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M5S, dopo un anno e mezzo nel Palazzo


Cosa hanno ottenuto i grillini in Parlamento?
Loro rivendicano risultati storici, gli avversari li accusano di non aver concluso nulla. Siamo andati a vedere
lattivit svolta e i risultati portati a casa dai 5 Stelle. Fra sorprese, rivelazioni e un bottino meno magro di
quanto si pensi
DI PAOLO FANTAUZZI - DATI: OPENPOLIS

28 luglio 2014

ima la promessa: Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno. Poi lammissione, quasi sconfortata: La scatola di
nno vuota. Estreme e radicali come sempre, queste due affermazioni di Beppe Grillo - pronunciate fra febbraio e luglio 2013 un certo senso rappresentano levoluzione del Movimento 5 stelle prima e dopo lingresso nel Palazzo. Raccontano infatti la
ssione fra laspirazione salvifica al cambiamento immediato e il duro richiamo alla realt che si tinge di toni apocalittici.

a se le cronache sono piene di articoli sui contrasti interni o la svolta dialogante del dopo-Europee, nessuno si soffermato su
el che il M5S ha fatto davvero in Parlamento e quali sono i risultati che pu rivendicare a buon diritto. LEspresso, con la
llaborazione di Openpolis, ha provato a colmare questa lacuna.

GOBBONI E FEDELI ALLA LINEA?


imo dato: con oltre l80 per cento di presenze, i grillini sono i parlamentari pi presenti. E qui c la prima sorpresa perch i pi
sidui sono due nomi poco noti alle cronache, a dimostrazione che - anche senza andare in tv - c chi svolge il proprio lavoro
llombra: il deputato viterbese Massimiliano Bernini (96 per cento), impegnato principalmente sui temi ambientali, e il
natore torinese Alberto Airola (98,7 per cento), attivo soprattutto in materia di diritti civili.

arlamento, le presenze dei gruppi

CAMERA

PRESENZE

ovimento 5 stelle

80.42%

ega Nord

77.49%

artito Democratico

77.44%
75.65%

er l'Italia

62.33%

celta civica

59.08%

rza Italia

56.28%

uppo Misto

52.73%

uovo Centrodestra

46.48%

atelli d'Italia - Alleanza nazionale


SENATO

44.09%
PRESENZE

ovimento 5 stelle

86.17%

artito Democratico

85.03%

ega Nord

82.17%

uppo Misto

75.82%

andi Autonomie e Libert

73.17%

er le autonomie-Psi

73.10%

uovo Centrodestra

72.11%

celta civica

70.73%

rza Italia

69.69%

er l'Italia

66.26%

conda sorpresa: in testa alle assenze (la mancata partecipazione alle votazioni elettroniche in Aula) figurano vari fedelissimi di
ppe Grillo e con ruoli di primo piano nelle dinamiche interne del Movimento, come Laura Castelli e gli ex capigruppo
ccardo Nuti e Paola Taverna. Un dato meramente quantitativo che non rispecchia il lavoro svolto nel suo complesso (ad
empio in commissione) ma che comunque ridimensiona il luogo comune che dipinge gli allineati come degli intransigenti
acanovisti e i dissidenti come opportunisti interessati quasi solo alla diaria.

5S, i parlamentari pi assenteisti alle votazioni *


POS.

DEPUTATO

ASSENZE

CASTELLI Laura

40.30%

BONAFEDE Alfonso

35.34%

GIORDANO Silvia

34.60%

NUTI Riccardo

33.68%

SARTI Giulia

32.56%

TAVERNA Paola

32.21%

DI VITA Giulia

31.47%

PETRAROLI Cosimo

31.21%

ARTINI Massimo

30.75%

PISANO Girolamo

30.40%

Dati aggiornati al 13 luglio

rza sorpresa: essere falco sulla condotta interna non sempre coincide con lallineamento alle posizioni del gruppo in Aula. Lo
mostra il caso della deputata Giulia Grillo, primatista per voti difformi alla Camera. Ben poca cosa, tuttavia, rispetto a Palazzo
adama, dove lindisciplina assai maggiore. E dove a guidare la classifica c Serenella Fucksia, senatrice che pi volte stata a
n passo dallespulsione per le sue posizioni eretiche.

5S, i deputati e i senatori che hanno votato pi spesso in disaccordo col gruppo *

POS.

DEPUTATO

VOTI RIBELLI

Grillo Giulia

26

BERNINI Paolo

24

TRIPIEDI DAVIDE

24

POS.

SENATORE

VOTI RIBELLI

FUCKSIA Serenella

105

SIMEONI Ivana

65

CIAMPOLILLO Alfonso

59

Dati aggiornati al 13 luglio

CONTROLLORI
i controlleremo aveva assicurato Grillo minaccioso rivolto al Palazzo dopo il voto. E in effetti, come si conviene a una forza di
posizione, il fronte sul quale i pentastellati si sono dimostrati pi attivi proprio il sindacato ispettivo: le interpellanze e le
terrogazioni sono state in tutto 3.767, oltre 25 per singolo parlamentare. Solo il Pd ha fatto di pi in termini assoluti (4.185) ma in
edia deputati e senatori democratici hanno presentato solo una decina di atti di controllo ciascuno.

a i dicasteri pi bersagliati dalle interrogazioni figurano le Infrastrutture e Trasporti (351, anche per la competenza su Expo e
v), il Viminale (341) e il Lavoro (324). Tanto impegno non stato per granch ripagato dal governo, che ha risposto solo 958
lte. Insomma, tre interrogazioni grilline su quattro risultano ancora inevase dallesecutivo: solo FI e Ncd hanno tassi pi bassi.
aglia nera, i ministeri della Giustizia, il dipartimento dellIntegrazione e la Presidenza del Consiglio, che hanno risposto appena 1
lta ogni 10.

terrogazioni e interpellanze presentate dai partiti


PARTITO O MOVIMENTO

PRESENTATE

CELTA CIVICA PER L'ITALIA

RISPOSTE

% RISPOSTE

535

265

49,53%

834

363

43,53%

ER L'ITALIA

247

89

36,03%

EGA NORD

1029

357

34,69%

249

86

34,54%

ARTITO DEMOCRATICO

4185

1377

32,90%

NISTRA ECOLOGIA LIBERTA'

1398

434

31,04%

OVIMENTO 5 STELLE

RATELLI D'ITALIA

3767

958

25,43%

UOVO CENTRODESTRA

209

48

22,97%

ORZA ITALIA

579

121

20,90%

GRANDE INGORGO
on va meglio con la proposte di legge, che si affastellano in Parlamento senza mai giungere in porto. Erano gi duemila a tre mesi
lle elezioni, rilev lEspresso un anno fa. Oggi sono quasi il doppio. C poco da stupirsi dunque se - sulle circa 300 depositate dal
ovimento 5 stelle - l80 per cento non abbia ancora iniziato liter in commissione.

er dei ddl presentati dai M5S

STATO DI AVANZAMENTO

ssegnato ma esame non ancora iniziato

a assegnare in commissione

corso di esame in commissione

pprovato in Testo unico

TOTALE

163

57,40%

62

21,90%

39

13,70%

1,80%

15

5,20%

se la tendenza di firmare collettivamente i progetti di legge ed evitare iniziative solitarie, c chi non ne ha ancora presentato
mmeno uno e si limitato ad apporre la propria firma alle proposte dei colleghi: il caso di sei senatori e ben 26 deputati, fra i
ali anche nomi noti come lex capogruppo Alessio Villarosa , il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio o Paolo Bernini ,
norevole divenuto noto per la convinzione che gli Usa impiantino microchip sotto pelle per controllare i loro concittadini.

uanto agli argomenti trattati, i temi mostrano la natura trasversale del M5S: sul gradino pi alto c infatti quello dei diritti (come
Pd), seguito da salute (prioritario per Forza Italia, Ncd e Scelta civica) e ordinamento dello Stato. Il lavoro, centrale per Sel e Lega,
nvece al quarto posto.

OLO E PURO
gio a un identitarismo quasi assoluto, il M5S ha evitato di sostenere proposte degli altri partiti: accaduto finora solo 88 volte,
ntro le 162 di Forza Italia e le 154 del Pd. Solo i leghisti, che hanno cofirmato 53 progetti altrui, si sono mostrati pi riluttanti.
ppure, quando lo hanno fatto, i grillini hanno per lo pi appoggiato progetti di legge del Partito democratico (in 60 casi).

na questione che rimanda a un punto centrale del M5S: la volont di non mischiarsi, nella convinzione che dal contatto e dal
mpromesso possa derivare esclusivamente una degradazione. Ma il timore di sporcarsi ha condotto spesso a uno splendido
olamento il M5S, rimasto puro ma senza aver ottenuto nulla. Una linea oggi messa in discussione dalla partecipazione al tavolo
lle riforme ma gi anticipato mesi fa da un cambio di rotta in Parlamento. A partire dal decreto Salva Pa (ottobre 2013) i grillini
nno infatti iniziato a barattare lostruzionismo con lapprovazione di alcuni emendamenti qualificanti, riuscendo a portare a casa
volta risultati significativi.

ATTO RICCO?
a i principali risultati che il M5S pu rivendicare va annoverato il blocco delle cartelle esattoriali per le aziende in credito con lo
ato, la possibilit di recedere dagli affitti doro, lotto per mille alledilizia scolastica (oggetto di una dura polemica verso Fabio
), i tagli alle consulenze nella Pubblica amministrazione, il divieto di introdurre nuove tipologie di giochi dazzardo. Oltre al
ntributo alla legge sui reati ambientali, nata come fusione di tre proposte (Pd, Sel e del M5S Salvatore Micillo).

guardare i numeri, il raccolto non pare tuttavia cos abbondante: pur potendo contare su circa 150 parlamentari, il
ovimento finora ha portato a casa 266 emendamenti ai 45 decreti convertiti dalle Camere. E su 12 provvedimenti
ome i due sulle carceri o quello sulla vigilanza di Bankitalia) non riuscito a far approvare neppure una correzione. A
mostrazione di una grande potenzialit finora espressa solo in parte, su cui spesso pesa proprio la volont di non cercare sponda
gli altri partiti: in alcuni casi ad affossare le modifiche proposte in commissione stato il rifiuto di sostenere quelle altrui in
mbio dellappoggio alle proprie.

ppure - indipendentemente dagli emendamenti accolti - questo non ha impedito ai Cinque stelle di agire pragmaticamente: 11
creti hanno ricevuto il loro voto favorevole al Senato (5 sono del governo Renzi), 8 alla Camera e in 7 casi si sono astenuti. A
nferma di un giudizio di merito che smentisce in parte il luogo comune sulle barricate a prescindere. Ulteriore sorpresa: i grillini,
pinti come euroscettici, hanno votato a favore dei provvedimenti che riguardavano la Ue, come la legge di delegazione europea e
legge comunitaria.

OFT POWER
bilancio va per rimpinguato da quei provvedimenti in cui i numeri del M5S si sono rivelati determinanti, come la decadenza di
vio Berlusconi o la depenalizzazione della Bossi-Fini, resa possibile da un emendamento dei senatori Maurizio Buccarella e
ndrea Cioffi, frettolosamente scomunicati da Grillo e Casaleggio per timore di perdere consensi.

Cinque stelle va anche riconosciuto il merito di aver sfidato interessi consolidati e posto allattenzione pubblica temi come la
esenza dei lobbisti in Parlamento o gli affitti doro di Camera e Senato. In altri casi ancora, si sono rifiutati di seguire il cos fan

tti dei partiti, come nel caso delle regalie della legge mancia . Fino 5,8 milioni raccolti finora per il fondo destinato alle pmi
curtandosi lo stipendio: una goccia, certo, ma comunque un segnale di non poco conto dal punto di vista simbolico.

n soft power che a ben vedere rappresenta una delle forze principali del M5S: quella di spingere gli altri partiti e il sistema politico
incorrere e rinnovarsi per non morire (salvo arrancare quando, incalzato sulle proposte, costretto alla mediazione). Daltronde
stesso premier rottamatore in parte figlio di questa temperie. E se non fosse emerso il ciclone Grillo, forse Matteo Renzi
rebbe ancora il sindaco di Firenze.

28 luglio 2014 RIPRODUZIONE RISERVATA

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