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MARZO 2006 CUCINA NATURALE 40

Nello scorso mese di ottobre so-


no stati divulgati i dati relativi ad
alcune sperimentazioni animali
sulluso della soia transgenica.
Una ricerca effettuata in Russia
da una biologa dellAccademia
russa delle Scienze, ha eviden-
ziato dei possibili agghiaccianti
scenari sociali, creando una mo-
tivata apprensione nel mondo
scientifico e nel pubblico.
Soia Ogm: una ricerca
significativa
Sono stati esaminati tre diversi gruppi
di topi femmina dei quali uno stato
nutrito con labituale mangime (gruppo
di controllo), uno con un mangime a ba-
se di soia naturale e laltro con un man-
gime a base di soia transgenica. Le-
sperimento iniziato venti giorni prima
del concepimento, ed continuato poi
durante tutta la gravidanza e lallatta-
mento dei piccoli nati. La prima sorpre-
sa stata alla nascita: il gruppo dei to-
polini nati da madri che mangiavano
soia geneticamente modificata era pi
piccolo allincirca del 20% del gruppo di
topi nati da madri che mangiavano soia
tradizionale. Il dato pi preoccupante ri-
guardava, per, la mortalit infantile
che solitamente nei topolini normali
del 7-10% dopo tre settimane dalla na-
scita. Nel gruppo nato da madri nutrite
con soia Ogm la mortalit stata inve-
ce del 56%. Ci significa che nellespe-
rimento russo venticinque topolini su
quarantacinque sono morti prima del
raggiungimento delle tre settimane di vi-
ta. In seguito alla segnalazione di que-
sti dati, anche lAccademia americana
di Medicina Ambientale ha richiesto al-
lIstituto Nazionale per la Salute di ri-
proporre immediatamente esperimenti
su larga scala per verificare la consi-
stenza di questi gravi eventi. quindi
ovvio che questo esperimento dovr
essere ripetuto in condizioni pi control-
late e su scala pi vasta, ma resta la
preoccupazione viva per il fatto che di
recente una serie di disposizioni gover-
native, anche italiane, ha avviato un ab-
bassamento del livello di guardia sulla
possibilit di contaminazione tra coltiva-
zioni con Ogm e coltivazioni tradizionali.
Gli Ogm non risolvono
il problema della povert
La coltivazione di molti prodotti vegetali
Ogm e la loro possibile presenza nella-
limentazione di tutti i giorni, in modo
non visibile, rappresenta un grave ri-
schio. Soprattutto resta molto preoccu-
pante il rifiuto, da parte dei gruppi di
potere che spingono e propongono i ci-
bi Ogm, ad accettare che questi possa-
no provocare gravi danni. Viene spesso
proposta, come giustifica-
zione etica al loro impiego,
la possibile diffusione di
coltivazioni Ogm nei Paesi
poveri per sconfiggere la fa-
me nel mondo, soprattutto
di vegetali arricchiti di parti-
colari nutrienti o in grado di crescere an-
che in condizioni pedoclimatiche ostili.
Sappiamo invece che questi prodotti so-
no appositamente sterilizzati, incapaci
di riprodursi e che obbligano quindi gli
agricoltori dei Paesi poveri a doversi
rifornire delle sementi ogni anno, a caro
prezzo, dalle multinazionali che ne de-
tengono i brevetti. Inoltre, stato ormai
documentato che liniziale convinzione
che queste coltivazioni consentissero
una riduzione nelluso dei pesticidi, si
addirittura ribaltata in senso contrario.
Non diminuisce luso
di antiparassitari
Fin dal 2003, la superficie mondiale
coltivata con piante transgeniche ha
continuato a crescere progressivamen-
te, ma negli otto anni in cui negli Stati
Uniti sono state utilizzate variet gene-
ticamente modificate di mais, cotone e
soia, si registrato un significativo in-
cremento nelluso di pesticidi ed erbici-
di. Se una delle speranze che gli scien-
ziati riponevano nelle colture transgeni-
che (cio la possibile riduzione delle so-
stanze chimiche tossiche utilizzate in
agricoltura) ha dato qualche risultato
nei primi tre anni (con una riduzione del
25%), dal 2001 in poi si assistito ad-
dirittura a un incremento nelluso di di-
serbanti e anticrittogamici. Nelle sole
piantagioni di mais, nel periodo 2002-
2003, sono stati
applicati il 29% di
pesticidi in pi ri-
spetto alle pianta-
gioni di mais non
geneticamente mo-
dificate. Non pos-
siamo che mantenere intatta la voglia
di informarci e non affidare al caso le
nostre scelte alimentari. In particolare,
la scelta del biologico, ove possibile, e
lattenzione precisa a limitare limpiego
dei grassi vegetali idrogenati (spesso a
base di mais e soia di origine incerta)
possono essere sufficienti garanzie per
salvaguardare la nostra salute.
*
di ATTILIO SPECIANI
*
Immunologo, responsabile del sito
www.eurosalus.com
IL PUNTO
RECENTI RICERCHE CONDOTTE IN RUSSIA METTONO
NUOVAMENTE IN DISCUSSIONE LA PRESUNTA INNOCUIT
DEGLI ALIMENTI TRANSGENICI. CADONO ANCHE I POCHI
PUNTI FORTI A LORO FAVORE: MINOR UTILIZZO
DI PRODOTTI CHIMICI IN AGRICOLTURA E UTILIT
PER I PAESI POVERI. COSA RIMANE?
discussi dalla scienza
Cibi Ogm,
Recenti ricerche
hanno sfatato
lidea che le coltivazioni Ogm
richiedano un
minor uso di pesticidi
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