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* Nahuel Oddone Funzionario allUnidad de Comercio Internacional e Industria


della Commisione Economica per lAmerica Latina e i Caraibi (CEPAL), alla sede subre-
gionale in Messico. stato ricercatore del Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI)
di Roma. Le opinioni espresse in questo articolo sono personali e non coinvolgono listi-
tuzione di appartenenza.
** Horacio Rodrguez Vzquez Coordinatore Globale del Programma di Agricul-
tura de Conservacin, International Maize and Wheat Improvement Center (CIMMYT),
Messico. Le opinioni espresse in questo articolo sono personali e non coinvolgono listi-
tuzione di appartenenza.
IL POLITICO (Univ. Pavia, Italy)
2013, anno LXXVIII, n. 3, pp. 101-119
FRONTIERE E PARADIPLOMAZIAINAMERICALATINA
di Nahuel Oddone* e Horacio Rodrguez Vzquez**
Introduzione
LAmerica Latina larea geografica, oltre lEuropa, in cui le idee
di regionalismo e integrazione regionale si sono sviluppate e diffuse
ampiamente, sia da uno sguardo storico sia in termini di ampiezza del
fenomeno. Non c paese latinoamericano che non partecipi ad un pro-
cesso dintegrazione regionale.
Lindipendenza dalla Spagna e dal Portogallo e lintegrazione re-
gionale sono nate dallo stesso ventre emancipatore. Lideologia dei pa-
dri fondatori delle indipendenze, come quella di Simn Bolivar o di Jo-
s de San Martin, o i processi politici pi concreti come la Repubblica
Federale dellAmerica Centrale, sono esempi fedeli del sostegno sto-
rico e politico allintegrazione regionale.
Lattuale scenario latinoamericano costituisce un vero spaghetti
bowl e presenta diverse dinamiche e strategie di sostegno. Queste di-
namiche includono la partecipazione di nuovi attori privati come im-
prenditori, universit o societ civile, cos come dei governi subnazio-
nali che partecipano al rafforzamento della complementariet multili-
vello.
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Tra queste azioni che sono cresciute in importanza, in questo lavo-
ro vengono considerate la paradiplomazia e la cooperazione transfron-
taliera.
1. La cooperazione transfrontaliera: elemento centrale dellagenda
latinoamericana
Nonostante la divisione osservata da alcuni accademici tra lAme-
rica Latina del Nord e lAmerica Latina del Sud
1
, senza dubbio pu
identificarsi una crescente domanda di politiche e strumenti per lo svi-
luppo delle aree frontaliere del subcontinente, per con diversi fonda-
menti.
Il cambiamento nella politica estera di Washington e la propria ne-
cessit di centrarsi in unagenda di sicurezza e di alta politica hanno
avuto conseguenze ben diverse nella(e) America(che) Latina(e).
Il relativo abbandono della regione da parte degli Stati Uniti ha
permesso ai paesi sudamericani di avere maggiori margini di autono-
mia. A livello politico interno, ha reso possibile unondata di governi
di sinistra che prevale ancora oggi nella regione. Alivello economico,
i paesi sudamericani sono riusciti a sganciarsi dal Consenso di Wa-
shington, mettendo in pratica nuovi programmi di sviluppo che hanno
permesso il recupero del mercato interno. A livello di politica estera,
una maggiore autonomia ha permesso ai paesi sudamericani di ap-
profondire le nuove opportunit del mercato internazionale, in parti-
1
Dopo gli attentati dell11 settembre 2001 (11-S) nel subcontinente stata tracciata
una divisione netta tra America Latina del Nord (dal Messico a Panama) e America La-
tina del Sud, dato il livello di rischio che ognuna rappresenta per la sicurezza degli Stati
Uniti. In questa divisione, la Colombia costituisce appunto la frontiera tra lAmerica La-
tina del Nord e lAmerica Latina del Sud (Maira 2008). Due menzioni si devono fare per
quanto riguarda la Colombia: come zona di frontiera tra le due America(che) Latina(e) de-
ve infatti essere differenziata la posizione del governo del Presidente lvaro Uribe rispet-
to allattuale governo del Presidente Juan Manuel Santos. Durante il periodo di Uribe si
poteva sostenere che la Colombia formava parte in maggior misura dellAmerica Latina
del Nord, caratterizzata dallallineamento quasi automatico con gli Stati Uniti ed il suo
confronto con il vicino Venezuela, mentre lattuale posizione del Presidente Santos, in mi-
gliori relazioni con il governo venezuelano, pi vicina allo spazio politico di concerta-
zione materializzato nellUnione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR), e fa pensare a una
Colombia che si incammina a far parte dellAmerica del Sud. Per quanto riguarda il Bra-
sile, invece da notare come la differenziazione tra America Latina del Nord e America
del Sud stata fondamento del suo ruolo come regional player, particolarmente dal Verti-
ce dei Presidenti dellAmerica del Sud svoltosi a Brasilia durante lanno 2000.
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2
Gli stati sudamericani si sono concentrati sebbene con contraddizioni e tensioni
interne sulla costruzione di una nuova identit latinoamericana, o per meglio dire suda-
mericana, che permetta la nascita di un regionalismo pi efficace e funzionale rispetto al-
le esperienze pregresse e che favorisca la piena integrazione nelleconomia internaziona-
le. Malgrado la retorica anti-USAoccupi ancora uno spazio del discorso politico sudame-
ricano e non manchino le tensioni, il relativo allontanamento dalla sfera di influenza degli
Stati Uniti e laffermazione del Brasile come paese leader dellarea ha reso meno tese e
pi pragmatiche le relazioni con Washington (J.L. RHI-SAUSI, Messico e Centroamerica:
tra periferia e centro globale, in A. POLITI, Rapporto Nomos & Khaos 2009, Roma, Os-
servatorio Scenari Strategici di Sicurezza e Nomisma, 2009, pp. 275-287).
colare quelle relative alla nuova e crescente domanda asiatica di mate-
rie prime e prodotti alimentari
2
.
Per lAmerica Latina del Nord, specialmente per il Messico, lau-
tonomia politica si ridotta allo stesso tempo che sono diminuite le
possibilit di affrontare i principali problemi economici che sono
emersi con il Trattato di Libero Commercio dellAmerica del Nord (IL-
CAN-NAFTA) e hanno irrigidito le frontiere.
La(e) America(che) Latina(e) presentano diversi fondamenti per le
domande di cooperazione ed integrazione frontaliera. NellAmerica
Latina del Nord prevalgono le ragioni di sicurezza legate alla lotta con-
tro il traffico illegale, il narcotraffico e la tratta di persone; nellAme-
rica del Sud spiccano ragioni legate allo sviluppo territoriale, al com-
mercio estero e allinfrastruttura di connettivit. Le domande di coo-
perazione transfrontaliera nel Sud contano con un appoggio relativo di
strutture tra cui la Comunit Andina delle Nazioni (CAN) o il Mercato
Comune del Sud (MERCOSUR), visto che diretta o indirettamente ven-
gono interpretate come aree strategiche ideali per la sperimentazione
sociale dellintegrazione regionale.
In realt, non si deve incorrere nellerrore di non considerare que-
ste necessit dellAmerica del Sud per lAmerica del Nord. La que-
stione che risulta molto difficile costruire sviluppo economico e be-
nessere comunitario in territori con alti indici di insicurezza. Come
stato dimostrato da una serie di studi, le condizioni di sicurezza uma-
na ed altri fattori culturali sono anche determinanti per lo sviluppo eco-
nomico. Non devono essere escluse dallagenda dellAmerica Latina
del Sud neanche le problematiche di insicurezza o di narcotraffico
per, senza dubbio, queste problematiche non sono arrivate agli indici
che caratterizzano lAmerica del Nord.
Atitolo di esempio, in Centroamerica le frontiere sono lo scenario
corrente per il traffico di armi, per il narcotraffico, per la tratta di per-
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sone e per il terrorismo
3
. La situazione di estrema povert e lalto gra-
do di possesso di armi da parte della popolazione, risultato delle guer-
re civili di ieri, contribuiscono ad una situazione generale di instabi-
lit. Dai tempi degli Accordi di Pace di Esquipulas II si st lavorando
con questa problematica ed il Sistema dellIntegrazione Centroameri-
cana (SICA) ha centrato i suoi sforzi in maniera crescente nella mate-
ria
4
. Le frontiere possono essere interessanti laboratori per lo sviluppo
di programmi di sicurezza cittadina y per lapplicazione di nuove me-
todologie partecipative e costruttive della sicurezza, come stato di-
mostrato da altre esperienze sviluppate in territori latinoamericani.
Unaltra curiosa lettura da fare rispetto alle frontiere, dentro il com-
plesso relazionale dellAmerica del Nord, la riproduzione di pratiche ri-
spetto alla questione migratoria. Il Messico ha la particolarit di ripro-
3
Ventanni dopo la fine delle guerre civili in Centroamerica, questa regione sta di-
ventando uno dei luoghi pi violenti del mondo. Secondo le cifre delle Nazioni Unite, pi
di 15.000 persone muoiono annualmente in Centroamerica a causa della violenza provo-
cata dai cartelli del narcotraffico e del traffico di persone (A. OPPENHEIMER, El desafo de
Obama en Centroamrica, El Nuevo Herald, 20.03.2011).
4
Nella struttura SICA, si distingue la Commissione di Sicurezza del Centro America
(CSC) stabilita nel Trattato Quadro di Sicurezza Democratica in Centroamerica (1995) il cui
obiettivo seguire le proposte in materia di sicurezza regionale, sostentate da un equilibrio
ragionevole di forze, il rafforzamento del potere civile, il superamento della povert estre-
ma, la promozione dello sviluppo sostenibile, la tutela del medio ambiente, leradicazione
della violenza, la corruzione, il terrorismo, il narcotraffico ed il traffico illecito di armi. Inol-
tre, dal 2009 sta lavorando lUnit di Sicurezza Democratica del SICA con lobiettivo di ap-
poggiare la CSC nellosservazione adeguata ed opportuna dei suoi accordi, specialmente
nella Strategia di Sicurezza di Centroamerica e Messico, come in altre decisioni che in ma-
teria di sicurezza le vengono affidate dalla Riunione dei Presidenti e dal Consiglio dei Mi-
nistri delle Relazioni Esterne, e di eseguire o coordinare lesecuzione dei progetti regiona-
li di cooperazione in materia di sicurezza. La SG-SICA e la UE il 5 ottobre 2010 hanno lan-
ciato il Programma Regionale di Sicurezza Frontaliera di America Centrale (SEFRON) il cui
obiettivo contribuire al processo di integrazione regionale attraverso lappoggio allim-
plementazione della Strategia di Sicurezza per Centro America e Messico e la risoluzione
di livelli di insicurezza cittadina. Il progetto si svolger in Costa Rica, El Salvador, Guate-
mala, Honduras, Nicaragua e Panama, e in alcune attivit prevista la partecipazione del
Belize. Lobiettivo specifico del SEFRON si definisce come il rafforzamento della sicurezza
frontaliera (frontiere interne e periferiche) della regione con appoggio istituzionale, tecni-
co, tecnologicamente si promuove una maggiore connettivit ed una gestione integrata e
condivisa dellinformazione nelle zone frontaliere. Questo programma propone lintrodu-
zione del concetto di Gestione Integrata delle Frontiere (GIF), che include tutti gli attori di
primo livello, come la polizia, le autorit preposte a migrazioni e dogane (tra gli altri), per
promuovere la coordinazione e creare sinergie nazionali e regionali. Inoltre si contempla
lintroduzione di conoscenze tecniche, luso di sistemi di informazione, oltrech lo scam-
bio di esperienze e di buone pratiche con istituzioni comunitarie, come EUROPOL e FRONTEX,
e limpulso alla modernizzazione dei valichi di frontiera della regione.
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5
Per Samuel Huntington nel suo libro Lo scontro delle civilt e la nuova costruzione
dellordine mondiale (ed. or. 1996), il Messico si presenta nellelenco dei paesi lacerati; in-
tendendo che dalla sua origine non occidentale (Huntington parafrasa il deceduto Octavio
Paz: il nucleo del Messico indiano. non europeo), durante il suo percorso storico il
Messico ha cercato di avvicinarsi e far parte dellOccidente, particolarmente dopo il decen-
nio degli anni 80 con le riforme iniziate da Carlos Salinas de Gortari; le riforme di Salinas
proponevano di cambiare il Messico, paese latinoamericano, in un paese dellAmerica del
Nord. Nel libro Lo scontro gi si manifestava in modo subdolo uno dei fattori di pau-
ra che sar oggetto di un libro successivo di Huntington: la questione migratoria. Infatti, nel
libro La nuova America. Le sfide della societ multiculturale (ed. or. 2004) lautore esprime
liberamente le paure di fronte ai diversi tipi di immigrazione, individuando anche allinter-
no dellimmigrazione latina negli Stati Uniti una porzione di immigrazione buona ed unal-
tra cattiva. Come stato sostenuto: Durante quasi tutto il Secolo XX, i messicani ci siamo
fatti gravi (e tante volte inutili) introspezioni sulla nostra identit, su chi eravamo in realt.
6
P. GIORDANO, M. MESQUITAMOREIRA, F. QUEVEDO, El Tratamiento de las asimetras
en los acuerdos de integracin regional, Buenos Aires, BID-INTAL, 2004.
durre nella sua frontiera Sud tante delle politiche di cui oggetto nella sua
frontiera Nord. Intantola frontiera fra Messicoe Stati Uniti si trova nord-
americanizzata, la frontiera del Messico con il Guatemala ed il Belize
centro-americanizzata, presentandosi il flusso di migranti come il ca-
nale di collegamento principale tra ambedue le frontiere messicane
5
.
Questo tipo di problematiche descritte precedentemente mette in
rilievo il debito che dovrebbe risolvere le asimmetrie territoriali che ca-
ratterizzano tutti i paesi della regione. Asimmetrie tra gli stati e allin-
terno degli stati, un subcontinente dove coesistono regioni ricche con
regioni povere, regioni globali come quelle descritte da Kenichi Oh-
mae con regioni assolutamente rinchiuse ed invisibili, regioni connes-
se e regioni disconnesse, tutte formano parte del labirinto di specchi
che caratterizzano lAmerica Latina.
Le asimmetrie strutturali hanno origine da fattori quali la dimensio-
ne economica, la posizione geografica, laccesso allinfrastruttura regio-
nale, la qualit istituzionale oppure il livello di sviluppo e condizionano
le capacit delle economie di sfruttare una maggiore integrazione dei
mercanti. Le asimmetrie politiche sorgono da differenze nelle preferen-
ze sociali nazionali in relazione alla fornitura di beni pubblici
6
. Lespe-
rienza degli ultimi venti anni di integrazione regionale in America Lati-
na rende evidente: la mancanza di articolazione dei territori compositi;
la comparsa e la crescita di nuove asimmetrie allinterno dei propri pro-
cessi (sia il TLCAN, il SICA, la CAN oppure il MERCOSUR); e la generazione
di una sorte di centro-periferia dellintegrazione, che si manifesta in as-
si e corridoi principali, cos come assi e corridoi annessi o distanti dai
circuiti economico-produttivi o dai centri del processo decisionale. Inol-
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tre, lintegrazione regionale subisce lanacronismo di una parte dei si-
stemi progettati per la tematica frontaliera, che da meccanismi interna-
zionali con competenze limitate intendono compatibilizzare i sistemi
operativi e i regolamenti di ogni paese per ladempimento di fini speci-
fici quali la agevolazione frontaliera o il commercio vicinale.
2. Linfrastruttura regionale come un elemento di legame per il feno-
meno della cooperazione transfrontaliera
Bench a livello bilaterale e subregionale esistano vari programmi
destinati allintegrazione dellinfrastruttura, si possono considerare
due programmi regionali di particolare rilevanza: lIniziativa per
lIntegrazione delle Infrastrutture Regionali Sudamericane (IIRSA) per
lAmerica del Sud, e il Progetto di Integrazione e Sviluppo della Me-
soamerica (PM) per lAmerica Latina del Nord.
LIIRSA sorge nel Vertice di Brasilia dellanno 2000. Il suo principa-
le obiettivo quello di promuovere lo sviluppo dellinfrastruttura di tra-
sporto, energia, e telecomunicazioni con una visione regionale, procu-
rando lintegrazione fisica dei dodici paesi sudamericani ed il raggiun-
gimento di un modello di sviluppo territoriale equo o sostentabile.
LIIRSA si realizza dal riconoscimento delle particolarit, delle insidie
e degli ostacoli naturali principalmente quelli che hannoostacolatolinte-
grazione dellAmerica del Sud. un subcontinente con numerose barrie-
re di carattere naturale: la Cordigliera delle Ande, la Foresta Amazzonica,
il Rio delle Amazzoni, il Pantanal. Le suddette barriere impediscono il
traffico fluido di merci e di persone e creano isole quali: la Piattaforma
dei Caraibi nella parte Nord del Sudamerica (composta dalla Colombia,
dal Venezuela, dalla Guyana e dal Suriname); il Cornicione Andino (iso-
lato dal cuore del continente dalla Cordigliera delle Ande); la Piattaforma
Atlantica (isolata a Nord dalla regione amazzonica); o lEnclave Amaz-
zonico. Oltre a ci diviso in una sezione prossima al Rio delle Amazzo-
ni e quella condivisa tra le regioni del Per, della Bolivia e del Brasile (o
Enclave Amazzonico Sud). Si tratta di difficolt fisiche enormi che dove-
vano e devono essere superate attraverso lelaborazione di una strategia
ben disegnata per raggiungere lintegrazione fisica del continente
7
.
7
R. TERRAZAS, Los programas de CAF en Apoyo al Proceso de Integracin de la In-
fraestructura Sudamericana, in J.L. RHI-SAUSI, A. OZORIO DE ALMEIDA (eds.), La nueva
geografa econmica de Amrica del Sur, Roma, CeSPI, 2009, pp. 9-18.
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8
Attualmente lIIRSA si trova legata alla struttura del Consiglio Sudamericano di In-
frastruttura e Pianificazione (COSIPLAN) dellUNASUR, ed in esecuzione un Piano di Azio-
ne comune 2012-2022.
9
LIIRSA ha determinato dieci AIS, raggruppati in due categorie: assi emergenti e assi
consolidati, stabilendo un portafoglio di progetti per ogni asse e identificando un proget-
to o vari progetti detti Ancora/e che costituiscono progetti strutturanti per quegli stessi
AIS; cio, se non vengono eseguiti molto difficile che il resto dei progetti articolati con
lancora degli AIS siano in funzionamento. Tra gli AIS spiccano: MERCOSUR-Cile, Andino,
Interoceanico Centrale, dellAmazzonia, Per-Brasile-Bolivia, dello Scudo della Guyana,
di Capricorno, del Sud, dellIdrovia Paraguay-Paran e Andino del Sud.
10
Tra i PSI sovrastano: il Programma Puertos de Primera, destinato a migliorare le
condizioni di funzionamento dei principali porti dellAmerica del Sud cercando di risol-
vere tutti i problemi legati alla sua gestione, e il Programma di Integrazione e Sviluppo
Transfrontaliero (PADIF) che cerca di facilitare il transito attraverso i valichi di frontiera e
allo stesso tempo dare impulso allo sviluppo regionale considerando che non possibile
risolvere i problemi legati ai passaggi di frontiera se contemporaneamente non si trova so-
luzione alle difficolt socio-economiche delle popolazioni stabilite in questi valichi. Inol-
tre, da notare che la CAF nella sua Agenda di Appoggio allInfrastruttura ha le risorse
di un fondo specifico per zone frontaliere conosciuto come Fondo di Cooperazione e In-
tegrazione Frontaliera (COPIF) o con risorse del Fondo ProInfra orientato ad appoggiare le-
laborazione di progetti di infrastruttura nella regione.
11
A questo proposito, si veda: INTAL-BID, 2012.
12
Latto che istituzionalizza il PM stato firmato durante il vertice di Capi di stato e
di Governo del Meccanismo di Dialogo e Concertazione di Tuxtla, il 28 luglio 2008. Al-
linterno del PMrisaltano due assi: lAsse di interconnessione Fisica e Integrazione, e lAs-
se di Sviluppo Sociale. Il primo degli assi composto da tre aree di lavoro: Interconnes-
sione Elettrica Mesoamericana; Interconnessione di Infrastruttura e Integrazione dei Ser-
LIIRSA costituisce il consolidamento del compromesso dei dodici
governi sudamericani con la modernizzazione ed integrazione dellin-
frastruttura regionale, con lassistenza tecnica e finanziaria delle tre
banche multilaterali: la CorporazioneAndina di Fomento (CAF), la Ban-
ca Interamericana di Sviluppo (Banco Interamericano de Desarollo,
BID) e il Fondo Finanziario per lo Sviluppo della Conca del Plata (FON-
PLATA)
8
. Il disegno concettuale si basa nei cosiddetti Assi di Integrazio-
ne e Sviluppo (AIS)
9
e nei Processi Settoriali di Integrazione (PSI)
10
.
Non si deve neppure dimenticare che lo sviluppo dellinfrastruttu-
ra per aumentare o facilitare il contatto tra le regioni pu stimolare lin-
tegrazione produttiva perch approssima gli spazi economici, riduce le
barriere fisiche al commercio, riduce i costi di trasporto ed espande la
dimensione dei mercati
11
.
Il PM, peraltro, ha le sue origini nel Piano Puebla Panama (PPP), inizia-
tiva lanciata dal governo del Presidente messicano Vicente Fox nel 2001,
e mira non solo alle questioni infrastrutturali, sebbene possano essere
considerate priorit le agende di trasporto, energia e telecomunicazioni
12
.
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Tutti i paesi dellIstmo Centroamericano insieme al Messico, alla Re-
pubblica Dominicana
13
e alla Colombia
14
fanno parte del PM.
Il PM deve essere visto come un processo graduale, continuo e con
visione strategica a lungo termine, che intende consolidare beni pub-
blici regionali aggiungendo le risorse dei paesi membri, i contributi
non rimborsabili degli enti finanziari regionali, la cooperazione tecni-
ca di organismi internazionali, la donazioni di cooperanti del settore
pubblico oppure privato e linvestimento pubblico privato
15
.
Il PM si posizionato nel sistema internazionale e latinoamericano,
come un meccanismo che favorisce la concettualizzazione, il finanzia-
mento e lesecuzione di iniziative imprenditoriali tangibili e di grande
importanza strategica, che punta a sviluppare il potenziale della Re-
gione Mesoamericana, migliorare la competitivit, potenziare la sua
posizione geografica privilegiata e generare cooperazione nelle sfide
transnazionali.
Il PM fondamentale per il rapporto tra i paesi dellAmerica Lati-
na del Nord, e anche per larticolazione dei paesi dellIstmo e del SICA
con il Messico, paese racchiuso tra le proprie frontiere: quella Sud (in
cui deve essere il soggetto autoritativo) e quella Nord (nella quale
oggetto di un rapporto autoritativo). Si tratta di generare infrastruttura
per le frontiere tra le frontiere (Centroamerica la frontiera del Nord
con il Sud del continente ed il Sud del Messico la frontiera con tutto
il Centroamerica, la frontiera con il Nord Latino, il primo muro pri-
ma del Nord anglosassone). Da unaltra parte, il PM cerca di stimolare
larticolazione territoriale dallo sviluppo economico e sociale di fron-
te allabisso della frontiera Nord del Messico con gli Stati Uniti; dal-
vizi di Telecomunicazioni; Interconnessione dellInfrastruttura di Trasporto e Facilitazio-
ne Commerciale. Il secondo asse composto da sei aree di lavoro: Facilitazione Com-
merciale e Competitivit; Salute; Ambiente e Cambiamenti Climatici; Prevenzione e Mi-
tigazione dei Rischi Naturali; Abitazioni Sociali.
13
LAccordo di Associazione tra il SICA e la Repubblica Dominicana stato firmato
in Santo Domingo de Guzmn il 10 dicembre 2003.
14
Il caso colombiano ha le sue particolarit come ultimo paese dellAmerica Latina
del Nord oppure come inizio dellAmerica Latina del Sud. Nel mese di luglio 2006, gli al-
lora paesi del PPP accettarono ladesione della Colombia che gi partecipava come stato
osservatore. Si noti che la Colombia nel 2006 entrata a far parte del PPP; e dalla Dichia-
razione di Guanacaste del 2009 e dallAtto che istituzionalizza il PM, la Colombia pas-
sata a far parte del denominato Meccanismo di Dialogo e Concertazione di Tuxtla sorto
nel 2008.
15
G. UBEDA, El Proyecto de Integracin y Desarrollo de Mesoamrica, in J.ALTMANN
BORBN, F. ROJAS ARAVENA, T. BEIRUTE BREALEY (eds.), Amrica Latina y el Caribe: In-
tegrados o Marginados?, Buenos Aires, FLACSO-Teseo, 2011, pp. 177-194.
109
16
Lorigine della denominazione di paradiplomazia si trova negli scritti di Ivo Du-
chacek e Panayotis Soldatos, che consapevoli della necessit di nuovi schemi teorici de-
dicano i loro sforzi metodologici a costruire questo concetto. Duchacek (I. DUCHACEK, The
Territorial Dimension of Politics: Within, Among and Across Nations, London, Westview
Press, 1986) ha introdotto la distinzione tra la micro-diplomazia regionale transfrontalie-
ra, la micro-diplomazia transregionale e la paradiplomazia globale; significando rispetti-
vamente: contatti tra unit non centrali frontaliere, contatti tra unit non centrali senza
frontiere comuni ma di stati limitrofi, e contatti politici tra unit appartenenti a stati di-
stanti che stabiliscono legami con diversi organi o agenzie di governi nazionali stranieri.
17
N. CORNAGO, Diplomacia, paradiplomacia y redefinicin de la seguridad mundial:
dimensiones de conflicto y cooperacin, in F. ALDECOA, M. KEATING (eds.), Paradiploma-
cia: las relaciones internacionales de las regiones, Madrid, Marcial Pons, 2001, pp. 55-78.
18
I. AGUIRRE ZABALA, Qu sentido tiene hablar de paradiplomacia? Una encuesta
intertextual entorno a un neologismo polismico, in F. ALDECOA, M. KEATING (eds.), Pa-
radiplomacia: las relaciones internacionales de las regiones, Madrid, Marcial Pons, 2001,
pp. 203-235.
laltra, propende ad una articolazione interna (infrastrutturazione del
territorio o realizzazione e attuazione dei detti progetti strutturanti)
in un contesto interregionale disarticolato.
3. Una paradiplomazia per le frontiere
I processi di integrazione regionale spesso forniscono motivazioni
specifiche per il coinvolgimento e la partecipazione internazionale del-
le entit subnazionali, intanto che si istituiscono in aree specifiche per
il suo esercizio. In questo contesto, lintegrazione regionale e lo svi-
luppo di una governance transfrontaliera stimolano un ruolo crescente
della paradiplomazia.
Gli specialisti delle relazioni internazionali hanno trovato nel ter-
mine paradiplomazia il quadro concettuale per analizzare, inquadrare
e spiegare questo nuovo fenomeno della partecipazione internaziona-
le dei comuni e di altre entit substatali
16
. La paradiplomazia pu es-
sere definita come la partecipazione dei governi non centrali nelle re-
lazioni internazionali, attraverso la creazione di contatti permanenti o
ad hoc con entit pubbliche o private straniere, al fine di promuovere
diversi aspetti socio-economici o culturali, come qualsiasi altra di-
mensione esterna delle proprie competenze costituzionali
17
.
La paradiplomazia pu essere vista come una sorta di democratiz-
zazione della politica estera per osservare le necessit e gli interessi dei
diversi livelli allinterno di uno stato, perci alcuni autori hanno usato
altri sinonimi come quello di diplomazia decentralizzata
18
, diplomazia
110
multilivello
19
, diplomazia costitutiva
20
, diplomazia federativa
21
, diplo-
mazia substatale
22
.
Pi che mai, il gioco paradiplomatico deve essere inteso dalla pro-
spettiva della diplomazia dei due livelli
23
. Da una parte un livello
nel quale si siedono i rappresentanti dello stato faccia a faccia a ne-
goziare, e da unaltra parte quello che svilupperanno i rappresentanti
dello stato nella sfera domestica, sia per ratificare sia per favorire la
credibilit della posizione negoziale. Basta pensare a come la que-
stione viene aggravata se si considera che i responsabili della politica
estera, ed altri attori governativi e non governativi, possono stabilire
strategie di gestione di tali influenze domestiche
24
. Alcuni autori in-
cominciano altres a identificare pi di due livelli e di due spazi ne-
cessari per creare consenso, ancora una volta la capacit ricettiva del
governo locale viene posizionata al centro della scena da uninterpre-
tazione del decentramento come processo di trasferimento verticale
discendente.
I processi di decentramento colpiscono la politica estera
25
in modo
che, insieme alla continuit dimostrata dalle azioni degli enti subna-
zionali, rendono necessaria lidentificazione e il riconoscimento dei di-
19
B. HOCKING (ed.), Foreign Relations and Federal States, London, Leicester Uni-
versity Press, 1993, pp. 1-8; M. KEATING, Regiones y asuntos internacionales: motivos,
oportunidades y estrategias, in F. ALDECOA, M. KEATING (eds.), Paradiplomacia: las re-
laciones internacionales de las regiones, Madrid, Marcial Pons, 2001, pp. 11-28.
20
J. KINKAID, Bibliographic Resources for Federalism and Foreign Affairs, in H. MI-
CHELMANN (ed.), Foreign Relations in Federal Countries, Montreal, Forum of Federa-
tions y McGill-Queens University Press, Booklet Series, Vol. 5, 2009, pp. 353-383.
21
J. SCHIAVON, Las relaciones exteriores de los gobiernos estatales: El caso de Mxi-
co, in L. MAIRA (ed.), La poltica internacional subnacional en Amrica Latina, Buenos
Aires, Libros del Zorzal, 2010, pp. 135-176.
22
D. CRIEKEMANS, Are the boundaries between paradiplomacy and diplomacy watering
down? Preliminary findings and hypotheses from a comparative study of some regions with
legislative power and small states, in 2nd Global International Studies Conference, World
International Studies Committee, Ljubljana, 2008; disponibile in: www.wiscnetwork.org/pa-
pers/WISC_2008-68.pdf
23
R. PUTNAM, Diplomacia y poltica nacional: la lgica de los juegos de doble nivel,
in O. GIL, L. SANZ, Las fuentes internacionales de las polticas domsticas, Madrid, Zo-
na Abierta, 1996, pp. 69-120.
24
N. CORNAGO, La descentralizacin como elemento de innovacin diplomtica:
aproximacin a sus causas estructurales y lgicas de accin, in L. MAIRA (ed.), La pol-
tica internacional subnacional en Amrica Latina, Buenos Aires, Libros del Zorzal, 2010,
pp. 107-134.
25
N. CORNAGO, La descentralizacin como elemento de innovacin diplomtica:
aproximacin a sus causas estructurales y lgicas de accin, cit.
111
26
Z. ZERAOUI, Para entender a la paradiplomacia, in Z. ZERAOUI (ed.), Regionali-
smo y Paradiplomacia. La poltica internacional de las regiones, Puebla, Tecnolgico de
Monterrey y Montiel&Soriano Editores, 2009, pp. 13-28.
27
Esperienze come quella del Piano Trifinio o la formazione della Mancomunidad
Trinacional Fronteriza del Ro Lempa possono essere considerate un esempio di questa
situazione.
versi canali istituzionali che possono contenere questa dispersione im-
pensabile fino a pochi anni fa. Lassenza di un quadro giuridico in que-
sto senso pu portare a eccessi perch semplicemente non ci sono li-
miti allazione paradiplomatica. fondamentale che il governo cen-
trale capisca la necessit di determinare chiaramente fino a dove si pu
esercitare la paradiplomazia senza danneggiare le prerogattive di ne-
cessit per quello stato, centrale o federale
26
.
I processi di integrazione regionale costituiscono unimportante
via di accesso per la paradiplomazia, e in alcuni casi la prima e luni-
ca. La paradiplomazia ha diversi profili a seconda della natura del pro-
cesso di integrazione regionale, oppure del ruolo di quelle unit sub-
nazionali nella struttura di potere nel sistema internazionale.
Uno dei principali rischi per la paradiplomazia risiede nella difficolt
di identificare un profilo paradiplomatico endogeno o endo-orientato
nellAmerica Latina del Nord, visto che pi difficile riconoscere gli
elementi endogeni dellagenda messicano-centroamericana, dato che in
molti casi si tratta piuttosto di unagenda costruita dai cooperanti per il
Centroamerica o eso-orientata davanti alla lotta contro il narcotraffico,
alla tratta di persone o al problema migratorio per gli Stati Uniti.
Comunque, occorre anche riconoscere che in tutti questi anni ed
esperienze in materia di cooperazione e di propri incentivi (come il fi-
nanziamento di progetti) si sono generati da percorsi di cooperazione
fino a dinamiche transfrontaliere, che hanno permesso alle istituzioni
e agli attori locali di ottenere nuove capacit, tanto tecniche e finan-
ziarie quanto politiche
27
.
NellAmerica Latina del Sud il ritorno della concertazione politica re-
gionale dopo decenni di individualismo neoliberale segnati dal Consenso
di Washington, hanno generato accordi di base necessari per poter an-
dare avanti su unagenda sudamericana che possa concentrarsi sulla riso-
luzione di problemi strutturali, la creazione della ricchezza e dello svilup-
po, e laumento dei margini di manovra e dellautonomia internazionale.
Lagenda dellUNASUR basata su issues systems dimostra che un ap-
proccio condiviso permette la costruzione di beni pubblici regionali su
112
assi tematici di cooperazione. Lo spaghetti bowl della cooperazione re-
gionale sudamericana continuer latente (e probabilmente senza gran-
di progressi n sussulti), ma la concertazione politica regionale e lo svi-
luppo che abbiamo denominato cooperazioni bilaterali rinforzate
28
permetteranno di dare risposte pi tangibili ai cittadini.
molto comune che allinterno dei processi di integrazione regio-
nale si bilateralizzino gli accordi in materia di cooperazione tran-
sfrontaliera. Ad esempio, il Cile uno stato associato del MERCOSUR dal
1996, ma stato determinante laccordo politico bilaterale con lAr-
gentina
29
, in cui il Comitato di Integrazione e Frontiere ha svolto un
ruolo centrale nel rafforzamento dei vincoli transfrontalieri; oppure
laccordo politico che ha dato stabilit alla frontiera tra Ecuador e Per,
promosso sotto forma di riunioni presidenziali e di gabinetti ministe-
riali. Un esempio interessante si osserva tra i paesi membri del MER-
COSUR, dove il quadro istituzionale di integrazione regionale raffor-
zato da accordi bilaterali tra paesi che sono in grado di andare avanti
in questo campo (possono essere prese in considerazione gli accordi
recenti a livello presidenziale su cooperazione transfrontaliera tra lAr-
gentina e il Brasile
30
o tra lArgentina e lUruguay
31
). Questo sembra
essere il principio ispiratore delle relazioni del Per: uno stato asso-
ciato al MERCOSUR
32
che, attraverso un accordo politico bilaterale con
il Brasile, potrebbe far parte dellelenco di accordi binazionali forti
per un lavoro condiviso sulle frontiere
33
.
28
J.L. RHI SAUSI, N.ODDONE, Cooperacin Transfronteriza e Integracin: Oportuni-
dades para el desarrollo del Per, in S. MOYA MENA (ed.), Las Fronteras: Espacios de
encuentro y cooperacin, San Jos de Costa Rica, FLACSO Secretara General y CAF, 2012,
pp. 19-64.
29
Materializzato nel Trattato di Maip di Integrazione e Cooperazione tra la Repub-
blica Argentina e la Repubblica di Cile, siglato dalle Presidenti Cristina Fernndez e Mi-
chelle Bachelet il 30 ottobre 2009.
30
Protocollo Aggiuntivo allAccordo di Creazione della Commissione di Coopera-
zione e Sviluppo Frontaliere (CODEFRO) siglato dalle Presidenti Cristina Kirchner e Dilma
Rouseff il 31 gennaio 2011 a Buenos Aires.
31
Dichiarazione di Buenos Aires: Dichiarazione Congiunta dei Presidenti dellAr-
gentina (Cristina Fernndez) e dellUruguay (Jos Mujica), Ministero degli Affari Esteri,
Commercio Internazionale e Culto, 2 agosto 2011.
32
Il 25 agosto 2003 stato sottoscritto lAccordo Parziale di Complementazione Eco-
nomica MERCOSUR-Per concepito insieme ai rispettivi accordi firmati tra la Bolivia e il
Cile come un passo fondamentale nelle negoziazioni per la creazione di una zona di libe-
ro commercio tra la CAN e il MERCOSUR.
33
La stabilit dei rapporti di confine Brasile-Per ha permesso che, sulla base della
diplomazia presidenziale e degli accordi bilaterali, i Presidenti Luis Incio Lula da Silva
113
e Alan Garca Prez emettessero una serie di comunicati congiunti nella materia e si pro-
cedesse alla messa in funzione di una Commissione Vice Ministeriale di Integrazione
Frontaliera (CVIF); la prima riunione si realizzata a Brasilia l11 giugno 2010 e le indi-
cazioni per la realizzazione dei piani operativi per la costruzione di una zona di integra-
zione frontaliera (ZIF), in una sorta di estensione della metodologia CAN alle relazioni bi-
laterali. In questordine di idee spiccano gli Accordi siglati dai Presidenti Lula da Silva e
Alan Garca nel giugno 2010: Accordo Supplementare per lEsecuzione del Progetto sul
Rafforzamento dellOrdinamento Territoriale per lIntegrazione Frontaliera Brasile-Per,
e Accordo Supplementare per lEsecuzione del Progetto sul Rafforzamento Istituzionale
per la Gestione Integrata delle Risorse Idriche.
La cooperazione internazionale ha aumentato la capacit negozia-
trice delle istituzioni subnazionali, modificando sebbene in forma
parziale lequilibrio delle forze tra gli interessi considerati pro-as-
sociazionisti oppure pro-integrazionisti e i rigidi interessi nazionali-
sti dei paesi di America Latina. Lagenda della cooperazione tran-
sfrontaliera basata in issues systems come la sicurezza democratica, la
tutela dellambiente, la promozione delle filiere produttive, ecc., ha
permesso la partecipazione dei governi nazionali nelle agende di in-
tegrazione (macro-integrazione) e ha stimolato lazione dei governi
subnazionali (micro-integrazione). Questi processi evidenziano la ne-
cessit di andare avanti sullintegrazione regionale rafforzando i ter-
ritori subnazionali.
4. Un modello istituzionale per le micro-regioni di frontiera
Le aree frontaliere, prioritarie nei processi di cooperazione territo-
riale e di integrazione regionale, possono essere articolate in base alla
loro importanza economica (connettivit fisica, corridoi produttivi o
commerciali), importanza politica (sicurezza democratica), importan-
za sociale (inclusione e coesione sociale), importanza culturale (iden-
tit integrazionista) o importanza ambientale (gestione delle risorse na-
turali e beni pubblici condivisi).
Ci sono aree frontaliere in cui lintegrazione bi o trinazionale con-
siderata prioritaria nelle agende pubbliche dei paesi coinvolti (volont
politica nazionale) e nelle quali i governi subnazionali ritengono prio-
ritarie le relazioni con i suoi vicini (volont politica locale).
In genere, in tutte le aree frontaliere latinoamericane esistono rela-
zioni tra gli attori del territorio: legami familiari, collaborazioni auto-
nome nel campo economico-aziendale, interazioni sociali, problemi
114
ambientali, identit culturali condivise, tra altre; ognuna delle quali po-
trebbero essere considerate componenti di processi endogeni. Da
unaltra parte, e in ambedue le America(che) Latina(e), esistono espe-
rienze in progetti operativi di integrazione frontaliera che implicano di-
versi livelli di capacit tecniche radicate.
La costruzione di una specifica ed efficace istituzionalizzazione
per le aree frontaliere, nel quadro degli approcci funzionalisti che in
modo crescente caratterizzano il ruolo delle unit subnazionali sulla
scena internazionale
34
, rappresenta una conditio sine qua non per la so-
stenibilit della cooperazione territoriale e lintegrazione regionale.
Le micro-regioni di integrazione frontaliera implicano una gover-
nance che coinvolge i diversi livelli istituzionali: i governi nazionali
degli stati limitrofi le cui politiche determinano il grado di apertura ed
interazione dei limiti frontalieri; i governi locali ed intermedi che am-
ministrano le aree di frontiera entro i limiti nazionali; ed il livello ge-
nerato dai propri organismi del processo di integrazione regionale sia
il MERCOSUR, la CAN oppure il SICA. Questa architettura istituzionale
multilivello a sua volta viene accompagnata da attori locali (econo-
mici e sociali) che interagiscono alla frontiera. Dal punto di vista con-
cettuale si tratta di una governance multilivello, sia a livello verticale
giacch esiste una divisione di funzioni e uninterazione tra i diversi
livelli istituzionali e le sue competenze, sia a livello orizzontale a cau-
sa della partecipazione dei differenti attori sociali dei territori.
Lesperienza storica di integrazione regionale dimostra che unarea
di integrazione frontaliera non si basa su nuovi poteri, n tanto meno
nei poteri alternativi: la cooperazione transfrontaliera tra comunit ed
autorit locali non rappresenta un potere aggiuntivo attribuito alle co-
munit di frontiera, ma piuttosto un modo di esercitare il proprio pote-
re. Le comunit e le autorit locali attivano le cooperazioni basandosi
sulla legislazione che determina i suoi poteri, principi processuali e
controllo delle sue decisioni. La cooperazione transfrontaliera, dun-
que, pu essere vista come un ampliamento delle politiche locali di pia-
34
Attualmente si osserva una crescente tendenza a considerare pi gli aspetti politici
di quelli giuridici-formali perch un attore sia considerato di rilevanza internazionale. In
termine di autonomia si distinguono: a) il grado di autonomia, b) la capacit o abilit per
mobilitare risorse, esercitare influenza e raggiungere obiettivi, c) la continuit ed impor-
tanza delle funzioni che si sviluppano; tutti elementi fondamentali per creare una legitti-
mit funzionale rispetto allazionamento degli attori locali soprannominati sulla scena in-
ternazionale (R. RUSSELL, El Estado nacin y los actores gubernamentales no centrales:
una relacin complementaria, in L. MAIRA (ed.), La poltica internacional subnacional
115
en Amrica Latina, Buenos Aires, El Zorzal, 2010, pp. 83-107). Come si pu osservare
dai risultati, in genere un approccio funzionalista sta sostituendo lorientamento legali-
stico che caratterizza lazione dei governi locali nella sfera internazionale; tenendo conto
che lapproccio legalistico, considerando il diritto come una scienza sociale che deve ade-
guarsi ai cambiamenti nella societ e nello stato, deve aggiornarsi e un dare nuovo signi-
ficato ai suoi quadri normativi cercando di adeguarsi con la realt sopra descritta (N. OD-
DONE, L. TORRES, O. CASTELLANOS, M. GONZLEZ, Estudio Comparado de la legislacin
municipal de los pases que conforman el Sistema de la Integracin Centroamericana (SI-
CA) para identificar una base legal que promueva e incentive la integracin centroameri-
cana de los Gobiernos Locales, Esquipulas, Mancomunidad Trinacional Fronteriza del
Ro Lempa y Programa URBAL III, 2012).
35
Comunit Andina, Decisione 501/2001 sulla creazione di Zone di Integrazione Fron-
taliera (ZIF).
36
J.L. RHI SAUSI, N. ODDONE, Fronteras e Integracin Transfronteriza en el MERCO-
SUR, in J.L. RHI SAUSI, D. CONATO (eds.), Cooperacin Transfronteriza e Integracin en
Amrica Latina, Roma, CeSPI-IILA, 2009, pp. 59-103.
J.L. RHI SAUSI, N.ODDONE, Cooperacin Transfronteriza en Amrica Latina y MER-
COSUR, in Integracin y Cooperacin Fronteriza en el MERCOSUR, Montevideo, Ministe-
rio de Asuntos Exteriores y de Cooperacin de Espaa, Agencia Espaola de Cooperacin
Internacional al Desarrollo y Foro Consultivo de Municipios, Estados Federados, Provin-
cias y Departamentos del MERCOSUR, 2009, pp. 33-117.
37
J.L. RHI-SAUSI, D.CONATO, N. ODDONE, D. SALERNO, Conceptualizacin de la Coo-
peracin Transfronteriza en el Sistema de la Integracin Centroamericana. Ideas y prcticas
para la construccin de Microrregiones de Integracin, San Salvador, SICA y CeSPI, 2011.
nificazione spaziale e di sviluppo, basate sul consenso tra gli attori di
entrambi i due lati della frontiera (Consiglio dEuropa 2006).
Questa concezione di comunit di frontiera si trova nella base
delle Euroregioni (nel caso dellUnione Europea), ed stata assunta
dalla CAN nella sua concettualizzazione delle Zone di Integrazione
Frontaliera (ZIF)
35
. Anche il dibattito nel MERCOSUR sembra puntare in
questa direzione, come dimostra la maggior incidenza in questo cam-
po del suo organo consultivo che riunisce le citt e le regioni, il FCCR
36
.
Nel contesto del SICA, dal documento intitolato Concettualizzazione
della Cooperazione Transfrontaliera nel Sistema dellIntegrazione
Centroamericana. Idee e pratiche per la costruzione di Micro-regioni
di Integrazione
37
, abbiamo proposto un modello concettuale per linte-
grazione frontaliera centroamericana riassunto nel seguente quadro e
che potrebbe contribuire fortemente al dibattito sulla cooperazione
transfrontaliera in tutta America Latina.
Nellagenda latinoamericana di integrazione frontaliera, tuttavia,
resta ancora pendente tradurre il riconoscimento concettuale delle
unit subnazionali di frontiera in termini reali. In particolare, in che
modo si rende possibile unestensione del suo modo di esercitare il
116
potere che permetta ai governi subnazionali il prolungamento [in
ambedue i lati della linea frontaliera] delle politiche locali di pianifi-
cazione spaziale e di sviluppo. Questo accordo istituzionale tra unit
pubbliche da una parte e dallaltra parte della frontiera, con compe-
tenze territoriali per la promozione degli interessi comuni e dei be-
nefici delle popolazioni frontaliere
38
, un punto fondamentale per
dare vita alle micro-regioni di integrazione frontaliera che si pro-
pongano.
38
CONSIGLIO DEUROPA, Practical Guide to Transfrontier Cooperation, 2006. Dispo-
nibile in: http://www.espaces-transfrontaliers.org/en/studies/prac tical_guide_en.pdf
Quadro: Modello Concettuale dellintegrazione frontaliera nel SICA
Osservatorio di integrazione frontaliera (dinamizzazione, monitoraggio e capitalizzazione
Fase preparatoria Fase h start-up Fase di consolidamento
Identihcazione delle
aree frontaliere
Unit di lavoro
Micro-regioni
di integrazione
Condizioni
del processo
transfrontaliero
Volont politica nazionale
Volont politica locale
Processi endogeni
Capacit tecniche
Assi tematici
Ambiente e gestione di
risorse naturali (Strutturante)
Sicurezza democratica
(Strategico)
Induzione Economica e
coesione sociale (Sistemico)
Sviluppo
frontaliero integrato
Tutela e gestione multilivello
delle risorse naturali
Zone di sicurezza con
partecipazione sociale
Sviluppo economico di
aree frontaliere
Dai progetti transfrontalieri ai progetti di integrazione
Condizioni della
governance multi
livello transfrontaliera
Processo di sconcentrazione
Processo di decentramento
Processo di integrazione
Governance
transfrontaliera
Foro di dialogo tra organismi
decentrati e governi locali
Foro di dialogo
transfrontaliere
inter-istituzionale
Governance
di integrazione
Istituzionalit condivisa
da agende tematiche
(commissioni, agenzie
e strutture funzionali)
Rinforzo istituzionale
Elaborazione: CeSPI, 2011.
117
Conclusioni
Nell(e) America(che) Latina(e) si possono identificare una serie di
richieste di cooperazione ed integrazione frontaliera, che hanno origi-
ne nelle problematiche specifiche riguardanti le popolazioni locali op-
pure nelle difficolt transnazionali che non sono state risolte in modo
individuale dai diversi stati nazionali.
Le unit subnazionali come attori internazionali, e che sono qui
per restare, cercano da una scala inferiore e da una prospettiva di tipo
bottom up di contribuire a un dibattito transnazionale e intra-latinoa-
mericano sulla concettualizzazione della cooperazione transfrontalie-
ra. Il lavoro iniziato non facile perch la caratteristica multidimen-
zionale della tematica frontaliera fa s che le competenze nella materia
siano disgregate in diversi livelli e istituzioni, per cui la voce delle
unit subnazionali devono essere consensuali ed omogenee.
Senza dubbio, ogni scenario frontaliero unico per la sua natura
territoriale e per la presenza di attori strategici, ma anche vero che gli
scenari frontalieri dellAmerica Latina del Nord subiscono una serie di
processi transnazionali legati alla lotta contro il narcotraffico e il traf-
fico di persone che fanno s che la dimensione della sicurezza sia prio-
rit nellagenda frontaliera. Da parte sua gli scenari frontalieri dellA-
merica Latina del Sud presentano un altro tipo di richieste, centrate su
come integrarsi al sistema economico internazionale da vasti territori
regionali disgregati e con asimmetrie persistenti.
La mancanza di sviluppo economico e di benessere sociale si tro-
vano in tutta lAmerica Latina (quella del Nord e quella del Sud), e in
tutte le frontiere, siano esse pi o meno securizzate. Il successo della
cooperazione transfrontaliera nella geografia dellAmerica Latina
verr verificato quando avr dimostrato le sue capacit ed efficacia nel-
la creazione di aree di frontiera come zone di sviluppo armoniche e
funzionali per la costruzione della pace, a partire dalle strategie di pa-
radiplomazia preventiva. Probabilmente, gi abbiamo ununica Ame-
rica Latina auto-centrata e nella quale le frontiere mentali socialmente
siano state vinte.
118
Bibbliografia ulteriore
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cio de Amrica del Norte: agenda cumplida y cuestiones pendien-
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HUNTINGTON S., El choque de civilizaciones y la reconfiguracin del
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BANCO INTERAMERICANO DE DESARROLLO, Metodologa de anlisis
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119
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ciacin entre la Unin Europea y Centroamrica en el Acuerdo Glo-
bal Unin Europea - Mxico, Santiago de Chile, Organizacin de las
Naciones Unidas para la Alimentacin y la Agricultura, 2011
Abstract - This document contributes to
analyze the current situation of Cross Border
Cooperation in Latin American Countries. It
explores an approach based on four compo-
nents: the development of an infrastructure
project, a high-level political agreement, the
institutionalization of a framework to regu-
late relations among local authorities, and an-
other institutional arrangement focused on
the participation of civil society in the border
areas. It is also studied the contribution of the
paradiplomacy to strengthening the endoge-
nous capacity of the borders authorities.