sie kaufen und an
Brun schicken, damit Du sie bekommst. [...] Zu
Deiner Information, die Divertissements fr Violine
in 7 Tnen von Campagnoli gibt es nicht in Paris,
werden sich aber in Florenz finden.
In seiner Art du Violon hatte Pierre Baillot aber
schon 1834 die 7 Divertissements aus op. 18 unter den
Werken aufgezhlt, die in den Geigenklassen des
Pariser Konservatoriums verwendet wurden, wobei
er auch die ganze Arie des kleinen Matrosen (in der
siebenter Stellung) wiedergab.
DIE AUTOBIOGRAPHIE
Ernst Ludwig Gerber (1746-1819) bersetzte wrt-
lich eine eigenhndige italienische Abhandlung
des Hn. Campagnoli in seinem Lexicon von 1812-14
ins Deutsche. Wir kehren zu Atti zurck (dessen
Mitteilungen genau mit den in der Autobiographie
wiedergegebenen bereinstimmen). Campagnoli
wurde 1751 in Cento (Bologna) geboren. Vor seinem
Studium bei Nardini wurde er 1763 Schler von
Don Paolo Guastarobba in Modena, eines erfahre-
nen Lehrers, der frher Schler des berhmten
Tartini gewesen war. 1768 ging Campagnoli nach
Venedig und Padua, wo der unsterbliche Tartini,
der fast am Ende seines Lebens angelangt war, noch
atmete. Er sah ihn, lernte ihn kennen, befragte ihn
und blieb einige Zeit in jener Stadt bei ihm.
Nach einigen Reisen im Jahre 1770 (Rom, Faenza)
begab er sich nach Florenz, da er dieses Genie von
Nardini hren wollte, der - wie er damals sagte - wie
ein Adler ber den anderen schwebte; als er von der
einzigartigen Meisterschaft des groen Mannes wie
bestrzt war, beschlo er, dort ein Zimmer und bei
ihm Unterricht zu nehmen.
Campagnoli kehrte dann 1775 nach Rom (Teatro
Argentina) zurck und wurde Ende des Jahres als
Leiter der Hofkonzerte ins bayrische Freising beru-
fen. Nach Freising (1776-78) waren seine festen
Arbeitssttten in Dresden (1779-97), Leipzig (1797-
1816) und Neusterlitz (1816-27). Von diesen vier
Stdten gingen mit Hilfe langer Urlaube von den
Hfen zahlreiche Konzertreisen durch ganz Europa
(darunter drei nach Italien) aus.
Campagnolis Gestalt als uerst zuvorkommender
Vater zweier singender Tchter darf nicht verschwie-
gen werden, denn er folgte nach 20 Jahren angese-
henen Verbleibs in Leipzig seinen Tchtern nach
Frankfurt, Hannover und Neusterlitz, wohin er 1825
nach der dritten italienischen Reise (Ferrara, Cento)
zurckkehrte, und wo er am 6. November 1827
nach kurzer Krankheit starb. Die Allgemeine
Musikalische Zeitung schrieb 1835: Das vollstndige
Personal von Kapelle und Theater folgt seiner
Beerdigung im schnen dortigen Friedhof, wo ihm
seine Tchter dann ein Monument aus
Schmiedeeisen errichten lassen, das mit einer Lira
verschnt ist. Das Grab ist rosengeschmckt und
wird von seinen dortigen Freunden stndig in per-
fektem Zustand erhalten.
CAMPAGNOLI ALS VORTRAGENDER
Wir bringen einige Berichte ber den Geiger der
Sonderklasse Bartolomeo Campagnoli (wie er 1968
vom Herausgeber der Tagebcher Louis Spohrs
bezeichnet wurde).
CarlAntonio Campioni, ein Schler Tartinis,
schreibt: Campagnoli ist in der Art seines Spiels das
Abbild seines Lehrers Nardini. Und Nardinis Art
ist umfangreich belegt. Nachstehend nur ein paar
Auszge aus den zahlreichen Kommentaren zu
Nardini. Hinsichtlich Schnheit, Reinheit,
Gleichmigkeit des Klangs und des kantablen
Geschmacks ist nichts Schneres zu hren
(Leopold Mozart). Der Ton ist s und gleich-
mig, nicht sehr stark, aber klar und deutlich, sehr
expressiv in den langsamen Stzen (Charles
Burney). Ein Geiger der Liebe, aufgezogen am
Busen der Grazien [...]. Wenn er ein Adagio spielte,
sah man unerschtterliche Prinzen und Hofdamen
weinen. Whrend er spielte, kullerten ihm selbst oft
Trnen auf die Geige. Sein Bogenstrich war langsam
und feierlich, doch holte er nicht, wie Tartini, die
Noten an ihrer Wurzel heraus, sondern kte nur
ihre Spitzen (Christian Schubert, 1784).
Der von Nardini bernommene kantable Aspekt
von Campagnolis Wiedergaben wurde reichlich
anerkannt: Wegen seiner Art und Se des Spiels,
die er unter der Leitung eines so angesehenen
Meisters erlernt hatte, verdiente er den Beifall des
Adels (Gazzetta Toscana, 1771). Und CarlAntonio
Campioni empfiehlt in einem Brief an Padre
Martini, Campagnolis Spiel zu hren, das der
Spiegel von Nardinis Wiedergaben sei. Auch der
Tenor Anton Raaf schreibt 1774 aus Mnchen an
Padre Martini: Ich hatte die Freude, hier
Campagnoli mehrmals zu bewundern. 1928 erinnert
Willi Schmid an die Gabe seines Belcantotons,
wobei er auch die Rezension von 1828 eines
Konzerts des Geigers Praun zitiert: Praun hat den
sen Ton der alten italienischen Schule, der tief in
die Seele dringt und dessen letzter Vertreter
Campagnoli, Nardinis jngster Schler, ist.
Obwohl Louis Spohr vielleicht eine strker zukunft-
sorientierte Art bevorzugte, schrieb er1804: Ich
hrte von Hn. Konzertmeister Campagnoli ein
Konzert Kreutzers spielen: sehr vortrefflich. Seine
Art ist alten Stils, aber er spielte richtig und mit fei-
nen Details.
Dies ist der Aspekt des virtuosen Ausfhrenden mit
der Gabe seines Belcantotons, der tief in die Seele
dringt. Bei seinen unzhligen Tourneen durch
Italien und Europa erntete er Erfolge und schrieb
1816 selbst aus Florenz: Viele Orchestermusiker
sagten mir, da niemand besser zu spielen verstnde
als ich und sie dchten: hier haben wir einen
Geigenknstler mit deutscher Technik und italieni-
scher Seele.

14 15
CAMPAGNOLI ALS LEHRER
Campagnolis didaktischer Einsatz ist in seinem op.
21, der Neuen Methode der progressiven Mechanik fr
das Geigenspiel, zusammengefat, die echte Summa
der modernsten Geigentechnik (ganz hohe
Stellungen, Monochord, Oktaven, Temperatur,
dritter Tartiniton, natrliche und knstliche har-
monische Tne, Skordatur). Schon Ferdinando
Giorgetti, das Haupt der Florentiner Geigenschule,
schrieb 1840 in der Rivista Musicale di Firenze:
Campagnoli schrieb die schnste und bestverstan-
dene Geigenmethode, die bisher bekannt ist.
Und Willi Schmid, Dozent an der berhmten
Schweizer Universitt Neuchtel, schrieb 1928: Wir
knnen sofort sagen, da Campagnolis Methode
dem Vergleich mit derjenigen Leopold Mozarts sehr
gut standzuhalten vermag.
DIE SECHS FUGEN FR SOLOVIOLINE OP. 10
Ich mchte zugunsten von Campagnolis 6 Fugen op.
10 eine Lanze brechen, speziell fr jene zwei, die
Alard den 4 Prludes seiner bekannten Sammlung (6
Etudes ddies Paganini op. 2) hinzugefgt hat. Sie
knnen als die besten vorbereitenden Studien fr
Bachs Werke fr Solovioline angesehen werden
(Andreas Moser, 1923).
Das Thema der ersten der 6 Fugen von Campagnoli
weist eine klare Analogie zum Thema einer der
Fugen Pietro Nardinis (aus den 30 Capricci fr
Solovioline, 1925 von Moser herausgegeben) auf und
kann als einleitende Hommage an den Meister ange-
sehen werden. Auch die Anlage der kurzen, aber
abgeschlossenen Fugen Campagnolis ist zu der der
Fugen Nardinis, wo die Wiederaufnahmen des
Themas durch modulierende Sequenzen, arpeggierte
Passagen oder bariolage getrennt werden, analog.
Campagnolis Schreibweise ist sowohl in den kurzen
Vorspielen (mit Figuren improvisierter Natur), als
auch in den Fugen bereits weg von der galanten
Atmosphre und erweist sich als frei von der damali-
gen Konvention. Die Modulationen sind immer
bedeutsam und streckenweise unerwartet und khn;
die arpeggierten Abschnitte gestalten den rhythmi-
schen Flu lebhaft.
Andererseits ist in den langen Sequenzen der
Einschbe (zwischen den Antworten des Themas)
manchmal ein Wiederholungseffekt festzustellen.
DIE SIEBEN DIVERTISSEMENTS
In seiner bedeutenden Geschichte der Geigenschulen
(1923) ist es wiederum Andreas Moser, der das op.
18 zitiert: Ein weiteres bedeutendes Werk
Campagnolis, das den Namen seines Urhebers sofort
auf die lebhafteste Weise in den Kreis der Geiger
versetzte, ist das den Divertissements fr die bung
der sieben wichtigsten Stellungen op. 18 gewidmete;
das heit, Sonaten in vier Stzen, von denen jede zur
Gnze nur in einer der sieben Stellungen zu spielen
ist. Neben den 24 Harmoniestudien von Hubert
Lonard ist dies das wichtigste pdagogische Werk
ber dieses spezifische Thema. Die beiden Werke
unterscheiden sich hinsichtlich ihres didaktischen
Zwecks nur dadurch, da der Franzose neben der
sicheren Beherrschung des Griffbretts gleichzeitig
auch der bariolage eine bedeutende Rolle zuteilt,
whrend der Italiener neben der Beherrschung des
Griffbretts dem Spiel mit Doppelsaiten mehr
Bedeutung beimit.
Das op. 18 ist aber nicht nur ein pdagogisches
Werk. Wir knnen im allgemeinen ein musikali-
sches Gewebe feststellen, dem jeglicher Hinweis auf
die vorhersehbare - auch tempomig klassische -
Konvention, wie beispielsweise ein leicht nachzu-
empfindendes Menuett, fernliegt. Im op. 18 sind auch
die mit dem Anstimmen der pathetisch-opernhaften
Arie verbundenen endemischen Einflsse nicht fest-
zustellen, genauso wenig wie in der Romanza des
dritten Divertissements. Hufig sind hingegen
Stilelemente oder Einschbe des echten Volkslieds
zu hren, wenn nicht gar ganze Themen wie in der
Siciliana des ersten Divertissements, im Allegro spiri-
toso des zweiten Divertissements (II. Thema) oder in
der Arie des kleinen Matrosen im siebenten. Darin
stimmt Campagnoli mit dem Begrnder dieser
Schule, Tartini, berein, der die einfachsten, natr-
lichsten Volkslieder zur Grundlage des musikali-
schen Geschmacks gemacht hatte.
Diese unkonventionelle Ausdrucksweise kommt auch
in den Beziehungen zwischen den beiden Themen,
der Verarbeitung und der Wiederaufnahme in einer
Sonatenform zum Ausdruck, die sich in ganz Europa
einzurichten begann, und der Campagnoli im op. 18
seinen Beitrag zollt.
Andererseits werden diese Einflle, obwohl sie nicht
maniriert sind, manchmal von unverhllten geigeri-
schen Stilelementen (Tonleitern, arpeggierte Noten)
oder durch den vorhersehbaren, auf- oder absteigen-
den Verlauf der Sequenzen, geprgt.
Luigi Rovighi
(bersetzung: Eva Pleus)
CAMPAGNOLI - DIE INTERPRETATION
Campagnolis Musik besteht aus zwei grundlegenden
Elementen, dem technisch-pdagogischen und dem
knstlerischen Ziel. Diese beiden Elemente sind so
sehr miteinander verbunden, da keines die
Oberhand ber das andere gewinnt. In der Tat sind
die 7 Divertissements eine Erforschung des gesamten
Bereichs der expressiven Mglichkeiten des ganzen
Griffbretts der Geige.
Fr diese erste Wiedergabe der Divertissements und
Fugen wurde einer aus der Zeit des Komponisten
stammenden Ausgabe der Vorzug gegeben; sie hat
die Klrung vieler Widersprche und vor allem die
Beseitigung der lstigen Umarbeitungen der spte-
ren Ausgaben ermglicht.
Was den philologischen Aspekt anbelangt, wurde die
Geigenmethode Campagnolis als Hauptbezugspunkt
angesehen. Es ist dies eine Fundgrube fr
Informationen hinsichtlich Krperhaltung, Technik,
Studienempfehlungen und Hinweisen knstlerisch-
musikalischen Charakters. Natrlich wurde eine seiner-
zeitige Geige mit Darmsaiten, Steg und Bogen verwen-
det, die den Originalvorbildern nachgebaut wurden.
Zuletzt ist auch noch wichtig, da weder Kinnhalter,
noch Schultersttze verwendet wurden, da sie mechani-
sche Hilfen aus einer spteren Epoche sind.
Studium und Wiedergabe dieser Kompositionen
Campagnolis nach den Originalangaben waren eine
Arbeit langer, geduldiger Assimilierung, die reich
war an faszinierenden Entdeckungen. Es wurde ver-
sucht, aus der soliden Technik so stark als mglich
die raffinierte Musikalitt herauszuheben, die ber
Campagnolis Zeitgenossen und selbst ber einige
seiner berhmten Nachfolger hinausgeht.
Davide Amodio
(bersetzung: Eva Pleus)
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CAMPAGNOLI ALS LEHRER
Campagnolis didaktischer Einsatz ist in seinem op.
21, der Neuen Methode der progressiven Mechanik fr
das Geigenspiel, zusammengefat, die echte Summa
der modernsten Geigentechnik (ganz hohe
Stellungen, Monochord, Oktaven, Temperatur,
dritter Tartiniton, natrliche und knstliche har-
monische Tne, Skordatur). Schon Ferdinando
Giorgetti, das Haupt der Florentiner Geigenschule,
schrieb 1840 in der Rivista Musicale di Firenze:
Campagnoli schrieb die schnste und bestverstan-
dene Geigenmethode, die bisher bekannt ist.
Und Willi Schmid, Dozent an der berhmten
Schweizer Universitt Neuchtel, schrieb 1928: Wir
knnen sofort sagen, da Campagnolis Methode
dem Vergleich mit derjenigen Leopold Mozarts sehr
gut standzuhalten vermag.
DIE SECHS FUGEN FR SOLOVIOLINE OP. 10
Ich mchte zugunsten von Campagnolis 6 Fugen op.
10 eine Lanze brechen, speziell fr jene zwei, die
Alard den 4 Prludes seiner bekannten Sammlung (6
Etudes ddies Paganini op. 2) hinzugefgt hat. Sie
knnen als die besten vorbereitenden Studien fr
Bachs Werke fr Solovioline angesehen werden
(Andreas Moser, 1923).
Das Thema der ersten der 6 Fugen von Campagnoli
weist eine klare Analogie zum Thema einer der
Fugen Pietro Nardinis (aus den 30 Capricci fr
Solovioline, 1925 von Moser herausgegeben) auf und
kann als einleitende Hommage an den Meister ange-
sehen werden. Auch die Anlage der kurzen, aber
abgeschlossenen Fugen Campagnolis ist zu der der
Fugen Nardinis, wo die Wiederaufnahmen des
Themas durch modulierende Sequenzen, arpeggierte
Passagen oder bariolage getrennt werden, analog.
Campagnolis Schreibweise ist sowohl in den kurzen
Vorspielen (mit Figuren improvisierter Natur), als
auch in den Fugen bereits weg von der galanten
Atmosphre und erweist sich als frei von der damali-
gen Konvention. Die Modulationen sind immer
bedeutsam und streckenweise unerwartet und khn;
die arpeggierten Abschnitte gestalten den rhythmi-
schen Flu lebhaft.
Andererseits ist in den langen Sequenzen der
Einschbe (zwischen den Antworten des Themas)
manchmal ein Wiederholungseffekt festzustellen.
DIE SIEBEN DIVERTISSEMENTS
In seiner bedeutenden Geschichte der Geigenschulen
(1923) ist es wiederum Andreas Moser, der das op.
18 zitiert: Ein weiteres bedeutendes Werk
Campagnolis, das den Namen seines Urhebers sofort
auf die lebhafteste Weise in den Kreis der Geiger
versetzte, ist das den Divertissements fr die bung
der sieben wichtigsten Stellungen op. 18 gewidmete;
das heit, Sonaten in vier Stzen, von denen jede zur
Gnze nur in einer der sieben Stellungen zu spielen
ist. Neben den 24 Harmoniestudien von Hubert
Lonard ist dies das wichtigste pdagogische Werk
ber dieses spezifische Thema. Die beiden Werke
unterscheiden sich hinsichtlich ihres didaktischen
Zwecks nur dadurch, da der Franzose neben der
sicheren Beherrschung des Griffbretts gleichzeitig
auch der bariolage eine bedeutende Rolle zuteilt,
whrend der Italiener neben der Beherrschung des
Griffbretts dem Spiel mit Doppelsaiten mehr
Bedeutung beimit.
Das op. 18 ist aber nicht nur ein pdagogisches
Werk. Wir knnen im allgemeinen ein musikali-
sches Gewebe feststellen, dem jeglicher Hinweis auf
die vorhersehbare - auch tempomig klassische -
Konvention, wie beispielsweise ein leicht nachzu-
empfindendes Menuett, fernliegt. Im op. 18 sind auch
die mit dem Anstimmen der pathetisch-opernhaften
Arie verbundenen endemischen Einflsse nicht fest-
zustellen, genauso wenig wie in der Romanza des
dritten Divertissements. Hufig sind hingegen
Stilelemente oder Einschbe des echten Volkslieds
zu hren, wenn nicht gar ganze Themen wie in der
Siciliana des ersten Divertissements, im Allegro spiri-
toso des zweiten Divertissements (II. Thema) oder in
der Arie des kleinen Matrosen im siebenten. Darin
stimmt Campagnoli mit dem Begrnder dieser
Schule, Tartini, berein, der die einfachsten, natr-
lichsten Volkslieder zur Grundlage des musikali-
schen Geschmacks gemacht hatte.
Diese unkonventionelle Ausdrucksweise kommt auch
in den Beziehungen zwischen den beiden Themen,
der Verarbeitung und der Wiederaufnahme in einer
Sonatenform zum Ausdruck, die sich in ganz Europa
einzurichten begann, und der Campagnoli im op. 18
seinen Beitrag zollt.
Andererseits werden diese Einflle, obwohl sie nicht
maniriert sind, manchmal von unverhllten geigeri-
schen Stilelementen (Tonleitern, arpeggierte Noten)
oder durch den vorhersehbaren, auf- oder absteigen-
den Verlauf der Sequenzen, geprgt.
Luigi Rovighi
(bersetzung: Eva Pleus)
CAMPAGNOLI - DIE INTERPRETATION
Campagnolis Musik besteht aus zwei grundlegenden
Elementen, dem technisch-pdagogischen und dem
knstlerischen Ziel. Diese beiden Elemente sind so
sehr miteinander verbunden, da keines die
Oberhand ber das andere gewinnt. In der Tat sind
die 7 Divertissements eine Erforschung des gesamten
Bereichs der expressiven Mglichkeiten des ganzen
Griffbretts der Geige.
Fr diese erste Wiedergabe der Divertissements und
Fugen wurde einer aus der Zeit des Komponisten
stammenden Ausgabe der Vorzug gegeben; sie hat
die Klrung vieler Widersprche und vor allem die
Beseitigung der lstigen Umarbeitungen der spte-
ren Ausgaben ermglicht.
Was den philologischen Aspekt anbelangt, wurde die
Geigenmethode Campagnolis als Hauptbezugspunkt
angesehen. Es ist dies eine Fundgrube fr
Informationen hinsichtlich Krperhaltung, Technik,
Studienempfehlungen und Hinweisen knstlerisch-
musikalischen Charakters. Natrlich wurde eine seiner-
zeitige Geige mit Darmsaiten, Steg und Bogen verwen-
det, die den Originalvorbildern nachgebaut wurden.
Zuletzt ist auch noch wichtig, da weder Kinnhalter,
noch Schultersttze verwendet wurden, da sie mechani-
sche Hilfen aus einer spteren Epoche sind.
Studium und Wiedergabe dieser Kompositionen
Campagnolis nach den Originalangaben waren eine
Arbeit langer, geduldiger Assimilierung, die reich
war an faszinierenden Entdeckungen. Es wurde ver-
sucht, aus der soliden Technik so stark als mglich
die raffinierte Musikalitt herauszuheben, die ber
Campagnolis Zeitgenossen und selbst ber einige
seiner berhmten Nachfolger hinausgeht.
Davide Amodio
(bersetzung: Eva Pleus)
16 17
I
l convient de louer le clbre Bartolomeo
Campagnoli da Cento, lun des plus heureux
interprtes de cet instrument cordes, grand
amateur de cet art et compositeur talentueux .
Ainsi parlait le biographe de Campagnoli, Gaetano
Atti, en 1852 ; un peu plus loin, Atti place les Six
Fugues op. 10 et les Sept Divertissements composs
pour lexercice des sept positions principales op. 18
(compositions pour violon solo) parmi les uvres
qui rendirent son nom clbre, lui apportrent
richesse et honneur, de mme qu la patrie, qui le
fte aujourdhui et en est honore, mme aprs sa
mort que chacun accueillit avec tristesse .
Notons encore que le talentueux compositeur est
un des rares prdcesseurs voqus par Paganini
dans deux lettres crites Paris le 29 aot et le 20
septembre 1838 son ami Luigi Guglielmo Germi,
dans lesquelles il conseille justement ltude des Sept
divertissements op. 18 :
En ce qui concerne les 7 Divertissements 7 posi-
tions de Campagnoli, je verrai si je les trouve ici
Paris (mais jen doute) ; je les prendrai et les enver-
rai Brun qui te les transmettra . Sache que les
Divertissements pour violon en 7 tons de
Campagnoli ne sont pas Paris, mais seront certai-
nement Florence .
Avant lui, Mais Pierre Baillot, dans son Art du Violon
publi en 1834, avait dj mentionn les 7
Divertissements de lopus 18 parmi les compositions
utilises dans les classes de violon du Conservatoire
parisien, et cit entirement lAir du petit marin (en
septime position).
LAUTOBIOGRAPHIE
Ernst Ludwig Gerber (1746-1819) a traduit littrale-
ment en allemand une biographie autographe de
M. Campagnoli dans son Lexicon de 1812-14.
Reprenons donc les termes de Gaetano Atti (dont les
informations correspondent prcisment celles
figurant dans lautobiographie) : Campagnoli est n
Cento, prs de Bologne, en 1751 ; avant dtudier
avec Nardini, en 1763 il devient disciple de Don
Paolo Guastarobba Modne, professeur expert dun
lve devenu clbre, Tartini ; en 1768, Campagnoli
passe Venise et Padoue, o respirait encore le
vnrable et immortel Tartini, dsormais parvenu
la fin de son existence. Il le vit, le connut, le consulta,
et demeura quelques temps avec lui dans cette ville .
Aprs quelques voyages en 1790 (Rome, Faenza),
dsireux dentendre ce prodige de Nardini qui,
comme il disait lpoque, volait au-dessus des
autres comme un aigle, il se rendit Florence et,
rendu muet par la maestria singulire de ce grand
homme, il dcida de rester l et de recevoir son
enseignement .
Campagnoli revient ensuite Rome en 1775
(Thtre Argentina) et, la fin de lanne, est
appel Freising, en Bavire, en qualit de directeur
des Concerts de la Cour.
Aprs Freising (1776-78) on le retrouve travaillant
Dresde (1779-97), Leipzig (1797-1816) et Neusterlitz
(Berlin, 1818-1827). Les Cours de ces villes lui accor-
dent nanmoins de longues permissions pour donner
de trs nombreux concerts dans toute lEurope, y
compris en Italie.
Nous ne saurions passer sous silence la figure du
pre attentif lgard de ses deux filles cantatrices ;
en effet, vingt ans aprs son prestigieux sjour
Leipzig, Campagnoli accompagne ses filles
Francfort, Hanovre et Neusterlitz, o il retourne en
1825 aprs son troisime voyage en Italie (Ferrare,
Cento), et o il steint le 6 novembre 1827 aprs
une courte maladie . La gazette Allgemeine
Musikalische Zeitung signale en 1835 que Le per-
sonnel au complet de la Chapelle et du Thtre la
accompagn dans le beau cimetire de lendroit, o
ses filles lui ont fait riger un monument en fer forg
orn dune lyre. La tombe est agrmente de roses
toujours parfaitement entretenues par les amis .
CAMPAGNOLI INTERPRTE
Voici quelques tmoignages sur le violoniste hors pair
Bartolomeo Campagnoli (ce sont les termes employs
par lditeur des Carnets de Luigi Spohr en 1968).
CarlAntonio Campioni, lve de Tartini :
Campagnoli est le vritable double de son matre
Nardini dans sa manire de jouer . Et la manire
de Nardini est amplement documente. Voici
quelques extraits des nombreuses exgses nardi-
niennes : Pour la beaut, la puret, lgalit du son,
et pour le got cantabile, on ne peut rien entendre
de plus beau (Lopold Mozart) ; Le son est doux
et uniforme, pas trs fort mais clair et prcis, trs
expressif dans les mouvements lents (Charles
Burney) ; Un violoniste de lamour, cultiv au sein
des Grces [] Quand il a interprt un Adagio, on
a vu pleurer dimpassibles princes et dames de la
cour. Lui-mme avait parfois, quand il jouait, des
larmes qui tombaient sur son violon. Son coup dar-
chet, lent et solennel, ne prenait pas, contrairement
Tartini, les notes la racine, il en effleurait les
pointes (Christian Schubart, 1784).
Laspect cantabile des excutions de Campagnoli,
hrit de Tartini, tait amplement reconnu : Pour
sa manire et sa douceur dexcution apprise sous la
direction du Matre si renomm, il a mrit les
applaudissements de la Noblesse (Gazzetta
Toscana, 1771).
Et CarlAntonio Campioni conseille, dans une lettre
adresse Padre Martini, dcouter les excutions
de Campagnoli, reflet de celles de Nardini. De
Munich, le tnor Anton Raaf crit lui aussi Padre
Martini en 1774 : Jai eu le plaisir dadmirer ici
Campagnoli plusieurs fois ; et Willi Schmid, en
1928, voque la prrogative du son belcantiste ,
citant aussi la critique (1828) dun rcital du violonis-
te Praun : Praun a le son doux de lancienne cole
italienne, qui pntre profondment dans lme, et
dont lultime reprsentant est Campagnoli, le plus
jeune lve de Nardini .
Ludwig Spohr, quoique prfrant une manire plutt
tourne vers lavenir, crit en 1804 : Jai entendu
monsieur le Konzertmeister Campagnoli jouer un
concerto de Kreutzer : excellent. Sa manire est de
type ancien, mais il a jou avec justesse et prcision .
Voil donc laspect de linterprte virtuose, avec
cette prrogative du son belcantiste qui pntre
profondment dans lme . Il rcolte les succs lors
de ses tournes en Italie et en Europe ; et lui-mme
crit de Florence en 1816 : Nombre de professeurs
mont dit que personne ne peut jouer mieux que moi
et pensent : voici un artiste du violon avec la tech-
nique allemande et lme italienne .
CAMPAGNOLI PDAGOGUE
Lactivit de pdagogue de Campagnoli se rsume
son opus 21, la Nouvelle mthode de la mcanique
progressive pour jouer du Violon, vritable somme de
la technique violinistique la plus avance (positions
trs aigus, monocorde, octaves, temprament, sons
synonymes, troisime son tartinien, sons harmo-
niques naturels et artificiels, scordatura). Le chef de
file de lcole florentine, Ferdinando Giorgetti, cri-
vait dj en 1840 sur la Rivista Musicale di Firenze :

16 17
I
l convient de louer le clbre Bartolomeo
Campagnoli da Cento, lun des plus heureux
interprtes de cet instrument cordes, grand
amateur de cet art et compositeur talentueux .
Ainsi parlait le biographe de Campagnoli, Gaetano
Atti, en 1852 ; un peu plus loin, Atti place les Six
Fugues op. 10 et les Sept Divertissements composs
pour lexercice des sept positions principales op. 18
(compositions pour violon solo) parmi les uvres
qui rendirent son nom clbre, lui apportrent
richesse et honneur, de mme qu la patrie, qui le
fte aujourdhui et en est honore, mme aprs sa
mort que chacun accueillit avec tristesse .
Notons encore que le talentueux compositeur est
un des rares prdcesseurs voqus par Paganini
dans deux lettres crites Paris le 29 aot et le 20
septembre 1838 son ami Luigi Guglielmo Germi,
dans lesquelles il conseille justement ltude des Sept
divertissements op. 18 :
En ce qui concerne les 7 Divertissements 7 posi-
tions de Campagnoli, je verrai si je les trouve ici
Paris (mais jen doute) ; je les prendrai et les enver-
rai Brun qui te les transmettra . Sache que les
Divertissements pour violon en 7 tons de
Campagnoli ne sont pas Paris, mais seront certai-
nement Florence .
Avant lui, Mais Pierre Baillot, dans son Art du Violon
publi en 1834, avait dj mentionn les 7
Divertissements de lopus 18 parmi les compositions
utilises dans les classes de violon du Conservatoire
parisien, et cit entirement lAir du petit marin (en
septime position).
LAUTOBIOGRAPHIE
Ernst Ludwig Gerber (1746-1819) a traduit littrale-
ment en allemand une biographie autographe de
M. Campagnoli dans son Lexicon de 1812-14.
Reprenons donc les termes de Gaetano Atti (dont les
informations correspondent prcisment celles
figurant dans lautobiographie) : Campagnoli est n
Cento, prs de Bologne, en 1751 ; avant dtudier
avec Nardini, en 1763 il devient disciple de Don
Paolo Guastarobba Modne, professeur expert dun
lve devenu clbre, Tartini ; en 1768, Campagnoli
passe Venise et Padoue, o respirait encore le
vnrable et immortel Tartini, dsormais parvenu
la fin de son existence. Il le vit, le connut, le consulta,
et demeura quelques temps avec lui dans cette ville .
Aprs quelques voyages en 1790 (Rome, Faenza),
dsireux dentendre ce prodige de Nardini qui,
comme il disait lpoque, volait au-dessus des
autres comme un aigle, il se rendit Florence et,
rendu muet par la maestria singulire de ce grand
homme, il dcida de rester l et de recevoir son
enseignement .
Campagnoli revient ensuite Rome en 1775
(Thtre Argentina) et, la fin de lanne, est
appel Freising, en Bavire, en qualit de directeur
des Concerts de la Cour.
Aprs Freising (1776-78) on le retrouve travaillant
Dresde (1779-97), Leipzig (1797-1816) et Neusterlitz
(Berlin, 1818-1827). Les Cours de ces villes lui accor-
dent nanmoins de longues permissions pour donner
de trs nombreux concerts dans toute lEurope, y
compris en Italie.
Nous ne saurions passer sous silence la figure du
pre attentif lgard de ses deux filles cantatrices ;
en effet, vingt ans aprs son prestigieux sjour
Leipzig, Campagnoli accompagne ses filles
Francfort, Hanovre et Neusterlitz, o il retourne en
1825 aprs son troisime voyage en Italie (Ferrare,
Cento), et o il steint le 6 novembre 1827 aprs
une courte maladie . La gazette Allgemeine
Musikalische Zeitung signale en 1835 que Le per-
sonnel au complet de la Chapelle et du Thtre la
accompagn dans le beau cimetire de lendroit, o
ses filles lui ont fait riger un monument en fer forg
orn dune lyre. La tombe est agrmente de roses
toujours parfaitement entretenues par les amis .
CAMPAGNOLI INTERPRTE
Voici quelques tmoignages sur le violoniste hors pair
Bartolomeo Campagnoli (ce sont les termes employs
par lditeur des Carnets de Luigi Spohr en 1968).
CarlAntonio Campioni, lve de Tartini :
Campagnoli est le vritable double de son matre
Nardini dans sa manire de jouer . Et la manire
de Nardini est amplement documente. Voici
quelques extraits des nombreuses exgses nardi-
niennes : Pour la beaut, la puret, lgalit du son,
et pour le got cantabile, on ne peut rien entendre
de plus beau (Lopold Mozart) ; Le son est doux
et uniforme, pas trs fort mais clair et prcis, trs
expressif dans les mouvements lents (Charles
Burney) ; Un violoniste de lamour, cultiv au sein
des Grces [] Quand il a interprt un Adagio, on
a vu pleurer dimpassibles princes et dames de la
cour. Lui-mme avait parfois, quand il jouait, des
larmes qui tombaient sur son violon. Son coup dar-
chet, lent et solennel, ne prenait pas, contrairement
Tartini, les notes la racine, il en effleurait les
pointes (Christian Schubart, 1784).
Laspect cantabile des excutions de Campagnoli,
hrit de Tartini, tait amplement reconnu : Pour
sa manire et sa douceur dexcution apprise sous la
direction du Matre si renomm, il a mrit les
applaudissements de la Noblesse (Gazzetta
Toscana, 1771).
Et CarlAntonio Campioni conseille, dans une lettre
adresse Padre Martini, dcouter les excutions
de Campagnoli, reflet de celles de Nardini. De
Munich, le tnor Anton Raaf crit lui aussi Padre
Martini en 1774 : Jai eu le plaisir dadmirer ici
Campagnoli plusieurs fois ; et Willi Schmid, en
1928, voque la prrogative du son belcantiste ,
citant aussi la critique (1828) dun rcital du violonis-
te Praun : Praun a le son doux de lancienne cole
italienne, qui pntre profondment dans lme, et
dont lultime reprsentant est Campagnoli, le plus
jeune lve de Nardini .
Ludwig Spohr, quoique prfrant une manire plutt
tourne vers lavenir, crit en 1804 : Jai entendu
monsieur le Konzertmeister Campagnoli jouer un
concerto de Kreutzer : excellent. Sa manire est de
type ancien, mais il a jou avec justesse et prcision .
Voil donc laspect de linterprte virtuose, avec
cette prrogative du son belcantiste qui pntre
profondment dans lme . Il rcolte les succs lors
de ses tournes en Italie et en Europe ; et lui-mme
crit de Florence en 1816 : Nombre de professeurs
mont dit que personne ne peut jouer mieux que moi
et pensent : voici un artiste du violon avec la tech-
nique allemande et lme italienne .
CAMPAGNOLI PDAGOGUE
Lactivit de pdagogue de Campagnoli se rsume
son opus 21, la Nouvelle mthode de la mcanique
progressive pour jouer du Violon, vritable somme de
la technique violinistique la plus avance (positions
trs aigus, monocorde, octaves, temprament, sons
synonymes, troisime son tartinien, sons harmo-
niques naturels et artificiels, scordatura). Le chef de
file de lcole florentine, Ferdinando Giorgetti, cri-
vait dj en 1840 sur la Rivista Musicale di Firenze :

INTERPRETER CAMPAGNOLI
Dans la musique de Campagnoli, il existe deux l-
ments constitutifs fondamentaux: lun technique et
pdagogique dune part, lautre artistique. Ces deux
lments se fondent si bien lun dans lautre quau-
cun des deux ne domine lautre.
Les 7 Divertissements sont en fait une exploration
du potentiel expressif du violon.
Pour cette premire excution des Divertissements
et des Fugues, nous avons choisi une dition de l-
poque de lauteur, ce qui a permis de comprendre
bon nombre dincohrences dune part et dliminer
les profonds remaniements des ditions suivantes
dautre part.
En ce qui concerne laspect philologique, nous avons
choisi comme rfrence principale la Mthode pour
violon dveloppe par Campagnoli, qui sest avre
tre une mine dinformations concernant la posture
du corps, la technique, les conseils dtude et les
indications de nature artistique et musicale.
Naturellement, nous avons utilis un violon dpo-
que muni de cordes en boyau nu, avec chevalet et
archet construits selon les modles originaux. Une
ultime chose signaler: llimination de la menton-
nire et de lpaulier (supports mcaniques appparus
une poque plus rcente).
Ltude et lexcution de ces compositions de
Campagnoli suivant les indications originales ont fait
lobjet dun travail long et patient, accompagn de
dcouvertes fascinantes. Nous avons tent de dga-
ger autant que possible de la solide technique la
musicalit raffine qui va plus loin que les contem-
porains de Campagnoli, parfois mme de certains
illustres successeurs.
Davide Amodio
(Traduction Franais: Ccile Viars)
18 19
Campagnoli a crit la mthode pour le Violon la plus
belle et la plus claire que jaie vue jusqu prsent .
Et Willi Schmid, professeur la clbre universit
suisse de Neuchtel, crivait en 1928 : Disons dem-
ble que la Mthode de Campagnoli peut trs bien
soutenir la comparaison avec celle de Lopold
Mozart .
LES SIX FUGUES POUR VIOLON SOLO, OP. 10
Jaimerais rompre une lance en faveur des 6 Fugues
op. 10 de Campagnoli, notamment les deux quAlard
a ajout aux 4 Prludes de son clbre livre (6 Etudes
ddies Paganini op. 2) ; on peut dire quil sagit des
meilleures tudes prparatoires aux uvres de Bach
pour violon solo (A. Moser, 1923).
Le thme de la premire des 6 Fugues de
Campagnoli prsente une troite analogie avec le
thme dune des Fugues de Pietro Nardini (30
Capricci pour violon solo, sous la direction de A.
Moser, 1925) ; On peut le considrer comme un
hommage initial de Campagnoli son Matre. La
structure des Fugues, courtes mais bien dveloppes,
est semblable, elle aussi, celle des Fugues de
Nardini, o les rptitions du thme sont spares
par des progressions modulantes ou par des passages
arpgs ou en bariolage .
Linvention de Campagnoli est dsormais loin du cli-
mat galant , que ce soit dans les courts prludes (
figurations de type improvis) ou dans les Fugues, et
prend ses distances par rapport la convention dis-
cursive de lpoque ; les modulations sont toujours
significatives, parfois mme hardies, imprvues, et
les sections arpges donnent de la vie au dvelop-
pement rythmique.
Dautre part, on remarque un effet parfois rptitif
dans les longues progressions des incises (dans les
rptitions du thme ).
LES 7 DIVERTISSEMENTS
Andreas Moser, encore, cite lopus 18 dans son
importante Histoire de lexcution violinistique
(1923) : Une autre composition de Campagnoli
digne dintrt, et qui a tout de suite inclus le nom
de lauteur dans le cercle des violonistes, est celle
consacre aux Divertissements pour lexercice des sept
principales positions op. 18, ou Sonates en quatre
mouvements, chacune dentre elles devant tre
entirement joue dans une des sept positions ; Avec
les 24 Etudes harmoniques de Hubert Lonard, il
sagit de la plus importante uvre pdagogique
consacre ce sujet. Concernant leur objectif pda-
gogique, les deux uvres se diffrencient seulement
sur un point : le Franais attribue un rle significatif
non seulement une parfaite matrise de la touche
mais aussi au bariolage, tandis que lItalien, outre la
matrise de la touche, accorde plus dimportance
lexcution des doubles cordes .
Mais lopus 18 nest pas seulement une uvre
pdagogique ; on remarque un peu partout un tissu
discursif qui ne fait aucune allusion la convention
prvisible classique , mme dans les temps
faciles caricaturer, comme par exemple un Menuet.
On ne remarque pas non plus, dans lopus 18, les
influences de lair pathtique-lyrique, mme pas
dans la Romance du troisime Divertissement. En
revanche, on trouve frquemment des tournures ou
des incises inspires de la chanson populaire, quand
il ne sagit pas de thmes entiers, comme dans la
Sicilienne du premier Divertissement, dans lAllegro
spiritoso du second Divertissement (II thme), ou
dans lAir du petit marin du septime Divertissement.
Campagnoli suit donc les traces du chef de file
Tartini, qui avait plac les plus simples et
naturelles chansons populaires la base du got
musical.
Ce langage anticonventionnel sarticule galement dans
les rapports entre les deux thmes , llaboration
et la reprise dans une forme sonate en pleine expan-
sion dans toute lEurope et laquelle Campagnoli, avec
lopus 18, apporte sa contribution personnelle.
Dautre part, cette invention, bien quelle ne soit pas
de manire, est parfois tributaire de tournures violi-
nistiques notoires (gammes, arpges) ou de lvolu-
tion prvisible, ascendante ou descendante, des
progressions .
Luigi Rovighi
(Traduction Franais: Ccile Viars)
INTERPRETER CAMPAGNOLI
Dans la musique de Campagnoli, il existe deux l-
ments constitutifs fondamentaux: lun technique et
pdagogique dune part, lautre artistique. Ces deux
lments se fondent si bien lun dans lautre quau-
cun des deux ne domine lautre.
Les 7 Divertissements sont en fait une exploration
du potentiel expressif du violon.
Pour cette premire excution des Divertissements
et des Fugues, nous avons choisi une dition de l-
poque de lauteur, ce qui a permis de comprendre
bon nombre dincohrences dune part et dliminer
les profonds remaniements des ditions suivantes
dautre part.
En ce qui concerne laspect philologique, nous avons
choisi comme rfrence principale la Mthode pour
violon dveloppe par Campagnoli, qui sest avre
tre une mine dinformations concernant la posture
du corps, la technique, les conseils dtude et les
indications de nature artistique et musicale.
Naturellement, nous avons utilis un violon dpo-
que muni de cordes en boyau nu, avec chevalet et
archet construits selon les modles originaux. Une
ultime chose signaler: llimination de la menton-
nire et de lpaulier (supports mcaniques appparus
une poque plus rcente).
Ltude et lexcution de ces compositions de
Campagnoli suivant les indications originales ont fait
lobjet dun travail long et patient, accompagn de
dcouvertes fascinantes. Nous avons tent de dga-
ger autant que possible de la solide technique la
musicalit raffine qui va plus loin que les contem-
porains de Campagnoli, parfois mme de certains
illustres successeurs.
Davide Amodio
(Traduction Franais: Ccile Viars)
18 19
Campagnoli a crit la mthode pour le Violon la plus
belle et la plus claire que jaie vue jusqu prsent .
Et Willi Schmid, professeur la clbre universit
suisse de Neuchtel, crivait en 1928 : Disons dem-
ble que la Mthode de Campagnoli peut trs bien
soutenir la comparaison avec celle de Lopold
Mozart .
LES SIX FUGUES POUR VIOLON SOLO, OP. 10
Jaimerais rompre une lance en faveur des 6 Fugues
op. 10 de Campagnoli, notamment les deux quAlard
a ajout aux 4 Prludes de son clbre livre (6 Etudes
ddies Paganini op. 2) ; on peut dire quil sagit des
meilleures tudes prparatoires aux uvres de Bach
pour violon solo (A. Moser, 1923).
Le thme de la premire des 6 Fugues de
Campagnoli prsente une troite analogie avec le
thme dune des Fugues de Pietro Nardini (30
Capricci pour violon solo, sous la direction de A.
Moser, 1925) ; On peut le considrer comme un
hommage initial de Campagnoli son Matre. La
structure des Fugues, courtes mais bien dveloppes,
est semblable, elle aussi, celle des Fugues de
Nardini, o les rptitions du thme sont spares
par des progressions modulantes ou par des passages
arpgs ou en bariolage .
Linvention de Campagnoli est dsormais loin du cli-
mat galant , que ce soit dans les courts prludes (
figurations de type improvis) ou dans les Fugues, et
prend ses distances par rapport la convention dis-
cursive de lpoque ; les modulations sont toujours
significatives, parfois mme hardies, imprvues, et
les sections arpges donnent de la vie au dvelop-
pement rythmique.
Dautre part, on remarque un effet parfois rptitif
dans les longues progressions des incises (dans les
rptitions du thme ).
LES 7 DIVERTISSEMENTS
Andreas Moser, encore, cite lopus 18 dans son
importante Histoire de lexcution violinistique
(1923) : Une autre composition de Campagnoli
digne dintrt, et qui a tout de suite inclus le nom
de lauteur dans le cercle des violonistes, est celle
consacre aux Divertissements pour lexercice des sept
principales positions op. 18, ou Sonates en quatre
mouvements, chacune dentre elles devant tre
entirement joue dans une des sept positions ; Avec
les 24 Etudes harmoniques de Hubert Lonard, il
sagit de la plus importante uvre pdagogique
consacre ce sujet. Concernant leur objectif pda-
gogique, les deux uvres se diffrencient seulement
sur un point : le Franais attribue un rle significatif
non seulement une parfaite matrise de la touche
mais aussi au bariolage, tandis que lItalien, outre la
matrise de la touche, accorde plus dimportance
lexcution des doubles cordes .
Mais lopus 18 nest pas seulement une uvre
pdagogique ; on remarque un peu partout un tissu
discursif qui ne fait aucune allusion la convention
prvisible classique , mme dans les temps
faciles caricaturer, comme par exemple un Menuet.
On ne remarque pas non plus, dans lopus 18, les
influences de lair pathtique-lyrique, mme pas
dans la Romance du troisime Divertissement. En
revanche, on trouve frquemment des tournures ou
des incises inspires de la chanson populaire, quand
il ne sagit pas de thmes entiers, comme dans la
Sicilienne du premier Divertissement, dans lAllegro
spiritoso du second Divertissement (II thme), ou
dans lAir du petit marin du septime Divertissement.
Campagnoli suit donc les traces du chef de file
Tartini, qui avait plac les plus simples et
naturelles chansons populaires la base du got
musical.
Ce langage anticonventionnel sarticule galement dans
les rapports entre les deux thmes , llaboration
et la reprise dans une forme sonate en pleine expan-
sion dans toute lEurope et laquelle Campagnoli, avec
lopus 18, apporte sa contribution personnelle.
Dautre part, cette invention, bien quelle ne soit pas
de manire, est parfois tributaire de tournures violi-
nistiques notoires (gammes, arpges) ou de lvolu-
tion prvisible, ascendante ou descendante, des
progressions .
Luigi Rovighi
(Traduction Franais: Ccile Viars)
Davide Amodio
The violinists posture, etching by Gianfranco Galante taken from
Bartolomeo Campagnolis Violin Method.
p
h
o
t
o
:


T
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n
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D
e
l
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Davide Amodio
The violinists posture, etching by Gianfranco Galante taken from
Bartolomeo Campagnolis Violin Method.
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C
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22
Davide Amodio nato a Napoli e risiede a Venezia
dal 92. Ha studiato violino al Conservatorio di
Roma dove si diplomato con il massimo dei voti
con il M A. Ghedin. Si in seguito perfezionato al
conservatorio di Ginevra con il M C. Romano e
allAccademia Chigiana di Siena con il M F. Gulli
ottenendo un diploma di merito.
Nel frattempo entrava a far parte dellOrchestra
Europea e della Chamber Orchestra of Europe
entrambe dirette da Claudio Abbado col quale ha
inciso il primo disco per la Deutsche Grammophon.
Appena ventenne suona come primo violino solo al
Teatro dellOpera di Roma e alla Fenice di
Venezia.Consacrandosi allo studio della musica anti-
ca e alla ricerca filologica, si iscrive nel 1990 alla
Schola Cantorum di Basilea dove, con Jaap
Schroeder e Chiara Banchini approfondisce il violino
barocco e le prassi esecutive dalla fine del 500
all800. Da allora viene chiamato da molti fra i grup-
pi pi prestigiosi di musica antica, fra cui la Champs
Elyses di Parigi (dalla sua fondazione per sette
anni), lEnsemble Baroque de Limoges, Les Talents
Lyriques, Il Giardino Armonico, Experion XX...Da
circa un decennio suona nel Concert des Nations
diretto da J. Savall. Dal 96 dirige lensemble Gli
Strali di Cupido col quale ha inciso lintegrale delle
sonate per violino e basso continuo di G. M. Alberti
in prima esecuzione mondiale per la casa discografi-
ca Bongiovanni. Ha partecipato, fra laltro, ai festival
di Halle e di Can e ha suonato per la Rai, la Radio
Tedesca e Radio Vaticana ecc.
Attualmente suona anche nel Quartetto Palladium,
esplorando con gli strumenti originali la musica dei
periodi classico e preromantico degli autori noti e di
quelli da riscoprire. Ha insegnato violino nei
Conservatori di Firenze, Napoli e Roma. Dal 1992
insegna quartetto e musica dinsieme al conservato-
rio Tartini di Trieste e violino barocco e classico
alla Scuola di Musica Antica di Venezia.
ITALIANO
well-known and forgotten composers.
Amodio taught violin at the Conservatory of
Florence, Naples and Roma. Since 1992 he has
taught string quartet at the Conservatory Tartini
of Trieste and baroque and classical violin at
Venices Scuola di Musica Antica.
Davide Amodio was born in Naples and is a resident
of Venice since 1992. He studied violin at the Rome
Conservatory, graduating with full marks under the
guidance of A. Ghedin. He then undertook
advanced studies at the Conservatory of Geneva with
C. Romano, and at Sienas Accademia Chigiana with
F. Gulli, earning a diploma of merit.
In the meantime he had become a member of the
European Orchestra and of the Chamber Orchestra
of Europe, both conducted by Claudio Abbado, with
whom he made his first recording for Deutsche
Gramophon.
At the age of twenty he played first violin solo at the
Rome Opera theatre and at Venices La Fenice.
In 1990, desiring to dedicated himself to early music
and philological research, he enrolled in the Schola
Cantorum of Basel where, under the guidance of
Jaap Schoereder and Chiara Banchini he studied
baroque violin and the performance practices of late
16th-century to 19th-century music. Since then he
has collaborated with prestigious early music ensem-
bles, among them the Champs Elyses of Paris, the
Ensemble Baroque de Limoges, Le Talens Lyrique, Il
Giardino Armonico and Experion XX.
For the last decade he has played with the Concert
des Nations conducted by J. Savall.
Since 1996 he has directed the ensemble Gli Strali di
Cupido, recording all the sonatas for violin and basso
continuo by G. M. Alberti - a world premire on the
Bongiovanni label - , appearing at the festivals of
Halle and Caen, and playing for RAI, the German
Radio and the Vatican Radio.
At present he is also a member of the Quartetto
Palladium, an ensemble on original instruments
which explores classical and pre-romantic music of
23
ENGLISH
22
Davide Amodio nato a Napoli e risiede a Venezia
dal 92. Ha studiato violino al Conservatorio di
Roma dove si diplomato con il massimo dei voti
con il M A. Ghedin. Si in seguito perfezionato al
conservatorio di Ginevra con il M C. Romano e
allAccademia Chigiana di Siena con il M F. Gulli
ottenendo un diploma di merito.
Nel frattempo entrava a far parte dellOrchestra
Europea e della Chamber Orchestra of Europe
entrambe dirette da Claudio Abbado col quale ha
inciso il primo disco per la Deutsche Grammophon.
Appena ventenne suona come primo violino solo al
Teatro dellOpera di Roma e alla Fenice di
Venezia.Consacrandosi allo studio della musica anti-
ca e alla ricerca filologica, si iscrive nel 1990 alla
Schola Cantorum di Basilea dove, con Jaap
Schroeder e Chiara Banchini approfondisce il violino
barocco e le prassi esecutive dalla fine del 500
all800. Da allora viene chiamato da molti fra i grup-
pi pi prestigiosi di musica antica, fra cui la Champs
Elyses di Parigi (dalla sua fondazione per sette
anni), lEnsemble Baroque de Limoges, Les Talents
Lyriques, Il Giardino Armonico, Experion XX...Da
circa un decennio suona nel Concert des Nations
diretto da J. Savall. Dal 96 dirige lensemble Gli
Strali di Cupido col quale ha inciso lintegrale delle
sonate per violino e basso continuo di G. M. Alberti
in prima esecuzione mondiale per la casa discografi-
ca Bongiovanni. Ha partecipato, fra laltro, ai festival
di Halle e di Can e ha suonato per la Rai, la Radio
Tedesca e Radio Vaticana ecc.
Attualmente suona anche nel Quartetto Palladium,
esplorando con gli strumenti originali la musica dei
periodi classico e preromantico degli autori noti e di
quelli da riscoprire. Ha insegnato violino nei
Conservatori di Firenze, Napoli e Roma. Dal 1992
insegna quartetto e musica dinsieme al conservato-
rio Tartini di Trieste e violino barocco e classico
alla Scuola di Musica Antica di Venezia.
ITALIANO
well-known and forgotten composers.
Amodio taught violin at the Conservatory of
Florence, Naples and Roma. Since 1992 he has
taught string quartet at the Conservatory Tartini
of Trieste and baroque and classical violin at
Venices Scuola di Musica Antica.
Davide Amodio was born in Naples and is a resident
of Venice since 1992. He studied violin at the Rome
Conservatory, graduating with full marks under the
guidance of A. Ghedin. He then undertook
advanced studies at the Conservatory of Geneva with
C. Romano, and at Sienas Accademia Chigiana with
F. Gulli, earning a diploma of merit.
In the meantime he had become a member of the
European Orchestra and of the Chamber Orchestra
of Europe, both conducted by Claudio Abbado, with
whom he made his first recording for Deutsche
Gramophon.
At the age of twenty he played first violin solo at the
Rome Opera theatre and at Venices La Fenice.
In 1990, desiring to dedicated himself to early music
and philological research, he enrolled in the Schola
Cantorum of Basel where, under the guidance of
Jaap Schoereder and Chiara Banchini he studied
baroque violin and the performance practices of late
16th-century to 19th-century music. Since then he
has collaborated with prestigious early music ensem-
bles, among them the Champs Elyses of Paris, the
Ensemble Baroque de Limoges, Le Talens Lyrique, Il
Giardino Armonico and Experion XX.
For the last decade he has played with the Concert
des Nations conducted by J. Savall.
Since 1996 he has directed the ensemble Gli Strali di
Cupido, recording all the sonatas for violin and basso
continuo by G. M. Alberti - a world premire on the
Bongiovanni label - , appearing at the festivals of
Halle and Caen, and playing for RAI, the German
Radio and the Vatican Radio.
At present he is also a member of the Quartetto
Palladium, an ensemble on original instruments
which explores classical and pre-romantic music of
23
ENGLISH
Davide Amodio wurde in Neapel geboren und lebt
seit 1992 in Venedig. Er studierte Geige am rmi-
schen Konservatorium, wo er bei Maestro A. Ghedin
sein Diplom mit Punktehchstzahl machte. Dann
vervollkommnete er sich am Genfer Konservatorium
bei Maestro C. Romano und an der Accademia
Chigiana in Siena bei Maestro Francesco Gulli;
dabei erhielt er ein Verdienstdiplom.
Inzwischen war Amodio dem Orchestra Europea
und dem Chamber Orchestra of Europe beigetreten,
die beide unter der Leitung von Claudio Abbado ste-
hen, mit dem er seine erste Platte fr die Deutsche
Grammophon einspielte.
Als gerade Zwanzigjhriger war er Konzertmeister
am Teatro dellOpera in Rom und am Teatro La
Fenice in Venedig.
Amodio widmete sich dann dem Studium der Alten
Musik und der musikwissenschaftlichen Forschung;
1990 schrieb er sich in die Schola Cantorum in Basel
ein, wo er bei Jaap Schroeder und Chiara Bianchini
seine Kenntnisse von der Barockgeige und die
Auffhrungspraxis vom Ende des 16. bis zum 19.
Jhdt. vertiefte. Seit damals wird er von vielen der
angesehensten Ensembles fr Alte Musik eingela-
den, darunter dem Pariser Champs Elyses (ab des-
sen Grndung sieben Jahre hindurch), dem
Ensemble Baroque aus Limoges, Les Talents
Lyriques, Il Giardino Armonico, Experion XX.....
Seit rund zehn Jahren spielt Amodio in dem von
Jordi Savall geleiteten Concert des Nations.
Seit 1996 leitet Amodio das Ensemble Gli Strali di
Cupido, mit dem er das Gesamtwerk der Sonaten
fr Geige und Continuo von Giuseppe Matteo
Alberti fr die Plattenfirma Bongiovanni weltweit
erstmals eingespielt hat. Er nahm u.a. an den
24
Festspielen in Halle und Can teil und spielte fr die
italienische RAI, den deutschen Rundfunk, Radio
Vaticana usw.
Derzeit spielt Amodio auch im Quartetto
Palladium, wo er mit Originalinstrumenten die
Musik der klassischen und vorromantischen Zeit von
bekannten und solchen Komponisten erforscht, die
es wiederzuentdecken gilt.
Er unterrichtete Geige an den Konservatorien von
Florenz, Neapel und Rom. Seit 1992 unterrichtet er
Quartett und Ensemblemusik am Konservatorium
Tartini in Triest und klassische sowie Barockgeige
an der Schule fr Alte Musik in Venedig.
DEUTSCH
Davide Amodio est n Naples et rside Venise
depuis 1992. Il a tudi le violon au conservatoire de
Rome o il a obtenu son diplme avec le maximum
des points sous la direction de A. Ghedin. Il a
ensuite suivi des cours de perfectionnement au con-
servatoire de Genve avec C. Romano, et
lAccademia Chigiana de Sienne avec F. Gulli, o il a
reu un diplme de mrite.
Pendant ce temps, il est devenu membre de
lOrchestre Europen et du Chamber Orchestra of
Europe, tous deux dirigs par Claudio Abbado avec
qui il a grav son premier disque chez Deutsche
Grammophon.
A lge de vingt ans peine, il sest produit en qual-
it de premier violon solo au Thtre de lOpra de
Rome et La Fenice de Venise.
Ayant choisi de se consacrer ltude de la musique
ancienne et la recherche philologique, il sest
inscrit en 1990 la Schola Cantorum de Ble o il a
approfondi ltude du violon baroque et les tech-
niques dexcution du XVIme au XIXme sicle
avec Jap Schoereder et Chiara Banchini. Depuis, il
collabore frquemment avec les ensembles de
musique ancienne les plus prestigieux, parmi
lesquels le Champs Elyses de Paris (pendant sept
ans aprs sa fondation), lEnsemble Baroque de
Limoges, Le Talent Lyrique, Il Giardino Armonico,
Experion XX... Depuis environ une dizaine dan-
nes, il joue avec le Concert des Nations dirig par
Jordi Savall.
Depuis 1996, il dirige lensemble Gli Strali di
Cupido avec lequel il a enregistr pour Bongiovanni
en premire mondiale lintgrale des sonates pour
violon et basse continue de G. M. Alberti. Il a par-
ticip aux festivals de Halle et de Caen, pour ne citer
25
que ceux-ci, et a jou pour la RAI, la Radio
Allemande, Radio Vatican, etc.
Actuellement, il se produit galement avec le
Quatuor Palladium en explorant avec les instruments
originaux la musique des priodes classique et prro-
mantique des auteurs connus et redcouvrir.
Il a enseign le violon aux conservatoires de
Florence, Naples et Rome. Depuis 1992, il enseigne
le quatuor et la musique densemble au
Conservatoire Tartini de Trieste, et le violon
baroque et classique lEcole de Musique Ancienne
de Venise.
FRANAIS
Davide Amodio wurde in Neapel geboren und lebt
seit 1992 in Venedig. Er studierte Geige am rmi-
schen Konservatorium, wo er bei Maestro A. Ghedin
sein Diplom mit Punktehchstzahl machte. Dann
vervollkommnete er sich am Genfer Konservatorium
bei Maestro C. Romano und an der Accademia
Chigiana in Siena bei Maestro Francesco Gulli;
dabei erhielt er ein Verdienstdiplom.
Inzwischen war Amodio dem Orchestra Europea
und dem Chamber Orchestra of Europe beigetreten,
die beide unter der Leitung von Claudio Abbado ste-
hen, mit dem er seine erste Platte fr die Deutsche
Grammophon einspielte.
Als gerade Zwanzigjhriger war er Konzertmeister
am Teatro dellOpera in Rom und am Teatro La
Fenice in Venedig.
Amodio widmete sich dann dem Studium der Alten
Musik und der musikwissenschaftlichen Forschung;
1990 schrieb er sich in die Schola Cantorum in Basel
ein, wo er bei Jaap Schroeder und Chiara Bianchini
seine Kenntnisse von der Barockgeige und die
Auffhrungspraxis vom Ende des 16. bis zum 19.
Jhdt. vertiefte. Seit damals wird er von vielen der
angesehensten Ensembles fr Alte Musik eingela-
den, darunter dem Pariser Champs Elyses (ab des-
sen Grndung sieben Jahre hindurch), dem
Ensemble Baroque aus Limoges, Les Talents
Lyriques, Il Giardino Armonico, Experion XX.....
Seit rund zehn Jahren spielt Amodio in dem von
Jordi Savall geleiteten Concert des Nations.
Seit 1996 leitet Amodio das Ensemble Gli Strali di
Cupido, mit dem er das Gesamtwerk der Sonaten
fr Geige und Continuo von Giuseppe Matteo
Alberti fr die Plattenfirma Bongiovanni weltweit
erstmals eingespielt hat. Er nahm u.a. an den
24
Festspielen in Halle und Can teil und spielte fr die
italienische RAI, den deutschen Rundfunk, Radio
Vaticana usw.
Derzeit spielt Amodio auch im Quartetto
Palladium, wo er mit Originalinstrumenten die
Musik der klassischen und vorromantischen Zeit von
bekannten und solchen Komponisten erforscht, die
es wiederzuentdecken gilt.
Er unterrichtete Geige an den Konservatorien von
Florenz, Neapel und Rom. Seit 1992 unterrichtet er
Quartett und Ensemblemusik am Konservatorium
Tartini in Triest und klassische sowie Barockgeige
an der Schule fr Alte Musik in Venedig.
DEUTSCH
Davide Amodio est n Naples et rside Venise
depuis 1992. Il a tudi le violon au conservatoire de
Rome o il a obtenu son diplme avec le maximum
des points sous la direction de A. Ghedin. Il a
ensuite suivi des cours de perfectionnement au con-
servatoire de Genve avec C. Romano, et
lAccademia Chigiana de Sienne avec F. Gulli, o il a
reu un diplme de mrite.
Pendant ce temps, il est devenu membre de
lOrchestre Europen et du Chamber Orchestra of
Europe, tous deux dirigs par Claudio Abbado avec
qui il a grav son premier disque chez Deutsche
Grammophon.
A lge de vingt ans peine, il sest produit en qual-
it de premier violon solo au Thtre de lOpra de
Rome et La Fenice de Venise.
Ayant choisi de se consacrer ltude de la musique
ancienne et la recherche philologique, il sest
inscrit en 1990 la Schola Cantorum de Ble o il a
approfondi ltude du violon baroque et les tech-
niques dexcution du XVIme au XIXme sicle
avec Jap Schoereder et Chiara Banchini. Depuis, il
collabore frquemment avec les ensembles de
musique ancienne les plus prestigieux, parmi
lesquels le Champs Elyses de Paris (pendant sept
ans aprs sa fondation), lEnsemble Baroque de
Limoges, Le Talent Lyrique, Il Giardino Armonico,
Experion XX... Depuis environ une dizaine dan-
nes, il joue avec le Concert des Nations dirig par
Jordi Savall.
Depuis 1996, il dirige lensemble Gli Strali di
Cupido avec lequel il a enregistr pour Bongiovanni
en premire mondiale lintgrale des sonates pour
violon et basse continue de G. M. Alberti. Il a par-
ticip aux festivals de Halle et de Caen, pour ne citer
25
que ceux-ci, et a jou pour la RAI, la Radio
Allemande, Radio Vatican, etc.
Actuellement, il se produit galement avec le
Quatuor Palladium en explorant avec les instruments
originaux la musique des priodes classique et prro-
mantique des auteurs connus et redcouvrir.
Il a enseign le violon aux conservatoires de
Florence, Naples et Rome. Depuis 1992, il enseigne
le quatuor et la musique densemble au
Conservatoire Tartini de Trieste, et le violon
baroque et classique lEcole de Musique Ancienne
de Venise.
FRANAIS
Davide Amodio
Davide Amodio plays on a F. L. Pique violin made in Paris in 1793,
fitted with a French bridge of the same period and
custom-made unwound gut strings by the violin maker Charles Rich.
He uses a classical bow made by Renzo Ghirardelli
after an original model kept in W. A. Mozarts house in Salzburg.
p
h
o
t
o
:


A
n
d
r
e
a

A
v
e
z
z

Davide Amodio
Davide Amodio plays on a F. L. Pique violin made in Paris in 1793,
fitted with a French bridge of the same period and
custom-made unwound gut strings by the violin maker Charles Rich.
He uses a classical bow made by Renzo Ghirardelli
after an original model kept in W. A. Mozarts house in Salzburg.
p
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