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I l furto del Codice Callistino

di Lauro Casali


Il 5 luglio 2011 una notizia riportata dai giornali
locali sconvolse la citt di Santiago de Compostela:
dallArchivio della Cattedrale era stato rubato il
Codice Callistino. Il fatto gettava nellangoscia non
solo i canonici, ma anche tutti quei pellegrini,
spagnoli e non, che avevano compiuto il Cammino
di Santiago. In effetti questo antico volume del XII
secolo veramente importante per la storia del
Cammino, si tratta in sostanza della prima guida
turistica che descrive in dettaglio le tappe da
percorrere sul Cammino Francese per raggiungere
la tomba di S. Giacomo.
Il Codice Callistino, cos chiamato perch introdotto
da una presunta lettera di Papa Callisto II, si
compone di 5 tomi; nel quinto libro, come una vera
e propria guida, si descrive il Cammino, le sue
tappe, le usanze dei popoli incontrati, la miriade di
chiese e reliquie che costellano la via. Una
particolarit del libro che lo scrittore, il monaco
cluniacense Aymery Picaud, mette molto in risalto
il viaggio, per manifestare quanto sia importante il
percorso, la strada, le leghe da affrontare un giorno
dopo laltro, non solo la meta finale.
Ma veniamo al fatto di cronaca: dopo un anno di
ricerche, la polizia spagnola recupera il libro nel
garage di un elettricista che aveva compiuto lavori
in Cattedrale. Vengono ritrovate anche monete
romane, paramenti liturgici antichi, vari oggetti
sacri, anche la corrispondenza tra canonici. Questa
la ricostruzione dei fatti: il 5 luglio 2011 un
archivista della Cattedrale sta consultando il Codice
assieme ad uno studente americano. Poco dopo
escono dalla sala chiudendo a chiave, ma lasciando
il libro sul tavolo. Le mosse dei due sono tenute in
osservazione dal cleptomane nascosto tra le
colonne della chiesa. A questo punto il tale, novello
Arsenio Lupin, con una copia della chiave fatta in
precedenza entra nellArchivio Capitolare, deciso
ad arraffare un qualsiasi oggetto prezioso. Vede un
libro miniato e, pur non sapendo di che cosa si
tratta, lo nasconde in una sacca e si dilegua come
un gatto in mezzo ai gruppetti di fedeli e pellegrini.
La polizia inizia gli interrogatori e ha i primi
sospetti. Dopo un anno di indagini caute e mirate,
finalmente arriva la buona notizia: il Codice
Callistino stato ritrovato, il Capitolo e i pellegrini
tutti possono tirare un sospiro di sollievo. Per la
cerimonia di riconsegna allArcivescovo se ne
incarica lo stesso primo ministro spagnolo,
Mariano Rajoy, l8 luglio 2012. Una coincidenza
curiosa che proprio in quel giorno era presente a
Santiago anche un nutrito gruppo di pellegrini
piumazzesi, insieme al Coro S. Giacomo di
Piumazzo che era stato invitato dalla Cattedrale ad
animare la S. Messa.



Il Cammino Primitivo



Abbiamo gi accennato negli anni scorsi a
quanti diversi Cammini i pellegrini possono
percorrere in Spagna e in Europa per
raggiungere Santiago de Compostela: ad
esempio il Cammino Francese, il Cammino
Portoghese, le quattro principali vie francesi,
la Via Francigena, e tanti altri. Sono questi
tracciati antichi lungo i quali si costruivano
chiese dedicate a S. Giacomo e ostelli per la
cura e il riparo dei pellegrini. Parliamo ora del
Cammino Primitivo.
Innanzitutto il nome. Si ritiene che sia stato il
primo itinerario jacopeo di cui si hanno
notizie storiche (in inglese chiamato The
Original Way). E lungo 360 km e parte da
Oviedo, nella regione delle Asturie. Gran
parte di questo itinerario si svolge al di sopra
degli 800 metri d'altezza, con continue salite
e discese. La difficolt del percorso, per
compensata dalla bellezza del paesaggio e
dalla variet del panorama. Entra in Galizia al
passo di O Acebo e passa per Lugo, antica
citt fondata dai romani con pi di 2000 anni
di storia (le mura della citt sono Patrimonio
dellUmanit). Da Lugo partono tre dirama-
zioni, la principale verso Melide, la variante
verso Palas de Rei, che prende un giorno di
marcia in pi, e lultima verso il Cammino del
Nord per poi arrivare ad Arza. In ogni caso il
Cammino Primitivo sfocia nel Cammino
Francese e da l si prosegue verso Santiago
negli ultimi 50 kilometri.
Si ritiene che il fondatore del Cammino
Primitivo sia stato il re Alfonso II il Casto, il cui
regno comprendeva Asturie e Galizia, e che
effettu il pellegrinaggio da Oviedo a
Santiago de Compostela nel IX secolo.
Secondo la tradizione, nellanno 813 un
eremita di nome Pelagio osserv pi volte di
notte delle luci brillare nel cielo, simili a stelle
cadenti, che rischiaravano un punto preciso
nel bosco.
Pelagio, impressionato dalle visioni, si
present al vescovo Teodomiro per
comunicargli il fenomeno. Insieme, con un
piccolo seguito, si diressero immediatamente
al bosco del Libredn, e anche il vescovo fu
testimone del miracoloso fenomeno descritto
dall'eremita. Una gran luce illuminava un
luogo preciso dove venne rinvenuto, tra la
fitta vegetazione, un sepolcro di pietra
contenente tre corpi, di cui uno decapitato,
identificati immediatamente come quello di
S. Giacomo apostolo e dei suoi due discepoli
Teodoro e Atanasio. Il primo documento che
descrive con dovizia di particolari questo
ritrovamento del 1077.
Il vescovo Teodomiro avvis immediata-
mente il re Alfonso II, che giunse rapidamen-
te da Oviedo per visitare il luogo e constatare
il miracoloso ritrovamento. Sopra la tomba il
re fece innalzare una prima modesta basilica
e istitu una comunit monastica destinata a
presiedere alle funzioni religiose e diffondere
il culto di S. Giacomo apostolo. La costruzione
della basilica divenne cos il nucleo per la
fondazione della nuova citt di Santiago de
Compostela. Inoltre le reliquie dellapostolo
sarebbero state un poderoso strumento
politico e religioso contro lespansionismo
arabo che la Spagna stava subendo in quel
periodo.
Quando nel XIII secolo la capitale del regno
venne spostata a Len, il percorso principale
per Santiago divenne il Camino Francese, cio
la vecchia via romana che univa Burgos con
Len e Astorga. La via che partiva da Oviedo
verso Compostela continu ad esistere in
quanto alternativa comunque di un certo
rilievo, soprattutto per il valore spirituale che
i pellegrini attribuivano alla cattedrale di
Cristo Salvatore ad Oviedo, con la sua grande
collezione di reliquie, e alla basilica di Lugo,
con la sua esposizione permanente del
Santissimo Sacramento. (Nacque anche il
detto: Chi va a Compostela senza passare
per San Salvador, visita il discepolo e trascura
il Signor!).








Il pellegrino disponibile ad andare, ama gli spazi aperti e l'immensit dei cieli.
Il pellegrino disponibile all'incontro, si muove perch vuole conoscere "l'altro".
Il pellegrino non uno che vaga, sa bene dove sta andando.
Il pellegrino non corre, un passo alla volta gli basta.
Il pellegrino si riposa, se il camminare allena le gambe, la sosta allena lo spirito.
Il pellegrino porta con se il necessario ed libero dal superfluo.
Il pellegrino un uomo che ha il coraggio di "lasciare"
e affrontare la fatica del cammino.
Il pellegrino un uomo sereno, con s porta la gioia di chi va.
Il pellegrino ha un cuore, dove porta le persone che ama e
dove vi accoglie le persone che incontra.
Il pellegrino ha la fede, camminando medita, contempla, prega,
leva i suoi occhi al cielo.
Il pellegrino cammina, non soltanto sulla strada: cammina anche nel suo cuore;
mentre i suoi passi si indirizzano alla meta, il suo cuore cammina verso Dio.