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MEDIOEVO

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA MEDIEVALE


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MEDIOEVO
RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA MEDIEVALE
XXXIV
2009
a cura di
Marco Forlivesi
I L P O L I G R A F O
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CENTRO PER RICERCHE DI FILOSOFIA MEDIEVALE
UNIVERSIT DI PADOVA
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Direzione
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Redazione
Giovanni Catapano, Cecilia Martini, Riccardo Quinto
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SOMMARIO
Marco Forlivesi, Presentazione
MARCO FORLIVESI, Approaching the Debate on the Subject of
Metaphysics Between Later Middle Ages and Early Modern Age:
The Ancient and Medieval Antecedents
CLAUS A. ANDERSEN, Metaphysica secundum ethymon nominis
dicitur scientia transcendens. On the Etymology of metaphysi-
ca in the Scotist Tradition
ANTONINO POPPI, Loggetto della metasica nella Quaestio de
subiecto metaphysicae di Giacomino Malafossa (1553)
ISABELLE MANDRELLA, Le sujet de la mtaphysique et sa relation au
conceptus entis transcendentissimi aux 16
me
et 17
me
sicles
PIER PAOLO RUFFINENGO, Loggetto della metasica nella scuola
tomista tra tardo medioevo ed et moderna
MARIA MUCCILLO, Un dibattito sui libri metasici di Aristotele fra
platonici, aristotelici e telesiani (con qualche complicazione ermeti-
ca): Patrizi, Angelucci e Muti sul soggetto della metasica
RICCARDO POZZO, Cornelius Martini sulloggetto della metasica
MARCO LAMANNA, De eo enim Metaphysicus agit logice. Un con-
fronto tra Pererius e Goclenius
MASSIMILIANO SAVINI, Una metasica sotto tutela: gnostologia,
noologia e ontologia nel pensiero di Abraham Calov
MARCO SGARBI, Unus, verus, bonus et Calovius. Loggetto della
metasica secondo Abraham Calov
SVEN K. KNEBEL, Metaphysikkritik? Historisches zur Abgren-
zung von Logik und Metaphysik
7
9
61
105
123
141
221
305
315
361
381
399
NOTE E DOCUMENTI
CLAUS A. ANDERSEN, The Quaestio de subiecto metaphysi-
cae by Giacomino Malafossa from Barge (1481ca.-1563). Edition
of the Text
DANIEL HEIDER, The Unity of Surezs Metaphysics
FRANCESCO PIRO, Lo Scolastico che faceva un partito a s (faisait
band part). Leibniz su Durando di San Porziano e la disputa
sui futuri contingenti
Indice dei nomi
Indice dei manoscritti
427
475
507
545
000
[...] si cuivis permittatur veterum libris quidvis pro arbitrio addere,
expungere, omnes omnium libri in dubium revocabuntur.
Theodorus Angelutius, Quod metaphysica sint eadem
quae physica nova sententia, Venetiis 1584, f. 4
r
Le indagini sulla storia dei dibattiti circa la natura della metasica e del
suo oggetto costituiscono un caso esemplare della circolarit problematica,
poich non sempre virtuosa dei rapporti tra storiograa losoca e teoresi.
Il XX secolo ha visto la pubblicazione di studi di grande impegno concernenti
le dottrine sulla natura della metasica sviluppate dagli autori medievali e
tardo-medievali (si pensi ai lavori di Albert Zimmermann, di Theo Kobusch
e, in parte, di Ludger Honnefelder) e non sono mancate letture accurate delle
tesi formulate, ad esempio, da Francisco Surez ( il caso di Martin Grab-
mann e Frederick Copleston) o dagli autori protestanti (e si pu ricordare
a questo proposito Max Wundt). Ciononostante, non sono queste le opere
che hanno maggiormente attratto linteresse del pubblico dei loso, n esse
hanno modellato la pars valentior della storiograa posteriore. Un inusso
ben pi ampio stato esercitato dalle rappresentazioni della storia della me-
tasica proposte da Martin Heidegger ed tienne Gilson. Al primo si deve la
tesi per cui la storia della metasica risulta segnata, a partire perlomeno dal-
let medievale, dallaccorpamento in ununica scienza dello studio dellente
in quanto ente (ontologia) e dello studio dellente primo (teologia razionale).
Accorpamento funesto e ingiusticato, ad avviso del pensatore tedesco, e che
egli riassume risemantizzando un termine coniato da Kant nella parola
ontoteologia. A Gilson si deve la tesi secondo la quale gli autori deuterosco-
lastici (e specicamente Surez) sviluppano unontologia pura, ossia indi-
pendente da ogni rapporto con leffettivamente esistente; unindipendenza che
Gilson giudica nefanda.
Le letture della storia della losoa proposte da questi due autori sono
allorigine di una vasta saggistica che, per quanto allinterno del quadro inter-
pretativo ora ricordato, ha ampliato il novero dei testi ritenuti meritevoli di
PRESENTAZIONE
8 Presentazione
analisi, ha articolato, ricombinato e corroso i paradigmi storiograci originari
e, soprattutto, ha tenuto vivo linteresse per il tema dello sviluppo storico delle
concezioni della natura della metasica. Anche per questo il dibattito sto-
riograco contemporaneo su questo argomento , almeno in Europa, tuttora
vivissimo. Sia qui sufciente ricordare gli esiti del convegno Metaphysica -
sapientia-scientia divina: soggetto e statuto della losoa prima nel Me-
dioevo, tenutosi nel 2004 presso lUniversit degli Studi di Bari e i cui atti
sono stati pubblicati a cura di Pasquale Porro nellannata 2005 della rivista
Quaestio, e i risultati del convegno Nascita e trasformazioni dellontolo-
gia: secoli XVI -XX, tenutosi nel 2008 nuovamente presso lUniversit degli
Studi di Bari e i cui atti sono in corso di pubblicazione a cura di Costantino
Esposito nellannata 2009 della rivista Quaestio.
Ciononostante, si pu dubitare che i paradigmi interpretativi formulati da
Heidegger e Gilson costituiscano una valida chiave di accesso alla realt stori-
ca. La natura essenzialmente teoretica di quei paradigmi, lesiguit delle basi
testuali e documentali su cui essi si fondano, la loro incapacit di dar ragione
di un numero sempre crescente di opere e dati suggeriscono di vedere in essi
pi due esempi di losoa della storia che due ricostruzioni della storia della
losoa. Precisamente la volont di non restare prigionieri di una storiograa
governata da intenti teoretici e concentrata su pochi e predeterminati pensatori
ha portato a dedicare due numeri di Medioevo alla storia delle dottrine sul
soggetto/oggetto della metasica. Il primo, concernente la storia della questio-
ne nel mondo arabo medievale, stato pubblicato nel 2007 a cura di Cecilia
Martini. Il secondo, dedicato allo sviluppo della questione nel periodo tra
tardo medioevo e prima et moderna, ora nelle mani del lettore. Entrambi
i volumi intendono mettere a disposizione della comunit scientica ricerche
su pensatori e temi in precedenza solo parzialmente esplorati. Condiamo
che i saggi qui offerti portino alla luce la rilevanza storica di autori e dibattiti
considerati no a oggi minori e che contribuiscano a una rappresentazione
pi accurata, e per questo pi interessante, della storia della metasica.
Marco Forlivesi
La gura di Abraham Calov fra le pi importanti della Schulme-
taphysik,
1
ed sicuramente anche una delle personalit pi signi-
* A Riccardo Pozzo, al quale devo tutto, per il suo cinquantesimo genetliaco.
Ringrazio Marco Forlivesi e Marco Lamanna per i preziosi suggerimenti al testo.
1. Abraham Calov nacque il 16 aprile 1612 a Mohrungen nella Prussia orientale.
Da giovane frequento i ginnasi di Torun e Danzig. Nel 1626 si iscrive presso lUni-
versit di Knigsberg dove studi sica, matematica e lingue orientali. Nel 1632
divenne magister. Studi poi teologia a Knigsberg con Johann Behm e Coelestin
Myslenta, insieme ai quali divenne uno dei primi sostenitori di un luteranesimo
ortodosso. Nel 1634 si trasferisce allUniversit di Rostock e nel 1637 viene pro-
mosso dottore di teologia. Nel 1637 torna a Knigsberg dove insegna nella facolt
di teologia e qui diventa professore associato nel 1640. Nel 1643 divenne rettore
del ginnasio di Danzig. Nel 1645 entra in polemica con il sincretismo religioso di
Georg Calixt. Nel 1650, per volere di Johann Georg II di Sassonia si trasferisce al-
lUniversit degli Studi di Wittenberg. Il 31 luglio 1650, venne nominato professore
ordinario presso la facolt teologica. Dopo la morte di Paul Rober, Calov divenne il
pastore della citt, delluniversit e sopraintendente generale delle scuole della Sas-
sonia. Mor il 25 febbraio 1686 a Wittenberg, dopo una breve malattia. Su Abraham
Calov cfr. W. Ga, Calovius, Abraham, in Allgemeine Deutsche Biographie, Duncker
et Humblot, Leipzig 1876, vol. III, 712-715; J. Kunze, Calovius (Kalau), Abraham, in
Realencyklopdie fr protestantische Theologie und Kirche, Hinrichs, Leipzig 1897, vol. III,
648-654; P.Tsch. Henke, Synkretische Streitigkeiten, in Realencyklopdie fr protestantische
Theologie und Kirche, Hinrichs, Leipzig 1907, vol. XIX, 243-262; W. Friedensburg,
Geschichte der Universitt Wittenberg, M. Niemeyer, Halle 1917, 418-430; H. Schssler,
Calov, Abraham, in Neue Deutsche Biographie, Duncker et Humblot, Berlin 1957, 99;
J. Wallmann, Calov, Abraham, in Theologische Realenzyklopdie, Walter de Gruyter,
Berlin-New York 1981, 563-568; J. Wallmann, Calov, Abraham, in W. Killy (cur.),
Literaturlexikon, Autoren und Werke deutscher Sprache, Bertelsmann, Gtersloh 1989,
vol. II, 347-348; J. Wallmann, Abraham Calov. Theologischer Widerpart der Religionspo-
litik des groen Kurfrsten, in S. Oehmig (cur.), 700 Jahre Wittenberg, Stadt, Universi-
tt, Reformation, Bhlau, Weimar 1995, 303; V. Jung, Das Ganze der Heiligen Schrift.
Marco Sgarbi
unuS, VERuS, BOnuS ET CALOVIuS.
LOGGETTO DELLA METAFISICA
SECOnDO ABRAHAM CALOV
*
382 Marco Sgarbi
cative delle controversie dottrinali in seno alle correnti protestan-
ti del XVII secolo.
2
Se si guardano le tavole gratulatorie agli inizi
dei suoi scritti si evince che egli era considerato un principe nella
scienza metasica,
3
un genio losoco,
4
un venerando maestro,
5

la cui opera lo rendeva immortale,
6
e veniva afancato ad autori
quali Tommaso dAquino, Duns Scoto, Egidio Romano e Franci-
sco Surez.
7
Tuttavia a ci non corrisposta sino ad oggi una ricer-
ca adeguata sul suo pensiero metasico. Peter Petersen nella sua
Geschichte der aristotelischen Philosophie im protestantischen Deutschland
(1921), pur trattando della metasica a Knigsberg, non analizza
lopera di Calov.
8
Karl Eschweiler in Die Philosophie der spanischen
Sptscholastik auf den deutschen Universitten des 17. Jahrhunderts (1928)
non menziona alcun autore della tradizione aristotelica o scolastica
di Knigsberg.
9
Ernst Lewalter in Spanisch-Jesuitische und Deutsch-
Lutherische Metaphysik des 17. Jahrhunderts (1935) stato il primo ad
indagare lorigine della disciplina metasica a Knigsberg, ma non
pone alcuna enfasi sul pensiero di Calov.
10
Nella fondamentale
monograa Die deutsche Schulmetaphysik des 17. Jahrhunderts (1939),
Max Wundt analizza per la prima volta in modo accurato, anche
se molto conciso, il ruolo di Calov nella storia della metasica, ma
soprattutto in relazione alla nascita delle varie discipline gnoseolo-
Hermeneutik und Schriftauslegung bei Abraham Calov, Calwer, Stuttgart 1999; E. Feil,
Religio - Die Geschichte eines neuzeitlichen Grundbegriffs im 17. und frhen 18. Jahrhundert,
Vandenhoeck & Ruprecht, Gttingen 2001, vol. III, 33-44.
2. Cfr. B.T.G. Mayes, Syncretism in the Theology of Georg Calixt, Abraham Calov and
Johannes Musus, Concordia Theological Quarterly, 68 (2004), 291-318.
3. J. Quistoripius, in Calov, Metaphysica divina, tabula gratulatoria.
4. T. Lindemann in Calov, Metaphysica divina, tabula gratulatoria.
5. J.W. Laman in Calov, Metaphysica divina, tabula gratulatoria.
6. B. Mejer in Calov, Metaphysica divina, tabula gratulatoria.
7. J. Fabricius in Calov, Metaphysica divina, tabula gratulatoria.
8. P. Petersen, Geschichte der aristotelischen Philosophie im protestantischen Deutschland,
Meiner Verlag, Leipzig 1921, 284s., 319s.
9.

K. Eschweiler, Die Philosophie der spanischen Sptscholastik auf den deutschen
Universitten des 17. Jahrhunderts, in Gesammelte Aufstze zur Kulturgeschichte Spaniens,
Aschendorff, Mnster 1928, 251-283.
10. E. Lewalter, Spanisch-Jesuitische und Deutsch-Lutherische Metaphysik des 17.
Jahrhunderts. Ein Beitrag zur Geshichte der Iberisch-Deutschen Kulturbeziehungen und zur
Vorgeshichte des Deutschen Idealismus, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt
1967, 45s.
Loggetto della metasica secondo Abraham Calov 383
giche.
11
In effetti uno dei grandi contributi di Calov in campo me-
tasico la formulazione architettonica di un sistema coordinato
di discipline, che da una parte assicura lautonomia della metasica
dalla teologia e dallaltra la sua validit come scienza.
12
Il sistema
metasico di Calov era composto da cinque discipline. La gnosto-
logia: la scienza che studia il cognoscibile qua cognoscibile.
13
La noologia:
la scienza che studia i principi primi.
14
Lontologia: la scienza del-
lens qua ens.
15
La metaphysica generalis: la scienza degli elementi pi
astratti e comunissimi (della quale fa parte lontologia in quanto
scienza che tratta lens in abstractissima ratione et omnimoda indifferen-
tia).
16
La metaphysica specialis: la scienza che tratta gli enti particolari,
o considerati in astrazione minore.
17
Jean-Franois Courtine, in Surez et le systme de la mtaphysique,
stato il primo a capire e a sottolineare limportanza di Calov nella
metasica del XVII secolo.
18
Egli scrive che ci che notevole nel-
lopera di questo autore cest que cet auteur fait rfrence aussi
bien la doctrine de Prrius qui rservait le nom de Metaphysica
une science spciale (la thologie), qu la distinction mise en
honneur par les premiers commentateurs grecs dAristote entre la
mtaphysique comme post-physique, selon lordo rerum, qui est ici lor-
dre notique (prw mw), et la mta-physique come trans-physique
ou trans-naturelle, come disait Glocenius, selon la priorit absolue
11. M. Wundt, Die deutsche Schulmetaphysik des 17. Jahrhunderts, Mohr Siebeck Ver-
lag, Tbingen 1939, 133-139, 227-260.
12. Cfr. larticolo di Massimiliano Savini in questo volume. Gi Giorgio Tonelli
rilevava limportanza dellarchitettonica di Calov in Kant. Cfr. G. Tonelli, Kants
Critique of pure reason within the Tradition of Modern Logic, Olms Verlag, Berlin-
New York-Zrich 1994, 250-255. Sul medesimo argomento M. Sgarbi, Kant, Aristotle
and the Rise of Facultative Logic, in E. De Bellis (cur.), Aristotle and the Aristotelian Tradi-
tion, Rubbettino, Soveria Mannelli 2008, 405-416.
13. A. Calov, Gnostologia, in Id., Metaphysica divina, 1.
14. A. Calov, Scripta philosophica. I Gnostologia, II Noologia seu habitus intelligentiae,
III Metaphysicae divinae pars generalis, IV Metaphysicae divinae pars specialis, V Encyclopae-
dia mathematica, VI Methodologia, VII Ideae Encyclopaedias disciplinarum realium, Wild -
Hakelmann, Rostock-Lubeck 1651, 51.
15. Calov, Metaphysica divina, 6.
16. Calov, Metaphysica divina, 61.
17. Calov, Metaphysica divina, 65.
18. Cfr. J.-F. Courtine, Surez et le systme de la mtaphysique, PUF, Paris 1990, 413-
414, 446-447, 457, 498.
384 Marco Sgarbi
de son objet. Calov mle ici les deux perspective, de sorte que,
pour lui, come dj pour Prrius, lntologa demure bel et bien
prima philosophia, sans tre pour autant mta-physique, au sens de
trans-physique.
19
Per questa ragione Courtine considera Calov
parte di quel processo di essenzializzazione e nominalizzazione
delloggetto della metasica che si stava compiendo a partire da
Scoto.
20
Il recente erudito articolo Die Schulphilosophie in den luthe-
rischen Territorien di Walter Sparn abbozza sinteticamente gli aspet-
ti della metasica di Calov, senza apportare, tuttavia, signicativi
contributi rispetto allanalisi di Wundt.
21
A proposito di Wundt,
Marco Lamanna ha denitivamente dimostrato che falso che il
termine ontologia occorresse per la prima volta in Abraham Ca-
lov,
22
essendo invece una creazione di Jacob Lorhard (1561-1609)
su rielaborazione dellopera di Clemens Timpler (1563/4-1624).
23
Il presente articolo ha come principale obiettivo indagare log-
getto della metasica in Abraham Calov. La prima parte tratta, in
modo generale, del signicato, delloggetto, della divisione e del
ne della metasica in relazione alle altre discipline losoche. La
seconda parte tratta in modo pi specico del concetto di ens come
oggetto precipuo della metasica, in riferimento al primo trattato
dellontologia generale.
19. Courtine, Surez, 414.
20. Sullimportanza di Calov nella sistematizzazione delle discipline metasiche
e sulla sua eredit sureziana cfr. M. Sgarbi, The Impact of Surezs Metaphysics in
Knigsberg. The Origin of the Connection between Logic and Ontology, Studia Neoaristo-
telica, in corso di stampa.
21. W. Sparn, Die Schulphilosophie in den lutherischen Territorien, in H. Holzhey -
W. Schmidt-Biggemann (cur.), Die Philosophie des 17. Jahrhunderts, (Grundriss der
Geschichte der Philosophie), IV: Das Heilige Rmische Reich Deutscher Nation, Nord-
und Ost Europa, Schwabe, Basel 2001, 571-557.
22. M. Lamanna, Sulla prima occorrenza del termine ontologia. Una nota bibliograca,
Quaestio, 6 (2006), 562. La posizione di Wundt era condivisa anche da tienne
Gilson ed era fatta risalire allautorevole opinione di Johann Clauberg. Cfr. . Gil-
son, Ltre et lessence, Vrin, Paris 1948, 171.
23. Cfr. M. Lamanna, La nascita dellontologia. Lopera metasica di Rudolph Gckel
(1547-1628), Diss. Universit di Bari 2008, 77-205. Cfr. anche larticolo di Lamanna
in questo volume.
Loggetto della metasica secondo Abraham Calov 385
1. NATURA, OGGETTO, CAUSA, FINE E DIVISIONE DELLA METAFISICA
La principale opera metasica di Calov la Metaphysica divina e
principiis primis eruta, in abstractione Entis repaesentata ad SS. Theologiam
applicata, monstrans Terminorum et Conclusionum trascendentium usum
genuinum, abusum hareticum, pubblicata originariamente a Rostock
nel 1636. Fu pubblicata successivamente nel 1640 preceduta dalla
Gnostologia, e nel 1651 e nel 1673 nelledizione completa degli Scripta
philosophica. Lopera divisa in due parti, le quali trattano rispettiva-
mente la metasica generale e la metasica speciale. La prima parte
chiamata anche ontologia generale ed ulteriormente suddivisa
in tre parti. La prima sezione espone i praecognita della metasica
come disciplina, la seconda tratta dellessere in generale mentre la
terza parte esamina le affezioni dellessere. La metasica speciale
chiamata anchessa ontologia speciale ed composta di due trattati.
Il primo trattato analizza i modi in cui compreso lessere secondo
la sussistenza, cio suppositum, persona e accidente, e le classi delle
sostanze secondo le categorie aristoteliche. Il secondo trattato, sul-
lHoristica, considera i diversi oggetti delle scienze.
Il problema della metasica affrontato da Calov nella prima par-
te dellontologia generale a partire dallorigine del termine. Meta-
sica deriverebbe dal greco tn met t fusik e la denominazione
attribuita da Calov ad Andronico di Rodi, la quale sarebbe poi sta-
ta confermata da Plutarco e da Damasceno.
24
Lorigine della parola
sarebbe quindi per lo pi bibliograca, tuttavia, il termine sarebbe
stato scelto in modo particolarmente felice perch designerebbe le
cose che secondo lordine della conoscenza vengono dopo di quelle
trattate dalla sica.
25
La metasica viene dopo della sica, e perci
denibile anche come post-sica. Essa tuttavia non viene dopo
per dignit o per natura, ma solo secondo lordine della conoscenza
o invenzione, e dellinsegnamento.
26
La metasica fu detta anche
scienza hyperphysica, transnaturalis e trascendentalis per quanto riguarda
il suo oggetto che trascenderebbe gli oggetti meramente sici.
27
24. Calov, Metaphysica divina, 4.
25. Calov, Metaphysica divina, 4.
26. Calov, Metaphysica divina, 5.
27. Calov, Metaphysica divina, 5.
386 Marco Sgarbi
Lo spunto dellorigine etimologica di metasica consente a Ca-
lov di indagare i vari nomi della metasica e la loro origine. In pri-
mo luogo la metasica si dice in senso proprio ontologia. Il termine
ontologia, afferma Calov, ha origine greca, ma diventato comune
presso i latini.
28
Calov dimostra in questo passo di non avere con-
sapevolezza che ontologia come termine fosse una paleonimia. La
metasica stata anche chiamata teologia quando ha trattato delle
cose divine e di Dio. In senso analogo detta anche prudenza nel-
lambito pratico cos come detta sapienza nellambito teoretico.
29

La metasica come sapienza tratta degli assiomi comunissimi, dei
termini generalissimi, dei principi primi, certi ed evidenti.
30
Essa
fra tutte le scienze la regina perch conferma e stabilisce i principi
di tutte le altre scienze.
31
La forma della metasica quella di una scienza teoretica che
tratta la sapienza degli aspetti comuni e generali di tutte le cose.
Calov perci esclude che essa consista in una dispositione praecepto-
rum o in un systemate mentale, cio pone la differenza fra la disciplina
e il suo habitus.
32
Labito della metasica la sapienza, la quale
va distinta dagli abiti dellintelligenza e della scienza che, invece,
competono alla logica.
33
La metasica non nemmeno unarte,
come erano abituati ad affermare Timpler e Johann Clauberg
(1622-1665).
34
Una volta posta la distinzione fra la disciplina e il suo abito,
Calov considera loggetto della metasica (materia circa quam). Preli-
minarmente necessario dire che Calov fa ricorso alla teoria della
reduplicazione o specicazione di Cornelius Martini (1568-1621)
per spiegare i differenti modus considerandi dellens come oggetto
28. Calov, Metaphysica divina, 5.
29. Calov, Metaphysica divina, 7.
30. Calov, Metaphysica divina, 7.
31. Calov, Metaphysica divina, 12.
32. Calov, Metaphysica divina, 20.
33. Sul problema dellhabitus nel rinascimento cfr. R. Pozzo, Umdeutungen der
aristotelischen Habituslehre in der Renaissance, in G. Frank - A. Speer (cur.), Der Aris-
totelismsus in der frhen Neuzeit. Kontinuitt oder Wiederaneigung?, Harrossowiz, Wies-
baden 2007, 259-272.
34. Calov, Metaphysica divina, 21.
Loggetto della metasica secondo Abraham Calov 387
della metasica.
35
Rispetto alloggetto della metasica egli afferma
che: objectum duo continet 1. Rem consideratam seu materiale.
2. Modum considerandi s. formale. Juxta illud aptum est cognosci
multis disciplinis, idque habet se ut latius, juxta hoc unicae saltim
vendicatur disciplinae, quam constituit adaequat. Ratio formalis
objecti duplex est, una objecti, ut res est, altera ut objectum est.
Quae non diversa sunt, sed haec illius signum est, prior entitatis,
posterior scibilitatis formalitas dici potest.
36
Limportanza di que-
sta dottrina che pur rimanendo la stesso oggetto, esso pu essere
considerato differentemente, e da queste molteplici prospettive
nascono gli oggetti adeguati per le varie scienze particolari, quali
lontologia, la logica, la sica, che spiegano linteresse architettoni-
co di Calov.
La metasica sapientia Entis qua Entis,
37
aggiungendo che
scientia de Ente Metaphysica appellatur communiter rerum
ordine, ntologa rectius ab objecto proprio.
38
In questa prima
parte della Metaphysica divina, al ne di determinare il concetto di
ens trattato dalla metasica, Calov procede elenchicamente. Egli
afferma, contro Alessandro di Hales, che loggetto della metasica
non lens nominale e non nemmeno lens in potentia, il quale non
realmente essere.
39
La metasica non tratta gli enti particolari,
cio le essenze determinate. Essendo una disciplina universalissi-
ma non pu trattare precipuamente esseri particolari come Dio,
come aveva affermato Alberto Magno, o le sostanze immateriali.
In senso eminente la metasica non considera gli esseri particolari
e accidentali poich tratta lessere in abstracto.
40
La metasica con-
sidera lessere in generale e non in generale gli esseri.
41
Essa tratta
specicatamente dellente in quanto ente e non di tutti gli enti.
42

35. Calov, Metaphysica divina, 29; cfr. R. Pozzo, Res considerata and modus consi-
derandi rem: Averroes, Aquinas, Jacopo Zabarella, and Cornelius Martini on Reduplication,
Medioevo, 24 (1998), 151-176.
36. Calov, Gnostologia, 26.
37. Calov, Metaphysica divina, 17.
38. Calov, Metaphysica divina, 4.
39. Calov, Metaphysica divina, 27.
40. Calov, Metaphysica divina, 30.
41. Calov, Metaphysica divina, 30.
42. Calov, Metaphysica divina, 30.
388 Marco Sgarbi
Loggetto della metasica non nemmeno lintelligibile.
43
Fra gli
intelligibili, infatti, Calov inserisce anche il non-ens.
44
evidente
che in questo passo Calov ha come principale riferimento implici-
to polemico Timpler, il quale sanciva che la metasica trattava de
omne intelligibili, quatenus ab homine naturali rationis lumine
sine ullo materiae conceptu est intelligibile
45
e che il nihil e lali-
quid fossero due specie dellintelligibile. Lens perci considerato
da Calov come mero cognoscibile, e come tale tutto ci che ha
fondamento nella rappresentazione.
46
Calov poi nega lopinione
secondo cui le sostanze immateriali possano essere oggetto ade-
guato della metasica.
47
Calov si scaglia anche contro coloro che
sostengono che loggetto della metasica sia la sostanza, come Jean
Buridan, o lessere inteso secondo le categorie, come Domenico di
Fiandra.
48
notevole come la trattazione di Calov segua lesposi-
zione della prima disputa di Surez.
49
La distinzione pi importante posta da Calov , tuttavia, fra
loggetto della logica e della metasica. La distinzione presa dalle
Disputationum metaphysicarum di Georg Crusius (1597-1625), che a
sua volta riprende lopera di Surez.
50
Loggetto della logica ha un
valore strumentale, cio serve alloperazione, mentre quello della
metasica meramente contemplativo.
51
Calov introduce anche
unaltra distinzione fra loggetto della logica e quello della meta-
sica. La prima tratta di tutti i cognoscibili, sia in universale che in
particolare, mentre la seconda tratta solo quelli in universale.
52
Un particolare interesse rivestono la causa e il ne della meta-
sica. La causa prima della metasica Dio, mentre la causa secon-
43. Calov, Metaphysica divina, 30.
44. Calov, Gnostologia, 6.
45. C. Timpler, Metaphysicae systema methodicum, Neben, Frankfurt 1607, 38.
46. Calov, Gnostologia, 10.
47. Calov, Metaphysica divina, 30.
48. Calov, Metaphysica divina, 31.
49. F. Surez, Disputationes metaphysicae, disp. 1, sect. 1-25, Olms, Hildesheim
1965, 2-11.
50. G. Crusius, Disputationum metaphysicarum secunda. De constitutione metaphysices,
Fabrici, Knigsberg 1618, 11.
51. Calov, Metaphysica divina, 32.
52. Calov, Metaphysica divina, 32.
Loggetto della metasica secondo Abraham Calov 389
da sono gli insigni loso, primo fra i quali Aristotele. La meta-
sica sarebbe per Calov un vero e proprio dono di Dio, ma la sua
elaborazione da attribuire tutta ad Aristotele.
53
Si ha con Calov la
prima vera rivalutazione a Knigsberg della metasica aristotelica,
forse sulla scorta delle opere degli altdorni Nikolaus Taurellus
(1547-1606) e Michael Piccart (1574-1620), che avr poi successiva-
mente seguito nellopera metasica Sapientia seu philosophia prima
di Christian Dreier (1610-1688).
54
Aristotele denito da Calov
come metodico (ordinis studiosissimus), amante delluniversale (uni-
versalium amantissimus) e industrioso ricercatore di cause e principi
primi (causarum investigatione summe industrius).
55
Aristotele fu per
Calov il primo a stabilire loggetto della metasica. Loggetto della
metasica secondo il libro Gamma della Metaphysica lessere in
quanto essere e i principi che ad esso competono.
56
Ci che pi
importante per Calov per il fatto che lessere si dica in molti
modi.
57
Cos la metasica in un senso tratta dellessere in quanto
essere come sostanza e accidente, materia e forma, e atto e poten-
za. In un altro senso, in modo eterogeneo, tratta dellessere di Dio,
delle intelligenze e delle sostanze immateriali.
58
Calov si appella
perci ad Aristotele quando tratta lessere in modo non eminente
allinterno della metasica.
Il ne della metasica, invece, raggiungere una conoscenza
astrattissima delle cose e dirigere le discipline inferiori. Il raggiun-
gimento della conoscenza astrattissima segue dalloggetto della me-
tasica, mentre molto pi interessante il rapporto che sussiste fra
la metasica in s e la gnostologia e la noologia perch in questo
contesto si riscontrano forti inuenze delle dottrine sureziane.
59

53. Calov, Metaphysica divina, 34.
54. Cfr. C. Dreier, Sapientia seu philosophia prima ex Aristotele et optimis antiquis
Graecis praesertim commentatoribus methodo scientica conscripta, Reusner, Knigsberg
1644. Lopera di Dreier mirava a ristabilire, attraverso operazioni lologiche in op-
posizione a Calov e alla metasica di ispirazione sureziana, la metasica aristoteli-
ca come metasica par excellence.
55. Calov, Metaphysica divina, 35.
56. Arist., Metaph. VI, 1003a21-22.
57. Calov, Metaphysica divina, 36.
58. Calov, Metaphysica divina, 38.
59. Sgarbi, The Impact, in corso di stampa.
390 Marco Sgarbi
Luso della metasica pu essere triplice: didattico, elenchico ed
esegetico. Dal punto di vista didattico-didascalico, la metasica
spiega i termini e conferma le conclusioni dei ragionamenti.
60

Lutilizzo elenchico da rivolgere contro gli eretici, in particolar
modo contro la scolastica gesuita.
61
Luso esegetico, invece, con-
cerne direttamente linterpretazione delle scritture.
62
Si notato che Calov riconduce ad Aristotele la possibilit di
parlare in pi sensi di essere. Attraverso Aristotele giustica la di-
stinzione fra metaphysica generalis e metaphysica specialis, la cui pater-
nit tuttavia attribuita a Benet Perera.
63
Calov stabilisce la distin-
zione confutando le altre classicazioni. Egli nega che la metasica
possa essere una scienza che raccoglie a s tutte le altre discipli-
ne. Egli nega anche che essa sia semplicemente scienza dellente,
cos come scienza dellente in s opposto al non ente. Si oppone
alla divisione della metasica come scienza dellessere astratto se-
condo indifferentia e scienza dellessere astratto secondo lessenza.
contrario anche alla distinzione della metasica come scienza
dellente, delle cose conoscibili e degli opposti. Per ultimo con-
trario alla divisione della metasica come scienza delle sostanze,
dei trascendentali e delle categorie.
64
La metasica generale tratta
esclusivamente lens in abstractissima ratione et omnimoda indif-
ferentia, qua naturam, et attributa comunissima, quae Enti per se
insunt, citra essendi principia.
65
Essa detta anche universale, co-
mune e syncritica.
66
La metasica speciale, invece, considera lens
in abstractione minori, qua per subsistentiam et inhaerentiam ex-
pressior essendi ratio sistitur: et designata atque ad certas classes re-
vocata monium, quaecunque sunt, et esse obtinent, varietate objecta
determinatae quidditatis constituit, constituta praecognoscit, prae-
60. Calov, Metaphysica divina, 43.
61. Calov, Metaphysica divina, 45.
62. Calov, Metaphysica divina, 46.
63. Calov, Metaphysica divina, 18. Cfr. E. Vollrath, Die Gliederung der Metaphysik
in eine Metaphysica generalis und eine Metaphysica specialis, Z. philos. Forsch., 16
(1962), 258-284; E. Rompe, Die Trennung von Ontologie und Metaphysik, Rheinische
Friedrichs Wilhelms Universitts, Bonn 1968.
64. Calov, Metaphysica divina, 59-60.
65. Calov, Metaphysica divina, 61.
66. Calov, Metaphysica divina, 61.
Loggetto della metasica secondo Abraham Calov 391
cognita ad inferiores disciplinas dimittit, quas proinde specicat,
ordinat, suisque limitibus accurate circumscribit.
67
Essa anche
detta discretiva, particolare e propria.
68
In conclusione per Calov la metasica si distingue dalla onto-
logia intesa in modo precipuo, perch questultima tratta dellens
generalissimo, mentre la metasica tratta, anche se non in modo
eminente anche di altri enti. Dallaltro lato lontologia una parte
della metasica che tratta semplicemente lens qua ens e delle sue
affezioni generali, cos come dei trascendentali. La metasica
distinta altres dal suo habitus che la sapientia ed distinta anche
dalla logica, la quale ha come oggetto tutti i cognoscibili e ha un va-
lore di tipo strumentale anzich contemplativo.
2. LENS COME OGGETTO PRECIPUO DELLA METAFISICA
Lens come oggetto precipuo della metasica trattato da Calov
nella prima parte dellontologia generale, che viene a coincidere
con la metasica generale. Prima di volgere il proprio interesse
sullens come oggetto della metasica, Calov ne espone alcune
caratteristiche fondamentali partendo dallorigine del termine.
Ens deriva dal greco to on che stato tradotto, secondo Calov,
da Seneca con quod est e da qui i loso hanno tratto il termine
ens. Afni alla parola ens sono termini quali est, esse, entitas,
essentia, essentiale, essentialiter , che trovano tutti in Calov una
precisa denizione.
69
Fra esse ed est c equivalenza: infatti ab
Esse enim dicitur ens: ac nihil importat aliud, quam id quod EST.
70

Lentitas differisce invece dalla essentia: essentia praeterea et entitas
non tantum dicuntur de ipsa rei natura et quidditate, sed et de sta-
tu ac conditione.
71
Esse differiscono per almeno quattro aspetti: 1)
entitatas latius sumitur, in quantum est abstractum entis quodcunque
tale sit, ut propositionem ingrediatur, quo essentia strictius sumatur
67. Calov, Metaphysica divina, 65.
68. Calov, Metaphysica divina, 65.
69. Calov, Metaphysica divina, 81.
70. Calov, Metaphysica divina, 81.
71. Calov, Metaphysica divina, 86.
392 Marco Sgarbi
ut abstractum entis realis;
72
2) entitas dicit saltim diminutissimam es-
sendi rationem, quomodo modus entis dicitur quaedam. [...] Essentia
ipsam rei quidditatem denotat;
73
3) entitas et essentia ita discrimi-
nantur in substantiis coporeis saltim, ut licet utrumque et materiam
et forma implicare videatur: essentia tamen magis dicatur formalis,
entitas magis materialis;
74
4) entitas accipitur pro quidditate totius in-
tegralis, aut partis integrantis, quatenus sub hac compositione integrali
consideratur: et essentia pro quidditate totius essentialis metaphysici: quae
est essentia communis vel propria.
75
Poste queste differenze Calov
analizza i diversi modi nei quali si intende essentiale. In modo ge-
neralissimo essentiale quod ad rem spectat vel intrinsece, ut
quid essentiae aut ipsa essentia; vel extrinsece uti terminus relato
dicitur essentialis, quia relatum deniri non potest nisi in ordine ad
terminum.
76
Calov distingue lessere dellessenza (esse de essentia),
lessere extra essenza (esse extra essentiam) e lessere per essenza (esse
per essentiam).
77
Ci che chiaro per Calov che comunque ad
ogni ente compete una ed una sola essenza e che senza la cono-
scenza di questa non si conosce la cosa stessa.
78
Allinterno di tutte queste specicazioni relative allens, Calov
pone una gerarchia: prima vengono la res e laliquid, poi lesisten-
za, la forma, la natura, la ratio, la quidditas e il termine.
79
Calov
pone lequivalenza fra ens, res e aliquid: res et aliquid aequipol-
lent Enti sempliciter,
80
riprendendo in modo esplicito la terza
disputatio di Surez.
81
Il problema risale alle Quaestiones disputatae
de veritate, q. 1, a. 1, di Tommaso dAquino, in cui erano stabiliti
cinque trascendentali, res, unum, aliquid, bonum e verum, come di-
stinzioni secundum rationem dellens. La polemica anche in questo
caso rivolta contro Timpler, il quale avrebbe fatto dellens un
72. Calov, Metaphysica divina, 86.
73. Calov, Metaphysica divina, 87.
74. Calov, Metaphysica divina, 87.
75. Calov, Metaphysica divina, 87.
76. Calov, Metaphysica divina, 89-90.
77. Calov, Metaphysica divina, 92-96.
78. Calov, Metaphysica divina, 98-99.
79. Calov, Metaphysica divina, 105.
80. Calov, Metaphysica divina, 105.
81. Surez, Disputationes metaphysicae, disp. 3, sect. 2, nn. 4-5, 108-109.
Loggetto della metasica secondo Abraham Calov 393
genere della res e laliquid un genere dellens: Timplerus Ens facit
genus rei et Aliquid genus Entis.
82
Una distinzione molto importante posta da Calov quella fra
re e realitas, la quale deriverebbe dagli Scotistas quidem primos
vocis inventores distinguitur a Re et reali.
83
Calov afferma in re
una plures esse realitates,
84
ad esempio nelluomo le realt sono la
sostanza, lessere vivente, lessere animale e lessere razionale. Le
realitates dellens sono lunum, il verum e il bonum, cio i trascenden-
tali. La realitas si distingue poi in formale, subjectiva e objectiva.
85
La
realitas formalis dicitur gradus quicunque rei essentialis, inde etiam
formalitas dicta.
86
La realitas subjectiva est omne quod contrahi po-
test per actum quemcunque Ita Materia suam habet realitatem, quia
per formam actuari potest: item genus, quia Differentiam contrahi po-
test.
87
La realitas objectiva est quae intellectui quit obijci: Dicitur
esse objectivum cognitum, quale habet Ens intentionale.
88
Lutilizzo di realitas objectiva per designare lens mostra unin-
uenza della losoa scotista nellelaborazione metasica di Calov:
infatti a questa tradizione che il sintagma, come hanno dimostra-
to Theo Kobusch e Francesco Marrone, va ascritto.
89
In un altro
passo Calov, distinguendo fra ens verum et reale e ens diminutum
et possibile, ut Scotus vocat, fa coincidere questultimo con lesse
objectivum cognitum, cognitum sive objectum, cio lespressione ana-
loga presso i tomisti per designare lens diminutum degli scotisti.
90
Calov specica poi che lens rispetto allactum essendi si dice exi-
stentia o anche forma, mentre secondo loperazione chiamato na-
82. Calov, Metaphysica divina, 106. Cfr. M. Lamanna, Ontology between Goclenius
and Surez, Studia Neoaristotelica, in corso di stampa.
83. Calov, Metaphysica divina, 108.
84. Calov, Metaphysica divina, 108.
85. Calov, Metaphysica divina, 108.
86. Calov, Metaphysica divina, 108-109.
87. Calov, Metaphysica divina, 109.
88. Calov, Metaphysica divina, 109.
89. T. Kobusch, Sein und Sprache. Historische Grundlegung einer Ontologie der Sprache,
Brill, Leiden 1987, 550; F. Marrone, Res e realitas in Descartes. Gli antecedenti scolastici
della nozione cartesiana di realitas objectiva, Conte, Lecce 2006, 62-168.
90. Calov, Metaphysica divina, 85. Huc spectat distinctio tv esse, quod sit vel
verum et reale, vel diminutum, ut Scotus vocat, et possibile, vel cognitum sive
objectum, quod Thomistis diminutum dicitur.
394 Marco Sgarbi
tura e rispetto alla conoscenza ratio, quidditas, terminus.
91
Res, aliquid,
esistenza, forma, natura, ratio, quidditas e termine sono tutti sinoni-
mi di ens, ma, mentre i primi due lo considerano simpliciter, plow,
gli ultimi lo considerano secundum quid. Da questa identicazione
con lens deriva secondo Calov che lesistenza non una perfezio-
ne dellessenza, ma che lesistenza gi contenuta nellessenza.
92

Lesistenza in tutte le cose intrinseca et essentialis.
93
Lindagine
preliminare sullens si conclude con le distinzioni nominali, che
sono per Calov essenzialmente quattro: 1) prima distinctio enti
est in positivum, et negativum;
94
2) secunda distinctio entis est
in ens reale et ens rationis;
95
3) tertia distinctio entis est in ens
actu et potentia;
96
4) quarta distinctio est in Ens complexum et
incomplexum.
97
Loggetto della metasica trattato da Calov nel capitolo in-
titolato Objecti designatio, il quale risente di una forte inuenza
della metasica sureziana. Lens, come oggetto della metasica, in
generalissimo senso non pu comprendere lessere per privazione,
lessere per negazione, lessere in potenza, gli enti di ragione e
gli esseri complessi.
98
Lens della metasica di Calov ens positi-
vum, reale, actuale, incomplexum,
99
e la sua indagine comprende
le affezioni trascendentali.
100
Lens, specica Calov, ci che non
implica alcuna contraddizione.
101
Tutto ci che contraddittorio,
invece, non-ens; il non-ens ricade nella sfera del pensabile e del-
lintelligibile, ma non del conoscibile. Al contrario lens il primo
oggetto della nostra conoscenza, non del pensiero.
102
Rispetto alla
91. Calov, Metaphysica divina, 112.
92. Calov, Metaphysica divina, 126.
93. Calov, Metaphysica divina, 127.
94. Calov, Metaphysica divina, 135.
95. Calov, Metaphysica divina, 141.
96. Calov, Metaphysica divina, 150.
97. Calov, Metaphysica divina, 154.
98. Calov, Metaphysica divina, 169.
99. Calov, Metaphysica divina, 176.
100. Calov, Metaphysica divina, 170. Cfr. Surez, Disputationes metaphysicae, disp. 1,
sect. 1, n. 26, 11.
101. Calov, Metaphysica divina, 182.
102. Calov, Metaphysica divina, 183.
Loggetto della metasica secondo Abraham Calov 395
conoscenza, come primo conosciuto, esso inteso in modo re-
duplicativo in senso materiale e in senso formale. In senso materiale
ci che costituisce la relazione con la mente, e in senso lato il
nostro concetto, mentre in quello formale ci che distingue le
affezioni generalissime e fa dellens il primum cognitum.
103
Laspetto formale dellens ci che permette a Calov di con-
durre lanalisi sulle affezioni generalissime, o pi comunemente
chiamate affezioni trascendentali, che occupa tutta la seconda par-
te del trattato sullontologia generale. Le affezioni degli enti sono
concetti generalissimi che denominano lens trascendentale.
104
Le af-
fezioni possono essere unitae et disgiuntae.
105
Del primo gruppo
di affezioni fanno parte, la perfectio, lunitas, la veritas, la bonitas, la
duratio e lubietas. Le affezioni disgiuntive sono ulteriormente sud-
divise in due specie, immediate e mediate. Le affezioni disgiuntive
immediate sono: necessario-contingente, indipendente-dipenden-
te, creato-increato, potentia-atto, principio-cujus est principium, cau-
sa-causato. Le affezioni disgiuntive mediate sono: semplice-com-
posito (totum-pars), idem-diversum, naturale-articiale, nito-inni-
to, permanente-successivo, circumscriptum-incircumscriptum. Esistono
anche affezioni minori quali: absolutum-respectivum, subjectum-adjun-
ctum, signum-signatum, imago-exemplar, mensura-mensuratum.
Per quanto riguarda lanalisi di ognuna di queste singole affe-
zioni, Calov procede secondo i canoni sureziani, prendendo di
mira frequentemente non solo Timpler ma soprattutto gli scotisti:
Scotistae quidem contendut Ens non includi quidditative in af-
fectionibus, sed ab iis distingui ex natura rei, ut concedant quod
attributa Entis quid positivum sint. Atqui manifesta haec est con-
tradictio; dari aliquid positivum, in quo Ens intrinsece et quiddi-
tative non includatur. Contra; quicquid seorsim et praecisio omni
eo, quod ab ipso secundum rem distingui dicitur est, unum, per-
fectum, verum, bonum, etc. ab eo unitas, perfectio, veritas, bonitas
etc. non differt secundum rem.
106
La posizione di Calov riguardo
103. Calov, Metaphysica divina, 183.
104. Calov, Metaphysica divina, 198.
105. Calov, Metaphysica divina, 206.
106. Calov, Metaphysica divina, 202.
396 Marco Sgarbi
gli scotisti sembra combaciare con la tesi di Rolf Darge secondo
la quale si d una reale differenza fra il pensiero di Duns Scoto e
di Surez: le distinzioni fra i vari trascendentali per Scoto non sa-
rebbero secundum rationem, come per Tommaso dAquino e Surez,
ma secundum rem.
107
3. CALOV E IL DESTINO DELLA METAFISICA
In conclusione possibile dire che, per quanto riguarda loggetto
della metasica e il suo rapporto con i trascendentali, Abraham Ca-
lov procede verso quel processo di mentalizzazione della metasica
proposto da Courtine ed altri;
108
ci confermato dalla trattazione
del cognoscibile qua cognoscibile nella Gnostologia. Tuttavia, proprio
la natura del cognoscibile che rende differente la metasica di Calov,
ad esempio da quella di Timpler, e lo sottrae a questo processo e
gli fa prendere unaltra direzione. La metasica di Timpler trattava
lintelligibile quatenus intelligibile,
109
unistanza che Calov non
poteva accettare. Non era concepibile per Calov alcuna come
scriverebbe Courtine oggettit senza oggetto,
110
perch ogni
oggettit richiede un objectum di fronte al subjectum, sebbene esso sia
107. R. Darge, Zum historischen Hintergrund der Transzendentalienlehre in den Di-
sputationes Metaphysicae, Studia Neoaristotelica, in corso di stampa: Nach Scotus
muss die Differenz zwischen dem letzten washeitlich aussagbaren Begriff und den
rein qualizierenden Bestimmungen ontologisch fundiert sein; er nimmt deshalb
an, dass Seiendes nicht nur begrifich, sondern in der Sache selbst vorgngig zum
Intellekt real-modal von den letzte Differenzen und inneren Modi verschieden
ist; nur so lsst sich seiner Ansicht nach Seiendes als transkategorial-univok aus-
sagbarer Begriff verstehen und rechtfertigen.
108. Cfr. Sul processo di mentalizzazione o noeticizzazione della metasica a
partire da Scoto sino a Kant oltre a Courtine, cfr. M. Campo, Cristiano Wolff e il
razionalismo precritico, Vita e pensiero, Milano 1939, vol. I, 162-193; L. Honnefelder,
Scientia transcendens. Die formale Bestimmung der Seiendheit und Realitt in der Metaphysik
des Mittelalters und der Neuzeit (Duns Scotus, Suarez, Wolff, Kant, Peirce), Meiner Verlag,
Hamburg 1990; Id., Metaphysics as a Discipline: From the Transcendental Philosophy of
the Ancients to Kants Notion of Transcendental Philosophy, in R. Friedman - L. Nielsen
(cur.), The Medieval Heritage in Early Modern Metaphysics and Modal Theory 1400-1700,
Kluwer, Dordrecht 2003, 53-74; O. Boulnois, tre et reprsentation. Une gnalogie de la
mtaphysique moderne lpoque de Duns Scot (XIII
e
-XIV
e
sicle), PUF, Paris 1999.
109. Calov, Metaphysica divina, 266.
110. Calov, Metaphysica divina, 267.
Loggetto della metasica secondo Abraham Calov 397
generale, possibile o trascendentale. necessario sempre e comun-
que un fondamento rappresentativo delloggetto, che per Calov
garantito dal cognoscibile e non dallintelligibile.
111
Calov chiaro
nellaffermare che objectum est conceptus realis, suis essentialibus
constitutivis et modi cotrahentibus [...] noema est latius objecto, cum
omne objectum quidem sit noema, sed non omne noema objec-
tum sit. Nam omne quod intelligi potest ab intellectu noema est,
verum ad objectum adhuc requiritur alia relatio.
112
Lens il primum
cognitum, che ha fondamento in ci che ha realitas objectiva, e ci che
va al di questa relatio intentionale con la realt conduce luomo ad un
sapere temerario, in denitiva errato, al quale solo Dio pu giun-
gere.
113
Calov, a differenza di Timpler, colui che porta realmente
a compimento il progetto sureziano della metasica il cui sogget-
to era lens in quantum ens reale.
114
Lo porta a compimento perch,
al contrario di Surez, realizza un sistema losoco completo ed
architettonico spiegando i rapporti reciproci fra logica e ontologia,
che invece erano stati trascurati dal pensatore gesuita.
La metasica di Calov fu una delle pi inuenti del XVII secolo
e contribu a rendere Knigsberg una roccaforte della metasica
luterana. La sua opera fu diffusa in tutto il Nord della Germania
e nei Paesi Bassi. Diretti prosecutori dellopera di Calov furono
Georg Meier (1632-1695) con la sua Regina ministra sive Metaphysica
usualis divina,
115
Georg Wagner (1630-1683) con le sue sinossi di
gnostologia e noologia,
116
Johann Weie (1620-1683) con i suoi nu-
merosi compendi di metasica,
117
e Christian Donat (1640-1694)
nella sua Metaphysica usualis.
118
Echi dellopera di Calov si rintrac-
111. Calov, Gnostologia, 10.
112. Calov, Gnostologia, 25.
113. Calov, Gnostologia, 10.
114. Boulnois, tre et reprsentation, 454.
115. Cfr. G. Meier, Regina ministra sive Metaphysica usualis divina, Winkelmann,
Lneberg 1682.
116. Cfr. G. Wagner, Synopsis gnostologica, Borckhard, Wittenberg 1670; Id., Synop-
sis noologica, Borckhard, Wittenberg 1670.
117. Cfr. J. Weie, Compendium metaphysicum, Wechtler, Frankfurt 1657.
118. Cfr. C. Donat, Metaphysica usualis terminos transcendentes succincte et perspicue
proponens emendatius edita: Adiectis ejusdem regulis metaphysicis potioribus, Meier, Wit-
tenberg 1697.
398 Marco Sgarbi
ciano anche nella Philosophia transcendentalis sive Metaphysica di Franz
Albert Aepinus (1673-1750).
119
A quanto risulta lo stesso Kant ebbe
fra le mani verso la ne degli anni Sessanta del XVIII secolo lopera
del metasico di Knigsberg, sebbene egli fosse pi attratto dagli
aspetti epistemologici che da quelli ontologici.
120
In conclusione, Abraham Calov fu un pensatore di primo rango
fra i metasici del XVII secolo. Egli riusc pi di altri a servirsi della
metasica sureziana per creare una scienza autonoma che avesse
un oggetto totalmente indipendente da quello della teologia, ma
che fosse anche connato fra i limiti dalla logica umana applicata
alla conoscenza della realt. La metasica diviene in Calov quello
spazio neutro fra la nitezza rappresentata dalloggetto della logica
e linnit presente nelloggetto della teologia.
119. Cfr. F.A. Aepinus, Introductionis in Philosophiam Pars II. Philosophia trascendenta-
lis sive Metaphysica, Wilde, Rostock 1714.
120. Cfr. Sgarbi, Kant, Aristotle, 413-416.