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Mi ricorda la grande ricerca sul terreno eseguita dal dottor Alan Smith quando scopr il

ciclo etilene-ossigeno...
...Pu descrivere questo ciclo, con delle referenze?
..E un processo abbastanza complicato: il rapporto di Smith per la conferenza (quella
che tenne prima di essere silenziato) fu pubblicato in uno dei primi giornali di
Permacultura e ripubblicato nel PIJ #39. Ne ero editore a quel tempo, ed ho ritrovato
larticolo che allego. E un processo importante del terreno che spiega la scienza dietro
al successo del metodo Fukuoka e mette in dubbio molti presupposti dellagricoltura
dominante sul rapporto fra piante, micro-organismi del terreno, patogeni e disponibilit
di nutrimenti. .
. Raccomando una lettura attenta.









































IL SUOLO VIVENTE


Gli orticoltori che non zappano e gli agricoltori che non arano sanno che dai terreni
indisturbati, si possono ottenere piante sane e buoni raccolti a lungo termine, ma ci
nonostante, in molte persone persistono i dubbi.
Il terreno non ha forse bisogno di essere periodicamente areato per stimolare lattivit
microbica e liberare i nutrimenti per le piante?

Lo scienziato del suolo Alan Smith e stato il principale ricercatore scientifico nel
Dipartimento Agricolo del Nuovo Galles del Sud (Australia). La rivista di permacultura
IPJ (International Permaculture Journal) gli ha posto la domanda, e la sua risposta,
nellarticolo che segue, contiene delle vere sorprese!

Posso capire la vostra confusione nel cercare di interpretare le affermazioni e contro-
affermazioni che vengono fatte sul valore di unareazione del terreno. Ovviamente, io
sono un non-credente nei valori dellareazione, perlomeno nella situazione australiana.
Dobbiamo sempre essere cauti riguardo trattamenti che possono dare benefici a breve
termine ma causano problemi di lunga durata. Penso che la teoria dellareazione sia uno
di questi trattamenti. Non c dubbio che larare il terreno dia allinizio un incremento
di aereazione e crea un contatto intimo tra il suolo minerario ed i residui organici.
Questo stimola lattivit microbiale ed il nutrimento immobilizzato nelle riserve
organiche viene liberato rapidamente nel terreno. Comunque, se non ci sono piante
crescenti nel terreno, che possano trarre beneficio immediato da questi nutrimenti
mobilizzati, essi vengono drenati oppure fissati rapidamente in forme non accessibili.
Areare il terreno, naturalmente, risulta di solito nella rimozione di materie vegetali e
dunque non ci sono piante (o solo alcune) rimaste per trarre vantaggio dai nutrimenti
rilasciati. Se questa pratica viene continuata stagione dopo stagione, evidente che
risulter in una perdita di nutrimenti.
La teoria dellareazione si svilupp in realt nellemisfero settentrionale, dove gli
estesi inverni gelati prevengono la decomposizione microbica dei residui organici nel
terreno. E vantaggioso a primavera stimulare la velocit di decomposizione affinch le
piante possano ricevere nutrienti durante una stagione di crescita relativamente breve.
In Australia, le condizioni sono generalmente favorevoli durante tutto linverno alla
decomposizione di almeno parte della materia organica.
Dunque, le nostre condizioni sono molto differenti. Vale anche la pena considerare quali
problemi sorgono quando questa aereazione viene tentata in terreni tropicali dove le
condizioni per una decomposizione della materia organica sono ancora pi favorevoli;
certo, possiamo tutti capire che, in quelle latitudini, una ricetta disastrosa.









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INTERAZIONI MICROBIALI NEL TERRENO E CRESCITA SANA DELLE
PIANTE


Le interazioni microbiali nel terreno hanno un ruolo chiave nel controllo biologico delle
malattie delle piante, il rivoltamento della materia vegetale ed il riciclo dei nutrimenti
essenziali alle piante. La comprensione di questo meccanismo pu risultare in un
metodo di coltivazione pi efficente, sia dei campi che degli orti.

Prima di poter discutere queste interazioni, essenziale riaffermare la posizione
particolare che le piante hanno nellecosistema. Esse sono lunico organismo vivente
che pu direttamente utilizzare lenergia solare e nel cos fare trasformano lenergia in
forme disponibili per altri esseri viventi.
Il pigmento verde delle foglie, la clorofilla, intrappola lenergia luminosa del sole e
nelle foglie avviene un interazione con il gas di anitride carbonica presente
nellatmosfera, creando composti di carbonio che diventano sorgenti di energia
accessibili agli altri organismi viventi, come gli animali (incluso luomo), gl insetti ed i
micro-organismi, quando consumano le piante o le rimanenze di piante.

Anche se le piante hanno questa capacit unica dintrappolare lenergia solare e
trasformarla nellenergia chimica che necessitano per crescere, metabolizzarsi e
riprodursi, hanno anche bisogno di altri elementi che sono incapaci di produrre
direttamente. Per esempio, richiedono azoto, fosforo, zolfo, calcio, magnesio, potassio e
tracce di altri elementi.
Il suolo una riserva di tutti questi elementi, ma per ottenere rifornimenti adeguati le
piante devono alterare lambiente intorno alle radici per mobilizzare questi nutrienti.
Un modo importante in cui la pianta ottiene questo risultato consiste nello stimolare
lattivit dei micro-organismi nel suolo intorno alle radici, dopodich i microbi
incrementano la mobilitazione dei nutrienti. La pianta stimola lattivit microbiale nel
terreno provvedendo energia chimica nella forma di essudazioni delle radici e di rifiuti.
Dunque, esiste una relazione intima fra le piante e i microbi del suolo. Sfortunatamente,
in molti dei metodi convenzionali utilizzati nellagricoltura, questo rapporto viene
pregiudicato, risultando in problemi di rifornimenti nutritivi alla pianta e un aumento
dellincidenza di malattie.
Le ultime ricerche indicano che durante la vita della pianta, fino a 25% dellenergia
chimica, sotto forma di composti di carbonio manufatturato nelle foglie, viene perso
dalla pianta nel terreno direttamente adiacente alla radice. Questo materiale perso sia
come essudazione della radice, o come cellule morte e cadute dalla pianta.
Ad un primo esame questo sembra essere un meccanismo altamente inefficente e
dispendioso. La pianta si d molto da fare per intrappolare lenergia del sole e per
convertirla in energia chimica, ma poi ne perde una quarta parte nel terreno! Una
interpretazione sostiene che nulla in natura perfetto e radici che perdono sono fatti
inevitabili.
Io non condivido assolutamente queste vedute: credo fermamente che se unorganismo
vivente st apparentemente buttando via un quarto dellenergia che si d la pena di
manufatturare, questa perdita deve allora ultimamente beneficiare direttamente
lorganismo. Se questo non fosse cos, levoluzione sarebbe risultata nella selezione di
piante che perdevano meno energie proprie.
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Come beneficia la pianta da questa perdita di composti di carbonio nel suolo? Pi
importantemente, questi composti sono sorgenti di energia per i micro-organismi del
terreno che prolificano nella rizosfera, cio la zona del terreno direttamente adiacente
alla radice della pianta. Questi micro-organismi si riproducono cos velocemente da
svuotare di ossigeno molti micropunti nella rizosfera. Si formano cos micropunti
anaerobici liberi da ossigeno. La formazione di questi micropunti anaerobici gioca una
parte importante nellassicurare la salute ed il vigore della pianta.


PRODUZIONE DI ETILENE NEL TERRENO


La nostra ricerca indica che in questi micrositi viene prodotto etilene, un composto
gassoso semplice. Oltretutto, questo etilene un regolatore critico dellattivit dei
micro-organismi del suolo e, come tale, influenza la velocit di cambiamento della
materia organica, il riciclaggio dei nutrimenti vegetali, e lincidenza di malattie portate
dal suolo nelle piante,. La concentrazione di etilene nellatmosfera del suolo raramente
supera 1 o 2 parti per milione. Letilene non agisce uccidendo i micro-organismi del
suolo, ma semplicemente disattivandoli temporaneamente- quando i livelli di etilene nel
terreno scendono, riprende lattivit microbiale.
Letilene nel terreno viene prodotto in quello che noi chiamiamo
IL CICLO OSSIGENO-ETILENE.
Inizialmente, i micro-organismi del terreno proliferano sulle essudazioni della radice
della pianta e svuotano di ossigeno il terreno, in micropunti.
Letilene viene poi prodotto in questi micropunti e si diffonde, disattivando i micro-
organismi senza ucciderli. Quando questo avviene, la domanda di ossigeno diminuisce e
lossigeno si diffonde nuovamente nei micropunti. Ci arresta o riduce notevolmente la
produzione di etilene, il che permette ai micro-organismi del suolo di ricominciare
lattivit. Si ricreano allora le condizioni favorevoli per la produzione di etilene ed il
ciclo si ripete, continuamente.
Nei terreni indisturbati, come si trovano nelle foreste e le praterie, letilene pu essere
continuamente misurato nellatmosfera del terreno, indicando che il ciclo etilene-
ossigeno st funzionando efficentemente. Invece, nella maggior parte dei terreni
agricoli, le concentrazioni di etilene sono estremamente basse o non esistenti. Questo
prevedibile se letilene gioca un ruolo importante nel regolare lattivit microbiale nel
terreno. E` ben noto che in ecosistemi indisturbati, dove c un movimento lento e
bilanciato della materia organica, il riciclaggio efficente dei nutrienti vegetali e le
malattie delle piante portate dal suolo sono fattori non importanti.
Quando questi ecosistemi vengono disturbati per usi agricoli o forestali, la situazione
cambia drammaticamente; c un declino allarmante della quantit di materia organica
nel suolo, le deficenze nutritive nelle piante diventano fattori comuni e lincidenza di
malattie nelle piante cresce drammaticamente. Noi cerchiamo di ovviare a questi
problemi con laddizione di fertilizzanti inorganici e con luso di pesticidi, il che
incrementa considerevolmente i costi di produzione. E anche generalmente vero che
pi lavoriamo il terreno, e pi abbiamo bisogno di additivi per continuare ad ottenere le
stesse quantit di raccolto.
Secondo noi questa tendenza pu essere invertita, almeno parzialmente, se possiamo
creare condizioni favorevoli alla produzione di etilene in questi suoli disturbati.
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Sappiamo ora che uno dei motivi principali per cui i terreni agricoli disturbati falliscono
nella produzione di etilene che le nostre tecniche causano un cambiamento nella
forma di azoto nel terreno. Nei terreni indisturbati, come nelle foreste e praterie,
praticamente tutto lazoto presente nella forma di ammonio con una piccola traccia di
nitrato di azoto presente. Quando questi sistemi vengono disturbati per usi agricoli,
praticamente tutto lazoto del suolo in forma nitrata. Questo cambiamento nella forma
di azoto avviene perch i disturbi associati allattivit agricola stimolano lattivit di un
gruppo specifico di batteri che convertono ammonio di azoto in nitrato di azoto. Le
piante e i micro-organismi possono utilizzare entrambe le forme di azoto, ma la nostra
ricerca ha dimostrato in modo definitivo che la produzione di etilene viene inibita
quando vi sono oligoelementi di nitrato. Lammonio di azoto non ha questo effetto
inibitorio sulla produzione di etilene.
Il nitrato di azoto arresta la produzione di etilene perch interferisce con la formazione
di micro-siti anaerobici. Quando tutto lossigeno nei micrositi viene consumato, avviene
una serie di cambiamenti chimici complessi. Uno dei cambiamenti pi importanti il
passaggio del ferro dalla sua forma ossidata o ferrica alla forma ridotta, o ferrosa. Il
ferro uno dei componenti pi importanti del terreno, costituendone tra il 2 e il 12% del
suo peso. Nel suolo adeguatamente areato,praticamente tutto il ferro esiste come minuti
cristalli di ossido di ferro ed in questa forma ossidata o ferrica immobile nel suolo.
Se lossigeno viene completamente consumato nei micrositi del suolo, ed esistono
condizioni di riduzione, questi cristalli minuti si disintegrano e il ferro si trasforma
nellaltamente mobile forma ferrosa o ridotta.
Ancora una volta la nostra ricerca ha dimostrato che la produzione di etilene avviene nel
terreno solamente quando il ferro nella sua forma ridotta o ferrosa. In altre parole, il
ferro ferroso un innescatore specifico della produzione di etilene.
Se nei micro-siti non c alcun ossigeno, ma presente il nitrato di azoto, si inibiscono i
complessi cambiamenti chimici che portano alla riduzione del ferro dalla forma ferrica a
quella ferrosa.. Cosi il nitrato di azoto arresta la produzione di etilene.

Come viene provocato il rilascio delletilene nel terreno da parte del ferro ferroso?
Questa forma di ferro reagisce con un precursore delletilene che gi presente nel
terreno e avviene una reazione che risulta nel rilascio di etilene.
Il nostro lavoro ha stabilito che questo precursore origina dalle piante e, pi
importantemente, si accumula in quantit apprezzabili solo in piante vecchie e
senescenti. Quando queste vecchie foglie cadono sul terreno e si decompongono, il
precursore si accumula nel terreno. Poi, quando le condizioni diventano favorevoli per
la mobilitazione del ferro ferroso, si produce etilene.
Abbiamo anche dimostrato che la quantit di precursori che si accumula nelle foglie,
varia notevolmente in specie vegetali differenti. Questa una cosa importante da sapere
quando si seleziona una specie di piante da utilizzare come raccolto di copertura per
incrementare labilit del terreno agricolo di produrre etilene.








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Alcune delle specie di piante che producono unalta concentrazione di precursori sono:
Riso, phalaris, typha, crisantemi, avocadi e Pinus radiata.
Alcuni dei bassi produttori includono soia, paspalum, lucerna e felci.
{nota del traduttore: lautore parla di climi semitropicali, come laustralia}
In retrospettiva,non dovrebbe essere troppo sorprendente che il precursore delletilene si
accumula apprezzabilmente soltanto in foglie vecchie, morte.
Dopotutto, in comunit naturali di piante, le vecchie foglie morte rappresentano la
maggioranza dei rifiuti che cadono al suolo.
E anche ugualmente chiaro che in situazioni agricole la maggior parte delle vecchie
foglie delle piante viene rimossa o durante il raccolto o col pascolo, o bruciando i
residui del raccolto. Dunque, i terreni agricoli sono di solito deficienti in precursori.

E ora possibile specificare le condizioni del terreno necessarie per la produzione di
etilene:

1. Ci deve inizialmente essere unintensa attivit aerobica microbiale, almeno nella
rizosfera, per garantire la formazione di micro-siti anaerobici, liberi da ossigeno.
2. Le condizioni nei micro-siti devono essere sufficientemente ridotte per
mobilizzare il ferro ferroso nel catalizzare il rilascio delletilene.
3. Le concentrazioni di nitrato di azoto nel terreno devono rimanere a livello di
traccia, altrimenti non si mobilita il ferro ferroso.
4. Ci devono essere adeguate riserve di precursori delletilene nel terreno.



MOBILIZZAZIONE DI NUTRIENTI ESSENZIALI DELLE PIANTE


Nella gran parte dei terreni agricoli, il rifornimento inadeguato di nutrimenti essenziali
alle piante una delle limitazioni maggiori della crescita delle piante.
Questo avviene anche se ci sono riserve adeguate di questi nutrimenti nel terreno, ma
sono contenuti in forme altamente insolubili.
Il loro alto livello di insolubilit previene perdite per drenaggio dal terreno, ma poich
sono accessibili alla pianta solo quando in forma solubile, si creano problemi di velocit
di accesso per le piante.
La formazione di micro-siti anaerobici nella rizosfera delle piante, che di tale
fondamentale importanza per la produzione di etilene, pu giocare un ruolo critico nella
mobilizzazione e dunque velocit di accesso delle piante a questi nutrimenti essenziali.

Questo meccanismo ruota intorno allimportanza del ferro nel terreno. Come abbiamo
gi discusso, in condizioni normali, la maggior parte del ferro nel terreno appare in
minuti cristalli di ossido di ferro. Questi cristalli hanno una superficie larga e sono
altamente carichi. Come conseguenza, i nutritivi delle piante come il fosfato, zolfato e le
tracce di elementi, si legano saldamente alle superfici di questi cristalli. In questa forma
sono virtualmente non accessibili alle piante.



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Se, comunque, si sviluppano micro-siti anaerobici, questi cristalli si spezzano e
rilasciano i nutrienti legati, che la pianta pu allora utilizzare.

Al tempo stesso, alte concentrazioni di ferro ferroso (in forma ridotta e mobile) vengono
rilasciate nella soluzione terrena nel micro-sito.
Gli altri nutrienti essenziali delle piante, incluso il calcio, il potassio, magnesio e
ammoniaca, vengono con-tenuti sulla superficie delle argille e delle materie organiche.
Quando le concentrazioni di ferro ferroso aumentano talmente, questi nutrienti vengono
spostati dal ferro ferroso nella soluzione terrena, dove diventano anchessi disponibili
per lassorbimento dalle radici alle piante.
Poich pi probabile che i micro-siti anaerobici si formino nella rizosfera delle piante,
i nutrimenti vengono mobilizzati esattamente dove richiesti dalla pianta.
Un altro vantaggio di questo meccanismo e che se i nutrimenti rilasciati non vengono
utilizzati dalla pianta, non possono essere drenati nel terreno. Appena migrano ai bordi
dei micrositi anaerobici, avviene la riossidazione del ferro, con la ri-cristallizzazione
dellossido di ferro. Questi cristalli rilegano poi i nutrienti e prevengono la loro
dispersione per drenaggio.

Le condizioni del suolo necessarie affinch questo meccanismo possa operare sono
identiche a quelle richieste per la produzione di etilene. Dunque in terreni agricoli, dove
la produzione di etilene inibita o pregiudicata, anche questo meccanismo di
mobilizzazione dei nutrienti viene ristretta.
Di nuovo, in queste condizioni, le elevate concentrazioni di nitrogeno di azoto che
avvengono nei terreni agricoli sono il maggior inibitore di unefficace mobilizzazione di
sostanze nutritive.
Si richiede dunque lalterazione di alcune pratiche stabilite dellagricoltura, per una
gestione dei terreni che dia buoni risultati, e che incrementi la probabilit di formazione
di micro-siti anaerobici, i quali aiuteranno a garantire un ciclo ossigeno-etilene
equilibrato ed ad intensificare la mobilizzazione di nutrimenti essenziali alle piante.
Per esempio, richiederanno una modifica le tecniche mirate ad incrementare lo stato di
areazione ed ossidazione del suolo, che nellimmediato danno una crescita delle piante
maggiore, ma creano rapidamente problemi di carenze nutritive ed una maggiore
incidenza di malattie.
Richiedono una ri-esaminazione anche i trattamenti che stimolano i livelli di
nitratazione ( trasformazione di ammonio di azoto in nitrato di azoto), come luso
eccessivo di fertilizzanti azotati, un uso dominante di coltivazioni di legumi, o
leccessiva rimozione di piante con troppa pastorizia od operazioni forestali.











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Alcune linee di guida pratiche per una buona gestione del suolo includono:

1. E essenziale che i residui organici vengano continuamente rimessi nel
terreno.
I residui organici contengono nutrimenti essenziali per le piante, sono riciclabili
e stimolano lattivit microbica nel terreno, riforniscono i precursori dell
etilene, e restringono la velocit di nitratazione del suolo. E meglio usare piante
mature come sorgente di emendamenti organici ed meglio restituire i residui
alla superficie del terreno che incorporarli nel suolo.

2. Tecniche di zappatura minima dovrebbero essere utilizzate ovunque
praticabile.
Questo assicura che le piante crescano nel terreno praticamente in
continuazione, che ci sia un disturbo minimo al terreno, ed aumenta la quantit
di materia organica che viene resa al suolo. Di nuovo, quando utilizziamo queste
tecniche, la probabilit di nitratazione viene ristretta.

3. In alcune situazioni sarebbe consigliabile aggiungere degli inibitori chimici
della nitratazione ( N-Serve o Terrazole, per es.) nel terreno, insieme agli
emendamenti azotati, per assicurarsi ulteriormente che la nitratazione sia
ristretta.


Questarticolo e apparso una prima volta in Australian Plants (piante australiane),
vol. 9, No. 73, 1977,
poi nel numero# 7 del International Permaculture Journal (Rivista internazionale di
permacultura) nel Marzo 1981.