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PIANTE SACRE, FUNGHI ALLUCINOGENI E CRISTIANESIMO

Ogni ricerca ha una sua storia pregressa che non sempre viene raccontata, nel nostro caso riteniamo
utile che lo sia.
Tutto comincia nel 1970 quando un filologo inglese con un curioso cognome di probabili origini
venete, John Marco llegro, a corollario delle sue tesi, pubblica l!immagine di un affresco
contenuto nella cappella del castello di "laincourault nel centro della #rancia. $!affresco che risale
al %&&'s. raffigura damo ed (va e l!lbero del )ene e del Male, lungi dall!essere il classico albero
di mele, l!albero * un! manita Muscaria centrale dalla quale altre se ne ramificano.
+i, che poteva sembrare una semplice -dr.lerie- come tante se ne trovano nell!iconografia sacra
medioevale, si rivela nel tempo essere esattamente ci, che *, un fungo, an/i un albero0fungo dalle
propriet1 allucinogene certamente ivi collocato non a caso o per capriccio d!artista.
2egli anni a seguire nonostante la clamorosa svista di 3asson che lo disconobbe, altri ricercatori
appartenenti all!area della psichedelia cominciarono a trovare nuove testimonian/e circa la presen/a
di funghi allucinogeni o sospetti tali nell!arte sacra cristiana. &l micologo tedesco Jochen 4art/
segnal, lo straordinario sito di 5ildesheim vicino ad 5annover , l!etnobotanico italiano 4iorgio
6amorini i siti di 78/ela9 , di 6. 6avin, di 7ic e di Osormort , i filologi americani +arl nton "aul
:uc; e )laise 6taples svariati affreschi ed alcune miniature su manoscritti, per ricordare solo i pi<
importanti.
+iononostante la ricerca non sembr, sollecitare alcuna curiosit1 nell!ambito degli -addetti ai lavori-,
il tutto rimase circoscritto nella letteratura di nicchia della ricerca enteogenica sugli allucinogeni.
bbiamo oggi con il nostro lavoro la presun/ione di credere che ci, non sia pi< possibile stante la
quantit1 e la qualit1 delle nuove acquisi/ioni che abbiamo raccolto, siamo letteralmente stupefatti
che nell!ambito degli specialisti non una sola voce ad ecce/ione di :uc;, si sia mai resa conto di
questo fenomeno. "aleografi, medievalisti, storici dell!arte e del cristianesimo, restauratori,
bibliotecari, filologi e quant!altri, hanno avuto ampia visione di tali presen/e fungine e se si pu,
comprendere come la mancan/a di conoscen/e micologiche corrette, vedi il caso dell!manita,
abbia depistato, non si spiega invece il pressoch* totale silen/io su queste presen/e vegetali.
&mportanti autori =4rabar . 19>?, 6chapiro M. 19>9, )altrusaitis J. 197@ , )attisti (. 19?9, 7an
$aarhoven J. 199@, Thoumieu M. 199> ed altriA che pure si sono occupati di aspetti iconografici e
antropologici, a volte anche apparentemente secondari nelle vicende storiche e artistiche
medioevali, non citano queste singolari raffigura/ioni. +!* un impressionante campionario di alberi
in questa iconologiaB alberi del )ene e del Male, della 7ita, di Jesse, delle 7irt<, alberi parlanti e
semplici alberi tout court, ma nessuno ha visto alberi0fungoC nelle elenca/ioni sono nominati
addobbi vegetali, composi/ioni floreali, foglie, fiori, pigne, palme, viticci, frutti, intrecci, corone e
rampicanti ma nessuno ha visto funghi, neppure stili//ati o sospetti.
Dna simile e generali//ata cecit1 non pu, avere una sola spiega/ione, sen/!altro ha giocato anche la
mancan/a di una visione d!insieme del fenomeno che solo nel tempo della -maturit1- di &nternet si
pu, avere, sapendo cosa cercareC * per, forte il dubbio che vi sia stata una sorta di censura
percettiva e collettiva che ha portato a rimuovere in senso freudiano ci, che non si -voleva- vedere.
(! possibile che un meccanismo similare sia stato a volte operativo negli stessi esecutori
dell!iconografia fungina l1 ove si * manifestata sotto forma di albero0fungo, una figura di
compromesso, decisamente ambigua, di sapore onirico, dico e non dico, vedo e non vedo.
Tutto ci, * d!altra parte comprensibile, al di l1 di ogni altra conclusione che si voglia trarre su
questo fenomeno resta il fatto che queste strane presen/e nell!arte sacra cristiana rappresentano una
-frattura- semantica all!interno di un linguaggio che non prevede altri paradisi =o inferniA che non
siano quelli biblicamente certficati.
ldous 5uEle9 nel suo F$e "orte della "erce/ioneG scrivevaB -H molto improbabile che l!uomo
possa mai fare a meno dei paradisi artificiali-. (d effettivamente fin dai tempi pi< remoti egli ha
cercato nella natura quelle piante che gli permettessero di trascendere l!abituale realt1 fisica ed
emotiva, di soddisfare i suoi bisogni di fantasia, di espansione oltre il noto e l!abituale, oltre i
confini del quotidiano e del materiale. 7erso un -altrove-. Dn altrove che possiamo chiamare
-divino- o -metafisico-, -psichico- o -emo/ionale-, e chiss1 in quanti altri modi, a seconda del
nostro bagaglio culturale e delle nostre convin/ioni etiche e politiche. Iueste sostan/e si possono
chiamare -droghe- solo nel senso medico pi< estesoB quello di sostan/e chimiche -in grado di
provocare una modifica/ione significativa di un parametro biologico- =utori 7ari (nciclopedia
della medicina, Je gostini, 199KA.
$!a/ione di queste sostan/e * appunto lo stimolo all!immaginario, al fantastico, al piacere, attraverso
la stimola/ione di aree cerebrali percettive e cognitive. 2el cammino dell!uomo queste sostan/e
sono state immediatamente utili//ateC -immediatamente- nel senso di -sen/a media/ione- n8
scientifica n8 programmaticaB non vi era bisogno di particolari elabora/ioni per accettarle, perch8
esse erano -cibo-, un qualcosa da immettere nel corpo per vivere.
2on vi era bisogno neppure di particolari delucida/ioni circa la loro utilit1B esse stimolavano la
mente, e l!uomo aveva imparato nella fondamentale lotta per la sopravviven/a che con le sole mani,
le sole gambe, il solo corpo, non poteva vincereB lo poteva solo con la mente, con la coscien/a.
Tra le oltre 1K0 piante di cui * stato documentato un uso sacramentale e religioso un posto
particolare 0per importan/a e antichit10 spetta sicuramente ai funghi allucinogeni, o per meglio dire
ai funghi sacri. $a loro importan/a nell!evolu/ione dell!uomo e del concetto stesso di religione *
antichissima e affonda le sue origini addirittura nel paleolitico, come dimostra la scoperta, dovuta a
4iorgio 6amorini, delle raffigura/ioni di funghi nelle caverne sahariane, graffiti che risalgono al
9.000 a.+. circa.
6ono diffusi in tutti i +ontinenti, e finora ne sono state individuate oltre 1K0 specie diverse, di cui
una trentina circa crescono anche in (uropa.
&l gruppo pi< numeroso * costituito dai funghi abitualmente detti -psilocibinici-, in quanto i loro
principi attivi sono rappresentati dagli alcaloidi indolici della psilocibina, psilocina e baeocistina.
Iuesti funghi appartengono ai generi "siloc9be, 6tropharia, &noc9be, "anaeolus, "luteus e
49mnopilus.
Dn altro importante gruppo di funghi allucinogeni appartiene alla classe degli alcaloidi isossa/olici,
vale a dire acido ibotenico e muscimolo, ed * rappresentato da funghi del genere manita,
principalmente manita muscaria e manita pantherina.
Jai dati archeologici e dalle fonti letterarie del periodo della +onquista spagnola sappiamo che gli
/techi e le altre popola/ioni messicane erano soliti consumare, durante le cerimonie religiose,
numerose specie di funghi. 4li scopi erano moltepliciB predire il futuro, ritrovare oggetti smarriti,
nelle sedute di guarigione, per individuare la causa di una malattia e il suo rimedio. )ernardino de
6ahagun =5istoria general de las cosas de 2ueva (spaLa, 1K9>A, Jiego JurMn =5istoria de las
&ndias de 2ueva (spaLa, 1K?1A, lvarado Te/o/omoc =+ronica meEicana, 1K9?A non sono che
alcuni nomi dei +ronisti che documentarono l!uso dei funghi allucinogeni, che gli /techi
chiamavano teonanacatl, ovvero -la carne degli dei-.
& dati archeologici collocherebbero l!uso dei funghi sacri messicani addirittura intorno al 1K00 a.+.
$!opposi/ione della +hiesa al culto dei funghi sacri fu durissima, e per oltre tre secoli nessun
)ianco ne sentN pi< parlare, se non sporadicamente, fino al famoso articolo di :.4. 3asson apparso
nel maggio del 19K7 sulla :ivista $ife che documentava il persistere del culto e di come gli
6pagnoli non erano affatto riusciti a soffocarlo, ma solo a spostarlo geograficamente, nelle regioni
pi< interne del Messico centromeridionale, dove sussiste ancora ai giorni nostri =+amilla O
)usignani, @00@A.
& funghi sacri del Messico furono classificati dal micologo francese 5eim come appartenenti al
genere "siloc9be =dal greco psilPs !nudo, liscio!, e ;Qbe =glosseA !testa!, con allusione al cappello del
fungoA, e nel 19K? lbert 5ofmann, il -padre- dell!$6J, isol, da questi funghi due agenti
psicoattivi, chiamati psilocibina e psilocina.
6econdo gli &ndiani ma/atechi * il fungo stesso che parla, attraverso la bocca dello sciamano
=curanderoA di Jio, del futuro, della vita e della morte. ncora oggi i funghi allucinogeni sono
considerati delle -medicine-, strumenti dati da Jio agli uomini per conoscere e per guarire, per
vedere la -verit1-. Iuasi tutti i Ma/atechi, una volta o l!altra nella loro vita, ricorrono ai funghi
sacri, vuoi per curarsi da una malattia, vuoi per risolvere problemi di ordine psicologico. Ma non
tutti hanno una predile/ione per simili esperien/e visionarieB pochi ripetono il -viaggio- nelle
profondit1 della mente, e quelli che lo fanno sono gli sciamani, la cui voca/ione * quella di
mangiare funghi ed essere la guida spirituale e il riferimento culturale di tutta la comunit1. "er i
Ma/atechi l!esperien/a psichedelica * inseparabilmente associata al trattamento di una malattia,
intesa non solo come disturbo fisico ma come qualsiasi scompenso psichico o problema eticoB *
soltanto quando qualcosa --non va- che l!&ndiano ricorre ai funghi sacri, se tutto va bene non c!*
motivo per mangiarli.
#ino a pochi decenni or sono i funghi sacri erano l!unica medicina a cui essi facevano ricorsoC
quando qualcuno si ammalava veniva chiamato il curandero, e se questi non concludeva che la
malattia era incurabile, la seduta terapeutica poteva venire ripetuta pi< volte.
$a fun/ione dello sciamano * quella di parlare per il malato. $o sciamano mangia i funghi e ini/ia a
parlareB parla, canta, salmodia ininterrottamente per tutta la notte, con la consapevole//a che il
fiume di parole dette per il malato vengano udite anche dal mondo degli spiriti, dal quale
provengono salute e malattia.
$a seconda importante classe di funghi allucinogeni * rappresentata dal genere manita, contenenti
alcaloidi isossa/olici, la cui specie pi< importante * l!manita muscaria. (! questo sen/a dubbio il
fungo pi< conosciuto in ogni parte del mondo, quello che si ritrova pi< spesso raffigurato per mille
scopi diversi, dalle illustra/ioni dei libri di fiabe ai soprammobili.
6embra, almeno in (uropa, rappresentare da sempre il mistero del bosco, e, purtroppo, essere
sinonimo di fungo velenoso per eccellen/a. & popoli di lingua tedesca lo conoscono come
#liegenschRamm, quelli anglosassoni come #l9 agaric, gli 6pagnoli come OronSo falso, gli &taliani
come Ovolo malefico. Tutti questi termini traducono un sentimento dispregiativo, oppure un senso
maleficoC * soprattutto nei "aesi anglosassoni, prototipo dei "aesi micofobi, che l!manita muscaria
suscita terrore e dispre//o, diventando l!archetipo del fungo velenoso, o Toadstool.
$a sua pessima reputa/ione non si pu, spiegare con la sua complessit1 chimico0farmacologica,
anche se * vero che essa * al tempo stesso tossica e psicotropa, e l!esatta distin/ione fra le due
qualit1 non * sempre facilmente tracciabile. $!manita muscaria possiede indubbiamente un!a/ione
tossica, anche se mai di grave entit1, con sintomi di intossica/ione gastro0intestinaleC e, soprattutto,
possiede un!a/ione psicoattiva, inebriante, allucinatoria, a/ione che ha creato e alimentato le
creden/e nel suo potere divino o diabolico.
+reduta anche negli ambienti scientifici, fino a non molto tempo fa, estremamente tossica, quasi
quanto la mortale manita phalloides, * oggi totalmente ridimensionata come -fungo velenoso- e
rivalutata per l!importan/a avuta in molte culture come pianta sacra e agente enteogeno.
$!uso religioso e sciamanico di questo fungo ha lasciato tracce evidentissime nei reperti
archeologici, nell!arte rupestre neolitica della 6iberia, nell!(t1 del )ron/o scandinava e in tutta la
tradi/ione indoeuropea.
Jall!ipotesi avan/ata per la prima volta da 3asson nel 19>7, si * oggi sostan/ialmente concordi
nell!identificare l!manita muscaria con il mitico 6oma della tradi/ione vedica,
contemporaneamente bevanda dell!immortalit1 e divinit1 dell!antica religione insediatasi in &ndia nel
secondo millennio a.+. in seguito alle migra/ioni di popoli indoeuropei.
Molte circostan/e fanno inoltre ritenere che la cultura proto0indoeuropea di origine nord0asiatica,
dalla quale presero movimento le diverse ondate migratorie di trib< verso l!&ran, l!&ndia,
l!fghanistan, ma anche verso la 4recia, la 4ermania e tutta l!(uropa centro0meridionale, portava
gi1 con s8 la conoscen/a e il culto di questo fungo sacro, e che tale conoscen/a si sia conservata
nelle epoche posteriori presso i popoli che si vennero a formare dalla mescolan/a fra popoli
indoeuropei e popoli autoctoni, come dimostrerebbe la ricca documenta/ione iconografica che
presenta immagini di funghi in un contesto inequivocabilmente sacro o religioso.
d uno sguardo superficiale molti sarebbero tentati di escludere che funghi allucinogeni abbiano
avuto spa/io nella )ibbia o, in generale, nella storia culturale del +ristianesimo. +ertamente non
esistono documenti storici che ne comprovino la presen/a.
d onor del vero non c!* da stupirsi pi< di tantoB le famose mushroom0stones e le raffigura/ioni dei
+odici del Messico precolombiano che oggi tutti riconoscono come testimonian/e del culto del
fungo sacro prima della scoperta di 3asson nessuno riconosceva in essa raffigura/ioni di funghi.
J!altra parte l!utili//o di piante o funghi dalle propriet1 psicoattive a scopi magico0religiosi * una
pratica al tempo stesso antichissima e universalmente cosN diffusa da lasciarci perplessi circa una
sua reale assen/a dal nostro universo religioso e culturale =+amilla, 199TA, e vi * addirittura chi ha
ipoti//ato che l!esperien/a enteogenica abbia potuto influen/are anche la tradi/ione filosofica
classica =#edeli, 1997A.
$!esperien/a mistica e visionaria rimane un denominatore comune in tutta la tradi/ione
testamentariaB sen/a le visioni di Mos8, di &saia e degli altri "rofeti non ci sarebbe mai stato l!antico
Testamento, e sen/a quelle di "aolo e di 4iovanni )attista non ci sarebbe mai stato il +ristianesimo.
nche qui, come nel caso dei seguaci del dio Jioniso diventa obbligatorio chiedersi come venivano
prodotte queste modifica/ioni di coscien/a =6amorini O +amilla, 199KA.
Dn credente non avrebbe dubbi in propositoB le visioni dei -"adri della +hiesa- provengono
direttamente da Jio e sono la testimonian/a del suo potere e della sua volont1. Ma questo * fede
religiosa e non ci serve a comprendere. ltrettanto inutile ci risulta un certo orientamento
psichiatrico che vede nelle esperien/e di determinati individui sempre e soltanto il segno di una
anormalit1 psichica e di malattie mentali, negando 0di fatto0 il ruolo delle piante allucinogene nelle
esperien/e mistiche e nella forma/ione del concetto stesso di -religione-.
$!ebraismo e il cristianesimo, nonostante il valore centrale dell!esperien/a visionaria all!interno della
loro tradi/ione, hanno nel corso dei secoli mostrato un atteggiamento sempre pi< ostile e repressivo
nei confronti degli stati mistici. $!&nquisi/ione pu,, al riguardo, essere definita il tentativo
perfettamente riuscito di screditare, criminali//are e punire i processi estatici, proprio quei processi
che diedero vita allo stesso cristianesimo.
& motivi di tale atteggiamento sono essen/ialmente economici, derivanti dall!affermarsi nel 2uovo
Mondo della propriet1 privata e della rigida divisione dei ruoli sociali, per cui per le nuove classi
dominanti l!antico sciamanismo non era pi< fun/ionale. "er secoli e secoli gli abili teologi ebraici e
cristiani si attivarono per minare la credibilit1 dei vecchi culti e delle vecchie creden/e,
reintrerpretando le esperien/e visionarie su un piano puramente metafisico, e bollando come
-aberra/ioni- le esperien/e estatiche chimicamente indotte, riuscendo infine a cancellare ogni
minima traccia del reale significato degli antichi culti.
-$!arte religiosa europea ignora il mondo dei funghi-, affermava un po! troppo frettolosamente :.4.
3asson nel suo lavoro forse pi< famoso =3asson O 3asson, 19K7BTKTA. Ma * proprio cosNU 2on *
forse l!arte cristiana ricca di raffigura/ioni ierobotanicheU +erto, * pi< che possibile che tali
raffigura/ioni nell!arte cristiana non fossero espressione di un messaggio -enteogenico-, e che gli
rtisti cristiani non facessero altro che riprodurre pedestremente simboli e contenuti precristiani,
totalmente ignari del significato che questi ebbero in origine. J!altronde * innegabile che
l!introdu/ione del +ristianesimo avvenne soltanto in seguito a molteplici compromessi, e quando ad
esso si opponevano ostilit1 troppo forti, il risultato fu il mantenimento di ideologie religiose anche
in contrasto con l!insegnamento della nuova religione.
"er,..... anche qui c!* un -per,-. Iuesta possibilit1 non pu, valere per tutte le raffigura/ioni che
possono rientrare nel campo della ierobotanica, o per lo meno che sono caratteri//ate da una
indubbia ambiguit1.
+ostretti sotto la domina/ione romana 0per riconoscersi fra di loro0 a usare dei segni misteriosi
=come il famoso pesceA, i +ristiani, soprattutto quelli appartenenti agli ambienti pi< -esoterici- per
gran parte del Medioevo conservarono ancora il gusto del mistero, ed * pi< che probabile che alcuni
circoli altolocati della +hiesa di :oma conoscessero e praticassero sacramenti visionari segreti,
come sostengono due filologi e studiosi classici =:uc; O 6taples, @00VA.
H un!ipotesi che fa storcere il naso alla maggior parte degli studiosi del +ristianesimo, ma non * del
tutto nuova. Oltre trent!anni fa lo studioso biblico John Marco llegro pubblic, il libro pi<
controverso e per molti aspetti pi< ambiguo di tutta la letteratura religiosa =llegro, 1970A nel quale
sosteneva che l!intera religione cristiana si baserebbe su un fraintendimento dei miti appartenenti ad
un antico culto estatico della fecondit1, alla cui base vi sarebbe stato il consumo del fungo
allucinogeno manita muscaria. 6econdo l!utore * possibile, attraverso uno studio linguistico,
stabilire un collegamento diretto fra l!antico culto estatico, l!ntico Testamento e il +ristianesimo,
giungendo ad affermare 0attirandosi critiche e ingiurie0 che 4es< +risto e i suoi discepoli in realt1
non sono mai esistiti e fanno semplicemente parte di un mito relativo alle propriet1 del fungo sacro.
gli insegnamenti esoterici venne data la forma che conosciamo solo per nascondere il vero
significato agli occhi dei nemici e dei non ini/iati.
$a teoria di llegro * criticata non solo negli ambienti accademici tradi/ionali e nei circoli cristiani,
ma anche da molti etnomicologi e ricercatori di cultura psichedelica, giudicata un -saggio di
fantasia- sen/a alcun valore scientifico. Dn particolare comunque merita di essere preso in
considera/ioneB llegro non * stato un eccentrico ricercatore in cerca di facile pubblicit1, e meno
che mai uno -cultore delle droghe- dal cervello bruciatoB al tempo della pubblica/ione del libro in
questione era un insigne accademico, il primo rappresentante britannico del gruppo reda/ionale che
cur, la pubblica/ione dei :otoli del Mar Morto, e le sue argomenta/ioni vanno quindi, sia pure in
chiave critica, tenute in considera/ione e attentamente rilette.
$a vastit1 del tema mitico dell!lbero 6acro ci costringe a interrogarci sul motivo per cui l!albero
sia stato cosN valori//ato presso quasi tutte le culture umane, soprattutto nel mondo eurasiatico.
+i risulta infatti difficile credere a un -culto dell!albero- in quanto taleB da nessuna parte l!albero
assume importan/a per s8 stesso, ma sempre e soltanto per ci, che rappresenta o sottintendeB tra i
molti vale la pena ricordare 6amorini che ha sottolineato il simbolismo enteogenico dell!albero nella
tradi/ione mesopotamica =6amorini, 1997A, con tutto il suo accompagnamento di simboli, emblemi
e figure araldiche che ne completano e precisano il valore.
nche nella tradi/ione testamentaria * presente un adattamento di questo -albero sacro-, e pi<
precisamente proprio nella vicenda che vedono protagonisti damo e (va nell!(den, il "aradiso
Terrestre.
$!(den, come ogni altro luogo mitico, * di impossibile locali//a/ione geografica, ma *
presumibilmente collocabile nell!area on cui si svolsero gli avvenimenti biblici, cio* tra la
Mesopotamia e l!rmenia, quindi l!albero in questione poteva essere una conifera. ( proprio nel
centro dell!(den stavano due -alberi- particolari, ben distinti da tutti gli altriB l!lbero della 7ita e
l!lbero della +onoscen/a del )ene e del Male.
6appiamo tutti come and, a finire la storiaB damo ed (va mangiarono il -frutto- dell!albero
proibito e vennero cacciati dall!(den per essere diventati -simili agli dei- e perch8 non
consumassero anche il frutto dell!lbero della 7ita . &l consumo di questo -frutto proibito- port, un
nuovo livello di coscien/a nei nostri antenati, simboleggiato miticamente con la coscien/a della
nudit1 =4enesi, T, 7A.
+hi redasse i racconti della 4enesi era probabilmente a conoscen/a della tradi/ione enteogenica, e
perci, si guard, bene dal rivelare la natura del -frutto- della conoscen/aB scriveva per gli ini/iati, i
quali sapevano perfettamente di cosa si parlava, mentre i non ini/iati, i -non degni- non potevano e
non dovevano capire di che -mela- si parlava.
Iuesto tab< * durato per millenni e poi * stato sottoposto a rimo/ione, quindi non c!* da stupirsi se
ancora oggi pochi sono disposti a inoltrarsi lungo questa dire/ione interpretativa, abituati come sono
a leggere le righe, e non tra esse.
damo ed (va mangiano il frutto offerto loro dal serpente, il mitico guardiano del frutto, che
originariamente era il fungo sacro della tradi/ione eurasiatica, l!manita muscaria o qualche altro
fungo allucinogeno. 6i tratterebbe quindi di una versione biblica della pianta miracolosa, conosciuta
da molti popoli, pianta che -resuscita i morti-, d1 la -giovine//a eterna-, procura -l!immortalit1-.
Ma il mito in questione non * certo un!inven/ione biblica, anche perch8 nessuna religione del
bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente pu, essere considerata a s8 stante, indipendente dalle
altre. (va, la -madre di tutti i viventi- =4enesi, T, @0A, * la versione biblica della 4rande Madre
della tradi/ione mediterranea e mediorientale, divinit1 della fertilit1 a cui erano dedicati culti
estatici.
$!associa/ione 4rande Madre W lbero della 7ita era presente anche in (gitto, dove numerose erano
le figure di divinit1 femminili =soprattutto la dea del +ielo, 2utA ritratte all!interno di alberi nell!atto
di dar da mangiare o da bere alle anime dei defunti, garantendo loro cosN la continuit1 della vita.
naloga associa/ione la ritroviamo in Mesopotamia, quando 4ilgamesh trova un giardino
=equivalente dell!(den biblicoA con un albero miracoloso custodito dalla dea 6iduri, alla quale l!eroe
chiese l!erba dell!immortalit1.
$a maggior parte delle tradi/ioni bibliche concorda sul fatto che il -frutto- dell!albero della vita pu,
dare l!immortalit1, ma che * difficile da raccogliere, proprio perch8 -nascosto-. +ome il soma
vedico, che rendeva immortali =:ig 7eda, 7&&&, V?, TA ma che poteva essere bevuto solo dai
brahamini =:ig 7eda, 7&&&, ?K, TA e che cresceva nell!ombelico del mondo =:ig 7eda, &%, ?@, TA. O
come -l!erba- che 4ilgamesh dovette andare a raccogliere -in fondo al mare-, o come le -mele
d!oro- del 4iardino delle (speridi, protette dal drago $adone, chiaro equivalente del serpente della
4enesi.
7i * poi nella tradi/ione biblica un altro elemento che ci pare degno di nota, particolare che apre
interessanti e poco esplorate compara/ioni mitologiche. 6pesso, troppo spesso per essere una
fortuita coinciden/a, l!albero miracoloso * miticamente associato alla vite e al vino. 2ell!epopea di
4ilgamesh 6iduri * qualificata come sabitu, la -donna del vino-C la dea babilonese &shtar era anche
detta -Madre 7ite-. ( cosN la tradi/ione ebraica, attraverso la raccolta della Mishnah, afferma che
l!lbero della +onoscen/a del )ene e del Male era una vite. &n un vecchio lavoro =6amorini O
+amilla, 199KA sono stati espressi dubbi sul fatto che il -vino- degli antichi fosse costituito da succo
d!uva fermentato, ipoti//ando che questi altro non fosse che un liquido base nel quale venivano
disciolti vegetali psicoattivi.
6e l!ipotesi * attendibile pu, essere applicata non solo al Mondo 4reco ma anche per spiegare
alcuni passi -oscuri- della tradi/ione testamentaria, soprattutto quelli in cui si parla di strane viti e
di piante che fioriscono in un solo giorno. +ome la misteriosa pianta che fornN riparo al profeta
4ionaB
-&l 6ignore &ddio fece spuntare una pianta di ricino, che si al/, sopra 4iona per fare ombra al suo capo e
liberarlo cosN dal suo male. 4iona prov, grande gioia per quel ricino. Ma il 6ignore, sul far dell!aurora del
giorno dopo, mand, un verme, che punse il ricino, il quale si accasci,- =4iona, V, >07A
&l -ricino- in questione ha un ciclo riproduttivo troppo simile a quello dei funghi per non attirare la
nostra curiosit1. &l fatto poi che 4iona provi -grande gioia- sembra essere la stessa metafora usata
da "ausania a proposito di "erseo quando raccolse il fungo nel luogo dove fond, Micene =6amorini
O +amilla, 199KBT10A, metafora che indicherebbe le propriet1 psichiche dello strano -ricino-.
Ma strana era anche la -vite- che (liseo servN ai suoi ospitiB
-(gli disse ad uno dei suoi serviB -prendi la caldaia grande e cuoci la minestra per i discepoli dei profeti-.
Dno di essi era uscito fuori alla campagna a cogliere delle erbe, e trovata una specie di vite silvestre colse da
quella degli /ucchini selvatici, e riempitone il mantello, se ne torn,C poi li tagli, a pe//i e li mise nella
caldaia della minestra, non sapendo cosa fossero. Iuindi servN i compagni, perch8 mangiasseroB ma appena
ebbero assaggiata quella minestra, gridaronoB -Domo di Jio, c!* la morte nella caldaiaX--
=&& :e, V, T?0V0A
"er non parlare della vigna di 2o8 e della sua -ubriacatura- =4enesi, 9, @00@?A. 2ella versione
biblica il mito * riportato con una tale approssima/ione e con evidenti lacune e rimaneggiamenti da
lasciare non poche perplessit1 circa il suo messaggio originario.
nche +arlo )uono, attento studioso di esoterismo cabalistico, dal suo canto afferma che
l!esperien/a enteogenica * - di frequente la vera interpreta/ione da dare alle afferma/ioni bibliche
riferite all!ingestione di vino- =)uono, 199>BVTA.
H difficile credere che quando la tradi/ione testamentaria 0al pari di quella greca0 parla di -vino- si
riferisca al semplice succo d!uva che noi tutti conosciamoB la tradi/ione ebraica parla di un vino pi<
antico della crea/ione del mondo, le cui vigne crescono solo in "aradisoC un vino che potranno bere
i 4iusti, al momento della :esurre/ione. 6pesso la vite e il vino assumono significati esoterici,
nascosti, come nel passo che segue, in cui il -vino- assume i colori del fungo manita muscariaB
-(gli lava nel vino il suo vestito, W e nel sangue d!uva il suo mantello. W :osso gli occhi per il vino, W e bianco
i denti per il latte- =4enesi, V9, 1101@A
ltri passi invece sembrano riflettere un conflitto fra inebrianti pre0cristiani e inebrianti cristiani,
simboleggiati questi dall!a/ione dello spirito santoB
-Iuesti uomini non sono ubriachi, come voi credete, perch8 * soltanto la ter/a ora del giorno, ma quanto
accade * ci, che fu predetto dal profeta 4ioele. 2egli ultimi giorni, dice il 6ignore, io spander, del mio
spirito sopra ogni carne, e profeteranno i vostri figli e le vostre figlie, e i giovani vostri avranno visioni e i
vostri vegliardi sogneranno dei sogni =...A &o far, apparire dei prodigi su nel cielo e segni gi< in terra,
sangue e fuoco e vapore di fumo. &l sole si muter1 in tenebre e la luna in sangue- =tti, @, 1K0@0A
O ancora pi< esplicitamenteB
-2on vi inebriate di vino, sorgente di lussuria, ma siate invece ripieni di 6pirito- =(fesini, K, 1?A
$!apostolo "aolo nelle sue epistole tuon, ripetutamente contro quella che presumibilmente era
l!usan/a di consumare ritualmente una bevanda dai poteri fortemente inebriantiB
-7oi vi riunite non per diventare migliori, ma per diventare peggiori. &n primo luogo vengo a sapere che,
quando vi radunate in ssemblea =...A quello che voi fate non * mangiare la cena del 6ignore =...A Ma non
avete la vostra casa per mangiare e bereU O volete dispre//are la chiesa di JioU- =& +orinti, 11, 170@@A
2umerosi altri potrebbero essere gli esempi.
nche nella tradi/ione testamentaria, esattamente come in quella greca, sembra dunque che il
-vino- sia una metafora per una sostan/a fortemente inebriante, in grado di proiettare il fedele oltre
i limiti psico0fisici dell!esperien/a quotidianaC non * un caso che molti mistici visionari abbiano
utili//ato proprio la metafora del vino per descrivere le loro esperien/e estatiche, esperien/e che
per, 0a ben guardare0 nulla hanno a che fare con l!ebbre//a alcolicaB
-Jicendo che il 6uo 6poso la fa entrare in questa cantina tutta piena di un vino celeste, essa =la 6posaA
mostra come $ui le permette di berne fino a cadere in una felice e santa ebbre//a. "oich8 questo grande :e
non onora un!anima di un cosN grande favore per renderla inutile. (gli le permette di bere di questo deli/ioso
vino tanto quanto essa vuole e di inebriarsi di queste gioie impensabili che la rapiscono nell!ammira/ione
della sua grande//a. Iuesto santo trasporto l!eleva cosN fortemente al di sopra della debole//a della natura,
che invece di temere di perdere la vita servendo il suo divino 6poso, essa spererebbe di morire in questo
paradiso di deli/ie- =6anta Teresa, "ensieri sull!amore di JioA.
+on questo non vogliamo certo suggerire che i mistici cristiani fossero tutti dei -consumatori di
sostan/e stupefacenti-. Molto pi< semplicemente che essi, per descrivere le loro esperien/e
estatiche, utili//avano la metafora di un -vino- i cui effetti erano ben noti =o per lo meno non ancora
completamente dimenticatiA alle genti della loro epoca.
ELENCO SCHEDE
Scheda n. 1 Ashburnham Pentateuch
n. 2 San Giovanni di Mustair
n. 3 Gospels of Otto
n. ! "van#eliario di $ern%ard
n. & 'ode( Aureus "pternacensis
n. ) San Michele di *ildesheim
n. + Saint Martin de ,ohant-.ic
n. / Saint Savin sur Gartempe
n. 0 Saint Gilles-Montoire sur le 1oir
n. 12.. San Pietro-3uomo di Sovana
n. 11.. Saint "lois-'appella di Plaincourault
n. 12.. Sainte Madelaine de .45ela6
n. 13.. "van#eliario di Gnie5no
n. 1!.. Abba5iale di Saint Germer de 7l6
n. 1&.. $ibbia 1atina
n. 1).. 'attedrale di Saint "tienne de Sens
n. 1+.. ,otre 3ame de 'hartres
n. 1/.. 'attedrale Saint "tienne de $our#es
n. 10.. 'attedrale Saint "tienne de Au(erre
n. 22.. 'attedrale ,otre 3ame de 8eims
n. 21.. Sainte 'hapelle
n. 22.. Santa Maria ad 'r6ptas
n. 23.. $ibbia Olandese
n. 2!.. Psautier An#lo-'atalan
n. 2&.. ,9debo
n 2).. 'helmno
n. 2+.. $oo: of *ours
n. 2/.. $rarup
n. 20.. Santa $ri#ida-.al $rembana
n. 32.. 'otton Genesis ;'opia<