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PENITENZIERIA APOSTOLICA

CO R S O S U L FO R O IN T E R N O

IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA:


IMPLICANZE A MOLTEPLICI LIVELLI DI COMPETENZA

S. E. MONS. KRZYSZTOF NYKIEL


REGGENTE DELLA PENITENZIERIA APOSTOLICA

PALAZZO DELLA CANCELLERIA


24-28 marzo 2014

IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA

Premessa
Lampia panoramica, cui il titolo della conferenza rimanda, difficile
da presentare nel poco tempo a disposizione e, pi ancora, da approfondire,
soprattutto se si prende in considerazione le grandi risorse pastorali del
nuovo Rito della Penitenza. Cercher di significare i passaggi qualificanti,
lasciando sullo sfondo la complessa problematica che il tema solleva,
rimanendo fiducioso nella vostra buona preparazione teologica sul
sacramento della Penitenza acquisita durante gli anni della vostra
formazione.
Come a tutti noto, Papa Francesco insiste molto nel trasmettere che
Dio misericordia infinita perch vuole suscitare nei cuori degli uomini di
buona volont la fiducia e la speranza che nella vita i cambiamenti sono
sempre possibili. Egli ha voluto incentrare la sua meditazione dellUdienza
generale del mercoled 19 febbraio 2014 sullimportanza e sulla bellezza del
Sacramento della Riconciliazione. Il Sacramento della Penitenza da lui
definito sacramento di guarigione perch ha proseguito Papa Francesco
quando io vado a confessarmi per guarirmi, guarirmi l'anima, guarirmi
il cuore e qualcosa che ho fatto che non va bene. Egli, infatti, ha ribadito al
riguardo che: celebrare il Sacramento della Riconciliazione significa essere
avvolti in un abbraccio caloroso: labbraccio dellinfinita misericordia del
Padre. Ricordiamo quella bella, bella parabola del figlio che se n' andato da
casa sua con i soldi dell'eredit; ha sprecato tutti i soldi, e poi, quando non
aveva pi niente, ha deciso di tornare a casa, non come figlio, ma come
servo. Tanta colpa aveva nel suo cuore e tanta vergogna. La sorpresa stata
che quando incominci a parlare, a chiedere perdono, il padre non lo lasci
parlare, lo abbracci, lo baci e fece festa. Ma io vi dico: ogni volta che noi ci
confessiamo, Dio ci abbraccia, Dio fa festa!.

Come non ricordare anche il Beato Giovanni Paolo II che, nellindicare


autorevolmente la priorit nel cammino della Chiesa verso il terzo millennio,
ci esort alla riscoperta e alla celebrazione del sacramento della Penitenza
nel suo significato pi autentico: Lannuncio della conversione come
imprescindibile esigenza dellamore cristiano particolarmente importante
nella societ attuale, in cui spesso sembrano smarriti gli stessi fondamenti di
una visione etica dellesistenza (Tertio millennio adveniente, n. 50).
Gli attuali e futuri Pastori danime non possono non condividere
questa preoccupazione: pensiamo a tanti nostri fedeli che incontrano tante
difficolt a comprendere e a vivere il sacramento della Conversione.
Ogni sacerdote, ogni Pastore di anime deve essere intimamente
convinto che la riscoperta e la valorizzazione piena del sacramento della
Penitenza dipende in grande misura anche dai presbiteri e dalla loro
consapevolezza di essere depositari di un ministero prezioso e insostituibile.
Noi sacerdoti ebbe ad affermare il Beato Giovanni Paolo II
nellimpartire ai fedeli la grazia e il perdono nel sacramento della Penitenza,
compiamo latto pi alto, dopo la celebrazione dellEucaristia, del nostro
sacerdozio (Allocuzione ai Padri Penitenzieri delle Basiliche patriarcali
dellUrbe, in LOsservatore Romano, 20 marzo 1989) e, continuando:
Voglio dunque affettuosamente esortare tutti i sacerdoti affinch
riservino nella gerarchia dei loro compiti un ruolo privilegiato al servizio
silenzioso, e umanamente non sempre gratificante, della confessione.
E assolutamente necessario che, per svolgere bene e fedelmente il suo
ministero, ogni confessore, con uno studio assiduo, sotto la guida del
magistero della Chiesa, e soprattutto con la preghiera, deve procurarsi la
scienza e la prudenza necessaria a questo scopo.
A tal riguardo, il Papa Benedetto XVI, nel Discorso ai partecipanti al
Corso sul Foro Interno dellanno 2010, esort i sacerdoti a dedicarsi
generosamente allascolto delle confessioni sacramentali, guidare con
coraggio il gregge, perch non si conformi alla mentalit di questo mondo
(cfr. Rm 12,2), ma sappia compiere scelte anche controcorrente, evitando

accomodamenti o compromessi. Per questo importante che il sacerdote


abbia una permanente tensione ascetica, nutrita dalla comunione con Dio, e
si dedichi ad un costante aggiornamento nello studio della teologia morale e
delle scienze umane (Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti al Corso sul
Foro Interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica, 9 marzo 2010).
La Penitenza il sacramento sul quale possibile rinvenire
unabbondante letteratura. Nessun sacramento ha avuto uno sviluppo tanto
lungo e complesso quanto il sacramento della Penitenza. La Chiesa, nella
sua storia plurisecolare, ha avuto sempre presente la consapevolezza che
solo Dio pu perdonare i peccati (Cfr. Mc 2,7). Tuttavia, occorre attendere il
Concilio di Trento per una formulazione chiara ed organica del Magistero
della Chiesa Cattolica circa il sacramento della Penitenza. Certo la
preoccupazione in quel momento fu quella di rispondere alla dottrina
protestante, ma sarebbe ingiusto leggere linsegnamento tridentino solo in
questa chiave. Linsegnamento che ci viene dal Concilio di Trento, al di l
della risposta ai protestanti, resta punto di riferimento per tutto il suo
autorevole peso dottrinale.
Sulla base del Concilio di Trento e dopo il Concilio Vaticano II,
lordinamento liturgico e disciplinare del sacramento della Penitenza stato
riformulato nell Ordo paenitentiae (1974), nel Codice di Diritto Canonico
(can. 959, per la questione dellassoluzione, can. 961-963), nel Codice delle
Chiese Orientali (can. 718-736, Assoluzione generale 720), cos come
nellEsortazione Apostolica post-sinodale Reconciliatio et Paenitentiae
(28-34). Tutti questi testi postconciliari sono applicazioni liturgiche,
disciplinari e pastorali. Per la dottrina della fede sul sacramento, la dottrina
e i canoni di Trento restano i fondamenti normativi.
Unattenzione particolare viene data al sacerdote, che il ministro
della Riconciliazione, colui cio che offre la possibilit della misericordia del
Signore, anche se non sempre egli pu compiere tale mandato. Il Vescovo
pu riservarsi dei casi per lassoluzione. A proposito delle censure, della
cosiddetta riserva, non sono pochi, anche tra i sacerdoti, coloro che

ritengono che la norma canonica che disciplina tale riserva sia troppo
restrittiva, abbia cio un carattere un po burocratico, mentre sappiamo bene
che la riserva ha soprattutto una funzione pedagogica: insegna al fedele la
gravit delle colpe anche attraverso lobbligo di rivolgersi, per lassoluzione
di certi peccati, che sono anche delitti, a chi nella Chiesa ha una pi alta
autorit.
Nel contesto delle sfide che il sacramento della Penitenza pone, il
ministero sacerdotale della Confessione si presenta come un servizio
impegnativo, difficile ma esaltante. Rendere visibile lamore misericordioso
di Dio Padre, nel confessionale, uno degli aspetti pi entusiasmanti del
ministero sacerdotale, ma anche una responsabilit che richiede, soprattutto
oggi, una profonda conoscenza di ci che la dottrina insegna. Infatti, in
confessionale si possono presentare casi particolari che richiedono, per
esempio, una adeguata conoscenza della bioetica e il sacerdote, quindi, si
pu trovare in difficolt. In tal caso, pu chiedere allora un po di tempo,
prima di esprimere un parere in merito, e consultare la Penitenzieria
Apostolica, che entra in causa nelle situazioni in cui il sacerdote non ha la
facolt di assolvere, e nei casi in cui si pu trovare impreparato o a disagio.
La preparazione dottrinale del confessore dovr essere tale da consentirgli
almeno di percepire la possibile esistenza di un problema. In tale caso la
prudenza pastorale, unita allumilt, tenendo conto dellurgenza o meno,
dellansia o meno del penitente, lo porter a scegliere se inviare il penitente
stesso ad un altro confessore o fissare un appuntamento per un nuovo
incontro e, nel frattempo, prepararsi. Salvo il rispetto assoluto del sigillo
sacramentale, si consiglia il ricorso, nel frattempo, a sacerdoti pi
sperimentati, e, in particolare, alla Penitenzieria Apostolica, sempre pronta
ad offrire, per casi concreti e quindi individuali, il suo servizio di consulenza,
munito di valore autoritativo.
Nellesercizio del ministero della Riconciliazione, i sacerdoti devono
cercare di svolgere la loro missione di padri, di consiglieri, giudici e
animatori, in sintonia con la dottrina del magistero ecclesiastico,

procurandosi la scienza necessaria a questo scopo e procedendo con


prudenza, discrezione, pazienza, discernimento e bont. Ci che occorre
evitare il pericolo di creare langoscia del peccato, o il complesso di
colpa nel penitente, il quale, invece, ha bisogno di essere incoraggiato a
riporre tutta la sua fiducia nellinfinita misericordia di Dio. Una confessione
dei peccati autenticamente cristiana, appunto perch ridona o intensifica la
partecipazione alla vita trinitaria, deve prorompere in un canto gioioso di
lode e di ringraziamento al Padre che per primo ci ha amati (1 Gv 4,19).
Nel sacerdote grandezza e povert convivono stabilmente; talvolta
convivono anche grandezza e miserie.
La grandezza per i poteri che Dio gli ha dato e la povert o alcune
gravi miserie, quando ci sono , per i suoi limiti di uomo o di essere fragile.
La dimensione umana del sacerdote, con i suoi pregi e i suoi
difetti, nella Confessione ha un peso notevole, pi che in
qualunque altro Sacramento.
Ogni sacerdote, che ne ha ricevuto facolt dalla Chiesa, pu assolvere
validamente un peccatore che, pentito, gli confessa le sue colpe, ma spesso
il penitente non ha bisogno solo del perdono.
Pu anche aver bisogno di luce per illuminare alcune zone oscure
della sua coscienza; pu aver bisogno di stimoli forti o di una vera e
propria sferzata per non continuare a rimanere radicato nel peccato; pu
aver bisogno di una parola di incoraggiamento che lo rassereni e lo aiuti
a credere che con laiuto di Dio pu farcela a cambiare vita; pu aver bisogno
di una parola di conforto in un momento di dolore o di una presenza
amica che gli dia sicurezza e consolazione in un momento di
disperazione E tutto ci un confessore pu trasmetterlo solo se ha
raggiunto una sua maturit umana, una buona formazione morale e
cristiana e se coltiva una sana vita spirituale e sacerdotale.

Il

carattere

che si formato come uomo non pu non entrare, nel bene e nel male, nel
suo rapporto col penitente.
Cos pure la sua sensibilit e spiritualit come cristiano. In quanto

peccatore, che ha bisogno come gli altri del perdono di Dio, come vede, come
sente, come vive la sua Confessione? Se la vive come rigenerazione e ristoro
della sua anima, allora in grado di capire quale tesoro il Signore gli ha
messo nelle mani a favore dei suoi fratelli.
E come sacerdote che formazione spirituale, culturale e pastorale si
fatto? Se Cristo e il bene dei suoi fratelli (soprattutto quello spirituale ed
eterno) sono la sua costante preoccupazione, allora ci sono i requisiti perch
quel sacerdote sia anche un buon confessore.
I ministri della riconciliazione - non un compito facile.
Esercitare il ministero delle Confessioni come gi sopra
accennato uno dei compiti pi difficili e logoranti per il
sacerdote, perch, pur con tutti i condizionamenti che gli vengono dalla
sua storia passata e dal suo presente, deve rapportarsi con persone il pi
delle volte sconosciute e diverse tra loro e spesso ha solo pochi minuti per
risolvere situazioni complesse, e gli stessi penitenti molte volte fanno ben
poco per aiutarlo a vederci chiaro.
Deve avere antenne sensibili per intuire situazioni di fragilit, di
ansia, di dolore, o situazioni di superficialit, di spavalderia, di superbia
che spesso il penitente non manifesta chiaramente.
Inoltre, con ogni persona che ascolta, il sacerdote deve sapersi
svestire del suo stato danimo personale, o di quello assorbito da
chi si confessato qualche attimo prima, per entrare il pi possibile in
empatia con chi gli sta davanti in quel momento.
Questo continuo svuotarsi e riempirsi, questo passare da uno stato
danimo allaltro, esige unelasticit umana e psicologica che nessuno
possiede come dote di natura e che porta facilmente a una spossatezza
interiore.
Pertanto, meritano grande stima e riconoscenza quei sacerdoti
che affrontano regolarmente e per ore la fatica del confessionale.

E va anche data comprensione a quei sacerdoti che talvolta, pur


senza volerlo, lasciano trapelare, da una parola o dal tono di voce, qualche
segno di stanchezza o di tensione. In questo caso non tanto la disponibilit
o la generosit che manca, forse si tratta solo di batterie scariche, cio di
stanchezza e nulla pi.
Ma in alcuni sacerdoti ci sono atteggiamenti che non vengono da uno
stato danimo particolare o da un momento di tensione e che sono quindi
molto pi preoccupanti.
Alcuni lati negativi o colpe di certi confessori
La fretta Per non perdere troppo tempo, qualche confessore
se la sbriga con i penitenti pi in fretta che pu, talvolta
impedendo loro perfino di concludere laccusa dei peccati, o
comunque senza dedicare ad essi lattenzione e la calma che
sarebbero necessarie.
Chi desidera confessarsi bene avverte la fretta del sacerdote con
sofferenza e ne resta deluso, tanto pi se, oltre a confessare i suoi peccati,
desiderava prospettare al sacerdote qualche problema.
Certi altri penitenti, invece, sono ben contenti di sbrigare le cose in
fretta, perch se la cavano senza tante rogne, senza essere invitati a
guardarsi dentro e, soprattutto, senza alcun impegno di conversione.
Sia i primi, i delusi, che i secondi, i contenti, restano comunque
gravemente danneggiati da questo comportamento del sacerdote: i
primi perch escono dal confessionale senza quella luce di verit o senza
quella parola di conforto che speravano di trovare; i secondi perch
possono continuar a vivere tranquillamente nelle loro colpe, non disturbati,
n tanto n poco, da quella stessa luce di verit che desideravano non
ricevere.
La noia - Qualche confessore pu dare ai penitenti limpressione di

essere altrove con la mente.


In questo caso chi si confessa avverte una sensazione di distacco,
quasi di indifferenza da parte del sacerdote, si sente trattato pi come
un numero che come una persona e questo certamente non facilita
lapertura.
La poca disponibilit - La comunit cristiana ha bisogno di sapere
quando, come e dove trovare il sacerdote per le Confessioni, ma sono
piuttosto poche le parrocchie che danno indicazioni precise di tempo e
di luogo perch i fedeli possano andare a colpo sicuro.
E cos, persone che hanno il bisogno e il desiderio di scaricare il loro
fardello, se ne restano con la loro zavorra e con la loro sofferenza interiore
per chiss quanto tempo.
Leccesiva durezza - Forse, credendo di servire la verit e di fare il
bene delle anime, qualche confessore usa un linguaggio duro anche senza
motivo, dimenticando che la Confessione essenzialmente il sacramento
della misericordia. Una certa durezza utile e necessaria con i falsi
pentiti,

con

coloro

che

pi

che

convertirsi

vorrebbero

convertire il sacerdote e convincerlo che i loro vizi non sono


vizi, ma virt. E una situazione, questa, che sempre pi spesso capita oggi
di vivere in confessionale.
Ma con chi pecca per debolezza e riconosce il proprio peccato e ha il
desiderio di liberarsene, occorre tutta la bont, tutta la comprensione, tutto
lincoraggiamento possibili.
Il buonismo - Spesso si pu trovare nel confessore una dolcezza
eccessiva, una specie di bont mielosa che non vera bont e che
non viene dallo zelo di amministrare la misericordia, ma dalla
paura di doversi scontrare col penitente.
E cos, si regalano tranquillanti anche a chi avrebbe bisogno di una
parola forte si evita di valutare in tutte le sue problematiche la situazione
di unanima, anche se sarebbe il caso di farlo si sottolinea a dismisura ed
erroneamente la bont del Signore Questo atteggiamento del confessore

non solo non porta ai penitenti alcun beneficio spirituale, ma, al contrario,
ne deforma la coscienza.
In confessionale vestiti in borghese? - Giustamente la Chiesa
vuole che il sacerdote sia sempre chiaramente riconoscibile anche
nel modo di vestire e, a questo riguardo, stabilisce norme precise.
Quando poi un sacerdote compie unazione liturgica, la
Chiesa gli fa obbligo, ancora pi fermamente, di indossare abiti
sacri e cio delle vesti che aiutino i fedeli a percepire pi
facilmente la sacralit dellazione che sta per compiersi.
Non solo: le vesti volute dalla Chiesa contribuiscono a ridimensionare
la personalit umana del sacerdote, quasi a farlo sparire come persona,
perch appaia con maggior risalto la maest di Colui che il
ministro rappresenta: Ges Cristo, nostro Signore e Salvatore.
Quando un sacerdote confessa, Ges che agisce in lui, Ges che
ascolta lumile manifestazione che il penitente fa delle sue colpe ed sempre
Ges che assolve.
Al sacerdote che confessa, la Chiesa impone di portare la
veste (non il clergyman, tanto meno un vestito qualsiasi) e, su questa, la
stola. Salvo casi urgenti che possono capitare in situazioni impreviste, ogni
variante rispetto a ci che vuole la Chiesa un arbitrio del tutto
ingiustificato, una scelta che non facilita, ma ostacola il ricorso dei
fedeli al sacramento della Confessione.
Come pu un sacerdote educare i penitenti allobbedienza a Dio
(perch non solo, ma anche a questo mira la Confessione), se semina il
cattivo esempio della disobbedienza alla norme e alle leggi della
Chiesa?
Colpe pi gravi
Inutilit della Confessione - Non raro sentirsi dire: Sono
andato a confessarmi e il sacerdote, vedendo che non avevo
commesso alcun peccato mortale, un po seccato mi ha detto: per

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queste sciocchezze faccia a meno di venire a confessarsi!


Non bastano dei piccoli peccati veniali per chiedere e ricevere il
perdono? Bisogna forse aver commesso peccati gravi e mortali per accostarsi
al sacramento della riconciliazione?
Secondo questi pastori poco prudenti la Confessione non avrebbe
alcun senso e alcuna utilit per chi non ha commesso delle colpe gravi.
Trattandosi di vecchiette e di bambini, per qualche prete la
Confessione sarebbe praticamente inutile: per i bambini perch, essendo
piccoli, non sono ancora in grado di far dei peccati mortali, dice
qualcuno e per le vecchiette. perch non sono pi in grado di
farli.
Che direbbero quei saggi pastori danime se in casa loro la donna di
servizio facesse solo le pulizie pi grosse e non spolverasse anche i mobili?
Sarebbero contenti? E sarebbero disposti a pagarla?
Si parla tanto di igiene del corpo, ma ligiene dellanima certi
pastori non sanno nemmeno cosa sia!
E non si rendono conto che con questi metodi fanno perdere ai
fedeli il senso del peccato e li allontanano sempre pi dal
sacramento del Perdono, cos che, pian piano, non andranno pi a
confessarsi, con la conseguenza che:
a) chi in peccato mortale ci resta, magari per anni e anni, o fino alla
fine della vita, con quello che pu seguirne per leternit;
b) a chi ha solo delle colpe veniali viene negato il pi valido aiuto per
correggere le sue inclinazioni meno buone e laumento di grazia che
potrebbe ottenere con la Confessione.
Niente penitenza pi di qualche persona talvolta chiede come
deve regolarsi se il sacerdote che ha ascoltato la sua Confessione
non gli ha assegnato una penitenza da fare. E bene ricordare che il
sacerdote non ha alcun diritto a tralasciare la penitenza che non un
optional, ma parte integrante del sacramento della Confessione.

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Nessuno lo autorizza a compiere questa grave omissione, questo


sconto fuori posto. Egli deve sempre ricordarsi che non pu
comportarsi da padrone, ma da servo nei confronti di un
sacramento.
Lassoluzione garantita comunque!
Talvolta qualche confessore chiede come comportarsi nei casi in cui il
penitente manifesti di non aver alcun proposito di cambiare condotta in cose
molte gravi. Vi qualche sacerdote che ritiene che Lassoluzione non si
nega a nessuno. Siamo ministri di misericordia, non di durezza.
Se uno viene a confessarsi vuol dire che in qualche modo
pentito!.
Pensando alle parole di Ges: A chi rimetterete i peccati saranno
rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi (Gv 20,23), i
conti non tornano. Ges, infatti, ha ipotizzato il rifiuto del perdono e non
certo pensando a un possibile capriccio del confessore, ma perch sapeva,
meglio di noi, che possono esserci ragioni gravi e obiettive per negare
lassoluzione.
Siamo ministri di misericordia! Certo. Ma misericordia
ingannare un peccatore e fargli credere che si messo a posto col Signore
anche se continua a voler peccare come prima? E non siamo anche e
prima di tutto ministri di verit e non ministri di menzogna?
Assoluzioni invalide Talvolta grazie a Dio non accade spesso
vi qualche confessore che per lassoluzione usa parole diverse da quelle
stabilite dalla Chiesa, per es. Nel suo grande amore Dio ti perdona i
tuoi peccati, v in pace, non facendo alcun riferimento alle tre Persone
della SS. Trinit, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
Come il Battesimo dato dai Protestanti valido, perch
amministrato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

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(secondo la formula fissata da Ges), mentre non valido il Battesimo dei


Testimoni di Geova, appunto perch impartito nel nome di Geova (Dio),
senza alcun riferimento alle tre Divine Persone, cos invalida
lassoluzione impartita nel nome di un Dio vago ed ecumenico
che non certo il Dio di Ges Cristo.
Il Vangelo stravolto e tradito - Il massimo dello stravolgimento e
del danno si ha quando qualche prete, qualche confessore rassicura in modo
ingannevole il penitente, parlandogli cio non della vera bont di Dio:
Coraggio, il Signore ti perdona. Di che ti preoccupi, quello che mi dici di
aver fatto non peccato. E cos, grazie a qualche sacerdote imprudente, che
da portatore di salvezza si trasforma in corruttore di coscienze, in
qualche confessionale vengono battezzati come leciti i rapporti
prematrimoniali, la contraccezione, ladulterio per il coniuge
tradito, una nuova convivenza dopo il divorzio, le relazioni
omosessuali e tante altre miserie del cuore umano.
Pi di qualche volta capita che delle persone siano andate a
riconfessare dei peccati mortali, deluse nel vedere che da un altro sacerdote
non erano considerati tali.
Se da una parte commuove la delicatezza di coscienza di quelle
persone (che, peraltro, non sarebbero state tenute a riconfessarsi), dallaltra
fa tremare il pensiero della responsabilit di quei sacerdoti non veritieri,
nemici di Dio e traditori del Vangelo.
Le caratteristiche principali del buon confessore
Quello che Ges stato per i peccatori che ha incontrato sul suo
cammino, deve cercare di esserlo anche il sacerdote. Il penitente ha
diritto di vedere in lui non solo i poteri, ma anche il Cuore di
Ges.

Riguardo alle caratteristiche di buon confessore, come non ricordare

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quel grande santo confessore Alfonso Maria de Liguori il quale nelle sue
Opere Morali descrive i compiti del confessore, il quale padre che
accoglie, medico che cura, maestro (o dottore) che educa, e giudice che usa
misericordia1.
PADRE Il confessore deve avere grande capacit di accoglienza e di
amore paterno verso ogni penitente e soprattutto verso i figli perduti che
tornano da molto lontano. Il padre del figlio prodigo insegna.
E vero padre perch rigenera e accresce nellanima del penitente la
vita della grazia e questa sua paternit, che come lombra della
paternit di Dio, deve trasparire chiaramente dai suoi modi di fare.
Il Confessore pienamente padre se rigenera i fedeli pentiti non
solo con la grazia che viene dallalto, ma anche col suo contributo di buon
esempio, di preghiera e di espiazione.
GIUDICE Deve essere non come i Giudici di questo mondo, che
si accertano se negli imputati ci sono delle colpe da punire con la
condanna; ma giudice che discerne se in unanima ci sono le condizioni
per ricevere il perdono del Signore; un giudice che opera secondo la
giustizia di Dio applicando la misericordia. Afferma Francesco: I ministri
della Chiesa devono essere misericordiosi, farsi carico delle persone,
accompagnandole come il buon samaritano che lava, pulisce, solleva il suo
prossimo. Questo Vangelo puro. Dio pi grande del peccato. Le
riforme organizzative e strutturali sono secondarie, cio vengono dopo. La
prima riforma deve essere quella dellatteggiamento. I ministri del
Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone,
di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere
nella loro notte, nel loro buio senza perdersi. Il popolo di Dio vuole
pastori e non funzionari o chierici di Stato2.
MEDICO - Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i
malati (Mt 9, 12). Luomo malato nel profondo del suo essere e gli effetti
1
2

ALFONSO MARIA DE LIGUORI , Pratica del confessore per ben esercitare il suo ministero (1755).
Intervista a Papa Francesco (a cura di A. Spadaro), La Civilt Cattolica 164 (2013) 3918, 462.

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si vedono spesso nel suo agire.


Il vero e unico medico Ges - Anche il sacerdote lo , ma solo
per sua delega, con i suoi poteri e con le sue terapie. O, se vogliamo, Ges
il Primario e il sacerdote il suo Assistente. Pertanto, solo cos, come
bravo medico, potr guarire i mali dellanima di quei penitenti che si
accostano al Sacramento della Riconciliazione con il desiderio di essere
liberati dal peccato che li angoscia e li affligge.
MAESTRO- ammaestrate tutte le nazioni insegnando loro ad
osservare tutto ci che vi ho comandato (Mt 28, 19-20). Dunque maestro
di verit e deve essere il sacerdote anche in confessionale, un maestro
che ripropone linsegnamento di Ges su ci che bene e su ci
che male, senza alcun potere di interpretare la verit evangelica secondo
il proprio modo di vedere.
Oltre a questi principali requisiti, desidero segnalare altri non meno
importanti come educatore della coscienza e fratello nel cammino della
conversione.
EDUCATORE

DELLA

COSCIENZA

Amministrando

il

Sacramento della Penitenza, il confessore svolge il delicato compito di


formare e illuminare la coscienza del penitente. Vengono in mente quelle
intense parole che il Beato Giovanni Paolo II ha utilizzato nellEsortazione
apostolica Reconciliatio et paenitentia per sottolineare le qualit umane e
spirituali del confessore che sempre anche educatore della coscienza: il
confessore deve avere necessariamente qualit umane di prudenza,
discrezione, discernimento, fermezza temperata da mansuetudine e bont.
Egli deve avere, altres, una seria e accurata preparazione, non
frammentaria ma integrale e armonica, nelle diverse branche della teologia,
nella pedagogia e nella psicologia, nella metodologia del dialogo e,
soprattutto, nella conoscenza viva e comunicativa della parola di Dio. Ma
ancora pi necessario che egli viva una vita spirituale intensa e genuina.
Per condurre altri sulla via della perfezione cristiana il ministro della
penitenza deve percorrere egli stesso, per primo, questa via e, pi con gli atti

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che con abbondanti discorsi, dar prova di reale esperienza dell'orazione


vissuta, di pratica delle virt evangeliche teologali e morali, di fedele
obbedienza alla volont di Dio, di amore alla Chiesa e di docilit al suo
magistero (cfr. GIOVANNI PAOLO II, Esortazione apostolica Reconciliatio et
paenitentia, 2 dicembre 1984, n. 29).
FRATELLO

- Se il tuo fratello commette una colpa

ammoniscilo (Mt 18,15). Dunque, nessuno ti pi fratello di chi ti


ammonisce, ti richiama e ti corregge per liberarti dal peccato che il
peggiore dei mali. In questa luce bisogna vedere il sacerdote, sempre, ma
soprattutto in confessionale.
La storia della Chiesa brilla della luce di tanti santi sacerdoti che
hanno consumato la vita in un confessionale. Penso al Santo Curato
dArs, a San Giuseppe Cafasso, a San Leopoldo Mandi, a San Pio
da Pietrelcina, e a tanti altri che solo il Signore ha conosciuto. Tempo
perso il loro? La risposta ci viene dal flusso di persone che hanno messo in
movimento e che hanno riportato tra le braccia del Padre.
E l, nella penombra di un confessionale, che hanno riacceso il
desiderio di Dio in tante anime e hanno risvegliato alla vita divina tanti
cristiani in letargo. E l che hanno ottenuto conversioni strepitose e
plasmato altri santi.
A tal riguardo, vorrei ricordare che durante lultimo Sinodo dei Vescovi
stato sottolineato come il confessionale sia un luogo privilegiato di
evangelizzazione, trasmissione della fede e della sana dottrina. A tal
proposito vi ricordo la proposizione n 33 dellElenco delle Proposizioni
Finali dellAssemblea Generale del Sinodo dei Vescovi: Il sacramento della
Penitenza e della Riconciliazione il luogo privilegiato per ricevere la
misericordia di Dio e il perdono. E un luogo per la guarigione personale e
comunitaria. In questo sacramento, tutti i battezzati hanno un nuovo e
personale incontro con Ges Cristo. Qui il penitente incontra Ges. I Padri
sinodali chiedono che questo sacramento possa essere messo nuovamente
al centro dell'attivit pastorale della Chiesa.

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Parlando delle caratteristiche principali del buon confessore, come


non ricordare le significative parole di papa Francesco che ha pronunciato
durante lincontro con i parroci e i sacerdoti del clero di Roma, avvenuto lo
scorso 6 marzo. Il Santo Padre - oltre a ricordare lintuizione che fu propria
del Beato Giovanni Paolo II e cio che per la Chiesa tutta questo il tempo
della misericordia ha ribadito che: il prete dimostra viscere di
misericordia nellamministrare il sacramento della Riconciliazione; lo
dimostra in tutto il suo atteggiamento, nel modo di accogliere, di ascoltare,
di consigliare, di assolvere Ma questo deriva da come lui stesso vive il
sacramento in prima persona, da come si lascia abbracciare da Dio Padre
nella Confessione, e rimane dentro questo abbraccio Se uno vive questo su
di s, nel proprio cuore, pu anche donarlo agli altri nel ministero Il prete
chiamato ad imparare questo, ad avere un cuore che si commuove ad
essere n rigorista n lassista. N il lassista n il rigorista rende
testimonianza a Ges Cristo, perch n luno n laltro si fa carico della
persona che incontra. Il rigorista si lava le mani: infatti la inchioda alla legge
intesa in modo freddo e rigido; il lassista invece si lava le mani: solo
apparentemente misericordioso, ma in realt non prende sul serio il
problema di quella coscienza, minimizzando il peccato. La vera misericordia
si fa carico della persona, la ascolta attentamente, si accosta con rispetto e
con verit alla sua situazione, e la accompagna nel cammino della
riconciliazione.

Vorrei ora, molto rapidamente, soffermarmi su alcuni punti che


riguardano pi concretamente lesercizio del sacramento della Penitenza.

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1. I Ministri del Sacramento


Il Corso sul Foro interno che questa Penitenzieria ormai da 25 anni
promuove, intende soprattutto aiutare i sacerdoti ad essere buoni e saggi
confessori, ai quali incombe il dovere grave di possedere una solida dottrina
teologica, morale e canonica nella consapevolezza di esercitare un compito
di magistero ecclesiale, con la convinzione di realizzare la missione divina
della Chiesa, nella fedelt alla dottrina del Magistero e alle norme
disciplinari di questo Sacramento (can. 978,1) e con la coscienza,
soprattutto, di dover agire non in nome proprio, ma a nome e nella persona
di Cristo stesso (Presbyterorum Ordinis, n. 12).
Pertanto, vorrei rilevare e sottolineare il principio secondo il quale
tutti i sacerdoti, e non solo i futuri ministri del sacramento della Penitenza,
debbono sentire il bisogno di prepararsi sotto il profilo culturale, psicologico
e soprattutto ascetico, pensando che sono chiamati ad interessarsi di cose
che non esaltano ma rivelano tutta la debolezza e talvolta la bassezza della
condizione umana. I capitoli della dogmatica, della teologia morale e del
diritto canonico sono tratti essenziali della preparazione allesercizio del
sacramento della riconciliazione.
Per quanto concerne lesercizio del sacramento della Penitenza,
sufficiente rilevare che hanno facolt di ascoltare le confessioni in tutto il
mondo dal diritto stesso il Pontefice, i Cardinali, i Vescovi, anche titolari.
Tra i Cardinali e i Vescovi vi una leggera differenza: i Cardinali
confesserebbero validamente e lecitamente ubique terrarum, nonostante
una (ipotetica) opposizione da parte dellOrdinario del luogo, i Vescovi
invece nel caso di tale opposizione, confesserebbero validamente ma
illecitamente.
In forza del loro ufficio conferita la facolt agli Ordinari diocesani, al
Canonico Penitenziere, al Parroco (sia territoriale che personale) e a chi ne

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fa le veci, cio lAmministratore parrocchiale (can. 539), il vicario


parrocchiale che sostituisce il Parroco assente o impedito (can. 541), ma
anche il Cappellano militare, ospedaliero, delle Carceri, marittimo, ecc. (can.
566 1) e il Rettore del Seminario (cann. 262 e 985).
Chi ha la facolt di ascoltare le confessioni in forza di un determinato
compito pastorale (Parroco, Cappellano militare e simili, ecc.) pu ascoltare
le confessioni dei suoi fedeli senza limiti territoriali; pu inoltre esercitarla
anche a favore dei fedeli non suoi purch non vi sia opposizione da parte
dellOrdinario locale: tale opposizione renderebbe invalide le confessioni,
salve le ipotesi di dubbio positivo e probabile e di errore comune (Cfr. can.
967 2). Analogamente, chi gode della facolt in virt della delega, ma in
forma stabile e senza limitazioni qualitative o nella propria diocesi o in
unaltra diocesi nella quale abbia il domicilio, purch non vi sia opposizione
da parte dellOrdinario del luogo (Cfr. Can. 967 2; Can. 144 1 e 2), pu
ascoltare le confessioni ovunque.
Per quanto si riferisce a sacerdoti membri di Istituti Religiosi e di
Societ di Vita Apostolica (n.b. i membri degli Istituti Secolari non rientrano
in questa fattispecie) occorre tener presente che i Superiori di Istituti
religiosi o Societ di Vita Apostolica, clericali di diritto pontificio, che
godono, a norma delle Costituzioni, della potest esecutiva in forza del loro
ufficio, hanno la facolt di ascoltare le confessioni (Cfr. can. 968 2). Tale
facolt per non si estende a tutti i fedeli, ma vale solo per i membri
dellIstituto o Societ e per coloro che abitano notte e giorno in una delle sue
case (Cfr. can. 968 2 e anche il can. 967 3, che riguarda lampiezza della
facolt di confessione che un Superiore pu conferire a un sacerdote). In
concreto per la facolt data dallOrdinario diocesano vale sia per le
confessioni delle persone extra, sia per quelle dei confratelli, mentre di per
s la facolt data dal Superiore Religioso vale solo nei confronti dei
confratelli e delle altre persone che vivono in comunit.
a) La facolt concessa dallOrdinario

19

Tutti i sacerdoti, sia diocesani che appartenenti ad Istituti di Vita


Consacrata, possono ottenere la facolt di confessare dallOrdinario del
luogo: se lOrdinario del luogo dove sono incardinati o dove hanno il
domicilio, tale facolt, in forza del can. 967 2, si estende non solo ai fedeli
soggetti allautorit concedente, ma a tutti i fedeli. Pertanto il sacerdote
diocesano, ottenuta la facolt dal suo Ordinario del luogo, la esercita
ovunque e per tutti i fedeli. Altrimenti la facolt vale solo per lambito di
giurisdizione del concedente. LOrdinario del luogo, prima di concedere la
facolt abituale di confessare, deve sentire lOrdinario diocesano ove il
sacerdote diocesano incardinato o il Superiore dellIstituto religioso e della
Societ di Vita Apostolica. Tale consultazione per solo per la liceit della
concessione.
I Superiori di un Istituto religioso o di una Societ di Vita Apostolica,
che a norma del can. 134 1 e 2 sono qualificati come Ordinari, possono
conferire ad altri sacerdoti anche diocesani la facolt di ascoltare le
confessioni, ma limitatamente ai membri soggetti alla loro potest esecutiva
e per coloro che abitano nella casa religiosa: il Superiore Generale per tutte
le case dellIstituto, il Superiore locale solo per le case soggette alla sua
giurisdizione (Can. 969 2).
La facolt di confessare tutti i fedeli e ovunque, secondo il Can. 134
2, la pu concedere solo lOrdinario del luogo, nella persona del Vescovo
diocesano ed equiparati nonch del Vicario generale o episcopale
competente.
Da tener ben presente che colui che concede la facolt di confessare
deve accertarsi sempre che il sacerdote sia idoneo. Come strumento adatto
viene indicato un apposito esame, oppure una verifica da altra fonte circa la
preparazione a questo compito tanto delicato (Can. 970). La concessione
deve risultare da un documento scritto (Can. 973), non tanto per la validit
della concessione stessa, ma per poter dimostrare lavvenuto conferimento.
Pu essere data per determinato tempo, oppure a tempo indeterminato (can.
972); potrebbe essere data per una particolare circostanza ed in tal caso non

20

si tratterebbe di facolt abituale.


Da non dimenticare mai che la facolt di ascoltare le confessioni non
richiesta soltanto per la liceit, ma per la validit del sacramento stesso. Lo
stesso avviene per la facolt di assistere ai matrimoni (Cann. 1108 e 1111 1).
b) La limitazione e la perdita della facolt
Sono previste dalla legislazione canonica alcune possibili limitazioni
allesercizio della facolt di ascoltare le confessioni. Per la revoca della
facolt si richiede una grave causa (Cfr. can. 974 1) . Il Vescovo diocesano,
limitatamente al territorio della sua diocesi, di per se, pu proibire ad un
altro Vescovo di amministrare il sacramento della Confessione: tale
proibizione, come gi rilevato, riguarderebbe, per, soltanto la liceit della
celebrazione. LOrdinario del luogo invece pu revocare la facolt ad un
sacerdote, sia diocesano che religioso; se il provvedimento preso
dallOrdinario del luogo che diede la facolt, il sacerdote la perde per tutti i
fedeli; se invece un altro Ordinario del luogo, il sacerdote perde la facolt
solamente nel territorio del revocante (Can. 974 2). Parimenti avviene per
gli Istituti religiosi e le Societ di Vita Apostolica: i membri che hanno
revocata la facolt da parte del Superiore Maggiore la perdono per tutto
lIstituto o Societ; mentre se a revocarla un altro Superiore competente, il
sacerdote la perde solo nei confronti dei sudditi di questa circoscrizione
(Can. 974 4).
Oltre

al

caso

di

revoca,

la

facolt

di

confessare

cessa

automaticamente:
--con la perdita dellufficio,
--con lescardinazione (dovr ottenerla di nuovo dallOrdinario),
--con la perdita del domicilio (Can. 975).
In tali casi la revoca della facolt fa s che il sacerdote non possa
assolvere validamente il penitente.

21

I sacerdoti, sia membri di Istituti Religiosi che di Societ di Vita


Apostolica, come pure i sacerdoti diocesani che non hanno ottenuto dal loro
Ordinario del luogo la facolt, possono richiederla allOrdinario dove hanno
il domicilio e possono quindi confessare tutti i fedeli e ovunque; perdendo
per il domicilio allinterno della diocesi dellOrdinario concedente, perdono
la facolt, anche se essa fu concessa a tempo indeterminato. Il domicilio dei
membri di un Istituto religioso e di una Societ di Vita Apostolica si
acquisisce con liscrizione ad una casa dellIstituto.
Da tener presente per che, nonostante qualunque revoca, ogni
sacerdote assolve validamente e lecitamente da qualsiasi censura e peccato
tutti i penitenti che si trovano in pericolo di morte, anche se privo della
facolt o dimesso dallo stato clericale, e anche se presente un altro
sacerdote che ha la facolt. La Chiesa in tale situazione, nel momento
estremo della morte del penitente non vuole porre alcun impedimento alla
riconciliazione con Dio. Il grave pericolo di morte fa venire meno tutti i
divieti, anche quello riguardante lassoluzione del complice nel peccato
contro il sesto Comandamento.
Casi particolari
La normativa canonica prevede altri due casi (oltre al pericolo di
morte), in cui la facolt di assolvere viene data dal diritto stesso:
Errore comune
Il caso classico dato quando il sacerdote, privo di facolt, circostanza
non conosciuta dalla comunit dei fedeli, con abiti ecclesiastici (forse anche
con cotta e stola) siede in confessionale e tutti ritengono che possa
confessare, che abbia le facolt e perci si accostano per il sacramento. In
tale caso la Chiesa supplisce la facolt e il sacerdote assolve validamente.
Lerrore comune si verifica anche quando ad errare non la comunit
dei fedeli nel suo insieme, ma solo un singolo penitente, che viene a trovarsi

22

in una situazione nella quale i fedeli sarebbero indotti in errore se fossero


presenti.
Se esiste un giusto motivo (per es. mancano i confessori) il sacerdote
che provoca lerrore comune non moralmente colpevole, perch prevale
il bene comune di permettere al penitente di riconciliarsi. In caso di errore
comune il sacerdote ha la facolt e pertanto assolve validamente.
Dubbio
Si d nel caso in cui il confessore ha delle ragioni, anche non decisive,
per affermare e al contempo negare di avere la facolt. E necessario che ci
sia almeno qualche grado di reale possibilit, non sufficiente una mera
possibilit (forse il Vicario generale potrebbe avermi dato la facolt, ma non
me lha comunicato).
E bene ribadire che il Confessore non deve assolvere il falso
denunciante del delitto di sollecitazione, se questi non avr prima ritrattato
formalmente la falsa denuncia e non sia disposto a riparare i danni (can.
982.).
Per quanto concerne la penitenza che il confessore deve imporre al
penitente, si ricordi che per i peccati che ledono la giustizia (contro il V, il
VII e lVIII comandamento) si deve imporre una penitenza proporzionata e
occorre sempre sottolineare al penitente il dovere della riparazione, da
misurare con criteri obiettivi, addirittura quantitativi quando si tratti di
giustizia commutativa. Per il resto, non si dimentichi che nellimporre la
penitenza bisogna badare alla sua concreta fattibilit da parte del penitente,
privilegiando quelle forme che aiutano a crescere spiritualmente, come
lassistere a una S. Messa, il fare la comunione, o anche aiutare il prossimo
in difficolt o contribuire a sostenere le opere parrocchiali, coniugando vita
interiore ed impegno sociale, come via maestra del cristiano impegnato. Ad
un penitente che torni a confessarsi dopo lunghi anni che stato lontano
dalla Chiesa, imprudente dare penitenze complesse e defaticanti; mentre
ad una buona monaca di clausura ordinariamente si pu assegnare una

23

diuturna preghiera.
2. Obblighi del penitente
Anzitutto, occorre curare la consapevolezza del peccato e delle sue
conseguenze e far nascere la ferma decisione di aprire un nuovo capitolo nei
rapporti con Dio e con il prossimo nel cuore della Chiesa. Su tale sfondo si
inscrive lobbligo di accusare tutti i peccati mortali commessi dopo il
Battesimo e non ancora assolti. A tale scopo bene che il penitente sia
educato a una sorta di cernita coscienziale, volta a cogliere lacune e fratture
su cui soffermarsi per individuarne le cause e tentare di porre rimedio, in
modo che lassoluzione lo trovi ben disposto e sulla strada della
riconciliazione interiore.
E evidente che se un fedele si confessa sacramentalmente e non ha
peccati gravi da confessare n peccati veniali, il sacramento radicalmente
nullo per difetto di materia. Dovrebbe accusare almeno qualche peccato
veniale (o peccato mortale gi rimesso). Il che accade di rado, soprattutto se
il confessore riesce a indurre il penitente a un riesame della vita sotto il
profilo degli obblighi e delle omissioni, che non sono meno gravi dei peccati
commessi. E bene poi ricordare che il fedele che ha raggiunto let della
discrezione tenuto a confessare i peccati gravi almeno una volta lanno. Il
che va rilevato, perch a differenza del Codice del 1917, lobbligo della
confessione annuale c solo a condizione che si siano commessi peccati
gravi. E bene anche aggiungere che il penitente ha la possibilit di
confessare i peccati al confessore che preferisce, legittimamente approvato,
anche di altro rito. Inoltre ha la possibilit di servirsi di un interprete.
Mentre nel precedente Codice tale possibilit vigeva solo se non poteva
confessarsi in altro modo, ora tale condizione scomparsa e la possibilit di
servirsi di un interprete consentita a tutti, evitati ovviamente gli abusi e gli
scandali e fermo restando lobbligo del segreto.
Chi in stato di scomunica o di interdetto, non pu accostarsi al

24

sacramento della Penitenza se non dopo lassoluzione dalla censura. E bene


sapere che anche un confessore privo di specifiche facolt circa le censure,
pu assolvere sacramentalmente i fedeli dalla scomunica e dallinterdetto,
purch questi non siano stati inflitti giudiziariamente n dichiarati, e dai
peccati, quando per essi sia penoso restare in peccato mortale (ci non vale
per la censura della sospensione, perch questa non impedisce di ricevere i
sacramenti, ma solo di amministrarli). Il fedele, assolto in forza di questo
canone (1357), ha lobbligo di ricorrere entro un mese allautorit
competente circa quella censura, sotto pena di reincidenza. Il ricorso pu
essere inoltrato dallo stesso penitente o dal confessore, autorizzato dal
penitente.
3. Sigillo sacramentale
Il sigillo confessionale un capitolo qualificante del sacramento della
Penitenza, perch d conto del carattere divino del sacramento e del perch
sia auricolare e non pubblico. La Chiesa talmente gelosa della santit del
sigillo sacramentale e talmente rispettosa del segreto dei penitenti che nel
Can. 1550, 2, 2, esclude come incapaci dal rendere testimonianza in
giudizio i sacerdoti relativamente a tutto ci che hanno appreso nella
confessione sacramentale, anche nel caso in cui sia stato il penitente a
chiedere la deposizione. Lobbligo del sigillo sacramentale stato sempre
gravissimo e molto vivo nella Chiesa. Fu il Concilio Lateranense IV (a. 1125)
a promulgare la prima legge universale in materia, stabilendo pene
severissime per la sua violazione: Si guardi inoltre (il confessore)
assolutamente dal tradire sotto alcun aspetto il peccatore, con parole, segni
o qualunque altro modo chi osasse svelare un peccato dichiaratogli nel
giudizio penitenziale, si stabilisce che deve essere non soltanto sospeso dal
ministero sacerdotale, ma anche costretto a perpetua penitenza in un
angusto monastero3.
Il Confessore che venisse meno a tale dovere peccherebbe
dingiustizia verso il penitente e di sacrilegio nei confronti del sacramento
3

Cfr. CONCILIO LATERANENSE IV, Cap. 21 (DS 814).

25

stesso. Ci che il Confessore viene a conoscere nellatto sacramentale


dipende unicamente dalla fiducia che il fedele ripone in lui, in quanto
ministro di Dio. Il rivelarlo ad altri costituirebbe tradimento del penitente
e lesione legittima della sua buona fama. Nei confronti del sacramento, la
violazione del segreto (o anche la sola possibilit che ci possa essere
ammesso) renderebbe, poi, odioso il sacramento della Penitenza agli occhi
dei fedeli ed inoltre il confessore stesso, che agisce in persona Christi
verrebbe meno ad un impegno di fedelt con Dio e con Cristo.
La stessa legislazione civile riconosce il sigillo sacramentale come
parte del segreto professionale, accordandovi una particolare tutela. Riporto
i due testi fondamentali attinenti allordinamento italiano. Nuovo Codice di
Procedura Penale (entrato in vigore il 24 ottobre 1989), art. 200, comma
primo: Non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto
per ragione del proprio ministero, ufficio o professione [] a) i ministri di
confessioni religiose, i cui statuti non contrastino con lordinamento
giuridico italiano . Nuovo Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica
Italiana, 18 febbraio 1984, art. 4, n. 4: Gli ecclesiastici non sono tenuti a
dare ai magistrati o ad altra autorit informazioni su persone o materie di
cui siano venuti a conoscenza per ragioni del loro ministero.
Nel nuovo Codice soggetto al sigillo sacramentale unicamente il
Confessore. Tutte le altre persone che per qualsiasi ragione venissero a
conoscenza del contenuto di una confessione, come per es. linterprete o altri
che eventualmente ascoltassero, sono vincolati invece dal segreto. Tale
distinzione di responsabilit determina, infatti, in caso di violazione, una
diversit di pena. Delle sanzioni rispettive per il confessore che violasse il
sigillo e per gli altri che, conoscendo per qualunque motivo il contenuto
della confessione, violassero il segreto, vi parler subito dopo il Prelato
Canonista. Di conseguenza il sacerdote tenuto al sigillo sacramentale verso
chiunque, compreso il penitente. Se, infatti, il confessore desidera parlare
con il penitente dei peccati confessati occorrer il suo permesso, a meno che
ci non avvenga immediatamente dopo la Confessione - in tale ipotesi

26

questo sarebbe da considerarsi come la continuazione morale della


Confessione - o il penitente stesso, in successivi incontri, non ritorni su
qualche considerazione4 relativa alla precedente Confessione. Neppure la
morte del penitente potr sciogliere il confessore da questo vincolo. La legge
del sigillo sacramentale non ammette eccezioni. Nessun confessore pu
esserne dispensato, anche se nel voler rivelare il contenuto di una
Confessione intendesse evitare un grave e imminente male.
Voglio solo brevemente ricordare la particolare severit che la Chiesa
adotta nei confronti di chi viola il segreto relativo alla Confessione,
registrando per mezzo di strumenti tecnici oppure divulgando per mezzo di
strumenti di comunicazione sociale ci che viene detto dal confessore e dal
penitente. In questo caso, linteressato incorre nella pena specifica della
scomunica latae sententiae. E questa una recente normativa. Il primo
intervento della Chiesa in merito avvenne il 23 marzo 1973, quando venne
diffusa la notizia che sarebbe stato pubblicato un libro scandalistico che
riferiva le trascrizioni di alcune confessioni sacramentali vere o simulate
registrate subdolamente. Con una Dichiarazione della Congregazione per la
Dottrina della Fede, veniva inflitta la pena della scomunica latae sententiae
agli autori ed editori del testo e a chiunque avesse formalmente cooperato
alliniziativa. Si trattava, per, di un singolo intervento relativo ad una
situazione specifica5. La medesima Congregazione, nel settembre 1988, ha
emanato un Decreto che estende, per il futuro, tale sanzione a tutti gli
eventuali casi analoghi. Lo scopo del Decreto stato quello di tutelare la
santit del sacramento della Penitenza e difendere i diritti dei ministri e
dei fedeli cristiani6.
Il testo tradotto recita cos: Decreto con il quale si commina la
scomunica latae sententiae, allo scopo di tutelare il segreto della
Cfr. in Il Sacramento della Penitenza nei Messaggi del Sommo Pontefice Giovanni Paolo
II alla Penitenzieria Apostolica, Libreria Editrice Vaticana, 2000, p. 51.
4

Cfr. SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Dichiarazione Sacra


Congregatio de tuendi sacramenti paenitentiae dignitate, 23 marzo 1973, in AAS 65
(1973) 678.
5

(Cfr. AAS 80 (1988) 1367)

27

Penitenza, a chiunque registri per mezzo di strumenti tecnici,


oppure divulghi per mezzo di strumenti di comunicazione sociale
ci che viene detto dal confessore e dal penitente. La Congregazione
per la Dottrina della Fede, allo scopo di tutelare la santit del sacramento
della penitenza e per difendere i diritti dei ministri di esso e dei fedeli
cristiani, per quanto concerne il sigillo sacramentale e gli altri segreti
connessi con le confessioni, in virt della speciale facolt conferitale dalla
suprema autorit della Chiesa (can. 30), ha stabilito che: ferma restando la
prescrizione del can. 1388, chiunque registri con qualsiasi strumento tecnico
ci che nella confessione sacramentale, vera o finta, fatta da s o da un altro,
viene detto dal confessore o dal penitente, oppure lo divulghi con strumenti
della comunicazione sociale, incorre nella scomunica latae sententiae.
Questo decreto entra in vigore dal giorno della promulgazione.
Conclusione
Mi accingo a concludere questo mio intervento sullimportanza e la
bellezza del Sacramento della Penitenza, sul cuore del buon confessore,
nonch sulle implicanze a molteplici livelli della competenza, interverr
ancora domani sulle tipologie e condizioni partico0lari di penitenti, ma gi
sin da ora, ringrazio ciascuno di Voi per la benevola attenzione. Spero di
essere riuscito, in qualche misura, a far conoscere pi da vicino quanto
importante nella vita della Chiesa e di ciascun fedele il Sacramento della
Riconciliazione e

della Penitenza. Mi permetto di incoraggiarVi a non

trascurare mai nella vostra vita il Sacramento della Penitenza, strumento


della Divina Misericordia e linfa di Evangelizzazione tra la gente, nonch a
ricordarVi che la Penitenzieria Apostolica, denominata il Tribunale della
Misericordia era, e sar sempre, il Dicastero al servizio dei Confessori e dei
penitenti. Concludo con queste parole pronunciate da nostro Signore Ges:
C pi gioia in cielo per un peccatore convertito che per novantanove giusti
che non hanno bisogno di conversione (Lc 15, 7).

28

Questa esposizione, certamente non basta a chiarire tutti i punti. Ma


spero che sia stata almeno un buon orientamento per svolgere egregiamente
lapostolato della misericordia che in particolare si sperimenta nel
Sacramento della Penitenza. Comunque, nei limiti del possibile, sar lieto
poi di rispondere ad eventuali domande, se mi verranno poste nel corso
della discussione.
Ancora una volta grazie per la cortese e paziente attenzione!

29