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LEFFICACIA DELLE CATENE NEL CASO DI STUDIO DI

PALAZZO CENTI

G. LUCIBELLO, G. BRANDONISIO, E. MELE, A. DE LUCA


Universit degli studi di Napoli Federico II, Dipartimento di Ingegneria
Strutturale

SOMMARIO
Nella presente memoria descritto uno studio condotto sulla risposta
sismica di Palazzo Centi in LAquila in seguito al sisma del 06 aprile 2009.
Palazzo Centi uno dei maggiori esempi dellarchitettura barocca aquilana
e fu realizzato nella seconda met del XVIII secolo. Si tratta di un edificio
a pianta rettangolare con corte centrale che si sviluppa su tre livelli. Le
strutture portanti verticali sono realizzate in muratura di laterizi e sono
ordite a formare una maglia regolare di setti murari.
Ledificio, in seguito agli eventi sismici del 2009, ha subito un danno
diffuso che interessa le strutture portanti con una intensit crescente lungo
il loro lo sviluppo in altezza; per quel che riguarda le parti non strutturali si
sono avuti crolli localizzati di volte incannucciate e di voltine di mattoni in
foglio. Il comportamento sismico delledificio verr analizzato e valutato
tenendo conto dei recenti interventi di consolidamento al fine di
comprenderne lefficacia e di proporne limpiego anche per altri interventi
futuri su strutture analoghe traendo quindi insegnamento dallesperienza
sul campo che continua a dimostrare lefficacia delle tecniche tradizionali
se applicate correttamente.

1. DESCRIZIONE
Il Palazzo Centi sede della Presidenza della Giunta Regionale della
Regione Abruzzo, ubicato in Piazza S.Giusta in LAquila e rappresenta
una delle pi alte espressioni del barocco aquilano (fig. 1). La sua
costruzione risale agli ultimi decenni del XVIII secolo ed in particolare fu
edificato a partire dal 1776 sulla base del progetto di Loreto Cicchi da
Pescocostanzo.
Ledificio, realizzato in muratura, presenta una pianta rettangolare (fig. 2a)
di circa 31x41m con una corte centrale, anchessa rettangolare, di
dimensioni 9x11m, per unarea di impronta netta di circa 1200m
2
. Si
articola su 4 livelli fuori terra, dei quali il quarto si presenta come un
elemento di irregolarit in altezza per la struttura indicato in seguito con il
nome di castellina.


figura 1. Il Prospetto principale su piazza S. Giusta

Le pareti resistenti a carichi orizzontali e verticali sono distribuite in pianta
secondo una maglia regolare con interasse variabile tra 6m e 7m che in rare
eccezioni crescono fino a 12m (saloni disposti in corrispondenza del centro
della facciata), o si riducono fino a 3,5m (in corrispondenza dei corridoi
che circondano la corte). Nella maggior parte dei casi si tratta di pareti che
presentano una certa regolarit nella disposizione dei vani, i quali risultano
pressoch tutti allineati verticalmente.
La muratura realizzata probabilmente a sacco con paramenti esterni in
mattoni pieni artificiali (di spessore 3,5 4cm), con spessori compresi tra
70 e 90cm. In particolare le pareti perimetrali e quelle che circondano la
corte interna presentano uno spessore di 90cm; le pareti interne presentano
in prevalenza uno spessore di 80cm, in rari casi 70cm.
Gli orizzontamenti (fig. 2b) sono in maggioranza costituiti da volte in
mattoni artificiali; gran parte di queste a padiglione (talvolta lunettate) ad
eccezione di quella che copre lo scalone, che una volta a schifo lunettata,
e di quelle che coprono i corridoi, che sono voltine a crociera oppure a
botte. Il solaio di calpestio della sopraelevazione, posto superiormente alla
volta a schifo lunettata dello scalone, realizzato con travi lignee e
metalliche (aggiunte successivamente) alle quali sovrapposto un tavolato.
La copertura lignea (fig. 2b) realizzata con capriate del tipo Palladiana
semplice poggianti su selle metalliche che a loro volta scaricano su profili
metallici UPN ancorati alle pareti; gli ambienti posti al di sotto della
copertura presentano volte ad incannucciata (a padiglione o a schifo)
oppure di mattoni artificiali in foglio prive di alcuna funzione strutturale
decorate con stucchi ed affreschi.


a) b)
figura 2. a) Pianta piano terra; b) stralcio sezione

2. GLI INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO ANTECEDENTI
AL SISMA

Ledificio stato, a partire dal giugno del 2003, oggetto di interventi di
consolidamento mirati al miglioramento del comportamento strutturale in
termini di risposta alle azioni sismiche.
Lintervento che ha avuto il maggiore impatto sullincremento delle risorse
di resistenza alle azioni sismiche stato senzaltro linserimento diffuso di
tiranti metallici; sono state inserite catene metalliche del diametro di 22 e
30mm lungo le due direzioni principali in corrispondenza di ciascun
impalcato e di ciascuna parete (fig. 3a). Lancoraggio dei tiranti avvenuto
mediante limpiego di capochiave a paletto e a piastra nervata (fig. 3b e 3c)
sapientemente incassati nella muratura, al punto che dallesterno non si ha
alcun indizio che ne lasci presagire la presenza.
Sono state oggetto di interventi di consolidamento anche le capriate lignee
della copertura; in particolare sono stati rinforzati i nodi mediante
linserimento di piastre metalliche da 5mm di spessore chiodate alle parti
lignee ed alle catene in legno sono state inoltre affiancate catene metalliche
collegate direttamente alle selle di appoggio delle capriate che sono
connesse a profili UPN spinottati alle murature; in tal modo le nuove
catene metalliche si comportano sia come elementi di contrasto della spinta
della capriata sia come elementi di connessione in sommit delle pareti.



figura 3. a) Pianta piano terra con posizione dei tiranti, b) capochiave a paletto, c)
capochiave a piastra nervata


b)
c) a)
3. IL QUADRO FESSURATIVO A SEGUITO DELLEVENTO
DELLO 06/04/09

Durante le visite sopralluogo condotte sulledificio stato rilevato un
quadro fessurativo la cui intensit si accresce sensibilmente lungo laltezza
raggiungendo il culmine in corrispondenza della castellina.
I danni strutturali che si possono osservare al piano terra appaiono alquanto
leggeri e consistono essenzialmente, per quel che riguarda gli elementi
portanti verticali (maschi murari), in rare lesioni a taglio passanti ma di
ampiezza ridotta e non preoccupante ai fini della stabilit della struttura. Le
volte a padiglione, presentano leggere lesioni in chiave ed in
corrispondenza delle lunette e, nella parte N-E delledificio, si osservano
leggeri distacchi dalle pareti perimetrali.
Al primo piano il quadro fessurativo (fig. 4) diviene decisamente di
maggior rilievo rispetto a quanto osservato al piano inferiore. Le strutture
verticali presentano diffuse lesioni a taglio da trazione che interessano un
gran numero di maschi murari, in particolare quelli delle pareti dei corridoi
e delle pareti interne in corrispondenza delle canne fumarie che si
confermano essere un punto critico nelle strutture in muratura soggette a
carichi orizzontali. Oltre ai maschi murari anche le fasce di piano
presentano rilevanti lesioni a taglio.
Le volte a botte e a crociera dei corridoi presentano lesioni in chiave (fig.
5) chiaramente causate dallazione sismica diretta perpendicolarmente
allasse longitudinale della volta. Le volte a padiglione presentano invece le
classiche lesioni agli angoli causate dalla deformazione in pianta della volta
che hanno danneggiato in maniera pi o meno grave le decorazioni.



figura 4. Quadro fessurativo rilevato al primo piano


figura 6. Quadro fessurativo rilevato al secondo piano

In numerosi ambienti non stato possibile individuare lesioni sulle
murature a causa della presenza di parati in stoffa o intonaci armati con rete
(come presumibilmente avviene anche in facciata), anche se si intuisce che
vi siano danni diffusi ai maschi murari.
Al secondo piano ledificio presenta un quadro fessurativo (fig. 6) analogo
a quello che interessa il primo piano, ma pi accentuato. Si registrano
inoltre lesioni a taglio sulle pareti del vano scala del quale risulta
danneggiata anche la volta a schifo lunettata e lesioni a taglio in
corrispondenza delle piattabande che ne compromettono fortemente la
capacit portante.


figura 5. Lezioni in chiave alle volte dei corridoi del secondo livello

Risultano gravemente danneggiate o crollate anche le volte in foglio e ad
incannucciata realizzate al di sotto delle strutture di copertura (fig. 7).


figura 7. Crollo parziale di volte ad incannucciata ed interventi di consolidamento
delle coperture

figura 8. Meccanismo di flessione della facciata Sud

Si ha infine in corrispondenza della mezzeria della facciata Sud un accenno
di attivazione di un meccanismo di flessione della parete (fig. 8) che lha
interessata in particolare alla quota di gronda.
Allultimo livello (quello della castellina), in corrispondenza del quale si
ha un brusco restringimento in pianta delledificio (e quindi una
conseguente irregolarit in elevazione), il quadro fessurativo consiste
essenzialmente in gravi lesioni a taglio (fig. 9) che interessano tutti i
maschi murari, che pertanto sono vicinissimi al collasso.


figura 9. Lesioni a taglio di uno dei maschi murati della castellina

4. CONCLUSIONI

Dal quadro fessurativo possibile affermare che il comportamento
delledificio stato nel complesso soddisfacente, soprattutto se si ragiona
in unottica di valutazione dellefficacia dei recenti interventi di
consolidamento; gli incatenamenti hanno limitato infatti lattivazione di
meccanismi fuori piano che sono di fatto praticamente assenti, ad eccezione
dell accenno di flessione della facciata Sud che per stato per lappunto
immediatamente contrastato dai tiranti.
Lefficacia dei tiranti si riscontra inoltre osservando i gravi danni (fig. 5)
subiti dalle volte dei corridoi che, come possibile osservare dalla pianta di
figura 3, non sono state interessate da interventi di incatenamento
trasversale (se non alle loro estremit) e risultano pertanto essere pi
vulnerabili rispetto alle altre parti strutturali.
Lefficace collegamento tra le pareti ha garantito complessivamente un
comportamento scatolare che, abbinato alla regolarit con cui sono
distribuiti i setti murari in pianta, ha portato ad un comportamento sismico
ottimale con lattivazione di meccanismi nel piano delle pareti,
consentendo quindi una maggiore dissipazione energetica rispetto a quella
conseguibile con meccanismi fuori piano. Quanto detto ancor pi
evidente confrontando il danno sismico delledifico con quello subito da
strutture analoghe per dimensioni e tipologia (fig. 10) ma sprovviste di
efficaci accorgimenti antisimici quali appunto i tiranti.
Senzaltro alla buona risposta sismica delledificio hanno contribuito anche
la regolarit della struttura ed la qualit dei materiali impiegati per la
costruzione; si tratta infatti di uno dei pochi edifici a LAquila nei quali
possibile riscontrare limpiego di mattoni pieni.


figura 10. Confronto dei danni tra due edifici storici in LAquila (Palazzo Centi a dx)

In conclusione quindi possibile affermare che il caso di Palazzo Centi
fornisce una ulteriore conferma dellefficacia degli interventi di
consolidamento tradizionali oltre a mettere in evidenza lutilit ed i
vantaggi che si hanno nel seguire le regole dellarte (impiego di materiali di
qualit e corretta posa in opera) che permettono, come accade in molti
edifici storici, anche in assenza di una specifica progettazione per carichi
orizzontali, di fronteggiare eventi sismici senza avere crolli rilevanti.

BIBLIOGRAFIA

[1] A. DE LUCA, A. GIORDANO, G. BRANDONISIO, R. DE LUCIA, R.
SANTANIELLO, G. LUCIBELLO: Palazzo Centi, Atti del convegno
Sicurezza e conservazione nel recupero dei beni culturali colpiti da
sisma Venezia 8-9 Aprile 2010
[2] A. DE LUCA, A. GIORDANO, G. BRANDONISIO, R. DE LUCIA, R.
SANTANIELLO, G. LUCIBELLO: Palazzo Centi, Monumenti dannati, in
Speciale Abruzzo, Giornale dellArte, Ottobre 2009