Sei sulla pagina 1di 7

I BAMBINI NON VEDENTI NELLA SCUOLA: GLI INSEGNANTI E LE

STRATEGIE DIDATTICHE
Barbara Celani
[Abstract] Profilo Dinamico Funzionale e Piano Educativo Individualizzato sono due
strumenti che se utilizzati al meglio permettono di programmare una didattica funzionale ad
una efficace integrazione scolastica.[fine abstract]
Per poter svolgere al meglio il loro ruolo, gli insegnanti devono conoscere il tipo e il
grado di disabilit del bambino ai fini di un approccio ottimale e di una adeguata
programmazione educativa.
Per !uanto riguarda la cecit, i criteri sono delineati dalla legge "#$ del %&&", che
individua i ciechi e gli ipovedenti in base alla acuit visiva 'visus( e all)ampiezza del campo
visivo 'la porzione di spazio che l)occhio * in grado di vedere davanti a s+(. ,a legge
definisce i concetti di-
Cieco assoluto- colui che non vede nulla o al massimo * in grado di percepire
una fonte luminosa o il movimento di una mano posta davanti all)occhio.
Cieco parziale- soggetto con un visus inferiore ad "/"&.
Ipovedente grave- colui che ha un visus compreso tra "/%& e "/"& oppure una
riduzione del campo visivo tra il 0&1 e il 2&1.
Ipovedente medio-grave- colui che ha un visus compreso tra "/"& e %/"& oppure
una riduzione del campo visivo tra il #&1 e il 0&1.
Ipovedente lieve- colui che ha un visus compreso tra %/"& e #/"& oppure una
riduzione del campo visivo tra il "&1 e il #&1.
3uesta classificazione risulta molto importante nell)ambito scolastico, sia nelle prime
fasi organizzative dell)accoglienza, sia nella scelta e nell)utilizzo di metodi e ausili necessari
per la didattica '4aldeschi, %&&5(.
Dati informativi irrinunciabili sono infatti la certificazione medica 'oculistica(, e la
diagnosi funzionale redatta dall)+!uipe multidisciplinare dell) A.6.,.
7ra i documenti che dovrebbero accompagnare il processo di integrazione, il 8profilo
dinamico funzionale9 'PDF( * certamente !uello che pi: degli altri rappresenta la !uotidianit
della vita scolastica nella sua spontanea espressione didattica e psicosociale.
,a sua redazione deve comprendere, oltre alla descrizione e all)osservazione del
comportamento dell)alunno, l)insieme delle dinamiche interattive tra l)alunno disabile e
l)intero ambito scolastico. Infatti il profilo dinamico funzionale ha come scopo prioritario la
focalizzazione delle situazioni di handicap che vengono generate dall)inadeguatezza
dell)ambiente alla presenza del disabile.
"
Anche in !uesto ambito, purtroppo, si nota spesso un certo grado di impreparazione
degli insegnanti che spesso imperniano la loro osservazione su un bisogno di classificazione,
su un giudizio di merito.
;el caso dell)alunno disabile visivo, l)osservazione e la descrizione dovrebbero
convergere su alcuni punti fondamentali !uali-
,a curiosit dell)alunno e le sue strategie di osservazione.
,e modalit di comunicazione dell)esperienza vissuta.
,a condotta del chiedere e dell)offrire.
Il desiderio di conoscere l)alunno da parte del contesto scolastico.
,)immagine dell)alunno nel contesto scolastico.
le offerte e le richieste da parte del contesto scolastico.
<ediante un profilo dinamico funzionale adeguato, si pu= presentare il soggetto disabile
come alunno degno di essere conosciuto, di conoscere e di conoscersi e si pu= anche
rappresentare la scuola, per migliorarla e renderla pi: responsiva ai bisogni educativi speciali.
Altro documento importante * il 8piano educativo individualizzato9'PEI(, che, a
differenza del PDF, possiede una fisionomia interistituzionale e rappresenta il tentativo di
offrire una risposta valida ai bisogni educativi speciali del bambino disabile.
6pesso il PEI viene concepito confusamente, !uasi come progetto di intervento da parte
dell)insegnante specializzato, mentre le varie istituzioni che si occupano del disabile devono
agire in concerto, distinguendo e articolando ogni contributo.
,)educazione del soggetto disabile riguarda l)insegnamento scolastico, la riabilitazione
e l)esperienza socio>culturale, presi in considerazione insieme.
3uesti campi per= non devono essere confusi tra di loro, cosa che invece sembra sia
accaduto di fre!uente. Per !uesto * necessario un adeguato strumento progettuale, !uale
dovrebbe essere attualmente, il piano educativo individualizzato.
Esso si compone di tre parti fondamentali, che !ui si prenderanno in considerazione
relativamente agli alunni ciechi-
1- La scelta delle esperienze significative.
?n alunno disabile visivo ha soprattutto bisogno di percepire l)ambiente scolastico
adeguato alle sue specifiche esigenze e capace di modificarsi a favore della sua personale
specificit.
Egli deve essere aiutato a conoscersi, a valutare la propria condizione e a confidarvi.
Attribuendo maggiore dignit e validit ai suoi mezzi di osservazione, egli potr integrarsi nel
gruppo classe senza dover mimetizzare la sua diversit e divenire protagonista del suo
apprendimento. ,)alunno cieco ha bisogno di sperimentare e di costruire la propria autonomia
e di esperienze reali, di vissuti concreti che possano costituire la base per l)insieme delle
elaborazioni simboliche della vita scolastica.
2- Il problema dei contesti.
%
,)integrazione non pu= esaurirsi alla sola esperienza scolastica. Il PEI indica spesso la
necessit di esercitazioni, di ricerche guidate, di esperienze di riabilitazione, di attivit
socioculturali, che esigono contesti di attuazione distinti dall)ambito scolastico, anche se la
cosa migliore sarebbe integrare il progetto educativo personalizzato il pi: possibile
nell)ambito della programmazione educativa e didattica del gruppo classe. Il PEI, comun!ue
dovr indicare anche il luogo e le figure coinvolte di ogni progetto di attivit che esplicita.
7utto ci= presuppone un rapporto collaborativo tra scuola, famiglia e servizio
sociosanitario.
3- Lindividuazione degli ausili scolastici e dei sussidi didattici '<azzeo, "@@$(.
;ell)intervento educativo !uesti rivestono un ruolo fondamentale, appositamente
studiati e realizzati per facilitare l)apprendimento concreto e non puramente verbalistico, delle
diverse discipline, per agevolare le rappresentazioni mentali, per rinforzare la concretezza
delle esperienze e ridurre la distanza conoscitiva tra il bambino e il mondo circostante,
soprattutto nelle situazioni difficili da esperire direttamente.
Agni sussidio deve essere scelto con competenza e usato con corrette modalit, tenendo
conto delle capacit espresse dal bambino.
Il primo sussidio tiflodidattico * senza dubbio il libro 4raille, il sistema di scrittura che
utilizza puntini in rilievo, inventato nell)Attocento da ,ouis 4raille.
,a produzione italiana dei sussidi tiflodidattici da parte di grandi istituzioni, !uali la
Federazione ;azionale delle Istituzioni Pro Biechi, la 4iblioteca Italiana per i Biechi 8Cegina
<argherita9 di <onza, l)Istituto dei Biechi di <ilano e la 6tamperia 4raille della Cegione
7oscana, pu= definirsi soddisfacente, anche se non completa.
In un contesto di scarsa distribuzione e difficile reperimento degli ausili, nascono in
Italia i Bentri di Bonsulenza 7iflodidattica, proprio per garantire risposte competenti e
tempestive volte a facilitare il processo di integrazione scolastica del bambino non vedente-
attualmente sono sedici e operano in una competenza territoriale anche interregionale.
,)attivit prioritaria del Bentro * il servizio di consulenza tiflodidattica che offre un
contributo alle famiglie, alle scuole e alle strutture educative del settore, nella predisposizione
del percorso formativo dell)alunno con minorazione visiva, indicando le strategie, la
metodologia e i sussidi specifici pi: adeguati per l)organizzazione dell)attivit educativa.
Presso il Bentro * presente una buona parte dei sussidi tiflodidattici prodotti in Italia
destinati a diversi ordini di scuola, per le varie finalit e discipline. Due esempi significativi
sono 8Aladin9, l)apparecchio per ascoltare i libri audio digitali, e il fornetto 8DE>fuse9, per la
riproduzione delle immagini in rilievo.
I sussidi presenti nel Bentro hanno la finalit di potenziare le capacit di esplorazione
tattile, le abilit operative e di autonomia, la competenza linguistica e comunicativa.
<olti di !uesti sussidi, per la tipologia di materiale utilizzato, non esclusivamente
tattile, ma anche visivo o visivo>tattile, sono adatti anche per gli alunni vedenti, utili per una
effettiva integrazione del bambino cieco nel gruppo classe.
Pensiamo, ad esempio, ai libri tattili per gli alunni della scuola materna, finalizzati a
sviluppare e stimolare il processo simbolico e la capacit di rappresentazione mentale, oppure
ai sussidi per l)apprendimento dei primi concetti spaziali, o ancora ai sussidi per
l)apprendimento delle operazioni di avviamento logico>matematico, !uali la classificazione, la
#
selezione e la seriazione- !uesto * tutto materiale che risponde sF ai bisogni specifici
dell)alunno con deficit visivo, ma allo stesso tempo * fruibile da tutti i bambini, rispondendo
cosF al criterio della condivisione perseguito dalla ricerca dei nuovi sussidi 'Piccardi, %&&5(.
,a presenza in classe di un alunno con minorazione visiva dovrebbe diventare una fonte
di stimolo per organizzare un)azione educativa pi: attenta alle possibilit d)uso di tutti i sensi,
finendo in !uesto modo per favorire tutta la classe.
,)efficacia del materiale didattico sia tiflologico, sia comune, non sta tanto nella sua
molteplicit, !uanto, piuttosto, nello stimolo che esso pu= offrire all)attivit immaginativa del
bambino non vedente, nonch+ nella corretta utilizzazione.
;ella fase di presentazione e di uso iniziale del sussidio scelto, * necessaria la presenza
dell)insegnante che deve predisporre, innanzitutto, un ambiente misurato e ordinato per
favorire l)interesse e la concentrazione e !uindi valutare le abilit operative dell)alunno.
Anche la modalit d)intervento dell)insegnante deve essere individuata in base alle
capacit cognitive, esplorative e motivazionali espresse dal bambino, per cui, se necessario,
potr intervenire con un aiuto fisico oppure con opportune indicazioni verbali, rispettando in
entrambi i casi, le modalit e i tempi di approccio conoscitivo propri del bambino minorato
della vista, senza mai usare il metodo delle anticipazioni, ma incoraggiandolo verso la
con!uista di una completa autonomia.
Il Bentro costituisce !uindi una grande risorsa per gli insegnanti e pu= essere un punto
di riferimento importante anche per i genitori.
6i pu= dun!ue affermare che il supporto fornito dal sussidio didattico si inserisce nel
processo di integrazione e normalizzazione in !uanto sollecita la scuola a confrontarsi con lo
svantaggio e a lavorare per superarlo. G un modo, certo non l)unico, per combattere gli
stereotipi, i pregiudizi che caratterizzano il modo di fare scuola anche !uando i principi, i
valori etici degli adulti sono contrari alla discriminazione 'Abba, %&&5. Piccardi, %&&5(.
,)integrazione implica una didattica che permetta il conseguimento di alcuni obiettivi
tra i !uali il potenziamento delle funzioni sensoriali percettive residue, lo sviluppo della
funzione immaginativo>motoria e l)ac!uisizione di una solida competenza comunicativa e
relazionale.
7utto !uesto permette un solido apprendimento e la formazione di una vasta intelligenza
capace di far sF che il soggetto si orienti con disinvoltura nelle diverse situazioni che lo
vedranno protagonista 'Bhiarelli, %&&#(.
Affinch+ l)intervento di sostegno didattico risulti davvero efficace, * necessario
sviluppare metodi e strategie diverse nei confronti delle singole discipline.
Anche per !uesto motivo, * di estrema importanza far ac!uisire all)alunno non vedente
l)uso degli strumenti e degli ausilii tiflodidattici, i !uali ampliano le possibilit di autonomia.
Per !uanto riguarda l)italiano e la storia, ad esempio, la lettura dei libri di testo o dei
brani letterari, pu= essere svolta agevolmente tramite il 4raille o attraverso la registrazione su
audiocassetta, pi: semplice, economica e immediata.
;ello studio della storia risulta molto importante far recepire al bambino non vedente il
concetto di successione temporale e dei rapporti esistenti fra gli avvenimenti storici, aspetto
che comun!ue riguarda anche tutti gli altri alunni.
5
;ei libri di testo in nero vengono spesso riportati schemi raffiguranti la linea del tempo
con indicazioni relative al collocamento temporale delle epoche e degli eventi. Perch+ ci= sia
fruibile dal bambino non vedente si pu= costruire uno schema tattile simile utilizzando
fettucce, tavolette forate, chiodini e riferimenti in 4raille, come si usa anche per le cartine
storico>geografiche in rilievo.
In generale gli elaborati scritti vengono svolti in 4raille e poi trascritti in nero
dall)insegnante di sostegno se il docente curricolare non * in grado di decifrare l)alfabeto in
rilievo. Per ridurre la complessit di !uesto procedimento si pu= utilizzare un computer o un
dispositivo che scarichi il contenuto dello scritto su una normale stampante in nero.
Per !uanto riguarda l)apprendimento della matematica, uno degli strumenti pi: utilizzati
e !uello dei 8cubaritmi9. 3uesto sistema, costituito da una serie di cubetti mobili a sei facce
che possono essere disposti all)interno di una tavoletta contenente delle caselle, permette di
eseguire semplici calcoli e piccole espressioni.
,a lavagna * un fondamentale strumento didattico, soprattutto nell)insegnamento della
matematica, il docente dovr per= utilizzare !ualche accorgimento per evitare che il bambino
cieco perda parti importanti delle lezioni. Egli dovr procedere non troppo velocemente e
illustrando ogni passaggio logico, pronunciare a voce alta ci= che viene scritto, evitando
indicazioni generiche di tipo visivo come 83ui vedete9, ecc. Inoltre sar opportuno sincerarsi
di tanto in tanto che il bambino non vedente sia riuscito a seguire l)insegnante.
I grafici cartesiani possono essere costruiti attraverso la tecnica delle fotocopie tattili su
carta contenente microcapsula ad espansione termica oppure tramite l)inserimento di chiodini
su un piano e collegando gli stessi con fili o elastici. Il ricorso ai Bentri di Bonsulenza
7iflodidattica si ripropone come indispensabile. 3ui si possono trovare anche calcolatrici
sonore e tavolette dei logaritmi in 4raille.
Celativamente alla geometria si possono utilizzare tavole in rilievo raffiguranti i
poligoni e le figure dei solidi, la cui esplorazione deve essere guidata dall)insegnante di
sostegno e richiede sicuramente pi: tempo per la comprensione rispetto a chi pu= usare la
vista e cogliere le immagini nel loro insieme.
Per !uanto riguarda la geografia esistono molti ausili specifici !uali carte geografiche
tattili, mappamondi e tavole astronomiche, il cui livello di definizione * necessariamente
ridotto rispetto alle raffigurazioni in nero.
6ono stati inventati alcuni modelli di bussola tattile che possono aiutare
nell)identificazione dei punti cardinali, ma anche nell)orientamento alla mobilit autonoma,
poich+ pu= aiutare nell)elaborazione di mappe mentali relative agli spazi.
Anche in !uesto caso i libri possono essere registrati o trascritti in 4raille.
?n po) pi: complicato appare l)insegnamento delle scienze naturali, della fisica, della
chimica. I vecchi istituti per ciechi spesso disponevano di alcune semplici attrezzature di
laboratorio, che consentivano la sperimentazione di alcuni fenomeni fisici basilari 'piani
inclinati, leve, pendoli sonori, ecc.(.
;elle scuole comuni, la partecipazione dei non vedenti alle attivit di laboratorio *
molto problematica. ?n modo che il docente ha per colmare !ueste limitazioni pu= essere
!uello di descrivere accuratamente ogni singola operazione e dei risultati che ne scaturiscono.
0
;on si deve trascurare di far percepire eventuali fenomeni uditivi, termici, olfattivi !uando ci=
* possibile.
Per alcuni ambiti delle scienze naturali, invece, i sussidi sono molti e utili, modelli
smontabili a grandezza naturale del corpo umano, degli organi, dello scheletro. percorsi tattili
naturalistici allestiti in alcuni parchi e riserve, che consentono di toccare vari tipi di piante,
alberi, fiori, frutti e corredati da pannelli esplicativi in rilievo e audiocassette. 6i possono
utilizzare anche minerali, fossili, che possono essere esplorati e toccati, o ancora registrazioni
di versi degli animali o altri suoni e rumori naturali.
,a maggior parte di !uesti ausili non * realizzata specificamente per i non vedenti,
!uesto significa che molti materiali possono essere reperiti anche tra le dotazioni didattiche
delle scuole comuni.
Per ci= che riguarda il disegno e l)educazione all)immagine, solitamente si riscontra uno
scarso interesse da parte del bambino con cecit, soprattutto se congenita, verso la
rappresentazione grafica del reale. G importante che si compia uno sforzo, non tanto
finalizzato a incentivare la fruizione di immagini da parte dei non vedenti, !uanto mirato a
fornire concetti e nozioni astratti dai !uali non potranno prescindere nella vita di relazione
sociale nella comunit dei vedenti.
,a percezione tattile non conosce la nozione di prospettiva, poich+ i vari oggetti
possono essere toccati al massimo alla distanza della lunghezza del braccio e le loro
dimensioni appaiono uguali !ualun!ue sia la posizione nello spazio. 6i possono in !uesto caso
utilizzare esempi di tipo uditivo, come l)attenuarsi di un rombo di un aereo man mano che si
allontana. ,)ausilio principale per la fruizione e realizzazione di immagini da parte del
bambino cieco * il cosiddetto 8piano di gomma9, costituito da una tavoletta ricoperta da uno
strato gommato, sulla !uale si applicano fogli di plastica trasparente. Facendo scorrere sulla
pellicola un punteruolo si incidono delle linee che compariranno poi in rilievo sulla superficie
del foglio, potendo cosF 8sostituire9 la lavagna.
Per !uanto riguarda l)arte, si deve poter usufruire di modelli in gesso di opere famose,
plastici in scala, fotocopie tattili e tavole in rilievo, ma resta comun!ue ostico il campo della
pittura e il concetto di colore.
,o sviluppo della manualit * un obiettivo fondamentale nella vita di un cieco, ma
!uesto aspetto viene troppo spesso trascurato, soprattutto in Italia. Anche in !uesto ambito si
devono utilizzare riferimenti tattili e uditivi ed evitare, almeno nei primi approcci ai lavori
manuali, l)utilizzo di attrezzi troppo pericolosi. G consigliabile ricorrere ad attivit esterne alla
scuola, nella maggior parte dei casi.
,)ambito pi: naturale in cui un non vedente riesce ad esprimersi * senza dubbio la
musica. 6e il bambino presenta una certa predisposizione e volont, !uesto apprendimento va
incoraggiato.
Esiste una tecnica particolare che consente la trascrizione in 4raille di partiture e
recentemente si stanno mettendo a punto softHare che effettuino automaticamente la
trascrizione. Educare alla sensibilit musicale non * compito facile e richiede la
collaborazione di tutti gli insegnanti curricolari insieme a !uello di sostegno.
Infine, un altro ambito che spesso non * abbastanza curato * l)educazione fisica, al
contrario di ci= che avveniva nelle scuole speciali. 6icuramente alcune attivit non sono
2
facilmente adattabili alle esigenze del bambino non vedente, come il calcio o la pallavolo. <a,
in altre come ad esempio il salto in lungo e in alto potrebbero essere svolte anche dal disabile
visivo, lasciandogli prima ac!uistare familiarit con l)asta ed esperire la distanza, contando i
passi, dal punto di partenza a !uello del salto '4ongi, %&&%(.
7utti !uesti accorgimenti rientrano nelle strategie che dovrebbero entrare a far parte
della didattica affinch* si possa parlare di una effettiva ed efficace integrazione scolastica dei
non vedenti.
Riferimenti bibliografici
Abba, I. '%&&#(. 7iflodidattica e ausili. 3uale ruolo per l)integrazione. In- Tiflologia
per lIntegrazione, 13 (!, %J0>%$".
4aldeschi, <. '%&&5(. "lementi di tiflopedagogia e tiflodidattica. Firenze- 4oso Editore.
4ongi, <. '%&&%(. #na scuola a portata di$ mano. 7orino- Elena <orea Editore.
Bhiarelli, C. '%&&#(. Il ruolo dell)esperienza scolastica per il funzionamento dell)Io del
bambino non vedente, ipovedente o con minorazione aggiuntiva. In- Tiflologia per
lIntegrazione, 13 (1!% #&>5#.
<azzeo, <. '"@@$(. 6ignificato e funzione del profilo dinamico>funzionale e del piano
educativo individualizzato nel processo di integrazione scolastica degli alunni disabili visivi.
In- Tiflologia per lIntegrazione, & (1!, $>"%.
Piccardi, F. '%&&5(. I sussidi tiflodidattici nel processo di apprendimento dei bambini
minorati della vista. In- Tiflologia per lIntegrazione, 1 (1!, 0@>22.
Barbara Celani
'sicologa Clinica e di Comunit(
(e-mail) info*psicologabarbaracelani.com!
J