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GLI APPALTI PUBBLICI: ATTIVIT INVESTIGATIVE

NEL SETTORE
Relatore:
col. Mario MORI
vice-Comandante ROS-CC di Roma
Premessa
Tra i settori della struttura economica nazionale oggetto dellin-
teresse della criminalit organizzata, quello relativo al controllo dei
pubblici appalti, lambito dove le esperienze investigative acquisi-
te sono tali da poter trarre indicazioni e considerazioni di carattere
generale, ritengo indicative dellandamento del fenomeno.
In particolare, in questa breve disamina, cercher di evidenzia-
re:
i punti di riferimento costanti del sistema elaborato dalle or-
ganizzazioni mafiose per il controllo degli appalti;
le modalit operative adottate dai gruppi criminali per indi-
rizzare laggiudicazione dei singoli appalti;
il ruolo delle imprese ed il grado di condizionamento rispetto
al fenomeno mafioso;
alcune possibili ipotesi di intervento, in sede legislativa ed am-
ministrativa, per prevenire gli illeciti e migliorare il sistema di con-
trollo del settore.
Aspetti generali
Le diverse indagini svolte in materia dimostrano lestremo inte-
resse, anzi quasi lesigenza, da parte della criminalit organizzata di
ottenere il controllo degli appalti pubblici e ci in relazione al fatto
che, in particolare nelle zone ad alto indice di mafiosit, il raggiun-
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gimento dellobiettivo si configura, oltre che per il suo ritorno eco-
nomico, come lestrinsecazione stessa dellespressione mafiosa, es-
sendo strettamente legato al dominio del territorio ed alle capacit
di coartare ogni volont attraverso la corruzione o lintimidazione.
Il sistema, delineatosi attraverso le diverse attivit di indagine,
consente di individuare alcune costanti, quali:
lesistenza di appositi gruppi operativi deputati esclusivamente
allacquisizione della gestione del settore imprenditoriale pubblico,
pressoch capillare in alcune zone del territorio nazionale;
la materiale conduzione ed effettiva propriet di imprese di va-
lenza nazionale ed internazionale, al fine di garantire, allattivit
dellorganizzazione, una copertura ed immagine di pulizia e ri-
spettabilit;
la costante penetrazione nel tessuto economico del paese a
mezzo di ingenti investimenti in affari leciti e di associazioni con so-
ciet e gruppi finanziari anche a partecipazione statale;
la capacit dinfiltrazione in apparati ed organismi pubblici e
privati o di condizionamento delle volont a mezzo della forza inti-
midatrice e della corruttibilit di pubblici funzionari ai vari livelli.
In particolare le esperienze maturate dimostrano che la crimi-
nalit organizzata ha potuto indirizzare laggiudicazione di molti ap-
palti in base a precise modalit operative, quali:
limposizione di un preventivo accordo alle impresse circa le
offerte di ribasso da presentare allente appaltante (licitazione priva-
ta), reso possibile solo dalla conoscenza, a priori, dellelenco delle dit-
te invitate a partecipare alla gara e teoricamente noto solo al pre-
detto ente;
la formazione di bandi di gara contenenti clausole particolari,
anche non inerenti specificatamente le modalit di realizzazione
dellopera, tali per da favorire alcune imprese ed evitare la parteci-
pazione di altre non controllabili, con la necessaria complicit dellor-
gano tecnico competente;
la ripartizione di appalti di modesta entit, in genere gestiti
dai comuni, tra le piccole imprese locali o ci per evitarne malu-
mori, possibili motivi di contrasto e quindi reazioni (delazioni, col-
laborazioni con organi investigativi) dannose allintero sistema;
linterferenza nelle scelte delle opere pubbliche da finanzia-
re, mediante la cooperazione di tecnici che si pongono come me-
diatori tra gli enti pubblici finanziatori, le imprese destinate ad
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aggiudicarsi gli appalti e gli enti pubblici finanziati. Questa me-
diazione laddove si verifica produce, tra laltro, il perverso ef-
fetto di alterare il fisiologico processo di programmazione delle ope-
re pubbliche;
la gestione dei subappalti, che nel sistema di controllo non co-
stituiscono pi semplicemente, come nel passato, una forma di in-
gerenza parassitaria, ma piuttosto una tecnica di equilibrato coin-
volgimento di gruppi mafiosi locali;
la ricerca di compiacenze e omissioni nella fase dellesecuzio-
ne dei lavori nonch in quella conclusiva dei collaudi.
In un sistema talmente condizionato, il ruolo delle imprese in-
dubbiamente di difficile lettura, ove si consideri che, nelle zone parti-
colarmente sensibili al fenomeno mafioso, le tipologie comportamen-
tali non sembrano discostarsi molto dalle seguenti alternative capestro:
accettare le regole del gioco ed inserirsi, quindi, in un siste-
ma nel cui ambito ciascuna otterr laggiudicazione degli appalti as-
segnatigli secondo la regia discrezionale dellorganizzazione;
rifiutare dette regole e partecipare ugualmente alle gare, su-
bendo, per, poi, le ritorsioni dellorganizzazione;
evidente, peraltro, che per le imprese non pu valere, sempre,
lo stereotipo delle vittime costrette a piegarsi alle intimidazioni ma-
fiose.
Ci vero allorch le imprese risultino semplici pedine ester-
ne alorganizzazione, di cui sono costrette a subire passivamente la
forza intimidatrice per evitarne le pesanti ritorsioni.
Lassunto non pi sostenibile, invece, allorch le imprese ac-
quisiscono via via un ruolo di partecipazione attiva al sistema delle
combines, usufruendo in maniera continuativa dei vantaggi del mo-
dulo di manipolazione delle gare.
In questi casi, infatti, appare incontestabile la rilevanza pena-
le delle condotte e spetta allindagine di merito stabilire se la par-
tecipazione attiva dellimpresa implichi, sotto il profilo dellelemento
psicologico del reato, ladesione alle metodologie tipiche dellasso-
ciazione mafiosa, ovvero configuri lesclusiva ricerca di vantaggi
compensativi dei pregiudizi subiti per la sottomissione allorganiz-
zazione.
In un quadro cos definito, lindividuazione di forme di collabo-
razione da parte delle imprese per ottenere minore permeabilit del
sistema appare problematica.
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Casi esemplificativi
Si espongono, qui di seguito, le vicende connesse a due inchie-
ste concernenti illecite gestione di appalti pubblici, esemplificative
delle tecniche e delle modalit operative usate nel settore.
1. Tra lestate del 1988 e la primavera del 1990, i Carabinieri di
Palermo consegnavano alla locale Procura della Repubblica una se-
rie dinformative relative allattivit di un gruppo di persone facenti
capo al noto Vito Calogero CIANCIMINO esponente politico gi ri-
tenuto collegato al gruppo mafioso dei corleonesi.
Gli accertamenti avevano preso avvio a seguito di una denuncia
presentata da un tecnico dellimpresa RO.CO.A.MA. s.r.l., circa una
serie di irregolarit relative alla conduzione dei lavori dellappalto
per il potenziamento della rete idrica della citt di Palermo. Nel me-
rito si stabiliva che:
lAziende Municipalizzata Acquedotto Palermo (AMAP), col fi-
nanziamento della Agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno, esperi-
va gara, a mezzo di licitazione privata, per laffidamento dei lavori
dellappalto (lire 6.607.000.000) per il risanamento e potenziamen-
to della rete idrica ad ovest di viale Michelangelo, secondo disposi-
zioni legislative nazionali e regionali ammettendo anche offerte in
aumento stante la riconosciuta inadeguatezza dei prezzi posti a ba-
se del progetto non pi remunerativi in considerazione del tempo
trascorso tra la data di redazione (01.09.1979) e quella di delibera-
zione (26.05.1982). I lavori venivano aggiudicati il 20.07.1983 al rag-
gruppamento dimprese ICES ROCOAMA con unofferta dell87,98%
in aumento rispetto lunica altra partecipante (impresa Arturo CAS-
SINA) che offriva il 90,50%;
La ICES societ del gruppo VASELLI si era aggiudicata anche
lappalto per la ricerca delle perdite nella rete idrica cittadina per
un importo di lire 9.120.000.000 esperito sempre dallAMAP col si-
stema dellappalto-concorso, il 6 agosto 1981, nel quale lofferta del-
la ICES era stata valutata come la pi vantaggiosa in relazione al va-
lore tecnico degli interventi proposti ai prezzi offerti ed al termine
di esecuzione. Vale la pena di evidenziare che, nel 1981, la ICES ave-
va una struttura tecnica modesta, non aveva esperienze nel settore
acquedotti ed in Palermo non aveva nemmeno un proprio ufficio. In-
fatti, conservando il ruolo ufficiale di aggiudicataria dellappalto, ave-
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va affidato i relativi lavori in sub-appalto ad imprese locali fino, ov-
viamente, allentrata in vigore della legge 23.12.1982 n. 936. La so-
ciet, inoltre, risultava, aggiudicatoria dellappalto del II lotto della
ricerca perdite nella rete idrica per un importo complessivo di lire
15.000.000.000 e di quello per la Manutenzione degli edifici scola-
stici cittadini ottenuto, nel luglio 1985, con il sistema dellasta pub-
blica, per un importo di lire 10.050.000.000.
La massiccia presenza dellimpresa romana nel mercato im-
prenditoriale palermitano, soprattutto in considerazione della sua ri-
dotta capacit tecnico-operativa, trovava unica spiegazione nel ruo-
lo di prestanome svolto a favore dellex sindaco Vito Calogero CIAN-
CIMINO da Romolo VASELLI, imprenditore, socio di maggioranza
al 97% del pacchetto azionario della ICES.
Il sodalizio tra i due risultava risalire al 1975, stante lesistenza
di intensi rapporti costituiti da cospicue rimesse di denaro dallex
sindaco allimprenditore. Lesame della documentazione bancaria in
sede di perizia giudiziaria permetteva infatti di stabilire che, tra il
1975 e il 1985, risultavano affluite al VASELLI dal CIANCIMINO di-
sponibilit finanziarie per oltre due miliardi e quattrocento milioni.
La fondatezza dalle risultanze investigative veniva confortata dalle
dichiarazioni dello stesso VASELLI il quale, al Giudice Istruttore, am-
metteva che:
qualsiasi libretto di deposito al risparmio o qualsiasi opera-
zione su titoli, firmata VASELLI Romolo, non riguarda me bens
CIANCIMINO Vito. Limprenditore romano affermava di operare
in tal senso, oltre che per un mero interesse personale, anche per
esaudire le richieste di CIANCIMINO Vito poich, data la qualit
del personaggio, sarebbe stato impossibile non accoglierle.
La ICES s.r.l. si era presentata sulla piazza palermitana fondan-
do il suo intento di aggiudicarsi appalti sul fatto di essere estranea
al mercato locale. Tutto ci assecondava, in effetti, quella campagna
di trasparenza nellamministrazione della cosa pubblica allepoca so-
stenuta da molti e basata sullinserimento nei grandi appalti cittadi-
ni di societ non siciliane, nella convinzione di ottenere cos mino-
ri condizionamenti di tipo ambientale.
Laggiudicazione di tali appalti andava a costituire il risultato di
una meditata e specifica programmazione. Infatti, nel 1978, era sta-
to nominato presidente dellAMAP Vincenzo ZANGHI, cugino del
CIANCIMINO.
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Proprio lo ZANGHI, gi inquisito perch in passato autore di
operazioni dintermediazione finanziaria con il congiunto aveva vo-
luto quale direttore dellAzienda, lamico Eugenio VOLPES. I due fun-
zionari, in aperto contrasto con le direttive della Cassa per il Mez-
zogiorno, consentivano, per la gara dappalto del Michelangelo, la
partecipazione di imprese fornite della sola iscrizione allAlbo Re-
gionale, favorendo, di conseguenza, il successo della ICES.
In particolare, pur non essendo previsto nel bando originario di
gara ed in contrasto con le norme legislative in materia, veniva affi-
dato alla ICES, a trattativa privata, il gi citato II lotto dellappalto
per la ricerca perdite.
In tale quadro, assumevano un ruolo di primaria importanza al-
tri funzionari dellAMAP e dellimpresa appaltante, e soprattutto lin-
gegnere ITALIANO Vincenzo, direttore dei lavori e NOTO Francesco
Benito, addetto alla contabilizzazione dei lavori.
Infatti i predetti, in concorso con gli altri sopra richiamati, tut-
ti poi riconosciuti come facenti parte di unassociazione per delin-
quere finalizzata allillecito controllo di appalti relativi alla citt di
Palermo, risultavano documentalmente responsabili di aver abusato
del proprio ufficio per distrarre a favore dellimpresa ICES:
la somma complessiva li lire 800.000.000 per pagamento di
materiale a pi dopera, cio presente in cantiere ma non ancora uti-
lizzato, in realt inesistente e la cui contabilizzazione comunque non
era consentita dal capitolato speciale dellappalto;
somme ingenti contabilizzate e pagate alla predetta societ per
lavori di scavo effettuati con lausilio di martello pneumatico ove in-
vece era stato impiegato escavatore con un guadagno fittizio del 50%
al metro cubo;
la somma complessiva di lire 2.400.000.000 non spettanti allim-
presa perch riferentesi a lavori mai eseguiti e fraudolentemente con-
tabilizzati;
la somma di lire 400.000.000 attestanti la presenza in cantie-
re di ingenti quantit di materiali in realt inesistenti;
il pagamento della fornitura e posa in opera di materiali vari ri-
sultanti, con documentazione contabile falsa, acquistati ed in realt
dati in prestito dallAMAP senza che ci fosse espressamente previsto.
Per quanto sopra riportato, la Procura della Repubblica di Pa-
lermo richiedeva ed otteneva provvedimenti restrittivi a carico di tut-
te le persone coinvolte nella vicenda.
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Il prosieguo delle investigazioni evidenziava ulteriori illeciti nel-
la gestione dellappalto relativo alla Manutenzione degli edifici sco-
lastici della citt.
In particolare, il CIANCIMINO ed il VASELLI, avvalendosi del-
la complicit di funzionari dellAssessorato alla Pubblica Istruzione
e del direttore generale della ICES, riuscivano a:
ottenere somme non dovute di rilevante importo, a titolo di
compenso di lavori e forniture in realt mai effettuati e falsamente
rappresentati negli atti di contabilit;
corrompere il direttore tecnico dei lavori con denaro e lese-
cuzione di lavori in immobili di propriet dello stesso.
Praticamente, in oltre ottanta edifici scolastici, non venivano ef-
fettuati gli interventi di manutenzione, nonostante la presentazione
anche di due perizie supplettive di variante che procuravano alla
ICES notevoli introiti.
Per tali risultanze lAutorit Giudiziaria emetteva ulteriori prov-
vedimenti cautelari a carico del CIANCIMINO, del VASELLI e degli
altri compartecipi.
Laspetto pi significativo dellintera inchiesta consisteva nella di-
mostrazione dellaccertata volont, da parte dei gruppi della crimi-
nalit organizzata, di monopolizzare il settore imprenditoriale pub-
blico palermitano.
Il tutto potendo sfruttare connivenze ed appoggi nella rete di
tecnici e funzionari collocati in tutti gli snodi pi importanti degli
uffici pubblici e pronti, per interesse o timore, ad agevolare i dise-
gni dei gruppi di potere collegati a Cosa Nostra.
2. Nel corso dindagini relative ad illecita gestione di appalti in
Sicilia, il Raggruppamento di appalti in Sicilia, il Raggruppamento
Operativo Speciale dei Carabinieri (ROS) metteva a fuoco lattivit
dellimpresa Tor di Valle Costruzioni, una societ per azioni con se-
de a Roma.
In tale contesto si evidenziava la figura di SIINO Angelo, sog-
getto legato alla famiglia mafiosa di S. Giuseppe Iato (PA), che do-
veva risultare come lelemento deputato da Cosa Nostra al controllo
ed alla gestione degli appalti pubblici.
Nello specifico lattivit investigativa riusciva a delineare le me-
todologie con cui il SIINO realizzava la sua opera di convincimen-
to nei confronti della societ Tor Di Valle, responsabile di non es-
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sersi mantenuta ai patti .Si ritengono a tal proposito esaustive le pa-
role usate a proposito dal G.I.P. di Palermo:
A titolo esemplificativo, vanno qui ricordate, per il loro signifi-
cato generale ed emblematico, talune vicende emerse dalle intercet-
tazioni. La prima quella della rinuncia da parte della Tor Di Valle
s.p.a a proporre ricorso giurisdizionale amministrativo avverso il
provvedimento con cui detta societ era stata esclusa dalla fase
dellesame delle offerte per la licitazione privata indetta dalla SIRAP
s.p.a. per lappalto dei lavori di completamento infrastrutturale
dellarea mista della Madonnuzza in Petralia Soprana (importo di
circa 26 miliari) aggiudicato poi alle imprese di Angelo SIINO e Ca-
taldo FARINELLA. E opportuno premettere a riguardo, che lorga-
nizzazione del SIINO si proponeva di manipolare una numerosa se-
rie di gare di appalto che la SIRAP aveva (o avrebbe) indetto con
fondi della Regione Sciliana per la costruzione di venti aree attrez-
zate per importi di circa 50 miliardi ciascuna.
Laffare complessivo, quindi era di 1000 miliardi, e qualsiasi
comportamento imprenditoriale non aderente alle regole del gioco
avrebbe messo in pericolo la distribuzione degli appalti predetermi-
nata dallorganizzazione.
Si spiega, cos, la ragione dellintervento sulla Tor Di Valle, che
essendo stata esclusa dalla gara, a suo avviso illegittimamente, in-
tendeva proporre ricorso.
Come risulta dalle intercettazioni telefoniche dei Carabinieri, le
pressioni sulla Tor Di Valle vengono inizialmente esercitate, nei con-
fronti delling. Giorgio ZITO, responsabile della societ per la Sici-
lia, da Giuseppe LI PERA, capo-area della RIZZANI de ECCHER
nellisola, ed emissario del gruppo facente capo ad Angelo SIINO. Il
LI PERA spiega allo ZITO che gi si sa in giro che il suo manager
(e cio il dr. CATTI, amministratore della Tor di Valle) vorrebbe fa-
re un p di casino; che il ricorso, destinato ad essere certamente
accolto perch fondato su ragioni inoppugnabili, metterebbe in pe-
ricolo lintero sistema di gare di appalto indette, o ancora da indi-
re, da parte della SIRAP, definito come i lavori che noi (cio il LI
PERA, e i suoi referenti, SIINO, FARINELA, ecc.) abbiamo orga-
nizzato; che in tal modo si creerebbe un vespaio tale che in pra-
tica qui (in Sicilia) difficile lavorare; che vi una situazione te-
sa che ha bisogno di un mediatore e cio lo stesso LI PERA); che
la Tor Di Valle deve rinunciare al ricorso perch altrimenti avr
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grossi guai e viceversa, facendo cos avr diversi vantaggi; che quel-
lo siciliano un mondo un p particolare in cui bisogna abituarsi
alle regole del gioco; che la Tor Di Valle (rinunziando al ricorso)
ha la possibilit di entrare dalla porta principale e non dalle fine-
stre rompendo i vetri.
Dopo questo primo approccio, LI PERA accompagna SIINO e
Vito BUSCEMI presso ling. ZITO, il quale bene intende la persona-
lit mafiosa dei suoi interlocutori e ne resta palesemente intimidito.
Invero, in un successiva conversazione con altro funzionario del-
la Tor Di Valle, e quindi in una conversione con il responsabile del-
la societ, dott. CATTI, lo ZITO evita persino di fare i nomi dei suoi
interlocutori (quello che comincia con la S quello che conta di
pi) e sottolinea preoccupato che (il SIINO) molto assuadente
ma nello stesso tempo un... molto ... insomma nel contesto del di-
scorso trapelano chiaramente anche se non in maniera evidente le
possibilit negative di interrompere le trattative con lui....
Come si osserva nellinformativa del Carabinieri del 16.2.1991,
ci che sconcerta in queste conversazioni, il rispetto, il timore, la
rassegnazione dimostrata nei confronti delluomo che conta per-
ch altrimenti avremo grossi guai e viceversa facendo cos avremmo
diversi vantaggi, quello che inizia con la S, da lui che il dr. CAT-
TI vuole la risposta.
Lincontro tra ZITO, SIINO, BUSCEMI e gli altri costituisce
lesemplificazione pratica del dettato dellart. 416 bis del codice pe-
nale. Raramente si era ottenuta una prova cos diretta immediata ed
efficace di come gli uomini di Cosa Nostra si muovessero nellambi-
to dellattivit economico imprenditoriale.
Il pericolo colto subito dalling. ZITO e dai suoi colleghi che,
evidentemente, ben conoscono linterlocutore.
Il geometra LI PERA, daltronde, aveva gi consigliato ZITO di
fungere da mediatore nella controversia, tentando di operare a favore
della mancata presentazione del ricorso per la gara di Petralia Sopra-
na. LI PERA uomo donore e, a ragione veduta, consiglia lamico.
qui si pu lavorare bene, per devi adeguarti alle regole del
gioco, questo il senso del messaggio sembra questo adesso c
la possibilit di entrare dalla porta principale, non entrare dalla fi-
nestra rompendo i vetri.
e mi ha detto, poi, a lei personalmente, quando ha bisogno
di qualsiasi cosa, per qualsiasi cosa, pensa che possiamo interveni-
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re, si consigli con il mio amico che era l presente pure lui e siamo
disposti ad aiutarla a risolvere tutti i problemi....
...e dice che sono mille miliardi che ha da giocarsi....
Sebbene sia inutile qualsiasi commento, da sottolineare che le
conversazioni costituiscono la prova del controllo capillare e pun-
tuale di ogni appalto di opere pubbliche da parte di Cosa Nostra.
controllo che praticamente, significa gestione. Lo stesso ZITO ne for-
nisce la riprova: ...direi che potremmo verificarlo subito con la ga-
ra successiva...; e SIINO si dice disponibile per garantire la perdi-
ta subita dalla Tor Di Valle con lassegnazione di un altro appalto.
Il titolare della Tor di Valle decide di adeguarsi.
Ling. ZITO palesemente sollevata, si affretta quindi a comin-
ciare a LI PERA la buona notizia che la Tor Di Valle rinunzia al
ricorso, cio per essere pi chiari accetta limposizione del SII-
NO.
E LI PERA rassicura il suo amico ZITO dicendogli che egli era
convinto della sua ragionevolezza ma che la pazzia di un titolare
non si pu mai escludere e che peraltro questo (e cio quello di
un amichevole convincimento) non il sistema che diciamo
noi usiamo di solito.
La vicenda emersa dalle riferite intercettazioni ha trovato una
precisa conferma documentale.
Invero, sulla G.U.R.S. del 29 luglio 1989, veniva pubblicato, dal-
la SIRAP, lavviso di licitazione privata per lappalto dei lavori di com-
pletamento infrastrutturale dellarea mista della Madonnuzza in Pe-
tralia Soprana.
Per la gara pervenivano cinque offerte (su trenta societ pre-
qualificate od invitate a partecipare).
La Tor Di Valle s.p.a. veniva esclusa dalla competizione per la
mancanza di una dichiarazione richiesta allultimo capoverso della
pagina 4 della lettera dinvito. Questo testualmente recita: la societ
appaltante, per ragioni inerenti al finanziamento dellopera, si ri-
serva la facolt di procedere alla consegna dei lavori sotto le riser-
ve di legge contestualmente allaggiudicazione provvisoria dei lavo-
ri e di richiedere limmediato inizio dei lavori. In tal senso limpre-
sa concorrente dovr rilasciare apposita dichiarazione della presen-
te clausola.
Dopo lapertura delle buste, la gara, per un importo complessi-
vo di lire 26.190.472.000 veniva aggiudicata al raggruppamento dim-
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prese Cataldo FARINELLA s.p.a. con sede in Ganci (PA) e SIINO Co-
struzioni s.r.l. con sede in Palermo, via del Granatiere n. 33.
Come si osserva nella informativa del R.O.S. del 16.2.1991, al-
la luce di tali risultanze appare quasi inutile qualsiasi commento.
Questa gara, anche per esigenze dimmagine, non poteva esse-
re assegnata ad altra impresa.
Era necessario che tutto il programma venisse rispettato: la cre-
dibilit di unintera organizzazione era in gioco.
Le conversazioni telefoniche intercettate avevano fornito, per,
ulteriori spunti investigativi.
Il geometra LI PERA, nel suo preliminare contatto con ling.
ZITO aveva premesso che un eventualmente ricorso della Tor Di Val-
le avrebbe inficiato la gara di Petralia Soprana e tutte le altre.
In pratica, se la Tor Di Valle avesse fatto ricorso contro il ban-
do di gara , soprattutto, contro la lettera dinvito della SIRAP, tut-
te le altre gare avrebbero subito le stesse conseguenze, perch su
questo lavoro, per, questi qui erano tutti lavori che non abbiamo
organizzato, tanto vero che in quellerrore sono caduti altri che sa-
pevano che ci sarebbe stato quello proprio che succede, se tu vai
avanti nella tua nel tuo contenzioso fai cadere non solo questo, ma
anche tutti gli altri e quindi ci crea un vespaio tale per cui tu in
pratica, qui, difficile che puoi lavorare ancora.
Lepisodio, di per s gi estremamente significativo, costituiva
una delle tante manifestazioni del potere criminale impersonificato
dal SIINO e documentato attraverso le indagini.
Per brevit di trattazione si riportano gli aspetti di maggior ri-
levanza acquisiti, precisando che ogni episodio riferito trova pun-
tuale riscontro negli accertamenti a suo tempo svolti:
SIINO, Angelo, che ufficialmente risultava titolare di un auto-
salone, lAUTOTEAM s.r.l. con sede in Palermo, con cadenza gior-
naliera riceveva imprenditori provenienti da tutta la Sicilia, pur non
essendo inserito in nessun contesto imprenditoriale legalmente rico-
nosciuto. A lui facevano riferimento, tra laltro, personaggi di non
sottovalutabile spessore mafioso, segno questo (in quella logica com-
portamentale) di un suo riconosciuto ruolo di supremazia, nemme-
no vincolato a limiti territoriali e questo pur nella rigida comparti-
mentazione geografica propria di Cosa Nostra;
molti interventi del SIINO erano diretti alla risoluzione di con-
trasti tra imprese per determinate gare dappalto. Egli si poneva cio
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a garanzia della soluzione di tali divergenze, imponendo i compor-
tamento e le decisione. In pi di una conversazione telefonica in-
tercettata, il SIINO veniva indicato come la persona autorizzata a
dare lassenso, o, comunque, ad avallare iniziative economico-im-
prenditoriali di vario genere;
limpresa, come indicato in precedenza, si prendeva cura di se-
guire liter di sviluppo di un determinato lavoro accollandosi lonere
dellesborso delle tangenti o di quantaltro necessario al finanziamento
dellopera.
In genere essa doveva ricevere dal sistema il PASS ovvero la
garanzia che le altri concorrenti, nel medesimo lavoro, si sarebbero
astenute dal partecipare alla gara o avrebbero proposto offerte con-
cordate in modo da pilotarne laggiudicazione.
Intercettazione telefoniche e documentazione sequestrata con-
fermavano tale prassi, accanto a quella per cui limpresa vincitrice
dellappalto doveva ringraziare, nel senso che doveva rendere ana-
logo favore per gare di altrui interesse;
i sub-appalti, le forniture di materiale e le assunzioni di ope-
rai risultavano appannaggi di Cosa Nostra, per il potere di con-
trollo territoriale derivantene. Ad esempio nei lavori per la costru-
zione dellarea artigianale SIRAP di San Cipirrello (PA), la societ
RIZZANI DE ECCHER concedeva in sub-appalto ad imprese, alcune
delle quali gestite da personaggi inseriti o contigui a gruppi crimi-
nali lavori per quasi 4 miliardi, su 15 di importo totale, senza cal-
colare le notevoli quantit di materiale acquistato per la costruzio-
ne dellopera;
limpresa, il direttore dei lavori, lingegnere capo, i callauda-
tori o lEnte appaltante davano lidea di coordinarsi nellintento di
realizzare una gestione concordata del lavoro. Con ci si vuole in-
tendere che risultava praticamente inesistente il controllo sul com-
portamento dellimpresa e sul rispetto delle clausole contrattuali. Le
frequentissime perizie di variante, altro non risultavano che il mar-
chingegno con cui si faceva ritornare il prezzo dellopera al valore
originario, eliminando cos gli effetti del ribasso presentato in sede
di gara. Le somme a disposizione dellamministrazione, inoltre, ser-
vivano per finanziare tale perizia o per introdurre nuove categorie
di lavori, al momento della redazione del progetto non previste, o
far recuperare allimpresa i pagamenti dalle tangenti precedentemente
effettuati.
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Alcune intercettazioni telefoniche dimostravano come allinizio dei
lavori alcune imprese gi preventivavano in svariati miliardi laumen-
to del costo generale dellopera a fronte del finanziamento iniziale;
la presenza sempre maggiore di imprese a rilevanza naziona-
le od internazionale sul mercato siciliano, risultava essere una for-
ma di mascheramento degli interessi realmente perseguiti dalla cri-
minalit isolana. Il nome di una importante societ del continente
apparentemente garantiva sulla legalit o sulla trasparenza degli ap-
palti. La vicenda di Petralia Soprana relativa alla Tor di Valle, inve-
ce, dimostrava come tutti dovessero sottostare alle scelte dellorga-
nizzazione in tema di appalti pubblici, pena lesclusione dal circuito
economico siciliano;
in pi di una circostanza si rilevava la manomissione delle bu-
ste contenenti lofferta quale estremo mezzo per la determinazione
dellesito di una gara.
Questo accadeva ad esempio in alcuni lavori del comune di Pan-
telleria, dove la RIZZANI DE ECCHER, non rispettando un preven-
tivo accordo, aveva tentato di giungere allaggiudicazione di un ap-
palto destinato invece alla Edilcostruzioni di Roma e ad una societ
intestata al padre del SIINO.
LI PERA Giuseppe, capo commessa per la RIZZANI in Sicilia,
in una conversazione con un suo dirigente, nel consigliare una mo-
difica dellorientamento aziendale nel senso di rinunziare alle gara
di cui sopra, riferiva di aver incontrato persona ad alto livello vici-
no al Nucleo centrale, intendendo per esse SIINO Angelo o CASCIO
Rosario, che lo avevano sollecitato in tal senso;
talune intercettazioni telefoniche dimostravano la predetermi-
nazione dellassegnazione di singoli lavori. In pratica gi mesi prima
che una gara fosse esperita, gli esponenti del sodalizio criminoso co-
noscevano limpresa alla quale la gara stessa sarebbe stata aggiudi-
cata. I riscontri documentali effettuati a posteriori dimostravano sem-
pre la giustezza di tali previsioni;
in alcuni casi si constatava come talune imprese riuscissero,
con il pieno accordo degli amministratori interessati, a redigere ban-
di di gara confacenti alle caratteristiche della propria struttura, per
determinare cos in partenza una selezione dei partecipanti. Si giun-
geva, ad esempio, ad inserire particolari categoria di iscrizioni allAl-
bo dei Costruttori, tecnicamente non utili per il lavoro di aggiudica-
zione, a richiedere la presentazione di numerosissimi o talvolta inu-
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tili documenti in lassi di tempo estremamente brevi tranne che per
coloro che ne avevano preventivamente avuto conoscenza, ed a de-
terminarne la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale in periodi rite-
nuti pi confacenti allo scopo da raggiungere;
in ultimo, si delineava esattamente il ruolo svolto dalla orga-
nizzazione Cosa Nostra che emergeva come primario protagonista
nel settore economico imprenditoriale dellisola. Sulla scorta delle
informative trasmesse il G.I.P. cos si esprimeva nellordinanza di cu-
stodia cautelare in carcere n. 2789/90 N.C. 1694/90 Reg. GIP:
Il presente procedimento ha per oggetto una organizzazione
di tipo mafioso, facente capo attraverso alcuni dei suoi esponenti
di maggior rilievo a Cosa Nostra e finalizzata al controllo di nu-
merosi appalti pubblici in Sicilia.
Tale lettura coordinata consente di delineare con sufficiente
precisione un sistema e un metodo di controllo degli appalti di
opere pubbliche, che costituiscono probabilmente la manifestazione
pi attuale e, per alcuni aspetti, inedita della strategia operativa adot-
tata da Cosa Nostra per il condizionamento di flussi rilevanti del-
la spesa pubblica in Sicilia e per il controllo del mondo imprendi-
toriale.
La pi autentica motivazione dellinteresse delle organizzazioni
mafiose per gli appalti pubblici pu essere compresa soltanto da chi
non commetta lerrore di confondere Cosa Nostra con una qual-
siasi delle altre pur potenti organizzazioni criminali oggi operanti in
Italia o nel mondo.
Il fine ultimo di Cosa Nostra il potere, esercitato attraverso
il controllo del territorio.
In questottica il controllo degli appalti pubblici ha una impor-
tanza fondamentale non tanto per i profitti cui d luogo, ma so-
prattutto per il condizionamento che consente di esercitare nei con-
fronti del mondo imprenditoriale, della Pubblica Amministrazione o
delle fascie sociali beneficiarie, nonch mediante, dei flussi della spe-
sa pubblica....
Tecniche per il controllo illecito degli appalti
Lesperienza investigativa maturata in Sicilia, di cui le due vi-
cende riportate costituiscono esempi qualificati, ha consentito di trac-
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ciare indicazioni di carattere generale sulla organizzazione del siste-
ma illecito di controllo, alcune delle quali gi sinteticamente deli-
neate nelle pagine precedente.
Il metodo dindagine utilizzato in Sicilia stato recentemente
trasferito dal R.O.S. in Campania. Anche qui lattivit sta dimostrando
che, sostanzialmente, il controllo degli appalti pubblici da parte del-
la criminalit organizzata conserva le stesse finalit e viene attuato
con le stesse tecniche.
Rielaborando le acquisizioni si potrebbe tracciare, sinteticamente,
questo quadro generale di metodologia comportamentale nel campo
degli illeciti riferiti agli appalti:
limpresa, in genere, quella che anticipa i capitali c.d. a ri-
schio. Essa contatta chi dellamministrazione autorizzato e di-
sponibile, informando dalla propria capacit di ottenere il finan-
ziamento di una progettazione dopera che rientra tra gli interessi
dellinterlocutore, che non rifiuta non fosse altro che per motivi
politico-clientelari. Lamministrazione spesso si riserva la nomina
del progettista, che a sua votla ringrazier per la nomina impe-
gnando dal 20% al 30% della propria parcella; il recupero avverr,
poi, con le cortesie dellimpresa durante la contabilizzazione del
lavoro.
Redatto il progetto, gli organi tecnici, in genere senza alcuna ve-
rifica, lo approvano consentendo la deliberazione approvativa, da par-
te di persone molto spesso alloscuro di tutto;
approvato amministrativamente il progetto, limpresa (o il pro-
fessionista promotore della sponsorizzazione) contatta le persone
giuste per lottenimento del finanziamento dalla Regione, dallAgen-
zia per lo svilupo del Mezzogiorno o dalla Cassa Depositi e Prestiti
ecc. Da una parte, quindi, lEnte si assume limpegno del finanzia-
mento o dallaltra limpresa simpegna a ringraziare nella misura del
5% o del 10% dellimporto dellappalto. I valori percentuali sono de-
terminati a seconda delle varie intermediazioni: dirette, indirette di
primordine, indirette di terzordine.
Dirette quando limpresa ha un rapporto diretto con chi firma il
finanziamento; indirette di primordine quando il finanziamento av-
viene tramite il personale responsabile (segreteria, gabinetto, fun-
zionari addetti, ecc.); indiretto di terzordine quando il rapporto si
conclude tramite un procacciatore. Alla firma del decreto segue la
consegna del denaro;
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lamministrazione appaltante a questo punto deve garantire che
la gara, pur con i legittimi rischi, venga indirizzata verso quella dit-
ta che ha gi fatto ottenere il finanziamento.
Tale garanzia necessita della copertura degli addetti ai lavori.
Laggiudicazione della gara il momento pi difficile, perch oc-
corre conciliare anche gli interessi delle imprese non coinvolte nel-
lo specifico accordo. A queste vanno promessi lavori, finanziamento
e contropartite.
Limpresa e lEnte si accordano generalmente per una tangente
intorno al 10% da definire a gara conclusa, a consegna dei lavori av-
venuta.
Per tale scopo viene erogata la c.d. anticipazione del 20% o 15%
sullimporto complessivo dei lavori che consente, invece, di tener fe-
de agli impegni assunti con lamministrazione.
La criminalit organizzata o intervenuta prima della gara per
avvisare e mettere daccordo tutti o a lavoro aggiudicato sul proprio
territorio, o inizialmente collusa con lEnte locale o non centra
proprio o viene chiamata in causa come deterrente per situazioni
non altrimenti conciliabili. Si pu verificare che tutto il meccani-
smo sopra indicato sia gestito, per gli affari pi importanti, diret-
tamente dalle organizzazioni mafiose, dallideazione alla realizza-
zione pratica;
lamministrazione ovviamente deve gestire la gara secondo pa-
rametri precisi, per cui ha necessit della complicit degli organi tec-
nici. Cos si studia o si sceglie il metodo di gara, la documentazio-
ne da richiedere (spessissimo inutile o speciosa ma utile al pilotag-
gio), le categoria di iscrizione allAlbo (per cui integrando o inter-
pretando le diverse variabili si ottiene un quadro inesplicabile ed ar-
ticolato, abbordabile solo ai pochi interessati.
Pubblicato il bando si assegnano tempi brevi per la domanda di
richiesta dinvito, a volte anche venti giorni solamente, utili ad evi-
tare che potenziali concorrenti non graditi possano approntare in
tempo la documentazione richiesta. Pochi cos fanno in tempo ad in-
tervenire;
le domande, una volta pervenute, devono essere studiate, scar-
tando quelle irregolari o fuori termini e, a volte, anche quelle rego-
lari per erroneo esame, inserendolo nuovamente se quella ditta ne
viene casualmente a conoscenza prima o durante lo svolgimento del-
la gara con dichiarazioni a verbale. Se tutto ha seguito il previsto
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svolgimento possono anche partire gli inviti a partecipare, salvo la
necessit di soprassedere, di personalizzare gli inviti stessi e per-
mettere allimpresa di intervenire per qualche inconveniente im-
provvisamente presentatosi;
la lettera dinvito precisa il giorno e lora dello svolgimento
della gara o di apertura delle buste, che chiuse sigillate devono per-
venire in genere 24 ore prima del giorno fissato; ci consente la
possibilit di aprire le stesse e controllare che tutto sia come con-
cordato. Approvato il verbale di gara si passa alla fase contrattua-
le e nelle more avviene la consegna dei lavori perch non si perda
tempo nella consegna dellanticipazione che la legge prevede ven-
ga elargita ancor prima di effettuare i lavori e ci per tener fede
agli impegni con lamministrazione che ha concesso il finanzia-
mento;
per il capo famiglia o capo-zona, nellipotesi che non abbia
partecipato alle prime fasi dellaccordo, serve un altro 5%-10% per
la guardiania.
Lesecuzione del lavoro lunica cosa penalizzata del tutto. Per
essa ci sar alla fine un collaudatore amico. Sicuri di ci lievitano i
lavori speciali tra cui gli scavi in genere che, non solo aumentano il
volume, ma da scavi di terra si trasformano in scavi di roccia anche
durissima, come dimostreranno le analisi del geologo di turno che,
con qualche campionatura di materiale anche inesistente nella zona
lavori, permetter le prove di laboratorio. Cos limpresa rientra nel-
le spese sostenute in anticipo e ricompensa il direttore dei lavori e
il progettista.
A questo punto possono iniziare le lievitazioni dei prezzi e di
quantit di lavori, speciali e strumentali, con cambio di categorie dei
lavori stessi. Poi ci sono le maggiorazioni contabili che sono porta-
te anche allesasperazione rendendo costosissima unopera che in
realt non lo .
Senza contare le perizie di variante e supplettive;
il direttore dei lavori progettista, poi, avanza un progetto
molto spesso senza essere mai andato sui luoghi, per cui si incontra
una casa dove si costruir una strada o una caverna dove sorger un
palazzo, mentre si dichiara per legge che i luoghi non hanno subito
variazioni ed alla fine si realizzano non pi del 40% delle opere pro-
gettate mentre sono state impiegate il 100% delle somme disponibi-
li con le varianti in aggiunta.
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Proposte per una bonifica del settore
Lesperienza investigativa maturata nel campo dei pubblici ap-
palti, consente di enucleare tre principali settori di intervento, per
una bonifica del sistema e cio:
a. la riduzione della discrezionalit nel finanziamento delle ope-
re pubbliche;
b. i controlli in fase di aggiudicazione degli appalti;
c. i controlli nellesecuzione dei lavori.
a. Per quanto concerne la discrezionalit dei finanziamenti, si
ritengono opportuni i seguenti interventi:
introduzione di norme che garantiscano maggiormente il ri-
spetto delle pianificazioni poliennali e consentano di indirizzare i fi-
nanziamenti in relazione alle effettive esigenze della collettivit e non
alla mera esistenza di disponibilit in determinati capitoli di spesa;
riduzione degli enti legittimati a bandire gli appalti pubblici al
fine di migliorarne la professionalit nella gestione e per ottenere
lampliamento della possibilit di controllo sotto il profilo ammini-
strativo.
b) I controlli in fase di aggiudicazione potrebbero essere mi-
gliorati mediante:
una rigida regolamentazione dei bandi di gara da utilizzare nei
diversi tipi di appalto, per evitare che il singolo ente possa inserire
richieste di categorie di iscrizione o documentazione in modo di-
screzionale, allo scopo di ridurre la partecipazione alle imprese e fa-
vorirne solo alcune;
il divieto di ricorrere a perizie di variante, spesso concordate
preventivamente tra direzione lavori ed imprese, per il raggiungi-
mento di illeciti profitti;
lindicazione preventiva, in fase progettuale, delle tipologie di
lavoro da assoggettare al regime del subappalto;
- il minore ricorso alla licitazione privata ed alla trattativa pri-
vata, privilegiando lappalto concorso e favorendo lampliamento del
numero delle imprese partecipanti alle gare;
la cancellazione, temporanea o definitiva, dai rispettivi albi,
per i professionisti e le imprese condannati per reati connessi alla
concessione di appalti pubblici;
linformatizzazione di tutte le notizie inerenti ogni gara dap-
palto indetta sul territorio nazionale;
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la revisione delle pene previste per la turbativa dasta o per gli
altri reati, connessi allaggiudicazione e gestione degli appalti.
c) Lesecuzione dei lavori potrebbe infine essere migliorata at-
traverso:
controlli a campione da parte della Guardia di Finanza, sulla
contabilit dei lavori, sulle imprese appaltanti e sulle ditte fornitrici;
il divieto di conferimento di incarichi professionali a pubblici
funzionari inseriti in organismi di controllo;
la previsione di commissioni di collaudo miste, composte da
liberi professionisti, funzionari ed ufficiali dei ruoli tecnici delle For-
ze Armate;
laumento delle pene previste per la frode nelle pubbliche for-
niture e per gli altri reati connessi allesecuzione delle opere.
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