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Ass. PICENO TECNOLOGIE Largo delle Querce, 1 63100 Ascoli Piceno, tel.

3295625447
pomozzi@googlemail.com - www.picenotecnologie.com

Splende il sole sulla speculazione

Egregio direttore,
nellItalia investita da una crisi senza precedenti ancora una volta il nostro territorio al
centro dinteressi economici di alcuni privati, in palese conflitto con il bene della collettivit
intera. Mi riferisco alla triste e anche un po paradossale vicenda del ricorso al TAR che
alcuni ambienti di Confindustria Ascoli avrebbero fatto nei confronti della Regione Marche e
della Provincia di Ascoli Piceno. Aldil di una certa miopia nella visione strategica di
sviluppo per il territorio, la corsa alle installazioni di campi fotovoltaici nasconde
comportamenti predatori, che comportano enormi danni allintera societ civile in ambito
economico, ambientale e sociale.
Da un punto di vista economico il fotovoltaico, lungi dallessere una risposta concreta ed
efficace ai problemi energetici, rappresenta una vera fonte di speculazione a favore di alcuni
ricchi investitori e a danno dei cittadini. Non occorre fare lunghi e approfonditi studi per
accorgersi del bluff attorno a quelle che vengono chiamate fonti rinnovabili, tra cui il
fotovoltaico. sufficiente leggere qualche articolo intellettualmente onesto a riguardo oppure
andare a controllare i dati direttamente riportati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per
rendersi immediatamente conto che il fotovoltaico, come le altre rinnovabili, una perdita
secca per la collettivit: senza incentivi statali non riesce ad ammortizzarsi neppure in parte. Il
sussidio pubblico erogato dal GSE di circa 440 euro per MWh e per un impianto di terra ad
esempio da 1 MW, in un ventennio il GSE trasferir agli investitori circa tre volte il costo
dellinvestimento (qualcosa come 6 milioni di euro per un guadagno netto del 300%!)
La domanda a questo punto nasce spontanea: se un impianto cos svantaggioso
economicamente parlando, perch c un interesse cos alto nella realizzazione di campi
fotovoltaici? Perch c lo Stato che li finanzia, prelevando i soldi necessari sulla bolletta a
carico dei consumatori. Si capisce bene che le energie alternative sono quindi un modo per
mungere lo Stato non apportando tra laltro nessun beneficio al territorio (altro che Cassa
del Mezzogiorno). Si capisce bene allora la corsa agli incentivi, il ricorso al TAR, le varie
bandiere sventolate in nome dellambientalismo da parte di certe organizzazioni.
In un illuminante articolo
1
recentemente apparso sul sito la VOCE.INFO, Giorgio Ragazzi
2
,
professore associato di Scienza delle Finanze allUniversit di Bergamo, fa luce su tutto
quello che di solito non viene detto riguardo alle energie rinnovabili, scrivendo tra laltro:
<<Appare invero sviante definire questa una energia rinnovabile: finito il sussidio non

1
http:www.lavoce.infoaiticolipagina1uu1868.html
2
Piofessoie associato ui Scienza uelle Finanze all'0niveisit ui Beigamo. In passato, ha lavoiato
come Economista al Fonuo Nonetaiio Inteinazionale (1967-72) eu e stato Biiettoie Esecutivo
uella Banca Nonuiale (198u-84). Ba lavoiato come uiiigente (settoie finanza) uella Nonteuison
(197S-78) e, ual 198S svolge anche attivit ui consulenza pei opeiazioni ui N&A e finanza
stiaoiuinaiia.

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rester nulla, mentre si dovranno smaltire milioni di pannelli obsoleti>>. E ancora: <<Grazie
anche alla riduzione nel costo dei pannelli, dunque in atto una corsa a investire, da parte di
numerosissimi soggetti, inclusi fondi esteri, attratti da rendimenti molto elevati e
praticamente senza rischio. [] Oggi tutti festeggiano, imprese, investitori, ministri ed
ecologisti, mentre i consumatori sono ignari dellonere che graver su di loro in futuro. Ai
francesi lenergia nucleare costa circa 35 euro per MWh, una buona centrale termica
produce a 60 euro, il fotovoltaico ne costa almeno 450: leffetto sulla competitivit del paese
dunque molto pesante, come pure lonere sui consumatori che gi oggi pagano tariffe assai
pi elevate della media europea>>.
Aldil dellinstallazione dei pannelli, operazione molto limitata nel tempo e a basso valore
aggiunto, lindustria del fotovoltaico non crea affatto nuovi posti di lavoro (lItalia
praticamente non produce pannelli al silicio) mentre favorisce limportazione di celle di
silicio a tutto svantaggio della bilancia commerciale italiana. Credo che da un punto di vista
economico ci sia poco pi da aggiungere. in atto una corsa alloro per pochi, a spese
delleconomia del Paese e del futuro delle prossime generazioni.
Per quanto riguarda gli aspetti ambientali e sociali il discorso si muove su un piano pi
complesso, fornendo cos spesso vie di fuga ai sostenitori delle rinnovabili, di fronte alle cifre
che attestano un impietoso fallimento dal punto di vista economico delle energie verdi. Il
terreno coperto dagli impianti e sottratto per decenni alle coltivazioni o alle normali
condizioni atmosferiche simpoverisce irrimediabilmente, mentre le distese di pannelli
fotovoltaici forniscono uno spettacolo poco edificante allinterno del paesaggio. Da
considerare poi che lo smaltimento dei pannelli costituisce una ulteriore minaccia per
lambiente
3
e un problema economico che oggi purtroppo viene sottovalutato, lasciando cos
altre pesanti eredit alle generazioni future.
Il solare fotovoltaico si basa su una tecnologia obsoleta
4
, con minimi margini di
miglioramento a causa dei limiti intrinseci del materiale. Attualmente lefficienza di
conversione varia tra l8 e il 20% secondo il tipo di cella utilizzato e per produrre 1 kWp (in
condizioni ottimali di irraggiamento) sono necessari mediamente 10 metri quadrati di pannelli
di silicio
5
. Studi recenti hanno individuato un limite fisico ultimo del 29% per lefficienza di
conversione
6
, come dire che si potr al massimo ridurre della met la superficie di un pannello
per ottenere la stessa energia. Inutile ricordare poi che la produzione di energia dal
fotovoltaico altamente discontinua e tende a diminuire con il tempo (si stima una perdita di
circa il 1-2% annuo nellefficienza delle celle di silicio).

S
Ricoiuiamo solo che l'ossiuo ui silicio (il silicio puio esposto all'aiia si ossiua immeuiatamente)
e classificato come sostanza nociva (Xn) pei inalazione (R2u) e le polveii possono aveie effetti
canceiogeni anche se au oggi con piove insufficienti (R4u).
4
Il piimo lavoio scientifico a iiguaiuo iisale al 19S4: N.B. Piince, }. App. Phys., vol. 26 No. S
S
Pei maggioii infoimazioni si puo consultaie il sito uel uSE:
http:www.gse.itattivitaContoEneigiaFPubblInfPagineInfoimazionisugliimpiantifotovoltai
ci.aspx
6
Swanson, Richaiu N. "Appioaching the 29% Limit Efficiency of Silicon Solai Cells. "!"#$%%&'()*
#, -.% /0*-1222 !.#-#3#4-5'$ 67%$'54'*-* 8#(,%"%($% (2uuS): 889-894.

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Nonostante gli evidenti limiti di questa tecnologia, oggi in Italia ci sono 106533 impianti per
una potenza installata complessiva di circa 1737 MW
7
, che hanno richiesto un utilizzo totale
di suolo (terreno o altre superfici) approssimativamente di 17370000 metri quadrati, per una
spesa complessiva di circa 9 miliardi di euro
8
, in pratica come una manovra finanziaria dello
Stato italiano. A fronte dellimmenso investimento questi impianti solari nel 2009 hanno
prodotto 676 GWh, niente di meno che lo 0,9% di tutta lenergia prodotta in Italia
9
! chiaro a
questo punto quale sia uno dei problemi pi grandi e gravi delle energie rinnovabili: quello di
distrarre fondi pubblici dalla ricerca vera di fonti energetiche alternative al petrolio, favorendo
invece solo la speculazione di alcuni investitori a scapito della collettivit.
Le Marche nel 2009 hanno consumato il doppio dellenergia prodotta (7981 GWh richiesti a
fronte di una produzione di 4064 GWh prodotti: -50.9%) confermandosi una delle regioni
meno virtuose di Italia, necessario prendere provvedimenti e creare un vero piano
energetico senza ideologie ed interessi speculativi sottostanti.
Per questi motivi non posso che plaudire alliniziativa della Provincia di Ascoli Piceno di
limitare gli impianti fotovoltaici a terra, sperando che altrettanto faccia lintera comunit
locale, prendendo coscienza del progressivo impoverimento del territorio. In un periodo
storico dove sembra prevalere un relativismo culturale che abbraccia molti ambiti, almeno
lasciamo ancora un po di dignit ai numeri e alla realt fisica delle cose che ci circondano.


Dr. Andrea Pomozzi
Presidente Associazione PICENO TECNOLOGIE






7
http:atlasole.gse.itatlasole
8
Pei il calcolo si e consiueiato un costo meuio ui Suuu euiokW, anche se si possono tiovaie
piezzi leggeimente infeiioii, a seconua uella tipologia ui impianto, non bisogna uimenticaie che
gli impianti iealizzati finoia hanno avuto costi ben supeiioii a quelli inuicati.
9
Consultaie il "Rappoito Statistico Impianti a fonti Rinnovabili":
http:www.gse.itattivitastatistichePaginePubblicazioniinfoimative.aspx.Iup=1&Anno=&So
itFielu=Cieateu&SoitBii=BESC