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NICOLA] RIMSKIJ - KORSAKOV

Trattato Pratico
dArm0nia
TRADUZIONE ITALIANA
di G. F . BUCCHI c A. ZAMORSKI
CASA MUSICALE SONZOGNO
MILAN()
AD
ANTONIO COSTANTINO LADOV
UAUTORE
NICOLA] RIMSKIJ - KORSAKOV
N.3
TRATTATO PRATICO
DARMONIA
DI
NICOLAIJ RIMSKIJ - KORSAKOV
'I`II.'\l)l 2/.IONIC !'I`.\I.I \N\ l)|
G. F . BUCCHI e A. ZAMORSKI
2998
CASA MUSICALE SONZOGNO
.la Pllw 0s '|'/\1 .|
\|\1 s |<|| || - 201 21 MILANO
Sl m| l |||Il||.1 I'rinlml in Italy
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NOTADEI TRADUTTORI
Ques ta vers ione italiana del TRATTA-
TO PRATICO d`ARMONlA di N. RIMSKIJ
KORS,-\K()V non ha d'uopo di prefazione o di
pres entazione quals ias i. Il nome illus tre del-
l'autore e, in parlieolare, la univers ale eon-
s iderazione ehe la s ua opera didattiea ha ol-
lenuto pres s o ogni nazione. per le traduzio-
ni gi fatte in quas i tutte le lingue, ci dis pen-
s ano tlalfaggiungere lodi e eommenti s uper-
Ilui lanto pi che il R. K(lRS.\I\(\' ha es po-
s to eon magis trali' eliiarezza tutti i eoneetti,
ai quali s "informa il s uo Trattato e elle lo
eontraddis tinguono dai moltis s imi altri ap-
pars i finora, rendenllolo particolarmente
utile e apprezzalile per la praticit evidente
e rapida della s ua upplieazione, ris ponden-
do allo s vilu|po e ai vas ti intenti della mo-
derna polifonia.
PREF AZIONE. DELL'AUTORE
ALLA I EDIZIONE
La maggior parte dei trattati d'armonia non
s 'occupano in genere che dell'es ame, s pes s o s crupo-
los o, delle varie s pecie d'accordi e della loro ris o-
luzione; delle maniera d'armonizzare il bas s o nu-
merato; dei vari tentativi es cogitat per dare una
razionale s piegazione di molti fatti e regole ar-
moniche, quale ad es . quella che vieta la s ucces -
s ione delle quinte per moto retto e via dicendo.
Diettano invece metodi pratici, s pecie in quella
parte che riguarda Parmonizzazione delle melodie
e dei corali e la maniera di ben s cegliere e ado-
perare gli accordi che pi convenientemente ed ele-
gantemente s i adattino per Parmonizzazione s tes s a.
Altro punto capitale la modulazione. Si con-
s iderato nora s olo il mezzo della modulazione, il
quale dato dagli accordi dis s onanti in generale,
ma s e ne tras curato aatto il principio es s en-
ziale il quale dato dai s uoni e dagli accordi co-
muni di una tonalit con tutte le altre. Dopo aver
s tudiato, anche diligentemente, s imili trattati, l'al-
'ievo non s apr ancora come procedere per armo-
I0
nizzare una melodia, n s ar in grado di compor-
re un s ens ato preludio di poche battute, n s apr
convenientemente adoperare i vari mezzi di modu-
lazione. Egli s i s ervir quas i certamente degli ac-
cordi pi s emplici e nella maniera pi bizzarra ed
irragionevole, e la modulazione rius cir dura o /uori
pos to o improvvis a, o l'una e laltra cos a ins ieme:
ques tallievo s i dis perer e /ar dis perare il s uo mae-
s tro col s uo s legato e impacciata linguaggio mus icale.
Bench non mi lus inghi che il mio trattato s ia
s cevro d'ogni difetto, tuttavia credo d'es s ere riu-
s cito a s piegare in modo chiaro, es auriente e s is te-
matico ques ti due punti capitali: larmonizzazione
cio della melodia e la modulazione. E per l'una
e per laltra, ho s empre cercato di mos trare prima i
procedimenti pi s emplici per giungere poi a quel-
li pi comples s i e peregrini.
Molto io debbo in ques to lavoro all'amico Antonio
Ladow il quale mi u largo di aiuto e di cons igli.
Componendo ques to trattato ho avuto di mira i
s eguenti s copi:
1 ) F are un libro quanto mai concis o.
2) Un libro tale che pos s a es s ere adoperato per
F ins egnamento nelle accademie mus icali, s pecie in
quella di Pietroburgo.
3) Un libro adatto anche, per quanto pos s ibile
in tale materia. per lautoins egnamento.
Molti s ono gli es empi che adduco e gli es ercizi
che propongo.
Il
Ma certo ques ti non bas tano : l'allievo dovr
/arne anche altri di s ua tes ta.
In ques to trattato d'armonia mi s on limitato a WW'
s trare in via generale il procedimento a quattro
parti. Del res to, le paus e che preparano lentrata delle
voci, le imitazioni, le divers e formule daccomP0-
gnamento, ecc. an parte. a mio avvis o, dello s tuli0
del contrappunto o della compos izione libera, e non
ques to il luogo di trattarne.
Chi voglia -cominciare a s tudiare il contrappunt
e la compos izione libera, deve aver gi compiuto un
cors o darmonia ed es s ere in grado:
I) di armonizzare un corale con s emplici accordi
cons onanti in s tile s evero (es . a pag. 77);
2) di armonizzare un corale non pi con s empli-
ci accordi, ma con un movimento melodico (note _di
pas s aggio ecc.) nelle tre parti inferiori (es . a pagg-
loa, 1 09, 1 1 0);
3) di armonizzare un corale in s tile libero 00!!
accordi rlis s onanti e con ris oluzioni evitate 9 d'in-
ganno, ma s enza movimento melodico nelle tre parli
ineriori (es . a pag. 1 36);
4) di armonizzare con tutti gli artifici s uddetti nfl
pi un s emplice corale, ma un canto di ricca guT0~
zione melodica (es . a pag. 1 1 3);
5) di comporre es ercizi adoperando la modulazio-
ne cromatica (es . a pag. 32);
1 2
6) di comporre in forma s ens ata un breve prelu-
dio modulato, dando alle voci, un movimento melo-
dico (es . a pag. 1 43);
7) di comporre dierenti variazioni con movimenti
melodici dierenti s u di un brevetema dato a note
larghe (es . a pag. 1 42).
Oltre a ci l'allievo deve es s ere in grado di es e-
guire es temporaneamente al pianoforte quals ias i mo-
dulazione, s ia pas s ando con pochi accordi e rapida-
mente dall'uno all'altro tono, s ia compiendo un giro
armonico pi lungo ed elegante.
Deve anche lallievo es s er capace di preludiare
di s ua tes ta, procedendo a quattro parti e in qual-
s ias i tonalit ed es eguire quals ias i s ucces s ione armo-
nica daccordi, progres s ioni, ecc.
Tutto ci s i richiede per chi, compiuto un cors o
d'armonia, voglia intraprendere lo s tudio del con-
trappunto e della compos izione libera.
Un allievo che s i dedichi s pecialmente allo s tu-
dio dell'armonia e che non s ia troppo occupato in
altri s tudi mus icali, pu in otto mes i finire ques to
trattato. Ma un tale s tudio s uppone neces s ariamente,
la conos cenza della teoria elementare della mus ica,
un buon orecchio, s aper s olfeggiare correttamente,
indovinar colla voce gl'intervalli, s aper s uonare il
pianoforte.
N. RIMSKI] - KORSAKOV
S. Pietroburgo, 1 886.
PREF AZIONE DELL'AUTORE
ALLA 31 | EDIZIONE
In ques ta mia edizione ho, fra l'altro, pos to in
rilievo le s eguenti os s ervazioni che ritengo as s oluta-
mente neces s arie nella pratica, e in ci che riguarda
le quinte nas cos te, le ottave, il mezzo per cadenzare,
raccordo di s ettime di s econdo grado, le progres s io-
ni non che s chiarimenti riferentis i alle modulazioni.
La pres ente edizione dierenzia dalla prima nel s en-
s o che, is pirato a motivi di praticit, ho cambiato
l'ordine numerico di alcuni capitoli; altri, per la
medes ima ragione,. vennero s tampati in corpo pi
piccolo e ai temi gi es is tenti nella prima edizione
s ulla melodia corale ne ho aggiunto degli altri.
N. R. K.
S. Pietroburgo 1 893.
INTRODUZIONE I
Per accordo s 'intende una combinazione di s uoni
tali che pos s ono venir s ovrappos ti in ordine di terze
E~= ~P=
If -
Quando ques ta s ovrappos izione impos s ibile ot-
tenerla tras portando le note di un ottava (s opra e
s otto) non abbiamo un accordo, ma una delle innu-
merevoli combinazioni accidentali di s uoni:

Dis pos ti i s uoni clcll'accordo per terze ognuno
des s i (che lo compongono) cons iderato in rapporto
al bas s o, s ara terza, quinta, s ettima, nona, e ques ta
dis pos izione ci d la pos izione fondamentale.
Se i s uoni s ono dis pos ti in modo da formare in
rapporto al bas s o altri intervalli, ques ta pos izione
(') L'autore ha s timato s uperfluo di premettere i cons ueti
pros petti degli intervalli, ecc. reputando (com'egli dice nel-
la s ua prefazione) che chi intraprende lo s tudio deIl'armo-
nia debba neces s ariamente avere la conos cenza della teo-
ria elementare della mus ica, un buon orecchio, s aper s olfeg-
giare correttamente, indovinare colla voce gli intervalli. s aper
s uonare il pianoforte.
1 6
dellaccordo s i chiama rivolto, come s i vedr meglio
in s eguito.
F ond.
Es empio: accordo fondamentale ri-
I.riv.II.riv.
vom
Gli accordi fondamentali s ono tre:
accordo perfetto acc. di s ettima
` 1
accordo di nona
Le combinazioni compos te da pi di cinques uoni
s ono cons iderate ordinariamente come combinazio-
ni accidentali.
Se nella formazione d'un accordo entra qualche
intervallo dis s onante l`accordo va cons iderato come
dis s onante, ed es ige la ris oluzione s opra un accordo
cons onante.
La trans izione da un accordo cons onante ad altro
pure cons onante, dices i s ucces s ione.
Quella dis ciplina che ha per oggetto lo s tudio dei
divers i accordi, del rapporto fra di es s i, delle com-
binazioni accidentali, e dell"us o che s e ne deve fare.
s i chiama s cienza dell'Armonia.
CAPITOLO I
NOZIONI PRELIMINARI
Accordo perfetto
1 . _- Accordo perfetto s i chiama un accordo
compos to del s uono fondamentale, della s ua terza e
della s ua quinta. A s econda della divers a natura di
ques ti intervalli, l'accordo perfetto va cons iderato s ot-
to quattro as petti:
a, b 0 d
ii ei % 1 ej * Hai l
a) Accordo perfetto, compos to della prima, ter-
za maggiore e quinta gius ta. Ques taccordo prende
il nome di accordo perfetto maggiore, ed formato
di due terze: di una terza maggiore ris petto alla nota
pi grave, di una terza minore ris petto alla nota
pi acuta.
b) Accordo per/etto, compos to della prima, terza
minore e quinta gius ta. Ques faccordo prende il no-
me di accordo perfetto minore, ed formato di due
terze: di una terza minore ris petto alla nota pi
grave, di una terza maggiore ris petto alla nota pi
acuta.
1 8
c) Accordo perfetto, compos to della prima, terza
minore e quinta diminuita. Ques accordo prende il
nome di accordo perfetto diminuito, ed formato
di due terze minori.
d) Accordo perfetto, compos to della prima, terza
maggiore e quinta aumfentata ('). Ques t'accordo pren-
de il nome di accordo perfetto aumentato ed forma-
to di due terze maggiori.
Gli ultimi due accordi perfetti, contenendo gli in-
tervalli dis s onanti, quinta diminuita e quinta aumen-
tata, s i chiamano accordi perfetti dis s onanti.
2. _- Ogni accordo perfetto ha due rivolti: il
primo s i chiama accordo di s es ta e s indica col N. 6;
il s econdo s i chiama accordo di quarta e s es ta e s `in-
dica col N. 4
Accordo perfetto fondamentale l. ri-
volto accordodi 6 2." rivolto accordo
s
di H.
5,
I
L'es s ere un accordo fondamentale o rivoltato di-
pende dalla nota che s ta al bas s o. Bes tando immo-
bile ques ta, invertendo la dis pos izione delle parti s u-
periori, il rivolto non cambia. -- Se la nota pi bas s a
la terza dell'accordo fondamentale, s i ha liaccordo
di 3 ; s e es s a la quinta dell`accordo
5' G
(') Dato il carattere mollo dis s onante e indecis o del`ac-
corrlo perfetto aumentato e di quegli accordi di s ettima che
rar-chiudono in s tale accordo ci ris erviamo di es porli e di
lrattarli al V capitolo (Enarmonia e modulazioni improvvi~
s e. - Accordi alterati).
1 9
2
fondamentale, s i ha l`accordo di 6
\;, s ,
I 1
Ai s uoni dell'accord0 rivoltato daremo il nome di
ex prima
ex prima, ex terza, ex quinta: '
ex terza ex quinta '' `
poich, come vedremo in s e-
guito, i s uoni che compongono il rivolto, cons ervano
tutte le propriet dei s uoni che compongono llaccor-
do allo s tato fondamentale.
I rivolti s ono cons iderati appartenenti agli s tes s i
gradi della s cala dai quali derivano i loro fonda-
mentali, per es empio: in tono di do maggiore, il
primo rivolto cons iderato accordo di
A 1 ;
s es ta del I grado; il s econdo rivolto con-
1 ;
Il
s iderato accordo di quarta e s es ta del V grado.
Il prima rivolto o accordo di s es ta,
1 s s
pos s iamo cons iderarlo come compos to d'una terza
e d'una s es ta, o anche d'una
terza e (Punti quarta
Il s econdo rivolto o accordo di quarta e s es ta
20
pos s iamo cons iderarlo come compos to di
c
4
una quarta e d`una s cs ta, , 0 an-
che duna quarta e d'una terza
Accordi di s ettima
3. _ L'accordo di s ettima non altro che un
accordo perfetto coll'aggiunta della s ettima
e pu es s ere cons iderato come compos to da due ac-
cordi di tre s uoni
Pos s iamo trovare accordi di s ettima compos ti nel
modo s eguente:
Con l'acc.aument.
_, a b c d e f g
_
, 7
Tutti gli accordi di s ettima s i s egnano col N. 7.
4. _ Ogni accordo di s ettima ha tre rivolti, che
s i numerano come s egue: il primo rivolto config, il
s econdo con 64;, il terzo con G1 2. Es empio:
!___
:I
!___ "ll t "
,_
Iii" !___ !___
<
U
il
||
lilllll|||l
1 s
s 'ia 2
21
I vari s pos tamenti dei tre s uoni s uperiori non
cambiano il carattere del rivolto. Per es empio:
Q
_ 36
ii). 6. 5
J IP
accordo di' 65 perch lex terza s ta al bas s o:
.cz
ecc.,
f _ Q t
43 3 is
accordo di 43perch lex quinta s ta al bas s o:
.Q
2 2 2
accordo di E perch l'ex s ettima s ta al bas s o.
Scale naturali e s cale artificiali
Accordi principali e accidentali
5. _ Come bas e per la formazione degli accordi,
in ques to trattato s ono pres e le quattro s cale s e-
guenti:
SM-
naturale . . . -o
1 ') s ul" m55i' F
armonica artificiale to
22
c) Scala minore na- gi E I
turale . . . . 31 5* ' '
d) Scala minore ar-
monica artificiale - 0 I
3U /_
6. _ Cos truendo s u cias cun grado di ques te s ca-
le un accordo ci ris ulteranno i s eguenti accordi per-
fetti.
.c ' Il !!.
Il !!.
ll
Ipo
t
Accord rleltl
. IInat.III IVn.V VIn.\II
a) Scala maggiore
naturale . . . I ' E lili-
Iiarm. Warm. Vlarm.
b) Scala maggiore _''?'"'"'
armonica artificiale
,c
UUI
..g ll.- IIU
Il 2 lIl
__!!
O I II IIInlV Vn \I Vilna
c) Scala minore na ,
turale . _ -'T E _
_ _ Iilarm. Varm. Vllarrn
d) SCIIIII Illlf 81 '- 2 '
monica naturale . u ' E Z '
--
ecc.
II
.. I V ilIl
IUI
Il VU I!I ll!ii
Es clus i gli accordi perfetti aumentati del VI gra-
do della s cala maggiore armonica artificiale, e il III
grado della s cala minore armonica artificiale, avre-
mo s oltanto nove accordi perfetti per le due s cale
maggiori e nove per le minori. I tre principali accor-
di perfetti della s cala maggiore naturale s ono quelli
I
che s i bas ano s ulla tonica (1 ) . s ulla s otto.
..
(' I divers i gradi della s cala s i denominano nel modo s e-
guente: I tonica, II s opratonica, III mediante, IV s ottodo-
minante, V dominante, VI s opradominante, VII s ens ibile.
(Nota del traduttore)
t.
23
IV V
lon1 inantc e s ulla domin I tre
principali accordi della s cala armonica minore, s ono
I
quelli che s i bas ano s ulla tonica s ulla s ot.
_ Iv _ Varm
todominante e s ulla dom1 nante
Accordi di s ettima
_ I III1 . III IVn.V VIn.VIIn.
a) Scala maggiore
e
cs W
cam
naturale . .
i
Ilarm IVarm VI vu"
Scala maggiore
b) armonica Uiifac.
ln. II l'IIn.IV Vn.VI Vlln.
c) Scala minore na- ~3f
E turale . . .
Iarm. Illarm. Varm. Vilar
I la
Il I!
una
Il vv
Es clus i gli accordi di s ettim del I V rado
della s cala maggiore armonica, che contengono l'ac-
cordo perfetto eccedente e il I e il III grado della
s cala minore armonica, avremo nove accordi di s et-
tima tanto nel modo maggiore quanto nel minore.
Si chiamano accordi di s ettima principali o domi-
nanti, quelli che s i trovano s ul V grado della s cala
naturale maggiore e della s ala artificiale minore:
V Varm
d) Scala maggiore _ ' _; " E
armonica artific. * : E '
a V e I g
|`l'l
24
7. _ Gli accordi perfetti del I e IV grado della
s cala maggiore naturale s ono ambedue maggiori;
quelli del I e IV grado della s cala minore, s ono mi-
nori. Gli accordi pos ti s ul V grado (dominante) della
s cala naturale maggiore e della s cala armonica mino-
re, s ono maggiori. '
Gli accordi di s ettima dominante s ono compos ti
di una triade maggiore perfetta, alla quale viene ag-
giunta la s ettima minore; es clus i gli accordi prin-
cipali perfetti pos ti s ul I, IV e V grado della s cala
naturale maggiore, e della s cala armonica minore,
ed inoltre gli accordi di s ettima di dominante. tutti
gli altri accordi perfetti e di s ettima s i chiamano ac-
ces s ori (o s econdari). I due accordi di s ettima, bas ati
s ulla s ens ibile dei toni maggiori e del tono minore
armonico, s i chiamano accordi s ens ibili di s ettima
minore e diminuita:
VII
%
NOTA. _ Per armonizzare con i s oli accordi per-
fetti principali s adopera la s cala naturale maggiore
e la s cala armzonica minore, ques t"ultima s adopera
perch ha il s uono s ens ibile, che non es is te nella s cala
naturale minore. Per armonizzare con gli accordi
perfetti principali e con gli accordi s econdari s us ano,
oltre la s cala naturale maggiore e armonica minore,
anche larmonica maggiore e la naturale minore.
Es aactzio. -- Analizzare tutti gli accordi perfetti e
tutti gli accordi di s ettima dei quali s parlato,
dimos trando la loro natura e il grado di cias cuno
d`es s i.
25
Rapporto fra gli accordi perfetti
e s ucces s ioni
8. _ Gli accordi perfetti che s tanno in rela-
zione di una quarta e di una quinta ('). hanno un
s uono comune. Es empio:
Maggiore Minore
.: _ ._,s F 5 a Lpg V
Gli accordi perfetti che s tanno in relazione di
una terza, hanno due s uoni comuni. Es empio:
4
)F '1
< U-I 4
@3-
f
M . M.
Iagglflre IV VI lnorelll IV VI
age ai tes e s oft
Gli accordi perfetti in relazione di s econda. non-
hanno s uoni comuni. Es empio:
Maggiore Minore
I II IV V I II IV V
gg
(') Due accordi s i dicono in relazione di quarta, di quin
ta, ecc., quando gradi della s cala s ui quali s ono formati
s ono in relazione di quarta, di quinta, ecc.
(Nota del traduttore).
26
Movimento delle voci
9. _ Due voci che cantano ins ieme s i pos s ono
muovere in tre maniere differenti.
I. Per moto retto, quando le due voci vanno
nella s tes s a direzione, s alendo o dis cendendo. Es em-
pio:
P3" ein
__,__ __,..
Quando le parti cons ervano gli s tes s i intervalli
(es empio a. b.) s i ha il moto parallelo.
2. Per moto contrario, quando una voce s ale e
l`altra dis cende. Es empio:
ia: TP Ehq
col
I'
ww
Qi
T1
IT
3. Per moto obliquo, quando una voce s i muo-
ve e laltra res ta ferma. Es empio:

3D E _,
a 9 _3H ~ Q' E : H
_/ \/-e- _
Per es ercitars i nella concatenazione degli accordi
s us a la cos idetta condotta a quattro voci. Ques ta
s erve di bas e a ogni genere di compos izione. Le
voci hanno i s eguenti nomi: l. voce Soprano (o di-
s canto), 2. Contralto, 3. Tenore, 4. Bas s o. Nella
s ucces s ione degli accordi, collegati fra di loro, il mo-
vimento della voce s uperiore, o s oprano, s i chiama
melodia.
27
Raddoppiamento delle voci
Dis pos izione s tretta o lata
Pos izione melodica degli accordi perfetti
1 0. _ l. Per dis porre un accordo perfetto a
quattro voci bis ogna raddoppiare una delle note del-
laccordo. Dapprincipio adopreremo es clus ivamente
il raddoppiamento della fondamentale.
2." Laccordo perfetto pu adoperars i tanto nel-
la dis pos izione s tretta, quanto nella lata.
Nella dis pos izione s tretta, le tre voci ( o parti)
s uperiori s ono dis tanti lluna dall'altra per intervalli
di terza e di quarta. Es empio:
D ,
e 3e
.. 2
D ' D D
Nella dis pos izione lata, le tre voci (0 parti) s upe-
riori s ono dis tanti luna dalllaltra per intervalli di
quinta o s es ta. Es empio:
pos izione melodica (1 ) degli accordi per-
(') Intendiamo per pos izione melodica d'un accordo, il rap-
porto del has s o colla parte pi acuta e melodica,
l 2!!! . * Ii Q m
_u__.-- l
llU ~ lM
ll
3" La
28
fetti dipende dai s uoni che s i ritrovano"'nella parte
melodica: ques te pos
Pos izione di S
Ir: 1 !_ Il I
OII Eo !
_!_!___!_
izioni s ono :
Pos izione di a
I ||
il'
G0 Iai li
2.'
Pos izione di 5
g: :=
l
!|l
I
U' I 5"!
4." L'accordo perfetto completo facilmente pas -
s a dalla pos izione s tretta alla lata e vicevers a e pu
anche cambiare la pos izione melodica:
D
DCID F UDQ
83833B
2-e-Q-2330
nunouin
8 8 3 5 B S :I
Collegamento armonico e melodico
degli accordi perfetti
ll. _ 1 . Il collegamento degli accordi perfetti
appartenenti ai divers i gradi pu es s ere: a) ar'uo-
nico quando il s uono comune di due accordi rimane
fermo alla s tes s a voce; b) melodico, quando nes s un
s uono rimane fermo, e ques to avviene nonos tante
che, dato il raddoppio della fondamentale nei due
accordi, res ti s empre fra es s i la nota comune.
2. Le voci s uperiori, tanto nel collegamento ar-
monico, quanto nel melodico, non debbono s uperare
nei loro movimenti l'intervallo di terza.
3. Gli accordi perfetti che s tanno in relazione
di quarta e di quinta, pos s ono es s ere le-:ati fra lnro
armonicamente e melodicamente, attenendos i alle nor-
29
me s opra es pos te, relative al movimento delle parti:
Armonica Melodico
_ .._-'
a -1 ;'
il! 25;',
l.
lalllis l
!! !
!|l:!ill:
ll! !!.".
il- "/ = -|
raf
'!|||!il!~
4. I movimenti delle voci s uperiori vanno s em-
prc nella s tes s a direzione, e cio, s e nel modo armoni-
co as cendono, nel modo melodico della s tes s a s ucces -
s ione dis cendono (ved es . a) e vicevers a (vedi es . b).
5. Gli accordi perfetti che s tanno in relazione
di s econda, s i collegano s empre melodicamente, per-
ch non hanno s uoni comuni.
_ Melodico
6. In ques ta s ucces s io- . . _
I U I 2
ne, le tre voci s uperiori van- (__= - _
no s empre nella s tes s a dire
zione, mantenendo col bas s o _ /_
il moto contrario: Q - =
ilill"
_.
tr'f li'_'
!.
ll!
7. Gli accordi perfetti che s tanno in relazione
di terza, s i collegano melodicamcnte e armonica-
mente.
8. Nel collegamento armonico, la dis pos izione
degli accordi perfetti non varia; in quello melodi-
co, 'va dalla pos izione lata alla s tretta e vicevers a:
Armonico Melodico
1 8
' i
'm
1 lao I
Il .nlnjim u|_
nu-gn-mutui? lu-
., `_ ~
, i i
\ _
ai.ii-
-
__llil
'U
litmi lr
ll
'ut
30
Relazioni (o s ucces s ioni) proibite
1 2. _ 1 . Una delle cons eguenze del collegamen-
to armonico e melodico degli accordi perfetti que-
s ta: due accordi perfetti non pos s ono s ucceders i nel-
la s tes s a pos izione melodica:
-\ -
1 |'
1 :
5!
.li
libIl
-Il
fa
Le relazioni di quinte e d'ottave parallele che ne
provengono, s ono cons iderate s ucces s ioni as s olutamen-
te proibite ad uno s colaro.
A ques te relazioni proibite vanno aggiunti anche
gli unis oni paralleli:
4 Q
iau
un - -
tt
!_
!
l
I
= "= !- ri
.
i i i
mi o:aaLu I
miri _ _ iv! _ _ mi
In - - I ' ' in
-< -el

of
: 0: `0-
O
2. Un altro procedimento vietato il movimen-
to di una voce per intervallo di s econda aumentata:
ii` 'ii
D il 1 - _- -of = .moti
i 2 il/2 1 /_; 1 4
CAPITOLO II
ARMONIZZAZIONE
CON ACCORDI NELL'AMBlTO
D'UNA STESSA TONAL|TA`
Non. _ Tutti gli es empi dali in ques to capitolo per il modo
maggiore, valgono anche per il minore. Quando ci non s ia
pos s ibile, gli es empi in minore s aranno dimos trati con le die-
renze dovute. l bas s i e le melodie che diamo per es empio,
s ono parte in Do maggiore e parte in La m-inore, parte in mi-
s ura binaria, parte in mis ura ternaria e s i troveranno alla ne
del trattato. Raccomandiamo inoltre allo s tudios o di comporre
da s altri temi s econdo gli es empi dati, es clus i i rorali per i
quali non pu certo lo s tudios o pos s edere lo s pirito e il s enti
mento neces s ario.
COMBINAZIONI CONSONANTI
Collegamento degli accordi perfetti fondamentali
dal I al IV e dal I al V grado e vicevers a
1 3. _ a) Per Parmonizzazione d'un canto dato
s i os s ervi quanto s egue:
1 . Sotto ogni s uono della melodia bis ogna s cri-
vere il corris pondente accordo perfetto del I. IV e. V
grado, evitando per di mettere gli accordi del IV
e del V grado l`uno vicino allaltro.
32
2. Bis ogna legare gli accordi perfetti s econdo le
regole del collegamento melodico e armonico.
3. Se nella melodia c un intervallo s uperiore
alla terza, bis ogna rimanere s ullo s tes s o accordo dato
s ul tempo forte., ma cambiando la pos izione melo-
dica.
4. Quando nella melodia s i ripete la s tes s a nota,
e neces s ario armonizzarla con due accordi divers i,
oppure cambiare la pos izione dello s tes s o accordo.
5. Si deve cominciare e finire con laccordo del-
la tunica.
6. Non bis ogna armonizzare il tempo forte con
lo s tes s o accordo dato s ul tempo debole.
7. Nel bas s o, evitare il ripeters i d`un intervallo
di quarta e di quinta nella s tes s a direzione:
Male 7 Bang
f/uff `__,'\9 0
4 5X 4 5
E$ERClZl0 N. 'l (Canti dati).
Es empio:
ll! !5'|_
'ill
n L-
llll
\ \I ll
IIIlI. Ill'
.i \\ I Ill il"
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Il
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i* I'
\ 'i\ I lI UIil II Il
qi-il
"l 1 -.ll
t-_ -l
lI
II |
- -
1 4-. _ b) Per armtonizzare un bas s o dato:
1 . Bis ogna che la parte melodica riproduca s u
cias cun movimento il valore della gura es pres s a dal-
Pindicazione del tempo.
33
2. La s ens ibile (7`), quando trovas i nella parte
melodica, deve as cendere alla nota s uperiore (to-
nica). Ma ci nonf d'obb1 igo s e ques to s uono non
s i trova nella parte melodica:
Bene Male Bene Male
r-1 +.
n` G D L7
B B
4' ii
f
I
V ci B D 3
1 3 1 3 ;
3. Nellultima battuta s i us a laccordo perfetto
di I grado, s enza la quinta; e ci, perch pi op-
portuno mantenere Pandamento melodico fra le di-
vers e parti, quando la s ens ibile da una delle voci
intermedie as cende alla nota s uperiore. Es empio:
E
OD
ola
t
' V I I
I
!'
i
ESERCIZIO N. 2 (Bas s i dati).
Es empio:
25'.. :!'f-:al -=
ll:!lI"
\l
__|n -'-il
:alIII :gl
!i
I Ill
ns\|||
\ !
e. '!= gli fi'.un J! II 'Il-ll'll _________!__
_ I-
-
_ -C1 _ f
:argv -
L.-'.,."-.;,-= !.. 1 ' `
Lo s tudios o dovr ora comporre di s ua tes ta es er-
eizi di otto battute, pos s ibilmente con ritmo di due
battute. prendendo a modello gli es empi s ues pos ti.
34
Collegamento degli accordi perfetti
del IV e V grado
1 5. _ 1 . Non es is tendo s uoni comuni fra que-
s ti due gradi, il loro collegamento s empre melo-
dico (1 ). i
2. L'accordo del IV grado deve s empre prece~
dere quello del V, ma non s eguirlo:
IV V IV V
cl_lf
\ _ _
_
__
I\ n I
Il
I
o_,_____e
ESERCIZIO N. 3(Canti e bas s i dati).
Es empio:
A
I
rl. III'I 1
-d -
Ir
ll? ti L
i- V
' \\l
* L||||
0
I
l|
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Ii.
\\ ' ' EI
'!| '.. !
'
i \
Il II
\ _ .. \ l\
\t
II
I O 'llII'l
-!.-__--!-
Io
I
I Io I
I
Collegamento degli accordi di s es ta
con gli accordi perfetti del I-IV e I-V grado
e vicevers a
1 6. _- 1 . Nell`accordo di s es ta (primo rivolto)
s i pu raddoppiare l'ex s uono fondamentale e l`ex
quinta maggiore; non s i raddoppia la terza.
2. Bis ogna evitare la s ucces s ione di due accor-
di di s es ta.
U) vedi ll (5 e 6).
35
3. Il l!0IlgItlIt6IlI0 dit!!! accordo di 5351 3golliac-
cordo perfetto dei vari gradi neces s ariamente ar.
monicoi; il s uono comune rimane fermo e gli altri
s uoni non s i muovono per intervalli s uperiori alla
terza:
i i
4. Ilraddoppanlcnlo <Iellex terza in un accor-
do perfetto permes s o s olamente quando le- voci
s uperiori rimangono ferme e il bas s o procede per
terze:
5. Il s alto di s es ta al bas s o s ammette pas s ando
dall'accordo fondamentale allaccordo di s es ta dello
s tes s o grado, ma non nel cas o contrario; tutti gli al.
tri s alti di s es ta s ono proibiti:
ESERCIZIO N. 4 (Canti e bas s i dati).
Es empio :
-I
I _._I/ - _
Il . ' '
-
I:-
s l
I
_ u
It I
- .
|'a . un
...I
II
E u
\
Il
Illl
.AI
= '. u Is sl|| || o l 'IIII' !______i__
G s
36
Collegamento dell'accordo di s es ta del IV grado
con l'accordo perfetto del V grado
1 7. _ 1 . L'accordo di s es ta s i collega s empre
raddoppiando in es s a l'ex s uono fondamentale o lex
quinta.
2. Le voci procedono per intervalli non s upe-
riori a quelli di terza:
IV V IV
Il|| ;`
c Io
V
lI
-
C

Collegamento dell'accordo perfettofondamentale
del IV grado
coIl'accordo di s es ta del V grado
1 8. _ 1 . Il bas s o dis cende s empre per inter-
vallo di quinta diminuita o as cende per quarta
aumentata.
2. Nellaccordo di s es ta del V grado s i raddop-
pia l'ex fondamentale o lex quinta.
3. Le tre voci s uperiori s i muovono per inter-
valli non s uperiori a quello di terza.
4. Se le tre voci s uperiori nellaccordo perfetto
del IV grado s tanno in pos izione di quinta, nellac-
37
cordo di s es ta che s egue permes s o s oltanto il rad-
doppio dellex quinta. Es empio:
Bene
lv V Male
_
:fu
! _
I
,. p/
______i_
lt "'ii
"iii
3
" - _ l
lat - ' \
- _ : Il
G li
ESERCIZIO N. 5 (Canti e bas s i dati).
Es empio:
W V Iv
Il
,, .
ll: __ lg
ll!*
1 |Ill
\p im <
L5-
.. ..I
H.,
II: L
'. I
E..
* Mil*
I.
-1 . _ _
-\J
~ -
Ii 6 G 6 G
Collegamento di due accordi di s es ta
del IV grado e V grado
1 9. _ 1 . Nell'aceordo di s es ta del IV grado s i
raddoppia lex fondamentale, nellacc0rdo di s es ta
del V grado l'ex quinta.
2. Due delle voci s uperiori vanno parallele, la
terza con moto contrario al bas s o:
I
/ /\'\
u
oa ol oo/:
* B * B
__._- `_g
_ 0 39-
' 8 3
n ___
c 3 u s G
38
3. Nel modo minore, il bas s o dellaccordo di
s es ta del IV grado, s ale con unalterazione acciden-
tale per evitare il s alto di s econda aumentata:
. IV V
'I 'ESI
.il ~
\|
Scala. melodica.
Nor/I. _ Per evitare le s ucces s ioni proibite (come le quinte
parallele) nelles empio s ues pos to, l'accordo di s es ta del IV
grado dev'es s ere nella pos izione melodica d'ottava deIl'x bas s o
fondamentale.
ESERCIZIO N. 6 (Canti e bas s i dati).
Es empio:
IVI). V
I/
III 2 '|._
ii
;.
'I
iii- il'
'N
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.. !|.
'e
IIl
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IIII
I I 'lllll I---__-!-_
\
Il
I
1
' _ . E 'Z E - n I/
' ma o
Cadenze perfette: autentiche e plagali
20. _ 1 . Si chiamano cadenze le conclus ioni
armoniche dun pens iero mus icale.
2. La ris oluzione s ullaccordo perfetto della to-
nica s i chiama cadenza perfetta.
3. La cadenza perfetta s i dis tingue in cadenza
autentica (dominante-Tonica) e plagale (s ottodomi-
nante-Tonica).
39
4. Se i due accordi che formano la cadenza s o-
no allo s tato fondamentale e il s econdo ha una di-
s pos izione melodica d'_ottava e di pi s i ritrova s ul
tempo forte della mis ura, la cadenza perfetta; nel
cas o contrario non lo .
o) Autentiche V-I grado:
Perfetta. Perfetta Non perfette
I ie _ Io
2;-'I
.I
e ..I
I
I II 'I'-ll'
_!_!__.!_
I:
. .|
\ il
III
iulllil-E
.
Ill
_s ____-_.! |
-= IIll
'I'-Ill n__|
s _l_L ls !!
I\
_! 1 3
Ir rlI _
Ii IIII _
b) Plagali IV-I grado:
Perfetta. Perfetta. Non perfette
I
_ III_
. = -, I
-A lrf-III E _T
IIll
5"!'I
- I:
Eli'
F-.F ii
ll- !
.1 ._Ia|. EIIIIII:.!-- !___ ul 1 :
~|l:. ~l|
= = Ia|= !I!. .!.. nn`|l
\||| -
Ia :_
n ru - -
I vi;-III fl'
niu 1 '
\
Primo as petto della cadenza compos ta
(cella s ucces s ione della aottoclominnnte alla dominante)
21 . _ 1 . Il primo as petto della cadenza com-
pos ta dato dalla s ucces s ione del I, IV, V 4- I grado.
2. Nella mis ura binaria l`accordo del IV grado
s ia s empre s ul tempo forte, quello del V s ul debole.
;
40
Nella mis ura ternaria il IV grado s i pu trovare tan-
to s ul s econdo quanto s ul primo tempo e il V tanto
s ul terzo quanto s ul s econdo. Es empio:
i-I<
.<1
< Ivg'
8
(L.
2
-VJ
42;;
D
E 1 I5__~H-
* n _lw_L
IL
* nlu_m..
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IQ-m_
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TI,_@
$_ am._
ff
E
L
F 1
= z':T`
ESERCIZIO N. 7 (Canti e bas s i dati)
Secondo as petto della cadenza compos ta
(coll'accordo di quarta e s es ta s ul I grado).
22). _ 1 . Il s econdo as petto della cadenza com-
pos ta dato dalla s eguente s ucces s ione:
Accordo del V grado, accordo di quarta e s es ta
del I grado, accordo perfetto del V e I grado.
2. Laccordo di quarta e s es ta del I grado s i col-
lega collaccordo precedente s empre armonicamenle,
avendo con es s o un s uono comune.
4-1
3." Nell'accordo di quarta e s es ta s i raddoppia
s oltanto l'ex quinta dellaccordo fondamentale.
4. Nella mis ura binaria laccordo vdiiquarta e
s es ta s i trova s empre s ul tempo forte. Nella mis ura
ternaria, per, trovas i tanto s ul primo tempo quan-
to s ul s econdo:
EH?
L-n LJ;
m__<
I
P ff
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xv 1 ig
ll if Ao .-
ls as D-l G 6 D.
1 *
1
i
* W _-i_
nj
_I/_:
_ 3 2 | 1
I
IL
!
MIE
Es ls nclzlo. - Suonare divers e cadenze in tutti i
toni maggiori e minori.
42
Accordo di quarta e s es ta di pas s aggio
23. _ 1 . F ra laccordo perfetto e laccordo di
s es ta dello s tes s o grado, pu trovars i un accordo di
quarta e s es ta di pas s aggio.
2. In ques ta s ucces s ione armonica il bas s o as cen-
de per grado; una delle voci s uperiori rimane ferma
formando un s uono comune, laltra va in direzione
contraria al bas s o, e la terza, prima s cende, poi s i alza
di nuovo d'un grado.
3. Si preferis ce laccordo di quarta e s es ta s ul
s econdo tempo della mis ura:
\_/g\-/
-3 -Q--3

Il 0I"'
anggb <
U 00"'
Q-1
0O02

G G G
i
ESERCIZIO N. 8 (Canti e bas s i dati)
Semicadenza
24. _ Due s ono le s ernicadenze:
La s os pens ione s ull'accordo del V grado che s i chia-
ma cadenza alla dominante o s emicadenza (ri), la s o-
s pens ione s ullaccordo del IV grado che s i chiama
cadenza s emiplagalc (b). Es empio:
IV
( I V I V IV V V
= ' D _ :Ir E , - :I __ : on.
_ 3 _
aa- -2 -; ;.; .- ,_ . -- - = =
' .
-I | I-V _
_ 9- _ J- . 0 . - I : -Q E
I- -.-I I- ' '_ m
'_ ._ ' ,-_-H-
' 6 ' 6 ' - ci _
II!
Q5 \
(mt Iv v iv 43
iiluzg ggzangnt..:|n;;a -Imi
1 /1 254 _
I_ _
I _
Un pens iero mus icale che ris olva con una delle ca-
denze s u es pos te, s i chiama fras e.
1 . Una compos izione mus icale non pu termi-
nare colla s emicadenza.
2. Dopo la s emicadenza, la s econda fras e pu
cominciare coll`accordo perfetto o di terza e s es ta
del V grado o collaccordo perfetto o di terza e s es ta
del IV grado. Es empio:
a. V V
1 _ _ j 'A _ 1 -/ .I \
Ivi ' ' -
igm 8 = A _
AA 4 Q A; 4.4 4
IIIII
I_i___iI_i
I!
"_, _ _ _" __/-" -I
2 6 6 5 I 6 u
IV
b Ivg p
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|I ';!.'l_ Ign. il`|
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Il
* Iaia ` ii
us '~ ,i In,|||I'I Il
_EIIPiII- li- 4
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"= I'5
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"II-is li
"I II, `'
H-\ '
If 3| "
_. * e -Il
il II
'IIIF II E---__-!__
Comporre altri es empi prendendo a modello quelli
dati.
(') In ques to cas o l`accoi-do del IV grado pu es s ere prece-
duto da quello del V.
44
Salti di quarta e di quinta nella melodia
e nella voci intermedie
25. _ 1 . Una voce che s alta di quarta o di
quinta pu es s ere armonizzata con due accordi di
grado differente (I-IV e I-V).
2. Se s otto la prima nota vien pos to l'accordo
perfetto fondamentale duno dei due gradi, s otto la
s econda s i dovr mettere Paccordo di s es ta dell'al-
tro e vicevers a.
3. Due s alti di quarta e di quinta contempo-
ranei in due voci differenti non s ono ammes s i.
4. La dis tanza fra cias cuna delle tre voci s u-
periori non deve s uperare l'ottava.
Es empio di s alti di quarta e di quinta nella
voce s uperiore:
u
-I |-1
<
a
20'0-1
F l
4
4 n _
.
_ . 6
0) Salti di quarta e di quinta fra due s uoni
fondamentali; accordo di s es ta con lex fondamen-
tale raddoppiata.
) Salti di quarta e di quinta fra due ex quin-
te; accordo di s es ta con lex quinta raddoppiata.
) In ques ti due es empi s i hanno, fra le parti es treme, rela-
zioni di B' e di 53cos idetta nas cos te, ci che da evitars i.
45
Es empio di s alti nelle voci intermedie:
I V IV' I
2 e 3 2
s e
_ B
6 G G 6
ESERCIZIO N. 9 (Canti dati)
s w
\
"IW E7 Il
Armonizzare le melodie date in due modi diffe-
renti e alla fine us are le cadenze di divers e forme.
Es empio:\
1 ;' armonizzazione Cadenza
I v /1 Iv`t 1 /Iv di2as pem
_ _ __ _ ______
I _ /_/__ _ _ ___ __f_
II. _____:______I._:__:_
Aus ' _ __ __/ ' - -
-.-_= "---,-'- - ,= - _= = --"
G Q; Q Ii
I
g . '
\.
I
I e i
II III
II'

2.' armonizzazione
I V/I IV I VJ IV
__ ` _ __
___ _ __ _ __ _/
___:____:__/_!__:_
__' __/ * _:_-._
.
_ - I '
f,
, _ _
!___ _f_'__ __ ___ _:_ _ _/_/I
_f_ ' __ ' /_
1 _ _ _ __ /_ _
_ _ _ _ _
6 6 ' T9- ' I, I
Il '|_
' 'Il
I
.
\
ll_ll
.. I I
Il|||
IIl I
IA
Salti fra due terze nella melodia
26. _ 1 . I s alti fra una terza e l'altra pos s ono
us ars i s oltanto nella s ucces s ione del I-IV e IV grado
e vicevers a.
1 . Il collegamento degli accordi perfetti dev'es -
s ere s empre armonico, non melodico.
') Ottave nas cos te.
46
3. Dopo il s alto neces s ario che la melodia
proceda d"una s econda o duna terza in direzione
contraria al s alto.
l oa--
"|| 0 W<
Il
i " IllI E W4 Il "dl" Il
ou\-- ou -
VIIVIIV
3 D
a" Ba _
_-o- ---e--- -e--e--e -eee-
~ 'D-u 3 ci
> Q Q3I
6 G 6 G
ESERCIZIO N. IO (Canti dall)
Es empio:
C _
' ` __ _ _ ' ._
1 _
-. 2 --
.. . _ -t_...s l_g= ;_
l\ ' ' ' f_' _l- ' `
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` _I _'
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Q I
s c G
Salti dell'ex terza al bas s o
III
L
ll-
ul Q
Il * l '
Il! il
"l
27. -- 1 . Si formano dal collegamento dei due
accordi di s es ta del I, IV e I-V grado e vicevers a.
2. Il collegamento degli accordi di s es ta s em-
pre armonico.
3. Dopo il s alto neces s ario che il bas s o pro-
ceda duna s econda o duna terza in direzione con-
traria al s alto:
1 ^v
IV
Do
D
9 B 9
V
099- -0/`-3--Q -9-0-9 /`
Q _
`3D _ q_l:
5 6 6 gf G
I
Tm
-'"E"= -
Ilal l
..'a mal* -'
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4-7'
ESERCIZIO N. ll (Bas s i dati ).
Es empio :
I dim.
I
_ __I/I-/-TZI-/-/II2_/II/-YJISH
_ I ' /Il Il ' _ _ ' I/-:
-'- _'-M~ ' 'f __
_u- _ /r.l : _-_ 1 ' _ I/ __ _. I '_ rl : : :
_ _ I _ II/ _.
fs = :r:g_n= = _fl_m.I;|la__ '
s s 6 I* ' '
ll!!
s i ..
-IW
-_ ~ gi!
allgis ll
I\
Primo rivolto dell'accordo di V diminuita
s ul s ettimo grado (* )
28. _ 1 . Sadopera s pes s o in luogo dell`acco1 -do
perfetto di dominante.
2. Si fa precedere dallaecordo perfetto del IV
grado e ris olve s ullaccordo perfetto della tonica.
3. Si raddoppia s olamente l'ex quinta o l'ex
terza.
4. Il s uono s ens ibile deve ris olvere s empre
as cendendo.
5. Raddoppiando llex quinta non deves i mai
mettere la s ens ibile nella voce di tenore, per evi-
tare le quinte parallele. Es empio:
vn_ vu " vu vu vu
' = : _ = '
.Q2 SLQ. 9.92
..= = :_' B _" Q' I 0
I ' IIIII ' .Il-I ' 'll-O ' IIIII '
| | , 1 |
6 6 G ti
lil'-
0Ilil.,-
la'le
I .
6. Si adopera nel modo maggiore per armoniz-
zare la nota s ens ibile che as cende alla tonica.
(') Pu es s ere cons iderato come accordo un poco dis s onante.
la 7. Nel minore s 'adopera ugualmente per armo-
nizzare la nota s ens ibile nella s cala melodica as cen-
dente: caus a poi lialterazione accidentale del VI gra-
do as cendente l'accordo perfetto minore della s otto-
dominante s i cambia in maggiore. Es empio:
, tvmvlt
-e- _
t
rI !!.'
_,
.a
_!
.
Il 'I
Il
:tz-. . 1 - i
UV
I |'
8. Us ando il tetracordo completo (mi-fa
s olli-la) della s cala melodica as cendente, bis ogna
evitare il s eguito di terze maggiori
Per ques ta ragione il bas s o dellaccordo di s es ta
del I grado res ta immobile, formando un accordo
di s econda.
I IVmVII
I _
Im?
Ci* |
Irl' . - I |
lu- _ _ I 2 ' |
_ _ .
_ _ o
=
ESERCIZIO N. 'I2 (Canti e bas s i dati)
Accordo perfetto del Il grado e s uo primo rivolto
n
Il
Ii!!
.
iiil
29. -_ a) L'accordo perfetto del II grado che s i
adopera s olamente nel modo maggiore, s i fa s eguire
all'acco1 -do perfetto del I grado e al s uo primo ri-
volto,_oppure agli accordi perfetti del IV e VI grado.
Richiede dopo di s laccordo perfetto dominante o
49
il s uo primo rivolto, coi quali s i collega s empre
melodicamente.
ii' H
nagg 838
ga ozgg
8 -cr
ua D 3 D:
G
lle 1 1
2-222 Q9.
7 Q Q-
-Q D
3Q D 3 D
6
Il collegamento armonico di ques taccordo perim-
to c0ll'accordo fonda- , Male MGEUO
mentale dominante non I `
bello a caus a della
s ucces s ione di due ter- :BE-ge:
ze maggiori che ne de- _ -
5"l
__ _Jll
m -
|l
il
riverebbe. '
Non. _ L'accordo perfetto del II grado s i mette qualche
volta (s pecialmente nelle cadenze dei corali) prima del.l'ac-
cordo di s es ta del primo grado.
_ Il l
Ill
883Se
222202
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b) 1 . L'accordo di s es ta di II grado s i us a
tanto nel modo maggiore quanto nel minore, in
qualit d'armonia s ottodominanle, per tutte e due gli
as petti della cadenza compos ta. Ad es s o precede lac-
50
cordo fondamentale s ulla tonica e il s uo primo rivol-
tio e s adopera anche nel collegamento delle fras i
per preparare una cadenza compos ta. _ 2. lfaccor-
do di s es ta di ll grado neces s ario adoperarlo nella
pos izione melodica di ottava del s uono ex fonda-
mentale. ~- 3. Si pu raddoppiare l`ex terza o il
s uono ex fondamentale; ma il raddoppio dellex ter-
za s i rende neces s ario quando a ques to accordo s e-
gue un accordo di quarta e s es ta.
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NTA' Il raddoppio dell'ex quinta nel primo rivolto del ll
grado pos s ibile s olo nel modo maggiore.
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cs cs
ESERCIZIO N. 1 3(Canti e bas s i dati).
Accordo perfetto fondamentale del VI grado
Cadenza evitata
30. _ Doppio us o. _ I cas o. Nella cadenza evi-
tata. 1 . l'accordo perfetto di dominante, invece di
ris olvere s opra l'accordo perfetto della tonica, ri-
s olve s opra l`accordo perfetto del VI grado (nel qua-
le s i raddoppia la terza) e s i collega melodicamente.
51 |
2. Ques ta mancata conclus ione d'un pens iero
mus icale, s i chiama cadenza evitata; dopo la quale.
la fras e che s egue, comincia coll'accordo perfetto
della s ottodominante o collaccordo di s es ta di II
V VI VVI
9
grado.
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co
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Il cas o. _ Nelle cadenze autentiche o compo-
s te o anche nel mezzo duna fras e che fa pres entire
la cadenza:
1 . Laccordo perfetto fondamentale del VI gra-
do s i mette'dopo l'accord0 perfetto della tonica;
pu non s eguire poi laccordo del V, IV e Il grado
o il primo rivolto di ques t'ultimo.
2. Il collegamento collaccordo perfetto del V
grado melodico, e con gli accordi del IV e Il grado
s empre armonico.
I IVIV IVIII IVIII
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ESERCIZIO N. 'I4 (Canti e bas s i dati ).
Accordo perfettodel Ill grado nel modo maggiore
31 . -_ 1 . E neces s ario di adoperar-
lo per Parmonizzazione del tetracordo
dis cendente s uperiore della s cala.
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52
2. S`adopera dopo laccordo perfetto del I gra-
do o accordo perfetto fondamentale del VI grado col-
legandolo armonicarnente.
3. Si fa s eguire dallaccordo perfetto del IV
grado collegandolo melodicamente.
I
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D8 Q9 D9
ESERCIZIO N. IS (Canti dati)
Accordo perfetto fondamentale del Ill grado
della s cala minore naturale
Cadenza F rigia di prima s pecie.
32. _ 1 . Sadopera, come l'accordo perfetto del
III grado maggiore, per Parmonizzazione del tetra-
cordo s uperiore dis cendente della s cala minore na-
turale.
2. Si mette dopo laccordo perfetto fondamen-
tale del I e VI grado e s i fa s eguire dallaccordo
perfetto della s ottodominante.
Cadenza F rigia Cadenza F rigia
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53
Il s econdo e terzo es empio formano una s erie di
accordi che s i chiamano s ucces s ioni F rigie per la
derivazione del modo F rigio).
Si fa la cadenza F rigia quando laccordo del III
grado adoperato per formare la s emicadenza nel
modo minore.
ESERCIZIO N. I6 (Canti dati)
Accordo perfetto fondamentale del VII grado
della s cala minore naturale
Cadenza F rigia di s econda s pecie
33. _ 1 . S`udopera per armonizzare il tetra-
cordo s uperiore dis cendente della s cala minore po-
s to al bas s o :
2. Si mette dopo laccordo perfetto fondamen-
tale del I grado e s i fa s eguire dallaccordo di s es ta
del IV grado.
3. Nelle tre voci 's uperiori s evitcr rigoros a-
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mente il s eguente' brutto procedimento:
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Ques te s ucces s ioni s i chiamano pure F rigie e s ono
us ate come s emicadenze nel modo minore.
54
ESERCIZIO N. I7 (Bas s i dati ).
Vlln.
Os s ervazione. _ Nella cadenza : ' -
F rgia di prima s pecie s i pu ado-
perare l'accordo di s es ta del VII
grado della s cala naturale minorc =
raddoppiando l'el terza. . - _
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6'* I 1 |
3 I ii !II
Armonizzazioni dei Coral
(Senza rnodulazioni).
34-. _ 1 . Si chiamano corali le canzoni reli-
gios e dei protes tanti.
2. Le melodie dei corali ordinariamente s ono
formate da un movimento regolare di minime e s ono
interrotte dalle cadenze con un ripos o (corona f?\ )
che la divide in fras i o s trofe.
3. Tutti gli es empi darmonizzazione pres en-
tati fin qui, applicati ai corali, formeranno la cos -
detta armonia di s tile s evero.
4. Nelle cadenze des iderabile la mas s ima va-
riet; bs ogna evitare di ripetere la medes ima ca-
denza.
5. Nel mezzo del corale bis ogna evitare la ca-
denza perfetta autentica, il s econdo as petto della
cadenza compos ta, (collaccordo di quarta e s es ta)
s i adopera raramente e s olo'alla fine del corale.
6. Se il ripos o s i trova s ul s econdo tempo della
mis ura, s u tutte e due i tempi di ques ta ordina-
riamente s i pone uno s tes s o accordo, qualche volta
in differente pos izione melodica.
7. Molti corali cominciano in levare e in tal
vas o per lo pi collaccordo perfetto dominante, o
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56
Accordo perfetto minore della s ottodominante
e accordo di s es ta del Il grado
della s cala armonica maggiore
35. -_ 1 . Negli es empi in tonalit maggiore di
lulta la s eguente parte del trattato, us eremo gli ac-
cordi del gruppo s ottodominante fondati s opra la
s cala armonica maggiore, e cio, laccordo perfetto
minore del IV grado e s uo accordo di s es ta, e l"ac-
cordo di s es ta s ul II grado con lex quinta abbas s ata.
IV IV II
_ * | T '
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2. Non s i deve adoperare il procedimento cro-
matico e in genere non us are nella
s tes s a fras e larmonia s ottodominante del modo mag-
:_ I!!iii_;:_
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ill'
'I
QII
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giore armonico e quella del modo maggiore naturale.
3. Nell'armonizzazione delle _melodie de' corali
non s i deve adoperare il modo maggiore armonico.
COMBINAZIONI DISSONANTI
Accordo di s ettima di dominante
F ondamentale.
36. -- 1 Ifaccordo di s ettima di dominante
ris olve s opra l'accordo perfetto della tonica allo s tato
fondamentale (vedi 6).
57
2. La s ettima dis cende s empre s ulla terza del-
l`accordo perfetto della tonica, le altre voci, es s endo
' 7 A
le medes ime dell accor-
do perfetto dominante, ri.
s olvono s econdo le rego-
le gi date per il collega-
|:n-ento melodico.
3. L"accordo di s ettima
I
1
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i!!
Iilglls gt Iillzlii
'J |g ',.
llllis i
di dominante s us a com-
pleto edoincompleto, e in ques to cas o s i toglie la
quinta e s i raddoppia il s uono fondamentale.
4." Nel cas o in cui la s ens ibile s i trovi nella
parte s uperiore c dovendo ques ta as cendere alla toni-
ca, s i ris olver Paccordo di s ettima di dominante com-
pleto s ull'acco'rdo perfetto della tonica incompleto;
vicevers a quello della s ettima di dominante incom-
pleto s i ris olver s opra liac-
VIVI
cordo perfetto della tonica ^ ' = '
completo. Es empio :
ll
.|..o.i ~|I|@l=
_i_!_l_!
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5. Laccordo s i pu us are negli s tes s i cas i nei
quali s `us a laccordo perfetto di dom1 nante.
a) Pos to dopo l'accordo del I grado la s ettima
s 'introduce per grado.
1 .) 2.) 3.) 4.) 5.) 6.)
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1 s 1 s 1 "' `
Non _ In ques ti cas i 's ono permes s o due quinte parallele,
la s econda delle quali diminuita.
58
b) Quando laccordo perfetto del IV grado pre-
cede l'accordo di s ettima di dominante s i collega con
es s o s empre armonicamente, il s uono comune la
s ettima e dices i in ques to cas o s ettima preparata;
le altre voci procedono s econdo le regole del-col-
legamento melodico.
IV V IV V IV V
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NOTA _ Pos to dopo l'accordo perfetto fondamentale del IV
grado, raccordo di s ettima di dominante, neces s ariamente
incompleto. Pos to dopo l'accordo di s es ta dello s tes s o grado,
pu es s ere anche completo.
c) Dato laccordo del V grado, la s ettima di
dominante viene o come s ettima di pas s aggio, op-
pure pres a per s alto da qiialunque s uono de laccor-
do, le altre voci pos s ono rimanere ferme o anche
muovers i.
I.) 2.) 3.) 4.) 5.)
V I V V V V
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Non _ I s alti as cendenti di quinta diminuita e di s ettima
minore s ono permes s i.
59
d) Un'eccezione alla ris oluzione della s ettima
di dominante s ullaccordo perfetto della tonica s i
ha quando es s o accordo ris olve s opra l'accord0 per-
fetto fondamentale del VI grado con la terza raddop.
piata (cadenza evitata).
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M ion.

NOTA - L'accordo -di s ettima di dominante in ques to cas o


s empre completo.
ESERCIZIO N. I9 (Can_ti e bas s i dati).
Es empio:
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Rivolti dell' accordo di s ettima di dominante
37. _ 1 . I rivolti dell'accordo di s ettima di do-
minante s i ris olvono generalmente facendo dis cendere
l`ex s ettima s ulla terza dellaccordo perfetto della
tonica.
2. Il primo rivolto o accordo di quinta e s es ta
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s i adopera dopo quals ias i accordo perfetto principa-
le e ris olve s opra laccordo perfetto della tonica.
Es empio:
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3. Il s econdo rivolto o accordo di terza e quar-
ta s adopera dopo quals ias i accordo perfetto princi-
pale e ris olve s ull`accordo perfetto della tonica.
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4. Il terzo rivolto o accordo di s econda, s ado-
pera dopo quals ias i accordo perfetto principale e do-
po l'accordo di s es ta del II grado; ris olve s empre s ul-
laccordo di s es ta della tonica.
IV V V V V V II V
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C 2 G 2 G 2 G 2 G 2
Non _ Uaccordo perfetto del IV grado davanti all'a('rordo
di s econda pu s tare s oltanto allo s tato fondamentale; le tre
voci s uperiori dis cendono s empre in bas s o,
5. In tutti e tre irivolti, dopo l`accordo per-
61
fetto del I grado, lex s ettima, pu es s ere pres a di
pos ta, os s ia, per s alto as cendente di quarta. Le altre
voci preferibile procedano per gradi congiunti.
I/V__ I v I v
D Q 9 D 0
a a a g Q 3Q
-Q-
2 0- _
6. I s alti del s uono fondamentale e dellex quin-
la (vedi 25) s ono ammes s i nei rivolti dell'accorclo
di s ettima di dominante.
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2 6 2 I;
7. Servendos i della s ettima come s uono comu-
ne e las ciandola immobile in una delle parti s u-
periori, s i pu pas s are dall'accordo fondamentale ai
s uoi rivolti e vicevers a, es cludendo per, da tale com-
binazione, laccordo di s econda.
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Non _ In s eguito vedremo un eccezione a ques ta regola.
'I Non bello a caus a delle ottave nas cos te fra le parti
es treme.
62
ESERCIZIO N. 20 (Canti e bas s i dati).
Es empio :
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Accordi di s ettima di s ens ibile (s ul VII grado)
s ettima minore e s ettima diminuita
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38. -_ 1 . Appartenenti allarmonia dominante
ques ti due accordi ris olvono s opra l'accordo perfetto
della tonica.
2. La nota s ens ibile as cende alla fondamentale
dellaccordo perfetto della tonica, la s ettima s cende
di grado s ulla quinta des s o, la terza e la quinta ris ol-
vono formando una terza raddoppiata.
a. . b- c . d.
VII VII VII VII Non us ato
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CCC.
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_tI_'.:l_ _l.@__ll!_ llzi
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Non -_ Il cas o (d) non s 'us a a ragione della s ua ris oluzio-
ne s ullaccordo-di quarta e s es ta.
3. Raccomandiamo allallievo dus are gli accor-
di di s ettima di s ens ibile es clus ivamente allo s tato
fondamentale, inoltre preferibile adoperare anche
per il modo maggiore laccordo s ens ibile di s ettima
diminuita, invece dell'accordo di s ettima minore.
63
4. Gli accordi di s ettima di s ens ibile s i fanno
s eguire all`accordo perfetto di s ollodominante, col-
legandoli con es s o arm-onicamenle; la Pl'0prZ0I1
cn.: Paccordo perfetto della tonica meno bella.
IV VII I I VII I
* 3`s , af_ 3
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Q D Q Q
7
ESERCIZIO N. 21 (Canti B bas s i dali
Es empio 2
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f-s e ~:s ::
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M'PI Il T G
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1 .
Accordo di s e_t'fima s ul II grado
e s uo primo rivolto lg)
39. _ 1 . Di tutti gli accordi s econdari di s et-
lima, pi s pes s o degli altri s "us a laccordo di quinta
e s es ta del II grado e il s uo s tato fondamentale.
64
2. Nelle cadenze compos te e nelle s ucces s ioni
s imili ad es s e, ques ti accordi s adoprano invece del-
llaccordo di s es ta e d4ellaccordo perfetto fondamenta-
le dello s tes s o grado.
3. La s ettima deves s ere preparata come s uono
comune dagli accordi perfetti precedenti del I, IV,
e VI grado. _
4. F acendo s eguire a ques ti accordi laecord0
fondamentale del V grado, la s ettima s cende di s e-
mitono; s e invece a es s i s egue l'accordo di quarta e
s es ta nella cadenza compos ta, la s ettima rimane fer-
ma, formando la quarta di ques faccordo.
5. L`accordo di quinta e s es ta del II grado s i
us a anche dopo l'accordo di s es ta del IV grado.
(Es empio d).
a. h. c. d.
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ESERCIZION. 22 (Canti e bas s i dati).
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F orme s peciali di cadenze plagali
40. _ 1 . l..accordo di quinta e s es ta del II gra-
do e laccordo di terza e quarta del VII grado, ci of-
frono nuove forme di cadenze plagali, s tante l`ecce-
zionale ris oluzione del bas s o di detti accordi, che
s alta s ulllaccordo fondamentale della tonica. In que-
Slo cas o le voci s uperiori s i muovono per gradi
congiunti.
2. In s imili cas i, ques ti accordi s i pongono s u
qualunque tempo della battuta, e s i preparano col-
llaccordo perfetto fondamentale della s ottodominan-
U' 'qualche volta con la quinta raddoppiata.
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66
ESERCIZIO N. 23(Canti e bas s i dati)
Us o degli accordi di s ettima
neIl'armonizzazione dei corali
41 . _ 1 . Negli es ercizi s eguenti, riguardanti
Parmonizzazione dei corali, s i pu adoperare lac-
cordo di quinta e s es ta d_el II grado. Il pi delle
volte s us a la s ettima di pas s aggio s ull'accordo per-
fetto di dominante; es clus o ques to cas o, bis ogna
s empre evitare l'aceordo di s ettima di dominante nel
s uo s tato fondamentale e s oprattutto con la s ettima
nella parte s uperiore. I rivolti s i us ano s pes s o, s pe-
cialmente laccordo di quinta e s es ta e l'accordo di
s econda (1 ).
ESERCIZIO N. 24 (Canti dati di Corale).
Es empio:
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-3-_:1 /1
_ _ _ -1
(1 ) Una tale armonizzazione gi nn principio di s tile libero.
67
Accordi di nona
42. _ 1 . Ifaccordo di nona un accordo di
cinque s uoni e deriva dallaccordo di s ettima col-
l'aggiunta della nona.
2. Soltanto s ul V grado del modo maggiore e
minore viene cons iderato come accordo indipendente
e fa parte delllarmonia dominante.
3. Se la nona maggiore, chiamas i accordo di
nona maggiore, s e minore chiamas i accordo di nona
minore.
4. L'accordo di nona n\1 ggiore trovas i s ul V
grado della s cala maggiore naturale, iaccorlo di
nona minore trovas i s ul V VDa V1 70 VL!)
grado della s cala armo- ' ii,
nica maggiore e minore. '1 1 1 3 .-35 :
-__
9 9 9
5. Dovendo adoperare ques taccordo nella com-
pos izione a quattro parti s i s opprime la quinta.
6. Ifaccordo di nona ris olve s opra laccordo per-
fetto della tonica: la nona s cende di grado s opra la
quinta t?'ell"accordo del I grado e le altre voci s eguono
le regole gi date per la ris oluzione dellaccordo di
s ettima dominante.
7. Ifaccordo di nona s i pu adoperare dopo
laccordo perfetto del IV grado, collegandolo armo-
nicamente, ed preferibile che la nona s i trovi nella
parte s uperiore.
_!!!
Ill
Maggiore Minore
IV V IV V
IEF I'.
|!=
-|!'Ii
_a_l '!!- nmall_ ,
_ Q - \l 1
- .la
Il
68
8. Nel modo maggiore naturale laccordo di no-
na s adopera come accordo intermedio di pas s aggio
fra llaccordn perfetto e laccordo di s es ta del IV
grado.
l IV V IV V I
!!!
WI'
1 . I _!___!___
-0 -ege-
Ill!.
I' 2
9. Generalmente ques taccordo poco us ato.
Non crediamo neces s ario aggiungere es ercizi s pe-
ciali; preferibile che l'allievo componga delle fras i
di otto battute adoperando per quanto pu laccordo
di nona.
Rapporto fra tutti gli accordi perfetti d'una s cala
a) Progres s iorli in cui il bas s o s ale di quarta
e s cende di quinta e vicevers a.
43- Prendendo per bas e la s ucces s ione (in cui il bas s o
s ale di quarta e s cende di quinta e vicevers a) dallaccordo
perfetto di dominante a quello della tonica e riproducendola
s cendendo ogni volta d'un grado avremo la s eguente concate-
nazone di accordi perfetti che chiamas i progres s ione.
al Nel modo maggiore:
V I IVVII III VI II V
`.!.
_ l`> :-
_ _ ` =
g Q D ' ' e . :
\@7 .`9_7. D 9 8 D Q D 2
5 "4 5\/4 0 '9 'D' 3
I
Il
II.
Gb!
--
Il!
I
O
__!_
b) Nel modo minore le progres s ioni s i formano con gli
accordi della s cala naturale onde evitare s alti di s econda au-
69
mcqtata fra le parti s uperiori; per il primo e l'ultimo accordo
perfetto del V grado rientrano nella s cala armonica.
V I V
' ,_`I,_` _ Varm.
l
:EF I
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_ o _ u- _
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: I ' i O-I _ n |
Q ,_ _ D - 01 01
,f ~e./_ = Q D 8 _, - 8 .-s
5 -'4 5 ` -e-
Ques te -progres s ioni ci danno la concatenazione pi naturale
fra tutti gli accordi perfetti di una tonalit. Il collegamento
fra gli accordi perfetti alternativamente armonico e melodico;
gli accordi perfetti di quinta diminuita, che nelfarmonzzare
s i adoperano s olo come accordi di s es ta, entrano in ques to
progres s ioni allo s tato fondamentale come gli altri accordi.
ESERCIZIO
Continuare le progres s ioni incominciate compos te d'accordi
di s es ta e d'accordi perfetti.
a Maggiore b
_ ' E _ '
ar - . - 1 = ;.j._;_
1 ; I; 6 '
Gli s tes s i es empi per il minore.
II!
il
.I l
ll! !!.".
b) Progres s ioni in cui il bas s o s ale di s econda
e s cende di terza.
44. _ Prendendo per bas e la s ucces s ione dall'accordo per-
fetto del IV grado alla dominante e riproducendola s cendendo
ogni volta di grado, avremo la concatenazione nella s tes s a tona-
lit fra tutti gli accordi perfetti, i bas s i dei quali s i troveranno
cos fra loro in rapporto di s econda e di terza. Nel modo
70
minore s olo l'ultimo accordo perfetto del V grado pu appar-
tenere al modo armonico, poich tutti gli altri s i formano s ulla
s cala naturale.
al Nel modo maggiore:
IVV III IV II III I Il VIII VI VII V VI IV V
I e V7 T
E57 :jo
II!
Il?il'
.. ti
.ll .
zi . l_'___-
altijo
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_/_` 'Cf
bl Nel modo minore:
IV V III IV Il III I II VII I VI VIIVIIVI IV Varm
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1 = '
_ i : 0 : _ I:i
` ' ` -0 ' --
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Bi.-3-Q) : ; : -3- - _ _ _ _
7 ' I V _ = .I:.-. |
' ' o ' ' 5-031 :
1 1
aa-2:; '
Anche in ques te progres s ioni il collegamento fra gli accordi
perfetti alternativamente melodico e armonico.
ESERCIZIO
1 Continuare le s eguenti progres s ioni compos te d'accordi
di s es ta e d'accordi perfetti:
Maggiore
. , a t
I E E ?gi?F f
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ecc `
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6 * 4 6 ts ts ts
2 Gli s tes s i es empi per il minore.
71
Q CI E ione
OSSGTUGZIOHI -_ Pl'0dI'I(I0 Eli ESB'l1 'lp|0 lg p1 '0g|'gg51 0|'|| dj
s cendenti s i pos s ono formare delle pi-051 -e g|0n| ggcei-|d|-1 1 |
Es empio
IIVIIVIIIVI 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
0
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I
Ii'
aj _
I I
ESERCIZIO PRATICO _ SlI0l'l3I'E l plal'|0f01 -lg nel djvergl 1 01 1 1
tutte le s pecie di progres s ioni nora es pos te. cominciandole
da ualun ne rado no alla conclus _
I I IV
_ _ u 0 ' l -Q :
ixgtyonr E _ e
= 1 f= 2C- - ecc
lg . - ' :~tg :4n
i v ii vi invii
__
igg _ Et,
int: _ ;,._<
-
-e-
Raccomandiarno all'allievo di comporre altre progres s ioni e
di s uonarle nelle pos izioni s trette e late in tutte le pos izioni
melodiclie e in tutti i toni.
'fi
Concatenazione di tutti gli aemrdi di s ei-tim;
di una s cala
Succes s ioni con accordi di gemma,
45. - 1 . Prendendo per bas e la` s ucces s ione dell'accordo
di s ettima di dominante coll'accordo perfetto s i pos s ono formare
le s eguenti progres s ioni.
a) nel modo maggiore.
VI IV VII IIIVI II V I IV VIIIIIVI II V I
1 _ , f`
_ ,_`
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1 '. _ ' 5 _ : '
\" ` _ = : _
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1 1 1 1 1 U s o 1 U 1 3
. V I IV V1 1
ppurel
ii?
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72
b nel modo minore.
I VHF -I IV VIIHIIIHYI I-I Vn.In. IVVIliillIn.\II II ar.I
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Var. I V VII n.
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li
7 7
Ques te progres s ioni ci mos trano la ris oluzione pi naturale
degli accordi s econdari di s ettima allo s tato fondamentale.
Ognuno di ques ti accordi ris olve s opra laccordo perfetto pos to
una quarta s opra, Gli accordi di s ettima incompleti ris olvono
s opra accordi perfetti incompleti e vicevers a. Le progres s ioni
dei rivolti invece s ono formate da tutti accordi completi.
ESERCIZIO
Continuare le s eguenti progres s ioni dei rivolti degli accordi
di s ettima.
a. b c
1 _ 4 _ f-\ 4
_ ' 1 una _ m
- _ Inra as
' ' I ' _ 5 = 1 :1
A 00. GCC. agg,
zs fb. 'L'_Qf`.Q.
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_' _' c1 ;qo_otg
G Ii 4 2525
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II!
c) Gli s tes s i es empi per il minore.
2. Pi-olungando la terza del primo accordo di s ettima s ul-
|`accordo s eguente, quella del s econdo s ul terzo accordo, e
cos di s eguito, avremo una -progres s ione compos ta unicamente
di accordi di s ettima i quali s i tras formano l'un0 nellaltro.
Il: 2:!!
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73
al Nel modo maggiore.
V I IVVIIIIIVI II V I
' 5 021 7`
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b) Nel modo minore.
Vn.In. IV VIIILVI Ill II Vn. Varm.
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_ /\ /-\ ,
"'_li_ ."_. ' = = ol= w
_ I 9 D 3u -_- |
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~l Q. k l l M NI H il N KI
H

l
Dalle progres s ioni es pos te ris ulta chiaro che ogni accordo di
s ettima ris olve in un altro che trovas i una quarta s opra o una
quinta s otto, e con ci s i pu concludere che la terza d`ogni
accordo di s ettima prepara la s ettima dell'allra e ques ta, a
s ua volta, ris olve s opra la terza del s eguente accordo. laccor-
do di s ettima completo s opra un accordo incompleto e vice-
vers a. Componendo delle progres s ioni con i rivolti vedremo che
gli accordi di quinta e s es ta s i s uccedono con accordi di s e-
conda e vicevers a, e gli accordi di terza c quarta con 3;-,cordi
di s ettima completi.
ESERCIZIO
Continuare le s eguenti progres s ioni.
' b
- ~ _ _ un
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-\| _ I 7
ecc. @00-
g, 0/-_1 ;
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5 s 2
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Il U
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Ir 2.:"
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|I
c) Gli s tes s i es empi pel minore.
74
3 Altre ris oluzioni meno naturali degli accordi di s ettima
s i pos s ono ottenere facendo as cendere il bas s o di un grado,
ci che s i ris contra normalmente nella ris oluzione dell'accordo
di s ettima di s ens ibile. Prendendo per bas e la s ucces s ione di
qucs t`accordo avremo una progres s ione. nella quale ogni ac-
cordo perfetto -prepara un accordo di s ettima pos to una terza
s otto.
VIII VIVIIVVI IVV III IVII III I IIVIII
-U ee
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0 : ami?
7 7 7 7 1 1 1 1
Es s aclzto. _ La s tes s a cos a per il minore,
Comporre delle progres s ioni con accordi di nona.
Es EaclZl0._ _ Suonare le varie s pecie di progres s ioni nei
divers i toni, partendo da qualunque grado.
Libero us o di fu i gradi della s cala
46. - Per l`allievo gi pratico nell'armonizzazione, dia-
mo altre regole afnch pos s a adoperare pi liberamente tutti
i gradi della s cala.
1 . Gli accordi perfetti diminuiti s 'adoperano s olamente
come accordi di s es ta.
2. Gli accordi perfetti s econdari generalmente s i pongono
una terza s otto ris petto agli accordi :perfetti principali.
Pi accordi perfetti dei quali i bas s i s cendano s ucces s i-
vamente di terza, danno unimpres s ione vuota.
4 0E E
_ tgc
liga;
I_.
Li 3
3. Ogni accordo perfetto pos to alla dis tanza di una terza
75
s uperiore dal precedente, richiede dopo di s un accordo per-
fctlo pos to alla s econda s uperiore.
1 _ 2 a . <=
,= -_; _-_* -:_
'._ - ~ = -
I 4. lfaccordo per etto cui acceda s ullo s tes s o bas s o lac-
cordo di s es ta, produce un s ens o di debolezza, s e il primo
trovas i s ul temzpo debole d'una mis ura e il s econdo s ul tempo
forte della s eguente:
Male Magli'-*
ecc ecc

In tutti i cas i laccordo di s es ta deve s empre s eguire l'accordo
perfetto. ln genere poi des iderabile che il bas s o nel s uo mo-
vimento dal tempo debole al tempo forte della s tes s a mis ura,
non rimanga fermo anche trattandos i di due accordi di diver-
s o grado.
'i
iul
M!
--il I
Male Meglio
IV ll IV Il
5. Gli accordi s econdari di s es ta (es clus o quello del Il
grado) s i adoperano preferibilmente dopo gli accordi perfetti
ai quali appartengono.
rrwu
een rn"
6. Gli accordi di quarta e s es ta dei gradi s econdari ven-
gono us ati come accordi di pas s aggio.
em
-tva
0001 0
-omo
)
m
-= = =
76
Qualche volta l`accordo di quarta e s es ta s i pone fra due
ripercus s ioni d'un accordo 'perfetto s opra lo s tes s o bas s o.
s ? ~g
0301 1
Uil
-e - '
S'adopera fra l'accordo di s ettima di dominante e l'accordo
perfetto fondamentale dello s tes s o grado, e inne quando il
bas s o, rimanendo immobile l'accordo perfetto nelle parti s upe-
riori, fa s entire tutti i s uoni dellaccord0.
H
7. ll ll e Ill grado nel modo maggiore s i collegano ira
loro molto raramente e pi s pes s o in forma di rivolto.
Il II
Segea BH
<= 52 -e-3:__
mami
= -
dacci
8. Gli accordi di s ettima s econdari s i us ano o come di
pas s aggio, os s ia con la s ettima di pas s aggio (s pecie quelli che
contengono la s ettima maggiore), oppure collegati armonica-
mente con l'accordo precedente.
- ' ' : : ::
7 -o- ` , 2 e-
,`
Q I _
.' - . : a = _ 5 - 0
[__ _: 1 : 'zu t01 :3
_ _
-3 7 -3 G 7 G
7 5 5
Un accordo di s ettima cos Ipreparato es ige una s ucces s ione
di altri accordi di s ettima fino a quello di dominante. La s uc-
ces s ione di quattro accordi di s eguito non buona. L`accordo
di s ettima di s ens ibile (s ettima minore e diminuita) pu adope-
rars i come rivolto ris olvendo s ul I grado.
O iii
--ii
ii.
.O il
--fl
al
I..
.!..
(.!'
|!! it.ll
77
9." ll raddoppio della quinta e della terza negli accordi
perfetti, voluta alle volte da condizioni Speciali.
2 gg "'
'3
1 0. I s alti a intervalli aumentati non s 'us ano affatto e i
s alti a intervalli diminuiti s ono tollerati s e dis cendenti.
l1 . Il`movi-mento parallelo di due terze maggiori s i evita
ma non s empre.
Maggiore Minore
% ''333 82 ri
Non pres entiamo allallievo es ercizi s peciali. Egli trover
il modo d`adoperare tutti i gradi liberamente nellarmonizza-
zione de' corali che s eguiranno.
CAPITOLO III.
MODULAZIONE
47. _ 1 . Si chiama modulazione il pas s aggio da
un tono ad un altro. La modulazione pu es s ere o
condotta gradatamente o immediata.
2. Per modulare gradatamente ci s erviamo de-
gli accordi dei toni vicini, la modulazione immediata
forma un procedimento fals o o enarmonico.
I grado di vicinanza
48. _ 1 . Le tonalit vicine a una tonalit data
s ono s ei; la loro vicinanza s tabilita dal fatto che
i loro accordi perfetti di tonica s ono inclus i nella
tonalit data.
Nel tono di do i toni vicini s ar:-.nnoz
la, Sol, F a, fa, mi, re.
Do dim l la. Sol F a fa mi rel Do
fes s g
80
Nel tono di la i toni vicini s aranno:
D0, re, mi, Mi, F a, Sol, la.
1 s 'dim.l.n re _mi Mi F e s oli la
ung g gg g
2." Tutti gli altri toni s ono con le date tonalit
li do c di la in rapporto di II o III grado.
3. Il pas s aggio da un tono ad un altro bas ato
.-opra gli accordi comuni alle due tonalit.
4. ll tono dal quale s i modula dices i antece-
dente e quello a cui s i pas s a cons eguente.
Modulazione cliatonica
49. -- 1 . Dato un tono per modulare ad un al-
tro. bis ogna s ervirs i dun accordo che s ia comune a
tutte e due le tonalit. evitando per l`accordo per-
fetto di tonica del nuovo tono.
2. Cons iderare un tale accordo non s olamente
come accordo di un determinato grado del tono di
partenza. ma anche come accordo di altro grado del
tono a cui s i vuol modulare.
3. Spes s o s i adopera l'accordo di s ottodominan-
tc rlcl nuovo tono.
4. Volendo us are un accordo che non s ia in
rclazionc di I grado col tono di partenza. qu(-s to (lc-
ve es s ere as .s olutamcntc allo s tato fondamentale c il
81
s uo bas s o deve trovars i una terza inferiore a quello
dcllaccordo precedente.
( Do (II-IV) la,
1
(B) D0(vn-1 1 ) la
1 = 2 = E _
Di F riga.
Do
(I-IV)
(_ I!Il il
'is f
li'VU
L
-L
g..
i
qei.
liii
i
(xPxv s oa F
2 f
7 U s --1 3
Do
(1 -v) mi
~
s -1 1 ;
Per modulare da un dato tono maggiore ai toni
maggiori e minori della s ottodominanle (Do-F a e
Do-fa) in genere s adopera una forma s viluppata, fa-
fzendo la cadenza evitata e ponendo dopo di es s a l'ac-
cordo della s ottodominanle del nuovo tono.
9
.Ibra 8_F % H
2 -9-
D fa
-e- ' _ 0 =
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|':' :Ei ill.
82
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anni
7 , D<(v1 -v) mi
5 ;
(A) (B)
Do
I D<(xv-nl) re (1 -vnn.) re
6 = * ll! . : 'G9- " Q I
~ 0 ; I li ,rt
. ``, =
Di F i-igm D' F "g"*
pi di modulazione partendo dal tono di la.
U 1 a(rv-1 1 ) no
1
3E _ -6 2
6
Es em
Il
. !
.I
"ol al'
I
(B) la (v1 -lv) no
fp1 .
5 0
2 la-re (vedi modulazione s viluppata 50).
la.
I I-IV mi
3
la la.
(I-IV) Mi (1 1 1 1 )
! - F a,
4 = = 5
-3- 35

il ;'
fw
1 !!
nr
Per modulare da un dato lono minore al Vl gra-
do d' ' ' 1 es s o (l-F a) s i cons idera raccordo della tonica
come accordo di III grado, preparando cos il lerzo
rivolto delIaccordo di dominante, mediante il col-
legamento (es empio n. 5).
83
la.
_ 1 -1 1 s ol
6
1 U '
3
Modulando invece al VII grado (es . 6) s i cons i-
dora l`accorrlo perfetto del tono da cui s i parte come
II grado del nuovo tono e s i pu farlo s eguire dallac-
cc-rdo di s ettima di dominante di ques to nuovo tono
o da un s uo rivolto.
Modulazione s viluppata
50. -- Per modulare pi gradevolmenle da un
dato lono minore alla s otlodominante, s `adopera una
forma pi s viluppata, pas s ando prima nel tono mag-
giore relativo al nuovo lono e poi a ques to (la-F a-re).
a. b
_ la F a. re F a. re
,'_'vgl v IL:-J
1 A-l - j > l -C unu- .
`"2 1 ?' = ' _
-o3-6 = - = Q
H
Q lop t '* rocerlmenlo
Cu t
3 _ 4
ualclie volta ea( era lo s es eo p
anche per modulare da un tono maggiore alla s ollo-
dominante (I)o-F a).
! Do te F a
* L
EE fa
q 1 .
_ fi
01 il
- D _
.
.fl
-ai
$|

e da un dato Inno maggiore al ll grado di es s o.
(Do-re).
ae;
tm-5'
l'6 F a.
fel
84-
Non cani-:nAL|:. _ In tutti gli es empi s ues -pos ti l'accordo di
quarta e s es ta, mes s o fra parentes i, s 'ado{pera in quanto ele-
mento cos titutivo del s econdo as petto della cadenza compos ta.
Non avendo una importanza s peciale per ques te modula-
zioni, s i pu omettere.
Accordo perfetto del IV grado
nel modo minore melodico
51 . -- Ques faccordo (vedi 28) ci fornis ce due
nuove maniere di modulazione per pas s are dal tono
minore alla s ottodominante (la-re) e dal tono mag-
giore al II grado (Do-re).
Il
_i__
la.(VI.l-Vim) re Do(V-IV|r.-) re
2
3; ' "
ESERCIZIO. _ Suonare modulazioni da tutti i toni
maggiori e minori agli altri del I grado di vicinanza
nelle varie maniere s opraindicate.
Modulazione immediata s ervendos i dell'accordo
perfetto del tono a cui s i vuol modulare
52. _ S'os s ervino le s eguenti norme:
1 . Partendo da un dato tono bis ogna far s en-
tire s ubito quell`accordo che s ar tonico nel s eguen-
te; la modulazione in ques ta maniera pu dirs i gi
compiuta e a tale accordo s e ne faranno s eguire degli
altri appartenenti al nuovo tono.
2. Se un tale accordo intermediario s econ-
dario al precedente tono maggiore, s i dovr farlo s en.
tire alla dis tanza d`una terza inferiore dopo uno
85
degli accordi principali, adoperandolo s empre allo
s tato fondamentale.
Es empi di modulazioni partendo dal tono di Du.
D(vx-1 ) la Dow-I) s on neuv-1 ) nt
'l ' 2 ' _ E "E3
E z := 3 E
' 3' 6' E _ U'
I
nouv-1 la no (in-1 ) mi no (
1 .. _ o - :f_`: * ; _
ul : un lgu- :_ 5 _ _
1 ;.
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air il-:
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ifiis in l i
il'_ ._rgig.
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:ll * ll F al =
W I
~:
Q!
' .=
: . _ _;
-5
Es empi di modulazione dal tono di la-
, la.( II'I) D0 la. - re la.(V-I) mi
|.
lil
.ill
* iii
-ll
ll
A2
-c
I!
I I. n _ _ E 1
\| _; ' _ 2. = _l
' '_ 0 :_ ' - - --
: " - "
n
_ , mv-1 (vi-x) F a n-1 ) s ei
e
30 3 S
NOTA. _ Gli es empi es pos ti in ques to paragrafo non s ono
gran che pregevoli; s 'adoperano piuttos to per armonizzare le
melodie, che per modulare nel vero s ens o della parola.
E
'ii' fr 'ii' _.
Il pI2 I
Cromaticis mo e s ucces s ioni fals e
F als e relazioni
53. _ 1 . Dal collegamento diretto tra gli accor-
di appartenenti alle varie s cale - naturale e armo-
nica - deriva il procedimento cromatico d'una delle
voci.
Dal collegamento fra gli accordi appartenenti alle
86
s cale, minore naturale e armonica, deriva il proce-
dimento cromatico as cendente.
Dal collegamento degli accordi appartenenti alle
s cale maggiori, naturale e armonica, deriva il pro-
cedimento cromatico dis cendente. '
L?
2. Il movimento cromatico deve es s ere prodotto
dalla s tes s a voce; s e invece il s uono naturale e l'alte-
rato s i trovano in due parti differenti, s i produce
una relazione cos idetta fals a; cos a che lallievo dovr
rigoros amente evitare.
F als e relazioni
'
i;.D_ _
igm. ' e
ll
.
/1 '
nei
3. Le s ucces s ioni, nelle quali s i riavvicinano
accordi appartenenti a tonalit differenti, chiamano
fals e.
Modulazone cromatica
54. _ Si ottiene una modulazione cromatica
tras formando l`accordo perfetto intermediario, ap-
partenente ad una delle s cale naturali, nellaccordo
corris pondente, appartenente a una delle s cale armo-
niche. Laccordo cos i tras formato porta dopo di s
gli accordi del nuovo tono. Ques to procedimento
as cendente cromatico ci conduce nel to-
\1 I
no minore. Due s ono gli accordi caratteris tici che
87
producono il procedimento cromaticoas cendentc pi
comunemente adoperato; gli accordi cio di V e Vll
grado del modo minore armonico; es .:
V _ VII
m.
Nel procedimento cromatico s ono neces s ari legua-
glianaa delle figure delle voci e il collegamento ar-
monico di es s e. Il procedimento cromatico d'una`s tes s a
vocle va cons iderato come s uono comune.
Nella modulazione cromatica as cendente il bas s o
deve dis cendere s empre per grado oppure, as cendere
eromaticamente.
Es empi di modulazione cromatica nel modo mi-
nore partendo dai toni Do o la:
_ Do (V-VIIn.)VIlarm.la. Do (V-iIln_)Vai'm mi
La 5 8 s H
L_t:<f U %
Do la. 3
re (1 -vnnmlar. re 1 -va vm-_ ia(vu-1 u)var. mi
il-
E!!!)
,,g| .
- 1 9
fil'
n 1 ; = 5 _ i
in Emmi - i_ . _ E K
5 .rg ___ D. _ _
_
ma
ll movimento dis cendente cromatico
non pu es s ere cons iderato come mezzo per modu-
lare. Ques to procedimento ci d una s ens azione trop-
po indeterminata perch pos s iamo adoperarlo nella
modulazione.
Non os tante ci, la s ucces s ione di ques ti accordi
appartenenti alle s cale naturale e armonica, ries ce
88
gradito allorecchio e pu adoperars i benis s imo nel
(-ors o d'una modulazione.
Es empi di modulazione cromatica al modo mag-
giore partendo dai toni D0-la.
Do (II5% I) IVarm
_ 'D Q
3 pg l
Do
(I-IVn)II arm. Sol
I Ia.(Vl-Nn)IIarm. Do
la(IV-IVn)IVarm. F a. (X-Jn)Iiarm. Sol
Importanza dell'accordo perfetto artificiale
a
PE?
* 1ltII
III 'll
I
Il
il
.ii
!!s
Hai
~=
.il-
- tilil
ll'
il
'lt
del IV grado della s cala minore melodica
55. _ ljaccordo perfetto artificiale maggiori-
della s cala minore melodica as cendente, s eguito o
preceduto dall'accordo di s ottodominante della s cala
naturale. ci pres enta due procedimenti cromatici utili
per modulare: 1 ) Procedimento cromatico as cen-
dente = in maggiore; 2) dis cendente = in minore.
89
Es empi di modulazione partento dai toni Do-lu.
V-IVM .)IVn
-a
= lLtm?
la. Nn. (IVMag.Vn)Soi

-
Os s ervazioni general. - La caratteris tica della modulazione
cromatica data dalla s ua brevit e dalla s ua s pontaneit; in-
fatti il procedimento cromatico indica, gi preventivamente e
in maniera chiara, il tono a cui vuol condurci.
Es ercizio di niodulazioni cromatiche al pianoforte.
ESERCIZIO. _ Comporre modulazione nelle varie
maniere s opra indicate.
Cambiamento di tono e modulazioni pas s eggiere
56. _ La modulazione s i dis tingue in cambia-
mento di tono e in modulazione pas s eggiera.
Si ha cambiamento di tono quando, dopo aver
modulato, s i rimanga per un certo tempo nella nuo-
va tonalit. Si ha invece modulazione pas s eggiera.
allorch il nuovo tono s i tocca momentaneamente,
anche con un s olo accordo, e s i ritorna s ubito a quel-
lo primitivo per modulare ancora in un altro dei toni
vicini.
Per s tabilire una modulazione non occorre in ge-
nere che l'accordo perfetto della tonicadcl nuovo
tono s ia allo s tato fondamentale, per la conclus ione
duna modulazione s opra un accordo di s es ta non
definitiva ed es ige dopo di s qualche altro accordo
per meglio s tabilire il tono pos teriore, cos i pure Pac-
90
cordo fondamentale neces s ario per ben determinan
il tono dal quale s i modula.
ESERCIZIO a) - Comporre fras i modulanti di qual-
tro battute s tabilendo chiaramente la nuova tonali
l e determinando pi o meno il tono da cui s i parte
Es empio (la re)
la.
i 0' i
fe
Es t-zncizio b) - Comporre periodi di otto battute
con_ modulazioni pas s eggiere e ritorno al tono pri-
mitivo.
,-\,._,.
-air ML nm
* ~ Il W -
_\
_ W1 IEll
au- -
"""" "E |Q__m__
Es empio (Do F a Do).
D0 F a
I em ,F
il
_ "i'* f'f
A JA..
F ,-
9l
(ioinporre periodi di otto battute determinando
chiaramente il tono dal quale s i modula e il nuovo
tono.
Es empio (la Sol)
I la S01 .
iu: gut
M:
.li_` _ |"'
llltll lli'E Ill
mi till
-il * til
ii _* iii
' ..
ill W"
# :.
lllll
Comporre periodi di otto battute adoperando le
modulazioni pas s eggiere.
Es empio (la Mi)
i
l I Moduiazione pas s eggiera. l
F ..
_ ' Q _ f
lTI't} 1 p s -`l M1
F i
_!
.
.
r' ii;-ui
ii:
_
fa tl-
G_
:2
_,?_,.:_.__f_- ,
i f f =
NOTA. -- La modulazione cromatica, data la s ua brevit e
la s ua chiarezza, molto us ata per le modulazioni pas s eggierc.
Dopo la modulazione al nuovo tono le modulazioni pas s eg-
tiiere pi frequenti s ono quelle alla s ottodominante e anche al ll
92
grado del modo mag;.,.ore Do-re-Do e al VI nel modo minore
lu-F u-la. Dopo la cadenza evitata molto us ata la modulazione
pu.~:s eggiera alla s ottodominante.
:8: Mod pas s
33 3 "B 5 o @
-3-
Avvertimemo. -- Per modulare dal tono maggiore al tono
minore della s onodominanle (Do-Ia) e da un tono minore al
tono maggiore della dominante (la-Mi) meglio di non s ervirs i
di modulazioni pas s cggiere, le quali s vierebbero il s ens o della
tonalit.
Male
D I re I Do fa
ee
1 1 . in l! mi
eer
Us o della modulazione
W
per armonizzare la melodia
(Armonizzazione dei corali)
57. In una data melodia la modulazione
s pes s o chiaramente indicata dai s uoi s egni accidentali.
Ma altre volle la melodia, pur non contenendo
93
s egni um-idenlali pu es s ere cons iderala come mo-
dulanle 0 puo quindi es s ere armonizzula in diflerenli
maniere.
a) Senza modulazione b)Con la modulazione
33a 3 348 8
22.1 1 2 2.0.22
QD Q
D ia
D D
Per armonizzare i corali non bis ogna mai adope-
rare la modulazione dal lono maggiore al modo mi-
nore della s ollodominanle e dal modo minore al
lono maggiore della dominanle. Nello s lile religios o
bis ogna poi evitare la modulazione cromatica (1 ). Nei
corali bis ogna porre grande allenzione alle cadenze
inlermedic, le quali s pes s o s ono modulanli: deves i
quindi us are grande circos pezione per non Iravis arne
il carallere.
ESERCIZIO N. 25 (Canti dati di corale)
Es empio:
(Stile s evero).
Corale _ m
F 15;-_ ;-: -1 _ _,
I
I
_. __ _. _ . . I
1 .222-2-fiiila 2
I
: " = '.-L-' F ,
W
(') Gli accordi di s ettima e la modulazione cromatica ap-
partengono allo s tile libero delfarrnonia.
/'/\`
ll!
ii
iii;
94
m
KL); ,J 4 H
- IH V Q/ -_ F :L __ .F 541 ;:
-V - 01 .
W _ULWL
I= = .-
if
I
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A . . . '.
:'-.I' l I K l I l
_. 33 _
-I---I _ ' -I I ` ,
' I
J
ruu.
j'
\ 7 i l
_ ` 4 W 2 g
f P
3
fa
. U F F
ESERCIZIO N. 26 (armonizzare i canti dati)
Es empio :
l Propos ta. l
I I 2
--ij -_ - 2-
-.-.. __.. I.1 -Q-:\_J-. - I
- 1 - ill-__IlI _
_\|l I u 2 !- _ ' BI
F Jill J
= = ' = -a"r
l Ris os ta. l
P M J..
ww
'1 -~:L
ir.` 'd = :
|\_-1
* j7`
'W ll proivdimenlo c'romali<'o dopo la iorona non pregiii
(lira lo s liltf.
95
Il grado di vicinanza. F ormule di modulazione
58. _ 1 . Appartengono al Il grado di vicinanza
d`iina data tonalit, qielle altre tonalit che hanno
con es s a almeno un accordo perfetto comune.
2. Cias cun tono maggiore o minore in rela-
zione vicinanza di Il grado con dodici altri toni.
I toni di Il grado di vicinanza col tono di Do,
s ono :
Reit, Re, Mil, Mi, s ol, Lul, La, Sili, s ili, Si, ai e do
Col tono di Ia:
Sila s il, Si, s i, do, doll, Re, a, a, s ol, s olli e La
3. Gli accordi perfetti comuni a due toni s ono
la bas e per comporre la modulazione. Per es empio,
volendo modulare dal tono di Do a Re ed es s endo fra
ques ti toni due accordi perfetti comuni
la modulazione dovr fars i per mezzo dell"accordo
aus iliario di Sol 0 di mi. Dunque abbiamo due for-
me di modulazione:
l) DOT (Sol)T Re.
2) DOT (mi)Tj Re.
La prima formula ci da accordi maggiori che s i
s uccedono all'iniervallo d`una quinta s uperiore, ma
ci produce della monotonia ed preferibile atte-
ners i alla s econda formula., nella quale abbiamo un
accordo minore fra due' accordi maggiori. Il bas s o
as cende rl`una terza e dis cende d`una s econda.
Per gli altri toni, tra quali es is tes s e un s olo ac-
cordo comune, bis ogner includere nella data mo-
dulazione ques accordo, dal tono di la a quello di
96
do lunico accordo comune- ci d lillllic
formula di modulazione la -(SOI)_ do.
2 4
Eccezioni.
1 . Le formule per la modulazione da un tono
maggiore allo s tes s o tono minore e vicevers a (Do-do
e la-La) es igono dei procedimenti s peciali. Avendo
la tonica delle due tonalit lo s tes s o bas s o, neces -
s ario modulare, prima che al nuovo tono, al s uo
inno parallelo:
1 ) D0 - (fa - Mib) - do.
2) la - (Mi - a) - La.
Si devono adoperare es clus ivamente ques te for-
mule.
2. La modulazione da un tono maggiore a un
tono minore, pos to una s econda maggiore inferiore
(Do-s i ) e dal minore al maggiore s uperiore (la-Si)
es ige che il bas s o proceda per intervalli di quarta
0 di quinta:
1 ) D0?(F )T s it
2) la T_(Mi)TSi
perci da preferirs i la modulazione portandos i pri-
ma s ul tono parallelo del nuovo tono:
1 ) D0 - (fu. - Ret) - al
2) la - (Mi - s ol) - Si
oppure s ul tono parallelo di quello da cui s i parte:
1 ) Do - (la - F a) - s il
2) la - (Do - mi) - Si.
ESERCIZIO. _ Comporre formule per modulazioni
dai toni di Do e la in tutti i toni di II grado di vi-
97
einanza, evitando che nel movimento del bas s o s i
riproducano intervalli di quarta o di quinta nella
s tes s a direzione.
Modulazone perfetta
59. ._ La modulazione perfetta cons is te nel mo-
dulare al nuovo tono, toccando tutti i Ioni della data
formula.
Es empi di modulazione perfetta fra i toni del ll
grado di vicinanza.
..<,.M.~
2 U 3* F _
D-(F )- l D o as a H
D0- (fa-1 |Ii1 .
la-(Do)-fai a:g)_ Q H
<f-S
,. W, _ faL. E
S-6 ' ' ' i _'
ESERCIZIO. _ a) Comporre modulazioni fra i vari
toni del Il grado di vicinanza s enza divis ione di bat-
liita, come nell`es einpio s ucs pos to.
b) Comporre fras i di otto battute, in vari ritmi,
con modulazioni fra i toni del ll grado di vicinanza.
l

VD
l
T
.Eli
I!! li:ii
-
in Il
"-gi:
oa - '
:il
1 g
i!
-Pi
iiiill
alii
1 :.il il
98
Avvertenza. _ Prima della modulazione vers o i q,ualtro be-
molli, dal maggiore al minore (Do-a) e dopo la modulazione
ai quattro dies is , dal minore al maggiore (la-Mi) meglio non
s ervirs i di modulazioni pas s eggiere ai toni di Il grado e della
s ottodominante maggiore (Do-re Do-F a), (Mi-F a Mi-la) perch
s vierehbero il s ens o della tonalit (vedi 56 avvertimento).
c) Comporre periodi di s edici battute (in ritmo
di due battute con modulazioni al II grado di vici-
nanza) divis e come s egue:
I parte. _ F ras e di otto battute (per modulare).
II parte. _ Due fras i di quattro battute (per tor.
nare al tono primitivo). Oppure:
I parte. _ Due fras i di quattro battute (per ino-
dulnre).
II parte. _ F ras e di otto battute (per tornare al
tono primitivo).
Es empio:
Do Relz Do
l F ras e di 4 battute ll F ras e di 4 battute l
ua ._ fa
I
.
Ig"
gli
iiill -:IH i` il
I;
l * !
L
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. ";f -E1 55-1 , ;: -;.,,
H_ J-f ..-
I\ . , - -fin _ 'lfll
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1 ".! III*
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iz: 1 :!
I l:
.I_ll; - Ei' !EEi!i
1 Im-1 04 ai a battute
Modulazione imperfetta 99
60. _ Invece di modulare al tono intermedio
direttamente (come indicherebbe la formula) s i fa
s entire il s uo accordo perfetto.
Es empi di modulazioni imperfetto:
.. _
D0'MI' '
` 1 9 u * =
Y
ESERCIZIO. _ Comporre modulazioni imperfetta
s enza divis ione di battute.
lu:
-! InL
la
; III
Tonalit lontane
61 . _ 1 . Ad eccezione dei toni di I e Il grado di
vicinanza, tutti gli altri toni s i chiamano lontani.
La modulazione ad es s i s i fa per mezzo dei toni
vicini.
Le formule per ques te modulazioni pos s ono es s ere
varie:
1 ) Do?(f gnen"-F mal
2) Do: ImTs : MTmiI} b
3) DOT (ffl_Si l')_o- mil'} male, (s alti di quarta
4 DOT (ff. Ts i H?m.-I ai bas s o)
Per comporre formule di modulazione ai toni lon-
tani s i_os s ervino le s eguenti regole:
Ii) Modulare dai toni coi ll (dies is ) a quello coil
(bemolli), bis ogna dis tinguere due cas i: s e s i
parte da un tono maggiore s i modula s ubito alla
quarta s uperiore, modo minore; partendo da un
tono minore adoperare lo s tes s o procedimento (1 ),
(1 ) Cio modulare alla quarta s opra modo maggiore.
1 00
modulando per prima al tono parallelo o ad iino
dei toni maggiori vicini, per es empio:
1 ) Si-mi-Do-re-Sii
2) (dog-Mi)-1 -F -s it; oppure (dot -Lam-s it
b) Modulando dai toni coi lr (bemolli) a quello
coi # (dies is ), bis ogna rnodular s ubito alla quarta
inferiore, ma partendo dal maggiore s i dovr pri-
ma modular al tono parallelo o a uno dei toni mi-
nori vicini.
1 ) s i l-F a-la-mi
2) (Lo l -fa)-Do-la-Mi; oppure (Lul -do) Sol-la-Mi
Es i-ziicizio. _ Comporre e s uonare modulazioni ai
toni lontani s enza divis ione di battuta.
Pedale
62. _ 1 . Si chiama pedale una nota pi o me-
no prolungata nella parte pi grave, mentre s opra
ques ta s i muovono le tre voci s uperiori.
2. Le voci s uperiori procedono s econdo le re-
gole del collegamento a tre parti.
3. Negli accordi incompleti a tre voci, d'ordi-
nario s i omette la quinta, a meno che non vi s iano
degli accordi in pos izione melodica di quinta e che
ques ta non s i trovi nella voce inferiore come, per
es empio, laccordo di terza e quarta, nel qual cas o
s i omette la fondamentale.
()l 5 (2)'_ - E.
4. Il pedale pu es s ere formato dalla dominan-
te o dalla tonica. Nel primo cas o il bas s o dell'accor-
do di quarta e s es ta della cadenza, il quale viene
il
. li
li
I
N ai
a II
li
ca
~ I
In
"0
v
I
1 01
prolungato e term-ina collarmonia della dominante
che ris olve s ull`accordo perfetto _della tonica. Nel
s econdo cas o il bas s o dell'accordo perfetto della
tonica che s i prolunga e termina colla cadenza au-
tentica o plagale nelle tre voci s uperiori.
5. Il pedale deve cominciare s empre s ul tempo
forte della mis ura, il pedale della tonica pu s eguire
immediatamente quello della dominante.
6. Il pedale ammette s opra di s non s olo tutti
i vari accordi tonali, ma anche delle modulazioni
pas s eggiere.
7. Nel modo maggiore (per es empio, in tono di
Do) il pedale s ulla dominante (Sol) ammette modu-
lazioni pas s eggiere in tutti i toni di I grado di vi-
cinanza: re, mi, F a, fa, Sol, la; il pedale s opra la
Ionica (do) ammette modulazioni pas s eggiere nel to-
no maggiore e minore della s ottodominante e in tutti
quelli del I grado di vicinanza: /(I, F a, s ol, la, Sil, ,
s il , Lab . ecc.
Es empio:
I
ii: 'iii
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if- li|
E
I
` "u
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.r I-IV ' ' 1 _.r1 III
I _
1 :2 1 ,\ I
0
2.!
_.
I
iii!!
l02
3. Nel modo maggiore (per es empio la) il pe-
dale s opra la dominante (Mi) ammette le modula-
zioni pas s eggiere ai toni del V e IV grado; (Mi e re)
il pedale s opra la tonica (la) ammette le modula-
zioni pas s eggiere alla s ottodominante e alla s econda
inferiore, modo minore, ecc., (re e s ol).
OSSERVAZIONI-2. _- Il pedale s ulla tonica del modo
minore s pes s o termina con lacc0rdo perfetto mag-
giore.
:.= 'i. lr! *
1 - Il
!.= ! !lE * I Il.';" Il-I
iii!
!f!!l;i! gli
il!!
ll
-V
-l!!!
II!
.rw I i A ' _ _ '
mi . JAM 1 ,;
-Ii V
?~_ 'I'I -' '
*
ESERCIZIO. _ Comporre piccoli preludi modulanti
e col pedale prima di dominante poi di tonica, s ulla
quale infine s i far la conclus ione.
63. _ 1 . Avvertenza. _ La dominante e la tonica pos s ono
prolungars i come pedale anche nelle voci s uperiori e intermedie.
2. In ques ti cas i appartengono come s uoni comuni a pi
accordi e raramente s ono ammes s e delle combinazioni molto
dis s onanti.
[M1 AT.
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-ii -.'.| 'I :ii'ill'
`l, lii
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Ii' I I Il' I
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4* ) Nel modo minore la cadenza s pes s o maggiore.
.1 . Gli al-cordi s egnali colle lettere N
:li s ettima inlrodolti s ul (1 l
r|\'o li del|arrordo di nona s enza la quinta.
1 ?tiv. 89riv.
I 2 3*
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4. Pu uars i anche il pedale fl , oppio delle due paru
gravi, prolungando romemporaneamenle la tonica e la do
minanle.
I
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I
. B, s ono accordi
pe a e e alcuni vanno cons iderati roma-
I
CAPITOLO IV.
F ICURAZIONE MELODICA
NOTE DI PASSAGGIO
Os s ervazioni generali
64-. _ Si chiamano note di pas s aggio, quei s uoni
che s ul tempo debole o s ui momenti deboli della
battuta collegano melodicamente due s uoni duno
s tes s o o di differenti accordi cons onanti o dis s onan-
ti, ci che s i pratica per rendere pi facile e gra-
dito il movimento delle voci. Secondo il genere delle
s cale, alle quali ques te note di pas s aggio apparten-
gono. s i dividono in diatoniche e cromatiche.
Note di pas s aggio
65. - 4. In un intervallo di terza, pu es s ere
mes s a una nota di pas s aggio diatonica, in un inlcr-
vallo di quarta, due.
2. Le note di pas s aggio dialoniche hanno la
loro origine dalla s cala maggiore naturale e minore
melodica.
l06.
3. Le note di pas s aggio pos te in una s ola vom-
s i chiamano s emplici: in due, tre o pi voci contem-
poraneamente s i chiamano doppie, triple, ecc.
4-
1
2?'.

_`
.'-lll
-q. fll
L.
'_ + +
__!_l|
GO
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JJ- .
innmrnn
1 -1 .5.
I i
r ii/
+
ii:
-B
__
J"-i
4. Le note di pas s aggio non s alvano dalle rela-
zioni proibite.
Relazioni proibite:
* i ~
ll
iiiEE!!
mi
'.la
5." Le note di pas s aggio doppie debbono forma-
. . . . i
re dei procedimenti di terze o s es te, oppure aver tra
loro il moto contrario.
00.
_ J
++
_ 'ill
5-
\_+ Ii
._`W__ _$.__
. l__+ +7_\ .
' \_ a
= = = = = = =
6. Trattandos i di note di pas s aggio triple, due
voci procedono parallele per terze 0 s es le e la terza
voce ha un movimento contrario alle altre due.
1 07
Qualche volta tutte e tre le voci procedono nella
s tes s a direzione per accordi di s es ta.
4. -6
!!l__
_ +
. . __i_
tiii
\ F i__
34
+ * lr
Il!
'i
+_`\
_'B
-.ii .tai. +
`* I-
i-\
7. In una s ucces s ione di accordi nei quali s i s ia
avuto cura di raddoppiare le note s econdo le regole
es pos te nei ' 1 0-1 7-22, ries ce s pes s o difficile lintro~
duzione di note di pas s aggio; s i pos s ono in tal cas o
us are raddoppi divers i.
|li!.'l_
iin
In
|..
Ii
:iii i__ I!!ii
= giiil
Ii
'I
L li|
\_ ti
l!
E
- ll!!
Li|\
L iii:
I
Il
iiiw __
;'= ~-= = "' ! ' " ---
8. Le pi belle note di pas s aggio s ono quelle
che formano qualche accordo accidentale; per es em-
pio, la s ettima e la nona di pas s aggio.
Non _ S'os s ervi inoltre il cas o caratteris tico di note di
pas s aggio tra l'accordo di terza e quarta e quello di quinta
il/J`e;:c. (J ecc.
s = v
+$
rnd QI
I 08
Note di pas s aggio cromatiche
(iti. _ 1 . Nel maggiore. Per formare una s cala
cromatica as cendente s i alterano con dies is tutti i
gradi della s cala diatonica naturale, ad eccezione del
VI grado, invece del quale s 'abbas s a il VII grado.
I II III IV V VI VII I
Per formare una s cala cromatica dis cendente s i
alterano con bemolli tutti i gradi della s cala natu-
rale, ad eccezione del V grado. invece del quale s i
alza il IV grado.
I VII VI V IV 1 1 1 II I

2. Nel minore. Una s cala cromatica as cendente


s i s crive come il s uo relativo maggiore (do come
Mi ).
I II III IV V VI VII
9
Una s cala cromatica dis cendente s i s crive come la
s cala maggiore dello s tes s o nome (do come Do).
_ I VII VI V IV III II I
HH
Note di pas s aggio s emplici, doppie, ecc.
67. --- 1 . Le note di pas s aggio cromatiche pos -
s ono adoperars i non s olo fra due s uoni dis tinti fra
loro dellintervallo d"un tono, ma anche fra le s tes s e
note- di pas s aggio dialoniclie.
1 09
Pos s ono us ars i contemporaneamente in pi d'unzi
voce, anche unite con quelle diatoniche. Es empio:
a. b. c.
ii:r;u_
AV- !I_II
Ela
..I II
F + ilil:
I Il!!
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..I *
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|v- := '-- *
e. f. ,_ +
DJ .L __ i _ _
E f _f aa ,
2. Un s uono cromaticamente alterato non s i pll
dare contemporaneamente allo s tes s o s uono non al-
terato in un'allra voce.
1 . 2. M 3.) 4.)
wwe * e*
NOTA _ Le migliori note di pas s aggio cromatiche s ono quelle
che pos s ono precedere la s ettima di pas s aggio, s pecialmente
nella mis ura ternaria.
I, J_ _, _, __ __
'II 5'I
ii! _,
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~' - _ I I _ -.mv In _:
. |' -
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+
Ill .
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4' + +
I
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(los pure le note di pas s aggio cromativlie rontemporaiivii-
iiiciite iii due voi-i, mentre la s ettima pas s a da una voci- all`altru.
s b J i
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I
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Il
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+
1
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`| \
I.
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0; -
Is
i
-
Note d'abbellimento o aus iliarie
68. -A l. Si chiamano note d`abbellimento quei
s uoni i quali. es tranei allaccordo, s i trovano tra due
ripetizioni d`un s uono appartenente allo s tes s o ac-
cordo. s ul tempo debole o s ui momenti deboli della
liattuta, e non dis tano clie di una s econda inferiore
o s uperiore dal s uono reale (nota buona). Si dis tin-
guono quindi in s uperiori ed inferiori.
+

|i
+ +
-I Il
U_U'. H Il-
III
in I ila 1 -
il II/ i ii
il in - il l. /JI-
2. Le noie ifabliellimenlo dis tano dal loro s uo-
no principali- d`un tono o dun s emitono, s econdo
la s cala dialiiiiica. Nel primo cas o pos s ono es s ere av-
vcinale mediante l'allerazione di un dies is o d'iin
bemolle.
III
- _
lllil;al * _x
\__+
ii-
`l.' 9.-
I + _
_
Im
+
iI_i1 Ii
i1 _tl1 i
iD'_Il iii
Llzrit
1 1 1
3. Ques to cambiamento cromatico in alcuni va
cons iderato come obbligatorio.
a) Nellaccordo perfetto maggiore:
La fondamentale es ige la dis tanza dalla nota dabl'ielIimento
s uperiore di un tono o un s emitono, da quella inferiore di
un s emitono.
La terza es ige la dis tanza della nota dabl:ellimento s uperiore
di un s emitono, da quella inferiore di un tono o un s emitono.
La quinta es ige la dis tanza dalla nota ifabbellimento s uperiore
di un tono o un s emitono, da quella inferiore di un s e-
mitono.
ii l
ii.ii
iii. * l
'Jai
| .
.gl * il .
!
a.
i. i
. i_e
I.. \
uv - i 9
8'
b) Nell'accordo perfetto minore:
La fondamentale es ige la dis tanza dalla nota d'abbelIimento
s uperiore di un tono, da quella inferiore di un s emitono.
La terza es ige la dis tanza dalla nota d'abl> ellimento s uperiore
di un tono, da quella inferiore di un s emitono.
La quinta es ige la dis tanza dalla nota d'abbellixnento s uperiore
di un s emitono, da quella inferiore di un tono o un s emitono.
" * " " +
' --- I-I -!. .-..-

_ l.r_ _o
3 3
Il s uono aus iliario pos to un tono s opra la s ettima
non ammette lialterazione dis cendente.
+
\
I
-ui-
|?\
u
Il0
Non ammes s o
4. I dies is e i bemolli che alterano i s uoni au-
Male
parallele.
Male
i :J
ll2
s i
I . -
Ju-.if'
/lII_T
i ii -ar/
7
nel quale lo s tes s o s uono alterato e
Bene
+
pu dare s imultaneamente.
5.
liari non s einpre producono una iiiotlu
es einpio di ci l'albiamo nell`accordo di
lazione; iiii
s ettima.
..I
= .|| . iii_!!!
non alterato s i
Il s uono aus iliario inferiore o s uperiore am-
mes s o anche ll .h a ore nellaccordo s i raddo i la
PP
nota principale; per la nota raddopiata deve tro-
vars i in dis tanza d
il raddoppiamento d ll l '
mes s o s olo nel primo
I
6. Bis o
I
Ii" Hi-
l
\
ll!!
I
I IEm'
rivolto.
Es empio:
Tollerato

ottava, ad eccezione della terza.


e a qua e in ques to cas o per-
-O'
Ii:.r;= |_
. i.l ..i . :
*iii I
\
l!i____-__
gna evitare le fals e relazioni e le quinti-
EL

7. I s uoni
richiedono un procedimento per terze o s es to; s e s i
trovano in tre voci 1 -onlemporaneainente s eguono lo
ZU:
mi__t
.i
aus iliari conteiiipiiranei in due voci
a. +| A b. I I c. J
5 * I 6 e , +
2 9 n. id. ^
l P ' a 1 -; r I' 9-0 E-in
1 1 3
s tes s o procedimento. formando s pes s o accordi di s es ta
paralleli.
I
ii 1 :: |:
.gill -* II
Il 'Ill:i :-
'E I
1 ||
t
li|
liga!!
ii
ll
:.-.__-EEE-
_ -._-HT
i
i
II'
I' iii
-|
I !!.
l:
lt 1 IlI
I
I. Il
lr
:ll I
Ill - li__
l s uoni aus iliari formano s pes s o accordi di pas -
s aggio.
Ritardi
Norme generali.
69. _ 1 . Quando un s uono nella s ucces s ione da
un accordo ad un altro s i prolunga s opra il s econdo.
avviene il ritardo._ Secondo il movimento delle voci
il ritardo pu es s ere as cendente o dis cendente.
Il ritardo deve s empre trovars i s ul tempo forte
della battuta; la preparazione, s ul tempo debole o
forte delle battuta precedente; la ris oluzione, gene-
ralmente s ul tempo debole della s tes s a battuta del
ritardo. Nella mis ura ternaria la ris oluzione avvie-
ne s ul terzo e qualche volta s ul s econdo tempo, quan-
do s ul s econdo tempo vi s ia nuovo accordo.
im
l 4-
1 1 4
d. e.
I L
lljh l_j _
I_j'
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mi __
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\
ii".L * iii
"ni
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"tll
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. I!! ti. , |'
__!!
If.. 1
Ju' il
ECC.
G
-\
QI
_ Iim
ti
4-J -g__
2. ll ritardo deve formare o un accordo dis s o-
nante o una combinazione accidentale dis s onantc;
i ritardi cons onanti s ono meno us ati. Lo s tudios o
cercher negli es ercizi di adoperare preferibilmente
ritardi dis s onanli.
Acconds s ' Con1 b.acc1 d.r"cons '
dis s on. +
JAJJ
A Gr?
A ll
"F r 1 -4
3." La nota che prepara il ritardo non deve es -
s ere di valore inferiore al ritardo s tes s o.
Proibito
4. Il ritardo non toglie le quinte e le ottave
parallele.
0/-A 0
U
l l
Ritardi dis cendenti
5
70. _ 1 . Non pu unaltra voce far s entire con-
temporaneamente al ritardo, la nota ritardata.
Es em :
pm Male
mi
Per ottenere un ritardo regolare deves i nel mo-
mento del ritardo raddoppiare un altro s uono del-
laccordo.
`
' l
III:
Ii |
i '-I ||
I!!!
Errato Corretto
I
` 'lu: :.~|
__ ._ _. -_
il |||`
. ll"\ L
" ||| '
' 'iu 'I
I nvi-_-_
___ll!!
| li
, \
2. Si la eccezione per il ritardo della fonda-
mentale nell'acc_ordo perfetto e di s ettima, purch
il bas s o s i trovi in dis tanza di nona dal s uono del
ritardo.
Bene
_- .I
i
7 , _
ill
3. F ra le note di pas s aggio pos s ono ritardars i
la s ettima e qualche volta la nona.,
II6
4. Nella ris oluzione del ritardo le altre voci
pos s ono trovars i in un'altra pos izione o rivolto del-
|'accordo s tes s o; s i pu anche ris olverlo s opra un
altro accordo, purcli il ritardo dis cenda regolarmen-
te s opra la nota cons onante.
-ll
* ll 5t. I* li . Jll'
__ I I
E. I.
ll!
-1 |!
., = \|
lt.
I!I
\
ii!___
o
5. Durante la preparazione e pritna della ris o
luzione del ritardo nelle altre voci. pos s ono us ars i
note di pas s aggio.
'li 5?".
!lI! i|liiil|I!|ii ll_!!!
_I
6. Contemporaneamente alla ris oluzione del ri-
tardo. in un`altra voce pu us ars i la s ettima di do-
minante di-pas s aggio e in ques to cas o aiiimes s it
il procedimento non regolare di quinte e quarto pa-
rallele che ne ris ulta.
JE"-

I I.-I " /4 /in
* lQ7"'jj_Z!-3 igm' _- I 1 V I I _ "
In - J 1 - _ :
Laimpmi:/1 j|1 1 = .
-, _ p
ll
Qi
ll?
Es empio d`ar|uonia con ritardi dis cendenti.
5?-"_
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ii
ii; _
Ir
'Ritardi as cendenti e s imattanei
71 . _ 1 . I ritardi as cendenti di s emitono s ono
preferibili a quelli as cendenti di tono. Il s uono s o-
pra il quale deve ris olvere il ritardo as cendente non
deve trovars i in un"altra voce s uperiore contempo-
raneamente a ques to ritardo.
Mate 2
'.'_ : -.
Ir: _ ir- |
ililt ll ll.il_ ii:
N deve trovars i nella voce di contratto o negli
ai-eordi di s es ta.
I + +
!!Ia!! E
ll;
I.
I
m i
l
1 1 8
2. Il ritardo ammes s o s imultaneamente in pi
voci, us ando per il procedimento o di terze e s es te
parallele o il moto contrario. Es empio:
W
ve-Dial-o
U uo + mi QQ_'l' )
gi
u_`u A f ,
+ `/+F * zi lr
af..L
3. Combinando ins ieme due ritardi., che pres i
is olatamente s arebbero irregolari, s pes s o s i forma un
doppio ritardo regolare.
Male Male Bene
3
__ _ __
C .im
- 9 D D D
Es empi di ritardi as cendenti e dis cendenti.
us_ |.lllt -. ti li|
I!
\ 'J
\I|l!
i:I
Ill
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. l } I
In 2 ri _ " i _ A-Ein
- -'tr'-Is !-:ml ~ -f-~
I D .J _1 .A _/ I I I
l _ _1 _ _ .1 - I _ ___ _ W
NOTA _ I ritardi s imultanei s egnati con le lettere N. B. s i
cons iderano anche come accordi indipendenti e s i chiamano
accordi dundecima (a) e tredices ima tb), omes s a per la
terza e quinta
a NB. b NB.
fi _ D ' _ .- Il
ma_-e -__ 1 l
5 fiv" 8 -'ris
iEl ilE
1
I
|
'tI
ll9
ESERCIZIO N. 27 (Canti e bas s i dati).
Os s ervazione.
Ritardo di ottava diminuita o di prima aumentata.
72. _ 1 . In parecchi cas i, per es empio, nella modula-
zione cromatica in modo minore, nella cadenza evitata in
maggiore e nella cadenza evitata in minore col s uono cro-
matico di pas s aggio, s i pu avere il ritardo di un'ottava dimi-
nuita col bas s o nell'aceordo di s ettima diminuita:
B. '
8. dim. +d"'
I /
I
_ 1 _
- 1 I.|:
' .-1 1 I '
i/\"`~ ll! I!!!
ti I!U4 I.
I I
Ill
* iiff
.1
Il !!. i
2. Cambiando la dis pos izione delle voci s i pu ottenere
un ritardo di prima aumentata; ques to per meno us ato.
_|g!|_
iii!gli
a
Im
lrl
mi _
$_2
9- - BCO.
= ,__ /
ll!
F gurazione melodica nello s tile os s ervato
e armonizzazione dei corali
73. ~- 1 . Le note di pas s aggio, i s uoni aus iliari
e i ritardi s ervono per l`elaborazione della melodia
c per adornare le voci del s emplice collegamento
armonico. Una tale elaborazione dell'armonia co-
s tituis ce la figurazionc melodica. Tutte le norme fin
qui es pos te pos s ono applicars i s ia a una s ola voce,
s ia contemporaneamente alle altre voci.
1 20
2. I s uoni cons onanti degli accordi e la s ettima
minore, qualora s empre pres i per s alto, ci rendono
impos s ibile limpiego di note di pas s aggio. Il proce-
dimento per gradi ci rende invece pos s ibile lus o dei
ritardi. Daltra parte nel procedimento per gradi s ono
es clus e le note di pas s aggio diatoniche e nel proce-
dimento per s alto s ono es clus i i ritardi. In ques ti ca-
s i s i ricorre a qualche artificio, come s i vede dagli
es empi s eguenti.
Es empi :
Il ritardo di- -
s cendente non
pos s ibile
Le note di
pas s aggio dia-
toniche, che in
tal cas o non
s arebbe pos
s ibile us are,
3. Le
accordo.
|i'a Ii"lil' ``l iii ll
is ul .in
_!!! -1 ! _!!! L!
diventa. pos s i-
bile mediante
un s alto
Il! ipos s ono in-
vece introdur-
re mediante
llimpiego di Suo-
ni appartenenti
all' accordo
I
I___
Lil '
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lu. J ,
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li: ~ il
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Il`_ !!n:
I
E: lv
_! L!
note di pas s aggio e i s uoni aus iliari pos -
s ono adoperars i anche s opra' un movimento forte
della battuta, qualora s u es s o non s i formi un nuovo
Ei'- !.
|nl
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1
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!
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lI
N.
' 1 " ' '
J.
ecc'
I I
-
/1 |
il Ill!
|2l
-1 ll s uono, s opra il quale deve ris olvere una
lulu dis s onanza. ammes s o in un`allra voce contem-
poranealnenle ad es s a purch s i lrovi alla dis tanza
di un`ottava inferiore.
Male
ET.
1 5|
I.
IH ia" Ii'
||| ll-l 'll ~
lau ;
|||
|||
I_!!!
Ma ques to s uono non deve es s ere la terza dell`ac-
cordo.
Male
ln ambedue i cas i la voce clic d impedimenlo
deve s altare s u un altro s uono deIl`accordo.
Bene
I li
m
I u i
lil,
.iiin
.7. l pro(-1 -diinenli s eguenti s i cons iderano come
ollave e quinle parallele e s ono proibiti.
!22
Vic-e-vers a lo ollave e le quinte s opra i movimenti
deboli della battuta s ono ammes s e.
U e. f.
~< H+ s e J ls
" i `" )
LEULLU LCLQLU F S 1 '
6. La voce che forma il ritardo s pes s o s `albcl-.
lis ce facendo s enlire un s uono dellaccordo o altri
s uoni aus iliari.
al
en
25'!_
ll P IlIl
.ll
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"ll
Il
~lI
__!! 'l| 9
ilia=
.H I
__!!
V 0 9- 0 -9-
I. -' -I
-C ll! U
_ __
ID
7. Come abbellimento del ritardo dis cendente
s i adopera, anche pres o per s alto, il s uono aus iliario
inferiore, pos lo in s emitono s otto la nola della ris o-
luzione: e nel ritardo as cendente s adopera il s uono
aus iliario s uperiore.
Melodie di Coral da armonizzare
!!'|iu
`!|:,
ll,
ia
lliill +
_!
adoperando la fgurazione melodica
74. ---- 1 Nella' elaborazione della figurazionc
melodica bis ogna evitare.:
l23
a) la ripetizione della nota reale alternata col
s uono aus iliario:
b) la ripetizione di due note reali che s i al-
ternann:
I.-
\..
1 ;) che parecchie note di s eguito facciano s en-
tire s olo i s uoni degli accordi che formano le s uc-
ces s ioni armoniche:
ul| lll
llu lllIllIll
lll
'l
|||'!!!l
d) I s alti dopo la ris oluzione dei ritardi.
e) che una s ens ibile, di corta figuraznne, s alti
lis cendendo d`una terza:
GT
I
lI
Il
Ill
li|
'I
) La ripetizione del s uono s opra il quale ri-
s olve il ritardo:
Male Bene
cf-
! |
\ 'H
_. II.' iiil\
\ 't
'.'\ t
II
- ill
lu!
ll!
g) La ripetizione immediata nella s tes s a voce.
~ul tempo forte, di quel s uono elle termina una fras e:
il' +
2. Nellarnionizzare un corale, ques to deve es -
s ere las ciato intatto. mentre nelle altre voci s i deve
tentare di cons ervare s enza interruzione un dato mo-
vimento, interrompendolo s oltanto nelle corone.
Evitare anche le note di pas s aggio cromatiche.
3." Ai-monizzando una melodia, contenente una
determinata figurazione melodica. nel cas o s e ne in-
lerrompa il movimiento. bis ogna cons ervarlo nelle al-
tre voci.
ESERCIZIO N. 28 (Canti dati di Corale).
Armonizzare i dati corali adoperando nelle voci
inferiori le norme es pos te per la figurazione melo-
dica.
iaempio =
come 1 J g 4
i itiF 1 1 % !
ff?J' r f F
1 25
A
JJ
___. _'j__ E J. = .- J J
1 W I P. 1 ' F I
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__
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H!
"V /l."'(l.|"\
l28
2. l
ti e deboli della battuta pres i per s alto, cons iderati
come ritardi non preparati.

i +
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'll pr
ul
1 * * +
___!
+
4 * _ I
= _'-_
-f__ ---
_.- .,
i___# -l _, J
f F f = f l'
3. ll s alto df"un s uono aus iliario s uperiore s o-
pra uno inferiore e vicevers a s e ad es s i s egua il
s uono principale.
lu
-!--
'|.
l +lu*
1 Il +
'l| ,Ill
__!_ Il=
* ai '

Il
!!.
-il
rl
I
I.,I
=+al +I
ff '
4:
REGOLA ci-:N|;nAi,r;. - Per tutti i s uoni dis s onant
s ues pos ti s i os s erveranno le regole dei ritardi as cen-
denti e dis cendenti. non permettendo che le altre
voci facciano s entire le loro note di ris oluzione, ad
evcezione dei s uoni fondamentali pos ti nel bas s o.
alla dis tanza non inferiore di unottava. ll bas s o
degli acvordi cli s es ta e i s uoni di quinta fanno qual-
vlte volta eccezione. Ma in tal cas o s i avr cura di
far s altare ques te note s u altre note dell'accorrlo.
ll s alto s egnato nell'es empio che s egue.
s uoni aus iliari pos ti s opra i movimenti for-
1 29
Es empio :
Cattivo Migliore
5!!!
'll!||
1 |!t
Il
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Il
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a ff' 'if ir
Le norme date s i applicano s pecialmente per ab-
bellire la melodia, s ebbene la loro applicazione s ia
pos s ibile anche per le altre voci.
Ues ercizio che s egue, offre delle melodie inclu-
denti i cas i s opra nominati. L'allievo tras porter il
bas s o dato unottava s otto e dar alle voci inter-
medie una figurazione melodica libera.
ESERCIZIO N. 30 (Canti dati col bas s o).
Negli es ercizi che s eguiranno s aranno date le s ole
melodie, las ciando allo s tudios o di trovar da s lar-
monia conveniente.
ESERCIZIO N. 31 (Canti dai s enza bas s o).
Es empio:
ll! E5'_
3* 'ill
|a|` iiT7|!!!
_||| s ill .!_ l!~|
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II
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0- |
' _-I
Non. -_ Le quinte parallele provenienti dal s alto s opra il
ritardo non preparato s ono permes s a (vedi la prima battuta
delfes empio s ues pos to).
1 .30
76. _ Oltre gli artifizi che abbiamo s tudiato ncl-
la figurazione melodica libera, vanno cons iderati
anche i s eguenti:
4 L'anticipazione_ la quale cons is te in ci: il
s uono, che a rigore dovrebbe trovars i s ul movimen-
to forte della battuta, s i anticipa nella s tes s a voce e
viene quindi a trovars i s ul movimento debole ante-
cedente.
Lanticipazione deve es s ere duna certa durata (non
es s ere cio rapidis s ima) e pu trovars i in una e pi
voci contemporaneamente.
'
.? @~---J 7 .E
"F F i U: .
_% ;i.~{.-a.?L1 ;m

lfanticipazione s adopera per lo pi nelle cadenze


di conclus ione. Pu us ars i anche avanti alla nota
di pas s aggio diatonica e cromatica, avanti ai s uoni
aus iliari e al ritardo non preparato:
_, lg J A
invece di: z 5 A 5 A J J ecc'
4-) F
() Le quinte parallele, tra le parti es treme, in ques to cas o
s ono ammes s e, poich la s econda di es s e (mi-s i) formata con
un s uono aus iliario.
Tlie
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Il
" - I .
s is crive: -` . A -4 J ecc-
: [' f " F =
ESERCIZIO N. 32 (Can dai).
5. Salto del s uono dis s onante. ~ Una nota dis -
= nnante che s alta dices i nota cambiata.
Spes s o le note cambiate s i pos s ono cons iderare
come anticipazioni. Pi s pes s o il s alto della dis s o-
nanza gius tificato dalla omis s ione duna o pi note
di pas s aggio.
1 |: '= !|_
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"'- + V
_* 'ul
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III L N
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Il
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6. Salto del s uono ritardato e preparato (gene-
ralmente la nona).
1 32
i
u
_/ - |
Dobbiamo ora avvertire che al.lallievo un'applica
zione opportuna e s ens ata delle norme s opra es po
i: ..= !!_
I..Ill
' lr
II
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III
'III
_ I!!
Ste (es . 5, 6 e 8) non pres enta certo poca difficolt'
dovra quindi egli impiegarle non alla rinfus a, ma
con s erio dis cernimento, perch la gurazione me-
lodica ries ca ricca ed elegante.
ESERCIZIO N. 33(Canti dati col bas s o).
Es empio:
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Ill1 1 |:
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Ill
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Iii +I!
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I: +
li|
5
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All`allievo raccomandiamo ora di comporre brani
di otto, s edici battute. con melodie di movimento
uniforme, che poi variet s econdo le norme della
ligurazione melodica libera.
CAPITOLU V
ENARMONIA E MODULAZIONI
IMPROVVISE
ACCORDI ALTERATI
77. _ 1 . Se negli accordi n qui es aminati fac-
ciamo muovere una o pi parti cromaticamente
mentre le altre res tano ferme, otterremo altri ac-
cordi di natura divers a; a tali combinazioni armo-
niche noi daremo il nome di accordi cromaticamente
alterati o, s emplicemente, di accordi alterati.
2. Tali accordi pos s ono es s ere raggruppati in
due categorie:
Alla prima categoria appartengono accordi che
non formano nuove combinazioni, ma che tuttavia
contengono note es tranee alla tonalit cui appar-
tengono: a ques ti daremo il nome di accordi fals i.
Di ques ti accordi i principali s ono, come vedremo.
il fals o accordo di s ettima. di dominante s ul II grado
del modo maggiore, laccordo di s ettima diminuita
s ul II grado alzato del modo maggiore e liaccordo
perfetto maggiore s ul II grado abbas s ato del modo
maggiore e minore.
I34
Alla s econda categoria appartengono invece accor-
di che, per gli elementi che li compongono, danno
luogo a combinazioni as s olutamente divers e da quel-
le fin qui es aminate. Tali s ono gli accordi con quin-
ta o s es ta aumentata.
F als i accordi di s ettima di dominante
e s ettima diminuita
s ul Il grado nel modo maggiore
73. _ 1 . F als o accordo di s ettima di dominante.
_ Es s o deriva dall'alterazione as cendente (come no-
ta di pas s aggio cromatica) della terza dellaccor-
do di s ettima s ul II grado del modo maggiore e ri-
s olve s ul I e s ul V grado.
2. F als o accordo di s ettima diminuita. _ Es s o
deriva dal fals o accordo di s ettima di dominante
con l`alterazione cromatica as cendente della fonda-
mentale; ris olve s ul I grado.
3. Ambedue gli accordi s i us ano normalmente
come accordi di quinta e s es ta, o terza e quarta,
nelle cadenze compos te.
F als o accordo di 7" di dominante
II
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5; III
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F alp accordo di7"'di dominante
1 35
4. Ambedue pos s ono adoperars i indipendente-
mente, cio s enza che la nota alterata s ia fatta pre-
cedere dal s uono diatonico, e in tal cas o s ono per lo
pi preparati dagli accordi perfetti del I e VI gra-
do e anche dal IV grado.
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5 4 a 4
Nota. -- Preparando il fals o accordo di s ettima dimi.
nuita con quello perfetto del IV grado neces s ario che
una delle voci dis cende di una terza diminuita.
3" dirti.
5. Nel modo minore il fals o accordo di s ettima di
dominante s ul II grado, oltre llalterazione croma-
tica della terza es ige quella della quinta.
II
4
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Come accordo di terza e quarta poco us ato.
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6. Il fals o accordo di s ettima diminuita s ul II
grado del modo minore non pu es is terf-
1 36
Accordo perfetto maggiore s opra il Il grado
abbas s ato e accordo di s ettima di dominante
ron l'alterazone dis cendente della quinta
79. _ 1 . Ques faccordo perfetto maggiore na-
s ce dall'abbas s amento del s uono fondamentale nel-
Paccordo perfetto del II grado, cons iderato come
nota di pas s aggio cromatica.
2. Sadopera come accordo di s es ta con la terza
raddoppiata e ris olve s u laccordo di quarta e s es ta
della cadenza o s u l'accordo perfetto della tonica.
Il Il
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3. S'adopera anche come accordo indipenden-
te, e in tal cas o per lo pi preparato dall'accordo
perfetto del I grado nelle cadenze compos te.
I Il I II
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Non. _ Nella ris olu1 .iones ulI`accordo perfetto dominante o
di s ettima neces s ario che una delle voci dis cenda per terza
diminuita.
33dim.
1 37
4. Dallabbas s amento cromatico del II grado
nas ce anche laccordo di s ettima di dominante con
la quinta abbas s ata.
_! _--1 : ' __-
'61 , Y ' I 3
8- ' 5 '
1 Ls , bs
Lo s tudios o, negli es ercizi di modulazione, cer-
cher dadoperare convenevolmente tutti gli accor-
di che abbiamo es pos ti.
_. !':I
__I-
Accordo di quinta aumentata
80. _ a) Accordo perfetto aumentato.
1 . Deriva dall'aIterazione cromatica as cenden-
te della quinta dell`accordo perfetto maggiore, op-
pure dall"abbas s amento cromatico della fondamen-
tale dell`accordo perfetto minore.
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ns
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I. 1
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i.
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Nota. _ Gli accordi perfetti aumentati di s econda cate-
goria nel modo minore non es is tono (vedi il metodo per
comporre una s cala cromatica 5 66).
2. Ifaccordo perfetto aumentato s adopera an-
che come accordo indipendente, nel qual cas o de-
ves s ere preparato con lo s tes s o accordo s opra il
quale ris olve:
I IDI- _ _
U
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1 38
3. Pu adoperars i anche come rivolto:
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_ un - ' `:4\:4;D= "
s
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8l. -- b) Accordo di s ettima di dominante con la
quinta aumentata.
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1 . Es is te s olo nel modo maggiore:
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III: _!!!
.._ I I<
1 ll;
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Il_l
2. Come accordo indipendente pu preparars .
con lo s tes s o accordo perfetto s opra il quale ris olve.
ul-5-
3. Generalmente la uint l q a a terata s i trova in
una parte s uperiore ris petto alla s ettima per evi-
7
tare che formi con quello un intervallo di terza
diminuita.
Os s ervazione. _ Nella compos izione a cinque voci os s '
r !-
bile, s empre nel modo maggiore, anche l'accordo di nona con
I .
a quinta aumentata,
':=
(7
9
Accordi di s es ta aumentata
I
Il
I 3-
.
= = O
82. _ 1 . Per analizzare pi facilmente ques ti
accordi, li cons ideriamo pos ti s opra il VI grado ar-
monico maggiore e minore: li cons ideriamo cioe
1 39
come primi rivolti degli accordi del Il e IV grado
del modo maggiore e del modo minore, alterando in
es s i ris pettivamente la terza 0 la fondamentale 0
anche ambedue s e trattas i di accordo s ul II grado.
Maggiore
a. IV__ b. Wi c. II:
_ _ __ _ , C . , . I
ai:ln-'I :liIL'I: urilti
' .1 -u ulnpa -U' 5-3! I
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F ... :xl ll!
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Nota. _ Oltre ques te ris oluzioni ne es is tono delle altre
s opra gli accordi di s es ta dell'accordo perfetto del III
grado (modo maggiore e minore).
a) I/accordo di s es ta aumentata nel modo mag-
giore e minore, cons iderato cnarmonicamente, equi-
vale all`aceordo di s ettima di dominante incompleto.
bl) L`accordo di quarta e s es ta aumentata con
la doppia alterazione nel modo maggiore, enarmo-
nicamenle equivale all`accordo di s ettima di domi-
nante con la quinta alzata.
IF ) L'accorlo di quinta e s es ta aumentata nel
modo minore. equivale enarmonicamente all'accor-
do di s ettima di dominante.
c) L`accordo di terza e quarta nel modo mag-
giore e minore un accordo allatto particolare, non
equivale cio ad alcun altro accordo diatonico.
1 40
cl) Laccordo di terza e quarta con la doppia
alterazione nel modo maggiore, enarmonicamcnte
equivale al.laccordo di s ettima di dominante completo.
2. Gli accordi s opra es pos ti (eccetto quello lvl-
les empio c), equivalendo enarmonicamente, per la
loro s es ta aumentata, allaccordo fondamentale di
s ettima di dominante, s ervono di bas e per la modula-
zione enarmonica.
3. Es s i non hanno una denominazione partico-
lare: prendono il loro nome dal nome dei rivolti.
4. Cc-me ris ulta dagli es empi tut'ti ques ti ac-
cordi ris olvono, o s ull'aec0rdo perfetto dominante
o s opra quello di quarta e s es ta della tonica. [fac-
cordo di terza e quarta ris olve ugualmente s u am-
bedue ques ti accordi.
5. Il s uono che rappres enta la s es ta aumentata
non s i raddoppia mai.
6. Ques ti accordi pos s ono anche'es s ere adope-
rati indipendentemente, preparandoli con gli s tes s i
accordi s opra i quali ris olvono. Es empio:
7. Laccordo di s es ta aumentata pu anche, co-
me nei s eguenti cas i, es s ere convenientemente ado-
perato nella cadenza plagale del modo maggiore
:In
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Quo
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(vedi 40).
Il Il arm. VII VII arm.
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Nun. - L'allievo s i as terrin genere dall'adoperare come
accordi indipendenti ques ti dei quali trattiamo: preferibile
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G f
1 41
aduperarli come accordi di pas s aggio, altrimenti s i cade in un-
s tile alquanto arlicios o.
Os s ervazione _ Oltre gli es pos ti accordi di s es ta aumentata
pos s ibile formare s opra il VI grado dei modi armonici in
accordo di s econda con la s es ta aumentata: un tale accordo
equivale enarmonicamente a quello di s ettima minore.
VII V III III
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1 .. ' 31 41
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ii :J
I
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Mezzi per la modulazione enarmonica
83. _ Per modulare improvvis amente, i mezzi
pi acconci s ono quelli di s ervirs i del s ignificato
enarmonico degli accordi di s es ta aumentata, di s et-
tima diminuita e dellaccordo perfetto aumentato,
come pure delle ris oluzioni dinganno, lus o delle
quali pu es s ere larghis s ima.
Enarmonia degli accordi di s es ta aumentata
Enarmonia degli accordi di s es ta aumentata
84-. _ 1 . Se partendo da un dato tono tras for-
miamo il s uo accordo di s ettima di dominante com-
pleto o incompleto (nel s econdo cas o occorre as s o-
lutamente raddoppiare la terza) nellaccordo di s e-
s ta aumentata, cui enarmonicamente equivale, e
facciamo poi ris olvere l'accordo cos tras formato
s opra un accordo perfetto o un accordo di quarta 1 '
s cs ta, otteniamo facilmente una modulazione im-
prnvvis a a toni lontani. Cos . s f- prendiamo come
l-l2
tono di partenza Do, potremo, adoperando tal mez-
zo, modulare ai toni di Si`o s i.
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l) 2)
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2. Per evitare le quinte parallele (es . 2) nella
ris oluzione dellaccordo di quinta e s es ta aumenta-
ta s ul^l'accordo perfetto di dominante, bis ogna far ri-
s olvere l'accordo di quinta e s es ta aumentata, prima
s opra l'accordo di terza e quarta, oppure s opra lac-
cordo di quarta e s es ta.
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_ _ _ ,
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3." Mediante lenarmonia degli accordi di s es ta
aumentata, s i pu modulare in qualunque tono, pas -
s ando prima in uno dei toni vicini al tono primi-
tivo. onde ottenere un altro accordo di s ettima di do-
minante.
Mi Do Doil
ti n .
fit ' _ _
' I. ' .HZ _ ' _
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_ _ .__
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H3
4. Gli accordi di s es ta aumentata contlucono
la modulazione enarmonica vers o i toni con i lit-s ia.
e perci ce ne_pos s iamo s ervire per modulazioni im-
provvis e dai toni lontani con bemolli.
Do Lab NB. Do
In = I-la un van .nn Y _
_ _ _ -1 animmgmmm
v t __,-:alI' I-" -_-:i: .
il
|. _
uu -
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"* ;'Igh v
Os s ervazione. _ In ques to es empio, la tras formazione enar-
monica dellaccordo di s ettima di dominante in quello dop-
piamente alterato di terza e quarta, non indicata per is critto,
ma ci in pratica non s i fa mai e la ris oluzione dell'accordo
di s ettima di dominante di Re b s ull`accordo di quarta e s es ta
del tono di Do, s i s piega s upponendo l'enarmonia.
ESERCIZIO. -_ Coinporre e s uonare modulazioni im-
mediate a toni lontani, s ervendos i delllaccordo di
s es ta eccedente.
Enarmonia de||'accordo di s ettima diminuita
35. _ 1 . Ogni accordo di s ettima pu es s ere
ris oluto s u qualunque accordo perfetto, ad eccezio-
ne di quei due accordi dei quali compos to: ab-
biamo cos s ei maniere, colle quali pos s ibile ris ol-
vere l'accordo di s ettima diminuita.
1 ) 2) 3) 4) 5) 6)
ui- 1 ti 1 6 vg' Il ti '__
* I 'I
2. Ma ogni accordo 'li s ettima diminuita oltre
'iii -Ei . 1 :lit
l
..a
1 44-
il s uo as petto primitivo, pu s ubire tre tras forma
zioni enarmoniche, come nelles empio:
A ' I.: 'II' . ' . _ I
1 : .V . _ _ E
1 :__ 5 -l ?7:.
s a 2
Da ci ris ulta che le pos s ibili ris oluzioni dell'ac-
cordo di_ s ettima diminuita s ono ventiquattro; onde
con un accordo di s ettima diminuita potremo mo-
dulare in quals ias i tonalit.
Do Lab Do Dpil
,_
Il iaii -;-
il . -I
l * f
ti
lii
. _ II _ _ EI!
1 .. - .'41 1 ' :IB
uv - L uL...4
uv
i*
lr
1 1
.I 1
Es tnctzto. _ Comporre e s uonare modulazion` ' 1 in
vari toni, mediante laccordo di s ettima diminuita.
Enarmonia dell'accordo perfetto aumentato
86. -- 1 . Laccordo perfetto aumentato ha quat-
tro ris oluzioni.
1 ) 2 :3 4
'* ~'{,,0- -4% /-' -3
2. Tras formandolo enarmonicamente H'
, .1 pos s o-
no ottcnere tre accordi equivalenti.
1
,_'-_
I' * gi I i
- 8 -3
$_.-
C
i
i~r.d
ac:
en
= :Il 'I 1 --
Il
ilIls a'
-'l
L'accordo perfetto aumentato ci d cos i dodici ri-
s oluzioni.
1 45
Non. _ L'acccrdo perfetto aumentato raramente viene ado-
perato come mezzo di modulazione.
Os s ervazione. _ Interes s ante anche la tras formazione enar-
monica dell'accordo di terza e quarta aumentata nell'accordo
di s ettima di dominante con la quinta abbas s ata.
'-3.:.-ezz
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'il
" I
u-tir.
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Q-q_i'I
u ly, i I
|:iill
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SUCCESSIONI D'|NGANNO
Definizioni generali
87. _ 1 . 0 ni combinazione di due accordi a -
I v - P
partenenti a tonalita divers e forma una s ucces s ione
dinganno.
2. La bas e di ques ta s ucces s ione il procedi-
mento per grado delle voci e la cons ervazione dei
s uoni comuni nella s tes s a voce.
3. uanto i numeros i s ono i s uoni comuni
P ~
tanto piu una s ucces s ione d'inganno diviene dolce
c gradevole.
4. La pi us ata di es s e la cadenza ingannata
e la s ucces s ione degli accordi di s ettima di domi-
nante.
Cadenze d'inganno
83. _ a) Modo maggiore.
1 . Laccordo perfetto dominante o l'accordo di
s ettima di dominante ris olvono s opra l'accordo perfet-
1 46
to maggiore del VI grado abbas s ato colla terza rad-
doppiata.
V VI
1 5 bi;
3--7
2. S'adopera negli s tes s i cas i della cadenza
evitata.
Adoperandola nella cadenza compos ta niile s i
potr collegarla con gli accordi perfetti s ottodomi-
nanti o col primo rivolto s ul II grado maggiore ar-
monico, come pure col primo rivolto dell'accordo
s ul II grado abbas s ato.
IVarm. Il arm. Il arm.
nio mo ' . :
_ au o:iau Ix= i'_ In
E?-"_
I _ I
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-- - - ' ' 1 -2
ii'
uv
L
s r-
- D
6 bs "" ' "`
Os s ervazione. _ Spes s o Penarmonica s i s ottintende cos :
ii ii
lve di -= '_ mi
_ 1 ' I
Ques ti accordi s i adoperano tanto colla gnrazione armonica
quanto colla melodica.
:__ III: __!_ :;-
` _
. ll!
wo- ! 2
Il
la ii
iii
2' <1 '
" il
89. _ b) Modo minore:
1 . L'accordo di s ettima di dominante s eguito
1 47
dallfaccordo di s ettima diminuita, pos to s opra il
IV grado alzato.
I VI
' '
2. S`adopera quas i es clus ivamente nella dis po-
s izione inelodica ed es ige dopo di s laccordo di
quarta e s es ta, s eguito dalla cadenza.
V
1 :' . ig = _; _"
__ f S1 ()
. _ In-ll
7 7 s -1
5 5
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i= `!'.
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ii: :ii_li
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'
i li
ESERCIZIO. _ Adoperare le es pos te cadenze d'in-
annn (modo maggiore e modo minore).
Succes s ioni d'inganno
del|'accordo di s ettima di dominante
90. _ a) Rapporto di terza fra i bas s i fonda-
mentali.
I. Collegamento dellaccordo perfetto maggiore
con l'accordo di s ettima di dominante, pos to alla
dis tanza d'una terza maggiore o minore, s uperiore
o inferiore.
1 ) 2) 3) 4)
I V V
2. Collegamento dell`accordo di s ettima di do-
)<
J:I
li-'-EIl
_i__
G
- I
l48
minante con laccordo perfetto maggiore, pos to alla
dis tanza d'una terza maggiore o minore s uperiore
o inferiore.
V V
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Non. _ Il primo cas o meno s pontaneo degli altri. poich
forma quas i nn ritardo irregolare.
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3. Collegamento fra gli accordi di s ettima di-
s tanti l'uno dall'altro una terza maggiore o minore
s uperiore o inferiore.
1
4. Rapporto di quarta o di quinta tra i bas s i
fondamentali.
b) Collegamento fra due accordi di s ettima di
dominante.
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5. La prima s ucces s ione di ques t'es empio (0) e
alquanto dura all'orecchio a caus a della s ettima che
as cende.
La s ucces s ione (li) molto us ata e deriva dalla
progres s ione inodulante, la quale a s ua volta non
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ullro che una modificazione della s emplice pro-
gres s ione dis cendente,
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nella quale ognuno degli accordi di s ettima s i tra-
s forma in quello di s ettima di dominante.
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Una, tale progres s ione ritorna s empre al punto di
partenza.
Non. - Tali progres s ioni, s i formano anche con gli accordi
di s ettima minore e diminuita o con gli accordi di nona
alternati con quelli di s ellima e vengono adoperale anche fram-
mentariamenle_
Os s ervazione. -_ Le s eguenti s ucces s ioni d'inganno di due
accordi di s ettima di dominante dis tanti duna quarta aumen-
lata o di una quinta diminuita.
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Us o delle s ucces s ioni d'inganno
per la modulazione improvvis a
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91 . -_ 1 . Per modulare, s ervendos i delle s ucces -
ioni rlinganno, non occorrono regole s peciali. la-
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s ucces s ioni d`inganno s 'adoperano per pas s are lan-
lo ai toni vicini quanto ai toni lontani.
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2. Tut-tavia una modulazione improvvis a, per-
cli ries ca gradevole non deve andare, oltre il Il
grado di vicinanza: s olo una modulazione condotta
gradatamente ci tras porta s enza durezze nei toni
lontani.
3. Quando la modulazione improvvis a venga
adoperata come modulazione pas s eggiera a toni del
II grado di vicinanza, s `os s ervi la regola s eguente:
appena modulato nel tono del II grado di vicinan-
za s i torni al lono las ciato. per fare poi la modula-
zione improvvis a e tornare infine al tono primitivo
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Do-Si-mi-Do
Do-Mi-la-Do
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4. Talvolta. per altro, bas ta tornar s ubito al
tono primitivo.
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Es t-Jlullzlo. Comporre e s uonare al pianoforte-
modulazioni improvvis e, alternate con modulazioni
condotte gradatamente.
5." Le s ucces s ioni dinganno s adoperan0 per lo
pi nelle progres s ioni tanto continuate che fram-
mentarie.
ESERC|Z|O N. 34
(Si armonizzino le melodie date introducendovi
delle s ucces s ioni d`inganno).
Es empio:
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Non. -- Uallicvo trover da s e altre prog ' ' ' -
res s iom di s el
lime oltre quelle es pos te.
Armonizzazione dei Coral
92. _ Quanto nora abbiamo es pos to circa le
combinazioni dis s onanli. la modulazione cromatica
1 52
e improvvis a e le s ucces s ioni dinganno, pu es s ere
convenientemente mes s o a protto nellarmonizza-
zione del corale. Diamo a ques to s copo un es empio
dove lo s tes s o 'corale armonizzato in due differenti
maniere.
Non. _ Di fronte allo s tile s evero e libero, un tale s tile
potrebbe chiamars i s tile armonico ricercato.
Es empio :
Corale I
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ESERCIZIO N. 35
(I corali dati dovranno es s ere dallo s tudios o ar-
monizzati: 1 . con s emplici accordi; 2. con ritardi,
note di pas s aggio e gurazione melodica nelle tre
voci inferiori; 3. liberamente: us ando cio combi-
nazioni dis s onanti, s ucces s ioni dinganno, ecc.).
1 53
APPENDICE I
Cenno s ulla figurazione armonica
e s ul pedale figurato
93. _ 1 . Se i s uoni di un accordo s i fanno s en-
tire non contemporaneamente, ma s ucces s ivamente,
qualunque s ia lordine di ques ti s i ha la cos iddetta
s ucces s ione armonica.
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2. Una tale s ucces s ione pu es s ere in parte
anche melodica, quando cio, oltre le note dell'ac-
cordo, s i facciano s entire anche le altre note di
pas s aggio es tranee all'accordo medes imo.
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3. La gurazione armonica s i us a in genere
negli accompagnamenti s trumentali e forma pi pro-
priamente oggetto dello s tudio della compos izione
libera.
4. Diamo anche un es empio che s erviri a dare
un'idea delle pi frequenti gurazioni del pedale.
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APPENDICE II.
Alcune eccezioni alle regole date
per il movimento delle voci
Alcune eccezioni alle regole date per il movi-
mento delle voci s ono le s eguenti: a) Due s ucces -
s ioni di quinta delle quali, la prima s ia (Hrninuita
e la s econda gius ta, s `adoperano qualche tolta nel-
la ris oluzione del I rivolto dell'accordo perfetto
diminuito, purch per la s ens ibile s i trovi nella
voce del tenore e la quinta nell
media. I
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s m. 570,
b) Alcune volte s i fa pure
`altra voce inter-
s alire la s ettima
di dominante, ma ci accade quando in una voce
intermedia rimanga ferma la dominante come s uo-
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c) Rimanendo il s uono comune pos s ono an-
che dars i le due eccezioni s uddette.
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/-m/fe
00.
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1 55
d) La s ettima di dominante pu s alire anche
in altro cas o: quando cioe es s a s i trovi nella voce
del ontralto e l'acc0rdo s ia in pos izione s tretta.
l.a ris oluzione s i fa s ull'ac<'ordo della tonica cos
allo s tato fondamentale come nel primo rivolto.
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e) S'ammettono anche lc quinte parallele
nella ris oluzione dellaeco1 -do di quinta e s es ta au-
mentata. .
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I) Cos pure le quinlc parallele al principio
di unltra fras e dopo una cadenza.
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3') S`ammettono inline le, quinte parallele o
per moto contrario nelle cadenze nali, allo s copo
d`ollcne,re un accordo perfetto completo s ulla to-
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l'andamento della s cala armonica, il s alto di s e-
conda aumentata.
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Tali eccezioni s ono s tate qui es pos te, perch lo
s tudios o deve pure averne cognizione: ma s ar bene
che egli s i as tenga dal s ervirs ene nei s uoi es ercizi.
APPENDICE III.
Succes s ioni d'inganno
adoperato come progres s ioni
) Scala cromatica dis cendente arm-onizzata
con s ucces s ioni d'inganno degli accordi di quinta
e s es ta aumentata.
b) Armonizzazione d'una s cala dis cendente
per toni con s ucces s ioni dinganno degli accordi di
s ettima di dominante.
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ci) Succes s ioni as cendenti e dis cendenti di ac-
cordi di s ettima diminuita.
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d) Succes s ioni as cendenti e dis cendenti di ac-
cordi maggiori di s es ta s opra il pedale.
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CONCLUSIONE
Lo s tudios o, che s otto la guida d`un es perto mac-
s tro abbia attentamente s eguito ques to breve trat-
tato, giunto a ques to punto potr incominciare a
comporre dei preludi a quattro voci in s tile libero
e in ritmo binario e ternario e s i es erciter a cer-
care e s crivere variazioni s opra un breve tema s em-
plicemente armonizzato. In fine del volume s i tro-
veranno alcuni es empi di tali es ercizi.
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INDICE
Introduzione
CAPITOLO I.
Nozioni preliminari
Accordo perfetto . . . . . . . . . . .
Accordi di s ettima _ . . . . . . . . .
Scale naturali e s cale artificiali. Accordi principali e
accidentali . . . . . . . . . _ .
Accordi perfetti . . . . . . . .
Accordi di s ettima . . . . . . . .
Rapporto tra gli accordi perfetti e s ucces s ioni .
Movimento delle voci _ . . . . _ . _ . .
Raddoppiamento delle voci. Dis pos izione s tretta o IB-
ta. Pos izione melodica degli accordi perfetti . .
Collegamento armonico e melodico degli accordi perfetti
Relazioni (o s ucces s ioni) proibite . _ . . . .
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CAPITOLO ll.
Arrnonizzazione con accordi r|ell'ambito d'una s tes s o
tonalit
Combinazioni cons onanti
Collegamento degli accordi perfetti fondamentali dal I
al IV grado e dal I al V grado e vicevers a _ _
Collegamento degli accordi perfetti del IV e V grado
Collegamento degli accordi di s es ta con gli accordi
fperfetti del I-IV e I-V grado e vicevers a _ _
Collegamento dell'accordo di s es ta del IV grado con
l'accordo perfetto del V grado _ _ _ _ _ _
Collegamento dell'accordo perfetto fondamentale del
IV grado coll'accordo di s es ta del V grado . _
Collegamento di due accordi di s es ta del IV e V grado
Cadenze perfette: autentiche e plagali' _ _ _ _ _
Primo as petto della cadenza compos ta (colla s ucces -
s ione della s ottodominante alla dominante) _ _
Secondo as petto della cadenza compos ta (coll'_accordo
di quarta e s es ta s ul I grado) _ _ _ _ _ _
Accordo di quarta e s es ta di pas s aggio . _ _ _
Semicadenza _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Salti di quarta e di quinta nella melodia e nelle voci
intermedie _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Salti fra due terze nella melodia _ _ _ _ _ _ .
Salti dell'ex-terza al bas s o _ _ _ _ _ _ _ _
Primo rivolto dell'accordo di V diminuita s ul s ettimo
grado_.__....____.
Accordo perfetto del II grado e s uo primo rivolto _
Accordo perfetto fondamentale del VI grado. Cadenza
evitata_.._.........
Accordo perfetto del III grado nel modo maggiore _
Pag.
31
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fondamentale del III grado della
naturale _ _ _ _ _ _ _ _
fondamentale del VII grado della
s cala minore naturale . _ _ _ _ _ _ _
Armonizzazione dei corali _ _ _ _ _ _ _ _
Accordo perfetto minore della s ottodominante e ac.
cordo di s es ta del II grado della s cala armonica
maggiore _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Accordo perfetto
s cala minore
Accordo perfetto
Combinazioni ds s onanti
Accordo di s ettima di dominante _ _ . _
Rivolti dell'accordo di s ettima di dominante . _ _
Accordo di s ettima di s ens ibile (s ul VII grado): s et.
tima minore e s ettima diminuita _ _ . _ __
Accordo di s ettima s ul II grado e s uo primo rivolto
F orme s peciali di cadenze plagali _ _ _ _ _ _
Us o degli accordi di s ettima nell'armonizzazione dei
corali _ _ . _ _ _ _ _ _ . _ _ _
Accordi di nona _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Rapporto fra tutti gli accordi perfetti di una s cala _
Concatenazione di tutti gli accordi di s ettima di una
s cala
Libero us o di tutti i gradi d'una s cala -
CAPITOLO III.
Modulazione
I grado di vicinanza
Modulazione diatonica _ _ _ _ . . _
Modulazione s viluppata
1 87
Pag.
52
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63
63
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67
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..._...83
1 88
Pag.
Accordo perfetto del IV grado del modo minore me-
lodico _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ B4
Modulazione immediata s ervendos i dell'accordo per-
fetto del tono a cui s i vuol modulare _ _ _ _ B4
Cromaticis mo e s ucces s ioni fals e. F als e relazioni _ _ 35
Modulazione cromatica _ _ _ _ _ _ _ _ _ 06
Importanza dell'accordo perfetto artificiale del IV gra-
do della s cala minore melodica _ _ _ _ _ _ III!
C:-mbiamento di tono e modulazioni pas s eggiere _ _ 89
Uro della modulazione per armonizzare la melodia
(armonizzazione dei corali) _ _ _ _ _ _ _ 92
Il grado di vicinanza. F ormule di modulazione _ 95
Modulazione perfetta _ _ _ _ _ _ _ 97
Modulazione imperfetta _ _ _ _ _ 99
Tonalit lontane _ _ _ _ wi
Pedale _ _ _ _ _ _ 1 00
CAPITOLO IV.
F igurazone melodica. - Note di' pas s aggio
Os s ervazioni generali _ _ 1 05
Note di pas s aggio _ _ _ _ ivi
Note di pas s aggio cromatiche _ _ _ _ _ 1 08
Note di pas s aggio s emplici e doppie, ecc. _ un
Note d'abbellimento o aus iliarie _ _ _ IIO
Ritardi - Norme generali _ _ _ _ II3
Ritardi dis cendenti _ -_ _ _ _ _ _ _ _ _ ll5
Ritardi as cendenti e s imultanei _ _ _ _ _ _ _ 1 1 7
F igurazione Vmelodica nello s tile os s ervato e armoniz- _
zazione dei corali _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 1 9
Melodie di corali da armonizzare, adoperando la fi-
gurazione melodica _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1 22
F igux-azione melodica libera _ _ _ _ _ _ _ 1 27
CAPITOLO V.
Enarmonia e modulazioni improvvis e
Accordi alterati _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
F als i accordi di s ettima di dominante e s ettima dimi-
nuita s ul II grado del modo maggiore _ _
Accordo perfetto maggiore s opra il II grado abbas .
s ato e accordo di s ettima di dominante con l'altera-
zione dis cendente della quinta _ _ _ _ _ _
Accordi di quinta aumentata _ _ _ _
Accordi di s es ta aumentata _ _ _ _ _
Mezzi per la modulazione enarmonica _ _ _
Enarmonia degli accordi di s es ta aumentata _ _
Enarmonia dell'accordo di s ettima diminuita _ _
Enarmonia dell'accordo perfetto aumentato
Succes s ioni d'inganno. Definizioni enerali
Cadenze d'inganno _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Succes s ioni d'inganno dell'accordo di s ettima di domi-
nante _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Us o delle s ucces s ioni d'inganno per la m0dUlBZi0D
improvvis a _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Armonizzazioni dei corali _ _ _ _ _ _ _
APPENDICE I. Cenno s ulla figurazione armonica e
s ul pedale figurato _ _ _ _ _ _ _ _
APPENDICE II. Alcune eccezioni alle regole date per
il movimento delle voci _ _ _ _ _ _
Pag.
1 33
1 34
1 36
1 37
1 38
1 41
H3!
1 1 :3
1 44
1 45
1 47
1 49
1 51
1 53
1 54
1 90
APPENDICE III. Succes s ioni d'inganno adoperate
come progres s ioni . . _ . . . . _
Conclus ione
Variazioni s opra un tema dato . . .
Preludi modulanti s opra lo s tes s o tema
Es ercizi
Bas s i e canti dati
Pag.
1 56
1 57
1 59
1 50
1 61
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