Sei sulla pagina 1di 5

n.

17
Libania Grenot
Sono ancora
la panterita
nito? Neppure per idea. Marted 2 set-
tembre la Quercia Trentingrana sfode-
rer il suo meeting Palio della
Quercia, pertanto neppure il tempo
per Carlo Giordani e soci di rifatare
dopo la bagarre degli Assoluti. Instan-
cabili, lamore per latletica non cono-
sce confni e prima che lautunno
faccia cadere le sue foglie, il primo
week end di ottobre regaler un altro
appuntamento coinvolgente: in Corso
Rosmini, il salotto buono di Rovereto,
arriveranno i fondisti per il Giro Podi-
stico.
E veniamo alle belle cose viste sul
campo trentino. Libania Grenot nei
400, la novit Irene Siragusa nella velo-
cit pura, Tania Vicenzino con i suoi
balzi nella sabbia, Valeria Roffno sal-
tando le siepi. Tutto ci in
rosa con evidenti segni di
vitalit, molto pi visibili
che tra i maschietti. Tra
questi Dal Molin nei 110 hs,
peccato i tre turni in un
solo giorno, davvero incre-
dibili. Chi ha ideato questo
orario che per taluni
stato troppo diluito? Bene
anche Matteo Galvan nei
400 e Gianmarco Tamberi
nellalto. C stata anche
una splendida appendice
nel corso della prima delle
tre giornate di gare costi-
tuite dalla gara di marcia
sui 10 km in pieno centro
storico. In corso Bettini, di fanco al Mart, gli azzurri del
tacco e punta hanno fatto vedere il loro valore: Palmisano
e Rubino hanno indossato il tricolore. Il prossimo anno
pare tocchi a Torino.
Tre giorni nella capitale dellatletica italiana. Ci perdonino
localit come Rieti, lombelico della nostra penisola che
con latletica ha sempre mostrato grandi cose, ma que-
stanno la citt fulcro del nostro sport Rovereto. Comu-
nit di oltre 40 mila abitanti trentina che stata in grado
di mettere in mostra i propri gioielli. Il cross della Vallaga-
rina stato lesempio andato in scena in anteprima nel
mese di gennaio, una sorta di antipasto, poi abbiamo at-
teso sino a met luglio per vedere gli assoluti allestiti alla
grande. Con uno stadio imbandierato, festoso, con molta
gente sugli spalti. Tre giorni dove lestate ha preso il so-
pravvento arroventando tutto e tutti, ma lasciando ai pre-
senti un ricordo indelebile delle tre giornate giornate. Gli
uomini della Quercia hanno lottato anni per avere i cam-
pionati italiani in Trentino, ci sono riusciti fnalmente! A
loro, il plauso per aver allestito il tutto a regola darte. Fi-
Capitale dellatletica
A)"2+$ (**&(+( #$)) 71/$ &(,/+(8 #( R,3$/$1,, #,3$ 0,+, +#1( (+
0"$+ ( C*-(,+1( 00,)21(.
A 0(+(01/: () 73$"(,8 $ (+1/*,+1!()$ N(",) V(44,+(, ")00$ 1973, "'$
0( 6 &&(2#("1, () */1$)), ",+ 2+ )+"(, 75.99.
A) "$+1/,, A)$00( T/,01, 1/(",),/$ +$))9)1, ",+ 1.90.
I+ )1, #$01/: P,), D) M,)(+. I+ !11$/( () 3("$"*-(,+$ $2/,-$,
' %$/*1, ( "/,+,*$1/( 13.47 (+0.7), 0$01 -/$014(,+$ (1)(+ #(
0$*-/$ +$( 110'0. I+ %(+)$ 6 -,( 011, 0.2)(%("1, $ () 02""$00, 6
+#1, H00+$ F,%+ ",+ 13.60
A #$01/: ) */"(1/("$ A+1,+$)) P)*(0+, "'$ 0( 6 &&(2#("1 ( 10
"'(),*$1/( (+ 45:15.
In copertina: Libania Grenot sul traguardo dei 400. Con 50.55 la
prima dEuropa. (Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL)
Settantanove. Forse diventeranno di
pi, forse no. Sta di fatto che leser-
cito azzurro che sar inviato a Zu-
rigo ai campionati europei
veramente cospicuo, sostanzioso,
debordante, forte del 90% di atleti
provenienti da societ militari. Le
Fiamme Gialle la fanno da padrone,
pi volte hanno defnito questo so-
dalizio la corazzata della nostra atle-
tica, un aggettivo che calza alla
perfezione al team di Vincenzo Par-
rinello. Solo undici sono i ragazzi
che arrivano da societ civili, ai
quali va certa-
mente il plauso di
tutti. Ora non ad-
dentriamoci sul
solito dualismo mi-
litari/civili. Per le
societ senza le
stellette partita
persa. Finch
latletica italiana
viagger su questi
livelli, inteso come
risultati, organiz-
zazioni, atleti e dirigenti, sar im-
possibile cercare di contrastare le
societ militari. Cercare aziende
(sponsor) che possano sostenere
certe cifre per le squadre civili
assai improbo, se non impossibile,
visto i chiari di luna economici e
atletici. Le varie Fiamme Gialle, Oro,
Azzurre, Forestale, Esercito stipen-
diano gli atleti, cos in quasi tutte le
discipline ogni formazione pu con-
tare su di un professionista che si
pu allenare quotidianamente. Nes-
suna novit, amici, si va avanti cos
da sempre, ogni tanto spunta un
atleta che da solo sostiene la ba-
racca di una societ individuale, ma
lo spazio se lo prende lui (Sefano
Baldini docet).
Finita questa premessa, andiamo a
ricordare molto velocemente le ul-
time due edizioni europee: Barcel-
lona 2010 e Helsinki 2012. Dalle gare
al Montjuich tornammo con sei me-
daglie. Nessun oro, anche se a di-
stanza di un paio danni Anna Incerti
stata incoronata regina dEuropa,
dopo la squalifca per doping delle
due atlete che lavevano preceduta.
Oltre ad Anna Carmela nella mara-
tona, centrammo un bronzo con Da-
niele Meucci nei 10.000, un argento
con Nicola Vizzoni nel martello, un
altro nella staffetta 4x100 togliendo il
primato a Mennea & Soci, Alex
Schwazer nella 20 km di marcia (ar-
gento) e Simona La Mantia, stesso
metallo, nel salto triplo. Due anni pi
tardi allo stadio Olimpico fnlandese
con una manifestazione senza mara-
tone e marcia, dove noi siamo abba-
stanza bravini, ce ne tornammo con
un oro nel triplo, dopo splendida
gara sotto la pioggia di Fabrizio Do-
nato, un argento di Daniele Meucci
nei 10.000 e un bronzo con Chiara
Rosa nel peso.
Il numero di medaglie che intasche-
remo a Zurigo? Chi lo sa, forse nep-
pure Massimo Magnani che nel
corso della conferenza stampa di
presentazione degli azzurri pur con-
centrandosi anche su nomi magari
non altisonanti (vedi, il marciatore
Stano) si bellamente scordato di
citare come probabile medaglia
quella di Eleonora Giorgi ma non
si dimenticato di affermare che i
successi potrebbero arrivare dalle
maratonete, dai maratoneti, da tri-
plisti, da Libania Grenot (400) e ci si
aspettano grandi cose dalla staffetta
del miglio femminile. Fosse cos, po-
tremmo tornare a casa soddisfatti.
Non siamo la Francia, il quotidiano
LEquipe stima un numero di al-
meno diciotto allori, ma loro hanno
Lemaitre, Vicaut, Lavillenie, Marti-
not-Lagarde, la Leseur ecc. ecc. con
un certo Teddy Thamgo fermo ai
box. Non siamo la Germania con i
suoi grandi lanciatori come Storl o
quello che si strappa le magliette
con un colpo
secco dopo ogni
vittoria, Robert
Hartig, per i de-
boli di memoria.
Non siamo neppure la Gran Breta-
gna con Farah, semprech il cam-
pione olimpico decida di correre i
cinque o i dieci mila, e i loro veloci-
sti. Insomma siamo una nazione,
atleticamente parlando, di rincalzo.
Pertanto cinque o sei medaglie sono
il nostro traguardo. Fossero di pi
ben vengano, faremo salti di gioia,
canti inni e ubriacature. Di meno?
Nooooo!
Walter Brambilla
Medaglie
svizzere?
C,+%$/$+4
01*- #(
-/$0$+14(,+$
#$)) 0.2#/
442/ "'$
-/1$"(-$/5 &)(
E2/,-$( #( Z2/(&,
(Foto di FIDAL
COLOMBO/FIDAL)
Di trasmissioni televisive che riguardano il nostro
mondo ne esistono un po in tutto lo stivale. Ne ab-
biamo scelta una visto che privilegia latletica in pista
e viene allestita in Lombardia. Non ce ne vogliano a
ogni buon conto le altre. Questo in sintesi ci che
stato fatto nel corso dellanno a partire dallo scorso
gennaio. Pun-
tate tra-
smesse: 28.
Ospiti in stu-
dio: 105. Sono
questi i numeri e le
emozioni che riassumono
la prima stagione di Atle-
tika, il programma te-
levisivo voluto dal
Comitato Provin-
ciale Fidal
Milano,
andato
in
onda a partire dal 30 gennaio 2014 il gioved sera alle
21 su Rete 82 (canale 82 del digitale terrestre), visi-
bile nel nord Italia e nel Centro fino alle Marche. poi
disponibile online su YouTube nel canale omonimo de-
dicato.
Per la presidente del Comitato Provinciale Sabrina
Fraccaroli, Atletika stata lultima di tante sfide per
portare latletica in tv. Ci prov gi 10 anni fa, insieme
a Fabrizio Gulmini e a Telestudio 8. Sintesi registrate,
interviste, gare promozionali e meeting, davvero tutto.
Lo scorso anno si sono lanciate dirette streaming delle
gare, che ormai sono un must, dalla politica allo
sport. Atletika ha un contesto diverso da quello delle
gare: ospiti seduti, tranquilli, con un microfono in
mano e un po di minuti a disposizione.
Alla conduzione ci sono Fabrizio Gulmini e Davide Vi-
gan, giornalista e addetto stampa della Fidal Milano.
La regia di Roberto Genovese. Nella scelta degli
ospiti la trasmissione non si posta limiti: atletica in
ogni sua declinazione, a 360 gradi. Cos, per il set alle-
stito negli uffici federali dellArena di Milano sono pas-
sati atleti di ogni et e livello, e poi tecnici, dirigenti,
psicologi dello sport: tutti i mille aspetti dellatletica.
Lunico dubbio che ci assale la Kappa. Chiss perch
si deve usare una consonante che non fa parte del no-
stro alfabeto, per titolare una trasmissione. Misteri te-
levisivi!
Risultato? Latletica lirica e inti-
mista di Mauro Zu-
liani, quella
highlander di Fa-
brizio Schembri e
Danilo Goffi,
quella critica e ra-
zionale di Andrea Giannini e quella spensierata ma
caparbia dei giovani Filippo Tortu e Sydney Giampie-
tro, quella dei grandi allenatori come Giorgio Ron-
delli, Aldo Maggi e Saro Naso, quella dei
campioni di oggi e domani come Nicole Reina,
Marta Milani e Hassane Fofana, quella per imma-
gini di Giancarlo Colombo, il fotografo mondiale.
Su tutto, per, le tante interviste di coppia atleta-al-
lenatore, il piatto forte della trasmissione. Confortati
dai dati audience che sono andati crescendo per tutta
la stagione (gli 8mila spettatori iniziali sono pi che
raddoppiati), Atletika riprender a settembre, prima
della finale dei Campionati di Societ che si svolge-
ranno a Milano.
A come Atletika
Era il gennaio era il febbraio del '45
quando quattordici antifascisti
caddero fucilati al Campo Giuriati.
Era l'aprile del '46
quando il discobolo Adolfo Consolini
fece su quello stesso Campo
a distana di cinque anni dal primo
il suo secondo record del mondo.
Fu pensando a quei quattordici caduti
che gli venne la fora per quel lancio?
Al Campo Giuriati due targhe
e un cippo tricolore
ricordano i tre eventi.
Ennio Buongiovanni
Progetto ambizioso e stimolante quello concertato
dalla Fidal con le quattro maratone regine dItalia,
Roma, Torino, Firenze e Venezia, le Maratone delle
citt darte, caratterizzate da tracciati contornati di
bellezze artistiche e da numeri vertiginosi in termini
organizzativi e di capitali movimentati. Gi, un set-
tore, quello delle corse su strada, che vive in salute,
foraggiato da migliaia di praticanti, con numeri in cre-
scita esponenziale di gara in gara. Dalle piccole com-
petizioni della domenica con in palio premi da
norcineria, fino alle street run pi rinomate e spon-
sorizzate, c da dire che linteresse della gente non
manca, anzi, si dimostra sempre pi elevato, tanto
che ormai il record di partecipanti un dato che fa
pi rumore quando non si verifica.
Piatto ricco mi ci ficco diceva qualcuno, ecco allora
che in un settore tanto frequentato non mancano gli
investitori, coloro che in quel mondo ci trovano prima
di tutto dei potenziali clienti. Dalle case di abbiglia-
mento sportivo, alle agenzie di viaggi, alle aziende ali-
mentari, tanto per citare qualche esempio, il mondo
delle maratone & co. piace e viene visto come un per-
corso sicuro e florido su cui investire.
Ma allora, perch incentivare ancor di pi le gare su
strada, quando i problemi maggiori in Italia li abbiamo
con latletica in pista? Una risposta sensata potrebbe
essere quella di premere sulla promozione delle corse
su strada per poter dirottare poi una parte degli in-
troiti sullatletica tutta. Buoni propositi, condivisibili,
quello che farebbe un buon padre di famiglia per ga-
rantire la crescita di tutti i propri figli. Ma poi la do-
manda successiva : in che modo si pu investire
sulla promozione dellatletica in pista? Soffermiamoci
su un aspetto: avete idea di quanto poco coinvolgenti
siano i meeting nella Penisola? Di quanto siano perce-
piti dalla gente comune? Persino il Golden Gala
questanno ha dimostrato che senza sua maest Usain
Bolt, linteresse dei sudditi per latletica in pista cala
a dismisura, lo ha dimostrato uno Stadio Olimpico di-
mezzato in termini di presenze rispetto al passato. Se
a questo aggiungiamo poi delle dirette televisive lun-
ghe e difficili da seguire, impostate su interviste stuc-
chevoli e noiose, costruite su frasi fatte che spesso
tolgono spazio al racconto degli avvenimenti su pista
e pedane, la frittata fatta. Latletica italiana in pista
oggi non un prodotto che attira, dallesterno appare
chiuso su se stesso, sfuggente, capace di attrarre a s
i soli addetti ai lavori, e forse neanche pi tutti. Basta
guardare una tribuna in una manifestazione in pista,
solo atleti, tecnici e familiari, forse qualche curioso
capitato l per caso ed entrato solo perch lingresso
era gratuito.
Non sar arrivato il momento di inserire un elemento
di discontinuit in termini promozionali e comunica-
tivi, qualcosa che sappia avvicinare le persone, ma-
gari utilizzando canali diversi o semplicemente orga-
nizzando limpegno e le forze di chi spesso si ritrova a
lavorare, anche bene a dire il vero, per la sua piccola
manifestazione da portare avanti? Negli Stati Uniti,
quelli che spesso la nostra Italietta prende a mo-
dello quasi in tutti i contesti, ci stanno provando.
Anche l latletica, per quanto possa sembrare incre-
dibile, non se la passa bene. In un recente numero
della bibbia dellatletica, il magazine Track&Field
News, apparso un approfondito articolo dove Paul
Doyle, illuminato dirigente e manager di alto profilo a
stelle e strisce, illustra il progetto di una lega di mee-
ting (American Track League) costruiti da federa-
zione statunitense, organizzatori locali e sponsor, in
cui vi sia una reale promozione dellatletica leggera.
Come? Creando dei veri e propri eventi, pensati e ri-
volti innanzitutto agli spettatori. Pubblico pi vicino
agli atleti, a volte addirittura sul campo, gare vivaci
contenute in un paio di ore e senza tempi morti, la
contemporanea esibizione di gruppi rock, ed una
serie di atleti di livello, nazionali ed internazionali,
opzionati per gareggiare in tutta la serie di meeting.
Questi sono gli ingredienti base di un progetto che ha
preso il via con sei riunioni sparse sul territorio statu-
nitense, e che, al di l del carattere sperimentale
delliniziativa, sembra stia riscuotendo apprezza-
menti, perch stimolante, innovativo, divertente
(anche per il pubblico oltre che per gli atleti) e ben
organizzato. Organizzazione, un sostantivo che spesso
dalle nostre parti sostituito da improvvisazione,
dove ognuno viene lasciato a curare il proprio orti-
cello senza che nessuno pensi a costruire un sistema
omogeneo attorno. In fin dei conti non cos compli-
cato allestire un format da applicare su alcune tra-
dizionali manifestazioni in pista gi presenti in Italia,
ciascuna delle quali si possa riconoscere in un pro-
getto pi ampio, costruttivo, spettacolare.
Mancano i denari? Quale miglior occasione per bus-
sare alla porta delle grandi maratone, affinch siano i
primi sostenitori finanziari e promotori di una nuova
versione, pi coinvolgente ed accattivante, dellatle-
tica italiana in pista. Il pubblico forse tornerebbe nu-
meroso (ci vuole un po di tempo ma se il prodotto
valido viene riconosciuto), qualche ragazzo in pi si
avvicinerebbe allatletica, e magari anche linteresse
mediatico tornerebbe a crescere. Unidea, quella ame-
ricana, da prendere in prestito, se volete da rivedere
e raffinare, che potrebbe per rappresentare unop-
portunit per vivacizzare e stimolare un ambiente in-
gessato e poco incline ai cambiamenti, sotto la spinta
del settore pi in forma dellatletica italiana, quello
delle grandi corse su strada. E anche per queste po-
trebbe trattarsi di un proficuo investimento possi-
bile che nessuno non ci abbia gi pensato?
Simone Proietti
Strada ok,
ma la pista?
Punture di spillo
Sport e politica - Gazzetta dello Sport del 26
luglio a pag 30, in basso sulla sinistra del gior-
nale nella rubrica Tuttonotizie. Il titolo re-
cita: Deputata Vezzali festeggiata in
Parlamento. Foto di Valentina e un testo breve
di meno di una ventina di righe dove si legge:
Dallaeroporto di Catania al Parlamento un
ritorno trionfale per gli azzurri reduci dai Mon-
diali di Kazan. La presidente della Camera
Laura Boldrini ha chiesto lapplauso a Monteci-
torio per Valentina Vezzali, deputata, che in
Russia ha conquistato un oro e un bronzo.
Felicitazioni alla nostra eterna schermitrice
vero e proprio vanto della nostra nazione, come
Nibali al Tour, tanto per rimanere in tema
di fine mese di luglio. Solo che lo squalo si
allenato, ha corso e vinto il Giro di Francia
senza intascare i soldi da deputato. Invece,
la nostra mammina, eletta nelle liste di
Scelta Civica, pur essendo parlamentare ha
continuato imperterrita a svolgere la sua
professione che la tiene lontana da Monte-
citorio, con uno stipendio fisso da fare invi-
dia a chiunque, specie se non si esercita il
lavoro per il quale stata votata. Forse
sono parole al vento, il mondo questoggi,
purtroppo, va cos, per non lamentiamoci
della casta se poi i primi ad impossessarsi
dei loro privilegi sono gli sportivi. O no?
Trekkenfild
Quando lho conosciuto Dante Merlo da Cilavegna era
gi un affermato e apprezzato giornalista. Editore e di-
rettore della rivista Atletica Leggera aveva contri-
buito a far conoscere e crescere, anche dal punto di
vista della conoscenza e del training, lo sport regina.
Su quelle pagine avevano iniziato la loro carriera il fior
fiore di giornalisti e tecnici. Come non dimenticare la
rubrica Scienza e Tecnica, dove si potevano leggere i
segreti degli allenatori sovietici e della Germania
dellEst? O ancora, gli affascinanti racconti storici di
Luciano Serra e Luigi Mengoni? E le indimenticabili
analisi statistiche di Quercetani?
Quando lho conosciuto, al sottoscritto, imberbe atleta e
successivamente giornalista, appariva come un lord in-
glese: calmo, serafco, senza mai un capello fuori posto,
impeccabilmente vestito, ma dotato di una cultura spor-
tiva e politica straordinaria. Nelle lunghe giornate passa-
tegli accanto nello stanzone della rivista, lo stesso
stabile che occupava il suo laboratorio di articoli per cal-
zature, o nelle ore trascorse in auto per raggiungere i di-
versi campi di gare ho imparato il mestiere.
Non stancarti mai di controllare quello che scrivi so-
leva ripetermi Non andare a memoria. Non siamo in-
fallibili. Come non dimenticare i giorni passati in
tipografia in attesa del suo editoriale centellinato pa-
rola per parola. Ma in queste righe preferisco ricor-
darlo sotto unaltra veste: quello di uomo pubblico,
fortemente impegnato in politica e nel sociale. La
prima formazione politica
gli era stata impartita Nei
locali del barbiere di Cila-
vegna, dove si ritrovavano
tutti gli antifascisti del
paese. Raccontava so-
vente e con piacere di
quelle riunioni carbo-
nare.O di quando, poco
pi che ventenne, entr
nella Vigevano liberata a
capo di una brigata parti-
giana. Era il commissario
politico. Nome di battaglia
Renzo. Poi giovane im-
prenditore, fra i primi a visitare
lUnione Sovietica (la cortina di
ferra era ancora una barriera quasi insormontabile),
speriment alcune tipologie di lavoro nella sua fab-
brica: una di questa semplicemente una radio accesa,
ma ci bast per litigare con il socio che riteneva
quelle concessioni troppo liberali e dispersive. Mi ac-
cusava che cos la produzione di sarebbe abbassata.
Ricopr anche la carica di assessore allo sport e alla
viabilit. A Vigevano ancora esiste un strada che sca-
valca la ferrovia. Era impensabile che la ferrovia ta-
gliasse di netto la citt in due.... Oggi queste prese di
posizioni sembrano anacronistiche, superate, persino
ovvie. Ma allora erano allavanguardia. Come presi-
dente di una societ sportiva cercava sempre il meglio.
Cos non esit ad assumere nella sua fabbrica il tecnico
che tanto ha dato alla Vigevano sportiva; regal una
motocicletta ad un promettente atleta che abitava in
un comune vicino: Cos poteva muoversi con pi faci-
lit e pi in fretta rispetto alla scassata bicicletta che
possedeva; non ci pens due volte a prestare una con-
siderevole cifra ad un altro atleta che voleva laurearsi
allIsef; Allora quella facolt cera solo a Roma. La fa-
miglia non aveva le possibilit economiche. Io s dun-
que....
mancato, Dante, alla vigilia degli Europei di Spalato,
agosto 1990. E con lui se ne andata anche un pezzo
della mia vita professionale.
Cos mi piace concludere con le parole di una canzone
di Guccini: Finch non verr il tempo per rincontrarlo.
Daniele Perboni
Sul numero scorso di Trekkenfild ave-
vamo posto una domanda alla Sig.ra Sa-
brina Fraccaroli che riprendiamo su
questo numero. Il titolo del pezzo era. La
deriva. Oltre duemila donne nella nuovis-
sima piazza Gae Aulenti, hanno corso 10
km. Via internet potevano scoprire il
loro tempo bastava collegarsi con il
sito della corsa e leggere: Congratula-
zioni hai conquistato la notte. Ce
lhai fatta ora dillo al mondo. Hai tagliato il tra-
guardo ora di festeggiare. Cerca i risultati della
tua corsa e condividi il tuo tempo con gli amici.
Non conosco quanto costava liscrizione, preferisco
cos. Chiss se il Comitato Organizzatore avr versato 1
euro di tassa, previsto per ogni concorrente. In questo
caso il Comitato Provinciale di Milano nella persona del
suo presidente, la signora Sabrina Fraccaroli, potrebbe
anche farmelo sapere. Se a Milano tutti pagassero 1
euro per partecipante per ogni manifestazione, forse si
rimpinguerebbero le casse che come tutte quelle delle
federazioni spesso piangono
Caro Walter, quale piacere ritrovarti sulle pagine della
tua rivista.
Sai bene che anche noi del Comitato Provinciale leg-
giamo Trekkenfild, tant che lo distribuiamo pure at-
traverso il nostro sito www.fidalmilano.it.
Vengo quindi alla tua domanda che, in maniera cos di-
retta, mi hai fatto sul n.16 nellarti-
colo Running alla deriva: Chiss
se il Comitato Organizzatore avr
versato 1 euro di tassa, previsto
per ogni concorrente mi chiedevi
a proposito
dellennesima
corsa su strada
svoltasi a Mi-
lano.
Le tue poche
ma chiare parole
vanno in realt a
toccare un nervo
scoperto di tutto il
sistema organiz-
zativo delle corse
su strada, a Mi-
lano come in tutta
Italia. Il
regola-
mento
chiaro al
proposito:
nelle gare
agonistiche,
che quindi
rientrano sotto
legida Fidal e
sono inserite nel ca-
lendario ufficiale fede-
rale, gli organizzatori devono
versare 1 euro per ogni concorrente.
Dato che a questo punto credo che lo
spazio a mia disposizione sia gi fi-
nito, provo ad andare diretta alla no-
stra questione. A Milano le gare competitive
pagano leuro alla Federazione. S questo avviene,
dalle gare pi piccole alle pi grandi (Stramilano, Dee-
jay Ten). A volte c bisogno di fare un po di recu-
pero crediti ma alla fine i conti tornano. I problemi
per restano per quelle gare spurie, borderline. Due
esempi: le staffette e le gare non competitive ma cro-
nometrate ma senza ordine di arrivo ufficiale, solo un
elenco in ordine alfabetico. A volte mettici anche una
premiazione un po in sordina, di nascosto Al mo-
mento su queste manifestazioni non percepiamo
leuro, qui il concetto di competitivit molto labile
e facilmente aggirabile. Io ho gi chiesto a Roma delu-
cidazioni su come comportarmi nei confronti di queste
gare: da mesi sono in attesa di una risposta. Aspettia-
mola insieme: quando (se) avr novit sarai il primo a
saperle.
Con stima.
Sabrina Fraccaroli
(Presidente Comitato Provinciale Fidal Milano)
Borderline
A domanda rispondo...
Dante,
il maestro
D+1$ M$/),, #(/$11,/$
-$/ ,)1/$ 30 ++( #$))
/(3(01 7A1)$1("
L$&&$/8. S,11,,
+",/ M$/), ",+
C(/()), G/+#$)(0,
,/&+(441,/$ #$)
7C/,00 P/#$))$8.