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Io non posseggo nulla,
sono lo spirito del viaggio,
l'anima di ogni ricerca.
Sono la sorgente, il profumo,
l'intelletto d'amore.
(1)























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INTRODUZIONE

Mettiamo subito le cose in chiaro, non sono un in-
segnante teologico e nemmeno uno scrittore di eso-
terismo, non voglio farvi cambiare idea o aprire gli
occhi.
Questo libro un punto di vista, non una via sicura
e certa, del resto non esiste un cammino sicuro.
Le domande sono semplici, come stato semplice il
suo messaggio: La via dell'amore verso te e verso
gli altri.
Ges il personaggio storico pi carismatico nella
storia dell'uomo e in questo viaggio percorreremo
la sua vita da un punto di vista storico e religioso
con dettagli. Quei dettagli che in buona o cattiva
fede sono stati omessi nel tempo.
Il Ges storico la figura pi misteriosa e allo
stesso tempo affascinante della storia umana.
Sappiamo tutti, credenti e non, della sua nascita e
della sua morte.
Cosa sappiamo della sua vita? Del suo messaggio
integrale?
Molti diranno che queste sono congetture, teorie o
addirittura blasfemie.
Alcuni pensano che sia il famigerato diavolo a par-
lare al posto di persone che vogliono scoprire di pi
sulla vita di Yeshua.
4

Come ogni buon storico mi avvarr di fonti detta-
gliate, vi elencher nella bibliografia ogni link ne-
cessario per documentarvi in maniera pi detta-
gliata del mio lavoro e di quello di migliaia di
studiosi che hanno la stessa mia passione. Questo
anche un cammino religioso, mi scuso in anticipo
con i membri di altre religioni come l'Islam o la
comunit ebraica, ognuno crede a suo modo e per il
sottoscritto in quel terzo giorno Myriam di Magda-
la (Maria Maddalena) incontr Yeshua Ben Yosef
(Ges figlio di Giuseppe).
Ges era appena risorto e stava per ascendere,
questo il punto di rottura tra le due religioni con-
catenate dallo stesso Dio.
Analizzeremo tutto proprio dal principio, dalla na-
scita alle leggende intorno alla vita e alle certezze.
Ripeto, questo non un libro di rivelazioni, una
ricerca storica e religiosa di un messaggio che pu
fare la differenza nel mondo.








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LE ORIGINI DI YESHUA

ADAMO, EVA E LA GENESI DI OGNI COSA
E Dio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine,
secondo la nostra somiglianza:
domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo,
sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti
i rettili che strisciano sulla terra.
E Dio cre l'uomo a sua immagine; a immagine di
Dio lo cre; maschio e femmina li cre.
Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e molti-
plicatevi, riempite la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra.
(Genesi 1,26-28)

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(3)

Tutto chiaro fin qua?
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Ora arriva il difficile, secondo la comunit ebraica,
cristiana ed Islamica, Adamo (Uomo) il primo
uomo creato da Dio.
Una delle poche volte che le religioni sono tutte
d'accordo.
Guardiamo meglio cosa si narra nel Nuovo Testa-
mento:
Ed egli, rispondendo, disse loro:
Non avete voi letto che chi li cre da principio, li
cre maschio e femmina?
E disse:
Perci l'uomo lascer il padre e la madre e si unir
con la propria moglie, e i due diverranno una sola
carne.
Il matrimonio secondo Ges, la Chiesa natural-
mente vi dir che si riferiva ad altri mica a lui
stesso.
Egli sposato con S. Madre Chiesa...
Ci ritorneremo pi tardi.
Adamo ed Eva sono la prima coppia, coloro che ge-
nerarono i fratelli Caino, Abele e Set.
Al catechismo questo ve lo avranno sicuramente
detto, Caino fu condannato a vagare sulla Terra e
da lui, secondo la religione, proveniamo tutti.
Il messaggio chiaro, i figli di Caino saranno col-
pevoli di un peccato originale, come se la colpa del
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fratricidio pi famoso della storia debba sempre ri-
cadere sugli altri.
(4)

All'interno del libro dei Giubilei si narra che Caino
spos sua sorella Awan e da quella relazione nac-
que Enoch, 196 anni dopo la creazione di Adamo.
Caino fu il fondatore della prima citt e la chiam
proprio come suo figlio, Enoch.
Egli costru una casa ma essa le croll addosso uc-
cidendolo, proprio nello stesso anno della morte di
Adamo.
Anche nel Medioevo si parla di Caino, c' una leg-
genda popolare che dice che l'assassino di Abele si
stabil con una fascina di spine sulla schiena nien-
tedimeno che sulla Luna.
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Anche nella Divina Commedia si narra di questa
leggenda, nel 20 canto verso 126 Caino e gli stec-
chi o meglio Caino e la Luna.
O la filastrocca infantile che dice:
Vedo la luna, vedo le stelle, vedo la tavola appa-
recchiata, vedo Caino che fa la frittata.

(5)

A cosa serve questa introduzione su Caino, la Ge-
nesi e Adamo? Ovvio a nulla.
Abbiamo parlato della donna? Dite la verit, dal
mio racconto sembrava tutto mono-sessuale?
Semplice la donna per l'origine storica una pecca-
trice e portatrice di male.
Viene naturale colpirla prima di un Caino assassi-
no del suo stesso fratello.
E' da qui che nasce il fardello delle donne, seviziate
e sottomesse per ordine maschile naturale.
Una vera bestemmia, Ges era circondato da don-
ne, un vero rivoluzionario.
Aveva capito tutto, sempre stato avanti.
Gli uomini e le donne sono state generate dalle
scimmie, l'evoluzione fino all'homo sapiens ben
articolata.
Ci sono similitudini ma non dettagli reali, pu dar-
si che il primo homo sapiens sia stato denominato
Adamo, ma quello che c' scritto nelle Sacre Scrit-
ture in contrasto con l'evoluzione della scimmia.
9

Del resto la Bibbia non l'ha scritta Dio ma uomini
che hanno usato lo stesso Creatore per scopi di po-
tere.
Anche su questo ci torneremo pi tardi.
Quindi l'origine cancella tutto il percorso ebraico?
Assolutamente no. La dinastia a partire da Abra-
mo ben delineata, con fonti storiche stavolta.
A catechismo avrete sicuramente studiato la storia
di No e la distruzione con il Giudizio Universale,
Abramo e la richiesta si sacrificio di Isacco e l'arri-
vo di Mos, colui che apr il Mar Rosso con un gris-
sino, non avrete creduto veramente a questa storia
vi direbbe lo scienziato pi laico.
Ci saranno stati sicuramente dei guadi e gli esodati
sarebbero passati senza problemi.
Non mai stato provato n la prima versione tanto
meno la seconda.
I dieci comandamenti invece sono veri e non sono
soltanto un film con Charlton Heston.
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Sono i dogmi della religione Ebraica e in seguito
poi di quella Cristiana.
Questa dottrina era la Via quando arriv un ragaz-
zo, un giovane guerriero che cambier la storia del-
la comunit ebraica: Davide.

DAVIDE
David Ben Yeshay nacque a Betlemme nel 1040
a.C. egli fu un grande condottiero, musicista e poe-
ta.
Autore di molti salmi, Davide un personaggio
complicato crudele e allo stesso tempo generoso.
Egli era dotato di grandi capacit politiche e uma-
ne ma anche in grado di riconoscere i propri sbagli.
Davide un intreccio tra le religioni monoteiste,
Davide il re DIsraele per gli Ebrei e da lui si nar-
ra che il Messia arriver.
Da egli, infatti, discende Giuseppe padre terreno di
Ges.
Lislam lo crede un profeta, proprio come fecero con
Ges in seguito.
Samuele giunse a Betlemme per trovare un nuovo
re dopo Saul tra i figli di Iesse.
Egli organizz una sorta di sfilata a sette di loro
davanti a Samuele ma il profeta non era convinto.
Allora Samuele gli chiese se ne aveva altri e Iesse
11

rispose che il pi giovane, Davide, con pochi capelli
e di bell'aspetto stava con le pecore.
Quando lo vide, Dio parlo a Samuele:
Alzati, ungilo, perch lui

(7)

Nello spirito di Saul, nel frattempo, era entrato
uno spirito maligno. Egli era stato ripudiato da Dio
e questo spirito lo torment per molto tempo.
Davide con il suono della sua arpa len le sue pene,
Saul lo fece diventare suo scudiero.
Ogni volta che lo spirito importunava Saul, Davide
suonava larpa e lo calmava ed esso si allontanava.
Chi non conosce la storia di Davide e Golia? Il pic-
colo che sconfisse il gigante.
Gli ebrei erano situati nella valle di Terebinto ed
erano guidati dal loro re Saul contro i filistei.
Tra le fila dei nemici degli ebrei cera un campione
gigante altissimo e spaventoso, il suo nome era Go-
lia.
Il mostro si divertiva a sfidare gli ebrei a duello e
lo fece per ben quaranta giorni.
Chi avesse sconfitto Golia avrebbe vinto lo scontro
con i filistei.
Davide stava rifornendo i propri fratelli di cibo e fu
proprio in quel momento che incontr Golia e si of-
fr davanti a Saul di affrontarlo, del resto il giova-
ne aveva ucciso leoni e orsi per difendere le sue pe-
core.
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Saul lo invest della sua stessa armatura e quando
Golia si accorse che Davide era solo un ragazzo, lo
derise.
Il giovane scudiero prese una delle pietre che aveva
con s e con la sua frombola colp il gigante in fron-
te uccidendolo sul colpo.
Davide decapit Golia con la sua stessa spada e i fi-
listei si diedero alla fuga ma furono finiti dagli
israeliti.
(8)

La vittoria lo rese molto famoso e in seguito si spo-
s con la figlia del re, Mikal.
La crescente fama di Davide irrit talmente Saul
che Davide dovette fuggire.
Egli and da Samuele a Rama, gli raccont di come
Saul aveva cercato di farlo morire e insieme anda-
rono a Naioth.
Saul cerc pi volte di riportare indietro Davide
ma senza successo.
13

Questultimo strinse un patto di amicizia con Gio-
nata, il quale si dimostr incredulo nel sapere che
suo padre Saul voleva ucciderlo: ma dovette ricre-
dersi.
Infatti, il primo giorno di luna nuova, Davide
avrebbe dovuto sedere a tavola con Saul, Gionata e
Abner, il capo dell'esercito, ma non si present e
neanche lindomani, secondo giorno di luna nuova.
Saul si adir e questo fu il segno che convinse Gio-
nata circa i timori che gli aveva manifestato Davi-
de.
Per non essere pi perseguitato da Saul, Davide si
stabil da Achis re di Gath, il quale gli diede la cit-
t di Ziklag.
Nella battaglia di Ghilboa, gli israeliti furono de-
cimati: a soccombere furono anche Gionata, Abina-
dab e Malkishuah, figli di Saul.
Questultimo, piuttosto che perdere la vita per ma-
no dei filistei, prefer morire gettandosi sulla sua
stessa spada e rimanendone trafitto.
Dopo la morte di Saul e Gionata si susseguirono
gravi scontri tra Is-Baal e Davide per la corona.
Is-Baal fu ucciso da due disertori che sperando in
qualche ricompensa portarono la testa del re a Da-
vide che disgustato dalla scena li fece giustiziare.
La dinastia di Saul giunse al termine e a trentaset-
te anni, Davide fu unto re d'Israele e di Giudea.
14

A Ebron regn sulla Giudea per sette anni e sei
mesi mentre a Gerusalemme regn su Israele e la
Giudea per trentatr anni.
Davide port l'Arca dell'Alleanza a Gerusalemme
con l'intento di costruire un tempio.
Dio, per bocca del profeta Natan, gli proib di farlo,
dicendo che il tempio sarebbe stato costruito da
generazioni future.
Fece per un patto con Davide, promettendogli che
egli avrebbe stabilito la casa di Davide in eterno:
E il tuo trono sar reso stabile per sempre

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Per tutto il suo regno, l'Arca rimase nella tenda in-
nalzata da Davide: da l sarebbe stata spostata solo
dopo la costruzione del tempio di Salomone.
Una sera, mentre passeggiava sulla terrazza reg-
gia, Davide vide una donna bellissima che faceva il
bagno: si trattava di Betsabea, figlia di Eliam e
moglie del suo ufficiale Uria l'Ittita.
La fece venire da lui e i due giacquero insieme.
Intanto l'esercito di Davide, guidato da Joab e tra
le cui file figurava anche Uria l'Ittita, era impegna-
to nell'assedio della citt ammonita di Rabbah.
Davide richiam Uria l'Ittita a Gerusalemme,
chiedendogli informazioni sull'andamento della
guerra.
E poi gli ordin di andare a casa: anche se non
esplicitamente dichiarato nei testi biblici, l'intento
15

era di far s che Uria trascorresse la notte con la
moglie cos da poter mascherare la paternit del
bambino che sarebbe nato.
Ma Uria disubbid e dorm fuori la porta del re per-
ch non riteneva giusto godere degli agi di casa
mentre gli altri soldati erano impegnati al fronte.
L'indomani, Davide scrisse una lettera nella quale
chiedeva a Joab che Uria fosse messo in prima li-
nea e lasciato da solo perch andasse incontro a
morte sicura: diede quindi la lettera allo stesso
Uria perch la recapitasse a Joab. Uria, mor sotto
i colpi degli ammoniti e Betsabea divenne moglie di
Davide.
(10)

Il profeta Natan lo rimprover, dicendogli che Dio
l'avrebbe punito con la sua stessa colpa, prenden-
dogli tutte le mogli per darle ad altri in pieno gior-
no. Davide si pent e allora Natan gli disse che
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questo non sarebbe pi successo ma che il bambino
che era stato concepito sarebbe morto.
Fece di tutto per non farlo morire ma invano e la
notte della morte del bambino Davide and poi a
consolare Betsabea e quindi pass la notte con lei:
sarebbe cos stato concepito Salomone, futuro re
d'Israele.
Il pentimento di Davide per la morte di Uria sa-
rebbe all'origine del Miserere.
Il primogenito di Davide, Amnon, aveva violentato
Tamar, sorella di Assalonne: quest'ultimo, dopo
due anni passati a covare vendetta, fece uccidere
Amnon dai servi durante un banchetto.
Fugg quindi da Talmai, a Ghesur, dove rimase tre
anni, prima di riconciliarsi con Davide.
Quattro anni dopo, Assalonne chiese al padre il
permesso di andare a Ebron, ma una volta arrivato
l si proclam re.
Davide allora decise di fuggire da Gerusalemme
con il suo popolo aldil del fiume Giordano.
Assalonne entr in Gerusalemme con al suo fianco
Achitofel, che prima era stato consigliere di Davi-
de. Grazie a Cusi, Davide ebbe il tempo di riorga-
nizzarsi: sconsigliato di prendere parte diretta-
mente alla battaglia, raccomand di trattare con
riguardo Assalonne.
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Nella foresta di Efraim si scaten una feroce batta-
glia nella quale l'esercito di Assalonne fu stermina-
to.
Quest'ultimo, cavalcando un mulo, rimase sospeso
in aria, con la testa impigliata tra i rami di una
quercia: Joab, uno dei tre capi nominati da Davide
per la battaglia, conficc tre lance nel cuore di As-
salonne, che fu poi finito da dieci scudieri.
Quando Davide venne a sapere della morte di As-
salonne, prov grande dolore:
Figlio mio! Assalonne figlio mio, figlio mio Assa-
lonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio
mio, figlio mio!.
(11)
Davide fu riconfermato re e torn a Gerusalemme.
a Salomone che Davide parl poco prima di mori-
re: gli promise che la loro stirpe avrebbe ereditato
per sempre il trono di Israele; Davide mor e fu se-
polto nella sua citt dopo aver regnato per qua-
rant'anni su Israele, succeduto da Salomone. La
sua tomba si troverebbe tuttora subito fuori della
cinta muraria della Citt Vecchia di Gerusalemme,
sul monte Sion, vicino alla Porta di Giaffa.
Come potete vedere la storia di Davide non para-
gonabile a quella di Ges, il carattere completa-
mente diverso.
Ges non voleva regnare in questo mondo, anzi,
non voleva regnare per niente.
18

Fu questa la delusione di alcuni dei suoi discepoli
nei suoi confronti, pensavano che lui fosse un guer-
riero assassino. Pensavano di avere davanti uno di
loro ma non era cos.
Ges aveva capito tutto, lui era il tutto.
Dobbiamo parlare di un altro re molto importante
per la storia di Yeshua: Salomone.

SALOMONE
Salomone nacque a Gerusalemme nel 1011 a.C. e il
suo regno datato dal 970 a.C. fino al 930 a.C.
Egli ricordato tuttora come un re sempre giusto e
degno del messaggio di Dio.
Con Salomone era arrivata let ideale e di conse-
guenza ci fu un grande periodo di prosperit dopo
tante guerre e sangue versato.
Durante il suo regno fu costruito il tempio dedicato
in suo nome, un tempio. Il Tempio di Salomone o
Primo Tempio stato costruito e fu completato da
Nabucodonosor II nel 586 a.C.
Il Secondo Tempio fu costruito al ritorno dall'esilio
babilonese a partire dal 536 a.C. Fu terminato il 12
marzo del 515 a.C.
Il Tempio di Erode fu un ampliamento importante
del Secondo Tempio, ivi compresa una risistema-
zione del Monte del Tempio.
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Fu iniziato da Erode il Grande verso il 19 a.C. e
terminato solo nel 64 d.C.
Fu Tito a distruggere il tempio nel 70 d.C.
Oggi ne resta solamente il muro occidentale di con-
tenimento, denominato Muro del Pianto.
(12)

Lo stesso tempio in cui Ges predic e fu giudicato
blasfemo e giustiziato dai romani con un certo aiu-
to da parte dei sacerdoti del tempio.
Il primo atto della reggenza di Salomone fu la mes-
sa a morte del fratello Adonia e di Joab, generale di
Davide, per la congiura; condann a morte anche
Shimei per essere venuto meno al giuramento di
residenza a Gerusalemme dopo che gli era stata
condonata la vita per aver offeso Davide.
Tutte richieste del padre in punto di morte.
Importante fu anche la destituzione dalla carica di
sommo sacerdote di Abiathare a favore di Tsadok.
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Il punto di snodo del regno di Salomone fu la ri-
chiesta a Dio di dargli il discernimento, necessario
secondo lui per governare un popolo.
Dopo questo fatto la sua potenza e ricchezza di-
vennero leggendarie.
Il primo Libro dei Re d un esempio indicativo del-
la sapienza di Salomone.
Due donne si presentarono da Salomone: ciascuna
aveva partorito un figlio a pochi giorni di distanza
l'uno dall'altro ed entrambe dormivano nella stessa
casa. Una notte accadde che uno dei due bambini
mor e sua madre, secondo l'accusa, aveva scambia-
to il figlio morto con quello vivo dell'altra donna
mentre questa dormiva.
Salomone, dopo aver ascoltato le due donne soste-
nere pi volte le loro tesi, fece portare una spada e
ordin che il bambino vivente fosse tagliato a met
per darne una parte a ciascuna di esse.
Allora la vera madre lo supplic di consegnare il
bimbo all'altra donna, pur di salvarlo.
Salomone cap cos che quella era la vera madre e
le restitu il bambino
Salomone era veramente un re buono, santo, di fe-
de e Zaddiq.
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(13)

La storia dell'amore tra Salomone e la Regina di
Saba, Makeda, e della nascita del loro figlio primo-
genito, Menelik, sono narrate con ricchezza di par-
ticolari nel libro sacro Kebra Nagast, il Libro della
Gloria dei Re.
Questantico testo sostiene anche che un tempo
tutto il mondo fu composto da tre regni guidati da
tre re, i tre figli di Salomone.
Ci fu un lungo periodo in cui i Re di tutto il mondo
discendevano dalla stirpe di Sem. In esso si narra
anche del trasporto dellArca dellAlleanza nel re-
gno di Saba.
(14)

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Diversi libri sono attribuiti a Salomone: il Quolet,
Il Cantico dei Cantici, Il libro dei proverbi, Il libro
dei salmi, Il primo libro dei re, il famoso libro della
sapienza e il Kebra Negast.
Il Cantico dei Cantici uno dei testi pi lirici e
particolari delle Sacre scritture.
Racconta in versi l'amore tra due innamorati, con
tenerezza ma anche con un ardire di toni ricco di
sfumature sensuali e immagini erotiche.
Ci non pregiudica per niente il carattere sacro del
Cantico, poich l'amore erotico dei due amanti, per
l'autore del testo
Una fiamma di Dio/del Signore.
(15)

questo forse il messaggio principale del Cantico:
l'amore tra uomo e donna, in tutte le sue dimen-
sioni, quando capace di recuperare l'originaria re-
lazione col Creatore, ha una forza superiore a quel-
la della morte, e libera l'essere umano dalla sua
paura; i due amanti ripristinano quindi la condi-
zione edenica di Adamo ed Eva, che prima del pec-
cato originale vivevano una relazione perfetta tra
loro e con Dio.
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(16)

Il testo ha un altissimo valore nell'ebraismo, es-
sendo il Cantico uno dei Meghillot, in altre parole
dei rotoli letti in occasione delle principali feste.
Nei secoli, molteplici sono state le interpretazioni
del testo, sia da parte della dottrina canonica sia
ebraica che cristiana, a riprova della grande consi-
derazione che il Cantico ha sempre avuto nelle due
religioni.
Tra le interpretazioni allegoriche pi diffuse ab-
biamo, nel primo caso, quella dell'amore del creato-
re per il suo popolo (Israele), nel secondo caso
dell'amore tra Cristo e la Chiesa.
Non sapevo che la Chiesa fosse una donna
Il Cantico dei Cantici parla di un rapporto anche
carnale con una donna e con chi pu avere questo
tipo di rapporto Ges? Con unistituzione
Si narra che la donna con cui Ges abbia avuto
quel tipo di rapporto sia stata Maria Maddalena.
Sposa e madre dei suoi figli ma di questo parlere-
mo tantissimo pi avanti.
24

Un attimo di pazienza, la lezione di storia e cate-
chismo quasi finita!
Il libro della sapienza forse quello pi importante
nella storia di Salomone.
Esso diviso in due parti: i primi nove capitoli che
trattano della Sapienza sotto il suo aspetto pi
speculativo,
e gli ultimi dieci capitoli che trattano con la Sa-
pienza da un punto di vista storico.
L'autore del libro, rivolgendosi ai re, insegna che
l'empiet estranea alla Sapienza e porta a puni-
zione e morte.
Lautore, poi espone e confuta vari argomenti espo-
sti dai malvagi.
Secondo lui lo stato d'animo degli empi contrario
al destino immortale dell'uomo; la loro vita presen-
te solo in apparenza pi felice di quella dei giusti.
In concordanza con il Libro di Giobbe, lautore nega
l'idea che la morte prematura e la sofferenza terre-
na siano causate da una colpa personale o una ma-
ledizione divina, ma afferma piuttosto che il vero
destino del giusto conosciuto solo a Dio.
Egli loda la sapienza di Dio per i suoi rapporti con i
patriarchi da Adamo a Mos, il comportamento
giusto e misericordioso di Dio
verso le civilt idolatriche d'Egitto e Canaan, la
stupidit assoluta e conseguente immoralit dell'i-
25

dolatria sotto le sue varie forme e infine loda Dio
per protezione di Israele durante le piaghe d'Egit-
to, e la traversata del Mar Rosso, una protezione,
secondo l'autore che stata esteso a tutti i tempi e
luoghi.
(17)

Diversi teologi cristiani nel tempo hanno visto il
secondo capitolo del libro della Sapienza come una
profezia della passione di Cristo.
Alcuni studiosi sono dell'opinione che il testo della
Sapienza era ben conosciuto da S. Paolo e che ci
siano chiare allusioni al testo della sapienza.
Nel testo della passione del Vangelo di Matteo.
Parallelismi presunte tra Sapienza e Matteo sono il
tema di coloro che mettono alla prova il giusto, il
beffarsi di un servo di Dio.
Mistero della fede o del copyright? Si sa che
questautore fosse un ebreo vissuto in Alessandria
anche se non si sa il suo nome.
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O meglio non si vuol far sapere, si sa che esistito.
Il tutto lo rende reale? Certo che no.
Non ci sono prove effettive nemmeno dellesistenza
di Ges ma come ho detto allinizio, questo un
viaggio storico oltre che religioso.
Questa la linea di sangue che arriva fino a Ges,
Sangue reale di un re.
Un re senza spada ma con un messaggio rivoluzio-
nario che non fu capito: il messaggio dellamore.
27

18)

LA PROFEZIA DEL MESSIA
La traduzione e il significato di questo versetto
argomento di dibattito, soprattutto tra studiosi
ebrei e cristiani. Isaia 7:14 si trova in una lunga
28

sezione del Libro di Isaia che riguarda la
guerra siro-efraimitica.
Nell VIII secolo a.C. l'Assiria era una grande po-
tenza regionale. Nel 735 a.C. due nazioni vassalle
decisero di rendersi libere:
la Siria, governata da re Resin, ed il Regno di
Israele, governato da re Pekah. Acaz, il re di Giu-
da, rimase fedele all'Assiria e rifiut di unirsi a lo-
ro,
cos Resin e Pekah si prepararono a deporlo per in-
sediare un re scelto da loro.
Acaz rifiut di chiedere il segno dicendo che non in-
tendeva mettere Dio alla prova, ma Isaia rispose
che avrebbe avuto il suo segno in ogni caso:
Chiedi un segno del Signore tuo Dio; lascia che sia
profondo come Sheol o alto come il cielo.
Io non chieder, e non metter il Signore alla pro-
va.
Ascolta quindi, O casa di Davide! troppo poco
per voi lo stancar gli uomini, che volete stancar an-
che il mio Dio?
Pertanto il Signore stesso vi dar un segno. Ecco,
la vergine concepir e partorir un figlio, che
chiamer Emmanuele
Egli manger burro e miele finch sapr come ri-
fiutare il male e scegliere il bene.
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Ma prima che il ragazzo sappia come rifiutare il
male e scegliere il bene, la terra i cui due re temi
sar deserta.
Il Signore porter su di te e sul tuo popolo e sulla
casa di tuo padre giorni quali non sono venuti dal
giorno che Efraim lasci Giuda il re di Assiria.

(19)

Il punto di vista ebraico spesso contestato dai cri-
stiani, ed stato una questione controversa tra
ebrei e cristiani sin dalla formazione della Chiesa
moderna.Girolamo nel 383 scrisse in Adversus
Helvidium che Elvidio ha frainteso proprio questo
stesso punto di confusione tra il greco e l'ebraico.
L'interpretazione cristiana di Emmanuele in Isaia
7:14 basata sul Nuovo Testamento: Matteo 1.20-
23 che descrive il concepimento e la nascita di Ge-
s Cristo.
Nella Septuaginta, la traduzione (risalente al 200
a.C. o antecedente) in greco del Vecchio Testamen-
to usata dai primi cristiani, in Isaia 7:14 la parola
almah
tradotta come vergine = = parthenos.
Dal momento che Matteo stato scritto per un
pubblico di lingua greca,si ritiene che citi il testo
greco di Isaia noto ai suoi lettori. Sulla base di
queste scritture molti cristiani credono che Ges
sia l'Emmanuele profetizzato in Isaia 07:14 e che
Egli Dio con noi.
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Molti credono anche alla nascita virginale di Ges,
concepito per opera spirituale dello Spirito Santo e
non normalmente dall'uomo.
Alcuni hanno addiritura insinuato che sia tutta
una montatura e che Maria non fosse vergine
quando era promessa a Giuseppe, questo non
provato da nessuna fonte.
(20)

Chi ha ragione? Gli ebrei o i cristiani? Io non lo so,
nessuno lo sa. So solo che continuano ad ammaz-
zarsi tra di loro usando Ges come scusa.
Cosa ha fatto Ges sulla Terra? Ha liberato il po-
polo ebraico dai romani? Ha dato la libert agli
ebrei? Ha dato sostegno economico agli ebrei? No.
Ha fatto molto di pi di questo, il messaggio di Ye-
shua riguardava il regno dei cieli e lamore che bi-
sogna dare per raggiungerlo.
Ges stato capace di cambiare il mondo e dare
una via a tutti.
Chi crede che sia il figlio di Dio soggettivamente
capisce ancora di pi la sua forza ma anche i non
31

credenti non possono negare lenorme potenza del
maestro.
Purtroppo i popoli sono materialisti e se ne fregano
di un regno aldil del tempo e dello spazio.
Vogliono tutto e subito e sono pronti ad uccidere
per farlo.
Ancora oggi stanno facendo stragi in Terra Santa.
Usano Ges, usano lo stesso Dio.
Da una parte allaltra, non hanno ancora imparato
il messaggio che deriva da Dio: Non fare del male
agli altri!
















32

LARRIVO DI YESHUA

MARIA
L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perch ha guardato l'umilt della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni
mi chiameranno beata.

(21)


Cosa dire su una delle figure pi importanti del
Cristianesimo originario?
La madre di Yeshua che lo partor senza nessun
rapporto essendo vergine.
Lannunciazione dellArcangelo Gabriele ben nota
da tutti.
Sulla vita di Maria sono stati prodotti innumerevo-
li film e libri ma come al solito hanno sempre rac-
contato la sua vita dal punto di vista cristiano e
prettamente religioso.
La Maria storica, come il Ges storico, viene messa
in disparte di solito.
Anche lIslam riconosce il suo parto e lo reputa mi-
sterioso.
Ci sono parecchie controversie sulla questione della
nascita virginale.
33

(22)

I cattolici e gli ortodossi pensano che Maria abbia
mantenuto la verginit per tutta la vita, al contra-
rio i protestanti e gli evangelici pensano che dopo
la nascita di Ges, ella abbia partorito altri figli
con Giuseppe.
Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo,
lAnnunciazione fu data a Maria nel tempio di Ge-
rusalemme:
Gioisci, o piena di grazia e vaso di elezione...
Ancora tre anni e ti mander la mia parola;
tu concepirai un figlio
per mezzo del quale sar salvata tutta la creazione.
Tu sarai il calice del mondo.
Pace a te, mia diletta...

(23)

Sul concepimento anche il Vangelo apocrifo di Fi-
lippo contraddice la versione originale, infatti trova
assurdo che Ges sia stato concepito dallo Spirito
Santo.
Secondo questa teoria Ges e stato concepito due
volte.
34

La prima da Maria e Giuseppe e la seconda dopo il
suo battesimo sul Giordano.
Taluni hanno detto che Maria ha concepito dallo
Spirito Santo.
Essi sono in errore.
Essi non sanno quello che dicono.
Quando mai una donna ha concepito da una don-
na...
(24)

Spirito in ebraico denominato ruah ed femmi-
nile.
E il Signore non avrebbe detto: - Mio Padre che
nei cieli - se non avesse avuto un altro padre, ma
avrebbe detto semplicemente: Mio Padre.
(25)

Ovviamente questa solo una teoria e un punto di
vista. Ripeto ci sono molte controversie.
La teoria dei fratelli di Ges ben provata da vari
studi teologici e storici.
Del resto la bibbia stessa che lo afferma sbugiar-
dando i finti scettici che cercano di nascondere la
verit.
Non costui il falegname, il figlio di Maria, il fra-
tello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E
le sue sorelle non stanno qui da noi?.
E si scandalizzavano di lui.
Ma Ges disse loro:
Un profeta non disprezzato che nella sua patria,
tra i suoi parenti e in casa sua
(26)

35

Questa una tabella che raffigura la famiglia di
Ges.
(27)

36

Maria non nata da sola e scesa sulla terra da sola
e vissuta da sola.
Specialmente in quei tempi in cui i parti, come i
matrimoni, erano da fare per legge.
La storia di Maria e Giuseppe conosciuta benis-
simo, Giuseppe il promesso sposo di Maria e si
pensa che dopo lannunciazione, secondo la legge di
Mos in vigore all'epoca, Giuseppe aveva facolt di
ripudiare la sposa infedele, che sarebbe stata con-
dannata per lapidazione, poich rimasta incinta
prima della loro convivenza, cosa che non poteva
che indicare un adulterio.
Giuseppe il servo pi fedele di Dio ed grazie a
lui e alla sua intelligenza che Ges nato.
Si pensa che il padre adottivo di Ges abbia avu-
to unaltra moglie e che abbia avuto altri figli da
questa donna che venne prima di Maria.
Essi sono i fratellastri di Ges.
C uno studio di un noto genalogista, Tony Bur-
roughs, che ha delineato un albero genealogico
molto dettagliato della famiglia allargata di Ges.
Una famiglia molto importante nella vita del Cri-
sto, perch impensabile che sia nato e lasciato da
solo al suo destino.
Cosa fece in vita? Come si comportava con sua ma-
dre e soprattutto come ha vissuto la vita da giova-
ne? Queste sono domande che ampliano
37

meglio la figura del figlio di Dio partorito da questa
donna straordinaria.
Alcuni pensano che annullino la sua divinit ma
questa una grande sciocchezza, Ges non poteva
essere entrambi le cose? Certo che s.
Infatti lo stato.
Maria ovviamente appare nei Vangeli, nel Corano
e nei Vangeli Apocrifi.
Conosciamo benissimo la parte canonica di Maria
ma quella del Corano? E quella apocrifa?
I musulmani venerano Maria come la madre di
Ms, siya, alla prima moglie di Maometto,
Khadja e all'unica figlia sopravvissuta del profeta,
Fima.
Lei chiamata Sayyida o meglio Signora o Madon-
na secondo le nostre tradizioni.
(28)

38

La tradizione pi probabile che Maria nacque a
Gerusalemme. Solo in un secondo momento la sua
famiglia si trasfer a Nazareth.
Di questo si ha conferma anche dagli scavi effet-
tuati in queste due localit.
I nomi dei genitori, Gioacchino ed Anna, ci vengono
riportati dal Protovangelo e dal Vangelo della na-
scita. Ci riferiscono anche la presentazione della
bambina al Tempio.
La Chiesa non ha rifiutato queste tradizioni e le ha
confermate anche con una festa: per i suoi genitori,
il 16 agosto e per la seconda il 21 novembre.
La Madonna aveva 16 anni quando nacque Ges.
Cosa avvenne di Maria dopo la morte di Ges?
L'evangelista Giovanni dice che da quando Ges
morente gliela affid come madre, lui la prese con
s nella sua casa e Luca dopo l'ascensione di Ges,
presenta Maria insieme ai primi credenti radunati
nel cenacolo, in obbedienza all'invito di Cristo, in
attesa dello Spirito Santo.
Questa l'ultima notizia ufficiale che abbiamo sul-
la vita di Maria.
Secondo la tradizione visse ancora circa una venti-
na d'anni insieme all'apostolo Giovanni, presumi-
bilmente ad Efeso.
39

Considerata pi probabile questa tradizione, ov-
vio che Giovanni prese dimora in questa citt non
prima che il cristianesimo vi si impiantasse.
Ora il primo accenno di cristianesimo ad Efeso ri-
sale al 52, quando Paolo, dopo una breve visita in
questa citt, vi lasci i coniugi Aquila e Priscilla.
E' possibile che il cristianesimo vi fosse entrato
qualche anno prima.
In questo tempo Giovanni vi avrebbe condotto la
Madonna.
Molte persone chiedono informazioni sulla morte
di Maria e sulla sua tomba.
Oltre ad Efeso anche Gerusalemme rivendica una
tomba della madre di Ges.
Anche qui ci sono contraddizioni e controversie sul-
la morte di Maria.
La tradizione ben nota, Maria non morta ma
stata accolta in cielo dallo spirito Santo.
Come il figlio anche lei ascesa in Paradiso.
Nessun passo biblico parla della morte di Maria:
solo il Transito della Vergine, un testo apocrifo il
cui autore raccoglie tradizioni dell'epoca apostolica,
che parla della morte e assunzione di Maria in cie-
lo.
40

(29)

La tradizione e la devozione popolare hanno sem-
pre riconosciuto, fin dal II secolo, questo luogo co-
me il luogo in cui la madre di Ges fu assunta in
cielo.
Nel IV secolo fu costruita una prima chiesa, scava-
ta nella roccia viva.
Nel secolo seguente il vescovo Giovenale di Gerusa-
lemme consacr la chiesa alla Madre di Dio. Ci
avvenne dopo il Concilio di Efeso del 431, che pro-
clam il dogma della Maternit divina di Maria.
Nel VI secolo fu costruita una grande basilica a
pianta rotonda sopra la chiesa precedente, la quale
divenne la cripta del nuovo edificio che custod il
sepolcro della Madonna.
Prima dell'arrivo del Crociati la parte superiore
della chiesa era gi stata distrutta; i monaci bene-
dettini, negli anni 1112-1130, edificarono sopra la
cripta una nuova chiesa con annesso monastero.
41

Nel 1187 anche questo venne distrutto da Saladi-
no; fu risparmiata per la cripta in onore della
beatissima madre del profeta Ges.
Di propriet dei francescani, nel 1757 venne loro
tolta ed affidata in comune ai cristiani greco-
ortodossi ed armeni.
Di fatto, dunque, a noi giunta solo la cripta, a cui
si accede per una lunga scalinata.
Il forte dislivello fra l'entrata e l'ambiente sotter-
raneo causa di frequenti inondazioni, l'ultima
delle quali risale al 1972.
Maria ha dato la luce al figlio delluomo e dello Spi-
rito Santo ma nessuno si ricorda forse il suo pi
grande sacrificio: lasciare andare il proprio figlio in
quella maniera cos violenta e dolorosa.
(30)

LA NASCITA DI YESHUA
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il pi piccolo capoluogo di Giuda:
42

da te uscir infatti un capo
che pascer il mio popolo, Israele

(31)


La data di nascita di Ges non la conosce nessuno,
dal 336 d.C. sintende con il 25 dicembre come data
della nativit di Ges nato a Betlemme.
Non era possibile a quei tempi uscire di notte a Di-
cembre, il freddo era fatale per i pastori.
Un altro indizio ce lo d lastronomia, si dice che in
quel periodo una congiunzione di Giove, Saturno e
Marte a cavallo con la Costellazione Dei Pesci.
Questo fenomeno avvenne nel 7 a.C. e quindi biso-
gna andare indietro di qualche anno per avere
unet esatta di Ges che presumibilmente stato
crocefisso a un massimo di 36 anni visto che Pilato
non stato pi procuratore dal 36 d.C.
La vita di Ges, quindi, compresta tra il 7 a.C. e
il 36 d.C.
Si presume che Ges sia nato nel mese di Settem-
bre e la sua era per molti astrologi viene denomi-
nata lera dei pesci.
La quinta era, quella che passata il 21 dicembre
2012, viene denominata era dellacquario.
Questa solo una teoria badate bene.
I re magi seguirono la cometa di Halley come alcu-
ni asseriscono? No. Era la stella di Sirio, la pi lu-
43

minosa del cielo che indic loro la via verso il luogo
o cos almeno dice la leggenda.
Non ci sono prove e fonti che dichiarano veramente
lesistenza dei re Magi.
(32)

Molti dettagli potrete trovarli nel Protovangelo di
Giacomo o quello di Tommaso o naturalmente i ca-
nonici di Luca e Matteo.
Ges un nome preciso e rivoluzionario, deriva da
Giosu, un nome di speranza per il popolo giudeo
che sognava larrivo di un salvatore.
Un salvatore guerriero che avrebbe spazzato via
lImpero Romano oppressore, Ges non era assolu-
tamente cos.
E siccome la Verit non venuta nuda nel mondo
non penserete davvero che Ges sia nato e cresciu-
to in solitudine? Si narra, grazie a studi approfon-
diti, che Ges non fosse nato da solo nella grotta
con il bue e lasinello insieme a Giuseppe e la pa-
44

glia ma insieme a molte donne e parenti di Giu-
seppe e Maria.
Alcuni di loro erano figli di Giuseppe stesso due
femmine e due maschi. I fratellastri e le sorellastre
di Ges.
Salom, Giacomo, Myriam e Joses erano figli di
Giuseppe avuti con la sua presunta prima moglie.
Naturalmente diversi esperti hanno cercato di
smentire questa storia con le solite cose: accuse di
eresia e scomunica negli anni passati e
ctrl+alt+canc. nei giorni nostri.
Tecniche di evasione note e sempre uguali.
Il gioco della Chiesa crolla se si guarda tutto con
occhi pi puliti e meno accecati dalla paura, la ve-
rit sta nel mezzo ed l che sta Ges.
La descrizione di Giuseppe come anziano vedovo
con figli la potrete trovare proprio nel Protovange-
lo. In esso si cerca di chiarire la natura dei fratelli
di Ges che compaiono nei vangeli, indicandoli co-
me fratellastri.
L'anzianit di Giuseppe risulta invece universal-
mente presente nella tradizione iconografica cri-
stiana, come anche il particolare del bastone
Anche la descrizione del luogo della nascita come
una grotta compare per la prima volta nel Proto-
vangelo.
45

Questo particolare non presente nei vangeli ca-
nonici e godette in seguito di un'ampia diffusione
nelle raffigurazioni artistiche della nativit, fino a
molti degli attuali presepi.
L'architettura della Chiesa della Nativit di Bet-
lemme, voluta dall'imperatore Costantino I, con-
ferma questa tradizione. Tale particolare non deve
essere necessariamente visto come in antitesi con
l'altra diffusa tradizione popolare, quella della na-
scita in una stalla: l'orografia della Palestina ca-
ratterizzata da numerose piccole grotte che veni-
vano spesso usate come dispense o piccole stalle,
sovente ampliate e incorporate in costruzioni in
muratura.
Sul presepe c anche una spiegazione molto parti-
colare che d nuove luci sullevento:
la stalla rappresenta la povert e la miseria.
Giuseppe lintelletto: anzich essere geloso e ri-
pudiare Maria si inchina a Dio accettandone la vo-
lont.
Il bue rappresenta il principio generativo ( simbo-
lo della fertilit e fecondit in Egitto), la forza ses-
suale; lasino invece raffigura la personalit, la na-
tura inferiore delluomo.
Il significato della presenza nella stalla del bue e
dellasinello in realt molto profondo: soffiando
sul Bambino Ges lo scaldavano con il loro fiato.
46

Il soffio la vita, dunque esso la reminiscenza del
soffio mediante il quale Dio ha dato lanima al pri-
mo uomo. Interessante vero?
(33)

LINFANZIA DI YESHUA

Queste sono le parole segrete
che Ges il Vivente ha detto
e Didimo Giuda Tommaso
ha trascritto

(34)


Linfanzia di Yeshua circondata da aneddoti, al-
cuni mistificati, altri reali. Tutti provenienti dai
vangeli canonici e da quelli gnostici che narrano di
un Ges diverso dalla tradizione.
Non si pu affermare con certezza della veridicit
del contenuto dei vangeli di Tommaso e di Giacomo
ma tracciano una via plausibile ricca di simbologia.
Il Vangelo di Tommaso presenta sporadici e sparsi
47

passi di sapore gnostico, in particolare il ricorrente
tema dell'ignoranza, cio del mancato riconosci-
mento della natura soprannaturale di Ges.
Tale elemento permea anche il Vangelo di Giovan-
ni, rimanendo anche in tale opera entro i confini
dell'ortodossia cattolica.
Lo gnosticismo una visione differente da quella
ortodossa: gli gnostici non credono che Ges sia
morto in croce, secondo loro Yeshua era un eone
divino, una manifestazione di Dio.
I vangeli gnostici sono in parte in contraddizione
con quello che abbiamo sempre saputo, ho detto in
parte perch molte cose scritte in questi documenti
storici sono ricorrenti anche nella situazione cano-
nica.
I vangeli gnostici fanno parte della cerchia dei
vangeli non autorizzati dalla chiesa durante il con-
cilio di Nicea.
Il termine apocrifo deriva dal greco apo-kryphos e
significa, di per s, nascosto o segreto.
Esso non ha quindi, almeno in origine, particolari
connotazioni positive o negative.
La situazione cambia nel momento in cui, nel cri-
stianesimo primitivo, si cominciarono a definire i
confini tra ortodossia (retta dottrina) ed eresia, da
una parte, e i libri canonici e non canonici,
dallaltra.
48

(35)

Di conseguenza, per molto tempo, il termine apo-
crifo stato recepito come il contrario di autentico,
spesso come qualcosa di pericoloso in quanto ereti-
co.
Oggi, la tendenza sembra essersi rovesciata e molti
tendono a enfatizzare i testi apocrifi ritenendo che
essi contengano delle verit censurate dal potere
religioso.
Insomma, lapocrifo o da rigettare in quanto fal-
so o da esaltare in quanto vero (un vero spaccia-
to per falso).
Da un punto di vista storico, gli apocrifi altro non
sono che delle fonti importanti per la conoscenza
del cristianesimo primitivo.
Il miracolismo che caratterizza il testo, pi vicino
al genere mitico-fiabesco che alla sobriet dei van-
geli canonici, si rivolge a pressoch tutte le esigen-
ze della vita quotidiana: il gioco, la vendetta verso i
delatori, l'istruzione, gli incidenti sul lavoro, il nu-
49

trimento, la malattia... Per ognuno di questi campi
problematici il Ges bambino prodigio di Tommaso
ha pronta una risposta
Dopo questa premessa bisogna stare attenti nel
capire le ragioni di certe affermazioni del Vangelo
di Tommaso. Qui di seguito vi elencher una serie
di episodi dellinfanzia di Ges. Mi raccomando non
prendete tutto per vero sempre ma questo riguarda
anche per la versione canonica.
La verit sta nel mezzo
A due anni Ges e Maria fuggirono in Egitto dalla
persecuzione di Erode che sapendo dellarrivo del
Messia aveva deciso di uccidere tutti i primogeniti
nati di recente.
La Sacra Famiglia attravers il Nilo verso il Delta
Occidentale, poi si diresse a Sud raggiungendo
Wadi El Natrun, la zona che successivamente di-
vent il paradiso dei monaci.
Da l essa part diretta a Sud, verso la citt del
Cairo. Riattravers il Nilo in direzione Est verso El
Mataria, vicino ad Ain Shams, a circa 10 Km dalla
citt del Cairo, dove si ripos allombra di un albe-
ro conosciuto oggi con il nome di Albero di Maria.
Il posto dove si trova lAlbero di Maria fu una delle
pi importanti mete dei viaggiatori del Medioevo
ed oggi meta di moltissimi turisti.
50

In seguito la Sacra Famiglia si diresse verso il Cai-
ro Vecchio, dove si ferm durante il suo viaggio in
Egitto. In questa zona si trovano numerose chiese e
conventi: ne un esempio la chiesa di San Sergios
(Abu Serga), che racchiude la grotta dove si rifugi
la Sacra Famiglia; essa non pot tuttavia rimaner-
vi che per pochi giorni a causa degli idoli che anda-
vano in frantumi;
ci irrit il governatore di El Fostat, che volle ucci-
dere Ges.
La Sacra Famiglia perci part verso Sud, finch
raggiunse la zona di El Maadi, nei dintorni di Men-
fi (capitale dellAntico Egitto), dove sorge attual-
mente la Chiesa della Santa Vergine, le cui copule
indicano che fu costruita nel tredicesimo secolo.
A tuttoggi esiste la scala di pietra usata dalla Sa-
cra Famiglia nella sua discesa alla riva del Nilo,
che pu essere visitata da un luogo che si apre nel
cortile della chiesa.
Sulla via del ritorno percorsero una via diversa che
li fece deviare un po verso Sud, fino al Monte di
Assiut, noto come Monte Dronca.
La Sacra Famiglia lo bened e l sorto un mona-
stero dedicato alla Santa Vergine situato a 8 km a
Sud Ovest di Assiut.
Qui non si narra se tutta la famiglia allargata di
Giuseppe e Maria viaggi con loro ma le varie raf-
51

figurazioni storiche sono daccordo nellaffermare il
viaggio in Egitto per salvare Ges dalla pazzia di
Erode. Si narra che Ges a tre anni, in Egitto, pre-
se un pesce disseccato e lo mise in un catino ripor-
tandolo in vita.
Primi segni della sua grande forza divina.
Ges vide un maestro insegnare a degli scolari.
Dodici passerotti caddero su questo insegnante e
Yeshua rise della situazione. Il maestro si arrabbi
molto.
Si dice che fu un angelo a rivelare a Maria della
notizia della morte di Erode e che quindi potevano
tornare in Palestina. Con larrivo in Palestina ter-
min il viaggio della Sacra Famiglia, che dur per
un periodo di circa tre anni comprendendo landata
e il ritorno durante il quale fu percorsa una distan-
za superiore a duemila chilometri.
A cinque anni Ges cre con largilla dodici passe-
rotti, battendo le mani questi uccelli volarono via.
Aveva ancora creato la vita dalle sue mani.
(36)

52

Questi due aneddoti sono da prendere con pinze
enormi come travi ma questo ci che scritto:
Ges stava creando delle piccole dighe ma il figlio
dello scriba Anna gli rovin il gioco e allora Yeshua
lo secc come un albero. Questo un episodio che
contraddice la figura buona di Ges o almeno cos
sembra. Lo scriba Anna del Ges bambino secca
il figlio va probabilmente identificato con l'Anna
(abbreviazione del nome maschile Anania) che ri-
copr la carica di sommo sacerdote tra il 6 e il 15
d.C. e che in seguito affianc e diresse il genero
Caifa nella stessa carica tra il 18 e 36 d.C., giocan-
do un ruolo chiave nella condanna di Ges.
Come detto in precedenza bisogna leggere tra le ri-
ghe. Forse c una simbologia in quelle parole Co-
me un albero.
E anche questaltro aneddoto risulter difficile da
comprendere se non si legge il simbolo.
Un bambino correndo urt Ges. Irritato egli disse
Non proseguirai oltre la tua strada il bambino
mor sul colpo. In entrambi questi casi Ges appa-
re vendicativo e Giuseppe si scus con le famiglie
addolorate per quanto avvenuto.
La morte secondo gli gnostici solo una morte ap-
parente. Forse il significato di Non proseguirai
significava la morte solo il principio. Ora inizia
una nuova vita. Risulta difficile comprendere il
53

cammino gnostico, essi cercano la conoscenza che
dentro di noi e non al di fuori.
Una ricerca interiore.
Da un punto di vista meramente psicologico Ges
appare come un bambino che cerca di comprendere
la sua natura e a volte non riesce a controllarla.
A volte la usa come tutti i bambini e a volte pi
grande di lui. Rimaniamo su questo versante per
comprendere la vita infantile di Yeshua.
Ges accec degli accusatori e qui si possono fare
mille teorie. Una di queste il senso di giustizia
che Ges avr quando sar pi grande.
E forse anche la sua situazione di famiglia allarga-
ta non lo rese popolare agli occhi degli altri bambi-
ni. Si dice che Ges sia stato ostracizzato da bam-
bini, diversi studiosi trovano questa teoria
effettivamente giusta.
E possibile che in momenti di rabbia e disperazio-
ne non sapesse controllarsi? Questo un mistero
bello e buono.
Si narra anche della sua intelligenza per essere un
bambino. Un suo maestro, Zaccheo, si offr a Giu-
seppe come tutore ma Yeshua si dimostr pi sa-
piente di Zaccheo che per limbarazzo lo restitu a
Giuseppe. I giudei consolarono questo maestro e ci
fece divertire Ges. Pi avanti Ges vide cadere un
54

amico da una terrazza mentre giocava. Lo riport
in vita. Forse il primo caso di resurrezione.
Aveva meno di dodici anni.
Un altro aneddoto rammenta come Ges fosse un
abile guaritore, divino sintende. Un ragazzo si ta-
gli accidentalmente con una scure, Ges glielo
riattacc.
Maria aveva rotto la brocca dellacqua ma Ges
gliela port avvolta nel suo mantello. Ges era an-
che capace di moltiplicare le cose come molti sanno.
Una volta semin un chicco di grano e ne nacquero
100 cori, o meglio, 400 ettolitri. Non male vero?
Ges voleva molto bene a sua madre e al padre
Giuseppe che aiutava insieme ai suoi fratelli du-
rante le giornate di lavoro.
Una volta Giuseppe tagliando il legno di un letto lo
fece troppo corto, Ges lo allungo per il padre.
Ges continu la sua vita con i maestri ma lui si
risultava sempre pi sapiente di loro.
Uno di loro lo rimand da Giuseppe, addirittura
laltro lo colp in testa ma mor subito dopo.
Dio lo aveva punito per linvidia verso questo bam-
bino? Qui c un aneddoto che colloca Giacomo nel-
la vita infantile di Ges.
I due erano stati mandati dal padre a far la legna
quando una vipera morse Giacomo, Ges soffi sul-
55

la ferita facendo scoppiare il serpente e Giacomo
guar.
Successivamente Yeshua resuscit anche un bam-
bino malato e un uomo morto mentre costruiva una
casa e linfanzia si conclude nel periodo del pere-
grinaggio a Gerusalemme.
Giuseppe e Maria avevano perso Ges che era fini-
to a parlare con i saggi.
Scribi e Farisei benedirono Maria per la sapienza
del figlio.

YESHUA E LA PROMESSA SPOSA
Negli ultimi tempi la famiglia stava passando pi tempo nell'altra
casa, quella di Betania, perch la sua vicinanza con Gerusalemme
era importante per il lavoro del fratello.
Maria adorava la bellezza selvaggia della Galilea ed era stata feli-
cissima quando il fratello aveva annuncia-to che avrebbero tra-
scorso l'autunno l.
Quelli erano i momenti che preferiva, i momenti in cui era da so-
la, circondata dai fiori di campo e dagli ulivi.
La solitudine stava diventando una condizione sempre pi rara e
lei assaporava ogni istante che riusciva a ritagliarsi.
L poteva gustare a pieno la bellezza di Dio in pace, libera dalle
severe regole dell'abbigliamento e della tradizione che erano par-
te integrante della sua condizione sociale.
Lazzaro, fratello di Maria, era il suo tutore e di solito era sempre
in apprensione per lei ma la sua ira si placava quando aveva co-
minciato a capire finalmente quanto la ragazza avesse bisogno di
sfruttare quei rari momenti di solitudine.
Poich era l'unica figlia femmina della dinastia di Beniamino,
il suo futuro era stato scritto quando lei era ancora in fasce.
56

Era un destino privilegiato, legato al sangue reale e alla profezia.
La sua sorellina avrebbe avuto un matrimonio dinastico, che era
stato predetto dai grandi profeti di Israele, un matrimonio che
secondo molti rispecchiava addirittura l'indiscutibile volont di
Dio.
Una responsabilit enorme per due spalle cos piccole.
In realt, come tutti sapevano, prima o poi avrebbe dovuto lascia-
re la sua adorata casa per trasferirsi al sud con suo marito.
Suo marito! Yeshua.
Al solo pensiero del promesso sposo, Maria si sentiva riempire di
felicit.
Qualsiasi donna avrebbe invidiato la sua posizione di futura con-
sorte del loro re dinastico.
Ma a colmarla di gioia non era tanto la posizione di Easa; era
l'uomo in s.
La gente lo chiamava Yeshua, l'erede al trono di David.
Ma fin dall'infanzia Maria lo aveva sempre chiamato Yeshua, con
sommo dispiacere di suo fratello e di Marta.
(
37)


Ora dopo questo pezzo tratto dal Vangelo di Maria
Maddalena di Kathleen McGowan possiamo ini-
ziare a tracciare meglio la figura di Yeshua come
uomo, marito e figlio divino.
Ovviamente come tutto questa una teoria studia-
ta per pi di 20 anni da questa scrittrice che ha gi-
rato il mondo del folklore e ha capito che le tradi-
zioni sono state tramandate via orale, come i
vangeli del passato che prima di essere scritti era-
no solo raccontati.
Se ci pensate, anche Omero non era uno scrittore,
le sue opere furono prima tramandate solo a voce e
57

solo dopo scritte, del resto la bibbia nella lingua
italiana stata opera di un certo Alessandro Man-
zoni per rendervi conto di come luso orale era pro-
fondo.
Quindi Ges era promesso a Maria Maddalena? E
plausibile che Yeshua e Maria Maddalena si cono-
scessero e che alcuni sapessero della sua posizione
gi da bambino. Del resto ha sempre fatto miracoli
e voi credete che Ges sia stato nascosto fino ai 30
anni in una grotta?
La chiesa asserisce che conoscere la parte dai 12 ai
30 anni di Ges non rilevante per capire il suo
messaggio e in parte sono daccordo.
Ma come ho detto in principio, non sono un teologo
e nemmeno un santone.
Voglio raccontare quello che penso e che ho scoper-
to nel tempo.
A prescindere dalla religione che soggettiva per
molti.
Secondo Kathleen McGowan, Ges, come qualsiasi
giudeo del suo tempo, era promesso a una bambi-
na. Del resto la legge giudaica parlava chiaro: se
non ti sposavi entro i trentanni, eri messo da parte
dalla societ.
C chi dice che addirittura si veniva uccisi ma
questo non lo darei per certo.
58

Certamente vi starete chiedendo? Maria Maddale-
na chi? La prostituta penitente? No.
Non cos. Sfatiamo subito questa vergogna che
viene perpetrata nel tempo.
Lei non era la peccatrice penitente.
Parleremo pi tardi in maniera pi approfondita di
Myriam di Magdala.
Mi vorrei soffermare ancora sullinfanzia di Ges.
Sempre in questo libro si racconta di una Madda-
lena plausibile, del resto la bibbia non la scrisse
Dio dal cielo.
Lhanno scritta gli uomini, in lingue straniere e in-
decifrabili per il popolo fino alle traduzioni volgari.
Tanto per essere chiari.

LA FINE DELLINFANZIA DI YESHUA
Si crede che Ges abbia avuto 12 anni quando suc-
cesse un fatto importante per la sua infanzia, Giu-
seppe scompare dai vangeli e si presume che sia
morto.
Secondo studi storici e genealogici si dice che Ges
non fosse stato invitato al funerale del padre terre-
no. Perch? Per le voci che giravano su Maria? S,
perch naturalmente Ges non sar andato in giro
a dire a tutti che lui il figlio di Dio. Ha dovuto fa-
re un viaggio interiore. Quello che lo port a capire
meglio la sua figura.
59

Morto Giuseppe, toccava a Giacomo gestire la fa-
miglia che si ritrovava in serie difficolt.
Ges era il primogenito da parte di Maria e pu
darsi che ci siano state tensioni tra i due.
Secondo l'apocrifo Storia di Giuseppe il falegna-
me che descrive dettagliatamente il trapasso del
santo, Giuseppe aveva ben 111 anni quando mor,
godendo sempre d'un'ottima salute e lavorando fino
al suo ultimo giorno.
Avvertito da un angelo della prossima morte si rec
a Gerusalemme e al suo ritorno venne colpito dalla
malattia che l'avrebbe consumato.
Stremato nel suo letto, sconvolto dai tormenti,
travagliato nella mente e solo la consolazione di
Ges riesce a calmarlo.
Circondato dalla sposa e dai figli del primo matri-
monio, viene liberato dalla visione della morte e
dell'Oltretomba, scacciate subito da Ges stesso.
L'anima del santo viene quindi raccolta dagli ar-
cangeli e condotta il paradiso. Il suo corpo viene poi
sepolto con tutti gli onori.
Non si sa dove sia la tomba di Giuseppe ma questo
aneddoto pu essere successo davvero.
Questo episodio triste e solenne segna la fine
dellinfanzia e dellinnocenza di Yeshua che inizi a
far parte della vita pubblica subito dopo la morte
del padre.
60

(38)






















61

LET ADULTA DI YESHUA

IL BATTESIMO DI YESHUA
Ges visse let post-adolescenziale in maniera
semplice.
Lavor come falegname e segu le orme del padre
terreno per poi iniziare il percorso interiore.
Ricorderete sicuramente il momento in cui Ges si
reca al Giordano e chiede a Giovanni di essere bat-
tezzato partecipando a un rito pubblico e concreto
di purificazione e conversione.
Dopo questo fatto tutto cambia.
Il segno decisivo messo in gioco attraverso il rito
battesimale sar quello di lasciare Nazareth: casa,
affetti, quotidianit della vita, abitudini consolida-
te per stabilirsi a Cafarnao, la sua nuova citt.
Si tratta della riva orientale del fiume Giordano,
un corso dacqua non molto grande che ormai
giunto in prossimit della sua foce presso il Mar
Morto a circa 400 m. sotto il livello del mare.
La portata dacqua del fiume ormai minima e la
zona circostante pressoch desertica.
Cafarnao invece si trova nella sponda settentriona-
le del Lago, un vivace villaggio di pescatori e com-
mercianti che sorge lungo una strada tra le pi im-
portanti e trafficate di tutta la regione.
62

Ovviamente ci sono tante teorie sul battesimo e la
cara Kathleen McGowan ne ha una molto partico-
lare e sempre plausibile.
La parte lunga ma necessaria per capire meglio
anche che si sapeva molto bene chi fosse Yeshua e
che fosse il presunto Messia.
Molti lo mettono in dubbio ancora oggi, non ci sor-
prendiamo se i giochi politici si fecero anche allora.
Gli uomini parlavano a voce alta, alcuni gridavano, ognuno cer-
cava di prevaricare l'altro.
Spesso era difficile capire di preciso di cosa stessero discutendo.
La voce aspra, forte e stridente era quella di Gionata Anna.
Sei stato tu ad attirarti tutto ci schierandoti con gli zeloti. Non
potremo mai mostrarci tuoi alleati davanti ai Romani per colpa
degli assassini e dei rivoluzionari che ci sono fra i tuoi sostenitori.
Sarebbe un invito a mas-sacrare il nostro popolo.
Io accolgo qualunque uomo scelga di seguirmi e di cercare il
regno di Dio. Gli zeloti sanno che sono un discendente di David.
Io sono la loro guida legittima. E la vostra.
Non capisci cosa ci troviamo ad affrontare. Il nuovo procurato-
re, Ponzio Pilato, implacabile. Verser tutto il sangue che riterr
necessario per porre fine alle nostre richieste, persino alle pi es-
senziali. Sfoggia i suoi vessilli pagani per le nostre strade, impri-
me i suoi simboli blasfemi sulle nostre monete, tutto per ricor-
darci che siamo del tutto impotenti. Non esiterebbe nemmeno un
istante a toglierci di mezzo se avesse il sentore che il Tempio stia
appoggiando l'insurrezione contro Roma.
Il tetrarca ci dar il suo sostegno. Forse potrebbe parlare con il
nuovo procuratore.
Erode sostiene unicamente la sua lussuria e il suo piacere. Sta
dalla parte di Roma. un ebreo solo quando gli fa comodo per
realizzare le sue ambizioni.
63

La moglie una nazarena disse Ges in tono pungente.
Quel commento fu seguito dal silenzio.
Yeshua aveva abbracciato i principi liberali della setta dei naza-
reni, fra i cui capi c'era anche la madre.
I nazareni non si attenevano alla legge in modo rigoroso come
faceva il Tempio ebraico.
Fra le loro varie tradizioni, c'era quella per cui le donne erano
ammesse a partecipare ai loro riti e venivano addirittura ricono-
sciute come profetesse.
Permettevano anche che i pagani ascoltassero i loro insegnamen-
ti e prendessero parte alle loro cerimonie.
Appellandosi al fatto che la moglie di Erode era una nazarena,
Yeshua aveva lanciato una sfida ai sacerdoti del Tempio.
Avrebbe preso il ruolo di re e di messia della stirpe di David come
previsto nella profezia anche senza di loro e lo avrebbe fatto come
nazareno.
Quella scelta era estremamente pericolosa.
Anche se poteva ridurre il potere dei sacerdoti del Tempio, c'era
il rischio che si ritorcesse contro di lui e qualora il popolo deci-
desse di negargli il suo largo sostegno per darlo ai capi tradizio-
nali.
Ma Anna torn all'attacco. La sua voce risuon nella stanza piena
di tensione.
Chi possiede la sposa lo sposo.
Quello era un riferimento al Cantico dei Cantici, il poema scritto
da re Salomone per celebrare la suprema unione dinastica delle
nobili case di Israele.
In quel contesto era una deliberata e palese allusione al fidanza-
mento di Maria ed Yeshua. La tradizione voleva che, per regnare
su un popolo, un re dovesse avere una moglie di lignaggio altret-
tanto nobile.
Maria, in quanto discendente di Re Saul tramite Beniamino, era
per nascita la principessa di grado pi alto in Israele.
64

Per questo, fin dall'infanzia era stata promessa a Yeshua, il Figlio
del Leone di Giuda. La trib di Giuda e quella di Beniamino era-
no congiunte fin dall'antichit e l'unione dinastica fra le due stir-
pi era stata suggellata con il matrimonio fra la figlia di Saul, Mi-
chol, e David.
Ma per essere un re della dinastia, secondo la legge, bisognava
avere una regina della dinastia. Anna stava lanciando un'aperta
minaccia al promesso sposo.
Fu il fratello di Maria a intervenire a quel punto. Lazzaro era un
uomo che riusciva a controllare sempre le sue emozioni e soltan-
to quelli che lo conoscevano bene avrebbero notato la tensione
presente nella sua voce quando si rivolse al sommo sacerdote.
Gionata Anna, mia sorella promessa a Yeshua per legge. I pro-
feti hanno indicato che lui il messia del nostro popolo. Non ve-
do come possiamo sottrarci al destino che Dio ha scelto per noi.
Osi dire a me cosa ha scelto Dio? scatt Anna.
Noi crediamo che Dio abbia scelto un altro uomo. Un giusto di-
fensore della legge, un uomo che affermer tutto ci che sacro
per il nostro popolo senza recare offesa politica ai Romani.
Ecco la verit, messa davanti agli occhi di tutti. Un giusto difen-
sore della legge. Quello era il modo in cui Anna voleva dimostra-
re a Yeshua che non avrebbero approvato le sue riforme nazarene
nonostante la sua ineccepibile linea di sangue.
E chi sarebbe? domand lui in tono pacato.
Giovanni.
Il Battista? Lazzaro era incredulo.
figlio del Leone
intervenne un'altra voce aspra; Era un giovane sacerdote, Caifa, il
genero di Anna.
Non della stirpe di David. Il tono di Yeshua era sempre paca-
to.
No fu la risposta di Anna. Ma sua madre appartiene alla stirpe
sacerdotale di Aronne e suo padre ai zadochiti. La gente pensa
65

che sia l'erede del profeta Elia. Questo baster a convincere il
popolo a seguirlo, qualora sposi la donna giusta.
Il cerchio si era chiuso. Anna era andato l per assicurarsi che
Maria diventasse la promessa sposa dell'uomo che loro avevano
proposto come messia. Lei era lo strumento necessario per ren-
dere legittimo qualsiasi potere sovrano.
La voce che si ud dopo era piena di collera. Maria non aveva mai
incontrato Giacomo, uno dei fratelli di Yeshua, ma ipotizz che
fosse lui che gridava in quel momento. Quell'uomo somigliava a
Yeshua, ma non aveva il placido contegno che caratterizzava il
fratello.
Non potete scegliere i vostri messia come se fossero mercanzie
di un bazar. Sappiamo tutti che Yeshua l'eletto che liberer il
nostro popolo dalla schiavit. Come osate designare un sostituto
solo perch avete paura di perdere la vostra posizione privilegia-
ta?
Lazzaro, in qualit di tutore della ragazza, solo tu puoi decidere
di rompere il fidanzamento e di dare in sposa la figlia di Benia-
mino al candidato che abbiamo scelto. tutto nelle tue mani,
ormai. Ma lascia che ti ricordi che tuo padre era un fariseo e un
devoto servitore del Tempio. Io lo conoscevo bene. Avrebbe volu-
to che tu facessi ci che meglio per il nostro popolo.
Volete che mia sorella sposi il Battista? chiese Lazzaro con cir-
cospezione.
un uomo onesto e un profeta. E quando Giovanni sar eletto
messia, tua sorella, in quanto sua moglie, avr la stessa posizione
che avrebbe avuto se avesse sposato quest'uomo rispose Anna.
Giovanni un eremita, un asceta. Non sente n il desiderio n il
bisogno di prendere moglie. Ha scelto di vivere in solitudine per-
ch ritiene che lo porti a sentire meglio la voce di Dio. Volete for-
se rovinare la sua solitudine e mettere fine alle sue opere buone
costringendolo ad accettare un matrimonio, con tutte le respon-
sabilit che ne derivano per legge?
No replic Anna.
66

Non lo costringeremo a fare nulla. Sposer la ragazza per conso-
lidare la sua condizione di messia davanti al popolo. Dopodich,
lei vivr nella casa del fratello e Giovanni potr tornare a predica-
re. La ragazza assolver gli obblighi dinastici come prescritto dal-
la legge e lo stesso far lui.
L'uomo che predicava sulle rive del Giordano era diventato una
leggenda. Era il cugino pi anziano di Yeshua, eppure i due ave-
vano un temperamento molto diverso.
Lui lo rispettava, parlava di lui come di un grande servo di Dio,
un uomo sincero e onesto. Ma ne conosceva anche i limiti. Lo
aveva spiegato a Maria una volta, quando lei gli aveva chiesto
dell'appassionato predicatore che battezzava con l'acqua del
fiume.
Giovanni rifiutava le donne, i pagani, gli storpi o chiunque gli
sembrasse immondo, mentre Yeshua sosteneva che la parola di
Dio apparteneva a chiunque desiderasse sentirla.
Non era un messaggio rivolto a un lite. Era un messaggio che
portava una buona novella a tutti. Queste differenze avevano cau-
sato alcune discussioni fra i due.
Giovanni aveva passato molto tempo sulle aride rive del Mar
Morto dopo che i suoi genitori erano morti. L era entrato nel
gruppo degli esseni di Qumran, una severa setta di asceti da cui
aveva preso molte delle sue regole ferree.
Gli esseni di Qumran vivevano in condizioni disagiate e disprez-
zavano i cosiddetti cercatori di cose facili. Parlavano di un
Maestro di Giustizia che avrebbe portato il pentimento e l'assolu-
to rispetto della legge.
Ma, mentre Giovanni faceva proprie le rigide regole degli esseni,
Yeshua in fin dei conti rifiutava molte delle loro convinzioni poi-
ch le riteneva troppo severe e censorie.
Se Lazzaro avesse appoggiato Yeshua, il legittimo re dinastico e
l'erede secondo tutte le profezie, Lazzaro sarebbe stato cacciato
dal Tempio. Era implicito nelle parole del sommo sacerdote.
Lazzaro a quel punto non avrebbe avuto altra scelta che schierar-
67

si con i nazareni e abbracciare degli ideali riformisti in cui non
credeva.
Ma quella era la vigilia di un terribile scisma, un distacco totale
delle due fazioni che avrebbe creato ostilit fra le grandi famiglie
dinastiche di Israele e avrebbe dato vita ad aspre rivalit.
Quella sera Yeshua fece un patto con Lazzaro: voleva essere lui a
dare la notizia a Maria. Quando Yeshua si accorse che tremava
come una foglia e che aveva il viso rigato dalle lacrime, cap che
Maria aveva origliato gran parte della conversazione.
Perch hai acconsentito a una cosa del genere? Perch hai la-
sciato che ti portassero via il tuo regno?
Forse perch il mio regno non di questa mondo, Maria.
Lei scroll il capo; non capiva. Yeshua se ne accorse e continu
la spiegazione.
Il mio compito quello di insegnare la Via, di dimostrare a que-
sta gente che il regno di Dio accessibile, che abbiamo il potere
di liberarci da qualsiasi schiavit. Non mi servono una corona o
un regno in senso materiale per farlo. Ho solo bisogno di riunire
il maggior numero possibile di persone per condividere con loro
la Via del Signore. Ho sempre pensato che avrei ereditato il trono
di David e che tu ti saresti seduta al mio fianco, ma se questo non
si pu realizzare, dobbiamo sotto-metterci al volere di Dio.
Yeshua? sussurr, con il terrore di rivolgergli quella domanda.
S?
Chi... chi sposerai adesso?
Yeshua la guard con una tenerezza sorprendente, tanto che Ma-
ria pens che il cuore stesse per scoppiarle. L'uomo le prese le
mani e le parl con voce sommessa ma ferma.
Ti ricordi cosa ha detto mia madre l'ultima volta che sei entrata
in casa nostra?
Maria annu e sorrise malgrado le lacrime.
Non lo dimenticher mai. Ha detto: Dio ha fatto di te la com-
pagna perfetta per mio figlio. Voi due diventerete una sola carne.
68

Non ci saranno pi due creature, ma una. E ci che Dio ha unito,
nessun uomo potr separare.
Mia madre una donna saggia e una grande profetessa. Ha vi-
sto che Dio ti ha creata appositamente per me. Se Dio ha deciso
che non dovr avere te, allora non avr nessun'altra.
Ma... se devo diventare la moglie di Giovanni... lui non mi per-
metter mai di diventare una sacerdotessa nazarena.
No, Maria. Giovanni insister perch tu osservi la legge con
estremo rigore. Egli di-sprezza le nostre riforme, potr essere
molto severo con te e costringerti a una dura penitenza. Ma ri-
corda quello che ti ho detto e quello che anche mia madre ti ha
insegnato. Il regno di Dio nel tuo cuore e nessun oppressore
potr portartelo via.
Ascoltami bene. Dobbiamo percorrere questo cammino con pa-
zienza e dobbiamo fare quello che giusto per i figli di Israele.
Questo significa che al momento non posso oppormi al volere di
Anna e del Tempio. Accetter la loro decisione affinch la Via
possa continuare a diffondersi sul territorio e ho acconsentito a
fare due cose per manifestare il mio appoggio. Parteciper al tuo
matrimonio con Giovanni insieme a mia madre e lascer che
Giovanni mi battezzi davanti a tutti, per dimostrare che riconosco
la sua autorit spirituale.
Yeshua la baci sulla testa con dolcezza, quindi si volt per an-
darsene.
Sei molto forte, per essere una donna cos piccola. Ho sempre
visto questa forza in te. Un giorno sarai una grande regina, una
guida per il nostro popolo.
Si ferm sulla porta per lanciarle un ultimo sguardo e la lasci
con un ultimo pensiero. Si port la mano sul cuore.
Sar sempre con te.

(39)

Quale scisma? La McGowan intende la divisione
tra un modo di pensare e laltro.
69

Quello della scuola del Battista che rigoroso e
contro le donne e quello Nazareno di Ges che
aperto a chiunque voglia imparare la Via.
Pi avanti user questo libro ancora per rendere
meglio capibile il tutto.
Maria Maddalena doveva essere la sposa di Ges
ma per un gioco di potere, il solito gioco dei potenti
del tempio, il destino solo rimandato
(40)

Quindi il Battesimo di Ges, secondo la scrittrice
irlandese, oltre a una grande cerimonia per riceve-
re lo Spirito Santo era stata anche una prova poli-
tica molto importante.
Ges con quel gesto voleva far riconoscere la sua
autorit.
Naturalmente non troverete molte teorie a riguar-
do, ricordate?
Eretico prima, Ctrl-Alt-Canc. adesso
70

Nei vangeli canonici il battesimo di Ges ben no-
to.
Egli arriv dal Battista ed egli disse al figlio di Dio
che dovrebbe essere lui a battezzare il Battista non
il contrario.
E Ges rispose:
Lascia fare per ora, poich conviene che cos
adempiamo ogni giustizia .
E strano che Matteo parli di questo fatto nel suo
vangelo non trovate? Ges aveva un disegno preci-
so e come abbiamo visto prima plausibile che pos-
sa averlo fatto anche per i fatti raccontati da Ka-
thleen McGowan?
Guardate cosa dice sulla parte del battesimo:

Yeshua arriv sulla riva orientale del Giordano per prestare fede
alla promessa fatta.
Quell'incontro fra due uomini cos famosi aveva attirato frotte di
gente sulla riva del fiume.
Giovanni alz una mano per impedire a Yeshua di avanzare.
Vieni da me per ricevere il battesimo? Forse dovrei essere io a
farmi battezzare da te, poich tu sei l'eletto di Dio.
Yeshua rispose con un sorriso.
Cugino, cos che deve essere ora. Dobbiamo fare ci che
giusto.
Giovanni annu e non mostr alcun tipo di emozione quando Ye-
shua dichiar apertamente di essere disposto ad accettare il nuo-
vo programma.
Era la prima volta che i due si incontravano dopo le macchina-
zioni di Gionata Anna ed era la prima occasione che avevano di
confrontarsi.
71

Il Battista port Yeshua lontano dalla folla e parl soppesando le
parole, per capire davvero come la pensasse il cugino.
Chi possiede la sposa lo sposo.
Yeshua non replic alle parole di Giovanni.
Si limit ad annuire per comunicargli che era d'accordo.
Giovanni continu:
Ma l'amico dello sposo, che presente e lo ascolta, si rallegra
molto nel sentire la sua voce. Io posso gioire di questo tuo altrui-
stico dono di giustizia, se vero che me lo offri liberamente.
Yeshua annu di nuovo in segno di conferma.
Sar lieto di essere l'amico dello sposo. Io devo scendere per far
salire te, e cos sia.
Fu un gioco di parole, una specie di danza fra i due grandi profe-
ti, in cui ognuno era stato attento a capire la posizione dell'altro.
Contento del fatto che il cugino avesse acconsentito in modo pa-
cifico a cedere la sua posizione e la sua sposa, Giovanni torn a
rivolgersi alla folla riunita sulla riva del Giordano.
Fece una dichiarazione alla gente, prima di invitare Yeshua ad
avanzare.
Dopo di me verr quest'uomo, che il preferito rispetto a me...
poich egli stato scelto prima di me.
Yeshua si immerse nelle acque del fiume, mentre risuonavano le
parole di Giovanni.
Il Battista le aveva scelte con cura, per indicare che, se doveva
prendere il posto del messia, allora Yeshua sarebbe stato il suo
erede al trono nel caso in cui gli fosse capitato qualcosa.
La frase egli stato scelto prima di me era un chiaro segno che
Giovanni riteneva ancora valide le profezie su Yeshua.
Quella frase gli avrebbe fatto ottenere il consenso dei moderati
che sostenevano Yeshua e lo onoravano ancora come il figlio del-
le profezie, ma che erano intimoriti dalle riforme dei nazareni. Le
sue parole iniziali dopo di me verr quest'uomo indicavano che
Giovanni stava considerando l'ipotesi di prendere il posto
dell'unto.
72

Giovanni, il predicatore del deserto, con i suoi abiti primitivi e il
suo stile di vita estremamente rigoroso, era un uomo che poteva
facilmente essere sottovalutato.
Ma le sue azioni e le sue parole quel giorno, sulle rive del Gior-
dano, rivelarono che era un politico molto pi esperto di quanto
la gente immaginasse.
Quando Yeshua riemerse dall'acqua, la folla salut quei due
grandi uomini, quei due profeti congiunti che erano stati toccati
dal Signore.
Ma a un tratto cal il silenzio nella valle, quando una colomba
bianca comparve nel cielo e vol leggiadra sopra la testa di Ye-
shua, il Leone di David.
Fu un momento che sarebbe stato ricordato per sempre dagli abi-
tanti della valle del Giordano, e non solo
(41)

Non pu essere successo in questa maniera? Pur-
troppo chi pagher sar Maria Maddalena che non
solo dovr sottostare alle leggi del marito ma verr
anche picchiata e umiliata da questuomo rigoroso
e violento.

MARIA MADDALENA
Maria non era semplicemente un nome ma un tito-
lo di distinzione, essendo una variazione di Myriam
(il nome della sorella di Mos e Aronne).
Le Myriam (Marie) partecipavano a un ministero
formale all'interno di ordini spirituali.
Mentre i Mos guidavano gli uomini nelle ceri-
monie liturgiche, le Myriam facevano altrettanto
con le donne.
73

La stessa cosa vale per Sarah.
Maria un titolo sacerdotale mentre Sarah indica
il titolo di regina o principessa.
Maria Maddalena ha una storia descritta in modi
diversi a seconda delle epoche e degli autori.
Prima, secondo alcuni, sarebbe stata immersa in
studi sacri presso gli Esseni o al sacerdozio di Isi-
de, quindi al seguito di Ges, poi nella predica in
Palestina, quindi esule nel Sud della Francia e an-
cora in viaggio a predicare.
Maria Maddalena viene generalmente identificata
con la peccatrice, la prostituta che lava e unge i
piedi di Ges e che, come vedremo, invece
unaltra donna.
Prima di proseguire con le notizie sull'identit del-
le Marie che compaiono nei Vangeli, utile risolve-
re da subito questa vicenda di Ges che offrirebbe
a Maria di Magdala i suoi insegnamenti pi pro-
fondi (almeno quelli che anche gli Apostoli non ca-
pirono immediatamente) da trasferire poi agli Apo-
stoli medesimi.
Nel 1896 lo studioso tedesco Carl Reinhard compr
n Il Cairo un manoscritto su papiro del secolo V.
In tale papiro, scritto in lingua copta (una specie di
intersezione tra l'egiziano traslato dal geroglifico
ed il greco).
74

Pi tardi comparvero altri due frammenti che si
aggiunsero ai temi trattati nel precedente papiro.
Dico subito che il papiro il materiale su cui vi lo
scritto, ma che il tutto confezionato a forma di
codice, un progenitore del libro che noi conosciamo
e che i cristiani per primi introdussero nel II seco-
lo d.C. Il papiro contiene quattro scritti gnostici: il
presente Vangelo di Maria, l'Apocrifo di Giovanni,
la Sofia di Ges Cristo, gli Atti di Pietro.
Il primo scritto il pi breve ed il pi danneggiato.
Il luogo di provenienza del papiro ignoto, tuttavia
ci si mantiene entro un margine di sicurezza ipo-
tizzando che provenga dalla regione di Nag Ham-
madi, come altri codici copti venuti alla luce prima
del 1945 e dei quali si ignorava la provenienza.
Approfonditi studi e recentissime esplorazioni ar-
cheologiche confortano quella che prima era una
semplice supposizione.
(42)

75

Naturalmente il Vangelo di Maria non rientra nel-
la storia che il cristianesimo ha costruito e quindi
non solo non passa come documento riconosciuto
dalla Chiesa, ma neppure come Vangelo Apocrifo.
Lo si situa tra i cosiddetti Vangeli Gnostici:
In definitiva, la materia sar distrutta, oppure
no?
Il Salvatore rispose: Tutte le nature, tutte le for-
mazioni, tutte le creazioni sussistono l'una nell'al-
tra e l'una con l'altra, e saranno nuovamente dis-
solte nelle proprie radici.
Poich la natura della materia si dissolve soltanto
nelle radici della sua natura. Colui che possiede
l'udito, e possa udire, che ascolti!
Pietro gli disse:
Giacch ci hai spiegato ogni cosa, spiegaci anche
questo. Che cosa il peccato del mondo? .
Il Salvatore rispose: Non vi alcun peccato. Siete
voi, invece, che fate il peccato allorch compite
azioni che sono della stessa natura dell'adulterio,
che detto il peccato. Per questo motivo il bene
venne in mezzo a voi, dell'essenza di ogni natura
per restituirla alla sua radice. Per questo vi amma-
late e morite, perch voi amate ci che inganne-
vole, ci che vi inganner. Chi pu comprendere,
comprenda. La materia diede origine a una passio-
ne senza uguali, che procedette da qualcosa che
76

contro natura. Ne venne allora un disordine in tut-
to il corpo. Per questo motivo vi dissi: Sentitevi
soddisfatti dentro di voi pi di quanto continuate
insoddisfatti e disubbidienti; in verit vi dico senti-
tevi soddisfatti ed obbedienti solo in presenza
dell'immagine della natura e non di ci che va con-
tro di essa. Colui che ha due orecchi e pu udire,
che ascolti!
E, dopo aver pronunciato queste parole, l'Unto se
ne and dicendo ai presenti:
La pace sia con voi! Che la mia pace si estenda in
voi! State all'erta che nessuno vi inganni con le pa-
role: Vedete qui o Vedete l.
Il germoglio della vera Umanit infatti dentro di
voi. Seguitelo! Chi lo cerca lo trover.
Andate, dunque, e predicate la buona novella del
Signore Divino. Non annunciate alcun precetto
all'infuori di quello che vi ho predicato, e non an-
nunciate alcuna legge come se fosse la legge di un
legislatore, affinch non avvenga che siate da essa
costretti.
E queste furono le sue ultime parole prima di la-
sciarli. Quelli che erano presenti restarono afflitti e
si lamentarono amaramente.
Come possiamo andare per il mondo dai gentili e
predicare loro il Vangelo del Regno del Figlio della
Vera Umanit ? Se essi non risparmiarono lui, co-
77

me saremo
risparmiati noi? S'alz allora Maria di Magdala,
salut tutti i presenti, e disse ai suoi fratelli: Non
piangete, non vi affliggete, e non albergate dubbi
nel vostro cuore. La sua grazia discender su di voi
e vi protegger. Lodiamo piuttosto la sua grandez-
za, giacch egli ci ha preparati e fatti veri Esseri
Umani.
Dopo che Maria di Magdala ebbe pronunciato que-
ste parole, il cuore dei presenti si riemp di Bene,
ed essi si disposero a conversare intorno agli inse-
gnamenti.
Pietro disse a Maria:
Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava
pi delle altre donne. Comunicaci le parole del Sal-
vatore che tu ricordi, quelle che tu conosci e che noi
non conosciamo per non averle ascoltate.
Maria rispose e disse:
Quello che a voi nascosto, io ve lo comunicher.
E cominci a parlare con le seguenti parole.
Io, disse Maria, vidi il Signore in una visione, e gli
dissi: 'Signore, oggi ti ho visto in una visione'.
Egli mi rispose e disse:
Beata, tu che non ti sei turbata alla mia vista. L,
infatti, ove la mente, quivi il tesoro.
78

Io gli dissi: Signore, adesso dimmi: colui che vede
la visione, la vede attraverso l'anima oppure attra-
verso lo spirito?
Il Salvatore rispose e disse: 'La visione non si ha
n attraverso l'anima, n attraverso lo spirito, ma
la mente, che si trova tra i due.
(43)

qui il testo s'interrompe e continua con una parte
che parla dell'anima che incontra le varie forze ce-
lesti.
E il Desiderio disse:
Non ti ho vista quando sei discesa, ora invece ti
vedo mentre sali in alto. Come mai, dunque, tu mi
menti dal momento che mi appartieni ?.
L'anima rispose: Io ti ho veduta, mentre tu non mi
hai n vista n conosciuta. Hai confuso i vestiti
(che porto) con il mio vero essere, e non mi hai
riconosciuta.
Ci detto, l'anima se ne and via allegra e gioiosa.
And poi l'anima ad inciampare nella terza Poten-
za celeste che chiamano Ignoranza. Questa guard
l'anima dall'alto in basso e le domand :
Dove Vai? Sei stata presa dalla malvagit, davve-
ro sei stata presa ! Non giudicare!.
E l'anima disse:
Perch mi giudichi, mentre io non ho giudicato? Io
sono stata presa, sebbene io non abbia dominato
alcuna cosa. Non sono stata riconosciuta.
79

Ma io ho riconosciuto che l'universo destinato a
perdersi, sia le cose e nature terrestri sia le cele-
sti.
Dopo che l'anima ebbe lasciato dietro di s la terza
Potenza celeste, sal in alto e vide la quarta Poten-
za.
Essa aveva sette forme. La prima l'oscurit; la
seconda la bramosia; la terza l'ignoranza; la
quarta l'emozione della morte; la quinta il re-
gno della
carne; la sesta la stolta saggezza della carne; la
settima la sapienza dell'iracondo. Queste sono le
sette potenze dell'Ira.
Esse domandarono all'anima: Da dove vieni, as-
sassina, e dove vai, usurpatrice degli spazi?
L'anima rispose dicendo:
Ci che mi possiede stato ucciso, ci che mi cir-
conda stato annientato, la mia bramosia finita e
la mia ignoranza morta. Mi hanno fatto cadere da
un
mondo ad un altro mondo, e ad un archetipo da un
archetipo superiore, dalla catena dell'oblio, che
soggiace al tempo. D'ora in poi io raggiunger, in
silenzio, il riposo del tempo.
Quando Maria di Magdala termin di pronunciare
queste parole, si azzitt, poich questo era tutto
quello che il Salvatore le aveva rivelato.
80

Allora Andrea replic e disse ai fratelli e sorelle
presenti:
Dite che cosa pensate di quanto ella ha detto. Io,
almeno, non credo che il Salvatore abbia detto ci.
Queste dottrine, infatti, sono in verit insegna-
menti strani.
Riguardo a queste stesse cose parl anche Pietro
affermando che anch'egli sospettava che tali inse-
gnamenti fossero veri.
Egli li interrog in merito al Salvatore:
Ha egli forse parlato realmente in segreto e non
apertamente a una donna, senza che noi lo sapes-
simo? Ci dobbiamo ricredere tutti e ascoltare lei?
Forse egli l'ha anteposta a noi?
Maria allora pianse e disse a Pietro:
Pietro, fratello mio, che cosa credi dunque? Credi
tu che io l'abbia inventato in cuor mio, o che io
menta riguardo al Salvatore?.
Levi replic a Pietro dicendo:
Tu sei sempre stato un uomo irascibile, Pietro!
Ora io vedo che ti scagli contro questa donna come
se fosse un avversario. Ma se il Salvatore l'ha resa
degna,
chi sei tu per respingerla ? Non v' dubbio che il
Salvatore la conoscesse profondamente. Per questo
amava lei pi di noi. Dobbiamo piuttosto vergo-
gnarci,
81

rivestirci dell'uomo perfetto, accoglierlo nel nostro
seno mentre ci guida e annunziare la buona novel-
la, senza far caso a nessun precetto o legge che ci
svii dagli insegnamenti del nostro Salvatore.
Quando Levi ebbe detto ci, essi presero ad andare
per annunziare e predicare.
(44)


Lo dichiaro subito Maria Maddalena non era ben
vista dagli altri, specialmente da Pietro perch ella
era una donna.
Ges aveva come prima interlocutrice una donna!
A lei rivela i suoi pensieri pi reconditi e delega a
lei la spiegazione di essi agli apostoli! Questo il
messaggio principale che ne ha altri dietro.
Pietro interviene su Maria come far Paolo di Tar-
so con tutte le donne.
Devono restare nell'ombra ed in nessun caso rite-
nere di poter opinare o essere portatrici di novit
che non siano prima dell'uomo.
Inoltre si afferma la donna come veicolo principale
di comunicazione e si adombrano rapporti d'amore
pi profondi di Ges per Maria di Magdala di
quanti ne potessero esistere con gli apostoli.
In qualche modo Maria assunta a coordinamento
e guida dell'opera degli apostoli. Detto pi chiara-
mente: dove termina l'insegnamento di Ges, segue
quello di Maria.
82

Discussione pi approfondita meriterebbe la non
esistenza del peccato di cui si parla in apertura.
Per ci che ci interessa questo Vangelo mette in
primissimo piano la figura di questa donna, Maria
di Magdala. Vediamo di sfatare anche il mito della
prostituta ma per farlo bisogna fare chiarezza tra
le Marie che i Vangeli canonici ci presentano.
Maria chiamata Maddalena, dalla quale erano
usciti sette demoni la prima donna del gruppo
delle discepole itineranti con Ges ad essere nomi-
nata nel
Vangelo di Luca. Sempre prima la ritroviamo nella
lista dei sinottici quando viene descritta la crocifis-
sione e si nomina la presenza del gruppo delle don-
ne, fedeli seguaci del
Nazareno fin dalla predicazione sulle strade della
Galilea, che assiste alla Passione. Nel racconto gio-
vanneo la troviamo menzionata sotto la croce con
la madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleo-
fa.
(45)

83

Se nelle altre liste ha il privilegio di essere la pri-
ma, qui ha quello di essere associata al gruppo del-
le parenti strette. Gi dalla lettura di questi primi
testi biblici emergono elementi che indicano un
primato di Maria di Magdala nel gruppo. Essa il
solo nome ad essere comune a tutte le liste: le altre
donne ricordate cambiano, lei sola presente in
tutte le fonti.
Che questi dati suppongano anche un rapporto
particolare e privilegiato con Ges confermato
dal seguito delle narrazioni evangeliche.
Maria Maddalena inconfondibilmente presso la
croce di Ges, poi in veglia amorosa seduta di
fronte al sepolcro, infine, all'alba del nuovo giorno
la prima a recarsi di nuovo al sepolcro, dove ella
rivede e riconosce il Cristo risorto dalla morte. E' di
grande rilevanza che in un tempo nel quale la te-
stimonianza delle donne, e quindi la loro parola,
non aveva valore giuridico, il Cristo affidi il mes-
saggio di resurrezione, a Maria di Magdala, facen-
do di lei la prima mediatrice della Parola, del Ver-
bo incarnato, rendendola apostola degli apostoli.
Nei vangeli di Marco e Matteo si legge che quando
Ges, fu nella casa di Simone Lazzaro a Betania,
gli si avvicin una donna con un contenitore
dalabastro. Questa donna, Maria Maddalena, unse
la sua testa con nardo, un unguento prezioso.
84

Nella tradizione ebraica, come anche in quella su-
mera, babilonese e cananea, lunzione rituale del re
eseguita esclusivamente dalla sacerdotessa reale
o dalla sposa reale.
Solo dopo questunione rituale con la sacerdotessa
il re assume il proprio ruolo di Messia, lunto.
E di questo si pensi ci che si vuole ma tali eventi
narrati non dovrebbero essere casuali.
La nostra cara McGowan ci ricorda di Giovanni
Battista e del primo matrimonio con lui.
I due si sposarono sulla collina di Cana, in Galilea
e secondo le sue ricerche il famoso miracolo del vi-
no fu fatto in quell'occasione. Ricordate che Ges e
Giovanni erano parenti. Anche se riluttante, Ye-
shua obbed alla madre e grazie a lui il vino au-
ment a dismisura.
Maria Maddalena ademp ai suoi doveri di moglie e
si sottomise alla legge del marito, non potette pi
vedere Ges e gli altri nazareni.
Questo un altro pezzo che pu aiutare a capire
una plausibile figura di Giovanni Battista e il suo
rapporto con la moglie.
Maria and a vedere Ges, sua madre e gli altri di
nascosto ma Giovanni lo venne a sapere e questo fu
il risultato:

Sgualdrina! url Giovanni, mentre schiaffeggiava Maria.
85

Sapevo che era troppo tardi per te e i tuoi lascivi costumi naza-
reni. Come hai osato disubbidire a tuo marito e a tuo fratello?
Marta e Lazzaro erano dall'altra parte della casa di Betania, ma
sentivano la violenza che si stava consumando. Marta piangeva in
silenzio dalla sua parte del letto, mentre sentiva i colpi abbattersi
sull'esile corpo di Maria. Era stata tutta colpa sua. Era stata lei a
incoraggiarla a disobbedire.
Marta aveva l'impressione che era lei a meritare quel trattamento.
Lazzaro era seduto immobile, pietrificato dalla paura e dall'impo-
tenza.
Era infuriato con Marta e Maria, ma soprattutto era preoccupato
per le per-cosse che la sorella stava ricevendo dal marito.
Il comportamento di Giovanni era in linea con i suoi principi e la
legge era anche dalla sua parte.
Ancora non sapevano come avesse fatto a scoprire che Maria ave-
va partecipato alla riunione dei nazareni. C'era un informatore fra
loro la notte precedente? Oppure Giovanni l'aveva visto in una
visione?
Qualunque fosse stato l'elemento scatenante, quel pomeriggio
Giovanni era andato a Betania in un impeto di rabbia, deciso a
punire chiunque fosse coinvolto in quel sotterfugio.
Sapeva che la sua giovane moglie era stata seduta in adorazione
ai piedi del cugino, la sera prima. E, cosa ancora peggiore, lo
aveva fatto insieme alla viziosa figlia di Erodiade.
Il fatto che Maria avesse ostentato la sua simpatia per i nazareni e
il suo legame con Salom era fonte di vergogna e di enorme im-
barazzo per Giovanni.
Avrebbe potuto danneggiare la sua reputazione. Maledetta don-
na! Non capiva che qualsiasi macchia sul suo nome avrebbe con-
dizionato la sua opera e avrebbe sminuito il messaggio di Dio?
Quella era la prova che le donne mancavano di buon senso, che
non erano in grado di pensare alle conseguenze delle loro azioni.
Erano creature peccaminose per natura, figlie di Eva e di Geza-
bele.
86

Giovanni cominciava a credere che fosse impossibile redimerle.
Url questo e molto di pi durante la sua aggressione.
Maria si rannicchi in un angolo con le braccia sopra la testa nel
vano tentativo di ripararsi il volto.
Ma era troppo tardi: un cerchio violaceo si stava formando intor-
no a un occhio, mentre il labbro inferiore era gonfio e sanguinan-
te.
Riusc a gridare solo:
Fermati, farai male al bambino!.
Giovanni ferm la mano a mezz'aria.
Che cosa hai detto?
Maria inspir profondamente e tent di calmarsi.
Aspetto un bambino.
Giovanni le lanci un'occhiata gelida.
Hai passato la notte nella casa di un altro uomo senza un'ac-
compagnatrice. Non posso essere sicuro che il figlio sia mio.
Sono venuta da te come una vergine ribatt Maria adagio.
E non sono mai stata con nessun altro uomo all'infuori di te,
mio marito secondo la legge.
Enfatizz quelle ultime parole e tenne duro.
Nonostante fosse molto pi piccola di lui, si alz in piedi e lo
guard dritto negli occhi.
Sei adirato perch ti ho disubbidito e merito la tua ira. Ma tuo
figlio non ha colpe. Un giorno sar un principe del nostro popo-
lo.
Comunicher a Lazzaro le regole che dovrai seguire durante la
gravidanza.
Apr la porta e si avvi lungo il corridoio. Infine, senza nemmeno
girarsi, scocc un ultimo colpo.
Se una femmina, vi abbandoner entrambe.
(46)


Capito chi era Giovanni Battista? E stendiamo un
velo pietoso sulle leggi che vigevano in quei tempi
87

perch non solo erano barbariche ma erano schifo-
se e vigliacche.
E secondo voi potevano amare Ges che insegnava
l'amore a tutti? Donne in primis? E da qui che na-
sce la diffamazione di questa donna importantis-
sima nella vita del figlio di Dio.
Maria ebbe un figlio maschio e lo chiam Giovanni.
E per alcuni egli era il figlio destinato alla stirpe
ma sappiamo benissimo che questo matrimonio era
una farsa per allontanare Ges dal suo destino.
E ricordate tutti Salom giusto? Ovviamente viene
ricordata come quella donna che fece uccidere Gio-
vanni per la sua gelosia.
Tutte fandonie che come vedete rimangono perpe-
tue nel tempo.
Le donne non dovevano comandare con ogni mezzo
necessario.
Salom, secondo Kathleen McGowan, era amica di
Maria Maddalena e come gli altri seguivano la Via
di Yeshua.
Non accettava che Maria subisse un trattamento
simile anche per via della sua posizione sociale.
Certamente un modo non nobile per fare giustizia
ma lasciatemelo dire:
uno strappo alla regola una necessit!
88

Sempre dal libro Il vangelo di Maria Maddalena
guardiamo cosa avrebbe orchestrato Salom per li-
berare Maria dal marito.

Erode aveva chiesto che Salom danzasse per lui e per i suoi
ospiti; la grazia e la bellezza della ragazza era-no leggendarie e
gli ospiti avevano affrontato un lungo viaggio per render-gli
omaggio.
Il tetrarca riteneva che fosse un segno di benevolenza sfoggiare la
sua incantevole figliastra. Salom entr nel salone, dove si stava
svolgendo un banchetto in pieno stile romano.
Indossava vesti di seta scintillanti e alcune catene d'oro regalatele
dal patrigno, il quale aveva un debole per lei. Quando arriv nella
sala port lo scompiglio fra i convitati, che allungavano il collo
per vedere meglio quella splendida principessa.
Tu sei il gioiello pi prezioso del mio regno, Salom dichiar il
patrigno.
Vieni e danza per noi. Sar una grande emozione ammirare la
tua grazia.
Salom si avvicin al trono di Erode, da cui lui dominava il ban-
chetto.
Non so se posso danzare, patrigno. Ho il cuore cos appesantito
da ci che ho dovuto sopportare durante il viaggio, che non credo
di essere dell'umore adatto.
Erodiade, che era adagiata su un cuscino accanto al marito, si
drizz.
Cos' stato a sconvolgerti tanto, figliola?
Salom raccont loro una storia lacrimevole, parl dell'uomo or-
ribile che veniva chiamato il Battista e disse che le sue parole la
tormentavano dovunque andasse.
Chi il Battista?
Fu uno dei nobili ospiti romani a porre la domanda. Erode fece
cenno di lasciar perdere.
89

Nessuno di cui valga la pena parlare. Un piantagrane di poco
conto.
Al che Salom scoppi a piangere e si gett ai piedi della madre.
Pronunci a voce alta i terribili epiteti con cui il Battista chiama-
va Erodiade.
Era spaventata perch quel profeta chiedeva che Erode venisse
destituito e prevedeva che il palazzo sarebbe crollato con tutti lo-
ro dentro.
Suscitava nella gente l'odio verso la dinastia di Erode, tanto che
Salom non poteva pi viaggiare tranquilla insieme ai nazareni, a
meno che non fosse travestita.
Sembra pi un ribelle che un profeta osserv il nobile romano.
meglio occuparsene subito.
Erode non era in vena di prendere decisioni politiche, ma non vo-
leva apparire debole agli occhi dell'inviato romano.
Chiam le guardie e diede l'ordine.
Arrestate quest'uomo e portatelo qui. Voglio vedere se ha il co-
raggio di dirmi certe cose di persona.
Gli ospiti seguirono l'esempio del nobile romano alzando i calici
per brindare al loro anfitrione.
Salom si asciug le lacrime e rivolse un sorriso soave al patri-
gno.
Quale danza vi piacerebbe vedere stasera?
(47)


Un gesto inconsueto e sbagliato ma in buona fede
che porter a un altro ben diverso.
Un gioco di potere e vergognoso.
L'uccisione del Battista come quella di Ges altro
non che un gioco sporco dei poteri del tempo.
Dopo la morte di Giovanni, Maria si spos con Ge-
s.
90

Chi ci parla esplicitamente di un rapporto matri-
moniale tra Ges e Maria ? Un altro Vangelo apo-
crifo, anch'esso non riconosciuto dalla Chiesa, il
Vangelo di Filippo lunico, che propone un legame
tra Ges e la Maddalena che andava ben oltre
quello discepolo-maestro
Tre persone camminavano sempre con il Signore:
Maria sua madre, la sorella di lei e la Maddalena,
detta sua compagna. Maria infatti si chiamava sua
sorella, sua madre e sua compagna
(48)

Ges crebbe Giovanni il figlio del Battista come se
fosse suo proprio come suo padre Giuseppe fece con
lui.
Da questo matrimonio nacquero due figli Tamar e
Yeshua David ma di loro ne parleremo pi tardi.
Ovviamente tutta questa teoria da provare come
del resto ogni cosa che riguarda il personaggio Ge-
s.
Non fa male disporre di un po di fede in questi ca-
si.
Questo il pezzo pi importante del vangelo di Fi-
lippo:
La compagna del Figlio Maria Maddalena.
Il Signore amava Maria pi di tutti i discepoli, e
spesso la baciava sulla bocca.
(49)

Parleremo di Maria Maddalena e dei figli di Ges
pi avanti ora facciamo un passo indietro.
91

GLI INSEGNAMENTI DI YESHUA
Perch mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che
pur non avendo visto crederanno!
(50)

Ges inizi il suo lavoro intorno ai 30 anni e dopo
il fatidico viaggio nel deserto e lincontro con il ten-
tatore.
Certamente i suoi insegnamenti e miracoli sono
conosciuti ovunque. Vediamo meglio cosa intendes-
se insegnare al mondo durante la sua esistenza.
Forse vi sorprender sapere che quando parla della
vita terrena di Ges, la Bibbia non usa mai il ter-
mine della lingua originale corrispondente a mira-
colo.
La parola greca "dnamis" tradotta a volte miraco-
lo significa letteralmente potenza.
"Si pu rendere anche capacit o opera potente.
Secondo uno studioso questo termine greco d ri-
salto allopera potente che stata fatta e, in parti-
colare, alla potenza mediante la quale stata com-
piuta.
Levento viene descritto come potenza di Dio in
azione.
Un altro termine greco "tras" reso di solito por-
tento o prodigio. Questa espressione d risalto
alleffetto che ha sugli osservatori. Molto spesso la
92

folla e i discepoli rimanevano sbalorditi davanti al-
le opere potenti di Ges.
Un terzo termine greco "semion" usato per i mira-
coli di Ges significa segno. Mette a fuoco il si-
gnificato pi profondo del miracolo.

(51)

La Bibbia non parla dei miracoli di Ges come se
fossero illusioni o trucchi fatti allo scopo di intrat-
tenere il pubblico.
Erano manifestazioni della maestosa potenza di
Dio, come nel caso del ragazzo da cui Ges espulse
un demonio.
I Vangeli menzionano circa 35 miracoli di Ges,
ma il numero complessivo non rivelato.
Per esempio, Matteo dice che Ges vide una gran-
de folla; e ne ebbe piet, e guar i loro malati. Non
dice quanti malati guar in quelloccasione.
Queste opere potenti erano fondamentali per ci
che Ges affermava di essere, cio il Figlio di Dio,
il Messia promesso.
93

In effetti le Scritture mostrano che Ges compiva
miracoli con il potere conferitogli da Dio.
I miracoli di Ges erano inseparabilmente collegati
al suo messaggio.
Marco rivela come reag la folla allinsegnamento
di Ges e a uno dei suoi miracoli. Marco dice che le
folle si stupivano del suo modo dinsegnare e il
versetto 27 fa notare che gli astanti rimasero stu-
piti quando espulse un demonio.

(52)

Sia le opere potenti che il messaggio di Ges forni-
rono la prova che era il Messia promesso.
Ges non si limit ad affermare di essere il Messia;
oltre alle sue parole e ad altre opere, il potere con-
feritogli da Dio evidente nei suoi miracoli ne forn
la prova.
Quando sorsero domande sul suo ruolo e sul suo
incarico, Ges rispose intrepidamente: Io ho la te-
stimonianza maggiore di quella di Giovanni Il Bat-
tista, poich le opere stesse che il Padre mio mi ha
incaricato di compiere, le opere stesse che io faccio,
94

rendono testimonianza di me che il Padre mi ha
inviato.
Perch possiamo essere sicuri che i miracoli di Ge-
s erano veri, autentici? Consideriamo alcuni segni
della loro autenticit.
Quando compiva opere potenti, Ges non richia-
mava mai lattenzione su di s. Ogni volta che fa-
ceva un miracolo, si accertava che il merito e la
gloria andassero a Dio. Prima di guarire un cieco,
ad esempio, sottoline che la guarigione sarebbe
avvenuta affinch nel suo caso fossero manifeste le
opere di Dio.
A differenza di illusionisti, maghi e guaritori, Ges
non si serv mai di ipnotismo, trucchi, grandi co-
reografie, formule magiche o riti suggestivi.
Non ricorse n alla superstizione n alluso di reli-
quie.
Notate con che semplicit guar due ciechi.
Mosso a piet, dice il Vangelo, Ges tocc i loro
occhi, e immediatamente ricevettero la vista, e lo
seguirono. Non ci fu nessun rito o cerimonia n
sfoggio di alcun genere.
Ges compiva le sue opere miracolose apertamen-
te, spesso davanti a numerosi testimoni.
Non si serviva n di luci speciali n di allestimenti
scenici.
95


(53)

Talvolta Ges riconosceva che la persona che otte-
neva il miracolo aveva fede, ma anche se la perso-
na non aveva fede, questo non gli impediva di fare
il miracolo. Gli condussero molti indemoniati; ed
egli espulse gli spiriti con una parola, e guar tutti
quelli che stavano male.
Ges faceva i miracoli per soddisfare gli effettivi
bisogni fisici delle persone, non per far contenti i
curiosi. E non compiva mai miracoli per tornaconto
personale.
La storia dei miracoli di Ges ci pervenuta attra-
verso le pagine dei quattro Vangeli e c anche una
versione alternativa o complementare a seconda di
come la vogliate vedere scritta nei vangeli Apocrifi.
Mentre esaminiamo lautenticit dei miracoli attri-
buiti a Ges abbiamo motivo di credere a ci che
narrato nei Vangeli? S.
Come abbiamo gi visto, Ges compiva i miracoli
in pubblico, davanti a molti testimoni. I primi
Vangeli furono scritti quando la maggioranza di
96

quei testimoni erano ancora vivi. Riguardo
allonest degli scrittori dei Vangeli, un libro af-
ferma: Accusare gli evangelisti di nascondere in-
discriminatamente i fatti storici dietro una monta-
gna di presunti miracoli nellinteresse della
propaganda teologica sarebbe una vera ingiustizia.
Essi volevano essere dei cronisti onesti.
(54)

Gli avversari ebrei del cristianesimo non contesta-
rono mai le opere potenti descritte nei Vangeli.
Misero in dubbio solo il potere con cui venivano
compiute.
Neanche i detrattori riuscirono in seguito a negare
i miracoli di Ges.
Al contrario, nel I e nel II secolo alcuni parlarono
delle opere miracolose compiute da Ges.
chiaro che abbiamo ogni motivo per considerare
autentica la narrazione dei miracoli che troviamo
nei Vangeli.
Lesame dei miracoli di Ges non sarebbe completo
se si limitasse agli argomenti logici relativi alla lo-
97

ro autenticit. Descrivendo le opere potenti di Ge-
s, i Vangeli ci presentano un uomo con profondi
sentimenti e compassione senza uguali, un uomo
vivamente interessato al bene dei suoi simili.
Prendete il caso del lebbroso che rivolse a Ges un
appello disperato: Se vuoi, mi puoi rendere puro.
Mosso a piet, Ges stese la mano e tocc il leb-
broso, dicendo: Lo voglio. Sii reso puro. Luomo fu
guarito allistante.
In questo modo Ges dimostr che lempatia lo
spingeva a usare il potere datogli da Dio per com-
piere miracoli.
Cosa accadde quando Ges si imbatt in un corteo
funebre che usciva dalla citt di Nain? Il giovane
morto era il figlio unico di una vedova. Mosso a
piet per la donna, Ges si avvicin e le disse:
Smetti di piangere. Quindi riport in vita suo fi-
glio.
Possiamo trarre conforto dai miracoli di Ges in
quanto egli era mosso a piet e faceva qualcosa
per aiutare la gente.
Molti pensano che Ges non sia vero. Lui non vir-
tuale, esistito in carne ed ossa. I suoi miracoli so-
no la prova di esso.
98


(55)

Ecco i miracoli di Ges. Successivamente introdur-
r le sue parabole e vi spiegher il significato di es-
se.
Infine vi mostrer un elenco quasi completo delle
citazioni di Ges prese dai vangeli Canonici e da
quelli Apocrifi.
Meglio abbondare che rimuovere. Perch la Via
non unilaterale ma frammentaria e la verit non
solo sta in mezzo ma ci render liberi.
99

(56)

100

Abbiamo le parabole di Ges unicamente come le
ritroviamo espresse nel greco dei Vangeli, ma "die-
tro al testo greco traspare dovunque la lingua ma-
terna di Ges. A livello di genere letterario, le pa-
rabole di Ges possono in realt essere parabole o
allegorie: in queste ogni elemento del racconto cor-
risponde a un elemento della realt, in quelle il
punto di contatto tra racconto e realt solo uno.
(57)

Quattro parabole di Ges hanno due vertici; sono
cio articolate in due parti; in tutte l'accento cade
sulla seconda parte
la parabola degli operai della vigna , la parabola
del banchetto di nozze , la parabola del Padre mi-
sericordioso e la parabola di Lazzaro e del ricco
epulone.
Ges racconta parabole sospinto dal bisogno di co-
municare il mistero di Dio a coloro che gli stanno
davanti. Le parabole sorgono dal cuore di Yeshua,
101

dalla sua passione per Dio e dal suo amore per
l'uomo, dal bisogno di svelare adeguatamente il
volto del Padre, il segreto della sua opera di sal-
vezza, la potenza del suo Regno e le conseguenze
per la vita degli uomini.
La peculiarit del linguaggio parabolico appare
quindi fortemente legata alla persona stessa di Ge-
s. Nessuno pi di lui abilitato a rivelare il volto
di Dio, la sua potenza, la sua volont, e lo fa attra-
verso il linguaggio delle parabole.
Comunemente si pensa che Ges abbia usato lo
strumento della parabola per farsi capire meglio
dagli uditori, esprimendo cose difficili in un lin-
guaggio semplice, comprensibile per tutti.
In realt il linguaggio parabolico "allusivo ed
enigmatico".
Ges non parla apertamente, ma attraverso il velo
delle similitudini; egli dice e non dice, svela e na-
sconde, manifesta e occulta.
Ci confermato dalla constatazione che Ges non
faceva seguire alle parabole la spiegazione: solo i
discepoli la ricevono, ma sempre in privato.
Talvolta la conclusione della parabola rimane aper-
ta alla decisione degli ascoltatori, chiamati a pren-
dere posizione di fronte al messaggio che Ges vuo-
le comunicare. Ci avviene nella parabola del
Padre Misericordioso, nella quale non si dice se il
102

figlio maggiore entra alla festa per il ritorno del
fratello, nella parabola di Lazzaro e del ricco epu-
lone, nella quale rimane in sospeso la conversione
dei cinque fratelli del ricco ormai all'inferno e nel-
la parabola del fico sterile, in cui non si dice se l'al-
bero porter frutto - e quindi verr lasciato - o ri-
marr sterili - e quindi verr tagliato.
A volte Ges fa seguire alla parabola una domanda
ai suoi ascoltatori, per stimolarli a trarre essi stes-
si le conclusioni. Come non citare la parabola dei
due figli, quella dei vignaioli omicidi o quella dei
due debitori e in fine la parabola del buon samari-
tano; Ges stesso d una spiegazione del perch
parla in parabole, ed esse riportata, nello stesso
identico contesto, da tutti e tre i sinottici: che la
collocano subito dopo la narrazione della parabola
del seminatore:
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero:
"Perch a loro parli con parabole?".
Egli rispose loro: "Perch a voi dato conoscere i
misteri del regno dei cieli, ma a loro non dato.
Infatti a colui che ha, verr dato e sar nell'abbon-
danza; ma a colui che non ha, sar tolto anche
quello che ha.
Per questo a loro parlo con parabole: perch guar-
dando non vedono, udendo non ascoltano e non
comprendono.
103

Cos si compie per loro la profezia di Isaia che dice:
Udrete, s, ma non comprenderete,
guarderete, s, ma non vedrete.
Perch il cuore di questo popolo diventato insen-
sibile, sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perch non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!
Beati invece i vostri occhi perch vedono e i vostri
orecchi perch ascoltano.
In verit io vi dico: molti profeti e molti giusti han-
no desiderato vedere ci che voi guardate, ma non
lo videro, e ascoltare ci che voi ascoltate, ma non
lo ascoltarono!"
(58)


Queste sono le citazioni che vi avevo promesso.
Nella bibliografia elencher da dove vengono e sa-
rete voi a trarre le dovute conclusioni:

Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi siate dunque
prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non
sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a
separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla
suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa. Chi
ama il padre o la madre pi di me non degno di me; chi ama il
104

figlio o la figlia pi di me non degno di me; chi non prende la
sua croce e non mi segue, non degno di me.
Andate e riferite a Giovanni ci che voi udite e vedete: i ciechi re-
cuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i
sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri predica-
ta la buona novella, e beato colui che non si scandalizza di me.
In verit vi dico: tra i nati di donna non sorto uno pi grande
di Giovanni Battista; tuttavia il pi piccolo del regno dei cieli
pi grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora il
regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.
La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni.
E se lo volete accettare egli quell'Elia che deve venire.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi risto-
rer. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che
sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti dolce e il mio carico leggero.

(59)

Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna citt o famiglia
discorde pu reggersi.
Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderan-
no conto nel giorno del giudizio; poich in base alle tue parole
sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato.
Il regno dei cieli simile a un tesoro nascosto in un campo; un
uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e
vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli
simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata
105

una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Il regno dei cieli simile anche a una rete gettata nel mare, che
raccoglie ogni genere di pesci. Quando piena, i pescatori la ti-
rano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e
buttano via i cattivi.
Quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in
un fosso!
Beato te, Simone figlio di Giona, perch n la carne n il sangue
te l'hanno rivelato [che io sono il Cristo], ma il Padre mio che sta
nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificher la
mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
A te dar le chiavi del regno dei cieli, e tutto ci che legherai sulla
terra sar legato nei cieli, e tutto ci che scioglierai sulla terra sa-
r sciolto nei cieli.
Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la
sua croce e mi segua. Perch chi vorr salvare la propria vita, la
perder; ma chi perder la propria vita per causa mia, la trover.
Qual vantaggio infatti avr l'uomo se guadagner il mondo inte-
ro, e poi perder la propria anima? O che cosa l'uomo potr dare
in cambio della propria anima?

(60)

Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che cre-
dono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo
una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.
Guai al mondo per gli scandali! inevitabile che avvengano
106

scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scanda-
lo!
Lasciate che i bambini vengano a me, perch di questi il regno
dei cieli.
Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non te-
stimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo
come te stesso.
pi facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che
un ricco entri nel regno dei cieli.
Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi.
Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori
hanno scartato, diventata testata d'angolo; dal Signore stato
fatto questo ed mirabile agli occhi nostri?
Ipocriti (ai farisei), perch mi tentate? Mostratemi la moneta del
tributo. Di chi quest'immagine e la descrizione? [risposta dei
farisei: Di Cesare]. Rendete dunque a Cesare quel che di Cesare
e a Dio quel che di Dio.
E non chiamate nessuno "padre" sulla terra, perch uno solo
il Padre vostro, quello del cielo.
Il pi grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzer sar
abbassato e chi si abbasser sar innalzato.
(61)

Guardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel mio nome,
dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sentirete
poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non al-
larmarvi; necessario che tutto questo avvenga, ma non ancora
107

la fine. Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sa-
rete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Sorgeranno
molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell'ini-
quit, l'amore di molti si raffredder. Ma chi perseverer sino alla
fine, sar salvato.
E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salve-
rebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. Al-
lora se qualcuno vi dir: Ecco, il Cristo qui, o: l, non ci cre-
dete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi
portenti e miracoli, cos da indurre in errore, se possibile, anche
gli eletti.
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Vegliate dunque, perch non sapete in quale giorno il Signore
vostro verr. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in
quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascereb-
be scassinare la casa. Perci anche voi state pronti, perch nell'o-
ra che non immaginate, il Figlio dell'uomo verr.
Vegliate dunque, perch non sapete n il giorno n l'ora.
Allora il re dir a quelli che stanno alla sua destra: Venite, bene-
detti del Padre mio, ricevete in eredit il regno preparato per voi
fin dalla fondazione del mondo. Perch io ho avuto fame e mi
avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero
forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e
mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giu-
sti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto af-
famato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato
da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospita-
to, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto am-
malato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re
dir loro: In verit vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a
uno solo di questi miei fratelli pi piccoli, l'avete fatto a me.
Rimetti la spada nel fodero, perch tutti quelli che mettono ma-
no alla spada periranno di spada.
108

Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole
nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando
loro ad osservare tutto ci che vi ho comandato. Ecco, io sono
con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
(62)


Il regno di Dio come un uomo che getta il seme nella terra;
dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce;
come, egli stesso non lo sa. Poich la terra produce spontanea-
mente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga.
Quando il frutto pronto, subito si mette mano alla falce, perch
venuta la mietitura.
Il regno di Dio come un granellino di senapa che, quando vie-
ne seminato per terra, il pi piccolo di tutti semi che sono sulla
terra; ma appena seminato cresce e diviene pi grande di tutti gli
ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ri-
pararsi alla sua ombra.
Tutto possibile per chi crede.

(63)

Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli
uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, ri-
susciter.
Chi non contro di noi per noi.
Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri.
Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, per-
ch a chi come loro appartiene il regno di Dio. In verit vi dico:
Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrer
in esso.
109

Nessuno buono, se non Dio solo.
Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le do-
minano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi pe-
r non cos; ma chi vuol essere grande tra voi si far vostro ser-
vitore, e chi vuol essere il primo tra voi sar il servo di tutti. Il
Figlio dell'uomo infatti non venuto per essere servito, ma per
servire e dare la propria vita in riscatto per molti.
Abbiate fede in Dio! In verit vi dico: chi dicesse a questo mon-
te: Lvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma cre-
dendo che quanto dice avverr, ci gli sar accordato. Per questo
vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede
di averlo ottenuto e vi sar accordato. Quando vi mettete a prega-
re, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perch anche il
Padre vostro che nei cieli perdoni a voi i vostri peccati.
Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno mo-
glie n marito, ma saranno come angeli nei cieli. A riguardo poi
dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mos,
a proposito del roveto, come Dio gli parl dicendo: Io sono il Dio
di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe? Non un Dio dei
morti ma dei viventi!
Il primo : Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro l'unico Si-
gnore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo que-
sto: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c' altro coman-
damento pi importante di questi.
E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupa-
tevi di ci che dovrete dire, ma dite ci che in quell'ora vi sar da-
to: poich non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo.
Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito
pronto, ma la carne debole.
Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato!
(64)


Nessun profeta ben accetto in patria.


110

Beati voi poveri, perch vostro il regno di Dio. Beati voi che
ora avete fame, perch sarete saziati. Beati voi che ora piangete,
perch riderete.
Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, be-
nedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi mal-
trattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi
ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. D a chiunque ti chie-
de; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ci che volete gli uo-
mini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi
amano, che merito ne avrete?
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sa-
rete condannati; perdonate e vi sar perdonato.
Il discepolo non da pi del maestro; ma ognuno ben preparato
sar come il suo maestro.
Perch guardi la pagliuzza che nell'occhio del tuo fratello e
non ti accorgi della trave che nel tuo? Come puoi dire al tuo fra-
tello: Permetti che tolga la pagliuzza che nel tuo occhio, men-
tre tu non vedi la trave che nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave
dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuz-
za dall'occhio del tuo fratello.
venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non
beve vino, e voi dite: "Ha un demonio". venuto il Figlio
dell'uomo che mangia e beve e voi dite: "Ecco un mangione e un
beone, amico dei pubblicani e dei peccatori".
Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il
Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo.
Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va e annunzia il
regno di Dio.
Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro,
adatto per il regno di Dio.
In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa.
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi
disprezza me disprezza colui che mi ha mandato.
111

Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho
dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e so-
pra ogni potenza del nemico; nulla vi potr danneggiare. Non ral-
legratevi per perch i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi
piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli.

(65)

Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai
nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai pic-
coli. S, Padre, perch cos a te piaciuto. Ogni cosa mi stata
affidata dal Padre mio e nessuno sa chi il Figlio se non il Padre,
n chi il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia
rivelare.
Beati gli occhi che vedono ci che voi vedete.
Chi non con me, contro di me; e chi non raccoglie con me,
disperde.
Non c' nulla di nascosto che non sar svelato, n di segreto che
non sar conosciuto. Pertanto ci che avrete detto nelle tenebre,
sar udito in piena luce; e ci che avrete detto all'orecchio nelle
stanze pi interne, sar annunziato sui tetti.
Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure
io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva
come uno di loro. Se dunque Dio veste cos l'erba del campo, che
oggi c' e domani si getta nel forno, quanto pi voi, gente di poca
fede?
Non temere, piccolo gregge, perch al Padre vostro piaciuto di
darvi il suo regno.
112

(66)

Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse in quale ora
della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassi-
nare la casa. Anche voi tenetevi pronti, poich il Figlio dell'uomo
verr nell'ora che non pensate.
Il servo che, conoscendo la volont del padrone, non avr dispo-
sto o agito secondo la sua volont, ricever molte percosse; quello
invece che, non conoscendola, avr fatto cose meritevoli di per-
cosse, ne ricever poche.
Chi fedele nel poco lo anche nel molto e chi disonesto nel
poco lo anche nel molto.
Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdona-
gli. E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti di-
ce: Mi pento, tu gli perdonerai.
Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nes-
suno dir: Eccolo qui, o: eccolo l. Perch il regno di Dio in
mezzo a voi!
Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano,
compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma nel giorno
in cui Lot usc da Sodoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece
perire tutti. Cos sar nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si rive-
ler.
Nessun servo pu servire a due padroni: od odier l'uno ed ame-
r l'altro oppure si affezioner ad uno e disprezzer l'altro. Non
potete servire a Dio ed a mammona.
Ci che impossibile agli uomini, possibile a Dio.
113

Vi dico: A chiunque ha sar dato; ma a chi non ha sar tolto an-
che quello che ha. E quei miei nemici che non volevano che di-
ventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me.
(67)

Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.
Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il
grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e
tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli. E Pietro gli disse:
Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte.
Gli rispose: Pietro, io ti dico: non canter oggi il gallo, prima
che tu per tre volte avrai negato di conoscermi.
Padre, perdonali, perch non sanno quello che fanno.
(68)


in verit ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non pu vedere il
regno di Dio.
Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove
viene e dove va: cos di chiunque nato dallo Spirito.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unige-
nito, perch chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita
eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo,
ma perch il mondo si salvi per mezzo di lui.
Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina.
Dio spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e
verit.
114

Il Padre mio opera sempre e anch'io opero.
In verit, in verit vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la man-
na nel deserto e sono morti; questo il pane che discende dal cie-
lo, perch chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso
dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr in eterno e il pane
che io dar la mia carne per la vita del mondo.
(69)

Chi di voi senza peccato, scagli per primo la pietra contro di
lei (E NON E' MARIA MADDALENA!)
Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminer nelle
tenebre, ma avr la luce della vita.
Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli;
conoscerete la verit e la verit vi far liberi.
In verit, in verit vi dico: chiunque commette il peccato
schiavo del peccato.
Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi
vediamo, il vostro peccato rimane.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io
sono venuto perch abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.
Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le peco-
re.
Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muo-
re, vivr; chiunque vive e crede in me, non morr in eterno.
Lazzaro, vieni fuori!
In verit, in verit vi dico: se il chicco di grano caduto in terra
non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
115


(70)

Io, quando sar elevato da terra, attirer tutti a me.
Mentre avete la luce credete nella luce, per diventare figli della
luce.
Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha manda-
to; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io come luce so-
no venuto nel mondo, perch chiunque crede in me non rimanga
nelle tenebre.
Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, an-
che voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'e-
sempio, perch come ho fatto io, facciate anche voi.
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri;
come io vi ho amato, cos amatevi anche voi gli uni gli altri. Da
questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli
uni per gli altri.
Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate
fede anche in me.
Io sono la via, la verit e la vita. Nessuno viene al Padre se non
per mezzo di me.
In verit, in verit vi dico: anche chi crede in me, compir le
opere che io compio e ne far di pi grandi, perch io vado al Pa-
dre.
Io pregher il Padre ed egli vi dar un altro Consolatore perch
rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verit che il mondo non
pu ricevere, perch non lo vede e non lo conosce. Voi lo cono-
scete, perch egli dimora presso di voi e sar in voi.
116


(71)

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama.
Chi mi ama sar amato dal Padre mio e anch'io lo amer e mi
manifester a lui.
Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre mander nel mio
nome, egli v'insegner ogni cosa e vi ricorder tutto ci che io vi
ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la d il mondo, io
la do a voi.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto
frutto, perch senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in
me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono
e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie
parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sar dato.
Nessuno ha un amore pi grande di questo: dare la vita per i
propri amici.
Voi siete miei amici, se farete ci che io vi comando. Non vi
chiamo pi servi, perch il servo non sa quello che fa il suo pa-
drone; ma vi ho chiamati amici, perch tutto ci che ho udito dal
Padre l'ho fatto conoscere a voi.
Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me.
117

(72)

Quando per verr lo Spirito di verit, egli vi guider alla verit
tutta intera, perch non parler da s, ma dir tutto ci che avr
udito e vi annunzier le cose future. Egli mi glorificher, perch
prender del mio e ve l'annunzier.
La donna, quando partorisce, afflitta, perch giunta la sua
ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda pi
dell'afflizione per la gioia che venuto al mondo un uomo.
Vi ho detto queste cose perch abbiate pace in me. Voi avrete
tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mon-
do!
Questa la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e co-
lui che hai mandato, Ges Cristo.
Se ho parlato male, dimostrami dov' il male; ma se ho parlato
bene, perch mi percuoti?
Il mio regno non di questo mondo; se il mio regno fosse di
questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perch non
fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non di quaggi.
Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo:
per rendere testimonianza alla verit. Chiunque dalla verit,
ascolta la mia voce.
Non mi trattenere , perch non sono ancora salito al Padre, ma
va' dai miei fratelli e d loro: io salgo al Padre mio e Padre vostro,
Dio mio e Dio vostro.
Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi.
(73)


118

Ges disse: Colui che scopre l'interpretazione di queste parole
non guster la morte
Ges disse: Se coloro che vi guidano vi dicono: Ecco il Regno (di
Dio) in cielo! Allora gli uccelli del cielo vi precederanno. Se vi
dicono: E' nel mare! allora i pesci del mare vi precederanno. Il
Regno invece dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscere-
te, allora sarete conosciuti e saprete che voi siete i figli del Padre
che vive. Ma se non vi conoscerete, allora dimorerete nella pover-
t, e sarete la povert.
Ges disse: Un vecchio che nei suoi giorni non esiter a interro-
gare un bimbo di sette giorni riguardo al luogo della vita, vivr.
Giacch molti primi saranno ultimi, e diverranno uno solo.
Ges disse: Conosci ci che ti sta davanti, e si manifester ci
che ti nascosto Giacch non vi nulla di nascosto che non sar
manifestato.
Ges disse: "Non mentite e non fate ci che odiate, giacch tutto
manifesto al cospetto del cielo. Non vi nulla, infatti di nasco-
sto che non venga manifestato nulla di celato che non venga rive-
lato".
Ges disse: Beato il leone mangiato da un uomo : diverr uomo;
maledetto l'uomo mangiato da un leone : l'uomo diverr leone .

(74)

Ges disse: Passer questo cielo e passer ci che sopra di esso,
i morti non sono vivi e i vivi non morranno. Nei giorni in cui
mangiavate ci che morto, voi lo rendevate vivo. Quando sarete
119

nella luce che cosa farete? Nel giorno in cui eravate uno, siete di-
ventati due. Ma allorch siete diventati due che cosa farete?
I discepoli dissero a Ges. Sappiamo che te ne andrai da noi Chi
tra di noi sar il pi grande?>. Ges rispose loro: Dal luogo ove
sarete, andrete da Giacomo il Giusto, per il quale sono stati fatti il
cielo e la terra.
Ges disse ai suoi discepoli: Fatemi un paragone, ditemi a chi
rassomiglio . Simon Pietro gli rispose: sei simile a un angelo giu-
sto ". Matteo gli rispose: Maestro sei simile a un Saggio filosofo
Tommaso gli rispose: Maestro, la mia bocca assolutamente in-
capace di dire a chi sei simile. Ges gli disse: " lo non sono il tuo
maestro, giacch hai bevuto e ti sei inebrialo alla fonte gorgo-
gliante che io ho misurato ". E lo prese in disparte e gli disse tre
parole. Allorch Tomaso ritorn dai suoi compagni, questi gli
domandarono: Che cosa ti ha detto Ges? " . Tomaso rispose : Se
vi dicessi una delle parole che egli mi ha detto, voi dareste mano
alle pietre per lapidarmi, e dalle pietre uscirebbe fuoco e vi bruce-
rebbe ".
Ges disse: Forse gli uomini pensano che io sia venuto a gettare
la pace sul mondo e non sanno che io sono venuto a gettare divi-
sioni, fuoco, spada, guerra. Cinque saranno in una casa: tre con-
tro due e due contro tre, il padre contro il figlio e il figlio contro il
padre Ed essi se ne staranno soli.
Maria domand a Ges : A chi assomigliano i tuoi discepoli? .
Egli rispose: Sono simili a bambini che si intrattengono in un
campo che non appartiene loro.
Allorch verranno i padroni del campo, diranno: "Lasciateci il
nostro campo! ". Essi (saranno) nudi davanti a loro mentre la-
sciano e restituiscono il campo. Perci dico : Se il padrone di casa
sa che verr il ladro, vigiler prima che venga, e non permetter
che penetri nella casa del suo regno e asporti i suoi beni. Ma voi
vigilate al cospetto del mondo! Cingetevi i fianchi di grande po-
tenza, affinch i ladri non trovino la strada per giungere fino a
voi. Giacch il profitto che aspettate, essi lo troveranno. Ci sia tra
120

voi un uomo giudizioso! allorch il frutto maturo, egli viene su-
bito recando in mano la sua falce, (e) lo raccoglie. Chi ha orec-
chie da intendere, intenda.
Ges vide dei bimbi che succhiavano il latte. Disse ai suoi disce-
poli : Questi bambini che prendono il latte assomigliano a coloro
che entrano nel Regno. Gli domandarono: Se noi saremo bambini
entreremo nel Regno? . Ges rispose loro: Allorch di due farete
uno, allorch farete la parte interna come l'esterna, la parte ester-
na come l'interna e la parte superiore come 1'inferiore allorch
del maschio e della femmina farete un unico essere sicch non vi
sia pi n maschio n femmina allorch farete occhi in luogo di
un occhio, una mano in luogo d una mano, un piede in luogo di
un piede e un'immagine in luogo di un'immagine, allora entrere-
te nel Regno.

(75)

Ges disse: "Dove si trovano tre dei, sono tre dei; dove sono due
o uno io sono con lui ".
Ges disse: "Un profeta non accetto nel suo paese. Un medico
non cura quelli che lo conoscono ".
Ges disse: "Una citt costruita su un alto monte (e) fortificata,
non pu cadere n essere nascosta".
Ges disse: "Ci che udrai in un orecchio, proclamalo sui vostri
tetti nell'altro orecchio. Nessuno, infatti, accende una lucerna per
metterla sotto il moggio, n la pone in luogo nascosto, bens la
mette su un candeliere affinch quelli che entrano e quelli che
escono vedano la sua luce.
121

I suoi discepoli gli domandarono: (Chi sei tu, che ci dici queste
cose? ". (Ges rispose:) "Da ci che vi dico non capite chi io sia.
Ma siete diventati come gli ebrei. Essi amano l'albero, ma ne
odiano il frutto, oppure amano il frutto e odiano l'albero.
Ges disse: "Non possibile che un uomo cavalchi due cavalli e
tiri due archi; e non possibile che un servo serva a due padroni:
onorer uno e disprezzer l'altro. Nessuno beve vino vecchio e
desidera poi subito del vino nuovo; n mettono vino nuovo in otri
vecchi, per tema che si rompano; n mettono vino vecchio in un
otre nuovo, per tema che lo guasti; non cuciono una pezza vec-
chia su di un vestito nuovo, per tema che ne risulti uno strappo ".
(76)

I suoi discepoli gli dissero: In Israele parlarono ventiquattro pro-
feti, e tutti parlarono in te ". Egli rispose loro: " Avete omesso il
Vivente che davanti a voi, e avete parlato (soltanto) dei morti".
Ges disse: Mentre vivete contemplate il Vivente; affinch non
moriate e cerchiate di contemplarlo, e non possiate vederlo".
Ges disse: Due riposeranno su un letto: uno morir e l'altro vivr
". Salome gli domand: "chi sei tu, uomo, che come colui che
dall'Uno sei salito sii! mio lettuccio e hai mangiato alla mia men-
sa? ". Ges rispose: "Io sono colui che proviene dall'Indiviso: a
30 me furono date cose (che sono) del Padre mio ". Salome disse:
"Io sono tua discepola! ". E Ges a lei: "Perci io dico: Quando
uno sar indiviso sar ricolmo di luce; ma quando diviso sar
ricolmo di tenebre".
122

Ges disse: "Un uomo aveva degli ospiti. Dopo che ebbe prepa-
rato il banchetto, mand un suo servo a invitare gli ospiti. " And
dal primo, e gli disse: "Il mio signore ti invita". Quello gli rispo-
se: "Dei commercianti mi devono denaro. Vengono da me questa
sera. Andr e dar ordini. Mi scuso per il banchetto". And dal
secondo, e gli disse: "Il mio signore ti invita". (Quello) gli rispo-
se: "Ho comprato una casa, e sono richiesto per un giorno. Non
avr tempo".
" And dal terzo, e gli disse: "Il mio signore ti invita". (Quello)
gli rispose: "Un mio amico si sposa, e io dar il banchetto: non
potr venire. Mi scuso per il banchetto".
.And da un altro e gli disse: "Il mio signore ti invita". Quello ri-
spose: "Ho comprato una cascina, vado a riceverne i redditi; non
potr venire. Mi scuso".
"Il servo torn dal suo signore e gli disse: "Quelli che hai invita-
to al banchetto si scusano". Il signore disse al servo: "Va' per le
strade, e conduci al banchetto quanti trovi. Compratori e com-
mercianti non entreranno nei luoghi dei Padre mio".
(77)

Un giorno Ges ci disse: "Non perdete tempo a digiunare per-
ch, cos facendo, fate la vostra rovina spirituale.
Non perdete tempo a pregare perch, cos facendo, vi costruite
un inferno. Trattenetevi dal fare l'elemosina perch fareste torto
123

al vostro Spirito". Molti di noi non capivano. Ges, quasi riden-
do, aggiunse:
"Tu, Matteo, che eri chiamato il grassone, sai bene quale rovina
fosse per te l'ingordigia che ti squilibrava: altrettanto squilibrante
il digiuno". Replicammo: "Questo lo abbiamo capito, ma per-
ch la preghiera ci danneggia?"
Ges ci chiese: "Come pregate?" Diciamo: "Signore, abbi piet
di noi!" Pensate forse che il Padre sia crudele? E cos'altro dite?
Diciamo: "Signore facci avere questo, concedici quest'altro".
Questa ingiustizia! non cos dovete pregare. E come, allora?
Tacendo e ascoltando la voce del Silenzio che parla dentro di voi,
il Pensiero Vivente, vera preghiera, che crea e non ripete, che en-
tra in voi ed pura. Ci che entra non vi contamina, ma ci che
esce vi sporca. E per l'elemosina? Ci che dai a te stesso lo chia-
mi forse elemosina? E ci che voi chiamate elemosina non altro
che quel piccolo obolo che una coscienza addormentata paga vo-
lentieri per poter continuare tranquillamente a dormire! poi Ges
aggiunse: "Chi ha orecchie per intendere intenda". Molti di noi
non avevano capito. Ges sorridendo, disse: Lo Spirito Perfe-
zione, Pensate sia perfetto un mondo in cui sia necessaria l'ele-
mosina?"
No. E' un mondo ingiusto. L'elemosina stabilizza questa situa-
zione di ingiustizia. E allora, cosa dobbiamo fare, in questo
mondo che purtroppo ingiusto, quando un povero, affamato,
viene da noi?
Fate il vostro dovere e fatelo in silenzio. Adesso abbiamo orec-
chie per intendere.
124

(78)

Ges disse: "Io sono la luce che sovrasta tutti loro. Io sono il tut-
to. Il tutto proman da me e il tutto giunge fino a me. Spaccate
del legno, io sono l dentro. Alzate la pietra, e l mi troverete ".
Ges disse: "Il Regno dei Padre simile a una donna; prese un
po' di lievito, Io nascose nella pasta, e ne fece pani grandi. Chi ha
orecchie, intenda! ".
Ges disse: "Colui che ha trovato il mondo ed diventato ricco,
deve rinunciare al mondo ".
Ges disse: "Guai alla carne che dipende dall'animai. Guai all'a-
nima che dipende dalla carne".
I discepoli gli domandarono: " In quale giorno verr il Regno? ".
(Ges rispose:) " Non verr mentre lo si aspetta. Non diranno:
"Ecco, qui!". oppure: "Ecco, l!". Bens il Regno dei Padre
diffuso su tutta la terra, e gli uomini non lo vedono".
Simon Pietro disse loro: "Maria deve andare via da noi! Perch le
femmine non sono degne della Vita ". Ges disse: " Ecco, io la
guider in modo da farne un maschio, affinch ella diventi uno
spirito vivo uguale a voi maschi. Poich ogni femmina che si fa
maschio entrer nel Regno dei cieli ".
(79)


(80)

125

IL MATRIMONIO DI YESHUA
E Ges disse loro: 'Mia moglie... capace di essere
mia discepola
(81)

Eccoci a uno dei momenti pi importanti della vita
di Yeshua. Sento gi i lamenti di migliaia di scetti-
ci che battono i piedi, ma non possiamo fermarci
dal pensare che Ges abbia seguito le leggi del suo
tempo.
Naturalmente vi diranno che sono solo coincidenze
e congetture da film o libri raccatta soldi, bene io vi
dico che non cos.
Perch? Adesso ve lo spiego.
La storia di Ges Cristo e Maria maddalena, ma
anche la storia personale di Ges Cristo, mi ha
sempre affascinato.
E' stata riportata in tutte le salse, modificata e
storpiata a piacimento della chiesa, che ha selezio-
nato da quali fonti prendere le informazioni con cui
costruire un'icona che corrispondesse ai loro biso-
gni.
Gli indizi riguardo al matrimonio tra Ges Cristo e
la Maddalena ci sono dati dai Vangeli apocrifi.
La Maddalena generalmente definita come pec-
catrice e, da questo, riconosciuta come prostituta.
Come se questo non bastasse, anche posseduta da
ben sette demoni. Questa sfilza di caratteristiche
negative attribuite a questa donna, per, potrebbe-
126

ro essere riconducibili solo a una e vedendola bene,
negativa in base al punto di vista.
Nel Vangelo leggiamo che la Maddalena fu liberata
da Ges Cristo da sette demoni.
Ora, la cerimonia diniziazione di un antico culto, il
culto di Ishtar o Astarte, la Dea Madre, constava
proprio di sette passaggi.
E la terra della Maddalena, Magdala, era famosa
per lallevamento di colombe a fini sacrificali. Le
colombe sono gli animali sacri ad Astarte. E lecito
ipotizzare, quindi, che la Maddalena fosse associa-
ta se non proprio al culto della Dea Madre, comun-
que a una comunione dello stesso tipo. Per i primi
padri cristiani, questa iniziazione al culto della
Dea, che non aveva nulla a che fare con il cristia-
nesimo e anzi faceva parte di un culto che potrem-
mo definire pagano, poteva apparire eretica ed em-
pia.
(82)

127

Dunque, labbandono da parte della Maddalena
della sua antica setta e la conversione, o meglio,
ladesione alla Parola poterono apparire, ai padri
della Chiesa, come un esorcismo, operato da Ges
Cristo, nei confronti della peccatrice, che era tale
solo perch non ancora convertita alla dottrina di
Ges Cristo.
Anche perch non vi motivo per cui una ricca
donna aristocratica, come la Maddalena appariva
essere, dovrebbe praticare il meretricio.
Prima di passare allanalisi delle fonti scritte, fac-
ciamo alcune considerazioni puramente logiche sul-
la vita di Ges Cristo, considerazioni che possono
farci comodo come base per la nostra ricerca. In-
nanzitutto, Ges Cristo non ha mai condannato il
matrimonio o, allopposto, esaltato il celibato. Molti
dei suoi apostoli erano sposati, per esempio.
Oltre a questo, altri indizi.
Abbiamo detto che Ges Cristo era un rabbi: era
cosa assai strana, per un rabbi ebreo, ma anche
semplicemente per un ebreo in generale, essere ce-
libe.
Un autore del I secolo, per esempio, paragona il ce-
libato volontario allomicidio. Il maestro, in partico-
lare, per obbligo, secondo la legge Mishnaica, era
costretto a prendere moglie: Un uomo non sposato
non pu essere maestro.
128

Possiamo ipotizzare che Ges Cristo fosse chiama-
to maestro solo perch portatore della verit e non
perch ufficialmente maestro.
Tuttavia, il fatto che egli possa fare il suo ingresso
nel Tempio e parlare con i suoi dottori ci suggerisce
che questo titolo fosse cosa riconosciuta da tutti.
Se Ges Cristo non si fosse sposato, nella societ
ebrea di quel tempo avrebbe costituito quasi uno
scandalo; costituendo uneccezione, ipotizzando che
i Vangeli siano pi o meno affidabili, tale eccezio-
ne, come tante altre riguardanti Ges Cristo, sa-
rebbe sicuramente stata messa in evidenza.
Detto questo, vediamo cosa ci dicono i Vangeli, tut-
ti, circa il rapporto tra la Maria Maddalena e Ges
Cristo. Per fare questo, ancora una volta, dobbiamo
leggere le Scritture in maniera obliqua e trasversa-
le, cercando di capire ci che detto implicitamen-
te. Cominciamo dai vangeli gnostici, quelli pi
espliciti.
Nel Vangelo gnostico di Filippo leggiamo:
Erano tre, che andavano sempre con il Signore:
sua madre Maria, sua sorella e la Maddalena, che
detta sua consorte. Infatti era "Maria" sua sorel-
la, sua madre e la sua consorte.
Come detto in precedenza in Filippo troviamo: La
consorte di Ges Cristo Maria Maddalena. Il Si-
129

gnore amava Maria pi di tutti i discepoli e la ba-
ciava spesso sulla bocca.
Gli altri discepoli allora gli dissero: Perch ami lei
pi di tutti noi?
Il Salvatore rispose e disse loro: Perch non amo
voi tutti come lei?
Ora, oggettivamente, non si pu negare che ci sia-
no espliciti riferimenti al fatto che il legame tra la
Maddalena e Ges Cristo fosse ben pi di un lega-
me tra maestro e discepola o tra guaritore e pa-
ziente.
(83)

Nei Vangeli canonici troviamo alcuni elementi in
pi.
Elementi che, per, sono frutto dinterpretazioni,
pi che di riferimenti chiari. Ma, in fondo, il Van-
gelo non da leggersi soprattutto in chiave simbo-
lica? Vediamo quali siano questi elementi.
Lazzaro era malato. Le sorelle (Maria e Marta),
dunque, mandarono a dire a Ges Cristo:
Signore, ecco, colui che tu ami, malato. Or, Ge-
s Cristo amava Marta e sua sorella e Lazzaro;
130

comebbe udito che egli era malato si trattenne an-
cora due giorni nel luogo, dove si trovava.
Poi disse ai discepoli: Torniamo in Giudea! .
Come Marta ebbe udito che Ges Cristo veniva, gli
and incontro; ma Maria stava seduta in casa.
Marta dunque disse a Ges Cristo:
Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sa-
rebbe morto; e anche adesso so che tutto quello che
chiederai a Dio, Dio te lo dar.
Ges Cristo le disse: Tuo fratello resusciter.
Marta gli disse: Lo so che resusciter, nella resur-
rezione, nellultimo giorno.
Ges Cristo le disse: Io sono la resurrezione e la
vita; chi crede in me, anche se muore, vivr. E
chiunque vive e crede in me, non morir mai. Credi
tu questo?"
Ella gli disse: S, Signore, io credo che tu sei il Ge-
s Cristo, il figlio di Dio che doveva venire nel
mondo. Detto questo, se ne and e chiam di na-
scosto Maria, sua sorella, dicendole: Il Maestro
qui, e ti chiama.
Ed ella, udito questo, si alz in fretta e and da lui.
Appena Maria fu giunta dovera Ges Cristo e
lebbe visto, gli si gett ai piedi dicendogli: Signo-
re, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe
morto. Quando Ges Cristo la vide piangere e vide
piangere anche i Giudei che erano venuti con lei,
131

fremette nello spirito, si turb e disse: Dove lavete
deposto? Essi gli dissero: Signore, vieni a vedere!
Ges Cristo pianse. Perci i Giudei dicevano:
Guarda come lamava! Ma alcuni di loro diceva-
no: Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco,
far s che questi non morisse?
Ges Cristo, dunque, fremendo di nuovo in s stes-
so, and al sepolcro. Era una grotta e una pietra
era posta allapertura. Ges Cristo disse: Togliete
la pietra! Marta, la sorella del morto, gli disse:
Signore, egli puzza gi, perch siamo al quarto
giorno. Ges Cristo le disse: Non ti ho detto che
se credi vedrai la gloria di Dio?
Tolsero dunque la pietra. Ges Cristo, alzati gli oc-
chi al cielo, disse: Padre, ti ringrazio perch mi hai
esaudito. Io sapevo bene che tu mi esaudisci sem-
pre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi
circonda, affinch credano che tu mi hai mandato.
Detto questo, grid ad alta voce: Lazzaro, vieni
fuori! Il morto usc, con i piedi e le mani avvolti da
fasce, e il viso coperto da un sudario. Ges Cristo
disse loro: Scioglietelo e lasciatelo andare.
Come si pu vedere, Marta e solo Marta a correre
incontro a Ges Cristo al suo arrivo a Betania, do-
ve si trovava la casa dei tre fratelli. Maria, secondo
la consuetudine ebraica, sedeva in Shiveh, sedeva
in lutto. Sempre secondo la consuetudine, la sola
132

persona che pu permettere a una donna che siede
in Shiveh di uscire di casa suo marito. Nel bra-
no, solo dopo che Ges Cristo lha chiamata che
Maria si muove da casa. Quindi, il comportamento
di Ges Cristo e Maria Maddalena lo stesso di
quello di una coppia ebrea sposata. Come abbiamo
appena visto dallanalisi di due testi evangelici, gli
indizi che fanno supporre che Maria Maddalena e
Ges Cristo siano stati marito e moglie non sono
cos campati per aria.
Se Maria Maddalena era la moglie di Ges Cristo,
allora Lazzaro, conseguentemente, era suo cognato.
Questo legame di parentela, cos come il matrimo-
nio di Ges Cristo, ovviamente non dichiarato
esplicitamente nel Vangelo. Tuttavia, la posizione
di Lazzaro senzaltro di livello molto elevato, nel-
la gerarchia dei seguaci di Ges Cristo. Vediamo
perch. Un primo elemento a testimonianza
dellimportanza di Lazzaro nella cerchia dei disce-
poli di Ges Cristo testimoniata dal fatto che,
quando i sacerdoti del Sinedrio decidono di far ar-
restare Ges Cristo, contemporaneamente ordina-
no lassassinio di Lazzaro. Se questi non avesse
avuto un ruolo importante nella vita di Ges Cri-
sto, a che scopo volere la sua morte? Ancora: nel
brano della sua resurrezione, pi volte rimarcato
133

laffetto eccezionale che Ges Cristo provava per
Lazzaro.
Nei Vangeli, compare un discepolo che non viene
identificato con il nome, ma con il fatto che era
quello che Ges Cristo amava. Vista questa
coincidenza di affetti, possibile supporre che il
discepolo e Lazzaro siano la stessa persona. Questa
ipotesi suffragata anche da unaltra considera-
zione. Al momento della Crocifissione, prima di
spirare, Ges Cristo affida sua madre Maria al di-
scepolo di cui sopra. Ora, secondo la tradizione
ebraica, a prendersi cura della madre dello sposo,
nel caso questi non possa farlo, deve essere la fa-
miglia della sposa: in questo caso, Lazzaro e Marta.
Inoltre, nei Vangeli si dice esplicitamente: E da
quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Il riferimento a una casa potrebbe essere sempli-
cemente simbolico e da intendersi come nella pro-
pria famiglia. Tuttavia, va ricordato che tutti gli
apostoli avevano abbandonato la propria casa per
seguire Ges Cristo e che il solo ad avere
unabitazione vera e propria era proprio Lazzaro.
Maria Maddalena e Ges Cristo, moglie e marito.
E possibile che i due avessero anche procreato,
avessero dei figli?
Da quanto osservato, appare chiaro che qualcuno si
sia adoperato per insabbiare i fatti che riguardano
134

il legame tra Ges Cristo e la Maddalena, o, alme-
no, per rendere questo legame meno esplicito. Chi
stato, per? La Chiesa? O gli stessi apostoli e primi
cristiani? Ognuna di queste possibilit avvallata
da molteplici motivazioni. Per quello che riguarda
la Chiesa, linsabbiamento del matrimonio di Ges
Cristo ha ununica motivazione forte. Uneventuale
progenie di Ges Cristo, se fosse sopravvissuta nei
secoli, avrebbe potuto accampare diritti sulla guida
della Chiesa. Addirittura, avrebbe potuto accampa-
re diritti sulla guida politica di tutti gli stati cri-
stiani, compresa la citt di Gerusalemme. Inoltre,
avrebbe potuto accampare diritti anche sulla guida
dellislamismo: Ges Cristo, infatti, per i musul-
mani un profeta al pari di Maometto. Insomma,
la famiglia di Ges Cristo avrebbe potuto diventare
la plenipotenziaria guida politica e spirituale di
gran parte del mondo. Le alte gerarchie della Chie-
sa, per evitare quanto spiegato pi sopra, si sareb-
bero quindi adoperate per nascondere ogni traccia
del legame tra Ges Cristo e la Maddalena mani-
polando i testi evangelici e tutti quegli altri testi
sacri in cui potessero essere contenuti riferimenti
al loro legame. Per infangare ulteriormente il nome
della Maddalena, poi, possibile che la donna sia
stata apposta dipinta come una peccatrice e prosti-
tuta. In questo modo, sarebbe apparso improbabile
135

a tutti che il Salvatore si fosse legato a una donna
di tale risma. Tali connotati, per, hanno finito per
rivoltarsi contro quanti li avevano ideati. Il fatto
che una peccatrice come la Maddalena sia entrata
a far parte dei seguaci di Ges Cristo, infatti, ha
finito per farla diventare il prototipo della peccatri-
ce redenta, personificazione del motto secondo cui
"pi caro a Dio luomo che si pente e torna nel
gregge dal quale si allontanato". Altra motivazio-
ne plausibile per linsabbiamento: il vedere Ges
Cristo come un padre avrebbe implicato, da parte
sua, laver commesso un peccato carnale e, quindi,
la predominanza della sua componente umana su
quella divina. Quindi, Ges Cristo non sarebbe pi
apparso il Messia, diretta emanazione di Dio, che
la profezia biblica tanto pubblicizzava. Il che una
sciocchezza inenarrabile. Ges entrambi le cose.
E cos sbagliato, per, cos insensato pensare che
Ges Cristo si possa essere riprodotto? Per quanto,
in casi come questi, fare affidamento alla logica sia
sbagliato, proviamo a fare un ragionamento dal sa-
pore aristotelico.
Ci serve, per questo, porci un quesito: perch il Lo-
gos, il Verbo, la Parola di Dio, insomma, si fece
carne in Ges Cristo? Per due motivi, sostanzial-
mente, che, ad esempio, ci sono spiegati con grande
136

perizia e abilit poetica da Dante, nel canto VII del
Paradiso.
Il primo di questi motivi era annunciare al mondo
linizio del nuovo rapporto tra Dio e luomo e il
prossimo avverarsi del Regno di Dio. Il secondo
motivo, come si sente spesso dire in chiesa, fu sal-
varci: Adamo ed Eva, mangiando il pomo
dallAlbero della Conoscenza, per quanto su tenta-
zione diabolica, peccarono di superbia, volendo in-
nalzarsi allo stesso livello di Dio. La punizione per
tale atto, come sappiamo, fu la cacciata dal Paradi-
so Terrestre e la condanna di tutto il genere uma-
no.
Ma Dio, che infinitamente buono, volle perdonare
la sua creatura pi imperfetta. Il misero sacrificio
di un uomo, per, non sarebbe bastato a rimediare
a una cos grave colpa: solo il sacrificio di un essere
divino, superiore come solo Dio poteva essere,
avrebbe ripagato tale offesa, avrebbe compensato
la gravit del Peccato Originale. Dunque, Dio invi
suo Figlio, Ges Cristo, per rimediare allerrore dei
nostri antenati: la divinit Ges Cristo volle sacri-
ficare s stesso per rimediare al Peccato Originale
al posto degli uomini e, contemporaneamente,
luomo Ges Cristo fu lessere umano che si sacrifi-
c per tutti gli altri, in nome della nuova ed eterna
alleanza. Contemporaneamente, la forma del sa-
137

crificio di Ges Cristo, ossia la sua violentissima
lapidazione e laltrettanto terribile crocifissione, fu
una sorta di contentino per il popolo ebraico, che
in questo modo ebbe occasione di vendicarsi su Dio
stesso della cacciata dei progenitori dal Paradiso
Terrestre.
Una giusta vendetta giustamente punita. Vista,
allora, la consustanzialit di Ges Cristo, che era
uomo e divinit, appare cos strano pensare che,
come uomo, possa essere stato animato dal deside-
rio per la Maddalena? Il non commettere atti im-
puri non deve condizionarci: il comandamento si
riferisce agli atti di libidine commessi con la volon-
t di ricerca del piacere; il rapporto sessuale detta-
to dallamore, come poteva essere quello di Ges
Cristo per la Maddalena, non pu essere considera-
to come lussuria, ma come definitivo atto di unio-
ne, materiale e spirituale, tra due anime affini, ri-
petizione del miracolo della vita, che, in un certo
senso, accomuna a Dio.
Appare cos impossibile, quindi, cos blasfemo ve-
dere la Maddalena come la sposa di Ges Cristo ed
eventualmente la madre dei suoi figli? Per la Chie-
sa, evidentemente, s. E se a insabbiare il legame
tra Ges Cristo e la Maddalena fossero stati gli
stessi Apostoli? Perch questo sarebbe avvenuto?
Principalmente, possiamo pensare, per una moti-
138

vazione razziale. Se, infatti, Ges Cristo avesse
sposato la Maddalena, alla morte di Ges Cristo
sarebbe stata la sua consorte, la diretta continua-
trice della sua predicazione, la pietra sulla quale
fondare la Chiesa: questo, ovviamente, avrebbe
spodestato Pietro dal suo ruolo di primo degli Apo-
stoli. Vedere una donna, un essere dello stesso ses-
so di Eva, la creatura che aveva causato la danna-
zione del genere umano, a capo della pi grande
istituzione della storia, chiaramente, non era cosa
ammissibile, soprattutto se consideriamo che la so-
ciet ebraica, da cui tutti gli Apostoli venivano, te-
neva un comportamento assai rigido con il genere
femminile: per fare un esempio, nella preghiera
quotidiana, lebreo maschio ringraziava Dio per
non essere nato infedele, donna o schiavo e nel
Talmud, la raccolta delle tradizioni ebraiche, si
legge: Si brucino le parole della Legge, ma non
siano comunicate alle donne.
E per questa ostilit nei confronti delle donne
che gli Apostoli, quando la Maddalena and ad an-
nunciare loro la resurrezione di Ges Cristo, non
le vollero credere e presero le loro parole come un
vaneggiamento. Al contrario, probabilmente per
il suo amore per Maria Maddalena che Ges Cristo
si manifest prima a lei, che non a uno degli altri
139

Apostoli uomini, rendendola cos testimone del pi
grande dei miracoli.
(84)

Quali siano i motivi sul silenzio di quello che noi
vediamo come un possibile e probabile matrimonio
tra Ges Cristo e la Maddalena, a noi non interes-
sa sapere: per cui ci piace e vogliamo credere che,
come qualsiasi altro uomo, come Ges Cristo in
parte era, il Salvatore si sia innamorato di una
donna, labbia sposata e, magari, abbia avuto da lei
degli eredi.
A questo punto, per, nasce un altro problema: che
fine ha fatto la Maddalena e la sua eventuale di-
scendenza dopo la Crocifissione? Alcuni elementi
per rispondere a questa domanda ci vengono sug-
geriti nuovamente dai Vangeli apocrifi.
Nel Vangelo di Nicodemo, 11, 5, leggiamo ci che la
Maddalena disse subito dopo la morte di Ges Cri-
sto: Maria Maddalena disse piangendo: Ascoltate,
popoli, nazioni e razze, e apprendete con quale
morte gli empii Giudei hanno ricambiato gli innu-
merevoli benefici loro fatti! Ascoltate e meraviglia-
140

tevi! Chi far udire queste cose per tutto il mondo?
Io, sola. Andr a Roma, da Cesare, e gli riferir
quale delitto ha commesso Pilato, per dar retta agli
empi Giudei!.
Il Cesare in questione era laugusto Tiberio, figlio
adottivo di Cesare Ottaviano Augusto e imperatore
romano dal 14 al 37 d. C. Riguardo i rapporti di Ti-
berio con il cristianesimo, ci sono voci discordanti.
Secondo una leggenda diffusa in ambienti cristiani,
dopo la Crocifissione, Tiberio, meravigliato dalla
notizia della resurrezione e dellascensione al cielo
di Ges Cristo, propose al senato di riconoscere
Ges Cristo come dio, comprendendolo tra gli altri
dei che popolavano il complesso sistema politeistico
romano; il senato, per, rifiut: non tanto perch
non riteneva Ges Cristo di origine divina, quanto
per capriccio, per il gusto di opporsi a Tiberio,
imperatore mai troppo amato dai suoi.
Secondo alcune altre leggende agiografiche, dopo la
crocifissione, la Maddalena avrebbe abbandonato
la Palestina. Riguardo suoi compagni di viaggio,
varie sono le ipotesi: per alcuni Maria viaggi in
compagnia di Maria Vergine, Giuseppe di Arima-
tea, Lazzaro e Marta e San Massimino. Varie sono
anche le supposizioni sulla sua destinazione: alcuni
dicono Efeso, dove sarebbe morta, altri Costanti-
nopoli, altri ancora il sud della Francia, le coste
141

marsigliesi, allo scopo di evangelizzare quei terri-
tori. Tale ultima ipotesi viene suffragata da una
leggenda medioevale del VI secolo, tradita da Gre-
gorio di Tours. Secondo tale leggenda, la Maddale-
na, Giuseppe di Arimatea, Lazzaro e Marta sareb-
bero sbarcati sulle coste marsigliesi subito dopo la
Crocifissione. Da qui, Giuseppe di Arimatea si sa-
rebbe recato in Inghilterra, dove avrebbe fondato la
chiesa di Glastonbury.
Maddalena, invece, sarebbe rimasta in Francia e
avrebbe vissuto gli ultimi trentanni della sua vita
da eremita allinterno del monte Sainte Baume, in
Provenza, ove si sarebbe recata al seguito di San
Massimino. Verrebbe da chiedersi il perch di un
viaggio fino in Francia. Pare che in quei luoghi si
possa rintracciare una presenza ebraica non di po-
co conto gi a partire dal I secolo a. C. Tale colonia
si sarebbe poi accresciuta nel periodo compreso tra
il 66 e il 74 d. C., in seguito alla prima rivolta
ebraica contro i Romani. Dunque la Maddalena po-
trebbe aver abbandonato la Palestina o subito dopo
la Crocifissione o in questo periodo, quando aveva
circa sessantanni. Proprio in Provenza, tra laltro,
sarebbe stata individuata la tomba della santa. Pa-
re che il 18 dicembre 1279, infatti, il principe Carlo
II dAngi, nipote di Luigi di Francia, appassionato
di archeologia, abbia rinvenuto un sepolcro che,
142

aperto alla presenza dei vescovi di Arles e Aix, ri-
vel la presenza di uno scheletro e alcuni documen-
ti. Quello appariva a tutti i testimoni come il sepol-
cro della Maddalena. Recenti studi, per, hanno
stabilito come i documenti contenuti del sarcofago
fossero falsi e come falso, allo stesso modo, fosse il
corpo.
Se ricordate, Kathleen McGowan ci dice che Maria
Maddalena era sposata con Giovanni Il Battista.
Dopo la sua incarcerazione e successivamente dopo
la sua morte, ucciso per un gioco di potere da parte
degli stessi che uccisero Yeshua, Maria Maddalena
fu oggetto di accuse e insulti da parte dei fedeli a
quello che era il marito della donna.
La si accusava di aver orchestrato tutto e di aver
fatto uccidere il Battista ma questo orrendamen-
te falso.
Vediamo cosa successe tra il momento del lutto e il
matrimonio tra lei e Yeshua.

La notizia dell'esecuzione fu riferita a Maria di Magdala quando
lei era gi a uno stadio avanzato della gravidanza. Il messaggero
le riport alla lettera le ultime parole di Giovanni.
Pentiti, donna. Fai penitenza ogni giorno per i peccati che ci
hanno portato fin qui. Fallo in memoria mia e per il bene del fi-
glio che porti in grembo. Se vuoi che il bambino venga ammesso
nel regno di Dio, devi pentirti e farlo battezzare alla nascita.
Maria non avrebbe mai saputo se Giovanni era morto con la con-
vinzione che il figlio non fosse suo. Il fatto che si fosse preso la
briga di farle recapitare un messaggio come quello lasciava sup-
143

porre che in fondo considerasse quel bambino il suo erede. Prese
alla lettera le parole del marito e preg ogni giorno della sua lun-
ga vita per ricevere il perdono di Giovanni. L'aveva trattata in
modo crudele, ma non gli avrebbe portato rancore. Yeshua e la
madre le avevano insegnato che il perdono era divino e lei condi-
videva a pieno quel principio.
Giovanni era stato un enigma fin dall'inizio. Era un uomo rude
che non aveva mai voluto una moglie. Maria aveva fatto del suo
meglio per essere ubbidiente, ma sembrava che lui non apprez-
zasse niente di quello che faceva. Era bella, virtuosa e ricca e in
lei scorreva il sangue reale del loro popolo. Nessuna di queste
qualit interessava a Giovanni Battista.
Il matrimonio era stato per entrambi una sorta di condanna. Per
loro fortuna erano rimasti separati per la maggior parte del tempo
e si erano incontrati solo quando i farisei facevano pressioni per
un erede. Adesso erano di nuovo liberi, ma Maria avrebbe dato
qualunque cosa per cambiare il modo in cui le era stata restituita
la libert.
Oltre a essere stata incolpata dell'arresto di Giovanni, era stata
accusata anche della sua esecuzione dai discepoli pi fedeli. Al
momento, l'unica donna a essere disprezzata pi di lei nel paese
era Salom. La principessa veniva accusata di atti terribili, com-
preso l'incesto con il patrigno. Giravano voci scandalose sulla sua
dissolutezza e su come avesse sfruttato la propria sessualit per
ottenere la testa di Giovanni Battista su un piatto d'argento.
Niente di tutto ci era vero. Salom aveva usato uno stratagemma
per assicurarsi che Giovanni venisse imprigionato, ma in seguito
aveva confessato fra le lacrime a Maria che non avrebbe mai im-
maginato che venisse giustiziato.
Voleva solo fermarlo per un po', ridurre il potere sempre maggio-
re che esercitava sulla gente, in modo che non potesse fare del
male n a Yeshua n a Maria.
144

In realt Salom era troppo giovane e inesperta dei meccanismi
della politica e della religione per poter prevedere che l'arresto di
Giovanni lo avrebbe reso ancora pi popolare.
E, cosa pi importante, non aveva previsto il dilemma che avreb-
be angosciato Erode n la soluzione che il tetrarca avrebbe trova-
to. Qualche settimana pi tardi, un messaggero anonimo della
fazione di Giovanni port un ultimo e inatteso dono alla giovane
vedova. Senza dire una parola, l'asceta consegn a Maria una ce-
sta fatta di canne intrecciate e lasci la casa alla svelta. Non c'e-
rano messaggi allegati e il corriere non l'aveva guardata mai negli
occhi mentre consegnava il pacco. Incuriosita, Maria alz il co-
perchio per vedere cosa contenesse la cesta. Appoggiato su un
cuscino di seta c'era il teschio di Giovanni Battista sbiadito dal
sole.
Dopo che il Battista fu giustiziato, Yeshua fu sollecitato con
grande insistenza affinch prendesse una posizione. Si rec nel
deserto, dove incontr gli esseni e i discepoli di Giovanni, che
predicavano il regno di Dio a loro modo. Alcuni fra gli esseni lo
accettarono come nuovo messia e lo seguirono perch appartene-
va alla stirpe di David. Molti altri invece si opposero alle sue ri-
forme, perch Giovanni ne aveva parlato in termini aspri nell'ul-
timo periodo della vita.
Per la maggior parte degli abitanti del deserto il Battista era l'u-
nico e solo Maestro di Giustizia e chiunque avesse cercato di
prendere il suo posto era un impostore.
La profonda spaccatura fra quelli che sarebbero rimasti fedeli a
Giovanni e quelli che avrebbero seguito Yeshua si cre proprio in
quei giorni.
La dottrina dei nazareni si diffuse come dottrina di amore e di
perdono, aperta a tutti coloro che decidevano di abbracciarla. La
filosofia del Battista era tutt'altra cosa, poich si basava su giudi-
zi severi e su rigide regole da rispettare.
Mentre le donne erano ben accette e rispettate da Yeshua e dai
nazareni, Giovanni ne aveva sempre avuto una scarsa considera-
145

zione e il fatto che avesse dipinto Maria e Salom come l'incarna-
zione delle meretrici di Babilonia confermava la pessima opinio-
ne che aveva del genere femminile. Ne deriv un ritratto impreci-
so e ingiusto di Maria come peccatrice e di Salom come
sgualdrina depravata.
I seguaci di Giovanni Battista alimentarono queste dicerie, che si
diffusero come un incendio, le cui fiamme continuarono ad arde-
re per migliaia di anni.
(85)

Come potete vedere tutto torna, le dicerie su Maria
Maddalena e di conseguenza anche su Yeshua.
Una macchinazione perpetua. Maria segu il suo
lutto come la legge imponeva e un giorno Yeshua
torn da lei e le propose di sposarlo.
Vediamo cosa successe tra i due durante questo in-
contro:

Lazzaro fu colto alla sprovvista quando il Figlio del Leone com-
parve alla sua porta tutto solo, senza neanche uno dei discepoli.
Sono venuto a trovare Maria e il bambino disse semplicemente.
Balbettando, Lazzaro chiam Marta e invit Yeshua a entrare.
Marta arriv e non tent nemmeno di mascherare la propria
gioia. Da molto tempo era una simpatizzante dei nazareni, mal-
grado avesse ricevuto un'educazione pi conservatrice. Aveva
sempre amato e rispettato Yeshua.
Vado a chiamare Maria e il bambino esclam e lasci la stanza.
Quando furono rimasti soli, Lazzaro prov di nuovo a parlare.
Yeshua, ho molte cose di cui scusarmi...
Yeshua alz una mano. Stai tranquillo, Lazzaro. So che, se hai
fatto qualcosa, stato perch in cuor tuo lo ritenevi buono e giu-
sto. Sei sincero con te stesso e con il tuo Signore. Perci non hai
bisogno di scusarti n con me n con nessun altro.
Lazzaro prov un sollievo incredibile. Da tempo si rammaricava
di aver rotto il fidanzamento fra Yeshua e sua sorella, cos come
146

si sentiva in colpa per non aver dato ospitalit ai nazareni a Beta-
nia quella notte, che si era ri-velata cos catastrofica per Maria.
Ma non ebbe il tempo di dirglielo, perch il piccolo Giovanni
Giuseppe annunci il suo arrivo urlando a pieni polmoni.
Yeshua si volt, quindi sorrise a Maria e al neonato. Tese le brac-
cia per prendere il bambino, che era diventato tutto rosso in viso
per gli strilli. bello come la madre e caparbio come il padre
osserv Yeshua ridendo. Non appena la sua mano lo sfior, Gio-
vanni Giuseppe smise di piangere e studi con grande interesse il
nuovo arrivato. Poi, quando Yeshua lo cull con delicatezza fra le
braccia, emise un verso di gioia.
Gli piaci disse Maria, a un tratto timida davanti all'uomo che
era di-ventato una leggenda fra la gente.
Yeshua la guard con aria seria. Lo spero. Lanci un'occhiata a
Lazzaro. Lazzaro, fratello caro, vorrei parlare in privato con Ma-
ria di una faccenda molto importante. una vedova ed oppor-
tuno che parli direttamente con lei.
Ma certo borbott Lazzaro e usc in fretta dalla stanza.
Yeshua, sempre tenendo il piccolo Giovanni fra le braccia, fece
cenno a Maria di sedersi. Restarono seduti insieme per un po',
tranquilli e felici.
Maria, devo chiederti una cosa.
Lei annu senza dire nulla, non sapeva cosa sarebbe accaduto ma
era contenta di essergli di nuovo vicina. La presenza di Yeshua
era come un balsamo per la sua anima maltrattata.
Hai sopportato molto e lo hai fatto perch hai fede in me e nella
Via. Voglio rimediare al torto che tu e tuo figlio avete subito. Ma-
ria, vorrei che diventassi mia moglie e che mi dessi il permesso di
crescere Giovanni come se fosse mio figlio.
Maria era paralizzata.
Yeshua, non so cosa dire. Tacque per un istante, sopraffatta
dallo stupore, e cerc di afferrare i pensieri che si affollavano nel-
la sua mente. Ho passato tutta la vita a sognare di diventare tua
moglie. E quando ci non accaduto... ho accantonato quel so-
147

gno. Ma non posso permetterti di sposarmi. Danneggerei te e la
tua missione. Ci sono gi tante persone che mi incolpano della
morte di Giovanni, uomini che mi odiano e che mi chiamano
peccatrice.
Non fa alcuna differenza per me. Tutti quelli che mi seguono
conoscono la verit e insieme la insegneremo a quelli che ancora
non la conoscono. E i sostenitori della legge non possono oppor-
si. Sei la vedova di Giovanni e io sono suo cugino, il parente ma-
schio pi prossimo, e come tale ho il dovere di allevare suo figlio.
Lo crescer come un principe del suo popolo, come il mio erede
eletto e come il figlio di un profeta. un'unione giusta, per la
legge e per il popolo di Israele. Io sono sempre il figlio di David e
tu sei sempre la figlia di Beniamino.
Maria era confusa. Non si sarebbe mai aspettata una simile pro-
posta. Al massimo, aveva sperato che Yeshua battezzasse il bam-
bino come aveva chiesto Giovanni.
Ma adottare il piccolo e sposarla? Era troppo per lei; si prese la
testa fra le mani e cominci a piangere.
Perch piangi? Non siamo meno perfetti agli occhi di Dio ades-
so di quanto lo fossimo quando ha deciso di unirci la prima vol-
ta.
Maria si asciug gli occhi e lo guard.
Pensavo che non avrei mai pi saputo cosa significa essere feli-
ci sussurr.
(86)

E sempre Kathleen ci trasporta durante il matri-
monio e ci racconta nei dettagli tutto quello che
serve per capire:

A differenza delle sontuose nozze di Cana, Yeshua e Maria si
sposarono con una piccola cerimonia privata a cui presero parte
Maria, la madre dello sposo, e i pi devoti nazareni. L'evento eb-
be luogo sulle coste della Galilea, nel villaggio di Tabga. La noti-
zia delle nozze si diffuse in fretta e il giorno seguente frotte di
persone cominciarono ad arrivare a Tabga. Alcuni erano discepo-
148

li, altri erano semplicemente incuriositi dall'idea che la sposa e lo
sposo della profezia di Salomone si unissero in matrimonio. Altri
ancora non furono contenti del fatto che il loro amato profeta
sposasse quella donna dalla reputazione infangata, ma Yeshua
era lieto che fossero tutti presenti. Ripeteva in continuazione a
Maria che ogni nuovo giorno portava con s l'opportunit di mo-
strare la Via a chi ancora non la conosceva, l'occasione di ridare
la vista a chi non vedeva.
La notizia del matrimonio attir migliaia di persone nel giro di
due giorni.
Alla fine del secondo giorno, Yeshua venne convocato dalla ma-
dre. Maria gli ramment il primo miracolo che aveva compiuto,
durante le nozze di Cana, quando non c'era abbastanza vino per
tutti gli invitati. Adesso le coste della Galilea erano invase da
viaggiatori che non mangiavano da giorni ed era rimasto poco ci-
bo. Yeshua avrebbe dovuto provvedere al banchetto nuziale.
Yeshua chiam i discepoli pi fedeli. Chiese loro quanti fossero
di preciso gli ospiti, al che Filippo rispose: Sono quasi cinque-
mila e noi abbiamo solo duecento denari.
Andrea, il fratello di Pietro, disse: C' un ragazzo che conosco
qui, il figlio di un pescatore. Ha cinque pani d'orzo e due piccoli
pesci, ma nient'altro. Non niente in confronto al numero di per-
sone che dobbiamo sfamare.
Yeshua disse loro: Fate sedere la gente sull'erba. Portatemi i pa-
ni e i pesci.
L'ordine fu eseguito da Andrea, il quale mise i pani e i pesci den-
tro un cesto e lo pos ai piedi del maestro.
Yeshua disse una preghiera per ringraziare dell'abbondanza di
quel cibo, quindi restitu il cesto ad Andrea dicendo:
Comincia con il passare questo cesto fra gli ospiti. Raccogli tut-
te le briciole in modo che nulla vada perso. Dopodich metti
quelle briciole in altri cesti e fai girare anche quelli.
149

Andrea segu le istruzioni, aiutato da Pietro e dagli altri. Tutti si
stupirono quando videro che i cesti, pieni solo di briciole fino a
un attimo prima, erano stracolmi di pagnotte.
Ben presto vi furono dodici grossi cesti traboccanti di cibo. Furo-
no fatti passare in mezzo alla folla finch ognuno dei presenti
non ebbe mangiato a saziet.
Coloro che banchettarono sulle coste di Tabga quel giorno erano
fermamente convinti che Yeshua il Nazareno fosse il vero messia.
La sua reputazione di grande taumaturgo e di guaritore continu
a diffondersi e nel frattempo il numero dei suoi seguaci aument.
E molti cominciarono ad accettare Maria.
Se un profeta del suo livello aveva scelto proprio lei, quella donna
doveva essere meritevole.
Ma, dato il suo rango, sorse un problema: come chiamarla. In un
tempo in cui le donne prendevano il nome dal marito, per Maria
la cosa si complicava.
Non sarebbe stato appropriato riferirsi a lei come alla vedova di
Giovanni, ma non sarebbe stato giusto neppure definirla sempli-
cemente la moglie di Yeshua.
Fu cos che, avendo una posizione di potere, divenne nota diret-
tamente con il suo nome. Da allora in poi avrebbe regnato per
sempre come la figlia di Sion, la Torre del Gregge... la Migdal
Eder. Il suo era il nome di una regina. La gente la chiamava
semplicemente: Maria Maddalena.
(87)

150

(88)


I FIGLI DI YESHUA
Lasciate che i bambini vengano a me
e non glielo impedite,
perch a chi come loro,
appartiene il regno di Dio.
(89)

E ora la parte pi complicata da accettare: Ges
stato padre? La domanda vale un jackpot sostan-
zioso e credo di poter rispondere positivamente a
essa senza esitazione.
So che molti diranno che non cos, che Ges non
ebbe figli perch la sua missione non lo riteneva
opportuno.
Yeshua era un uomo oltre che figlio divino, rispet-
tava le regole e una di queste era la discendenza di
Davide. La profezia del Messia definiva la linea di
Davide importante per continuare la stirpe.
151

Anche Kathleen McGowan ci ricorda che Ges ha
avuto figli da Maria Maddalena:

Subito dopo il matrimonio, i nazareni, di cui adesso faceva parte,
partirono per la Siria.
Yeshua guar un numero straordinario di persone durante quel
viaggio.
Passava il tempo a predicare nei templi e a far conoscere la parola
della Via a nuove persone.
Ma dopo diversi mesi lui e il suo seguito tornarono in Galilea.
Maria Maddalena era incinta e Yeshua voleva che il loro figlio
nascesse dove la madre si sentiva pi a suo agio, a casa sua.
Maria e Yeshua ebbero una bambina esile ma perfettamente sa-
na. Le diedero il nome doppio di una principessa, Sarah-Tamar.
Il nome Sarah evocava una nobile donna ebrea citata nelle scrit-
ture, la moglie di Abramo.
Tamar era un nome tipico della Galilea; alludeva alle copiose
palme da datteri che crescevano nella regione
e veniva usato dalle famiglie reali da diverse generazioni come
nomignolo affettuoso per le figlie femmine.
La nobile famiglia stava crescendo, la loro cerchia si faceva sem-
pre pi numerosa e i figli di Israele avevano una speranza per il
futuro.
(90)

Chi erano questi bambini? Che fine hanno fatto?
Domande piene di mistero. La vita di Yeshua
colma di mistero.
Vediamo di analizzare e delineare meglio la fami-
glia di Ges:
152

(91)

153

Come potete vedere Ges crebbe Giovanni Giusep-
pe (lo chiameremo Giovanni il Piccolo per comodi-
t) come se fosse suo. Maria Maddalena fece nasce-
re due bambini. Una bambina, molto importante
per quello che ci riguarda: Tamar the Sarah. Di so-
lito viene anche denominata Sarah Tamar, come
del resto propone la McGowan, il significato lo
stesso albero delle palme.
Il secondo figlio si chiamava Yeshua David . Se-
condo Kathleen McGowan si sa poco di lui, solo che
nacque postumo alla morte di Ges.
Alcuni dicono che Tamar sia nata dopo la morte del
padre. Non lo sapremo mai ma non ha importanza.
Limportante sapere che Ges ha avuto una di-
scendenza.
La domanda successiva ovvia.
Questa linea di sangue continua ancora oggi? Ci
sono leggende che dicono che Tamar, scappata in
Francia con alcuni discepoli e la madre Maria
Maddalena, abbia continuato la linea, una discen-
denza che arrivava fino ai Merovingi.
Miti e leggende appunto. Non sappiamo con certez-
za di questo fatto, manca il DNA, con le tecnologie
di oggi potremmo scoprirlo facilmente.
Fatto sta che una certa Sarah Tamar, o Tamar the
Sarah a seconda delle opinioni, venerata tra gli
zingari dellEuropa dellest e nella zona meridiona-
154

le della Francia. Il sud della Francia ospitava ebrei
nel I Secolo ed molto plausibile che Maria Mad-
dalena si sia trasferita l per predicare la Via di
Yeshua.
Si narra che in quella regione, Maria Maddalena
abbia praticato tanti miracoli e il verbo era apprez-
zato da molti nuovi seguaci.
Si narra che Maria abbia vissuto fino al 63 d.C. in
questa grotta a S. Baume insieme alla figlia e come
ben sapete tantissimi quadri e decorazioni nelle
chiese in Francia sono dedicate a lei.
La chiesa ha mascherato con la madre di Ges il
volto di Maria Maddalena ma gli storici sono riu-
sciti a provare che i dipinti di molte chiese francesi
ritraggono lapostola degli apostoli come venne de-
finita dopo lascensione di Yeshua.
La figlia di Maria Maddalena scompare dalla storia
per molto tempo ma grazie a diversi studiosi e
scrittori ritornata allattenzione di tutti.
(92)

155

GLI ULTIMI GIORNI DI YESHUA
Egli stato inchiodato ad un legno,
ha affisso alla croce l'editto del Padre.
Oh, quale grande insegnamento!
Egli si abbassato fino alla morte,
sebbene rivestito di vita immortale.
Spogliatosi di questi cenci corruttibili,
si rivestito di incorruttibilit
(93)



PONZIO PILATO
Pilato fu nominato procuratore della provincia del-
la Giudea dallimperatore romano Tiberio nel 26
E.V. Questo tipo di incarico veniva affidato a mem-
bri della classe equestre (il ceto medio-alto, in con-
trapposizione agli aristocratici dellordine senato-
rio).
Con tutta probabilit Pilato si arruol nellesercito
come tribuno militare, poi fece carriera e non anco-
ra trentenne fu nominato procuratore.
Quandera in uniforme Pilato indossava una tunica
di cuoio e una corazza di metallo.
La sua veste ufficiale era una toga bianca bordata
di porpora. Avr portato i capelli corti e non avr
avuto la barba. Qualcuno ha ipotizzato che venisse
dalla Spagna, ma il suo nome fa pensare che ap-
156

partenesse alla famiglia dei Ponzi, nobili sanniti
dellItalia meridionale.
I funzionari del rango di Pilato in genere venivano
mandati in territori barbari, e tale era la Giudea
agli occhi dei romani.
Oltre a mantenere lordine, Pilato era preposto alla
riscossione delle imposte indirette e della tassa pro
capite. Dellamministrazione della giustizia nelle
questioni quotidiane si occupavano i tribunali
ebraici, ma i casi che richiedevano la pena di morte
evidentemente venivano sottoposti allattenzione
del procuratore, che era lautorit suprema in cam-
po giudiziario.
Pilato e sua moglie vivevano a Cesarea, una citt
portuale, con un piccolo seguito di scribi, servitori e
messaggeri. Pilato disponeva di cinque coorti di
fanteria di 500-1.000 uomini luna nonch di un
reggimento di cavalleria, probabilmente costituito
da 500 uomini. Per i suoi soldati era normale met-
tere a morte i trasgressori. In tempo di pace le ese-
cuzioni capitali avvenivano dopo processi sommari,
ma in caso di insurrezione i ribelli venivano messi
a morte l per l e in massa.
Ad esempio, per domare la rivolta capeggiata da
Spartaco i romani giustiziarono 6.000 schiavi. Se in
Giudea si profilava un pericolo, in genere il procu-
ratore si poteva rivolgere al legato imperiale in Si-
157

ria, che aveva al suo comando delle legioni. Per
buona parte del mandato di Pilato, per, il legato
fu assente; Pilato doveva perci porre fine rapida-
mente ai disordini. I procuratori comunicavano re-
golarmente con limperatore.
Nelle questioni che riguardavano lonore di
questultimo o qualche minaccia allautorit di Ro-
ma dovevano stilare dei rapporti, in base ai quali
limperatore decideva il da farsi. Visto che in Giu-
dea cera molto fermento, questo genere di preoc-
cupazioni erano molto concrete per Pilato.
A parte i Vangeli, le principali fonti di informazio-
ne su Pilato sono gli storici Giuseppe Flavio e Filo-
ne. Anche lo storico latino Tacito afferma che Pila-
to giustizi Christus, da cui ebbe origine il nome
cristiani.

GLI ULTIMI MIRACOLI DI YESHUA
Ges secondo la tradizione mor a 33 anni dopo es-
sere stato giustiziato dai Romani con grande in-
fluenza dei sacerdoti del Sinedrio.
Ai tempi del 33 d.C. Yeshua continu a fare mira-
coli, guarire le persone e la sua fama era destinata
a crescere.
I sacerdoti, Caifa in testa, avevano timore che Ge-
s cambiasse le regole del tempio e della loro reli-
gione.
158

Kathleen McGowan ci informa che Claudia, la mo-
glie di Pilato era intrigata ed interessata da questo
giovane profeta che andava in gir per Gerusa-
lemme a predicare la Via.
La disperazione di una madre, fu quello che guid
la donna romana a portare il proprio figlio morto
da lui.
Claudia vide Maria Maddalena e la moglie di Ye-
shua ferm il marito che con lo sguardo salvo Pilo,
il figlio di Ponzio Pilato e Claudia, dalla morte.
Claudia divenne una dei primi Romani cristianiz-
zati. Anche Pretorio, uno dei soldati romani re-
sponsabili della punizione corporale di Ges, fu
uno dei primi Romani a seguire la Via.
Lennesimo miracolo di Yeshua.
(94)

Ora bisogna citare un altro vangelo apocrifo, quello
di Giuda Iscariota, uno dei vangeli apocrifi pi con-
troversi e difficili da accettare per molti. In quel
vangelo si narra che Giuda non trad Ges volonta-
159

riamente ma che sia stato un piano organizzato da
Yeshua stesso.
In quel vangelo si indica la difficolt di Giuda ad
obbedire al suo maestro. Diversi studiosi affermano
che il vangelo risale al III o IV secolo d.C.
Pu essere plausibile tutto ci? C da dire che que-
sto vangelo gnostico molto controverso e contrad-
ditorio con gli altri vangeli della stessa radice reli-
giosa.
Altri credono che sia una deviazione della religione
stessa che gli autori di questo scritto altri non sono
che i cainiti, essi credono che il Dio del Vecchio
Testamento non sia lo stesso padre di Ges. In un
passo di questo vangelo si narra che Ges ridesse
quando i suoi discepoli veneravano quel Dio e lui
spiegava che esso non era altro che il Demiurgo.
Gran parte delle sette gnostiche teorizzavano che
il mondo fosse stato creato non da Dio, ma da eoni
che, nel loro complesso formavano il Pleroma.
Addirittura gli gnostici ofiti, o naaseni veneravano
il serpente, perch, come narrato nella Genesi era
stato mandato da Sophia (o era lei stessa in sue
sembianze) per indurre gli uomini a nutrirsi del
frutto della conoscenza proibito dal Demiurgo, al
fine di far loro acquisire la gnosi di cui avevano bi-
sogno per svegliarsi dai suoi inganni ed evolvere a
Dio.
160

Ora questo un passo cos controverso che preferi-
sco non commentare, Ges la nostra linea guida.
Demiurgo o non Demiurgo. Questo quello che
conta, il suo messaggio.
Quindi ci atterremo alla tradizione, o meglio a
quello che sappiamo. Ges viene tradito da Giuda e
consegnato ai Romani con grande aiuto dei sacer-
doti.
Ges pu anche aver organizzato il tradimento,
nessuno lo mette in dubbio, ma bisogna avere pro-
ve pi plausibili di un vangelo che deriva da origini
diaboliche per molti che gi fanno fatica a credere
che Yeshua sia stato sempre celibe.
Non andiamo fuori pista.
Uno degli ultimi miracoli di Yeshua ce lo spiega
Kathleen McGowan.
Questa pu essere una versione plausibile dei "set-
te demoni" che Ges scacci dal corpo di Maria
Maddalena:
Il fatto che Yeshua si fosse assunto le responsabilit di Giovanni
era noto a molti di quei moderati che pregavano che fosse davve-
ro lui il messia.
Lo stesso Erode Antipa, tetrarca di Galilea, aveva dichiarato che
in Yeshua vedeva rivivere lo spirito del Battista.
Ma non tutti si erano rallegrati di quegli sviluppi.
Il sostegno che Erode aveva dato a Yeshua non era stato visto di
buon occhio dai discepoli pi devoti di Giovanni e neanche dai
pi estremisti fra gli esseni.
161

Essi maledicevano in silenzio Yeshua per aver usurpato il posto
di Giovanni. Ma il loro astio, pi che a lui, si rivolgeva alla Mad-
dalena.
Il giorno dopo, lungo il fiume, Maria Maddalena era caduta a ter-
ra tenendosi il ventre.
A un tratto aveva iniziato a stare davvero male mentre i discepoli
si radunavano intorno a lei.
Yeshua era accorso subito al suo fianco.
La Grande Maria, presente in quell'occasione, era andata in soc-
corso della nuora.
Aveva guardato attentamente Maria Maddalena, mentre studiava
i sintomi e l'accarezzava con dolcezza. Poi si era rivolta al figlio.
Ho gi visto una cosa simile prima d'ora aveva detto in tono
grave.
Non si tratta di un malore provocato da cause naturali.
Yeshua aveva annuito con aria esperta.
Veleno.
Maria aveva confermato l'intuizione del figlio e aveva aggiunto:
Non un veleno qualunque. Vedi che ha le gambe paralizzate?
Non pu muovere la parte inferiore del corpo e ha dei terribili
conati di vomito. un veleno orientale, chiamato veleno dei sette
demoni per via dei sette ingredienti letali che contiene. Uccide in
modo lento e doloroso. Non c' nessun antidoto. Hai bisogno
dell'aiuto di Dio per salvare tua moglie, figlio mio.
Poi aveva chiesto alla gente di fare spazio, affinch Yeshua avesse
la pace e l'intimit necessarie per curare sua moglie.
Yeshua aveva preso le mani di Maria Maddalena e aveva pregato,
finch non aveva sentito il veleno evaporare dal suo corpo e il co-
lorito tornare sul viso.
Il colpevole non era mai stato trovato.
Avevano ipotizzato che un fanatico sostenitore di Giovanni fosse
arrivato nei pressi del Giordano fingendosi un convertito e avesse
dato alla fiduciosa Maria il veleno letale.
162

Da quel giorno Maria Maddalena era stata sempre attenta a non
mangiare e a non bere mai in pubblico, a meno che non sapesse
con esattezza da dove proveniva il cibo.
La guarigione di Maria Maddalena dall'intossicazione del veleno
dei sette demoni era divenuta nota come una delle grandi opere
del Nazareno.
Come molti aspetti della storia di Maria Maddalena, anche
quell'evento sarebbe stato frainteso e usato contro di lei.
(95)

E ci risiamo direte ormai? Ovviamente vi diranno
che sono tutte blasfemie ecc. non hanno gli occhi
per vedere ma solo per guardare.

YESHUA NEL TEMPIO
I Vangeli ci narrano di un Ges che vive e predica
con grande serenit, sempre amichevole e ben di-
sposto, anche di fronte ai peggiori peccatori. Ges
mantiene la sua calma fermezza anche nei momen-
ti pi difficili, persino di fronte al sinedrio, persino
nellepisodio dellultima cena, quando si trova di
fronte a quello che per ogni uomo rappresenta uno
dei dolori pi grandi: il tradimento di un amico. Ma
vi un episodio, un unico episodio, in cui Ges ab-
bandona la sua proverbiale pacatezza e reagisce
con estrema energia, ovvero quando entrato nel
Tempio vi trova i mercanti. Ma la veemenza di Cri-
sto non si abbatte genericamente sui mercanti,
ma, come ci viene espressamente detto da Matteo e
Marco, colpisce i cambiamonete e i venditori di co-
lombe.
163

Un episodio che pu offrire dei profondi spunti di
riflessione, specialmente alla luce del periodo che
stiamo attualmente vivendo. Che cosa facevano in
realt questi cambiavalute e questi venditori di co-
lombe? Perch meritavano unira cos accesa, una
reazione cos esplosiva? Ges non reag cos con i
soldati che lo arrestarono nellOrto dei Getsemani,
e nemmeno davanti al Sinedrio, che quanto a cor-
ruzione morale aveva pochi eguali. In fondo Ges
era un non violento. O no? E arrabbiato coi mer-
canti semplicemente perch fanno del commercio
in luogo sacro? E il commercio di per s attivit co-
s empia?
Ebbene questi cambiavalute speculavano sul dena-
ro, governandone la scarsit o labbondanza. La
moneta circolante allinterno dellImpero Romano a
quei tempi non era uniforme. Circolavano, rego-
larmente accettati da commercianti ed artigiani,
monete romane, greco-ellenistiche, mediorientali,
locali giudaiche.
Ed era ovviamente ancora usatissimo il baratto.
Il fisco imperiale per accettava in pagamento delle
tasse solo monete romane in argento, con tanto di
effige imperiale. Questi cambiavalute, ricchissimi,
erano in grado di fare incetta sul mercato delle
monete romane circolanti, e ne creavano la scarsit
al momento del pagamento delle decime.
164

A quel punto artigiani, commercianti e popolino
erano costretti a pagare cifre esorbitanti, in altre
valute, beni, propriet, per poter acquistare la
moneta che i romani avrebbero accettato in paga-
mento delle imposte.
In pratica questi speculatori, che controllavano il
denaro, erano in grado di manipolare la pressione
sanguigna sociale. Si nutrivano immoralmente del-
la linfa vitale della popolazione, depredandola
fraudolentemente della propria ricchezza. La po-
vert conseguente a questi atti di vampirismo pu
portare alla disperazione, alla pazzia, alla violenza,
allomicidio. In questottica, i cambiavalute, oltre
ad essere dei ladri, erano anche dei veri corruttori
di uomini.
E inutile dire che i sacerdoti del tempio avevano le
loro royalties su questo empio commercio: i mer-
canti, cambiavalute e colombari, pagavano una
commissione per svolgere le loro attivit speculati-
ve. Un vero sistema a delinquere costituito da spe-
culatori, autorit politiche e autorit religiose a
spese della povera gente.
E infatti il pezzo dellevangelista Marco lascia in-
tendere che proprio questo gesto di violenta con-
testazione contro i mercanti del tempio che spin-
ge sacerdoti e scribi a condannare Ges a morte.
Ges ha sfidato il sistema e deve morire.
165

Ricordate cosa disse? Ecco il pezzo intero del suo
attacco a questo sistema sporco e vergognoso, un
presagio di sventura per tutti quelli che hanno spe-
culato sulla povera gente.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della
menta, dell'aneto e del cumino,
e trasgredite le prescrizioni pi gravi della legge:
la giustizia, la misericordia e la fedelt.
Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle.
Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchie-
re e del piatto
mentre all'interno sono pieni di rapina e d'intemperanza.
Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perch anche
l'esterno diventi netto!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri
imbiancati:
essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di
morti e di ogni putridume.
Cos anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini,
ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquit.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai pro-
feti e adornate le tombe dei giusti, e dite:
Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo as-
sociati a loro per versare il sangue dei profeti;
e cos testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori
dei profeti.
Ebbene, colmate la misura dei vostri padri!
Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna
della Geenna?
Perci ecco, io vi mando profeti, sapienti e scribi;
di questi alcuni ne ucciderete e crocifiggerete, altri ne flagellerete
nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di citt in citt;
166

perch ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sopra la
terra,
dal sangue del giusto Abele fino al sangue di Zaccaria, figlio di
Baracha,
che avete ucciso tra il santuario e l'altare.
In verit vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa genera-
zione.
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli
che ti sono inviati,
quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli,
come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete
voluto!
Ecco: la vostra casa vi sar lasciata deserta!
Vi dico infatti che non mi vedrete pi finch non direte:
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
(96)

E questa fu la goccia che fece traboccare il vaso per
i sacerdoti, Ges aveva successo popolare e quindi
andava eliminato.
Usarono la legge, che vigliaccamente era dalla loro
parte e a seconda dei punti di vista anche
lingenuit di un traditore.
Poveri ebrei che sono stati perseguitati nel tempo
per tante sevizie e falsit e portano anche lonta di
pochissimi di loro che hanno partecipato al gesto
peggiore che un uomo possa fare: lomicidio.

LULTIMA CENA
Fate questo in memoria di me
(97)

Siamo arrivati al momento pi difficile, linizio del-
la Passione di Yeshua.
167

Racconter tutto, secondo ogni punto di vista di
quello che gli successe.
Come delineare la data dell'ultima cena? Non si
hanno certezze empiriche e i Vangeli ci presentano
cronologie diverse e incongruenti tra loro, che han-
no suscitato linteresse di molti studiosi del nove-
cento.
Mons. Benedetto Rossi, docente della Facolt, e re-
latore al convegno, ha presentato una soluzione
della datazione dellultima cena mutuata dalla
studiosa Annie Jaubert, che tenta di armonizzare i
dati allapparenza contrastanti presenti nei Vange-
li. Certamente tale operazione non condivisa da
tutti, ma resta unipotesi interessante, tanto che
anche Benedetto XVI la cita allinterno del suo li-
bro su Ges di Nazareth.
Annie Jaubert sostiene che lultima cena di Ges
non pu essere avvenuta di gioved, la sera in cui
nel tempio si immolavano gli agnelli, ovvero la vigi-
lia di Pasqua, bens il marted, data molto pi
plausibile per la cronologia del Vangelo di Giovan-
ni il quale afferma che la mattina in cui Pilato giu-
dic Ges, gli ebrei non avevano ancora mangiato
la Pasqua.
Per lei poi inverosimile che eventi quali le varie
sedute davanti il Sinedrio, Pilato ed Erode, la per-
suasione della folla, il confronto con Barabba e la
168

flagellazione si siano svolti in solo 12 ore, cos come
ci presentano i sinottici, i quali fanno pensare, di-
scostandosi da Giovanni che Ges abbia celebrato
la Cena, sia stato arrestato, condannato a morte e
crocifisso durante il giorno di Pasqua.
Ipotesi questultima non avvalorata dalle norme
del diritto processuale ebraico, le quali infatti proi-
bivano di tenere sedute di processo alla vigilia di
un sabato o di una festivit poich il verdetto nelle
cause capitali, come era quella di Ges, doveva es-
sere emesso, se di condanna, il giorno successivo,
cosa che diveniva impossibile in quanto festa.
In ultimo, i Sinottici descrivono gli eventi che van-
no dalla Domenica delle Palme fino al Marted con
grande accuratezza, mentre restano in silenzio per
i due giorni che li separano dal Gioved dellultima
cena.
Questa ulteriore incongruenza fa ritenere alla stu-
diosa che la cronologia dellultima cena possa pre-
sentarsi allincirca cos: marted sera, ultima cena
e arresto, mercoled prima seduta del processo al
sinedrio, gioved prima seduta davanti a Pilato e
invio a Erode, venerd seconda seduta davanti a Pi-
lato, condanna, crocefissione e morte allora nona.
Ma su cosa si fonda questa ipotesi cronologica?
Annie Jaubert crede che Ges possa aver seguito
un antico calendario solare, ritrovato nel libro dei
169

Giubilei, nel libro di Enoch e in alcuni testi di
Qumran, e non il calendario ufficiale lunare. Que-
sto particolare calendario di 364 giorni fissava la
Pasqua sempre di Mercoled, dato che salverebbe
entrambe le tradizioni, sia quella sinottica che
quella giovannea e farebbe della cena di Ges al
marted sera una vera cena Pasquale.
Inoltre alcuni testi cristiani antichi come la Dida-
scalia degli Apostoli, SantEpifanio e la Didach,
testimoniano che la tradizione delle prime comuni-
t cristiane vedeva svolgere le celebrazioni dal
marted al venerd.
Certamente potremmo chiederci per quale motivo
Ges dovesse seguire questo calendario e non quel-
lo ufficiale e i dubbi restano molti, tuttavia lipotesi
di Jaubert non pu essere liquidata con facilit
sebbene anche una sua accoglienza indiscriminata
comporti seri problemi.
Uno studioso che ugualmente ha voluto tentare
una cronologia dellultima cena, J.P. Meier.
Egli dimostra che non possibile
unarmonizzazione delle due tradizioni, sinottica e
giovannea, e rifiuta lidea del calendario solare of-
ferta da Jaubert.
Cos per Meier necessario scegliere tra Sinottici e
Giovanni e la sua scelta va in favore della cronolo-
gia di Giovanni.
170

La morte di Ges non avvenuta il giorno della
Pasqua, ma alla vigilia, mentre nel tempio veniva-
no immolati gli agnelli, coincidenza che i cristiani
hanno in seguito facilmente letto con un significato
teologico ben pi profondo.
Allora, se la cena di Ges non stata una cena di
Pasqua, perch i sinottici ce la presentano cos?
Meier sostiene che in realt anche nei Sinottici la
cena di Ges abbia poche connotazioni pasquali, e
pi probabilmente i redattori dei vangeli hanno vo-
luto fare una narrazione che fosse anche teologica
degli eventi.
Tuttavia i racconti della cena lasciano tutti intra-
vedere la singolarit di quellevento, un evento di
cui Ges aveva piena consapevolezza.
Quello sarebbe stato lultimo pasto con gli apostoli
prima della passione, aveva dunque una particola-
rissima rilevanza. La Pasqua ebraica non poteva
essere celebrata con il suo rituale, in quanto sareb-
be stata il giorno successivo, ma quella cena nella
coscienza di Ges era la nuova Pasqua, la donazio-
ne di s, il compimento dellantico rituale. Era
dunque la cena di Pasqua? Non lo era per il calen-
dario ebraico, ma lo diveniva nella prospettiva del-
la Nuova Alleanza.
Ricordate lipotesi che Ges avesse preparato il suo
arresto? E se lavesse fatto per non causare disor-
171

dini e spargimenti di sangue inutili? Lui sapeva
quale fosse il suo destino, sapeva cosa fare e come
intervenire. Anche Kathleen McGowan daccordo
con questa ipotesi che Giuda fosse una sorta di ca-
vallo di Troia nel sistema.
Yeshua sapeva a cosa andava incontro. Si sarebbe
sacrificato per tutti noi con un gesto indimenticabi-
le.
(98)

Sentite un dialogo tra Ges e Maria Maddalena nel
libro di Kathleen McGowan. Rende lidea di cosa
pu essere successo. Ripeto per chi non crede a
questa versione, la nostra una ricerca sotto ogni
punto di vista e dovete capire che la verit ha tante
sfaccettature:
Quella sera Yeshua lasci gli apostoli per conferire privatamente
con la madre.
Quando ebbero finito, le augur la buona notte e and a cercare
la moglie.
Non devi aver paura di quello che accadr le disse con dolcez-
za.
172

Maria cerc il suo sguardo. Yeshua spesso teneva nascoste le sue
premonizioni ai discepoli, ma quasi mai a lei. Quella sera, per,
avvertiva il suo riserbo.
Che cosa vedi, Yeshua? gli chiese con voce sommessa.
Vedo che mio padre in cielo ha ideato un grande piano e che noi
dobbiamo seguirlo.
Per realizzare le profezie?
Se questa la sua volont.
Maria tacque per un istante. Le profezie erano molto chiare: di-
cevano che il messia doveva morire per mano del suo stesso po-
polo.
E Ponzio Pilato? Di sicuro sei stato mandato a curare suo figlio
in modo che capisse chi sei e cosa rappresenti. Non pensi che
rientri anche questo nel disegno divino?
Maria, ascolta bene quello che ho da dirti. Dio crea il suo piano
e mette ogni uomo e ogni donna al suo posto. Ma non li obbliga
a compiere determinate azioni. Come ogni padre, il Signore gui-
da i suoi figli, ma poi d loro l'opportunit di fare le loro scelte.
Maria ascolt con attenzione, applicando la filosofia di Yeshua
alla situazione attuale.
Credi che Ponzio Pilato sia stato messo dov' da Dio?
S. Pilato, la moglie e il loro figlio.
E che non sia Dio a stabilire se Pilato ci aiuter o no?
Il Signore non ci comanda a bacchetta, Maria. Ci guida. Spetta a
ogni singola persona scegliere il proprio maestro. E non so dirti
quale maestro decider di servire Ponzio Pilato quando arriver il
momento.
Maria ascoltava tutta concentrata. In un attimo di preveggenza,
sentiva il bisogno di assaporare con calma le parole del marito,
per ricordarle alla lettera.
Sarebbe arrivato un tempo in cui avrebbe dovuto insegnare agli
altri esattamente ci che lui aveva insegnato a lei.
173

Il sommo sacerdote e i suoi sostenitori sono decisi a farmi arre-
stare... ormai sappiamo che non possiamo fare nulla per evitarlo
riprese Yeshua.
Ma chiederemo loro di mandarmi da Pilato ed esporr a lui il
mio caso. Quindi spetter alla sua fede e alla sua coscienza pren-
dere una decisione. Dobbiamo essere pronti a tutto. Qualunque
sia la sua decisione, dobbiamo dimostrare con le nostre azioni
che sappiamo di essere nel giusto.
Non possiamo semplicemente andarcene da Gerusalemme?
Tornare a predicare sulle colline della Galilea, finch Anna e Cai-
fa non troveranno un'altra preda a cui dare la caccia?
Tu lo sai meglio di chiunque altro, Maria la rimprover Yeshua
in modo bonario.
La gente ci osserva con attenzione, ormai. Devo dare l'esem-
pio.
Maria annu per dimostrare la sua comprensione, quindi Yeshua
le raccont la conversazione che aveva avuto con la madre.
Avevano deciso che farsi vedere al Tempio di Gerusalemme l'in-
domani sarebbe stato troppo pericoloso. Troppi innocenti avreb-
bero potuto rimanere feriti se fossero scoppiati dei tumulti. Il
sommo sacerdote voleva lui, non gli altri.
Ne avevano avuto la conferma da Giairo. Non c'era motivo di
mettere a repentaglio la vita degli altri.
Piuttosto, si sarebbe incontrato in privato con i discepoli nel po-
meriggio, in una delle propriet di Giuseppe, per consumare un
pasto in onore della Pasqua.
L avrebbe dato istruzioni a ognuno sul ruolo che ognuno avreb-
be dovuto svolgere se lui fosse stato incarcerato a lungo, come
era successo a Giovanni, o se fosse accaduto qualcosa di peggio.
Avrebbero trascorso la notte nei campi di Giuseppe, nell'orto del
Getsemani, sotto le stelle sacre di Gerusalemme.
E l Yeshua avrebbe lasciato che lo arrestassero.
Hai intenzione di consegnarti alle autorit?.
174

No, no. Non posso farlo. La gente perderebbe del tutto la fede
nella nostra Via se lo facessi. Ma devo fare in modo che il mio ar-
resto avvenga lontano dalla citt, senza spargimenti di sangue n
sommosse.
Far s che uno dei nostri mi "tradisca" e vada dalle autorit per
rivelare dove mi trovo. Le guardie verranno al Getsemani.
Oh, Yeshua. Ma chi? Chi fra noi avrebbe il coraggio di fare una
cosa simile? Di sicuro non penserai che Pietro o Andrea ne sa-
rebbero capaci.
E di certo neanche Filippo o Bartolomeo. Tuo fratello Giacomo
preferirebbe versare il suo stesso sangue e Simone preferirebbe
versare quello dei nostri nemici.
A quel punto trov la risposta e la pronunciarono all'unisono.
Giuda.
L'espressione di Yeshua era grave.
Sto andando proprio da lui. Devo dirgli che lui il prescelto.
Baci la moglie e si alz. Maria lo guard allontanarsi sentendo
crescere in s il terrore per quello che avrebbe portato l'indomani.
(99)

Lultima cena era quindi una preparazione ai suoi
discepoli di quello che sarebbe venuto dopo, lui
ascolt, aiut e guar il popolo. Sapeva che aveva
poco tempo e ag di conseguenza. Giuda fece la sua
mossa, trad Ges e in quel momento la storia
cambi.
(100)

175

E sempre la McGowan cillustra una versione piut-
tosto plausibile di quellepisodio:

La sera seguente si riunirono, come stabilito, per cenare insieme.
Easa, i suoi dodici apostoli e tutte le Marie.
I bambini rimasero a Betania con Marta e Lazzaro.
Easa apr l'incontro con il rito di purificazione, in cui lui lavava i
piedi a ogni persona presente nella stanza.
Spieg che quel gesto serviva a consacrare ognuno di loro come
figlio di Dio con la missione di diffondere la parola del regno.
Quando ebbe lavato i piedi a tutti i discepoli presenti nella stan-
za, Easa li guid verso il tavolo per consumare la cena pasquale.
Spezz un pezzo di pane azzimo, lo benedisse e disse:
Prendete e mangiate, questo il mio corpo.
E dopo aver preso una coppa di vino, rese grazie e la pass ai di-
scepoli.
Questo il mio sangue, il sangue della nuova alleanza, versato
per voi e per tutti.
Maria osserv in silenzio insieme agli altri.
Solo lei e le altre Marie conoscevano nei minimi particolari gli
eventi che sarebbero seguiti.
Dopo aver ricevuto il segnale da Easa, Giuda si sarebbe alzato da
tavola e si sarebbe
recato da Giairo.
Giairo lo avrebbe portato da Anna e Caifa, presentandolo come
un traditore.
Giuda avrebbe chiesto trenta denari per fare sembrare autentico il
suo tradimento.
In cambio delle monete, avrebbe condotto i sacerdoti al rifugio
privato di Easa, dove, lontano dalla folla cittadina, sarebbe stato
facile arrestarlo.
La tensione sul volto di Giuda era evidente agli occhi di coloro
che sapevano.
176

Gli altri discepoli non erano stati messi al corrente di quel piano,
perch Easa non voleva correre rischi.
Non voleva che i suoi uomini protestassero n tanto meno che
opponessero resistenza.
Pi tardi, Maria avrebbe pianto per Giuda e per l'ingiustizia di
quella situazione.
Lo avrebbe difeso davanti agli altri discepoli, che lo avrebbero
considerato un traditore.
Easa si rivolse a Giuda, quindi gli pass un pezzo di pane imbe-
vuto nel vino per dargli il segnale prestabilito.
Quello che devi fare, fallo subito.
Quando Maria vide Giuda uscire dalla stanza, si sent mancare.
Ormai non si poteva pi tornare indietro.
Alz lo sguardo in tempo per incrociare quello della Grande Ma-
ria.
Le due donne s fissarono per un istante, pregando in silenzio che
Dio proteggesse il loro adorato Easa.
(101)

Poi Yeshua si sarebbe recato al Getsemani e la sto-
ria la conosciamo tutti. Naturalmente tutto questo
rende diversa la figura di Giuda che venne dichia-
rato il traditore per antonomasia, lascio la libera
scelta a chiunque di credere a una delle due ver-
sioni ma non scartatela a priori.
Ricordatevi che Yeshua era avanti gi ai suoi tem-
pi.





177

LA PASSIONE DI YESHUA
Padre. Perdonali perch non sanno quello che
fanno!
(102)


LARRESTO DI YESHUA
Ges aveva paura durante lattesa nel Getsemani?
La sua vita sarebbe finita in una maniera cos vio-
lenta che non riesco a scriverlo senza un grande ve-
lo di tristezza.
Ges doveva morire per rivelarci la forza e lamore
di Dio. Ucciso e umiliato come il peggiore dei cri-
minali, egli stato lunico e il solo da sempre e lo
sar per sempre.
Un sacrificio cos grande, molti hanno cercato di
cambiare la storia con teorie stravaganti o altre
idiozie. Ges stato ucciso da poteri forti, i quali
non avevano capito lui fosse e fino alla fine non lo
capiranno. E questo il loro destino... Ancora oggi si
ammazzano in nome di un Dio, usano questo Dio
per i loro interessi terreni e ogni giorno fanno ver-
gognare Ges che ha sacrificato tutto per loro che
lo uccidono ancora oggi.
(103)
178

Ges fu arrestato e il suo caso fu esaminato davan-
ti al Sinedrio.
Non si tratt di un processo formale, con i requisiti
che pi tardi saranno raccolti nella Misn e che
esigevano, fra le altre cose, che si tenesse di giorno
ma di un interrogatorio svoltosi in residenze pri-
vate, per giudicare sulle accuse ricevute o su i so-
spetti che si nutrivano circa i suoi insegnamenti.
In particolare si trattava di giudicare il suo atteg-
giamento critico nei confronti del tempio, laura
messianica intorno alla sua persona, che nasceva
dalle sue parole e dal suo atteggiamento, e, soprat-
tutto, la pretesa, che gli si attribuiva, di avere una
dignit divina.
Pi che le questioni dottrinali propriamente dette,
forse ci che maggiormente preoccupava le autorit
religiose, era il timore che egli sfidasse lautorit
costituita.
Poteva dar luogo a unagitazione popolare che i
romani non avrebbero tollerato, provocando cos
una situazione politica peggiore di quella che si vi-
veva allora.
Stando cos le cose, trasferirono la causa davanti a
Pilato, portando cos il contenzioso legale contro
Ges davanti allautorit romana.
Di fronte a Pilato fu espresso il timore che colui che
parlava di un regno potesse rappresentare una
179

minaccia per Roma. Il procuratore aveva di fronte
a s due possibilit per affrontare la situazione.
Una era la coercitio (castigo, misura forzosa) che
gli permetteva di applicare le misure opportune
per mantenere lordine pubblico. Basandosi su que-
sta si sarebbe potuto infliggere allaccusato un ca-
stigo esemplare o anche condannarlo a morte, per-
ch servisse da esempio per tutti. Laltra
possibilit era stabilire una cognitio (conoscenza),
cio un processo formale, nel corso del quale si
formulava unaccusa, si procedeva a un interroga-
torio e si dettava una sentenza, secondo la legge.
Pare che Pilato avesse qualche dubbio su quale
piega dare al procedimento; alla fine prefer la ce-
lebrazione di un processo secondo la formula pi
comune nelle provincie romane, quella chiamata
cognitio extra ordinem, cio un processo nel quale
lo stesso pretore determinava la procedura e detta-
va la sentenza.

IL PROCESSO DI YESHUA
Luca riporta esplicitamente le accuse che le autori-
t ebraiche mossero contro Ges a Pilato, tutte di
ordine politico:
secondo loro sobillava il popolo, impediva di dare i
tributi a Cesare e diceva di essere il Cristo Messia
e re.
180

Secondo i vangeli queste accuse sono infondate:
Ges non ha mai sobillato il popolo, non ha impedi-
to di dare i tributi a Cesare e non si mai dichiara-
to re.
In un primo momento non esplicitamente riporta-
ta dai vangeli la principale accusa che ne caus la
condanna a morte da parte del Sinedrio, la "be-
stemmia" di essersi equiparato a Dio: questa moti-
vazione, di ordine prettamente religioso, non pote-
va interessare al governatore romano.
si fatto Figlio di Dio, che inteso non come
semplice attributo del Messia, che non costituiva
una bestemmia, ma come lha inteso la tradizione
cristiana, cio come uno stretto legame tra il Figlio
e il Padre.
Secondo la testimonianza concorde dei quattro
vangeli l'interrogatorio di Pilato si concentr sulla
terza accusa:
Tu sei il re dei Giudei? Tu lo dici
Questa sola risposta riportata dai tre sinottici
sembra ambigua.
Giovanni rende comprensibile il senso affermativo:
Tu lo dici, io sono re, ma aggiunge la precisazione
che chiarisce la natura teologica e non politica di
questa regalit: Il mio regno non di questo mon-
do, che rappresenta unimplicita discolpa di Ges.
181

A parte questa risposta i tre sinottici non riportano
altre parole di Ges, fatto che desta meraviglia in
Pilato.
Giovanni invece amplia il dialogo tra Ges e Pilato.
Secondo il diritto romano, l'affermazione della re-
galit di Ges rappresentava un reato di lesa mae-
st e implicava la condanna a morte.
Secondo i quattro vangeli Pilato, nonostante l'am-
missione della sua regalit teologica, non trov
colpa in Ges e in un primo momento non lo con-
dann.
Anche grazie allintervento della moglie Claudia. E
se volete crederci, la McGowan ci ha fornito un
particolare importante, gli ha salvato il figlio.
Dapprima Pilato invi Ges a Erode Antipa e
quindi cerc di liberarlo con l'escamotage del cosid-
detto "privilegio pasquale", che port per alla libe-
razione di Barabba.
Inoltre secondo Giovanni, la flagellazione colloca-
ta prima della condanna definitiva e viene propo-
sta, nelle intenzioni di Pilato, come unalternativa
alla condanna capitale.
A fronte della pressione della folla che stava dege-
nerando in un tumulto. Pilato, acconsent alla loro
richiesta di far crocifiggere Ges e fece il gesto di-
venuto poi proverbiale di lavarsi le mani.
182

La figura di Pilato che emerge dai Vangeli, cio di
un uomo giusto che tenta in vari modi di salvare
Ges dalla morte, contrasta con le informazioni che
ci sono pervenute su di lui da fonti extra-
vangeliche (vedi sopra), che lo descrivono come un
uomo cinico, crudele e spietato, e che comminava
con troppa facilit le condanne a morte.
Le ragioni della sua titubanza devono quindi esse-
re state non legate a motivi umanitari, ma altre, di
tipo politico, forse il timore di uneventuale solleva-
zione dei seguaci di Ges, vista l'accoglienza trion-
fale che, secondo i Vangeli, questi ricevette al suo
arrivo a Gerusalemme. E anche vero che Pilato
rimase affascinato dalla figura di Ges dopo la sua
morte e si chiese sempre chi fosse e se realmente
egli era il figlio divino.
Erode Antipa risiedeva abitualmente a Tiberiade,
capitale del suo effimero regno, ma come anche Pi-
lato si trovava a Gerusalemme in occasione della
Pasqua. La sede del palazzo degli Asmonei, ipo-
tizzata con relativa certezza al centro della citt, di
poco a occidente del tempio.
All'incontro erano presenti anche i "sommi sacer-
doti" che accusavano Ges.
Le accuse non sono riportate dal resoconto di Luca.
Secondo l'evangelista il re, in accordo col carattere
semplicistico e un po' fanciullesco che gli viene at-
183

tribuito anche in occasione dell'episodio della mor-
te di Giovanni Battista, sembra poco coinvolto dal
processo e mostra interesse invece per le sue capa-
cit di compiere miracoli.
Ges per non risponde nulla n compie alcun mi-
racolo.
Disilluso dal colloquio Erode non espresse alcuna
condanna, ma lui e i suoi soldati insultarono e
schernirono Ges, rivestendolo di una "splendida
veste" (probabilmente per deriderlo come re) e ri-
mandandolo a Pilato.

(104)

Ora veniamo a un altro punto importante da chia-
rire. Il processo di Ges di fronte al Sinedrio e la
sua implicazione nei confronti della sua condanna
furono pretesto per una grande ondata di antisemi-
tismo che invest le comunit ebraiche per ben
duemila anni di storia. Essendo un tempo ritenuti
tutti gli ebrei, sia quelli dellepoca di Ges che
quelli delle epoche successive, responsabili del co-
siddetto deicidio, essi vennero perseguitati vio-
184

lentemente durante il periodo dellInquisizione e
rinchiusi in quartieri ghetto.
Bench la Bibbia lasci intendere che non solo i giu-
dei, ma anche i romani siano responsabili della
morte di Ges, piccolo se non nullo fu lodio dei cri-
stiani nei confronti degli eredi dellImpero romano.
Ges stesso, nel vangelo di Giovanni, rivela a Pila-
to che coloro che lhanno consegnato a lui hanno
una colpa pi grande.
Il Nazareno non si riferisce per a tutta la comuni-
t ebraica, bens a Caifa e Anna che avevano orga-
nizzato un processo per eliminarlo.
Il Nuovo Testamento enfatizza la partecipazione
del Sinedrio giudaico nella condanna di Ges, ma
non esenta dalle colpe i romani stessi.
Lo stesso Pietro, negli Atti degli Apostoli afferma
che gli ebrei dovrebbero vergognarsi s per tale
crimine ma che la crocifissione venne eseguita per
mano di empi, senza Dio o meglio i Romani
stessi.
Pilato, dopo che Ges venne consegnato a lui, vole-
va che il condannato venisse giudicato secondo la
legge degli ebrei, essi preferirono lasciare a lui la
punizione poich per loro non era possibile mettere
a morte qualcuno sotto lautorit romana. da no-
tare per come i giudei negli Atti degli Apostoli,
bench fossero ancora sotto il dominio romano, non
185

esitarono a lapidare Stefano e a uccidere Giacomo
apostolo senza il consenso del procuratore.
La persecuzione degli ebrei fu un fenomeno storico
piuttosto frequente, soprattutto nellEuropa catto-
lica del Medioevo. Tutto ci era per contrario agli
insegnamenti dello stesso Ges che aveva ordinato
ai suoi discepoli di amare i propri nemici e aveva
perdonato, in punto di morte, gli uomini che
lavevano crocifisso.
Solamente una piccola minoranza ebraica parteci-
p al processo presso il Sinedrio e al momento della
condanna nella fortezza Antonia: non pi di cento
ebrei sarebbero infatti potuti entrare nel cortile del
palazzo di Pilato. Inoltre, essendo avvenuto il pro-
cesso di venerd, la maggior parte degli ebrei era
intenta a preparare la mensa pasquale, non essen-
do possibile lavorare durante il sabato, e non era
dunque per loro possibile partecipare attivamente
alla condanna.
E chi vi dice che TUTTI gli ebrei sono responsabili
della morte di Yeshua oltre a essere stupidi, NON
SONO cristiani.
Vediamo anche il punto di vista di Kathleen
McGowan che ci elenca delle differenze non tanto
distanti:

I pensieri di Maria correvano veloci. Non voleva che Giovanni e
Tamar assistessero a qualcosa di traumatico, ma se il peggio do-
186

veva accadere, Easa avrebbe sentito il bisogno di vedere i figli
un'ultima volta. Easa li amava entrambi in modo incondizionato.
Proteggerli e tenerli al sicuro sarebbe stato un problema al sorge-
re del sole. Maria preg in silenzio, ma non ebbe molto tempo
per pensare a come risolvere quei problemi.
Si erano avvicinati al luogo in cui Easa era tenuto prigioniero.
Fino ad allora il buio li aveva protetti e non avevano attirato l'at-
tenzione di nessuno, ma a quel punto avrebbero dovuto scendere
una rampa di scale esterna che era illuminata da alcune torce.
Il centurione ordin alle donne di fermarsi e loro aspettarono che
il greco esplorasse in fretta la zona. Lo schiavo corse in fondo alle
scale e fece segno di seguirlo.
Salom rimase di guardia in cima alla rampa, mentre il greco fa-
ceva lo stesso in fondo alle scale. Maria e il centurione scesero le-
sti i gradini e percorsero in fretta i corridoi della prigione.
L'uomo teneva la torcia davanti a s per illuminare il cammino
all'interno del sotterraneo. Maria lo seguiva svelta, cercando di
non sentire le urla di dolore e di disperazione che echeggiavano
fra le pareti di pietra.
Sapeva che nessuna di quelle grida veniva da Easa; qualunque
pena gli fosse stata inflitta, non si sarebbe mai lamentato ad alta
voce, non era nella sua natura.
Ma provava grande compassione per gli altri che attendevano la
loro sorte nelle carceri romane.
Il centurione tir fuori una chiave da sotto la tunica e la infil in
una serratura, aprendo la porta e consentendo a Maria di entrare
nella cella del marito.
Diversi anni pi tardi, Maria avrebbe scoperto come avevano fat-
to Claudia Procula e Salom a procurarsi le chiavi e a sbarazzarsi
delle sentinelle:
con una cospicua somma di denaro e un sacrificio personale non
indifferente da parte della figliastra di Erode.
Maria sarebbe stata riconoscente per tutta la vita alla romana
Claudia Procula e alla sua amica, l'incompresa Salom; non solo
187

per gli eventi di quella notte, ma anche per quelli del terribile
giorno successivo.
Maria soffoc un grido di disperazione quando vide Easa. Era
stato pesantemente malmenato.
Maria not i lividi che aveva sul viso e la smorfia di dolore che fe-
ce quando si alz per andare ad abbracciarla.
Con un sussurro gli chiese:
Chi stato a ridurti cos? Gli uomini di Caifa e Anna?.
Sss. Ascoltami, Maria, perch c' poco tempo e molto da dire.
Non c' spazio per il rancore, poich il rancore porta solo alla
vendetta.
Quando perdoniamo, siamo pi vicini a Dio. questo che dob-
biamo insegnare ai figli di Israele e al mondo intero. Fai tesoro di
questo insegnamento e tra-smettilo a tutti coloro che vorranno
ascoltare, fallo in memoria mia. Stanotte, nel Getsemani, sono
andato a pregare il Signore, nostro Padre. Gli ho chiesto di allon-
tanare da me questo calice, se era questa la sua volont. Ma ha ri-
sposto di no, perch questa la sua volont. Non esiste altro mo-
do, lo capisci? La gente non sar in grado di capire il regno di
Dio senza un esempio supremo. E sar io a dare quell'esempio.
Dimostrer che posso morire per loro e che posso farlo senza
paura n dolore.
Maria non riusciva a trattenere le lacrime, ma si sforzava con tut-
ta se stessa di non singhiozzare. Qualsiasi rumore avrebbe potuto
tradirli. Easa tent di confortarla.
Devi essere forte, ora, perch porterai con te la vera Via dei na-
zareni e la insegnerai al mondo. Anche gli altri faranno del loro
meglio; ho dato istruzioni a ognuno di loro al termine della cena.
Ma soltanto tu sai cosa c' veramente nel mio cuore e nella mia
mente, perci devi essere tu la futura guida del nostro popolo e i
nostri figli lo saranno dopo di te.
Maria si sforzava di pensare con lucidit. Doveva concentrarsi
sulle ultime volont di Easa, non sul proprio dolore. Avrebbe avu-
to tutto il tempo di soffrire pi tardi.
188

Easa, non tutti gli uomini mi amano, lo sai. Alcuni si rifiuteran-
no di seguirmi. Anche se hai insegnato loro a trattare le donne
come pari, temo che quando tu non ci sarai pi... quel principio
andr perso. Come far a spiegare perch hai scelto me per gui-
dare i nazareni?
Ogni giorno che ho vissuto, Dio mi ha fatto scoprire qualcosa di
nuovo. Ogni persona che ho incontrato mi ha insegnato qualcosa
di pi sulla natura di Dio. Quando me ne sar andato, dovrai
continuare il cammino e farne il fondamento di tutta la dottrina
che seguir.
Maria fece segno di aver capito.
C' un'altra cosa: lascer un segno agli uomini, qualcosa che
faccia capire chiaramente che ho scelto te come futura guida.
Non temere, perch far sapere al mondo che tu sei la mia disce-
pola pi amata.
Easa appoggi la mano sul ventre gonfio di Maria. C'era ancora
tanto da dire.
Questo bambino che porti in grembo, il nostro bambino, ha il
sangue di profeti e re proprio come nostra figlia. I loro discen-
denti avranno un compito, quello di predicare il regno di Dio, af-
finch la gente di tutto il mondo conosca la pace e la giustizia.
Il bambino scalci in risposta alla profezia pronunciata dal padre.
Questo bambino avr un destino speciale nelle isole occidentali
in cui la parola della Via si diffonder. Ho dato istruzioni a mio
zio, Giuseppe, su come allevarlo. Devi fidarti e consentire a no-
stro figlio di andare dove Dio lo porter.
Maria accett.
E devi chiamarlo Yeshua David, in memoria mia e del fondatore
della nostra stirpe reale. Il pi grande re della Terra discender
dal suo sangue.
Maria acconsent alla richiesta di Easa e subito dopo gli doman-
d:
Cosa devo fare con Sarah-Tamar?.
Easa sorrise al nome della sua bambina.
189

Deve rimanere con te finch non sar una donna adulta e potr
fare le sue scelte. Ha la tua forza, la nostra Tamar. Ma Israele
non sar un posto sicuro per te e per i bambini. Giuseppe vi por-
ter in Egitto, insieme a tutti i discepoli che vorranno partire.
Alessandria un grande centro culturale ed sicura per il nostro
popolo. Puoi decidere se restare l o andare pi lontano, verso i
paesi occidentali. Lascio a te la scelta, Maria. Devi decidere cosa
meglio affinch gli insegnamenti della Via si diffondano nel
mondo. Segui il tuo cuore e abbi fede in Dio.
E il piccolo Giovanni? chiese Maria. Easa aveva sempre tratta-
to il bambino come un figlio, ma il suo sangue e il suo destino sa-
rebbero sempre stati diversi; lo sapevano entrambi.
Lo sguardo di Easa si rattrist a quel pensiero.
Gi a quest'et, Giovanni ostinato e irrequieto. Tu sei sua ma-
dre e lo guiderai, ma avr bisogno
dell'influenza degli uomini per placare la sua inquietudine. Pietro
e Andrea gli vogliono molto bene. Quando sar pi grande,
meglio che venga educato da loro.
Easa non ebbe bisogno di aggiungere altro;
Maria sapeva cosa voleva dire. Pietro e Andrea un tempo erano
stati discepoli del Battista e tutti loro si conoscevano fin da bam-
bini, quando vivevano in Galilea e frequentavano il tempio a Ca-
pernaum.
Pietro e Andrea veneravano il piccolo Giovanni, poich era il fi-
glio naturale di un grande profeta e il figlio adottivo di Easa.
Vorrei esprimere la mia gratitudine anche a un'altra persona
continu Easa.
Alla donna romana di nome Claudia Procula devi dire che lascio
questo mondo con un debito verso di lei. Ha compiuto un enor-
me sacrificio per condurti qui da me e la ringrazio. Dille di non
giudicare il marito in modo troppo severo. Ponzio Pilato deve
scegliere il suo maestro. Sceglier male, ma alla fine la sua deci-
sione realizzer il disegno che Dio ha per tutti noi.
190

Easa diede altre disposizioni alla moglie, alcune di natura spiri-
tuale e altre di carattere pratico, prima di rivolgerle le ultime pa-
role di conforto.
Sii forte, qualunque cosa accada domani. Non temere per me,
perch io non ho paura. Sono contento di bere dal calice che il
Padre mi ha offerto e di raggiungerlo in cielo, Maria. Sii la guida
del nostro popolo e non avere ti-mori. Ricordati sempre chi sei.
Sei una regina, sei una nazarena e sei mia moglie.
(105)

Secondo molti studiosi e non solo la McGowan, si
crede che Maria Maddalena abbia avuto molta pi
importanza dopo la morte di Ges e di conseguenza
era lei il futuro della Chiesa. Sapete benissimo che
la Chiesa fondata da uomini per uomini e hanno
sempre ucciso per mantenere questo status quo.

LA FLAGELLAZIONE DI YESHUA
Allora Pilato prese Ges e lo fece flagellare
(106)


So che alcuni di voi troveranno brutale il dettaglio
che porr da adesso fino alla morte di Ges ma
necessario illustrare tutto per spiegare la brutalit
umana. Molti apprezzano il simbolo della croce, io
personalmente non ho grande affetto per esso, per-
ch mi ricorda quellepisodio cos brutto e vergo-
gnoso.
La storia ha dato ragione a Ges ma a che prezzo.
Pensateci quando dite di star male, lui ha sofferto
molto di pi in quei giorni che voi in tutta una vita.
E lha fatto per quelli che lo stavano uccidendo.
191

Per i romani la flagellazione precedeva ordina-
riamente la pena capitale della crocifissione ; qual-
che volta costituiva una pena a s, sostituendo la
pena capitale.
Era eseguita dai soldati. Il paziente veniva denu-
dato, legato per i polsi ad un palo, in maniera da
offrire il dorso ricurvo.
I colpi erano dati non gi con verghe, ma con uno
strumento speciale, chiamato flagellum.
Esso era una robusta frusta con molte code di
cuoio, le quali venivano appesantite da pallottole di
metallo, spesso armate di punte aguzze.
Il numero dei colpi era lasciato all'arbitrio dei fla-
gellatori e alla resistenza del paziente.
Il flagellato, condannato alla pena capitale, era
considerato come un uomo senza pi nulla di uma-
no, un vuoto simulacro di cui la legge non aveva
pi cura; un corpo su cui si poteva infierire libera-
mente. Chi subiva la flagellazione romana era ri-
dotto ad un aspetto spaventoso.
Ai primi colpi il collo, il dorso, i fianchi, le braccia,
le gambe s'illividivano, si rigavano di strisce blua-
stre e di bolle tumefatte; poi, man mano, la pelle e i
muscoli si squarciavano, i vasi sanguigni scoppia-
vano, e dappertutto rigurgitava sangue. Alla fine il
flagellato diventava un ammasso di carne sangui-
192

nolenta, sfigurato in tutti i suoi lineamenti. Spesso
il paziente sveniva e vi lasciava la vita.
(107)
Orazio chiama la flagellazione: horribile flagellum.
Altri chiamavano la flagellazione morte a met. La
flagellazione ebraica, era, di poco, meno crudele.
Era chiamata morte intermedia. L'usanza pale-
stinese era di infliggere al prigioniero quaranta
frustate meno una.
La punizione era affidata a un carnefice pagano, il
quale, armato di una lunga frusta flessibile, per-
cuoteva il prigioniero tredici volte su ciascuna spal-
la e tredici volte sui lombi.
Non era inflitta in aggiunta ad altra pena.
I due ladroni, che morirono in quel giorno ai lati di
Ges, non vennero flagellati.
La legge ebraica proibiva di prolungare la morte ai
criminali condannati, risparmiando loro la vergo-
gna di essere flagellati.
Pilato condann Ges alla flagellazione romana.
Ges venne legato saldamente alla bassa colonna.
Il tribuno si rivolse alla corte e spieg che il crimi-
193

ne commesso dal prigioniero era d'essersi procla-
mato re dei giudei.
Il soldato addetto alle flagellazioni per la guarni-
gione di Gerusalemme si avvicin alla vittima e ne
guard il volto.
Poi, si spost a un paio di metri dalle spalle di Ge-
s. Il flagello fu portato tutto all'indietro, poi sibil
in avanti.
Le strisce di cuoio trassero dalla cassa toracica un
suono cupo. I frammenti di osso e di catena si av-
vinghiarono attorno al fianco destro del corpo e
provocarono piccole emorragie sul petto.
Poi il flagello colp e lacer la pelle e la carne.

(108)

Le labbra di Ges sembravano mormorare una
preghiera.
Il tribuno assisteva: a lui incombeva la responsabi-
lit di interrompere la punizione non appena rite-
nesse che il flagellato fosse giunto all'estremo.
Ferm il carnefice e si accost a esaminare Ges
per vedere sino a che punto avrebbe ancora resisti-
to senza morire.
194

(109)

Sent che la respirazione del prigioniero era debo-
lissima: ordin al carnefice di smettere.
La flagellazione dur circa tre minuti. Il tribuno
ordin a due uomini di andare a prendere vesti ed
acqua fredda. Furono sciolte le corde ai polsi, e Ge-
s rotol supino sulle pietre.
Era svenuto! La lavatura del corpo era tutt'altro
che un gesto di piet: essa faceva tornare il prigio-
niero allo stato di coscienza.
Il tribuno ordin al soldato di aiutare il Nazzareno
ad alzarsi. Gli concesse di sedersi sulla colonna.
A poco a poco, tutto il corpo cominci a palpitargli
di sofferenza.
Nessuno sentiva piet per lui. Perdonate, ma devo
scriverlo, che razza di bestie!
(110)


195

LA CROCIFISSIONE DI YESHUA
Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
(111)


Pilato, convocati i pontefici, i capi e il popolo, disse
loro:
Mi avete portato quest'uomo come un sovvertitore
del popolo; ed ecco che, dopo averlo esaminato alla
vostra presenza, non ho trovato nulla di colpevole
in lui, di quanto l'accusate. Anzi neppure Erode: in-
fatti ce l'ha rimandato. Dunque egli non ha com-
messo nulla che meriti la morte.
consuetudine per voi che io vi liberi uno per Pa-
squa. Chi volete che vi liberi: Barabba o Ges
chiamato Cristo?
Ma i pontefici e gli anziani persuasero la folla a
chiedere Barabba e far morire Ges.
Quindi tutti insieme gridarono:
Togli via costui, liberaci Barabba!
C'era un malfattore, chiamato Barabba, tenuto in
prigione con alcuni sediziosi, che, in una sommos-
sa, commise omicidi. Un vero brigante, un assassi-
no, un famigerato capobanda.
Era usanza di graziare ogni anno un prigioniero
all'inizio della festa di Pasqua. Pilato decise di
sfruttare l'usanza pasquale per chiudere la causa
contro Ges, offrendo al popolo la scelta tra Ges e
196

Barabba, sicuro che la folla avrebbe chiesto la libe-
razione di Ges.
Chi volete che io liberi: Barabba, oppure Ges det-
to il Cristo?
La folla era composta di due gruppi : quella degli
oppositori di Ges e quella degli amici di Barabba.
La risposta era evidente : Barabba , fu il grido
quasi unanime.
Pilato rest sbalordito.
Allora, che devo farne di Ges, chiamato il Cri-
sto?.
Crocifiggilo!.
Perch? Che male ha fatto?
Crocifiggilo!.
Pilato rimase interdetto, sconcertato, nauseato;
mentre Caifa e i suoi amici erano vivamente com-
piaciuti: avevano sconfitto quell'ostinato pagano.
Pilato ordin al centurione di rilasciare Barabba e
di procedere alla punizione di Ges.
Allora Pilato consegn ai sacerdoti e al popolo Ge-
s, perch fosse crocifisso. Ed essi presero Ges, e,
dopo averlo schernito, lo spogliarono della clamide
di porpora, lo rivestirono delle sue vesti e lo con-
dussero per crocifiggerlo. E portando Ges stesso
la croce, and fuori verso il luogo detto del Cranio,
che in ebraico si chiama Golgota.
197

Pronunciata la sentenza, non rimaneva che l'ese-
cuzione.
(112)
Pilato inflisse a Ges Cristo la pena richiesta dagli
accusatori: la crocifissione.
Al tempo di Ges, la crocifissione, sebbene fosse
una pena originariamente romana, era entrata gi
da molti anni negli usi dei giudei palestinesi.
198

I romani ebbero sempre per la crocifissione un vero
spavento: era chiamato "il supplizio pi crudele e il
pi tetro.
Nessun cittadino romano poteva essere, legalmen-
te, crocifisso; la morte di croce era riservata ordi-
nariamente agli schiavi.
Il condannato era affidato ai soldati, di solito quat-
tro, comandati da un centurione, che aveva l'ufficio
di riscontrare la morte del crocifisso.
Condannato alla morte di croce, Ges divenne uffi-
cialmente oggetto di disprezzo e di maledizione;
non pi uomo, ma fuorilegge.
I soldati, avutolo nelle mani, gli tolsero dalle spalle
la clamide rossa, riaprendogli ancora una volta le
piaghe e gli rimisero le vesti sue. Ges indoss la
tunica inconsutile, tessuta dalla Madre; sopra di
essa si rimise la lunga veste lacera e insanguinata.
(113)

Ges port, secondo l'uso romano, soltanto il "pati-
bulum", e non la croce intera.
199

L'espressione "portare la propria croce", significa
esattamente portare il proprio patibolo.
Questo patibolo Ges lo port libero sulle sue spal-
le e non fissato con funi, secondo l'uso romano. I
soldati si resero conto che Ges era perfettamente
inoffensivo.
Il solo problema per loro era di condurlo vivo sino
al Calvario.
L'esame attento della zona contusa ed escoriata ci
indica lo spessore dello strumento di morte di Ge-
s: una trave di cm. 16 + 14 di spessore circa; l'al-
tezza totale della croce era di circa metri 2,80. Te-
nendo presente che il braccio trasversale misura
circa m. 1,90, rapportato allo spessore, la croce in
tutto si pu ritenere pesasse circa un quintale.
I vangeli non indicano affatto la forma della croce.
L'opinione pi probabile, suffragata dalla tradizio-
ne e dall'arte antica cristiana, che la croce di Ge-
s fu una croce a T maiuscola, come lo erano nor-
malmente le croci romane, secondo l'opinione degli
archeologi.
Carico del peso della croce, grondante sudore san-
guigno dal volto sfigurato, curvo, con passo lento e
vacillante, Ges usc dalla porta di Efraim.
Non un lamento usc dalle sue labbra tumefatte.
200

(114)

Pur possedendo mezzi infiniti per difendersi, us il
silenzio contro le ingiurie, la misericordia contro
l'ingiustizia, l'amore contro l'odio.
Egli stesso port al collo, a modo di ciondolo, il tito-
lo su cui era scritta la causa per cui venne condan-
nato alla morte : Ges Nazzareno re dei giudei.
Gli evangelisti non dicono se Ges sia caduto e
quante volte sia caduto durante il suo viaggio dolo-
roso.
La tradizione cristiana ci narra che Ges cadde va-
rie volte. Le tre cadute, tanto venerate dalla Chie-
sa, pi che esclusive, sono rappresentative.
Quali sono le cause della cadute di Yeshua?
Yeshua aveva perso molto sangue durante la fla-
gellazione, quando il suo corpo venne ridotto ad
una sola piaga; lo spasimo dell'incoronazione di
spine, che gli aveva crivellato tutto il capo; i nume-
rosi viaggi: dal Getsemani a Caifa; da Caifa a Pila-
to; da Pilato ad Erode; da Erode nuovamente a Pi-
lato e da Pilato al Calvario.
201

Il peso della croce, che, come abbiamo detto, doveva
essere non meno di 50-60 chilogrammi; la grossa
piaga, che la croce stessa gli aveva prodotta sulla
spalla destra, gi prima impiagata dai flagelli e
dalle percosse; l'assoluta mancanza di ristoro:
mancanza di cibo, mancanza di riposo; notti inson-
ni, maltrattamenti avuti durante le due notti che
precedettero la sua morte.
Alle cause fisiche, numerose e gravi, si aggiungano
le cause morali.
L'agonia del Getsemani: sudare sangue per il dolo-
re spasimo cos grande, che fiacca anche la fibra
pi robusta;
Nessun condannato a morte desidera incontrarsi
con la propria madre, perch sa che per una mam-
ma nessun dolore lo potrebbe uguagliare.
Tutta l'infamia del figlio cadrebbe sulla madre ;
tutto l'odio della plebe verso il condannato, si ver-
serebbe sulla madre di lui.
Ges Cristo non volle privare la sua dolcissima
mamma delle proprie umiliazioni e della propria
infamia.
Il Vangelo non dice espressamente che Maria si in-
contr con Ges lungo la via del Calvario.
La tradizione cristiana, antichissima, afferma che
la Madonna s'incontr col Signore lungo la via del
Calvario. A Gerusalemme, lungo la via percorsa da
202

Ges con la croce, v' una chiesa dedicata A nostra
Signora dello Spasimo.
Questa chiesa risale al V secolo.
Maria era a Gerusalemme. Pass in preghiera tut-
ta la notte della Passione; da Giovanni ricevette la
notizia della cattura di Ges, della sua condanna a
morte ; assistette, con la folla, alla flagellazione;
sent da Pilato la condanna di Ges alla crocifis-
sione sul Calvario.
Si precipit, col pianto impietrito sul ciglio, con l'a-
gonia sul volto, col martirio nel cuore e sulla via
per cui Ges avrebbe dovuto passare, al fine di ab-
bracciarlo e dire a lui le estreme parole di addio.
Ambedue si guardarono.
Maria si avvicin al Figlio come in una visione; non
lacrim; non grid; giunse al figlio; abbracci, in
una stretta, quel corpo e quella croce; affond il
volto tra le spine e i capelli; s'intrise di sputi e di
sangue, e mormor:
Figlio mio!.
Non disse altro; a lei bast quell'incontro prima che
il figlio morisse.
Non ci dev'essere negli annali del paradiso nulla di
pi commovente dell'incontro tra quel Figlio e quel-
la Madre.
203

La punta della spada, predetta da Simeone, tocc
l'estrema parte di quel cuore verginale, che sarebbe
stato poi totalmente trafitto sul Calvario.
Nell'uscire dalla citt di Gerusalemme trovarono
un uomo di Cirene, di nome Simone, il padre di
Alessandro e di Rufo, che veniva dalla campagna;
lo costrinsero a prendere la croce di Ges e a por-
tarla dietro di lui.
(115)

Ges, carico del patibulum, camminava a stento.
Sotto il peso della trave egli vacillava, incespicava
ad ogni passo; poteva stramazzare a terra e non
rialzarsi pi. Ci preoccup fortemente il centurio-
ne, il quale aveva il compito di condurre a termine
l'esecuzione della condanna sul Calvario.
Il centurione allora ricorse alla "requisizione".
Passava di l, a caso, un certo Simone di Cirene, il
quale veniva dalla campagna dove era stato a lavo-
rare.
Il centurione lo requis e gli comand di reggere il
patibulum che Ges non poteva pi portare.
204

L'ordine non fu gradito al Cireneo; lo fa notare be-
ne il Vangelo: lo costrinsero.
Simone di Cirene conosceva Ges? Era forse un suo
discepolo occulto?
Non abbiamo alcuna prova per affermarlo; anzi pa-
re di no; poich, se conosceva Ges, ovvero se fosse
stato suo discepolo, avrebbe accettato l'ingiunzione
di portare la croce di Ges non per forza, ma volen-
tieri, almeno senza troppa resistenza.
(116)

Ges camminava davanti, ricevendo le maledizioni
della folla, la sassaiola dei monelli, le bastonate dei
soldati : eroe condottiero del nuovo esercito vincito-
re d'ogni dolore e d'ogni dispregio mondano. Simo-
ne camminava dietro al Maestro; da principio, pro-
vando tutta l'interna rivolta della sua vita onorata;
ma poi, illuminato dalla grazia, alla innata ripu-
gnanza e al rossore della natura, sent succedere il
sublime orgoglio di portare egli stesso l'altare della
redenzione.
205

Nessun giudeo era degno di portare la croce del Si-
gnore, avendo ripudiato il Messia. L'uomo fortuna-
to, scelto da Ges per un s grande onore, fu un pa-
gano, uno dei futuri eredi della gloria di Dio.
Il nome di Veronica un appellativo dato, per me-
tonimia, a colei che era proprietaria del Volto santo
di Cristo, con servato tra le reliquie maggiori della
basilica di san Pietro in Vaticano.
Gli Apocrifi di Pilato affermano che Veronica era la
famosa donna del Vangelo, l'emorroissa ammalata
da tanti anni, poi guarita miracolosamente da Ge-
s al solo tocco della sua veste.
Costei, cos guarita, divenne una fervente seguace
di Ges e ammiratrice delle sue opere.
Quando egli passava con la croce, Veronica che abi-
tava lungo la strada del Calvario usc di casa, ve-
dendo Ges stanco e con la faccia bruttata di sputi
e grondante di sangue, gli si avvicin, e, toltosi il
bianco fazzoletto che teneva in capo, lo offr al Si-
gnore, perch si asciugasse il volto.
Ges, preso quel velo, con ambo le mani, se lo calc
sulla faccia; poi lo restitu alla pietosa donna con
l'effigie del suo volto divino, impressovi sopra.
Non sapremo mai se questo sia successo davvero
ma molto probabile.
206

(117)

Ecco, nella polvere della terra sta il condannato.
Schiacciato dal peso della sua croce.
Le forze lo abbandonano sempre pi. Ma pur a fa-
tica si rialza, per continuare il cammino.
Da duemila anni il vangelo della croce parla
all'uomo. Da venti secoli Cristo, che si rialza dalla
caduta, incontra l'uomo che cade.
Molti hanno sperimentato che cadere non significa
la fine del cammino. Incontrando Yeshua, si sono
sentiti da lui rassicurare:
Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si
manifesta pienamente nella debolezza.
Si sono rialzati confortati ed hanno trasmesso al
mondo la parola della speranza che sgorga dalla
croce. Oggi, siamo chiamati ad approfondire il con-
tenuto di questo incontro. necessario che la no-
stra generazione rechi ai secoli futuri la buona no-
vella del nostro rialzarci in Yeshua.
Ges ammon le donne di Gerusalemme che pian-
gevano per lui durante il suo cammino.
207

Non piangete su di me, ma piangete su voi stesse
e sui vostri figli.
Allora era certamente difficile comprendere il sen-
so di queste parole. Contenevano una profezia, che
presto si sarebbe avverata.
Poco prima Ges aveva pianto su Gerusalemme,
preannunziando l'orribile sorte, che le sarebbe toc-
cata.
Ora egli sembra ricollegarsi a quella previsione:
Piangete sui vostri figli....
Piangete, perch essi, proprio essi, saranno testi-
moni e partecipi della distruzione di Gerusalemme,
di quella Gerusalemme che non ha saputo ricono-
scere il tempo in cui stata visitata.
Se, mentre seguiamo Cristo sulla via della croce, si
desta nei nostri cuori la compassione per la sua sof-
ferenza, non possiamo dimenticare quell'ammoni-
mento.
Se trattano cos il legno verde, che avverr del le-
gno secco?
Pi che di piangere sul Cristo martoriato, per noi
ora di riconoscere il tempo in cui Dio ci ha visitati.
Gi risplende l'aurora della risurrezione.
Ges stramazz a terra sotto il peso della croce per
la terza. La folla, curiosa, osserv se ancora aveva
la forza di rialzarsi. La terza caduta sembra espri-
mere proprio questo: la spoliazione, della sua natu-
208

ra di Figlio di Dio, accettando l'umiliazione della
croce.
Ai discepoli Ges, aveva detto di essere venuto non
per essere servito, ma per servire.
Nel Cenacolo, chinandosi fino a terra e lavando lo-
ro i piedi, aveva come voluto abituarli a questa sua
umiliazione. Cadendo a terra per la terza volta sul-
la via della croce, ci grida ancora a gran voce il suo
mistero. Questo Condannato, a terra sotto il peso
della croce, nei pressi ormai del luogo del supplizio,
ci dice: "Io sono la via, la verit e la vita".
E condussero Ges sul luogo detto Golgota, che
tradotto significa luogo del "Cranio".
E gli dettero da bere del vino mirrato : ma, assag-
giatolo, non volle bere. Insieme con lui crocifissero
due ladroni, uno alla sua destra e l'altro alla sini-
stra, e Ges nel mezzo. Cos si ademp la scrittura
che dice:
E fu annoverato con i malfattori
Dopo aver crocifisso Ges, presero le sue vesti e ne
fecero quattro parti, una per ciascun soldato. Pre-
sero anche la tunica. Ora la tunica era senza cuci-
ture, tessuta d'un solo pezzo da capo a fondo. Per-
ci dissero tra loro:
Non la facciamo a pezzi, ma tiriamola a sorte, di
chi debba essere.
Cos si adempiva la scrittura :
209

Si spartirono fra loro le mie vesti e sulla tunica
mia gettarono la sorte. E i soldati fecero cos.
Un'antica leggenda afferma che la denominazione
di cranio deriva dal fatto, che in quel luogo fu se-
polto Adamo.
Dal luogo della condanna al Calvario ci sono circa
mille metri.
(118)

Su questi mille metri costituita la via crucis ,
pio esercizio che i pellegrini in Terrasanta fanno
ogni venerd a Gerusalemme.
Le ultime cinque stazioni sono entro la basilica del
sacro Sepolcro.
Al tempo in cui Ges Cristo mor, il Calvario era
fuori le mura della santa citt.
Erode Agrippa lo comprese nella terza cinta della
citt. In seguito la prominenza del Calvario fu li-
vellata e inclusa nel monumento cristiano che for-
m la basilica del santo sepolcro.
210

La sete doveva tormentare i condannati a morte,
costituendo uno dei pi atroci tormenti.
Le distinte matrone di Gerusalemme offrivano, a
proprie spese, il vino mirrato ai condannati su que-
sto cranio.
Esausti di forze, con la gola e le labbra brucianti,
prima di essere inchiodati sul patibulum, i con-
dannati bevevano, quanto pi era loro concesso, del
vino sonnifero, se ne inebriavano cos da non senti-
re quasi pi i laceramenti delle carni.
Anche a Ges fu offerto del vino mescolato con
mirra; ma egli, appena vi pose le labbra lo rifiut,
volendo, con piena coscienza, bere fino all'ultima
goccia il calice amaro della sua passione e morte.
Marco parla di vino mirrato. Matteo parla di vino
mescolato con fiele, espressione generica per indi-
care qualunque amarezza, anche quella della mir-
ra, forse per alludere al salmo messianico.
(119)

Ges non respinse la coppa di vino; gliela aveva of-
ferta la piet; apprezz l'attenzione delle matrone
alla sua persona; quell'atto tocc il suo cuore ado-
211

rabile, e certamente, come sempre, largamente ri-
compens le pie donne.
Giunti sul luogo del supplizio, i condannati veniva-
no denudati.
Tutti gli antichi portavano sotto i loro abiti una
specie di abito che si chiamava subligaculum, una
specie di mutande formate da una striscia di tela,
che si arrotolava attorno alle reni ed alle cosce.
Marco narra che, dopo l'arresto di Ges, un giova-
ne (probabilmente lui stesso) seguiva il corteo non
avendo che la sua sindone sul corpo nudo.
Marco aveva dormito nel giardino degli olivi: egli si
era quindi tolta la tunica, ma, beninteso, aveva
conservato il subligaculum sotto la sindone.
Quando le guardie s'impadronirono di lui, egli ab-
bandon la sua sindone e fugg nudo. Beninteso che
questa nudit non comportava il subligaculum.
Presso gli ebrei c'era quest'usanza: giunto alla di-
stanza di quattro cubiti, si spoglia il condannato.
Se un uomo, lo si copre davanti; se una donna,
davanti e dietro.
Pertanto, se Ges fu spogliato secondo l'usanza
ebraica, certamente fu coperto davanti ; se invece
fu spogliato secondo l'usanza dei romani.
Nessun artista ha osato rappresentare la nudit
totale di Cristo in croce. In tutte le pitture antiche,
Ges sulla croce porta il subligaculum.
212

Questa tradizione s' perpetuata in tutti i paesi
orientali e occidentali.
Gli artisti hanno sempre sentito ripugnanza a rap-
presentare Ges Cristo completamente nudo.
Inizia l'esecuzione. I colpi degli aguzzini schiaccia-
no contro il legno della croce le mani e i piedi di
Yeshua. Nel carpo delle mani i chiodi vengono in-
fissi con prepotenza.
Quei chiodi terranno appeso il condannato fra gli
inesprimibili tormenti dell'agonia.
(120)

Nel suo corpo e nel suo animo sensibilissimo, Cri-
sto soffre indicibilmente.
Insieme con lui vengono crocifissi due veri malfat-
tori, uno alla sua destra e l'altro alla sua sinistra.
Quando gli aguzzini alzeranno la croce, inizier
una agonia che durer tre ore. generazione dopo
generazione, questa terrificante visione ha attirato
innumerevoli schiere di persone che hanno fatto
della croce il distintivo della loro fede. Uomini e
donne che per secoli hanno vissuto e dato la vita
guardando a questo segno. Yeshua attira dalla cro-
ce con la potenza dell'amore, dell'Amore divino, che
213

non si sottratto al dono totale di s; dell'Amore
infinito, che ha innalzato da terra sull'albero della
croce il peso del corpo di Cristo e lamore sconfina-
to, che ha colmato ogni assenza di amore e ha per-
messo all'uomo di trovare rifugio nuovamente tra
le braccia del Padre misericordioso.
Era l'ora terza quando Ges fu crocifisso.
Pilato poi fece fare anche una scritta con il motivo
della condanna, e la fece porre sulla croce, sopra il
capo di lui.
Vi era scritto:
Questo Ges di Nazareth, il re dei giudei.
I sacerdoti dei giudei dissero a Pilato:
Non scrivere: il re dei giudei, ma costui ha detto:
Sono il re dei giudei.
Pilato rispose:
Quello che ho scritto, ho scritto.
Pilato non ebbe pi paura di denunce a Roma; si
vendic della sconfitta ricevuta.
Per tutto il giorno dovettero rileggere la tavoletta
ufficiale, scritta dal rappresentante di Cesare, la
quale affermava che Cristo era il re dei giudei.
E il titolo rimase l, sopra la croce, in alto, immu-
tato, affermante che la vittima era sulla croce per-
ch era il re dei giudei; che lo avevano crocifisso
perch era il loro re.
214

Quel titolo di regalit bruci lo spirito dei giudei. E
come allora, ancora oggi.
I soldati sedutisi vicino a Ges, lo custodivano.
Il popolo stava a guardare.
E quelli che passavano vicino lo oltraggiavano. Si-
milmente i sacerdoti dicevano:
Ha salvato gli altri, non pu salvare se stesso. Se
il Cristo, il re d'Israele, discenda dalla croce, af-
finch vediamo, e crederemo in lui!.
Anche i soldati lo schernivano:
Se sei il re dei giudei, salva te stesso.
Allo stesso modo lo ingiuriavano anche i ladroni
che erano crocifissi con lui e Yeshua disse:
Padre, perdona loro, perch non sanno quello che
fanno!.
(120)
Giovanni afferma che Ges Cristo fu crocifisso
all'ora sesta; mentre Marco dice che quando il Si-
gnore fu crocifisso era l'ora terza.
Perch questa contraddizione? Essa solo appa-
rente. Marco considera l'ora terza l'intero periodo
215

che va dalle ore 9 alle ore 12; Giovanni invece in-
tende l'ora sesta numericamente, ossia il preciso
mezzogiorno.
Infatti i giudei consideravano, dall'alba alle ore 9,
l'ora prima; dalle ore 9 alle 12, l'ora terza; dalle ore
12 alle ore 15, l'ora sesta; dalle 15 al tramonto, l'o-
ra nona.
Ges era crocifisso. Guardava la citt santa per
l'ultima volta. Gli spettatori si avvicinarono per os-
servare meglio Ges. Per gli spettatori Ges era un
criminale qualunque, come gli altri due. In lui nul-
la si notava di diverso.
Alla folla la morte sembrava ancora lontana. Le
quattro ferite in s non erano letali.
Ges, trafitto da spasmi improvvisi, volgeva il capo
da una parte e dall'altra; puntava gli occhi al sole,
muoveva le labbra.
Uno dei malfattori, appesi alla croce, lo oltraggia-
va:
Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!.
Ma l'altro, in risposta, lo rimproverava dicendo:
Neppure tu temi Dio, mentre sei nello stesso sup-
plizio? Noi soffriamo giustamente, poich riceviamo
degno castigo di quanto abbiamo fatto; costui inve-
ce non ha fatto nulla di male!.
Poi diceva:
216

Ges, ricordati di me, quando giungerai nel tuo
regno.
E Ges gli rispose:
In verit ti dico : oggi sarai con me nel paradiso .
Ovviamente Maria Maddalena e Maria la madre di
Ges erano l a guardare le sofferenze inenarrabili
del loro amato.
Fu a loro che si volt, specialmente a Maria la ma-
dre.
E Ges, vedendo la madre, vicino al discepolo ama-
to, disse:
Donna, ecco il tuo figlio.
Poi disse al discepolo:
Ecco la madre tua.
E da quell'ora il discepolo la prese in casa sua.
Si crede che il discepolo sia Giovanni ma come ab-
biamo detto in precedenza le teorie portano tutte a
Lazzaro che aveva una casa e nella Bibbia c scrit-
to che Ges amava Lazzaro. Un cognato e fratello
della moglie che assisteva alla morte con grande
forza dallaltra parte del corpo. La parte rimossa
dal tempo degli uomini.
Naturalmente la figura di Maria Maddalena sem-
bra essere messa in disparte durante questo sup-
plizio ma non assolutamente cos, Yeshua e My-
riam sono un tuttuno nella sofferenza. Una
sofferenza diffamata fino ai giorni nostri.
217

Era quasi l'ora sesta, e si fece buio su tutta la terra
fino all'ora nona, eclissandosi il sole.
(121)

Verso l'ora nona Ges mand un grido:
Dio mio, Dio mio, perch mi hai abbandonato?.
Alcuni dei circostanti, avendo udito, dicevano:
Ecco, costui chiama Elia!.
Ma non lo aveva abbandonato. Anzi lo aveva appe-
na preso in braccio.
L'espressione tutta la terra vuoi dire su Gerusa-
lemme e dintorni; ovvero sulla Giudea; al massimo
su tutta la Palestina.
In che cosa consistesse questo oscuramento del
giorno, il Vangelo non lo dice.
Non vi fu un'eclisse solare: essa non poteva venire
durante il plenilunio in cui allora si stava; esso fu
prodotto da un fatto miracoloso, avvenuto per la
morte di Ges.
Ed questo che intendono far rilevare gli evangeli-
sti.
Ges, sapendo che gi tutto era compiuto, affinch
si compisse la scrittura, disse :
218

Ho sete.
C'era un vaso pieno di aceto. Subito uno degli
astanti corse a prendere una spugna, la inzupp
d'aceto, e, pstala su di una canna, gli diede da be-
re.
Altri dicevano:
Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!
Le parole di Ges ebbero per risposta un'eco bef-
fardo sul Calvario. Chi l'avrebbe aiutato? Egli era
l per morire, non per bere.
Dietro a Ges, un soldato si mosse, si alz, raccolse
la lancia e vi infisse su una spugna; la inzupp d'a-
ceto; poi l'accost alle labbra del Martire divino.
La mistura di aceto splendette sulle labbra di Ges
e scivol gi dalla barba.
Ges disse:
Quando io sar esaltato da terra, trarr tutto a
me;
voleva dire: quando sar crocifisso sulla croce del
Calvario, attirer tutti a me. E ormai stava per
morire e dopo aver bevuto dalla spugna del soldato
romano mormor
Tutto compiuto!.
219

(122)

Fu il grido di chi vinse con una vittoria completa,
totale, assoluta, la morte.
Dio solo poteva avere una simile vittoria. Ges
aveva sconfitto la morte e la misericordia aveva
vinto.
Yeshua, gettando un grido, con gran voce disse:
Padre, nelle tue mani affido il mio spirito.
E detto questo, reclinato il capo e mor.
Tutto era compiuto, il figlio di Dio, venuto per noi,
era morto.
Le cause scientifiche della morte di Ges sono ben
definite, analizziamole nel dettaglio:
Il professor Giovanni Judica-Cordiglia afferma che
Ges sia morto per molteplici cause.
Il supplizio della croce sarebbe intervenuto come
causa ultima, la quale aggrav gli effetti delle altre
cause lesive.
Queste furono di due specie: interne ed esterne.
Quelle di ordine interno si prestano meno ad essere
individuate e quelle esterne sono da attribuirsi alle
220

ripetute azioni lesive esplicatesi sul corpo di Ges,
sia nella casa di Caifa, sia nel pretorio di Pilato. In
conclusione, Ges era gi, prima della crocifissione,
quasi all'estremo dell'umana resistenza, per cui
non sarebbe occorso molto, perch intervenisse la
morte a far giustizia delle sofferenze.
L'ultima causa, la causa immediata che dette a Ge-
s la morte sulla Croce, fu la rottura degli equilibri
organici divenuti fragilissimi, non solo per quanto
abbiamo detto sopra, ma anche per le reazioni su-
scitate dalla alterazione di massa del sangue circo-
lante da una parte, e dall'altra per quelle create
dalla gittata in circolo di veleni originati dalla di-
struzione dei tessuti.
Infine si crede sia morto per soffocazione sulla cro-
ce.
E' tutto molto probabile.
Purtroppo non abbiamo il sangue di Ges per ana-
lizzarne il DNA e altre propriet.
Ce lo faremo bastare.
Il centurione, che stava di fronte a Ges, vedendo
quello che era accaduto, glorificava Dio, dicendo:
Realmente quest'uomo era giusto, Figlio di Dio!.
Anche quelli che con lui facevano la guardia a Ge-
s, e tutta la folla che era convenuta per assistere
a quello spettacolo, visto il terremoto e quello che
accadeva, ebbe gran timore, e diceva:
221

Veramente costui era figlio di Dio!.
E battendosi il petto, se ne tornava.
Frattanto tutti i conoscenti di Ges stavano a di-
stanza.
Erano l molte donne, che osservavano da lontano.
Tra di loro erano Maria Maddalena, Maria madre
di Giacomo il minore e di Giovanni, Salome, madre
dei figli di Zebedeo, le quali, quando Ges era in
Galilea, lo seguivano e lo servivano; e molte altre
che erano salite insieme con Ges a Gerusalemme.
(123)

I giudei, poich era la vigilia della Pasqua, affinch
i corpi non rimanessero sulla croce durante il saba-
to, domandarono a Pilato che si spezzassero loro le
gambe e fossero tolti via.
Vennero, dunque, i soldati, e spezzarono le gambe
ai due ladroni; arrivati a Ges, vedendo che era gi
morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei
soldati, con la lancia, gli trafisse il fianco, e subito
ne usc sangue e acqua
222

Il centurione era Longino. In seguito si convert e
se lo volete credere c' una leggenda che dopo il suo
gesto, Dio pun il soldato romano a vivere per sem-
pre sulla terra e a sua disposizione avrebbe deciso
quando farlo morire e allora egli and da Maria
Maddalena che lo istru alla Via.
Miti e leggende e verit nascoste che continuano ad
avvolgersi nel turbine della luce.
Giuseppe d'Arimatea, discepolo occulto di Ges,
membro ragguardevole del consiglio, uomo ricco,
buono e giusto, che aspettava il regno di Dio, si
present a Pilato e richiese il corpo di Ges.
Pilato glielo permise. Allora Giuseppe, comprata
una sindone, and e tolse il corpo di lui.
Venne anche Nicodemo, portando circa cento libbre
d'una mistura di mirra e di alo.
Essi, allora, deposero il corpo di Ges; lo avvolsero
in una sindone pulita; lo legarono con fasce insieme
con aromi, come usano fare i giudei per la sepoltu-
ra.
E sapete tutti chi trov questa sindone vuota.
Vi do un indizio. Non era una prostituta, era sposa-
ta con il defunto e si chiamava Maria.
Ne parleremo tra poco.
La morte di Ges resta ancora un mistero sotto il
profilo medico, perch le cause del decesso non so-
no state ancora completamente chiarite. Se non ci
223

sono dubbi sul significato religioso e filosofico della
crocifissione e della resurrezione, senza dubbio
mancano risposte scientifiche certe sulla agonia del
figlio di Dio che a Pasqua i cattolici vivono con de-
vota commozione.
Ad approfondire il delicato argomento in questi
giorni di Quaresima un cardiologo milanese,
Francesco Fiorista, fervente cattolico e autore an-
che di libri sui vangeli, che analizza le varie suppo-
sizioni mediche circa la fine del Cristo. Le ipotesi
fino ad oggi pi accreditate restano quelle che il
mondo scientifico ha raccolto a partire dal lontano
1871: ipotesi che affermano, come ha dichiarato il
presidente della Royal Medical Society di Edim-
burgo, che la causa principale della morte di Ges
sia stata un infarto miocardico.
Ma i dubbi non mancano. Il supplizio della crocifis-
sione si svolse in maniera decisamente anomala, in
quanto tale tortura dur un giorno solamente, anzi,
stando alla testimonianza di S. Luca, appena tre
ore e ci risulta in contrasto con la tradizione
dell'epoca che invece aveva l'intento di infliggere
una morte lenta e dolorosa. Fatto questo che sor-
prese lo stesso Pilato, che lo aveva condannato e
che ne aveva potuto ammirare il coraggio e la resi-
stenza alle varie sevizie subite durante la notte
224

precedente alla crocifissione davanti a Caifa e al
Sinedrio.
Non ci si deve dimenticare infatti le sofferenze a
cui il Figlio di Dio fu sottoposto: la flagellazione, i
vari colpi subiti alla testa con copiose perdite di
sangue, la fronte completamente lacerata dalla co-
rona di spine; e per finire le ferite ai polsi e ai piedi
prodotte dai chiodi. A tutto questo si deve aggiun-
gere, come ricorda il professore Fiorista, il digiuno
e uno stato avanzato di disidratazione che sicura-
mente lo resero ancora pi debole.
Per non parlare della lunga esposizione al freddo
della notte del corpo nudo, del principio di infezio-
ne delle innumerevoli ferite subite durante il cal-
vario e una possibile febbre da trauma. Tutte circo-
stanze che sicuramente diminuirono la sua
resistenza fisica.
difficile quindi determinare la causa principale
della sua morte cos rapida sulla croce. Sono state
fatte varie ipotesi. Secondo un medico americano
una delle concause principali fu il sudore ematico:
nel giardino di Getsemani, sentendo vicino il mo-
mento della morte, Cristo accus uno stato di pro-
fonda angoscia psicologica tanto che, scrive Luca
nel suo Vangelo, il suo sudore divenne simile al
sangue.
225

Altri ipotizzano invece di un decesso per asfissia,
favorita dalla comparsa di una progressiva e irre-
versibile contrattura muscolare generalizzata. E'
stata anche ventilata la possibilit di una morte ri-
flessa da deglutizione con secondario arresto car-
diaco. Ipotesi che si basa sul fatto che i legionari gli
diedero, in quella posizione abnorme, da bere una
bevanda composta da acqua, aceto e uovo.
(124)









226

IL RITORNO DI YESHUA
Va' dai miei fratelli,
annuncia a loro la Buona Novella:
Sto ascendendo al Padre mio e al Padre vostro,
al Mio Dio e al vostro Dio
(125)


IL LUTTO DELLE DUE MARIE
Come ben sapete dopo la deposizione del corpo di
Yeshua grazie allacquisto di Giuseppe DArimatea
di una sindone privata, inizi il lutto dei familiari.
Gli apostoli stettero nascosti a soffrire in silenzio,
tutte cose che il loro maestro aveva predetto.
Pietro lo rinneg tre volte e altri erano perduti
senza la loro via.
Un gregge di pecore in mezzo ai lupi.
Maria Maddalena era quella che soffriva di pi in-
sieme alla madre di Yeshua e ovviamente le due
donne vegliavano il corpo del loro amato insieme
alle donne e qualche discepolo.
Era usanza della moglie vegliare sul corpo del de-
funto, i sepolcri erano vietati agli estranei. Quindi
solo i parenti e discepoli di un eventuale maestro
potevano visitare la tomba.
Vediamo cosa ci dice Kathleen McGowan sul perio-
do di lutto di Myriam di Magdala:
Giuseppe aveva comprato un sepolcro per la famiglia in un giar-
dino non lontano dal Golgota.
227

Fu l che venne portato il corpo di Yeshua.
Della mirra e dell'aloe si occup Nicodemo, un giovane nazareno
ingaggiato da Giuseppe.
Le Marie cominciarono a preparare il corpo per la sepoltura posi-
zionando la sindone, ma quando arriv il momento di cospargere
di mirra Yeshua,
la madre pass il vasetto a Maria Maddalena.
Quest'onore spetta solo a te le disse.
La Maddalena svolse tutti i compiti del rituale funebre che spet-
tavano alla vedova.
Baci Yeshua sulla fronte e gli disse addio, mentre le lacrime si
mescolavano agli unguenti.
Era convinta di sentire la sua voce, debole ma inconfondibile, ac-
canto a s nel sepolcro.
"Sono sempre con te."
Insieme, le donne nazarene diedero l'estremo saluto al defunto e
uscirono.
Un'enorme lastra di pietra fu scelta per sigillare la tomba.
Ci vollero molti uomini, aiutati da una puleggia costruita con una
fune e alcune assi, per fissare la lastra all'entrata del sepolcro.
Quando quest'ultimo compito fu portato a termine, il gruppo di
afflitti si ritir nella tranquillit della casa di Giuseppe.
Appena entrata in casa, Maria Maddalena croll e dorm fino al
giorno seguente.
(126)

E evidente che Maria Maddalena sia stata una ve-
dova esemplare. Non solo aveva perso suo marito e
il padre dei suoi figli, aveva perso anche il suo
maestro. In quei giorni successero molte cose come
il suicidio di Giuda.
Alcuni dicono che Giuda sia stato lapidato da alcu-
ni discepoli per rivalsa ma questo non provato.
228

Maria Maddalena visit il sepolcro per tre giorni e
quando meno se lo aspett, egli ritorn.
(127)

YESHUA E MARIA MADDALENA
Donna, perch piangi?
(128)

L'incontro di Maria con gli angeli certo era noto,
per si pensa che quello del quarto vangelo sia un
adattamento di Giovanni e si nota da certi dettagli:
Maria che viene presentata come unica interlocu-
trice, Ges che dice di dover salire al Padre.
Alla fine, l'unico punto su cui tutti concordano,
proprio la presenza di Maria di Magdala, particola-
re quindi importante.
Dobbiamo notare che Giovanni, a differenza degli
altri, molto attento alle reazioni e agli stati d'a-
nimo di Maria: ci descrive la sua avventura inte-
riore. La figura della Maddalena delineata con
tratti attenti e incisivi.
229

Quella del quarto vangelo quindi una pagina di-
versa, che vuole evidenziare il rapporto tutto spe-
ciale di Ges con la donna e che rende Maria pro-
tagonista, assieme a Ges stesso.
Maria si sveglia di sabato e di fretta si muove per
rendere l'ultima testimonianza a Ges del suo
amore.
La fretta causata da questo sentimento profondo
per il Maestro ed allora si mette in cammino di
notte e da sola.
Occorre per ricordare che nel vangelo di Giovanni
si ha sempre il contrasto tra luce e tenebra in sen-
so teologico: la tenebra ci che si oppone alla sal-
vezza.
Tutti ormai pensano che la morte abbia vinto e
quindi sono nel buio e, sul momento, lo anche la
Maddalena: il suo pare un dolore senza speranza,
vittima di un buio interiore poich non ancora
sorretta dalla luce della fede pasquale.
Sar per il suo amore per Yeshua che la spinger
verso la luce
Maria, quando giunge alla tomba, vede che la pie-
tra rimossa.
Da un punto di vista teologico si pu leggere tale
immagine come la morte che stata sconfitta,
umanamente si legge come furto di un cadavere.
230

Maria cerca di ritrovare il corpo del marito e mae-
stro ed ora si sente completamente disperata.
E' chiusa nel suo senso di perdita che non sembra
avere uscita, lo smarrimento completo.
Maria in piedi, fuori del sepolcro.
Si trova il verbo greco eistkei, tradotto con stava.
In realt ha il significato di eretto, immobile ed lo
stesso verbo che il quarto vangelo usa riferendosi a
coloro che stavano sotto la croce.
Esprime un'immobilit dignitosa e attenta.
Maria piange ed un pianto da non sottovalutare:
nella sua precedente narrazione mai Giovanni ha
avuto un'attenzione particolare per lo stato d'ani-
mo dei testimoni della crocifissione.
Si vuole evidenziare una sorta di seconda perdita
che la donna subisce e che forse rende pi dura la
sua tragedia: c' una situazione di fede ancora in-
certa.
Il pianto all'esterno della tomba ormai vuota pare
proprio dar ragione alla irrimediabilit dell'evento
morte. Si usa, nel greco, un participio presente,
klaiousa, cio piangente: indica un pianto dirotto,
segno di impotenza. Ma, nonostante tutto, Maria
continua a cercare.
Avviene, a questo punto, l'incontro con gli angeli,
che non danno una spiegazione, n uno specifico
annuncio:
231

le parole che per rivolgono alla donna sono simili
a quelle che dopo le rivolger Ges.
Maria non reagisce in modo particolare all'incontro
con questi due esseri trascendenti, tutta presa dal
suo pensiero di ritrovare il Signore e dalla sua sof-
ferenza.
perch piangi?
hanno portato via il mio Signore e non so dove lo
hanno posto
E' a questo punto che si volge indietro: alcuni auto-
ri sottolineano che un movimento pi spirituale
che fisico e che esprime la sua disponibilit all'in-
contro.
E' proprio in quel voltarsi che vede Yeshua.
Appare strano il fatto che Maria non lo riconosca.
Pu darsi che, da un punto di vista teologico-
spirituale, si voglia sottolineare che il corpo glorifi-
cato di Ges qualcosa di diverso rispetto a ci che
era nell'esperienza umana.
Il verbo vedere di particolare importanza poich
in questo brano Giovanni usa tre diversi modi per
esprimere tale verbo e ognuno contrassegna una
diversa tappa del processo interiore di crescita.
Il primo blpein che significa scorgere: Maria
scorge la pietra ribaltata.
Rivela un guardare solo esteriore.
232

Il secondo theorin che invece vuol dire osserva-
re in modo intenzionale e attento.
Il terzo orn, che sottolinea il vedere totale, vede-
re che anche un conoscere e un credere. In questo
momento Maria nella fase del theorin.
L'iniziativa di Ges:
donna, perch piangi?
Il Maestro si interessa al suo dolore ed in fondo
con questa domanda che apre a Maria il cammino
della fede pasquale.
Lui aggiunge: Chi cerchi?.
Maria, a questo punto, incorre in un errore, perch
scambia il Signore per il custode del giardino.
Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai
posto, ed io andr a prenderlo
Maria si rivolge allo sconosciuto con Signore, poco
abituale verso un giardiniere!
Che vuol dire?
Che, inconsapevolmente, abbia riconosciuto Ges il
Risorto?
Maria si rivolge all'uomo, ma non dice che colui che
sta cercando Ges.
La donna totalmente assorta in tale pensiero,
niente la distrae.
E' importante notare la contrapposizione tra il tu e
l'io nella frase suddetta.
233

Forse il giardiniere, se avesse tolto di mezzo il ca-
davere, lo avrebbe fatto con indifferenza e lei, que-
sto, non lo vuole!
Si sottolinea la sua fedelt che solo pu nascere da
un grande amore per il Maestro.
Il verbo in greco, al futuro: prender.
(129)

Esprime la volont e la possibilit in assoluto di
compiere una azione, anche senza riferimento al
tempo. E' qui usato soprattutto per esprimere la
forza e anche la quasi assurdit di un amore che si
fatto sconfinato: come potrebbe Maria riuscire, da
sola, a sollevare un cadavere?
Ma proprio a causa del suo amore che si sente
con una forza immensa, capace di tutto.
Ges a questo punto la chiama per nome:
Maria!
Nel vangelo c' l'aramaico Marim.
In verit l'evangelista fino a questo punto ha sem-
pre usato la forma greca di Maria.
234

Crediamo che si voglia mettere in evidenza l'affetto
che ha per la donna, il ricordo di una forte familia-
rit.
E' proprio in questo momento che la Maddalena ri-
conosce il Signore, quando si sente chiamata per
nome: riesce a percepire la sfumatura con cui Ges
la interpella.
Nell'antico Israele si collegava il credere ed il rico-
noscere al senso dell'udito.
Chi pronuncia il nome di qualcuno come se si ap-
propriasse del suo essere:
Maria del Signore, la prima degli apostoli do-
po la Pasqua.
E' a questo punto che la donna esplode con il suo:
Rabbun ossia Maestro.
Maria si auto riconosce come discepola.
E' proprio la chiamata di Ges che fa voltare Ma-
ria, movimento ancora spirituale: ora riconosce Ge-
s, prima soltanto lo vedeva.
(130)

Lui a questo punto dice:
235

Non mi trattenere tradotto in latino col famoso
Noli me tangere.
E' questa una frase che ha suscitato tantissime in-
terpretazioni.
Sembra strano che Ges voglia allontanare da s
Maria, in modo cos incomprensibile, dopo tutto il
difficile itinerario di riconoscimento della donna.
Lui continua:
Non sono ancora salito al Padre.
Nel testo originale troviamo il greco:
me mou hptou che in effetti d la possibilit di
varie interpretazioni.
Il latino noli me tangere, cos tradotto da S. Giro-
lamo nella Vulgata, duro: si pu intendere solo
come un non mi toccare
e in effetti sembra essere legato al tab relativo al-
la femminilit.
Molti pensano che Ges non volesse essere toccato
da Maria perch donna oppure, a causa del solito
fraintendimento, perch Maria veniva identificata
con la donna peccatrice.
Appare una interpretazione assurda, perch Ges,
nei Vangeli, mai ha di questi scrupoli.
Ad esempio invita Tommaso a toccarlo.
Nel vangelo di Matteo poi si specifica che la Mad-
dalena e l'altra Maria avevano toccato Ges e lui
non si era allontanato.
236

Altri hanno interpretato questa frase su un piano
di fede: Maria cerca un morto, ma Ges, invece
vivo.
Le manca ancora il salto verso una fede pienamen-
te pasquale.
Tale interpretazione non sembra corretta perch
Maria, nel riconoscerlo, fa invece un atto di fede e
precede gli altri discepoli.
Sembra anche assurdo un comportamento cos du-
ro del Signore verso colei che ha tanto amato e lo
ha seguito fino alla fine, contrariamente agli apo-
stoli.
Altri interpretano la frase di Ges nel senso che
non pu essere toccato perch ormai non appartie-
ne pi alla dimensione umana, ma neanche si tro-
va nella piena presenza del Padre.
E' quindi un punto di difficile esegesi.
Oggi si tende ad interpretarlo cos: il verbo hpto,
cio tenere, usato all'imperativo presente negati-
vo e significa l'ordine di non continuare un'azione.
Quindi si pu interpretare come non mi trattene-
re, proprio nel senso di non continuare a tenere.
Non semplice individuare il vero significato.
237

(131)

Forse vuol dire che non deve trattenerlo perch
non ancora salito al Padre e che per Maria non
possibile allungare infinitamente tale momento?
Quindi deve lasciarlo andare per il momento.
La vicinanza piena non del tutto possibile finch
non sar tutto definitivamente compiuto.
Il tempo della salvezza esige che ci si apra a nuovi
orizzonti, le occorrono gli occhi della fede, attuare
un approccio diverso.
Un'altra possibile interpretazione che Maria non
deve perdere tempo!
Il me mou aptou si connetterebbe direttamente
non gi con la frase retta dalle particelle oupo
gar, ma con il poreuou de della frase successiva;
in questo caso alla Maddalena sarebbe proibito di
trattenere (o toccare) Ges non perch egli non
ancora salito al Padre, quanto invece perch lei
tenuta ad andare subito dai discepoli per avvertirli
della sua imminente ascesa
Non deve tenere l'esperienza per s, ma correre
subito ad annunciarla ad altri, aiutandoli a fare il
238

suo stesso passaggio. E diventare l'apostola degli
apostoli.
Quello che da sempre era stata destinata a compie-
re.
La bella frase "ho visto il Signore!", nel greco resa
con E raka ton kyron.
Ora lo chiama non pi Maestro ma Signore, Kirios,
il termine che si usava per celebrare la glorifica-
zione di Ges.
Essa ha compreso che il tempo passato dei rapporti
diretti con il Ges terreno finito: Ges resusci-
tato, il Signore, sale definitivamente verso il Pa-
dre, egli presso il Padre. Questa scoperta non
riservata a lei sola: Maria va a portare questo mes-
saggio ai discepoli.
Un giorno anche lei sarebbe salita al padre, e Ye-
shua l'avrebbe aspettata.
La donna ha un amore grande, ma la sua mente
non capace di afferrare il mistero. Per questo Ge-
s si far riconoscere non dall'aspetto, ma dalla vo-
ce.
Continua poi spiegando che lei desiderava tratte-
nersi col Signore, come ai vecchi tempi, e presa dal-
la gioia non s'immaginava una cosa del genere.
Perci Ges le dice di non trattenerla, per elevare i
suoi pensieri e convincerla che stava per salire al
cielo, perch Lui Dio.
239

La ricerca della Maddalena nasce da un amore pro-
fondo. Ges si lascer vedere, per rivelare proprio
a lei il significato della sua glorificazione, della sua
filiazione divina: da ci possono nascere tra gli uo-
mini nuove relazioni fraterne.
E' la discepola fedele che cerca il Signore e grazie a
questa fedelt senza limiti lo incontra.
Dalla tristezza all'allegria.
Oltre a moglie terrena e spirituale il fulcro del fu-
turo della Via.
La donna offre al mondo il dono della vita e grazie
quindi anche al linguaggio recettivo del suo corpo,
pu svolgere un ministero di interiorit, capace di
accoglienza e di generare vita.
La donna infatti in grado di portare nel suo corpo
un seme che sar un bambino: pu svolgere quin-
di un ministero di trasformazione e di ogni even-
to, di ogni parola, pu farne un seme di speranza
per una nuova creazione.
Sapr fare della chiesa la casa abitata dagli amici
di Dio.
Dare alla chiesa una identit femminile vuol dire
una maniera femminile di concepire ed esercitare
la missione.
Questo il messaggio pi grande di Yeshua, e gli
uomini lo hanno nascosto e distorto.
240

La chiesa primitiva visse tutto ci nella forma della
ospitalit e le prime comunit cristiane nascono
anche dalla accoglienza di donne che aprivano le
loro case alle assemblee.
La donna relazionabile al processo di accoglienza
della Via, che seme di vita nuova, che richiede
una terra e un processo di crescita.
E Maria di Magdala ci dice tutto questo e ci invita
ad entrare in questo itinerario.
Ovviamente anche Kathleen McGowan descrive
questo incontro nel suo libro:
Era ancora buio quando arriv al giardino in cui si trovava la
tomba.
Il cielo era violaceo ormai; il sole sarebbe sorto di l a poco.
C'era abbastanza luce perch Maria notasse che l'enorme lastra
di pietra all'entrata del sepolcro era stata spostata. Si affrett a
raggiungere l'apertura, il cuore le batteva forte per il terrore.
Chin il capo per entrare nella tomba e non appena fu dentro vide
che il corpo di Yeshua non c'era pi. L'interno del sepolcro era il-
luminato da un insolito bagliore.
Riconobbe chiaramente i lenzuoli funebri di lino appoggiati sul
lastrone di pietra. Sul lenzuolo si vedeva la sagoma del corpo di
Yeshua, ma lui non c'era pi.
Come era potuto accadere? Possibile che i sacerdoti odiassero
Yeshua a tal punto da rubare il suo corpo? Chi poteva aver fatto
una cosa simile?
Rimasta senza fiato, Maria usc incespicando dalla tomba e si
ferm nel giardino.
Croll a terra e pianse per quello che secondo lei era stato l'enne-
simo oltraggio subito da Yeshua. Mentre piangeva, le prime luci
del giorno danzarono sul suo viso quando a un tratto sent la voce
di un uomo alle sue spalle.
241

Donna, perch piangi? Chi cerchi?
Maria non alz subito lo sguardo. Pens che fosse un giardiniere
arrivato all'alba per prendersi cura delle tombe. Poi pens che
forse l'uomo poteva aver visto qualcosa e esserle d'aiuto.
Parl fra le lacrime, mentre sollevava il capo.
Qualcuno ha portato via il mio signore. Ti prego, se sai dov'
dimmelo.
Maria
fu la semplice risposta, pronunciata da una voce inconfondibile.
Maria rest impietrita; per un attimo ebbe timore di voltarsi, poi-
ch non sapeva bene cosa avrebbe visto dietro di s.
Maria, sono qui ripet la voce.
Maria Maddalena si gir, mentre i primi raggi di sole illuminava-
no la splendida figura che si trovava davanti a lei.
Yeshua era l, con indosso una tunica bianchissima e le ferite del
tutto sanate.
Le sorrise, con quella sua espressione carica di amore e di tene-
rezza.
Quando Maria and verso di lui, alz la mano.
Non aggrapparti a me, Maria disse con dolcezza.
Il mio tempo sulla terra finito, anche se non sono ancora salito
al Padre. Dovevo prima darti questo segno. Vai dai nostri fratelli
e di' loro che presto raggiunger mio Padre, che anche il tuo e
il loro Padre, in cielo.
Maria annu, mentre lo guardava con aria reverenziale e sentiva la
luce pura e calda della sua bont diffondersi tutto intorno a lei.
Il mio tempo qui finito. Adesso tocca a te.
(132)

Maria Maddalena torn dagli apostoli ad annun-
ciare il ritorno del loro maestro. Alcuni di loro non
credettero alle parole della donna, in primis Pietro.
Lei non nutriva odio o rancore nei suoi confronti,
eppure lapostolo non aveva buoni sentimenti. O
242

meglio non capiva perch Ges amasse lei pi di
tutti.
Yeshua amava tutti, e Pietro lo cap in seguito. Il
pentimento verso le sue azioni esemplare.
Fu solo dopo che alcuni apostoli andarono al sepol-
cro che iniziarono ad avere dubbi. E fu l che Ye-
shua si rivel a loro.

LE APPARIZIONI DI YESHUA
Per tutto il giorno Giovanni sostenne lidea che Ge-
s era risuscitato dalla morte.
Egli ricord non meno di cinque differenti occasioni
in cui Yeshua aveva affermato che sarebbe risusci-
tato, e almeno tre volte in cui aveva fatto allusione
al terzo giorno.
Latteggiamento di Giovanni ebbe uninfluenza
considerevole su di loro, specialmente su suo fratel-
lo Giacomo e su Natanaele.
Giovanni li avrebbe influenzati di pi se non fosse
stato il pi giovane membro del gruppo.
Il loro isolamento influiva molto sulle loro difficol-
t. Giovanni Marco li teneva informati di quanto
succedeva nel tempio e li informava sulle numerose
voci che si sviluppavano nella citt, ma non pens
di raccogliere notizie dai differenti gruppi di cre-
denti ai quali Ges era gi apparso.
243

Quello era il tipo di servizio reso fino ad allora dai
messaggeri di Davide, ma essi erano tutti assenti
per la loro ultima missione di annunciatori della
risurrezione a quei gruppi di credenti che abitava-
no lontano da Gerusalemme.
Per la prima volta in tutti questi anni gli apostoli
realizzarono quanto erano dipesi dai messaggeri di
Davide per la loro informazione quotidiana sugli
affari del regno.
Per tutto questo giorno Pietro oscill emotivamente
nel suo modo caratteristico tra la fede e il dubbio
sulla risurrezione del Maestro.
Pietro non riusciva a sottrarsi alla visione dei pan-
ni funebri che giacevano l nella tomba come se il
corpo di Ges fosse evaporato dal loro interno.
Ma, ragionava Pietro, se risuscitato e pu mo-
strarsi alle donne, perch non si mostra a noi, suoi
apostoli? Pietro diveniva triste quando pensava
che forse Ges non veniva da loro a causa della sua
presenza tra gli apostoli, perch laveva rinnegato
quella notte nel cortile di Anna.
Pietro oscill cos lintera giornata tra la fede e il
dubbio, fino a poco dopo le otto della sera, quando
si avventur ad uscire in cortile. Pietro pens di al-
lontanarsi dagli apostoli per non impedire a Ges
di venire da loro a causa della sua rinnegazione del
Maestro.
244

Giacomo Zebedeo sostenne inizialmente di andare
tutti alla tomba; egli era fermamente del parere di
fare qualcosa per andare a fondo del mistero. Fu
Natanaele che imped loro di uscire in pubblico in
risposta alle pressioni di Giacomo, e fece questo ri-
cordando loro lavvertimento di Ges di non mette-
re indebitamente a repentaglio la loro vita in que-
sto momento. Verso mezzogiorno Giacomo si era
accordato con gli altri per una vigilante attesa.
Egli parlava poco; era tremendamente deluso per-
ch Ges non appariva loro, e non sapeva delle
numerose apparizioni del Maestro ad altri gruppi e
a singole persone.
Andrea ascolt molto questo giorno. Egli era
estremamente sconcertato dalla situazione ed ave-
va pi che la sua parte di dubbi, ma godeva almeno
di un certo senso di liberazione dalla responsabilit
della guida dei suoi compagni apostoli. Egli era ve-
ramente contento che Yeshua lavesse liberato dal
fardello del comando prima che essi piombassero in
questi momenti sconvolgenti.
(133)

245

Simone Zelota era troppo annientato per parteci-
pare alle discussioni. Per la maggior parte del
tempo egli rimase sdraiato su un divano in un an-
golo della stanza con il viso rivolto verso il muro;
egli non parl che una mezza dozzina di volte in
tutto il giorno.
Il suo concetto del regno era crollato e non riusciva
a discernere che la risurrezione del Maestro poteva
cambiare materialmente la situazione. La sua de-
lusione era molto personale ed assolutamente
troppo profonda per essere superata in breve tem-
po, anche davanti ad un fatto cos stupefacente co-
me la risurrezione.
Strano a dirsi, Filippo, che di solito non si esprime-
va, parl molto per tutto il pomeriggio di questo
giorno. Durante la mattina egli aveva detto poco,
ma per tutto il pomeriggio pose delle domande agli
altri apostoli. Pietro fu spesso annoiato dalle do-
mande di Filippo, ma gli altri accettarono di buon
grado il suo interrogatorio. Filippo era particolar-
mente desideroso di sapere, nel caso Ges fosse
realmente risorto dalla tomba, se il suo corpo por-
tasse i segni fisici della crocifissione.
Matteo era completamente confuso; egli ascolt le
discussioni dei suoi compagni, ma trascorse la
maggior parte del tempo a riflettere sul problema
delle loro future finanze. Indipendentemente dalla
246

supposta risurrezione di Ges, Giuda se nera an-
dato, Davide aveva sbrigativamente consegnato i
fondi a lui, ed essi erano senza un capo con autori-
t.
Prima che Matteo si convincesse a prendere in se-
ria considerazione i loro argomenti sulla risurre-
zione, aveva gi visto Yeshua faccia a faccia.
I gemelli Alfeo presero poco parte a queste impor-
tanti discussioni; essi erano abbastanza occupati
con i loro lavori abituali. Uno di loro espresse
lopinione di entrambi quando disse, in risposta ad
una domanda di Filippo: Noi non comprendiamo
la faccenda della risurrezione, ma nostra madre di-
ce che ha parlato con il Maestro, e noi le crediamo.
Tommaso attraversava uno dei suoi periodi tipici
di sconfortante depressione. Egli dorm per una
parte della giornata e passeggi sulle colline per il
resto del tempo. Egli sentiva il bisogno di unirsi ai
suoi compagni apostoli, ma il desiderio di stare da
solo era pi forte.
Yeshua ritard la prima apparizione morontiale
agli apostoli per numerose ragioni.
Primo, egli voleva che dopo avere avuto notizia del-
la sua risurrezione essi avessero il tempo di riflet-
tere bene su ci che aveva detto loro sulla sua mor-
te e risurrezione quando era ancora con loro nella
carne.
247

Yeshua voleva che Pietro affrontasse direttamente
alcuni suoi problemi particolari prima che egli si
manifestasse a tutti loro.
In secondo luogo desiderava che Tommaso fosse
con loro al momento della sua prima apparizione.
Giovanni Marco localizz Tommaso a casa di Si-
mone a Betfage questa domenica mattina presto, e
ne inform gli apostoli verso le undici.
Tommaso sarebbe tornato da loro in ogni momento
di questo giorno se Natanaele o due altri apostoli
fossero andati a cercarlo.
Egli desiderava realmente tornare, ma per il modo
in cui li aveva lasciati la sera prima, era troppo or-
goglioso per tornare di propria iniziativa cos pre-
sto.
Il giorno seguente egli era talmente depresso che
gli necessit quasi una settimana per decidersi a
ritornare.
Gli apostoli laspettavano, e lui aspettava che i suoi
fratelli lo venissero a cercare e gli chiedessero di
tornare da loro. Tommaso rimase cos lontano dai
suoi associati fino al sabato sera successivo, quan-
do, dopo che era scesa la notte, Pietro e Giovanni
andarono a Betfage e lo ricondussero con loro.
E questa anche la ragione per cui essi non anda-
rono immediatamente in Galilea dopo che Ges fu
248

loro apparso la prima volta; essi non volevano par-
tire senza Tommaso.
Ges appar al riconoscimento di occhi mortali di
circa venticinque donne credenti riunite a casa di
Giuseppe dArimatea, verso le quattro e un quarto
di questa stessa domenica pomeriggio. Maria Mad-
dalena era tornata a casa di Giuseppe giusto pochi
minuti prima di questa apparizione. Giacomo, il
fratello di Ges, aveva chiesto che non si dicesse
nulla agli apostoli sullapparizione del Maestro a
Betania. Egli non aveva chiesto a Maria di non ri-
ferire lavvenimento alle sue sorelle credenti. Di
conseguenza, dopo che Maria ebbe fatto giurare a
tutte le donne di mantenere il segreto, procedette a
raccontare ci che era accaduto cos recentemente
mentre era con la famiglia di Ges a Betania.
(134)

Ed essa era nel bel mezzo di questo appassionante
racconto quando un silenzio improvviso e solenne
cadde su di loro; esse scorsero in mezzo a loro stes-
249

se la forma pienamente visibile del Ges risorto.
Egli le salut dicendo:
La pace sia su di voi. Nella comunit del regno
non vi sar n Ebreo n Gentile, n ricco n povero,
n libero n schiavo, n uomo n donna. Anche voi
siete chiamate a diffondere la buona novella della
liberazione dellumanit mediante il vangelo della
filiazione con Dio nel regno dei cieli. Andate in tut-
to il mondo a proclamare questo vangelo e a con-
fermare i credenti nella fede in esso. E mentre fate
questo, non dimenticate di curare gli ammalati e di
fortificare coloro che sono pusillanimi e tormentati
dalla paura. Ed io sar sempre con voi, sino ai con-
fini stessi della terra.
E dopo che ebbe parlato cos, egli scomparve dalla
loro vista, mentre le donne cadevano faccia a terra
e adoravano in silenzio.
Ad Emmaus, situato a circa dieci chilometri ad
ovest di Gerusalemme, vivevano due fratelli pasto-
ri che avevano trascorso la settimana di Pasqua a
Gerusalemme assistendo ai sacrifici, alle cerimonie
e alle feste. Cleopa, il maggiore, era parzialmente
credente in Ges; per questo almeno egli era stato
cacciato dalla sinagoga. Suo fratello Giacobbe non
era un credente, bench fosse molto incuriosito da
ci che aveva udito sugli insegnamenti e sulle ope-
re del Maestro.
250

Si dice che Cleopa fosse anche fratello di Giuseppe,
e quindi zio di Ges.
In questa domenica pomeriggio, a circa cinque chi-
lometri da Gerusalemme e pochi minuti prima del-
le cinque, mentre questi due fratelli camminavano
faticosamente lungo la strada per Emmaus, parla-
vano molto seriamente di Ges, dei suoi insegna-
menti, delle sue opere, e pi particolarmente delle
voci che la sua tomba era vuota e che alcune donne
avevano parlato con lui. Cleopa era a met incline
a credere a queste voci, ma Giacobbe insisteva che
lintera faccenda era probabilmente un imbroglio.
Mentre essi ragionavano e discutevano in questo
modo durante il viaggio di ritorno verso casa, la
manifestazione morontiale di Ges, la sua settima
apparizione, venne accanto a loro mentre cammi-
navano. Cleopa aveva spesso ascoltato Ges inse-
gnare ed aveva mangiato con lui a casa di credenti
di Gerusalemme in parecchie occasioni. Ma egli
non riconobbe il Maestro nemmeno quando parl
liberamente con loro.
Dopo aver percorso un breve tratto con loro, Ges
disse: Quali erano le parole che vi scambiavate co-
s calorosamente quando mi sono avvicinato a voi?
E dopo che Ges ebbe parlato, essi si fermarono e
lo guardarono con triste sorpresa. Cleopa disse:
possibile che tu soggiorni a Gerusalemme e non co-
251

nosca gli avvenimenti che sono recentemente acca-
duti? Allora il Maestro chiese: Quali avvenimen-
ti? Cleopa replic: Se non conosci queste cose, sei
il solo a Gerusalemme a non aver sentito queste
voci concernenti Ges di Nazareth, che era un pro-
feta potente in parole ed in opere davanti a Dio e a
tutto il popolo. I capi dei sacerdoti e i nostri diri-
genti lhanno consegnato ai Romani esigendo che lo
crocifiggessero. Ora molti di noi avevano sperato
che fosse colui che avrebbe liberato Israele dal gio-
go dei Gentili. Ma questo non tutto. ora il terzo
giorno da quando egli stato crocifisso, ed alcune
donne ci hanno oggi stupito dichiarando che questa
mattina molto presto sono andate alla sua tomba e
lhanno trovata vuota. E queste stesse donne insi-
stono di aver parlato con questuomo; esse sosten-
gono che risuscitato dalla morte. E quando le
donne hanno riferito ci agli uomini, due dei suoi
apostoli sono corsi alla tomba e lhanno anchessi
trovata vuota e qui Giacobbe interruppe suo fra-
tello per dire ma essi non hanno visto Ges.
Mentre proseguivano il loro cammino, Ges disse
loro: Quanto siete lenti a comprendere la verit!
Se mi dite che sugli insegnamenti e sulle opere di
questuomo che discutete, allora posso illuminarvi,
perch ho pi che familiarit con questi insegna-
menti. Non vi ricordate che questo Ges ha sempre
252

insegnato che il suo regno non era di questo mon-
do, e che tutti gli uomini, essendo figli di Dio, do-
vrebbero trovare libert e liberazione nella gioia
spirituale della comunit della fratellanza del ser-
vizio amorevole in questo nuovo regno della verit
dellamore del Padre celeste? Non vi ricordate come
questo Figlio dellUomo proclam la salvezza di Dio
per tutti gli uomini, curando gli ammalati e gli af-
flitti e rendendo liberi coloro che erano impediti
dalla paura e schiavi del male? Non sapete che
questuomo di Nazareth disse ai suoi discepoli che
doveva andare a Gerusalemme, essere consegnato
ai suoi nemici, che lo avrebbero messo a morte, e
che sarebbe risuscitato il terzo giorno? Non vi
stato detto tutto questo? E non avete mai letto nel-
le Scritture circa questo giorno di salvezza per gli
Ebrei e i Gentili, dove detto che in lui saranno
benedette tutte le famiglie della terra; che egli
ascolter il grido dei bisognosi e salver le anime
dei poveri che lo cercano; che tutte le nazioni lo
chiameranno benedetto? Che un tale Liberatore
sar come lombra di una grande roccia in un paese
desertico.
Che egli nutrir il gregge come un vero pastore,
raccogliendo gli agnelli nelle sue braccia e portan-
doli teneramente nel suo seno. Che aprir gli occhi
degli spiritualmente ciechi e che porter i prigio-
253

nieri della disperazione alla piena libert e alla lu-
ce; che tutti coloro che sono nelle tenebre vedranno
la grande luce della salvezza eterna. Che egli cure-
r i cuori spezzati, proclamer la libert ai prigio-
nieri del peccato e aprir la prigione a coloro che
sono schiavi della paura e vincolati dal male. Che
consoler coloro che sono addolorati ed effonder
su di loro la gioia della salvezza al posto del dispia-
cere e delloppressione. Che sar il desiderio di tut-
te le nazioni e la gioia perpetua di coloro che cerca-
no la rettitudine.
Che questo Figlio di verit e di rettitudine si erge-
r sul mondo con una luce risanatrice ed un potere
salvifico; ed anche che salver il suo popolo dai suoi
peccati; che cercher realmente e salver coloro che
sono perduti. Che non distrugger i deboli, ma por-
ter la salvezza a tutti coloro che hanno fame e se-
te di rettitudine. Che coloro che credono in lui
avranno la vita eterna. Che egli sparger il suo
spirito su tutta la carne, e che questo Spirito della
Verit sar in ogni credente una sorgente dacqua
che zampiller fino alla vita eterna. Non avete ca-
pito quanto grande era il vangelo del regno che
questuomo vi ha dato? Non percepite quale grande
salvezza venuta su di voi?
254

(135)

In questo momento essi erano giunti vicino al vil-
laggio in cui abitavano i due fratelli.
Questi due uomini non avevano detto una parola
da quando Ges aveva cominciato ad insegnare lo-
ro mentre camminavano lungo la strada.
Essi arrivarono presto davanti alla loro umile di-
mora, e Ges stava per congedarsi da loro, prose-
guendo per la strada, ma essi lo costrinsero ad en-
trare e a restare con loro.
Essi insisterono che era ormai limbrunire e che
egli si fermasse con loro.
Alla fine Ges acconsent, e poco dopo essere entra-
ti in casa, si sedettero per mangiare.
Essi gli diedero il pane da benedire, e mentre egli
cominciava a romperlo e a porgerlo loro, i loro occhi
si aprirono e Cleopa riconobbe che il loro ospite era
il Maestro stesso.
E quando egli disse: il Maestro, Yeshua scom-
parve.
I due fratelli tornarono dagli apostoli ad annuncia-
re che Yeshua era tornato.
255

Erano quasi le otto e mezzo di questa domenica se-
ra quando Ges apparve a Simon Pietro nel giar-
dino della casa di Marco. Questa era la sua ottava
manifestazione morontiale. Pietro aveva vissuto
sotto un pesante fardello di dubbio e di colpa dalla
sua rinnegazione del Maestro. Per tutto il giorno di
sabato e questa domenica egli aveva lottato contro
la paura di non essere pi, forse, un apostolo. Egli
era rabbrividito dorrore per la sorte di Giuda e
credeva di avere anche lui tradito il suo Maestro.
Per tutto questo pomeriggio egli pens che poteva
essere la sua presenza tra gli apostoli che impediva
a Ges di apparire loro, a condizione, beninteso,
che fosse realmente risuscitato dalla morte. E fu a
Pietro, in una tale disposizione mentale e in un ta-
le stato danimo, che Ges apparve mentre lo sco-
raggiato apostolo gironzolava tra i fiori e gli arbu-
sti.
Quando Pietro pens allo sguardo amorevole del
Maestro mentre passava per il portico di Anna, e
mentre meditava sul meraviglioso messaggio por-
tatogli quella mattina presto dalle donne di ritorno
dalla tomba vuota: Andate a dire ai miei apostoli e
a Pietro mentre contemplava queste testimonian-
ze di misericordia, la sua fede cominci a vincere i
suoi dubbi, ed egli si ferm, stringendo i pugni, e
256

disse ad alta voce: Io credo che egli risuscitato
dalla morte; andr a dirlo ai miei fratelli.
E come disse queste parole, apparve improvvisa-
mente davanti a lui la forma di un uomo che gli
parl in tono familiare dicendo:
Pietro, il nemico desiderava averti, ma io non ho
voluto abbandonarti. Sapevo che non era dal cuore
che mi avevi rinnegato; ti avevo dunque perdonato
prima ancora che tu lo chiedessi; ma ora devi smet-
tere di pensare a te stesso e alle difficolt del mo-
mento e devi prepararti a portare la buona novella
del vangelo a coloro che sono nelle tenebre. Non
devi pi preoccuparti di ci che puoi ottenere dal
regno, ma occupati piuttosto di ci che puoi dare a
coloro che vivono in una spaventosa miseria spiri-
tuale. Cingiti, o Simone, per la battaglia di un nuo-
vo giorno, per la lotta contro le tenebre spirituali e
i dubbi nefasti della mente naturale degli uomini.
Pietro e il Ges morontiale camminarono nel giar-
dino e parlarono di cose passate, presenti e future
per quasi cinque minuti. Poi Yeshua scomparve dal
suo sguardo dicendo:
Addio, Pietro, fino a quando ti vedr con i tuoi fra-
telli.
257

(136)

Per un istante Pietro fu sopraffatto dalla realizza-
zione di aver parlato con Yeshua risorto e di poter
essere certo di essere ancora un ambasciatore del
regno.
Egli aveva appena udito Yeshua glorificato esortar-
lo a proseguire la predicazione del vangelo.
E con il cuore in subbuglio egli si precipit nella sa-
la di sopra alla presenza dei suoi compagni aposto-
li, esclamando ansante di eccitazione: Ho visto il
Maestro; era nel giardino. Ho parlato con lui, ed
egli mi ha perdonato.
La dichiarazione di Pietro di aver visto Ges nel
giardino fece una profonda impressione sui suoi
compagni apostoli, ed essi erano quasi pronti ad
abbandonare i loro dubbi quando Andrea si alz e li
avvert di non lasciarsi troppo influenzare dal reso-
conto di suo fratello.
Andrea insinu che Pietro aveva gi visto delle co-
se irreali.
Anche se Andrea non alluse direttamente alla vi-
sione della notte sul Mare di Galilea nella quale
258

Pietro aveva affermato di aver visto Yeshua venire
verso di loro camminando sullacqua, disse abba-
stanza per lasciar intendere a tutti i presenti che si
riferiva a questo incidente.
Simon Pietro fu molto offeso dalle insinuazioni di
suo fratello e cadde immediatamente in uno scon-
solato silenzio.
I gemelli furono molto dispiaciuti per Pietro e an-
darono ad esprimergli la loro simpatia e a dirgli
che essi lo credevano, e a riaffermare che anche la
loro madre aveva visto Yeshua.
Poco dopo le nove di quella sera, dopo la partenza
di Cleopa e di Giacobbe, mentre i gemelli Alfeo con-
fortavano Pietro, e mentre
Natanaele faceva delle rimostranze ad Andrea e i
dieci apostoli erano riuniti nella stanza di sopra
con tutte le porte chiuse per paura di essere arre-
stati, il Maestro apparve improvvisamente in mez-
zo a loro nella forma morontiale dicendo:
La pace sia su di voi. Perch siete cos spaventati
quando appaio, come se aveste visto uno spirito?
Non vi ho parlato di queste cose quando ero pre-
sente con voi nella carne? Non vi avevo detto che i
capi dei sacerdoti e i dirigenti mi avrebbero conse-
gnato per essere ucciso, che uno di voi mi avrebbe
tradito e che sarei risuscitato il terzo giorno? Per-
ch allora tutti i vostri dubbi e tutta questa discus-
259

sione sui resoconti di Maria, delle donne, di Cleopa
e di Giacobbe, ed anche di Pietro? Per quanto tem-
po dubiterete delle mie parole e rifiuterete di cre-
dere alle mie promesse? Ed ora che mi vedete
realmente, crederete? Anche ora uno di voi assen-
te.
Quando sarete ancora una volta tutti insieme, e
dopo che saprete tutti con certezza che il Figlio
dellUomo risuscitato dalla tomba, partite da qui
per la Galilea. Abbiate fede in Dio; abbiate fiducia
luno nellaltro, ed entrerete cos nel nuovo servizio
del regno dei cieli. Io rester a Gerusalemme con
voi fino a che sarete pronti ad andare in Galilea. Vi
lascio la mia pace.
Dopo che il Ges morontiale ebbe parlato loro, sva-
n in un istante dalla loro vista. Ed essi caddero
tutti faccia a terra, lodando Dio e venerando il loro
Maestro scomparso. Questa fu la nona apparizione
di Yeshua.
La decima manifestazione di Ges al riconoscimen-
to dei mortali avvenne poco dopo le otto di marted
11 aprile a Filadelfia, dove egli si mostr ad Abner,
a Lazzaro e a circa centocinquanta loro associati,
inclusi pi di cinquanta membri del corpo evange-
lico dei settanta.
Questa apparizione avvenne appena dopo linizio di
una riunione speciale nella sinagoga, che era stata
260

convocata da Abner per discutere la crocifissione di
Ges ed il pi recente resoconto della risurrezione
che era stato portato dal messaggero di Davide.
Poich il Lazzaro risuscitato era ora un membro di
questo gruppo di credenti, non era difficile per loro
credere allannuncio che Ges era resuscitato dalla
morte.
La riunione nella sinagoga stava giusto per essere
aperta da Abner e da Lazzaro, che erano insieme
sul pulpito, quando tutto luditorio di credenti vide
la forma del Maestro apparire improvvisamente.
Egli si fece avanti dal luogo in cui era apparso tra
Abner e Lazzaro, nessuno dei quali laveva notato,
e salutando lassemblea disse:
La pace sia su di voi. Voi tutti sapete che abbiamo
un solo Padre in cielo e che c un solo vangelo del
regno la buona novella del dono della vita eterna
che gli uomini ricevono grazie alla fede.
Mentre gioite nella vostra fedelt al vangelo, pre-
gate il Padre della verit di spargere nel vostro
cuore un nuovo e pi grande amore per i vostri fra-
telli.
Voi dovete amare tutti gli uomini come io ho amato
voi; dovete servire tutti gli uomini come io ho servi-
to voi. Con simpatia comprensiva ed affetto frater-
no, accogliete nella comunit tutti i vostri fratelli
che si dedicano alla proclamazione della buona no-
261

vella, siano essi Ebrei o Gentili, Greci o Romani,
Persiani o Etiopi. Giovanni ha proclamato il regno
in anticipo; voi avete predicato il vangelo in poten-
za; i Greci insegnano gi la buona novella; ed io
mander presto lo Spirito della Verit nellanima
di tutti questi miei fratelli che hanno consacrato
cos generosamente la loro vita allilluminazione
dei loro simili che sono immersi nelle tenebre spiri-
tuali. Voi siete tutti figli della luce; perci non in-
cespicate negli intrighi equivoci del sospetto morta-
le e dellintolleranza umana.
Se siete nobilitati dalla grazia della fede ad amare
i non credenti, non dovreste amare altrettanto an-
che coloro che sono i vostri compagni credenti nella
grandissima famiglia della fede? Ricordatevi, da
come vi amate gli uni con gli altri tutti gli uomini
sapranno che siete miei discepoli. Andate dunque
in tutto il mondo a proclamare questo vangelo della
paternit di Dio e della fratellanza degli uomini a
tutte le nazioni e razze, e siate sempre saggi nella
vostra scelta dei metodi per presentare la buona
novella alle differenti razze e trib dellumanit.
Voi avete ricevuto liberalmente questo vangelo del
regno, e darete liberalmente la buona novella a
tutte le nazioni. Non temete la resistenza del male,
perch io sono sempre con voi, sino alla fine stessa
delle ere. E lascio con voi la mia pace.
262

Dopo aver detto queste parole egli scomparve di
nuovo.
Ad eccezione di una delle sue apparizioni in Gali-
lea, dove pi di cinquecento credenti lo videro si-
multaneamente, questo gruppo di Filadelfia com-
prendeva il maggior numero di mortali che lo
videro in una sola occasione.
Tommaso trascorse una settimana isolato con se
stesso sulle colline attorno allOliveto. Durante
questo periodo egli vide soltanto coloro che erano a
casa di Simone e Giovanni Marco. Erano circa le
nove di sabato 15 aprile quando i due apostoli lo
trovarono e lo ricondussero al loro luogo di ritrovo
nella casa dei Marco. Il giorno dopo Tommaso
ascolt il racconto delle storie delle varie appari-
zioni del Maestro, ma rifiut ostinatamente di cre-
dervi. Egli sostenne che Pietro li aveva entusia-
smati portandoli a credere di aver visto il Maestro.
Natanaele ragion con lui, ma senza successo.
Cera una cocciutaggine emotiva associata alla sua
dubbiosit abituale, e questo stato mentale, unito
al suo dispiacere di essersi allontanato da loro,
contribu a creare una situazione disolamento che
anche Tommaso stesso non comprendeva piena-
mente.
Egli si era allontanato dai suoi compagni, era an-
dato per conto suo, ed ora, anche dopo essere tor-
263

nato tra di loro, tendeva inconsciamente ad assu-
mere un atteggiamento di disaccordo. Egli era len-
to ad arrendersi; non amava cedere.
Senza averne lintenzione, egli godeva veramente
dellattenzione che gli si portava; traeva
uninconsapevole soddisfazione dagli sforzi di tutti
i suoi compagni per convincerlo e convertirlo.
Egli era mancato loro per tutta una settimana, e
traeva grande piacere dalle loro persistenti atten-
zioni.
Essi stavano consumando il loro pasto della sera
poco dopo le sei, con Pietro che sedeva da un lato di
Tommaso e Natanaele dallaltro, quando
lincredulo apostolo disse:
Io non creder prima di aver visto il Maestro con i
miei stessi occhi ed aver messo il mio dito nel segno
dei chiodi.
Mentre essi erano cos seduti a cenare, e con le por-
te accuratamente chiuse e sbarrate, il Maestro ap-
parve improvvisamente nel mezzo della curvatura
della tavola, proprio di fronte a Tommaso, e disse:
La pace sia su di voi. Ho atteso una settimana in-
tera per potervi apparire di nuovo quando foste
tutti presenti per ascoltare ancora una volta
lincarico di andare in tutto il mondo a predicare
questo vangelo del regno. Vi dico nuovamente: co-
me il Padre ha mandato me nel mondo, cos io
264

mando voi. Come io ho rivelato il Padre, cos voi ri-
velerete lamore divino, non solo con parole, ma nel
vostro vivere quotidiano. Io vi mando non per ama-
re lanima degli uomini, ma piuttosto per amare gli
uomini. Voi non proclamerete soltanto le gioie del
cielo, ma mostrerete anche nella vostra esperienza
quotidiana queste realt spirituali della vita divi-
na, poich voi avete gi la vita eterna, come dono di
Dio, grazie alla fede. Poich voi avete la fede,
quando il potere proveniente dallalto, lo Spirito
della Verit, sar venuto su di voi, non nascondere-
te la vostra luce qui dietro le porte chiuse; voi fare-
te conoscere lamore e la misericordia di Dio a tutta
lumanit. Per paura voi fuggite ora dai fatti di
unesperienza spiacevole, ma quando sarete stati
battezzati con lo Spirito della Verit andrete co-
raggiosamente e con gioia incontro alle nuove espe-
rienze della proclamazione della buona novella del-
la vita eterna nel regno di Dio. Voi potete fermarvi
qui e in Galilea per un breve periodo mentre vi ri-
mettete dallo shock della transizione dalla falsa si-
curezza dellautorit del tradizionalismo al nuovo
ordine dellautorit dei fatti, della verit e della fe-
de nelle realt supreme dellesperienza vivente. La
vostra missione nel mondo basata sul fatto che io
ho vissuto tra di voi una vita di rivelazione di Dio;
sulla verit che voi e tutti gli altri uomini siete figli
265

di Dio; e ci consister nella vita che vivrete tra gli
uomini lesperienza effettiva e vivente di amare gli
uomini e di servirli, cos come io ho amato e servito
voi. Che la fede riveli la vostra luce al mondo; che
la rivelazione della verit apra gli occhi accecati
dalla tradizione; che il vostro servizio amorevole
distrugga efficacemente i pregiudizi generati
dallignoranza. Accostandovi cos ai vostri simili
con simpatia comprensiva e devozione disinteres-
sata, li condurrete alla conoscenza salvifica
dellamore del Padre. Gli Ebrei hanno celebrato la
bont; i Greci hanno esaltato la bellezza; gli Ind
predicano la devozione; i lontani asceti insegnano il
rispetto; i Romani esigono fedelt; ma io chiedo ai
miei discepoli la vita, una vita di servizio amorevo-
le per i vostri fratelli nella carne.
Quando Yeshua ebbe parlato cos, guard in viso
Tommaso e disse:
E tu, Tommaso, che hai detto che non avresti cre-
duto se non mi avessi visto e non avessi messo il
tuo dito nel segno dei chiodi delle mie mani, ora mi
hai visto e hai udito le mie parole; e bench tu non
veda alcun segno di chiodi sulle mie mani, poich io
sono risorto nella forma che anche tu avrai quando
lascerai questo mondo, che cosa dirai ai tuoi fratel-
li? Tu riconoscerai la verit, perch nel tuo cuore
avevi gi cominciato a credere anche quando af-
266

fermavi cos risolutamente di non credere. I tuoi
dubbi, Tommaso, simpongono con sempre maggio-
re ostinazione proprio quando stanno per crollare.
Tommaso, ti chiedo di non mancare di fede, ma di
credere ed io so che crederai, e con tutto il tuo cuo-
re.
Quando Tommaso ud queste parole, cadde in gi-
nocchio davanti al Maestro morontiale ed esclam:
Io credo! Mio Signore e mio Maestro!
(137)

Allora Ges disse a Tommaso: perch mi hai vedu-
to, hai creduto: beati quelli che pur non avendo vi-
sto crederanno!
E poi, mentre la forma del Maestro si avvicinava
allestremit della tavola, egli si rivolse a tutti loro
dicendo:
Ed ora andate tutti in Galilea, dove vi apparir
presto.
267

Dopo aver detto questo egli spar.
Gli undici apostoli erano ora pienamente convinti
che Ges era risuscitato dalla morte, e la mattina
successiva molto presto, prima dellalba, partirono
per la Galilea.
Ges ascese dal monte degli ulivi e prima di salire
al padre diede un ultimo messaggio:
Vi ho chiesto di rimanere a Gerusalemme fino a
che foste dotati di potere dallalto. Io sono ora sul
punto di lasciarvi; sto per ascendere a mio Padre, e
presto, molto presto, noi manderemo a questo
mondo dove ho soggiornato lo Spirito della Verit.
E quando egli sar venuto, voi comincerete la nuo-
va proclamazione del vangelo del regno, prima a
Gerusalemme e poi sino alle parti pi lontane del
mondo. Amate gli altri con lamore con cui io ho
amato voi e servite i vostri simili mortali come io
ho servito voi. Mediante i frutti spirituali della vo-
stra vita spingete le anime a credere la verit che
luomo un figlio di Dio e che tutti gli uomini sono
fratelli. Ricordatevi di tutto ci che vi ho insegnato
e della vita che ho vissuto tra di voi. Il mio amore
vi copre con la sua ombra, il mio spirito abiter in
voi e la mia pace dimorer su di voi.
Dopo che Yeshua ebbe parlato cos, sal al padre.
Tutto era veramente compiuto. Ora toccava agli
apostoli e i discepoli.
268

Inizi cos il percorso molto tortuoso della Via dopo
l'ascensione di Ges.
Molti furono perseguitati e uccisi, altri fuggirono
come la stessa Maria Maddalena che and in Fran-
cia, Giuseppe D'Arimatea arriv fino in Inghilter-
ra. Pietro si fece crocifiggere a testa in gi, altri fu-
rono uccisi. Giovanni fu l'ultimo degli apostoli e
celebre il passo dell'apocalisse che rimanda ai vari
vangeli apocrifi e unisce tante ideologie in un unica
verit:
Io son lAlfa e lOmega, il primo e lultimo, il prin-
cipio e la fine
La storia di Yeshua continua ancora oggi, lui con-
tinua a tornare.
Molti ancora non lo vedono, ma lui sempre con
noi...tutto il tempo.
(138)




269

CONCLUSIONI
Cosa credere dopo tante numerose strade?
E forse difficile credere che Ges sia stato un uomo
oltre che figlio di Dio?
Durante questo viaggio vi ho espresso il mio parere
e quello di altri, letterati e non.
Molti ci giudicano peccatori o addirittura non cri-
stiani.
Perch secondo loro ci deve bastare la visione di un
Cristo biondo con gli occhi azzurri che ha detto
venti pagine di testo di citazioni.
Yeshua molto pi di questo.
E molto pi di un qualsiasi predicatore che viene
da lontano o di qualche santone stregone di altri
tempi.
Egli la risposta ad ogni problema, la domanda co-
stante che ti accompagna per tutta la vita.
Nel corso del tempo si sono create scuole di pensie-
ro, ideologie e anche partiti politici che hanno offu-
scato quel messaggio cos semplice.
Un messaggio damore che viene direttamente da
Dio. Se volete credere lui vive in ognuno di noi.
Gli gnostici dicono cose giuste, altre sono inesatte
ma alcune sono reali. Dio dentro di noi, siamo noi
gli artefici del nostro destino.
Dobbiamo avere la forza di vedere veramente, lui
in ogni cosa.
270

Nei problemi e nellavversit, nel primo vagito di
vostro figlio, lodore di cibo che si sente dalle stra-
de, il profumo della donna della vostra vita.
Tutte sensazioni primordiali che ci collegano a Dio.
Creatore di ogni cosa e dellunica verit.
Certamente la verit stata deviata nel tempo,
cos difficile credere in Yeshua?
Prima vi ho detto che per leggere questo libro do-
vevate avere un po di fede.
Abbiatela per tante cose.
Questa solo la mia opinione ma non abbandonate
Yeshua.
Lui vive in ognuno di noi ed sempre accanto a
noi. Specialmente quando i nostri occhi si rifiutano
di cercarlo.
Ogni tanto lo incontriamo ma non ce ne accorgia-
mo, io credo fermamente che Ges sia tornato sulla
terra in altre spoglie.
In questo libro ho deciso di raffigurare Ges secon-
do la tradizione cinematografica usando i volti di
bravissimi attori che hanno avuto la forza di inter-
pretare un ruolo del genere.
E poi non possiamo dimenticare laltra met del
nostro amico, salvatore, fratello e compagno di vi-
ta.
271

Maria Maddalena, regina e donna bistrattata dalla
storia. Un mondo non pronto ad accettare una real-
t cos pura e semplice.
Yeshua era un uomo e seguiva la legge e come tale
amava. E tanto impossibile credere in Ges marito
e figlio e padre?
I teologi ortodossi ci dicono che non serve avere
una sua immagine totale ma ci deve bastare segui-
re il messaggio.
Lo capisco benissimo ma con la tecnologia di oggi, i
mezzi di oggi, non ci si pu fermare solo a tre frasi
che lui disse.
Linsegnamento di Ges il pi semplice di tutti:
Ama gli altri come lui ci ha amato. Non fare del
male agli altri ma ama chi fa del male per salvarlo.
La teoria finirebbe in dieci minuti ma la pratica
che stenta a partire.
Ma credere in un figlio divino che sia stato sposato
lo sminuisce? Per niente!
Perch luomo ha riconosciuto le donne come un
problema quando Ges le ha innalzate prima di
chiunque.
Egli era avanti per i suoi tempi e lo ancora oggi.
In una societ prettamente maschile dove molte
donne abbandonano la loro femminilit per cadere.
Ci sono due modelli di donna forti e pure come Ma-
272

ria Maddalena o la grande Maria madre del Signo-
re.
E cos difficile credere in un uomo e donna che ab-
biano guidato gli altri verso un mondo che non
sopra latmosfera della terra ma in unaltra dimen-
sione?
Maria Maddalena laltra parte di Yeshua, pro-
messa a lui da sempre.
Il suo destino come quello del marito era segnato.
Oggi si pu ricavare una verit grazie a diversi
vangeli apocrifi ma bisogna sempre stare attenti.
La delusione dietro langolo ma non dobbiamo
farci abbattere.
La chiesa ha fatto errori, stata violenta e grosso-
lana per molti secoli ma da poco si sta aprendo a
nuovi orizzonti.
La verit non venuta nuda nel mondo e non so-
lo una.
Essa sta nel mezzo e bisogna avere le orecchie
pronte per ascoltare la sua nenia.
Ognuno crede a modo suo, altri non lo fanno per
niente, altri credono in un altro Dio ma alla fine
siamo tutti uguali, tutti fratelli, tutti amici e dob-
biamo smetterla di ucciderci lun laltro.
E questo il messaggio pi grande di Yeshua, non
perdete mai la speranza verso gli altri.
273

Vi sorprenderanno e sapranno farvi innamorare di
Dio ancora una volta.
Se amerete tutte le ingiustizie, le sofferenze subite
da lui quel giorno svaniranno.
Sconfiggerete la morte, il tempo e lo spazio e sarete
al suo fianco.
Vi stringer forte e nessuno potr dividervi dal suo
amore, la morte solo un passaggio della vita. Vi-
vete pienamente e non buttatela via, lui con voi.
Come ho detto in precedenza non ho intenzione di
farvi cambiare idea, siete voi che dovete scegliere e
con la prepotenza si solo fatto del male al prossi-
mo.
E se iniziate a credere lo vedrete tra di voi.
C Yeshua in ognuno di noi.
Nellinfermiere che salva vite, nel missionario in
Africa che abbraccia un bambino malato di tuber-
colosi, tra le persone che soffrono, i sorrisi dei
bambini, la serenit delle donne, dallamicizia degli
uomini che sanno accettarsi.
Yeshua amore, speranza e forza di volont.
Con lui non cadrete, il male non vincer.
E non fatevi spaventare dal diavolo e abbiate piet
per lui.
Non ha capito quanto sia importante il messaggio
dellamore.
274

Ho scritto questo libro per parlare a viso aperto di
come vedo io Ges.
Lo vedo uomo, marito, fratello e figlio e padre di un
mondo che non era pronto ad accettarlo come tale
ma se lo guardi con il cuore e non con il rancore o
finto servilismo, lui ti sorrider e guardandoti negli
occhi ti dir:
Non pensare mai che io non sia con te. Anche
quando non credevi, ti stringevo. Ora sei qui e fino
alla fine dei tempi e oltre ti amer
Dedico questo libro agli atei, ai membri delle altre
religioni che hanno lo stesso mio credo: amare gli
altri.
Non quelli che usano la religione per difendere un
altro dio che quello dei soldi.
Dedico questo libro soprattutto alle donne. Figure
che meritano pi rispetto da questa societ.
Il viaggio non finito caro lettore, continuer se
vorrai prenderlo per mano.
Yeshua lunica via, corriamo tutti insieme e se-
guiamo la via dellamore.
Io mi affido a lui e a lui lascio il mio destino.
Vi lascio con due canzoni che adoro.
La cantante si chiama Natalie Grant che canta I
Believe e Alive divinamente.
E poi non ditemi che Yeshua non dentro di noi.
Ascoltatela e mi darete ragione.
275

In a land far away
time stood still
Long ago there were shepherds in fields
Or at least this is how
the story goes
The story goes.
Woman with child
And a Inn with no room
Born in a manger for telling it too
This is how the story goes
But it is more than a fable
And it's more than a fairytale
And more than my mind
can conceive
I believe
the wisemen saw
the baby born
The angels called the son of God,
Heaven's child, the great I am
Born to take away my sins
through nailed pierced hands
Emmanuel has come
I believe
two thousand years still
the story lives on
God's gift to us
sent to earth wrapped in flesh
276

His only son, His only son
And the heartbeat of heaven
Confounded our wisdom
But it's still the simple truth
That sets me free
I believe
the wisemen saw
the baby born
That the angels called the son of God,
Heaven's child, the great I am
Born to take away my sins
through nailed pierced hands
Emmanuel has come
I believe
Precious child how can it be,
that God great's plan for history,
would send you to a lonely tree,
that you would come
for a one like me.
I believe in a cross,
I believe he came for one,
he came for all.
Heaven's child
became a man.
Gave his life for me
in spite of all I am.
I believe
277

Christmas lives in me.
(139)
E questa Alive che parla del momento di Maria
Maddalena quando rivede Yeshua risorto.
Who but You,
could breathe and leave a trail of galaxies
and dream of me?
What kind of Love
is writing my story till the end
with Mercys pen?
Only You.
What kind of king
would choose to wear a crown
that bleeds and scars
to win my heart?
What kind of Love
tells me Im the reason
He cant stay
inside the grave?
You. Is it You?
Standing here before my eyes,
every part of my heart cries
Alive! Alive!
Look what Mercys overcome;
Death has lost and Love has won.
Alive! Alive!
Hallelujah, Risen Lord,
the only One I fall before
278

I am His because He is alive.
Who could speak,
and send the demons back from where they came
with just one Name?
What other heart
would let itself be broken every time
till He healed mine?
You. Only You
could turn my darkness into dawn;
running right into Your arms
Alive! Alive!
Look what Mercys overcome;
Death has lost and Love has won.
Alive! Alive!
Hallelujah, Risen Lord,
the only One I fall before
I am His because He is
Emmanuel, the promised King
the baby who made angels sing
Son of Man who walked with us,
healing, breathing in our dust
The author of all history,
the answer to all mysteries
The Lamb of God who rolled away,
the stone in front of every grave
Alive! Alive!
Look what Mercys overcome;
279

Death has lost and Love has won.
Alive!
I am His because He is alive.
Alive!
(140)

Dedicato a Yeshua e Myriam di Magdala.
Dedicato allamore.
Mirko Gavelli



















280

BIBLIOGRAFIA
1. Citazione dai vangeli apocrifi
2. Versetto della Genesi 26-28
3. Adamo ed Eva e il peccato originale Artista Anonimo
4. Caino e Abele Caravaggio
5. Filastrocca toscana tradizionale
6. Mos Artista Anonimo
7. Versetto Samuele 16
8. Davide con la testa di Golia Caravaggio
9. Versetto Samuele 7
10. Davide e Betsabea Jan Massys
11. Versetto Samuele 19
12. Il muro del pianto ai tempi nostri
13. Giudizio di Salomone Tiepolo
14. Limbarcazione della regina di Saba Claude Lorrain
15. Citazione dal Cantico dei Cantici
16. Passione e amore Artista Anonimo
17. Incipit del Libro Della Sapienza
18. Albero Genealogico di Ges (Da Davide fino alla sua na-
scita)
19. Profezia di Isaia
20. Stella di Sirio (Stella di Betlemme)
21. Cantico di Maria
22. Alissa Jung in Maria di Nazareth
23. Dal Vangelo Apocrifo di Bartolomeo
24. Dal Vangelo Apocrifo di Filippo
25. Dal Vangelo Apocrifo di Filippo
26. Versetti Marco 6,3-4;Mt13,55-56
27. Albero genealogico della famiglia di Ges
28. Annunciata Antonello Da Messina
29. La morte della Vergine Caravaggio
30. Maia Morgenstern ne La Passione Di Cristo
31. Versetto Matteo 2, 6
32. Ges bambino appena nato Artista Anonimo
281

33. Leila Mimmack nella miniserie The Bible
34. Introduzione del vangelo dellinfanzia di Tommaso
35. Documento del vangelo di Tommaso
36. Altra pagina del documento del vangelo di Tommaso
37. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 232 a 235
38. Gerrit Van Honthorst - Il bambino Ges nella bottega di
S. Giuseppe
39. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 235 a 243
40. Maria Maddalena Jusepe De Ribera
41. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 244 a 246
42. Vangelo Apocrifo di Maria Maddalena
43. Citazioni dal Vangelo apocrifo di Maria Maddalena
44. Citazione dal Vangelo apocrifo di Maria Maddalena
45. Andreas Pietschmann e Paz Vega in Maria di Nazareth
46. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 255 a 256
47. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 259 a 260
48. Citazione dal Vangelo apocrifo di Filippo
49. Citazione dal Vangelo apocrifo di Filippo
50. Versetto Giovanni 20, 29
51. Diogo Morgado nella miniserie The Bible
52. Diogo Morgado nella miniserie The Bible
53. Diogo Morgado nella miniserie The Bible
54. Diogo Morgado nella miniserie The Bible
55. Diogo Morgado nella miniserie The Bible
56. Elenco dei miracoli di Yeshua
57. Diogo Morgado nella miniserie The Bible
58. Matteo 13 10,17
59. Andreas Pietschmann in Maria di Nazareth
60. Andreas Pietschmann in Maria di Nazareth
61. Andreas Pietschmann in Maria di Nazareth
282

62. Citazioni dal Vangelo di Matteo
63. Andreas Pietschmann in Maria di Nazareth
64. Citazioni dal Vangelo di Marco
65. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
66. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
67. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
68. Citazioni dal Vangelo di Luca
69. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
70. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
71. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
72. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
73. Citazioni dal Vangelo di Giovanni
74. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
75. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
76. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
77. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
78. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
79. Citazioni dal Vangelo apocrifo di Tommaso
80. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
81. Citazione dal frammento del Vangelo della Moglie
82. Tsvetomira Stefanova nel documentario The Secrets of
Mary Magdalene Discovery Channel
83. Tsvetomira Stefanova e Spartok Genev nel documentario
The Secrets of Mary Magdalene Discovery Channel
84. Tsvetomira Stefanova e Spartok Genev nel documentario
The Secrets of Mary Magdalene Discovery Channel
85. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 265 a 266
86. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 266 a 268
87. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 268 a 269
88. Tsvetomira Stefanova e Spartok Genev nel documentario
The Secrets of Mary Magdalene Discovery Channel
89. Versetto Luca 18, 16
283

90. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da pagine da 269 a 270
91. Albero Genealogico di Ges (Da Davide fino ai figli di Ge-
s)
92. St. Sarah in Avalon Cheryl Yambrach Rose
93. Citazione dal Vangelo della Verit
94. Diogo Morgado nella miniserie The Bible
95. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 284 a 285
96. Versetti Matteo 23, 23-39
97. Versetto Luca 22, 19
98. Diogo Morgado nella miniserie The Bible
99. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 301 a 303
100. Andreas Pietschmann in Maria di Nazareth
101. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 303 a 304
102. Vangelo di Luca 23, 34
103. Jim Caviezel e Mattia Sbragia ne La Passione di Cristo
104. Jim Caviezel e Hristo Shopov ne La Passione di Cristo
105. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 306 a 310
106. Versetto Giovanni 19, 1
107. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
108. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
109. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
110. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
111. Vangelo di Luca 23, 46
112. Il percorso di Yeshua della passione
113. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
114. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
115. Maia Morgenstern e Jim Caviezel ne La Passione di Cri-
sto
116. Jim Caviezel e Jarreth Merz ne La Passione di Cristo
284

117. Jim Caviezel e Sabrina Impacciatore ne La Passione di
Cristo
118. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
119. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
120. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
121. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
122. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
123. Maia Morgenstern, Jim Caviezel, Monica Bellucci e Hristo
Jivkov ne La Passione di Cristo
124. Jim Caviezel ne La Passione di Cristo
125. Vangelo di Giovanni, 14
126. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 324 a 325
127. Tsvetomira Stefanova nel documentario The Secrets of
Mary Magdalene Discovery Channel
128. Vangelo di Giovanni, 20
129. Tsvetomira Stefanova e Spartok Genev nel documentario
The Secrets of Mary Magdalene Discovery Channel
130. Tsvetomira Stefanova e Spartok Genev nel documentario
The Secrets of Mary Magdalene Discovery Channel
131. Tsvetomira Stefanova e Spartok Genev nel documentario
The Secrets of Mary Magdalene Discovery Channel
132. Vangelo di Maria Maddalena Kathleen McGowan pagi-
ne da 326 a 327
133. Diogo Morgado nella miniserie The Bible
134. Diogo Morgado nella miniserie The Bible
135. Alessandro Etrusco in 7 Km Da Gerusalemme
136. Darwin Shaw nella miniserie The Bible
137. Henry Ian Cusick in Gospel Of John: Life of Jesus
138. Alessandro Etrusco in 7 Km da Gerusalemme
139. I Believe Natalie Grant
140. Alive Natalie Grant



285

Sommario
INTRODUZIONE 3
LE ORIGINI DI YESHUA 5
ADAMO, EVA E LA GENESI DI OGNI COSA ............................... 5
DAVIDE ............................................................................................ 10
SALOMONE ..................................................................................... 18
LA PROFEZIA DEL MESSIA ......................................................... 27
LARRIVO DI YESHUA 32
MARIA .............................................................................................. 32
LA NASCITA DI YESHUA .............................................................. 41
LINFANZIA DI YESHUA .............................................................. 46
YESHUA E LA PROMESSA SPOSA ............................................... 55
LA FINE DELLINFANZIA DI YESHUA ..................................... 58
LET ADULTA DI YESHUA 61
IL BATTESIMO DI YESHUA ......................................................... 61
MARIA MADDALENA .................................................................... 72
GLI INSEGNAMENTI DI YESHUA.............................................. 91
IL MATRIMONIO DI YESHUA .................................................... 125
I FIGLI DI YESHUA ....................................................................... 150
GLI ULTIMI GIORNI DI YESHUA 155
PONZIO PILATO ........................................................................... 155
GLI ULTIMI MIRACOLI DI YESHUA ......................................... 157
YESHUA NEL TEMPIO ................................................................ 162
LULTIMA CENA ........................................................................... 166
286

LA PASSIONE DI YESHUA 177
LARRESTO DI YESHUA .............................................................. 177
IL PROCESSO DI YESHUA........................................................... 179
LA FLAGELLAZIONE DI YESHUA ............................................. 190
LA CROCIFISSIONE DI YESHUA ............................................... 195
IL RITORNO DI YESHUA 226
IL LUTTO DELLE DUE MARIE ................................................. 226
YESHUA E MARIA MADDALENA ............................................. 228
LE APPARIZIONI DI YESHUA ................................................... 242
CONCLUSIONI 269
BIBLIOGRAFIA 280