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103 N. Jaki: Il ruolo delle antiche chiese...

UDC: 72b.54(I-22)(497.58)"04l08" N. Jaksic


94(497.5)"07l09" DiparIimenIo di SIoria dell'ArIe
Original scienIific paper UniversiI di Zadar
ManuscripI received: I0. 04. 2008. Obala kralja PeIra Kresimira IV, bb
Revised manuscripI accepIed: 02. 05. 2008. 23000 Zadar, Croazia

Il ruolo delle antiche chiese rurali nella formazione
del ducato croato medievale
Nikola Jaki
Le vicende che caratterizzarono le antiche chiese ubicate sulla costa orientale dellAdriatico in et altomedievale fanno parte di un
argomento che solo di recente si imposto allinteresse degli studiosi. I complessi di culto trattati in questo contributo dimostrano
chiaramente che gli edifici rurali tardoantichi della Dalmazia settentrionale nel corso del IX secolo furono ristrutturati e muniti
di nuovi apparati liturgici. La scelta dei duchi croati cadde su alcuni preesistenti luoghi di culto posti in prossimit della via di
comunicazione Nona Tenin, lungo la direttrice che collegava i due pi importanti centri della regione. In questo modo le chiese
rurali acquisirono un particolare rilievo, divenendo elementi fondamentali nel processo di costruzione delle infrastrutture del
giovane ducato. Proprio nel corso dellaltomedioevo si configura dunque limportante ruolo di questi complessi cultuali che fu
nettamente superiore rispetto al periodo tardoantico.
I luoghi di culIo paleocrisIiani conobbero nell'alIomedioevo
vicissiIudini alquanIo diverse dovuIe a una miriade di evenIi
che, in seguiIo alle incursioni dei barbari - a parIire dalla pe-
neIrazione dei Longobardi in IIalia nella seconda meI del VI
secolo, seguiIa in breve sequenza da quella degli Slavi e degli
Avari -, crearono nuove condizioni nel IerriIorio dell'impero
romano. Le invasioni barbariche comporIarono grandi mu-
IamenIi nel IessuIo sociale di enIrambe le cosIe adriaIiche,
con conseguenze specifiche per ognuna di esse.
SoIIo la pressione dei barbari la popolazione locale
abbandonc i cenIri sulla Ierraferma per cercare riparo in
diversi luoghi della cosIa piu difficilmenIe accessibili ai nuovi
arrivaIi. SignificaIivi esempi di Iale fenomeno sono le ciII
iIaliane dell'AlIo AdriaIico (Grado o Venezia). Un processo
analogo si ebbe anche sulla cosIa orienIale, in parIicolar
modo sulle isole del Quarnero (Veglia, Cherso, Lussino, Arbe)
e nelle ciII della cosIa come TarsaIica, Jader o il Palazzo di
Diocleziano. L'abbandono dei vecchi siIi sulla Ierraferma e
direIIamenIe legaIo anche all'abbandono dei cenIri focali del
culIo crisIiano. Un fenomeno quesIo che spinge gli sIudiosi
ad inIerrogarsi sul desIino che ebbero Iali luoghi dal mo-
menIo in cui vennero a Irovarsi in un "conIesIo barbarico",
sopraIIuIIo nel caso in cui i nuovi arrivaIi non fossero ancora
evangelizzaIi, come ad esempio gli Slavi della cosIa adriaIica
orienIale. IndubbiamenIe molIi di quesIi luoghi di culIo pa-
leocrisIiani rimasero in compleIo sIaIo di abbandono, come
il caso di Salona con le sue monumenIali basiliche urbane e
quelle memoriali sorIe sulle necropoli saloniIane. Alcuni di
quesIi edifici andarono disIruIIi duranIe le invasioni come
dimosIrano gli sIraIi di combusIione rilevaIi duranIe le inda-
gini archeologiche (chiesa doppia nella localiI di Podvrsje
I
),
menIre alIri nel corso dei secoli che seguirono conservarono
la loro funzione culIuale (con o senza inIerruzioni) per
divenire poi, nel medioevo, imporIanIi fulcri del culIo in
relazione all'evangelizzazione delle popolazioni barbariche.
Di casi analoghi della cosIa adriaIica orienIale ho avuIo oc-
casione di discuIere al nosIro primo convegno di MonIona,
2

menIre con gli esempi scelIi per la presenIe relazione voglio
aIIirare l'aIIenzione sul faIIo che solo raramenIe alcuni
luoghi di culIo crisIiani IardoanIichi nei secoli del medioevo
guadagnarono ulIeriore imporIanza. Si IraIIa non IanIo di
una regola, quanIo piuIIosIo di un'eccezione poiche nel
medioevo, nella maggior parIe dei casi, i volumi degli edifici
di culIo paleocrisIiani venivano ridoIIi, fenomeno peralIro
documenIaIo anche in grandi cenIri crisIiani come Roma.
Un oIIimo e convincenIe esempio a riguardo e rappresen-
IaIo dalla chiesa di S. Agnese in via NomenIana, menIre
per l'area adriaIica va ricordaIo l'edificio sacrale ubicaIo
nella localiI di Ubli sull'isola di LagosIa dal quale si desume
che l'inIera cosIruzione medievale fu inseriIa nello spazio
del presbiIerio della precedenIe chiesa paleocrisIiana. Di
quesIo esempio e di alIri casi analoghi, disseminaIi nell'area
adriaIica, si e gi discusso duranIe il primo convegno di
MonIona.
3
TuIIavia, conIrariamenIe al diffuso fenomeno
della riduzione spaziale degli edifici IardoanIichi avvenuIo
nel corso del medioevo, si verificarono alIre siIuazioni (anche
se rare, come ho sosIenuIo poc'anzi) a dimosIrazione che
le nuove circosIanze sIoriche poIenziarono in modo quasi
inaspeIIaIo il significaIo di alcuni luoghi di culIo il cui ruolo
nella Iarda anIichiI non era sIaIo nemmeno lonIanamenIe
imporIanIe rispeIIo a quello assunIo nell'alIomedioevo.
Il processo di crisIianizzazione dei CroaIi che si inse-
diarono nelle aree conIinenIali della Dalmazia, ovvero negli
spazi in cui sono ubicaIi gli esempi scelIi, si ebbe dall'inizio
e nel corso del IX secolo.
4
SIa di faIIo, anche se i deIIagli
di Iale processo non sono documenIaIi da fonIi sIoriche
direIIe, che i duchi croaIi in quel periodo erano vassalli degli
imperaIori franchi. Le prime aIIesIazioni direIIe relaIive
ad un duca croaIo crisIiano sono relaIive a Mislav, negli
anni TrenIa del IX secolo.
5
Le IesIimonianze archeologiche
dimosIrano invece che gli apparIenenIi all'eliIe croaIa ve-
nivano sepolIi nei propri mausolei crisIiani gi da qualche
decennio prima.
b
Il poIere di quesIi duchi croaIi si esIendeva nelle zone
rurali della Dalmazia, nell'enIroIerra delle ciII di Zara e di
SpalaIo e raggiungeva i confini di Iali ciII, arresIandosi a
qualche chilomeIro dalla loro cinIa muraria. Al conIempo cic
significa che le complessive aree conIinenIali delle anIiche
104
diocesi adriaIiche (Zara, Scardona, Salona) e, dunque, IuIIi
i luoghi di culIo crisIiani di quesIo ambienIe in prevalenza
rurale, si Irovarono soIIo il conIrollo dei duchi croaIi. In
quesI'area sorgevano anche alcuni imporIanIi insediamenIi
di genIi auIocIone (liburne) frequenIaIi, senza soluzione di
conIinuiI, a parIire ancora dall'eI del ferro e successiva-
menIe urbanizzaIi secondo i Iipici modelli di urbanizzazione
dell'eI alIoimperiale.
Gli abiIaIi si Irovavano in posizioni elevaIe, cinIi da
mura megaliIiche (fig. I) impressionanIi (Nedinum, Asseria,
Varvaria). TuIIavia, le indagini archeologiche condoIIe ad
Asseria o a Varvaria non hanno daIo risulIaIi significaIivi Iali
da poIer Irarre IesIimonianze piu compleIe sulla viIa della
comuniI crisIiana in eI IardoanIica. In veriI, a Bribir (an-
Iica Varvaria) fu scoperIa una Iomba paleocrisIiana a volIa
con due sarcofaghi (fig. 2) nelle immediaIe vicinanze del
siIo in cui nel medioevo sorgeva una chiesa (le fondamenIa
della quale sono noIe solo parzialmenIe poiche si Irovano
soIIo l'aIIuale chiesa orIodossa dedicaIa ai SS. Giacomo e
Anna). Gi quesIo faIIo di per se dimosIra che in quesIo
siIo doveva sorgere anche una chiesa in periodo IardoanIico.
Ricerche archeologiche sisIemaIiche condoIIe da alcuni
anni ad Asseria non hanno porIaIo alla luce elemenIi Iali da
poIer confermare Iale ipoIesi.
7
A Nedinum invece non si e
mai scavaIo e quindi non si dispone di alcun daIo in meriIo
alla fase IardoanIica crisIiana. In effeIIi, le IesIimonianze
relaIive alle chiese paleocrisIiane in localiI liburniche for-
IificaIe sono alquanIo scarse, d'alIro canIo perc, nell'ampia
area aIIorno ad esse furono scoperIi alcuni siIi che resIi-
Iuirono resIi di archiIeIIura crisIiana di eI IardoanIica.
Cosl, ad esempio, a pochi chilomeIri da Bribir (Varvaria),
in una piana, nell'aIIuale villaggio di Zazvic, ancora alla
fine dell'OIIocenIo vennero alla luce le fondamenIa di una
chiesa longiIudinale doIaIa di un'abside semicircolare che
aIIorno alla meI del IX secolo riceveIIe un nuovo arredo
liIurgico. Allo sIesso modo nei pressi di Asseria, sul cimiIero
del villaggio soIIo la chiesa di S. MarIino a Lepuri, furono
scoperIi i resIi di un'alIra chiesa IardoanIica che (anch'essa
al di fuori di ogni dubbio) venne rinnovaIa nel corso del IX
secolo con un nuovo arredo liIurgico.
L'unico insediamenIo liburnico di un cerIa rilevanza,
ubicaIo sulla cosIa e non su un rilievo, fu Aenona (Nona)
dove al momenIo si riconoscono almeno due cosIruzioni
paleocrisIiane. Aenona era un municipio sorIo su un isoloIIo
in mezzo alla laguna, moIivo per cui le sue caraIIerisIiche
morfologiche evocano analogie con siIi abiIaIi della la-
guna di Venezia. In parIe si conosce la sIruIIura urbana
di epoca romana di quesIa piccola isola che si collegava
con la Ierraferma per mezzo di un ponIe ligneo lungo I80
piedi.
8
sIaIa individuaIa la disposizione di alcune sue vie
di comunicazione e l'archiIeIIura residenziale, nell'ambiIo
della quale spiccano alcuni edifici di dimensioni invidiabili
muniIi di pavimenIi musivi.
9
Nel corso del I secolo dopo
CrisIo vi fu ereIIo il monumenIale AugusIeum nel quale si
Irovavano le sIaIue degli imperaIori a cui, dopo la viIIoria
del crisIianesimo, venne daIa una sepolIura riIuale nelle
adiacenze del Iempio sIesso.
I0
Nella ciII vennero edificaIe
almeno due chiese paleocrisIiane: una IrinavaIa sui margini
seIIenIrionali dell'isoloIIo e una piu semplice, a una navaIa,
ubicaIa lungo la principale via di comunicazione urbana.
AccanIo a quesI'ulIima venne cosIruiIo anche un
baIIisIero doIaIo di un fonIe baIIesimale di forma inIe-
ressanIe.
II
Nel presenIe conIribuIo si desidera esaminare proprio gli
edifici paleocrisIiani sopra menzionaIi e soIIolineare il ruolo
che quesIi acquisirono nel medioevo. Si IraIIa della chiesa
di Zazvic ai piedi di Varvaria, la chiesa di S. MarIino soIIo
Asseria, la chiesa a Galovac soIIo Nedinum e la chiesa con
baIIisIero di Aenona. In IuIIe e quaIIro lo sIraIo paleocrisIia-
no e IesIimoniaIo dai lacerIi di arredi liIurgici, relaIivamenIe
modesIi, cosIiIuiIi in prevalenza da frammenIi di pluIei de-
coraIi con semplici moIivi geomeIrici eseguiIi nella Iecnica
del bassorilievo. Non esisIono daIi sulla presenza in quesIi
luoghi di culIo di arredi IardoanIichi di pregio. I pavimenIi
erano principalmenIe in malIa come e sIaIo appuraIo nelle
chiese del gruppo recenIemenIe indagaIe. Tali edifici furono
soIIoposIi a primi inIervenIi di risIruIIurazione gi in eI
IardoanIica, quando vennero ereIIe cosIruzioni annesse ai
laIi o aggiunIo il narIece. In origine essi si presenIavano
come semplici cosIruzioni mononavaIe longiIudinali con
abside semicircolare. In Ire dei quaIIro casi presi in esame
(Nona, Galovac, Lepuri) la larghezza delle fabbriche era
Fig. 1. Asseria (Podgrae), le mura megalitiche
Fig. 2. Varvaria (Bribir), la tomba paleocristiana a volta con due sarcofaghi
105 N. Jaki: Il ruolo delle antiche chiese...
pressoche idenIica di circa 7 meIri, menIre le loro lunghezze
differivano di poco. Nella fase successiva, sempre in epoca
IardoanIica, conIemporaneamenIe alla cosIruzione degli an-
nessi laIerali, le chiese vennero doIaIe di narIece. Un oIIimo
esempio di quesIo Iipo di risIruIIurazione e la chiesa di Le-
puri. Non si IraIIava di un fenomeno isolaIo, come del resIo
lo dimosIrano alcuni esempi della Dalmazia seIIenIrionale
(Pridraga, Bilice sul lago di Prukljan),
I2
ma piuIIosIo di una
prassi diffusa nell'archiIeIIura rurale dell'ampia area della
provincia romana dalmaIa. Le invasioni barbariche nella
Dalmazia seIIenIrionale causarono un'ineviIabile crisi che,
come ho avuIo occasione di ribadire in precedenza, ebbe
come conseguenza la disIruzione di una parIe degli edifici
culIuali paleocrisIiani. TuIIavia, e alIreIIanIo imporIanIe
Iener presenIe che alcuni di quesIi luoghi sacri riuscirono a
sopravivere alla "prima ondaIa disIruIIrice" e conIinuarono
a svolgere la funzione di Iempli crisIiani.
Alle incursioni barbariche resisIeIIero proprio gli edifici
ubicaIi ai margini della principale sIrada che a occidenIe
collegava Jader e Aenona con l'inIerno della provincia ad esI
in direzione di Burnum,
I3
sede della legione romana, abiIaIo
fino alla guerra bizanIino-goIica quando venne disIruIIa ed
abbandonaIa. Il suo ruolo sIraIegico venne assunIo in breve
Iempo da un nuovo insediamenIo dal quale si sviluppc la
Tenin medievale.
I4
La sopravivenza di Iali edifici disposIi
lungo l'asse di quesIa imporIanIe via di comunicazione,
anche se la logica porIerebbe ad immaginare la loro deva-
sIazione, si deve al faIIo che fossero proIeIIi dalle vicine
forIificazioni di Nedinum, Asseria e Varvaria. In ogni caso,
lo sIesso sviluppo degli evenIi dimosIra che l'inIensiI delle
incursioni dei barbari nel VII secolo non doveva essere par-
Fig. 3. Dalmazia settentrionale con la strada, i siti fortificati e le chiese paleocristiane distrutte (rosso) e sopravissute (azzuro)
Fig. 5. Lepuri, S. Martino, corredo funerare, VIII secolo
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Fig. 4. Nona, S. Anselmo, corredo funerare, VIII secolo
Fig. 6. Golubi (Tenin), corredo funerare, VIII secolo
107 N. Jaki: Il ruolo delle antiche chiese...
IicolarmenIe sosIenuIo, IanIo che l'eserciIo bizanIino era
riusciIo a Ienere soIIo conIrollo la menzionaIa direIIrice
di Iraffico e gli evenIi ad essa legaIi. La rappresenIazione
grafica dei luoghi di culIo sopravissuIi e di quelli disIruIIi
(fig. 3) depone a favore di Iale ipoIesi. Vennero devasIaIi i
luoghi di culIo crisIiani lonIani dalla via di comunicazione
che da Tenin proseguiva verso gli insediamenIi di Jader
e Aenona. Il cenIro di Jader non fu mai conquisIaIo dai
barbari, menIre quello di Aenona si Irovc presumibilmenIe
incluso nel ducaIo croaIo solo nel IX secolo e, a quanIo pare,
riuscl ad eviIare i IenIaIivi di conquisIa sferraIi nel VII e
nell'VIII secolo. A sosIegno di quesIa Ieoria non depongono
solo le due chiese conservaIe di Aenona, ma anche una
Iomba in muraIura rinvenuIa nel complesso della chiesa
doIaIa di baIIisIero nella quale fu sepolIa una digniIaria
con ricco corredo di monili d'oro (fig. 4) dell'VIII secolo.
I5

Un alIro sepolcro con forIi analogie (fig. 5), indagaIo nella
chiesa di S. MarIino a Lepuri nei pressi di Asseria, conferma
che nell'VIII secolo quesIo luogo culIuale fosse conIrollaIo
dai crisIiani.
Agli inizi del IX secolo in quesIe zone della Dalmazia
seIIenIrionale si ebbe la seconda invasione degli Slavi che
perc segul modaliI diverse rispeIIo alla prima. Si IraIIa
della peneIrazione dei CroaIi che giunsero qui in vesIe
di alleaIi dei carolingi dopo aver conIribuiIo nel 799 alla
disfaIIa del KaganaIo avaro.
Ib
Proprio perche alleaIi di un
sovrano parIicolarmenIe dediIo alla diffusione del Vangelo
presso i CroaIi barbari, appare chiaro che quesIi ulIimi
non nuIrivano senIimenIi osIili nei confronIi degli edifici
crisIiani. InfaIIi, poco Iempo dopo che i CroaIi avevano
occupaIo l'inIera Dalmazia seIIenIrionale e aver insIauraIo
il conIrollo IoIale sulla sIrada che collegava Zara, ovvero
Nona con Tenin e con IuIIe le forIificazioni gi menzionaIe
e disIribuiIe lungo il suo IracciaIo (Tenin, Varvaria, Asseria,
Nedinum fino a Nona), anche il loro capi abbracciarono la
doIIrina del Vangelo e, al conIempo, procedeIIero con la
risIruIIurazione di anIiche cosIruzioni crisIiane. SIabilire
un numero preciso che documenIi quesIo Iipo di inIervenIi
e aIIualmenIe un compiIo arduo, poiche dalle indagini
archeologiche conIinuano ad emergere nuovi casi. Nella
presenIe relazione desidero IraIIare i quaIIro edifici men-
zionaIi disIribuiIi lungo il IracciaIo sIradale che conduceva
da Zara o da Nona verso Tenin.
Tra le quaIIro cosIruzioni culIuali quella che subl
modifiche piu complesse e documenIaIe nel corso del
Iempo e la chiesa di S. MarIino a Lepuri nelle vicinanze
dell'insediamenIo di Podgrade (Asseria). In origine essa fu
una semplice cosIruzione reIIangolare a pianIa longiIudi-
nale, doIaIa di abside semicircolare all'inIerno e poligonale
all'esIerno (fig. 7). Nella seconda fase, ancora in periodo
IardoanIico (VI-VII secolo), riceveIIe aggiunIe addossaIe ai
muri laIerali che formarono un unico insieme con il narIece
cosIruiIo sul suo laIo occidenIale. La cosIruzione aggiun-
Iiva addossaIa al muro seIIenIrionale svolse una funzione
sepolcrale, visIa la scoperIa di Ire ampie e profonde Iombe
in muraIura delle quali due conIenevano sepolIure singole,
Fig. 7. Lepuri, S. Martino, pianta delle construzioni successive
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menIre la Ierza venne riuIilizzaIa nel medioevo per inuma-
zioni plurime come aIIesIa la presenza al suo inIerno di una
venIina di scheleIri. Una Iomba a volIa e sIaIa rinvenuIa nel
narIece, appoggiaIa al muro occidenIale della vecchia fac-
ciaIa. TuIIora non e chiaro se essa venne cosIruiIa accanIo
alla chiesa prima o dopo l'edificazione del narIece. In ogni
caso, anche dopo la cosIruzione di quesI'ulIimo, accanIo alla
sua facciaIa, sul laIo esIerno, vennero ricavaIe alcune Iombe
IardoanIiche. A giudicare dal corredo rinvenuIo nella Iomba
nell'aggiunIa seIIenIrionale composIo da monili d'oro, quesIi
sepolcri possono essere daIaIi al VII e all'VIII secolo.
I muIamenIi piu significaIivi inIeressarono quesIo edi-
ficio nel corso del IX secolo quando gli annessi nella loro
porzione orienIale vennero IrasformaIi in cappelle con
absidi semicircolari e con pilasIri in muraIura agli angoli,
IesIimonianza che quesIe piccole cappelle in quell'epoca
erano doIaIe di volIa. Quella seIIenIrionale, in cui fu posaIo
un massiccio lasIricaIo, venne suddivisa esaIIamenIe a meI
da un cancello presbiIeriale.
Anche il piano di calpesIio del corpo cenIrale della chiesa
venne coperIo da un analogo lasIricaIo. Il presbiIerio fu
rialzaIo di due gradini e diviso dal resIo dello spazio da una
recinzione presbiIeriale. Non l'inIero presbiIerio si Irovava
sullo sIesso livello poiche la sua parIe piu seIIenIrionale ven-
ne elevaIa di un ulIeriore gradino. TuIIavia, l'aspeIIo ancora
piu imporIanIe e l'arIicolazione dell'inIerno della chiesa con
l'uIilizzo di quaIIro pilasIri disIribuiIi su una base quadran-
golare. QuesIi ulIimi non presenIano un basamenIo, ma
poggiano direIIamenIe sulla pavimenIazione della chiesa.
In realI essi sono spolia ricavaIe da qualche monumenIale
cosIruzione romana. I pilasIri sul laIo meridionale (fig. 8)
(conservaIi al suo possIo originario nel muro meridionale
della chiesseIIa medievale fino al I992) presenIano base
quadrangolare e superficie con scanalaIure, menIre quelli
sul laIo seIIenIrionale prima del reimpiego fungevano da
archiIravi della Irabeazione di qualche edificio romano pa-
gano.
I7
Dalla disposizione dei pilasIri, sui quali poggiavano
i capiIelli romani, si puc desumere che originariamenIe
sorreggessero una cupola. VisIo che non avevano fonda-
menIa, ma erano semplicemenIe appoggiaIi sulle massicce
lasIre della pavimenIazione, con il Iempo divennero poco
sicuri e in qualche fase successiva furono consolidaIi con
uno sIraIo di rivesIimenIo in muraIura. La chiesa fu doIaIa
anche di recinzione presbiIeriale e di ciborio sopra l'alIare
principale. L'epigrafe su un frammenIo dell'alIare,
I8
in cui
si fa menzione di un abaIe, induce a presumere l'esisIenza
di un monasIero benedeIIino. Nel Iardo medioevo, pre-
sumibilmenIe nel XIVlXV secolo, l'inIero complesso subl
seri danni e si decise di cosIruire sopra le sue rovine una
chieseIIa con abside reIIangolare. Per il IracciaIo del muro
meridionale di quesIo edificio vennero riuIilizzaIi i pilasIri
consolidaIi che aIIualmenIe si vedono inIegraIi nella loro
piena alIezza nel nuovo muro della chieseIIa. Sembra che
anche quesIa chieseIIa Iardomedievale presenIasse un
solaio a volIa e che le cosIolaIure poggiassero nuovamenIe
sui preesisIenIi pilasIri romani. Nella Guerra paIria, piu
precisamenIe nel I992 la chieseIIa venne minaIa e barba-
ramenIe devasIaIa da parIe delle Iruppe d'occupazione e
quindi gli sIraIi piu anIichi vennero scoperIi solo duranIe le
indagini archeologiche condoIIe ai fini della suo compleIo
resIauro non ancora IerminaIo. Anche l'annesso meridionale
dell'anIico edificio nel corso del IX secolo fu IrasformaIo
in cappella a volIa leggermenIe piu lunga rispeIIo a quella
seIIenIrionale e, sIando ad alcuni modesIi lacerIi di un
presunIo fonIe baIIesimale, si puc concludere che Iale vano
assolvesse alla funzione di baIIisIero. A favore di quesIa
ipoIesi depone anche un frammenIo di iscrizione dedicaIa
a S. Giovanni BaIIisIa. Nel IX secolo anche il narIece subl
profondi cambiamenIi e venne suddiviso in Ire parIi per
mezzo di quaIro massicci pilasIri aggiunIi successivamenIe
sul laIo inIerno del muro orienIale e di quello occidenIale
che evidenIemenIe sorreggeva una galleria. DavanIi a quesIa
galleria occidenIale e davanIi al narIece venne ereIIa una
Iorre campanaria, soluzione che ricorda in modo direIIo
la chiesa di S. SalvaIore a Vrelo CeIine, ove una siIuazione
analoga si e conservaIa in elevaIo.
I9
Si IraIIa ovviamenIe di
una specie di wesIwerk documenIaIo in diverse cosIruzioni
sparse nel IerriIorio del ducaIo croaIo alIomedievale. Due
iscrizioni menzionano il IiIolo DVX e alIreIIanIe quello di
ABATE. Poiche il nome di quesIo personaggio Iermina con la
desinenza germanica .ERTVS (fig. 9) poIrebbe essere iden-
IificaIo con l'abaIe TeuIeberIus
20
aIIesIaIo da un'epigrafe di
Fig. 8. Lepuri, S. Martino, pilasto romano conservato sul posto originario
(IX secolo) nella muratura della chiesetta medievale (vecchia fotto prima di
distruzione della chiessetta nel 1992)
Fig. 9. Lepuri, S. Martino, architrave preromanico con lepigrafe dellabate ....ERTVS
109 N. Jaki: Il ruolo delle antiche chiese...
Nona della seconda meI del IX secolo.
2I
In ogni caso siamo
in presenza di un radicale inIervenIo di Irasformazione di
un semplice edificio paleocrisIiano in un complesso con-
venIuale medievale avenIe legami direIIi con la dinasIia al
poIere. Cic significa che nell'alIomedioevo l'imporIanza di
quesIo edificio crebbe noIevolmenIe rispeIIo al suo ruolo
in eI IardoanIica.
Un alIro esempio, analogamenIe perIinenIe ad una
sIruIIura la cui rilevanza alIomedievale superc di gran
lunga quella IardoanIica, e la chiesa di Nona. InfaIIi, aIIorno
alla meI del IX secolo la semplice fabbrica paleocrisIiana
divenne sede del vescovo croaIo. QuesIa fu la prima diocesi
fondaIa nel ducaIo croaIo il cui IerriIorio di compeIenza
nel IX secolo coincideva con quello del duca croaIo. TuI-
Iavia, quesIa chiesa non subl cambiamenIi spaziali nella
misura rispeIIo all'esempio precedenIe di Lepuri. Qui, in
presenza di nuove circosIanze sIoriche, crebbe il ruolo del
complesso paleocrisIiano, le cui caraIIerisIiche in buona
misura riuscivano a soddisfare le aumenIaIe funzioni della
sede diocesana.
22
Il complesso purIroppo, non puc essere
indagaIo a fondo poiche la chiesa paleocrisIiana e medievale,
gravemenIe danneggiaIa nel XVII secolo, fu rinnovaIa nello
spiriIo del barocco rurale e, inolIre a Nona manIenne la
funzione di caIIedrale fino al I828. CiononosIanIe, davanIi
all'annesso meridionale della chiesa, nel quale si Irovava un
fonIe baIIesimale di periodo paleocrisIiano, fu scoperIo un
gruppo di sepolIure, Ira le quali anche quella femminile che
resIiIul i monili d'oro dell'VIII secolo (fig. 5). QuesIa scoperIa
IesIimonia che il poIenziale insiIo negli spazi di un luogo
culIuale paleocrisIiano, qui riconosciuIo dai CroaIi di recenIe
conversione al crisIianesimo, soddisfaceva la nuova funzione
della sede diocesana.
Anche la chiesa paleocrisIiana di Galovac rienIra Ira i
luoghi di culIo il cui significaIo nell'alIomedioevo superava
ampiamenIe il ruolo del piu anIico edificio paleocrisIiano.
23

La IesIimonianza piu solida in Iale senso e la nuova insIalla-
zione liIurgica comprensiva di ciborio (bisogna ribadire che
al momenIo aIIuale la presenza dei cibori e sIaIa accerIaIa in
Ire o quaIIro edifici di culIo sul IerriIorio del ducaIo croaIo
alIomedievale). AccanIo alla chiesa consacraIa a S. BarIolo-
meo, demoliIa solo nel XVI secolo ai Iempi delle incursioni
oIIomane, si Irovava una IenuIa relaIivamenIe ampia del
vescovo di Tenin che ne enIrc in possesso IramiIe qualche
aIIo di donazione di un sovrano croaIo.
24
ConIesIualmenIe
a Tenin, grazie all'impegno profuso dal re PeIar Kresimir
IV alla meI dell'XI secolo, venne cosIiIuiIa la nuova diocesi
che copriva l'ampio spazio governaIo dal sovrano croaIo. I
capiIelli della chiesa, il cui buono sIaIo di conservazione si
deve al concorso di evenIi casuali (prima della demolizione
della cosIruzione giacevano immersi in un pozzo), furono
scolpiIi nella prima meI del IX secolo da un lapicida cono-
sciuIo nella leIIeraIura come MaesIro del pluIeo di Koljani.
25

QuesIo maesIro scalpellino e l'auIore dell'apparaIo liIurgico
nel mausoleo dei duchi croaIi nella chiesa di S. Maria a
Biskupija nei presi di Tenin e del cancello presbiIeriale in
un'alIra localiI, sempre nelle vicinanze della sede diocesana,
piu precisamenIe a Koljani che fu di cerIo una donazione
dei regnanIi. Nelle adiacenze della chiesa venne alla luce
Fig. 10. Maestro del pluteo di Koljani, i sarcofaghi di Galovac (sopra) e di Biskupija (sotto)
110
un sarcofago (riIrovamenIo molIo raro sul IerriIorio del
ducaIo) paragonabile a quello del mausoleo dei sovrani.
EnIrambi infaIIi, vennero realizzaIi grazie al reimpiego di
archiIravi recuperaIi da qualche edificio dell'anIichiI (fig.
I0), conceIIo nel quale si riconosce l'approccio del MaesIro
del pluIeo di Koljani. Appare dunque evidenIe che accanIo
alla chiesa di Galovac fu sepolIo un membro della famiglia
regnanIe, probabilmenIe commiIIenIe dell'inIervenIo di
risIruIIurazione dell'edifico. Si puc ipoIizzare che la chiesa
fino all'XI secolo fu proprieI della dinasIia al poIere poiche
solIanIo in Ial modo poIeva passare nelle mani del vescovo
di Tenin nonche del ducaIo croaIo.
Il quarIo esempio e la chiesa di Zazvic a poca disIanza da
Varvaria. Qui si IraIIa di un luogo di culIo che in anIico si
presenIava di dimensioni piu ampie rispeIIo ad alIre chiese
prese in esame.
2b
DuranIe risIruIIurazione alIomedioevale,
proprio come la chiesa di Lepuri, fu doIaIo di quaIIro pilasIri
porIanIi sui quali poIeva poggiare la cupola e il campanile
sulla facciaIa occidenIale. QuanIo pare anche qui si puc
parlare di wesIwerk analogo a quello di Lepuri poiche al
narIece si sarebbe poIuIo aggiungere la galleria. I frammenIi
di apparaIo liIurgico, recanIi caraIIerisIiche Iecniche lapi-
cide proprie della "BoIIega del duca Trpimir", indicano una
Irasformazione della chiesa alla meI del IX secolo a cui si
associa anche una nuova insIallazione liIurgica.
27
Un muIamenIo analogo inIeressc anche la basilica di
Koljani in prossimiI di Tenin. Dalle indagini effeIIua-
Ie verso la fine del XIX secolo emerge una planimeIria
dell'edificio con quaIIro pilasIri collocaIi al suo inIerno e
un campanile sulla facciaIa.
28
L'arredo liIurgico fu scolpiIo
dal gi menzionaIo MaesIro del pluIeo di Koljani, al quale
fu commissionaIa la sisIemazione dell'inIerno del mausoleo
dei duchi croaIi.
29
Gli esempi IraIIaIi dimosIrano che duranIe il IX secolo nel
ducaIo croaIo si procedeIIe alla risIruIIurazione delle chiese
paleocrisIiane rurali. La predisposizione di Iali progeIIi fu
iniziaIiva degli sIessi sovrani o dei loro zuppani (conIi).
Un aspeIIo che dimosIra come nell'alIomedioevo alcune
sIruIIure acquisirono un ruolo molIo piu rilevanIe rispeIIo a
quello svolIo in eI IardoanIica. Il processo di rinnovamenIo
procedeva parallelamenIe alla diffusione della doIIrina del
Vangelo sul suolo del ducaIo croaIo, moIivo per cui il pregio
dell'apparaIo liIurgico fu superiore rispeIIo a quello che
adornava quesIi luoghi di culIo nel V e nel VI secolo. QuesIa
spinIa edilizia non inIeressc IuIIavia l'inIero paIrimonio
erediIaIo dalla Iarda anIichiI. Essa, infaIIi, si concenIrc
nello spazio che collegava i due piu imporIanIi cenIri del
ducaIo del IX secolo, nell'area di Tenin e nella zona lungo la
direIIrice di Iraffico che univa Tenin
30
con Nona o con Zara
(fig. II). Numerosi edifici paleocrisIiani venuIisi a Irovare
al di fuori delle principali direIIrici di Iraffico non vennero
risIruIIuraIi, cosl come molIi alIri furono probabilmenIe
disIruIIi ancora prima dell'insediamenIo dei CroaIi.
Fig. 11. Dalmazia settentrionale con la strada, siti antichi e reperti archeologici qui discussi
111 N. Jaki: Il ruolo delle antiche chiese...
I
A. UGLESIC, Dvojne ranokrscanske crkve u Podvrsju, Zadar, 2004.
2
N. JAKSIC, La survivance des edifices paleocreIiens dans les Ierres da la principauIe CroaIe, in HorIus arIium medievalium I, Zagreb MoIovun, I995,
pp. 3b - 45.
3
I. FISKOVIC, ApporI des reconsIrucIions d'eglises de l'anIiquiIe Iardive dans la formaIion du premier arI roman sur le liIIoral croaIe, in HorIus arIium
medievalium I, Zagreb MoIovun, I995, p. 8.
4
M. ANCIC, I IerriIori sud-orienIali dell'Impero carolingo all'alba della nuova epoca, in BizanIini, CroaIi, Carolingi, Milano, 200I, pp. bI - 95.
5
Codex DiplomaIicus Regni CroaIiae, DalmaIiae eI Slavoniae, vol I (a cura di J. STIPISIC e M. SAMSALOVIC), Zagreb, I9b7, p. 3.
b
A. MILOSEVIC, Influenze carolinge nel principaIo croaIo alla luce dei reperIi archeologici, in BizanIini, CroaIi, Carolingi, Milano, 200I, pp. 97 I49.
7
A. UGLESIC, Ranokrscanski nalazi s Aserije, in Asseria I, Zadar, 2003, pp. I95 20b.
8
N. JAKSIC, Nin prva hrvaIska prijesIolnica, SpliI, I997, p. 8.
9
In corso di scavi.
I0
N. JAKSIC, Nin prva hrvaIska prijesIolnica, SpliI, I997, p. I3.
II
P. VEZIC, Zadar na pragu krscansIva, Zadar, 2005, p. II3.
I2
P. VEZIC, Zadar na pragu krscansIva, Zadar, 2005, p. I42.
I3
N. JAKSIC, HrvaIski srednjovjekovni krajobrazi, SpliI, 2000, pp. 89 I80.
I4
N. JAKSIC, HrvaIski srednjovjekovni krajobrazi, SpliI, 2000, pp. 7 58.
I5
BizanIini, CroaIi, Carolingi, Milano, 200I, p. 284, (scheda M. KOLEGA).
Ib
M. ANCIC, I IerriIori sud-orienIali dell'Impero carolingo all'alba della nuova epoca, in BizanIini, CroaIi, Carolingi, Milano, 200I, pp. bI - 95.
I7
QuesIi sono muraIi nei fondamenIi della chiesa medievale.
I8
V. DELONGA, The LaIin Epigrafic MonumenIs of Early Mediaeval CroaIia, SpliI, I99b, p. 209.
I9
M. JURKOVIC, ArchiIeIIura dell'epoca carolingia, in BizanIini, CroaIi, Carolingi, Milano, 200I, p. I72.
20
N. JAKSIC, SculIura e liIurgia, in BizanIini, CroaIi, Carolingi, Milano, 200I, p. I92.
2I
V. DELONGA, The LaIin Epigrafic MonumenIs of Early Mediaeval CroaIia, SpliI, I99b, p. 2I8.
22
N. JAKSIC, Nin prva hrvaIska prijesIolnica, SpliI, I997, p. I5.
23
J. BELOSEVIC, Il complesso dell'archiIeIIura paleocrisIiana a Crkvina di Galovac nei pressi di Zadar, in AcIa XIII Congressus inIernaIionalis archaeologiae
ChrisIiane III, CiII del VaIicano SpliI, I998, pp. bb I04.
24
N. JAKSIC, HrvaIski srednjovjekovni krajobrazi, SpliI, 2000, pp. 23b 245.
25
N. JAKSIC, SculIura e liIurgia, in BizanIini, CroaIi, Carolingi, Milano, 200I, p. I87.
2b
J. JELICIC, NarIeks u ranokrscanskoj arhiIekIuri na podrucju isIocnog Jadrana, in Prilozi povijesIi umjeInosIi u Dalmaciji 23, SpliI, I983, pp. I8 3I,
T. BURIC, Kameni namjesIaj bazilike u Zazvicu, in SIarohrvaIska prosvjeIa IIIlI5, SpliI, I985, pp. Ib5 I8I, BizanIini, CroaIi, Carolingi, Milano, 200I,
p. 444, (scheda M. JURKOVIC).
27
N. JAKSIC, CroaIian ArI in Ihe Second Half of Ihe NinIh CenIury, in HorIus arIium medievalium 3, Zagreb MoIovun, I997, pp. 4I-54.
28
P. STANIC, Izvjesce o izkopinama na sIarohrvaIskoj crkvi u Gornjim Koljanima kod Vrlike, in Vjesnik HrvaIskog arheoloskog drusIva I4, Zagreb, I892,
pp. 73 7b, BizanIini, CroaIi, Carolingi, Milano, 200I, p. 4bI, (scheda M. JURKOVIC).
29
N. JAKSIC, MajsIor koljanskog pluIeja, in Izdanja HrvaIskog arheoloskog drusIva 8, SpliI, I984, pp. 243-252.
30
Nella localiI di Golubic presso Tenin fu IrovaIa una Iomba con i monili d'oro (fig. b) simili a quelli da Nona e Lepuri, BizanIini, CroaIi, Carolingi,
Milano, 200I, p. 283, (scheda M. PETRINEC). QuesIe Ire sepolIure dell'VIII secolo indicano la sIessa direIrice di Iraffico.
ULOGA RANOKRANSKIH RURALNIH CRKAVA U FORMIRANJU HRVATSKE SREDNJOVJEKOVNE KNEEVINE
SAETAK
Mnogi su ranokrscanski objekIi na kopnenome di-
jelu Dalmacije posIradali u vrijeme avaro-slavenske
seobe na poceIku VII. sIoljeca. O primjerima prezivjelih
ranokrscanskih gradevina u Iome prosIoru izvijesIili smo
na prvome simpoziju u MoIovunu I995. U ovome je radu
rijec o nekima od njih, ali samo o onima cija je uloga u IX.
sIoljecu bila znaIno vaznija nego u vrijeme njihove gradnje
u V. ili VI. sIoljecu.
Rijec je o crkvi u Zazvicu pod Varvariom (Bribir), o crkvi
Sv. MarIina pod Asseriom (Podgrade), o crkvi Sv. BarIola u
Galovcu pod Nedinumom (Nadin) i o crkvi s bapIisIerijem
(kaIedrala) u Aenoni (Nin). Na sve spomenuIe ceIiri gradevine
njihov je ranokrscanski sloj dokumenIiran osIacima liIur-
gijske opreme. Ti su osIaci relaIivno skromni, odnose se
poglaviIo na ulomke pluIeja cija je povrsina ukrasena jed-
nosIavnim geomeIrijskim moIivima u pliIkome reljefu. Nema
svjedocansIava o nekoj raskosnijoj opremljenosIi. Podnice su
bile uglavnom zbukane, sIo se moze uIvrdiIi na objekIima
koji su isIrazeni u posljednje vrijeme. Te su crkve vec u ra-
zdoblju kasne anIike dozivjele prva preoblikovanja, koja se
svode na bocne prigradnje ili na dodavanje narIeksa. Naime
u prvoj gradevinskoj fazi Io su bile jednosIavne jednobrodne
longiIudinalne gradevine s polukruznom apsidom. U Iri od
ceIiri navedena slucaja (Nin, Galovac, Lepuri) bile su poI-
puno jednake sirine (oko 7 m), a neznaIno su se razlikovale
u duljini. U narednoj fazi, jos uvijek u doba kasne anIike,
dobivaju narIeks koji nasIaje zajedno s osIalim bocnim pri-
gradnjama, kako Io lijepo ilusIrira primjer u Lepurima. To
nije izolirana pojava, pa cu se pozvaIi samo na primjere iz
sjeverne Dalmacije (Pridraga, Bilice na Prukljanskom jezeru),
112 Hoirus Airium Meuiev. Vol. 14 13-112 N. ]aksi IL RUOLO DLLLL ANTICHL CHILSL...
a Ia je pojava karakIerisIicna upravo za ruralnu arhiIekIuru
na siremu prosIoru rimske provincije Dalmacije.
Barbarske su provale u prosIor sjeverne Dalmacije
pouzdano izazvale krizu koja se, kao sIo sam vec ranije
naglasio, ociIuje u Iome sIo je jedan dio ranokrscanskih
sakralnih gradevina bio porusen. No jednako je vazno
uociIi cinjenicu da su neke od Iih gradevina prezivjele prvi
razarajuci naleI, Ie su nasIavile funkcioniraIi kao krscanske
bogomolje. Vise je pokazaIelja koji o Iome svjedoce, ponajvise
Io sIo su Iijekom IX. sIoljeca neke od njih preoblikovane i
obogacene nosacima (Lepuri, Zazvic, Koljane), a druge su
dobile nove liIurgijske insIalacije (Galovac, Nin) u skladu s
novom ulogom koja im je bila od IX. sIoljeca namijenjena
(crkva u Ninu posIaje kaIedrala). Barbarske su prodore
nadzivjele upravo one gradevine koje su bile razmjesIene
uz glavnu promeInicu koja je povezivala Jader i Aenonu
na zapadu s unuIrasnjoscu provincije prema isIoku, Ij.
prema Burnumu, sjedisIu rimske legije, koji je bio akIivan
do bizanIsko-goIskoga raIa, kada je porusen i napusIen. No
ubrzo njegovu sIraIesku ulogu preuzima nova lokacija na
kojoj ce izrasIi srednjovjekovni Knin. Iako bismo ocekivali
da su u vrijeme provala ponajprije posIradale gradevine
razmjesIene uz Iu kljucnu promeInicu, cinjenica je da su
upravo one prezivjele. To upucuje na zakljucak da su bile
pod zasIiIom obliznjih uIvrda u Nedinumu, Asseriji i Varva-
riji. Ta cinjenica u svakom slucaju svjedoci da prodori bar-
bara u VII. sIoljecu nisu bili Ioliko inIenzivni, odnosno da je
upravo Iu promeInicu i dogadaje na njoj uspijevala nadziraIi
bizanIska vojska. Plan s ubiljezenim prezivjelim i porusenim
kasnoanIickim krscanskim gradevinama upucuje upravo na
Iakav zakljucak. Porusene su kasnoanIicke krscanske bogo-
molje razmjesIene uglavnom podalje od komunikacije koja
je iz Knina vodila prema Jaderu i Aenoni. Kao prilog Iezi o
bizanIskoj konIroli promeInice od Nina do Knina prije IX.
sIoljeca upucuje se na grobne nalaze s bizanIskim zlaInim
nausnicama zvjezdasIog Iipa VIII. sIoljeca pronadene u
grobnicama na lokaliIeIima Golubic (kod Knina), Lepuri
(kod Aserije) i u samome Ninu.

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