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AAi
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aal
llu
uun
nnn
nni
ii d
ddi
ii G
GGe
eeo
oom
mme
eet
ttr
rri
iia
aa




















LA GEOMETRIA
(piana)

U
UUT
TTI
IIL
LLE
EE

a
aal
lll
llo
oo s
sst
ttu
uud
ddi
iio
oo d
dde
eel
lll
lla
aa


T
TT O
OO P
PP O
OO G
GG R
RR A
AA F
FF I
II A
AA









F Fr ra an nc co o C Ca as st ta ag gn no ol la a





Richiami di geometria piana
( utili per il successivo studio del cilindro cono e tronco di cono)



R Re et tt ta an ng go ol lo o: :

Def. Quadrilatero con i quattro angoli retti. D C

Propriet: Dalla congruenza dei due triangoli DAB;ABC
rispettivamente rettangoli in A e B consegue
la congruenza delle diagonali ,AC=BD. A B

Ogni rettangolo gode della propriet di poter essere inscritto in una circonferenza
avente come centro il punto O di incontro delle diagonali , e di conseguenza , come
raggio la met di una delle diagonali .

D C

A B
Indicando con b>0 la misura del lato AB,
a>o AD;
d>0 della diagonale ;
Il Perimetro P (2p) del rettangolo risulta dalla relazione: P=2a+2b;
Il semiperimetro p p= a+b; p-a=b;
p-


Larea S S=a*b
Da cui si ricava
Dal triangolo ABC rettangolo in B,applicando il Teorema di Pitagora ,si ricava


A sua volta il raggio della circonferenza circoscritta si ottiene da






b
S
a
a
S
b

d a b
d a b
2 2 2
2 2
+
+
R
d
R
a b

+
2
2
2 2
;
I IL L Q QU UA AD DR RA AT TO O

Definizione : un quadrilatero con tutti e quattro gli angoli retti, e con due lati consecutivi eguali.





D C


E; OE =r>0
l


A B Posto la misura di AB = l (l>0) si ha :
l
Perimetro =P =2p =4l; da cui, si ottengono le due derivate:
O Area = S =l*l=l^2
Dal tiangolo ACB rettangolo in B ,per Pitagora si ha:
ma AB=BC =l e AC = d, diagonale, quindi

da cui
In ogni quadrato si puo sempre inscrivere un cerchio, indicando con r>0 la misura del suo
raggio si ha :

Un quadrato puo sempre essere inscritto in un cerchio


D C posto 0A=OC=0B=OD =R >0


A B


l
P
l S

4
;
AC AB BC +
2 2
d l l l l +
2 2 2
2 2;
l
d
d
2
2
2
;
r l
l r

1
2
2
;
;
AB BC l
AC d R
>

0
2
R
AC d

2 2
I
IIl
ll T
TTr
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iia
aan
nng
ggo
ool
llo
oo R
RRe
eet
ttt
tta
aan
nng
ggo
ool
llo
oo

Sia ABC un dato triangolo rettangolo in A. Essendo AB; AC i
cateti, BC lipotenusa
A
e
BC=a>0; AB=c>0; AC=b>0


rispettivamente le misure dellipotenusa e
dei cateti

B D C


Condotto AD perpendicolare a BC , poniamo
la misura dellaltezza relativa allipotenusa
con h numero psitivo , mentre con
BD e DC
indicheremo la proiezione del cateto AB, AC, rispettivamente, sullipotenusa.

Sussistono i seguenti teoremi (ci limitiamo allenunciato aritmetico)


I) TEOREMA DI PITAGORA
II- a) 1 TEOREMA DI EUCLIDE

Analogamente





AD h
AB AC BC
2 2 2
+
( ) ( )
( ) ( )
BC AB AC
AB BC AC BC AC BC AC
AC BC AB BC AB BC AB
+
+
+

'

2 2
2 2
2 2
;
BC AB AB BD : :
AB BC BD
BC
AB
BD

'

2
BD
AB
BC

2
BC AC AC DC : :
AC BC DC
BC
AC
DC
DC
AC

'

2
DC
AC
BC

2

b) 2)Teorema di Euclide






Da cui

III) Area del triangolo

Dalla formula generale dellarea di un triangolo qualsiasi S="/2b*h si puo
ricavare:

dal confronto di queste due formule si ricava una importante relazione:


che ci permette ,noti tre elemanti del triangolo ricavare il quarto, e in particolare:



Triangolo rettangolo con un angolo di 45
B
45



A * 4 4 C45


BD h h DC : :
h BD DC
BD
h
DC
DC
h
BD

'

2
2
S AB AC
S BC AD


1
2
1
2
BC AD AB AC
AD
AB AC
BC


!
!
B
C
AB AC

45
45


Il Triangolo BAC evidentemente la met di un quadrato per cui:


Problema 1 Noto un cateto trovare gli altri lati:




Problema 2 Nota lipotenusa trovare i cateti :

TRIANGOLO RETTANGOLO CON UN ANGOLO DI 60

A
*
h

B =60 * * C=30
H


Per un noto teorema lipotenusa il doppio del cateto minore


Problema 1) Noto il cateto minore AC trovare laltro cateto AC e lIpotenusa BC


Problema 2) Nota lIpotenusa BC calcolare i due cateti

ricordiamo che un triangolo di questo tipo la met di un triangolo equilatero






AC AB
BC AB

2
AB
BC
BC AC
2
2
2
;
BC AC
AB AC

2
3
AC BC
AB BC

1
2
3
2
;




Problema 3) Si conosce il cateto maggiore AB,calcolare lipotenusa e laltro cateto:


TRIANGOLI PARTICOLARI

") Il Triangolo Equilatero


Indicata con l>0 la misura deilati uguali ;

h>0 dellaltezza AH A


Dal triangolo AHB rettangolo in H , si ha: l h l

B D C




In definitiva
Da questa relazione ,con semplici
passaggi si ricava:

Area del Triangolo Equilatero:



In definitiva
BC AB
AC AB

2 3
2
3
3
;
AD l
l
l
l l l l l
l

_
,



2
2
2
2 2 2 2
2 4
4
4
3
4 2
3
3
2
;
l
2
h l
3
2
l
h

2 3
3
S BC AD l l l
1
2
1
2
3
2
3
4
2
;
S l
3
4
2
Con la sua inversa



2) Il Triangolo Isoscele A
l l
B H C
P= 2AB+BC;
p(semiperimetro) =AB+BH;
Gli elementi del triangolo:
possono essere ricavati dalla relazione Pitagorica, es..

E cos via


TRIANGOLO ISOSCELE : Circoscritto e Inscritto



Sia ABC un triangolo isoscele sulla base BC,inscritto in una circonf. Di centro O e raggio
R>0. A
Ogni volta che ci si trovi a dover lavorare in questa situazione,
conviene prolungare laltez- za AH,relativa alla base BC,sino ad
incontrare ulteriormente in D la circonf.
In questo modo il triangolo ACD, per essere
inscritto in una semicirconferenza, risulta
B C rettangolo in C, essendo lipotenusa
AD un diametro,e CH laltezza relativa
D allipotenusa stessa.
A tale triangolo si potranno quindi applicare Il teorema di Pitagora, e i due teoremi di Euclide.
Si osservi inoltre che,si vengono a formare tre triangoli rettangoli,particolarmente importanti:
ADC;AHC;DHC.

l
S

4
3
;
b
2
h l
b
, ,
2
h l b
1
2
4
2 2
( )
DH R AH
AH HC HC R AH


2
2 : :
IL TIRANGOLO ABC INDIVIDUATO QUANDO SI CONOSCE LA DISTANZA AH, DELLA
BASE, DAL VERTICE .
Poich






Sia dato ora un triangolo ACB isoscele di vertice A ,circoscritto ad una circonferenza di
centro O e raggio r>0.
A





Y y


O


F E
OO
x x Posto

B x D x C
Si ha:I triangoli AOE(essendo o il centro della circonf.) e ADC sono simili per il 1 criterio, pertanto

AO:AC = AE:AD = OE: DC



I Il l t tr ri ia an ng go ol lo o e eq qu ui il la at te er ro o i in ns sc cr ri it tt to o i in n u un n e es sa ag go on no o r re eg go ol la ar re e

A
AO=OD=R>0 AC=l>0 HE=HC=l/2; OH=HD=1/2R;

Dal triangoloAED rettangolo in E per il I di Euclide si ha:
B F
2R:AC=AC:(R+1/2R)

O
C E 2R:AC=AC:3/2R da cui

H
D
AE AF y
BF BD DC CE x
>
>
0
0
BC BH
BC BH

2
4
2 2
;






Osserviamo che AC=CE=AE=2CH=2HE;



Si ha inoltre:

In definitiva tra il lato del triangolo equilatero e il raggio del cerchio ad esso circoscritto esiste la
relazione:



Ricordiamo che il lato dellesagono regolare uguale al raggio r del cerchio ad esso circoscritto.


Il triangolo equilatero e il cerchio in esso inscritto


ABC triangolo equilatero di lato l>0, circoscritto ad un cerchio di
raggio r>0.
A MO=MQ=QA =r; Dal triangolo BMO rettangolo in M si ha :

Q

O N



B M C
CH r r r r
AC r

2 2 2
1
4
3
4
3
4
3
;
l r 3
AC R R
AC R
AC CD AD R
2
2 2
2
3
2
3
3


BM MC
l
AM r AC


2
3
3
2
AC
r r
r
6
3
6 3
3
2 3 ;
TEOREMI PARTICOLARMENTE IMPORTANTI



")TEOREMA DI PITAGORA GENERALIZZATO (o di Ippocrate)



In ogni triangolo il quadrato di un lato equivalente alla somma dei quadrati degli
meno
altri due lati o il doppio rettangolo di uno di questi due lati e della proie
piu
zione su questo dellaltro lato, a seconda che langolo opposto al lato considerato

ACUTO
sia oppure
OTTUSO

C C






A D B D A B




BC AB AC AB AD
2 2 2
2 + se langolo di vertice A acuto;


BC AB AC AB AD
2 2 2
2 + + ; A ottuso.


















TRIANGOLO EQUILATERO INSCRITTO e CIRCOSCRITTO





A

Dal triangolo ACE,rettangolo in C Per il I di
Euclide si ha:
R

2R:AC=AC:( R+R/2)

R/2
Da cui B C

R/2
E H
2R:AC=AC:3R/2

AC R R
AC R
2
2 2
2
3
2
3



AC=AB=BC= 3R;



A

r
O r

r
B
M C
3
3
2
6
3
r AC
AC
r

;

AC
r

6 3
3
AC AB BC r 2 3 ;

I
II L
LL T
TT R
RR A
AA P
PP E
EE Z
ZZ I
II O
OO


D
DDE
EEF
FF "
"")
))
Si definisce trapezio, ogni quadrilatero avente due lati paralleli.
(i due lati paralli vengono chiamati basi)
DEF 2)
Si definice trapezio lintersezione fra un angolo e una striscia di piano.

N



D b C





A H b B

b base minore
b base maggiore

DH =h>0 distanza tra le basi e quindi altezza del trapezio.

Area trapezio S=(semisomma basi )*altezza 1/2(b+b)*h

Se uno dei lati non paralleli perpendicolare alle basi, il trapezio si dice rettangolo:

D C


A B

Se i due lati non parallei sono congruenti il trapezio si dice Isoscele:



D C



A B



DA BC
DAB ABC
ADC BCD
DAB ADC

+
" "
" "
" "
180
#





S b b h
b b
S
h
h
S
b b
+
+

+
1
2
2
2
( ')
'
'


Ricordiamo ancora che ogni trapezio equivalente ad un triangolo, avente per base la somma
delle basi,e come altezza la stessa altezza del trapezio.
D b C


M


A H B E
b b

D b C

d
h


A a-b E b
a


Del triangolo AED si conoscono i lati DE =c>0;AD=d>0; AE=a-b con a>b;

2S
a b
h
DEA



T
TTR
RRA
AAP
PPE
EEZ
ZZI
II P
PPA
AAR
RRT
TTI
IIC
CCO
OOL
LLA
AAR
RRI
II

T.ISOSCELE

D b2 C

l h h l


A E F B
b1


AE FB
b b


1 2
2








TRAPEZIO RETTANGOLO
D
DD b2
22 C
CC


h l l

A b2 E b1-b2 B

b1




T E O R E M A I M P O R T A N T I S S I M O






A A Y Y C

Y Y
O O E E
A AC C= =C CE E

X X E ED D= =B BD D

B B X X D D

O OE E= =O OA A= =O OB B= = R R> >0 0; ;

AOC COE
BOD DOE
AOC BOD COE DOE RETTO
AOA
" "
" "
" " " "


+ + 1

D DI I C CO ON NS SE EG GU UE EN NZ ZA A X X: :R R= =R R: :Y Y P PE ER R C CU UI I


X
XXY
YY=
==R
2
R
RR^
^^2
22





T
TTR
RRA
AAP
PP E
EEZ
ZZI
II O
OO I
II S
SSO
OOS
SSC
CCE
EEL
LLE
EE C
CCI
II R
RRC
CCO
OOS
SSC
CCR
RRI
II T
TTT
TTO
OO A
AAD
DD U
UUN
NNA
AA C
CCI
II R
RRC
CCO
OON
NNF
FFE
EER
RRE
EEN
NNZ
ZZA
AA







D y F y C

Y y

K H

X x


A x E x B


S x y r
P x y
x y
P
XY r
ABCD
+
+
+

( )2
4 4
4
2




TRAPEZI O RETTANGOLO CI RCOSCRI TTO AD UNA CI RCONFERENZA


r F x C
D x
H AE=AK=KD=DF=r;
r
K
y
r P x y r
ABCD
+ + 2 2 4
O
A r E y B

S
r x r y
r
r x r y r
ABCD

+ + +

+ + +
( ) ( )
*
(( ) ( )) *
2
2

XY r
2








P
PPA
AAR
RRA
AAL
LLL
LLE
EEL
LLO
OOG
GGR
RRA
AAM
MMM
MMA
AA



D C



h

A E B F

AB DC
DA CB
DE AB
p AB AD
p AB AD
S AB DE
ABCD
/ /
/ /
/ /
+
+

2 2


o
oos
sss
sse
eer
rrv
vvi
ii a
aam
mmo
oo c
cch
hhe
ee:
::A
AAE
EE=
==B
BBF
FF;
;;

D
DDa
aal
ll t
tt r
rri
ii a
aan
nng
ggo
ool
ll o
oo D
DDE
EEB
BB r
rre
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ttt
tt a
aan
nng
ggo
ool
ll o
oo i
iin
nn E
EE s
ssi
ii r
rri
ii c
cca
aav
vva
aa:
::

DB DE EB
DE AB AE
+
+
2 2
2 2
( )

(NATURALMENTE OCCORRE CONOSCERE AE)

Dal triangolo AFC rettangolo in F si ricava :
:: AC DE AF h AB AE + + +
2 2 2 2
( )


P
PPA
AAR
RRA
AAL
LLL
LLE
EEL
LLO
OOG
GGR
RRA
AAM
MMM
MMI
II P
PPA
AAR
RRT
TTI
IIC
CCO
OOL
LLA
AAR
RRI
II

Parallelogrammi con un angolo alla base di 60


30 D C


60
66
A E B F

Ricordiamo che ,per un noto teorema quando in un triangolo un angolo
di 30,il cateto che gli sta opposto la meta dellipotenusa.




Parallelogramma con un angolo alla base di 30


D 60 C

30
A E B F





Parallelogramma con un angolo alla base di 45



D45 C




A 45 E B F




RICORDIAMO CHE IL TRIANGOLO RETTANGOLO ISOSCELE AED E

LA META DI UN QUADRATO DI LATO AE E DIAGONALE AD PERTANTO:



AD AE
AE
AD
AD


2
2
2
2

















RELAZIONI FRA AREA DI UN TRIANGOLO E
RAGGIO DEL CERCHIO CIRCOSCRITTO E INSCRITTO



Indicheremo con :
S la misura della superficie di un triangolo;
R la misura del raggio del cerchio circoscritto ad esso;
r la misura del raggio del cerchio inscritto;



A Sia ABC un triangolo qualsiasi inscritto in un cerchio
O
di centro O e raggio R>0;Indicheremo con:

B C a>0 la misura del lato BC;
D
b >0 AC;

c >0 AB


Condotto AH perpendicolare al lato BC,si unisce A con O; sia D
lulteriore intersezione con la circonferenza. Si unisce in fine B con D.

Si puo facilmente notare che i due triangoli ABD --- AHC

Hanno gli angoli ABD e AHC congruenti in quanto retti;
BDA e BCA congruenti in quanto angoli alla
circonferenza che insistono sullo
stesso arco AB.
I suddetti triangoli sono pertanto simili, e quidi hanno i lati omologhi in proporzione:

ossia
da cui

ricordando che



h
a
H
h
a
p p a p b p c
a

2
( )( )( )
2S
a
c h AD b
c h R b
a
a
: :
: :

2
R
bc
h
a

2

Si ha cos la formula:

A


b O
c H L




B K C

Ricordiamo che il centro O del cerchio inscritto nel triangolo ABC, il punto di intersezione delle
bisettrici degli angoli interni del triangolo,pertanto esso equidistante dai lati.
Condotte da O le perpendicolari ai lati del triangolo,ognuno dei tre segmenti OH,OK,OL
rappresenta il raggio della circonferenza , sia r>0 la sua misura.

Si osservi ora che il triangolo dato ABC pu essere considerato come formato dai tre triangoli
BOA, BOC, COA, in ciascuno dei quali il raggio r rappresenta anche una delle altezze.

Pertanto si ha che:
S S S S
ABC OBC OCA OAB
+ +


da cui

S ar br cr + +
1
2
1
2
1
2



e quindi, raccogliendo
S r a b c + +
1
2
( )
ma a+b+c =2r quindi

S r p
1
2
2 * da cui per finire si ottiene la formula:


S
SS =
== p
ppr
rr da cui r=S/p

E ricordando la formula di ERONE

r
p p a p b p c
p
p p a p b p c
p
p a p b p c
p

( )( )( ) ( )( )( ) ( )( )( )
2


R
bc
S
a
bc
S
a
abc
S

2
2 4
4
R
RRA
AAG
GGG
GGI
II D
DDE
EEI
II C
CCE
EER
RRC
CCH
HHI
II E
EEX
XXI
IIS
SSC
CCR
RRI
IIT
TTT
TTI
II A
AAD
DD U
UUN
NN T
TTR
RRI
IIA
AAN
NNG
GGO
OOL
LLO
OO

DEF: si chiama cerchio exiscritto ad un triangolo quel cerchio tangente ad un lato e al
prolungamento degli altri due .


Il centro di tale cerchio il punto di intersezione delle bisettrici dei due angoli adiacenti al
lato considerato , e alla bisettrice del langolo interno opposto a quel lato .

Indicheremo con i simboli :

r
r
r
a
b
c
rispettivamente i raggi dei cerchi tangenti esternamente ai lati a,b c.
Si puo dimostrare che
S r p a
S r p b
S r p c
a a
b b
c c



( )
( )
( )




O

B


a


C



A


S S S
S br cr ar
S r b c a
S r p a
ABC AC OBC
a a a
a
a
+
+
+

0
1
2
1
2
1
2
1
2
1
2
2
( )
( )

Da cui:
S r p a
a
( )


e infine:

r
S
p a
r
S
p b
r
S
p c
a
b
c




ESPRESSIONE DELLAREA S DI UN TRIANGOLO IN FUNZIONE DEI



Sappiamo che :



r
S
p
r
S
p a
r
S
p b
r
S
p c
a
b
c



molt.m.am. r r r r
S
p p a p b p c
a b c
* * *
( )( )( )


4


ma S= p p a p b p c ( )( )( ) quadrando si ha:

S p p a p b p c
2
( )( )( )

- 4 -
da cui rr r r
S
S
S rr r r
a b c a b c

4
2
2
;

e per finire
S
SS=
== rr r r
a b c

I M P O R T A N T I S S I M O
A A
Q Qu ua an nd do o s si i d de ev ve e c co on ns si id de er ra ar re e u un n t tr ri ia an ng go ol lo o

Inscritto in una circonferenza di centro

O O R R O O e raggio R.conviene prolungare laltez-

za AE sino ad incontrare ulteriormente
D D
B B E E C C la circonferenza in E. In tal modo si

E
determina un triangolo AEC rettangolo in C, dove AE =2R lipotenusa,CD
laltezza ad essa relativa, e al quale si possono quindi applicare i teoremi di
PITAGORA e di EUCLIDE.



( )
DE R AD
AD CD CD R AD
R AC AC AD

2
2
2
;
: : ;
: :


T
TTr
rri
iia
aan
nng
ggo
ool
llo
oo I
IIs
sso
oos
ssc
cce
eel
lle
ee c
cci
iir
rrc
cco
oos
ssc
ccr
rri
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ttt
tto
oo a
aad
dd u
uun
nn c
cce
eer
rrc
cch
hhi
iio
oo d
ddi
ii R
RRa
aag
ggg
ggi
iio
oo r
rr


A
AA

y
yy y
yy
O
OO


F
FF O
OO E
EE
X
XX X
XX
C
CC X
XX X
XX B
BB
D
DD

Si osservi che il triangolo AOE simile al triangolo ADB, pertanto si ha:

AO:AB=AE:AD=OE:DB

C
CCI
IIR
RRC
CCO
OON
NNF
FFE
EER
RRE
EEN
NNZ
ZZA
AA E
EE C
CCE
EER
RRC
CCH
HHI
IIO
OO



Circonferenza: E una linea chiusa ,luogo geometrico dei punti che hanno da un dato punto
, O detto centro,distanza distanza uguale ad un segmento assegnato, detto
raggio.



C
CCe
eer
rrc
cch
hhi
iio
oo:
::

Ogni circonferenza divide il piano in due parti,una esterna ed una interna, la
parte di piano costituita dalla circonferenza e dai punti ad essa interni si chiama
cerchio.


Di conseguenza :1) la circonferenza una linea, mentre il cerchio una parte di piano
(superficie)

della quale la circonferenza costituisce il contorno.
2) la misura della circonferenza una lunghezza, quella del cerchio unarea.


A B Ogni segmento che congiunge due punti qualsiasi
A,B di una circonferenza si chiama CORDA.
Ogni corda passante per il centro si chiama:
D DI IA AM ME ET TR RO O ,il diametro rappresenta la corda
massima.

Indicheremo con r>0 il raggio di una circonferenza, e con C la sua lunghezza.


Il rapporto tra la lunghezza di una circonferenza e la lunghezza del suo
diametro un numero ,
irrazionale trascendente,che viene indicato con il simbolo: = 3,"4"59

Quindi:
C
r 2

da cui C rr 2 ;
C
r

2 ;


Larea del cerchio : S= ( )
1
2
2
2
rr r r da cui
1
2
Cr e quindi r=
S


A

Detto O il centro della
Circonferenza ed l>0
la misura dellarco O B
AB , due raggi qual
siasi OA,0B divido-
no il cerchio in due parti, ciascuna delle quali prende il nome di Settore
Circolare.Langolo AOB si chiama angolo al centro.

Sussiste la seguente proporzione: 360 2 : : rr l da cui


l
r

2
360

=

r
180


A Ar re ea a d de el l s se et tt to or re e c ci ir rc co ol la ar re e: :



D De et tt ta a S S l l a ar re ea a d de el l s se et tt to or re e c ci ir rc co ol la ar re e, , s su us ss si is st te e l la a p pr ro op po or rz zi io on ne e: :


Area settore : area cerchio = ampiezza settore :ampiezza cerchio


S S : : r
2
= = : : 3 36 60 0

" ") )
D Da at ti i r r , , c ca al lc co ol la ar re e S S: : d da al ll la a p pr ro op po or rz zi io on ne e s si i r ri ic ca av va a : : S
r

2
360

2 2) )

D Da at ti i S S e ed d r r c ca al lc co ol la ar re e , , s se em mp pr re e d da al ll la a p pr ro op po or rz zi io on ne e s si i r ri ic ca av va a : :


360
2
S
r

3 3) )

D Da at ti i S S e e c ca al lc co ol la ar re e r r, , a an nc co or ra a d da al ll la a p pr ro op po or rz zi io on ne e : :

r
S
2
360

; q qu ui in nd di i

r
S
2
360



e e i in nf fi in ne e r r= =
360

; ;


O O
O OP P A A

l l

B B l l B B

Posto OA=OB=r>0 ,e BB = l >0 si ha S S= = ( (l l* *r r) )/ /2 2 In effetti il settore circolare

BOA equivalente ad un triangolo di altezza r e di base BA = BB = l;

Come si puo individuare la posizione di una corda, in una circonferenza?

C


A B


E
O




0



D Tracciata la corda AB,dal centro O si conduca il diametro
CD perpendicolare ad essa.

Se si conosce la distanza x >0 della corda dell estremo C del diametro cd,si
conosce la posizione della corda.

SE CE x , allora ED r x 2 essendo 0<x<2r.

Si unisce A con C e con D allora il triangolo ACD rettangolo nel vertice A,ad esso

Si possono applicare il teorema di Pitagorae il I, II Teorema di Euclide.