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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
Sommario
aprile 2012 2012
Attualit
24 ILCASO
PEDOFILIANELLACHIESA,
LINDAGINESI ALLARGA
di Antonio Condorelli
28UNIVERSIT
ILLIBROMASTRODELLINCHIESTA
SUGLI ESAMI TRUCCATI
di Riccardo Lo Verso
36ILCASO
LAPPARTAMENTODI LOMBARDO:
LEFATTURE?NONSI TROVANO
di Antonio Condorelli
40 DOSSIER
UNAPIOGGIADI CONSULENTI
PERGIAMPILIERI
di Accursio Sabella
e Antonio Condorelli
46AMMINISTRATIVE
TUTTI GLI UOMINI DEI CANDIDATI
di Roberto Puglisi
52POLITICA
ECCOCHI FINANZIAI SENATORI
di Antonio Condorelli
64 LINTERVISTA
SIMONECIMINO: I 110GIORNI
CHEMI HANNOCAMBIATOLAVITA
di Eliana Marino
68CATANIA
LAVERSIONEDI SCACCIA: IO, ESPULSO
PERAVERDETTOTROPPI NO
di Antonio Condorelli
90 TRAPANI
UNACHIESASVENDUTA
COMEFOSSEUNGARAGE
di Riccardo Lo Verso
94 AGRIGENTO
FARWESTLICATA
di Andrea Cottone
17 TAGLI
21 LO LL SSERVATOREROMANO
CHENOIAAPALERMO...
QUANDONONSI VOTA
di Gaetano Savatteri
23 ILVENDITOREDI PENSIERI
QUANDOI BAMBINI VANNOALLINFERNO
di Aldo Sarullo
128PIZZINI
Rubriche
Mafa
100 DOSSIER
I SOLITI NOTI
di Riccardo Lo Verso
106LASTORIA
TROFEI DI CACCIA
di Riccardo Lo Verso
108LINCHIESTA
LIMPERODI CARMELOPATTI
NELMIRINODELLADIA
di Riccardo Lo Verso
114 TRAPANI
NOMI, APPALTI EAFFARI:
ILRAPPORTOCHESCUOTELACITT
di Rino Giacalone
118LINTERVISTA
MARCELLOVIOLA: LOMBRA
DI MESSINADENARODIETRO
GLI ATTENTATI
di Riccardo Lo Verso
122AGRIGENTO
AMARECONFALSONE
di Riccardo Lo Verso
130 V!
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
Anno 6, numero 48 Aprile 2012
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
A volte ritornano. Chi andato
alla festa di Fabrizio Ferrandelli
nella lunga notte dei risultati del-
le primarie del centrosinistra ha
notato fra chi si stringeva attorno
al candidato vincitore una vecchia
conoscenza della politica: si tratta
dellex deputatodellaReteManlioMele, oggi
vicino alla corrente Innovazioni del Pd. Ma
Mele anche zio della moglie dellassessore
alla Sanit Massimo Russo, che per le elezio-
ni palermitane sta pensando a una lista da
schierare a sostegno di un altro candidato, il
terzopolista Alessandro Aric. Dalle parti del
Pd, per, taglianocorto: Melediconoun
esponentedel partito.
RITAGLI
Al momento dellinvestitura roma-
na di Massimo Costa davanti a Fini
e Casini, Alessandro Aric cera. E
sera congratulato con il giovane
presidente del Coni, che il Terzo polo
aveva strappato (o cos allepoca era
parso) allamico Francesco Cascio.
Lui e Nino Lo Presti erano stati con-
vocati in un secondo momento, altri
e non Aric erano stati in Fli a pro-
muovere loperazione. A Palermo
Aric e Costa erano rientrati con lo
stesso aereo, da alleati di ferro, vo-
lando sulle ali dellentusiasmo. Era
il 9 febbraio. Trenta giorni dopo, il
10 marzo, le braccia aperte di Costa
al vecchio amico Cascio e ad Angeli-
no Alfano innescavano la reazione a
catena che nel giro di 48 ore porta-
va alla candidatura a sindaco dello
stesso Aric contro Costa. Le cose
della vita.
Alleati in cielo, rivali in terra
Toh, chi si rivede
Alla festa per Ferrandelli
spunta Manlio Mele
ALESSANDROARICE MASSIMOCOSTA
E al referendum
della Caronia
a sorpresa
vince il s
Alla ne ce lha fatta. Contro tutte le attese.
Marianna Caronia ha approttato della confe-
renza stampa di lancio della sua candidatura
per dare la notizia meno prevedibile della sto-
ria: le persone che sono andate sul suo sito o si
sono presentate nel suo camper promozionale
a votare al referendum sullopportunit di
una candidatura a primo cittadino, inaspet-
tatamente, hanno detto s. La Caronia, per,
non ha fornito le percentuali: si sa, perch lha
rivelato la stessa candidata, che i votanti sono
stati 40 mila, ma non quanti siano stati i no.
Sarebbe interessante per gli amanti della sta-
tistica.
Nello spettacolo dai contorni cir-
censi della campagna elettorale pa-
lermitana, le sue reprimende non
sono passate inosservate. Il generale
dei carabinieri Antonio Pappalardo,
candidato sindaco di Palermo, ne ha
per tutti, dai candidati poppanti
ai capipartito nordisti. Il parago-
ne pi ardito, per, scappa di bocca
al focoso generale quando parla di
Rita Borsellino: come se Schuma-
cher morisse e mettessero sua sorella
a guidare in un gran premio. Un
flino sopra le righe, anche al netto
degli scongiuri di Schumy.
Pappalardo lardito
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RITAGLI RITAGLI
Il nuovo commissario dellA l nuovo commissario dell l nuovo commissario dell rpa Salvatore
Cocina sembra allargare le braccia: Io sono
arrivato a ottobre, e ho trovato questa situa-
zione. La situazione, in realt, identica
da due anni e mezzo. Da quando lA a quando l a quando l rpa e la
Regionehannoannunciatoil varodellaGala-
tea, nave oceanograca ipertecnologica, che
avrebbe dovuto vericare la salute dei nostri
mari, acquistata per un milione e mezzo di
euro. Era il 22 luglio del 2009 quando la nave
fuvarata. Madaallora, nonsmossadal por-
ticciolo della Cala di Palermo. Esattamente
un anno fa, S aveva raccontato questa vi-
cenda, che, per, sembrava a un passo dalla
soluzione, con lafdamento della gestione a
unaziendacalabrese, laNautilus. Dopomeno
di un anno, per, lA di un anno, per, l di un anno, per, l rpa ha risolto il contratto
con la ditta. Un contratto biennale, da 662
mila euro. Ci siamo trovati di fronte spiega
Cocina a gravi inadempimenti della Nauti-
lus, che ha aggirato le norme antiriciclaggio.
Lasociet, danoi contattata, hapreferitonon
replicare. Lultima speranza, adesso in una LL
convenzione conclude Cocina che lA ocina che l ocina che l rpa
sta stipulando con la Capitaneria di porto, e
chenoncosteruneuroallaRegione. A.S.
La nave dellArpa?
Dopo un anno ancora ferma
Assunti per chiamata diretta da un ente privato, ma foraggiato ampiamente
da soldi pubblici. il caso di cinque dipendenti della Fondazione Federico
II, assunti a tempo indeterminato nel novembre scorso dopo qualche anno di
contratti a termine. La faccenda tornata dattualit durante unudienza per il
processo a carico dellex direttore generale della Fondazione, Alberto Acierno.
In quelloccasione, stato sentito
anche il presidente dellArs Fran-
cesco Cascio che ha confermato
lassunzione, da parte della Fon-
dazione costola dellAssemblea
regionale, di cinque lavoratori per chiamata diretta. Ma chi sono questi
lavoratori? I loro nomi si ritrovano in un verbale del Consiglio di presidenza
dellArs. I cinque assunti direttamente dalla Fondazione sono Renata Provvi-
denza Bologna, Yulieta Bon, Luca De Gaetano, Piera Puleo, Giuseppe Trapani.
Con riferimento, infne si legge infatti nel documento ai cinque lavora-
tori il cui contratto ad intermittenza si conclude il giorno 05/11/2011, non
essendo possibile procedere ad ulteriori rinnovi, il Direttore generale propone
lassunzione a tempo indeterminato a parit di inquadramento e di costo. Le
mansioni svolte da questi dipendenti riguardano soprattutto i servizi di acco-
glienza, sbigliettamento e accompagnamento dei turisti. Per conto di quella
Fondazione privata che solo nel 2011 ha ricevuto dallArs, bilancio alla mano,
mezzo milione di euro. A.S.
Qualcuno giura che anche questa
volta ne uscir a testa alta. Il commis-
sario liquidatore dellAto 3, Antonio
Ruggeri (nella foto), fnito sotto in-
dagine per peculato. Il nome Ruggeri,
anche capo di gabinetto al Comune
di Messina, fnito in uninchiesta
sullutilizzo di una vettura di servizio
dellAto per andare a Falcone, luogo
in cui trascorre la villeggiatura estiva.
La sezione di polizia giudiziaria della
polizia ha ascoltato le dichiarazioni di
alcuni dipendenti dellAto3 su quella
ventina di viaggi effettuati ad agosto
2011 da Antonio Ruggeri. Tutti ef-
fettuati con unauto di servizio, una
Fiat Bravo, sul tratto autostradale
Messina-Falcone, andata e ritorno.
Lui, Ruggeri, si difende. Lauto di
servizio? Lho usata solo per motivi
istituzionali, ha detto. E ancora:
Svolgo la funzione di commissario
liquidatore della societ a titolo gra-
tuito. Eppure, nei dati dei compensi
degli amministratori pubblicati su
inter, alla voce Ato 3 si parla di un
compenso di 19.438 euro lordi per il
commissario. Ruggeri, che ha ricevuto
varie nomine dal sindaco Giuseppe
Buzzanca (coordinatore delluffcio
commissariale per lemergenza alluvio-
ne, componente della commissione di
vigilanza sui locali di pubblico spet-
tacolo e direttore del polo catastale)
sotto inchiesta anche per la gestione
dei servizi aggiuntivi di competenza
dellAto 3. Il procedimento ancora
in corso. E intanto il sostituto procu-
ratore Camillo Falvo mira alla societ:
ha aperto un fascicolo sulle cosiddette
carriere facili e veloci allAto 3, nel
periodo in cui a dirigerla cera proprio
Ruggeri. Patrizia Vita
Era stato chiamato meno di un
anno fa, ma per lui lavventura da
consulente nita con la deberlu-
sconizzazione di Palazzo Chigi.
stato un siciliano uno dei simboli in
negativo della rincorsa ai risparmi
targata Monti: Ermanno De Francisco,
componente del Cga, da maggio a
dicembre dellanno scorso stato
consulente del segretariato generale
della presidenza del Consiglio, con un
costo di 32 mila euro in otto mesi. Poi
sullincarico si abbattuta la man-
naia del premier bocconiano, seguita
dalle polemiche per un compenso
4 mila euro lordi al mese che si
somma al gi sostanzioso stipendio
da magistrato. Alla faccia della crisi.
Soldi pubblici, ma azienda privata
E la Fondazione Federico II
assume per chiamata diretta
to riuti di Messina,
Ruggeri indagato
per peculato
Il magistrato
De Francisco
sotto la mannaia
di Monti
LERG CEDE IL PASSO AI RUSSI
C sempre pi Russia nellenergia siciliana.
La Erg ha, infatti, venduto un altro venti per
cento della raffneria Isab di Priolo alla Lu-
koil, gi titolare del sessanta per cento. Con
il risultato che la partecipazione di Lukoil
nellimpianto siciliano salita all80%, men-
tre Erg mantiene il 20%. La Erg, dunque, si
disimpegna dallo stabilimento siracusano.
Comunque, un ottimo affare per la famiglia
Garrone visto che Lukoil ha pagato le azioni
400 milioni di euro. Ora rimane un ultimo
venti per cento di azioni, ma anche qui, se
gli impegni presi verranno rispettati, si pro-
ceder con la vendita entro la fne del 2013.
A quel punto, la Lukoil sar interamente
proprietaria della Isab e la Erg dir defniti-
vamente addio alla raffnazione.
Per scoprire la presunta trufa allInps,
sono partiti dalla Sicilia. Linchiesta sullo
scandalo sulle dichiarazioni Isee che sa-
rebbero state chieste anche dai morti ha
preso il via da un Caf siciliano: secondo
lEspresso si tratterebbe del Caf Fiap srl
Unipersonale, cheil 7ottobre2008avreb-
be registrato la richiesta di un uomo mor-
to un mese prima. Alla ne delle ricerche,
adandarci di mezzostatosopratuttoun
Caf di Fiumedinisi, inprovinciadi Messina:
ledichiarazioni falsesarebbero5.493, una
cifra che lo porterebbe fra i dieci Caf con
pidichiarazioni ritenutefalse.
Nel numero di S di novembre - nellarticolo pubblicato a pagina 72, dal titolo Di
Vincenzo fa nomi e cognomi - per un errore di digitazione stato inserito anche il
nome di Giuseppe Scozzari fra i beneciari dei nanziamenti di cui Pietro Di Vincen-
zo ha parlato di fronte ai magistrati di Caltanissetta. Nellarticolo si faceva lelenco
dei nomi sottoposto allingegner Pietro Di Vincenzo che, a
seconda se avesse dato contributi o meno, rispondeva s o
no. Quando stata data lettura del nominativo Giuseppe
Scozzari, Di Vincenzo ha prima detto s, correggendosi im-
mediatamente dopo in un no. Erroneamente nel servizio
stato pubblicato un s. Dellerrore ci scusiamo con i lettori e
con il diretto interessato che, tra laltro, si distinto nella sua
attivit nella commissione parlamentare Antimaa della XII
e XIII legislatura.
Caf?
nato in Sicilia
Giuseppe Scozzari non ha ricevuto soldi da Di Vincenzo
COM ANDATA A FINIRE
RETTIFICA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
C
he spettacolo le elezioni a Palermo. A seguire le pri-
marie del Pd gi si prova un brivido di emozione pen-
sando a quello che potr riservare il voto amministra-
tivo. In queste occasioni Palermo d sempre il meglio
e il peggio di s: indiscrezioni, accuse, sospetti, colpi
di scena, giravolte, alleanze, intrighi. Non si pu perdere una
sola puntata, ogni giorno ha la sua sorpresa, quello che leggete
oggi (perfino questo articolo) domani cambia e si trasforma.
Prendete Massimo Costa, ad esempio. Una sera lo abbiamo la-
sciato che era il candidato di punta del Terzo Polo, appoggiato
dallMpa di Raffaele Lombardo, il giovane ariete che avrebbe
infilzato dun colpo gli imbarazzati amici di Diego Cammara-
ta. Ebbene, la mattina dopo abbiamo scoperto che era il nome
prescelto dal Pdl. Com stato? Cos successo?
Le elezioni a Palermo sono la cuccagna di chi ama i retroscena.
Sono il paradiso dei complottisti. Il nirvana dei furbi. Dietro-
logi, pettegoli e impiccioni sguazzano nel loro mare. Gli altri,
quelli come me, restano sempre un po interdetti, con la bocca
aperta. Ma poi basta scendere al caff e incontrare uno di quelli
che la sanno lunga, allora ti spiega che tutto normale, che era
assolutamente prevedibile, che sei un cretino se non avevi an-
cora capito che le cose sarebbero andate in questo modo. Ecco
che si spalancano scenari vertiginosi.
Non siamo ancora in campagna elettorale e gi le emozioni
si sprecano. Bisogner comunque consigliare ai protagonisti di
risparmiarsi, perch sarebbe un peccato vederli arrivare spom-
pati al voto, dopo una stagione cos intensa da sembrare la ma-
sculiata del Festino. I primi botti forti con le primarie del Pd.
Le esperienze di Milano, Napoli e Genova lasciavano intuire la
sorpresa: Rita Borsellino, sostenuta dallalleanza di Vasto Pd-
Idv-Sel, aveva ricevuto il solito bacio avvelenato di tutti i candi-
dati ufficiali. Certo, stato un sopracci scoprire che nelle urne
aveva raccolto solo un terzo di tutti i voti delle primarie. Ma la
vittoria di Fabrizio Ferrandelli, via, chi se la sarebbe aspetta-
ta? Nemmeno un guru scafato come Giorgio Gori, ex direttore
di Canale 5, consulente elettorale di Davide Faraone, lo aveva
messo nel conto. Anche lui rimasto sorpreso, quando ha visto
i festeggiamenti del giovane outsider.
Vabb, fin qui sarebbe nulla. Ma non si erano ancora contate
tutte le schede che gi cominciavano le accuse sui brogli: Rita
Borsellino e Leoluca Orlando contestavano il voto delle prima-
rie. Qualcuno sussurrava che il governatore Raffaele Lombar-
do avesse tirato la volata a Ferrandelli, mandando gente sua a
votare ai gazebo. Lantimafia militante si spaccava: una parte
con Ferrandelli, unaltra con Borsellino.
Siamo a Palermo. E dunque il palazzo di giustizia non resta a
guardare. La Procura apre un fascicolo sulle primarie. Ma non
sono vere elezioni, si chiedono in molti, come si fa a indagare?
come indagare su una tombolata in famiglia, per stabilire se chi
estrae i numeri nasconde il 77 nel polsino per favorire il nipote
prediletto. come indagare sui brogli per lelezione a gover-
natore di un circolo del Rotary.
come indagare sulle elezioni
del capitano di una squadra di
calcetto. Un partito in fondo
unassociazione privata di libe-
ri cittadini, sia pure a rilevanza
costituzionale, che ha le sue
regole e i suoi strumenti di con-
trollo. Il procuratore Messineo
precisa che si indaga sullipote-
si di incetta di certificati elettorali da parte di una supporter di
Ferrandelli e che lipotesi sta in piedi perch le primarie sono
preliminari e preparatorie ad elezioni gi fissate.
Che spettacolo le elezioni a Palermo. Ancora non si sono svolte
e sono gi sotto indagine. Che spettacolo: candidati, partiti, voti,
schede, brogli, polemiche, inchieste, vincitori, sconfitti. Manca
pi di un mese ed gi successo quasi di tutto. A Palermo si
addice la stagione elettorale. Poi, a maggio si voter, qualcuno
verr eletto, diventer sindaco. E di colpo tutto sar finito. Fini-
ranno le promesse. Finiranno le accuse. Finiranno le inchieste.
E si ricomincer con i soliti vecchi problemi di sempre. Che
noia a Palermo quando non si vota.
CHE NOIA
A PALERMO
QUANDO
NON SI VOTA
LOSSERVATOREROMANO| di Gaetano Savatteri
LE ELEZIONI NON SI SONO
ANCORA SVOLTE E SONOGI
SOTTOINDAGINE. CHE SPETTACOLO:
CANDIDATI, PARTITI, VOTI, SCHEDE,
BROGLI, POLEMICHE, INCHIESTE,
VINCITORI E SCONFITTI.
MANCA UN MESE ED GI
SUCCESSOQUASI DI TUTTO
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
A
veva sette anni quel bimbo ed aveva gi rice-
vuto la Prima Comunione. Un po in antici-
po, certo, ma i suoi genitori serano convinti
che fosse pronto. Per lui un solo rammarico:
labito grigio invece della tanto sognata divisa
da comandante di nave. I rudimenti del catechismo gli
erano stati somministrati da una brava signora, attenta
a dare gli elementi comprensibili a quellet infantile. Se-
guendo con scrupolo le prescrizioni ricevute, il bimbo si
apprest alla seconda Comunione andando a confessare
preventivamente i propri peccati. Qualche cattiva paro-
la, qualche bugia, un paio di malanimi nei confronti del
padre e, con voce tremula, numerosi atti impuri. Il che
equivaleva a fornicare, ma egli li chiam meno sontuo-
samente atti impuri perch fornicare gli dava una sen-
sazione di prurito da insetti. Che hai detto? gli grid
piano il vecchio prete sempre sbuffante per un cro-
nico reflusso esofageo, che hai detto?. A-a-
atti impuri balbett il piccolo penitente e il
prete grid: atti impuri! e risuon come
la maledizione urlata da Giovanni Batti-
sta contro la lussuriosa Salom. Il bimbo
aggiunse: Co-cos mi hanno detto.... E
laltro: Via, vai via! Non ti assolvo. Via!.
Di corsa a casa, perch piangere per stra-
da non era virile. La madre stent a ca-
pire le sue parole tra i singhiozzi, poi rise.
Prima rise, poi gli chiese dolce e seria: Che
vuol dire atti impuri?. Quando mi tocco la
pip... e io me la tocco... concluse il piccolo, cio
io. Mia madre rise di nuovo, poi si scur: E non
ti ha assolto... Gino - disse a mio padre che
ascoltava con rispettosa distrazione - io vado
in chiesa per spiegare a quello l il peccato di chi scanda-
lizza i bambini. E lo fece.
Non a tutti cpita la fortuna di una maledizione tempe-
stiva. E sono rimasto grato a quel povero prete perch
mi apr uno scenario vantaggioso: il ripensamento sulle
nostre certezze. Ovviamente imparai a tempo debito e
con soddisfazione il sostanziale significato della condan-
na subita a sette anni, ma appresi da subito che non do-
vevo fidarmi, neanche delle parole e dei concetti che mi
apparivano semplici, comuni, condivisi. Appresi quanto
sia faticosamente opportuno essere professionisti della
vita, non soltanto in relazione alla classificazione degli
atti impuri, ma soprattutto
in ogni altro argomento o
circostanza che mi avesse
indotto ad una definizione
e cio ad un giudizio. Noi
palermitani a maggio espri-
meremo un giudizio e, chia-
mandolo voto, dichiarere-
mo segretamente una scelta.
Lo faremo portando in ca-
bina le nostre convinzioni,
confidando nella conoscen-
za che abbiamo dei fatti e
sicuri delle parole che li de-
finiscono. Gi, i fatti. Gi,
le parole. Riteniamo i primi
veri, le seconde appropriate.
Quindi crederemo di pote-
re giudicare, di potere
esprimere il nostro
voto stimabilmente. A me capit di votare
per gli atti impuri, ma di non sapere di che
cosa stessi parlando. Oggi, in fondo, come
ieri il segreto del confessionale, il segreto
dellurna non offre maggiori garanzie. Ma
a sette anni si ha il diritto dessere disinfor-
mati e di fidarsi del sentito dire. Dopo no.
Dopo si rischia di non potere invocare let
e di doversi rassegnare a sapersi colpevoli
per una scelta creduta consapevole, stpidi
per raggiunti limiti det.
QUANDO
I BAMBINI
VANNO
ALLINFERNO
ILVENDITOREDI PENSIERI | di Aldo Sarullo
NOI PALERMITANI
A MAGGIOESPRIMEREMO
UN GIUDIZIO
E, CHIAMANDOLOVOTO,
DICHIAREREMO
SEGRETAMENTE UNA SCELTA.
LOFAREMOPORTANDO
IN CABINA LE NOSTRE
CONVINZIONI, CONFIDANDO
NELLA CONOSCENZA
CHE ABBIAMODEI FATTI
E SICURI DELLE PAROLE
CHE LI DEFINISCONO
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
di Antonio Condorelli
DOPO LE RIVELAZIONI DI S LA PROCURA DI CATANIA
HA APERTO UN FASCICOLO. E ADESSO GLI INQUIRENTI
STANNO VERIFICANDO DUE NUOVI CASI:
SE ACCERTATI NON SAREBBERO PRESCRITTI
Pedolia
nella chiesa
Lindagine
si allarga
IL SACERDOTE STATORIMOSSO
DAL VESCOVOANTONINORASPANTI
E SI TRASFERITOLONTANO
DAACIREALE. MAINTANTO
LAPRESUNTAVITTIMAHARIVELATO
IL SUONOME: SI TRATTA
DI DONCARLOCHIARENZA
L
indagine si allarga. Lo
scandalo sui presunti casi
di pedoflia nella chiesa
ad Acireale, rivelato da
S nello scorso numero,
ha portato a un fascicolo della pro-
cura di Catania affdato al pubblico
ministero Marisa Scavo e al nucleo
anti-pedoflia della polizia guida-
to da Marcello La Bella. Adesso le
attenzioni degli investigatori sono
puntate su nuovi casi
pi recenti di quelli ri-
velati da S: casi che
non sono ancora cadu-
ti sotto la tagliola della
prescrizione. Gli inve-
stigatori, infatti, hanno
puntato le attenzioni su
due ragazzini vicini al
sacerdote al centro del-
lo scandalo, per verif-
care se abbiano subto
abusi. Nel frattempo,
oltre ad acquisire le registrazioni
pubblicate da S, i magistrati han-
no sentito una ragazza che sostiene
di essere stata violentata.
In pi, adesso linchiesta centrata
su un nome. Quello del sacerdote,
rivelato dalla vittima in una confe-
renza stampa organizzata a Roma
dallassociazione La caramella
buona, che aveva raccolto le de-
nunce. La vittima ha rivelato anche
il proprio, di nome: si chiama Teo-
doro Pulvirenti e ormai vive lontano
da Acireale. Il prete che ha abusato
di me quando era appena adolescen-
te ha detto Pulvirenti don Carlo
Chiarenza, decano della Basilica di
Acireale.
Rimossoil prete
Dopo la pubblicazione dellinchie-
sta di S, don Chiarenza, che pu
fregiarsi del titolo di monsignore,
stato rimosso dal vescovo di Acire-
ale Antonino Raspanti. Gi poche
ore dopo luscita della rivista il sa-
cerdote non era pi in servizio nella
sua chiesa abituale, formalmente per
ATTUALIT| ILCASO
rifettere e ritirarsi in meditazione,
come gli ha chiesto Raspanti con
una lettera. Il sacerdote, adesso, si
trasferito lontano da Acireale.
Le reazioni nella cittadina alle falde
dellEtna, per, sono state di gran-
de tensione. Una troupe di giornali-
sti di Rei Tv, emittente locale della
provincia di Catania, ha denunciato
di essere stata aggredita da alcuni
fedeli irritati per lattenzione riser-
vata dai media al loro
parroco. In pi, a met
marzo, ad Acireale
arrivato anche un vo-
lantino anonimo che
attacca frontalmente
il vescovo Raspanti.
Intimidazioni e veleni
che adesso la Procura
sta rileggendo alla luce
dei memoriali di alcu-
ne presunte vittime di
don Carlo.
Oltre ai fantasmi del passato, ai ri-
cordi atroci degli abusi subiti anche
a Cassone, dove don Carlo ha in
uso una casa accanto a quella degli
scout, Teo, cos lo chiamano gli
amici, ha raccontato di aver dovu-
to superare il silenzio di molti acesi.
Eppure, fra i documenti pubblicati
da S, oltre alla registrazione del-
la voce del sacerdote che ammette-
va un rapporto sessuale, cera anche
una lettera che sarebbe stata scritta
di pugno da don Chiarenza durante
una gita con le Acli: da adolescente,
Teo si era fdanzato con una ragaz-
zina e il sacerdote sarebbe andato su
tutte le furie, parlando di furiosi e
ripetuti tradimenti tedeschi. Salvo
DON CARLOCHIARENZA
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ATTUALIT| ILCASO
GLI INVESTIGATORI HANNO
ANCHE ACQUISITOI TABULATI
TELEFONICI DEL SACERDOTE.
DURANTE LAREGISTRAZIONE
PUBBLICATADASNELLOSCORSO
NUMEROIL PRETE AVREBBE
RICEVUTOLATELEFONATA
DI UNBAMBINO
poi chiudere con potrei mangiarti
tutto. Un bacio Furioso... don Car-
lo.
Silenzi, ma anche solidariet. In
questo momento spiega Teodo-
ro Pulvirenti vorrei essere a casa,
dalla mia famiglia dalla quale ho
avuto un grande supporto. Sono sta-
ti al mio fanco e, quando parlo di
famiglia, parlo di quella allargata,
i tanti amici che si sono fatti senti-
re. Nei forum, su Facebook, in tanti
commenti lasciati in diversi siti. Li
ringrazio, per lamore e il supporto
che mi stanno dando. Gente che non
vedo da anni e che oggi mi infonde
coraggio. un grande regalo quello
che mi stanno facendo.
Linchiestasi allarga
Nei primi giorni, il Pm Marisa Sca-
vo ha ricostruito i contorni della
vicenda, acquisendo linchiesta di
S, i video pubblicati da LiveSici-
lia.it, le registrazioni integrali del sa-
cerdote e i memoriali delle presunte
vittime. Adesso lindagine passata
alla fase due: gli investigatori hanno
analizzato le frequentazioni recenti
del sacerdote e i tabulati telefonici,
per capire se vi siano stati contatti
pericolosi con altri bambini. I casi
sui quali si puntano le attenzioni
del pool di investigatori sono due: i
magistrati, adesso, vogliono vederci
chiaro e sentiranno i minorenni inte-
ressati. Intanto, c un altro elemento
balzato allocchio degli investigato-
ri: durante la conversazione con don
Carlo registrata da Teodoro il sacer-
dote ha ricevuto una telefonata con
addebito e poi ha richiamato. Secon-
do i racconti di Teodoro, dallaltra
parte della cornetta si sentiva la voce
di un bambino, che ha comunicato
al prete di essere a casa.
ParlaTeodoro
Il ragazzo che ha denunciato il sacer-
dote, intanto, ha lanciato un appello
perch le eventuali altre vittime venga-
no allo scoperto: Noi ha detto non
siamo i colpevoli, siamo le vittime e non
glio dice Sono venuti fuori i miei
pensieri e la mia sofferenza, come se il
mio dolore fosse sceso in piazza. Ades-
so la verit fuori e forse ci sar giusti-
zia. Una gioia che non si pu spiegare
a parole. E a proposito di chi bolla le
sue accuse come invenzioni, Teodoro
parla di cecit, o meglio, cecit voluta.
Ho riconosciuto alcune delle persone
che hanno commentato la notizia su
Facebook. La gente, in alcuni casi, par-
la cos perch ha paura delle indagini
e di rimanerci coinvolto. Gente che sa
e che non ha mai parlato. Per questo
getta fango su di me ma io sono pron-
to a tutto, non ho paura di niente e di
nessuno.
Quel dolore, Teodoro, lha tenuto den-
tro per troppi anni. Acireale per lha
portata sempre nel cuore, ancor di pi
laffetto verso la madre. Per i traguar-
di professionali conseguiti, negli anni
scorsi, Teodoro Pulvirenti ha ricevuto
il premio Aci Galatea, un prestigioso
riconoscimento perch da ricercatore
ha scoperto importanti cure contro il
cancro al cervello.
Teodoro, mentre S va in stampa,
UN MOMENTODELLE REGISTRAZIONI PUBBLICATI DAS E LIVESICILIA
dobbiamo avere paura. Non c nulla
da temere, non c niente di cui vergo-
gnarsi. Per questo lancio un appello a
venir fuori perch ci sono tante altre
vittime. Rivolgetevi a La Caramella
buona, agli investigatori, agli inqui-
renti. Anche perch su questo punto
Teodoro batte a lungo: lui non sarebbe
lunica vittima. Non sono lunico, che
si sappia dice . per questo che lan-
cio un appello affnch vengano fuori
le altre vittime. Io ho voluto fermare
questuomo che continua a portare i
ragazzini al mare, in montagna, a cena.
Quante ancora ne deve fare?.
Per lui, la rivelazione dei presunti abusi
stata una liberazione: Mi sento me-
sar sentito dagli investigatori per
raccontare la sua parte della storia.
Intanto, per, qualcosa gi succes-
so: La rimozione di don Chiarenza
dice una prima soddisfazione.
Immagino che la gente abbia inven-
tato scuse per giustifcare lassenza
del sacerdote, ma la Curia ha dato
un primo segnale prendendo questa
decisione. Hanno in mano tutto: ol-
tre alle nostre denunce ci sono molte
lettere vecchie. Non credo che il ve-
scovo abbia altro potere. Spero che
il Vaticano si muova coerentemente
con quanto postulato dal Papa. In-
tanto, qualcosa si muove. Il silenzio
sugli innocenti stato spezzato.
TEODOROPULVIRENTI, IL RAGAZZO
CHE HADENUNCIATOI PRESUNTI
ABUSI, ESCE ALLOSCOPERTO:
NONSONOLUNICO, CHE SI SAPPIA.
PERQUESTOCHE LANCIO
UNAPPELLOAFFINCH VENGANO
FUORI LE ALTRE STORIE
ATTUALIT| UNIVERSIT
di Riccardo Lo Verso
Il libro mastro
dellinchiesta
sugli esami truccati
I
recordman sono tre studenti
di Economia e Commercio.
Davide Di Salvo, Giuseppe Lo
Buono e Caterina Guddo si
sarebbero laureati, rispettiva-
mente, con 25, 19 e 12 esami
taroccati. O meglio, mai sostenuti.
Secondo la ricostruzione della Pro-
cura di Palermo, un esame costa-
va una cifra compresa fra mille e
1.500 euro. A seconda della facolt.
Architettura e Ingegneria erano pi
economiche di Economia. Qual-
cuno avrebbe fatto risparmiare a
decine di ragazzi anni di studio e
sudore accedendo nel cervellone
elettronico dellUniversit di Paler-
mo e caricando una raffca di ma-
terie nei piani di studio. Quel qual-
cuno avrebbe il nome e il volto di
tre dipendenti infedeli dellAteneo:
Rosalba Volpicelli, Ignazio Giuliet-
to e Adriana Paola Cardella. I primi
due sono fniti agli arresti domici-
liari. La Procura voleva arrestare
anche la Cardella, ma il giudice per
le indagini preliminari Riccardo
Ricciardi ha respinto la richiesta
per lex vicaria della segreteria di
Economia. Il fatto che luniversit
lavesse gi licenziata le ha evitato
il carcere. I suoi due colleghi erano
stati sospesi per due mesi e dieci
giorni. Ai domiciliari fnito pure
un ex studente di Economia, Fran-
cesco Giaconia, 28 anni.
E proprio ad Economia erano iscrit-
ti gli studenti a cui viene contesta-
ta la maggior parte di irregolarit.
Oltre ai tre recordman, lelenco
prosegue con Giuseppe Ciciliato
(11 esami), Andrea Tomasello (7
esami), Gioacchino Di Franco (6
esami), Walter Graziani (5 esami).
Presunte irregolarit sono state ri-
scontrate anche ad Architettura e
Ingegneria. La lista degli indagati si
completa con gli ex studenti Alber-
to Curzi, Giuseppe Gennuso, Ric-
cardo Lo Giudice, Andrea Tomasel-
lo, Carlo Gaglio, Alessia Mattina,
COS SI SCAVALCAVANO LE MATERIE A ECONOMIA, INGEGNERIA
E GIURISPRUDENZA. ECCO LE INTERCETTAZIONI E I PIZZINI CHE HANNO FATTO
EMERGERE LATTIVIT DI UNORGANIZZAZIONE CHE AVREBBE MANOMESSO
IL SISTEMA INFORMATICO DELLATENEO PALERMITANO
LE INTERCETTAZIONI
HANNO PORTATO A DUE
INCHIESTE: UNA DELLA PROCURA
E UNA INTERNA VOLUTA
DAL RETTORE LAGALLA.
TRE I DIPENDENTI DELLATENEO
SOTTO ACCUSA: ROSALBA
VOLPICELLI, IGNAZIO GIULIETTO
E ADRIANA PAOLA CARDELLA.
I PRIMI DUE SONO FINITI
AI DOMICILIARI
28
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
30
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
tifcato anche ad Alessandro Alfa-
no, fratello di Angelino, ex ministro
della Giustizia e attuale segretario
del Pdl, che subito dopo la pubbli-
cazione del suo nome aveva deciso
di dimettersi dalla carica di segreta-
rio generale di Unioncamere Sicilia.
Alfano si laureato in Economia
nel 2009 e sotto la lente di ingran-
dimento erano fniti tre esami del
suo piano di studi: Matematica ge-
nerale, Diritto privato ed Economia
Francesca Pizzo, Alessandra Giatti-
na, Ilenia Messina, Claudia Vitello,
Serena Lo Cicero, Paolo Coviello,
Alessio Signorelli, Simona Viola,
Riccardo Della Vecchia, Alexandra
Rita Ntonopoulos, Marilena Tusa,
Francesco Pirrone, Felice Ferraro,
Sabrina Tonolini. Per tutti le accuse
sono accesso abusivo al sistema in-
formatico, frode informatica e falsi-
t ideologica.
Un avviso di garanzia era stato no-
Francesco la somma di 3.500 euro
in contanti da lei stessa prelevati da
un conto corrente postale cointe-
stato con la madre, in cambio della
registrazione al sistema informatico
dellUniversit degli ultimi tre esa-
mi. Nel cassetto della segreteria
dellimpiegata universitaria sono
stati sequestrati alcuni appunti. Ci
sono nomi, date di nascita, numeri
di matricola, indicazioni di materie,
messaggi di gratitudine. Una sflza
di indicazioni su cui sono ancora in
corso gli accertamenti della polizia.
Potrebbero servire a identifcare al-
tri studenti che hanno approfttato
del sistema illecito di attribuzione
di esami mai sostenuti.
Avviate le due inchieste, una della
Procura e laltra dellAteneo, volu-
ta dal rettore Roberto Lagalla, gli
indagati hanno commesso un altro
errore. Hanno parlato troppo. I
loro telefoni erano sotto controllo.
Dallanalisi delle conversazioni
emerso il ruolo di intermediazione
di Francesco Giaconia con la Vol-
picelli e la Cardella, ma anche con
UN AVVISO DI GARANZIA
ERA STATO NOTIFICATO ANCHE
AD ALESSANDRO ALFANO,
FRATELLO DEL SEGRETARIO DEL PDL
ANGELINO. I VERBALI DI TRE ESAMI
DI ALFANO, LAUREATO IN ECONOMIA
NEL 2009, NON SI TROVAVANO.
MA ORA SONO SPUNTATI E LA SUA
POSIZIONE SEMBRA CHIARITA
LA PROCURA VOLEVA
ARRESTARE ANCHE
LA CARDELLA,
MA IL GIP RICCARDO RICCIARDI
HA RESPINTO LA RICHIESTA.
AI DOMICILIARI ANCHE
LEX STUDENTE
FRANCESCO GIACONIA
DA SINISTRA: ROSALBA VOLPICELLI E IGNAZIOGIULIETTO, DIPENDENTI DELLA SEGRETERIA
DELLATENEO, E LEX STUDENTE FRANCESCOGIACONIA. IN ALTOLA FACOLT DI ECONOMIA
IL RETTORE ROBERTOLAGALLA
SILVIA COMO, DIRIGENTE DELLA SEZIONE REATI
CONTROLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
DELLA SQUADRA MOBILE
e gestione degli intermediari fnan-
ziari. Non si trovavano i verbali di
esame che adesso sono spuntati e la
sua posizione, al momento, sembra
chiarita.
Gli indagati non avevano fatto i
conti con il lavoro certosino degli
agenti della sezione reati contro
la pubblica amministrazione co-
ordinati da Silvia Como. E cos
scattata linchiesta del procurato-
re aggiunto Leonardo Agueci e dei
ATTUALIT| UNIVERSIT
sostituti Sergio Demontis e Amelia
Luise. Hanno sottovalutato il fatto
che degli accessi nel sistema infor-
matico, tutti eseguiti con password,
resta una traccia indelebile. Che
probabilmente mai avrebbe fatto
scattare il sospetto degli investiga-
tori. A questo ci ha pensato la Vol-
picelli che denunci ai poliziotti di
essere stata avvicinata e minaccia-
ta da alcuni studenti universitari.
Fu il la alle indagini che arrivaro-
no ad una prima svolta quando il
marito di una studentessa ammise
che la moglie nel mese di aprile del
2010 aveva versato a tale Giaconia
una sflza di colleghi pronti a tutto,
anche a pagare, per velocizzare la
propria carriera universitaria.
Il 29 marzo 2010 la madre della
studentessa Alexandra Rita Ntono-
poulos contatta Giaconia per chie-
dergli: Una soluzione non si deve
trovare.... La bomba ormai scop-
piata. La ragazza gi stata sentita
dallautorit giudiziaria. E Giaconia
Tutto inizi nel 2010. Una studentessa present la domanda di laurea, autocerti-
cando di avere sostenuto alcuni esami. Ma nella domanda non cerano gli statini
cartacei. A quel punto scatt un controllo: secondo luniversit, le prove non erano
state sostenute. Pochi mesi dopo, a settembre, Adriana Paola Cardella ammise di
avere caricato irregolarmente alcuni esami e fu licenziata, mentre Rosalba Volpi-
celli e Ignazio Giulietto furono sospesi da servizio e retribuzione per due mesi e poi
reintegrati in altre funzioni, fuori dalle segreterie e senza uso di password.
A quel punto, il rettore Roberto Lagalla si present in procura. Era il 21 settembre
2010. Appena abbiamo acquisito elementi di rilevanza penale spiega il numero
uno dellateneo - siamo stati noi a rimettere le carte ai magistrati. Contestual-
mente, abbiamo adottato i provvedimenti disciplinari nei confronti degli stessi
dipendenti che oggi sono destinatari delle misure cautelari. Naturale che adesso
Lagalla sia soddisfatto: Rinnoviamo il nostro rispetto alla magistratura ag-
giunge il rettore alla quale ribadiamo la disponibilit a tenere aperto qualsiasi
canale di collaborazione, impegnati come siamo in un processo di trasparenza e di
rifondazione della struttura universitaria. Anche perch il rettore vuol far passare
un messaggio: Studenti e famiglie dice devono sapere che il sistema di con-
trolli incrociati che adesso abbiamo istituito non consente a nessuno di aggirare le
procedure e garantisce massima legittimit e trasparenza.
Il rettore: I controlli attuali
sono impossibili da aggirare
32
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
33
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
le spiega: c una lettera presen-
tata al rettore col mio nome, non
capisco perch stata una signo-
ra che ha fatto il mio nome per tro-
vare un capro espiatorio e quindi
devo trovare una soluzione pure
per me la devo trovare per tutti e
due sia perch Alessandra ignara
dei fatti sia perch io non centro
niente in questa... in queste situa-
zioni che hanno combinato loro
Intanto, lei, la signora, stata li-
cenziata Io qui cerco di trovare
unaltra soluzione, il primo dei due
che ha una novit si faccia sentire o
io o lei. Sono i giorni che seguono
le dichiarazioni della Cardella, ap-
pellata come la signora, davanti
alla Commissione di inchiesta sugli
esami caricati nel cervellone elettro-
nico dellAteneo. La mamma vuo-
le sapere quali materie siano state
invalidate: Franc, scusami, dob-
biamo capire quali sono le materie
perch se io dico tutte e sei... allora.
Mi spiego? Questo a me interessa
se tu potessi vedere quali sono. La
donna, temendo che la fglia sar al
pi presto chiamata a giustifcare le
presunte irregolarit avrebbe tenta-
to di sapere in anticipo quali con-
testazioni le avrebbero mosso. La
situazione preoccupante come la
stessa Alexandra confda alla non-
na: La signora il lavoro lo ha fatto
male, per ora lhanno licenziata e
sono fnite tutte cose... ma il proble-
ma mio... ma il problema mio non
che lei ha fnito, che adesso non
IN QUESTE PAGINE GLI APPUNTI
SEQUESTRATI DAGLI INVESTIGATORI
IL LA ALLE INDAGINI DATO
DALLE DICHIARAZIONI DEL MARITO
DI UNA STUDENTESSA CHE AMMISE
CHE LA MOGLIE AD APRILE 2010
AVEVA VERSATO A TALE GIACONIA
FRANCESCO LA SOMMA DI 3.500
EURO IN CONTANTI IN CAMBIO
DELLA REGISTRAZIONE AL SISTEMA
INFORMATICO DELLUNIVERSIT
DEGLI ULTIMI TRE ESAMI
E LINDAGINE SI INGROSSA:
NEL CASSETTO DELLA SEGRETERIA
DELLIMPIEGATA UNIVERSITARIA
SONO STATI SEQUESTRATI ALCUNI APPUNTI.
CI SONO NOMI, DATE DI NASCITA,
NUMERI DI MATRICOLA, INDICAZIONI
DI MATERIE, MESSAGGI DI GRATITUDINE
mi fanno laureare pi... se mi fanno
laureare questestate... buono... se
no me ne vado, che devo fare, non-
na?... qua mi hanno detto che per
ora ci sono tutte cose imbrogliate.
Il 23 settembre Giaconia la rassi-
cura. Sta cercando una strada per
mettere le cose a posto e ne parla
con un amico che Alexandra le pas-
sa al telefono: io dal canto mio
per risolvere la cosa mia e la cosa
sua mi sto preoccupando di trova-
re pure una strada, perch ancora
la signora non ho avuto modo di
incontrarla quindi non ho avuto
modo ancora di parlare con lei, di
conseguenza mi stavo preoccupan-
do pure del fatto di capire per vie
traverse quali erano le quattro cose
che risultano perfette, e le altre che
non risultano corrette, almeno per
avere le idee pi chiare, mi segui?.
Il 25 settembre la ragazza invia un
sms a Giaconia. Ha capito che lo
stratagemma stato scoperto. La
sua laurea a rischio e quanto-
meno vuole recuperare i soldi gi
sborsati: Fra pensami ogni tanto e
soprattutto ricorda tra 2 settimane
torno a casa e devo portare qualco-
sa con me, almeno la met, guarda
un po tu. Anche 5 ma devo, quindi
o me li dai tu oppure organizzati.
Alexandra deve tornare in Grecia.
Vorrebbe la met dei soldi visto che
il caricamento degli esami non an-
dato a buon fne.
La prova dellaccordo arriva da
unaltra telefonata. Giaconia:
Prenditi questo appunto Statica
e Scienze delle costruzioni. Sono
effettivamente due delle otto mate-
rie di cui stata accertata la regi-
strazione fasulla. Le richieste di de-
naro diventano incessanti. Sempre
via sms: Ciao amico,volevo ricor-
darti che ormai che parto che non
ho pi impegni preparami le 5 bot-
tiglie di vino x mio padre... Orga-
nizzati, prendile da casa tuo o vedi
tu, importante che me le prepari...
No fra io domani parto e non ce
possibilit! Entro stasera li prendi
da te e me le porti ste cazzo di bot-
tiglie. Tu avrai anche problemi di
lavoro ma mi sa tanto che non ca-
pisci questo problema. Io ti capisco
ma entro stasera. Giaconia prende
tempo, ma si tradisce: non pos-
so fare che mandarteli per posta
queste bottiglie di vino mi mandi
una mail con tutti gli estremi e io
provvedo di .. cio per me indiffe-
rente Alessandra perch, scusami,
anche online te lo posso fare On
line per posta. Diffcile spedire il
vino online. Secondo gli investiga-
tori, stanno parlando
di denaro. Come con-
fermerebbe il testo di
un successivo messag-
gio: Mi raccoman-
do domani puntuale
perch quando tu mi
hai chiesto i dolci li
hai avuti subito NOI
ATTUALIT| UNIVERSIT
34
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
ASPETTIAMO da tanto questi vini
e domani e lultimo giorno disponi-
bile che hai poi inizia la festa e sar
tardi.ale. Poi aggiunge: E che
devo fare io? Aspettare che ti paga-
no la macchina? Aspettare quando
ti deciderai a recuperarli dalla si-
gnora? Che cazzo 3 settimane che
ci prendi in giro.
I soldi non arrivano e i poliziotti che
pedinano Giaconia assistono allag-
gressione subita da questultimo.
Viene preso a schiaff da Salvatore
Di Maggio e Giuseppe Morreale. I
tre forniscono versioni differenti.
Morreale racconta di avere richie-
sto un fnanziamento avvalendosi
della consulenza di Giaconia che nel
frattempo ha iniziato a collaborare
con un commercialista. Di Maggio
parla di problemi di donne; Giaco-
nia di questioni fnanziarie legate al
suo nuovo lavoro.
Giaconia non si sarebbe occupato
di esami. Era diventato un punto di
riferimento per molte altre pratiche
universitarie. Indicativa la con-
versazione con Francesco Abbate,
pap di uno studente. Giaconia gli
fa sapere che il relatore della tesi
del fglio non potr riceverli il gior-
no successivo. La notizia manda su
tutte le furie Abbate: ...Tu non
ti scordare che ti sei preso 20.000
euro di mio fglio per il fatto dicia-
mo dellUniversit non te lo scor-
dare tu e Michele tu non sai
come ti va a fnire ancora.
Chi il Michele tirato in ballo? Gli
investigatori si limitano a segnalare
che Giaconia stato fermato dal-
la polizia, tre volte tra il 2006 e il
2008, in compagnia di Michele Sii-
no. Questultimo, assieme al fratel-
lo Angelo, lavorava alla facolt di
Giurisprudenza alla fne degli anni
Novanta. Furono trasferiti quando
scoppi lo scandalo per la falsifca-
zione di uno statino di esame. Ab-
bate sbotta: ...Come non ha rubato
niente a nessuno?..non ti sei preso
ventimila euro per amicizia con i
ATTUALIT| UNIVERSIT
professori di qua e di l...? Non
che ti pare che te la fdi tu solo
di andare dalla polizia dai cara-
binieri pure gli altri ci possono
andare perch uno esce pazzo
e gli altri ci vanno pure... In ballo
c anche liscrizione del fglio alla
laurea specialistica in Scienza della
Formazione. Il ragazzo non stato
ammesso e Abbate insiste con Gia-
conia: ...Devi vedere tu. di an-
dare l allUniversit Franc
mi devi fare tu questa cortesia
quello che c problemi non c
n anche economicamente ti
voglio dire di di farequalsia-
si senza problema tu gli parli
bello chiaro non ti preoccupa-
re quello che costa costa... te lho
detto problemi non ce n lo hai
capito anche quello che ti voglio
dire io... giusto?. Alla fne, scrivo-
no gli inquirenti, il fglio di Abbate
otterr liscrizione ad un altro cor-
so specialistico, diverso da quello
inizialmente individuato.
Altre conversazioni intercettate
sono quelle fra Walter Graziani,
studente di Economia che ha chie-
sto il trasferimento a Roma. Anche
il curriculum di Graziani sareb-
be viziato da alcune irregolarit.
Giaconia: Un altro paio e cos
via si si possono mettere, prima
della trasmissione della pratica,
della prima della delibera.
Lobiettivo di Giaconia caricare
alcuni esami prima del trasferi-
mento: Domani mattina, tu dam-
mi il numero che mi organizzo,
cos loro nel frattempo caricano
quello che devono caricare eh
dimmi tu, cos ci liberiamo di tutte
cose.
Linchiesta offre uno spaccato de-
solante. La punta di un iceberg,
lha defnita il procuratore aggiun-
to Leonardo Agueci. Un riferimen-
to esplicito al fatto che le indagini
proseguono. Chiss quante lauree
ottenute senza fatica e a suon di
soldi dovranno essere scoperte.
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
ATTUALIT| ILCASO
A
Roma dormo nel
pied--terre rea-
lizzato allultimo
piano del palazzo
della Regione.
Quando Raffaele Lombardo lo dice-
va il 7 ottobre del 2011 a Livesicilia,
era appena scoppiato lo scandalo,
uno dei tanti, sulle spese pazze della
Regione. E nello scandalo era finito
lacquisto di un fornetto elettrico da
quasi 2 mila euro, che il presidente
aveva iniziato a cercare carico di un
fervore di autonomistica trasparen-
za. Nellappartamento romano ho
chiesto se cera questo fornetto -
continuava il presidente e mi han-
no risposto che lunico disponibile
un regalo. A questo punto faremo
unindagine.
Sparito il fornetto da nababbi resta-
va per, e resta, lappartamento per
le trasferte romane del presidente,
la cui ristrutturazione stata curata
dal suo amico di vecchia data, Tuc-
cio DUrso, nominato dirigente della
sede romana della Regione prima di
finire a rappresentare lItalia come
agente diplomatico allItalrap. Intra-
prendente e senza peli sulla lingua,
DUrso noto alle falde dellEtna
per aver diretto lufficio speciale
Emergenza traffico che aveva come
commissario Umberto Scapagnini,
il medico dei miracoli di Silvio Ber-
lusconi. Scapagnini deve aver tra-
smesso un po di poteri paranormali
anche a DUrso, che riuscito a rea-
lizzare lappartamento presidenziale
nel 2009 senza che catastalmente
risultino modifiche sullo stabile re-
gionale a partire dal 1991.
Ma non basta. Il presidente, durante
le trasferte nella Capitale, dorme in
un appartamento-studio che per la
trasparente e rigorosa sicula buro-
crazia praticamente non esiste. Quat-
tro mesi di telefonate, sopralluoghi,
richieste di accesso agli atti ad ogni
stato e grado degli uffici regionali
SULLIMMOBILE, CHE HA
UNA SUPERFICIE DI 80 METRI
QUADRATI, NON RISULTANO
MODIFICHE CATASTALI DAL 1991.
NEL FRATTEMPO, PER,
STATO REALIZZATO
UN DOPPIO INGRESSO
ANCHE INDIPENDENTE,
BAGNO E DIVANO LETTO
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE HA UN APPARTAMENTO
A DISPOSIZIONE A ROMA. LA RISTRUTTURAZIONE AVVENUTA NEL 2009,
MA A PALAZZO DORLANS NON C TRACCIA DELLA CONTABILIT
di Antonio Condorelli
LA VISURA CATASTALE SULLIMMOBILE. IN APERTURA LEDIFICIOCHE OSPITA
LAPPARTAMENTOA DISPOSIZIONE DI RAFFAELE LOMBARDOA ROMA
Lappartamento
di Lombardo
Le fatture? Non si trovano
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
hanno prodotto, in serie, le dichiara-
zioni dei massimi vertici dellammi-
nistrazione secondo le quali: certo -
perch lo dice DUrso ad S - che la
ristrutturazione dellappartamento
del presidente costata poco meno
di 100 mila euro. Per il resto, poche
certezze: non c traccia innanzitut-
to delle gare dappalto, perch la
Regione non ne conosce lesistenza,
n ci sono pezze dappoggio della
rendicontazione delle spese, come
hanno detto a chiare lettere i vertici
della ragioneria generale sia a Paler-
mo che a Roma. Difficile anche sco-
prire chi abbia effettuato i lavori e
quindi se abbia ottenuto concessio-
ni edilizie. Di certo c, invece, quel
documento, rilasciato dallAgenzia
del Territorio: nessuna modifica allo
stabile stata dichiarata dal 1991 a
oggi.
Ma c di pi. Antonella La Rosa,
dirigente della sede romana della
Regione, non in grado di forni-
re neanche il certificato di agibilit
delledificio, che essendo un ufficio
pubblico dovrebbe avere uscite an-
tipanico in caso di roghi. Se qui
scoppia un incendio dice la diri-
gente regionale facciamo la fine
del sorcio.
ParlaTuccioDUrso
Nel gennaio 2011 stato nominato
agente diplomatico alle dipendenze
della Farnesina, ma fino ad allora era a
carico della Regione. Ma il filo che lega
Tuccio DUrso e Raffaele Lombardo
rimasto saldo. La loro amicizia viene
da lontano, visto che DUrso cognato
di Vito Scalia, democristiano segretario
SECONDO TUCCIO DURSO,
CHE ALLEPOCA SI OCCUPA PP V AA A VV
DEGLI UFFICI ROMANI,
LA RISTRUTTURAZIONE DICHIARATA
COME MANUTENZIONE ORDINARIA
COSTATA AL MASSIMO
800 EURO AL METRO QUADRATO
PER I DOCUMENTI SCATTA
IL RIMPALLO FRA GLI UFFICI:
PER RAGIONERIA GENERALE,
DIPART IP IP IMENTO AFFAR AFF AFF I
EXTRAREGIONALI E RAGIONERIA
DELLA PRESIDENZA LE CARTE
SONO IN MANO AD ALTRI
tamento in uso al presidente stato
ricavato grazie a una manutenzione
ordinaria di un annesso allo stabile
della Regione che era invaso dai topi e
noi abbiamo recuperato. Chi ha effet-
tuato i lavori di ristrutturazione? Stia
tranquillo - assicura DUrso - A Roma
e Palermo hanno tutta la documenta-
zione. E invece niente.
RomachiamaPalermo
Noi non abbiamo idea di quanti
soldi siano stati spesi n di chi ha ese-
guito i lavori dellappartamento del
ma di legge. C unaltra opzione:
Chiamate Maria Francesca Cam-
pagna - insiste larchitetto La Rosa
-. Lei deve avere almeno le fatture.
Detto fatto, la telefonata avviene di-
rettamente nella sede romana della
Regione.
Maria Francesca Campagna diri-
gente responsabile della ragioneria
della Presidenza e Funzione pubblica
siciliana. Chiamata al telefono, taglia
corto: Io sono il direttore della Ra-
gioneria - dice ad S - non ho nulla
a che vedere con lamministrazione
che ha ordinato le spese e disposto
LA RISPOSTA DELLA RAGIONERIA GENERALE:
I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE NON SONOSTATI
CURATI DA QUESTODIPARTIMENTO, BENS PP
DAL DIPARTIMENTO PP AFFARI EXTRAREGIONALI
DI ROMA. CHE PERNON NE SA NULLA
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE RAFFAELE LOMBARDO
ATTUALIT| ILCASO
Situata a un centinaio di metri dalla
stazione Termini, la sede di rappresen TT -
tanza della Regione di Via Marghera il
biglietto da visita dellamministrazione
guidata da Rafaele Lombardo. Un
grande portone e un lungo corridoio
tirato a lucido con scale e pareti alte
cinque metri. Sulla destra c latrio
che porta nelle stanze del potere, in
fondo invece splende il giardino in cui si
afaccia la nestrella dellappartamento
in uso al presidente della Regione: prato
verde, un limone e un pesco con tanto di
ori rosa. S pu arrivare sino a questo
punto, oltre che nella stanza dellarchi-
tetto La Rosa. Il nuovo appartamento
presidenziale non pu essere visitato
n fotografatoper motivi di sicurezza,
spiega il dirigente della sede romana.
Il corridoio si trova tra il portone din-
gresso con apertura rigorosamente verso
linterno e il portone in ferro battuto
che domina il giardino. Questultimo,
per, chiuso a chiave. Le stanze sono
dotate di porte in legno senza maniglie
antipanico. Estintori, questi sconosciuti.
La sala conferenze ha una webcamspe-
rimentale installata da Sicilia E-servizi.
Funziona?S - risponde La Rosa ma
solo quando c il tecnico.
Nella sede romana
Lappartamento?
Non si pu vedere
presidente della Regione. Larchitet-
to Antonella La Rosa, dirigente della
sede romana, in un primo momento
consiglia ad S di contattare la ra-
gioneria generale siciliana per ottene-
re copia delle determinazioni di spesa
con relative fatture. Gi, se i docu-
menti non sono a Roma, dovranno
essere a Palermo. Solo loro - assicu-
ra il dirigente La Rosa - potrebbero
avere questo tipo di materiale.
Detto fatto. Vincenzo Emanuele,
quando sono stati avviati gli accer-
tamenti era ragioniere generale della
Regione, stato disponibile sin dal
primo momento e nel giro di pochi
giorni ha controllato da cima a fondo
tutta la documentazione in possesso
della ragioneria generale. Cio niente.
I lavori di ristrutturazione - ha scrit-
to Emanuele - non sono stati curati
da questo Dipartimento, bens dal
Dipartimento Affari Extraregionali
di Roma. Dallufficio, cio, diretto
dallarchitetto La Rosa. La palla tor-
na a Roma.
A quel punto lunica soluzione era
incontrare la dirigente nel suo uffi-
cio della Capitale. Ve lo ribadisco
- esordisce La Rosa nella stanza al
piano terra di via Marghera -. Io non
ho idea di quanti soldi siano stati spe-
si, n sono in grado di dirvi se queste
opere hanno una concessione edilizia
o se questi locali sono agibili e a nor- o se questi locali sono agibili e a nor o se questi locali sono agibili e a nor
nazionale della Cisl che ha iniziato alla
politica il giovane Raffaele. Dai tempi
della segreteria di Scalia, lamicizia tra
DUrso e Lombardo non mai finita
e quando Tuccio stato chiamato a
dirigere la sede romana della Regione,
ha trovato casaallamico Raffaele. E
se lappartamento non cera, attraverso
una manutenzione ordinaria come
ama definirla DUrso, spunta lappar- ama definirla DUrso, spunta lappar ama definirla DUrso, spunta lappar
tamento con doppio ingresso anche
indipendente, bagno e divano letto.
Un immobile non enorme: gran-
de circa 80 metri quadrati - continua
DUrso ed costato al massimo 800
euro al metro quadrato in unarea in
cui un appartamento vale almeno dieci
volte tanto. Secondo DUrso, lappar- volte tanto. Secondo DUrso, lappar volte tanto. Secondo DUrso, lappar
i lavori. Rappresento un organo di
controllo. Domanda: Come orga-
no di controllo cosa ha controllato?
Secondo Antonella La Rosa, il suo
ufficio in possesso di tutta la do-
cumentazione. Risposta netta: Ma
sta scherzando? - tuona la Campagna
-. Non lo sa la La Rosa e lo dovrei
sapere io?. Fine della partita: dei do-
cumenti non c traccia. Almeno fino
al prossimo rimpallo.
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ATTUALIT| DOSSIER
MA DEI RISULTATI OTTENUTI
DA QUESTI ESPERTI ESTERNI
NON C TRACCIA, NONOSTANTE
UNA DELIBERA CHE IMPONE
LA PUBBLICAZIONE
DELLE RELAZIONI FINALI
Una pioggia
di consulenti
per Giampilieri
di Accursio Sabella
U
na pioggia di consulen-
ze per limitare i danni del
nubifragio. Una pioggia
di esperti mandati dalla
Regione a sistemare i dan-
ni provocati oltre due anni e mez-
zo fa dalla calamit che ha colpito
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
PER LA RICOSTRUZIONE DELLE ZONE ALLUVIONATE DEL MESSINESE,
LA REGIONE S AFFIDATA A UN GRAN NUMERO DI ESPERTI,
COSTATI OLTRE UN MILIONE DI EURO. MA LE OPERE SONO FERME
stano o costeranno alle casse pubbli-
che fino alla fine di ottobre del 2012
circa 420 mila euro. Che si aggiungo-
no a quelli gi spesi negli anni passa-
ti. Una cifra complessiva che supera
il milione di euro in due anni e mez-
zo. Tirati fuori da un bacino di fondi
complessivi che sfiora i 160 milioni
di euro. Soldi non sufficienti, secondo
la presidenza della Regione: I fondi
necessari diceva il presidente Raf-
faele Lombardo alla fine del 2011
- potrebbero essere prelevati dalle
accise sulla benzina e destinati esclu-
sivamente al dissesto idrogeologico,
non solo per la Sicilia, ma per tutte
le regioni che hanno vissuto questi
drammi. Il problema , per, che di
quei soldi gi investiti, nel Messinese,
non si scorgono particolari effetti. La
ricostruzione va a rilento. Nonostan-
te la pletora di esperti.
La possibilit di avvalersi di consu-
lenti per la gestione dellemergenza
nel Messinese del primo ottobre del
2009, legata allordinanza del pre-
nella cura dei rapporti con le orga-
nizzazioni e con i cittadini dei paesi
colpiti dal nubifragio. Insomma, sul
consulente organista, non proprio il
caso di rinfocolare polemiche stru-
mentali.
Lexgabinettistadi Lombardo
Per Angela Fundar, invece, dopo
una precedente esperienza in attivit
di comunicazione per la protezione
civile, arrivato lincarico di occu-
parsi di informazione e recepimen-
to delle istanze dei Comitati di Base
presenti nei territori interessati dagli
eventi alluvionali; raccordo tra luffi-
cio commissariale e i diversi soggetti
attuatori degli interventi; coordina-
mento dei rapporti con gli organi
dinformazione circa le attivit poste
in essere dal commissario delegato.
Nel curriculum della Fundar, spic-
ca la presidenza, tra il 2006 e il 2008
Giampilieri, San Fratello, Messina.
Ma cosa abbiano fatto questi consu-
lenti, finora, non ancora chiaro. E
non lo per un semplice fatto: perch
lamministrazione regionale, contrav-
venendo a una propria delibera, non
ha mai pubblicato le relazioni finali
di questi esperti. Come quelle di tutti
gli altri, a dire il vero. Cos, bisogna
basarsi sulla fiducia.
Certo, da alcuni dati si pu sempre
partire. Sono quelli riferiti ai numeri
di queste consulenze. Che, solo per
considerare quelle tuttora vigenti, co-
sidente del Consiglio dei ministri che
il 10 ottobre ha disposto misure ur-
genti ed indifferibili di interesse pub-
blico. In quel contesto, il presidente
della Regione Raffaele Lombardo ha
assunto il ruolo di commissario de-
legato per gestire lemergenza. E in
questa qualit autorizzato ad av-
valersi di figure professionali aventi
specifiche competenze nelle materie
di interesse riportate nelle ordinanze
di attuazione degli interventi posti a
favore delle popolazioni disastrate.
Specichecompetenze
Ora, il problema, in alcuni casi,
legato proprio a quelle specifiche
competenze. Perch quelle di Fran-
cesco Micali, ad esempio, hanno fat-
to molto discutere. Classe 1988, tra
le precedenti esperienze lavorative
nel curriculum vanta di essersi oc-
cupato di Pianobar per serate e or-
ganista per matrimoni su richiesta.
Ad appena 23 anni, insomma, come
S ha raccontato gi nei mesi scorsi,
il giovanissimo esperto diventato
un consulente della Regione dopo
aver conseguito la maturit classica
al Don Bosco di Messina ed essersi
iscritto alla facolt di Giurisprudenza
nella citt dello Stretto. Micali stato
chiamato per occuparsi dellorganiz-
zazione della sede operativa di Mes-
sina, per curare linformazione alla
cittadinanza nelle zone alluvionate
e per la progettazione della ripresa
economica e sociale del territorio,
per un totale di circa 50 mila euro
in un anno e mezzo. Ma la Regione,
anche attraverso le parole del presi-
dente Lombardo, ha fatto quadra-
to attorno al consulente-pianista:
Un giovane che ha dato una grande
mano ha spiegato il governatore
ALCUNI CONSULENTI
PER GIAMPILIERI HANNO
ACCUMULATO, IN DUE ANNI
E MEZZO, SOMME SUPERIORI
AI 100 MILA EURO: IL CASO
DI NICOLA CASAGLI, MICHELE
NAVARRA, ENRICO FOTI
E MICHELE MAUGERI
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
ATTUALIT| DOSSIER
di un club vicino al Rotary e la pa-
tente per mezzi della Croce Rossa.
Dopo una prima consulenza da 22
mila euro, per lei lultimo contratto
una collaborazione coordinata e
continuativa da duemila euro lordi
al mese, fino al 31 ottobre prossimo.
Alla fine del 2012, insomma, la sua
consulenza sar costata complessi-
vamente circa 40 mila euro. Ma An-
gela Fundar da anni sfiora lam-
ministrazione regionale in qualit di
esterno. E che il rapporto col gover-
natore sia di totale fiducia, provato
anche dal fatto che la consulente ven-
ne chiamata da Lombardo nel suo
gabinetto fin dallinsediamento da
presidente della Regione (esperienza
che dur per pochi mesi). La Funda-
r, poi, tra le altre cose, nel 2010 fu
anche incaricata dallallora assessore
ai Beni Culturali Gaetano Armao di
collaborare al found raising per le
rio Maria Rocco La Fauci. Per loro
una consulenza in Progettazione di
opere pubbliche ed edilizia residen-
ziale. Entrambi sono intervenuti o
interverranno in zone che conoscono
bene: Zaccone infatti in passato ha
gi costruito a Giampilieri, mentre
La Fauci nativo di Saponara. Per
entrambi, tra il 2010 e il 2011 ecco
36 mila euro in consulenze.
Tra i consulenti chiamati a gestire
lemergenza-Giampilieri, poi, c anche
un ex segretario generale del Comune
di Milazzo, ora in pensione. Si tratta di
Calogero Sirna, 65 anni compiuti. E un
GIAMPILIERI: UN PARTICOLARE DELLA MONTAGNA
SENZA RETI. A SINISTRA IL TORRENTE A MONTE
Per la ricostruzione di Giampilieri sono arrivati fondi dal Ministero dellAmbiente (20
milioni), dal Fondo della Protezione Civile (20 milioni), dai fondi Fas relativi alla
programmazione 2007/2013 (65 milioni), dallApq (24 milioni) e dal decreto-legge n.
225 del 2010 (5 milioni), per un totale di 134 milioni di euro. Ai quali vanno sommati i 24
milioni transitati dallassessorato al Territorio. I primi interventi sono serviti per gestire
lemergenza, dalla rimozione dei sassi e dei detriti lungo i tratti di strade statali inagibili,
al contenimento delle frane, dalle realizzazioni dei nuovi impianti di raccolta delle acque
bianche al consolidamento dei costoni rocciosi lungo la statale 114, dalla messa in sicu-
rezza di interi tratti autostradali, no alla sistemazione dei bacini di umi e torrenti.
Chi paga Giampilieri
SOLO I CONTRATTI ANCORA
VIGENTI, COSTERANNO
ALLE CASSE PUBBLICHE
OLTRE 420 MILA EURO,
FINO A OTTOBRE DEL 2012.
TRA QUESTI, QUELLO
A FRANCESCO MICALI,
CON ESPERIENZE COME
PIANISTA DI PIANO BAR
celebrazioni del 150esimo anniversa-
rio dellUnit dItalia. Un contratto
da co.co.co. per poco meno di due-
mila euro mensili (1.846 euro) fino a
ottobre toccato invece a Gabriele
Amato. Per lui nessuna laurea, ma un
diploma di perito. Si occuper di In-
novazione tecnologica, coordinamen-
to del sistema informatico, gestione
banche dati e rete informatica. E dal
2010 al 2011 per lui erano gi stati
stanziati quasi 34 mila euro.
Duemila euro al mese per oltre dieci
mesi, sino ad ottobre 2012, anche per
due architetti: Felice Zaccone e Da-
incarico per il supporto amministrati-
vo al soggetto attuatore relativamente
allassegnazione di sistemazione allo-
giativa alternativa per la popolazione
evacuata, gestione amministrativo-con-
tabile del rimborso spese ed assistenza
alla popolazione. Per lui, nove mesi
e mezzo di lavoro (fino allottobre del
2012), per un compenso di 24.166,66
euro. Che si aggiungono ai 36 mila
euro dellanno scorso.
Consulenti daoltrecentomilaeuro
Incarichi da quasi 49 mila euro per
dieci mesi di lavoro, invece, sono an-
dati a quattro esperti. E in uno di que-
sti casi, la Regione ha deciso di pesca-
re persino in Toscana. Nicola Casagli
un architetto, originario di Livorno
e docente allUniversit di Firenze. La
scelta ricaduta su di lui, anche, im-
maginiamo, per la sua esperienza nel
Gruppo nazionale per la difesa dal-
le catastrofi idrogeologiche. Un po
meno affine al compito per cui
stato chiamato, invece, risulta unal-
tra delle esperienze nel curriculum
del docente, quella riguardante la
sua partecipazione, ventanni fa, alla
Scuola di guerra aerea di Firenze.
Anche per lui si stratta di una proro-
ga: la sua vecchia consulenza gli ave-
va gi fruttato 55 mila euro.
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
ATTUALIT| DOSSIER
Anche per Michele Navarra, Enrico
Foti e Michele Maugeri lultimo con-
tratto supera i 48 mila euro. Navar- tratto supera i 48 mila euro. Navar tratto supera i 48 mila euro. Navar
ra, 48 anni, tra le altre cose, ha anche
esposto alla Biennale di Venezia. Do-
cente nella facolt di architettura di
Siracusa (che fa capo allUniversit di
Catania), stato chiamato a occuparsi
di architettura, pianificazione degli
interventi relativi al ripristino degli
edifici distrutti o danneggiati, proget-
tazione urbanistica. Per la cifra di
48.333,33 euro, appunto. Una cifra
che lo porter a sforare, in poco meno
di due anni, i 100 mila euro comples-
sivi.
Nuova conferma anche per il docente
e ingegnere Enrico Foti. Nativo di Ri-
posto, consulente per le zone alluvio-
nate dallottobre 2009. Anche per lui,
incarico da 48.300 euro per dieci mesi
di lavoro, che si aggiunge a quello da
59 mila guadagnato lanno preceden-
te. Le mansioni? Attivit progettuali
per il riassetto idrogeologico delle aree
alluvionate, dei corsi dacqua. Gran-
de esperienza e prestigioso curriculum
per il professore dellUniversit di Ca-
tania Michele Maugeri, 67 anni com-
piuti a luglio. Anche per lui, nuova
proroga da 48 mila euro e rotti: Mau-
geri infatti consulente della Regione
dal 13 novembre del 2010, quando fu
chiamato con un compenso da quasi
58 mila euro.
Gli ultimi incarichi, ane2011
Gli ultimi contratti in ordine di tem-
po, sempre a duemila euro al mese
fino a ottobre, sono andati a quattro
ingegneri (Antonio Ferraro, Erminia
Raciti, Vincenzo Maria Nicolosi e
Cinzia La Rocca) e a un geologo, Ro-
Un grande container sul ponte che attra-
versa il torrente segna la linea di conne
tra i lavori a monte, che avevano lobiet-
tivo di canalizzare le acque ma non sono
mai iniziati, e quelli a valle, iniziati e ab-
bandonati. Quel container l sin dal pri-
mo momento. Inizialmente ospitava la
Protezione Civile, adesso accoglie quello
che resta del bar di Angelo Rizzo.
Il bar e una macelleria sono gli unici presdi
della piazza. Dei numerosi consulenti non
c traccia a mezzogiorno, ma in compen-
so i lavori di canalizzazione hanno conse-
gnato alla cittadinanza un ume monco
dellargine sinistro e zoppo dellargine de-
stroche si interrompe dopoun centinaiodi
metri. Con le ultime piogge i detriti sono
scesi a valle e hanno travolto tutto. Le
ruspe - racconta Rizzo ad S - sono sparite
da un giorno allaltro e i lavori sono fermi
ormai da tempo. Il paradosso che hanno
iniziato a lavorare nella parte bassa, senza
intervenire a monte, e si intasato tutto
con la sabbia portata dallacqua.
I lavori procedono a rilento. Siamo preoc-
cupati dice Rizzo . Le attivit commer-
ciali sono sparite, sta morendo il paese.
Con il sussidio del primo anno, gli abitanti
di Giampilieri hanno pagato le tasse. Ma
adesso, davanti alla macelleria transenna-
ta, Rizzo si interroga sul futuro. Un mese
fa sono venuti in pompa magna. Dicevano
che dovevano iniziare i lavori del troncone
centrale di Giampilieri, quello che stato
devastato e che dopo un anno rimasto
abbandonato. Hanno fatto le fotograe
con i giornalisti mentre indossavano giub-
bini gialli e gli elmetti, hanno transennato
tutto e sono spariti. Una grande compar-
sata, i lavori non sono ancora iniziati.
Un anno dopo la tragedia, il cuore del pae-
se, quellochestatotravoltodallavalanga
di fango, non ancora sicuro. La montagna
che sovrasta le abitazioni distrutte lunica
a non essere coperta da reti e tralicci. Le
stradeelearteriedel centrostoricoosser-
va Rizzo sembrano bombardate. A volte
mi sembra di essere a Beirut. Ma no: sono a
Giampilieri, Sicilia, Italia. Antonio Condorelli
Giampilieri 18 mesi dopo
Il paese sta morendo
sario Caminiti. Per loro, tra il 2010
e il 2011, compensi complessivi che
vanno dai 26 mila ai 38 mila euro a
testa. E fanno 420 mila euro in un
anno. Pi di un milione in due anni.
Una pioggia di consulenti, che non
ha fatto dimenticare il diluvio di due
anni fa.
ANGELORIZZOCON IL BAR SULLOSFONDO
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
ATTUALIT| AMMINISTRATIVE
A CURARE LUFFICIO STAMPA
DI TOMMASO DRAGOTTO
GIULIA NOERA, AFFIANCATA
DA WALTER GIANN
CHE SI OCCUPA DEL WEB
E DA ALESSANDRO
DI GIROLAMO, CAPO
DELLA SEGRETERIA
Tutti gli uomini
dei candidati
di Roberto Puglisi
fotoGiorgia Fusi e Alessandra Rosciglione
I
n largo Villaura 27 c un palaz-
zo grigiastro che pare una decal-
comania del Ministero dellAmo-
re. Nessuna indicazione. Lascen-
sore un moderno montacarichi
cigolante. I sopravvissuti raccontano
che solito fermarsi due volte su die-
ci. Prima di affrontarlo, consigliabile
munirsi di tranquillanti e di una coron-
DIETRO GLI ASPIRANTI SINDACI DI PALERMO C UNA PLETORA DI UOMINI E DONNE
PRONTI AD OGNI SACRIFICIO PER SOSTENERLI. ECCO CHI SONO
degli dei sono stati immortalati nel
ritratto. Ci sono quelli che di riffa o
di raffa si riferiscono a candidati pi
visibili di altri.
Tommaso Dragotto, dunque, lospi-
te del dodicesimo piano nel Ministero
dellAmore di largo Villaura, in procin-
to di abbandono per accomodamento
in una pi agevole sede. Apre la porta
Giulia Noera che snocciola subito lor-
ganigramma del competitor di Impresa
Palermo. Io sono addetto stampa
spiega Giulia Walter Giann si occu-
pa del web, Alessandro Di Girolamo
il capo della segreteria. Sono le facce
occulte e in carne e ossa della campa-
gna elettorale. Lavanzata di faccioni
cartacei progressiva e inesorabile. E
si sa che i condottieri cartellonati non
sudano, non parlano, non smarriscono
un capello. Oltre le quinte, trovi i vol-
ti umanissimi di chi per passione, per
guadagno, per speranza di sistemazio-
ne o per tutti gli ingredienti mesco-
lati con differente dosaggio manda
avanti un nome, incrociando le dita. A
casa Dragotto Giulia Noera narra di
s: Ho quarantacinque anni, sono psi-
cologa e avrei di che vivere di mio. Non
conoscevo Tommaso Dragotto e rite-
nevo che fosse un uomo brusco, come
qualche volta appare. Invece una per-
sona di grande sensibilit, attenta ai bi-
sognosi. Da mesi fnanzia un pulmino
di disabili. Gli vogliono bene in molti.
Nella sua azienda ha pure una palestra
per dipendenti. Avvertenza per il letto-
re. Nel cammino tra uno staff e laltro
abbiamo annotato giudizi entusiastici
degli arruolati per i rispettivi ammira-
gli e velenosi borbottii sui comandanti
di altre fotte. Normale. Ma abbiamo
colto anche una speranza sincera, pi
che un barlume di impegno, qualcosa
che somiglia a un chiarore tenue prima
dellalba.
Esce Giulia, entra Alessandro Di Giro-
lamo, trentotto anni, perito assicura-
tivo, capo della segreteria del dottor
Tommaso. Il capo della segreteria il
fante schierato col fucile della propa-
ganda carico sullimmenso confne del-
cina di rosario. Lascensoraccio sale per
unattesa che sembra infnita. Dodice-
simo piano. Una freccia sobria con una
parola sopra. Dragotto.
Comincia qui il viaggio tra le squadre
che si contendono il noto gioco a pre-
mi: Chi vuole fare il sindaco di Paler-
mo. Al fortunato vincitore spetteran-
no anni carichi di ansia, notti col sudo-
re nelle mani gelate, quintali di paura e
conti bucati. Qui si tratteggia il popolo
minuto che c dietro ogni aspirante
primo cittadino. Non tutti gli uomini
e le donne che partecipano alla lotte-
ria al fanco del loro cavaliere bardato
di armi e corazza sorpresi in un paio
di giorni di marzo e quindi con buona
parte del destino ancora nella mente
la scheda e dellurna. colui che blan-
disce, intrattiene e organizza. E, alloc-
correnza, riceve schiaffoni non suoi.
Alessandro spiega: Sono impegnato
perch non mi fdo della vecchia poli-
tica. Basta vedere il pasticcio che il cen-
trosinistra ha combinato alle primarie.
Un difetto del dottor Dragotto? Una
caratteristica che confna con il pregio.
particolarmente esigente. Qua ven-
gono in tanti a chiedere di tutto. Inter-
viene Giulia che vigila con attenzione:
Il dottore Dragotto vuole fare mettere
sulla sua scrivania lo slogan: Non si
vendono posti di lavoro. E prima o poi
lo far. Un imbuto di stanze con i pro-
getti dragottiani. Dallultima stanza,
ecco Marcella Cannariato Dragotto,
consorte dellimprenditore in corsa. Si
lamenta con grazia: Dicono che mio
marito vecchio. Sar vecchio uno che
corre ogni mattina, che divora venti va-
sche di piscina e che ha idee brillanti,
o sono decrepiti gli altri?. Frase con-
clusiva. Si scende con una moderata
preoccupazione dal palazzaccio grigio.
Lascensore, per fortuna, funziona.
Il sestante indica la rotta per il secon-
do appuntamento. Via Sampolo 56. A
casa di Beppe Grillo e del Movimento
Cinque Stelle. Beppe Grillo non c. C
Riccardo Nuti, il sindaco proposto dai
grillini. Al primo piano in cima a una
scala ripida il quartiere generale della
rivoluzione. Una saletta. Gli adepti del
comico genovese assiepati in una prova
di assemblea ateniese. il fore alloc-
chiello dei Cinque Stelle che si riassume
in un ritornello: democrazia, democra-
zia, democrazia.
C Loredana Lupo, trentacinque anni,
pollice verde e agronoma. Si presenta:
Sono volontaria, vegetariana e cam-
mino in bicicletta. La bici un must.
Cosa voglio? Semplicemente, la rina-
GIULIA NOERA E ALESSANDRODI GIROLAMO
ALESSANDROARIC
TOMMASODRAGOTTO
MARIANNA CARONIA
FABRIZIOFERRANDELLI
MASSIMOCOSTA
RICCARDONUTI
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
ATTUALIT| AMMINISTRATIVE
RICCARDO NUTI
SCHIERA TRA GLI ALTRI
LAGRONOMA LOREDANA LUPO,
IL MEDIATORE CIVILE
EMILIA TESTAI, LAVVOCATO
FRANCESCO MENALLO
E LE ADDETTE STAMPA
DALILA NESCI E AZZURRA
CANCELLERI
UN CAPITOLO A PARTE MERITA
GIOVANNI PELLERITO,
IL GURU DELLA COMUNICAZIONE
SCELTO DA MASSIMO COSTA:
LUI LARTEFICE
DELLA CONFERENZA STAMPA
DESORDIO, CHE HA FATTO
DISCUTERE FAN E AVVERSARI scita della politica. Mi impegno per
tutto, dai banchetti al resto. La nostra
organizzazione orizzontale, non gerar-
chica. Giulia Di Vita, ventisette anni,
si occupa di disabilit. Sussurra la sua
storia: Ho una sorella diversamente
abile. Dal sorriso caldo, si capisce che
Giulia condivide il peso con la leggerez-
za del suo amorevole altruismo e che
limpegno nasce dallapproccio positivo
col mondo, non soltanto dal suo fardel-
lo personale. Sono ingegnere gestiona-
le spiega anche io voglio cambiare
qualcosa. Nella mini-agor del Mo-
vimento, a corolla, intorno a Riccardo
Nuti, la discussione si vivacizza. Emilia
Testai, trentacinque anni, mediatore ci-
vile con una laurea in Lettere moderne:
La chiave la cultura che conduce alla
bellezza. Il risorgimento parte da l.
Francesco Menallo, cinquantaquattro
anni, avvocato e polemista, il guardia-
no che riconduce lutopia nel cavo della
realt. Non smorza limpeto, lo assecon-
da. Lo contestualizza: Vengo dallespe-
rienza di Legambiente e dei Verdi. Ho f-
ducia per lapprodo politico dei grillini.
Chi Beppe Grillo? un comico serio.
Voi giornalisti lo dipingete spesso come
un dittatore che stabilisce una linea indi-
scutibile. Non mai cos. Si partecipa e
si valuta insieme. Democrazia, demo-
crazia, democrazia. La venticinquenne
Dalila Nesci una delle due addette
stampa. Viene dalla Calabria, da Tro-
pea. in Sicilia per puntellare il movi-
mento nella sfda delle elezioni. Studio
pure giurisprudenza, non so ancora cosa
sar da grande. Laltra comunicatrice
Azzurra Cancelleri, acquartierata sulla
ridotta di Facebook, ventisette anni, tra-
piantata a Palermo da Caltanissetta, ha
visto sbocciare a casa sua lardore gril-
lino. Abbiamo risolto un problema di
rifuti e di civilt grazie a lui. Da allora lo
seguo, mi piace, diverso. Un comico
serio, ripete lavvocato Menallo. E tutti
ridono.
Deve mostrarsi aggressivo e concen-
trato come un pilota un quarto dora
prima della partenza del Gran Premio.
Se sei moscio, c qualcosa che non
funziona. Lo ripeto: ci completiamo. Io
sono fglio di tipografo, lui di ferrovie-
re. Proveniamo dalla cultura del sacrif-
cio. La mia massima preferita? Occor-
re essere un po paranoici per vincere.
Nella retrovia del Nautilus, su una
lavagnetta, i motti pelleriteschi: Non
possiamo perdere e cosucce simili. A
naso, si respira unaria tra il mistico e
lentusiasta. Un ottimismo che tracima
e coinvolge pure lo scodinzolante Rafa,
un canuzzo trovatello che ha assunto
le insegne di mascotte del gruppo. Se
lo passano tipo palla (siamo o non
siamo in un recinto simil-sportivo?) le
bellissime ragazze dello staff di Costa.
Una precisa: Siamo tutte fdanzatissi-
me o sposate. Oltretutto, intelligenti,
laureate e con master nel curriculum.
I perditempo girino al largo. A Costa-
land, Giovanni Villino, trentatr anni,
il capo uffcio stampa. Il resto della
squadra: Adriano Frinchi, trentanni,
Giuseppe Urso, trentuno, Daniela Ci-
ranni, ventisei, Monica Longo, ventisei,
Roberto Rizzuto, trentenne. Giovanna
Inzinzola, ventisette anni, la coordi-
natrice impareggiabile. Li interroghi
e spiegano che si fdano di Massimo
ciecamente. Proviamo a insinuare un
dubbio diabolico nel tempio dellaspi-
razione alla perfezione. Possibile che
sto Costa non abbia un difettuccio,
una questione aperta, unangolazione
diffcile? Si fssano, smarriti, nelle palle
degli occhi. Giuseppe afferra il coraggio
a due mani: Ecco, b... un lavorato-
re instancabile, oltre ogni immagina-
zione e spinge tutti. Finale con foto di
gruppo pi cane felice e massimamente
scodinzolante.
A Casa Aric, in via Archimede 190,
stanno tinteggiando le pareti, col giallo
e col blu. Sono partiti dopo per le note
vicissitudini. Strofnacci di qua, scope di
l. Scrupolosi inservienti levigano i pa-
vimenti. Alessandro Teri, trentaquattro
anni, governa le leve del sito e sorve-
glia internet. Tony Siino, trentacinque
anni, il re della web strategy. Siino
pure linventore di Rosalio, fortunato
blog sperimentale di Palermo. Siino ha,
di recente, scritto su Rosalio: arri-
vato il momento di congelarmi come
autore di post sulla politica su Rosalio
almeno fno al prossimo primo turno
elettorale. Sono nuovamente coinvolto
nelle campagne elettorali online, per
un candidato sindaco, per una lista e
per pi candidati alle prossime elezioni.
Anche stavolta si tratta di una mia libe-
ra scelta e continuer a parlare di poli-
tica qui nei commenti. Da un punto di
vista del format del blog Rosalio nulla
mi vieterebbe di pubblicare rifessioni
politiche, neanche nella mia attuale
condizione. Ciascun autore di questo
blog libero di postare ci che ritiene
Poi c Giovanni Pellerito ed davvero
un altro discorso. La trama mordace
del comico Giuseppe Grillo secon-
do la defnizione caustica di Eugenio
Scalfari gi alle spalle. Si intravvede
il nuovo approdo. Lo scintillante Nau-
tilus del Pdl, la casa, il rifugio, il salot-
tone buonissimo di Massimo Costa, a
piazza Sturzo. E c davvero Giovanni
Pellerito. Scrivono, tra le righe, di lui
che sia il guru della comunicazione
dellex presidente del Coni. Riferiscono
che sia stato lui lartefce della confe-
renza stampa aggressiva dimpatto, il
cocktail di esordio a colpi di peccatori
da redimere, muscoli del viso tesi allo
spasimo e frasi sparate a scatti come
dalla bocca di una mitraglia.
Scarni cenni di biografa raccattati qua
l. JohnnyPellerito, uno che d del
tu allAmerica e che ha letto Tocquevil-
le, un economista. Uno che si esprime
con una caratteristica neolingua tra il
siculo e lo yankee e passa con noncha-
lance dal cump al brother. Lar-
tefce delle ultime avventure di Micci-
ch e di Grande Sud. Soprattutto, un
personaggio a fondo multiplo. Non sai
mai quando dice: questo non dirlo, per
quale ragione lo dica. Se spera che si
dica o che non si dica affatto. uno
scioglilingua e se uno lo capisce, si av-
vicina alla verit. Ogni tanto, il guru
soddisfa lesigenza di decollare dalle
contingenze plebee. Si isola per ascol-
tare la sua musica. Si rilassa e chiac-
chiera: Non siamo preoccupati per
il sette maggio. Per lotto. Il problema
sorger dopo per chi governer. Le pa-
role dordine sono: sussidiariet e soli-
dariet. Tutti fanno tutto, io posso pure
cambiare la lampadina, se necessario.
Vogliamo guardare oltre lorizzonte,
verso altri mondi. Come mai questa
partenza a razzo con Massimo Costa
nelle vesti di problem solver, corsaro
dei sette mari e superman insieme?
Guru Pellerito, mica avr sbagliato
qualche calcolo rendendo la simpatia
antipatica? Intanto non sono un guru
ridacchia lui . Io e Massimo ragio-
niamo su ogni aspetto, ci integriamo.
pi opportuno su tutto ci che riguar-
da la citt di Palermo; nella sua coralit
Rosalio rimane un blog non schierato e
non aderente strettamente allopinione
del suo singolo autore, ospite o com-
mentatore. Ci nonostante ho deciso
liberamente di procedere nel modo che
vi ho gi detto, anche per stroncare
eventuali insinuazioni sul nascere.
Intorno a un tavolo, il candidato Ales-
sandro Aric e una fetta della sua
compagine di sostegno: Carlo Alberto
Sausa, trentasette anni, Paolo Russo,
trentasei anni, Roberta Montemagno,
trentanni, Angelo Pizzuto, quarantatr
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3 4
1) EMILIA TESTAI 2) FRANCESCOMENALLO
3) AZZURRA CANCELLERI 4) DALILA NESCI
1) GIOVANNI PELLERITO2) GIOVANNI VILLINO
3) GIOVANNA INZINZOLA
anni. Non ci sono, ma contano eccome:
Filippo Pace, capo uffcio stampa di
Futuro e Libert, e Vito Orlando, sem-
plicemente lo stratega. Pi o meno il
colpo docchio lo stesso. Ottimismo
pi ottimismo: Lavoriamo in amicizia
dice Carlo Alberto Sausa, il cui pap
un noto galantuomo fedele alla mo-
narchia . Non c una leadership, vale
il gruppo. Torna la metafora elettrica:
Chiunque pu cambiare una lampadi-
50
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
51
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
ATTUALIT| AMMINISTRATIVE
A CASA ARIC CI SONO
ALESSANDRO TERI, TONY SIINO,
CARLO ALBERTO SAUSA,
PAOLO RUSSO, ROBERTA
MONTEMAGNO E ANGELO
PIZZUTO. IN SQUADRA
ANCHE I GIORNALISTI FILIPPO
PACE E VITO ORLANDO
I FERRANDELLI-BOYS
RIPETONO COME UN MANTRA:
FABRIZIO SAR LA SORPRESA.
FRA I SOSTENITORI
DI MARIANNA CARONIA,
PATRIZIA PAESANO
LA GENERALESSA
DELLA COMUNICAZIONE
na. Non avete paura del gap provoca-
to da una gara iniziata in ritardo? La
distanza labbiamo gi colmata ne
sicuro Paolo Russo e il centrosinistra,
con le sue polemiche, ci aiuta. Siamo
tutti amici di Alessandro insiste Sausa
lo sosteniamo perch lo apprezziamo
per come . Sappiamo chi e come si
comporta. quasi un discorso in fami-
glia. E chi Aric? Risponde linteres-
sato: Sono un politico e non lo nego.
Non corteggio lantipolitica. La politi-
ca la faccio tutto lanno, ogni giorno,
ogni minuto. Rinviene a Casa Aric
linsinuazione da avvocato
del diavolo. Nessun difettuc-
cio? Niente? Neanche uno?
Replica Sausa che lio nar-
rante del gruppo: Cinica-
mente, direi che Alessandro
troppo buono e si stanca.
Si occupa di tutti e risponde
a tutti. Troppo amico, trop-
po impegnato. Non stacca
mai. Roberta Montema-
gno affanca il candidato da
anni. Ha una specializzazio-
ne sul versante internazio-
nale: Sto con Alessandro
perch lho visto in azione.
So come si comporta. Il
rischio di diventare sindaco
di Palermo? si interroga
Aric Un politico lo ac-
cetta. Semmai il rischio dei
cittadini, per il loro futuro. Il pericolo
di sbagliare e di affondare. Al piano
di sotto, nel frattempo, hanno gi ini-
ziato una mega-opera di pulizia dello
scalone centrale.
Attraversando la strada, si entra nel
barometro complesso del centrosini-
stra. Tuoni, fulmini e saette. Via Siracu-
sa numero 10, da Fabrizio Ferrandelli.
Alessia Cannizzaro, trentun anni, si
divide tra i compiti di addetto stampa
e factotum. Le ferite delle primarie, nel
doppio giorno di marzo, sono aperte.
Esordio bellicoso: C qualcuno che
non sa cos la coerenza. Giorgio
Schultze, cinquantacinque anni, pi
esplicito: Qualcuno, cio Orlando,
dovr chiedere scusa per certe scelte
sconsiderate. Chiss come sar il tem-
po, superato lacquazzone. Schultze
un meneghino che si gi stropicciato
a Milano, alla corte di Giuliano Pisa-
pia. larchitrave del sistema solare
ferrandelliano. La sua una profes-
sione di fede: Qualcosa sta mutan-
do, c insubordinazione popolare. La
gente insofferente ai diktat dei partiti.
Non ama le decisioni calate dallalto.
Fabrizio Ferrandelli sar la sorpresa
del sette maggio come lo stato per le
primarie. Lo sottovalutano? un bel
vantaggio, resteranno a bocca spalan-
cata. La trentacinquenne Patrizia Feli-
ce spiega di non essersi mai impegnata
successo. Il suo difetto? Lassenza
di delega. Concetto corroborato da
Lena La Barbera, trentun anni: Lo ac-
compagno continuamente. Mi prendo-
no in giro e mi sfottono: sei la seconda
moglie di Fabrizio. Noto ogni giorno la
forza che riesce a mettere nel territorio,
a contatto con gli elettori. Pure io sono
convinta che il 7 maggio ci sar una sor-
presa. Siamo quasi 50, continuamente
in movimento. Serena Antioco, venti-
sette anni, esperta di tecnica pubblici-
taria. Dal punto di vista del marketing
com il politico Ferrandelli? Le basta
una frase: Non ingabbiabile. Lana-
lisi si amplia: Vedrete che lo spontanei-
smo pagher. In via Siracusa 10, come
altrove, lorario continuato, secondo
i ritmi dettati dalla campagna. Dalla
mattina presto, fno a notte fonda.
Lultimo posto da visitare laccampa-
mento agguerrito di una signora. Ma-
rianna Caronia ha sistemato le tende
in via Notarbartolo, allangolo con via
Libert, nellex sede del Coni. Sar un
sintomo del destino? Patrizia Paesano,
in politica. Finora: Ho perso il lavoro
e sono qui, liberamente, perch siamo
volontari. Sono arrabbiata, anzi in-
cazzata. Desidero credere in un futuro
migliore. Non ho altre possibilit. Pen-
so che dobbiamo risolvere il dramma
della mia generazione. Gaetano Di
Napoli si sbatte lanima in lungo e in
largo. Ha la freschezza dei suoi ventun
anni e studia per diventare educatore
di comunit. Arrivo dallesperienza di
Ubuntu, del territorio e del centro so-
ciale. La politica sincera una battaglia
sul campo. Fabrizio non un accentra-
tore. Le decisioni sono collettive e, se
il caso, sa compiere un passo indietro.
Certo, vuole sempre sapere quello che
quarantasette anni, la generalessa del-
la comunicazione. Laffancano Nadia
Palazzolo, ventinove anni, coetanea di
Dario Giliberti, e la trentenne Stella Bel-
liotti. Nella stanza della candidata del
Pid, Simona Castiglione, quarantanni,
ingegnere ambientale. Incinta. Non
spaventata dallo stress, col bimbo in
grembo? No. Ho conosciuto Marian-
na nel 2008. Avevamo un pasticcio
da risolvere allArpa. Lei ha mostrato
una competenza fuori dal comune e
una grande capacit di fare. Credo che
labbiano bloccata. La politica peggio-
re si esercita nel non fare fare. Talvolta
Marianna si arrabbia, per nasce tutto
dalla passione, dal tenerci alle cose.
Giuseppe Iones, ventotto anni, manda
avanti la segreteria: Incontro la dispe-
razione di Palermo in ogni momento. I
palermitani chiedono lavoro, chiedono
una soluzione, unancora di salvezza. E
mi tocca spiegare pazientemente che noi
Nel momento in cui S va in stampa,
oltre ai candidati citati in queste pagine,
a Palermo sono gi in campo Giuseppe
Mauro, Antonio Pappalardo, Rossella Accar-
do e Gioacchino Basile. Ma i giochi sono
ancora aperti. Per avere la rosa completa
dei candidati, infatti, bisogner aspettare
l11 aprile, ultimo giorno utile per presentare
le liste per sindaci e consiglieri comunali. Il
primo giorno per presentare le candidature,
invece, il 6aprile. Esattamente un mese
dopo, il 6e il 7 maggio, i siciliani saranno
chiamati alle urne.
Ma per le candidature
c tempo no all11 aprile
1) ROBERTA MONTEMAGNO
2) ANGELOPIZZUTO
3) PAOLORUSSO
4) TONY SIINO
5) CARLOALBERTOSAUSA
1) GIORGIOSCHULTZE
2) SERENA ANTIOCO
3) ALESSIA CANNIZZARO
4) PATRIZIA FELICE
1) GIUSEPPE IONES
2) NADIA PALAZZOLO
3) SIMONA CASTIGLIONE
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4
5
non garantiamo nessuno. Che odiamo
il voto di scambio. E che lunica ripa-
rare davvero le cose, avviare un circolo
virtuoso che possa rappresentare una
garanzia per ciascuno. Lei, Marianna,
ottimista come gli altri: Vedo in giro
un bisogno acuto di svolta. Vado per
strada, cammino, stringo mani. Dap-
pertutto mi imbatto in una citt che
ha rivalutato la necessit di sperare.
Fotona conclusiva. Tante donne nello
staff ci sono in aggiunta Roberta Gam-
bino, Valeria Cimino e Ivana Piombino
in piedi. Giuseppe Iones accovaccia-
to. Marianna Caronia scherza: Abbia-
mo messo gli uomini in ginocchio, lei,
oltre a Rossella Accardo unica donna
di unaspra battaglia prevalentemente
maschile. Una guerra che si combatte
tra laser, effetti speciali e facce spazia-
li, abbellite da quintali di ritocchi, nei
cieli di Palermo. Ma sulla terra che il
popolo minuto corre di qua e di l, in
cerca del domani. Chiss che la politica
schietta non stia rinascendo sul serio,
sulle spalle di quelli che sudano. E che
sanno cambiare una lampadina.
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
ATTUALIT| POLITICA
Imprese, cittadini
e associazioni
Ecco chi nanzia
i senatori
IN CASA PD PAPANIA HA RICEVUTO
5 MILA EURO DA VITO NICASTRI,
RITENUTO VICINO A MESSINA
DENARO. BIANCO OTTIENE FONDI
DA CONFINDUSTRIA E DAL PATRON
DELLA FUNIVIA DELLETNA.
FINOCCHIARO FINANZIATA
DALLA TECNIS
S
ono singoli cittadini, im-
prese, associazioni. E cia-
scuno di loro contribuisce
con pochi spiccioli o con
diverse migliaia di euro.
Nel giro daffari delle ele-
zioni non ci sono solo i contributi
elettorali riconosciuti dallo Stato ai
partiti, fniti nellocchio del ciclone
dopo il caso di Luigi Lusi, lex teso-
riere della Margherita accusato di
aver sottratto i fondi al suo partito:
fra le voci di fnanziamento per le
campagne elettorali, infatti, ci sono
anche i contributi dei privati, che
per legge devono essere documentati
e depositati in corte dAppello. S
ha raccolto i dati che i senatori eletti
in Sicilia nel 2008 hanno dichiarato.
Eccoli tutti.
Chi nanziai democratici
Fra le fla del Partito democratico, il
caso pi singolare quello di Nino Pa-
pania: il politico trapanese, infatti, ha
dichiarato di aver ricevuto cinquemila
euro dalla Eolo costruzioni, lazienda
di propriet di Vito Nicastri che lanno
successivo sarebbe fnita sotto seque-
stro. Nicastri sospettato di rapporti
con Matteo Messina Denaro e oggetto
di un sequestro da 1,5 miliardi di euro.
Ma Papania, che ha dichiarato questo
fnanziamento alla luce del sole, non
ha diffcolt a difendere il contributo:
Nicastri spiega a piede libero.
stato oggetto soltanto di un sequestro
preventivo. Oltre alla Eolo costruzio-
ni, nellelenco di Papania ci sono i mille
euro di Salvatore Raspanti, i duemila di
Francesco Ciccia, i 3.000 di Giuseppe
Scibilia, i tremila del sindaco di Alcamo
Giacomo Scala e i tremila di Castren-
ze Papania. Chiudono lelenco Nicola
Rizzo con 700 euro, Dario Ciccia con
duemila, Michele Ruvolo con mille,
Francesco Adragna con mille, Man-
lio Calvaruso con 1.050, il segretario
provinciale del Pd Baldo Gucciardi con
1.500, Rosario Cottone con 1.070 e
Ignazio Maltese con 700.
Singolare anche il caso di Enzo Bianco:
lex ministro dellInterno, che ha scelto
il revisore dei conti del Comune di Ca-
tania Massimo Rosso come mandata-
rio, insomma come persona chiamata
a documentare i movimenti di denaro,
ha dichiarato spese per 10.364,20,
mentre i fondi ricevuti sono molti di
pi. A fnanziare lex sindaco di Cata-
nia ci sono i 5 mila euro versati dagli
edili di Confndustria Catania, i 3 mila
della Merid Spa di Gioacchino Russo,
che gestisce anche la Funivia dellEtna,
e i 49 mila di una societ denominata
Fosso della Mola srl, poi incorporata
nel gruppo Ghella, colosso degli appal-
ti pubblici guidato da Giandomenico
Ghella, vicepresidente dellAnce.
Si autofnanziata invece Anna Maria
Serafni, moglie di Piero Fassino elet-
ta in Sicilia, che come mandatario ha
nominato Maria Fasolo, a sua volta
moglie del capogruppo allArs Anto-
nello Cracolici. I 15 mila euro della sua
campagna elettorale vengono dalle sue
tasche, e fra le spese ci sono afftti di
appartamenti in residence e alberghi, il
noleggio di unauto, un paio di voli Ro-
ma-Palermo e un rinfresco da 550 euro
alla Tonnara Florio. Autofnanziamen-
to anche per Costantino Garraffa, che
ha nominato come mandatario Simone
LA LEGGE IMPONE AI CANDIDATI
DI DOCUMENTARE I CONTRIBUTI RICEVUTI
IN CAMPAGNA ELETTORALE.
E FRA UN CONTRIBUTO E LALTRO
SPUNTANO MOLTE SORPRESE
di Antonio Condorelli
Molto pi corposo il fascicolo di Mi-
rello Crisafulli, che ha documentato
con scrupolo un gran numero di pre-
stazioni occasionali: Stefano Rizzo
(600 euro), Antonio Contello di As-
soro (500), Vincenzo Lacchiana di
Aidone (400), Gaetano Tirrito di Enna
(300), Santo Messina di Cerami (300),
Salvatore Arena di Valguarnera (400),
Filippo Scavuzzo di Sperlinga (250),
Massimiliano Colaianni di Villarosa
(300), Domenico Scavuzzo di Villadoro
(400), Salvatore Ferrigni di Barrafranca
(600), Filippo Grassia di Agira (400),
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2
3
1) ANNA FINOCCHIARO
2) ENZOBIANCO
3) NINOPAPANIA
Gaetano Licari di Catenanuova (250),
Giovanni Surianiti di Troina (600), An-
tonio Raimondo (350), Aldo Nigido di
Calascibetta (150) e il leonfortese An-
tonino Di Leonforte (402,60). Non si
contano pranzi e cene e pubblicit sulle
testate locali. Solo spese e zero fnan-
ziamenti invece per Giuseppe Lumia,
che ha documentato i 250 euro dati al
mandatario Paolo Calabrese per fac-
chinaggio e diffusione materiali eletto-
rali, i 150 dati a Enzo Vivirito con la
Di Stefano e ha dichiarato contributi
personali per 10 mila euro e spese per
6.507,33, fra le quali rientrano manife-
sti e rinfreschi. Chiude lelenco degli au-
tofnanziati Benedetto Adragna, che ha
coperto di tasca propria una manifesta-
zione al Grand Hotel dei Templi (1.700
euro) e i manifesti (3.265,60 euro).
stessa motivazione e gli 8.533 alla Fab-
brica creativa per materiale elettorale.
Lultimo dato riguarda invece una se-
natrice di spicco che nel 2008 stata
eletta fuori dalla Sicilia. Si tratta della
capogruppo del Pd Anna Finocchiaro,
che per nel 2006 aveva dichiarato di
aver ricevuto fondi dalla Tecnis di Con-
cetto Bosco Lo Giudice, Mimmo Co-
stanzo e Santo Campione, questultimo
gi braccio destro del cavaliere del la-
voro Mario Rendo.
ESchifani fabenecenza
Il Pdl si apre con il presidente del Sena-
to Renato Schifani, che ha dichiarato
contributi per 86.500 euro dei quali
30.610,89 sono risultati non spesi e
sono stati girati, dopo la fne della cam-
pagna elettorale, al Comitato familiari
delle vittime di Mineo e ad associazio-
ni di benefcenza. Tra i fnanziatori di
Schifani fa la parte del leone la Snai,
che ha versato 50 mila euro. Nellele-
no anche la clinica La Maddalenadi
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
ATTUALIT| POLITICA
CUFFARO HA MESSO AGLI ATTI
FINANZIAMENTI DALLA IMMOBILIARE
MONTE MARE, CHE RISULTA INTESTATA
AL FIGLIO DI ZAMPARINI.
GIANPIERO DALIA OTTIENE FONDI
DALLA CARONTE E DALLIMPRENDITORE
DELLA SANIT GIOVANNI PIZZO.
ZERO SPESE PER GIAMBRONE
SCHIFANI HA DONATO
IN BENEFICENZA I SOLDI
NON SPESI. VIZZINI
FINANZIATO DA CARLO SORCI
E DAGLI EDITORI DI TRM.
MA IL RE DEI CONTRIBUTI
NEL PDL PINO FIRRARELLO:
HA RICEVUTO OLTRE
130 MILA EURO
Palermo con 25 mila euro, la Dedalus
spa con 10 mila. Infne ci sono Giu-
seppe Scalzo (mille euro) e Gioacchino
Castronovo (500 euro). Schifani an-
che uno dei pochi a pagare il manda-
tario, che ha ricevuto 14.400 euro. Tra
le spese spiccano 20.800 euro alla Art
and sound di Lercara Friddi, 12 mila
allOasi di Lercara Friddi e seimila al
ristorante Panoramica di Baida.
Decisamente pi economica la campa-
gna elettorale di Domenico Nania, che
ha speso solo mille euro per il carbu-
rante. Cifre basse anche per il sindaco
di Catania Raffaele Stancanelli, che ha
versato 9 mila euro di tasca propria e
ha ricevuto 2.500 euro dalla Sti spa di
Pinerolo. Tra le spese, quelle per la pub-
blicit su La Sicilia, un pernottamento
allhotel Excelsior per Maurizio Ga-
sparri e luso per un giorno del Teatro
Tenda di Virlinzi. Molto di meno co-
stata la campagna elettorale di Simona
Vicari: per lei 2.400 euro per la realiz-
zazione di un sito e 120 di sms.
Si torna a cifre alte quando si parla in-
vece di Tonino DAl. Lex presidente
della Provincia di Trapani si autof-
nanziato per 34.500 euro. Tra le spese
rendicontate 2.839 euro il 3 aprile e
1.040 nei giorni successivi, principal-
mente per aperitivi, pubblicit elettora-
li e versamenti a Forza Italia. Curioso
per che un versamento di 20 mila
euro faccia la sua comparsa sul conto
corrente destinato alla campagna elet-
torale il 14 aprile 2008, ultimo giorno
con le urne aperte.
Fra i candidati autofnanziati c anche
Bruno Alicata, che ha pagato di tasca
propria i manifesti (820 euro), alcune
riprese video (208), lallestimento del
comitato elettorale (1.300) e le affs-
sioni (2.548). Come lui anche Anto-
nino Battaglia, che si autofnanziato
per 5.000 euro. Spese di tasca propria
anche per Roberto Centaro, che ha
indicato costi per 30.200 euro per la
stampa del materiale pubblicitario,
per i banchetti e per la pubblicit sulle
principali emittenti della provincia di
Siracusa. Chiude lelenco degli autof-
nanziati Salvo Fleres, che ha messo a
disposizione 22.962,79 euro dando-
ne 1.300 alla tipografa Eurografca,
620 a Computer line, 5.616 a Grafca
Tre, 6.844 alla Tipografa Trombetta
e 5.844 in due tranche alla Rapida-
graf.
Grandi numeri e grandi nomi, invece,
per lex pidiellino Carlo Vizzini. A f-
nanziarlo ci sono la Finanziaria Immo-
biliare srl del potentissimo Carlo Sorci
(5.000 euro), la Pubblimed dei Rappa,
editori di Trm (10.000), la Almura spa
(5.000 euro) e la Games srl. Lungo
lelenco dei collaboratori: Francesca Li
Vigni (2.750), Antonio Sanvarlo (550),
Giancarlo Ruscello (3.000), Emilio
Ametrano (2.800), Antonino Santange-
lo (1.400), Achille Felli (1.491), Cateri-
na Capraro (833,49) e Renato Campisi
(3.000). Mario Francesco Ferrara, inve-
ce, ha dichiarato spese per 4.940 euro,
dei quali 500 per il noleggio di un cam-
mila), Daniele Scalisi (mille), la Labo-
ratori e ricerche srl (mille) e una ge-
nerica voce altre banche fuori provin-
cia per 3 mila euro. I fondi sono stati
spesi fno allultimo centesimo.
Chiude lelenco un ex pidiellino oggi
allUdc, Enzo Galioto: attraverso una
sottoscrizione sono arrivati 500 euro a
testa da Antonino Morvillo, Aldo Ser-
raino, Nicola Gervasi, Fabrizio Leone,
Maria Concetta Codiglione e Orazio
Colimberti. Degno di una sottolineatu-
ra questultimo nome: Colimberti era
direttore generale dellAmia, lazienda
palermitana dei rifuti allepoca presie-
duta da Galioto.
Lacaricadei centristi
Tot Cuffaro ha nominato come man-
datario un nome noto della fnanza
come Marcello Massinelli. Nellelen-
co dei fnanziatori i 50 mila euro della
Immobiliare Monte Mare di Andrea
Maurizio Zamparini, fglio del patron
del Palermo, 25 mila della Sielt Immo-
biliare, 5.000 dalla Musumeci costru-
zioni generali e 2.500 dalla Rossini di
Massinelli. Nellelenco anche 15.000
euro da persone fsiche non identif-
cate e 4.174 segnati come servizi pro-
venienti da persone fsiche. Sul conto
spot su Telejato (2.000 euro), la cancel-
leria e le spese forfettarie (5.193 euro).
A Cintola subentrato Sebastiano Bur-
garetta Aparo, che ha speso 8.783,93
euro per propaganda, 3.830 per
diffusione del materiale, 8.980 per
presentazione candidatura e 800
euro di personale, ma non ha allega-
to fatture.
Nomi illustri anche per il leader regio-
nale dellUdc Gianpiero DAlia, che ha
dichiarato contributi per 52.000 euro
e spese per 42.087,84. A fnanziar-
lo lemergente della sanit messinese
Giovanni Pizzo (5.000 euro), la Cap-
pellanni spa, guidata ai tempi da Pizzo
e da Grazia Romano (10 mila euro),
la Tecnogest srl (10 mila), la Caronte,
che gestisce i traghetti sullo Stretto (10
mila euro) e Luigi Gullo (2.000). Tra le
spese rendicontate ci sono la cena con-
viviale alla cooperativa Baglio (2.550
euro), un rinfresco a Santa Teresa di
Riva e numerosi collaboratori: Viviana
Capparelli (4.200), Giuseppe Manga-
naro (700), Basilio Lupica (700), Mas-
simo Bennati (500), Fabrizia Nuccio
(500) e Vittoria Capillo (750). Infne,
in zona Mpa, c Giovanni Pistorio: la
sua campagna elettorale stata fnan-
ziata dallAnce con 5 mila euro, 4.160
dei quali sono stati usati per stampare
materiale e 720 euro sono andati al
Tourist Hotel.
Mancano allappello gli ultimi quat-
tro senatori: si tratta di Fabio Giam-
brone (Idv), Antonello Antinoro
(Udc), Vincenzo Oliva (Mpa) e Nino
Strano (Pdl), che non hanno docu-
mentato alcun movimento in entrata
o in uscita.
per, 2.000 per volantinaggio, 1.300 per
la stampa di volantini e manifesti alla
Eurografca di Palermo, un forfait per
il carburante e alcune cene al ristorante
Capricci Siciliani di Roma.
Molto pi imponente la mole di docu-
menti presentata da Pino Firrarello: fra
i suoi fnanziatori lo Studio tecnico
associato Ingg. G. M. D. da St. Mineo e
Scaraviglieri (10 mila euro), lo studio
Cassarino Castelli (5.000 euro in due
tranche), Maurizio Cassarino (2.500),
la Medical Ti (5 mila euro), un colosso
dei servizi di assistenza medica come
Medicair Italia (20 mila in due tran-
che), la RussottFinance della famiglia
Russotti di Messina (40 mila in due
tranche), lo Studio tecnico associato
Ingg. G. M. (10 mila), la Mec spa (40
numerosi passaggi con la Monte Mare,
che il 18 e il 22 marzo 2008 riceve due
tranche da 100 mila euro, il 22 mar-
zo gira 100 mila euro a Cuffaro e il 3
aprile fa avere altri 50 mila euro al can-
didato. Maria Giuseppa Castiglione,
subentrata a Cuffaro dopo la condan-
na, ha invece rendicontato solo spese:
1.064 euro alle Arti grafche Corrao
per volantini e 640 al Delfno Beach
hotel per una manifestazione.
Autofnanziamento anche per lo scom-
parso Tot Cintola, che ha versato
12.917 euro e ha speso i soldi per gli
1) RENATOSCHIFANI
2) CARLOVIZZINI
3) PINOFIRRARELLO
4) FABIOGIAMBRONE
5) TOTCUFFARO
6) GIAMPIERODALIA
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ATTUALIT| LINTERVISTA
di Eliana Marino
IL 29 LUGLIO 2011
IL MIO GRUPPO STATO
SVUOTATO: IN UN COLPO
SONO SPARITI 415 MILIONI
DI EURO, 7 MILIONI DI EURO
DI COMMISSIONI ANNUE,
30 DIPENDENTI DIRETTI,
40 PARTECIPATE, UN MILIARDO
DI EURO DI FATTURATO,
7.100 DIPENDENTI INDIRETTI,
80% DI INVESTITORI
ISTITUZIONALI ESTERI
E
se larbitro avesse sba-
gliato e il cartellino
rosso fosse stato trop-
po severo? Se si fosse
trattato di rilievi da
giallo? Simone Ci-
mino, il cinquantenne agrigentino,
fondatore di Cape spa, che dallo
scorso anno nel mirino della ma-
gistratura, non si d pace. Ripensa
a quel giorno che non potr pi
dimenticare. Erano le 6,20 del pri-
mo giugno di un anno fa. Quattro
persone bussano alla sua porta: tre
uomini e una donna. Sono fnan-
zieri. Gli dicono di vestirsi. Deve
seguirli. Non riuscivo a crederci
dice Cimino mi stavano arrestan-
do. Un altro nome della fnanza
coinvolto in operazioni spericola-
te. Per lui laccusa di ostacolo
allesercizio delle funzioni del-
le autorit pubbliche di vi-
gilanza e manipolazione
del mercato in relazione
alle operazioni di Cape
Live. In particolare, gli
inquirenti gli conte-
PARLA IL FINANZIERE FINITO IN CARCERE E POI AI DOMICILIARI
PER MANIPOLAZIONE DEL MERCATO: TUTTO COMINCIATO
QUANDO UN ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA HA INDICATO ME
AL CENTRO DI UN RISIKO FINANZIARIO. POI ARRIVATO
IL COMMISSARIAMENTO, E IN 4 MESI HO PERSO TUTTO
SIMONE CIMINO
I 110 giorni
che mi hanno
cambiato la vita
stano un bond convertibile emesso
nel 2009 per raccogliere 50 milio-
ni: ne racimola allinizio solo 14,
per poi raddoppiare lincasso grazie
allintervento della sconosciuta ban-
ca belga Degroof.
I soldi raccolti in Borsa, per, inve-
ce di rianimare Cape Live, restano
presso la banca belga, investiti in un
fondo monetario dellistituto che per
tre quarti sottoscritto dalla stessa
Cape Live e che, per pi della met,
investe proprio in obbligazioni di
Cape Live. Insomma, di fatto, era
la stessa societ di Cimino ad aver
rimpinguato (con 10 milioni) laltri-
menti deludente sottoscrizione delle
proprie obbligazioni. Secondo lac-
cusa quindi il manager siciliano, che
nel 2009 si era imposto come uno
degli imprenditori pronti a scende-
re in pista nella riconversione dello
stabilimento Fiat di Termini Imerese,
avrebbe in concorso con altri mem-
bri del cda e con Jean Louis Jaumin
(ex dirigente dellistituto bancario
Degroof, ndr), tenuto una condot-
ta idonea a incidere sensibilmente
sul prezzo delle azioni ordinarie di
Cape Live e sul prezzo dellobbliga-
zione convertibile emessa dalla stes-
sa Cape Live.
Accuse che Cimino rispedisce al mit-
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
ATTUALIT| LINTERVISTA
UNO DEI SUOI COMPAGNI
DI CELLA ERA ACCUSATO
DI 72 OMICIDI, LALTRO DI SPACCIO.
COMUNQUE MI ACCOLSERO BENE.
A QUESTO PUNTO, PER,
NON AVEVO PI CERTEZZA
DI NULLA, NON SAPEVO QUANTO
SAREI RIMASTO DENTRO
E IL PENSIERO DEVASTANTE
DOPODUEGIORNI DI CARCERE,
I DOMICILIARI EDOPOMENO
DI UNMESE, LALIBERT. CIMINO
RESTAINDAGATO, MAACCUSA:
INVECEDELCARTELLINOROSSO
AVREBBERODOVUTODARMI
ILGIALLO. ORALAVORA
PERLAHPGROUP, UNASOCIET
CHEINPASSATOAVEVASALVATO
DALFALLIMENTO
tente: Abbiamo dimostrato, in sede di
Riesame, che la banca Degroof stata
vittima essa stessa di Jaumin che mon-
t la raccolta, come ha confessato du-
rante linterrogatorio, per non far chiu-
dere la fliale svizzera che gestiva. In
particolare, cre un veicolo fnanziario
che invest nelle obbligazioni Cape Live
e di altri dieci ignari clienti. Quindi ri-
lancia: Mi chiedo, dunque, se larbitro
avesse sbagliato? Se il market abuse fos-
se inesistente? Chi potr farmi tornare
indietro? Il mio patrimonio si dissolto
come neve al sole. Per non parlare della
mia reputazione. molto provato il
giovane che, con una laurea alla Boc-
coni in mano e una borsa di studio alla
New York University, riuscito in poco
tempo a ritagliarsi un posto di primo
piano nel gotha della fnanza. E con
queste credenziali tornato in Sicilia
costituendo, con la Regione, una sgr, la
Cape Regione siciliana, con la quale
entrato nel capitale di imprese isolane e
con la quale avrebbe dovuto rilevare il
sito di Termini presentando il progetto
Sunny car in a Sunny Region.
Qualcosa, per, deve evidentemente
essergli sfuggita di mano: Il progetto
per Termini mi ha dato una sovrae-
sposizione mediatica che non avevo
calcolato e che di certo non mi ha gio-
vato. Ma se dovessi stabilire il punto
dinizio di questa storia non potrei che
partire da un pezzo del Corriere del-
la Sera, che associava il mio nome a
quello di Boselli, dice. Era laprile del
2010 e il quotidiano milanese pubbli-
c un articolo dal titolo Gli intrecci di
Centrobanca, nel quale ricostruiva le
strategie dellistituto corporate di Ubi,
sottolineando come Centrobanca fosse
stata assai vicina alla famiglia Burani
(la Burani Designer Holding fnita in
amministrazione straordinaria e i ver-
tici sono stati accusati di bancarotta
fraudolenta continuata e aggravata,
ndr) grazie allamicizia con il presiden-
te di Centrobanca, Mario Boselli. Un
intreccio fnanziario che scriveva il
quotidiano nasce attorno alla Mario-
boselli Holding, legata anche al fnan-
ziere Simone Cimino, gestore di fondi
di private equity con il sogno di con-
quistare Termini Imerese. E, sempre
secondo la ricostruzione del Corriere,
Centrobanca avrebbe fnanziato sia i
Burani sia Cimino in molte iniziative.
Tutto inizi da l ribadisce Cimino
; dopo quellarticolo Bankitalia diede
il via a un minuziosissimo lavoro di
indagine sulle mie societ. Lavoro che
non ha fatto scoprire nulla su Boselli,
ma che ha portato a una decisione to-
talmente inattesa: il commissariamento
della Cape Natixis (societ di gestione
del risparmio creata nel 2003 grazie
allalleanza con la banca francese, ndr)
per presunte violazioni amministrative
e gravi irregolarit. Il 29 luglio (data di
assegnazione dei fondi ex Cape Nati-
xis Sgr, 415 milioni di euro, 7 milioni
di euro di commissioni annue, 30 di-
pendenti diretti, 40 partecipate, un
miliardo di euro di fatturato, 7.100
dipendenti indiretti, 80% di investitori
istituzionali esteri, ndr) il gruppo da me
fondato stato svuotato. Centodie-
ci giorni in tutto. Un lasso di tempo
brevissimo continua il manager
suffciente ad annientare una carriera
cambiate oltre 50 cariche di consiglieri
nelle societ, sono state bloccate le stra-
tegie, stato rallentato ogni processo
decisionale), e a dar vita a veri e propri
problemi giuridici non ancora risolti (il
cambio di sgr ha creato pretese di terzi
in merito al non rispetto delle prelazio-
ni statutarie, confgurandosi come un
change of control, con cause penden-
ti nei tribunali civili e penali richieste
alla mia ex sgr). Senza calcolare i danni
sulla quotata Cape Live spa e alla se-
conda sgr, posta di fatto in liquidazio-
ne volontaria su pressante richiesta di
Bankitalia.
In mezzo a tutto questo c stato anche
il carcere. Due giorni a San Vittore e
28 ai domiciliari. I ricordi sono nitidi.
Quando i fnanzieri vennero a pren-
dermi, mi dissero che avrei potuto fare
due telefonate e cos chiamai subito un
mio amico avvocato (non avevo nean-
che un penalista) e la mia compagna.
Mi portarono in caserma, dove rimasi
circa due ore. L mi presero per la prima
volta le impronte digitali. Poi il trasferi-
mento in carcere. Durante la strada da
via Filzi (dove hanno sede le Fiamme
Gialle, ndr) a San Vittore ho odiato
Milano, la citt che mi aveva dato tan-
to e che adesso mi toglieva tutto.
Quindi larrivo a San Vittore. Mi
chiedono: la prima volta? Quindi
mi prendono nuovamente le impronte
digitali e mi fanno spogliare comple-
tamente per perquisirmi. Ecco, questa
dice per le udienze preliminari, Maria
Vicidomini, arriva la sorpresa. Quel
giorno vennero a trovarmi per la prima
volta i miei legali e subito dopo il gip a
cui raccontai la mia storia. Ricordo che
quando mi domand che lavoro faces-
si risposi il disoccupato perch ormai
la mia reputazione distrutta e nel mio
lavoro questo un lusso che non ci si
pu permettere. Mi consegn i faldoni
con le accuse e le 5 mila intercettazio-
ni telefoniche in 5 mesi a mio carico.
Erano le 10 del mattino. Alle 18 i se-
condini vennero in cella e dissero Ci-
mino liberante. Non potevo crederci.
Pensi che avevo gi fatto la spesa con i
miei compagni di cella per tutta la set-
timana. Tra laltro, per fare passare il
tempo mi ero portato una montagna di
libri in inglese di fnanza e avevo anche
iniziato a scrivere un libro, Lo Scippo,
che non ho ancora fnito e che non so
ancora come fnir.
Dal quel 3 giugno passano altri 28
giorni di domiciliari. Il primo luglio
continua fnalmente, sono uscito
di casa. Ma forse sarebbe stato meglio
restare dentro. La delusione stata for-
te. Dei 40 dipendenti diretti, settemila
indiretti, 150 investitori, non cera pi
nessuno. Nessuno che mi cercasse o mi
parlasse. Ero diventato un intoccabile.
E quelle 5 mila intercettazioni facevano
paura a tutti. Intanto il 29 luglio il fon-
do Cape Natixis venne ceduto a titolo
gratuito a Opera Sgr e io dovetti fare
i conti con la decisione delle banche di
revocarmi ogni forma di fnanziamen-
to, ragion per cui Cape spa, lo scorso
settembre, stata posta in liquidazione
volontaria per evitare di fallire.
Dal 15 settembre Simone Cimino lavo-
ra per unazienda di Agrigento che in
passato aveva salvato dal fallimento,
la Hp group. Frequenta giurispruden-
za a Palermo (Ho gi sostenuto due
esami, superati con un 25 e un 28,
dice con un sorriso) e attende di sapere
come fnir la sua vicenda giudiziaria:
continua infatti a essere un indagato
perch il pm ha richiesto unestensione
dellindagine di sei mesi. Ma soprattut-
to continua a farsi le stesse domande:
Se larbitro avesse sbagliato e il cartel-
lino rosso (il commissariamento) fosse
stato troppo severo, se si fosse trattato
di rilievi da giallo? Se il market abuse
presunto fosse inesistente? E se il prov-
vedimento di sospensione conseguente
per la Cape Regione Siciliana Sgr spa
fosse stato eccessivo?. Tanti se e
una certezza: le ultime pagine del suo
libro sono ancora tutte da scrivere.
imprenditoriale nella fnanza dimpre-
sa (la mia), il futuro di 30 dipendenti,
a mettere a repentaglio le continuit
aziendali di molte partecipate (il perio-
do non era dei migliori per leconomia
e la fnanza), a creare scompiglio nei
manager soci delle partecipate stesse
(in poco tempo sono stati sostituiti 120
posti di sindaci nei collegi, sono state
una di quelle cose che non potr
mai dimenticare. Mi fanno prendere
coperta e lenzuola e mi portano nel
Raggio terzo. Qui, la cella, una stan-
za due metri e mezzo per quattro e i
compagni. Due: un medico accusato
di 72 omicidi e un giovane in cella per
detenzione e spaccio di hashish. Co-
munque mi accolsero bene. A questo
punto, per, non avevo pi certezza di
nulla, non sapevo quanto sarei rimasto
dentro e il pensiero devastante. Lui
non ne aveva idea, ma in realt in cella
sarebbe rimasto soltanto due giorni. Il
3 giugno, dopo un colloquio con il giu-
Potrebbe esserci una seconda chance per
il Fondo Cape Regione Siciliana, il primo
Fondo chiuso di private equity costituito
da Cape Regione Siciliana sgr (la societ di
gestione del risparmio costituita nel 2006
da Cape con una quota del 51 per cento e
dalla Regione siciliana con il 49 per cento)
travolto dallondata che ha sommerso lin-
tero pianeta Cimino.
Il progetto al quale sta lavorando lasses-
sore regionale allEconomia, Gaetano Ar-
mao, infatti quello di far acquisire allex
Irs, oggi trasformata in societ nanziaria
interamente pubblica con denominazione
Irs FinSicilia, la partecipazione del socio
privato. LIrs, che in questo modo si do-
terebbe anche di una societ di gestione
del risparmio, ha gi rmato un prelimina-
re con il commissario liquidatore di Cape,
MassimoMustarelli. Ma la conditio sine qua
non che Bankitalia revochi il commissa-
riamento. La palla quindi ferma a Palazzo
Koch. E sui tempi non dato sapere.
Una seconda vita
per Cape Regione
siciliana
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
ATTUALIT| CATANIA
LIMPRENDITORE
ALLONTANATO
DALLORGANIZZAZIONE
DEGLI INDUSTRIALI
ROMPE IL SILENZIO
DOPO TRE ANNI:
SONO STATO ESPULSO
PERCH ERO
DIVENTATO SCOMODO
PER IL SISTEMA
di Antonio Condorelli
LA LETTERA A IVAN LO BELLO? ERA LUNGA ED STATA FIRMATA
DA TUTTO IL GRUPPO DIRIGENTE. MA LA STAMPA LA STRAVOLSE,
PUNTANDO SUL TERMINE PROVOCATORIO MONOTEMATICO.
FUI FATTO FUORI PER LASCIARE IL POSTO A ENNIO VIRLINZI
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
LA VERSIONE DI SCACCIA
Io, fatto fuori
da Conndustria
perch ho detto
troppi no
H
o trascorso gran
parte del mio per-
corso imprendi-
toriale allinterno
delle associazioni
degli industriali. La motivazione
uffciale della mia cacciata da Con-
fndustria Catania, per carenza di
affectio societatis, una bufala.
Sono stato fatto fuori perch ho det-
to troppi no e a un certo punto ero
diventato scomodo per il sistema
Confndustria. Dopo tre anni di si-
lenzio limprenditore catanese Fabio
Scaccia decide di raccontare a S la
sua versione sullo scontro nellorga-
nizzazione degli industriali.
Quando parla, Scaccia manager
della Finderm, unazienda farma-
ceutica con 150 dipendenti e 20 mi-
lioni di euro di fatturato guarda
allorizzonte lo splendido mare che
si infrange sugli scogli di Ognina,
lunica cosa che ancora condivide
con il suo vicino di casa ed ex amico
Ivan Lo Bello. vero dice -, abita
vicino a me, ma abbiamo due idee
diverse del ruolo degli imprendito-
ri. C stato, per, un momento in
cui Lo Bello e Scaccia, che oggi ha
44 anni e due fgli, andavano dac-
cordo. S, c stato ammette Scac-
cia -. Quando sono riuscito a essere
determinante per la sua elezione.
Finch lui si ricandida per il secondo
mandato io dico che Catania a mag-
gio sar al suo fanco per lelezione.
Noi volevamo unazione molto in-
centrata sulle istanze che tutelavano
il territorio etneo. Di tutta risposta,
quando Lo Bello and a fare i giri
per presentare il programma, non
venne a Catania. A quel punto scris-
si una lettera....
Una lettera che riemp le pagine dei
giornali. Quella lettera era stata
frmata da tutto il gruppo dirigente
dice Scaccia - ed stata stravolta
sulla stampa estraendo da un lungo
contesto soltanto il termine provo-
catorio monotematico, che non si
riferiva allazione importante di Lo
Bello nel contrasto alla mafa, ma
LIMPRENDITORE CATANESE FABIOSCACCIA
FindermFarmaceutici specializzata nel
settore della ginecologia e cura il con-
fezionamento terminale di integratori
alimentari (Doppel, Temmler, Special
Product Lines) ma anche la produzione
e commercializzazione di medicinali e
prodotti parafarmaceutici.
LJPharma si occupa prevalentemente di
prodotti parafarmaceutici e del confe-
zionamento e commercializzazione dei
prodotti della Farve.
Banco Farmacia la ditta individuale
costituita da Fabio Scaccia nel 1988 che
inizialmente si occupava di concessione
e rivendita di prodotti farmaceutici.
Adesso gestisce le parafarmacie dei
principali centri commerciali catanesi.
UNIVERSO
SCACCIA
Le aziende
dellimprenditore
catanese
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
ALLINIZIO IO E LO BELLO
ANDAV ANDA ANDA AMO DACCORDO, VV
MA PER IL SECONDO MANDATO
NON NEANCHE VENUTO
A CATANIA. NON MI INTERESSA
FAR FF POLEMICA MA PENSO
CHE ADESSO STIA AV A A A A ENDO MODO
DI APPREZZARE LE QUALIT
DI ANTONELLO MONTANTE...
alla complessiva gestione di quel
biennio allinterno di Confndustria.
Dieci delegati non votarono per lui.
Poi arrivarono i probiviri di Confn-
dustria e io fui fatto fuori per lascia-
re il posto a Ennio Virlinzi.
Il modelloScaccia
A Catania molti chiamano ancora
Fabio Scaccia il Presidente. Poco
importa che la sua esperienza alla
guida della sezione catanese di Con-
fndustria si sia conclusa tre anni ad-
dietro dopo il braccio di ferro con
Ivan Lo Bello e lespulsione per ca-
renza di affectio societatis. Ci tie-
ne a precisarlo: Lassociazione degli
industriali non doveva essere la solita
associazione di pochi, dei soliti quat-
tro. Confndustria non poteva essere
unassociazione autoreferenziale. Io
a 38 anni sono diventato presidente
non dei giovani, ma degli industriali,
e siamo riusciti a far crescere, oltre
alle aziende, il territorio.
Il ricordo dellex presidente assume i
toni dellidillio. Non posso mai di-
menticare la mia elezione alla guida
della Confndustria catanese - rac-
conta a S - e linizio del percorso
che ha consentito agli imprenditori
di fornire il proprio contributo alla
citt mettendo da parte la politica.
Erano gli anni della Catania in stato
di dissesto. Confndustria divenne la
prima realt per numero di iscritti.
Palermo e Ragusa non totalizzavano
i nostri tesserati. Erano gli anni fra
il 2005 e il 2007: Eravamo autore-
voli perch affdabili in quello che
dicevamo, senza interessi personali,
non ricattabili spiega Scaccia -. A
un certo punto sono entrate in bal-
lo nomine e politica: imprenditori
importanti ricoprivano cariche im-
portanti. Per esempio allaeroporto
mettemmo il presidente Alfo Torri-
si, ma dur 3 mesi. Normalmente gli
enti vengono amministrati dal primo
dei non eletti: io ho tentato di scar-
dinare questo sistema e per questo
IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SICILIA IVAN LOBELLO.
ho pagato un prezzo molto alto. Nel
frattempo sono cambiati i vertici na-
zionali, con larrivo della Marcega-
glia e di Garrone, e le scelte in Sicilia
sono state infuenzate e la mancanza
di dialogo tra me e Lo Bello au-
mentata sino alla rottura. Rotture
che, ovviamente, portano con s ve-
leni: Non mi interessa far polemica
- dice Scaccia - ma penso che adesso
stia avendo modo di apprezzare le
qualit di Antonello Montante....
ATTUALIT| CATANIA
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
APPENA ELETTO HO ESPULSO
151 IMPRESE CHE AVEVANO DATI
INCOMPLETI O IRREGOLARIT
NELLA PRESENTAZIONE
DEI BILANCI. LAZIONE FORTE
DI TRASPARENZA E LEGALIT
LA PORTO NEL CUORE
Appena eletto ho espulso 151 im-
prese che avevano dati incompleti o
irregolarit nella presentazione dei
bilanci. Lazione forte di trasparenza
e legalit la porto nel cuore.
Il futurosecondoScaccia
Il futuro, per Fabio Scaccia, fatto
di buona politica. La politica in
Sicilia dovrebbe fare uno scatto in
avanti dice limprenditore catanese
. Ci vorrebbero dei politici in grado
di favorire la meritocrazia ed essere
determinanti per la crescita del ter-
ritorio. Il presente, invece, secondo
Scaccia non fatto di buone prati-
che: Ci sono troppe lotte afferma
e questa regione adesso si trova in
forte diffcolt anche e soprattutto a
causa dellenorme presenza di mafa
e illegalit a tutti i livelli. La poli-
tica, del resto, secondo Scaccia non
devessere fatta di schieramenti. Se
gli si chiede se il suo cuore batta a
sinistra o a destra, lui glissa: Il mio
cuore batte dove ci sono le persone
capaci. Ci sono persone buone a de-
stra e a sinistra.
Poi, ovviamente, il futuro la sua
famiglia. Sua moglie Orsola, di Mo-
dica - Lho conosciuta a una festa
ed scoppiata subito la scintilla. Ci
siamo rivisti dopo nove mesi e non
ci siamo lasciati pi, racconta e
i due bambini, nati due anni dopo
linizio della convivenza. I miei fgli
stanno crescendo afferma . Il mio
augurio che possano affrontare
sempre a testa alta le varie diffcolt
della vita, senza scendere mai a com-
promessi.
Lasvoltadopolarottura
Quando fnita la mia presidenza
di Confndustria, il bombardamento
della stampa mi ha demonizzato, c
stato un momento in cui tutta que-
sta pubblicit negativa mi discredi-
tava. Da quel momento ho serrato le
fla, i ragazzi si sono messi a lavorare
e in tre anni abbiamo raddoppiato
il fatturato. Qualcuno sperava che
mi sarei sciolto come neve al sole.
Mi dispiace per lui. Dopo la rot-
tura Scaccia si rimbocca le maniche
e insieme ai collaboratori di sem-
pre rilancia lazienda creata pi di
ventanni addietro per passione.
Parla da manager: Poco pi che di-
ciottenne inizio a fare linformatore
medico-scientifco per una piccola
azienda. Continuo a lavorare nei
settori della dermatologia e dellon-
cologia. Divento Area manager e
lancio i sistemi impiantabili per che-
mioterapia: siamo stati tra i primi
in Italia. A 28 anni colgo al volo la
rivoluzione del settore farmaceutico,
puntando sulla ginecologia-ostetri-
cia e sviluppando dispositivi medici
interessanti. Era il periodo in cui si
iniziava a parlare dei Medical devi-
ces europei: molti prodotti escono
dalla fascia A, i topici diventano
a pagamento e Scaccia punta sulla
qualit. Adesso limprenditore rac-
coglie i frutti. A 17 anni di distanza
stiamo iniziando a internazionaliz-
zare. La Finderfarm lunica azien-
da a capitale totalmente italiano che
riesce a competere con le multinazio-
nali pi agguerrite. La domanda,
per, naturale. Si fatta polemica
sullaggettivo monotematico dopo
la svolta anti-racket: qualcuno si
mai presentato in azienda a chiedere
il pizzo? Fabio Scaccia netto: No,
a me no, mai, forse perch non sono
molto invitante come persona. Non
penso che la prenderei molto bene
e io posso dirlo a testa alta e senza
ombre. Girate la stessa domanda ad
alcuni dirigenti antimafa di Con-
fndustria, vedete cosa rispondono...
Rafaele Lombardo UN UOMOCHE HA UN COMPITO
MOLTODIFFICILE
Pino Firrarello SU CHE COSA LODOVREI GIUDICARE?
Giuseppe Castiglione UN RAGAZZOCHE HA TANTA
BUONA VOLONT CHE NON SEMPRE SI TRADUCE
IN COSE IMPORTANTI E CONCRETE
IvanLo Bello NOCOMMENT
Anna Finocchiaro ECCELLENTE A ROMA,
UN PO MENOA CATANIA
Mario Ciancio NOCOMMENT
Domenico Bonaccorsi di Reburdone NOCOMMENT
Rafaele Stancanelli PROVA A METTERCELA TUTTA
Lino Leanza SIMPATICO
Giuseppe Berretta SIMPATICO
Giovanni Salvi ISPIRA FIDUCIA
Vincenzo DAgata SIMPATICO
Andrea Vecchio NOCOMMENT
Antonello Montante TANTOFURBOQUANTOCAPACE
Antonello Cracolici NON LOCONOSCO
Rita Borsellino PERSONA CHE STIMOMOLTO
Sonia Alfano PERSONA CHE STIMOMOLTISSIMO
Orazio Licandro PERSONA PER BENE
Enzo Bianco UN BUON PASSATOMA NON LOVEDOCOME
PROSSIMOSINDACODI CATANIA
Nello Musumeci CAPACE MA POCOFORTUNATO
Emma Marcegaglia NON MI SIMPATICA
Squinzi o Bombassei? SQUINZI
COSA
PENSA DI...
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ATTUALIT| TRAPANI
S
i pu vendere una chiesa
spacciandola per un vecchio
garage? Non la trama di
un flm di Tot e Peppino,
ma la storia di una vicenda
giudiziaria i cui contorni, man mano
che le indagini vanno avanti, si fan-
no sempre pi nitidi.
Protagonista di un vorticoso intrec-
cio di affari il sacerdote Ninni
Treppiedi, 36 anni, sospeso a di-
vinis dall'incarico di direttore am-
ministrativo della Curia di Trapani.
indagato per ricettazione, furto,
calunnia, frode informatica e falso
ideologico. Secondo l'accusa, Trep-
di Riccardo Lo Verso
UNA TRENTINA DI IMMOBILI DELLA CURIA
AL CENTRO DELLINCHIESTA, COORDINATA
DAL PROCURATORE MARCELLO VIOLA, CHE VEDE
COINVOLTO LEX DIRETTORE AMMINISTRATIVO
NINNI TREPPIEDI, SOSPESO A DIVINIS DALLINCARICO
Una chiesa
svenduta
come fosse
un garage
piedi avrebbe trasferito a familiari
e amici, anche loro sotto inchiesta,
grosse somme di denaro dai conti
correnti delle parrocchie che ges-
tiva ad Alcamo e Calatafmi. Ma
c' di pi. Molto di pi. L'indagine,
coordinata dal procuratore Mar-
cello Viola e dal sostituto Paolo Di
Sciuva, affdata al nucleo di Polizia
tributaria della Guardia di fnanza,
sta passando al setaccio una raffca
di propriet ecclesiastiche. Una tren-
tina in tutto tra terreni, case, chiese
e persino un monastero. C' il sos-
petto che sia stata organizzata una
cessione fraudolenta di beni della
PERGLI INQUIRENTI SAREBBE
STATAORGANIZZATA
UNACESSIONE FRAUDOLENTA
DEGLI IMMOBILI DELLACHIESA,
AGGIRANDOLE REGOLE DEL DIRITTO
CANONICOCHE PREVEDONO
UNALICENZADEL VESCOVO
PERI BENI DI VALORE
INFERIORE AL MILIONE DI EURO
NINNI TREPPIEDI EX DIRETTORE
AMMINISTRATIVODELLA CURIA DI TRAPANI.
A SINISTRA, LA CHIESA DI SANTA MARIA DEL ROSARIO
sona informata sui fatti, sono state
ordite alle sue spalle. Sulla sua estra-
neit alla vicenda ci sarebbero pochi
dubbi.
Il capitolo delle vendite il pi sor-
prendente dell'intera inchiesta. Tra i
beni di cui la Chiesa si privata c'
anche la chiesa Maria Santissima di
Custonaci nell'omonima
strada di Trapani. Un pic-
colo edifcio religioso nel
cuore della vecchia citt.
Ci si arriva lasciandosi alle
spalle la zona del Porto e
percorrendo un dedalo di
vie strette. La facciata
stata restaurata. Un inter-
vento che dovrebbe risali-
re a poco tempo fa. Anche
il portone di ingresso in
perfetto stato. chiuso,
per. Impossibile varcare
la soglia di ingresso per
verifcare le condizioni
della chiesa all'interno.
Non sembra di avere di
fronte un garage, per giunta dismes-
so, come risulterebbe dalle carte del-
chiesa trapanese, aggirando le regole
del diritto canonico.
In soldoni, la legge prevede che per
vendere o cedere un bene della Chie-
sa, se il valore non supera il milione
di euro, serve una licenza vescovile.
Sforato questo tetto occorre il via
libera dalla Santa Sede. La cessione
di un bene, fatto raro negli ambienti
ecclesiastici, all'inizio trov giusti-
fcazione a Trapani nelle necessit
di ripianare alcuni debiti. Solo che,
secondo gli investigatori, di fatto
avrebbe dato il l ad un giro di af-
fari illeciti. L'iter per ottenere la li-
cenza vescovile piuttosto lungo.
Al termine dei passaggi burocratici
gli uffci amministrativi della Curia
hanno inviato le pratiche al vescovo
di Trapani, Francesco Miccich, per
la frma. Firma presente
negli atti sequestrati dalla
Finanza che ha fatto visita
negli studi di diversi notai.
Rogiti su cui si addensa
pi di un sospetto. Ci sono
deleghe e licenze vescovili
in fotocopia. La frma di
Miccich uguale in pi
documenti, come se qual-
cuno l'avesse riprodotta
al computer con uno scan-
ner. Il vescovo si sem-
pre defnito all'oscuro di
tutto. Le trame illecite, ha
detto il presule convocato
in Procura in veste di per-
Confermata la sospensione a divinis di
Ninni Treppiedi. La notizia stata divul-
gata a met mese da monsignor Liborio
Palmieri, vicario generale della diocesi di
Trapani: Questa curia vescovile scrive il
vicario di monsignor Miccich ha avuto
comunicazione ufciale da parte della
Santa Sede che il ricorso presentato da
don Antonino Treppiedi contro il decreto
della sua sospensione a divinis, emesso
dal vescovo di Trapani in data 16 aprile
2011, stato rigettato. In conseguenza di
ci don Antonino Treppiedi rimane vin-
colato dalla censura e per tanto sospeso
da tutti gli atti della potest di ordine e
dallesercizio di qualsiasi incarico o ufcio
ecclesiastico.
Confermata
la sospensione
di padre Treppiedi
92
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
93
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
LA CHIESA MARIA SANTISSIMA DI CUSTONACI
A TRAPAN PP I. A DESTRA, IL VESCOVODI TRAPAN PP I
FRANCESCOMICCICH E IL MONASTERO
DELLE MONACHE BENEDETTINE DI ALCAMO
TRA I BENI VENDUTI C ANCHE
LA CHIESA MARIA SANTISSIMA
DI CUSTONACI NELLOMONIMA
STRADA DI TRAPAN PP I.
UN PICCOLO EDIFICIO RELIGIOSO
NEL CUORE DELLA VECCHIA CITT
ATTUALIT| TRAPANI
la vendita sequestrate dai fnanzieri.
Il valore storico e religioso sembra
fuori discussione come attesta il
cartello giallo apposto dall'Azienda
provinciale del Turismo.
Da Trapani ad Alcamo, dove gli in-
vestigatori si sono concentrati sulle
vicende del monastero dell'Angelo
custode. Anche qui siamo in pieno
centro storico, ma stavolta l'edifcio
monumentale. Si estende per quasi
un intero isolato a pochi passi dalla
piazza del palazzo di citt. Trep-
piedi avrebbe ricevuto in donazione
il monastero nella veste di parroco.
Contemporaneamente, per, sare-
bbe stato nominato erede unico
dalle due anziane suore che vivono
nell'edifcio. Sulle vicende del Mon-
astero, che ha un valore catastale
superiore a due milioni di euro, in-
tervenuta la Santa Sede. Il Vaticano
ha annullato la pratica che avrebbe
consentito a Treppiedi di mettere le
mani sulla propriet del bene.
Attorno a Calatafmi si estendono
i terreni messi in vendita durante
la gestione amministrativa di Trep-
piedi. Ettari ed ettari di propriet
nelle contrade Cappuccini, Sciortino
e Vanella, e nella zona del Castello
Eufemio ai cui piedi la tradizione
vuole sia sorto il primo nucleo abi-
tato di Calatafmi. La cessione di
questi beni avrebbe fruttato pi di
un milione di euro. Almeno cos
risulterebbe dai rogiti. I contratti,
per, non sono masi stati depositati
in Curia. Parte dei soldi sarebbero
serviti per restaurare la chiesa del
Giubilo. E la restante somma? Una
buona fetta, circa duecento mila
euro, risulterebbe transitata sul con-
to corrente personale di Treppiedi.
C' pure una strana coincidenza al
vaglio degli investigatori. L'impresa
che ha eseguito il restauro la stes-
sa che ha lavorato nella villa della
famiglia Treppiedi. Chi la conosce
sostiene che si tratti di una mega
struttura nella zona di Paceco dove
dovrebbero essere stati rinvenuti og-
getti di valore storico-artistico. Un
edifcio sfarzoso che cozzerebbe con
gli introiti della famiglia Treppiedi. I
movimenti di denaro sospetti hanno
fatto scattare le contromisure della
Finanza che ha sequestrato preven-
tivamente la casa canonica della
Chiesa Santa Maria del Rosario a
pochi passi dal corso principale di
Alcamo. In questo caso l'attivit de-
gli investigatori si palesa nel cartello
del sequestro nella palazzina di due
piani alle spalle della chiesa.
C', per, la mole di lavoro che va
avanti da mesi sottotraccia. Certa-
mente la pi interessante. A com-
inciare dall'analisi dei documenti
contenuti nella valigia sequestrata
a un uomo considerato molto vi-
cino a Treppiedi. In Procura le boc-
che sono cucite. Ce n' abbastanza
per alimentare la spy story con tanto
di lettere minatorie nei confronti di
monsignor Miccich contro cui sare-
bbe stata organizzata una campagna
mediatica per screditarne l'operato.
Alcuni mesi fa spunt pure una let-
tera che il prelato avrebbe indiriz-
zato al faccendiere Luigi Bisignani
protagonista dell'inchiesta sulla co-
siddetta P4 che fa tremare i palazzi
del potere romano. Fu solo l'ultima
Naturalmente, per quanto di competenza in questa
vicenda della Procura, sono ducioso nei confronti
della magistratura. stata quella la difesa di don
Ninni Treppiedi, che si sfogato con S in uninter-
vista pubblicata alla ne dellestate: Non ho avuto
alcuna competenza sulla vicenda legata alla fusione
di Auxilium e Campanile ha detto Treppiedi -. Come
sacerdote devo obbedienza al vescovo ma in questa
vicenda purtroppo chi ne sta sofrendo maggiormen-
te la Chiesa di Trapani che si ritrova smarrita. Non ho intenzione di scagliarmi contro
nessuno, meno che mai contro il vescovo
E a S Treppiedi disse:
Fiducia nella magistratura
tappa di una girandola di voci e ac-
cuse, mai riscontrate, che hanno cu-
cito addosso al vescovo gli scomodi
panni di indagato per la sparizione
di oltre un milione della Curia. Soldi
che gli sarebbero serviti per com-
prare ville per s e i familiari. Tutto
falso. Falsa come la voce che circola
da un po' e vuole Miccich vicino a
subire un provvedimento disciplin-
are dall'alto per la gestione dei beni
della Chiesa trapanese targata Trep-
piedi?
94
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
95
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
ATTUALIT| AGRIGENTO
H
anno messo a ferro e
fuoco Licata, impo-
nendo il terrore come
metodo. Erano spie-
tati, determinati e in
grado di controllare il
territorio. Ecco la gang di Licata,
fnita in carcere alla fne di febbraio
nelloperazione Aut aut del nucleo
di Andrea Cottone
ARMI,
VIOLENZE,
MINACCE
E ASTE TRUCCATE:
ECCO LA MEGA-INCHIESTA
SULLA BANDA CHE AVREBBE
SEMINATO IL TERRORE
NEL CENTRO
DELLA PROVINCIA
DI AGRIGENTO
operativo dei carabinieri, coordi-
nata dallaggiunto della procura di
Agrigento, Ignazio Fonzo, con i so-
stituti Lucia Brescia e Andrea Bian-
chi. Lattivit principale del gruppo
riguardava le aste giudiziarie, settore
in cui avevano imposto una sorta di
monopolio con la forza dellintimi-
dazione. E, per essere effcace, il
GLI ARRESTATI AVREBBERO FATTO
LARGO USO DI ARMI,
ESERCITANDOSI SUI CANI:
COME LHO VISTA ARRIVARE,
BUM, HA PRESO E SUBITO
SI RIBALTATA. MA AVREBBERO
IPOTIZZATO ANCHE OMICIDI:
MA VEDI CHE TRENTA ANNI
DI GALERA SONO... STAI ATTENTO
gang diretta da Angelo Consagra e
dalla famiglia Amato (Ottavio, An-
gelo e Vincenzo). O quasi: solo di
fronte ad Angelo Candiano (secon-
do le indagini considerato uomo di
rispetto) e Bartolo Consagra hanno
preferito scendere a patti, lasciando
che si aggiudicassero un bene di loro
interesse. E, quando doveva sconf-
nare o si trovava in situazioni criti-
che, Angelo Consagra andava a far
visita a Nunzio Cavallo di Butera,
per gli inquirenti vicino alla stid-
da di Gela, con cui si consultava e
chiedeva lautorizzazione a procede-
re. Ora, per, sono stati tutti arre-
stati e su di loro pesano ben 44 capi
daccusa.
Armati noai denti
Cartucce, flettature, percussori, pol-
vere da sparo, pistole semiautoma-
tiche e anche fucili a pompa. Lar-
senale a disposizione della banda
sterminato. E del resto, uno degli
argomenti pi ricorrenti dei discorsi
fra i componenti, che si dimostrano
specializzati nel settore, capaci anche
di fare delle modifche e distinguere
fra pallottole buone e cattive. Cos,
nelle campagne di Licata, giocano ai
gangster, sparando ai segnali strada-
li, a sagome improvvisate e anche a
due poveri cani, per valutare limpat-
to delle munizioni. La canuzza...
quella grossa... proprio non si vede-
va commenta Angelo Amato con
Consagra si vedeva solo che aveva
un punto bianco, qua nella fronte,
come lho vista arrivare, bum, ha
preso e subito si ribaltata. Men-
tre per quanto riguarda il secondo,
ho sentito proprio che si riversato
a terra... sai ho sentito proprio che
ha fatto badabum... e scalciava...
quella minchia di cane non si poteva
tenere... lui che era pure legato, non
lo potevo sbagliare.
Erano pericolosi con quelle armi.
Non gli ho sparato in faccia in
mezzo alla piazza perch lo sai cosa
stato? Per un soffo, racconta
TRIBUNALE DI AGRIGENTO. NELLA PAGINA A FIANCOLAGGIUNTOIGNAZIOFONZO, CHE HA COORDINATOLINDAGINE
gruppo si dotato di un arsenale di
tutto rispetto, anche se non tutte le
armi sono state recuperate nella re-
tata, visto che la banda sapeva come
nasconderle, prediligendo i campi
coltivati a fchi dindia, le cui foglie
si prestano a occultarle. Inoltre, se-
condo le indagini, traffcavano in
armi e in droga. Non aveva limiti la
Far
West
Licata
Amato a proposito di una banale
lite. Ma il giro darmi serviva anche
a far cassa: La 22 la vuoi? Hai vi-
sto che bella? Da tiro... ah... sembra
piccola... () ah prendi 1.000 euro e
me li dai, te la provi... te la prendi.
Ma mille euro sembravano troppi a
Gerlando Di Carlo, che chiedeva a
Vincenzo Amato un fucile a pompa.
Noo che centra risponde - ot-
tocento euro me li... altrimenti te
la prendi e quando c lhai me li
dai... per un giovane che lavora cosa
sono... il fucile a pompa non te lo
do.
Cera un far west a Licata. Gli inve-
stigatori se ne accorgono ascoltan-
do le conversazioni degli indagati.
Massimo Russello chiede in prestito
una pistola a Vincenzo Amato: qual-
cuno laveva deriso pubblicamente
e, quindi, meritava di morire. L
davanti, sai quante persone ha fatto
ridere?. Laltro, per, lo riporta alla
ragione: Ma vedi che trenta anni di
galera sono... stai attento. Russello
si autocensura: meglio non prendere
la pistola, altrimenti lavrebbe usata.
Si parla di 357 Magnum, 44 Colt, e
tale era la confdenza in materia che
arrivano a chiamare unarma boc-
concino. Gli investigatori seguono
le evoluzioni, tengono docchio i ber-
sagli dichiarati dal gruppo e quando
uno di questi, un avvocato, rischia
seriamente, decidono di intervenire.
Gli indagati parlano di una tena-
glia da consegnare ad Angelo Con-
sagra. La mattina del 15 aprile 2010
Consagra e Angelo Amato, fratello
di Vincenzo, si incontrano in corso
Umberto, a Licata. Il secondo ha
in mano la scatola di un cellulare. I
due si salutano ed entrano in un bar.
Alluscita la scatola del telefonino
96
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
in mano a Consagra: lo scambio av-
venuto. I carabinieri bloccano Con-
sagra e nella scatola trovano una pi-
stola semiautomatica Walter P22 con
dieci cartucce e cane armato.
Angelo Amato, invece, alla vista del-
la scena sale in macchina e sgomma,
scappando ad alta velocit. Risulte-
r irraggiungibile, particolare di cui
si vanter in una successiva intercet-
tazione: Non appena ho visto che
quelli si sono diretti verso di me a
correre, gli sono scappato che mi
hanno chiamato, mi sono messo
sopra la macchina sono scappato e
sono andato via... e sono andato a
fare 5 giorni di latitanza... che sca-
dendo le 48 ore scadeva la fagranza
e non mi potevano arrestare questi
disgraziati.
ATTUALIT| AGRIGENTO
97
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
Pochi giorni dopo arriva lassunzione
di una persona, che sarebbe stata rac-
comandatada Angelo Consagra.
Peritore, invece, il 30 settembre
2009 trova sulluscio di casa la te-
sta mozzata di un coniglio con due
proiettili calibro 22 e un messaggio,
per lavvocato Peritore. La sua
colpa? Aver fatto ricorso contro
unasta vinta da Angelo Consagra,
assecondando gli interessi del suo
cliente, la Banca Popolare SantAn-
gelo. Nun mettiri ndo mezzu stig-
ghi e cavigghi, laveva avvertito
Consagra. Il 28 dicembre 2009
tocca allavvocato Antonio Ragu-
sa vedere la propria auto andare a
fuoco. Anche lui rappresentava uno
dei ricorrenti.
Le intimidazioni sarebbero state
un metodo diffuso. Giuseppe Rizzo
e Anna Gibaldi, ad esempio, han-
no subto lincendio della porta di
casa, in piena notte, il giorno prima
di unasta alla quale, secon-
do le indagini, avrebbe par-
tecipato Angelo Consagra.
I due coniugi, nonostante
avessero manifestato inte-
resse, ma per altri motivi,
non si sono presentati. E
quando lasta non interessa-
va a Consagra? In quel caso
sarebbe stata chiesta una tangente
di 50 mila euro per non far parte-
cipare altri alla gara. Un no alla
tangente sarebbe stato punito: in
un caso, il giorno dellincanto, sono
stati presentati rialzi impossibili da
battere.
I signori delle aste non si facevano
scrupoli. Calogero Terranova e Car-
mela Licata, ad esempio, volevano
riacquistare la casa in cui vivevano,
fnita allasta. Consapevoli della si-
tuazione, si sarebbero rivolti a Con-
sagra, che avrebbe chiesto 10 mila
euro per non partecipare. Il giorno
dellasta Consagra avrebbe detto
chiaramente tu a casa non taccat-
ti, perch naccattamo natri. Nella
vicenda intervengono due personag-
gi noti alle forze dellordine che si
fanno garanti di una tangente da 5
mila euro da pagare a Consagra per
evitare rialzi. I coniugi, tramite il f-
glio, si aggiudicano lasta ma non
riescono a pagare tutto in tempo.
Cos la casa va di nuovo allasta.
A questo punto, per, i due han-
no paura di partecipare. Viene cos
chiamato in ballo per una media-
zione Antonio Cannizzaro. Consa-
gra, a quel punto, avrebbe accettato
di aggiudicarsi limmobile per poi
rivenderlo ai due coniugi.
La situazione degenera. Unulteriore
mediazione viene tentata da Clau-
dio Bellia, che per viene punito a
colpi di bastone in testa. Terranova
subisce la rappresaglia di Consagra:
meglio che nun partecipa nuddu
allasta, scordati la casa e la cosa non
fnisce ca () mi mannasti i cristia-
ni, avrebbe detto. Alla fne, grazie
allintermediazione di Cannizzaro,
la pistola a casa nostra a fare minac-
ce... adesso ve la esco io la pistola.
In ogni caso, tornato a casa del non-
no, Bonfssuto avrebbe ricevuto la
visita dei tre Amato. Il pi grande
dei due fratelli, Angelo, teneva una
mano alla cintola, quasi a nasconde-
re una pistola con la quale cercava
di intimorirmi, racconta Bonfssu-
to aggiungendo di essere stato pre-
so a calci e pugni dai fratelli Amato
che avrebbero anche minacciato di
dar fuoco alla casa. Il referto medi-
co parla di lesione cranica,
con ferita a stella in regione
occipitale e piccola ferita la-
cero-contusa in regione occi-
pitale e contusione escoriata
zigomo sinistro. Giuseppe
Fichera aggiunge che uno dei
fratelli Amato estraeva una
pistola che portava alla cinta
e gliela puntava per farlo stare fer-
mo.
A quel punto la ricostruzione prosegue
con le intercettazioni, in cui si parla di
prendere quella piccola, intenden-
do, secondo le indagini, una calibro
7,65. La situazione precipita. Vincenzo
Amato, intercettato, avrebbe tentato di
convincere Angelo ad andare in ospe-
dale per farsi refertare a sua volta. E si
sente una minaccia rivolta da Vincenzo
Amato a qualcuno: Se chiamate i ca-
rabinieri vedete che a tutti in faccia vi
sparo... vi ammazzo a tutti () muori
lhai capito?. Ottavio Amato, intanto,
avrebbe invitato i propri familiari a
non allontanarsi da Licata per testimo-
niare a loro favore e avrebbe tentato di
nascondere le armi.
A quel punto Giuseppe e Giulio Bon-
vissuto si presentano in caserma. Nel
trambusto Ottavio e Angelo Amato
vengono fermati dalla polizia, ma
nellauto non ci sono armi. Alla fne,
per, vengono rilasciati. a questo
punto che Angelo Consagra va da
Nunzio Cavallo, il presunto stid-
daro. Un contatto, ma non lunico.
Nel far west di Licata i rapporti con
Gela sono preziosi.
bili. Per sanare la posizione, allora,
sarebbe stato chiesto loro di cedere
un appartamento ad Angelo Amato.
Consagra avrebbe caldeggiato la ces-
sione: Sunnu a gente tinta, bisogna
accuntintarli. Poi Ottavio Amato
avrebbe minacciato Nicol Cuttitta e
la sera dellasta, l8 aprile 2009, il de-
posito della famiglia Cuttitta andato
in famme. Poca roba: lincendio di al-
cune cassette di legno. Ma un segnale.
GLI ARRESTATI
LAFFARE PI IMPORTANTE,
PER, SAREBBE STATA
LA COMPRAVENDITA DI IMMOBILI
ALLE ASTE GIUDIZIARIE.
CON TANTO DI MINACCE:
TU A CASA NON TACCATTI,
PERCH NACCATTAMO NATRI
1
9
5
13
2
10
6
14
3
11
7
15
4
12
8
1) ALESSIOGUELI 2) ANGELOAMATO3) ANGELOANTONA 4) ANGELOCONSAGRA
5) GAETANOCASTAGNA 6) ANTONIOOLIVERI 7) ANGELOMASSARO
8) ANTONIOCANNIZZARO9) GERLANDODI CARLO10) IGNAZIOCLAUDIOCATANIA
11) GIUSEPPE LOMBARDO12) MICHELE VEDDA 13) VINCENZOAMATO
14) OTTAVIOGIUSEPPE AMATO15) ORAZIOCANDIANO
si riesce a trovare un accordo. Con-
sagra si aggiudica lasta tramite il ni-
pote Gerlando Di Carlo - tra laltro
intimidendo anche un poliziotto - che
per fa slittare la conclusione dellaf-
fare in favore dei coniugi. Poi lo arre-
stano e la palla passa a Di Carlo che
tiene sotto scacco i coniugi, cui prima
chiede un afftto esoso con valore re-
troattivo e poi fa pervenire lordine
di sfratto.
LeviolenzeelevisiteaGela
Giuseppe Fichera aveva un box in afft-
to da Giuseppe Bonvissuto, cognato di
Ottavio Amato. Gli Amato, per, rivo-
levano quel locale. Ed bastato un pre-
testo per passare allazione. Secondo
Alessandro Bonfssuto, nipote di Fiche-
ra, Ottavio, Angelo e Vincenzo Amato
si sarebbero presentati dal nonno mi-
nacciandolo, facendo intuire di essere
armati, per farsi dare le chiavi del lo-
cale. Allora Bonfssuto sarebbe andato
dagli Amato per chiedere spiegazioni
e sarebbe stato cacciato via. Secondo
una telefonata intercettata, per, Bon-
fssuto si sarebbe presentato armato di
una pistola giocattolo e avrebbe detto:
Vi pare di giusto che siete venuti con
CHI SI OPPONEVA ALLA LEGGE DELLA BANDA
SAREBBE STATO PICCHIATO SELVAGGIAMENTE.
SE CHIAMATE I CARABINIERI VEDETE
CHE A TUTTI IN FACCIA VI SPARO... VI AMMAZZO
A TUTTI... MUORI LHAI CAPITO?
Tutteleastesottocontrollo
Lultimo bersaglio preso di mira dalla
banda, lavvocato Giuseppe Peritore,
apre un vasto capitolo che esplica la
vera potenza della banda. Perch le
armi erano anche uno strumento per
il raggiungimento di un altro fne: il
monopolio sulle aste giudiziarie, la
cui persecuzione portava ad effetti
collaterali chiamati estorsione, mi-
naccia, intimidazione, violenza. Gli
inquirenti hanno ricostruito almeno
6 episodi, tutti egualmente violenti
e dimostrativi della potenza della
gang, che appaiono come la classica
punta delliceberg.
Domenico e Nicol Cuttitta se la sono
vista brutta. Nonostante gli fosse sta-
to consigliato di non partecipare
ad alcune aste, per far calare il prez-
zo, si erano aggiudicati alcuni immo-
I SOLITI NOTI
MAFIA
99
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
VALTUR
CASTELVETRANO:
LIMPERO DI CARMELO PATTI
NEL MIRINO DELLA DDA
TRAPANI
APPALTI E AFFARI
ECCO IL RAPPORTO
CHE SCUOTE UNA CITT
REPORTAGE
I CIMELI DI CACCIA
DELLA CATTURANDI
DI PALERMO
MAFIA| DOSSIER
di Riccardo Lo Verso
I soliti noti
sua scalata proseguita), Gregorio
Agrigento (condannato per mafa
nel 97). Lelenco prosegue con Ger-
lando Alberti, u paccar, recentemente
scomparso a 84 anni, Francesco Paolo
Barone, Giuseppe Greco, Giuseppe Lo
Verde, Salvatore Milano, Ludovico e
Rosario Sansone. Tutta gente gi con-
dannata e arrestata di nuovo.
Tra le operazioni pi signifcative del
2008 va inserita anche quella denomi-
nata Michelangelo. I carabinieri azze-
rarono il mandamento della Noce im-
pegnato nella tradizionale riscossione
del pizzo e nel traffco di droga. Tra gli
arrestati cera anche Enrico Di Grusa,
scarcerato poco prima del blitz dopo
dieci anni trascorsi in cella. Per cosa?
Mafa e droga: gli stessi reati per cui
scatt il nuovo ordine di arresto. Volto
noto era pure quello di Giovanni Gior-
dano, gi condannato alla fne degli
anni Novanta.
Due mesi dopo gli investigatori si spo-
stano nel mandamento di Resuttana.
Nelloperazione Eos spicca il nome
di Stefano Fidanzati, fratello del ca-
pomafa Gaetano, uno che in galera
c rimasto a lungo. Nel 1990 Stefano
Fidanzati era stato condannato a se-
dici anni al maxiprocesso. E poi c
Carmelo Militano. Un caso davvero
particolare il suo. Militano stava per
fnire di scontare una condanna a otto
anni e si era gi portato avanti con il
lavoro. Nei colloqui in carcere pro-
grammava cosa fare una volta libero.
Si beccato una nuova condanna.
Altra operazione, stessa situazione.
I soliti noti si ripresentano anche
nel corso del blitz Paesan Blues. Nel
marzo 2010 emerge, ancora forte, il
NON SOLO GIULIO CAPORRIMO: NELLE RETATE DI MAFIA
SPUNTANO SEMPRE PERSONAGGI CHE IN GALERA CI ERANO
GI STATI, CON LA STESSA ACCUSA O CON IMPUTAZIONI
LEGATE ALLATTIVIT DI COSA NOSTRA. ECCO CHI SONO
BENEDETTO CAPIZZI, ARRESTATO
NELLOPERAZIONE PERSEO
CON LACCUSA DI AVER TENTATO
DI RIFONDARE LA CUPOLA, DOVEVA
SCONTARE UN ERGASTOLO. GIUSEPPE
SCADUTO, SUO ALLEATO, ERA STATO
INVECE IN CELLA PER DROGA
G
iulio Caporrimo non ha
perso tempo. Si fat-
to la galera in silenzio e
appena ha rimesso piede
in libert gli sono tocca-
ti i gradi di reggente del
mandamento di San Lorenzo. Nep-
pure i carabinieri, per, sono
rimasti a guardare. Gli stavano
alle calcagna, certi comerano
che sarebbe tornato subito in
gioco. Cavevano azzeccato. Alla
fne dellanno scorso Caporrimo
tornato in carcere. La sua storia
conferma che da Cosa nostra si
esce solo da morti. Oppure pen-
tendosi. Caporrimo la confer-
ma che esiste una mafa dei soliti
noti. Basta scorrere lelenco delle
principali operazioni di polizia
degli ultimi anni per scoprire che
i mafosi mantengono spesso la
caratteristica dellirredimibilit.
Unanalisi a campione delle car-
te processuali ci consegna uno
spaccato inquietante.
Cominciamo dal dicembre del 2008.
Operazione Perseo. Finiscono in
carcere un centinaio di persone, fra
boss, uomini donore e semplici pic-
ciotti. Cosa nostra vuole aprire una
1
2 3 4
5 6 7
8 9 10
1) BENEDETTOCAPIZZI 2) GIUSEPPE SCADUTO3) GREGORIOAGRIGENTO
4) GERLANDOALBERTI 5) ALBERTORACCUGLIA 6) RODOLFOALLICATE
7) ANTONINOSACCO8) ANTONINOVITAMIA 9) FRANCESCOPAOLOBARONE 10) PAOLOBELLINO
NELLA PAGINA PRECEDENTE, GIULIOCAPORRIMOIN UN FOTOGRAMMA
TRATTODALL'INCHIESTA "ARABA FENICE"
101
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
100
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
nuova stagione. E chi c alla testa
del progetto? Benedetto Capizzi, ca-
pomandamento di Villagrazia. Un
ergastolano agli arresti domiciliari.
Il carcere a vita gli era stato infitto,
assieme al boss di Altofonte Mimmo
Raccuglia, per lomicidio di un auto-
trasportatore del paese in provincia
di Palermo che a Raccuglia ha dato
i natali. A febbraio, dieci mesi prima
che lo riarrestassero, era riuscito a
farsi scarcerare spacciandosi per ma-
lato. Nelloperazione di pacifcazio-
ne dei clan mafosi, Capizzi strizzava
locchio alle famiglie della provincia.
A fargli da sponda cera Giuseppe
Scaduto, anziano capomafa di Ba-
gheria. Mai chiamato a rispondere
per reato di mafa, Scaduto stato
condannato per traffco di droga ed
era tornato libero il 26 giugno
2007, dopo un lungo periodo
di detenzione. Un altro che in
carcere c rimasto parecchio
Giovanni Lipari, punto di rife-
rimento a Porta Nuova. Troppo
anziano per stare in una cella,
ma non per comandare. Anche
lui tornato in carcere nel blitz
Perseo. Cos come Giuseppe
Calvaruso (condannato per ma-
fa nel 2000), Luigi Caravello
(condannato nel 2007), Paolo
Bellino (condannato nel 2009
per danneggiamento ai danni di
un imprenditore), Franco Bono-
mo (condannato nel 2004), Gio-
acchino Mineo (scarcerato nel
2000 dopo avere trascorso sei anni
e otto mesi in carcere), Pietro Cal-
vo (oggi considerato reggente della
famiglia di Belmonte Mezzagno, era
stato arrestato ai tempi in cui face-
va lautista di Michele Greco, ma la
lunga condanna per lomicidio di
Pietro Marchese avvenuto nel carce-
re dellUcciardone nel 1982.
A proposito di mafa siculo-america-
na. Due anni prima di Paesan Blues,
nel febbraio 2008, loperazione Old
Bridge aveva minato il vecchio ponte
lungo il quale viaggiavano fumi di
cocaina. Tra i volti siciliani dellope-
razione cera quello di Giuseppe
Brunettini, condannato nel 2006 a
tre anni e mezzo per avere fornito,
dieci anni prima, un covo allallora
latitante Gaspare Spatuzza. Gi nel
2002 gli erano stati infitti tre anni
e quattro mesi. Altri personaggi con
precedenti penali erano Nicola Di
Salvo (il giorno in cui stato arre-
stato era sorvegliato speciale, prima
nel decennio 1982-1992 era sta-
to latitante per faccende di droga)
e Vincenzo Savoca (condannato nel
maxiprocesso, rimasto in carcere
dal 1990 al 1996).
legame fra le famiglie mafose ameri-
cane e quelle siciliane. In particolare
con i boss di Santa Maria del Ges. In
carcere tornano, tra gli altri, i fratelli
Gianpaolo e Gioacchino Corso che
avevano gi scontato rispettivamen-
te quattro anni e mezzo e sei anni di
carcere. Pi lunga la detenzione di
Pietro Pilo (17 anni) mentre spetta
a Giovanni Lo Verde la palma doro
per la maggiore anzianit di servizio:
gi nel 1987 era stato condannato al
maxiprocesso. In manette pure Giu-
seppe Lo Bocchiaro, libero dopo una
Una delle ultime risposte dello Stato
si concentrata invece sul manda-
mento di Brancaccio. E qui la schie-
ra dei volti noti davvero nutrita. A
cominciare da Nunzia Graviano, so-
rella di Filippo e Giuseppe, arrestata
nel 1999, condannata con sentenza
defnitiva nel 2003 e tornata in car-
cere nel novembre scorso. Ci sono
poi Cesare Lupo (condannato nel
2002 per mafa ed estorsione, scar-
cerato, riarrestato nel 2005 e ora
di nuovo in cella); Antonino Sacco
UN CASO PARTICOLARE QUELLO
DI CARMELO MILITANO: AVREBBE
RIORGANIZZATO IL LAVORO
NEGLI ULTIMI GIORNI DI CARCERE.
ATTESA ANCHE LA SCARCERAZIONE
DI MICHELE ARMANNO: PICCIOTTI
E FORZE DELLORDINE SAPEVANO
CHE SAREBBE TORNATO ALLOPERA
DIVERSI ANCHE GLI IMPUTATI
DEL MAXIPROCESSO RIARRESTATI
NEGLI ULTIMI ANNI. DA STEFANO
FIDANZATI A GIOVANNI LO VERDE
E VINCENZO SAVOCA. MA DOPO
AVERE SCONTATO LA CONDANNA
ERANO TORNATI IN ATTIVIT
diventato un semplice sorvegliato
speciale in grado di muoversi libera-
mente e di dettare gli ordini al clan.
In carcere fnisce pure Rodolfo Al-
licate, soggetto vicino allentourage
del capomafa Gianni Nicchi, non-
ch elemento di spicco della famiglia
mafosa di Ballar, alle dipendenze
di Massimo Mul. Era stato arre-
stato nel maggio 2009 nellambito
delloperazione Cerbero e scarcerato
il 5 giugno successivo. Nel febbraio
2010 subisce la misura di prevenzio-
ne del sequestro dei beni e viene con-
dannato a otto anni e undici mesi per
mafa. Nonostante il verdetto rientra
a pieno titolo nel clan avvicinandosi
ai due nuovi capi: Tommaso Di Gio-
vanni e Nicola Milano. Entrambi
hanno conosciuto il carcere. Per la
verit, Milano, dopo avere scontato
tre anni, era stato assolto nel pro-
cesso Gotha e scarcerato. Anche il
fratello di Tommaso, Gregorio Di
Nel luglio scorso fnito in carcere
un altro pezzo grosso: Michele Ar-
manno, indicato come capomafa
del mandamento di Pagliarelli. Arre-
stato nel 1998 era tornato in libert
il 7 ottobre 2009. Tutti aspettavano
la sua scarcerazione, mafosi e inve-
stigatori, certi comerano che avreb-
be ripreso in mano il potere. Anche
il genero, Filippo Annatelli, reggente
di corso Calatafmi, merita una cita-
zione. Arrestato nel blitz Gotha, as-
solto in primo grado e condannato
in appello, nel frattempo si era dato
alla latitanza, interrotta nel febbraio
del 2009.
E siamo alle operazioni pi recenti.
Dicembre 2011. A Porta Nuova co-
manda Calogero Lo Presti, per tutti
lo zio Pietro, da qui il nome Pedro
dato dai carabinieri al blitz. Anche
lui una vecchia conoscenza. Con-
dannato nel 2005 per droga, cinque
mesi prima del nuovo arresto era
Giovanni, detto Reuccio, arrestato
nel luglio 2010, era gi stato con-
dannato a sette anni.
A proposito di Gotha. Nel blitz spic-
cava la fgura di dominus incontra-
stato di Nino Rotolo, capomafa di
Pagliarelli. Il padrino era stato ar-
restato nel 1989 a Roma insieme al
boss di Porta Nuova Pippo Cal. Dal
1999 si trovava ai domiciliari, anche
lui per motivi di salute grazie alla
compiacenza di alcuni medici. Nel
2006 la polizia fren con il suo arre-
sto la guerra che stava per scatenarsi
contro i Lo Piccolo. Anche i boss di
San Lorenzo vantano un solito noto
in famiglia: Calogero Lo Piccolo pri-
ma di rifnire in carcere nel 2008 era
gi stato condannato per mafa. Un
passo indietro: insieme a Caporrimo
era fnito in carcere Antonino Vita-
mia che aveva gi scontato una con-
danna per avere favorito la latitanza
del boss di San Lorenzo.
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5
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6
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8
1) STEFANOFIDANZATI 2) GIOVANNI LOVERDE 3) VINCENZOSAVOCA 4) FRANCESCOBONOMO
5) GIUSEPPE BRUNETTINI 6) GIUSEPPE CALVARUSO7) PIETROCALVO8) LUIGI CARAVELLO
1) MICHELE ARMANNO2)CARMELOMILITANO3) CESARE LUPO 4) GIANPAOLOCORSO
5) TOMMASODI GIOVANNI 6) NICOLA DI SALVO7) FILIPPOANNATELLI 8) FILIPPOMARCELLOTUTINO
MAFIA| DOSSIER
103
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
102
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
Largomento, nelle conversazioni con i commer-
cianti alle prese con una richiesta di pizzo, tutto
sommato ricorrente: Poi quelli tornano. Vanno in
galera, va bene, ma prima o poi sono liberi. un
argomento che chi assiste con entusiasmo alla
rivolta al pizzo che sta animando la Sicilia deve
riutare, ribattendo fra laltro, va precisato, senza
mentire che lo Stato vigile, presente. Che i
beneci riconosciuti dalla legge a chi denuncia sono
evidenti, che sono rarissimi e poco violenti i casi di
ritorsioni nei confronti di chi si ribellato.
Eppure, linchiestadi RiccardoLoVersochepubbli-
chiamoinquestepaginemostrachequellargomento,
il ritornodi quelli, nonuneventualitrara. Segno
chelalegislazioneantimaanonriesceaesserepie-
namenteefcace, segnochenonsi riesceagarantire
lacertezzadi unapenaseverissimanei confronti di chi
sceglielanti-Stato. DaCosanostra, rilevavaTommaso
Buscetta, si escedamorti odapentiti: larieducazione
del detenuto, nealtissimodellagiustizia, dunque
inquestocasodifciledaapplicare. giuntoil tempo
di calcaredi pilamano. Cunaguerra, l fuori. C
bisognodellearmi migliori. C.R.
MA IN CARCERE NON SI RESTA
NEANCHE PER OMICIDIO:
OLTRE AL CASO DI CAPIZZI,
ANCHE SALVATORE DAV
E GIUSEPPE LO BOCCHIARO
ERANO TORNATI IN ATTIVIT
DOPO AVERE SCONTATO LA PENA
PER AVERE UCCISO QUALCUNO
DI CERTO QUELLO CHE HA FATTO
PI CARRIERA STATO
NINO ROTOLO: QUANDO
FU RIARRESTATO, NEL 2006,
STAVA PER SCATENARE
UNA GUERRA CONTRO
I LO PICCOLO. E IL FIGLIO
DI TOTUCCIO IL BARONE,
CALOGERO, AVEVA GI
UNA CONDANNA ALLATTIVO
(condannato due volte con sentenza
defnitiva tra il 2001 e il 2007. Dete-
nuto fno a maggio 2006. Di nuovo
in carcere da maggio 2009 ad otto-
bre 2010); Filippo Marcello Tutino
(condannato per mafa nel 1999 e nel
2002, da un paio danni era in liber-
t vigilata); Alberto Raccuglia (con
una condanna defnitiva alle spalle,
stato sorvegliato speciale). Sempre
a novembre scorso stato arrestato
Ignazio Mannino, uomo donore del-
la famiglia di Torretta. stato coin-
volto nellindagine Iron Tower che
gli costata una condanna emessa
dallautorit giudiziaria americana a
17 anni e sei mesi di reclusione per
traffco di sostanze stupefacenti tra
la Sicilia e gli Stati Uniti.
Le cose non cambiano se ci si sposta
un po pi lontano dal capoluogo re-
gionale. Alcuni esempi: loperazione
che nel 2008 ha colpito il manda-
mento di Alcamo il cui capo Die-
go Melodia, arrestato per la prima
volta nel 2001, nel 2005 sottoposto
a misura di prevenzione e infne riar-
restato nel 2008. Era gi stato con-
dannato per mafa un altro Melodia,
Nicol. Cos come Lorenzo Greco
che nel 2004 aveva fnito di scontare
una condanna a cinque anni e otto
mesi.
La mafa che domina fra Carini e
Torretta ci consegna gli esempi di
Angelo Antonino Pipitone, arrestato
nel luglio 2009, che era stato scar-
cerato nel 2001 dopo avere espiato
una condanna a tredici anni e quat-
tro mesi. Salvatore Dav, invece,
prima di farsi riarrestare, in carcere
cera rimasto 25 anni per lomicidio
dellagente Gaetano Cappiello, as-
sassinato nel 1975. tornato in li-
bert nel 2003. Ed infne, Vincenzo
Curulli che stato condannato nel
2004 a 6 anni, 3 mesi.
Si tratta di un lungo elenco di esem-
pi. Un elenco stilato per difetto da
cui vengono esclusi coloro che han-
no precedenti penali non legati alla
mafa. Rapine, truffe, danneggia-
menti, violenze: se dovessimo consi-
derare anche questi reati la stragran-
de maggioranza degli arrestati degli
ultimi anni meriterebbe una citazio-
ne, in grassetto, nellelenco dei soli-
ti noti.
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9 10 11 12
1
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2
6
3
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4
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1) SALVATORE DAV 2) GIUSEPPE LOBOCCHIARO3) GIOVANNI GIORDANO 4) NUNZIA GRAVIANO
5) GIUSEPPE GRECO6) IGNAZIOMANNINO7) GREGORIODI GIOVANNI 8) GIOACCHINOCORSO
9) GIOVANNI LIPARI 10) CALOGEROLOPRESTI 11) GIUSEPPE LOVERDE 12) DIEGOMELODIA
1) NINOROTOLO2) CALOGEROLOPICCOLO3)GIOACCHINOMINEO 4) NICOLA MILANO
5) IGNAZIOMELODIA 6) SALVATORE MILANO7) PIETROPILO8) ROSARIOSANSONE
MAFIA| DOSSIER
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ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
Ma per la guerra alla maa
servono armi pi efcaci
MAFIA| LASTORIA
NELLA STANZA
DEL CAPO DELLA CATTURANDI
I CIMELI DELLA RICERCA
DEI LATITANTI: IL MAGLIONE
DI RACCUGLIA, IL CASCO
DI NICCHI E MOLTI ALTRI.
SVE LI MOSTRA
IN ESCLUSIVA IV IV
Trofei
di caccia
IL PRIMO CIMELIO FU
UN VECCHIO FUCILE DA CACCIA.
INCOGNITO LO VOLLE TENERE
PER RICORDARE AI SUOI UOMINI
LA LORO NATURA DI CACCIATORI.
POI BIGNONE HA ESTESO
LA COLLEZIONE. ORA TOCCA
A MINISSALE AGGIUNGERE
LOGGETTO PI ATTESO:
UN RICORDO DELLA CATTURA
DI MESSINA DENARO
e Gianni Nicchi. A pochi giorni di
distanza luno dallaltro. Poi, un
male incurabile ha avuto la meglio
sullo sbirro con il maglione. Cos
lo ha soprannominato un giornali-
sta. Lui lo sapeva. E la definizione
lo faceva sorridere. Il cronista ci
aveva azzeccato.
Bignone se n andato. Restano i
suoi trofei. Resta il maglione rosso
con due righe bianche. Lo indos-
107
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
106
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
I
trofei riempiono la stanza al
secondo piano della squadra
mobile di Palermo. Trofei di
guerra in un luogo simbolo
della lotta alla mafia. la
stanza del capo della Cattu-
randi. La sezione quella dei po-
liziotti che danno la caccia ai lati-
tanti. A indicare la strada ci pen-
sa un vecchio fucile da caccia. Lo
hanno trovato durante un blitz in
C ancora posto nelle pareti della
stanza al secondo piano degli uf-
fici di piazza della Vittoria. Tocca
allattuale capo della Catturandi,
Gianfranco Minissale, riempirlo
con il prossimo cimelio. Di chi se
non di Matteo Messina Denaro? Il
padrino di Castelvetrano lultimo
dei grandi latitanti di Cosa nostra.
Gli danno la caccia i poliziotti del-
la sezione Criminalit organizzata
della Mobile, i colleghi di Trapani
e quelli del Servizio centrale ope-
rativo della polizia. Gli stessi che
hanno partecipato allarresto di
Raccuglia e Nicchi. Serve un nuo-
vo cimelio da aggiungere alla colle-
zione. E c una dedica pronta per
Mario Bignone. Il suo sguardo, ap-
peso alla parete tra i trofei, sembra
non chiedere altro.
sava Raccuglia al momento dellir-
ruzione dei poliziotti nellapparta-
mento di via Cabasino a Calatafi-
mi. Il capomafia di Altofonte man-
giava noccioline davanti alla tv.
Alla parete appeso anche il casco
grigio che Nicchi indossava la sera
prima dellarresto. Gli agenti lo
avevano seguito negli spostamenti
da un pub ad una pizzeria e infine
nella casa al secondo piano di via
Filippo Juvara dove lo avrebbero
ammanettato allindomani.
Il trofeo pi recente accanto a quel-
lo pi antico: il bastone di Bene-
detto Spera. Su quel pezzo di legno
il boss di Belmonte Mezzagno sca-
ricava gli acciacchi della malattia
anche il giorno del blitz. Il 30 gen-
naio 2001 i poliziotti della Mobile
lo scovarono, dopo nove anni di
latitanza, in un casolare nelle cam-
pagne di Mezzojuso. Il capo della
Catturandi allora era Renato Cor-
tese, luomo che cinque anni dopo
avrebbe messo le manette ai polsi
di Bernardo Provenzano.
uno dei tanti casolari sperduti nel-
le campagna palermitane. Nuccio
Incognito, capo della Catturandi
fino al 2007, ha voluto che venisse
chiuso in una teca di vetro. Quel
fucile diventato la bussola per
tutti coloro che vengono chiamati
a dirigere la Catturandi. Chi arriva
in quella stanza sa bene, infatti, di
essere innanzitutto un cacciatore.
Lo sapeva Incognito che ha arre-
stato Salvatore e Sandro Lo Picco
lo. E lo sapeva pure Mario Bigno-
ne. Ha fatto in tempo a godersi la
soddisfazione, sua e dei suoi uomi-
ni, di arrestare Mimmo Raccuglia
ILFUCILE
CHEHADATOILVIA
ALLACOLLEZIONE
ILCASCO
DI GIANNI NICCHI
LARTICOLO
DI UNEDIZIONE
STRAORDINARIADI S
INCORNICIATO
PER RICORDARE
MARIOBIGNONE
ILMAGLIONE
DI MIMMORACCUGLIA
Limpero
di Carmelo Patti
nel mirino
della Dia
di Riccardo Lo Verso
UNA FORTUNA
DA 5 MILIARDI DI EURO
RICONDUCIBILE
AL PATRON DELLA VALTUR
SOTTO OSSERVAZIONE
DEGLI INVESTIGATORI.
IL 20 APRILE AL VIA
IL PROCESSO CHE DIR
SE DIETRO IL PATRIMONIO
DEL SETTANTOTTENNE
DI CASTELVETRANO
C IL SUPERLATITANTE
MESSINA DENARO
C
osa c dietro limpero di
Carmelo Patti, patron della
Valtur? La sola capacit di
un uomo che da manovale
diventato titolare di una del-
le pi grosse imprese turistiche dIta-
lia? Oppure, come sostiene la Dia di
Palermo, Matteo Messina Denaro?
Le risposte arriveranno dal processo
che inizier il 20 aprile davanti alla
sezione Misure di prevenzione del
Patti non potevano bastare, da soli,
a dare il via alla costruzione dellim-
pero miliardario. Patti potrebbe es-
sere il referente e il prestanome di
Messina Denaro, che a Castelvetra-
no nato come il settantottenne im-
prenditore. Accuse pesanti e ancora
tutte da dimostrare.
Leperquisizioni
Proviamo a ricostruire il filo investiga-
tivo. Il 12 marzo 2010 la Dda di Paler-
mo perquisisce le case di 28 persone. I
magistrati danno la caccia a Messina
Denaro. Cercano spunti investigati-
vi utili a casa di Lorenza Santangelo,
mamma del latitante; nellabitazione
di Francesca Anna Maria Alagna, la
donna che ha dato un figlio al boss, e
del fratello di questultima, Michele; in
casa delle sorelle di Diabolik: Rosalia,
Giovanna, Bice Maria; nellabitazione
di Maria Mesi, un tempo compagna
moglie Elisabetta Pocorobba, per un
paesino della provincia di Pavia. Una
stagione di grandi difficolt. Patti ave-
va provato a mettere su una fabbrica
di bobine da vendere alla Fiat. Gli era
andata male. Al suo arrivo a Robbio
si lancia nel settore dellabbigliamento
col padre. Anche stavolta lavventura
finisce male. E cos Patti si ritrova a fare
il venditore ambulante di tessuti. Il 25
giugno 1962 il Tribunale di Trapani lo
dichiara fallito. Sar riabilitato dal Tri-
bunale di Marsala nel 1993. Nel 1967
la prima svolta: a Robbio, Patti costitu-
isce la Cablelettra per la lavorazione di
cavi in rame. Gli anni successivi, fino al
1969, sono segnati dallacquisto di una
serie di beni, soprattutto terreni. Undici
milioni di lire di sperequazione tra red-
diti e investimenti che fanno drizzare
del padrino; di Filippo Guttadauro,
cognato di Messina Denaro, residente
a Bagheria; di Maria Fasulo, moglie di
Giuseppe Grigoli, il re dei supermer-
cati considerato il braccio economico
del latitante. Tra le case perquisite ci
sono le residenze di una sfilza di ma-
fiosi, e c pure quella di Patti, indaga-
to perch sospettato di avere favorito
la latitanza del boss.
Il manovalechedivennericco
Di strada Patti ne ha fatta parecchia
dai giorni della partenza, assieme alla
IL MURALES DEDICATOA MATTEOMESSINA DENARO.
IN APERTURA CARMELOPATTI
MAFIA| LINCHIESTA
109
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
108
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
Tribunale di Trapani. La Dia aveva
sollecitato il sequestro del patrimo-
nio di Patti, stimato in 5 miliardi. Il
Tribunale ha respinto la richiesta,
ritenendo necessario iniziare il pro-
cesso. Gli investigatori hanno rico-
struito lassetto di decine di societ.
Scandagliato conti correnti e libri
contabili attraverso 40 anni. Alla
fine sono giunti alla conclusione che
gli originari redditi della famiglia
LA DIA AVEVA SOLLECITATO
LIMMEDIATO SEQUESTRO
DEI BENI DI PATTI.
MA IL TRIBUNALE
HA RESPINTO LA RICHIESTA
RITENENDO NECESSARIO
IL PROCESSO IN CUI
ACCUSA E DIFESA
SI DARANNO BATTAGLIA
DICHIARATO FALL FF ITO NEL 1962
DAL TRIBUNALE DI TRAPAN PP I,
PATTI RICOMINCIA LA SUA VITA
A ROBBIO DOVE COSTITUISCE
LA CABLELETTRA
PER LA LAV ER LA LA ER LA LA ORAZIONE
DI CAVI CA CA IN RAME. INIZIA
DA QUI LA SUA SCALATA:
IN POCHI ANNI IL CAPITALE
DELLA SOCIET ARRIVA IV IV
A 200 MILIONI E NEL 1990
ACQUISISCE LA VALTUR
MAFIA| LINCHIESTA
111
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
110
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
le antenne degli investigatori. Le cose
non cambiano nel decennio successivo.
I redditi dichiarati fra il 1970 e il 1979
non giustificherebbero la trasforma-
zione della Cablelettra in una societ
per azioni con un conferimento di 31
milioni di capitale, diviso fra Patti e la
moglie. Il capitale nel 1977 sale a 70
milioni e a 200 nel 1980. Tra il 1990
e il 1999 si registra la scalata di Patti
nel settore alberghiero che si concretiz-
za nellacquisizione della Valtur e nella
partecipazione alle societ Mediterra-
neo Villages, Costa Verde, Sotim, Santo
Stefano e Kamarina Beach.
Unacolossalefrodescale
Limpero consolidato. Patti uno
degli imprenditori pi potenti del set-
tore turistico. Potente s, ma sempre
legato a Castelvetrano. Per chi inda-
ga non siamo di fronte allemigrante
che, consolidata una posizione eco-
nomica in altra zona dItalia, torna
al paese dorigine per trascorrervi un
periodo di ferie.
La conferma arriverebbe dalla vicen-
da che coinvolge Patti e una serie di
soggetti collegati ad ambienti conti-
gui od organici alla famiglia mafiosa
capeggiata da Messina Denaro. Si
tratta di una colossale frode fisca-
le organizzata nel territorio belicino
che inizia alla Cable Sud, azienda di
Castelvetrano, amministrata da Patti,
che risulter decisiva nella sua scalata
economica. Linchiesta parte da una
verifica fiscale dei finanzieri che nel
1998 fanno le pulci ai conti dellim-
presa che, attraverso la consorella
Cablelettra, fornisce i cavi allo stabi-
limento Fiat di Termini e ad altre fab-
briche del Lingotto. La Cablelettra ha
ottenuto dalla casa torinese lappalto
per la predisposizione dei componen-
partecipato al gioco, contribuendo a
fare disperdere le tracce del denaro.
Come? Negoziando alcuni assegni
ricevuti e rendendo impossibile risali-
re al loro effettivo impiego. Tra i ne-
goziatori degli assegni spicca il nome
di Michele Alagna, uomo di fiducia
di Patti e suo referente a Castelvetra-
no dopo esserne stato il commercia-
lista. Sar lui a seguire la procedura
di acquisizione del complesso Punta
Fanfalo a Favignana. Michele fra-
tello di Franca Anna Maria Alagna,
la donna che ha reso padre Messina
Denaro e che vive con la madre del
latitante. Una vicenda che il colla-
boratore Vicenzo Sinacori dice di
conoscere bene. Messina Denaro gli
avrebbe confidato che si sarebbe in-
contrato con la sua fidanzata a nome
Franca per fare un figlio essendo sua
precisa intenzione instaurare un rap-
porto di stabile convivenza, lontano
da Castelvetrano.
Durate i controlli dellottobre del
1998 i finanzieri sequestrano in casa
di Patti alcune agende con nomi e
numeri telefonici. Tra questi c quel-
lo di Forte Paolo Ip. la pompa di
benzina allo svincolo autostradale di
Castelvetrano della A29 di propriet
della moglie di Paolo Forte, un per-
sonaggio arrestato nel 96 con lac-
cusa di avere favorito la latitanza di
Messina Denaro. Un altro numero
di telefono risulta intestato alla Cal-
cestruzzi Belice di Rosario Cascio,
a cui hanno sequestrato i beni per
mafia.
Altro soggetto chiave del sistema
della Cable Sud, secondo gli investi-
gatori, Filippo Sammartano, anche
lui di Castelvetrano, arrestato nel
Anche lasta non convince gli inve-
stigatori. La Punta Fanfalo srl, poi
dichiarata fallita, era partecipata, per
il 50%, dalla Societ Azionaria Co-
struzioni ed Appalti con sede legale
a Palermo presso lo studio del ragio-
niere Pino Mandalari, commercialista
di Tot Riina. C di pi: lasta era
andata deserta 5 volte fra il 1989 e il
1998. Alla seconda chiamata era per- 1998. Alla seconda chiamata era per 1998. Alla seconda chiamata era per
venuta unofferta della San Francesco
srl: 5 miliardi e 100 milioni. Il giudice
delegato, per, la rigett consideran-
dola inferiore ad un quarto del valore
complessivo del bene in vendita. La
conclusione a cui sono giunti gli inve-
stigatori che nellasta del 13 ottobre
1998 i soldi per lacquisto sarebbero
stati messi a disposizione dalla Cable-
lettra che, attraverso la Cabla Sud, li
avrebbe messi nelle mani di Michele
Alagna. E da lui alla Desi Immobi-
liare che si aggiudica lasta battendo
lagguerrita concorrenza della Marce-
gaglia Turismo. Luomo della Marce-
gaglia presente allasta, che si vide su-
perare unofferta di 8,6 miliardi, giura
di aver visto qualcuno suggerire alla
giovane Ingrasciotta cosa fare.
Patti ei pentiti
Ad ingrossare il fascicolo Patti hanno
contribuito anche i pentiti. Davanti
alla procura di Napoli, nel luglio del
ti elettrici da installare sulle macchine
e affida il cablaggio alla Cable Sud.
Questultima si appoggia ad una se-
rie di ditte sub fornitrici. Tutte di Ca-
stelvetrano. Alcune chiudono dopo
avere emesso una serie di fatture in
favore dellimpresa madre. Fatture
per miliardi di lire che le sub forni-
trici non erano tenute a trascrivere
nei libri contabili. Una volta cessata
lattivit avrebbero omesso di versa-
re lIva. La Cable Sud avrebbe avuto
linteresse a ricevere le fatture e a sua
volta ne avrebbe emesse nei confronti
della consorella Cablelettra. Pi costi
figurano in bilancio e meno tasse si
pagano. I finanzieri scoprono, per un
solo biennio, unevasione fiscale per
35 miliardi di lire. Le imprese paga-
no e lErario chiude la vertenza. Il
processo per truffa allo Stato, cos, si
chiude con unassoluzione.
I negoziatori in odoredi maa
Ma chi sono i personaggi coinvolti nel
meccanismo fiscale? La Dia li defini-
sce contigui o in qualche modo vi-
cini alla famiglia mafiosa capeggiata
da Messina Denaro. Tutti avrebbero
2010 nellambito dellinchiesta Go-
lem 2, una delle tante che hanno cer-
cato di fare terra bruciata attorno al
latitante. Tra i negoziatori degli asse-
gni ci sono pure Giovanni Stallone,
Giovanni Risalvato, Aldo Luppino e
Lorenzo Cimarosa. Tutta gente coin-
volta in inchieste antimafia.
Lafaredi Favignana
Nel 1998, la famiglia Patti porta a ter- Nel 1998, la famiglia Patti porta a ter Nel 1998, la famiglia Patti porta a ter
mine laffare Punta Fanfalo. Il 13 ot-
tobre di quellanno la Desi Immobilia-
re di Castelvetrano, costituita 2 anni
prima, si aggiudica lasta fallimentare
del Tribunale e acquista il complesso
turistico-alberghiero per 10 miliardi,
battendo lofferta della Marcegaglia
Turismo. Il 6 aprile 1999 la Desi Im-
mobiliare trasferisce la propriet, per
9 miliardi e 220 milioni di lire pi
Iva, alla romana Mediterraneo Vil-
lages il cui presidente del cda Patti.
La Dia segnala, per, alcune criticit
nellintero affare. A cominciare dal
fatto che la societ Desi Immobiliare
aveva ridotte capacit economiche e
anche tecniche (lamministratrice era
Desi Ingrasciotta, allora appena ven-
tunenne) ed era riconducibile a Lo-
renzo Ingrasciotta ritenuto contiguo
alla famiglia di Castelvetrano. I soldi
utilizzati dalla Mediterraneo Villages
per portare a termine laffare sarebbe-
ro saltati fuori da una serie di opera-
zioni finanziarie che coinvolgerebbero
alcune imprese gi emerse nella frode
contestata alla Cable Sud. I 9 miliardi
e 220 milioni risulterebbero per altro
gi pagati prima ancora che venisse
stilato latto di vendita, nonostante
dallesame dei conti non risultino trac-
ce del pagamento.
L LLINDAGINE PART PP ITA A MARZO
DEL 2010, QUANDO LA DDA
DI PALERMO HA BUSSATO
ALLA PORTA DI 28 PERSONE.
TRA LE CASE PERQUISITE
CI SONO LE RESIDENZE
DI UNA SFILZA DI MAFIOSI
E C PURE QUELLA
DI CARMELO PATTI, INDAGATO
PERCH SOSPETTATO
DI AV AA ER FAVORITO
LA LATITANZA DI DIABOLIK
MAFIA| LINCHIESTA
113
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
112
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
Beni immobili, societ, conti correnti: i beni che potrebbero essere se-
questrati appartengono a Carmelo Patti, alla moglie Elisabetta Poco-
robba e ai gli Giovanni e Paola. Un elenco sterminato. Eccolo.
Partecipazioni societarie
Axel holding, Finanziaria Cable, Valtur, Cablelettra. La Cablelettra, a
sua volta, detiene partecipazioni in Selca, Cable international del Lus-
semburgo, Cablelettra do Brasil, Cablelettra Tunisia, Cablelettra Iberia,
Cablaterm di Patti Carmelo & c. E ancora: Cablacar, Elettro moduli di
Bufolino Maria Lucia & C, ditta individuale Patti Carmelo. Il 50% del
capitale della Co.Invest. Il 59% della Finanziaria Cable srl e della Fi-
nanziaria turistica srl a cui risultano intestati i seguenti beni: agenzie
a Firenze, Milano, Marocco, Costa dAvorio e Tunisia; albergo a Gressan
(Aosta), albero a Ostuni (Brindisi), albergo a Simeri Crichi (Catanzaro),
albergo a Vieste (Foggia), villaggio turistico a Isola Capo Rizzuto (Reg-
gio Calabria), villaggio turistico a Pollina, agenzia a Roma, villaggio a
SOCIET, BARCHE E I VILLAGGI
TUTTI I BENI A RISCHIO SEQUESTRO
99, rende dichiarazioni Angelo Siino,
il ministro dei Lavori pubblici di Cosa
nostra. Linchiesta quella che coinvol-
ge Nicola e Salvatore Spinello, accusati
di fare parte di unassociazione segreta.
Siino riferisce che Salvatore Spinello
mi parlava sempre di Carmelo Patti
di Palermo, titolare di una ditta di ca-
blaggi che, a dire di Spinello, forniva
ricambi alla Fiat indicandomelo come
un personaggio in ascesa economica.
Mi fu riferito da Spinello che Patti era
un massone. Pi volte ho visto Spinello
insieme a Carmelo Patti, che, peraltro,
io gi conoscevo come persona legata
alla mafia di Castelvetrano. Questo
Patti, in un breve arco di tempo, par-
tendo praticamente dal nulla, ha acqui-
sito una rilevante posizione economica
diventando presidente della Valtur e
della Gesap, societ operante allaero-
porto di Palermo.
Tre anni e il nome di Patti fa capo-
lino a Palermo nelle dichiarazioni di
Nino Giuffr, braccio destro di Ber-
nardo Provenzano. Il 12 novembre
2002 attribuisce il ruolo di collega-
mento fra le cosche trapanesi e quel-
le palermitane a Francesco Messina,
soprannominato mastro Ciccio. Il
30 maggio 1997 Messina era stato
trovato cadavere: suicidio in stato di
latitanza, dicevano le informative di
allora. Era legato al boss mazarese
Mariano Agate ed era inserito nella
loggia massonica Stella doriente.
possibile che Provenzano abbia avuto
qualche contatto sporadico impren-
ditoriale ad alto livello con personag-
gi di Trapani? Per esempio le faccio
il nome, Carmelo Patti?, gli chiede
il pm e Giuffr risponde: Cio un
nome, perch noi quando parliamo,
cio, se ricordo bene la Valtur cio
zona di Finale di Pollina c qualche
villaggio della Valtur? Non che sia
facile diciamo aspettate due minuti
per riordinare le idee. C una persona
molto vicina a Provenzano che a Fina-
le di Pollina al Villaggio Valtur ecco,
ora ci arrivo Pinella, Pinello, questo
Pinello che noi abbiamo parlato ci ha
diverse in diverse circostanze se ne
andava a passare lestate con la pro-
pria famiglia e appositamente par-
lando di questo discorso suo, Valtur,
venuto che avevano degli ascendenti
diciamo su questa societ, e trovando-
mi a sua volta assieme al Provenzano
quando era ma tu ti diverti, te ne
vai alla Valtur e lui in quel discorso
disse, ma se tu hai interesse?. No, per
carit, io non ho interesse di ste cose
di gruppo, che stanno tutti assieme.
(Lui disse) sti discorsi li abbiamo nelle
mani e ci possiamo benissimo arriva-
re. Pm: Quindi, questo uno di
Cosa Nostra questo Pino Pinello?.
Giuffr: E s. Pm: Quindi in so-
stanza se ho capito bene, il Pino Pi-
nello usufruiva della Valtur di Finale
di Pollina?. Giuffr: E non solo,
veda, aggiungo un altro discorso.
Stu discorso uscito casualmente
fuori, perch in quella circostanza
siamo negli anni unavventura
Nel 98, 99, c Totuccio Rinella
che si trova pure in questo villaggio
a passarsi da latitante lestate... E si
incontra con cio, sono vicini di
casa... Totuccio lo sa che io con Pino
Pinello sono molto intimo, nel mo-
mento in cui prima vede la bambina
e poi vede la moglie giustamente ha
paura, si para diciamo noi, poi vede
a lui, mi riconosce entrano in con-
tatto e tutti e due mi fanno sapere
che sono in contatto e che sono in
villeggiatura. Da questo discorso
e dai discorsi successivi, viene fuo-
ri il discorso di Pino Pinello che ha
la casa, cio, un appartamento, non
so di che cosa si tratta. Pm: E ne
parlate con Provenzano allepoca?.
Giuffr: Ne abbiamo successiva-
mente parlato assieme, dice se tu
poi ci vuoi andare se stu discor-
so della Valtur labbiamo noi nelle
mani, (gli dissi) Io vi ringrazio, stu
discorso di affollamento, manco a
parlarne, io voglio stare per i fatti
miei. Pm: Ma questo, scusi, glielo
dice Provenzano allora, no?. Giuf-
fr: S.
Lareplica. Chenon c
Abbiamo ripetutamente tentato, sen-
za successo, di avere una replica da
Patti. Agli atti del Tribunale risulta
la nomina di un difensore dufficio,
lavvocato Giuseppina Montericcio
di Trapani alla quale abbiamo chie-
sto la versione dei fatti dal punto di
vista del suo assistito. Il legale, per,
si limitata a dichiarare che non co-
nosce gli atti del processo.
un nome che a livello nazionale ha
la sua importanza. Non mi ricordo se
si parlava di discorsi di villeggiatura...
mastro Ciccio diceva chistu lavemu
nte manu. Mastro Ciccio aveva nel-
le mani a Patti. Io se ricordo bene, ci
sono discorsi che ho fatto con ma-
stro Ciccio, pu anche darsi che cera
nelloccasione Provenzano presente,
non lo abbia ad escludere signor pro-
curatore. possibile che sia stato
Provenzano a parlarle della Valtur
piuttosto che Mastro Ciccio?. Giuf-
fr: S, vede signor procuratore, non
che Provenzano come le ho detto in
altre circostanze, era tanto felice di
parlare dei discorsi di interesse econo-
mici suoi. Io su questo discorso ne ho
sentito dire appositamente che lave-
vano nelle mani loro, per pu an-
che darsi che diciamo che sia stato un
discorso che parlando di discorsi.
Pm: Vediamo se riesco a sollecitare la
sua memoria. Lei ha mai sentito parla-
re a Provenzano o a Riina o a qualcu-
no di loro, gli interessi che loro aveva-
no per esempio per acquistare villaggi
turistici o nella zona di Mazara o a
San Vito Lo Capo?. Giuffr: Aspet-
ti, mi viene in mente un discorso, nella
NEL 1998 LA CABLE SUD,
CONSORELLA DELLA CABLELETTRA,
AMMINISTRATA DA PATTI,
AL CENTRO DI UNINCHIESTA
PER FRODE FISCALE ALLA QUALE
PARTECIPANO CON IL RUOLO
DI NEGOZIATORI PERSONAGGI
CHE SECONDO I PM SONO CONTIGUI
O IN QUALCHE MODO VICINI
ALLA FAMIGLIA CAPEGGIATA
DA MESSINA DENARO
La Maddalena (Sassari), villaggio in localit Golfo Aranci (Sassari),
albergo ad Alghero (Sassari), albergo a Mezzana (Trento), albergo al
Sestriere (Torino), albergo Punta Fanfalo a Favignana, villaggio a Ni-
cotera (Catanzaro).
Le stesse societ hanno partecipazioni nelle estere Kevinco (Uruguay),
Valtur Hellas (Atene), Valtur Maldives (Isola Gasnolhu); Valtur Tatil
(Istanbul), Blue Horizon, (Belle Mare Flacq); Valtur Developpement
(Agadir), Valtur Egypt (Sharm el Sheik), Valtur do Brazil (Rio de Janei-
ro), Valtur Mexico (Cancun).
A rischio sequestro il 59% della Mediterraneo Villages spa, gi Castel-
franco uno srl. Il 50% della Costa Verde srl con sede a Vigevano. Ed
ancora: Med Legno srl di Campobello di Mazara, Olio & Oliva srl di Ca-
stelvetrano. Il 50% del capitale sociale Holding Turistica Italiana srl di
Vigevano. Il 60% del capitale della Immobiliare Milano 5 srl. Il 50% del
capitale della Fin.pa. srl di Milano. Scv con sede a Menzel Jemil, (Tuni-
sia). Il 50% della Ponti e strutture Sardegna srl. Il 50% della Consultur
srl di Vigevano. Il 50% della Svilam srl, societ per lo sviluppo turistico
di Lampedusa con sede a Roma. Il 29% della Sicav srl, societ interna-
zionale costruzioni alberghi e villaggi con sede a Roma. Il 29% della So-
ciet Immobiliare M.M. srl di Firenze.
Il 50% della Villaggio degli atleti srl
di Roma. Il 50% della Villaggio di
Marilleva srl.
Quote sociali della Fimec Srl di Vige-
vano. Ditta individuale Patti Paola
di Castelvetrano. Quota del capitale
della S.m.a. srl, sistemi modulari per
autoveicoli di Castelvetrano. Il 35%
del capitale detenuto nella Castel-
gandolfo spa. Il 50% della A.p. Consulting srl di Milano. Immobiliare 23
srl di Milano. Quote della Holding turistica italiana srl con sede a Vige-
vano. Il 29% della Societ consortile edil Magliana 89 di Roma.
Beni immobili
Decine di terreni, magazzini, case e fabbricati a Robbio, Castelvetrano,
Campobello di Mazara, Triscina e Tre Fontane. Macchine, fuoristrada e
unimbarcazione denominata Valtur Bahia, ormeggiata nella banchi-
na del porto di Mazara del Vallo.
IL 13 OTTOBRE 1998 LA DESI IMMOBILIARE DI CASTELVETRANO
SI AGGIUDICA ALLASTA PER 10 MILIARDI PUNTA FANFALO
A FAVIGNANA. NEL 1999 VENDE IL VILLAGGIO PER 9,22 MILIARDI
ALLA MEDITERRANEO VILLAGES PRESIEDUTA DA PATTI.
PER GLI INVESTIGATORI LA DESI ERA RICONDUCIBILE A LORENZO
INGRASCIOTTA, RITENUTO CONTIGUO ALLA FAMIGLIA MAFIOSA
LALBERGOPUNTA FANFALODI FAVIGNANA.
AFIANCOLASPIAGGIADELVILLAGGIOVALTURDI POLLINA
MAFIA| TRAPANI
SECONDO I MAGISTRATI, AL POSTO
DEL PIZZO, LA MAFIA AV A A A A REBBE CHIESTO
AGLI IMPRENDITORI UNA SORTA
DI QUOTA DI ISCRIZIONE ANNUALE
PER ACCEDERE AI SERVIZI
Nomi,
appalti
omi, omi,
e afari
appalti appalti
Il rapporto
che scuote
rapporto
una citt
di Rino Giacalone
115
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
114
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
ECCO IL NUOVO FALDONE
CONFLUITO NELLINDAGINE
SU TONINO DAL: COSA NOSTRA
AVREBBE INFLUENZATO
16 OPERE PUBBLICHE
FRA IL 1999 E IL 2003.
E IL SENATORE, PER LACCUSA,
AV AA REBBE FATTO DA SNODO FF
B
irrittella Antonino, im-
prenditore, mafioso, reo
confesso. Cacciatori Pao-
lo, imprenditore. Cascia
Salvatore, ingegnere capo
della Provincia, beccato ad un con-
trollo di polizia con appresso le buste
di una gara di appalto che dovevano
trovarsi chiuse in cassaforte. Cande-
la Salvatore, imprenditore. Castelli
Francesco, imprenditore. Castelli
Giovanni, imprenditore. Consigli
Giovanni, imprenditore. E poi tanti
altri nomi: Tommaso Coppola, con-
dannato per mafia e appalti pilotati,
Domenico Cutrale, Domenico e Pie-
tro Funaro, Vito Giacalone, Giovan-
battista Grillo, Francesco Grimaldi,
Calogero e Raffaele Guercia, Mi-
chele Martines, Michele Mazzara,
Graziano Menozzi, Francesco e Vin-
cenzo Morici, Francesco Nicosia, Se-
bastiano Orlando, Francesco Pace,
Francesco Paolo Palermo, Lamberto
Perugini, Francesco Placenza, Igna-
zio Sanges, Antonino Scimemi, Vin-
cenzo Scuderi, Antonino Spezia.
Sono i nomi confluiti nella comples-
sa inchiesta della squadra mobile di
Trapani che riguarda quattro anni di
appalti in provincia di Trapani: quel-
li per la provinciale Trapani Bonagia
Valderice (2000), per la provincia-
le Vita Domingo Celso (2000), per
la provinciale Passofondo (2000),
per la provinciale Lentina San Vito
(2000), per la provinciale Salinella
La Pietra (2000), per i lavori pres-
so listituto Geometri di Trapani
(1999), per la provinciale Ballotta
Fulgatore (2001), per la provincia-
le Ericina Difani (2001), per la co-
struzione della galleria Scindo Passo
Favignana (2000), per la provinciale
Collura Cuddia Zafferana Perino
(2000), per la strada Torre di Mezzo
Marausa Birgi Malopasso (2001),
per la strada ex comunit monta-
na Serrementa (2001), per la strada
di accesso al Kartodromo Kinisia
(2002), per lelettrificazione di con-
trada Abita di Gibellina (2003), per
la Funivia Trapani-Erice (2003) e
per la ristrutturazione di piazza san
Francesco di Paola a Salemi (2001).
Sullo sfondo, secondo laccusa, la re-
gia mafiosa.
Nomi e appalti provengono dal rap-
porto di indagine condotto dalla
squadra mobile di Trapani che an-
dato sotto il nome di Mafia e Appal-
fronti dellex sottosegretario allIn-
terno, oggi presidente della commis-
sione Ambiente del Senato, senatore
Tonino DAl. Lui, stando al rappor-
to, avrebbe in comune la frequenta-
zione con alcuni degli imprenditori
denunciati. Lui, il senatore, secondo
laccusa, avrebbe dato un preciso ap-
porto politico alla rete di imprendito-
ri, un sostegno, una coper-
ta di insospettabilit.
Dentro quel voluminoso
faldone raccontata la
storia pi recente delle re-
lazioni criminali intercor-
se nel Trapanese tra mafia,
imprese e politica. Storia
di oggi perch i nomi che
si scorrono tra i denunciati e quelli
comunque coinvolti sono i nomi di
trapanesi che col potere continuano
ad andare a braccetto. la storia di
un potere che secondo laccusa non
ha mai cambiato regista, Matteo
Messina Denaro.
Il boss di Castelvetrano, 50 anni ad
aprile, latitante da 19 anni, il sog-
getto che ha fatto cambiare pelle a
Cosa nostra, con le mani sporche del
sangue di tanti morti ammazzati, e
ha cominciato, con le stesse mani, a
gestire appalti, imprese, societ, hol-
ding commerciali, a contare dena-
ro, tanto denaro. Oggi la sua mafia
quella che sa sparare quando c
bisogno di sparare, e sa votare bene
quando c bisogno di votare per il
suo bene. la storia della mafia tra-
panese sotto il regno degli ultimi due
capi mandamento. Prima Vincen-
zo Virga, arrestato dopo sette anni
di latitanza nel 2001, capo di Cosa
nostra a Trapani dai primi anni 80,
oggi in carcere a scontare ergastoli
per decine di delitti, sotto processo
per lomicidio di Mauro Rostagno,
reso povero dallo Stato che gli ha
confiscato ogni possedimento e che
adesso gli deve anche pagare gli av-
vocati difensori. Poi Francesco Pace,
arrestato praticamente in diretta
dalla squadra mobile nellesercizio
ti terza fase. Sono seicento pagine di
rapporto giudiziario che la Procura
distrettuale antimafia di Palermo ha
presentato al gup Giovanni Franco-
lini, il giudice che deve decidere se
accogliere o meno la richiesta di rin-
vio a giudizio per concorso esterno
in associazione mafiosa che la Dda
palermitana ha presentato nei con-
IL SUPERBOSS DI CASTELV ASTEL ASTEL ETRANO
MATTEOMESSINA DENARO. IN APERTURA
IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE
DEL SENATO, TONINODAL
117
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
116
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
MAFIA| TRAPANI
LIMPRESA CHE SI AGGIUDICAVA
LAPPALTO DOVEVA PAGARE
TRA IL 2 E IL 3 PER CENTO
DEL VALORE DEL LAVORO,
MA CERA UNO SCONTO
PER CHI ACCETTAVA FORNITURE
RACCOMANDATE. E POI
CERANO LE TANGENTI
PER I FUNZIONARI
delle funzioni di capo del tavolino
che si occupava di grandi appalti e
grandi eventi. la storia che arriva a
toccare le stanze della politica.
Non per altro il voluminoso rappor-
to finito nei documenti dellinchie-
sta su DAl. A lui sono da ricondur-
re, secondo i magistrati, i collega-
menti con alcuni degli imprenditori
che avrebbero fatto affari grazie alla
politica e alla mafia. A lui, ancora
secondo i pm, sono da ricondurre
alcuni degli imprenditori denuncia-
ditori (salvo poi dire ai giudici che si
trattava di uno scherzo) e di ricordare
ad alcuni di questi ultimi, come Fran-
cesco Morici, che era in galera anche
per lui.
Don Ciccio Pace in tasca teneva una
sorta di tariffario, da buon impren-
ditore. Diceva quali erano le cifre
da corrispondere allorganizzazione
mafiosa: limpresa che si aggiudica-
va lappalto doveva pagare tra il 2 e
il 3 per cento del valore del lavoro e
don Ciccio applicava lo sconto solo
se limpresa che si aggiudicava i lavori
per le forniture preferiva rivolgersi ad
altre imprese raccomandate. Non
era per lunico costo: limpresa, se-
condo laccusa, poi doveva pagare le
tangenti ai funzionari pubblici che as-
sicuravano i loro servizi.
Uno tra quelli pi attivi a mettersi a
disposizione secondo il rapporto inve-
stigativo fu Salvatore Cascia di Sale-
mi. Di lui uno degli indagati, che ha
deciso di collaborare, il funzionario
Vito Giacalone, ha detto: Cascia mi
diceva che era nel cuore della presi-
dente (Giulia Adamo era allepoca
presidente della Provincia, ndr) ed
era ben voluto dal segretario generale
Provenzano... mi fece capire che era
in quel posto perch doveva garantire
certi equilibri e mi rifer che era molto
amico dellonorevole Pino Giammari-
naro (assolto da unaccusa di mafia,
ma di recente oggetto di una nuova
richiesta di sorveglianza speciale, ndr)
dicendomi che lui non aveva rinnega-
to tale amicizia come invece tanti altri
avevano fatto... a frequentare luffi-
cio di Cascia alla Provincia erano in
particolare gli imprenditori Nino Sci-
memi di Salemi, soggetto autorevole
attorno al quale si muovevano altri
imprenditori, ricevuti da Cascia erano
in particolare anche gli imprenditori
Castelli, Fileccia, e Saladino Melchior-
re (questultimo arrestato poi per le
indagini su mafia ed eolico, ndr).
Una rete fitta per evitare che le gare
andassero sole: cos limprenditore
Nino Scimemi definiva quelle gare
LIMPRENDITORE-PENTITONINOBIRRITTELLA
IL PMANDREA TARONDO
che si aggiudicavano senza interventi
illeciti. E chiamava regalile tangenti
che sarebbero state pagate a Cascia.
Scimemi non personaggio di basso
rango. Di lui, fra gli altri, ha parlato
il pentito Salvatore Lanzalaco, che fu
arrestato nel 1993 assieme al suocero
di Scimemi, Ciro Caradonna. Lanza-
laco ha messo in relazione Scimemi ai
famigerati esattori salemitani, i cugini
Nino e Ignazio Salvo, e ancora lo ha
indicato in rapporti con Pino Giam-
marinaro: Fu Scimemi che me lo pre-
sent, ha raccontato il pentito.
La vicenda che fece venire a galla il
ruolo di Cascia e ci che si muoveva
attorno a lui risale al 2 novembre del
2000 quando fu fermato mentre im-
UNO DEGLI INDAGATI,
IL FUNZIONARIO
VITO GIACALONE, HA DECISO
DI COLLABORARE.
E HA ACCUSATO LINGEGNERE
CAPO DELLA PROVINCIA,
SALVATORE CASCIA:
A FREQUENTARE
IL SUO UFFICIO ERANO
NINO SCIMEMI DI SALEMI
E GLI IMPRENDITORI CASTELLI,
FILECCIA, E SALADINO
MELCHIORRE
pagare una tassa di iscrizione per
poter usufruire di una serie di servi-
zi. Unevoluzione radicale rispetto al
sistema del pizzo messa a fuoco dal
pm Andrea Tarondo, uno dei ma-
gistrati pi impegnati nella lotta al
malaffare, alle cosche mafiose e alla
corruzione, secondo il quale pi che
di pizzo, nel Trapanese, si trattereb-
be di una vera quota associativa a
Cosa nostra.
Un sistema alla rovescia. Se oggi
Confindustria scopre la necessit di
espellere le imprese che fanno par-
te del sistema illegale, dallinchie-
sta emerge una pratica opposta da
parte della mafia: una sorta di car-
tellino rosso a uso di Cosa nostra,
che espelleva dal sistema illegale le
imprese che volevano rispettare le
regole. Tanto pi che adesso, ancora
stando alla ricostruzione dei pm, i
boss trapanesi hanno studiato il me-
todo per truccare gli appalti senza
dare nellocchio.
Il regno di Vincenzo Virga stato
infuocato nel vero senso della paro-
la. Non si contano quanti sono stati
gli attentati incendiari per costringe-
re le imprese a sottostare alle regole,
a rinnovare il pagamento della quota
associativa, ad ubbidire al re dei coc-
codrilli (cos veniva chiamato u zu
Vicenzo Virga). Coccodrilli tutti, lui
ed i figli, Pietro e Franco, non avreb-
bero lasciato nulla agli altri se non le
briciole.
Con larrivo di Francesco Pace le cose
cambiano. Matteo Messina Denaro
che lo vuole quale successore di Vir-
ga, Matteo Messina Denaro che gli
trasmette lultimo insegnamento, la
sommersione di Cosa nostra. Pace
tanto sicuro di s che non ha remore
un giorno a presentarsi ad un altro im-
prenditore dicendogli che lui il capo
mandamento. Poi, durante il proces-
so che alla fine lo vedr condannato,
disperatamente tent di trasformare
quelle parole in capo condominio,
ma i magistrati non gli diedero retta:
un capo condominio non si occupa di
appalti da aggiudicare, pizzo da estor-
cere, forniture da imporre. La magi-
stratura ha ricostruito il circuito degli
affari. E nella terza fase del rapporto
mafia e appalti finita una delle parti
pi consistenti di questi affari: appalti
che sarebbero stati pilotati per decine
di miliardi delle vecchie lire.
Don Ciccio Pace manteneva il con-
trollo della cupola di imprenditori
della quale facevano parte Nino Spe-
zia, oggi in carcere, Nino Birrittella,
lunico che ha deciso di sganciarsi dal
malaffare mafioso, e Tommaso Cop-
pola, un imprenditore di Valderice
intercettato mentre chiedeva al nipote
di mandare saluti a politici e impren-
boccava lautostrada per Palermo. La
polizia nella sua borsa trov cinque
buste ancora sigillate della gara di ap-
palto relativa alla provinciale per San
Vito Lo Capo. Lattivit di Cascia da
tempo era intercettata, e quel posto
di blocco non era casuale. Cascia non
lo sapeva e cos, quando torn libero
dopo il verbale, si premur, ripreso
dalle telecamere installate dalla poli-
zia, di tornare in ufficio per fare spa-
rire le prove della manipolazione degli
appalti. Al presidente della Provincia
Adamo e al segretario generale Pro-
venzano relazion dicendo che a sua
insaputa quelle buste sigillate si trova-
vano nella sua borsa. A sua insaputa.
In Italia le inchieste vanno cos.
ti. Da ricondurre gi solo per il fat-
to che la frequentazione nata nei
salotti buoni della societ trapanese,
quella che una volta diceva che la
mafia non esisteva.
Linventore del sistema di connes-
sione tra mafia, politica e impresa
sarebbe stato proprio Vincenzo Vir-
ga, che aveva a sua disposizione una
corte nutrita di imprenditori. Sotto
di lui nacque il comitato di affari.
La mafia trapanese ha avuto sempre
una peculiarit, quella di anticipare
addirittura le novit della politica e
delle pubbliche amministrazioni: e
cos la Cosa nostra delineata dallin-
chiesta una mafia che organizzava
conferenze di servizio permanenti
per rilasciare nulla osta dellanti-
Stato, seduta allo stesso tavolo con
politici e imprenditori spregiudicati.
A Trapani Cosa nostra avrebbe an-
che gestito una sorta di sportello
unico delle imprese: unentit cui
Laprossimaudienzaper larichiestadi rinvioagiudiziodel senatoreDAl ssataper l11 maggio. Il
gipFrancolini dovrdecideresullaammissionedelleparti civili - Libera, associazioni antiracket di
Marsala, MazaraeAlcamo, centroPioLaTorredi Alcamo- epoi sciogliereleriservesugli atti prot-
ti daaccusaedifesa. Ladifesadel senatoreDAl orientataversolarichiestadel ritoabbreviato.
Rispettoalleaccuseil parlamentaresi sempredifesosostenendolaloroinfondatezzainpartico-
lareapropositodi rapporti conimprenditori risultati vicini aCosanostra. Apropositodei rapporti
conlafamigliaMessinaDenarodi Castelvetranonel ricostruirelapartestoricadi questi contatti ha
ricordatochesi trattadi unlegameereditatoechelapresenzacomecampieri stataquasi subita.
Impossibilequindi secondoil senatoreDAl parlaredi complicitocontiguit
Ma il senatore si difende:
I Messina Denaro?
Ne ho subto la presenza
119
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
PARLA IL NEOPROCURATORE
RAPAN PP I MARCELLO VIOLA:
DIRE CHE IL LATITANTE
A DIETRO A TUTTO RISCHIA
PPAR PP PP IRE QUALUNQUISTA,
DI CERTO STA DIETRO
A TANTISSIME COSE.
E INDAGINI PATR PP IMONIALI
LO HANNO DISORIENTATO
FORSE GLI ULTIMI EPISODI
OLENZA POTREBBERO ESSERE
UNA CONSEGUENZA
Lombra di LL Messina Denaro
dietro gli attentati
rapanese
MAFIA| LINTERVISTA
MA LALLARME RIGUARDA ANCHE
LE ELEZIONI DI MAGGIO:
PER VIOLA GLI ATTENTATI
POTREBBERO ESSERE LEGATI
ALLAPPROSSIMARSI
DELLATORNATAAMMINISTRATIVA IV IV .
E SULLE CONDIZIONI DI COSA
NOSTRA DICE: DI CERTO
C UN PROBLEMA DI LEADERSHIP
E RECLUTAMENTO
DELLE NUOVE LEVE
Cominciamo dal suo recente passato.
Fino allo scorso dicembre lei stato
pubblico ministero della Direzione di-
strettuale antimafa di Palermo. Che
Procura ha lasciato?
Ho avuto il piacere di confrontarmi
con tanti colleghi bravi. Ho conosciuto
pi procuratori. Quando ero giudice
per le indagini preliminari cera anco-
ra Giancarlo Caselli. Poi, Piero Grasso.
Infne, ho fatto il pubblico ministero
con Francesco Messineo. Con un piz-
zico di orgoglio posso dire di avere
partecipato a momenti particolarmen-
te signifcativi dellazione di contrasto
alla mafa. Voglio sottolineare la bel-
lissima esperienza professionale e di
vita che ho avuto il privilegio di vivere,
in un uffcio che d un grande senso
di appartenenza e che alla fne ti porti
dentro con orgoglio.
A Palermo, negli ultimi anni, non sono
mancate le tensioni in Procura.
C chi parla di veleni, io le defnisco
dinamiche forti e accese, mai sfociate in
scontro velenoso, spiegabili con la gran-
dissima complessit e delicatezza dei
temi posti dalle indagini, in un uffcio
da sempre tradizionalmente impegnato
nelle pi complesse e delicate indagini
in materia di criminalit mafosa, con
le forti tensioni che inevitabilmente ne
derivano. I risultati, daltra parte, sono
sempre stati eccellenti.
Cosa nostra non pi la stessa di quan-
do ha iniziato a fare il magistrato.
Lho vista cambiare e molto. Aveva
una forte connotazione militare e da
questo punto di vista possiamo dire che
si indebolita. Ma la mafa si evolve,
mutevole, molto pi rapida ad adat-
tarsi a ogni tipo di evenienza interna o
esterna allorganizzazione, alle esigenze
ed alle dinamiche economiche e sociali
di quanto siano altri apparati.
Le connivenze con la politica sono,
per, una costante.
I rapporti fra la mafa e politica ci
sono sempre stati. Daltronde la mafa
da sempre interloquisce con i pote-
ri forti. Cos come come quelli con la
borghesia. Anche in questo c stata
unevoluzione. Lo dimostra la capacit
di infltrazione nelle regioni del Nord
Italia e allestero.
Possiamo azzardare lipotesi che lor-
ganizzazione sia giunta al capolinea,
indebolita dai continui arresti?
Di certo c un problema di leader- Di certo c un problema di leader Di certo c un problema di leader
ship. Cos come quello di reclutamen-
to delle nuove leve che fa segnare un
abbassamento del livello qualitativo
dello spessore criminale, se cos pos-
siamo defnirlo. Larresto dei latitanti
rappresenta una forte riposta dello Sta-
to e rappresenta un indebolimento per
H
a fatto in tempo a spedire
in galera i mafosi, vecchi e
nuovi, della cosca palermi-
tana di San Lorenzo. Cera
anche la frma di Marcello
Viola nel provvedimento dello scorso
dicembre. Poi, si insediato a capo
della procura di Trapani. Dal capo-
luogo siciliano Viola porta con s
anni di esperienza e lotta concreta a
Cosa nostra. Ed anche una capacit
di analisi degli intrecci criminali che
sa molto di investigation americana.
Non un caso che nella sua carriera
si contino decine di successi contro le
organizzazioni che gestiscono i traffci
internazionali di droga.
IL BOSS DI CASTELV ASTEL ASTEL ETRANOMATTEOMESSINA DENARO.
IN APERTURA IL NUOVOPROCURATORE DI TRAPAN PP I
MARCELLOVIOLA
di Riccardo Lo Verso VV
Cosa nostra. Potrei dire che lorganiz-
zazione sta attraversando un momento
di grave diffcolt, ma non un buon
motivo per abbassare la guardia.
vero, i latitanti fniscono in cella, ma i
vecchi capi tornano liberi, magari dopo
avere scontato la pena, e riprendono in
mano il potere.
Non posso che confermare le sue
preoccupazioni. C un esempio che
ho riscontrato col mio lavoro. Ho in-
dagato su Giulio Caporrimo (arresta-
to di recente e indicato come reggente
del mandamento di San Lorenzo, ndr),
che ha riportato pesanti condanne per
mafa ed estorsioni, e dopo la scarce-
razione tornato subito operativo, as-
sumendo un ruolo di vertice nellarea
mafosa di appartenenza.
Non disarmante per un magistrato?
Innanzitutto la conferma della vali-
dit della vecchia regola di Cosa nostra
che dallorganizzazione si esce in due
soli modi: con la morte o diventando
collaboratori di giustizia. inutile ne-
garlo: il problema c. Il rischio di tro-
varci di fronte i soliti noti concreto.
Fortunatamente stato in parte limi-
tato dallinasprimento delle pene. In
passato le condanne non sempre cor- passato le condanne non sempre cor passato le condanne non sempre cor
MarcelloViolastatonominatoprocu-
ratoredi Trapani dal plenumdel TT Csm
con16voti controi 7 dellaltrocandidato,
GiuseppeFici. Viola, 54anni, erapubblico
ministerodellaDirezionedistrettuale
antimaadi Palermo. Originariodi
Cammarata, nellA ammarata, nell ammarata, nell grigentino, hainiziato
lasuacarrierainmagistraturanegli anni
80comeuditoredellufcioistruzionedi
Giovanni Falcone.
statogiudiceistruttoreaLanusei (nella
provinciadellOgliastra) epretoread
Avola. AA APalermoharicopertoprimalin-
caricodi Gipepoi di sostitutoprocuratore,
rmandolepiimportanti indagini sulla
Cosanostrapalermitana.
CHI MARCELLO VIOLA
?
120
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
LODEVOLE LA PROPOSTA
DI ANTONELLO MONTANTE
DI CREARE UN RATING ANTIMAFIA.
DICIAMOCELO FRANCAMENTE,
NON TUTTI POSSONO AVERE
LA CAPACIT DI ESSERE EROI
COME LO STATO LIBERO GRASSI.
NON POSSIAMO NEPPURE
PRETENDERLO, MA UN PO
DI CORAGGIO QUELLO S
MAFIA| LINTERVISTA
rispondevano alla gravit del fatto per
cui i mafosi venivano processati.
Da Palermo a Trapani, come cambia la
mafa?
Cosa nostra trapanese ha una storia
e una struttura diversa da quella pa-
lermitana. Quando ero gip ho potuto
riscontrare che si tratta di una mafa
tradizionale, radicata nel territorio, e
per la quale vale il principio di appar-
tenenza familiare. I legami di sangue
contano parecchio. Si era data unor-
ganizzazione legata ai Corleonesi. Ep-
pure, nonostante i forti legami con la
tradizione, stata capace di moderniz-
zarsi, di costruire rapporti con la politi-
ca e gli imprenditori.
Alla luce dei suo primi mesi da procu-
ratore come descriverebbe la situazione
trapanese?
Vi unapparente pace, quasi uno sta-
to di sonnolenza, ma certo che sotto
ci sia un un groviglio di mille affari e
intrecci che ribollono. Come dite a Pa-
lermo, c rivugghiu.
Matteo Messina Denaro che ha im-
posto il torpore?
diffcile dirlo anche perch non si
tratta di una mia competenza specif-
ca. Le indagini sono coordinate dalla
Direzione distrettuale antimafa di Pa-
lermo che sta ben operando. Regola
vuole, per, che un capomafa stia nel
territorio se vuole controllarlo. La for-
za di Messina Denaro sta nel consenso
che ha costruito attorno a s. rap-
presentata dal carisma criminale che
ha acquisito negli anni. In un vecchio
provvedimento ricordo che cera chi
sosteneva che Messina Denaro dovesse
essere adorato. E poi ci sono i benefci
economici che ha garantito al territo-
rio. In una visione distorta della realt
tutto questo fa acquisire consenso.
Insomma, Messina Denaro c sempre
e comunque.
Dire che il latitante stia dietro a tut-
to rischia di apparire qualunquista, di
certo sta dietro a tantissime cose. Le
indagini patrimoniali ed alcuni seque-
stri hanno colpito pesantemente i suoi
interessi e forse gli ultimi episodi di
violenza (alcuni attentati commessi in
provincia, ndr) potrebbero essere una
conseguenza dellattacco ad alcune for-
me illecite di arricchimento da parte di
soggetti vicini al latitante . una let-
tura possibile, come quella che lega gli
episodi allapprossimarsi della tornata
elettorale amministrativa.
Lesperienza ci dice che lavorare fa-
cendo terra bruciata attorno al lati-
tante alla fne paga.
Lei prima ha fatto riferimento alle
infltrazioni della mafa nella politica
citando lapprossimarsi delle elezioni
amministrative. La cronaca ci confer-
ma che non mancano gli esempi di po-
litici indagati perch considerati conti-
gui a Cosa nostra. Cosa si pu fare per
spezzare questo rapporto perverso?
Non personalizzerei il ragionamen-
to. Certamente ci sono infltrazioni
nella politica, ma il problema non si
risolve condannando il singolo espo-
nente. Dovrebbe occuparsene la po-
litica stessa attraverso un controllo
serio delle candidature. Accade, per,
che alcuni condannati tornino in liz-
za. Allora tocca alla gente scegliere
bene al momento del voto. La verit
che in molti guardano solo allutilit
personale. Stessa cosa avviene per gli
imprenditori. Ci sono quelli mafosi e
quelli che rifutano la mafa. Su questo
fronte le scelte e la politica adottate da
Confndustria dovrebbero costituire
un esempio.
Forse perch per alcuni imprenditori
strizzare locchio alla mafa pi con-
veniente.
E infatti lodevole la proposta di
Antonello Montante (responsabile
per la legalit di Confndustria, ndr)
di creare un rating antimafa per
premiare le aziende virtuose, che
adottano cio codici e progetti di
legalit. Diciamocelo francamente,
non tutti possono avere la capacit
di essere eroi come lo stato Libero
Grassi. Non possiamo neppure pre-
tenderlo, ma un po di coraggio quel-
lo s, si pu chiedere. Anche perch
le associazioni di categoria offrono
ormai tutto il sostegno necessario.
In conclusione e senza sfera di cri-
stallo alla mano: la cattura di Messi-
na Denaro vicina?
Bisogna essere positivi. C uno
sforzo investigativo enorme e i col-
leghi di Palermo stanno lavorando
bene. Bisogna pensare positivo.
IL RESPONSABILE NAZIONALE LEGALIT DI CONFINDUSTRIA
ANTONELLOMONTANTE
Per anni si cercato di accerchiare il
capomafa, arrestandone i fedelissimi e
colpendone i patrimoni. Proprio come
era avvenuto a Palermo per Bernardo
Provenzano. Da un po di tempo sem-
bra che si punti direttamente alla cat-
tura del latitante. Un cambiamento di
strategia?
Guardi, non so se ci sia stato un
cambio di strategia. Anche perch la
competenza della Dda di Palermo.
MAFIA| AGRIGENTO
di Riccardo Lo Verso VV
ESCLUSIVA. ECCO LE FOTO INEDITE DELLA LATITANZA
DI LINGHI LINGHI: IN SPIAGGIA O IN CAMPER
POCO PRIMA DI ESSERE ARRESTATO. E DAI PEN DRIVE
SEQUESTRATI NEL SUO APPARTAMENTO SPUNTANO
LE TRACCE DEI FIANCHEGGIATORI
UNINFORMATIVA DELLE SEZ IV IV IONI CRIMINALIT ORGANIZZATA
DI PALERMO E AGRIGENTO RICOSTRUISCE GLI ULTIMI GIORNI
DA UCCEL DI BOSCO. PER COLLEGARE I NOMI UTENTE USATI
SU SKYPE DAI SUOI INTERLOCUTORI, PER, SERVE UNA ROGATORIA
A mare con Falsone
P
iena estate. Una bella
spiaggia dorata. E un
uomo che si fa foto-
grafare in boxer. Scatti
di vita quotidiana. La
quotidianit di chi fa
fnta di essere una persona norma-
le e invece scappa da una condanna
allergastolo. Luomo che si gode la
vacanza Giuseppe Falsone. Le foto
sono del 2009, quando Falsone era
ancora limprendibile capo della
mafa agrigentina. La sua fuga, du-
rata undici anni, si sarebbe conclusa
un anno dopo in un appartamento
a Marsiglia. Uninformativa del-
le sezioni Criminalit organizzata
delle squadre mobili di Palermo e
Agrigento ricostruisce le ultime fasi
della latitanza. Nellappartamento
nel quale stato catturato sono stati
trovati appunti, telefonini, computer
e pen drive pieni di nomi. Ne viene
fuori un intreccio di interessi su cui
sono ancora in corso le indagini.
I rifugi aMarsiglia
Tra i documenti sequestrati a Falso-
ne ci sono pure i contratti stipulati
con lagenzia immobiliare Remj Ter-
razzi per lafftto di alcuni apparta-
menti. Sono i rifugi dove ha vissuto
negli ultimi anni. Cambiava spesso
123
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
122
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
casa per evitare di dare punti di ri-
ferimento a chi dava la caccia. Fino
a luglio del 2009 aveva preso in af-
ftto un immobile in rue Sainte 129.
Poi, dallottobre dello stesso anno e
fno al marzo 2013, ha traslocato tre
volte: rue DEndoume 75, rue Con-
dolle 10, rue de Freidland 5. Infne
lultimo covo, quello in cui stato
arrestato, in boulevard Notre Dame.
Falsone ha sempre scelto il salotto
buono della citt francese. Tutte le
case si trovano, infatti, nellelegante
quartiere La Canabiere. Luogo sim-
bolo di Marsiglia e del suo porto.
LeutenzeSkype
Un vero e proprio intreccio di comu-
nicazione quello che Falsone ha in-
trattenuto durante la sua permanen-
za in terra francese. Utilizzava sche-
de telefoniche internazionali ma era
soprattutto un grande appassionato
di Skype. La rete telematica offre un
vantaggio. Chi si iscrive sfugge alla
verifca dei dati immessi per regi-
strare gli account. Fatta eccezione
per lutente maluppila, identifcato
in Carmelo Marotta, uno dei primi
presunti fancheggiatori del latitante
ad essere stato identifcato sol per-
ch si registrato in Italia, ci sono
una sflza di nomi e password rima-
sti senza una vera identit.
Lelenco lungo: giogio20091, dino.
zof, zof zof maluppila, sabenedica (loca-
lizzato ad Amburgo), anmaron
(sembrerebbe fare riferimento alla
Radiografca Costarricenze Amnet
Television con sede in Costa Rica),
enmaron (localizzato in Francia
nel distretto della Costa azzurra),
UNA FOTODI FALSONE IN CAMPEGGIOCON UNA DONNA
SCATTATA NEGLI ULTIMI GIORNI DELLA LATITANZA.
IN APERTURA LA LATITANZA DORATA DI FALSONE.
ALCUNE DELLE FOTOSCATTATE AL MARE, IN UNA LOCALIT
FRANCESE NON INDIVIDUATA, DURANTE LA LATITANZA
DI GIUSEPPE FALSONE
FALSONE, INOLTRE,
USAV USA USA A TRE CELLULAR VV I.
UN VOIP, UN IP IP NOKIA
E UN ALCATEL DA CUI
RISULTANO DECINE
DI TELEFONATE IN ENTRATA
E IN USCITA. OLTRE A MOLTI SMS.
E A SALV SAL SAL BELL SCRIVEVA: VV
CHIAMAMI CHE CI VEDIAMO
PRIMA CHE TU PART PP I...
SONO A LIONE
vano4169, vivenzobaffo, tinojep,
jungfred66, zenlin26, fabrisandre.
andre. Alcuni di questi potrebbero
essere stati usati anche direttamente
dallo stesso Falsone. Yahoo Italia ha
fatto sapere che si tratta di account
gestiti dalla collegata francese della
societ e dunque per svelare lidenti-
t di chi li ha registrati ci vuole una
rogatoria internazionale. Per non
dimenticare i nomi dei suoi contatti
Falsone aveva labitudine di scriverli
in un bloc notes. Nei fogli ci sono
anche dei riferimenti a numeri e per-
sone su cui si continua a indagare.
Sin dora sappiamo, per, che dietro
lo pseudonimo jungfred66 si celava
sicuramente lo stesso Falsone. Aveva
una ftta corrispondenza con luten-
za intestata a tinojep al quale chiede-
LELENCO DE LL I CONTATTI
LUNGO: GIOGIO20091, DINO.
ZOF, MALUPPILA,
SABENEDICA, ANMARON,
ENMARON, VANO4169, VV
VIVENZOBAFFO, TINOJEP, PP
JUNGFRED66, ZENLIN26,
FABR FF ISANDRE.ANDRE.
E SU UN BLOC NOTES
CERANO NUMERI E NOMI
SU CUI SI INDAGA ANCORA
125
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
MAFIA| AGRIGENTO
qualche giorno dopo: Scusa per il
ritardo, ti contatto tra due settima-
ne, dovrei venire nella tua bella citt.
Non venire qua fa molto freddo.
Doveva trattarsi di qualcosa di dav-
vero importante visto che Falsone
era incalzante: Ho avuto conferma
che a tuo parente (come eravamo
rimasti) hanno consegnato da 15
giorni quello di cui ho bisogno con
urgenza, sono arrivato ad un estre-
mo bisogno, interessati al pi presto
e fai arrivare il pi presto possibile.
Il latitante era pressante: Cugino,
ti ripeto che sono in una situazione
delicata e di estremo bisogno. Risol-
vi questa cosa e in questa settimana.
va notizie sullinvio di una cartolina.
In altre conversazioni tinojep viene
appellato come cugino. Secondo gli
investigatori, sarebbe il terminale
di una serie di soggetti, non ancora
identifcati, che avrebbero protetto e
favorito la latitanza del capomafa
agrigentino.
Il 9 aprile 2010 Falsone scriveva a
tinojep: Ti ringrazio per la risposta,
ti deve arrivare qualcosa di cui ho
estremo bisogno, ti prego di farmi
arrivare al pi presto possibile que-
sta cosa. E il cugino rispondeva
IN QUESTE DUE PAG PP INE I FOGLI DI BLOC NOTES
SUI QUALI FALSONE PRENDEVA A VV PPUNTI
Non sono in condizione di venire e
ho bisogno subito della cartolina,
sono arrivato che non respiro pi se
non puoi tu chi pu portare qui la
cartolina, ti invio un numero di tele-
fono di una cabina telefonica, dimmi
quando mi chiami e mi far trovare
l. Risposta: Ti chiamo alle 17 e se
non rispondi alle 17 e 15 e cos ogni
quarto dora fno a potere parlare
con te.
I telefonini
Falsone utilizzava tre cellulari. Un
126
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
MAFIA| AGRIGENTO
IN UN PEN DRIVE I DOCUMENTI
DI ALCUNE PERSONE A CUI
AV AA EVA VV RUBATO LIDENTIT
(IL FRANCESE NICOLAS PETE,
MARIO PINO SCHITTONE
DI CALTABELLOTTA,
GIUSEPPE SANFILIPPO FRITTOLA
DI BIANCAVI ANCA ANCA LLA, E I ROMANI
MARIO BERNARDONI, FRANCESCO
VINCI E DARIO ANGELUCCI)
E LA FOTO DEL PREGIUDICATO
GIUSEPPE FERRERA
Voip, un Nokia e un Alcatel da cui
risultano decine di telefonate in en-
trata e in uscita. Oltre a molti sms.
Si tratta di conversazioni defnite
commerciali, probabilmente lega-
te allimpresa edile che Falsone ave-
va attivato come copertura, ma an-
che di chiamate private. Tra le tante,
nellinformativa stilata dai poliziotti
diretti dal capo della sezione, Anto-
nino De Santis, vengono segnalate
quelle con salvbell, pseudonimo di
Salvatore Bella. Tra i due c anche
uno scambio di messaggi. Il latitan-
te si frmava gian. Chiamami che ci
vediamo prima che tu parti... sono a
Lion aspetto che mi chiami, scriveva
127
ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA- S
Falsone. Da un appunto sequestrato
dai poliziotti si scopre che salvbell
era rintracciabile a Lione, in Place
Fracisque Regaud. Gli investigatori
hanno incrociato i contatti telefonici
francesi con quelli italiani e hanno
scoperto che lo stesso salvbell era in salvbell salvbell
linea con alcune utenze intestate ai
fratelli Bella, nove in tutto. La fami-
glia Bella originaria di Campobello
di Licata, dove alcuni continuano a
vivere. Molti componenti del nucleo
familiare sono emigrati in Francia.
Come si legge nellinformativa tra-
come favoreggiatore, mediante linte-
stazione fttizia di schede telefoniche e
auto, di una banda di slavi specializzati
in reati contro il patrimonio. Ed an-
cora cerano due fotografe che offrono
unimmagine di Falsone ben diversa da
quella conosciuta attraverso le vecchie
foto segnaletiche.
Levacanze
Sapeva di essere braccato ma non ri-
nunciava alle vacanze. Estive e inverna-
li. Nel pen drive ci sono pure le imma-
gini dei giorni trascorsi in una cittadina
balneare e a Pra Loup, localit sciisti-
ca sulle Alpi francesi. Si vede Falsone
in spiaggia, sulle rive di un torrente,
in piscina e in camper abbracciato ad
una donna. Una presenza femminile
smessa dalle squadre mobili di Pa-
lermo e Agrigento alla Procura del
capoluogo siciliano lanalisi dei ta-
bulati e i relativi accertamenti sono
ancora in corso.
I pen drive
Giuseppe Falsone aveva una costante
esigenza di cambiare identit. Nei sup-
porti informatici che sono stati trovati a
Marsiglia cera una serie di fle e docu-
menti intestati alle persone a cui avreb-
be rubato lidentit: il francese Nicolas
Pete, Mario Pino Schittone di Caltabel-
lotta, Giuseppe Sanflippo Frittola di
Biancavilla, e i romani Mario Bernardo-
ni, Francesco Vinci e Dario Angelucci.
Ad ogni persona corrispondevano una
carta didentit o una patente prive del-
la foto di riconoscimento. A Sanflippo
Frittola era intestato il documento che
il latitante ha mostrato agli investigato-
ri al momento dellarresto. Sempre nel
pen drive Falsone conservava la foto di
Giuseppe Ferrera. Si tratta di un per- Giuseppe Ferrera. Si tratta di un per Giuseppe Ferrera. Si tratta di un per
sonaggio arrestato per furto, detenuto
ad Agrigento e scarcerato nellagosto
del 2010. Uninformativa lo descrive
costante. Si tratta della titolare di una
parrucchieria per uomo di Marsiglia.
Le foto della settimana bianca sono da-
tate marzo 2009, mentre quelle al mare
sono dellagosto dello stesso anno. Un
anno prima che fnisse la latitanza do-
rata dellultimo capo della mafa agri-
gentina.
LUOMODALLE M LL ILLE FACCE: LA FF FOTOSCATTATA
AL MOMENTODELLARRESTOE UNA DI QUELLE TROVATE VV
NEL COVO. NEGLI ULTIMI GIORNI DELLA LATITANZA
LASPETTODI FALSONE, SENZA OCCHIALI N BARBA
E CON QUALCHE CHILOIN MENO, ERA CAMBIATO.
NELLA PAG PP INA A FIANCOLA PATENTE PP INTESTATA
A JEAN-LUC PIERRE MARIE TA TT FFOREAU TROVATA VV
NEL COVODI FALSONE
LAVV LA LA OCATOGIOVANN VV I CASTRONOVO,
CHE DIFENDE GIUSEPPE FALSONE FF
NEL PEN DRIVE CI SONO PURE
LE IMMAGINI DEI GIORNI
TRASCORSI IN UNA CITTADINA
BALNEARE E A PRA LOUP, PP
LOCALIT SCIISTICA SULLE ALPI
FFRANCES RANCESII. . SI SI VVEDE EDE FALSONE
IN SPIAGGIA, SULLE RIVE
DI UN TORRENTE, IN PISCINA
E IN CAMPER ABBRACCIATO
A UNA DONNA
128
S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
PIZZINI
Ho avuto dei dispiaceri in famiglia
per questa storia, ma non ero nel
libro paga di Lo Piccolo. Lo ha detto,
nelle dichiarazioni spontanee rese al
processo del quale imputato con
laccusa di essere stato il reggente del
mandamento maoso di Tommaso
Natale, Giuseppe Liga, lArchitetto cui
S dedic una copertina due anni fa.
Liga spiega la sua versione dei fatti su
un terreno destinato a una lottizza-
zione. Secondo laccusa, lui avrebbe
minacciato i proprietari di concederlo
ad alcune cooperative con lo scopo di
realizzare abitazioni di edilizia popola-
re agevolata. Lui sostiene invece che il
padre dellavvocato Marcello Trapani, il
titolare del terreno, avrebbe chiesto la
sua intermediazione con le stesse coo-
perative per far aumentare il prezzo di
vendita. Liga dice di aver tutelato gli
interessi di un mio lontano parente e
spiega alla corte anche i dettagli tecni-
ci: Il prezzo era di sessantamila lire al
metro quadro, la legge dice che si pu
raddoppiare solo se si dimostra che
lunica fonte di reddito o di pertinenza
di un coltivatore diretto.
AdessoandatoaPadova, comeavevaannunciatotempofa. Giuseppe
SalvatoreRiina, terzogliodel superbossmaosoTot, haottenutoil s alla
richiestaavanzataal tribunaleMisuredi prevenzionedi Palermoper poter
continuareil regimedi sorveglianzaspecialeinVeneto. RiinaJunior, scarce-
ratoadottobredopoquasi noveanni, avevagimanifestatolintenzionedi
andareaPadova, alavorareper unaonlus. Mail provvedimentoavevaim-
postoil soggiornoaCorleone. Nel suopaese, per, comeSavevascrittoin
unserviziopubblicatosubitodopolascarcerazione, il sindacoNinoIannazzo
lavevadichiaratopersonanongradita. MadallaLegaarrivatosubitouno
stop: Il Nord- hadettoUmbertoBossi - reagiscaconlapenadi morte.
Erano gli uomini nuovi del clan di Resut-
tana, decimato dagli arresti dei carabinieri.
Mario Napoli, Carlo Gian-
nusa, Marcello Campagna
e Gioacchino Morisca sono
stati condannati in appel-
lo dopo avere scelto il rito
abbreviato in primo grado.
E sono state confermate
le pene in itte per oltre 35
anni complessivi. A otto
anni e otto mesi sono stati
condannati Mario Napoli e
Carlo Giannusa, secondo le
indagini dirigenti del clan. Le altre condan-
ne sono a carico di Gioacchino Morisca (7
anni e sei mesi) e Marcello Campagna (sei
anni). Il primo, detto anche Tot India, si
occupava principalmente
delle estorsioni con Mario
Napoli, nella cosca guidata
da Andrea Quatrosi. Anche
Marcello Campagna uno
degli uomini del pizzo
anche se ufcialmente la-
vorava per la societ che si
occupava della vigilanza e
della portineria nellospe-
dale Casa del Sole. Le
denunce dei commercianti
sono state determinanti. Allinchiesta S
ha dedicato un ampio servizio due anni fa.
LArchitetto
parla al processo:
Non ero nel libro paga
di Lo Piccolo
Riina jr va a Padova
Gli uomini nuovi di Resuttana
Quattro condanne in appello
Estorsioni di Carini
Chieste 3 condanne
Il pm Gaetano Paci ha chiesto dodici
anni di carcere ciascuno per Vito Fail-
la e Giacomo Lo Duca e cinque anni
per Calogero Giovan Battista Passa-
lacqua, capo della cosca di Carini,
in un processo per estorsioni. Passa-
lacqua accusato solo del tentativo di estorsione ai danni dellimprenditore
Andrea Impastato, vecchia conoscenza delle forze dellordine per essere stato
arrestato come favoreggiatore di Bernardo Provenzano. Il denaro, secondo
laccusa, documentata da un articolo pubblicato su S due anni fa, veniva
richiesto da Failla e da Lo Duca. I boss non avrebbero imposto solo il pizzo
ma anche lutilizzo di mezzi pesanti riconducibili ad una ditta di Carini per
realizzare le opere di scavo e di sbancamento. Prossima udienza il 12 aprile.
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S- ILMAGAZINECHEGUARDADENTROLACRONACA
ILCONTROMAGAZINE| a cura di lavucciria.net