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RAPPORTO 2013
LA SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI NEL MONDO
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AFRICA SUBSAHARIANA
ERITREA
D U E M I L A

AFRICA SUBSAHARIANA

AFRICA SUBSAHARIANA compensazione. A fine anno, le autorità non avevano ancora adottato misure per far sì

compensazione. A fine anno, le autorità non avevano ancora adottato misure per far sì che tutte le persone registrate che avevano avuto conseguenze per la loro salute potessero accedere al programma di risarcimenti da parte dello stato, che era stato sospeso. A fine anno, l’inchiesta sull’appropriazione indebita nel 2010 di parte degli indennizzi corrisposti dalla compagnia commerciale petrolifera Trafigura alle vittime, che avevano fatto causa alla compagnia nel Regno Unito, non aveva registrato progressi. Nonostante il presidente avesse destituito a maggio il ministro dell’Integrazione africana per il suo presunto ruolo nell’appropriazione indebita dei fondi, non erano note altre iniziative da parte delle autorità per recuperare l’ammanco né per far avanzare le indagini sulle persone coinvolte.

RAPPORTI DI AMNESTY INTERNATIONAL

The toxic truth: About a company called Trafigura, a ship called the Probo Koala, and the dumping of toxic waste in Côte d’Ivoire (AFR 31/002/2012)

Côte d’Ivoire: Time to put an end to the cycle of reprisals and revenge (PRE01/513/2012)

end to the cycle of reprisals and revenge (PRE01/513/2012) ERITREA REPUBBLICA D’ERITREA Capo di stato e

ERITREA

REPUBBLICA D’ERITREA

Capo di stato e di governo: Isaias Afewerki

D’ERITREA Capo di stato e di governo: Isaias Afewerki L’arruolamento militare nazionale è rimasto obbligatorio

L’arruolamento militare nazionale è rimasto obbligatorio e spesso esteso a tempo inde- terminato. È rimasto obbligatorio anche l’addestramento militare per i minori. Le reclute sono state impiegate per svolgere lavori forzati. Migliaia di prigionieri di coscienza e pri- gionieri politici hanno continuato a essere detenuti arbitrariamente in condizioni spa- ventose. L’impiego di tortura e altri maltrattamenti è stato un fenomeno diffuso. Non erano tollerati partiti politici d’opposizione, mezzi d’informazione indipendenti od orga- nizzazioni della società civile. Soltanto quattro religioni erano autorizzate dallo stato; tutte le altre erano vietate e i loro seguaci sono stati sottoposti ad arresti e detenzioni. Cittadini eritrei hanno continuato a fuggire in massa dal paese.

CONTESTO

Nel paese è stata segnalata una grave situazione umanitaria a causa della continua sta- gnazione dell’economia. Tuttavia, il settore minerario ha continuato a espandersi, con

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a causa della continua sta- gnazione dell’economia. Tuttavia, il settore minerario ha continuato a espandersi, con
RAPPORTO 2013 governi esteri e società private che hanno mostrato interesse nei significativi depositi auriferi,

RAPPORTO 2013

governi esteri e società private che hanno mostrato interesse nei significativi depositi auriferi, di potassa e di rame dell’Eritrea, malgrado il rischio di complicità in violazioni dei diritti umani per l’impiego del lavoro forzato nei siti minerari.

A marzo, l’esercito etiope ha condotto due incursioni militari in Eritrea, annunciando di

aver portato a termine con successo attacchi nei campi nei quali ritenevano avvenisse

l’addestramento di gruppi ribelli etiopi. L’Etiopia ha incolpato l’Eritrea di aver fornito ap- poggio a un gruppo ribelle che a gennaio ha attaccato alcuni turisti europei in Etiopia (cfr. Etiopia). Il gruppo, che ha rivendicato la responsabilità dell’episodio, ha affermato

di non avere campi in Eritrea.

A luglio, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha nominato un Relatore spe-

ciale sull’Eritrea, in risposta alle “continue, diffuse e sistematiche violazioni dei diritti umani […] da parte delle autorità eritree”. Il governo eritreo ha respinto la nomina giu- dicandola politicamente motivata.

A luglio, il Gruppo di monitoraggio delle Nazioni Unite su Somalia ed Eritrea ha riferito

che il sostegno fornito dall’Eritrea ad al-Shabab in Somalia era diminuito ma che l’Eritrea continuava a ospitare gruppi armati d’opposizione dei paesi vicini, specialmente etiopi.

Secondo il Gruppo di monitoraggio, inoltre, funzionari eritrei erano coinvolti nel traffico

di armi e di esseri umani.

A metà anno, le notizie pervenute indicavano che il governo stava distribuendo pistole

alla popolazione civile, per motivi rimasti sconosciuti.

PRIGIONIERI DI COSCIENZA E PRIGIONIERI POLITICI

Migliaia tra prigionieri di coscienza e prigionieri politici sono rimasti in detenzione arbi- traria in condizioni spaventose. Tra loro c’erano politici, giornalisti e praticanti religiosi ma anche persone che erano state colte nel tentativo di eludere il servizio di leva nazio- nale, di fuggire dal paese o di spostarsi all’interno dei suoi confini senza un permesso. Alcuni prigionieri di coscienza erano detenuti senza accusa da oltre un decennio.

Ai prigionieri di alto profilo non sono state consentite visite e nella maggior parte dei

casi le loro famiglie non sapevano dove si trovassero né in quali condizioni di salute fos- sero i loro cari. Il governo si è più volte rifiutato di confermare o negare le notizie secondo cui alcuni prigionieri erano deceduti in detenzione.

secondo cui alcuni prigionieri erano deceduti in detenzione. 70 Sono pervenute informazioni secondo le quali tre

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cui alcuni prigionieri erano deceduti in detenzione. 70 Sono pervenute informazioni secondo le quali tre

Sono pervenute informazioni secondo le quali tre giornalisti, Dawit Habtemichael, Mattewos Habteab, Sahle Tsegazab, tutti arbitrariamente detenuti dal loro arresto nel 2001, erano morti in detenzione negli ultimi anni. Il governo non ha confermato queste notizie.

AFRICA SUBSAHARIANA

AFRICA SUBSAHARIANA LIBERTÀ DI RELIGIONE O DI CREDO Soltanto i membri di culti autorizzati, la Chiesa

LIBERTÀ DI RELIGIONE O DI CREDO

Soltanto i membri di culti autorizzati, la Chiesa ortodossa eritrea, la Chiesa cattolica e quella luterana e l’Islam, potevano praticare la loro fede. Seguaci di culti vietati hanno continuato a essere arrestati, arbitrariamente detenuti e maltrattati.

a essere arrestati, arbitrariamente detenuti e maltrattati. Ad aprile, 10 testimoni di Geova sono stati arrestati

Ad aprile, 10 testimoni di Geova sono stati arrestati nella città di Keren, in relazione alla loro partecipazione

a un funerale. Secondo le informazioni ricevute, a fine anno erano 56 i testimoni di Geova in carcere per aver praticato la loro fede.

TORTURA E ALTRI MALTRATTAMENTI

Nel paese, l’impiego di tortura e altri maltrattamenti di prigionieri è stato un fenomeno di- lagante. Prigionieri sono stati percossi, legati in posizioni dolorose, lasciati in condizioni cli- matiche estreme e tenuti in isolamento per lunghi periodi. Le condizioni di detenzione erano equiparabili a trattamento crudele, disumano o degradante. Molti detenuti sono stati chiusi all’interno di container metallici o in celle sotterranee, spesso in località situate nel deserto,

e dunque esposti a caldo e freddo estremi. Il cibo e l’acqua erano insufficienti e ai prigionieri sono state spesso negate, o fornite in modo del tutto inadeguato, le cure mediche.

Secondo le informazioni ricevute, la giornalista Yirgalem Fisseha Mebrahtu, arrestata a febbraio 2009, è stata

Secondo le informazioni ricevute, la giornalista Yirgalem Fisseha Mebrahtu, arrestata a febbraio 2009, è stata ricoverata in ospedale a gennaio, dove è rimasta costantemente piantonata senza possibilità di ri- cevere visite. La sua famiglia non è stata informata dei motivi del suo ricovero.

Secondo quanto riferito, l’ex ministro degli Esteri Petros Solomon, uno degli 11 politici di primo

Secondo quanto riferito, l’ex ministro degli Esteri Petros Solomon, uno degli 11 politici di primo piano de- tenuti arbitrariamente dal 2001, conosciuti come gruppo G15, a luglio è stato ricoverato in ospedale a causa di una grave malattia, per la quale in Eritrea non erano disponibili cure mediche adeguate. Di lui non si è più saputo nulla.

Sono stati denunciati alcuni decessi in custodia.

nulla. Sono stati denunciati alcuni decessi in custodia. È stato riferito che, ad agosto, Yohannes Haile,

È stato riferito che, ad agosto, Yohannes Haile, un testimone di Geova detenuto dal settembre 2008, è

morto nel carcere di Me’eter per le conseguenze del caldo estremo, dopo essere rimasto confinato in un lo- cale sotterraneo dall’ottobre 2011. Secondo le segnalazioni ricevute, altri tre detenuti assieme a lui ver-

savano in condizioni critiche. Di loro non si è saputo più nulla.

LEVA MILITARE

Il servizio militare nazionale è rimasto obbligatorio per tutti gli adulti, uomini e donne.

Tutti i minori in età scolare erano tenuti a completare l’ultimo anno della scuola secon- daria presso il campo d’addestramento militare di Sawa, una prassi che riguardava ra- gazzi di appena 15 anni. A Sawa, i minori vivevano in condizioni difficili ed erano sottoposti a dure punizioni se infrangevano le regole.

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anni. A Sawa, i minori vivevano in condizioni difficili ed erano sottoposti a dure punizioni se
RAPPORTO 2013 L’iniziale periodo di 18 mesi del servizio di leva nazionale è stato spesso

RAPPORTO 2013

L’iniziale periodo di 18 mesi del servizio di leva nazionale è stato spesso esteso a tempo indeterminato, in cambio di salari minimi del tutto inadeguati a soddisfare le necessità di base di una famiglia. Le reclute continuavano a essere ampiamente im- piegate per prestare lavoro forzato nel contesto di progetti statali, come produzioni agricole, o in società private di proprietà delle élite militari o di governo. Gli arruolati incorrevano in dure punizioni in caso di evasione, tra cui detenzione arbitraria e mal- trattamento.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO

Durante l’anno migliaia di cittadini eritrei sono fuggiti dal paese, principalmente per elu- dere il servizio militare a tempo indeterminato. Per coloro che venivano colti nel tentativo

di attraversare il confine con l’Etiopia è rimasta in vigore la cosiddetta prassi di “sparare

per uccidere”. Persone colte mentre varcavano il confine con il Sudan sono state arbi- trariamente detenute e duramente percosse. Familiari di persone che erano riuscite a fuggire sono stati costretti a pagare multe per non finire in carcere.

Richiedenti asilo eritrei rimpatriati con la forza sono stati esposti a grave rischio di essere arbitrariamente detenuti e torturati. Ciononostante, diversi paesi, tra cui Egitto, Regno Unito, Sudan, Svezia e Ucraina hanno attuato rimpatri forzati in Eritrea.

Svezia e Ucraina hanno attuato rimpatri forzati in Eritrea. Il 24 luglio, il Sudan ha rimpatriato

Il 24 luglio, il Sudan ha rimpatriato con la forza in Eritrea nove richiedenti asilo e un rifugiato, giudicati colpevoli d’ingresso illegale nel paese da un tribunale sudanese.

TRATTA DI ESSERI UMANI

Il rapporto del Gruppo di monitoraggio delle Nazioni Unite sulla Somalia e l’Eritrea, reso

pubblico a luglio, affermava che funzionari eritrei, compresi alti ufficiali militari, coor- dinavano il contrabbando di armi e la tratta di esseri umani, tramite i canali della crimi- nalità in Sudan e nel Sinai, in Egitto. Secondo il rapporto, la portata dell’attività era tale da far sospettare la complicità da parte del governo eritreo.

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il rapporto, la portata dell’attività era tale da far sospettare la complicità da parte del governo