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Foucault Michel 1926 - 1984

Valga come motto introduttivo, di carattere autobiografico e per entrare nel percorso culturale di
Foucault, la sua affermazione: Non domandatemi chi sono e non chiedetemi di restare lo stesso:
una morale da stato civile; regna sui nostri documenti. Foucault !ichel "#$#, Larcheologia del
sapere, %izzoli &'%, !ilano "###, ()* +dentit, definite o definitive valgono per i passaporti e le
carte di identit,, non per le persone. -ul tema biografico di Foucault ricostruito con vivacit, di
metodo e proposte: Ve.ne /aul (001 Foucault. Il pensiero e luomo, 2arzanti, !ilano (0"0*
3i sono uomini che passano nel mondo come una lama tagliente 4. 2rossman citazione in
/ostfazione di !auro &ertani in Foucault !ichel "#50 Lordine del discorso e altri interventi,
6inaudi, 7orino (008*
3i sono stili di pensiero che seguono la corrente di un fiume e altri che la risalgono., scrive
9ntonio 2noli la %epubblica (#.0".(0"(, in un articolo a proposito di :alter &en;amin*. 9lla
prima metafora possono appartenere, per menzionare alcuni, autori come <egel e <eidegger, alla
seconda pensatori come Nietzsche, :alter &en;amin e !ichel Foucault. /er incontrare =uesti ultimi
non dobbiamo muoverci guidati dalla ricerca dell>insieme, della teoria complessiva che ordina,
compone e soddisfa l>esigenza di orientamento secondo processi di deduzione o, addirittura, di
causa; non assenza di spiegazione, ma rifiuto di abbandonarsi a spiegazioni che raggiungono
l>ordine e le visioni globali attraverso rimozioni, misconoscimenti, selezioni ad hoc. ? molto pi@
faticoso stargli dietro. Fanno dell>oscurit, la pi@ solenne delle promesse al lettore. 6d come se il
venir meno di un certo ideale di chiarezza e di leggibilit, coincidesse con la crescente avversioneA
per i luoghi comuni e le facili spiegazioni. Fanno dell>in=uietudine linguistica l>arma bianca con
cui difendersi da una tragedia incombente.; =uella che, nell>et, contemporanea, rischia di portar
via il senso del dire, del comunicare, del vivere insieme proprio =uando si infittiscono le relazioni.
+l progetto in definizione generale e preliminare: A il suo progetto filosofico consiste nel
denunciare la produzione regolatrice degli effetti di identit, &utler Budith "##0, "###, Scambi di
genere. Identit, sesso e desiderio, -ansoni, !ilano (008, ")(
0. 3ome ripresa per un discutibile ma non inutile* parallelo: -pinoza e Foucault.
0.". ? utile richiamare l>attenzione comune, di -pinoza e di Foucault, all>ordine del discorso e al
controllo logico della razionalit,. +n -pinoza la geometria come metodo e trama: la sostanza e i suoi
modi in relazioni di carattere geometrico. +n Foucault la struttura come metodo e trama: la struttura
e i suoi elementi anche in vista della costruzione di teorie e in tal senso anche di sistemi* ma di tipo
genealogico: di loro deve risultare evidente la trama, la provenienza, il farsi progressivo e
funzionale e anche la loro formalizzazione attraverso strumenti ripresi dalla logica e dalla
matematica, come accade nelle scelte dello strutturalismo*.
0.(. -pinoza e Foucault: una comune presa di posizione sulla storia. ? da entrambi esclusa una
visione lineare, universalistica, continua, a disegno, finalistica gestita da entit, divine o no*
trascendenti 4io, la ragione, il progresso, la soggettivit, umanaA*, perC da entrambi seppur con
logiche diverse* adottata una visione delle relazioni costanti e strutturali interne alla cui intersezione
gli individui trovano definizione -pinoza: modi degli attributi della sostanza*, nella cui trame e
rimozioni trovano forma soggetti autonomi Foucault: la ragione e la normalit, derivano dalla
negazione e rimozione di ciC che escluso, segregato, internato A dichiarato follia; Storia della
follia "#$", Nascita della clinica "#$D*. Euindi per entrambi non operano come agenti primi e
principi della storia fattori umanistico F metafisici =uali la coscienza, la volont, A in generale la
soggettivit, della coscienza e dell>individuo, soggetti in astrazione metafisica, ma soggetti in
relazione. &isogna liberare le cronologie e le successioni storiche da ogni prospettiva di
progresso. Storia della follia.
Ga stessa attenzione demolisce con forza rigidi inclassamenti identitari: Ga storia,
genealogicamente diretta, non ha per fine di ritrovare le radici della nostra identit,, ma d>accanirsi
al contrario a dissiparla; non si mette a cercare il luogo unico da dove veniamo, =uesta prima patria
"
dove i metafisici ci promettono che faremo ritorno; essa si occupa di far apparire tutte le
discontinuit, che ci attraversano. HAI -e la genealogia pone a sua volta la =uestione del suolo che
ci ha visti nascere, della lingua che parliamo o delle leggi che ci governano, per mettere in luce i
sistemi eterogenei che, sotto la maschera del nostro io, ci interdicono ogni identit,. Foucault
!ichel "#5" Microfisica del potere. Interventi politici, 6inaudi, 7orino "#55, )",)(*
". Foucault: i propositi generali e ricorrenti di metodo
Foucault !ichel (001 Il governo di s e degli altri. orso al oll!ge de France "#$%&'#$%(),
Feltrinelli, !ilano (00# e nota del curatore FrJdJric 2ros*. Nell>avviare =ueste lezioni Foucault
traccia una specie di filo conduttore , =uasi in forma di bilancio e a posteriori Kle rivedo a cose
fatteL "$*, dell>intero suo cammino di ricerca attuato, e da lui appunto ri*messo in evidenza.
Euindi, in prima battuta, il cammino: il piano e il metodo.
A ciC che ho cercato di fare una storia del pensiero. 6 per KpensieroL intendevo una disamina di
=uelli che si potrebbero chiamare focolai di esperienza, nella =uale essi si articolano gli uni sugli
altri: in primo luogo le forme di un sapere possibile; in secondo luogo le matrici normative di
comportamento per gli individui; e infine dei modi di esistenza virtuali per dei soggetti possibili.
Euesti tre elementi M forme di un sapere possibile, matrici normative di comportamento, modi
d>esistenza virtuali per dei soggetti possibili M sono le tre cose, o piuttosto l>articolazione di =uelle
tre cose che si possono chiamare, credo, Nfocolai di esperienzaL. Foucault (001, "(O"D*
1.1. I tre piani i Ktre mondiL* attingendo liberamente da Foucault (001 p. "(O"), 81O8#*
O conoscenza Hveridizione; 2rosD$0I: i saperi, le forme del sapere, le forme di veridizione il mondo
KnaturaL oggetto delle scienze naturali; o in generale i processi di oggettivazione scientifica*
O potere Hgovernamentalit,; 2ros D$0 distingui governance da governo*I: le norme, le matrici
normative di comportamento, procedure di governamentalit, il mondo Ksociet,L contesto di
modelli e gestioni politiche*
O soggetto Hsoggettivazione; 2ros D$0I: i modi di esistenza, di essere, virtuali per dei soggetti
possibili, analisi storica della pragmatica di sJ e delle forme che essa ha assunto il mondo
KpersonaL e le forme di KsoggettivazioneL*
/iani definiti anche con i termini Ktre mondiL da parte di molti filosofi contemporanei da /opper ad
<abermas, ma espressione e riferimento che Foucault non menziona* e applicati come contesti e
intersezioni di indagine di realt, determinate assunte a tema della ricerca o della semplice
osservazione: cultura, societ,, persona i saperi, le norme, gli individui*.
1.2. I tre piani sono in realt, non solo contesti di esperienza e aspetti, dimensioni d>esperienza, ma
diventano assi di indagine, metodi di analisi, prospettive di lettura e di studio descrittivo, analitico
e teorico di KesperienzeL storiche complesse; le intrecciano analiticamente e descrittivamente.
3ome tali si applicano a una variet, di ambiti, di KesperienzeL, tema delle opere di Foucault: follia
Storia della follia nellet classica "#$", criminalit, Sorvegliare e punire "#5)*, potere La
volont di sapere "#5$*, sessualit, Storia della sessualit in tre volumi F incompiuta F La volont
di sapere "#5$, Luso dei piaceri "#18 e La cura di s*, discorso Lordine del discorso "#50*,
giustizia, malattia e sanit, Nascita della clinica "#$D*, saperi scientifici Le parole e le cose "#$$,
Larcheologia del sapere "#$#*, politica Microfisica del potere. Interventi politici "#55, Nascita
della biopolitica "#51O5#, Il governo di s e degli altri "#1(O"#1D* A
".(.". una presentazione generale
".(.".". conoscenza, veridizione, oggettivazione. -tudiare in un primo momento l>asse della
formazione dei saperi ciC che ho cercato di fare, in particolar modo con le scienze empiriche del
-eicento e del -ettecento M la storia naturale, la grammatica generale, l>economia ecc. M che per
me erano solo un esempio per lPanalisi della formazione dei saperi. 6 =ui mi sembrato che se si
voleva effettivamente studiare lPesperienza come matrice per la formazione dei saperi, non
bisognava cercare di analizzare lo sviluppo o il progresso delle conoscenze: era invece necessario
individuare =uali sono le pratiche discorsive che possono costituire matrici possibili di conoscenza,
(
studiando, al loro interno, le regole, il gioco del vero e del falso, e grossomodo, se volete, le forme
della veridizione. -i trattava insomma di spostare lPasse della storia della conoscenza verso l>analisi
dei saperi, delle pratiche discorsive che organizzano e costituiscono lPelemento matriciale di =uesti
saperi, studiando =ueste stesse pratiche discorsive come forme regolate della veridizione. 4alla
conoscenza al sapere, dal sapere alle pratiche discorsive e alle regole di veridizione: =uesto lo
spostamento che ho cercato di realizzare durante un certo periodo. Foucault (001, "8*
Ga =uestione di chi e che cosa sia considerato reale vero riguarda, apparenza, il sapere. !a
anche, come puntualizza !ichel Foucault, una =uestione di potere. /ossedere, o apportare, Kverit,L
e Krealt,L rappresenta una prerogativa di enorme potere nel contesto sociale, una modalit, attraverso
cui il potere si dissimula come ontologia. -econdo Foucault, uno dei primi compiti di una critica
radicale discernere la relazione Ktra i meccanismi di coercizione e gli elementi di conoscenzaL.
&utler "##0, )D*
".(.".(. potere, governamentalit,. +n un secondo momento, diciamo, si trattato poi di analizzare
le matrici normative di comportamento. 6 =ui lo spostamento consistito non nellPanalisi del /otere
con la K/N maiuscola e nemmeno nellPanalisi delle istituzioni di potere o delle forme generali o
istituzionali di dominio, ma nello studio delle tecniche e delle procedure attraverso le =uali ci si
avvia a guidare la condotta degli altri. +l che significa che ho cercato di porre la =uestione della
norma di comportamento in termini anzitutto di potere, di un potere che si esercita, analizzandolo
come un campo di procedure di governo. 9nche =ui, lo spostamento consistito in =uesto: passare
dall>analisi della norma a =uella degli esercizi del potere; e passare dallPanalisi dellPesercizio del
potere alle procedure, diciamo, di governamentalit,. ? =ui che ho utilizzato lPesempio della
criminalit, e delle discipline. Foucault (001, "8*
".(.".D. soggetto, soggettivazione. +nfine, in un terzo momento, si trattava di analizzare lPasse di
costituzione del modo dPessere del soggetto. 6 =ui lo spostamento consistito in =uesto: invece di
riferirmi a una teoria del soggetto, mi sembrato che bisognasse cercare di analizzare le differenti
forme attraverso le =uali l>individuo portato a costituirsi egli stesso come soggetto. 6, prendendo a
esempio il comportamento sessuale e la storia della morale sessuale, ho cercato di vedere in che
modo, e attraverso =uali forme concrete di rapporto a sJ, lPindividuo era stato chiamato a costituirsi
come soggetto morale della propria condotta sessuale. +n altri termini, si trattava, anche =ui, di
operare uno spostamento M andando dalla =uestione del soggetto all>analisi delle forme di
soggettivazione M e di analizzare =ueste stesse forme di soggettivazione attraverso le
tecnicheQtecnologie del rapporto a sJ, o, se volete, attraverso =uella che si puC definire la pragmatica
di sJ.
-ostituire alla storia delle conoscenze l>analisi storica delle forme di veridizione, alla storia delle
dominazioni l>analisi storica delle procedure di governamentalit,, alla teoria del soggetto o alla
storia della soggettivit, l>analisi storica della pragmatica di sJ e delle forme che essa ha assunto:
ecco le differenti vie d>accesso attraverso le =uali ho un po> cercato di circoscrivere la possibilit, di
una storia di =uelle che si potrebbero definire le KesperienzeL. 6sperienza della follia, esperienza
della malattia, esperienza della criminalit, ed esperienza della sessualit,: altrettanti focolai di
esperienza che sono, credo, importanti nella nostra cultura. Foucault (001, "8O")*
".(.(. un esempio: come si declina l>esperienza della follia lungo i tre assi che costituiscono
storicamente =uesta esperienza.
A in =uesta prospettiva che ho cercato di analizzare, molto tempo fa, =ualcosa come la follia:
poichJ la follia non stata assolutamente considerata, da me, come un oggetto invariante attraverso
la storia, e sul =uale avrebbe giocato un certo numero di sistemi di rappresentazione, a funzione e a
valore rappresentativo variabili. Euesta storia della follia non era nemmeno, per me, una maniera di
studiare l>atteggiamento che si era avuto, attraverso i secoli o in un momento storico determinato, a
proposito della follia. !a era piuttosto un tentativo di studiarla come esperienza all>interno della
nostra cultura; di riafferrarla, H".I in primo luogo, come un punto a partire dal =uale si formava una
serie di saperi pi@ o meno eterogenei, e le cui forme di sviluppo si trattava di analizzare: la follia
come matrice di conoscenze, di conoscenze che possono essere di tipo propriamente medico, ma
D
anche di tipo propriamente psichiatrico, o di tipo psicologico e sociologico ecc. H(.I +n secondo
luogo, nella misura stessa in cui la follia si presentava come forma di sapere, essa emergeva anche
come un insieme di norme; norme che permettevano di ritagliarla come fenomeno di devianza
all>interno di una societ,, e al tempo stesso, egualmente, norme di comportamento degli individui in
rapporto al fenomeno della follia e in rapporto al folle: comportamento sia degli individui normali
che dei medici e del personale psichiatrico ecc. HD.I +nfine, in terzo luogo, si trattava di studiare la
follia come esperienza che definisce la costituzione di un certo modo d>essere del soggetto normale,
di fronte e in rapporto al soggetto folle. -ono =uesti tre aspetti, =ueste tre dimensioni
dell>esperienza della follia forma di sapere, matrice di comportamenti, costituzione di modi
dPessere del soggetto*, che ho cercato di legare assieme, con pi@ o meno successo ed efficacia. 6
diciamo che in seguito il lavoro che ho cercato di fare e consistito nello studiare, volta per volta,
ognuno di =uesti tre assi, per vedere =uale doveva essere la forma di rielaborazione da costruire
rispetto ai metodi e ai concetti dPanalisi, a partire dal momento in cui si volevano studiare =uesti
stessi assi in primo luogo come dimensioni di unPesperienza e in secondo luogo come momenti da
collegare gli uni con gli altri. Foucault (001, "D*
1.3. contro le unit di sistema ideologiche e storiche. in particolare: Foucault !ichel "#$#,
Larcheologia del sapere, %izzoli &'%, !ilano "###; Foucault !ichel "#$$ Le parole e le cose*
Foucault alla scoperta dei limiti, delle cesure, delle fratture presenti nelle unit, teoriche e nei
sistemi culturali consolidati sulla base della tradizione, delle influenze e analogie tra ambiti, delle
tesi sulla linearit, di evoluzione, sviluppo, progresso delle teorie scientifiche, della esibizione della
Kmentalit,L, KspiritoL unitario globale di un>epoca. Ge fratture individuate si presentano come
apripista di cammini e di percorsi nuovi di definizione e costruzione di oggetti, di modalit,
enunciative, di concetti, di scelte teoriche.
4a decine d>anni ormai l>attenzione degli storici si rivolta di preferenza ai periodi lunghi, come
se, sotto alle peripezie politiche e ai loro episodi, incominciassero a mettere in luce gli e=uilibri
stabili e difficili da rompere, i processi irreversibili, le regolazioni costanti, i fenomeni di tendenza
che giungono al culmine e mutano direzione dopo continuit, secolari, i movimenti di
accumulazione e le saturazioni lente, i grandi zoccoli immobili e muti che l>intrico delle narrazioni
tradizionali aveva ricoperto di tutto uno spessore di avvenimenti. HAI A l>attenzione si spostata
invece dalle vaste unit, che si descrivevano come KepocheL o come KsecoliL verso i fenomeni di
rottura HAI dietro alla persistenza di un genere, di una forma, di una disciplina, di una attivit,
teorica, adesso si cerca di mettere in rilievo l>incidenza delle interruzioni. HAI A il problema non
pi@ =uello della tradizione e della traccia, ma =uello della frattura e del limite, non pi@ =uello del
fondamento che si perpetua, ma =uello delle trasformazioni che valgono come fondazione e
rinnovamento delle fondazioni. HAI A come specificare i diversi concetti che permettono di
pensare alla discontinuit, soglia, rottura, taglio, mutazione, trasformazione*R Foucault "#$#, )O#*
7utto ciC ha molte conseguenze.
".D.". 9nzitutto l>effetto di superficie gi, segnalato: il moltiplicarsi delle fratture nella storia delle
idee, l>emergere dei tempi lunghi nella storia propriamente detta. HmaAI Ga comparsa dei periodi
lunghi nella storia d>oggi non costituisce un ritorno alle filosofie della storia, alle grandi et, del
mondo, o alle fasi prescritte dal destino delle civilt,; l>effetto dell>elaborazione,
metodologicamente concertata, delle serie. Foucault "#$#,""O"(*
".D.(. -econda conseguenza nelle discipline storiche la nozione di discontinuit, ac=uista un ruolo
di maggior rilievo. HAI 9desso diventata uno degli elementi fondamentali dell>analisi storica.
Foucault "#$#,"(O"D* 3ompare nelle scelte dello storico nelle forme di Kipotesi sistematicaL,
distinzione di livelli possibili dell>analisi, scelta di metodi, di periodizzazioni, segnalazione dei
limiti di un processo, delle irregolarit,, delle diverse discontinuit,.
".D.D. 7erza conseguenza: cominciano a perdere consistenza il tema e la stessa possibilit, di una
storia globale HAI =uello che cerca di ricostituire nel suo insieme la forma di una civilt,, il
principio, materiale o spirituale, di una societ,, il significato comune a tutti i fenomeni di un
8
periodo, la legge che spiega la loro coesione, ciC che si chiama metaforicamente il volto di
un>epoca. Foucault "#$#,"8*
".D.8. +nfine, ultima conseguenza: la nuova storia si trova di fronte un certo numero di problemi
metodologici Foucault "#$#,")* che emergono in primo piano come salvezza della storia, non
sono pi@ sacrificati al principio dell>unit, =uali documenti, =uali livelli di analisiA*.
+n sintesi, l>uscita dalla filosofia della storia, e dai problemi che =uesta poneva sulla razionalit,
o la teleologia del divenire, sulla relativit, del sapere storico, sulla possibilit, di scoprire o di dare
un significato all>inerzia del passato e alla incompiuta totalit, del presente*. !Foucault "#$#,"$*
Vi si denuncer, un attentato contro i diritti imprescrittibili della storia e contro il fondamento di
ogni possibile storicit,. !a non ci si deve ingannare: =uella che si piange tanto, non la scomparsa
della storia, l>eclissi di =uella forma di storia che era segretamente, ma completamente, riferita
all>attivit, sintetica del soggetto; =uel che si piange, =uel divenire che doveva fornire alla
sovranit, della coscienza un riparo pi@ sicuro, meno esposto, di =uello che offrono i miti, i sistemi
di parentela, le lingue, la sessualit, o il desiderio A Foucault "#$#,(0O("*
+l progetto di revisione e di cammino, discontinuo SSS*, nella riflessione di Foucault.
9 =uesto punto si determina un>impresa di cui la Storia della Follia, la Nascita della clinica, Le
*arole e le ose hanno fissato, molto imperfettamente, il progetto. +n =uesta impresa si tentano di
calcolare le mutazioni che in generale si operano nel campo della storia; si mettono in =uestione i
metodi, i limiti, i temi propri alla storia delle idee; si cercano di troncare le ultime soggezioni
antropologiche, mostrando nel contempo come esse si siano potute formare. Euesti compiti sono
stati abbozzati con un certo disordine, e senza che la loro articolazione generale fosse chiaramente
definita. 6ra tempo di dare loro una coerenza, o almeno di provarci. Euesto libro il risultato di
=uesto tentativo. Foucault "#$#, ("O((*
Foucault insiste sulla indipendenza, separazione, abbandono delQdal tema o metodo antropologico:
4efinire un metodo di analisi storica che sia indipendente dal tema antropologico A definire un
metodo di analisi che sia scevro da ogni antropologismo Foucault "#$#, ((* e, forse anche, da
ogni teleologismo. Non domandatemi chi sono e non chiedetemi di restare lo stesso: una morale
da stato civile; regna sui nostri documenti. Foucault "#$#, ()*
1.4. "uattro regole #per mettere $uori gioco le continuit irri$lesse con cui si organizza in
anticipo il discorso che si %uole analizzare& Foucault "#$#,D8*
Hregola ".I 9nzitutto bisogna compiere un lavoro negativo: liberarsi da tutto un complesso di
nozioni che, ciascuna a suo modo, diversificano il tema della continuit,. +ndubbiamente non hanno
una struttura concettuale molto rigorosa, ma la loro funzione precisa. Foucault "#$#,(#
Ge nozioni di tradizione, di influenza, di sviluppo e di evoluzione, di mentalit, o di spirito di
un>epoca*.
Hregola (.I 3i si deve anche preoccupare davanti a =uelle suddivisioni o a =uei raggruppamenti con
i =uali abbiamo preso familiarit,. Foucault "#$#,D0OD"*
Ga distinzione dei grandi tipi di discorso, delle forme, dei generi che contrappongono le une alle
altre scienza, letteratura, filosofia, storia, fantasia, ecc. Foucault "#$#,D"*
Hregola D.I !a soprattutto le unit, che bisogna tenere in sospeso sono =uelle che si impongono nel
modo pi@ immediato: =uelle del libro e dell>opera. Foucault "#$#,D" Ai confini di un libro non
sono mai netti nJ rigorosamente delimitati: al di l, del titolo, delle prime righe e del punto finale, al
di l, della sua configurazione interna e della forma che lo rende autonomo, esso si trova preso in un
sistema di rimandi ad altri libri, ad altri testi, ad altre frasi: il nodo di un reticolo. HAI la sua unit,
relativa e variabile. Foucault "#$#, D8*
Hregola 8.I 'ltima precauzione infine per mettere fuori gioco le continuit, irriflesse con cui si
organizza in anticipo il discorso che si vuole analizzare: rinunciare a due temi che sono legati l>uno
all>altro e si fronteggiano. 'no vuole che non sia mai possibile fissare, nell>ordine del discorso,
l>irruzione di un avvenimento vero; che al di l, di ogni apparente inizio, ci sia sempre un>origine
segreta, cosT segreta e cosi originaria che non la si puC mai afferrare in se stessa. HAI 9 =uesto tema
)
se ne collega un altro, secondo il =uale ogni discorso manifesto si baserebbe segretamente su
=ualcosa di gi, detto; e =uesto gi, detto non sarebbe semplicemente una frase gi, pronunciata, un
testo gi, scritto, ma un mai detto, un discorso senza corpo, una voce silenziosa come un respiro,
una scrittura che non altro che il negativo della propria immagine. Foucault "#$#,D8* +l dire che
rimanda ad un non detto, plurimo e indefinito e inafferrabile, o ad un infinito silenzio. Non
bisogna rimandare il discorso alla lontana presenza dell>origine; bisogna affrontarlo nel
meccanismo della sua istanza. Foucault "#$#,D)*. /er concludere =uesto tema: &isogna dun=ue
tenere in sospeso tutte =ueste forme preventive di continuit,, tutte =uelle sintesi che non vengono
problematizzate e a cui si accorda pieno valore. Naturalmente non si tratta di rifiutarle
definitivamente, ma di scuotere l>ac=uiescenza con cui si accettano; dimostrare che non sono
evidenti, ma costituiscono sempre l>effetto di una costruzione di cui bisogna conoscere le regole e
controllare le giustificazioni; definire a =uali condizioni e in vista di =uali analisi sicure siano
legittime; indicare =uelle che, in ogni caso, non possono pi@ essere ammesse. Foucault "#$#,D)*
6, in ripresa: A si descrive il reticolo concettuale partendo da regolarit, intrinseche al discorso;
non si sottopone la molteplicit, delle enunciazioni alla coerenza dei concetti, e =uesta al silenzioso
raccoglimento di una idealit, metastorica; si stabilisce la serie opposta: si ricollocano le pure mire
di non contraddizione in una intricata rete di compatibilit, e incompatibilit, concettuali e si riferisce
=uesto groviglio alle regole che caratterizzano una pratica discorsiva. Foucault "#$#,1(O1D* =ui
lo spunto per la definizione delle linee di metodo e degli obiettivi dello strutturalismo, come a
seguire nel punto ".8.*
+potizzando spiegazioni con esempio: la forma di una casa, di un>isola, di un territorio in generale si
definisce non collocandoci al centro, all>interno. +n =uesto caso si ha la percezione, anche esatta, dei
movimenti interni, delle logiche condivise, del mondo =uotidiano e dei suoi riti ripetitivi, condivisi
ma parziali e poco comprensibili nella loro logica. Uccorre collocarci all>esterno, indagare i limiti, i
margini, ciC che messo fuori; in effetti studiando l>esclusione e la marginalit, si scopre
immediatamente ciC che il sistema teme e ciC che assume come valore per sJ identitario e
irrinunciabile.
1.'. #Messe da parte (ueste $orme immediate di continuit %iene a tro%arsi li)ero tutto un
campo d*indagine emergere dell>oggetto*. 'n campo sterminato, ma definibile: costituito infatti
dall>insieme di tutti gli enunciati effettivi sia parlati che scritti*, nella loro dispersione di
avvenimenti e nell>istanza propria a ciascuno di loro. /rima di occuparsi, con piena certezza, di una
scienza, o di romanzi, o di discorsi politici, o dell>opera di un autore oppure di un libro, il materiale
che si deve trattare nella sua originaria neutralit, costituito da tutta una folla di avvenimenti nello
spazio del discorso in generale. -i delinea in tal modo il progetto di una descrizione pura degli
avvenimenti discorsivi come orizzonte per la ricerca delle unit, che vi si formano. Foucault
"#$#,D5*
".)." 'na distinzione tra analisi del pensiero e analisi del discorso. 9nalogamente si vede come
=uesta descrizione del discorso si contrapponga alla storia del pensiero. HAI G>analisi del pensiero
sempre allegorica in rapporto al discorso che utilizza. +l suo problema infallibilmente =uesto: che
cosa si diceva effettivamente in ciC che veniva dettoR G>analisi del campo discorsivo ha un
orientamento del tutto diverso; si tratta di afferrare l>enunciato nella sua limitatezza e nella
singolarit, del suo evento; di determinare le condizioni della sua esistenza, di fissarne con la
massima esattezza i limiti, di delimitare le sue correlazioni con gli altri enunciati che possono
essergli connessi; di mostrare =uali altre forme di enunciazione escluda. Non si cerca affatto sotto il
discorso manifesto l>impercettibile brusio di un altro discorso; si deve mostrare per =uali ragioni
non poteva essere diverso da =uello che era, in che senso sia esclusivo di ogni altro, come assuma,
in mezzo agli altri e in rapporto ad essi, una posizione che non potrebbe occupare nessun altro.
Foucault "#$#,D1*
$
1.6. le $ormazioni discorsi%e. le strategie di studio applicato a =uei campi di indagine: come si
sono formati ". oggetto, (. stile, D. concetti, 8. tema.* !i son dun=ue messo a descrivere delle
relazioni tra enunciati. <o avuto cura di non accettare per valida nessuna di =uelle unit, che mi
potevano venire proposte e che l>abitudine mi metteva a disposizione. <o deciso di non trascurare
nessuna forma di discontinuit,, di frattura, di soglia o di limite. <o deciso di descrivere degli
enunciati nel campo del discorso e le relazioni di cui sono suscettibili. Foucault "#$#,8D*
".$.". gli strumenti tradizionali per la costruzione delle unit, discorsive e la loro debolezza:
oggetto, un certo stile esempio lo stile del discorso medico, politico, giuridico, religioso,
commerciale A*, concetti, scelte tematiche. !a =uelle unit, sono fittizie: la base su cui si possono
fondare tutt>altro che stabile e omogenea, interessata da discontinuit, e differenze che rendono
tra loro incompatibili e incomparabili enunciati che per definizione dovrebbero appartenere alla
stessa unit, di oggetti, stile, concetti, tema basta pensare ad alcuni temi oggetto della ricerca di
Foucault e politicamente centrali, a come nel tempo si sono diversamente definiti, presentati, gestiti
temi, a parole identici, =uali follia, pena carceraria, malattia e medicina, sessualit,, libert,, giustizia,
democrazia, anima, coscienzaAma anche temi KscientificiL come calore, etere, materia, atomo,
forza, movimentoA*. 7orna allora, e si impone, il tema della rilevanza delle fratture e del limite per
la formazione discorsiva.
".$.(. G>aprirsi di Kun campo di possibilit, strategicheL. !essi in libert, gli elementi del discorso,
fuori dai contesti irrigiditi di tradizioni e teorie proprie di un particolare momento storico e sistema
politico, prende il via la formazione del discorso secondo consapevolezza critica e libert, di
proposta. ? bene sottolineare di nuovo, per tale obiettivo, la rilevanza delle discontinuit,: /erciC si
avrebbe indubbiamente torto a voler cercare nell>esistenza di =uesti temi i principi
d>individualizzazione di un discorso. Non vanno cercati piuttosto nella dispersione dei punti di
scelta che lascia liberiR Non potrebbero essere rappresentati dalle differenti possibilit, che esso
consente di ridare vita a temi gi, esistenti, di suscitare delle strategie opposte, di far posto a interessi
inconciliabili, di permettere di giocare partite differenti con un numero determinato di concettiR
/iuttosto che cercare la persistenza dei temi, delle immagini e delle opinioni attraverso il tempo,
piuttosto che tracciare la dialettica dei loro conflitti per individualizzare degli insiemi enunciativi,
non si potrebbe invece rintracciare la dispersione dei punti di scelta, e definire, al di =ua di ogni
opzione, di ogni preferenza tematica, un campo di possibilit, strategicheR Foucault "#$#,)"*
Nell>archeologia del sapere e nell>analisi del discorso delineato in forma analitica teorica* e
operativa pratica* il filo conduttore dell>intera riflessione politica di Foucault: 6ccomi dun=ue di
fronte a =uattro tentativi, a =uattro fallimenti; e a =uattro ipotesi che li vengono a sostituire. HAI 4a
ciC l>idea di descrivere proprio =ueste dispersioni; di cercare se, tra =uegli elementi che, con
certezza, non si organizzano come un edificio progressivamente deduttivo nJ come uno smisurato
libro che si venga scrivendo a poco a poco nel tempo, nJ come l>opera di un soggetto collettivo, non
si possa individuare una regolarit,: un ordine nella loro successiva comparsa, delle correlazioni
nella loro simultaneit,, delle posizioni che si possano collocare in uno spazio comune, un
funzionamento reciproco, delle trasformazioni collegate e gerarchizzate. Foucault "#$#,)"O)(*
/rendendo le contraddizioni come oggetti da descrivere, l>analisi archeologica non cerca di
scoprire al loro posto una forma o una tematica comune, ma cerca di determinare la misura e la
forma del loro divario. +n rapporto alla storia delle idee che voglia risolvere le contraddizioni
nell>unit, semioscura di una figura globale, o che voglia trasferirle in un principio generale, astratto
ed uniforme d>interpretazione o di spiegazione, l>archeologia descrive i differenti spa+i di dissenso.
HAI Huna contraddizioneI ? piuttosto uno spazio di molteplici dissensi; un insieme di opposizioni
differenti di cui bisogna descrivere i livelli e le funzioni. Foucault "#$#,(0"O(0(, (0)*
".$.D. 4un=ue la 76-+: Nel caso in cui, tra un certo numero di enunciati, si possa descrivere un
simile sistema di dispersione, nel caso in cui, tra gli oggetti, i tipi di enunciazione, i concetti, le
scelte i tematiche,Hsono le =uattro ipotesiI si possa definire una regolarit, un ordine, delle
correlazioni, delle posizioni e dei funzionamenti, delle trasformazioni*, si dir, convenzionalmente
che ci si trova di fronte a una forma+ione discorsiva, evitando in tal modo parole troppo gravide di
5
condizioni e di conseguenze, inadeguate d>altronde a designare una simile dispersione, come
scienza, o ideologia, o teoria, o campo di obiettivit,. -i chiameranno regole di forma+ione
le condizioni a cui sono sottoposti gli elementi di =uesta ripartizione oggetti, modalit, di
enunciazione, concetti, scelte tematiche* Foucault "#$#,)(* -ono i =uattro capitoli centrali della
sezione in svolgimento: la formazione degli oggetti, la formazione delle modalit, enunciative, la
formazione dei concetti, la formazione delle strategie. Ge regole di formazione sono delle
condizioni d>esistenza ma anche di coesistenza, di mantenimento, di modificazione e di scomparsa*
in una data ripartizione discorsiva. HAI Ura bisogna fare un inventario delle direzioni aperte e
sapere se si puC dare contenuto a =uesta nozione, appena abbozzata, di Kregole di formazioneL.
Foucault "#$#,)(O)D, )).*
/er concludere la sezione: 6 cosT come non bisognava riferire la formazione degli oggetti nJ alle
parole nJ alle cose, =uella delle enunciazioni nJ alla forma pura della conoscenza nJ al soggetto
psicologico, =uella dei concetti nJ alla struttura dell>idealit, nJ alla successione delle idee, allo
stesso modo non bisogna riferire la formazione delle scelte teoriche nJ a un progetto fondamentale
nJ al meccanismo secondario delle opinioni. Foucault "#$#,#D* -i era partiti da una
costatazione con l>unit, di un discorso come =uello della medicina clinica o dell>economia politica
o della storia naturale, ci si trova di fronte a una dispersione di elementi. !a =uesta stessa
dispersione M con le sue lacune, i suoi strappi, i suoi grovigli, le sue sovrapposizioni, le sue
incompatibilit, e le sue sostituzioni M puC essere descritta nella sua singolarit, se si capaci di
determinare le regole specifiche in base alle =uali sono stati formati oggetti, enunciazioni, concetti,
scelte teoriche: se di unit, si tratta, essa non risiede nella coerenza visibile e orizzontale degli
elementi formati, ma si trova molto al di =ua, nel sistema che rende possibile e governa la loro
formazione. Foucault "#$#,#)*.
1.+. che cos*, l*enunciato- de$inizione $unzione descrizione il ruolo $ondamentale
dell*archi%io.
".5.". definizione: non una realt, linguistica determinabile ma un indicazione di senso: una
funzione di esistenza che appartiene in proprio ai segni e a partire dalla =uale si puC decidere
successivamente, per mezzo dell>analisi o dell>intuizione, se essi hanno senso oppure no, in base
a =uale regola si succedano o si sovrappongano, di che cosa siano segno e =uale tipo di atto si trovi
ad essere effettuato grazie alla loro formulazione orale o scritta*. Foucault "#$#,"")O""$*
".5.(. la funzione enunciativa HpoichJ si stabilito che si tratta di una funzione, non tanto di oggetti
linguistici definibili in sJ come entit, fisseI: fa esistere =uesti insiemi di segni e permette a =ueste
regole e a =ueste forme di attualizzarsi. ; si pone al centro di una rete non prevedibile di utilizzo:
Euesta materialit, ripetibile che caratterizza la funzione enunciativa fa apparire l>enunciato come
un oggetto specifico e paradossale, ma pur sempre come un oggetto tra tutti =uelli che gli uomini
producono, manipolano, utilizzano, trasformano, scambiano, combinano, scompongono e
ricompongono, eventualmente distruggono. +nvece di essere una cosa detta una volta per tutte M e
perduta nel passato come l>esito di una battaglia, una catastrofe geologica o la morte di un re M
l>enunciato, nel momento stesso in cui sorge nella sua materialit,, appare con uno statuto, entra in
un reticolo, si colloca in un campo di utilizzazione, si offre a possibili trasferimenti e modifiche, si
integra in operazioni e strategie in cui la sua identit, si conserva o scompare. 3osT l>enunciato
circola, serve, si nasconde, permette o impedisce di realizzare un desiderio, docile o ribelle a degli
interessi, entra nell>ordine delle contestazioni e delle lotte, diviene tema d>appropriazione o di
rivalit,. Foucault "#$#,"80O"8"*
".5.D. la descrizione degli enunciati: +nsomma, =uello che venuto alla luce, non l>enunciato
atomico F col suo effetto di senso, la sua origine, i suoi limiti e la sua individualit, F ma il campo
d>esercizio della funzione enunciativa e le condizioni in base alle =uali essa fa apparire delle unit,
diverseA Foucault "#$#,"8(* 'na descrizione che si imprime un movimento particolare: Non
procedo per deduzione lineare, ma piuttosto per cerchi concentrici, e a volte vado verso i pi@ esterni
a volte verso i pi@ interniA +l motivo pratico: /i@ che fondare di diritto una teoria M e prima di
1
poterlo eventualmente fare non nego di rimpiangere di non esserci ancora riuscito* M si tratta per
ora di stabilire una possibilit,. Foucault "#$#, ")D*.
1.8. l*a priori storico e l*archi%io o ciC che resta del trascendentale e ciC che resta dell>empiricoO
tradizione*.
".1.". Ga tradizione Vantiana presenta il trascendentale come un tratto della logica formale, forma a
priori della mente, universale, assolutamente privo di una propria storicit,. 4efinito all>interno della
costruzione metafisica o all>interno di una costruzione logica il trascendentale si costituisce secondo
una teoria sistematica assoluta e =uindi definitiva. 9pplicata a =uelle teorie la tecnica analitica di
Foucault evidenzia tuttavia diversit, discontinuit,, contraddizioniA Uccorre forse passare alla
scoperta di continuit, propria dei saperi storici positivi le scienze nella loro determinatezza
applicativa e nella loro storicit,* e parlare allora, anche se l>enunciato appare filosoficamente
KstridenteL, di un Ka priori storicoL.
Usserva !auro &ertani in /ostfazione a Lordine del discorso e altri interventi 6inaudi, 7orino
(008* non possibile intendere appieno il progetto predisposto da Foucault nel =uadro del suo
lavoro al 3ollge se non lo si colloca sullo sfondo della diagnosi da lui delineata a proposito della
nostra modernit, filosofica ne Le parole e le cose. GT Foucault indicava nel pensiero di Want il
momento in cui si realizza la definitiva chiusura dell>episteme classica e la contemporanea apertura
di =uella modernaA 9lla teoria classica della conoscenza fondata sul presupposto di una
corrispondenza armonica tra soggetto e oggetto, di un accordo tra ordine delle idee e ordine delle
cose, Want sostituisce il principio di una dipendenza necessaria dell>oggetto dal soggetto, ovvero il
principio secondo cui la sintesi a priori a rendere possibile l>inserimento di un oggetto nel campo
della conoscenza. 3on la critica Vantiana, insomma, la rappresentazione verr, interrogata sul suo
fondamento, sui suoi limiti, sulla sua origine e, una volta cosT circoscritta, verr, fatto emergere il
problema della sua possibilit, e della modalit, di connessione di rappresentazioni tra loro diverse, e
infine delle condizioni che definiscono la forma universalmente valida di tale connessione. !a
ponendo la =uestione della possibilit, stessa di ogni conoscenza a partire dai suoi limiti di diritto, la
critica Vantiana ha sanzionato per la prima volta, sosteneva Foucault ne Le parole e le cose,
=uell>evento della cultura europea che il ritirarsi del sapere e del pensiero al di fuori dello
spazio della rappresentazione e che ha suscitato il problema dell>a priori, ovvero delle condizioni
a partire dalle =uali puC esistere ogni rappresentazione del mondo in generale. 6 sar, proprio
=uesto evento ad inaugurare lo spostamento progressivo della riflessione filosofica verso un nuovo
spazio, delimitato dalle nuove empiricit, della vita, del lavoro e del linguaggio, in cui potr,
insinuarsi e progressivamente insediarsi =uello strano allotropo empiricoOtrascendentale che
l>uomo, nella sua posizione ambigua di oggetto nei riguardi di un sapere e di soggetto che
conosce. Incipit cosT l>epoca della finitudine di cui Want avvier, l>analitica, e che per Foucault si
riassume nell>ultima delle domande Vantiane, =uella formulata nella Logica. HAI l>a priori
storico che dal X+X secolo funge da suolo =uasi evidente per il nostro pensiero, viene inaugurata la
soglia della nostra modernit,, destinata a restare inesorabilmente irretita nell>ambiguit,
costitutiva di un soggetto, l>uomo, in cui l>empirico e il trascendentale si richiamano e si invertono
costantemente l>uno nell>altro, con tutte le conseguenze che ne discenderanno, come Foucault
mostrer, nelle sue ricerche successive, tanto sul piano dei processi di oggettivazione messi in atto
dai saperi che intorno all>uomo si sono formati, =uanto su =uello della possibilit, di autocostituirsi
come soggetto libero e autonomo di azione morale e politica. Foucault "#50, &ertani 10O1",1(*
4irettamente osserva Foucault: U pi@ esattamente =uesta forma di positivit, e le condizioni
d>esercizio della funzione enunciativa* definisce un campo in cui si possono eventualmente
manifestare delle identit, formali, delle continuit, tematiche, delle traslazioni di concetti, dei giochi
polemici. +n tal modo la positivit, riveste il ruolo di =uello che si potrebbe chiamare un a priori
storico. 2iustapposte, =ueste due parole producono un effetto un po> stridente; con esse intendo
designare un a priori che sia non condizione di validit, per dei giudizi, ma condizione di realt, per
degli enunciati. Non si tratta di ritrovare ciC che potrebbe rendere legittima una asserzione, ma di
#
evidenziare le condizioni di emergenza degli enunciati, la legge della loro coesistenza con altri, la
forma specifica del loro modo di essere, i principi in base ai =uali sussistono, si trasformano e
scompaiono. 9 priori non di verit, che potrebbero non venire mai dette, nJ realmente offerte
all>esperienza; ma di una storia che data, perchJ =uella delle cose effettivamente dette.
Foucault "#$#,"50*
G>archeologia non una ricerca dell>origine, degli a priori formali, degli atti fondatori A HAI
mentre invece ha il compito di liberare la storia dalla influenza del trascendentale Foucault
"#$#,($)* semmai, introduce la nozione di a priori storico, sempre nello scopo di definire la
particolare specificit, delle pratiche discorsive. Foucault "#$#,($$*
".1.(. Nell>apriori storico prende valore l>apporto della tradizione intesa come opportunit, e non
come vincolo, come trasformabilit, e non come dogma, il senso specifico dei suoi enunciati A
spiegare perchJ il discorso non abbia soltanto un senso e una verit,, ma una storia specifica che non
lo riconduce alle leggi di un divenire estraneo. Foucault "#$#,"5"* +noltre =uesto a priori non
sfugge alla storicit,: non costituisce una struttura intemporale al di sopra degli avvenimenti; si
definisce come l>insieme delle regole che caratterizzano una pratica discorsiva: ma =ueste regole
non s>impongono dall>esterno agli elementi che mettono in relazione; sono implicate proprio in ciC
che collegano e se non si modificano col pi@ piccolo di essi, tuttavia li modificano, e si trasformano
con loro in certe soglie decisive. G>a priori delle positivit, non soltanto il sistema di una
dispersione temporale; esso stesso un insieme trasformabile. 4i fronte agli a priori formali la cui
giurisdizione si estende senza contingenza, esso una figura puramente empirica; ma d>altra parte,
poichJ permette di cogliere i discorsi nel loro effettivo divenire, deve poter spiegare il fatto che =uel
certo discorso, in un dato momento, possa accogliere e impiegare, oppure invece escludere,
dimenticare o misconoscere =uesta o =uella struttura formale. HAI Niente sarebbe dun=ue pi@
piacevole, ma pi@ inesatto, che concepire =uesto a priori storico come un a priori formale che sia,
per di pi@, dotato di una storia: grande figura immobile e vuota che spunti un bel giorno alla
superficie del tempo, che faccia valere sul pensiero degli uomini una tirannia alla =uale non
potrebbe sfuggire nessuno, e poi scompaia all>improvviso in un>eclissi della =uale nessun
avvenimento avrebbe posto la condizione. G>a priori formale e l>a priori storico non sono nJ dello
stesso livello nJ della stessa natura: se si incontrano, ciC avviene perchJ occupano due dimensioni
differenti. Foucault "#$#,"5"O"5(*
".1.D. l>archivio ; Kla ragione la differenza dei discorsiL. +l campo degli enunciati cosT articolato
in base a degli a priori storici, cosT caratterizzato da diversi tipi di positivit,, e scandito da
formulazioni discorsive distinte, non ha pi@ =uell>aspetto di pianura monotona e estesa all>infinito
che gli attribuivo all>inizio =uando parlavo della superficie dei discorsi; cessa ugualmente di
apparire come l>elemento inerte, liscio e neutro in cui vengono ad affiorare, ognuno col suo
movimento caratteristico, oppure spinti da =ualche oscura dinamica, dei temi, delle idee, dei
concetti, delle conoscenze. HAI 7utti =uesti sistemi di enunciati propongo di chiamarli archivio.
HAI G>archivio anzitutto la legge di ciC che puC essere detto, il sistema che governa l>apparizione
degli enunciati come avvenimenti singoli. !a l>archivio anche ciC che fa sT che tutte =ueste cose
dette non si ammucchino all>infinito in una moltitudine amorfa, non si inscrivano in una linearit,
senza fratture, e non scompaiano solo per casuali accidentalit, esterne; ma che si raggruppino in
figure distinte, si compongano le une con le altre secondo molteplici rapporti, si conservino o si
attenuino secondo regolarit, specifiche HAI Gungi dall>essere ciC che unifica tutto ciC che stato
detto in =uel grande mormorio confuso di un discorso mantenuto, esso ciC che differenzia i
discorsi nella loro molteplice esistenza e li specifica nella loro propria durata. HAI 6sso non ha la
pesantezza della tradizione e non costituisce la biblioteca senza tempo nJ luogo di tutte le
biblioteche; ma non nemmeno l>accogliente oblio che apre a ogni nuova parola il campo
d>esercizio della sua libert,; tra la tradizione e l>oblio, esso fa apparire le regole di una pratica che
permette agli enunciati di sussistere e al tempo stesso di modificarsi regolarmente. ? il sistema
generale della formazione e della trasformazione degli enunciati. HAI A laddove il pensiero
antropologico interrogava l>essere dell>uomo o la sua soggettivit,, essa fa brillare l>altro e l>esterno.
"0
HAI -tabilisce che noi siamo differenza, che la nostra ragione la differenza dei discorsi.
Foucault "#$#,"5(O"5)*
".1.8. l>archeologia del sapere. G>aggiornamento, mai concluso, mai integralmente ac=uisito,
dell>archivio costituisce l>orizzonte generale a cui appartengono la descrizione delle formazioni
discorsive, l>analisi delle positivit,, il reperimento del campo enunciativo. +l diritto delle parole M
che non coincide con =uello dei filologi M autorizza dun=ue a dare a tutte =ueste ricerche il titolo di
archeologia. Euesto termine non spinge alla ricerca di nessun inizio; non imparenta l>analisi con
nessuno scavo o sondaggio geologico. 6sso designa il tema generale di una descrizione che
interroga il gi, detto al livello della sua esistenza: della funzione enunciativa che si esercita in lui,
della formazione discorsiva a cui appartiene, del sistema generale di archivio da cui dipende.
G>archeologia descrive i discorsi come delle pratiche specifiche nell>elemento dell>archivio.
Foucault "#$#,"5$*
1.9. il soggetto e l*archeologia del sapere dei discorsi. 9lla radice antropologica del metodo
suggerito e applicato: archivio dell>a priori storico e emersione della differenza.
".#.". una decisione radicale contro la priorit, e l>assoluta autonomia pretesa umanistica* del
soggetto: &isogna sbarazzarsi del soggetto costituente, sbarazzarsi del soggetto stesso, giungere
cio ad un>analisi storica che possa render conto della costituzione del soggetto nella trama storica.
6d =uesto che chiamerei la genealogia, una forma cio di storia che renda conto della costituzione
dei saperi, dei discorsi, dei campi di oggetti, ecc., senza aver bisogno di riferirsi ad un soggetto che
sia trascendente rispetto al campo di avvenimenti che ricopre, nella sua identit, vuota, lungo la
storia. Foucault !ichel "#5" Microfisica del potere. Interventi politici, 6inaudi, 7orino "#55, ""*
9 =ueste osservazioni possono risalire le accuse e l>attribuzione dell>attivit, di Foucault allo
strutturalismo.*
".#.(. le ragioni della critica alla centralit, del soggetto da cui si ricavano le riserve e le critiche di
Foucault nei confronti dello strutturalismo*: -e ho lasciato in sospeso i riferimenti al soggetto
parlante, non stato per scoprire delle leggi di costruzione o delle forme che fossero applicate allo
stesso modo da tutti i soggetti parlanti, non stato per far parlare il grande discorso universale
comune a tutti gli uomini di un>epoca. -i trattava invece di far vedere in che cosa consistessero le
differenze, come fosse possibile che degli uomini, all>interno di una stessa pratica discorsiva,
parlassero di oggetti differenti, avessero delle opinioni opposte, facessero delle scelte
contraddittorie; si trattava anche di far vedere in che cosa si distinguessero le pratiche discorsive le
une dalle altre; insomma non ho voluto escludere il problema del soggetto, ho voluto definire le
posizioni e le funzioni che il soggetto poteva occupare nella diversit, del discorso. Foucault "#$#,
($"*
-i tratta di far apparire le pratiche discorsive nella loro complessit, e nel loro spessore; far vedere
che parlare significa fare =ualcosa, =ualcosa di diverso che esprimere =uello che si pensa, tradurre
=uello che si sa, =ualcosa di diverso anche che far funzionare le strutture di una lingua; far vedere
che aggiungere un enunciato a una serie preesistente di enunciati, significa fare un gesto complicato
e costoso, che implica delle condizioni e non soltanto una situazione, un contesto, dei motivi* e che
comporta delle regole diverse dalle regole logistiche e linguistiche di costruzione*; far vedere che
un cambiamento, nell>ordine del discorso, non presuppone delle idee nuove, un po> d>invenzione
e di creativit,, una mentalit, diversa, ma delle trasformazioni in una pratica, eventualmente in
=uelle che le sono vicine e nella loro articolazione comune. Non ho negato, e me ne guardo bene, la
possibilit, di cambiare il discorso: non ho tolto il diritto esclusivo e istantaneo alla sovranit, del
soggetto. Foucault "#$#,(5(O(5D*
9l cuore dell>umanesimo, la teoria del soggetto nel duplice senso del termine*. Foucault "#5"
Microfisica )#*; Hsoggetto attivo*, soggetto sottomesso* o attivo nella propria sottomissione; =ui lo
stesso uso del temine nella sua ambivalenza e le analisi di 9lthusser e GacanI 6 lo si puC attaccare
in due modi. U liberando dall>assoggettamento la volont, di potere cio a mezzo della lotta politica
presa come lotta di classe*, o attraverso un>impresa di distruzione del soggetto come pseudoO
""
sovrano cio A rottura di tutte le interdizioni e di tutte le chiusure attraverso cui si ricostituisce e si
riproduce l>individualit, normativa*. HAI 9 partire dal diritto romano, =uesta ossatura della nostra
civilt, che gi, una definizione dell>individualit, come sovranit, sottomessa. Foucault "#5"
Microfisica, )#*
3iC che in realt, si verifica, nella apparente* distruzione della soggettivit, di carattere umanistico,
l>accadere della soggettivit, nella rimozione del soggetto come sostanza metafisica. /er cogliere le
strutture occorre dissolvere le unit, metafisiche considerate come antropologicamente operanti nel
reale secondo linearit, e progetto; si tratta di una procedura ampia che fa riferimento all>uomo
liberato da una inefficace assolutezza e definito all>interno delle trame della struttura*, alla storia
senza filosofie della storia ma con rilievo per gli apriori storici, non trascendentali*, alle unit,
sistemiche positive chiuse medicina, psicologia, filosofia, giurisprudenza A evidenziate e aperte in
forza di contraddizioni storiche, fraglie interne, discontinuit,; costituite dai rapporti che sono
esistiti in una certa epoca fra i vari campi della scienza.*
".#.D. tranelli della nostalgia contro lo smarrimento ma si tratta di un rimedio inefficace e nocivo*:
3apisco il disagio di =uelli che la pensano cosT. +ndubbiamente fanno fatica a riconoscere che la
loro storia, la loro economia, le loro pratiche sociali, la lingua che parlano, la mitologia dei loro
antenati, perfino le favole che ascoltavano da bambini, obbediscono a regole che non sono tutte
=uante date alla loro coscienza; per di pi@ non vogliono essere privati di =uel discorso in cui
desiderano poter dire immediatamente, senza distanza, =uello che pensano, credono o immaginano;
preferiscono negare che il discorso sia una pratica complessa e differenziata, soggetta a regole e a
trasformazioni analizzabili, piuttosto che sentirsi privati di =uella tenera certezza, cosT consolante,
di poter cambiare, se non il mondo, se non la vita, almeno il loro senso con la sola freschezza di
una parola che venga soltanto da loro e resti all>infinito il pi@ possibile vicina alla fonte. Foucault
"#$#, (5)*
".#.8. %iflettere sul limite, nel limite, riflettere sugli ambiti e delinearli secondo un rigore che
nulla concede a discorsi di analogie attivate come macchine di sistema. Ge analogie tra ambiti
culturali nascono, spontaneamente e in buona fede, per contenere lo smarrimento di fronte al nuovo
e per avviarne la comprensione, ma finiscono per intraprendere la strada dei legami, delle
dipendenze e delle gerarchie e tendono cosT a trasformare =uella prima strategia di orientamento in
un>arte dei sistemi totali intenzionati a dedurre da principi primi indubitabili ogni particolare reale e
ogni fatto negandone la singolarit,, il carattere di evento e di inizio; =uella che nata come strategia
di orientamento diventa cosT il sistema della riduzione, dell>inclusione, dell>omologazione,
dell>assoggettamento, della negazione di libert,.
%iflettere sul limite disconoscere linearit, ideologiche ed evidenziare di contro le fratture, le
soglie, le mutazioni e le trasformazioni presenti nel sistema stesso. -i tratta di un>attenzione
analitica che mette in luce la natura precaria e ingannevole della linearit, e continuit, che i sistemi
intendono esibire come proprio tratto specifico e prioritario. 4a una simile, analitica e cocciuta,
attenzione alle fratture e ai margini emerge la consapevolezza che il sistema puC esibire una propria
linearit,, coerenza e sistematicit, solo al prezzo di numerose e ricorrenti altrettanto cocciute; ne va
infatti della vita del sistema* negazioni di ciC che non si lascia ricondurre alla logica deduttiva e
architettonica del sistema stesso.
".#.). 'n metodo e un progetto di smontaggio: le riflessioni di metodo sul tema delle continuit, e
delle fratture, delle esclusioni e delle inclusioni delle inclusioni escludenti*, si traduce in un
progetto di chiarificazione e liberazione. Giberare la mente dai vincoli irrigiditi di una tradizione
dogmatica, identitaria, politicamente ispirata alla logica del potere totale panottico* e restituire
invece all>uomo la libert, della ragione, del pensiero e della parola -pinoza*. Giberare l>enunciato
la funzione enunciativa*, l>evento, il fatto singolare sottraendolo alla inclusione codificata di un
=ualsiasi sistema per restituire all>evento il carattere di funzione enunciativa: la funzione di
apparizione e di scoperta di un>esistenza, di un>esistenza specifica Foucault*.
+n sintesi: uno smontaggio delle linearit, che pone in liberazione due processi: le strutture, il
soggetto. Ge strutture diventano possibilit,, il soggetto si dispone in un costituirsi secondo contesti;
"(
l>incontro tra strutture e soggetto possibile solo dallo loro intrinseca liberazione da linearit,
precostituite razionali o storiche*.
".#.$. l>elogio della scrittura: A il personaggio in =uestione, si d, fin dall>inizio alla totalit, del
mondo immaginario possibile e deve =uindi variare =uesto mondo, superarne i limiti, spostarne le
frontiere. Va oltre, proprio mentre credeva di aver gi, immaginato tuttoA Ga scrittura dun=ue
=uesto processo, =uesto momento che ci porta fino a un reale che, a dirla tutta, spinge il reale fino ai
limiti stessi dell>inesistenza. Ga scrittura ciC che permette di spingersi sempre oltre le frontiere
dell>immaginazione. +l principio di realt, o, piuttosto, la scrittura ciC che a forza di spinte
successive sposta il momento della conoscenza oltre l>immaginazione. Ga scrittura ciC che forza a
far lavorare l>immaginazione, introducendo un ritardo nel momento in cui il reale finemente si
sostituir, al principio di realt,. Ga scrittura spinge la realt, fino a divenire irreale =uanto
l>immaginazione. Ga scritturaM ecco la sua prima funzioneM abolisce le frontiere tra realt, e
immaginazione. Ga scrittura esclude la realt,, ecco =uindi che cancella tutti i limiti
dell>immaginario. HAI !a mai la fatica, mai lo sfinimento, mai la morte si affacceranno in =uesto
mondo della scrittura, che precisamente l>elemento che cancella la differenza tra principio di
realt, e principio di piacere. Ga scrittura introduce il desiderio nel mondo della verit,, togliendo a
esso le briglie e i limiti del lecito e dell>illecito, del permesso e del proibito, del morale e
dell>immorale. Ga scrittura introduce il desiderio nello spazio dove tutto il possibile
indefinitamente possibile e illimitato. Foucault !ichel "#50, La Nouvelle ,ustine, ou les Malheurs
de la vertu, in traduzione antologica da la -epubblica, (5 novembre (0"".
".#.5. in generale il ruolo di dissoluzione, apertura e direzione dell>antropologia socialeA di tutte
=uelle scienze sociali che procedono con paziente attenzione descrittiva fenomenologica in uscita
da teorie preconfezionate ma non in uscita da categorie o concetti*.
G>antropologia non mai stata una disciplina nel senso in cui lo stata l>economia per tanto
tempo. !ichel Foucault "##8* termina la propria archeologia delle scienze umane sottolineando
che l>etnologia occupa una posizione privilegiata all>interno di =uelle scienze, perchJ copre tutta
la loro estensione, formando un tesoro inesauribile d>esperienze e di concetti, e soprattutto un
perpetuo principio d>in=uietudine, di problematizzazione, di critica e di contestazione di ciC che
altrove poteva sembrare ac=uisito p. 800*. 6gli definT l>antropologia una controOscienza, non
perchJ sia meno razionale, ma perchJ va nella direzione opposta, tentando continuamente di
smontare le concezioni dell>uomo che le scienze umane, come l>economia, insistono nel creare.
<ann 3hris, <art Weith (0"" .ntropologia economica. Storia, etnografia, critica, 6inaudi, 7orino
(0"", (01*
3onclude Ve.ne, citando Foucault: G>uomo dun=ue non ha mai cessato Kdi costituirsi nella serie
infinita e molteplice delle soggettivit, differenti che non avranno mai fineL A Ve.ne (001, ""5*
(. G>ordine del discorso e procedure di controllo
Foucault !ichel "#50 Lordine del discorso e altri interventi, 6inaudi, 7orino (008
!a che c> dun=ue di tanto pericoloso nel fatto che la gente parla e che i suoi discorsi proliferano
indefinitamenteR 4ov> dun=ue il pericoloR Foucault "#50, 8*
+ =uesiti e i temi: 3ome* entrare nell>ordine del discorso. /rocedure di controllo e di delimitazione
del discorso: esterne e interne. +l discorso con la sua struttura impone un ordine, storicamente
definito e =uindi variabile, per determinarne l>accesso e l>uso. ? una macchina meccanismo*
ordinatrice che assoggetta: crea il soggetto che parla, sottomette il soggetto alle proprie procedure
ordinatrici e selettive. Ga vita individuale, sociale e politica sono definite dal*l>ordine del discorso.
Uccorre definire: che cos>; come opera; a =uali condizioni vi si entra; =uali effetti di
KassoggettamentoL produce.
G>ipotesi di partenza: 6cco l>ipotesi che vorrei avanzare =uesta sera, per fissare il luogo M o forse
il molto provvisorio teatro M del lavoro che faccio: suppongo che in ogni societ, la produzione del
discorso insieme controllata, selezionata, organizzata e distribuita tramite un certo numero di
"D
procedure che hanno la funzione di scongiurarne i poteri e i pericoli, di padroneggiarne l>evento
aleatorio, di schivarne la pesante, temibile materialit,. Foucault "#50, 8*
.e$inizioni preliminari. Euale senso dare alla parola KdiscorsoL nell>analisi di Foucault.
H"I 4efinizione prima. 3osa intende dun=ue Foucault per discorsoR Eualcosa di molto semplice:
la descrizione pi@ precisa, pi@ stringente di una formazione storica nella sua nudit,, la scoperta
della sua estrema e specifica differenza. Ve.ne (001, "(*
H(I 4efinizione seconda, in applicazione storica. +n ogni epoca, i contemporanei si trovano cosT
chiusi all>interno di discorsi come dentro a vasi falsamente trasparenti, ignorando che cosa siano
=uei vasi e perfino che essi esistano. Ge false generalit, e i discorsi variano nel corso del tempo, ma,
in ciascuna epoca, sono considerati veri. 4i modo che la verit, si riduce a dire il vero, a parlare
conformemente a ciC che si riconosce come vero e che un secolo pi@ tardi far, sorridere. HAI Alo
scavo in profondit, del discorso, l>esplicitazione delle differenze ultime tra formazioni storiche,
e, per =uesta via, la fine delle idee generali ancora in vigore. Ve.ne (001, ("*
HDI 4efinizione terza, nella prassi ermeneutica. 6splicitare un discorso, una pratica discorsiva,
significher, interpretare ciC che la gente diceva o faceva, comprendere ciC che i loro gesti, parole e
istituzioni presupponevano: =uello che facciamo in ogni momento =uando ci intendiamo fra noi.
Go strumento di Foucault sar, dun=ue una pratica =uotidiana, l>ermeneutica, la delucidazione del
senso; una pratica =uotidiana che sfugge allo scetticismo, sotto la cui scure cadono le idee generali.
HAI A perchJ Knon c> esperienza che non sia una maniera di pensareL Ve.ne (001, ((, (D*
H8I 4efinizione =uarta, in contesto politico. + discorsi sono le lenti attraverso le =uali, in ogni
epoca, gli uomini hanno visto le cose, hanno pensato e agito; lenti che sono imposte sia ai
dominanti sia ai dominati, non menzogne inventate dai primi per ingannare i secondi e giustificare il
proprio dominio. HAI A il discorso costituisce la specificit,, la singolarit, d>epoca, il colore locale
del dispositivo. HAI Ga verit, di =uesto mondo; prodotta grazie a molteplici vincoli. 6ssa
detiene effetti regolati di potere. Ugni societ, ha il proprio regime di verit,, la propria politica
generale della verit,. HAI +l discorso infatti non sostenuto dalla sola coscienza, ma dalle classi
sociali, dagli interessi economici, dalle norme, dalle istituzioni e dai regolamenti. Ve.ne (001, D)O
8" passim*
H)I 4efinizione =uinta, di carattere storico. 6 dal momento che i discorsi non si succedono secondo
una logica dialettica, non si soppiantano l>un l>altro per buone ragioni e non vengono giudicati da
un tribunale trascendentale, intrattengono fra loro soltanto relazioni di fatto, non di diritto, si
scalzano l>un l>altro, sono estranei e rivali. +l conflitto, e non la ragione, una relazione essenziale
del pensiero. Ve.ne (001, 8D*
H$I 4efinizione sesta, di carattere prospettico trascendentale ma sempre storico. Non siamo in
grado di sapere che cosa sarebbero l>erba, il potere o il sesso fuori dal rivestimento del discorso. ?
impossibile per noi disincagliare disinsabbiare* i fatti dai discorsi che li avvolgono. Non
=uestione nJ di relativismo nJ di storicismo, ma di prospettivismo.
U ancora, per citare =uanto ha scritto Foucault non ricordo pi@ bene dove: non troviamo da nessuna
parte la sessualit, allo stato puro; =uella pianta la troviamo soltanto come pianta coltivata in un
discorso, al tempo stesso prigioniera e carceriera di un dispositivo in cui il discorso immanente,
come una sorta di a priori storico effimero. -iamo evidentemente assai lontani dalle forme a priori
della sensibilit, secondo WantS Euello che voglio arrivare a suggerire che non si puC vedere
=ualcosa senza farsene un>idea. HAI Ga storia del pensiero non rivela in sJ alcuna possibilit, di
momenti trascendentali, cosT come la storia politica e sociale non rivela alcun senso immanenti alla
storia. Ve.ne (001, )5, )#*
2.1. procedure esterne di controllo
(.".". esclusione: +n una societ, come la nostra si conoscono, naturalmente, le procedure
d>esclusione. Ga pi@ evidente, ed anche la pi@ familiare, =uella dell>interdetto. -i sa bene che non
si ha il diritto di dir tutto, che non si puC parlare di tutto in =ualsiasi circostanza, che chiun=ue,
insomma, non puC parlare di =ualun=ue cosa. 7ab@ dell>oggetto, rituale della circostanza, diritto
"8
privilegiato o esclusivo del soggetto che parla: si ha =ui il gioco di tre tipi d>interdetto che si
incrociano, si rafforzano o si compensano, formando un reticolo complesso che non cessa di
modificarsi. NoterC solo che, ai nostri giorni, le regioni in cui il reticolo pi@ fitto, in cui si
moltiplicano le caselle nere, sono le regioni della sessualit, e della politica HAI +l discorso, in
apparenza, ha un bell>essere poca cosa, gli interdetti che lo colpiscono rivelano ben tosto, e assai
rapidamente, il suo legame col desiderio e col potere. 6 non vi nulla di sorprendente in tutto
=uesto: poichJ il discorso M la psicanalisi ce l>ha mostrato M non semplicemente ciC che
manifesta o nasconde* il desiderio; e poichJ M =uesto, la storia non cessa di insegnarcelo M il
discorso non semplicemente ciC che traduce le lotte o i sistemi di dominazione, ma ciC per cui,
attraverso cui, si lotta, il potere di cui si cerca di impadronirsi. Foucault "#50, )*
(.".(. la partizione partage, fare in parti, divisione* e il rigetto segregazione, separazione*. A
/enso alla opposizione tra ragione e follia. 4al profondo del !edioevo il folle colui il cui discorso
non puC circolare come =uello degli altri: capita che la sua parola sia considerata come nulla e senza
effetto, non avendo nJ verit, nJ importanza, non potendo far fede in giustizia, non potendo
autenticare un atto o un contratto, non potendo nemmeno, nel sacrificio della messa, permettere la
transustanziazione e fare del pane un corpo; capita anche, in compenso, che le si attribuiscano,
all>opposto di ogni altra parola, strani poteri, =uello di dire una verit, nascosta, =uello di annunciare
l>avvenire, =uello di vedere del tutto ingenuamente =uel che la saggezza degli altri non puC
scorgere. ? curioso constatare che per secoli in 6uropa la parola del folle o non era intesa, oppure,
se lo era, veniva ascoltata come una parola di verit,. U cadeva nel nulla M rigettata non appena
proferita; oppure vi si decifrava una ragione ingenua o scaltrita, una ragione pi@ ragionevole di
=uella della gente ragionevole. +n ogni modo, esclusa o segretamente investita dalla ragione, in
senso stretto essa non esisteva. Foucault "#50, )O $*
(.".D. l>opposizione vero F falso. Agi, nei poeti greci del V+ secolo, il discorso vero M nel senso
forte e valorizzato del termine M il discorso vero per cui si aveva rispetto e terrore, =uello al =uale
bisognava pur sottomettersi, perchJ regnava, era il discorso pronunciato da chi di diritto, e secondo
il rituale richiesto; HAI 3redo insomma che =uesta volont, di verit,, cosT sorretta da un supporto e
da una distribuzione istituzionali, tenda ad esercitare sugli altri discorsi M parlo sempre della nostra
societ, M una sorta di pressione e =uasi un potere di costrizione. Foucault "#50, 1O #*
2.2. procedure interne di controllo: A poichJ sono i discorsi stessi che esercitano il loro proprio
controllo; procedure che fungono piuttosto da principi di classificazione, d>ordinamento, di
distribuzione, come se si trattasse =uesta volta di padroneggiare un>altra dimensione del discorso:
=uella dell>evento vnement* e del caso. Foucault "#50, ""*
(.(.". il commento: ripresa, citazione, sottolineatura A a dar valore. 9l primo posto, il commento.
HAI narrazioni salienti che si raccontano, si ripetono, si fanno variare; formule, testi, insiemi
ritualizzati di discorsi che si recitano, secondo circostanze ben determinate; cose dette una volta e
che si conservano, perchJ vi si presagisce =ualcosa come un segreto o una ricchezza. Foucault
"#50, ""O"(*
(.(.(. l>autore e l>indagine del suo voler dire: A ciC che scrive e ciC che non scrive, ciC che
delinea, anche a titolo di scarabocchio provvisorio, come abbozzo dell>opera, e ciC che lascer,
cadere come parole =uotidiane, tutto =uesto gioco di differenze prescritto dalla funzione d>autore,
come egli la riceve dalla sua epoca, o come a sua volta la modifica. Foucault "#50, ")*
(.(.D. le discipline, luoghi di regole, di una KpoliziaL discorsiva: A un altro principio di
limitazione HAI in =uanto una disciplina vien definita da un campo d>oggetti, da un insieme di
metodi, da un corpus di proposizioni considerate come vere, da un gioco di regole e di definizioni,
di tecniche e di -trumenti: tutto =uesto costituisce una sorta di sistema anonimo a disposizione di
chi voglia o possa servirsene, senza che il suo senso o la sua validit, siano legati a colui che ne
stato il possibile inventore. Hcome esempioI A a partire dal X+X secolo una proposizione non era
pi@ medica, essa cadeva fuori dalla medicina e assumeva valore di fantasma individuale o di
imagerie popolare se metteva in gioco nozioni ad un tempo metaforiche =ualitative e sostanziali
")
come =uelle di ostruzione, di li=uidi riscaldati o di solidi disseccati* HAI G>esterno di una scienza
pi@ e meno popolato di =uanto non si creda: certo, c> l>esperienza immediata, i temi immaginari
che portano e ripropongono senza posa credenze senza memoria; ma forse non ci sono errori in
senso stretto, poichJ l>errore non puC sorgere ed essere deciso se non all>interno di una pratica
definita; in compenso, si aggirano dei mostri, la cui forma cambia colla storia del sapere. HAI ?
sempre possibile dire il vero nello spazio di una esteriorit, selvaggia; ma non si nel vero se non
ottemperando alle regole di una polizia discorsiva che si deve riattivare in ciascuno dei suoi
discorsi. Ga disciplina un principio di controllo della produzione del discorso. 6ssa gli fissa dei
limiti col gioco d>una identit, che ha la forma di una permanente riattualizzazione delle regole. -i
ha l>abitudine di vedere nella fecondit, d>un autore, nella molteplicit, dei commenti, nello sviluppo
di una disciplina, altrettante infinite risorse per la creazione dei discorsi. Forse; ciC non toglie che
esse restino pur sempre principi di costrizione; ed probabile che non si possa render conto del loro
ruolo positivo e moltiplicatore, se non si prende in considerazione la loro funzione restrittiva e
costrittiva. Foucault "#50, ")O"1*
2.3. rare$azione selezione e %aglio dei soggetti parlanti. 6siste, credo, un terzo gruppo di
procedure che consentono il controllo dei discorsi. Non si tratta =uesta volta di padroneggiare i
poteri ch>essi portano con sJ, ma di scongiurare gli accidenti della loro apparizione; si tratta di
determinare le condizioni della loro messa in opera, di imporre agli individui che li tengono un
certo numero di regole, e di non permettere cosT a tutti di accedervi. %arefazione, =uesta volta, dei
soggetti parlanti; nessuno entrer, nell>ordine del discorso se non soddisfa a certe esigenze o se non
, d>acchito, =ualificato per farlo. /i@ precisamente: tutte le regioni del discorso non sono
egualmente aperte e penetrabili; alcune sono saldamente difese differenziate e differenzianti*,
mentre altre sembrano =uasi aperte ai =uattro venti e poste, senza preliminare restrizione, a
disposizione di ogni soggetto parlante. Hcita l>aneddoto di inizi XV++: solo matematici europei, non
giapponesiI Go scambio e la comunicazione sono figure positive che operano all>interno di sistemi
complessi di restrizione; e non potrebbero di certo funzionare indipendentemente da essi.
Foucault "#50, "#O(0*
(.D.". il rituale: il rituale definisce la =ualificazione che devono possedere gli individui che parlano
e che, nel gioco di un dialogo, dell>interrogazione, della recitazione, devono occupare una certa
posizione e formulare un certo tipo di enunciati*; esso definisce i gesti, i comportamenti, le
circostanze, e tutto l>insieme di segni che devono accompagnare il discorso; esso fissa infine
l>efficacia supposta o imposta delle parole, il loro effetto su coloro cui sono rivolte, i limiti del loro
valore costrittivo. + discorsi religiosi, giudiziari, terapeutici, e in parte anche =uelli politici, non sono
=uasi dissociabili da =uesta utilizzazione di un rituale che determina per i soggetti parlanti sia
propriet, singolari che ruoli convenuti. Foucault "#50, (0* Hvedi 2offmanI
(.D.(. le societ, di discorso: A hanno la funzione di conservare o di proteggere dei discorsi, ma
per farli circolare in uno spazio chiuso, per distribuirli solo secondo regole strette e senza che i
detentori vengano spossessati da =uesta stessa distribuzione. Foucault "#50, (0* Hatenei, circoli,
fondazioni, societ,, gruppi, sette, comunit,AI
(.D.D. le dottrine: Ga dottrina, al contrario Hdelle societ, di discorsoI, tende a diffondersi; e
unicamente mettendo in comune un solo ed identico insieme di discorsi, degli individui, per =uanto
numerosi si immaginino, definiscono la loro reciproca appartenenza. Ga sola condizione richiesta,
apparentemente, il riconoscimento delle stesse verit, e l>accettazione di una certa regola M pi@ o
meno duttile M di conformit, coi discorsi convalidati; HAI l>appartenenza dottrinale mette in causa
sia l>enunciato che il soggetto parlante, e l>uno attraverso l>altro. 6ssa mette in causa il soggetto
parlante attraverso e a partire dall>enunciato, come dimostrano le procedure d>esclusione e i
meccanismi di rigetto che subentrano =uando un soggetto parlante ha formulato uno o pi@ enunciati
inassimilabili; l>eresia e l>ortodossia non dipendono da un>esagerazione fanatica dei meccanismi
dottrinali; esse li concernono fondamentalmente. !a, all>opposto, la dottrina mette in causa gli
enunciati a partire dai soggetti parlanti, nella misura in cui la dottrina vale sempre come segno,
"$
manifestazione e strumento d>una preliminare appartenenza M appartenenza di classe di statuto
sociale o di razza, di nazionalit, o di interesse, di lotta, di rivolta, di resistenza o di accettazione.
Ga dottrina lega gli individui a certi tipi di enunciazioni per legare gli individui tra di loro, e
differenziarli per ciC stesso da tutti gli altri. Ga dottrina effettua un duplice assoggettamento: dei
soggetti parlanti ai discorsi e dei discorsi al gruppo, per lo meno virtuale, degli individui parlanti.
Foucault "#50, ((* -i puC pensare che sia prioritaria l>esigenza di costruire gruppi di discorso,
ambiti di gestione riservata, e di conseguenza sorgono le dottrine e non al contrario: non le dottrine
creano gruppi di discorso, come se esse fossero il soggetto primo di avvio del processo ma
l>urgenza di creare un gruppo di discorso riservato cercane la ragione sociale e politica* crea la
dottrina.
(.D.8. piani di separazione per appropriazione sociale dei discorsi: +nfine, su scala assai pi@ vasta,
bisogna pur riconoscere piani di separazione molto netti in ciC che si potrebbe chiamare
l>appropriazione sociale dei discorsi. G>educazione ha un bell>essere, di diritto, lo strumento grazie
al =uale ogni individuo, in una societ, come la nostra puC accedere a =ualsiasi tipo di discorso; si sa
bene ch>essa segue nella sua distribuzione, in ciC che permette e in ciC che vieta, le linee segnate
dalle distanze, dalle opposizioni e dalle lotte sociali. Ugni sistema di educazione un modo politico
di mantenere o di modificare l>appropriazione dei discorsi, con i saperi ed i poteri ch>essi
comportano. Foucault "#50, ((O(D* 9ppropriazione dei discorsi per aree d>et,, per ambiti di
professione, per appartenenze culturali, per gruppi e clan chiusiA*
2.4. una conclusione come riassunto critico di )ilancio:
(.8.". l>intreccio tra le procedure di controllo e di esclusione: !i rendo ben conto che assai
astratto separare, come ho appena fatto, i rituali della parola, le societ, di discorso, i gruppi
dottrinali e le appropriazioni sociali. 6ssi si legano, per lo pi@, gli uni agli altri e costituiscono come
dei grandi edifici che assicurano la distribuzione dei soggetti parlanti nei vari tipi di discorso e
l>appropriazione dei discorsi da parte di una certa categoria di soggetti. 4iciamo, in una parola, che
son =ueste le grandi procedure d>assoggettamento del discorso. 3os>, dopo tutto, un sistema
d>insegnamento, se non una ritualizzazione della parola; se non una =ualificazione e una
assegnazione di ruoli per i soggetti parlanti; se non la costituzione d>un gruppo dottrinale almeno
diffuso; se non una distribuzione e un>appropriazione del discorso coi suoi poteri e i suoi saperiR
3he cos> la scrittura, se non un simile sistema di assoggettamento, che assume forse forme un
po> diverse, ma le cui grandi scansioni sono analogheR Forse che il sistema giudiziario, forse che il
sistema istituzionale stesso della medicina, sotto certi aspetti almeno, non costituiscono sistemi
simili di assoggettamento del discorsoR Foucault "#50, (D*
(.8.(. il peso della tradizione filosofica in =uesta funzione: come la filosofia abbia concorso a
rafforzare i giochi di limitazioni ed esclusioni del discorso A dal bando espresso nei confronti dei
-ofisti, al privilegio della parola accordata a coloro che sanno o per dono divino o per ricerca
accurata o per capacit, di portare la realt, a concetto, alla condanna dei molti al chiacchiericcio
inconcludente, pieno di balordaggini e di citaticcio, come accade ai prigionieri della caverna
platonica Hva ricordato nella rilettura politica operata da &runo GatourI; sembra che il pensiero
occidentale abbia provveduto che il discorso avesse il minor posto possibile tra il pensiero e la
parola. Foucault "#50, (8* 4i contro al fatto che il discorso ha una sua realt, e una sua funzione
se ne elide la funzione con le motivazioni ricorrenti e ormai familiari citate.
? come se degli interdetti, degli sbarramenti, delle soglie, dei limiti, fossero stati disposti in modo
da padroneggiare, almeno in parte, la grande proliferazione del discorso, in modo da alleggerire la
sua ricchezza della parte pi@ dannosa e da organizzare il suo disordine secondo figure che evitano
=uel che vi di pi@ incontrollabile; come se si fossero voluti cancellare sinanco i segni della sua
irruzione nei giochi del pensiero e della lingua. 3> sicuramente nella nostra societ,, e immagino in
tutte le altre, per =uanto con un profilo e scansioni diverse, una profonda logofobia, una sorta di
sordo timore contro =uesti eventi, contro =uesta massa di cose dette, contro il sorgere di tutti =uesti
enunciati, contro tutto ciC che ci puC essere, in =uesto, di violento, di discontinuo, di battagliero, di
disordinato e di periglioso, contro =uesto brusio incessante e confuso del discorso. 6 se si vuole M
"5
non dico deporre =uesto timore M bensT analizzarlo nelle sue condizioni, nel suo gioco e nei suoi
effetti, occorre, credo, risolversi a tre decisioni alle =uali il nostro pensiero, oggi, resiste un poco, e
che corrispondono ai tre gruppi di funzioni che ho testJ evocati: rimettere in =uestione la nostra
volont, di verit,; restituire al discorso il suo carattere d>evento; toglier via infine la sovranit, del
significante. Foucault "#50, ($* Hin =uesta direzione <abermas, la filosofia analitica, la
sociologia della frame anal.sisI
2.'. la strada per restituire al discorso la sua e$$icacia- (uattro percorsi e esigenze di metodo.
Ail sistema dell>as/0sis, e la parrh0sia, ovvero di tutto ciC che consente di trasformare il logos in
ethos. /ostfazione di !auro &ertani, Foucault "#50, #)*
(.).". 'n principio di rovesciamento innanzitutto: l, dove, secondo la tradizione, si crede di
riconoscere la scaturigine dei discorsi, il principio del loro proliferare e della loro continuit,, nelle
figure che sembrano svolgere un ruolo positivo, come =uella dell>autore, della disciplina, della
volont, di verit,, bisogna piuttosto riconoscere il gioco negativo d>un ritaglio e d>una rarefazione
del discorso. Foucault "#50, ($*
(.).(. 'n principio di discontinuit: il fatto che ci siano sistemi di rarefazione non significa che
sotto di essi, al di l, di essi, possa regnare un gran discorso illimitato, continuo e silenzioso, che
verrebbe ad essere, da essi, represso o rimosso, e che noi avremmo il compito di far sorgere
restituendogli infine la parola. Non bisogna immaginare un non detto o un impensato, che
percorrano il mondo e si intreccino con tutte le sue forme e tutti i suoi eventi, e che si tratterebbe di
articolare o di finalmente pensare. + discorsi devono essere trattati come pratiche discontinue, che si
incrociano, si affiancano talora, ma anche si ignorano o si escludono. Foucault "#50, (5*
(.).D. 'n principio di specificit: non risolvere il discorso in un gioco di significati precostituiti;
non immaginarsi che il mondo ci volga un viso leggibile, che non avremmo pi@ che da decifrare; il
mondo non complice della nostra conoscenza; non esiste una provvidenza prediscorsiva che lo
disponga a nostro favore. Uccorre concepire il discorso come una violenza che noi facciamo alle
cose, in ogni caso come una pratica che imponiamo loro; e proprio in =uesta pratica gli eventi del
discorso trovano il principio della loro regolarit,. Foucault "#50, (5*
(.).8. Euarta regola, =uella dell>esteriorit: non andare dal discorso verso il suo nucleo interno e
nascosto, verso il cuore di un pensiero o di un significato che si manifesterebbero in esso; ma, a
partire dal discorso stesso, dalla sua apparizione, e dalla sua regolarit,, andare verso le sue
condizioni esterne di possibilit,, verso ciC che d, luogo alla serie aleatoria di =uegli eventi e che ne
fissa i limiti.
Euattro nozioni devono dun=ue servire da principio regolativo alla analisi: =uella di evento, =uella
di serie, =uella di regolarit,, =uella di condizione di possibilit,. HAI A=ualcosa come un piccolo e
forse odioso* macchinario che consente di introdurre alla radice stessa del pensiero, il caso, il
discontinuo e la materialit. 7riplice pericolo che una certa forma di storia cerca di scongiurare
raccontando lo svolgimento continuo d>una necessit, ideale. 7re nozioni che dovrebbero consentire
di legare alla pratica degli storici la storia dei sistemi di pensiero. Foucault "#50, (5O(1, D0*
2.6. de$inire pi/ speci$icamente un cammino attra%erso la pre$igurazione !aperta al con$ronto0
dei suoi esiti. -eguendo =uesti principi e riportandomi a =uest>orizzonte, le analisi che mi
propongo di condurre si dispongono secondo due insiemi.
(.$.". 4a una parte l>insieme critico che mette in opera il principio del rovesciamento:
(.$.".". cercare di individuare le forme dell>esclusione, della limitazione, dell>appropriazione di cui
parlavo poc>anzi;
(.$.".(. mostrare come si sono elaborate, in risposta a =uali bisogni, come si sono modificate e
spostate, =uale costrizione hanno effettivamente esercitato, in che misura sono state aggirate.
(.$.(. 4>altra parte, l>insieme genealogico che mette in opera gli altri tre principi:
(.$.(.". come si sono formate, attraverso, a dispetto o coll>appoggio di tali sistemi di costrizione,
delle serie di discorsi;
"1
(.$.(.(. =uale stata la norma specifica di ciascuna, e
(.$.(.D. =uali sono state le loro condizioni di apparizione, di crescita, di variazione. Foucault
"#50, D"OD(*
6sempi e campi di applicazione e ricerca: la partizione tra follia e ragione all>epoca classica; la
sessualit, dal XV+ al X+X secoloA; la storia della medicina dal XV+ al X+X secolo.
'n>avvertenza A non ci sono, da una parte, le forme del rigetto, dell>esclusione, del
raggruppamento o dell>attribuzione, e, dall>altra, a un livello pi@ profondo lo sgorgare spontaneo dei
discorsi, che, subito prima o subito dopo la loro manifestazione, si trovano sottoposte alla selezione
e al controllo. Ga formazione regolare del discorso puC integrare, in certe condizioni e fino a un
certo punto, le procedure di controllo =uel che succede, per esempio, =uando una disciplina
assume forma e statuto di discorso scientifico*; e inversamente le figure del controllo possono
prender corpo all>interno di una formazione discorsiva cosT la critica letteraria come discorso
costitutivo dell>autore*: cosicchJ ogni compito critico, mettendo in =uestione le istanze di controllo,
deve di certo analizzare nello stesso tempo le regolarit, discorsive attraverso cui esse si formano; e
ogni descrizione genealogica deve prendere in considerazione i limiti che operano nelle formazioni
reali. 7ra l>impresa critica e =uella genealogica la differenza non tanto di oggetto o di ambito,
=uanto di punto d>attacco, di prospettiva e di delimitazione. Foucault "#50, D8*
D. Ga riflessione politica, nello specifico: ambiti, genealogie e forme
7ornando alle paure iniziali per rilanciare il tema della riflessione politica. 3he paura =uesta che
vi fa rispondere in termini di coscienza =uando vi si parla di una pratica, delle sue condizioni, delle
sue regole, delle sue trasformazioni storicheR 3he paura =uesta che vi fa cercare, al di l, di tutti i
confini, le fratture, le scosse, le scansioni, il grande destino storicoOtrascendentale dell>UccidenteR
/enso che a =uesta domanda non ci possa essere altra risposta che =uella politica. Foucault "#$#,
(5D*.
Ga logica del potere e gli ambiti. Non si tratta di fornire un modello propositivo o correttivo*;
Foucault svolge un>analisi degli ambiti del potere studiandone le genealogie e descrivendo le forme
multiple e convergenti* di esercizio del potere sul e nel sociale. Euello di Foucault un pensiero
che attraverser, una serie di campi e di oggetti cosT eterogenei da non aver avuto eguali nella storia
intellettuale del secolo appena trascorso M dalle teorie penali alle istituzioni punitive, dal discorso
psichiatrico al discorso storicoOpolitico della guerra, dalle discipline al biopotere, dal pastorato
cristiano al liberalismo, dal problema del governo di sJ e degli altri a =uello dell>epimeleia heautou
M ma di cui non verr, mai smarrita l>unit, problematica. Foucault "#50, 5$ /ostfazione di !auro
&ertani*
3.1. storia della $ollia: Foucault !ichel "#5( Storia della follia nellet classica, %izzoli, !ilano
"#18
D.".". G>'manesimo scopre culturalmente la follia e la elogia, ma contemporaneamente l>et,
moderna avvia il processo della sua esclusione, messa ai margini, internamento. + meccanismi
dell>esclusione sociale che si applicavano alla lebbra prima, alle malattie veneree dopo, si
riferiscono ora alla follia e, vista la sua vaghezza come diagnosi, =uesta attenzione diventa il
contesto per infierire sul vasto mondo delle povert, sociali, lette sempre pi@ come segno di vizi e di
colpe.
-parita la lebbra, cancellato o =uasi il lebbroso dalle memorie, resteranno =ueste strutture. -pesso
negli stessi luoghi, due o tre secoli pi@ tardi, si ritroveranno stranamente simili gli stessi meccanismi
di esclusione. /overi, vagabondi, corrigendi e Nteste pazzeN riassumeranno la parte abbandonata dal
lebbroso e vedremo =uale salvezza ci si aspetta da =uesta esclusione, per essi e per =uelli stessi che
li escludono. 3on un senso tutto nuovo e in una cultura molto differente, le forme resisteranno:
soprattutto =uella importante di una separazione rigorosa che esclusione sociale ma reintegrazione
spirituale. Foucault "#5(, "5*
"#
D.".(. ? la fine progressiva della polivalenza che la follia rivestiva e continuer, a rivestire in alcuni
contesti culturali e KvolgariL*. 7raccia e segno del divino nell>uomo come nei mistici e nelle loro
estasi*, festa, liberazione, coraggio del vero e della denuncia, semplicit,, illusione che consola e
cura attraverso la dimenticanza, movimento oltre l>ovvio, supersignificazione, sogno e visioniA la
follia diventa accecamento senza scampo, perdita di razionalit,, uscita dall>umanit,, il folle la
sagoma ridicola e tragica del grullo, dello sciocco posto al margine del sociale, delle sue cerimonie,
dei suoi riti. 'n irrisolto intreccio la follia ciC che ci libera e ciC da cui ci dobbiamo liberare*
ora fatto clinico messo a margine e consegnato alle camicie di forza fisiche e chimiche il folle
legato e sedato* della marginalizzazione e della detenzione.
+l fatto che essa simbolizza tutta un>in=uietudine, apparsa improvvisamente all>orizzonte della
cultura europea verso la fine del !edioevo. Ga follia e il folle diventano personaggi importanti nella
loro ambiguit,: minaccia e derisione, vertiginosa irragionevolezza del mondo, e meschino ridicolo
degli uomini. 7roviamo dapprima tutta una letteratura di racconti e di favole morali. Ga sua origine
indubbiamente molto remota. !a alla fine del !edioevo essa prende un>ampiezza considerevole:
lunga serie di NfollieN che, stigmatizzando come per il passato i vizi e i difetti, li collegano tutti non
pi@ all>orgoglio, non pi@ all>assenza di carit,, non pi@ all>oblio delle virt@ cristiane, ma a una specie
di grande irragionevolezza della =uale nessuno veramente responsabile, ma che trascina tutti
=uanti con una segreta compiacenza . Ga denuncia della follia diventa la forma generale della
critica. Nelle farse e nelle soties il personaggio del Folle, del 2rullo, o dello -ciocco, prende sempre
maggiore importanza. Non pi@ soltanto la sagoma ridicola e familiare che resta ai margini: occupa
il centro del teatro, come colui che detiene la verit,, interpretando cosT la parte complementare e
inversa di =uella che interpretata dalla follia nei racconti e nelle satire. -e la follia trascina ognuno
in un accecamento senza scampo, il folle al contrario ricorda a ciascuno la sua verit,; nella
commedia dove ognuno inganna gli altri e gabba se stesso, egli rappresenta la commedia nel suo
secondo stadio, l>inganno dell>inganno; egli dice, col suo linguaggio da grullo e che non ha aspetto
di ragione, le parole della ragione che sciolgono nel comico la commedia: egli dice l>amore agli
innamorati , la verit, della vita ai giovani, la mediocre realt, delle cose agli orgogliosi, agli insolenti
e ai bugiardi. /erfino le vecchie feste dei pazzi, in cosT grande onore in Fiandra e nel Nord
dell>6uropa, prendono posto sul teatro e organizzano in critica sociale e morale ciC che poteva
esserci in esse di parodia religiosa spontanea. Foucault "#5(, ($O(1*
D.".D. la storia della follia una particolare storia della medicina. Ga medicina la psicologia, la
psichiatria* definisce se stessa, formula diagnosi e terapie al seguito dei meccanismi sociali e
politici dell>esclusione, dell>inserimento escludente; =uelle diagnosi e =uella terapia sono la storia
della nascita della follia o di come ti invento medicalmente il folle; una storia in cui vengono a
stretta vicinanza i processi di diagnosi e cura, i meccanismi di emarginazione, di controllo culturale
e di normalizzazione del pensiero e delle identit,.
!a, prima di essere un concetto medico, la follia rappresenta in una societ, una certa modalit, di
separazione tra gli individui, una esclusione che possiede i suoi criteri, i suoi riti e le sue sanzioni.
Ga medicina interviene solo in un secondo momento per giustificare, spiegare, ed eventualmente
rettificare gli effetti di =uesta separazione. ? stato dun=ue necessario ricercare in che modo,
nell>epoca classica, si scoprivano e si riconoscevano i folli, =uali erano il loro statuto, il loro regime,
le loro istituzioni. 2li archivi della polizia e delle case d>internamento, le regolamentazioni legali o
consuetudinarie, gli atti di giustizia hanno fornito all>autore le sue fonti. <a studiato gli imperativi
economici e sociali a cui rispondeva l>internamento, dal momento che a fianco dei malati di
mente, e al loro stesso titolo, venivano messi i disoccupati, gli oziosi, i vecchi indigenti; le case
d>internamento mostravano in che modo la societ, classificava, sottoponeva a costrizione,
reprimeva e curava. 'na storia del pensiero cosT concepita ha per materiali principali gli archivi
anzichJ i testi, le istituzioni e le tecniche piuttosto che le teorie. %elazione di Bules Vuillemin
"#50 al 3ollge de France, per la creazione di una cattedra di -toria dei -istemi di pensiero; in
Foucault "#50, $(*
(0
D.".8. G>intervento politico medico in un ossimoro funzionale almeno politicamente, si pensa*: un
internamento redentivo; =uindi una redenzione e rieducazione che esclude e annulla passa
attraverso l>annullamento della soggettivit, definita folle*; la storia della cura,
dell>addomesticamento, dell>internamento, dell>esclusione del folle anche sempre la storia di una
intolleranza declinata in molti altri ambiti culturale, religiosa, politica, sessuale*.
+l ruolo repressivo dell>ospedale psichiatrico noto: vi si rinchiude la gente e la si consegna a una
terapeutica M chimica o psicologica M sulla =uale non hanno nessuna presa, o ad una nonO
terapeutica che la camicia di forza. !a la psichiatria spinge le sue ramificazioni ben oltre: la si
ritrova nelle assistenti sociali, negli orientatori professionali, negli psicologi scolastici, nei medici
che fanno la psichiatria di settore M tutta =uesta psichiatria della vita =uotidiana che costituisce una
sorta di terzo ordine della repressione e della polizia. Euest>infiltrazione si estende nelle nostre
societ, senza contare l>influenza degli psichiatri che attraverso la stampa diffondono i loro consigli.
Ga psicopatologia della vita =uotidiana rivela forse l>inconscio del desiderio; la psichiatrizzazione
della vita =uotidiana, se la si esaminasse da vicino, rivelerebbe probabilmente l>invisibile del
potere. Foucault "#5" Microfisica, $)*
AFoucault affronta soprattutto la formazione del manicomio come struttura terapeutica. HAI -ullo
sfondo di tali analisi, tuttavia, la cura di Foucault soprattutto di mostrare come, attraverso una
serie di pratiche che vanno dalla procedura dell>interrogatorio alla presentazione dei malati, si sia
costituito un discorso di verit, che ha fatto della psichiatria un formidabile agente di
intensificazione del reale, preposto all>allestimento e al controllo di forme di identit, e di
individualit, che sono ancora le nostre, come ad esempio avvenuto a partire dal momento in cui
attraverso l>allestimento dell>interrogatorio la psichiatria ha predisposto una modalit,
straordinariamente efficace per fissare l>individuo alla norma della sua identit,, tanto sociale
=uanto, eventualmente, patologica. +l corso in =uestione si iscrive pertanto, a pieno diritto, nel
progetto di una storia della verit, che abbiamo =ui assunto come la linea profonda ed essenziale
dell>intero tragitto foucaultiano. !auro &ertani, /ostfazione a Foucault "#50, 18O1)* 'na terapia
che definisce, riconduce e inchioda il soggetto a tipologie teoreticamente costruite in forme di
modelli identitari socialmente condivisi e definiti normali Q normativi.
D.".). Follia, internamento e povert, abbinata alla povert,, calvinisticamente colpevole, nuovo
volto, giudizio, considerazione e trattamento della follia*.
Usserva di 9ntonio /ascale: Foucault ci ricorda che il grande internamento, cominciato in epoca
classica con la costruzione dell><ospital 2eneral di /arigi, trovC la sua ragione, la sua spinta, la sua
molla proprio tra poveri. Ga povert,, spogliata dal suo significato mistico che il gesto individuale le
aveva conferito, diventC, complici anche gli influssi calvinisti la povert, una colpa*, un affare di
polizia. G>et, classica cominciC a percepire la follia nell>orizzonte sociale della povert,,
dell>incapacit, al lavoro, dell>incapacit, di integrarsi in gruppo Foucault, Storia della follia
nellet classica*. Ga massa in=uietante F di poveri e malati che occupavano mendicando le strade
di /arigi F venne rinchiusa. !a non finT con il semplice internamento. 'n>ossessione, o forse un
sogno, animC i padri fondatori delle case di accoglienza: =uello di correggere lo spirito e la
coscienza dei poveri internati. +l direttore della casa di internamento di 9mburgo detta le sue regole:
il direttore deve vigilare che tutti coloro che sono nella casa adempiano al loro dovere religioso e ne
siano istruitiA deve aver cura di istruire i ragazzi alla religione. !a non solo le case di stato
laiche* furono mosse da =uesti precetti, anche le case cattoliche seguirono le stesse impronte,
marcando perC, la componente religiosa; l>Upera di san Vincenzo de> /aoli ce ne fornisce un
esempio: il fine principale per cui si consentito a ritirare =ui delle persone, lontane dal frastuono
del gran mondo, e le si fatte entrare in =uesta solitudine in =ualit, di pensionati, era =uello di
salvarle dalla schiavit@ del peccato, di impedir loro di essere dannate in eterno e fornire loro il modo
di gioire in =uesta vita e in =uell>altra; esse faranno il possibile per adorare in =uesto la divina
provvidenza. 9ncora Foucault: -i tratta =uindi di liberare da un mondo che non , per loro
debolezza, che un invito al peccato, richiamarli a una solitudine nella =uale non avranno che i loro
angeli custodi incarnati nella presenza =uotidiana dei loro sorveglianti: costoro, effettivamente
("
rendano loro gli stessi buoni servizi degli invisibili angeli custodi: e cio istruirli, consolarli e
procurare loro salvezza. Nelle 3ase della 3arit, ci si adopera con la pi@ grande cura a mettere
ordine in tal modo nella vita e nelle coscienze, e lungo tutto il secolo XV+++ apparir, sempre pi@
chiaramente che =uesta la vera ragione dell>internamento. "# dicembre (0"", pubblicato da
minimaetmoralia, un blog culturale di minimum faY*
3.2. sor%egliare e punire: il corpo del reo, il sistema carcerario.
Foucault !ichel "#5) Sorvegliare e punire. Nascita della prigione, 6inaudi, 7orino "##D
'na doppia corporeit, alla radice del concetto moderno di sovranit,: il corpo del re, il corpo del
reo; altrimenti detto: il politico moderno* si incarna in una doppia corporeit,: il corpo del re, il
corpo del reo. 6ntrambi vanno esibiti solo* in contesti rituali codificati. %iti e cerimonie prefissate
e ricorrenti attribuiscono ai due corpi la funzione di manifestare, fondare, confermare e celebrare in
forme fisiche, tra di loro estreme ma convergenti, la sovranit, dello stato. +l corpo del re, consacrato
e accuratamente agghindato come da tradizione il re non puC essere nudo SS, potrebbe avere il
Kculo flaccidoL H!inettiI, entrare a far parte della pi@ volgare comicit,*, mostrato nei luoghi vari
delle contemporanee epifanie reali o virtuali, ufficiali o di piazza*, celebra, manifesta e impone il
potere, lo ostende al pubblico riconoscimento e omaggio e alla pubblica venerazione. +l corpo del
reo, del condannato, esibito nelle forme della cattura con stigma di riconoscimento e di esclusione,
in manette e tra le Kforze dell>ordineL*, del degrado e dell>umiliazione un tempo nelle forme degli
stracci, della sofferenza e delle punizioni progressivamente letali, dell>esecuzione pubblica della
condanna a morte*, esposto alla gogna e al pubblico ludibrio, insulto, linciaggio, celebra la forza e
la superiorit, indiscussa del potere, il suo potere sulla vita, il suo trasformarsi in biopolitica. !a, in
tutti e due i casi il potere che si espone va incontro anche ai rischi e alle reazioni imprevedibili, non
scontate, di un contropotere sociale, per ora sottomesso, vinto e =uindi anche minacciato, ma non
sconfitto, non inesistente; e non si tratta di un rischio ipotetico o irreale: Ura a =uesto punto che
il popolo, attirato ad uno spettacolo fatto per terrorizzarlo, puC coagulare il suo rifiuto del potere
punitivo, e talvolta la sua rivolta. +mpedire un>esecuzione ritenuta ingiusta, strappare un condannato
dalle mani del boia, inseguire eventualmente e assalire gli esecutori, maledire in ogni caso i giudici
e schiamazzare contro la sentenza, tutto ciC fa parte di consuetudini popolari che investono,
travisano, scompigliano sovente il rituale dei supplizi. Foucault "#5), $8*
4un=ue l>intreccio carcere e potere va oltre una semplice funzione di stabilit, e di ordine svolta
dallo -tato; la definizione e, soprattutto, la gestione di un sistema penale diventa la sede reale per
cogliere come lo -tato inventa, costruisce, legittima se stesso in =uanto istituzione sovrana
attraverso la costruzione del reo, il sistema punitivo e i riti della sua condanne ed eliminazione o
marginalizzazione, le forme e il ruolo della detenzione carceraria. Nel corpo del condannato,
contraltare del corpo del re, l>intero sistema politico, nella sua versione penale, che prende forma
e si manifesta nei suoi fondamenti, valori, istituzioni e tecniche di affermazione di sJ. 4un=ue
anche il doppio corpo del condannato, come i due corpi del re: =uello fisico, =uello che fisicizza il
sistema penale, il diritto nella sua veste o versione esplicitamente punitiva.
D.(.". G>et, moderna ha eliminato lo spettacolo della gogna e delle esecuzioni capitali e perchJ*.
A ? scomparso il corpo come principale bersaglio della repressione penale. 7ra la fine del secolo
XV+++ e l>inizio del X+X, la lugubre festa punitiva si va spegnendo. +n =uesta trasformazione si sono
combinati due processi. Non hanno seguito la medesima cronologia, nJ hanno avuto le medesime
ragioni d>essere. 4a un lato la scomparsa dello spettacolo della punizione: il cerimoniale della pena
tende ad entrare nell>ombra, per non essere altro che un nuovo atto procedurale o amministrativo.
Ga punizione cessa, poco a poco, di essere uno spettacolo. 6 tutto ciC che poteva comportare di
esibizione si trover, ormai ad essere segnato da un indice negativo. 3ome se le funzioni della
cerimonia penale cessassero poco a poco di essere comprensibili, =uel rito che concludeva il
crimine viene sospettato di mantenere con =uesto losche parentele: di eguagliarlo, se non
sorpassarlo, nell>essenza selvaggia, di abituare gli spettatori a una ferocia da cui si voleva invece
distoglierli, di mostrar loro la fre=uenza dei crimini, di far rassomigliare il boia a un criminale e i
((
giudici ad assassini, di invertire all>ultimo momento i ruoli, di fare del suppliziato un oggetto di
piet, o di ammirazione. &eccaria l>aveva detto molto presto: G>assassinio, che ci viene presentato
come un crimine orribile, noi lo vediamo commettere freddamente, senza rimorsi. H3. &eccaria,
1rattato dei delitti e delle peneI G>esecuzione pubblica viene percepita come un torbido focolaio,
dove la violenza si riaccende. Ga punizione tender, dun=ue a divenire la parte pi@ nascosta del
processo penale. HAI A la sua efficacia deve derivare dalla sua fatalit,, non dalla sua intensit,
visibile. Ga certezza di essere puniti: =uesto, e non pi@ l>obbrobriosa presentazione, deve tener
lontani dal delitto. HAI A si entra nell>et, della sobriet, punitiva. Foucault "#5), "0O"","5*
D.(.(. con =uali effetti, =uando Ga punizione tender, dun=ue a divenire la parte pi@ nascosta del
processo penale. R
-e non pi@ al corpo che si rivolge la pena nelle sue forme pi@ severe, su che cosa allora stabilisce
la sua presaR Ga risposta dei teorici M =uelli che aprono, verso il "5$0, un periodo non ancora
chiuso M semplice, =uasi evidente, sembra scritta nella domanda stessa. Non pi@ il corpo,
l>anima. 9lla espiazione che strazia il corpo, deve succedere un castigo che agisca in profondit, sul
cuore, il pensiero, la volont,, la disponibilit,. 'na volta per tutte, !abl. ha formulato il principio:
K3he il castigo, se cosT posso dire, colpisca l>anima, non il corpoL. Foucault "#5), "#*
G>uomo di cui ci parlano e che siamo invitati a liberare gi, in se stesso l>effetto di un
assoggettamento ben pi@ profondo di lui. 'n>anima lo abita e lo conduce all>esistenza, che essa
stessa un elemento della signoria che il potere esercita sul corpo. G>anima, effetto e strumento di una
anatomia politica; l>anima, prigione del corpo. Foucault "#5), DD* 4un=ue il sistema di
sorveglianza e di punizione si sposta dal corpo all>anima, alla mente A attraverso la mente si
ripercuote sul corpo: l>anima diventa carcere del corpo, in ribaltamento del vecchio topos platonico.
D.(.D. per =uali scopi e con =uali mezziR
Ga relativa stabilit, della legge ha coperto tutto un gioco di sottili e rapidi mutamenti. -otto il
nome di crimini e di delitti, vero, si giudicano sempre oggetti giuridici definiti dal codice, ma,
nello stesso tempo, si giudicano istinti, passioni, anomalie, infermit,, disadattamenti, effetti
dell>ambiente o della eredit,; si puniscono delle aggressioni, ma attraverso =ueste delle
aggressivit,; degli stupri, ma nello stesso tempo delle perversioni; degli assassini che sono anche
pulsioni e desideri. -i dir,: non sono =uesti ad essere giudicati; se li si invoca per chiarire i fatti da
giudicare e per determinare a =ual punto era implicata nel crimine la volont, del soggetto. %isposta
insufficiente. /oichJ sono esse, =ueste ombre che stanno dietro gli elementi della causa giuridica, ad
essere in realt, giudicate e punite. HAI !a una cosa singolare nella giustizia penale moderna: se
essa si carica di tanti elementi eYtragiuridici, non per poterli =ualificare giuridicamente ed
integrarli poco a poco nello stretto potere di punire: al contrario per poterli far funzionare
all>interno dell>operazione penale come elementi non giuridici; per evitare a =uesta operazione di
essere puramente e semplicemente punizione legale; per discolpare il giudice dall>essere
puramente e semplicemente colui che castigaA Foucault "#5), (0, ()*
D.(.8. dal nuovo sistema penale la biopolitica. Ga complessa attrezzatura di controllo per una
giustizia che si prefigge di non limitarsi a condannare e punire incarcerando, infierendo sul corpo,
ma giudica e programma un percorso rieducativo globale il luogo in cui si attua una attribuzione
al politico di un intero processo personale: la politica come strategia di dominio senza possesso,
senza propriet,, nel formale rispetto delle tradizioni liberali. Euesta puC considerarsi la definizione
che Foucault d, di una contemporanea, democratica, situazione politicaA =ui puC inserirsi il
concetto di biopolitica come riassuntivo delle due fasi di KassoggettamentoL, del corpo e dell>anima,
in atto nel sistema punitivo carcerario come sede e luogo non solo metaforico del potere politico
complessivo o generale o come sistema.
9lla fine, ciC che si cerca di ricostruire in =uesta tecnica di correzione non tanto il soggetto di
diritto, che si trova preso negli interessi fondamentali del patto sociale, =uanto il soggetto
obbediente l>individuo assoggettato a certe abitudini, regole, ordini, un>autorit, che si esercita
continuamente intorno a lui e su di lui e ch>egli deve lasciar funzionare automaticamente in lui. 4ue
modi dun=ue ben distinti di reagire all>infrazione: ricostruire il soggetto giuridico del patto sociale
(D
M o formare un soggetto obbediente, piegato alla forma, generale e meticolosa insieme, di un
=ualun=ue potere. 7utto ciC non costituirebbe forse altro che una differenza essenzialmente
speculativa M poichJ in entrambi i casi si tratta di formare degli individui sottomessi. Foucault
"#5), "8"*
<a mai letto un testo d>un criminologoR 3> di che restare senza fiato. 6 lo dico con stupore, non
con aggressivit,, perchJ non riesco a capire come =uesto discorso della criminologia sia potuto
restar tale. -i ha l>impressione che il discorso della criminologia abbia una tale utilit,, sia richiesto
con tanta forza e reso cosT necessario dal funzionamento del sistema, che non ha avuto nemmeno
bisogno di darsi una giustificazione teorica, o anche semplicemente una coerenza o un>armatura. ?
interamente utilitario. 6 credo che ci si debba chiedere perchJ un discorso dotto sia stato reso cosT
indispensabile dal funzionamento del sistema penale nel X+X secolo. ? stato reso necessario da
=uest>alibi, che funziona dal XV+++ secolo, che se s>impone una punizione a =ualcuno non per
punirlo di =uel che ha fatto, ma per trasformare la sua natura. 3onversazione sulla prigione: il
libro e il suo metodo. +n Foucault "#5" Microfisica,"(#*
D.(.). Euando i prigionieri si son messi a parlare, avevano una loro teoria della prigione, della
penalit,, della giustizia. Euesta specie di discorso contro il potere, =uesto controdiscorso fatto dai
prigionieri o da =uelli che son chiamati delin=uenti, =uesto che conta, e non una teoria sulla
delin=uenza. HAI Non forse perchJ in generale il sistema penale la forma in cui il potere come
tale si mostra nel modo pi@ chiaroR HAI Ga prigione il solo luogo in cui il potere puC manifestarsi
allo stato bruto, nelle sue dimensioni pi@ eccessive, e giustificarsi come potere morale. H...I ? =uesto
che affascinante nelle prigioni, che il potere per una volta non si nasconde, non si maschera, si
mostra come tirannia spinta nei pi@ intimi dettagli, cinicamente, e nello stesso tempo puro,
interamente giustificato perchJ puC formularsi interamente all>interno di una morale che in=uadra
il suo esercizio: la sua tirannia bruta appare allora come dominazione serena del &ene sul !ale,
dell>ordine sul disordine. 3onversazione tra !ichel Foucault e 2illes 4eleuze, in Foucault "#5"
Microfisica, """O""(*
3.3. storia della sessualit
D.D.". il progetto di una -toria delle sessualit, nell>impostazione della .rcheologia del sapere.
'n>opera incompiuta* articolata in tre volumi: La volont di sapere "#5$, Luso dei piaceri "#18 e
La cura di s =ui le lezioni al 3ollge de France*.
Ge componenti del percorso: H".I nell>analisi del sistema di interdetto di linguaggio relativo alla
sessualit, dal Yvi al YiY secolo una prima modalit, di realizzazione della parte critica del progetto
di descrizione archeologica, volto a mostrare come tale interdetto si sia spostato e riarticolato da
una pratica della confessione, sino alla sua riapparizione nel campo della medicina e della
psichiatria. H(.I nel sapere relativo all>ereditariet, e nella costituzione della genetica il campo di
applicazione del modello d>analisi sopra ricordato, e destinato a dar luogo a una serie di sondaggi
genealogici che lo condurranno, via la presa in conto del problema dell>apparizione dell>igiene
razziale, all>elaborazione del concetto di biopotere. HDI nel sapere politico Ala pratica
discorsiva determinata e descrivibile che permea un sapere inteso non pi@ come una secondaria
teorizzazione della pratica, ma nemmeno come una applicazione della teoria, bensT come il
luogo in cui vengono elaborati, ed eventualmente messi in atto, dei comportamenti, delle lotte, dei
conflitti, delle decisioni e delle tattiche. H8.I l>analisi del potere, e poi della governativit,, in
termini di forze, con punti di applicazione e di resistenza, di scontro, di affrontamento e di possibile
affrancamento. H)I la sessualit, M il dispositivo di sessualit,, come verr, chiamato ne La volont di
sapere M si trova iscritta da gran tempo, dun=ue, negli arcana conscientiae, e proprio intorno ad
essa si annoder, inoltre la biopolitica dei moderni stati nazionali corso del "#5$*. H$I la storia del
pastorato, assunto come modello e matrice del governo degli uomini e iscritto nella pi@ generale
storia delle arti di governo corsi del "#55O"#51 e del "#51O "#5#*. 4efinito il governo come
l>insieme delle tecniche destinate a dirigere il comportamento degli uomini e a guidare gli
individui nel corso di tutta la loro vita, una volta che li si posti sotto l>autorit, di una guida
(8
responsabile di ciC che fanno e di ciC che accade loro, Foucault puC cominciare ad abbandonare le
analisi del dressage Hindirizzare, raddrizzare, abituare a regolarit,, disporre con regolarit,I e delle
pratiche di disciplinamento che trovavano nei corpi e nei gesti il loro oggetto ed il loro campo
d>applicazione. 9l loro posto vediamo emergere progressivamente, come posta in gioco della
governativit,, i soggetti in =uanto tali, i loro pensieri, le loro condotte, destinati ad essere esaminati
tanto sul versante dei processi di oggettivazione che li investiranno, =uanto su =uello delle virtualit,
di soggettivazione e di possibilit, di un>arte di vivere che lasciano intravedere. -ullo sfondo, eredit,
che resta ancor oggi in buona parte inesplorata, il problema del biopotere, ovvero l>emergere del
problema della regolazione e della sicurezza di una societ,, del controllo di un territorio, della
gestione della vita di una popolazione, e infine della fabbricazione di un soggetto di soggetti* di
ragione, da parte di un potere dotato di tecniche, di regole e di un regime di razionalit, specifici .
Foucault "#50, 5#O10, 11: /ostfazione di !auro &ertani*.
+n =uesto contesto l>analisi dell>9rcheologia nella Storia della sessualit diventa fenomenologia di
scoperta e descrizione e mostra come si traduce e organizza in discorso, in Ksistema di divieti e di
valoriL. -i prenda, ad esempio, una descrizione della sessualit,. HAI A invece di descrivere che
cosa abbiano potuto pensare gli uomini della sessualit, =uale interpretazione religiosa ne davano,
=uale valorizzazione o =uale biasimo riversavano su di essa, =uali conflitti di opinioni o di morali
essa poteva suscitare*, ci si domanderebbe se, in =uei comportamenti, come pure in =uelle
rappresentazioni, non si trovasse implicata tutta una pratica discorsiva; se la sessualit,, al di fuori di
ogni orientamento verso un discorso scientifico, non fosse un insieme di oggetti di cui si puC parlare
o di cui vietato parlare*, un campo di possibili enunciazioni sia che si tratti di espressioni liriche
sia che si tratti di prescrizioni giuridiche*, un insieme di concetti che si possono indubbiamente
presentare nella forma elementare di nozioni o di temi*, un ventaglio di scelte che puC apparire
nella coerenza dei comportamenti o in sistemi di prescrizioni*. H=ui l>applicazione dei =uattro
passaggi strutturali, presentati nella prima sezione dell>Urdine del discorsoI. 'na siffatta
archeologia, se riuscisse nel suo intento, mostrerebbe come i divieti, le esclusioni, i limiti, le
valorizzazioni, le libert,, le trasgressioni della sessualit,, tutte le sue manifestazioni, verbali o no,
siano legate a una determinata pratica discorsiva. Farebbe apparire, non gi, come verit, ultima della
sessualit,, ma come una delle dimensioni secondo cui la si puC descrivere, un certo modo di
parlare; e si potrebbe dimostrare che =uesto modo di parlare investito non all>interno di discorsi
scientifici, ma entro un sistema di divieti e di valori. Euesta analisi si compirebbe non in direzione
dell>episteme, ma in =uella di ciC che si potrebbe chiamare l>etica. HAI Euel che l>archeologia
cerca di descrivere, non la scienza nella sua struttura specifica, ma il campo del sapere, il che
molto diverso. Foucault "#$#, ()(O()D, ())*
D.D.(. il peso di un modello e di una istituzione storica: il potere pastorale o la pretesa dottrinale e
politica del monopolio pastorale della sessualit, da parte della 3hiesa; attorno ad essa il progetto
pi@ ampio e totale di una guida e di un governo =uotidiano del vivere.
!a nell>idea e nella pratica di un potere di tipo pastorale che Foucault rinviene, come si detto,
il modello originario del governo degli uomini. 6sso ha un materiale e un punto d>applicazione: una
molteplicit, in movimento; un telos: fare il bene della molteplicit, su cui si esercita, assicurare
la salvezza del gregge; una forma: la dedizione, lo zelo, e insomma la cura del pastore che
veglia e serve il gregge fino al sacrificio di sJ; una modalit, paradossale, la definisce Foucault*
di esercizio: si applica alla molteplicit, ma mira ad essere individualizzante. 6d una sola
istituzione ha coagulato i temi del potere pastorale in meccanismi precisi e istituzioni definite,
impiantandone i dispositivi all>interno dell>impero romano ed organizzando cosT un tipo di potere
che nessun>altra civilt, ha conosciuto, che sar, il pi@ strano e caratteristico, ma anche =uello
destinato alla fortuna pi@ ampia e duratura. Ga chiesa aspirer, infatti ad un governo =uotidiano
degli uomini nella loro vita reale guidandone le anime e la condotta in vista della salvezza e sulla
scala dell>intera umanit,, esercitando cosT un potere che non mira semplicemente a sottomettere,
persuadere o costringere gli uomini, ma che una vera e propria M e forse la sola M arte di
governare gli uomini che gli stati moderni non faranno che investire in una pratica politica
()
calcolata e riflessa. 6 cominciando gi, nel "#51 a studiare 3assiano, 2irolamo, &enedetto, che nei
corsi del "#5#O"#10 e del "#1"O"#1( saranno oggetto di un>analisi sistematica, Foucault mostra
come tale potere pastorale abbia a che fare in maniera costitutiva con il problema della verit,: se il
suo telos la salvezza di omnes et singulatim, esso dovr, da un lato assicurarne la sottomissione
alla volont, divina, ma ciC potr, avvenire solo a condizione di professare una certa verit,. 6
attraverso un confronto serrato con l>esperienza greca di rapporto con la verit,, su cui non cesser, di
tornare, Foucault comincia a mostrare come nel modello pastorale cristiano vengano predisposti
alcuni schemi di governo delle anime e delle condotte, come l>istanza dell>obbedienza pura, della
dipendenza integrale, della servit@ integrale di cui studia le primitive occorrenze all>interno
della vita cenobitica, che a differenza di ciC che avveniva per il cittadino greco, non mirano in alcun
modo ad assicurare il dominio di sJ, come dice nel "#51, bensT a rendere possibile una
sottomissione che fa dun=ue del processo di individualizzazione un problema capitale,
indiscernibile dal problema della verit,. Foucault "#50, 11O1# /ostfazione di !auro &ertani*
Nella presentazione sintetica di &utler: /er potere pastorale Foucault intende una determinata
classe di persone, le =uali si prendono cura delle anime altrui, e il cui compito coltivare
moralmente, conoscere e guidare le coscienze degli altri. HAI +l potere pastorale rappresenta dun=ue
una forma di potere attraverso cui si attua un>amministrazione dell>anima. &utler Budith (008 La
disfatta del genere, !eltemi %oma (00$, "#D*
D.D.(.". +n =uesto progetto la centralit, della prassi dell>esame di coscienza.
Aun confronto sistematico sulla direzione di coscienza nell>9ntichit, e nel cristianesimo dei primi
secoli, mostrando come nel secondo divenga essenziale l>esame di coscienza, attraverso il =uale
dovr, venir formato su di sJ e a partire da sJ un certo discorso di verit, che sar, proprio ciC per
mezzo di cui potr, essere instaurato un certo legame con il direttore di coscienza e con esso una
forma di potere che essenzialmente una relazione di obbedienza individuale, esaustiva, totale e
permanente orientata alla salvezza. Fa cosT la sua comparsa una nuova figura della verit,, una
verit, segreta, una verit, dell>interiorit,, una verit, dell>anima nascosta, attraverso la =uale verr,
assicurato un rapporto di obbedienza integrale e destinata a render possibile nel soggetto una
identificazione analitica, un assoggettamento per estromissione dell>ego come forma nucleare
dell>individuo, e una soggettivazione per via di produzione di una verit, interiore . Foucault
"#50, 1#O#0: /ostfazione di !auro &ertani*
D.D.(.(. l>onda lunga del pastorato nelle diverse forme del discorso storico e sociale.
9lludevo poc>anzi a uno studio possibile: =uello degli interdetti che colpiscono il discorso della
sessualit,. -arebbe difficile e astratto, in ogni caso, condurre =uesto studio senza analizzare al
contempo gli insiemi dei discorsi, letterari, religiosi o etici, biologici e medici, ed anche giuridici, in
cui in gioco la sessualit,, e in cui =uesta viene nominata, descritta, metaforizzata, spiegata,
giudicata. -iamo ben lungi dall>aver costituito un discorso unitario e regolare della sessualit,; forse
non ci si arriver, mai e forse non stiamo andando affatto in =uesta direzione. Non importa. 2li
interdetti non hanno la stessa forma e non operano allo stesso modo nel discorso letterario e in
=uello della medicina, in =uello della psichiatria o in =uello della direzione spirituale. HAI
-i potrebbero anche considerare le serie di discorsi che, nel XV+ e nel XV++ secolo, riguardano la
ricchezza e la povert,, la moneta, la produzione, il commercio. HAI -i potrebbe anche pensare ad
uno studio che riguarderebbe i discorsi relativi all>eredit,, come li si possono trovare, ripartiti e
dispersi sino agli inizi del XX secolo, attraverso discipline, osservazioni, tecniche, ricette
diverseA . Foucault "#50, D8,D)*
D.D.D. =uindi: dalla sessualit,, all>assoggettamento, alla biopolitica: +l potere si addentrato nel
corpo, esso si trova esposto nel corpo stessoA Vi ricordate il panico delle istituzioni del corpo
sociale medici, uomini politici* all>idea dell>unione libera, dell>abortoA Hsegue l>esame della
colpevolizzazione, criminalizzazione dell>autoerotismo soprattutto nell>educazione sessuale
infantile a partire dal XV+++ secolo:I &ruscamente, un tema sconvolgente appare: una malattia
spaventosa si sviluppa nel mondo occidentale: i giovani si masturbano. +n nome di =uesta paura si
instaurato sul corpo dei bambini M attraverso le famiglie, ma senza ch>esse ne siano l>origine M un
($
controllo, una sorveglianza, un>oggettivazione della sessualit, come persecuzione dei corpi. !a la
sessualit,, diventando cosT un oggetto di preoccupazione e di analisi, come bersaglio di
sorveglianza e di controllo, produceva al tempo stesso l>intensificazione dei desideri di ciascuno
per, nel e sul proprio corpo... +l corpo diventato la posta d>una lotta tra i figli ed i genitori, tra il
bambino e le istanze di controllo. Ga rivolta del corpo sessuale il controeffetto di =uest>avanzata.
3ome risponde il potereR 9ttraverso uno sfruttamento economico e forse ideologico*
dell>erotizzazione, dai prodotti abbronzanti fino ai films pornografici. 3ome risposta alla rivolta del
corpo, troviamo un nuovo investimento che non si presenta pi@ sotto la forma del controlloO
repressione ma sotto =uella del controlloOstimolo: denudati... ma sii magro, bello, abbronzatoS
9d ogni movimento dell>uno dei due avversari risponde il movimento dell>altro. /otereOcorpo, in
Foucault "#5" Microfisica, "D1O"D#*
3.4. il tema ricorrente- assoggettamento.
D.8.". l>efficacia analitica ed euristica del termine sta nella sua irrisolta e necessaria ambivalenza.
Vi sono due sensi della parola Zsoggetto>: soggetto sottomesso all>altro dal controllo e dalla
dipendenza, e soggetto reso aderente alla propria identit, attraverso la coscienza o la conoscenza di
sJ. Nei due casi, =uesta parola suggerisce una forma di potere che soggioga ed assoggetta.
6sposito %oberto (008 23os. *olitica e filosofia, 6inaudi, 7orino, (#* + due significati del termine
si legano in un processo reale: la persona nel diventar soggetto si assoggetta, o diventa soggetto
attraverso un processo di assoggettamento sottomissione, adattamento*.
9ssoggettamento indica il processo di formazione del soggetto farsi soggetto*, la formazione
continua della persona come prassi e diritto individuale e indica il processo di scoperta,
riconoscimento, condivisione, rispetto e sottomissione assoggettarsi* di modelli e regole stabilite
come norme e come progetti educativi in svariate sedi. Ga gestione, semantica e storica,
dell>ambivalenza, spinge a cogliere come il legame tra i due significati del termine sia
dinamicamente pi@ forte del semplice accostamento di significati in una apparente* ambiguit,: il
modello di societ,, l>ordine del discorsoA che Foucault costantemente prende in analisi mette in
evidenza come il diventare soggetto della persona si realizzi attraverso un complesso e continuo
processo di adattamento, assorbimento, sottomissione, assoggettamento =uindi degli individui a
=uelle istanze regole, modelliA*.
D.8.(. la strategia dell>assoggettamento in opera nella logica dei sistemi deduttivi: un procedimento
di inclusione deduttiva che si rivela essere una strategia particolare di assoggettamento propria dei
sistemi logici totali e totalizzanti, nella versione filosofica e nella versione politica. Ge singolarit,
sono negate a favore del sistema e per il suo trionfo ma proprio mentre il sistema che le nega
afferma di fornirne una necessaria e vera spiegazione, giustificazione e =uindi dichiara di portare
=uelle singolarit, ad una salvezza e realizzazione piena e armonica nel sistema. +l procedimento
messo in atto, o dichiarato in atto, per la costruzione del sistema, dun=ue pi@ complesso del
semplice negare. +l gioco delle negazioni efficace per la vita del sistema se =uelle differenze
singolari non sono semplicemente, drasticamente e direttamente negate, ma solo indirettamente, e
pi@ efficacemente, negate attraverso l>inclusione: le singolarit,, gli eventi, i particolariA si lasciano
leggere in forza di una loro inclusione nella logica del sistema. 3iC che estraneo e difforme,
attraverso una rilettura, prende la strada della inclusione: si presenta come momento del sistema, si
trasforma in momento particolare dedotto dai principi su cui si fonda il sistema; diventa dun=ue
elemento che non contrasta pi@ ma sostiene e conferma la linearit, e la coerenza del sistema stesso,
passa dalla sfera della casualit, e contingenza, dalla sfera di un>esistenza effimera, alla situazione
della spiegazione logica, =uindi momento della necessit,, della manifestazione concreta e articolata
del sistema stesso; nasce in esso alla propria logica essenziale e alla propria verit,. Euelle
differenze particolari che sorgevano come individualit, all>esterno della logica totale del sistema
sono ora da lui rivendicate come proprie in =uanto dedotte da principi e dun=ue scientificamente
giustificate. 'na simile inclusione logicoOdeduttiva si afferma ora senza alcun riconoscimento dei
processi di rimozione con cui le differenze sono state incluse sono state rimosse in =uanto incluse,
(5
escluse nell>inclusione* e a cui il sistema deve la propria esistenza. Ga strategia della negazione
includente permette di rimuovere il processo di negazione che l>inclusione richiede e attua; non
genera ma annulla e bandisce la consapevolezza che l>esistere, il definirsi, l>identit, deduttiva e
razionale del sistema si reggono su processi di inclusione che sono processi di esclusione e
negazione delle differenze reali e originarie; viceversa, che l>evento, il particolare, il singolo che
viene incluso come momento del sistema, come sua deduzione e articolazione, con ciC stesso
negato. Negazione della rimozione che prende il nome di KforclusioneL.
Euando si definiscono gli effetti di potere attraverso la repressione ci si d, una concezione
puramente giuridica di =uesto stesso potere; lo s>identifica ad una legge che dice no; avrebbe
soprattutto la potenza dell>interdizione. +n realt, io credo che =uesta sia una concezione del tutto
negativa, ristretta, scheletrica del potere che J stata curiosamente condivisa un po> da tutti. -e non
fosse altro che repressivo, se non facesse mai nient>altro che dire no, credete veramente che si
arriverebbe ad obbedirgli R Euel che fa sT che il potere regga, che lo si accetti, ebbene,
semplicemente che non pesa solo come una potenza che dice no, ma che nei fatti attraversa i corpi,
produce delle cose, induce del piacere, forma del sapere, produce discorsi; bisogna considerarlo
come una rete produttiva che passa attraverso tutto il corpo sociale, molto pi@ che come un>istanza
negativa che avrebbe per funzione di reprimere. Foucault !ichel "#5" Microfisica del potere.
Interventi politici, 6inaudi, 7orino "#55, "D
Urmai si delinea in tutta la sua pienezza il carattere affermativo che M almeno da =uesto lato M
Foucault sembra assegnare alla biopolitica in contrasto con l>attitudine impositiva del regime
sovrano. 9l contrario di =uesto, essa non limita o violenta la vita, ma la espande in maniera
proporzionale al suo stesso sviluppo. /i@ che di due flussi paralleli, bisognerebbe anzi parlare di un
unico processo espansivo di cui il potere e la vita costituiscono le due facce contrapposte e
complementari. /er potenziare se stesso, il potere costretto a potenziare, nello stesso tempo,
l>oggetto su cui si scarica. Non solo, ma, come si visto, a renderlo soggetto del proprio
assoggettamento. 6sposito %oberto (008, D"OD(*
3.'. 1anottica: una societ, totalmente controllata e pienamente data alla visione del potere.
3ol panoptismo prendo di mira un insieme di meccanismi che entrano in gioco all>interno di tutte
le procedure di cui si serve il potere. +l panoptismo J stata un>invenzione tecnologica nell>ordine del
potere, come la macchina a vapore lo stata nell>ordine della produzione. Euest>invenzione ha di
particolare che stata utilizzata dapprima a livelli locali: scuole, caserme, ospedali. ? =ui che si
fatta la sperimentazione della sorveglianza integrale. Vi si appreso a compilare dossiers, a stabilire
note e classificazioni, a fare la contabilit, integrativa di =uesti dati individuali. 4omande a !ichel
Foucault sulla geografia, in Foucault "#5" Microfisica,"))*
D.).". un>evoluzione storicoOpolitica che parte da lontano: Foucault vede profilarsi una
trasformazione decisiva nei nostri regimi di verit,, e con essi delle modalit, di esercizio del potere
all>interno della societ, occidentale: appare cio una nuova modulazione della tecnica antica*
dell>esame di coscienza, in cui il potere e il sapere del prete e della 3hiesa si trovano implicati, e
che andr, incontro ad un ulteriore rafforzamento e perfezionamento in =uella fase di
cristianizzazione in profondit, che comincia ad essere realizzata secondo Foucault a partire dal
XV+ secolo, epoca in cui si assiste, contemporaneamente, alla formazione degli stati moderni e al
rafforzarsi dell>in=uadramento cristiano dell>esistenza individuale attraverso il dispiegarsi di un
immenso dispositivo di discorso ed esame, di analisi e di controllo reso possibile dal fatto che
ormai tutto o =uasi tutto ciC che ha a che fare con la vita, l>azione, i pensieri di un individuo
dovr, passare al filtro della confessione. 9ttraverso l>analisi della progressiva generalizzazione ed
estensione del diritto d>esame applicato al foro interiore della coscienza Foucault avvia una prima
delineazione di =uella forma di governo delle anime e delle condotte degli individui destinata a
metter capo al fenomeno della direzione di coscienza e che tre anni dopo chiamer, potere
pastorale. 'n potere che investe la vita nella sua totalit, e fin nel pi@ infimo dettaglio attraverso la
predisposizione di un dispositivo discorsivo all>interno del =uale tutti i comportamenti, tutte le
(1
condotte, tutti i rapporti con gli altri, tutti i pensieri, tutti i piaceri, tutte le passioni A* dovranno
essere filtrati e che render, possibile =uel racconto totale dell>esistenza che costituisce per
Foucault la parte pi@ segreta delle tecniche d>esame e delle procedure di medicalizzazione, aurora di
tutte le psicologie che si metteranno di lT a poco a decifrare i misteri dell>anima, ritenendo di poterli
identificare nelle leggi del desiderio e nella logica delle pulsioni, avendo dimenticato o facendo
finta di non sapere* che gi, la pratica confessionale aveva delineato =uella che Foucault chiama nel
"#5D una anatomia della volutt,, una cartografia peccaminosa del corpo, che nelle spire della
concupiscenza bracca la verit, segreta dell>anima. Foucault "#50,15, dalla /ostfazione di !auro
&ertani* -iamo gi,, forse, nella biopolitica, con la gestione riservata in monopolio delle =uestioni
ultime nascita e morte*, del disagio con assistenza e carit,*, della malattia con istituti di cura e
detenzione* ad opera della 3hiesa in un periodo di concomitante e affiancato definirsi dello -tato
moderno; due istituzioni in accordo per la gestione e controllo totali dell>uomo; si nota la se=uenza,
in crescendo conse=uenziale, nel testo riferita a Foucault: diritto d>esame, direzione di coscienza,
potere pastorale.
D.).(. Ga contemporanea introiezione individuale dello sguardo totale, dell>impostazione panottica,
attraverso la messa in rete di sJ, attraverso l>autonarrazione. Nella parvenza del parlare di sJ viene
messo in scena e in rete un processo continuo di trascrizione di sJ secondo forme considerate
socialmente dominanti e vincenti; una presentazione di sJ che ritualizza il proprio consegnarsi ai
luoghi del controllo pubblico, in una evidenza tanto pi@ considerata forma di successo di sJ =uanto
pi@ oggetto di sguardo allargato. 7ornano in sede comunicativa i passaggi dialettici con cui !arY
aveva descritto i processi produttivi: l>oggettivazione alienazione, l>esternazione estraneazione.
-i tratta della nuova sede e forma del sorvegliare e punire privati, almeno nell>apparenza, della
forma repressiva o opprimente che il sorvegliare e il punire avevano nel sistema penale carcerario.
-i rivelano perC essere loro i processi vincenti, hanno vinto attraverso una strategia secondo la =uale
il sorvegliare, il controllo e il narrarsi sono gestiti dal soggetto stesso; con la partecipazione a
FacebooV, 7[etter, la sorveglianza e la punizione sono autosorveglianza e autopunizione.
4un=ue una forma di alienazione nell>et, o nell>era del net[orV: realizzarsi nell>apparire, nello
spettacolo, all>esterno, in relazione al comando e all>attesa o all>imposizione che viene dal pubblico
o meglio dalla pubblicit,; realizzarsi autonegandosi all>esterno di sJ per conformazione e
adattamento; il divenire soggetto assoggettandosi; una nuova sede del sorvegliare e punire che
invece di provenire dal potere in forma poliziescamente strutturata il cittadino impone a sJ entrando
in gara per realizzare se stesso in spettacoli che negano individualit, e personalit,.
Ge discipline panottiche del passato hanno funzionato cosT bene che dall>autocontrollo dei
sorvegliati sapere che si guardati dal sorvegliante induce il sorvegliato all>autocontrollo e
all>autodisciplina per non incorrere in sanzioni* si passati al voluttuoso e spettacolari++ato farsi
vedere dai sorveglianti da parte dei sorvegliati. -orvegliati esibizionisti e narcisisti allo stesso
tempo che si mettono in scena davanti al regista il sorvegliante, l>apparato, il Nessuno che
l>apparato*. Ga rete il massimo della visibilit,. !a, secondo una norma ormai generale, colui che
sottoposto a un campo di visibilit, e che lo sa, prende a proprio conto le costri+ioni del potere; le
fa giocare spontaneamente su se'stesso; inscrive in se'stesso il rapporto di potere nel 4uale gioca
simultaneamente i due ruoli, diviene il principio del proprio assoggettamento. +n effetti anche il
potere esterno pu5 alleggerirsi delle sue pesantezze fisiche, tendere allincorporeo; e pi@ si
avvicina a =uesto limite, pi6 i suoi effetti sono costanti, profondi, ac4uisiti una volta per tutte,
incessantemente ricondotti: perpetua vittoria che evita ogni scontro fisico e che sempre giocata in
anticipo. Foucault, Sorvegliare e punire, cit., p. ((", corsivo mio* 4emichelis Gelio (0"0 Societ
o comunit. Lindividuo, la libert, il conflitto, lempatia, la rete, 3arocci editore, %oma, (D0
D.).D. il peso del principio comunit, versus societ,* nella societ, panottica, =uando si immersi
non pi@ o non solo in un comunitarismo ideologico, ma in un comunitarismo tecnologico creato
dalle nuove possibilit, di comunicazione e dalle nuove relazioni in rete; un comunitarismo tecnico.
omunitarismo tecnico, invece; e la comunit, non tollera individualismi, autonomia e uguaglianza
se non =uella degli uguali conformisti*. Non societ, di individui liberi, diversamente diversi tra
(#
loro ma che sanno stare insieme e andare insieme da =ualche parte; ma una comunit, di sempre pi6
connessi, sempre pi6 integrati, sempre pi6 simili sempre meno liberi. HAI /erchJ anche in rete, con
Foucault, esiste una disciplina che fabbrica, partendo dai corpi ch>essa controlla, =uattro tipi di
individui, o piuttosto una individualit, che costituita da =uattro caratteri: essa cellulare
attraverso il gioco della ripartizione spaziale*, organica attraverso la codificazione delle attivit,*,
genetica attraverso il cumulo del tempo*, combinatoria attraverso la composizione delle
forze*. 6 per far =uesto mette in opera =uattro grandi tecniche7 costruisce dei 4uadri, prescrive delle
manovre, impone degli eserci+i, e infine, per assicurare la combinazione delle forze, organizza delle
tattiche. !. Foucault, Sorvegliare e punire, 6inaudi, 7orino "#5$, p. "1D*. 9nche la rete:
cellulare per definizione*, organica per struttura*, genetica nel suo riprodursi*, soprattutto*
combinatoria nel suo organizzare, connettere, integrare. 3ostruisce dei 4uadri, prescrive delle
manovre, impone degli eserci+i, organizza delle tattiche di persuasione se non di manipolazione*.
4emichelis Gelio (0"0, (($, ((5*
D.).8. in conclusione: la direzione complessiva secondo l>indagine di Foucault. -ono =ueste la
logica e la tendenza crescenti, delineate da !ichel Foucault nella sua analisi sulla nascita della
modernit,, del potere e del sapere nella forma del pastorato cristiano: =uell>arte di governo di
governamentalit,* la cui modalit, di organizzazione di costruzione del consenso, di elaborazione del
rapporto tra autonomia ed eteronomia, di direzione delle coscienze ha esondato dall>ambito
strettamente religioso delle origini per divenire la forma normale M ma anche sempre pi@
sofisticata, sottile, invisibile M del potere moderno. Fino a divenire la forma di governamentalit,
biopolitica del biopotere della tecnica. 4emichelis Gelio (0"0, $)*
3.6. la )iopolitica: una dinamica che ormai coinvolge tutti i grandi fenomeni politici del nostro
tempo 6sposito %oberto (008 23os. *olitica e filosofia, 6inaudi, 7orino, X+. Euindi biipolitica o il
volto contemporaneo della politica.
D.$.". biopolitica in modalit, plurime di presentazione globale e sommaria.
D.$.".". &iopolitica in prima presentazione. 4alla guerra del e contro il terrorismo alle migrazioni
di massa, dalle politiche sanitarie a =uelle demografiche, dalle misure di sicurezza preventiva
all>estensione illimitata delle legislazioni di emergenza, non c> fenomeno di rilievo internazionale
M estraneo alla doppia tendenza che situa le vicende cui si fatto riferimento su un>unica linea di
significato: da un lato una crescente sovrapposizione tra l>ambito della politica, o del diritto, e
=uello della vita, dall>altro un>implicazione altrettanto stretta, che sembra derivarne, nei confronti
della morte. ? esattamente il tragico paradosso sul =uale !ichel Foucault, in una serie di scritti
risalenti alla met, degli anni settanta, si era interrogato: perchJ, almeno fino ad oggi, una politica
della vita minaccia sempre di rovesciarsi in opera di morteR 3redo si possa affermare, senza
disconoscere la straordinaria potenza analitica del suo lavoro, che Foucault non abbia mai fornito
una risposta esauriente a tale interrogativo M o meglio che abbia sempre esitato tra risposte diverse,
a loro volta tributarie di differenti modi di impostare la =uestione da lui stesso sollevata. Ge opposte
interpretazioni della biopolitica M l>una radicalmente negativa e l>altra addirittura euforica M che
oggi tengono il campo non fanno che assolutizzare, divaricandole le due opzioni ermeneutiche tra le
=uali Foucault non si risolse mai a compiere una scelta di fondo. 6sposito %oberto (008, X+,X++*
D.$.".(. &iopolitica in seconda presentazione e la sua ambivalenza. &iopolitica e biopotere:
meccanismi e pratiche che nascono =uando lo stato comincia a occuparsi non pi@ solo di un
territorio da difendere in nome della sovranit, e da cui estrarre tasse e tributi, ma della popolazione,
della vita degli individui come singoli e della popolazione come insieme e di un territorio da
organizzare per la vita delle popolazioni. ? un mutamento di strategia nell>arte di governo, delle
modalit, con cui il potere, mediante saperi crescenti sugli individui e sulla popolazione, comincia a
prendersi cura degli uni e degli altri. +n nome della potenza dello stato, da accrescere non solo con
eserciti e armi, ma soprattutto con la salute della popolazione e con la prevenzione e la cura delle
malattie; con la modellizzazione delle citt, in risposta a problemi di approvvigionamento e di
salubrit,, in una realt, dove i commerci e la mobilit, crescevano incessantemente; con politiche per
D0
la natalit,, necessarie in un mondo dove crescente era la richiesta di manodopera e dove anche il
numero degli abitanti era un segno di potenza e di forza; con politiche di educazione, istruzione e
addestramento al lavoro e a conoscenze funzionali si studia per lavorare, non per conoscere e
sapere*, per accrescere le abilit, delle persone e =uindi la loro utilit,, perchJ, ancora, la potenza di
uno stato non data solo dal suo esercito, ma dalla forza e dalla competitivit, della sua economia
e, oggi, la potenza prima economica e poi militare*.
Natalit,, salute, abilit, e ambiente: sono =uesti gli oggetti su cui si concentrava l>azione del
biopotere, che appunto agisce in modo apparentemente indiretto e invisibile, senza ordini e senza
imposizioni ma organizzante e connettente, concreto e pesantissimo sulla vita delle persone, dalla
nascita alla morte, dalla cura al lavoro, dalla casa all>ambiente, al clima. /rocesso =uanto mai utile,
ovviamente, perchJ salute, ambiente, longevit,, sicurezza sociale, educazione, lavoro sono diritti
moderni, migliorano le condizioni di vita e di esistenza delle persone; ma che certo sono anche una
forma di governo, di controllo, di indirizzo delle condotte individuali molto pi@ potente di =uella del
passato, una modalit, del potere che agisce in nome della vita, per promuoverla, sostenerla,
stimolarla, guarirla, aumentarne possibilit, e potenzialit,, utilit,; ma che in =uesto modo aumenta
anche l>eterodirezione dei soggetti, presi in meccanismi che non controllano e dai =uali sono diretti
e regolati, dalla manifattura all>ospedale, dalle scuole alle trasformazioni urbanistiche. 'n potere,
un biopotere appunto, perchJ guarda alla vita, la regola, la cura, la prende in carico, la dirige e la
indirizza verso scopi precisi; non governa in modo duro, proibendo o minacciando, ma indiretto,
amministrativo, sollecitante, regolativo. 4emichelis (0"0, $#O50*
D.$.".D. &iopolitica in terza presentazione, fortemente riferita ai problemi attuali. /er capire basta
cercare in ciC che l>ultimo flusso della crisi finanziaria globale ha scaricato a terra e dentro l>animo
dei soggetti sociali ed economici. /er cercare di rappresentare =uelli che a mio parere sono gli
effetti pi@ radicali, e in prospettiva pi@ duraturi, della crisi economica generata dal complesso
mondo delle intermediazioni finanziarie globali, occorre guardare non tanto e non solo alla punta
della piramide degli indici di &orsa o dei grandi riassetti societari e manageriali, ma piuttosto alla
dimensione del bios delle persone. -ono ancora gli scritti di !ichel Foucault sulla biopolitica a
offrire un>efficace chiave di lettura dei processi in corso. 3on il termine KbioOpoliticaL il filosofo
francese di Sorvegliare e punire alludeva, tra l>altro, alle modalit, attraverso le =uali il potere si
insinua con processi microfisici non solo nei rapporti sociali ma anche nel bios. + corpi e le menti
dei soggetti portano su di sJ i segni della disciplina prodotta dai codici del potere politico,
economico e sociale. Uvviamente Foucault, morto nel "#18, ha sviluppato la sua riflessione sulla
normazione del bios all>epoca dei grandi luoghi concentrazionari del carcere, del manicomio, della
grande fabbrica fordista, il tutto dentro il codice dello stato nazionale novecentesco. +l fordismo, da
=uesto punto di vista, non stato solo macchina produttiva ta.lorismo*, ma anche macchina di
disciplina del consumo di massa. !entre, da una parte, lo stato nazionale produceva =uei beni
collettivi M tipicamente lo stato sociale M atti a produrre inclusione sociale, disciplinando i
cittadini allo scambio tra libert, e uguaglianza, dall>altra, il mercato diventava strumento di
regolazione dello sviluppo tra produzione e consumo di massa, in cui la cosiddetta Kcultura del
risparmioL costituiva =uel dispositivo fondamentale di alimentazione del ciclo economico. &onomi
9ldo (0"0 Sotto la pelle dello Stato. -ancore, cura, operosit, Feltrinelli, !ilano, "8"O"8(
Nel ciclo di lezioni sulla nascita della biopolitica che !ichel Foucault tiene alla fine degli anni
settanta al 3ollge de France, il filosofo francese traccia con umilt,, =uasi con indifferente distacco,
uno schema. 6ppure, proprio essendo schematico, di una lucidit, tremenda.
Go schema foucaultiano riguarda due grandi derive, le due lunghe derive nella nostra storia. Ga
prima nasce all>epoca di 3ostantino, =uando, per la prima volta nella storia del mondo
mediterraneo, lo stato si attribuisce e formalizza il compito di prendersi cura delle anime. 6 la
teocrazia, che arriva fino al moderno. 7utto il pensiero dalla caduta dell>+mpero romano in avanti
segnato da =uesta lunga fase teocratica.
? una fase finita e chiun=ue la voglia restaurare un antimoderno, non si ritrova nei grandi processi
della contemporaneit,. Euesto pone dei problemi, anche sul piano etico: come affrontare le grandi
D"
=uestioni, senza una tonalit, emotiva nostalgicaR 3ome cogliere il nesso fra temi e problemi
antropologici ed etici e i grandi processi che stanno attorno a =uesti problemiR
&isogna allora considerare una seconda fase, =uella su cui Foucault ci ha insegnato tutto: la fase
della somatocra+ia. +l potere, in =uesta fase, non si preoccupa pi@ dell>anima, ma del corpo. Ga
=uestione del corpo e della psiche diventa la vera =uestione. HAI
9ltro problema: =uesta seconda fase si estingue, finisce con il finire del [elfare, con l>estinguersi
del Novecento. ? finito un lungo ciclo durato secoli, dal moderno a oggi. Ga modernit, nata con la
%ivoluzione francese, con l>apertura dei manicomi si perC esaurita. Go stato che ci accompagna
dalla culla alla tomba finito. Euesto lo sfondo su cui ci muoviamo. Non capirlo significa non
capire i problemi, nelle loro dinamiche intime, ma anche nella loro connessione con gli scenari di
lunga durata. &onomi (0"0, ")0O")"*
D.$.(. nella storia contemporanea la tragedia della biopolitica e la situazione oggi.
3he nel nazismo la biopolitica abbia sperimentato la pi@ terrificante forma di realizzazione storica,
non vuol dire che ne abbia condiviso il destino di autodistruzione: a differenza di =uanto si potrebbe
pensare, la fine del nazismo non ha significato in nessun modo la fine della biopolitica. +potizzarlo
vorrebbe dire non soltanto ignorare la genesi lunga, radicata nella stagione moderna, di
=uest>ultima, ma sottovalutarne l>ampiezza di orizzonte. Non stata la biopolitica un prodotto del
nazismo, ma semmai il nazismo l>esito estremo e perverso di una particolare versione di biopolitica.
2li anni che ci separano dal crollo del regime ne costituiscono la pi@ cospicua riprova: non soltanto
il rapporto diretto tra politica e vita non si per nulla allentato, ma appare, al contrario, in continuo
incremento. Nessuna delle =uestioni di interesse pubblico M che per altro sempre pi@ difficile
distinguere da =uello privato M interpretabile fuori da una connessione profonda e spesso
immediata con la sfera del bios. Hin nota -ulle nuove emergenze biopolitiche cfr. il saggio,
esauriente e rilevante, di G. &azzicalupo, .mbivalen+e della biopolitica, in *olitica della vita cit.,
pp. "D8O88. 4ella stessa &azzicalupo si veda adesso anche 8overno della vita. Il corpo come
oggetto e soggetto politico, in 2iopolitiche cit.I 4al rilievo crescente dell>elemento etnico nelle
relazioni tra popoli e -tati, alla centralit, della =uestione sanitaria come indice privilegiato di
funzionamento del sistema economicoOproduttivo, alla priorit, dell>ordine pubblico nei programmi
di tutti i partiti, =uello che si registra da ogni parte un tendenziale schiacciamento della politica sul
dato puramente biologico, se non sul corpo stesso di coloro che ne sono al contempo soggetti ed
oggetti. +mmissione del lavoro nella sfera somatica, cognitiva, affettiva degli individui, incipiente
traduzione dell>azione politica in operazioni di polizia interna ed internazionale, aumento a
dismisura dei flussi migratori di uomini e donne deprivati di ogni identit, giuridica e ridotti allo
stato di semplice sussistenza non sono che i tratti pi@ evidenti del nuovo scenario. -e poi si guarda
alla progressiva indistinzione tra norma ed eccezione legata allo stabilizzarsi di legislazioni di
emergenza, si ha un ulteriore segno della sempre pi@ netta caratterizzazione biopolitica della societ,
contemporanea. 3he la ricerca ossessiva di sicurezza nei confronti della minaccia terroristica sia
diventata il perno di tutte le attuali strategie governative d, la misura della trasformazione in atto:
alla politicizzazione del biologico, gi, iniziata nella tarda modernit,, risponde adesso un>altrettanto
intensa biologizzazione del politico che fa della conservazione riproduttiva della vita l>unico
progetto fornito di legittimit, universale. 6sposito %oberto (008 23os. *olitica e filosofia, 6inaudi,
7orino, ")#O"$0
D.$.D. multipresenza e ambiguit, del termine biopolitica.
+nizialmente per estremizzare semplificando: le due opposte ipotetiche o possibili* direzioni della
biopolitica:
D.$.D.". l>assoluta sacralit, della vita affermata fino a sostenere interventi di prolungamento del
vivere naturale all>infinito, costi =uello che costi in termini umani e non certo solo economici*;
D.$.D.(. l>assoluta disponibilit, politica della vita: la vita entra nella disponibilit, della politica che
decide della purezza della razza, dell>ammissibilit, alla esistenza e a =uali condizioni, chiede e
impone la disponibilit, totale della vita per le proprie cause e i propri ideali guerra, vittoria, patria,
onoreA*, decide per una eugenetica politica, dispone della pena di morte. Nell>uno e nell>altro caso
D(
la vita difesa considerata come vita dato F fatto naturale biologica* non come vita umana, fatto
culturale, eticoA +en e non b3os secondo la terminologia di 9ristotele; vedi 9gamben 2iorgio
9omo sacer. Il potere sovrano e la nuda vita, 6inaudi, 7orino "##)*. Nell>uno e nell>altro caso la
difesa della vita produce una logica di utilizzo della vita come mezzo e, a lungo andare, si trasforma
in tanatologia.
D.$.D.D. +n =ueste due impostazioni inoltre non si fanno adeguatamente i conti con la presenza di un
terzo e decisivo elemento destinato a mutare la situazione delle scelte nei confronti del binomio
tradizionale evidenziato: tra il fatto evento legge* naturale e il fatto decisionale legge* politico si
collocato il fatto tecnica che incide in modo sempre pi@ vasto vedi bioingegneria* sulla vita, sulla
nascita e sulla morte.
D.$.D.8. &iopolitica, un termine complesso e dalle percezioni valutative ambigue o plurivalente o
non ben definite, variabili in rapporto al contesto, all>uso; campo vasto citabile per raccolta di casi,
settori, esempi. 9 partire dalla tradizione mitica dell>homo sacer intesa sia in senso religioso
agnello, vittima sacrificale*, sia in senso politico: il reietto, l>escluso, il nudo corpo privato di
=ualsiasi diritto ovun=ue venga annullata la tradizione liberale dell>habeas corpus A come
2uantanamo, ma anche 2enova 21, e i casi italiani 3ucchi, 9ldovrandiA*. Nel totalitarismo, ove la
totalit, del vivere considerata patrimonio e competenza dello stato; la forza della Nazione nel
numero e nella prolificit,A Hvedi il saggio :el totalitarismo sublime, di /ietro &arbetta in 4oni
!artino, !igliorati Gorenzo a cura di* (0"0 La for+a sociale della memoria. ;sperien+a, cultura,
conflitti, 3arocci, %oma; e \i]eV -lavo; (005 La violen+a invisibile, %izzoli, !ilano (005I. Nel
caso dello stato o delle istituzioni religiose che legiferano sugli estremi del vivere dell>uomo
condizionandone le scelte del nascere metodi contraccettivi, aborto* e del morire alimentazione
coatta, pro o contro l>eutanasia* e i molti settori di bioetica =uando lo stato, le istituzioni, se ne
appropria come protagonista e unico legislatore. Nel legame riservato tra un vivere catalogato
secondo razze e appartenenza e il diritto ai diritti umani.
D.$.8. biopolitica nella riflessione di Foucault
'n biopotere e una biopolitica alla cui nascita Foucault dedica molte delle sue lezioni al 3ollge
de France del "#55O51 e del "#51O5#. H+n italiano, raccolte nei due volumi: !. Foucault, Sicure++a,
territorio, popola+ione, Feltrinelli, !ilano (00); +d., Nascita della biopolitica, Feltrinelli, !ilano
(00).I 'n concetto di biopotere che per Foucault ha uno stretto legame con =uello di
governamentalit,, ovvero con =uella rete di poteri, di saperi e di tecniche di governo distinta
appunto dalla sovranit,. /roducendo un potere che abbandona in parte, certo non del tutto* le sue
strumentazioni prevalentemente giuridiche, fiscali e militari, per utilizzare nuove strumentazioni
finalizzate a dirigere i comportamenti degli uomini e della collettivit,. 7anto che la definizione
migliore di governamentalit, =uella, data dallo stesso Foucault, di condotta delle condotte umane,
di guida e di orientamento delle condotte umane. 6 =uesta forma del potere tratto tipico della
modernit,, nata in nome dell>individuo e della sua libert,, che da subito ha trovato invece nuovi
modi di controllo, addestramento, indirizzo della societ,. HAI 'n gregge a complessit, crescente
che puC essere condotto e governato solo riducendone la complessit, mediante semplificazione e
standardizzazione e accrescendone conformazioni, eteronomie. 4emichelis Gelio (0"0, 50,5(*
D.$.). la nascita della biopolitica in contesto liberale
Foucault !ichel (008 Nascita della biopolitica. orso al oll!ge de France "#$<%'#$<$),
Feltrinelli, !ilano (00)
G>ingresso nel sociale del mercato, con la sua logica del libero scambio, introduce nuovi criteri nel
modo di essere e nella fondazione o essenza stessa della politica: la biopolitica, la governamentalit,,
la veridazione Hultimi due aspetti rimandati al tema KliberalesimoLI. +l legame tra liberalesimo e
biopolitica: il coinvolgimento progressivamente totale del soggetto, nel suo tempo, nei suoi
desideri, nella sua corporeit, e materialit, nelle vicende economiche, di produzione e di consumo,
di un soggetto individuo esaltato come libero o inserito all>interno di un sistema che si proclama
fondato sulla massima e incontrollata libert, di iniziativa segna l>avvio di un KGiberalismo e non
DD
libert,L. vedi 4emichelis Gelio (0"0 Societ o comunit. Lindividuo, la libert, il conflitto,
lempatia, la rete, 3arocci editore, %oma p. "D8*
+l liberalismo una biopolitica, anzi il liberalismo come =uadro generale della biopolitica
Foucault*. /articolare, specifica rispetto ad altre biopolitiche, ad altre forme di governamentalit,.
&asata sul lasciar fare governare meno ma con il massimo dell>efficacia*; sul ritiro dello stato dalla
scena diretta del potere, ma agendo comun=ue per orientare e per indirizzare. 'n liberalismo che
Foucault in Nascita della biopolitica* ha studiato nelle sue origini e in due delle sue forme
novecentesche, =uella tedesca dell>ordoOliberalismo e dell>economia sociale di mercato e =uella
neoliberista della -cuola di 3hicago. 'na pratica di governo M il liberalismo M messa in campo
a partire dal XV+++ secolo, che si fonda sul lasciar fare tipico del mercato, ma che ha stretti rapporti
indissolubiliR* con =uel capitalismo ancora Foucault, ne Ga volont, di sapere* che ha potuto
consolidarsi solo a prezzo dell>inserimento controllato dei corpi nell>apparato di produzione, e
grazie a un adattamento dei fenomeni di popolazione ai processi economici. Non solo: 2li stata
necessaria la crescita degli uni e degli altri, il loro rafforzamento cosT come la loro utilizzabilit, e la
loro docilit,, gli sono stati necessari metodi di potere suscettibili di maggiorare le forze, le
attitudini, la vita in generale, senza pertanto renderle pi@ difficili da assoggettare !.Foucault, Ga
volont, di sapere, Feltrinelli, !ilano (00", p. "(8*. 4emichelis Gelio (0"0 Societ o comunit.
Lindividuo, la libert, il conflitto, lempatia, la rete, 3arocci editore, %oma, "D8
3oncludi: biopolitica: uno strumento di osservazione del potere politico contemporaneo, concetto
che permettere di coglierne la dinamica in =uanto mette in relazione e richiamo. 4ue possibili
direzioni di bilancio e di problema ottenute attraverso il legame degli strumenti concettuali forniti
dall>analisi e per l>analisi.
D.$.).". biopolitica, assoggettamento, panottica, sorvegliare e punire, poteri O saperi e pastorato; in
concreto storico: potere.
4iscipline, dun=ue, per far fare agli uomini ciC che devono fare, facendolo fare nel modo pi@
razionale, pi@ efficiente, pi@ efficace possibile; tutti insieme, imparando a comportarsi come un sol
uomo, in modo regolato, ordinato, funzionale, docile, utile, armonico, coerente. Facendolo fare
come se fosse =ualcosa di automatico, dall>impugnare il fucile in un certo modo nell>esercito
all>educazione a scuola, dall>organizzazione degli ospedali e della cura medica al lavoro in fabbrica.
HAI /erchJ non basta disciplinare gli individui, anche se ciC fatto nel modo migliore, se poi di
=uesti individui non si controllano, studiano, analizzano, verificano esaminano, valutano,
correggono* i comportamenti appresi e da applicare ogni giorno, assicurandosi che siano diventati
appunto routine, abitudine, e =uindi vita. 4emichelis Gelio (0"0, $$O$5*
D.$.).(. Eual l>effetto della biopoliticaR 9 =uesto punto la risposta dell>autore sembra divaricarsi
in direzioni divergenti che chiamano in causa altre due nozioni, fin dall>inizio implicate nel concetto
di bios, ma situate agli estremi della sua estensione semantica: =uella di soggettiva+ione e =uella di
morte. HAI -iamo ancora una volta di fronte a =uell>enigma, a =uel terribile non detto, che il Zbio>
anteposto a Zpolitica> trattiene al fondo del suo significato. /erchJ la biopolitica minaccia
continuamente di rovesciarsi in tanatopoliticaR 9nche in =uesto caso la risposta a tale interrogativo
sembra custodita nel punto di incroci problematico tra sovranit, e biopolitica. HAI 3redo che una
delle pi@ massicce trasformazioni del diritto politico nel X+X secolo sia consistita, se non
esattamente nel sostituire, almeno nel completare il vecchio diritto di sovranit, HAI con un altro
diritto. Euesto altro diritto non canceller, il primo, ma lo continuer,, lo attraverser,, lo
modificher,. 6sposito %oberto (008, (), D8*
D.$.).D. la categoria di Zimmunit,> collega la sfera della vita a =uella del diritto HAI in linguaggio
giuridicoOpolitico allude a un>esenzione, temporanea o definitiva, di un soggetto rispetto a
determinati obblighi, o responsabilit,, cui gli altri sono normalmente tenuti. HAI G>immunit, non
solo la relazione che connette la vita al potere, ma il potere di conservazione della vita. HAI un
ulteriore passo in ordine alla divaricazione tra le due declinazioni prevalenti del paradigma di
biopolitica M =uella affermativa e produttiva e =uella negativa e mortifera HAI Ura il vantaggio
ermeneutico del modello immunitario sta precisamente nella circostanza che =ueste due modalit,,
D8
=uesti due effetti di senso M positivo e negativo, conservativo e distruttivo M trovano finalmente
un>articolazione interna, una giuntura semantica, che le dispone in una relazione causale, sia pure di
tipo negativo. 3iC significa che la negazione non la forma dell>assoggettamento violento che
dall>esterno il potere impone alla vita, ma il modo intrinsecamente antinomico in cui la vita si
conserva attraverso il potere. 4a =uesto punto di vista puC ben dirsi che l>immunizzazione sia una
prote+ione negativa della vita. 6ssa salva, assicura, conserva l>organismo, individuale o collettivo,
cui inerisce M ma non in maniera diretta, immediata, frontale; sottoponendolo, al contrario, ad una
condizione che contemporaneamente ne nega, o riduce, la potenza espansiva. 3ome la pratica
medica della vaccinazione nei confronti del corpo individuale, anche l>immunizzazione del corpo
politico funziona immettendo al suo interno un frammento della stessa sostanza patogena dalla
=uale vuole proteggerlo e che, dun=ue, ne blocca e contraddice lo sviluppo naturale. +n =uesto senso
un suo prototipo va sicuramente rintracciato nella filosofia politica di <obbes: allorchJ egli non
soltanto pone al centro della propria prospettiva il problema della conservatio vitae, ma la
condiziona alla subordinazione ad un potere costrittivo ad essa esterno, =uale =uello sovrano, il
principio immunitario gi, virtualmente fondato. HAI !a legare il soggetto moderno all>orizzonte
dell>assicurazione immunitaria vuol dire riconoscere l>aporia in cui la sua esperienza resta presa:
=uella di cercare il riparo della vita nelle stesse potenze che ne interdicono lo sviluppo. 6sposito
%oberto (008, 8"O8(, )8*
G>antidoto o la salvezza politica di una societ, a fronte della biopolitica intesa come protezione
negativa della vita, sempre esposta al rischio del potere di =uella sovranit, che li salva, un sistema
di controllo, autocontrollo, della stessa sovranit, salvifica. Nel contesto di una ulteriore
ambivalenza, ambiguit,, antinomia: tale sovranit, assoluta alla <obbes* per poter essere salvifica
una trascendenza immanente, un 4io terreno*, richiede controllo autocontrollo* per evitare che si
traduca in =uella situazione di pericolo autodistruttivo che nata per sanare o impedire.
8. la politica o l>arte del governare governance, governamentalit,*: la prospettiva e
l>impostazione
K2overnoL in senso stretto, dun=ue; ma anche KarteL, Karte di governareL, va considerata in senso
stretto, poichJ con Karte di governareL non mi riferivo affatto al modo in cui i governanti hanno
effettivamente governato. HAI /referisco dire, invece, che =uello che ho cercato, e che cercherC
anche =uest>anno di porre al centro della mia indagine il modo in cui all>interno e all>esterno del
governo M e in ogni caso il pi@ vicino possibile alla pratica di governo M si cercato di
concettualizzare =uella pratica che consiste nel governare. Vorrei cercare di determinare in che
modo si stabilito l>ambito della pratica del governo, i suoi diversi oggetti, le sue regole generali, i
suoi obiettivi d>insieme, allo scopo di governare nel modo migliore possibile. -i puC dire insomma
che si tratta di studiare la razionalizzazione della pratica di governo nell>esercizio della sovranit,
politica. Foucault !ichel (008 Nascita della biopolitica. orso al oll!ge de France "#$<%'#$<$),
Feltrinelli, !ilano (00), "8
9ncora, e in forma pi@ mirata all>arte del governare, il metodo rivoluzionario innovativo* di
Foucault contro ogni tentazione Q lusinga di dottrina, teoria, sistema*. +nnovazione e mutamento di
metodo nei confronti delle tradizionali impostazioni del tema politico* richiamati in diversi spunti.
4.1. non $are storia n2 ricerca n2 teoria a partire dagli uni%ersali
Euesto comporta immediatamente una scelta di metodo, su cui mi riprometto di tornare pi@
diffusamente in seguito; mi preme, tuttavia, chiarire sin d>ora che la scelta di parlare della pratica di
governo, o a partire da =uesta pratica, un modo molto esplicito di non considerare come oggetto
primario, originario, gi, dato, un certo numero di nozioni come, ad esempio , =uelle di sovrano,
sovranit,, popolo, sudditi, stato, societ, civile: vale a dire tutti =uegli universali che l>analisi
sociologica utilizza, al pari dell>analisi storica e dell>analisi condotta dalla filosofia politica, per
rendere conto della pratica di governo nel concreto. 4a parte mia, vorrei fare esattamente l>inverso,
e assumere come punto di partenza tale pratica per come si d,, ma anche per come riflette su se
D)
stessa e cerca di darsi una certa razionalit,, per vedere in che modo, da un certo momento in poi,
alcune cose, sul cui statuto dovremo interrogarci, possono effettivamente costituirsi: lo stato e la
societ,, il sovrano e i sudditi ecc. +n altri termini, anzichJ partire dagli universali per dedurre alcuni
fenomeni concreti, o partire dagli universali come griglia di intelligibilit, obbligatoria per un certo
numero di pratiche concrete, vorrei partire dalle pratiche concrete e, per cosT dire, far passare gli
universali attraverso la griglia di =ueste pratiche. -i tratta, insomma, di evitare =uella che potremmo
chiamare una riduzione storicistica, che consiste nel partire dagli universali, cosT come sono dati,
per vedere poi in che modo la storia li modula, li modifica, o stabilisce infine che non hanno alcuna
validit,. Go storicismo parte dall>universale e lo sottopone, in un certo senso, al vaglio della storia.
+l mio problema del tutto opposto. +o parto da una decisione, al tempo stesso teorica e
metodologica, che consiste nel dire: supponiamo che gli universali non esistano; da =ui in poi,
sottopongo la =uestione alla storia e agli storici, a cui chiedo: possibile scrivere la storia senza
ammettere a priori che esistano cose =uali lo stato, la societ,, il sovrano, i sudditiR Foucault
!ichel (008 Nascita della biopolitica. orso al oll!ge de France "#$<%'#$<$), Feltrinelli, !ilano
(00), "8O")
8.".". %ipresa dei settori di studio e delle analisi precedenti, riconsiderati nelle linee di metodo
richiamate:
8.".".". -toria della follia. ? la stessa domanda che ho sollevato a proposito della follia. Ga
domanda in =uel caso non : esiste la folliaR, per esaminare poi la storia cercando di vedere se essa
ci rinvia o ci restituisce =ualcosa come la follia, e una volta constatato che la storia non mi
restituisce nulla di simile alla follia, concludere allora che la follia non esiste. +n effetti, non era
=uesto il ragionamento, nJ il metodo. +l metodo consisteva piuttosto nel dire: supponiamo che la
follia non esista. 9mmesso =uesto, =uale storia si puC fare dei diversi eventi e delle diverse pratiche
che, almeno in apparenza, hanno a che fare con =uel =ualcosa che si suppone essere la folliaR
4un=ue, =uello che vorrei mettere in atto, =ui, l>esatto contrario dello storicismo: non interrogare
gli universali, utilizzando come metodo critico la storia, bensT partire dalla decisione che afferma
l>inesistenza degli universali per cercare di stabilire =uale storia si puC fare. Foucault (008, ")*
6 ancora: 9d esempio, a proposito della follia, il problema non era mostrare che nella testa degli
psichiatri si era formata una certa teoria, una certa scienza, un certo discorso con pretese
scientifiche, costituito dalla psichiatria; discorso che si sarebbe concretizzato, o avrebbe trovato il
proprio luogo di applicazione negli ospedali psichiatrici. NJ si trattava di mostrare in che modo
istituzioni di internamento, esistenti gi, da tempo, avessero cominciato da un certo punto in poi a
elaborare una loro teoria e una loro giustificazione dando cosT luogo a =ualcosa che diventer, il
discorso degli psichiatri. -i trattava invece di studiare la genesi della psichiatria a partire HdaI, e per
mezzo di istituzioni di internamento che erano originariamente ed essenzialmente articolate su
meccanismi di giurisdizione in senso molto lato si trattava, infatti, di giurisdizioni di tipo
poliziesco, anche se ora, in relazione a ciC di cui ci stiamo occupando, la cosa non ha molta
importanza*; istituzioni che da un certo momento in poi, e in condizioni che bisognava appunto
analizzare, sono state nello stesso tempo rafforzate e cambiate, trasformate e dislocate attraverso
processi di veridizione. Foucault (008, 8"*
8.".".(. presentazione per applicazione analogica il sistema penale, Sorvegliare e punire
9nalogamente, studiare le istituzioni penali voleva dire considerarle dapprima come luoghi e
forme in cui la pratica giurisdizionale era preponderante e autocratica, per cosT dire, per poi
HanalizzareI in che modo, in =ueste istituzioni penali fondamentalmente legate a una pratica
giurisdizionale, si era via via formata e sviluppata una certa pratica veridizionale, che cominciava a
mettere in campo M coadiuvata, beninteso, dalla criminologia, dalla psicologia ecc., anche se
=uesta non la cosa essenziale M la domanda veridizionale che al centro della penalit, moderna,
destinata a invadere anche la sua giurisdizione: la =uestione della verit,, posta al criminale
attraverso la domanda Kchi seiRL. Euando, infatti, la pratica penale sostituisce alla domanda Kche
cosa hai fattoRL la domanda Kchi seiRL, da =uel momento si comprende come la funzione
giurisdizionale del penale stia cominciando a trasformarsi, o stia per essere superata, o forse minata
D$
dalla =uestione della veridizione. Foucault (008, 8"O8(* +l sistema di sorveglianza e punizione del
criminale la definizione del criminale e di ciC che puC essere socialmente considerato crimine.
8.".".D. presentazione per applicazione analogica la sessualit,, Storia della sessualit
3osT, anche studiare la genealogia dell>oggetto Ksessualit,L attraverso un certo numero di
istituzioni significava cercare di individuare all>interno di pratiche come =uelle della confessione, la
direzione di coscienza, il rapporto medico ecc., il momento in cui avvenuto lo scambio e
l>intreccio tra una certa giurisdizione delle relazioni sessuali, che definisce ciC che permesso e ciC
che vietato, e la veridizione del desiderio, che ciC in cui attualmente si manifesta l>armatura
fondamentale dell>oggetto Ksessualit,L. Foucault (008, 8(*
8.".(. +n generale, sul tema Foucault di una disarmante chiarezza: -i tratta, dopotutto, dello
stesso problema che mi ero posto a proposito della follia, della malattia, della delin=uenza e della
sessualit,. +n nessuno di =uesti casi si tratta di mostrare in che modo =uesti oggetti siano stati a
lungo nascosti prima di venire finalmente portati alla luce, e neppure di mostrare come essi non
siano altro che volgari illusioni o costruzioni ideologiche da dissipare alla HluceI della ragione salita,
infine, al suo zenit. -i tratta di mostrare, piuttosto, attraverso =uali interferenze tutta una serie di
pratiche M a partire dal momento in cui vengono coordinate a un regime di verit, M ha potuto far
sT che ciC che non esiste la follia, la malattia, la delin=uenza, la sessualit, ecc.* sia diventato
comun=ue =ualcosa, =ualcosa che tuttavia continua a non esistere. +nsomma, non si tratta tanto di
mostrare Hin che modoI un errore M =uando dico che ciC che non esiste diventa =ualcosa non
intendo che bisogna mostrare in che modo un errore si sia potuto effettivamente produrre M o
un>illusione siano potuti nascere, =uanto piuttosto in che modo un certo regime di verit, M e non,
di conseguenza, un errore M ha fatto sT che =ualcosa che non esisteva sia potuto diventare =ualcosa.
Non si tratta di un>illusione, dal momento che appunto un insieme di pratiche, e di pratiche reali,
ad averlo istituito e ad averlo inciso cosT imperiosamente nel reale.
Ga posta in gioco di tutte =ueste indagini sulla follia, sulla malattia, sulla delin=uenza, sulla
sessualit, e su ciC di cui vi sto parlando, consiste nel mostrare in che modo l>accoppiamento serie di
pratiche O regime di verit, formi un dispositivo di sapere O potere che imprime effettivamente nel
reale ciC che non esiste e lo sottomette legittimamente alla distinzione tra vero e falso. Foucault
(008, D0OD"*
8.".D. /artire dagli universali e cercarne la presenza e la conferma nel tempo, il loro mutamento di
forme, restare fermi, usare la storia selezionandola e riducendola a conferma dei concetti attuali
noti, dominanti e condivisi, negare la ricerca e ritrarsi di fronte alla complessit, dei dati. ? come
fare la storia delle streghe e della stregoneria pensando di trovarsi di fronte a soggettiQoggetti reali di
cui occorre studiare il comportamento e le caratteristiche, ignorando il tema reale e centrale: che
sono un>invenzione e omettendo di ricercare perchJ sono state inventate streghe e stregoneria lo
stesso modulo si applica alla razza, agli ebrei, alla storia delle religioni e Foucault lo ha applicato
alla storia della follia, del sistema penale, della sessualit,, della cura medica e =ui dello -tato*. ?
lunga la storia degli enti considerati come esistenti di per sJ, definiti al di fuori dell>ipotesi che li ha
creati, dotati di esistenza secolare, rivelatisi poi prima o poi* privi di consistenza reale; non vi
ambito di ricerca che non li abbia creati il cielo delle stelle fisse, il primo mobile, il flogisto,
l>impetus in fisica; gli indemoniati e i regni dell>aldil,, l>anima A nelle antropologie tendente al
teologico ecc. e A Ga congiunzione di tre pianeti, 2iove, !arte e -aturno, nel "D8) provoca,
secondo alcuni, un rovinoso terremoto, che a sua volta determina l>avvelenamento dell>aria,
causando la peste del "D81A &riguglia 2ianluca (00$ Il corpo vivente dello Stato, &runo
!ondadori, !ilano, p.51O5#*
4.2. il metodo della genealogia ermeneutica adottato e applicato da 3ietzsche e la %eridizione.
8.(.". contro le linearit,, storiche e sistematiche; =uesto il senso della genealogia metodo di
Nietzsche; nella stessa direzione: contro la ricerca di presunte essenze collocate dietro =uanto
appare e accade e contro la ricerca delle origini considerate come o luogo di purezza, o luogo di
perfezione e come se in esse fosse gi, contenuto in nuce secondo progetto tutto lo sviluppo
D5
successivo lineare e predeterminato .. che si far, inesorabilmente largo nel tempo annullando
velleitari e fallimentari ostacoli. HNiet+sche, la genealogia, la storia in Foucault "#5"Microfisica p.
(#O)8I
8.(.(. la genealogia. Ga genealogia sarebbe dun=ue, rispetto e contro i progetti d>una iscrizione dei
saperi nella gerarchia dei poteri propri della scienza, una specie di tentativo per liberare
dall>assoggettamento i saperi storici, renderli cio capaci d>opposizione e di lotta contro la
coercizione d>un discorso teorico, unitario, formale e scientifico. Ga riattivazione dei saperi locali
M minori, direbbe forse 4eleuze M contro la gerarchizzazione scientifica della conoscenza ed i
suoi effetti intrinseci di potere: ecco il progetto di =ueste genealogie in disordine e frammentarie.
/er dirla in due parole, l>archeologia sarebbe il metodo proprio dell>analisi delle discorsivit, locali,
e la genealogia la tattica che, a partire dalle discorsivit, locali cosT descritte, fa giocare i saperi,
liberati dall>assoggettamento, che ne emergono. Foucault "#5" Microfisica, "50*
8.(.D. la veridizione. 2enealogia che smontaggio e rimontaggio, =uindi spiegazione, di processi
presunti eterni e naturaliA risultano posticci e strumentali, costruiti ad hocA; allo stesso esito,
concorrente, porta il metodo dello sguardo a partire dal margine da ciC che messo a margine,
marginalizzato*, dalla periferia: sistema punitivo carcerario, storia della folliaAcome pi@ volte
richiamato; il risultato =uello della KveridizioneL. 'n partire dal margine, dal confine tracciato,
allo scopo di mettere in discussione la logica del confine come logica della definizione. G>urgenza
di delineare un preciso confine risponde pi@ ad un desiderio politico e sociale di sicurezza che ad
una esigenza di carattere scientifico; o se Kesigenza scientificaL, lo per traslazione dal campo
socioOpolitico a =uello epistemologico; ma si tratta di una chiarificazione concettuale che coincide
con un velamento reale, mossa dal timore delle contaminazioni e dall>urgenza corrispettiva di
misure disciplinari di carattere scientifico e di carattere penale*. 4all>imperativo che impone di
separare la ragione e la follia l>una dall>altra chiaramente e per sempre traggono le proprie
legittimazioni sia le assicurazioni, sia la filosofia dell>et, moderna. 6ntrambe hanno a che fare con
tecniche concernenti la sicurezza e la certezza; entrambe affini, per via del loro comune interesse
per il controllo dei processi di fluttuazione flussi di merci e di denaro, stati della coscienza, flussi
di informazioni*, a =uei moderni sistemi disciplinari a cui !ichel Foucault ha dedicato la propria
attenzione nei suoi studi sui diversi ordini della realt, storica. -loterdi;V /eter (00" Lultima sfera.
2reve storia filosofica della globali++a+ione, 3arocci, %oma (00(, 51O5#
8.(.8. la KveridizioneL, in comparsa e definizione storica. 3iC che diventa proprio e specifico del
politico, dell>arte di governo, attraverso l>incontro con l>economia politica intesa nella logica storica
evidenziata, che l>arte politica non solo luogo di gestione del sociale e dei suoi aspetti, ma
diventa luogo di definizione costituzione, veridizione* del sociale proprio attraverso le regole di
osservazione e di gestione da lei emanate.
Ga presenza della economia politica nello stato determina un secondo e ancor pi@ radicale
passaggio: il passaggio dello stato dal regime di giurisdizione al regime di verit,; Knon tanto il
regno del vero nella politica, ma un certo regime di verit,, caratteristico di =uella che si potrebbe
chiamare l>epoca della politicaL; attraverso l>economia politica e la sua logica fa l>ingresso in
politica il processo di veridizione. -i tratta di un Kcuneo formidabile che l>economia politica ha
introdottoL nello stato. Ga prassi finora esistente, e da lungo tempo, gi, da prima del XV+ secolo,
che attua, ad esempio, i prelievi fiscali, le tariffe doganali, le regole di fabbricazione, le norme sui
prezzi dei cereali, la protezione e la codificazione delle pratiche di mercato, e altro ancora e sono
prassi pensate finora in termini di esercizio di diritti sovrani, di diritti feudali, di salvaguardia dei
costumi A ora mutano di ruolo nella percezione e nella funzione. Eueste pratiche non dipendono
da criteri di vero e falso stabiliti all>esterno di esse, magari secondo leggi morali, naturali, divine
ecc.; ora legiferano in termini di vero e falso, costituiscono il vero e il falso, sono pratiche di
veridizione e presentano la politica come luogo di veridizione. +n loro si vede l>emergere di =uesto
regime di verit, come principio di autolimitazione del governo.
8.(.). i regimi di veridizione e la loro storia. +n generale. +n tutti =uesti casi, come potete vedere
M che sia il mercato, il confessionale, l>istituzione psichiatrica, la prigione M si tratta di affrontare
D1
una storia della verit, da prospettive diverse; o, meglio ancora, una storia della verit, che
strettamente intrecciata, sin dall>inizio, a una storia del diritto. HAI -i tratterebbe, piuttosto, di fare
la genealogia di regimi veridizionali, ovvero l>analisi della costituzione di un certo diritto della
verit, a partire da una situazione di diritto, considerato che il rapporto tra diritto e verit, trova la sua
manifestazione privilegiata nel discorso in cui il diritto si formula, e in cui si enuncia ciC che puC
essere vero o falso. +l regime di veridizione, infatti, non coincide con una certa legge della verit,,
HmaI con l>insieme delle regole che consentono, a proposito di un discorso dato, di stabilire =uali
sono gli enunciati che potranno esservi caratterizzati come veri o falsi.
Fare la storia dei regimi di veridizione, e non la storia della verit, M o la storia dell>errore, o la
storia delle ideologie ecc. M vuole dire anche, ovviamente, rinunciare a intraprendere, una volta di
pi@, =uella famosa critica della razionalit, europea e dei suoi eccessi che, come ben sapete,
dall>inizio del X+X secolo in poi, stata continuamente ripresa in diverse forme. 4al romanticismo
fino alla -cuola di Francoforte, si tratta sempre della rimessa in causa della razionalit,, con il peso
esercitato dal potere che le sarebbe inerente. HAI Ga critica che vi propongo consiste, invece, nel
determinare a =uali condizioni e con =uali effetti si esercita una veridizione, vale a dire, ancora una
volta, un tipo di formulazione che dipende da determinate regole di verificazione e di falsificazione.
HAI -i tratterebbe, piuttosto, di riconoscere che il problema rendere visibili le condizioni che si
sono dovute osservare per poter tenere sulla folliaM ma sarebbe lo stesso per la delin=uenza, per il
sesso ecc. M dei discorsi la cui eventuale verit, o falsit, dipende dalle regole, di volta in volta, della
medicina, della confessione, della psicologia, della psicoanalisi.
+n altri termini, perchJ l>analisi abbia una portata politica, non deve vertere sulla genesi delle verit,
o sulla memoria degli errori. 3he importanza puC avere sapere =uando una determinata scienza ha
cominciato a dire la verit,R Non ha nessuna rilevanza rammentare tutte le cose erronee che i medici
hanno potuto dire sul sesso o sulla follia... 3iC che invece ha un>importanza politica attuale la
capacit, di determinare =ual il regime di veridizione che viene instaurato in un determinato
momento, e che precisamente =uello a partire dal =uale siamo oggi in grado di riconoscere, ad
esempio, che i medici del X+X secolo hanno detto, a proposito del sesso, un mucchio di
stupidaggini. %icordarsi che i medici del X+X secolo hanno detto molte sciocchezze sul sesso non
ha politicamente alcuna importanza; ne ha invece il determinare =uale regime di veridizione abbia
loro permesso di dire vere, e affermare come vere, alcune cose delle =uali oggi, peraltro, si d, il
caso che siamo consapevoli che forse vere non lo erano per nulla. ? proprio =uesto il punto in cui
l>analisi storica puC avere una portata politica. 9d avere importanza politica, dun=ue, non tanto la
storia del vero o =uella del falso, bensT la storia della veridizione. 6cco ciC che volevo dirvi a
proposito della =uestione del mercato, o meglio dell>innesto di un regime di verit, sulla pratica di
governo. Foucault (008, 8(O88*
8.(.$. 6 vanno richiamati, a conclusione, una serie di relazioni: tra veridizione e normalizzazione,
tra veridizione normalizzazione e normativit,, tra tutti e tre i termini precedenti e le procedure di
esclusione sociale antropologica. Go sottolinea ancora &utler che invita appunto a considerare la
relazione tra normalizzazione e normativit, e indica e la relazione dei due termini F processi con
l>esclusione: /oichJ puC essere che =uando si parla di ciC che ci lega in =uanto umani e di =uali
forme di linguaggio e di pensiero favoriscano un legame comune, si faccia inevitabilmente
riferimento a relazioni sociali istituite, che si sono formate nel tempo producendo un senso del
KcomuneL in forza dell>esclusione di =uelle vite che non si conformano alla norma. &utler (008
La disfatta del genere, (D#*

4.3. il capo%olgimento $ondamentale e inno%ati%o generale. -tudiare il potere nei suoi modi
tecnicoOpositivi e non a partire dal tema o problema della sovranit,; sono =uelli a definire =uesta e
non il contrario; il concetto di sovranit, resta una categoria astratta e formale. %ichiamati i temi
delle ricerche storiche politiche sociologiche di Foucault, storia della follia, della clinica e, in
particolare =uesto il tema affrontato nella conversazione*, della sessualit,, presentati con il
termine di atti processi o meccanismi positivi in =uanto non riferiti ad un concetto giuridico astratto
D#
di potere politico e di sovranit,, ma riferiti alla scelte concrete di una azione politica, Foucault
afferma: 3redo che siano =uesti meccanismi positivi che bisogna cercare di analizzare,
sbarazzandosi dello schematismo giuridico attraverso cui si cercato sino ad oggi di dare uno
statuto al potere. 4i =ui un problema storico: sapere perchJ l>Uccidente cosT a lungo non ha voluto
vedere il potere che esercitava se non in un modo giuridicoOnegativo, invece di vederlo in modo
tecnicoOpositivo. HAI la teoria politica rimasta ossessionata dal personaggio del sovrano. Eueste
teorie pongono tutte ancora il problema della sovranit,. 3iC di cui abbiamo bisogno e una filosofia
politica che non sia costruita intorno al problema della sovranit,, dun=ue della legge, dun=ue
dell>interdizione. &isogna tagliare la testa del re: non lo si ancora fatto nella teoria politica.
Foucault !ichel "#5" Microfisica del potere. Interventi politici, 6inaudi, 7orino "#55, ")* 4un=ue
c> bisogno di una teoria politica che parta dai modi tecnici positivi di gestione del potere e non che
sia costruita attorno al problema della sovranit,; =uesta, nella sua astrattezza, nasconde =uelli;
sembra generarli con legittimit, mentre ne generata e ne concretamente definita.
4.4. 4tagliare la testa al re5 abbandonare la costruzione delle teorie sulla centralit, della
sovranit,*. Eui dun=ue Foucault imprime una impostazione nuova alla riflessione politica. Non
partire del problema giuridico della fondazione della sovranit, e della conseguente emanazione
formale* del diritto e della legge, ma partire dai procedimenti e dalle scelte pratiche attraverso cui
il potere ha definito il proprio volto oltre che la propria competenza e la propria legittimazione. 6d
emerge che i campi che maggiormente hanno contribuito e contribuiscono a delineare il volto, la
forma, la logica e gli ambiti del politico sono i settori sui =uali lo -tato attua i propri processi di
controllo, sorveglianza, punizione, esclusione o esclusione attraverso l>inclusione, ottenuta con
rilettura, ridefinizione, modellamentoA*. G>espressione Kmicrofisica del potereL non dun=ue solo
una indicazione di tema di ricerca e di impostazione, anche e soprattutto rovesciamento delle
teorie politiche classiche. !ette in atto la dichiarazione di metodo generale: non l>analisi di
astrazioni ma la descrizione di esperienze.
Non voglio dire che lo -tato non sia importante; =uel che voglio dire e che i rapporti di potere e di
conseguenza l>analisi che se ne deve fare deve andare al di l, del =uadro dello -tato. HAI Go -tato
sovrastrutturale in rapporto a tutt>una serie di reti di potere che passano attraverso i corpi, la
sessualit,, la famiglia, gli atteggiamenti, i saperi, le tecniche, ecc., e =uesti rapporti sono in una
relazione di condizionanteOcondizionato nei confronti di una specie di metapotere che strutturato
per l>essenziale intorno ad un certo numero di grandi funzioni d>interdizione; ma =uesto metapotere
con funzioni d>interdizione non puC realmente aver presa e non puC reggersi che nella misura in cui
si radica in tutta una serie di rapporti di potere che sono molteplici, indefiniti, e che sono la base
necessaria di =ueste grandi forme di potere negativo, ed =uesto =uello che vorrei fare apparire.
Foucault !ichel "#5" Microfisica del potere. Interventi politici, 6inaudi, 7orino "#55, "$
9 tale scopo due diverse impostazioni: ". l>impostazione classica, tradizionale a partire dal diritto e
dalla sovranit,; (. Ga nuova impostazione a partire dalla verit,: dagli effetti dalla microfisica sociale
del potere: H".I /ossiamo dire schematicamente che la domanda tradizionale della filosofia politica
potrebbe essere formulata in =uesti termini: come puC il discorso della verit,, o semplicemente la
filosofia intesa come il discorso della verit, per eccellenza, fissare i limiti di diritto del potereR ?
=uesta la domanda tradizionale. H(.I +o vorrei porne piuttosto un>altra, dal basso, molto pi@ concreta
rispetto a =uesta domanda tradizionale, nobile e filosofica. +l mio problema sarebbe piuttosto
=uesto: =uali regole di diritto le relazioni di potere mettono in opera per produrre dei discorsi di
verit,R o ancora, che tipo di potere suscettibile di produrre discorsi di verit, che sono, in una
societ, come la nostra, dotati di effetti cosi potentiR Voglio dire =uesto: in una societ, come la
nostra, ma in fondo in =ualsiasi societ,, relazioni di potere molteplici attraversano, caratterizzano,
costituiscono il corpo sociale; e =ueste relazioni di potere non possono dissociarsi, nJ stabilirsi, nJ
funzionare senza una produzione, un>accumulazione, una circolazione, un funzionamento del
discorso. Non c> esercizio di potere possibile senza una certa economia dei discorsi di verit, che
funzioni in, e a partire da, =uesta coppia. -iamo sottomessi alla produzione della verit, dal potere e
80
non possiamo esercitare il potere che attraverso la produzione della verit,. Euesto vale per ogni
societ,, ma credo che nella nostra il rapporto tra potere, diritto e verit, si organizzi in un modo
molto particolare. HAI +l potere non cessa d>interrogarci, d>indagare, di registrare, istituzionalizza
la ricerca della verit,, la professionalizza, la ricompensa. +n fondo, dobbiamo produrre la verit,
come dobbiamo produrre ricchezze, anzi dobbiamo produrre la verit, per poter produrre ricchezze.
/er altro verso, siamo sottomessi alla verit, anche nel senso che la verit, fa legge, produce il
discorso vero che almeno in parte decide, trasmette, spinge avanti lui stesso degli effetti di potere.
Foucault !ichel "#5" Microfisica del potere. Interventi politici, 6inaudi, 7orino "#55, "5#O"10
4.'. il potere , legione una pluralit e una micro$isica.
+l diritto va visto, credo, non dal lato d>una legittimit, da stabilire, ma da =uello delle procedure
d>assoggettamento che mette in opera. +l problema per me di evitare =uesta =uestione, centrale per
il diritto, della sovranit, e dell>obbedienza degl>individui ad essa sottomessi, e di far apparire, al
posto della sovranit, e dell>obbedienza, il problema della dominazione e dell>assoggettamento. HAI
Non chiedersi dun=ue perchJ certi vogliono dominare, che cosa cercano, =ual la loro strategia
d>insieme; ma come funzionano le cose al livello del processo d>assoggettamento o in =uei processi
continui e ininterrotti che assoggettano i corpi, dirigono i gesti, reggono i comportamenti, ecc. +n
altri termini, piuttosto che chiedersi come il sovrano appare in alto, cercar di sapere come si sono, a
poco a poco, progressivamente, realmente, materialmente costituiti i soggetti, a partire dalla
molteplicit, dei corpi, delle forze, delle energie, delle materie, dei desideri, dei pensieri, ecc.
Foucault "#5" Microfisica, "1(,"1D* 4el resto un processo di assoggettamento anche la prassi
molto moderna, economica mercantile, dei sistemi di assicurazione: si accetta di assicurare solo ciC
che ritenuto soggetto; vale il contrario: una realt, diventa giuridicamente soggetto si assoggetta*
se e in =uanto ha diritto ad una propria assicurazione. G>esclusione dal diritto ad avere assicurazioni
il recente moderno* metodo per distribuire riconoscimento di soggetto; tutto ciC mette in soffitta
ricerche di fondazioni di carattere metafisico. Ga logica del rischio controllato si dimostrata di
gran lunga pi@ conveniente ed esistenzialmente pi@ praticabile della logica della fondazione
ultima. -loterdi;V /eter (00" Lultima sfera. 2reve storia filosofica della globali++a+ione, 3arocci,
%oma (00(, 1#.
8.).". +n conclusione ".: Ainvece di orientare la ricerca sul potere nel senso dell>edificio giuridico
della sovranit,, degli apparati di -tato e delle ideologie che l>accompagnano, la si deve orientare
verso la dominazione, gli operatori materiali, le forme di assoggettamento, le connessioni ed
utilizzazioni dei sistemi locali di =uest>assoggettamento, i dispositivi di strategie. &isogna studiare
il potere al di fuori del modello del Geviatano, al di fuori del campo delimitato dalla sovranit,
giuridica e dall>istituzione statale. -i tratta di studiarlo a partire dalle tecniche e dalle tattiche della
dominazione. Foucault "#5" Microfisica, "11*
Nel bilancio di metodo ricostruito da Ve.ne: 6uristicamente, meglio partire dalla specificit, delle
pratiche, da ciC che si faceva o si diceva, facendo lo sforzo intellettuale di esplicitarne il discorso;
un approccio pi@ fecondo anche se pi@ difficile per lo storico e per i suoi lettori* che partire da
un>idea generale e nota, poichJ in =uesto caso si rischia di limitarsi a =uell>idea, senza cogliere le
differenze ultime e decisive che la ridurrebbero a nulla. Ve.ne (001, "$*
6 ancora: Ga filosofia politica troppo spesso tende a ridurre il potere al solo potere centrale, al
Geviatano, al drago dell>9pocalisse. !a il potere non discende interamente da un polo di
detestazione, veicolato da una rete capillare cosT fitta che ci si chiede dove potrebbe non esserci
potere. +l macchinista del treno che conduce i deportati a 9usch[itz obbedisce al !ostro perchJ la
moglie e i figli hanno il potere di esigere che il capofamiglia porti a casa uno stipendio. 3iC che fa
muovere o ciC che blocca una societ,, sono gli innumerevoli micropoteri =uanto l>azione del solo
potere centrale. +l Geviatano sarebbe impotente senza la miriade di micropoteri lillipuziani A
Ve.ne (001, "05*
8.).(. +n conclusione (.: !a, d>altra parte, la teoria della sovranit, e l>organizzazione d>un codice
giuridico centrato su di essa hanno permesso di sovrapporre ai meccanismi della disciplina un
8"
sistema di diritto che ne nascondeva i procedimenti e =uel che poteva esserci di tecnica di
dominazione e che garantiva a ciascuno, attraverso la sovranit, dello -tato, l>esercizio dei propri
diritti sovrani. HAI /i@ rigorosamente, si potrebbe dire: dal momento in cui le costrizioni
disciplinari dovevano esercitarsi come meccanismi di dominazione ma nello stesso tempo essere
nascoste come esercizio effettivo del potere, bisognava pure che la teoria della sovranit, fosse
presente nell>apparato giuridico e riattivata dai codici. HAI 'n diritto della sovranit, e una
meccanica della disciplina: fra =uesti due limiti, credo, che si gioca l>esercizio del potere. !a
=uesti due limiti sono cosT eterogenei che non si possono mai ridurre l>uno all>altro. + poteri si
esercitano nelle societ, moderne attraverso, a partire e nel gioco stesso di =uest>eterogeneit, fra un
diritto pubblico della sovranit, ed una meccanica polimorfa delle discipline. Foucault "#5"
Microfisica, "#"*
4.6. Il 1968 , il momento storico della ri%oluzione di prospetti%a e di metodo- la micro$isica del
potere
G>incidenza storica degli del "#$1, direttamente richiamati da Foucault: -enza l>apertura politica
realizzata in =uegli anni H"#$1O$#I, non avrei probabilmente avuto il coraggio di riprendere il filo di
=uesti problemi e di continuare la mia indagine sul versante della penalit,, delle prigioni, delle
discipline. Foucault "#5" Microfisica, )*
Negli ultimi anni della sua vita Foucault aveva spostato la propria attenzione dallo studio delle
tecniche del potere e del dominio M con le =uali si era prodotta un>oggettiva+ione del sJ discorso
scientifico, pratiche mediche, discipline e biopolitiche* Mallo studio di come un individuo va a
interagire con gli altri e ad agire su se stesso; e proprio il gi, ricordato Il governo di s e degli altri
era il titolo del corso tenuto al 3ollge de France nel "#1(O1D, preceduto dal corso dell>anno
precedente, dal titolo Lermeneutica del soggetto. 4emichelis (0"0,")8*
Vedi Foucault !ichel "#1DO"#18 Il governo di s e degli altri: il coraggio della verit., Feltrinelli,
!ilano (0"".
4.+. 6a conseguenza operati%a- il compito e la possi)ilit. Hcome conclusione provvisoriaI
Niente pi@ inconsistente di un regime politico indifferente nei confronti della verit,; ma niente
pi@ pericoloso di un sistema politico che pretenda di prescriverla. Ga funzione del dir vero non deve
assumere la forma della legge, allo stesso modo in cui sarebbe vano credere che tale funzione
risieda a tutti gli effetti nei giochi spontanei della comunicazione. +l compito del dir vero un
lavoro infinito: rispettarlo nella sua complessit, un obbligo da cui nessun potere potrebbe
esimersi. -alvo imporre il silenzio della servit@. 3he il lavoro sia infinito, e che nessuna
liberazione sia promessa come definitiva, non deve indurci ad abdicare rispetto al nostro
compito. 6 del resto talvolta accade che, a partire da un soprassalto di coraggio e dignit, degli
uomini, o anche dei popoli, la verit, faccia irruzione, ma come evento, appunto, e senza garanzie.
-trana attualit, politica* di Foucault. Nulla, tuttavia, ci autorizza a ritenere ma la cosa non sarebbe
neppure auspicabile*, e piuttosto tutto ci induce a pensare il contrario, che un giorno il secolo sar,
foucaultiano. Foucault "#50, postfazione di !auro &ertani, #1*
8.5.". per =uesto futuro occorre abolire l>Kinganno della cavernaL Hper l>espressione e per il progetto
si rimanda alle riflessioni critiche nei confronti del mito di /latone, espresse da Gatour &runo "###
*olitiche della natura. *er una democra+ia delle scien+e, %affaello 3ortina editore, !ilano (000.I,
l>inganno dell>intellettuale guida e del corrispettivo postulato della disponibilit, di una teoria
sistema guida a partire da un principio e in vista di un fine garantito. -econdo le teorie platoniche
G>intellettuale diceva il vero a =uelli che non lo vedevano ancora ed in nome di =uelli che non
potevano dirlo: coscienza ed elo=uenza. Euel che gl>intellettuali hanno scoperto a partire dalle
esperienze politiche degli ultimi armi che le masse non hanno bisogno di loro per sapere; sanno
perfettamente, chiaramente, molto meglio di loro, e lo dicono bene. !a esiste un sistema di potere
che blocca, vieta, invalida =uesto discorso e =uesto sapere; potere che non solo nelle istanze
superiori della censura, ma che affonda molto in profondit, e molto sottilmente in tutte le maglie
8(
della societ,. 2l>intellettuali stessi fanno parte di =uesto sistema di potere, l>idea ch>essi siano gli
agenti della coscienza e del discorso parte di =uesto sistema. +l ruolo dell>intellettuale non pi@
di porsi un po> avanti o un po> a lato per dire la verit, muta di tutti; piuttosto di lottare contro le
forme di potere la dove ne ad un tempo l>oggetto e lo strumento: nell>ordine del sapere, della
verit,, della coscienza, del discorso. ? in =uesto senso che la teoria non sar, l>espressione,
la traduzione o l>applicazione d>una pratica, ma una pratica essa stessa. Gocale e regionale, perC,
come lei dice: non totalizzante. HAI Euando i prigionieri si son messi a parlare, avevano una loro
teoria della prigione, della penalit,, della giustizia. 3onversazione tra !ichel Foucault e 2illes
4eleuze, +n Foucault "#5" Microfisica,"0#, """*
). parr^sia e democrazia A o, a partire dalla prassi antica, il futuro della
contemporanea democrazia.
Foucault !ichel (001 Il governo di s e degli altri. orso al oll!ge de France "#$%&'#$%(),
Feltrinelli, !ilano (00# Hcon nota finale del curatore FrJdJric 2rosI
/arr^sia o come decostruire e gestire l>ordine gli ordini* del discorso, restituirli alla possibilit,.
'.1. 6a parrsia: il tema che domina il corso delle lezioni al 3ollge de France del "#1(O"#1D
in prima nozione: 'no dei significati originari della parola greca parr=sia il KdireOtuttoL, ma lo
si traduce di fatto, molto pi@ spesso, con le espressioni parlarOfranco, libert, di parola ecc. HAI dire
la verit, Foucault (001 Il governo, 8#,)1*
/osta all>intersezione con i tre assi di indagine sopra richiamati conoscenza, potere, soggetto*
ac=uista una rilevanza pi@ analitica: Ga parr=sia, come vedete, rappresenta una nozione che sta
proprio al crocevia tra l>obbligo di dire il vero, tra le procedure e le tecniche di governamentalit, e
la costituzione del rapporto con se stessi. Foucault (001 Il governo, )"* Foucault indaga infatti,
nel corso delle lezioni, la natura e la funzione della parr=sia nella conoscenza in generale, nella
conduzione politica della societ, in particolare come elemento di fondazione del potere politico*,
nel governo di sJ; appunto: conoscenza, potere, soggetto.
G>analisi si concentra dettagliatamente sullo Ione di 6uripide, confrontato con l>;dipo re di -ofocle,
poi sui testi di /latone: Leggi, Lettere, .pologia, Fedro, 8orgia.
'.2. una de$inizione pluri%oca del termine parrsia- politica giudiziaria morale poi filosofica*
4all>altro lato, il testo dello Ione ci mette in presenza di tre pratiche del direOilOvero.
H".I Ga prima pratica chiamata dallo stesso 6uripide, in =uesto testo, parr=sia. Ga si puC chiamare
la parr=sia politica, o politicoM statutaria: il famoso privilegio statutario, legato alla nascita, che
una certa maniera di esercitare il potere attraverso il dire, attraverso il direOilOvero. Euesta e la
parr=sia politica.
H(.I Ga seconda legata a una situazione di ingiustizia. &en lungi dall>essere il diritto esercitato dal
potente sui suoi concittadini per guidarli, al contrario il grido di chi non potente contro colui che
abusa della propria forza. Euesta non designata come parr=sia, nel testo, ma lo sar, pi@ tardi: la si
potrebbe chiamare parr=sia giudiziaria.
HD.I Ga terza pratica citata nel testo come ulteriore maniera di dire il vero. 9nche =uesta pratica
non designata nel testo , come parr=sia, ma lo sar, pi@ tardi. Ga si potrebbe chiamare parr=sia
morale: consiste nel confessare la colpa che grava sulla coscienza, e nel confessarla a chi puC
guidarvi, a chi puC aiutarvi a uscire dalla vostra disperazione o dal modo in cui sentite la vostra
colpa. ? =uesta la parr=sia morale. 3redo dun=ue che si veda apparire, in =uesto grande rituale
delle forme del direOilOvero che organizza tutto il dramma, da una parte =uesta nozione
esplicitamente denominata parr=sia politica, e poi i due schemi, i due tratti, per cosi dire, di pratiche
di verit, che verranno poi chiamati parr=sia: la parr=sia giudiziaria e la parr=sia morale. HAI -i
puC dire che vi una certa circolarit, tra parr=sia e democrazia Adar, ai diversi abitanti di 9tene il
diritto di esprimere la loro opinione sui problemi della citt, e di sceglierne i dirigenti. HAI /erchJ vi
8D
sia democrazia deve esserci parr=sia. HAI Ala parr=sia un fattore che consente agli individui di
con=uistare un certo ascendente gli uni sugli altri. Foucault (001 Il governo, ")(O")D, "))*
).(.". analisi, ripresa citazioni da =uattro testi di 6uripide: Fenicie, Ippolito, 2accanti, >reste.
).(.".". 4alle Fenicie di 6uripide: 2iocasta incontra suo figlio /olinice e lo interroga sulla sua
condizione di esiliato.
M 2iocasta chiede: K/rima la cosa che voglio sapere. 3osP l>assenza dalla patriaR ? graveRL.
M /olinice risponde: K2ravissima, nel fatto pi@ che a dirsiL.
M 2iocasta: K3os> l>esilioR 4i che soffre l>esuleRL.
M /olinice: K/eggio di tutto non poter parlareL. G>esilio ouVh eVei parr^sian non ha la parr^sia:
Ktoglie il parlarOfrancoL*.
M 2iocasta: K? da schiavo non dire ciC che pensiL m^ legein ha tis phronei*.
M /olinice: ? da schiavo Kpiegarsi allPidiozia di chi comandaL =uando si in esilio e non si
possiede la parr=sia, dun=ue*.
M 2iocasta aggiunge: K6 gi,, fare gli stolti con gli stoltiL. +n ogni caso: non poter essere saggio dal
momento che si sottoposti al potere di coloro che non sono saggi tois m^ sophois*. Foucault
(001 Il governo,")1*
).(.".(. 4all>>reste di 6uripide la presentazione o la fenomenologia di =uattro modi di usare la
parr=sia in ambito assembleare e, soprattutto, la rappresentazione della crisi demagogica e tragica
della democrazia sull>onda dell>uso della parr=sia violento, incontrollato e per luoghi comuni tesi a
compiacere:
Ureste ha dun=ue ucciso 3litennestra per vendicare la morte di 9gamennone. 4opo l>assassinio di
sua madre, Ureste viene preso dagli 9rgivi e da coloro che stanno dalla parte di 3litennestra; eccolo
condotto davanti al tribunale: esattamente, cio, davanti all>assemblea dei cittadini di 9rgo, che
devono giudicarlo. 6cco come =uesto processo viene raccontato, nella tragedia, da un messaggero
che riferisce la notizia a 6lettra.
Euando l>assemblea fu al completo si alzC l>araldo e disse: K3hi vuol parlareR Ureste un
matricida. -i dica se deve morire o noN H=uesta lPesatta formula che veniva adottata davanti
allPeVVl^sia ateniese =uando si trattava di giudicare =ualcuno per un crimine cosT grave. Formula
rituale, dun=ue, per chiedere chi vuol prendere la parola. -i alzeranno allora, uno dopo l>altro,
=uattro personaggi; !.F.I. -i leva a =uesto punto 7altibio, che con tuo padre H9gamennone; !.F.I
prese parte alla con=uista di 7roia H7altibio in Umero l>araldo di 9gamennone, il portavoce dei
potenti, che parla per loro; !.F.I. Gigio com> sempre a chi comanda, dice parole ambigue: per tuo
padre, devota ammirazione; per tuo fratello, tutt>altro che lodi, un viluppo tortuoso d>elogi e di
biasimi. Ureste, dice, instaura, riguardo ai genitori, una norma non certo lodevole. +ntanto era tutto
sorrisi per gli amici di 6gisto. 2ente fatta cosT, gli araldi. Verso chi ha fortuna, corrono. 6 il loro
amico chi R 3hi sta al potere, chi comanda. 4opo costui ha parlato 4iomede Hin Umero 4iomede
al tempo stesso lPeroe del coraggio e l>eroe del buon consiglio; !.F.I. Non era del parere, lui,
dPuccidere nJ te H6lettra; !.F.I nJ tuo fratello HUreste; !.F.I: meglio serbarsi pii, infliggendo la
pena dell>esilio. 9pplausi, di chi lo approvava. !olti non erano d>accordo. 4opo di lui s> alzato un
chiacchierone senza freno, armato d>impudenza, argivo e non argivo, intruso a forza tra i cittadini,
avvezzo a pescare nel torbido e a fidare sull>ignorante licenza verbale Hlo vedrete: credo che la
traduzione ingeneri un piccolo controsenso; !.F.I. 4isse di lapidare Ureste e te. Gui vi voleva
morti, ma di fare tali proposte glielo suggeriva 7indaro. ->alzC un altro per dire tutto il contrario Hsi
tratta del chiacchierone senza freno; !.F.I. 'n uomo poco gradevole d>aspetto, ma coraggioso
Hdun=ue un uomo coraggioso: andreios; !.F.I, che si vede poco in giro per la piazza, un contadino
HautourgosI sai, di =uella gente che lPunica salvezza del paese*; tanto intelligente da sapere,
volendo, discutere; tutto d>un pezzo, di vita specchiata. &ene disse che Ureste, figlio di
9gamennone, era da incoronare, per aver voluto vendicare il padre, uccidendo una donna trista,
maledetta. KNon s>arma pi@ nessuno,N diceva, Ke pi@ nessuno parte da casa per la guerra, se chi resta
corrompe le donne di casa, viola le spose sole, senza marito: =uesto avrebbe prodotto 3litennestra.L
2li onesti approvavano. Foucault (001 Il governo, "$"O"$(*
88
A la rappresentazione fedele di un processo con le sue formule rituali Foucault (001 Il governo,
"$(*
Euattro oratori: due personaggi omerici nati dalla leggenda, mitici A e due personaggiA
direttamente presi in prestito dalla fase della storia ateniese in cui stata scritta la tragedia. A due
personaggi diciamo attuali, il demagogo e poi il piccolo proprietario. Foucault (001 Il governo,
"$8, "$)*
Euali decisioni prender, l>9ssembleaR G>autourgos ha dun=ue appena parlato. N2li onesti
approvavano. Non parlC pi@ nessunoN. 9 =uesto punto Ureste si fa avanti e pronuncia lui stesso la
sua difesa. 6cco ora la conclusione e il verdetto. N+l suo discorso piac=ue, ma non convinse
l>assemblea. /revale =uellPaltro, =uel gaglioffo che parla nella massa, propugnando la morte di tuo
fratello e tua.N 6d cosT che Ureste viene condannato a morte. /erchJR /erchJ la vittoria stata
assegnata al cattivo oratore, a colui che utilizzava una parr=sia non istruita, non indicizzata al logos
della ragione e della verit,. 6d tale vittoria che fa apparire M in =uesta tragedia scritta e
rappresentata, lo ripeto, dieci anni dopo lo Ione M il volto negativo della parr=sia, il suo profilo
tetro e cupo. +one lPaveva cercata a lungo =uesta parr=sia; senza di essa non voleva rientrare ad
9tene, poichJ essa stessa doveva fondare la democrazia, la =uale a sua volta doveva far posto alla
parr=sia. 6bbene, ecco che ora tale cerchio si sta spezzando: il cerchio positivo, costitutivo della
buona democrazia, che collega la parr=sia alla costituzione della citt,. +l legame parr=sia
Qdemocrazia un legame problematico, difficile, pericoloso. 'na cattiva parr=sia sta invadendo la
democrazia. 9llora il problema dell>ambiguit, della parr=sia, posto nel testo in =uesti termini, che
vorrei affrontare tra breve. Foucault (001 Il governo, "$)O"$$*
'.3. Vorrei ora evocare rapidamente il problema di =uella che si potrebbe chiamare lPalterazione
della parr=sia, ovvero l*alterazione dei rapporti tra la parrsia e la democrazia. /er presentare le
cose in maniera un po> schematica e per comprendere =uesto processo, si potrebbe parlare, se
volete, di una sorta di rettangolo costitutivo della parr=sia. Foucault (001 Il governo, "$1*
).D.". +l rettangolo della parr=sia: condizione formale Q condizione di fatto Q condizione di verit, Q
condizione morale. HAI
3ondizione formale: la democrazia. 3ondizione di fatto: l>ascendente e la superiorit, di alcuni.
3ondizione di verit,: la necessit, di un logos ragionevole. +nfine condizione morale: il coraggio, il
coraggio nella lotta. Ga parr=sia, credo, costituita da =uesto rettangolo, con il vertice
costituzionale, il vertice del gioco politico, il vertice della verit,, il vertice del coraggio. Foucault
(001 Il governo,"$1,"$#*
).D.(. -i puC disegnare il rettangolo e posizionare all>interno dell>area i diversi discorsi in relazione
alla loro maggior o minor vicinanza ai =uattro vertici; segue analisi della dinamica della parr=sia
nella democrazia, della sorte del direOilOvero o della verit, nell>esercizio variet, della parr=sia, della
sorte della democrazia stessa =uando viene consegnata a =uella parr=sia che costituisce il suo
massimo pregio e diritto e il suo massimo rischio. Foucault cita, sul tema, +socrate, Sulla pace.
Ga pace e la guerra, egli afferma, fanno parte di =uelle cose che hanno il pi@ grande peso nella vita
degli uomini e per le =uali una buona decisione orthJs bouleuesthai: ben decidere* =ualcosa di
essenziale. Ura, continua +socrate nel suo esordio, =uelli che parlano in favore della pace o contro
pace non sono, di fatto, trattati tutti alla stessa maniera dall>9ssemblea. 9lcuni sono ben accolti,
altri vengono espulsi. 6spulsi per =uale motivoR 6bbene, perchJ non parlano in maniera conforme
ai desideri dell>9ssemblea. Gi si caccia via dato che non parlano come vorrebbe l>9ssemblea. Ura,
afferma +socrate, in =uesto vi =ualcosa di totalmente ingiusto, che turba il gioco stesso della
democrazia e del direOilOvero. +nfatti, coloro che parlano assecondando i desideri dell>9ssemblea
perchJ dovrebbero preoccuparsi di cercare e di formulare argomenti ragionevoli R ? sufficiente, per
loro, ripetere =uel che dice la gente, =uel che dicono gli altri. 4evono solo riprodurre =uesto
mormorio dell>opinione. 9l contrario, =uelli che pensano diversamente rispetto ai desideri di
massima dell>9ssemblea, per riuscire a persuaderla e a modificare le sue opinioni, sono obbligati M
aggiunge l>autore M a cercare argomenti: argomenti ragionevoli e veri. 'n>9ssemblea dovrebbe
8)
perciC ascoltare pi@ attentamente =uelli che parlano contro il suo parere, rispetto a =uelli che non
fanno che ripetere ciC che essa pensa. Foucault (001 Il governo, "1)*
'.4. Filoso$ia e parrsia in campo politico: il ruolo politico della filosofia evidenziato dalla e nella
parr=sia. 9l centro la vicenda storica di /latone, in particolare i viaggi in -icilia, -iracusa, alla corte
di 4ionisio, chiamato da 4ione, e le peripezie da lui narrate nelle Gettere se autentiche*, specie
nella Gettera V++ comunemente ritenuta autentica*
).8.". una premessa: emerge =ui con evidenza la filosofia come ergon e come pragmata in rapporto
alla =uestione politica e all>arte di governo. A il reale della filosofia, il reale del filosofare, ciC a
cui si rapporta la parola filosofia, un insieme di pragmata di pratiche*. +l reale della filosofia sono
le pratiche della filosofia. Foucault (001 Il governo, (D" e (DD, (D5, (D1, (8$.* 3ommenta 2ros:
-e ne ricava che l>attivit, filosofica non deve ac=uartierarsi solo nel discorsi, ma deve mettersi alla
prova delle pratiche, dei conflitti e dei fatti. +l reale della filosofia verr, trovato in =uesto confronto
attivo con il potere. Ga filosofia trova un secondo reale in una pratica continua dell>anima.
Foucault (001 Il governo, D$8* 6, in generale, 2ros, riportando la posizione di Foucault da lui
segnalata come operativa gi, nel sapere aude di Want, ricorda come tratto dell>era moderna la
filosofia che accettava di pensare non a partire da una riflessione sulla propria storia ma a partire da
una convocazione prodotta dal presente. 3he ne di =uest>oggi che ci convoca a pensareR
Foucault (001 Il governo, D$#*
'n logos F ergon che abbina o unisce alla conoscenza la competenza applicativa il /air5s*; anche
in tal senso, di nuovo, la filosofia parr=sia. 6fficace il parallelo o l>analogia con la medicina e
anche, piaccia o meno, con l>arte retorica, la tecnica retorica. +nfatti, a =uest>ultimo proposito: 3iC
che rende possibile la persuasione, il fatto che si sa dove, =uando, come e in =uali condizioni
applicare =uesti diversi procedimenti. 6 =ui, certamente, vi un riferimento alla medicina. Ga
medicina cura non perchJ il medico conosca la lista dei farmaci da prescrivere, ma perchJ sa
esattamente a =uali malati prescriverli, in =uali momenti dellPevoluzione della malattia, in =uali
=uantit,. Ura, un buon medico colui che non conosce soltanto la d?namis il potere* dei farmaci,
ma conosce davvero il corpo, la costituzione dei corpi ai =uali destina tali farmaci. Vi =ui un
riferimento a +ppocrate. 'n riferimento, forse, a un testo ben preciso, in cui +ppocrate M oppure un
medico ippocratico M si vanta di aver modificato =uella che era la concezione del regime e di aver
sostituito, alla semplice codificazione delle ricette, una riflessione sul regime in funzione delle
condizioni corporee: condizioni a loro volta oggetto di riflessione in funzione dello stato del clima e
del mondo intero. 6vidente, =ui, il riferimento a temi ippocratici. +ppocrate dun=ue autore di una
sostituzione, di un completamento. Uppure si puC dire che +ppocrate ha fatto sT che lParte medica
non si riducesse all>applicazione di una ricetta, ma diventasse veramente un>arte di guarire
attraverso la conoscenza del corpo. 9llo stesso modo, =uesta capacit, di persuadere, =uesta te/hn=
retorica, anche se si puC ammettere che la dialettica necessaria al discorso, non niente di pi@ che
un corpo di ricette. Foucault (001 Il governo, D"5*
).8.(. la relazione filosofia e politica nel suo essere ergon, nel legame logos'ergon e =uindi anche
nella parr^sia: la tesi. 6 ben si intende che il reale della filosofia F il reale della filosofia entro la
stessa politica F sar, tutt>altra cosa dal dare le leggi agli uomini, dal proporre loro la forma
costrittiva della citt, ideale. Foucault (001 Il governo, (88*
+l modello di /latone. Ga parr=sia dun=ue lPattivit, che /latone in fondo rivendica e riconosce
alla radice della sua attivit, di consigliere. ? consigliere. 'tilizza, cio, la parr=sia. Euella stessa
parr=sia, dun=ue, con tutti i caratteri che avete riconosciuto. -i impegna in prima persona: e il suo
discorso, la sua opinione, che tiene conto, al tempo stesso, di principi generali e di una
congiuntura particolare: che, in =uanto principio generale, si rivolge alle persone, ma le persuade
individualmente. 4i =ui un discorso la cui verit, deve stare in piedi, deve trovare la sua verifica nel
fatto che diventer, realt,. ? proprio dal reale politico che il discorso filosofico trarr, la garanzia di
non essere semplicemente logos, di non essere semplicemente una parola che proviene dal sogno,
ma di essere =ualcosa che ha a che fare con lPergon: proprio con ciC che costituisce il reale.
8$
Foucault (001 Il governo, (50* A =uesta, io credo, la filosofia che diventa figlia della
parr=sia. Foucault (001 Il governo, D()*
).8.D. filosofia e politica a intenderne correttamente la relazione e abbandonare consolidate tesi di
KgovernatoriOfilosofiL. A il discorso filosofico nella sua verit, M all>interno del ruolo che gioca
necessariamente in politica per trovare, in =uell>ambito, la sua verit, M non ha il compito di
progettare ciC che deve essere un>azione politica. Non dice il vero dell>azione politica, non dice il
vero per l>azione politica: dice il vero in rapporto all>azione politica, in rapporto allPesercizio della
politica, in rapporto al personaggio politico. HAI Filosofia e politica devono costituire i termini di
una relazione, di una correlazione, mai di una coincidenza. HAI A la vera posta in gioco, per
/latone F e in maniera generale, mi sembra, per la filosofia occidentale F non mai stata =uella di
dire agli uomini politici cosa fare. 4i fronte agli uomini politici, alla pratica politica, ai politici, la
posta in gioco dei filosofi sempre stata =uella di esistere come discorso filosofico e come
veridizione filosofica. Foucault (001 Il governo, (55, (51*
).8.D.". come nota a margine e commento: \i]eV -lavo; (0"" 2envenuti in tempi interessanti,
9driano -alani 6ditore, !ilano (0"(, (DI A il vero compito del pensiero: non solo offrire
soluzioni ai problemi posti dalla societ, lo -tato, il capitale*, ma riflettere sulla forma stessa che
=uesti problemi assumono, riformularli, riconoscere un problema nel modo stesso in cui noi
vediamo =uesti problemi.
).8.8. i luoghi della correlazione A=uesto problema del punto di incontro tra un direOilOvero
filosofico e una pratica politica ha individuato due luoghi di inserzione: la piazza pubblica o l>anima
del /rincipe. Foucault (001 Il governo, (1"* 4etto in forme istituzionali: democrazia, monarchia.
Ura, =uella che Foucault studia nel "#1D, tra 6uripide e /latone, essenzialmente una parr=sia
politica A Ga parr=sia politica comprende due grandi forme storiche: =uella di una parola rivolta,
nell>9ssemblea, all>insieme dei cittadini da un individuo preoccupato di far trionfare la sua
concezione dellPinteresse generale parr=sia democratica*; =uella di una parola privata che il
filosofo destina all>anima di un /rincipe per incitarlo a dirigere bene se stesso e per fargli capire ciC
che gli adulatori gli nascondono parr=sia autocratica*. Foucault (001 Il governo, 2ros D$(*
).8.). per concludere, l>auspicio in termini di futurologia possibile, dalle note di biografie e metodo
ricostruite da /aul Ve.ne. A diceva che i suoi libri erano soltanto cassette degli attrezzi Ve.ne
(001, #8*. Non era per umilt, ma perchJ sperava che l>opera di ricerca da lui avviata potesse
continuare, e per impedire che si confondesse la mappa con il territorio, si scambiassero i modelli
con la realt,. +n un giorno pi@ o meno lontano, si andr, oltre Foucault, ci si stupir, della sua
miopia; gli sar, bastato aver contribuito a dissipare =uelle =uattro illusioni che per lui sono
l>adeguamento, l>universale, il razionale e il trascendentale. Ve.ne (001, #)*
-econdo Foucault =uello che intendiamo per filosofia potrebbe a =uesto punto consistere non gi,
nel fare l>esegesi del passato e neppure nel pensare la totalit, o l>avvenire, ma piuttosto nel dire
l>attualit, e, non potendo fare di meglio, nel caratterizzarla negativamente, nel diagnosticare il
presente, dire che cos> il presente, dire in che cosa il nostro presente diverso, e assolutamente
diverso da ciC che non lui. +l nostro autore non concepisce altra filosofia possibile che non sia
=uesta critica storica; al di fuori di essa niente appropriato per la nostra epoca: 3he cos>e dun=ue
la filosofia oggi M voglio dire l>attivit, filosofica M, se non il lavoro critico del pensiero su sJ
stessoR. HAI +l ruolo di un>intellettuale =uello di mandare all>aria le certezze, di dissolvere le
consuetudini invalse; non =uello di modellare la volont, politica degli altri, dicendo loro =uello
che devono fare. 3on che diritto poiR HAI A la riflessione puC riguardare solo la razionalit, dei
mezzi e non una impossibile razionalit, dei fini. Ve.ne (001, "D", "DD, "D8*

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