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ANALISIQUALITATIVA

SUBASESEMESTRALE
DELLEDINAMICHEDELSETTOREEDILE
INPROVINCIADISALERNO
IEIISEMESTRE2014


Ufficio Stampa e Comunicazione
Via Galloppa 15 84128 Salerno
Cell. 393 9000384

Ediliziainpienacrisi,lepiccoleimpresenonripartono
Loscenarioprevisionale(2Semestre2014).
Lo scenario per il secondo semestre del 2014 del comparto delle costruzioni si
confermadifficilesoprattuttoperleimpreseconunfatturatoinferiorea5milionidi
euro,ilsegmentomaggiormenterappresentativodelsettoreinprovinciadiSalerno.
Dopo avere previsto un primo semestre 2014 nettamente migliore rispetto al
secondo semestre 2013, il sentiment espresso per i secondi sei mesi dellanno in
corso ritorna ai valori negativi dei primi mesi del 2013. Uninversione di tendenza
che conferma il grave disagio dei piccoli imprenditori edili stretti nella morsa della
mancata attivazione di nuovi investimenti pubblici, nella fragile ripartenza del
mercato immobiliare e nella persistente restrizione del merito creditizio. In questa
fascia di fatturato il campione intervistato fa registrare un indice previsionale per i
prossimi sei mesi in territorio negativo per produzione (42,65); fatturato (42,65);
ordini e contratti (29,41); occupazione (39,71). Questo gruppo di imprese segnala
inoltre laumento del costo del lavoro (11,76); delle materie prime (22,06); delle
spesedirettedicantiere(17,65)edellespesegenerali(16,18).
Va evidenziato che il panorama previsionale cambia totalmente se si analizzano le
rispostedelleimpresecompresenellefascedifatturatotra5e20milionieoltrei20
milioni.Bisogna,per,tenerecontochecomplessivamenteleaziendeappartenenti
aquestiduesottoinsiemiincidonosulcampionedellaricercasoltantoperil30%.

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Nellafasciadiimpresechefatturanotrai5ei20milioniritornanoincampopositivo
le previsioni inerenti il secondo semestre 2014 sebbene non ai livelli dei trend
individuati per il secondo semestre 2013 per gli indicatori di: produzione (33,33);
fatturato (33,33); ordini e contratti (33,33); occupazione (22,22). Queste stesse
imprese indicano, inoltre, una riduzione di: costo del lavoro (7,41); costo delle
materieprime(18,52);spesedirettedicantiere(7,41);spesegenerali(11,11).
Se andiamo, poi, a verificare le risposte del 5% del campione intervistato le
imprese con un fatturato superiore ai 20 milioni si configurano valori in campo
positivochesuperanoanchelindiceinerenteilsecondosemestre2013:produzione,
fatturato, ordini e contratti fanno segnare il valoreindice di 60; in netta ripresa
ancheloccupazioneconilvalore40.
deltuttoevidentechelafaserecessivaancorainattoecolpisceprincipalmente
le imprese di dimensioni piccole che risentono maggiormente della fase di
contrazione sia degli appalti pubblici che del mercato residenziale privato. Nelle
fasce di fatturato superiore ai cinque milioni che hanno unincidenza complessiva
sulla filiera edile in termini numerici molto ridotta sembra protrarsi, tra laltro,
leffetto/trascinamento del portafoglio/commesse consolidato negli anni scorsi e,
comunque, non immune dai ritardati pagamenti delle P.A. o dai riflessi negativi
derivantidallelentezzeproceduralisulversanteburocratico/amministrativo.
Andamento1semestre2014.
La fotografia dei primi sei mesi dellanno in corso evidenzia analizzando il
campione nel suo complesso indicatori in campo negativo in maniera

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estremamente estesa: la produzione in diminuzione per il 47% del campione
intervistato;ilfatturatoincaloperil38%;gliordinieicontrattisicontraggonoper
il38%;loccupazionescendeperil29%edstazionariaperil65%;ilcostodellavoro
aumenta per il 14% ed stazionario per il 76%; il costo delle materie prime in
aumento per il 22% ed stazionario per il 73%; le spese dirette di cantiere sono in
crescita per il 19% e stazionarie per il 74%; le spese generali lievitano per il 30% e
sonostazionarieperil68%.
Leprevisioniperil2semestre2014.
Laproduzionerisultaindiminuzioneperil39%estazionariaperil39%;ilfatturato
indiminuzioneperil40%estazionarioperil37%;gliordinieicontratticalanoperil
33%esonostazionariperil42%;loccupazionesicontraeperil35%edstazionaria
per il 49%; il costo del lavoro aumenta per il 13% ed stazionario per l80%; il costo
dellematerieprimeaumentaperil19%edstazionarioperil72%;lespesedirette
di cantiere aumentano per il 18% e sono stazionarie per il 74%; crescono anche le
spesegeneraliperil15%(stazionarieperil78%).
Iprincipaliprobleminellaquotidianitdelleimprese.
La difficolt di accesso al credito continua a rappresentare il principale problema
delleimpreseedili(il51%delcampioneintervistatototalmentedaccordo,il29%
abbastanzadaccordo),conparticolareprevalenzaditaleconvincimentotraititolari
di aziende comprese nelle fasce fino a 5 milioni di euro di fatturato e tra 5 e 20
milioni di euro di fatturato. Il secondo grande problema rappresentato dalla

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lentezzadellamacchinaamministrativa(42%totalmentedaccordo,47%abbastanza
daccordo).Seguono,poi,altrecriticit:mancanzadiundisegnogeneraledisviluppo
economico provinciale/regionale; scarsa responsabilit/incompetenza dei quadri
dirigenziali delle P.A; riduzione/carenza degli investimenti pubblici; costi elevati di
materieprime,servizieutenze.
Qualitpercepitadialcunifattoridelterritoriodiresidenza.
Il tenore di vita in provincia di Salerno ritenuto complessivamente in campo
positivo per l80% del campione intervistato: ottimo per il 7%, buono per il 25%,
accettabile per il 48%, mentre scarso per il 17% e pessimo per il 3%. In campo
positivo anche le valutazioni sulla qualit dellambiente e della salute: accettabile
per il 62%, buono per il 19% e ottimo per il 2%. Valutazione sempre in campo
positivoperlordinepubblicoelasicurezza:accettabileperil55%,buonoperil13%
eottimoperl1%,mentrerisultascarsoperil26%epessimoperil5%.Seguonopoi
le valutazioni sempre prevalentemente in campo positivo per le attivit dedicate al
tempo libero: accettabili per il 45%, buone per l8% e ottime per l1%. A prevalere
neigiudizinegativisonolerisposte(53%)relativeallambitoAffarieLavoro,chein
ogni caso registra un 47% in territorio positivo. Va notato, comunque, che le
valutazioni pi positive sono state espresse quasi sempre dai rappresentanti delle
impreseconoltre20milionidifatturato.

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Focuscredito.
La qualit delle relazioni tra le imprese e il sistema bancario nel complesso
percepita dal 59% del campione come soddisfacente, ma con un significativo 41%
(37% poco soddisfacente; 4% per nulla soddisfacente) che esprime un giudizio non
lusinghiero. Negli ultimi 12 mesi le aziende segnalano principalmente la variazione
della quantit di credito erogato (39%); la richiesta di maggiori garanzie (15%); la
variazione del tasso di interesse sui finanziamenti (10%); la richiesta di rientro su
prestiti gi concessi (9%). Solo per il 27% del campione intervistato non si sono
verificati cambiamenti. Per quanto concerne la richiesta di piani di ristrutturazione
del debito, soltanto il 32% del campione ha avanzato tale proposta agli istituti di
credito e per il 24% la risposta stata negativa. Lascia riflettere che ben il 68% del
campionenonhamaipensatodiprocedereaduntaletipodioperazionediriassetto
finanziario.
Indicedisoddisfazione.
Il Centro Studi Ance Salerno ha elaborato lindice di soddisfazione inerente le
relazioni tra imprese edili e circuito del credito, individuando le tipologie di istituti
bancari: banche di grandi dimensioni; banche di medie dimensioni; banche locali;
banche online; Bancoposta. In una scala di valori da 1 (per nulla soddisfatto) a 4
(molto soddisfatto) il valore medio risultato pari a 2,6. I clienti maggiormente
soddisfatti (indice 3,0) sono riferibili alle banche online, ma va precisato che si
tratta di una percentuale minimale del campione. Seguono i clienti delle banche di

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mediedimensioni(2,7);quellidellebanchedigrandidimensioni(2,6);gliutentidelle
banchelocali(2,5);iclientidiBancoposta(2,2).
IlrischiousurainprovinciadiSalerno.
Continuaadiminuirelapercentualecomplessivadelcampione(66%)convintachela
restrizione del merito del credito alimenti il rischio usura in provincia di Salerno. Si
conferma, per, che tale rischio maggiormente avvertito dalle imprese con un
fatturato inferiore ai 5 milioni di euro (totalmente daccordo: 39,7%; abbastanza
daccordo: 36,8%). Sempre consistente il livello di rischio percepito anche tra le
imprese con un fatturato tra 5 e 20 milioni di euro (totalmente daccordo: 14,8%;
abbastanza daccordo: 33,3%). Tra le imprese con un fatturato superiore ai 20
milionidieurosoloil20%abbastanzadaccordonelvalutareconcretotaletipodi
rischio. La percentuale del 66% del campione inferiore di circa 20 punti a quella
registrata nella rilevazione del 1 semestre 2013, mentre risulta in contrazione di 7
punti percentuali rispetto al trend elaborato nel 2 semestre 2013. abbastanza
plausibile che la diminuzione della percezione del rischio vada di pari passo con il
calodelladomandadicreditoeconlacompressionedegliinvestimentiprivati.
acuradel
CentroStudi
ANCESALERNO