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Le imprese del commercio e del turismo
del sistema provinciale fiorentino
attraverso gli anni della crisi
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INDICE








0. PREMESSA P.3
1. LA DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE P.7
2. LE CONSEGUENZE DELLA CRISI SULLA PERFORMANCE
DELLE IMPRESE P.16
3. IL TREND DEL NEL PRIMO TRIMESTRE 2014 P.20
4. LE PREVISIONI AL 30 SETTEMBRE 2014 P.23


















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0. PREMESSA

Nelle nostre precedenti analisi lo abbiamo gi detto: il
sistema economico italiano sostanzialmente attivo sul
fronte delle esportazioni ma immobile su quello interno. La
domanda interna ferma e cos i consumi; le esportazioni,
a loro volta, non redistribuiscono quanto necessario in
termini dinvestimenti e occupazione, pertanto, determinano
performance positive alle singole imprese interessate ma
non producono effetti sulla domanda interna.
Questa , in sintesi, lo stato delle cose da almeno
sei/sette anni; fotografia che vale per tutto il sistema
economico nazionale quanto per quelli locali tra cui il
nostro: lambito provinciale fiorentino.
Una sintetica riflessione sul come le nostre imprese hanno
attraversato la crisi o stanno attraversando la crisi
necessariamente occupa uno spazio temporale compreso tra
gli anni 2007/2013. Lanno 2007 da considerare lanno
pre - crisi e, quindi, benchmark rispetto a ogni
proiezione di recupero.
Occorre fare anche una considerazione, in premessa, anche
se ben conosciuta: il nostro sistema economico locale entra
nella crisi economica conclamata (anno 2009) dopo anni di
stagnazione e non di sviluppo.

Il quadro, che abbiamo aggiornato al primo trimestre 2014
(per gli ovvi tempi delle analisi da intendersi: oggi!),
possiamo sintetizzarlo attraverso alcuni fattori chiave:
- la dinamica dei prezzi al consumo mantiene un
andamento piatto (lindice NIC varia mensilmente da
quasi un anno in termini tendenziali sotto il punto
percentuale);
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- la produzione industriale continua a stentare nel 2014
(positiva intermini congiunturali a gennaio, negativa
a febbraio e marzo;
- il tasso di disoccupazione a Aprile segna una
percentuale identica rispetto a quella del mese
precedente (12,6%), ma incrementa dello 0,6% in
termini tendenziali. Aumentano ulteriormente gli
inattivi;
- In un quadro economico complesso anche a livello
internazionale la fiducia delle imprese, ma
soprattutto, dei consumatori mostra, invece, qualche
segnale di risveglio;
Un quadro complesso, pertanto, anche a livello
internazionale con possibile rallentamento della domanda
soprattutto per i paesi comunitari, non fa prevedere
scenari diversi da quello attuale. Pur tuttavia il corso
del 2014 anche se in forma top down sar segnato da fattori
di modesta crescita che per le imprese oggetto della nostra
analisi si sostanzier in consolidamento delle perdite.
Lelemento di novit sar costituito dal fatto che, per la
prima dopo diversi anni, sar la domanda interna a
sostenere il recupero.
Il pur modestissimo risveglio della domanda interna della
seconda met del 2014 sar determinato anche dalle nostre
imprese, le quali, insieme, ne trarranno ulteriore
beneficio. Potrebbe innestarsi quindi un modesto, ma
importante giro virtuoso.
Ma quali imprese del commercio e del turismo potranno
contribuire al risveglio della domanda e trarre beneficio
dal conseguente incremento dei consumi? Rimanendo al
commercio, ad esempio, il rilevamento Istat al primo
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trimestre 2014 mostra le difficolt di tutte le tipologie
di vendita al dettaglio.
Ma vediamo nello specifico.

Settore merceologico e forma
distributiva
Marzo 14/Marzo
13 (dati grezzi)
Gen Mar 14/gen
Mar 13 (dati
grezzi)
ALIMENTARI -6,8 -2,9
Grande distribuzione -6,7 -2,4
Distribuzione tradizionale -6,6 -4,0
NON ALIMENTARE -1,5 -1,3
Grande distribuzione -2,5 -0,5
Distribuzione tradizionale -1,0 -1,7
TOTALE -3,5 -1,8
Grande distribuzione -5,1 -1,7
Distribuzione tradizionale -2,3 -2,1
Fonte: Istat

La tabella ci dice che, a valori correnti, nel primo
trimestre 2014 la perdita si equamente distribuita tra le
varie tipologie di vendita ma, soprattutto che nel mese di
Marzo il commercio tradizionale a fronte di valori negativi
significativi del settore alimentare come del resto la
GDO in quello non alimentare chiude sostanzialmente
piatto.
Considerando il tasso inflazione del periodo praticamente
nullo la variazione tendenziale a valori correnti del
settore non alimentare di Marzo 2014 del -1% risulta,
dunque, quella reale.
Questa percentuale viene a rappresentare un segnale, sia
pur limitatamente ad un settore e per un arco temporale
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limitato, comunque importante per le prospettive di breve
medio periodo.
Ma per quali imprese? di quali segmenti? Da queste domande
ne deriva unaltra: dove sono maturate le aree di perdita,
nel corso di questi anni, in termini demografici e di
performance? Dove invece si sono indirizzati gli
investimenti e in quale misura?
Pur nella sinteticit di questa nostra analisi vedremo
quanto il settore, soprattutto del commercio, sia cambiato
attraversando la crisi plasmandosi su essa con una
capacit notevole di coerenza alla domanda.




















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1. LA DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE

Questo paragrafo analizza lo stock delle imprese attive
presso la CCIAA di Firenze tra gli anni 2009 e 2013
(estrazione effettuata al 31 Dicembre di ogni anno). E
bene precisare che, quindi, i valori assoluti non si
riferiscono alle imprese iscritte ma, appunto, a quelle
attive. Tale scelta dovuta al notevole numero di inattive
e alle conseguenti cancellazioni dufficio che in tempi
costanti effettua la CCIAA, fattori che inquinano la
lettura dei valori e possono determinare valutazione
incongrue.
Tra gli anni 2009 e 2013 linsieme delle imprese attive
nella provincia di Firenze dei settori commercio
(dettaglio, ingrosso, ambulante, intermediazione e turismo
(alloggi, bar, ristoranti, agenzie di viaggio) rimane
sostanzialmente inalterato in termini dimprese attive,
iscritte e cessate.

0%
20%
40%
60%
80%
100%
attive iscritte cessate
cessat e 2 13 1 2 10 4 2 0 6 4 2 156 2 0 9 8
i scr i t t e 173 4 16 9 9 158 0 159 2 16 3 1
at t i ve 3 0 3 75 3 0 6 12 3 0 559 3 0 6 3 6 3 0 8 0 9
anno 2 0 0 9 anno 2 0 10 anno 2 0 11 anno 2 0 12 anno 2 0 13

Fonte: elaborazione Osservatorio su dati CCIAA Firenze

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Il gran totale, anzi incrementa: di 30636 nel 2009,
diventa di 30809 imprese attive nel 2013.
Il gran totale per dobbiamo consideralo come una ripresa
dassieme in campo lungo; se ci muoviamo in piano sequenza
avvicinandosi lentamente allora potremo vedere non solo le
modificazioni ma, soprattutto, la sua dinamica viva.
Una prima nota metodologica. Il gran totale stato
suddiviso in 95 categorie separando quelle che hanno avuto
un saldo, tra gli anni di comparazione, negativo dello
stock da quelle che lo hanno avuto positivo. Ne deriva che
53 categorie risultano a saldo negativo mentre 42 a saldo
positivo.
Se ne ricava una priva valutazione: il leggero incremento
dello stock (173 unit) dovuto a valori negativi pi
diffusi e positivi pi concentrati in un numero inferiore
di categorie.
Vediamo la tabella riassuntiva delle categorie con saldo
negativo.













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2009 2013 2009 2013 2009 2013
Classe Attive Attive Classe Attive Attive
451 8 5 4647 168 166 4752 469 402
452 1.267 1.198 4648 86 76 4753 29 25
453 11 9 465 3 1 4759 423 400
4532 159 127 4651 123 116 476 18 15
454 239 231 466 46 35 4762 706 670
461 40 33 4662 40 37 4764 179 170
4611 172 161 4666 46 39 4765 83 80
4612 206 198 4669 239 218 4771 1.431 1.338
4613 430 383 4672 51 50 4774 45 40
4614 538 479 4673 242 234 4775 240 230
4615 528 457 4674 103 97 4776 329 317
4616 1.165 1.128 4675 58 53 4777 303 272
4617 841 820 4719 246 245 4779 176 163
4618 2.170 1.995 472 41 39 478 168 119
4621 19 18 4721 243 210 479 83 61
4623 21 20 4722 367 343 56 22 20
4636 25 17 4723 36 28 5629 44 37
4637 27 24 4724 130 120 79 12 10
4639 116 113 473 282 258 791 216 153
4641 128 120 4741 81 76 Totale 16.618 15.298
4642 478 447 475 14 5 Diff

1.320
4643 121 99 4751 296 253


Fonte: CCIAA Firenze

Se individuiamo le categorie con perdita pi significativa
ponendo come valore quello delle trenta unit abbiamo che
entro tali categorie (soltanto 14) si concentra la perdita
di 835 su 1320 unit.
Vediamo le categorie con perdita superiore a trenta unit.








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codice descrizione 2009 2013 saldo %
452 manutenzione e riparazione di autoveicoli 1.267 1.198 69 5,44
4613 intermediari del commercio in materiali da costruzione 430 383 47 10,93
4614 intermediari del commercio di macchinari e impianti ind. 538 479 59 10,97
4615 intermediari del commercio di mobili e ferramenta 528 457 71 13,45
4618 intermediari del commercio in altri prodotti 2.170 1.995 175 8,06
4721 commercio al dettaglio di frutta e verdura 243 210 33 13,58
4722 commercio al dettaglio di carni 367 343 24 6,54
473 commercio al dettagli per autotrazione 282 258 24 8,51
4751 commercio al dettaglio di prodotti tessili 296 253 43 14,53
4752 commercio al dettaglio di ferramenta e vernici 469 402 67 14,28
4762 commercio la dettaglio di giornali e articoli di cartoleria 706 670 36 5,1
4771 commercio al dettaglio di abbigliamento 1.431 1.338 93 6,5
4777 commercio al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria 303 272 31 9,63
791 agenzie di viaggio 216 153 63 29,17

Fonte: CCIAA Firenze

Per il significato della categoria e della perdita sono
state inserite alcuni valori inferiore alla soglia
determinata (dettaglio carni e distributori di carburante.
In variazione negativa lintermediazione commerciale di:
impianti industriali, costruzioni, mobili per la crisi pi
generale che ha investito questi segmenti del sistema
economico.
In perdita nel settore alimentare soprattutto il dettaglio
ortofrutta (- 33 unit) e quello della carne (-24 unit)
rendendo questi settori ormai attivit di nicchia (in
tutta la provincia rimangono soltanto 210 negozi di
ortofrutta e 343 macellerie).
Perde anche il settore moda nei prodotti tessili (-43
unit) segnando una flessione percentuale del -14,53.
Il settore abbigliamento si contrae di 93 unit, riduzione
tutta da addebitare al cosiddetto plurimarca
indipendente.
Pesante la perdita delle agenzie di viaggio (-29,17%).
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Lanalisi delle attivit in incremento pi semplice
proprio per la concentrazione dei valori positivi in un
numero ristretto di segmenti.
Se prendiamo anche in questo caso lo stesso valore 30,
raggiunto da 13 segmenti, il saldo risulta di 1364 sul
totale di 1736 unit.
Ancora pi significativo alzare la soglia al valore 100.
In questo caso i segmenti interessati saranno soltanto sei
determinando, insieme, un saldo positivo di 1038 unit.
Vediamo la tabella riepilogativa dei sei settori.

classe descrizione 2009 13 valore %
4782 commercio ambulante di abbigliamento e calzature 1.350 1.491 141 10,44
4789 commercio ambulante di altri prodotti 732 929 197 26,91
4791 commercio per corrispondenza o attraverso internet 180 321 141 78,33
552 alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni 571 680 109 19,1
561 ristoranti e attivit di ristorazione mobile 2.137 2.504 367 17,17
563 bar 1.928 2.011 83 4,3

Fonte: CCIAA Firenze

Sostanzialmente gran parte dellincremento dimprese si
concretizza nel commercio ambulante non alimentare, nel
commercio elettronico, nella ricettivit extra alberghiera,
nei ristoranti e, in minor misura, nei bar. In valori
assoluti il maggior incremento appannaggio della
ristorazione (367 unit).In termini percentuali, invece,
il commercio on line che mostra la miglior performance
(78,33%).
In sintesi possono essere definiti alcuni fattori chiave:
- vi una area diffusa di perdita di imprese;
- vi una area altrettanto diffusa di stabilit
numerica delle imprese;
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- vi una ristretta area a significativo incremento di
imprese.
E interessante, adesso, capire la struttura dimpresa dei
settori che perdono e che guadagno in termini di stock.
Analizziamo i segmenti che abbiamo precedentemente visto in
perdita pi significativa/soglia 30 unit.

codice descrizione
452 manutenzione e riparazione di autoveicoli
4613 intermediari del commercio in materiali da costruzione
4614 intermediari del commercio di macchinari e impianti ind.
4615 intermediari del commercio di mobili e ferramenta
4618 intermediari del commercio in altri prodotti
4721 commercio al dettaglio di frutta e verdura
4722 commercio al dettaglio di carni
473 commercio al dettagli per autotrazione
4751 commercio al dettaglio di prodotti tessili
4752 commercio al dettaglio di ferramenta e vernici
4762 commercio la dettaglio di giornali e articoli di cartoleria
4771 commercio al dettaglio di abbigliamento
4777 commercio al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria
791 agenzie di viaggio

Fonte: CCIAA Firenze

Se disaggregati per: societ di capitale, di persone e
ditta individuale la maggior flessione riguarda le societ
di persone (-12,66%), seguite dalle ditte individuali (-
9,5%). Pi contenuta la perdita delle societ di capitale
(-6,89%). La flessione limitata delle societ di capitale
anche dovuta allincremento delle stessi in alcuni settori
pur in perdita complessiva: giornali/cartoleria e
abbigliamento. Nel primo caso possiamo dire che alla forte
flessione del settore corrisponde la tenuta di chi ha
saputo nel tempo strutturarsi e diversificare larea del
business; nel secondo che le difficolt del settore non
sono ugualmente condivise tra le varie tipologie, ma pesano
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principalmente sulle aziende pi tradizionali (i plurimarca
indipendenti). Questo non vuol dire che altre forme di
distribuzione del settore (franchising ad esempio) siano
necessariamente pi coerenti con la richiesta della
domanda, ma sicuramente meglio rispondono ai criteri di
contenimento dei costi e degli investimenti e, quindi, nel
breve, risultano pi frequentabili in termini di
aspettativa.
Analizziamo adesso i settori che hanno avuto il pi
significativo incremento.


classe descrizione soc.capitale
soc.
persone individuale
4782 commercio ambulante di abbigliamento e calzature 5 11 147
4789 commercio ambulante di altri prodotti 3 194
4791 commercio per corrispondenza o attraverso internet 29 3 110
552 alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni 43 15 45
561 ristoranti e attivit di ristorazione mobile 123 90 149
563 bar 85 -35 27
totale 288 84 672

Il commercio ambulante abbigliamento e altri generi non
alimentari incrementa soprattutto per le ditte individuali.
Mostra, tuttavia, i primi segnali di attenzione verso forme
pi complesse di impresa (8 nuove societ di capitale).
Il commercio on line incrementa nelle societ di capitale,
ma predilige, soprattutto, la forma semplice della ditta
individuale.
La ricettivit mostra un incremento pi equilibrato tra le
varie tipologie.
Grande impulso alle societ di capitale per ristoranti e
bar, ma anche in significativo aumento le ditte individuali
per i ristoranti.
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Occorre anche sottolineare il traino allincremento delle
societ di capitale offerto dalle attuali forme
semplificate di loro costituzione.
29,83
2,61
19,08
0
2,5
5
7,5
10
12,5
15
17,5
20
22,5
25
27,5
30
32,5
capitali persone individuale

Fonte: elaborazione Osservatorio su dati CCIAA Firenze

Tuttavia possiamo dire che nelle aree di business ritenute
pi significative convivono due diverse anime: quella di
imprese pi complesse e quelle a struttura leggera.
Convivono semplici aspettati con complessi progetti
imprenditoriali.

Nellestrema sintesi di queste pagine stato abbozzato,
soprattutto, un tentativo di analisi sulla coerenza delle
imprese con la propensione della domanda. Ne emerge, da una
prima lettura, che tale coerenza riguarda settori su cui
lofferta immediatamente rischia un eccesso di presenza.
E come se avessimo tre grandi contenitori dimprese. Uno
pi piccolo fatto di aziende a struttura complessa, uno
intermedio costituito da imprese che, per semplificazione,
potremmo dire pi tradizionali (societ di persone di
natura familiare, posizionati su segmenti merceologici in
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difficolt) e un terzo che pare una sorta di mare magnum
in movimento. Qui ci sta anche molta imprenditoria extra
comunitaria.
Lo stock delle imprese tiene perch in alcuni settori
ancora a alta domanda si consolida un sistema di imprese
strutturato e perch al momento formale dellestrazione dei
numeri il movimento delle micro imprese che nascono e
muoiono in quel momento, per un attimo, si ferma.






















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2. LE CONSEGUENZE DELLA CRISI SULLA PERFORMANCE DELLE
IMPRESE

Il capitolo precedente ha messo in evidenza quanto le
imprese del settore in analisi, negli ultimi cinque/sei
anni, abbiano vissuto processi di cambiamento alla luce di
un valore assoluto, lo stock, comunque immutato.
In premessa a questo secondo capitolo occorre, dunque, dire
che questo continuo ricambio di imprese crea disturbo alla
costruzione di un campione rappresentativo se vogliamo
analizzarlo in una ampia serie storica. Non sufficiente
recuperare le variazioni gi, anno per anno, pubblicate
perch in quel dato le imprese mostravano una certa
conformazione della popolazione ma, lanno dopo, quella
conformazione era gi parzialmente mutata.
E stato, quindi, utilizzato come campione un certo numero
costante dimprese che dallanno 2007 allanno 2013 hanno
avuto i servizi contabili presso i nostri uffici
territoriali.
Questa scelta ha prodotto una crescente incoerenza, nonch
un panel numericamente limitato, tra il campione e lintera
popolazione e, quindi, un maggior margine di errore, ma ci
ha permesso di analizzare il percorso compiuto da queste
imprese anno dopo anno.







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Categoria Numero
Settore alimentare in sede fissa 43
Settore moda in sede fissa 61
Altro commercio (ingrosso, sede fissa,
ambulante)
366
Turismo (bar, ristoranti, alloggi) 82
Totale 552

Il fatturato complessivo del campione realizzato nellanno
2007 stato di Euro 70832859,00. Nel 2013 esso risulta,
invece, di Euro 59371208,00 mostrando una flessione in
termini percentuali del -16,18%.

70832,859
69185,653
65201,094
63513,624
62584,768
60361,658
59371,208
50000
52500
55000
57500
60000
62500
65000
67500
70000
72500
anno 2007 anno 2008 anno 2009 anno 2010 anno 2011 anno 2012 anno 2013
M
i
g
l
i
a
i
a

Fonte: elaborazione Osservatorio su dati Consea

La flessione appare costante. Si pu presupporre un
combinato tra politiche sul prezzo e minori vendite, ma
soprattutto su questo secondo fattore che si concentra il
motivo della flessione. Le nostre aziende hanno
venduto/fornito servizi a minor prezzo, ma, soprattutto,
hanno venduto minor quantit/hanno fornito minor servizi.

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0
10000
20000
30000
40000
50000
60000
70000
80000
M
i
g
l
i
a
i
a
2007 2013
2007 5216295 11442112 41648996 12525456 70832859
2013 4126734 9142247 34384663 11717564 59371208
aliment ari moda alt ro comm t urismo t ot ale

Fonte: elaborazione Osservatorio su dati Consea

La disaggregazione del fatturato per gruppi consente di
visualizzare le singole differenze, ma anche la
partecipazione di ogni singolo gruppo come valore assoluto
al totale del fatturato.

-20,89
-20,1
-17,44
-6,45
-16,18
-22,5
-20
-17,5
-15
-12,5
-10
-7,5
-5
-2,5
0
alimentari moda altro comm turismo totale

Fonte: elaborazione Osservatorio su dati Consea

Il confronto tra gli anni 2013 su 2007 intermini
percentuali disaggregato per gruppi mostra tutti i
raggruppamenti in flessione, ma con percentuali tra loro
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assai diverse e in diversa posizione rispetto allindice
generale (la figura posiziona lasse di interdizione al
valore generale -16,18).
Il raggruppamento alimentare perde al - 20,89%; quello
della moda al -20,10%. Percentuali, insomma, al di sotto di
circa 4 punti rispetto allindice medio (-16,18%).
Sostanzialmente piatta su tale valore la flessione
dellaltro commercio (-17,44%).
Decisamente superiore , invece, la pur negativa variazione
del settore turismo (-6,45%).
Le imprese del commercio hanno, dunque, lasciato per strada
circa 1/5 del loro fatturato.

Abbiamo parlato nel capitolo precedente di tre grandi
contenitori dimprese. Uno pi piccolo fatto di aziende a
struttura complessa, uno intermedio costituito da imprese
che, per semplificazione, potremmo dire pi tradizionali
(societ di persone di natura familiare, posizionati su
segmenti merceologici in difficolt) e un terzo che pare
una sorta di mare magnum in movimento.
Analizzando il campione per: struttura dimpresa,
appartenenza a segmenti merceologici in flessione,
tipologia di gestione, investimenti effettuati nel corso
degli anni, numero di addetti, in questa seconda area che
si colloca il fatturato perso nel corso degli anni.
Per queste aziende potremmo, insomma, parlare di un
processo di crisi irreversibile a meno che non intervenga
una congiuntura particolarmente favorevole capace di
redistribuire opportunit in maniera indistinta.


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3.LA PERFORMANCE DEL CAMPIONE NEL I TRIMESTRE 2014

Il primo trimestre dellanno, in termini di fatturato, il
meno significativo; soggetto, per questo motivo a una
maggior volatilit nella valorizzazione di fattori se
fortemente disaggregati nelle singole classi.
Nel confronto tra il I trimestre 2014 con quello dellanno
precedente non si notano particolari alterazioni legate a
fattori stagionali: le festivit pasquali risultano escluse
dal periodo in ambedue i casi cos come eventi di natura
non commerciale (fenomeni geopolitici e/o climatici, ad
esempio).
Un ultimo avvertimento riguarda, infine, il campione: non
stato utilizzato il panel storico di imprese come per le
precedenti analisi, ma quello corretto e integrato nel
periodo in esame (quindi assoggettato a un minor margine di
errore anche perch decisamente pi numero).
Si tratta di 842 imprese (il 2,75% del totale). Erano 879
nel precedente report (congiuntale al 30 Settembre 2013).
Vediamo, in breve sintesi, il consuntivo dellanno 2013.

-4,22
-3,14
-5,88
-6,24
-4,44
-2,18
-3,41
-4,91
-2,04
1,18
0,11
-1,21
-2,11
2,73
-3,21
-8,67
-3,24
-2,99
1,18
2,45
1,82
0,55
-4,05
-10,5
-9
-7,5
-6
-4,5
-3
-1,5
0
1,5
3
4,5
A
1
A
2
A
3
B
1
B
2
B
3
C
1
C
2
C
3
C
4
C
5
C
6
C
7
C
8
D
1
D
2
F
1
F
2
G
1
G
2 H
I
T
o
t
a
l
e

Fonte: elaborazione Osservatorio su dati Consea
Osservatorio Economico
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Avevamo previsto lindice generale in perdita tra -4,12 e
il 5,39, chiude, invece,al -4,05%.
Nessuna analisi ottimistica in tutto ci. La tendenza
stata rispettata ed stata di decisa flessione su
precedenti valori gi chiaramente negativi.
1

Ci che appare un mondo diviso in due: pesanti perdite
del commercio tradizionale in sede fissa (alimentari,
abbigliamento, calzature/pelletteria) da un lato e
dallaltro segnali moderatamente positivi meglio: di
tenuta dellinsieme delle imprese del comporta turismo:
bar, ristoranti, alberghi. Nel mezzo un sistema variegato
di microsettori con performance molto volatili perch
collegate e determinate da ristretti bacini di utenza e
dalla mobilit della domanda.
Dunque il punto di partenza del nuovo anno la chiusura
del precedente 2013 assai problematico.
Lanalisi del primo trimestre 2014 costruita sul
confronto di detto periodo con lo stesso del precedente
anno. Senza rielaborare un campione specifico, ma
limitandoci a recuperare la variazione tendenziale generale
del periodo rilevata al 31 Marzo 2012 e 2013 (-3,62% e
2,18%) se ne ricava, anche se con margine di errore data la
metodologia, che il dato base (il fatturato del campione
del primo trimestre dellanno 2013)con cui abbiamo a che
fare assolutamente debole.


1

1
Legenda delle classi: A1/alimentaristi; A2/ortofrutta;A3/macelleria, pescheria;
B1/abbigliamento; B2/pelletteria; B3/intimo, merceria; C1/profumeria,erboristeria;
C2/casalinghi, ferramenta; C3/giocattoli, cartoleria; c4/libreria; C5/ottica;
C6/elettrodomestici, telefonia; C7/fiori; C8/altro commercio al dettaglio in sede fissa;
D1/agenti di commercio; D2/agenti immobiliari; F1/ambulanti alimentari; F2/ambulanti non
alimentari; G1/bar; G2/ristoranti; H/alberghi; I/ingrosso; L/distributori di carburante.

Osservatorio Economico
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-4,81
-3,22
-3,98
0,11
-1,45
1,29
0,14
-4,21
-5,12
-4,24
-2,11
-3,92
-4,67
0,14
-6,21
-5,11
-2,19
-3,52
0,14
0,88
1,1
-1,04
-7
-6,5
-6
-5,5
-5
-4,5
-4
-3,5
-3
-2,5
-2
-1,5
-1
-0,5
0
0,5
1
1,5
2

Fonte: elaborazione Osservatorio su dati Consea

La variazione complessiva tendenziale del fatturato del
campione dimprese al 31 Marzo 2014 del -1,04%.
La flessione, assai contenuta, deve essere valutata alla
luce di alcuni fattori chiave:
- le performance negative precedenti del dato base a cui
fa riferimento il confronto tendenziale;
- la tenuta del settore moda per il buon andamento dei
saldi invernali;
- la conferma in positivo (sia pur a valori modesti) del
settore turismo.
Dobbiamo, ancora una volta, mettere in evidenza come il
valore generale sia il risultato di una notevole
polverizzazione dei vari indici di settore, ma anche di
tendenze volatili e assoggettate a una dinamica top down.
Dinamiche complesse che contrappongono aree di perdita e di
tenuta e che mettono in evidenza una assenza di
redistribuzione nel sistema e un diverso appeal nei
confronti della domanda.
Non per tutti, ma il risultato del primo trimestre 2014 ci
dice che, almeno temporaneamente, lemorragia finita.
Osservatorio Economico
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4. LE PREVISIONI AL 30 SETTEMBRE 2014

Avventurarsi in previsioni per un periodo cos complesso
appare assai arduo, ma soprattutto, un esercizio foriero di
errori e di smentite.
Il modello che utilizziamo, costruito sulla serie storica
delle variazioni tendenziali e stagionali, non consente di
intercettare repentini mutamenti nonostante i correttivi
statistici apportati.
Eppure ci sembra plausibile confermare quanto detto alla
fine del precedente capitolo - lemorragia pare,
momentaneamente, finita prevedendo per il periodo 1
Aprile/30 Settembre 2014 una variazione sostanzialmente
piatta rispetto allo stesso arco di tempo dellanno
precedente.
Rimane uno stato delle cose difensivo per le nostre
imprese, eppure allinterno di difficolt conclamate
trovano spazio isole dinvestimento e di implementazione
della struttura dimpresa. Mondi diversi, come abbiamo
visto analizzando la demografia delle imprese su cui
ritorneremo successivamente, in un prossimo report, con
specifici approfondimenti.









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classe descrizione var . tendenziale I trim


da a
A1 alimentari mini market
-2,50 -2,10
A2 Macelleria, pescheria
-1,30 -0,80
A3 ortofrutta
-3,20 -1,70
B1 abbigliamento
-2,50 -1,70
B2 Calzature, borse e accessori
-3,10 -0,80
B3 Intimo
0,30 2,00
C1 profumeria erboristeria
-1,10 0,50
C2 beni per la casa ferramenta
-3,00 -1,50
C3 cartoleria giocattoli
-2,00 0,00
C4 libri, edicole, cartolerie
-2,00 0,00
C5 fotografi, ottici
-1,10 0,20
C6 telefonia
1,50 2,20
C7 fiorai
-3,70 -1,50
C8 altro commercio
0,00 1,00
G1 bar
1,60 2,20
G2 ristoranti
1,40 2,50
H albergi
1,00 2,00

Indice generale
-1,80 1,50

La nostra previsione per il periodo in esame propone, come
indice generale, una forchetta compresa tra il valore -1,80
e 1,50.
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Si tratta, ripetiamo, dipotesi di performance del campione
strutturate come variazione tendenziale del fatturato
rispetto allo stesso periodo dellanno precedente
specificando, inoltre, che, alla luce dellindice di
considerarla coincidente con quella a valore reale.
La forchetta si presenta non particolarmente ampia e
compresa tra un valore negativo (contenuto) e uno positivo.
La lettura nel dettaglio mette in evidenza un
generalizzato contenimento della flessione negativa con
alcuni micro settori in positivo nel commercio e la
consueta miglior performance del commercio.
Pur alla luce del margine derrore lipotesi riassumibile
nella similitudine della pallina che, raggiunto il fondo,
non pu che rimbalzare.
Quanto e per quanto tempo non sicuramente, ad oggi,
prevedibile.