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Avvenire 07/30/2014 Page : A18

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Il default tecnico, se-
condo gli economisti,
non avrebbe le conse-
guenze catastrofiche del
2001 (Non riteniamo
che avrebbe un forte im-
patto su ampia scala,
ha affermato il direttore
generale del Fondo Mo-
netario Internazionale
Christine Lagarde), an-
che se sarebbe un pessi-
mo biglietto da visita da
esibire agli investitori stranieri. Secon-
do una recente indagine di Abeceb, so-
ciet di consulenza aziendale, il default
farebbe scendere il pil di due punti gi
nel 2014 (andrebbe al -3,5%), con la
perdita di ulteriore terreno del peso ar-
gentino, gi in caduta libera negli ulti-
mi due anni.
Non tutto perduto, per, e il colpo di
scena arrivato dal giudice Griesa ne
la prova. Una parte di creditori che ac-
cett le trattative del 2005 e del 2010 ha
apertamente dichiarato di non volersi
appellare alla clausola Rufo. ancora
una minoranza, e non basta. Allo stes-
so tempo, il governo spera in un (en-
nesimo) slittamento dei termini co-
me auspicato ieri dal capo di gabinet-
to Jorge Capitanich perch il 31 di-
cembre quella clausola sca-
dr. Anche per questo, Kirch-
ner e ministri rifiutano lidea
che il Paese possa cadere in
default, e parlano solo di una
situazione transitoria che
non toccher leconomia rea-
le. Unaltra via duscita, illu-
strata dal quotidiano Clarin,
rappresentata dallentrata in
campo di una grande banca
straniera, in grado di mettere
sul piatto i soldi necessari per
accontentare i fondi avvol-
toio, evitando cos che pos-
sa scattare la clausola Rufo.
Ma sono tentativi dellultimo
momento, dopo settimane di
trattative andate a male. Ar-
gentina dances with default,
titolava luned il Wall Street
Journal. Balla anzi, traballa
anche leconomia, assieme
alle speranze di una nazione.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Microsoft unazienda monopolista. La Cina apre uninchiesta
e autorit cinesi confermano di aver
avviato unindagine su Microsoft per
indagare su eventuali attivit mono-
polistiche. Lo fa sapere la Saic, lammini-
strazione statale per lindustria e il com-
mercio.
Linchiesta punta a indagare sul sistema o-
perativo Windows, usato dalla maggior par-
te dei computer cinesi e sui programmi Of-
fice di Microsoft. Secondo la Saic, lazienda
Usa non avrebbe fornito informazioni sui
suoi software intralciando la compatibilit
con altri supporti informatici. Lo scorso
maggio Pechino ha vietato lutilizzo di Win-
dows 8 nei nuovi computer dellammini-
strazione pubblica. Gi nei giorni scorsi, al-
cuni siti web cinesi avevano affermato che
perquisizioni a sorpresa erano state effet-
tuate negli uffici della compagnia di Pechi-
no, Shanghai, Guangzhou e Chengdu. In un
commento inviato per e-mail ad alcuni me-
dia la portavoce di Microsoft China Joan ha
poi confermato le perquisizioni in corso,
sottolineando che il colosso fondato da Bill
Gates collaborer attivamente con i re-
sponsabili dellinchiesta. Da qualche tem-
po, Pechino ha alzato il tiro nei confronti
delle aziende Usa dopo che alcuni magi-
strati americani avevano messo sotto in-
chiesta in maggio cinque militari cinesi con
laccusa di furto di segreti industriali. Mi-
crosoft, Google e Apple sono finiti nel miri-
no della stampa con il sospetto di aver col-
laborato a un programma di spionaggio U-
sa, mentre Qualcomm ha rivelato di essere
stata oggetto di uninchiesta antitrust.
L
Incubo default
I titolari dei bond in euro
chiedono la sospensione
della sentenza,
mentre la Borsa
chiude in rialzo del 6,5%
LA PRESIDENTA Cristina Kirchner
Argentina, si cerca
lintesa in extremis
Pagata la prima tranche di debiti
Ma la sfida coi fondi resta aperta
LORENZO GALLIANI
BUENOS AIRES
Argentina spera nel colpo di
coda per evitare il secondo
default degli ultimi 13 anni. A
poche ore dal termine ultimo per i pa-
gamenti sui bond venduti nel 2001 a
tassi stratosferici, arrivano due segna-
li positivi. Che per, da soli, non ba-
stano. Ieri sera la Borsa argentina ha
chiuso comunque in forte rialzo
(+6,5%) scommettendo su una solu-
zione positiva, mentre arrivava la no-
tizia che i titolari di bond argentini de-
nominati in euro hanno chiesto al giu-
dice Thomas Griesa di sospendere la
sentenza ed evitare cos linsolvenza
dello Stato sudamericano.
Quanto ai segnali positivi interni, il pri-
mo lannuncio del versamento an-
chesso al fotofinish di 642 milioni di
dollari alle organizzazioni finanziarie
del Club di Parigi: allappello mancano
ancora 9,3 miliardi (pi un altro mi-
liardo di interessi), spalmati fino al
2019. La seconda boccata dossigeno
arriva dal giudice di New York Thomas
Griesa, che per una questione tecni-
ca ha autorizzato la banca Citigroup
a sbloccare i pagamenti di interessi su
titoli emessi in dollari ma sotto giuri-
sdizione argentina verso una
parte di creditori che aveva-
no accettato i ritocchi al ri-
basso proposti dal governo.
Solo per questa volta, ha
precisato Griesa, che tiene in
attenta considerazione i di-
ritti di chi la ristrutturazione
del debito non lha accettata
affatto. Cos, se il dietrofront
del giudice americano offre
un po di speranza allArgen-
tina, dallaltra parte consen-
te ancora una volta al gover-
no di presentarsi come chi il
debito intende onorarlo, ma
bloccato dai tribunali e dal-
la burocrazia (Vogliamo pa-
gare, ma non ce lo permetto-
no, lo slogan che compare
sul sito del ministero dellE-
conomia).
La partita a scacchi pi com-
plessa, e anchessa al centro
ieri dellennesima riunione a
L
New York (lultima utile prima che sca-
dano i termini), quella con i fondi
avvoltoio, cos chiamati dalla "presi-
denta" Cristina Kirchner e dai suoi mi-
nistri. In ballo ci sono 1,5 miliardi di
dollari, interessi compresi. Una cifra
che, di per s, non appare sproposita-
ta. Come spiegato dalla Kirchner, per,
pagare significherebbe attivare la clau-
sola Rufo, che consente a chi ha accet-
tato la ristrutturazione del debito nel-
le contrattazioni del 2005 e del 2010 di
ottenere le stesse condizioni. A quel
punto il passivo aumenterebbe tra i 120
miliardi (secondo le stime pi ottimi-
ste) e i 500 miliardi di dollari (secondo
il governo). In ogni caso, troppo, spe-
cie per uneconomia zoppicante come
quella argentina.
Per ogni milione di dollari speso per i bond, i fondi av-
voltoio pretendono che lArgentina paghi 17,08 milioni
con un profitto del 1608%. una delle argomentazio-
ni pi forti usate dal governo per attaccare chi appro-
fitt della crisi del 2001 per acquistare i titoli a prezzi
stracciato, e oggi non intende rivedere i parametri. Se-
condo i dati del ministero dellEconomia, il debito di
140 miliardi di dollari verso chi entr negli accordi di ri-
strutturazione del 2005 e del 2010, di 15 miliardi verso
chi non accett di scendere a compromessi, e di 1,5
miliardi verso i fondi avvoltoio, i pi decisi di tutti a non
entrare in trattative. Pagare a loro il 100% di quanto do-
vuto farebbe scattare una clausola che annulla gli ac-
cordi con i creditori che si accontentarono di percen-
tuali minori.
(L.Gall.)
Da sapere. Dal crac del 2001
agli avvoltoi di oggi
Sale la fiducia dei consumatori Usa
ELENA MOLINARI
NEWYORK
ati contrastanti dalleconomia americana, mentre la
Federal Reserve conclude senza annunci la sua pri-
ma giornata di dibattito periodico sulla politica mo-
netaria statunitense.
La crescita dei prezzi delle case negli States infatti calata de-
cisamente a maggio, fino a raggiungere un ritmo mai tocca-
to dal febbraio 2013. La riduzione viene attribuita alla sta-
gnazione degli stipendi che continuano a rimanere fermi o
a crescere a un passo inferiore a quello dei costi delle case.
Una situazione che ha reso lacquisto di abitazioni nelle a-
ree metropolitane americane difficile, se non impossibile,
per la maggior parte delle famiglie Usa. Le transazioni im-
mobiliari sono infatti procedute al rallentatore nella prima
met dellanno e dati preliminari indicano che le compra-
vendite non accelereranno neanche durante il terzo trime-
stre 2014. Nonostante ci, la fiducia (e quindi la propensio-
ne allacquisto) dei consumatori americani balzata a un
massimo mensile che non si vedeva dallottobre del 2007.
I prezzi delle case nelle 20 principali aree metropolitane U-
D
sa sceso dunque dello 0,3% mensile nel mese di maggio,
contro un aumento dello 0,1% di aprile. Gli analisti si aspet-
tavano una crescita dello 0,2%. Su base non destagionaliz-
zata il prezzo delle case aumenta dell1,1%. Nelle 10 princi-
pali aree metropolitane Usa il prezzo delle case arretra dello
0,3% su base destagionalizzata, dopo essere rimasto inva-
riato ad aprile.
La fiducia dei consumatori americani intanto salita questo
mese a 90,9 da 86,4 di giugno. Lindice a cura del Conferen-
ce Board superiore alle attese degli analisti, che scommet-
tevano su 86,4. Data la debolezza del settore immobiliare, i
mercati non si aspettano cambi di direzione dal parte della
Federal reserve, che oggi concluder la sua riunione. Gli a-
nalisti scommettono che i tassi dinteresse resteranno fermi
vicino allo zero, come lo sono dal dicembre 2008, e che la
Fed confermer le sue intenzioni di aumentare il costo del
denaro solo verso la fine dellanno. Operatori ed economisti
si aspettano inoltre che la Banca centrale Usa continuer al-
lo stesso tempo a ridurre il suo programma di stimolo del-
leconomia americana attraverso un ridimensionamento
progressivo dellacquisto di buoni del Tesoro Usa.
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Mercoled
30 Luglio 2014 E C O N O M I A & L A V O R O
A maggio
Pechino aveva
vietato lutilizzo
di Windows 8
nei computer
della Pa