Sei sulla pagina 1di 7

Effetti biologici dei campi elettromagnetici

dott. FIORENZO MARINELLI CNR BOLOGNA


Il problema dellesposizione a campi elettromagnetici un problema che si diffonde
sempre pi nella conoscenza collettiva. Ringrazio per avermi dato il compito di
introdurre largomento di questo Congresso con una relazione in cui cercher di
informare sullo stato delle conoscenze scientifiche attuali. Parte della comunicazione
avr carattere divulgativo dedicata ai non addetti ai lavori.
Il problema dellesposizione degli organismi ai campi elettromagnetici, almeno allo stato
delle ipotesi attuali, principalmente un problema di risonanza che si verifica tra le
strutture biologiche, come questa proteina e una emissione esterna allorganismo che in
qualche modo riesce a fare risuonare le corde dei legami chimici delle sostanze
biologiche con cui viene in contatto.
Nel nostro pianeta abbiamo campi elettrici e magnetici naturali in presenza dei quali ci
siamo evoluti durante le ere evolutive trascorse. Il campo elettrico naturale che viene
mantenuto da complessi meccanismi naturali a circa 130 volt per metro e statico, non
varia cio di segno e quindi non pulsa come i campi artificiali. Abbiamo inoltre un campo
magnetico naturale che ha un valore di circa 50 microTesla e che ha una enorme
estensione nello spazio, arriva infatti fino a qualche decina di migliaia di chilometri
dalla terra. Una esperienza che tutti avranno fatto e quella di aver utilizzato una
bussola il cui ago si dirige sempre nella direzione delle linee di flusso del campo
magnetico sulla superficie della terra. Siamo immersi in campi elettrici e magnetici
naturali statici durante tutta la nostra esistenza.
Nelle abitazioni a causa dellutilizzazione degli elettrodomestici che sono sem-pre piu
diffusi, subiamo anche unesposizione a campo elettromagnetico artificiale alternato a
50Hz, che ha delle caratteristiche diverse da quello naturale. Le nostre abitazioni
dipendono ormai completamente dalluso di energia elettrica, non dimentichiamo che se
mancasse lenergia elettrica per un lungo periodo di tempo, dovremmo modificare
completamente la nostra organizzazione casalinga, pensate a cosa pu succedere alle
nostre provviste in frigo e in freezer, non potremmo scaldarci perch la caldaia non
funzionerebbe e cos via abbiamo quindi una dipendenza ormai inevitabile dalla
energia elettrica. Daltra parte lo sviluppo della tecnologia elettrica non ha mai tenuto
conto delle possibili implicazioni per la salute dovute ai campi elettromagnetici.
I campi magnetici alternati artificiali di cui abbiamo parlato, non esistono invece nel
mondo naturale o esistono soltanto in esigua misura, il fondo naturale a 50 Hz viene
posto a 0,01 !T, (il Tesla lunit di misura del campo magnetico, ununit di misura
talmente grande che dobbiamo usare dei sottomultipli, il milionesimo di Tesla in questo
caso, per avere delle misure adeguate) . Possiamo vedere alcuni esempi del campo
emesso dagli elettrodomestici pi utilizzati, un asciugacapelli, ad esempio, pu dare un
campo di 2000 !T; una linea ad alta tensione ad una certa distanza pu emettere anche
10 !T; una possibile soglia di esposizione di lungo periodo, tuttora in discussione, un
limite di esposizione di 0.2 !T, se facciamo il confronto tra le esposizioni nella vita
quotidiana e quella che pu essere definita una soglia di esposizione cronica della
popolazione, ci rendiamo conto che normalmente ci troviamo esposti a campi molto al di
sopra di questa possibile soglia.
Campo elettrico e magnetico producono induzione di corrente elettrica nellorganismo
in modo differente; il campo elettrico tende a convergere sulla persona, e ad indurre
delle correnti che hanno scorrimento longitudinale nellorganismo; il campo magnetico
tende invece a produrre delle correnti che hanno circolazione orizzontale, come se si
trattasse di sezioni trasversali dellorganismo stesso. E la sommatoria di queste correnti
indotte che produce una serie di squilibri nel funzionamento organizzato del nostro
metabolismo.
Perch il nostro organismo e sensibile ai campi elettromagnetici (CEM)?
Se analizziamo lo spettro elettromagnetico naturale, ci rendiamo conto che a bassissime
frequenze troviamo le risonanze di Schumann di pochi Hertz che riguardano la
pulsazione della terra e i temporali. Alcune parti di questo spettro cadono sotto i nostri
sensi la luce visibile , ad esempio, che una porzione dello spettro alla quale siamo
sensibili, in questa lunghezza donda infatti abbiamo dei recettori di campo
elettromagnetico rappresentati dai coni e dai bastoncelli della retina, che riescono a
tradurre in un segnale comprensibile per il nostro cervello questa radiazione; siamo in
grado di percepire anche linfrarosso e lultravioletto che sono due zone vicine alla zona
di luce visibile. Linfrarosso che la radiazione del calore, percepita sotto forma di onda
elettromagneticadai corpuscoli sensibili che si trovano nellepidermide e trasmessa al
cervello; e lultravioletto: quando ci abbronziamo al sole la nostra pelle reagisce
scurendosi per non far passare i raggi ultravioletti ai tessuti piu profondi. Conosciamo i
raggi x e raggi gamma che sono radiazioni ionizzanti usati in diagnostica e i raggi
cosmici.
In questo spettro elettromagnetico naturale, alla presenza del quale e avvenuta
levoluzione degli esseri viventi sulla terra, abbiamo inserito una porzione di campo
elettromagnetico artificiale che quello delle radiofrequenze e microonde per le
comunicazioni. Ad esempio, in questa parte dello spettro c la modulazione di
frequenza radio circa 100 MHz , la radio che ascoltiamo ogni giorno, a frequenze pi
alte troviamo le trasmissioni televisive circa 500 MHz , la radiocomunicazione e la
telefonia cellulare 900-1800 MHz il nuovo telefono UMTS 2450 MHz e le emissione radar.
In questo modo abbiamo inserito nello spettro elettromagnetico naturale una porzione di
frequenze e lunghezze donda che non esistevano prima e che sono completamente
avulse dallo spettro elettromagnetico naturale.
Tra gli effetti biologici conosciuti ne citiamo alcuni, leffetto sulla melatonina, un
ormone molto importante perch il regolatore principale del funzionamento
metabolico e ormonale dellorganismo. La melatonina viene secreta solo durante la
notte perch sensibile allonda elettromagnetica della luce naturale infatti
lesposizione alla luce inibisce la secrezione di melatonina, ma anche lesposizione a
campi elettromagnetici artificiali inibisce la secrezione di melatonina e nelle persone in
cui il quadro della melatonina carente, si ha una sregolazione della cascata ormonale
dellorganismo che porta a malfunzionamenti e disturbi.
Se facciamo delle analisi per determinare la quantit di melatonina nel sangue durante
il giorno e durante la notte, vediamo che durante la notte la melatonina aumenta
perch viene secreta dalla ghiandola pineale e riversata nel torrente sanguigno, durante
il giorno diminuisce, si ha cos un ritmo regolatorio ormonale che da origine al ritmo
circadiano che corrisponde alle fasi di veglia e sonno.
In queste immagini vediamo un esperimento di laboratorio in cui sono stati irradiati dei
linfociti, che sono cellule del sistema immunitario, le strutture proteiche di membrana
che sono responsabili del riconoscimento delle sostanze estranee dellorganismo,
diminuiscono e vengono inibite dalla esposizione a campi elettromagnetici, in questo
caso i campi elettromagnetici erano di bassa frequenza e di elevata potenza. Da qui la
diminuzione di risposta immunitaria nelle persone irradiate.
Molte ipotesi sono state fatte invece sui meccanismi che fanno riferimento allinfluenza
dellacqua. Questa presente dovunque nel nostro organismo, ed il solvente e
supporto sul quale avvengono tutte le reazioni metaboliche ed energetiche del nostro
organismo.
Lacqua un dipolo, ricordate com fatta chimicamente lacqua (H2O) , in questa
molecola lossigeno (O) tende ad attirare verso di s la nuvola elettronica e lascia
scoperta elettricamente la parte dove si trovano gli H (idrogeni) il risultato di questo
la formazione di un dipolo, cio di una parziale carica positiva da questo lato, negativa
da questaltro lato la molecola dacqua diventa come lago di una bussola. In un campo
elettrico e in un campo magnetico questa molecola pu essere orientata; questo
orientamento si risolve con un maggior dispendio denergia dellorganismo per
permettere il normale funzionamento metabolico. Quindi lorganismo sottoposto ad un
campo elettrico o magnetico ha le sue molecole dacqua orientate in modo differente.
E costretto ad utilizzare pi energia di quella che solitamente usa per funzionare e
quindi sottoposto a stress e fatica che se prolungate nel tempo possono dare origine a
sintomi reversibili, a malattie ed a peggioramento della qualit della vita.
Tra i lavori bibliografici pi importanti ma anche pi significativi su questi argo-menti ci
sono quelli che riguardano il bilancio ormonale, il bioritmo, il sistema immunitario , gli
studi sul cancro, ormai numerosi, sul sistema nervoso e sui modelli che sono stati
utilizzati per gli studi della densit di corrente corporea indotta dal campo elettrico e
magnetico e gli studi sul calcio, che un mediatore estremamente importante per il
passaggio del segnale cellulare e che probabilmente funziona come trasduttore
dellenergia elettromagnetica esterna allorganismo e trasporta il segnale fino alle fasi
pi delicate del controllo nucleare dellinformazione genetica, gli studi sulla membrana
cellulare, alcuni dei quali sono stati prodotti anche nel nostro laboratorio CNR, il
modello di risonanza ciclotronica, limmagazzinamento dellenergia proveniente
dallesterno sui legami chimici delle molecole e gli effetti neuronali diretti sul sistema
nervoso recentemente confermati. Cito anche alcuni studi fatti sul comportamento e
sulla psiche, perch lorganismo che sottoposto a campi elettromagnetici pu
modificare anche le sue risposte comportamentali.
Tra i sintomi reversibili identificati vengono descritti: disturbi del sonno, stan-chezza,
alterazioni del bioritmo, alterazione del quadro della melatonina, molti studi fatti sul
sistema immunitario ed infine sul cancro.
Passiamo ora a descrivere le indagini epidemiologiche esistenti. Citiamo Wrtheimer e
Leeper 1979, Meyer, Savitz, Feychting e Ahlbom, non e citato lultimo studio di
Feychting e Ahlbom del 97. Alcuni studi come quelli della Wertheimer sono stati
sottoposti a critica e depurati da alcuni fattori di confon-dimento Tutti ci forniscono un
dato univoco che si mantenuto negli ultimi 20 anni che questo: lesposizione cronica
di una popolazione a valori mag-giori di 0.2 !T puo portare alla maggiore quantit di
rischio, che in alcuni casi raddoppia o triplica, di ammalarsi di alcuni tipi di tumore.
Una delle problematiche pi importanti quella di evitare la esposizione disin-formata e
inconsapevole della popolazione, perch se certi rischi vengono as-sunti
consapevolmente ricadono sotto la possibilit della scelta individuale. Tuttavia
lesposizione inconsapevole della popolazione deve essere evitata. In questo grafico
vedete riportata la registrazione del campo magnetico assorbito durante una passeggiata
di 40 minuti nella citt di Pavia (cfr. Bevitori), dove si vedono zone in cui non possibile
identificare strutture emittenti ma dove ci si espone ad un campo magnetico elevato. Il
comune di Casalecchio di Reno (BO) si dotato, primo in Italia, di una mappatura della
esposizione stradale dei cittadini al campo elettromagnetico di bassa e di alta
frequenza, qui in verde sono riportate le strade in cui lesposizione inferiore a 0.2 !T,
in giallo le zone e le abitazioni in cui lesposizione compresa tra 0.2 e 1 !T e in rosso
quelle in cui lesposizione maggiore di 1 !T. E ovvio che questo tipo di mappatura
dovrebbe essere utilizzato diffusamente sia nei piani regolatori che nelle strutture che si
occupano della salute pubblica.
Nel 97 uscito uno studio per la valutazione della pericolosit dei campi elet-
tromagnetici di bassa frequenza. Il panel del National Institute of Health negli Stati Uniti
dopo una sessione di studi sullargomento ha prodotto questo libro di circa 500 pagine
intitolato Assessment of health effects from exposure to power frequency electric and
magnetic fields in cui sono stati analizzati gli studi pi importanti esistenti nella
letteratura internazionale, concludendo che i campi elettromagnetici sono possibili
cancerogeni per luomo e possibili cancerogeni per i bambini sulla base degli studi
sulla leucemia dei bambini.
Ancora sulle dimostrazioni di effetti troviamo dati, per ora poco conosciuti sui vegetali,
sono stati fatti alcuni studi su queste due piante, una felce (Phyllitis Scolopendrium) e
un muschio ( Physcomitrella Patens) , sono stati prodotti due studi interessanti nel primo
viene evidenziato che sotto lelettrodotto nella zona di Ressora in provincia di La Spezia,
si trova una grande quantit di felci che hanno una deformazione forse mutazio-nale,
per cui presentano la biforcazione della foglia. Normalmente le felci crescono da una
cellula singola apicale che si riproduce e che, quando subisce per qualche motivo, una
mutazione d origine ad una foglia bifida e in alcuni casi trifida. Nel mondo botanico
questa anomalia importante perch la descrizione di felci che abbiano la foglia bifida
abbastanza rara, tanto che i botanici quando ne trovano un esemplare lo segnalano
come rarit botanica. In questo luogo si ha invece addirittura la presenza della met o
pi (55% - 60%) di individui bifidi o in qualche caso trifidi. Gli studi nel mondo vegetale
sono utili perch i vegetali restano esposti ai campi senza potersi muovere e quindi i dati
sullesposizione sono misurabili e costanti.
Lo studio sul muschio invece stato fatto in laboratorio mediante esposizione a campi di
50 Hertz provenienti da bobine che emettevano campo elettromagnetico. Vedete che i
muschi esposti a campo elettromagnetico di bassa frequenza nelle bobine 1, 2, 4 e 5
presentano una elevata mortalit nella germinazione delle spore mentre invece non
presenta mortalit nel caso dellesposizione a una bobina di controllo cio a una bobina
che non emette campo magnetico. Come controprova la crescita di questi muschi
sottoposti a campo magnetico di 50 hertz bassa nelle colture esposte a radiazione
elettromagnetica, mentre invece alta nel controllo non esposto a campi.
Per quanto riguarda le alte frequenze possiamo dire che il fondo naturale oggi
introvabile perch ormai non abbiamo pi zone nel nostro pianeta che siano
completamente libere da radiofrequenza; se accendete una radio in qualsiasi parte del
pianeta siete in grado di captare una qualche trasmissione. Nel campo delle
radiofrequenze lambiente nel quale ci siamo evoluti profondamente mutato.
Lemissione attuale di radiofrequenze nellambiente corrisponde ad aver versato una
boccetta dinchiostro in un acquario, il nostro mondo elettromagnetico naturale stato
acceso e alterato, tanto che i valori di campo sono aumentati dal fondo naturale a
quello artificiale di circa un milione di volte.
Possiamo fare alcune considerazioni anche sulla telefonia cellulare. Il telefono cellulare
probabilmente lo strumento pi inquinante attualmente in uso. La sua potenziale
pericolosit e dovuta principalmente alla vicinanza con lapparecchio demissione. Le
antenne radio-base comportano poi una esposizione aggiuntiva nella popolazione. Il
professor Ross Adey, aprendo il Congresso Internazionale sui Campi Elettromagnetici di
Bologna nel 97, dichiar che dai loro studi risultava che il 40% del segnale emesso da un
telefono cellulare viene assorbito dalla testa, e allora se facciamo qualche rapido
calcolo ci rendiamo conto che una telefonata pu fare assorbire dalla testa 40!w/cm2;
se facciamo un confronto con il limite di legge attuale, che il limite di legge piu
cautelativo in occidente ma che non cos protettivo come pu sembrare, siamo a
livello di circa 6 Volt /metro che corrispondono a circa 10 !w / cm2, ne consegue che il
telefono uno strumento che pu far assorbire alle cellule cerebrali una radiazione
quattro volte maggiore del limite dato dal decreto 381/98 il cui limite come detto e 10
mW/cm2. Riguardo agli studi epidemiologici recenti sulle emissioni di radiofrequenza,
citiamo i lavori della dottoressa Helen Dolk pubblicati nel 97 in cui nella Torre BBC
(British Broadcasting Corporation) di Sutton-Coldfield il valore di rischio di 1,83 volte,
con valori calcolati di emissione di 1,3 - 5,7 !w /cm2 in un raggio attorno alle torri di
emissione compreso tra tra 0 e 2 Km; gli studi di Bruce Hocking del 96 sulle torri
televisive a Sidney in Australia e la correlazione con la leucemia linfatica cronica,
davano una correlazione di 2,74 volte per il maggior rischio di ammalarsi, c un altro
studio della municipalit di Honolulu nelle Haway che dava un valore di 2,5 volte e lo
studio sulle Sutra Towers di S. Francisco con addirittura una correlazione dose-risposta
ed un livello di esposizione calcolato a cui non ci sono effetti (LOAEL) di 0.05
microwatt/cm2 . Ancora citiamo uno studio del Dr. M. Repacholi (Organizzazione
Mondiale della Sanit) sulla cancerogenicit dellesposizione al telefono cellulare di ratti
transgenici (risultati preliminari) in cui i ratti mostrano il raddoppio della velocita nello
sviluppo di tumori geneticamente indotti, e lo studio di Magras e Xenox 97 sulle
generazioni successive di ratti esposti a RF/MW in cui si nota infertilita indotta alla
terza e quinta genera-zione da campi di alta frequenza di 0.16 !w/cm_, nonche lo
studio sui militari esposti e non esposti a radiaziooni elettromagnetiche in cui tra gli
esposti si verifica circa tre volte la frequenza di tumori nei diversi organi(Szmigielski
1988)
Il comune di Casalecchio di Reno ha fatto questa mappatura dei campi elettro-magnetici
di alta frequenza. Anche in questo caso, riportando in mappa in verde le zone in cui
lemissione inferiore a 6 V/m (volt metro), in giallo quelle fino a 6 V/m e in rosso le
zone con maggiore livello di emissione si ottengono dei dati interessanti da verificare
alla luce della epidemiologia cittadina e per la bonifica di zone irradiate da valori di
campo troppo alti. Riportiamo alcune delle pubblicazioni e degli studi fatti sulle
emissioni di alta frequenza. Troviamo gli studi sulle sollecitazioni naturali di alta
frequenza, sul campo magnetico naturale e quello artificiale, lazione sullorganismo,
risonanze e macchie calde, gli effetti termici, tutti i problemi correlati alla regolazione
termica dellorganismo, la distanza dalla sorgente, alle soglie termiche dellorganismo,
gli effetti termici sugli animali, sulluomo e su alcune ghiandole delluomo sugli occhi e
gli effetti non termici fino agli studi sul cancro, la terapia medica con effetti non termici
e cos via
C comunque una tale quantit di evidenze, che sebbene non abbiamo la certezza
complessiva della sicura pericolosit, si possono classificare le basse frequenze come
probabili cancerogeni e le alte frequenze come possibili cancerogeni.
Dalla valutazione complessiva della letteratura scientifica internazionale, si possono
trarre alcune conclusioni: in questo grafico si osserva che a partire dagli anni 70 sono
continuamente diminuiti sia per le alte frequenze, (la curva data dalla linea nera), che
per le basse frequenze (linea rossa) , i valori di esposizione a cui sono stati identificati
effetti avversi alla salute ed a cui sono stati riconosciuti effetti biologici, ancora una
considerazione importante che, in tempi passati era pi difficile trovare lavori che
riconoscevano effetti biologici, oggi pi difficile trovare lavori che non riconoscono
effetti biologici dei campi elettromagnetici.
La commissione comunale istituita dal Comune di Bologna nel 97 aveva pub-blicato in
una pubblicazione intitolata Rischi sanitari dovuti allesposizione a radiazioni non
ionizzanti e possibili misure di prevenzione per la popolazione alcune prime indicazioni
per limitare lesposizione della popolazione che ponevano come limite per le basse
frequenze 0,2 !T e per le alte 6 V/m. Limiti che sono stati poi utilizzati come linee
guida per il decreto 381/98 del Min. dellAmbiente.
Per riassumere i dati conosciuti possiamo dire che per la bassa frequenza il fondo
naturale 0,01!T, il limite di legge attuale 100 !T, lepidemiologia ci dice che sarebbe
opportuno limitare lesposizione cronica di lungo periodo a 0,2 !T, i dati sperimentali ci
danno evidenze di 2-10 !T come valore efficaci.
Per le alte frequenze il fondo naturale varia tra 0,00001 e 0,00007 !w/cm_, il limite di
legge di 10 !w /cm_, lepidemiologia da indicazione di limitazione a 0,03 !w / cm_,
dal punto di vista sperimentale troviamo effetti a circa 20 !w / cm_.
Una cosa ancora da citare il problema costituito dalle cosiddette finestre biologiche.
Il Prof. Ross Adey per primo ha identificato dei valori desposizione particolari. Ci sono
delle finestre di potenza e di frequenza che hanno un effetto biologico maggiore di altre
anche di potenza maggiore. Cio negli anni passati ha portato confusione nel mondo
scientifico abituato a pensare in termini di dose-risposta ad uno stimolo. Ma anche una
indicazione utile per capire quali sono i range in cui bisogna evitare lesposizione dei
sistemi biologici.
Da ultimo vorrei fare una considerazione: qual la soglia di esposizione a cui bisogna
intervenire per proteggere efficacemente la popolazione dalle esposi-zioni? (Cindy Sage)
GLI SCIENZIATI, IL MONDO LEGALE, LA PROTEZIONE CIVILE PER LAMBIENTE E SANIT E LA
POPOLAZIONE hanno quattro livelli diversi di soglia a cui intraprendere unazione
protettiva. La scienza per esem-pio richiede che i risultati sperimentali siano certi al 95-
99% per dare corso ad una pubblicazione, occorre consenso scientifico, spesso anche
degli scienziati legati ad istituti di ricerca delle compagnie. Il mondo della legge invece
per intervenire richiede livelli di certezza pi bassi, quando un evento si pu verificare
nella maggioranza dei casi, (dal 51 al 53%), diventa necessario intraprendere una
qualche azione legale. Nel mondo della protezione ambientale il livello di certezza che
si richiede per intervenire ad evitare un impatto ambientale del 10-30%, ed entra in
azione la protezione civile. La popolazione, al contrario, richiede che non ci sia nessun
rischio di ammalarsi. Questi sono quattro livelli completamente diversi di livello di
certezza e di conoscenza necessari per intraprendere unazione protettiva. Dal punto di
vista sanitario e ovvio che non si deve far correre alla popolazione nessun rischio. Si pu
anche aggiungere che non e' necessario aspettare di avere la completa certezza degli
effetti avversi alla salute per evitare le esposizioni inconsapevoli della popolazione. Per
attuare un criterio di "PRUDENT AVOIDANCE" evitare prudentemente le esposizioni sono
ormai sufficienti le informazioni scientifiche che abbiamo.
Il principio europeo di precauzione da quattro indicazioni per limitare le esposizioni
della popolazione
1) di usare valori di emissione che non provochino alcun danno,
2) di usare le emissioni pi basse compatibili con i sistemi usati (ALARA),
3) di minimizzare qualunque rischio e
4) di mettere la salute al primo posto nelle considerazioni che si fanno rispetto alla
protezione ambientale e della popolazione.
Attualmente le compagnie non utilizzano nessuno di questi principi
Esistono fondati motivi, a questo punto, per ritenere che i campi elettromagnetici
artificiali abbiano effetti biologici, ed esistono fondati motivi per ritenere che molti
effetti biologici siano dannosi, quindi per diminuire il rischio nella popolazione
indispensabile portare lesposizione a valori precauzionali massimi di :
BASSA FREQUENZA 0,2 !T
ALTA FREQUENZA 0,02 !W / cm_ 0,27 V/m
Il telefono cellulare attualmente il piu grande e numericamente impor-tante
esperimento epidemiologico sulla popolazione di cui vedremo i ri-sultati nei prossimi
anni quando gli eventuali danni saranno in corso.
Per questo motivo e' completamente irresponsabile esporre 30 milioni di persone, in
Italia, ad un possibile inquinante senza avere la certezza che non provochi danni alla
salute.