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Nanofibre Un’area con grandi prospettive di sviluppo nei materiali tecnologici innovativi Siena, agosto 2014 Area

Nanofibre

Un’area con grandi prospettive di sviluppo nei materiali tecnologici innovativi

Siena, agosto 2014

Area Research & Investor relations

Bullett Points

Quella delle nanofibre è un’area tecnologica d’avanguardia per le

possibilità applicative che offre.

Alcuni esempi significativi riguardano il dosaggio farmacologico, la tecnologia dei tessuti, i filtri, la coltura delle cellule in vitro, i materiali fotovoltaici, i display ad elettroluminescenza organica (OLED), gli elementi per la generazione di energia (fuel cells) e gli apparati biomedicali.

Partendo da numeri che nel 2006 erano evidentemente ancora molto

piccoli su scala globale (43,2 milioni di USD), il mercato mondiale delle

nanofibre sta oggi crescendo a tassi

straordinariamente elevati: in base alle stime fornite da BCC Research potrebbe superare la soglia dei 2 miliardi di USD nel 2022 con un tasso di crescita medio stimato del 30%

annuo durante l’intero periodo.

medio stimato del 30% annuo durante l’intero periodo. Il cono di Taylor: foto realizzata da Andrea

Il cono di Taylor: foto realizzata da Andrea Dardi

Indice

Presentazione

p.4

Le nanofibre

Cosa sono

p.6

Come vengono prodotte

p.7

Problematiche

p.9

La crescita del mercato mondiale

p.10

I prezzi

p.12

L’Italia: nanotecnologie e nanofibre

p.14

Presentazione

Lo scopo di questo lavoro è quello di mettere a fuoco il settore delle nanofibre in maniera

tale da poterne individuare il potenziale di mercato con i relativi aspetti commerciali e di businness. Dal punto di vista tecnologico le nanofibre sono estremamente innovative perché permettono di sostituire metodi più tradizionali per ottenere risultati migliori nei vari ambiti di applicazione, che esamineremo più dettagliatamente in seguito. Tra i vari motivi di interesse mettiamo in evidenza il forte tasso di crescita del mercato e l’elevato prezzo per unità di peso che permette ai produttori di nanofibre, che sono ancora un numero esiguo, di ottenere una marginalità elevata. Questo vantaggio sarà inevitabilmente destinato a ridursi nel corso del tempo con la crescita dei volumi produttivi e l’aumentare della concorrenza, analogamente a quanto è sempre

accaduto nei settori di natura tecnologica.

Esistono in Italia unità produttive che fabbricano macchine ideate per produrre nanofibre, e in quest’area di mercato che allo stato attuale si può definire ancora come una “nicchia”

possono configurarsi come potenziali leader, data la scarsità di concorrenti nel mondo.

Foto realizzata da Andrea Dardi Le nanofibre  Cosa sono  Quali sono gli ambiti

Foto realizzata da Andrea Dardi

Le nanofibre

Cosa sono

Quali sono gli ambiti applicativi

Come vengono prodotte

Le problematiche

Le previsioni di crescita

I prezzi

Nanotecnologie e Nanofibre in Italia

Area Research e Investor Relations
Area Research
e Investor Relations

Cosa sono

Le nanofibre sono fibre che hanno un diametro di 100

miliardesimi di metro (nanometri) o meno, nel settore tessile

la loro dimensione può essere maggiore.

Le applicazioni potenziali delle nanofibre sono molteplici.

In medicina: componenti per organi artificiali, ingegneria dei

tessuti, materiali per implantologia, somministrazione di farmaci, fasciature per ferite, materiali tessili medicali.

Nei materiali protettivi: materiali per assorbimento acustico,

tute protettive, sensori per la rilevazione di agenti chimici.

Nelle fibre tessili: equipaggiamenti sportivi, scarpe sportive

e per alpinismo, impermeabili, capi tecnici di vario tipo e pannolini.

Nella filtrazione: filtri ad alta efficienza per aria, olio,

bevande, farmacia, per carburanti auto e per il settore farmaceutico.

Nell’energia: celle solari fotovoltaiche, accumulatori agli ioni

di litio, celle combustibile a membrana.

Nell’elettronica: micro componenti e display avanzati OLED e

NLED-PLED (Polymer light emetting diode).

avanzati OLED e NLED-PLED (Polymer light emetting diode). Display OLED flessibile: foto di Andrea Dardi AGOSTO

Display OLED flessibile: foto di Andrea Dardi

Come vengono prodotte

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Le nanofibre si dividono in due categorie:

inorganiche ed organiche. Le nanofibre inorganiche (talvolta chiamate nanofibre ceramiche) possono essere preparate con vari tipi di sostanze inorganiche per mezzo della tecnica di elettrofilatura (o elettrospinning). I materiali ceramici più frequentemente menzionati con morfologia di nanofibra sono biossido di titanio (TiO 2 ), biossido di silicio (SiO 2 ), biossido di zirconio (ZrO 2 ), ossido di alluminio (Al 2 O 3 ), Titanato di litio (Li 4 Ti 5 O 12 ), nitruro di titanio (TiN) o platino (Pt). La sintesi di solito consiste di due fasi principali. Nella prima fase, le nanofibre del polimero sono create tramite la convenzionale tecnica di elettrofilatura. Così come preparate, le nanofibre polimeriche costituite di sali inorganici o composti organometallici vengono successivamente trasformate in ceramiche per mezzo del trattamento termico.

trasformate in ceramiche per mezzo del trattamento termico. Una fase dell’ electrospinning: foto di Andrea Dardi

Una fase dell’electrospinning: foto di Andrea Dardi

Come vengono prodotte

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L'elettrofilatura di materiali organici viene solitamente eseguita a partire da soluzioni liquide

ottenute sciogliendo la sostanza organica di interesse (es: nylon in acido formico, collagene bovino in acqua, etc.) in concentrazioni molto elevate così che il getto liquido uscente dalla punte di un ago metallico si solidifica per la rapida evaporazione del solvente. Nella formazione di nanofibre a partire da soluzione si realizza un elevatissimo rapporto superficie/volume che in poche decine di millisecondi

permette la completa evaporazione del solvente. Dal punto di vista tecnologico, I componenti fondamentali di un impianto di elettrospinning, anche artigianale, sono un generatore di alta tensione in corrente continua regolabile tra 0 ed almeno 30 kV (ma si può arrivare a 100 kV in applicazioni particolari) ed un ago metallico da cui far uscire la soluzione, attraverso una pompa. Dalla punta dell'ago, grazie al campo elettrostatico generato dall'alta tensione, si forma un cono, detto cono di Taylor dal nome del suo scopritore, che riduce il diametro del getto fino all'ordine delle decine di nanometri. Le nanofibre che si formano vengono attratte da un collettore posto di fronte alla punta dell'ago, che altro non è che un elemento metallico collegato a terra (0 V). Le

nanofibre possono anche essere prodotte a partire da materiali fusi che vengono sottoposti al

medesimo campo elettrico descritto sopra. Dato che i materiali fusi hanno elevate viscosità richiedono alte pressioni ed alte temperature per poter essere espulse da piccoli fori come quelli degli aghi si deve sostituire la pompa con un estrusore per materiali plastici.

Problematiche

Come ogni composto ottenuto mediante sintesi chimica in via industriale, anche le nanofibre in fase

produttiva devono essere gestite da operatori tecnici competenti .

Esiste vasta documentazione reperibile che mette a fuoco le problematiche relative alla sicurezza di alcune

tipologie di nanofibre, un sito completo al riguardo è

A titolo di esempio dei principali elementi di rischio delle nanofibre di carbonio riguardano:

Il diametro molto piccolo delle fibre che potenzialmente le rende volatili e di facile penetrazione negli alveoli

polmonari con possibili interazioni con le cellule che sono altamente permeabili. L’elevata superficie esterna le rende facilmente trasportabili e non sono da escludere a priori effetti del tipo

“cavallo di troia”.

La morfologia delle fibre inoltre rende possibili agglomerazioni con conseguente difficoltà a liberare le vie

polmonari in caso di inspirazione, tanto da ravvisare una similitudine con l’asbesto.

Va detto comunque ch questi potenziali rischi non sono generali ma riguardano solo alcune particolarissime

tipologie di nanofibre, come appunto quelle di carbonio e quelle contenenti alcuni elementi metallici, in particolare il nickel che notoriamente è tossico.

Essendo consapevoli di questi rischi relative alle nanofibre di carbonio e di quelle contenenti nichel, alcuni

istituti di ricerca ed università, come la Brown University negli USA, hanno sviluppato tecnologie per la produzione di nanofibre green”, che permettono di prevenire potenziali effetti tossici.

La crescita del mercato mondiale

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VENDITE DI NANOFIBRE NEL TEMPO ( MIILIONI USD)

1/2 VENDITE DI NANOFIBRE NEL TEMPO ( MIILIONI USD) . Elaborazione di Area Research BMPS su

.

Elaborazione di Area Research BMPS su dati forniti da BCC Research

La crescita del mercato mondiale

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Sul mercato delle nanofibre le informazioni numeriche sulle vendite prospettiche possono essere

reperite da due fonti: BCC Research e Nafigate.

Il grafico nella pagina precedente mostra la crescita delle vendite dal 2009 al 2022: la linea descrittiva

ha un andamento quasi esponenziale a testimonianza dei forti incrementi osservati e attesi.

I dati sono stati effettivamente rilevati sino al 2013 e stimati per gli anni successivi.

L’obiettivo di 2,2 miliardi dollari di vendite era inizialmente previsto per il 2020 è stato posticipato al

2022.

Con una tasso di crescita medio annuo (CAGR) intorno al 30% per l’intero periodo considerato, il

mercato mondiale delle nanofibre mostra una dinamicità superiore ad ogni altro segmento tecnologico e

biotecnologico.

A titolo di esempio, il confronto con il tasso di crescita previsto per il segmento dei farmaci destinati al

trattamento delle malattie rare (altra area in forte crescita) che dovrebbe essere di circa il 10% nello stesso periodo temporale mostra una forza relativa assai meggiore per le nanofibre.

Sebbene i primi brevetti per la produzione di nanofibre in campo tessile mediante elettrospinning

siano stati depositati intorno agli anni quaranta dello scorso secolo, la produzione su scala industriale è sostanzialmente partita intorno al 1995-96. Nel 2006 le vendite ammontavano a soli 43,2 milioni di dollari a livello mondiale: da livelli inizialmente bassi il mercato in soli dodici anni potrebbe crescere di circa 20 volte.

I prezzi

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PREZZI DONALDSON MANUFACTURE (Euro) Cartucce filtranti per aria secca 325 x 600 mm.

(Euro) Cartucce filtranti per aria secca 325 x 600 mm. Elaborazione Area Research BMPS su dati

Elaborazione Area Research BMPS su dati del produttore forniti da Linari Engineering

I prezzi

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Il grafico delle pagina precedente mostra l’effetto economico dell’utilizzazione delle nanofibre in una

linea di prodotti molto diffusa, quella delle cartucce filtranti per aria secca.

Il listino del produttore Donaldson Manufacture mostra che il mark-up dei prodotti che utilizzano

nanofibre è estremamente elevato rispetto a quelli tradizionali: il confronto tra i prezzi dei filtri in

cellulosa e nanofibre e quelli fabbricati in cellulosa pura indica un mark-up aggiuntivo del 207% e addirittura del 236% nel caso dei filiri cellulosa e nanofibre antistatiche.

In sostanza, l’impiego di nanofibre permette di realizzare prodotti innovativi e nel contempo di

migliorare sostanzialmente la performance di quelli realizzati in maniera tradizionale, ma questo

comporta in molti casi un costo rilevante, dovuto principalmente al tempo necessario per ottenere quantitativi significativi di nanofibre con la tecnologia dell’elettrospinning.

Data la molteplicità di nanomateriali esistenti, il mark-up può sostanzialmente cambiare a seconda

della tipologia di prodotto ma in generale il prodotto contenente nanofibre costa di più rispetto a quello

tradizionale.

Dal punto di vista del consumatore potrebbero quindi esserci delle resistenze visto il più elevato

costo, ma l’ipotizzata espansione del mercato negli anni a venire potrebbe determinare un aumento della quantità di nanofibra prodotta su scala globale con una conseguente riduzione dei prezzi, come sempre

accade in ambito tecnologico.

Riteniamo infatti che lo scenario più verosimile per le nanofibre sia quello di un aumento molto

rilevante delle quantità prodotte con una diminuzione dei prezzi in futuro.

L’Italia: nanotecnologie e nanofibre

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Il settore delle nanofibre appartiene a un’area di business assai più grande, quella delle nanoteconologie. Le nanotecnologie possono essere definite come tutte quelle applicazioni scientifiche e industriali che

riguardano la progettazione e la realizzazione dispostivi su scala inferiore al micrometro.

I campi di applicazione attengono alla biologia molecolare, chimica, scienza dei materiali, fisica, (sia

applicata che di base), ingegneria meccanica, ingegneria chimica ed elettronica, bioingegneria. In Italia, quest’area sta assumendo una crescente importanza: il censimento periodico sulle nanotecnologie curato dall’ AIRI ( associazione italiana per la ricerca industriale) permette di avere

un’idea più precisa dei numeri coinvolti. Essendo il settore di recentissima formazione, sino ad oggi sono stati effettuati 3 censimenti l’ultimo dei quali risale al 2011, l’AIRI potrebbe annunciare la data del prossimo censimento alla conferenza sulle nanotecnologie che avrà luogo a Venezia il prossimo mese di novembre 2014.

L’ultimo rapporto AIRI delineava un comparto in rapida crescita con 190 strutture coinvolte nelle

nanotecnologie a diversi livelli, delle quali il 55% erano strutture pubbliche (soprattutto nella ricerca) e il

restante 45% private, con un incremento di 4 volte rispetto ai dati riportati nel primo censimento che fu effettuato nel 2004: se però si considerano le unità produttive vere e proprie queste erano circa 90. i dati forniti da AIRI/ nanotecnologiaitalia riportano che a fine 2014 il numero di occupati in Italia nelle nanotecnologie dovrebbe essere pari a 4 mila , ancora molto pochi rispetto agli oltre 500 mila a livello mondiale.

L’Italia: nanotecnologie e nanofibre

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Nelle nanotecnologie l’Italia ha vertici di eccellenza soprattutto nella qualità della ricerca soprattutto

per l’attività svolta dai produttori di semiconduttori e memorie che hanno una presenza fondamentale sul territorio nazionale. Infatti dal 2006 ad oggi nel nostro paese sono stati registrati circa 500 nuovi brevetti nanotech destinati a campi di applicazione innovativi nell’hi-tech come computers e dispositivi multimediali quali telefoni

cellulari e tablets. Queste cifre sono ancora davvero molto basse se confrontate con il resto del mondo e anche con gli altri paesi europei: basta pensare che dal 1972 ad oggi sono stati depositati nel mondo circa 130 mila brevetti (dato European Patent Office) dei quali il 47% di origine statunitense, il 25% giapponese e il 20%

europea.

In Europa i brevetti nanotecnologici depositati durante gli ultimi dieci anni ammontavano a circa 11 mila, dei quali il 40% di origine tedesca (primo paese in Europa) e solo il 4% di origine italiana. Rimangono complessivamente scarsi anche i finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo delle

nanotecnologie in Italia, circa 100 milioni di euro all’anno rispetto ai 2,3 miliardi di dollari negli USA, primo

paese nel mondo. Lo stesso rapporto AIRI metteva in evidenza un mercato per i prodotti contenenti nanotecnologie ( a tutti i livelli della catena di valore), che valeva 220 milardi di dollari nel mondo , dei quali circa il 2 per cento in italia, tra i 4 e i 5 miliardi di dollari.

Di questi le nanofibre occupano tutt’ora una frazione ancora piccola ma in notevole crescita.

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Andrea Dardi Email: andrea.dardi@banca.mps.it Tel:+39 0577-294352
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