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Taller Bsico De Arq. Zermani Ass.
Lederer+Ragnarsdttir+Oei
A. Zanetti
Edifici scolastici
Vi sar in tutti i villaggi del Regno un maestro di scuola il quale insegni a
leggere, a scrivere, labaco, la dottrina cristiana ed il catechismo agrario. Cos
dichiarava il regolamento attuativo del 25 giugno 1824, nel quale il Regno di
Sardegna legiferava per la prima volta in materia distruzione. Lorganizzazione
pesava sui Comuni, i quali erano obbligati alla paga del maestro, oppure ove
lintendente pubblico disperi di divenire un abile maestro, sono tenuti ad
incaricarsi di detta scuola i parroci e i viceparroci. I municipi dovevano fornire
classi idonee allinsegnamento, cio arredate di lavagna, banchi, cattedra e,
naturalmente, di crocefisso. Il regolamento chiedeva di dispensare anche gesso,
libri, carta, penne, inchiostro e reperire piccoli doni da dare agli alunni
meritevoli per incentivare lo studio. Oggi, le famiglie italiane che si affidano
allistruzione pubblica portano a scuola carta igienica, detergenti, stoviglie, fogli,
fazzoletti di carta, acqua potabile e a casa lenzuola, tende e tovaglie da lavare.
Dal 1948, il diritto allistruzione non pi una sola legge, addirittura un
articolo della nostra Costituzione repubblicana: il numero 33.
Larte e la scienza sono libere e libero ne linsegnamento. Recita il comma 1.
evidente che per garantire la libert dinsegnamento
necessario il soddisfacimento di almeno tre condizioni: la
formazione di adeguati insegnanti, aiuti alle famiglie indigenti,
costruzione di strutture idonee. Per assicurare che le tre
condizioni vengano attese allo stesso modo, ovunque e per
tutti, stato redatto il seguente comma 2: La Repubblica
detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole
statali per tutti gli ordini e gradi. Larticolo 34, inoltre, precisa
i principi fondanti lordinamento scolastico democratico: La scuola aperta a
tutti. Listruzione inferiore ... obbligatoria e gratuita.
La causa, ma anche la scusante, del fatto che i contenuti di questi due semplici
articoli non siano pienamente rispettati sembra essere sempre la stessa: la critica
carenza strutturale e organica del settore scolastico nel Paese. La mancanza
didonei luoghi per linsegnamento si trasformata dallo stato demergenza
contingente dei primi anni della ricostruzione allo stato demergenza
permanente dei successivi Cinquanta. Riportare oggi, in questa sede, le parole
della Costituzione un tributo al principio fondamentale per il quale la
coscienza democratica di una nazione si forgia e si rafforza nelluguaglianza e
nella pluralit del suo sistema didattico e pedagogico. Ledificio scolastico ne
suo simbolo e rappresentazione. La lettura di questi passaggi porta alla mente le
immagini delle strutture scolastiche costruite nei primi decenni eroici del
secondo dopoguerra. LItalia si trovava in una situazione drammatica, non solo
a causa delle ferite inferte dal conflitto, ma soprattutto per la sua arretratezza
strutturale e infrastrutturale rispetto alle nazioni vincitrici. Nonostante il
settore scolastico non fosse il pi sofferente, grazie ai consistenti interventi del
Ventennio, le pubblicazioni degli eroici anni Cinquanta sono infarcite di buone
pratiche che mostrano linteresse generale verso ledilizia per listruzione. Nelle
fotografie dei molti libri pubblicati in tutto il mondo non mancano esempi
dellarchitettura italiana, capace di sintetizzare un radicale spirito innovativo
nella conformazione degli spazi con una tenace tradizione nelluso dei
materiali e del linguaggio espressivo.
Oggi in Italia si costruiscono ancora molte scuole, ma assai difficile, se non
impossibile, trovare nelle pubblicazioni internazionali traccia di questo grande
lavoro. La questione non un pregiudizio verso la nostra architettura scolastica,
bens da ricercarsi in una evidente mancanza di qualit nella gran parte dei
progetti e delle esecuzioni. Se si analizzano i costi di costruzione, anche
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Nicola Braghieri
Dica trentatr
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difficile sostenere che le amministrazioni siano avare. La realt
linconsistenza di grande parte dei progetti. Il meccanismo di
selezione non garantisce scelte di qualit, ma si affida a rassicuranti
sistemi di analisi comparata di curricula o di affidamento diretto
dellincarico a professionisti graditi in ambito locale.
Cos non sinveste sulle esperienze dei migliori progettisti a livello
internazionale o sulle energie delle nuove generazioni.
La Svizzera e lOlanda, ma anche la Spagna, il Regno Unito e la
Slovenia mostrano, al contrario, ogni mese, come architetti
trentenni e quarantenni siano in grado di costruire ottimi edifici
scolastici che ben funzionano e costano pochissimo.
Il luogo comune che i giovani siano stravaganti, e che a loro non si possa
affidare la costruzione di edifici strategici cos delicati, decisamente un falso.
Una comoda storia sbugiardata dagli ottimi risultati ottenuti ove sono stati
affidati piccoli incarichi per concorso anonimo e aperto. Molti bandi per la
costruzione di scuole sono stati traditi da irriconoscenti amministrazioni
pubbliche che, a gara conclusa, hanno scelto di abbandonare i progetti
vincitori. In questo modo hanno vanificato gli sforzi gratuiti di centinaia di
professionisti, per la maggior parte giovani.
Valgano, per tutti, gli esempi dei Comuni lombardi di Capiago dIntimiano
(CO) e di Oleggio (NO), dove giurie internazionali di eccellenza hanno
giudicato progetti poi ritenuti inutili dagli amministratori locali.
Anche in Emilia Romagna si registrano analoghe esperienze poco
incoraggianti. Per tutte, la municipalit di Sasso Marconi (BO) che, dopo aver
indetto un concorso a due fasi gi finanziato, non ha mai concluso la
procedura e premiato i finalisti, ancora ad oggi in attesa di indicazioni. Sono
passati quasi dieci anni.
Il concorso per la costruzione delle scuole di Vignola (MO) sta facendo analoga
fine grazie ai corsi e ai ricorsi affidati ai cavilli del Tribunale Amministrativo.
Le storie delle occasioni mancate sono molte, assai di pi.
I progetti degli edifici scolastici che arrivano alla costruzione sono oggi
dimensionati e conformati accogliendo come indicazioni generali le
prescrizioni indicate dalle varie normative. Queste sono spesso tra loro
incoerenti e assai limitative se rapportate alle pi specifiche convenienze
pedagogiche. Lo stato davanzamento dellultima delle tante riforme scolastiche,
pur approvata dai rami del Parlamento, ancora lontano dal delinearsi
chiaramente nei suoi caratteri attuativi. Non permette, al momento, di definire
ancora un programma edilizio chiaro nei suoi elementi distributivi e
dimensionali. Lunica scelta logica per gli architetti , ad oggi, quella di
progettare unistituzione scolastica dalla struttura il pi possibile flessibile e che
si possa prestare facilmente a infinite soluzioni organizzative. per una scelta
pedagogicamente riduttiva. il prodotto di una condizione culturale instabile.
Cos, molti degli edifici scolastici progettati negli ultimi decenni, pur cercando
di mantenere un carattere architettonico ben definito e saldo nella loro identit
tipologica, non affrontano le questioni di base dei principi pedagogici, proprio
perch questi non emergono con chiarezza. Gli schemi aggregativi delle pi
recenti costruzioni sono assemblati recependo le direttive indicate dalle norme
attuative per ledilizia scolastica del 1975 o, alla meglio, le indicazioni non
prescrittive della legge del 1985. Luscita della nostra comunit civile
dallemergenza di soluzioni provvisorie, sospese nello stato di calamit continua
che ha caratterizzato la nostra storia recente, deve considerarsi un dovere nei
confronti delle generazioni future.
Qui e nella pagina a fianco:
Nicola Braghieri con Rita Tekeyan e Federica Sala.
Scuola elementare ed asilo materno a Noventa
Padovana (PD), 2006.
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iAzzano Mella un piccolo Comune
alle porte di Brescia. Alcuni anni fa, lAm-
ministrazione Comunale ha incaricato lo
studio Botticini Architetti di realizzare il
progetto per una scuola elementare:
unopera pubblica, finanziata dalla collet-
tivit, a servizio della collettivit. Una
sfida non da poco, da due punti di vista.
Il primo: quando si sente parlare di com-
mittenza pubblica, in Italia molto pi che
altrove, si in genere sopraffatti dal pre-
giudizio inveterato dovuto alla purtroppo
frequente carenza di qualit architetto-
nica, spesso accolta con rassegnazione
come conseguenza pare inelutta-
bile delle limitate risorse economiche a
disposizione degli Enti Locali. Il secondo:
progettare un edificio pubblico per
listruzione dellobbligo comporta un
impegno civico considerevole, soprat-
tutto in una societ sempre pi acritica e
passiva di fronte alle facili seduzioni me-
diatiche e al contempo sempre pi po-
vera di cultura e di strumenti autonomi
di giudizio, acquisibili solo grazie a un
adeguato percorso formativo da intra-
prendere a partire dallinfanzia. Allarchi-
tettura, da sempre, demandato un ruolo
in primis funzionale. Tuttavia, tutti ricono-
scono che linvolucro, che raccoglie la
vita umana nelle sue pi variegate esi-
genze, sia in grado di influire seriamente
e in modo determinante sullo spirito e
sui comportamenti - come insegnano
molti non luoghi generatori di disagio
e alienazione che costellano citt e peri-
ferie in tutto il mondo e che quindi
non possa ridursi ad un mero conteni-
tore di attivit. Allopera costruita si
ascrive, dunque, unaura che trascende la
materialit nella sua concretezza e che si
eleva alla sfera della percezione sensoriale,
Chiara Testoni
botticini architetti
Scuola elementare ad
Azzano Mella, Brescia
del benessere emotivo, del senso di ap-
propriazione e di appartenenza a una
comunit: questo ancora pi evidente
in una scuola elementare, uno dei primi
spazi che ci si trova da piccoli a vivere
individualmente e a condividere con al-
tri, uscendo dal nido familiare.
Il gruppo di progettazione, guidato da
Camillo Botticini, ha saputo raccogliere
e affrontare con coscienza e responsabilit
questa prova, realizzando unopera pub-
blica nel pi alto e sincero senso del ter-
mine: unarchitettura di pregio ideata
con scrupolosa attenzione, da un lato, agli
aspetti di funzionalit e di flessibilit nella
composizione dello spazio e, dallaltro, a
quelli psicologici evocati nellutenza.
Il complesso scolastico concepito ester-
namente come un solido involucro pro-
tettivo enfatizzato dal vigore massivo
delle murature in laterizio faccia a vista
che, allinterno, viene eroso dischiu-
dendo unampia concatenazione di patii
e corti verdi allaperto. Lo spazio esterno
viene introiettato nellarchitettura attra-
verso vaste vetrate protette da pensiline
frangisole, determinando cos un con-
tatto visivo e fruitivo diretto con i locali
didattici e i vani distributivi. La proie-
zione visiva dallinterno verso lesterno
tuttavia controllata e delimitata dai muri
di recinzione, che si raccordano alledifi-
cio in modo che gli ambienti manten-
gano sempre una configurazione raccolta
e misurata. La costruzione connotata da
una precisa identit. La scelta di utilizzo
del laterizio faccia a vista come materiale
principale, declinato con un linguaggio
sobrio e composto, rivendica il valore di
unetica dellaffidabilit costruttiva e di
una tettonica della permanenza a dispetto
dellinstabilit delle mode, risultando an-
cora pi apprezzabile trattandosi di un
intervento pubblico. Ne scaturisce unar-
chitettura rigorosa, ma non per questo
meno accattivante da un punto di vista
formale: la monolitica densit dei lunghi
setti murari dialoga efficacemente con le
trasparenze degli squarci vetrati rivolti
verso i patii trattati a verde, suggerendo
limplicito ed equilibrato dualismo tra
estroversione e senso di protezione,
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Vista del fronte nord.
Planimetria generale di inquadramento:
Nella pagina a fianco:
vista dellinterno di unaula didattica.
FOTOGRAFIE Emanuela Casagrande
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tra fruizione dello spazio aperto e inti-
mit domestica.
Forse proprio ci di cui i giovani utenti,
veri principali destinatari dellopera,
hanno bisogno proprio nel momento in
cui si accingono ad intraprendere il pro-
prio personale e complesso iter di crescita,
e che larchitettura grazie alla sensibilit
dei progettisti riesce, come in questo
caso, felicemente ad agevolare.
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Scheda tecnica
Progetto: Camillo Botticini
Collaboratori: Claudio Corna, Ignazio Marchetti,
Federico Omodei, Germano Rovetta,
Milena Vivenzi, Nicola Faustini
Strutture: Donato Aquilino, Franco Calmieri
Impresa: Stiledil
Cronologia: 1999-2003, progetto; 2004-05, realizzazione
Vista dellinterno con affaccio sulla corte-giardino
e (nella pagina a fianco) particolare del fronte nord.
Pianta del primo piano e (nella pagina a fianco)
del piano terra.