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Liceo Classico-Linguistico G. Da Vigo Rapallo


Esami di Stato 2014

Alunno: Florin Lazar
Classe V, sez. C
Anno scolastico: 2013/2014

Mircea Eliade
Dalladolescente miope allo storico delle religioni



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INDICE

1. Biografia di Mircea Eliade...................................................................3

2. La ricerca religiosa..............................................................................5

3. Il mito delleterno ritorno...................................................................6

4. La produzione letteraria e le sue caratteristiche................................8

5. Note..................................................................................................10

6. Bibliografia........................................................................................11








La biografia di Mircea Eliade

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Mircea Eliade nato a Bucarest il 13 marzo del 1907, figlio del tenente dellesercito
Ghiorghe Ieremia che, essendo ammiratore di Ion Eliade Rdulescu, si cambiato il
cognome in Eliade. La prima parte della sua infanzia lha vissuta in una piccola citt del
sud-est della Romania: Rmnicu Srat. Negli anni 1912-1914 si trova a Cernavod dove
frequenta lasilo nido e la prima elementare. Nel 1914 torna a Bucarest come allievo della
scuola Mntuleasa e poi al liceo Spiru Haret.
Questo periodo caratterizzato dal grande desiderio di perfezione, di
autosuperamento, e molto spesso ci lo portava al rivolgersi alle fonte dirette di conoscenza
come testi di filosofia e letteratura. Durante gli anni di liceo egli prova una grande passione
per le scienze naturali e i misteri che la natura cela. Eliade era disposto a sacrificare persino
il sonno pur di avere pi tempo per leggere opere della letteratura mondiale e non solo:
imparando da solo lingue come litaliano e linglese, per leggere in originale le opere di
Papini e Frazer, ha una passione per autori come Voltaire, Balzac e Ibsen.
Linteresse per la filosofia si accentu durante gli ultimi anni di liceo, soprattutto la
curiosit per il pensiero orientale e sulla storia delle religioni. Nel 1927, fece un viaggio in
Italia, dove ha loccasione di incontrare Papini ed Ernesto Buonaiuti. Rimane costernato
dalla sua biblioteca: Da dove finiscono gli scalini cominciano i libri. Negli scaffali, tra gli
scaffali, sui tavoli, sulle sedie, sul pavimento. Una stanza, due, tre Classici ecclesiastici,
interminabili manuali inglesi, commenti e edizioni tedesche, stampe del Vaticano, collane di
riviste e tascabili, libri .
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Ritorna in Italia nel 1928 per finire la tesi a Roma. Racconta in uno dei suoi diari di
aver voluto ...vedere tutto, leggere tutto, trascrivere tutto. [...] Nei dossier speciali raccolsi
una documentazione aggiuntiva sullermetismo, loccultismo, lalchimia e i legami con
lOriente E tutta questa febbrile attivit non rappresentava che una parte delle mie
avventure nelle biblioteche romane. Nello stesso tempo completavo di informarmi sullIndia
e, in modo speciale, sulla filosofia indiana
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. La sua tesi sintitolava La filosofia italiana
da Marsilio Ficino a Giordano Bruno.
Tornato in Romania, alla fine del 1928 riceve una borsa di studio a Calcutta. L si
trovava il celebre prof. Surendranath Dasgupta, esperto di filosofia indiana, che si offr di
guidarlo per la sua tesi di dottorato. Quando Dasgupta scopre la relazione di Eliade con la

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figlia Maitreyi, ordina a questi di lasciare subito la sua casa. Lultimo periodo
dellavventura indiana caratterizzato dallincontro, grazie al guru Swami Shivananda, con
le tecniche yoga.
Dopo aver ricevuto a Bucarest nel 1933 il dottorato di ricerca con la tesi sulle
pratiche Yoga, Eliade diventer professore di logica e metafisica allUniversit di Bucarest.
In questi stessi anni Eliade fa parte di unassociazione letteraria conosciuta come Criterion,
dove fa conoscenza coi giovanni pensatori interbellici Cioran e Noica. Il gruppo del
Criterion aveva unatteggiamento avverso contro la classe dirigente troppo conservatrice.
Questo conflitto generazionale sar problematico per Eliade che nel 1937 dovr lasciare la
cattedra universitaria a causa di un suo romanzo, Domnioara Christina (La signorina
Christina), ritenuto come pornografico. La situazione diventa ancora pi critica nel 1938
quando Eliade viene arrestato per presunta solidariet al movimento legionare. Solo nel
1940, grazie al ministro della Propaganda, Constantin C. Giurescu, Eliade riesce ad avere
una funzione, ovvero responsabile culturale allambasciata rumena di Londra.
Durante questo periodo inizia il suo lavoro al Trattato di storia delle religioni. Da
Londra poi va con lo stesso incarico a Lisbona fino al 1945 e poi a Parigi fino al 1956 ed
proprio durante il periodo parigino che Eliade pubblica due delle sue opere fondamentali, il
Trattato di storia delle religioni e Il mito delleterno ritorno. Dal 1956 fino alla sua
morte, il 22 aprile 1986, risiede a Chicago dove gli viene offerta la cattedra di storia delle
religioni alluniversit di Chicago. Egli progett unopera vastissima intitolata
Enciclopedia delle Religioni che sar pubblicata postuma in 16 volumi. Tutta la sua
produzione e di conseguenza il suo metodo di analisi e di studio pu essere riconducibile
alle parole di Mircea Handoca: Le opere dello studioso, prosatore e uomo di scienza,
segnate da un robusto ottimismo, costituiscono una brillante spinta per il sviluppo libero
della personalit umana, manifestando fiducia nella forza creatrice delluomo e nelle sue
possibilit di perfezione.
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La ricerca religiosa


Prima di esporre gli ambiti in cui Eliade concentr tutto il suo lavoro scientifico
riguardo alle religioni sarebbe opportuno ricordare cos la religione e per fare ci ho
riportato i vari significati che ha la parola latina religio: scrupolo, timore religioso,
devozione, superstizione, culto, rito, santit, segno divino. Dunque la ricerca religiosa di
Eliade non deve essere considerata come qualcosa di teologico perch non si tratta di
scoprire la natura di un dio, ma lanalisi delle religioni e ci che rappresentavano allinterno
delle societ antiche. Inoltre la sua produzione religiosa comprende anche i suoi lavori
riguardanti lo Yoga: grazie ai suoi viaggi in India Eliade ebbe la possibilit di avere
lesperienza diretta col la realt dello Yoga e di osservare come esso sia in stretto
collegamento con la millenaria filosofia indiana.
Una particolarit della ricerca di Eliade lintento di trovare nelle religioni punti di
riferimento solidi che le diverse culture hanno in comune: per lui era fondamentale la
ricerca degli universali comuni nelle diverse religioni. Questa concezione espressa nel suo
Trattato di storia delle religioni che altro non se non la sintesi e spiegazione delle
diverse mitologie.
Nellanalisi di Eliade possibile chiamare luomo a cui egli fa rifferimento col
termine di homo religiosus. La religione dunque non altro che lespressione della visione
che lhomo religiosus ha del mondo ed proprio questo latteggiamento caratteristico delle
societ tradizionali o primitive che Eliade studia.
Un altro ambito di ricerca nella sua vasta produzione lo sciamanesimo. In Lo
sciamanesimo e le tecniche dellestasi, opera-chiave per quanto riguarda questo ambito,
Eliade presenta le varie tradizioni sciamanistiche presenti nel mondo. Considera le pratiche
sciamaniche presenti in Siberia e in Asia Centrale come pure espressioni di civilt pastorali
che venerano un primordiale deus otiosus. Inoltre lo sciamanesimo espressione del
desiderio di ritorno al tempo sacro: il compito dello sciamano proprio quello di riportare
luomo ab illo tempore.




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Il mito delleterno ritorno


Dunque per storia delle religioni si deve intendere lo studio volto ad individuare nelle
religioni stesse la comune modalit del sacro e ci espresso nel libro Il mito delleterno
ritorno, scritto nel 1945 e pubblicato nel 1949 a Parigi. Si tratta di una spiegazione di come
luomo arcaico, lhomo religiosus sia riuscito ad arrivare alla coscienza del suo posto nel
cosmo; inoltre spiega come la fondamentale differenza tra luomo primitivo e quello
moderno. Luomo antico si sentiva solidale con lintero cosmo mentre luomo moderno,
fortemente segnato dalla tradizione giudeo-cristiana, si considera solidale solo con la storia.
Bisogna anche precisare che nel linguaggio dei popoli cosiddetti primitivi mancavano
termini come essere, non essere, reale, vero, eterno, ecc...
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, ma ci non significa che
lessenza di tale mancasse. Dunque in cosa venivano espressi tutti questi concetti?
Eliade presenta come in tutte le religioni ci sia una netta distinzione tra Sacro e
Profano: che prenda la forma di uno o diversi dei o di antenati mitici, il Sacro contiene e
possiede tutto ci che reale; il Sacro quindi quella dimensione dove tutto ci che vi
contenuto il Reale. Le altre cose, per acquisire la realt e quindi per essere considerate
reali devono partecipare al Sacro. Ma in che modo?
Un concetto fondamentale nella ricerca di Eliade quello di ierofania, lapparizione
del Sacro (da sacro e mostrare, rivelare): il termine include, ma non si
limita a quello di teofania ossia manifestazione della divinit. Lo spazio profano
caratterizzato dalla mancanza di unessenza religiosa, di un modello per luomo, ma quando
avviene una ierofania, quello spazio diviene luogo di una rivelazione di una realt
assoluta.
Eliade inoltre nota come tutte le civilt definite oggi primitive, e non solo, erano
strettamente legate ai miti. Perch proprio i miti? I miti erano la testimonianza di quando il
Sacro si rivel per la prima volta; da quelle stesse azioni primordiali il mondo poi venne
organizzato e regolato. Ma cosa ci da assoluta certezza della validit del mito? Il mito, in
quanto racconto di una prima rivelazione del Sacro, prima ierofania, validato dal fatto che
il Sacro, contenitore della realt assoluta, ha permesso al profano di avere testimonianza di
ci che veramente reale.

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Da ci viene fuori il disprezzo che luomo primitivo aveva del tempo storico: le
azioni puramente profane, che non hanno nessun legame con i miti, e di conseguenza col
Sacro, non hanno nessuna realt. Luomo primitivo guardava ab illo tempore, al tempo
mitico durante il quale il Sacro si rivel per la prima volta, per dare valore alla sua vita dato
che rivivendo e attuando un determinato rituale o mito si partecipa al sacro, quindi si rende
una cosa reale. Ci riconducibile al concetto di eterno ritorno: Nellimitazione di atti di
un dio o di un eroe mitico, o anche semplicemente nel racconto delle loro avventure, luomo
di una societ arcaica si separa dal tempo profano e magicamente rientra nel Grande Tempo,
il tempo sacro.
Per non tutte le religioni hanno questo carattere ciclico del tempo: le tre grandi
religioni monoteiste, lEbraismo, il Cristianesimo e lIslam, seguono pi il tempo lineare
dato che viene percepito come lunico in grado di rendere sacro. Ma curioso il fatto che,
pur avendo una percezione lineare del tempo, queste religioni monoteiste, in particolare il
Cristianesimo, abbiano mantenuto, per cos dire, un loro tempo mitico, quello delle origini,
e un modello da seguire nella figura di Cristo.


















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La produzione letteraria e le sue caratteristiche


La produzione letteraria di Eliade, specialmente le opere giovanili, risentono molto
degli autori che egli leggeva: come ho gi precedentemente detto i suoi autori preferiti erano
Balzac, Voltaire, Papini e Ibsen ma anche Gide, Huxley e Unamuno.
Del primo periodo lopera pi importante certamente Romanul adolescentului
miop( Il romanzo delladolescente miope), pubblicato nel 1924, palesemente influenzato
dalle produzioni di Papini e in particolare dal romanzo Un uomo finito. Scritto sotto forma
di diario, si tratta di una vera e proprio autobiografia degli anni giovanili di Eliade, che
comprendono il periodo che va dalla fine del liceo agli anni di universit. Il romanzo mostra
una chiara analisi della psicologia adolescenziale.
Unaltro dei romanzi famosi di Eliade Maitreyi, pubblicato nel 1933. la storia
romanzata della relazione che egli ha avuto con la figlia del professor Dasgupta, Maitreyi
Devi. Il personaggio principale per uninglese di nome Allan che, similmente ad Eliade,
si innamora della figlia di un ingeniere indiano in questo caso. Anni dopo la pubblicazione
del romanzo, Maitreyi Devi sment leventuale relazione con lautore. Il romanzo ebbe
molto successo in Romania e di fatto si trattava di una novit per il periodo, dato che era
ambientato in un luogo esotico, similmente alla prosa di Chateaubriand.
Ma certamente le opere letterarie per cui Eliade conosciuto sono quelle del genere
fantasy, nelle quali fonde mitologia, esoterismo e leggende tradizionali rumene. Numerosi
romanzi, tra cui Domnioara Christina (La signorina Christina), e novelle, come arpele (Il
serpente), Un om mare (Un uomo grande) ma soprattutto La ignci (Dalle zingare), danno
lidea di quanto la sua ricerca religiosa venisse ad influenzare la produzione letteraria. In
Domnioara Christina, pubblicato nel 1936, Eliade fonde la leggenda rumena del strigoi
( una creatura che assomiglia ad un vampiro, ma viene definita pi come un non-morto che
si nutre di sangue) con un erotismo particolare che secondo alcuni sfocia in necrofilia. Un
giovane pittore, Egor, viene ospitato dai Moscu, famiglia composta da una madre e le sue
due figlie, nel loro palazzo di campagna. La trama si sviluppa intorno alla figura di
Christina, la giovane sorella della sorella Moscu, uccisa durante una rivolta dei contadini.

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In una novella in particolare, La ignci, egli fonde lamore che aveva per Bucarest
con quello per argomenti fantastici. Presenta il strano percorso di Gavrilescu, un professore
di musica, attraverso un labirinto posto tra il presente e il futuro, con molti ricordi del
passato. Analizzato globalmente, litinerario di Gavrilescu si rivela unalegoria del percorso
verso la morte, ma la morte alla fine solo quella del corpo.
Durante una torrida giornata destate, il professore, venendo da una lezione di
pianoforte, prende il tram e si mette a discutere con gli altri passeggeri. Ad un certo punto
passano vicino le zingare, un bordello costruito da tempo da delle zingare, con un
giardino pieno dalberi che fanno ombra. Gli altri passeggeri sono infastiditi da questa
presenza, Gavrilescu al contrario sembra incuriosito da questo palazzo. Dopo essersi
accorto di aver dimenticato le partiture dove ha avuto lultima lezione, decide di scendere e
di tornare a piedi. Quando passa davanti il bordello delle zingare gli sembra di essere
attratto dallaria fresca del giardino. Allimprovviso appare una giovane ragazza che lo porta
dentro dalla padrone del bordello. Da qui per Gavrilescu si apre un percorso che lo porter
su un altro piano: dal piano reale, quello della vita da artista e anche uomo fallito che era
propria di Gavrilescu, si passa ad uno ireale, una sorta di labirinto del quale Gavrilescu non
riesce a trovare luscita. Analizzando nellottica della ricerca di Eliade, si pu definire il
piano reale come quello profano e quello ireale come sacro: Gavrilescu si pone o, meglio
dire, si ritrova su un piano a lui sconosciuto ed qui che egli deve trovare e alla fine trova
una cosa che per molto tempo non ha pi trovato, lamore della sua vita, Hildegard: la
novella si conclude proprio davanti al bordello delle zingare, con Gavrilescu che si siede
vicino a Hildegard su una carozza guidata da un cocchiere-Caronte.


- Hildegard, cominci egli pi tardi, succede qualcosa con me e non so bene cosa. Se
non ti avessi sentito parlare col cocchiere, avrei creduto di sognare.
La ragazza gir la testa verso lui e gli sorride.
- Tutti sogniamo, disse, cos comincia, come in un sogno.


La ignci (1960)

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Note

1. M. Eliade, La Ernesto Buonaiuti, in Cuvntul, an IV ( 1928), mai 28, nr. 1112.
2. M. Eliade, Memorii, Ed. a II-a, Humanitas. 1997, p. 130.
3. M. Handoca, Viata lui Mircea Eliade, Dacia XXI
4. M. Eliade, Mitul eternei rentoarceri, Univers Enciclopedic, 1999


























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Bibliografia

1. M. Eliade, Mitul eternei rentoarceri, Univers Enciclopedic, 1999
2. M. Eliade, Sacrul i profanul, Humanitas, 1995
3. M. Eliade, Memorii, Bucureti, Ed. a II-a, Humanitas, 1997.
4. M. Eliade, Domnioara Christina, Cultura Naional, 1936
5. M. Eliade, La ignci, Pentru Literatur, 1969
6. M. Handoca, Viata lui Mircea Eliade, Dacia XXI