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Ernesto Longobardi

Economia tributaria - Soluzioni


degli esercizi
Copyright 2009 The McGraw-Hill Companies srl

Economia tributaria - seconda edizione


Ernesto Longobardi - Copyright 2009 - The McGraw-Hill Companies srl

Soluzioni degli esercizi1

Capitolo 1
Esercizi
1.1 La Figura 29.1 riprende la Figura 1.1. Data la curva di domanda D1 , al
prezzo OP corrisponde la quantit OQ. Per ogni unit da Q a Q1 , il beneficio
marginale superiore al costo marginale, che nel tratto OQ2 risulta pari a zero.
Limitando la fornitura alla quantit Q, si rinuncia quindi a una parte di produzione
che risulta socialmente vantaggiosa. La perdita di benessere misurata dalleccedenza dei benefici sui costi marginali per ogni unit di produzione da Q a Q1 :
larea del triangolo QAQ1 .
In termini pi tecnici la risposta pu essere formulata come segue. In corrispondenza delle quantit efficiente Q1 (quella per la quale il beneficio marginale
eguale al costo marginale) il surplus del consumatore pari allarea del triangolo OBQ1 . In corrispondenza della quantit inefficiente Q (dove il beneficio
marginale superiore al costo marginale) il surplus pari allarea del triangolo
P BA. La riduzione di benessere per i consumatori quindi larea del trapezio
OP AQ1 . Il rettangolo OP AQ rappresenta lentrata per lente che fornisce il servizio. La perdita secca di benessere per la societ dunque data dalla differenza
tra il trapezio OP AQ1 e il rettangolo OP AQ, cio dal triangolo QAQ1 .
1.2 La Figura 29.2 riprende la Figura 1.2. Al prezzo OC la quantit Q1 ,
in corrispondenza della quale si ha leguaglianza tra costo marginale e beneficio marginale privato. La quantit efficiente Q2 , dove si ha leguaglianza tra
costo marginale e beneficio marginale sociale. La perdita di benessere misurata
dalleccedenza dei benefici marginali sociali sui costi marginali per ogni unit di
produzione da Q1 a Q2 : larea del triangolo IHG.
1

I riferimenti (tabelle, grafici ecc.) con il n. 29 si riferiscono a queste Soluzioni, gli altri ai
capitoli del volume.

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Soluzioni degli esercizi

D2

Cmg

D1

Q1

Q2

Q3

Figura 29.1 Data la curva di domanda D1 , il prezzo OP genera una perdita di


benessere pari allarea del triangolo QAQ1 .

1.3
B1 = 1.000
B2 = 2.000

T1 = 300
T2 = 800

1.

t1

300
1000

0,3

(Equazione 1.2)

2.

t2

800
2000

0,4

3.

800 300
2000 1000

0,5

(Equazione 1.3)

1.4
t1

10
100

0,1

t2

14
160

0,0875

(Equazione 1.2)

Al crescere del reddito da 100 a 160 laliquota media passa dal 10% all8,75%:
limposta regressiva.

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Soluzioni degli esercizi

Si vede immediatamente, del resto, senza bisogno delle aliquote medie, che
limposta cresce meno che proporzionalmente rispetto al reddito (limposta proporzionale passerebbe da 10 a 16, limposta progressiva ad un valore superiore a
16, limposta regressiva ad uno inferiore a 16).

1.5 La Tabella 29.1 illustra il calcolo dellaliquota media aggregata, ossia del
rapporto tra il prelievo complessivo e il reddito. Essa risulta costante al crescere
del reddito: il sistema tributario risulta dunque proporzionale.
Tabella 29.1 Distribuzione del prelievo in presenza di imposte sul reddito, sul
consumo e sul patrimonio.
Y

C
Y

Ty

Tc

Ty + Tc + Tk
Y

Tk

1.000

1,0

1.000

300

200

50%

2.000

0,75

1.500

20.000

600

300

100

50%

3.000

0,5

1.500

60.000

900

300

300

50%

F
Bmg s
E

Bmg p

C
D
B

H
I

Q1

Q2

Es

Figura 29.2 Il caso di un servizio pubblico che produce esternalit positive. Se si


pone per intero il costo a carico degli utenti, la quantit (OQ1 ) risulta inferiore alla
quantit ottimale (OQ2 ): la perdita di benessere misurata dal triangolo IHG

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Vero o falso?
1. FALSO. Limposta progressiva se aliquota media, non ammontare assoluto
dellimposta, cresce al crescere della base imponibile.
2. VERO. Generalmente il reddito viene considerato una misura della capacit
contributiva, ma stato anche proposto (per esempio da De Viti de Marco)
come misura del beneficio.
3. FALSO. Il secondo comma dellart. 53 prescrive la progressivit del sistema
tributario.
4. FALSO. Ha qui rilievo la propensione media non la propensione marginale.
5. VERO. Ci sono valide ragioni per considerare la capacit contributiva collegata
ad un reddito da patrimonio superiore a quella che deriva da un reddito da lavoro
di pari ammontare.

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Capitolo 2
Esercizi
2.1
1.

VA

500 + (160 + 45 60 30) 45

570

(Equazione 2.24)

2.

570 130 200 40

200

(Equazione 2.10)

3.

V Apn

570 200

370

(Equazione 2.13)

4.

V Aca

500 45

455

(Equazione 2.26)

5.

rKpm

0, 05 (2.000 0, 60)

60

200 60

140

U cf

500 45 500 130 40

-215

U cf

(U + A V S I) = 200 + 200 115 500

-215

6.

(Equazione 2.6)

Il cash flow risulta negativo perch lautofinanziamento dellesercizio, costituito


dallutile e dallammortamento, non consente lintera copertura del nuovo investimento. Questultimo sar finanziato ricorrendo congiuntamente o alternativamente a: aumenti di capitale, riserve disponibili, indebitamento.
2.2 Considerando la Tabella 2.1 si ottiene:
Saldo in termini di competenza
U
U

1.
2.

=
=

85
85

60

450

Saldo in termini di cassa


1.
2.

pq ven
da cui

590 45 150 35 300


590 + 90 + 15 = 680
680 45 150 35

Il saldo di competenza lutile (U ), il saldo di cassa il cash flow (U cf ).


Lutile risulta uguale nelle due ipotesi perch, con il criterio di competenza, gli investimenti incidono solo per la quota di ammortamento e i prodotti finiti hanno rilievo sia se sono venduti sia se vanno a incrementare le scorte di
magazzino.

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Vero o falso?
1. VERO. Si torni allEquazione (2.20).
2. FALSO. Si torni allEquazione (2.21).
3. VERO. Dal lato dei ricavi si considera il valore delle vendite (non della produzione), dal lato dei costi il valore degli acquisti di beni e servizi intermedi (non
dei consumi intermedi).
4. VERO. Si veda la Tabella 2.3.
5. FALSO. I risultati di impresa sono misurati in termini di cash flow nel valore
aggiunto tipo consumo (si veda la Tabella 2.3).

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Capitolo 3
Esercizi
3.1
pq ven
pN q ven

=
=

137,5
110

Applicando lEquazione (3.1 c) si ottiene:


t=

137, 5 110
= 0, 25
110

3.2 Applicando lEquazione 3.8 si ha:


tiiva =

0, 2
= 0, 16
1 + 0, 2

3.3
1. Laliquota media complessiva dellindividuo A corrisponde a:
tA = 30%
invece quella dellindividuo B risulta:
2000 0, 2 + 3000 0, 3
1300
=
= 26%
5000
5000
2. Assumendo che il benessere dipende esclusivamente dal livello di reddito i due
individui possono considerarsi uguali. Il rispetto dellequit orizzontale impone
la stessa aliquota media, invece con imposte reali progressivi laliquota media
di A risulta maggiore di quella di B.
tB =

Vero o falso?
1. FALSO. Si consideri la Definizione 3.4. Laggettivo reale riferito alle imposte
ha un significato tecnico ben preciso, che non va confuso con altri significati
che lo stesso aggettivo pu assumere nel linguaggio economico (per esempio:
attivit reali vs attivit finanziarie, grandezze reali vs grandezze nominali ecc.).
2. VERO. Si consideri la Proposizione 3.1.
3. FALSO. Laliquota deve essere maggiore perch la base imponibile minore
(dallEquazione (3.8) e (3.9) risulta te > ti ).
4. VERO. Questa la definizione di imposta speciale (Definizione 3.2).
5. VERO. Si consideri la Sezione 3.2.3.

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Capitolo 4
Esercizi
4.1
1. Nella prima ipotesi in A limposta sul reddito complessivo risulta:
TA = 1000 0, 1 + 2000 0, 2 + 2000 0, 3 = 1200
Mentre, limposta pagata allestero :
TB = 2000 0, 2 = 400
Il credito dimposta massimo risulta:
max CI re = TA

YB
YA + YB

= 1200

2000
= 480
5000

Limposta pagata allestero non supera il limite massimo del credito:


TB = 400 < max CI re = 480
di conseguenza il contribuente potr godere di un credito dimposta pari allimposta estera: CI re = 400.
Limposta totale, quindi, risulta:
Tc1 = TA CI re + TB = 1200 400 + 400 = 1200
2. Nella seconda ipotesi in A limposta sul reddito complessivo risulta:
TA = 5000 0, 15 = 750
Il credito dimposta massimo risulta:
max CI re = YB 0, 15 = 2000 0, 15 = 300
In questo caso limposta pagata allestero supera il limite massimo del credito:
TB = 400 > max CI re = 300
di conseguenza il contribuente potr godere di un credito dimposta inferiore
allimposta estera: CI re = 300.
Limposta totale, quindi, risulta:
Tc2 = TA CI re + TB = 750 300 + 400 = 850
Per limporto

TB CI re = 400 300 = 100

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limposta pagata allestero rimane, in parte, a carico del contribuente (doppia


imposizione).
Quando, come nel primo caso, il credito copre lintera imposta estera, il risultato lapplicazione del principio della residenza. Quando invece, come nel
secondo caso, limposta estera eccede il credito, si sovrappongono principio
della residenza e della fonte con conseguente (parziale) doppia imposizione.
Si pu, quindi, concludere che limposta complessiva maggiore nella prima
ipotesi, nonostante nella seconda si abbia doppia imposizione.
4.2
1. Qualora lo stato A preveda il sistema dellesenzione limposta complessiva
risulta:
Tc = TA + TB = 500 + 400 = 900
dove TA = 1000 0, 1 + 2000 0, 2 = 500.
2. In caso di deducibilit dellimposta estera, invece, otteniamo:
Yc = YA + YB TB = 5000 400 = 4600
e applicando gli scaglioni limposta sul reddito complessivo in A risulta:
TA = 1000 0, 1 + 2000 0, 2 + 1600 0, 3 = 980
limposta complessiva, quindi, :
Tc = 980 + 400 = 1380

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Soluzioni degli esercizi

Vero o falso?
1. FLASO. La quota di imposta italiana corrispondente al rapporto fra i redditi
prodotti allestero e il reddito complessivo
TI

Ye
Yc

non rappresenta il credito di imposta ma il limite massimo al credito di imposta. Coincider dunque con il credito effettivamente goduto solo se non supera
limposta definitivamente pagata allestero:
CI re = TI

Ye
Ye
Te TI
Yc
Yc

CI re = Te Te < TI

Ye
Yc

2. FALSO. In caso di deduzione del reddito estero dalla base imponibile la riduzione dimposta dipende dallaliquota marginale della funzione dimposta del
paese di residenza, invece in caso di detrazione il beneficio fiscale indipendente dalla funzione dimposta del paese di residenza. I due sistemi si equivalgono solo quando entrambi i paesi adottano la stessa funzione dimposta
proporzionale.
3. FALSO. Limposta complessiva Tc risulter uguale solo se in entrambi i paesi
limposta proporzionale o il reddito complessivo Yc ripartito in parti uguali
nei due paesi.
4. FALSO. Gli aggiustamenti fiscali di confine sono necessari per lapplicazione
del principio della destinazione.

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Capitolo 5
Esercizi
5.1 Nella traccia vi sono due refusi. La proposizione finale va letta:
Determinare la variazione della pressione fiscale qualora gli assegni soppressi
ammontino a 0,5 punti percentuali di PIL
Si riducono dello stesso ammontare - 0,5 punti di PIL - la spesa e le imposte:
la pressione fiscale passa pertanto dal 45% al 44,5%.
5.2
1. Dalla (5.1) e (5.2) otteniamo la seguente formula della pressione fiscale:
T
= tw y w + tk y k
Y
da cui aggiungendo e sottraendo tk yw si ottiene:
T
Y

= tw y w tk y w + tk y k + tk y w
= (tw tk )yw + tk (yk + yw )
= (tw tk )yw + tk

infine:
(T /Y )
= (tw tk ) < 0 se tw < tk
yw
quindi la pressione fiscale si ridurr.
2. Utilizzando lequazione (5.3) si ottiene:
(T /Y )
= (tk tw ) < 0 se tw > tk
yk
quindi anche in questo secondo caso la pressione fiscale si ridurr.
3. Quando le due aliquote implicite risultano uguali la pressione fiscale rimane invariata al modificarsi della composizione del reddito aggregato, infatti
considerando la (5.3) si ottiene:
(T /Y )
= (tk tw ) = 0
yk

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Vero o falso?
1. FALSO. Limposta sul valore aggiunto classificate tra le imposte sui prodotti.
2. FALSO. La principale imposta italiana lIRPEF con un gettito pari, nel 2006,
al 35% del totale delle entrate tributarie.
3. VERO. Come si legge nel testo (pag. 63) si tratta di basi imponibili potenziali,
derivate dai dati di contabilit nazionale, non di quelle costruite in concreto
dalle legislazioni tributarie.
4. FALSO. La pressione fiscale negli Stati Uniti risulta sensibilmente inferiore
a quella dellEuropa, sia che si consideri larea europea dell OCSE (OCSE
Europa) sia lUnione Europea (UE 15 e 27): si vedano le tabelle 5.1 e 5.3.

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Capitolo 6
Esercizi
6.1
1. Il prezzo e la quantit di equilibrio prima dellintroduzione dellimposta si
ottengono risolvendo il sistema (6.11) :
2q = 10 6q
q = 1, 25
p = 2, 5
2. La quantit e il prezzo di equilibrio dopo lintroduzione dellimposta si ottengono risolvendo il Sistema (29.1) formato dalla curva di domanda originaria D e
dalla nuova curva dofferta S , ottenuta sommando u alla S del Sistema (6.11):

Figura 29.3 Lincidenza di unimposta specifica u = 6 sui venditori. La traslazione


della curva di offerta da S a S determina una contrazione della quantit da 1,25
a 0,5 e il conseguente trasferimento in avanti di una parte dellimposta. Il prezzo
di equilibrio in assenza dimposta, pari a 2,5, passa a un prezzo lordo di 7 e a un
prezzo netto di 1. Limposta risulta per 41 a carico del venditore e per 34 a carico
del compratore.

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D: p = 10 6q
S : p = 6 + 2q

(29.1)

6 + 2q = 10 6q
q1 = 0, 5
p=7
3. Il prezzo di equilibrio netto quello che rimane ai venditori una volta versata
limposta allerario. Va quindi letto sulla curva S, lofferta al netto dellimposta:
pN = 2 0, 5 = 1
4. Limposta a carico dei compratori data da:
p p = 7 2, 5 = 4, 5
Limposta a carico dei venditori:
p P N = 2, 5 1 = 1, 5
La Figura 29.3 offre una lettura grafica dellanalisi precedente.
6.2
1. Caso A
I costi figurativi sono costituiti dalla remunerazione del capitale (rKpm ) e del
lavoro (wLp ) di propriet dellimprenditore.
rKpm
wLp

0,05 * 1000

Totale costi figurativi

=
=

50
100

+
+

150

Applicando le Equazioni (2.5) e (2.6), il profitto risulta:


= 3000 (400 + 100 + 300 + 500) (50 + 100) = 1550
2. Caso B
Lintroduzione delle imposte modifica il calcolo dei costi figurativi nel modo
seguente:

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15

rKpm(ts )

rKpm (1 ts )
1 tg

50 (1 0, 20)
1 0, 375

64

wLp (tw )

wLp (1 tw )
1 tg

100 (1 0, 25)
1 0, 375

120

184

Totale costi figurativi in presenza dimposte


Da cui deriva, ovviamente un profitto pi basso:

(t) = 3000 (400 + 100 + 300 + 500) (64 + 120) = 1516


3. Caso C
Nel caso di unimposta uniforme con unaliquota t del 25%, i costi figurativi
risultano:
rKpm (t)

rKpm (1 t)
1t

50 (1 0, 25)
1 0, 25

wLp (1 t)
100 (1 0, 25)
=
1t
1 0, 25
Totale costi figurativi in presenza dimposte

wLp (t)

50

100

150

Come si vede i costi figurativi non cambiano rispetto al caso di assenza di imposte. Anche il profitto rimane pertanto 1550.
Lesercizio illustra la prima parte della Sezione 6.4.2 sulla possibilit di traslazione di unimposta sugli utili.
Una tassazione dei redditi non uniforme (secondo caso) aumenta i costi figurativi. Linnalzamento della curva del costo marginale delle singole imprese
sposta verso lalto la curva di offerta aggregata.
Quando invece limposizione sui redditi uniforme (terzo caso), i costi figurativi non subiscono alcuna variazione e limposta non si trasferisce.

Vero o falso?
1. FALSO. Se la curva di domanda perfettamente rigida limposta per intero a
carico dei compratori, si veda alla Figura 6.6.
2. FALSO. Se la curva di offerta perfettamente rigida limposta interamente a
carico dei venditori, si veda la Figura 6.6.
3. VERO. il caso considerato nella Sezione 6.4.2.
4. VERO. il caso rappresentato dalla Figura 6.9.

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Capitolo 7
Esercizi
7.1 Leccesso di pressione misurato dallarea del triangolo ombreggiato nella
Figura 29.4. Come risulta dalla Figura 7.4 larea del triangolo data da:
1
(q q)
2
dove
= p pN
La quantit q si ottiene risolvendo il sistema originario fornito dalla traccia:
q = 37, 5
La quantit q e il prezzo p al lordo dellimposta si ottengono risolvendo il sistema:
D: p = 100 2q
S : p = (1 + te )pN = (1 + 0, 25)(10 + 0.4q) = 12, 5 + 0, 5q
Risulta:

Figura 29.4 Leccesso di pressione EP misurato dallarea del triangolo


ombreggiato.

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p = 30 ; q = 35
Sostituendo q = 35 nella curva di offerta originaria S si ottiene:
pN = 24
Si pu ora calcolare leccesso di pressione:

EP =

(37, 5 35) (30 24)


(q q) (p pN )
=
= 7, 5
2
2

7.2
1. Limporto unitario dellimposta specifica :
= p pN = 12 8 = 4
Il gettito dellimposta si ottiene moltiplicando la quantit scambiata dopo lintroduzione dellimposta (q) per limposta unitaria ( ):
T = q = 80 4 = 320
2. La perdita netta di efficienza (eccesso di pressione) data da:
(q q)
(100 80) 4
=
= 40
2
2
3. La variazione complessiva del surplus dei consumatori e dei produttori si ottiene
sommando il gettito (T ) e leccesso di pressione (EP ):
EP =

320 + 40 = 360
7.3
1. Si ha:
1
EP = 1, 5 = (q 3)
2
Risolvendo il sistema si ottiene:
q = 3, 5
Si pu quindi calcolare :
=

1, 5 2
=6
3, 5 3

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Soluzioni degli esercizi

2. Per determinare la parte dimposta a carico dei venditori necessario conoscere il prezzo netto (pN ). Esso si legge sulla curva di offerta S in corrispondenza
della quantit di equilibrio dopo lintroduzione dellimposta:
pN = 6 3 = 18
da cui
p pN = 21 18 = 3
7.4 DallEquazione (7.11), che esprime leccesso di pressione di unimposta ad
valorem tax exclusive in caso di costi costanti, possiamo scrivere:
EP d = 4 =

1
| d | 0, 22 200
2

da cui
| d | = 1

Vero o falso?
1. FALSO. La riduzione del surplus la somma delleccesso di pressione e del
gettito dellimposta.
2. VERO. Limposta in somma fissa non produce effetto di sostituzione.
3. FALSO. E vero il contrario (Sezione 7.3.1).
4. VERO. Leccesso di pressione non dipende dal tipo dimposta, ma dallammontare dellimposta unitaria ( ) in equilibrio, la quale, a parit di gettito, uguale
nei due casi.
5. VERO. Quando lofferta perfettamente rigida (s = 0) limposta ricade per intero sui compratori e non modifica le quantit scambiate: leccesso di pressione
nullo.

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Capitolo 8
Esercizi

reddito/cosumo
giornaliero

8.1 La funzione di utilit del lavoratore ha come argomenti il tempo libero e il


consumo. Se si rappresentano le preferenze del consumatore nello spazio lavoroconsumo, come si fatto nella Figura 8.3, le curve di indifferenza, che nello spazio
tempo libero-consumo avrebbero il tradizionale andamento decrescente, devono
risultare positivamente inclinate: a parit di utilit, ad un aumento del lavoro (riduzione del tempo libero), dovr corrispondere un aumento del consumo. Nella
Figura 29.5 consideriamo i quattro quadranti delimitati da due rette perpendicolari, parallele agli assi, passanti per la combinazione data A=(8,60). Una curva
di indifferenza passante per A dovr attraversare i quadranti II e IV: non potr
pertanto passare per la combinazione (5,80) che si trova nel primo quadrante, n
per la combinazione (9,40) che nel terzo.
II

I
(5, 80)

A = (8, 60)
(7, 50)
(9, 40)

IV

III
ore giornaliere lavorate

Figura 29.5 Inclinazione verticale delle curve dindifferenza nello spazio consumo
lavoro.

8.2 Prima della modifica della funzione di imposta laliquota media sul reddito
del lavoratore risulta:
0, 2 40 + 0, 3 10
11
=
= 0, 22
50
50
Laliquota marginale quella del secondo scaglione: tw = 0, 3.
tw =

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Soluzioni degli esercizi

In seguito allaumento dellaliquota del primo scaglione, laliquota media diventa:


0, 25 40 + 0, 3 10
13
=
= 0, 26
50
50
Non essendo stata toccata laliquota del secondo scaglione, laliquota marginale
rimane invariata.
rif

tw =

Se laliquota marginale rimane costante leffetto di sostituzione nullo. Per


leffetto reddito, associato allaumento dellaliquota media, il lavoratore decider
di aumentare le ore lavorate.
8.3
Tw =

1
+1
2
tcs + tw
= 3 15 = = 40%
1 + tcs
5
1+ 3

tcs(i) =

1
tcs
= 3
1 + tcs
1+

1
3

tw(cs) =

1
tw
= 5
1 + tcs
1+

1
3

1
= 0, 25%
4

3
= 0, 15%
20

Vero o falso?
1. FLSO. Laumento dellimposta produce una riduzione del reddito netto. Il tempo libero, in quanto bene normale, si riduce. Se il tempo libero riduce, il lavoro
aumenta.
2. FALSO. Limposta riduce il prezzo del tempo libero espresso in termini di consumo (la quantit di consumo cui si deve rinunciare per ununit addizionale
di tempo libero): il lavoratore acquister pi tempo libero, lofferta di lavoro
diminuir.
3. VERO. Per il prevalere delleffetto reddito un aumento del salario fa ridurre
lofferta di lavoro (si consideri la Figura 8.2).
4. FALSO. Misura la variazione del cuneo fiscale al variare del salario.

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Soluzioni degli esercizi

21

Capitolo 9
Esercizi
1. Applicando la (9.5) il valore attuale del reddito risulta:
P Vy = 150 +

252
= 390
1, 05

2. Il vincolo intertemporale di bilancio (Equazioni (9.1) e (9.2)) al tasso di interesse del 5% risulta:
C1 = 409, 5 1, 05 C0
Sostituendo C0 = 170 si ottiene:
C1 = 231
3. Applicando la (9.2), il valore futuro del reddito ad un tasso di interesse del 10%
risulta:
F Vy = 150 (1 + 10%) + 252 = 150 1, 10 + 252 = 417
4. Ad un tasso del 10% il vincolo intertemporale di bilancio :
C1 = 417 1, 10 C0
Sostituendo C0 = 170, si ottiene:
C1 = 230
9.2
1. Risolvendo il sistema:
1
1

K = 0, 04
5 400
K m = 64
Il profitto dato dalla somma delle eccedenze del tasso di rendimento () sul
tasso di interesse di mercato (r) per ogni unit inframarginale dellinvestimento
compresa tra 0 e 64 (Figura 9.8):
=

64 (0, 20 0, 04)
= 5, 12
2

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22

Soluzioni degli esercizi

Figura 29.6 Modifica dellequilibrio nel mercato del capitale a seguito


dellintroduzione di unimposta del 20% sugli interessi.

2. Essendo lofferta di fondi infinitamente elastica limposta si trasferisce per intero in un maggiore tasso di interesse lordo (il tasso netto rimane al 4%).
r N = 4%
r=

rN
0, 04
=
= 0, 05
1 ts
1 0, 2

3. Nel nuovo equilibrio si ha:


1
1

K = 0, 05
5 400
da cui:
K1m = 60
4.1 Leccesso di pressione dato dallarea del triangolo che ha per base limposta
in equilibrio ( = 0, 01) e per altezza la contrazione del capitale investito:
4 0, 01
= 0, 02
2
4.2 Il gettito si ottiene moltiplicando limposta unitaria ( = 0, 01) per il livello del
capitale dopo lintroduzione dellimposta:
EP =

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Soluzioni degli esercizi

23

Ts = K1m = 0, 01 60 = 0, 6

Vero o falso?
1. FALSO. E il luogo di tutte le possibili combinazioni tra consumo presente e
consumo futuro.
2. FALSO. Produce una rotazione attorno alla dotazione iniziale.
3. FALSO. Il tasso soggettivo di interesse deve essere eguale al tasso di interesse
di mercato.
4. VERO. Sia leffetto di sostituzione sia leffetto reddito di un aumento del tasso
di interesse producono un aumento del consumo futuro.
5. VERO. LER e lES si muovono nella stessa direzione.
6. FALSO. Il rendimento di un investimento pari alla somma del profitto e della
remunerazione del capitale investito.
7. VERO. Si consideri la Figura 9.10.

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24

Soluzioni degli esercizi

Capitolo 10
Esercizi
10.1 Facendo riferimento alla Figura 29.7 si ottiene:
1. La quantit di equilibrio (q ) del mercato concorrenziale si ottiene risolvendo il
Sistema 10.2:
10 2q = 2
q = 4
2. La quantit ottimale (q ott ) si ottiene eguagliano la domanda ai costi marginali
sociali (costi marginali privati + esternalit):
10 2q = 2 + 0, 5q
q ott = 3, 2
3. La perdita di benessere imputabile allesternalit data dallarea del triangolo
ABC (Figura 29.7):

Figura 29.7 Limpiego delle imposte per la correzione delle esternalit negative:
unimposta specifica di importo u ha leffetto di spostare lequilibrio di mercato
dalla quantit inefficiente q alla quantit efficiente q ott .

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Soluzioni degli esercizi

25

0, 8 2
= 0, 8
2
4. Limporto unitario (u) di unimposta correttiva specifica deve essere pari allesternalit marginale in corrispondenza della quantit ottima:
u = 0, 5 3, 2 = 1, 6
5. Il valore dellesternalit complessiva inframarginale dato dallarea del triangolo DEO (Figura 29.7):
3, 2 1, 6
= 2, 56
2
6. Il gettito dellimposta dato dallarea del rettangolo AF GH (Figura 29.7):
3, 2 1, 6 = 5, 12

Vero o falso?
1. FALSO. Limposta correttiva deve essere pari allesternalit marginale nel punto di ottimo (Figura 10.1).
2. VERO. Lobiettivo delle imposte correttive non eliminare lesternalit negativa, bens ridurla fino al livello corrispondente alla quantit efficiente.
3. FALSO. In equilibrio il gettito dellimposta specifica superiore allesternalit
negativa residua (Figura 10.1).
4. VERO. Si considerino la Sezione 10.2 e la Figura 10.2.
5. FALSO. Un incremento dellaliquota implicita si traduce in un incremento del
rapporto tra il gettito delle imposte sullenergia e il PIL solo se non si riduce
lefficienza energetica IE (Equazione 10.1).

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26

Soluzioni degli esercizi

Capitolo 11
Esercizi
11.1 La relazione tra deduzione e detrazione deve essere:
det = t ded = 0, 2 80 = 16
La funzione di imposta sar pertanto:
Ty = 0, 2 Y 16
11.2 La detrazione genera un risparmio di imposta che sempre pari al suo
importo, in questo caso 30, indipendentemente dal livello del reddito.
La deduzione genera invece un risparmio di imposta pari a t ded, dove t
laliquota marginale e dipende quindi dal livello del reddito: in particolare, nel
caso di progressivit ad aliquota marginale crescente, il risparmio risulter crescente al crescere del reddito.
Ai tre livelli di reddito indicati dalla traccia si ha:
1. Y1 = 1000; t = t1 = 0, 1 risparmio= 0, 1 200 = 20
2. Y2 = 2000; t = t2 = 0, 2 risparmio= 0, 2 200 = 40
3. Y3 = 3100; t = t2 0, 5 + t3 0, 5 = 0, 25 risparmio= 0, 25 200 = 50
11.3 Il minimo imponibile Y min si ottiene risolvendo lequazione:
Y min ded = 0
Sostituendo lespressione della deduzione:
Y min (1000 0.25 Y min ) = 0
Y min = 800
11.4 Si ha:
t =
dove

0
se Y < 7665
2Y + se 7665 Y < 52152

t
se Y > 52152

= 0, 0000088; = 9/619;

= 0, 0000023; = 125/689;
t = 0, 42

t = 0, 45

se
se
se
se

7665 Y < 12740


12740 Y < 52152
52152 Y < 250001
250001 Y

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27

Vero o falso?
1. VERO. Si considerino le equazioni (11.2) e (11.5) e la figura 11.1. Laliquota
marginale t = ty costante.
2. VERO. Si considerino ancora le equazioni (11.2) e (11.5) e la figura 11.1. Laliquota marginale la derivata prima della funzione di imposta. Una funzione
con derivata prima costante lineare (una retta).
3. FALSO. Sono strettamente convesse quando laliquota marginale sempre
crescente, come con la progressivit continua (si consideri la figura 11.2 e lesempio dellimposta tedesca alla Box (11.1). Sono invece convesse quando in
alcuni tratti laliquota marginale costante (tratti lineari della funzione), come
avviene con la progressivit per scaglioni (si consideri la figura 11.3).
4. VERO. A partire dal livello di reddito al quale la deduzione si annulla (ded = 0)
la funzione 11.2 diventa Ty = ty Y , che proporzionale (si consideri lesempio
dellimposta della Repubblica Slovacca alla Box (11.1).

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28

Capitolo 12
Esercizi
12.1
1. Limposta cresce del 15%. Applicando infatti lEquazione (12.1) si ottiene:
Ty
Y
= T
= 1, 5 0, 1 = 0, 15
Ty
Y
Nel periodo t + 1 limposta sar pertanto:
Tyt+1 = 20 1, 15 = 23
2. La variazione percentuale del reddito netto risulta:
87 80
(Y Ty )
=
= 0, 0875
Y Ty
80
Lelasticit del reddito netto pertanto:
Y T =

0, 0875
= 0, 875
0, 1

12.2
1) Abbiamo:
Reddito

Imposta ad aliquota marginale costante


Imposta

Reddito netto

Imposta ad aliquota marginale crescente


Imposta

Reddito netto

1.000

250

750

100

900

3.000

1.250

1.750

600

2.400

5.000

2.250

2.750

1.200

3.800

Costruiamo e confrontiamo le curve di Lorenz del gettito:


Curve di Lorenz del gettito
Imposta ad aliquota marginale costante (A)
ik=1 Tk
Ti
ik=1 Tk
N
k=1 Tk
250

250

0,0667

1.250

1.500

0,4

2.250

3.750

Imposta ad aliquota marginale crescente (B)


ik=1 Tk
Ti
ik=1 Tk
N
k=1 Tk
100

100

0,0526

600

700

0,3684

1.200

1.900

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29

Risulta:
LAT > LBT
La concentrazione del gettito maggiore nel caso dellimposta (B) che ha dunque
un maggiore grado di progressivit.
2) Costruiamo e confrontiamo le curve di Lorenz del reddito netto:
Curve di Lorenz del reddito netto
Imposta (A)
(Y T )i

ik=1 (Y T )k

750

750

1.750
2.750

Imposta (B)
ik=1 (Y T )k
N
(Y T )k
k=1

ik=1 (Y T )k
N
(Y T )k
k=1

(Y T )i

ik=1 (Y T )k

0,1429

900

900

0,1268

2.500

0,4762

2.400

3.300

0,4648

5.250

3.800

7.100

Risulta:
LAY T > LBY T
La concentrazione del reddito netto minore nel caso dellimposta (A) che dunque, pur avendo un minore grado di progressivit, esercita un maggiore effetto
redistributivo.
Questo avviene perch laliquota media aggregata dellimposta (A) superiore a
quella dellimposta (B)
3.750
1.900
B
= 0, 4167 > t =
= 0, 2111
9.000
9.000
e la differenza pi che compensa la minore progressivit Equazione (12.4)).
A

t =

3) Calcoliamo lelasticit del debito dimposta:


Calcolo dellelasticit del debito di imposta
Redditi

Imposta (A)

Imposta (B)

T =

1.000

0,2500

0,5

3.000

0,4167

0,5

5.000

0,4500

0,5

t
t

T =

0,10

0,2

2,00

1,2

0,20

0,3

1,50

1,1111

0,24

0,3

1.25

t
t

Si ha dunque:
T
T
(B)
(A)
y
come deve essere dal momento che limposta (B) ha un maggior grado di progressivit (Proposizione 12.2).

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Soluzioni degli esercizi

30

4) Calcoliamo lelasticit del reddito netto:


Calcolo dellelasticit del reddito netto
Redditi

Imposta (A)
Y T

Imposta (B)

1t
1t

Y T

1t
1t

1.000

0,6667

0,8889

3.000

0,8571

0,8750

5.000

0,9091

0,9211

Si ha dunque:
AY T BY T

come deve essere dal momento che limposta (A) ha un maggior effetto redistributivo (Proposizione 12.1).
12.3 Le due tabelle seguenti riportano i calcoli richiesti dalla (12.8) per il computo degli indici di Gini:
k
1
2
3
4
5
Pn

(n + 1 k)

Yk

Tkprog

Tkprop

Yk Tkprog

Yk Tkprop

5
4
3
2
1

12.000
16.000
20.000
35.000
50.000

1.300
1.900
2.500
4.750
7.000

1.800
2.400
3.000
5.250
7.500

10.700
14.100
17.500
30.250
43.000

10.200
13.600
17.000
29.750
42.500

133.000

17.450

19.950

115.550

113.050

k=1

da cui
k

(n + 1 i)Yk

1
2
3
4
5
Pn

k=1

prog

(n + 1 i)Tk

prop

(n + 1 i)Tk

(n + 1
prog
i)(Yk Tk
)

(n + 1
prop
i)(Yk Tk
)

60.000
64.000
60.000
70.000
50.000

6.500
7.600
7.500
9.500
7.000

9.000
9.600
9.000
10.500
7.500

53.500
56.400
52.500
60.500
43.000

51.000
54.400
51.000
59.500
42.500

304.000

38.100

45.600

265.900

258.400

Applicando la (12.8) gli indici di Gini risultano quindi:


GY =

6 2 304.000

= 0, 357
4 4 133.000

GT prog =

6 2 38.100

= 0, 408
4 4 17.450

GT prop =

6 2 45.600

= 0, 357
4 4 19.950

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Soluzioni degli esercizi

G(Y T )prog =

31

6 2 265.900

= 0, 349
4 4 115.550

6 2 258.400

= 0, 357
4 4 113.050
Quando il reddito distribuito in modo perfettamente uniforme la (12.8) diventa:
G(Y T )prop =

n + 1 2Y nk=1 (n + 1 k)
G=

=
n1
(n 1)nY
n + 1 2 nk=1 (n + 1 k)
=

=
n1
(n 1)n
n(n + 1) 2n(n + 1) + 2 nk=1 k
=
=
(n 1)n
n(n + 1)
n(n + 1) 2n(n + 1) + 2
2
=
=
(n 1)n
n(n + 1) n(n + 1)
=
=
(n 1)n
=0
Quando il reddito posseduto da un unico individuo la (12.8) diventa:
n + 1 2Yn (n + 1 n)

=
n1
(n 1)Yn
n+1
2
=

=
n 1 (n 1)
n+12
=
=
n1
n1
=
=
n1
=1

G=

12.4 La distribuzione del gettito risulta:


t = (470, 1.070, 1.670, 3.920, 6.170)
da cui si ottiene:
5

tk = (470 + 1.070 + 1.670 + 3.920 + 6.170) = 13.300


k=1

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32

A fronte di una nuova aliquota pari a 0,125, intuitivamente la detrazione dovr


essere ridotta al fine di ottenere linvarianza di gettito. La nuova detrazione det
risulter:

det =

0, 125

5
k=1 yk

5
k=1 tk

0, 125 133.000 13.300


= 665
5

Il calcolo dellelasticit del debito dimposta e del reddito netto riassunto nella
tabella seguente:
t

tnew

T
new

Y T

Y T
new

Y T

0,039

0,070

3,846

1,786

0,884

0,940

0,030

-2,860

0,056

0,067

0,083

2,243

1,498

0,911

0,955

0,017

-0,745

0,044

0,084

0,092

1,796

1,362

0,927

0,963

0,008

-0,434

0,036

0,112

0,106

1,339

1,179

0,957

0,979

-0,006

-0,160

0,022

0,123

0,112

1,216

1,119

0,970

0,985

-0,012

-0,096

0,015

Ventili

Infine, la seguente tabella riassume i risultati relativi al calcolo del grado di progressivit e delleffetto redistributivo:
Ventili

LY

LT

LT new

1
2
3
4
5

0,090
0,211
0,361
0,624
1,000

0,035
0,116
0,241
0,536
1,000

0,063
0,163
0,301
0,580
1,000

GP = LY LT
GP
GPnew
0,055
0,095
0,120
0,088
0,000

0,027
0,047
0,060
0,044
0,000

ER = [t/(1 t)] GP
ER
ERnew
0,002
0,007
0,011
0,011
0,000

0,002
0,004
0,006
0,005
0,000

12.5 Con limposta proporzionale g si ha:


GY = GgT = GgY T = 0, 4

(29.2)

Lindice di Kakwani con limposta f sar pertanto:


K,f = 0, 7 0, 4 = 0, 3
1. Lindice di Reynolds-Smolensky pu ora essere calcolato in base allEquazione
(12.4) sapendo che laliquota media aggregata pari a:
t=

60
= 0, 3
200

Si ha pertanto:
0, 3
0, 3 = 0, 1286
1 0, 3
2. Lindice di Reynolds-Smolensky dellimposta g sar pari a zero per la (29.2).
RS,f =

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Soluzioni degli esercizi

33

Vero o falso?
1. FALSO. Leffetto redistributivo cresce sia con il grado di progressivit sia allaumentare dellincidenza dellimposta (Equazione 12.4).
2. VERO. Si veda la Sezione 12.1.
3. FALSO. A parit di aliquota media, lelasticit del debito di imposta aumenta
se aumenta laliquota marginale (Equazione (12.1)): in questo caso lelasticit
del reddito netto diminuisce (Equazione (12.2)).
4. VERO. Lindice di Kakwani misura il grado di progressivit di una funzione
dimposta. Ottenuto come differenza tra lindice di Gini del gettito e quello
dei redditi imponibili, quanto maggiore la progressivit tanto maggiore risulta
lindice di Gini del gettito, perch il carico fiscale si distribusce in modo pi
disuguale (pi concentrato).
5. FALSO. Lindice di Reynolds-Smolensky misura leffetto redistributivo di una
funzione dimposta. Ottenuto dalla differenza tra lindice di Gini dei redditi
lordi e quello dei redditi netti, quanto maggiore leffetto redistributivo tanto
minore risulta lindice di Gini dei redditi netti, perch la distribuzione meno
concentrata.

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34

Soluzioni degli esercizi

Capitolo 13
Esercizi
13.1
1) Nella Tabella 13.1 si vede che secondo la scala di equivalenza ISE il rapporto
tra il reddito equivalente della famiglia B e quello della famiglia A pari a 2,85.
Quindi:
100.000 2.85 = 285.000
2.a) In ognuno dei tre casi il reddito netto della famiglia A pari a 80.000.
Il reddito netto della famiglia B dipende invece dal sistema di tassazione del reddito familiare.
Caso a

Applicando le aliquote per scaglioni si ottiene limposta lorda:


T L = 100.000 0, 20 + 100.000 0, 30 + 85.000 0, 45 =
= 20.000 + 30.000 + 38.500 = 88.250

Sottraendo le detrazioni si ottiene limposta netta:


T N = 88.250 5.000 = 83.250
Il reddito netto dunque:
285.000 83.250 = 201.750
Caso b Con lo spitting le aliquote per scaglioni si applicano alla media aritmetica del reddito dei coniugi:
285.000 + 0
= 142.500
2
100.000 0, 2 + 42.500 0, 3 = 20.000 + 12.750 = 32.750
Moltiplicando per 2 si ottiene limposta lorda:
T L = 32.750 2 = 65.500
Sottraendo le detrazioni si ottiene limposta netta:
T N = 65.500 3.000 = 62.500
Il reddito netto dunque:
285.000 62.500 = 222.500

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Soluzioni degli esercizi

35

Caso c Con il quoziente le aliquote per scaglioni si applicano al reddito complessivo diviso per 3,5:
285.000
= 81.430
3, 5
81.430 0, 2 = 16.286
Moltiplicando per 3,5 si ottiene limposta:
T = 16.286 3.5 = 57.000
Il reddito netto dunque:
285.000 57.000 = 228.000
2.b) Nei tre casi il rapporto tra i redditi equivalenti al netto dellimposta risulta
pertanto:
Caso a

201.750
= 2.52
80.000

Caso b

222.500
= 2.78
80.000

Caso c

228.000
= 2.85
80.000

3) Il sistema che rispetta maggiormente lequit orizzontale il quoziente familiare con il quale, in questo caso, il rapporto tra i redditi netti eguale a quello tra
i redditi lordi.
13.2
1. Limposta di Gianni risulta:
25 0, 1 + 25 0, 2 + 20 0, 3 + 30 0, 4 = 25, 5
2. Laliquota marginale di Gianni 0, 4.
3. Limposta di Maria risulta:
25 0, 1 + 25 0, 2 = 7, 5
4. Laliquota marginale di Maria 0, 3.

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36

Soluzioni degli esercizi

5. Il debito dimposta complessivo gravante sulla coppia 31:


150
= 75
2
(25 0, 1 + 25 0, 2 + 20 0, 3 + 5 0, 4) 2 = 31
6. Laliquota marginale di Gianni 0,4; vale a dire laliquota marginale sulla
media aritmetica dei redditi di Gianni e Maria.
7. Laliquota marginale di Maria ancora 0,4 per lo stesso motivo.
8. Rispetto alla decisione di contrarre matrimonio il sistema incentivante perch
limposta complessiva 33 prima del matrimonio e 31 dopo.
9. Rispetto allofferta di lavoro femminile lo splitting disincentivante perch
laliquota marginale sul reddito di Maria sale da 0,3 a 0,4.

Vero o falso?
1. FALSO. Limposta va poi moltiplicata per due.
2. VERO. Limposta complessiva dopo il matrimonio risulter sempre superiore
alla somma delle due imposte pagate singolarmente prima del matrimonio.
3. FALSO. Lunit impositiva dellIrpef lindividuo (tassazione separata).
4. VERO. Si consideri la sezione 13.3.

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37

Capitolo 14
Esercizi
14.1
1. Rientrano nel reddito prodotto solo le componenti del valore aggiunto (remunerazioni dei fattori ed eventuale profitto), quindi, in questo caso, il reddito da
lavoro e i dividendi:
Y Pt = 20 + 5 = 25
2. Il reddito entrata composto da tutte le possibili forme di entrata. Si tratta
in questo caso di aggiungere al reddito prodotto le variazioni del patrimonio
(donazione e minusvalenza):
Y Et = 25 20 + 10 = 15
3. DallEquazione (14.1) si ottiene:
Kt = Kt1 + Y Et Ct = 150 + 15 15 = 150
Il valore del patrimonio non cambia.
14.2
1. s, in quanto remunerazione del capitale;
2. s, in quanto remunerazione del lavoro;
3. no, si tratta di un trasferimento, non di un corrispettivo per partecipazione ad
attivit produttiva;
4. no, anche qui non vi produzione di nuova ricchezza;
5. s, il risarcimento assume qui un significato economico diverso rispetto al caso
precedente. Si tratta infatti ora di un ricavo per limpresa: concorre quindi a
formare lutile, che una componente del valore aggiunto;
6. no, si tratta di un puro trasferimento di reddito;
7. s, infatti una componente del salario.
14.3 Per entrambi i contribuenti con reddito da capitale, laliquota marginale
dellimposta progressiva quella dellultimo scaglione, pari al 40%. E questo
pertanto il valore minimo dellaliquota dellimposta sostitutiva che non riduce il
grado di progressivit del prelievo.

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38

Soluzioni degli esercizi

Vero o falso?
1. VERO. Si consideri lEquazione (14.1).
2. FALSO. Le variazioni patrimoniali di segno negativo (come le minusvalenze)
possono spingere il reddito entrata al di sotto del reddito prodotto.
3. FLASO. Si tratta degli oneri deducibili, le deduzioni sono dimporto predeterminato e non necessitano di documentazione.
4. FALSO. Risulta uguale per tutti i contribuenti.

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39

Capitolo 15
Esercizi
15.1
Calcoliamo limposta pagata lungo larco dellintera vita dai tre contribuenti.
Individuo A.
Nel periodo della giovinezza e della maturit limposta risulta:
TAgiov = TAmat = 2000 0, 1 + 500 0, 3 = 350
Il valore attuale del carico fiscale complessivo pertanto:
P V (TA ) = TAgiov +

TAmat
350
= 350 +
= 583, 3
(1 + r)
1, 05

Individuo B.
Nel periodo della giovinezza limposta risulta:
TBgiov = 2000 0, 1 + 2000 0, 3 = 800
nel periodo della maturit invece:
TBmat = 925 0, 1 = 9, 25
Il valore attuale del carico fiscale complessivo ammonta quindi a:
P V (TB ) = TBgiov +

TBmat
9, 25
= 800 +
= 808, 81
(1 + r)
1, 05

Individuo C.
Nel periodo della giovinezza limposta :
TCgiov = 1000 0, 1 = 100
nel periodo della maturit invece:
TCmat = 2000 0, 1 + 2075 0, 3 = 822, 5
Il valore attuale del carico fiscale complessivo risulta pertanto:
P V (TC ) = TCgiov +

TCmat
822, 5
= 100 +
= 883, 3
(1 + r)
1, 05

Per il principio dellequit orizzontale i tre individui dovrebbero, in valore


attuale, sopportare lo stesso carico fiscale complessivo. Si ha invece:
P V (TA ) < P V (TB ) < P V (P VC )

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40

Soluzioni degli esercizi

La funzione dimposta progressiva ad aliquota marginale crescente penalizza


dunque gli individui B e C che presentano redditi oscillanti nel corso della vita,
in misura pi marcata C il quale ottiene la maggior parte del reddito durante la
maturit.
15.2
1. Al tempo t limposta risulta:
Tyt = (2500 500) 0, 1 = 200
Un imponibile costante in termini reali al tempo (t+1) in termini nominali pari
a:
Ty(t+1) = 2500 1, 1 = 2750
Se la funzione dimposta definita in termini nominali e non viene aggiustata
allinflazione, al tempo (t+1) limposta risulta:
Ty(t+1) = (2500 500) 0, 1 + 250 0, 3 = 275
In assenza di fiscal drag anche limposta, come limponibile, dovrebbe rimanere
costante in termini reali e crescere pertanto in termini nominali ad un tasso pari
allinflazione. La maggiore imposta imputabile al fiscal drag pertanto pari a:
275 200(1 + 0, 1) = 55
2. Per annullare il fiscal drag tutti i parametri dellimposta dovrebbero essere adeguati allinflazione. Nel periodo (t+1) gli scaglioni dovrebbero quindi essere:
fino a 2200
oltre 2200

10%
30%

e la deduzione 550.
15.3 Utilizzando la (15.1) il tasso dinteresse nominale risulta:
r n = 0, 05 + 0, 1 + 0, 05 0, 1 = 0, 155
e gli interessi nominali sono pertanto pari a 1550.
Applicando gli scaglioni dellEsercizio 15.1 otteniamo laliquota nominale
ts :
1550 0, 1
= 0, 1
1550
In base alla (15.3) laliquota effettiva trs a carico degli interessi risulta:
ts =

trs =

0, 155 0, 1
= 0, 282
0, 155 0, 1

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41

Vero o falso?
1. FALSO. E con il criterio della realizzazione che la tassazione avviene pi lontano nel tempo determinando un effetto differimento (si consideri la Sezione
15.1 e lAppendice del Capitolo 15).
2. VERO. Si consideri la Sezione 15.1 e lAppendice del Capitolo 15.
3. FALSO. Limposta rimane costante in termini reali, e quindi, come limponibile, cresce allo stesso tasso dellinflazione.
4. VERO. Si consideri la Sezione 15.4.2 e lEsempio 15.3.

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Soluzioni degli esercizi

Capitolo 16
Esercizi
16.1 Applicando la funzione di imposta al reddito consumato, la distribuzione
del gettito t e quella dei redditi netti y t risultano rispettivamente:
t = (30, 100, 118, 138, 310); y t = (770, 1400, 1682, 2062, 3690)
La tabella seguente riporta il calcolo della curva di Lorenz del gettito:
Curva di Lorenz del gettito
i

pi =

1
2
3
4
5

0,2
0,4
0,6
0,8
1

i
5

Pi

k=1

Tk

LT =

30
130
248
386
696

Pi
Tk
Pk=1
5
T
k=1 k

0,0431
0,1868
0,3563
0,5546
1,0000

Si vede come la curva di Lorenz del gettito nel caso della tassazione del reddito
consumo risulti sensibilmente meno concentrata di quella relativa alla tassazione
del reddito complessivo dellEsempio12.2: il grado di progressivit dunque minore.
La curva di Lorenz dei redditi netti a sua volta risulta:
Curva di Lorenz dei redditi netti
Pi
i
pi = 5i
k=1 (Y T )k
1
2
3
4
5

0,2
0,4
0,6
0,8
1

770
2170
3852
5914
9604

LY T =

Pi
(Y T )k
Pk=1
5
(Y T )k
k=1

0,0802
0,2259
0,4011
0,6158
1,0000

che dominata da quella che deriva dallapplicazione dellimposta sul reddito


complessivo: leffetto redistributivo dunque minore.
16.2
1. Come si nota dal vettore del gettito e dei redditi netti, di seguito riportati, limposta progressiva ad aliquota marginale costante produce lo stesso gettito di
quella per scaglioni dellEsempio 12.2.
t = (14, 154, 214, 294, 654); y t = (786, 1346, 1586, 1906, 3346)

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43

2 e 3. La tabella seguente mostra i valori delle curve di Lorenz del gettito e dei redditi
netti ottenuti con la flat posti a confronto con quelli calcolati nellEsempio 12.2
in relazione alla funzione dimposta progressiva per scaglioni.
i
1
2
3
4
5

Curva di Lorenz del gettito


scagl.
FLAT
0,0226
0,1203
0,2632
0,4662
1,0000

Curva di Lorenz redditi netti


scagl.
FLAT

0,0105
0,1263
0,2872
0,5083
1,0000

0,0858
0,2386
0,4181
0,6332
1,0000

0,0876
0,2377
0,4145
0,6270
1,0000

Come facile notare, sia le curve di Lorenz del gettito, sia le curve di Lorenz dei redditi netti, si intersecano. Non possibile, quindi, fare riferimento
allordinamento di Lorenz per confrontare le due funzioni di imposta in termini
di grado di progressivit.
E necessario ricorrere alle misure globali della progressivit.
Lultima tabella riporta gli indici di Gini relativi alla distribuzione dei redditi
lordi, netti e del gettito seguiti dal calcolo degli indici di Kakwani e ReynoldsSmolensky.
Si nota ora, il maggior grado di progressivit associato alla funzione progressiva
per scaglioni e conseguentemente, a parit di gettito, il suo pi intenso effetto
redistributivo.
Flat

Scaglioni

Incidenza

t
1t

0,148

0,148

Gini dei redditi lordi

GY

0,345

0,345

Gini del gettito

GT

0,534

0,564

GY T

0,317

0,312

0,189

0,219

0,028

0,033

Gini dei redditi netti


Kakwani
Reynolds-Smolensky

= GT GY

RS = GY GY T

Vero o falso?
1. VERO. Si consideri la Sezione 16.1.4.
2. FALSO. Laccertamento periodico del valore di mercato delle attivit patrimoniali, reali e finanziarie, necessario nel caso della tassazione del reddito entrata (comprehensive income tax). Ai fini di unimposta personale sulla spesa
sufficiente considerare i flussi cassa (si rivedano gli Esempi 14.1 e 16.3).
3. VERO. Si consideri lEsempio 16.5.
4. FALSO. I redditi da capitale sono tassati in modo proporzionale con aliquota
pari alla prima aliquota sui redditi da lavoro, questi ultimi, invece, sono tassati
con unimposta progressiva per scaglioni.

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Soluzioni degli esercizi

Capitolo 17
Esercizi
17.1
1. Il massimo reddito disponibile in presenza di unimposta proporzionale risulta:
C = 200 (1 0, 15) 16 = 2720
2. In presenza di unimposta progressiva per detrazione il massimo reddito disponibile diventa:
C = 200 (1 0, 30) 16 + 200 = 2440
3. Limposta sul reddito normale risulta:
Tyn = 200 0, 25 8 = 400
La nuova retta di bilancio diventa quindi:
C = 200 L 400
risolvendo per C = 0 si ottengono le ore giornaliere di lavoroLN necessarie a
pagare limposta sul reddito normale:
400
=2
200
4. Laliquota marginale costante al 30%.
5. Laliquota marginale , per definizione, pari a zero.
LN =

Vero o falso?
1. VERO. Con la tassazione del reddito normale laliquota marginale sempre
pari a zero: non potr, quindi, essere maggiore dellaliquota media.
2. VERO. I vantaggi dal punto di vista dellefficienza sono dovuti allaliquota marginale nulla, grazie alla quale limposta non disincentiva, piuttosto premia la
produzione del reddito.
3. VERO. Limposta in somma fissa si paga nella stessa misura indipendentemente
da ogni tipo di scelta: laliquota marginale pertanto sempre pari a zero. Da
questa propriet deriva lassenza di effetti di sostituzione e quindi di eccesso di
pressione.
4. VERO. Tassare il reddito normale equivale a tassare nella stessa misura il lavoro
e il tempo libero, senza pertanto alterare il prezzo relativo.

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Soluzioni degli esercizi

45

Capitolo 18
Esercizi
18.1
1. La base imponibile di unimposta sul valore pieno costituita dalla somma del
valore delle vendite di ogni operatore:
10.000 + 15.000 + 30.000 = 55.000
2. La base imponibile di unimposta plurifase sul valore aggiunto data dalla
somma del valore aggiunto generato ad ogni stadio:
produttore
grossista
dettagliante
Valore aggiunto

=
=
=

15.000 - 10.000
30.000 - 15.000

=
=

10.000
5.000
15.000
30.000

+
+
+
=

3. Limposta monofase sul grossista colpisce il valore delle vendite di questultimo:


15.000 0, 2 = 3.000
18.2
1. Le cessioni intracomunitarie risultano:
590
= 295
2
Queste ultime, come le esportazioni, sono operazioni non imponibili. Quindi lIVA sulle vendite, su cui esercitare la rivalsa, verr calcolata solo sulle
rimanenti cessioni interne:
ven
N ven
Tiva
= tven
= 0, 1 (590 295) = 29, 5
iva p q
2. LIVA sugli acquisti, su cui sorge il diritto alla detrazione risulta:
acq
int
acq
Tiva
= tacq
) = 0, 2 (45 + 60) = 21
iva (Av + I
dove il costo dacquisto del nuovo macchinario ottenuto come segue:

72
72
= 60
acq =
1, 2
1 + tiva
3. Dalla differenza tra lIVA sulle vendite e lIVA sugli acquisti si ottiene il debito
o il credito IVA:
I acq =

acq
ven
Tiva
Tiva
= 29, 5 21 = 8, 5
da cui risulta un debito, nei confronti dello Stato, di 8.500 euro.

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Soluzioni degli esercizi

Vero o falso?
1. VERO. Si consideri al Proposizione 18.1.
2. FALSO. LIVA ideale equivalente (salvo che per la tecnica di accertamento e
riscossione) a unimposta monofase al dettaglio. Pertanto, a parit di gettito, le
aliquote sono eguali. Si noti che luguaglianza vale relativamente allaliquota
dellIVA sullultimo stadio (le aliquote sugli stadi precedenti sono irrilevanti).
3. FALSO. Si consideri lEquazione (18.1).
4. VERO. Lobbligo di rivalsa ricade su tutti i soggetti IVA in relazione a tutte le
operazioni imponibili (art. 18 DPR.633/72).
5. FALSO. LIVA, come delineata dal legislatore, presenta una serie di impurit,
per le quali finisce per ricadere anche sui consumi intermedi e sugli investimenti
(Sezione 18.4 e Tabella 18.8).
6. FALSO. Le operazioni esenti a differenza delle operazioni non imponibilinon
danno diritto alla detrazione.
7. VERO. Si consideri la Tabella 18.6.

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Soluzioni degli esercizi

47

Capitolo 19
Esercizi
19.1 Laliquota complessiva del 43,72%. Si deve, infatti, applicare lEquazione (19.15):

= 0, 6{0, 34+0, 4[10, 34(10, 5)]0, 50, 34}+(10, 6)0, 34 = 0, 4372


19.2 NellEquazione (19.5) t laliquota dellimposta personale come media
ponderata delle aliquote marginali sui soci persone fisiche. In questo esercizio un
socio una societ di capitali e pertanto, nel calcolo della media ponderata (che
possiamo chiamare t p+g ), bisogna tenere conto anche dellaliquota dellimposta
sulle societ.
Al netto dellimposta sulle societ gli utili distribuiti dalla societ Alpha sono:
(1 0, 3) 2.000.000 0, 5 = 700.000
In relazione ai singoli soci si ha:
Socio

Quota

Divid. imp. (000)

Soc. Beta

0,5

350

Sig. Rossi

0,3

210

Sig. Bianchi

0,2

140

Aliquota marginale
0,3
50 0, 2 + 160 0, 3
210
50 0, 1 + 50 0, 2 + 40 0, 3
140

0,2762

0,1928

Laliquota marginale come media ponderata delle aliquote marginali dei soci
pertanto:
t p+g = 0, 5 0, 3 + 0, 3 0, 2762 + 0, 2 0, 1928 = 0, 2714
1) Con il sistema classico laliquota complessiva sugli utili risulta dunque:

= 0, 5[0, 3+0, 2714(10, 3)]+(10, 5)0, 3 = 0, 50, 49+0, 50, 3 = 0, 395


2) Con il credito di imposta integrale si ha:

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Soluzioni degli esercizi

Socio

Quota Divid. + cred. (000)

Soc. Beta

0,5

500

Sig. Rossi

0,3

300

Sig. Bianchi

0,2

200

Aliquota marginale
0,3
50 0, 2 + 250 0, 3
300
50 0, 1 + 50 0, 2 + 100 0, 3
200

0,2833

0,225

Laliquota marginale come media ponderata delle aliquote marginali dei soci
pertanto:
t p+g = 0, 5 0, 3 + 0, 3 0, 2833 + 0, 2 0, 225 = 0, 28
Laliquota complessiva sugli utili risulta dunque (Equazione 19.16):
= 0, 5 0, 28 + (1 0, 5) 0, 3 = 0, 29
3) Il sistema in vigore in Italia dal 1 gennaio 2004.
Si pu procedere calcolando limposta a carico della societ Alpha e quelle a
carico di ciascun socio.
Quota

Imponibile (000)
2.000

2.000 * 0,3

600,00

0,05 * 350 = 17,5


0,4 * 210 = 84
0,4 * 140 = 56

17,5 * 0,3
50 0, 2 + 34 0, 3
50 0, 1 + 6 0, 2

=
=
=

5,25
20,20
6,20
631,65

+
+
+
=

Soc. Alpha
Soc. Beta
Sig. Rossi
Sig. Bianchi
Imposta totale

0,5
0,3
0,2

Imposta (000)

Laliquota complessiva sugli utili risulta pertanto:


=

631, 65
= 0, 3158
2.000

Laliquota sugli utili distribuiti :


=

331, 65
= 0, 3316
1.000

Tutti e tre i sistemi risultano distorsivi rispetto rispetto alla scelta sulla distribuzione degli utili:
Sistema
Classico
Credito dimposta integrale
IRES

Aliq. sui divid.


0,49
0,28
0,3316

Aliq. sugli utili non dist.


0,3
0,3
0,3

Differenza
0,19
0,02
0,0316

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Soluzioni degli esercizi

49

Il sistema del credito di imposta incentiva la distribuzione di utili (questo avviene


perch laliquota marginale pi elevata dellimposta personale pari allaliquota
dellimposta societaria e non tutti i soci ricadono nello scaglione pi alto). Con
il sistema classico e il sistema dellesenzione parziale la distribuzione degli utili
risulta invece penalizzata: in maniera molto marcata nel primo caso, assai pi
lieve nel secondo.

Vero o falso?
1. FALSO. Le societ di persone non sono soggetti passivi n dellimposta sul
reddito delle persone fisiche n dellimposta sulle societ.
2. VERO. Tutti gli utili, indipendentemente dalla distribuzione, vengono tassati
solo in capo ai soci.
3. VERO. Si consideri lEquazione (19.16).
4. FALSO. Il sistema classico stato abbandonato quasi subito dopo la sua introduzione (si consideri il Box 19.1).

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50

Soluzioni degli esercizi

Capitolo 20
Esercizi
20.1 Ricordando la riduzione alla met della quota di ammortamento relativa al
primo esercizio di funzionamento, le quote di ammortamento ordinario risultano:
n
1
2
3
4
5

aI
0,125 * 200
0,25 * 200
0,25 * 200
0,25 * 200
0,125 * 200

=
=
=
=
=

A
25
50
50
50
25

Il risparmio dimposta relativo ad ogni singola quota sar:


n
1
2
3
4
5

A
25 * 0,30
50 * 0,30
50 * 0,30
50 * 0,30
25 * 0,30

=
=
=
=
=

T
7,5
15
15
15
7,5

Il risparmio dimposta associato allammortamento ordinario sar pertanto:

BFord =

7, 5
15
15
15
7, 5
+
+
+
+
= 51, 92
1, 05 1, 052
1, 053
1, 054
1, 055

Il profilo di ammortamento anticipato risulta:


n
1
2
3

aI
0,25 * 200
0,50 * 200
0,25 * 200

=
=
=

A
50
100
50

Il risparmio dimposta relativo ad ogni singola quota sar:


n
1
2
3

A
50 * 0,30
100 * 0,30
50 * 0,30

=
=
=

T
15
30
15

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51

Il risparmio dimposta associato allammortamento anticipato sar:


BFant =

15
30
15
+
+
= 54, 45
1, 05 1, 052
1, 053

Il maggior risparmio dimposta che possibile conseguire ricorrendo allammortamento anticipato risulta pertanto:
BFant BFord = 54, 45 51, 92 = 2, 53
20.2
1. Il valore contabile (V C) del bene al terzo anno corrisponde alla differenza tra
il costo dacquisto e le quote di ammortamento maturate fino a quel momento:
V C = 200 (50 + 100) = 50
Dalla differenza tra il prezzo di cessione (P C) e il valore contabile (V C) si
ottiene, qualora il risultato sia maggiore di zero, la plusvalenza (P lv):
P lv = 160 50 = 110
2. Se limprenditore decide di adottare il metodo della tassazione ordinaria, la plusvalenza, dal punto di vista fiscale, interamente di competenza dellesercizio
3. Quindi, il carico fiscale risulter:
To = 110 0, 3 = 33
Se, invece, si ricorre alla rateizzazione la plusvalenza sar ripartita, dal punto di
vista fiscale, in cinque quote di competenza negli anni dal 3 al 7.
Per calcolare il risparmio fiscale relativo al differimento bisogna attualizzare,
allanno 3, i due tipi di tassazione:
P V (To ) = 33

P V (Td ) = 0, 3 22 +

22
22
22
22
+
+
+
2
3
1, 05 1, 05
1, 05
1, 054

Il risparmio dimposta sar pertanto:


BF = P V (To ) P V (Td ) = 33 30 = 3

= 30

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52

20.3 La traccia risulta incompleta perch non indica laliquota dellimposta e il


tasso di interesse. Va riformulata come segue:
Si consideri nuovamente lEsempio 20.4. Si ipotizzi che nel periodo dimposta n3 limpresa presenti i seguenti valori: Aint = 2500, pq ven = 3000 e RF = 0.
Dati il tasso di interesse e laliquota complessiva dellEsercizio 20.1, si calcoli il
risparmio dimposta, in valori del periodo n1 , che si ottiene utilizzando il metodo
LIFO anzich il FIFO. (Si arrotondi alla quarta cifra decimale).
Soluzione
Nel periodo n3 lutile risulta (RF + pq ven RI Aint ):
con il LIFO:
0 + 3000 200 2500 = 300
con il FIFO:
0 + 3000 220 2500 = 280
Il profilo degli utili tassabili pertanto nei due casi:

Uf

n1

LIFO
n2

n3

n1

FIFO
n2

n3

160

400

300

160

420

280

Il metodo LIFO consente di rinviare dal periodo n2 al periodo n3 la tassazione di


20 di utili. Nei due casi il valore attuale, al tempo n1 dellimponibile risulta:
con il LIFO:
U f = 160 +

400
300
+
= 813, 0612
1, 05 1, 052

U f = 160 +

420
280
+
= 813, 9682
1, 05 1, 052

con il FIFO:

Il risparmio di imposta pertanto.


0, 3 (813, 9682 813, 0612) = 0, 2721

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53

Vero o falso?
1. VERO. In assenza delle norme fiscali limprenditore tenderebbe ad anticipare i costi e a posticipare i ricavi violando il principio della competenza, ottenendo un provento pari al valore attuale degli interessi sulle imposte differite
(Equazione (20.5)).
2. VERO. Si consideri il risultato dellEsempio 20.2.
3. FALSO. Bisogna considerare il rapporto tra indebitamento e patrimonio netto
dellimpresa che riceve il prestito.
4. FALSO. E vero il contrario: la valutazione avviene ai prezzi pi lontani nel
tempo, perch si assume che escano dal magazzino gli ultimi beni acquistati o
prodotti.
5. FALSO. Producono delle plusvalenze solo se in bilancio sono iscritte tra le
immobilizzazioni.

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54

Soluzioni degli esercizi

Capitolo 21
Esercizi
21.1 Prima di procedere alla valutazione LIFO e FIFO necessario determinare
la quantit delle rimanenze finali:
i

Aint
q

RIq

qven

RFq

1.400

700

700

700

1.000

1.000

700

700

1.000

1.200

500

500

500

1.000

Con il metodo LIFO la valutazione delle rimanenze finali effettuata al prezzo


dellanno n = 1. Invece, con il metodo FIFO la valorizzazione si effettua ai
prezzi pi recenti:
i

RFv (LIFO)

RFv (FIFO)

(700 200,00 ) = 140.000,00

(700 200,00) = 140.000,00

(700 200,00 ) = 140.000,00

(700 220,00) = 154.000,00

(500 200,00 ) = 100.000,00

(500 242,00) = 121.000,00

Il carico fiscale complessivo si ottiene sommando il valore attuale delle imposte


relative alla variazione delle scorte di ogni periodo (compreso il quarto): una
variazione positiva (RFv > RIv ) aumenta limponibile, una variazione negativa
(RFv < RIv ) lo riduce. Confrontando il metodo LIFO con il metodo FIFO si
ottiene il seguente risultato:
n

FIFO
T = V Sv

42.000,00

FIFO

P V (T )
36.521,74

T = V Sv

P V (T )

42.000,00

36.521,74

4.200,00

3.175,80

-12.000,00

-7.890,19

-9.900,00

-6.509,41

-30.000,00

-17.152,60

-36.300,00

-20.754,64

P V (T )LIF O =

11.478,95

P V (T )F IF O =

12.433,49

Il vantaggio fiscale ottenuto utilizzando il metodo LIFO piuttosto che il metodo


FIFO di 954,54 euro (il valore attuale calcolato allanno 0):
P V (T )F IF O P V (T )LIF O = 12.433, 49 11.478, 95 = 954, 54

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Vero o falso?
1. FALSO. Si consideri la (21.1).
2. VERO. Si consideri la (21.2).
3. FALSO. E vero il contrario. La plusvalenza tassabile comprende una componente puramente nominale quando il sistema fiscale non consente lindicizzazione delle quote di ammortamento.
4. FALSO. In presenza di prezzi crescenti il metodo LIFO a conferire alle rimanenze finali un valore inferiore, in quanto i prezzi di riferimento per la
valorizzazione delle scorte sono i pi vecchi.

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Soluzioni degli esercizi

Capitolo 22
Esercizi
22.1
1. Il valore attuale degli ammortamenti economici :
=

0, 76
0, 24
+
= 0, 9415
1, 05 1, 052

2. Dalla Proposizione 22.1 e dallEquazione 22.10 sappiamo che il complemento a uno di :


= 1 = 1 0, 9415 = 0, 0585
Si pu controllare applicando le Equazioni 22.8 e 22.9:
0, 24
1
+
) = 0, 0585
1, 05 1, 052
3. Il costo duso del capitale in presenza dellimposta dato dallEquazione 22.22
per 0f = ck , (1 + )f o = 0, kf = 0, t = tg .
= 0, 05 (

t =
t =

tg ck + (1 tg )
1 tg

0, 9415 0, 2 + (1 0, 2) 0, 0585
= 0, 9854
1 0, 2

4. Limposta risulta distorsiva, perch il costo duso del capitale si modifica passando da 1 a 0,9854.
5. La distorsione di tipo incentivante perch il costo duso del capitale si riduce:
gli investimenti aumenteranno (Tabella 22.2).
22.2 Il valore attuale al tempo 0 degli ammortamenti economici, e degli ammortamenti fiscali ordinari, risulta:
= f o =

0, 5
0, 5
+
= 0, 9297
1, 05 1, 052

Da cui:
= 1 = 1 0, 9297 = 0, 0703
Senza il credito di imposta il costo duso del capitale dato dallEquazione 22.22
per 0f = , 0f = 0, = 0, kf = 0, t = 0.
t =

(1 tg ) +
1 tg

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t =

57

0, 9297(1 0, 33) + 0, 0703


= 1, 0346
1 0, 33

Si tratta dunque di risolvere per kf la seguente equazione:


0, 9297(1 0, 33) + 0, 0703 kf
=1
1 0, 33
Risulta:
kf = 0, 0232

Vero o falso?
1. FALSO. Gli ammortamenti anticipati riducono il costo duso del capitale indipendentemente dalla forma di finanziamento dellinvestimento.
2. FALSO. Limposta riduce il costo duso del capitale ed pertanto distorsiva con
effetto incentivante.
3. FALSO. Il costo duso del capitale corrisponde alla somma del valore attuale
degli ammortamenti e del valore attuale degli interessi passivi sul capitale residuo (Proposizione 22.1).
4. FALSO. Un incremento del tasso dinteresse di mercato genera sempre un incremento del costo duso del capitale, anche se finanziato con mezzi propri,
perch cresce il costo opportunit del capitale proprio.

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Soluzioni degli esercizi

Capitolo 23
Esercizi
23.1 Applicando la (23.9) che per comodit del lettore si riporta otteniamo:
t =

(1 ts )
(1 tv )(1 tg )

(1 0, 15)0, 06
= 0, 08
(1 0, 15)(1 0, 25)
(1 0, 25)0, 06
2. t =
= 0, 06
(1 0, 25)
(1 0, 25)0, 06
= 0, 075
3. t =
(1 0, 20)(1 0, 25)
(1 0, 25)0, 06
4. t =
= 0, 08
(1 0, 25)(1 0, 25)

1. t =

23.2 Utilizzando la (23.15) che si riporta otteniamo:


M ET Re =

0, 08 0, 06
= 0, 33
0, 06
0, 06 0, 06
2. M ET Re =
=0
0, 06
0, 075 0, 06
3. M ET Re =
= 0, 25
0, 06
0, 08 0, 06
4. M ET Re =
= 0, 33
0, 06
1. M ET Re =

23.3 I dividendi sono tassati con la stessa aliquota nei casi: 3 e 4.


23.4 Applicando lEquazione (23.15) si ottiene:
0, 06 0, 05
= 0, 2
0, 05
Limposta risulta distorsiva disincentivante (si consideri la Tabella 23.2).
M ET Re =

23.5 Si applica lEquazione (23.16) che si riporta:


EP =

M ET Re2 I F
0, 22 0, 8 (0, 05 1.000)
=
= 0, 8
2
2

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Vero o falso?
1. FALSO. In caso di finanziamento con utili non distribuiti il costo del capitale in
presenza dimposte risulta (Equazione 23.9):
t =

(1 ts )r
(1 tv )(1 tg )

Per ts = tv si ha:
t =

r
(1 tg )

Il sistema pertanto disincentivante.


2. VERO. Si consideri lEquazione (23.11).
3. FALSO. Limposta risulta neutrale quando M ET R = 0. Si consideri la Tabella
23.2.
4. VERO. Si consideri lEquazione (23.16).

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Soluzioni degli esercizi

Capitolo 24
Esercizi
24.1
1. Per il calcolo del risultato dimpresa misurato come cash flow applichiamo
lEquazione (24.3):
U cf = (1200 + 15) (200 + 500 + 400 + 80) = 35
2. Per il calcolo dellimponibile di tipo R+F si considerino le Equazioni (24.7) e
(24.8) e la relazione di pag. 345:
imponibile di tipo R+F = U cf + Dn = 35 + (60 90) = 5
dove 60 e 90 sono, rispettivamente, il decremento dei crediti (() CR) e dei
debiti (() DT ) tra lanno n-1 e n.
3. La base imponibile della Business Tax (HR) corrisponde allimponibile di tipo
R, considerando lo schema riassuntivo della Sezione 24.3 si ottiene:
imponibile di tipo R = imponibile di tipo R+F Dn + IN Tpnetti
= 5 (60 90) + (80 15) = 100
4. Per il calcolo dellimponibile di tipo ACE necessario calcolare preliminarmente lutile di competenza U come differenza tra i costi e i ricavi:
U = 1355 1043 = 312
dal quale si deve sottrarre la remunerazione figurativa del capitale proprio relativo allanno n-1:
rKpm = 0, 035 1762 = 61, 67
ottenendo:
imponibile di tipo ACE = U rKpm = 312 61, 67 = 250, 33
5. per il calcolo dellimponibile CBIT si consideri lo schema riassuntivo della
Sezione 24.3 partendo dallutile lordo di competenza:
imponibile CBIT = U + IN Tpnetti = 312 + (80 15) = 377
dove 80 e 15 sono, rispettivamente, gli interessi passivi e attivi.
6. Sapendo che limponibile IRAP corrisponde al valore aggiunto di tipo prodotto
netto, si consideri la (24.11):
imponibile di tipo IRAP = imponibile CBIT + wL = 377 + 400 = 777

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Vero o falso?
1. VERO. Si consideri la Sezione 24.1.2.
2. VERO. Si consideri lo schema riassuntivo della Sezione 24.3.
3. FALSO. Si possono verificare diverse situazioni in cui limponibile di tipo R+F
risulta negtivo. In presenza di un utile di cassa positivo pu accadere, per esempio, che a causa di un massiccia riduzione dei debiti e/o di incremento dei crediti, la variazione delle posizione debitoria netta risulti negativa e, in valore
assoluto, superiore allutile di cassa (cash flow). Al contrario si potrebbe verificare che, nonostante una posizione debitoria netta positiva, lutile di cassa
risulti negativo e in valore assoluto superiore alla variazione debitoria netta. Si
considerino la (24.7) e la (24.8).
4. VERO. La base imponibile IRAP comprende il rendimento di tutto il capitale,
di propriet e di debito, rendendo limposta neutrale rispetto alla scelta della
forma di finanziamento, mentre rimane il disincentivo allinvestimento.
5. FALSO. La CIBIT corrisponde, in generale, alla base imponibile di tipo IRAP
al netto nel costo del lavoro. Il rendimento di tutto il capitale, di propriet e
di debito, risulta tassato garantendo la neutralit dellimposta circa le scelte di
finanziamento. Rimane, invece, leffetto distorsivo disincentivate sulle scelte di
investimento.

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Soluzioni degli esercizi

Capitolo 25
Esercizi
25.1
1. Con il principio di destinazione il prezzo per i consumatori nel paese A aumenta
dellintero ammontare dellimposta:
pA = 7.200 ; pW = $ 3
2. Con il principio dellorigine il prezzo alla produzione nel paese A scende dellintero ammontare dellimposta:
N
pN
A = 5.000 ; pW = $ 3

Vero o falso?
1. VERO. Si consideri la Proposizione 25.1.
2. FALSO. E vero il contrario.
3. FALSO. Rimane sempre la distorsione interna dovuta al cuneo tra prezzo al
consumatore e prezzo al produttore.
4. VERO. La duplice neutralit pu essere raggiunta solo se gli stati rinunciano
alla propria autonomia nel fissare laliquota e si accordano per adottare una
comune.

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Capitolo 26
Esercizi
26.1 La cessione intracomunitaria effettuata dal produttore olandese unoperazione non imponibile, quindi, lo Stato olandese non percepir alcuna imposta.
Lacquisto intracomunitario effettuato dal grossista spagnolo soggetto al sistema
del pagamento differito. Limposta sullacquisto , infatti, registrata sia a debito
sia a credito:
Iva a credito sullacquisto intracomunitario
Iva a debito sullacquisto intracomunitario
Debito (Credito) IVA

=
=

50.000 0, 16
50.000 0, 16

=
=
=

8.000
8.000
0

+
=

Il grossista spagnolo vendendo al dettagliante italiano effettua una cessione intracomunitaria, non imponibile ai fini IVA. Anche lo Stato spagnolo non percepisce
alcun tributo.
Il dettagliante italiano effettua un acquisto intracomunitario, soggetto al sistema
del pagamento differito ed una cessione sul mercato interno, imponibile ai fini
IVA. Con lacquisto da parte del consumatore finale, in Italia il circuito IVA si
chiude. Il gettito, di competenza dello Stato italiano, di 24.000 euro:
Iva a credito sullacquisto intracomunitario
Iva a debito sullacquisto intracomunitario
Iva a debito sulle cessioni interne
Debito (Credito) IVA

=
=
=

95.000 0, 20
95.000 0, 20
120.000 0, 20

=
=
=
=

19.000
19.000
24.000
24.000

+
=

Vero o falso?
1. FALSO. Si distinguono per il trattamento riservato agli acquisti effettuati allestero dai consumatori finali (Proposizione 26.1).
2. VERO. Si consideri la Proposizione 26.2.
3. FALSO. Il sistema transitorio prevede lapplicazione del principio della destinazione agli scambi tra i soggetti IVA e del principio dellorigine per gli acquisti
dei consumatori finali salvo alcune eccezioni.
4. VERO. In questo modo il pagamento dellimposta, dalla dogana, differito al
primo versamento dellIVA interna (Sezione 26.1.3 e Esempio 26.1).
5. FALSO. il commercio elettronico indiretto, quello che sfrutta i canale telematico solo come vetrina virtuale, ed eventualmente per ordini e pagamenti, che
assimilato, ai fini IVA, alle vendite a distanza.
6. FALSO. Si tratta di commercio elettronico indiretto, quindi le regole sono quelle previste per le vendite intracomunitarie a distanza: il principio di destinazione
si applica solo per opzione dellimpresa cedente oppure, obbligatoriamente, se
il volume delle vendite intracomunitarie effettuate nei confronti di un altro stato
membro supera un determinato limite.

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Soluzioni degli esercizi

7. VERO. Trattandosi di commercio elettronico diretto intracomunitario del tipo B2C il principio adottato sempre quello dellorigine, quindi, il consumatore finale pagher lIVA con laliquota dello stato di residenza dellimpresa
fornitrice.
8. VERO. Trattandosi di commercio elettronico diretto extra-UE del tipo B2C il
principio adottato sempre quello della destinazione, quindi, il consumatore
finale pagher lIVA del suo stato di residenza.
9. VERO. Pur assolvendo tutte le incombenze amministrative in Irlanda, si tratta di
unimpresa non residente e non domiciliata in nessuno stato membro dellUnione, quindi, le aliquote sono quello dello stato UE di residenza del consumatore
finale.

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Capitolo 27
Esercizi
27.1
1. A seguito dellapertura del mercato, lammontare di capitale (K) impiegato
nel paese risulter dallincontro della domanda interna con lofferta mondiale,
infinitamente elastica al tasso del 4%:
0, 04 = (12/100) (1/200)K
K = 16
La Figura 29.8 pone in evidenza lincremento del capitale investito ottenuto
come effetto dellapertura del mercato.
2. Limposizione degli interessi in base al principio della residenza (Sezione 27.2.2),
non modifica il costo del capitale (r) per le imprese, il tasso lordo rimane,
quindi, al 4%.
Invece, il tasso netto (r N ) per i risparmiatori si riduce dellintero ammontare
dellimposta (si veda la Figura 29.8).
3. Non cambiando il costo del capitale, non si modifica neppure il livello del
capitale investito (K = 16).

Figura 29.8 Il mercato del capitale di un piccolo paese che apre il proprio mercato
del capitale al resto del mondo.

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Soluzioni degli esercizi

4. Limposta interamente a carico dei risparmiatori: non si avr alcuna variazione


del surplus delle imprese.
27.2
1. Le differenze tra le aliquote in riga misurano lassenza della capital export neutrality (CEN): si ha dunque CEN solo in relazione agli investimenti da Beta
verso gli altri paesi.
2. La variabilit delle aliquote in colonna indica assenza di CIN: non si ha mai
CIN.
3. DallEquazione (27.11) possiamo scrivere:
V ANnt = (1 AET R) V AN
Abbiamo dunque:
Prov. dell investimento
(1 AETR) VAN
VANnt
Alf a
=
(1 0, 318) 0, 2
= 13, 64%
Beta
=
(1 0, 306) 0, 2
= 13, 88%
Gamma
=
(1 0, 187) 0, 2
= 16, 26%

Vero o falso?
1.
2.
3.
4.

VERO . Si considerino le Definizioni 27.2 e 27.4 e la Proposizione 27.2.


FALSO. Si considerino le Definizioni 27.1 e 27.3 e la Proposizione 27.1.
FALSO. Il principio della fonte garantisce lottima allocazione del risparmio.
VERO. Con larmonizzazione non si hanno distorsioni sul piano internazionale
(rimane la distorsione interna).
5. FALSO. Se in grado di protezione minore di uno, lAETR sugli investimenti
in entrata minore dellAETR sugli investimenti in uscita.

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67

Capitolo 28
Esercizi
28.1
1a) Quando entrambi i paesi sono membri dellUnione Europea sussistono i requisiti per lapplicazione della direttiva societ madri-figlie (Sezione 28.2.2). Considerando il sistema dellesenzione si pu utilizzare lEquazione 28.1 ponendo
= 0, 05 e n = 0:
e = 0, 20 + (1 0, 20) (0, 05 0, 30) = 0, 212
1b) Quando, invece, i due paesi non sono membri dellUnione Europea e non
prevista nessuna attenuazione delle doppie imposizioni e si applica lEquazione
27.8 ponendo = 1, wt = 0, 10 e n = 0:
e = 0, 20 + (1 0, 20) (0, 30 + 0, 10) = 0, 520
2) Entrambi i sistemi penalizzano la distribuzione di utili dalla societ SU B alla
societ HOL.

Utili non distribuiti

Utili distribuiti

Direttiva societ
madri-figlie

e = 0, 20

<

e = 0, 212

Doppia imposizione piena

e = 0, 20

<

e = 0, 520

3a) Con un differimento di 5 periodi e lapplicazione della direttiva 435 si ottiene


unaliquota complessiva sugli utili prodotti allestero pari a:
e = 0, 20 +

(1 0, 20) (0, 05 0, 30)


= 0, 209
1, 055

3b) Quando, invece, la direttiva non applicabile il differimento di 5 periodi produce la seguente aliquota complessiva:
e = 0, 20 +

(1 0, 20) (0, 30 + 0, 10)


= 0, 451
1, 055

Anche in ricorrendo al differimento, entrambi i sistemi penalizzano, sia pur in


misura minore, la distribuzione di utili dalla societ SU B alla societ HOL.
28.2 Quando il prezzo di trasferimento rispetta il principio dellarms length
pricing (Sezione 28.2.3) la transazione tra la societ HOL e la sua partecipata
SU B avviene al prezzo di 100.

Economia tributaria - seconda edizione


Ernesto Longobardi - Copyright 2009 - The McGraw-Hill Companies srl

68

Soluzioni degli esercizi

1a. Il servizio di call center varr prestato ad un prezzo di 120 . Il vantaggio fiscale
dato dal prodotto tra il differenziale delle aliquote societarie e la maggiorazione
di 20 del prezzo (Equazione 28.2):
BF = 20 (0, 30 0, 20) = 2
1b. Se si considera un differimento di cinque esercizi il vantaggio fiscale permane
solo se risulta applicabile la direttiva 435. Infatti, usando la (28.3) si ottiene:
BF = 20 (0, 30 0, 209) = 1, 82
Invece, quando la direttiva 435 non risulta pi applicabile il beneficio fiscale
svanisce. Applicando la (28.3) si ha:
BF = 20 (0, 30 0, 451) = 3, 02
2 In presenza di una rettifica unilaterale del prezzo di trasferimento da parte dellamministrazione finanziaria del paese H, la societ HOL potr dedurre, ai fini
fiscali, 100 (e non 120) come costo per il servizio di call center prestato dalla
societ SU B, che invece continuer a registrare un ricavo di 120. Lammontare
della doppia imposizione, corrisponde alle imposte pagate dalla societ SU B
sul ricavo non rettificato di 20:
0, 20 20 = 4

Vero o falso?
1. FALSO. Nella formulazione originaria della direttiva lapplicazione era limitata
a partecipazioni non inferiori al 25% (Sezione 28.2.2).
2. FALSO. Per le societ domiciliate in paesi extra-europei, non potendosi applicare la direttiva 90/435/CEE, esiste sempre la possibilit di witholding tax,
eventualmente regolate da convenzione bilaterale.
3. VERO. Si consideri la Sezione 28.2.3.
4. FALSO.La direttiva I-R informata al principio della residenza (Sezione 28.3.2).
5. FALSO. Entrambi i sistemi richiedono ladozione di un sistema di ripartizione
della base imponibile (Sezione 28.5).