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Campagna di Russia

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Campagna di Russia
Campagna di Russia
Parte delle guerre napoleoniche
La ritirata di Napoleone da Mosca (dipinto del XIX secolo di Adolph Northen)
Data 24 giugno - 12 dicembre 1812
Luogo Impero Russo
Esito Vittoria russa
Schieramenti
Impero francese
Regno Italico
Regno di Napoli
Ducato di Varsavia
Confederazione del
Reno
Confederazione
Svizzera
Impero austriaco
Regno di Prussia
Impero russo
Comandanti
Napoleone Bonaparte
Eugenio di Beauharnais
Corrado Pinosio
Girolamo Bonaparte
Jacques MacDonald
Karl Philipp Schwarzenberg
Alessandro I di Russia
Mikhail Illarionovich Kutuzov
Michael Andreas Barclay de
Tolly
Pyotr Bagration
Effettivi
655.000 uomini 250.000 (circa) inizialmente, fino ad un picco di 904.000 (circa)
Perdite
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498.000 (in larga misura dispersi o uccisi dal freddo e dalla fame)
450.000
[1]
(circa)
Voci di battaglie presenti su Wikipedia
La campagna di Russia fu il punto di svolta dell'epopea napoleonica e delle sue guerre. In Russia l'invasione
napoleonica, cos definita, tuttavia pi conosciuta come guerra patriottica (in russo:
[?]
,
Oteestvennaja Vojna). A fine campagna le truppe napoleoniche erano ridotte a meno del due per cento dell'iniziale.
Questo importante avvenimento nella storia della Russia, ha influenzato profondamente anche la cultura russa, il cui
esempio pi noto il celebre romanzo di Lev Tolstoj Guerra e pace.
La Grande Arme
Il 24 giugno 1812, la Grande Armata di 800.000 uomini, la pi grande concentrazione di uomini mai costituita in
Europa prima di allora, attravers il fiume Neman ed avanz verso Mosca. Ufficialmente lo Stato Maggiore francese
aveva battezzato quest'impresa bellica col nome di "Seconda campagna di Polonia".
La Grande Arme era costituita nel modo seguente:
Una forza d'urto centrale di 250.000 uomini al comando diretto dell'Imperatore;
Due altre linee frontali al comando di Eugenio di Beauharnais (80.000 uomini) e Gerolamo Bonaparte (70.000
uomini);
Due corpi distaccati sotto il comando di Jacques MacDonald (32.500 uomini) e Karl Schwarzenberg (34.000
truppe austriache).
Una riserva di 225.000 uomini.
In aggiunta 80.000 uomini della Guardia Nazionale erano stati chiamati alle armi per difendere le frontiere con il
Granducato di Varsavia. Comprese queste, il totale di soldati dell'armata francese ai confini e sul territorio russo era
di circa 800.000 uomini. Questo enorme impegno di uomini debilit seriamente l'Impero - specialmente
considerando che c'erano ulteriori 300.000 soldati francesi che lottavano in Spagna e pi di 200.000 in Germania ed
in Italia.
450.000 soldati francesi erano la maggioranza mentre il resto delle truppe apparteneva agli alleati di Napoleone.
Inoltre era presente un distaccamento di truppe austriache di 34.000 uomini sotto il comando di Schwarzenberg,
95.000 polacchi, 90.000 uomini della Confederazione del Reno, 24.000 bavaresi, 20.000 sassoni, 20.000 prussiani,
17.000 uomini del Regno di Vestfalia, diverse migliaia dei piccoli Stati tedeschi, 30.000 italiani, 25.000 napoletani,
12.000 svizzeri, 4.800 spagnoli bonapartisti, 3.500 croati e 2.000 portoghesi simpatizzanti di Napoleone. Vi erano
anche uomini provenienti dall'Olanda e dal Belgio. In sintesi, era rappresentata ogni nazionalit del vastissimo
impero napoleonico (Contingenti stranieri nella Grande Armata).
La qualit degli uomini della grande armata del 1811-1812 era molto varia, passava dall'eccellente ed eccezionale
(cavalleria, guardia, artiglieria, reggimenti francesi con una buona percentuale di soldati veterani), al buono e
discreto (armata d'Italia, contingenti polacchi, svizzeri), al sufficiente (contingenti francesi di recente formazione,
bavaresi, sassoni), all'insufficiente (parte dell'armata della confederazione del Reno, malsicuri contingenti Olandesi,
Prussiani, Austriaci alcuni reparti di reclute francesi mal addestrati e utilizzati come sostituti per reparti dispiegati in
Spagna, contingenti iberici filo napoleonici). Molti dei soldati della grande armata erano l controvoglia (in particolar
modo i 25.000 austriaci, i 20.000 prussiani, la legione portoghese e i 15.000 spagnoli) e potevano tradire da un
momento all'altro se i francesi fossero stati sconfitti duramente sul campo. La grande armata del 1812 era, in effetti,
molto meno preparata ed addestrata di quella del 1805, inoltre gli ufficiali francesi tendevano a sottovalutare la
qualit delle loro reclute e quindi le schieravano tatticamente in maniera semplificata, utilizzando sempre pi spesso
la colonna rispetto alla linea all'ordine misto, la colonna aveva dimostrato la sua validit nelle precedenti campagne,
ma l'artiglieria Russa era molto migliore di quella Prussiana e anche di quella Austriaca.
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L'esercito russo
Koutouzov alla battaglia di Borodino
Secondo molti storici, l'esercito russo, all'inizio della
campagna, era inferiore per numero a quello
napoleonico. Circa 280.000 uomini erano dislocati
lungo le frontiere della Polonia (pronti ad invadere il
Granducato di Varsavia facente parte dell'Impero
francese). Il complesso dell'esercito russo poteva
contare su circa 500.000 uomini, (alcuni parlano di
350.000 soldati mentre altri propendono per 710.000,
ma il numero di circa 400.000 il pi probabile)
all'epoca della guerra. Questi erano divisi in tre
principali contingenti - la Prima Armata dell'est
(comandata dal generale Mikhail Barclay de Tolly) di
circa 160.000 uomini, la Seconda Armata dell'ovest
(comandata dal generale Pyotr Bagration) di circa
62.000, e la Terza Armata (comandata dal generale Alexander Tormasov composta da circa 58.000 soldati). Due
forze di riserva, una di 65.000 e l'altra di 47.000 erano a supporto delle tre forze in prima linea. In seguito a questi
numeri la forza russa che fronteggiava l'esercito napoleonico era costituita da circa 392.000 effettivi. Inoltre la pace
aveva assicurato la presenza degli svedesi a San Pietroburgo e dell'esercito dell'Impero ottomano, che apportarono
pi di 100.000 uomini. Vennero compiuti sforzi per incrementare gli effettivi dell'esercito russo ed in settembre le
truppe dello Zar potevano contare su circa 900.000 uomini, escluse le truppe irregolari cosacche che probabilmente
contavano fra 70.000 e 80.000 uomini
Le truppe russe si distinguevano tra regolari dell'esercito permanente e contingenti cosacchi e delle minoranze
(tartari, calmucchi ecc.), cui furono in seguito aggiunti i miliziani. La cavalleria russa regolare era di ottima qualit,
anche se scarsa di cavalli pesanti; la cavalleria cosacca era superlativa nelle scaramucce, nelle ricognizioni e nelle
incursioni, ma poco abile nelle operazioni di combattimento campale. Gli ufficiali russi nel complesso erano molto
coraggiosi e determinati, con un'ossessione per la disciplina, ma erano rosi da rivalit e vi erano uomini poco
professionali che riuscivano ad andare avanti nella carriera; le campagne del 1800 e del 1806 avevano per permesso
ai russi di selezionare ottimi ufficiali giovani e di epurare le loro forze dai pi incompetenti (inviati come
comandanti di guarnigione in Siberia e su fronti secondari). L'esercito russo si era dedicato, in particolare dopo il
1810, ad un vasto piano di riorganizzazione: era stata migliorato l'addestramento tattico, era in corso un pi attento
processo di standardizzazione delle armi da fuoco (nel 1799 l'esercito russo impiegava 16 tipi differenti di calibro per
i fucili, nel 1815 si era scesi a 3 come in Prussia, Austria, e Inghilterra); inoltre, e fu un cambiamento epocale,
l'esercito era stato riorganizzato su armate e corpi d'armata sul modello napoleonico che era stato copiato e forse
anche superato. Il soldato russo, in particolare quello regolare e della milizia, aveva gi dimostrato in precedenza la
sua riluttanza ad arrendersi, il suo fanatismo (dovuto in parte anche alla dura disciplina), la capacit di sopportare
dure perdite e, a differenza degli eserciti occidentali, la sua indifferenza nello scoprire truppe nemiche alle sue spalle.
Non era affatto facile indurre il panico nei soldati russi, e nessun quadrato russo si scompagin sotto le cariche della
cavalleria francese. L'arma segreta dei russi era l'artiglieria, armata con armi moderne, ben rifornita di cavalcature
per il trasporto, dotata di un numero sovrabbondante di pezzi (4 ogni 1000 fanti, mentre i francesi dovevano, nella
migliore delle ipotesi, accontentarsi di 3, ma spesso combattevano con un solo cannone ogni 1000 uomini). Non
mancavano criticit, per esempio l'esercito russo aveva pi pezzi d'artiglieria campale pesanti (12 libbre) che leggeri,
restando poco mobile e lento nei ridispiegamenti e nelle avanzate. La tattica russa di artiglieria era speculare a quella
napoleonica: mentre Napoleone tendeva a concentrare tutta la sua artiglieria in una grande batteria davanti al punto
debole nemico, per scardinarlo prima dell'attacco finale (uso aggressivo e offensivo dell'artiglieria), i russi
formavano, in maniera relativamente rapida, delle difese campali dietro le quali si formavano grandi batterie
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difensive che potevano proteggere i punti deboli dello schieramento con un'eccezionale concentrazione di pezzi (uso
difensivo dell'artiglieria). Qualsiasi attacco alle linee russe schierate comportava quindi, come si vide a Borodino,
perdite elevatissime; inoltre gli artiglieri russi non abbandonavano mai i loro pezzi e riuscivano, se sconfitti, a
salvarli o a lesionarli in maniera irreparabile.
La marcia su Mosca
Monumento a Smolensk, commemorante il centenario
della vittoria russa su Napoleone
L'invasione ebbe inizio il 23 giugno 1812. Napoleone invi
un'offerta di pace definitiva a San Pietroburgo prima di dare inizio
alle operazioni. Non ricevendo risposta, diede inizio all'invasione
del territorio polacco sotto l'influenza russa. Agli inizi incontr
poca resistenza e and avanti velocemente. Barclay, il comandante
in capo delle forze russe, si rifiut di combattere nonostante la
richiesta fatta da Bagration. Egli attese molto prima di predisporre
una forte linea difensiva ed in questo frattempo i francesi
avanzavano prima che le sue difese fossero pronte, obbligandolo
conseguentemente ad un ulteriore ripiegamento. Quando gli
eserciti si addentrarono ulteriormente, divennero sempre pi
difficili gli approvvigionamenti a causa della tattica di terra
bruciata messa in atto dai russi.
[2][3]
Pressioni politiche su Barclay per dare battaglia e le sue continue
resistenze (viste con intransigenza dalla popolazione) portarono
alla sua rimozione da comandante in capo dell'esercito russo. Al
suo posto venne nominato il generale Mikhail Illarionovich
Kutuzov. Nonostante la sua retorica, egli continu a comportarsi
sulla falsariga di Barclay, notando immediatamente che uno
scontro frontale con l'armata napoleonica avrebbe comportato enormi perdite. Finalmente inizi a costruire una linea
di difesa a Borodino subito dopo uno scontro senza conseguenze alla Battaglia di Smolensk tra il 16 ed il 18 agosto.
La Battaglia di Borodino del 7 settembre fu il pi sanguinoso giorno di guerra fra tutte le battaglie della campagna
napoleonica. L'armata russa pot radunare soltanto met dei suoi effettivi il giorno successivo e fu costretta a
ritirarsi, lasciando la strada per Mosca libera davanti all'esercito francese. Kutuzov ordin inoltre l'evacuazione della
citt.
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L'armata francese a Mosca
Da questo momento i russi iniziarono
l'arruolamento di un grande numero di
rinforzi, radunando tutte le forze dell'intero
territorio nazionale e raggiungendo cos un
totale di 904.000 uomini, di cui circa
100.000 nelle immediate vicinanze di
Mosca.
La conquista di Mosca
Napoleone entr nella citt il 14 settembre.
Contando sulle regole classiche di guerra
che puntano ad occupare la capitale del
nemico, (anche se all'epoca la capitale
dell'Impero russo era San Pietroburgo), il
Bonaparte si aspettava la capitolazione da
parte dello Zar Alessandro I, ma il comando
russo non pens affatto ad arrendersi, anzi.
Il governatore Fyodor Rostopchin aveva fatto evacuare la citt dalla popolazione facendola svuotare anche di ogni
cosa, in particolare cibo, che potesse essere utile alle truppe francesi.
Quando Napoleone si prepar ad entrare a Mosca fu sorpreso di non aver ricevuto delegazione alcuna da parte del
governo cittadino. All'arrivo di un comandante vittorioso, generalmente, le autorit civili si presentavano alle porte
della citt con le chiavi per scongiurare danni alla popolazione civile ed alle loro propriet. Ma i suoi ufficiali
mandati in avanscoperta per cercare sistemazioni per le truppe non trovarono alcuno ad accoglierli. A questo punto
divenne chiaro che i russi avevano lasciato incondizionatamente la citt.
In una resa normale, gli ufficiali della citt avrebbero dovuto trovare l'alloggio ed il vitto per le truppe d'occupazione,
ma la situazione costrinse ogni uomo a cercarsi per proprio conto la sua sistemazione ed il suo cibo.
Prima dell'ordine di evacuazione, Mosca aveva una popolazione di circa 270.000 abitanti. Le poche persone rimaste
in citt stavano appiccando il fuoco alle abitazioni ed alle ultime riserve di cibo rimaste. Quando Napoleone entr nel
Cremlino, trov ancora un terzo della popolazione originale, costituita principalmente da commercianti stranieri,
servitori e persone che erano incapaci o semplicemente non disposte a fuggire. Questi cercarono, per quanto
possibile, di evitare le truppe, compresa la folta rappresentanza di francesi residenti in citt.
L'incendio di Mosca
Appena il grosso delle truppe entr in citt, inizi fra i soldati napoleonici una lotta serrata per la ricerca di cibo.
Questo port alla perdita di contatto fra ufficiali e subalterni precipitando tutto nel pi grande caos, situazione questa
che contribu all'espandersi degli incendi anche se non ne fu la causa diretta. Gi prima di essere informato da
Kutuzov infatti, il governatore Fyodor Rostopchin aveva fatto i preparativi per eliminare tutto ci che poteva essere
utile all'esercito francese - negozi di cibo, granai, empori e negozi di stoffe - e prima di lasciare egli stesso la citt
ordin al Sovrintendente di polizia Voronenko di appiccare il fuoco non solo alle provviste ma ad ogni cosa che
potesse venire utilizzata dal nemico.
Mosca, a quel tempo, era costituita per due terzi da case in legno che bruciarono quasi completamente (si stima che
circa quattro quinti della citt fossero andati distrutti), privando cos di riparo le truppe napoleoniche. Ed i roghi
furono anche in parte accesi dalla popolazione russa. Prima di lasciare Mosca, Napoleone diede ordine di bruciare il
Cremlino e tutti gli altri edifici pubblici della citt. La Grande Arme, sfiduciata per le condizioni degli uomini e
senza alcun segno di vittoria, cominci a saccheggiare quel poco che era rimasto prima di ritirarsi, ma molte cose
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dovettero essere abbandonate durante la ritirata.
Napoleone pi tardi dichiar di essersi mosso da Mosca due settimane prima di quanto avrebbe dovuto, perdendo
cos la possibilit di distruggere l'esercito di Kutuzov accampato nelle vicinanze di Tarutino, fatto che pur non
lasciando la Russia del tutto indifesa, l'avrebbe per privata del suo unico esercito concentrato in grado di sfidare i
francesi.
La ritirata
Pittura "In 1812", di Illarion Pryanishnikov.
Un grafico di Charles Joseph Minard che mostra la disastrosa riduzione degli
effettivi della Grande Arme nella sua marcia verso Mosca e la susseguente
ritirata: il percorso beige indica l'andata da Kaunas (Lituania) a Mosca, quello nero
il ritorno, e lo spessore indica la quantit di uomini vivi. Vengono mostrate anche
le temperature rilevate in gradi Raumur.
Seduto sulle rovine della citt senza aver
ottenuto la capitolazione del nemico e
fronteggiando le manovre dell'esercito russo
che lo costringevano ad uscire dalla stessa,
Napoleone, il 18 ottobre diede inizio alla
lunga ritirata. Alla Battaglia di
Maloyaroslavets Kutuzov fu abile
nell'obbligare i francesi a prendere la stessa
strada per Smolensk che era stata
precedentemente spogliata di ogni tipo di
rifornimento da entrambi gli eserciti. Questo
viene presentato come un ulteriore esempio
della tattica della terra bruciata.
Continuando a bloccare il fianco sud per
prevenire il cambiamento di direzione
all'esercito francese, Kutuzov schier di
nuovo i partigiani per far spostare la ritirata
francese sulle strade peggiori possibili. La
cavalleria leggera russa, fra cui i cosacchi a
cavallo, assaltava a pi riprese le esauste ed
isolate unit francesi. Rifornire l'esercito era
ormai impossibile - la mancanza di foraggio
indeboliva i pochi cavalli rimasti, che
morirono di stenti o vennero uccisi per
sfamare i soldati. La cavalleria francese
cess cos di esistere ed i cavalieri furono
obbligati a marciare con la fanteria. Inoltre
la mancanza di cavalli da traino signific
l'abbandono di cannoni e carri, privando l'esercito di artiglieria e supporto logistico. Fame e malattie fecero
aumentare la diserzione delle truppe in modo vertiginoso. Molti dei disertori vennero fatti prigionieri o uccisi dai
contadini russi. In questa situazione la notevolmente indebolita Grande Arme venne battuta in battaglie di
movimento a Vyazma ed a Krasnoi, mentre isolati corpi dell'esercito francese furono sconfitti a Polotsk, Czasniki e
Smoliani. Nell'attraversamento del fiume Berezina vi fu la catastrofe finale dell'esercito francese nella campagna di
Russia, anche se, nelle condizioni disperate in cui avvenne, l'evento fu considerato un eccellente movimento tattico
da parte di Napoleone.
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Napoleone ed il Maresciallo Lauriston - Pace ad ogni costo!
Ai primi di dicembre del 1812 Napoleone fu informato
che il Generale Claude de Malet aveva tentato un colpo
di stato. Egli abbandon l'armata e torn in Francia,
lasciando il cognato, il Maresciallo dell'Impero e Re di
Napoli Gioacchino Murat, al comando di ci che era
rimasto dell'esercito francese. Murat lasci poco dopo,
a sua volta, il comando delle truppe ad Eugenio di
Beauharnais, figlio adottivo dell'Imperatore, e rientr in
Italia nel tentativo di salvare il suo Regno di Napoli.
Nelle settimane seguenti ci che rimaneva della Grande
Arme si ridusse ulteriormente ed il 14 dicembre 1812 i
soldati francesi lasciarono definitivamente il territorio
russo. Soltanto circa 22.000 uomini sopravvissero alla
Campagna di Russia. Le perdite russe, nelle poche
battaglie combattute in campo aperto, furono
paragonabili a quelle francesi, ma i civili morti lungo le strade devastate dalla guerra furono molti di pi dei militari.
In totale, nonostante le prime stime dessero notizia di diversi milioni di morti, sembra di poter essere molto vicini al
vero indicando circa un milione di morti, pi o meno equamente divisi fra francesi e russi. Le perdite di militari
ammontarono a 300.000 francesi, 70.000 polacchi, 50.000 italiani, 80.000 tedeschi e circa 450.000 russi. Oltre alle
vite umane, i francesi perdettero circa 200.000 cavalli e pi di 1.000 pezzi di artiglieria.
Valutazione storica
Galleria dei ritratti degli eroi militari russi, conservati all'Ermitage
La vittoria russa del 1812 su Napoleone
dissolse le ambizioni di Napoleone di
dominare l'Europa. Cos come la sconfitta
delle forze navali francesi nella Battaglia di
Trafalgar nel 1805 aveva segnato il
tramonto della Francia come potenza navale,
la Campagna di Russia fu un punto di svolta
delle Guerre napoleoniche che condusse
Bonaparte all'ultima sconfitta ed all'esilio
nell'isola d'Elba. Per la Russia il termine
Guerra patriottica fu il simbolo per
rafforzare quell'identit nazionale che avr
grande effetto sugli avvenimenti del XIX
secolo. La campagna di Russia non aveva
tuttavia distrutto l'esercito francese. Gi
l'anno seguente Napoleone poteva contare
su un effettivo di circa 400.000 uomini sostenuto da 250.000 soldati di truppe alleate per combattere contro la
Germania. La campagna russa, tuttavia, aveva rivelato che Napoleone non era invincibile.
Alla Battaglia delle Nazioni, nella quale si presentarono rincuorati da questi eventi tutti i suoi vecchi nemici,
Napoleone venne definitivamente sconfitto, anche se la sua estromissione pot avvenire solo dopo la campagna di
Francia del 1814. Non va sottovalutata la perdita di uomini addestrati, cavalli e materiali (soprattutto d'artiglieria), la
campagna di Russia amput le parti pi esperte dei veterani napoleonici e degli eserciti alleati, priv l'imperatore di
decine e decine di migliaia di insostituibili cavalli, perdita che ancora nel 1815 non era stata recuperata, caus la
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morte di centinaia di abili ed insostituibili ufficiali (inclusi molti ufficiali superiori), port a perdite catastrofiche nel
numero dei cannoni e nella qualit degli artiglieri. Si persero in particolare quasi tutti gli ottimi cannoni da 6 libbre di
preda bellica austriaca, che Napoleone considerava superiori agli 8 libbre francesi, soprattutto per la superiore qualit
dell'acciaio boemo.
Contemporaneamente la campagna di Spagna (guerra peninsulare) costava un continuo, lento, insidioso salasso di
truppe esperte e di giovani coscritti. L'ulcera spagnola aveva gi costretto Napoleone a far cominciare la campagna
utilizzando un forte numero di reclute appena addestrate, amalgamate ai suoi reparti veterani, se queste ultime furono
pi che decimate tra Borodino e la ritirata, le reclute furono letteralmente ingoiate dal freddo inverno russo (per il
quale mancavano di qualsivoglia equipaggiamento), subirono una proporzione altissima di casi di zoppia per le
lunghe marce (i soldati di ascendenza contadina sotto i 19-20 anni del XIX secolo non avevano ancora le giunture
del ginocchio completamente formate a causa della dieta povera di grassi) e patirono tremendamente per le epidemie
di tifo e colera scoppiate nell'esercito malnutrito gi durante l'avanzata.
In Francia prima del 1809 la leva era stata accolta con favore ed orgoglio, la guerra di Spagna (e la costosa campagna
contro l'Austria culminata nella battaglia di Wagram) aveva cominciato a creare disaffezione tra il popolo per il
servizio militare, i risultati della campagna di Russia, che furono ben percepiti dall'opinione pubblica malgrado la
censura e la propaganda, provocarono un'ondata di diserzioni e di renitenza alla leva. I soldati reclutati dopo il 1812
furono principalmente reclute inesperte, troppo giovani per prestare servizio di prima linea, e costretti ad entrare
nell'esercito sempre pi spesso contro la loro volont. Mancavano cavalli e cannoni, e questi ultimi, troppo pochi e di
qualit inferiore, erano spesso fusi in fretta.
Lista dei comandanti russi
Cattedrale della Vergine di Kazan a San
Pietroburgo dove sono scolpite le vittorie russe
contro Napoleone
Mikhail Illarionovich Kutuzov - Comandante in capo
Mikhail Bogdanovich Barclay de Tolly - Comandante in capo e
Ministro della Guerra
Peter Khristianovich Wittgenstein - Comandante dell'ala destra
Petr Ivanovich Bagration - Comandante dell'ala sinistra
Nikolay Nikolayevich Raevsky - maggior-comandante
Dmitry Sergeyevich Dokhturov - maggior-comandante
Mikhail Andreyevich Miloradovich - maggior-comandante
Alexander Ivanovich Ostermann-Tolstoy - maggior-comandante
Aleksey Petrovich Yermolov - generale
Mikhail Semyonovich Vorontsov - generale
Yakov Petrovich Kulnev - generale
Matvey Ivanovich Platov - Ataman dei Cosacchi del Don
Note
[1] Bogdanovich, "History of Patriotic War 1812", 1859-1860, Appendice, pagine
492-503
[2] George Nafziger, 'Napoleon's Invasion of Russia (1984) ISBN 0-88254-681-3
[3] George Nafziger, "Rear services and foraging in the 1812 campaign: Reasons of
Napoleon's defeat" (Traduzione in inglese dal russo online) (http:/ / genstab. ru/
nap_sup_1812. htm)
Bibliografia
(EN) Adam Zamoyski, 1812: Napoleon's Fatal March on Moscow, HarperCollins, 644 Pages. ISBN
0-00-712375-2
Campagna di Russia
9
(EN) Owen Connelly, Blundering to Glory:Napoleon's Military Campaigns (2nd edition) 254 pages. ISBN
0-8420-2780-7
La guerra nella cultura
Ouverture 1812: pezzo per orchestra scritto da ajkovskij nel 1882 per celebrare il 70 anniversario della vittoria
russa sui francesi.
(RU) Guerra e pace: romanzo di Lev Tolstoj basato sulla Campagna di Russia, 938 pagine (prima pubblicazione
1863-1869)
Voci correlate
Cronologia dell'epoca napoleonica
Contingenti stranieri nella Grande Armata
Altri progetti
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War 1812
Collegamenti esterni
L'esercito russo durante le Guerre napoleoniche (http:/ / napoleonistyka. atspace. com/ Russian_army. htm)
Perdite subite dalla Grande Arme durante la Campagna di Russia (grafico) (http:/ / www. napoleonic-literature.
com/ 1812/ 1812. htm)
Fonti e autori delle voci
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Fonti e autori delle voci
Campagna di Russia Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=50488285 Autori:: Assianir, AttoRenato, Azrael555, Bukkia, Bultro, Dega180, EH101, Eumolpo, FiloSottile, Franz van
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13Patrick, AnonMoos, Consta, Dmitrij1996, Dmitry Strotsev, Flrn, Kobac, MaggotMaster, Maximaximax, Nokka, Orange Tuesday, Perconte, R-41, Radziun, Shizhao, Srg36, 6 Modifiche
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