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STEFANIA MORNATI

La cassaforma nella costruzione italiana del Novecento


La notevole incidenza sui costi di varietà di esiti. La vasta gamma di
costruzione manifestata dalla tessiture oggi ottenuta nei getti in opera
cassaforma rappresenta, fin dall’inizio non è certo unicamente dovuta al tipo di
del Novecento, il primo incentivo a cassero impiegato – esso è solo uno dei
sviluppare una linea di ricerca fattori che intervengono – ma anche alle
finalizzata a razionalizzarne le fasi sue modalità di preparazione, ai più
produttive. E’ solo in un secondo svariati e impensabili aggregati presenti
momento che, oltre al compito di nella miscela, alle modalità di getto o ai
contenimento della miscela, viene successivi trattamenti.
associato all’involucro quello di Lo studio si propone di esplorare la
attribuire effetti formali al calcestruzzo. materialità del costruito, focalizzando
Le prime sperimentazioni su nuovi l’attenzione sull’evoluzione delle
sistemi di cassaforma si avviano nella tecniche e sui metodi utilizzati per
fase di modernizzazione della valorizzare in chiave espressiva i getti
architettura che, in Italia, si colloca in opera, individuando alcuni dei
intorno agli anni venti, e proseguono contributi originali nella costruzione
ininterrotte sino ad oggi. Sul piano italiana del Novecento.
dell’evoluzione tecnologica molti sono
stati i progressi che hanno facilitato e Le prime sperimentazioni
velocizzato l’esecuzione di getti in
opera e che vedono nei sistemi a ripresa Sul valore estetico del materiale si
e nelle ultime generazioni di accende presto un animato dibattito in
casseforme industrializzate importanti tutta Europa e dai consessi
interpreti dell’innovazione. In parallelo internazionali dei primi anni del secolo
si colloca una ricerca di tipo più si apre un panorama articolato: oltre a
schiettamente figurativo, condotta non chi ritiene che il calcestruzzo vada
dai tecnici ma dai progettisti – rivestito “con materiali che, per il loro
coadiuvati dalla paziente abilità aspetto e la loro ricchezza, facciano
artigianale delle maestranze –, nella dimenticare la povertà di quella
quale la cassaforma assume un ruolo concrezione”1, vi è chi riconosce nella
determinante per la qualità formale sua lavorazione la similitudine con i
delle opere. Materiali diversi, principi della costruzione di ogni altro
lavorazioni sperimentali, adeguamento lavoro d’arte colato a stampo e proprio
dei componenti di una cassaforma come una statua di bronzo, che viene
tradizionale o la modifica del moderno “prima progettata in creta da uno
prodotto di serie sono gli ingredienti scultore, poi modellata in gesso da un
che concorrono ad offrire un’infinita tecnico e finalmente colata in metallo
da una fonderia, così allo stesso modo ottime capacità meccaniche, come la
una costruzione in calcestruzzo Masonite3, impiegata per controforme
dovrebbe “esser progettata da un di solai, o l’Eraclit che, oltre le
architetto, modellata da uno scultore ed proprietà isolanti, manifesta una
alfine gettata da un impresario edile”2; notevole versatilità quando viene
ma cogliendo le difficoltà di ottenere, impiegato in lastre curve di appena 3
per mezzo della cassaforma di legno, centimetri di spessore, trattenute da una
altro che forme semplici e comunque rada centinatura di legname, per
assimilabili ad una poligonale – anche sostenere il getto di cupole in
se con tanti lati –, si coglie insieme un calcestruzzo4. Tra gli anni venti e trenta
valore fondamentale della tecnica il campionario dei prodotti edilizi è già
costruttiva e cioè che la rifinitura della ricco di una notevole varietà di
superficie del calcestruzzo è in stretta soluzioni per rendere le casseforme più
correlazione con i metodi di funzionali; non solo nuovi materiali, ma
assemblaggio e preparazione delle nuove modalità di impiego: casseforme
casseforme. a perdere o riutilizzabili, prefabbricate,
L’esigenza che prevale riguarda smontabili, allungabili, trasformabili
l’opportunità di ottimizzare i tempi del possono realizzare qualsiasi tipo di
cantiere ed economizzare sui materiali, costruzione e qualsiasi geometria,
anche attraverso l’uso di sistemi più assecondando le eventuali richieste di
razionali. È sui solai che convergono le un mercato che in realtà resta
proposte di nuove casserature, in circoscritto: infatti la tradizionale
sostituzione delle pignatte. Fin dal cassaforma in tavole, travetti e puntelli
secondo decennio del Novecento di legno, costruita sul posto dal
numerosi e stravaganti sono i brevetti carpentiere, continua ad essere la più
per fare a meno del laterizio: cartone utilizzata.
bitumato, reti e lastre metalliche, canne
vegetali, cemento amianto sono solo Un involucro per la “liquida melma”
alcuni dei sistemi proposti. Il tentativo
di razionalizzare le fasi lavorative Sul piano architettonico la domanda
spinge a contrarre non solo i tempi di di rinnovamento non è solo di ordine
preparazione delle strutture atte ad funzionale. E’ negli anni venti che si
accogliere il getto, impiegando sviluppa in Italia un vivo interesse per
materiali più facilmente lavorabili, ma le opere di A. Perret e per il suo modo
anche quelli successivi di rifinitura, di esibire il calcestruzzo, fondato su un
scegliendo materiali in grado di attento uso di ordinarie casseforme. Se
assicurare una superficie che, appena nell’orizzonte europeo sembra ormai
scasserata, appaia liscia e regolare. Il affermata l’equazione tra l’espressione
legno, nella sua veste più modesta di estetica dell’architettura moderna e le
cascami e fibre, contribuisce alla superfici levigate della costruzione in
produzione di materiali economici e di cemento armato, in Italia sono ben rare,
se si escludono le opere dell’ingegneria provvisionale7, e in seguito, alla fine del
civile, le occasioni in cui il materiale decennio, inizia a sperimentare un
viene lasciato al naturale. La “liquida particolare tipo di cassero, realizzando
melma”, come ancora negli anni trenta quegli obiettivi ai quali aveva dedicato
Ugo Oietti – tenace detrattore del tanta parte della sua attività8. Si tratta di
“nuovo” sistema costruttivo – chiama “elementi-forma” o “tavelloni” che
con malcelato disprezzo il cemento vengono accostati tra loro in modo da
armato5, pur essendo apprezzata per le lasciare uno spazio per il getto di
sue indiscutibili potenzialità strutturali, nervature; le modalità costruttive sono
non appare adatta per essere offerta del tutto simili a quelle adottate per un
nella sua grigia nudità; alla cassaforma, ordinario solaio laterocementizio,
di fatto, si continua a richiedere di ottenendo però strutture reticolate,
svolgere un ruolo puramente staticamente analoghe a quelle
funzionale. monolitiche e di grande suggestione
Bisogna guardare agli ingegneri per architettonica.
rilevare un diverso atteggiamento che Reinterpretando in chiave costruttiva
influenzerà il compimento di una la tradizionale tecnica per la
estetica del cemento armato. Fra questi realizzazione di elementi decorativi in
P. L. Nervi riveste un ruolo di primo cemento artistico9, per la quale rilievi di
piano. Egli afferma in alcuni scritti che, ogni foggia erano alla portata di
per molti anni, i suoi studi sono stati qualsiasi bravo artigiano, i tavelloni
orientati a superare gli ostacoli sono costruiti, in serie, in cantiere,
economici e i vincoli formali delle utilizzando stampi di gesso, a perdere o
casseforme in legname e, se tali vincoli reimpiegabili, che riproducono una
non saranno completamente eliminati, porzione della superficie da
paventa il rischio che “l’architettura del realizzare10; sono spessi 2 o 3
cemento armato sarà sempre ostacolata centimetri, hanno forma romboidale e
dalla necessità di essere anche, sia pure triangolare ed estensione superficiale
per un solo momento, un’architettura di limitata a 3-4 metri quadrati, per
tavole”6. Alla difficoltà esecutiva delle facilitarne la manovra. Levigati
casseforme egli attribuisce la all’interno per eliminare il lavoro di
responsabilità di aver rallentato lo finitura, i tavelloni sono scabri
sviluppo delle superfici resistenti fatte all’estradosso per migliorare l’adesione
da nervature intrecciate di cemento di un’eventuale soletta di conglomerato
armato a piccole maglie; per superare gettato in opera. L’andamento delle
l’impasse l’ingegnere dapprima nervature e quindi la geometria dei
escogita un sistema per abolire tavelloni dipendono da considerazioni
completamente la cassaforma mettendo statiche che, come afferma l’ingegnere,
a punto la ricetta, che brevetta nel 1943, sono sempre fonte di ispirazione
per il ferrocemento, un materiale che architettonica; dipendono anche dalla
non richiede l’uso di alcuna opera opportunità di contenere al massimo il
numero dei diversi tipi di casseforme: nel 1945; ma ben più significative sono
le volte di rotazione, ad esempio, si state le applicazioni successive, tra le
mostrano particolarmente adatte perché quali spiccano il Palazzo di Torino
è sufficiente predisporre le forme Esposizioni (1949-50) e il Palazzo dello
corrispondenti ad un solo settore Sport a Roma (1958-60).
radiale; ma anche i solai di grandi
ambienti, per i quali è possibile
sfruttare la ripetizione di una maglia
modulare.

Fig. 2 – Semicupola del salone principale di


Torino Esposizioni
Fig. 1 – Una fase di costruzione dei tavelloni
Non meno suggestivo e razionale è
A proposito dei costi Nervi non l’esito sui solai, dove le nervature
nasconde che l’uso di queste particolari possono disporsi con una maggiore
casseforme comporti una spesa molto libertà formale, come nell’edificio della
superiore a quella delle normali, anche nuova Manifattura Tabacchi a Bologna
a causa della “maggior accuratezza dei (1951-52). Qui, oltre ad una più
getti e di tutti gli altri particolari sensibile economia dovuta all’elevata
esecutivi”11, ma in una valutazione riutilizzabilità degli elementi, circa 30
economica generale egli sostiene che il volte, il sistema è abbinato all’uso di un
risparmio è conseguito per il minore cemento ad alta resistenza e al
uso di intonaci, rivestimenti e particolare apparato di ponteggi
tinteggiature; resta il fatto che per spostabili, consentendo di gettare una
l’edilizia civile il confronto economico campata completa di circa 213 mq ogni
con i sistemi tradizionali, a più di dieci 24 ore.
anni dall’invenzione e con molte Alla facilità costruttiva degli stampi
esperienze all’attivo, non appare ancora è anche dovuta la possibilità di mettere
soddisfacente12. in atto un’idea, poi brevettata, di un
Tra le prime sperimentazioni di collaboratore di Nervi, l’ingegnere
questa tecnica sui sistemi voltati vi è la Aldo Arcangeli, secondo la quale le
copertura di un magazzino alla periferia nervature del solaio possono disporsi
di Roma, progettata da M. Busiri Vici sulle isostatiche dei momenti, ottenendo
strutture a reticolo, tipiche degli peso, della modularità, delle dimensioni
organismi naturali. Impostati secondo degli oggetti da realizzare. I manuali
questa tecnica, i fasci flessuosi dei solai tecnici pubblicano tabelle di confronto
del Lanificio Gatti (1951), mostrano dei dati per consentire un’attenta
una trama di grande efficacia figurativa valutazione tra diversi sistemi. A tutto
alla quale corrisponde una altrettanto ciò si accompagna una più spinta
grande efficienza strutturale e, di meccanizzazione del cantiere e una
conseguenza, la massima economia. maturità tecnico-organizzativa delle
imprese, anche se circoscritta ai cantieri
delle grandi opere di ingegneria civile,
perché i pur importanti cantieri della
residenza pubblica continueranno ad
usufruire di una prudente
meccanizzazione e a seguire una prassi
operativa più tradizionale. La ricerca
tecnologica che riguarda le casseforme
spinge verso la riduzione delle
Fig. 3 – Le casseforme in ferrocemento per il lavorazioni artigianali di carpenteria per
Lanificio Gatti incrementare i livelli di produttività,
conseguire maggiori economie di scala
Con la ripresa del settore delle
e rapidità di esecuzione. Si
costruzioni che si compie negli anni
perfezionano le casseforme in lamiera
cinquanta si registrano studi più incisivi
di acciaio, sono introdotte le materie
sulla organizzazione del cantiere13. Le
plastiche, più costose e monouso, che
casseforme sono tra le prime
non richiedono alcuna pulizia ne’
attrezzature del cantiere ad essere
preparazione, offrono innumerevoli
interessate da una profonda revisione: si
soluzioni per le superfici a vista e
moltiplicano meticolose valutazioni che
consentono quella infinita varietà di
riguardano la loro incidenza economica
forme anticipata da Nervi; qualche
in relazione agli elementi costruttivi,
esperienza riguarda quelle gonfiabili e,
alla tipologia edilizia, al numero di
con maggiore interesse, entrano nel
piani: per quelle in legno si considerano
cantiere i sistemi a tunnel, che
i quantitativi di materiale nuovo e le
razionalizzano la tradizionale
relative perdite, di chiodi e punte, le
componentistica del cassero, la sua
ore/uomo necessarie per lo scarico,
stabilizzazione, l’usuale metodologia di
messa in deposito, trasporto al banco
getto e di maturazione. Negli anni
dei carpentieri e posa in opera; per
settanta, dopo le prime applicazioni dei
quelle metalliche, dove è sensibile il
tunnel per la realizzazione di quartieri
risparmio di manodopera, il rendimento
di edilizia residenziale pubblica,
è stimato sulla base dei possibili
emerge la richiesta di superare la
reimpieghi, dei sistemi di fissaggio, del
rigidità progettuale ed operativa tipica
del sistema, vagliandone le potenzialità a ripresa, più affini alla complessità di
architettoniche; una sperimentazione una macchina che non alla artigianalità
che punta all’apertura del coffrage della cassaforma, oltre a incidere sulla
tunnel verso edifici caratterizzati da una concezione statica delle opere,
più ampia flessibilità d’uso appare la inducono un profondo cambiamento
costruzione della nuova sede della nell’organizzazione del lavoro poiché
R.E.S. Coop a Lugo di Romagna (110 sovvertono sia il concetto tradizionale
posti di lavoro), su progetto di S. Lenci, del getto entro un involucro fisso, sia il
inaugurata ad ottobre del 1976. Il carattere stanziale del cantiere: la
rustico del complesso viene costruito in costruzione è “trafilata” in verticale,
45 giorni e completato in 10 mesi14. guadagnando altezze che ancora oggi
appaiono straordinarie, e in orizzontale,
eliminando per le grandi luci i
condizionamenti delle centine; nel
contempo il cantiere segue fisicamente
la costruzione, trovandosi sempre in
strettissima prossimità con la parte da
realizzare, con evidenti vantaggi sui
tempi di lavorazione. I casseri a ripresa
Fig. 4 – Edificio della R.E.S. Coop si impongono inizialmente nel campo
delle opere di ingegneria civile, dove le
Ma i ritmi imposti da questa ciminiere e le pile dei viadotti
tecnologia, strettamente scanditi da autostradali costituivano per l’Italia veri
precise e intrasferibili fasi lavorative ne record di altezza; svincolandosi dai
segneranno il destino, facendola sostegni provvisori a terra, sono presto
praticamente uscire di scena nel giro di utilizzati per tutte le costruzioni a
qualche lustro. L’inseguimento di prevalente sviluppo verticale e, infine,
nuove sfide costruttive e l’affinamento si mostrano adatti a geometrie
delle tecniche di sollevamento idraulico elaborate, con tracciati poligonali o
e meccanico, conducono nel contempo risalite su superfici curve, rivelando
all’impiego delle casseforme a ripresa: un’inaspettata versatilità.
scorrevoli, rampanti e semirampanti. Le Esemplare, in questo senso è lo
scorrevoli si diffondono in Italia nei sfruttamento di casseri semirampanti
primi anni sessanta, anche se le prime per le pareti della Chiesa – auditorium
rudimentali applicazioni risalgono del Centro turistico “Santo Stefano” a
all’inizio del secolo negli Stati Uniti, e Bibione (VE). Le superfici a doppia
le altre iniziano ad essere prodotte in curvatura rievocano la chiesa progettata
Europa nel decennio successivo. Le da R. Meier per il Giubileo e realizzata
opere d’arte dei cantieri autostradali con diverso sistema costruttivo: analoga
divengono laboratori privilegiati della è la geometria complessiva e la maglia
sperimentazione tecnologica. I sistemi, di meridiani e paralleli tracciati sulle
porzioni di sfera che a Bilione sono per i getti in opera, divulgate in tutta la
realizzati, ricorrendo paradossalmente manualistica, sono deliberatamente
all’abilità delle maestranze, da disattese. Il suo calcestruzzo a vista non
segnature interne alle casseforme e esibisce la funzione strutturale ma è
dalle riprese di getto15. sempre interpretato in chiave puramente
espressiva, in un continuo scambio di
ruoli tra materiale costruttivo e
decorativo. Le superfici ideate da
Scarpa, levigate o scabre, mettono in
tensione la compagine muraria; a
questo scopo seleziona con cura la
miscela, vi associa materiali diversi,
sceglie o “inventa” tecniche di getto e
di finitura, utilizza in modo spesso
eterodosso, un vero repertorio di
casseforme. Anche quando il
Fig. 5 – Le pareti a doppia curvatura della calcestruzzo scarpiano sembra uscire
chiesa a Bibione realizzate con casseforme “grezzo” dalla cassaforma è su questa
semirampanti che si è incentrato lo studio. Nel 1954
Scarpa utilizza pionieristicamente
La centralità del cantiere casseforme con il paramento in costosi
pannelli di liscio compensato, per le
Sul fronte dell’immagine pareti del Padiglione del Venezuela alla
architettonica l’eccezionalità dei Biennale veneziana; il suo scopo non è,
risultati è spesso affidata anche a come da manuale, ottenere superfici
soluzioni eseguite “su misura” e, levigate ma riuscire ad avere una trama
dunque, artigianali. L’Italia peraltro accentuatamente porosa e irregolare
vanta una notevolissima tradizione di data dalla prevalenza nell’impasto di
carpentieri, particolarmente apprezzata inerti di grossa granulometria,
da Le Corbusier che, per l’Unità di pesantemente segnata dalle riprese dei
abitazione di Marsiglia, fa assumere getti e dei nidi di ghiaia ma non
carpentieri provenienti da Genova16. dall’impronta del legno né dai giunti tra
Così, mentre la cassaforma si appresta a le tavole. Con materiali ordinari come
diventare un complesso sistema di le tavole di abete lunghe 4 m e spesse
meccanismi, vi sono progettisti che la 2-3 cm, e sfruttando l’azione di nuovi
riportano alla scala della pratica di additivi ottiene il “legnocemento”17; ma
cantiere. Carlo Scarpa, è tra questi; egli le tavole devono essere usate ‘una sola
non si affida solo alla buona “regola volta’, nuove di zecca, ‘col pelo’, non
dell’arte” ma alla pazienza e alla levigate. Ancora ordinari sono i morali,
maestria di eccellenti artigiani; anzi, le legnami da costruzione segati a spigolo
consolidate raccomandazioni esecutive vivo, di sezione 5x5 cm e lunghi 4
metri; non servono però ad irrigidire il legname con larghe venature,
cassero ma, affiancati e sfalsati, proveniente dall’Unione Sovietica,
realizzano il cassero stesso e danno seleziona con cura le tavole da
luogo alle pareti plissettate che utilizzare una sola volta per evitare la
modulano la Tomba Brion (1969-78);. ripetizione della trama sul calcestruzzo
e “privilegiare esclusivamente le
venature naturali del legno”19.

Fig. 6 – La parete dell’Arcosolio alla Tomba


Brion
Fig. 7 – Costruzione delle casseforme per la
È sulla profonda conoscenza delle copertura della Chiesa dell’Autostrada
pratiche del cantiere che si basa il
sistema usato per segnare le pareti Al contrario, nella Chiesa
dell’Arcosolio: Scarpa forse interpreta dell’Immacolata Concezione della
in chiave creativa la cosiddetta Vergine a Longarone (1966-78)
“cassaforma a cancello”, utilizzata in prescrive che le superfici dei getti “non
genere per risparmiare legname: questa siano né lisce né con la venatura del
è costituita da un paramento in tavole legno posta troppo in evidenza”; pur
distanziate, sostenuto da un altro lasciando ampia libertà alle maestranze
tavolato rado orizzontale o verticale18; Michelucci richiede l’impiego di
la porzione di un impasto ad elevata casseri costruiti con tavole di spessore
consistenza che, dopo il getto, fuoriesce diverso e “senza regolarità ripetitiva sì
dagli interstizi tra le tavole serve a da rendere la superficie del calcestruzzo
migliorare l’adesione di un rivestimento più plastica e vibrante della luce”20.
di lastre, ma per Scarpa è materiale da
scalpellare e lasciare grezzo, per ritmare La produzione industriale
verticalmente i piani di calcestruzzo.
Radicalmente diversa, ma altrettanto Negli anni settanta si diffondono in
sofisticata, è l’attenzione che G. Italia le casseforme di CFRG (Glass
Michelucci dedica alle casseforme. Per Fiber Reinforced Concrete),
la Chiesa di San Giovanni Battista calcestruzzo rinforzato con fibre di
“dell’Autostrada” (1960-64) sceglie vetro. Sono realizzate in stabilimento
spruzzando una miscela di cemento, dalla necessità di realizzare un
sabbia e fibre di vetro entro stampi di collegamento monolitico con lo stelo
compensato e resine sintetiche, rivestiti sottostante e di ottenere una superficie
con una vernice poliuretanica o resine liscia ed uniforme. In questo caso si è
epossidiche (epoxy) per ottenere una trattato di casseforme a perdere con le
superficie del getto estremamente liscia. pareti sottili da 14 a 20 mm in modo
La presenza di fibre resistenti a trazione che, a getto ultimato, le dimensioni del
conferisce allo stampo un elevato nodo risultassero minime.
comportamento meccanico, superiore a Oggi la cassaforma continua ad
quello di un normale calcestruzzo, e essere un tema centrale nel panorama
quindi un alto numero di reimpieghi. architettonico italiano ed internazionale.
Casseri di questo materiale sono La qualità estetica delle superfici di
inizialmente impiegati per la calcestruzzo di Tadao Ando si impone
produzione di elementi prefabbricati e come un riferimento costante. Prodotto
in questa veste L. Moretti li aveva di serie e frutto di una tecnologia
sfruttati già nel decennio precedente, complessa e raffinata, la cassaforma
dopo averne fatto realizzare un può ancora richiedere espedienti mirati
prototipo in Italia, per il complesso del per soddisfare le esigenze del
Watergate a Washington, dove furono progettista, come nel caso del cantiere
reimpiegati per circa 60 volte21. del MAXXI, a Roma, su progetto di
Zaha Hadid. Qui, oltre ad aumentare le
dimensioni del cassero standard, per
ridurre il numero dei segni di ripresa, è
stato necessario irrigidirlo per
consentire smisurati volumi di getto,
realizzare i paramenti in multistrato di
betulla per cercare di ottenere una
superficie liscia e cromaticamente
uniforme, modificare la posizione dei
tiranti in modo che la parete finita
Fig. 8 – Posa in opera delle casseforme in rievochi la fatica della fase costruttiva:
calcestruzzo fibrorinforzato per la Moschea di le sequenze orizzontali dei segni dei
Roma tiranti si diradano mano a mano che si
innalzano sulla parete e testimoniano
Trovano la consacrazione per l’attenuazione delle spinte sulla
l’impiego di getti in opera nella cassaforma con il crescere dell’altezza.
costruzione della Moschea di Roma L’originario involucro di tavole è
(1974-89)22; in quella occasione il loro diventato un raffinato prodotto
uso è suggerito dalla complessità industriale, adattabile alle esigenze
geometrica dei pulvini dei pilastri progettuali ma costretto a misurarsi con
prefabbricati della sala di preghiera, la mutevole realtà del cantiere che
condiziona sempre, anche se in diversa
12
misura, la certezza degli esiti. Id., L’evoluzione delle strutture in cemento
armato, Torino, Hoepli 1957.
13 Il primo insegnamento universitario di

1 Organizzazione del cantiere si istituisce nel 1955


Conferenza tenuta da J. Bassegoda in Atti
al Politecnico di Milano.
dell’International Congress of Architect, in The
14 Cfr. S. Lenci, Che cosa è la nuova sede,
Architect and Contract Reporter, 20 luglio 1906,
pp. 42-46, ora in C. Croft, Materiali in “Bollettino interno di informazione RESCOOP,
architettura. Calcestruzzo, Modena, Logos, 1976, n.1, pp. 7-8; S. Rossi, Sede della Rescoop
2005, p. 11. a Lugo di Romagna, “L’architettura cronache e
2
Cfr. il resoconto degli interventi al VI storia”, 1976, n. 254, pp. 422-430
15
Congresso Internazionale degli Architetti, Progetto architettonico: G. e P. Fantuzzi, T.
Madrid 1904, riportati in P. Collins, La visione Fantuzzi, A. Chiarot; calcolo strutturale: M.
di una nuova architettura, Milano, Il Saggiatore, Bernard (Cescutti & Associati); cfr. Mornati,
1965, p. 107 e segg. Affinità geometriche e alternative tecnologiche,
3
Cfr. G. Minnucci, La “Masonite”, “L’Industria delle costruzioni”, 2004, n. 375, pp.
“L’ingegnere”, 1930, vol. IV, n. 10, p. 603; E.A. 92-97.
16
Griffini, Costruzione razionale della casa. I Cfr. J. Sbriglio, Le Corbusier. L’Unité
nuovi materiali, Milano, Hoepli, 1932, p. 81. d’habitation de Marseille, Marseille,
4
Cfr. id, L’”Eraclit” nella costruzione di Parenthéses, 1992, p. 135.
17
cupole, “L’ingegnere”, 1930, vol. IV, n. 8, p. M. Brusantin,, Carlo Scarpa architetto
560. veneziano, “Controspazio”, n. 3-4, 1972, pp 2-
5
Cfr. G. Pagano, I materiali della nuova 85.
18
architettura, “La Casa Bella”, 1935, n. 5, p 10. Cfr. E. Donaggio, Le casseforme per il
6
Cfr. P.L. Nervi, Costruire corretamente. calcestruzzo, le grosse armature per ponti e
Caratteristiche e possibilità delle strutture altre strutture, materiali, criteri e dettagli
cementizie armate, Milano, Hoepli, 1965, 2°, p. esecutivi, calcolo delle strutture in legno,
43. Milano, Pirola, 1981, p. 102.
19
7
Cfr. C. Greco, Pier Luigi Nervi: dal brevetto G. Lambertini, Costruendo la Chiesa
Hennebique al brevetto del ferrocemento, in dell’Autostrada del Sole, “L’Industria italiana
“Rassegna di architettura e urbanistica”, 2007, n. del cemento”, 1964, n. 4, pp., 233-248.
20
121-122, pp. 75-89. Cfr. C. Conforti, R. Dulio, M. Marandola,
8
P.L. Nervi, “Perfezionamento nella costruzione Giovanni Michelucci 1891-1990, Milano, Electa,
di solette, lastre ed altre strutture cementizie 2006.
21
armate”, brevetto n. 455750, 23 luglio 1949; G. Carrara, F. Di Varmo, La cassaforma come
“Procedimento di costruzione per la matrice costruttiva, “Quaderni della Cattedra di
realizzazione di superfici resistenti piane o curve Architettura tecnica – edili”, 1974, n. 3.
22
costituite da reticolati di nervature in cemento Progetto P. Portoghesi, V. Gigliotti, S.
armato, completate o meno da soletta di Mousawi, strutture Studio Tecnico CFR. Fra la
collegamento tra le nervature” brevetto n. ricca bibliografia sulla Moschea si segnala P.
465636, 19 maggio 1950 (ACS, Fondo Brevetti). Cocomello, L. Palozzi, Aspetti tecnologici e
9 La lavorazione degli stampi era laboriosa ma, prefabbricazione in c.a. per la realizzazione
della Moschea di Roma, “L’Industria italiana del
analogamente agli obiettivi perseguiti da Nervi,
cemento”, 1992, n. 670, pp. 598-627.
si potevano prefabbricare molti pezzi ed
ammortizzare i costi.
10
Nervi, Costruire, cit, , p. 35; S. Mornati, Lo
stabilimento Kursaal di Lapadula e Nervi,
Roma, Gruppo Mancosu, 2007.
11
Nervi, Costruire, cit, 19551, p. 44.