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Studium Biblicum Franciscanum Jerusalem


Anno accademico 2009-2010
Lezione 5 12 marzo 2010

IL METODO NARRATIVO 5
don Matteo Crimella

0. Introduzione
bene precisare ancora una volta che lanalisi narrativa deve assolutamente
dialogare con le altre metodologie esegetiche. Sarebbe ingenuo immaginare che
una semplice e/o meccanica applicazione delle tecniche faccia emergere
luniverso narrativo e sia sufficiente per interpretare teologicamente una pagina
biblica. Daltro canto occorre pure ricordare che tutti i metodi sono a servizio di
un unico compito, quello ermeneutico. A nulla servirebbero lo studio delle
lingue, lapprofondimento della sintassi, la precisazione del Sitz im Leben,
lindividuazione del tempo di composizione senza giungere allatto
ermeneutico che si interroga a proposito del senso teologico di un racconto.
Rimane indubbiamente vera la distinzione ormai classica che assegna
agli studi storico-critici lindagine del documento, mentre agli studi sincronici
lanalisi del monumento. I primi cercano quanto sta dietro il testo, i secondi,
invece, esaminando semplicemente il testo ut jacet, cos come si presenta oggi.
Ma pur vero che per conoscere un monumento bisogna distinguerne lo stile e
lepoca e quindi inserirlo allinterno di un mondo; per converso, conoscere un
documento chiede un tempo di indagine per analizzare tutti i suoi dettagli. Ma
c pure un altro modo di leggere, quello che rileva limportanza del lettore.
Come un testo musicale ha bisogno di uno strumentista per essere eseguito, cos
il lettore interviene per interpretare un testo letterario. Lo strumentista,
naturalmente, legge la partitura e ne offre uninterpretazione che sar ritenuta
coerente, problematica, oppure semplicemente falsa.

1. Intreccio
Il libro di Rut
1
certamente uno dei pi famosi e meglio riusciti racconti biblici.
Si tratta di una celebre vicenda popolare: la storia di un matrimonio ben
riuscito fra una ragazza povera e un ricco possidente. Dallantichit fino ai
nostri giorni decine sono i racconti che ripercorrono questa classica trama con
infinite varianti. Ma il racconto di Rut aggiunge alcuni dettagli importanti: la

1
Cfr. E.F. CAMPBELL, Ruth. A New Translation with Introduction, Notes, and Commentary (AncB 7),
Doubleday, New York 1975; A. NICCACCI P. PAZZINI, Il rotolo di Rut. - - .:. Analisi del testo
ebraico (SBFA 51), Franciscan Printing, Jerusalem 2001; D. SCAIOLA, Rut. Nuova versione,
introduzione e commento (LB), Paoline, Milano 2009. Sono soprattutto debitore di A. WNIN, Le
livre de Ruth. Analyse narrative, Cahiers vangile 104 (1998) 5-62; J.-L. SKA, Le livre de Ruth
ou lart narratif biblique dans lAncien Testament, in D. MARGUERAT (d.), La Bible en rcits.
Lexgse biblique lheure du lecteur (MoBi 48) Labor et Fides, Genve 2003, 41-72;
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donna una vedova e una straniera, senza genitori, n figli, n sostentamento;
non ci vuole molta fantasia per capire che il suo problema trovare un marito.
In realt la vicenda si complica a motivo della suocera, anchella vedova senza
figli, cio senza una discendenza. Ma se Rut giovane, Noemi anziana sicch
il suo nome destinato a perire per sempre. I due problemi sintersecano,
dando vita ad un singolare e straordinario racconto. Alla fine Rut trover un
marito ricco e generoso e Noemi vedr una discendenza grazie a Rut e Booz.
Cerchiamo anzitutto di determinare lintreccio che assomiglia ad una
pice teatrale: un prologo, quattro atti e un epilogo.
Il prologo (1,1-5) pone un problema: tre donne restano vedove senza
figli: Noemi e le sue nuore (Rut e Orpa). Il primo atto descrive il ritorno a
Betlemme (1,6-22), il secondo lincontro diurno di Booz e Rut nei campi (2,1-23),
il terzo il loro incontro notturno sullaia (3,1-18), il quarto la conclusione del
matrimonio (4,1-12); lepilogo, infine, la nascita di Obed, figlio che Booz e Rut
mettono al mondo per Noemi (4,13-22). La struttura semplice: una volta posto
il problema si tratta di superare gli ostacoli per giungere ad una soluzione, cio
il matrimonio e la nascita del bambino. Uno degli ostacoli la fame: Elimelek
andato nella terra di Moab perch a Betlemme non cera pane; nel momento in
cui le donne tornano a Betlemme perch c abbondanza, la fame le attanaglia
ancora.
Si pu ipotizzare una costruzione concentrica: al prologo corrisponde
lepilogo: se allinizio tutti muoiono, alla fine c una nascita. Si tratta dunque di
una storia abbastanza particolare, che inizia con la morte e termina con la
nascita. cio una storia di speranza, aperta al futuro. Al primo atto (dominato
dallazione di Rut che supera la Legge attaccandosi alla suocera) corrisponde il
quarto atto (Booz si offre volontario per riscattare il nome del defunto). Nel
primo atto Orpa una figura di spalla che pone in risalto la generosit di Rut;
nel quarto atto invece il parente prossimo pone in luce la generosit di Booz. Il
primo atto si conclude col pianto di Noemi (1,19-22) mentre il quarto atto con
un augurio da parte del popolo e degli anziani (4,11-12).
Al centro (il secondo e terzo atto) v lincontro dei due personaggi
principali, Rut e Booz: il primo incontro nel campo di orzo avviene per caso
(2,8-14), il secondo incontro, invece, programmato e si svolge sullaia (3,7-15).
Ambedue gli incontri sono inquadrati dai dialoghi fra Rut e Noemi: allinizio si
tratta di quello che Rut sta per fare (2,1-3; 3,1-5); alla fine invece Rut racconta a
Noemi quanto successo con Booz e porta con s del cibo (2,18-23; 3,16-18). In
queste due parti il narratore gioca sui diversi gradi di conoscenza dei due
personaggi: al cap. 2 Booz conosce Rut per mezzo del capo dei suoi servitori
(2,4-7) mentre la donna ignora lidentit delluomo che le rivelata da Noemi
(2,20). Inversamente al cap. 3 Rut sa quello che deve fare (3,1-5) e lo realizza
allinsaputa di Booz che lo viene a sapere solo dopo (3,9).
Il primo atto descrive il ritorno a Betlemme, reso possibile dalla visita di
Dio (1,6), ed centrato sulla conversazione fra Noemi e le nuore. Il narratore
pone attenzione solo a questo particolare di cui si evidenziano tre elementi
principali: Noemi non pu pi fare nulla per le sue nuore ed ella stessa
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disperata; Dio si manifestato come lavversario della donna (1,13); Rut
desidera restare con sua suocera e fa un giuramento nel nome del Dio dIsraele
(1,17, lunica volta in cui la donna pronuncia il nome divino). Mentre Noemi
proclama che Dio le si rivoltato contro, Rut giura proprio sul nome di quel
Dio. Il riferimento alla mietitura dellorzo (1,22) anticipa il tema del secondo
atto mentre ricorda il problema fondamentale delle due donne, ovverosia la
sussistenza.
Il secondo atto introduce Booz (2,1). Il lettore immagina che luomo possa
risolvere tutti i problemi: si tratta di un parente ricco che potr dunque risolvere
la difficile situazione economica delle due donne; inoltre un marito ideale, in
quanto appartenente al clan del marito defunto.
A partire da questi dati il lettore indovina la soluzione, ma il problema
come i problemi saranno risolti. Tre sono gli ostacoli che si presentano: Rut
straniera (2,10) e non appartiene alla stessa classe sociale di Booz. V poi un
rivale (3,12-13) che ha un vantaggio giuridico su Booz: un parente pi
prossimo di Elimelek. Le tre questioni si risolveranno nel prosieguo della
narrazione. Rut ricever il permesso di soggiornare in Israele come cittadina e
guadagner credito agli occhi di Booz e dei Betlemmiti; Booz infine dovr
affrontare il rivale (almeno a parole). Rut anzitutto si guadagna il favore di
Booz proprio per mezzo del gesto che ha fatto nei confronti della suocera (2,10-
11). Rut cio non ha avuto torto di cercare la protezione del Dio dIsraele. La
ricompensa di Rut sar Booz stesso. La generosit di Rut verso Noemi
rimpiazza il suo diritto di cittadinanza e le ottiene il permesso di soggiorno. Nel
momento in cui Rut torna alla sera (2,18-20) presso Noemi, la suocera
comprende che Booz sar il redentore (s. - 2,20) della nuora, nutrir entrambe
le donne (2,21) e sposer Rut. Sicch i due problemi posti precedentemente
sembrano avere una soluzione.
Ma come potranno sposarsi Booz e Rut? Sono di due ceti sociali diversi e
questo non senza importanza. necessario rileggere 3,10-13, in particolare il
v. 11: Perch tutta la porta del mio popolo sa che una donna di valore tu sei.
La porta del mio popolo il luogo dove si riunivano i notabili della citt per
discutere gli affari pubblici, menzionato in 4,1. cio cosa nota e ufficiale che
Rut sia una donna di valore ( -:s), una donna di buona famiglia, che pu
sposare un uomo di valore, ( :. :s - 2,1), un notabile. Come Rut ha
assunto questo titolo? Esattamente nel modo in cui ha acquistato il suo titolo di
cittadinanza, cio per mezzo della sua generosit nei confronti della suocera.
Inoltre Booz ricorda due atti di fedelt di cui Rut ha dato prova: anzitutto
accompagnare sua suocera (2,11), poi voler sposare Booz per dare una
discendenza a Noemi. Sicch Rut appartiene alla stessa classe sociale di Booz. A
questo punto entra in gioco colui che ha pi diritti di Booz. Lingresso di un
simile personaggio ha il ruolo di un deus ex machina. Allorch tutto pareva
risolto, una nuova difficolt si presenta sulla scena. Due sono le ragioni che
possono essere invocate: Booz deve fare la sua parte e mostrarsi generoso
almeno quanto Rut, come dimostrer il quarto atto (4,1-12).
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Gi la conclusione del cap. 3 prepara il finale (3,18): Rut avr un marito,
Noemi una discendenza e le due donne vivranno serene. Le soluzioni
temporanee (quella di un giorno 2,8-9 e quella della mietitura 2,21) sono
superate da quella definitiva. La soluzione del problema del rivale semplice e
Booz risolve velocemente il problema in ragione della propria generosit.
Il finale il classico happy end. Alla fine Dio ha dato a Rut un figlio per
Noemi: la donna dunque non ha avuto torto a seguire la suocera e adorare il
suo Dio.

2. La caratterizzazione di Noemi (cap. 1)
Linizio della narrazione (1,1-5) caratterizzata dalla migrazione, dai matrimoni
e dal decesso degli uomini. Tutto raccontato con grande velocit e alla fine
Noemi resta sola. Lambientazione nel tempo dei Giudici ricorda il celebre
schema teologico (peccato, disgrazia, grido e conversione, salvezza, cfr. Gdc
2,11-18) e risuona come un invito indiretto alla conversione. Mentre Elimelek
cerca di sfuggire alla fame (e per questo esce dal suo Paese, entra a Moab e
sfugge alla carestia), di fatto incontra la morte. Lironia fine: si lascia
Betlemme (la casa del pane) per vivere ma in realt si va verso la morte. V
forse anche un riferimento pi sottile. Alla fine del libro dei Giudici verano due
racconti nei quali si lasciava Betlemme. Il primo racconto narra di un levita che
andava sulle montagne di Efraim e si poneva al servizio dellidolo di Mica (Gdc
17,8); il secondo racconto narra di un levita che cercava la sua concubina
proveniente da Betlemme per ricondurla sulle montagne di Efraim (Gdc 19,1-3).
Durante il viaggio la donna era violentata e il crimine provocava la guerra fra le
trib dIsraele (Gdc 19-21). Gli elementi che abbiamo ricordato costituiscono
lenciclopedia personale del lettore: egli sa che lasciare Betlemme ai tempi dei
Giudici non porta nulla di buono. Luomo inoltre si reca a Moab, campagna
fertile dove si raccolgono i frutti della terra. Ma i Moabiti sono stati diffidati da
Mos in quanto si sono opposti al passaggio dIsraele in cammino verso la terra
di Canaan (Dt 23,4-6) e hanno inviato Balaam per maledire il popolo (Nm 22,1-
6). Inoltre i figli di Moab hanno spinto il popolo allidolatria (Nm 25,1-5)
provocando la collera di Dio. Detto altrimenti: a dispetto del suo nome che
proclama la regalit di Dio, Elimelek sembra pronto a tutto per affrontare la
fame. Risulta allora sorprendente che quelluomo trovi la morte nella terra di
Moab?
Dopo la morte di Elimelek rimane Noemi: il verbo s: (rimanere 1,3)
designa spesso i sopravvissuti scampati al castigo divino (Gen 7,23; Am 5,3.15;
Is 4,3). Il matrimonio dei suoi figli con le donne moabite descritto con il verbo
sc. (invece del pi usuale 4,13): si tratta dello stesso verbo usato in Esd
9,2.12; 10,44; Ne 13,25 a proposito dei matrimoni con donne straniere,
soprattutto moabite, matrimoni proibiti dalla Legge (cfr. Dt 7,1-4). La morte dei
due figli di Elimelek, in realt, pare essere provocata dalla scelta di restare dieci
anni in quella terra, prolungando il peccato del padre. Alla fine scampa la sola
Noemi, chiamata qui semplicemente la donna (1,5): non pi n sposa n
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madre. Il narratore sottolinea che la donna ha perso i suoi bambini ( - 1,5)
mentre precedentemente (1,3) il narratore aveva parlato di figli (.:).
Questa seconda perdita peggiore della prima e fa la sua tristezza, come lei
stessa dir con particolare pathos (1,12).
Al termine dellesposizione (situazione iniziale) solo tre donne restano in
vita: sono tre vedove. Lintreccio prende avvio da questa situazione. E tuttavia
il finale dellesposizione non rivela la presenza delle due nuore, ma
semplicemente la presenza di Noemi che senza figli (1,5). In altre parole: la
storia raccontata dal punto di vista di Noemi privata del marito e dei figli;
questa mancanza il punto determinante che sar risolto alla fine.
Quando questa donna si alza (1,6) per partire sola (notare il verbo al
singolare). Sono le nuore che prendono liniziativa e vanno con lei. Per mezzo
di uninversione cronologica (la fabula : il Signore dona pane, Noemi lo viene a
sapere e quindi parte) si pone laccento sul fatto che motivo della partenza la
visita del Signore (1,6). Ci che muove Noemi non solo il bisogno di fuggire
dai suoi mali ma il desiderio di andare dove regna labbondanza. Ritorna presso
il suo popolo allorch ha appreso che Dio ha messo fine alla carestia. Ma come
noto il verbo :: ha pure il significato di convertirsi: Noemi si converte
solo quando viene a sapere che il Signore ricomincia a dare. Questo tratto del
personaggio non fa certamente onore alla donna, bench sia in una difficile
situazione.
Se Elimelek ha lasciato Betlemme, la casa del pane, per cercare pane e
ha trovato solo la morte anche della sua casa (nel senso di famiglia), Noemi
torna a Betlemme a causa del pane donato da Dio, ma con una famiglia ormai
distrutta. Il pane si trover ma che ne sar della famiglia di Elimelek? Rut pi
tardi rifiuter di tornare alla casa di sua madre (1,8) nella speranza di un marito
(1,9) in nome della devozione alla suocera senza casa (1,8). Alla fine trover una
casa, quella di un uomo generoso che le dar non solo da mangiare, ma che
contribuir a costruire, proprio a Betlemme, la casa dIsraele (4,11-12).
Allorch Noemi parte v una sorpresa: le nuore laccompagnano (1,7). A
questo punto la donna fa un discorso per convincere le due nuore a restare
(1,11-13). Largomento addotto pare essere quello della sua vecchiaia. In realt il
discorso rivela il personaggio di Noemi e quanto la preoccupa. Malgrado le
apparenze, Noemi non ha interesse per le sue nuore. Se la prima domanda che
pone sembra essere aperta (Perch voi dovreste venire con me? v. 11), in
realt la seconda orienta la risposta su un impossibile matrimonio secondo le
leggi del levirato. In altre parole: Noemi pensa alle nuore solo come a potenziali
spose dei figli che ella non potr mai pi avere. Le sue nuore le interessano solo
in quanto spose dei suoi figli. Pare che Noemi sia premurosa verso Rut e Orpa;
in realt ci che la infastidisce limpossibilit di avere dei figli da offrire alle
nuore. La triplice ricorrenza di (3,11-13) e la centralit del riferimento ai
propri figli nel discorso mostra che Noemi intende andarsene sola. Il
ragionamento di Noemi interamente basato sulla legge del levirato (Dt 25,5-6).
Ma, come il racconto riveler poi, v qualcuno che potr riscattare il nome del
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defunto (Rt 3-4). Perch allora questa insistenza sui propri figli assenti? Ancora
una volta tutto il discorso della donna centrato su se stessa.
Una controprova di questo atteggiamento nellaugurio che Noemi fa
alle nuore: augura loro di trovare marito. Quanto le manca lo augura alle nuore.
Ma proprio perch le nuore hanno ancora una speranza di trovare marito la
situazione per lei si rivela essere ancora pi amara. Anche il riferimento
assolutamente unico alla casa della madre (1,8) evidenzia il fatto che Noemi
proietta sulle nuore e sulle loro famiglie la sua situazione, quella di una donna
senza marito.
In realt il lungo e patetico lamento di Rut risuona come una richiesta
daiuto. Mentre infatti Noemi chiede alle nuore di andarsene, daltra parte le
invoca perch non labbandonino. Il fatto che si lasci accompagnare un segno
della confusione nella quale si trova: mentre chiede una cosa ne fa unaltra.
Siamo cio di fronte a parole ambigue che, proprio perch interamente centrate
su se stessa, hanno leffetto di ottenere quanto negano. Porta acqua al nostro
mulino anche un altro dato: allorch le due donne arrivano a Betlemme e la citt
sinteressa a loro (1,19), Noemi parla solo di se stessa e non fa alcun cenno alla
nuora. Inoltre, con un sottile gioco dincastri, Noemi parla di Jhwh ma pure di
Shaddai (1,20-21). Il riferimento a Shaddai forse una sottile allusione alla
radice : (agire con violenza) e quindi unaccusa a Dio? Oppure,
coerentemente con luso tipico dei racconti patriarcali nei quali questo titolo
sempre legato alla benedizione e alla fecondit (Gen 17,1; 28,3-4; 35,11; 43,14;
48,3; 49,25), la sua invocazione precisamente legata al dramma di
unimpossibile fecondit? Impressiona che nel suo lamento per il vuoto, nel suo
grido per la nuova situazione di amarezza che ha preso il posto della gioia,
Noemi non faccia alcun riferimento a Rut che con lei.

3. Rut e i patriarchi dIsraele
Come il narratore caratterizza Rut? Percorriamo la strada dellintertestualit; in
altri termini ci chiediamo se i tratti della sua figura contengano allusioni ad
altre figure bibliche. Scopriremo che il testo fa volentieri riferimento alle figure
patriarcali e, facendo appello allenciclopedia personale del lettore, permette di
comprendere il personaggio proprio in quella luce.
In 1,22 il narratore designa Rut come la moabita che tornata dai campi
di Moab. Nello stesso modo la donna presentata a Booz dal sorvegliante dei
mietitori. Queste espressioni rimandano alla scelta che Rut ha fatto, espressa
dalle dichiarazioni di 1,16-17: il tuo popolo il mio popolo e il tuo Dio il mio
Dio ( s s :. :.) nella quale v un chiaro riferimento alla
formula dellalleanza (:. : : s : - - Ger
31,33). La conversione si esplicita concretamente nel cammino di ritorno con
Noemi.
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Tuttavia Rut una moabita, cio una discendente di Lot e della sua figlia
maggiore (Gen 19)
2
. Fra lepisodio della concezione di Moab (Gen 19,30-38) e Rt
3,1-10 ci sono non pochi contatti. Le due scene seguono sempre un disastro
familiare dove due donne perdono il loro marito e sono dunque
nellimpossibilit di assicurare la discendenza. Ci spinge le donne ad
escogitare un piano per giungere al risultato. I fatti succedono di notte, dopo
che luomo ha bevuto e si sdraiato. Il vocabolario delle due scene riflette il
medesimo stratagemma: la donna arriva (Gen 19,33; Rt 3,7), si sdraia (Gen
19,32.33.34; Rt 3,3.4.7.8) di notte (Gen 19,33.34.35; Rt 3,2.8), (non) conosce
luomo (Gen 19,33.35; Rt 3,3.4). Le similitudini sono evidenti ma vi sono pure
significative differenze. La figlia maggiore di Lot prende liniziativa, ubriaca il
padre e giunge sino alla relazione sessuale con il genitore; Rut invece segue il
consiglio della suocera ma Booz non si ubriaca e Rut non giace con luomo; al
risveglio di Booz Rut gli chiede di sposarla senza far ricorso ad alcun intrigo. Se
la figlia maggiore di Lot compie un incesto, Rut chiede che Booz sposi una
straniera ma lo faccia secondo la Legge. In altre parole: la relazione fra Rut e
Booz secondo i canoni della Legge.
Un secondo riferimento alla storia dei patriarchi pi evidente. Quando
Booz dice a Rut: Hai abbandonato tuo padre, tua madre e la tua patria per
venire presso un popolo che prima non conoscevi (2,11), il richiamo a Gen
12,1-4 appare essere addirittura scontato. Agli occhi di Booz Rut un Abramo al
femminile. Invece di seguire il cammino di Lot suo antenato, Rut ha seguito le
tracce di Abramo. Mentre Abramo e Lot si erano separati (e Gen 13,9-13),
Rut non si separata (stesso verbo, 1,17) da sua suocera.
Come ha suggerito Alter
3
il primo incontro fra Rut e Booz costituisce una
variante della scena-tipo del riconoscimento al pozzo (Gen 24; 29; Es 2; Gv 4). In
queste scene un giovane uomo straniero incontra una ragazza presso un pozzo;
la donna offre dellacqua per abbeverare uomini e animali, poi la stessa ragazza
annuncia larrivo di un uomo e lo straniero invitato ad un banchetto festoso;
alla fine lo straniero e la ragazza si sposano. Lincontro fra Booz e Rut offre una
variante di questa scena-tipo. Qui la donna straniera (2,6); il dialogo con
luomo non riguarda le greggi da abbeverare ma lorzo da spigolare (2,8-9);
allincontro non segue un banchetto ma per le due donne una sola efa di orzo
una festa (2,14); Rut annuncia lincontro con un parente, suo potenziale marito
(2,18-19). Nonostante la scena sia stata rielaborata, sono tuttavia rimasti alcuni
particolari dellincontro al pozzo: lacqua attinta dai giovani e donata a Rut
(2,9); il fatto che la donna finisca per caso nel campo di Booz (2,4; cfr. il servo di
Abramo in Gen 24,12); quando la nuora comunica a Noemi il nome di Booz, la
sua gioia comparabile alla gioia del servitore di Abramo allorch viene a
sapere che Rebecca una parente del suo padrone (Gen 24,27). Per mezzo di

2
Cfr. H. FISCH, Ruth and the Structure of Covenant History, Vetus Testamentum 32 (1982) 425-
437.
3
R. ALTER, The Art of Biblical Narrative, Allen & Unwin, London Sydney 1981, 58-60.
8

questa allusione il narratore suggerisce un parallelo fra Rut e Rachele, una delle
madri del popolo dIsraele.
Infine lincontro fra Rut e Booz ricorda pure lincontro fra Tamar e Giuda
(Gen 38)
4
. Anche nella scena di Genesi v la morte di due fratelli e un uomo ha
lasciato la sua terra (Gen 38,1). Inoltre a seguito della morte del marito leroina
rimandata a casa dal suocero (Gen 38,11; Rt 1,8-15). Come Tamar cos Rut,
durante una festa agricola, si avvicina ad un parente del marito (un uomo
anziano) in una scena certamente equivoca. In entrambi i casi (per ragioni
differenti) luomo (Giuda e Booz) loda la donna, una volta scoperta la sua
rettitudine: Tamar e Rut hanno corso un notevole rischio per onorare il costume
del levirato. In entrambi i casi le donne sono straniere e cambiano i loro abiti;
inoltre c sempre un elemento ritardante che mette a rischio la buona riuscita
del piano: la condanna di Tamar e la presenza di un parente prossimo.
Abbiamo messo in luce non poche somiglianze fra la vicenda di Rut e
altri famosi episodi anticotestamentari. Ma vi sono anche non trascurabili
differenze. Se in Gen 19 a tema vera un incesto e in Gen 38 vera una relazione
fra suocero e nuora, qui v una relazione casta fra una vedova e un parente di
suo marito. Le figlie di Lot e Tamar hanno agito scaltramente: Rut, invece, mette
fine alle dissimulazioni allorch Booz si sveglia. Contro le istruzioni di Noemi,
Rut imposta la sua relazione con Booz in modo lecito. Tutto ci sottolinea la
finezza di Rut nella relazione con Booz. Nessuna furbizia: solo una profonda
dirittura accompagnata da confidenza generosa.
Se finora il nostro discorso a proposito dellintertestualit si limitato
alle allusioni, il racconto stesso ha un forte segnale narrativo nel quale, per
mezzo di riferimenti, si esplicita la relazione fra Rut e la storia dei patriarchi. In
4,11-12 v un coro di anziani di Betlemme che afferma:
A JHWH dar la donna v. 11b
B che viene verso la tua casa
come
RACHELE e come LEA
che costruirono loro due
la casa dISRAELE.
C E fa valore in Efrata
e grida un nome in Betlemme
B e che la tua casa sia v. 12
come
la casa di PEREZ
che TAMAR partor a GIUDA
A del seme che JHWH dar per te da questa giovane
Nella prima sezione (AB) Rachele e Lea sono le mogli di Giacobbe, madri
dellintero popolo dIsraele. In Rut queste figure matriarcali sono evocate (Rt 2;
cfr. Gen 24; 29) a proposito dellincontro e del futuro matrimonio. Gli ultimi tre

4
E. VAN WOLDE, Texts in Dialogue with Texts: Intertextuality in the Ruth and Tamar
Narratives, Biblical Interpretation 5 (1997) 1-28.
9

nomi (BA), cio Perez, Giuda e Tamar evocano una futura nascita: Perez nato
da Giuda e Tamar. Qui un augurio nei confronti di Rut e Booz (ripreso anche
nella genealogia finale 4,18-22). Al centro del canto c la menzione di Efrata e
Betlemme (C) che preannunciano il punto darrivo della genealogia: Iesse e
Davide, efraimiti di Betlemme (1 Sam 17,12). In Gen 35,16-19 Efrata e Betlemme
sono legati alla morte di Rachele, la prima matriarca cantata dal coro e gi
evocata in Rt 2. Il narratore sembra suggerire che laddove morta la sposa
amata di Giacobbe la vita riprende proprio attraverso Rut, la moabita, dono
(4,11.12) del Signore al popolo di Betlemme di Efrata.

4. Conclusione
Queste semplici osservazioni speriamo che possano aver mostrato la fecondit
di un metodo che, partendo dal testo cos com, cerca di coglierne gli effetti sul
lettore, ponendo in luce alcune strategie per mezzo delle quali il narratore lo
convince. In un tempo in cui le leggi di Esdra e Neemia volevano che Israele,
seme santo (: .), rimanesse separato dalle nazioni impure per
possedere la Terra, il libro di Rut caratterizza la sua eroina secondo la tipologia
delle matriarche dIsraele e addirittura di Abramo. Se per i rigoristi dellepoca
del secondo tempio le donne straniere e i loro figli dovevano essere espulse e i
matrimoni misti proibiti, questo piccolo libretto afferma esattamente il contrario
e con sottile ironia giunge a dire che la bisnonna del re Davide non solo era una
donna moabita, ma era un nuovo Abramo, pari alla madri dIsraele.