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Accademia Editoriale

"Aisthesis" preplatonica
Aisthesis vor Platon. Eine semantisch-systematische Untersuchung zum Problem der
Wahrnehmung by Thomas Schirren
Review by: M. Dorati
Quaderni Urbinati di Cultura Classica, New Series, Vol. 69, No. 3 (2001), pp. 141-143
Published by: Fabrizio Serra editore
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Aisthesis
preplatonica
*
M. Dorati
Con Platone si
determina,
come ?
noto,
una dicotom?a tra
oofxaxo
Ei???
e
vor]x?v,
tra
percezione
e
pensiero,
in
conseguenza
della
quale
l'essere si
pone
come non
attingibile
per l'a?odr|oL?:
una
separazione
che tende ad
approfondirsi
ulteriormente nella tradizione filos?fica
successiva. II libro di Thomas Schirren
(Aisthesis
vor
Platon. Eine se
mantisch-systematische Untersuchung
zum
Problem der Wahr
nehmung,
Teubner,
Stuttgart-Leipzig 1998)
si
propone
di fornire
un'analisi sistem?tica del termine
a?oorioi?
e
di chiarire
quale
fosse il
valore dei verba sentiendi
e il loro
rapporto
con i verba
cognoscendi
e i
verba
cogitandi prima
della svolta determinata dalla riflessione
plato
nica,
cercando
dunque
nel
linguaggio
il riflesso di
una
concezione
e
di
un
rapporto
con il reale sostanzialmente oscurati dal
pensiero
succes
sivo. Nel momento in cui viene efficacemente richiamata l'attenzione
sulla centralita di
questo
tema nella
prima
riflessione
greca,
viene de
lineato nel
contempo
uno
sfondo
dettagliato
che
permette
di valutare
meglio
lo stacco che il
pensiero plat?nico, rispetto
a
questo soggetto,
segna
nei confronti della filosof?a
precedente:
at?fl-n?ic
non assume
mai il
significato
moderno di
"percezione" ("Wahrnehmung") prima
di Platone
(manca
anzi un concetto
gen?rale
che
equivalga
all'a?o^TioL?
del filosofo
ateniese)
-
valore che sar?
appunto
da ascrivere alia "Lei
stung" plat?nica
-
ma
piuttosto
una
particolare
attenzione di fronte
alla realt? esterna
("Aufmerksamkeit", "Achtsamkeit"),
o una
"perce
zione elementare"
("elementares
Wahrnehmen", "Affiziertwerden",
"essere sotto l'effetto di
una
particolare ?uvapu?"), priva
di
specifico
valore
cognitivo,
nel
Corpus Hippocraticum.
Da un
punto
di vista
metodol?gico
l'Autore
-
come
egli
stesso
chiarisce nell'Introduzione
(p.
xviii
ss.)
-
intende servirsi del m?todo
di determinazione dei
campi
lessicali
("Wortfelder") originariamente
*
Thomas
Schirren,
Aisthesis vor Platon. Eine
semantisch-systematische
Untersu
chung
zum Problem der
Wahrnehmung,
B.G.
Teubner,
Stuttgart-Leipzig
1998, pp.
xxvi
+ 286.
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142 M. Dorati
applicato soprattutto
nei settore della
germanistica (Trier, Weisger
ber)
:
il valore di
una
parola
non viene determinato attraverso lo studio
delF
origine
e
delPetimologia,
ma attraverso una
progressiva
restri
zione del
suo
significato rispetto
alie altre
possibilit? espressive
offerte
dalla
lingua.
AioMveofrai forma cos? insieme a
jruvMveodoci, axojte?v,
etc. un
lessema dotato di
una
"semantische
Potenz",
della
quale
i di
versi termini
rappresentano
altrettante attualizzazioni.
II n?cleo fondamentale delPanalisi sem?ntica di
ot?o?t?veoflm,
che
occupa
buona
parte
della
prima
sezione del volume
(pp. 3-63),
?
con
dotto, per ampiezza
e
caratteristiche
generali
del
testo,
sul
corpus
tu
cidideo. Attraverso
una
serie di analisi
puntuali
e
di successive
preci
sazioni,
Schirren
procede,
per
accostamento di
coppie
semantiche
(aLoMveo?m-JTuvMveofroa, a?oMveofrai-fxav?r?veiv etc.),
ad un'analisi
attraverso la
quale
si
giunge
a
precisare progressivamente
da un lato il
valore dei termini
cconfinantF,
dalFaltro
quello
di aioft?veoom
stesso,
che si identifica
come una esatta
percezione
della realt? al massimo
grado
di intensit?
("intelligentes
Bemerken",
"bei Sinnen
sein"),
lad
dove ad
es.
yiyviboneiv pone piuttosto
Faccento sulla
cprestazione'
in
tellettuale del
soggetto
ehe conosce.
Sebbene il
tentativo, per
ammis
sione dello stesso Autore
(p. xxii),
sia
problem?tico,
in
quanto
Fanalisi
del valore delle
parole
?
gi?
di
per
s? frutto di
interpretazione,
la ri
cerca
risulta nelPinsieme
convincente,
e ne
deriva indubbiamente
una
pi? approfondita comprensione
dei
passi
trattati.
Completano
il
qua
dro sezioni di minore
ampiezza
dedicate ad
Antifonte, Lisia, Erodoto,
e
soprattutto
alcune
pagine
-
tra
quelle
forse di
maggiore
int?resse
-
dedicate al
Corpus Hippocraticum,
che delineano Fuomo come "ai
sthetisches Wesen"
(pp. 101-127).
Nella seconda
parte
del
libro,
dedicata ai
presocratici, per
la scar
sit?
e
la frammentariet? del materiale
-
oltre che
per
la
problematicit?
stessa
delPinterpretazione
dei frammenti
-,
non viene
riproposto
il
m?todo
applicato
nella
prima parte,
mentre
vengono ampiamente
ana
lizzati il ruolo dei sensi e
le teorie
epistemologiche
nella
prima
filosof?a
greca.
Le sezioni
pi? ampie
son?
dedicate
a
Senofane, Eraclito,
Par
menide,
Empedocle (cui
si accostano trattazioni
pi?
circoscritte di Al
cmeone e
dei
sofisti).
AlPinterno di un'analisi
metodol?gicamente pi?
tradizionale,
in cui il discorso unitario della
prima parte
cede il
passo
a una serie di
indagini
sui
singoli
frammenti,
Popera
offre
comunque
numerosi
spunti
di note vole interesse
per
Finterpretazione
dei testi
(si
veda ad
es.
Fapprofondita
ricostruzione del modello
percettivo
di Em
pedocle [pp. 213-231],
a
partir? dagli
influssi
empedoclei
su
Platone
e
da un'attenta analisi del termine-chiave
naX?\ir\)
e un
quadro gen?rale
certamente
esaustivo,
anche
se
problem?tico.
Volume di
non
facile
consultazione,
dal
percorso
suggestivo
ma
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Aisthesis
preplatonica
143
indubbiamente
complesso,
il libro di T. Schirren richiede un lettore
atiento e
paziente, disposto
a
seguir?
l'analisi in tutto il suo
svolgi
mento attraverso una
lunga
serie di
passi.
Stimolante
e
originale
nelle
sing?le interpretazioni,
il libro manca
forse di
una sintesi che consenta
di
estrapolare
f?cilmente dal testo i risultati della riflessione
(spesso
gli
stessi
riepiloghi
costituiscono
piuttosto
ulteriori
approfondimenti)
-
il
che,
se non diminuisce il suo
int?resse,
lo rende tuttavia meno
age
vole in caso di consultazione
r?pida
od occasionale.
Universit? di Urbino
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