Sei sulla pagina 1di 6

28/11/13 Bruce L. Benson, Da dove viene la legge?

(1997)
www.panarchy.org/benson/legge.html 1/6
Bruce L. Benson
Da dove viene la legge?
(1997)

Note
Questo saggio una delle migliori esposizioni sul tema della legge e della giustizia. L'autore fa
una distinzione importante tra le leggi e il governo da una parte, che sono istituzioni naturali
generate dalle persone al fine di prosperare attraverso la produzione e i commerci, e, dall'altra, lo
stato o un potere centrale che nasce al fine di espropriare, attraverso la violenza o la minaccia del
suo uso, la ricchezza prodotta. Lo stato quindi non n l'artefice delle regole n il garante della
sicurezza, ma un organismo creato da persone violente che cercano di vivere alle spalle degli altri
e a cui permesso di continuare nelle loro razzie per motivi di convenienza, di quieto vivere, di
abitudine, di debolezza e di paura. Infatti, una comunit composta da persone culturalmente
evolute ha molti mezzi per regolare al meglio i rapporti tra le persone e risolvere gli eventuali
conflitti, come illustrato dall'autore attraverso una analisi storica e sociologica.
Traduzione di Luigi Pirri
Fonte: www.thefreemanonline.org/featured/where-does-law-come-from/


Lo studioso di diritto Lon Fuller defin la legge come limpresa di subordinare la condotta umana al governo
[governance] delle regole [1]. Ci include regole basilari di condotta, cos come istituzioni, meccanismi di
chiarificazione, cambiamento e applicazione delle regole stesse. David Hume osserv, quasi due secoli e
mezzo fa, che una tra le principali motivazioni per lo sviluppo delle regole e delle istituzioni di governo il
tentativo, da parte di individui razionali, di trovare modi di espandere il loro benessere o la ricchezza, a
dispetto della scarsit [2]. Ma, come spieg Franz Oppenheimer, ci sono due modi per gli individui di
espandere la loro ricchezza: processi economici, che consistono in atti dinterazione cooperativa volontaria,
inclusi la produzione e il commercio; e processi politici, che prendono la ricchezza prodotta da altri
attraverso luso o la minaccia delluso della forza (o attraverso linganno) [3]. Comprendere levoluzione della
legge richiede il riconoscimento degli incentivi contrapposti nella costruzione delle regole finalizzate alla
creazione della ricchezza in contrasto con quelle introdotte per la sua espropriazione.

La ricerca di ricchezza e levoluzione del diritto
Come fa il diritto ad evolvere dal proprio interesse? La competizione sulluso delle risorse scarse inevitabile.
Sforzi unilaterali, al fine di trasformare una richiesta di propriet in propriet attuale, richiedono che la
minaccia della violenza sia talmente forte da escludere gli altri dall'avanzare richieste conflittuali. Poich
probabile che parecchi individui abbiano incentivi simili riguardo a qualsiasi risorsa scarsa, la competizione
violenta potrebbe consumare grandi quantit di ricchezza. Questa guerra Hobbesiana, del tutti contro tutti,
inevitabile? No. Per esempio, individui con simili capacit di violenza (e quindi piccole aspettative di vincere
una guerra) potrebbero riconoscere uneguale iniziale distribuzione dei diritti di propriet alle risorse scarse.
Gli incentivi per rafforzare questo accordo sono largamente positivi: infatti, a seguito del reciproco
riconoscimento al rispetto delle richieste di propriet, gli individui sperano di arricchirsi, concentrando risorse
sulle attivit produttive piuttosto che su attivit protettive o aggressive.
Certo, una guerra Hobbesiana potrebbe nascere se alcune parti credessero di essere abbastanza forti da
ottenere pi ricchezza. Ma levidenza storica e antropologica suggerisce che gli uomini primitivi vivevano in
larghi gruppi che cooperavano ampiamente [4]. Questo non sorprende, poich la capacit di violenza era
probabilmente simile, fino a quando la ricchezza inizi ad essere accumulata; quindi, la deterrenza reciproca
28/11/13 Bruce L. Benson, Da dove viene la legge? (1997)
www.panarchy.org/benson/legge.html 2/6
tendeva a prevenire laccaparramento delle risorse, lasciando la cooperazione quale unico mezzo potenziale
per laccrescimento della ricchezza.
Anche quando la capacit di violenza di una parte maggiore rispetto a quella delle altre, non probabile che
si verificherebbero conflitti continui e violenti. Effettivamente, se un individuo avesse un vantaggio assoluto
nella violenza, egli sarebbe in una posizione tale da indurre gli altri ad accettare la schiavit, concentrando
quindi tutti i diritti di propriet (incluso la propriet di altre persone) e ricchezza nelle mani di una
autorit. Certo, dovr anche mantenere la sua posizione di predominio al fine di assicurare la
continuazione di una distribuzione diseguale dei diritti di propriet e di ricchezza. Dopotutto, gli incentivi
degli schiavi ad accettare la situazione sono negativi essi accettano la soggezione solo quando ritengono
che sia meglio rispetto alla elevata probabilit di perdere tutto.
Fra i due estremi, dellaccordo violento e della schiavit, esistono molte altre alternative nonviolente. Esse
comportano forme di estorsione o protezione da quegli individui che chiedono un pagamento piuttosto che
formulare altre minacce. Alcuni racket di protezione esigono grandi pagamenti (per esempio tasse o tributi)
mentre altri sono caratterizzati da diritti di propriet privata dispersi e da modesti pagamenti a qualcuno che
ha un vantaggio comparato nellesercizio della violenza.
Potrebbe anche accadere che qualcuno che aveva optato per il pagamento della protezione riesca a produrre
sufficiente controforza da destituire lestorsore. Ma se il pagamento domandato non molto esoso, un
individuo capace di produrre considerevole ricchezza potrebbe decidere che il costo della controforza
troppo alto e non vale la pena dedicarvi tempo e fatica. Se cos, allora vi sono limiti alle richieste dellestorsore.
Prendiamo in considerazione levolversi di un ordine legale spontaneo prima di tornare alle implicazioni
dellestorsione e della legge.

Diritto attraverso istituzioni cooperative
Volontariamente riconosciute le regole fiduciarie, per usare la terminologia di Viktor Vanberg e James
Buchanan, comportano essenzialmente espliciti o impliciti accordi al fine di adottare schemi prevedibili di
comportamento, o norme, trattando con un numero limitato di individui ben identificati [5]. Poich la fonte
primaria del conflitto la scarsit, le regole fiduciarie si concentreranno sullallocazione della propriet. Ogni
individuo si assicura le sue rivendicazioni di propriet accettando lobbligazione di rispettare i diritti di
propriet di altri, che si comporteranno allo stesso modo. Quando ci accade, le persone possono pianificare
sul lungo periodo e ottenere il meglio dalle loro risorse.
Ma quanta governance (capacit di governo) occorre? Immaginate un processo evolutivo nel quale ogni
individuo riconosce lalto costo della violenza unilaterale quale mezzo per stabilire diritti di propriet.
Individui con capacit simili di violenza, posti di fronte al rischio di ripetute dispute (per esempio, con i vicini)
svilupperebbero relazioni bilaterali che includerebbero la promessa di un riconoscimento reciproco dei confini
riguardanti le propriet limitrofe. Se gli individui traessero un beneficio significativo da una serie continua di
relazioni, la violazione di una regola potrebbe essere corretta attraverso la strategia tit for tat (ripicca). In
sostanza, la parte lesa risponde in un modo simile (quindi la risposta non deve essere violenta) in occasione di
un successivo rapporto, al fine di punire il colpevole, ma segnala poi una volont di tornare ad un
comportamento coerente con le regole se il trasgressore originale far lo stesso. Il reo si accorge che se vuole
beneficiare di rapporti continui di cooperazione, deve seguire le regole.
Unaltra opzione, quando vi sono alternative in concorrenza, di rifiutare di intrattenere rapporti con chi si
dimostrato inaffidabile. Mano a mano che si formano parecchie relazioni bilaterali e si sviluppa un gruppo
informale con rapporti reciproci pi elaborati, tale concorrenza prende piede. Allora, gli individui possono
cooperare incondizionatamente con qualcuno che ha la fama di essere degno di fiducia, rifiutando di trattare
con qualcuno noto per avere violato una regola fiduciaria con una qualsiasi persona del gruppo. Se
l'informazione si diffonde rapidamente e ognuno risponde spontaneamente a una violazione delle regole, il
trasgressore escluso dall'interazione con tutti i membri della comunit. L'ostracismo sociale il risultato, e
pu essere una punizione significativa. Infatti, incentivi individuali a esigere punizioni fisiche sono deboli
quando le alternative in concorrenza con il trasgressore esistono e l'informazione diffusa rapidamente. Gli
investimenti in meccanismi di comunicazione sostituiscono gli investimenti nella capacit di violenza
personale. Infatti, Vanberg e Buchanan spiegano che, una volta che un gruppo formato sulla base di regole
reciproche diffuse di fiducia bilaterale, "regole di solidariet" (obblighi che si prevede saranno rispettati, poich
tutti ne trarrebbero vantaggio) possono svilupparsi.
Queste regole di solidariet includono "informare i vicini di individui che violano le regole fiduciarie" e
"boicottare gli individui inaffidabili." Esse evolvono spontaneamente in quanto gli individui sostituiscono
l'ostracismo alla violenza. Norme correlate, come "fare attenzione al tuo vicino" e "informare tutti quando si
verifica una violazione dei diritti", tendono a svilupparsi, e si evolvono pratiche multilaterali di cooperazione
al fine di assicurare i diritti di propriet. I membri dei gruppi affiatati e compatti spesso adottano sistemi per
28/11/13 Bruce L. Benson, Da dove viene la legge? (1997)
www.panarchy.org/benson/legge.html 3/6
evitare furti contro i colleghi e collaborano nella ricerca e nel promuovere una azione quando un furto si
verifica [6]. Le persone che non seguono le regole di solidariet (per esempio, coloro che non contribuiscono a
una pratica di cooperazione) possono anche essere ostracizzate, di modo che i problemi del free-rider (colui
che non collabora agli sforzi comuni pur ricavandone un beneficio) non sono rilevanti.
Minacce e sanzioni non sono gli incentivi principali di accettazione delle regole in un gruppo cooperativo in
fase di evoluzione. Importanti incentivi positivi possono anche svilupparsi. Impreviste e drastiche perdite di
ricchezza (da incendi, tempeste, la morte accidentale del capofamiglia) possono creare incentivi al furto. Per
evitare questo, il gruppo pu stabilire modalit di assicurazione per proteggere le persone da eventi che
potrebbero costringerli a rubare per sopravvivere. Individui auto-interessati volontariamente aiuteranno
qualcuno in difficolt, per incoraggiarlo a continuare a rispettare i loro diritti di propriet. Potrebbero farlo
con la certezza reciproca che essi possono ricevere aiuto, se ne avranno bisogno, in futuro.
Altri accordi istituzionali trovano anche sviluppo. Poich l'attivit di protezione imperfetta, qualcuno
accusato della violazione di una regola potrebbe non essere colpevole e contestare l'addebito. In tal caso, il
procedimento di accusa potrebbe sfociare in violenza, ma in un gruppo affiatato la violenza pu avere costi
significativi, soprattutto se le opinioni sull'altrui colpa sono discordanti. Tali costi possono essere ridotti
attraverso lo sviluppo di mezzi non violenti per risolvere le divergenze e chiarire i diritti di propriet,
prospettando l'accettazione di un giudizio in maniera relativamente attraente per il perdente.
Per esempio, un mediatore o arbitro reciprocamente accettabile pu essere scelto tra i membri pi rispettabili
della comunit o da un pool di specialisti di risoluzione delle controversie. Dal momento che questo terzo
elemento deve essere accettabile per entrambe le parti, la "equit" contenuta nel processo di risoluzione delle
controversie. Al perdente potrebbe anche essere consentito di comprare il suo ritorno nella comunit pagando
il risarcimento pattuito per il caso, piuttosto che essere sottoposto a punizioni fisiche o allesclusione.
Naturalmente, le sentenze possono essere sostenute da minacce di ostracismo ma, in generale, le risoluzioni
sono suscettibili di essere accolte in quanto anche i perdenti riconoscono che i benefici di lungo termine
provenienti dal comportarsi secondo le aspettative, probabilmente superano i costi del risarcimento (o quelli
di esclusione). Molti studi storici e antropologici dimostrano che il risarcimento e la mediazione volontaria o
larbitrato sono istituzioni comuni nei sistemi giuridici di gruppi affiatati [7].
Tutti questi sviluppi istituzionali tendono ad essere spontanei e non pianificati. Il risultato un movimento
verso diritti di propriet sempre pi sicuri sotto il "diritto consuetudinario." Infatti, come scrive Robert
Ellickson: "Ci sono prove abbondanti che ... non necessario che un gruppo prenda una decisione cosciente
per stabilire i diritti di propriet privata ... Le persone che interagiscono ripetutamente sono in grado di
generare istituzioni attraverso la comunicazione, il monitoraggio e lapplicazione di sanzioni. [8] Quindi,
nessuna autorit centrale con poteri coercitivi necessaria per produrre diritto in un ordine cooperativo
sociale. La coercizione necessaria solo quando vi sono forti incentivi a resistere, in genere perch la legge
discrimina notevolmente tra individui o gruppi nella attribuzione dei diritti e della ricchezza.

Lestorsione e levoluzione del diritto
Supponiamo che un individuo sia migliore di altri nel fare uso della violenza e scelga di prendere la ricchezza
prodotta da loro. Il risultato una "somma negativa" in quanto il trasferimento forzato e ogni sforzo per
resistere consuma risorse che potrebbero essere utilizzate per creare nuova ricchezza. Cionondimeno, una tale
persona pu aspettarsi di essere in una posizione migliore appropriandosi della ricchezza altrui piuttosto che
cooperando, producendo e scambiando.
Ovviamente, questa persona sar conosciuta per l'uso della violenza. La reputazione pu essere preziosa,
perch la semplice minaccia della violenza pu essere sufficiente per ottenere ricchezza. Una volta che tale
reputazione si sviluppa, tuttavia, il suo potenziale per l'inserimento nei rapporti di collaborazione ridotto, in
quanto chiunque non abbia un accordo fiduciario precedentemente stabilito metter in dubbio la sua parola.
Pertanto, la decisione di prendere la ricchezza implica spesso uno sforzo permanente a comportarsi da
estorsore. Inoltre, egli vorr creare un ambiente tale da produrre un reddito che affluisce in maniera costante.
Egli stabilir regole e istituzioni per ridurre al minimo i costi della estorsione continua. Tra le altre cose,
questo implica che l'estorsore tenter di stabilire un monopolio della violenza. Dopotutto, se una vittima pu
trovare qualche persona o un gruppo cooperativo per proteggerlo, le capacit dellestorsore di estrarre
ricchezza saranno molto limitate. Cos, lestorsore deve erigere barriere per impedire alla gente di scappare
dalla sua "giurisdizione".
La violenza necessaria per competere e mantenere il potere sar certamente maggiore di quanto ogni singolo
individuo possa produrre. Pertanto, un "imprenditore" in estorsione in genere costituisce una "impresa" che
utilizzer una parte della ricchezza sequestrata per acquistare servizi da altri che hanno un vantaggio
comparato nella violenza, ma una capacit imprenditoriale minore. (Tra questi saranno inclusi esecutori
potenti, personale militare o di polizia, e produttori di strumenti e simboli di violenza). Tale "tutela delle
imprese" prevede una collaborazione interna, per cui i rapporti tra le persone all'interno della societ saranno
28/11/13 Bruce L. Benson, Da dove viene la legge? (1997)
www.panarchy.org/benson/legge.html 4/6
diversi dai rapporti con coloro che sono soggetti allestorsione. Molti casi di aggressione organizzata hanno
coinvolto comunit cooperative con relazioni fiduciarie stabilite da tempo, come quelle sopra descritte, che
sono state persuase da un leader imprenditoriale (ad esempio, un capo guerriero tribale), di poter diventare
ricchi attraverso razzie o conquiste. Ma se abbastanza potente, una tale impresa pu essa stessa minacciare
l'imprenditore, di modo che egli sar incentivato a mantenere l'organizzazione decentralizzata (aumentando
il costo della collusione) e creare concorrenza per il bottino tra le fazioni.
L'estorsore pu anche evitare i rivali con l'acquisto di cooperazione da individui potenzialmente molto forti.
Come risultato, i racket di protezione possono combinare unestorsione dei deboli con una tutela di coloro che
sono relativamente potenti. Per mantenere il potere, lestorsore ha anche incentivi per ridistribuire ricchezza
in relazione ai cambiamenti nel potere relativo dei sottogruppi all'interno della sua giurisdizione. La
ridistribuzione mirerebbe ad ottenere il sostegno di sottogruppi che potrebbero diventare abbastanza potenti
da minacciare il suo potere. Cos, mentre le modalit di mutua assicurazione in sistemi cooperativi aiutano i
deboli che potrebbero avere pochi incentivi a rispettare i diritti di propriet, i sistemi basati sullestorsione
aiutano i potenti che hanno pochi incentivi a rispettare le pretese di sovranit del leader. Chiaramente, poich
vi un potenziale pericolo che anche i poveri possano organizzare una rivolta, il leader pu dare qualcosa
anche a loro. Ma i trasferimenti ai ricchi o potenti saranno predominanti, e i trasferimenti ai poveri
deriveranno, principalmente, da altri che non hanno potere.
Il ricattatore potrebbe anche sviluppare istituzioni attraverso le quali la competizione per i trasferimenti pu
essere incanalata e monitorata. Concentrando tale concorrenza in "comitati consultivi" o "assemblee
rappresentative", ad esempio, potrebbe ridurre i costi di monitoraggio e di rapporto con i gruppi.
Istituzionalizzando lo scambio di sostegno per i privilegi, sottogruppi potenti potrebbero vedere i loro interessi
legati a quelli del "sovrano". Un imprenditore efficace in estorsione potrebbe anche essere in grado di
abbassare i costi e legittimare la sua pretesa, in quanto fonte unica di regole e di interpretazione, istituendo
"contraddittori" per la disputa e la risoluzione delle controversie (i tribunali o le assemblee), sostenuti da
minacce di violenza.
I mezzi politici di guadagno della ricchezza sono parassiti sull'ospite economico, quindi un estorsore si trova
di fronte ad una scelta (tradeoff). Grandi livelli di estorsione nel breve termine ridurranno la produttivit e il
potenziale di reddito nel lungo periodo. Quanto il leader prende dipender da quanto tempo si aspetta di
conservare il potere. probabile che egli riconosca alcuni diritti di propriet privata e permetta lesistenza di
alcune organizzazioni cooperative al fine di creare incentivi per produrre maggiore ricchezza. Tuttavia, la
minaccia di appropriazione significa che tutte le propriet sono in un fondo comune, aperto in una certa
misura alla competizione politica.
Nella misura in cui il ricattatore riesce a legittimare le sue pretese di sovranit e a impedire alle persone di
fuggire, i suoi soggetti lo vedono come l'unica fonte legittima di regole nella giurisdizione geografica. Il
sovrano pu tentare di escogitare e imporre le proprie regole, ma anche probabile che pretenda di essere la
fonte delle leggi consuetudinarie gi in vigore, perch esse sono meccanismi a basso costo per facilitare la
creazione di ricchezza, della quale pu quindi appropriarsi. La sua "legge", tuttavia, deve essere superiore al
diritto consuetudinario. Molti codici antichi dei sovrani erano in gran parte codificazioni del diritto
consuetudinario, ma con alcune modifiche, per permettere al sovrano di imporre la distribuzione di ricchezza
[9].
Molti di questi pretendenti alla sovranit sono stati accettati, in quanto le persone generalmente ritengono che
lo stato sia la fonte di ogni diritto. La maggior parte (se non tutti) i moderni stati-nazione si sono chiaramente
sviluppati partendo da istituzioni non statali estorsive: ad esempio, capi guerrieri tribali che diventano re e
regni che diventano stati-nazione. La "legge" dello stato svolge molte funzioni in conflitto, molestando e
tutelando contemporaneamente gli interessi privati, estorcendo ricchezza e promuovendo la sua produzione,
mantenendo la struttura di classe e trascendendo le classi, integrando parti della societ e disintegrandone
altri. Legge (in senso positivo) e giustizia (in senso normativo) non sono sinonimi.

Distorsioni politiche ed evoluzione del diritto
Il potere di un sovrano quasi mai diventa assoluto, ma il diritto consuetudinario dei gruppi cooperativi, un
prodotto dell "ordine spontaneo", sempre distorto. Come F. A. Hayek ha spiegato, "l'ordine spontaneo
nasce da ogni elemento che risulta in equilibrio con tutti i vari fattori che operano su di esso, regolando tra di
loro tutte le sue varie azioni, un equilibrio che sar distrutto se alcune delle azioni sono determinate da
un'altra agenzia, sulla base di conoscenze diverse e al servizio di fini diversi [10]. " L'estorsore ed i suoi
ufficiali non possono completamente prevedere le conseguenze delle loro azioni, poich queste azioni
inevitabilmente causano una lunga serie di ulteriori aggiustamenti.
La possibilit che l'estorsore possa espropriare la ricchezza (tassa) riduce la pianificazione a lungo termine dei
produttori e gli utili attesi dalla cooperazione. Inoltre, la legittimazione delle norme e delle istituzioni
coercitive soffoca lo sviluppo di relazioni fiduciarie; il motivo per onorare gli impegni diventa levitare la
28/11/13 Bruce L. Benson, Da dove viene la legge? (1997)
www.panarchy.org/benson/legge.html 5/6
punizione dal sovrano. Di conseguenza, un numero minore di organizzazioni di volontariato si formano e
quelle costituite spesso eseguono un numero minore di funzioni. Nella misura in cui tali funzioni sono
richieste da potenti interessi politici, il sovrano pu tentare di forzare la continuazione della produzione, e se
ci fallisse, potrebbe tentare di produrre attraverso il suo crescente apparato burocratico [11].
Anche in una societ con un governo molto forte, tuttavia, alcuni gruppi cooperativi esisteranno. Tali gruppi
possono essere ancora in grado di far rispettare alcune norme loro proprie, anche se cos facendo violano il
"diritto" del sovrano (per esempio, attraverso forme di vigilanza di gruppo). Se, nel suo tentativo di
monopolizzare la legge, il sovrano impedisce pratiche che gruppi volontari utilizzano (accordi formali per
ostracizzare, risoluzione di controversie da parte di terze parti, risarcimento al posto della punizione), i gruppi
possono ricorrere alla segretezza e il sovrano pu usare la violenza per impedire ci che egli vede come un
crimine [12]. Quando la politica domina una societ, essa non si discosta molto dalla giungla hobbesiana.
Alcuni gruppi volontari sono abbastanza forti da mantenere metodi formali alternativi al sistema legale
dell'estorsore. Ci pi probabile che accada dove i benefici generati attraverso l'interazione volontaria sono
grandi o il gruppo rilevante opera attraverso diverse giurisdizioni, creando concorrenza tra le autorit. La
comunit d'affari internazionale dell'Europa medievale occidentale un esempio [13]. Allo stesso modo, il
diritto internazionale moderno commerciale resta, largamente, un sistema di diritto consuetudinario prodotto
ed applicato su base volontaria, nonostante molti tentativi di soggiogarlo nel corso dei secoli [14].

Conclusioni
Esistono molti altri esempi di sistemi paralleli di regole e di istituzioni. Ci sono casi in cui un sistema politico
stabilito, ma sistemi alternativi di diritto consuetudinario sorreggono la maggior parte dei comportamenti
umani [15]. Ci accade generalmente allinterno di quei gruppi nei quali legge e giustizia sono sinonimi
o, almeno, concetti complementari.
L'insegnamento che si ricava che la legge e il governo [governance] sono istituzioni naturali che nascono per
linteresse delle persone a prosperare attraverso la produzione, la divisione del lavoro e il commercio. Essi non
dipendono da un'autorit centrale coercitiva per la loro genesi. Gli stati possono sorgere quando un gruppo
potente, deciso ad effettuare una estorsione istituzionalizzata, coopta e modifica il diritto consuetudinario
esistente per servire i suoi interessi particolari.


Riferimenti
[1] Lon Fuller, The Morality of Law (New Haven: Yale University Press, 1964), p. 30.
[2] David Hume, An Inquiry Concerning the Principles of Morals, ed. Charles Hendel (Indianapolis, Ind.:
Bobbs-Merrill, 1957 [1751]).
[3] Franz Oppenheimer, The State: Its History and Development Viewed Sociologically, trans. John
Gitterman (Indianapolis, Ind.: Bobbs-Merrill, 1914 [1908]).
[4]Robert Ellickson, Property in Land, Yale Law Journal, vol. 102 (1993): 1315-1400.
[5] Viktor Vanberg and James Buchanan, Rational Choice and Moral Order, in From Political Economy to
Economy to Economics and Back?, ed. James Nichols, Jr., and Colin Wright (San Francisco: Institute for
Contemporary Studies, 1990).
[6]See for example, Bruce Benson, The Development of Criminal Law and Its Enforcement: Public Interest
or Political Transfers, Journal des Economistes et des Etudes Humaines 3 (1992): 79-108.
[7] Ibid.
[8] Ellickson, Property in Land, p. 1366.
[9] Benson, The Development of Criminal Law and its Enforcement; The Spontaneous Evolution of
Commercial Law, Southern Economic Journal 55 (1989): 644-61; and Law Merchant, in The New
Palgrave Dictionary of Economics and the Law, ed. Peter Newman (London: Macmillan, 1998, forthcoming).
[10] F. A. Hayek, Law, Legislation, and Liberty, vol. 1 (Chicago: University of Chicago Press, 1973), p. 51.
[11] Benson, The Development of Criminal Law and its Enforcement.
28/11/13 Bruce L. Benson, Da dove viene la legge? (1997)
www.panarchy.org/benson/legge.html 6/6
www.panarchy.org 2000 - 2013
[12] Ellickson, Order Without Law (Cambridge, Mass.: Harvard University Press, 1991), pp. 213-14;
Hernando de Soto, The Other Path: The Invisible Revolution in the Third World (New York: Harper & Row,
1989).
[13] Benson, The Spontaneous Evolution of Commercial Law and Law Merchant.
[14] Benson, Customary Law as a Social Contract: International Commercial Law, Constitutional Political
Economy 2 (1992): 1-27; and Law Merchant.
[15] Si veda, ad esempio: Lisa Bernstein, Opting Out of the Legal System: Extralegal Contractual Relations
in the Diamond Industry, Journal of Legal Studies 21 (1992): 115-58; Ellickson, Order Without Law; and
Benson, An Exploration of the Impact of Modern Arbitration Statutes on the Development of Arbitration in
the United States, Journal of Law, Economics & Organization 11 (1995): 479-501.