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Impianto elettrico: insieme di componenti compresi tra il

punto di fornitura dell’energia e il punto di utilizzazione

Utilizzatori elettrici: le apparecchiature che utilizzano energia


elettrica

La costruzione a regola d’arte degli utilizzatori elettrici è


certificata da:
MARCHIATURA CE
MARCHIO IMQ (dell’Istituto Italiano del Marchio di Qualità)
DICHIARAZIONE DEL COSTRUTTORE
POTENZA RICHIESTA NEI
CANTIERI
UTILIZZATORE PRESTAZIONE POTENZA (kVA)
BANCOSEGA 2-5
BETONIERA 8-50 mc/h 5-30
COMPRESSORE 25-40
GRU A TORRE 10-26q 30-120
ILLUMINAZIONE 20lux/1000mq 0.5
MONTACARICHI 350-1000kg 5-20
POMPA 1.5-4
PORTATILE 0.5-1.5
SERVIZIO CUCINA 20
SERVIZIO UFFICI 6
VIBRATORE 1.5-2.5

CANTIERE PICCOLO 6 KW
CANTIERE MEDIO 25 KW
NORME DI LEGGE
Le principali disposizioni normative per gli impianti
elettrici risultano costituiti da:
Legge 1.3.68 n.186 "Disposizioni concernenti la
produzione di materiali, apparecchiature, macchinari,
installazioni ed impianti elettrici e elettronici"
Legge 5.3.1990 n.46 "Norme per la sicurezza degli
impianti"
D.P.R. 6.12.1991 n.447 "Regolamento di attuazione legge
46/90“
Dlgs 81/2008 “Testo unico per la sicurezza”
Il rischio elettrico
La pericolosità di una anomala circolazione di corrente è dovuta
fondamentalmente:

- alla possibilità di innescare incendi


- alle conseguenze derivanti dal passaggio di corrente nel corpo umano
a causa del contatto fisico tra persona e parti sotto tensione elettrica
(elettrocuzione / folgorazione)
INCENDI
Gli incendi possono essere causati da eccessivo riscaldamento
causato da corto circuito e sovraccarico non interrotti
tempestivamente (tramite interruttori automatici
magnetotermici)
- corto circuito (condizione di guasto che, a causa dell’elevatissimo valore di
corrente elettrica in circolazione può comportare il raggiungimento di temperature
molto elevate nei circuiti - migliaia di °C – e il formarsi di archi elettrici. L’arco
elettrico è sostanzialmente una scarica elettrica che avviene in un mezzo non
conduttore, ad esempio l’aria, a causa dello stabilirsi di una elevata tensione elettrica tra
due punti. Esso si manifesta con un evidente fenomeno luminoso, talvolta
accompagnata da un forte rumore)

- sovraccarico (condizione anomala di funzionamento, in conseguenza della


quale i circuiti elettrici sono percorsi da una corrente superiore rispetto a quella per la
quale sono stati dimensionati. La non tempestiva interruzione del fenomeno può dar
luogo all’eccessivo riscaldamento dei cavi o di altri componenti dell’impianto)
ELETTROCUZIONE
contatto diretto contatto indiretto

Gli effetti della circolazione di corrente nel corpo umano sono:


-Scossa lieve: produce una sensazione dolorosa; è sempre pericolosa e
talvolta mortale
-Ustioni: il passaggio della corrente elettrica genera calore. Così anche
il corpo umano, se attraversato da una corrente elettrica, si riscalda e
possono aversi delle bruciature sulla pelle. Se la corrente è elevata si
possono avere ustioni profonde con il danneggiamento di organi e
tessuti interni.
-Tetanizzazione: blocco della muscolatura che non consente di
abbandonare la presa
I movimenti muscolari sono originati da impulsi elettrici di bassa
intensità, generati dal cervello. I muscoli quindi reagiscono
contraendosi. Se il corpo viene attraversato da una corrente elettrica
esterna, si possono avere i seguenti effetti sulla salute:
-Arresto respiratorio: causato dalla contrazione dei muscoli addetti alla
respirazione o dalla lesione del centro nervoso che presiede a tale
funzione

-Arresto cardiaco: Il muscolo cardiaco si contrae ritmicamente


sostenendo la circolazione del sangue nel corpo. A differenza degli
altri muscoli la contrazione è involontaria
Il passaggio di una corrente elettrica, andandosi a sovrapporre
all’attività del cuore, provoca uno sconvolgimento nelle fasce
muscolari cardiache, impedendone il movimento
Contatto Diretto
Contatto tra una persona e parti di impianto elettrico o di
utilizzatore elettrico che sono in tensione in condizione di
ordinario funzionamento. Il corpo umano è sottoposto al
passaggio di una corrente elettrica.
Contatto Diretto
Quando il corpo umano è in collegamento più o meno diretto
con il terreno, per esempio indossando scarpe non isolanti,
toccando un solo contatto della presa o un solo filo scoperto
o qualsiasi elemento in tensione si verifica il passaggio di
corrente che passa dall’elemento in tensione a terra
attraverso il corpo
Contatto Indiretto
I contatti indiretti sono quelli che avvengono con parti
normalmente non in tensione (ad esempio l’involucro di una
apparecchiatura, di uno strumento etc. che normalmente è
isolato e non in contatto con elementi in tensione) per un
guasto interno o per la perdita di isolamento; tali contatti
sono i più pericolosi.

Tensione di contatto
Contatto Indiretto

In questi casi toccando l’involucro dell’apparecchio guasto,


il corpo umano è sottoposto al passaggio di una corrente
verso terra, sempre che il corpo non sia adeguatamente
isolato dal suolo.
L’involucro metallico interessato, in seguito al guasto,
assume un valore di tensione rispetto a terra che può
raggiungere il limite di 220Volt, di conseguenza la " tensione
di contatto" è maggiore quanto più alto è il valore di
corrente e quanto più lungo è il tempo per cui tale contatto
permane.
Contatto Indiretto

Tensione di passo:
tensione che durante il
funzionamento di un
impianto di terra può
risultare applicata ad
una persona alla
distanza di un passo e
può assumere valori
pericolosi
Gruppo elettrogeno

Cabina di trasformazione
TU - Art. 81.
… Tutti i materiali, i macchinari e le
apparecchiature, nonché le
installazioni e gli impianti elettrici
ed elettronici devono essere
progettati, realizzati e costruiti a
regola d'arte.
… si considerano costruiti a regola
d'arte se sono realizzati secondo le
norme di buona tecnica contenute
nell'allegato IX.
MACCHINE DEL CANTIERE
MACCHINE MOBILI (Uso di funzionamento in
mobilità)
MACCHINE PORTATILI (Apparecchi che
durante il loro uso devono essere sostenuti dalle
persone che li usano)
MACCHINE FISSE (Apparecchi che non
rientrano nei casi precedenti)
Apparecchi di classe 0-I
dotati di un solo isolamento funzionale e rispettivamente senza (0) o con (I)
dispositivo di messa a terra

Apparecchi di classe II
senza dispositivo di messa a terra e dotati in tutte le loro parti di doppio isolamento
o isolamento rinforzato. La protezione contro i contatti indiretti risiede nelle
prescrizioni costruttive previste dalle norme per rendere trascurabile il rischio di un
guasto sia dell’isolamento funzionale, sia dell’isolamento supplementare. Hanno
questo tipo di protezione tutti quei materiali che impediscono il manifestarsi di una
tensione pericolosa sulle parti accessibili di componenti elettrici a seguito di un
guasto nell’isolamento principale.

Apparecchi di classe III


senza dispositivo di messa a terra e alimentati con tensione <= 25V
GRADO DI PROTEZIONE IP (NORMA IEC 364-CEI 17-13/4)
(International Protection)
IPXX

PRIMA CIFRA 0-6: PROTEZIONE CONTRO IL CONTATTO DI CORPI


SOLIDI E L’ACCESSO A PARTI PERICOLOSE

SECONDA CIFRA 0-8: PROTEZIONE CONTRO LA PENETRAZIONE DI


LIQUIDI

LETTERA ADDIZIONALE A-D: mano (A), dito (B), attrezzo (C), filo (D)
utilizzata solo se: la protezione effettiva contro l'accesso a parti pericolose è superiore a quella indicata dalla prima cifra;
è indicata solo la protezione contro l'accesso a parti pericolose e la prima cifra viene quindi sostituita da una x.

LETTERA SUPPLEMENTARE: apparecchiature ad alta tensione (H),contro


ingresso dell’acqua con apparecchiature in
moto (M), non in moto (S), adatto all’uso in
condizioni atmosferiche specificate (W)
Prima cifra
cifra protezione del materiale protezione delle persone
0 non protetto .
protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a protetto contro l'accesso con il dorso della
1
50 mm. mano
protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a
2 protetto contro l'accesso con un dito
12 mm
protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a
3 protetto contro l'accesso con un attrezzo
2.5 mm
protetto contro corpi solidi di dimensioni superiori a
4 protetto contro l'accesso con un filo
1 mm
5 protetto contro la polvere protetto contro l'accesso con un filo
6 totalmente protetto contro la polvere protetto contro l'accesso con un filo

Seconda cifra
cifra protezione del materiale
0 non protetto
1 protetto contro la caduta verticale di gocce d'acqua
2 protetto contro la caduta di gocce d'acqua con inclinazione max di 15°
3 protetto contro la pioggia
4 protetto contro gli spruzzi d'acqua
5 protetto contro i getti d'acqua
6 protetto contro le ondate
7 protetto contro gli effetti dell'immersione
8 protetto contro gli effetti della sommersione

IP 44 per involucri esterni di materiali elettrici, apparecchiature, quadri


IP 43 per prese a spina
Art. 117.
Lavori in prossimità di parti attive
1. Quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per
circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare
almeno una delle seguenti precauzioni:
a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori;
b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano l'avvicinamento alle parti attive;
c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di
sicurezza.
2. La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contatti diretti o scariche pericolose per le persone
tenendo conto del tipo di lavoro, delle attrezzature usate e delle tensioni presenti.
PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI DIRETTI:
-Interruttore differenziale
L’interruttore differenziale, "salvavita", è facilmente riconoscibile per la presenza
di un pulsante contrassegnato dalla lettera T; esso confronta continuamente la
corrente elettrica entrante con quella uscente e scatta quando avverte una
differenza. Rileva quindi le dispersioni di corrente dovute a guasti dell’impianto e
interviene automaticamente interrompendo il circuito quanto rileva una
dispersione di corrente verso terra.
I cavi che conducono la corrente elettrica sono generalmente due: la fase e il
neutro. Poiché la corrente entra dalla fase, percorre i circuiti ed esce dal neutro, in
condizioni normali quella entrante deve essere uguale a quella uscente; se ciò
non accade significa che una parte di essa sta percorrendo strade diverse, ad
esempio il corpo umano in caso di contatto diretto (scossa elettrica) di
un’apparecchiatura collegata all’impianto di terra

-Isolamento
-Involucri o barriere
-Ostacoli e distanziamenti
PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI
INDIRETTI

Le protezioni contro i contatti indiretti possono effettuarsi


con dispositivi che impediscono il contatto con gli elementi
in tensione o con mezzi che interrompono il circuito
impedendo eventuali tensioni di contatto.
Per la salvaguardia contro i contatti indiretti, che sono i più
pericolosi, le norme CEI 64-8 suddividono le protezioni in:
- protezioni senza interruzione automatica del circuito
- protezioni con interruzione automatica del circuito
protezioni senza interruzione automatica del
circuito
- materiali con particolari caratteristiche di isolamento
- adeguate separazioni elettriche dei circuiti
- ambienti isolanti
Quando si parla di isolamento, i materiali da utilizzare
devono possedere specifiche caratteristiche, come il
doppio isolamento, a cui deve essere assicurata adeguata
manutenzione.

Un isolamento supplementare può essere costituito anche


da vernici, lacche, smalti e da altri simili materiali, purché
conformi alle norme vigenti
protezioni con interruzione automatica del
circuito
La protezione con interruzione automatica del circuito
mediante messa a terra consiste nel realizzare un
impianto di messa a terra opportunamente coordinato
con interruttori differenziali posti a monte dell’impianto
atti ad interrompere tempestivamente l’alimentazione
elettrica del circuito guasto se la tensione di contatto
assume valori particolari.
IMPIANTO DI TERRA (Cenni)
Ha lo scopo di proteggere dai contati indiretti
In teoria collegare una massa a terra vuol dire stabilire un
collegamento elettrico tra la massa e il terreno
(convenzionalmente a potenziale zero), allo scopo di
disperdere nel terreno stesso le correnti elettriche causate
dai guasti
in pratica, collegare una massa a terra vuol dire collegarla
ad un dispersore (di fatto o intenzionale), cioè ad un
elemento metallico in contatto elettrico con il terreno
9Dispersori intenzionali (o artificiali)
Corda in rame nudo con S>= 35 mmq (la più
utilizzata);
Dispersori verticali h= 1,5 m (50x50x5 mm)
Piastre in rame e bandelle in rame o acciaio zincato

9Dispersori di fatto (o naturali)

I dispersori di fatto sono costituiti dai ferri delle


fondazioni in cemento armato. I ferri delle
fondazioni sono in contatto elettrico con il terreno
tramite il calcestruzzo. La corrosione
del ferro è trascurabile. I ferri del cemento armato
costituiscono un buon dispersore , a costo
trascurabile.
Il collegamento al suolo evita che il contatto accidentale con
parti metalliche possa essere pericoloso; ha lo scopo di
portare a potenziale zero un punto qualsiasi collegato a terra
di un impianto elettrico ed impedire che le masse assumano,
in caso di guasto, potenziali verso terra pericolosi per le
persone che ne vengono a contatto, e provocare
contemporaneamente l’intervento dei dispositivi di
protezione (posti a monte dell’impianto elettrico) atti ad
interrompere tempestivamente l’alimentazione elettrica

Quindi l’impianto di terra deve disperdere facilmente nel


terreno le correnti elettriche che si manifestano in caso di
guasto, in modo da abbassare il più possibile i valori delle
tensioni di contatto
La Norma CEI 64-8 definisce gli elementi e le
caratteristiche dell’impianto di terra:
Terra
Il terreno come conduttore il cui potenziale elettrico in ogni
punto è convenzionalmente considerato uguale a zero

Dispersore
Corpo conduttore in contatto elettrico con il terreno e che
realizza un collegamento elettrico con la terra
caratterizzato da una sua resistenza, il cui dimensionamento dipende dal tipo
di guasto che è chiamato a disperdere a terra ed è costituito da elementi
metallici fissati nel terreno e a contatto con esso (i ferri del cemento armato, le
tubazioni metalliche, etc.)
Conduttore di terra
Conduttore di protezione che collega il collettore principale
di terra al dispersore o i dispersori tra loro

la sua continuità è condizione


necessaria ed indispensabile
per assicurare l’efficacia della
protezione

Cavi di colore blu - Bassa tensione


Cavi di colore rosso – Alta tensione
Cavi giallo verde - Neutro
Resistenza di terra
Resistenza tra il collettore principale di terra e la terra

Conduttori di protezione
Conduttore prescritto per alcune misure di protezione
contro i contatti indiretti per il collegamento di alcune
parti, quali le masse, il collettore, il dispersore etc

La sua funzione è di
convogliare la corrente di
guasto dalle masse al
collettore principale di terra e
quindi al dispersore.
Collettore o nodo principale di terra
Elemento previsto per il collegamento al dispersore dei
conduttori di protezione, inclusi i conduttori equipotenziali e
di terra
Protezione delle scariche atmosferiche
La protezione mediante collegamento elettrico a terra allo scopo di
garantire la dispersione delle scariche atmosferiche (fulmini) è
richiesta per:
‰Ponteggi metallici le giunzioni con morsetti, consentono di considerare valida la
continuità elettrica tra i vari elementi, per cui, per le scariche atmosferiche, è sufficiente
provvedere al collegamento di alcuni montanti a dispersori tradizionali e collegarli in
parallelo tra loro e con l’impianto di messa a terra. La sezione deve essere di almeno 35
mmq, in rame.

‰Le strutture metalliche situate all’aperto come il baraccamento (box


di cantiere): per le loro specifiche dimensioni non necessitano di protezione contro le
scariche atmosferiche risultando autoprotette. In alternativa sarà effettuato un collegamento
con un minimo di 2 dispersori a “calate” eventi caratteristiche analoghe a quelle dei
ponteggi e delle gru.

‰Gru a torre
FABBISOGNO IDRICO
80-100 l/giorno per persona
150 l/mc per gli impasti di cls
100-120 l/ora per mc d’aria resa al minuto
per compressori senza refrigeratore
1000-3000 l/mc di ghiaia o altro materiale lavato
Palazzo Montecatini
Puntellazione degli scavi, 1 novembre 1936
Scavo per le fondazioni del corpo centrale, 20 gennaio 1937; affiorano abbondanti le acque del
sottosuolo
Tubazioni di scarico dell’acqua durante la
costruzione delle fondazioni
Allacciamento pozzetti di esaurimento aves, 15 dicembre 1936
Muri di sostegno all’angolo di via Moscova, 1 marzo 1937
Armatura delle pareti dello scavo lungo la via della Moscova
Primi lavori della costruzione: montaggio di un capannone di copertura del cantiere, 7 maggio
1937
I due capannoni completi e il canale di scarico acqua dei pozzetti, 15 marzo 1937
Particolare della struttura di controvento nel corpo centrale e irrigidimento dei solai
Lo stato del cantiere al giugno 1937: la costruzione è ormai completamente fuori terra
CENNI SULLA SICUREZZA ANTINCENDIO

L’incendio è dovuto alla combinazione di tre elementi presenti


in quantità sufficiente:

Combustibile
Temperatura
Comburente
CLASSI DI INCENDIO
Classe A: incendi di materiali solidi, di natura organica che portano alla formazione
di braci
Classe B: incendi di materiali liquidi o solidi liquefacibili, quali petrolio, paraffina,
vernici, oli, grassi ecc.
Classe C: incendi di gas
Classe D: incendi di sostanze metalliche – alluminio, magnesio, potassio
Classe E: incendi di materiali elettrici

CLASSI DEGLI ESTINTORI

Classe A: acqua (ormai in disuso), schiuma, polveri

Classe B: schiuma, polveri e anidride carbonica

Classe C: acqua, schiuma, polveri

Classe D: polveri

Classe E: polveri dielettriche e anidride carbonica


Estintori Acqua Schiuma Polvere CO2 Alogenati

CLASSI Si Si Si Accettabile Si
DI A
INCENDIO
Si Si Si Accettabile Si
B
No (getto) No Si Si No
C Si
(nebulizzata)

No No Si No No
D
No No Si Si Si
E

A: incendi di materiali solidi, di natura organica che portano alla formazione di braci;
B: incendi di materiali liquidi o solidi liquefacibili, quali petrolio, paraffina, vernici, oli,
grassi ecc.;
C: incendi di gas;
D: incendi di sostanze metalliche – alluminio, magnesio, potassio;
E: incendi di materiali elettrici
Documentazione
principale da conservare
in cantiere a disposizione
degli organi di vigilanza e
controllo