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MAHABHARATA

ASTIKA PARVA
Con testo sanscrito e transliterazione
INDICE
SEZIONE 13
Discorso tra Sauti e Saunaka. La storia di Astika un Purana. Descrizione del padre di Astika. Jaratkaru incontra gli
spiriti degli antenati. Gli spiriti esortano Jaratkaru al matrimonio. Jaratkaru pone un vincolo.
SEZIONE 14
Jaratkaru entra nella foresta. Per tre volte chiede una moglie in elemosina. Il Naga Vasuki ofre sua sorella.
SEZIONE 15
Riassunto. La maledizione. Matrimonio come antidoto alla maledizione. Jaratkaru sale al cielo.
Sezione 16
Sezione 17
Sezione 18
Sezione 19
Sezione 20
Sezione 21
Sezione 22
Sezione 23
Sezione 24
Sezione 25
Sezione 26
Sezione 27
Sezione 28
Sezione 29
Sezione 30
Sezione 31
Sezione 32
Sezione 33
Sezione 34
Sezione 35
Sezione 36
Sezione 37
Sezione 38
Sezione 39
Sezione 40
Sezione 41
Sezione 42
Sezione 43
Sezione 44
Sezione 45
Sezione 46
Sezione 47
Sezione 48
Sezione 49
Sezione 50
Sezione 51
Sezione 52
Sezione 53
Sezione 54
Sezione 55
Sezione 56
Sezione 57
Sezione 58
IL MAHABHARATA
ADI PARVA
(Il libro delle origini)
SEZIONI 13 - 58
ASTIKA PARVA
SEZIONE 13
(Astika Parva)
1
Saunaka chiese: Per quale ragione, Janamejaya, quel-
la tigre tra i re, volle privare della vita i Naga?
2
Perch
Astika, il migliore tra gli asceti, il migliore tra i nati
due volte, salv i Naga dal divampante fuoco di quella
cerimonia?
3
Chi era il padre di Astika? Raccontatemi
la sua storia.
4
Sauti rispose: La storia di Astika molto lunga. La
racconter per intero.
5
Saunaka replic: Fremo dal desiderio di ascoltare
questo afascinante racconto.
6
Sauti disse: Questa storia, prima fu narrata da Dwai-
payana e poi fu chiamata Purana dai preti.
7
Pi tardi,
su richiesta degli asceti che dimoravano nella foresta
di Naimisha, fu narrata da mio padre ed io ero tra loro.
8
Su vostra richiesta, narrer la storia di Astika, ripe-
tendo le stesse parole, con cui stata da me udita.
9
La
recita di questa storia, se ascoltata con devozione, pu
distruggere tutti i peccati.
Sauti continu: Il Padre di Astika, era potente quan-
to un antico patriarca.
10
Era uno studente dedito alle
austerit religiose. Mangiava in modo moderato e
come tutti gli asceti teneva la lussuria sotto controllo.
11
Luomo era conosciuto con il nome di Jaratkaru. Era
il primo tra gli Yayavara, virtuoso, benedetto, di rigidi
voti e dotato di grandi poteri mistici.
12
Era un Fatra
Shayan Griha (uno che si ferma solo di notte). Un
giorno volle fare un viaggio intorno al mondo.
13
Vis-
it numerosi luoghi santi e si bagn in molte acque
sacre, si fermava solo per dormire.
14
Dotato di grande
volont, pratic molte religiose austerit, queste erano
cos dure che potevano essere praticate solo da quegli
uomini che sono anime liberate. Col tempo smise di
dormire e di nutrirsi, laria che respirava divenne il suo
unico sostegno.
15
Sauti continu: Un giorno, mentre passeggiava, il
saggio vide gli spiriti dei suoi antenati, questi erano
legati per i piedi, al bordo di un baratro senza fondo e
penzolavano a testa in gi.
16
Nel vedere gli spettri, Ja-
ratkaru disse: Chi siete voi? Perch ciondolate a testa
in gi dal bordo di questa voragine? Perch siete legati
per i piedi? Un topo sta rosicchiando la corda e presto
sprofonderete nellabisso
17
Gli spetri risposero: Sia-
mo stati dei grandi saggi, conosciuti come Yayavara.
Stiamo sprofondando nelle tenebre, perch siamo
privi di discendenti.
18
In verit, abbiamo un nipote, si
chiama Jaratkaru. E lui la nostra pena.
19
Questo tonto
vive di sole austerit. Lo sciocco, non pensa al matri-
monio e a generare discendenti. E per paura che la
nostra razza si estingua, che siamo sospesi ai margini
di questo baratro.
20
Pur avendo qualcuno, il nostro
destino quello di chi non ha nessuno.
21
Chi siete voi,
che come amico, vi addolorate per noi? Desideria-
mo conoscere il vostro nome?
22
Il saggio rispose: Siete i miei nonni. Quel Jaratkaru
sono io. Ditemi, come posso aiutarvi?.
23
Gli spettri ris-
posero: Generate un fglio, il quale estenda la nostra
linea. Compirete cos un atto meritorio,
24
divenendo
padre si ottengono i migliori meriti, superiori a quelli
che si ottengono con le penitenze ascetiche.
25
Obbedite
al nostro comando, ponete nel vostro cuore lidea
del matrimonio e generate un fglio. Questo per il
vostro e per il nostro bene.
26
Il saggio replic: Non desidero guadagnare ricchez-
ze per poi gioirne, non desidero il matrimonio, ma ac-
consentir a prendere moglie.
27
Mi sposer, ma a una
condizione. La mia indole e quella di seguire le leggi
delle scritture, mentre la vita di coppia, pone fne a
tutte le attivit ascetiche.
28
Seguendo le regole mona-
cali sposer una donna, la quale possieda il mio stesso
nome e che mi sia donata in carit.
29
Questa sar la
donna che diverr mia moglie. Difcilmente qualcuno
dar la propria fglia in moglie ad un uomo povero come
me? Purch possegga il mio stesso nome, accetter la
prima ragazza che mi sar donata.
30
Far uno sforzo e
mi sposer. Avete la mia parola.
31
Non posso fare al-
trimenti. Per la vostra redenzione avr un fglio. Cos,
attraverso i discendenti, potrete entrare nella regione
delleterna beatitudine.
SEZIONE 14
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Quel santo dai rigidi voti, vag per
tutto il pianeta alla ricerca di una moglie, ma non tro-
v nessuna ragazza.
2
Un giorno, entrato in una fores-
ta, ricord le parole degli antenati e allo scopo di otte-
nere una sposa, con voce foca, per tre volte la chiese
in elemosina.
3
Un Naga si manifest, il suo nome era
Vasuki, questo venne per ofrirgli sua sorella in sposa.
Il saggio esit nellaccettarla, pensava che non por-
tasse il suo nome.
4
Il monaco pens: Non sposer
nessuna donna, tranne colei che porter il mio nome.
5
Ditemi, come si chiama vostra sorella?.
6
Il Naga ris-
pose: Mia sorella si chiama Jaratkaru, accettate ques-
ta giovane dalla vita sottile, come vostra sposa, o mi-
gliore tra i preti, essa vi stata riservata, prendetela
vostra.
7
Fissato il giorno delle nozze, praticati i dovuti riti, i
due si sposarono.
SEZIONE 15
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: O migliori tra coloro che conos-
cono Brahma, un tempo, la madre dei Naga, maled
i propri fgli, dicendo: Colui che possiede il ven-
to come carro, durante una cerimonia sacrifcale vi
brucer tutti.
2
Fu per neutralizzare quella maledizione che il capo
dei Naga, marit sua sorella con quelleccellente san-
to dai rigidi voti.
3
Si sposarono in accordo ai precetti
stabiliti dalle Sacre Scritture, da quella coppia venne
alla luce un maschio che i genitori chiamarono As-
tika.
4
Crescendo, divenne un grande asceta, esperto
nella conoscenza e nelle Scritture. Fu un uomo mag-
nanimo, misericordioso e sempre imparziale con
tutt i .
5
Dopo molti anni, un re, fece celebrare un grande sacri-
fcio, conosciuto con il nome del Sacrifcio del Serpente.
6
Questa cerimonia, aveva lo scopo di distruggere lin-
tera razza dei Naga, ma Astika li salv dalla morte,
7
tra
questi vi erano i suoi fratelli, gli zii materni e altri par-
enti. Inoltre, Astika sgrav il padre dal difcile compi-
to di generare discendenti.
8
Praticando molte austerit, numerosi voti e studiando
assiduamente le scritture, Jaratkaru si liber dal fardel-
lo dei suoi debiti.
9
Praticando sacrifci e ofrendo le pi
svariate oblazioni, propizi gli Esseri Celesti.
10
Prati-
cando la vita da studente, si concili con i preti e gen-
erando un fglio, gratifc gli antenati.
11
Sgravato dai suoi pesanti debiti, giunto il momento
della morte, Jaratkaru sal al cielo. Ho cos riassunto la
storia di Astika, cosaltro desiderate ascoltare?.
SEZIONE 16
(Astika Parva: seguito)
1
Saunaka chiese: Raccontala di nuovo, arricchitela
di particolari, continuate a narrare la storia di Astika.
La nostra curiosit assai grande.
2
Voi parlate dol-
cemente, usando i giusti accenti e la corretta enfasi.
Siamo soddisfatti del vostro modo di discorrere. Par-
late esattamente come parlava vostro padre.
3
Vostro
padre era sempre incline a soddisfarci, raccontate-
ci lintera storia.
4
Sauti continu: Narrer la storia di Astika, cos com
stata esposta dalle labbra di mio padre.
5
Durante lEt delloro, Prajapati ebbe due fglie. Le
due sorelle, erano molto belle.
6
I loro nomi erano
Kadru e Vinata. In et da marito, divennero le spose
di Kashyapa. Questultimo, ricevette dalle mogli
grande piacere, era cos gratifcato che volle ofri-
re loro una ricompensa.
7
Saputo che il loro signore,
desiderava concedere un premio,
8
le due donne si
sentirono trasportare dalla gioia.
Sauti continu: Kadru, desider avere per fgli
mille Naga, tutti di uguale bellezza,
9
mentre Vina-
ta, desider solo due fgli, i quali per superasse-
ro in forza, energia, valore e stazza, tutti i fgli della
s orel l a.
10
Il marito concesse a Kadru la moltitudine di fgli
richiesta e anche a Vinata, fu concesso ci che desider-
ava.
11
Le due sorelle, dopo aver concepito, sentirono il
cuore gonfarsi di gioia.
12
Kashyapa disse: Trattate i vostri embrioni con molta
cura. Poi si allontan e and a vivere nella foresta, las-
ciando le due mogli completamente soddisfatte.
13
Sauti continu: O migliore tra i nati due volte, Kad-
ru con la sua gravidanza, port avanti mille uova,
mentre Vinata solo due.
14
Le serve, depositarono le
uova dentro speciali vasi. Dopo cinquecento anni, le
uova di Kadru si schiusero.
15
I fgli di Kadru uscirono
dai gusci ma quelli di Vinata no.
16
Vedendo ci, Vinata
divenne gelosa, quindi in preda a questo sentimento,
ruppe una delle sue uova
17
e al suo interno vi trov
un essere, che aveva sviluppato solo la parte superiore
del corpo. Per questo insano gesto, il pulcino divenne
furioso e in collera maled la madre.
18
Il fglio, disse: Per aver prematuramente rotto il
mio uovo, diverrete una schiava.
19
Non siate impa-
ziente, non aprite laltro uovo, lasciatelo nellincuba-
trice per altri cinquemila anni,
20
trascorso il tempo,
il pulcino che esso contiene, nascer e con la sua im-
mensa forza potr liberarvi dalla schiavit.
21
Madre
se desiderate avere un fglio forte e sano, aspettate
altri cinquemila anni.
22
Dopo aver istruito la madre,
il pulcino guard il cielo e spicc il volo.
23
Quelluc-
cello divenne lauriga del Sole e pu essere visto alle
prime luci dellalba.
Sauti continu: Allo scadere dei cinquemila anni, il
secondo uovo si schiuse e usc Garuda il mangiatore
di serpenti.
24
O tigre della dinastia Brigu, subito dopo
aver visto la luce, il fglio di Vinata lasci la madre.
Il signore degli uccelli, spicc il volo per andare alla
ricerca del cibo che il grande Architetto dellUniverso
gli aveva destinato.
SEZIONE 17
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: O asceti, un giorno, le due sorelle, nei
pressi della loro dimora, videro un bellissimo cavallo,
il cui nome era Uchaisravas.
2
Era talmente avvenente
che la sua bellezza, veniva celebrata anche dagli Es-
seri Celesti. Quella gemma tra gli stalloni, sorse du-
rante il frullamento delloceano, allo scopo di ottenere
il prezioso nettare dellimmortalit.
3
Era grazioso,
mansueto, eternamente giovane e irresistibile, lin-
tero corpo portava i marchi dimportanti segni di
buon auspicio.
4
Saunaka chiese: Perch gli Esseri Celesti frullarono
loceano? Perch cercavano il nettare dellimmortal-
it? Da dove e come usc fuori quel cavallo?.
5
Sauti rispose: In quei luoghi esisteva una grande
monte il suo nome era Meru. Le sue cime, erano cos
splendenti, che avevano il potere di ofuscare i raggi
del Sole che al termine del giorno cadevano su di esso.
6
Ornato doro, eccedente in bellezza, quel monte era la
dimora degli Esseri Celesti. I suoi versanti, le sue valli
e le sue cime, erano invalicabili.
7
I suoi pendii, erano
percorsi da animali da preda e nelle valli crescevano
numerose erbe il cui succo pu donare limmortal-
it.
8
E il pi alto tra i monti e le sue cime, sembra-
vano baciare il cielo. Le sue distese, sono aggraziate
da numerosi alberi, da corsi dacqua e da canti di me-
lodiosi esseri alati.
9
Sauti continu: Un giorno gli Esseri Celesti si ri-
unirono, una decisione doveva essere presa, coloro
che avevano praticato austere penitenze e osservato
eccellenti voti erano ansiosi di ottenere lAmrita.
10
Ve-
dendo gli Esseri Celesti ansiosi, rivolgendosi a Brah-
ma, Narayana, disse:
11
Aiutato dagli Esseri Celesti e
dai demoni, fai frullare lOceano, con questimpre-
sa, potrai ottenere molte medicine, gemme preziose
e il nettare dellimmortalit.
12
E frullando lOceano,
che gli Esseri Celesti potranno ottenere il sacro net-
t are.
SEZIONE 18
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: In quel luogo esisteva un altro mon-
te, il suo nome era Mandara. Le sue cime erano ornate
da nuvole cariche di pioggia. Era una bella montagna.
I suoi versanti erano ricoperti di folte erbe. Un nu-
mero illimitato di uccelli, felici cinguettavano le loro
melodie e le sue valli erano protette da numerosi e
pericolosi animali da preda.
2
Quel luogo veniva visitato dagli Esseri Celesti, dalle
Apsara, dai Gandharva e dai Kinnara.
3
I suoi picchi, si innalzavano per undicimila Yojana
sopra il livello del mare e le sue radici penetravano la
terra per altri undicimila Yojana.
4
Gli Esseri Celesti intendevano usare la montagna,
come bastone per frullare lOceano, ma non furono in
grado di estirparla. Incapaci di svolgere quel compito,
chiesero aiuto a Vishnu e a Brahma.
5
Vishnu e Brahma dissero: Pensate a un piano di
lavoro e noi vi aiuteremo.
6
Vishnu, confer questo
compito ad Ananta, il principe tra i Naga.
7
Il rettile,
si rec ai piedi di quella montagna, attorcigliando-
si intorno ad essa,
8
la estirp dalla terra con tutte le
sue radici, con tutti i suoi boschi e con tutti i suoi
abitanti.
9
Poi, il Naga port la montagna sulle rive
dellOceano.
Sauti continu: Rivolgendosi allOceano gli Esseri Ce-
lesti dissero: Per ottenere il Nettare dellImmortalit
dobbiamo frullare le tue acque.
10
LOceano rispose: Sono in grado di sopportare
lagitazione delle mie acque, quindi non mi oppor-
r, cos sia.
11
Ascoltate le parole dellOceano, gli Esseri Celesti e
i Danava, andarono dal re delle tartarughe e al suo
cospetto dissero: Per il bene di tutti, volete portare
questa montagna sulla vostra groppa?.
12
La tartaru-
ga acconsent e Indra piazz Mandara al centro della
sua corazza.
13
Gli Esseri Celesti e i demoni, fecero di Mandara un
bastone per frullare e usando Ananta come corda,
cominciarono a far girare la montagna avanti e indietro,
frullando cos lOceano.
14
I demoni aferrarono il rettile, che altro non era che
una forma di Narayana, per la testa, mentre gli Esseri
Celesti lo tenevano per la coda.
15
Questi veniva tirato,
rilasciato e poi ancora tirato lo scopo era di usare la mon-
tagna come un gigantesco frullino.
16
Per la fatica, la bocca di Vasuki, cominci a emettere
uno scuro e denso vapore, delle famme uscirono dalle
sue fauci,
17
che si trasformarono in nuvole, le quali ac-
compagnate da forti tuoni, iniziarono a versare una
piacevole pioggia, che rinfresc un po tutti.
18
Gli alberi della montagna, per il brusco movimento
lasciarono cadere dai loro rami una miriade di fori, che
con il loro intenso profumo, portarono un po di sol-
lievo ai lavoranti.
19
Allimprovviso, dalle profondit dellOceano, sal un
grande boato, era simile al tuonare delle nuvole che
si manifestano al tempo della dissoluzione universale.
20
Molti animali acquatici furono triturati, molti esseri
governati da Varuna (la personifcazione dellacqua)
lasciarono il corpo.
21
Molti abitanti della regione infe-
riore, residenti nel territorio di Varuna furono uccisi
dalla montagna.
22
Molti alberi strappati dalle radici,
insieme con gli uccelli che dimoravano sui loro rami,
caddero nelle schiumose acque dellOceano.
23
Lattrito provocato dallo sfregamento produsse nu-
merosi incendi.
24
Vedendo che il fuoco divampava, bru-
ciando leoni, elefanti e numerose altre creature,
25
preso
da compassione, Indra vers sulla montagna una ftta
pioggia e il fuoco si estinse.
26
Dopo breve tempo, gli alberi e le erbe cominciarono
a rilasciare un denso succo. Questa linfa, fuiva co-
piosamente e si mischiava con le acque dellOceano.
27
Gli Esseri Celesti ottennero limmortalit bevendo le
acque mischiate con quel succo e con un liquido es-
tratto dalloro.
28
Sauti continu: Gradatamente, lOceano agitato nel-
le sue profondit, per virt di quello e di altri succhi,
si trasform in una sorta di burro.
29
Ma il puro Net-
tare dellImmortalit ancora non aforava. Afaticati
gli Esseri Celesti recatisi al cospetto di Brahma, disse-
ro: Padre, il nettare tarda a manifestarsi
30
e noi siamo
stanchi, non abbiamo pi la forza per lavorare, non
abbiamo altra risorsa che chiedere aiuto a Narayana.
31
Rivolgendosi a questultimo, Brahma disse: Date
ancora forza agli Esseri Celesti, fate in modo che
possano portare a termine il loro compito.
32
Naraya-
na rispose: Vi fornir lenergia di cui avete bisogno,
33
andate e ricominciate a frullare le acque.
Riprese le forze, tornarono al lavoro.
34
Dopo un breve
lasso di tempo, dallOceano emerse la Luna dai mille
raggi.
35
Poi emerse la personifcazione della fortuna.
Poi emerse Sura Devi (la vigna). Poi emerse lo stal-
lone Uchaisravas.
36
Poi emerse la gemma Kaustuba
che adorna il petto di Narayana.
37
Poi emerse Pari-
jat. Colui che da ogni cosa.
38
La Dea della fortuna, il
vino, la Luna e il cavallo Uchaisrava, veloci come la
mente, diretti dagli Aditya, si diressero verso gli Es-
seri Celesti.
39
Poi dal profondo degli abissi reggendo tra le mani un
vaso, emerse Danvantari, in quellampolla era contenu-
to il nettare dellImmortalit.
40
Come videro Danvantari, i demoni gridar-
ono: Il nettare nostro. E se ne impadron-
irono.
41
Sauti continu: Dopo il nettare, emerse lelefante
Airavata, aveva un corpo enorme e dalla sua bocca
spuntavano due mastodontiche zanne. Egli divenne
il veicolo di Indra.
42
Infne emerse il veleno Kalakuta,
le sue esalazioni divampando come il fuoco si spar-
sero in tutto lUniverso.
43
Sentendo i miasmi emanati dal Kalakuta, gli abitanti
dei Tre Sistemi Planetari, furono presi da stupore. Av-
endo cara la salvezza della creazione, Brahma ordin
a Siva di bere il veleno.
44
In un baleno, Maheshwara,
obbedendo allordine di Brahma, bevve quel liquido
mortifero e da quel momento fu conosciuto con il
nome di Nilacanta o gola blu.
45
Sauti continu: Per il possesso del Nettare dellIm-
mortalit e Lakshmi (la personifcazione della fortu-
na), i demoni si prepararono a entrare in confitto con
gli Esseri Celesti.
46
Per evitare che i demoni simpadro-
nissero del prezioso nettare, Narayana, usando Maya, la
sua potenza illusoria, assunse la forma di una avvenente
fanciulla, la quale immediatamente cominci a civet-
tare con i Danava e con i Daitya.
47
Subendo il fascino
della ragazza, con i sensi in agitazione, i demoni perse-
ro la ragione e posero, nelle mani della giovane il net-
tare dellimmortalit.
SEZIONE 19
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: I Daitya e i Danava equipaggiati
con spesse armature, impugnando vari tipi darmi,
attaccarono gli Esseri Celesti.
2
In quel momento,
Vishnu, che aveva assunto la forma di una fanciul-
la, accompagnato da Nara, ingannando i Danava ,
port via lAmrita.
3
Ricevuto il contenitore, gli Esseri Celesti in preda al
terrore della guerra, bevvero il Nettare dellImmortal-
it.
4
Mentre questi si passavano il siero, un demone di
nome Rahu, assumendo laspetto di un Essere Celeste,
si mischi tra la folla. Quando lAmbrosia giunse nelle
sue mani, ne tracann un lungo sorso,
5
mentre il liq-
uido, stava per scendere nella gola, il Sole e la Luna,
lo riconobbero e svelarono lidentit di Rahu agli Es-
seri Celesti.
6
Senza esitazione, Narayana, lanciando un
disco mozz la testa del Danava.
7
Per il colpo ricevuto,
la grossa testa del demone si stacc e con urla stra-
zianti vol verso il cielo.
8
Mentre il corpo senza vita si
accasci al suolo, limpatto fece tremare lintera Terra,
con le sue montagne, foreste e isole.
9
Da quel giorno in
cielo, ebbe origine leterno litigio tra il Sole, la Luna e
Rahu. E ancora oggi, ad intervalli regolari, si possono
vedere il Sole o la Luna inghiottiti da Rahu.
10
Sauti continu: Lasciata la forma femminile, Naraya-
na scagli contro i demoni molte terribili armi facen-
doli tremare dallo spavento.
11
Sulle rive dellOceano
cominci la guerra tra gli Esseri Celesti e i demoni.
12
Lunghi e appuntiti giavellotti, frecce e molte altre
armi, furono scagliate in tutte le direzioni.
13
Mutilati dal disco, dalle spade a doppia lama, dai
dardi e dalle mazze, i demoni vomitando sangue,
cadevano al suolo.
14
Mozzate da acuminate spade le
teste dei nemici cadevano sul campo di battaglia.
15
I
grandi Asura ricoperti di sangue, giacevano morti
un po ovunque, sembravano dei desolati picchi di
montagna.
16
Al tramonto, furono numerosi i corpi
dei morti, i loro corpi inzuppati di sangue coagulato
erano sparsi un po ovunque.
17
Allalba, con le armi in pugno, migliaia di guerrieri
si diedero di nuovo battaglia, si colpirono luno con
laltro con forza. Grida di dolore erano udite ovun-
que. Alcuni di loro, tenendosi distanti combatte-
vano e uccidevano scagliando velocissimi proiettili
di ferro. Mentre altri combattevano corpo a corpo,
uccidevano con armi bianche e vibrando possenti
pugni.
18
Larea fu invasa da strazianti urla di dolore. Numerose
erano le grida di battaglia, quali: Addosso, squartate-
li, buttateli gi, avanzate, ecc..
19
Sauti continu: Mentre la battaglia infuriava, Nara
e Narayana entrarono in campo.
20
Nara impugnava un
arco, mentre Narayana con la forza della mente chiam
a s il disco ammazza-demoni.
21
Il disco Sudharshana, sfavillante come il fuoco, alla
velocit del pensiero si manifest nel cielo.
22
Narayana
lo lanci con forza, questarma possedeva il calore e
la potenza del fuoco, la sua forza era tale, che in un
sol colpo, poteva distruggere intere citt.
23
Quel disco,
possedeva lo stesso calore con cui il fuoco distrugge
ogni cosa alla fne di unera. Lanciato con forza, colpi-
va in ogni direzione, ammazzando migliaia di Daitya
e Danava.
24
Molti erano bruciati dallimmenso calore,
mentre altri cadevano sforati dalla sua corsa attraver-
so il cielo, il disco dirigendosi verso terra, come un
assetato vampiro beveva il sangue dei nemici.
25
Sauti continu: Bianchi come nuvole che hanno ver-
sato la loro pioggia, i Danava, erano forti e audaci, vola-
ndo nel cielo, lanciavano intere montagne sulle schiere
nemiche.
26
Come ftta pioggia cadevano fuenti dal cielo
e raggiunto il suolo emettevano un grande boato.
27
Migliaia di guerrieri urlavano senza sosta, le montagne,
con tutta la loro vegetazione e fauna, continuavano a
cadere e la terra tremava.
28
Quando sul luogo del con-
fitto tra i demoni e i Gana, apparve Nara, che lancian-
do frecce dorate, neutralizz lefetto di quei massi.
29
Sconftti dagli Esseri Celesti e per paura del divam-
pante disco che svolazzava fammeggiante sul campo
di battaglia, i demoni si dispersero, alcuni trovarono
riparo in profonde caverne, mentre altri si tufarono
nelle schiumose acque del mare.
30
Dopo la battaglia, gli Esseri Celesti ringraziarono il
monte Mandara e lo riportarono al luogo da dove era
stato estirpato.
31
Gli Esseri Celesti possedevano il Nettare dellImmor-
talit e felici festeggiarono emettendo urla di gioia.
32
Finiti i festeggiamenti, Indra consegn il sacro nettare
a Narayana, poi tornarono tutti alle loro celesti dimore.
SEZIONE 20
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Cos ho narrato lintera storia di
come lAmrita, fu estratta frullando lOceano. In
quelloccasione, dalle acque del mare, emerse il cav-
allo Uchaisravas.
2
Quello fu il cavallo della scommes-
sa. Un giorno Kadru chiese a Vinata: Senza perdere
tempo nel pensare, ditemi, di che colore il caval-
lo?.
3
Vinata rispose: E bianco. Sorella, cosa state
tramando? Pensate sia di un altro colore? Volete fare
una scommessa?.
4
Kadru disse: Sono sicura che la sua coda nera. Scom-
mettiamo la nostra libert, chi perde la scommessa,
diverr schiava dellaltra.
5
Sauti continu: Dopo aver scommesso, che una
sarebbe divenuta la serva dellaltra, le sorelle torn-
arono a casa, decidendo che lindomani avrebbero
esaminato il cavallo.
6
Quella notte, Kadru ordin ai
suoi mille fgli, di mutarsi in peli neri e di andare a
ricoprire la coda dello stallone.
7
Fate in modo che io
non divenga schiava di mia sorella. Ma i Naga rifu-
tarono.
8
In collera la madre disse: Durante una cer-
imonia, il re Janamejaya della dinastia dei Pandava,
vi far bruciare da Agni.
9
Nei cieli, Brahma il padre di tutti gli esseri, udita la
crudele maledizione,
10
e vedendo che i Naga erano
cresciuti di numero, rifer il suo assenso a tutti gli Es-
seri Celesti.
11
Inconsapevolmente, Kadru espresse quelle parole per
il bene di tutti gli esseri viventi.
12
Moltiplicati smisu-
ratamente, i velenosi Naga erano inclini a uccidere
tutte le persone che attraversavano la loro strada.
13
In realt fu il destino a infiggere la morte a quelle
crudeli creature. Coscienti di questo, gli Esseri Celesti
conclusero, che il gesto di Kadru era giusto.
14
Chiamato Kashyapa, Brahma disse: La madre ha
maledetto i vostri fgli. 15Non afiggetevi per la loro
morte, questa stata decisa molto tempo fa.
16
Confortato Kashyapa, il creatore delluniverso, gli
impart la scienza dei veleni e degli antidoti.
SEZIONE 21
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Al sorgere del Sole, le due sorelle,
ricordandosi della scommessa, gelose e preoccupate
di divenire schiave,
2
si misero in viaggio per raggiun-
gere il luogo dove si trovava il cavallo.
3
Sorvolarono
lOceano, quel ricettacolo dacque, vasto e profondo,
che ondeggiava emettendo tremendi ruggiti.
4
Le sue acque brulicano di pesci, alcuni tanto gran-
di da poter inghiottire una balena.
Le sue acque contengono enormi granchi e migliaia
daltre creature.
5
Le sue acque sono inaccessibili per la presenza di ter-
ribili mostri. Le sue acque abbondano di tartarughe,
di coccodrilli e di vaste miniere di pietre preziose.
6
Le sue acque sono la dimora di Varuna, la residen-
za dei Naga e il rifugio dei Danava. LOceano una
riserva dacqua, contenitore di tutti i fumi, sempre
colmo e immutabile. Le sue acque sono illimitate,
inconcepibili, sacre e meravigliose.
7
Le sue acque
sono scure, ruggenti, risuonanti dei versi di terribi-
li creature e piene di profondi vortici. Le sue acque
sono oggetto di terrore per tutti gli esseri viven-
t i .
8
Le sue acque, mosse dal vento, si agitano. Gli on-
deggianti futti delle sue acque, salgono e scen-
dono in accordo alle fasi lunari.
9
Le sue acque sono
lorigine della conchiglia Panchajanya.
Le sue acque proteggono miniere di pietre preziose.
10
Le
sue acque furono agitate da Govinda che presa la forma
di un cinghiale, risollev la Terra dal profondo dellabis-
s o .
11
Dopo mille anni di duro lavoro, neppure il saggio
Atri, riusc a scandagliare i fondali di questa immen-
sa distesa dacqua.
12
Alla fne dellera, queste acque diverranno il letto di
Vishnu. Al termine di ogni era Vishnu gioisce dello Yo-
ga-Nidra il profondo sonno generato dalla meditazi-
one spirituale.
13
Le sue acque sono il rifugio del pauro-
so e cadente fulmine. Le sue acque sono il rifugio dei
demoni che vengono sconftti in battaglia.
14
Le sue ac-
que sono oferte nel divampante fuoco generato dalla
bocca di Varava, la cavalla marina.
15
Le sue acque sono
insondabili e senza limiti, tale era la vastit di questo
signore dei fumi.
16
Le due belle sorelle, videro correre lanciati verso di
lui, migliaia di fumi, che a guisa di amorosi competi-
tori, ognuno ardeva dalla voglia di incontrare lOceano
prima di ogni altro.
17
Videro che ribolliva costantemente. Videro che era
molto profondo e pullulante di fere balene.
18
Vi-
dero che risuonava di terribili ruggiti. Videro che
era vasto e ampio come lespansione dello spazio in-
f n i t o.
SEZIONE 22
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Nel frattempo, i Naga, riuniti, gi-
unsero alla conclusione che se avessero obbedito alla
madre, avrebbero ritardato ladempiersi della male-
dizione. Pensarono che se soddisfatta, la madre, per
amore avrebbe rimosso quella terribile condanna.
2
I
serpenti dissero: Con il nostro potere, tingeremo di
nero la coda del cavallo.
3
Immediatamente, partirono
per il luogo dove risiedeva lo stallone e divennero i
peli neri della sua coda.
4
Sauti continu: O migliore tra i preti, le due co-mo-
gli avevano scommesso. Le due sorelle, Kadru e Vina-
ta, le fglie di Daksha, con grade felicit solcavano il
cielo, cercando di raggiungere laltro lato dellOceano.
5
Volando videro quellenorme ricettacolo di acque,
che nessuno poteva disturbare,
6
che vigorosamente
agitato dal vento, ruggiva tremendamente. Conteneva
pesci capaci di ingoiare una balena e tantissimi Maka-
ra (granchi).
7
Vi nuotavano migliaia di creature dotate
delle pi svariate forme. Spaventoso, colmo di orribili
mostri, inaccessibile, profondo e terribile.
8
E unine-
sauribile miniera di gemme preziose. E la casa di Var-
una (la personifcazione dellacqua). Contiene le mer-
avigliose abitazioni dei Naga.
9
E il signore di fumi, la
dimora del fuoco sotterraneo, la residenza dei demoni
e di molte terribili creature.
10
E un serbatoio inesauri-
bile di acqua, aromatico e meraviglioso. Per gli Esseri
Celesti la grande fonte dellAmrita.
11
E incommen-
surabile e inconcepibile. E un vasto contenitore di ac-
que sante. Viene mantenuto costantemente colmo, da
molte migliaia di grandi fumi. Per efetto delle sue onde
sembra ballare.
12
Tale lOceano, pieno di cavalloni
spumeggianti, enorme come la distesa del cielo, pro-
fondo come un abisso, quando illuminato dalle famme
del fuoco sotterraneo, emette forti ruggiti.
SEZIONE 23
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: Attraversato lOceano, le sorelle discesero
nei pressi del luogo dove risiedeva il cavallo.
2
Lo oss-
ervarono attentamente, il corpo era bianco come i raggi
della Luna, ma la coda era nera.
3
Vedendo i peli neri, Vi-
nata divenne schiava della sorella.
4
La maledizione di Aruna si avver. Per opera dei Naga,
Vinata divenne la schiava di Kadru.
5
Sauti continu: Nel frattempo, giunto il suo tempo,
il secondo uovo si schiuse e usc lo splendido Garuda.
6
Allapparire di quel possente essere, il quale poteva
usare ogni tipo denergia, assumere qualsiasi forma e
andare in ogni luogo a suo piacimento, lintero uni-
verso sembr infammarsi.
7
Quel possente uccello
splendeva come una vampata di fuoco. Il suo lustro
assomigliava a quello che manifesta il fuoco alla fne
del tempo e i suoi occhi brillavano come laccecante
luce di un lampo.
8
Appena nato, quellessere cominci a crescere e in
pochi istanti divenne enorme, il suo aspetto era quello
di un oceano di fuoco. Emettendo forti suoni, apr le
ali e sal in cielo.
9
Sauti continu: Nel vedere quellessere che scor-
razzava libero nel cielo, gli Esseri Celesti, spaventati,
cercarono la protezione di Vibavasu (Agni) e chi-
ni davanti allessere dalle molteplici forme, dissero:
10
Agni, non estendete il vostro corpo. Perch volete
consumarci? Perch le vostre famme si sono cos al-
largate?.
11
Agni la personifcazione del fuoco rispose: Non
come credete.
12
Quellessere dotato di forza che mi
eguaglia in splendore nato per promuovere la gioia
di sua madre.
13
So che la vista di quella massa di luce
vi ha sconvolto, ma egli il grande fglio di Kashyapa,
il distruttore dei Naga, il nemico dei Daitya e degli or-
chi, che si prodigher per il benessere di tutti.
14
Non
abbiate timore, seguitemi e vedrete.
15
Sauti continu: Gli Esseri Celesti, accompagnati dai
Saggi, tenendosi a debita distanza, adorarono Garu-
da con queste parole:
16
Noi ti adoriamo o uccello, tu sei lo spirito che pre-
siede ogni cosa animata e inanimata.
Voi siete un veggente.
Voi siete colui che divide le oblazioni nei sacrifci.
17
Voi siete colui che risplende eternamente.
Voi siete il creatore e il distruttore.
Voi siete il vero creatore.
18
Voi siete il progenitore della creazione nella forma
di Daksha e di altri Patriarchi.
Voi siete il re degli Esseri Celesti.
19
Voi siete Ajagriva, lemanazione di Vishnu con la
testa di cavallo.
Voi siete Vishnu il quale prese la forma di una freccia
nelle mani di Mahadeva mentre Tripura Bruciava.
20
Voi siete il Signore delluniverso.
Voi siete la bocca di Vishnu.
Voi siete Padmaja dalle quattro facce.
21
Voi siete Brahma larchitetto delluniverso.
Voi siete Agni la personifcazione del fuoco.
Voi siete Pavana.
22
Voi siete la divinit che presiede tutti gli oggetti
delluniverso.
Voi siete la conoscenza e anche lillusione alla quale
tutti siamo soggetti.
Voi siete lo spirito permanente.
23
Voi siete il signore di tutti gli Esseri Celesti.
Voi siete la verit.
Voi siete il coraggio.
24
Voi siete limmutabile.
Voi siete Brahma senza attributi negativi.
Voi siete lenergia del Sole.
25
Voi siete la conoscenza.
Voi siete il nostro protettore.
Voi siete un oceano di santit.
26
Voi siete la purezza.
Voi siete privo degli attributi dellignoranza.
Voi siete il possessore dei pi alti attributi.
27
Voi siete colui che non si oppone.
Voi siete colui da cui emana ogni cosa.
Voi siete la condotta eccellente.
28
Voi siete tutto ci che esiste e che non esiste.
Voi siete la pura conoscenza.
Voi vi mostrate a noi come il Sole, i qui raggi compon-
gono questo animato e inanimato universo.
29
Voi potete oscurare lo splendore del Sole.
Voi siete il distruttore di tutto ci che perisce e non
perisce.
30
Voi risplendete come il fuoco.
Voi bruciate tutti, cos come il Sole, quando in col-
lera brucia tutte le creature.
Voi resistete al fuoco che al tempo della dissoluzione
universale distrugger ogni cosa.
31
Voi che volate nel cielo, noi cerchiamo la vostra
protezione.
Signore degli uccelli, la vostra energia straordinaria.
32
Il vostro splendore quello del fuoco.
La vostra luminosit quella del lampo e le tenebre non
sono in grado di soprafarvi.
33
Voi siete in grado di raggiungere le nuvole pi alte.
Voi siete la causa e lefetto.
Voi siete colui che dispensa il Karma.
34
Voi siete valoroso e invincibile.
Signore, il calore delluniverso aumenta a causa del vostro
splendore e la vostra luce simile al bagliore delloro.
35
Noi vi preghiamo di proteggere tutte le anime liberate,
tutti gli Esseri Celesti i quali soprafatti dal vostro splen-
dore, fuggono terrorizzati a bordo delle loro astronavi.
36
O migliore fra gli uccelli, Voi siete il signore di tutto.
Voi siete il fglio di Kashyapa, quindi non siate in col-
lera, abbiate misericordia delluniverso.
Voi siete il supremo, quindi calmate la vostra ira e
preservateci dalla morte.
37
O uccello, al rombo della vostra forte voce, le dieci di-
rezioni, il cielo, lo spazio, la terra e i nostri cuori vacillano.
38
Vi preghiamo, diminuite la vostra stazza, rimpiccio-
lite il vostro corpo, il quale brucia come il fuoco.
39
Alla vista del vostro splendore, il quale assomiglia a
Yama quando in collera, i nostri cuori tremano.
40
Signore degli uccelli, siate favorevole nei nostri con-
fronti, noi sollecitiamo la vostra misericordia.
O glorioso concedi a noi buona fortuna e felicit.
41
Cos quello splendido uccello dalle chiare piume,
dopo essere stato adorato dagli Esseri Celesti e dai sag-
gi, ridusse la propria energia, la propria stazza e il pro-
prio splendore.
SEZIONE 24
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Per desiderio degli Esseri Celes-
ti e dei preti, Garuda diminu la stazza del proprio
corpo.
2
Soddisfatto delle preghiere espresse dag-
li Esseri Celesti e dai saggi, Garuda li confort con
queste parole:
3
Non lascer che delle creature, abbiano paura del-
la mia forma, quindi non temete, diminuir subito la
mia energia.
4
Allora quelluccello, quel controllore dei cieli, capace
di richiamare qualunque tipo denergia e in grado di
recarsi ovunque a suo piacimento, caric Aruna sul
dorso e volarono verso leremo di Kashyapa.
5
Termi-
nata la visita al padre, si diressero verso laltra sponda
dellOceano, nel luogo dove risiedeva Vinata.
6
Con-
clusa la visita alla madre, Garuda port il fratello nel-
la regione orientale e lo piazz l, giusto al momen-
to in cui il Sole, in collera, con i suoi raggi stava per
dare inizio alla distruzione delluniverso.
7
Saunaka chiese: Perch il Sole, decise di bruci-
are questo mondo? Come mai gli Esseri Celes-
ti provocarono la sua ira?.
8
Sauti rispose: al tempo in cui lOceano fu frullato,
Rahu prese le sembianze di un Essere Celeste per bere
il nettare dellimmortalit, ma fu scoperto dal Sole e
dalla Luna, i quali riferirono ci che avevano visto.
9
Da quel giorno Rahu divenne il principale nemico
del Sole e a precisi intervalli lo attacca per divorarlo.
10
Per questo fatto il Sole sindign e infuriato pens:
Per il bene degli Esseri Celesti, ho rivelato liden-
tit di Rahu.
11
Non giusto che ora debba sostenere
da solo i suoi attacchi.
12
Sono assalito da Rahu che
cerca di divorarmi, tutto ci accade sotto i loro oc-
chi e pur vedendo ogni cosa rimangono indiferenti.
Per loltraggio subito distrugger il mondo.
13
Mentre prendeva questa decisione, il Sole arriv
alle montagne dellOvest e col suo calore cominci a
irradiare lo spazio.
14
Allora i preti, con il cuore col-
mo di paura, avvicinarono gli Esseri Celesti e dis-
sero:
15
Signori com possibile che nel mezzo della
notte faccia cos caldo, sicuramente il Sole sta cer-
cando di distruggere luniverso.
16
Udite queste parole, gli Esseri Celesti andarono da
Brahma, giunti al suo cospetto, dissero: Che cos
questo immenso calore, che oggi si sente e che crea
il panico in tutti i cuori?
17
Il Sole non ancora sorto,
quindi ovvio che sia in atto la distruzione dellin-
tero mondo abitato. 18Signore che cosa succeder al
sorgere del Sole?.
19
Il padre di tutti gli esseri rispose: In verit, appena
il Sole sorger, sarete tutti ridotti in cenere. Tuttavia
esiste un rimedio per evitare la catastrofe.
20
Aruna
il fglio di Kashyapa, possiede un corpo enorme e
allalba, si porr davanti al Sole e diverr il suo au-
riga.
21
In questo modo la bruciante energia emessa
dai suoi raggi sar ridotta.
22
Lombra causata dal suo
corpo, sar sufciente per garantire il benessere dei
Saggi e di tutti gli abitanti dello spazio.
23
Aruna, fece ci che lArchitetto delluniverso aveva
stabilito. Da quel giorno, il Sole sorse velato dal cor-
po del fratello di Garuda.
24
Sauti replic: O saggio, ho risposto alle domande
su ci che un tempo caus la collera del Sole e allo
stesso tempo, ho narrato la storia, di come Aruna
divent lauriga del Sole.
SEZIONE 25
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Quel forte ed energico uccello,
torn dalla madre. Sullaltra sponda dellOceano,
viveva lafitta Vinata, che per aver perso la scom-
messa, fu ridotta in schiavit.
2
Un giorno, Kadru chiam la sorella, dopo che Vinata
si fu prostrata toccando terra con la testa, in presenza
dei Naga, Kadru disse: 3L nel mezzo dellOceano,
in un punto remoto, esiste una splendida isola abitata
dai Naga, l che voglio andare.
4
A questo comando, la madre degli uccelli, caric sul-
le spalle la madre dei serpenti, mentre Garuda, obbe-
dendo ai comandi di Vinata, caric sulla schiena tutti
i rettili e insieme spiccarono il volo.
5
Quel controllore dei cieli, vol tanto in alto che si av-
vicin al Sole e per lenorme calore i rettili si scottarono.
6
Sauti continu: Vedendo i fgli ridotti in quello stato,
senza perdere tempo, Kadru, rivolse una preghiera a
Indra, la personifcazione della Pioggia, Kadru disse:
7
I miei omaggi a voi signore degli Esseri Celesti.
I miei omaggi a voi o uccisore del demone Virata.
I miei omaggi a voi o uccisore del demone Namuci.
8
O marito di Saci, vi prego fate scendere la pioggia e
proteggete i miei fgli dai raggi del Sole.
O migliore tra gli Esseri celesti, voi siete il nostro
protettore.
O Purandara, con la pioggia, voi garantite lacqua nei
torrenti.
9
Voi siete il vento.
Voi siete le nuvole.
Voi siete il fuoco.
10
Voi siete i lampi che fendono il cielo.
Voi siete il combustibile delle nuvole.
11
Voi siete chiamato Grande Nuvola e con questa vostra
forma, oscurate luniverso alla fne del tempo.
12
Voi siete il fero e incomparabile fulmine.
Voi siete le fragorose nuvole.
Voi siete il creatore dei tre mondi e anche il loro distruttore.
13
Voi siete inconquistabile.
Voi siete la luce di tutte le creature.
Voi siete Aditia, Vibavasu e i cinque elementi.
14
Voi siete il re degli Esseri Celesti.
Voi siete Vishnu.
Voi avete mille occhi.
Voi siete la buona risorsa.
15
Voi siete il fne ultimo.
Voi siete lAmrita e anche il supremo Soma.
Voi siete un istante.
Voi siete il giorno lunare.
16
Voi siete Bala (un minuto).
Voi siete Kasta (quattro minuti).
Voi siete Truti (un atomo).
Voi siete lanno.
17
Voi siete le stagioni.
Voi siete i mesi.
Voi siete le notti.
Voi siete i giorni.
18
Voi siete la verde Terra, con le sue montagne e foreste.
Voi siete il frmamento.
Voi siete lo splendore del Sole.
19
Voi siete il futtuante Oceano, che abbonda di balene,
dinghiottitori di balene, di granchi e di altri pesci.
20
Voi siete sempre adorato dai saggi, con il cuore in estasi.
Voi siete colui che per il bene di tutti gli esseri,
beve il sacro Soma e mangia il burro chiarifca-
to che oferto nei sacrifci.
21
Voi siete costantemente adorato dai sacerdoti, i quali
svolgono i sacrifci, per il desiderio di ottenere dei meriti.
22
Voi siete unimpareggiabile massa di forza.
Voi siete lodato nei Veda e nei Vedanga, per questa
ragione, per conoscere le vostre gesta e i
23
vostri at-
tributi i colti e i saggi, sempre inclini a compiere sacrif-
ici, studiano con minuziosa cura i Veda e i suoi Anga.
SEZIONE 26
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Cos adorato da Kadru, Indra,
colui che possiede il migliore tra i cavalli, ricopr
la volta celeste con una massa di nuvole scure.
2
Poi
rivolgendosi a queste, disse: Versate, le vostre vivif-
icanti e benedette gocce.
3
Obbedienti al comando, quelle ruggenti nuvole,
scontrandosi luna con laltra, illuminate da miriadi
di lampi, incominciarono a versare la loro abbon-
dante acqua.
4
La quantit di pioggia versata da quelle nuvole, era
tale, che sembrava che il diluvio che caratterizza la
fne del mondo, fosse arrivato.
5
In conseguenza di quella ftta pioggia, di quei tuo-
ni, di quei lampi e della violenza del vento, sembra-
va che il cielo danzasse in estasi,
6
questultimo era
talmente buio che n i raggi del Sole, n quelli della
Luna, riuscivano a bucarlo.
7
Cos i Naga, per la pioggia versata da Indra, trovaro-
no sollievo.
8
Quella pioggia cadde ftta in ogni luogo e
penetrando nei meandri della terra, le acque raggiun-
sero le regioni sotterranee, dove si radunarono in fal-
de e sorgenti.
9
Grazie a quella fresca pioggia, Kadru e i suoi fgli, poter-
ono arrivare sani e salvi allisola chiamata Ramani-iaca.
SEZIONE 27
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Cos i Naga fradici per la pioggia, ri-
trovarono la loro serenit. Trasportati dal padre degli
uccelli dalle bionde piume, rapidamente raggiunsero
lisola.
2
Quel luogo era stato predisposto dal Creatore
dellUniverso come dimora dei granchi.
3
La videro il
terribile Lavana Samudra (oceano di sale). La videro
una bella foresta bagnata dalle acque del mare e risuo-
nante del cinguettio di cori alati.
4
La cerano gruppi
di alberi, i cui rami erano carichi di frutta e di fori.
La vi erano delle stupende magioni abbellite da stagni
colmi di fori di loto.
5
La vi erano molti laghi ripieni di
acqua purissima. La sofava un vento profumato din-
censo pregiato.
6
Lisola era adorna di alberi rarissimi,
come quelli che crescono sulle colline di Malaya, gli
alberi erano cos alti, che la loro chioma sembrava toc-
care i cieli.
7
La variet della fora era immensa, i suoi
fori erano sparsi ovunque dalla fresca brezza.
8
Quella
foresta era incantevole e cara ai Gandharva, i quali,
per diletto, la visitavano spesso.
9
La vi erano molte api
ebre per il polline che avevano succhiato. Il tutto era
una delizia per la vista.
10
Quel luogo, aveva la capacit
di incantare ogni essere, era una localit deliziosa e
santa. Il risuonare del cinguettio degli uccelli, deliz-
iava immensamente i fgli di Kadru.
11
Giunti nella foresta i Naga, cominciarono a goder-
sela. Dopo un po, desiderando visitare un altro luogo,
diedero un ordine al signore degli uccelli, essi dissero:
12
O voi che possedete grande energia, o controllore
del frmamento, mentre volavamo voi avete potuto
osservare molte regioni, trasportateci su unaltra iso-
la, colma di sorgenti di acqua pura.
13
Ascoltate queste
parole, Garuda ebbe un attimo di esitazione, rifett
per un attimo, poi chiese a Vinata:
14
Madre, perch
devo stare al servizio dei Naga?
15
Interrogata dal
quel controllore del frmamento, da quellenergico,
forte e virtuoso fglio, Vinata rispose:
16
O migliore
tra i pennuti, il destino ha voluto che io divenissi la
schiava della co-moglie di tuo padre.
17
Imbrogli-
andomi, i Naga mi fecero perdere una scommessa,
questa la ragione per cui siamo ridotti in questo
stato.
18
Udite le parole della madre, quel control-
lore del frmamento si rattrist. Poi, rivolgendosi ai
Naga disse:
19
Voi Naga, ditemi, in quale modo, quale
atto di coraggio posso compiere, perch noi possia-
mo essere liberati dalla schiavit?.
20
I Naga rispose-
ro: Con un atto di forza, rubate e portateci lAmri-
ta e non sarete pi sottomesso a noi..
SEZIONE 28
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu, Dopo aver ascoltato il volere dei
Naga, rivolgendosi a Vinata, Garuda disse: Andr a
prendere lAmrita.
2
Madre ho molta fame e deside-
ro mangiare qualcosa strada facendo. Di cosa posso
nutrirmi?.
3
Vinata rispose: Nel mezzo dellOceano,
in una regione remota, i Nishada hanno la loro di-
mora.
4
Mangiate i migliaia di Nishada che vivono l,
poi andate a prendere lAmrita.
5
Cercate di impedire
al vostro cuore di prendere la vita di un Brahmana
(prete). Tra tutte le creature, il prete lunico che non
pu essere ucciso.
6
Egli ardente come il fuoco. Un
prete adirato, simile al fuoco solare, o ad un veleno,
o ad unarma aflata.
7
E detto che i preti sono i pa-
droni di tutte le creature. Per queste e altre ragioni, un
prete adorato dai virtuosi.
8
O fglio, anche se in col-
lera, fate attenzione a non ucciderne uno.
9
In nessuna
circostanza corretto essere ostili verso un prete.
10
O
senza peccato, quando adirati, n Agni n Surya (la
personifcazione del Sole), sono in grado di uccidere
un prete dai rigidi voti.
11
Da queste indicazioni, po-
trai riconoscere un buon prete.
12
In verit, un prete
il primogenito di tutte le creature, il primo dei quat-
tro ordini, il padre e il padrone di tutto.
13
Garuda chiese: O madre, com fatto un prete, come
si comporta, qual la sua prodezza? Risplende come
il fuoco, o di aspetto tranquillo?
14
O madre, quali
sono i segni, quali sono i marchi di buon auspicio che
mi permettono di riconoscere un prete?.
15
Vinata rispose: O fglio, se ingoiate un prete, una
volta nella gola vi torturer come un amo tortura la
bocca di un pesce e vi brucer come pu bruciar-
vi un carbone ardente. Anche se in stato di collera,
badate di non uccidere mai un prete.
16
Vinata colma dafetto per il fglio, fece una nuova
raccomandazione: Sappiate, che un buon prete non
pu essere digerito dal vostro stomaco.
17
Anche se Vinata conosceva lincomparabile forza
di suo fglio, lo bened dal profondo del cuore.
18
Per
essere stata ingannata dai Naga, era afitta e sofriva
moltissimo. Vinata disse: Lasciate che Marut (la per-
sonifcazione del vento) vi protegga le ali, lasciate che
la personifcazione del Sole e della Luna vi proteggano
le vertebre, lasciate che la personifcazione del fuoco vi
protegga la testa, lasciate che i Vasu vi proteggano lin-
tero corpo.
19
O fglio, anchio con benefche cerimonie,
mi adoperer per il vostro benessere.
20
Andate o fglio,
in tutta sicurezza portate a termine il vostro proposito.
21
Sauti continu: Dopo aver ascoltato la madre,
Garuda spieg le ali e si diresse verso il cielo. Dotato
di grande forza, come fosse un secondo Yama, afam-
ato si abbatt sui Nishada.
22
Per poterli uccidere, sol-
lev una grande quantit di polvere che and a oscu-
rare il frmamento, risucchi molta acqua dallOceano
e scosse tutti gli alberi che crescevano sulle montagne
adiacenti.
23
Poi quel signore tra gli uccelli, aprendo il
becco, allargando il suo orifzio, ostru le vie princi-
pali della citt.
24
I Nishada cominciarono a fuire in
grande quantit, in direzione della bocca spalancata
di quel mangiatore di serpenti.
25
E come gli uccelli in
grande afizione, prendono il volo, quando gli alberi
di una foresta sono scossi dai venti, cos quei Nishada
accecati dalla polvere sollevata dalla tempesta entra-
rono nellestesa fenditura della bocca di Garuda che
stava aperta appositamente per loro.
26
Afamato, quel
signore tra tutti i controllori dei cieli, quelloppres-
sore dei nemici, dotato di grande forza, muovendosi
con celerit, chiuse la bocca, uccidendo innumerev-
oli Nishada, la cui professione era quella di pescatori.
SEZIONE 29
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Un certo prete con sua moglie
fn nella la gola di quel controllore dei cieli.
2
Ques-
ti cominci a tormentare le fauci del pennuto come
fosse un pezzo di carbone fammeggiante. Oppresso
dal dolore, rivolgendosi al prete, Garuda disse: O mi-
gliore tra i preti, sto aprendo il becco, presto uscite.
Non posso uccidere un prete, nemmeno se questo, da
sempre si dedicato a pratiche peccaminose.
3
Dopo aver udito Garuda, il prete rispose: Lasci-
ate uscire anche questa Nisciada, essa mia mo-
glie.
4
Garuda replic: Prendete la donna della stir-
pe dei Nishada e uscite. Svelti, mettetevi in salvo,
prima che siate digeriti dal calore del mio stomaco..
5
Sauti continu: Quel Brahmana, accompagnato dal-
la moglie Nishada, usc dalla bocca e lodando Garuda
se ne and dove gli pareva e gli piaceva.
6
Non appena il
Brahmana fu fuori, quel signore tra gli uccelli, spieg
le ali e spicc il volo.
7
And a trovare il padre, posatosi
davanti a lui, lincomparabile e prode Garuda lo salut
con il dovuto rispetto.
8
Vedendolo, il grande Kashyapa,
chiese: O fglio, come stai? Mangi a sufcienza? Il cibo
che trovi nel mondo degli umani ti sufciente?.
9
Garuda rispose: Mia madre sta bene. Anche mio
fratello sta bene, e anchio sto bene. Ma, non ho cibo
proporzionato al mio bisogno, la mia fame non pu
essere placata.
10
Sto viaggiando per conto dei Naga,
con il proposito di recuperare leccellente Amri-
ta. Oggi recuperer il sacro nettare e liberer mia
madre dalla schiavit.
11
Mia madre, mi conged di-
cendo: Mangia i Nishada. Io ne ho mangiati a mi-
gliaia, ma la mia fame non si placata.
12
Perci, o
venerabile, indicami dellaltro cibo. Placato il mio
appetito, acquisir la forza necessaria per rubare
lAmrita. Dimmi o padre, quale altro cibo, pu am-
mansire la mia fame e la mia sete.
13
Kashyapa rispose: Quello che vedete un lago sac-
ro. Esso conosciuto anche nei cieli. C un elefante,
che a faccia in gi, continuamente lo draga alla ricerca
di una testuggine. Si tratta di suo fratello maggiore.
14
Vi racconter nei dettagli la storia che ha dato origi-
ne alla loro ostilit, essa ha avuto inizio nella vita prec-
edente. Vi spiegher perch essi si trovano in questo
luogo.
15
Cera una volta, un vecchio e grande saggio di
nome di Vibavasu. Questultimo era sempre in collera.
Il suo giovane fratello si chiamava Supritika.
16
Ques-
to era avverso nel condividere la ricchezza di famiglia
con il fratello. Supritika desiderava spartire tutto ci
che possedevano.
17
Dopo un po di tempo, Vibavasu
stanco delle continue richieste, disse a Supritika: Ci
che chiedete una sciocchezza. Le persone accecate
dallamore per la ricchezza, desiderano possedere
una parte del patrimonio famigliare. 18Subito dopo
avere diviso i loro averi, ingannati dallagiatezza, essi
cominceranno a lottare luno contro laltro.
19
Sono dei
nemici nelle sembianze di amici, come uomini igno-
ranti ed egoisti, si alterano, a causa della separazione
dei loro beni, confermando ancora una volta le loro dis-
pute, cos che presto uno alla volta cadranno.
20
La rovi-
na assoluta giunger prestissimo. Per queste ragioni i
saggi non approvano mai la separazione dei beni tra
fratelli, ci contrario agli autorevoli Shastra e genera
tra loro una continua paura.
21
Supritika, siete colpevole
di desiderare la separazione dei beni, di voler gestire
da solo la vostra parte,
22
siccome non avete ascoltato
il mio consiglio, rinascerete con il corpo di elefante.
23
Supritika, cos maledetto, rispose: Vibavasu, voi in-
vece assumerete il corpo di una testuggine che si mu-
ove tra le acque.
24
E cos, per via della ricchezza quei due sciocchi di
Supritika e Vibavasu, si maledissero lun laltro e nel-
la vita successiva presero la forma di un elefante e di
una tartaruga. A causa della loro collera, sono rinati
come esseri inferiori.
25
Ancora oggi, i due si scontrano
lun laltro, orgogliosi della loro eccessiva forza, dovu-
ta al peso dei loro corpi. In questo lago, quei due es-
seri dai corpi enormi, agiscono per conseguenza delle
azioni legate alla loro prima ostilit.
26
Guardate, l c
uno di loro. Guardate quel bel pachiderma dal corpo
enorme, si sta avvicinando. Sentendo il suo barrito, la
testuggine anchessa dotata di un corpo mastodontico,
emerge dalle acque, agitando violentemente il lago.
27
E
vedendola lelefante, arricciando la proboscide, irrom-
pe nellacqua.
28
Dotato di grande energia, muovendo
le zanne e la parte anteriore e inferiore del corpo, le
sue zampe agitano lacqua del lago che abbonda di pe-
sci.
29
E la testuggine anchessa molto forte, con testa
elevata emerge per un incontro. Lelefante sei Yojana
in altezza e due volte quella misura in circonferenza.
30
Mentre laltezza della testuggine di tre Yojana, e
la sua circonferenza di dieci Yojana. Mentre quelli
lottano, calate su di loro, uccideteli e mangiateli,
31
poi
partite e portate a termine il vostro compito. Dopo aver
ingerito quel fero elefante, enorme come una mon-
tagna, che alla vista sembra una massa di nubi scure,
partite e andate a prendere lAmrita..
32
Sauti continu: Dopo aver detto queste cose, Kashy-
apa bened Garuda dicendo:
33
Mentre combattete
contro gli Esseri Celesti, siate benedetto. O oviparo,
lasciate che i preti, che le brocche dacqua colme fno
allorlo e che altri oggetti di buon auspicio, vi protegga-
no.
34
O voi dalla grande energia, quando sarete ingag-
giato nella battaglia
35
con gli Esseri Celesti, lasciate che
il Rig, che lo Yaju, che il Sama, che il burro sacrifcale
e tutti i misteri, costituiscano la vostra forza.
36
Ubbidendo agli ordini del padre, Garuda si poso in
riva al lago. Lungo quella distesa dacqua chiara, vide
uccelli di ogni specie.
37
Ricordando le parole di Kashy-
apa, quel controllore dei cieli, con grande rapidit,
uno per zampa, aferr sia lelefante che la testuggine.
38
Poi si sollev in aria e raggiunse il luogo sacro chia-
mato Alamva, dove vide molti alberi di origine divina.
39
Colpiti dal vento generato dalle sue ali, quegli alberi
impauriti cominciarono a scuotersi. Quegli alberi dai
rami dorati temettero di essere spezzati.
40
Quel con-
trollore dei cieli, vide quegli alberi, di incomparabile
bellezza e capaci di garantire ogni desiderio, tremare
per la paura.
41
Quei giganteschi alberi erano adorna-
ti con frutti doro e dargento e i loro rami erano fatti
di pietre preziose. Essi erano bagnati dallacqua del
mare.
42
Tra loro vi era un grosso Baniano, cresciuto
fuori misura e di proporzioni gigantesche.
43
Vedendo
Garuda, con la velocit del pensiero, gli si avvicin,
poi disse: Il mio ramo lungo cento Yojana Appollai-
atevi sul mio ramo e consumate il vostro pasto, man-
giate lelefante e la tartaruga.
44
Quando quel migliore tra gli uccelli, grosso come una
montagna, ma dal corpo agile, si appollaio sul ramo
del Baniano, tra il frenetico cinguettio di migliaia di
creature alate, che vivevano tra le sue foglie, il ramo
cominci a rompersi.
SEZIONE 30
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: Come le sue zampe sforarono il ramo,
al tocco di Garuda, per il troppo peso questo si spez-
z. Ma prima che cadesse, lo aferro con gli artigli.
2
Frastornato, guardandosi attorno, vide i saggi Vala-
chilia che pendevano a testa in gi.
3
Rifettendo, Garu-
da pens che se quel ramo fosse caduto, sicuramente
i saggi sarebbero morti,
4
quindi, stringendo gli artigli,
cerc di tenere ben saldi sia lelefante sia la testuggine.
5
Per paura di uccidere i saggi, desideroso di salvarli,
aferr il ramo con il becco e apr le ali.
6
I grandi saggi,
alla vista di quellatto, che andava oltre il potere degli
Esseri celesti, furono colpiti da meraviglia e diedero a
quel possente uccello un nome.
7
Questi dissero: Sic-
come questo controllore dei cieli, con la forza delle
sole ali ha tenuto sollevato un pesante carico, questo
primo tra gli uccelli che ha i serpenti come cibo, sar
chiamato Garuda (il portatore di pesi).
8
Con la forza delle sue ali, Garuda scosse le montagne
e si alz verso i cieli. Tenendo il pachiderma e la tar-
taruga tra gli artigli, volando, vide sotto di lui molt-
issime regioni.
9
Desideroso di salvare i Valachilia, lui
non riusciva a trovare un posto dove posarsi. Volan-
do raggiunse un monte chiamato Gandamadana.
10
L
vide Kashyapa suo padre, ingaggiato in pratiche ascet-
iche. Anche Kashyapa vide, quel controllore dei cieli,
11
dotato di forma divina, che possedeva grande splen-
dore, energia e forza. Dotato della velocit del vento
e della mente. Enorme come la vetta di una montag-
na. Unarma mortale potente come la maledizione
di un prete.
12
Inconcepibile, indescrivibile, prode e
spaventoso per tutte le creature. Risplendente come il
terribile Agni.
13
Non poteva essere sconftto n dagli
Esseri Celesti, n dai Danava, n dagli orchi, era in-
vincibile, capace di dividere la cima di una montagna,
di risucchiare lintero Oceano
14
e di distruggere i Tre
Mondi. Egli era fero come lo stesso Yama.
Lillustre Kashyapa, vedendolo avvicinarsi, cono-
scendo il motivo, si rivolse a lui con queste parole:
15
O fglio, non commettete atti avventati, per cui poi
voi dobbiate pentirvi. I Valachilia, si nutrono beven-
do i raggi del Sole, se adirati possono danneggiarvi.
16
Sauti continu: Nellinteresse di suo fglio, Kashy-
apa propizi i Valachilia, i quali eccedevano in buona
fortuna e i cui peccati erano distrutti dalle penitenze
ascetiche.
17
Kashyapa disse: Voi ricchi in ascetismo,
Garuda esiste per il bene di tutte le creature. Egli si sta
sforzando per portare a termine un grande compito.
Aiutatelo accordandogli il vostro permesso.
18
Sauti continu: Quegli asceti, udite le parole dellil-
lustre Kashyapa, abbandonarono il ramo. Per comp-
iere le loro ascetiche penitenze, raggiunsero le mon-
tagne sacre dellHimalaya.
19
Dopo che i saggi se ne
furono andati, il fglio di Vinata, con la voce ostruita
dal ramo che teneva nel becco, chiese al padre:
20
O
illustre, dove posso gettare questo ramo dalbero? O il-
lustre, indicatemi una regione disabitata.
21
Il saggio Kashyapa individu un monte selvaggio,
ricco di caverne e valli, le cui cime erano costante-
mente ricoperte di neve, gli esseri umani non avreb-
bero potuto raggiungerlo nemmeno con il pensiero.
22
Cos quel grosso uccello, con il tralcio nel becco e
lelefante e la testuggine tra gli artigli, a grande veloc-
it si diresse verso quel monte.
23
Quel grande ramo
dalbero che quellenorme uccello portava con s, non
poteva essere cinto, nemmeno da una corda compos-
ta da cento pelli di vacca.
24
Garuda, il signore degli
uccelli, in brevissimo tempo, precorse centinaia di
migliaia di Yojana.
25
Raggiunto il monte che il padre
gli aveva indicato, quel controllore dei cieli, lasci ca-
dere la gigantesca frasca. Cadendo il ramo emise un
grande frastuono.
26
E quel principe tra i monti fu scos-
so, colpito dal vento sollevato dalle ali di Garuda. I
suoi alberi lasciarono cadere una pioggia di fori.
27
Le
gemme e loro che adornava le vette della montagna,
caddero da ogni parte.
28
Cadendo, il ramo sradic
numerosi alberi, i cui fori dorati, nascosti tra lo scu-
ro fogliame, risplendevano come lampi tra le nubi.
29
Quegli alberi, cadendo a terra, tinti dai metalli rilas-
ciati dalla montagna brillavano come oro, splendeva-
no come se fossero bagnati dai raggi del sole.
30
Poi Garuda, quel migliore fra gli uccelli, stando ap-
pollaiato sulla cima di quel monte, mangi lelefante
e la testuggine,
31
consumato il pasto, spieg le ali e a
grande velocit lasci la vetta.
32
Segni di vario auspicio, che pronosticavano paura,
cominciarono a manifestarsi tra gli Esseri Celesti. Il
fulmine favorito di Indra si accese da solo.
33
Fiam-
meggianti e fumanti, grosse meteore caddero per tutto
il giorno.
34
Le armi dei Vasu, dei Rudra, degli Aditia,
dei Sabia, dei Marut e di altri Esseri Celesti, spontan-
eamente, cominciarono a emettere la loro energia.
35
Una cosa simile non era mai accaduta, nemmeno
durante la guerra tra gli Esseri Celesti e i demoni. I
venti, accompagnati da tuoni, sofavano impetuosi
e le meteore cadevano a migliaia.
36
Il cielo, sebbene
privo di nubi, ruggiva tremendamente. Colui che era
il Signore degli Esseri Celesti rilasciava una pioggia
di sangue.
37
E le ghirlande di fori che adornavano
il collo degli Esseri Celesti, pian piano appassirono.
Terribili masse di nubi rilasciavano una densa pioggia
di sangue.
38
La polvere sollevata dai venti, oscur le
teste degli Esseri Celesti. Indra dai mille sacrifci e i
suoi sudditi, perplessi e impauriti alla vista di queg-
li oscuri presagi, rivolgendosi a Vriaspati, disse:
39
O
venerabile, perch improvvisamente, si sono manifes-
tati questi naturali disturbi? Quale nemico, pu op-
primerci in guerra?.
40
Vriaspati rispose: O signore
degli Esseri Celesti, o tu dai mille sacrifci, a causa
di una tua leggerezza,
41
che quelle grandi anime dei
Valachilia permisero la nascita del fglio di Kashyapa e
Vinata, che quel controllore dei cieli, dotato di grande
forza e capace di assumere qualsiasi forma a suo pi-
acimento, si sta avvicinando per portare via il Soma.
42
Quel primo tra gli uccelli, possiede la forza neces-
saria per rubare il nettare. Tutto gli possibile, ci che
irrealizzabile con lui si realizza.
43
Sauti continu: Dopo aver udito quelle parole, In-
dra, rivolgendosi ai guardiani dellAmrita, disse: Un
uccello dotato di grande forza ed energia, ha messo
nel suo cuore, il proposito di portare via lAmrita.
44
Vriaspati mi ha detto che la sua forza incommen-
surabile, voi fate in modo che lAmrita sia protetta e
non possa essere rubata.
45
Gli Esseri Celesti, merav-
igliati presero tutte le cautele possibili. Stando in piedi
circondarono lAmrita e il prode Indra, colui che bran-
disce il fulmine, rimase con loro.
46
Gli Esseri Celesti
indossarono curiose e robuste corazze doro, incasto-
nate di gemme e diamanti di inestimabile valore.
47
Gli
Esseri Celesti presero le loro possenti e taglienti armi,
terribili a vedersi,
48
queste emettevano scintille di fuo-
co e fumo.
49
Erano armati con dischi, con mazze di
ferro fornite di aguzzi pungiglioni, con tridenti, con
asce da guerra, con vari generi di proiettili appunti-
ti, con spade levigate, con mazze dalla terrifcante
forma, il tutto su misura per i loro corpi.
50
Adornati
con elementi celesti, risplendenti per quelle brillan-
ti armi, gli Esseri Celesti rimasero in attesa, la loro
paura diminu.
51
Dotati dincomparabile energia, di
forza e di splendore, gli Esseri Celesti erano pronti
per difendere lAmrita. Capaci di abbattere le citt dei
demoni, essi sembravano risplendere come il fuoco.
52
Di conseguenza gli Esseri Celesti, che aspettava-
no in piedi su quel che sarebbe divenuto il campo di
battaglia, impugnando centinaia di migliaia di mazze
dotate di pungiglioni di ferro, splendevano come
un altro frmamento illuminato dai raggi del Sole.
SEZIONE 31
(Astika Parva: seguito)
1
Saunaka Chiese: O fglio di Suta, quale fu la colpa
di Indra, quale fu la causa della sua leggerezza? Come
ha potuto Garuda nascere per conseguenza delle as-
cetiche penitenze dei Valachilia?
2
Perch Kashyapa ha
avuto come fglio il re degli uccelli? Perch questo era
invincibile e non poteva essere ucciso?
3
Perch quel
controllore dei cieli, era in grado di recarsi ovunque
secondo la propria volont? Perch poteva dosare la
sua energia? Se queste cose sono scritte nelle cronache,
mi piacerebbe ascoltarle.
4
Sauti rispose: Quello che mi avete chiesto un soggetto
trattato nelle cronache. O nato due volte, ascoltate la sin-
tesi della storia.
5
Una volta, quando il signore della creazione, Kashy-
apa, desideroso di avere discendenti, organizz un
sacrifcio, i saggi, gli Esseri Celesti e i Gandharva,
vennero in suo aiuto.
6
Il compito impartito a Indra,
era quello di procurare il combustibile sacrifcale. I
saggi Valachilia e molte personifcazioni della nat-
ura erano con lui.
7
Il signore della pioggia, in accor-
do alla propria forza, sollevo un intera montagna
e la porto senza alcuna fatica.
8
Mentre i Valachilia,
la cui misura non superava un pollice, uniti e con
grande sforzo cercavano di trasportare una foglia di
Palasa (Butea Frondosa).
9
Quei saggi, per lo scar-
so cibo, erano molto magri e facchi. Erano cos de-
boli, che caduti in una pozzanghera, formata dallo
zoccolo di una vacca, non riuscivano pi a uscire.
10
La personifcazione della tempesta, orgoglioso della
sua forza, vedendo la loro gofaggine, divertito li de-
rise, inoltre li scavalc passando sopra le loro teste,
insultandoli ulteriormente.
11
Quei saggi, per lafron-
to subito, addolorati si adirarono. Cos eseguirono
un sacrifcio per terrorizzare Indra.
12
Ascoltate, o Saunaka, di come quei saggi portar-
ono a termine il loro proposito. Versando il burro
chiarifcato nel fuoco sacrifcale, ad alta voce reci-
tarono numerose formule.
13
Essi dissero: Vi sia un
secondo Indra re di tuti gli Esseri Celesti, capace di
andare ovunque a proprio piacimento, capace di do-
sare la propria energia secondo la propria volont e
in grado di far cadere in lacrime il presente signore
della pioggia.
14
Per mezzo del frutto delle nostre as-
cetiche penitenze, lasciamo che un essere sorga, sia
questo fero, vitale e veloce come la mente.
15
Quando il signore dei degli Esseri Celesti, colui
dai Cento Sacrifci, seppe di ci che stava accadendo,
preoccupato, cerc la protezione di Kashyapa.
16
Dopo
aver ascoltato Indra, Kashyapa domand ai Valachilia
se il loro sacrifcio avesse avuto successo.
17
Quei saggi,
risposero: E stato fatto. Lasciate che accada. Il patri-
arca, per cercare di pacifcarli, replic:
18
Dalla parola
di Brahma, questo Indra stato creato come signore
dei Tre Mondi. O asceti, voi state cercando di creare
un secondo Indra!
19
O eccellenti, non potete rendere
bugiarda la parola di Brahma. A causa di questo, fate
in modo, che quello che avete fatto non si avveri.
20
Las-
ciate che nasca un Indra, dotato di forza eccessiva e
signore delle sole creature alate. Sia lui misericordioso
verso Indra che di fronte a voi supplicante.
21
Dopo aver udito le parole di Kashyapa, i Valachilia, pi-
eni di rispetto per quel primo tra i veggenti, risposero:
22
O patriarca, il sacrifcio che abbiamo svolto aveva lo
scopo di ottenere un secondo Indra, allo stesso tempo
stato svolto per darvi un fglio.
23
Ora tocca a voi comp-
iere il resto. Fate tutto ci che ritenete giusto e corretto.
24
Sauti continu: Nel frattempo, mossa dal desider-
io di avere un fglio, Vinata, la buona fglia di Dak-
sha, per via delle sue ascetiche penitenze, era amabile
e fortunata.
25
Trovandosi in quel periodo, in cui la
compagnia coniugale, pu dare frutti, si purifc con
un bagno e si avvicin al suo signore.
26
Kashyapa le
disse: O rispettabile, il sacrifcio da me intrapreso ha
dato i suoi frutti. Ci che desideri sta per avverarsi.
Due eroici fgli, spunteranno dal vostro grembo, essi
diverranno i signori dei Tre Mondi.
27
Per mezzo delle
penitenze, per mezzo dei Valachilia, per mezzo del-
la virt e per mezzo del desiderio per il quale io in-
iziai il sacrifcio, questi fgli avranno grande fortuna
e saranno adorati nei Tre Mondi.
28
Rivolgendosi alla moglie, aggiunse queste parole:
Portate in voi questo seme con molta cura.
29
I due che
nasceranno, diverranno i signori di tutte le creature
alate. Questi eroici controllori dei cieli saranno rispet-
tati in tutti i Mondi, essi saranno in grado di assum-
ere qualsiasi forma a loro piacimento.
30
Il patriarca, gratifcato da tutto quello che era suc-
cesso, rivolgendosi alla personifcazione della pioggia,
il signore dei Cento Sacrifci, disse: Avrete come com-
pagni, due energici fratelli, che vi eguaglieranno in
forza e in prodezza.
31
Non temete, nessuno di loro vi
dannegger. Lasciate che la vostra afizione abbia ter-
mine. Voi continuerete a essere il signore di tutto.
32
Non
lasciate che la parola di Brahma, sia di nuovo presa da
voi con leggerezza. Anche se adirato, non brandite il
vostro fulmine e fate in modo che le vostre parole non
si trasformino in insulti.
33
Rincuorato dalle parole di
Kashyapa, privo di paura, Indra torn alla sua dimora.
Dopo che il suo desiderio fu portato a termine, Vina-
ta fu estremamente felice.
34
Questa partor due fgli,
Aruna e Garuda.
Aruna,dal corpo informe, divenne lauriga del Sole.
35
E Garuda fu investito della signoria su tutti gli uccel-
li. O discendente di Brigu, ora ascoltate di come Garu-
da port a termine il suo proposito.
SEZIONE 32
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: O primo fra i preti, gli Esseri Celesti era-
no pronti per dare battaglia. Garuda, il re tra gli uccelli,
allimprovviso si scagli su di loro.
2
Gli Esseri Celesti,
vedendo la sua forza, cominciarono a tremare di pau-
ra, scioccati cominciarono a colpirsi luno con laltro
con le loro stesse armi.
3
Tra quelli che proteggevano
il Soma, di forza smisurata, energico e brillante come
il fuoco elettrico, vi era Brahma (larchitetto celeste).
4
Dopo un breve ma terrifcante scontro, quel signore
tra gli uccelli usando solo il becco e le ali, lo sconfsse,
giaceva come morto sul campo di battaglia.
5
Quel
controllore dei cieli, oscur i mondi, seppellendo gli
Esseri Celesti con la polvere sollevata dalluragano
causato dal suo battito dali.
6
Gli Esseri Celesti, seppel-
liti dalla polvere, furono accecati. Gli immortali che
proteggevano lAmrita, resi ciechi dalla polvere non
riuscivano a vedere.
7
Questo fu il modo con il quale
Garuda scosse la regione dei cieli. Le personifcazioni
della natura e dei corpi celesti, furono lacerati dalle
ferite infitte dal suo becco e dalle sue ali.
8
Il signore dai Mille Occhi, diede un ordine a Vayu
(la personifcazione del vento), dicendo: Presto fate
in modo che questa pioggia di polvere si disperda. O
vento, questo un vostro compito.
9
Obbedendo, il
possente Vayu, sof via la polvere. Tornata la luce,
gli Esseri Celesti afrontarono Garuda.
10
Allattacco,
Garuda reag con un grande ruggito, il suono era sim-
ile a quello della nuvola che appare nel cielo alla fne
dei tempi, la quale spaventa ogni creatura.
11
Quel re
tra gli uccelli, quello sterminatore di ostili eroi, dotato
di grande energia, estese le ali.
12
Tutti gli Esseri Celes-
ti, con Indra a capo, armati con spade a doppio taglio,
13
con mazze di ferro dotate di acuminati pungiglioni,
con lance aguzze, con brillanti frecce e con un disco
la cui forma somigliava al Sole, presero posizione.
14
Il
re tra gli uccelli, senza esitare, li attacc su tutti i lati
e lottando duramente, non vacill nemmeno per un
momento. Il prode fglio di Vinata, brillando nel cie-
lo, facendo uso del becco e delle ali, attacc gli spiri-
ti della natura su tutti i fronti.
15
Lacerati dal becco e
dallo sperone di Garuda, il sangue cominci a fuire
copiosamente dai corpi degli Esseri Celesti.
16
Sopraf-
fatti dal signore degli uccelli, i Sadya e i Gandharva
fuggirono verso Est. I Vasu e i Rudra fuggirono ver-
so Sud.
17
Gli Aditia fuggirono verso Ovest, e i gemelli
Aswini fuggirono verso Nord. Dotato di grande en-
ergia, non perse mai docchio il nemico e continu a
lottare, fnch questo non ripieg.
18
Garuda si confront con gli Yaksha, con il coraggi-
oso Asvakranda, con Rainuka, con il baldo Kratanaca,
con Tapana,
19
con Uluca, con Svasanaca, con Nimesha,
con Praruja e con Pulina.
20
Il fglio di Vinata, lacer i
loro corpi a beccate e a colpi di artigli e di ala. Sem-
brava Siva, il castigatore dei nemici, il possessore del
Pinaca, adirato alla fne dellera.
21
Quegli Yaksha, forti
e coraggiosi furono stritolati da quel controllore dei
cieli, il cui aspetto era simile a una massa di nubi nere
che lasciano cadere spesse gocce di sangue.
22
Uccisi gli Yaksha, Garuda si diresse verso il luogo
dove era custodita lAmrita. Questa era circondata da
un divampante fuoco.
23
Quelle terribili famme sem-
bravano raggiungere il cielo. Mosse da venti violenti,
sembravano bruciare anche il Sole.
24
Lillustre Garuda,
per novanta volte assunse novanta bocche, e rapida-
mente bevve le acque di numerosi fumi. Avendo le ali
come veicolo, quel castigatore di nemici, ritornato sul
posto, con lacqua estinse il fuoco.
25
Spente le famme,
bramoso di entrare nel luogo dove era custodita lAmrita,
dovette ridurre drasticamente la sua taglia.
SEZIONE 33
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: Quelluccello, dopo aver assunto una for-
ma dorata, brillante come i raggi del Sole, come un
torrente che irrompe nelloceano, penetr nel luogo
dove era custodito il Soma.
2
Vicino allAmrita, vide
una ruota dacciaio, aflata come un rasoio, che girava
incessantemente.
3
Quel portentoso strumento, arden-
te come il Sole, era stato costruito dagli Esseri Celesti
per fare a fette tutti i ladri del Soma.
4
Fermatosi per un
istante, Garuda vide uno stretto passaggio. Diminu-
endo ancora una volta la sua stazza, velocemente at-
travers i raggi di quella ruota.
5
Superata la ruota, si
trov di fronte ad un nuovo pericolo, due grossi ser-
penti, fulgenti come il fuoco che arde, con le lingue
che brillavano come lampi,
6
le cui bocche emettevano
dense famme, con gli occhi infammati per il veleno,
costantemente adirati, erano stati messi a guardia del
Soma.
7
I loro occhi erano incessantemente arroventa-
ti, in uno stato di ira perenne e privi di ogni piet.
Chiunque fosse stato avvistato da uno di loro, sareb-
be stato immediatamente ridotto in cenere.
8
Luccello
dalle bionde piume, velocemente gett molta polvere
nei loro occhi e non visto li attacco su tutti i fronti.
9
Il
fglio di Vinata, quel controllore dei cieli, lacer i loro
corpi, facendoli a brandelli e senza perdere altro tempo
si avvicin al Soma.
10
Poi il possente fglio di Vinata,
aferr lAmrita, apr le ali e con grande velocit, usci
fuori facendo a pezzi la macchina che lo circondava.
11
Luccello prese lAmrita, ma non ne bevve nemmeno
un goccio. Poi oscurando lo splendore del Sole, per
nulla afaticato, prese la strada del ritorno.
12
Volando alto nel cielo, il fglio di Vinata incontr
Vishnu. Questultimo fu gratifcato dal coraggio-
so gesto compiuto da Garuda.
13
Quella divinit, che
non conosce deterioramento, rivolgendosi al signore
dei cieli, disse: Sono incline nel concedervi un pre-
mio, cosa desiderate?.
Quel controllore dei cieli, rispose: Vorrei stare so-
pra di voi.
14
Poi rivolgendosi nuovamente a Vishnu,
chiese: Vorrei essere immortale e libero da malattie,
senza il bisogno di bere lAmrita.
15
Guardando il fglio di Vinata, Vishnu rispose: Cos sia.
Dopo aver ricevuto i due premi, soddisfatto, rivolgen-
dosi al possessore dei sei attributi, disse:
16
Anchio de-
sidero darvi qualcosa, chiedete ci che volete.
Vishnu chiese al possente Garuda di divenire il suo
veicolo.
17
Lo fece sedere sul pennone della sua mac-
china, poi disse: In questo modo voi sarete sempre
sopra di me.
18
Il controllore dei cieli, rispose: Cos sia. Poi, burlan-
dosi del vento, velocemente volo via.
Mentre quel primo tra i controllori dei cieli, quel pri-
mo fra le creature alate, sfrecciava nellaria, il signore
della tempesta gli lanci contro il fulmine.
19
Il signo-
re tra gli uccelli, colpito dalla saetta, guardando In-
dra, scoppi a ridere. Poi con parole mansuete disse:
20
Nutro grande rispetto per il saggio Dadici, dalle
cui ossa il Vagira stato tratto.
21
Nutro rispetto per
il Vagira e anche per t o signore dei Mille Sacrifci.
Colpito dalla vostra saetta, non ho sentito alcun do-
lore.
22
Non siete stato in grado di strapparmi nem-
meno una piuma, sapete che faccio, me la strappo
da solo.
23
Dopo aver pronunciato quelle parole, il re degli
uccelli, si strapp una penna. Vedendo la piuma di
Garuda tutte le creature colme di gioia, desiderava-
no possederla.
24
Vedendo la bellezza di quella piuma,
essi dissero: Lasciamo che questo uccello sia chiam-
ato Suparna (colui che possiede bionde piume).
25
Purandara dai Mille Occhi, testimone di quel merav-
iglioso evento, pens che quelluccello fosse un essere
invincibile. Indra disse: O migliore fra gli uccelli, desi-
dero conoscere il limite della vostra forza. Inoltre desi-
dero la vostra eterna amicizia.
SEZIONE 34
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Garuda disse: O Purandara, si av-
veri il vostro desiderio, vi sia amicizia fra noi. La mia
forza di difcile controllo.
2
O voi dai Mille Sacrif-
ci, i saggi non approvano, n coloro che parlano della
propria forza, n coloro che parlano dei propri meri-
ti.
3
Ma voi siete un amico, quindi far un eccezione,
vi risponder, anche se la lode senza una ragione
non mai propria.
4
O signore della tempesta, posso
trasportare questa Terra con tutte le sue montagne, le
sue foreste e i suoi oceani, su una delle mie piume ed
anche voi.
5
La mia forza tale che io posso traspor-
tare facilmente tutti i mondi, insieme con i loro og-
getti mobili e immobili.
6
Sauti continu: Dopo che il coraggioso Garuda
ebbe detto quelle parole, Indra, il capo degli Esseri
Celesti, il portatore della celestiale corona, sempre
incline al bene dei mondi, replic:
7
Le vostre afer-
mazioni sono sicuramente vere. Tutto vi possibile.
Dunque accettate la mia sincera e cordiale amici-
zia.
8
Quando attraverso il Soma avrete raggiunto il
vostro scopo, restituitemelo. Coloro che lo stanno
per ricevere, sono nostri nemici.
9
Garuda rispose: Mi sono appropriato del Soma per
un preciso scopo, ma non ho intenzione di farlo bere a
qualcuno.
10
O voi dai Mille Occhi, o signore dei cieli, non
appena sar posato al suolo, potrete riprenderlo.
11
Indra disse: O oviparo, sono felice di sentire queste
parole. O migliore tra tutti i controllori dei cieli, chie-
detemi ci che volete.
12
Sauti continu: Ricordandosi dei fgli di Kadru e
della schiavit di sua madre causata da un atto di fal-
sit, la cui vera origine fu la maledizione di Aruna,
13
Garuda disse: Anche se ho gi pieno potere su tutte
le creature, accetter la vostra oferta. O Sakra, lasciate
che i Naga, diventino il mio nutrimento.
14
Luccisore dei Danava, rispose: Cos sia.
Poi Indra, alla presenza di Ari, il signore degli Esseri Ce-
lesti, la grande anima e signore di tutti gli Yogin,
15
rifer
quanto aveva detto a Garuda. Poi lillustre signore del
cielo, tornato al cospetto di Garuda, disse:
16
Non ap-
pena avrete posato il Soma, lo far di nuovo mio.
Dopo aver pronunciato queste parole, salut Garuda
e scomparve. Mentre luccello dalle bionde piume, a
gran velocit torn dalla madre.
17
Alla presenza dei serpenti, colmo di gioia, Garuda
disse: Vi ho portato lAmrita. La depositer su quel ces-
puglio di erba Kusha.
18
O Naga, dopo che avrete svolto
le vostre abluzioni, e portato a termine i vostri riti, stan-
do comodamente seduti, potrete bere il nettare.
19
Come
da noi stabilito, lasciate che da oggi mia madre sia lib-
era, in quanto, oggi stata mantenuta la promessa.
20
Guardando Garuda, i serpenti risposero: Cos sia,
poi cominciarono le abluzioni di rito. Nel frattempo,
Sakra apparve, velocemente simpadron dellAmri-
ta e la riporto in cielo.
21
Dopo avere compiuto le ab-
luzioni, le devozioni quotidiane e gli altri riti sacri, i
serpenti colmi di gioia, bramavano di bere il nettare.
22
Quando fu il momento, si accorsero che il letto di
erba Kusha su cui era stata posata lampolla, era vuo-
to e che lAmrita era stata sottratta con linganno.
23
In confusione, cominciarono a leccare le aflate
foglie di erba Cusha. A causa di quellatto, le lingue
dei serpenti furono tagliate in due.
24
Essendo venuta
in contatto con lAmrita, da quel giorno, lerba Kus-
ha divenne sacra. Questo fu il modo con cui Garuda
port via lAmrita dai cieli. E per merito di Garuda
che i serpenti oggi hanno tutti la lingua biforcuta.
25
In seguito, quelluccello dalle bionde piume, col-
mo di gioia, insieme alla madre cominci a godere
dei piaceri di quel bosco. Di grandi meriti e riverito
da tutti i controllori dei cieli, Garuda, gratifc sua
madre cibandosi di serpenti.
26
Luomo che ascolta questa storia, o che la legge a
un gruppetto di preti riuniti, per il merito acquisi-
to, andr sicuramente in cielo.
SEZIONE 35
(Astika Parva: seguito)
1
Saunaka chiese: O fglio di Suta, voi avete descrit-
to la ragione per cui i serpenti furono maledetti dalla
madre, e la motivazione per cui Vinata fu maledetta
da suo fglio.
2
Voi avete descritto la ragione per cui
Kadru e Vinata furono premiate dal marito. Simil-
mente avete rivelato i nomi dei fgli di Vinata.
3
Ma non
avete rivelato i nomi dei Naga. Siamo ansiosi di as-
coltare i nomi dei pi importanti fra loro.
4
Sauti rispose: O voi, la cui ricchezza lascetismo,
per non dilungarmi, non far i nomi di tutti i serpen-
ti, mi limiter a citare i nomi, di coloro sono i capi.
5
Sesha fu il primogenito, il secondogenito fu Airavata,
a lui seguirono
6
Takshaka, Karcotaca, Dananjaa, Kal-
akeya, Mani, Purana, Pinjaraca, Elapatra,
7
Vamana,
Nila, Anila, Kalmasha, Savala, Ariaca,
8
Uigra, Kala-
sapotaka, Suramuca, Dadimuca, Vimalapindaca, Apta,
9
Karotaca, Samca, Valisica, Nisthanaca, Emagua, Na-
huscia, Pingala, Vayakarna,
10
Astipada, Mudgarapin-
daca, Kamvala Asvatara, Calyaca, Vritta, Samvartaca,
11
Padma, Mahapadma, Sancamuca, Kuscmandaca,
Cshemaka,
12
Pindaraca, Caravira, Puscipadansctraca,
Vilvaca, Vilvapandara, Muscicada,
13
Sanchasira,
Purnabadra, Aridraca, Aparagita, Giotica, Srivaha,
14
Cauravia, Dhritarashtra, Sancapinda, Viragia, Su-
vau, Salipinda, Prabacara, Astipinda,
15
Pitaraca, Su-
mucsha, Kaunapashana, Cutara, Cungiara, Cumuda,
Cumudaksha, Tittri,
16
Alica, Cardama, Vaumulaca,
Carcara, Acarcara, Cundodara e Maodara.
17
O rigenerato, vi ho rivelato i nomi dei pi impor-
tanti fra i loro capi. Per paura di essere noioso, non
riveler i nomi di tutti gli altri.
18
O voi, la cui ricchezza lascetismo, i fgli di questi ser-
penti, insieme ai loro nipoti e pronipoti, sono innumere-
voli. Rifettete, non posso nominarli tutti.
19
O migliore
tra gli asceti, in questo mondo il numero dei Naga rende
vano ogni calcolo, essi sono molte migliaia di milioni.
SEZIONE 36
(Astika Parva: seguito)
1
Saunaka chiese: O fglio, i serpenti che avete nom-
inato, sono sicuramente molto forti e impossibili da
sconfggere. Dopo essere stati maledetti, Quali al-
tre imprese portarono a termine?.
2
Sauti rispose: Sesha il pi illustre fra loro, il pi famo-
so, lasci sua madre e vivendo di sola aria, osservando
rigidamente ogni voto, si dedic alla pratica di austere
penitenze.
3
Mentre viveva a Gandamadana, a Vadri, a
Gokarna, nel bosco di Puscara e ai piedi dellHima-
laya,
4
con grande devozione si dedic allascetismo.
Pass i suoi giorni in quelle sacre regioni, alcune delle
quali erano sacre per la loro acqua e altre lo erano per
il loro suolo, egli passo il tempo osservando rigidissi-
mi voti, il suo scopo era di sottomettere tutte le passio-
ni.
5
Brahma, il signore delluniverso, vide quellasceta,
con i capelli annodati sul capo, vestito di stracci, con
la carne, la pelle e i tendini mollicci a causa delle pen-
itenze praticate
6
e guardando quel coraggioso peni-
tente, disse: O Sesha, perch fai questo?
7
Le creature
dei mondi sono preoccupate. O innocente, le tue pen-
itenze stanno afiggendo duramente tutti gli esseri
viventi. O Sesha, cosa covate nel petto?.
8
Sesha rispose: Malgrado usciti dallo stesso utero, i
miei fratelli sono tutti di cuore malvagio. Io non de-
sidero vivere con loro.
9
Fai che questo divenga una
regola. Come nemici, sono costantemente gelosi
luno dellaltro. Questo il motivo per cui sto prati-
cando ascetiche devozioni. Non voglio nemmeno
incontrarli.
10
Non hanno mostrato alcuna gentilezza
per Vinata e suo fglio. In verit, il fglio di Vinata, ca-
pace di scorrazzare attraverso i cieli, nostro fratel-
lo.
11
Garuda da loro invidiato. Garuda il pi forte
per via del premio concesso da nostro padre.
12
Ques-
to il motivo, per cui ho cominciato a praticare se-
vere penitenze, rifuto questo corpo, nella prossima
vita, vorrei evitare la loro compagnia.
13
Il signore di tutti gli esseri, replic: O Sesha, conos-
co il comportamento dei vostri fratelli
14
e il grande
pericolo in cui sono incorsi per aver ofeso la madre.
O serpente, sto gi agendo per mitigare questa situazi-
one.
15
Non addoloratevi per i vostri fratelli. O Sesha,
chiedete ci che volete e vi sar concesso.
16
Mi sento
da voi gratifcato, sono pronto a soddisfare ogni vostro
desiderio. O migliore tra i serpenti, una fortuna che il
vostro cuore sia diretto dalla virt. Lasciate che il vostro
cuore sia ancora di pi, dominato da questa.
17
Sesha rispose: O divino padre, o signore del tutto, de-
sidero che il mio cuore, attraverso le ascetiche peniten-
ze, sia costantemente deliziato dalla virt.
18
Brahma rispose: O Sesha, mi sento oltre ogni lim-
ite gratifcato, da questa vostra disposizione per la
pace e per lamore. Ma vi prego, per il bene di tutte
le mie creature, vi ordino di lasciare queste pratiche.
19
O Sesha, questa Terra, dotata di monti, di foreste e
di oceani, cos instabile, fate in modo di aiutarla.
20
Sesha disse: O signore di tutti gli esseri, o el-
argitore di premi, o signore della Terra, o si-
gnore di ogni cosa creata, o signore delluniver-
so, come desiderate, far in modo che questa
Terra non perda il suo equilibrio. O signore di tutte
le creature, posate la Terra sopra il mio capo.
21
Brahma rispose: O migliore fra i serpenti, penetra
nella Terra. Essa aprir una larga fenditura per farti
entrare. O Sesha, sostenendo la Terra, voi renderete
un enorme servizio, apprezzo molto ci che fate.
22
Sauti continu: Il re dei serpenti, il primogeni-
to dei Naga, infl la testa nel buco, attraversata la
Terra sbuc dallaltro lato, mantenendola cos bi-
l a n c i a t a .
23
Brahama disse: O Sesha, o migliore tra i serpenti,
voi siete la legge, perch da solo, per mezzo del vostro
enorme corpo, sostenete la Terra, con tutto ci che
contiene, solo altri due esseri sono in grado di far-
lo, uno sono io e laltro Valavit.
24
Sauti continu: Il serpente Sesha, il prode signo-
re Ananta, vive tuttora in quella fenditura, obbedi-
ente a Brahma egli mantiene in equilibrio il mondo.
25
Lillustre signore, il migliore fra gli immortali, pi
tardi elesse luccello dalle bionde piume, il fglio di
Vinata, come aiutante per Ananta.
SEZIONE 37
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: Quando Vasuki, quel migliore tra
i serpenti, comprese che sua madre aveva emes-
so una maledizione, rifett sul modo per neu-
tralizzarla.
2
Si riun con Airavata e tutti gli al-
tri fratelli, per decidere su come meglio agire.
3
Vasuki disse: O innocenti, conoscete il soggetto della
maledizione che grava sulla nostra testa. Dobbiamo
adoperarci per neutralizzarla.
4
Ogni maledizione ha il
suo rimedio, ma nessuna soluzione pu giovare per
chi stato maledetto dalla propria madre.
5
Sapendo
che questa maledizione stata emessa alla presenza
dellImmutabile, dellInfnito e del vero Uno, il mio
cuore trema.
6
Certamente, la nostra estinzione pros-
sima. Perch il Signore immutabile, dopo aver udito
nostra madre, non dovrebbe essersi adoperato per
mitigare la maledizione?
7
Consultiamoci, troviamo un
modo per assicurare la continuazione della nostra raz-
za. Non perdiamo tempo. Siamo tutti saggi e perspicaci.
8
Interroghiamoci e scopriamo il mezzo di liberazione,
9
cosi come i saggi e gli Esseri Celesti si sono consultati,
per recuperare la personifcazione del fuoco, che si era
rinchiuso in una caverna, il Sacrifcio del Serpente vo-
luto da re Janamejaya prossimo, facciamo in modo di
sfuggire alla distruzione.
10
Sauti continu: Dopo aver ascoltato Vasuki, i fg-
li di Kadru, l riuniti, uno dopo laltro esposero la
propria opinione.
11
Una parte dei serpenti propose:
Noi dovremmo assumere la sembianza di sapien-
ti preti, ed implorare Janamejaya, dicendo: Questo
vostro sacrifcio non deve avere luogo.
12
Altri serpenti, i quali pensavano di avere buon sen-
so, proposero: Prendendo forma umana diverremo i
suoi consiglieri.
13
Arriver il momento in cui chied-
er consiglio su come attuare il progetto. E noi gli
diremo che il sacrifcio non pu essere svolto.
14
Il re,
pensando a noi come persone sagge, non sospettan-
do chi siamo, per attuare il sacrifcio, sicuramente
si confder con noi. Allora noi risponderemo: No!
Non cosa buona.
15
Mostrando gli efetti negati-
vi che possono infuenzare questo e gli altri mondi,
ci adopereremo perch il sacrifcio non abbia luogo.
16
Oppure, mandiamo uno di noi, dalla persona espe-
rta nei riti, colei che per il bene del monarca stata
scelta per presiedere il sacrifcio, facciamola mordere
e morire avvelenata.
17
Se il prete addetto alla ceri-
monia muore, il sacrifcio non pu essere svolto.
18
Noi
vogliamo mordere tutti quelli che sanno come svol-
gere un sacrifcio, noi morderemo tutte quelle persone
che il re ha nominato come suoi sacerdoti ofcianti,
in questo modo il nostro progetto sar realizzato.
19
Altri serpenti, un po pi virtuosi e clementi, dissero:
Questo vostro consiglio veramente pessimo. Non pos-
siamo uccidere dei preti.
20
Luccisione di persone rette,
permetter allinettitudine di distruggere il mondo.
21
Altri serpenti proposero: Divenendo nuvole cariche
di pioggia, tra lampi e tuoni, noi verseremo acqua ed
estingueremo il fuoco sacrifcale.
22
Altri serpenti, i migliori fra di loro, proposero: Di
notte, ruberemo il vaso contenente il succo del Soma.
Questo disturber il rito.
23
Oppure, lasciamo che i ser-
penti, a centinaia, e a migliaia, mordano le persone,
generando in tutti il terrore.
24
Si potrebbe fare in modo
che i serpenti, con il loro sterco e la loro urina, vadano
a contaminare il cibo destinato al sacrifcio.
25
Altri proposero: Prendiamo la forma umana
e diveniamo i sacerdoti ofcianti del re, cos po-
tremmo opporci al sacrifcio, chiedendo in antic-
ipo la nostra paga.
26
Il re, in nostro potere, sar cos-
tretto a fare ogni cosa noi chiederemo.
Altri proposero: Quando il re vorr nuotare,
27
noi
lo sequestriamo, lo leghiamo e lo teniamo prigionie-
ro in casa nostra, cos quel sacrifcio non avr luogo.
Altri serpenti che si ritenevano saggi, dissero:
28
Ci
avviciniamo al re, lo mordiamo e il nostro progetto
sar compiuto. Con la sua morte la radice del nostro
male sar estirpata.
29
Questa la nostra ultima idea,
ponderate il tutto e poi decidete. Veloce, fate in modo
che sia messo in atto ci che ritenete giusto.
30
Dopo aver esternato le loro idee, guardando quel
migliore tra i serpenti, guardando Vasuki, rimasero
in attesa. Dopo qualche istante di rifessione, Vasuki
rispose:
31
Nemmeno questa vostra ultima idea, sem-
bra essere attuabile. I vostri consigli non sono di mio
gradimento.
32
Cosa posso dire, cosa posso fare per il
vostro bene? Penso che solo la grazia di Kashyapa,
del nostro illustre padre, possa esserci daiuto.
33
O
serpenti, non so quale dei vostri consigli, possa es-
sere adatto per salvare la nostra razza, me compreso.
34
Quello che deve essere fatto, ha lo scopo di favorirvi.
Questo mi rende estremamente ansioso, perch la re-
sponsabilit della scelta solo mia.
SEZIONE 38
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: ascoltate le proposte di tutti i serpenti,
ascoltate le parole di Vasuki, Elapatra, fssando tut-
ti, disse:
2
Questo non un sacrifcio di quelli che
possono essere mitigati. Non il re Janamejaya, del-
la dinastia Pandava che dobbiamo temere, egli non
pu essere intralciato.
3
La persona che afitta dal
fato, deve lasciare che questo si compia. Nulla gli pu
fare da rifugio.
4
O migliori tra i serpenti, questa nos-
tra paura, ha il fato come radice. Questo il nostro
destino, in lui che dobbiamo rifugiarci.
5
Ascoltate ci che ho da dire. O migliori fra i serpen-
ti, quando la maledizione fu emessa, io giacevo acco-
vacciato sul grembo di nostra madre.
6
O migliori fra i
serpenti, o signore Vasuki, o voi dal grande splendore,
da quel luogo io udii le parole degli Esseri Celesti, che
addolorati dicevano al Signore dei Signori:
7
O gran
Brahma, come ha potuto la crudele Kadru, in tua
presenza, maledire i fgli che tanto gli erano cari?
8
O
signore dei signori, come avete potuto acconsentire,
dicendo Cos sia? Noi desideriamo conoscere la ra-
gione, perch non avete cercato di impedirlo?
9
Brahma rispose: I serpenti si sono moltiplicati.
Sono esseri crudeli, terribili ed estremamente ve-
lenosi. Fu per il bene delle mie creature, che io non
prevenni Kadru.
10
Quei serpenti velenosi e altri che sono malvagi,
mordono e uccidono le persone che non hanno colpa,
quindi devono essere sterminati, si salveranno solo
coloro che sono innocui e virtuosi.
11
Ho udito anche
la soluzione, so in quale modo, al momento oppor-
tuno, i serpenti potranno sottrarsi a questa terribile
calamit.
12
Dalla razza degli Yayavara, nascer un
grande saggio, il suo nome sar Jaratkaru, una perso-
na intelligente e con le passioni sotto completo con-
trollo.
13
Da Jaratkaru verr alla luce un uomo di nome
Astika. Sar lui a fermare il sacrifcio. I pi virtuosi tra
i serpenti saranno preservati dalla morte.
14
Gli Esseri Celesti chiesero: O veritiero, chi sar
la donna da cui Jaratkaru, quel primo fra i veggen-
ti, dotato dingegno e di grande energia ascetica, ge-
nerer il suo illustre fglio?.
15
Brahma rispose: Dotato dingegno e di grande en-
ergia, quel migliore fra i monaci, generer un fglio,
anchesso molto energico, da una donna che porter il
suo stesso nome.
16
Vasuki, il re dei serpenti ha una sorel-
la il cui nome Jaratkaru, luomo di cui sto parlando
nascer da lei, sar lui il nostro salvatore.
17
Elapatra continu: Gli Esseri Celesti dissero al si-
gnore dei signori: Cos sia. Dopo essersi cos espres-
so, il signore Brahma, torn alla propria dimora.
18
O
Vasuki, di fronte a me, io vedo vostra sorella, conos-
ciuta da tutti con il nome di Jaratkaru.
19
Per alleviarci
dalla paura, dai la ragazza in elemosina a quel monaco,
il quale vaga senza meta in cerca di una sposa. Ques-
ta la soluzione da me udita.
SEZIONE 39
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: O migliore fra i rigenerati, ascoltate
le parole di Elapatra, entusiasti i serpenti esclamaro-
no: Ben detto, ben detto.
2
Da quel momento, Vasuki
crebbe sua sorella con molta cura. Felice, allev Jarat-
karu con grande impegno.
3
Non pass molto tempo, che i Sura e gli Asura si
riunirono per decidere il modo su come frullare la
dimora di Varuna (lOceano).
4
E Vasuki, il pi forte
di tutti, divenne la corda che serv per il frullamen-
to. Terminato il lavoro, il re dei serpenti, si present
al cospetto del gran Signore.
5
Gli Esseri Celesti, ac-
compagnati da Vasuki, rivolgendosi al Signore dei
signori, dissero: O Signore, Vasuki afitto e sofre
molto, spaventato per la maledizione emessa dalla
madre.
6
Sradicate il dolore generato dal malaugurio
di Kadru, il suo cuore traftto dalla preoccupazione
per quello che sta per accadere alla sua razza.
7
Il re
dei serpenti nostro amico e benefattore. O Signo-
re dei signori, siate misericordioso con lui e allevi-
ate la febbre che tormenta il suo cuore.
8
Brahama rispose: O immortali, riguardo alla vostra
richiesta, ho gi provveduto. Lasciamo che il re dei
serpenti sappia, quello che Elapatra ha da noi udito.
9
I tempi sono maturi. I serpenti cattivi moriranno,
mentre quelli virtuosi sopravvivranno.
10
Jaratkaru
gi nato, quel prete ora assorto in ascetiche e dure
penitenze. Lasciamo che Vasuki, al momento oppor-
tuno, gli conceda sua sorella.
11
O immortali, ci che
stato riferito da Elapatra, per il benessere dei ser-
penti vero e non pu essere altrimenti.
12
Sauti continu: Il re dei serpenti, Vasuki afit-
to per la maledizione di sua madre, ascoltate le pa-
role del gran Signore,
13
risoluto nel dare sua sorella
in sposa al saggio Jaratkaru, ordin a tutti quei Naga
che erano ligi ai propri doveri, di tenere docchio Ja-
ratkaru, dicendo:
14
Quando Jaratkaru chieder una
moglie, informatemi immediatamente. Il benessere
della nostra razza dipende da lui.
SEZIONE 40
(Astika Parva: seguito)
1
Saunaka chiese: O fglio di Suta, desidero appren-
dere la ragione, per cui sul nostro pianeta, lillustre
saggio da voi nominato conosciuto come Jaratkaru.
2
Voglio conoscere letimologia di questo nome.
3
Sauti rispose: Si dice che Jiara signifchi spreco,
mentre Karu implica qualcosa di enorme. Quel
saggio era un essere enorme, riusc a ridurre il suo
corpo solo dopo aver praticato severe pratiche as-
cetiche.
4
O monaci, fu per la stessa ragione che la
sorella di Vasuki fu chiamata Jaratkaru.
5
Il virtuoso Saunaka, udito il signifcato del nome sorrise
e rivolgendosi a Ugrasravas disse: Sicuramente cos.
6
Saunaka continu: Ho ascoltato tutto ci che, stando
seduto di fronte a me, avete recitato. Ora voglio conoscere
la storia della nascita di Astika.
Udita la domanda, Sauti, cominci a esporre la storia,
in accordo al contenuto dei libri delle cronache.
7
Sauti disse: Vasuki, bramoso di donare sua sorella
al saggio Jaratkaru, eman gli ordini necessari ai ser-
penti.
8
I giorni passavano veloci, ma quellasceta dai
rigidi voti, profondamente impegnato in devozioni
ascetiche, ancora non pensava di prendere moglie.
9
Quella grande anima del saggio, occupato negli stu-
di e assorto nellascetismo, teneva il seme vitale sot-
to controllo e tranquillamente percorreva lintera
Terra senza la minima intenzione di sposarsi.
10
O Brahmana, cera una volta, in un tempo molto
lontano, un re, nato dalla dinastia dei Kaurava, il suo
nome era Parikshit.
11
Come il suo vecchio bisnonno
(Pandu), il monarca possedeva braccia possenti, in
battaglia era il primo tra gli arcieri e adorava andare a
caccia.
12
Un giorno, il sovrano, si addentr nella fores-
ta, alla ricerca di cervi, cinghiali, lupi, bufali e altri
generi di animali selvatici.
13
Quel giorno, fer un cervo
con una delle sue acuminate frecce, poi messo larco a
tracolla, penetr nella folto della foresta, alla ricerca
dellanimale che credeva ormai moribondo.
14
Il reg-
nante era del tutto simile allillustre Rudra (personif-
cazione dellarcobaleno), che da sempre vaga nei cieli
con arco in mano, mentre il cervo era la personifcazi-
one del sacrifcio, dopo essere stato traftto dalla frec-
cia, riprendendo la sua vera forma, scomparve.
15
Nessun animale traftto da una freccia di re Parik-
shit, aveva mai potuto allontanarsi indenne. Mentre
quel cervo, sebbene ferito, riusc a fuggire con gran
velocit, questa fu la causa della prematura dipartita
del re verso il cielo.
16
Il cervo che Parikshit, quel re
fra gli uomini, aveva inflzato, addentrandosi nella
foresta scomparve dalla sua visuale.
17
Penetrato nel-
la foresta, afaticato e assetato, il sovrano incontr un
asceta.
18
Sedutosi sotto una delle sue vacche, comin-
cio a leccare la schiuma che fuoriusciva dalle boc-
che dei vitelli, i quali avevano succhiato il latte dalle
mammelle delle loro madri.
19
Ancora afamato e afaticato, avvicinandosi allasceta,
alzando il suo arco, chiese a quellsaggio dai rigidi voti:
O prete, io sono re Parikshit, il fglio di Abhimanyu.
20
Dopo essere stato ferito, un cervo riuscito a scap-
pare. Lo avete visto? Quellasceta, stava praticando il
voto del silenzio, quindi non rispose. 21Incollerito il
re, raccogliendolo con la punta del suo arco, gli mise
intorno al collo un serpente morto. Il saggio sopport
lafronto senza protestare.
22
Per non infrangere il suo
voto, non disse una parola, n buona n cattiva.
23
Ve-
dendolo in quello stato, il re si calm e fu colto da tris-
tezza. Il sovrano torn alla sua capitale, lasciando il
saggio in quello stato. Lasceta, sapeva che il monarca
era una tigre fra i re,
24
sempre ligio ai propri doveri,
sebbene insultato, fu clemente con lui e non lo maled.
25
Quella tigre fra i monarchi, il migliore della dinastia
Bharata, non sapeva di aver ofeso un virtuoso prete.
Non sapeva chi era, per questo lo insult.
26
Il saggio aveva un fglio di nome Sringin, gio-
vane di et, ma di grande ingegno, di grande en-
ergia, forte per le sue penitenze, severo nei suoi
voti, ma facile alla collera e difcile da calmarsi.
27
A
ogni istante, con grande attenzione, Sringin adora-
va e serviva il suo istitutore, il quale seduto a suo
agio si adoperava per il bene di tutte le creature.
O migliore tra i monaci, quando il suo precet-
tore glie lo ordin Sringin sincammin verso casa.
28
Sulla via incontr un amico, era Krisha il fglio di
un prete, il quale ridendo gli raccont quello che
era successo.
29
Saputo laccaduto, Sringin, simi-
le a un potente veleno, ardeva per lira.
30
Krisha disse: O Sringin, non esserne fero, tuo padre
ha un serpente morto sulle spalle, a causa delle pratiche
ascetiche, tu possiedi grande energia.
31
Dora innanzi,
non ci rivolgeremo pi la parola, i fgli dei monaci, che
come noi hanno praticato austere penitenze e hanno
raggiunto il successo ottenendo la conoscenza della
verit, reagiscono.
32
Dov fnita la vostra virilit? Qua-
li orgogliose parole pronuncerete, quando avrete visto
vostro padre con un serpente morto sulle spalle?
33
O
migliore tra i sapienti, vostro padre non ha fatto nulla
per meritare questo trattamento, questa punizione mi
addolora tremendamente, come se fossi io la vittima.
SEZIONE 41
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: Ascoltate quelle parole, saputo che suo
padre stava seduto con un serpente morto sulle spalle,
Sringin si sentiva bruciare per la collera.
2
Guardando
Krisha, con dolci parole, chiese: Per quale ragione mio
padre giace con un serpente morto sulle spalle?
3
Krisha rispose: O carissimo, re Parikshit vagava nel-
la foresta, per diletto andava a caccia, fu lui che pos
il serpente sulla spalla di vostro padre.
4
Sringin replic: Quale errore commise mio padre nei
confronti del monarca? O Krisha, raccontami e siate
voi testimone dei poteri del mio ascetismo.
5
Krisha rispose: Re Parikshit, il fglio di re Abhimanyu,
mentre andava a caccia, scoccata una freccia, aveva
ferito un cervo maschio, malgrado la ferita il cervo
riusc a fuggire e il monarca si mise allinseguimento.
6
Entrato nellestesa foresta, il re perse le tracce dellan-
imale. Incontrato tuo padre, gli si avvicin.
7
Vostro
padre stava osservando il voto del silenzio. Afatica-
to, oppresso dalla fame e dalla sete, il principe chiese,
pi volte al vostro immobile padre, se aveva visto
passare un cervo.
8
Il saggio, stava osservando il voto
del silenzio, quindi non rispose. Stizzito, il sovrano,
con la punta dellarco, raccolse un serpente morto e lo
adagi sulla spalla di vostro padre.
9
O Sringin, vostro
padre assorto in quella devozione, rimase immobile.
Cos il re, ritorn a Astinapura, la sua capitale.
10
Sauti continu: Ascoltato il racconto, il fglio
del saggio, con gli occhi irritati, ardeva per la rab-
bia.
11
Preso dalla collera, il fglio del prete, tocc
dellacqua e maled il re.
12
Sringin disse: Quel disgraziato, quel peccatore di
un monarca che ha osato mettere un serpente mor-
to sulle spalle
13
del mio magro e vecchio genitore,
quellofensore di preti, quellofuscatore della dinastia
Kuru,
14
incentivato dalla forza delle mie parole, Tak-
shaka il potente re dei serpenti, fra sette notti lo mor-
der, mandandolo nelle regioni di Yama.
15
Sauti continu: In collera, dopo aver maledetto il re,
Sringin raggiunse il padre, lo trov seduto su di una
pelle di vacca, con il serpente morto sulla spalla.
16
Ve-
dendo il genitore in quella situazione, la sua ira fu rin-
novata.
17
Piangendo di dolore, guardandolo disse: Pa-
dre, informato di questo disonore, causato dal crudele,
18
dal disgraziato re Parikshit, preso dalla collera, lho
maledetto. Quel peggiore fra i Kuru ha meritato la mia
potente maledizione. Trascorsi sette giorni da oggi,
19
Takshaka il signore di serpenti, trasciner il peccami-
noso re, nella orribile dimora dei morti.
20
Vedendo il fglio adirato, il padre replic: Figlio,
non sono daccordo con te. Un asceta non deve agire
in questo modo. Noi viviamo nelle propriet di quel
grande re.
21
Siamo da lui protetti. Qualunque cosa
faccia, deve essere da noi perdonata.
22
Se voi distrug-
gete la legge, poi la legge distrugger voi. Se ci viene
a mancare la protezione del sovrano, noi cadremmo
in disgrazia.
23
Noi non potremmo compiere i nostri
riti religiosi secondo quello che il nostro desider-
io.
24
Protetti dai retti sovrani, noi otteniamo immen-
si meriti, che poi loro condivideranno con noi. Per-
ci, i reali devono essere con tutti i mezzi perdonati.
25
Come in passato fece suo padre, Parikshit ci ha sem-
pre protetto, egli protegge tutti quelli che gli sono sog-
getti.
26
Quel praticante di penitenze del monarca era
afaticato e oppresso dalla fame. Commise quellazi-
one ignorando il mio voto del silenzio.
27
Un paese
senza re, sofrir di innumerevoli mali. Coloro che
ci ofendono, sono puniti dal re e per paura dei cas-
tighi regna la pace.
28
Cos le persone, possono portare
avanti i loro doveri e compiere i loro riti indisturba-
ti.
29
Il re stabilisce la religione e le pratiche religiose
garantiscono il regno dei cieli. Il re fa in modo che i
sacrifci non siano disturbati, e che le oferte piacciono
agli Esseri Celesti.
30
Cos gli immortali portano la pi-
oggia e questa garantisce la crescita delle erbe, che da
sempre sono utili alluomo.
31
Manu disse, che chi reg-
ola il destino degli uomini, in dignit uguale a dieci
preti che studiano i Veda.
32
Afaticato e oppresso dalla
fame, quel praticante di penitenze del re, ignorando il
mio voto comp quel gesto.
33
Perch avventatamente,
avete compiuto quella puerile azione? O fglio, un
re, deve essere preservato dalle nostre maledizioni.
SEZIONE 42
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: Sringin replic: O padre, anche se
stato un atto avventato, anche se ci che ho fatto era
improprio, che a voi piaccia o non piaccia, le parole
da me pronunciate non potranno essere vane.
2
O pa-
dre, una mia maledizione non pu essere revocata.
Se non si avverasse passerei per bugiardo e io non
ho mai detto bugie, nemmeno per scherzo.
3
Samika disse: Caro fglio, so che siete molto abile
e sincero con le parole. Non essendo un mentitore, il
vostro malaugurio non potr che avverarsi.
4
Un fglio,
anche quando in et matura, dovrebbe essere anco-
ra consigliato dal padre, in questo modo, incorona-
to dalle buone qualit, potr ottenere grande fama.
5
Voi siete solo un fanciullo, perch non avete chiesto
consiglio? Voi siete sempre stato ingaggiato in austere
penitenze. Anche la collera di colui che possiede i sei
attributi, pu crescere enormemente.
6
O voi primo tra
le persone osservanti, voi siete mio fglio e siete an-
cora molto giovane, vedendo la vostra avventatezza,
mi sento in dovere di consigliarvi.
7
O fglio, vivete in-
cline alla pace, mangiando solo frutta e le radici che
la foresta vi ofre. Sopprimete la vostra collera e non
distruggete ci che avete guadagnato con le pratiche
ascetiche.
8
Il risentimento diminuisce la virt che gli
asceti hanno acquisito con grande sforzo. Per quel-
li che sono privi di virt, non esiste lo stato di san-
tit.
9
La pace un successo per gli asceti clementi.
Controllate il vostro temperamento, conquistate le
vostre passioni, e portate avanti questo stato di vita.
10
Attraverso il perdono, portate ottenere quei mondi
che non sono a portata di mano neanche per Brah-
ma.
11
Avendo adottato un sistema di vita pacifco,
sempre desideroso del bene altrui, far qualcosa,
informer il re, dicendo:
12
O monarca, a causa del
vostro atto, poco rispettoso nei miei confronti, il
mio giovane fglio, il cui intelletto non ancora del
tutto sviluppato, in collera vi ha maledetto.
13
Sauti continu: Quel grande asceta, quellosservatore
di voti, mosso dalla gentilezza, istru un suo discepolo
e lo mand da re Parikshit.
14
Tra tutti i suoi discepoli,
scelse Gaurmuka, un buon penitente, onesto e di buoni
costumi. Gli insegn che doveva prima informarsi sul
benessere del re, e poi rivelare il messaggio.
15
Il disce-
polo, senza perdere tempo, raggiunse quel monarca, il
capo della dinastia Kuru. Varcata la soglia della reggia,
attese che un servitore avvisasse il re della sua presenza.
16
Gaurmuka, il due volte nato, fu debitamente adorato
dal monarca. Cos comera stato istruito, lasciato passare
qualche istante, alla presenza dei suoi ministri, mise al
corrente il re, riportando le gravose parole di Samika.
17
Gaurmuka disse: O re dei re, un asceta, il cui
nome Samika, uno spirito virtuoso, pacato, deter-
minato nel compiere le faticose azioni ascetiche, le
cui passioni sono sempre sotto controllo, vive nei
vostri domini.
18
O tigre fra gli uomini, con la punta
del vostro arco, avete posato un serpente morto, sulle
spalle di quel saggio, mentre stava osservando il voto
del silenzio.
19
Il vostro atto stato da lui perdonato.
Ma suo fglio non ha potuto.
20
Senza che suo padre
lo sapesse, siete stato condannato a morire, attraver-
so il morso del serpente Takshaka, accadr tra sette
notti contate da oggi.
21
Samika chiese ripetutamente
a suo fglio di porre rimedio, ma non gli fu possi-
bile rendere falsa la maledizione di Sringin.
22
Non
essendo in grado di rappacifcare il rabbioso fglio,
per il vostro bene, sono stato mandato qui.
23
Quel re della dinastia Kuru, anchesso un asceta,
dopo aver ascoltato quelle dure parole, ricordando il
proprio atto peccaminoso, si addolor.
24
Il re, venuto a
conoscenza che quel primo tra i saggi che vivono nella
foresta, stava osservando il voto del silenzio, fu dop-
piamente afitto.
25
Vedendo la gentilezza di Samika e
considerando il proprio atto peccaminoso, il re si pent.
26
Il re, aveva lapparenza di un Essere Celeste, non era
addolorato per la sua morte, ma per aver compiuto un
atto abominevole nei confronti di un monaco.
27
Il re conged Gaurmuka, dicendo: Lasciate che il
venerabile Samika, sia misericordioso con me.
28
Non
appena Gaurmuka si fu allontanato, il monarca, pre-
so da grande ansia, senza perdere tempo, consult i
suoi ministri.
29
Dopo averli ascoltati, anchesso saggio
nel dare consigli, in un luogo solitario, fece innalzare
una colonna, con in cima una stanza. In modo da es-
sere protetto giorno e notte.
30
Per meglio proteggersi,
si circond da medici, medicine e da monaci special-
izzati nella recita delle formule.
31
Il monarca, protet-
to su tutti i lati, da quel luogo, portava avanti i suoi
regali doveri, circondato dai suoi virtuosi ministri.
32
In quel posto nessuno poteva avvicinare il re. An-
che laria aveva difcolt nel penetrare nella stanza.
33
Quando il settimo giorno arriv, quel migliore tra
i monaci, il dotto Kashyapa, si apprestava a raggiun-
gere la residenza del sovrano, desideroso di curare il
re, dopo il morso del serpente.
34
Kashyapa era venu-
to a conoscenza dellaccaduto, sapeva che Takshaka,
quel primo tra i serpenti, avrebbe spedito il monar-
ca alla presenza di Yama. Quindi voleva salvargli la
vita.
35
Pensava che compiendo questo gesto avrebbe
potuto ottenere ricchezza, ma anche acquisire virt.
36
Takshaka, quel principe fra i serpenti, assumendo la
forma di un anziano prete, si avvicin a Kashyapa il
quale si apprestava a raggiungere il monarca, con lin-
tento di guarirlo dal veleno.
37
Il principe tra i serpenti,
disse a quel toro fra i saggi: Dove state andando cos
di fretta? Quali sono le vostre intenzioni?.
38
Kashyapa, rispose: Takshaka, con il suo veleno, oggi
brucer quelloppressore di nemici di re Parikshit.
39
O
amabile, di fretta, senza perdere tempo, vado a guar-
ire, quel sovrano dalla prodezza incommensurabile,
rappresentante della dinastia Pandava, dal morso del
serpente Takshaka, il quale in energia eguaglia Agni.
40
Takshaka rispose: O prete, quel Takshaka che
brucer il signore della Terra, sono io. Fermatevi, voi
non siete in grado di guarire dal mio morso.
41
Kashyapa replic: Sono sicuro che posso, ho il potere
di imparare, andando l, con la recita di una appropria-
ta formula, guarir il monarca dal vostro veleno.
SEZIONE 43
(Astika Parva: seguito)
1
Takshaka, replic: Se, siete davvero in grado di
curare le creature afette dal veleno del mio morso, o
Kashyapa, riportate in vita questo albero.
2
O migliore
fra i monaci, davanti ai vostri occhi, con il mio veleno
brucer questo Baniano. Mostrate la vostra abilit, reci-
tate la formula di cui avete parlato.
3
Kashyapa rispose: O re dei serpenti, se questo che de-
siderate, mordete lalbero. O Serpente, io lo rianimer,
rendendo innocuo il vostro veleno.
4
Sauti continu: Quel re di serpenti, sfdato dallil-
lustre Kashyapa, afond le sue zanne nel Baniano.
5
Quella pianta, addentata dallillustre serpente, per-
vasa dal veleno, prese fuoco.
6
Dopo aver bruciato
lalbero, guardando Kashyapa, il serpente disse: O
primo fra i monaci, provate, vediamo se riuscite a
resuscitare questo signore della foresta.
7
Sauti continu: Lalbero fu ridotto in cenere dal ve-
leno di quel re dei serpenti. Sollevando con le mani
quelle ceneri, Kashyapa pronunci queste parole:
8
O
governatore fra i serpenti, osserva il potere della mia
conoscenza, guarda come rianimo questo signore del-
la foresta. O Serpente, lo riporter in vita sotto il vostro
naso.
9
Poi quel migliore fra i monaci, lillustre e dotto
Kashyapa, attraverso il suo Vidia, resuscit lalbero dalle
ceneri.
10
Prima spunt un germoglio, poi spuntarono
due foglie, poi crebbe il gambo, poi piccoli rami, e alla
fne sorse lalbero maturo, con tutte le sue foglie.
11
Vedendo lalbero rianimato dallillustre
Kashyapa, il serpente disse: Non mi meraviglio del
fatto che voi possiate distruggere lefetto di tutti i ve-
leni, compreso il mio.
12
O voi, ricco in ascetismo,
per la Brahma di ricchezza, che state andando l?
13
La
ricompensa che voi sperate di ottenere da quel mi-
gliore fra i monarchi, potete averla da me, ottenerla
dal re vi sar pi difcile.
14
Siete una persona famo-
sa, conosciuta per la vostra arte, ma il vostro successo
pu essere messo in dubbio, quel sovrano e stato col-
pito dalla maledizione di un prete, che gli ha accorci-
ato la vita.
15
Se fallite, la vostra fama, che ora splende
nei Tre Mondi, sparir, cos come il Sole scom-
pare, quando uneclisse lo priva del suo splendore.
16
Kashyapa rispose: O serpente, sto andando in
quel luogo per ottenere ricchezze, datemi il vostro
oro e io torner sui miei passi.
17
Takshaka disse: O migliore fra i rigenera-
ti, vi dar molto di pi di quello che vi aspetta-
vate da re, quindi non andate da lui.
18
Sauti continu: Kashyapa, quel migliore fra i mona-
ci, prode e intelligente, dopo aver ascoltato le parole
di Takshaka, si sedette e cominci a meditare sul re.
19
Kashyapa, quel primo fra gli asceti, prode, dotato
dingegno e della conoscenza spirituale, accertato-
si che la lunghezza della vita di quel re,
20
discendete
dei Pandava era realmente giunta a termine, ricevuta
tanta ricchezza, quanta ne desiderava, torno indietro.
21
Come vide lillustre Kashyapa tornare sui suoi pas-
si, Takshaka, al momento opportuno, velocemente,
penetr nella citt di Astinapura. Sulla strada, senti
dire, che il re, viveva prevenuto, protetto da medi-
cine, antidoti e formule magiche.
22
Sauti continu: Il serpente rifett per un attimo,
poi pens: Devo ingannare il monarca con i miei po-
teri illusori. Ma come posso fare?.
23
Takshaka decise di mandare dal re, dei serpen-
ti che prendendo la forma di asceti, gli avrebbero
portato in dono frutta, erba Kusha e acqua.
24
Tak-
shaka, istru i serpenti dicendo: Con il pretesto di
un viaggio di afari, recatevi dal re, senza mostrare
segnali dimpazienza, fate in modo che egli accetti i
vostri doni, di fori, acqua e frutta.
25
Sauti continu: Quei serpenti, in accordo agli or-
dini di Takshaka, agirono di conseguenza. Portarono
al re, frutta, acqua ed erba Kusha.
26
Quel primo tra
i re, quel prode accett le oferte. Dopo che ebbero
portato a termine il loro compito, il re li conged,
dicendo: Ritiratevi.
27
Dopo che quei serpenti trav-
estiti da asceti, se ne furono andati, rivolgendosi
ai suoi ministri e amici, il sovrano disse:
28
Venite,
mangiamo insieme questa splendida frutta, che que-
gli asceti mi hanno portato in dono.
29
Spinti dalla maledizione del prete e dal fato, il re e i
suoi ministri provarono il desiderio di assaggiare quel-
la frutta.
30
Takshaka era penetrato in uno di quei frut-
ti, questo fu preso dal re. E mentre stava per mangiar-
lo,
31
o Saunaka, un bruttissimo insetto sbuc fuori, era
piccolo, quasi invisibile, i suoi occhi erano neri e il suo
colore era quello del rame.
32
Quel primo fra i re, preso
linsetto, si rivolse ai suoi consiglieri, dicendo: Il Sole
sta tramontando. Non ho pi paura del veleno. Lasci-
amo che questo insetto, ripresa la forma di Takshaka
mi morda,
33
cos che il mio atto peccaminoso possa
essere espiato e le parole dellasceta rese vere. I con-
siglieri, spinti dal fato, approvarono quelle parole.
34
La sua ora era venuta, mentre perdeva i sensi, il monar-
ca sorrise. Velocemente pose quellinsetto sul collo.
35
Mentre il re rideva, Takshaka, usc dal frutto e avvolse
il collo del monarca.
36
Mentre si attorcigliava al collo del
re, emise un tremendo ruggito, poi Takshaka, quel si-
gnore fra i serpenti, azzann il protettore della terra.
SEZIONE 44
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: I consiglieri, vedendo il re avvolto nelle
spire di Takshaka, impallidirono per la paura e presi
da un accesso di dolore, piangevano.
2
Sentendo il rug-
gito di Takshaka, terrorizzati i membri del governo,
velocemente flarono via.
3
Mentre con il cuore addol-
orato si allontanavano, alzando gli occhi, videro Tak-
shaka, il re dei serpenti, quellessere meraviglioso, che
attraversava il cielo blu, somigliava a una striatura di
colore del tutto simile a quella che compare sui fori
di loto, era come la linea color vermiglio, che divide
la massa scura dei capelli di una donna.
4
La stanza in cui viveva il re, per via del veleno di Tak-
shaka, fu pervasa dal fuoco. Gli ispiratori del sovrano,
nel vedere quellorrido spettacolo, fuggirono da ogni
parte. Il re, come colpito da un lampo cadde al suolo.
5
Dopo la morte del re, abbattuto dal veleno di Taksha-
ka, gli esperti, insieme al gran sacerdote, portarono a
termine tutti riti prescritti.
6
Al termine dei rituali, tutti
i cittadini si riunirono per eleggere al trono il fglio
minore di Parikshit. Il popolo chiam il loro nuovo re,
quelluccisore di nemici, quelleroe della dinastia Kuru,
con il nome di Janamejaya.
7
Quel migliore fra i monar-
chi, sebbene ancora un bambino, era intelligente e sag-
gio di mente. Con suoi consiglieri, con il gran sacerdote,
con quel toro fra i Kuru del fratello maggiore, govern
il regno come il suo eroico bisnonno Yudhisthira.
8
I ministri del giovane monarca, vedendo che era
in quellet, in cui poteva tenere i nemici sotto con-
trollo, fecero visita a Suvarnavarman, il re di Kasi e
chiesero sua fglia Vapuscitama come sposa.
9
Il re di
Casi, dopo le domande di rito, concesse attraverso i
cerimoniali prescritti, sua fglia Vapuscitama a quel
possente eroe della dinastia Kuru. Questultimo nel
ricevere la sposa, fu veramente felice. Non concesse
mai il suo cuore a nessunaltra donna.
10
Dotato din-
gegno, dotato di grande energia, con un cuore alle-
gro, viaggio alla ricerca del piacere, attraversando
distese di acqua, boschi e campi foriti. Quel primo
fra i monarchi, trascorse il suo tempo piacevolmente,
cos come (molto tempo fa) fece Pururava, con la sua
celeste damigella Urvasi.
11
La bella fra le belle, come
la damigella di Pururava, celebre per la sua bellez-
za, afezionata al suo signore, felice di aver acquisito
un marito desiderabile, durante il periodo in cui lui
ricercava il piacere, lo accontent oltre ogni limite.
SEZIONE 45
(Astika Parva: seguito)
1
Nel frattempo, Jaratkaru, quel grande asceta, gi-
rovagava per il mondo, adattando un rifugio qualsiasi
come dimora per la notte.
2
Dotato della forza dellas-
cetismo, assorto nella pratica di rigidissimi voti, dif-
cili da praticare dalle persone immature, peregrinava
senza meta sostando di tanto in tanto, ma solo per ba-
gnarsi in acque sacre.
3
Il monaco era libero da tutti i
desideri mondani e laria era lunico suo nutrimento. I
giorni passavano e il suo aspetto era sempre pi ema-
ciato e privo di muscoli.
4
Un giorno vide gli spiriti dei
suoi antenati, pendere a testa in gi in un buco, sorretti
da una corda di radici Virana, dove un unico intreccio
ancora li sosteneva. Ma anche quellunico flo, rosic-
chiato da un grosso topo che abitava quel buco, stava
gradualmente per spezzarsi.
5
In quel buco, gli ante-
nati erano senza cibo, emaciati, pietosi nellaspetto e
ansiosi di essere salvati. Avvicinandosi a quegli esseri
dallaspetto pietoso, Jaratkaru esso stesso emaciato,
chiese:
6
Chi siete voi, perch state appesi a una corda
di radici Virana?
7
Ogni singolo flo di questa corda
stato rosicchiato dal topo che dimora in questo buco,
8
lultimo flo restante, tra i denti aguzzi del topo, sta
gradualmente facendo la stessa fne. Quel poco che
rimane di questo ultimo intreccio, sar presto spez-
zato. E chiaro che presto fnirete per picchiare la testa
sul fondo.
9
Vedendovi penzolanti, in balia di questa
calamit, la mia piet viene eccitata. Cosa posso fare
per voi?
10
Parlate, velocemente ditemi, se un quarto,
oppure un terzo, o se il sacrifcio della met del mio
ascetismo,
11
o di tutto il mio ascetismo, pu portar-
vi sollievo, sono pronto, far come volete voi.
12
Gli spetri risposero: O venerabile studente, voi de-
siderate il nostro sollievo. Ma, o migliore fra i mona-
ci, il vostro ascetismo non in grado di disperdere la
nostra afizione.
13
O fglio, o migliore tra gli ortatori,
anche noi possediamo i frutti del nostro ascetismo. O
monaco, per la perdita di fgli che stiamo per fnire
in questo peccaminoso inferno.
14
Lo stesso Brahma
ha afermato che un fglio un grande merito. Come
siamo fniti in questo buco, la nostra idea non chi-
ara.
15
Quindi o fglio, noi non vi conosciamo, malgra-
do lintera terra canti la vostra fama. O venerabile, voi
siete fortunato, voi che gentilmente, pieno di piet vi
siete addolorato per noi che siamo gravemente afitti.
16
O monaco, ascoltate, vi diremo chi siamo. Noi sia-
mo asceti di rigidi voti, della setta Yayavara.
17
Per la
perdita dei fgli noi siamo caduti da un luogo sacro.
Le nostre severe penitenze non sono ancora complet-
amente distrutte, abbiamo ancora un flo.
18
Purtroppo
un solo flo. Poco importa se questo c o non c. Sfor-
tunati come siamo, abbiamo un discendente conos-
ciuto come Jaratkaru.
19
Lo sfortunato, sta studiano i
Veda e le loro ramifcazioni, praticando lascetismo in
solitudine. Mantiene il suo corpo sotto controllo, i de-
sideri sono assenti, osserva i rigidi voti, sempre ingag-
giato in ascetiche penitenze libero dallavidit,
20
a
causa dei prodotti dal suo ascetismo, noi siamo ridotti
in questo stato. Non ha moglie, non ha fgli, non ha
parenti.
21
Pertanto ci troviamo appesi in questo buco,
stiamo per perdere coscienza, come quegli uomini
di cui nessuno si cura. Nel caso dovreste incontrarlo,
siate gentile, parlategli di noi.
22
Ditegli che i suoi an-
tenati, addolorati, penzolano a testa in gi dentro un
buco. Ditegli, o santuomo, prendete moglie e generate
fgli.
23
Ditegli, o voi ricco in ascetismo, o amabile, un
solo flo rimane nella linea dei vostri antenati.
24
O monaco, la corda di radici Virana, con cui voi ci
vedete legati e penzolanti, rappresenta la molteciplit
della nostra razza.
25
O monaco, questi intrecci di cor-
da di radice Virana, che avete visto rosicchiare, siamo
noi che stiamo per essere mangiati dal tempo.
26
La
radice che state guardando e che ci sta tenendo sosp-
esi per met rosicchiata, perch quello scellerato si
dedicato alla sola vita ascetica. Il topo che rosicchia
il tempo dotato di forza infnita.
27
E il tempo sta inde-
bolendo quellincosciente di Jaratkaru preso dalle as-
cetiche penitenze con il solo scopo di ottenere meriti,
manca di prudenza e di cuore.
28
O eccellente, il suo
ascetismo, non pu salvarci. Quando la nostra radice
stata srotolata, noi siamo caduti dalle alte regioni,
privati di coscienza dal tempo,
29
siamo stai spinti in
avanti come spregevoli peccatori.
30
Caduti dalle nostre
regioni, con tutti i nostri parenti, mangiati dal tempo,
siamo sprofondati in questo inferno.
31
O fglio, las-
cetismo, o il sacrifcio, o qualsiasi altra azione santa,
sono inferiori. Queste non valgono un fglio. O bam-
bino, avendo visto il tutto, parlate a quel Jaratkaru
ricco in ascetismo.
32
Raccontategli in ogni dettaglio
ci che avete visto. O monaco, siate gentile con noi,
parlategli e convincetelo a prendere moglie e ha gen-
erare fgli.
33
Tra i suoi amici, o tra quelli della nostra
razza, chi siete voi? O eccellente, chi siete voi, che vi
addolorate per noi come un amico? Desideriamo sa-
pere chi la persona che ci sta ascoltando.
SEZIONE 46
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: Dopo aver udito quelle parole Jaratkaru,
fu colto da un eccessivo sconforto. Pieno di dolore, con
parole ostruite per le lacrime, rispose:
2
Voi siete mio
padre e mio nonno, i quali sono dipartiti. Ditemi, cosa
posso fare per il vostro benessere?
3
Io sono quel pecca-
tore di vostro fglio, sono Jaratkaru, punitemi per le mie
disoneste azioni, che disgraziato che sono.
4
Gli spetri replicarono: O fglio, una fortuna che
nel tuo girovagare hai potuto raggiungere questo
posto. O monaco, perch non avete preso moglie?
5
Jaratkaru rispose: Voi o spetri, un desiderio da
sempre esistito nel pi profondo del mio cuore, vole-
vo raggiungere laltro mondo senza mai aver emesso
seme vitale.
6
La mia mente era posseduta da ques-
ta idea, non volevo prendere moglie. Ma, o gran si-
gnori, vedendovi pendenti come uccelli,
7
ho distolto
la mia mente dalla vita di celibe studente. Nel vero,
far quello che desiderate.
8
Sicuramente sposer
una ragazza che porter il mio nome.
9
Accetter
colei che mi sar concessa in elemosina e che non
pretender di essere mantenuta.
10
Se trover ques-
ta donna, mi sposero, altrimenti no. O grandi si-
gnori, questa la verit. E il bambino che nascer
sar il vostro salvatore. E voi, miei antenati, vivrete
per sempre, benedetti e senza paura.
11
Sauti continu: Il Muni, dopo aver discorso con gli
spetri, ricominci a gironzolare per tutta la Terra. O
Saunaka, divenne vecchio, ma ancora non aveva tro-
vato moglie.
12
Il fatto di non aver avuto successo lo
rattristava. Ma fedele alle parole date ai suoi antenati,
continu a ricercare. Entrato nella foresta, addolora-
to, piangeva e gemeva.
13
In quel bosco, il saggio ebbe
laspirazione di esaudire il desiderio dei suoi antena-
ti, quindi disse: Chiedo una moglie. Ripet queste
parole per tre volte.
14
Poi aggiunse: O creature qui
presenti, mobili o immobili, anche se invisibili, ascol-
tate le mie parole.
15
Bench ingaggiato in severe pen-
itenze, i miei antenati afitti dal dolore, mi dissero:
Sposatevi e generate un fglio
16
Obbediente ai miei
antenati, vago in povert e dolore per il mondo in-
tero, alla ricerca di una giovane sposa, quella fanci-
ulla che mi sar oferta in elemosina.
17
A tutti coloro che hanno una fglia, lasciate che
questa creatura, sia concessa a questo uomo er-
rante.
18
Lasciate che questa sposa, che porta il mio
nome, e che non manterr, mi sia concessa in ele-
mosina. Vi prego concedetemela.
19
Cos quei serpenti, che erano sulle tracce di Jarat-
karu, assicuratisi della sua inclinazione, informar-
ono Vasuki.
20
Udite le loro parole, quel re tra i ser-
penti, fece ornare la fglia e si inoltr nella foresta
per consegnarla al prete.
21
Raggiunto quel luogo,
Vasuki, il re dei serpenti, ofri la fanciulla in elemo-
sina a quella grande anima. Ma il prete non laccett,
22
pensava che non portasse il suo stesso nome, pen-
sando anche che il problema del suo mantenimen-
to fosse irrisolto, esitava ad accettarla.
23
Dopo aver
rifettuto per qualche istante, chiese il nome della
ragazza, aggiungendo che non lavrebbe mantenuta.
SEZIONE 47
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: rivolgendosi al monaco, Vasuki dis-
se: O migliore tra gli asceti, la ragazza porta il vostro
stesso nome. Lei mia sorella ed dotata di meriti as-
cetici.
2
Manterr io vostra moglie. Accettatela. O ricco
in ascetismo, la protegger con tutto me stesso. O pri-
mo tra i grandi sapienti, lei stata da me scelta per voi.
3
Il vate replic: Siamo daccordo sul fatto che non la man-
terr. Lei non dovr fare nulla che possa contrariarmi,
se lo far labbandoner.
4
Sauti continu: Dopo che il serpente ebbe fatto
questa promessa: Manterr io mia sorella, Jaratka-
ru, si rec nella casa di Vasuki.
5
Poi quel primo fra
i monaci conoscitori di formule, quellosservante
di rigidi voti e veterano tra gli asceti, prese la mano
della ragazza, come prescritto nelle scritture.
6
Presa
sua moglie, entr nella deliziosa camera che il re dei
serpenti aveva preparata per lui.
7
In questa stanza,
cera un letto, ricoperto da preziose lenzuola. Jaratka-
ru, visse la con la sua sposa.
8
E leccellente monaco,
stipul un accordo con sua moglie, dicendo: Nulla
deve essere fatto o detto senza il mio permesso.
9
In
caso contrario, vi lascer e abbandoner questa casa.
Tenete bene in mente queste parole.
10
La sorella del re dei serpenti, in ansia e addolorata,
rispose: Cos sia.
11
Mossa dal desiderio, di fare il bene
dei propri parenti, la fanciulla, di immacolata reputazi-
one, cominci a servire il suo signore, stando allerta
come un cane, mostrando la timidit di un cervo e
la conoscenza dei segni propria del corvo.
12
Un giorno, dopo il periodo mestruale, la sorella di
Vasuki, dopo essersi purifcata con un bagno secondo
i costumi, avvicin il grande asceta, quindi concep.
13
Lembrione sembrava la famma di un fal, era cos en-
ergico che risplendeva come il fuoco stesso.
14
Cresce-
va come la Luna nella quindicina luminosa.
15
Un giorno, il famoso Jaratkaru, pos la testa sul
ventre della sposa e come un uomo afaticato, si ad-
dorment. Mentre dormiva, il Sole entr nella sua
camera, quella posta tra le montagne dellOvest e
tramont.
16
Mentre il giorno si spegneva, leccellente
sorella di Vasuki, divenne pensierosa, temeva che suo
marito potesse perdere la virt.
17
Lei pensava: Cosa
faccio adesso? Sveglio mio marito oppure no? Lui
sempre rigido e puntiglioso nel compiere i propri
doveri religiosi. Come posso agire senza ofenderlo?
18
Devo scegliere tra la sua collera o la perdita della
sua virt. La perdita della virt tra i due mali sicura-
mente la pi grave.
19
Ma se lo sveglio egli si arrabbier.
Ma se il tramonto termina senza che abbia pronunci-
ato le sue preghiere, perder tutti i suoi meriti.
20
Av-
endo deciso, rivolgendosi al marito, che risplendente
di ascetiche penitenze, giaceva prostrato come una
famma del fuoco,
21
la sorella di Vasuki, con un flo di
voce, disse: O voi di grande e buona fortuna, svegli-
atevi, il Sole sta tramontando.
22
O voi dai rigidi voti, o
illustre, dopo esservi purifcato con lacqua, pronun-
ciando il nome di Vishnu, recitate le vostre preghiere.
Il momento della cerimonia serale giunto Il mo-
mento bello ma anche pauroso.
23
Il crepuscolo, o
signore, sta coprendo il lato occidentale.
24
Lillustre Jaratkaru dai grandi meriti ascetici, dopo
aver ascoltato la moglie, con il labbro superiore
tremante per la collera, rispose: O amabile della raz-
za Naga, voi mi avete insultato.
25
Non rester con voi
un minuto in pi, torner da dove sono venuto. O voi
dalle belle cosce, se io dormo,
26
il Sole non ha la forza
per tramontare nel modo nel momento usuale. Una
persona insultata non pu vivere nel luogo dove ha
ricevuto linsulto,
27
soprattutto io, che sono il pi vir-
tuoso tra quelli che sono uguali a me.
La sorella di Vasuki, dopo aver udito le parole del
suo signore, cominci a tremare per il terrore, quin-
di rispose:
28
O monaco, non vi ho svegliato con lin-
tento di insultarvi, 29ho agito per far si che la vostra
virt non debba subire perdite.
30
Il prete Jaratkaru, grande in ascetismo, posseduto
dalla collera e desideroso di abbandonare la moglie,
rispose: O bellissima, non ho mai detto falsit. Quindi
me ne vado.
31
Questo era il nostro accordo. O amabile,
con voi ho trascorso dei bellissimi momenti. O bellis-
sima, dopo che me ne sar andato, dite a vostro fratello
che vi ho lasciata.
32
Quando sar lontano, egli vi aiuter
a superare i dolori dovuti alla mia assenza.
33
Queste furono le parole di Jaratkaru, rivolte alla bel-
la sorella di Vasuki, dalle immacolate fattezze, mentre
era piena di ansiet e di dolore.
34
Dopo aver mostrato
sufciente coraggio e pazienza, malgrado il suo cu-
ore battesse forte, con le mani giunte, il viso pallido
e la voce ostruita dalle lacrime, rivolgendosi al mo-
naco,
35
la donna disse: Voi non potete lasciare chi
non ha commesso errore. Voi camminate sul sentiero
della virt.
36
Io cammino sulla stessa via, con il cu-
ore rivolto al bene dei miei parenti. O migliore fra i
monaci, il motivo per cui vi sono stata concessa, non
si ancora realizzato.
37
Che sfortunata che sono, cosa
penser Vasuki di me? O eccellente, il bambino desid-
erato dai miei parenti, afitti dalla maledizione della
madre non ancora nato.
38
La salvezza dei miei par-
enti dipende da questo bambino.
39
Per fare in modo
che la mia unione con voi, non sia senza frutto, o
illustre monaco, mossa dal desiderio di fare il bene
della mia razza, io vi supplico.
40
O eccellente, voi si-
ete una grande anima, come potete lasciarmi se sono
senza colpa? Questo non mi chiaro.
41
Dopo aver ascoltato, il prete dai grandi meriti ascetici,
rispose alla moglie con parole adatte alloccasione.
42
E
disse: O fortunata, lessere che porti in grembo, simile
ad Agni, un saggio dallanima grande, virtuoso e maes-
tro nei Veda e nelle sue suddivisioni.
43
Dopo essersi cos espresso, il grande monaco, dallan-
ima virtuosa, si allontan, con la mente fssa nel prati-
care altre severe penitenze.
SEZIONE 48
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: O voi ricco in ascetismo, subito dopo
che il suo signore la lasci, Jaratkaru si rec dal
fratello e gli raccont ogni cosa accaduta.
2
Il princ-
ipe tra i serpenti, udito di quella spaventosa calam-
it, parl alla miserabile sorella.
3
Vasuki disse: Voi conoscete, o amabile, il proposito
per cui gli siete stata concessa, voi conoscete la vera
ragione. Per il benessere dei serpenti, dalla vostra un-
ione deve nascere un fglio,
4
la cui energia, pu sal-
varci dal sacrifcio dei serpenti. Il Gran Signore, in
tempi antichi ha detto questo durante unassemblea
di Esseri Celesti.
5
O fortunata, la vostra unione ha
dato frutti, avete voi concepito questo migliore tra
i sapienti? Il mio cuore spera, che il motivo che mi
ha spinto a concederti non rimanga senza frutto.
6
In
verit, non ve lo chiedo per motivi personali. Ma
per la gravita della situazione che ve lo sto chieden-
do.
7
Conoscendo lostinazione del vostro signore,
sempre ingaggiato in severe penitenze, non lho se-
guito per il timore di essere maledetto.
8
O amabile,
raccontatemi nei dettagli, tutto quello che il vostro
signore ha fatto, ed estraete questo terribile dardo,
che da lungo tempo inflzato nel mio cuore.
9
Jaratkaru, per consolare Vasuki il re dei serpenti, ris-
pose:
10
Quando gli ho chiesto a riguardo del nostro
discendente, quella grande anima del mitico asceta,
rispose: Egli c, quindi se ne and.
11
Che io mi ricordi,
non lho mai sentito dire qualcosa di falso. O re, come
potrebbe egli, in unoccasione cos seria dire il falso?
12
Egli disse: O fglia della razza dei serpenti, non ad-
doloratevi per lintento della nostra unione. Dal vostro
grembo nascer un fglio risplendente come il Sole.
13
O
fratello, dopo aver proferito queste parole, mio marito
mi ha lasciata. Quindi lasciate che il dolore profondo
che afigge il vostro cuore scompaia.
14
Sauti continu: Dopo averle ascoltate, Vasuki, il re
dei serpenti, accett le parole della sorella e con gi-
oia disse: Cos sia.
15
E il capo dei serpenti, ador
sua sorella, la tratt con i migliori riguardi, la riem-
pi di doni, di ricchezze e di appropriati elogi.
16
Al-
lora o migliore tra i monaci, lembrione dotato di
grande splendore, cominci a svilupparsi come la
Luna nel cielo nella quindicina brillante.
17
Nel tempo dovuto, la sorella dei serpenti, diede
alla luce un fglio splendido, come il fglio di un
Essere Celeste, il quale divenne il distruttore del-
la paura dei parenti materni.
18
Il bambino crebbe
nella casa del re dei serpenti. Egli studi i Veda e le
sue ramifcazioni, con lasceta Chyavana, il fglio di
Brigu.
19
Malgrado fosse solo un ragazzo, i suoi voti
erano rigidi. Era dotato di grande intelligenza, deg-
li attributi della virt, della conoscenza, della san-
tit e libero dalle indulgenze mondane.
20
Il nome con cui divenne famoso Astika, a motivo
delle parole del padre, quando se ne and nei boschi
disse La c, mentre stava nel grembo.
21
Malgrado fos-
se ancora un bambino, dimostrava grande intelligenza.
E nella casa dei serpenti era trattato con grande cura.
22
Egli sembrava Mahadeva, lillustre signore degli Es-
seri Celesti, colui che porta il tridente. Egli cresceva di
giorno in giorno per la delizia dei serpenti.
SEZIONE 49
(Astika Parva: seguito)
1
Saunaka chiese: Raccontatemi di nuovo, narratemi i
dettagli, ditemi tutto ci che il re Janamejaya chiese ai suoi
ministri a riguardo dellascensione in cielo di suo padre.
2
Sauti rispose: O monaco, ascoltate quello che il
re disse ai ministri, e quello che loro risposero a
riguardo della morte di Parikshit.
3
Janamejaya chiese: Siete a conoscenza di quello che
accaduto a mio padre? Nel tempo stabilito, come
incontr la morte?
4
Ascoltando da voi, i particolari
dellincidente in cui mio padre si imbattuto, intra-
prender qualcosa, altrimenti non far nulla.
5
Un ministro replic, alla domanda di Janame-
jaya:
6
Ascoltate, la risposta alla vostra doman-
da, riguardante la vita del vostro illustre padre, e di
come quel re lasci questo mondo.
7
Vostro padre era una grande anima, un virtuoso
che ha sempre protetto la sua gente. Ascoltate, ci
che ho da dire riguardo al comportamento di vostro
padre su questa Terra.
8
Come fosse la personifcazi-
one della virt e della giustizia, il monarca, maestro
di virt, sempre ingaggiato nello svolgere i propri
doveri, virtuosamente ha protetto le quattro caste.
9
Di incomparabile valore, benedetto dalla fortuna,
egli ha protetto madre Terra. Non odiava nessuno e
nessuno lo odiava.
10
Come Brahma egli era parziale
e ben disposto verso tutte le creature. O monarca, i
preti, i guerrieri, i commercianti e i contadini, ingag-
giati nel contendersi le pratiche dei rispettivi doveri,
erano imparzialmente protetti dal re.
11
Le vedove, gli
orfani, gli invalidi e i poveri, erano mantenuti.
12
Di
bellaspetto, egli era per tutte le creature come un sec-
ondo Soma. Avendo a cuore i suoi sudditi, li mante-
neva contenti, benedetto dalla buona fortuna, verit-
iero, di grande valore,
13
apprese la scienza delle armi
come discepolo di Saradvat. O Janamejaya, vostro
padre era caro a Govinda.
14
Di grande fama, era am-
ato da tutti gli uomini. Prese i natali dal grembo di
Uttara, quando la razza dei Kuru era quasi estinta.
15
Per questo motivo, il mitico fglio di Abhimanyu,
fu chiamato Parikshit. Esperto nellinterpretazione
dei trattati e sempre ligio nei suoi regali doveri, egli
ricevette in dono molte virt.
16
Con la passione sot-
to controllo, intelligente, dotato di grande memoria,
praticando tutte le virt, con mente forte dominava le
sei passioni, superando tutti quelli che erano esperti
nella scienza della moralit e della politica,
17
vostro
padre ha governato per sessanta anni. Poi mor, pian-
to da tutto il popolo.
18
Dopo di lui, o migliore tra gli
uomini, voi avete ereditato il regno dei Kuru per mille
anni. Allo scopo di proteggere tutte le creature, siete
stato messo sul trono, che eravate ancora bambino.
19
Janamejaya disse: Non mai successo che nel-
la nostra stirpe, venisse alla luce un re, il quale non
avesse a cuore il bene del suo popolo. In modo spe-
ciale la condotta di mio padre, era sempre ingaggiata
nellintento di realizzare qualcosa.
20
Come accadde,
che mio padre, benedetto da tutte le virt, incontr
la morte? Ardo dal desiderio di conoscere ogni cosa.
Desidero ascoltare i dettagli da voi.
21
Sauti continu: Spronato dal monarca, quel con-
sigliere, sempre disposto a fare il bene del re, raccont
ogni cosa cos come era accaduta.
22
Il consigliere disse: O re, vostro padre, quel protet-
tore del mondo intero, quel primo tra le persone obbe-
dienti alle scritture,
23
si dedico allo sport sul campo,
come Pandu dalle possenti braccia, era il primo arciere.
Ha sempre portato a termine tutti gli afari di stato, dai
pi banali ai pi importanti.
24
Un giorno, mentre cac-
ciava nella foresta, trafsse un cervo con una freccia.
Dopo averlo ferito, armato di pugnale, si mise sulle
tracce dellanimale ferito, entrando nel pi profondo
del bosco.
25
Da solo, a piedi, si mise alla ricerca, ma del
cervo nessuna traccia.
26
Vecchio di sessanta anni, de-
crepito, fu presto preso dalla fatica ed ebbe fame.
27
In
una macchia non lontana, egli vide la grande anima di
un asceta. Questultimo, stava osservando il voto del
silenzio.
28
Il re gli domand. Se avesse visto aggirarsi
un cervo ferito, ma non ebbe nessuna replica.
29
Il re
stanco per gli sforzi e per la fame, si addir con quel
monaco che fedele al voto del silenzio, se ne stava im-
mobile come un pezzo di legno. In verit, il re non sa-
peva che quel Muni stava osservando il voto del silen-
zio e infuenzato dalla collera, vostro padre lo insult.
30
O eccellente tra la razza Bharata, il re vostro padre,
con la punta dellarco, raccolse un serpente e lo piazz
sulle spalle di quellasceta dallanima pura.
31
Ma il mo-
naco non disse una parola, n buona n cattiva, egli
era privo di collera. Tenendo il serpente sulle spalle,
rimase immobile nella sua posizione.
SEZIONE 50
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continuo: Il ministro disse: Quel re tra i re,
soprafatto dalla fatica e afamato, dopo aver piazza-
to il serpente sulle spalle del prete, rientro alla cap-
itale.
2
Il prete aveva un fglio, nato da una vacca, il
suo nome era Sringin. Il ragazzo era famoso, per
il suo coraggio, per la sua forza e per la sua collera.
3
Come ogni giorno, si era recato dal precettore per
adorarlo. Congedatosi, faceva ritorno a casa,
4
quan-
do incontr un amico che gli raccont dellinsulto di
cui il padre era stato la vittima.
5
O tigre tra i re, cos
venne a conoscenza, che suo padre, senza aver com-
messo errori, giaceva immobile come una statua, con
un serpente sulle spalle.
6
O re, lasceta insultato da
vostro padre, stava praticando severe penitenze, quel
primo tra i penitenti che controllano la passione, era
puro e sempre ingaggiato in meravigliose azioni. La
sua anima era illuminata dallascetismo, i suoi organi
e le loro funzioni stavano sotto costante controllo.
7
Le
sue azioni e le sue parole erano molto belle. Era sem-
pre felice e privo di avarizia. Era privo di cattiveria e
dinvidia. Era vecchio e uso a concedersi al voto del
silenzio.
8
Era il rifugio di tutte quelle creature, che
potevano essere stressate o malate.
Tale era il monaco che vostro padre ha insultato.
9
Il fglio di quel monaco, soprafatto dalla collera,
maled vostro padre. Malgrado giovane di et, quel
potente era vecchio in ascetico splendore. Brucian-
do di energia e collera, facendo allusione a vostro
padre, toccando velocemente lacqua, egli disse:
10
Assaggiate la forza del mio ascetismo. Attira-
to dalle mie parole, il potente e virulento serpente
Takshaka, tra sette notti da ora,
11
con il suo veleno,
brucer quel malvagio che ha posato un serpente
morto, sulle spalle del mio innocente padre.
12
Dopo aver pronunciato queste parole, si rec nel
luogo dove risiedeva il padre e gli raccont della mal-
edizione che aveva emesso.
13
Allora quella tigre tra i
monaci, mand come corriere, Gaurmuka uno dei suoi
discepoli,
14
quello dai modi gentili e dotato di inestima-
bile virt. Arrivato alla corte, dopo un breve momento
di riposo, parl con il re, usando le parole del maestro:
15
O monarca, siete stato maledetto da mio fglio. Tak-
shaka, vi brucer con il suo veleno, O re, state attento.
16
O Janamejaya. Udite queste terribili parole, vostro
padre prese ogni precauzione per difendersi dal ser-
pente Takshaka.
17
Trascorsi sette giorni, un monaco di nome Kashy-
apa, desiderava far visita al monarca.
18
Ma Takshaka
vide suo padre. Quel principe tra i serpenti, senza
perdere tempo, rivolgendosi al padre, disse: Dove
andate cos di fretta? Quale compito volete portare a
termine?
19
Kashyapa rispose: O prete, sto andando da quel mi-
gliore tra i Kuru, dal re Parikshit. Oggi verr bruciato
dal veleno del serpente Takshaka.
20
Sto andando per cu-
rarlo. Protetto da me il serpente, con il suo morso, non
potr portarlo alla morte.
21
Takshaka replic: Perch volete resuscitare il re dopo
il mio morso? Quel Takshaka sono io.
Padre osservate il meraviglioso potere del mio ve-
leno. Voi non siete in grado di resuscitare il monar-
ca dopo il mio morso.
22
Cos dicendo, in quel posto e subito, morse il re
della foresta (un albero baniano), non appena le sue
zanne penetrarono nella corteccia
23
lalbero prese fuo-
co e fu convertito in cenere.
Ma Kashyapa lo risuscit.
24
Quindi Takshaka, lo tento
di nuovo dicendo: Esprimete un desiderio.
25
Kashyapa rispose: Sto andando in quel posto per
desiderio di ricchezza.
Ascoltate quelle parole, con voce sofce, rivolgen-
dosi a quella grande anima del padre, Takshaka
disse:
26
O senza peccato, da me potete avere pi
ricchezza di quanta ve ne aspettate dal re, prendete-
la e tornate sui vostri passi.
27
Cos Kashyapa, quel migliore tra gli uomini, ac-
cettando dal serpente pi ricchezza di quella che si
aspettava, si volt e torn alla sua dimora.
28
Quando
Kashyapa fu lontano, il velenosissimo serpente, dopo
aver mutato forma, si avvicino al luogo dove risiedeva
il vostro virtuoso padre,
29
quel migliore tra i monarchi,
che pensava di stare al sicuro nel suo rifugio. Dopo
questi fatti, siete stato installato sul trono.
30
O migliore
tra i monarchi, vi abbiamo narrato ci che abbiamo
visto e udito, riguardo a ci possono sorgere crudeli
pensieri.
31
Ora che sapete come il vostro regale padre
stato sconftto e di come il prete Utanka stato in-
sultato, decidete cosa sia meglio fare.
32
Sauti continu: Il re Janamejaya, quel castigatore di
nemici, rivolgendosi ai suoi ministri disse:
33
Quan-
do avete saputo del baniano ridotto in cenere dal
veleno di Takshaka, che cosa meravigliosa, davve-
ro poi lalbero fu resuscitato da Kashyapa?
34
Sicuro
mio padre non poteva morire, quando il veleno po-
teva essere neutralizzato dalle formule di Kashyapa.
35
Quel peggiore tra i serpenti, dallanima peccamin-
osa, pensava che se Kashyapa, dopo il morso, avesse
resuscitato il re,
36
neutralizzando il veleno si sarebbe
reso ridicolo in tutto il mondo. Sicuramente, dopo
aver pensato questo, egli pacifc il padre.
37
Ho tro-
vato una soluzione, ovvero, so come infiggergli una
punizione.
38
Dopo aver ascoltato ci che avete udi-
to e ci che avete visto nel profondo della foresta,
riguardo al discorso tra Takshaka e Kashyapa, cono-
scendo ogni cosa accaduta, ho escogitato un mezzo
per sterminare la razza dei serpenti.
39
I ministri replicarono: Ascoltate o monarca, di colui
che ci ha raccontato dellincontro, avvenuto nel bosco,
tra il migliore tra i monaci e il principe tra i serpen-
ti.
40
Una certa persona, o monarca, si era arrampica-
to sullalbero, per tagliare dei rami secchi, per poter
alimentare il fuoco del sacrifcio.
41
Egli non fu visto
n dal serpente, n dal monaco. Come lalbero, anche
luomo fu ridotto in cenere.
42
O re dei re come lal-
bero torn in vita, attraverso la potenza del monaco
anche luomo torn in vita. Quelluomo, era il servo
di un prete molto umile, venuto da noi ci raccont
tutti i dettagli di ci che avvenne tra il monaco e suo
fglio.
43
Quello di cui abbiamo parlato, corrisponde a
quello che abbiamo visto e udito. O tigre tra i re, or-
dinate ci che sar la conseguenza.
44
Sauti continu: Ascoltate le parole dei suoi minis-
tri, Janamejaya, afitto, triste e addolorato cominci
a piangere. Il monarca cominci a strizzarsi le
mani.
45
E il re dagli occhi di loto, cominci a emet-
tere lunghi e caldi respiri, a spargere lacrime e a
strillare.
46
Posseduto dallo sconforto e dal dolore,
versava copiose lacrime, toccando lacqua in accor-
do al rito, il monarca cerc di parlare.
Rifettendo per un istante, come per schiarirsi la
mente, rivolgendosi ai ministri disse:
47
Ho ascoltato
il racconto della dipartita verso il cielo di mio padre.
48
Ora saprete come intendo risolvere la situazione.
Non dobbiamo perdere tempo nel vendicare lingi-
uria del malvagio Takshaka che ha ucciso mio padre.
49
Lui ha bruciato mio padre, Sringin stato solo una
causa secondaria.
50
E per la sua malignit che Kashy-
apa torn indietro.
51
Se quel monaco fosse arrivato,
mio padre si sarebbe salvato. Cosa sarebbe andato
perduto, se il re fosse stato resuscitato dalla grazia
di Kashyapa e dalle precauzioni prese dai ministri?
52
Ignorando gli efetti della mia collera, egli ha pre-
venuto Kashyapa, quelleccellente tra i preti, il quale
non poteva essere bloccato dal desiderio di riportar-
lo in vita.
53
Bloccando il monaco che voleva resusci-
tare mio padre, ofrendogli pi ricchezze, il malvagio
Takshaka ha commesso un grosso atto di aggressione.
54
Ora vendicher mio padre, uccidendo il nemico di
mio padre, facendo un favore a Utanka e a voi tutti.
SEZIONE 51
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti continu: Dopo che Janamejaya ebbe es-
posto il suo proposito, i ministri espressero la loro
approvazione. Il monarca espresse la sua determi-
nazione nel preformare il Sacrifcio del Serpente.
2
Quel signore della terra, quella tigre della dinastia
Bharata, il fglio di Parikshit, chiam i suoi sacerdo-
ti ofcianti.
3
Esperto nellarte delloratoria, per fare in
modo che il grande compito fosse portato a termine,
si espresse con queste parole:
4
Devo vendicare la
morte di mio padre, ucciso dal malvagio Takshaka.
5
Ditemi, cosa posso fare? Voi conoscete quei rituali,
per far cadere nel divampante fuoco, Takshaka e tut-
ti i suoi parenti? Desidero bruciare quel malvagio,
come egli bruci mio padre con il suo veleno.
6
Il gran sacerdote rispose: O re, esiste un grande
sacrifcio adatto allo scopo, il quale stato escogitato
dagli stessi Esseri Celesti. Questo conosciuto come
il Sacrifcio del Serpente, e pu essere letto nei libri
delle cronache.
7
O re, nessuno in grado di portarlo
a termine, voi siete lunico in grado di farlo. Le per-
sone che hanno studiato le cronache, ci hanno det-
to che esiste un tale sacrifcio.
8
Sauti continu: O eccellente, ascoltate quelle con-
fortanti parole, il re pens a Takshaka come fosse
gi morto, bruciato dalla divampante bocca di Agni,
colui che divora il burro sacrifcale.
9
Rivolgendosi a quei sacerdoti che conoscono le formule,
il re disse: Comincer i preparativi per tale sacrifcio.
Ditemi ci che necessario fare?.
10
I preti e i sacerdoti ofcianti, versati nei Veda e espe-
rti nei riti, per questo sacrifcio, in accordo alle scrit-
ture, misurarono il terreno per erigere la piattaforma
sacrifcale.
11
La piattaforma fu accessoriata di numer-
osi articoli di valore e numerosi preti vi si collocaro-
no sopra.
12
Lo spiazzo era colmo di oggetti di valore.
E i sacerdoti ofcianti si sentivano a proprio agio.
13
Dopo che in accordo alle regole il basamento fu ter-
minato, il re venne insediato al Sacrifcio del Serpente,
allo scopo di realizzare il suo desiderio.
14
Poco prima dellinizio del Sacrifcio del Serpente,
un grave incidente blocc il rituale.
15
Malgrado che la
piattaforma sacrifcale fosse stata costruita da persone
intelligenti ed esperte nel posare le fondamenta, un
ingegnere discendente di Suta, esperto nelle cronache
disse:
16
Il suolo, che fu misurato per la costruzione
della piattaforma sacrifcale, indica che il sacrifcio non
pu essere portato a termine, per colpa di un prete.
17
Saputo dellaccaduto, prima di essere installato, il
re ordin ai guardiani dei cancelli, di non ammettere
nessuno senza la sua approvazione.
SEZIONE 52
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: Cos il Sacrifcio del Serpente, in accor-
do alle dovute forme, ebbe inizio.
2
I sacerdoti sacrif-
canti, competenti nei loro rispettivi servizi, in accordo
alle leggi, vestiti di nero e con gli occhi arrossati dal
fumo, recitando le formule pi appropriate, versavano
burro purifcato nelle divampanti famme dei fuochi.
3
I cuori dei serpenti palpitavano per la paura, mentre
i sacerdoti, versavano il burro chiarifcato nelle fauci
di Agni, recitando i loro nomi.
4
Chiamati, uno dopo
laltro, pietosamente i serpenti cominciarono a pre-
cipitare nelle divampanti famme.
5
Gonf, respiran-
do faticosamente, chi di testa, chi di coda, in grande
numero piombavano nel fuoco.
6
Quelli bianchi,
quelli neri, quelli blu, quelli vecchi, quelli giovani,
con grandi lamenti, fnirono tutti nei roghi.
7
Quelli lunghi un Krosa, quelli lunghi uno Yojana e
quelli lunghi un Gokarna, con grande violenza pre-
cipitavano in quel primo tra i fuochi.
8
A centinaia,
a migliaia, a decine di migliaia, privati del controllo
delle loro membra, perirono in quella occasione.
9
Tra
quelli che morirono, ve ne erano grossi come un caval-
lo, altri grossi come proboscidi di elefante, altri ancora
possenti ed enormi come corpi di elefanti impazziti.
10
Ve ne erano di tutti i colori, tutti velenosi, terribili,
di grande forza, sempre inclini a mordere, sembra-
vano mazze fornite di pungiglioni, afitti dalla mal-
edizione della propria madre, fnirono tutti nel fuoco.
SEZIONE 53
(Astika Parva: seguito)
1
Saunaka chiese: Come fu che i grandi monaci,
divennero i sacerdoti ofcianti del Sacrifcio del Ser-
pente voluto dal saggio Janamejaya della dinastia dei
Pandavas?
2
Chi furono i sacerdoti ofcianti, in quel
terribile Sacrifcio del Serpente, che terrorizz i rettili,
generando in essi un grande dolore?
3
O fglio di Suta,
stato stabilito, che siate voi a narrare tutti i dettagli,
in modo che noi possiamo sapere chi erano gli espe-
rti nel rituale del Sacrifcio del Serpente.
4
Sauti replic: Vi elencher i nomi di quei saggi, che
divennero i sacerdoti ofcianti del monarca.
5
Il mo-
naco Chandabargava, nel sacrifcio divenne lHo-
tri. Questo, nato dalla dinastia Chyavana godeva di
grande reputazione, ed era il primo tra gli esperti
nei Veda.
6
Il colto e vecchio monaco Kautsa, divenne
lUdgatri, il cantore degli inni vedici. Jaimini divenne
il Brahmana, Sarngarva e Pingala divennero gli Ad-
variu.
7
Vyasa con i suoi fgli e discepoli, Uddalaca,
Pramataca, Svetachetu, Pingala, Asita, Devala, Nara-
da,
8
Parvata, Atreia, Kundajatara, il monaco Kalaga-
ta, Vatsia, 9il vecchio Srutasrava, sempre ingaggiato
nella recita del rosario e nello studio dei Veda, Ko-
ala, Devasarman, Maudgalia, Samasaurava,
10
e molti
altri monaci, tutti esperti nei Veda, divennero gli of-
fcianti al sacrifcio del fglio di Parikshit.
11
Come i sacerdoti ofcianti che svolgevano il rituale,
cominciarono a versare il burro chiarifcato nel fuoco,
i terribili serpenti che mettevano paura a tutte le crea-
ture, fnirono tra le famme.
12
Il grasso e il midollo,
dei serpenti caduti in quel fuoco cominci a scorrere
a fumi. Per il bruciare dei serpenti, laria divenne ir-
respirabile per il terribile puzzo.
13
Il pianto e i lamen-
ti dei rettili era incessante, anche quelli che erano in
grado di volare fnirono in quel fuoco.
14
Nello stesso istante, udito che Janamejaya aveva dato
inizio al sacrifcio, Takshaka fece visita alla dimo-
ra di Purandara.
15
Quel migliore tra i serpenti, dopo
aver raccontato di ci che stava accadendo, ricono-
sciuto il suo errore, terrorizzato, cerc la protezione
di Indra.
16
Sentendosi gratifcato, la personifcazione
della pioggia, disse: O principe fra i serpenti, non
abbiate timore di quel sacrifcio.
17
Il Gran Signore
stato da me rappacifcato. Quindi non abbiate pau-
ra. Lasciate che il vostro terrore si attenui.
18
Sauti continuo: Cos incoraggiato, quel migliore tra i
serpenti, dimor gioioso e sereno nel palazzo di Indra.
19
Ma Vasuki, vedendo che i serpenti, incessantemente,
continuavano a cadere nel fuoco, e che la sua famiglia
si stava riducendo a pochi membri, cominci a preoc-
cuparsi seriamente.
20
Il re dei serpenti era molto ad-
dolorato e il suo cuore stava per scoppiare. Chiamata
la sorella, le rivolse queste parole:
21
O amabile, le mie
membra stanno bruciando, tra breve non sar pi in
grado di vedere i punti dei cieli. Sto perdendo coscien-
za, mi sento cadere.
22
La mia mente distorta, la mia
vista sta cedendo e il mio cuore si sta spezzando. Oggi
cadr nel divampante fuoco.
23
Con questo sacrifcio,
il fglio di Parikshit, vuole sterminare la nostra razza.
E evidente che sto per raggiungere la dimora del gov-
ernatore dei morti.
24
Il tempo venuto. O sorella, voi
siete stata concessa in sposa a Jaratkaru, con lo scopo
di proteggere noi e i nostri parenti.
25
O migliore tra le
femmine della nostra razza, Astika pu interrompere il
sacrifcio in atto. Queste cose mi sono state dette tem-
po fa dal Gran Signore.
26
Quindi o sorella, sollecitate
vostro fglio, egli conosce i Veda e gode di una buona
reputazione fra gli anziani, agite per la mia protezione
e per la protezione di quelli che dipendono da me.
SEZIONE 54
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: Allora Jaratkaru, la femmina del-
la razza Naga, chiam il fglio, e in accordo alle
direttive imposte de Vasuki il re dei serpen-
ti, disse queste parole:
2
O fglio, il tempo per
compiere il progetto per cui sono stata conces-
sa a vostro padre da mio fratello e giunto.
3
Vaisampayana continu: Astika rispose: O madre,
per quale motivo lo zio vi ha concessa a mio padre? Rac-
contatemi tutta la verit, in modo che messo a conos-
cenza dei fatti, possa agire nel modo pi consono.
4
Allora Jaratkaru, la sorella del re dei serpenti, lei
stessa angosciata dallo stress generale, e desidero-
sa di salvare i suoi parenti, rispose:
5
O fglio, si dice
che il nome della madre di tutti i serpenti, sia Kadru.
6
Rivolgendosi ai fgli, disse: Siccome vi siete rifuta-
ti di falsare il colore di Uchaisravas, il principe fra i
cavalli, allo scopo di vincere la scommessa, per por-
tare Vinata in schiavit,
7
colui che possiede il vento
come auriga, vi brucer tutti nel rogo del sacrifcio
di Janamejaya. Morendo nel fal di quel sacrifcio,
cadrete tutti nella regione degli spiriti irredenti.
8
Il
Gran Signore di tutti i mondi, mentre veniva emessa
la maledizione, approv dicendo cos sia.
9
O fglio,
Vasuki avendo udito la maledizione e le parole del
Gran Signore, malgrado la protezione degli Esseri
Celesti, in occasione dellaiuto per il frullamento
dellOceano allo scopo di ottenere lAmrita.
10
Esaudito
il loro desiderio, una volta ottenuta leccellente Amri-
ta, gli Esseri Celesti, con Vasuki davanti, avvicinaro-
no il Gran Signore.
11
E tutti gli immortali, insieme a
Vasuki, cercarono di convincere colui che nato da
un fore di loto, di essere magnanimo, in modo che
la maledizione potesse essere abortita.
12
Gli immortali
dissero: O Signore, Vasuki il re dei serpenti, addo-
lorato per la sorte dei suoi parenti. Come si potreb-
be rendere nulla la maledizione della madre?.
13
Brahma replic: Jaratkaru sposer una donna di
nome Jaratkaru, lasceta che nascer dal suo grem-
bo sar la salvezza dei rettili.
14
O voi che siete simile a un Essere Celeste, Vasuki, quel
migliore tra i serpenti, prima che il sacrifcio avesse
inizio, mi don a quella grande anima di vostro padre.
15
Da quel matrimonio siete nato voi. Quel momento
arrivato. E stato stabilito che voi dobbiate proteg-
gerci dal pericolo.
16
E stato stabilito che voi dobbiate
proteggere mio fratello e me dal fuoco, in modo che
lo scopo per cui sono stata concessa a vostro padre,
non rimanga incompiuto. Che cosa pensate fgliolo?.
17
Sauti continu: Ascoltata la storia, Astika disse:
Si lo far.
Poi, rivolgendosi allafitto Vasuki, infondendolo di
nuova energia vitale, disse:
18
O Vasuki, o migliore tra
i serpenti, o grande essere, sinceramente, vi dico che vi
esonerer dalla maledizione.
19
O serpente, sar sem-
plice. Quindi non abbiate timore. Mi impegner seri-
amente per fare qualcosa che vada a buon fne.
20
Mai
nessuno ha detto che le mie parole, anche se emesse
per scherzo, siano mai state vane. In una occasione
seria come questa, non ho nulla da aggiungere,
21
o zio,
oggi stesso, far visita a Janamejaya installato sulla pi-
attaforma del sacrifcio, gratifcher il monarca con
parole miste a benedizioni, o eccellente, oggi il sac-
rifcio verr fermato.
22
O voi dalla grande mente, o re
dei serpenti, credete alle mie parole. Credetemi, i miei
propositi non sono mai rimasti incompiuti.
23
Vasuki rispose: O Astika, la testa mi gira e il cuore mi
scoppia. Per via del tormento dovuto alla maledizione
di mia madre, non distinguo pi i Punti Cardinali.
24
Astika disse: O migliore tra i serpenti, stabilito
che voi smettiate di addolorarvi. Disperder la vostra
paura di quel divampante fuoco.
25
Questa terribile
punizione, capace di bruciare come il fuoco alla fne
di unera, sar da me estinto. Non temete.
26
Sauti continu: Astika, quel migliore tra i monaci,
sofocata la terribile paura che Vasuki celava nel cuore,
27
dopo aver dato sollievo al re dei serpenti, immediata-
mente e di fretta, si diresse nel luogo ove Janamejaya,
benedetto da ogni merito, stava compiendo il sacrifcio.
28
Giunto sul posto, Astika vide leccellente cerimonia,
portata avanti da numerosi sacerdoti, il cui splendore
era come quello del Sole o di Agni.
29
Ma i guardiani
che stavano ai cancelli, si rifutarono di farlo entrare.
Quel grande asceta, per poter raggiungere il luogo del
sacrifcio, cominci a gratifcarli.
30
Quel migliore tra i
monaci, quel primo tra gli uomini virtuosi, riuscito a
penetrare nellarea del sacrifcio, cominci ad adorare
quel re dinfnite ambizioni. Fece la stessa cosa con i
sacerdoti ofcianti e con il fuoco sacrifcale.
SEZIONE 55
(Astika Parva: seguito)
1
Astika disse: Soma, Varuna e Prajapati, un tem-
po eseguirono dei sacrifci nella localit di Praja-
ga. Il vostro sacrifcio non inferiore ai loro. Lasci-
ate che questi cari, siano da noi benedetti.
2
Indra porto a termine cento sacrifci. Ma il vostro
sacrifcio paragonabile a diecimila sacrifci di Indra.
Lasciate che questi cari, siano da noi benedetti.
3
Il vostro sacrifcio simile a quelli che sono stati por-
tati a termine da Yama, da Arimeda e dal re Rantide-
va. Lasciate che questi cari, siano da noi benedetti.
4
Il vostro sacrifcio simile a quelli che sono stati portati
a termine da Maya, dal re Sasavindu e dal re Vaisravana.
5
Il vostro sacrifcio simile a quelli che sono stati por-
tati a termine da Nriga, dove egli stesso fu il sacerdote
ofciante, da Agiamida, dal fglio di Dasarata. Lasci-
ate che questi cari, siano da noi benedetti.
6
Il vostro sacrifcio simile a quello che stato por-
tato a termine dal re Yudhisthira, il fglio dellim-
mortale e membro della dinastia Agiamida, di ques-
to sacrifcio se ne parla anche nei cieli. Lasciate
che questo caro, sia da noi benedetto.
7
Il vostro sacrifcio simile a quello che stato por-
tato a termine da Dwaipayana, il fglio di Satyava-
ti, dove lui stesso fu il sommo sacerdote ofciante.
Lasciate che questo caro, sia da noi benedetto.
8
Questi preti, questi sacerdoti ofcianti, che sono im-
pegnati nel vostro sacrifcio sono simili alluccisore
di Vritra, il loro splendore simile a quello del Sole.
Loro non hanno pi nulla da imparare, e i meriti a
loro elargiti sono inesauribili. E mia convinzione che
i vostri preti non abbiano eguali al mondo.
9
I discepoli di Dwaipayana, viaggiando per il mon-
do intero divennero sacerdoti ofcianti, tutti com-
petenti nei loro doveri.
10
Quella grande anima che porta la libagione (la
personifcazione del fuoco), chiamato anche Viba-
vasu e Citrabanu possiede loro come seme vitale, il
suo cammino marcato da fumo nero, dalle famme
divampanti ed sempre incline al bene, egli por-
ta le vostre libagioni agli Esseri Celesti.
11
Nel mondo degli uomini, non esiste un altro monar-
ca che vi eguagli nella protezione dei suoi sudditi.
Sono compiaciuto della vostra astinenza.
In realt, voi siete simile alla personifcazione dellac-
qua o alla personifcazione della giustizia.
In questo mondo, voi siete come Indra che branden-
do il fulmine protegge tutte le creature.
12
Su questa Terra, non esiste uomo grande come voi,
nessun monarca vi uguale nel compiere sacrifci.
13
Voi siete simile a Katvanga, Nabaga e Dilipa.
La vostra abilit, non inferiore a quella di Yaia-
ti e Mandatri.
O monarca, il vostro splendore eguaglia il Sole e i vostri
eccellenti voti sono uguali a quelli di Bishma.
14
Come Valmichi voi possedete unenergia in-
v i s i b i l e .
Come Vasishta voi controllate la vostra ira.
Come quella di Indra la vostra signoria.
15
Il vostro splendore, brilla come quello di Narayana.
Come Yama, voi siete esperto nel dispensare giustizia.
Come Krishna voi siete adorno di innumerevoli virt.
16
Voi siete la casa della buona fortuna che appartiene ai
Vasu.
Voi siete il rifugio di ogni sacrifcio.
La vostra forza paragonabile a quella di Damvodbava.
Come Rama, siete esperto sia nelle scritture, sia
nelluso delle armi.
La vostra energia eguaglia quella di Aurva e Trita.
Come Bagirata il vostro sguardo ispira terrore.
17
Sauti continu: Dopo che Astika ebbe adorato e
gratifcato il re, i preti, i sacerdoti ofcianti e il fuo-
co sacrifcale. Re Janamejaya osservando i segni e
le indicazioni che si stavano manifestando tutto in-
torno, rivolgendosi a loro si espresse come segue.
SEZIONE 56
(Astika Parva: seguito)
1
Janamejaya disse: Costui, malgrado sia solo un
ragazzo, si esprime come un vecchio saggio. Egli
non un ragazzo, ma un anziano saggio. Desidero,
anzi voglio concedergli un dono. Quindi o monaci,
richiedo il vostro necessario permesso.
2
I monaci risposero: Un prete, bench giovane, mer-
ita il rispetto dei re. Tutte le persone colte lo sanno.
Questo fanciullo, merita che ogni suo desiderio sia
da te esaudito, ma non prima dellarrivo di Takshaka.
3
Sauti continu: Ma il re era incline nel concedere
al prete un premio, quindi disse: Esprimete un
d e s i d e r i o.
I sacerdoti, dispiaciuti, presero parola, quin-
di dissero: Takshaka non ancora precipitato nel
rogo del sacrifcio.
4
Janamejaya replic: Fate del vostro meglio, evocate
Takshaka, egli mio nemico, fate in modo che il mio
sacrifcio sia portato a termine.
5
I sacerdoti risposero: O monarca, come le scritture
dichiarano, come il fuoco aferma, Takshaka, terroriz-
zato ha preso rifugio nella dimora di Indra.
6
Sire, noi pensiamo che Indra gli abbia ga-
rantito protezione, dicendo: Nasconditi nel-
la mia casa e Agni non vi brucer.
7
Sauti continu: Udite queste parole, il re che pre-
siedeva al sacrifcio, si addolor, quindi incalz i
sacerdoti ofcianti al proprio dovere.
8
Recitando
formule, i sacerdoti, versarono burro chiarifcato nel
fuoco, fnch lo stesso Indra, in modo invisibile, non
apparve sulla scena.
9
Lillustre arriv con la sua mac-
china volante, adornata di cose preziose, una massa
di fumo simile a nuvole sembrava seguirlo, al suo se-
guito vi erano numerosi Gandharva e Apsara.
10
Tak-
shaka, soprafatto dallansia e dalla paura, se ne stava
nascosto (invisibile) nella parte superiore del vestito
di Indra. Il re, soprafatto dallira, disse ai suoi preti
esperti nelle formule:
11
Se Takshaka si nasconde nella
dimora di Indra, gettateli entrambi nel fuoco.
12
Sauti continu: Sollecitati dal re Janamejaya, i sacer-
doti ofcianti, nominando il serpente (gi presente),
continuarono a versare libagioni nel fuoco.
13
Quando
la libagione fu versata, per un istante Takshaka e Pu-
randara divennero visibili nel cielo.
14
Purandara, ve-
dendo quel sacrifcio, si allarm e velocemente, si liber
di Takshaka e fece ritorno alla sua dimora.
15
Come In-
dra fu lontano, quel principe tra i serpenti, Takshaka,
paralizzato dalla paura, per virt delle formule reci-
tate, fu portato vicino alle famme del fuoco sacrifcale.
16
Allora i sacerdoti dissero: O re dei re, il sacrif-
cio stato debitamente portato a termine. Se volete,
ora potete ricompensare quel primo tra i preti.
17
Janamejaya rispose: O immisurabile, voi che avete
laspetto di un giovane fanciullo, mio desidero ri-
compensarvi. Quindi chiedete ci che il vostro cu-
ore desidera. Vi prometto che il vostro desiderio,
anche se irrealizzabile, sar realizzato.
18
I sacerdoti dissero: O monarca, da noi evocato, Tak-
shaka ora sotto il vostro controllo. Il suo pianto e
i suoi terribili ruggiti, possono essere uditi.
19
Sicura-
mente il serpente, stato abbandonato dal branditore
del fulmine. Il suo corpo paralizzato dalle nostre
formule evocatorie, egli sta cadendo dal cielo. Egli sta
rotolando gi, privo di coscienza e con il respiro afan-
noso, quel principe tra i serpenti, sta arrivando.
20
Sauti continu: Mentre Takshaka, quel principe tra
i serpenti, stava per precipitare nel fuoco sacrifcale,
Astika cominci a parlare.
21
Egli disse: O Janame-
jaya, se davvero vuoi ricompensarmi, ferma il sacri-
fcio, e lascia che nessun serpente cada pi nel fuoco.
22
Ascoltato Astika, il fglio di Parikshit, soprafatto dal
dolore, disse queste parole:
23
O illustre, posso darvi oro,
argento, bestiame o qualsiasi altra cosa voi desiderate,
ma vi prego, non lasciate che il mio sacrifcio fnisca.
24
Astika replic: Non voglio ne oro, ne argen-
to, ne bestiame. O monarca, quello che vi chiedo,
di porre fne al sacrifcio in modo che i miei paren-
ti da parte di madre, siano salvi.
25
Sauti continu: Il fglio di Parikshit, alle parole
di Astika, ripetutamente chiese a quel primo tra gli
oratori: 26O migliore fra i preti, chiedetemi unal-
tra ricompensa. Siate voi benedetto.
Ma egli non volle nessun altra cosa in elemosina.
27
Allora
i sacerdoti, gli esperti nei Veda, con ununica voce, dis-
sero: Lasciate che il prete riceva la sua ricompensa.
SEZIONE 57
(Astika Parva: seguito)
1
Saunaka chiese: O fglio di Suta, desidero
conoscere i nomi di quei serpenti che trovaro-
no la morte nel fuoco di quel sacrifcio.
2
Sauti rispose: Molte migliaia, molte decine di migli-
aia, milioni, miliardi furono i serpenti che stramaz-
zarono nel fuoco. O eccellente tra i preti, ne morirono
cos tanti che non sono in grado di contarli tutti.
3
Mal-
grado il ricordo sia lontano, sono in grado di nomi-
narvi i pi importanti tra i serpenti che perirono nel
fuoco.
4
Per primi nominer i pi importanti della di-
nastia Vasuki, di colore blue, rossi e bianchi, dal corpo
enorme e dal mortale veleno.
5
Privi di aiuto e misera-
bilmente afitti dalla maledizione della madre, come
libagione di burro, fnirono tutti tra le famme del fuoco
sacrifcale.
6
Kotisa, Manasa, Purna, Cala, Pala Almaca,
Piciciala, Kaunapa, Kacra, Kalavega, Pracalana, Iran-
iavau, Karana, Kacsciaca e Kaladantaca,
7
questi sono
i discendenti di Vasuki che fnirono nel fuoco.
O prete, furono numerosi i serpenti, possenti e dal-
la forma terribile, che furono bruciati dalle divam-
panti famme del fuoco.
8
Quelli che vi nominer ora sono tutti della dinas-
tia di Takshaka, ascoltate i loro nomi:
9
Pucichanda-
ca, Mandalaca, Pindasectri, Ravenaka; Uchocica,
Carava, Bangas,
10
Vilvategias, Viroana; Sili, Salacara,
Muca, Sucumara,
11
Pravepana, Mudgara, Sisuroman,
Suroman e Mahahanu. Questi furono i discenden-
ti di Takshaka che fnirono nel fuoco.
12
A questi seguirono: Paravata, Parijata, Pandara,
Arina, Krisha, Vianga, Saraba, Meda, Pramoda e
Sauatapana. Questi furono i discendenti di Airav-
ata che fnirono nel fuoco.
13
O migliore tra i preti, ascoltate i nomi dei serpen-
ti nati nella dinastia Kauravia: Eraca, Cundala Veni,
Veniscanda, Cumaraca, Vauca, Sringavera, Durta-
ca, Pratara e Astaca.
14
Questi furono i discenden-
ti di Kauravia che fnirono nel fuoco.
15
Ora ascoltate lordine dei nomi, di quei velenosissimi
serpenti, dotati della velocit del vento, nati nella dinas-
tia di Dhritarashtra, 16essi sono: Sancukarna, Pitaraca,
Cutara, Sukana, Scieciaca, Purnangada,
17
Purnamuca,
Prahasa, Sacuni, Dari, Amahata, Cumataca, Susciena,
Viaia, Bairava, Mundavedanga, Pisanga,
18
Udraparaca,
Risciaba, Vegavat, Pindaraca; Ractanga, Sarvasaranga,
Samridda, Pata, Vasaca; Varahaca, Viranaca,
19
Sucitra,
Citravegica, Parasara, Tarunaca, Maniscanda e Aruni.
20
O prete, quelli nominati sono solo i pi famosi,
conosciuti nel mondo per le loro straordinarie im-
prese, non sono in grado di nominarli tutti, in quan-
to i morti furono innumerevoli.
21
I fgli di questi ser-
penti, i fgli dei loro fgli che sono stati bruciati dopo
essere stramazzati nel fuoco del sacrifcio sono innu-
merevoli. Sono davvero tanti, non sono in grado di
nominarli tutti.
22
Qualcuno possedeva tre teste, altri
sette teste, altri ancora dieci teste, il loro veleno era
simile al fuoco che si manifesta alla fne di unera, il
loro aspetto era terribile, furono bruciati a migliaia.
23
Molti possedevano un corpo enorme, grande veloc-
it, alti come la sommit di un monte e la lunghez-
za di uno Yama, di uno Yojana, di due Yojana,
24
ca-
paci di assumere qualsiasi forma e maestri in ogni
grado di forza, dal veleno simile al divampante fuo-
co, afitti dalla maledizione della madre, sono stati
bruciati nel fuoco del grande sacrifcio.
SEZIONE 58
(Astika Parva: seguito)
1
Sauti disse: Ascoltate di un altro meraviglioso inciden-
te connesso con Astika. Mentre il re Janamejaya, stava
gratifcando Astika, garantendogli una ricompensa,
2
Takshaka, rigettato da Indra, rimase fermo a mezzar-
ia senza cadere.
3
Di seguito, Janamejaya, pensando a
Takshaka afitto dalla paura, divenne curioso e volle
sapere, i motivi sul fatto, che pur essendo stata corretta-
mente versata la libagione in suo nome, nel divampante
fuoco sacrifcale, come mai non vi precipit dentro.
4
Saunaka domand: O Suta, fu perch le formule
recitate da quei monaci non furono abbastanza po-
tenti, per fare precipitare Takshaka nel fuoco?.
5
Sauti rispose: Lincosciente Takshaka, quel mi-
gliore tra i serpenti, dopo che fu abbandonato da
Indra, Astika per tre volte aveva detto: Fermo,
fermo, fermo.
6
E accadde, che con il cuore afit-
to, il serpente si ferm a mezzaria.
7
Il re, dopo aver ripetutamente sollecitato i suoi of-
fcianti, arrendendosi, disse: Fate il volere di As-
tika.
8
Ponete fne al sacrifcio e lasciate vivere il ser-
pente, lasciate che Astika sia gratifcato.
O Suta, avete ragione, le vostre parole sono vere.
9
Quando Astika fu ricompensato, un applauso che espri-
meva gioia si sent nellaria. 10Cos ebbe fne il sacrifcio
del fglio di Parikshit, di quel re della dinastia Pandava.
11
Il re Janamejaya, anchesso soddisfatto, cominci
a distribuire soldi a centinaia di migliaia, ricom-
pens gli ofcianti, i preti e tutti i presenti.
12
A Suta Loitacsha, lesperto nel porre fondamenta e nel
costruire, colui che predisse che un prete sarebbe stato
la causa dellinterruzione del sacrifcio, il re gli con-
cesse numerose ricchezze.
13
Il re dotato di non comune
generosit, 14lo ricompens con moltissime cose, gli
diede vestiti, cibo e attrezzi, secondo i suoi desideri.
15
In accordo ai riti prescritti il sacrifcio ebbe termine,
dopo averlo trattato con grande rispetto, il re, conged
Astika, il quale felice di aver realizzato il proprio compi-
to, si stava dirigendo verso casa.
16
Prima che si allonta-
nasse, il re disse: Tornerete da me e diverrete il mio sac-
erdote ofciante, per il mio Sacrifcio del Cavallo.
17
Astika rispose: Si. E in grande gioia, avendo ot-
tenuto ci che desiderava, torn a casa.
18
Incontra-
to lo zio e la madre, tocc i loro piedi, poi raccont
ogni cosa avvenuta.
19
Sauti continu: Udito il racconto, tutti i serpenti
che si erano radunati per loccasione, scoppiarono di
gioia e la loro paura svan. Furono cos soddisfatti,
che vollero ofrire ad Astika una ricompensa.
20
Quin-
di gli chiesero: O sapiente, che cosa possiamo fare
per voi? Noi ci sentiamo gratifcati, voi ci avete salva-
ti dal pericolo. O fglio, cosa possiamo fare per voi?
21
Astika rispose: Lasciate che quei preti, e tutti
gli altri uomini, che allalba e al tramonto, con at-
tenzione leggono il sacro racconto delle mie azio-
ni, non abbiano paura di voi.
22
Gioiosi, i serpenti, dissero: O nipote, rispetter-
emo le vostre parole, faremo quello che ci hai rich-
iesto.
23
Sia di giorno, che di notte, nessuno tra quel-
li che mentalmente evocheranno Astika, Artiman
e Sunita, dovr temere i serpenti.
24
Non avr paura dei serpenti, colui che dir: richi-
amo alla mente il famoso Astika, nato da Jaratkaru,
quellAstika che salv i serpenti dal fuoco del sacrifcio.
Per queste parole, voi o fortunati serpenti, non potete
mordermi.
25
O Benedetti, non avvicinatevi.
O voi dal mortale veleno, statemi lontano.
Vi ricordo le parole di Astika, espresse dopo il Sac-
rifcio del Serpente voluto da Janamejaya.
26
Il serpente che avendo udito il richiamo alla
storia di Astika, non cesser di mordere, la
sua testa sar squartata in innumerevoli par-
ti, come avviene per il frutto dellalbero Sinsa.
27
Sauti continu: Quel primo tra i preti, ascol-
tate le parole del capo dei serpenti, i quali se ne
stavano l assemblati, si senti gratifcato. Quella
grande anima, decise cos di andarsene.
28
Quel migliore tra i monaci, avendo salvato i serpenti
dal fuoco del sacrifcio, quando il suo momento ar-
riv, lasciando dietro di se, fgli e nipoti, sal al cielo.
29
Vi ho cos raccontato la storia di Astika, esatta-
mente come accaduta. La recitazione di questa sto-
ria, disperde la paura dei serpenti.
30
Sauti continuo: O prete, o primo tra la dinastia
Brigu, la storia stata raccontata dal vostro antena-
to Pramati, il quale la narr a suo fglio Ruru,
31
e io
vi ho riportato lintera storia, esattamente come lho
udita.
32
O prete, o oppressore dei nemici, dopo aver
udito la santa storia di Astika, capace di accrescere
la virt, dopo aver udito la storia di Dunduba, lasci-
ate che la vostra curiosit sia soddisfatta.
Jaratkaru e la Naga Jaratkaru
LAsura Rahu
Gli antenati di Jaratkaru