Sei sulla pagina 1di 14

CI Ccortal 1998

traduccin
sin problemas
^jieronymus
74
lieronymus
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
TERMINOLOGA VS. LESSICOLOGIA
GIOVANNI ADAMO
Lessico Intellettuale Europeo-Cnr / Universit di Roma La Sapienza
Qucsto contributo si propone di offrire al-
cum spunti di riflessione su due settori che
prescntano arce di contatto e di interesse co-
mune ma si diversificano nel punto di vista da
cui osservano le medesime realt: gli aspctti lc-
gati alia denominazione degli oggetti e dei con-
cetti che ricadono nella s fera dell'esperienza uma-
na e, pi in genrale, i fenomeni dell'espressione e
della comunicazione intra e interlinguistica.
L'intresse della lessicologia si incentra sullo
studio dei vocaboli che costituiscono il lessico
di una lingua. Gli elementi principali che ca-
ratterizzano la ricerca lessicologica son:
l'analisi del significato dei vocaboli e delle rela-
zioni che li lgano come parti costitutive del
lessico di una lingua; lo studio delle modifica-
zioni che essi subiscono nel corso
dell'evoluzione storica (considerando anche i
meccanismi di formazione e di derivazione di
nuove parole); e, infine, l'indagine su come le
unit lessicali siano soggette alie regle morfo-
logiche e sintattiche proprie di un'espressione
lingistica. Per completezza, occorre anche re-
gistrare un'accezione pi specifica, che quella
di "studio dei principi e dei metodi di elabora-
zione delle opere lessicograche", cio dei re-
pertori destinati a rappresentare e descrivere le
caratteristiche, i significad e l'impiego delle
unit lessicali; oggi, tuttavia, si tende a designa-
re questa attivit di analisi e progettazione con
il nome di "metalessicografia"' o "dizionaristi-
1
Carla Marello: Lessicologia, in Di^ionario di lingistica,
diretto da Gian Luigi Beccaria, Torino, Giulio Einaudi
Editore, 1994, p. 428.
Where the lexicographer is a faithful recorder,
a botanist in the flora of words,
the terminologist is a plant breeder,
a linguistic engineer planning the infrastructure
of efficient communication.
Juan C. Sager
ca".~ 12, se ci si riferisce alla lessicologia come
studio dci principi c dei metodi della produzio-
ne lessicografica, c opportuno ricordare come i
lessicografi si siano trovad a confrontarsi co-
stantemente con il problema dei linguaggi sli-
tamente denominad "d'ard e mestieri"/
Dall'intreccio di questo problema con le nces-
sita sociali legate all'istruzione e all'educazione
popolare, e ai rappord tra lingue nazionali e
dialetti, si mantenuta viva una nutrita tradi-
zione di lessicografia onomasiologica, che ha
conosciuto il suo periodo pi fortunato
neirOttocento,
4
ma di cui rimane traccia anco-
ra oggi nei dizionari illustrati, o in quelli per
l'infanzia c i primi anni della formazione scola-
stica, oltre che in una cospicua variet di opere
lessicografichc, tra le quali son da ricordare i
dizionari analogici, ideologici, metodici, no-
menclatori, sistematici e dei sinonimi. Si tratta
di un filone d'indaginc che potra arricchirsi di
nuove osservazioni e interessand considerazio-
ni, soprattutto se esplorato alia luce di principi
2
Equivalente del termine francese dictionnairqne,
proposto da Bernard Quemada. Cf. anche Quemada
1990, p. 60.
1
Cf. Casares, 1950, specialmente alie pp. 278-293.
Per un'ampia e documentata rassegna storica del prp-
blemi e degli orientamenti della lessicografia italiana,
dai primordi ai giorni nostri, anche in riferimento ai di-
scontinui e contrastad rapporti della lessicografia lette-
raria e dell'uso comune con le nomenclature tecniche e
scientifiche, rinvio a Della Valle, 1993.
4
Per un'esauriente trattazione dei riflessi della les-
sicografia nell'educazione sociale, con particolare at-
tenzione ai problemi dell'impostazione onomasiologi-
ca, rinvio a Marello 1980.
eronymus
75
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
e metodi dlie pi reccnti teorie e pratiche tcr-
minologiche.
La terminologa si propone, infatti, di indi-
viduare e determinare gli oggetti e i concetti
che costituiscono il sistema strutturato di co-
noscenze proprio di un settore specialistico,
con l'intento di denominarli in modo tenden-
zialmente univoco mediante i termini. Sono
questi ultimi che permettono una comunica-
zione rpida e efficace tra gli specialisti del
settore, oltre a consentir il trasferimento delle
conoscenze acquisite, a livello divulgativo e di
scambio interlinguistico. Eugen Wster (1898-
1977), ingegnere austraco da mold ricono-
sciuto come il fondatore della moderna teora
terminolgica, ha considerato la terminologa
come una materia di intersczione tra la lingi-
stica, le scienze cognitive (lgica e ontologia), la
scienza dell'informazione, la comunicazione,
l'informatica, e i vari settori specialistici. La
natura stessa dei termini fornisce la prova pi
immediata delPinterdisciplinarit della termi-
nologa. I termini sono, infatti, nella maggior
parte dei casi, unit linguistiche, semplici o
complesse, ma rappresentano anche i nuclei
atomici della conoscenza elaborata in un de-
terminate settore e, nello stesso tempo, costi-
tuiscono il veicolo della comunicazione specia-
listica.
5
Parlando di settori specialistici, intendo
riferirmi ai tanti diversi campi dell'attivit e
dell'esperienza umana: in primo luogo a quelli
scientifici, che, per il rigore metodolgico e
l'ambito di interesse pi nettamente circo-
scritto, hanno raggiunto livelli di codificazione
molto evoluti e rispondenti all'oggetto dei loro
studi. Ma mi nferisco anche, sebbene in misura
diversa, alie arti e alie tecniche, ai settori di atti-
vit professionale, artigianale e pratica, e, pi in
genrale, a tutti quei settori che presentano un
interesse omogeneo e condiviso, e che svilup-
pano la ncessita di esprimere le conoscenze e
le esperienze maturate al loro interno attraver-
so un linguaggio "spciale"
6
che tende a diver-
^ Cabr, 1993, p. 71.
6
Si registrarlo molte altre espressioni affini (tecno-
letti, linguaggi settoriali, linguaggi della scienza e della
tcnica, linguaggi scientifici, linguaggi specialistici), che
sificarsi via, ma in vara misura, dalla lingua
d'uso comune. Questo linguaggio tende ad as-
sumere, in genere, tratti particolari che lo ca-
ratterizzano sui tre piani: formale, funzionale e
del signifcate. In particolare, e soprattutto per
i linguaggi scientifici,
7
da un punto di vista
morfolgico, si tende a preferir l'adozione di
meccanismi di coniazione e derivazione basati
sull'uso di prefissi e suffissi largamente impiegati.
Su un altro piano, si riscontra un'inclinazione
all'essenzialit dei moduli sintattid, riducendo
l'uso dei tempi e dei modi verbali e privilegiando
una struttura lineare, che raramente ricorre a co-
struzioni ipotattiche. Per quanto riguarda l'aspetto
semntico, si cerca di stabilire un rapporto diretto
e univoco tra significante e significato, evitando la
polisemia.
8
Tali caratteristiche hanno origine
fundamentalmente dall'esigenza di rappresen-
tare e di esprimere nel modo pi chiaro e pre-
ciso possibile la struttura concettuale del setto-
re specialistico: si pensi aile grandi classifica-
zioni tassonomiche degli esser viventi elabo-
rate da Cari von Linn (1707-1778), e alla ri-
forma della nomenclatura chimica, condotta sul
finir del XVIII seclo da Guyton de Morveau,
Lavoisier, Berthollet e Fourcroy. Nello stesso
periodo, Diderot pensava a una "grammatica
delle arti", come fattore di regolazione siste-
mtica delle terminologie e dei linguaggi delle
scienze e delle tecniche (cf. Rey 1979, p. 5), e
nella sua voce Encyclopdie notava: "lu connais-
sance de la langue est le fondement de toutes ces grandes
esprances; elles resteront incertaines si la langue n'est
fixe & transmise la postrit dans toute sa perfec-
tion; & cet objet est le premier de ceux dont il convenait
des Encyclopdistes de s'occuper profondment. Nous
nous en sommes aperus trop tard; & cette inadvertance
si soliti ricondurre all'ambito dei sottocodici linguisti-
ci. Rispetto al cdice di base, questi ultimi presentano
tratti distintivi peculiari.
7
Sull'evoluzione dei linguaggi scientifici e sui loro
rapporti con le lingue storiche, rinvio a De Mauro
1994a e 1994b.
11
Per un esame pi completo delle caratteristiche
dei linguaggi scientifici, rinvio a Dardano 1994, in par-
ticolare aile pp. 497-498. Sui "contrassegni di qualit",
che rendono conto del carattere specifico dei linguaggi
scientifici, si veda Dardano 1996, p. 12.
76
ieronymus
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
ajet de l'imperfection sur tout notre ouvrage, lje ct
de la langue est rest faible 0e dis de la langue, & non
de la Grammaire); <& par cette raison ce doit tre le
sujet principal, dans un article o l'on examine impar-
tialement son travail, & o l'on cherche les moyens d'en
corriger les dfauts"? Vi sono anche altre ragioni
che contribuiscono a determinare il lento pro-
cesso di diversificazione dei linguaggi speciali-
stici dalla lingua d'uso, e sono: la ncessita di
una comunicazione rpida e efficace, in grado
di superare agevolmente le barriere delle
espressioni linguistiche nazionali, e il bisogno
di trasmettere a nuovi cultori le nozioni che
formano il patrimonio concettuale del settore
al quale intendono dedicarsi.
Lessicologia e terminologa, pur con le do-
vute distinzioni, sono accomunate da un per-
corso evolutivo molto simile: entrambe, come
accade per molti altri settori di attivit e di in-
dagine, si affermano nella prassi e producono
materiali che, sottoposti a una successiva rifles-
sione, offrono la base per l'elaborazione di
principi teorici e metodologici; questi ultimi
tornano poi a regolare la pratica produttiva.
Dall'esame delle fond lessicografiche pi
autorevoli risulta che la famiglia dei vocaboli
lessicografo,
w
lessicografico, lessicografia, e lessicologia
compare nelle lingue europee tra la seconda
meta del Settecento e i primi decenni
dell'Ottocento. La formazione di questi voca-
boli awiene sulla base dell'attributo greco
lexikn (da lxis), impiegato per determinare un
sottinteso biblion: il "libro delle parole", Lessico
viene usato fino al XVIII seclo per designare
abitualmente i vocabolari greci; dopo l'uscita
del Lexicon totius latinitatis di Egidio Forcellini
9
Encyclopdie ou Dictionnaire raisonn des sciences, des
arts et des mtiers. Nouvelle impression en facsimile de la pre-
mire dition de 1751-1780, Vol. 5, Stuttgart-Bad Cann-
statt, Friedrich Frommann Verlag (Gnther Holz-
boog), 1966, p. 637
r
.
1(1
L'attestazione di lessicografo, voce derivata diret-
tamente dal greco, datata al XVII seclo nel Di^iona-
rio etimolgico italiano di Carlo Battisti e Giovanni Ales-
sio, mentre kssicologp, che al pari delle altre voci dlia
famiglia di formazione moderna, risulta attestato
soltanto nel XX seclo.
nel 1771, viene esteso anche alle opere lessico-
grafiche di altre lingue. Gi affermata e diffusa
in Europa nel XVI seclo con la produzionc di
dizionari mono e multilingui, la prassi lessico-
grafica, l'arte cio di raccogliere e definir i vo-
caboli appartenenti al lessico di una lingua, vie-
ne sancita nella denominazione solo due secoli
pi tardi e precede di gran lunga l'affermarsi
dlia corrispettiva istanza terica. Corominas
riporta corne prima attestazione spagnola di
lxico il Tesoro di Covarrubias del 1611 (ma pre-
cisa di citare dall'edizione del 1674), mentre per
lexicografa rinvia al Diccionario Castellano con las
Voces de Ciencias y Artes y sus correspondientes en las
tres lenguas francesa, latina e italiana del gesuita
Esteban de Terreros y Pando, pubblicato po-
stumo in quattro tomi tra il 1786 e il 1793 a
Madrid." Per la lingua italiana, occorre atten-
dere la pubblicazione del Di^ionario etimolgico di
tutti i vocaboli usati nelle science, arli e mestieri, che
traggono origine dal greco di A. Bonavilla (Milano
1819-1821) per vedere registrata l'entrata lessico-
grafia con l'accezione di "parte dell'ortografia
delle single lingue"; ma nel 1834 il Tramater la
definisce: "scienza della composizione di un
vocabulario". E sempre nel Di^ionario di Bona-
villa figura il lemma lessicologia come "studio del
lessico considerate nel suo signifcate e nella
sua forma". La lessicologia moderna (concet-
tuale, strutturale, quantitativa, sociale), conce-
pita come studio scientifico del sistema lessi-
cale di una lingua, dal punto di vista della sua
struttura e della sua evoluzione storica, acquisi-
sce un proprio statute intorno alia meta del
nostro seclo e soltanto negli ultimi decenni
ottiene il riconoscimento di disciplina originale
e autnoma, all'interno della lingistica (cf.
Quemada 1990, p. 60).
Terminologa, invece, pur contenendo nel
nome l'elemento formante -(o)logia, general-
11
Joan Corominas con la colaboracin de Jos A.
Pascual, Diccionario crtico etimolgico castellano e hispnico,
Madrid, Editorial Gredos, 1987 (segunda reimpresin).
Si veda anche MARTN ALONSO, Enciclopedia del idioma,
Madrid, Aguilar, 1968 (primera reimpresin), che so-
stanzialmente concorda con le date e le fonti del Co-
eronymus
^omplutcnsis
77
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
mente usato con il significato di "studio, tratta-
zione, teoria, dottrina" per comporre i nomi
che designano molte scienze o loro specifici
settori, voce attestata, fino ad anni recentis-
simi e in tutta la produzione lessicografica eu-
ropea, solo per riferirsi all' "insieme dei termini
propri di una scienza, di un'arte, di un auto-
re".
12
Ma interessante osservare come una
presumibile attenzione di tipo timo-filolgico
abbia indotto a definir la terminologa, gi nei
primi decenni del seclo scorso, come la, "dot-
trina dei termini o dei vocaboli proprj di una
data arte o scienza". Ancora pi significativa
la segnalazione di Alain Rey: "L'emploi moderne
de la notion objective [de "terminologie"] s'labore,
semble-t-il, en Angleterre. La dfinition de William
Whewell [epistemologue et moraliste anglais,
1794-1866], en 1837, donne au mot sa valeur scien-
tifique, encore restreinte un groupe de sciences: 'syst-
me des termes employs dans la description des objets de
l'histoire naturelle'. L'articulation des notions de sy-
stme, /'objet et de science celle de terme donne
cette dfinition trop oublie une actualit surprenante"
(R.KY 1979, pp. 6-7). Il periodo pi importante
per il concepimento della moderna teoria ter-
minolgica pero da collocare nei primi de-
cenni del XX seclo, connotad da una forte
espansione dell'attivit industriale e da vivaci
fermenti culturali in ogni settore dlie arti e
delle scienze. Sono gli anni in cui nascono e si
affermano il Circolo di Vienna'
4
e il Circolo
12
Cf. Riccardo Gual do, Consideraron! suif uso e la semn-
tica di terminologa I terminologo e di terminografia/' terminografo, in
"Foglio di coHegamento dell'Associazione italiana per la
terminologa", 1, luglio 1992, ora consultbale presso il sito
Internet del Centro italiano di riferimento per la termino-
loga tecnico-scientifica (Cut): www.isrds.rm.cnr.it/Hyper-
Docs/cnt/Icirt.html, nella sezione dedicata all' Associa-
zione italiana per la terminologa [Data dell'ultima con-
sultazione: 20 settembre 1999].
13
M. A. Marchi : Di^ionario tecnico-etimologico-fdologico,
Milano 1828-1829.
14
II Circolo, attivo tra il 1922 e la fine degli anni
Tienta, raccolse attorno a Moritz Schlick (filosofo e f-
sico) molti tra i pi prestigiosi intellettuali e studiosi
dell'epoca, di formazione cultrale diversa. Tra essi:
Rudolf Carnap (filosofo), Philipp Frank (fsico terico),
Kurt Gdel (lgico), Hans Hahn (matemtico), Otto
Neurath (economista e socilogo), Friedrich Wai-
linguistico di Praga.
15
Uno degli aspetti che as-
sume qui maggiore intresse consiste
nelPambizioso progetto del Circolo Viennese di
rifondare la conoscenza umana su basi esclusi-
vamente logiche e empiriche, attraverso un lin-
guaggio unificato della scienza.'
6
difficile
pensare che la formazione e il pensiero di
Wster non abbiano risentito di influssi tanto
profondi e innovativi. Anche se occorre atten-
dere il 1979, anno in cui viene pubblicata po-
stuma la sua Einfhrung in die allgemeine Termino-
logielehre und terminologische Lexikographie}
1
per
smann (filosofo). Anche altri insigni studiosi, tra i quali
Karl R. Popper, John Von Neumann, Carl G. Hempel,
Federigo Enriques e Hans Reichenbach, ebbero con-
tatti o parteeiparono occasionalmente alle nunioni del
Circolo, ehe si fece conoscere dall'opinione pubblica
internazionale con un manifesto intitolato Wissenschaftli-
che Weltanffassting. Der Wiener Kreis, pubblicato da Hahn,
Neurath e Carnap nei 1929. La produzione pi signifi-
cativa del Circolo fu affidata alie pagine del peridico
"Erkenntnis" (nelle ultime annatc "The Journal of Uni-
fied Science"), pubblicato tra il 1930 e il 1940, in colla-
borazione con un gruppo di studiosi berlinesi organiz-
zato da Reichenbach.
15
La prima riunione si tenne il 6 ottobre 1926,
sotto la presidenza di Vilem Mathesius. Tra i membri
fondatori, Roman Jakobson, Nikolaj S. Trubeckoj e
Ren Wellek. E da sottolineare, per l'apetto di cui ci
oceupiamo, il grande rilievo dato dal Circolo praghese
agli studi di lingistica sincrnica e descrittiva.
16
Cf. foundations of the Unity of Science. Toward an In-
ternational Encyclopedia of Unified Science, ed. ( )tto Neu-
rath, Rudolf Carnap, Charles Morris, Chicago-London,
The University of Chicago Press, 1971 (Third impres-
sion), 2 voll. Nei Travaux du IX' Congrs International de
Philosophie. Congrs Descartes. L'Unit' de la Science: la M-
thode et les mthodes, publis par les soins de Raymond
Bayer, Paris, Hermann, 1937, sono raccolte, tra le altre,
due comunicazioni di grande interesse per il nostro ar-
gomento: Rudolf Carnap, Einheit der Wissenschaft durch
Einheil der Sprache, pp. 51-57; OTTO NliURATII, Pmgno-
sen und Terminologie in Physik, Biologie, Soziologie, pp. 77-
85.
17
La prima edizione, pubblicata in due volumi a
Vienna per i tipi di Springer, stata seguita da due ri-
stampe: nei 1985 (Kopenhagen, Hhs) e nei 1991
(Bonn, Romanistischer Verlag, da cui cito). Nei 1998,
in occasione della commemorazione del centenario
della nascita di Eugen Wster, l'Institut Universitari de
Lingstica Aplicada dell'Universit Pompeu Fabra di
Barccllona ha pubblicato una versione spagnola nella
78
eronymus
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
vedere definitivamente elaborata l'esistenza di
un ncleo terico nello studio dlie terminolo-
gie specialistiche. Per il nostro argomento,
tuttavia curioso notare come il titolo delPopera
faccia riferimento a una terminologische
Lexikographie, quasi a preservare il lgame
che, per alcuni secoli, si era instarate in via
pressoch esclusiva tra la prassi lessicografica,
pi o meno attenta occorre riconoscerlo ,
e le nomenclature dei settori specialistici.
Sul versante terico dlia terminologia, a parti-
r dagli anni Settanta, in concomitanza con la
riflessione terica elaborata da Wster, si
andata consolidando una tripartizione di inte-
rcssi e tendenze, che riflette prospettive e fina-
lit diverse, c che ha avuto conseguenze signifi-
cative anche dal punto di vista del riconosci-
mento dello statuto scientifico-disciplinare
della terminologia.
Helmut Fclber individua i tre orientamenti,
considerandoli come indirizzati rispettivamente
ai sctton specialistici, alia filosofia, e alla lingi-
stica (I-'Kl.BKR 1984, p. 47). II primo, caratteriz-
zato dalPinterdisciplinant, quello espresso
nella Teora genrale dclla terminologa elabo-
rata da Wster. Vi si pongono al centro
dell'attenzione: il concetto e le sue relazioni
con le altre unit del medesimo sistema con-
cettuale; la corrispondenza tra concetto e ter-
collana "Monografies", sotto la direzione di M. Teresa
Cabr. Ma il ncleo della Teora genrale della termi-
nologia si trova gi esposto in uno degli ultimi e pi
ponderosi saggi di Wster: Die allgemeine Terminologieleh-
re, ein Grenzgebiet ^wischen Sprachwissenschaft, Logik, Onto-
logie, Informatik und den Sachivissenschaften, in: "Linguistics.
An International Review", 1974, n. 119, pp. 61-106.
18
Nel 1969, era stato pubblicato Die vier Dimensio-
nen der Terminologiearbeit, in: "Mitteilungsblatt fr Dol-
metscher und bersetzer", 15, 1969, n. 2, pp. 1-6; n. 5,
pp. 1-5. Il testo pubblicato nel notiziario riprende la
relazione presentata da Wster al "Kolloquium ber
offene terminologische Fragen" svoltosi nell'ottobre
dell'anno precedente presso l'Istituto per traduttori e
interpreti di Gemersheim (Universit di Mainz). In
questo saggio, Wster identifica le quattro dimensioni
della prassi terminolgica: nel settore specialistico,
nelle lingue, nell'obiettivo (trattare documenti, ulizza-
re una terminologia, condurre ricerche su un campo
concettuile), e nel grado di astrazione.
mine; l'assegnazione dei termini ai concetti. Il
secondo orientamento, piuttosto vicino al pri-
mo, preferisce porre l'accento sulle classifica-
zioni dei concetti in base a catgorie filosofiche
(cf. Dahlberg 1974), proponendosi quindi di
approfondire gli aspetti connessi con le teorie
della classificazione, che lo accomunano alle
problematiche della documentazione. II terzo,
orientato agli studi linguistici, si fonda sul prin-
cipio che le terminologie, essendo sottocom-
ponenti del lessico di un linguaggio spciale,
rientrano nei sottocodici dlie varie lingue.
Qualche anno pi tardi, Teresa Cabr ri-
prende uno schema gi proposto da Pierre Au-
ger e delinea un quadro pi complesso e ricco
di sfumature, articolato anch'esso in tre grandi
tendenze, che considerano la terminologia dal
punto di vista del sistema linguistico, da quello
della traduzione, e, infine, da quello della piani-
ficazione lingistica (Cabr 1993, pp. 39-41).
La prima tendenza, linguistico-terminologica, si
caratterizza per la propensione alia standardiz-
zazione concettuale e denominazionale ed
rappresentata da tre scuole, ritenute 'classiche'.
La scuola di Vienna, che ha come figura di rife-
rimento Eugen Wster, considera il lavoro
terminolgico in vista della normalizzazione di
concetti e termini, e vede negli specialisti dei
diffrend settori i responsabili delle diverse
terminologie. Quella di Praga, rappresentata da
Lubomr Drozd e ispirata agli studi di lingisti-
ca funzionale del noto circolo linguistico, si oc-
cupa della descrizione strutturale e funzionale
dei linguaggi settoriali, considerati come uno
"stile professionale". La scuola di Mosca (D.
Lotte), molto attenta alle posizioni di Wster,
si intressa alla normalizzazione di concetti e
termini, nella comice dei problemi connessi
con la situazione di plurilinguismo delFex
Unione Sovitica. La seconda tendenza, orien-
tata alla traduzione, molto sviluppata nei pae-
si francofoni ed alla base dei lavori termino-
logici prodotti dai grandi organismi internazio-
nali multilingui, con l'intento di stabilire equi-
valenzc terminologiche tra le diverse lingue,
per orientare e facilitare i traduttori nel loro la-
voro. La terza tendenza, quella amnagiste
(secondo la denominazione coniata nel Qu-
ieronymus
79
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
bec), considera la terminologa all'interno di un
pi ampio processo di pianificazione lingisti-
ca. La terminologa, ritenuta uno degli elementi
fondamentali di ogni cdice comunicativo, di-
viene strumento per il recupero delle lingue
minoritarie, ma anche per il rilancio della fun-
zione comunicativa internazionale di lingue
stabili e consolidate, che si trovano pero a do-
ver fronteggiare la concorrenza pervasiva delle
lingue di paesi in situazione di forte predomi-
nio cultrale o tecnolgico. Per raggiungere
questo obiettivo, si ritiene indispensabile un
progetto d'azione sistemtico e strategico, so-
stenuto da adeguati intervenu legislativi.
II quadro complessivo appare, dunque,
molto frammentato, e sembra quasi ehe il solo
elemento di unitariet sia costituito dalla prassi
terminografica, piuttosto che da una improba-
bile, e comunque difficile, conciliazione tra le
diffrend impostazioni teoriche. A questo si
aggiungano alcuni tentativi di portare alie
es treme conseguenze il rulo di scienza e disci-
plina autnoma attribuito alia terminologa (cf.
Picht 1996), rulo che Wster sembra avere
comunque molto temperato, elaborando le
Teorie speciali della terminologa, con l'intento
di soddisfare le peculiarit di ciascuno dei di-
versi settori specialistici e di ogni singla
espressione lingistica (cf. Felber 1984, p. 47),
e dichiarando esplicitamente l'appartenenza
della terminologa alia lingistica applicata (cf.
Wster 1974, pp. 64-65). Su posizioni assai di-
verse si trova Juan C. Sager, ehe nega alla ter-
minologa lo statute di disciplina autnoma,
pur riconoscendo l'importanza e il valore
dell'attivit terminolgica, e la ncessita della
sua presenza nei programmi di formazione
(Sager 1990, p. 1). E Teresa Cabr affermava di
recente la ncessita di una rivisitazione dei fon-
damenti teorici della terminologa, sottolinean-
do l'inadeguatezza alla realt attuale delFistanza
riduzionista e uniformatrice gi presente nella
teora di Wster, e amplifcate da alcune suc-
cessive prese di posizione di studiosi a lu vici-
ni. Inoltre, ribadendo la ncessita di considera-
re pi attentamente i riflessi sociali della comu-
nicazione specialistica, Teresa Cabr ha fornito
nuovi contribua per la formulazione di una
proposta terica e ha evidenziato il rulo e
l'importanza degli aspetti sociali in rapporto
alie due dimensioni fondamentali della termi-
nologa: la rappresentazione e la trasmissione
delle conoscenze trattate (Cabr 1998).
Se le unit della lingua, pur considerate da
punti di vista molto diversi, rappresentano il
terreno di interesse comune tra lessicologia e
terminologa, gli obiettivi che queste si pro-
pongono, e i metodi per conseguirli, finiscono
per determinare una divaricazione pro fonda.
La lessicologia studia i vocaboli per descriverne
le caratteristiche e analizzarne il significato:
pariendo da un elemento formale, mira a con-
seguir informazioni di tipo semntico e eti-
molgico, attraverso un percorso che state
definite semasiolgico, indirizzato cio al si-
gnificato. La terminologa, al contrario, cerca di
identificare i concetti per determname
l'individualit e l'appartenenza a una struttura
sistemtica, seguendo un processo onoma-
siologico, inteso a denominare i concetti me-
diante i termini.
Da questa posizione, cosi antittica, deriva
una serie di caratteristiche che si evidenziano
soprattutto esaminando la produzione: suffi-
ciente sfogliare alcuni repertori lessicografci e
terminografici per riscontrare le diversit origi-
nate da criteri ispiratori spesso distinti da tratti
di segno opposto.
Tuttavia, prima di passare ad osservare nel
dettaglio le principali caratteristiche della pro-
duzione lessicografica e terminografica, mi pare
opportuno soffermarmi su due considerazioni
di carattere pi gnrale.
La prima osservazione si riferisce a un mu-
tamento di prospettiva che si registrato in
entrambi i settori.
A partir dagli anni Sessanta, la lessicografia
ha vissuto un periodo di riflessione e di rinno-
vamento profondi, che ha indotto autorevoli
studiosi a parlare di una "nuova lessicografia"
(Nencioni 1987 e Quemada 1990). Si com-
piuto un esame attente dei difetti e dei limiti
strutturali delle opere complate nel passato,
con la prospettiva di rispondere ai bisogni
80
^fiieronymus
^omplutensis
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
emergenti dai grandi mutamenti sociali e, di ri-
flesso, con l'intento di assicurare lo sviluppo
della lingua in armonia con quello dlia societ.
In un saggio del 1987 Giovanni Nencioni, Pre-
sidente dell'Accademia della Crusca, elencava
gli orientamenti e le aspettative della nuova les-
sicografia: "1) una lessicografia specifica, supe-
rante lo stadio tanto della lessicalit privilegiata
che di quella genrale; 2) una lessicografia an-
che individale, o di generi e correnti e tradi-
zioni particolari, pero collegata con le sue
"fonti", ossia con ci che le conferisce con-
cretezza e motivazione; 3) una lessicografia, in
ogni caso, veramente storica, cio ricollocante
ogni elemento nello spessore di una piena do-
cumentazione cronolgica, areale e ambintale;
4) una lessicografia non solo semasiolgica, ma
anche onomasiologica, che cio s'interessi, ol-
tre che della storia semntica delle parole, del
loro rapporto con le cose, cio della denomina-
zione degli oggetti (...); 5) una lessicografia, fi-
nalmente, dinmica, cio capace di prevedere e
quindi rispondere a queste e tante altre do-
mande, di divenire cio, invertendo le parti tra-
dizionali, destinataria, anziehe destinante del
consultatore" (Nencioni 1987, p. 140).
D'altra parte, anche tra coloro che si son
oceupati dello studio e della formulazione delle
teorie terminologiche son da registrare ripen-
samenti e proposte innovative: aleune scuole o
tendenze terminologiche, in particolare quelle
pi vicine ai problemi e alie istanze della lingi-
stica, hanno awertito l'esigenza di studiare con
spirito mutato il rapporto tra le terminologie e
la societ. "En effet, la thorie de la terminologie de-
meure fort marque par Wster, l'Ecole de Vienne et
l'idal normalisateur de 'ISO. Aujourd'hui, le champ
de la terminologie est nettement investi par des linguistes
forms la dmnn-h* ..,.e, laquelle a censment
mis in la vision de la langue comme une "nomencla-
ture". On pense aujourd'hui que la langue donne une
forme la substance du sens et l'on adhere gnralement
l'hypothse de Sapir-lVhorf selon laquelle les locuteurs
de chaque langue dcoupent, organisent la ralit de
manire diffrente. En ce sens, il peut paratre dsuet de
donner une si grande place au concept (ou notion), sorte
d'ide no-platonicienne rige au rang de bienfait tech-
nique sur lequel fonder la communication interlinguisti-
que... S'il nous a sembl bon de conserver celte rfrence,
c'est parce que l'approche conceptuelle, quoique critica-
ble, demeure une bonne manire d'introduire la probl-
matique de l'quivalence et des rseaux notionne/s. sans
pour autant renoncer une approche descriptive des
diffrences entre les langues"}'' I termini, consideran
espressione del patrimonio cultrale di una ci-
vilt e di una lingua, vengono csaminati anche
alia luce delle variazioni riscontrate nell'uso che
ne fanno diffrend scuole spcciahstichc
all'interno di ciascun settore, e, per quanto ri-
guarda le arce geografiche, si tende a registrare
le varianti regionali che emergono all'interno di
un'espressione lingistica c le varianti nazionali
present nelle lingue a diffusione interconti-
nentale (geosinonimi e varianti topolettali).
Alio stesso modo, si verifica scrupolosamente
che i termini prescritti dalle norme trovino una
reale accoglienza da parte di settori assai vasti
della societ, tenendo conto anche della capilla-
re pervasivita di molte tecnologie moderne, ehe
incidono sulla lingua determinandone una tec-
nifcazione progressiva.
20
Si evita cos di impor-
re dall'alto, e quasi artificialmente, termini av-
vertiti come forzosi o estranei, che finirebbero
per non radicarsi cffettivamente nel tessuto
lingstico (cf. Martin-Loubier 1993 e Auger
1994). Di tutti questi aspetti si occupa un setto-
re di studio piuttosto recente, la sociotermino-
19
Marc Van Campenhoudt , Abrg de terminologie
multilingue, sezione 2 "Systmes de notions: l'approche vien-
noise", secondo pargrafo, consultabile presso il sito
Internet del Termisti: vwvw.refer.fr/termisti/
theoweb2.htm [Data dell'ultima consultazione: 20 set-
tembre 1999].
2(1
La riflessione sull'assimilazione dei teenicismi
nella lingua delPuso gi presente in Diderot: "Les ex-
pressions propres ces sciences [l'Histoire naturelle,
l'Anatomie, la Chimie, & la Physique exprimentale]
sont dj trs-communes, & le deviendront ncessai-
rement davantage. Qu'arrivera-t-il del? C'est que la
langue, mme populaire, changera de face; qu'elle
s'tendra mesure que nos oreilles s'accoutumeront
aux mots, par les applications heureuses qu'on en fera.
Car si l'on y reflchit, la plupart de ces mots techni-
ques, que nous employons aujourd'hui, ont t origi-
nairement du nologisme-, c'est l'usage & le tems qui leur
ont t ce vernis quivoque", Encyclopdie ou Dictionnaire
raisonn des sciences, des arts et des mtiers, d. cit., p. 636
V
.
Si veda anche Nencioni 1994, p. 5.
ieronymus
81
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
logia, che ha tratto ispirazione dai critcri dclla
sociolinguistica (cf. Faulstich 1995, Gambier
1991, Gaudin 1993, Mari 1996).
La seconda osservazione riguarda il tenore e
l'impianto della produzione lessicografica e di
quella terminografica. I principali elementi di
diversificazione son da ricercarsi nelle finalit
che ciascuna di esse persegue e nel tipo di
utenza che verosmilmente si trova a dover
soddisfare.
Mentre la lessicologia pu anche servirsi,
entro certi limiti, di repertori di fenomeni lin-
guistici di proporzioni ridotte per osservare ed
enucleare le regle del funzionamento del lessi-
co di una lingua, la lessicografia, per sua stessa
natura, ha come obiettivo inarrivabile quello di
rappresentare un patrimonio lessicale che per
denizione aperto, senza limiti, anzi, in crescita
costante e in progressiva evoluzione. II lavoro
lessicografico non si pone al servizio della lin-
gua in quanto sistema, ma del discorso, cio
della realizzazione lingistica, che pu essere,
secondo le ncessita, posto in essere o inter-
prtate. La lessicograria , in ultima analisi, al
servizio del parlante, che spesso cerca in
un'opera lessicografica ci che gia fa parte delle
sue competenze lessicali e linguistiche, ma che
eg desidera ricordare o precisare: un aiuto per
comprendere ed esprimersi correttamente,
dando "non poco rilievo alia costruzione sin-
tattica e alio s tile" (Nencioni 1987, p. 134). Chi
si rivolge a un dizionario "cerca uno strumento
lessicografico capace di rispondere a domande
che investono la lingua in se stessa e nei suoi
rapporti con la cultura, con la realt, con la
prassi sociale" (Nencioni 1987, p. 139).
La produzione terminografica risponde, in-
vece, nella gran parte dei casi, a un pubblico
esperto, che ricorre ad essa per controlli e veri-
fiche, ma, soprattutto, per cercare gli equiva-
lenti di un termine in altre lingue. Infatti, i la-
vori terminografici sono prevalentemente mul-
tilingui e si propongono di soddisfare le nces-
sita di una rpida comunicazione interlinguisti-
ca. Recentemente si vanno diffondendo anche
piccoli prontuari terminologici destinati alla di-
vulgazione di terminologie specialistiche, per-
lopi tecnologiche e di grande impatto sociale.
Si tratta spesso di repertori monolingui
21
o cor-
redati del solo equivalente nella lingua origina-
ria della terminologa,"" ma cominciano a cir-
colare anche piccole raccoltc terminologiche
multilinguir' l'esscnzialit del contcnuto
certo dettata dalle esigenze di una diffusione
capillare e econmica al tempo stesso, che tie-
ne conto della rpida obsolcscenza cui vanno
soggette le nuove tecnologie e dei conseguenti
riflessi sul piano terminolgico. L'oricntamento
alla pianificazione lingistica c alla sociotermi-
nologia ha introdotto elementi innovativi ri-
spetto alla tradizionale presentazione termino-
grafica: l'indicazione delle varianti e la presenza
dei contesti d'uso sono quelli di maggior rilie-
vo, come si vedr in seguito pi dettagliata-
mente.
La lessicografia descrive una lingua naturale,
cosi corne si attua nell'uso dei parlanti o in testi
ritenuti esemplari. La sua natura fundamen-
talmente descrittiva c, anche quando tende a
rappresentare la norma lingistica, si fa scru-
polo di registrare le vnnazioni diamesichc (le-
gate all'uso di mezzi espressivi diversi: lingua
sentta o parlata), diatopiche (di natura geogr-
fica), diastratiche (di Strato o livello sociale),
diafasiche (di registro espressivo e di stile). Ma
21
Per un esempio, si consideri il Di^ionario di aljabe-
ti^a^ione informtica ad uso delle bibliotecbe comuna/i t scola-
stiche della Provincia di Koma, pubblicato a Roma nel 1989
dal Centro Sistema Bibliotecario Provinciale, che in 57
pagine raccoglie poco pi di trecento ntrate definite e
un'appendice bibliogrfica.
22
Si pensi agli agili volumetti della collana "A sa-
voir" dell'Association franaise de normalisation
(Afnor), che comprendono un Glossaire des termes recom-
mands de l'informatique, curato dalla Commission mini-
strielle de terminologie de l'informatique e dalla stessa
Afnor (Paris 1996), e i due volumi del 1997 di Esther
Amar su Internet-Intranet (vol. 1: "Les concepts de base; vol.
2: Pour l'entreprise).
21
Si veda, per esempio, il Lexique des termes de base de
l'informatique en langues nolatines. Franais, Catalan, Espa-
gnol, Italien, Portugais, Roumain, arec leur quivalent en An-
glais, Paris, Realiter, 1997. Si tratta di una realizzazione
della Rete panlatina di terminologa, con il coordina-
mento del Centre de recherche en terminologie, termi-
notique et amnagement linguistique (Crettal)
dell'Universit de la Sorbonne Nouvelle.
82
kieronymus
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
non ricscc a csscrc realmente prescrittiva. La
termmografia raecoglic c presenta i termini del
linguaggi specialistici e tende piuttosto
all'uniformazionc dei concetti e all'unificazione
delle denominazioni, per consentir una comunica-
zionc pi diretta e efficace. La norma chc rapprc-
senta c un modello prescrittivo, bench
l'onentamento di tipo variazionista vada racco-
gliendo un favorc sempre pi diffuso.
La descrizione lessicografica pu riferirsi a un
periodo di tempo delimitate (criterio sincrni-
co), o a periodi pi o meno lunghi
dell'cvoluzione storico-linguistica (criterio dia-
cronico).
24
La terminografia attua, invece, un
criterio sincrnico,
25
che risponde all'esigenza
di assicurare una comunicazionc efficace; per
questa ragione, le norme internazionali son
sottoposte a revisionc peridica.
Il corpus destinato alio spoglio lessicografi-
co viene stabilito sulla base di criteri di scelta e
di rappresentativit molto variabili, e spesso
presta attenzione anche alia lingua parlata. II
corpus terminografico, invece, selezionato
con criteri di rappresentativit pi rigorosi ed
generalmente limitato alia documentazione
scritta.
LIn'opera lessicografica registra la polisemia,
considerndola elemento di ricchezza e prospe-
21
"... diacronia c sincrona son in effetti due pa-
rametri non contraddittori, ma complementari. Uno
stato sincrnico di lingua non si pu identificare n ca-
pirc che come una confluenza di fenomeni parte cri-
stalhxzari, parte in crisi, parte in vitale rigoglio o in via
di sviluppo, cioc come equilibrio momentneo e insta-
bile; e d'altro canto un accertamento diacromco, ri-
stretto ad un fatro isolato, non ha pieno valore lingui-
stico se non viene messo in parallelo con altri fatti e
quindi ncollocato all'interno di una unit pi vasta che
lo condiciona e motiva", NlNCIONI 1987, pp. 138-139.
2=1
"Der \
/
oirang der Begriffe hat yvangslufig da^ii ge-
fhrt, da die terminologische Sprachbetrachtung synchronise!]
ist. I'iir die Terminologie ist das Wichtigste an einer Sprache das
Begriffssystem, das ihr yigmnde liegt", WSTliR 1979, ed.
cit., Par. 0.213, p. 2. La versione spagnola riporta: "la
prioridad que la terminologa da a los conceptos ha lle-
vado inevitablemente a la investigacin terminolgica a
considerar la lengua desde un punto de vista esencial-
mente sincrnico. Para la terminologa, el aspecto ms
importante de una lengua es el sistema de conceptos
que constituye su base", Par. 0.2.1.3, p. 22.
rita della lingua: i vocaboli son spesso legati a
connotazioni contestuali, psicologiche, sociali,
e si prestano fcilmente a essere sostituiti da
sinonimi. I repertori terminografici, invece,
non prevedono la polisemia: un termine ten-
denzialmente univoco e solo raramente ha si-
nommi (ne danno un esempio le formule chi-
miche: il composto individuato e determinato
dalla formula H2O anche denominate monos-
sido di diidrogeno o, pi semplicemente, ac-
qud)
2b
Talvolta si riscontrano casi di omini-
mia, cio di termini identici che hanno signifi-
cato diverso.
La scelta delle ntrate di un repertorio lessi-
cografico awiene spesso sulla base della fre-
quenza d'uso che ne testimonia la concreta dif-
fusione e, quindi, l'appartenenza a pieno titolo
alia lingua. La frequenza d'uso di un termine,
invece, non ha alcuna rilevanza; anzi, stato
osservato che il grado di specializzazione di un
termine inversamente proporzionale alla sua
frequenza d'uso. "
Le ntrate di un'opera lessicografica sono le
unit di base di una lingua e vengono general-
mente rappresentate da lemmi semplici. Spesso
sono accompagnate da informaziom relative
alla loro realizzazione fontica, alle carattensti-
che grammaticali, aU'etimologia e alla storia del
vocabolo. Le ntrate di un repertorio termino-
grfico sono le unit di base di un linguaggio
specialistico e sono rappresentate da termini,
che possono essere anche composa, apparte-
nenti esclusivamente al settore specialistico, c
talvolta accompagnati dall'indicazione della sola
categoria grammaticale.
La definizione lessicografica consiste nella
spiegazione del signifcate di un vocabolo e
pu prevedere l'elencazione delle sue diverse
accezioni. La definizione terminografica de-
scrive l'oggetto o il concetto denominate dal
26
"For terminology, therefore, synonymy where it is permit-
ted to exist may be a avsslinguis/ic phenomenon rather than a
mouolingnistic source of enrichment of a language system", S a g e r
1989, p. 168.
27
Charles Mller, Le franais d'aujourd'hui, Paris
1985, p. 188.
lieronymus
83
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
termine, in base alle sue funzioni e carattcristi-
che.
Le voci di un dizionario di lingua illustrano i
vocaboli all'interno di contesti che sono spesso
tratti da opere letterarie, ma non di rado pro-
venienti dalla lingua parlata. Viene cosi docu-
mentata la lingua d'uso, anche attraverso
l'impiego della fraseologa. Nei repertori termi-
nografici, la contestualizzazione dei termini
non prevista; quando presente, appare
piuttosto improntata all'esigenza di verifica do-
cumentara. Pi receiitemente, l'introduzione di
contesti esemplificativi risponde all'intento di
testimoniare l'impiego dei termini attraverso
fonti di diversa natura (ufficiale, divulgativa), e
di attestare le variazioni geografiche e sociali.
Le ntrate lessicografiche sono Ordinate
abitualmente secondo il criterio alfabtico, che
ne facilita la consultazione. Son rari i casi di
opere lessicografiche che presentano un ordi-
namento di tipo concettuale, come nel caso dei
dizionari metodici, che registrano le parole
sulla base della loro affinit concettuale. Vi so-
no pero repertori il cui ordinamento guidato
dalla frequenza statistica delle parole all'interno
di un corpus. I dizionari inversi, poi, ordinano
le parole a cominciare dalla loro ultima lettera.
Al contrario, l'ordinamento terminografico
spesso concettuale, perch destinato alia con-
sultazione di utenti che conoscono approfon-
ditamente la materia (Wster 1979, Par. 9.42,
d. cit. pp. 126-127; nella traduzione spagnola,
pp. 179-181). L'ordinamento concettuale pu
rivelarsi utile anche nell'estendere controlli e
verifiche a elementi contigui a quello da cui ha
avuto origine la ricerca. Questo tipo di ordina-
mento fornisce, inoltre, una sorta di quadro si-
nottico di un dominio anche a chi, non esper-
to, volesse farsene un'idea d'insieme, vaga-
mente enciclopdica. Finalit divulgative giusti-
ficano il ricorso sempre pi diffuso
alPordinamento alfabtico.
Un punto rimane ancora da affrontare: il
rapporto tra lessicologia, terminologa e infor-
mtica. Quest'ultima costituisce un'area di int-
resse comune, attuale e stimulante, anche per-
ch potrebbe prestarsi a fornire il terreno per
un confronto propositivo, al fine di realizzare
prodotti capaci di rispondere alie aspettative di
consultatori sempre pi esigenti e frettolosi.
Ma pu costituire anche un'occasione di rifles-
sione per superare dubbi, incertezze e diver-
genze teoriche. possibile, a mi awiso, stu-
diare forme di collaborazione che coinvolgano
esperti di entrambi i settori, anche in mbito
internazionale, nel soleo del progetto che Gio-
vanni Nencioni aveva delineato alcuni anni fa,
con la lungimiranza che pu derivare soltanto
da un'intera vita spesa al servizio della ricerca:
"La massima strumentalit e la massima mano-
vrabilit egli scrive si possono ottenere
nella nuovissima forma di dizionario elettroni-
co, la banca dei dati, cio la costituzione di una
memoria elettronica aperta e interrogabile.
Questa memoria pu essere di fatto vasta o ri-
stretta, totale o parziale, anche circoscritta a
singoli generi o autori; e tuttavia non ha, di di-
ritto, limiti quantitativi e pu accrescersi e mo-
dificarsi progressivamente. Viene cosi eliminata
la selezione imposta dalle proporzioni fisiche
del dizionario tradizionale, e anche quella cen-
soria in essa implcita; e superato infine
l'ordine alfabtico, reso inutile da un pro-
gramma di reperimento e contrario alia mano-
vrabilit e dinamicit del dizionario. (...) Perch
una banca di dati sia veramente redditizia biso-
gna che nella memoria siano immessi i risultati
di ricerche nuove, aecuratamente programmate
in funzione della problemtica interrogante. (...)
come in ogni ricerca scientifica, i dati devono
essere preparad in modo da divenire fattori di
un calclo costruttivo. (...) Tra la ricchezza del
materiale di memoria e la ricchezza del pro-
gramma d'inchiesta c' dunque un rapporto re-
ciproco: il lingista moderno esiger, ad es.,
che la memoria di una lingua come l'italiano sia
in grado di rispondere ad una richiesta
d'informazione polidrica: statistica, cronolgi-
ca, areale, morfosintattica, etimolgica, catego-
riale, topologica, associativa, sinonmica e an-
tonimica, iperonimica e iponimica, sociolingui-
stica, stilistica. Potra chiederle dizionari specia-
li, prontuari, dizionari inversi (utilissimi per la
conoscenza del sistema derivativo e suffissale),
rimari, quadri nomenclatori; conseguentemen-
84
eronymus
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
te, nella memoria le parole non potranno stare
come elementi astratti e isolati, quali non sono
nella vita dlia lingua, ma corne esponenti lin-
guistici di una rete di riferimenti contestualiz-
zanti, di gran lunga superiori all'esangue meta-
linguaggio grammaticale e stilistico dei diziona-
ri tradizionali. Sar allora possibile ottenere ri-
sposte onomasiologiche (...), evocando la no-
menclatura di interi campi concettuali, di certe
associazioni, di certe catene iperonimiche-
iponimiche, il temario di certi documenti o
ambienti" ( Nencioni 1987, pp. 141-142).
La dinamicit e la capacita di integrazione
che caratterizzano il mtodo e gli strumenti
delFinformatica costituiscono una via privile-
giata attraverso la quale auspicabile far tran-
sitare le conoscenze e i risultati ottenuti anche
da prospettive diverse, per alimentare il patri-
monio di risorse linguistiche e nozionali al
quale ha bisogno di attingere, con immediatez-
za e in modo unitario, la societ multilingue
delPin formazione.
NOTA BIBLIOGRFICA
AUGHR 1994: Pierre Auger, Implantabilit et acceptabilit terminologiques: les aspects linguistiques d'une socioterminologie de la
langue du travail, in: Implantation des termes officiels. Actes du sminaire (Rouen, 6-8 dcembre 1993), "in: Terminologies
nouvelles", n. 12, pp. 47-57.
CABRI; 1993: M. Teresa Cabr, La terminologa. Teora, metodologa, aplicaciones, Prlogo de J.-C. Sager, Barcelona, Edi-
torial Antrtida/Empries, 529 p.
CABRI; 1998: M. Teresa Cabr Castellv, Elementos para una teora de la terminologa: hada un paradigma alternativo, in: "El
lenguaraz" (Buenos Aires), 1,1, pp. 59-78.
CASAKKS 1950: Julio Casares, Introduccin a la lexicografa moderna (1950), Prologo de W. von Wartburg, reimpresin
Madrid, Consejo Superior de Investigaciones Cientficas, Patronato "Menndez y Pelayo", Instituto "Miguel de
Cervantes", Revista de Filologa Espaola - Anejo LII, 1969, xv-354 p., Reproduccin en offset de la primera
edicin de 1950.
DAHLBIRG 1974: Ingetraut Dahlberg, Grundlagen universaler Wissensordnung. Probleme und Mglichkeiten eines universalen
Klassificationssjstem des Wissens, Mnchen, Verlag Dokumentation Saur KG, xviii-366 p.
DARDANO 1994: Maurizio Dardano, / linguaggi sdentifid, in: L. Serianni - P. Trifone (a cura di), Storia della lingua italia-
na, vol. II: Scritto eparalo, Torino, Giulio Einaudi Editore, pp. 497-551.
DARDANO 1996: Maurizio Dardano, / linguaggi sdentifid mit italiano di oggi, in: Ministero dell'Universit e della Ricerca
Scientifica e Tecnolgica, IM terminologa tcnica e sdentifica. Attualit e prospettive, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca
dello Stato, pp. 11-20.
Dl'I.I.A VALU; 1993: Valeria Della Valle, La lessicografia, in: L. Serianni - P. Trifone (a cura di), Storia della lingua italia-
na, vol. I: / luoghi della codificado ne, Torino, Giulio Einaudi Editore, pp. 29-91.
Di; MAURO 1994a: Tullio De Mauro, Unguaggi sdentifid, in: Id. (a cura di), Studi su! trattamento lingstico
dell'informa^ione sdentifica, Roma, Bulzoni Editore, pp. 309-325.
Di; MAURO 1994b: Tullio De Mauro, Linguaggi sdentifid e lingue storiche, in: Id. (a cura di), Studi sul trattamento lingstico
del/'informa^ione sdentifica, Roma, Bulzoni Editore, pp. 327-340.
FAUI.ST1C1I 1995: Enilde Faulstich, Base metodolgica para pesquisa em sodoterminologia. Termo e variao, Brasilia, Univer-
sidade de Brasilia, Departamento de Lingstica, Linguas Clssicas e Verncula, 31p.
FKI.BKR 1984: Helmut Felber, Terminology Manual, Paris, Unesco-Infoterm, xxi-426 p.
GAMBII;R 1991: Yves Gambier, Travail et vocabulaire spcialiss: prolgomnes une sodo-terminologie, in: "Meta", XXXVI,
1, pp. 8-15.
GAUDIN 1993: Franois Gaudin, Sodoterminologie: du signe au sens, construction d'un champ, in: "Meta", XXXVIII, 2, pp.
293-301.
MARKI.I.O 1980: Caria Marello, Lessico ed educa^iom popolare. Di^ionari metodid italiani delt '800, Introduzione di Gio-
vanni Nencioni, (Serie di Lingistica terica e applicata, XVI), Roma, Armando Armando, 160 p.
MAR 1996: Isidor Mari Mayans, Sodoterminologia i planificado lingistica, in: Jornada panllatina de terminologa. Perspectives i
camps d'aplicad, dir. M. Teresa Cabr, Barcelona, Institut Universitan de Lingstica Aplicada - Universitt Pom-
peu Fabra, pp. 9-18.
^jtieronymus
85
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa
MARTI N- LOUHI KR 1993: Andr Martin - Christiane Loubier, L'implai/tation du franais. Actualisation d'un changement lin-
guistique planifi, Qubec, Office de la langue franaise.
NUNCIONI 1987: Giovanni Nencioni, Verso una nuova lessicografia, in: A. Cappelli - L. Cignoni - C. Peters (eds.), Stu-
dies in Honour oj Roberto Busa S.J., ("Lingistica Computazionale", IV-Y), Pisa, Giardini, pp. 133-150.
Nl'NCIONl 1994: Giovanni Nencioni, Lingistica e terminologa tecnico-scientifica, in: G. Adamo (a cura di), Ricerca e termi-
nologa tecnico-scientifica. Lexicon philophkum. Quaderni di terminologa filosfica e storia dlie idee. 7-1994, Firenze, Leo S.
Olschki Editore, pp. 5-12.
PlCHT 1996: Heribert Picht, En record d'E. Wster. La ri/i/ltidiscipinarietat de la terminologa, in: Terminologa. Se/ecci de
textos d'E. Wster, dir. M. Teresa Cabr, Barcelona, Universitt de Barcelona - Servei de la llengua catalana, pp.
253-287, in particolare il pargrafo 6. Resum i perspectives, pp. 277-278.
QUKMADA 1990: Bernard Quemada, La nouvelle lexicographie, in: M. T. Cabr et al., La lingistica aplicada. Noves perspec-
tives. Noves professions - Noves orientaons, Barcelona, Fundado Caixa de Pensions - Universitt de Barcelona, pp.
55-78.
RlV 1979: Alain Rey, La terminologie: noms et notions (1979), Paris, Presses Universitaires de France, 1992-.
SACI R 1989: Juan C. Sager, The Dictionary as an Aid in Terminlo)', in: Franz Josef Hausmann, Oskar Reichmann,
Herbert Ernst Wiegand, Ladislav Zgusta (eds.), Wrterbcher - Dictionaries - Dictionnaires. Hin internationales Han-
dbuch "///Lexikographie - An InternationalEncyclopedia of Lexicography - Encyclopdie internationale de lexicographie, vol. I,
Berlin-New York, Walter de Gruyter, pp. 167-170.
SAGKR 1990: Juan C. Sager, A Practical Course in Terminology Processing, Amsterdam-Philadelphia, John Benjamins, xii-
258 p.
WST1R 1974: Eugen Wster, Die allgemeine Terminologielehre, ein Grenzgebiet ^wischen Sprachwissenschaft, Logik, Ontologie,
Informatik und den Sachwissenschaften, in: "Linguistics. An International Review", n. 119, pp. 61-106.
WSTR 1979: Eugen Wster, Einfhrung in die allgemeine 'Terminologielehre und terminologische Lexikographie (1979), 3.
Auflage, mit einem Vorwort von Richard Baum, ("Abhandlungen zur Sprache und Literatur", 20), Bonn, Ro-
manistischer Verlag, 1991, xxi-239 p. Traduzione spagnola: Introduccin a la teora general de la terminologa y a la lexi-
cografa terminolgica, Responsable de la edicin: M. Teresa Cabr, Barcelona, IULA - Universitt Pompeu Fabra,
1998, 227 p.
86
^Ijieronymus
HIERONYMUS. Nm. 8. Giovanni ADAMO. Terminologa vs. Lexicologa