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Cuba 1956 1959:


La storia della rivoluzione Cubana












Dedicato a Yani, a Ylenia
e a tutti i miei pi cari amici.
Dedicato anche ad un mio
caro familiare scomparso,
che non sono riuscito a portare a Cuba.
Se ci fossi riuscito, senzaltro sarebbe
rimasto affascinato come me

Ciao Roberto, questo libro anche per te

Seconda edizione
www.concubanelcuore.it

Stefano Guastella 2007

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Introduzione

Ma cera veramente bisogno di un altro libro
sulla Rivoluzione Cubana?
Per un appassionato di storia come me, si!
Lidea mi venuta per gioco, su di un forum, Barriodecuba.it,
dove stata aperta una cartella dedicata alla storia Cubana.
Da tempo, mi sarebbe piaciuto rifare una cronologia degli
avvenimenti dal 1956 al 1959.
Avevo a mia disposizione un libro in Spagnolo,
Pasajes de la guerra Revolucionaria, di
Ernesto Guevara, meglio conosciuto come il CHE.
Proprio questo libro mi ha fatto da filo conduttore, ho iniziato
a scriverlo sul Barrio, riordinando gli avvenimenti che vi sono
descritti, incrociandoli con qualche curiosit trovata su
Internet e scoprendo anche qualche piccola inesattezza.
Una volta finito di scrivere su forum mi sono detto:
E perch ora non farne un libro?
Quello che ne venuto fuori credo che sia un buon resoconto
con qualche episodio magari anche sconosciuto, sicuramente
anche con molte mancanze, ma sufficiente per capire cosa sia
successo sullisola caraibica in quegli anni.
Questo libro per me e per i miei amici appassionati di storia
Cubana, rester un ricordo di un invisibile filo che ci lega tutti
a quellisola tanto amataodiatamata.
Un isola che, pur con tutte le sue contraddizioni, riuscita ad
intrigarci, con la sua gente, con i suoi paesaggi, con le sue
proibizioni e con i suoi eccessi.
Cuba per noi tutto ed il contrario di tutto equesto ci basta.



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25 Novembre 1956:
Un imbarcazione nella notte

Sono passate un paio d'ore dallo scoccare della mezzanotte
del 25 Novembre 1956, dal porto di Tuxpan una vecchia
imbarcazione esce a fari spenti e sotto la pioggia, con il suo
carico di uomini che la fanno ondeggiare.
L'imbarcazione si chiama Granma, la sua destinazione
finale Cuba, la missione rovesciare il governo militare di
Fulgencio Batista, salito al potere il 10 Marzo 1952




L'imbarcazione Granma
(foto tratte da Cubaycuba.net e dal sito del Governo Cubano Cubagov.cu)
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Ma leggiamo il racconto scritto da uno dei protagonisti
dell'avventura....

*"Mi chiamo Ernesto, sono nato a Rosario, Argentina, il 14
Giugno 1928.
mi trovo a bordo di questa imbarcazione insieme ad altri 81
compagni.
Il comandante della spedizione Fidel Castro Ruz, un
esiliato Cubano che ho conosciuto l'anno passato in
Messico.
Poi ci sono suo fratello, Ral, Juan Almeida Bosque,
Camilo Cienfuegos Gorriarn, Ciro Redondo Garcia,
l'Italiano Gino Don Paro e tanti altri combattenti.
La nostra missione sbarcare a Cuba per tentare di
rovesciare il governo del dittatore Fulgencio Batista.
Siamo partiti poco fa, alle due di notte del 25 Novembre
1956, solo adesso che siamo usciti dal porto dello Yucatan
abbiamo potuto accendere le luci dell'imbarcazione.
Qualcuno dei miei compagni ha iniziato a cantare l'inno del
26 di Luglio, qualcun'altro l'inno nazionale Cubano........

.....Sono passate solo poche ore dalla nostra partenza e gi
siamo in difficolt, abbiamo quasi tutti problemi di stomaco
e siamo piegati in due dal mal di mare, non riusciamo a
trovare gli antistaminici che avevamo preparato prima di
imbarcarci.......
.......Siamo al 6 giorno di navigazione, il 30 Novembre,
siamo ancora in alto mare.... abbiamo sentito per radio che
a Santiago di Cuba sono iniziati i moti rivoluzionari e gli
scioperi, comandati dal nostro grande Frank Pas.
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I moti avrebbero dovuto coincidere con il nostro sbarco a
Cuba..... ma siamo ancora tremendamente lontani...

.....E' la notte del 1 Dicembre, abbiamo puntato la prua
dell'imbarcazione verso Cuba, speriamo di riuscire a vedere
quanto prima il faro di Cabo Cruz.
Ormai sta scarseggiando l'acqua, il cibo e il carburante ...

Sono le 2 di notte del 2 Dicembre, i soldati di guardia si
stanno dando il cambio sul ponte dell'imbarcazione per
vedere se all'orizzonte spunta la luce del faro....
improvvisamente sentiamo delle grida.... Roque, un ex
tenente della marina militare Cubana, sporgendosi per
riuscire a vedere meglio all'orizzonte, caduto in mare....
con difficolt lo recuperiamo... e a questo punto scorgiamo
in lontananza la luce del faro.... la nostra meta non pi
cos lontana....

E' la mattina del 2 dicembre, stiamo arrivando a Cuba, in un
luogo conosciuto come Belic, nella Playa de las Coloradas,
purtroppo a causa della nostra lentezza di navigazione, ci ha
avvistati un imbarcazione che telegraficamente ha avvisato
le truppe di Batista.....

....siamo appena scesi dall'imbarcazione che si arenata,
abbiamo cercato di caricare tutto quello che era possibile e
stiamo avanzando nel pantano verso la boscaglia.
E' appena arrivata l'aviazione di Batista che sta sparando
sulla zona all'impazzata....fortuna che non riescono a
vederci.....

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......Non so pi quante ore sono passate.....per colpa di un
nostro compagno che ha detto di conoscere la zona ci siamo
persi nel pantano della Cienaga......
sembriamo un esercito di fantasmi..... fame e sete ci
attanagliano... ma dobbiamo resistere per poter arrivare ad
un posto sicuro....sulla terraferma....

......Oggi il 5 Dicembre 1956.... anche se sfiniti, affamati e
assetati, a dieci giorni esatti dalla nostra partenza siamo
riusciti ad arrivare in un posto chiamato paradossalmente
Alegra de Po.
Anche se il posto ci pare tutt'altro che sicuro, abbiamo
deciso di fermarci qui almeno per questo
giorno....inizieremo la marcia in nottata...


(foto dal sito www.elhabanero.cubaweb.cu )


* Il racconto liberamente tradotto da Pasajes de la guerra
revolucionaria, di Ernesto Guevara de la Serna
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5 Dicembre 1956:
La battaglia di Alegra de Po




La mattina del 5 dicembre gli 82 Guerriglieri stanno
cercando di recuperare le forze dalle tremende marce dei
giorni passati.
Jess Montan e Ernesto Guevara stanno parlando tra loro
appoggiati ad un tronco, quando uno sparo rompe la
tranquillit del gruppo.
Immediatamente dopo scoppia l'inferno, le pallottole
arrivano da tutte le parti.
Juan Almeida si avvicina a Guevara, nel mezzo della
sparatoria, chiedendo cosa fare.
Ma in realt il gruppo si era gi diviso, dato che Fidel Castro
aveva cercato di raggruppare i soldati nel canneto sotto alla
collina.
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I guerriglieri cercano di rispondere al fuoco, ma la sorpresa
dell'attacco li ha completamente disorientati.
Ernesto Guevara viene ferito da una pallottola e cadendo
grida a Faustino Perz: "Me jodieron!"
(mi hanno fatto fuori)

Ecco il racconto di Ernesto su quei fatti......

"Caddi al suolo, teso.
Sparai un colpo verso il monte, a casaccio....
Iniziai a pensare qual'era la migliore maniera di morire in
quel minuto dove tutto pareva perduto.....
Mi ricordai di un vecchio racconto di Jack London, dove il
protagonista, appoggiato ad un tronco d'albero, si prepara
con dignit alla morte per congelazione, nelle zone gelate
dell'Alaska.....
Sentii qualcuno che gridava che dovevamo arrenderci... in
quel momento la voce di Camilo Cienfuegos disse:
Aqu no se rinde nadie Carajo!*

Si form un gruppo capitanato da Juan Almeida, i
compagni Rafael Chao e Reinaldo Benitez mi aiutarono ad
entrare nel canneto....
Non ricordo molto bene... vedevo fumo
dappertutto.....pensavo di stare per morire....
il nostro gruppo cammin fuori della battaglia fino a che la
notte ci imped di avanzare e ci addormentammo uniti.
Questo fu il nostro battesimo del fuoco, il giorno 5 Dicembre
del 1956, alla periferia di Niquero..... Cos inizi a forgiarsi
l'esercito ribelle....."

*(In realt la frase fu detta da Juan Almeida ndr)
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Dal 6 al 21 Dicembre 1956

Dopo la disfatta di Alegra de Po, I guerriglieri si ritrovano
sparpagliati per la boscaglia, non hanno idea di dove siano
gli altri, ne quanti morti ci siano stati.

Questi sono i Guerriglieri caduti
tra il 5 e il 16 Dicembre 1956:

Luis Arcos Bergnes, Ren Bedia Morales, Miguel
Cabaas Perojo, Israel Cabrera Rodriguez, Noelio
Capote Figueroa, Felix Elmussa Agaisse, Cndido
Gonzlez Morales, Santiago (Jimmy) Hirzel Gonzlez,
Humberto Lamothe Coronado, Antonio (Nico) Lpez
Fernandez, Andrs Lujn Vzquez, Juan Manuel
Mrquez Rodrguez, Jos R. Martnez Alvarz,
Armando Mestre Martnez, Ren O. Rein Garca,
Eduardo P. Reyes Cauto, Toms D. Royo Valds, Miguel
Saavedra Prez, Jos R. Smith Comas, Ral Surez
Martnez

Intanto il gruppetto di guerriglieri con Ernesto Guevara ,
continua la sua marcia verso la Sierra Maestra, dove
dovrebbe essere il punto di ritrovo degli eventuali
combattenti superstiti.
La ferita del CHE meno grave del previsto, dato che gli
permette di marciare.
Insieme a lui ci sono ancora Juan Almeida, Rafael Chao,
Reinaldo Benitez e Ramiro Valdes.
Sono senza acqua e cibo e alla disperata ricerca di una casa
dove poter sostare.....

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Ecco il racconto di quei giorni alla deriva.....

"....Il giorno seguente alla disfatta di Alegra de Po,
marciavamo in mezzo ai monti....
Eravamo praticamente senz'acqua, con l'unico cartone di
latte che era stato affidato a Benitez e che per sua colpa era
andato perduto....
Benitez aveva messo il cartone di latte nel suo zaino al
rovescio, cio con i fori per bere verso il basso, cos al
momento di bere la nostra razione, (un tubetto di vitamine
vuoto dove avremmo dovuto versare il latte condensato), ci
accorgemmo che il latte era finito tutto nella sua uniforme....

.....Dopo molto camminare, dall'alto scorgemmo una grande
pozza d'acqua, per nei saliscendi per scendere a valle
perdemmo di vista la pozza e potemmo bere solo un p
d'acqua rimasta dalle piogge del giorno precedente nelle
pietre chiamate "Diente de perro"....


.....iniziammo a riposare di giorno e a marciare di notte, per
nasconderci alle truppe di Batista che erano in cerca dei
guerriglieri superstiti, una notte io e Juan Almeida,
andavamo alla testa del gruppetto, quando scorgemmo un
gruppo di persone che dormivano.

Pensammo che fossero soldati di Batista, Almeida avanz
urlando e intim la resa agli addormentati.
Con nostra sorpresa ci accorgemmo che erano tre dei nostri
Camilo Cienfuegos, Pancho Gonzalez e Pablo Hurtado.

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....marciammo per alcuni altri giorni, sempre riposando di
giorno e camminando di notte, avvistammo delle case di
contadini, ma quando la nostra avanscoperta si avvicin per
controllare la situazione, sent la voce di alcune persone che
parlavano di come avevano battuto i guerriglieri nella
battaglia di qualche giorno prima. Erano soldati di Batista!
Continuammo a marciare verso Las Gusimas, ma il nostro
gruppo aveva sempre pi difficolt nel riuscire a
camminare......
.....Dopo 9 giorni dalla battaglia di Alegra de Po, vinti
dalla fame, dalla sete, dalla stanchezza e dalle nostre ferite
ai piedi, decidemmo di rischiare andando a bussare alla
porta di un contadino che abitava in un luogo chiamato
Puercas Gordas....
Il contadino ci ricevette molto amichevolmente e nella casa
ci prepararono tanto di quel cibo che non riuscimmo a
resistere dal mangiare avidamente...
I nostri stomachi non resistettero per a tanta abbondanza,
la piccola casa si trasform in un inferno, Almeida inizi per
primo con violenti attacchi di diarrea e subito dopo
iniziammo tutti noi......
La notte seguente ci rimettemmo in marcia, i contadini ci
dissero che avevano notizie su Fidel, che era vivo, e ci
potevano guidare fino ad una zona dove probabilmente si
era accampato insieme a Crescencio Perez...."






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Il gruppo di soldati continu la sua marcia in mezzo alle
difficolt per altri giorni, fino al ricongiungimento finale,
con gli altri superstiti il 21 Dicembre a Plurial

Riassunto dei giorni dopo la battaglia di Alegra de Po

8 Dicembre: La giornata pi tragica per i guerriglieri,
vengono uccisi 17 combattenti

15 Dicembre: Alla data di oggi l'esercito Batistiano
riuscito a sterminare quasi il 50 % dei rivoluzionari.
In questa data catturato e successivamente ucciso il
secondo capo della spedizione del Granma, il combattente
Juan Manuel Marquez

18 Dicembre: In questa data si rincontrano i fratelli Castro
nella finca di Mongo Perez, qui Fidel Castro, pronuncia la
storica frase "Ahora si ganamos la guerra!"
(adesso si che vinciamo la guerra)

21 Dicembre: al gruppo di Fidel e Ral, riesce finalmente a
congiungersi quello di Juan Almeida, a questo punto
l'esercito rivoluzionario formato da 7 Armi
e 15 combattenti:
Fidel Castro, Ral Castro, Juan Almeida, Ernesto CHE
Guevara, Camilo Cienfuegos, Ramiro Valdes, Faustino
Perez, Universo Sanchez, Ciro Redondo, Efigenio
Ameijeiras, Ren Rodriguez, Rafael Chao, Pancho
Gonzalez, Reinaldo Benitez, e Armando Rodriguez.

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Mappa dello sbarco del Granma e successivo ricongiungimento
(Pasajes de la guerra revolucionaria)









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Dal 23 Dicembre 1956 al 15 Gennaio 1958



23 Dicembre: Uno dei guerriglieri, Faustino Prez,
parte verso Manzanillo per riorganizzare
il movimento 26 de Julio nel resto del paese.


24 Dicembre:Si svolge a Santiago di Cuba una riunione
con Frank Pas, Vilma Espn, Hayde Santamara e Mara
Antonia Figueroa.
Il tema trasmettere ai combattenti di Santiago la necessit
di appoggiare le azioni dei guerriglieri di Fidel che
opereranno sulle montagne.


25 Dicembre: Il gruppo di guerriglieri guidati da Fidel
Castro, si rimette in marcia per raggiungere il cuore della
Sierra Maestra


28 Dicembre: Il gruppo di guerriglieri passato da 17 a 24
Combattenti, alla lista si aggiungono: Crescienzo Perez,
Sergio Perez, Manuel Acua, Julio Diaz, Calixto Garca,
Lus Crespo, Jos Morn, Manuel Fajardo e Sergio
Acua.

6 Gennaio 1957: Arriva alla Sierra Maestra il primo gruppo
di rinforzo, inviato da Manzanillo da parte di Cela Sanchez.
Il gruppo formato da 9 combattenti che arrivano senza armi
e in vestiti civili.
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10 Gennaio 1957: Il Generale di brigata dell'esercito di
Batista, Martin Daz Tamayo, capo del reggimento 1
Maceo ubicato a Santiago di Cuba, firma un piano
operativo per eliminare i combattenti nascosti sulla Sierra
Maestra

13 Gennaio 1957: Fidel Castro ed i suoi 31 uomini, si
mettono in marcia alle 15, 30 da un luogo conosciuto come
El Mulato, per andare ad attaccare la prima caserma
dell'esercito Batistiano, situata a La Plata

15 Gennaio 1957: Fulgencio Batista sospende
le libert civili a Cuba e impone la censura alla stampa.

















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16/17 Gennaio 1957:
Il combattimento de La Plata

Il 15 Gennaio, il gruppo dei ribelli arriva nei pressi della
Caserma de La Plata, il primo obiettivo che si sono prefissi
di colpire.
I ribelli si appostano nelle vicinanze per studiare il
comportamento dei soldati ed il cambio delle guardie, ma
lascio la parola al nostro commentatore speciale si come si
svolsero i fatti:
"Il quindici gennaio avvistammo la caserma de La Plata,
costruita in parte con lamiere di zinco.
Vedemmo un gruppetto di uomini con l'uniforme del nemico.
Potemmo osservare al calar del sole, intorno alle 18,00,
l'arrivo di una piccola lancia con le guardie per il cambio di
turno.
Decidemmo di rimandare l'attacco al giorno seguente.
All'alba del 16 Gennaio iniziammo a mettere sotto continua
osservazione la caserma.
Alle 3 del pomeriggio ci avvicinammo lentamente
bordeggiando il fiume, per cercare di osservare meglio.
Al calar dell'oscurit iniziammo a guadare il fiume de La
Plata, per niente profondo e ci appostammo sul cammino
che conduce alla caserma.
Dopo pochi minuti catturammo 2 contadini, uno dei 2 aveva
precedenti come spia, ci dettero una serie di informazioni
molto utili.
Ci dissero che nella caserma c'erano una quindicina di
soldati e che inoltre di li a poco sarebbe arrivato alla
caserma uno dei tre pi famosi Maggiori della regione,
Chicho Osorio.
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Chicho Osorio era il terrore dei contadini della zona......
....Dopo poco tempo vedemmo arrivare Chicho Osorio.
Era completamente ubriaco, a cavallo di un mulo e
trascinava legato per il collo un ragazzo di colore.
Universo Sanchez gli dette l'alt in nome della guardia
rurale e l'altro rispose immediatamente ' Mosquito!'
Cos venimmo a conoscenza della parola d'ordine.....

.....Nonostante il nostro aspetto da patibolo, riuscimmo ad
ingannare Chicho Osorio, grazie anche alla sua
ubriachezza.

Fidel con aria indignata gli disse che un colonnello di
Batista era venuto ad indagare su quello che stava facendo
l'esercito d'oriente per sgominare i pochi ribelli rifugiati
sulle montagne. E che da quello che aveva visto qui, tutto
era 'spazzatura' perch i soldati ed i graduati non facevano
il loro dovere.

Cos Chicho Osorio inizi a parlare dicendo che
effettivamente era vero, che i soldati mangiavano e non
combattevano ed iniziando a dire una lista di nomi di gente
amica e gente nemica tra i contadini....
Ovviamente i suoi nemici diventavano automaticamente i
nostri amici e cos riuscimmo a venire a conoscenza di una
ventina di nomi....

Poi Chicho Osorio si vant di avere ucciso 2 persone nei
dintorni ma di averla passata liscia perch ' Il nostro
generale Batista mi lasci libero immediatamente '

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...Per ultimo Fidel gli domand cosa avrebbe fatto se avesse
catturato Fidel Castro e Osorio rispose con un gesto che gli
avrebbe tagliato i cog...ni.

...Senza saperlo Chicho Osorio aveva firmato la sua
condanna a morte....

A quel punto Fidel gli fece una proposta, di guidarci fino
alla caserma cosi da dimostrare che effettivamente i soldati
si sarebbero fatti prendere di sorpresa.....

....Ci avvicinammo alla caserma, con Chicho Osorio alla
guida.
Io non ero molto sicuro che quel tipo non si fosse
effettivamente accorto che noi eravamo i ribelli, in realt
era talmente ubriaco che fece tutto quello che gli dicemmo
senza un minimo pensamento.
Si fece legare come prigioniero per dimostrare l'inefficienza
dei soldati (mentre effettivamente a quel punto era diventato
un prigioniero). Luis Crespo and a verificare che le
informazioni date dal Maggiore fossero esatte, torn poco
dopo dicendo che era cos.....

.....mentre eravamo ancora imboscati dovemmo far passare
tre guardie a cavallo che si allontanavano dalla caserma
trascinando un prigioniero a piedi, che implorava piet.
Pensammo che far andar via quel prigioniero dalla
caserma, lo avrebbe salvato dalla sparatoria che sarebbe
avvenuta, purtroppo il giorno seguente ci rendemmo conto
che il prigioniero era stato brutalmente giustiziato dai suoi
carcerieri ed abbandonato nei boschi.....
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Momenti di Combattimento
(Foto da www.granma.cubaweb.cu )

....ormai eravamo vicinissimi alla caserma, circa 40 metri,
la luna la illuminava perfettamente.... Fidel dette il via
all'attacco con 2 scariche di mitragliatrice ed intimando la
resa ai soldati, senza per nessun risultato.
A quel punto giustiziammo Chicho Osorio.
L'attacco era iniziato alle 2 e 40 del mattino, le guardie
stavano facendo pi resistenza del previsto....

....Provammo a lanciare le nostre granate di tipo brasiliano,
Luis Crespo tir la sua e poi successivamente la tirai io, non
esplose nessuna delle 2...
Raul Castro lanci della dinamite, ma anche questa non fece
nessun effetto....
...A quel punto l'unica soluzione era che qualcuno si
avvicinasse ed incendiasse le case vicino alla caserma a
rischio della propria vita.
Prima tent Universo Sanchez, senza riuscirci, poi si lanci
Camilo Cienfuegos, ma neppure lui ci riusc, finalmente ci
riusc Luis Crespo.....

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...Avevamo conquistato un semplice magazzino di noci di
cocco, ma bast per iniziare la resa dei soldati che
iniziarono a fuggire sotto i nostri colpi.
Camilo Cienfuegos entr per primo nella caserma, dove
ormai i soldati gridavano alla resa.....
..Iniziammo a contare le armi venute in nostro possesso,
Otto fucili Springfield, una mitragliatrice Thompson e un
migliaio di pallottole, ed in pi combustibile, indumenti,
posate e cibo.

Per l'esercito si contavano 2 morti e 5 feriti, oltre a 3
prigionieri.
Alcuni erano riusciti a fuggire.

Nell'esercito dei ribelli nessuna vittima e nessun ferito,
incendiammo le case dei soldati e ci ritirammo.
Cercammo di curare al meglio i feriti dell'esercito di
Batista. 3 di loro erano molto gravi, li lasciammo alle cure
dei soldati prigionieri.
Uno di quest'ultimi successivamente entr a far parte del
nostro esercito.

La differenza tra noi e l'esercito di Batista che mentre loro
uccidevano i nostri feriti ed abbandonavano i suoi, noi
cercavamo di curare i loro.
Questa nostra abitudine fece il suo effetto con il tempo.....

....Fidel dette l'ordine di consegnare ai soldati prigionieri le
medicine che avevamo, in maniera che potessero curare i
loro feriti.

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Alle 4 e 30 della mattina del 17 Gennaio ci dirigemmo verso
Palma Mocha dove arrivammo alle prime ore della mattina,
imboscandoci rapidamente nelle zone pi selvagge della
Sierra Maestra.




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18 - 21 Gennaio 1957



Il primo combattimento vinto dall'esercito ribelle scatena
l'entusiasmo nei guerriglieri.
Purtroppo per c' il rovescio della medaglia per i contadini.
L'esercito Batistiano approfitta per bombardare a casaccio la
zona (non sapendo dove si nascondono i guerriglieri) ed i
contadini di quei luoghi sono costretti a cercare rifugio
verso la costa e ad abbandonare case e terreni .

21 Gennaio: Il terribile Tenente Snchez Mosquera parte
per la Sierra con una compagnia di truppe scelte composta
da 45 soldati di fanteria addestrati per la lotta
antiguerrigliera.
Al seguito un altro gruppo di 300 soldati agli ordini del
comandante Joaqun Casillas Lumpuy, con l'obiettivo di
accerchiare i ribelli

Si arriva cos al 22 Gennaio del 1957, quando i ribelli
sferrano un altro colpo all'esercito di Batista....












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22 Gennaio 1957:
La battaglia de l'Arroyo del Infierno


Arroyo del Infierno un piccolo fiumiciattolo molto corto
che sfocia nel fiume Palma Mocha
Fidel Castro ha calcolato che i soldati dell' esercito
riusciranno a localizzare i guerriglieri e ha deciso di tendere
un imboscata in questa zona, disponendo i guerriglieri nelle
zone dove presume il passaggio dell'esercito Batistiano.
Leggiamo il racconto di Guevara sul combattimento....
"La mattina del 22 Gennaio sentimmo degli spari in
lontananza dalle parti del fiume Palma Mocha. Questo ci
fece stare in massima allerta nell'attesa degli eventi.
Eravamo tutti schierati in attesa del passaggio delle truppe
di Batista.... Intorno a mezzogiorno vedemmo una figura
umana intorno al Boho* di un contadino.
Pensammo che qualcuno dei nostri soldati avesse
disobbedito agli ordini di mantenere le posizioni, ma in
realt non era cos. Riconoscemmo l'uniforme dell'esercito
di Batista, poi spuntarono altri soldati, 6 in totale, che si
disposero a guardia del Boho....
Uno dei 3 soldati che rimasero visibili prese dell'erba e se la
posizion dietro l'orecchio, come a tentare di
mimetizzarsi......
...Potevo vedere il suo volto tramite il mirino telescopico del
mio fucile.... era tranquillo....
...Lo sparo di Fidel, che dette il via all'agguato, lo fulmin....
riusc solamente a dare un grido: 'Ay mi madre!', dopo di
che cadde al suolo senza pi rialzarsi.....

*Boho, casa di contadino con tetto di foglie di palma secca
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...Inizi a generalizzarsi la sparatoria, caddero altri 2
compagni dello sventurato soldato..... mi accorsi che nel
Boho vicino un soldato cercava di nascondersi, gli si
vedeva solo le gambe....
Sparai una prima volta nella sua direzione, ma lo mancai....
presi la mira di nuovo... questa volta lo presi in pieno petto e
l'uomo cadde al suolo lasciando il suo fucile conficcato nel
terreno per la baionetta.....

....il mio compagno Crespo, mi copr mentre raggiungevo
la casa dove avevo colpito il soldato.
Mi presi il fucile, le munizioni ed alcune cose che gli
appartenevano....

Il combattimento fu incredibilmente rapido, dopo pochi
minuti era gi finito tutto...
Contammo i morti del nemico, erano 4....anche se solo dopo
qualche mese scoprimmo che c'era un altra vittima....
..Non era una grandissima vittoria, ma neppure una vittoria
inutile, ancora una volta avevamo affrontato gli uomini
dell'esercito di Batista e ne eravamo usciti vittoriosi da una
nuova situazione.... La parte dell'esercito Batistiano che
riusc a fuggire era quella capitanata da Sanchez
Mosquera, che successivamente, percorse parallelamente il
nostro cammino senza che nessuno, ne noi ne loro, se ne
rendesse conto....
...Una curiosit... i colpi che avevamo udito la mattina erano
stati sparati dai soldati dellesercito, per assassinare un
Haitiano, che non voleva accompagnare le truppe
dell'esercito verso il luogo dove eravamo nascosti....
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...Eravamo nuovamente stracarichi di munizioni... ma tutto
adesso sembrava meno pesante, grazie al morale
guadagnato in queste 2 battaglie, dopo il disastro di Alegra
de Po.....






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23 - 28 Gennaio 1957


23 Gennaio 1957: le Truppe di Batista, situate nella zona di
El Naranjal (l'aranceto), catturano Eutimio Guerra una
delle guide pi esperte dei ribelli.
Il comandante Joaqun Casillas offre ad Eutimio una
somma di denaro perch possa assassinare Fidel Castro e
segnalare all'esercito l'esatta posizione dei guerriglieri.

24 Gennaio:
Arriva alla Cueva de Humo (la grotta di fumo),
Ciro Fras con il secondo gruppo di rinforzo per la Sierra,
composto da 8 persone.
Anche questo gruppo inviato dal movimento di
Manzanillo.

28 Gennaio: Il generale Martn Daz Tamayo firma un
terzo piano per riuscire a distruggere i guerriglieri.
L'obiettivo principale di questo piano consiste nell'iniziare
una manovra da nord a sud partendo dalla cima della Sierra
Maestra, in maniera da realizzare come un cordone umano
dallo sbocco del Turquino fino a quello del Camaroncito.







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30 Gennaio 1957:
Attacco aereo sui ribelli


I guerriglieri stanno attraversando un periodo di alti e bassi.
Anche se le 2 vittorie in pochi giorni hanno dato nuove
speranze alla guerriglia, molti elementi cominciano a
lamentare le fatiche e le difficolt.

Qualcuno tra le fila dei combattenti inizia a dubitare della
possibilit di vittoria finale.

Cos Fidel Castro ritiene necessario parlare a tutti i soldati,
esigendo la massima disciplina ed il rispetto degli ordini,
anche perch un minimo errore da parte di chissiunque
potrebbe costare caro a tutti.

Castro aggiunge che 3 tipi di violazioni saranno punite con
la pena di morte: Insubordinazione, Diserzione e
Disfattismo.....


Leggiamo il racconto del CHE, sugli avvenimenti....

"La situazione non era molto allegra in quei giorni, la
nostra colonna non aveva ancora lo spirito forgiato dalle
difficolt e non riusciva a consolidarsi.....

...Nonostante tutto continuava la vita da guerriglieri, il
Galiziano Morn si mostr infaticabile, cercando cibo e
contatti con i contadini che abitavano nei dintorni.....

30
Il 30 Gennaio stavamo in queste condizioni, Eutmio
Guerra* aveva chiesto un permesso per andare a trovare
sua madre malata e Fidel glielo aveva concesso, dandogli
anche del denaro per il viaggio.....

...Secondo le parole di Eutimio, il suo viaggio sarebbe
durato alcune settimane...... era partito la notte precedente
(29 Gennaio) e la mattina del 30 gennaio sentimmo il
rumore degli aerei dell'esercito di Batista, che ci stavano
cercando....
...Improvvisamente sentimmo la picchiata di un aereo, la
raffica di una mitragliatrice e subito dopo le bombe che
iniziavano ad esplodere....
....Non avevamo esperienza su come affrontare la situazione,
sentivamo raffiche e scoppi da tutte le direzioni....
Pensammo che eravamo attaccati da forze di terra...
Decidemmo di dividerci, mi fu ordinato di aspettare i nostri
compagni che erano in avanguardia, per poi proseguire
insieme a loro, il punto di ritrovo fu fissato alla Cueva del
Humo....
....Aspettammo un p per vedere se arrivavano i nostri
dispersi dall'attacco, non arriv nessuno ed iniziammo a
seguire le orme della colonna che era partita
precedentemente....
Morn sal in esplorazione per osservare la situazione, poco
dopo torn dicendoci che aveva visto gli aerei che ci
avevano attaccato, erano 5 e non c'era nessuna truppa di
terra nelle vicinanze....

*Eutimio era gi un traditore al servizio dell'esercito,
ma i guerriglieri non ne erano ancora a conoscenza,
anche se qualcuno di loro iniziava a sospettare qualcosa
31
Per nostra fortuna l'esercito era solo riuscito a distruggere
la nostra cucina di campo....

Proseguimmo sul sentiero verso la Cueva de Humo,
vedemmo le case dei nostri amici contadini che erano state
incendiate dall'attacco....
passammo la notte in un luogo sicuro, in all'erta per il
timore che qualcuno ci potesse tendere un agguato....

Il giorno seguente (31 Gennaio) salimmo in alto per vedere
se riuscivamo a scorgere il punto di ritrovo, ma non
riuscimmo a vedere niente....
Andai con Guillermo ad esplorare il fondo della vallata,
dove un amico di Guillermo ci dette qualcosa da mangiare,
notammo per che la gente era impaurita.

Ci raccontarono che le guardie dell'esercito avevano preso e
bruciato tutta la merce di Ciro Fras, catturato sua moglie,
sequestrato i muli ed avevano ucciso il giovane che li
accudiva....

...Il 1 di Febbraio lo passammo nel nostro piccolo
accampamento provvisorio, intorno alle 11 della mattina
sentimmo degli spari ed una voce che pareva chiedere
aiuto.....

Tutto questo pes sui nervi di Sergio Acua che abbandon
il suo fucile silenziosamente e disert, portando con se una
latta di latte condensato, e tre salcicce....
...la delusione maggiore fu per le salcicce e per il latte...


32

Alcune ore dopo sentimmo dei rumori, ci mettemmo in
allerta pensando che "il disertore" fosse tornato, in realt
apparve Crescencio con alcuni dei nostri soldati che
mancavano, ed la nuova colonna di rinforzi arrivati da
Manzanillo......

Il giorno seguente 2 Febbraio, a distanza di 2 mesi dallo
sbarco del Granma, la nostra colonna era nuovamente
riunita e con qualche uomo in pi...

Il nostro stato d'animo era pi sollevato per lo scampato
pericolo e l'esperienza avuta ci serv di lezione....

...pensammo che la colpa fosse stata della nostra cucina
accesa e ci promettemmo di non accendere pi fuochi
all'aria libera.... solo dopo del tempo ci accorgemmo del
ruolo che aveva svolto Eutimio Guerra in quell'attacco..."






















33
2 - 18 Febbraio 1957


2 Febbraio: Ren Rodriguez arriva alla capitale, si riunisce
con Faustino Prez che viene informato che Fidel sarebbe
interessato ad avere un intervista con un giornalista
Nordamericano


5 Febbraio: Il giornalista Herbert Matthews, riceve un
cablogramma a New York, mandatogli da un corrispondente
del New York Times a La Habana, dove gli si chiede di
venire immediatamente a Cuba.


8 Febbraio: La truppa ribelle composta da una trentina di
uomini nella zona di Altos de Espinosa - Eutimio Guerra
informa l'esercito di Batista sulla locazione dei guerriglieri


9 Febbraio: I ribelli bloccano un contadino di nome Adrin
Prez Vargas, che informa i guerriglieri che i soldati di
Batista sono vicini e di aver visto presso la loro zona
Eutimio Guerra.
Questa per i ribelli la conferma definitiva del tradimento di
Eutimio. Fidel ordina immediatamente di raccogliere tutto
dall'accampamento ed iniziare a muoversi.
I soldati di Batista arrivano nella zona dei guerriglieri ed
inizia un combattimento.
I guerriglieri per ripiegano data la inferiorit delle forze
rispetto all'esercito

34


12 Febbraio: I ribelli arrivano a Derecha de la Caridad,
vicina ad un luogo chiamato Lomn. E' il luogo che aveva
indicato Fidel come punto di ritrovo nel caso di dispersione
dei ribelli per un attacco a sorpresa dell'esercito.




13 Febbraio: Manzanillo: Si riuniscono casa di Guerra
Matos, Celia Sanchez, Micaela Riera, Quike Escalona,
Nardi Iglesias e Rafal Sierra.
Cela informa che Fidel ha autorizzato il giornalista
americano Herbert Matthews, a salire sulle montagne e che
il movimento 26 de Julio effettuer la sua riunione sulla
Sierra Maestra



16 Febbraio: Celia Sanchez, arrivando insieme a Frank
Pas sulla Sierra Maestra, conosce di persona Fidel Castro









35

17 Febbraio: Si svolge la riunione tra Fidel Castro e Frank
Pas , capo nazionale di "Azione e Sabotaggio" del
Movimento 26 de Julio. Lo scopo quello di coordinare
l'invio di rinforzi sulle montagne.
Herbert Matthews intervista Fidel sui diversi aspetti della
guerra nella Sierra Maestra e sulle recenti vittorie ottenute
dai guerriglieri.


Una foto dell'intervista
(foto da www.granmai.cubasi.cu)


18 Febbraio: Fidel scrive il "manifesto al popolo di Cuba",
anche se pone come data il 20 Febbraio, dove si parla dei
primi 80 giorni di campagna dallo sbarco del Granma ad
oggi.








36
18 Febbraio 1957:
Fine di un traditore



Prosegue il racconto di Che Guevara, che inizia con il
commento sulla riunione tra i combattenti della Sierra ed il
movimento 26 de Julio che opera in Piano...

"scendemmo verso il piano, per avvicinarci agli altri
componenti del 26 de Julio, che operavano nelle citt..

i nostri gruppi erano diversi per strategie e per tattica
avevamo fissato il ritrovo presso la Finca appartenente ad
un signore chiamato Armando Daz, i cui 2 figli militavano
entrambi nella rivoluzione.

..In quella finca incontrammo i membri pi importanti del
movimento che operava nelle citt, tra loro 3 donne Vilma
Espn, Hayde Santamaria e Celia Sanchez.
Un altro elemento era Faustino Prez, un nostro vecchio
compagno del Granma che era andato a compiere delle
missioni con il gruppo del piano.

Poi conoscemmo Armando Hart e io ebbi loccasione di
conoscere un grande combattente, Frank Pas.

Frank Pas era una di quelle persone che si impone a prima
vista, aveva degli occhi di una profondit straordinaria
E difficile per me parlare di un compagno morto, che vidi
una sola volta e la cui storia ora in mano al popolo
Cubano
37
Posso solo dire che i suoi occhi mostravano tutta la sua
passione e la fede in una causa in cui credeva.
Oggi lo chiamiamo lindimenticabile Frank.

Ci dette una lezione (senza dire nulla) di ordine e
disciplina, pulendo i nostri fucili sporchi, contando le
munizioni e riordinandole perch non si perdessero

Da quel giorno mi imposi di curare molto di pi la mia
arma

Avevamo ricevuto la visita del giornalista americano
Matthews, la sua visita fu molto fugace
Io non assistetti allintervista ma Fidel mi disse che il
giornalista pareva interessato alla nostra causa
la visita del giornalista fu ovviamente molto rapida,
stavamo per prepararci a marciare di nuovo quando ci
avvisarono che avremmo dovuto raddoppiare la vigilanza.
Il traditore Eutimio Guerra era stato avvistato nei dintorni.

Fu ordinato ad Almeida, insieme ai compagni Ciro Fras,
Camilo Cienfuegos e Efigenio Amejieiras, di occuparsi
della sua cattura

Fu molto semplice intercettarlo, lo portarono alla nostra
presenza e perquisendolo gli trovammo addosso, una pistola
calibro 45, 3 granate e un salvacondotto di Casillas

Si rese immediatamente conto che non avrebbe avuto
scampo, si inginocchi davanti a Fidel e chiese di essere
ucciso. Disse che sapeva di meritare la morte
38
In quel momento pareva invecchiato, sulle sue tempie si
notavano molti capelli bianchi che non avevo notato
prima.
Quel momento fu di una tensione straordinaria
Per tutti noi che eravamo presenti fu un momento
indimenticabile quando Ciro Fras, suo amico, ricord tutto
quello che lui e la sua famiglia avevano fatto per Eutimio e
gli rinfacci che in cambio lui li aveva traditi, facendo
uccidere il fratello di Ciro, denunciandolo alle guardie di
Batista e che aveva cercato di far sterminare tutto il
gruppo.
Fu una lunga lista quella che Eutimio ascolt in silenzio con
la testa abbassata..
Gli fu domandato se voleva chiedere qualcosa e lui rispose
di si.
Ci chiese che Fidel, o per meglio dire, la rivoluzione, si
occupasse dei suoi figli

in quei minuti si scaten una tormenta molto forte, il cielo
si oscur totalmente. Nel mezzo di un acquazzone tremendo,
incrociato dalla luce dei fulmini e dal rumore dei tuoni, al
balenare improvviso, seguito dal conseguente rumore del
tuono, fin la vita di Eutimio Guerra, senza che i compagni
vicini potessero sentire il rumore dello sparo
Il giorno seguente lo seppellimmo li ed avemmo una piccola
discussione al riguardo.
Manuel Fajardo voleva mettere una croce in terra, ma io
dissi di no perch poteva essere un segnale pericoloso per
noi, le truppe di Batista ne sarebbero state avvantaggiate.
Allora Fajardo, incise una piccola croce su uno degli alberi
che circondavano la tomba"
39
26 Febbraio 1957 - 20 Aprile 1957


26 Febbraio: Batista ordina di togliere la censura alla
stampa, anche se continua a controllare le notizie sulla
Sierra Maestra

11 Marzo: Frank Pas catturato a Santiago di Cuba dalle
forze repressive.

13 Marzo: Radio Reloj annuncia l'assalto al palazzo
presidenziale e alla radio stessa da parte delle forze del
Directorio Revolucionario, organizzazione armata
comandata dal presidente della federazione studentesca
universitaria Jos Antonio Echeverra.
L'attacco fallisce e muoiono diversi ribelli, tra cui lo stesso
Echeverria.

17 Marzo: arrivano sulla Sierra 50 combattenti inviati da
Frank Pas.
Questo gruppo, a differenza dei primi rinforzi, ben armato
e ben strutturato con plotoni e squadre con rispettivi capi.

30 Marzo: Batista afferma che nella Sierra non c' nessun
accampamento ribelle, che non c' ombra di Fidel Castro e
non c' nessun segno di guerriglia...

12 Aprile: Il colonnello Pedro Barrera dichiara alla stampa
che non c' nessun bisogno dell'esercito Batistiano sulla
Sierra.


40
15 Aprile: Batista ordina il ristabilimento delle garanzie
costituzionali, cercando di mostrare al mondo che a Cuba
non c' nessuna guerra in atto......

17 Aprile: Il colonnello dell'esercito Batistiano, Joaqun
Casillas Lumpuy, assume il comando delle operazioni in
oriente al posto di Pedro Barrera che ritorna nella capitale.

18 Aprile: Agenti di Batista catturano Armando Hart
quando questi stava ultimando le operazioni per portare un
altro giornalista americano sulla Sierra.

20 Aprile: Sono assassinati 4 combattenti del Directorio
Revolucionario 13 de Marzo:
Fructuoso Rodriguez, Jos Machado,
Juan Pedro Carb Serva e Joe Westbrook.
Erano tutti combattenti che avevano assaltato il palazzo
presidenziale.
















41
20 Aprile - Primi di Maggio 1957


....Sono giorni tattici per l'esercito ribelle.
In questo periodo la guerra pi psicologica che reale, con i
guerriglieri che cercano solo di rinforzarsi al meglio e di
esplorare il territorio, sfuggendo alla caccia delle truppe
dell'esercito. Allo stesso tempo, Batista cerca di dimostrare
alla stampa che i guerriglieri non esistono.
In questo periodo viene realizzata un altra importante
intervista da parte di un giornalista Nord Americano.
Ecco il racconto di quei giorni.

"....Il 23 di Aprile il giornalista Bob Taber e un cameraman
arrivarono al nostro accampamento accompagnati da Celia
Sanchez e da Hayde Santamaria....
...il giornalista doveva trascorrere qualche giorno con noi
per vedere l'operativit dell'esercito ribelle....
In quei giorni si aggiunse al nostro piccolo esercito uno dei
personaggi pi amati della nostra guerra rivoluzionaria,
El Vaquerito (Roberto Rodrguez Fernndez).
El Vaquerito arriv insieme ad un altro compagno e ci disse
che ci stava cercando da pi di un mese. ci disse di essere
Camagueyano, di Morn.
Noi facemmo come sempre il nostro interrogatorio per
cercare di capire che avevamo davanti.
El Vaquerito non aveva nessun tipo di orientamento politico
e dimostrava essere una persona allegra e sana che vedeva
la nostra guerra come una meravigliosa avventura.....
Era scalzo e Celia Snchez gli trov un paio di scarpe che
gli stavano anche troppo grandi....

42
....Decidemmo di salire in cima al monte Pico Turquino, per
permettere al giornalista che si era unito a noi di realizzare
la sua intervista, cos tutta la colonna si mise in marcia
insieme ai nuovi arrivati...
Fu realizzato un filmato sull'intervista che poi fu trasmesso
negli Stati Uniti. A quel tempo non eravamo ancora cos
temuti dai Nord Americani.....
...Per me tutto il periodo da fine Marzo a fine Aprile fu uno
dei peggiori, la mia asma che non mi dette tregua....
A fine Marzo fui costretto a staccarmi dalla colonna per
poter recuperare le forze nella casa di un contadino e anche
dovetti cedere il mio fucile mitragliatore Thomson al
compagno Guillermo, perch potesse andare insieme ad
altri compagni a cercare di disperdere una piccola truppa
dell'esercito che era sulle nostra tracce....
...Nei primi giorni di Maggio del 1957, Bob Taber e il suo
cameraman avevano finito definitivamente il loro reportage
ed arrivarono sani e salvi a Guantanamo...."


Da sinistra a Destra: Palmero (la guida), Marcelo Fernndez (Seduto
con il basco), Ciro Redondo (in piedi), Fidel Castro (seduto) and
Camilo Cienfuegos (in piedi con il sigaro in bocca).
(Foto tratta da: Yale University Library )
43
9 Maggio - 28 Maggio 1957


9 Maggio: Crescenzo Prez Montano raggiunge i
guerriglieri, portando con se un gruppo di 18 contadini.
Fra gli altri ci sono Vitalio Acua, Eladio Bullan e
Hermes Cardero
Nella zona dell' Uvero si incorporano alla guerriglia altri 14
uomini.

10 Maggio: Muore in un imboscata vicino a Pino del Agua
Guillermo Dominguez

15 Maggio: Frank Pas liberato

18 Maggio: i ribelli ricevono un importante carico di armi
inviato da Frank Pas

24 Maggio: L'imbarcazione Coryntha sbarca nella Baia di
Cabonico, (costa nord dell'antica provincia d'oriente).
Calixto Snchez White comanda un gruppo di 26
rivoluzionari che si aggiungono all'esercito dei guerriglieri.

28 Maggio: Uomini del Movimento 26 de Julio piazzano
una bomba nella Calle Suarez 222 a La Habana
L'esplosione lascia senza corrente elettrica la capitale
per 57 ore.






44
28 Maggio 1957:
La battaglia di El Uvero


Dopo giorni di marcia, con pochi combattimenti e molta
strategia psicologica, per i ribelli arriva il momento di
cercare un attacco che possa dare una svolta alla guerriglia.
Arriva cos la decisione di cercare l'assalto della caserma
ubicata a El Uvero nella costa sud dell'oriente Cubano.


(mappa tratta da: www.adventures.worldnomads.com )

Ecco il racconto dei fatti:

"...Avevamo ormai deciso di assaltare
la caserma di El Uvero.
Dovevamo per ancora trovare la soluzione
a problemi importanti, come ad esempio verificare
il numero esatto dei soldati presenti nella caserma,
il numero dei punti di guardia, il cammino di accesso,
che tipo di comunicazioni usavano...

45
...il 27 di Maggio si riun il Comando di Stato Maggiore
(dei ribelli) e Fidel disse che entro le 48 ore avremmo avuto
un combattimento e che quindi era necessario stare nello
stato di massima all'erta e prepararsi a marciare in
qualsiasi momento.
Non furono date ulteriori indicazioni in quella riunione.
....nella notte ci mettemmo in marcia, con alla guida il
contadino Hermes G. Cardero, esperto conoscitore della
zona, dovevamo percorrere un tratto molto lungo, circa 16
km, anche se totalmente in discesa.
Impiegammo circa 8 ore di marcia, dato che la
interrompemmo spesso per prendere le massime precauzioni
prima di proseguire.

Sapevamo che la caserma non aveva moltissime difese,
i punti di forza erano i posti di controllo,
ciascuno dei quali aveva 3/4 soldati,
piazzati strategicamente fuori dalla caserma.

La collina posta di fronte alla caserma, da cui era possibile
tenerla sotto controllo, fu il punto di comando del nostro
Stato Maggiore.
Era possibile avvicinarsi fino a poche centinaia di metri
dalla caserma grazie alla fitta boscaglia.
Una istruzione precisa era quella di NON sparare
contro il Batey*, dato che c'erano donne e bambini.
La popolazione civile era la nostra maggiore
preoccupazione mentre ci apprestavamo ad
occupare le posizioni di attacco.


46
La caserma de El Uvero era collocata sulla riva del mare,
cos che per circondarla bastava attaccarla da 3 punti.


Una foto de El Uvero, scattata qualche giorno prima dell'attacco
( foto da: www.elhabanero.cubaweb.cu )


Mandammo i plotoni comandati da Jorge Sots e Guillermo
Garca verso il punto di guardia che controllava il tratto del
cammino che da Peladero portava alla caserma
bordeggiando il mare.

Juan Almida doveva liquidare un punto di guardia di
fronte alla montagna, pi o meno a nord.

Fidl si sarebbe piazzato sulla cima della collina di fronte
alla caserma e Ral invece sarebbe avanzato frontalmente
con il suo plotone.

A me fu assegnata una posizione intermedia con il mio fucile
mitragliatore ed i miei aiutanti.

47

( Foto da: www.bohemia.cubaweb.cu )


Camlo e Ameijeiras dovevano avanzare frontalmente tra la
mia posizione e quella di Ral, per si sbagliarono di
direzione e iniziarono la battaglia lottando alla mia sinistra
invece che alla mia destra....

Il plotone di Crescencio Prez doveva avanzare per il
cammino che uscendo da El Uvero va verso Chivirico,
ed impedire l'arrivo di qualsiasi tipo di rinforzi
da parte dell'esercito di Batista.

Pensammo che l'azione sarebbe durata poco, data la
sorpresa che avevamo preparato.

Invece passavano i minuti ed ancora non eravamo riusciti a
posizionarci come volevamo, sapevamo delle posizioni dei
nostri grazie alle guide che facevano avanti e indietro tra le
nostre postazioni.... intanto la notte continuava a trascorrere
e si iniziava a vedere nel cielo il segnale che annunciava
l'arrivo della mattina....
48

Quando Fidel spar il primo colpo con il suo mirino
telescopico, riconoscemmo la caserma, dal fuoco degli
spari che arrivarono in risposta dopo pochi secondi...





..iniziammo tutti ad avanzare per guadagnare metri e
migliori posizioni di tiro...
....la resistenza dei militari si era fatta dura, eravamo
arrivati alla parte piana e scoperta. Da questo punto in poi
dovevamo avanzare con la massima precauzione perch gli
spari del nemico erano continui e precisi....

Dalla mia posizione, ormai a 50/60 metri dalla postazione di
guardia nemica, vidi uscire dalla trincea 2 soldati correndo.
Sparai ad entrambi, ma si rifugiarono nelle case del Batey,
che erano sacre per noi....
49

....continuammo ad avanzare, ormai non eravamo pi
riparati da niente e le pallottole sibilavano molto
pericolosamente nelle nostre vicinanze.

In quel momento sentii un gemito e alcune grida vicino a me,
nel mezzo del combattimento...
Pensai che fosse qualche soldato nemico ferito, in realt mi
resi conto subito dopo che era il compagno Leal ferito alla
testa....

Gli feci un rapido controllo della ferita, vidi l'entrata ed
uscita della pallottola nella regione parietale....
Leal stava perdendo i sensi, sul suo corpo iniziavano i
sintomi di una paralisi..... l'unico bendaggio che avevo a
disposizione era un pezzo di carta che gli posi sopra alla
ferita.
Subito dopo fu ferito anche Joel Iglesias, passarono alcuni
attimi ed anche Acua cadde ferito.....

....Non riuscivamo pi ad avanzare, continuammo a fare
fuoco su una trincea che avevamo davanti e da cui i soldati
nemici continuavano a rispondere colpo su colpo....

....Ci facemmo forza e pensammo che l'unica maniera per
troncare la resistenza della trincea nemica sarebbe stata
quella di fare un attacco assaltando il rifugio...quando la
caserma si arrese definitivamente...


50





Tutto quello che ho raccontato in pochi minuti, si svolse in
circa 2 ore e 45 minuti, dal primo sparo di Fidel fino a che
riuscimmo ad occupare la caserma.

Alla mia sinistra alcuni miei compagni catturavano dei
soldati che cercavano di opporre le ultime resistenze....
vedemmo che inizi ad uscire un soldato dalla trincea con le
mani alzate facendo il gesto di consegnarci la sua arma, poi
tutti gli altri in fila indiana....
...avanzammo rapidamente verso la caserma e sentimmo un
ultima raffica di mitra.... seppi dopo, che quella raffica
aveva spezzato la vita del nostro compagno Nano Daz......

51
....Quando facemmo i conti della battaglia vedemmo che
nessun civile era rimasto ferito nonostante l'enorme numero
di pallottole sparate durante la battaglia, da parte nostra
avevamo perso 6 compagni ( fino a quel momento) Moll,
Nano Daz, Vega, El Polica, Julito Daz e Eligio Mendoza.

I compagni Leal e Cilleros avevano riportato delle brutte
ferite. Tra gli altri feriti anche se lievi cerano: Maceo,
Hermes Leyva, Juan Almeida, Quike Escalona, Manals,
Pena e Manuel Acua
In totale 15 compagni fuori combattimento.
I militari di Batista avevano avuto 19 feriti e 14 morti.
Avevamo catturato 14 prigionieri e erano scappati 6, per un
totale di 53 uomini al comando di un sottotenente che aveva
tirato fuori la bandiera bianca dopo essere stato ferito.

...si deve riconoscere che da entrambe le parti ci fu un
estremo coraggio, per noi fu una vittoria che segn la
maggior et della nostra guerriglia.











*La parola Batey di origine Taina (primi abitanti di Cuba)
e significa approssimativamente villaggio, insieme di edifici
52

Giugno - Luglio 1957



La vittoria nella battaglia di El Uvero ha dato diversi
vantaggi all'esercito ribelle.
Prima di tutto la consapevolezza di poter affrontare l'esercito
di Batista con maggiore convinzione dei propri mezzi.
Inoltre l'arrivo di ulteriori rinforzi, questa volta ben armati,
ha iniziato a far crescere il gruppo dei guerriglieri.
Il mese di Giugno dedicato in gran parte alle cure destinate
ai feriti della Battaglia. L'esercito guerrigliero si spezza in
due tronconi, il primo composto da tutti quelli che possono
marciare regolarmente, capeggiati da Fidel Castro.
Il secondo composto da circa 25/30 persone. raggruppa
molti dei feriti che sono curati meglio possibile da Ernesto
Guevara nell'attesa di potersi ricongiungere con il gruppo
principale.


1 Giugno: Nonostante la sconfitta de El Uvero il Governo di
Batista continua minimizzando i successi dei guerriglieri e
affermando che c' stato un combattimento nei pressi del
Turquino


4 Giugno: i Guerriglieri ricevono notizia che il governo di
Batista sta per inviare sulla Sierra Maestra con l'obiettivo di
troncare la guerriglia, un battaglione del 1 Reggimento di
fanteria (truppe speciali) composto da 800 uomini, armati
ed equipaggiati con l'aiuto degli Stati Uniti.
53



9 Giugno: Il colonnello dell'esercito Pedro Barrera,
precedentemente sostituito, ritorna sulla Sierra Maestra.



12 Giugno: L'esercito ribelle si rinforza, arrivano altri 2
piccoli gruppi di combattenti, inviati da Celia Sanchez e la
direzione del Manzanillo



30 Giugno: Le forze repressive dell'esercito, riescono ad
impossessarsi presso la zona di Central Miranda, nell'antica
provincia orientale, di un grosso carico di armi destinato ad
aprire un altra zona di combattimento per i guerriglieri
presso Palmarito de Cauto.

Muoiono a Santiago di Cuba 3 valorosi combattenti
rivoluzionari: Josu Pas Garca, Floro Vistel
e Salvador Pascual.



16 Luglio: sciopero della fame proclamato dai prigionieri
politici rinchiusi nel Castillo del Principe



54


21 Luglio: Ernesto Guevara nominato Comandante e
sale a capo della seconda colonna dell'esercito Ribelle.



la seconda colonna prende il nome di Colonna n 4 e cos
anche le successive saranno nominate con numeri maggiori
per dare l'impressione all'esercito di Batista che le forze
ribelli fossero maggiori di quanto in realt erano....








55

26 Luglio - 1 Agosto 1957:
Importanti vittorie e una grave perdita


Il gruppo di guerriglieri si diviso adesso in due colonne.
La colonna n 1 quella nata dallo sbarco del Granma, ed
comandata da Fidel Castro Ruz

La colonna n4 (che in realt la seconda colonna) stata
creata dopo il passaggio di grado dato ad Ernesto Guevara
che adesso il comandante della colonna stessa.

Le due colonne da questo momento saranno in contatto, ma
opereranno in zone diverse, anche se per il momento si
mantengono entrambe sulla Sierra Maestra.

ecco il racconto di Guevara:
.... una volta stabiliti i nostri 2 distaccamenti, il problema
principale era quello di stabilire un Comando di Stato
Maggiore, che potesse coordinare e dare ordini..
...la cosa era tutt'altro che facile, dato che i nostri
combattenti erano ancora poco disciplinati...
...Nella nostra colonna (la n4) aumentammo di grado
alcuni compagni.
William Rodrguez fu nominato a tenente,
cos come Ral Castro Mercader.

Si inizi in quei giorni ad elaborare un piano molto
ambizioso, attaccare prima Estrada Palma, (conosciuta
oggi come Central Bartolom Mas ).

56

2 immagini della caserma Bartolom Mas oggi
(foto dal sito: www.crisol.cult.cu)

L'attacco doveva essere eseguito nelle prime ore della notte
per poi immediatamente dirigersi verso i vicini villaggi di
Yara e Veguitas, prendere di sorpresa le piccole
guarnigioni e tornare nuovamente alla montagna.
In questa maniera avremmo preso tre caserme in un solo
assalto.

Inviammo un messaggio a Fidel con la nostra idea e
attendemmo che ci comunicasse per iscritto l'accettazione o
il rifiuto del nostro piano...

Non ricevemmo risposta, ma il giorno 27 di Luglio venimmo
a conoscenza tramite la radio che un gruppo di circa 200
persone, comandati da Ral Castro aveva attaccato Estrada
Palma.

La rivista Bohemia, approfittando della momentanea
assenza di censura da parte di Batista, pubblic un articolo
mostrando i danni causati dalla colonna 1 di Fidel alla
caserma di Estrada Palma.
Nell'articolo si parlava di Fidel Castro, di Celia Snchez e
di molti altri rivoluzionari.
57
Come sempre accade tutto era mescolato tra realt e
immaginazione, in realt l'attacco non poteva essere stato
da parte di 200 uomini, ma senz'altro molti di meno e la
colonna era comandata in realt dal comandante Guillermo
Garca, (a quell'epoca ancora capitano).

Successe semplicemente che non ci fu quasi combattimento,
dato che il colonnello dell'esercito Pedro Barreras si era
ritirato, pensando che nella data dell'anniversario
dell'attacco alla Caserma Moncada (26 Luglio 1953),
ci sarebbe potuto essere un attacco dei guerriglieri.
In pratica la caserma fu conquistata da una "spedizione".
Il giorno seguente l'esercito di Batista cerc la rappresaglia
e in quell'occasione fu arrestato uno dei nostri uomini, che
si era incautamente addormentato nei pressi della zona
vicina a San Lorenzo.

Dopo aver ricevuto la notizia dell'assalto, decisi di far
muovere la mia colonna rapidamente in maniera da tentare
l'attacco a qualche altra caserma nei giorni immediatamente
successivi al 26 di Luglio....

L'Attacco a Bueycito e la morte di Frank Pas

....Il 30 di Luglio il nostro compagno Lalo Sardias, prese
contatto con un suo vecchio amico, un commerciante della
zona delle miniere.
Fissammo con lui un appuntamento presso una vecchia casa
vicino alla zona di California.
Nell'incontro, manifestammo la nostra intenzione di
attaccare Bueycito e Las Minas (Le Miniere) .
58
Fu rischioso passare queste informazioni a gente estranea,
ma Lalo aveva piena fiducia nel suo amico.
L'attacco fu fissato per la notte del 31 Luglio.
Armando Oliver, si incaric di procurarci alcuni camion,
delle guide esperte della zona e un minatore per far saltare i
ponti di collegamento tra la strada di Bueycito e quella di
Manzanillo - Bayamo.

.....dopo una lunga marcia arrivammo alla casa del
compagno Santiesteban che ci mise a disposizione una
camionetta e 2 Camion pi grandi procurati da
Armando Oliver.

Ci disponemmo cos:
Lalo Sardias sul primo camion.
Ramirito venne con me sul secondo Camion,
mentre Ciro con il suo plotone sal sul terzo.

Dopo circa 3 ore arrivammo al villaggio de Las Minas e
notammo subito che si era alzata nel frattempo la vigilanza
dell'esercito, sulle strade che conducevano a Bueycito.
Lasciammo nel villaggio come retroguardia
la squadra del tenente Vilo Acua e seguimmo
verso le vicinanze di Bueycito.
Arrivati all'inizio del villaggio fermammo un camion di
carbone e lo mandammo avanti con uno dei nostri uomini
per vedere se c'erano posti di vigilanza.
Di solito si potevano trovare piccoli posti di blocco sulle
strade che provenivano dalla Sierra Maestra, quella volta
invece non c'ra niente, tutte le guardie dell'esercito
dormivano felici.....
59



Una recente immagine della piccola caserma di Bueycito
(foto dal sito: www.crisol.cult.cu )


Il nostro piano era questo:
Lalo Sardias, doveva attaccare il lato ovest della caserma,
Ramiro con il suo plotone doveva circondare
completamente l'edificio e Ciro con la sua mitragliatrice
doveva tenersi pronto per attaccare frontalmente la
caserma.
Armando Oliver sarebbe dovuto arrivare tranquillamente
con un camion, illuminando all'improvviso le guardie con i
fari.
A quel punto Ramiro sarebbe dovuto irrompere nella
caserma prendendo le guardie di sorpresa.
La squadra del tenente Noda era incaricata di fermare
qualsiasi transito di mezzi non appena fosse iniziato il fuoco,
mentre William fu inviato a far saltare il ponte che
congiunge Bueycito alla strada centrale, in maniera da
bloccare i rinforzi dell'esercito.

60
Non potemmo realizzare il nostro piano, dato che era troppo
difficile per uomini che non conoscevano perfettamente il
territorio e senza grande esperienza.
Ramiro perse parte della sua gente nella notte, arriv
troppo tardi e non riusc ad uscire.
I cani dei dintorni iniziarono a latrare mentre stavamo
piazzando gli uomini nelle posizioni....
...Mentre mi stavo muovendo per la strada principale, salt
fuori un uomo. Immediatamente chiesi "Chival" e l'uomo
pensando che io fossi un suo compagno mi rispose "La
Guardia Rurale". Mentre imbracciavo il fucile per
sparargli, l'uomo si rifugi a gambe levate nella casa e
chiuse rapidamente la porta, sentii il rumore di sedie e
tavoli spostati e di bicchieri in frantumi....
...fu quasi un accordo tacito tra il soldato e me, lui si rifugi
senza dare l'allarme ed io lo lasciai in pace.
Seguimmo avanzando le nostre posizioni quando la
sentinella della caserma, forse per il latrare dei cani oppure
perch aveva sentito i rumori provenienti dalla casa, usc
dalla sua postazione di guardia. Ci trovammo faccia a
faccia, i gli detti "l'alt!" e lui fece un movimento.
Per me fu sufficiente, premetti il grilletto della mia
mitragliatrice per colpirlo, ma l'arma si incepp....
Scappai a gambe levate, non avevo mai corso cos tanto in
vita mia, mentre il soldato stava facendo fuoco a pi non
posso....
Mi rifugiai dietro l'angolo della strada, cercando di riparare
la mia mitragliatrice.... nonostante tutto il soldato sparando
aveva dato il via al combattimento, dato che il segnale per
gli altri guerriglieri era appunto il primo sparo che avessero
sentito....
61

Fin tutto in pochi minuti, mentre il mio compagno
Israel Pardo cercava di raggiungere la sua postazione,
arriv il segnale di resa della caserma.
Ramiro e i suoi uomini erano entrati nella caserma,
sparando a pi non posso verso la porta di legno.

Nella caserma c'erano 12 guardie, 6 di esse erano rimaste
ferite, il nostro gruppo aveva sofferto una perdita definitiva,
quella di Pedro Rivero, ucciso da un colpo al torace.
Dopo aver preso tutti gli oggetti che ci potevano servire,
incendiammo la caserma e fuggimmo con i camion portando
via come prigionieri, un sergente del posto e ad una spia
chiamata Oran.
La gente dei villaggi ci offr birra fresca lungo il cammino,
iniziava ad albeggiare e gi si vedevano le prime luci della
mattina.
Era gi stato fatto saltare il piccolo ponte vicino alla strada
centrale e, dopo il passaggio del nostro ultimo mezzo,
distruggemmo anche un altro ponte di legno posto sopra ad
un piccolo ruscello.
Il minatore che lo fece, ci era stato portato da Oliver e
ormai faceva parte della nostra truppa.
Il suo nome era Cristino Naranjo.
Continuammo avanzando fino a che non arrivammo
a Las Minas.
Ci fermammo a fare una piccola riunione tra di noi. Un
commerciante della zona, un certo Abich, ci chiese a nome
del villaggio, se potevamo rilasciare il sergente e la spia che
tenevamo prigionieri.

62
Noi gli rispondemmo che li tenevamo prigionieri solo per
garantire che non ci fossero state rappresaglie da parte
dell'esercito sulla popolazione.
Dato che per ci chiesero con tanta insistenza che li
liberassimo, li lasciammo alla popolazione locale.

Rientrando verso la Sierra, seppellimmo il compagno morto
nell'attacco nel cimitero del villaggio.

Quando arrivammo ad Alto de California lasciammo i
camion e ci dividemmo le armi conquistate nell'assalto.
Anche se la mia partecipazione in quell'attacco fu tutt'altro
che eroica, dato che i pochi colpi che mi spararono li
affrontai con la parte posteriore del corpo, mi aggiudicai un
fucile mitragliatore Browning che era il pezzo forte della
caserma e lasciai definitivamente la mia vecchia
mitragliatrice Thompson e le sue pericolosissime munizioni
che non sparavano mai al momento opportuno...

Tra i nostri compagni che meglio si erano mossi durante
l'attacco posso citare Ramiro Valds, che diresse l'attacco
e Ral Castro Mercader, che con il suo gruppo di uomini
contribu in maniera decisiva al successo dell'assalto.

...Quando finalmente arrivammo sulla cima della Sierra
venimmo a sapere che era di nuovo stata instaurata la
censura da parte del governo, ma soprattutto venimmo a
sapere che la nostra rivoluzione aveva appena subito una
grandissima perdita.
Frank Pas era stato assassinato Il 30 Luglio
nelle strade di Santiago.
63
Finiva la vita di una delle persone pi pure e gloriose della
Rivoluzione Cubana, e tutto il popolo di Santiago, de La
Habana e di tutta Cuba si lanci per la strada in uno
sciopero spontaneo il 1 Agosto 1957

La perdita di Frank fu gravissima, ma allo stesso tempo fece
crescere spontaneamente la rabbia del popolo Cubano, e
molte persone nei giorni successivi si incorporarono nella
guerriglia.....


























64
Dal 1 al 20 Agosto 1957

1 Agosto: Inizia lo sciopero spontaneo per l'assassinio
di Frank Pas avvenuto a Santiago di Cuba il 30 Luglio

Sotto: due foto dei funerali di Frank Pas

(Foto dal sito: www.santiago.cu )


(Foto dal sito: www.cultstgo.cult.cu )
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una foto di Frank Pas
(dal sito: www.elhabanero.cubaweb.cu )


12 Agosto: Sostituito nuovamente il colonnello dell'esercito
Pedro Barreras, fino ad allora capo delle operazioni
d'oriente.
Il comando ricade sul Colonnello Cndido Curbelo del Sol

20 Agosto: Forze della Colonna n 1 comandata da Fidel
Castro, lottano contro soldati nemici allo sbocco del fiume
Palma Mocha, fermandoli e costringendoli ad ripiegare,
abbandonando l'idea di seguire la guerriglia.

66

i contadini cubani e la guerriglia


Fidel Castro in testa ai guerriglieri in marcia
67
29 Agosto 1957:
Il combattimento di El Hombrito


La colonna n1 di Fidel e la colonna n 4 di Che Guevara
ormai operano in maniera indipendente, anche se comunque
il comando di Stato Maggiore di Fidel Castro, a dare gli
ordini principali.
A fine Agosto del 1957, si verificano altri importanti attacchi
da parte dei Guerriglieri.
Ecco il racconto di Ernesto Guevara


La nostra colonna aveva solo un mese di vita e gi
iniziavamo ad essere un po sedentari.
Eravamo fermi nella valle chiamata El Hombrito (lomino),
perch guardando la Sierra Maestra dal piano, 2 grandi
pietre sulla sua cima sembravano comporre la forma
di un piccolo uomo.

Nella nostra colonna cerano molti nuovi arrivi, dovevamo
ancora allenarci prima di intraprendere marce pi dure,
per le esigenze della nostra guerriglia dicevano che ci
dovevamo tener pronti a combattere in qualsiasi momento.

La notte tra il 28 e il 29 di Agosto un contadino ci inform
che cera una grossa truppa dellesercito che stava per
salire sulla Sierra Maestra, passando per il cammino di
El Hombrito che pu finire verso valle o salire verso
Altos de Conrado per attraversare la Sierra.


68
Eravamo sempre molto diffidenti, per le tante notizie false
che ci venivano riportate, per questo minacciai il contadino
che lo avremmo punito severamente se ci avesse mentito, ma
lui continu a giurare che era la verit, che era sicuro che i
soldati si trovavano nella finca di Julio Zapatero, un paio di
chilometri prima della strada per la Sierra Maestra.

Durante la nottata ci trasferimmo nella zona piazzando le
nostre forze.
Il plotone di Lalo Sardias doveva occupare il lato est
della posizione e mettere sotto il suo fuoco la colonna
quando questa fosse stata fermata.

Ramiro Valdes con la gente meno armata, doveva fare una
specie di guerra acustica per seminare il panico.
Anche se il suo plotone aveva poche armi, era in una
posizione di basso rischio, dato che sarebbe stato protetto
dallassalto dellesercito, da un profondo crepaccio che
impediva di essere raggiunti.

Il sentiero che saliva, costeggiava la cima per il lato dove si
era imboscato Lalo Sardias.

Ciro Redondo invece li avrebbe attaccati da una posizione
obliqua, mentre io con un piccolo gruppo di tiratori ben
armati, dovevo dare il via allattacco con il primo sparo.

La migliore squadra era al comando del Tenente Ral
Castro Mercader, nel plotone di Ramiro.
Per questo fu posizionata come forza di attacco massiccio,
in maniera da raccogliere i frutti della vittoria.
69

Il piano era molto semplice, quando la truppa dellesercito
fosse arrivata ad una curva dove il sentiero forma un angolo
di quasi 90 per aggirare una grossa pietra, avrei dovuto
lasciar passare i primi 10 / 12 uomini e sparare sullultimo
soldato subito dopo la curva, in maniera che il gruppo
restasse separato.

A quel punto gli altri dovevano essere rapidamente eliminati
dai nostri tiratori, la squadra di Ral sarebbe avanzata
rapidamente, per poi prendere le armi dei soldati morti e
ritirarci immediatamente nella selva, protetti dal fuoco della
squadra di retroguardia comandata del Tenente Vilo Acua.

Allalba del 29 di Agosto dalla posizione assegnata a
Ramiro Valds, stavamo controllando la casa
di Julio Zapatero situata in basso al lato del monte.
Allo spuntare del sole iniziammo a vedere uomini che
entravano ed uscivano dalla casa, appena svegliati.
Quando qualcuno di questi indoss il casco in dotazione
allesercito, avemmo la certezza che si trattava di soldati e
che il contadino non ci aveva mentito.

Ormai eravamo pronti al combattimento, andai di corsa a
piazzarmi nella mia posizione, mentre vedevamo che la
colonna dei soldati iniziava a salire per il sentiero
Lansia di quei momenti fu terribile il mio dito giocava
con il grilletto della mia nuova arma, il fucile mitragliatore
Browning, pronto ad entrare in azione per la prima volta
contro il nemico

70
Pass la voce tra di noi che ormai i soldati erano vicini,
ormai riuscivo a sentire anche le voci
Vidi passare il primo, poi il secondo, poi il terzo
Mi resi conto che stavano passando molto lentamente
e che non sarei riuscito a farne passare una decina come
avrei voluto
Era appena passato il 6 uomo, quando un grido squarci
laria. Uno dei soldati alz la testa, come sorpreso, sparai
immediatamente e lultimo uomo apparso dalla curva cadde
a terra.

Immediatamente la sparatoria si diffuse in tutte le posizioni.
Detti lordine dattacco alla squadra di Ral Mercader,
mentre altri dei nostri gi si erano lanciati al
combattimento.

La squadra di Ral fece fuoco immediatamente verso la
truppa nemica, comandata da Merob Sosa Garca

....Dopo poco iniziammo a sentire alcuni colpi di Bazooka,
sparati dal resto della colonna nemica che si iniziava a
riprendere dalla sorpresa dellattacco.
Lunica arma di un certo peso che tenevamo era la
mitragliatrice Maxim, per luomo incaricato di
manovrarla, Julio Prez, non riusc a farla funzionare.

Nel frattempo Ramiro Valdes, Israel Pardo e Joel Iglesias
erano avanzati sul nemico con le loro armi quasi giocattolo,
mentre i fucili facevano fuoco da tutte le parti disorientando
i soldati dellesercito.

71
Detti lordine di iniziare la ritirata ai nostri 2 plotoni
laterali e quando questi iniziarono a farlo, anche il nostro
gruppo cominci ad arretrare, lasciando la squadra di
retroguardia a far fuoco fino a che non fosse passata tutta la
squadra di Lalo.

Poco dopo giunse Vilo Acua, che aveva finito la sua
missione, annunciandoci la morte del nostro compagno
Hermes Leyva, cugino di Joel Iglesias.

Mentre ci ritiravamo, ci giunse di rinforzo un plotone inviato
di Fidel, che avevo precedentemente avvisato
dellimminenza del nostro attacco.
Ci posizionammo a circa un migliaio di metri dalla zona
dellattacco, cercando di tendere una nuova imboscata ai
soldati dellesercito.
Questultimi arrivarono nella zona del precedente
combattimento e, sotto i nostri occhi, bruciarono il cadavere
di Hermes Leyva vendicandosi cos dellassalto subito.

Da questo combattimento potemmo capire che ancora non
eravamo sufficientemente preparati ad assalti di corta
distanza, come in questo caso dove tra noi e il nemico
cerano si e no 20 metri.

Nonostante questo potevamo essere contenti di aver
bloccato tutta la colonna di Merob Sosa, che si ritirava
dalla zona la notte stessa.
Lunico rammarico che a fronte di una misera arma
conquistata (quella del soldato colpito dal primo sparo)
avevamo perso un combattente valoroso
72



Nella notte incontrammo Fidel, che ci raccont euforico che
la sua colonna aveva attaccato il 20 Agosto le forze
Batistiane a Palma Mocha nella zona di Las Cuevas ,
comunicandomi purtroppo anche la morte di alcuni
compagni, come Juventino Alarcn, di Manzanillo, uno dei
primi ad aggregarsi alla nostra guerriglia.
73

5 Settembre 1957:
Cienfuegos insorge
contro il governo di Batista


Allalba del 5 settembre 1957 la base navale di Cayo Loco,
nella baia di Cienfuegos, fu teatro di una sollevazione di
marinai antibatistiani e combattenti clandestini del
Movimento 26 Luglio, che con lappoggio della popolazione
riuscirono in poche ore a dominare la citt.
Gli insorti occuparono il Comando della Polizia, la Caserma
dei Vigili del Fuoco e il Municipio; controllavano le strade e
altri punti nevralgici come il Collegio di San Lorenzo, la
Drogheria Cosmopolitana, il Teatro Terry e la Torrefazione
El Sol. Quando giunsero i rinforzi dellesercito, la caserma
della Guardia Rurale stava contrattando la propria resa con
gli insorti. Gli uomini posti a difesa del Parco Mart
riuscirono inizialmente a respingere le truppe, ma con il
passare del tempo si fece evidente la forza schiacciante
dellesercito batistiano che si abbatteva sulla citt insorta.
Contro questa lanciarono laviazione, il Terzo Tattico di
Santa Clara, e rinforzi da Matanzas e dalle fortezze di La
Cabaa e di Columbia della capitale.
Lultimo focolaio ribelle, al Collegio di San Lorenzo, venne
schiacciato alle due del mattino del 6 settembre. Nelle ore
notturne, quando i carri armati attaccavano il centro, i
marinai chiesero ai civili di ritirarsi. I cadaveri di Dionisio
San Romn, capo degli insorti, e di molti altri compagni non
furono mai ritrovati. Dopo aver domato linsurrezione i corpi
repressivi cominciarono a dare la caccia ai partecipanti.
74
Fin dal 1956, soldati e capi della base navale di Cayo Loco
avevano mantenuto i contatti con il M 26-7, pensando di
appoggiare la sollevazione del 30 novembre a Santiago de
Cuba, ma non vi furono le necessarie condizioni per via di
una mobilitazione generale dei corpi armati voluta dal
regime.
Con le 300 armi di questa enclave della marina esisteva la
possibilit di aprire un nuovo fronte guerrigliero sulle
montagne dellEscambray.
Lazione venne rimandata in altre due occasioni, in aprile e
il 28 maggio 1957; lultima volta perch 35 uomini del
Movimento vennero catturati a Cienfuegos dopo una
delazione. Nonostante le torture, nessuno parl, e il piano
della Marina conserv il segreto.
La cospirazione si estese a un gruppo di marinai, piloti,
soldati e ufficiali dellesercito di stanza a La Habana, dove
una nave da guerra doveva aprire il fuoco contro il Palazzo
Presidenziale e dopo navigare verso occidente, vicino alla
costa, fino a posizionarsi sulla linea dellAccampamento
Militare di Columbia.
Questo sarebbe stato il segnale simultaneo dellinsurrezione
a La Habana e a Cienfuegos (Santiago de Cuba venne
scartata per larresto di uno dei coordinatori) il 5 di
settembre, data confermata il giorno 3 settembre.
Ci nonostante, questo non successe. Alcuni ufficiali da
poco incorporati, durante la vigilia decisero di propria
iniziativa di rimandare lazione di 24 o 48 ore e avvisarono
la fregata. Partivano invece dalla capitale, secondo i piani
originari, il capo delle operazioni del Movimento 26 Luglio
a Las Villas, Julio Camacho Aguilera, e il tenente San
Romn, che realizzarono la sollevazione di Cayo Loco.
75
San Romn, da poco allontanato dal corpo, era stato il capo
dartiglieria dellenclave navale, che conosceva
perfettamente.
Il comando si arrese senza opporre resistenza, le armi furono
ripartite tra i marinai e una settantina di combattenti
clandestini; ben presto si unirono tanti cittadini di
Cienfuegos da svuotare lintero arsenale e circa 300 rimasero
disarmati.







Due foto dellinsurrezione di Cienfuegos

76
17 Settembre 1957:
Il combattimento di Pino del Agua


I fatti del 5 Settembre a Cienfuegos hanno sconvolto l'isola.
Anche se l'insurrezione fallita dopo poche ore, ormai c' la
certezza che Cuba in guerra contro se stessa.
Tra l'altro la feroce repressione dell'insurrezione causata dal
bombardamento dei B 26 forniti dagli Stati Uniti e il
successivo rastrellamento a tappeto nella citt di Cienfuegos,
hanno iniziato a scavare un solco sempre pi definito tra la
popolazione Cubana, Batista e gli USA.

Mentre a Cienfuegos sta per scoppiare la rivolta, i
guerriglieri sono in marcia e stanno pensando ad un altra
imboscata.

Vogliono cercare di assaltare Pino del Agua, con
l'intenzione di prenderla, nel caso non ci siano troppi soldati
nemici, oppure comunque fare un "atto di presenza" per far
vedere che i ribelli sono vivi e pronti all'assalto.

In questi giorni durante di avvicinamento a Pino del Agua le
Colonne n1 di Fidel e la n4 di Guevara, marciano a volte
insieme ed a volte separate, con la stessa destinazione finale.
Nella colonna dei guerriglieri un continuo va e vieni di
soldati, alcuni si aggiungono come rinforzi, molti altri
lasciano la guerriglia disertando.
Tra questi, alcuni casi tristi come quello di Roberto
Rodrguez, che dopo essere stato disarmato per
insubordinazione, si suicida dopo aver preso l'arma ad un
compagno.
77

Il 5 Settembre la colonna del CHE arriva a San Pablo de
Yao, un piccolo villaggio in provincia di Granma dove la
popolazione festeggia i guerriglieri e che viene occupato
dalle forze ribelli pacificamente dato che non erano presenti
truppe nemiche.

Qui Ernesto Guevara conosce Lidia Doce. La donna sar
una messaggera molto importante per la guerriglia, fino a
che non viene scoperta ed uccisa a La Habana.

Intorno al 10 Settembre le colonne n1 e n 4 arrivano a
Pino del Agua, a questo punto le 2 colonne si dividono.
La colonna n1 di Fidel, segue verso Santiago, in maniera da
farsi notare, mentre quella n 4 del CHE si imbosca nella
zona aspettando il passaggio dell'esercito nemico.


Ecco il racconto del CHE:

" ...sperando che il nemico si sarebbe fatto vivo presto,
iniziammo a prendere le posizioni in maniera da vigilare
tutti i sentieri in arrivo nella zona. Incaricammo il vecchio
Tamayo, che viveva nella zona ( Cuevas de Peladero ) di
procurarci i viveri necessari nel caso che avessimo dovuto
sostare a lungo in attesa dell'esercito....

...Efigenio Ameijeiras era incaricato di vigilare uno
dei sentieri di accesso in retroguardia arrivando
dalla zona di Pico Verde.

78
Lalo Sardias con un plotone, si posizion nella zona di
El Zapato vigilando una serie di sentieri che muoiono ai
margini del fiume Peladero

Ciro Redondo era incaricato con tutto il suo plotone, di
difendere l'accesso dalla Siberia ( La zona dove si uniscono
l'Uvero e Pino del Agua )

Noi invece avevamo i soldati distribuiti lungo il cammino
che sale da Guisa, in un monte sopra il faraglione, in
maniera da sorprendere i camion dell'esercito e concentrare
il potere di fuoco nel luogo dove era pi probabile il loro
passaggio.
Il luogo che avevamo scelto ci avrebbe permesso di
avvistare i camion ancora molto lontani...
Il piano era semplice, avremmo sparato da entrambi i lati e
fermato il primo camion su una curva, iniziando poi il fuoco
su tutti gli altri mezzi al seguito, pensando che in questa
maniera saremmo riusciti a prendere 3 o 4 veicoli per
l'effetto sorpresa.

Il plotone che era incaricato dell'assalto aveva le nostre
migliori armi ed era rinforzato dalla gente del capitano
Ral Castro Mercader.

Aspettammo circa 7 giorni imboscati pazientemente senza
vedere l'ombra di un soldato nemico.

Al settimo giorno, quando ero nel piccolo posto di comando
dove si cucinava per tutta la truppa imboscata, fui avvisato
dell'avvicinamento dei soldati di Batista.
79
Mentre tornavo alla mia posizione, ancora prima di vedere
i camion dell'esercito, sentivo il loro rumore in lontananza,
nascosti dalle montagne......"


80

"... Le nostre forze si prepararono al combattimento. Nel
luogo principale si posizionarono gli uomini al comando del
capitano Ignacio Prez, che avevano il compito di fermare il
primo camion in arrivo, mentre gli altri nostri soldati,
dovevano sparare sui mezzi dell'esercito dalle posizioni
laterali.....

...Venti minuti prima del combattimento, si scaten una
pioggia torrenziale, cosa abbastanza comune sulla Sierra,
che ci bagn completamente. La pioggia per, fece avanzare
i soldati dell'esercito, facendoli preoccupare pi per l'acqua,
che per la possibilit di un nostro attacco.
Questo aument il fattore sorpresa.

...L'incaricato di sparare il primo colpo aveva
una mitragliatrice Thompson.
Part la raffica della mitragliatrice, che non colp nessuno.
Immediatamente segu una serie di spari da tutte le parti,
i soldati del primo camion, pi impauriti che feriti dai nostri
colpi, si buttarono rapidamente gi dal veicolo cercando
una via di fuga verso il faraglione.
Fuggendo per riuscirono ad uccidere un nostro grande
combattente, Jos de la Cruz, soprannominato Crucito.

Il combattimento prese una piega strana, un soldato
dell'esercito si rifugi sotto il camion fermo sulla curva
sparando a tutti quelli che vedeva spuntare dalla boscaglia.
Passarono un paio di minuti prima che io arrivassi sul luogo
del combattimento, vidi che molti dei nostri si stavano
ritirando dietro un falso ordine...
81
Dovemmo dare istruzioni a tutti che tornassero verso il
combattimento e chiedere che cooperassero con le forze di
Lalo e Efigenio per concentrare i colpi.

C'era sulla strada un nostro combattente chiamato Tatn
che mi url: 'E' nascosto li! Sotto il camion!!! Andiamo!
Forza! Qui si vedono i veri uomini!

Presi coraggio, quasi offeso dalle grida del mio compagno
che mi sembravano un accusa di codardia verso di me....
per quando provammo ad avvicinarci all'uomo sotto il
camion ci accorgemmo che il prezzo da pagare per il nostro
eroico gesto sarebbe stato davvero troppo alto....
Il soldato dell'esercito si ritir con il suo fucile mitragliatore
strisciando e si salv dall'essere fatto prigioniero o ucciso.

I camion dell'esercito erano 5, e trasportavano una intera
compagnia.
La nostra squadra, diretta dal tenente Antonio Lpez riusc
a compiere perfettamente le istruzioni di non far passare
nessun soldato dell'esercito, una volta che fosse iniziato il
combattimento e che avessimo bloccato il 3 camion.

...Arrivarono i rinforzi di Lalo Sardias
e Efigenio Ameijeiras, che avanzarono verso i camion
fermi liquidando la resistenza dei soldati.

I soldati nemici fuggirono per i sentieri verso valle,
molti a piedi allo sbando, e alcuni con i 2 camion
che erano riusciti a salvare.

82
Venimmo a conoscenza delle loro forze e delle loro
intenzioni successive per la presenza di Gilberto Cardero.

Questo nostro compagno era stato catturato dall'esercito
durante una delle nostre incursioni precedenti nei villaggi
vicini. Era stato portato insieme ai loro soldati con
l'intenzione di fargli avvelenare Fidel Castro con il
contenuto di un tubetto che doveva rovesciare nel cibo di
quest'ultimo.

Al momento in cui sent gli spari, Cardero anzich fuggire
con gli altri soldati, venne verso di noi e si aggreg di nuovo
alle nostre truppe, raccontandoci la sua odissea.

Mentre prendevamo possesso del 1 camion dell'esercito,
trovammo 2 morti e un ferito, che faceva ancora gesti di
combattimento nella sua agonia, fu ucciso senza
avere la possibilit di arrendersi, dato che nel suo stato
dincoscienza non poteva comunque farlo.
Questo atto vandalico fu compiuto da un compagno che
aveva visto la sua famiglia sterminata dall'esercito di
Batista.


Gli urlai in faccia tutta la vergogna della sua azione, senza
rendermi conto che li vicino mi stava sentendo un altro
soldato ferito che si era tappato con una coperta ed era
rimasto fermo e zitto in un lettino sul camion.
Sentendomi gridare, il soldato dette segnale della sua
presenza, implorando che non lo uccidessimo.
Era ferito ad una gamba.
83
Il soldato continuava a dire a tutti i nostri compagni che
passavano li vicino: Non mi uccidete! Non mi uccidete!
il CHE ha detto che non si uccidono i prigionieri!.
Quando il combattimento termin portammo il soldato ferito
al villaggio vicino per prestargli le prime cure....

Negli altri camion, le perdite inflitte all'esercito erano state
poche, per da questo assalto riuscimmo ad ottenere una
buona quantit di armi.

Mentre ci riunivamo nel piccolo villaggio, si avvicinarono
alcuni velivoli dell'esercito, avvisati del combattimento,
ma li allontanammo sparandogli addosso...

Il piano elaborato dal CHE, frutta cos un importante vittoria
su una colonna dell'esercito che viene praticamente
dimezzata.














84
Dal 22 Settembre al 30 Settembre 1957


22 Settembre: Il governo degli Stati Uniti designa un
nuovo capo per la missione militare a Cuba: Clark Lynn

29 Settembre: Il maggiore Tabernilla Dolz, firma il piano
chiamato "Offensiva d'inverno" per distruggere l'esercito
dei guerriglieri che operano sulla Sierra Maestra.

30 Settembre: Il Colonnello dell'esercito Ugalde Carrillo
sostituisce il tenente colonnello Curbelo del Sol al comando
delle operazioni della Sierra Maestra.




(Foto dal sito: http://cheguevara.cubasi.cu )








85
Fine Settembre - inizio Ottobre 1957:
Un fatto sgradevole


Dopo il Combattimento di Pino Del Agua i guerriglieri
stanno cercando di consolidare le loro posizioni e di
migliorare la loro efficienza organizzativa.

I Barbudos cercano anche di frenare la continua
insubordinazione e diserzione con pene severe, per cercare
di aumentare la disciplina del gruppo.

A cavallo tra fine Settembre ed inizio Ottobre accade un
fatto piuttosto increscioso, ecco il racconto del CHE...

"...Arriv Ramiro Valds con la notizia che il nostro
compagno Lalo Sardias, volendo castigare un compagno
colpevole di indisciplina, lo aveva minacciato puntandogli
la pistola alla testa. Purtroppo dallarma part un colpo che
uccise il compagno all'istante...
Ci fu un principio di sommossa nella truppa,
immediatamente raggiunsi il luogo del fatto mettendo sotto
custodia Lalo.
L'ambiente si era fatto ostile e quasi tutti i compagni
pretendevano un giudizio sommario e la sua esecuzione.

Iniziammo a prendere le dichiarazioni dei testimoni e
cercare le prove di come era avvenuto il fatto.
Le opinioni erano divise, alcuni sostenevano che era stato
un incidente e altri invece che si era trattato di un omicidio
premeditato.

86
La situazione era molto difficile , Lalo Sardias, era sempre
stato un combattente di ottimo valore, esigente difensore
della disciplina e un uomo con grande spirito di sacrificio.
I compagni che ne chiedevano insistentemente la pena di
morte, non erano certo tra i migliori del nostro gruppo....

Le dichiarazioni dei testimoni durarono fino al calar
del sole.
Anche Fidel arriv al nostro accampamento, era
dell'opinione di non applicare la pena di morte,
ma non giudic prudente prendere una decisione
senza consultare anche tutti gli altri combattenti.

Inizi cos un processo dove Fidel ed io eravamo i suoi
difensori, mentre l'imputato ascoltava impassibile i giudizi
che avrebbero deciso la sua sorte....

Dopo molti discorsi impulsivi di altri compagni dove si
sollecitava l'esecuzione dell'imputato, tocc a me parlare.
Dissi che dovevamo riflettere bene prima di prendere una
decisione, cercai di spiegare che la morte del compagno
ucciso da Lalo doveva essere attribuita anche all'estrema
tensione della guerriglia, alle nostre condizioni di lotta e che
alla fine anche questa poteva essere imputata al dittatore
Batista....

...Non riuscii ad essere molto convincente davanti ad un
auditorio cos ostile.
Era gi notte fonda quando inizi a parlare Fidel.
Per pi di un ora spieg perch, secondo lui,
Lalo non doveva essere giustiziato.
87
Inizi a spiegare tutti i difetti che noi avevamo: la mancanza
di disciplina, imprudenze quotidiane che mettevano a rischio
la sicurezza degli altri compagni e ogni altro tipo di errori
commessi comunemente.
Alla fine aggiunse che il deprecabile atto
commesso da Sardias, era nato cercando
di difendere l'ordine e la disciplina del gruppo,
e che questo doveva essere tenuto ben presente.
La voce di Fidel e la sua presenza nel monte, illuminato
dalle torce, acquisivano toni patetici e si notava gi come
molti dei nostri compagni avevano iniziato a cambiare
opinione per merito del nostro comandante.
Il suo enorme potere di persuasione fu messo a dura prova
quella notte.
....Giungemmo ad una votazione per decidere la sorte di
Lalo.
furono poste 2 scelte: Pena di morte per fucilazione
immediata o degradazione con conseguente castigo.

Tocc a me contare i voti dei compagni, Lalo era amato da
molti di noi; riconoscevamo la sua colpa ma non volevamo
che venisse ucciso.
Ricordo che Oniria Gutirrez, una ragazzina che si era
unita alla nostra colonna, poco pi che una bambina, ci
domand con voce tremante se poteva votare anche lei,
dato che faceva parte del nostro esercito.
Gli fu permesso e alla fine iniziai a contare i voti... tra i 146
componenti della guerriglia che votarono, 70 chiesero la
pena di morte, mentre 76 chiesero un altro tipo di castigo.
Lalo si era salvato....

88
Lalo Sardias fu destituito e condannato a riconquistare la
sua riabilitazione combattendo da solo contro una piccola
pattuglia di forze nemiche.

Per rimpiazzare la perdita del capitano dalla mia colonna,
Fidel mi mand uno dei suoi migliori combattenti,
Camilo Cienfuegos, che cos diventava Capitano
dell'avanguardia della nostra colonna....."























89
Ottobre - Novembre 1957


Inizia un periodo transitorio per la guerriglia.
Mentre i ribelli cercano di rafforzare le loro posizioni
e si scatena una specie di inseguimento a vicenda tra la
colonna n 4 del Comandante Guevara e del Capitano
Camilo Cienfuegos e la truppa dell'esercito regolare
comandata del terribile Sanchez Mosquera.
Si verificano una serie di avvenimenti a margine della
guerriglia

12 Ottobre:
Parte il piano del Governo: "Offensiva d'Inverno"

13 Ottobre: Il periodico Prensa Libre e altri mezzi
d'informazione, comunicano la notizia dell'arrivo a Cuba
del General Maggiore Thomas L. Harold,
capo della zona dei Caraibi degli Stati Uniti.

17 Ottobre: Cela Snchez Manduley diventa la prima
guerrigliera donna trasferendosi definitivamente
insieme ai ribelli della Sierra Maestra.

19 Ottobre: Si registra un grosso movimento delle truppe
di Batista verso le zone di operazione nella Sierra

22 Ottobre: Sono fatti evadere 11 prigionieri politici
rinchiusi nel Castillo del Principe, tra cui Sergio Gonzlez.
Immediatamente gli evasi si incorporano alla guerra
clandestina nella capitale La Habana, mentre le forze
Batistiane incrementano la repressione.
90

1 Novembre: Viene firmato il Patto di Miami da:
Il Partito Autentico, il Partito Ortodosso, il Direttivo
Rivoluzionario ed altri.
Il patto crea una Giunta di Liberazione Nazionale,
comandata dalle forze borghesi di opposizione.
La Giunta non si oppone all'intervento degli Stati Uniti e
pensa al golpe militare per destituire Batista

Ecco un riassunto sul Patto di Miami,
tratto da: Sulla Sierra con Fidel di Giorgio Amico

IL PATTO DI MIAMI
Se anche appoggiavano apertamente Batista, gli americani
tuttavia non trascuravano di flirtare con l'opposizione,
tentando di isolare Fidel e di riportare il movimento
guerrigliero sotto il controllo politico degli esponenti della
borghesia liberale. Il 1 novembre, su pressione di ambienti
politici americani vicini al Dipartimento di Stato e alla CIA,
si tenne a Miami un congresso generale di sette gruppi
d'opposizione. Fu costituita una Giunta di Liberazione
Nazionale allo scopo di portare a compimento la lotta per la
restaurazione della democrazia a Cuba. Si chiedeva l'aiuto
degli Stati Uniti, garantendo l'esclusione dei comunisti e si
riduceva l'intero programma sociale del futuro governo
democratico alla vaga promessa di creare "nuove fonti di
occupazione, cos come pi elevati standard di vita". Al
Congresso partecip anche Felipe Pazos, uno dei firmatari
del Manifesto della Sierra Maestra, che port l'adesione del
Movimento 26 Luglio.

91

La notizia del patto di Miami giunse a Castro attraverso il
"New York Times" che defin l'accaduto come uno
scandaloso tentativo politico di riciclare alcuni screditati
esponenti dell'opposizione liberale. In una lettera in data 14
dicembre Castro denunci vigorosamente la mancanza nel
patto di ogni dichiarazione contro l'intervento straniero e il
servilismo verso gli Stati Uniti,"chiara riprova di uno scarso
patriottismo e di una vigliaccheria che si denunciano da
soli". Veniva inoltre sconfessato l'operato di Pazos, che a
nessun titolo poteva rappresentare la guerriglia, e si
rifiutava ogni rapporto con la Giunta, del tutto priva di
seguito a Cuba.
"Non ho autorizzato o designato alcuna delegazione per
discutere queste dichiarazioni - dichiar Fidel - mentre i
dirigenti delle altre organizzazioni che sottoscrivono il patto
stanno in esilio facendo una rivoluzione immaginaria, i
dirigenti del Movimento 26 Luglio stanno a Cuba facendo
una rivoluzione reale".
La mossa era rischiosa, il movimento castrista rischiava di
perdere il consenso accumulato in un anno di lotta presso
l'opinione pubblica moderata e di giustificare le accuse di
estremismo avanzate dagli americani e dall'opposizione
borghese. Con un'abile mossa tattica Fidel rovesci la
situazione, neutralizzando l'insidioso tentativo del
Dipartimento di stato di isolarlo e screditarlo. Nella lettera
si dichiarava che presidente provvisorio della nuova Cuba
democratica sarebbe stato il giudice Urrutia, il magistrato
costretto a dimettersi per aver assolto i compagni di Fidel
arrestati dopo lo sbarco del Granma.

92

La decisione si rivel azzeccata. Urrutia era noto per le sue
idee moderate e ci blocc sul nascere il tentativo
americano di presentare Castro come un sanguinario
avventuriero contrario per principio ad una soluzione
politica del conflitto. Il 23 dicembre Urrutia giunse a Miami
in rappresentanza di un governo cubano in esilio
espressione del Movimento 26 Luglio. Liberale e
anticomunista, il giudice Urrutia era l'uomo adatto a
trattare con il governo americano per convincere
Washington a sospendere le forniture d'armi a Batista. Il 14
marzo 1958 l'amministrazione Eisenhower annunzi
ufficialmente la sospensione dell'invio di armi alle forze
armate cubane.



1 Novembre: Ernesto Guevara crea il periodico El Cubano
Libre

2 Novembre: L'alto comando Batistiano, mette a punto un
altro piano.
Questa volta il progetto di proporre l'offensiva
da est ad ovest partendo da Hoyo de Peladero
e Pino del Agua e da ovest a est partendo
da El Aj de Juana e da San Lorenzo de Rab

3 Novembre: nel periodi Miami Herald di questa data,
compare un informazione scritta dal giornalista Pat Murray,
che dice:
"I ribelli progettano di attaccare l'industria dello zucchero
93

8 Novembre: Guerriglieri della colonna n1, capitanati da
Ciro Fras liberano il combattimento di El Maren

Fu la notte "dei 100 fuochi o delle 100 bombe" nella citt
de La Habana,
Faustino Prez disse che Sergio Gonzlez fu l'attivista
principale di quella movimentata notte.
Ecco una sintesi di quello che successe a La Habana, ripreso
dal sito dellassociazione di amicizia Italia-Cuba

La notte delle cento bombe

Le redazioni dei giornali e delle emittenti radiofoniche
ricevettero numerose chiamate telefoniche quel venerd 8
novembre 1957, con una domanda:
stanno bombardando La Habana?
Le esplosioni coincisero con il tradizionale colpo di cannone
che dalla Fortezza della Cabaa annuncia agli abitanti di
La Habana le nove della sera, ora in cui venivano chiuse le
entrate della citt coloniale durante lepoca dei corsari e dei
pirati
Tutto avvenne simultaneamente, con lazione di circa 200
combattenti clandestini che si proponevano di dar mostra
della loro forza e incoraggiare la popolazione.
Il piano venne steso in accordo con il Movimento 26 Luglio
della capitale e preparato in ogni minimo dettaglio dal capo
delle operazioni Sergio Gonzlez (Il Pretino), che lavor a
questo obiettivo da quando fugg dalla prigione del Castello
del Principe assieme ad altri dieci rivoluzionari il 22 ottobre
dello stesso anno.
94
Le esplosioni furono sentite da ogni cittadino della capitale
e lemittente Radio Reloj diffuse in tutto il paese dei
comunicati dei suoi giornalisti dislocati in diversi punti della
citt. Il Ministro delle Telecomunicazioni Ramn
Vasconcelo avvis gli imprenditori di sospendere per un po
la trasmissione dei bollettini dato che afferm ripetuti da
questa radio di grande ascolto (i loro bollettini venivano
continuamente ripetuti dopo un certo tempo) "le bombe
sarebbero diventate mille".

20 Novembre: Combattenti della colonna n1 al comando di
Ral Castro Ruz, Juan George Soto Cuesta e Efigenio
Ameijeiras, sconfiggono alcune truppe Batistiane nei
villaggi di Moto, Gabiro e San Lorenzo.

Fidel e il comando dei guerriglieri vengono a conoscenza del
Patto di Miami.


Fidel Castro e Ernesto CHE Guevara
( Foto dal sito: www.bpipaclub.com )
95
22 Novembre: Viene creato lo Stato Maggiore Congiunto
delle Forze Armate dell'esercito regolare, organismo
supremo ed esecutivo di tutte le forze terrestri, marittime
ed aeree.
Al comando dello Stato Maggiore c' il General Maggiore
Francisco Tabernilla Daz

27 Novembre: Il comandante Guevara, che sta operando
sul lato est del Pico Turquino, informato da
un contadino che una truppa nemica si sta dirigendo
dalla zona di Mar Verde verso la zona di Agua al Revs
e che durante il tragitto i soldati stanno bruciando
le case dei contadini.
Il Capitano Camilo Cienfuegos con un distaccamento
di 12 uomini, esce allo scoperto per fermare la truppa
di Sanchez Mosquera.
Ne esce fuori un combattimento dove risulta ferito
Joel Pardo e uccisa la guida dell'esercito regolare.


Fidel Castro, Celia Sanchez, e Camilo Cienfuegos
controllano alcune spie catturate.
(foto da Archivio da: Yale University Library )
96
29 Novembre 1957:
Il combattimento di Mar Verde


In questo periodo i guerriglieri vengono spesso a contatto
con le truppe dell'esercito presenti nella Sierra.
La colonna n 4 viene spesso a contatto con le truppe
comandate da Sanchez Mosquera.

Dopo la "scaramuccia" del 27 Novembre tra la squadra di
Camilo e una truppa di soldati, adesso tocca ad
Ernesto Guevara incrociare il 29 Novembre, tra i comuni
di El Cobre e Niquero, i soldati di Mosquera....

"La mattina del 29 Novembre, mi svegliai intorno alle 5, 5 e
mezza della mattina.
Avevo dormito bene, nella comodit di un letto contadino,
nel villaggio di Mar Verde.....
.....Un contadino ci venne ad avvisare che aveva visto dei
soldati nelle vicinanze che cercavano galline ed uova....
..Immediatamente ci allertammo, dissi al contadino di
andare a controllare esattamente e riportarci notizie sui
movimenti.
....dopo un p di tempo, l'uomo torn con la notizia che nella
casa dei Reyes, 1 o 2 chilometri pi in alto, gi sul sentiero
della Sierra de la Nevada, aveva visto un grande gruppo di
soldati accampati.
Non poteva essere altri che il gruppo di Sanchez
Mosquera....
....Di corsa preparammo un piano su come avremmo potuto
organizzare un combattimento con i soldati, dovevamo
capire da dove avrebbero potuto passare.
97

Avevano solo due possibili sentieri e pensammo per che
probabilmente si sarebbero mossi per la strada pi corta tra
le due, quella che seguendo il fiume Turquino porta ad una
localit chiamata Ocujal ai piedi della montagna del Pico
Turquino.

Iniziammo a disporci per l'agguato, Camilo aveva
combattuto con i soldati un paio di giorni prima, ma non
sapevamo dove fosse in questo momento.
Poco dopo arrivarono dei messaggeri dicendoci che la
squadra di Camilo era arrivata e che stava disponendosi
nella zona tra La Nevada e il cimitero, per sbarrare il
cammino alle truppe dell'esercito.
Gli inviammo ordini tramite i soliti messaggeri, che non si
lasciassero vedere e che ne iniziassero il combattimento fino
a che non avessero sentito il primo sparo, a meno che i
soldati di Mosquera non avessero cercato di uscire per il
sentiero bloccato dai nostri ragazzi.

Dalla parte Ovest del sentiero piazzammo le squadre dei
Tenenti Noda e Vilo Acua, ad Est invece la squadra di
Ral Castro Mercader chiudeva l'assedio.

La mia piccola squadra con alcuni rinforzi, era incaricata di
bloccare tendere l'imboscata nel caso che le truppe fossero
scese verso il mare....

...Dopo poche ore fu dato l'allarme che gi si vedevano i
primi soldati nemici avanzare per il camino real

98
La nostra posizione era ideale per sparare sui primi soldati,
per non permetteva di continuare la lotta, pensammo che
immediatamente i loro soldati si sarebbero ritirati, per
cercare posizioni migliori e anche noi avremmo a quel punto
abbandonato l'imboscata........

Sentimmo i passi dei soldati, quasi sopra di noi, nel campo
vicino i nostri compagni avevano visto che si trattava solo di
3 uomini, ma non potettero avvisarci...
....Ero molto nervoso, anche per i compagni che erano con
me e affrettai il primo sparo, sbagliando la mira.
Immediatamente si apr il fuoco da tutte le parti e gli altri
nostri compagni attaccarono la casa dove ancora stavano la
maggior parte dei soldati di Mosquera.
Nella nostra imboscata invece ci fu un minuto di strano
silenzio, quando andammo a raccogliere i soldati morti,
dopo della prima sparatoria, nel Camino Real non c'era
nessuno, accanto alla strada c'era una fitta boscaglia, dove
era stato ricavato un passaggio, tagliato con un macete,
dove i soldati si erano ritirati cercando la fuga.
Iniziammo a cercarli, Joel Iglesias , seguito da Rodolfo
Vzquez e Geonel Rodrguez, entr per il solito sentiero dei
soldati, nel tunnel vegetale.
Potevo sentire la sua voce che intimava la resa, promettendo
loro che sarebbe stata risparmiata la vita ai prigionieri.

Improvvisamente sentimmo una serie di spari e i compagni
mi avvisarono che Joel era gravemente ferito.

Nonostante tutto la sua fortuna fu straordinaria, gli avevano
sparato a bruciapelo da 3 fucili Garand.
99
Il suo fucile (pure quello un Garand) fu attraversato da 2
pallottole che ruppero la sua culatta, una altra gli bruci la
mano, un altra ancora una guancia, poi 2 pallottole gli
perforarono il braccio, altre 2 una gamba e un numero
indefinito in altre parti del corpo.
Era completamente coperto di sangue, ma nonostante tutto,
le sue ferite erano relativamente lievi. Lo prendemmo
immediatamente e lo inviammo su una amaca all'ospedale."


Schema del combattimento del Mar Verde,
ripreso dal libro Pasajes de la guerra Revolucionaria.
Da notare come nello schema la data riportata sbagliata
(Dicembre anzich Novembre)
100

"..prima di tornare a pensare al combattimento generale,
dovevamo prendere i 3 soldati fuggiti... Sentimmo la voce di
uno dei nostri che gridava ' 'Sono li!' '
Immediatamente dopo sentimmo la voce dei soldati che si
arrendevano.
Mandammo i soldati prigionieri verso l'ospedale dove
avevamo inviato il nostro compagno.

I soldati catturati ci avevano comunicato che la truppa di
Mosquera era composta approssimativamente da circa
80/100 uomini.
Non sapevamo se la notizia era sicura, per questo
corrispondeva pi o meno ai nostri uomini, che per
avevano un armamento inferiore a quello di Mosquera.

Decidemmo di non attaccarlo frontalmente ma di mantenere
l'assedio, cercando di sbarrargli il passo e magari cercare
un attacco in nottata....

Dopo poche ore ci arriv la notizia che dei rinforzi nemici,
comandati dal Capitano Sierra, stavano salendo su per la
montagna dal sentiero che viene dal mare.

Organizzammo immediatamente 2 pattuglie per bloccarli,
una era comandata da William Rodrguez che doveva
attaccare nella zona di Dos Brazos del Turquino e l'altra,
comandata dal tenente Eisler Leyva , doveva attendere dei
rinforzi per poi attaccare i soldati, al momento che fossero
arrivati in cima alla salita, in una posizione molto
favorevole a noi.
101

Eravamo tutti in tranquilla attesa, quando a met del
pomeriggio, sentimmo una sparatoria nella parte alta delle
nostre posizioni e, pi tardi, mi comunicarono la triste
notizia, Ciro Redondo, cercando di forzare le linee nemiche,
era stato ucciso.

Poco dopo gli spari si fecero sempre pi forti e pi vicini, le
nostre difese erano attaccate dai rinforzi nemici.

Decidemmo di ritirarci, ancora una volta Sanchez
Mosquera era riuscito a salvarsi.

Facemmo una tranquilla ritirata verso El Arroyo de
Guayabo e successivamente verso la valle di El Hombrito

Quando arrivammo al nostro campo base facemmo un punto
della situazione con le altre squadre che avevano
partecipato al combattimento.

Secondo i racconti degli altri compagni, erano caduti diversi
soldati dell'esercito, avevamo perso molti zaini che erano in
custodia ad una guida che si era fermata a riposarsi in un
punto del sentiero ed era stata poi catturata ed uccisa dai
soldati di Batista.
Avevamo 4 soldati feriti (Roberto Fajardo, Joel Pardo,
Javier Pazos e Joel Iglesias ) e purtroppo avevamo perso il
nostro grande compagno Ciro Redondo
Inviai immediatamente una lettera a Fidel, proponendo la
promozione postuma a Comandante per Ciro.

102
Un ultima curiosit: prima di ritirarci dal combattimento
per poco un proiettile non mi prende in piena testa. Fu il
mio compagno Geonel a gridarmi un attimo prima dello
sparo, di abbassarmi.
La pallottola si conficc in un albero, passando a pochi
centimetri da me.
Nell'accampamento stavo parlando dell'episodio con Geonel
e lui mi diceva che aveva pi probabilit lui che io di
arrivare alla fine della guerra, dato che io non prendevo
mai grosse precauzioni mentre lui faceva attenzione a non
esporsi mai pi del necessario...
...Probabilmente aveva ragione, anche se Geonel era un
combattente valoroso, non rischiava mai inutilmente la sua
vita.... purtroppo per fu lui a non arrivare alla fine della
guerra, ucciso alcuni mesi dopo da una massiccia offensiva
dell'esercito Batistiano...."














103
Dicembre 1957




Il combattimento di Mar Verde , pur se parzialmente, ha
dimostrato ai guerriglieri che nonostante il grande
spiegamento di forze dell'esercito, possono fronteggiarlo
facendo rapidi attacchi "mordi e fuggi".



"L'offensiva di inverno" dell'esercito di Batista
comunque in crescendo, cercando di annientare i ribelli,
prima che diventino un grosso problema....


2 Dicembre: Il capitano Ciro Redondo, morto nel
combattimento di Mar Verde, promosso al grado di
Comandante.


6 Dicembre: un piccolo gruppo di ribelli comandata dal
tenente Lalo Sardias combatte in un luogo conosciuto
come El Salto o Cayayal.
L'obiettivo fermare l'avanzata delle truppe dell'esercito e in
questo combattimento i guerriglieri riescono a raggiungere
lo scopo.

8 Dicembre: Truppe del comandante Che Guevara,
combattono ad Alto de Conrado, punto pi estremo dove
arrivata l'"offensiva d'inverno" dell'esercito.
104
Il luogo si mostra favorevole ai guerriglieri, che riescono a
respingere le truppe guidate ancora una volta da Sanchez
Mosquera e a costringerle a ritirarsi dalla posizione
conquistata.
Il bilancio del combattimento di alcuni morti tra i soldati
dell'esercito e 2 feriti lievi tra i guerriglieri, uno di questi
proprio il comandante Guevara.

14 Dicembre: In risposta al "Patto di Miami" Fidel
Castro invia una lettera scritta a mano da Celia Sanchez, ai
firmatari del patto, mostrando la sua opposizione per gli
accordi presi.



24 Dicembre: Forze ribelli capitanate da Ral Castro Rz
realizzano un operazione nelle pianure di Manzanillo.

















105

Fine anno 1957:
Un anno di guerra

Ormai passato poco pi di un anno da quando i ribelli sono
sbarcati sull'isola.

Dopo lo sbando iniziale, il gruppo di Fidel Castro riuscito a
riorganizzarsi partendo praticamente da zero, e a creare un
esercito combattente di circa 200 uomini.
Anche se il numero ancora esiguo, la disorganizzazione
finora mostrata dall'esercito e l'impreparazione ad affrontare
i guerriglieri nella selva della Sierra Maestra ha avuto la
meglio.
Ormai Cuba a conoscenza del moto rivoluzionario, e anche
il governo di Batista non riesce pi a minimizzare l'evento.


I ribelli parlano ai volontari della Sierra Maestra
(foto del 1957 dall'archivio della Yale University Library)

106

Il massiccio attacco dell'esercito, che con il piano "Offensiva
d'inverno", si propone di distruggere i guerriglieri, appena
agli inizi.

Intanto i guerriglieri sono riusciti a creare per ora un
"piccolo territorio libero" sulla Sierra Maestra ed iniziano a
creare un vero e proprio 2 governo per la zona
momentaneamente controllata.



In questa mappa ripresa dal libro
"Pasajes de la guerra revolucionaria" si pu vedere il territorio
su cui operano attualmente le colonne n1 e n4.



107
Ecco la conclusione del 1957 nelle parole di
Ernesto Guevara:

"...Oramai da fine Ottobre 1957, avevamo stabilito il nostro
accampamento principale a El Hombrito.
Avevamo portato diverse attrezzature, tra le quali, la
stampatrice con cui facevamo uscire le edizioni del
periodico ' 'El Cubano Libre' ' .
Avevamo costruito un forno per il pane in un vecchio Boho
(tipica abitazione contadina), in maniera che l'aviazione
dell'esercito non potesse notare nessuna nuova costruzione .
Facemmo poi preparare una immensa bandiera del
Movimiento 26 de Julio con la scritta "Feliz ao 1958", che
fu posta in cima alle due grandi pietre di El Hombrito, in
maniera che potesse essere vista anche dalle popolazioni
delle miniere di Bueycito, mentre ci preparavamo ad
affrontare l'imminente tentativo d'invasione da parte di
Sanchez Mosquera, fortificando le entrate di El Hombrito
sui sentieri pi probabili per l'accesso delle truppe
nemiche....



108
Gennaio 1958

4 Gennaio: Forze della colonna n 1 attaccano la caserma
di Dos Palmas, nella Sierra Maestra.

15/16 Gennaio: Le forze della colonna n1 combattono a
Veguitas, vicino a Bayamo
Il capitano Efigenio Ameijeiras designato capo di tutto il
personale dei 3 plotoni che attaccarono Veguitas e ufficiale
investigatore delle cause del disastro sofferto, cosi come dei
delitti commessi per disobbedienza di ordini chiari e precisi,
emessi dal Comando, con ordini espressi di arrestare come
primo provvedimento, il capitano Rafael Castro, il Capitano
Victor Mora e il Capitano Jos, che rimasero sotto processo
militare e sottomessi al Consiglio di Guerra per "depurare" le
responsabilit e per l'applicazione delle sanzioni che si
meritano.


Una foto di un esecuzione sulla Sierra
dall'archivio della Yale University Library
109

25 Gennaio: La direzione del Movimiento 26 de Julio de La
Habana, assalta 2 Radio Nazionali, il Circuito Nazionale
Cubano (oggi Radio Rebelde) e Unione di Radio.
L'azione riesce nella prima stazione, dalla quale viene
trasmesso intorno alle 3 del pomeriggio, un messaggio che
chiama il popolo alla lotta.

27 Gennaio: Combattenti del M. 26 de Julio realizzano un
sabotaggio alla ESSO Standard Oil Company


(Foto tratta dall'archivio della Yale University Library)







110
Febbraio 1958

4 Febbraio: Ren Lamos Latour invia una lettera a Fidel
Castro, informandolo sui distinti accordi adottati dalla
direzione Nazionale del Movimiento 26 de Julio, dopo la
riunione a Santiago di Cuba. Viene riferito della
Ristrutturazione della direzione del movimento, dove sono
nominati coordinatore nazionale Marcelo Fernndez e per
la propaganda Enzo Infante, mentre sono ratificati Faustino
Prez, Celia Snchez, Hayde Santamaria ed altri membri.

7 Febbraio: Il cadavere di Gerardo Abru uno dei
principali capi di Azione e Sabotaggio, de La Habana, viene
ritrovato crivellato di colpi.

8 Febbraio: Arriva presso le coste di Camaguey , Faure
Chomn, a capo della spedizione "Escapade", con 15
combattenti del Directorio Revolucionario 13 de Marzo.


Una giovane guerrigliera gioca con la sua pistola
(Foto tratta dall'archivio della Yale University Library)
111
16/17 Febbraio 1958:
Pino del Agua II

Dal racconto di Ernesto Guevara, gli inizi dellanno del
1958, sono di relativa tregua tre lesercito ribelle e
lesercito regolare.
Lincubo del CHE Sanchez Mosquera che imperversa
ancora in alcune zone della Sierra Maestra, evitando i
guerriglieri, ma, sempre secondo il racconto di Guevara,
facendo strage di Contadini.
In questi giorni lattenzione dei ribelli per maggiormente
rivolta ai problemi interni, cio alle spaccature create dal
Patto di Miami e ad una divisione allinterno dello stesso
Movimento 26 de Julio.
Nonostante i problemi interni, il momento attuale per
propizio, grazie allattenzione il paese stesso e il resto del
mondo, rivolge verso Cuba.
I ribelli iniziano quindi a pensare ad un attacco che possa
essere di grande risonanza e che metta in luce in maniera
definitiva la ribellione.

Ecco il racconto del Che:

"... Il punto che avevamo scelto per fare l'attacco, era
nuovamente Pino del Agua, dato che il primo attacco aveva
avuto un buon successo.
Il luogo era adesso occupato nuovamente dal nemico.
La sua posizione era di notevole importanza, perch
posizionato sulla cresta della Sierra e il movimento delle
nostre truppe nelle zone adiacenti era sempre molto
pericoloso.
112

Durante i primi giorni di Febbraio, iniziammo i preparativi
e l'investigazione sulla zona.
Preparammo inoltre un arma inventata da noi, a cui davamo
un importanza fondamentale. La chiamammo M 26 o
Sputnik, era una piccola bomba di latta, che dovevamo
prima "armare" con un complicato meccanismo, una specie
di catapulta preparata con i pezzi di un fucile da pesca
sottomarina.
Pi tardi fu perfezionato, facendolo partire con lo sparo di
un fucile e una pallottola a salve, che lanciava pi lontano
la nostra invenzione.

Queste piccole bombe facevano molto rumore, anche se il
loro potere era pi di "terrorismo psicologico" che
offensivo, riuscivano al massimo a procurare delle piccole
ferite se esplodevano molto vicino a un soldato nemico.
Senza contare che era molto difficile far coincidere
l'esplosione con la caduta a terra della bomba. in certi casi
la bomba perdeva la miccia al momento dello sparo che la
faceva partire, arrivando intatta in mani nemiche...

Quando i soldati di Batista capirono il meccanismo, non
ebbero pi paura di questa rudimentale arma, per in questo
combattimento l'effetto sorpresa gioc la sua importanza....

...Finalmente preparammo il piano:
avremmo attaccato il 16 Febbraio.
Fidel, sapendo che c'era una compagnia intera nel Fortino
nemico, non era convinto che le nostre forze sarebbero
riuscite a prenderlo.
113
Quello che volevamo fare era attaccarlo, liquidare le
postazioni delle sentinelle, assediarlo ed aspettare i rinforzi
dell'esercito regolare, (che sarebbero arrivate in loro
soccorso), per tendergli delle imboscate.


Stabilimmo le varie imboscate, dalle quali ci aspettavamo
ottimi risultati.
In ognuna ponemmo un numero di uomini equivalente al
numero delle truppe regolari che ci aspettavamo.
114



L'attacco fu diretto personalmente da Fidel, il cui Stato
Maggiore era posizionato direttamente con la vista sul
fortino nemico, su una cima situata a nord, dalla quale si
poteva dominare perfettamente l'obiettivo."


Celia Sanchez e Juan Almeida,
durante il combattimento di Pino del Agua
( Foto da : www.santiago.cu )
115
"....Nella mappa n 2 (Vedi foto sotto), si pu apprezzare
meglio il piano di azione.
Camilo doveva avanzare per il cammino che viene
dall'Uvero, passando dalla Bayamesa. Le sue truppe, che
costituivano un plotone di avanguardia della Colonna n4,
avrebbero dovuto conquistare i posti di guardia delle
sentinelle, avanzare fino a dove potevano, e successivamente
mantenere la posizione.

La fuga delle guardie sarebbe stata impedita dal plotone di
Ral Castro Mercader, situato nei pressi della strada che
porta a Bayamo e nel caso che i soldati di Batista avessero
cercato di raggiungere il fiume Peladero, li avrebbero
aspettati il Capitano Guillermo Garcia con circa 25 uomini.



116

Appena fosse iniziato il fuoco, sarebbe entrato in funzione il
nostro mortaio, che aveva esattamente 6 Granate, e
successivamente avremmo iniziato l'assedio.


Avevamo preparato un imboscata diretta dal tenente
Vilo Acua, sulla Loma de la Virgen, destinata ad
intercettare le truppe che fossero arrivate dall'Uvero.
Pi staccato verso il Nord, aspettando eventuali truppe che
fossero passate da Yao in direzione Vega de Los Jobos, era
piazzato il nostro Lalo Sardias con alcuni uomini armati di
fucile.


In questa imboscata, avemmo modo di sperimentare un
nuovo tipo di mina. Uno dei nostri Compagni, aveva ideato
il sistema per far esplodere una bomba di aviazione integra,
usando un fucile come detonatore.
Piazzammo la rudimentale mina prevedendo che l'esercito
potesse passare da quella zona dove non avevamo molta
forza a nostra disposizione.


Purtroppo ci fu un incomprensione, il compagno incaricato
di dare l'allarme all'arrivo del nemico era inesperto e molto
nervoso, dette cos l'avviso nel momento in cui stava salendo
in realt un camion civile.
La mina esplose e purtroppo il conducente del veicolo fu la
vittima innocente di questa nuova arma.....

117
All'alba del 16 Febbraio, Camilo avanz per prendere le
postazioni nemiche di sentinella, per le nostre guide non
avevano previsto che nella nottata le guardie si sarebbero
ritirate molto vicine al loro accampamento, cos i nostri
tardarono molto nel lanciare l'attacco, dato che pensavano
di essersi sbagliati di luogo e ogni passo in avanti lo fecero
con molta attenzione e cautela, dato che non capivano che
fine avessero fatto le sentinelle.

I 500 metri di distanza tra il luogo previsto e quello reale,
cost a Camilo pi di un ora di tempo perso, avanzando con
i suoi 20 uomini in fila indiana.


Riuscirono alla fine ad arrivare al piccolo accampamento,
le guardie avevano piazzato un elementare sistema di
allarme costruito con dei fili sul terreno legati ad alcune
lattine, in maniera che quando qualcuno fosse inciampato
avrebbe fatto rumore. Peccato per loro per che nelle
vicinanze avessero lasciato a pascolare alcuni cavalli, cos
il rumore delle lattine era confuso insieme al rumore dei
cavalli stessi, cos Camilo arriv praticamente a dove erano
i soldati nemici.

Noi invece dall'altra parte, eravamo in ansia per il tempo
che passava, aspettando trepidanti il primo sparo per
iniziare il combattimento. Alla fine lo sentimmo ed
iniziammo il nostro bombardamento con le 6 granate
sparate dal mortaio.


118
Le guardie avevano visto o sentito i primi assalitori iniziare
l'attacco e con la prima raffica di mitra che dette inizio al
combattimento ferirono il nostro compagno Angel Guevara,
che poi mor successivamente nel nostro ospedale della
Sierra.

In pochi minuti nel frattempo, gli uomini di Camilo, avevano
sterminato la resistenza, prendendo 11 armi, tra cui anche 2
fucili mitragliatori, e facendo prigioniere 3 guardie, oltre a
contare almeno 7/8 morti tra i soldati di Batista.

Immediatamente per nella caserma organizzarono la
resistenza e riuscirono a bloccare la nostra avanzata.
In successione i tenenti Noda e Capote e il combattente
Raimundo Liens Morirono tentando di continuare
avanzando verso la caserma, Camilo fu ferito ad un muscolo
e Fernando Virelles, incaricato di manovrare la
mitragliatrice, si dovette ritirare lasciandola abbandonata.

Nonostante la ferita, Camilo torn a lanciarsi nell'inferno di
pallottole, cercando di salvare l'arma abbandonata; Fu
ferito di nuovo, fu fortunato che la pallottola gli entr
nell'addome uscendo dal costato senza toccare nessun
organo vitale.


Mentre salvarono Camilo, abbandonando definitivamente la
mitragliatrice, un altro nostro compagno, Luis Macias,
rimase ferito e si trascin tra i cespugli nella direzione
opposta alla ritirata dei nostri compagni, andando incontro
cos alla morte.
119



Alcuni nostri compagni isolati, da posizioni vicine alla
caserma, la bombardavano con la nostra arma inventata, lo
Sputnik o M 26, seminando la confusione tra i soldati
asserragliati nel fortino.

Guillermo Garcia , fu impossibilitato ad intervenire in
questo combattimento, dato che le guardie non tentarono di
uscire dal loro rifugio, ma chiamarono, come si prevedeva, i
rinforzi per radio.




A met mattinata la situazione era di calma in tutta la zona,
per dalle nostre posizioni, nel Comando di Stato Maggiore,
sentivamo delle grida che ci riempivano di angustia e che
dicevano pi o meno : "Eccola qui la mitragliatrice di
Camilo!", allo stesso tempo sentivamo partire una raffica.
Insieme alla mitragliatrice ed al suo tripode, Camilo aveva
perduto il berretto che aveva il suo nome scritto sulla parte
posteriore e le guardie ci sbeffeggiavano in questa
maniera... Avevamo capito che era successo qualcosa, ma
non potevamo contattare le truppe dall'altro lato, mentre
Camilo, curato da Sergio del Valle, rifiutava di ritirarsi e
restava con il suo gruppo in attesa...

120


Le previsioni di Fidel si avverarono, da Oro de Guisa, la
compagnia comandata dal capitano Serra, invi la sua
avanguardia perch arrivasse a controllare quello che stava
succedendo a Pino del Agua. Li stavano aspettando il
plotone completo al comando di Paco Cabrera, circa 30/35
uomini appostati nella forma che si pu vedere nella Mappa
n 3, (Vedi foto sopra), al lato del sentiero, sulla cima
chiamata Loma del Cable. Le nostre squadre erano
posizionate al comando dei tenenti Suol, lamo, Reyes e
William Rodriguez, Paco Cabrera era li invece come capo
del plotone....
....La piccola forza nemica avanz e fu distrutta totalmente,
11 morti e 5 prigionieri feriti, che furono curati presso una
casa e lasciati l. Ci impossessammo di 12 fucili, tra cui due
M-1, un fucile mitragliatore ed un fucile Johnson.....
Uno o due dei loro soldati che riuscirono a fuggire,
arrivarono con le notizie di quello che stava succedendo ad
Oro de Guisa e chiedendo aiuto.
121
Per proprio tra Guisa e Oro de Guisa era appostato
Ral Castro Rz con tutte le sue forze, dato che era il punto
dove pensavamo che pi facilmente potessero arrivare i
rinforzi dell'esercito. Ral dispose i suoi uomini in maniera
che Flix Pena chiudesse con la sua avanguardia la strada
ai rinforzi e immediatamente le 2 squadre attaccassero i
soldati nemici insieme a quella di Ciro Fras, mentre la
squadra di Efigenio chiudesse l'assedio dalla retroguardia.
Un dettaglio pass inosservato in quel momento, 2 contadini
inoffensivi e tontarelli, che passarono da tutte le nostre
posizioni con i suoi polli sotto il braccio.
Posteriormente risultarono essere soldati dell'esercito di
Oro de Guisa, mandati in avanscoperta per esplorare il
cammino. Poterono cos osservare tutte le nostre posizioni,
avvisando poi i suoi compagni di Guisa, cos Ral si vide
costretto a resistere all'attacco dell'esercito, che arriv da
una posizione pi alta, e quindi a fare una lenta ritirata,
nella quale perse un uomo, Florentino Quesada e fu ferito
un altro compagno."


Fidel Castro durante la battaglia di Pino del Agua
122

"...Il cammino che viene da Bayamo, passando da Oro de
Guisa, fu l'unica via che l'esercito cerc di passare.
Nonostante Ral si vide obbligato a retrocedere, data la sua
posizione inferiore, le truppe nemiche avanzarono con molta
lentezza per questo cammino e non si presentarono durante
tutto il giorno.

La mappa n 4 mostra la manovra (Vedi foto sotto)


123


Questo giorno soffrimmo dell'attacco degli aerei B-26
dell'esercito, che mitragliarono le cime dei monti, senza
grandi risultati.

Fidel era euforico per il combattimento e, allo stesso tempo,
era preoccupato per la sorte dei compagni e corse varie
volte pi rischi di quello che doveva, questo caus che
alcuni giorni dopo io ed un gruppo di ufficiali, gli
inviassimo un documento chiedendogli, in nome della
Rivoluzione, che non rischiasse la sua vita inutilmente....

.. questo documento, forse un p infantile, che scrivemmo
spinti da un desiderio altruista, crediamo che non sia mai
stato letto da Fidel, che continu ad esporsi a tutti i rischi
della guerra.

...Nella notte cercai di pressare per realizzare un attacco
similare a quello fatto da Camilo in mattinata, cercando di
convincere Fidel che era realizzabile e che avremmo cos
dominato le guardie a difesa della caserma.
Fidel non era molto convinto della cosa, per alla fine
accett di fare un prova, mandando un gruppo sotto il
comando di Escalona, dandogli pure le squadre di
Ignacio Prez e Ral Castro Mercader, I nostri compagni
si avvicinarono e fecero tutto il possibile per arrivare fino
alla caserma, per furono sopraffatti dal fuoco dei soldati e
si ritirarono senza tentare nuovamente un attacco.
A quel punto chiesi a Fidel di darmi il comando dei plotoni
per tentare di nuovo l'attacco e lui accett a denti stretti....
124
...la mia idea era quella di avvicinarmi il pi possibile e, con
delle molotov rudimentali preparate con benzina, incendiare
le case della caserma, che erano tutte in legno, costringendo
cos i soldati ad arrendersi o a fuggire alla disperata sotto il
nostro fuoco.
Quando stavamo arrivando al luogo di combattimento,
ricevetti un messaggio scritto a mano da Fidel Castro:

16 Febbraio 1958
Che, se tutto dipende dall'attacco da questo lato,
senza l'appoggio di Camilo e di Guillermo,
non credo che si debba fare niente di suicida,
perch si corre il rischio di avere molte perdite
e non raggiungere l'obiettivo.
Ti raccomando, molto seriamente, di fare attenzione.
Ti ordino di non assumere posizioni di combattente.
Incaricati di dirigere bene i tuoi uomini, cosa che in questo
momento indispensabile
(F)- Fidel

Mi rifer inoltre Almeida, che mi port il messaggio, che
sotto la mia responsabilit avrei potuto attaccare
rispettando i limiti dettati dalla lettera, ma che comunque
Fidel non era d'accordo.

Mi pesava l'ordine definitivo di non entrare nel
combattimento, la possibilit certa, quasi sicura, di vari
combattenti senza la sicurezza di impossessarsi della
caserma, senza sapere le posizioni di Guillermo e Camilo,
che erano isolati e con tutta la responsabilit sopra le mie
spalle...
125
...Fu troppo per me e, con la testa abbassata, ritornai sul
sentiero della ritirata come aveva fatto il mio predecessore,
Escalona....

Il giorno seguente, nella mattinata, in mezzo alle continue
incursioni degli aerei nemici, fu dato l'ordine di ritirata
generale e, dopo aver sparato su alcuni soldati che
iniziavano ad uscire dai loro rifugi, ci ritirammo verso il
centro della Sierra Maestra.

Il bilancio del combattimento ufficiale era questo:
Il nemico sub dalle 18 alle 25 perdite.
Ci impossessammo di 33 Fucili, 5 Mitragliatrici e di un
grande quantitativo di munizioni.

Nel periodico El Mundo del 19 Febbraio apparve la
seguente informazione:

El Mundo, Mercoled 19 Febbraio 1958

Riportano il ferimento di 16 ribelli e 5 soldati.
Ignorano se ferirono Guevara.
Lo Stato Maggiore dell'esercito pubblic un comunicato,
alle 5 del pomeriggio di ieri, negando che ci sia stata una
importante battaglia con i ribelli a Pino del Agua, a sud di
Bayamo.
Si pu comunque ammettere nella parte ufficiale che ci sia
stata una qualche scaramuccia tra le pattuglie dell'esercito
e gruppetti di ribelli , aggiungendo che al momento di
pubblicare questo comunicato, i feriti ribelli salgono a 16
e quelli dell'esercito sono 5 .
126
Per quanto riguarda il fatto che possa essere stato ferito
Ernesto Guevara, noto comunista Argentino, fino ad
adesso non possibile confermarlo.
Sulla presenza del capo insurrezionale (Fidel Castro) in
questi scontri, non si potuto confermare niente, cos
rimane nascosto nelle intrigate grotte della Sierra Maestra


Poco dopo la nostra ritirata o forse in quello stesso
momento, l'esercito provoc il massacro di Oro de Guisa*
realizzato da Sosa Blanco, che nei primi giorni del 1959,
sar poi fucilato davanti ad un nostro plotone d'esecuzione.

Mentre la dittatura poteva solo confermare che Fidel
continuava nascosto nelle intricate grotte della Sierra
Maestra, le truppe sotto il suo comando gli chiedevano di
non rischiare inutilmente la sua vita e l'esercito nemico non
si azzardava a salire sulla Sierra per venire a cercarci.
Tempo dopo, Pino del Agua fu liberato dai soldati nemici e
completammo cos la liberazione della zona occidentale
della Sierra Maestra
A pochi giorni da questo combattimento, si produce uno dei
fatti pi importanti della nostra guerra.
La colonna n 3, sotto il comando del comandante Almeida,
parte dalla regione di Santiago mentre la colonna n 6,
denominata 'Frank Pas' , sotto il comando del comandante
Raul Castro Ruz, si introduce all'interno di Mangos de
Baragu, passando da Pinares de Mayar.


*Oro de Guisa - In realt il massacro avvenuto
tra il 10 e l11 Ottobre 1957, vedi appendice I a pagina 173
127
Le 2 colonne formeranno successivamente il II Fronte
Orientale 'Frank Pas'."


Nella Foto: La formazione del II Fronte " Frank Pas"


Ral Castro, al comando del II Frente, con un bambino

128
Febbraio - Marzo 1958


Anche se i ribelli non sono riusciti a conquistare la caserma
di Pino del Agua, sono comunque riusciti a decimare alcune
truppe dell'esercito e, soprattutto, ad impossessarsi di un
discreto quantitativo di armi.


L'ospedale di Pozo Azul, creato dai ribelli sulla Sierra Maestra
(Foto: Yale University Library )



I guerriglieri hanno ormai preso coraggio e sono coscienti
della propria forza che, per quanto esigua, gli permette ormai
di imperversare su un grande territorio della Sierra Maestra



129
24 Febbraio: Dalla sierra parte un segnale Radio "Aqu
Radio Rebelde! Aqu Radio Rebelde que transmite desde la
Sierra Maestra en el Territorio Libre de Cuba!".
La prima stazione radio dei ribelli inizia a trasmettere la sua
controinformazione*


Una foto della casetta di Radio Rebelde



* Quasi 50 anni di Radio Rebelde vedi appendice II a pag. 177

130
1 Marzo: partono 2 nuove colonne, dirette da
Juan Almeida e Ral Castro Ruz , per formare il
II fronte dell'esercito ribelle, nella province di Oriente.

Secondo la fonte di : "Sulla Sierra con Fidel" di Giorgio
Amico, le 2 colonne partono il 10 Marzo, ecco il testo:

"Nuovi focolai guerriglieri si andavano intanto
accendendo sulle montagne, soprattutto nella selvaggia
regione dell'Escambray.(3) Alcuni facevano riferimento
all'opposizione borghese che tentava in questo modo di
inserirsi nella guerriglia e di contrastare la leadership
castrista del movimento di liberazione nazionale. Altri
dipendevano dal Partito comunista che, dopo lunghi
tentennamenti, nel febbraio del 1958 era giunto infine alla
decisione di appoggiare apertamente la lotta armata,
invitando i membri del partito ad unirsi a Castro o, come
nel caso della colonna Mximo Gmez, a costruire proprie
unit guerrigliere. Altri infine non rappresentavano nulla
di pi di bande di avventurieri e sbandati, dediti pi al
brigantaggio che alla lotta rivoluzionaria. I contadini li
chiamavano "comevacas" (mangia vacche), perch l'unica
loro attivit era la requisizione del bestiame e il
taglieggiamento sistematico della popolazione civile. La
banda pi nota di comevacas era comandata da un
americano, William A. Morgan, ex ufficiale dei
paracadutisti, fucilato dopo la vittoria della rivoluzione in
quanto riconosciuto colpevole di aver operato come agente
provocatore al soldo della CIA per allontanare i contadini
dal movimento guerrigliero.

131
La situazione si caratterizzava sempre pi come
prerivoluzionaria con un governo incapace di riprendere il
controllo del paese ed un movimento rivoluzionario non
ancora in grado di lanciare la spallata finale. Di
conseguenza Fidel Castro decise che era giunto il momento
di allargare il raggio d'azione della lotta armata. Il 10
marzo 1958 Ral Castro alla testa di sessantacinque
uomini lasci la Sierra Maestra per andare ad aprire un
nuovo fronte guerrigliero sulla Sierra Cristal, lungo la
costa settentrionale della provincia di Oriente. Denominata
"Frank Pais" la nuova colonna n.6 a bordo di jeeps e
camion con un'audace spedizione durata venti ore
raggiunse la zona di operazioni prescelta nonostante gli
incessanti attacchi del nemico. Contemporaneamente Juan
Almeida venne inviato con un'altra colonna ad aprire un
"Terzo Fronte" nella parte pi orientale della Sierra
Maestra, immediatamente a ridosso della citt di Santiago.
Il mese successivo Camilo Cienfuegos si spost a nord,
nella zona di Bayamo, mentre il Che con la colonna n.4
continuava ad operare sulla Sierra Maestra centrale."


(una foto d'archivio tratta da www.santiago.cu )
132
Aprile - Maggio - Giugno 1958


Cuba ormai in rivolta, a parte i guerriglieri si moltiplicano
le azioni di sabotaggio ed i tentativi di insurrezione armata in
varie parti del paese.
Il fatto per attualmente indebolisce la forza dell'esercito
ribelle, con il frazionamento dei poli contro il governo di
Batista.

9 Aprile: Il Movimiento 26 de Julio invita a fare uno
sciopero generale in tutta l'isola.
Lo sciopero per fallisce, ecco il resoconto tratto da "Sulla
Sierra con Fidel" di Giorgio Amico

IL FALLIMENTO DELLO SCIOPERO GENERALE
Nonostante i successi della guerriglia, i dirigenti del fronte
cittadino manifestavano una crescente insofferenza nei
confronti di una tattica che secondo loro sottovalutava il
ruolo delle citt per puntare tutto sulla guerra
rivoluzionaria sulle montagne. Alcuni addirittura tacciavano
di "militarismo" i capi dei fronti guerriglieri e non
risparmiavano neppure lo stesso Fidel, accusato a mezza
bocca di "caudillismo". A febbraio la tendenza del "Llano"
ritorn prepotentemente alla carica, tentando di imporre la
propria direzione strategica al Movimento. Esponenti del
Direttorato nazionale de l'Avana, attaccarono Fidel,
accusandolo di non conoscere la reale situazione dei
rapporti di forza nelle citt e proponendo con estrema
determinazione l'organizzazione in tempi brevi di un grande
sciopero generale insurrezionale destinato ad assestare la
spallata decisiva al regime, considerato ormai agonizzante.
133
Nonostante non concordasse con tali analisi e ritenesse il
momento ancora prematuro per l'insurrezione, Castro si
ritrov in minoranza, costretto a cedere al fine di evitare
una pericolosa frattura fra il Comando generale della Sierra
e il Direttorio nazionale del movimento.
Nella veste di delegato del Direttorio Faustino Perez si rec
ai primi di marzo sulla Sierra e, dopo varie discussioni con
Castro e gli altri comandanti militari, firm assieme a Fidel
un nuovo manifesto intitolato "Guerra totale contro la
tirannia". Il manifesto, articolato su ventidue punti, asseriva
trionfalmente che "la lotta contro Batista entrata nella sua
fase finale" e che "per sferrare il colpo finale basilare uno
sciopero generale, appoggiato da azioni militari". Secondo
le direttive impartite alle organizzazioni rivoluzionarie nel
corso del mese di marzo i comitati d'azione che operavano
clandestinamente nelle citt dovevano scatenare una vera e
propria guerra totale. In ogni luogo di lavoro di una
qualche dimensione andava costituito un "fronte unito dei
lavoratori" che riunisse gli operai indipendentemente
dall'appartenenza politica intorno alla parole d'ordine dello
sciopero insurrezionale. Se la parte militare dell'azione fu
svolta con indubbia perizia, nella sola capitale nel mese di
marzo si verificarono centinaia di atti di sabotaggio e di
attentati contro le installazioni nemiche, l'azione politica,
segn il passo. Nonostante le indicazioni di Fidel di aprirsi
a tutti i gruppi di opposizione presenti nelle fabbriche con
particolare attenzione ai comunisti, emersero nei dirigenti
del fronte sindacale atteggiamenti di grande settarismo.



134
Cos, nonostante l'apparato clandestino del Partito
Socialista Popolare avesse espresso l'intenzione di aderire
allo sciopero, i comitati d'azione rifiutarono di aprirsi ai
comunisti. L'organizzazione dello sciopero fu assunta in
pieno dal Movimento 26 Luglio, privo di reale radicamento
nelle organizzazioni dei lavoratori. Emblematico il caso de
l'Avana dove il comitato d'azione era diretto da un gruppo di
intellettuali, in gran parte espressione della borghesia
radicale, del tutto sconosciuti ai lavoratori. A complicare
ulteriormente le cose giunsero le dichiarazioni di Faustino
Prez, improntate ad un moderatismo che non poteva di
certo riscuotere grandi consensi nella classe operaia:
"L'attuale movimento rivoluzionario ben lontano
dall'essere comunista...il nostro leader Castro non far
parte del governo provvisorio... creeremo un clima di
fiducia e di sicurezza per l'investimento del capitale
nazionale e straniero necessario per il nostro sviluppo
industriale".
Anche il Frente Obrero Nacional, l'organizzazione sindacale
del Movimento 26 Luglio, diretto da David Salvador prese
un atteggiamento di estrema chiusura nei confronti dei
lavoratori comunisti, sottovalutando del tutto il problema
della costruzione delle alleanze nel movimento di classe.
Male organizzato e diretto in modo settario, lo sciopero
generale si risolse in un fallimento. Le masse operaie
risposero in modo limitato al proclama del Movimento 26
Luglio e l'esercito e la polizia di Batista non ebbero
difficolt a reprimere i pochi focolai di lotta. Il 9 aprile,
giorno dello sciopero, in tutta l'isola oltre cento militanti
operai furono assassinati e diverse altre centinaia arrestati.
Il prestigio del movimento rivoluzionario ne usc a pezzi.
135
Batista trasse la conclusione che la situazione stesse
cambiando a favore del regime e che, dopo il clamoroso
fallimento dello sciopero, fosse possibile porre all'ordine del
giorno la liquidazione dello stesso movimento guerrigliero,
organizzando una massiccia operazione militare contro la
Sierra Maestra. Opinione condivisa dall'intera stampa
internazionale che dava ormai per finita la guerriglia
castrista. Significativamente il New York Times, il giornale
che fino ad allora pi si era espresso a favore di Castro,
titolava un articolo del 16 aprile dedicato alla situazione di
Cuba: "Fidel Castro ha ormai i giorni contati".

Intanto nel suo diario, Ernesto Guevara dice che subito
dopo lo sciopero fallito del 9 Aprile, Camilo Cienfuegos,
scese nelle pianure di Oriente, verso la zona del Cauto, dove
viene promosso al grado di comandante e dove riesce a
realizzare delle azioni similari a quelle della Sierra.

15 Aprile: Il giornalista Jorge Ricardo Masetti,
arriva sulla Sierra per intervistare
Fidel Castro ed Ernesto CHE Guevara


Una foto di Masetti con il CHE, tratta dal sito: www.lafogata.org
136
Dopo il Fallimento dello sciopero generale, il governo di
Batista decidere di preparare dei volantini e di lanciarli sulla
Sierra per indebolire il morale dei guerriglieri, promettendo
la grazia a chi si arrende presentandosi ad un posto di polizia
o ad un ufficio pubblico preposto, ecco il testo originale del
volantino:

Compatriotas: Si con motivo de habrsete complicado en
complots insurreccionales te encuentras todava en el campo o
en el monte, tienes oportunidad de rectificar y volver al seno de
tu familia. El gobierno ha ordenado ofrecer respeto para tu vida
y enviarte a tu hogar si depones las armas y te acoges a la Ley.
Presntate al Gobernador de la Provincia, al Alcalde de tu
Municipio, al congresista amigo, al Puesto Militar, Naval o
Policiaco ms cercano o a cualquier autoridad eclesistica. Si
estuvieres en despoblado, trae contigo tu arma colocada sobre
uno de tus hombros y con las manos en alto. Si hicieras tu
presentacin en la zona urbana, deja escondido en lugar seguro
tu armamento para que lo comuniques y sea recogido
inmediatamente. Hazlo sin prdida de tiempo, porque las
operaciones para pacificacin total continuarn con mayor
intensidad en la zona donde te encuentras.


ed ecco la traduzione in Italiano:


Compatriota: Se per il fatto di esserti trovato coinvolto in
complotti insurrezionali ti trovi ancora in campagna o in
montagna, hai ora l'occasione di rimediare e di tornare in seno
alla tua famiglia. il Governo ha ordinato che si rispetti la tua
vita e che tu sia inviato al tuo focolare se deporrai le armi e
tornerai al rispetto della Legge...
137
presentati al posto militare, di Marina o di Polizia pi vicino...
Se ti trovi in una zona disabitata, porta con te la tua arma
appesa a una spalla e presentati con le mani in alto. Se ti
presenti in zona urbana, lascia il tuo armamento nascosto in
luogo sicuro, per comunicarne poi l'ubicazione in modo che sia
recuperato immediatamente. Non perdere tempo, perch le
operazioni per la pacificazione totale continueranno con
maggiore intensit nella zona dove tu ti trovi

3 Maggio: Nella localit di Altos de Mompi*, si svolge la
riunione nazionale, dove vengono considerati i motivi del
fallimento dello sciopero generale del 9 Aprile.
La direzione si trasferisce sulla Sierra Maestra e Fidel
Castro nominato segretario generale.


24 Maggio: l'esercito di Batista sferra una massiccia
offensiva contro la Sierra Maestra per reprimere l'esercito
Guerrigliero.
Nella zona si concentrano le unit d'elite dell'esercito,
diciassette battaglioni, ciascuno appoggiato da una
compagnia corazzata, con una massiccia copertura aerea.
L'offensiva denominata "Operacon Verano" (Operazione
Estate) e cerca di tagliare le linee di rifornimento di Fidel
Castro, rimpossessarsi del territorio della Sierra e chiudere i
guerriglieri in un territorio per poi sterminarli
sistematicamente con l'ausilio della Guardia Rurale.
Nell'operazione sono coinvolti tra i diecimila e i dodicimila
uomini, un terzo dell'intero esercito cubano.


*Altos de Mompi - Vedi appendice III a pagina 181
138











139
25 Maggio: Riunione di Fidel Castro, con circa 350
Contadini sulla raccolta del caff.

Il mese di Giugno vede impegnati i ribelli a difendersi dagli
attacchi dell'esercito Batistiano.
Fidel raccomanda una "difesa elastica", cio di frenare
l'offensiva dell'esercito senza puntarsi per mantenere le
posizioni.
Ecco una sintesi dell'offensiva raccontata da "Sulla Sierra
con Fidel" di Giorgio Amico:

Ai primi di giugno, di fronte ad un'offensiva che per le sue
dimensioni appariva decisiva, Fidel impart a tutti i comandi
partigiani l'ordine di resistere in modo elastico, senza
incaponirsi a difendere a tutti i costi le posizioni. Occorreva
soprattutto rallentare l'avanzata del nemico, riducendo al
minimo le perdite in uomini e materiali e poi ripiegare verso
punti strategici di pi agevole difesa.
"Dopo il fallimento di questa offensiva - diceva l'ordine di
Castro - Batista sar irrimediabilmente perduto ed egli lo sa
e per questo compir il suo massimo sforzo. Questa la
battaglia decisiva... Stiamo dirigendo le cose in modo da
trasformare questa offensiva in un disastro per la dittatura".
Per alcune settimane l'esercito avanz nella Sierra senza
incontrare grande resistenza. I ribelli sembravano svaniti
nel nulla. Due battaglioni al comando del colonnello
Snchez Mosquera, uno dei pi feroci ufficiali Batistiani,
raggiunsero il 19 giugno la zona di Santo Domingo nel
cuore delle montagne. E proprio l, in una delle pi aspre e
impervie regioni della Sierra Maestra scatt la
controffensiva dei guerriglieri.
140
Un diluvio di fuoco si scaten su truppe esauste, non
abituate al clima umido della foresta, annichilite dalla fatica
e dal caldo.
In tre giorni di feroce combattimento le truppe di Mosquera
furono annientate, molti furono presi prigionieri, pochissimi
riuscirono a fare ritorno alle basi di partenza.
Lo stesso Mosquera, fu ferito e a stento riusc a mettersi in
salvo. Nelle mani dei partigiani caddero ingenti quantitativi
di armi e munizioni, oltre ad un'intera stazione radio con
tanto di codici cifrati. La vittoria di Santo Domingo si rivel
subito decisiva.
L'esercito ribelle pass alla controffensiva ovunque, mentre
migliaia di contadini insorti attaccavano pattuglie isolate,
facevano saltare ponti, minavano strade e sentieri alle spalle
delle truppe.
Accerchiati, isolati in una regione sconosciuta e ostile,
senza pi rifornimenti, i battaglioni batistiani iniziarono a
sbandarsi.
Le diserzioni si contarono a centinaia, reparti interi
passarono, dopo aver fucilato i comandanti, dalla parte dei
ribelli.....












141
Luglio - Agosto 1958

11-21 Luglio: Si svolge la battaglia di El Jigu*,

l'esercito ribelle sconfigge l'esercito regolare, infliggendogli
gravissime perdite. Questa battaglia costituisce il punto
decisivo della guerra, dando la svolta verso le battaglie
finali. Adesso sono i ribelli a pianificare le controffensive
per abbattere definitivamente la dittatura Batistiana

20 Luglio: Radio Rebelde trasmette il testo del Patto di
Caracas, firmato da Fidel Castro in nome del Movimiento
26 de Julio e da un ampia rosa di altre forze di opposizione.
Il documento invita la popolazione ad un insurrezione
armata popolare e alla cessazione dell'appoggio Statunitense
a Batista
Ecco un piccolo riassunto tratto da "Sulla Sierra con Fidel"
di Giorgio Amico sui giorni finali di Luglio:
Alla fine di luglio non si contava pi un solo soldato
regolare sulla Sierra. L'esercito aveva perso tra morti e
feriti oltre mille uomini, 443 erano i prigionieri. In mano ai
ribelli erano caduti due carri armati, 2 mortai da 81 mm., 2
bazooka, 12 mitragliatrici pesanti, centinaia di armi leggere,
100 mila pallottole e tonnellate di munizioni e di
rifornimenti. Dal canto loro i partigiani avevano avuto
ventisette morti e una cinquantina di feriti. Le dimensioni
della vittoria erano veramente straordinarie. Poco meno di
trecento uomini male armati avevano fermato e messo in
fuga oltre dodicimila soldati, il fior fiore dell'esercito di
Batista.

*La Battaglia di El Jigu -Vedi appendice IV a pagina 184
142
Dalla Sierra Maestra Fidel lanci la parola d'ordine
dell'insurrezione generale. Occorreva dare il colpo decisivo
alla dittatura, prima che con l'aiuto nordamericano potesse
riorganizzare le sue forze. Tutta Cuba diventava terreno di
battaglia, tutto il popolo doveva insorgere. Nessuna tregua,
nessuna piet per il nemico. Ai soldati della dittatura veniva
lasciata una sola possibilit: o arrendersi o morire.
"Le colonne ribelli - annunciava Fidel da Radio Rebelde -
avanzeranno in tutte le direzioni verso il resto del territorio
nazionale senza che nulla e nessuno possa fermarle. Se un
comandante cade, un altro occuper il suo posto. Il popolo
di Cuba deve prepararsi ad aiutare i nostri combattenti.
Ogni villaggio... pu diventare campo di battaglia. La
popolazione civile deve essere avvertita perch possa
sopportare valorosamente le privazioni della guerra...


Fidel Castro in battaglia (Foto da: www.italia-cuba.it )
143



21 Agosto: Camilo conduce la colonna invasora n 2 verso
l'estremo occidentale di Cuba

31 Agosto: Ernesto Guevara inizia la marcia con la
colonna invasora n 8 dalla sierra Maestra verso la Zona
Centrale di Cuba


144
Verso l'offensiva finale

A fine Agosto del 1958, con la partenza delle
colonne n2 e n8, inizia l'offensiva finale dei guerriglieri.

Dopo aver ormai consolidato il territorio sulla Sierra, Cuba
praticamente divisa in 2.
E' necessario per per i guerriglieri riuscire a conquistare
adesso il centro dell'isola, in maniera da tagliare in 2 Cuba
nella parte centrale.

Ecco il drammatico racconto del CHE a partire dall'inizio
della lunga marcia verso Las Villas:
...dopo aver resistito allattacco dellesercito ed aver
rovesciato le sorti della battaglia, dovevamo affondare il
colpo finale al dittatore Batista.
Stabilimmo di attaccare su 3 fronti:
Santiago di Cuba, sottomessa da un assedio elastico, Las
Villas, la zona che dovevo raggiungere con la mia colonna e
Pinar del Rio, lestremo occidentale di Cuba, che su cui
doveva marciare Camilo Cienfuegos con la colonna n2
chiamata Antonio Maceo, in maniera da ricordare la
storica invasione del Titano di bronzo del 1895.
Il percorso di questultima colonna avrebbe attraversato
tutta Cuba fino a raggiungere Mantua.
Camilo non riusc a completare la seconda parte del
programma, dato che le esigenze della guerra lo
obbligarono a fermarsi a Las Villas.
....La mia colonna era ormai prossima alla partenza,
lordine militare mi indicava come principale lavoro
strategico, quello di tagliare le comunicazioni tra gli estremi
dellisola.
145
Mi si ordinava inoltre, di stabilire relazioni con tutti i gruppi
politici presenti nel massiccio montagnoso dei quella
regione, e ampia facolt di governare militarmente la zona a
mio carico.
Con queste istruzioni e pensando di arrivare in circa 4
giorni, stavamo per iniziare la marcia, con alcuni camion, il
30 Agosto, quando un incidente fortuito interruppe i nostri
piani.
Quella notte stava arrivando un camioncino, portando
uniformi e benzina necessari per i nostri veicoli che erano
gi pronti.
Contemporaneamente arriv un carico di armi per via
aerea, ad un aeroporto vicino al sentiero.
Purtroppo laereo fu individuato dalle forze Batistiane,
nonostante fosse notte e laeroporto fu costantemente
bombardato dalle 20 alle 5 della mattina seguente, ora in
cui bruciammo laereo per evitare che se ne
impossessassero le forze nemiche, con peggiori risultati.
Le truppe dellesercito, avanzarono fino allaeroporto,
intercettando il camioncino con la benzina, lasciandoci cos
a piedi...

In questa maniera iniziammo la marcia, il 31 agosto, senza
veicoli e senza cavalli, sperando di trovare qualcosa dopo
aver incrociato la strada da Manzanillo a Bayamo.
Effettivamente trovammo dei camion, per trovammo anche,
il 1 Settembre, un terribile ciclone che rese inutilizzabili
tutte le vie di comunicazione, lasciando intatta solo la
Carretera Central, la principale strada di comunicazione,
unica pavimentata in questa regione di Cuba,
obbligandoci ad abbandonare il trasporto con i veicoli.
146
Da questo momento potevamo solo utilizzare cavalli o
andare a piedi.
Viaggiammo caricati da molte munizioni, un Bazooka con
40 proiettili, e tutto il necessario per una lunga giornata e
per la rapida installazione di un accampamento.

Furono giorni difficili, nonostante ci trovassimo nel
territorio amico orientale, dovemmo attraversare fiumi
debordati, fare molta attenzione che non si bagnassero le
munizioni e le armi, cercando nuovi cavalli e lasciando
quelli ormai stanchi....
Camminavamo su difficili terreni pantanosi, soffrendo
lattacco delle terribili zanzare, che ci rendevano
insopportabili le ore di riposo.
Mangiavamo poco e male, bevendo lacqua dei fiumi
pantanosi o addirittura bevendo direttamente il pantano...
Le nostre giornate iniziarono ad allungarsi e a diventare
orribili.
Dopo una settimana dalla nostra partenza, attraversando il
fiume Jobabo che definisce il confine tra le province di
Camaguey e loriente, le nostre forze erano gi molto
debilitate.

Questo fiume, come tutti quelli precedentemente attraversati,
era in piena.
Sentivamo anche la mancanza di scarpe, ormai molti dei
miei uomini camminavano a piedi nudi sui fanghi a sud di
Camaguey."




147
9 Settembre:
il combattimento di La Federal



"La notte del 9 Settembre, entrando in un luogo conosciuto
come La Federal*, la nostra avanguardia cadde in un
imboscata nemica e morirono 2 nostri valorosi compagni,
(Marcos Borrero e Dalcio Gutirrez), per il risultato
peggiore fu quello di essere localizzati dal nemico, che da li
in poi non ci dette tregua.
Dopo un piccolo combattimento, distruggemmo la piccola
guarnizione nemica del villaggio e ci prendemmo 4
prigionieri.



*La Federal Municipio di Columbia vedi appendice V a pag. 186
148

Adesso dovevamo marciare con molta attenzione perch il
nemico conosceva pi o meno la nostra rotta
approssimativa.

Arrivammo intorno al 10/11 Settembre in un luogo
conosciuto come Laguna Grande, insieme alla colonna di
Camilo , che era in condizioni decisamente migliori della
nostra.
Questa zona degna del nostro ricordo soprattutto per
lenorme quantit di zanzare, che ci impedirono il riposo.
Furono giorni di faticose marce per estensioni desolate, in
zone dove trovammo solo acqua e fango, avevamo fame, sete
e riuscivamo a fatica ad avanzare perch le nostre gambe
pesavano come piombo, cos come le armi che ci portavamo
addosso....

Continuammo avanzando con i migliori cavalli della truppa
di Camilo, che ci lasci al momento in cui la sua colonna
prese dei camion per avanzare, per dovemmo abbandonarli
nelle vicinanze di Central Macareo (conosciuta oggi come
Central Hait).

Le guide che ci avrebbero dovuto inviare, non arrivarono e
decidemmo di andare avanti senza conoscere il territorio,
allavventura."





149
14 Settembre:
il combattimento di Cuatro Compaeros

"La nostra avanguardia si scontr con un posto di blocco
nemico in un luogo chiamato Cuatro Compaeros ed inizi
la battaglia.

Era lalba, e riuscimmo a riunire, con molta fatica, una gran
parte della nostra truppa vicino al monte che cera nella
zona, per lesercito avanzava dai 2 lati e dovemmo
combattere duramente per far riuscire il passaggio di alcuni
nostri soldati, per una linea ferroviaria che andava verso il
monte.
A quel punto laviazione ci localizz ed inizi un
bombardamento di aerei B-26, C-47, ed i grandi C-3 da
ricognizione, concentrato su di un area non maggiore di 40
km quadrati*


150


Quando fu finito tutto, ci ritirammo lasciando un morto a
causa di una bomba, e portandoci dietro diversi feriti.

Il panorama il giorno seguente era meno desolante, dato che
ritrovammo diversi nostri soldati dispersi e riuscimmo cos a
riunire tutta la truppa, meno 10 uomini che invece si
incorporarono nella colonna di Camilo e con questa
arrivarono fino al fronte nord della provincia di Las Villas,
en Yaguajay.

Nonostante le nostre difficolt, non ci manc mai lappoggio
contadino, trovavamo sempre qualcuno disposto a farci da
guida o che ci offrisse qualcosa da mangiare.
Non era, naturalmente, lappoggio unanime che avevamo
nel territorio della Sierra, per avevamo sempre qualcuno
che ci aiutava."












* Il CHE parla di bombardamento in un area con un fianco di 200
metri, quindi si presume un area di 40 km2
151
Settembre - Ottobre 1958

"...Un pomeriggio, stavamo ascoltando dalla nostra radio di
campo, un messaggio del Generale Francisco Tabernilla
Dolz, capo dello Stato Maggiore dellesercito.
Il Generale annunciava la distruzione delle colonne dirette
da me e forniva un elenco di dati riferiti a morti, feriti, nomi
vari, che sarebbero state le nostre perdite avvenute nei
combattimenti dei giorni anteriori.
I miei compagni, ascoltando la falsa notizia della nostra
morte, riprese provvisoriamente morale.
Nonostante questo per, il pessimismo stava iniziando a
serpeggiare nella nostra colonna; la fame, la sete, la
stanchezza, la sensazione di impotenza di fronte alle forze
nemiche que non ci davano tregua e, soprattutto, la terribile
malattia dei nostri poveri piedi, conosciuta dai contadini
con il nome di Mazamorra, che trasformava in una tortura
ogni nostro passo, avevano trasformato la nostra colonna in
un esercito di ombre.
Era difficile avanzare, molto difficile

Giorno dopo giorno peggioravano le nostre condizioni
fisiche, ormai riuscivamo a mangiare a giorni alterni.

Passammo i giorni pi difficili vicino a Central Baragu,
in mezzo a pantani pestilenziali, senza una goccia dacqua
potabile, attaccati continuamente dallaviazione, senza un
solo cavallo che potesse aiutare i soldati pi deboli in queste
paludi inospitali, con le scarpe ormai distrutte dallacqua
fangosa del mare

152
Eravamo veramente in una situazione disastrosa, quando
uscimmo dalla zona di Baragu e arrivammo a Jcaro de
Morn.

Quando ormai la situazione era delle peggiori, quando si
riusciva a far marciare gli uomini solo a forza di insulti, una
visione dette una forza insperata alla mia colonna e ravviv
la nostra guerriglia.

La visione fu una macchia azzurra verso occidente, la
macchia azzurra del massiccio montagnoso di Las Villas,
che vedevamo per la prima volta in lontananza
Da quel momento, le nostre privazioni sembrarono pi
leggere e tutto ci riusciva pi facile.

Evitammo lultimo assedio dellesercito, attraversando il
fiume Jcaro, che divide le province di Central Baragu,
Camagey e di Las Villas e sembr che qualcosa di nuovo
ci illuminasse.

Due giorni dopo, il 16 di Ottobre, eravamo gi nella
cordigliera dellEscambray tra Trinidad e Sancti Spiritus,
in salvo e pronti per iniziare un nuovo capitolo della
guerriglia.


Il tempo era poco e le cose da fare erano tantissime, intanto
Camilo con la sua colonna faceva la sua parte nel nord
della regione, incutendo timori nellesercito Batistiano.


153
Il nostro compito era il seguente: dovevamo attaccare
lapparato militare della dittatura, soprattutto per quanto
riguardava le sue comunicazioni e, come obiettivo
immediato, impedire la realizzazione delle elezioni indette
da Fulgencio Batista per cercare di dare una parvenza
democratica al suo comando.
Il lavoro era difficile, sia per il poco tempo a disposizione e
sia per le disunioni tra i gruppi rivoluzionari che erano
diventate delle vere e proprie lotte intestine e che tanto
costarono alla nostra guerriglia, compreso molte vite
umane.

Dovevamo attaccare le popolazioni vicine per impedire le
realizzazioni dei comizi elettorali.
Stabilimmo i piani per farlo contemporaneamente nelle citt
di Cabaigun, Fomento e Sancti Spiritus nelle ricche
pianure del centro dellisola.
Nel frattempo tra il 26 e il 27 di Ottobre riuscimmo a
sottomettere la piccola caserma di Gina de Miranda,
posta nelle montagne e successivamente attaccammo la
caserma di Banao, per questa volta con scarsi risultati...."














154
3 Novembre: Le Elezioni di Batista




"...Nei giorni precedenti al 3 Novembre, data delle elezioni,
ci fu una grande attivit da parte nostra.
Gli uomini della colonna n8 si mossero in tutte le direzioni,
riuscendo ad impedire quasi totalmente laffluenza alle urne
dei votanti di questa zona.

Le truppe di Camilo, paralizzarono la farsa elettorale nella
parte nord della provincia.

In generale riuscimmo a fermare il trasporto dei soldati di
Batista e il trasporto della mercanzia.

In Oriente, praticamente non ci furono elezioni, a
Camagey la percentuale di votanti fu un po pi elevata.
Anche nella zona occidentale, nonostante tutto, laffluenza
dei votanti fu piuttosto bassa, la gente iniziava ormai a
stancarsi.

La dittatura comunic il risultato delle elezioni con la ovvia
vittoria del loro candidato Andrs Rivero Agero..."










155
20 - 30 Novembre 1958:
la battaglia di Guisa


Mentre ormai le colonne di Camilo e di Guevara si sono
installate stabilmente nella zona centrale dellisola, arriva il
momento di dare inizio alloffensiva finale.
Inizia cos loffensiva della Campagna dOriente.



nella foto, tratta da "Pasajes de la guerra revolucionaria"
lo schema della campagna d'Oriente

Il I fronte comandato da Fidel Castro, il II Fronte
Orientale, sotto il comando di Raul Castro e il III Fronte
al comando di Juan Almeida , iniziano ad aumentare la
pressione accerchiando sempre di pi Santiago de Cuba.
Il primo passo della campagna dal 20 al 30 Novembre,
quando le forze di Batista sono sconfitte dai ribelli nella
battaglia di Guisa.
156
La Battaglia inizi alle 8 e 30 della mattina, con
lintercettazione di una pattuglia dellesercito che tutti i
giorni alla stessa ora percorreva la strada da Guisa a
Bayamo.

Giorno dopo giorno furono respinti tutti i rinforzi che
arrivavano da Bayamo.

Fu una dura lotta di uomini contro i carri armati, aerei e
artiglieria.

Guisa e tutte le zone dei dintorni furono bombardate durante
gli 11 giorni di combattimento.

Alle 9 della notte del 30 Novembre 1958, lesercito ribelle
riusc ad entrare a Guisa, con Fidel Castro a capo delle
truppe.

Con soli 180 uomini, i guerriglieri riuscirono ad entrare nella
pianura, nonostante a soli 16 km ci fosse il secondo quartiere
militare di Cuba per importanza, con pi di 5.000 uomini.

Ecco un brano tratto da Sulla Sierra Con Fidel di Giorgio
Amico:

Il 7 novembre Fidel lasci il suo quartier generale sulle
montagne e alla testa di trecento uomini inizi la marcia
verso la capitale della provincia d'Oriente, Santiago di
Cuba. Dalla Sierra Cristal anche Ral Castro inizi
l'avvicinamento a Santiago. Uno dopo l'altro i centri abitati
della pianura cadevano nelle mani dei ribelli.
157

Impotente ad arrestare l'avanzata dei partigiani, Batista
scaten le sue ultime forze contro la popolazione civile.
L'aviazione prese a bombardare selvaggiamente le zone
liberate, causando migliaia di vittime innocenti fra la
popolazione civile. Erano bombe americane quelle che
seminavano la morte fra i cubani.
Era il segnale chiaro per tutti che dopo la vittoria la
rivoluzione non sarebbe stata indolore, che una guerra ben
pi aspra sarebbe iniziata contro l'imperialismo. In un
biglietto a Celia Snchez, Fidel confessava con rabbia:

"Celia,
vedendo le bombe-razzo che hanno lanciato contro la casa
di Mario
ho giurato a me stesso che gli americani pagheranno ben
caro
quello che stanno facendo.
Quando questa guerra finir, ne comincer un'altra,
per me, molto pi lunga e grande:
sar la guerra che far contro di loro.
Mi rendo conto che questo sar il mio vero destino".









158
Dicembre 1958: lisola spezzata in due

Mentre ad Oriente ormai Cuba sotto la battaglia totale dei
guerriglieri, arriva il momento della lotta conclusiva nella
parte centrale.

Ecco il racconto di Guevara a partire dai primi giorni di
Dicembre:

"...A partire da Novembre, avevamo iniziato a chiudere
gradualmente le strade di collegamento.
Il Capitano Silva, riusc a bloccare completamente la strada
centrale da Trinidad a Sancti Spiritus.
Fu interrotto il ponte sul fiume Tuinic, senza distruggerlo
completamente.

La ferrovia centrale fu interrotta in vari punti, aggiungendo
che il percorso a sud gi era stato interrotto dal II Fronte,
mentre il percorso a Nord era stato chiuso dalle truppe di
Camilo , quindi a questo punto Cuba risult praticamente
divisa in due parti.

La zona pi battagliata, Oriente, ormai poteva ricevere i
rinforzi dellesercito soltanto per cielo o per mare, in
maniera sempre pi difficile, i sintomi della disfacimento
nemico aumentavano di giorno in giorno.
Noi invece dovemmo fare un grosso lavoro sullEscambray
per cercare di unificare la volont rivoluzionaria.



159
Il frazionamento era composto da un gruppo, diretto dal
comandante Gutirrez Menoyo, ilII Fronte nazionale
dellEscambray, un altro del Direttivo Rivoluzionario
(diretto dai comandanti Rolando Cubela e Faure Chomn),
un altro piccolo gruppo dellOrganizzazione Autentica, un
altro ancora del Partito Socialista Popolare, ed infine il
nostro.
Eravamo in pratica 5 organizzazioni con compiti e comandi
diversi ad operare nella stessa provincia.
Dopo lunghe e laboriose conversazioni con i rispettivi capi,
riuscimmo a trovare una linea dintesa per un fronte,
abbastanza omogeneo..."


























160
16 - 18 Dicembre: La Battaglia di Fomento



"...A partire dal 16 Dicembre, la rottura sistematica dei
ponti e delle linee di comunicazione, avevano iniziato a
mettere in difficolt le forze di Batista nel difendere le loro
postazioni avanzate.
Allalba di quel giorno rompemmo il ponte sul fiume
Falcn, sulla strada centrale, interrompendo cos le
comunicazioni tra La Habana e le citt ad Est di Santa
Clara, capitale di Las Villas.
Una serie di villaggi, furono attaccati dalle nostre forze.

In uno di questi villaggi, Fomento, il capo della postazione
nemica, Reynaldo Prez Valencia, si difese efficacemente
per alcuni giorni, per nonostante il bombardamento
dellaviazione sui nostri compagni, i rinforzi dellesercito
non riuscivano ad arrivare per dare aiuto alla postazione
assediata.
Vedendo linutilit della loro resistenza, il 18 Dicembre le
truppe nemiche della citt si arresero e cos riuscimmo ad
impossessarci di pi di 100 fucili...."












161
Una battaglia dopo laltra



"...Senza dare tregua al nemico, decidemmo di paralizzare
immediatamente la strada centrale e il giorno 21 Dicembre,
attaccammo simultaneamente le citt di
Cabaigun e di Guayos, situata sopra la prima.

Dopo poche ore di combattimento si arresero entrambe.
La resa delle guarnigioni delle caserme era trattata sulla
base che i soldati sarebbero stati lasciati liberi con il solo
obbligo di uscire dalle zone liberate dai nostri guerriglieri.

In questa maniera si dava ai soldati di Batista lopportunit
di avere salva la vita, consegnandoci cos le loro armi.
A Cabaigun si dimostr ancora una volta linefficacia
dellesercito di Batista, che in nessun momento riusc a
rinforzare le proprie postazioni con uomini di fanteria.

Intanto, contemporaneamente al nostro attacco a
Cabaigun, il 21 Dicembre Camilo Cienfuegos, attaccava
nella zona nord di Las Villas una serie di villaggi,
fino a dare lassedio allultimo, Yaguajay*, dove erano
asserragliati gli ultimi uomini di Batista, comandati dal
Capitano Abon Le, di origini cinesi, che riusc a resistere 11
giorni.

Nel frattempo noi decidemmo di attaccare in rapida
successione Placetas, che cadde in nostra mano il 23
Dicembre, Remedios e Caibarin, liberate il 26 Dicembre.

162
Lottimismo della dittatura iniziava a crollare, mentre ad
Oriente ormai non si contavano pi le continue vittorie
dellesercito ribelle, contemporaneamente sullEscambray,
anche se con maggiori difficolt, il nostro gruppo
continuava ad avanzare e a sconfiggere piccole guarnigioni,
mentre Camilo Cienfuegos controllava il nord della
provincia.
Quando il nemico si ritir da Camajuan, senza offrire la
minima resistenza, fummo pronti allassalto definitivo...."






















* Battaglia di Yaguajay - vedi appendice VI a pagina 189
163
Lo Scontro finale:
La battaglia di Santa Clara



"...Adesso cera davanti a noi, la capitale di Las Villas,
Santa Clara, nellocchio della pianura centrale dellisola,
con i suoi circa 150.000 abitanti ed importante centro
ferroviario di tutte le comunicazioni del paese.
La citt era circondata da piccole collinette senza
vegetazione, occupate prevalentemente dalle truppe
dellesercito.

Al momento dellattacco, i nostri armamenti erano
aumentati considerevolmente come fucili, mentre avevamo
poche armi pesanti, come un Bazooka senza proiettili e
dovevamo lottare contro decine di carri armati.
Sapevamo per che, per poterlo fare, dovevamo arrivare nei
centri popolati delle citt, dove i carri perdono molta della
loro efficacia.

Le truppe del Direttivo Rivoluzionario, si incaricarono di
conquistare la caserma n 31 della Guardia Rurale, noi ci
dedicammo a prendere le posizioni nei posti strategici di
Santa Clara, anche se, fondamentalmente stabilimmo la
nostra lotta contro i guardiani del treno blindato posto
allentrata del sentiero di Camajuan, posizione difesa con
tenacit dallesercito, con un eccellente armamento per le
nostre possibilit..."

164

La rappresentazione della battaglia di Santa Clara

"...Il 29 Dicembre iniziammo la lotta.
LUniversit era servita, in un primo momento, come base
per le nostre operazioni.
Successivamente spostammo il comando pi vicino al centro
della citt.
I nostri uomini si battevano contro truppe appoggiate da
unit blindate e riuscendo a metterle in fuga.
Molti compagni per pagarono con la vita il loro coraggio e
morti e feriti iniziarono a riempire cimiteri ed ospedali....
Ricordo un episodio che era dimostrativo dello spirito dei
nostri ragazzi in quei giorni finali.

165
Io avevo ammonito un soldato perch si era addormentato
durante un combattimento, lui mi aveva risposto che lo
avevano disarmato perch gli era partito un colpo
accidentale.
Gli risposi con la mia maniera abituale: Guadagnati un
altro fucile andando disarmato fino alla prima linea...se sei
capace di farlo!
Successivamente a Santa Clara, soccorrendo i feriti
nellOspedale, un moribondo mi tocc una mano e mi disse:
Ricorda Comandante? Mi mand a conquistarmi un arma a
Remedios....me la sono conquistata! La tengo qui....
Era il combattente del colpo partito accidentalmente, che
pochi minuti dopo moriva, contento di avermi dimostrato il
suo valore.
Questo era il nostro esercito ribelle....

Il giorno 30 Dicembre, la nostra lotta era sulle alture del
Cpiro, allo stesso tempo per, stavamo gradualmente
occupando diversi punti della citt.
A quel punto eravamo gi riusciti a tagliare le
comunicazioni tra il centro della citt e il treno blindato.
I suoi occupanti, vedendosi circondati dalle cime del Cpiro,
cercarono di scappare con il treno blindato, per la linea
ferroviaria e cosi la locomotiva ed alcuni vagoni
deragliarono sul binario precedentemente interrotto dai
nostri ragazzi, con tutto il loro carico di armamenti.
Inizi a quel punto lassedio finale al treno blindato, i nostri
compagni fecero uscire a forza i soldati asserragliati sul
treno con bombe molotov.
Ci trovammo cos a combattere strenuamente, anche se in
posizioni di tutta sicurezza, contro un nemico praticamente
166
inerme, per quanto protetto dal treno blindato.
La blindatura del treno per si trasform in una trappola
mortale per i soldati dellesercito, dato che le bombe
molotov scaldando le blindature, stavano trasformando il
treno in un vero e proprio forno
In poche ore si arresero tutti i soldati del treno e dei suoi 22
vagoni, i suoi cannoni antiaerei, le sue mitragliatrici ed un
enorme quantit di munizioni.....


Una foto del deragliamento del treno blindato


"...Eravamo riusciti a occupare la centrale elettrica e tutta
la parte Nordest della citt, iniziai a trasmettere il
messaggio che Santa Clara era ormai quasi totalmente sotto
il nostro controllo.


167
Quando detti quellannuncio, ricordo il dolore che avevo nel
dover comunicare al popolo Cubano anche la morte di
Roberto Rodriguez, El Vaquerito , capo del plotone
suicida che riusc in tante azioni di alto rischio e coraggio,
dove partecipavano soltanto soldati scelti
...Ormai eravamo agli sgoccioli della guerra, si arrendeva
anche la Stazione di Polizia, che ci consegnava i carri
armati in loro possesso, ed in rapida successione si arresero
anche: la Caserma n 31, il Carcere, il Palazzo del Governo
Provinciale ed il Grand Hotel dove i franchi tiratori si
mantennero sparando dal 10 piano fino quasi alla fine della
lotta.


Mancava solo la resa di un ultima caserma,
la Leoncio Vidal, la maggiore fortezza del centro dellisola.

Era il 31 Dicembreiniziammo cos lultima notte
dellanno, con la speranza in un 1959 migliore.
La mattina seguente, mentre aspettavamo la resa dellultima
caserma di Santa Clara, la cui resistenza si stava
assottigliando ora dopo ora, giunsero notizie frammentarie
ma che ci dettero una sferzata di gioia

Anche se doveva esserci ancora confermato ufficialmente, le
notizie dicevano che il dittatore Fulgencio Batista era
fuggito con un aereo alle 2,00 della mattina del 1 Gennaio

Mandammo i nostri capitani Nez Jimnez e Rodriguez de
la Vega a trattare la resa della caserma Leoncio Vidal...."

168
Mentre Guevara ed il suo esercito stavano ultimando la
conquista di Santa Clara, il 28 dicembre il comandante
della guarnigione di Santiago, generale Cantillo, era riuscito
ad incontrare segretamente Fidel Castro per negoziare la
resa.
Il generale Cantillo si accord con Castro per lasciare in
aereo Santiago, raggiungere La Habana e convincere gli
altri capi dellesercito a destituire Batista e a cedere le armi
allesercito guerrigliero.
Cantillo invece fece il doppio gioco accordandosi con gli
Stati Uniti che volevano ormai liberarsi di Batista, ma anche
impedire la vittoria dei ribelli.

Si sarebbe ripetuto cos quello che era successo alla fine
dell800, quando con gli indipendentisti Cubani che stavano
praticamente terminando la lotta contro gli Spagnoli, il
governo Americano trov un pretesto per entrare in guerra
contro gli Spagnoli stessi ed accaparrarsi poi i diritti su
Cuba

Ecco un brano tratto da Sulla Sierra con Fidel di Giorgio
Amico:

In una concitata riunione con l'ambasciatore americano
Smith, i generali decisero la formazione di una giunta
militare che sarebbe stata immediatamente riconosciuta da
Washington e dall'opposizione cubana di Miami come
governo di transizione verso la democrazia. Alle due e dieci
del mattino del 1 gennaio, mentre all'Avana, la gente
festeggiava il Capodanno, Fulgenzio Batista abbandonava
precipitosamente Cuba con destinazione Santo Domingo.
169
Ma torniamo al racconto finale del Che:

"...Contattammo il generale Cantillo a La Habana, per
trattare la resa, questi ci rispose per che non la poteva
farlo perch aveva preso il comando dellesercito, seguendo
precisi ordini di Fidel Castro.
Contattammo a quel punto immediatamente Fidel,
riportandogli la notizia, e dicendogli che secondo noi
Cantillo ci aveva traditi.
Fidel Castro conferm la nostra impressione, neg di aver
dato lautorizzazione a Cantillo di prendere il comando, e
dette i suoi ultimi ordini: dovevamo marciare verso
La Habana e dovevo prendere possesso
della Citt militare di Columbia."

Il racconto del Che, praticamente finisce qui
Concludo con un ultima citazione presa da Sulla Sierra
con Fidel di Giorgio Amico:

Fidel Castro dai microfoni di Radio Rebelde lanciava un
appello al popolo cubano perch insorgesse in armi contro i
generali:

Una Giunta Militare in complicit col tiranno
ha assunto il potere per garantire la sua fuga
e quella dei principali assassini
e per cercare di frenare la spinta rivoluzionaria,
privandoci della vittoria.
L'Esercito Ribelle continuer la sua irrefrenabile campagna
e accetter solo la resa incondizionata delle guarnigioni
militari.
170
Il popolo di Cuba e i lavoratori devono immediatamente
prepararsi
per iniziare il 2 gennaio in tutto il paese uno sciopero
generale
che appoggi le armi rivoluzionarie,
garantendo in tal modo la vittoria totale della rivoluzione.
Sette anni di eroica lotta,
migliaia di martiri che hanno versato il loro sangue in ogni
luogo di Cuba,
non verranno messi al servizio di coloro che fino a ieri
furono complici
e responsabili della tirannia e dei suoi crimini,
perch continuino a comandare a Cuba.
I lavoratori, seguendo le direttive del FON del Movimento
26 Luglio, devono, oggi stesso, occupare tutti i sindacati
mujalisti
e organizzarsi nelle fabbriche e nei centri di lavoro
per iniziare all'alba di domani la paralizzazione completa
del paese. Batista e Mujal sono fuggiti,
ma i loro complici sono rimasti al comando dell'esercito e
dei sindacati. Colpo di stato per tradire il popolo: NO !
Equivarrebbe a prolungare la guerra.
Fin quando Columbia non si sar arresa, la guerra non
potr terminare.
Questa volta niente e nessuno potr impedire il trionfo della
rivoluzione.
Lavoratori, questo il momento in cui tocca a voi
assicurare il trionfo della rivoluzione.
Sciopero generale rivoluzionario in tutti i territori liberati!".


171
Il 2 Gennaio l'intera isola era paralizzata dallo sciopero,
mentre nelle principali citt squadre di operai armati,
organizzate dal PSP e dal FON, prendevano il controllo degli
edifici pubblici. Di fronte al precipitare della situazione, una
parte dell'esercito si schier con Fidel. I prigionieri politici
vennero liberati, mentre i soldati distribuivano le armi agli
insorti.

Da Santiago Fidel ordin a Camilo Cienfuegos e al Che di
raggiungere alla testa delle loro truppe l'Avana, che fu
occupata senza colpo ferire. L'8 gennaio, mentre lo sciopero
generale durava ancora, Fidel raggiunse la capitale accolto
da una popolazione festante. La guerra di liberazione era
terminata. Dopo quasi un secolo di lotte, Cuba era
finalmente libera. Iniziava ora la parte pi difficile della
rivoluzione, la costruzione di una nuova Cuba, democratica e
socialista. Una lotta che si sarebbe rivelata ben pi dura e
ingrata della guerra sulle montagne....

172

Larrivo dei guerriglieri a La Habana
(foto dal sito: www.cascoscoleccion.com )



Camilo Cienfuegos e Fidel Castro salutano i Cubani
173
Appendice I


10/11 Ottobre 1957:
Il massacro di Oro de Guisa



Ricostruendo i fatti della rivoluzione Cubana, mi sono reso
conto giorno dopo giorno (ma in fondo lo sapevo gi) , di
quanto sia difficile ricostruire la storia.

Certe volte si tratta di normali "controversie di lettura" , cio
interpretazioni dei fatti, secondo chi racconta la storia.
Avete presente quando in una manifestazione di piazza alla
televisione dicono: "I manifestanti secondo gli organizzatori
sono stato pi di un milione, secondo le forze dell'ordine
50.000..."

A volte per capitano solo dei "refusi storici" cio una
semplice confusione delle date cronologiche di chi racconta i
fatti, specie se il resoconto storico scritto vari mesi dopo il
fatto avvenuto....

Tutta questa prefazione per entrare nell'argomento del
Massacro di Oro de Guisa, piccolo paesino della Sierra
Maestra.

Ho trovato la citazione di questo massacro nel finale del
racconto del Che, sulla II battaglia di Pino del Agua
svoltasi il 16/17 Febbraio del 1958
174

Riporto le parole del Che al finale del racconto in Italiano ed
in Spagnolo:

"Poco dopo la nostra ritirata o forse in quello stesso
momento, l'esercito provoc il massacro di Oro de Guisa,
realizzato da Sosa Blanco, che nei primi giorni del 1959,
sar poi fucilato davanti ad un nostro plotone
d'esecuzione."
- - - - -

"Poco despus, o quizs ya en ese momento, haban
provocado la masacre del Oro de Guisa realizada por Sosa
Blanco, el asesino que, en los primeros das de enero de
1959, mora ante un pelotn de fusilamiento."


A questo punto sono andato a cercare notizie del massacro
sui siti internet, cercando nell'anno 1958 e cos ho scoperto
che in realt il fatto in questione avvenuto tra il
10 e l'11 di Ottobre 1957.


Probabilmente si tratta solo di una "confusione di date" di
Guevara, dato che la notizia delle date esatte, l'ho trovata
uniforme sul sito di Juventud Rebelde e Tv Granma

Il massacro di Oro de Guisa lo sterminio della famiglia
Argote, raccontato da un familiare, Andrs Argote Estrada


175
Il massacro di Oro de Guisa


In piena Sierra Maestra, all'entrata del villaggio, un obelisco
segnala l'abominevole fatto.
Una lapide raccoglie i nomi delle 9 persone uccise:
Len Martn Argote Pita, Primitivo Argote Martnez,
Antonio Argote Estrada, Juan Argote Estrada, Aracelio
Argote Brizuela, Vctor Argote Nuez, Gerardo Maceo
Argote, Lorenzo Cspedes Ferrales e Cirilo Cisnero
Licea.

Len Martn Argote Pita, il padre di Andrs, era abituato
ad andare a fare grandi compere di alimenti per la sua
famiglia e per i parenti. Il giorno10 Ottobre 1957,
port verso il villaggio di Oro de Guisa, un carico
di mercanzia acquistata allo "Escudo Cubano",
della citt di Bayamo.

All'entrata del villaggio, fu fermato con il camion su cui
viaggiava e tutta la sua mercanzia. Il sanguinario capo
militare Sosa Blanco ed i suoi uomini lo interrogarono a
lungo e successivamente lo lasciarono andare senza camion
e senza alimenti.
Il veicolo era di propriet di suo fratello Graciliano.

Intorno alle 4 del pomeriggio i soldati fecero uscire,
minacciandoli con la punta del loro fucile, gli uomini della
casa di Len Martn Argote, li concentrarono fuori e li
avvisarono:
"Chi tenta di scappare, non racconter il fatto".
176


Alle 5 della mattina dell' 11 Ottobre 1957, spiega Andrs,
furono crivellati di colpi nelle vicinanze del fiume.
Uccisero mio padre Martin, 3 dei miei fratelli, 4 cugini e
mio cognato Lorenzo.
Nove contadini indifesi che non avevano fatto niente.

Tra di loro c'era mio fratello Juan, un ragazzo di 14 anni...
Successivamente i soldati dissero che erano ribelli e
utilizzarono dei vicini per sotterrarli.

L'unico che riusc a salvarsi la vita fu Miguel Lorente
Lpez, lavoratore della finca degli Argotes, che cadde come
morto quando sent i primi colpi del plotone di esecuzione e
riusc successivamente a scappare verso un luogo lontano e
sicuro.

Questo sopravvissuto, morto poco tempo dopo, cont sul
fatto che alcuni cadaveri gli caddero addosso e con questi e
l'aiuto delle pietre, riusc a proteggersi.
Finse di essere morto per circa 2 ore, per poi fuggire dal
luogo mortale.
Durante la fuga fu assediato dal mitragliamento
dell'aviazione.

Quella notte uccisero anche il vecchio Pedro Surez
e il suo cavallo.
L'uomo aveva cavalcato dal vicino villaggio di
Pino del Agua in cerca di medicinali e fu vigliaccamente
ucciso dai sicari di Batista.
177
Appendice II

Radio Rebelde: quasi 50 anni

Il 24 Febbraio del 1958 nasceva Radio Rebelde,
ancora oggi una delle pi importanti radio nazionali.

Quel 24 febbraio inizi le trasmissioni radio con questa
frase:

Aqu Radio Rebelde!
Aqu Radio Rebelde que transmite desde la Sierra Maestra
en el Territorio Libre de Cuba !

Museo dellimmagine Bernab Muiz Guibernau


Santiago de Cuba (Cuba).

Meticoloso e appassionato, Bernab de Jess Muz
Guibernau (LAvana 1925-2001) aveva impiegato ventanni
-a partire dal 1973- a mettere insieme la sua collezione di
oltre ottocento pezzi. Autentiche rarit che ripercorrono la
storia della fotografia, del cinema, della tv e della radio. Una
disinvoltura nel trattare la materia, la sua, nutrita da grande
conoscenza e professionalit. Redattore e fondatore di
notiziari radio, cameraman, direttore della fotografia,
documentarista Bebo Muz considerato uno dei
rappresentanti storici della sezione di Santiago dellICAIC
(Istituto Cubano di Arte e Industria Cinematografica).

178
Qui, nella capitale orientale dellIsla Grande -la villetta
neocoloniale in cui viveva a Calle 8 N 106, nel quartiere
residenziale di Vista Alegre - nel 1992 stato ufficialmente
inaugurato il museo che porta il suo nome.

Unanticipazione sul contenuto straordinario di questo
museo gi l -fuori- nel patio e nei confini limitati del
giardino: da una parte la gru, dallaltra lingombrante
veicolo targato Cuba 00043, primo studio mobile della tv
cubana, nel 1950.

"El Museo de la Imagen es nico de su tipo en Amrica
Latina", spiega la guida con zelo, mentre illustra -in un
tempo record di un quarto dora- lintero patrimonio. Il
risultato una sovrapposizione un po confusa di immagini e
parole. Peccato. Tentare di temporeggiare, indugiando con lo
sguardo sugli incredibili esemplari delle quattro sale, risulta
impresa ardua, improbabile.
Allinterno, in una sorta di horror vacui tecnologico, ogni
pezzo trova la sua collocazione. Della Kodak, prima
fotocamera realizzata da George Eastman nel 1888 -lanciata
con lo slogan pubblicitario "Voi premete il pulsante, noi
facciamo il resto"- conservata la serie completa.
Un passo indietro nel tempo con quella stereoscopia che
offre una veduta tridimensionale di Parigi, qualche anonimo
dagherrotipo.

In una teca anche una serie di pionieristici flash. Sui piccoli
rettangoli bianchi, accanto ad ogni oggetto, la scritta non va
oltre la sua identificazione e il dato cronologico, ma quanto
basta per stimolare la curiosit.
179

C il fonografo di Thomas Alva Edison del 1905, un
proiettore dei Fratelli Lumire del 1896-97, magnetofoni,
microfoni, telegrafi, grammofoni, radio, cineprese anche
macchine fotografiche in formato mignon usate per
spionaggio e controspionaggio durante la seconda guerra
mondiale

Il volto noto di Fidel, certo, una costante. Fotografie che
ricordano le tappe pi importanti della sua biografia e della
storia patria, ma anche una galleria fotografica in bianco e
nero dedicata ai corrispondenti di guerra cubani: Argelio
Perez Chavez, cameraman e reporter al servizio del
MINFAR (Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie) in
Algeria, Vietnam e Laos, Cecilio Junquera, Antonio Enrique
Lavin, Jos Dolores Barrios, Antonio Garcia Moran,
Eduardo Bosch Jonns, Marco Antonio Martinez Marrero.

Isolata dalle altre, la piccola sala dedicata alla radio: per
entrare si passa dal giardino. Una bella foto dellattrice
Violeta Casal ricorda il debutto di Radio Rebelde, storica
emittente cubana, strumento di diffusione delle idee
rivoluzionarie.

Fondata da Ernesto "Che" Guevara
contemporaneamente al ciclostile El Cubano Libre, and
in onda dalla Sierra Maestra, dove era stanziata la
Comandancia de la Plata -quartier generale dellesercito
dei ribelli- per la prima volta il 24 febbraio 1958.


180
Lass, arrampicandosi sul sentiero che guarda il Pico
Turquino, vetta pi alta di Cuba con i suoi 1.975 metri,
ancora possibile visitare le casette di legno che
custodiscono i cimeli di allora: una cinepresa, due
macchine da scrivere, fucili il camice e gli strumenti
medici usati dal "Che" per curare campesinos e
guerriglieri, le foto in bianco e nero in cui ritratto con
cuffie e microfono. Nonch la semplice palafitta in cui
viveva Castro e quella in cui firm la Riforma Agraria.

"Aqu, Radio Rebelde...", fu proprio la voce di Violeta
Casal e Jorge Enrique Mendoza ad annunciare al popolo
la promulgazione della Legge della Riforma Agraria.



Che Guevara trasmette da Radio Rebelde



181
Appendice III

3 Maggio 1958: Riunione en Los Altos de Mompi

Ecco il riassunto della riunione del Movimiento 26 de Julio
svoltasi en los Altos de Mompi il 3 Maggio 1958 tratta da
"Sulla Sierra con Fidel" di Giorgio Amico

Il 3 maggio 1958 si tenne sulla Sierra , in un luogo chiamato
Los Altos de Mompi, una riunione straordinaria della
Direzione nazionale del Movimento 26 Luglio, per
analizzare il perch del fallimento dello sciopero e definire
una volta per tutte i rapporti tra montagna e pianura. Alla
riunione, che si rivel di "un'importanza eccezionale"
per la prosecuzione della strategia rivoluzionaria, fu
invitato anche il Che, il quale, pur non facendo parte della
direzione politica del Movimento, era ormai unanimemente
considerato il capo militare pi rappresentativo dopo
Castro.

La discussione fu aspra a causa dell'atteggiamento
rigidamente settario di David Salvador e dei rappresentanti
del FON che difendevano a spada tratta il loro netto rifiuto
di qualunque collaborazione con le organizzazioni del
partito comunista. Alla fine si impose l'autorit morale di
Fidel, il suo indiscutibile prestigio e la consapevolezza nella
maggioranza dei presenti che si erano compiuti gravi errori
di valutazione nell'analisi della situazione da parte dei
dirigenti della pianura.
Lo sciopero era servito a mostrare nei fatti l'inaffidabilit
dell'ala liberale e moderata del Movimento.
182

Dopo un giorno e una notte di acceso dibattito, la Direzione
deliber un documento in cui si definivano le posizioni di
Salvador "impregnate di soggettivismo e di putschismo", si
criticava severamente l'avventurismo e il settarismo dei
dirigenti della pianura e si riorganizzava radicalmente lo
Stato Maggiore del Movimento. Fidel Castro fu nominato
segretario generale del movimento e comandante in capo di
tutte le forze, comprese le unit della milizia urbana che fino
a quel momento erano state sotto il comando dei dirigenti
delle citt. Faustino Prez e David Salvador vennero rimossi
dai loro incarichi. Come ha scritto il Che nei suoi ricordi:
" Ci dividevano differenze di visione strategica. La Sierra
era ormai sicura di poter portare avanti la lotta di
guerriglia: e cio di estenderla ad altre zone e accerchiare
cos dalle campagne le citt della tirannia, per arrivare poi
a far esplodere tutto l'apparato del regime mediante una
tattica di strangolamento e di logoramento. Il Llano aveva
una posizione apparentemente pi rivoluzionaria, e cio
quella della lotta armata in tutte le citt che avrebbe dovuto
convergere in uno sciopero generale che avrebbe fatto
cadere Batista e avrebbe reso possibile la presa del potere
in un tempo abbastanza ravvicinato. Questa posizione era
solo apparentemente pi rivoluzionaria perch a quell'epoca
l'evoluzione politica dei compagni della pianura era molto
incompleta... la loro origine politica, che non era stata gran
che influenzata dal processo di maturazione rivoluzionaria,
li faceva inclinare piuttosto a una azione "civile" e a una
certa opposizione contro il caudillo che si temeva in Fidel e
alla frazione "militarista" che rappresentavamo noi della
Sierra".
183

Per ovviare ai metodi settari seguiti dai dirigenti del FON e
ricucire lo strappo con il Partito Socialista Popolare, la
Direzione nazionale del 26 Luglio redasse anche una
circolare sul lavoro nelle fabbriche:
"Continuiamo a considerare - si legge nel documento - lo
sciopero generale come strategia finale corretta, ma
intendiamo incrementare l'azione armata che ci consentir
di innalzare il morale rivoluzionario. Gi la provincia di
Oriente in nostro potere. Il FON stato creato come un
organismo che unificasse tutti i settori. In realt siamo stati
troppo rigidi quando si trattato di farvi entrare altri
gruppi, il che ha creato certe riserve in altre forze sindacali.
Ribadiamo quanto ha detto Fidel il 26 marzo: tutti gli operai
hanno diritto di far parte dei comitati di sciopero. La
direzione nazionale disposta a parlare a Cuba con
qualsiasi organizzazione dell'opposizione per coordinare
piani specifici e compiere azioni concrete che tendano ad
abbattere la tirannia".












184
Appendice IV

11 - 21 Luglio 1958:
La Battaglia di El Jigu


Tra l'11 e il 21 di Luglio del 1958 si svolse la battaglia di
El Jigu , nel massiccio montagnoso della Sierra Maestra
de la Sierra Maestra, diretta dal leader della rivoluzione
Cubana: Fidel Castro.

La guerriglia ribelle riesce ad avvicinare
il battaglione n 18 della guardia di Fulgencio Batista,
in questa zona e a decimarne i rinforzi.
Inizia cos il rovesciamento delle operazioni dopo la dura
repressione destate attuata dallesercito e i ribelli passano
alla controffensiva.

All'albeggiare del 12 luglio, una pattuglia ribelle attacca le
truppe di Batista, ferendo un soldato che pi tardi sar
trasferito dai compagni verso la costa.

Transitando per il bordo del fiume La Plata, sono
intercettati dalle forze del capitano Guillermo Garca
che li obbliga a retrocedere lasciando armi e morti.

Davanti alla necessit di alimenti, armi e assistenza medica,
il capo del battaglione n18 ordina di uscire nuovamente,
per ancora un imboscata di Guillermo Garca li annienta
totalmente.
Sono 10 giorni di intensi e terribili combattimenti.
185
Il giorno 21, il battaglione n 18 dell'esercito si arrende
davanti ai ribelli capeggiati da Fidel Castro e cos finisce la
terribile battaglia per entrambe le truppe.
La vittoria porta ai ribelli 249 armi dell'esercito, il bilancio
della battaglia di 41 morti, 241 prigionieri
e decine di feriti, che dopo essere stati curati
e alimentati sono consegnati dallesercito ribelle
alla Croce rossa Internazionale.




Questa battaglia fu la dimostrazione del valore, l'audacia e
l'onore delle truppe ribelli e dell'intelligenza nella
conduzione strategica di Fidel Castro, che cambi il
bilanciamento della guerra a favore dei ribelli della Sierra
Maestra.
186
Appendice V

Municipio di Colombia:
un piccolo distretto con tanta storia

Il Municipio di Colombia ha un estensione di 563 Km2. fu
fondato il 28 Febbraio 1916, fatto che coincide con la prima
lavorazione della centrale dello Zucchero.
La sua popolazione, secondo il censimento del 1999 di
33.087 abitanti dov' presente tutto il mosaico delle razze
Cubane.

E' situato nella parte Sud ella provincia di Las Tunas, della
quale uno dei municipi pi piccoli.
Confina ad Ovest con il municipio di Guimaro
della provincia di Camagey e il municipio Amancio
Rodrguez.
Ad ovest con il municipio Jobabo e a sud sur con il Mar dei
Caraibi, nel Golfo de Guacanayabo.

Il territorio di questo municipio fu scenario di lotte
indipendentiste del popolo Cubano contro il colonialismo
Spagnolo nella seconda met del 1800: qui si radic, nella
zona de Berrocal (chiamata precedentemente Derrocal), il
governo della Repubblica in armi, con il suo primo
presidente Carlos Manuel de Cspedes, nel Maggio 1869.

In una zona boscosa vicino al centro urbano, conosciuto
come Borbolln, si accamp Mximo Gmez nel 1873,
quando si scontrava incessantemente con l'esercito
colonialista Spagnolo nel territorio di Camagey.
187

Il combattimento di Santa Ana de Yeo nel 1873, nella parte
sud del municipio, diretto dal "Leone di Santa Rita",
Vicente Garca, costitu un altro fatto significativo nella
storia di questo luogo.

L' 11 Novembre 1895, questo territorio fu attraversato nella
zona di Guamabo, l'invasione a Occidente, diretta dal
Generale Antonio Maceo, che si accamp in questo luogo.

Durante la Repubblica Neocoloniale questo municipio fu
testimone delle lotte che videro protagonisti gli operai contro
l'esplosione capitalista e gli abusi dell'amministrazione della
compagnia Zuccheriera di propriet nordamericana.

I lavoratori dello zucchero, che gi avevano un suo sindacato
organizzato, furono i pi risoluti difensori dei diritti degli
operai, vincolando le loro azioni alla lotta rivoluzionaria che
continu anche dopo il colpo di stato del 10 Marzo 1952,
che port al potere il dittatore Fulgencio Batista, fatto che
fu ripudiato dagli operai del territorio.

Durante la guerra rivoluzionaria iniziata con lo sbarco del
"GRANMA" nel 1956 , molte persone di questo villaggio si
incorporarono nelle cellule del Movimiento 26 de Julio,
realizzando azioni di sabotaggio, contro la guardia Rurale.
In questa dura lotta fu catturato e successivamente
assassinato Cndido Gonzlez Horta, 25 anni di et, in un
azione che lo avrebbe portato ad essere considerato un
martire della localit.

188
Azioni come assalti a pattuglie dell'esercito della tirannia,
incendio e distruzione della linea ferroviaria e appoggio alle
colonne ribelli inviate dalla Sierra Maestre per operare nella
zona sud di Camagey, furono eseguite sotto la direzione
del capo ribelle Jos Garca Verdecia (Pepe), mantenendo
in scacco i soldati della tirannia radicati nella caserma di
questo luogo.

Il 9 Settembre 1958, ebbe luogo un importante fatto della
guerra rivoluzionaria in questo municipio: Il combattimento
di La Federal.

Questo fatto avvenne quando si scontrarono la punta
dell'avanguardia della colonna invasora n 8
"Ciro Redondo", condotta dal comandante della
Sierra Maestra, Ernesto Che Guevara, con una imboscata
che era ripetuta ogni notte ai soldati del luogo.
Nel Combattimento si distaccarono per valore e coraggio:
Eliseo Reyes, Enrique Acebedo y el Capitn ngel Fras.

Caddero eroicamente negli scontri il Capitano ribelle
Marcos Borrero e il combattente Dalcio Gutirrez.









189
Appendice VI

21 30 Dicembre 1958:
La Battaglia di Yaguajay


Camilo nella battaglia di Yaguajay:
undici giorni di Battaglia.

Le forze ribelli sotto il comando del Comandante Flix
Torres y del Capitn William Glvez, dopo aver occupato
Mayajigua il 20 Dicembre 1958, compiendo un ordine del
Comandante Camilo Cienfuegos avanzarono verso
Yaguajay e il giorno seguente, iniziarono l'assedio alla
caserma e alla localit con circa 130 uomini , aspettando
l'arrivo di Camilo che nel frattempo stava dirigendo
il 2 combattimento per l'occupazione di Zulueta.

La battaglia di Yaguajay, diretta da Camilo, inizi il 21
e si prolung fino alla 6 del pomeriggio del 31 Dicembre.
Fu un avvenimento che, per la sua importanza storica,
contribu a rendere immortale la figura di Camilo, che
diventer dopo la battaglia, "L'Eroe di Yaguajay",
come lo conosce il popolo Cubano.

La tattica di Camilo

Il capo invasore, arriv allo scenario di battaglia con un
centinaio di uomini, nelle ore notturne del giorno 22
Dicembre, dopo aver sconfitto le forze della caserma di
Zulueta.
190
Assunse il comando delle forze ribelli e decise di assaltare lo
Squadrone n37, posizionato a poco pi di un km a Nordest
di Yaguajay e, allo stesso tempo, stringere l'assedio e
intensificare il fuoco sul settore urbano e attaccarlo sino alla
sua completa resa.

Dopo aver concentrato le forze sulla caserma dove si trovava
il grosso delle truppe nemiche, forti di pi di 350 uomini
sotto il comando del Capitano Alfredo Abn Lee,
appoggiate anche dalla marina militare e dall'aviazione.
Quest'ufficiale decise di resistere ostinatamente all'attacco
delle forze ribelli.

Durante questi 11 giorni di combattimento furono
concordate 2 tregue, la prima il giorno 24 Dicembre, su
richiesta del comando ribelle, che fu eseguita dopo che il
nemico fu espulso dai suoi 3 punti difensivi del settore
urbano, dove il combattimento provoc 3 morti, e 15
prigionieri, di cui 6 feriti.
Yaguajay rimase cos in mano ai ribelli.

Quel giorno, nei momenti in cui la Croce Rossa e il prete
Amos si facevano portavoce della tregua verso il comando
nemico, si produsse una confusione che caus la morte del
soldato ribelle Joaqun Panecas Consuegra (Panequita) e
il ferimento del Capitano William Glvez e dei soldati
Ramn Morcell y Vctor Sotomayor.




191
Il nemico approfitt della tregua per togliere i suoi morti ed i
feriti e successivamente rifiut di arrendersi, aspettando
ordini dal comando superiore.
La battaglia continu, si intensificarono le azioni e
increment il numero dei feriti nelle fila dei soldati
dell'esercito, il che obblig il Capitano Abn Lee, a chiedere
una seconda tregua il 26 Dicembre, che fu accettata da
Camilo per principi umanitari, ma che non sanc ancora la
fine del combattimento.
Camilo Cienfuegos, ormai innervosito dal comportamento
del capitano nemico, decise di sottometterlo in una guerra
psicologica e di intensificare le azioni di attacco.
Con questo obiettivo, ordin di costruire il Dragn I, il suo
primo blindato, armato di lanciafiamme per appiccare il
fuoco alla caserma nemica e quindi obbligarli alla resa.
Il blindato attacc all'alba dei giorni 26, 27 e 28 Dicembre,
per per le imperfezioni del lanciafiamme, non riusc a
svolgere bene il suo compito e al secondo attacco fu colpito
da un razzo anticarro che mise in pericolo la vita delle
persone dentro il blindato, nonostante fosse riuscito a creare
confusione agli assediati.
Insieme al Dragn ordin di lanciare un treno da trasporto
della canna con potenti cariche di dinamite per farlo
esplodere alla punta del ramo ferroviario che entrava fino al
patio interno del comando militare e anche se non riusc a
compiere la missione per il deragliamento di alcuni vagoni
che ostruirono la ferrovia, il secondo attacco distrusse parte
della scuderia dei cavalli e incendi alcuni magazzini.

Oltre a queste azioni non convenzionali, che provocarono
sconcerto e confusione nelle truppe assediate, Camilo li
192
mantenne sotto pressione psicologica con costanti messaggi
dagli altoparlanti che intimavano la resa, facendo parlare
anche vari familiari dei militari assediati.
Tutto questo pes sul morale del nemico fino a che si arriv
ad un punto in cui la maggioranza della caserma volle
arrendersi senza continuare la resistenza.

Le tre visite del CHE.

Il Comandante Ernesto Che Guevara nel suo ruolo di Capo
Supremo delle forze del Fronte di Las Villas, visit
Camilo nel teatro delle operazioni in Yaguajay,nei giorni
23, 25 e 30 Dicembre per dare istruzioni e coordinare azioni
ed idee nelle battaglie di Yaguajay e Santa Clara, dato che
queste si svilupparono contemporaneamente dal giorno 29
fino al 31 Dicembre.
In ognuna delle sue visite, fu presente il principio della
cooperazione tra le forze vicine; per il maggior desiderio di
Camilo, che era quello di partecipare alla battaglia di Santa
Clara, non potette realizzarsi per il prolungamento della
battaglia di Yaguajay.

Il nemico capitola

Il giorno 31, dopo mezzogiorno, Abon Lee si vide forzato a
chiedere una nuova tregua, richiesta che fu respinta da
Camilo.
Ormai erano finite tutte le possibilit di resistenza, il
panorama era drammatico, morti sepolti in terra davanti alla
mensa, decine di feriti, di cui molti in gravi condizioni,
curati solo con l'aceto come unico medicamento.
193
Potendo ormai fare un solo pasto al giorno, la fame rendeva
ancora pi precaria la situazione e aumentava l'agonia e la
disperazione dei soldati.
Tutto si fece ancora pi insopportabile per l'atmosfera
pestilenziale e irrespirabile, a causa degli oltre 50 animali
morti, tra vacche e i cavalli dello squadrone.
Tutto ci rese impossibile prolungare oltre la resistenza, e il
Capitano Abon Lee, si vide costretto ad issare la bandiera
bianca e a dichiarare la resa incondizionata al termine del
pomeriggio di quel giorno.
Dopo questa azione, Camilo mand il seguente messaggio al
CHE:

'' Che, Si arresa Yaguajay, sto contando le armi... ti vedo
domani.''

Con questa importante vittoria dell'esercito ribelle, si
concluse la campagna del Comandante Camilo Cienfuegos
nel Fronte Nord di Las Villas.












194

Citazioni

I fatti principali sono stati tradotti dal libro in Spagnolo
Pasajes de la guerra revolucionaria Scritto da Ernesto CHE
Guevara Editora Politica Cuba


Sono presenti inoltre articoli ripresi da:
Sulla Sierra con Fidel di Giorgio Amico, ripreso dal seguente sito:
http://isole.ecn.org/

Linsurrezione di Cienfuegos e La notte delle cento bombe
tratti dal sito di amicizia Italia-Cuba
http://www.italia-cuba.it

La Battaglia di Yaguajay tradotto dal sito in Spagnolo
http://www.hero.cult.cu/monumento/batalladeyag.php

Radio Rebelde: quasi 50 anni tradotto dal sito in Spagnolo
http://www.cultframe.com/26/647/6055/articolo_informazioni.asp

La Battaglia di El Jigu tradotto dal sito in Spagnolo
http://www.lademajagua.co.cu/infgran2920.htm

Il massacro di Oro de Guisa tradotto dal sito in Spagnolo
http://www.cnctv.cubasi.cu

Quando non indicato nella didascalia, le foto sono riprese da
Pasajes de la guerra revolucionaria







195
Ringraziamenti

Un grazie a tutto il forum di Barriodecuba, in particolare
ad Amato, Carlo e Bruno, per la fiducia ricevuta.

Un ringraziamento dobbligo a Pierluigi e alla sua meravigliosa
famiglia.

Un grazie anche ad Alberto, Mirko e alle loro rispettive consorti,
dato che le nostre storie sono tutte legate a doppio filo e con molti
punti in comune.

Un grazie a Marco, un amico che non vedo quasi mai.

Un grazie ad Amador, uno che la Rivoluzione Cubana
lha vissuta dal vivo e che mi ha omaggiato della sua copia
di quel libro che mi ha permesso di realizzare questo testo.

Un grazie ai Cubani, popolo meraviglioso nei suoi pregi e nei
suoi difetti.

Un grazie a tutti quelli che ho dimenticato di citare, ma che come
me credono ancora ( che matti) che al mondo esistono gli
amici, i valori della famiglia e, soprattutto, la possibilit di un
mondo migliore







196
Indice

Introduzione Pag. 3
25 Novembre 1956:Un imbarcazione nella notte Pag. 5
5 Dicembre 1956:La battaglia di Alegra de Po Pag. 9
dal 6 al 21 Dicembre 1956 Pag. 11
Dal 23 Dicembre 1956 al 15 Gennaio 1958 Pag. 16
16/17 Gennaio 1957: Il combattimento de La Plata Pag. 18
18 - 21 Gennaio 1957 Pag. 24
22 Gennaio 1957:La battaglia de l'Arroyo del Infierno Pag. 25
23 - 28 Gennaio 1957 Pag. 28
30 Gennaio 1957: Attacco aereo sui ribelli Pag. 29
2 - 18 Febbraio 1957 Pag. 33
18 Febbraio 1957: Fine di un traditore Pag. 36
26 Febbraio 1957 - 20 Aprile 1957 Pag. 39
20 Aprile - Primi di Maggio 1957 Pag. 41
9 Maggio - 28 Maggio 1957 Pag. 43
28 Maggio 1957: La battaglia di El Uvero Pag. 44
Giugno - Luglio 1957 Pag. 52
26 Luglio - 1 Agosto 1957:
Importanti vittorie e una grave perdita Pag. 55
Dal 1 al 20 Agosto 1957 Pag. 64
29 Agosto 1957: Il combattimento di El Hombrito Pag. 67
5 Settembre 1957:
Cienfuegos insorge contro il governo di Batista Pag. 73
17 Settembre 1957: Il combattimento di Pino del Agua Pag. 76
Dal 22 Settembre al 30 Settembre 1957 Pag. 84
Fine Settembre - inizio Ottobre 1957:
Un fatto sgradevole Pag. 85
Ottobre - Novembre 1957 Pag. 89
29 Novembre 1957:Il combattimento di Mar Verde Pag. 96
Dicembre 1957 Pag. 103
Fine anno 1957: Un anno di guerra Pag. 105
Gennaio 1958 Pag. 108
Febbraio 1958 Pag. 110
16/17 Febbraio 1958: Pino del Agua II Pag. 111

197


Febbraio - Marzo 1958 Pag. 128
Aprile - Maggio - Giugno 1958 Pag. 132
Luglio - Agosto 1958 Pag. 141
Verso l'offensiva finale Pag. 144
9 Settembre: il combattimento di La Federal Pag. 147
14 Settembre:il combattimento di Cuatro Compaeros Pag. 149
Settembre - Ottobre 1958 Pag. 151
3 Novembre: Le Elezioni di Batista Pag. 154
20 - 30 Novembre 1958: la battaglia di Guisa Pag. 155
Dicembre 1958: lisola spezzata in due Pag. 157
16 - 18 Dicembre: La Battaglia di Fomento Pag. 160
Una battaglia dopo laltra Pag. 161
Lo Scontro finale: La battaglia di Santa Clara Pag. 163

Appendice I
10/11 Ottobre 1957: Il massacro di Oro de Guisa Pag. 173

Appendice II
Radio Rebelde: quasi 50 anni Pag. 177

Appendice III
3 Maggio 1958: Riunione en Los Altos de Mompi Pag. 181

Appendice IV
11 - 21 Luglio 1958: La Battaglia di El Jigu Pag. 184

Appendice V
Municipio di Colombia:
un piccolo distretto con tanta storia Pag. 185

Appendice VI
21 30 Dicembre 1958: La Battaglia di Yaguajay Pag. 189

Citazioni Pag. 194
Ringraziamenti Pag. 195
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